L’onorevole deputato
L' ONOREVOLE DEPUTATO
Commedia brillante in due/tre atti di Pasquale Calvino e Valerio Di Piramo.
(4 Uomini+4Donne; scena unica)
(Posizioni Siae n. 180531 e 71467 al 50%)
Il copione si pu avere anche con numero diverso di personaggi e/o battute...
Per altre info: calvinopasquale@gmail.com (celll. 347-6622400)
e valeriodipiramo@vodafone.it (cell. 338-4290005)
Questo copione stato liberamente ispirato da "Le dput "(1884) di Alexandre Bisson(1848-1912)
Gli autori gradirebbero essere informati delle eventuali messinscena tramite email.
Personaggi:
1m-Il Conte Arnulfo di Carpineto;
2m-Amedeo, segretario del Conte;
3m-Riccardo, amico di Arnulfo;
4m- Barone Castrozzo Altomiri;
1f-Elena, moglie di Arnulfo;
2f-La Marchesa Frasia di Luciorana, madre di Elena
3f-Renata, sorella di Elena
4f-Giulia, cameriera
Scene:
Agli inizi del Novecento, nella villa di Carpineto, presso Firenze. Ambiente ricco. Gabinetto da lavoro riccamente e artisticamente addobbato. Gran porta in fondo aperta sul parco; due finestre da una parte e dallaltra della porta. Porte nelle pareti laterali e porte negli angoli. A destra, una scansia di libri; a sinistra, un caminetto. Scrivania davanti alla scansia. Tavolino davanti al caminetto. Poltrone, divano, sedie, quadri, statuette, ecc.
ATTO PRIMO
SCENA I
Amedeo, Barone Altomiri
Amedeo legge un giornale; Altomiri entra dal fondo.
BARONE - (comparendo dal fondo) Chiedo scusa! Non vi disturbo, mio caro Amedeo?
AMEDEO - Ma niente affatto, mio caro signor Barone.
BARONE - Come stanno oggi i vostri calli? So che ne soffrite
AMEDEO - Non c male, grazie. Quando migliora il tempo migliorano anche loro(al pubblico) Che sfrontato!
BARONE - Questo sole mi ha tentato Mi sono chiesto: chiss come stanno i calli del signor Amedeo? Ho sellato il mio puledro ed eccomi qua
AMEDEO (Al pubblico) E dai con questi calli! (ad alta voce) Siete venuto solo per i miei calli?
BARONE-Eh, come siete permaloso! E forse colpa mia se soffrite di calli? Il Conte Arnulfo tornato?
AMEDEO- Come sarebbe a dire tornato?
BARONE - Vi domando questo perch lo lasciai la notte scorsa a Firenze, dopo lo spettacolo in teatro. Non sembrava che avesse fretta di rientrare al castello, anche perch fu visto organizzare una cena alla quale io non fui invitato.
AMEDEO Davvero?!?
BARONE Davvero.
AMEDEO - Mi fate stupire.
BARONE - Non mi aspettavo una cosa simile da un amico come lui.
AMEDEO - (al pubblico) Amico lui un amico interessato! Ha fatto bene!
BARONE - Perch, quando ho degli amici, io non li rinnego.
AMEDEO Comunque sia, il Conte tornato presto, ed fuori per la sua cavalcata mattutina gi da unora.
BARONE - Ah! E la signora Elena sua moglie con lui?
AMEDEO No, no, la signora Elena uscita con la madre, la signora marchesa!
BARONE- Con la madrecon la Marchesa di Luciorana?
AMEDEO- Certo, che io sappia quella lunica madre che ha.
BARONE-Mi prendete in giro?
AMEDEO- Lungi da me tale ideama a volte ve le cercate.
BARONE Insomma, se ho capito bene non c nessuno?
AMEDEO- Ci sono iose io sono nessuno
BARONE-Volevo dire, nessuno a parte la servit.
AMEDEO- Io non sono la servit. Sono il segretario e lamico del cuore del Conte. Comunque tra poco saranno qui. Oggi vanno tutti a visitare le Suore di Clausura del monastero di Gattapelata (o Gattavillosa a piacere del regista)
BARONE Che donna la Marchesa di Lucioranada quando arrivata in questo castello ha messo tutti in riga. Non passa settimana che non trascini tutti al monastero
AMEDEO - Non me ne parlate!
BARONE-E invece ve ne parloChe mente elevata! Che anima antica! Pi realista del re pi religiosa del papa e di tutti i vescovi messi insieme!
AMEDEO Gi.
BARONE - Una fra le ultime rappresentanti della nostra vecchia nobilt! E pensare che suo padre era solo un povero negoziante di caff allingrosso!
BARONE E che importa? Il marchese di Luciorana, suo marito, era abbastanza nobile per due! Ah! Il Conte ben fortunato di avere sposato una delle figlie di lei!
AMEDEO - E a voi non dispiacerebbe di sposare laltra figlia, vero?
BARONE E cos ve ne siete accorto, eh? E bravo il signor Amedeoperch, non forse graziosa la signorina Renata?
AMEDEO Ma certo! Avete la vista buona, voi
BARONE - Che adorabile fanciulla, la signorina Renata! Quanta gentilezzagrazia! Quanta eleganza!
AMEDEO - quanta dote!
BARONE-Ora che centra la dote?
AMEDEO-(Al pubblico) Centra, centra
BARONE - Cinquecentomila lire, mhanno detto!
AMEDEO Una cifra enorme...Persiete bene informato!
BARONE-Lo sapevate?
AMEDEO- S come se fossi uno di famiglia..(Al pubblico)com fastidioso!
BARONE Ditemi sinceramente: credete che io abbia qualche possibilit?
AMEDEO- No.
BARONE-No?
AMEDEO No.
BARONE - E perch?
AMEDEO - Perch giovane, cortese, ardente, intelligente, spiritosa. Temo che voi non possiate convenirle.
BARONE Per converrebbe benissimo a me! Dite, Amedeo fra noi c forse qualche altro innamorato dietro le quinte?
AMEDEO Ascoltate signor Barone. Il sono il segretario del signor Conte, non il vostro informatore.
BARONE - Diavolo! Siete suscettibile, oggi! Non credo di aver detto nulla che abbia potuto offendervi.
Se sapeste quale viva simpatia minspiri la vostra persona, e quale interesse vero io vi porti Parola donore, vi voglio molto bene! (Gli stringe la mano)
AMEDEO - Vorrei ringraziarvi come si conviene, ma credetemi, non trovo le parole adatte
BARONE Sar la commozione
AMEDEO (Al pubblico) O lo schifo.
BARONE-Mi fareste un favore, amico mio?
AMEDEO- Se posso.
BARONE Potete, potetevoi siete amico del conte Arnulfo; siete stato suo compagno allUniversit, ed esercitate su lui la pi grande e la pi legittima influenza mettereste una parolina buona sul fatto che io vorreiimpalmare la signorina Renata?
AMEDEO Ho paura che non basterebbe una parolina
BARONE Ah no?
AMEDEO (al pubblico)-Ci vorrebbe unenciclopedia...Anzi, ci vorrebbe un'intera biblioteca!
BARONE Ma via! Sta tutto in come si dicono le cose Voi siete cos intelligente
AMEDEO Tentate di adularmi?
BARONE - Farete il mio elogio senza averne laria in modo naturale
AMEDEO Sar una cosa... difficile
BARONE-Parlerete bene di me
AMEDEO Sar una cosa... molto difficile
BARONE - Mettete in luce le mie qualit, i miei pregi, le mie seduzioni
AMEDEO Allora sar una cosa... quasi impossibile.
BARONE Sappiate che io sapr ricompensare la vostra gentilezza.
AMEDEO - Mi accorderete un piccolo vitalizio una pensione?
BARONE Certo. A cose fatte cintenderemo.
AMEDEO - (a parte) Che fanfarone!
SCENA II
AMEDEO, BARONE e RENATA
RENATA - (entrando dal fondo, vestita da amazzone. Porta un mazzo di fiori selvatici che posa sulla tavola) Buongiorno, signor Amedeo. (Scorgendo Barone) Ah, il barone Barone Castrozzo Altomiri! Che gradita sorpresa!
BARONE Ecco un saluto che mi riempie il cuore di gioia, signorinamarchesinagentile fanciulla
RENATA Troppo buon BaroneEra tanto tempo che non vi facevate vedere.
BARONE - Da circa tre mesi, vero! Ma stamani il sole mi ha tentato Mi sono detto: Se andassi alla villa di Carpineto?
AMEDEO-(Al pubblico) A vedere come stanno i calli di Amedeo? (Ad alta voce) Allora fece sellare il suo puledro ed eccolo qua!
BARONE - Ed eccomi qua! (A Renata) Avete fatto la vostra passeggiatina quotidiana?
RENATA - S; ogni mattina un giro di galoppo per la campagna il miglior momento della giornata. Ci si annoia tanto qui! Non vero, signor Amedeo? Mai una festa! Mai un ballo! Una vita cos calma, tranquilla C da morire di noia!
BARONE Per ricordo che un tempo sua madre la Marchesa dava feste in continuazione!
AMEDEO E passato un bel po di tempo
RENATA Gi quando pap pass a miglior vita, tutto cambiniente festeniente balliforse morir zitella!
BARONE - Oh, sarebbe davvero un peccato! Ma basta guardarsi intorno(fa un passo avanti)...ci sono ottime persone che sarebbero felici di sposare la marchesina Renata!
RENATA Gima... ma se ci sono non frequentano questa casa...qui non viene mai nessun uomo, tranne il curatoe io non posso certo sposare un prete!
AMEDEO Povero curato! La Marchesa lo comanda a bacchettapraticamente la parrocchia la dirige lei
BARONE - (rimane male)...Che donna, la Marchesa!
AMEDEO - Da due giorni essa ha trasformato in cappella una sala della villa. in estasi per questo!
BARONE Allora vivete qui come in un monastero?
RENATA Precisamente!
AMEDEO Ho paura che la Marchesa mi voglia far diventare prete
RENATA - e io suora
BARONE - Oh! sarebbe una sventura!
AMEDEO- Non mi ci vedete con la tonaca da prete? A me piacerebbe pi diventare fratededicarmi alla cucinafrate cuciniero
BARONE- Vi vedo bene in cucinaa mangiare a pi non possoVedo benissimo la signorina Renata con labito da sposa e con un marito di grandi qualit eccezionale (ripete il passo avanti)...(a voce pi bassa)...simile a me!
RENATA - (allegramente) Si Penso anchio lo stesso! La mia vera vocazione quella di prender marito, al pi presto possibile, altro che suora! Ma deve essere un uomo meraviglioso!...eccezionale veramente!
BARONE - (con nuova leziosaggine) Pretendenti non ne mancheranno!
RENATA - Ho gi il mio piccolo idealevoglio un marito giovane, adorabile, di maniere gentili elegante, amabile e spiritoso, dolce e buono, un pochino orgoglioso e leale come un cavaliere daltri tempi.
BARONE (A Amedeo) Ma sono io! E' il mio ritratto!
AMEDEO (Al pubblico) E davvero un perfetto imbecille oligofrenicofrenastenico
stupidazzolo(a piacere del regista)
RENATA Sono forse troppo esigente?
BARONE No, none avete tutto il diritto!
RENATA - Voglio un marito perfetto semplicissimamente. E lo sarper me, dal momento che lamer
AMEDEO - (al pubblico) Che piccolo gioiello di donna. E quel cretino di Barone chiss cosa si immagina!
SCENA III
AMEDEO, BARONE, RENATA e CONTE
CONTE - (entrando dal fondo) Buongiorno, cognatina! (abbraccia Renata) Guarda! Il Barone! Tutto bene? (a voce bassa) Ma ieri sera dopo lo spettacolo dove andaste? (Renata aggiusta il suo mazzo di fiori aiutata da Amedeo)
BARONE - Me ne andai a letto Ed a questo proposito, debbo dirvi, mio caro Arnulfo, che non siete stato cortese con me.
CONTE Perch?
BARONE Lo sapete benissimo perchinvitaste tutta la compagnia teatrale, compresa la bellissima Salom, e non pensaste a me
CONTE - Guarda! Avete fatta la rima! Per vero non ci pensai proprio!
BARONE Bellamico
CONTE Ma che diavolo! Lo potevate anche dire! Io ero in tuttaltre faccende affaccendato
BARONE Mi imbarazzava chiedervelo
CONTE-Vi imbarazzava? Che sciocchezza! Mi sembra che siamo abbastanza amici per poter mettere al bando letichetta bastava che mi chiedeste, prima di cena; Vengo anchio? e io vi avrei risposto: No, tu no, mio caro! E tutto finiva l!
BARONE (Sorpreso) No? Non mi avreste voluto?
CONTE-No(A lui solo) capiteminon cera la compagnia teatralecera solo Salomche resti tra noi(gli stringe la mano)
BARONE Adesso capisco! Mi sembrava stranocon la nostra amicizia sapete? Vi sto preparando una piccola sorpresa che spero vi far piacere
CONTE - (inquieto) Ah! Ah una sorpresa?
BARONE - Non vi dico ancora nulla un segreto
CONTE - Bene! Bene! Tenetevelo. Io non ho fretta.
RENATA - Ecco il mio mazzo di fiori terminato Guardate, cognato.
CONTE - Oh! superbo ma un po grosso Non potrai portarlo. Il galante Barone ti aiuter.
BARONE - Con piacere.
RENATA - Oh! Non vorrei disturbarvi, signore!
BARONE - (prendendo il mazzo) Che bel mazzo...di fiori! Non disturbo, signorina, un gran piacere! Ahi! (si punge)
RENATA - State attento! Vi sono alcuni ramoscelli di biancospinoportano fortuna
BARONE- Andate a dirlo al mio dito
RENATA- Ah,ah! Come siete spassoso, Barone!
BARONE - Grazie! Andiamo? (Esce a sinistra, dalla porta dellangolo con Renata)
SCENA IV
CONTE e AMEDEO
AMEDEO Allora? Sei stato a Firenze?
CONTE - S, ed ho rivisto Salom.
AMEDEO - Ebbene?
CONTE - Essa ritorna a Roma oggi stesso; parte col treno diretto delle cinque.
AMEDEO - E tu?
CONTE - Io pure.
AMEDEO - Sei proprio deciso?
CONTE - Assolutamente, deciso!
AMEDEO - E che dirai a tua moglie?
CONTE - Oh, nulla di pi semplice! Ho studiato questa faccenda a fondo
AMEDEO Tua moglie non scema, stai attento.
CONTE - Nessun pericolo, ti dico! Mi venuta una idea luminosa e allo stesso tempo di una semplicit
AMEDEO Quando ti vengono le idee pericoloso.
CONTE Ma smettila! Ho spedito al mio amico Riccardo un telegramma concepito cos: Chiamami a Roma, con dispaccio immediato, per affare urgente.
AMEDEO - Lespediente non molto nuovo.
CONTE Per comodo! Fra unora avr la risposta di Riccardo, e alle cinque alle cinque...!
AMEDEO - Il signor conte Riccardo un amico prezioso Gi il mese scorso tu raccontasti a tua moglie che lo avevi incontrato per caso a Roma e che ti aveva condotto a una festa notturna!
CONTE - (ridendo) Al Circolo della Stampa! S! Non potevo confessarle di essere rimasto a cenare fino alle cinque del mattino Una cena squisita, inebriante bench platonica! Il mio primo appuntamento con Salom!
AMEDEO - dunque una piccola meraviglia, codesta Salom?
CONTE - Ah! Amico mio, figurati la creatura la pi fine, la pi piccante, la pi deliziosa! Che vi lascia travedere lebbrezza in uno sguardo e il cielo in un sorriso e che sembra colmarvi dei suoi favori, quando ha la degnazione di abbandonarvi la punta dei suoi graziosi ditini color di rosae che vi guarda dallalto della sua statura con i suoi occhioni spalancati!
AMEDEO- Praticamente una civetta.
CONTE- Ma quale civetta! E' una vera donna...tutto fuoco!
AMEDEO- E a curve come messa?
CONTE-Cosa centrano le curve?
AMEDEO- Conte! Vorresti dire che sarebbe la stessa cosa se Salom fosse una tavola piallata?
CONTE- Ma quale tavola se tu la vedessiuna venereformosa come un cesto pieno di meleE' un trionfo della natura! Tu ti immagini mele, pere, kaki, angurie, banane, fichi, mozzarelle...Tutte le cose pi belle e saporiteprofumate!!!...Se tu sapessi quanto fu adorabile, ieri sera! Io mi trovavo in una poltrona di terza fila; i suoi occhi non mi lasciavano un momento; essa recitava e cantava per me solo! Che applausi! Che gran successo! E dopo lo spettacolo, durante la cena, che grazia! Che spirito! Che brio! Che giovinezza! Io mi sentivo rinascere, vicino a quella donna adorabileche donna! Ero a cento leghe, a mille leghe da questa lugubre villa dove la tristezza vi cade in pioggia sulle spalle e dove non si conoscono altri piaceri inebrianti che la lettura del giornale, la partita a carte della domenica e le omelie rusticane del Curato scritte da quella vecchia ciabatta di mia suocera! Perbacco baccone! So bene che potrei ribellarmi e dichiarare che intendo di vivere a modo mio e non a modo degli altri! Ma sarebbe lo stesso che litigare con la ciabatta, e, per contraccolpo, con mia moglie! No, no, preferisco andarmene via da questi infausti lidi
AMEDEO Bene. Dimmi un po, Conte, mi conduci con te a Roma?
CONTE Non ci penso neanche. Tu resti qui.
AMEDEO - (scontento) Ah! Io Credi che sia utile?
CONTE - indispensabile! Tu mi terrai al corrente di quello che succede! (guardando verso il fondo) Diavolo! Mia suocera! La vecchia ciabatta! Io scappo! (Trasognato) Ah! Amico mio, se tu ludissi cantare Ad ogni primavera io palpito damor.
AMEDEO Tua suocera palpita?
CONTE - Imbecille! Parlo di Salom! (esce)
AMEDEO Ha perso la testa Volerlo fermare adesso sulla china fatale dei piaceri, sarebbe un tentativo inutile! Se almeno lo potessi accompagnare! Almeno uscirei da questa casa degli orrori!
SCENA V
AMEDEO, la MARCHESA, ELENA e GIULIA
LA MARCHESA - (entrando dal fondo con Elena e Giulia) Buongiorno, signor Amedeo. (Esse danno a Giulia i loro cappelli e i loro mantelli)
ELENA - Mio maritoil conte in casa?
AMEDEO - tornato poco fa, signora contessa.
LA MARCHESA - (a Giulia) Ah! Giulia, prendete il tappeto e i candelabri della gran sala e portateli nella cappella. Il curato mi ha giustamente fatto osservare chessa addobbata in modo troppo meschino.
GIULIA - Quale cappella, signora marchesa?
LA MARCHESA Come quale Cappella? La nostra Cappella! Non sapete che abbiamo trasformata la sala darmi in una Cappella?
AMEDEO Cose da pazzi!! Come si fa a trasformare una sala darmi in una Cappella? E come mettere un crocifisso in una casa di tolleranza!
LA MARCHESA Voi tacete! Il fatto che voi siete un socialista convinto non vi giustifica dal fare tali osservazioni. Andate Giuliapotete andare(Giulia esce a sinistra) Avete la nostra piccola nota?
ELENA - S, eccola. (Leva una carta di tasca) Prendete, signor Amedeo, abbiate la bont di far comprare i diversi oggetti qui segnati e di mandarli alle povere persone i cui nomi stanno scritti accanto.
AMEDEO - Li porter io stesso, signora, (ironico)se me lo permettete...
LA MARCHESA Ve lo permettove lo permetto Dedicatevi alle opere buone; cos riscatterete in parte il male che ci fate col vostro maledetto socialismocon sapore anarchico
AMEDEO Il mio socialismo non cos cattivo come lei insinua, signora Marchesa, e il vostro Vangelo somiglia moltissimo al nostro socialismo!
LA MARCHESA Va bene, va benevoi vi tenete le vostre idee e io mi tengo le mie
SCENA VI
GLI STESSI, BARONE, RENATA, POI CONTE
BARONE - (entrando dalla porta dellangolo destro con Renata) Signora Marchesa! Signora Contessa!
LA MARCHESA - Come! Siete voi, BARONE? Era molto tempo che non vi facevate vedere
BARONE Perdonatemi in questi ultimi tempi sono stato occupatissimo.
LA MARCHESA-Santo cielo, ma almeno un rosario serale insiemeo magari un Te Deum
BARONE-Sapeste come ne ho sentito la mancanza(al pubblico)..La marchesina mi ci vuolealtro che rosario o Te Deum!!!
LA MARCHESA Ho piacere che abbiate sentito la mancanza delle preghiere e mi sorprende e che avete fatto di bello?
BARONE - Della politica!
LA MARCHESA - Bah!
BARONE - (a parte) A questo proposito, marchesa, debbo parlarle.
LA MARCHESA - A proposito di politica?
BARONE - S. Le elezioni generali hanno luogo fra una quindicina di giorni, e noi abbiamo pensato, i miei amici ed iodi fare una sorpresa a vostro genero
LA MARCHESA Una sorpresa?
BARONE - (additando Conte che entra) Sma ecco che arriva il Conteve lo dir dopo ancora un segreto
CONTE - (entrando dalla sinistra) Buongiorno a tutti! Mia cara Elena! Mamma!
LA MARCHESA Ed ecco qua mio genero, che si permette il lusso di tornare a casa alle quattro del mattino! Vi ho sentito rincasare, sapete? Ma si pu tenere una condotta simile?!? Vi siete perso persino il rosario di ieri sera!
CONTE Mi dispiace, mammaero con il membro di fuori
LA MARCHESA- CHE COSA? CON IL MEMBRO DI FUORI?!?
CONTE- S, volevo dire il membro pi importante del Consiglio agricoloquello che viene da fuori, da Bologna Abbiamo discusso in modo eccitato, lungamente, lunghissimamente a proposito a proposito delle sovvenzioni che chiederemo al ministro dellagricoltura
LA MARCHESA - (facendo un movimento brusco) Come? Delle sovvenzioni? Al ministro? Non mi direte che anche voi siete socialista!
CONTE Socialista?!? Io? Ma neanche per sogno solo per affetto, per puro affetto dellagricoltura
LA MARCHESA - Un Conte non deve occuparsi del Governo che per combatterlo! Viva il re!
AMEDEO Ancora!
CONTE - Bene! Bene! Non avevo riflettuto a tutto questo! Infatti avete ragione! Non ne parliamo pi. (A parte) Le undici! Perch non arriva il dispaccio?
SCENA VII
GLI STESSI E RICCARDO
Giulia entra dal fondo portando un biglietto da visita.
LA MARCHESA - Che c?
CONTE - Un dispaccio? Finalmente!
ELENA Un dispaccio? Che dispaccio? Giulia, c un dispaccio?
GIULIA No, c un signore che desidera vedere il signor conte.
CONTE - (prendendo il biglietto) Riccardo di Bombardone!
AMEDEO Ma senti! (Ride)
CONTE - (imbarazzato) Riccardo qui! Non possibile! Non dunque nella sua casa di Roma o nei suoi possessi di Bombardone?
ELENA - Si direbbe che questa visita vi infastidisca?
AMEDEO - (al pubblico) Appena appenalupus in fabula!
CONTE Infastidirmi? Niente affatto! Sono cos felice di rivedere il mio vecchio amico (A Giulia) Fatelo entrare. (Giulia esce) Caro Riccardo! (Sottovoce a Amedeo) E il mio dispaccio?
AMEDEO - (sottovoce) Ci vuole unaltra copertura
CONTE - (sottovoce) E Salom che mi aspetta!
GIULIA - (annunziando dal fondo) Il signor Conte Riccardo di Bombardone! (Riccardo entra, Giulia esce)
CONTE - Vieni! Entra! Che bella sorpresa! (Presentando) Mamma, vi presento uno dei miei migliori amici! La marchesa di LucioranaLa signora Elena, mia moglie! La signorina Renata di Luciorana, sorellina di mia moglie e mia cognata il nostro vicino, Barone Castrozzo Altomiri! E questi Amedeo, mio segretario, grande amico e vecchio compagno di scuola. Un abominevole socialista!
LA MARCHESA - (a Riccardo) Creda, signore, che noi siamo lietissimi di conoscerla.
ELENA - Del resto, mio marito ci ha parlato di lei cos spesso che si pu dire di averla sempre conosciuta
RICCARDO Fortunatissimo.non so come ringraziarvi di unaccoglienza cos cordiale. Giunsi ieri a Firenze dove passer alcune settimane presso un mio vecchio zio, e, se la mia visita un po mattutina, solamente perch avevo un vivissimo desiderio di rivedere Arnulfo e stringergli la mano da molto che non ci vediamo Quanto tempo! Uneternit!
ELENA - Non mi sembra, amico mio, poich il mese scorso, a Roma, siete andati insieme a quella tal festa notturna
RICCARDO - (a parte) Eh? Che festa?
AMEDEO - (al pubblico) Ahi!
CONTE - (imbarazzato) S certo! Ma anche un solo mese, quando due amici si vogliono bene come ci vogliamo bene noi, sembra pi di un secolo! (A Riccardo) Ti ricordi,(fa segni, gesti) Riccardo? Quella festa notturna, al Circolo della Stampa!
RICCARDO - (stupito) E dov?
CONTE- Ma come dov! Al Circolo della Stampa! Mi ci portasti tu! (fa ancora gesti per farsi capire)
RICCARDO- Ah, ora ricordo! S, s
CONTE - Una festa superba! Un ballo splendido! Magnifico! Ti ricordi quando ce ne andammo che per poco non cadevi in quellaquellaquella l, fatta da un cavallo?
AMEDEO - (al pubblico) Che faccia tosta! Inventa anche i particolari!
RICCARDO-S, s, ora ricordo
CONTE Ma ora lasciamo il passato e pensiamo al presente! Procura che la colazione sia degna dei nostri ospiti, mia cara Elena.
ELENA Certamente maritino mio bello
LA MARCHESA - Vieni, Renata?
RENATA - Eccomi, mamma. (La marchesa ed Elena escono dalla sinistra; il Conte si avvicina a Amedeo)
AMEDEO E ora Conte che conti di fare?
CONTE Non lo so, non lo so! So solo che Salom mi attendeio devo prendere il treno delle cinquee ho solo qualche ora per trovare un sotterfugio, un espedientecosa potrei fare?
AMEDEO - Non saprei davvero
CONTE Pensa, pensa! Che intellettuale sei se non saipensare!...Per prima cosa devi sbarazzarmi subito del Barone.
AMEDEO Questo non sar difficile. (Prende per il braccio il Barone) Venite, Barone, vi far vedere una bella cosa...una cosa che vi piace moltodi genere femminile la nostra Sala darmi dove ora c una bellissima Cappella.
BARONE - (condotto via da Amedeo) Dove? Ma non mi interessa!!! (lo porta via sotto braccio)
AMEDEO E una cosa bellissima!...Nella sala darmi. Ve la faccio vedere io...la Cappella!...Vi far vedere, opera della nostra signora marchesa, la nostra nuova cappella!!! (sempre sottobraccio)
CONTE Accidenti! Andava tutto cos bene
SCENA VIII
CONTE e RICCARDO
RICCARDO E ora spiegami che cos questa storia del Circolo della Stampa!
CONTE - Ti spiegher
RICCARDO Aspetta, fammi indovinareuna delle solite tue scappatelle dove io sono stato protagonista involontario e inconsapevole?
CONTE Bravo, proprio cos. Avevo passato la serata in un teatro, e dopo lo spettacolo mi ero lasciato trascinare da alcuni amici un po a lungo. E poi cera Salom, una stellaCapisci? Per spiegare il tardo ritorno a casa e per addormentare i sospetti di mia moglie
RICCARDO - Le dicesti che ti avevo portato al Circolo della Stampa.
CONTE - S, proprio cos Ho sempre parlato di te, qui, in termini tanto elogianti e euforici che le signore ti credono un santo.
RICCARDO Mi mancherebbe solo di essere santificato. E cos io ispirerei fiducia? Cerca di non farlo sapere in giro, altrimenti addio reputazione!
CONTE Ma si pu sapere cosa fai qui invece di essere a Roma o a Bombardoneil tuo paese natale?
RICCARDO Te lho detto, sono venuto a trovare mio zio
CONTE Ma smettila! Tuo zio! Come se non ti conoscessi! Come si chiama? Dove abita?
RICCARDO Hai capito subito, eh? E una francese, una donna incantevole! Mischelle Escarg, che, durante due anni, mi ha reso il pi felice degli uomini.
CONTE - Davvero? Non possibile! E io che ti ho fatto passare da santo!
RICCARDO Eh gi!
CONTE E adesso? La sposerai?
RICCARDO Ma sei scemo? Appena ha cominciato a parlare di matrimonio sono sparito come farebbe un magoed eccomi qua!
CONTE E stata una cosa dolorosa?
RICCARDO Ma no! Michelle fin collintendere la ragione, e otto giorni addietro partimmo insieme per Bombardone, dove io possiedo ancora alcune propriet. Laggi, la dimorai in una deliziosa villa, circondata da parecchi ettari di terreno, le augurai sinceramente tutte le felicit possibili, e la lasciai incantata, rapita dalla sua nuova posizione. Essa possiede per conto suo una trentina di mila lire di rendita annui; diventer la regina del paese; godr la considerazione pubblica e prender un marito...felice e becco tutta la vita.
CONTE - E tu?
RICCARDO Voglio cambiare vita. Ora far un giro dei parenti, e poi mi cercher un posticino tranquillo aspettando il momento in cui incontrer unanima gemella che mi far gustare la tranquillit della famigliauna vita in campagna...ecco la mia attuale aspirazione: una famiglia e la pace dei campi!
CONTE - (ironicamente) Ebbene, mio caro Riccardo, non potevi cascare in un luogo migliore! Non andare pi lontano; resta con noi. Troverai in questo luogo una buona dimostrazione di codesta vita di famiglia tutto ci che desideri una casa calmala tranquillit familiareniente alti e bassipotresti sposarti a Carpinetoci sono bellissime ragazze e piene di quattriniche se non fanno la felicitcertamente non determinano la noiala tristezza
RICCARDO - Si certoanche i soldi contanoPotrebbe essere unidea quella di trovare una dolce e bella fanciulla qui a Carpinetosarei anche vicino a te... Sono finiti i bagordi della giovent! Ora bramo una vita tranquilla! Tibullo dice: Divitias alius sibi fulvo congerat aureo et teneat multi iugera culta soliE meglio che te la traduco a senso: Altri accumulino grandi ricchezzela mia piccola, modesta agiatezza mi faccia trascorrere una vita serena, purch il mio focolare sia sempre accesoe aggiungo io ai versi di Tibullo: Io possa mangiare bene, con abbondanza e amare la mia unica donna. Qui , a Carpineto, la vita sociale come si svolge? Ci sono spettacoli teatrali? C movimento?
CONTE- Siiic teatro tutte le sereIl rosario tutte le seree la messa tutte le mattine
RICCARDO- Il rosario? La messa?
CONTE- Dimenticavoc anche la visita domenicale al Monastero delle suore
RICCARDO- Al monastero? Quale monastero?
CONTE-E quella vecchia ciabatta di mia suocera che ti sta col fiato sul collo mattina e giornoqueste sono soddisfazioniche fortuna, eh?
RICCARDO O DioMa se verr io a vivere quile cose cambierannofaremo subito un circolo culturaleculturalesi fa per direun circolo ricreativo!!!
CONTE- Con mia suocera in casa? Auguri!
SCENA IX
Gli stessi e RENATA
RENATA - Scusate! Il signor Barone non qui?
CONTE - No, perch?
RENATA - Un corriere giunto qui. Sembra che abbia un importante messaggio.
CONTE - Per il Barone?
RENATA - S. (misteriosamente) Un messaggio da parte del comitato.
CONTE - Del comitato? Quale comitato?
RENATA - Ah! Non so! Ma sembra che si tratti di cosa importantissima.
RICCARDO Sentite che misteri ci sono in questa villameno male era una vita tranquilla!
CONTE - Che il Barone cospiri?
RENATA - (ridendo) Ma chi? Il Barone? Non c pericolo!
CONTE - Credo che lo troverai nella cappella; Renata gliela sta facendo vedere...no scusa Amedeo gliela sta facendo vedere! Lui, il barone,avrebbe preferito che gliela facesse vedere Renata!
RENATA - Vado ad avvertirlo un cospiratore? Ma figuriamoci! (esce)
SCENA X
CONTE e RICCARDO
RICCARDO - La Marchesina di Luciorana una fanciulla adorabile.mi piace molto!
CONTE - S... il solo raggio di sole che illumini la casa! cos gaia cos ridente, cos veramente giovane! Povera Renata! La mia compagna di prigionia
RICCARDO - Prigionia? E chi che vi tiene prigionieri?
CONTE Chi? Mia suocera, ecco chi! Quella vecchia ciabatta sfilacciata!
RICCARDO E che centra tua suocera? La villa non tua?
CONTE - Da quando venuta a stabilirsi in casa nostra, essa regna e governa E ti garantisco che non si tratta di una monarchia temperata! E una despota! Comincio a capire le rivoluzionivoglio diventare un rivoluzionario...un socialista anarchicocome Amedeo
RICCARDO - Diavolo! Allora non sei felice?, Ti annoi?
CONTE Tu non ti annoieresti tra rosari Monasteri messe e Te deum?
RICCARDO - Allora bisogna reagire, distrarsi, occuparsi Viaggia, fa qualche cosa, lavora!
CONTE - Lavorare? Io? Ma sei scemo? Io sono un nobile! Ai nobili vietato lavorare! Il lavoro gi troppo poco per chi ne ha bisognoper i poverie se anche i nobili lavorassero cosa resterebbe ai proletari? Ai veri lavoratori?
RICCARDO - Allora, potresti fare della politica. Toh! Unidea Le elezioni generali avranno luogo fra una quindicina di giorni: presentati candidato.
CONTE - Io? Scherzi! Ma io non ho nulla di ci che occorre per essere candidato
RICCARDO Invece hai una cosa importantissima.
CONTE-Che cosa?
RICCARDO- Sei ricco.
CONTE - Che cosa farei alla Camera, Dio mio?
RICCARDO Niente, esattamente come tutti gli altri deputati...potresti anche dormire mentre qualcuno parla...nessuno ti direbbe niente!...
CONTE - (a parte) Questa sarebbe uneccellente ragione per partireper fare le mie cose altrove
RICCARDO - Una candidatura lhanno offerta perfino a me
CONTE - A te?
RICCARDO - Parola donore!
CONTE - Dove?
RICCARDO - A Bombardone.
CONTE - Dove hai portato quella Michelle?
RICCARDO - Precisamente.
CONTE - E tu rifiutasti?
RICCARDO - Certamente io non ho bisogno di distrarmi come tema la popolazione di Bombardone non si data per vintaanche stamani mi giunto un messaggio che mi implorava di accettarePerch non vai tu a nome mio? A Bombardone mi conoscono solo di nome!
CONTE - (riflettendo) Ah! (A parte) Se io profittassi!
RICCARDO - (prendendo una lettera di tasca) una lettera urgente. (Legge) Signor Conte, in presenza dei progressi continui che fanno le idee demagogiche, ci parso necessario di raggruppare intorno a un capo rispettato le forze conservatrici del collegio di Bombardone! Ecc., ecc. e finisce con Lunga vita al re!
CONTE - (sempre maggiormente agitato, sino alla fine della scena) Allora, tu rifiuti?
RICCARDO - Assolutamente.
CONTE - Dimmi, che paese , cotesto Bombardone?
RICCARDO - Ah, mio caro! Un buco, un vero buco, perduto in mezzo alle montagne. Dei luoghi pittoreschi, ma degli abitanti molto primitivi! Sembra di essere a mille chilometri dai paesi civili
CONTE - (a parte) Ecco ci che mi occorre! (Ad alta voce) Lidea mi piace per distrarmi, mi presentassi candidato in tua vece?
RICCARDO - Fai sempre una nuova esperienzanella vita fare sempre le stesse cose annoiaci si ammala con la noiaA Bombardone potresti fare una nuova esperienza
CONTE - Credi che i tuoi elettori mi accetterebbero?
RICCARDO Certamente, a braccia aperte! Tu sei conservatore come me, monarchico come me, cattolico come me. Hai lo stesso mio titolo, sei Conte.
CONTE - (prendendo la lettera) Scusa! C il tuo nome, in questa lettera?
RICCARDO - No, non si trova che sulla busta.
CONTE - Allora, la lettera potrebbe benissimo essermi stata indirizzata?
RICCARDO Certamente. Tu sei Conte esattamente come lo sono io.
CONTE E tu potresti avermela portata a nome degli elettori di Bombardone?
RICCARDO - Senza dubbio.ti divertirestireciteresti una partecome un attoreun grande attore
CONTE Bene. BeneLidea mi sta piacendoParlerai con mia moglie e mia suocera, e le convincerai che una nobile causa.
RICCARDO- CertamenteMa devi essere convinto prima tu!!!
CONTE-Certo, sono di questo parere anchio, ma a te crederebbero con pi convinzione.poi saremo in due
RICCARDO Lo far volentieri Per, la campagna elettorale comincia domani laltro, quindi dovresti partire oggi stesso.
CONTE - (dimenticando di fingere) Proprio per questo!
RICCARDO - Eh?
CONTE - (correggendosi) No, dicevo proprio per questo che tu devi convincere Elena e mia suocera!
RICCARDO Ci penso io. Per debbo avvertirti di una cosa: le idee monarchiche non incontrano molto favore a Bombardone, e tu sicuramente non potrai avere che un centinaio di voti.
CONTE - (storditamente) Anche troppi!
RICCARDO - (sorpreso) Ma che dici?
CONTE Dicevo, con cento voti lonore sar salvo e poi la prima voltaNon sono ambizioso e se questa storia servir a distrarmi, ben venga!
RICCARDO - Alla buonora! Vado a cercare le tue signore.
CONTE Mi raccomando (Riccardo esce dal fondo) E bravo Riccardo! Non sai che servizio mi hai resoma che mimporta delle elezioni? Salom, preparatisto arrivando!
SCENA XI
AMEDEO e CONTE
AMEDEO - (rientrando dalla porta dellangolo destro) Arnulfo, ci siamo. Ti ho trovata la scusa per partire.
CONTE Tranquillo. Non serve pi.
AMEDEO - Ah! Resti? Non parti?
CONTE Parto, parto
AMEDEO E come farai?
CONTE - Fra poco mia moglie e mia suocera torneranno qui, e le udrai supplicarmi di partire.
AMEDEO - Vorrei vedere anche questa E tu parti? Per?
CONTE - Per Bombardone: hai di fronte a te un candidato alle elezioni.
AMEDEO Un candidato? Cos? Su due piedi!
CONTE - S unidea di Riccardo.
AMEDEO- Ma tu di politica non capisci nulla!
CONTE- Esattamente come tutti gli altri candidati.
AMEDEO Strana idea allora non vai dalla tua bella?
CONTE- Ma certo che ci vado!
AMEDEO E come farai ad andare da Salom e a Bombardone contemporaneamente?
CONTE Ma che contemporaneamente La campagna elettorale dura quindici giorni, non vero? Io passer questi quindici giorni con Salom il pi allegramente possibile dopo di che ritorner tranquillamente qui! Racconter che gli elettori non mi hanno voluto; ecco tutto!
AMEDEO - E nessuno sospetter che non sei stato a Bombardone?
CONTE - Nessuno! Mi sono informato: Bombardone un buco, un vero buco perduto fra le montagne! Chi diavolo potrebbe occuparsi di ci che vi succede?
AMEDEO Attento, tua moglie non scemasarai costretto a scriverle, e il bollo postale non sar quello di Bombardone perch tu non ci sarai a Bombardone
CONTE - Accidenti! Non ci avevo pensato!
AMEDEO - E la stampa? Non pensi alla stampa? Vedrai che si occuperanno anche di Bombardone!
CONTE - S, hai ragione Come posso fare? Ci sono! Io devo andare da Salom(riflette)Idea splendida idea!!! Tu andrai a Bombardone!
AMEDEO - DOVE?
CONTE - Tu non conosci nessuno a Bombardone?
AMEDEO Non so neppure dove sia!
CONTE - Io neanche. Allora la cosa semplice. Prenderai il mio nome e il mio posto.
AMEDEO Ma tu sei matto Vorresti che io mi facessi passare per il Conte Arnulfo di Carpineto?
CONTE Veramente dovresti dire di essere il conte Riccardodirai solo sono il contee basta!...Ma dai! Camperai a mie spese quindici giorni in una localit bellissima!
AMEDEO-A Bombardone?
CONTE-A Bombardone!
AMEDEO Non ci sono mai statoAvrei paura di fare qualche fesseria
CONTE Ma che paura? Nessuna fesseriaNessuno lo verr a sapere!!! Chi vuoi che lo venga a sapere?
AMEDEO Comunque se ci dovessero scoprire la colpa sar tua.
CONTE Non ti preoccupare, andr tutto liscio come lolio. Quanto agli elettori fregatene! A me basta che tu prenda una decina di votie se anche nessuno ti voter, sai che me ne fregavattene in giro per le montagne, fai camminate, respira aria buonatrovati una donnamangia quello che vuoitutto a mie spese
AMEDEO E come far a scrivere a tua moglie?
CONTE Facile: ti consegner sette o otto lettere gi scritte, che tu spedirai a intervalli di due giorni luna dallaltradentro ci sar tutto: speranza, delusionetutte cose vaghe, tra il s e il no
AMEDEO - Mi piacerebbe di pi venire con teSalom potrebbe avere unamicaper me!!!.
CONTE No caro, a Roma, con Salom ci vado io.da soloma se accetti se fai ci che ti dico quando torno ti raddoppier lo stipendio.
AMEDEO Stipendio doppio! (fa finta di pensarci)..Va bene, affare fatto! A proposito, durante il mio soggiorno a Bombardone dove ti scriver?
CONTE E perch mi vuoi scrivere? A che cosa servirebbe? E poi non so neppure dove sar Il giorno dopo lelezioni ci ritroveremo a Firenze, allalbergo della Posta. Il primo che arriva aspetta laltrola mattina seguente partiremo insieme
AMEDEO Va bene.
CONTE E allora mi dirai quello che successo, onde evitare pasticci...Siamo intesi?
AMEDEO E va bene, mi hai convinto!... Per ti avverto: non mi far mancare nulla, e tutto a tue spese.
CONTE - Ti do carta bianca.
AMEDEO - Carta bianca? Bene! A che ora partiamo?
CONTE - Dopo colazione.
AMEDEO - Vado a preparare il mio bagaglio! Io candidato in vece di altro candidatoin vece di ! Mah! (Esce a sinistra ridendo) Che Marx me la mandi buona!!! Dovr recitare la parte di un candidato!
SCENA XII
La MARCHESA, RICCARDO, CONTE, ELENA e RENATA
CONTE - (solo, prendendo un orario delle ferrovie) Vediamo! Il diretto parte alle cinque e dieci minuti .Va benissimo.
LA MARCHESA - (entrando dalla porta dellangolo destro con Elena, Renata e Riccardo) Ecco una notizia davvero inaspettata!
RENATA - Partite, Arnulfo?
ELENA - Vi ha proposto agli elettori il signor conte Riccardo?
RICCARDO - Credo di aver fatto la scelta migliore.
LA MARCHESA - Ma non hanno dunque nessun altro da candidare a Bombardone? Magari un politico vero
CONTE Oh mamma, come siete severa con me! Non mi ritenete allaltezza? Forse avete ragione: decliner linvito.
RICCARDO - Come! Indietreggi?
LA MARCHESA Arnulfo, non pensate neppure per un momento di rifiutare. Voi farete il vostro dovere fino in fondo, ve lo ordino!
ELENA - Penso lo stesso io pure, marito mio!
LA MARCHESA - Un gentiluomo deve sacrificarsi al trionfo della buona causa.
CONTE Davanti a tale fermezza, come rifiutare? Per non aspettatevi molto: Riccardo mi ha illustrato la situazione politicanon avr molti votipoi non sono un imbroglionvolevo dire un politico
RENATA E allora perch andate?
LA MARCHESA Andr perch bisogna contrastare in tutti i modi il socialismo! Viva la monarchia! Viva il re!
CONTE Via mamma, sembrate spiritataquindi devo accettare?
LA MARCHESA - Senza esitazione.
CONTE E sia! Obbedisco come sempre.
ELENA - Ci scriverai spesso? Ci terrai informate?
CONTE Scriver ogni due giorni. Vai a dire a Giulia di prepararmi il baule.
ELENA - Come, parti oggi?
CONTE - Oggi stesso, alle cinque, col diretto. necessario Non vero, Riccardo?
RICCARDO - Infatti, signora, indispensabile! La campagna elettorale comincia dopo domani. (Il Barone entra dal fondo, tenendo una lettera in mano) Arnulfo atteso a Bombardone.
SCENA XIII
Gli stessi e BARONE
BARONE - A Bombardone? Andate a Bombardone?
CONTE - Siete stato a Bombardone!?!?
BARONE - No; ma ci abita un mio cugino, il barone Tancredi Giodano Orsini del Paretaio. (Con finezza) Ma, mio caro, voi non potete partire, oggi!
CONTE - Come, non posso? E perch?
BARONE - (con finezza) Perch vi ho fatto una sorpresasiete pronto?
CONTE Pronto a che?
BARONE - Ascoltate! (Alla Marchesa) Vedrete che sorpresa! (Legge) Il comitato elettorale monarchico del collegio di Firenze , si pronunziato per la candidatura del signor conte Arnolfo, vostro amico
CONTE Cosa?!?
BARONE - (leggendo) che voi avete energicamente raccomandato.
CONTE - (con collera) Raccomandato! Voi mi avete raccomandato!
BARONE - (leggendo) Noi speriamo chegli non decliner questo onere e onore e vincarichiamo di fargli nota questa decisione. Ebbene! Che ne dite?
CONTE - (a parte) Imbecille!
RENATA - Che piacere! Firenze molto pi vicino!
ELENA - Inutile, ora, di andare a Bombardone.
LA MARCHESA - Elena ha ragione: che vi presentate qui o laggi, importa poco.
CONTE - Importa molto, invece! Non la stessa cosa niente affatto! Qui, i candidati non mancano, mentre laggi Non vero, Riccardo?
BARONE - Come, rifiutereste?
CONTE Rifiuto s!
BARONE Voi non lo farete!
CONTE E chi lo dice, voi? Io non amo essere patrocinato, senza che lo ne sappia niente!
BARONE - Io che credevo!
CONTE Credevate male.
LA MARCHESA - Siete ingiusto, Raimondo Il Barone ha creduto farvi cosa grata.
BARONE E come!
LA MARCHESA - Poich siete risoluto a difendere la buona causa, meglio farlo qui dove tutti vi stimano e vi amano, piuttosto che a Bombardone dove nessuno vi conosce Che ne dite, signor Riccardo?
RICCARDO - Confesso, infatti, che ci sembra pi logico anche a me.
CONTE - (furibondo) Cosa? Anche a te? Tu che mi hai proposto agli elettori di Bombardone, vuoi che li abbandoni? Mi prendi forse per una banderuola? Io non ho che una parola!
ELENA - Ma non lhai ancora data!
CONTE - Ebbene, la do adesso! Presenter la mia candidatura a Bombardone!
LA MARCHESA - Davvero, amico mio, non capisco la vostra repulsione a candidarvi a Firenze
CONTE - (Molto imbarazzato) Ah! Non capite? Eppure la cosa chiarissima! Anzi, mi sorprendo che non abbiate capito ancora(pensa poi enfatico)Nemo profeta in patriaNessuno profeta nel proprio paese lo sapete! Un fiasco a Bombardone mi sar indifferente; A Firenze fiaschi non ne voglio! Sono troppo conosciuto!
LA MARCHESA Questo vero
CONTE - E poi, non mi piace mendicare i voti delle persone che conosco; quelli dei miei fornitori, dei miei fittavoli e dei miei servi, che prima mi faranno mille promesse e poi voteranno contro di me.
ELENA - Ma i nostri amici?
CONTE Non mi fido degli amici.
BARONE - CONTE!
CONTE - Non dico questo per voi, Barone! Voi credevate di far benema Bombardone mi ha richiesto.
LA MARCHESA Forse avete ragionemeglio Bombardone
BARONE - I membri del comitato di Firenze saranno desolati.
CONTE - Li ringrazierete da parte mia poi gli scriver una lettera di ringraziamento.
RICCARDO - (a parte) Se per caso tu vedessi Michelle Escard, lagginon parlare di me.
CONTE - Puoi stare tranquillo.
BARONE - (che ha scritto sopra un biglietto di visita) Poich andate proprio a Bombardone, andate a fare visita a mio cugino.
CONTE - Quale cugino?
BARONE - Il barone Tancredi Giordano Orsini
CONTE - S S non vi preoccupate.
BARONE - Prendete, ecco il suo indirizzo, perch non possiate dimenticarlo.
CONTE Grazie. (A parte) Stai fresco!
SCENA XIV
Gli stessi, Giulia, poi AMEDEO
Giulia - (comparendo dalla porta dellangolo sinistro) La signora marchesa servita!
LA MARCHESA - Il vostro braccio, Conte Riccardo! Andremo a bere al successo del nostro candidato. (La Marchesa esce con Riccardo dalla porta dellangolo sinistro, seguita dal Barone e da Elena. Amedeo entra dal lato sinistro, sul davanti e va a parlare con Conte)
AMEDEO - (sottovoce) Senti, mi sono accorto che il mio cappotto in uno stato deplorevole; allora ho preso il tuo.
CONTE-Quello di cammello?
AMEDEO- E marrone?
CONTE- Si.
AMEDEO- Allora quello di cammello.
RENATA - Ebbene! Raimondo, mi lasciate sola?
CONTE - Oh, scusa cognatina bella (Le offre il braccio)
RENATA - Come sembrate contento di lasciarci!
CONTE - Io? Ma se sono affranto dal dolore!
RENATA-A guardarvi non si direbbe
CONTE- E perch sono bravo a mascherare questa pena che mi lacera il cuore
AMEDEO- Quale pena?
CONTE-Quella di lasciare sole le mie donne, se pur per tre settimane sole
RENATA Oh, come odio la politica! Per fortuna non me ne interesso
CONTE-Fate male, cognatinaricordatevi che anche se voi non vi interessate di politica, la politica si interessa di voi un interesse materiale...per spillare soldi a voi...e arricchirsi lei!
RENATA- La politica si arricchisce?
CONTE- La politica no...ma i politici siiii!!! Avete mai visto un politico povero? (Escono)
AMEDEO - Allora il dado tratto! Durante questi quindici giorni io sar per tutti un ricco e nobile Conte! A spese di Arnulfo di CarpinetoS, vero, sono socialistama che centra! Una cosa cos capita una volta sola nella vita! Al diavolo gli idealici sar pur il tempo di rimediare sono sicuro che chiunque al mio posto farebbe lo stesso gi capitato in passato, e sono sicuro che capiter anche negli anni a venire! (Esce dalla porta dellangolo di sinistra)
SIPARIO
ATTO SECONDO
Molti giorni dopo.
SCENA I
GIULIA e AMEDEO
GIULIA - (entrando dal fondo, con un paniere in mano) Dorme ancora, probabilmente Certo! Quando si torna a casa alle cinque del mattino! (Picchiando alla porta di sinistra, sul davanti della scena) Scommetto che russa a tutto andare! Signor Amedeo! Signor Amedeo! (Picchia) Mi disse di venire a svegliarlo alle dieci (Picchia) Signor Amedeo!
AMEDEO - (lo si sente aprire la porta chiusa a chiave. Apre un pochino limposta, adagio adagio) Sei tu mia buona Giulia? Sei sola?
GIULIA - S. Le signore sono alla messa.
AMEDEO - (scendendo sul davanti della scena) E lui, tornato?
GIULIA - Chi?
AMEDEO - Il signor Conte.
GIULIA - No, il signor Conte non ancora tornato.
AMEDEO - Ne sei sicura?
GIULIA - Sicurissima! Anzi, la signora marchesa e la signora contessa cominciano ad essere inquiete.
AMEDEO - (al pubblico) Accidenti! Non tornato! E ora?
GIULIA - Sembra che la votazione sia avvenuta domenica, e il signor conte sarebbe dovuto tornare ieri, luned
AMEDEO Certo che sarebbe dovuto tornare ieri! Sei sicura che nessuno mi abbia visto entrare, stamani?
GIULIA - Oh! Nessuno! Io sola ero alzata.
AMEDEO - Ascolta! Bisogna assolutamente che nessuno sospetti la mia presenza qui.
GIULIA E perch non si vuol far vedere?
AMEDEO Tranquilla, sono piccolezzemia buona Giulia, portami qualcosa da mangiare. Muoio di fame! Portami del pane, un salame, del provolone, vino, frutta e tutto quello che trovi in dispensa ho una fame da lupo!
GIULIA - (mostrando il paniere) Immaginavo che lei avesse fame Prenda! Qui dentro c la colazione. (Posa il paniere sopra la sedia)se non basta porter altro
AMEDEO - (prende il paniere) Sei un angelo! Dimmi! Non avvenuto nulla di strano, qui, durante la nostra assenza?
GIULIA Noa parte il signor Riccardo che ormai sono otto giorni che qui con noi.sta sempre attaccato alle sottane della marchesina Renatasar innamorato?
AMEDEO Senti senti quel Riccardo! Ah, una raccomandazione. Spierai attentamente larrivo del postino e mi consegnerai, a me solo a me, tutti i giornali.
GIULIA - Bene, signore. (Risale verso il fondo)
AMEDEO - Fa quello che ti dico, non te ne pentirai. E sopra a tutto, sii discreta
GIULIA - Quanto a ci, pu stare tranquillo. Sar muta come una tomba. (Esce dal fondo)
SCENA II
AMEDEO
AMEDEO (parla da solo ma si rivolge al pubblico) Oggi i giornali annunceranno lesito delle votazioni ma perch il Conte non venuto allappuntamento allHotel della Posta di Firenze? Lho aspettato fino a questa mattina! Ed eccomi costretto a nascondermi, per non essere interrogato. Accidenti a lui e a quella Salom che gli fa perdere il lume dellintelligenza! Ci vorrebbe un po pi di cervello, e che diamine! A proposito di donne, non mi devo dimenticare di scrivere alla mia adorata Michelle Escardlho conosciuta in tutti i sensi che giornate stupendee che notti, ragazzi! Insieme a lei ho ritrovato la mia giovinezza che credevo perduta tra queste nefaste muraforse mi ha amato perch mi sono fatto passare per conte, ma che importa? Quante donne offrono i loro favori a uomini piccoli, grassi e vecchi solo perch sono potenti? E sempre stato cose sono sicuro che sar cos anche tra centanni! E allora perch non ne dovrei approfittare anchio? (Giulia entra dalla destra in fondo con una lettera in mano)
GIULIA - Signor Amedeo, arrivata una missiva dallalbergo della Posta di Firenze.
AMEDEO - (prendendo la lettera) Hai detto al portatore della lettera che sono qui?
GIULIA - Mi crede stupida? Gli ho detto che le avrei consegnata la lettera al suo ritorno. (Va ad aprire le tende e la porta dal fondo)
AMEDEO - (che ha aperta la lettera, a parte) Ah! del Conte! (Leggendo) Mio caro Amedeo, impossibile di partire Comincia bene! Sono trattenuto da una questione di onore; bisogna che io tagli le orecchie a un giovine insolente che ha osato insultare Salom. Salom! Ne ero sicuro! Devi ritornare al castello e devi dire a tutti che sei partito prima di me per una faccenda personale. Io prender domattina il treno delle cinque con Salom่ Come! con Salom che si reca a Firenze per darvi alcune rappresentazioni.Dovr lasciarla a Firenze e poi venire in villaarriver prima di mezzogiorno Non ho letto niente sui giornali di oggi riguardo alle elezioni di Bombardone Sei contento? Le cose sono andate bene? Ti sei divertito molto? Spero che tu abbia raccolto almeno una decina di voti ti saluto. Disgraziato! Scherza, lui Dunque, sono le undici sar qui fra circa unora.
GIULIA - (in fondo, spolvera i mobili e guarda dalla finestra del fondo, a sinistra) Signor Amedeo sta arrivando la signora Marchesa e la signora Contessa.
AMEDEO O perbacco! Devo nascondermi nella mia camera!(Si muove per entrare a sinistra)
GIULIA - E la colazione? La porti via! (Gli d il paniere)
AMEDEO - Grazie! Ricordati quello che ti ho detto. E soprattutto, silenzio. (Entra a sinistra, sul davanti. Si sente chiudere la porta a chiave)
GIULIA - (mettendo in ordine la scrivania e le sedie) Dica quel che vuole, ma tutto questo puzza di bruciato... non ci si nasconde quando non si ha nulla a temere.
SCENA III
LA MARCHESA, ELENA e GIULIA
LA MARCHESA - (entrando dal fondo, con Elena) Il postino non ancora arrivato, Giulia?
GIULIA - Non ancora, signora Marchesa.
LA MARCHESA - Appena verr, ci porterete la posta, qui.
GIULIA - La signora Marchesa sar servita(a parte) Finisce che ci vado di mezzo io!
ELENA - Il signor Amedeo torner senza dubbio oggi, con mio marito. Bisognerebbe aprire le finestre del suo quartierino per rinnovare laria.
GIULIA - Bene, signora contessa. (A parte) O mamma mia! (Esce a sinistra, indietro)
SCENA IV
LA MARCHESA, ELENA e RENATA
LA MARCHESA - Nessuna notizia, ancora! Davvero, Elena, il silenzio di tuo marito imperdonabile.
ELENA - Non ci capisco nulla!
LA MARCHESA - Che negligenza! Che trascuratezza! Tuo marito proprio un cane! No il cane migliore, almeno fedele! E solo un cretino deficiente!
ELENA - Purch non gli sia successo nulla di male! Le passioni politiche a volte (Giulia entra dalla destra, indietro)
LA MARCHESA - Che c?
GIULIA - Un dispaccio per il signor Conte, signora Marchesa. (Lo porge ed esce)
RENATA - Infine! Sapremo
ELENA - (si alza e si avvicina) diretto ad Arnulfo?
LA MARCHESA - S (Lo apre)
ELENA - Ebbene! Che fai madre?
LA MARCHESA - Lo apro! Un dispaccio di mio genero si apre sempre. (Legge) Bravo! Conte! Bravo!
RENATA E stato eletto?
LA MARCHESA - (continuando a leggere) Viva il socialismo! (Uno sguardo) Firmato: un fratello ed amico. Che significa ci? Viva il socialismo?
ELENA - Indovino. Il povero Arnulfo ha fatto fiasco e lo stanno prendendo in giro.
LA MARCHESA - In ogni caso una burla di cattivo gusto. (Riccardo e il Barone entrano dal fondo)
SCENA V
LA MARCHESA, ELENA, RENATA, RICCARDO E BARONE
RICCARDO Buongiorno signoreche c di nuovo?
LA MARCHESA - Nulla.
BARONE - Come? Ancora non si sa nulla?
RICCARDO Accidenti, incredibile!
RENATA - Il silenzio di Arnulfo comincia ad essere inquietante.
BARONE - Ed io che sono venuto apposta per avere delle notizie! E che dicono i giornali? Non li avete letti?
LA MARCHESA No, e voi?
BARONE No, no li leggo solo il gioved, quando vado al circolo a Firenze.
ELENA - Il postino non ancora arrivato.
RICCARDO - Forse il Conte Arnulfo ha avuto un numero di voti cos misero che si vergogna...
RENATA - probabile Io non ho molta fiducia in Arnulfo, come uomo politico.
RICCARDO In ogni caso questa attesa ci uccide.
LA MARCHESA Comincio a pensare che non gli importi nulla di noi.
ELENA Ma via, mamma
LA MARCHESA - Lo vuoi difendere, tu? Sono oramai diciotto giorni chegli partito!
ELENA Ma ci ha mandato dei giornali ci ha scritto ogni due giorni
LA MARCHESA Lettere vuote, sconclusionate, che non dicono nulla.
RENATA Questo verotutte le sue lettere sono vuote, vaghe non parla mai di Bombardone, ne dei suoi abitantiper quel che ne sappiamo questo posto potrebbe essere in Giappone
LA MARCHESA E la lettera che gli avete scritto voi, signor Riccardo? Avete ricevuto risposta?
RICCARDO No, ma sicuramente sar stato molto occupato!
LA MARCHESA Ma quale occupato e occupato! Un momento per un amico o una moglie si trova sempreIl signor Conte un egoista, ecco tutto! E appena torna glielo dir in faccia!
RENATA - (abbracciando la Marchesa) Non lo sgridare troppo mamma Sono sicura che ha lavorato come non mai, con questa politicaO santo cielo! Devo dar da mangiare ai miei uccellini! Mi accompagnate nella voliera dei passerotti, signor Riccardo?
RICCARDO - Sono ai vostri ordini, dolce e bella marchesina.voliamo insieme nella voliera degli uccellini!!!
BARONE Posso venire anchio a vedere gli uccelli, signorina Renata?
RENATA- (contrariata) Ma certo, signor Barone!...Voi non siete mai (infastidita) inopportuno!
ELENA Renata, non ti sembra di abusare della pazienza dei nostri ospiti? Lasciaci un uomo!
RENATA Non abuso per niente! Il signor Riccardo mi segue perch lo vuole.non lo obbligo mica(Con solennit) Giurate che mi seguite liberamente, volontariamente...senza coercizioni...
RICCARDO - (con solennit) Lo giuro.mi piacciono molto i passerotti e le passerotte della marchesinason bellissimebellissimii passerotti della voliera!
BARONE Lo giuro anchio.
RENATA - (ad Elena) Visto? (Esce, seguita da Riccardo e dal Barone)
ELENA - Il Conte Riccardo sarebbe un eccellente marito per Renata.
LA MARCHESA (Sovrapensiero) Non ci credo che mio genero non abbia risposto al suo amiconon me la racconta giusta
SCENA VI
LA MARCHESA, ELENA, RENATA e AMEDEO tra le quinte
AMEDEO - (aprendo un po la porta, a parte) Sono ancora l! (Sparisce)
RENATA (Rientra con la posta in mano) Cera il postino l fuori, mamma. Ecco una lettera e una cartolina postale...io torno dai miei uccelliho un'uccellina, una passerotta che non canta e non mangiasar ammalata o innamorata?! (Le porge la cartolina ed esce)
LA MARCHESA - Una cartolina postale? E di chi? Ah, per tuo marito
SCENA VII
LA MARCHESA, ELENA
ELENA - Mamma, non penserai di leggerla?
LA MARCHESA - Certamente! Una cartolina postale si legge sempre. (La legge) Bene. Sembra che lo scherzo continui.
ELENA - Come?
LA MARCHESA - (Leggendo) Cittadino Conte, le parole non provano nulla; gli atti sono tutto. Sei sincero? Lo sapremo fra non molto. Fa attenzione! Il popolo ti tiene docchio! Viva il socialismo! Firmato: Il presidente dellUnione federale dei socialisti. Che significa?
ELENA - Io non ci capisco nulla.
LA MARCHESA - Che vogliono dunque alla fine, con i loro Viva il socialismo?!? E chi il presidente dellunione federale?
ELENA - Non so! Arnulfo ce lo spiegher sicuramente.
LA MARCHESA - (prendendo la lettera) E questa lettera? Da dove viene questa lettera? Guarda un po! Da Bombardone! Chi la spedisce? Questa non la scrittura di tuo marito! E profuma, anche!
ELENA - Mamma! Quella lettera per mio marito! Non la puoi aprire!
LA MARCHESA - Scommetto che una lettera di donna!
ELENA - Mamma!
LA MARCHESA - Ti dico che ne sono sicura.
ELENA - Non importa; noi non dobbiamo aprirla.
LA MARCHESA - Infatti, figlia mia, hai ragione! Da parte tua, sarebbe una grave indiscrezione! Ma da parte di tua madre un dovere. E lo far!
ELENA Ti prego, non lo fare!
LA MARCHESA - (aprendo la lettera) La tua felicit, prima di tutto.
ELENA - Allora tu sarai la sola colpevole! Io non voglio essere tua complice. (Esce dal fondo)
SCENA VIII
LA MARCHESA sola
LA MARCHESA Com ingenua mia figlia! (Traendo una fotografia fuori dalla busta) Visto? Una fotografia di donna! anche bellina, la sfrontata! Vediamo C qualche cosa scritto dietro. (Leggendo) Al Conte di Carpineto Ricordi eterni! Grotta dellArcata, 20 di luglio; Grotta del Pastore, 25 di luglio; Grotta dellOrso nero, 1 di agosto Ma quante grotte le ha mostrato questa donna? (leggendo la lettera) Vediamo la lettera, ora. Mio adorato barboncino, io non vivo pi, dopo la tua partenza! Sento che morirei, se dovessimo stare separati pi a lungo! Cos, parto questa sera... Arriver domattina e ti far sapere subito in quale albergo sar alloggiata. Ti mando, qui unita, quella fra le mie fotografie che ti piace tanto. Possa essa farti aspettare pi pazientemente lora della nostra riunione! A domani dunque, mio adorato barboncino Colei che non ha cominciato realmente a vivere se non quando cominci ad amarti: Michelle Escarg. Ma come! Viene a cercarlo a casa sua? molto audace, la signorina Michelle! Caro il mio genero, stavolta di te far polpette!
SCENA IX
LA MARCHESA, RENATA, RICCARDO, BARONE, CONTE, ELENA
RICCARDO - (fra le quinte) Finalmente! Eccolo!
RENATA - (fra le quinte) Arnulfo!
BARONE - (fra le quinte) Caro Conte!
ELENA - (fra le quinte) Mamma! Mamma! (entrando) lui! E tornato Arnulfo!
LA MARCHESA Era lora! (Il Conte entra dal fondo. Ha laria inquieta; sembra impensierito. Con lui entrano Riccardo, il Barone e Renata che lo circondano)
CONTE Eccomi qua! (alla marchesa, facendo atto di abbracciarla) Cara mamma!
LA MARCHESA - (Scansandosi freddamente) Buongiorno, signore.
CONTE - (a parte) Hum! Laria burrascosa! Come mai Amedeo non qui?
BARONE - Eh! Buongiorno! Come va?
CONTE - (avvicinandosi e stringendogli la mano) Benissimo, Barone! Ma Amedeo non ancora arrivato?
RENATA Insomma, Arnulfo! Non mi abbracciate?
CONTE - (avvicinandosele) Oh! Scusa, mia cara Renata! Con tutto il cuore! (la abbraccia) Sempre cos fresca! Cos leggiadra!
RENATA - Abbiamo parlato di voi ogni giorno (fieramente) col signor Riccardo.
CONTE - (stringendo la mano di Riccardo) Ah! Eccoti! (A parte) Amedeo non qui?
RICCARDO Dai, non farmi stare sulle spinecom andata?
CONTE - (imbarazzato) Ah, mio Dio! Sai insomma Amedeo non si visto?
ELENA - No, marito mio.
CONTE - (a parte) Imbecille! Eccomi in un bellimpiccio! Che cosa dir?
LA MARCHESA - Ebbene, mio signor genero ritardatario?
CONTE - Ebbene, mia signora suocera sempre puntuale?
LA MARCHESA Vorrei sapere come sono andate le cose, visto che non vi siete neppure degnato di telegrafare un messaggio!
CONTE - (a parte) Ahi!
LA MARCHESA - (continuando) Ora abbiate la bont di metterci al corrente.
BARONE - (vivamente) Le cose sono andate bene?
RENATA - (vivamente) Siete contento?
RICCARDO - (c. s) Ti hanno eletto?
ELENA - (c. s) Siamo impazienti.
CONTE - Se parlate tutti in una volta! (A parte) O mamma mia che guaio!
ELENA - Su raccontaci! Come andata; laggi?
CONTE - Mio Dio! Abbastanza bene! Anche meglio di quanto avrei osato sperare.
LA MARCHESA - (vivamente) Vi hanno votato?
CONTE Noma quale votato! Daltronde io prevedevo il risultato; non vi ho ingannati; vi avevo avvertito. E poi, Riccardo ve laveva detto Non vero Riccardo? Nonostante i miei discorsi, il mio impegno
RENATA Lo sappiamo, lo sappiamo!
CONTE - (sorpreso) Losapete?!?
ELENA Certamente! Anzi, sembra che ti sia mostrato molto eloquente nella riunione del 23 luglio.
CONTE-Quale riunione?
LA MARCHESA - Come! Non vi ricordate?
CONTE E come faccio? Ne abbiamo tenute tante di riunioni!
ELENA - Presso lassessore anziano di Bombardone.
CONTE - Ah, s, ora ricordo.
RENATA Vi hanno perfino applaudito.
RICCARDO - Non sapevo che tu fossi un cos valente oratore!
CONTE - Oh, mio Dio! Ho fatto meglio che ho potuto Si va, si va, ci si scalda il trasporto, lentusiasmo! Il pubblico era attento E poi, quando si difende una causa cos nobile, cos bella!
LA MARCHESA - (ironicamente) Sembra che a Bombardone le riunioni si tengano volentieri nelle grotte.
CONTE - Nelle grotte? (pensa) Certo, tra le montagne! naturale.
LA MARCHESA - Si parla principalmente delle grotte dellArcata, del Pastore e dellOrso nero, nelle quali avete lasciato ricordi eterni, a quanto sembra.
CONTE Ma quali ricordi eterni! Mamma, non bisogna esagerare.
LA MARCHESA E NON MI CHIAMATE MAMMA!
CONTE Chi vi ha fornito tutti questi particolari?
RENATA - Dai giornali che ci mandavate.
CONTE - Guarda un po! vero, i giornali! Mi era passato di mente!
ELENA - Avremmo voluto leggere i tuoi discorsi ma il giornale non conteneva mai pi di due o tre righe: il signor di Conte ha fatto questo; il signor di Conte ha fatto questaltro...
CONTE - Avete anche ricevute le mie lettere?
LA MARCHESA S. Ma perch voi non avete risposto alla lettera del signor di Riccardo?
CONTE Perch non ho risposto?
RICCARDO - Oh, non importa!
CONTE Visto? A lui non importa.
LA MARCHESA MA A ME SI!
CONTE - (imbarazzato) Volevo dire che non cera fretta. (A parte) Che cosa mi avr scritto?
RICCARDO - Hai forse pensato che sarebbe stato meglio parlare della faccenda a voce?
CONTE Bravo! Ho pensato proprio questo ma ne parleremo domani.ora sono troppo stanco
BARONE - Allora, mio caro amico, i monarchici sono numerosi a Bombardone? Quanti voti avete preso?
CONTE - Quanti voti? Non me ne parlate.
BARONE Cento? Cento cinquanta?
CONTE - Duecento voti...circa
LA MARCHESA - Sono davvero pochini.
CONTE - Perbacco! Mamma, avrei voluto vedervi al mio posto.
LA MARCHESA - (seccamente) cosa evidente che non mi sarei regolata allo stesso modo. Le grotte!
ELENA - Che intendi dire, mamma?
LA MARCHESA - Nulla! Proprio nulla! Ne parleremo pi tardi! (Parla sotto voce insieme a Elena)
BARONE Mi dovevate dare retta, e presentarvi a Firenzema volete far sempre di testa vostrae mio cugino lavete visto?
CONTE - Quale cugino?
BARONE Ma come quale cugino! Tancredi Giordano Orsini che dimora a Bombardone quello di cui vi diedi lindirizzo
CONTE Ah, ora ricordo!
BARONE Meno male... come sta?
CONTE-Ora sta benissimo! morto.
BARONE Morto?
CONTE Morto, stecchito, defunto.
BARONE Ma se era il ritratto della salute! Pareva volesse vivere centanni!
CONTE-Avr cambiato ideanon colpa mia
BARONE - Lo so bene che non colpa vostra! (Prendendo il cappello) Addio!
CONTE - (fermandolo) Come! Ve ne andate? Dove andate?
BARONE - Vado a vestirmi a lutto.
CONTE Che fretta c?
BARONE A pensarci bene, eravamo cugini di ottavo grado... ci vedevamo solo ogni sei o sette anni
RICCARDO - (a Conte che prende a parte) Di un po E Michelle?
CONTE - Michelle?
RICCARDO - S, Michelle Escarg Lhai vista laggi?
CONTE - No Poi ti spiegoAvresti voluto?
RICCARDO - Io? Oh, niente affatto! Al contrario Capirai bene che dopo quanto ti scrissi!
CONTE - (facendo vista di capire) Perbacco! Se capisco! (A parte) Ecco la famosa lettera!
RICCARDO - Michelle mi sped da Parigi una lettera che mi fu recapitata qui e con la quale minforma che essa contentissima a Bombardone e che anzi spera di sposare prossimamente un alto e potente personaggio.
CONTE - Per! Era proprio un grande amore il vostroe chi sarebbe questo potente personaggio?
RICCARDO- Dice che un contema non dice il nomeper un momento ho pensato a te
SCENA X
Gli stessi, AMEDEO
AMEDEO - (entrando dalla sinistra, sul davanti) Ah! Finalmente sei arrivato! (Saluta le signore)
CONTE - Amedeo!
LA MARCHESA - Come! Eravate di l?
AMEDEO - S, nella mia camera, sin da stamani alle cinque. Mi ero buttato sul letto per riposarmi un poco, e dovevo essere molto stanco, perch mi sono svegliato in questo momento. (Al pubblico) Speriamo che il Conte non abbia ancora detto delle sciocchezze!
ELENA - Non siete tornato con mio marito?
AMEDEO - No, signora; ero partito un po prima di lui, per aggiustare una piccola faccenda personale. (Al Conte) Sei arrivato da molto tempo? (Gli stringe la mano)
BARONE - Certo, non andata molto bene
AMEDEO Davvero, mio buon Barone?
BARONE - Duecento voti circa!
AMEDEO - Duecento voti!?!?
BARONE - Come diceva lei, marchesa, sono davvero pochini.
AMEDEO - Come! (Sotto voce a Conte) Lo hai detto tu?
CONTE - (lietamente) Mio Dio! S a caso! Sono troppi?
AMEDEO (a parte al conte)- Disgraziato! Hai avuto pi di duemila votisei stato eletto!
CONTE - (stupito) COSA? Ti burli d me?
AMEDEO - Neanche per sogno.
CONTE - Io! Io! Sono eletto deputato?
AMEDEO - S.
CONTE Accidenti! E ora come si fa?
RENATA - Andiamo, Raimondo, non vi affliggete. Noi vi consoleremo Lo dicevo io che non siete nato per la politica!
CONTE - (molto allegramente) Via! La prova durata abbastanza. Signore, sono contento di voi.
ELENA - Come? Che succede?
CONTE - Avvicinatevi, moglie mia; e voi pure, mamma; venite ad abbracciare il nuovo onorevole deputato di Bombardone.
ELENA - Che dici?
BARONE - Eh?
RICCARDO - Come?
LA MARCHESA Allora siete stato eletto?
CONTE - Con oltre duemila voti di maggioranza.
ELENA Davvero?
RENATA - Che gioia!
AMEDEO - (al pubblico) Povera gente!
LA MARCHESA Ma poco fa non avevate solo duecento voti? Avete dunque saputo dal signor Amedeo la notizia della vostra elezione?
CONTE Ma figuriamoci! (riflette) Ho voluto mettervi alla prova. Ho voluto vedere quale accoglienza facevate al candidato che aveva ignobilmente persoquando si vuole benesi amano anche i perdentipoi ho anche raddoppiato con questo piccolo sotterfugio, la gioia che vi fa provare il mio trionfo....la mia vittoriaho solo tolto uno zero...200 invece di 2000!
AMEDEO - (al pubblico) Il suo trionfo!
ELENA - Il signor Amedeo faceva dunque parte della congiura?
CONTE - Evidentemente! Ecco perch rimasto chiuso nella sua camera! Avevamo combinato tutto Ebbene, Barone, avevo ragione di non presentarmi candidato a Firenze ?
RICCARDO - Pare incredibile! Un monarchico eletto a Bombardone! Non me lo sarei aspettato.
CONTE Nemmeno io.
AMEDEO - (sotto voce a Conte) Ora per finiscila
LA MARCHESA - La buona causa finisce sempre col trionfare.
CONTE - Gi. Per bisogna affaticarsi molto. Eh, Amedeo? Abbiamo lavorato!
AMEDEO - (sotto voce) Te ne supplico, non dir altro, non parlare!
CONTE - (sotto voce) E perch? Sono eletto, s o no? E allora fammi gioire!
LA MARCHESA - Spero che adesso direte il fatto suo al governo.
CONTE - State tranquilla, mamma. Siete tutti in buone mani.
AMEDEO - (a parte, desolato) Tieni la bocca chiusa!
LA MARCHESA - (sotto voce a Conte) Deputato! Ci vi fa perdonare molte cose.
CONTE - Come?
LA MARCHESA - Buon per voi che abbiate vinto, cattivo soggetto! Fortunatamente. Elena non sospetta di nulla. Io vi far una lavata di capo e voi mi giurerete di essere pi savio, in avvenire mio adorato barboncino!
CONTE Barboncino?
AMEDEO - (sotto voce, inquieto) Che ti ha detto?
CONTE - Mi ha chiamato suo adorato barboncino.
AMEDEO - (a parte) Oddio! Come mi chiama Michelle!
RENATA - (continuando una conversazione) Si deve fare una festauna festa!
BARONE - Io, signore mie, propongo dei fuochi artificiali.
ELENA - E una brillante illuminazione della villacon candele enormi
CONTE - E tu, Renata?
RENATA - Ed io un ballo.
LA MARCHESA - Chiedo scusa
AMEDEO - Conte!
CONTE - Ma insomma Amedeo, lasciami tranquillo!
LA MARCHESA - A me pare che la prima cosa a farsi, per celebrare questo grande avvenimento, sia di ringraziare Dio e di cantare un Te Deum.
AMEDEO - (al pubblico) Ecco, mancava solo il Te Deum!
ELENA - Hai ragione, mamma.
AMEDEO - (sotto voce a Conte) Impediscilo.
CONTE - Vada per un Te Deum!
AMEDEO - (sotto voce) Ma no, d retta, quale Te deum!
CONTE - (impazientito) Amedeo, ora mi hai scocciato!
ELENA - Vieni Renata, andiamo a preparare i festeggiamenti con questi signori.
LA MARCHESA - E io vado ad avvertire il nostro buon curato. (Escono tutti, tranne Conte e Amedeo)
SCENA XI
CONTE e AMEDEO
CONTE - Deputato! Io onorevole deputato e conte!
AMEDEO - Ma tu non puoi, disgraziato, tu non puoi lasciar cantare un Te Deum.
CONTE - E perch? Non sono forse eletto?
AMEDEO - S ma sei stato eletto nelle liste del partito socialista!
CONTE - (stupefatto) Cosa!?!?
AMEDEO Socialista.
CONTE - Io!
AMEDEO - Eh, si! Proprio tu!
CONTE - Io! Io, il Conte di Carpineto deputato socialista?!?! ma sei matto?
AMEDEO - (arretrandosi davanti a Conte che cammina verso lui, furibondo) Sapevo bene che ti saresti arrabbiatoMa ascoltami!
CONTE Io socialista?
AMEDEO - Ti spiegher
CONTE - Non ti avevo raccomandato di non fare e di non dire nulla per la mia elezione?
AMEDEO S, arrivai con lintenzione di non far nientema poi fui trascinato
CONTE - E da chi fosti trascinato?
AMEDEO - Dalla situazione.
CONTE - Deputato socialista io! No, troppo grossatroppo grossa! Non dovevi far niente! Niente!
AMEDEO - Avrei dovuto avrei dovuto! Facile a dirsi Ma avrei voluto vederti nei miei panni, te! Non sai che cosa sia unelezione a Bombardone Della gente che esagera tutto, in modo ridicolo Senti! Appena arrivato andai ad una riunione pubblica
CONTE - Per che fare?
AMEDEO - Per presentare la mia candidatura. Era indispensabile. Salgo alla tribuna, dichiaro semplicemente che sono il Conte e che sollecito i voti degli elettori
CONTE E poi te ne dovevi andare!
AMEDEO - Era precisamente quello che avrei voluto fare ma la genteun tumulto, un chiassotutti che urlavano Il programma! Il programma! e io io ho detto solamente che per essere onesti non bisogna fare promesseavrei agito come un buon padre di famiglia agisce per i suoi figlinon sapevo che dire!!! Applausi, spintonichi si congratulava, chi mi dava la mano
CONTE Tu dovevi dire solo due parole: Dio e il Re!
AMEDEO Bravo! Cos mi facevano a pezzi! Vedessi che faccesembravano corsaricerte mani callose aveva quella gentequelli lavorano, che credi
CONTE - E allora hai fatto una campagna elettorale?
AMEDEO - Io? Niente affatto Per mi fecero fare un comizioe tu sai come la pensodissi che bisognava essere onesti, dividere il pane tra tuttisolidarietfraternitaltruismoe tutti a urlareun giorno mi portarono perfino in trionfo
CONTE - Ti avevo forse mandato a Bombardone per fare lelogio del Socialismo?
AMEDEO Per tu mi conosci, e sai che non tradirei mai le mie ideeoddio, maiquasi maima colpa mia se a Bombardone sono tutti socialisti?
CONTE E allora? Non nemmeno colpa mia!
AMEDEO Non cera nemmeno la contropartelunico che era in lizza con me era una nullit, un ricco e stupido gentiluomo che spendeva un fiume di soldi per farsi eleggeree anchio ho speso un po
CONTE Come sarebbe a dire?
AMEDEO - Capirai che io ero obbligato a sostenere lo splendore del nome di Conte. Cos quando il mio rivale regalava una campana, io ne regalavo due. Quando egli vestiva i bambini di un orfanotrofio, io equipaggiavo una scuola elementare di tutto loccorrente.
CONTE - E tutto ci col mio danaro.
AMEDEO Certamente... E stata una bella lotta, ma credo che con sessantamila lire te la dovresti cavare.
CONTE - (facendo un moto brusco) Quanto? Sessantamila lire? E' una cifra pazzesca!Ma sei scemo?
AMEDEO Per compreso anche il mio vitto e alloggio
CONTE Sessantamila lire per diventare deputato socialista?
AMEDEO - Non mi avevi dato carta bianca?
CONTE LO SAI COSA CI DOVEVI FARE CON LA CARTA?
AMEDEO-Stttt.non strillare, ti sentiranno!
CONTE-TANTO ORMAI SONO ROVINATO! Per colpa di un imbecille
AMEDEO Arnulfo, tu mi offendi! Fu il caso, la fatalit!
CONTE - Davvero?
AMEDEO E poi chi ha voluto che andassi a Bombardone? Volli forse prendere io il tuo nome e il tuo posto? Ti ho mai nascoste le mie opinioni e non conosci da molto tempo la mia franchezza intrattabile?
CONTE - S; ma non conoscevo ancora la tua boria e la tua doppiezza.
AMEDEO - Basta, Arnulfo!
CONTE Va benevattene via!
AMEDEO Come vuoi tu! Addio! Ho anche conosciuta una donna stupendaTe ne volevo parlarema tu non hai capito E io che mi sono sacrificato per tebellamico che seiche eri! (Esce)
CONTE Ecco fatto! Vatti a fidareE ora come faccio? I giornali divulgheranno la notizia della mia elezione nelle liste socialiste (La Marchesa compare nel fondo indignata, cogli occhi stralunati, tenendo in mano parecchi giornali spiegati. Elena laccompagna)
SCENA XII
CONTE, LA MARCHESA, ELENA
LA MARCHESA - Una parola, signore. Parlate! vero? Rispondete. Difendetevi.
CONTE Si comincia
LA MARCHESA - Il giornale singanna, non vero?
CONTE Perch?
ELENA - Voi siete stato eletto deputato socialista?
CONTE Io socialista? Ma scherzate?
ELENA C scritto qui sul giornale!
CONTE Fate vedereEh, i vostri giornali vaneggiano! Figuriamoci! Io nelle liste socialiste!
LA MARCHESA Da quello che dicono sembra che voi abbiate parlato a favore del popolo.
ELENA - (ironicamente) Sembra che il signor Conte sia partigiano di tutte le libertche sia un socialista quasi anarchico
CONTE Insomma, non viviamo pi nel medio evo, che diavolo! Bisogna appartenere al proprio tempo. Questa diplomazia. Sono andato forse un poco oltre, lo riconosco; mi son lasciato trascinare
LA MARCHESA - Davvero?
CONTE - S, dalla situazione, dallambiente. Mi son lasciato vincere dalla effervescenza generale, dalla febbre universale.
LA MARCHESA - Mi sembra che avreste dovuto
CONTE - Oh! Avrei dovuto avrei dovuto! Quante cose avrei dovuto! Certamente. Facile a dirsi Avrei voluto vedere voi nei miei panni Sapete forse che cosa una elezione a Bombardone? No! E allora? Si parla si parla senza rendersi conto esatto di quello che si dice. Le intelligenze si montano, le teste si scaldano!
LA MARCHESA - E si tradisce la propria bandiera.
CONTE Ma che dite?
LA MARCHESA - Voi! Un nobileUn Conte! Voi! I vostri antenati presero parte alle Crociate.
CONTE Ecco, ora mancavano solo le Crociate! Aspettavo le Crociate. Volete che vi ritorni?
ELENA - Quanto a me, signore, non aggiunger che una parola: mia madre mi ha illuminata sul piacevole uso del vostro tempo durante questi ultimi quindici giorni.
CONTE - (stupito) Eh? Che cosa? Che intendi dire Elena?
LA MARCHESA - S, o signore, lho fatto. Glielho detto.
ELENA - Non eravate solo.
CONTE Non ero solo?
ELENA - Eravate con una donna
CONTE Ma chi?
LA MARCHESA - Voi signore! Con una donnala vostra amante!.
CONTE - (a parte) Come sanno di Salom?
ELENA - Potete andare a raggiungerla. Vi aspetta, senza dubbio.
CONTE - Elena, ascoltami Ti giuro
ELENA - Non giurate; inutile.
LA MARCHESA - Ora si sa quanto valgano i vostri giuramenti.
CONTE - (rivoltandosi) Questo troppo!
SCENA XIII
LA MARCHESA, ELENA, CONTE, GIULIA
GIULIA - Signora marchesa
LA MARCHESA - (a Giulia che entra) Che volete Giulia?
GIULIA - Un uomo arrivato da Firenze viene a dire al signor conte che una signora lo aspetta allalbergo della Posta.
ELENA - (a parte, in collera) Stavolta davvero troppo!
LA MARCHESA - (sottovoce ad Elena) La signorina Michelle Escarg in trepidante attesa.
CONTE - (a parte) Salom diventata matta
LA MARCHESA - (a Giulia) Pregate quelluomo di aspettare un momento.
GIULIA - Bene, signora marchesa. (Esce)
ELENA - Non vogliamo trattenervi, signore. Se volete andare andate.
CONTE - Ancora una volta, Elena, ti giuro che non so affatto
LA MARCHESA - Davvero? Ebbene! Vedremo. (Vedendo entrare il barone) Ah! Barone!
BARONE - Marchesa, venivo a dirle che per lilluminazione della festa
LA MARCHESA Potreste farmi un favore?
BARONE - Con piacere! Di che si tratta?
LA MARCHESA - Di andare a a cercare una persona che desidera veder il signor di Conte.
BARONE - Molto volentieri (Si sentono due tocchi di campana)
ELENA - Pare impossibile! Quella donna qui e ti cerca?
LA MARCHESA - La ricever io Vedremo se questo bel tipo ha laudacia di negare ancora.
CONTE Benissimo, la vedremo.
ELENA Che faccia tosta!
LA MARCHESA - Venite Barone; vado a dire a Francesco di attaccare un calesse e vi dar alcune istruzioni.
RENATA - (entrando) Mamma, presto! Presto! Suonano per il Te Deum.
LA MARCHESA - Un Te Deum? Ci mancherebbe solo il Te Deum! Sospendete! Sospendete! (Esce precipitosamente dal fondo, seguita da Elena e da Renata)
SIPARIO(oppure buio o dissolvenza di chiusura-buio per qualche minuto -dissolvenza di apertura luce)
ATTO TERZO
SCENA I
CONTE e RICCARDO
CONTE - (parla, camminando febbrilmente) Ecco ora sai tuttoti prego, aiutami ad uscire da questo impiccio!
RICCARDO Sono senza parole: in tutta questa storia hai dimostrato una stupidit incredibile.
CONTE Lo so, lo soma quello che fatto fatto! Fra unora, il Barone sar qui con Salom Allora, io sar costretto a confessare la verit, e mia moglie non mi perdoner mai questo affronto! Ecco ci che voglio evitare ad ogni costo! In fondo in fondo amo mia moglie
RICCARDO Ma proprio in fondo in fondo
CONTE Ora non fare il moralista! Non chiedo il tuo parere su quello che ho fatto, bens su quello che devo fare! Bisogna impedire che Salom venga in questa casa. Ed io non posso neanche muovermi; mia suocera mi spia, ne sono sicuro, e ogni tentativo non potrebbe che compromettermi! Riccardo, mio buon Riccardo, levami da questo impiccio salvami! Ed io metter una parolina buona con Renata
RICCARDO Va bene, va bene, forse non tutto perduto Forse il Barone si accorger di quello che sta facendo e trover un pretesto per tornare solo Non poi cos sciocco
CONTE Ma figurati! Chiss cosa farebbe per far passare male me e passare bene lui! No, la soluzione unaltra: ci vorrebbe un buon amico come te che si prendesse su di s tutta questa grana.
RICCARDO - In che modo?
CONTE - Salom intelligente basterebbe una parola per farle capiree mangerebbe la foglia essa potrebbe essere la tua innamorata, venuta fin qui per impedirti il matrimonio.
RICCARDO - COSA?
CONTE Ma s! Supponi che la tua innamorata abbia saputo da me che stai per sposare la mia deliziosa cognatinala gelosia le farebbe fare questo e altro!
RICCARDO MA NON E LA MIA INNAMORATA! Non la conosco nemmeno!
CONTE- Zitto! Non alzare la voce! Le orecchie di quella vecchia ciabatta di mia suocera sono dappertutto!
RICCARDO Ma lo capisci che dopo un simile scandalo non avrei pi il coraggio di presentarmi in questa casa al cospetto di Renata?
CONTE Be, vero anche questo hai ragione, unidea stupidaperdonami
RICCARDO Non sarebbe unidea stupida se tutto questo lo facesse Amedeodopo tutto lui che in qualche modo ha provocato tutto questo
CONTE Amedeo? Amedeo non sarebbe credibile Tutti sanno che Amedeo a parte la politica non ha altre passioni E poi ci siamo bisticciati.
RICCARDO E allora come potremmo fare.CI SONO!
CONTE-Che ti venuto in mente?
RICCARDO La cosa pi semplice..vado sulla strada ad incontrare Salom e la faccio tornare indietro!
CONTE Ma certoche scemi! Vai, amico mio, corrie fa tornare Salom indietro!
RICCARDO - Stai tranquillo! La ricondurr io stesso a Firenze! (Amedeo entra dalla sinistra. Ha laria cupa. Si avvicina, senza dire una parola. alla scansia, dove cerca tra i libri)
CONTE - (sotto voce a Riccardo, additandogli Amedeo) Guarda un po che aspetto funebre!
RICCARDO - Io scappo! (Esce dal fondo)
SCENA II
CONTE e AMEDEO
CONTE - (Dopo alcuni momenti di silenzio) Cerchi qualche cosa?
AMEDEO - Lo vedi bene.
CONTE - Che cosa cerchi?
AMEDEO Alcuni libri libri che ti ho prestato. Orazio, Catullo e Tibullo!
CONTE - Ti occorrono?
AMEDEO - Certamente.
CONTE - E che vuoi farne?
AMEDEO li metto in valigia.
CONTE Te ne vai?
AMEDEO Certamente.
CONTE Starai via molto?
AMEDEO - Sempre!
CONTE E dove vai?
AMEDEO - Presso i selvaggi in Africasono stufo delle persone civili!
CONTE - Grazie!
AMEDEO - Non c di che!
CONTE - Mio Dio! Caro Amedeo, come sei brutto, quando ti assale il cattivo umore! E perch vai via?
AMEDEO Semplicemente perch tu mi hai scacciato!
CONTE - Io? Andiamo! Forse sono stato un po rude
AMEDEO Rude?!? Rude?!? Trattare un amico cosVia, via, fammi andare
CONTE - Non fare lasino! Non te ne andare!
AMEDEO - Perch?
CONTE - Perch non ne hai voglia, grazie a Dio! La nostra amicizia troppo forte, troppo sincera, per non resistere a un momento di rabbia come posso scusarmi? Vuoi che mi getti a terra invocando perdono? Vuoi un duello?
AMEDEO No.
CONTE - Allora, che cosa vuoi? Vediamo! Parla! Che cosa vuoi?
AMEDEO - (lungamente, un po commosso) .Eh, per Bacco! Rivoglio la tua antica amiciziaLamicizia la cosa pi bella che esiste al mondo! Cicerone ha scritto un libro sullamicizia(diventa serio)anche quello devi darmiMa (ridiventa commosso)io vorrei la tua mano!
CONTE Non posso dartela. Sono gi sposato.
AMEDEO- Scemo! (Lo abbraccia)
CONTE-(stringendogli la mano) Alla buonora! Mio vecchio amico, mio vecchio compagno! Ma tu non sai la novit: mia moglie e mia suocera hanno scoperto la mia relazione con Salom!
AMEDEO - Come? E chi glielo ha detto?
CONTE - Lo ignoro! Ma esse sono informate di tutto Sanno perfino che Salom qui
AMEDEO Ma senti!
CONTE E per incastrarmi, hanno mandato il Barone a prenderla.
AMEDEO COSA? Salom verr qui?
CONTE Ormai saranno vicini.
AMEDEO E ora che farai?
CONTE - Oh, sono tranquillo! Rassicurati! Salom non verr. Riccardo le andato incontro, per farla tornare indietro. (A Riccardo che entra precipitosamente) Come! Sei qui?
SCENA III
CONTE, AMEDEO e RICCARDO
RICCARDO Non si pu uscire dalla villa!
CONTE No? E perch?
RICCARDO - Il cancello, la porticina, la porta delle scuderie, tutto chiuso a chiave!
CONTE Quella strega malefica!
AMEDEO- La vecchia ciabatta?
CONTE-Proprio lei! Ci ha bloccati qua dentro
AMEDEO E adesso cosa facciamo?
RICCARDO - Salom sta per arrivareormai siamo fritti
CONTE - (a Riccardo) Toh! Prendi questo cannocchiale e va ad appostarti nella torricella Guarderai sulla strada di Firenze e appena vedi la carrozza vieni ad avvertirmi.
RICCARDO - Vado! (Esce. Un momento di silenzio)
CONTE - (passeggiando febbrilmente) Allora? Ti viene in mente nulla?
AMEDEO No.
CONTE Neanche a me.
AMEDEO Io ci devo pensare alle cosecos su due piedi non mi viene niente
CONTE - Prendi tempo; ma perdinci! Trova una scusa!
SCENA IV
CONTE, AMEDEO e RENATA
RENATA - (aprendo la porta di sinistra, indietro) Si pu entrare? (Si avvicina alla scansia e cerca un libro) Che sta facendo il signor di Riccardo, in piedi sulla torricella, con il suo cannocchiale?
CONTE - Riccardo?
RENATA S, RiccardoSta a guardare, fisso ed immobile Aspetta forse qualcuno?
CONTE - (vivamente) Non credo
AMEDEO - Ammira il paesaggio.
RENATA - Quale paesaggio?
AMEDEO Quello che circonda la villa.
RENATA Bel paesaggio davvero! E una pianura
AMEDEO - S, s ma che pianuragrandemagari guarda anche la luna le stelle!
RENATA S, di mattinama si pu sapere cosa sta succedendo? La mamma mi ha detto di restare in camera mia
CONTE E allora perch sei qui?
RENATA Perch mi annoio.
CONTE Perch non vai a passeggiare nel parco? Dir a Riccardo di raggiungerti.
RENATA Buona idea! Vado, non lo far tardare(Guardando dalla finestra) Oh! La mamma! Si salvi chi pu! Non dite di avermi veduta. (Esce dalla sinistra, indietro)
AMEDEO- La ciabatta! Scappiamo! (Sta per andarsene, ma la Marchesa lo ferma)
SCENA V
CONTE, AMEDEO e LA MARCHESA
LA MARCHESA Dove state andando signor Amedeo?
AMEDEO Tho! la signora Marchesanon vi avevo veduta
LA MARCHESA-E ora mi avete veduta?
AMEDEO- Certo
LA MARCHESA Allora restate, ve ne prego.
AMEDEO - (al pubblico) La bomba vicina a scoppiare!
LA MARCHESA - Signor conte, la situazione grave! Il curato, col quale ho conferito or ora, indignato, scandalizzato, come noi, della vostra incredibile condotta
CONTE - Davvero?
LA MARCHESA Certo! ma insomma, io non credo che sia tutta opera vostra Chi vi ha spinto? Chi vi ha consigliato? Il signor Amedeo, forse?
AMEDEO - (a parte) Ahi! (Ad alta voce) Ebbene s, lo confesso! E stata tutta colpa mia
CONTE - (a parte) Povero amico mio.
LA MARCHESA - Me lero immaginato! Socialista! Cosa ci si pu aspettare da un socialista? Inoltre anarchico!
AMEDEO - Socialista ma pacifistaamo la paceCreda, signora marchesa, che io sono desolato profondamente desolato
LA MARCHESA Lavete proprio tramata benefare di un Conte monarchico un sudicio socialista
CONTE - Ah, questo poi no!
LA MARCHESA - (a Conte) Quello che avete detto ai comizi vi inchioda!
CONTE Quello che ho detto?
LA MARCHESA Il giornale ne riporta alcuni frammenti, ecco quaEd per questo che il popolo si identifica in una sola, unica classe sociale!
AMEDEO Perch, non forse vero?
LA MARCHESA NO! Perch si mette in discussione la religione, si distrugge la famiglia
AMEDEO E TUTTO FALSO! IO NON HO MAI PARLATO DI FAMIGLIA NE' DI RELIGIONE! Io ho parlato di fraternit tra gli uomini!
LA MARCHESA Non sto parlando di voi. Sto parlando del Conte mio genero, per ora.
AMEDEO Ma quei comizi li ho fatti io.
LA MARCHESA - Cosa? Ma che state dicendo?
CONTE - Slui io non potevo essere dappertutto qualche volta lo avevo incaricato di sostituirmi.
AMEDEO Ma voi mi conoscete, vecchi ciabehm, signora Marchesa. Sulla politica prendo fuoco.
LA MARCHESA E BRUCERETE ALLINFERNO! E a voi genero stava bene cos? Che un segretario socialista infangasse per sempre il nome dei Carpineto?
CONTE Non ci ho fatto caso.
LA MARCHESA NON CI AVETE FATTO CASO? Ah, gi, dimenticavovoi avevate altre occupazioni!
CONTE - (impaziente, nervoso) Signora Marchesa
LA MARCHESA E Non potevate frequentare allo stesso tempo, le riunioni elettorali e le grotte del Pastore e dellOrso nero!
AMEDEO - (al pubblico) Eh? Che sta dicendo?
CONTE - Riprenderemo pi tardi questa conversazione.
LA MARCHESA - No, signore, non la riprenderemo affatto! Stasera, io e le mie figlie lasciamo questo castello, per non tornarci pi!
CONTE Che cosa? Elena vuole partire?
LA MARCHESA - S, signore di sua spontanea volontGlielho ordinato!
CONTE - (furibondo) Voi? Ancora voi? MA INSOMMA, BASTA!
LA MARCHESA NON ALZATE LA VOCE CON ME! E domani mattina Elena presenter ai tribunali una domanda di separazione
CONTE - Sempre per vostro consiglio?
LA MARCHESA - Certamente! Gli ho ordinato anche questo!
CONTE - (esasperato) Signora suocera, ora mi avete stufato! Andate al diavolo voi, la cappella, il curato, il Monastero e il Te Deum! Dovevate fare il Maresciallo! (Esce furibondo)
AMEDEO - (al pubblico) Perch questa donna ha parlato delle grotte del Pastore e dellOrso nero?
SCENA VI
AMEDEO e LA MARCHESA
LA MARCHESA Debbo farvi i miei complimenti, signor Amedeo, per aver condotto quel poveruomo alla perdizionema Iddio vi punir!
AMEDEO - Io? Che centro io?
LA MARCHESA - S, volete che vi dica tutto il mio pensiero? Io non credo che il signor di Conte abbia potuto convertirsi alle vostre idee socialiste...
AMEDEO - (imbarazzato) Ma allora che cosa crede?
LA MARCHESA Credo che mentre voi ve ne andavate a fare comizi socialisti ed a incitare il popolo mentre il Conte visitava tutte le grotte di Bombardone insieme a quella donnaa Michelle!
AMEDEO - (stupefatto) Michelle!
LA MARCHESA - Avete dovuto vederla anche voi, la signorina Michelle di Bombardone!
AMEDEO S qualche volta!...Michelle una donna del massimo rispetto.
LA MARCHESA Figuriamoci!
AMEDEO Perch?
LA MARCHESA E unavventuriera!
AMEDEO Non ne parlate male, perch io la amo.
LA MARCHESA - Come! Voi lamate? E siete ricambiato?
AMEDEO Certola conobbi a Bombardone, ed esse ricambi subito il mio affetto.
LA MARCHESA - una cosa inaudita! E il signor di Conte che parte rappresentava in questo romanzo mal riuscito? In questo rapporto a tre!
AMEDEO Il Conte? Nessuna.
LA MARCHESA - (con ironia) Ne siete proprio sicuro?
AMEDEO - Assolutamente sicuro.
LA MARCHESA Avete tortomentre voi vi sollazzavate con gli elettori, lui si sollazzava con quella Michelle.
AMEDEO - Lui? Ma via!
LA MARCHESA - (traendo di tasca la fotografia di Michelle) La conoscete!? (Gliela d)
AMEDEO - (stupito) Il ritratto di Michelle! Perch era nella vostra tasca?
LA MARCHESA Non importa. Voltatelo e leggete ci che vi scritto!
AMEDEO - (dopo aver letto, sottovoce) Grotta dellArcata (Legge bisbigliando)
LA MARCHESA - Leggete forte, ve ne prego!
AMEDEO Non importaso di che si tratta (Mette la fotografia in tasca)
LA MARCHESA Rendetemi la fotografia!
AMEDEO No. E per me.
LA MARCHESA Come sarebbe a dire per voi? la dedica dice Al Conte di Carpineto!
AMEDEO - Mio Dio! Signora Marchesa; uno scherzo, un semplice scherzo!
LA MARCHESA Uno scherzo? Che scherzo?
AMEDEO Ora ve lo dico, ma non mi interrompetevoi lo sapete che effetto provoca un nome altisonante come quello del Conte di Carpineto sulle donnee io mi chiamo solo Amedeo, senza alcun titolosono vero un intellettualema il titolo unalta cosadovrebbero abolirli i titolicreano problemiio sono stato costretto a definirmi contevolevo conquistarla
LA MARCHESA - (contenendosi) Avete dunque rubato il nome a mio genero?
AMEDEO Ma che rubato! Casomai preso in prestitoper quindici piccolissimi giorni
LA MARCHESA E che effetto fece sulla signorina Michelle?
AMEDEO Me la dette subitoOh, scusate, volevo dire il miglior effetto! Volete che scenda in particolari? In particolari eroticiamorosi?
LA MARCHESA No, nocerto che la sfacciataggine non vi manca!
AMEDEO E stato solo una burla
LA MARCHESA E mio genero la conosce, codesta burla?
AMEDEO No. Non glielho ancora detto.
LA MARCHESA E non si accorto di nulla?
AMEDEO - No, sono stato molto attento.
LA MARCHESA Ma insomma, se mio genero non si occupava ne di donne e ne di politica, cosa ci faceva a Bombardone?
AMEDEO - (imbarazzato) Eh! Andava e veniva, passeggiava fra le montagne, visitava i monumenti. Ce ne sono moltidormiva come un ghirole grotte, quelle le visitavo iocon Michela e nelle grotte ibi illa multa cum iocosa fiebant quae tu volebas nec puella nolebat sempre Catullo, che tradotto dice:l avvenivano molti giochi damore che tu volevi e che la tua donna non disdegnava
LA MARCHESA - (a parte) Sar vero? Vado a sincerarmi! (Esce dal fondo)
AMEDEO Ma dove va? Che interrogatorio! (Esaminando la fotografia) Cara Michela! proprio lei! Ma perch questa fotografia era nelle mani della vecchia ciabatta?
SCENA VII
AMEDEO e CONTE
CONTE - (entrando dalla destra) Sei solo?
AMEDEO Meno male, eccoti quiti devo mettere al corrente
CONTE Dopo, dopo, mi racconterai ogni cosa per la strada andiamo.
AMEDEO E dove?
CONTE - Via! Non voglio essere qui quando arriver Salom.
AMEDEO - Ma fuggire cos lo stesso che proclamarti colpevole!
CONTE Secondo te dovrei negare ancora?
AMEDEO - Senti, sai che cosa farei, io nei tuoi panni? Confesserei tutto!
CONTE - Mai!
AMEDEO - Otterresti il perdono, ne sono sicuro!
CONTE - Una moglie non perdona simili cose e se perdona, non dimentica! E allora in casa comincia una guerrae non dimenticare che dalla parte di Elena si schierer sicuramente quel mezzo macinino arrugginito di mia suocera!
AMEDEO- Ma non era una vecchia ciabatta?
CONTE- Lho promossa sul campo!
AMEDEO Aspettami: tra due minuti arrivo. (Esce dalla sinistra, sul davanti. Elena, entra dalla sinistra, indietro)
SCENA VIII
CONTE, ELENA, poi RICCARDO
ELENA - (dolcemente e tristemente) Non vi seccher a lungo, Arnulfo; Vi devo dire solo poche cose.
CONTE Non mi dai pi del tu? E poi non mi secchi mai, Elena! Al contrario, io sono lieto di vederti ancora una volta, prima della mia partenza!
ELENA - (sussultando) Ah! Parti? Veramente dovevamo partire noi
CONTE No, no, me ne vado iorestate pure nella villa, per orapoi vedremo.
ELENA Mia madre arrabbiata con te, Arnulfo
CONTE Lo so, e mi ha fatto sapere che domani tu presenterai ai tribunali una domanda di separazione.
ELENA No, no! Non pu comandare cos la mia vita!
CONTE - Come?
ELENA - Qualunque cosa avvenga, io non dimenticher mai che sono la contessa di Carpineto e non dar il mio nome in preda allo scandalo e alla malignit pubblica! Sono tua moglie, Arnulfo; il mio posto qui, vicino a te vivr felice se mi ami ancora, infelice se non mi ami pi. Ma vivr quia meno che unaltra non venga a scacciarmiVoglio solo sapere se stata unavventura o un amore??? Voglio sapere chi veramente amia chi vuoi bene? Chi stimi? Con chi vuoi invecchiare?
CONTE - Elena! Mia cara Elena!(labbraccia)..Solo tu sei il mio unico amore!
ELENA - Ecco ci che tenevo a dirti quanto a quello che sta facendo ora il Barone, non ne voglio saper niente mia madre che lha voluto!
CONTE Ancora mia suocera! Basta!
ELENA Mi vuoi confessare qualcosa?
CONTE Solo questo: ti amo, Elena. E non esiste al mondo donna che potr mai prendere il tuo posto nel mio cuore. (Si stanno per riabbracciare)
RICCARDO - (entrando precipitosamente, col cannocchiale in mano)... Oh, mille scuse!
ELENA - Mi ritiro.
CONTE - S, va; ti raggiunger fra poco! Dico due parole al signor di Riccardo e sono con te
SCENA IX
CONTE, RICCARDO, poi AMEDEO
CONTE - Ebbene?
RICCARDO Arriva la carrozza Saranno qui fra cinque minuti
CONTE - Ne sei sicuro?
RICCARDO - Sicurissimo! Ho riconosciuto benissimo il cavallo e la livrea
AMEDEO - (entrando dalla sinistra con una valigia in mano) Eccomi!
CONTE - Non si parte pi.
AMEDEO Ma insomma, deciditi! Non posso fare e disfare la valigia ogni cinque minuti!
RICCARDO - Ascoltate! (Va alla finestra di destra)
AMEDEO - Una carrozza!
CONTE - lei!
RICCARDO - (alla finestra) Entra nel cortile!
CONTE - Sono perduto! (cade annientato sopra una poltrona)
RICCARDO - Si ferma davanti alla scalaIl Barone smonta (Mandano un grido) Ah! Mio Dio!
AMEDEO - caduto il Barone? (Va alla finestra di sinistra)
RICCARDO - (molto commosso) Non possibile!
AMEDEO - (alla finestra) Cielo! Michelle!
CONTE - (alzandosi di scatto) Eh? Che? Michelle? Che centra Michelle? Chi Michelle? (Va alla finestra dalla quale Riccardo si allontanato) Ma non non Salom!
AMEDEO - (alla finestra, lieto) Eh, no! la signora di BombardoneMichelle Escarg!
RICCARDO - (al Conte, addolorato) Amico mio, te ne supplico salvami!
CONTE - Da che cosa?
RICCARDO - Da Michelle! Mi ha scovato!
AMEDEO - (sempre alla finestra, a parte) Non pu vivere senza di me! Angelo caro!
CONTE - (lieto) Ma allora, sono salvo! Io sono salvo!
RICCARDO E io sono perduto!
AMEDEO - (scendendo sul davanti della scena, a Conte) Ah, amico mio che donna! Vedrai!
CONTE - Chi? Quale donna?
AMEDEO - Vado ad incontrarla.
CONTE - Ma chi?
AMEDEO - Michelle!
RICCARDO - (vivamente) No, no! Non ci andate!
AMEDEO - Perch?
CONTE - Dunque, la conosci?
AMEDEO - Se la conosco! Ma vero tu non sai non ti ho detto Ho passato vicino a lei i pi bei giorni della mia vita!
CONTE - Dove?
AMEDEO - A Bombardone, naturalmente.
CONTE - E viene a trovarti?
AMEDEO - Mi adora!
RICCARDO Ma dai!
CONTE - (irritato) E le hai dato appuntamento in casa mia? Che cos la mia villa, una casa di tolleranza?
AMEDEO Smettila di parlare a vanvera e ascolta: lei ha creduto, come tutti, che fossi il Conte di Carpineto: e qualcuno le avr dato questo indirizzo.
CONTE - (furibondo) Come, ti servi del mio nome nelle tue avventure galanti?
AMEDEO Ma ancora non capisci che stata colpa tua?
RICCARDO - Ha ragione Amedeo!
AMEDEO - Grazie! Daltronde, perch essa non potrebbe venire qui, dal momento che io debbo sposarla?
RICCARDO - Eh?
CONTE- Lhai messa incinta?
RICCARDO- Conte! Ora stai passando il limite!
CONTE-E allora?
AMEDEO Le feci una promessami disse che era Marchesa e vedovae mi mossi a compassione
RICCARDO Vedova? Ma chi? Michelle Escarg? Ah, ah!
AMEDEO Certo ed io sono
CONTE Un perfetto imbecille!
AMEDEO - Imbecille? E voi perch ridete?
CONTE Ride perch la tua vedova non mai stata maritata la tua marchesa non altro che una donnadiciamoallegra, ecco!
AMEDEO- Conte, misura le parole!
CONTE-Avresti preferito baldracca?
AMEDEO-ARNULFO!
CONTE-Non mi credi? Chiedilo a Riccardo, che la conosce proprio come la conosci tu!
AMEDEO - (a Riccardo) E vero?
RICCARDO Eh s, mio caro Amedeo! Regalai io stesso a Michelle la villa di Bombardone!
CONTE - Di cui essa prese il nome!
AMEDEO - Come? Non dunque la Marchesa di Bombardone?
CONTE - S, esattamente come tu sei il Conte di Carpineto!
AMEDEO - Ma allora mi ha truffato?
RICCARDO Truffato? E perch? In fondo mi pare che tu abbia avuto quello che cercavi
CONTE - (esasperato) Per una cosa mi fa arrabbiare: che ti sei servito del mio nome, e ora tutti credono che il Conte di Carpineto sposer una sguardrina!
AMEDEO E la sola donna che mi abbia amato
CONTE Non ti bastato farmi eleggere deputato socialistadovevi anche infangare il mio nome con questa squallida storiae meno male che sei mio amico! Se non lo eri che facevi, mi tagliavi un braccio?
AMEDEO Che sfortuna
CONTE E allora io?
RICCARDO - Non lo rimproverare tropporicordati che in fondo la colpa di tutto questo tua e di quella Salomche non deve essere tanto diversa da Michela.
AMEDEO - Riparer!
CONTE - Riparare? E come? Ormai troppo tardi!
AMEDEO - Vado Confesser tutto! Stai tranquillo! (Esce dal fondo)
CONTE - (a Riccardo) E tu non vorrai farti trovare qua? Esci per il giardino e va a trovare Renata in fondo al parco Ritornerete quando la carrozza sar partita!
RICCARDO - Grazie! Scappo. (Esce dalla sinistra indietro)
CONTE - Ah! Finalmente!
SCENA X
CONTE, LA MARCHESA e ELENA
LA MARCHESA E cos ci avete presi tutti in giro!
CONTE - Io?
ELENA - Non siete andato a Bombardone?
CONTE - Eh?
LA MARCHESA - Non negate non aggiungete bugie alle bugie!
CONTE E va bene! Non sono andato a Bombardone vi and Amedeo a nome mio. Non ha fatto altro che seguire le mie istruzioni.
ELENA - Ma perch?
CONTE Perch? Ma come perch! Perch qui non si vive pi! Monasteri, chiese, Te Deum, messe cantate e recitateinsomma, se volevo fare il frate andavo in convento! E allora decisi di cambiare aria, e andare a respirare un po di vita in citt.
ELENA Allora non siete stato eletto?
CONTE No. E stato eletto Amedeo, seppur col mio nome.
ELENA - Ma le lettere che io ricevevo?
CONTE - Ve le mandava Amedeo.
ELENA - I giornali?
CONTE - Amedeo!
ELENA - E la fotografia? E la signorina Michela?
CONTE - Amedeo! Sempre Amedeo! Tutto Amedeo! Solo Amedeo!
ELENA - Ma voi? Voi?
CONTE - Io andai in citt, e in quindici giorni mi sono divertito come non facevo da anni
LA MARCHESA Volete dunque insinuare che tutto questo avvenuto per colpa mia?
CONTE MA CERTO! NON LAVETE ANCORA CAPITO? VOLETE CHE VE LO METTA PER ISCRITTO?
LA MARCHESA NON ALZATE LA VOCE CON ME!
CONTE LALZO QUANTO MI PARE E PIACE! QUESTA E CASA MIA, E FACCIO QUELLO CHE VOGLIO! E SE NON VI VA BENE IL MIO COMPORTAMENTO, QUELLA E LA PORTA!!!!!
LA MARCHESA - Eh, mio Dio! Non andate in collera!
CONTE- CI SONO GIA ANDATO, IN COLLERA! E UNA VITA CHE MI CONTROLLO, MA ORA BASTA! E NON AZZARDATEVI MAI PIU A PENSARE A ME, A IMPICCIARVI DEI FATTI MIEIPerch altrimenti faccio un omicidioun femminicidioun suoceramicidio
LA MARCHESA-Forse meglio che vi lasci soli
CONTE-Brava. far disporre che siate trasferita nellala nord della villa. E cercate di farvi vedere meno possibile. E fate ritornare la sala darmi una sala darmi. Avete capito?
LA MARCHESA- S, sme ne vado (Esce in fretta)
CONTE Finalmente! E noi, cara Elena, noi riprenderemo, se lo vuoi, le nostre buone abitudini di una volta: rideremo, canteremo, balleremo, come nei primi giorni del nostro matrimonio. Siamo giovani; profittiamone!
ELENA - Oh! Arnulfo come ti amo!
CONTE- Anchio ti amo, Elena
SCENA ULTIMA
CONTE, ELENA, AMEDEO, RENATA, RICCARDO
(Entra Amedeo)
AMEDEO -Tutto sistemato!
CONTE - Le hai detto chi sei?
AMEDEO S.
CONTE E lei?
AMEDEO E ripartita con il Barone!
CONTE Col Barone? Bon pro gli faccia e che le corna gli possano crescere copiose!
(Riccardo e Renata entrano dal fondo, tenendosi per mano)
ELENA - Arnulfo, guarda che bella coppia!
RENATA Mi ha chiesto di sposarlo!
CONTE Come! Senza consultarmi?
RICCARDO Perch, ti vorresti opporre?
CONTE Ma neanche per sogno! Pensa che fortuna: dora in poi quel vecchio macinino arrugginito di nostra suocera ce lo divideremo da buoni cognati! (Tutti ridono; sipario)
SIPARIO
- Questo copione รจ stato visto: