LO STRALISCO di Roberto Piumini
Adattamento Teatrale
di
Miriana Ronchetti
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INIZIO MUSICALE
Entrando dal fondo.
1NARRATORE : Viveva, nella citt Turca di Malatya, un pittore di
nome Sakumat. Aveva let in cui gli uomini saggi
sanno stare in amicizia con s stessi, senza perdere
quella degli altri.
Sakumat dipingeva stupendi paesaggi e altri se ne
inventava.
Entrano in scena tre uomini vestiti da mercanti di stoffe.
1 MERCANTE : Ieri laltro la luna era splendente: per molte ore lho
guardata e ho pensato che sono un uomo fortunato.
2 MERCANTE : Per cos poco dici di essere fortunato?
3 MERCANTE : Ha ragionequando un uomo passa molto tempo a
guardare il cielo, vuol dire che un uomo in pace.
2 MERCANTE : Sakumat sta ore a guardare le cose del mondo;
guardate i suoi dipinti: sembrano parlare.
I tre mercanti escono uno dietro laltro.
2NARRATORE : Molti ricchi proprietari di greggi, commercianti di
cavalli, di stoffe, chiamavano Sakumat nelle loro
case.Se nessuno avesse richiesto la sua opera,
tuttavia Sakumat,avrebbe dipinto ugualmente;
quanto ai personaggi che creava, chiss dove li aveva
veduti: nemmeno lui lo sapeva. Forse non esistevano
in nessun luogo del mondo e in nessun sogno
umano.
3NARRATORE : E certo che pi li si guardava e pi il corpo fuggiva
attraverso gli occhi e si trasferiva intero e vivo in
spazi colorati e ricchi di pace.
Si crea un gioco di luci ombrose. Entra Sakumat: si siede e dipinge.
UOMO : Sei tu Sakumat, il pittore?
SAKUMAT : Si, uomo delle montagne. E questa la mia casa.
Chi sei?Perch mi cerchi?
UOMO : Io sono Kumdy, il servo di Ganuan, signore della
terra di Nactumal. Vengo a chiederti di salire alla
nostra vallata, nel suo palazzo, perch egli ti vuole
parlare e affidare unopera.
SAKUMAT : Di che opera si tratta?
KUMDY : Lopera che vorrebbe affidarti ha un valore molto
grande e altrettanto grande sar il compenso che
avrai. Avrai anche un cavallo per il viaggio. Se vuoi,
seguimi.
Cala la luce.
4NARRATORE : Pi che la generosit del Burban e la promessa dell
ricchezze, Sakumat era incuriosito dal fatto che uno
dei pi potenti signori delle montagne, insistesse a
quel modo; quindi accett.
Un giorno sarebbe bastato a preparare gli attrezzi del
lavoro.
5NARRATORE : La piccola carovana si allontan dalla conca di
Malatya e dopo unintera giornata di viaggio, giunse
in una bianca vallata, dove,dal profondo silenzio,
sbalzava un bianco palazzo.
Musica. Entrano due servi, da parti opposte, e si dispongono come ai margini di unimmaginaria entrata. da qui entrer Sakumat che si guarder intorno stupito.
1 SERVO : Il signore di Nactumal vi prega di attendere.
Entra il signore.
2 SERVO : Il signore di Nactumal!
GANUAN : Tu sei il benvenuto nella mia terra e nella mia casa.
Se io fossi pi paziente ti avrei lasciato riposare
questa serama ho molta fretta.
SAKUMAT : (Inchinandosi leggermente) La tua ospitalit
perfetta, signore. Ora chiedi e io ti risponder.
GANUAN : Io ho un solo figlio, molto giovane, di nome Madurer.
E malato di una strana malattia; ogni parte di sole e
di polvere gli nociva. Non pu vivere allaria aperta;
non solo, non pu abitare in stanze dove arrivi la
luce del sole. Tutti i medici di Turchia che vantano
scienza e sapienza sono venuti in questa casa.
Ma niente da fareCos, da pi di cinque anni, mio
figlio, non mai uscito da questa casa, n pu
godere della vita come tutti i bambini. Ora ho
pensato di abbellire la sua stanza con figure e colori.
Ti prego di accettare. Sarai trattato bene.
SAKUMAT : Posso farti una domanda, signore? Com lanima del
tuo figliolo?La sua sorte lo rende infelice?
GANUAN : A queste domande non risponder, vedrai tu stesso,
amico mio.
Buio
SERVO : Madurer era un bambino pallido ma non infelice.
Vestiva casacche ricamate con fili di cento colori. Dai
suoi occhi fermi e scuri, emanava una dolce allegria.
Entra Madurer; il padre prende il figlio per la mano.
GANUAN : Madurer, quesuomo si chiama Sakumat, un pittore
che io ho chiamato per decorare le tue stanze. Egli ha
portato pennelli e colori e le sue mani sono come
quelle di un mago.
MADURER : Padre, ti ringrazio e ringrazio chi con te. Quello che
portate cos bello e nuovo che non riesco a stare
fermo dalla gioia.
Ti amo padre!
GANUAN : Questa la risposta alle tue domande. Ringrazio il
Creatore per questo figlio e non ne vorrei uno diverso
neanche se avesse le ali come gli angeli del monte
Arat. Ma ora vi lascio, dovete fare amicizia Esce
Mentre parlano i servi portano i cuscini disponendoli nel mezzo del palco.
MADURER : Che cosa dipingerai?
SAKUMAT : Non lo so ancora; ci ho pensato molto ma la mia
mente bianca e vuotabisogna che ne parliamo io e
te. Bisogna che decidiamo quali sono i nostri desideri.
1MERCANTE : Facevano molti giochi insieme; sedevano su cuscini
colorati dove Madurer riposava. Si guardavano a
lungo e cercavano di intendersi.
Luce sui due.
SAKUMAT : Cosa ti piacerebbe vedere attorno a te? Che desiderio
hanno i tuoi occhi?
MADURER : Sono molti e confusisai, io ho guardato molte figure
sui libri e ho visto cose incantevoli del mondo: il mare
le montagne, i laghi e i grandi prati verdi. E ho visto
uomini di posti lontanissimi e animali di ogni specie.
Ma non riesco a scegliere.
SAKUMAT : Forse non occorre sceglierebasta mettere in ordine..
E per necessario che io sappia come tu vedi queste
cose, devi accompagnarmi nei tuoi pensieriallora io
ti aiuter.
2MERCANTE : E cos Madurer parl delle montagne, delle valli, delle
colline coperte di frutteti, dei boschi fitti e dei campi
lavorati, dei villaggi dai tetti bianchi, delle piante
altissime mosse dal vento e bruciate dal sole.
Luoghi selvaggi e miracolosi, sterminati e strani.
Mentre i vari personaggi parlano Madurer e Sakumat saranno in fermo immagine.
MADURER : Io pensavo che sarebbe bello dipingere tutte le pareti
della mia stanzaa volte, faccio dei sogni: e nei sogni
le figure si mescolano stranamente e si trasformano in
continuazione.Io vorrei tanto dipingere il mondo!
SAKUMAT : E allora occorre, proprio come accade nel mondo, che
la pittura sia naturale, cos lo sguardo sar come un
calmo viaggiatore.
I due iniziano ad osservare lo spazio attorno e a programmare.
SAKUMAT : Qui faremo il pascolo pieno di fiori profumati.
MADURER : Si! Come quello della storia del pastore Mutkul.
SAKUMAT : Allora ci metteremo anche la sua capanna, piccola
piccola, con il gregge di capre rosse.
MADURER : Si! e ci mettiamo anche il cane zoppoma come
faremo a vedere che zoppo?
SAKUMAT : Non si potr vederema noi lo sapremo!
MADURER : Qui la parete finisce! Il muro svolta dallaltra parte e il
mare sprofonder di colpoChieder a mio padre di
togliere tutti gli spigoli ai muri.
Il bambino esce. Entra il Burban. Si accosta a Sakumat.
GANUAN : So che la tua mente pura e piena di figure stupende.
Spesso, in silenzio,vi sento parlarenon mi avvicino
mai troppo. La tua sapiente curiosit e il tuo modo di
trattare Madurer, ti faranno ricco. Amico, il tuo un
gioco grande, per il quale occorre amore.
SAKUMAT : Si; un gioco grandelhai detto! Dovr essere come
un gigante mutotuttavia questo gioco ha preso
anche me. Quanto alla ricchezza che prometti, io ti
dico che un pittore ha una sola bocca per i sapori del
cibo e un solo ventre da consolare. Chi guarda a
lungo la terra e gli alberi e il mutare del cielo, non
sente bisogno di altro.
Cambio di luci. Escono parlando. Entra il servo.
1 SERVO : In quella stanza buia e vuota, vennero messi, come s
su richiesta di Sakumat, due semplici giacigli su cui i
due amici programmavano il lavoro da fare e dove, di
tanto in tanto si riposavano.
Rientrano Sakumat e Madurer.
MADURER : Non bisogna sbagliare.
SAKUMAT : Perch non bisogna sbagliare?
MADURER : Perch se sbagliamo, le figure dovremo tenerle per
sempre.
SAKUMAT : Invece si pu sbagliare. Forma cancella forma e
colore copre colore. Basta iniziare. Se non iniziamo
non possiamo fare n le cose giuste, n quelle
sbagliate
Musica. Sakumat inizia tracciare dei segni immaginari e Madurer lo segue.
MADURER : Ci possiamo mettere anche un pastorella? La vedo
una bambina socievole. Si chiama Insubat e la sua
amica Silas. La loro capanna l dietro, in un bosco
di cedri e noi, non la vediamo.
Entrano le pastorelle e si dispongono sul fondo immobili.
SAKUMAT : E cosa vedi ancora?
MADURER : Vedo i loro pensieri, e anche se vivono con le capre
sono felici.
1NARRATORE : Passarono i giorni e nascevano le montagne, le valli e
le cime di capanne che non si vedevano ma cerano;
stambecchi invisibili e serpenti nascosti.. tutto
nasceva lentamente, fatto di quello che Madurer e
Sakumat sapevano e immaginavano ma soprattutto
desideravano. Sakumat sapeva attendere che
attraverso la parola, i desideri e i ricordi, il segno
fosse insieme concordato. Ogni colpo di pennello
creava una dimensione, una verit.
2NARRATORE : Madurer amava aggiungere personaggi
bambina con il fazzoletto rosso sulla testa che si ,
chiamava Talya, compagna di giochi della sua
fantasia e il carro di Talya, con il cavallo che,
naturalmente non si vedevano.
MADURER : Sakumat, possiamo fare una strada laggi?
Altrimenti il cavallo di Talya non sapr dove andare
anzi fanne tantenon c una sola strada al
mondo.
SAKUMAT : No Madurer, il mondo pieno di strade. E pieno di
tutto e noi, siamo fortunati perch lo stiamo facendo
come lo desideriamo.
Escono.
3 MERCANTE : Ogni giorno si aggiungevano personaggi, vicende e
storie da raccontare. E in quella piccola stanza
nascevano intrecci di immagini ed emozioni.
I paesaggi prendevano vita e portavano allegria alla
solitudine di Madurer. In Sakumat aveva trovato
qualcosa di cos bello e grande che nessuno gli
avrebbe mai portato via : un amico
E un giorno arriv anche il mare. Forte, immenso,
azzurro. Un mare con le sirene, i pirati e il veliero.
Non solo: anche una principessa e il capitano della
nave.
Rientra Madurer attorniato da tanti personaggi. Parla con loro.
MADURER : Alika, Alika!
Arriva la serva Alika.
MADURER : Alika, corri a chiamare mio padre!
ALIKA : Non state bene,mio piccolo Signore?
MADURER : Sto molto bene,Alika. Voglio solo che venga mio
padre a vedere.
ALIKA : Pi tardi, chiamiamolo pi tardisar bello per lui
vedere la felicit di suo figlio quando sar tutto pi
completo.
Alika esce.
Madurer si rivolge ai personaggi dei dipinti.
MADURER : Talya, i pesci sono infiniti? Tu li hai mai visti i pesci?
TALYA : Non infiniti; ma certo nessuno li pu contare. Io li ho
visti;i pesci stanno dentro nel marema su questo
mare non ce ne sono.
Esce.
1 PIARATA : Anche noi, in qualche modo, siamo dentro il mare.
Siamo un po fuori e un po dentro. Siamo pirati, cos
ci hanno chiamati. Dicono di noi cose terribili, ma
per quel che mi riguarda mi accontento di un po di
oro ogni tanto.
2 PIRATA : Qualche volta i pesci saltano fuori dallacqua, persino
le balene fanno salti e i delfini e i pesci spada, in
branchi, guizzano fuori dallacqua in arcobaleno.
1 SIRENA : E vero! Il pirata ha ragione! I delfini seguono la rotta
delle navi. Anche di quelle di cristallo. E poi c il
pesce volante che pu volare per centinaia di metri
prima di ricadere nellacqua.
2 SIRENA : Ma forse meglio che i pesci stiano nel maree gli
uomini fuori.
Io ho provato a stare sulla terra e non mi piaciuto.
Strani esseri, siete, voi mortali. E strane creature
sembreremo noi a voi.
CAPITANO : Il mio veliero, il Tigrez, ha due alberi maestri e viene
dalla Grecia.
MADURER : Capitano, voi siete il Capitano! Io trovo che i vostri
pirati sono troppo prudenti.
CAPITANO : Perch dici cos?
MADURER : Perch navigano solo di notte e di giorno stanno fermi
sotto il soleAvranno la noia,non ti pare?
1 SIRENA : Hai ragioneio ne ho sentiti un po brontolare contro
il capitano.
2 SIRENA : Anchiodicevano: Che diavolaccio di modo di
di navigare questo? Che gli siano entrate le seppie
nel cervello?
MADURER : Capitano, come ti chiami?
CAPITANO : Mi chiamo Krapulos e vengo da Salamina. Sono stato,
prima di essere capitano, un mozzo: senza piccoli
mozzi, niente grandi capitani.
Dopo aver finito di parlare, ogni personaggio si siede a terra con la testa china fra le gambe, immobile.
PRINCIPESSA : In questi dipinti della fantasia di Madurer, ci sono
anchio. Vengo dallIndia e mi chiamo principessa
Indiana. Dal mio angolo dipinto, vedo tutto e posso
oramai dire che sono gi trascorsi molti mesi,
da quando Sakumat arrivato. Sta per venire
linverno. Io per esisto da molto pi tempo : sono
nata dalla fantasia del piccolo bambino, prima che
arrivasse il pittore a dipingermi. Madurer, ha
imparato a vedere cose che non sono ancora state
dipinte e la sua immaginazione, vi assicuro,
galoppa con i colori del mondo.
Rientra Sakumat.
SAKUMAT : A volte bello cambiare le coseImmagina che al loro
posto ci siano altri piccoli amici
Parlami dei tuoi desideri.
MADURER : Non sono desiderisono immagini che lottano fra loro
per uscire dal mio pensierosono molto stanco
vorrei riposare (si sdraia sui cuscini)
Al mio risveglio so che avrai gi dipinto i miei sogni.
Sakumat lo copre e lo accarezza.
Latmosfera diviene azzurra come la notte. Madurer si addormenta. Sakumat esce dalla scena. Nel buio della notte i personaggi dei sogni di Madurer prendono vita. Sul buio entrano tanti tesserini. Sono folletti e stelle, accompagnati da una fata e un gigante. Entreranno con ordine preciso e da punti diversi.
1FOLLETTO : E in questo dipinto, quasi come per un meraviglioso
gioco,compariamo anche noi; folletti, elfi, gnomi e
farfarelli.
2FOLLETTO : Burloni, maliziosi, scaltri, bizzarri, imprevedibili, noi
siamo...E cos egli ci vede nella sua fantasia; ma ci
pensa cos tanto che, per forza, vita dobbiamo avere.
3FOLLETTO : Piccole creature dallaria pensosa, noi siamo; seduti
sulle rive erbose, piccole creature dagli occhi
ammaliatori.
4FOLLETTO : (Avvicinandosi a Madurer che dorme)Tu, bambino, ci
hai chiamati a vivere nella tua memoria, noi che
siamo creature della potenza sotterranea.
5FOLLETTO : Io sono Colin Rosset, elfo smarrito sempre nelle
nuvole. Amo mangiare la luna, e bere lacqua
frizzante e alcolica dei laghi astrali.
6FOLLETTO : Abbiamo visto spesso il tuo occhio terrestre intento a
guardare lontano. Ma noi, siamo qui, nascosti fra i
colori della tua stanza.
7FOLLETTO : Gli uomini non lo sannoma quando pensano e
immaginano qualcosa, allora, quel qualcosa esiste
davveroed eccoci qua!
Escono tutti.
GIGANTE : Forse si nascondono perch arrivo io: i giganti fanno
paura,ma volte, ma cosa volete farci? Siamo grandi e
grossi: forse avete paura delle montagne? O del
grande fiume che scorre verso il mare? E allora
perch temerci? Tu cosa ne dici bella fata?
FATA : Dico che vero! Gli uomini temono le stranezze; ma il nostro piccolo amico no: lui non ha paura! E coraggioso come il capitano della nave.
Musica. Escono dalla sala tutti i personaggi sognati.
Una luce soffusa dar il via a Madurer per svegliarsi e a Sakumat per entrare.
MADURER : Buongiorno, Sakumat.
SAKUMAT : Buongiorno anche a te.
MADURER : Ho fatto una gran dormita, vero?
SAKUMAT : Si! E ora come stai?
MADURER : Bene, ma come le altre volte, mi sento un po debole.
SAKUMAT : Mi sieder accanto a te e ti racconter delle storieguarderemo le figure dei libri.
Entra Alika.
ALIKA : Ma nei giorni seguenti le forze di Madurer diminuirono
ancora, cos Sakumat decise che ci che avevano
dipinto poteva bastare.
SAKUMAT : Credo che queste pareti ci bastino.
MADURER : Ma il mondo pi grande! E i nostri paesaggi possono
continuare!
SAKUMAT : Si! E cambiare se lo vogliano.
MADURER : Cambiare come? Diventare pi belli?
SAKUMAT : Sono gi belli. Ma possiamo aggiungere il resto della
vita.
ALIKA : Sakumat sarebbe rimasto ancora una notte in quella casa.
Era giunto il tempo di ritornare a Malatya. Quella notte i due amici riposarono insiemee qualcosa di strano accaddeFecero lo stesso sogno, e nello stesso sogno, comparvero le stelle e lo stralisco.
Entrano cinque stelle che si spargono per il palcoscenico. Dopo di loro entra lo stralisco. Le stelle parleranno in coro.
STELLE : Siamo solo stelle, coperte dal cielo e occhi di angeli.
Di noi dicono che siamo le pi belle, ma siamo solo
stelle! Splendiamo nelle notti serene e quando insieme
allo stralisco compariamo, un desiderio a qualcuno di
certo avveriamo
Nel buio, Sakumat si sveglia e vede lo stralisco e le stelle. Chiama il bambino.
SAKUMAT : Svegliati, Madurer!
MADURER : Cosa c?
SAKUMAT : Guarda!
MADURER : Lo stralisco!
Se compare nelle notti piene di stelle si pu avverare
un desiderio! Tutti hanno un desiderio!
SAKUMAT : Anchio!
MADURER : Li conosco i tuoi desideri. Avrai sicuramente chiesto di
farmi vivere: ma io dico che tutto quello che dovr
accadere, accadr lo stesso.
Buio, tutti escono tranne lo stralisco.
STRALISCO : Madurer non mor come avevano predetto i medici
della Turchia, ma visse a lungo facendo il
pittore.Questa era la sua medicina
Sakumat torn nella sua terra e fece il pescatore.
Nelle notti stellate, Sakumat e Madurer, si
incontravano con i loro pensieri; ma non videro pi,
nella loro vita, lo stralisco.
Nonostante i miei sforzi per apparire ai loro occhi, non
ci riuscii.Forse, nella vita di un uomo, solo una volta
si possono avverare i desideriio credo.
FINE
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