Lo vedo e non lo vedo

Stampa questo copione

Al végh e an el végh

Lo vedo e non lo vedo

due atti di

Paolo Cappelloni

Personaggi

Zita (età: sulla cinquantina)

Armanda (sua sorella; età: sulla cinquantina)

Edoardo (età: sulla cinquantina)

Aroldo (condomino)

Maria Luce (condomina; età: sulla quarantina)

Alcune comparse (altri condomini)

La scena rappresenta una terrazza condominiale di un palazzo di 6 piani. Per tutta la larghezza del proscenio ci sarà una balaustra mentre sul fondo si potrà vedere un muro o un piano inclinato che rappresenta un tetto a coppi, a piacere della regia; il resto è solo cielo. Sulla terrazza c’è un filo per stenderei panni e un vecchio sgabello. C’è una sola entrata.

(TUTELA SIAE)

L'uso senza permesso da parte di chiunque, in qualunque forma, è assolutamente vietato.

Nel caso di rappresentazione dichiarare alla SIAE il titolo originale.

Per eventuali comunicazioni contattare l'autore.

cell: 338 9 338 116

e mail: paolocappelloni@yahoo.it


Primo atto

All’aprirsi del sipario la scena è vuota, dopo pochi istanti entra Zita con un cesto di bucato, è ansimante per aver fatto due rampe di scale col peso dei panni. Zita posa in terra il cesto coi panni, prende uno sgabello e, stanca, si siede.

Zita -                    Porca miseria, quelle scale mi ammazzano! Devo riprender fiato! Dopo due piani con ‘sto cesto di panni non ne posso più! Se nell’appartamento avessero avuto la grazia di metterci uno straccio di balconcino non ci sarebbe stato ‘sto problema; invece niente: risparmiano anche lì, risparmiano! Delinquenti! Figuriamoci l’ascensore...! Per carità! Siamo nel terzo millennio ma per qualcuno gli ascensori sono ancora cose futuristiche! Dicono che non si può perché è troppo stretta la tromba delle scale. Per forza! Invece d’una tromba han fatto un piffero, ‘sti imbecilli! È chiaro che l’ascensore non ci entra! (Si alza) Su, via, cominciamo a stendere. (Inizia a stendere i panni prendendo dal cesto un reggiseno della sorella) Dunque: reggipetto a balconcino con pizzo macramè!... Se ho una sorella deficiente non è colpa mia! È una cosa dell’altro mondo! A parte il fatto che le ci vorrebbe un reggipetto a terrazza, altroché a balconcino! Poi mi ha ormai passato i cinquanta...! Dove cavolo andrà con i pizzi di macramè?? (Prende una culotte) Ecco qua: culotte di seta con pizzo chantilly! E io dietro a lavare, a stirare e a stendere! Da chi dovrà farsi vedere con la culotte, quell’ochetta giuliva? Giusto da me per farmi prendere paura! (Prende dal cesto un paio di calze autoreggenti) Le calze autoreggenti della principessa del pisello! Dovrà andare a ballare il cancan a gamba alta, con le calze autoreggenti! (Prende altri indumenti della sorella, per stenderli) Vedi? Tutta roba sua, perché la signora marchesa si cambia tutti i giorni, per sbracarsi poi sul divano a guardare le cazzate in tv! E io dietro a lavare, a stirare e a stendere! Eh, mia sorella sarà la mia condanna! La mia croce! La mia... (Si accorge di un uomo, che non si vede, sul tetto del palazzo di fronte e cambia repentinamente atteggiamento continuando a stendere e a parlare a voce più alta, con fare vezzoso)... La mia giornata è sempre così: sempre a far tutto da sola! (Getta una fugace occhiata verso il palazzo di fronte) Cenerentola mi fa un baffo, a me! (Altra fugace occhiata nella stessa direzione sistemandosi i capelli) Eh, tanto...? Chi ha più cervello lo adoperi! (Mentre continua a stendere i panni si decide a rivolgersi direttamente all’uomo) Buongiorno... (Nessuna risposta) Mi scusi: lei è un antennista? (Nessuna risposta) Perché se è un antennista, quando ha finito là potrebbe fare un saltino anche qui perché credo che la mia antenna abbia bisogno d’una regolata: io non so ma in un canale mi fa le onde, in un altro mi fa le bollicine...! (Volendo essere spiritosa) Dipenderà anche da quello che trasmettono?? Può essere? (Nessuna risposta) Oppure sta solamente sistemando i coppi, sul tetto? (Volendo essere spiritosa) È un coppista? (Nessuna risposta) Facevo per dire... mi scusi tanto se mi sono permessa di attaccar bottone! Era per essere gentile, per far così... due parole! (Pausa) Se non ha voglia di parlare non mi offendo mica! (Nessuna risposta) Va bè... (Finisce di sistemare il bucato commentando tra sé, ad alta voce)... Alla faccia del buon vicinato! Porca miseria che gente s’incontra al giorno d’oggi!

Edoardo -            (Voce fuori scena, con tono sconvolto) È meglio che torni dentro casa!

Zita -                    (Offesa) Ah, gentile! Allora prima finisco di stendere i panni e poi, se ho voglia, e sottolineo “se ho voglia”, torno dentro! Va bene?

Edoardo -            (C.s.) Invece è meglio che vada via subito, se non vuole vedere un uomo che vuol farla finita buttandosi di sotto!

Zita -                    (Sorpresa e allarmata) Cos’è?? Cosa vuol fare??

Edoardo -            (C.s.) Ha capito benissimo! Vada via!!

Zita -                    Sta scherzando o dice sul serio?

Edoardo -            Se resta un altro po’ vedrà da sola se sto scherzando o no!

Zita -                    Ma è andato via di testa, per caso?? (Con un sogghigno) No, no... lei mi sta prendendo in giro!

Edoardo -            (C.s.) Sì, ho proprio voglia di prenderla in giro! Io mi sono rotto di avere a che fare con voi donne che siete la nostra rovina! Ecco perché voglio farla finita! Così l’avrete vinta in tutti i campi e non so nemmeno se vi rimarrà un minimo di rimorso! Addio!

Zita -                    (Grida) No!!! Aspetti! Non salti giù! Vado a chiamare subito i pompieri!

Edoardo -            (Grida) Stia ferma lì! Se prova a chiamare i pompieri, la polizia o l’ambulanza io mi butto!!

Zita -                    Allora stia buono lì!

Edoardo -            Ma cosa vuole da me??

Zita -                    Niente, sono solo curiosa di sapere perché è arrivato a questo punto!

Edoardo -            Cosa farebbe lei, anzi no, lei la è una donna e saprebbe bene come cavarsela perché voi riuscite sempre a mettere il culo nel burro, fregandovi di tutto e di tutti! Perciò è meglio che mi lasci fare e stia zitta!

Zita -                    (Grida) No! Aspetti! Se ce l’ha tanto con noi donne avrà anche il dovere di darci una spiegazione, prima di farla finita!

Edoardo -            Chi deve saperlo lo capirà benissimo!

Zita -                    Lo dica anche a me, su! E si metta seduto perché così in bilico c’è pericolo che scivoli e che cada di sotto!

Edoardo -            Ma è proprio quello che voglio fare!

Zita -                    Va bene ma in caso avrà tutta la giornata, per farlo... intanto mi racconti, su! Se c’è una donna di mezzo sarà un problema di cuore...

Edoardo -            No, con una donna di mezzo è un problema di fegato! Me l’ha rovinato fino a spappolarlo e alla fine, nel punto di massima “insopportazione”, è successo quello che è successo!

Zita -                    L’ha ammazzata!

Edoardo -            Ma che ammazzata! Chi la stronca, quella!?

Zita -                    Ah, allora..?

Edoardo -            Allora... ci siamo separati!

Zita -                    (C.s.) Oooh! Chissà cosa credevo! E bè?? La fa tanto tragica per questo? Al giorno d’oggi è ormai diventata una cosa normale... capita tutti i giorni!

Edoardo -            Ma a me non è mica dispiaciuta la separazione! Per quella ho pregato a mani giunte!

Zita -                    Allora si dia una mossa e mi dica perché vuol fare ‘sto gesto da scriteriato!

Edoardo -            Perché il mondo è fatto male e non c’è giustizia per nessuno! Addio!!

Zita -                    (Grida) No! Aspetti! Come sarebbe a dire che non c’è giustizia?

Edoardo -            Non c’è perché ‘sta separazione m’ha rovinato la vita!

Zita -                    In che senso? (Silenzio) Allora...?

Edoardo -            (Sfogandosi) Avevo messo su una casa con tanti anni di sacrifici e adesso mi ritrovo senza niente perché un giudice ha stabilito che la casa va a mia moglie per starci con chi pare a lei e io dovrò andare a stare in affitto, passarle gli alimenti e pagarle le rate del mutuo! Ha capito come va, la vita, per voi?? E lei crede che io ce la faccia, col mio lavoro, a tirar fuori tutti quei soldi?? Se invece la faccio finita risolvo subito tutti i miei problemi e metto lei negli impicci, così imparerà, quella disgraziata!

Zita -                    Ecco qual è il problema!

Edoardo -            Già!! Le sembra poco?

Zita -                    Mm. E lei? Voglio dire: che lavoro fa?

Edoardo -            L’idraulico.

Zita -                    Un idraulico?? Cavolo! E con un lavoro così ha paura di non farcela??

Edoardo -            Signora mia...

Zita -                    ... Signorina.

Edoardo -            Signorina, non creda che un idraulico navighi nell’oro! Anzi, lavorando tra gabinetti e sciacquoni, trovo tutto tranne l’oro! (Grida) Poi è un fatto di principio!

Zita -                    Bè, farla finita per un fatto di principio mi pare un controsenso.

Edoardo -            Si mette a fare la filosofa, adesso?? Addio!!

Zita -                    (Grida) No! Aspetti un altro po’! Si rimetta seduto... ecco, così! Quanti anni ha, se posso...

Edoardo -            Cinquanta.

Zita -                    Eeeh, a cinquant’anni è ancora un ragazzo! Sa quante cose può fare ancora nella vita?

Edoardo -            Certo! Pagare i debiti per gli altri!

Zita -                    Poi guardi che lei non è il solo a dover tirare la carretta! Anch’io, per esempio, lavorando in ospedale, devo sgobbare parecchio!

Edoardo -            Cos’è, un’infermiera, un’inserviente...

Zita -                    No, lavoro in amministrazione, comunque anch’io devo stringere la cinghia tra l’affitto e... mantenere una sorella che non fa un cavolo e che mi costa come un figlio! Cosa dovrei fare, io, allora, che non riesco mai ad arrivare alla fine del mese con un soldo in tasca? Se tutti risolvessero i problemi come vuol fare lei saremmo a posto! E poi, su... buttarsi giù da un tetto proprio la domenica mattina!

Edoardo -            Perché? Che differenza fa tra domenica, lunedì o un altro giorno della settimana?

Zita -                    Fa, fa, la differenza! Per prima cosa la domenica è un giorno sacro e certe cose non si possono fare...

Edoardo -            E per seconda...?

Zita -                    Per seconda... la domenica ci si riposa e non si pensa ai problemi, alle cose brutte! Quelle si rimandano tutte a lunedì!

Edoardo -            Allora dovrei ammazzarmi domani?

Zita -                    No! Non volevo dire questo! Volevo dire che dopo, il lunedì, uno è più rilassato e ha più energia per affrontare e risolvere i propri magoni!

Edoardo -            Uno nelle mie condizioni non si mette a fare tanti sofismi! (Grida) Io sono disperato! E mi butto di sotto!!

Zita -                    (Grida) No! Aspetti!

Edoardo -            (Ironico) Eh, vogliamo fare di martedì?

Zita -                    No, martedì c’è il mercato settimanale.

Edoardo -            Allora...?

Zita -                    Eeee, niente, allora non si fa! Si rimetta seduto! (Tenta con una forma di seduzione) Oltretutto è anche un bell’uomo! Chissà quante donne ne approfitteranno, adesso che è uno scapolo, libero e indipendente!

Edoardo -            Aah! Ma allora non ha capito che non ne voglio più sapere, di donne!! Le donne sono nate apposta per rovinarci l’esistenza! Anche con l’aiuto della legge, perché ne sapete una più del diavolo! Voi sapete fare sia le pentole che i coperchi!

Zita -                    Non vorrà venirmi a dire che non le piacciono più le donne! Su! Mica dovrà risposarsi! (Vezzosa) Ci sono tante donne, all’incirca della sua età, che vorrebbero avere un compagno! Così... tanto per passare la vita insieme, tenendosi compagnia!

Edoardo -            Io non ne conosco.

Zita -                    Invece ci sono, ci sono... stia tranquillo. Se lei è stato deluso da una donna non significa che siamo tutte uguali! Non deve fare di tutta l’erba una fascio!

Edoardo -            ‘Sta manfrina di conversazione è durata anche troppo, oltretutto non so nemmeno perché mi son messo a raccontare i fatti miei a lei, che è una donna e una perfetta sconosciuta!

Zita -                    Glielo dico io, il perché: perché lei ha ancora bisogno di una persona che le stia vicino, che l’ascolti nei momenti di sconforto, checché...

Edoardo -            Checché...?

Zita -                    Niente, così... Checché lei dica il contrario!

Edoardo -            Sicché pensa che io non abbia il coraggio di fare quello che voglio fare??

Zita -                    Qualche dubbio ce l’ho.

Edoardo -            Allora stia a vedere...!

Zita -                    (Grida) No! Aspetti! Stavo scherzando!

Edoardo -            Io per niente!

Zita -                    Le credo, le credo... stia buono lì! Vede che anche in una circostanza come questa, rimandando il suo proposito, ha avuto modo di conoscere una persona nuova?

Edoardo -            Chi sarebbe?

Zita -                    Io!

Edoardo -            (Ironico) Pensa un po’ che fortuna!

Zita -                    (Piccata) Ah, la ringrazio tanto! Allora aspetti lì un momento che gliene faccio conoscere un’altra.

Edoardo -            E questa chi sarebbe?

Zita -                    Mia sorella.

Edoardo -            (Ironico) Non vedo l’ora di conoscerla!

Zita -                    Solo un momento, vado a chiamarla, resti buono lì, eh? Si attacchi al camino così sta più sicuro. (Va ad affacciarsi velocemente alla porta della terrazza tenendo sempre sott’occhio Edoardo. Chiama ad alta voce) Armanda!! Armanda!! (A Edoardo) Aspetti un momento, eh? Forse non sente perché è stravaccata davanti alla tv. (Richiama) Armanda!! Armanda!! Vieni subito quassù in terrazza!! (A Edoardo) Ecco, adesso conoscerà mia sorella.

Edoardo -            Sì, però facciamo una cosa in giornata perché non ho tempo da perdere.

Zita -                    Eeeh, chissà cosa avrà da fare!

Edoardo -            (Grida) Voglio farla finita!!!

Zita -                    (Grida) No! Aspetti! Sta arrivando!

Edoardo -            Ma a me cosa me ne frega di sua sorella??

Zita -                    Bè, anche da una così, magari con un po’ di buona volontà, qualcosa di interessante può venir fuori.

Armanda -           (Entra e, sfinita, si siede sullo sgabello) Accidenti, Zita! Quelle due rampe di scale mi uccidono!

Zita -                    Ah sì?? E io che devo farle sempre con un cesto pieno di bucato??

Armanda -           Non so proprio come fai.

Zita -                    Ah no?? Allora almeno una volta prova a farlo te, ‘sto lavoro!

Armanda -           Perché mi hai fatto venire fin quassù?

Zita -                    Sì, sì, cambia discorso...! (Indica il punto, davanti a sé, in cui c’è Edoardo) Guarda un po’ là davanti...

Armanda -           (Guardando davanti a sé) Non è un gran bel panorama; sarebbe meglio poter vedere il mare come nello sceneggiato “La casa sulla battigia”, dove c’è lui che è un pescatore e ha un turpe intrigo con una pescivendola che...

Zita -                    (La interrompe) Armanda, non devi guardare il panorama, devi guardare su quel tetto là.

Armanda -           (Guarda poi risponde ad alta voce per farsi sentire da Edoardo mentre si sistema l’acconciatura) Eh, c’è un uomo.

Edoardo -            Sua sorella ha un bello spirito d’osservazione.

Zita -                    (Ad Armanda, sottovoce) Dobbiamo convincerlo a scendere da lassù.

Armanda -           Ma se gli piace stare lassù lascialo fare.

Zita -                    (C.s.) Ma lui non vuole restare lassù.

Armanda -           Ma hai detto adesso che dobbiamo convincerlo a scendere!

Zita -                    (C.s.) Sì ma lui non vuole scendere da lassù come tutti i cristiani.

Armanda -           E come vuole scendere? Alla turca?

Zita -                    (C.s.) No, non vuole proprio scendere.

Armanda -           Zita, io non ho capito: vuole scendere o non vuole scendere?

Zita -                    (C.s.) Armanda... quello lì si vuol buttare di sotto!!!

Armanda -           Da lassù??

Zita -                    Eh, più in alto non può andare...!

Edoardo -            (A Zita) Le sta raccontando i fatti miei?

Zita -                    (Ad Edoardo) No, le sto spiegando la situazione.

Edoardo -            Le dica anche che finirà presto!

Armanda -           (A Zita) Ma se si butta di sotto si riduce una frittata!

Zita -                    (Ironica) Te cosa dici? Quel palazzo ha sei piani come il nostro!

Armanda -           E lui a che piano è?

Zita -                    Armanda! Se è sul tetto...!

Armanda -           Ah, è vero.

Edoardo -            (Grida) Addio a tutti!!

Zita -                    (Grida) No! Aspetti!

Edoardo -            Cosa devo aspettare??

Zita -                    Mia sorella le vuol dire... le vuol dire qualcosa!

Armanda -           (A Zita) Cosa gli voglio dire?

Zita -                    Che ne so... inventa qualcosa!

Armanda -           (Ad Edoardo) Ehm, come va? (Zita ha un gesto sconsolato)

Edoardo -            Che razza di domanda è?? Se mi voglio ammazzare non mi va bene per niente!

Armanda -           Ah, sì, è vero. Ehm, come si chiama?

Edoardo -            A lei cosa gliene frega?

Armanda -           A me niente, dicevo così per dire.

Zita -                    Sei una psicologa da ridere! (Ad Edoardo) Vede che noi donne non siamo tutte uguali?

Edoardo -            Cosa intende dire?

Zita -                    Che per esempio mia sorella è scema!

Armanda -           (A Zita) Perché dici sempre che sono scema?? (Ad Edoardo) Ma... scusi: perché lei si vuol buttare di sotto?

Edoardo -            Lo chieda a sua sorella.

Armanda -           (A Zita) Perché si vuol buttare di sotto?

Zita -                    Perché s’è separato da sua moglie, ha dovuto lasciarle la casa e adesso le deve passare gli alimenti e continuare a pagare il mutuo.

Armanda -           Oh, cavolo!!! Proprio come nella fiction “Mutuo amore e mutuo casa” dove c’è lui che deve lasciare la casa...

Zita -                    Taglia corto!

Armanda -           (A Zita) Va bene... ma buttandosi giù cosa ci guadagna?

Zita -                    Oooh! È proprio quello che dovresti chiedergli!

Armanda -           Ah, ecco! (Ad Edoardo) Mi scusi, ma buttandosi giù cosa ci guadagna?

Edoardo -            Me ne andrò da questo mondo sciagurato e non avrò più pensieri!

Armanda -           Ma nemmeno più tanto da godere! Non le piace la vita con tutte le sue cose belle??

Edoardo -            E quali sarebbero?

Armanda -           Eeeh! Ci sono tante cose! Ma come non si accorge... di quanto il mondo sia meraviglioso? Ma guardi intorno a lei che doni le hanno fatto...

Zita -                    Sì... ti hanno inventato il mare! Ma cosa gli fai, Domenico Modugno??

Armanda -           Eh, nelle sue condizioni è sempre meglio che “Volare oh oh”!

Edoardo -            Ma dove l’ha trovata una sorella così?

Zita -                    Me lo domando spesso anch’io!

Armanda -           (Ad Edoardo) Si faccia coraggio, su! Non si butti giù così!

Zita -                    Guarda che così peggiori le cose.

Edoardo -            E come dovrei buttarmi? A volo d’angelo?

Zita -                    (Ad Edoardo) Mia sorella voleva dire che non si deve demoralizzare!

Edoardo -            (Ironico) Ah no, dovrei fare i salti per la contentezza!

Armanda -           Proprio i salti, no, ma nemmeno zompare giù dal tetto!

Edoardo -            (Grida) Invece è proprio quello che farò!!

Armanda -           (Grida) No!

Zita -                    (C.s.) Aspetti!

Edoardo -            Ormai è un pezzo che aspetto!

Zita -                    Stia a sentire...

Edoardo -            Cosa? Le vostre cazzate?

Zita -                    Si sieda su un coppo non scivoloso e parli un po’ con noi.

Armanda -           Ancora non m’ha detto come si chiama... Così se muore potrò venire a trovarla!

Zita -                    (Contrariata) Armanda...!

Edoardo -            Mi chiamo... Edoardo.

Armanda -           Edoardo! È un bel nome! Io mi chiamo Armanda. (Vezzosa) Posso chiamarla... Edo?

Edoardo -            Faccia pure.

Armanda -           Grazie! Che mestiere fa, Edo?

Zita -                    (Ad Armanda) È un idraulico.

Edoardo -            Idraulico.

Armanda -           Un idraulico?! (Decisa) Allora deve rimandare subito il suo proposito!

Edoardo -            Perché?

Armanda -           Perché è ormai un mese che il nostro sciacquone del vater perde! (A Zita) È vero?

Zita -                    Sì, in effetti è così.

Armanda -           Perde appena appena un filo ma lei sa che... dai e dai, goccia dopo goccia si riempie la boccia!

Edoardo -            Mi dispiace ma dovrete chiamarne un altro.

Armanda -           Eeeh! Dite tutti così, voi idraulici! Perché siete pieni di chiamate fino al collo, è vero?

Edoardo -            (Grida) No! È perché voglio farla finita!!!

Zita -                    (Grida) No!

Armanda -           (C.s.) Aspetti!

Zita -                    Non si lasci andare!

Armanda -           Se si lascia andare rotola di sotto!

Zita -                    (Ad Armanda) Non devi mettergli in mente ‘ste cose! Lo devi distrarre!

Armanda -           (A Zita) D’accordo. (Ad Edoardo) Signor Edo... ehm... ha sentito il temporale di stanotte?? Eh, Mamma mia!! Certi botti...! Ma almeno ha portato via tutta l’umidità! A lei piace la pioggia?

Edoardo -            No.

Armanda -           Ecco... nemmeno a me, sa? Uuuh! La pioggia mi mette una tristezza...! una depressione...! Con tutto quel grigiore, quella monotonia... eh? Poi quando è così mi vengono sempre dei pensieri tanto brutti! Mamma mia! Si perde proprio la speranza! In tutto! Succede anche a lei? (Guarda verso Edoardo poi si rivolge a Zita) Ma cosa fa? Si è messo a piangere??

Zita -                    Armanda, è meglio che torni di sotto se no t’arrestano per istigazione al suicidio!

Armanda -           Perché? Cosa ho detto?

Zita -                    (Ignorando la domanda di Armanda si rivolge ad Edoardo) Non la stia a sentire, signor Edoardo! Pensi invece a questa bella giornata di sole! Con gli alberi frondosi...

Armanda -           (A Zita) Come sono, gli alberi...?

Zita -                    Frondosi.

Armanda -           Ah, sì. (Ad Edoardo) Gli uccellini che cinguettano...

Zita -                    I prati d’un verde intenso...

Armanda -           ... Quei frutti così maturi che pare esplodano e cadono dall’alto spiaccicandosi in terra!

Zita -                    Armanda!!! Ma lo fai apposta??

Armanda -           Perché, non è così?

Zita -                    (Ad Edoardo) La scusi, sa! È fatta così! Su, adesso smetta di piangere come un bambino!

Armanda -           Se continua a strofinare quegli occhi gli si infiammeranno!

Edoardo -            (Grida, esasperato) Ma io non sto piangendo! Mi sono entrati dei moscerini negli occhi!

Zita -                    Uuuh! Tanto non dà fastidio...!

Armanda -           Deve metterci subito un po’ d’acqua fresca!

Edoardo .            Sai quanto mi frega dell’acqua fresca, a me, visto che fra poco non ci sarò più!

Zita -                    Non lo dica nemmeno per scherzo!

Armanda -           Eeeh! Non ci sarò più! Capirai, per due moscerini!

Zita -                    (Sottovoce, ad Armanda) Non l’ha detto per i due moscerini!

Armanda -           Allora per cosa? (Realizza) Aaah! (Ad Edoardo) Non lo dica nemmeno per scherzo!

Edoardo -            Visto che il destino vi ha fatto essere testimoni di questo mio gesto, dopo che mi sarò buttato fatemi il favore di dire a tutti quanti che, adesso come adesso, non porto rancore né risentimento per nessuno... solo un po’ per quel cavolo di giudice! Addio!!

Zita -                    (Grida) No!

Armanda -           (C.s.) Aspetti!

Edoardo -            No! È già tardi, ormai, è arrivata la mia ora!

Zita -                    Un’ultima cosa!

Edoardo -            Ma che sia l’ultima!!

Zita -                    Promesso!

Edoardo -            Dica e faccia una cosa in giornata!

Zita -                    (Pensa disperatamente a cosa dire poi le si illumina il viso per l’idea venutale) Ma ha pensato ai suoi figli??

Edoardo -            Io non ho figli! (Zita è sconsolata)

Armanda -           Sicuro??

Edoardo -            Se glielo dico...!

Zita -                    Allora... ci dica qualcosa di lei, della sua vita.

Edoardo -            Oh, sarebbe una storia troppo lunga.

Armanda -           Suvvia, non faccia cadere le cose dall’alto!

Zita -                    (Sottovoce, ad Armanda) Ti ho detto di stare attenta a come parli!!

Aroldo -               (Entra, è urtato per il chiasso delle due donne) Ma, ragioniamo: voi venite quassù per stendere i panni o per sbraitare e rompere le scatole a quelli che stanno qui sotto?? Sapete che la domenica è l’unico giorno in cui posso dormire un po’ di più!

Zita -                    Ragionier Aroldo, ci scusi ma non l’abbiamo fatto apposta!

Armanda -           Stiamo sbraitando per un caso di forza maggiore!

Aroldo -               Sarebbe...?

Zita -                    Vede quell’uomo sul tetto qui di fronte?

Aroldo -               Sì, allora? State facendo salotto a distanza?

Armanda -           È uno che aspira, ragionier Aroldo!

Aroldo -               A cosa?

Armanda -           È un aspirante...

Zita -                    (Interrompendo Armanda) Ragionier Aroldo, quello lì si vuol buttare giù dal tetto!!

Aroldo -               Un suicida??

Armanda -           Aspirante suicida! Proprio come nello sceneggiato “Cuore in frantumi”, dove lei, che però amava un altro...

Aroldo -               (La interrompe) Ma non avete chiamato nessuno??

Zita -                    Non vuole!! Ha detto che appena vede un pompiere o una divisa qualsiasi si butta di sotto!

Aroldo -               E non l’avete convinto a scendere?

Armanda -           È fino adesso che cerchiamo di dissuarlo, di dissi... di...

Zita -                    ... di fargli cambiare idea!

Armanda -           Ecco.

Aroldo -               Lasciate provare me.

Zita -                    Si accomodi.

Aroldo -               (Ad Eduardo) Mi scusi, ragioniamo: perché vuole compiere questo gesto snaturato?

Edoardo -            Andiamo bene! Adesso devo ricominciare tutta la litania??

Zita -                    Ha ragione anche lui, poveretto! (Ad Aroldo) Si vuole uccidere perché s’è separato dalla moglie, ha dovuto lasciarle la casa e adesso deve passarle gli alimenti e continuare a pagarle il mutuo.

Aroldo -               (Ad Edoardo) Guardi: quasi quasi non le do torto!

Zita -                    (Ad Aroldo) Ma cosa dice? Lo istiga??

Armanda -           Gli dà il carico da undici??

Aroldo -               (Ad Edoardo) Però dovrebbe anche tenere conto di qualche particolare.

Edoardo -            Cioè?

Aroldo -               Da quello che ho capito, se lei si ammazza non frega niente a nessuno, farà solamente un dispetto a sua moglie perché dovrà pagare lei, il mutuo.

Edoardo -            È già qualcosa!

Armanda -           (A Zita) Perché dovrà pagare lei, il mutuo?

Zita -                    (Zittendola) Dopo te lo dico.

Aroldo -               Ma le pare che valga la pena per una misera soddisfazione del genere? E poi se muore non la potrà nemmeno gustare... la soddisfazione!

Edoardo -            (Grida) Io non lo faccio per ripicca! Lo faccio perché sono disgustato da questo mondo infame! Mi butto! Addio!!

Zita -                    (Grida) No!

Armanda -           (C.s.) Aspetti!

Aroldo -               (C.s.) Ragioniamo!

Edoardo -            Ma io non potevo scegliere un altro tetto da dove buttarmi?? Proprio davanti a voi??

Aroldo -               Vede, delle volte, il destino? Pensi per esempio che adesso ha avuto l’occasione di conoscere queste due simpatiche sorelle.

Zita e

Armanda -           (All’unisono, lusingate) Grazie!

Aroldo -               (Alle due sorelle) Prego. (Ad Edoardo) E che potrà fare amicizia con loro e con tante altre persone che nemmeno si sogna!

Edoardo -            Io non voglio l’amicizia di nessuno! Specialmente delle donne!

Aroldo -               Perché in questo momento non ragiona!

Zita -                    È vero!

Armanda -           (Ad Aroldo) Ragioniamo...

Aroldo -               Sì, ragioniamo! (Ad Edoardo) Questo è un momento molto brutto ma sa che certi momenti passano e che poi ci si ritrova a pensarla in tutt’altra maniera!

Edoardo -            Io, quando ho un’idea in testa non la cambio!

Aroldo -               Perché è un testardo!

Zita -                    Invece è tanto bello fare amicizia con qualcuno!

Armanda -           (Sentenzia) “Chi trova un amico trova un tesoro”!

Aroldo -               (Ad Edoardo) Che mestiere fa?

Edoardo -            L’idraulico.

Aroldo -               Perbacco!! Ma non pensa a quanta gente dispiacerà di non poter più avere il suo aiuto? La sua competenza? A proposito, io ho il sifone del lavandino tutto incrostato, chi meglio di lei può metterci mano??

Edoardo -            Non voglio saper più niente di lavandini, di gabinetti e di sifoni!

Aroldo -               Male! Se vogliamo usare una metafora...

Armanda -           (A Zita) Cosa usa...?

Zita -                    (Ad Armanda) Una metafora.

Aroldo -               ... una metafora relativa al suo mestiere, come posso dire? Se lei si butta giù sarebbe come se tirasse la catena prima d’aver finito il lavoro!

Edoardo -            Ma che razza di metafora è?? Sarebbe a dire che sono uno str...

Aroldo -               (Lo interrompe) No! Voglio dire che non completerebbe il suo lavoro! È come se io, che sono ragioniere, tirassi i conti prima del necessario!

Edoardo -            (Grida) Invece io voglio proprio chiuderli, i conti, con tutti! Addio!!

Zita -                    (Grida) No!

Armanda -           (C.s.) Aspetti!

Aroldo -               (C.s.) Ragioniamo!

Edoardo -            Ma cosa vuole ragionare?? Ormai ho preso questa decisione e non c’è verso di farmi cambiare idea!

Aroldo -               (Ad Armanda, sottovoce) Ha dei figli?

Armanda -           Chi, io??

Aroldo -               No, lui!!

Zita -                    (Interviene) No, non ha figli.

Aroldo -               Accidenti! (A Zita) Gli ha parlato della bellezza della vita, del mondo?

Zita -                    Sì, anche degli uccellini.

Armanda -           E dei frutti!

Aroldo -               (Ad Edoardo) Non potrebbe capitare un rappacificamento con sua moglie??

Edoardo -            Nemmeno se mi ammazzano!!

Maria Luce -        (Entrando,ha con sé una borsa) Cos’è, una riunione di condominio?

Aroldo -               (Piacevolmente sorpreso dall’arrivo di Maria Luce e nascondendo l’intimità che c’è fra i due) Oh, ciao, cioè: buongiorno, carissima Mari... signorina Maria Luce!

Maria Luce -        (C.s.) Buongiorno Arol... ragioniere. (A Zita ed Armanda) Vedo che c’è il quarto piano, (Rivolgendosi ad Aroldo) il sesto, io sono del quinto... mancano solamente i piani bassi!

Armanda -           È una riunione d’emergenza, signorina Maria Luce!

Maria Luce -        Per quale motivo?

Zita -                    Vede quell’uomo sul palazzo di fronte?

Maria Luce -        A dir la verità, messo così in bilico, lo vedo e non lo vedo.

Zita -                    Brava, anche a noi fa lo stesso effetto, soprattutto perché ha intenzione di buttarsi giù!

Maria Luce -        Wow! Avete già chiamato la stampa? La televisione...??

Zita -                    Perché?

Maria Luce -        Eh, per riprendere la scena in diretta! (Si siede sullo sgabello come per assistere allo “spettacolo” ed estrae un piccolo binocolo dalla borsa per vedere meglio Edoardo)

Armanda -           (Interessata) E su che canale la fanno vedere, poi??

Aroldo -               (A Maria Luce, guardandole le gambe) Ma tu... lei gira con un binocolo in borsa?

Maria Luce -        (Accavallandole) Certo! Non si sa mai.

Zita -                    Ma è matta? Quello sta per buttarsi e lei vuole vedere lo spettacolo??

Maria Luce -        (Continuando a guardare col binocolo) No, no, ma sa: se viene la televisione c’intervisteranno perché noi saremo i testimoni oculari!

Armanda -           (A Maria Luce) I testimoni...?

Maria Luce -        ... oculari! Una mia amica, tempo fa, è stata intervistata per un fatto a cui aveva assistito, poi le hanno presentato il direttore del giornale e adesso...

Zita -                    (La interrompe) Sì, sì, abbiamo capito...

Armanda -           ... Immaginiamo...

Zita -                    Ma non le pare che prima di tutto dovremmo cercare di farlo scendere??

Maria Luce -        (C.s.) Sì, sì, certo, è vero, ma perché si vuol buttare?

Aroldo -               (A Maria Luce, mangiandola con gli occhi) Perché s’è separato da sua moglie, Mar... signorina Maria Luce, ha dovuto lasciarle la casa e adesso le deve passare gli alimenti e continuare a pagare il mutuo.

Maria Luce -        Ho capito... (Estrae il cellulare dalla borsa e si rivolge ad Edoardo) Mi scusi: Le posso scattare una foto?

Edoardo -            Lei sa dove deve mettere quel cellulare??

Zita -                    (Ad Edoardo) La perdoni, non voleva offenderla!

Armanda -           (A Zita) Dove dovrebbe mettere il cellulare?

Zita –                   (Ignorando la sorella si rivolge a Maria Luce)Non deve farlo innervosire, deve dirgli cose che lo consolino.

Maria Luce -        (Ancora seduta sullo sgabello si rivolge ai presenti prendendo dalla borsa un sacchetto di popcorn che inizia a mangiare) Ma ce ne sono tanti nelle sue condizioni! Se dovessero uccidersi tutti per questo...

Aroldo -               Hai ragione, Mari... signorina Maria Luce; lo dica direttamente a lui.

Maria Luce -        (Ad Edoardo, mangiando i popcorn) Mi scusi...

Edoardo -            Cosa c’è? Volete assistere tutti all’esibizione?? Farete pagare il biglietto d’ingresso?

Maria Luce -        (C.s.) Mi hanno detto il motivo di questo suo proposito sconsiderato e riprovevole e stavo pensando che ormai è una cosa che succede tutti i giorni e se facessero tutti come lei...

Edoardo -            ... se facessero tutti come me qualcuno capirebbe che c’è qualcosa che non va!

Maria Luce -        (C.s.) Ma le cose non si risolvono così! (Ai presenti, offrendo i popcorn) Volete favorire? (Ad Edoardo) Si risolvono parlando, protestando, no rinunciando in questo modo!

Zita -                    (A Maria Luce, prendendo una manciata di popcorn) Brava!

Maria Luce -        (A Zita) Grazie!

Edoardo -            Ognuno risolve i propri problemi a modo suo e io li risolvo così! Addio!!

Zita -                    (Grida con la bocca piena di popcorn) No!

Armanda -           (Grida prendendo qualche popcorn dal sacchetto di Maria Luce) Aspetti!

Aroldo -               (Grida prendendo qualche popcorn dal sacchetto di Maria Luce e scambiandosi un fugace, languido sguardo) Ragioniamo!

Maria Luce -        (Grida mangiando e tornando a guardare col binocolo) Ci ripensi!

Edoardo -            È un pezzo che ci ripenso!

(I quattro continuano a gradire i popcorn di Maria Luce)

Armanda -           E non gli viene in mente nient’altro??

Maria Luce -        Io conosco tanta gente che una volta separata si è sentita meglio, più libera, indipendente...

Edoardo -            Specialmente voi donne!

Maria Luce -        No, no, anche gli uomini, mi creda!

Edoardo -            Dovendo pagare il mutuo, gli alimenti e un affitto avrei poco per essere libero e indipendente!

Maria Luce -        (Continuando a mangiare e a guardare col binocolo) Il fatto è che lei dovrebbe essere più ottimista!

Aroldo -               Dovrebbe guardare le cose da un altro punto di vista!

Zita -                    Da un’angolazione diversa!

Armanda -           Dall’alto.

Zita -                    (Ad Armanda, sottovoce) Ti ho detto di star zitta!

Armanda -           Ma perché??

Maria Luce -        (Guardando col binocolo verso Edoardo) Oltretutto... mi sembra anche un bell’uomo!

Zita -                    È vero, gliel’ho detto anch’io!

Armanda -           Sì, è un tipo!

Aroldo -               (Sottovoce, alle donne, mangiando i popcorn) Continuate...

Maria Luce -        A far cosa?

Aroldo -               A lusingarlo!

Maria Luce -        (Ad Edoardo) Un uomo come lei, sui quarant’anni...

Edoardo -            Ho già passato i cinquanta!

Maria Luce -        (Guardando col binocolo) I cinquanta?? Non si direbbe proprio!

Zita -                    È vero! Li porta bene!

Armanda -           (Ad Edoardo) Aspetti. (Prende il binocolo a Maria Luce per vederlo meglio) Bè, qualche magagna si nota.

Zita -                    Armanda, torna a casa, per favore!

Armanda -           Ma perché??

Maria Luce -        (Ad Edoardo) Non dia retta... ha davvero del fascino!

Aroldo -               (A Maria Luce, sottovoce, con una punta di gelosia) Ora non esagerare. (Ad Edoardo) Ha sentito il successo che ha?

Edoardo -            Le donne non rientrano più nei miei interessi! (Maria Luce riprende il binocolo dalle mani di Armanda e torna ad usarlo)

Aroldo -               Oh perbacco! Non dica più una cosa del genere! Ragioniamo: (Guardando Maria Luce che gli fa l’occhietto) Le donne sono la cosa più bella di questo mondo!

Edoardo -            Ma anche la più perfida e approfittatrice!

Maria Luce -        Dipende, signor... signor...?

Zita -                    (A Maria Luce) Edoardo.

Maria Luce -        ... signor Edoardo.

Edoardo -            Da cosa dipende?

Maria Luce -        Dal tipo di donna!

Zita -                    E dal tipo di uomo!

Armanda -           È vero! Se per esempio un uomo è imbecille...

Zita -                    (Ad Armanda) Sei ancora qui??

Armanda -           Ma ce l’hai con me??

Aroldo -               Ragioniamo...

Armanda -           Sì!

Aroldo -               (Ad Edoardo) Il suo problema più grande in questo momento sarebbe quello economico, no?

Edoardo -            Mi pare chiaro!

Aroldo -               E non riesce a sopportare la spesa del mutuo, degli alimenti e dell’affitto!

Edoardo -            Le sembra poco??

Aroldo -               Non potrebbe per esempio appoggiarsi da un amico finché non ha finito di pagare il mutuo?

Edoardo -            Ma mi mancano ancora cinque anni, prima di riscattarlo!

Aroldo -               Cinque anni non sono un’eternità!

Zita -                    Sapesse come passano presto!

Maria Luce -        Un lampo, Edoardo!

Armanda -           Basta che riesca a finire di pagare il mutuo.

Zita -                    (Ad Armanda) Guarda che ti faccio tornare a casa a calci nel sedere!

Edoardo -            Queste sono favole! Chi è quell’amico, nel mondo, che ti ospita per cinque anni... gratis?

Aroldo -               Mai perdere la speranza! Ma se lei la fa finita adesso non lo troverà sicuramente!

Edoardo -            No, no! Voi state cercando in tutti i modi di farmi cambiare idea ma la mia decisione è stata presa! Addio!!

Zita -                    (Grida) No!

Armanda -           (C.s.) Aspetti!

Aroldo -               (C.s.) Ragioniamo!

Maria Luce -        (C.s.) Ci ripensi!

Armanda -           (A Maria Luce, indicando il sacchetto di popcorn) Sono finiti?

Maria Luce -        (Ad Armanda) Sì, mi dispiace.

(Zita prende Armanda in disparte e confabulano fra loro)

Aroldo -               (Ad Edoardo) Se fa una cosa così si pentirà sicuramente!

Maria Luce -        Sicuramente! E non potrà più tornare indietro!

Aroldo -               Mai più. Ci pensi!

Zita -                    (Ad Edoardo) Mi stia a sentire: E se trovasse davvero un posto dove potrà stare in attesa della fine del mutuo?

Edoardo -            Non credo proprio!

Zita -                    Bè, una soluzione ci sarebbe...

Edoardo -            Quale?

Zita -                    Se volesse, potrebbe venire a stare a casa nostra.

Armanda -           (A Zita, sottovoce) Dove??

Zita -                    (Continua) Io e mia sorella siamo nubili...

Armanda -           Cosa siamo...?

Zita -                    (Ad Armanda) Nubili. (Ad Edoardo) Viviamo sole e non ci costerebbe niente ospitarla.

Armanda -           (A Zita, sottovoce) Senza fargli pagare niente??

Zita -                    (Ad Edoardo) Anche per cinque anni, se vuole!

Edoardo -            Ma state scherzando??

Zita -                    Non mi permetterei mai!

(Silenzio. Tutti aspettano la replica di Edoardo)

Maria Luce -        (Usando il binocolo) Secondo me è un’offerta da prendere in considerazione!

Aroldo -               Una proposta su cui ragionare bene.

Edoardo -            (Titubante) No… no…

Zita -                    Se accetta potrebbe continuare a pagare il mutuo tranquillamente senza avere l’assillo dell’affitto.

Edoardo -            (Sospettoso) E voi? Se non volete l’affitto cosa vorreste in cambio?

Zita -                    Niente!

Armanda -           (A Zita, sottovoce) Proprio niente niente??

Zita -                    In caso ci potrà ripagare facendoci dei lavoretti in casa.

Maria Luce -        Aggiustare uno sciacquone...

Aroldo -               Ripulire un sifone...

Zita -                    Se poi s’intende un po’ anche di elettricità siamo a posto!

Edoardo -            (Titubante) Non lo so... No, no, no!

Maria Luce -        (Usando il binocolo) Scenda, coraggio!! La voglio vedere da vicino!

Edoardo -            Non insistete, non voglio!

Aroldo -               Coraggio, scenda da lassù!

Zita -                    Si unisca a noi!

Armanda -           Su, faccia un salto!

Zita -                    Te non puoi sta zitta, vero??

Edoardo -            No, no... non ce la faccio!

Maria Luce -        Faccia un tentativo... piano piano.

Edoardo -            Ma perché insistete così??

Aroldo -               Perché vogliamo che questa faccenda finisca nel migliore dei modi!

Edoardo -            Mi avete rincoglionito, con i vostri discorsi! Non so più cosa pensare...

Armanda -           Può pensare che... che domani è un altro giorno!

Zita -                    Ha parlato Rossella O’Hara!

Edoardo -            Buttarmi giù non mi costerebbe niente, credetemi, ma ora... dover scendere… no, no, ho... ho paura!

Zita -                    Non ci credo nemmeno...!

Maria Luce -        Basta non guardare giù!

Edoardo -            No, no! Mi gira la testa...

Zita -                    Allora aspetti lì che vengo a prenderla io! So come si fa. (Si avvia)

Armanda -           (Ad Edoardo) Mia sorella lavora in ospedale! (A Zita) E se cadete tutti e due??

Zita -                    (Sarcastica) Grazie, sorellina! (Esce)

Maria Luce -        (Ad Armanda) Sua sorella è fuori del comune!

Armanda -           No, no, abita qui in città con me!

Maria Luce -        Volevo dire che...

Aroldo -               (La interrompe) Vuol dire che non è da tutti fare un’opera buona così!

Armanda -           Cioè?

Maria Luce -        Signora Armanda, ha capito che cosa ha proposto sua sorella a quell’uomo??

Armanda -           Certo! Non sono mica scema!

Maria Luce -        Ecco: ed è una cosa lodevole...

Armanda -           (Poco convinta) Sì, sì...

Aroldo -               ... apprezzabile...

Armanda -           (C.s.) Sì, sì...

Maria Luce -        ... meritevole...

Armanda -           (C.s.) Sì, sì...

Aroldo -               ... che le fa onore!

Armanda -           Ho capito!! Oh!!

Maria Luce -        (Ad Edoardo) Lei stia buono lì che fra poco arriva!

Aroldo -               (C.s.) Non si sposti nemmeno di un centimetro!

Armanda -           (C.s.) Altrimenti quando arriva mia sorella non trova nessuno!

Edoardo -            Mi sento confuso...

Maria Luce -        È normale, dopo un’esperienza così!

Edoardo -            Mi sento disorientato.

Aroldo -               Stia tranquillo che fra poco sarà tutto finito!

Armanda -           Quando si sposa non si ricor..

Aroldo -               (La interrompe bruscamente) Signora Armanda...!!!

Armanda -           (Ad Aroldo) Perché, non si può dire?

Edoardo -            Ma lei verrà proprio fin quassù??

Maria Luce -        (Usando il binocolo) Certo! Lei deve solamente aspettarla buono buono!

Aroldo -               Ragioniamo: Vede quanta gente le vuole bene??

Armanda -           E lei che voleva buttarsi da lassù riducendosi in mille pezzettini!

Aroldo -               Signora Armanda...!!!

Armanda -           (Ad Aroldo) Perché? Non è vero che...

Aroldo -               (Cercando di troncare il discorso) Sì...

Armanda -           ... che se cade da quel tetto...

Aroldo -               (C.s.) Sì, sì...

Armanda -           ... gli va un pezzo da una parte...

Aroldo -               (C.s.) Sì, sì!!

Armanda -           (Imperterrita)... e un pezzo dall’altra??

Aroldo -               Ha finito...?

Armanda -           Sì.

Aroldo -               Meno male!

Maria Luce -        (Guardando col binocolo, grida) Eccola! È arrivata! Si sta avvicinando a lui!

(Aroldo approfitta per mettersi dietro a Maria Luce, come per avvicinarsi al binocolo e guardare ma in realtà per appoggiare le mani sulle sue spalle)

Armanda -           (C.s.) Stai attenta, Zita!! Perché se cadi...

Aroldo -               (Ad Armanda) La vuole smettere??

Armanda -           Lo dico per lei!

Aroldo -               (Grida ai due accarezzando le spalle di Maria Luce che reagisce con evidente soddisfazione) Muovetevi piano!... sì, così... L’afferri bene... si stringa a lei!... Bravo! Così!

Maria Luce -        (Indicando col dito) Ecco, sono quasi arrivati al lucernario.

Armanda -           E per lì dove si va?

Aroldo -               (Staccandosi da Maria Luce) Provi ad indovinare!

Armanda -           Si va per le scale!

Aroldo -               Brava!

Maria Luce -        (Alzandosi, eccitata dalla situazione) Dai, andiamo a incontrarli giù in strada! Sarà già arrivata la stampa! (Esce)

Aroldo -               (Guardando ancora verso il palazzo di fronte) Meno male che è finito tutto bene!

Armanda -           (C.s.) Eh sì!

Aroldo -               (Avviandosi verso l’uscita) Però quel tipo ha avuto una bella fortuna a trovare qualcuno che gli abbia dato una mano!

Armanda -           (Seguendolo) Eh sì, è stato il destino!

(Entrambi escono)

Sipario

Fine del primo atto


Secondo atto

Al riaprirsi del sipario è passato circa un mese, la scena rappresenta il salotto delle due sorelle; ci sono tre uscite: due verso le altre stanze e una verso l’ingresso. La scena è vuota, quindi entra Zita con il cesto del bucato ormai vuoto poiché è appena tornata dalla terrazza dove ha steso i panni.

Zita -                    (Posando il cesto vuoto e sedendosi) Ecco: anche oggi abbiamo steso i panni! I miei, quelli di Edoardo e quelli della signora contessa... Perché adesso oltre ai reggipetti e alle culotte ho anche canottiere e... boxer! Ma mi va bene così, in fondo non mi dispiace. (Breve pausa) Quello che non ho ancora imparato è stirarli, i boxer... perché io stiro anche quelli!... Faccio difficoltà per via della... del... insomma: è come se davanti facessero difetto! E non è facile... rovistare lì col ferro da stiro! Oltretutto mi fa un non so che! (Chiama ad alta voce) Armanda! Armanda! (Nessuna risposta) Non sarà mica già davanti alla televisione...! (Chiama di nuovo ad alta voce) Armanda! Armanda!

Armanda -           (Entrando) Sssh! Cosa gridi? C’è Edo che dorme!!

Zita -                    (Sottovoce) Porca miseria! M’ero scordata!

Armanda -           (C.s.) Invece ti devi ricordare! (Accosta l’orecchio vicino all’uscita che porta alla camera di Edoardo) Sai che non si sveglia mai prima delle nove!

Zita -                    (C.s.) Hai ragione, è un mese che sta con noi ma ancora non ci ho fatto l’abitudine. (Fa la stessa cosa di Armanda) Che or’è?

Armanda -           (C.s.) Adesso?

Zita -                    (C.s.) Eh, quando?

Armanda -           (C.s.) Adesso sono le nove.

Zita -                    (C.s.) Gli hai fatto il caffè?

Armanda -           (C.s.) Gliel’ho preparato ma volevo aspettare che si svegliasse per accendere il fuoco così lo prende bollente come piace a lui.

Zita -                    (C.s.) Brava. Certo che se torna tutte le sere dopo mezzanotte... poi per forza deve dormire fino a quest’ora, poverino!

Armanda -           (C.s.) Ma dove va, fin dopo mezzanotte?

Zita -                    (C.s.) Eh, sai come son fatti gli uomini...

Armanda -           ... no. (Prende una scopa e si mette a spazzare)

Zita -                    (C.s.) Bè, il sabato si ritrovano al bar con gli amici, si mettono a parlare di politica, di sport...

Armanda -           Ah, proprio come nel reality “Tutto il bar minuto per minuto” dove Alessio ha preso a cazzotti Mattia perché diceva che non c’era stato un rigore...

Zita -                    (C.s., interrompendola) Va bè, comunque gli farà senz’altro bene distrarsi un po’, dopo quello che ha passato!

Armanda -           (C.s.) Sì, hai ragione!

Zita -                    (C.s.) Speriamo solo che cominci a darci una mano in casa, perché non sai quanto è utile l’aiuto di un uomo!

Armanda -           (C.s.) Sì, hai ragione!

Zita -                    (C.s., guardando Armanda con amorevole compatimento) Ho ragione, eh?

Armanda -           (C.s.) Sì, sì, hai ragione!

Zita -                    (C.s.) Meno male.

Armanda -           (C.s.) Zita...

Zita -                    (C.s.) Dimmi...

Armanda -           (C.s., con fare sorpreso e birichino) Hai visto, in bagno?? Ci tiene la schiuma da barba... il rasoio elettrico...!

Zita -                    (C.s.) Mi sembra una cosa normale, è un uomo!

Armanda -           (C.s.) Sì, è vero, è un uomo!

Zita -                    (C.s.) È che noi non siamo ancora abituate!

Armanda -           (C.s.) Sì, è vero. (Breve pausa) Zita...

Zita -                    (C.s.) Cosa c’è?

Armanda -           (C.s.) Ma se lui è un idraulico...

Zita -                    (C.s.)... sì.

Armanda -           (C.s.)... quando avrà finito di metterci a posto lo sciacquone o qualche altra rottura dell’acqua... poi cosa farà?

Zita -                    (C.s.) Armanda mia... a parte che le accomodature non durano in eterno, poi, uno che sa usare le mani, di solito le sa mettere anche in altri posti.

Armanda -           (C.s., fermandosi, incuriosita, con la scopa in mano) Cioè?

Zita -                    (C.s.) Non so... nella corrente elettrica, saprà fare qualche lavoretto di muratura... ci sono tante cose!

Armanda -           (C.s.) Ho capito.

Zita -                    (C.s.) Meno male. (Guarda Armanda) Bè? Non spazzi più?

Armanda -           (C.s., guardandosi intorno) No è che... ho perso il mucchietto della mondezza!

Voce di

Edoardo -            (Si sente canticchiare da fuori scena – da: “Mattinata” di Leoncavallo” - ) L'aurora di bianco vestita... Già l'uscio dischiude al gran sooool. Mi sveglio è un nuovo mattinoooo...

Zita -                    Si è svegliato!

Armanda -           Che bella voce!!

Zita -                    ... Tenorile!

Armanda -           Come...?

Edoardo -            (Entra completando il verso della canzone; è in vestaglia)... e il primo pensiero sei tuuuu! (A Zita ed Armanda) Buongiorno, sorelline!

Armanda -           Bongiorno Edo!

Zita -                    Ben alzato! (Ad Armanda) Va’ a fargli il caffè.

Armanda -           Ah, sì! (Appoggia la scopa e si avvia verso la cucina)

Edoardo -            (Sedendosi) Stanotte ho fatto un sogno stranissimo! (Armanda si ferma sulla soglia della porta per ascoltare Edoardo)

Zita -                    Che sogno hai fatto? (Vede Armanda ancora sulla porta) Vai a fare ‘sto caffè? (Armanda esce controvoglia)

Edoardo -            Ho sognato che ero in fondo ad un pozzo...

Armanda -           (Da fuori) Guardate che io da qui sento tutto, eh!

Zita -                    (Ad alta voce, indispettita) Bè? Noi non abbiamo mica i segreti! (Ad Edoardo) Lasciala perdere, Edo, continua.

Edoardo -            ... un pozzo profondissimo! e da laggiù, in basso, vedevo la luce, in alto, lontana, come un cerchio bianco, luminoso, come...

Zita -                    ... la luna!

Edoardo -            Brava! Allora, piano piano, (Le prende le mani) aggrappandomi a degli appigli sul muro ho cominciato la risalita e mano a mano che salivo, quella luce si faceva sempre più grande finché non sono riuscito ad uscire e in cima al pozzo, mentre mi barbagliava ancora la vista per la luce intensa... c’eravate voi due che mi sorridevate.

Zita -                    Io e Armanda?

Edoardo -            Eh sì! Chissà cosa significa!

Zita -                    Bè, io un’idea ce l’avrei: Secondo me il fondo del pozzo non è altro che il baratro dove eri andato a finire dopo la separazione da tua moglie, ma pian piano, con la forza di volontà, con la voglia di vivere, sei riuscito a venirne fuori grazie un po’ anche al nostro aiuto. Ecco perché in cima hai visto noi. Per me la spiegazione è questa.

Edoardo -            Cavolo, Zita! Sei fantastica! La tua interpretazione non fa una grinza!

Armanda -           (Entra con la tazzina di caffè) Ecco il caffettino per Edo! Bollente come piace a lui!

Edoardo -            Grazie mille, stellina d’oro!

Armanda -           (Compiaciuta e svenevole) Eeeh, per così poco?!

Zita -                    (Con una punta d’invidia verso Armanda) Comunque Armanda ci mette sempre troppo zucchero.

Edoardo -            No, no, va bene così; (Guardando Zita) come si dice: “Dolce il caffè e... amare le donne”! (Beve il caffè)

Zita -                    (Allusiva) Eh, la sai lunga, te! Birichino!

Armanda -           Io non l’ho capita...

Zita -                    (Secca) Niente, era una battuta.

Armanda -           Edo, un sogno come quello che hai fatto si potrebbe giocare al lotto! Il pozzo: sessantasette, la salita: ventiquattro, la luce: sessantadue, noi due: due, e se vuoi tentare la cinquina ci metti anche il ventisei: le sorelle.

Edoardo -            Non sarebbe una cattiva idea: una bella cinquina! Ma dove vado a prendere i soldi per giocare anche al lotto?

Zita -                    Eeeh! Fossero tutte queste, le spese! (Prende una banconota da 10 euro dal borsellino che tiene in tasca) Tieni, e speriamo che ti portino fortuna!

Edoardo -            Grazie Zita! Sei un angelo!

Zita -                    (Lusingata, guardando Armanda e mostrando soddisfazione) Eeeh! Un angelo, adesso!

Edoardo -            (Alzandosi) Di più! Siete le mie salvatrici! (Si avvia mettendo il piede su quello che aveva spazzato Armanda) Porca...! Che mondezza c’è, qui per terra?

Armanda -           Ah! Ecco dove l’avevo lasciata!! (Torna a spazzare)

Edoardo -            (Uscendo,contrariato) Fate più attenzione, accidenti!

Zita -                    (Guardando verso la porta da cui è uscito Edoardo) Però, che differenza tra stare da sole e avere un uomo per casa, eh?

Armanda -           (Spazzando) Eh sì.

Zita -                    Va bene, ci sarà da lavare due panni in più!

Armanda -           Stirarli...

Zita -                    ... stenderli... (Ad Armanda) Ma tanto ero già abituata con te!

Armanda -           ... un piatto in più...

Zita -                    Sì... cosa vuoi che sia!

Armanda -           Però lo sciacquone del vater potrebbe aggiustarlo, ancora gocciola!

Zita -                    Sì, hai ragione, dopo glielo ricorderemo. (Si sente il campanello d’ingresso) Vai a vedere chi è.

(Armanda mette la scopa in mano a Zita, esce e rientra subito con Aroldo)

Aroldo -               Buongiorno, signora Zita.

Zita -                    Ragionier Aroldo... (Sorniona) ha sbagliato pianerottolo...?

Aroldo -               No, è che avrei bisogno di un favore: c’è mia moglie con una forte emicrania, non è che avete per caso un’aspirina?

Armanda -           Perché, con l’aspirina passa la micragna? Allora la si potrebbe dare a tutti i poveretti!

Zita -                    Armanda, la moglie del ragioniere ha il mal di testa!

Armanda -           Ah!

Zita -                    (Ad Aroldo) È proprio sua moglie che ha mal di testa, no...?

Aroldo -               Certamente, chi altri?

Zita -                    (Sorniona) Già, chi altri dovrebbe averlo? Comunque credo di avere qualcosa. (Ad Armanda) Vai un po’ a vedere nell’armadietto delle medicine, (Sfottendola) “Micragna”! Ci dovrebbe essere una scatola di aspirina. (Armanda esce)

Aroldo -               Allora? Come va, col redivivo?

Zita -                    Bene, bene, è di là che si sta vestendo.

Aroldo -               Ragioniamo, signora Zita: Lei è una persona più unica che rara! Non so chi avrebbe fatto quello che ha fatto lei

Zita -                    Figuriamoci! Non ho fatto niente di straordinario, ragioniere!

Armanda -           (Entra con un medicinale) È questa...?

Zita -                    (La prende e la guarda) Armanda...

Armanda -           Eh.

Zita -                    (Porgendole la confezione) Cosa c’è scritto qui?

Armanda -           (Legge) “Scioltassina”

Zita -                    Ecco! Questa è per la stitichezza! Patata! T’ho detto di prendere l’aspirina!

Armanda -           Ah! È che finivano tutte e due per ”ina”!

Zita -                    Allora leggi bene, cretina! (Armanda esce)

Aroldo -               Adesso che ci penso, Edoardo non ha ripreso a lavorare? Non lo vedo mai andare o tornare con gli arnesi da lavoro.

Zita -                    No, lui dice che ancora non se la sente di riprendere la vita di prima perché gli ricorda subito le cose brutte e ha paura di ricadere in depressione.

Aroldo -               Capisco, bè, magari un mese è ancora presto per riprendersi del tutto.

Zita -                    Io gli ho proposto anche di andare a parlare con uno psicologo che lo possa aiutare ma lui dice che è convinto di riuscire a curarsi da solo.

Aroldo -               Sì, sì, occorre solo avere un po’ di pazienza.

Zita -                    Eh, sì, sono cose delicate, queste.

Armanda -           (Entra) Ecco, questo dovrebbe essere per il mal di testa. (Porge la confezione a Zita che la guarda)

Zita -                    Sì, stavolta hai indovinato! (Porgendo la confezione ad Aroldo) Ecco, ragioniere, questo dovrebbe farglielo passare.

Aroldo -               Grazie.

Edoardo -            (Entra, è vestito di tutto punto) Buongiorno, ragioniere!

Aroldo -               Oh, Edoardo! A proposito: un giorno o l’altro mi faccia la cortesia di venire a dare un’occhiata a quel cavolo di sifone che è ancora talmente incrostato che mi pare una stalattite!

Armanda -           (A Zita) Una...?

Zita -                    ... stalattite.

Armanda -           Ah!

Aroldo -               Pagando, naturalmente!

Edoardo -            Stia tranquillo, ragioniere, un giorno o l’altro verrò su.

Aroldo -               La ringrazio. (A Zita) Grazie ancora per l’aspirina.

Zita -                    (Sorniona) Mi saluti la sua signora e le dica che deve avere pazienza e... sopportare!

Aroldo -               Che cosa?

Zita -                    (Ironica) Eh, il mal di testa!

Aroldo -               Grazie, riferirò. (Esce)

Zita -                    (Uscendo a sua volta verso le camere, ironicamente) Eh, ci credo che alla signora viene l’emicrania... (Ad Armanda) nel senso di mal di testa!

Armanda -           Ah! (Si avvicina ad Edoardo controllando furtivamente se la sorella è uscita, quindi prende da una tasca una banconota da 20 euro e gliela porge) Prendi anche questi, Edo, ti possono far comodo.

Edoardo -            (Prendendola e intascandola con finta ritrosia) Così però mi metti in imbarazzo, Armandina! È già la terza volta, questa settimana, che mi dai dei soldi!

Armanda -           (Correggendolo amorevolmente) La quarta. Comunque mi fa piacere, e poi avrai pur bisogno di qualche cosa per le tue spesucce, no?

Edoardo -            (Dandole un bacino sulla guancia) Grazie, prima o poi te li ridarò tutti... e con gli interessi!

Armanda -           Non ti preoccupare, Edo!

Edoardo -            (Osservandola) Ma... tu sei dimagrita, in questo mese!

Armanda -           (Colpita e lusingata) Dici???

Edoardo -            Ne sono convinto! Guarda lì: hai messo su una silhouette...!

Armanda -           Cosa ho messo su...?

Edoardo -            Una silhou... un fisico da modella!

Armanda -           (Vezzosa, avvicinandosi ad Edoardo) Eeeh! Esagerato!

Zita -                    (Rientra e si accorge dell’atteggiamento svenevole della sorella) Armanda! Non è ora che tu faccia qualcosa per casa, oggi? Io ho già fatto il letto mio e quello di Edoardo e te non hai fatto ancora il tuo!

Armanda -           (Controvoglia) Ah, sì.

Zita -                    Ecco, allora datti da fare. (Armanda esce gettando un’occhiata complice ad Edoardo) Eh, caro Edoardo, è come una bambina... cretina.

Edoardo -            È questione di carattere.

Zita -                    No, è questione di cervello, ma tanto? Bisogna avere pazienza!

Edoardo -            Eh sì, (Con espressione di circostanza, fissandola con sguardo intenso) infatti chi ha avuto la presenza di spirito e il coraggio di salire su, in cima a quel tetto per salvarmi?

Zita -                    (Fissandolo a sua volta) Chi?

Edoardo -            (C.s.) Solamente una vera donna che mi ha fatto ricredere nei confronti del gentìl sesso!

Zita -                    (Imbarazzata ma lusingata) Sono contenta, Edoardo, ma non andiamo a tirar fuori quei brutti ricordi! Adesso sei... sei al sicuro!

Edoardo -            (Si accosta a lei) È vero, adesso sono al sicuro e mi sono andati via tutti quei brutti pensieri, grazie a te, Zitina!

Zita -                    (Gettando un’occhiata verso il punto in cui è uscita Armanda si  ritrae per evitare di essere troppo coinvolta) Mamma mia!

Edoardo -            Cosa c’è?

Zita -                    Niente, fammi andare di là a vedere cosa combina mia sorella che è sempre per casa tra i piedi. (Esce)

Edoardo -            Eh bè... (Rimasto solo, guarda, sorridendo, verso la porta da cui sono uscite le due sorelle, quindi esce canticchiando) “Meraviglioso... ma come non ti accorgi di quanto il mondo sia meraviglioso...”

La scena resta vuota per qualche istante. È passata una settimana. Si sente suonare il campanello d’ingresso e poco dopo accorre Zita che esce e rientra con Aroldo)

Zita -                    (Sottovoce) Buongiorno, ragioniere.

Aroldo -               (C.s.) Perché parla sottovoce?

Zita -                    (C.s.) Perché c’è Edoardo che ancora dorme.

Aroldo -               (C.s.) Perbacco! Mi dispiace ma non credevo... sono le dieci passate!

Zita -                    (C.s.) Eh, lo so ma stanotte chissà a che ora è tornato a casa!

Aroldo -               (C.s.) Non voglio disturbare, ripasserò.

Zita -                    (C.s.) Cos’è, per la sua signora che ha mal di testa come la settimana scorsa...?

Aroldo -               (C.s.) No, no, volevo solamente rammentare ad Edoardo di venire per quel sifone...

Zita -                    (C.s.) Ah, stia tranquillo, glielo dirò io, tanto devo ricordargli anche del mio sciacquone!

Aroldo -               (C.s.) Ma come, non gliel’ha ancora aggiustato?

Zita -                    (C.s.) Macché! Gliel’avrò detto una decina di volte ma sa com’è...

Aroldo -               (C.s.) Bè, adesso sarà anche impegnato col suo lavoro.

Zita -                    (C.s.) Ma ancora non ha mica ripreso a lavorare!

Aroldo -               (C.s.) Capisco, sempre per quel blocco emotivo...

Zita -                    (C.s.) Eh sì! Sa: lui vorrebbe fare tante cose... ha tutte le buone intenzioni di questo mondo ma quando arriva al dunque...

Aroldo -               (C.s.)... si blocca!

Zita -                    (C.s.) Già!

Aroldo -               (C.s.) Capisco... comunque provi a rimetterglielo in mente.

Zita -                    (C.s.) Sicuramente, ragioniere.

Aroldo -               (C.s.) Grazie, signora Zita.

Zita -                    (C.s., accompagnandolo verso l’uscita) L’accompagno, ragioniere... Dove va, adesso, al quinto o al sesto piano?

Aroldo -               (C.s.) Come sarebbe a dire? Al sesto! Al quinto ci sta la signorina Maria Luce!

Zita -                    (C.s.) Ah, già! Che sbadata!... Arrivederci!

Aroldo -               (C.s.) Arrivederci. (Esce)

Armanda -           (C.s., entrando) Chi era?

Zita -                    (C.s.) Il ragioniere.

Armanda -           (C.s.) Che ragioniere?

Zita -                    (C.s.) Armanda! Quanti stracavoli di ragionieri ci sono, in questo palazzo?

Armanda -           (C.s., ci pensa un momento) Uno, quello che se la fa con la signorina Maria Luce.

Zita -                    (C.s.) Ecco, quello!

Armanda -           (C.s.) Ah! E cosa voleva?

Zita -                    (C.s., paziente) Voleva Edoardo per sistemare il suo sifone.

Armanda -           (C.s.) Ma prima dovrà accomodare il nostro sciacquone!

Zita -                    (C.s.) Ah, ne sono convinta! È ora che cominci a darsi una mossa, il nostro caro Edoardo.

Armanda -           (Le sfugge un gesto vezzoso) Già.

Zita -                    (Sempre sottovoce) Promesse, promesse... ma niente fatti.

Armanda -           (C.s.) Niente di niente.

Zita -                    (C.s.) Posso capire il trauma, lo choc...

Armanda -           (C.s.)... la botta emotiva...

Zita -                    (C.s.)... il colpo subìto!

Armanda -           (C.s.) Non sarà mica anche colpa tua che sei troppo assillante??

Zita -                    (C.s.) Io sono troppo assillante?? Sarai tu che lo asfissi sempre con le tue moine!

Armanda -           (C.s.) Io lo asfisso... lo as... lo soffoco con le moine?? Ma sarai tu che ogni volta che...

Edoardo -            (Entra interrompendo la discussione, è in vestaglia) Buongiorno, sorelline!

Zita ed

Armanda -           (All’unisono) Buongiorno Edo!

Zita -                    Ben alzato!

Armanda -           Dormito bene?

Edoardo -            (Contrariato, con tono di rimprovero) Sì, ma svegliato male per colpa vostra! Ieri sera non avete chiuso le persiane e stamattina m’ha svegliato una luce accecante!

Armanda -           Come quella del pozzo del sogno?

Edoardo -            (Sedendosi) Più o meno.

Zita -                    Mi dispiace.

Edoardo -            Non c’è il caffè?

Zita -                    (Ad Armanda) Non l’hai preparato??

Armanda -           Oh mamma mia!! Me ne sono dimenticata del tutto!! Scusa tanto, Edo! Te lo vado a fare subito! (Esce di corsa)

Zita -                    Stai a sentire, Edoardo: di là continua a perdere l’acqua, se non ti decidi a metterci le mani dovrò chiamare un idraulico!

Edoardo -            Ma stai scherzando, Zitina?? Ci sono io e vuoi chiamare un idraulico??

Zita -                    È quello che dico anch’io!

Edoardo -            Guarda, oggi è domenica e non è il caso ma ti prometto che a giorni ti metto tutto a posto! Va bene, stellina?

Zita -                    Sì, ti ringrazio. Ah, prima è venuto il ragionier Aroldo per ricordarti del suo sifone.

Edoardo -            Ah, sì, sì, appena messo a posto qui andrò anche da lui. (Prendendole le mani) La precedenza va alle mie due sorelle preferite.

Zita -                    (Vezzosa) Ruffiano!

Edoardo -            (Sottovoce) Zitina, non è che hai qualche spicciolo da darmi, tanto così per tenere qualcosa in tasca?

Zita -                    E c’è bisogno di chiederlo, Edoardo? Quanto ti serve?

Edoardo -            (C.s.) Poco, giusto per non stare senza soldi... facciamo trenta, quaranta...

Zita -                    (Controlla in tasca) Per ora ho solo questi, (Gli dà una banconota da 20 euro che Edoardo intasca subito) ma appena vado al bancomat ti darò qualcos’altro.

Edoardo -            (Sottovoce) Non ti preoccupare.

Armanda -           (Entra, premurosa) Il caffè è quasi pronto, Edo!

Edoardo -            Meno male.

Zita -                    Hai qualche programma, per oggi, Edoardo?

Edoardo -            Sì, pensavo di andare a vedere la partita allo stadio.

Zita -                    Ah, fai bene.

Armanda -           Giocano a pallone?

Zita -                    (Ironica) No, con le figurine!

Armanda -           Allora non è troppo grande, lo stadio?

Edoardo -            Poi stasera c’è un mio amico che m’ha invitato a casa sua per fare una partitina a poker, speriamo di vincere qualcosa!

Armanda -           Oh! Sarebbe bello! Così potresti... (Si blocca)

Zita -                    ... potrebbe...?

Armanda -           Niente, finisce così!

Edoardo -            Ragazze, io sto sentendo una certa puzza di bruciato.

Zita -                    (Guardando Armanda) Il caffè!

Armanda -           Oh Signore!! (Esce di corsa)

Edoardo -            (Contrariato) Stai a vedere, stamattina, eh!?

Zita -                    (Demoralizzata) Niente, niente, ormai è persa, non c’è più niente da fare!

Armanda -           (Rientra, dispiaciuta) Mi si è bruciato tutto!

Edoardo -            (Scatta) Eh ma porca miseria ladra! È mai possibile che la mattina non si possa prendere nemmeno un goccio di caffè?? Io, se appena alzato non lo bevo subito, m’innervosisco! È roba da matti! Ma come si fa ad essere così imbecilli??

Zita -                    Dai, Edoardo, può succedere.

Armanda -           Mi dispiace tanto, Edo! Vado a rifartelo subito, va bene?

Edoardo -            No, no, ormai m’è venuto il nervoso! Andrò a prenderlo al bar quando esco! (Tastandosi le tasche della vestaglia) Porc... ecco! Sono rimasto anche senza sigarette! Così l’abbiamo fatta tonda!

Armanda -           (Si avvia) Vado a prendertele io, Edo! Così non devi uscire apposta!

Edoardo -            Va bene... prendi due pacchetti.

Armanda -           Due pacchetti. Sì, Edoardo! (Esce)

Zita -                    Abbi pazienza...

Edoardo -            Eh, va bene ma è completamente rincoglionita!

Zita -                    Ti ho detto che non siamo tutte uguali.

Edoardo -            (Avviandosi) Vado a ributtarmi sul letto, visto che stasera, col poker farò tardi.

Zita -                    Beato te! Io dovrei fare un sacco di cose in casa, invece mi sento addosso tutta la stanchezza della settimana!

Edoardo -            (Cercando di conquistare l’uscita) Eh, lo so, ma tanto sono cose necessarie!

Zita -                    (Replica immediatamente per non farlo uscire. Evasiva ed allusiva) Già, non sai quanto andrebbe anche a me di sdraiarmi sul letto...

Edoardo -            (Cercando di tagliar corto) Eh, lo so, invece bisogna fare le faccende!

Zita -                    (Impacciata) Senti, Edo, dimmi la verità: tu... tu preferisci Armanda, a me, vero?

Edoardo -            (Sempre vicino alla porta d’uscita) Ma che discorsi fai, Zitina? Come faccio a preferire una con metà del tuo cervello e del tuo... fascino!

Zita -                    Non prendermi in giro, Edoardo.

Edoardo -            (Cercando di dissimulare l’impazienza di uscire da questa situazione) Non ti sto affatto prendendo in giro! Io, per te, provo riconoscenza, gratitudine, tenerezza... affetto!

Zita -                    (Cercando di dissimulare la delusione) Affetto...

Edoardo -            Certamente! Voi... (Si corregge) Tu... sei quella luce in cima al pozzo! Ricordi?

Zita -                    Sì, in cima al pozzo.

Edoardo -            (Che non ha afferrato l’ironia di Zita) Sì! sei la mia benefattrice, la mia salvatrice, Zita, la persona a cui rivolgermi nei momenti... di bisogno! Tu per me sei come...

Zita -                    (Tronca il discorso di Edoardo)... Una sorella!

Edoardo -            (Uscendo finalmente verso la camera con un sorriso forzato sulle labbra) Di più, Zitina, di più!

Zita -                    (Rimasta sola, riflette fra sé) Mah...! Probabilmente doveva andare così...! Non so cos’è ma c’è qualcosa che non mi convince. (Pausa) E adesso cosa deve fare, la “sorellina”? Ah, ho preparato i panni da stendere, adesso ne ho anche il doppio! Facciamo anche ‘sto viaggio! (Esce in quinta, rientra con il cesto pieno di bucato canticchiando ed esce verso l’esterno) “Amor dammi quel fazzolettinooo.... te lo lavo con acqua e saponeee... te lo stiro col ferro da stirooo... te lo stendo di sopra in terrazzooo...”

(La scena resta vuota per qualche istante poi si sente suonare più volte il campanello d’ingresso)

Edoardo -            (Entra dalle camere, in vestaglia. Tra sé) Chi è che rompe adesso? (Ad alta voce) Chi è??

Maria Luce -        (Da fuori) Luce!

Edoardo -            Nel senso dell’Enel?

Maria Luce -        (Da fuori) No, nel senso di Maria Luce! Quella del quinto piano!

Edoardo -            Ah, quella! Aspetti che arrivo! (Esce e rientra con Maria Luce)

Maria Luce -        (Squadrandolo) Buongiorno.

Edoardo -            (Squadrandola) Buongiorno, finalmente la vedo da vicino! Ci siamo sempre intravvisti di sfuggita per le scale!

Maria Luce -        È vero, sono sempre di corsa! Non c’è Zita o Armanda?

Edoardo -            No, sono uscite. Aveva bisogno di qualcosa?

Maria Luce -        Sì, volevo fare un dolce ma mi sono accorta che ho finito lo zucchero! E oggi è domenica...!

Edoardo -            Lo troveremo senz’altro, un pugno di zucchero per lei, Maria Luce!

Maria Luce -        La ringrazio tanto.

Edoardo -            E... che dolce farà?

Maria Luce -        La zuppa inglese.

Edoardo -            Ah! La zuppa inglese è la mia passione!

Maria Luce -        Allora se mi verrà bene gliene porterò un piattino.

Edoardo -            Le verrà bene sicuramente! (Galante) Una ragazza come lei può fare solo cose... gustose!

Maria Luce -        Grazie per la “ragazza”! (Lusingata) Bè, in effetti in TV seguo sempre la trasmissione di culinaria “Gira mista e imbroglia“ e i dolci, di solito, mi vengono bene.

Edoardo -            Ne sono convinto, e saprà fare anche degli altri piatti...

Maria Luce -        Oh, certamente!

Edoardo -            (Con atteggiamento da vittima) Qui, invece, non faccio altro che mangiare pasta quasi scotta e fettine mezzo bruciate...

Maria Luce -        Oh, mi dispiace!!

Edoardo -            (C.s.) Già, cosa ci vuol fare...?

Maria Luce -        Senta...

Edoardo -            Sì...?

Maria Luce -        Perché domani sera non viene a cena da me?? Le preparerò un arrostino da leccarsi i baffi!

Edoardo -            Si potrebbe fare! (Fissandola intensamente) E se venissi anche martedì...?

Maria Luce -        (Vezzosa) Bè, se venisse anche martedì le potrei preparare... due tagliatelline al ragù.

Edoardo -            (Incalzante) E se approfittassi della sua ospitalità anche mercoledì...??

Maria Luce -        (Sdolcinata) Troverebbe... tortellini in brodo!

Edoardo -            (Incalzante) E giovedì...???

Maria Luce -        (Svenevole) Salsicce e costarelle!!

Edoardo -            (Incalzante) E venerdì...????

Maria Luce -        (Languida) Sardoncini a scottadito!!!

Edoardo -            (C.s.) E sabato?????

Maria Luce -        (In preda ad eccitazione) I fagioli con le cotiche!!!!

Edoardo -            (Dandole il tocco finale) E come digestivo...??????

Maria Luce -        (Ormai sopraffatta) Quello che vuoi tu!!!!! Edoardo!!!!

(Zita e Armanda entrano insieme sorprendendo i due)

Zita -                    (Posando il cesto vuoto in terra) Cosa succede??

Edoardo -            (Riprendendosi) Come? Ah, niente! Stavamo parlando di... di culinaria!

Armanda -           (A Zita) Di cosa parlavano...?

Maria Luce -        (Riprendendosi) Sì, il signor Edoardo mi chiedeva quale... quale piatto mi riesce meglio e io gliene ho citati un po’... così.

Edoardo -            Sì, così.

Zita -                    (Gelida) Ho capito, ed è venuta qui per questo? Perché non credo che lei abbia bisogno dell’aspirina!

Maria Luce -        (Tornata in sé) Aspirina? No, no, ero venuta a chiedervi se avevate per caso un po’ di zucchero da prestarmi perché avevo intenzione di fare la zuppa inglese.

Zita -                    (C.s.) Ah.

Armanda -           (Posando due pacchetti di sigarette sul tavolo) Quella con l’alchermes??

Maria Luce -        Sì, proprio quella!

Armanda -           Buona!

Edoardo -            (Prendendo i due pacchetti di sigarette) Va bene, io mi ributto sul letto. Arrivederci signorina Maria Luce. (Esce mentre tutte e tre lo seguono con lo sguardo)

Maria Luce -        Arrivederci.

Zita -                    (A Maria Luce) Cosa stava farfugliando? Ah, sì, lo zucchero! Aspetti che gliene vado a prendere un pacco appena aperto. (Esce) (Pausa)

Armanda -           (A Maria Luce) Ci mette anche i savoiardi?

Maria Luce -        Sì, sì.

Armanda -           Buoni!

Zita -                    (Rientra con lo zucchero e lo porge asetticamente a Maria Luce) Ecco qua lo zucchero.

Maria Luce -        Oh! Ma è troppo! Domani gliene porterò un pacco nuovo!

Zita -                    (Con tono acido) Non si preoccupi. Può tenerselo tutto per sé.

Maria Luce -        Allora arrivederci e ancora grazie! (Esce)

Zita -                    (Dopo una breve pausa) Hai capito, Armanda?

Armanda -           Qualcosa...

Zita -                    Era ora!

Armanda -           Cosa?

Zita -                    Che tu capissi qualcosa!

Armanda -           Ah.

Zita -                    Speravo che nel mondo ci fosse ancora qualcuno con un minimo di riconoscenza, o che almeno non s’approfittasse spudoratamente delle persone che l’hanno aiutato!

Armanda -           Hai ragione, sei stata una scema.

Zita -                    Grazie.

Armanda -           Non c’è di che. (Pausa) Aveva ragione nostra madre: (Cita) “Attente agli uomini, sono la causa di tutti i nostri mali!”... Ricordi che diceva sempre così?

Zita -                    (Continua con le sue riflessioni) L’abbiamo generosamente ospitato a casa nostra...

Armanda -           Già.

Zita -                    ... Gli abbiamo dato da mangiare, da dormire, da fumare. Gli ho dato fior di soldi per i suoi capricci.

Armanda -           (La corregge) Gli abbiamo dato fior di soldi.

Zita -                    Cosa vuoi dire? Che anche te gli hai dato...?

Armanda -           In questo mese mi sarà andato via un migliaio di euro!

Zita -                    Cosa?? E dove cavolo li hai presi??

Armanda -           Dai miei risparmi.

Zita -                    Ma ti sei ammattita??

Armanda -           Perché, te non glieli hai dati?? Mi sa che anche te non hai scherzato per niente! Io sarò poco svelta di comprendonio ma di qualcosa, ogni tanto, mi accorgo!

Zita -                    (Riluttante) In effetti... a me sarà andato via quasi quanto a te, per accontentare quel disgraziato!

Armanda -           E avesse mai mosso un dito, in casa!

Zita -                    Già! Siamo ancora con lo sciacquone che gocciola! E noi dietro a servirlo in tutte le maniere!

Armanda -           Vero, proprio come nel film “Ti ho dato tutto di me e tu una cosa sola” dove lei si era innamorata di un magnaccia...

Zita -                    (Senza ascoltarla, la interrompe, mentre guarda verso la camera di Edoardo) Brutto ruffiano, pelandrone, approfittatore e traditore.

Armanda -           Sì, vero, anche traditore!

Zita -                    Non ha fatto altro che fare il cascamorto, con noi, lo svenevole, poi arriva quella Luce...

Armanda -           In che senso?

Zita -                    Quella che è andata via adesso! Maria Luce!

Armanda -           Ah, sì! Quella lì!

Zita -                    Già!

Armanda -           Già!

Zita -                    E si comporta come se fosse in albergo: va, torna quando gli pare...

Armanda -           ... con in tasca i nostri soldi!

Zita -                    Ecco perché ha rinunciato a buttarsi giù! Magari aveva già pensato alla pacchia che avrebbe fatto da noi! (Ad alta voce) È stato davvero un bravo attore! Complimenti!

Armanda -           Nel senso che ha recitato bene?

Zita -                    Già... Anche se devo ammettere che possiede delle qualità; in fondo quella carognetta ha un suo fascino.

Armanda -           ... In fondo.

Zita -                    Sì, diciamo che ci sa fare.

Armanda -           Diciamo così.

Zita -                    Il nostro Edoardo...!

Edoardo -            (Entra, alterato) Ma lo state facendo apposta?? Come cavolo faccio a riposare con voi che bisbigliate continuamente?? Con un ronzio continuo che mi va al cervello! Poi stasera mi dite come faccio a concentrami al tavolo di poker, sorelline mie?!

Zita -                    Hai ragione, Edoardo.

Armanda -           Sì, poi non hai la concentrazione necessaria.

Zita -                    Nel poker ci si può confondere!

Armanda -           Già, è roba che prendi un fante per un cavallo...

Zita -                    Armanda, quella è la briscola!

Armanda -           Ah!

Edoardo -            Insomma... adesso fate le brave e lasciatemi dormire cercando di... (Alterato) non far volare una mosca!!!

Zita -                    Faremo il possibile, Edoardo.

Armanda -           ... di tutto!

Edoardo -            Bene, a più tardi! Ah, domani non ci sarò per cena, sono stato invitato dalla signorina Maria Luce, (Tra sé, avviandosi) così assaggerò qualcosa “di buono”. (Esce)

(Qualche istante di silenzio)

Zita -                    (A bassa voce) Però non ci si comporta mica così!

Armanda -           (C.s.) È vero, non ci si comporta così! (Breve pausa) Zita...

Zita -                    (C.s.) Dimmi...

Armanda -           (C.s.) Nel poker non ci sono i cavalli?

Zita -                    (C.s.) No.

Armanda -           (C.s.) Ah.

(Entrambe iniziano a mettere in ordine la stanza, silenziosamente e con cautela per non fare il minimo rumore; sistemano qualche sedia, spostano qualche oggetto, un soprammobile; ognuna per conto proprio)

Armanda -           (Continuando a sfaccendare) Però... com’è cambiata la nostra casa!

Zita -                    (C.s.) Per forza, non riusciamo più a curarla come una volta!

Armanda -           (C.s.) Dobbiamo stare sempre dietro a lui!

Zita -                    (C.s.) Già... Se lo meritasse...!

Armanda -           (C.s.) Già... (Pausa) Zita...

Zita -                    (C.s.) Dimmi, Armanda...

Armanda -           (C.s.) Bisogna far le cose con cautela, sta dormendo!

Zita -                    (C.s.) È vero, poverino!

Armanda -           (C.s., dopo una breve pausa) Ma noi faremo piano piano, vero?

Zita -                    (C.s., guardando Armanda) Sì, sì, faremo pianissimo!

Armanda -           (C.s.) Saremo molto delicate!

Zita -                    (C.s.) Sì, non si accorgerà nemmeno!

(Zita guarda verso la camera di Edoardo, poi incrocia lo sguardo della sorella. Entrambe escono verso la camera di Edoardo. La scena resta vuota e dopo qualche istante si sente il grido di un uomo proveniente dal punto in cui sono uscite le due sorelle, quindi il silenzio. Entrambe rientrano correndo e si dirigono, sconvolte, verso l’uscita esterna alla quale si affacciano gridando)

Zita -                    Aiuto!! Aiuto!!

Armanda -           Madonna mia!! Edoardo!!

Zita -                    Aiuto!!!

Armanda -           Aiuto!!!

Zita -                    Accorrete!

Armanda -           Sì, sì! Accorrete!

(Entrano Aroldo, Maria Luce e alcune comparse che interpretano altri condomini - il loro numero è a piacere della regia - )

Aroldo -               Cosa è successo? Chi ha gridato?

Zita -                    Edoardo!!... L’ha fatto!!!

Maria Luce -        No!!!

Armanda -           Sì!!!

Zita -                    S’è buttato giù, Madonna mia!!

Aroldo -               Oh Signore! Dai e dai l’ha fatto davvero!!

Zita -                    (Disperata) Dopo tutto quello che abbiamo fatto per farlo sentire a cosa propria! Per farlo star bene!!

Aroldo -               Ma da dove s’è buttato?

Armanda -           (Indicando verso la sua camera) Dalla finestra della camera sua!

Maria Luce -        Sì, ero qui anch’io quando ha detto che andava in camera sua!

Aroldo -               Che disgrazia! Andiamo giù subito, anche se ormai non ci sarà sicuramente più niente da fare!

Zita -                    Lei vada pure, io non ho il coraggio di andare a guardarlo! (Aroldo esce)

Armanda -           Nemmeno io!

Maria Luce -        (Sistemandosi i capelli e il vestito) Vado giù anch’io perché verranno sicuramente anche quelli della televisione e chissà che non ci scappi qualcosa! (Si avvia, rivolgendosi alle comparse) Perché sapete che tempo fa una mia amica....

(Esce, seguita dalle comparse, lasciando sole le due sorelle che escono verso la camera di Edoardo da cui si sentono le loro voci falsamente sconvolte)

Armanda -           (Voce fuori scena) Edoardo!!

Zita -                    (C.s.) Edoardo! Perché l’hai fatto?? (Rientrando insieme ad Armanda ed uscendo insieme a lei dalla parte opposta) Certo che... se l’è andata a cercare in tutti i modi.

Armanda -           (Seguendola) Eh sì, è stato il destino!

Sipario

Agosto 2010


Note sui personaggi di

Lo vedo e non lo vedo

È una commedia grottesca dove non ci sono personaggi positivi: sono tutti piccoli mostri che girano intorno a Zita che, si viene a scoprire, non è da meno.

Zita

È una donna nubile, energica ed intelligente ed ha un atteggiamento di insofferenza nei confronti di Armanda, la sorella che vive con lei e che è il suo opposto. Zita rivela però la sua debolezza nel rapporto con Edoardo per il quale ha un malcelato trasporto che la porta a sentirsi tradita non solo dal suo quotidiano comportamento opportunista e profittatore ma soprattutto dalla scoperta di un suo approccio con la condòmina Maria Luce.

Armanda

È una donnetta con poca intelligenza che vive al traino della sorella ed è oltretutto instupidita dalla teledipendenza (è assidua spettatrice  di programmi di basso livello). Anche Armanda è a suo modo attratta da Edoardo ed è proprio la delusione nei suoi confronti che la porta a divenire perfettamente in linea con la sorella. Unico aspetto positivo di Armanda è il suo, sia pur intuitivo e semplicistico, sano buon senso che ogni tanto trapela.

Edoardo

È un uomo inetto, approfittatore e potenzialmente maschilista ritovatosi in una situazione, se vogliamo ingiusta, che lo ha in qualche modo davvero sconvolto. Probabilmente Edoardo non avrebbe mai attuato il suo folle proposito per cui, sollecitato dalle assidue esortazioni a desistere da parte di tutti quanti, ma soprattutto allettato dall’invito di Zita ad essere ospitato gratis in casa sua, decide di desistere, di accettare la sua proposta e di vivere alle spalle delle due sorelle.

Aroldo

È un condòmino che contribuisce al “salvataggio” di Edoardo. Aroldo è il classico ragioniere con la sua rispettabile facciata che nasconde la furtiva tresca con la condòmina Maria Luce, tresca malcelata perché praticamente conosciuta da tutti, Armanda compresa.

Maria Luce

È una donna nubile, sulla quarantina, cinica e affascinata, come una ragazzina, da tutto ciò che potrebbe darle visibilità e popolarità. Maria Luce non disdegna quindi eventuali rapporti, anche se fugaci, con gli uomini (nel frattempo porta avanti una relazione clandestina col ragionier Aroldo) e si fa volentieri coinvolgere anche da Edoardo.

Paolo Cappelloni

    Questo copione è stato visto
  • 0 volte nelle ultime 48 ore
  • 0 volte nell' ultima settimana
  • 0 volte nell' ultimo mese
  • 34 volte nell' arco di un'anno