L’olandese volante

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L’OLANDESE

VOLANTE

Radiodramma

Di Roberto Mussapi

 

1997 RAI Radiotelevisione Italiana

Editoria Periodica e Libraria

Viale Mazzini, 14 – 00195 Roma

Ed. RAI ERI

Stampa

Stamperia Artistica Nazionale Torino

 


 


Una incalzante road story.

Un dialogo notturno tra camionisti dai più incredibili nomi in codice si trasforma in una disperata confessione e una possibile storia d'amore.

L

a grande Radio da leggere: drammi, racconti, romanzi brevi appositamente scritti per un mezzo che non tramonta mai e che si fissano sulle pagine di questa collana agile, giovane, semplice, elegante ed economica.

E’ la conferma dell'estrema validità di opere che, per interesse oggettivo e godibilità, riescono a trovare una loro autonomia e una loro forza. Scrittori affermati si alternano a giovani talenti fino ad offrire un ventaglio estremamente ricco di quello che è il panorama culturale italiano che ha accettato e continua ad accettare la scommessa di misurarsi con tutti i possibili mezzi espressivi. A cominciare dalla Radio.

Da tanti anni i camionisti comunicano tra loro con una specie di radio detta "baracchino". Le lunghe antenne che vedete sui TIR ne attestano la presenza, come pure i nomi scritti sulla por­tiera, noni avventurosi come Toro Seduto, Sandokan, Boss, Rambo: i nomi con cui i camio­nisti si conoscono, parlando, soprattutto di notte, nelle loro lunghe traversate. Uomini che non si conoscono di viso né di cognome, comu­nicano chiamandosi coi loro nomi di battaglia, come i partigiani o i calciatori del Brasile.

Il baracchino ha un campo di dieci chilometri circa. Se due o più camionisti percorrono la stes­sa strada nella medesima direzione, entro quel campo, possono parlare per ore. Se si incrociano parlano finché il campo lo consente, pochi mi­nuti.

Hanno un loro gergo, come i ragazzi, eppure sono uomini che parlano della situazione strada­le, del lavoro, del tempo, della casa, dell'amore, dei debiti e delle spese, di donne e di calcio. Percorrendone senza sosta le strade, le loro voci tengono unita la nostra patria e comunicante il mondo.


Silenzio. Voce di Sandro Ciotti Atalanta-Fiorentina del '96 (Coppa Italia), o, .se impossibile, un pezzo non iden­tificabile Rumore di , fondo: autostrada. Ronzio radio gracchiare (baracchino), che scema o aumenta ma non sarà mai del tutto assente per tutto il corso della storia

Brano 1 basso

 
PRIMA VOCE - Zero a zero. Ma è solo la Coppa Italia. E che coppa'.... Mica Juve Milan L' Atalanta, la Fiorentina... Mah!

Click di autoradio che si spegne

Inizia musica di Lou Reed "Halloween Parade

SECONDA VOCE  - Mi sono antipatiche tutte e due. O meglio: la Fiorentina mi è antipatica perché è la Fiorentina, coi suoi Zeffirelli e tutta la sua tribù... L'Atalanta... contro 1'Atalanta non ho niente, ma Mondonico...

PRIMA VOCE - Quest'anno lo cacciano.

SECONDA VOCE- Non importa. Quella scenata quan­do hanno segnato contro la Juve, in Coppa Italia.

PRIMA VOCE- Sei juventino

Musica. di Lou Reed piano

SECONDA VOCE-- Sì, ma non c'entra. Non ce l'ho con le altre squadre. Ma con quelli che odiano la Juve... Come Zeffirelli o Mondonico... E poi insultare gli avversari quando segni!... E inconcepibile!...

La musica resta in sottofondo

...Non è questione di essere juventino. Poi non se la prendano con gli ultras e i criminali coi coltelli, se sono loro che li aizzano.

PRIMA VOCE - Quest'anno potete prendervi la Cop­pa dei Campioni.

SECONDA VOCE – E’ dura, quelli sono più forti, più squadra, hanno un controllo di palla spaven­toso... hai visto con il Panatinaikos, al ritorno.

PRIMA VOCE - Ma non è detto. Nelle finali secche non vince sempre la squadra più forte. Basta un gol, un errore. Pensa ad Atene: l'Amburgo non era nessuno, prima e dopo quel gol di Magath non ha mai fatto niente. E la Juve era lo squadrone più forte del mondo, era arrivata in finale riden­do. Gli stessi che avevano vinto i mondiali, più Platini e Boniek. Eppure, basta una palla male­detta... e poi la tensione, le marcature strette.

SECONDA VOCE - Comunque è l'ultima partita da tifoso. Poi basta.

PRIMA VOCE - Come?

SECONDA VOCE - Non è più la Juve questa, non è più il calcio. Solo affari e dirigenti che fanno car­riera. Vialli ha fatto di tutto per restare, man­co gli rispondono.

PRIMA VOCE - Hanno detto che ne parleranno dopo la finale.

SECONDA VOCE - Non c'entra. Continua a lanciare segnali, ieri ha detto che andrà incontro alla Società, chiede un contratto solo annuale e a quanto vogliono. Che cosa deve fare, mettersi in ginocchio, lustrare le scarpe a agnelli: Lo hanno già scaricato. Ed è l'unico leader che abbiamo avuto dopo Platini. L'unico che lotta come una furia per questa maglia, anche quan­do è zoppo. No, capisco con Baggio. Non è mai stato un capo, bravo, ma con lui non si vince niente. Basta vedere cosa ha fatto nel Milan. E voleva un mucchio di soldi. Vialli no. E’ ricco ma non è venale. È un capo. E quelli hanno già fatto i loro calcoli. Quella faccia di Giraudo. E anche Bettega, e pensare che era un idolo. Pensa troppo al bilancio e non guarda in faccia nessuno. E quel Giraudo con quella faccia.

PRIMA VOCE - Aspetta a piangere. _Magari vincete la Coppa, tengono Vialli e tu continui a far tifo come prima. Io col Napoli sono anni che mi lamento, ma non cambio.

SECONDA VOCE -Ma qui è un'altra cosa. E come se il Milan cacciasse Baresi. Ci sono cose che non si fanno.

PRIMA VOCE - Abbiamo una cosa in comune: Ciro.

SECONDA VOCE, - Ciro non si tocca, è il più grande. Come Vialli!

TERZA VOCE- - Breco!

PRIMA VOCE - Vieni avanti, Ravanelli!

TERZA VOCE - Parla Balla coi Lupi! Sono alla Grande Torta, verso Genova. Puffi?

PRIMA VOCE - Tortona? Niente puffi, Paul Newman, e il traffico scorre. Se ti interessa, ci sono anche le stelle.

TERZA VOCE - Quelle le vedo anch'io, per quello. E poi Paul Newman non c'entra niente. E’ Kevin Costner

PRIMA VOCE - Bah, uno ol'altro, che ne so? Sono quei nomi che dice mia moglie quando guardo una donna alla televisione o in un film... tipo Carol Alt.

TERZA VOCE - Non è che la confondi con Sophia Loren?

Stop brano 1

 
PRIMA VOCE - No, sulle donne non mi confondo. Comunque mi vanno bene tutte e due.

Finale musica di Lou Reed

SECONDA VOCE - Guarda! Una stella cadente!

PRIMA VOCE - A sinistra, avanti, a ovest e legger­mente a sud, è caduta nel mare!

SECONDA VOCE - Si sarà già spenta.

PRIMA VOCE - O sciolta, come un diger-seltz. Ma senza bolle.

Brano 2 basso

 
TERZA VOCE - Se è accesa fa anche le bolle. Come il ferro nel secchio.

SECONDA VOCE - II mare è vicino...

 Inizia musica di Springsteen: "Across the border" da: "The ghost of Tom Joad ".

...Si sente.. Non ho mai visto cadere una stella in mare.

PRIMA VOCE - Non sei mai stato di notte al mare?

SECONDA VOCE - No, è che si spegnevano scenden­do, prima di avvicinarsi alla terra e all'acqua.

TERZA VOCE (Balla coi Lupi) - Da dove arrivi?

 SECONDA VOCE (Morgan) - Dalla parte della Grande Laguna. Da Trento! Scarico a Sanremo. Sono sem­pre da queste parti, ma in genere fino a Marsiglia.

 PRIMA VOCE - Breco, Sandokan. Vi avevo persi.

SECONDA VOCE (Morgan) - Sandokan è l'amico di prima, Paul Newman, vieni avanti.

TERZA VOCE (Balla coi Lupi) - Kappa Roger, okay. Balla coi Lupi, Kevin Costner. Paul Newman può essere l'amico di tua mamma. Io vengo da Zero trenta, Brescia. Scarico a Lisbona. E tu, Sandokan?

PRIMA VOCE (Sandokan) - Da Mantova.

TERZA VOCE (Balla coi Lupi) - Zero tre sette sei. Turtei cun la suka.

PRIMA VOCE (Sandokan) - Sì, ma anche salame, bol­liti e lo stinco. Lo stinco lo fanno solo lì, o qua­si. E’ magnifico.

TERZA VOCE (Balla coi Lupi) - Anche nella Grande Laguna.

PRIMA VOCE (Sandokan) - In Veneto è più slavato. A Mantova è croccante. Quando mangi da quelle parti capisci che ci sono stati dei re.

SECONDA VOCE (Morgan) - Dei re?

PRIMA VOCE (Sandokan) - Nobili, imperatori... signo­ri insomma, come in Piemonte. Te ne accorgi dalla cucina, altro che la vostra cassoeúla.

CD rumori brano 1

per 15 sec

 

Brano 2 abbassa ancora

 
SECONDA VOCE (Morgan) - La cassoela... Ma il risotto? Per me il risotto vale più di tutti gli stinchi e i ge­nerali e gli imperatori della Cina c del Piemonte...

Pausa, rumore di auto che sorpassano.

....a Mantova hanno cominciato una rivoluzio­ne. Vogliono dividersi dal resto dell'Italia.

PRIMA VOCE (Sandokan) -Dividervi Tu sei di Milano.

SECONDA VOCE-, (Morgan) - Come fanno a dividere me, che in una notte faccio tutta l'Italia? Di che parte sono? Dove mi fermano, dove mi di­vidono? a noi anche lo stivale sta stretto. Sono ignoranti. Non ignoranti come me, che non ho studiato. Ignoranti perché non conoscono. Se facessero mille chilometri a notte capireb­bero che ogni posto è lo stesso, sei sempre per strada, che siamo tutti nella stessa barca.

PRIMA VOCE_ (Sandokan) - Ma noi siamo fortunati, anche se ci facciamo il mazzo abbiamo il passo più lungo. Quelli che non sanno guidare han­no sempre paura. E sono i più pericolosi. Co­nigli che mordono.

SECONDA VOCE (Morgan) - E sono quelli che fanno gli incidenti gravi. Sono loro che fanno i veri casini.

VOCE FRANCESE - Brecò... il y a de la police?

PRIMA VOCE_ (Sandokan) - Va' tranquillo, vé tran­quillemant, champagnino. Niente puffì. No polìs. Dove vai?... U vas, comme tu t'appèl?

VOCE FRANCESE - Pierre le Grand. , Je vais à Menton.

PRIMA VOCE (Sandokan) - Mentone. Costa Azzurra...

Sfuma brano 2

Sale brano 3

 
Scema musica di Springsteen Cresce lentamnte Françoise Hardy "Tous les garçons "

...Ostriche, champagne...

Aumenta il rumore di traffico autostradale.

...Ma ci abiti, a Mentone?

VOCE FRANCESE (Pierre le Grand) - Oui, j'abite là­bas. Ma anche Italia bella.

Scende brano 3 sale brano 4

 
PRIMA VOCE (Sandokan) - C'è sempre sole a Mentone?

VOCE FRANCESE : (Pierre le Grand) - Non, pas tou­jours, mais souvent.

Musica di Françoise Hardy scema, cresce la musica di Bruce Springsteen.

PRIMA VOCE (Sandokan) - Ci sono fiori dappertut­to, c'è una luce che sembra quella delle mie parti.

VOCE FRANCESE (Pierre le Grand) - Quali, tue parti?

PRIMA  VOCE (Sandokan) - Amalfi. Terronia..

VOCE FRANCESE (Pierre le Grand) - Limoncino. M'en a donné une bouteille "Califfo", un des mes amis de Positano, qui travaille avec moi, ici à Menton. Mozzarellà aussi.

PRIMA VOCE. (Sandokan) - Mi fai venire fame, champa­gnino, è l'ora di caricare le batterie. Ti va a Gavi?

VOCE FRANCESE:(Pierre le Grand) - Oui, mais je ne suis qu'à Tortona, la Grande Tourte, comme vous dites.

PRIMA VOCE (Sandokan) - Accelera, io esco e ti aspetto champagnino.

SECONDA VOCE (Morgan) - Breco. Morgan Arrivo. Certo che la Francia è sempre la Francia...

TERZA VOCE (Balla coi Lupi) - Breco. Balla coi Lu­pi. Batterie a terra. Fame da lupi. Sto uscendo dalla quattro corsie.

Brano 4 fortissimo

 
VOCE FRANCESE (Pierre le Grand) - Mais je suis en­core à Tortona.

Brano 2

 
TERZA VOCE (Balla coi Lupi ) - Ti aspettiamo. Forza, Alesi'.

musica dl Springsteen Fortissimo

Sfuma brano 4

Sale brano 5

 
rumore di autostrada. Clacson vari. Poi, di seguito simultanea la voce di Bonnie Tyler in crescendo: Faster than the speed of the night".

VOCE FRANCESE (Pierre le Grand) - Pesto con noci,pesante. Je préfère pestò avec pinolì. Mais le polipò était fantastique. Et le vin aussi.

TERZA VOCE (Balla coi Lupi) - Le vin italien?

VOCE FRANCESE (Pierre le Grand) - Oui. Les vins ita­liens sont les meilleurs du monde, et les fem­mes aussi. Ma femme est italienne, de Gènes.

Stop brano 2

 Brano 3 per 10 sec

Poi stop

 

Continua brano 5

 
TERZA VOCE (Balla coi Lupi) - Era toscano. E così buono che non ho toccato l'acqua. Meno male che ne ho due bottiglie. (beve) Vado a Lisbona.

rumore di camion che si mette in moto.

brano 5 da capo

forte

 
Breco. Buonanotte. Buon viaggio.                                

musica cresce.

PRIMA VOCE(Sandokan) - Breco, buonanotte. Salu­tami Lisbona.

SECONDA VOCE: (Morgan) - E beviti un bel Porto alla mia salute! Buon viaggio Paul... cioè, Kevin! Pierre! Pierre le Grand! U è che tu sté?

brano 5

 

Brano 4 per 10 sec

 
VOCE FRANCESE (Pierre le Grand) - Brecò. Pierre le Grand. Perdo contatto. Bonne nuit. Au revoir.

Grattio, rumore auto. Musica cresce.

PRIMA VOCE (Sandokan) - Se voi mettete Di Livio a destra, al posto di Lombardo, arrivano i cross e Vialli segna. O Ravanelli.

SECONDA VOCE (Morgan) - O Del Piero.

Brano 5 per 10 sec

 

brano 5 basso

 
PRIMA VOCE (Sandokan) - No, quello è come Bag­gio. Segna quando va a lui, non quando serve. Punta sugli altri due, siigli artisti.

,Scema musica. Rumori e voci di fòndo (dal barac­chino).

...Negativo! Non entri, amico. Come?

SECONDA VOCE (Morgan) - Puffi. Ma non entrano. (Alza la voce) Negativo! Non si sente'.

PRIMA VOCE (Sandokan) -Trattali bene. Quanti chilometri hai nella scatola nera?

SECONDA VOCE (Morgan) - Non la guardano. Lavorano anche loro. Hanno sonno anche loro. Siamo tutti nella stessa barca.

Musica in ulteriore crescendo

QUINTA VOCE - Breco. Olandese Volante. Polizia?

PRIMA VOCE (Sandokan) - Esquimese in arrivo. No polizien. No puffì. Capito?

QUINTA VOCE (Olandese Volante) - Sono italiano. Olandese Volante. Puffì no? Mi pareva...

SECONDA VOCE (Morgan) - Quanti chilometri hai nella scatola nera? Duemila?

QUINTA VOCE (Olandese Volante) - Quelli che bastano.

PRIMA VOCE (Sandokan) - Scusa, Olandese Volante, scherzavo. Ma perché li chiami polizia, come gli stranieri, e non puffi?

QUINTA VOCE (Olandese Volante) - Mi sembra il nome di un gelato

SECONDA VOCE (Morgan) - Mai stato in questa quat­tro corsie?

QUINTA VOCE (Olandese Volante) - No. Eppure mi sembrava di sentire...

SECONDA VOCE (Morgan) - Ci sentono, ma non so­no entrati. Vorranno sapere com'era il pesto, e se è vero che è caduta una stella. Siamo in Italia. Su queste cose sono precisi. Puffi, sto scherzando.

VOCE DI POLIZIOTTO - (Rotta da scariche) Vaffanculo. Hai visto una barra?

SECONDA VOCE (Morgan) - Era di lato, quasi fuori. Quelli dei camper. Sbandano, perdono barre, mutande, calzini. I motociclisti si ammazzano. Ma questa era quasi fuori, a destra della corsia di emergenza.

VOCE DI POLIZIOTTO - (Disturbata) Polipi con patate o in umido?

Brano 4

 

Brano 5

 
SECONDA VOCE (Morgan) - In umido. Teneri.

 Rumore. Cresce musica di Bonnie Tyler.

.        ..Breco. Morgan. Mi senti, Olandese Volante?

QUINTA VOCE: (Olandese Volante) - Kappa Roger, Morgan.

Brano 5 abbassa

 
SECONDA VOCE. (Morgan) - Tu hai detto che non sei mai stato su questa quattro corsie... Dove lavori?

Musica di Bonnie Tyler in decrescendo.

QUINTA VOCE: (Olandese Volante) - Olanda. Pianti­:,ì. Tutto immobile, il sole in alto fino a mez­zanotte, pallido come un morto. Tutti gli auto­grill chiusi dalle tre del pomeriggio. La traver­sata non finisce mai.

Brano 1 per 5 sec

 
SECONDA VOCE (Morgan) - Eppure io ricordo un Olandese Volante da queste parti.

Rumore di auto che sorpassa.

QUINTA VOCE (Olandese Volante) - Non sarò l'uni­co al mondo, con questo nome...

SECONDA VOCE (Morgan) - No, era uno come te. Giovane, che si sentiva che aveva studiato. Che diceva "polizia" e si vergognava di dire "puffi".

QUINTA VOCE (Olandese Volante) - Ma è un gelato.

SECONDA VOCE (Morgan) - Sarà stato tre anni fa.

Stop netto brano 5

Inizio netto brano 6

 
QUINTA VOCE (Olandese Volante) - Buon viaggio Morgan, ti saluto. Passo e chiudo.

Brano 4 per 20 sec

 
Click di un autoriproduttore che si accende. Forte, Im­provviso e solo: "Wonderfùl tonight" di Eric Clapton. 20". Poi  20" rumore crepitante baracchino, sulla musica ad alto volume.

SECONDA VOCE -_ (Morgan) - Breco, Olandese Volan­te. Sono Morgan.

PRIMA VOCE: (Sandokan) - (Si ,sente bene perchè non siamo più nella cabina di Olandese Volante, ma in quella di .Sandok.an). La musica di Olandese Volante infatti giunge indiretta e attutita, anche se, sem­pre forte) Breco, sono Sandokan. Non hai capi­to che l'amico non ha molta voglia di parlare. Perché insisti?

SECONDA VOCE (Morgan) - Così. Sono sicuro che lo conosco. Non capisco.

PRIMA VOCE (Sandokan) - Sono fatti suoi. .Avrà i suoi motivi.

SESTA VOCE- Breco. Cassius Clay. Puffi in vista?

PRIMA VOCE. (Sandokan) – Kappa Roger, ricevuto, niente. Si staranno affogando nei polipi a Gavi.

Stop netto brano 6

 
SECONDA VOCE (Morgan) - Breco, Olandese Volante, c'è troppo bailamme qui, e la tua musica distur­ba, non si riesce a comunicare. Passa sul dodici. O dove vuoi, o spegni... Ma non qui, ci assordi.

Click. La musica cessa di colpo.

PRIMA VOCE (Sandokan) - Ha staccato. Brutto carattere. Ma che ne sappiamo dei fatti suoi. Avrà i suoi motivi.

Brano 4 per 5 sec

 
SECONDA VOCE (Morgan) - Ci sentiamo più tardi. A Celle ci facciamo un goccio. Alla prossima tra­smissione. Ti saluto.

Brano 6 da capo forte

 
PRIMA VOCE (Sandokan) - A dopo.

Click. Si sente la musica di Eric Clapton, di colpo, col click.

SECONDA VOCE (Morgan) - Allora non hai chiuso. Sei passato qui sul dodici.

Brano 6 abbassa

 
QUINTA VOCE (Olandese Volante) - Aspetta che ab­basso...

Diminuisce il volume prima assordante.

...Perché ci sei venuto anche tu?

SECONDA VOCE (Morgan) - Perché mi aspettavi. Se no avresti spento.

QUINTA VOCE (Olandese Volante) - Sono stato su questa quattro corsie, ma preferisco non pen­sarci, non parlarne. Non volevo risponderti male. Ma sto male io solo a pensarci. Non par­liamone più, per piacere. Ma per il resto hai ragione. Sono l'Olandese Volante, quello che conosci. Anch'io ti ho riconosciuto, Morgan.

SECONDA VOCE (Morgan) - Non potevo sbagliarmi. La voce. E poi non sono tanti quelli che par­lano come te, che hanno studiato.

Musica in sottofondo.

QUINTA VOCE (Olandese Volante) - Non ho studia­to tanto. E ho dimenticato quasi tutto. Ma quella è...

SECONDA VOCE (Morgan) - Una stella cadente. E la seconda, stanotte. Esprimi un desiderio. Subi­to, prima che tocchi terra.

QUINTA VOCE (Olandese Volante) - O che sprofon­di nel mare e affoghi.

SECONDA VOCE (Morgan) - Il desiderio?

QUINTA VOCE (Olandese Volante) - Sono giovane, come dici. Ma non abbastanza per queste co­se. Non ci credo più (la tempo.

Continua brano 6 piano

 
SECONDA VOCE (Morgan) - Io non dico che ci credo. Dico che non costa niente. E quindi ci provo sempre. Soprattutto la notte di San Lorenzo, alla sera, prima di cena, mi preparo una lista dei desideri. Anche se mi hanno detto che da altre parti non lo considerano di buon augu­rio, ma anzi, dicono che porta male. In Cina, mi pare, o in Sardegna.

Musica di Eric Clapton, piano.

QUINTA VOCE (Olandese Volante) - San Lorenzo è in agosto, mi pare, prima che finisca...

SECONDA VOCE (Morgan) - La notte del dieci ago­sto. L'estate dura ancora, fino al ventuno set­tembre.

Sfuma brano 6 piano

Brano 7 piano

 
QUINTA VOCE- (Olandese Volante) - Per me finiva a Ferragosto. Dopo era un'altra cosa. Un'altra estate che a poco a poco diventava autunno.

Piano, in sottofondo, Gino Paoli: ":Sapore di sale".

...Alle sette, quando c'era ancora il sole e face­vamo l'ultimo bagno, disponevano dei lumini di cera sull'acqua, tutti legati da una rete di fili alle boe. Le onde li distribuivano sul mare, adagio, e quando era buio, dopo le nove, pas­savano in barca e li accendevano, uno per uno. Per tutta la notte quelle luci brillavano sul mare, piccolissime ma infinite, e intanto le stelle cadevano e tutto, il cielo e il mare, sem­brava puntellato di tante capocchie di luce. Sul lungomare friggevano il pesce, sardine, acciughe, e lo regalavano con le fette di pane e il vino bianco. Mio padre alle nove era già alla bancarella con tutti noi a prendere i pesci fritti, mia madre diceva che avevamo già cena­to, che ci faceva male, ma non c'era niente da fare Mio padre diceva che gli piaceva l'odore dei pesci fritti, che gli ricordava l'infanzia. Dopo l'odore del molo, mare e pesce marcio e cassette e petrolio, era quello che preferiva. A Celle sembrava che tutto fosse fatto nell'o­lio. Al mattino la focaccia. Ci andavo con mio padre, mentre mia madre svegliava i fratelli. Prima di colazione. Comprava I a stampa e Tuttosport, spesso delle esche per la pesca dal molo, la focaccia (alle otto e mezzo era già esaurita) e poi, prima di risalire in pensione, ci fermavamo a guardare il mare. Mi piaceva anche al mattino, azzurro, fresco, immobile, come mi era piaciuto alla sera: scuro, lucido, pieno di luci che facevano nastri. Cambiava odore. Al mattino sapeva di pini e di olio crudo e di sale. Alla sera si mescolava ai pro­fumi delle donne, diventava profumato e tie­pido.

Sfuma Brano 7

Brano 8 piano

 


Scema musica di Gino Paoli Cresce Mina: "Il cielo ili una stanza ".

...C'erano delle torri nell'entroterra, ma l'en-troterra era molto vicino al mare, era tatto attaccato. Mio padre diceva che erano state fatte per avvistare i saraceni. 1 Turchi, che arri­vavano dal mare. L'odore della pineta si senti­va quando ce ne andavamo dalla spiaggia, prima di cena, dopo aver sciacquato i costumi che appendevamo alla balaustra azzurra. A me sembrava che il buio che arrivava a poco a poco, così dolce, così profondo, fosse l'ombra dei pini marittimi della pineta, che scivolasse verso la riva e il mare per accendere tutte le piccole luci. E lì li chiamavano pini, io non ci riuscivo. Dovevo dire pini marittimi, come quelli delle cartoline di Napoli nei film e del­]'insegna della pizzeria "Vesuvio", perché per me i pini erano quelli alt: e appuntiti come cime di montagne, pieni di neve d'inverno e quasi azzurri, quasi uguali all'albero di Natale. Pini marittimi. Ancora adesso, se ci penso, sono pini marittimi, non sono pini. I pini sono pieni di neve e di palle colorate, di luci, di uccellini...

SECONDA VOCE (Morgan) - Hai ragione, so benissi­mo cosa sono i pini. Non sono alberi del mare. Ma quelli del mare, i pini marittimi, sono ancora più belli. Sandokan mi ha detto che la casa dei suoi ha un grande pino del mare che dà sul mare. Dice che è una casa pic­cola, di campagna, ma con quel pino piegato sul mare sembra la pubblicità di un olio che facevano tanti anni fa. E tra il pino e il mare c'era una ragazza bellissima, alta. Nella pub­blicità, non a casa dei suoi, vista però un po' di spalle e di profilo, come se una parte della sua bellezza restasse segreta. Quella parte che dava sul mare. Me lo racconta sempre. Dice che se ne era innamorato. Che sperava di incontrarla, vederla tutta, guardarla negli occhi. Bastava arrivare da sotto, dalla riva, dal mare. Poi gli è passata, e meno male. Ma non l'ha mai dimenticata. Si è innamorato di una pubblicità. Mah.

QUINTA VOCE (Olandese Volante) - Magari si era­no ispirati a una ragazza vera che abitava non lontano da lui. Non era sbagliato cer­carla.

SECONDA VOCE- (Morgan) -No, ma non l'ha trovata. Era scappata in mare. Forse il pino aveva visto ma non poteva testimoniare.

Aumenta volume brano 8

 
QUINTA VOCE (Olandese Volante) - Ai bagni "Augustus" le cabine e la rotonda erano bian­che e azzurre, come la Lazio. La balconata da­vanti alle cabine era azzurra. Era pieno di cose arancione, i canotti, i ghiaccioli, le sdraio...

Cresce musica di Mina

...Nel sole e nell'azzurro quell'arancione mi rendeva felice. Non sono mai più stato così felice.

Cresce musica di Mina

SECONDA VOCE (Morgan) - Non parlarmi di questa quattro corsie. Ma dove sei diretto ?

QUINTA VOCE (Olandese Volante) - A Marsiglia. Mi aspettano domattina alle sette.

SECONDA VOCE (Morgan) - Vado spesso a Marsiglia, ma non ho mai capito se il sapone di Marsiglia lo fanno a Marsiglia.

QUINTA VOCE--, (Olandese Volante) - Credo di sì.

SECONDA VOCE (Morgan) - Secondo me lo fanno in tutta la Francia. Lo trovi dappertutto e sembra del posto.

QUINTA VOCE (Olandese Volante) - Appena arrivo a Marsiglia scendo e mi informo bene. E la prossima volta che ci incontriamo saprai la verità.

SECONDA VOCE (Morgan) - E una cretinata. Ma ci penso sempre e non ho ancora trovato la solu­zione. Grazie in anticipo.

QUINTA VOCE (Olandese Volante) - Marsiglia è ancora lontana. E una lunga traversata anche questa, come sempre. Ma il mare è mosso, la strada cambia di continuo, ci sono le gallerie e le scogliere. Eppure mi sembra sempre la stessa cosa.

SECONDA VOCE (Morgan) - Che cosa.

Sfuma Brano 8

Brano 10 piano

 
QUINTA VOCE (Olandese Volante) - Che è lì, ma non ci arriverò mai. Non ci arriverò mai...

Brano 2 per 10 secondi

 
Musica di Springsteen

 SaleBrano 10 per 10 sec poi abbassa senza scomparire

 
Voce di Bruce Springsteen Rumore di auto che sorpassano Clacson.

Sale musica e poi decresce ma non scompare.

SECONDA VOCE (Morgan) - Non capitano tutte le notti due stelle cadenti. A parte San Lorenzo, è ovvio.

QUINTA VOCE (Olandese Volante) - Perché due?

SECONDA VOCE (Morgan) - Prima di quella che hai visto anche tu ne è caduta una, più piccola, ma che lasciava una scia sottile. E caduta in mare, sono sicuro.

QUINTA VOCE. (Olandese Volante) - La nostra no. Si è quasi spenta e poi riaccesa quando era anco­ra in cielo, come una lucciola.

SECONDA VOCE. (Morgan) - Una lucciola?

QUINTA VOCE (Olandese Volante) - Sì, una lucciola. Perché?

SECONDA VOCE (Morgan) - Cosa ne sai tu delle luc­ciole, che sei così giovane? Le lucciole non esi­stono più. Come dicono Angela e i suoi com­pari? Estinte! Altro che i panda! Io vado in campagna tutti i sabati dopo aver lavato il camion. Abbiamo una casetta e al sabato ci rifugiamo lì. Ci sono degli stagni vicino al tor­rente e ci sono ancora persino le rane. Le vado a prendere, di notte, con mio figlio. Il più piccolo. La ragazza no. Culo di pietra, tut­to il giorno a studiare. Pensa solo ai libri. Prendiamo le rane con la pila e il retino, e pensa che ormai sono rare! Anche nei risto­ranti ti danno quelle cosce senza rana, grosse come cosce di conigli o di quell'americana estrogenata, la Griffith, quella che correva mezza nuda...

QUINTA VOCE (Olandese Volante) - Non era estro­genata.

SECONDA VOCE (Morgan) - Quando hanno intensi­ficato i controlli si è ritirata... Comunque par­lavo di rane, che me ne frega a me della Griffith. Voglio dire che dove ci sono le rane, l'aria e l'acqua sono ancora buone. Non è tut­to inquinato. Eppure saranno dieci anni che non vedo una lucciola. Dieci? Venti, venticin­que. Ora, mi dico, tu che non hai più di trent'anni, cosa ne sai delle lucciole?

Brano 11

 
QUINTA VOCE (Olandese Volante) - Trentadue. Anch'io non le vedo da tanto, mi sembra da secoli. Brillavano nell'erba, in campagna e in volo, a mezz'altezza, in Liguria d'estate. Le prendevamo con le mani, chiudendole di scat­to ma con attenzione, lasciando dentro un incavo, le sentivo aggirarsi nella mano e poi infilavo il pugno in un barattolo, lo aprivo, sfi­lavo la mano e tappavo il vetro. In pochi minu­ti vedevi le lucciole brillare nel vetro, nel buio, come una lanterna magica. Una volta, a Spo­torno, di sera, correvo con mio fratello nel giardino e ne prendemmo tante, riempii un barattolo. Ricordo mia madre e mio padre sulla panchina, illuminati dai fari nascosti dalle piante grasse sembravano ancora più abbronzati e più giovani, c'era una vasca piena di grossi pesci rossi con delle luci subac­quee che mi incantavano...

Cresce musica di Springsteen

Brano 11

abbassa

 
...E incantavano le farfalline notturne. Che si gettavano nell'acqua, verso la luce, e i pesci, zac!, se le mangiavano, ma io le capivo, ero più attratto di loro. Ricordo la vasca di piastrelle az­zurre, i fari, i pesci luccicanti per i riflettori, nella sera, e, poco lontano, sulla panchina, il mio barattolo pieno di piccoli punti di luce vo­lanti. "La lampada di Aladino" disse mio padre. Che cos'è, gli chiesi. La lampada magica di un arabo, rispose, ma cambiò subito discorso.

Scema musica.

...Ero piccolo ma capivo. Era una storia che probabilmente conosceva poco. A volte gli capitava. Buttava lì una storia ma alla mia domanda, puntuale, di andare avanti, si fer­mava. Se non riusciva a inventarsela subito gli seccava farsi cogliere impreparato e cambiava discorso. Ne raccontava subito una migliore.

Pausa.

Brano 6

1-2 suoni di clacson

 
...La Liguria è vicina. Di notte si sente ancora di più.

Clacson, forte, violento.

...Ma questo è scemo. Poi dicono di noi.

SECONDA VOCE (Morgan) - Cosa ha fatto?

Brano 6

1-2 suoni di clacson

 
QUINTA VOCE (Olandese Volante) - E ubriaco! Mi ha superato e mi ha chiuso, senza ragione. Sta an­dando a zigzag. I puffi sono sempre a cena quan­do i criminali si scatenano sulla quattro corsie.

Di nuovo il suono di clacson.

SECONDA VOCE (Morgan) - Ubriaco- -

QUINTA VOCE (Olandese Volante) - Ubriaco e vio­lento. Quelli che si sentono più forti al volan­te. Nani. Morgan, tra poco vedrò il mare. Dall'alto, così. Erano anni.

SECONDA VOCE (Morgan) - Ma tu...

QUINTA VOCE (Olandese Volante) - Lo so, non ne voglio parlare. Ma lasciami solo dire che non lo vedo da quasi tre anni.

SECONDA VOCE (Morgan) - In Olanda non c'è il mare?

Alza brano 11 per 10 sec poi abbassa

 
QUINTA VOCE (Olandese Volante) - E tutto mare, l'Olanda è solo mare. La terra è mare, i pasco­li mare, le strade mare. Ma un mare immobi­le, senza sponde, vetrificato, afoso. Come bloccato, hai presente il plexiglas? Ecco, come bloccato sotto uno strato di plexiglas. Si, è mare, ma un immenso mar morto, con onde immobili, pianure d'erba tutta uguale, muc­che enormi, pulitissime, addormentate, peco­re grosse due volte le nostre e pigre, mai sen­tite belare. Gli autogrill sono come inferme­rie, tutti disinfettati, tutti self-service, mai una persona, mai un essere umano che ti versi una birra. Come porti devastati da un'epidemia e poi ricostruiti. I1 cielo è altissimo, ti mette disperazione, non ha fine, c'è luce fino a mez­zanotte e fino a mezzanotte è tutto fermo, non un'onda di vento sui campi. Per due anni e mezzo ho attraversato quel mare immenso e morto, come un naufrago su una zattera, non un porto, una voce umana, camion e automo­bili che incrociavi e passavano silenziosi come galleggiando su quella distesa dove non distin­guevi la terra dall'acqua. Altro che pini marit­timi. Non esistono scogli, rocce, piante, tutto è uniforme, poche case, ordinatissime, sem­brano abitate da fantasmi...

Sale musica.

...Morgan, (piange) ho navigato per due anni e mezzo in quel mare, sotto un cielo bianco, senza mai un filo di vento, il mio camion mi sembrava un relitto in un oceano immobile e mi sentivo solo e lontano da tutto e da tutti, e nessuno mi ha lanciato un salvagente, nessu­no poteva salvarmi, perché io ero solo e abbandonato anche da me stesso. Galleggiavo in quelle pianure ogni giorno in attesa del buio, della notte, del sonno che non arrivava mai... aspettavo un giorno in cui avrei dimen­ticato tutto, e invece il rimorchio pieno di tronchi, che ogni giorno portavo da Friburgo ad Amsterdam e poi a Rotterdam, mi sembra­va un carico di pali, sai, come alberi navali ammucchiati nei cantieri a Savona dove demoliscono le barche morte e accatastano in un angolo gli alberi che prima portavano le vele. E la gente mi sembrava strana, inafferra­bile, cortesi e impenetrabili, come quelli che incontri nei sogni, quando hai paura. Cercavo di perdermi, dimenticare tutto, annullarmi in quel paesaggio sempre immo­bile e morto o rallentato, come se tutti, anche gli animali, dormissero galleggiando molli c lenti, come nei sogni più tremendi... c non ho dimenticato niente, niente, Morgan, e sono qui, a venti chilometri da Genova, e di colpo ricordo tutta l'infanzia e quando ero felice e mio padre che mi portava sul canotto Pirelli e mia madre che si spalmava l'abbron­zante sulle spalle, e ricordo anche il resto, tutto il resto, quello che volevo cancellare. Quel mare di merda non ha cancellato nien­te, quel mare di merda era già dentro di me, sono io!

Brano 1 per 15 sec

 
Piange, rumore di auto che sorpassano. Rumore della notte in autostrada.

SECONDA VOCE (Morgan) - Senti Olandese Volan­te... ascolta. Prima di Zero dieci, di Genova, a Celle, ci fermiamo e beviamo qualcosa insieme. Sembra una fesseria ma serve. Ma tu con­tinua a parlare, se vuoi. O stai zitto se preferi­sci. Io sono qui.

QUINTA VOCE (Olandese Volante) - (Cerca di non piangere) Scusami...

Sale volume brano 11

Poi sfuma e sale brano 12

 

Brano 2 per 10 sec

 
SECONDA VOCE (Morgan) - Non devi scusarti. E ca­pitato a me e a tanti altri al baracchino, di not­te. E colpa sua (parca sul baracchino). Ricordo che una volta, tanti anni fa, ero triste perché mi aveva lasciato una ragazza e mi consolaro­no in cinque. Unn toscano, un siciliano, due piemontesi e un veneto. Un bailamme! Sem­brava al cinema. Ma è così, Olandese Volante. Siamo tutti nella stessa barca.

Musica di Springsteen, forte.

Rumore autostrada. Auto che sorpassano. Musica di Neil Young,

SECONDA VOCE (Morgan) - Così ci vediamo in fac­cia, finalmente. Mia moglie dice che quando scendo dal camion le donne mi guardano. Che assomiglio a... Bob Mitchum. Esagera.

Brano 12 aumenta un poco

 
QUINTA VOCE- (Olandese Volante) - Da quanto sei in pista?

Musica di Neil Young cresce.

SECONDA VOCE (Morgan) - Ormai venticinque anni. Una volta giravo di più. Scozia, Danimarca, Portogallo. Ho visto molto. Adesso, per fortu­na, mando in giro gli altri. C'è un'età per at­traversare il mondo e una per guardare me­glio il tuo.

QUINTA VOCE (Olandese Volante) - Sei un padron­cino.

SECONDA VOCE (Morgan) - Sì, ho quattro camion. Mio figlio vuole studiare un po' e poi entrare in ditta con me. Vuole guidare. Ho dei dubbi. Se ti abitui bene e fai la vita da studente, non reggi la fatica, il sacrificio. Dopo due viaggi capisci che è lavoro, non avventura. Deciderà lui. Tu, da quanto?

QUINTA VOCE (Olandese Volante) - Cinque anni or­mai. Doveva essere un periodo, una breve av­ventura. Sono ancora qui. A ventisette anni non mi ero ancora laureato. Giurisprudenza.

SECONDA VOCE (Morgan) - Giu...

QUINTA VOCE (Olandese Volante) - Legge. Avevo perso tempo con lo sci. Ero una promessa a sedici anni, continuavo a esserlo a venti. Sono stato nazionale ma non ho sfondato. Non che mi dispiacesse troppo. A certi livelli capisci be­nissimo se sei o non sei un campione. E così che ho perso un sacco di tempo. A ventitré anni ho capito e ho smesso. Non ho recupe­rato molto. Davo due esami all'anno. I miei dicevano: "fai qualcosa, entra in azienda o laureati o fai quello che vuoi, ma fai qualcosa, deciditi". Io invece facevo il contrario, davo qualche esame, pochi, anche se studiavo abba­stanza, e li aiutavo in azienda. Come se pren­dessi tempo. Né carne né pesce. Avevo una ragazza da anni, non ero così convinto di spo­sarla e non mi sentivo di lasciarla. Non ne ave­vo ragione. Mi sarebbe piaciuto fare un lavoro da solo, dove fossi stato utile a qualcuno, co­me il medico o il maestro.

SECONDA VOCE (Morgan) - Perché proprio solo il medico o il maestro? Nessuno è inutile... A co­minciare da me. Se questi stuzzicadenti non arrivassero a Sanremo...

QUINTA VOCE (Olandese volante) - Dicevo utile in un altro modo. Direttamente, da persona a persona. Guardando in faccia, toccando, par­lando, ascoltando uno vicino. Come il mio maestro delle elementari. Ho saputo che è morto. Un anno fa. Non era vecchio. Non so dove è sepolto. Ho chiesto di non dirmelo. Lo ricordo giovane, con la sciarpa di seta bor­deaux girata due volte, con la sigaretta sempre accesa. Uscendo da scuola c'erano tutte le mamme in attesa, composte. Lui si avvicinava alle più giovani e chiacchierava staccando il grissino che sporgeva dal cartoccio e man­giandolo lì. Gli altri maestri erano tutti vestiti di scuro, sembravano tutti democristiani. Lui era giovane e sembrava un ribelle. Era stato partigiano da ragazzino, ci raccontava le sue avventure nelle Langhe, a Neive, a Mango, e mentre le raccontava era ancora un giovanot­to. Leggeva in classe gli autori contempora­nei, a volte su alcuni (Montale, Hemingway, Fenoglio, ricordo solo i nomi) si commuoveva. Le partite di calcio duravano due ore, sotto un sole cocente, di regola vincevano gli undi­ci che riuscivano a finire in piedi. Rientrava­mo in classe tutti sudati t' radici. Chiedevamo di andare al gabinetto. "Se bevi sudato ti viene la congestione e ci vado di mezzo io. Fai la pipì, bagnati i polsi e sciacquati la faccia ma non bere" diceva a ognuno. Sapeva che col pretesto del gabinetto volevamo attaccarci al rubinetto come cammelli. Credo che nessuno abbia mai bevuto, anche se ricordo che guar­davo il fiotto dell'acqua come un beduino ve­de un'oasi in un miraggio. O Bianco, il medi­co condotto. C'era sempre, notte e giorno, sa­bati e domeniche. Stava ore ad ascoltare. Ma­gari non avevi niente e ti dava uno sciroppo innocuo, un rinfrescante, un ricostituente. Ma ti ascoltava. E quando era il caso diagnosticava esattamente, all'istante.

Musica di Neil Young, più forte.

Sfuma brano 12

Sale brano 13

 
...Lo trovarono morto su una panchina, una sera di dicembre. Era in giro per visite. Aveva settantacinque anni, un rene solo e due infar­ti alle spalle. Lo trovarono seduto, con la pic­cola borsa nera accanto. Dicono che sembrava dormire. Si era fermato un istante, a riposarsi. Dicono che la neve lo imbiancava lievemente, ma senza coprirgli il volto, leggera, come g11 proteggesse il sonno, come a un santo. Si chia­mava Bianco.

Musica di Elton John: "Sacrifíce".

...Poi ci fu la crisi dell'azienda. Non improvvi­sa, c'erano già sintomi da tempo. Mio padre sdrammatizzava, ma mia madre diceva che di notte lo vedeva teso, a occhi aperti. Però la situazione precipitò improvvisamente, con una rapidità inimmaginabile. Io noti avevo mai voluto entrare in azienda, vivere occupan­domi di import-export, leggere tutti i giorni Il Sole-24 Ore...

SECONDA VOCE- (Morgan) - Che cos'è?

QUINTA VOCE (Olandese Volante) - Un giornale giallo.

SECONDA VOCE (Morgan) - Come la Gazzetta...

QUINTA VOCE (Olandese Volante) - La Gazzetta è rosa. Ma come si fa a confondere il rosa col giallo!

 SECONDA VOCE (Morgan) - Scusa.

QUINTA VOCE (Olandese Volante) - No, scusa tu. Volevo dire, il Sole è giallo e non parla di sport ma solo di soldi. Italiani, tedeschi, inglesi, giapponesi, americani. Si dice Finanza ma vuol dire soldi. E azioni, obbligazioni, fondi di investimento.

SECONDA VOCE (Morgan) - Ne ho uno anch'io, tren­tacinque milioni.

QUINTA VOCE (Olandese Volante) - Va benissimo. Ma non volevo vivere tutti i giorni in quelle cifre. La crisi complicò tutto. I miei non mi dicevano niente, erano troppo presi a fumare e a bere caffè col commercialista. Era eviden­te che in quel momento non potevano per­dere tempo con me, non potevano contarci. Io pensai, o fuori o dentro. Dentro no, ma non volevo pesare, ero un fuori corso, un vec­chio studente, un parassita. Sono partito per quella che doveva essere una breve avventura, e non riuscii a spiccicare una parola. Di notte mi premevo il braccio sugli occhi e piangevo e mi sembrava quasi che mi venisse l'asma per quanto piangevo, perché me ne andavo via, li lasciavo soli in quel momento e non ero capace di dirglielo, di dirgli una sola parola, che era meglio che me ne andassi, che non potevo essere d'aiuto, che soffrivo per loro, che non sopportavo di vederli soffrire... (pian-ge) che non sopportavo di vederli soffrire. Forse non sbagliavo a partire, non servivo a niente in quel momento, sarei stato solo un peso. Ma non dire, non riuscire a dire una parola, andarsene così con un abbraccio, una pacca sulla spalla a mia madre per impedirle di piangere, e poi giù, senza voltarmi, e gira­to l'angolo entrare in un portone e coprirmi gli occhi col braccio e singhiozzare, soffocan­do subito il pianto, facendo finta di soffiarmi il naso per paura che arrivasse qualcuno. E poi notti e notti a guidare con la radio ad alto volume, cercando sempre dolori e sofferenze lontane, per andare a salvare quelli che non c'erano e lasciare alle spalle chi aveva bisogno di me...

Brano 13 basso

 
Pausa.

Musica di Elton  John.

...Anche con lei, la stessa cosa.

SECONDA VOCE (Morgan) - Con lei:?...

Pausa.

Musica di Elton John.

QUINTA VOCE (Olandese Volante) - Sì, ma con lei sono stato anche peggiore.

SECONDA VOCE (Morgan) - Chi è.

Sfuma brano 13

Sale brano 14

 
QUINTA VOCE (Olandese Volante) - Non importa. Non chiedermelo. Lascia stare il suo nome.

Musica di Bonnie Tyler: "Straight from heart".

Brano 2 per 10 secondi

 
Rumore di autostrada. Auto che sorpassano Clacson. Rumore persistente. Opprimente.

SECONDA VOCE (Morgan) - Olandese Volante. non parli? Breco, Olandese Volante, mi senti?

QUINTA VOCE (Olandese Volante) - (Sta piangendo) kappa Roger, Morgan, Kappa Roger, ti sento. Aspetta.

SECONDA VOCE (Morgan) - Ti aspetto tutto il tempo che vuoi Parla quando vuoi. Stai tranquillo, Olandese Volante, stai tranquillo. Io sto guar­dando il mare Zero dieci, Genova. Sono stato a Oporto, a Stoccolma, a Edimburgo, ma niente come Genova! Per noi, almeno, per chi guida. Guarda, un'altra! E guarda, non si spegne, sta cadendo in mare. Guarda, si inabissa e è ancora accesa. Guarda! E poi, la storia del desiderio.... Fa' come vuoi, ognuno è libero. A proposito, tra poco ci fermiamo a Celle. Ci vuole un grappino.

QUINTA VOCE (Olandese Volante) - A Celle no, Morgan non a Celle.

Sfuma brano 14

Sale brano 15

 


Musica di Springsteen: "I wish I were blind ".

...E’... è lì che l'ho conosciuta.

SECONDA VOCE (Morgan) -Al mare?

QUINTA VOCE (Olandese Volante) - No, proprio lì, nell'autogrill (piange).

SECONDA VOCE (Morgan) - Possiamo parlarne un'al­tra volta.

QUINTA VOCE. (Olandese Volante) - No, Morgan (piange), ma abbi pazienza, non ci sono abi­tuato. E’ la prima volta che parlo.

Sfuma brano 15

Sale brano 16

 
Scema la musica di Springsteen

... Alla cassa.

Comincia musica di Melanie: "Rubby tuesday ".

...Mentre tirava fuori il portafogli per pagare, con tutta la fila che spingeva, le si è rovesciata la borsa.

SECONDA VOCE (Morgan) - Ti mettono fretta, si agi­tano. E sono in vacanza e corrono tutti a sti­parsi in quei pullman.

QUINTA VOCE (Olandese Volante) - Le ho raccolto la roba: uno specchietto, col bordo di plastica azzurro, il rossetto, la patente, gli occhiali da sole, da gatta. Le chiavi, le chiavi di casa. Erano scivolate sotto lo scaffale dei giornali. "Se non le trovava lei ero chiusa fuori. Che pasticcio!` E si è messa a ridere. E cominciata così.

SECONDA VOCE (Morgan) - Una storia lunga?

QUINTA VOCE (Olandese Volante) - L'unica storia lunga è questa del camion. E doveva essere una breve avventura. No, tre mesi, da agosto a fine ottobre. Dal dieci agosto, ricordo. Ma è stata una storia.

SECONDA VOCE (Morgan) - Brucia ancora?

Sale brano 16

 
QUINTA VOCE (Olandese Volante) - Cosa ne so? Se bruciasse io sarei vivo. Invece viaggio, vado sempre avanti, galleggio, tutto si allontana alle mie spalle, nel retrovisore, e scompare, e die­tro niente, e guardo avanti, la strada...

Musica di Melanie, più forte.

...e non so dove vado e dietro, nello spec­chietto, io vedo solo luci che si allontanano spegnersi un attimo come lucciole o stelle ca­denti... Morgan, io... Io non avevo mai amato, quella fu la prima volta. In un attimo cancellai la fidanzata, le telefonai, la lasciai due giorni dopo, con cinque gettoni, male. Ma ero vivo. A piene vele. E anche due che avevo a Torino, due colpi di telefono. Scherzavo, ma lo sape­vano già prima, non credo che la presero male. Ogni viaggio mi fermavo da lei, ogni notte mi sembrava di volare e benedicevo la ditta che mi aveva preso per questa strada, ogni notte, e il camion che mi portava verso di lei, mi sembrava di essere in un tempo mai conosciuto, libero e leggero nella notte, e volare...

Stop brano 16 netto

 
Si  ferma. Musica tace di colpo.

...Non so ancora quale sia la maledizione che mi condanna, Morgan. Ero felice. Telefonavo ogni sera ai miei, la crisi era anche superata, un ridimensionamento dell'azienda, ma anda­va tutto bene, riuscivo quasi a parlare, non solo del viaggio o di quello che avevo mangia­to, ma dicevo anche che tutto andava bene, che ero felice, e li sentivo ridere, sentivo che anche loro erano felici.

Si ferma.

...Poteva essere un episodio come ne accadono. Ma quando dovette abortire io ero in viaggio. Non potevo farne a meno. Lei era d'accordo ma soffriva. Io arrivai al mattino. alle cinque, era debole, le presi la faccia tra le mani e vidi che tremava e piangeva. "Ma eravamo d'accor­do" le dissi "mi hai detto che eravamo d'accor­do. Non ho scelto da solo, non ho scelto io". "Sì" mi disse "eravamo d'accordo, non ti sto rimproverando niente, ma..." e poi non disse più niente e piangeva, piano, senza scosse, e le lacrime scendevano su quel cuscino dove tante volte l'avevo baciata. Di colpo pensai: o fuori o dentro. Dovevo fermarmi, in quel momento, sospendere il lavoro, fregarmene di tutto, allo­ra, solo allora. Pensai che non sapevo cosa dire alla ditta e partii... Da quel momento, non so perché, Morgan, non so per quale maledizio­ne, io non riuscii più a tornare da lei. Ogni giorno scappavo, la vedevo piangere sul cusci­no... Una sera pioveva, adagio, non come piove in Liguria, e mi sembrava che lei piangesse dal­l'alto e che fosse lontana e che io avessi paura di quelle lacrime, di quella pioggia. Te l'ho detto, Morgan, è stato mostruoso... Per sei mesi ho viaggiato su questa quattro corsie col barac­chino spento per non sentire nessuno, perché nessuno mi chiedesse chi ero, e appena ho tro­vato sono partito per l'Olanda, un posto piatto, brutto e lontano, lontano da questo mare, da lei, e che non assomigliasse... che fosse il più desolato e lontano possibile. Non so perché ho accettato di tornare.

SECONDA VOCE (Morgan) - La ditta di prima?

QUINTA VOCE (Olandese Volante) - Sì, ma quello che non capisco è che l'ho cercata io. Morgan (piange) scendiamo a Celle. Fammi bere.

SECONDA VOCE (Morgan) - Niente in contrario a una bella bevuta. Ci mancherebbe. Ma me la farò da solo. Non scendere qui. No, non qui. Alla prossima, Olandese Volante, bevi alla prossima stazione. Siamo a Celle, esco, a pre­sto, Olandese Volante. Passo e chiudo, ti ri­prendo tra poco.

QUINTA VOCE (Olandese Volante) - Morgan...

Brano 1 per 10 sec

Poi brano 5 per 5 sec

 
SECONDA VOCE (Morgan) - Vai avanti, da solo, berrò alla tua.

QUINTA VOCE (Olandese Volante) - Morgan...

Brano 17

 
Rumore di autostrada. Auto che sorpassano. Grattio forte al baracchino. Musica di Springsteen: "I wish I were blind ".

brano 5 per 5 sec

 
VOCE DI DONNA - Marco...

Grattio. Silenzio.

...Marco!... Sono Giovanna.

QUINTA VOCE (Olandese Volante) - Giovanna. Tu?

VOCE DI DONNA (Giovanna) - E chi se no, Marco.  Sono io.

QUANTA VOCE (Olandese Volante) - (Cerca di non piangere) Non dirlo, non dirlo o scompari di nuovo.

VOCE DI DONNA (Giovanna) - Forse sei stato tu a scomparire.

QUINTA VOCE (Olandese Volante) - Non mi potrai mai perdonare ?

VOCE DI DONNA (Giovanna) - Marco.

QUINTA VOCE (Olandese Volante) - Ma tu qui?

VOCE DI DONNA (Giovanna) - Sono tre anni che ascolto. Ho comperato il baracchino. Me lo avevi spiegato tu. Semplice come un'autora­dio, basta una licenza della questura. Molte donne lo usano in casa. Per parlare, per curio­sità... Io noti l'ho preso per curiosità, io aspet­tavo di sentirti ancora.

Aumenta brano 17

 
QUINTA VOCE (Olandese Volante) - Non ho parlato, prima. E poi sono andato lontano.

Cresce musica Piange.

brano 5 per 5 sec

 
VOCE DI DONNA (Giovanna) - Ho sentito.

Grattio.

QUINTA VOCE (Olandese Volante) - (Urlando) Aspet­ta, non uscire, aspetta, entro nella stazione. Dove sei?

VOCE DI DONNA (Giovanna) - A casa, come al­lora.

QUINTA VOCE (Olandese Volante) - Ecco, siamo nel raggio. Aspetta, mi ferino.

VOCE DI DONNA (Giovanna) - E corto. Dieci chilo­metri, dicevi.

QUINTA VOCE (Olandese Volante) - Sei ancora ab­bronzata? Non sei più pallida?

VOCE DI DONNA (Giovanna) - Punti di vista. Sono un po' magra, dicono. A volte stanca, alla sera.

QUINTA VOCE (Olandese Volante) - Giovanna...

VOCE DI DONNA (Giovanna) - Ho acceso tutte le notti, passando di canale in canale. Aspettavo di sentire la tua voce. Ho sentito che sei tor­nato di tua iniziativa.

QUINTA VOCE (Olandese Volante) - E Vero, non ci ho pensato. Non ho mai avuto inizia­tiva.

VOCE DI DONNA (Giovanna) - Ti aspettavo, mi chiu­devo in camera e aspettavo. I miei credevano che sentissi musica. Ma io aspettavo la tua Voce.

QUINTA VOCE. (Olandese Volante) - La mia voce? Ero troppo lontano.

VOCE DI DONNA (Giovanna) - Eri troppo lontano.

QUINTA VOCE (Olandese Volante) - Arrivo.

VOCE DI DONNA (Giovanna) - Sono pronta in cinque minuti. Forse non sono così...

sfuma brano 17

sale brano 18

 
QUINTA VOCE (Olandese Volante) - Di più. Giovan­na, sei più bella, sei più bella.

Musica di Springsteen in crescendo.

VOCE DI DONNA (Giovanna) - La nostra canzone. Cassetta?

Stop netto brano 18

 
QUINTA VOCE (Olandese Volante) - Radio. Un caso.

Brano 7 per 5-10 sec

 
Click. di nastro alla fine.

brano 18 da capo

 
VOCE DI DONNA (Giovanna) - Radio, eh?...

Rumore di nastro che si riavvolge, scatta e torna la canzone.

...Nessun autoreverse ti resiste, come sempre.

Brano 5 per 5 sec.

 
QUINTA VOCE (Olandese Volante) - Arrivo. Scendo a bere e arrivo. Morgan lo aveva detto. Alla prossima stazione.

Rumore di interferenze.

Stop brano 18

 
SECONDA VOCE (Morgan) - (Gracidio) Buonanotte, Olandese Volante, buona fortuna.

Brano 5 per 5 sec.

 
Gracidio.

Brano 19 piano

 
PRIMA VOCE (Sandokan) - Ma cosa ti cacci sul dodi­ci? Dicevo, Tacchinardi non sarà mai un libe­ro, non chiude.

SECONDA VOCE (Morgan) - Ma lo metti davanti al­la difesa. Propone. Torma sul cinque, San­dokan.

PRIMA VOCE (Sandokan) - Kappa Roger, sul cinque, Morgan, ma Ciro... (voce gracchia).

Brano 19 al massimo

 
SECONDA VOCE (Morgan) - Ciro li annulla, Ciro non si tocca. Ciro è un mito!!

Gracidio. Cresce la musica


In Aspettando il caffè Radiotre 10 e 14 giugno 1996

Regia di Valeriano Gialli

Roberto Mussapi

nato a Cuneo nel 1952, vive a Milano. Tra i suoi libri di poesia ricordiamo Luce frontale (Garzanti, 1987), Gita meridiana (Mondadori, 1990, Premio Montale), Racconto di Natale (Guanda, 1995) e La polvere e il fuoco (Mondadori, 1997). E autore di teatro: i drammi Villon (1989), Teatro di avventura e amore (1994) e i drammi in versi Voci dal buio (1992) sono tutti pubblicati da Jaca Book. Autore di un romanzo, Tusitala (Leonardo, 1990), tra­duttore di Shelley, Byron, Keats, Melville, Steven­son, Heanev, Walcott, Bonnefov, ha scritto radio­drammi per la Rai (Il segreto di Morgan in onda a giugno 1997) c° condotto trasmissioni radiofoni­che. I1 suo teatro ha avuto spesso versioni radio­foniche Rai.


LISTA DEI BRANI

1.Lou Reed: “Halloween Parade”

2.Spreengsteen: “Across the border” (da: Ghost of Tom Joad)

3.Françoise Hardy: “Tous les Garçons” (o qualcosa di francese)

4.Spreengsteen: “Across the border”

5.Bonnie Tyler: “Faster than the speed of the night”

6.Bonnie Tyler: “Faster than the speed of the night”

7.Eric Clapton: “Wonderful tonight”

8.Gino Paoli: “Sapore di Sale”

9.Mina. “Il cielo in una stanza”

10.Brano di Eric Clapton a scelta

11.Brano di Springsteen a scelta (possibilmente della stessa raccolta dei precedenti)

12.Brano di Springsteen a scelta (possibilmente della stessa raccolta dei precedenti)

13.Neil Young: “a scelta (atmosfera on the road)

14.Elton John: “Sacrifice”

15.Bonnie Tyler: “Straight from heart”

16.Springsteen: “I wish you were blind”

17.Melanie: “Ruby Tuesday”

18.Springsteen: “I wish you were blind”

19.Springsteen: “I wish you were blind”

20.Springsteen: “Born in USA”

21.Springsteen: “Born in USA”

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