Lo stupro Franca Rame
Donna: Li sento calmi. Sicurissimi. Che fanno? Si stanno accendendo una sigaretta.
Fumano? Adesso? Perch mi tengono cos e fumano?
Sta per succedere qualche cosa, lo sento Respiro a fondo due, tre volte.
Non, non mi snebbio Ho solo paura
Ora uno mi si avvicina, un altro si accuccia alla mia destra, laltro a sinistra.
Vedo il rosso delle sigarette.
Stanno aspirando profondamente.
Sono vicinissimi.
Si, sta per succedere qualche cosa lo sento.
Quello che mi tiene da dietro, tende tutti i muscoli li sento intorno al mio corpo. Non ha aumentato la stretta, ha solo teso i muscoli, come ad essere pronto a tenermi pi ferma.
Il primo che si era mosso, mi si mette tra le gambe in ginocchio divaricandomele.
E un movimento preciso, che pare concordato con quello che mi tiene da dietro, perch subito i suoi piedi si mettono sopra ai miei a bloccarmi.
Io ho su i pantaloni. Perch mi aprono le gambe con su i pantaloni? Mi sento peggio che se fossi nuda! Da questa sensazione mi distrae un qualche cosa che subito non individuo un calore, prima tenue e poi pi forte, fino a diventare insopportabile, sul seno sinistro. Una punta di bruciore.
Le sigarette sopra al golf prima di arrivare alla pelle.
Mi scopro a pensare cosa dovrebbe fare una persona in queste condizioni. Io non riesco a fare niente, n a parlare n a piangere Mi sento come proiettata fuori, affacciata a una finestra, costretta a guardare qualche cosa di orribile.
Quello accucciato alla mia destra accende le sigarette, fa due tiri e poi le passa a quello che mi sta tra le gambe.
Si consumano presto.
Il puzzo della lana bruciata deve disturbare i quattro: con una lametta mi tagliano il golf, davanti, per il lungo mi tagliano anche il reggiseno mi tagliano anche la pelle in superficie. Nella perizia medica misureranno ventun centimetri.
Quello che mi sta tra le gambe, in ginocchio, mi prende i seni a piene mani, le sento gelide sopra alle bruciature
Ora mi aprono la cerniera dei pantaloni e tutti si danno da fare per spogliarmi: una scarpa sola, una gamba sola.
Quello che mi tiene da dietro si sta eccitando, sento che si struscia contro la mia schiena.
Ora quello che mi sta tra le gambe mi entra dentro. Mi viene da vomitare.
Devo stare calma, calma.
Muoviti, puttana. Fammi godere
Io mi concentro sulle parole delle canzoni; il cuore mi si sta spaccando, non voglio uscire dalla confusione che ho. Non voglio capire. Non capisco nessuna parola non conosco nessuna lingua. Altra sigaretta.
Muoviti, puttana. Fammi godere
Sono di pietra.
Ora il turno del secondo i suoi colpi sono ancora pi decisi.
Sento un Muoviti, puttana. Fammi godere
La lametta che servita per tagliarmi il golf mi passa pi volte sulla faccia. Non sento se mi taglia o no.
Muoviti, puttana. Fammi godere
Il sangue mi cola dalle guance alle orecchie.
E il turno del terzo. E orribile sentirmi godere dentro, delle bestie schifose.
Sto morendo riesco a dire sono ammalata di cuore.
Ci credono, non ci credono, si litigano.
Facciamola scendere. No si Vola un ceffone tra di loro. Mi schiacciano una sigaretta sul collo, qui, tanto per spegnerla.
Ecco, li, credo di essere finalmente svenuta.
Poi sento che si muovono. Quello che mi teneva da dietro mi riveste con movimenti precisi.
Mi riveste lui, io servo a poco. Si lamenta come un bambino perch lunico che non abbia fatto lamore pardon lunico, che non si sia aperto i pantaloni, ma sento la sua fretta, la sua paura. Non sa come metterla con il golf tagliato, mi infila i due lembi nei pantaloni.
Il camioncino si ferma per il tempo di farmi scendere e se ne va.
Tengo con la mano destra la giacca chiusa sui seni scoperti. E quasi scuro. Dove solo? Al parco.
Mi sento male nel senso che mi sento svenire non solo per il dolore fisico in tutto il corpo, ma per lo schifo per lumiliazione per le mille sputate che ho ricevuto nel cervello per lo sperma che mi sento uscire.
Appoggio la testa a un albero mi fanno male anche i capelli me li tiravano per tenermi ferma la testa.
Mi passo la mano sulla faccia sporca di sangue. Alzo il collo della giacca. Cammino.
Cammino non so per quanto tempo.
Senza accorgermi, mi ritrovo davanti alla Questura.
Appoggiata al muro del palazzo di fronte, la sto a guardare per un bel pezzo.
Penso a quello che dovrei affrontare se entrassi ora Sento le loro domande.
Vedo le loro facce i loro mezzi sorrisi
Penso e ci ripenso
Poi mi decido
Torno a casa torno a casa
Li denuncer domani.
Buio
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