L’occasione

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di Achille Campanile

[da RIDOTTO n. 3 marzo 1984]

Personaggi:

PAOLO

TERESA


TERESA - (rincasa eccitatissima; a suo marito Paolo, col tono di chi ha fatto un passo decisivo nella propria vita) Ho comperato una portaerei.

PAOLO - (resta senza fiato; balbetta) Una portaerei?

TERESA - Una portaerei, sì. Che c'è di strano? Una di quelle navi che servono a portare gli aerei.

PAOLO - Ho capito. Vuoi che non sappia che cos'è una portaerei?

TERESA - E allora perché mi guardi con quella faccia di allocco? Come avessi comperato la luna.

PAOLO - Mia cara, poco ci manca. Allibisco. Sia perché non arrivo a capire che cosa tu, moglie d'un modesto impiegato, potrai mai farti d'una portaerei, visto che non ci siamo mai occupati, non dirò di faccende aeronautiche o navali, o tanto meno belliche, ma di qualsiasi specie d'affari; sia perché si tratta d'una cosa gigantesca; sia per la spesa.

TERESA - Oh, su quest'ultimo punto, conoscendo il tuo lato debole, ti tranquillizzo subito: è stata un'occasione.

PAOLO - (con le mani nei capelli) Ci siamo! Ci siamo! Eccoci alle solite. È stata un'occasione! lo rabbrividisco, quando ti sento parlare d'occasione. Sono stato ossessionato per tutta la vita dalle occasioni. Ogni volta che rincasi con qualcosa di inutile, ti domando: «Ma quest'oggetto era proprio indispensabi­le?». E tu: «No, ma è stata un'occasione». Per tutta la vita ho tremato, quando ti ho sentito parlare d'occasione. L'occasione è stata sempre la mia rovina. Se non ci fossero state le occasioni, a quest'ora saremmo ricchi. L'occasione fa l'uomo ladro, ma fa anche l'uomo rovinato.

TERESA - Quanto sei imbecille! Se mi lasciassi parlare, invece di far tanto il tragico, capiresti.  Una potenza estera ha voluto disfarsi d'un certo tipo di portaerei di vecchio modello, per costruirne di più moderne.

PAOLO - Ho capito. E paga quelli che rilevano le vecchie.

TERESA - Eh, come corri! Pretenderesti addirittura avere la portaerei e in più un compenso in danaro, tu.

PAOLO - Ma allora in che consiste l'occasione?

TERESA - Nel fatto che sono state messe in vendita delle portaerei a prezzo di rottami.

PAOLO - Ah.

TERESA   Beninteso, sempre nell'ordine di qualche miliardo.

PAOLO - E chi ti ha dato questi miliardi?

TERESA - Pagamento a respiro. A rate. Ho fatto la prenotazione pagando un anticipo.

PAOLO - Ma adesso che te ne fai della portaerei?

TERESA - Come, che me ne fo?

PAOLO - Chi ti dà gli aerei da portare?

TERESA - Che c'entra? Non ci porterò mica degli aerei. Anzitutto, non li ho. Poi, anche se li avessi, perché dovrei portarli?

PAOLO - É quello che dico anch'io.

TERESA - Se li avessi, li terrei in un aeroporto e mi guarderei bene dal portarli in giro sui mari.

PAOLO - Naturalmente

TERESA - E se anche dovessi, o volessi, portarli in giro, li porterei, o meglio, li farei portare, con mezzi loro, cioè in volo. Ma più probabilmente mi affretterei a venderli.

PAOLO - Dico bene.

TERESA - Dunque, niente aeroplani.

PAOLO - (riscaldandosi) Ma allora si può sapere perché hai comperato la portaerei?

TERESA - (lo guarda sbalordita) Benedetto uomo, secondo te avrei dovuto lasciarmi sfuggire l'occasione.

PAOLO - Scusa... ma...

TERESA - No, rispondi: avrei dovuto lasciarmela sfuggire?

PAOLO - Ma...

TERESA - Ma, ma, lascia stare i ma. Coi ma non si conclude mai niente e tu non hai concluso mai niente. Se avessi dovuto pensare a tutti i ma, a tutti i se, non avrei mai concluso l'affare e non avrei avuto mai una portaerei, in vita mia.

PAOLO - Ma che te ne fai7 Che vuoi farne, d'una portaerei?

TERESA - lo non I'ho comperata per se stessa, l'ho comperata per fare un investimento.

PAOLO - Eccoci. Eccoci all'investimento. Volevo ben dire che non venisse fuori anche l'investimento. Altra parola che mi terrorizza. Quando ti sento parlare d'investimenti,  faccio i capelli bianchi.   lo non ho paura d'un investimento d'auto, ma d'un investimento finanziario.

TERESA - Ma finiscila, buffone!

PAOLO - (gridando) Insomma, vuoi spiegarmi in che consiste l'affare sì o no?

TERESA - Nell'aver avuto per poche centinaia di milioni una cosa che, in condizioni normali, costerebbe miliardi.

PAOLO - Ma se non puoi utilizzarla?

TERESA  -  Chi  lo dice? Ci sono tanti   modi,  per utilizzare una portaerei.

Anzitutto, possiamo sfruttarla per brevi crociere di svago.

PAOLO - Noi? Con tutti i guai che abbiamo, ci mettiamo a fare le brevi crociere di svago sulle portaerei?

TERESA  -  Ma  no,  la  diamo a  nolo.   O, anche meglio,  organizziamo le escursioni a pagamento, per dei turisti.

PAOLO - Ah.

TERESA - È semplicissimo. Si pubblicano annunci sui giornali, parlando di giro del golfo ed escursione alle isole.

PAOLO - Quale golfo? quali isole? Qui non ci sono né golfi né isole.

TERESA  Ci trasferiremo dove ce ne sono. D'altronde, bisogna pur mettere negli annunzi qualcosa per attirar la gente, no?

PAOLO - Non illuderti. Nessuno abboccherebbe.

TERESA - Non sono il tipo di lasciarmi abbattere. (allegramente) Tutto questo passa in seconda linea, per il momento. Ora, il problema più urgente è: dove tenere la portaerei, in attesa dei turisti, o del modo di utilizzarla.

PAOLO - Ma brava, benone. Non sai nemmeno dove parcheggiarla. In mare, no? Non vorrai mica portarla a casa? In un porto.

TERESA -  Sentitelo!  In  un porto. Ma vivi nella luna? Le autorità portuali pretendono forti  somme,  per il posteggio d'una portaerei.  L'ha presa per un'utilitaria. Ci vogliono centinaia di migliaia di lire al giorno. E io non sono tanto scema da mettermi in una situazione simile. Gli affari bisogna farli con la testa sulle spalle. Non sono come te. Tanto più che l'ingombrante oggetto intralcia le manovre delle altre navi in arrivo o in partenza.

PAOLO - (con un gemito) Anche questo!

TERESA - Ma sì. Occorrerebbe spostarla continuamente, tra le ingiurie dei

portuali. Questo è l'unico lato seccante della cosa. E ad ogni spostamento corrispondono spese non indifferenti. Pensa che in Cile, ogni volta che la flotta da guerra usciva dal porto, crollava la valuta.

PAOLO - (fremendo) Senti, mi farai il favore di rivendere immediatamente questa portaerei.

TERESA - Eh, eh, quanto corri! Come se fosse facile vendere una portaerei. L’hai  presa per una bicicletta. Certo, l'affare, per me, sarebbe proprio nel rivenderla a un prezzo maggiore di quello che debbo pagare io. Ma per questo bisogna  avere  tempo.  Non  bisogna farsi  strozzare.  E,  poi,  non  è facile disfaresene.

PAOLO - Pubblica un annunzio economico nei giornali, tra le occasioni: privato vende a privato...

TERESA - Figurati. Non si presenterebbe nessuno. Bisognerebbe trovare...

PAOLO - Un altro imbecille come te.

TERESA - E insiste. Capisci che un'occasione simile non si presenta due volte nella vita. Dovevo lasciarmela sfuggire? Dovevo rinunziare? Dove avrei potuto trovare una portaerei a questo prezzo? È stata un'occasione, vuoi capirlo?

PAOLO - Me ne infischio dell'occasione!

TERESA - Calma. Calma. Pensiamo piuttosto a dove tenerla. In un porto no, perché costa troppo. Tutti son buoni a tenere una portaerei in un porto.

PAOLO - E dove vuoi tenerla?

TERESA - In mare aperto. Possibilmente fuori delle acque territoriali. O almeno spostandola continuamente, per sfuggire alla caccia dei guardacoste.

PAOLO - Anche. E stai fresca. Ci vuole un equipaggio. Non so dove lessi che sulle portaerei sono imbarcati oltre duemila uomini.

TERESA - Ma che c'entra? Questo è il contingente per le operazioni militari. Non ha niente a che fare con noi. Non dobbiamo fare mica la guerra. Basterà spostarla di poco.

PAOLO - E chi la sposta?

TERESA - Vuoi che la sposti io? Almeno questo se permetti, dovrai farlo tu o non vuoi fare nemmeno questo?

PAOLO - Ma io non so portarla.

TERESA -  Questo disgraziato. È buono soltanto a dire: «lo non so portarla».

PAOLO - S'intende. Quando mai ho spostato una portaerei?

TERESA - Non sa fare niente. Non ti dà una mano nemmeno se crepi. Su lui non c'è da fare iI minimo assegnamento. Mai, in niente. lo non ho un marito, ho un peso morto. Debbo fare tutto io. È molto comodo trovare la pappa fatta. Non chiedo appoggi, ma almeno che non mi si ostacoli. Che non mi si mettano i bastoni fra le ruote. No. Lui deve contrariarmi, deve trovare mille difficoltà, lo m'arrabatto per uscire dalle miserie fra cui ci dibattiamo da anni e da cui lui, che dovrebbe, non è capace di tirarci fuori, e lui: «No, devi crepare, piuttosto!» (piangendo) Sei una canaglia. Un mostro! To', crepa tu, piuttosto! (gli rompe un piatto sulla testa).

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