L’ometto verde

Stampa questo copione

“L’OMETTO VERDE”

L’OMETTO VERDE

Genere: Brillante

Atti:   3

Attori: 5 M e 3 F

Dutara: 1h e 55’ circa

                                         LA TRAMA

L’astronave di un Marziano in missione sulla terra, danneggiata dagli eventi atmosferici, compie un atterraggio d’emergenza vicino alla casa dove vive il contadino Checca da Lua insieme alla moglie Menega, convinta ufologa e spiritista, ed alla figlia Pierina, aspirante velina. Ma non sarà solo la comparsa per altro discreta dell’extraterrestre a sconvolgere la vita della famiglia: altri personaggi equivoci  si inseriranno prepotentemente nelle loro abitudini quotidiane, dando vita ad equivoci e contrattempi di ogni tipo, tanto da far dare dall’Ometto Verde, al momento di ripartire, un giudizio tutt’altro che esaltante sugli abitanti del nostro pianeta.

ATTENZIONE: i ruoli scritti in dialetto genovese possono essere adattati in qualsiasi altro dialetto e/o in Italiano.

SERVE un TRADUTTORE…???  CONTATTATEMI….!!!

info 349.5254263 - bandadeimisci@libero.it
                                  “L’OMETTO VERDE”

                        Commedia brillante in tre’ atti di Giovanni DE MOLINER

CHECCU da LUA , Vilan de Cian de Cua;

MENEGA, sua moglie Barese, spiritista, ufologa e scortese;

PIERINA, loro figlia un po’ svampita e aspirante velina;

CAIN, u vilan seu vexin;

L’OMETTO VERDE, Marziano di Marte, atterrato a Napoli;

MARIO TORNATORE, finto Produttore e invece ladro e scassinatore;

BERENICE, sedicente modella e invece truffatrice;

L’ISPETTORE ANNIBBALE, donna e poliziotta irreprensibile.

                                           LA SCENA

Il soggiorno della casa di campagna, situata sui monti dell’entroterra Genovese, a Cian da Cua, di  Checcu, contadino e uomo d’altri tempi.

Ci sono tre ingressi: uno da destra che proviene da fuori, uno da sinistra che porta alle altre stanze e uno sul fondo che conduce al piano sottostante dove sono situati magazzino e stalle.

C’e’ un tavolo a centro scena con una tovaglia che lo copre fin quasi a terra per tre’ lati, lasciandolo aperto dalla parte del pubblico, e alcune sedie, un mobiletto nell’angolo di sinistra con sopra una candela perennemente accesa sotto ad un quadro votivo. Siamo in prossimita’ di Natale e nell’ango-

lo a destra fa’ bella mostra di se’ l’albero destinato ad essere addobbato. Appena fuori scena, sul

fondo, dev’essere disponibile un seggiolino.

E’ sera, e si odono chiaramente dei tuoni che testimoniano come il tempo sia tutt’altro che buono.

Il sipario si apre con Menega, seduta come un’anima in pena davanti al mobiletto con la candela ac-

cesa, chiaramente spaventata dal rimbombo dei tuoni.

1 – MENEGA – (E’ seduta di fronte al quadretto votivo con la candela accesa sotto: lo guarda ra-

pita, quasi in crisi mistica, e prega….) “San Nicola mio petrono, fa’ cessare lampe e tuono….Santi Cosma e Damieno, fate passare l’arragheno…….!!!”

2 – CHECCU – (Fa’ il suo ingresso da destra con in mano una cesta di legna da ardere: la vede, sbotta) “Ma tutte e otte….tutte e otte….!!” (Posa la cesta vicino all’albero, poi, acentro scena, al-

largando le braccia, rivolto alla moglie) “Menega, ma l’e’ mai puscibile che tutte e otte che gh’e’ a burasca a segge sempre a mexima muxica…..!?!?”

3 – MENEGA – (Si gira di scatto: acidissima) “Stei zitte, miscredente….!! Col temporale escono gli spiriti dei danneti, altro che….!!”

4 – CHECCU – (Rassegnato, togliendosi la giacca bagnata) “Nu sun i spiriti che me fan puia……”

(La apostrofa esasperato) “Tie TIE-E…!!!”

5 – MENEGA – (Si alza stizzita, soffia sulla candela spegnendola, si avvia a centro scena, verso di lui) “Ridi, ridi Checche….fra un po’ arrivano i merzieni e allora vedi….!!”

6 – CHECCU – (Ha preso un paio di pantofole: si siede accanto al tavolo e si toglie gli stivali ri-

dendo) “E scie…..! L’e’ trent’anni che semmu spuze-e e l’e’ trent’anni che deve ariva-a i marsien: Menega, che ti pensi a de l’atru…!!!”

7 – MENEGA – (Sfaccenda nervosa) “E a che coosa dovrei pensere, secondo te, sentiemo….”

8 – CHECCU – (Perentorio) “A mustra-a a teu figgia a faa a menestra, primma cosa, invece de…..”

(E’ interrotto da un tuono che rimbomba fragorosamente)

9 – MENEGA – (Scatta come punta da una tarantola) “Gesu’, Giuseppe e Meria….!!!!” (Strepita con voce metallica, spaventatissima)

10 – CHUCCU – (Imitandone vagamente la cadenza) “Fateme ave’ ‘na tabaccheria…!!” (La canzo-

na. Poi…) “E basta cun spiriti e marsien….” (Getta pesantemente gli stivali in un angolo, poi, alzan

dosi) “Anche se sbarchessen pe ‘n davei, apena te vedde, decollen subetu…!!!”

11 – MENEGA – (Si e’ raggomitolata in un angolo) “Si, si….fai lo spiritoso: stavolta ci sono devve

ro…!! Lo ha detto anche la televisione….!!!”

12 – CHECCU – (Sbuffa) “E ne cunten pecusci’ di micce……!”

15 – MENEGA – (Piu’ che mai risentita, prosegue imperterrita) “Ma cosa crede, ngnorente….! La televisione e’ lo specchio dei tempe, la ribelte verso il successe….”

16 – CHECCU – (Alza gli occhi al cielo, sconsolato) “E alantun stemmu freschi….!!” (Poi rivolto alla moglie) “Ciutostu, Pierina…!?!?”

17 – MENEGA – (Risentita) “Me coome, non ti ricordi….!?!? E’ andeta a Genova per il provino…! 

18 – CHECCU – (Scettico) “Ah…!! Vuole fare la velina…..”

19 – MENEGA – (Con malcelato orgoglio) “Certemente…!! Nostre figlia fara’ la velina e sposera’ un chelcietore….!!!”

20 – CHECCU – (Rassegnato) “Sci, sci….come Ilari Blasi e Francesco Totti. Poi metemmu l’anun-

siu in scii giurnali: matrimonio a Cian de Cue, una velina per un analfabeta….!!”

Vengono interrotti da un nuovo tuono, piu’ forte degli altri, che fa’ sobbalzare Menega

21 – MENEGA – (Ha un sussulto convulso) “Memma mia….!!!! I merzieni…..!!!!”

22 – CHECCU – (Ha un bruìivido di freddo) “Menega, invece de pensa-a ai marsien e ae velin-e, nemmu a dormii primma che s’asmorte a stiva….!!”

23 – MENEGA – (Rassegnata) “Va bene, va bene…..” (Muove verso sinistra: si blocca sull’uscita e, perentoria, rivolta a Checcu) “Ma i merzieni ci sono e nostra figlia sara’ una ster della televisio-

ne”

24 – CHECCU – (Sbuffa pesantemente, spingendola letteralmente oltre l’uscita) “Va ben, va ben…

Ma vanni, oua, che l’e’ megiu….!!”

Escono entrambi di scena da sinistra lasciando il palco vuoto per alcuni istanti. Si sente solo il ru-

more sordo dei tuoni che, per alcuni momenti, si susseguono a intervalli regolari, finche’ alla fine,

un rumore piu’ potente, come un tuono molto forte, scuote la scena.

25 – MENEGA – (Riappare di colpo da sinistra: indossa un camicione da notte e brandisce una forca) “I Merzieni, i Merzieni….sono sbercheti i Merzieni….!!!” (Grida come un’ossessa agitando la forca)

26 – CHECCU – (La segue da vicino: ha ancora i pantaloni ma ha gia’ la giacca del pigiama) “Pe piaxei… pe piaxei, Menega….!! U l’e’ quarche furmine cu l’ha picou in tu tralicciu da curente: suce

de tutte e otte, tiu see…!!” (Poi, sconsolato, allarga le braccia e, rivolto alla platea) “E ghe manca u traliccui da curente a dui passi da-a ca’: mi diggu che ghe l’an missu a posta pe fane vegni-i matti tutte e otte che gh’e’ a burasca…..” (Fa’ una breve pausa, poi, con aria di comprensione) “Oua ca-

pisciu quelli che van in giu a metighe e bumbue sutta ai tralicci…..” (Guarda la moglie, la indica, poi….) “Meschinetti….!!!”

27 – MENEGA – (Imperterrita) “Checca…Checca….ci sono i merzieni….!!! Questo colpo e’ l’astroneve che e’ atterreta…..!”

28 – CHECCU – (Con rassegnazione) “Va ben, va ben…..” (La prende delicatamente per le spalle, portandola verso l’uscita di sinistra) “Duman matin anemmu a vedde….” (La spinge piu’ delicata-

mente possibile ma con fermezza fuori da sinistra) “Ma oua….anemmu a dormi-i, eh…!” (Lei e’ gia’ fuori scena, lui si ferma un attimo: alza gli occhi al cielo e, rivolto alla platea…) “E me g’amanchieven sulu lu, poi semmu a postu…..!!!” (Esce anche lui da sinistra scuotendo la testa

sconsolato)

Per qualche attimo la scena rimane vuota e sembra sia tornata la calma. I tuoni cessano. Poi, dal fondo, con somma circospezione, fa’ il suo ingresso in scena uno strano figuro: e’ completamente vestito di verde e somiglia vagamente ad un albero. In mano ha uno strano cartello dove e’ scritto a caratteri cubitali: marziano di Marte, sbarcato a Napoli. E’ l’Ometto Verde !!

29 – L’OMETTO VERDE – (Si muove circospetto fino a centro scena) “Moh…!” (Commenta fra se, preoccupato) “Me sa’ c’aggia a passa’ nu guaie…!!” (Gira ancora con diffidenza qualche istan-

te per la scena, poi nota l’albero nell’angolo di destra: si illumina, allarga le braccia e si precipita verso di lui) “Frateme….!!!!” (Lo abbraccia pungendosi con gli aghi del pino) “Ahio…!!! Scostu-

mato….!!!” (Lo apostrofa, rifilandogli un potente sganassone: l’albero ondeggia per qualche secon

do, poi comincia ad abbattersi. Lo afferra al volo) “No…no…no…nun fa’ accussi’….!!” (Lo im-

plora quasi rialzandolo) “Stave a scherza’,eh….stave a scherza’….!!!”

Da fuori, a sinistra, si sentono le voci di Menega e Checcu che discutono animatamente.

30 – MENEGA – (Da fuori scena a tutta voce) “Sei uno zotico, sei ignorente….!!!”

31 – CHECCU – (Spazientito) “Ma che ti l’afinisci, braa….!!!”

32 – L’OMETTO VERDE – (Trasalisce) “Ahia: iamme via, che e’ meglio….!!” (Parte di scatto verso il fondo: si blocca, torna indietro, recupera il cartello che aveva abbandonato a terra) “O car

tiello….!!” (Sparisce dal fondo un attimo prima che rientrino in scena, ancora in abiti da letto, Me-

nega a Checcu: stanno discutendo animatamente)

33 – MENEGA – (Fa’ irruzione in scena, visibilmente alterata: volgendosi verso Checcu che e’ su-

bito dietro di lei) “Sei l’uomo delle pietra, non ammetti il progresso”

34 – CHECCU – (Piu’ posato ma caustico) “Nu amettu u beliniximu, attru che….!”

35 – MENEGA – (Si siede al tavolo, volgendogli volutamente le spalle) “Sei un retrogredo: a que-

sto modo terpi le eli a tua figlia…..”

36 – CHECCU – (Drastico) “Viamenti me paa ca xioe za fin-a troppu….!!”

37 – MENEGA – (Cattedrattica) “Tue figlia ha bisogno di spezi, di liberta’…..!!”

38 – CHECCU – (Risentito) “Ma sa nu gh’e’ mai…!!” (Poi, risentito) “Teu figgia a l’ha bezeugnu de derbechelase e de impara-a a loua, attru che micce…..!!”

39 – MENEGA – (Risoluta) “Il levoro di tua figlia e’ lo spettecolo….!!”

40 – CHECCU – (Di rimando) “E infeti a da’ spetaculu tutte e otte ca parla….!!”

41 – MENEGA – (Si alza piccatissima) “Baaahh….!!” (Fa’ una smorfia di disgusto: poi, dirigendo

si a sinistra ed uscendo) “Ho fetto le cherte e i terocchi perlevano chiero…….!!”

42 – CHECCU – (La insegue spedito, uscendo a sua volta alterato da sinistra) “E mi ho fetu i cunti

a ne custa ciu’ che in figgiu scemmu….!!!”

La scena resta vuota un attimo, poi, dal fondo, trafelato, ricompare in scena l’Ometto Verde.

43 – L’OMETTO VERDE – (Si catapulta trafelato a centro scena) “Aa porta: hanne chiuse a porta

….!!!” (Si guarda intorno qualche istante terrorizzato) “Mo che facce….!?!?!?”

 

Da sinistra si ode nuovamente la voce di Checcu, quanto mai alterato

44 – CHECCU – (Da fuori scena a sinistra) “E oua basta, mi sun stuffu…..!!!”

45 – L’OMETTO VERDE – (Trasalisce) “U Madonna….u scurnacchiate….!!!!” (Si avvia precipito

samente verso il fondo, uscendo di gran carriera)

46 – CHECCU – (Rientra imbufalito da sinistra) “V’ho rezu-u fin-a troppu cun ‘ste storie, oua duvei finila….!!!” (Si avvia a centro stanza cercando di accendersi la pipa)

47 – MENEGA – (Da fuori scena a sinistra) “E io ne ho abbestenze di vivere con lo Yeti….!”

48 – CHECCU – (Fa’ dietro front riuscendo da sinistra: appena da fuori) “E alantun digghe ai teu Marsien che veggnen a pigiave tutte due e che ve porten via….!!!”

Nel frattempo, non appena Checcu e’ uscito di scena, l’ Ometto Verde ha rifatto il suo ingresso dal fondo.

49 – L’OMETTO VERDE – (Agitatissimo, a centro scena) “A botola da scala…. Me so’ chiuse pure chilla…..!!!”

Checcu sta’ per rientrare da sinistra, L’Ometto lo vede e si dirige verso il fondo. Menega grida controCheccu da fuori scena.

50 – MENEGA – (Da fuori scena, acidissima, a tutta voce) “Lo diceva la Memme che non eri per me, retrogredo….!!!”

51 – CHECCU – (Si blocca nuovamente, si dirige all’uscita di sinistra) “Tiei ciu’ avanti au teu paize, a mangia-a zizue….!!!”  

52 – MENEGA – (Sempre piu’ alterata) “E si, perche’ tu, qui, grandi pranzi mi hai fetto fere: trippe e anche pulite mele…..!!!”

53 – CHECCU – (Di rimando, furioso) “Armenu quelle sun cheutte e nu te punzen…!!”

L’Ometto verde sta’ precipitosamente facendo la spola dal fondo all’angolo destro della scena, si illumina, ha un gesto di convinzione, sparisce rapidissimo dal fondo, rientra con un seggiolino, prende in mano il vaso con l’albero, deposita al suo posto il seggiolino, porta l’albero fuori scena e si siede un attimo prima che Checcu si volti verso il centro della stanza, dirigendosi a sua volta ver-

so il centro scena riaccendendosi la pipa.

54 – CHECCU – (E’ finalmente riuscito ad accendersi la pipa: aspira voluttuosamente un paio di boccate, sospirando soddisfatto) “Aaahhh….!!! Cun tutte ‘ste cose strane, velin-e e marsien cumpre

ixi, armeu ‘na pipa-a NORMALE….!!” (Sottolinea la parola con enfasi. Si guarda intorno soddi-

sfatto per essere riuscito ad ottenere un attimo di pace e il suo sguardo si posa sull’ometto verde che e’ rimasto a fissarlo immobile come una statua) “Pero’…..che bellu l’erbu ‘s tannu….!! U guei-

va propriu pe Natale….!!” (Lo guarda ancora, aspirando il fumo della pipa, soddisfatto con se’ stes

so per la scelta) “I anni pase-e u paiva beusou da-a balen-a ! St’annu, invece…..” (Fa’ una pausa cercando le parole giuste: poi, rivolto alla platea) “…..u paa quexi vivu….!!”

55 – L’OMETTO VERDE – (Trasalisce, alzando la mano nel gesto delle corna) “Tie..!! Iattavenne, iettatore…!!!”

56 – CHECCU – (Trasalisce anche lui: sobbalza, lo guarda un attimo. Da lontano giunge il rumore sommesso di un tuono, segno della burrasca che si sta’ allontanando: scuote la testa ridacchiando)

“Che schersci che fa’ a burasca…..ma paiva quexi d’aveilu sentiu parla-a….!!!” (Si schernisce indi-

cando l’Ometto Verde sempre fermo, impassibile. Poi si alza) “Ben, oua anemusene a dormi-i…!!”

(Svuota la pipa battendola contro un angolo del tavolo. Allarga le braccia) “E speremmu che a que

l’atra trumba…..” (Indica  a sinistra dove c’e’ la moglie) “….nu ghe vegne in mente atru, sedunca fra velin-e e marsien chi nu se dorme ciu’…!!” (Volta le spalle digendosi sinistra per uscire, provo-

cando un afflosciamento di liberazione dell’Ometto verde sul seggiolino con relativo sospiro di sol-

lievo ma si ferma nuovamente sull’uscita, girandosi indietro con nuovo irrigidimento di scatto da parte del malcapitato ospite. Lo osserva ancora, poi….) “Semmu za’ a l’Imacula, eh….” (Commen-

ta fra se’) “…..un de questi giurni, bezeugna che g’atacche e balle….!!”

Esce soddisfatto da sinistra. L’Ometto Verde rimane fermo, impassibile ancora qualche attimo, poi, quando e’ certo che Checcu e’ veramente tornato a dormire, lentamente, con massima circospezio-

ne, si alza dalla sua incomoda posizione.

57 – L’OMETTO VERDE – (Alzandosi palesemente anchilosato) “Mannaggia ‘o matrimonio……..

m’ha da fa’ muri….!!” (Commenta fra se’, riponendo il seggiolino dietro le quinte, riprendendo l’al

bero e riposizionandolo al suo posto) “Me sa’ che so’ capitate malamente……”

In quel momento, da fuori a destra, si sentono distintamente sordi rumori di un oggetto pesante che cade.

58 – L’OMETTO VERDE – (Trasalisce) “Mo’ che sta’ a capita’…??” (Si chiede preoccupato, pre-

cipitandosi a guardare fuori da destra. Nello stesso momento si sente la voce di Checcu da sinistra)

59 – CHECCU – (Fuori scena da sinistra, molto seccato) “Ma cose l’e’ che gh’e’ turna staneutte !!

60 – L’OMETTO VERDE – (Sobbalza spaventato) “N’atra vota….!!” (Impreca correndo verso il centro scena: rivolto alla platea) “N’atra voootaaa…..!!!” (Geme disperatamente, facendo poi un rapido dietro front, riagguantando l’albero, portandolo fuori scena, rientrando col seggiolino e se-

dendosi un istante prima che Checcu ricompaia in scena, questa volta lui armato di forca.)

61 – CHECCU – (Questa volta in pigiama completo, transita in scena da sinistra a destra con un diavolo per capello) “Chiunque segge, oua te ghei daggu mi i marsien….!!” (Grugnisce quasi im-

bufalito uscendo da destra)

62 – L’OMETTO VERDE – (Visibilmente preoccupato, dopo che e’ uscito) “Madonna ‘o Carmene

….chiste e’ ascite pazze….!!!!”

Rimane fermo immobile finche’ Checcu non riappare in scena da destra un po’ perplesso.

63 – CHECCU – (Ricompare da destra) “Moh….!! L’e’ cheitu l’atacapanni in te l’ingressu….”

(Rimane fermo, pensoso, a centro scena cercando una spiegazione che non c’e’: allarga le braccia)

“Saia stetu u ventu….” (Si avvia per tornare a letto: si ferma sull’uscita ancora perplesso. Poi scuo

te la testa) “Za’, beleu de porta, quanda l’e’ sera-a ghe passa sutta in gattu cun a cua drita…!” (Sen-

tenzia uscendo finalmente da sinistra)

L’Ometto Verde tira un profondo sospiro di sollievo: fa’ per alzarsi, e’ gia’ a meta’ dell’operazione ma e’ bloccato dal rumore soffuso di qualcuno che sta’ per entrare furtivo da destra.

64 – L’OMETTO VERDE – (Sta’ alzandosi, e’ bloccato a meta’ dal rumore proveniente da destra)

“Ueh…..e ancora….!!” (Smoccola spazientito tornando a sedersi e sbuffando pesantemente. Riassu

me con fastidio la posizione da statua greca)

Un attimo dopo, da destra, con mille precauzioni, fa’ il suo ingresso in scena Mario Tornatore. Non e’ conciato molto bene: i vestiti sono stazzonati, la rasatura non perfetta ed ha la faccia di chi e’ appena uscito da una brutta avventura.

65 – MARIO TORNATORE – (Entrando da destra estremamente guardingo e preoccupato) “Vediamo un po’…..” (Avanza con prudenza fino a centro scena) “Beh….meglio che niente…”

(Commenta fra se’ dopo essersi guardato con circospezione in giro. Fa’ ancora qualche passo, poi si siede al tavolo a centro scena) “Sara’ anche in capo al mondo, ma almeno qui quella carogna del-

la Annibbale e i suoi cagnacci in divisa non penserebbero MAI….” (Sottolinea la parola quasi a darsi sicurezza per quello che sta’ dicendo) “….ad arrivare !!” (Rifiata, prende un fazzoletto di tasca, si asciuga la fronte) “Accidenti, pero’, proprio adesso che stavo per mettere a segno un gran bel colpo…..!” (Smoccola fra se’. Poi, riguardandosi in giro…) “Sicuro che qui c’e’ ben poco da far bottino….” (Indica le scarne suppellettili del soggiorno) “Guarda che roba, sembra un rifugio atomico per tarli….!!!” (I suoi occhi cadono sull’Ometto Verde) “E quello cos’e’….?” (Si alza in piedi avvicinandosi con cautela) “Si direbbe un albero….sara’ per Natale….” (Commenta fra se’ ri-

guadagnando la sedia accanto al tavolo: si siede, lo guarda ancora) “Pero’….ammazza quant’e’ brutto…..!!”

66 – L’OMETTO VERDE – (In mezzo ai denti, particolarmente offeso) “Sta belle isse, che tiene na faccia che pare ‘na scamuorza….!”

67 – MARIO TORNATORE – (Si gira di scatto) “Eeh…..!?!?” (Guarda fisso l’Ometto Verde per alcuni istanti, poi fa’ spallucce) “Tutto ‘sto trambusto deve avermi distrutto: avrei giurato di sentire qualcuno parlare dalla parte dell’albero…..” (Si rivolta verso la platea) “Pero’, bella fregatura ! Non sono neanche riuscito a recuperare i miei attrezzi da scasso…..!” (Allarga le braccia) “Pazien-

za…..” (Si alza) “….l’importante e’ essere riusciti a svignarsela…..” (Si guarda ancora intorno)

“Vediamo un po’ come sistemarsi per la notte adesso….” (Si avvia verso sinistra, esce di scena un attimo, si riprecipita dentro causando un altro sobbalzo nell’Ometto Verde che si stava alzando e si risiede di botto) “No, no….di la’ ci sono gli inquilini…!!” (Torna a guardarsi attorno: inquadra l’uscita dal fondo) “Proviamo di la’…..!” (Si avvia sul fondo, guarda dall’uscita) “Una botola. For-

se ci siamo….!” (Esce dal fondo)

Per un attimo la scena rimane ferma, poi, lentamente, con mille precauzioni, l’Ometto Verde si alza e si dirige a centro scena guardandosi attorno circospetto. Poi si dirige verso il fondo uscendo a sua volta. Ricompare dopo un attimo, trafelato.

68 – L’OMETTO VERDE – (Trafelato, a centro scena, allarga le braccia) “Chillu fetente….m’ha fregate….!! Ha aperte a botola e s’e’ fregato o posto….E mo’ che facce……!?!?” (Sbatte ancora violentemente le braccia lungo i fianchi, si gira verso l’uscita sul fondo, si rigira verso la platea. Poi sbuffa rassegnato, ritornando a sedersi sul seggiolino nell’angolo) “Vabbuo’….pazienza……..

meglie ‘e niente…..marite vicchie….!!” (Si raggomitola rabbrividendo sul seggiolino) “Buonanotte a o munne…..” (Bofonchia agitando leggermente una mano in segno di saluto: poi china la testa e si mette a dormire)

Le luci si spengono per qualche attimo, poi, da sinistra, si sente la voce di Checcu da fuori scena: e’ giorno fatto. Le luci si riaccendono.

69 – CHECCU – (Da fuori scena) “Menega, prepara culasiun che mettu e balle a l’erbu….!!”

70 – L’OMETTO VERDE – (Schizza dalla sedia svegliandosi di soprassalto) “Uh Gesu’….!! Scetammese che e’ juorne….!!!!” (Salta in piedi rimettendo in ordine l’albero e facendo sparire il seggiolino fuori scena: poi si blocca) “E io ‘ndo vago, amo…..!?!?” (Si chiede agitatissimo a cen-

tro scena. S’illumina) “A botola….!!” (Parte a razzo verso il fondo rientrando dopo un attimo) “E’ chiusa…..!!!!” (Rimane ancora qualche attimo a guardarsi intorno, vorrebbe uscire da destra ma Checcu sta’ ormai entrando nel soggiorno e lui si getta sotto il tavolo)

71 – CHECCU – (Entra in scena da destra con in mano una scatola che contiene le palline di Na-

tale necessarie ad addobbare l’albero) “In poo a vei st’erbu, alantun….” (Avanza verso l’albero, vi giunge davanti, si blocca: scuote la testa perplesso) “Ma….semmu segui….!?!?” (Posa la scatola, prende l’albero per la punta sollevandolo leggermente, ci gira intorno) “Epure….u nu me paa u me

ximu erbu……” (Lo guarda ancora un attimo, poi, sempre di spalle, alla moglie) “Menega, ma vegni in po a vei che stranu….l’erbu de Natale….in ta neutte…..u l’e’ dimagriu….!!!”

72 – MENEGA – (Entrando in scena da sinistra) “Ma che dimegrito e dimegrito….sei tu che non ci vedi e non vuoi comprarti gli occhieli perche’ sei tirchio….!!”

73 – CHECCU – (Fa’ spallucce) “Saia’….!!” (Apre la scatola e comincia ad addobbare l’albero) “A mi, pero’…..” (Poco convinto) “….u nu me paa miga u meximu….!!”

74 – MENEGA – (Venefica) “E meno mele che sono io che vedo i fentesmi……”

Da fuori a destra si sente una voce chiamare: e’ Pierina di ritorno dal provino.

75 – PIERINA – (Da fuori a destra) “Mamma….papa’….ci siete….!?!?”

76 – CHECCU – (Senza interrompere il suo lavoro) “Oh, taa chi a principessa Taitu’….!”

77 – MENEGA – (Scatta di corsa verso destra) “Figlie, figlie mia…….!!”

Si incontrano appena oltre l’entrata: ma non e’ Pierina la ragazza che finisce fra le braccia prote-

se di Menega.

78 – MENEGA – (Abbraccia la ragazza che si trova di fronte con tutte le sue forze, si rende conto che non e’ Pierina, si stacca velocemente allontanandola quasi con rabbia) “E tu chi sei, che ci fei a chesa mia…..!?!?” (L’interroga feroce: la ragazza e’ Berenice, sedicente modella ma in realta’ nota truffatrice !!Menega la guarda ancora un attimo poi, a muso duro…) “Dov’e’ mie figlia…….

!?!?”

79 – BERENICE – (Si distacca dall’abbraccio con un certo fastidio) “Ehi, calma….!!! Non te l’ho rapita….” (Si gira per indicare dietro di lei la presenza di Pierina, ma non fa’ quasi in tempo a par-

lare che la stessa irrompe in scena come una valanga)

80 – PIERINA – (Irrompe in scena con un borsone) “Ciao, mamma……..” (Allarga le braccia sol-

levando il borsone in aria e colpendo in piena faccia Berenice che accusa il colpo, barcolla vistosa

mente e poi sacramenta fra i denti) “……sono qui…..!!!!”

81 – MENEGA – (Si riavventa verso la figlia allargando a sua volta le braccia e centrando in pie-

no volto la povera Berenice che sta’ lentamente riavendosi e che, sorpresa dall’involontario sganas

sone, si crolla dando una violenta sederata per terra) “Figlie….figlie mie…..!!!” (Urla abbraccian

dola, ricambiata, quasi con violenza) “Mi sei menchete tento……!!!”

82 – BERENICE – (Seduta per terra, massaggiandosi la guancia colpita) “A me tu…..” (Indica Me

nega con l’altra mano) “…..invece, non mi mancavi proprio….!!”

83 – CHECCU – (Che ha assistito divertito a tutta la scena, rivolto a Berenice) “Scignurin-a, zu de sutta g’ho a maschera pe e avie……” (Gli indica la faccia e la guancia) “…..se mai vaggu a pigia-

ghela, eh….!!”

84 – BERENICE – (Fa’ una smorfia di disgusto) “No, no…grazie buon uomo…..spererei proprio di no…!” (Fa’ per rialzarsi in piedi ma madre e figlia, ancora abbracciate, si girano di scatto inve-

stendola in pieno e rimettendola a sedere. Da terra, quasi disperata) “E no, eh…!!! Non siamo mica agli autoscontri……!!!”

85 – L’OMETTO VERDE – (Da sotto il tavolo, dove e’ rimasto il piu’ fermo possibile per tutto il tempo) “Madonna ‘o Carmene …..che sfaciele….!!!”

86 – PIERINA – (Vede l’amica a terra, posa il borsone, le tende una mano per aiutarla ad alzarsi)

“Uhhh….Berenice, scusami….scusami tanto….!!! Solo che….e’ la prima volta che sto’ via da casa tanto tempo ed ero cosi’ emozionata nel rivedere i miei….”

87 – BERENICE – (In mezzo ai denti) “Se sono sempre cosi’, meglio che ci stai di piu’ lontana da casa…..!!!”

88 – PIERINA – (Lascia l’amica e abbraccia il padre) “Ciao, papino…..come stai….!?!?” (Gli schiocca un bacio per ogni guancia. Poi, bambinesca….) “Scusami se sono stata cosi’ tanto tempo lontana da casa, ma sai……lo spettacolo mi chiama….!!”

89 – CHECCU – (La guarda fingendo sorpresa) “Spetaculu….?!?! E quale, u Circu Togni….!!”

90 – PIERINA – (Abbozza, incassa con non chalanche e riparte alla carica) “La prossima volta, per farmi perdonare, giuro che ti porto un regalino….!!”

91 – CHECCU – (Fingendo meraviglia) “Ah, perche’, ghe saia’ de proscimme otte….??” (Non gli da’ il tempo di replicare) “Alantun, semai, oltre al regalino mia in poo de porta-a a ca’ quarche pa-

lanca perche’ CHI…..” (Sottolinea la parola indicando per terra) “…..u castellu u tia sasci….” (Si allontana in direzione dell’uscita di sinistra, raccogliendo da terra la scatola delle palline di Nata-

le ormai vuota: si ferma poco prima dell’uscita e, volgendosi leggermente indietro ma rivolto alla platea) “Priune-e bagarde….!!!!”

92 – PIERINA – (Rimane un attimo interdetta dalle parole del padre, poi si riprende e, rivolta alla madre) “Ma non ti ho ancora presentato la mia amica….mamma….” (Indica Berenice) “….lei e’ Be

renice….l’ho conosciuta a Genova durante i provini…..sai, fa’ la modella…!”

93 – MENEGA – (Si illumina) “La modella…..” (Tende di scatto in avanti la mano destra) “Piece-

re, io sono Domeneca, la memme…..!!!”

94 – BEATRICE – (Che alla vista della mano che scatta ha alzato istintivamente il braccio a pro-

teggersi il viso) “Be…Berenice…..” (Abbassa il braccio e le stringe freddamente la mano) “Piacere

mio……” (Sussurra quasi lasciandosi poi scappare un gridolino di dolore alla morsa feroce di Menega. Ritrae la mano piu’ velocemente possibile, poi, rivolta alla platea, massaggiandosi la ma-no destra con l’altra) “Sapessi che piacere……!!!”

95 – MENEGA – (Le esorta a sedersi al tavolo) “Me venite, venite figlie belle…..” (Prende il bor-

sone della figlia, mentre le due ragazze si siedono ai due lati del tavolo) “Raccontetemi tutto….” (Getta il borsone sotto il tavolo senza scostare la tovaglia, colpendo in pieno l’Ometto Verde) “Com’e’ andete…..”

96 – L’OMETTO VERDE – (Riceve in pieno addosso il borsone di Pierina che colpendolo ricade leggermente indietro e viene ribadito nuovamente sotto il tavolo da Menega con un calcione colpen

dolo nuovamente con violenza) “Ahio….!!! Mannaggia a chi t’ha muorte…..!!!”

97 – MENEGA – (Si siede a sua volta a centro tavola: anticipa la figlia che vorrebbe cominciare a raccontare rivolgendosi a Berenice) “E cosi’,  fei la modella……”

98 – BERENICE – (Titubante) “Eh….si’….!”

99 – MENEGA – (Anticipando nuovamente Pierina che non riesce ad aprire bocca) “E vieggi mol-

to….”

100 – BERENICE – (Ancora in imbarazzo) “Beh…si’….un po’….”

101 – MENEGA – (sorniona, bloccando nuovamente Pierina gia’ con la bocca aperta) “E guedegn

assei…..!!!”

102 – PIERINA – (Scatta in piedi come una molla) “Ma insomma, mamma….!! Potrei parlare anch’io, ogni tanto……!?!?”

103 – MENEGA – (Scatta in piedi a sua volta cominciando ad accarezzare il volto della figlia) “Uuuuuhhh…..scusemi, pulcino e memme, scusemi tante…..ma sai, quando sento parlare della tele-

visione io…..”(Allarga le braccia provocando uno scatto sulla sedia di Berenice) “…..non chepisco

piu’ niente…..!!”

104 – CHECCU – (Rientrando da sinistra, velenosissimo) “Nu te preocupa, Menega, che l’e’ norma

le….!!!”

105 – PIERINA – (Si illumina andando verso di lui) “Papa’…papa’…ti chiedo scusa…!! Non ho

fatto in tempo a presentarti Berenice, la mia nuova amica…..”

106 – CHECCU – (Rivolto a Berenice che nel frattempo si e’ alzata e si e’ avvicinata con somma prudenza) “Piaxei, scignurin-a…!!” (Gli tende la mano)

107 – BERENICE – (Sta’ per allungare la sua ma, memore della stretta di Menega, la ritrae dietro la schiena e opta per un leggero inchino) “Piacere, signor…..??”

108 – CHECCU – (La guarda un attimo stupito, poi…) “Checcu….me ciammu Checcu e sun u pue de Pierina……”

109 – BERENICE – (Imbarazzata, torna a sedersi) “Ah…! Bene….molto bene…..!”

110 – PIERINA – (Si avvicina al padre, lo prende sottobraccio) “Vedi, papa’….Berenice l’ho cono

sciuta durante il provino eee……” (Fa’ una breve pausa:  poi, sussiegosa) “….lei era molto stanca..

…” (Comincia ad elencare sotto lo sguardo prima interessato, poi stupito, poi preoccupato ed infi-

ne esterefatto di Checcu) “……preoccupata…..giu’ di corda…..direi depressa…..” (Fa’ una breve

pausa: poi, garrula) “….l’ho invitata qualche giorno qui, per riposarsi….!”

111 – CHECCCU – (Seriamente contraddetto) “Quarche giurnu….??? Quanti giurni…..!?!?”

112 – PIERINA – (Con noncuranza) “Oh, pensavo una quindicina…..” (Poi, rivolta alla madre, con l’aria di chi sa’ gia’ la risposta) “Tanto il posto non manca, vero….!?!?”

113 – MENEGA – (Sdolcinata) “Ma certo, chera, certo…..!!”

114 – CHECCU – (Desolato) “Chinze giurni…..e bezeugna mantegnila…..!!” (Rivolto alla platea)

“A m’ha fetu u regallu, mia….!!!”

115 – PIERINA – (Rivolta al padre, cerca di scantonare) “E la mamma, come al solito, gli stava gia’ facendo il terzo grado….!!”

116 – MENEGA – (Cerca di giustificarsi) “Me, noo…me nooo…..!! Volevo solo conoscerla me-

glio, vedere chi era, cosa faceva, se era una ragazza……” (Non gli viene la parola) “….terrestre, ecco….!!”

117 – BERENICE – (Sarcastica) “No, no….vengo da Marte…!!”

118 – L’OMETTO VERDE – (Ancora sotto il tavolo, rivolto alla platea) “Quo dice, issa…” (Si in-

dica) “Ie vengo da Marte…!!”

119 – MENEGA – (Trasalisce) “Da Merte….!?!?” Me allora conosci i Merzieni….!!!”

120 – CHECCU – (Inorridisce) “O mue caa….O MUE CAAAA….!!!! Tou chi’ che ghe semmu….

!!” (Muove deciso verso l’uscita di destra) “Menega, mi vaggu da Cain a pigia-a i sarxi…..se vedemmu doppu, eh…..!!!”

121 – MENEGA – (Non lo ascolta: imperterrita…) “Io li conosco i Merzieni. Da reghezza, m’enno

anche repita……”

122 – CHECCU – (Uscendo da destra, agitando le mani levate in alto) “Pecou che nu t’an tegnua...

…!!”

123 – L’OMETTO VERDE – (Sempre rannicchiato sotto il tavolo) “E che nun t’anne accise….!!”

124 – PIERINA – (Cerca di fermare il discorso sul nascere) “Mamma, scusaci ma vorremmo posa-

re un attimo la nostra roba.” (Prende il borsone da sotto il tavolo e indica l’uscita a sinistra) “Vieni anche tu, intanto potremo mostrare a Berenice dove puo’ sistemarsi…..”

125 – MENEGA – (Muovendo a sinistra, seguita dalla figlia e da Berenice) “Me certo, chere, me

certo…….”

126 – BERENICE – (Lascia uscire madre e figlia, poi si ferma un attimo sull’uscita e, rivolta alla

platea) “Mi sa’ che forse era meglio se mi facevo arrestare….!!!” (Esce a sua volta scrollando le

braccia)

La scena rimane ferma per qualche istante, poi, con massima circospezione, l’Ometto Verde esce da sotto il tavolo. Si guarda in giro un attimo e…..

127 – L’OMETTO VERDE – (Rivolto alla platea) “Mamma mia, na furnivene chiu’…..!!” (Si posi-

ziona a centro scena, poggia le mani sul tavolo, sbuffa pesantemente, torna a guardarsi in giro, al-

larga le braccia: poi…) “Ma ie, mo’ che facce….!?!?” (indica l’uscita di destra) “De fora….nun e’ o case….s’incuontre quarche dune che ie diche…..” (Fa’ una pausa, poi, canzonatorio) “Scusate so

ne nu marziane….la mia astronave ha bucato na gomme…..” (Ride, scuotendo la testa. Indica l’usc

ta di sinistra) “Di la’…ce stanne lore…..” (Indica sul fondo) “A basce ce sta o brutte ceffe che e’ ar

rivate stanuotte…..” (Scrolla le spalle) “Boh….! Vedimme nu poche….” (Esce dal fondo torna col seggiolino, lo posa vicino all’albero, solleva questi, nota le palline di Natale, le guarda strano) “E chiste che ‘so’…..!?!?” (Riscrolla le spalle, porta l’albero fuori scena, torna a posizionarsi il seggiolino) "Almene….s’assettamme…..!!” (Commenta fra se’. Un attimo dopo si sentono dei leg-

geri rumori provenienti da sinistra: e’ Berenice che ritorna in scena. Si siede velocemente smocco-

lando) “Mannaggia a muorte….!!!”

128 – BERENICE – (Rientra in scena da sinistra con un assegno in mano: e’ visibilmente alterata)

“Ma porca miseria….!!” (Agita convulsamente l’assegno) “Due giorni….bastavano due giorni…..!!

(Si posiziona a centro scena con le mani sul tavolo) “E invece quella carogna della Annibbale non va’ a mettermi il sale sulla coda…..!?!?” (Batte un pugno sul tavolo) “Ma non potrebbe farsi un po’ di piu’ gli affari suoi….!?!?” (Sorride un po’ nervosa) “Pero’, bel colpo, eh….!! Cinquanta milioni per una partita di orologi di plastica….!!!” (Fa’ una smorfia di autocompiacimento, poi si rabbuia di nuovo) “E il gonzo al provino delle veline c’e’ cascato al volo…..Ma ora, qui, dove la trovo una banca per cambiarlo…..!?!?” (Agita di nuovo l’assegno. Poi fa’ spallucce) “Tanto, avranno gia’ bloccato il conto…….”

Si sentono da sinistra le voci di Menega e Pierina che stanno rientrando in scena. Berenice s’infila immediatamente l’assegno in tasca.

129 – MENEGA – (Rientrando in scena da sinistra) “Ma ellore e’ proprio vere……!!!”

130 – PIERINA – (Bonariamente convincente) “Ma si, mamma, te l’ho detto…..!!” (Vede Berenice, le si avvicina) “Ah, sei qui….!?!?”

131 – BERENICE – (Con indifferenza) “Eeee….si !! Mi guardavo un po’ in giro…..Mica male, pero’ !”

Dall’uscita sul fondo spunta furtivo Mario Tornatore: le vede, si ritrae di colpo.

132 – MARIO TORNATORE – (Ritraendosi di scatto) “Euh, che traffico…!! E cos’e’, via Venti ??

133 – MENEGA – (Riparte all’attacco con la figlia) “Ma perche’ non me l’hai dette subito….!?!?”

134 – PIERINA – (Ride divertita) “Perche’ non mi lasciavi parlare…!! Comunque te lo dico adesso

: ho superato il provino e aspetto la chiamata di un produttore che mi vuol proporre un contratto…”

135 – MARIO TORNATORE – (Fra se’, dal suo angolo nascosto) “Produttore…!?!? E perche’ no !”

136 – BERENICE – (In mezzo ai denti) “Produttore, non produttrice….senno’….!!”

137 – MENEGA – (Stenta a crederci) “Ma allora e’ vere: ti vedro’ in TV….!!!”

138 – PIERINA – (Al settimo cielo) “Ma siiii….!! Mamma, io faro’ la velina e sposero’ un calciato-

re….!!!”

In quel momento fanno il loro ingresso in scena da destra Checcu, con in mano un fascio di frasche

e CAIN, il contadino della cascina accanto e suo amico da sempre. Cain e’ un uomo apparentemen

te un po’ piu’ anziano di Checcu: cammina leggermente ricurvo in avanti, ha uno strano cappello in testa e tiene costantemente le mani giunte dietro la schiena anche perche’ la mano destra ha stra

ni tic nervosi e quando e’ lasciata libera non riesce a stare ferma.

139 – CHECCU – (Rientra da destra, precedendo Cain: sente le parole della figlia e, perentorio)

 “Pe oua m’abastieiva che ti fesci da mangia-a….!!”

140 – CAIN – (Dietro di lui, stupito) “Perche’, a nu l’e’ bun-a a fane….!?!?”

141 – CHECCU – (Secco) “Nu, le…” (Indica la figlia) “ a l’e’ cumme e oche: a cunsumma e basta..

142 – CAIN – (Sorpreso) “Ma….Checcu….nu t’orie miga mettila in ta pignatta….!!”

143 – CHECCU – (Caustico) “Fisse le sula….” (Indica la moglie e Berenice) “….ma pe faa u lou ben fetu nu bastieiva na siviera de l’Italsider….!!!”

144 – CAIN – (Ha notato Berenice: la guarda estasiato) “E le….a l’e’ n’arente….!?!?”

145 – MENEGA – (Interviene d’impero) “Lei e’ Berenice, emica di mia figlia: fa la modelle….”

146 – CAIN – (Con l’aria di chi ha capito tutto) “Aaaahhh….a mudella….!!” (Si gira verso Checcu

“Checcu, cose eu di’ A MUDELLA…..!?!?”

147 – CHECCU – (Rassegnato) “Nu te preocupa, nu l’e’ na cosa brutta….”(Gliela indica) “Pre-

sentite…..!!”

148 – CAIN – (Toglie le mani da dietro la schiena e tende la destra verso Beatrice) “Piaxei, mi sun Cain….” (Indica Checcu con la sinistra) “….u vilan seu vexin…..!!”

149 – BERENICE – (Tende a sua volta la mano destra per stringere quella di Cain, ma c’e’ un

problema: la mano destra del contadino comincia a muoversi convulsamente, in maniera scompo-

sta, ora verso destra, ora verso sinistra. Berenice rimane paralizzata  e comincia a guardarlo stralunata con la sua mano destra tesa) “Pia….piace….eeeehhh….!?!?”

150 – CHECCU – (Blocca il braccio destro di Cain all’altezza del polso e la mano dell’altro si blocca a sua volta di colpo. Poi, rivolto a Berenice) “Strenzighela oua, mescite, perche’ se u mol

lu nu ti l’aciappi ciu’….!!!”

151 – BERENICE – (Ha un attimo di esitazione, poi stringe di corsa la mano di Cain e, con un fi

lo di voce…) “Piacere…..Berenice……”

152 – CHECCU – (Libera il polso dell’amico e la mano di Cain ricomincia il suo ondeggiare) “Oua ben….!” (Commenta con un accenno di assenso del capo, poi, a Berenice…..) “Tie vistu…

!?!?”

153 – BERENICE – (Si gira verso Pierina, chiedendo spiegazioni con ampi cenni del capo) “Mah…..!?!?”

154 – PIERINA – (Ride divertita) “Non ti preoccupare…..” (Spiega) “Ha un tic alla mano destra

non riesce a tenerla ferma…!! Spesso gli capita di fare, senza volere, anche gesti inconsulti……”

155 – BERENICE – (Non afferra) “Ad esempio…..!?!?”

156 – PIERINA – (Gli indica Cain e Checcu che si sono appartati andando a sedersi accanto all’

uscita sul fondo e provocando contestualmente la rapida fuga di Mario Tornatore oltre la stessa u

scita: stanno chiacchierando ed armeggiando con le frasche portate da Checcu e Cain agita la ma

no destra nel segno delle corna) “Guarda un po’…..!!”

157 – BERENICE – (Esterrefatta) “Ah…!!” (Fa’ un timido sorriso a Pierina che si scosta legger

mente seguendo la madre che si e’ nel frattempo avvicinata ai due, e poi, rivolta alla platea…) “Mi sa’ che per evitare la galera son finita in manicomio…!!”

158 – MENEGA – (Che nel frattempo si e’ avvicinata al marito) “Checce…Checche….non dici niente a tue figlie che ha sfondete……”

159 – CHECCU – (Trasalisce scattando dalla sedia) “A l’ha picou cun a machina…..!?!?!?”

160 – CAIN – (Fa’ una faccia stranita: la sua mano destra comincia ad agitarsi a taglio dall’alto verso il basso)

161 – PIERINA – (Ride divertita) “Ma nooo…papa…!!! Ho superato il provino….vado in TV…!!

162 – MENEGA – (Rincara la dose) “E diventera’ una stelle di prima grendezze…..!!”

163 – CAIN – (Ha un’espressione di sommo dubbio: la sua mano destra comincia a muoversi dal basso verso l’alto nel segno della pigna)

164 – CHECCU – (Scettico) “A l’ania a faa a cumparsa in te quarche cine de quelli strani….”

165 – PIERINA – (Visibilmente risentita) “E no, papa….!! Ho gia’ incontrato un produttore……”

166 – CAIN – (Avvicina la mano destra alla fronte per detergersi il sudore)

167 – PIERINA – (Prosegue impettita) “….e mi ha detto che mi fara’ contattare per offrirmi un contratto…..!!!”

168 – CAIN – (Si sta’ detergendo il sudore: all’improvviso, la sua mano destra comincia a batte-

re convulsamente a taglio sulla sua fronte)

169 – BERENICE – (Si e’ avvicinata a sua volta ai quattro) “E io non vedo l’ora di conoscerlo, ‘sto produttore……!” (Si lascia scappare a voce troppo alta)

170 – PIERINA e MENEGA – (La sentono: si girano di scatto verso di lei e, contemporaneamen

te) “ Come…….!?!?”

171 – BERENICE – (Tossicchia leggermente, si rida’ un contegno) “Beh…ecco…siii….” (Si illu-

mina) “….col mio lavoro di modella ne ho conosciuti diversi e……ho una certa esperienza….” (Fa’ una breve pausa: poi, decisa…) “So’ valutarli: sapete, bisogna stare molto attenti ai truffato-

ri….!!” (Sentenzia, ottenendo ampi gesti di consenso dalle due donne che le danno poi nuovamen-

te le spalle. E lei, alla platea) “Appunto……di truffe, io, ne ho una certa esperienza…..!!”

172 – MENEGA – (Riprende vita: a Pierina) “Me….figlie, non l’hai deta ancora a nessuno la bel

le notizia…..!?!?”

174 – PIERINA – (Stupita) “No ma….perche’….!?!?”

175 – MENEGA – (Con enfasi, scuotendo quasi la figlia) “Me la devi dere….la devi dere a tutti.

….!!”

176 – CHECCU – (Caustico) “A nutisia….s’entende….!!!”

177 – MENEGA – (Non lo considera) “Alle zie, alle cugine…..vei, vei a chiamerle…..!!”

178 – PIERINA – (Fa’ spallucce) “Se lo dici tu…..” (Rivolta a Berenice) “Mi fai compagnia..?”

Berenice annuisce ed entrambe escono da sinistra

179 – MENEGA – (Non contenta, le insegue) “Alla cugine Eustorgia, a Beri….!! A quella, brutta com’e’, gli esplode il fegheto….!!!” (Esce anche lei da destra) “Telefona….telefona subito…!!”

180 – CHECCU – (Venefico) “E scie, che intantu, poi, a buletta a pagu mie….!!”

181 – CAIN – (Semplicistico, continuando col movimento ondulatorio della mano) “Viamenti se peu faa dui manifesti: custe menu, se …..”

182 – CHECCU – (Lo guarda malissimo) “Cain, nemmu a mette e frasche, va….che l’e’ megiu…!!”

Si avviano entrambi uscendo a destra, prima Cain e poi Checcu che, sull’uscita, si ferma un atti-

mo: alza gli occhi al cielo e……

183 – CHECCU – (Con gli occhi al cielo e l’aria sconsolata) “Povei i mee dinee ma speixi….!!”

Esce da destra con passo greve. La scena rimane ferma qualche attimo, poi, lentamente, decisa-

Mente anchilosato, L’Ometto Verde si alza dalla sua immota posizione.

184 – L’OMETTO VERDE – (Si alza stiracchiandosi) “U Gesu’….!! M’hanno a fa’ muti’….!!”

(Si lamenta passeggiando nel tentativo di sgranchirsi) “E veline….a televisione… o produttore…”

(Si ferma un attimo a pensare) “Agge a sape’ che vonne di ste cose….!!!” (Prende il seggiolino, lo porta fuori dal fondo e rientra con l’albero di Natale: prima di posarlo guarda con sempre maggiore diffidenza le palline per un lungo secondo. Poi, fa’ una smorfia e lo posa) “Boh…!! Nun riesche a penza’ a che servene, ste fetenzie….” (Riguadagna il fondo ma rientra precipitosa-

mente un secondo dopo ancora con l’albero in mano) “Madonna ‘o Carmene: a faccia e scamuor-

za…!!!” (Fa’ per riguadagnare la posizione all’angolo ma si accorge che ha ancora l’albero in mano e che manca il seggiolino) “Mannaggia a chi t’ha muorte….!!!” (Sacramenta uscendo preci

pitosamente dal fondo e ricomparendo un attimo dopo con il seggiolino: riesce a posarlo e a se-

dersi un attimo prima che rifaccia la sua comparsa in scena dal fondo Mario Tornatore)

185 – MARIO TORNATORE – (Rientra in scena dal fondo decisamente pensieroso) “Pero’…un produttore….!!” (Si ferma a centro scena guardato con stupore dall’Ometto Verde al quale volge le spalle) “Non mi e’ mai capitato di impersonare un ruolo del genere….” (Rimane ancora un atti

mo pensoso, poi allarga le braccia e va’ a sedersi all’angolo sinistro del tavolo) “C’e’ sempre una prima volta, comunque……!” (Commenta fra se’, poi….) “Indubbiamente dovro’ procurarmi il necessario per entrare nella parte…..” (Riflette ancora silenzioso) “Dovro’ rischiare e fare un salto in paese….” (Allarga le braccia) “Non c’e’ altra soluzione…..!!” (Commenta fra se’) “D’al

tronde, il gioco vale la candela……” (Fa’ girare lo sguardo che gli cade sull’Ometto Verde: lo os-

serva sghignazzando alcuni istanti, poi commenta….) “Gesu’, qunt’e’ brutto quell’albero….!!!”

186 – L’OMETTO VERDE – (Piccatissimo, a voce troppo alta) “Si belle e tu, facce e scuorfane…….!!!”

187 – MARIO TORNATORE – (Trasalisce balzando sulla sedia) “Che diamine……!!!”

In quel momento dall’esterno si odono le voci di Checcu e di una donna che stanno per fare il lo-

ro ingresso da destra.

188 – CHECCU – (Rispondendo da fuori scena ad una domanda della sua interlocutrice) “Scignua, i ometti verdi i vedemmu sulu de neutte quande a-a seia mangemmu e quighe de maiale e anemmu a dormi-i che nu l’emmu ancun digerie…..!!!”

189 – MARIO TORNATORE – (Si tranquillizza) “Ah, e’ da fuori….!! Per un attimo mi e’ parso che a parlare fosse stato l’albero…..!!!”

190 – L’OMETTO VERDE – (A mezza voce) “E’ o vere, ma nun l’hai da sape’….!!”

191 – MARIO TORNATORE – (Si e’ reimmerso nei suoi pensieri) “Beh, ora e’ megli che me la batta e faccia un salto in paese. Usciro’ dal magazzino di sotto, tanto non c’e’ mai nessuno li in giro…..” (Si avvia per uscire dal fondo: si ferma ancora un attimo e, rivolto alla platea) “E fra un po’ arriva Mario Tornatore, il produttore….!!” (Resta ancora un attimo pensoso) “Come parte sarebbe piu’ adatta alla bella Berenice, pero’……” (Fa’ una breve pausa, poi, uscendo) “E’ un po

che non la vedo, mi sa’ che dev’essere al fresco…..!!!”

Un attimo dopo compare in scena Checcu seguito da una donna: vestita sobriamente, cammina im

pettita, lo sguardo duro, dritto in avanti: e’ L’Ispettore Annibbale.

192 – CHECCU – (Entra in scena precedendo l’ispettore) “Chi, l’unica cosa che vedemmu tutti i giurni sun i campi da cava-a….” (Fa’ un gesto eloquente con le dita) “…pou restu…….nibba…!!”

193 – L’ISPETTORE ANNIBBALE – (Avanza circospetta verso il centro scena) “E’ impossibile.

……” (Sentenzia) “Il boato e’ stato troppo forte: dovete averlo sentito per forza….!!”

194 – CHECCU – (Allarga le braccia) “Ma se gh’ea na burasca ca paiva n’aragan…..!!”

195 – L’ISPETTORE ANNIBALE – (Si muove verso l’Ometto Verde)  “Che c’entrano i tuoni…”

(Inizia ad osservarlo minuziosamente) “E’ stato un rumore ben preciso, inconfondibile……” (Fa’ una smorfia, poi si muove verso scena)

196 – L’OMETTO VERDE – (Sorpreso) “Che vole chista alloco…..” (Fa’ una smorfia di disgu-

sto) “Mannaggia quant’e’ brutte…..!!”

197 – CHECCU – (Cerca di stare dietro all’Ispettrice che e’ ormai a centro scena) “Cosa veu che ghe digghe……niatri chi nu semmu abitue a distingue fra truin e truin……..”

198 – L’ISPETTORE ANNIBBALE – (E’ dal tavolo: solleva la tovaglia e guarda sotto) “Strano, davvero strano…..!!”

199 – CHECCU – (Quasi scusandosi) “Sau dixe le, saia’ anche vea…..ma a mi, i truin me paen tutti uguali…..!!”

200 – L’ISPETTORE ANNIBALE – (Secca) “No, no….” (Si volta verso Checcu) “Il tavolo….!!

201 – CHECCU – (Stupefatto) “Oh San Pee….!!! E cosu l’ha de stranu…….!?!?”

202 – L’ISPETTORE ANNIBBALE – (Indicando il lato verso la platea) “Da questo lato la tova-

glia non arriva a terra: e’ anormale……”

203 – CHECCU – (Disperato) “A nu l’e’ anormale: a l’e’ curta…..!!!”

204 – L’ISPETTORE ANNIBBALE – (Si dirige verso il fondo con passo lento e greve: poi,indi-

cando l’uscita) “Di qui……??”

205 – CHECCU – (indicando a sua volta l’uscita dal fondo) “De li’ se va in te stalle…..in tu magazin…….”

206 – L’ISPETTORE ANNIBBALE – (Indagatrice) “E neanche giu’ di sotto….nelle stalle….nel magazzino……ha notato presenze strane…..insolite…..curiose……che possano far pensare ad enti-

ta’ extraterrestri…..!?!?”

207 – CHECCU – (Un po’ seccato) “Scignua, e uniche presense che gh’e’ zu de sutta sun tre vac

che e quattru crave: nu gh’e’ mancu u tou che ‘sta setiman-a u loua in trasferta….!!”

208 – L’ISPETTORE ANNIBBALE – (Continua a gironzolare indagatrice nella stanza) “Ed e’ sicuro che, oltre a lei, nessun altro possa aver notato alcun che’ di strano……??”

209 – CHECCU – (Guarda distrattamente verso l’uscita di sinistra) “Basta dumandaghel…….” (Si blocca di colpo) “O muee caa……!!” (Bisbiglia appena: poi, a voce piu’ alta) “O mue caa…!!

210 – L’ISPETTORE ANNIBBALE – (Inquisitrice) “Siiii…….!?!?!?”

211 – CHECCU – (In paranoia) “Nue….nue….!!!” (Strepita quasi) “Zu de sutta….ghe vaggu mi

…..” (Non sa’ cosa inventarsi) “I atri nu….sci….sun tutti surdi…..cioe’ orbi……!!!!” (Alza gli oc

chi al cielo, disperato) “Oooo mueeee caaaaa……..!!!!!!”

212 – L’ISPETTORE ANNIBBALE – (Gli gira intorno con aria inquisitrice) “Lei vive solo in questo cascinale…..??”

213 – CHECCU – (In confusione mentale) “Siiii….!! Nooo…..!!! Cioe’……” (Si ferma: riprende il controllo di se’ stesso) “Dunca, Checcu: cun carma, eh….!!” (Poi, rivolto alla Annibbale) “Sci

gnua…..orieiva dighe de sci, ma purtroppu invece……” (Allarga le braccia sconsolato, si avvici-

na all’uscita di destra e chiama) “Menega….!! Menegaaa…..!!! Pierinaaa…..!!!”

214 – L’ISPETTORE ANNIBBALE – (Si e’ avvicinata con passo felpato: di getto) “Chi sarebbe-

ro costoro, scusi….!?!?”

215 – CHECCU – (Trasalisce) Me mugee e me figgia, chi teu che seggen…..!!”(Poi, sconsolato, battendo le mani) “E ti vedie’ quande quella beroda a sente parlaa de Marsien, che rie….!!”

216 – MENEGA – (Rientra in scena da destra) “Che c’e’, Checche, che succede…..” (Vede la Annibbale: si blocca) “E quelle signore chi e’, che cosa vuole da noi……!?!?”

217 – CHECCU – (Si avvicina alla moglie con fare insolitamente gentile)  “Menega….Menega….

a scignua a l’e’ n’ispetuu Annibbale, da Puliscia……” (Spiega con calma, lentamente) “A l’e’ chi perche’ g’an ditu che vei neutte pare segge aterou quarcosa de stranu dau see….” (Deglutisce: poi, di getto, con un sorriso forzato) “Ma niatri…..nu emmu viga sentiu ninte, veu…..!?!?” (Chiede scuotendo agitato il capo, speranzoso, alla moglie)

218 – MENEGA – (Di getto) “Eccome noo….!!” (Poi, perentoria) “Signore, sono sbercheti i merzieni…..!!!”

218 – CHECCU – (Sconsolato, alzando gli occhi al cielo) “E te salu-u Baciccia….!!!”

219 – L’ISPETTORE ANNIBBALE – (Si avvicina a lei con passo deciso) “Davvero….!?!?” (Con falso stupore: poi, fra se’, rivolta alla platea) “Interessante….!”

220 – CHECCU – (Disperato, cerca di metterci una pezza) “Ma nuu, ma nuuuuu…..!! U l’ea in furmine cu s’e’ scaregou cuntra u tralicciu da curente, nu…..!?!?”

221 – L’ISPETTORE ANNIBBALE – (Imperterrita, aggira Checcu, si avvicina a Menega e la prende sottobraccio, portandola in disparte verso l’uscita di destra) “I marziani….ma allora li ha visti….!?!?”

222 – MENEGA – (Con naturalezza) “E noo….!! Stavemo gia’ coricheti…ho sentito il frastuone dell’astroneve che atterreva….!!!”

223 – L’ISPETTORE ANNIBBALE – (Con falsa naturalezza) “Eeeee…..cos’ha sentito esattamen

te….??”

224 – MENEGA – (Con ovvieta’) “Me come……i motori….!!!” (Poi, quanto mai seria) “Se’, io li conosco bene…..da reghezza, sono stata repita dai merzieni……!!!”

225 – CHECCU – (Si agita convulsamente alle loro spalle, cercando di richiamare l’attenzione dell’ispettore Annibbale) “A l’e’ feua…..” (La esorta a bassa voce facendo il gesto inequivocabi-

le della pazzia con l’indice agitato alla tempia) “Ogni tantu a l’a’ quarche prublema……”

226 – L’ISPETTORE ANNIBBALE – (Non lo considera: prosegue imperterrita nel suo interroga

torio) “Ci sono altri, in casa, che possono aver visto o sentito qualcosa….??”

227 – MENEGA – (Desolata) “E no, purtroppo no……Mie figlie Pierina era a Genova a fere il concorso per fere la Velina……” (Si illumina) “L’e’ superete, sa…..” (In estasi, con gli occhi al cielo) “Che bello…..!! Fere’ la velina e sposera’ un chelcietore…..e io la vedro’ in televisione…”

(Fa’ una breve pausa: poi, decisa) “Megheri m’invitano anche a me, in televisione….!! Ogni tento ci sono le memme che……..”

228 – L’ISPETTORE ANNIBBALE – (L’interrompe decisa) “Adesso dov’e’ sua figlia Pierina ?”

229 – MENEGA – (Quasi scusandosi)  “Non c’e’…!! E’ andeta in peese a comprersi un vestito

nuovo perche’ deve contetterle un produttore per un contretto……”

230 – CHECCU – (Sconsolato) “E te paiva ca nu fisse aneta a spende palanche…..!”

231 – MENEGA – (Rivolta al marito) “L’ha accompagneta Berenice……Sei, ho detto a Pierina che ne chempri uno anche per lei, per non fere differenze……”

232 – CHECCU – (Decisamente contrariato) “E pe nu faa de diferense…..” (Si indica) “Checcu u paga…..cumme in bancu……!!!” (S’avventa verso la moglie) “Menega, mi te……”

233 – L’ISPETTORE ANNIBBALE – (Si frappone: secca, a tutta voce) “Calma, signori….calma

….!! Siamo qui per investigare su altro…..” (Prende Menega sottobraccio)  “Allora, signora, di-

cevamo: secondo lei, ieri sera sono sbarcati i Marziani…….”

234 – MENEGA – (Risentita) “Macche’ secondo mee….secondo l’astroneve….!! Quand’e’ aterre

ta ha fatto un colpo che sembreva dinemite….!!!”

234 – L’ISPETTORE ANNIBBALE – (Comincia a passeggiare per la scena tenendola sottobrac-

cio, mentre Checcu tenta inutilmente di intromettersi) “Eeee…..dove dovrebbe essere atterrata questa fantomatica astronave….?” (Ne anticipa la risposta, zittendo Checcu che non sa’ piu’ dove andare a parare) “Sempre secondo lei, ovviamente…..!!”

235 – MENEGA – (Con incredibile sicurezza) “Me dal treliccio, dove senno’ !!”

236 – L’ISPETTORE ANNIBBALE – (Le lascia il braccio, lasciandola ferma impalata a centro

scena: passeggia ancora qualche attimo meditabonda, reggendosi il mento con la mano. Commenta fra se’…) “Dal traliccio, ovvio….”

237 – CHECCU – (Ormai esasperato, prova a intervenire) “Ma pe caitee, scignua…..!! Sun i fur

mini che se scareghen li e te fan i burdellu che paa….”

238 – L’ISPETTORE ANNIBBALE – (Lo zittisce: imperiosa) “Zitto….!!” (Poi, addolcendosi) “Per cortesia…..” (Lo fissa negli occhi abbozzando un sorriso di circostanza. Poi, ancora a Me-

nega, perentoria) “E allora si puo’ sapere perche’ i MIEI UOMINI….” (Sottolinea le parole al-

zando la voce) “…..nonostante ripetute e meticolose ricerche non hanno trovato NE’ dal traliccio, NE’ altrove…..” (Sottolinea ancora la negazione alzando la voce) “…..alcun segno tangibile di questo presunto atterraggio….???”

239 – MENEGA – (S’illumina in un sorriso) “Me perche’ quelli sono furbe….si nescondono……

se serve enche sottoterra……”

240 – L’OMETTO VERDE – (A bassa voce, guardando di sottecchio la platea) “Nun ne o vere..

L’astronave nun l’anne viduta pecche’ pare nu coso come me: solo piu’ grosse……”

241 – L’ISPETTORE ANNIBBALE – (Interrompe bruscamente Menega)  “Va bene, va bene…..

va bene cosi’, eh…..!” (Fa’ qualche passo indecisa, poi) “E’ inutile continuare questo assuro col-

loquio che non porterebbe ad alcun risultato apprezzabile…..” (Ricomincia a passeggiare nervosa

mente per la stanza seguita da Checcu con lo sguardo)

242 – CHECCU – (La segue per svariati istanti con lo sguardo, poi scuote violentemente la testa)

“Scignua….!!” (La apostrofa deciso) “Ca se ferme o me veggne u ma de maa…..!!!”

243 – L’ISPETTORE ANNIBBALE – (Fa’ spallucce, continuando il suo nervoso andirivieni) “Non e’ che creda molto a questa storia dell’atterraggio dell’atterraggio dell’astronave……”

244 – CHECCU – (Fa’ un respiro di sollievo) “Menu maleeee…..!!!!”

245 – L’OMETTO VERDE – (Di rimando, a mezza voce, verso la platea) “E fai male….!!”

246 – L’ISPETTORE ANNIBBALE – (Si ferma: e’ decisamente perplessa. Poi fa’ spallucce: al-

larga una mano) “Comunque…..sappiate che questi presunti esseri extraterrestri non sono alti piu’ di un metro e settanta…..”

247 – L’OMETTO VERDE – (La guarda male) “E quande maie….so ie il piu’ piccole….!!”

248 – L’ISPETTORE ANNIBBALE – (Prosegue nel suo soliloquio di spiegazione) “Sono di colo

re verdastro……”

249 – L’OMETTO VERDE – (Sempre a mezza voce, alla platea) “Verde smeralde, prego….”

250 – L’ISPETTORE ANNIBBALE – (Ancora cattedrattica)  “E somigliano vagamente a piccoli alberi…..” (Guarda l’Ometto Verde che e’ impassibile, poi l’afferra per una delle sommita’) “….

….come questo, ad esempio…..!!” (Precisa volgendosi decisa verso Menega e Checcu)

251 – L’OMETTO VERDE – (Ha una smorfia di dolore: non sentito..) “Ahia….!! E lassa stare a

ricchia, scuorfana….!!”

252 – L’ISPETTORE ANNIBBALE – (Lascia l’orecchio dello sventurato Ometto Verde e si diri-

ge verso il centro scena: a Menega e Checcu)  “Diffidate pertanto di alberi che sono in posti dove non dovrebbero essere…..” (Si gira per dirigersi a sinistra, si blocca, si rigira verso di loro) “….

O che compaiono o scompaiono misteriosamente per casa o fuori…..” (Si dirige nuovamente ver-

so sinistra. Si ferma nuovamente sotto lo sguardo trafelato dell’Ometto Verde)  “Ah…dimenticavo

…..” (Ancora rivolta verso Checcu e Menega) “Vostra figlia e quella sua amica….. come si chia-

ma…?”

253 – MENEGA – (Prontamente) “Berenice….fa’ la modelle e……”

254 – L’ISPETTORE ANNIBBALE – (L’interrompe prontamente) “Berenice…appunto..!! Doma

ni in giornata gradirei moltissimo fare quattro chiacchiere con loro…..”

255 – CHECCU – (Un po’ preoccupato) “Ma…..viamenti lu nu g’heen e…..”

256 – L’ISPETTORE ANNIBBALE – (Interrompe drasticamente anche lui) “Non si sa mai…non si sa’ mai, eh….!!” (Impettita) “Buona giornata, Signori….” (Fa’ per uscire da destra: si blocca di nuovo proprio all’altezza dell’uscita) “Berenice…..Berenice…..” (Si ferma pensosa qualche at-

timo, reggendosi il mento con la mano) “Il nome non mi e’ nuovo……” (Fa’ spallucce) “Consul-

tero’ gli schedari…..”

Esce da destra con passo spedito sotto lo sguardo allibito di Checcu ed estasiato di Menega. C’e’ un istante di silenzio, poi e’ Checcu che rompe gli indugi

257 – CHECCU – (Incredulo) “Nu l’e’ puscibile….nu l’e’ puscibile…..” (Si gira di scatto verso la moglie) “Menega, pensavu che ti fisci l’unica cun e reue che gien a veu ma invece……”

258 – MENEGA – (In estasi mistica) “I Merzieni….i merzieni….!! Li cerca anche la Polizia….!!

(Gira sui tacchi uscendo da sinistra)“Lo deve dire a tutti che qui sono atterreti i merzieni……!!!”

259 – CHECCU – (La guarda uscire e, sull’ultima battuta, gli si pallano gli occhi) “U telefunu…

….!!!” (Grida a tutta voce: poi, precipitandosi all’uscita di sinistra) “Menegaaaa….!!! Lascia sta u telefunu perche’ sedunca te zu-u che taggiu i fili………!!!”

(C’e’ un attimo di silenzio in scena: poi, lentamente, l’Ometto Verde si gira verso la platea)

260 – L’OMETTO VERDE – (Verso la platea, con lo sguardo trafelato) “E io….acca’…..” (Sil-

laba quasi le parole che sembrano uscirgli di bocca a stento) “Sarei n’albero……!?!?” (Si chiede con estrema sorpresa. Fa’ una breve pausa, poi, spaventatissimo) “Pe’ carita’, lassate fora i cane

……!!!!”

Passa ancora un attimo: l’Ometto Verde si alza, si dirige a centro scena, si siede al lato destro del tavolo. E’ preoccupato.

261 – L’OMETTO VERDE – (E’ al tavolo, rimuggina fra se’) “E mo’, iste e nu guaie….! A Poli

zia…..voi vede’ che songhe i surdate…….” (Rimane qualche attimo pensoso) “Si nun trove o piez

ze pe ripara’ l’astronave…….”

In quel momento, da fuori a sinistra, si sente la voce di Checcu che sta’ per rientrare in scena.

262 – CHECCU – (Da fuori scena, imbestialito) “Nu, nu ne fassu faa manifesti……!!!!”

263 – L’OMETTO VERDE – (Schizza in piedi) “Aeee….riecche o scurnacchiate……!!” (Si preci

pita a sedere nuovamente nel suo angolo)

264 – MENEGA – (Altrettanto furibonda, da fuori scena) “Sei un infeme, un troglodite…..Que-

sto e’ il progresse e bisogna annucierlo al mondo che c’e vita nelle stelle……”

265 – CHECCU – (Rientra in scena con la pipa in mano. All’apice della furia, a tutta voce) “Menega, se nu ti l’afinisci cun sti beleu de Marsien, i manifesti tei fassu faa da mortu, attru che micce……!!!!”(Si e’ fermato a centro scena. Menega non risponde: ha un gesto di soddisfazione e va’ a sedersi al centro del tavolo, con le spalle rivolte all’uscita di sinistra) “Oua ben….!!” (Com

menta soddisfatto accendendosi la pipa) “Ti peu capi’….i marsien…..che sbarchen a Cian de Cua

……” (Riesce finalmente ad accendersi la pipa: respira voluttuosamente una boccata) “Oua diggu

che Menega a nu l’avesse tutti i serci a postu, u-u saiva…..ma na pulisiotta, poi……!!” (Commen-

ta fra se’ quasi scandalizzandosi della cosa. L’occhio gli cade sull’Ometto Verde) “Pero’….che bel’erbu ‘st’annu, eh….!!” (Sorride soddisfatto aspirando il fumo della pipa: si blocca, trasalisce)

“Ma e balle…..!?!? Che fin an fetu e balle de Natale….!?!?” (Si alza di scatto, posa la pipa sul ta

volo, si avvicina all’Ometto Verde) “Ma…epure….” (Gli gira intorno sempre piu’ incredulo) “Nu

nu…..chi e balle nu gh’en ciu’….!!” (Sentenzia alla fine: poi, a tutta voce)  “Menega….!! Mene-

gaaaa……!!!!!”

266 – MENEGA – (Da fuori scena) “Oooouuuhhh…..!!! Che c’e, che vuoi, ho de fere….!!!”

267 – CHECCU – (Sempre piu’ incredulo) “Menegaa….l’erbu, u l’ha persu e balle…..!!”

268 – MENEGA – (Acidissima, da fuori scena) “E semmei non e’ il solo….!!”

269 – CHECCU – (Piccato dalla rispostaccia, fa’ spallucce) “E te paiva ‘na muzica….!” (Conti-

nua a girare perplesso intorno all’Ometto Verde. Si ferma, si avvicina) “Ma unde ti ghei ee e bal-

le…..!?!?” (Si chiede alzando una fronda alta dell’Ometto Verde)

270 – L’OMETTO VERDE – (Seccato: secco, con voce metallica) “Ueh…!!”

271 – CHECCU – (Trasalisce: molla la presa, si guarda in giro) “Epure….” (Scuote la testa) “Moh….! Me sa’ ca l’e’ in poo de labirintite….!!” (Alza un’altra fronda, piu’ in basso)

272 – L’OMETTO VERDE – (Seccatissimo: a voce un po’ piu’ alta, prolunga la parola) “Ueehh

……!!!”

273 – CHECCU – (Ha un sussulto: si alza in piedi di scatto) “Ouh….!!!” (Si precipita verso il ta

volo, afferra la pipa, la guarda bieco) “Va ben che m’an ditu de dermette e nu ho dermissu, pero

……” (Fa’ una pausa lanciando un’occhiata carica d’odio alla pipa. Torna sui suoi passi, si riav-vicina all’Ometto Verde, solleva un’altra fronda decisamente piu’ bassa)

274 – L’OMETTO VERDE – (Veramente seccato: a voce alta e metallica) “Vattenne, ricchio’…!

275 – CHECCU – (Ha un sussulto inconsulto: si lascia sfuggire un grido) “Aaahh….!!!” (Respi-

ra affannosamente qualche istante cercando una risposta a cio’ che gli e’ successo. Poi, d’improv

viso, si illumina, si volta verso destra e scatta verso l’uscita) “Menegaaaa…..ti mee cangiou dia-

lettu, n’asidente….!!!” (Si ferma un attimo sull’uscita: alza gli occhi al cielo) “Propriu oua che d’ogni tantu t’acapivu……!!!!” (Esce precipitosamente da destra)

276 – L’OMETTO VERDE – (Resta immobile alcuni istanti, poi si alza di scatto, esce precipito-

samente dal fondo: rientra qualche istante dopo con alcune palline e dello scoch e comincia ad at

taccarsele addosso. Ultimata l’operazione, si risiede. Rimane un attimo immobile, poi, allargan-

do le braccia, rivolto alla platea) “C’aggia a faa pe’ campa…..!!!” (Sentenzia, ritornando nella sua posizione immobile subito dopo)

                                                 - S  I  P  A  R  I  O  -      

       

 

  

       

  

 

-  SECONDO  ATTO –

          La scena e’ rimasta praticamente invariata: le uniche differenze sono costituite dalla candela sotto il       

          quadro votivo che e’ nuovamente accesa e dal tavolo che non e’ piu’ ricoperto dal mezzaro corto da 

          un lato ma da una tovaglia.

                 Il sipario si apre con Checcu, che fuma la pipa, e Cain seduti al tavolo sul lato sinistro che stanno   

                 parlando  fra di loro e l’ometto verde, con palline incorporate, fermo impassibile nel suo angolo.

1)– CHECCU – (Decisamente scettico)  “Ma ti peu capi-i se mou creddu…..!!!”

2– CAIN – (Con la mano destra in perenne agitazione) “Tou zu-u, mia: nu oriei ciu’ puei deuvia

a man drita…..!!!”

3 – CHECCU – (Lo deride) “E sci’, perche’ oua ti a deuvi……”

4 – CAIN – (Con naturalezza) “Armenu oua mescia a mesciu…..” (la agita furiosamente e quasi gli infila in un occhio l’indice agitato verso l’alto) “ Te paa…..!?!?”

5 – CHECCU – (posa la pipa, gli afferra il polso, gli piega il dito) “Sci, sci….mescia ti a mesci…..” (Rivolto alla platea)  “Fin-a troppu….!!!”

6 – CAIN – (Lascia cadere pesantemente la mano sul tavolo) “Ben, ben….ti ghe creddi o nu a l’e’ aneta propriu cumme te l’ho cunta-a…..”

7 – CHECCU – (Riprende la pipa: sbuffa pesantemente) “Ma dai, Cain, t’eivi bevu-u….!! N’erbu de un-a cu l’e’ tantu du-u a tagiaa cu te cieuga u picosin e che quande ti ghe de-e in casu da-a rag-

gia perche’ u nu se taggia u te da’ na ramaa…..” (Si tocca la nuca con la mano) “….in tu cupussu…

…..!! Ma nu l’existe mancu in ti cini…..!!”

8 – CAIN – (Offeso) “Existe a Cian de Cua…..” (Agita la mano a mo’ di pugno) “…..in tu boscu d’arente au tralicciu in ta villa…..” (Spara avanti la mano a m0’ di freccia) “….de Checcu da Lua...

…!!” (Indica Checcu con l’indice della mano ballerina, avvicinandola al volto al punto di rischia-

re di nuovo di cavargli un occhio)

9 – L’OMETTO VERDE – (Stizzito, a mezza voce) “Stu fetente….ha trovate l’astronave….!!!”

10 – CHECCU – (Schiva due volte il dito di Cain che viaggia verso il suo occhio, poi si alza di scat

to)  “Mia, Bertu, che ghe n’e’ za dui che asfissien cun i marsien…..trei sun troppi….!!”

11 – CAIN – (Si alza a sua volta agitandogli ancora la mano verso la faccia e provocando la rise-

duta immediata di Checcu: poi, risentito)  “E alua…..vegnighe a vedde….!!!”

12 – CHECCU – (Agitatissimo, cercando di evitare la mano pazza) “Cain, sta’n poo ciu’ lunxi….!”

(Lo allontana leggermente)  “Nu ti gh’ee na man…..” (Indica la mano che continua ad agitarsi) “Ti ee ‘n misile balisticu….!!!!”

13 – L’OMETTO VERDE – (Aguzza le orecchie) “Missile balistico…..!?!? S’e’ o vere, so’ a posto

…..!!!” (Si frega le mani velocissimo, speranzoso)

14 – CHECCU – (Scocciato) “Cain, anche s’uesse, oua nu possu: deve arivaa Pierina cun u produto

re. Lasciaghe Menega da sula l’e’ feua discusciun…!”

15 – CAIN – (Lo guarda stupefatto)  “Ma… ti l’ee piggiou perche’ l’annipasou t’e’ anetu maa e pa-

tatte……!?!?”

16 – CHECCU – (Lo guarda male: gli si e’ spenta la pipa) “Ma chi…..!?!?” (Sacramenta cercando nelle tasche) “Ma dunde l’ho posa-a a tabachea…..!?!?”

17 – CAIN – (Di rimando) “U manente, nu…..!?!?”

18 – CHECCU – (Ha trovato la tabacchiera: la posa sul tavolo e svuota la pipa sull’angolo dello stesso. Lo apostrofa male) “Ma che manente e manente ti dixi…….!?!?”

19 – CAIN – (Seccato a sua volta) “Ma ti l’ee ditu ti che veggne u produture……!!!”

20 – CHECCU – (Stava per ricaricare la pipa: interrompe l’operazione, lo guarda malissimo) “Cain, a ti, u suu d’envernu u te fa’ maa…..” (Posa la pipa sul tavolo) “Ti ne piggi due barcunee e t’aresti scemmu pe tuttu u meize….!!”

In quel momento, da fuori, a destra, si sente la voce di Menega.

21 – MENEGA – (Da fuori scena a sinistra) “Preghe, preghe….si accodomi….!!!!”

22 – CHECCU – (Trasalisce) “O mue caa….tou chi’ che ghe semmu….!!!”

23 – CAIN – (Con la mano a pigna che si muove verso l’alto) “Ariva quellu de patatte…!?!?”

Checcu sbuffa pesantemente: vorrebbe replicare ma non ne ha il tempo. Menega e’ gia’ sull’entra-

Ta e si scosta per far accomodare l’ospite.

24 – MENEGA – (Si scosta indicando con il braccio il centro scena) “Veda pure aventi, che c’e’ mio merito…..!!”

25 – MARIO TORNATORE – (Fa’ il suo ingresso in scena: e’ impeccabile nel suo ruolo di mana-

ger, con giacca, cravatta e ventiquattr’ore in mano) “Grazie, signora, grazie….le sono grato….”

(Fa’ un leggero inchino avviandosi verso Checcu) “Piacere, egregio: permette…!?!? Mario………”

(Fa’ una breve pausa: e’ indeciso su che cognome usare) “…..Tornante, producer menager account

…….!!!” (Tende la mano verso Checcu ancora con un leggero inchino)

26 – CHECCU – (Rimane con la mano tesa a meta’: fa’ una smorfia e si protende con la faccia ver

so di lui. Sbigottito…) “A preu a cuntaa cose, scusa……!?!?”

27 – MARIO TORNATORE – (Gli prende quasi di forza la mano destra e gliela agita convulsa-

mente) “Noi non raccontiamo niente, signor Checco, non raccontiamo niente: produciamo, invece, e con grande profitto…..!!!”

28 – CHECCU – (Sballottato dalla stretta di Mario Tornatore) “Va ben, ma….nu stamme a faa fa a centrifuga….!!!”

29 – MARIO TORNATORE – (Lascia la sua mano: tossicchia un attimo, si riprende) “Non si pre-

occupi, signor Checco, non si preoccupi: con noi, e’ tutto chiaro come il sole…..!!!” (Scandisce av-

vicinandosi al tavolo e posandovi sopra la ventiquattr’ore) “Piuttosto, signor Checco, come va…!?!

Tutto bene……!?!?!?”

30 – CAIN – (Prende Checcu per un braccio) “Senti in poo…..” (La mano, chiusa a pigna, ora si muove in orizzontale) “…..ma cummu fa’ a savei che ti te ciammi Checcu…..!?!?”

31 – CHECCU – (Indicando la moglie che si sta’ avvicinando estasiata) “E ghe l’aviaa ditu quella trulla, nu……!!”

32 – CAIN – (Convinto) “Aaaahhh….!!!” (Poi, serio…) “E nu, perche’….dixen che quelli da televi-

xiun san tuttu de tutti…..ho ditu, mia in poo che l’e’ vea…!!!”

33 – CHECCU – (Decisamente irritato) “Ma fa u piaxei, brau…..!!!”

34 – MENEGA – (Si e’ avvicinata a Mario Tornatore: lo guarda estasiata, poi, rivolta al marito) “Uuuuhhh…..come ride bene….sembre quelle delle Durban…..!!!!”

35- MARIO TORNATORE – (Fa’ una leggera smorfia di compiacimento, ringrazia con un legge

ro inchino del capo, poi, a Menega…) “Maa ….piuttosto, dov’e’ la futura velina…..!?”

36– MENEGA – (Si affretta a spiegare) “E di le’ in chemere….gliele chiemo….gliele chiemo subi

too…..” (Si precipita all’uscita di sinistra. A tutta voce) “Pierina….Pierinaaaa….!!!”

37– PIERINA – (Da fuori scena)  “Si, mamma….che c’e’….!?!?”

38– MENEGA – (Con enfasi) “Preste, preste che e’ arrivete il produttore….!!”

39– PIERINA – (Di rimando, ancora da fuori) “Vengo, mamma, vengo subito…..!!”

40– MENEGA – (A Tornatore,che fa’ ampi cenni di assenso col capo,  con un sorriso di compia-

cimento) “Che breve figlie….che breve figlie…..sempre pronte…..educhete….non dimentiche mei nulle……!!!”

41– CHECCU – (Acidissimo) “Za’….sulu quande gh’e’ d’ana-a a loua a s’ascorda…..!!!”

42 – MARIO TORNATORE – (Si volta sornione verso Checcu) “Non si preoccupi, signor Checco..

….” (Torna a ripetere melenso)  “….glielo diamo noi un bel lavoro alla sua bimba….!!!”

43– L’OMETTO VERDE – (Stupitissimo, rivolto alla platea) “Ma chille e’ mariuole, atre che o la

vore…..!!!”

44– PIERINA – (Entra in scena da sinistra, garrula ed emozionata) “Eccomi mamma….!!”

(Poi,rivolta a tutti i presenti) “Scusate…..mi stavo rendendo presentabile…..!!”

45– MARIO TORNATORE – (Ruffiano) “Ma sono sicuro che non ce n’era affatto bisogno: lei

e’ un fiore gia’ cosi’ com’e’….!!!”

46– PIERINA – (Visibilmente) “Grazie…..signor….???”

47– MENEGA – (Con ovvieta’) “Me lui e’ Merio Tornente, il produttore….!!!”

48– CAIN – (Di sottofondo, con ovvieta’, rivolgendosi a Checcu che lo guarda malissimo) “E sci’,

quellu de patatte…!!”

49– MARIO TORNATORE – (Si schernisce) “Produttore…..che parola grossa….!!! Semplicemen

te producer menager account…..”

50– CAIN – (A Checcu, incuriosito) “Ma se peu savei cosu cunta…..!?!?”

51– CHECCU – (Grugnisce) “De micce….!!!”

52– MARIO TORNATORE – (Con noncuranza, va avanti nel suo discorso) “Lavoro effettivamen

te per conto di un produttore della “Regina Coeli Produzioni” che mi ha pregato di contattarla per…

….”

53– CHECCU – (Trasalisce) “Regina Coeli…..!?!?” (Lo interrompe stupito) “Ma….u l’e’ in galea

‘stu tale…..!?!?”

54– MARIO TORNATORE – (Si accorge della gaffe tremenda) “Noooo…..volevo dire…..” (Fa’

una breve pausa imbarazzata) “La “Regina Celestri Produzioni” di Roma, ecco…..” (Allarga il viso in un sorriso a tutti denti) “Scusate il lapsus: e’ questione di…..di…..” (Non sa’ che dire: rivolto alla platea) “….di abitudine….!!!” (Ringhia quasi a mezza voce. Si riprende) “Dicevamo dunque che il suddetto produttore……” (Apre la valigetta e prende dei fogli) “…..l’ha notata e molto ap-

prezzata durante il provino di Genova e che quindi le offre….” (Sposta la sedia di destra e si siede) “……la possibilita’, sempre che lei voglia……” (Fa’ cenno con la mano a Pierina di sedersi a sua volta) “…..di lavorare nel campo della pubblicita’….!”

55– PIERINA – (Si siede estasiata all’altro capotavola) “Si che vogliooo…..” (Bisbiglia appena,

poi, riprendendo voce, rivolta alla madre) “Si che voglio, vero mamma….??”

56– MENEGA – (Piu’ in trance della figlia) “Si che voglio, figlie mie, si che voglio….!!”

57– CHECCU – (Mordace) “Menega, pe caitee, ti nue, eh….!! Ti mandi a baggnu a Rai….”

58– MARIO TORNATORE – (Saccente, si rivolge a Checcu) “E perche’ mai, scusi….??”

59– CHECCU – (Venefico) “Cun quellu muru lie…..” (Indica la faccia di Menega) “…..quande

taa vedden pe televixiun, ti see quante infarti….??? Addiu abunamenti…..!!!”

60– MENEGA – (Piccata) “Spiritose, belle tu, sei…….”

61– MARIO TORNATORE – (Impassibile, accenna ad una risatina forzata) “Simpaticone, il

Signor Checco…..!!” (Poi, ancora a Pierina) “Allora, dicevamo, basta che lei voglia, il produttore le offre un contratto, al momento annuale ma rinnovabile per altri tre’ anni, per cominciare a lavora-

re nel campo della pubblicita’……” (Porge un foglio a Pierina) “….negli studi Milanesi della Regi-

na Celestri Production……”

62– PIERINA – (Prende il foglio e lo guarda interdetta) “A Milano…..!?!? Ma dovro’ andarci ad

abitare…..??”

63– MARIO TORNATORE – (Porge una penna a Pierina) “Questo dovra’ deciderlo lei…..Se vor

ra’ rimanere qui a Genova, non ci sono problemi: sia in treno che in auto Milano si raggiunge in un paio d’ore….” (Fa’ una breve pausa: Pierina prende la penna e continua ad osservare il foglio) “Lei e’ maggiorenne, vero….??” (Chiede a Pierina)

64– PIERINA – (Sempre interdetta) “Sssssiiii…..certo…..!!”

65– MARIO TORNATORE – (Molto professionale) “Una firma in calce, prego….”

66– CHECCU – (La ferma, deciso) “Ferma ‘n mumentu….!!” (Rivolto a Tornatore) “Se peu savei

de cose a l’anieva a faa reclammu….??”

67– MARIO TORNATORE – (Sorpreso) “Oh, beh……” (Si riprende dopo un attimo di pausa: fis

Pierina con sguardo accattivante) “Beh, viste le sue caratteristiche fisiche, direi di biancheria inti-

ma…..!!!”

68– MENEGA – (Si copre la bocca con una mano per trattenere un grido, poi, scandalizzata) “A

fersi vedere nude…..!!!!!”

69– MARIO TORNATORE – (Paternalistico, mentre Pierina butta di getto il foglio sul tavolo)

“Suvvia, signora…..!!” (La rassicura) “E’ coperta dalla lingerie….!!!”

70– CHECCU – (Decisamente alterato) “Senti, frenguellu, mia de cangia-a articulu, sedunca a

casci te ghe piggiu mi, attru che a firma……!!!”

71– MARIO TORNATORE – (Lo blocca tempestivamente) “Suvvia, signor Checco, non si agiti…

…!!” (Poi, con noncuranza) “Ci sono molti altri articoli che fanno al caso di sua figlia …..” (Si al-

za) “Ad esempio……” (Fa’ una pausa ben studiata) “…..diverse marche di biscotti….!!!”

72– MENEGA – (Si rasserena) “Ecche, si….i biscotti venghene meglio…..” (Poi, rivolta al ma-

rito) “Vede, Checche, la televisione ti de’ sempre una meno……!!”

73– CHECCU – (Scettico) “Speciarmente a spende di dine-e….!!”

74– MARIO TORNATORE – (Rivolto a Menega)  “Ma certo, signora, non si preoccupi….!!”

(Raccoglie il foglio che aveva dato a Pierina e lo rimette nella valigetta) “Nel frattempo, sapete in-     

dicarmi un posto nei dintorni dove fermarmi alcuni giorni….” (Nota che lo guardano strano) “Si, giusto il tempo di rivedere il contratto che avevo sottoposto alla ragazza…..” (Indica Pierina) “……

per evitare di rientrare a Milano e rifare il viaggio……”

75 – MENEGA – (S’illumina) “Me puo’ restere qui de noi…..!! Il posto non menche: se s’acconten-

te……”

76 – CHECCU – (Trasalisce) “E te paiva….!!! Menega, e cose femmu oua, l’albergu di povei….!!”

77 – MARIO TORNATORE – (Con falso ritegno) “Veramente….non mi permetterei mai di siturba

re……”

78 – PIERINA – (Piccata per l’intervento del padre) “Ma per carita’, Signor Tornante, nessun di-

sturbo….!! Anzi, e’ un onore per noi averla ospite…..” (Rivolta a Checcu)  “Vero, papa’……!?!?”

79 – CHECCU – (Sconsolato) “Euuuhhh….!!” (Alza gli occhi al cielo) “Tantu chi, mancu sulu i Marsien poi ghe sun tutti…..!!!”

80 – L’OMETTO VERDE – (Guarda verso la platea) “Nun e’ o vere: io sto’ acca’…..!!!”

81 – MARIO TORNATORE – (Un po’ in apprensione) “Ah…!! Perche’….avete altri ospiti….che vengono da fuori……??”

82 – PIERINA – (Si avvicina a lui sorridendo) “Ma no, ma no….e’ solo Berenice, una mia amica…

83 – MARIO TORNATORE – (Ha un sussulto) “Berenice……!?!?!?”

84 – PIERINA – (Spiega) “Si, una ragazza che ho conosciuto a Genova, durante i provini…..Sa, lei fa’ la modella…..”

85 – MARIO TORNATORE – (Leggermente perplesso, fra se’) “Berenice….non e’ un nome comu

ne…..che strana coincidenza…..”

86 – L’OMETTO VERDE – (Comincia a contorcersi sulla sedia il piu’ discretamente possibile fa-

cendo smorfie eloquenti. Mormora appena) “Tengo male e panza…..!!”

87 – PIERINA – (Continua a spiegare) “Era molto stressata per via del suo lavoro, aveva bisogno di rilassarsi qualche giorno e cosi’ l’ho invitata a casa nostra…..”

88 – MARIO TORNATORE – (Piu’ rilassato) “Aaaah….!! Capisco….capisco…..Anch’io ho un’a-

mica che si chiama Berenice, sa….” (Rivolto a Pierina) “e anche lei, ogni tanto, e’ stressata per via del suo lavoro…..” (Si muove verso il palco: a mezza voce, rivolto alla platea) “Solo che a lei il ri-

poso glielo offre lo Stato: nelle patrie galere…..!!”

89 – PIERINA – (Gli si avvicina nuovamente) “Ora non c’e’: e’ andata in paese a cercare dei sali da da bagno. Era rimasta senza e……”

90 – CHECCU – (Commenta ad alta voce, seccato)  “Sali da bagnu…..e nu se pueiva deuvia in poo de son de Marsiglia, nu…..” (Trasalisce: alla moglie) “Menega, nu ti g’avie miga detu turna u mee purtafeuggiu, eh…..!!!”

91 – CAIN – (Che fino a quel momento aveva seguito, mani dietro la schiena tutta la vicenda incu-

riosito, capendoci pero’ ben poco, rivolgendosi a Pierina) “Ma….a pueiva dilu nu….!!” (Poi, a Checcu) “Mi g’ho i sali ingleixi da daa ae bestie: deuviamu quelli…..!!”

92 – PIERINA – (Alza gli occhi al cielo, sconsolata) “Cain, ma per i sali da bagno ci vuole l’acqua, ci vuole la vasca…….”(Cerca inutilmente di spiegare)

93 – CAIN – (Imperterrito, con ovvieta’) “E  ben…..!?!? A se meteiva in sce l’ea, ghe dava ‘na ruxentaa mi cun a managhetta, nu…..??” (Rivolto a Checcu) “Cun u cavallu, u fassu sempre…!!”

94 – L’OMETTO VERDE – (Fa’ sforzi sovrumani per trattenersi: rivolto alla platea) “Nun c’ia fazze chiu’…..!!!”

95 – CHECCU – (Alza a sua volta gli occhi al cielo.Gli mette un braccio sulle spalle) “Nemmu a vedde in poo u teu erbu, vanni, che chi me paa che g'acrescemmu……”

Lo trascina letteralmente fuori da destra, uscendo a sua volta. Checcu esce lasciando pipa e tabac-

chiera sul tavolo.

98 – PIERINA – (Rivolta alla madre) “Noi potremmo far vedere al signor Tornante la sua camera, nel frattempo…..”

99 – MENEGA – (Sempre in estasi) “Certemente……!! Preghe, signor produttore, si accodomi….”

100 – MARIO TORNATORE – (Ostentando ancora pudicizia) “Oh, grazie….grazie davvero….!!”

(Poi, rivolto a Pierina, in tono confidenziale) “Ma io non vorrei disturbare….Mi pare che suo papa’ non……”

101 – PIERINA – (Lo tranquillizzi) “Non si preoccupi: mio padre e’ un orso, ma e’ buono come il pane…..” (Gli indica l’uscita di sinistra da dove Menega sta’ uscendo) “Prego, signor Tornante….”

102 – MARIO TORNATORE – (Si avvia seguito da Pierina: si ferma proprio sull’uscita e, sempre

confidenziale, quasi bisbigliandole ad un orecchio) “Mario, Pierina: semplicemente Mario……!”

Escono da sinistra con Pierina che si schernisce lievemente al gesto galante di Mario Tornatore. La scena resta immobile per qualche istante, poi l’Ometto Verde schizza in piedi come una furia.

103 – L’OMETTO VERDE – (Schizza dalla sedia come una furia: a tutta voce) “Nun c’ia fazze chiu’: n’do sta o bagne…..!?!?” (Schizza fuori dal fondo. Rientra in scena sparato dopo una ttimo, prende il seggiolino, lo porta fuori, ricompare con l’albero ora senza palline e, alla platea, mentre lo deposita nell’angolo) “Nun se sa maie…..!!!” (Rischizza fuori dal fondo contorcendosi convulsa-

mente)

La scena rimane vuota alcuni istanti, poi, da destra, fa’ la sua ricomparsa Berenice. Ha indosso il cappotto e ha con se la borsetta.

104 – BERENICE – (Entra in scena da destra, visibilmente contrariata: si avvicina al tavolo, ci sbatte sopra la borsetta con rabbia, si siede a destra, sbuffa pesantemente slacciandosi il cappotto)

“Paese del cavolo….!!!” (Smoccola ad alta voce) “Non c’e’ verso di battere chiodo: cercare di abin-

dolare qualcuno, e’ come parlare con le pietre…..non ti considerano….!!!” (Dall’uscita dal fondo fa’ capolino l’Ometto Verde che la vede e si blocca. Lei sbuffa ancora pesantemente) “A uno ho pro

posto lo spazzolino da denti automatico: mi ha risposto che le mucche non ne hanno bisogno….!! (Si toglie le scarpe massaggiandosi i piedi dolenti) “Ad un altro, allora, ho provato a proporre una falciatrice elettronica ad energia solare: mi ha risposto che il sole in casa sua lo vedeva si e no’ due volte all’anno…..!!!” (Prende la borsetta dal tavolo) “Per fortuna….” (La apre) “…..ho trovato que

ste….!!” (Prende tre’ bustine e le butta sul tavolo) “Marijuana…e di quella buona…di quella che ti fa vedere le stelle ….!!! (Commenta fra se’: fa’ una breve pausa) “Beh, andiamo a darci una rinfrescata, altrimenti la storia dei sali da bagno rischia di fare cilecca…….!!” (Raccoglie le bustine, le rimette in borsetta ed esce da sinistra con le scarpe in mano, sacramentando) “Accidenti a queste scarpe, fanno un male maledetto…..” (Sull’uscita, rivolgendosi alla platea) “Quella cretina a cui le ho fregate a Genova aveva proprio propositi suicidi…..”

L’Ometto Verde osserva dal fondo la scena vuota per alcuni istanti, poi entra avvicinandosi cauta-

mente al tavolo.

105 – L’OMETTO VERDE – (Entra dal fondo: con aria truce, parlando di Berenice) “Ma allora..”

(Indica l’uscita di sinistra) “….pure chilla e’ mariuole….!!!” (Fa’ una faccia schifata) “Mamma mia, che tempe….!!!” (Si avvicina al tavolo massaggiandosi il ventre) “Me sente chiu’

leggere…..!!!” (Commenta fra se’. La sua attenzione e’ attratta da qualcosa che e’ rimasta sul tavolo, proprio vicino alla tabacchiera di Checcu: Berenice ha dimenticato una bustina di marju-

ana…!!)“E chiste che e’….!?!?” (Si chiede incuriosito: prende la bustina, la rigira fra le mani, poi s’illumina: estasiato) “E’ chilla robba che fa’ arriva’ in te stelle…..!!!!” (Apre la bustina, ne annusa il contenuto, Fa’ spallucce: poi, serio) “Ma come s’ha da usa …..!?!?” (Si chiede: fa’ spallucce) “Poi ce penzamme….!! Basta ‘sta a vede’ come la usa chille….!!” (Indica con un cenno del capo l’uscita di sinistra. Poi, speranzoso) “Si tutte va’ buone sta notte ie maa scuallie….!!!”

In quel momento, da destra, si sentono chiaramente le voci di Checcu e Cain che stanno rientrando.

106 – CHECCU – (Da fuori scena, decisamente soddisfatto) “Tie vistu….!?!? Tie ti’ che t’ie cum-

me Menega: gh’ei a forsa in ta lengua….!!”

107 – CAIN – (Deciso) “E nu, e nu….!!! Te diggu che me s’e’ ciegou a picossa….!!”

108 – CHECCU – (Ancora da fuori) “A l’e’ sensa fi-i: che ti a porti da l’amulitta….!!”

109 – L’OMETTO VERDE – (Trasecola) “Mannaggia a-a muorte: ancora chille due….!!” (Guarda la bustina che ha in mano, si guarda intorno)  “E mo’, isse onde a mette….!?!?” (Si chiede preoccu

pato. Nota la tabacchiera di Checcu, la prende, la apre, poi, soddisfatto) “E’ a stessa robba….!!” (Vuota velocemente la bustina nella tabacchiera, richiude la stessa, getta la bustina vuota sotto il ta

volo, fa’ per fare il cambio con l’albero ma ormai Checcu sta’ per entrare in scena: ha un moto di stizza ed esce dal fondo, acquattandosi subito a ridosso dell’uscita)

110 – CHECCU – (Rientra in scena seguito da Cain) “Attru che Marsien e cose strane: u l’e’ vegnu

-u zu cu paiva cheitu dau quintu cian….!!!”

111 – CAIN – (Insiste nel perorare la sua tesi: quantomai convinto) “Checcu, eu dii che quarche d’un…..” (Gli sventaglia la mano davanti alla faccia costringendolo a rapidi movimenti per non es-

sere schiaffeggiato) “…..in tu fratempu, l’ha cangiou l’erbu….!!!”

112 – CHECCU – (Facendo rapidi movimenti per evitare gli involontari schiaffoni di Cain) “Cain..

….” (Riesce finalmente a fermargli il braccio) “…..me sa’ che in tu fratempu, quarche d’un te duviei cangiaa u servellu…..!!!”

113 – CAIN – (Non si da per vinto) “Eeeehh…..ti fee fitu a di-i, tie…..!!!” (Agita convulsamente la mano) “Ma quande l’erbu u m’ha picou….” (Fa’ ampi gesti di conferma con la mano) “…..mi, gh’ea…..!!”

114- CHECCU – (Lo manda a quel paese con un gesto plateale della mano) “Ma pe paixei, vanni.

….!!” (gli cade l’occhio sul tavolo: s’illumina) “Tou chi unde o lasciou pippa e tabachea….!!”

115– CAIN – (Gli restituisce il gestaccio partendo secco con la mano tesa che gli sfiora letteral-

mente il naso: Checcu, che non se l’aspettava, vacilla e crolla pesantemente sulla sedia al centro del tavolo) “E quand’ a t’arescia’ a tie, ti viee sa nu l’e’ vea….!!!” (Strepita piccato: poi gira sui tac

chi, offeso, ed esce da destra) “Parlaa cun ti, nu serve a ninte: vaggu a rancame i coi che rende ciu’ tantu…..!!!”

116– CHECCU – (Lo guarda uscire meravigliato) “Belandi, Cain….st’otta u s’e’ propriu

ofeisu..!” (Scuote la testa sorridendo, poi prende la pipa apre la tabacchiera, ha un sussulto) “Be-

leu che oudu-u cu fa’ ‘stu tabaccu….!” (Prende la tabacchiera in mano, lo annusa) “Pero’, u paa incensu de quellu che bruxen in gexia….!!” (Fa’ una smorfia dubitativa) “Se ve’ che g’an mesciou du tabaccu Olandeise…..” (Carica la pipa, la accenda, aspira il fumo con volutta’) “Ooohhh…cum

m’u l’e’ legeru…..!!!!” (Lo sguardo gli cade nuovamente sull’albero di Natale) “Pero’, u mee erbu

……bellu n’davei, s’tannu….!!!” (Si blocca, strabuzza gli occhi) “E balle……!!!!”

117– L’OMETTO VERDE – (Da fuori sul fondo ma ben visibile alla platea, evidenziando le palli

ne di Natale che si e’ attaccato addosso) “E ce l’aggiu ie e balle…….!!!!!”

118– CHECCU – (Schizza dalla sedia con la pipa in mano) “Menega….Menegaaaa……l’erbu u

l’ha turna persu e balle…….!!!!”

Per un attimo la scena rimane vuota, poi l’Ometto Verde si riprecipita dentro, toglie l’albero, lo porta fuori scena e si riaccomoda col seggiolino.

119– L’OMETTO VERDE – (E’ nuovamente seduto nel suo angolo: indica l’uscita di sinistra)

“Stu fetente…s’e’ fumate a robba che fa’ arriva’ ‘n te stelle……!” (Resta un attimo pensoso, poi si illumina) “Ma allore se fuma….!!!” (Si alza, prende il seggiolino) “Iamme a vede’ si riesche a futter

ne n’atra…..” (Fa’ per avviarsi verso il fondo ma in quel momento, da sinistra, si sentono i passi di

Berenice che sta’ rientrando in scena: si fema un attimo, alza gli occhi al cielo, riposa il seggioli-

no e si risiede commentando stremato) “Uhhh, mamma, che turmiente…..!!!”

120– BERENICE – (Rientra in scena da sinistra, di gran carriera: e’ agitatissima) “Ma dove

l’avro’ lasciata….dove sara’ andata a finire…..!!!!” (Si guarda nervosamente intorno senza costrut-

to) “E’ impossibile: non posso averla persa…..!!!!” (Torna a cercare: sotto il tavolo, nell’angolo vicino all’Ometto Verde che rimane impassibile, ancora sotto il tavolo. Nota la bustina, non collega la cosa, fa’ spallucce, si porta lentamente a centro scena) “Niente……!!!!” (Allarga le braccia sbat

tendole nervosamente contro i fianchi: gironzola pensosa per la stanza) “Eppure, quando ho aperto la borsetta c’erano tutte e tre’…..!!!” (Gironzola alcuni istanti, meditabonda, poi….) “E se invece…

l’avessi persa fuori……!?!?” (Si chiede dubbiosa. Poi, decisa…) “Ma nooo….fuori non l’ho aperta la borsetta….!!!” (Ricomincia a girare qualche istante. Si blocca nuovamente) “E invece, si, quan-

do ho preso il fazzoletto…..!!!!” (Si guarda in giro dubbiosa qualche istante poi parte decisa uscen

do da destra) “Controllare non costa nulla…..!!!”

121– L’OMETTO VERDE – (La guarda uscire, poi, meravigliato) “Ma allora e’ ‘o vere….si la

cierca cosi’ ambresse….vuole dire che funziona…..!!!” (Fa’ per alzarsi) “Iamme a vede’ o scurnac-

chiate si…….”

In quel momento, da fuori a sinistra, si odono le voci di Pierina e Mario Tornatore che ri-

entrano in scena.

122– L’OMETTO VERDE – (Si risiede frustrato) “Uh, Gesu’….!! Chiste e’ peggie c’a prucessio-

ne…..!!!”

123– PIERINA – (Rientra in scena da sinistra seguita da Mario Tornatore) “Mi dispiace, Signor

Torn……” (Si blocca: si schernisce leggermente, si corregge) “…..Mario….! Pensavo che Bereni-

ce fosse in camera sua ma evidentemente dev’essere uscita di nuovo……”

124 – MARIO TORNATORE – (Con aria di comprensione) “Oh, non importa, non importa….!! A-

vremo modo di conoscerci sicuramente nei prossimi giorni…….”

124– PIERINA – (Si sono portati quasi a centro scena) “Sicuramente questa sera a cena…..” (Poi,

speranzosa) “Si ferma a cena con noi stasera, vero…..!?!?”

125– MARIO TORNATORE – (Si mantiene sul vago) “Beh….non saprei….Ecco, vede….in gior-

nata avrei da fare alcune commissioni……e procurarmi del materiale, quindi…..”

126– PIERINA – (Lo interrompe) “Quale materiale, Mario…..!?!?”

127– MARIO TORNATORE – (e’ sopra pensiero: di getto) “Da scasso….”

128– PIERINA – (Trasalisce) “Pregoooo….!?!?”

129– MARIO TORNATORE – (Si rende conto di aver fatto una gaffe) “Nooo….e’ un modo di di-

re……!!!” (Si affretta a precisare) “Devo procurarmi materiale illustrativo per convincere alcuni clienti……” nel nostro gergo, lo scasso e’ l’opera di convincimento…..!!!”

130– PIERINA – (Rinfrancata) “Aaaah, ho capito…..!!!”

131– MARIO TORNATORE – (Rinfrancato pure lui) “Ci vedremo semmai domani a pranzo, che

ne dici….??”

132– PIERINA – (Si illumina) “Ma certamente, sara’ un piacere….!! Anche perche’….” (Gli si av

vicina e, schernendosi un po’) “….anche perche’….vede….ecco….quella storia della biancheria in-

tima…..se lei pensa che davvero io abbia il fisico….si potrebbe anche…..” (Piu’ decisa, quasi a con

vincere se’ stessa) “Dopotutto, sono maggiorenne…..!!!”

133– MARIO TORNATORE – (Con convinzione) “Ma certamente…..ma certamente….!!” (Poi,

confidenziale) “Non preoccuparti, cara: io sono specializzato nel convincere….!!” (Le fa’ un

breve cenno di saluto e si avvia uscendo a destra: si ferma un attimo sull’uscita) “Soprattutto a con-

vincere le serrature ad aprirsi….!! Voglio provare con quella di quel Cain: mi sa’ che e’ meno povero di quanto possa sembrare….!!”

134 – PIERINA – (Lo guarda uscire un po’ imbambolata: poi sospira) “Pero’, che uomo affascinan

te…..!!” (Gira qualche istante intorno al tavolo, poi si avvia a sinistra, uscendo) “E chi ci sperava...

…..” (Commenta fra se’) “….chi ci sperava….!!!”

La scena resta vuota per qualche istante: l’Ometto Verde si alza con circospezione, guardandosi at

torno.

135– L’OMETTO VERDE – (Si alza con aria furtiva) “Amme furnite….!?!?” (Commenta fra se’ prendendo il seggiolino e avvicinandosi all’uscita dal fondo: in quel momento, da fuori a destra, si sente distintamente la voce di Cain che sta’ per rientrare)

136 – CAIN – (Da fuori a destra, sta’ parlando con qualcuno) “Ca gou digghe in poo lee a quellu anghesu de Checcu se nu e’ vea…..!!!”

137 – L’OMETTO VERDE – (Si blocca di nuovo) “Manco paa capa….” (Fa’ un rapido dietro front e torna a sedersi: strepita agitato) “Manco paa capaaaa……!!!!”

Un attimo dopo rifa’ il suo ingresso in scena da destra Cain: non e’ da solo. Insieme con lui, c’e’ l’Ispettore Annibbale !!!

138 – CAIN – (Rientra in scena da destra precedendo l’Ispettore Annibbale) “M’ euen fa-a pasa-a pe luccu…..”(Agita con violenza la mano destra davanti alla sua fronte ma proprio sotto il naso del

l’Ispettore Annibbale che si ritrae preoccupata) “…..ma nu-u sun miga, se…..!!!”

139 – L’ISPETTORE ANNIBBALE – (Preoccupata per la mano, lo scosta malamente, sopravan-

zandolo) “Non lo metto in dubbio, buon uomo….non lo metto in dubbio….!!” (Muove con decisio-

ne fino a centro scena incalzata da Cain)

140 – CAIN – (Sempre piu’ infervorato) “E mi…” (La mano riparte andando a battergli sul petto con violenza) “….ho sentiu quande a l’ha ditu de staa atenti ai erbui strani….!!!”

141 – L’ISPETTORE ANNIBBALE – (Gira circospetta per la scena) “Alberi strani, eh…..Staremo a vedere…..!!”

142 – CAIN – (Vorrebbe replicare, poi si guarda attorno: con stupore) “Ma dunde sun aneti tutti…

….!?!?” (Si chiede con meraviglia: va’ fin sull’uscita di sinistra e, a tutta voce) “Checcu….!!! Me-

nega…..!!!! Gh’e’ l’Ispetu-u Canibale ca l’eu parlave…..!!!!” (Si volta verso l’Ispettore Annibbale)

“Ma dunde saian aneti a sbatte, diggu….!” (Poi, ancora a tuta voce verso l’uscita di sinistra) “A l’eu vedde anche Pierina e a seu amiga…..!!!!”

143 – PIERINA – (Fa’ capolino da sinistra visibilmente turbata) “Si, sono qui ma….che cosa succe

de…..!?!?”

144 – CAIN – (A Pierina, d’impeto, indicando l’Ispettore Annibbale) “Amia ‘n po, che chi gh’e’ l’Ispetu Canubale cu l’eu parlate…..a prupoxitu di Marsien…..!!!”

145 – L’ISPETTORE ANNIBBALE – (Stava curiosando girando intorno all’Ometto Verde che sta

vistosamente trattenendo uno starnuto: si volta verso di loro) “Annibbale, prego: mi chiamo Annib-

bale……”

146 – L’OMETTO VERDE – (Disperato) “Ista scuorfana tiene quarcosa addosse che me da’ o pruri

te o-o nase….!!!”

147 – L’ISPETTORE ANNIBBALE – (Si volta nuovamente verso l’Ometto Verde) “Ispettore Capo della Squadra Mobile……”

148 – PIERINA – (In ambasce) “Si ma….si puo’ sapere cos’e’ successo…..!?!?” (Si volta verso l’u-

scita) “Mamma…papa’….venite, per favore, c’e’ la Polizia…..!!”

149 – L’ISPETTORE ANNIBBALE – (Si volta contemporaneamente verso Pierina) “Dica il mio nome, mi conoscono gia’……”

150 – L’OMETTO VERDE – (Mentre sia Pierina che l’Ispettore guardano verso l’uscita di sini-

stra, non riesce piu’ a trattenersi e starnutisce con violenza) “Etciuuuuu’…..!!!”

151 – PIERINA – (Voltandosi di scatto) e L’ISPETTORE ANNIBBALE – (Sorridendo un po’ sor-

presa dalla violenza dello starnuto, L’UNA ALL’ALTRA, CONTEMPORANEAMENTE) “Salute….

….!!!!” (Rimangono a fissarsi un momento interdette)

152 – L’OMETTO VERDE – (Decisamente seccato) “A sorate….!!!”

Pierina e L’Ispettore Annibbale si guardano stupite per un momento, poi il loro sguardo si rivolge su Cain.

154 – CAIN – (Scatta come una molla, inviperito) “Ou nuu, ou nuu, u l’e’ stetu l’erbu….!!” (Si sen-

te guardato male da entrambe che lo stanno avvicinando: precisa concitato) “A stranua-a….u l’e’ stetu l’erbu, mi l’ho vistu…..!!!”

155 – PIERINA – (Desolata) “O cielo, mi madre ha contagiato pure lui…..!!”

In quel momento, da sinistra, entra in scena come una furia Menega, agitatissima.

156 – MENEGA – (Irrompe in scena da sinistra) “Pierine, figlie mie, che c’e’, che succede….??”

157 – PIERINA – (Si gira verso di lei e cerca di calmarla) “Ma niente, mamma, niente…..la signo-

ra….” (Indica l’Ispettore Annibbale) “…..voleva parlarci a proposito di……”

158 – MENEGA – (L’interrompe di getto) “I Merzieni…..!!!! Li ha visti enche lei …..!!!” (Scatta verso il quadro votivo, accende la candela, si fa’ il segno della croce e comincia a pregare) “Sant’

Entonio Ebbete bello che succede nu mecello…..Pedre Pio de Pietrelcine evitete ste’ rovine…..!”

159 – L’ISPETTORE ANNIBBALE – (Le si avvicina con fare rassicurante) “Suvvia, signora…..!!

Anche se si tratta effettivamente di creature extraterrestri, non e’ detto che abbiano cattive intenzio-

ni…….”

160 – L’OMETTO VERDE – (A mezza voce, rivolto al pubblico) “Ma quanne maie…ie me ne vo-

glie i-i’…..!!!” (Fa’ il gesto con la mano di chi se la vuole squagliare in fretta)

161 – L’ISPETTORE ANNIBBALE – (Prende Menega sottobraccio e l’accompagna a centro sce-na) “Anche il signor Caino….” (Lo indica con la mano) “….sembra abbia avuto un incontro ravvici

nato con loro, ma……”

162 – MENEGA – (Sgrana gli occhi: agitatissima) “Cheine….hei viste i Merzieni…..!!”

163 – CAINO – (Non sa’ che dire) “Ma mi…..viamenti ho sulu incuntrou n’erbu cu m’ha ciegou u picossu…..!!!”

164 – MENEGA – (Completamente fuori) “Hei viste i Merzieni…..hei viste i Merzieni…..!!!”

165 – PIERINA – (Cerca di farla ragionare) “Ma no, mamma, e’ solo che…..”

166 – MENEGA – (Ha gia’ raggiunto l’uscita di sinistra: a tutta voce, verso l’interno) “Checche…

Checche…..ci sono i Merzieni…..!!! Enche Cheine li e’ viste…..!!!!”

167 – PIERINA – (La prende sottobraccio, la riporta a centro scena) “Ma dai, mamma, calmati…!

Si tratta soltanto di ipotesi….!!”

168 – MENEGA – (Sempre piu’ infervorata) “Mecche’ potesi e potesi: sono Merzieni….!! Cheine li e’ viste…..!!!” (Si gira di scatto verso sinistra) “Checche….Checche….Cheine he viste i Merzie-

ni……!!!”

In quel momento, da sinistra, rifa’ il suo ingresso in scena Checcu: ha la pipa in mano, cammina barcollando leggermente, ha il cappello di sghimbescio, la camicia fuori dai calzoni, gli occhi as-

senti ed uno strano sorriso ebete dipinto in faccia.

169 – MENEGA – (Si gira di scatto verso di lui)  “Checche, Checche, Cheine he viste i Merzieni…

….” (Lo inquadra, si blocca) Checche, ti senti mele……!?!?”

170 – CHECCU – (Avanza barcollando) “Mele….peie….bricocali…..!!!” (Fa’ una risatina isterica

“Hihihihihiiiiiii…..!!!!”

171 – PIERINA – (Si precipita verso di lui, preoccupatissima) “Papa’, papa’, che ti succede…..!!”

172 – L’ISPETTORE ANNIBBALE – (E’ avanzata anche lei verso Checcu che nel frattempo e’ sta

to fatto sedere alla sedia di sinistra del tavolo.Annusa piu’ volte l’aria) questa e’…..” (Annusa ancora) “…..cannabis indica….!!!!”

173 – PIERINA – (Non capisce) “Vale a dire….!?!?”

174 – L’ISPETTORE ANNIBBALE – (Perentoria)  “Marjuana….!!”

175 - PIERINA – (Incredula) “Marjuana….!?!?” (Fa’ una risatina isterica) “Nooooo….non ci cre-

do……!!!!”

176 – MENEGA – (Piccatissima) “Tu…..!!!” (Lo indica con disprezzo) “Ti droghe….!!! E poi sie-

mo NOI…..” (Rafforza la parola alzando il tono della voce e indicando nel frattempo Cain e L’Is-

pettore Annibbale) “…..che siemo fuori perche’ vedieme i merzieni….!!!”

177 – CHECCU – (Completamente in palla) “I marsien….l’e’ vea….!!” (Indica l’Ometto Verde che osserva stranito) “….l’Omettu Verde…..cu fa’ da erbu….prima sensa balle….poi ghe spunta e bal-

le……!!” (Prorompe in un’altra risata stridula) “Hihihihihhihiiii……!!!!”

178 – L’OMETTO VERDE – (Trasecola) “Hue, scurnacchiate, statte accuorte…..!!!”

179 – L’ISPETTORE ANNIBBALE – (Meravigliata, rivolta a Menega) “Ma e’ inaudito…..!!! Si-

gnora, da quanto tempo suo marito fa’ uso di sostanze stupefacenti…..!?!?”

180 – PIERINA – (Si avvicina ad Annibbale) “Signora, ma per carita’….!!! Mio padre non sa’ nem-

meno cosa sono le sostanze stupefacenti…..!!”

181 – L’ISPETTORE ANNIBBALE – (Con un sorriso ironico) “A no, eh…!?!? Staremo a vedere..…!!”

182 – PIERINA – (Sbuffa piccata) “E allora perquisisca la casa, vediamo cosa trova….!!”

183 – L’ISPETTORE ANNIBBALE – (Decisissima, comincia a guardarsi intorno scostando i mo-

bili e tutto quello che c’e’ intorno) “E’ quello che intendo fare, ovvio….!!”

184 – PIERINA – (Allarga le braccia, girando intorno preoccupata) “Ma non e’ possibile….non e’ possibile…..!!!” (Rivolta a Menega) “Mamma, chiamiamo un medico, che e’ meglio….!!”

185 – MENEGA – (Completamente fuori dal seminato) “Ma che mediche e mediche….” (Indica Checchu, sempre in stato confusionale) “E’ lu dievele…..lu demonie…..!!!”

186 – L’ISPETTORE ANNIBBALE – (Si rialza da sotto il tavolo con la bustina in mano) “Macche

diavolo e diavolo…..” (Annusa la bustina, poi rivolta a Pierina e Menega) “E’ la droga: marjuana...

….!!!”  (Si rivolge minacciosa a Checchu) “Allora, da quant’e’ che facciamo uso di droga….!?!? Poi altro che vedere i Marziani, qui…..!!!”

187 – CHECCU – (Le regala un sorriso ebete) “Sciiii…..i Marsien….sun chi che ballen….in scia toua…..!!!” (Si alza in piedi e si mette a girare in tondo cantando) “Feila bala-a ca l’e quella de peie, feila bala-a che de peie a ghe n’ha…..!!!”

188 – MENEGA – (Disperata, comincia a sua volta a ballargli in giro) “Gesu’ mio….fatele fermare…..e’ indemoniete….e’ possedute…..!”

189 – CAIN – (Che sta’ osservando divertito tutta la scena, si avvicina a Checcu)  “Pero’, Checcu, tiu se-e che tie na bella uxe….!?!? Tie mai pensou a ana-a a canta-a in sciu seriu…….!?!?”

190 – PIERINA – (Agitatissima, cerca di fermare il padre) “Cain, ma per favore….!!!” (Abbranca il padre e lo riporta a sedersi ) “Su, papa’, stai calmo, eh….!!” Adesso chiamiamo un medico…..”

191 – L’ISPETTORE ANNIBBALE – (Si avvicina con passo austero) “E no, signorina bella: ades-

so chiamiamo una volante…..”

192 – CHECCU – (Ancora in trance) “Uuuuuhhhh……a vulante…..!!! Anemu in scia lun-a…..!!”

193 – PIERINA – (Cerca ancora di rabbonirlo) “Papa’, ti prego……!”

194 – CHECCU – (La ignora: guarda estasiato l’Ispettore Annibbale che lo sta’ a sua volta squa-

drando bieca)  “Ti me porti in scia lun-a….!?!?” (Gli chiede completamente suonato) “Che bellu, nu ghe sun mai stetu……” (Si alza in piedi e va’ a braccia aperte verso di lei) “ma tie na stella, la-

scite abrasa-a…..!!” (La cinge con le braccia e lei si divincola a stento) “Euggiu date in baxiu….!!”

(Comincia a sbacciucchiare l’aria protendendosi verso il viso dell’Ispettore, trattenuto a stento da

Pierina,  che si ritrae con un moto di disgusto)

195 – PIERINA – (Cerca vanamente di trattenerlo e di calmarlo) “Papa’, calmati, stai fermo…!!!”

196 – L’ISPETTORE ANNIBBALE – (Si ritrae con un moto di disgusto, poi, a tutta voce) “Portate

lo via…..portatelo viaaaaa…….!!!!!!!”

197 – CAIN – (Rivolto a Menega che assiste affranta, con un sorriso ebete) “Belandi, Menega, ti ei

vi propriu raxiun: sei propriu gente da spetaculu…..!!!”

198 – MENEGA – (Non lo considera: e’ gia’ scattata verso il quadro votivo, continuando a farsi il segno della croce) “Gesu’ Merie….Gesu’ Merie…..!!”

199 – PIERINA – (Prende il padre sottobraccio e lo accompagna all’uscita di destra) “Coraggio, dai, che andiamo in ospedale…..”

200 – L’ISPETTORE ANNIBBALE – (Scatta a sua volta dietro di loro, furibonda) “In Questura, altro che ospedale…..in Questuraaa…..!!!”

201 – CAIN – (Li guarda uscire, poi, rivolto a Menega) “Menega, ti nu ti vee in po a vei cose……”

202 – MENEGA – (Non lo sente: continua a segnarsi e a sparare giaculatorie) “Sen Frencesche be

nedette, rimediete a lu difette…..!! Sante Vite e Sante Entonie, fete uscire lu demonie…..!!!”

203 – CAIN – (Scrolla le spalle, poi si avvia a destra anche lui) “Mi invece ghe vaggu e cumme in poo a vei…..me sa che ghe seggie ancun da rie-e…..!!!”

Restano in scena L’Ometto Verde, fermo impassibile al suo posto, e Menega che continua a prega-

re ardentemente sottovoce sotto il quadretto votivo. All’Ometto Verde, pero’, sta’ tornando il pizzi-

core al naso ………!!

204 – L’OMETTO VERDE – (Tenta disperatamente di trattenere lo starnuto)  “Madonna mia….!!

Madonna bello o’ Carmene….!!!” (Si strofina disperatamente il naso con la mano) “Gesu’ Santisse

me….!!!”

205 – MENEGA – (All’improvviso, a tutta voce) “Amen….!!!”

206 – L’OMETTO VERDE – (Trasecola, la guarda, si strofina nuovamente il naso che e’ tornato a prudere in maniera pressante, poi, a voce un po’ piu’ alta) “Gesu’ Santissime….!!”

207 – MENEGA – (Infervorata, a tutta voce) “Amen…..!!!!”

208 – L’OMETTO VERDE – (Sorpreso, si gira verso la platea) “Voi vede’ che funziona….!?!?” (Si ristrofina disperatamente il naso, poi, a tutta voce) “Gesu’ Santissime…..!!!”

209 – MENEGA – (A tutta voce) “Amen…..!!!!”

210 – L’OMETTO VERDE – (Parte lo starnuto tanto agognato, potentissimo) “Etciuuuuu….!!!!”

211 – MENEGA – (Sempre mistica, distrattamente) “Selute….!!”

212 – L’OMETTO VERDE – (Di rimando) “A sorate….!”

213 – MENEGA – (Riprende a pregare per qualche istante: si blocca di colpo, alza la testa di scat-

to, rimane immobile ancora un attimo poi si alza e si avvicina con circospezione all’ Ometto Verde al quale, nel frattempo, e’ ricominciato a prudere il naso. Lo guarda attentamente per un lungo at-

timo, poi fa’ spallucce e ritorna davanti al quadro votivo, commentando appena) “Boh….!!”

214 – L’OMETTO VERDE – (Rimane piu’ fermo che puo’, osservando Menega che, dandogli le spalle, ha ricominciato le sue giaculatorie, si gratta violentemente il naso a piu’ riprese, poi si de-

cide: rivolto alla platea) “Me n’agge a ii….!!!” (Si alza con circospezione, prende il seggiolino e fa

per avviarsi verso il fondo, ma lo starnuto esplode violentissimo) “Etciuuuuuuu…..!!!”

215 – MENEGA – (Distrattamente, senza voltarsi) “Selute….!!!”

216 – L’OMMETTO VERDE – (E’ quasi sull’uscita del fondo, senza pensarci) “A sorate….!!”

217 – MENEGA – (Scatta in piedi di colpo, ancora senza voltarsi: stupefatta) “Eeehhh…..!?!?”

218 – L’OMETTO VERDE – (Si blocca di colpo, spalle alla platea, con le braccia spalancate, ma-

ledicendo se’ stesso per la sua maldestria) “Mannaggia…..!!!!”

219 – MENEGA – (Si volta di colpo, lo vede, urla) “Ahaha….!!”

220 – L’OMETTO VERDE – (Si volta quasi contemporaneamente: lascia urlare Menega, poi, a sua volta, facendo una smorfia feroce) “Ahahhahhhahhha………!!!!!!”

221 – MENEGA – (Sgrana gli occhi) “Lu merziene…..!!!!!” (Terrorizzata, correndo verso l’uscita di sinistra) “Aveve regione Cheine, l’elbere e’ lu merziene……!!!!”

222 – L’OMETTO VERDE – (Aspetta che Menega sia uscita, poi) “Iii, sta pazza feroce: me faceva muri’…..!!” (Esce precipitosamente dal fondo, starnutendo ferocemente, rientra, posa l’albero, si ferma un attimo, starnutisce ancora violentemente) “L’agge ditte subbito c’aveve a passa’ nu guaie.

……!!!” (Smoccola agitato, uscendo poi dal fondo continuando a starnutire)

La scena rimane vuota alcuni istanti, poi, da destra, fa’ il suo ingresso in scena con aria indifferen-

te Mario Tornatore: ha con se’ un borsone che pare piuttosto pesante.

223 – MARIO TORNATORE – (Entra da destra con aria indifferente, fischiettando. Si guarda un attimo attorno) “Nessuno: bene…!” (Lo sguardo gli cade sull’albero di Natale) “Gli han tolto le pal

line…..strano….” (Fa’ spallucce, si dirige al tavolo, ci appoggia il borsone, lo apre e comincia a rovistarci dentro) “Allora, vediamo….piede di porco: c’e’……grimaldello: c’e’…..bomboletta sopo

rifera: c’e’…..transistor per isolare eventuale allarme elettronico: c’e’…….” (Rovista ancora qual-

che attimo nel borsone, poi, pensoso) “Mi manca un cacciavite a stella grande……” (Rimugina an-

cora qualche attimo, poi fa’ schioccare le dita indicando a sinistra) “Di la’….ce n’era uno” (Si av-

via uscendo da sinistra) “……poggiato proprio sulla mensolina….”

Un attimo dopo, dal fondo,  rifa’ il suo ingresso in scena l’Ometto Verde con il suo seggiolino.

224 – L’OMETTO VERDE – (Rientra in scena riprendendo posizione) “Meno male, ueh….” (Tira con il naso) “Credeve de non furni’ chiu’…..!!!” (Rifa’ lo scambio con l’albero, sta’ per sedersi, no

ta il borsone) “E chille che e’….!?!?” (Si avvicina, comincia a rovistarci dentro: fa’ spallucce) “E’ a borsa du carpentiere….” (Trasalisce) “Ma chiste….” (Tira fuori qualcosa: la guarda estasiato)

“Chiste e’ nu tranzistor…..!!” (Si illumina) “Quelle che serve pe ripara’ l’astrunave…..!!!” (Si sento

no dei rumori provenienti da destra: allarmato, ributta il transistor nel borsone e riguadagna lasua

posizione) “Famme assetta’ che e’ meglie……!!”

Dopo un istante, da destra, fa’ il suo ingresso in scena a passo spedito, piuttosto rabbuiata, Bereni-

ce.

225 – BERENICE – (Fa’ il suo ingresso da destra, scurissima in volto) “Macche’, chissa’ dov’e’ fi

nita….!!!” (Si ferma a centro scena: poggia le mani sul tavolo) “Accidenti….bel guaio, pero’ !!” (Si siede al centro del tavolo) “Adesso per riuscire ad arrivare a destinazione, mi mancano ancora due-

centomila lire…..” (Resta un attimo pensosa, poi si alza e, uscendo da sinistra) “Dovro’ fregarli a quella stupida di Pierina, non c’e’ altra soluzione……..”

La scena rimane ferma qualche attimo. Poi, l’Ometto Verde si alza e si dirige nuovamente verso il borsone.

226 – L’OMETTO VERDE – (Si rituffa nel borsone, riprende il transistor) “Vedimme nu poco….”

(Lo osserva con attenzione) “Nu me serve tutte o blocche…..” (Traffica abilmente alcuni istanti, staccando un minuscolo pezzetto) “Ecche…’o vede…..me basta isse e poi……” (In quel momento sia dal fondo che da sinistra si odono rumori di gente che rientra in scena) “Madonna mia….!! “

(Si mette in tasca il pezzo trafugato e corre a sedersi al suo posto) “Nu me stanne a lassa’ in pace nu mumente…..” (Allarga le braccia desolato) “Chista nun e’ vita….!!!”

227 – MARIO TORNATORE – (Sta’ rientrando dal fondo: canticchia) “La la laaa…lalala…”

228 – BERENICE – (Sta’ rientrando da sinistra, smoccola) “Ma dove diavolo sono andati a finire tutti quanti….!! E quella stupida ragazzotta, poi…..”

Rientrano in scena contemporaneamente, ritrovandosi quasi faccia a faccia a centro scena. Si bloc-

cano di colpo entrambi, si guardano trafelati, poi…

229 – MARIO TORNATORE e BERENICE – (Increduli, contemporaneamente) “Tuuuu……!?!? Quiiii……!?!?!?” (Scattano l’uno verso l’altra: ancora insieme) “Ma che ci fai qui…..!?!?” (Si a-

corgono di parlare a voce molto alta: ancora insieme, uno all’altro) “Ssssscccctttt…..pianoooo…...

……!!!!! Vuoi che mi scoprano…..!?!?” (Si rianno, si guardano ancora senza sapere che dire o che fare, limitandosi ad agitare le mani, agitatissimi, l’uno verso l’altra sotto lo sguardo interdetto del-

l’Ometto Verde)

230 – L’OMETTO VERDE – (Con l’aria di chi ha capito tutto) “Ma allora chisti, acca’, vonno fa’ ‘o mariuole assieme…..!!!”

231 – MARIO TORNATORE – (A Berenice, dirigendosi a sedersi al lato di destra del tavolo) “Ac-

cidenti, mi venisse un colpo se avrei mai immaginato di trovarti in un buco come questo……!!”

232 – BERENICE – (Andando a sua volta a sedersi a centro tavolo) “E figurati io se immaginavo di trovarci te….!!!”

233 – MARIO TORNATORE – (Segue il filo dei suoi pensieri) “Proprio tu, abituata ai grandi alber

ghi ed alle suite di lusso…..” (Rivolto a Berenice) “Vacche magre, eh….!!”

234 – BERENICE – (Fa’ spallucce) “Che vuoi, mica e’ sempre domenica….” (Poi, maligna, rivol-

ta a Tornatore) “E tu, piuttosto, col tuo colpo da quattordici miliardi….!?!?”

235 – MARIO TORNATORE – (Gli si spegne il sorriso: con una smorfia……) “Anche per me e’ ar

rivato il lunedi’…..”

236 – BERENICE – (Gli restituisce la pariglia) “Tempi grami, eh ……!!”

237 – MARIO TORNATORE – (Gli risponde con un grugnito.Poi……) “Ma piuttosto, cosa sei ve-

nuta a fare fin quassu’..?? Cosa speri di ottenere….??”

238 – BERENICE – (Trafelata) “Non dirmi niente, guarda…..!! Stavo per piazzare un colpo memo-

rabile quando il nuovo capo della Mobile….Ispettore Annibbale, si chiama….” (Spiega con enfa-

si) “Non e’ una donna, e’ un autentico cane mastino, rognosa come pochi….” (Commenta alzandosi in piedi) “Per poco non mi mette il sale sulla coda…..” (Passeggia lentamente avanti e indietro lun-

go il perimetro del tavolo) “Avevo bisogno di sparire per un po’; ho beccato la figlia di ‘sta coppia di trogloditi, un’autentica gonza, e mi sono fatta rimorchiare fino qui. Ho recuperato un po’ di roba e l’ho venduta: se riesco a piccionare ancora qualche lira alla fanciulla, sparisco oltre frontiera…..”

(Si risiede) “Almeno finche’ non si calmano le acque o non sparano alla Annibbale…..!!!”

239 – MARIO TORNATORE – (Ridacchia sornione) “Ha fatto male anche a te la Annibbale, vedo.

….” (Poi, serio) “Io son dovuto schizzare via di corsa prima di finire in galera: mi ha scoperto la se-

ra prima che facessi il colpo….!!!” (Allarga le braccia sconsolato) “Sono capitato qui per caso con solo i pantaloni addosso, ho sentito che aspettavano un produttore per un contratto ed ho pensato di approfittarne per crearmi una credibilita’. Nel frattempo….” (Indica il borsone) “…..mi sono procu-

rato il necessario per visitare la casa del loro amico col morbo di Parkinson alla mano…..” (Agita per un attimo la mano destra scimmiottando Cain) “…..dopo di che’, intendo sparire anch’io il piu’

velocemente possibile oltre frontiera….”

Rimangono un attimo in silenzio, poi…….

240 – BERENICE – (IN apprensione) “Si ma adesso….cosa facciamo…?” (Mario Tornatore fa’ segno con la testa di non capire) “Voglio dire…..qui, come ci comportiamo….!?!?”

241 – MARIO TORNATORE – (Con ovvieta’) “Semplice, come se ci incontrassimo per la prima volta….!! Proseguiamo ognuno per conto nostro e una volta raggiunto lo scopo, spariamo ognuno per la sua strada….” (Fa’ una breve pausa, poi rafforzando le parole) “Ognuno per conto proprio..”

242 – BERENICE – (Fa’ spallucce) “Se lo dici tu……” (Poco convinta. Fa’ una pausa, poi, ripren

dendosi) “Comunque, adesso, e’ meglio sparire: se ci beccano a parlare insieme le tue intenzioni di fare lo gnorri vanno a farsi benedire…..!!”

243 – MARIO TORNATORE – (Si alza di scatto) “E’ vero….!!! Tu dove stavi andando….??”

244 – BERENICE – (Allarga le braccia) “Ma niente….cercavo Pierina, ma qui pare che siano spari

ti tutti…!!!”

245 – MARIO TORNATORE – (Deciso) “Va bene, senti: torna di la’ ad aspettare Pierina….” (Indi

ca l’uscita di sinistra) “….io controllo il borsone e sparisco in camera mia. Ci vediamo poi a cena, per la presentazione ufficiale….!!!”

246 – BERENICE – (Fa’ un cenno affermativo con il capo) “D’accordo….” (Si alza e si avvia a si-

nistra: uscendo, ridacchia) “Pero’, com’e’ piccolo il mondo……”

247 – L’OMETTO VERDE – (A mezza voce) “Chiste ‘o dice tu….prova nu poco a girarle tutte…!!”

248 – MARIO TORNATORE – (Ricontrolla gli attrezzi nel borsone) “Bene, pare che ci sia tutto….

E domani, partiamo all’attacco…..!!!” (Sentenzia prendendo il borsone e uscendo a sinsitra. Ad alta

Voce, fra se’……) “Eppure un cacciavite a stella grosso….ero sicuro di averlo visto in giro, acciden-

ti…….”

249 – L’OMETTO VERDE – (Lo lascia uscire, poi, sornione, tira fuori un cacciavite da dietro la schiena) “E no, belle e papa’….chiste, serve a me…..!!!”

L’Ometto Verde si alza di scatto, compie l’inversione con l’albero, fa’ per uscire dal fondo ma si blocca

250 – L’OMETTO VERDE – (Fa’ un brusco stop, si gira, torna indietro) “Nu mumente….” (Si stacca una delle palline che ha addosso e la rimette sull’albero) “O scurnacchiate e’ fesse…..” (Ne stacca un’altra e la rimette sull’albero) “A mugliere e fore e capa…..” (Ripete l’operazione con una terza pallina) “Ma chilla scuorfana ,‘a surdatessa….” (Rivolto alla platea) “Chilla…..nun me piace….!!” (Guarda l’albero) “A cussi’….sta’ chiu’ buone…..” (Esce dal fondo) “Iamme a fatica’..

Passano alcuni istanti e, da sinistra, rifa’ il suo ingresso in scena Menega; e’ armata di mattarello.

251 – MENEGA – (Rientra in scena da sinistra tenendo la forca spianata e si avvicina all’albero con aria bellicosa) “Adesse vedieme se e’ vere che sei ‘nu merziene……” (Si avvicina a pochi pas-

si, poi, sempre tenendo il matterello e agitandolo a scatti verso l’albero) “Merziene…..!” (Chiama a gran voce) “Merzieneeee……!!!” (Replica a voce ancora piu’ alta: non ottiene alcuna risposta. Rimane un attimo ferma in silenzio, interdetta. Alza minacciosamente il mattarello verso l’alto, poi)  “MER…ZIE…NE……!!!!!” (A tutta voce, sillabando quasi le parole: ancora nulla) “Perche’ non respondi…..!?!?!?” (Chiede quasi isterica agitandogli contro la mano libera: ancora nulla. Fa’ spallucce) “Perlera’ un’eltra lingua….” (Si gira di scatto muovendo per uscire a sinistra) “Femme endere un po’ a vedere……”

Menega e’ appena uscita di scena che, dal fondo, riappare in scena l’Ometto Verde

252 – L’OMETTO VERDE – (Entra in scena dal fondo con passo deciso) “Famme vede’ na cosa...

…..” (Esce da destra) “Nun se sa’ maie……!!”

Un attimo dopo, da sinistra, riappare in scena Mario Tornatore

253 – MARIO TORNATORE – (Riappare in scena da sinistra, anche lui a passo veloce) “Eppure sono sicuro che c’era…..!!!” (Esce dal fondo decisamente contrariato) “Giu’ di sotto c’era il male-

detto cacciavite a stella….!!!”

Ancora qualche istante e da destra rientra in scena l’Ometto Verde.

254 – L’OMETTO VERDE – (Rinfrancato) “Meno male, ‘o spazio pe o decolle nun manca….!!” (Esce dal fondo: rientra trafelato dopo qualche istante) “Madonna ‘o Carmene: o mariuolo….!!!!” (Prende l’albero, lo porta fuori dal fondo ma rientra precipitosamente un attimo dopo)

“Sta gia’ a sali’, mannaggia….!!!!” (Si guarda un attimo intorno, posa l’albero e si rannic-

chia davanti a lui)

Un attimo dopo, dal fondo, rifa’ il suo ingresso in scena Mario Tornatore, seccatissimo……

255 – MARIO TORNATORE – (Rientra dal fondo, sacramentando) “Eppure c’era, accidenti….so-

no sicuro che c’era…..!!!!” (Gli cadono gli occhi sull’albero. Si blocca stranito, si stropiccia gli oc-

chi: scrolla la testa) “Aaahhh…..la tensione mi sta’ giocando davvero dei brutti scherzi: invece di un albero, ne vedevo due….!!!”

Riprende la sua marcia verso l’uscita di sinistra, a passo spedito: a centro scena incontra Berenice che, nel frattempo, e’ uscita da sinistra anche lei di buona lena e sacramentando

256 – BERENICE – (Esce di scena da sinistra) “Non posso averla persa tanto lontano: fammi dare un’occhiata giu’ di sotto……”

Si incontrano a centro scena, si fermano, si guardano.

257 – MARIO TORNATORE – (Ride maligno: la apostrofa) “Anche tu alla ricerca delle cose per-

dute, eh…..!!!”

258 – BERENICE – (Gli risponde in malo modo) “Ma va’ via, stupido…..!!!”

Berenice riprende la sua marcia spedita, uscendo di scena dal fondo: Mario Tornatore rimane fer-

mo a guardarla uscire.

259 – MARIO TORNATORE – (Ridacchia scrollando leggermente il capo) “Permalosa come una vecchia zitella…..!!” (Fa’ una pausa) “Peccato: e’ un gran bel pezzo di figliola….!!!” (Fa’ per an-

dare verso il fondo: si muove nuovamente, fissa l’Ometto Verde che rimane accosciato impassibile davanti all’albero di Natale) “Pero’…..” (Si stupisce con se’ stesso) “……sembrano davvero due..

….!!!” (Si muove con passo spedito, uscendo da sinistra)

L’Ometto Verde si alza lentamente, si dirige con circospezione verso il fondo, esce parzialmente di scena guardando oltre per alcuni secondi, poi si gira e torna verso il centro scena.

260 – L’OMETTO VERDE – (A centro scena: batte le mani sconsolato) “Pure isse giu’ abbasce….

E che ce sta’, o rosolie…..!!!!”

In quel momento, da sinistra, si sente chiaramente la voce di Menega che sta’ rientrando in scena blaterando parole incomprensibili.

261 – MENEGA – (Da fuori scena a sinistra) “Ochen….manem….camam….tubab….!!!”

262 – L’OMETTO VERDE – (Trasalisce) ….a fora e capa….!!!!”

263 – MENEGA – (Si sta’ avvicinando: a voce piu’ alta) “Ochen ….manem….camam….tubab…!”

264 – L’OMETTO VERDE – (Si guarda attorno disperato, poi, alla platea) “E mo, ie, n’do vaghe..

….!!!!”

265 – MENEGA – (E’ praticamente in scena) “Ochen….manem….camam….tubab….”

266 – L’OMETTO VERDE – (Agitatissimo) “Eeehhhh….!!” (Agitando le mani verso l’uscita di si-

nistra) “Tuo nonne…..!!!!!” (Esita ancora un istante e si lancia sotto il tavolo) “Famme sta’ acca’, che e’ meglie…..”

Un attimo dopo, da sinistra, entra in scena Menega: ha uno strano copricapo ed una grossa cande-

la accesa in mano.

267 – MENEGA – (Entra in scena continuando le sue litanie, muove con passo marziale e cadenzato verso l’albero) “Ochen……manem…..camam…..tubab….!!!” (E’ di fronte all’albero: agita convulsamente la candela)“Ochen….manem…..camam….tubab….!!!!” (Urla agitandosi convulsamente. Non ottiene nessuna risposta) “Merziene….perche’ non risponde…..!!!!” (Grida allungando una terribile manata verso l’albero di Natale che vacilla pericolosamente) “Disgreziete, perche’ non responde…..!!!!”

268 – L’OMETTO VERDE – (Si e’ seccato: esce da sotto il tavolo e, a tutta voce, allargando le braccia) “Pecche’ sto’ acca’, no a la’…..!!!”

268 – MENEGA – (Grida, , si gira di scatto, lo vede) “Medonne mie….!!”(Geme quasi: poi, portandosi una mano alla bocca, grida) “Medonne mieeee…..!!!!”

269 – L’OMETTO VERDE – (La guarda interdetta: poi…) “Embe’….!?!? Nun so’ buone, nun te piace…!?!?”

270 – MENEGA – (In panico completo) “li Merziene…..!!!” (Scatta verso l’uscita di si-

nistra uscendo di corsa, gridando a tutta voce) “li Mrzieneeeee……!!!!!”

271 – L’OMETTO VERDE – (La guarda uscire, stupitissimo) “Nun so….prine, vulive a tutte coste vede’ nu marziane……” (Si dirige verso l’angolo con l’albero) “a mo’ che me vulive presenta’…..”

(Prende l’albero) “……scappe vie cumme si l’avesse muorza nu serpente….” (Allarga le braccia sconsolato, uscendo dal fondo) “Sti terrestre…..valli a capi’…..!!!”

                    - S I P A R I O -

   

     

  

     

   

  

 

-TERZO ATTO –

La scena e’ rimasta praticamente invariata: si sono aggiunte soltanto alcune posate sul tavolo, se-

gno evidente che si sta’ apparecchiando la tavola.

Il sipario si apre con Checcu e Menega nell’angolo vicino all’albero di Natale che stanno discuten-

do animatamente.

1 – CHECCU – (Afferra l’albero per la punta, scuotendolo) “Nu…nu….nu….!!” (Rivolto alla mo-

glie) “U l’e’ n’erbu….de pin….piggiou in tu boscu de simma…..!!!” (Indica agitato l’uscita di de-

stra: poi, a tutta voce) “U nu parla, u nu canta, u nu cria…..!!!!”

2 – MENEGA – (Altrettanto agitata) “Non e’ vere….!!! Quendo tu non c’ere, l’elbero e’ perleto, s’e’ elzeto e he gridete….!!!!” (Punta l’indice accusatore verso il marito: a muso duro) “Tu non lo vede perche’ ti droghi…..!!”

3 – CHECCU – (Strabuzza gli occhi) “Ah, saieva MI….” (Si indica, rafforzando la parola alzando il tono della voce) “…che me drogu….!!!” (Rimane un attimo in imbarazzo, cercando le parole giu-

ste per replicare, poi mette le mani sui fianchi e, dritto in faccia alla moglie) “E se mai nu sun l’uni

cu, vanni…..!!!” (Si allontana verso il tavolo: si scuote le mano davanti alla fronte

4 – MENEGA – (Arrabbiatissima, lo insegue) “Te droghi….te droghi…..!!” (Gli urla quasi in un o-

recchio, facendolo sobbalzare) “L’henne dette enche in ospedele….fei use di canapiz ibbeca…..!!!”

5 – CHECCU – (Si gira di scatto, decisamente seccato) “Ti nu ti n’ee de bezeugnu: tie feua za’ de teu…..!!”

6 – MENEGA – (Lo vede visibilmente alterato: preferisce non replicare. Fa’ spallucce ed esce da sinistra, mugugnando) “Chenepiz ibbeca…che porcherie…..!!”

7 – CHECCU – (Rimane ad armeggiare intorno al tavolo, finendo di disporre le posate per cinque persone) “Mariann-a, an ditu….” (Rimuggina fra se’, scurissimo) “Chissa’ che razza de rumenta a l’e’…..!!!” (Scrolla le spalle) “Chissa’ cumme l’ho pigia, poi….!!!” (Si chiede perplesso, continuan

do il suo lavoro. Sempre fra se’) “Mi diggu ca l’ea in tu tabaccu….” (Riflette ancora) “U fava trop-

pu ouduu de incensu….” (Si blocca: alla platea, mettendo avanti le braccia) “Ah, ma oua basta eh..

….!!! (Poi, categorico) “Mai ciu’ a pippa, eh: MAI…CIU’….!!!!” (Sillaba le parole a tutta voce. Ri

prende il suo lavoro) “M’an tratou cumme in delinquente, attru che micce: se nu gh’ea pe a Pierina, a st’ua me vegniven a treua a Marasci…..!!!!”

8 – MENEGA – (Rientra da sinistra: ha in mano un cesto con del pane: entrando, al marito) “Enco

re qui stei….!!!” (Lo riprende: sbuffa e comincia a disporre il pane sul tavolo) “Sbrigheti che fre diece minute errivene gli eltri…..!!!!”

9 – CHECCU – (Sacramenta fra se’) “E scie, oua anemmu a cottimu….” (Gli cade lo sguardo sui panini gia’ in tavola) “Ancun stu panussu….ma nu ghe n’an propriu atru…..!?!?”

10 – MENEGA – (Scrolla le spalle) “E che ti lementi….e’ peese tuo miche mio….!!!” (Ha finito di disporre il pane: si volta per riportare il cesto uscendo da sinistra. Si ferma sull’uscita, squadra il marito dall’alto in basso e, prima di uscire) “E Beri henne inventete un nuove tipe di pene che…..”

(Agita il braccio facendo una smorfia che promette faville) “Ti recchemende…..!!!”

Escono entrambi da sinistra

La scena rimane vuota alcuni istanti, poi, da destra, fra mille attenzioni, fa’ la sua ricomparsa in scena l’Ometto Verde. E’ particolarmente indaffarato ed ha in mano un qualcosa che assomiglia terribilmente ai panini sul tavolo.

12 – L’OMETTO VERDE – (Ricompare da destra, guarda attentamente che la scena sia vuota e poi, di buona lena, entra a sua volta) “Bene assaie….!!!” (Si ferma un attimo, rivolto alla platea) “E’ state facile facile, cumme bere nu bicchiere d’acque…..!!” (Mostra il “panino” che ha in mano alla platea) “Chistu mastice e’ potente assaie: ne baste nu spizziche…..e tutte s’encolla subbite…!”

(Muove verso il fondo: si ferma di colpo) “Uhh…m’agge scurdate….!!!” (Fa’ marcia indietro, guar

da il “panino” che ha in mano come per dire che ne faccio, lo posa sul tavolo ed esce velocemente da destra)

C’e’ ancora un attimo di vuoto, poi, da sinistra, fanno il loro ingresso in scena Pierina e Mario Tor

natore: avanzano lentamente, a braccetto, confabulando fra loro. Si danno del tu.

13 – MARIO TORNATORE – (Con aria di bonario rimbrotto) “Pierina….Pierina….non devi esse-

re cosi’ remissiva…..!!! D’accordo che vuoi un gran bene a tuo padre, ma insomma: sei adulta, or-

mai, e la vita e’ tua….!!!”

14 – PIERINA – (Fa’ spallucce, poco convinta) “Sara’…..ma non mi perdonerei mai di dargli un di

spiacere…..”

15 – MARIO TORNATORE – (Sono ormai a centro scena: si ferma accanto al tavolo) “Ma non sa

rebbe un dispiacere…..” (Spiega convinto)  “Pensa alla gioia….alla soddisfazione che gli darai quan

do avrai raggiunto la notorieta’…..” (La guarda, rincara la dose) “E con i mezzi che hai, credimi, non ti ci vorra’ molto a raggiungerla…..!”

16 – PIERINA – (Sempre indecisa) “Ma sei sicuro di quello che dici….!?!? Io non mi ritengo poi…

17 – MARIO TORNATORE – (La interrompe riprendendola bonariamente) “Ecco….!! Vedi….ve

di……!?!? Non hai fiducia in te stessa….!!! E cio’ e’ male…..” (L’occhio gli cade sui panini posa-

ti sul tavolo: fra se’, a mezza voce) “Pero’….ho una fame….!!!” (A Pierina che lo sta’ guardando interlocutrice) “Devi avere convinzione delle tue possibilita’ e capacita’, ragazza mia…..altrimenti..

…..” (Si sono spostati leggermente verso destra. Allarga le braccia verso il tavolo, agguantando ve

locemente un panino, non visto da Pierina, e mettendoselo in tasca, ma non e’ pane quello che prende: e’ il mastice super adesivo dell’Ometto Verde !!) “…..rischi di buttare tutto alle ortiche..”

18 – PIERINA – (Lo guarda ancora perplessa) “Se lo dici tu…..”

19 – MARIO TORNATORE – (Con aria convinta) “Ma certo che lo dico io: fidati, io me ne inten-

do….!!” (Fa’ una breve pausa con Pierina che passeggia meditabonda per la scena) “A proposito,

scusa eh….: potresti farmi una piccola cortesia….??” (Pierina si ferma e lo guarda interrogativa)

“Oh, niente di importante, una sciocchezza…..” (La rassicura) “Mi si e’ svitata una vite della portie

ra dell’auto e per rimetterla su’ avrei bisogno di un cacciavite a stella un po’ grosso….sai dove po-

trei trovarne uno…..?”

20 – PIERINA – (Si illumina) “Oh si….ce n’e’ uno proprio giu’ di sotto sulla mensolina…..” (Si muove verso il fondo) “…..vieni che lo andiamo a prendere….!!”

21 – MARIO TORNATORE – (La segue uscendo anch’egli dal fondo) “Grazie…grazie….sei un ve

ro angelo….!!!”

 

Un attimo dopo, da destra, fa’ il suo ritorno in scena l’Ometto Verde.

22 – L’OMETTO VERDE – (Rientra in scena da destra, particolarmente euforico) “Bene assaie….

bene assaie….!!!” (Va’ verso il centro scena, si ferma all’altezza del tavolo: rivolto alla platea) “Si tutte va’ bbuone, stasera lasse ‘sta gabbie e pazze….!!!” (Guarda sul tavolo: vede che il suo “pani-

no” non c’e’ piu’) “E mo…..!?!? Se so’ fregate o mastece…..!!!!” (Fa’ spallucce) “E’ a stesse. Tan-

te nu me serve chiu’….!!” (Si dirige sul fondo ed esce. Rientra, seccatissimo, dopo qualche istante)

“Occupate….!! N’atra vota occupate….!!!!” (Ringhia quasi con rabbia sbattendo le mani con furia.

Sbuffa pesantemente) “Vabbuo’….pigliammese a seggia….!!” (Riporta fuori l’albero e rientra un secondo dopo con il seggiolino, rimettendosi nell’angolo, piccato, a braccia conserte) “Appena me ne scappe, giure che ‘stu servizie nu lu facce mai chiu’….!!!!”

Un attimo dopo, dal fondo, rientrano in scena Pierina e Mario Tornatore.

23 – PIERINA – (Rientra dal fondo seguendo Mario Tornatore) “Non capisco…..” (Si giustifica quasi) “Eppure e’ sempre stato li……!!!”

24 – MARIO TORNATORE – (La fa’ passare con un gesto del braccio) “Non preoccuparti, dai, che non e’ il caso….” (La tranquillizza) “Magari l’ha preso tuo padre…..”

25 – PIERINA – (Non sa’ che dire) “Puo’ darsi…..”

26 – L’OMETTO VERDE – (Si e’ ricomposto: a mezza voce) “E invece l’agge prese ie…..” (Mali-

gno) “…..e nun vo-o renne chiu’…..!!!”

27 – MARIO TORNATORE – (Si avvicina al tavolo, si siede al posto centrale) “Oppure quel suo strano amico….come si chiama…? Cain, ecco….!!!”

28 – PIERINA – (Si siede a lato verso destra) “Cain…..!?!?” (Ride di gusto) “Con quella mano…...

..!?!? E cosa vuoi che se ne faccia…..:!?!?”

29 – MARIO TORNATORE – (Ride piu’ contenuto) “Gia’….gia’….e’ vero….” (Fa una breve pau

sa) “Ma…a proposito….che cos’ha a quella mano….??”

30 – PIERINA – (Fa’ spallucce) “E chi lo sa’. Io l’ho sempre visto cosi’, mio padre pure….probabil

mente c’e’ nato con quel tic….”

31 – MARIO TORNATORE – (Finge perplessita’) “Ma…e….come si mantiene…?? Ha una pen-

sione…..??”

32 – PIERINA – (Ride di nuovo) “Ha dodici mucche di razza, altro che storie….!! Tranquillo, Ma-

rio, che riesce a mantenersi benissimo….!!”

33 – MARIO TORNATORE – (Fingendo stupore) “Sul serio…..!?!?”

34 – PIERINA – (Sempre ilare) “Eccome….!! Sembra povero, ma…….” (Si tende verso di lui: con

fidenziale) “Figurati che le malelingue dicono che nella stalla, insieme alle mucche, ci tenga pure la

cassaforte…..” (Porta una mano di taglio alla bocca) “E che cassaforte….!!”

35 – MARIO TORNATORE – (Interessato) “Ben fornita, immagino…..”

36 – PIERINA – (Allarga le braccia) “Cosi’ dicono…..” (Fa’ una breve pausa, poi…) “Pensa che pare abbia fatto montare un allarme elettronico alla porta della stalla…..” (Ride divertita) “Non e’ ri

dicolo…..!?!?”

37 – MARIO TORNATORE – (Fa’ un gesto con la testa) “Hai capito…..!!!” (Poi, a mezza voce, ri

volto alla platea) “Avevo intuito bene….!!”

In quel momento, da sinistra, fa’ il suo ingresso in scena Berenice: e’ piuttosto seccata anche lei.

38 – BERENICE – (Entra sbuffando da sinistra) “Accidenti, ma dove s’e’ cacciata di nuovo….!!”

(Vede Pierina seduta a colloquio con Mario Tornatore: ad alta voce) “Ah, eccoti qui, finalmente…

….!!!”

39 – PIERINA – (Si volta verso di lei) “Ciao, Berenice…..” (Si alza) “Mi stavi cerecando…..??”

40 – BERENICE – (Abbozza un sorriso) “Beh….veramente si…..”

41 – MARIO TORNATORE – (Capisce al volo) “Signorine, col vostro permesso io vi lascio…..”

(Si alza) “Avrete sicuramente parecchie cose da dirvi e io….” (Si avvia uscendo dal fondo) “….ho

parecchie cose da fare. Ci vediamo a tavola….!!”

42 – PIERINA – (Lo guarda stupita uscire dal fondo: pensa ad alta voce) “Ma dove sta’ andando a

desso……??”

44 – BERENICE – (Ne interrompe il filo dei pensieri: vivace) “Allora, Pierina, hai pensato al nostro discorso di ieri…??”

45 – PIERINA – (E’ distolta dai suoi pensieri) “Eh….!?!? Ah…..si…!! Pero’ non so se……”

46 – BERENICE – (La guarda facendo un po’ l’offesa) “Che c’e’, non ti fidi…?? Paura che non funzioni…..??”

47 – PIERINA – (Rassicura l’amica) “Ma no…ma no….figurati….!!!” (Poi, quasi a scusarsi) “Il fatto e’ che….per mio padre….cento lire sono gia’ una fortuna e…..”

48 – BERENICE – (Meravigliata) “Ma dai, cosa vuoi che sia un milione se c’e’ in gioco uno splen-

dido avvenire….!!” (La prende sottobraccio e la avvia verso il centro scena) “Se devi fare pubblici-

ta’ di biancheria intima ed il tuo problema e’ la pelle troppo ruvida…..” (Si siede al lato sinistro del tavolo) “….questa pomata e’ la soluzione ideale: io la uso sempre e ti assicuro che fa’ miracoli…!!”

49 – PIERINA – (Si siede a centro tavolo) “Ma tu fai la modella, hai un fisico stupendo: io invece...

50 – BERENICE – (La interrompe) “E non ti sei mai chiesta come faccio a mantenermi in forma….

….!?!?” (Fa’ un gesto di stizza) “Accidenti, mi spiace non averli tutti…..!!!”

51 – PIERINA – (Non capisce) “Che cosa, scusa….!?!?”

52 – BERENICE – (Fa’ un gesto con la mano, rassicurandola) “Niente…niente….” (Poi parte deci

sa) “Ascolta, facciamo una cosa: io non ho molto denaro con me pero’……meta’ spesa te la copro io, eh….??”

53 – PIERINA – (Trasalisce) “Ma….Berenice, io non…..”

54 – BERENICE – (Perentoria) “Pierina, niente scuse: consideralo un atto di amicizia o, se preferi-

sci, un rimborso per la tua cortesia. Mezzo milione per quindici giorni di ospitalita’, va bene….!?!?”

55 – PIERINA – (Confusa) “Berenice…..io ti ho ospitato perche’ ti sono amica e…..ti voglio bene e……”

56 – BERENICE – (Affettuosa) “Ma si….ma si….lo so. Anch’io ti sono amica e ti voglio bene: e’ per questo che voglio aiutarti….!!!”

57 – PIERINA – (Ha le lacrime agli occhi: si alza e scatta verso di lei abbracciandola) “Oh, io non so come potro’ mai sdebitarmi….!!! Io…..”

58 – BERENICE – (Ricambia l’abbraccio alzandosi a sua volta: l’interrompe) “Non devi sdebitarti di nulla, assolutamente….!!!” (Le sorride teneramente, poi) “Allora, affare fatto….??”

59 – PIERINA – (Fa’ un segno affermativo col capo) “Va bene…!! Stasera ne parlero’ a mio padre, e….”

In quel momento, da fuori a sinistra, si sente la voce di Menega che chiama la figlia.

60 – MENEGA – (Da fuori a sinistra) “Pierine….Pierineee…..!!! Me dove sei finite….!!”

61 – PIERINA – (sobbalza leggermente) “Ops, scusa Berenice ma e’ meglio che vada. Ci vediamo dopo….” (Si avvia verso sinistra: si ferma, si gira) “E grazie….!!!

62 – L’OMETTO VERDE – (Ha assistito incredulo a tutta la scena: alla platea, agitando una ma-

no) “Euhhh….!!

63 – PIERINA – (Uscendo da sinistra) “Arrivo, mamma…..sono qui….!!”

Berenice la guarda uscire da sinistra, sempre sorridendo, poi si frega le mani soddisfatta

64 – BERENICE – (Visibilmente soddisfatta, fregandosi le mani) “E vai che e’ fatta…..!!!”

65 – L’OMETTO VERDE – (Decisamente contrariato, a mezza voce) “Hai capite, ‘sta fetenzia…...

altre che dalle meta’ denari, gli sta’ a fregà a meta’ sua…..!!”

Un attimo dopo, dal fondo, fa’ il suo ingresso in scena con passo felpato Mario Tornatore.

  

66 – MARIO TORNATORE – (Rientra dal fondo: sornione, a Berenice) “Complimenti, signorina: hai trovato un colpo da piazzare, eh…..!?!?”

67 – BERENICE – (Si volta di scatto verso di lui) “Toh, ecco l’esploratore di cantine….!!”

68 – MARIO TORNATORE – (Non raccoglie: si avvicina a lei) “Di un po’…….” (Appoggia la ma

no sul tavolo) “…….da quand’e’ che rubi i lecca lecca alle bambine……!?!?”

69 – BERENICE – (Piccata, si alza di scatto) “Senti chi parla, quello che va’ a rubare il portafogli alle mucche…..!!”

70 – MARIO TORNATORE – (Serioso) “Spesso le mucche sono piu’ ricche di quanto non immagini, sai……”

71 – BERENICE – (Lo apostrofa in malo modo con un plateale gesto del braccio, uscendo poi da si

nistra) “Ma va’ all’inferno,vai …..!!”

72 – MARCO TORNATORE – (La guarda uscire ridendo divertito, poi, uscendo a sua volta da si-

nistra) “Velenosa come un cobra…..!!” (Rimuginando tra se’) “Eppure, prima o poi devo riuscirci...

La scena rimane ferma per alcuni istanti, poi l’Ometto Verde si alza di scatto.

73 – L’OMETTO VERDE – (Si alza di scatto) “Ueh, famme anna c’agge a perde o tramme…..!!”

(Agguanta il seggiolino e fa’ per muovere verso il fondo ma viene fermato dalle voci di Checcu e Menega che discutono animatamente rientrando da sinistra. Si blocca) “Ancora…..!?!?”

74 – MENEGA – (Da fuori scena) “Fei use di quelle schifezze e te ne viene encore…..!!”

75 – CHECCU – (Di rimando, sempre da fuori scena) “Orieiva savei ti che razza de schifesse ti deu

vi pe esse cusci’ feua……!!!!”

76 – L’OMETTO VERDE – (Rassegnato, si risiede) “E te pareve……!!!!”

77 – CHECCU – (Rientra in scena da sinistra, imbufalito) “E oua basta cun ‘sta storia….!! L’e’ ste-

tu quarcosa che l’ea in tu tabaccu, te l’ho ditu…..!!”

78 – MENEGA – (Lo incalza inferocita, fermandosi subito dopo l’ingresso mentre Checcu arriva a centro scena) “E le bustine, allore….!?!? Chi ce l’he portete quelle, eh…..!?!?”

79 – CHECCU – (Si siede a centro tavolo) “Ma cose t’ieu che ne sacce da bustin-a….!! Peu aveila persa chiunque….” (Squadra malissimo la moglie che si siede al lato sinistro del tavolo) “Ti peu aveila anche deuvia ti quella bustin-a…..” (Si batte una mano sulla fronte) “Oua capisciu perche’ ti vedeivi l’erbu mesciase e tiu sentivi cria-a…..!!!”

80 – MENEGA – (Sempre piu’ scura) “E no, eh….!!! Ie non le fume le pipe…..!!!!”

81 – CHECCU – (Caustico) “E ghe manchieiva ancun…..!! Tie za’ in scandalu cuscie, figurite se ti fumesci in ta pippa

82 – MENEGA – (Non lo considera: prosegue nel corso dei suoi pensieri) “E neanche tu deve piu’ fumere le pipe, il dottore te l’he preibite…..!!”

83 – CHECCU – (Trasecola) “Mamma mia….!!! Tranquilla, Menega che doppu n’esperiensa du genere cun a pippa in bucca nu ti me ghe vedie mai ciu’…..!!!”

84 – MENEGA – (Scrolla le spalle) “Non ti crede…..”

85 – CHECCU – (Categorico, la rassicura) “Nu, nu, mia……ho za’ regalou tuttu: pippa, stupacci, tabachea ancun pin-a…..”

86 – MENEGA – (Scettica) “E a chi, sentieme…..”

87 – CHECCU – (Deciso) “A Cain, e achi sedunca…..!?!?”

In quel mentre, da sinistra, fa’ il suo ingresso in scena Pierina.

88 – PIERINA – (Entra da sinistra e si ferma un attimo vicino a loro) “Mamma….papa’…..scusate

io esco un attimo”

89 – MENEGA – (Stupita) “E come…..adesse che e’ ore di cene…..!?!?”

90 – PIERINA – (La rassicura) “Tranquilla mamma, torno subito….” (Si appoggia sulle spalle dei genitori, abbassandosi fra di loro) “Abbiamo ospiti a cena, devo pur rendermi presentabile, no…!?”

(Si muove uscendo a destra) “Faccio in un attimo…..!!!”

91 – CHECCU – (La guarda in cagnesco mentre esce, poi, a Menega) “A va’ a cata-a…..”

92 – MENEGA – (Allarga le braccia: con ovvieta’) “Cosi’ he dette….!!”

93 – CHECCU – (Tassativo) “De belinate….!!!”

94 – MENEGA – (Fa’ l’offesa) “Oh, insomme…..!! C’e’ un ospite importente, deve ben fersi belle, no….!?!?”

95 – CHECCU – (La guarda un attimo feroce, poi, facendo ampi gesti con la mano) “E zu’ palan-

che…..!!!”

96 – MENEGA – (Glissa: decisa al marito) “Me le pipe, l’hei devvere reghelete a Cheine…..??”

97 – CHECCU – (Seccato) “ma t’ho ditu de scie…..!!!”

98 – MENEGA – (Insistente) “Me Cheine….fume le pipe…..??”

99 – CHECCU – (Ironico) “E scie….” (Mima il calumet con la mano) “…..quella lunga, di pelerus-

sa…..!!!”

100 – MENEGA – (Ossessiva) “E da quende……??”

101 – CHECCU – (Decisamente irritato) “Menega, da quande ho dermissu mie…..!!”

102 – MENEGA – (Fa’ una pausa: non ci crede, scrolla le spalle) “Sere’….!!”

103 – CHECCU – (Sbuffa agitandosi sulla sedia) “Nu ti ghe creddi….!?!? E dumandighelu a le, quandu veggne…..!!!”

Da fuori scena a destra, si sente la voce di Caino che arriva cantando.

104 – CAINO – (Da fuori a destra, canta) “O Bacicin vattene a ca’….!!!”

105 – CHECCU – (Indica l’uscita a destra) “Tou chi, mia…!!!”(Poi, piu’irritato piu’ che divertito) “U canta, mia….” (Mima il gesto di bere dalla bottiglia con la mano) “……staseia u l’e’ za’ a l’eiu….!!!”

106 – CAINO – (Sta’ per entrare in scena) “O bacicin vattene a ca’….!!”

107 – CHECCU – (Lo apostrofa sarcastico) “O Cain, staseia tie za’ pigiou l’aperitivu…..!?!?”

108 – CAIN – (Entra in scena da destra: ha la pipa nella mano che e’ piu’ tremolante del solito, il berretto di traverso, la camicia fuori dai pantaloni e lo sguardo ebete. Avanza barcollando legger-

mente) “O Bacicin vattene a ca’…teu mue a t’aspeta….!!!!”

109 – MENEGA – (Scatta in piedi coprendosi la bocca con le mani) “….lu demonie…!

110 – CHECCU – (Strabuzza gli occhi incredulo) “O porca…..” (Vede la pipa: si illumina) “U l’ha a pippa…..!!!” (La indica rivolgendosi a Menega che e’ rimasta pietrificata) “E u l’ha anche a taba-

chea….!!!” (Urla a tutta voce: scatta in piedi e, a Menega) “Ti gh’eu scumette cu g’ha anche a taba

chea…..!?!?” (Poi, ancora a Menega, a muso duro) “N’assidente, te l’eivu ditu che gh’ea quarcosa in tu tabaccu, brutta sacratu……!!!”

111 – CAINO – (S’e’ fermato vicino al lato di destra del tavolo: allarga le braccia mulinando la mano tremolante) “Ma che bella casetta che ti gh’ee, Checcu…..tutta pitua de reuza….!!!”

112 – MENEGA – (Stravolta) “Gesu’ mie….Gesu’ mie…..!!!!!”

113 – CAINO – (Si e’ girato verso l’ometto verde: spalanca gli occhi e si dirige un po’ incerto ver-so di lui) “Uuuuhhh….anche l’erbu reuza…..!!! Ma che bellu…..unde ti l’ee pigiou….!?!?”

114 – L’OMETTO VERDE – (Trasalisce) “pure isse s’e’ fumato o cervelle…..!!!”

115 – CHECCU – (Di rimando, a Cain) “Au manicomiu….!!! Ma vegni chi, cose ti fee…..!?!?” (Scatta verso l’amico che nel frattempo si e’ messo la pipa in bocca e cerca di accarezzare l’Omet-

to Verde con la mano tremolante finendo invece per prenderlo a schiaffoni) “E tegni fermu a man che ti mou derfi……!!!!”

116 – L’OMETTO VERDE – (Preoccupatissimo) “Madonna ‘o Carmene, isse e’ tutte sceme….!!”

117 – CAIN – (A Checcu, con aria ebete) “Ma Checcu, ueiva sulu caizalu…..!!”

118 – CHECCU – (Deciso, lo afferra cercando di riportarlo verso il tavolo) “Sci, va ben….” (Gli afferra al volo il polso della mano tremolante) “……ma tegni fermu a pala du muin, eh…!!!” (Lo spinge verso il tavolo con fatica mentre Cain gli sorride tenendo stretta la pipa fra i denti. Rivolto a a Menega, brusco) “E ti, invece de staa li’ impalaa, vegni a dame na man, nu…!?!?”

119 – CAIN – (Lo guarda piu’ ebete che mai) “Checcu, se ti me molli u brassu, na man ta-a daggu mi….!!”

120 – CHECCU – (Brusco) “Sci, bella larga in sciu muru….!!” (Rivolto a Menega) “Dai che l’ase-

temmu…..”

121 – MENEGA – (Lo aiuta a sederlo al centro del tavolo: poi, tremante, al marito) “E adesse che cose fecceme…….!?!?”

122 – CHECCU – (La guarda con ira) “E cose tieu che femmu…..aspetemmu Pierina e u portem-

mu a l’uspia, nu…..!?!?” (Scuote la testa) “Ma poscitu esse…..!!” (Sacramenta fra se’: gli riblocca il braccio, prende la pipa, la annusa) “E sci, eh…..” (La porge alla moglie) “Ouduu de incensu, cumme l’atrotta….!!”

123 – MENEGA – (Si ritrae spaventata e inorridita) “Checche, per piecere…..!!!”

124 – CHECCU – (Indaffaratissimo con Cain) “Eee…..per piacere….chissa’ su ghe n’ha ancun de stu tabaccu…..” (Trasalisce, si blocca) “A tabachea……!!!!” (Si da’ una manata sulla fronte) “Bel-

lu Segnuu cusci’ cau…..!!!” (Scuote l’amico) “Cain….Cain ….unde ti l’ee missa a tabachea….!?!?”

125 – CAIN – (Lo guarda stranito, lo sguardo vacuo: sorride ebete e per tutta risposta ricomincia a cantare) “O Bacicin vattene a ca’…..o Bacicin vattene a caaa……!!!”

126 – CHECCU – (Lascia andare l’amico: scostandosi verso il centro scena, con rabbia) “E me paa….!!!” (Allarga lebraccia, non sa’ cosa dire: poi….) “E oua ghe manchieva ancun…..”

E’ interrotto dall’ingresso in scena da destra di Pierina che irrompe letteralmente di corsa.

127 – PIERINA – (Entra correndo da destra: trafelata, a tutta voce) “Papa’…papa’….la polizia..!!

128 – L’OMETTO VERDE – (Rapidissimo, si alza di scatto) “Nun manca…..” (Indica con le brac-

cia l’uscita di destra: a tutat voce) “……ce sta’……!!!!” (Si risiede poi impassibile)

129 – PIERINA – (Si appoggia al tavolo ansimando: con un filo di voce) “Sono venuti in forze…..!

Quella donna….l’Ispettore Annibbale…..” (Agita convulsamente le mani) “Ha detto che vuole per-

quisire la casa palmo a palmo…..per quella storia della droga…..” (Ancora agitata) “Ma quale dro-

ga pensa di trovare quella, non……” (Si sente guardata male da Checcu e Menega: si guarda attor-

no e nota Cain: strabuzza gli occhi) “….ma cosa gli e’ successo…..!?!?!?”

130 – CHECCU – (Agitatissimo) “A pippa…..!!!” (Grida: poi, agitando convulsamente le braccia verso Cain) “G’ho regalou a pippa….e a tabachea….cun dentru u tabaccu…..!!!”

131 – PIERINA – (Trafelata) “Si ma, adesso….” (Indica l’ingresso di destra) “….a quella….cosa gli diciamo…..!?!?!?”

Menega e Checcu si guardano sconsolati, allargando le braccia: fanno per ribattere a Pierina ma, in quel mentre, da destra, fa’ il suo ingresso in scena l’Ispettore Annibbale (Accompagnata da un

agente….???)

132 – L’ISPETTORE ANNIBBALE – (Entra da destra con passo marziale: coglie la battuta di Pie

rina e ribatte al volo) “La verita’, signorina……soltanto la verita’…!!!”

133 – L’OMETTO VERDE – (Sconsolato) “E mo, so’ guaie….!!”

134 – L’ISOETTORE ANNIBBALE – (Nota Cain) “E questo cos’ha…..!?!?” (Nota la pipa) “Ahah

ah…..!! Dunque ci risiamo….!!!” (Si avvicina, prende la pipa, la annusa: sentenzia) “Cannabis Indi

ca…..!!!!” (A Checcu, dura) “Allora e’ un’abitudine di gruppo, eh…!!”

135 – CHECCU – (Trafelato) “Ma nuuu…..u l’e’ u tabaccu….” (In stato confusionale) “In ta pippa.

…..” (Cerca disperatamente di spiegare) “…a l’e’ a mee….gh’ea quarcosa dentru…..!!!”

136 – L’ISPETTORE ANNIBBALE – (Lo scansa con uno sguardo di disgusto, si abbassa verso Cain) “Allora, da quand’e’ che usiamo sostanze stupefacenti…..!?!? E’ il suo amico Checco che l’ha iniziato alla droga o viceversa…..!?!?”

137 – CAIN – (Completamente in bambola, col sorriso ebete) “Ciau, bella fuenta….!!” (Gli manda un bacio)

138 – L’ISPETTORE ANNIBBALE – (Si scansa con un’espressione schifata) “E’ indecente….e’ indecoroso…..!!!” (Strepita agitata) “Ma io qui, faccio un macello…..!!”

139 – PIERINA – (Cerca di intervenire per tentare di spiegare) “Signora, le giuro che si tratta di un terribile equivoco, di un malinteso….!!! Nessuno qui ha mai fatto uso di……”

140 – L’ISPETTORE ANNIBBALE – (La interrompe malamente) “E’ quello che vedremo….!!! Io questa casa la passo al setaccio, la perquisisco centimetro per centimetro, la smonto pezzo per pezzo

…….!!” (Si guarda intorno furibonda) “Cominciamo da giu’……” (Indica l’uscita sul fondo) “E guardiamo ovunque….!” (Si ferma sull’uscita, si volta) “Compresa quella strana porticina a mezza altezza che da sulla stalla……” (Esce piccatissima) “Voglio proprio vedere……”

141 – CHECCU – (Rimane un attimo interdetto a pensare) “A strana porticin-a ca da’ in ta stalla….

……!?!?” (Si chiede non riuscendo a capire. Realizza: strabuzza gli occhi) “Nuuuuu……!!!” (Gri-

da di colpo a tutta voce: poi, scattando verso il fondo) “Scignua, pe caitee…..a l’e’ a liamea du ma-

iale……!!!!!”

142 – MENEGA – (Strabuzza gli occhi anche lei) “Neooo….” (Esce anche lei di corsa dal fondo) “Lu porcelle noooo…..quelle gherentische ie che non si droghe……!!!!”

143 – PIERINA – (Rimane ferma impalata a centro scena: si agita guardandosi intorno, poi scatta verso l’uscita di sinistra, uscendo di corsa) “Mario….Berenice….aiutooooo……!!!!”

In scena rimane per un qualche istante solo Cain, con l’Ometto Verde che lo guarda incuriosito, en

trambi fermi e silenziosi nelle loro posizioni, poi…

144 – CAIN – (Vede l’Ometto Verde con lo sguardo teso verso di lui: gli sorride, lo saluta) “Ciau, Marsian…..cumme ti stee…..???”

145 – L’OMETTO VERDE – (Trasecola irrigidendosi di nuovo) “Uhe, chiste e’ mene ite de quante pareve….!!!”

146 – CAIN – (Ridacchia contento, si riaccende la pipa non senza qualche problema per via della mano che trema, aspira voluttuosamente un’ampia boccata di fumo, poi, alla platea) “Pero’, in Mar

sian vestiu da erbu…..che strana….!!!” (Si alza ed esce a sua volta da destra cantando) “O Bacicin vattene a caaa….o Bacicin vattene a caaaaa……!!!!”

La scena rimane ferma per qualche istante, poi l’Ometto Verde si alza con mille precauzioni, andan

Do lentamente verso il centro scena, guardandosi intorno.

147 – L’OMETTO VERDE – (Si guarda intorno con estrema circospezione, poi, perplesso) “Acci-

dente…..adesse iste e nu guaie….!!” (Resta fermo a centro scena, pensando ad alta voce) “Mo chil-

la scuorfana…..” (Indica l’uscita sul fondo) “Va a ficca’ o nase ovunque, e…….”

Da fuori scena, a sinistra, si sentono le voci di Pierina, Berenice e Mario Tornatore che stanno rien

trando.

148 – PIERINA – (Da fuori a sinistra, con voce disperata) “Ma vi dico di si…..!!!”

149 – MARIO TORNATORE – (Fingendo incredulita’) “Ma dai, non ci credo…..!!”

150 – BERENICE – (Sostenuta) “Ma sei sicura….!?!?”

151 – L’OMETTO VERDE – (Sospira alzando gli occhi al cielo) “A riecchece….!!” (Allarga le braccia) “Guaglio’, a ricreazione e’ furnite…..” (Muove verso l’angolo) “N’ammoce a setta’….!”

Un attimo dopo che si e’ seduto, da sinistra, rifanno il suo ingresso in scena che precede Berenice e Mario Tornatore.

152 – PIERINA – (Rientra da sinistra, agitatissima) “Si che sono sicura…..” (Si ferma subito dopo l’ingresso bloccando gli altri due: molto agitata, grida)

153 – MARIO TORNATORE – (Con la faccia contrita di circostanza) “Non posso crederci…..” (La prende bonariamente sottobraccio avanzado insieme fino a centro scena) “Non posso proprio crederci…..!!”

154 – BERENICE – (Rimane defilata: ha un moto di stizza) “Ecco che fine ha fatto l’altra bustina: il deficiente l’ha scambiata per tabacco e se l’e’ fumata…..!!!”

155 – MARIO TORNATORE – (Si e’ fermato a centro scena) “E cosi’….adesso….!?!?”

156 – PIERINA – (Allarga le braccia) “E cosi’ e’ arrivata la polizia…..” (Batte le mani, preoccupa-

ta) “Non ti dico che razza di parapiglia….!!!” (Si infervora) “Il capo ha detto che vuole smontare la casa e passarla al setaccio centimetro per centimetro…..”

157 – MARIO TORNATORE – (Preoccupato, a mezza voce) “Accidenti, se scoprono gli arnesi….”

158 – BERENICE – (Si e’ avvicinata: preoccupata, a mezza voce) “Accidenti, se scoprono le altre due…..”

159 – PIERINA – (Non nota l’espressione dei due: e’ troppo infervorata nel suo racconto) “Quella donna e’ un autentico mastino: penso sarebbe capacissima di farlo sul serio……”

160 – BERENICE – (Trasecola) “Donna…..!?!?”

161 – PIERINA – (Conferma) “Siii…siii…..!! E’ un ispettore….si chiama….” (Fa’ una breve pau-

sa, pensa al nome) “Annibbale credo….o qualcosa del genere…..!!”

Al nome Annibbale, Berenice e Mario Tornatore trasecolano:  sbarrano gli occhi, si guardano, poi

162 – BERENICE e MARIO TORNATORE – (Insieme, terrorizzati) “Lei….quiiiii…..!?!?!?!?”

163 – PIERINA – (Li guarda stupitissima) “Si, e’ qui: sta’ perquisendo giu’ di sotto e……”

164 – MARIO TORNATORE – (Agitatissimo) “Senti ma….” (L’afferra per un braccio, la scuote quasi) “…..sicura che sia l’Ispettore Annibbale…..!?!?”

165 – BERENICE – (Si divincola: preoccupata) “Si…ma…la conoscete….!?!?”

166 – MARIO TORNATORE e BERENICE – (Si guardano un istante inebetiti, poi, contempora-

neamente, agitando le braccia) “Eeeuuuhhh…..!!!!”

167 – PIERINA – (Non realizza) “Scusate, ma come fate a ……”

168 – MARIO TORNATORE – (Malamente, a Pierina) “Cara, nel nostro ambiente, quella e’ un mito…..!!!”

169 – BERENICE – (Riacquista padronanza: vede Pierina sconcertata, la prende sottobraccio) “E si, vedi…..” (Comincia a spiegare passeggiando con lei per alcuni passi) “….sui set, negli spetta-

coli, alle passerelle….” (Si ferma al lato destro del tavolo) “…..c’e’ la Polizia…..c’e’ il servizio d’ordine…..” (Misura le parole ad una ad una) “….e lei….un tempo….faceva parte dei poliziotti addetti al servizio d’ordine…..” (Si gira di scatto verso Tornatore, trascinando anche Pierina nella piroetta) “E’ per questo cche la conosciamo…..” (Rafforza le parole alzando il tono della voce, in-

indicandogli la risposta da dare con ampi cenni del capo)”..…VERO MARIO…..!?!?”

170 – MARIO TORNATORE – (E’ distolto dai suoi pensieri) “Ehh…!?!? Ah…eh….si….certo…!”

(Realizza: si riprende) “Si…siii….certo: e’ cosi’….!!!”

171 – PIERINA – (Candidamente) “Beh, ma….allora….se la conoscete….potete parlargli voi…..”

(Fa’ per muovere verso il fondo) “Aspettate che la chiamo: spiegateglielo anche voi che e’ tutto un malinteso……”

172 – MARIO TORNATORE – (Schizza avanti come morso da una tarantola: trafelato) “Noooo……!!!”

173 – BERENICE – (Blocca Pierina riprendendola per un braccio) “No…no….vedi….non e’ il ca-

so…..”

174 – PIERINA – (La guarda interrogativa) “E perche…..!?!?!?”

175 – BERENICE – (Ricomincia ad arrampicarsi sugli specchi) “E’ che….lei…..” (Ricomincia a passeggiare lentamente, allontanando prudenzialmente Pierina dall’uscita sul fondo e riportandola verso il centro scena) “….e’ terribilmente permalosa….” (Si ferma davanti al tavolo) “Se gli parlas-

simo noi……sarebbe come se cercassimo di non fargli fare il suo dovere…..” (Gli lascia il braccio, la guarda convinta) “Peggioreremmo la situazione….” (Si volta verso Tornatore) “…..vero Mario..??

176 – MARIO TORNATORE – (Ha un gesto eloquente) “Euuuhhh…..!!” (Poi, deciso, a Pierina) “Questo e’ poco….MA SICURO…..!!!!”

177 – PIERINA – (Sconsolata) “Ma allora…..cosa dobbiamo fare…..!?!?”

178 – BERENICE – (Prende Mario Tornatoresottobraccio, lasciandolo di stucco) “Beh….noi….ci ritiriamo nelle nostre stanze……con il mast…..” (Si corregge) “……l’Ispettore Annibbale, non biso

gna non essere invadenti…..”(Si avvia uscendo a sinistra, trascinandosi dietro Mario Tornatore) “E’ meglio se ce ne stiamo un po’ in disparte…..!!”

179 – MARIO TORNATORE – (Uscendo trainato da Berenice) “E’ meglio se non ci vede proprio, altro che…..!!!”

180 – PIERINA – (Interdetta) “Beh….allora…..ci vediamo a cena, eh….!!”

181 – BERENICE – (Da fuori scena, evasiva) “Si….si…certo…..!!!!”

182 – MARIO TORNATORE – (Anche lui gia’ fuori scena) “Euuuhhhh…..rischia di essere l’ultima cena…..!!!”

Pierina li guarda uscire interdetta: rimane ferma per qualche istante, poi comincia a gironzolare in

torno al tavolo

183 – PIERINA – (Pensa ad alta voce)  “Pero’, che strano…..la conoscono, e non la vogliono vede-

re…..” (Si ferma un attimo, reggendosi il mento con la mano, assorta) “Servizio d’ordine alle sfila-

te e agli spettacoli…...boh, puo’ darsi…..” (Riprende a gironzolare per la scena) “Tutto ‘sto discor-

so….mi da’ da pensare……..”

184 – L’OMETTO VERDE – (Sospira: a mezza voce) “Guagliona… nu penza’ troppe che te viene male ‘e capa….apre gli uocchi….!!!”

185 – PIERINA – (Si blocca, come fulminata) “Momento….!!!” (Gesticola, pensando, esprimendo solo incomprensibili mugugni e mezze parole) “Prima lei….poi lui….bababan….bababa’….la tele-

fonata….la marjuana……” (Gesticola ancora qualche secondo, poi, decisa, alla platea) “Si: tutto questo….” (Rafforza le parole alzando il tono della voce) “…..MI DA’ DA PENSARE…..!!!”

Viene distolta dalla voce isterica di Menega che rientra in scena dal fondo.

186 – MENEGA – (Rientra dal fondo urlando a squarciagola) Gesu’ Merie….Gesu’ Merie…!!!!”

187 – PIERINA – (Si gira di scatto verso di lei, preoccupata) “Mamma….ma …che succede ancora

….!?!?”

188 – MENEGA – (Con gli occhi fuori dalle orbite) “L’inferne….il pendemonie….!!!!” (Corre al quadro votivo, cerca disperatamente di accendere la candela inutilmente, i fiammiferi gli sfuggono di mano, si spezzano, non si accendono: comincia a recitare) “Sen Michele protettore fe’ cesse’ il chettivo odore….” (E’ in panico, rovescia la scatola dei fiammiferi

189 – PIERINA – (Fa’ per avvicinarsi alla madre) “Insomma, si puo’ sapere cosa…..”

E’ fermata dal ritorno in scena dal fondo di Checcu, anch’egli abbastanza trafelato

190 – CHECCU – (Rientra dal fondo visibilmente turbato) “Madona caa beneita…..!!!”

191 – PIERINA – (Si gira di scatto verso di lui) “Papa’, ma cosa…..!?!?”

192 – CHECCU – (Alla figlia, agitatissimo) “A l’ha ousciua arvi-i….a l’ha ousiua arvi-i….!!!” (Agi

ta convulsamente le mani) “Asci’…..ghe l’aiva ditu….!!!”

193 – PIERINA – (Non riesce a capire: in ambasce) “Ma che cosa…..!?!?!”

194 – CHECCU – (Esasperato) “A liamea du porcu….!!!” (Agita ancora le mani)

195 – PIERINA – (Capisce: inorridita) “La Annibbale….ha aperto….” (Mima il gesto di aprire la porta verso il padre che annuisce con la testa) “Ed e’ uscito……” (Mima il gesto di qualcosa che si riversa all’esterno al padre che annuisce con la testa piu’ vigorosamente) “E si e’ allargato per tut-

ta……” (Mima il gesto di qualcosa che si allarga per terra al padre che annuisce con vigore dispe-

rato)

197 – PIERINA – (Preoccupata, al padre) “Ma….si e’ sporcata….??”

198 – CHECCU – (Fa’ un segno di diniego con la testa) “Nu, nu…..pero’……!!!!” (Si tura il naso, poi fa’ un gesto di esagerazione con la mano ed infine alza gli occhi e le mani al cielo)

199 – PIERINA – (Si avvicina al padre, lo prende per un braccio) “E adesso…cosa fa’….!?!?”

200 – CHECCU – (Un po’ assente) “Oua nu-u so’….” (Poi, tragico) “Ma quande sun vegnu-u sciu’

….” (Fa’ una breve pausa) “….a nu l’ea miga guei ben…..!!!”

201 – PIERINA – (Alza gli occhi al cielo) “O Santo Cielo….!!” (Trascina il padre verso l’uscita di fondo) “Meglio se diamo un’occhiata, eh….!”

202 – MENEGA – (Continua il suo cantilenante rosario) “Sent’Ignezio di Lojole, facce penti’ ne vote sole…..” (Checcu si blocca, girandosi lentamente verso di lei, indispettito) “Sen Vincenze di BREGANZA…..”

203 – CHECCU – (Agitando le mani verso di lei) “Te vegnisse  maa de pansa….!!!!”

Checcu esce dal fondo spingendo letteralmente Pierina che cerca di rabbonirlo. In scena restano Menega, che prosegue imperterrita le sue litanie, e L’Ometto Verde che la guarda con aria compas

sionevole e scocciata.

204 – L’OMETTO VERDE – (Esasperato, a mezza voce) “Ca’ stanne tutti fora e capa….!!!”

205 – MENEGA – (Invasata, si fa’ ripetutamente il segno della croce) “Penitenze….!!!” (Si alza) “Il cilice…la gogne…!!!” (Si guarda attorno angosciata) “Quercose che punge….che fe’ mele….!!!” (Si blocca) “L’elbere…..!!”

(Corre verso l’Ometto Verde) “Gli eghe di pine…..!!!”

206 – L’OMETTO VERDE – (Visibilmente preoccupate) “ista e’ da manicomio….!!!!”

207 – MENEGA – (Ha perso ogni ritegno: si getta sull’Ometto Verde) “Pungeteme eghe….(Ovviamente, l’Ometto Verde non ha aghi: non si punge) “Pungete, eghe, pungete…….!!” (Lo incita a tutta voce: senza risultato. Si adombra) “Elbere….perche’ non punge…!!!

208 – L’OMETTO VERDE – (Che fino a quel momento ha fatto tutto il possibile per tenerla lonta-

no con movimenti e spostamenti innaturali, si secca: si alza in piedi) “E perche’ ie no so’ albere….”

(Spara a tutta voce, allargando le braccia) “Songhe ‘o Marziane….!!!!!!”

209 – MENEGA – (Gia’ sull’orlo di una crisi di nervi, scatta in piedi urlando come una forsennata

“Aaaaaaahhhhh……!!!!!!” (Rimane un lungo istante impalata con gli occhi sbarrati di fronte all’O-

metto Verde che a un certo punto gli fa’ la linguaccia: si gira di scatto, partendo sparata verso l’u-

scita di sinistra e sparendo fuori scena urlando)

210 – L’OMETTO VERDE – (Allarga le braccia, esausto: geme quasi) “E vattenne, scurnacchiate.

…..!!!!” (Rimane un attimo fermo, frastornato: scuote la testa) “Brrrrrr…..!!!!” (Si quieta, prende il seggiolino: rivolto alla platea) “Chilla e’ fora….tutte fora…..!!!!”

Fa’ per muovere verso il fondo quando da fuori a sinistra si odono Berenice e Mario Tornatore che tornano in scena.

211 – BERENICE – (Da fuori a sinistra) “Si, credo tu abbia ragione: meglio sbrigarci e cambiare aria…..”

212 – MARIO TORNATORE – (Di rimando) “E alla svelta, anche….!!”

213 – L’OMETTO VERDE – (Si ferma, ripone il seggiolino smoccolando in silenzio, allarga le

braccia) “Nun c’ia fazze chiu’…..!” (Si siede: prostrato, geme) “Ie nun ne posse chiu’…..!!!”

Un attimo dopo, da sinistra, rientra in scena Mario Tornatore seguito da Berenice.

214 – MARIO TORNATORE – (Rientrando da sinistra, visibilmente in ambasce) “Sai che ti dico...….?? Io mi muovo subito: faccio il colpo e me la batto….!!”

215 – BERENICE – (Di rimando) “Beh, non intendo trattenermi piu’ a lungo neanch’io…..” (Fa’ u

na pausa: scrolla le spalle) “Pero’…..almeno aspetto cena…!!!”

216 – MARIO TORNATORE – (Si ferma all’altezza del lato destro del tavolo: sogghigna, toglien-

dosi di tasca il “panino” dell’Ometto Verde) “Io la cena ce l’ho al sacco….!!”

217 – BERENICE – (Seguendo Mario Tornatore che esce da destra, fa’ spallucce) “Uhm…t’accon

tenti di poco…..!!!”

218 – L’OMETTO VERDE – (Strabuzza gli occhi: appena sono usciti, indicando a destra) “Ecche chi s’e’ fregate ‘o mastece….!!!” (Poi, incredulo) “E l’ha prese pe’ pane….!!!” (Scoppia a ridere)

“Quanne ‘o mangia…..voglie vede’…..!!!!” (Si alza battendo le mani divertito ma e’ stoppato dalle

voci di Pierina, Checcu e dell’Ispettore Annibbale che rientrano dal fondo)

219 – L’ISPETTORE ANNIBBALE – (Dal fondo, fuori scena: si lamenta flebilmente) “Aaahh…aa

ahhh…aaahhh….!!”

220 – PIERINA – (Da fuori, cerca di rincuorarla) “Coraggio, su….qualche minuto e passa tutto….”

221 – CHECCU – (Lamentoso) “Mi ghe l’eiva ditu de nu arvila a porta…..!!!!”

222 – L’OMETTO VERDE – (Guarda sconsolato l’uscita sul fondo: poi, con stizza, scuotendo le palline di Natale che ha attaccato addosso) “Mannaggia a me’ e a quanne ho avute ‘sta penzata…!”

(Sacramenta risedendosi)

Dopo un attimo, sorretta da Pierina e seguita da Checcu, fa’ il suo rientro in scena dal fondo l’Ispettore Annibbale: non ha un bell’aspetto. La faccia e’ terrea, gli occhi fissi nel vuoto e i capel-

li sono sparati in aria.

223 – L’ISPETTORE ANNIBBALE – (Rientrando dal fondo, con un filo di voce) “Terribile…e’  stato terribile…….” (Si ferma a centro scena, si libera dal braccio di Pierina, cerca di darsi un contegno) “La perquisizione…..” (Tossicchia nervosamente) “Ha dato esito negativo…..” (Si riprende, si liscia velocemente i capelli con noncuranza) “Per ora va’ bene cosi’…..” (Si avvia velocemente all’uscita di destra: uscendo) “Ma non finisce qui…..!!!!”

226 – CHECCU – (Rimane un attimo interdetto) “Cumme a nu finisce…..” (Realizza, scatta come una molla uscendo da destra, inseguendola) “Pe amuu de Diu, scignua….

 

Pierina rimane in scena da sola per alcuni istanti, dapprima come impietrita, poi si riprende.

227 – PIERINA – (Si passa una mano sulla fronte, esasperata: a mezza voce) “Santo cielo….!!”

(Allarga le braccia: a voce alta) “Santo cielo….ma ne succedono piu’…..!?!?” (Rimane ferma guardandosi mestamente intorno ancora qualche istante, poi, pensando ad alta voce) “E gli altri dove sono spariti tutti….!?!?” (Si chiede in apprensione) “Mia madre…?? E quell’altra coppia di furboni…..!?!?” (Rimane indecisa ancora qualche istante, poi, uscendo decisa da destra) “Vediamo se Mario e Berenice sono nelle loro stanze…..”

L’Ometto Verde rimane fermo impassibile ancora qualche istante, poi, lentamente, si volta verso la platea

228 – L’OMETTO VERDE – (Voltandosi verso la platea, con la faccia stravolta) “Me la so’ viste veramente brutte…..!!!!” (Si alza di scatto) “Chiste e’ nu popolo ‘e pazze….!!!!”(Agguanta il seggiolino, fa’ lo scambio con l’albero. Uscendo poi dal fondo) “Songhe tutte fore ‘e capa…..!!!!!”

La scena resta vuota un lungo momento, poi, dal fondo, rientra in scena, stravolto e barcollante, L’Ometto Verde.

229 – L’OMETTO VERDE – (Rientra dal fondo, barcollante, gia’ col seggiolino in mano) “Madon

na mia…..” (Prende l’albero, posa il seggiolino) “ (Porta fuori l’albero, rientra in scena sempre frastornato: alla platea, prima di sedersi) “Giu’ a basce…..” (Indica il pavimento con il dito) “…..nun e’ chiu’ na cantine…..e’ o re’ de tutte i cesse….!!!!”

Si e’ appena risieduto che da sinistra, rifa’ il suo ingresso in scena con in mano un palanchino e le due bustine di marjuana rimaste a Berenice proprio Pierina.

230 – PIERINA – (Rientra a gran carriera, furibonda, da destra: si ferma a centro scena) “Hai ca-

pito…..” (Ringhia quasi: poi, a tutta voce) “Hai capito che bella coppia….!!!” (Mostra il palanchino) “Scasso inteso come opera di persuasione, eh…..!!!” (Mostra le bustine) “Non ha con se’ molto denaro contante, eh….!!!” (Velenosa)  “Il produttore e la modella….” (Poi, decisamente fuori di se’) “Ma adesso te la sistemo IO….” (Sottolinea la parola alzando il tono della voce e facendo una brevissima pausa) “Dove diavolo saranno adesso….??” (Poi, uscendo decisa dal fondo) “Proviamo giu di sotto…….”

(Un attimo dopo, da sinistra, rifanno il loro ingresso in scena, anche loro parecchio di fretta, Bere-

nice e Mario Tornatore.

232 – BERENICE – (Arriva a centro scena, si ferma, stoppa Mario Tornatore) “Allora intesi: tu fai il colpo, io piazzo la roba, ci vediamo in piazza giu’ in paese e e ce la battiamo di gran carriera…...”

233 – MARIO TORNATORE – (La guarda sorridendo, sornione) “Di un po’…ma non avevi detto.

….ognuno per la sua strada….??”

234 – BERENICE – (Preoccupata ed in evidente imbarazzo) “Le cose…..sono cambiate…!!” (Poi, minacciosa) “Ohu, senti….non fare il cretino, eh: aspettami…..!!!!”

235 – MARIO TORNATORE – (Le sorride lascivo) “Ma sicuro che ti aspetto, bambolina….!!” (Si rifa’ serio) “Faccio il colpo, vado in paese e non mi muovo finche’ non arrivi…..!”

236 – BERENICE – (Lo afferra per un braccio, trascinandolo letteralmente verso l’uscita di sini-

stra) “Andiamo, allora….non perdiamo tempo…!!”

237 – MARIO TORNATORE – (Uscendo da sinistra trascinato da Berenice) “Arrivo, arrivo….che diamine….!!!” (Riesce a fermarsi un attimo sull’uscita, prima di essere trascinato fuori scena da Berenice che e’ gia’ uscita) “Prima, pero’….mi mangio il panino….!!”

Passa un secondo, durante il quale la scena rimane ferma con l’Ometto Verde che sacramenta fra’ se’, in silenzio, per l’orribile fetore trovato poco prima nella cantina, poi, dal fondo rifa’ il suo in-

gresso in scena Pierina, sempre con palanchino e bustine strette in mano.

238 – PIERINA – (Rientra dal fondo, anche lei visibilmente turbata) “Accidenti, che fetore….!!!”

(Commenta fra se’ a mezza voce: si ferma a centro scena) “Giu’ di sotto non ci sono..” (Fa’ una breve pausa, poi sentenzia)  “Per me...se la sono gia’ svignata….!!” (Fa’ spallucce, gironzolando un po’ per la scena) “Io, comunque...(Osserva con sguardo maligno le due bustine: poi, uscendo decisa da destra) “….adesso ho qualcosa da fare….!!”

  

Pierina e’ appena uscita quando, da sinistra, rifanno la loro comparsa in scena Mario Tornatore e Berenice: il primo con il borsone, la seconda con un sacchetto in mano.

239 – MARIO TORNATORE – (Rientra in scena da sinistra: volgendosi verso Berenice che lo se-

gue, con tono di conferma) “Allora siamo intesi: io faccio il colpo e filo in paese ad aspettarti sulla piazza…..”

240 – BERENICE – (Di rimando, seguendolo ed uscendo a destra insieme a lui) “D’accordo: io

becco il tizio…..” (Mostrail sacchetto) “Piazzo la roba, e ti raggiungo….!!”

241 – L’OMETTO VERDE – (Li guarda uscire, ridacchia divertito) “Pero’….e’ divertente….e’

comme ao cinema…..!!”

Un attimo dopo, da sinistra, si sente la voce di Menega che rientra in scena recitando giaculatorie.

242 – MENEGA – (Da fuori scena, a tutta voce) “Sent’Entonie benedette, tiene e mene sopre o’ tet

te……..!!!”

243 – L’OMETTO VERDE – (Ha un sussulto) “E no…..isse proprie no…..!!!!” (Scatta verso il fon

do, fa il cambio con l’albero, muove per uscire nuovamente dal fondo, si ferma un attimo: alla pla-

tea) “Piuttoste che isse….preferische a fogna….!!!”

244 – MENEGA – (Rientra in scena un attimo dopo che L’Ometto Verde e’ uscito: continua le sue eccentriche invocazioni ed ha recuperato il candelone ed il copricapo) “Sen Petrizie mie scozzese, viene e selve lu peese….!!!” (Avanza fino davanti all’albero di Natale: si inginocchia e comincia le sue cantilene da esorcista)

(Continua diversi secondi, agitando la candela, finche’, da sinistra, rifa’  il suo ingresso in scena, trafelata, Berenice.

245 – BERENICE – (Rientra da sinistra agitatissima, sventolando la busta bianca palesemente vuo

ta) “Non c’e’ piu’…..” (Grida isterica) “La marjuana non c’e’ piu’….!!!” (Vede Menega, si illumi-

na) “Lo zotico….!!!” (Urla) “L’ha presa lui….ci ha preso gusto…..!!!!” (Si precipita alle spalle di

Menega) “Senti un po’, burina…..” (La apostrofa malamente) “Dov’e’ tuo marito, dove ha messo la droga…..!?!?!?”

246 – MENEGA – (Non la degna di un cenno: continua indefessa nel suo cerimoniale) “Senti Euse

bie e Viteliene liberateme deo Marziane…..!!!”

247 – BERENICE – (Perde ogni ritegno: l’afferra per le spalle, la scuote con violenza, e  urla a tut

ta voce) “Dove ha messo la marjuanaaaa…..!?!?!?”

248 – MENEGA – (Si gira di scatto assestandole un tremendo colpo di candelone in mezzo alla

fronte) “Mi chieme Domeneca non Meriene, maleduchete…..!!!!”

249 – BERENICE – (Accusa decisamente il colpo: sbanda vistosamente gridando di dolore) “Ahia.

….!!!!” (Arretra barcollando verso la sedia a sinistra del tavolo, tenendosi la fronte e stramazzan-

doci sopra per inedia) “Che botta…..!!!” (Geme) “Che botta……!!!!”

Un attimo dopo, da destra, si sente la voce di Checcu che rientra in scena accompagnato da qualcu

no.

250 – CHECCU – (Da fuori scena, a destra, protesta vivacemente) “Ma a g’ha vistu anche le che chi droga nu ghe n’e’…!!” (Rientra in scena fermandosi pochi passi oltre l’ingresso e aspettando il suo interlocutore che arriva un attimo dopo: e’ l’Ispettore Annibbale. Protesta ancora) “Perche’ a nu m’eu credde…..!?!?”

251 – L’ISPETTORE ANNIBBALE – (Entra in scena un attimo dopo di lui e gli si para davanti) “Ma che droga e droga…..!!!” (Lo apostrofa duramente) “Qui e’ stata segnalata la presenza di due noti e PERICOLOSI ….” (Sottolinea la parola alzando il tono della voce) “…..pregiudicati: certo Mario Tornatore, ladro e scassinatore, e certa Berenice, nota truffatrice….!!!”

252 – CHECCU – (Desolato allarga le braccia) “E gh’e mancava….!!” (Poi, preoccupato, all’Ispet

Tore Annibbale che sta’ avanzando verso il centro scena) “Nu sun in ta liamea du porcu….a l’e’ tro

pu streita…….!!!!!”

253 – L’ISPETTORE ANNIBBALE – (E’ avanzata di qualche passo: nota Berenice, ancora stordi

ta dal colpo di candelone, la addita e, a tutta voce) “Eccola, e’ lei…..!!!!”

254 – BERENICE – (Si scuote alla voce della Annibbale: la vede, fa’ per alzarsi) “O porca….!!!”

255 – L’ISPETTORE ANNIBBALE – (La blocca con un gesto della mano) “Ferma….non ci prova

re…..!!!” (Grida. Poi, piu’ pacata) “Ti dichiaro in arresto…!!”

256 – BERENICE – (Crolla sulla sedia con un gemito) “Noooo….questo e’ il colmo….!!!”

257 – L’ISPETTORE ANNIBBALE – (Comincia a gironzolare per la stanza) “Bene, bene….era da un po’ che aspettavo questo momento…..” (Si blocca, si gira di scatto verso Berenice e a muso duro, a tutta voce) “Dov’e’ il tuo compagno di avventure, eh….!?!?”

258 – L’OMETTO VERDE – (Fa’ capolino in quel momento dall’uscita sul fondo: vede gente in scena e si ritrae, rimanendo pero’  ben visibile alla platea. Ha un’agenda in mano. A mezza voce) “Ueh….a surdatessa…..” (Poi, allungando il collo e scorgendo Berenice affranta e prostata) “Me sa’ che pe chilla e cose se stanne a mette malamente….!!”

259 – L’ISPETTORE ANNIBBALE – (Incalza Berenice) “Allora, sei diventata sorda…..!?!?”

260 – BERENICE – (Ha un moto di stizza) “Ma che ne so’ dove s’e’ infilato quel cretino….!!!” (Spara a tutta voce: poi, ritraendosi, fra se’, a mezza voce, acidissima) “In qualche guaio, spero…

cosi’ impara…!!!”

In quel momento, da fuori a desta, si sentono urla gutturali seguite da altre ben interpretabili: e’ Mario Tornatore che sta’ rientrando in scena inseguito da Cain.

261 – MARIO TORNATORE – (Da fuori a destra: non puo’ parlare, emette suoni gutturali a tut-

ta voce) “E’ eo u eioco….u maieo…..!!!!!” (Rientra di corsa, inseguito da Cain armato di pala: grida a labbra serrate) “Aiuo….aiuoooooooo……..!!!!”

262 – L’OMETTO VERDE – (Gaudente) “O cretine, s’e’ mangiate ‘o mastece….!!!”

263 – CAIN – (Entra in scena furibondo, brandendo la pala che nella sua mano tremolante diven-

ta un’arma micidiale per chiunque gli sia intorno: grida a tutta voce) “Vegni chi’, maledettu, che te stoccu….!!”

264 – L’ISPETTORE ANNIBBALE – (Blocca Tornatore, sedendolo a forza sulla sedia a centro ta

volo) “Fermo li’ anche tu, delinquente…..!!!”

265 – CHECCU – (Blocca al volo Cain, prendendogli la pala) “Fermu li’, che tie periculusu…..!!”

266 – CAIN – (Furibondo, indicando Tornatore verde di paura) “Quellu anghesu lie…..u l’ueiva scancasciame a porta….!!!” (Poi, calmandosi) “Menu male che l’e’ seunou l’alarme…..!”

267 – L’ISPETTORE ANNIBBALE – (A Cain, professionale) “Laaa….porta di casa….???”

268 – CAIN – (Rabbioso) “A porta da stalla, attru che….!!” (Con veemenza) “U l’ha rischiou de fa-

me scenta-a u lete ae vacche…..!!!” (Si calma) “Porta de ca’, g’ho a tavella…..”

269 – L’OMETTO VERDE – (Sornione) “Teneva ‘o tranzistor, ma e’ suonate lo stesse…. e ie sac-

ce anche o perche’……!!!”

270 – L’ISPETTORE ANNIBBALE – (A Tornatore, dura) “E tu cos’hai da dire, eh…..parla….!!”

271 – MARIO TORNATORE – (Si indica le labbra sigillate: mugola) “On o-o….!!!!”

272 – CHECCU – (Si avvicina a Mario Tornatore) “L’e’ vea…..” (Lo osserva incuriosito) “U l’ha i lerfi ciavee…..cume su l’avesse mangiou da colla…..!!!”

273 – L’OMETTO VERDE – (Ovvio) “Appunto: o mastece….!!!”

274 – CAIN – (Stupito a Checcu) “A sci….!?!?” (Lo sguardo gli diventa cattivo) “Ma ghe pensu mie…..!!!!”

275 – L’ISPETTORE ANNIBBALE – (Vorrebbe fermare Cain che si avvicina a Mario Tornatore che mugola terrorizzato) “Ma cosa……..”

276 – CHECCU – (La blocca) “Ca nu se preocupe….u ghe sciava i denti….!!!” (Rassicurante, all’

Ispettore Annibbale che lo guarda preoccupata senza capire) “Cau lasce faa, u l’e’ in gamba….cui porchi, u femmu sempre….!!!”

Cain si avvicina a Mario Tornatore che cerca inutilmente di trattenerlo cingendolo con le braccia e dimenandosi selvaggiamente: lo afferra in volto, nascondendolo alla platea, e poi tira con violenza: c’e’ un urlo disperato da parte di Mario Tornatore che si accascia sulla sedia mollando tutte le pre

se e fermandosi di colpo.

277 – L’ISPETTORE ANNIBBALE – (Si avvicina preoccupata) “E’ vivo….sta’ bene….!?!?”

278 – CHECCU – (La segue: venefico) “Vivu, vegetu…..e derligou….!!!”

279 – L’ISPETTORE ANNIBBALE – (Si china su Mario Tornatore: professionale) “Allora, puoi parlare adesso….??”

280 – MARIO TORNATORE – (Prostrato, la guarda un istante poi, a mani giunte) “Ispettore……

per pieta’, mi arresti…..mi porti via di qua’….!!!”

In quel momento, da destra, fa’ il suo ingresso in scena Pierina: e’ serena e soddisfatta.

281 – PIERINA – (Entra in scena da destra, sfila con noncuranza davanti a tutti fermandosi pro-

prio davanti all’uscita opposta: si volta e, rivolta a Tornatore) “Mario….ti vedo messo male…!!!

Tu lavori troppo: riposati, che e’ meglio….!!!” (Si volta per uscire, si ferma, si volta nuovamente e, rivolta a Berenice) “Berenice, ti ringrazio per il prestito…..” (Mostra delle banconote) “Lo accetto volentieri….” (Poi, acidissima, uscendo da destra) “Tanto dove vai adesso, i soldi non ti servono”

282 – BERENICE – (Strabuzza gli occhi incredula) “Lei…!!!” (Poi, alla Annibbale, desolata) “Si-

gnora, per favore….andiamo via….!!!”

283 – L’OMETTO VERDE – (Sorpreso) “Hai capite a guagliuncella……!!!”

Vengono interrotti dall’urlo straziante di Menega che, fino a quel momento, ha proseguito imperter

rita il suo rituale, incurante di tutto quello che le succedeva intorno.

284 – MENEGA – (Scatta in piedi urlando a squarciagola) “Aaaaaaaahhhhhh……!!!!” (C’e’ un at

timo di panico generale mentre Menega si avvicina infoiatissima agli astanti) “Lu Merziene se n’e’ endete….ho esorcizzete lu demonie…..!!!” (Urla sotto lo sguardo attonito di tutti) “Lu Merziene e’ endete vie……!!!”

285 – L’OMETTO VERDE – (Sbuffa seccato) “E magari c’ariuscisse….!!!”

286 – MENEGA – (All’Ispettore Annibbale) “Signore, signore….sieme selve…!!!” (Con veemenza) “Lu Merziene nun c’e’ piu’: l’ho mendete vie…..!!!”

287 – L’ISPETTORE ANNIBBALE – (Trasecola) “Marziani…..!?!?” (Rivolta a Checcu) “Ma que-

sta donna e’ pazza….da ricovero….!!!”

288 – CHECCU – (Con ostentata ovvieta’) “Eehhh….d’alua cou diggu, mie…..!!!”

289 – L’ISPETTORE ANNIBBALE – (Anch’essa con ovvieta’) “Marziani….roba da non credere…

lo sanno tutti che non esistono….!!”

290 – L’OMETTO VERDE  - (Stupito) “E ie che songhe, allora….!?!?”

291 – CAIN – (A Checcu, indicando la Annibbale) “Ma se quande a l’e’ arivaa….paiva che g’hei avescimu scusi sutta a-a toua…..!!”

292 – CHECCU – (Zittisce l’amico) “Sccctt….sittu Cain, che foscia ‘st’otta a femmu furba…..!!!”

293 – L’ISPETTORE ANNIBBALE – (Stizzita) “Insomma, adesso basta: via tutti….!!!” (Afferra per un braccio prima Berenice e poi Mario Tornatore) “…..in galera….!!” (Li spinge con forza fuo-

ri scena a destra, poi torna sui suoi passi, afferra Menega che continua a gridare e dimenarsi) “E tu……” (Spinge anche lei fuori scena a destra) “…..in manicomio….!!!” (Si ferma un istante prima di uscire a sua volta da destra: a Checcu e Cain) “Buonanotte, signori…..arrivederci….!!”

Checcu e Cain la guardano uscire, poi Checcu si rivolge all’amico

294 – CHECCU – (A Cain, interrogativo) “Arrivederci……!?!?”

Si guardano un attimo interdetti, poi, contemporaneamente………

295 – CHECCU e CAIN – (Contemporaneamente, verso l’uscita di destra, facendo il segno delle corna) “Teeee…..!!!!!”

Si avvicinano entrambi al tavolo

296 – CHECCU – (Alza gli occhi al cielo, allargando le braccia in un gesto liberatorio) “Finalmen

te……in poo de quete….!!!!”

297 – CAIN – (Gli si avvicina un po’ rabbuiato) “Sci ma….in fundu….nu l’ea miga ma, se…..” (Ridacchiando) “….paiva d’esse au cine….!!!”

298 – L’OMETTO VERDE – (Di rimando) “Chille c’ho sempre dette ie….!!!!”

299 – CAIN – (A Checcu) “E oua….cose femmu mi e tie….!?!?”

300 – CHECCU – (Lo guarda sornione) “Cain….ti ghe l’ee ancun a pippa….??”

301 – CAIN – (Con ovvieta’) “Sci, eh….!!!”

302 – CHECCU – (Ancora sornione) “E a tabachea cun u tabaccu…..!?!?”

303 – CAIN – (Realizza: si illumina) “Nemmu….!?!?”

Checcu lo prende sottobraccio ed entrambi escono di scena da destra cantando.

304 – CHECCU e CAIN – (Escono di scena da destra ritmando il passo con la canzone) “O Baci-

cin vattene a ca’….o Bacicin vattene a caaa, teu mue a t’aspeta….!!!”

La scena resta ferma un istante, poi l’Ometto Verde, che li ha seguiti con lo sguardo mentre usciva-

no da destra, entra a sua volta in scena.

305 – L’OMETTO VERDE – (Entra in scena spalancando a sua volta le braccia in un gesto libera

torio) “Finalmente….!!! Se ne sone ite tutte, me ne pozze anna’ pur’ie….!!!” (Arriva al tavolo, vi posa sopra l’agenda) “Prime, pero’, famme aggiurna’ o giurnale ‘e borde…..” (Si siede a centro ta-

volo, apre l’agenda) “Dunque: via lattea….pianete da civilizzare….” (Fa’ una pausa) “Mercurio….

p’a ammore iddie, e nu fuorne….” (Scorre l’agenda) “Plutone….Gesu’, ‘na ghiacciaia….” (Continu

a a scorrere l’agenda) “Terra…..” (Si ferma: comincia a scrivere) “Clime temperate….vivibbilita’ ottime…..abitante…..” (Si blocca: fa’ un riassunto mentale) “Chille e nu scimmione, l’atre nun e’ da mene….a signurinelle s’e’ fregate a droga e se l’e’ vendute….’o produttore ere nu scassinatore…

a mudella era na truffatrice….a vicchia era fore ‘e capa….a surdatessa n’ce capive nulle….” (S’alza di scatto e, drastico, alla platea) “Na fetenzia……!!!!” (Chiude l’agenda uscendo a sua volta da de

stra.)

                                                      -  S I P A R I O  -  

 

    Questo copione è stato visto
  • 0 volte nelle ultime 48 ore
  • 0 volte nell' ultima settimana
  • 2 volte nell' ultimo mese
  • 15 volte nell' arco di un'anno