L’occasione fa l’uomo onesto

Loccasione fa luomo onesto

due atti con epilogo

di

Paolo Cappelloni

(codice opera: 910174A)

Personaggi

Ovidio

Lena (sua moglie)

Fortunata (figlia)

Plinio - (amico di famiglia)

Ruggero (fidanzato di Fortunata)

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La scena rappresenta un salotto arricchito da diverse suppellettili di un certo valore. Ci sono tre uscite: due a destra verso linterno dellappartamento e una a sinistra verso lesterno.

Primo atto

domenica mattina. Allaprirsi del sipario Lena sola in scena, sta sorseggiando il caff e canticchia soddisfatta. Sul tavolo c un vassoio con unaltra tazzina di caff e una zuccheriera.

Lena - (Canticchia) Mammaaa, mormora la piccina, mentre pieni di pianto ha gli occhiiii (Chiama ad alta voce la figlia) Fortunata! Vieni a bere il caffettino ch si fredda! (Riprende a canticchiare) alla tua piccolinaaaa non porti mai i baiocchi

Fortunata - (Entra dalle camere stropicciandosi gli occhi) Ma che or?

Lena - Son quasi le dieci, cocchina mia! Hai dormito bene?

Fortunata - S, grazie, dopo una settimana di lavoro ero proprio sfinita, poi ieri sera ho fatto anche tardi, ma stamattina mi sento unaltra! (Prende lo zucchero dalla zuccheriera e lo mette nel caff)

Lena - Sono contenta! Sai che anche io mi sono straccata tanto, sta settimana? Capirai, alla mia et passare le notti allospedale a badare i malati comincia a essere propio pesante.

Fortunata - Me lo immagino. Dov il babbo? (Prende la tazzina e sorseggia il caff)

Lena - scappato fuori a comprare il giornale cotidiano. (Riprende il discorso, lamentandosi) Eh s, pesante! Una notte con quella che aveva lernia inquilinale, unaltra notte con laltra che aveva fatto lipotesi allanca, praticamente un continuo, figlia mia, un continuo! E le notti sono lunghe come le camicie dei gobbi!

Fortunata - (Poco convinta) S s, ci credo. Per anche il babbo lavora di notte.

Lena - Ah, ma vuoi mettere? Tutta la sua fatica quella di mettere i foglietti nelle sarecinesi dei negozi e poi divide il lavoro con Plinio!

Fortunata - (C.s.) Ma un lavoro rischioso.

Lena - Macch rischioso! Avesse una volta ch una volta incontrato un ladro! Non mai successo! Lunica volta dove ha avuto degli impicci stato quando, per lasciare il foglietto, gli sera incastrato il braccio nella grata che era davanti ed rimasto cos fino alle tre di notte! Te non ti ricordi

Fortunata No, non ricordo affatto.

Lena - Eh, ha urlato tanto da svegliare tutto il quartiere del rione e credevano che stavano scannando a qualcuno! Hanno dovuto chiamare i pompieri, hanno dovuto, per liberarlo!

Fortunata - Ma pensa te. Comunque adesso ho visto che non esce tutte le notti.

Lena - No! Ti ho detto: fa i turni con Plinio!

Fortunata - (Poco convinta) Ah, ecco. Be, adesso vado a prepararmi perch voglio andare in spiaggia a fare un po di jogging.

Lena - E che razza di giochi vai a fare, in spiaggia?

Fortunata - Non faccio i giochi, mamma, faccio jogging: cio vado a correre sulla battigia.

Lena - Ah ecco, vai a correre! Brava, brava! Cos rinvigoionisci il corpo e la mente! (Prende il vassoio con le due tazzine e la zuccheriera ed esce canticchiando verso la cucina, mentre Fortunata, perplessa, esce verso le camere) Mamma tu compri soltanto i profumi per teeee

Ovidio - (Entra dallesterno col giornale sotto braccio) Lena! hai fatto il caff?

Lena - (Rientra dalla cucina) Sei scappato! Non potevi andare a pigliarlo al bar?

Ovidio - Ma perch devo andare a spendere i soldi al bar se posso prenderlo a casa mia! Insomma, lhai fatto?

Lena - S ma finito!

Ovidio - Nemmeno un goccio?

Lena - Nemmeno uno squizzo!

Ovidio - E adesso?

Lena - E adesso niente. Fai come quelli di Faenza e rimani senza! Dimmi invece cosa dicono sul giornale.

Ovidio - Sul giornale fanno come quelli di Bertinoro: scrivono sempre quel che pare a loro. (Si siede di malavoglia e apre il giornale) Allora: Oggi lInter incontra la Juve in un momento particolarmente delicato per la squadra.

Lena - E chi se ne frega! Continua a leggere, cretinetti! (Ovidio sfoglia il giornale) Sai quanto mimporta a me del momento delicato che passa lInter!

Ovidio - (Legge) Cronaca cittadina. Senti qui: Furto nella notte tra venerd e sabato in una villa della prima periferia. I ladri, approfittando dellassenza dei proprietari, sono penetrati allinterno dellabitazione forzando una delle finestre al piano terra.

Lena - (Prende una camicia di Ovidio e comincia a rammendarla) Ma pensa te!

Ovidio - (Continua) Il bottino ammonta a circa 1500 euro in contanti oltre a diversi oggetti doro per un valore ancora da quantificare.

Lena - Roba da matti! Oltretutto non sapevano manco loro quanta roba cavevano in casa.

Ovidio - Non c pi religione.

Lena - Macch, non c pi.

Ovidio (Riprendere a leggere) Le indagini sono state affidate agli agenti della Squadra Mobile e ai Carabinieri. Perch a tutti e due?

Lena - Cosa vuoi che sappia! Si vede che la Polizia indaga da una parte e i Carabinieri da unaltra.

Ovidio - Mah! Che sprecho di denaro pubblico! E io pago!

Lena - Gi, e noi paghiamo! Continua.

Ovidio - Larticolo finito.

Lena - Come? Non c scritto pi nientaltro?

Ovidio - No, tutto qui.

Lena - Ma che razza di scrivacchini incompetenti!

Ovidio - Qui hai ragione, potevano dilungarsi, un po!

Lena - Secondo me un buon giornalista dovrebbe andare a sfrugare nei fatti, per far capire alla gente come si sgrovigliata la faccenda!

Ovidio - Mah! (Rilegge una frase) forzando una delle finestre al piano terra. Gi, come se fosse stata una cosa da niente! Ho dovuto lavorare un quarto dora per aprirla senza rompere il vetro e non fare casino!

Lena - (Abbassando la voce) Ssst! Parla piano che tua figlia di l!

Ovidio - Ah, adesso non ci pensavo.

Lena - Perch sei un imbecille! (A bassa voce) E sei imbecille doppio perch tavevo detto tanto bene che potevi passare per quella porticina di dietro che vecchia e mezzo sgangherata! Vedi, dopo, cosa succede a passare per le finestre? (Accenna alla camicia che sta rammendando) Ti simpigliano le camicie nei gangheri!

Ovidio - (A bassa voce) Tho detto che cero andato, in quella porticina, ma cavevano parcheggiato un camper a due centimetri! Come facevo a passare?

Lena - Questo, Fernanda, non me laveva detto.

Ovidio - Si vede che non sei riuscita a farla parlare come si deve.

Lena - Sta a sentire, Ovidio: quando parlo con quelle donne al mercato o dal macellaio non posso mica fargli il terzo grado! (A bassa voce) Io devo raccogliere le informazioni prendendola alla larga, se no si possono insospettire! Non mica facile!

Ovidio - (Rilegge) numerosi oggetti doro per un valore ancora da quantificare

Lena - (A bassa voce) Sta tranquillo che glielho data io, una mezza quantificata.

Ovidio - (Chiudendo il giornale) Allora?

Lena - Beh, (Sempre sottovoce) in quella cassettina che hai preso cerano tre anellini doro

Ovidio - Poi?

Lena - un orologio dacciaio

Ovidio - Almeno non fa la ruggine!... Poi?

Lena - un girocollo di perle

Ovidio - Bene, poi?

Lena - Poi una medaglia tutta plataccata doro

Ovidio - Poi?

Lena - Poi mille e cinquecento euro abbondanti sonanti in contanti!

Ovidio - Abbondanti sonanti in contanti!

Lena - S.

Ovidio - Non c male! Poi?

Lena - Poi basta! Oh, una cassettina, mica il pozzo di San Patrizio! Eri te che dovevi sfrugare di pi e portare via qualcosaltro!

Ovidio - (Ad alta voce) Vuoi che non abbia frugato?

Lena - Abbassa la voce!

Ovidio - (A bassa voce) Vuoi che non abbia frugato? Ma cavolo, cera un televisore che prendeva mezza parete, un tappeto grande come tuta la sala, poi cera un quadro che potevo anche prendere ma mi sa che non valeva niente.

Lena - Che quadro?

Ovidio - Mah, credo che era uno di quei disegni fatti dai bambini: cera il ritratto duna donna che mi pareva una madonna pentita: con una faccia lunga e sbiadita che guardava da una parte e con un collo lungo lungo

Lena - Mah, che razza di gusti, cha la gente! Non cera la firma?

Ovidio - S, ma non si leggeva bene. Cera scritto tipo: mobiglia modiglia una cosa cos.

Lena - Sar stato il nome della figlia. Mah, insomma a la fin fine hai tirato su una miseria e adesso ci tocca anche spartire sti quattro ciaffi insieme a Plinio.

Ovidio - E sta sicura che fra poco arriver per riscuotere la sua parte.

Lena - Ah, avr poco, da riscuotere.

Fortunata - (Entrando, vestita per uscire) Chi che deve riscuotere?

Lena - (Cambiando subito atteggiamento) Niente, si parlava di economia domestica. Allora esci?

Fortunata - S, vado a fare questi due passi per il mare. Ci vediamo a pranzo e poi riuscir subito perch ho un appuntamento con degli amici.

Ovidio - E dove andrete?

Fortunata - Non so, decideremo l per l.

Lena - Sta attenta, cocchina mia, che in giro c tanta delinquenza!

Fortunata - Sta tranquilla, mamma. (Esce)

Lena - (A Ovidio) Dove eravamo rimasti?

Ovidio - Alla parte che deve avere Plinio.

Lena - Ah, s. Allora: Noi ci chiappiamo i tre anellini doro, il girocollo di perle

Ovidio - ... e la medaglia plataccata doro.

Lena - S, e a Plinio gli diamo lorologio dacciaio che non fa la ruggine.

Ovidio - E i mille e cinquecento euro?

Lena - Di quelli non gli diciamo un cavolo!

Ovidio - Ma cos saremmo dei disonesti!

Lena - Eeeh! Disonesti! E perch? Te sei quello che praticamente fa il lavoro, io sono lorganizzatrice di tutto, quella che prepara il piano: la vasista, insomma. Plinio, invece, fa solamente il palo! Sta l a penzoloni senza far niente e oltretutto anche cieco da un occhio! Mica dovr chiappare lo stesso come noi!

Ovidio - S, per quando arriva glielo dici te, a lui, quello che prender.

Lena - Eh, no! Sei te, suo amico, tarrangerai te! Anzi, sai cosa facciamo? Gli diamo anche tutta la cassettina!

Ovidio - Come? Tutta la cassettina a lui?

Lena - S ma vuota! Non ha visto quanto carina?

Ovidio - (Ironico) Mm. Sai come sar contento!

Lena - Ah, gli basta e gli avanza! (Esce verso la cucina, canticchiando) Chi si accontenta gode cos cos!

Ovidio - (Tra s) Io ho sposato il genio della truffa! La sorella brutta di Diabolik! Niente, non c niente da fare: Lena una brava donna, per carit, ma quando si mette unidea in testa non c verso di fargliela cambiare! Come quando ha deciso di lasciare il lavoro allospedale e mettersi a fare questa attivit mettendo di mezzo anche me e Plinio. Lui era gi disoccupato per conto suo ma io ho dovuto licenziarmi anche da metronotte! In effetti sono due lavori notturni, come facevo ad andare nelle case e nello stesso tempo stare attento che non andassero a rubare nei negozi? Cera un conflitto dinteresse!... Un conflitto dinteresse! Delle volte si rimedia parecchio, per carit, altre volte di meno, ma il rischio dimpresa!... Quello che mi mette un po in imbarazzo che dobbiamo tenere tutto nascosto a nostra figlia! Cavolo! Come si fa a dirle che di notte andiamo in giro a svaligiare le case?

Lena - (Mentre Ovidio pronuncia lultima frase, Lena entra con una cassetta che appoggia sul tavolo) Non si pu dirglielo perch lei ancora giovane e non pu sapere che in questo mondo tocca sempre sbrogliarsela in qualche maniera. (Sentenzia) Chi a mangia e chi non ha sta senza! stato sempre cos e io voglio mangiare senza dover fare la serva a nessuno! Perch io sono per la libert! giusto?

Ovidio - S, s.

Lena - (Indicando la cassetta) Ecco, guarda com graziosa! E dentro c il suo bellorologio

Ovidio - che non fa la ruggine!

Lena - Gi.

Ovidio - E i soldi dove li hai messi?

Lena - Al sicuro! Cavolo, e se vengono i ladri?? La refurtiva la metto sempre in un posto che non si trova manco col lanternino!

Ovidio - Per io non ho capito perch sto posto segreto devi conoscerlo solo te!

Lena - Perch sono io la maneggiatrice dei soldi!

Ovidio - (La corregge) Lamministratrice.

Lena - (Avviandosi verso le camere) Eh, bravo, e chi amministra ha minestra! (Bussano alla porta)

Ovidio - Questo di sicuro Plinio. (Va ad aprire)

Lena - Allora sbrigatela te, con lui. (Esce verso la cucina lasciando la cassetta sul tavolo)

Ovidio - (Rientrando con Plinio che va a porsi subito nellangolo della ribalta alla sua destra da cui non si sposter pi) Caro Plinio, anche stavolta c andata abbastanza bene.

Plinio - Perch abbastanza?

Ovidio - Beh, perch il colpo riuscito ma non che abbiamo rimediato un granch. La villa era bella ma dentro non cera tanta roba.

Plinio - Allora?

Ovidio - Allora (Prende la cassetta e gliela porge) Ecco, questa la parte tua.

Plinio - (Prende la cassetta e la apre) Un orologio?

Ovidio - (Precisa) La cassetta con lorologio! Un orologio dacciaio purissimo! (Lo prende e se lo avvicina allorecchio) Senti un po che ticchettio! Va avanti preciso come come

Plinio - come un orologio.

Ovidio - Proprio! Come un orologio!

Plinio - (Prende lorologio e se lo accosta allorecchio) Ma non si sente niente!

Ovidio - Per forza! Adesso scarico ma quando parte va come una palla da schioppo che non gliela fai a stargli dietro!!

Plinio - (Mettendosi lorologio in tasca) Mah, insomma io sarei stato unora a rattrappirmi dal freddo per fare la guardia col rischio che mi vedessero e alla fine rimedio solamente questaffare?

Ovidio - Ecco perch ho detto abbastanza! Ma vedrai che la prossima volta andr molto meglio!

Plinio - E voi? Cosavete preso?

Ovidio - Oh, niente, quattro sciocchezzuole senza valore: un anellino

Plinio - Doro?

Ovidio - Macch doro! Un anellino di... di oro finto!

Plinio - Quello che cagano le civette!

Ovidio - Bravo! Poi un giroc cio: una sciarpetta che ha preso Lena per linverno e una medaglietta sai, quelle della Prima Comunione! Insomma: una miseria, caro Plinio, una miseria!

Plinio - A me pare strano che in una villa come quella ci fossero solamente quattro ciaffi! (Vede il giornale) Non hanno scritto niente sul giornale?

Ovidio - (Andando subito a prenderlo per non farglielo leggere) No! Niente! Si vede che ancora non lhanno saputo. Insomma, caro Plinio, ci tocca sperare nel prossimo lavoro.

Plinio - Lena ci ha gi pensato?

Ovidio - Sai che non lo so? Lei una che non parla molto di certe cose e le dice solo quando ha programmato tutto nei minimi particolari. (Osserva Plinio che non si spostato di un centimetro dalla posizione originaria) Ma dimmi una cosa, Plinio: non ti stanchi a stare sempre cos impalato duro come uno stoccafisso?

Plinio - No. una deformazione professionale. A proposito: guarda che sta arrivando Lena.

Ovidio - Dove?

Lena - (Entra dalla cucina) Oh, Plinio!

Ovidio - Ma come sapevi che stava arrivando?

Plinio - Deformazione professionale.

Lena - (A Plinio) Hai visto che miseria, stavolta?

Plinio - Ho visto s.

Ovidio - Plinio, qui, mi chiedeva se avevi gi in mente qualcosaltro.

Lena - S, qualcosa ho gi in mente ma ci tocca prepararlo in maniera scientifica. Non dovremo sgarrare dun pelo!

Ovidio - (Interessato) E si rimedier molto?

Plinio - O solo un orologio?

Lena - No, stavolta la refurtiva sar pi succosa!

Ovidio - (A Lena) Allora spiega per bene. (A Plinio) Plinio, vieni qui con noi. (Plinio si sposta appena di un passo)

Lena - Dunque: una villetta solitaria, dalle parti del Borgo, a un piano solo, perci, Ovidio, non dovrai arrampicarti da nessuna parte, dovrai solamente scavalcare il recinto del cortile. Lunico problema che dopo ti tocca attraversarlo, il cortile.

Ovidio - Emb?

Lena - Niente, solo che l c un cane.

Ovidio - Ahia!

Plinio - Che cane ?

Lena - Credo che sia un rott

Ovidio - Un rottweiler??

Lena - S, quello, ma un cucciolo!

Plinio - Ah b!

Ovidio - (Con ironia) Se un cucciolo!

Lena - Ad ogni modo non c da preoccuparsi perch ho pensato a tutto! Preparer dei biscotti fatti con un impasto di confetti Falqui!

Ovidio - Ma quelli non fanno mica addormentare! Quelli fanno

Lena - (Lo interrompe) Ah ma vedrai che non ce la far a correre e cagare! Molto meglio del sonnifero che magari non gli fa effetto! E questo sarebbe il lavoro di Plinio.

Plinio - Cio di fargli venire la cagarella.

Lena - S! Per mi sono gi informata sullinterno della villa, dunque: appena si entra dentro c un corridoio lungo lungo, (A Ovidio) te dovrai farlo tutto fino a quando non vai a sbattere nella porta in fondo dove c la camera da letto, perch l che ho saputo che tengono la roba di valore.

Ovidio - Ma in questa casa dobbiamo entrarci quando non c nessuno!

Lena - Sicuro! E precisamente il gioved notte.

Plinio - Che gioved?

Lena - Ah, un gioved qualunquesia, perch il gioved notte non stanno mai a casa.

Ovidio - E dove vanno?

Lena - E cosa vuoi che so? So solo che non ci sono!

Ovidio - E da dove posso imbucare dentro?

Lena - Oh, dunque: le porte sono tutte blindate, alle finestre ci sono dappertutto le gratte di ferro

Ovidio - Allora?

Lena - Allora lunico passaggio possibile per imbucare dentro lo sportellino della porta della cucina dove passa il cane.

Ovidio - Ah ecco! Sarebbe a dire che io, prima devo aspettare che il cane abbia la sciolta, che scagacci dappertutto e poi dovrei passare per dove passato lui??

Lena - Potrebbe capitare. Sarebbe un accidente di percorso. Poi dipende da che parte Plinio riesce a dare i biscotti al cane.

Plinio - Glieli dar dalla parte della bocca.

Ovidio - Lena vuol dire: in che punto della casa o del giardino!

Plinio - Ah b!

Lena - (A Ovidio) Comunque male che vada, una volta che sei dentro puoi profittare per andare a fare una doccia!

Ovidio - Ma nella camera da letto hai saputo di un punto preciso dove tengono la roba?

Lena - (Con orgoglio) stato difficile ma qualcosa sono riuscita a sapere: credo che hanno labitudine di nascondere gli ori e i quattrini nellarmadio, dietro ai cappotti!

Plinio - Ma adesso siamo in inverno!

Ovidio - vero! Avranno fatto il cambio di stagione!

Lena - Oh, vorr dire che adesso saranno sotto le magliette! Frugherai un po!

Plinio - E io? Dopo la Dolce Euchessina

Lena - ... confetti Falqui!

Plinio - lo stesso! Dopo cosa faccio?

Lena - Dopo ti metterai dietro a un cespuglio che attaccato al cancello e farai la guardia.

Ovidio - Hai capito, Plinio? Devi fare la guardia!

Plinio - E te il ladro!

Lena - Bene, adesso per, per preparare tutto in modo scientifico, faremo una prova per studiare tutto il percorso, mossa per mossa!

Ovidio - Sarebbe a dire che dobbiamo fare la scena?

Lena - Certo! E quando sei l dovrai fare tutto uguale preciso come adesso! (A Plinio) Te, Plinio, vai a metterti da quella parte. (Gli indica langolo opposto della ribalta dove Plinio andr a porsi) Ovidio, mettiti vicino a lui. (Ovidio agisce e si pone vicino a Plinio mentre Lena mette una sedia a met palcoscenico, a sinistra di chi guarda) Facciamo che questo lo sportellino per il cane da dove dovrai passare. E questo (Indica lo spazio libero del proscenio) il giardino della villa. Dai, Plinio, comincia a buttare i biscotti al rottinvailer. (Plinio fa finta di gettare dei biscotti verso il punto in cui si trova la sedia)

Ovidio - Oh! Non farli andare proprio vicino allo sportellino! Buttali pi lontano!

(Plinio rif il gesto di gettare i biscotti ma dalla parte opposta alla sedia)

Lena - Ecco, adesso al cane cominceranno i dolori e (A Ovidio) te ne profitti per entrare nel giardino scavalcando il recinto.

Plinio - (A Ovidio) Sta attento ai ricordini del cane!

(Ovidio mima latto si scavalcare la recinzione, poi si sposta dalla sua posizione come se stesse camminando su un campo minato e raggiunge lentamente la sedia)

Ovidio - Adesso?

Lena - Aspetta. (A Plinio) Te adesso ti devi mettere dietro a un cespuglio vicino al cancello e fai il palo. (Prende un vaso di fiori e glielo mette vicino) Ecco, nasconditi qui dietro.

(Plinio esegue e si abbassa il pi possibile per nascondersi dietro al vaso di fiori e osservare la scena)

Ovidio - E io cosa faccio?

Lena - Buchi dentro! Imbecille! (Ovidio esegue e cerca di passare sotto la sedia) Bravo, adesso fai tutto il corridoio (Ovidio esegue) Ecco, sei nella camera da letto, apri larmadio, smucina per bene e metti in un sacco tutto quello che hai raccolto.

Ovidio - S.

Lena - Hai fatto una bella raccoglionata?

Ovidio - S, s, ho ripulito tutto!

Lena - Bene, adesso torni indietro e rifai il corridoio, ripassi per lo sportellino (Ovidio esegue)

Plinio - (Da dietro al vaso di fiori) Sta attento per terra (Ovidio torna a saltellare sul proscenio. Plinio si alza da dietro al vaso) Sta arrivando qualcuno.

(Ovidio, che sta ancora saltellando, viene sorpreso da Fortunata)

Fortunata - (Entra dallesterno e si ferma ad osservare il padre che ancora saltella non essendosi accorto di lei) Babbo! Cosa stai facendo?

(Ovidio si blocca a met saltello)

Lena - Niente. Tuo padre mi voleva far vedere che ancora si ricorda come si balla, perch ormai sono tanti anni che non mi porta pi a ballare e io gli ho detto che non si ricordava manco pi un passo di valzer! (Ovidio sta al gioco e accenna un passo di danza)

Fortunata - (Leggermente ironica) Ah, allora il babbo s messo a ballare

Lena - S.

Fortunata - (Poco convinta) Mah, mi sa che voi avete qualche rotella fuori posto oppure c qualcosa che mi poco chiaro. (Vede Plinio) E lui? Fa coppia fissa col babbo?

Lena - No, Plinio non lo smuovi nemmeno con le cannonate!

Fortunata - (Avviandosi verso le camere) Vado di sopra in camera mia.

Lena - Com andata la passeggiata al mare?

Fortunata - (Uscendo) Benissimo! Sono arrivata fino a sotto il monte senza mai fermarmi.

Lena - Che soddisfazione! Brava, brava!

Ovidio - (A Lena) Mi hai fatto fare una bella figura, davanti a mia figlia! Vedi che dopo le pu venire qualche sospetto?

Lena - S, ci mancherebbe altro! Sei te che non dovresti fare gli arzigogoli!

Plinio - Allora? finito cos?

Lena - (A bassa voce) Praticamente s. (A Ovidio) Adesso ti manca solo di riscavalcare la recinzione e sei a posto!

Ovidio - (Mima latto di scavalcare la recinzione) Ecco fatto.

Plinio - E per quando sarebbe previsto sto lavoro?

Lena - Se tutto va bene tra una decina di giorni.

Plinio - (Prendendo la cassetta) Allora faccio in tempo a far la bella vita con i guadagni dellorologio.

Ovidio - E della cassettina!

Plinio - E della cassettina. (Avviandosi)

Lena - (A Plinio) Preparati che presto dovremo fare unaltra prova.

Plinio - Uguale a questa?

Lena - Certo!

Ovidio - Ma c bisogno davvero di fare unaltra prova?

Lena - Eh s! Sar la prova generale! Vogliamo fare le cose in maniera scientifica o alla boia di cane?

Plinio - Vado a mangiare.

Ovidio - Cosa mangi, oggi?

Plinio - Un piatto di poveracce. (Esce)

Ovidio - (A Lena) Poveraccio.

Lena - Ho capito!

Ovidio - Ho detto: poveraccio lui, che non ha un soldo da far cantare un cieco!

Lena - E va bene, la prossima volta gli daremo un aumento di paga.

Fortunata - (Entra dalle camere) A chi dovete aumentare la paga?

Lena - (Presa alla sprovvista) No niente, un modo di dire.

Ovidio - Si parlava di

Lena - di Plinio che ogni tanto aiuta tuo padre in qualche lavoretto di casa.

Ovidio - S.

Fortunata - (Sospettosa) Ah.

Ovidio - Una volta per un tubo che perde, una volta maiuta a portar via

Lena - la mondezza

Ovidio - la mondezza

Lena - e noi gli diamo sempre qualche euro per il disturbo.

Fortunata - Ho capito. State a sentire, dovrei parlarvi di una cosa.

Lena - Dimmi pure, gioia.

Fortunata - Ecco: Volevo dirvi che domani o dopodomani dovrebbe venire qui una persona con cui insomma con cui mi sono fidanzata e che vi vorrebbe conoscere.

Lena - (Piacevolmente sorpresa) Fortunata! Cocchina mia! E me lo dici cos??

Fortunata - In che altro modo avrei dovuto dirvelo?

Ovidio - (A Lena) Ha ragione; lha detto tanto chiaro e tondo! (A Fortunata) E da quanto tempo vi conoscete?

Fortunata - Ci frequentiamo ormai da diversi mesi e tra noi c stata sempre molta simpatia, per solo qualche giorno fa

Lena - schioccata la scintilla!

Fortunata - S, e ormai siamo sicuri luno dellaltro, tanto che lui mi ha chiesto pi volte di venire qui in casa e sta gi parlando di

Lena - matrimonio!

Fortunata - S.

Lena - (Al settimo cielo) Che bello! Sono proprio contenta, tesoro mio! Perch un pezzo che io e tuo padre ci domandavamo: ma quand che Fortunata pensa a sistemarsi? (A Ovidio) vero. Ovidio?

Ovidio - S, s.

Lena - Ma quand che Fortunata ci porta qualcuno a casa? (A Ovidio) vero. Ovidio?

Ovidio - S, s.

Lena - Perch ormai grandicella! (A Ovidio) vero. Ovidio?

Ovidio - S, s.

Lena - (A Fortunata) Ma, chi sarebbe, questo ragazzo?

Ovidio - Giusto, noi lo conosciamo?

Fortunata - No, almeno credo di no.

Lena - Come si chiama?

Fortunata - Ruggero.

Lena - Ruggero che bel nome! Un nome maschiolino... da leone!!

Ovidio - un tuo collega?

Fortunata - No.

Lena - E che mestiere fa?

Fortunata - (Osservando i genitori) il dirigente della squadra

Ovidio - di calcio!

Fortunata - No, della squadra mobile.

(Lena e Ovidio si irrigidiscono impercettibilmente scambiandosi unocchiata, poi continuano fingendo di esserne piacevolmente sorpresi)

Lena - Ah, ecco!... Ma che bella sorpresa! Proprio il capo della squadra mobile.

Fortunata - Gi.

Ovidio - (Guardando Lena) Praticamente sarebbe il capo della polizia.

Fortunata - Praticamente s.

Ovidio - Ah, ecco. Bello!

Fortunata - (Notando il lieve cambiamento di umore da parte dei genitori) C qualcosa che non va?

Ovidio - No, no, va tutto bene!

Lena - Cosa ci dovrebbe essere che non va?

Fortunata - Non so. Penso per di aver fatto bene ad anticiparvi questa cosa perch perch insomma non vorrei che magari in sua presenza venisse fuori qualche

Lena - (Fintamente risentita) Fortunata! Non ti vergognerai mica dei tuoi genitori! Lui sar anche il capo della

Ovidio - (Guardando di sottecchi la moglie con occhi preoccupati) della squadra mobile.

Lena - Ecco, di quella ma sta tranquilla che noi sappiamo bene come comportarci! (A Ovidio) vero, Ovidio?

Ovidio - S, s.

Lena - (Ipocrita) Perch noi siamo una famiglia povera ma onesta, anche se io faccio solamente un lavoro santuario

Ovidio - S, di Loreto!

Lena - e tuo padre il fa il notturbino.

Ovidio - (La corregge) Il metronotte!

Lena - Ecco.

Fortunata - Va bene, comunque questo tutto quello che dovevo dirvi.

Lena - E ti pare poco?? stata proprio una bella sorpresa che fra tanta gente che c in sto mondo sei andata a innamorarti proprio di questo qui.

Ovidio - S, una sorpresa molto bella!

Fortunata - Sono contenta che mi diciate cos. Allora mi metter daccordo con lui e stasera vi dir precisamente quando verr.

Lena - Bene!

Ovidio - Bene!

Fortunata - Adesso riesco.

Ovidio - Riesci a far cosa?

Fortunata - Riesco nel senso che esco di nuovo.

Ovidio - Ah.

Lena - Allora non mangi con noi, cocchina?

Fortunata - (Avviandosi) No, ti ho detto che avrei mangiato fuori con i miei amici. (Ha un attimo di esitazione) Mamma

Lena - Cosa c?

Fortunata - Insomma posso stare tranquilla

Lena - Ma certo!

Ovidio - Va, va tranquilla!

Fortunata - Bene, ci vediamo stasera. (Esce)

Ovidio - (Visibilmente agitato) Lei star anche tranquilla ma io per niente per niente!

Lena - (Visibilmente agitata) Madonna mia! Ma non poteva andare a innamorarsi di qualcuno pi alla nostra portata? Che ne so di un politico, un assicuratore

Ovidio - un banchiere!

Lena - Ma che razza di ambientacci frequenta, nostra figlia??

Ovidio - Ma anche lui, per!

Lena - Chi?

Ovidio - Il poliziotto! Prima non poteva prendere informazioni sulla nostra famiglia??

Lena - Gi, cos saremmo gi finiti dritti dritti in galera! Imbecille!

Ovidio - Ah, gi, vero!

Lena - Ma guarda te in che situazione ci ha messo!

Ovidio - (Ancora agitato) E adesso come a facciamo per uscirne? Eh? Cosa facciamo?

Lena - (C.s.) Cosa vuoi che facciamo? Dovremo fare buon viso a cattivo gioco e con luidovremo far finta di niente!

Ovidio - Lo gnorri!

Lena - No, non lo gnorro per niente! Anzi, staremo a sentire a orecchie bene aperte tutto quello che dice e saremo sempre daccordo con lui!

Ovidio - S, s. E poi dobbiamo fare anche vedere che non abbiamo un pelo di paura!

Lena - Ci mancherebbe altro! Mangerebbe subito la foglia! E ricordati: in caso negare, negare sempre tutto, fino in fondo, ch tanto prima o dopo la gente ti crede oppure le viene il dubbio!

Ovidio - S, s.

Lena - Insomma ci tocca recitare, caro il mio Ovidio!

Ovidio - Allora prepariamoci a fare il teatro!

Lena - Eh, sperando che non vada a finire in tragedia!

Ovidio - Ma guarda te cosa ci tocca fare per il bene di nostra figlia!

Lena - Eh gi! Anche far finta di essere onesti!

Buio

Sipario

Fine del primo atto

Secondo atto

passato qualche giorno. Stessa scena del primo atto. La scena vuota.

Lena - (Entra dalle camere con una grossa borsa. vestita con una certa cura ed inizia a togliere dal proprio posto qualche suppellettile dellarredamento. Sta canticchiando.) Non c pi niente da fareeee

Ovidio - (Entrando dalle camere. Anche Ovidio vestito piuttosto bene. Ha in mano tre sacchetti dellimmondizia) Canta, canta, che mamma ha fatto gli gnocchi!

Lena - (Continua voltandosi verso Ovidio) ma stato bello sognareeee.

Ovidio - Ma adesso il sogno diventato un incubo!

Lena - (Valutando gli oggetti e mettendoli insieme) Eh, (Cita) Chi di abete e chi di noce, ognuno ha la sua croce. Ad ogni modo vedrai che gliela faremo a uscire fuori da questo garbuglio!

Ovidio - Speriamo! (Osservando ci che sta facendo Lena) Cosa stai facendo?

Lena - Eh, fra un po deve arrivare lui, nascondo i pezzi che vengono dalle nostre refurtive! Dovesse riconoscerli! (Gli mostra una vaso) Ti ricordi? Questo lhai preso in quella villa gi al mare.

Ovidio - (Sempre con in mano i sacchetti dellimmondizia) S, s.

Lena - (Lo mette nella borsa e gli mostra un quadretto) Questo, invece lhai preso quando siamo andati a fare quel lavoretto in campagna, in quella casa coglionica.

Ovidio - S, s.

Lena - (Lo mette nella borsa e gli mostra un candeliere) E questo lhai fregato in collina.

Ovidio - S, s, me lo ricordo bene perch Plinio lo voleva a tutti i costi!

Lena - A lui ci abbiamo dato la candela che cera sopra, non gli bastato? E mica era una candela qualunque, era una di quelle tutte rintorciglionate!

Ovidio - Lo stereo non lo porti via?

Lena - Quello no, tanto sono tutti uguali, chi riconosce che proprio quello che hai fregato te?

Ovidio - Dimmi un po: a che ora dovrebbe venire sto Ispettore Callaghan?

Lena - Fortunata ha detto che verr verso le cinque.

Ovidio - Allora faccio in tempo a portare fuori questi sacchetti.

Lena - S, sar meglio dare una ripulita, a sta casa, e non far vedere le mondezze.

Ovidio - Gi. (Guardando i sacchetti che tiene ancora in mano) Carta, plastica e mondezza qualunque.

Lena - Ad ogni modo hai capito, Ovidio, eh? Comportiamoci come se niente fosse. Dobbiamo solo far vedere che siamo contenti che nostra figlia ha trovato una brava persona.

Ovidio - E onesta.

Lena - Ci mancherebbe altro! E che insomma voglia bene a Fortunata.

Ovidio - S, s, sta tranquilla. Allora (Mostrando i sacchetti che ha in mano) vado e torno. (Si avvia ma si ferma vedendo Fortunata che entra dalle camere mentre Lena va a riporre la borsa con gli oggetti dietro la porta che conduce alla cucina)

Fortunata - (Entrando) Allora ci siamo: Ruggero mi ha appena telefonato e ha detto che appena uscito dalla Questura.

Ovidio - (Soprappensiero) Cosha combinato?

Lena - (Rientrando, con tono di rimprovero) Ovidio!

Ovidio - (Realizza) Ah s, scusa.

Fortunata - Babbo, mamma mi raccomando a mani giunte di fare molta attenzione. Vi prego di non distruggere questo mio sogno facendo crollare tutto quanto.

Lena - Fortunata! Ma stai scherzando?? Come potremmo distruggere il tuo sogno facendo scrollare tutto quanto?

Ovidio - Non siamo mica

Fortunata - (Decisa a rivelare i suoi dubbi) Sinceramente io non so pi chi siete n cosa fate, ma vedo che in questa casa ogni tanto compare qualcosa di nuovo che non so da dove proviene: un quadro, un (Guardandosi intorno) a proposito, dove sono finite alcune cose che erano qui?

Lena - Le ho portate di l per dargli una ripulita.

Fortunata - Mm insomma devo dirvi che (Guardando i genitori con un certo imbarazzo) io qualche sospetto sulla vostra onest ce lho ecco! E ho paura che Ruggero lo venga a sapere. Mi sono spiegata?

Lena - Oh Signore! (Imbarazzata anche lei) Fortunata! Beh (Guardando Ovidio con la coda dellocchio) Insomma cosa vuoi che ti dica certo che se uno si mette proprio a smucinare e a cercare il pelo nelluovo, pu trovare da chiunque uno scheletro dentro larmadio! (Minimizzando) Un peccatuccio, una macchiolina

Ovidio (Minimizzando anchegli) S! Un difettuccio, un vizietto

Lena - Magari anche Ruggero ha qualche magagna!

Fortunata - Mamma!

Ovidio - (Sentenzia) Chi senza peccato

Lena - (C.s.) scagli la prima pietra!

Ovidio - Che tanto dove prende prende bene!

Fortunata - Oltretutto Ruggero anche un tipo molto sospettoso e indagatore!

Lena - Anche!

Fortunata - Beh, una deformazione professionale.

Lena - Giusto.

Ovidio - Come quella di Plinio.

Fortunata - Perch, lui cosa fa?

Ovidio - Niente, cos.

Lena - (A Ovidio che ha ancora in mano i sacchetti dellimmondizia) Oh, avrai fatto ormai amicizia, con quella mondezza!

Ovidio - (Realizza) Ah, s, vado a buttarla via. Andiamo a fare il riciclaggio! (Esce)

Fortunata - (Allarmata) Cosa va a fare?

Lena - Il riciclaggio della mondezza!

Fortunata - Ah!

Lena - (A Fortunata, abbracciandola) Non essere cos diffidente, cocchina mia! Devi credermi che sono davvero contenta che hai trovato una una personcina a modo e che ti vuole bene!

Fortunata - Grazie mamma.

Lena - Ma te? Sei sicura del tuo sentimento verso di lui?

Fortunata - S, mamma. Sono sicura. Ruggero un uomo delizioso, brillante, simpatico, e riesce a darmi sempre un senso di protezione.

Lena - Perch, gira armato??

Fortunata - Ma no! il suo modo di fare che mi fa sentire protetta!

Lena - Capisco. Ma vedrai che andr tutto bene! Da retta alla tua mamma! Sarai Fortunata di nome e di fatto!

Ovidio - (Rientrando) Ho messo la carta nel bidone della carta, la plastica nel bidone della plastica

Lena - Vedi che quando vuoi fai le cose con la grazia!

Ovidio - E la mondezza qualunque tutta sparpagliata!

Lena - Come sarebbe a dire sparpagliata?

Ovidio - Eh, perch mi s rotto il sacchetto e m andato tutto per terra! Cosa dovevo fare, raccogliere con le mani tutta quella porcheria?

Lena - Mi rimangio tutto quello che ho detto, (A Fortunata) tuo padre qualche momento di imbecillaggine ce lha. (Bussano alla porta) Eccolo! Vado a darmi una sistemata. (Esce verso le camere)

Ovidio - Anchio! (Esce verso le camere)

Fortunata - (Tra s, uscendo per andare ad aprire) Speriamo bene! (Rientra con Plinio) Oh, buona sera signor Plinio.

Plinio - (Andandosi a porre nel suo solito posto) Il babbo e la mamma non ci sono?

Fortunata - S, s, sono di l. (Ad alta voce) Babbo, mamma, venite!

(Lena e Ovidio entrano insieme, convinti di trovare il fidanzato di Fortunata)

Lena - (In piena recitazione) Carissimo dottore (Vede Plinio) ah, sei te??

Ovidio - Plinio, vuoi andare a quel paese!

Plinio - Perch, cosho fatto?

Fortunata - Niente, signor Plinio, che stiamo aspettando il mio fidanzato che vuole conoscere il babbo e la mamma.

Plinio - Ah! (A Fortunata) Allora congratulazioni!

Fortunata - Grazie.

Lena - (A Plinio, con una certa preoccupazione) Adesso per pi meglio se vai e ritorni unaltra volta, va bene?

Plinio - Certo, questa una faccenda di famiglia e io non centro niente.

Ovidio - Bravo. Ci vediamo domani.

Plinio - (Sempre dalla sua postazione) Va bene. (A Fortunata) Ancora congratulazioni. (Indicando la porta esterna) Guardate che sta arrivando qualcuno. (Bussano alla porta)

Lena - Porca miseria!

Fortunata - Vado io. (Esce)

Ovidio - (A Plinio, con preoccupazione) Tavevo detto di andar via!

Plinio - Eeeh! Cosa c di male? Chi sar mai!

Lena - ȅ (Viene interrotta dallentrata di Fortunata con Ruggero)

Fortunata - Ecco: babbo, mamma lui Ruggero.

Ruggero - (Appena entrato mette una mano nella tasca interna della giacca, a questa mossa Lena ed Ovidio alzano istintivamente le mani, poi, vedendo che Ruggero ha estratto solamente un cellulare, camuffano il loro gesto: lei sistemandosi i capelli, lui fingendo di schiacciare una zanzara. Ruggero risponde al telefono) Pronto s, certo, mi trovate sempre a questo numero, cos, una novit? Se c qualcosa fatemi sapere. Buon lavoro. (A tutti) Scusatemi, il lavoro Allora: Buonasera. (Va a stringere la mano a Lena e ad Ovidio) Sono veramente lieto e onorato di conoscere i genitori di Fortunata.

Lena - Ma vorr scherzare! Lonoranza tutta nostra!

Ovidio - S, s, confermo!

Lena - Scusi se parliamo alla buona ma noi siamo gente semplice, modesta.

Ovidio - S, s, modesta ma onesta!

Ruggero - Non dovete minimamente preoccuparvi, anchio vengo da una famiglia umile e anche se non sono di queste parti comincio ormai a capire bene il vostro modo di parlare.

Lena - Sono contenta!

Ovidio - Anchio.

Ruggero - (Vedendo Plinio nel suo solito angolo, si rivolge a Lena) E il signore?

Lena - Eh lo so, giusto a Lui dobbiamo affidarci per tirare avanti!

Fortunata - Mamma! Ruggero si riferiva a lui. (Indicando Plinio)

Lena - Ah, ha detto signore Questo

Ovidio - (La interrompe) Plinio, un amico di famiglia che passato a salutarci (Guardando Plinio) ma che stava per andar via. (A Plinio) vero, Plinio che stavi per andar via?

Plinio - S, stavo per

Ruggero - (Lo interrompe) Oh, ma se per me, il signor Plinio non di alcun disturbo, anzi, sono contento di conoscere le persone che frequenta la mia Fortunata.

Plinio - Va bene, allora rimango.

Lena - (Guardandolo con intenzione) Ma Plinio, non dovevi andare da coso, l

Plinio - (Che non afferra) No, non devo andare da nessuna parte.

Ovidio - (A Ruggero) Ma non stia in piedi, si accomodi!

Lena - (A Fortunata) Fortunata, va a prendere qualcosa da buttar gi da bere.(A Ruggero) Cosa gradisce? un vermutino? un fischio con qualche cubetto di ghiaccio, o preferisce un qualcosa di anticolitico? (Tutti si siedono tranne Plinio)

Ruggero - Prego?

Fortunata - Mia mamma intendeva dire se preferisci qualcosa di analcolico.

Ruggero - Ah, s, meglio, prenderei volentieri una limonata.

Lena - Ecco, (A Fortunata) allora vai a schiacciare quei quattro limoni che sono nella credenza. (Fortunata esce verso la cucina)

Ruggero - (A Plinio) Lei, signor Plinio, non si siede con noi?

Plinio - No, io sono abituato a stare in piedi. Deformazione

Ovidio - (Lo interrompe) ossea, deformazione ossea! Se si mette a sedere per pi di due minuti sincricca e rimane piegato cos. (Fissando Plinio con intenzione) vero, Plinio?

Plinio - (Che accetta la situazione senza capirla) S, s.

Ruggero - Capisco, mi dispiace. (A Plinio, mentre Lena e Ovidio sono sulle spine) Che lavoro fa?

Plinio - Di solito il disoccupato ma ogni tanto rimedio

Lena - (Lo interrompe) rimedia qualcosa aiutando mio marito nel suo lavoro. (Tra s, guardando Plinio) Quello pare che non faccia niente, eppure rompe le scatole.

Ruggero - A proposito, devo dire che sono curioso di sapere tutto di voi: cosa fate, cosa non fate, non so i vostri gusti, se abbiamo conoscenze in comune perch Fortunata, nonostante le mie insistenze, non mi ha mai raccontato niente dei suoi genitori.

Ovidio - Oh, non c tanto da dire.

Ruggero - Non vorrei essere troppo indiscreto ma forse unabitudine che ho preso dalla mia professione.

Plinio - Perch, cosa fa?

Ruggero - Sono dirigente della Squadra Mobile.

Plinio - (Sirrigidisce) Sarebbe come a dire della Polizia??

Ruggero - Precisamente.

Plinio - Ah. (Ci ripensa) Ecco perch

Lena - (Lo interrompe) Ad ogni modo non abbiamo molto da dire.

Ovidio - Ci interroghi lei!

Ruggero - (Ridendo) Non devo farvi mica un interrogatorio!

Ovidio - (Ridendo a sua volta) Ci mancherebbe altro!

Lena - (C.s.) vero, quella roba che abbiamo visto solo nei film di deters di dettt

Ovidio - (Le va in aiuto) di detective.

Lena - S, di poliziotti, insomma, con rispetto parlando.

(Rientra Fortunata con cinque bicchieri di limonata su di un vassoio e li porge ad ognuno dei presenti)

Ruggero - (A Fortunata che gli porge il bicchiere e va a porsi dietro a lui posando le mani sulle sue spalle) Grazie, cara! (Facendosi serio e rivolgendosi ad Ovidio) Ma a parte gli scherzi, qual il suo mestiere?

Ovidio - (A disagio) Io faccio la guardia notturna, ma a sbalzi.

Ruggero - In che senso?

Ovidio - Sarebbe a dire che mi chiamano ogni tanto, quando c bisogno.

Ruggero - Ah, capisco, allora siamo praticamente quasi colleghi!

Ovidio - S, praticamente lavoriamo nello stesso campo.

Ruggero - Quindi sa anche lei quanto difficile prevenire e a volte combattere il crimine!

Ovidio - Eh! uno stress continuo! Da non dormirci di giorno!

Ruggero - Intende dire di notte!

Ovidio - Eh no, di giorno, perch di notte lavoro!

Ruggero - Ah, giusto, giusto.

Lena - E qualche volta si fa dare una mano da Plinio!

Ruggero - Ah, capisco, capisco. Bene, bene! (A Plinio, sempre con un tono piuttosto professionale) E in che modo lo aiuta?

Plinio - Beh, praticamente mentre lui mette i foglietti nelle saracinesche io controllo se arriva qualcuno con delle brutte intenzioni.

Ruggero - Ah, capisco, capisco. Bene, bene! Praticamente fa

Plinio - il palo.

Ovidio - (Minimizzando) Eeeh, adesso il palo!

Lena - Eeeh, che brutta parola! Diciamo che sta attento alla sua calamit!

Ruggero - Certo, certo! (A Fortunata) E tu, cara? Non dici niente?

Fortunata - (Alquanto tesa) No, Ruggero, io vi sto ad ascoltare. Mi piace che facciate conoscenza cos (Guardando intenzionalmente i genitori) pacificamente.

Ruggero - (A Lena) E lei, signora? casalinga?

Lena - Non del tutto. Ogni tanto anche io lavoro di notte perch faccio la badante allospedale, ai malati, quando mi chiamano.

Ruggero - Ah, capisco, un lavoro stancante anche il suo!

Lena - Uh! Stia zitto! massacrante! Tra le padelle, i clisteri, le febocrisi alla mattina sono ridotta un canovaccio!

Ruggero - Certo, certo. E state a pigione?

Lena - (Presa alla sprovvista) No, no! Nemmeno agli arresti domiciliari!

Fortunata - Mamma! Ruggero intendeva dire se stiamo in affitto o in propriet.

Lena - Ah! S, s, la casa la nostra, comprata con anni di travagli e di sacrifici!

Ruggero - Capisco. Bene, bene.

Ovidio - Mi scusi, dottor Ruggero, ma qui mi pare che stiamo facendo le cose alla rovescia.

Ruggero - Cosa intende dire?

Ovidio - Eh, dovrei essere io, che sono il padre della ragazza, a fare le domande a lei che il pretendente.

Ruggero - (Ridendo) Mi sembra unosservazione giustissima e mi deve scusare per la mia invadenza. Mi chieda pure ci che vuole.

Ovidio - (In imbarazzo) Beh, allora

Fortunata - Coraggio, babbo, chiedi pure!

Ovidio - (C.s.) S ecco: Lei si chiama Ruggero

Ruggero - S. Ruggero Cancellieri.

Lena - Bel nome.

Ovidio - fa il poliziotto

Ruggero - S.

Ovidio - e questo lo sapevamo tutti quanti.

Ruggero - Certo.

Plinio - Gi.

Ovidio - (Ancora a disagio) E quanti ann lha?

Ruggero - Sono ormai grandicello: ho compiuto 38 anni laltro ieri.

Ovidio - Ah, auguri!

Lena - Auguri!

Ruggero - Grazie.

Lena - E com che rimasto scampolo fino a questet? Se posso?

Ruggero - Beh, vede, signora: il mio lavoro non mi ha permesso finora di avere una vita normale, ho cambiato spesso citt, cos non ho avuto mai modo di coltivare amicizie durature.

Ovidio - E come si trova in questa citt?

Ruggero - Devo dire che mi son trovato bene sin dal primo giorno. Questa una citt ancora abbastanza tranquilla rispetto alle grandi metropoli.

Lena - vero, non il giardino dellEnel, come si dice, ma ancora ci si vive bene. Poi io mi sono affezionata a questa bella cittadina incastronita fra questi colli.

Ruggero - S, s, deliziosa (Facendo una carezza a Fortunata) come vostra figlia!

Lena - Che bello!

Ovidio - (Prendendo coraggio) E cosa sta facendo in sto periodo?

Ruggero - Oh, non mi faccia parlare! Stiamo indagando su dei furti che ci stanno dando un gran pensiero.

Plinio - Signori, io devo scappar via, finch la strada asciutta. (A Ruggero) Piacere di averla intravista, dottor Ruggero. Saluti a tutti. (Esce)

Ruggero - Cosa ha voluto dire con finch la strada asciutta?

Ovidio - Beh

Lena - No, niente, per via della sua deformazione ossea, con lumidit della sera ha paura di sdrucciolare e allora

Ruggero - Capisco.

Lena - Stava parlando di furti

Fortunata - Mamma, lasciamo perdere questi argomenti!

Ruggero - Perch, cara? bene che i cittadini siano informati sugli episodi criminosi della propria citt. (A Lena e Ovidio) ormai un po di tempo che in diverse abitazioni della citt si verificano furti effettuati probabilmente da delle mezze calzette, gente inesperta e incompetente del mestiere

Lena - Beh, se ancora non li avete presi non sono tanto degli scalzacani.

Ruggero - vero, questa la loro unica abilit perch per il resto non hanno nemmeno idea di cosa rubare o lasciare in casa! Pensi che nellultimo furto perpetrato.

Lena - Perpe?

Ruggero - Perpetrato, effettuato, hanno lasciato un quadro di Amedeo Modigliani dal valore inestimabile!

Lena - Inestimabile (Fulminando Ovidio con gli occhi) Le do ragione, allora sono proprio degli scalzacani che non si meritano niente! Io gli darei

Ruggero - diversi anni di prigione! Sono daccordo con lei. Ah, ma vedrete che prima o poi li prenderemo con le mani nel sacco!

Ovidio - Speriamo tanto di

Lena - di s!

Ruggero - Certo! Lo speriamo. (Estrae il cellulare dalla tasca della giacca) Scusate (Ascolta) S, s, sono qui. (Ascolta) Certo. (Ascolta guardando Lena e Ovidio) Ah!... Ah!... Sia lui che lei? (Lena, Ovidio e Fortunata si irrigidiscono) Ah, un processo per direttissima! Bene, occorrer interrogarli immediatamente! (Ascolta, sempre guardando Lena e Ovidio) S, s, vengo subito e li porto con me. (Chiude la telefonata)

Fortunata - (Al limite dello svenimento) Cosa successo, Ruggero?

Ruggero - (Serio) Lavoro, cara.

Ovidio - (Sudando freddo) Chi chi deve portare con lei?

Ruggero - Dei documenti che ho in macchina, perch?

Ovidio - (Sollevato) Ah! Niente, curiosit.

Lena - (Nelle stesse condizioni di Ovidio) Ma questa faccenda ha a che fare con con quei furti

Ruggero - No, purtroppo no. Hanno arrestato una coppia di spacciatori e devo recarmi subito in questura. (A tutti) Sono davvero costernato ma il dovere mi chiama.

Lena - (Sollevata) Come! Allora non resta a mangiare con noi, dottor Secondini?

Ruggero - (Alzandosi) Carcerieri, signora, Comunque no, purtroppo, e non sa quanto mi dispiace, signora, ma questo il mio lavoro: problemi improvvisi ed io devo essere sempre a disposizione. Beh, sar per la prossima volta. Mi ha fatto molto piacere conoscervi e sicuramente avremo modo di approfondire molto, ma molto di pi la nostra conoscenza! Scusatemi di nuovo. (A Fortunata) Mi accompagni per un po? (Esce)

Fortunata - (Lo segue voltandosi un attimo verso i genitori) Certo, ne approfitto per andare ad accendere una candela in chiesa (Esce)

(Ruggero e Fortunata escono. Lena ed Ovidio si guardano, rilassati ma esausti, abbandonandosi su sedia e poltrona)

Ovidio - Scagaccio passato!

Lena - Eh s!

Ovidio - Com andata?

Lena - Mi pare che sia andata bene ma credo che ormai non si pu pi andare avanti con sta commedia.

Ovidio - Mi sa anche a me.

Lena - Credo anchio.

Ovidio - E come facciamo?

Lena - Gi. Non possiamo far stare sempre sulle spine Fortunata e rischiare anche noi, con un genero di quella razza l!

Ovidio - E come facciamo?

Lena - Come facciamo (Determinata) ci toccher cambiare registro e decidere di fare una vita pi onesta e morigeriatra.

Ovidio - In che senso?

Lena - Nel senso che non potremo pi andare a fare le sottrazioni nelle case e poi fare le divisioni della refurtiva.

Ovidio - Dovremo rimetterci a lavorare!

Lena - Non c nientaltro da fare.

Ovidio - Da una parte anche meglio cos perch, come si dice (Cita) Tanto va lorcio alla fonte che si smanica o si rompe.

Lena - Gi.

Ovidio - Addio, arrampicamenti di grondaie, scavalcamenti di ringhiere e scagacci di cane!

Lena - Addio, sporte di refurtiva che straboccano di ori, gioielli e varie superilettili!

Ovidio - E Plinio?

Lena - Plinio se la prender in quel posto! Tanto lui abituato a tirar la cinghia.

Ovidio - E riprenderemo i nostri vecchi mestieri.

Lena - Gi, te il notturbino

Ovidio - (La corregge) Il metronotte. E te la badante allospedale.

Lena - (Uscendo verso le camere) Ma giusto cos, caro Ovidio.

Ovidio - (Uscendo verso le camere) S, giusto cos, cara Lena.

Buio

Fine del secondo atto

Epilogo

Al ritorno della luce passato qualche mese. La scena vuota, dopo qualche istante entra Lena.

Lena - (Entra canticchiando. Ha un cesto con dentro due lenzuola appena ritirate dallo stenditoio) Spoooosi/ Oggi savvera il sogno (Ad alta voce) Fortunata! Scendi ad aiutarmi che poi dobbiamo buttar gi la lista! (Riprende a canticchiare) il sogno e siamo spoooosi!

Fortunata - (Entrando dalle camere) Non meglio aspettare che arrivi Ruggero? Cos mettiamo anche i suoi invitati.

Lena - (Porgendole un lato di lenzuolo per farsi aiutare a piegarlo) S, hai ragione, cocchina mia, ora di finirla di pensare sempre e solo al nostro sporco interesse! Ricordati, Fortunata: (Sentenzia) le cose si fanno sempre insieme, per il bene di tutti e rispettando sempre le regole.

Fortunata - (Prende il secondo lenzuolo dal cesto e rifanno la stessa cosa) Sono contenta che tu dica cos. Sai mamma: bello che tutto si sia sistemato e che non dobbiamo pi aver paura di niente perch, come si dice: male non fare paura non avere!

Lena - Parole sante!

Fortunata - Il babbo dov?

Lena - Tuo padre dovrebbe tornare tra poco. andato a riportare al legittimo proprietario un portafogli che ha trovato stamattina per la strada mentre tornava dal lavoro.

Fortunata - Ah!

Lena - Eh s. Pensa che dentro cerano seicento euro e magari quello un poveretto che deve fare i salti mortali per arrivare alla fine del mese!

Fortunata - Ha fatto proprio una buona azione!

Lena - (Materna) Eh s. Stammi a sentire, Fortunata, te lo ridico per lultima volta poi non te lo chiedo pi: sono passati solo tre mesi dal tuo fidanzamento ufficiale e gi avete deciso la data dello sposalizio.

Fortunata - Allora?

Lena - Allora sei davvero sicura di lui o stata una decisione un po troppo presciolosa?

Fortunata - No, no, mamma, sta tranquilla, anche se passato poco tempo stata una decisione bene ponderata.

Lena - Ponderata va bene. Allora la tua mamma ti aiuter a fare tutto quello che si deve fare e a sistemarti per bene. A proposito, quando verr Ruggero ricordiamoci di fargli vedere tutta la dote che porterai per vedere se gli piace! Le lenzuola, gli asciugamani grandi e piccoli, il bibidl e tutto il resto.

Fortunata - S, mamma.

(Entra Ovidio. visibilmente commosso)

Lena - Coshai fatto, Ovidio? Stai piangendo??

Ovidio - (Tergendosi una lacrima) No, non niente che quello che aveva perso il portafogli era uno che aveva appena ritirato lindennit di disoccupazione. Quando glielho consegnato mi s messo a piangere dalla contentezza e non ti dico le volte che mha ringraziato!

Fortunata - (Abbraccia il padre) Bravo babbo, hai fatto unopera meritoria!

Lena - (A Ovidio) Poi hai dovuto anche andare con la macchina.

Ovidio - S, adesso lho appoggiata qui di sotto.

Lena - Come, qui di sotto? Ma l c il divieto di sosta!

Ovidio - Lo so ma qui il vigile non passa mai.

Lena - No, no! lo stesso una frazione e io non voglio mica andare contro la legge! Scendi subito e valla a spostare! (Ovidio esce) Perch, vedi, cocchina, si comincia cos dalle cose pi piccole e dopo non si sa dove sarriva!

Fortunata - Proprio cos.

Lena - Sei andata a parlare col prete per il corso di preparazione al matrimonio?

Fortunata - Ho preso appuntamento per domani.

Lena - Brava. (Bussano alla porta) Eccolo! (Fortunata va ad aprire, rientra con Plinio ed esce verso le camere) Ma te lo fai apposta?

Plinio - (Andando a mettersi al suo solito posto) A far cosa?

Lena- (Avviandosi verso le camere) Lasciamo perdere.

Plinio - Ecco Ovidio. (Lena esce)

Ovidio - (Entrando) Plinio, cosa fai?

Plinio - Niente, sono appena tornato dallufficio di collocamento perch tanto qui non si batte un chiodo.

Ovidio - Eh, lo so, caro Plinio. Abbiamo ormai ripreso la strada della legalit! A proposito: hai pagato il condominio? Io ci sono andato ieri perch ero in arretrato di sei mesi!

Plinio - Anchio sar quasi un anno che non lo pago!

Ovidio - Allora vedi di metterti in regola presto perch dopo sammucchia troppo!

Plinio - Sta arrivando qualcuno. (Bussano alla porta)

Ovidio - (Va ad aprire e rientra con Ruggero) Buongiorno dottor Guardiani!

Ruggero - (Lo corregge) Carcerieri, ma la prego, mi chiami semplicemente Ruggero, siamo ormai quasi parenti! (A Plinio) Buongiorno, signor Plinio!

Plinio - La prego, mi chiami semplicemente Plinio, siamo ormai quasi

Ovidio - (Lo interrompe) S, s, va bene. (A Ruggero) Allora, ehm, Ruggero, savvicina il grande passo!

Ruggero - Eh s! (Scherzando, fa il gesto delle mani ammanettate) Fra poco sar anchio in catene!

Ovidio - Non lo dica (Si corregge) non dirlo nemmeno per scherzo! (Chiama) Fortunata! arrivata la Poliz (Si corregge) Scusa Ruggero. (Ad alta voce) arrivato Ruggero! (A Ruggero) Sicch Fortunata mha detto che hai hai comprato una casa dove andrete a stare appena sposati.

Ruggero - Eh s, ora che mi sono finalmente sistemato e non dovr pi cambiare citt era ora che mi prendessi una casa tutta mia. Visto che i suoi proprietari la lasceranno presto ne ho approfittato.

Ovidio - Hai fatto bene, e dov di preciso?

Ruggero - una villetta isolata, dalle parti del Borgo.

Plinio - Del Borgo.

Ruggero - S, a un solo piano

Ovidio - e ha anche un cortile con una recinzione?

Ruggero - (Sorpreso) S.

Plinio - E nel cortile c anche un cane?

Ovidio - Un rottweiler?

Ruggero - (Sorpreso) S, ma la conoscete?

Ovidio - (Imbarazzato) Beh, essendo di queste parti, sa i posti si conoscono!

Ruggero - Capisco.

Plinio - Stanno arrivando.

(Entrano Lena e Fortunata)

Lena - Ben arrivato, Ruggero! Ti stavamo aspettando per buttar gi la lista degli invitati.

Ruggero - Oh, io avr poca gente da invitare, oltre alla mia squadra.

Plinio - mobile.

Ovidio - Ma non si pu buttarla gi dopo mangiato, sta lista?

Fortunata - Il babbo ha ragione.

Lena - Va bene, per prima di mangiare andiamo tutti a vedere la dote di Fortunata! Sei daccordo, Ruggero?

Ruggero - Certamente.

Plinio - Io rimango qui a sentire se arriva qualcuno.

(Tutti si avviano)

Ruggero - (Senza alcun sospetto, avviandosi verso luscita alle camere) A proposito di dote, sapete che proprio laltro ieri c stato un furto con scasso proprio in un negozio di biancheria per la casa? (Esce, seguito in fretta da Leda e Ovidio che prima di uscire danno unocchiata furtiva a Fortunata che resta in scena, impietrita, e sposta lo sguardo allibito su Plinio)

Plinio - (Allargando le braccia) Cara Fortunata, come si dice: Passata la doglia, tornata la voglia!

Buio

Sipario

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