L’opera del signor ics

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L’OPERADEL SIGNOR  ICS

Commedia in due atti e prologo

                                                             Di

                                                 Antonio  Sapienza

Trama: Questa commedia è frutto della fantasia, per poi scandagliare il mondo reale, proprio del teatro dei nostri giorni.

Turri Lifo, aprile/giugno 2018

Personaggi:

Vecchio barbone/ Signor Ics…………………………anziano sui settant’anni;

Giovane………………………………………………………Angelo Custode;

Manlio/ Imputato………………………………………regista sui quarant’anni;

Gino/ Presidente della Corte……………………………attore sui quarant’anni;

Adele/ Pubblica Accusatrice………………..trentenne, attrice moglie di Manlio;

Dario/ Difensore d’Ufficio…………………………………attore, sui trent’anni;

Francesca/ Giudice a latere…………………………………..…..giovane attrice;

Gemma/ Giudice a latere………………………………………...          ““

                                                     Prologo

In scena ci sono un vecchio barbone e un giovane vestito elegantemente.

Giovane- … ma insomma, sono o non sono il tuo Angelo Custode? Quindi devi aver fiducia in me.

Vecchio- Fiducia in te? E perché?-

Giovane- Perché sei meritevole del mio aiuto, insomma, dall’Alto hanno deciso così, ed eccomi qua.-

Vecchio- Guarda che quelli che dici tu, quelli dell’Alto, ci dovevano pensare prima a mandarti in mio soccorso. Mi hanno fatto fare una vita da cani: stenti, umiliazioni, sofferenze-mai felice; ora, proprio negli ultimi miei giorni di vita, ecco che mandano te “ per aiutarmi”. Aiutarmi in che cosa? a trapassare? Grazie mille, non ne ho bisogno, ci sono già con un piede nella fossa.-

Giovane- Ma, proprio per questo, come ultimo desiderio hai chiesto il nostro aiuto per realizzarlo, o no? E da Lassù, hanno detto “Sì” e hanno mandato me. (poi con calma) Andiamo, vecchio, lo sappiamo cosa vorresti… cosa desideri… insomma: l’ultima soddisfazione…-

Vecchio-… soddisfazione? Ultima? Perché secondo voi vi risulta che ne abbia avuto altre?-

Giovane- Va bene, va bene, calmati. Non ne hai mai avuto,certo, ma di chi è la colpa? Sempre degli altri, naturalmente, o…nostra- dell’Alto- mai tua? Beh, pensaci bene: hai studiato, avevi un ottimo lavoro…un avviato studio notarile, e hai buttato tutto all’aria per inseguire i tuoi- chiamiamoli così – progetti utopistici della Società Perfetta. E hai fallito! Poi hai fatto, forse, la vita che volevi effettivamente fare: l’anarchico…

Vecchio- … macchè anarchico. Io volevo soltanto esserelibero da tutti queimille legacci che t’avvincono, vivendo in questa società ingiusta-

Giovane- Esi capisce, chi ti da torto, ma hai esagerato… e ti sei messo spesso nei pasticci… poi, con quell’insensato attentato, definibile politico, ma mai giustificatore… e  sei finito in galera- sciupando la tua vita- e diventando tristemente famoso. Ma adesso, forse, anche pentito, la vorresticoncludere dignitosamente. Niente in contrario da parte di Lassù, perché il pentimento lo rispettiamo religiosamente.-

Vecchio- E lascia perdere il passato!Sempre a rinfacciarmelo!-

Giovane- Non era mia intenzione. Però, ora, basta con le lagne. Allora vuoi l’aiuto promesso, si oppure no? –

Vecchio- Certo, lo vorreist’aiuto… certo…lo vorrei…perché ce una storia da far conoscere e anche perché… insomma…perché hosempre desiderato scrivere… scrivere un’opera teatrale, che per me è il massimo dell’espressione artistica…-

Giovane- Vacci piano, vecchio.-

Vecchio- Si, va bene, c’è la musica, la poesia, la pittura… va bene. Ma per me, per il sottoscritto, individuo unico nella galassia, quello che va in cima all’Arte è il teatro. Punto!-

Giovane- Stai forse rinnegando il tuo essere un poeta di successo?-

Vecchio- Non rinnego nulla!-

Giovane- (ironico) Bravo, molto persuasivo...-

Vecchio- Che fai sfotti?-

Giovane - Senti non voglio polemizzare con te. Non sono qui per questo. Allora, vecchio, concludendo: questo aiuto lo vuoi oppure no?-

Vecchio – Lo voglio. (pausa) Però lo vogliosoltanto come mezzo per farmi rappresentare l’opera, che ho maturatoin carcere, perchè vorreiproporla al pubblico per l’alto contenuto morale e civile del quale è intrisa.(pausa) No! non rinnego! Non rinnego la poesia! (altra pausa) E se ho scelto il teatro come mezzo d’espressione, è perché, con esso, c’è l’immediatezza dell’impatto dell’opera col pubblico. (pausa) Stai sicuro che se mi fossi espresso con la poesia, avrei dovuto avere,a mia disposizione, perlomeno, un’altra vita.(pausa) Poi, a parte l’anonimato, per la poesia,i tempi sono lunghi…caro mio. (pausa)Tempi lunghi … e difficili. –

Giovane- Capisco. Ma, a quanto mi risulta, l’argomento che vuoi trattare, non è che sia una grande novità…-

Vecchio- Lo so, non sono un minchione rincoglionito come pensi tu. Ma se la Signoria VostraIllustrissima, avesse conosciuto l’uomoche mi ha ispirato, al quale fu riservato un trattamento iniquo di pura ingiustizia, ora non parleresti di retorica e di già visto, (ironico) di nessuna novità. Io ho avuto l’onore di conoscerlo, di udire la sua storia, di condividerla, e gli promisi che avrei utilizzato la mia passione – spenta da varie circostanze- per scrivere un’opera su quella sua tragica vicenda- naturalmente adattandola e drammatizzandola col mio estro poetico - per renderla rappresentabile, almeno spero…-

Giovane- Allora avresti scritto una tragedia?-

Vecchio – No, non sono all’altezza. Per quello ci vorrebbe una grande Poeta, non io.-

Giovane- Dai, tu sempre poeta sei. E, dimmi, dove conoscesti questo personaggio di cui parli?-

Vecchio- Nelle patrie galere, come ben sai, dove ho soggiornato moltissimo. Lui era già vecchio, molto vecchio…-

Giovane- Era in galera? E per cosa?-

Vecchio- In un certo qual modo, per gli stessi motivi miei, ma più nobili, molto più nobili…certo la galera… ma tu questo lo dovresti sapere. Anzi, dimmi dov’eri tu - all’epoca?-

Giovane- Vecchio sei unico. Fai una vita dissoluta, sei menefreghista, vivi alla giornata, finisci per molti anni in galera, edai la colpa a me. Ma accetto tutto, sai che sono buono.-

Vecchio- ( conciliante) Comunque adesso sono un altro.-

Giovane- Lo spero! (pausa) E hai pensato all’opera… per il riscatto…. suppongo.-

Vecchio- Non supporre per favore.-

Giovane – Toccato. –

Vecchio- Ssst, toccato…-

Giovane- Allora, che facciamo? Mi metto in azione?-

Vecchio- (conciliante) Beh, visto che ci sei…-

Giovane- Bene, chesia; ma sappi che non intaccherò il libero arbitrio dei probabili teatranti volenterosi, che saranno liberi di assecondarti oppure no. Intesi?-

Vecchio- Non lo pretendo.Però, aiutami a stenderlo e a stamparlo, perché, nonostante che tutto sia nel mio cervello, ho bisogno di mostrare a loro qualcosa di concreto, ad esempio: un copione.-

Giovane- Non ci sarà problema. Vai tranquillo.-

Vecchio- Un’altra cosa, per piacere…-

Giovane- Dimmi.-

Vecchio- Quanto tempo mi resta?-

Giovane- Pochissimo.-

Vecchio- Dici che ce la posso fare?-

Giovane- Se non troverai ostacoli coi teatranti, forse si.-

Vecchio- Grazie, va bene. Allora vado?-

Giovane- Vai.

   AttoI

Buio in scena, poi riprende lentamente. In scena c’èil Poeta –barba e capelli lunghi- che si guarda attorno incuriosito.

Vecchio – Ed eccomi qua, vecchio poeta e drammaturgo esordiente, che dopo le umiliantiesperienze molto negative con editori,direttori, critici - irriverenti e ignoranti, deve tentare altre carte, magari rivolgendomi a delleCompagnie teatrali senza grandi pretese artistiche-culturali e così via. (pausa) Già, devo tentare altre vie. Chissà… magari,potrei trovare un provvidenziale aiutoin qualche mente illuminata…senza superbia e grande sicumera…certo, ionon posso pretendere... non sono in condizioni tali…Però qua, ora, sono solo e spaesato, quasi in un altro mondo, senza conoscenze e nessun aiuto… sperando solo in quello dell’alto- se arriva.

E va bene…dopo il fallimento dei primi tentativi, e lo scoramento, viene la domanda inevitabile: Ora ci sarà veramente qualcuno che me lo metterà in scena? -

Esita, poi si decide e interpella un uomo che sta sulla soglia di un garage.

Vecchio–(molto imbarazzato e confusionario) Mi scusi signore se l’importuno, ma, per favore, mi saprebbe indicare qualche teatro in città?

Uomo- Un teatro? Quale? In città ce ne sono più di dieci.-

Vecchio- volevo dire un teatromodesto, dove si può mettere in scena una storia vera…-

Uomo- Storia vera? In teatro? Ma, caro amico, in teatro le rappresentazioni si inventano…comunque, a lei cosa interessa?-

Vecchio-Mi interesserebbe un teatro dove si possa mettere in scena una storia di un uomoperseguitato…ambientata in un paese dittatoriale, negli anni trenta circa… con una problematica di ingiustizia… e così via.-

Uomo-Uhmmm…argomento difficile; eppoi, qui, i teatri che intende lei, in massima parte, mettono in scena commedie brillanti, soprattutto in dialetto. Ci sarebbe il Teatro Stabile…-

Vecchio – Ah, si. Ci sono già stato, ma non mi hanno nemmeno lasciato entrare…-

Manlio-… lo credo, quelli non farebbero entrare neppure un Pirandello redivivo. Ci sarebbeun teatro di semiprofessionisti, che mette in scena quasi sempre opere di Brecht;poi un teatro dove rappresentano opere d’impegno sociale, potrebbe rivolgersi là…Ma sarebbe tempo perso, sono come circoli chiusi, non accettano novità .-

Vecchio- Ne so già qualcosa…-

Manlio- Davvero? Mi dispiace. Sentac’è una compagnia di amatori, la mia,eci interessiamo di teatro popolare, classico, delle novità. Questa forse farebbe al suo caso…-

Vecchio- Avete un teatro?-

Manlio- No, nonabbiamo un teatro proprio.-

Vecchio – E dove opera?-

Uomo- Lo affittiamo di volta in volta. Entri pure, questa è la nostra sala prova, ricavata da un garage sotto questo palazzone.(poi accondiscendente) Ma, mi dica, a lei cosa interessa di preciso? Forse è un teatrante in cerca di lavoro?-

Vecchio- Si, certo, non sono propriamente un uomo di teatro. Lo sono per caso. Ma mi servirebbe una struttura per mettere in scena una mia opera che mi frulla in testa...- 

Uomo – Ah lei è un autore. Benissimo. Come le dicevo, io sono il direttore artistico della compagnia amatoriale “Assodartetotale”. mi chiamo Manlio Mancuso, e questa è la nostra modesta sala prove. Se lo desiderapotrebbe farmileggere la sua commedia- chissà se….-

Vecchio–(sempre imbarazzato e confusionario)Non è una commedia… e neppure una tragedia…è … sarebbe… come dire…-

Manlio- Un damma.-

Vecchio–( c,s,) Esatto. Un dramma ,ma ancora non l’ho composto, o perlomeno non è stato ancora scritto- credo.-

Manlio-Oh bella! Ma lei è un autore oppure no? E come vorrebbe mettere in scena un’opera che ancora deve scrivere?-

Vecchio–(c.s.) La scriverei strada facendo, durante le prove, magari coll’aiuto dall’Alto, di volta in  volta.Vede, ce l’ho quasi tutta in mente, la devo solo applicare e…scriverla…-

Manlio- … e non sa ancora come impostarla?ho capito bene?-

Vecchio – Beh, non proprio… insomma, so e non so…-

Manlio -Lei è un tipo molto strano… signor? Signor?-

Vecchio – Vuole sapere il mio nome?-

Manlio-… se non le dispiace…-

Vecchio- Io mio nome…il mio nome è … è … ma ha importanza?-

Manlio- Va bene, ho capito. Vuole restare anonimo. Senta,Signor misterioso, io non so perché, ma lei mi ispira fiducia e voglio aiutarla. (poi si guarda in giro, trova su una sedia un copione, lo prende e lo offre al poeta)  Ecco, guardi, prenda questo  copione, se lo studi ( glielo porge) e si renderà conto di come viene strutturato un testo teatrale moderno.-

Vecchio – (esaminando il copione) Ma…ecco… io sarei, diciamo così, nella stesura di un’opera… nel comporre opere teatrali…sarei…-

Manlio- Ho capito.Lei è un principiante. Beh, la voglio proprio aiutare.Senta, le ho dato un copioneteatrale moderno,se lostudi per benino, le servirà per orientarsi nella  stesura – sa il teatro si evolve continuamente- e poi ci sono le luci, le musiche, insomma la tecnologia ha fatto il suo ingresso nella prosa. Scriva, scriva il suo…poema,e dopo ne riparleremo… ( a mo’ di congedo) di più non posso fare per lei. La saluto signore, ci rivedremo,evvero?-

Vecchio – (prima da un’occhiata al copione, poi lo legge interessatissimo, infine lorestituisce) Non è necessario. Qui c’è, in linea di massima, ciò che mi proponevo di scrivere in adattamento moderno, col nuovo linguaggio, con la moderna struttura tecnica. Anzi, guardi, dirò di più: Qui, sorprendentemente, credo che ci siala storia che avrei voluto scrivere e rappresentare. Lo metta pure in scena lei se vuole… gliene sarei molto grato,e…in bocca al lupo – come dire voi teatranti moderni.(porge il copione) –

Manlio- (prendendo il copione) Aspetti: Questo copione sarebbe un plagio della sua opera?-

Vecchio-No macchè, tranquillo,non è plagio, è originalissimo, mi creda.(tra se)Complimenti(guarda in alto, come dire ce l’avete fatta, sempre tra se.)Bene, allora grazie tante, (poi a Manlio) e grazie anche a lei… se vorrà farmi la cortesia d’occuparsene. Addio. (si appresta ad uscire )-

Manlio - (scuotendo la testa, come dire: è matto) Addio…poeta.  Ma si faccia vedere ancora,mi intriga la sua persona, e la sua storia potrebbe essere interessante. (sventola il copione) Teniamoci in contatto.-

Vecchio- Come desidera… signore.-

Manlio- Mi chiamo Manlio e dammi del tu.-

Vecchio- Addio Manlio.-

Manlio- Macchè addio. Ci dobbiamo rivedere, magari domani. Ciao…ah, come hai detto che ti chiami?-

Vecchio- (perplesso) L’avrei detto?… Come mi chiamo? Che ne so…magari in altro tempo…forse come…oppure…oppure…-

Manlio – Vuoi mantenere ancora il mistero? Niente in contrario. Ebbene ti chiamerò …signor Mistero…oppure meglio… ma si, meglio signor Ics.-

Signor Ics- Mi sta bene. Allora, ciao Manlio.-

Manlio- Ciao signor Ics.-

Il Signor Ics esce. Manlio soppesa il copione, quindi lo esamina sempre con più attenzione.

Manlio-Perdinci,ma da dove è sbucato questo testo? E come mai è proprio l’opera che il signor Ics voleva comporre?(rivolto agli altri attori che nel frattempo sono entrati) Ehi, ne sapete qualcosa di questo copione? –

Gli attori, si guardano tra di loro e scuotono la testa negativamente.

Manlio -Insomma qualcunol’ha portato? Non è certo piovuto dal cielo!-

Gli attori restano perplessi, poi uno di loro: Gino, risponde

Gino- Sarà arrivato per posta…-.

Manlio-Ma certo… sarà uno di quei copioni, che qualche nuovo autore ci spedisce sistematicamente per posta… (tra se) magari è una coincidenza) ma manca la prima pagina, non c’è il nome dell’autore…( guarda attentamente) no, nessun  nome… e nemmeno il titolo… ( intanto continua a leggere). Ma, per vari motivi,potrebbe essere interessante…(sfogliandolo ed esaminandolo) proprio così… Sentite un po’, qui c’è qualcosa che mi intriga, perché non gli diamo una seria sbirciatina?-

Gino- Dammelo, facciamoci delle copie e poi tifaremo sapere.-

Manlio- (sempre sfogliando il copione) Ehhh…ehhh… No, guardate…(sfogliando idem) Anzi sapete cosa vi dico? (guarda l’orologio) Visto che siamo in anticipo sulla nostra tabella, facciamo una bella lettura scenica di questo testo e vediamo cosa ne viene fuori. D’accordo?-

Adele- (con sopportazione) D’accordo.-

Gino- (riluttante) Va bene…-

Gli altri annuiscono.

Manlio- Bene, dividiamoci le parti e incominciamo.Ah, visto chequesto testo non ha titolo ne autore, chiamiamolo provvisoriamente (sventola il copione) “ L’opera del signor Ics”. Adele, per favore- vediamo, vediamo- (sfoglia il copione e continua ad analizzarlo) Si, stampa cinque copie di questo testo.

Adele annuisce ed esce di scena, mentre Manlio legge ancora il misterioso copione. Gli altri attori si siedono sul palco. (musica adatta) Poco dopo rientra Adele con i copioni in mano.

Manlio- Ah, bravissima. Che velocità...-

Adele- E’ stata la stampante che improvvisamente è diventata fulminea…-

Manlio- Meglio così. Senti danne uno a Gino, uno a Francesca, uno a Dario…uno te lo tieni tu…-

Adele- E l’altro?-

Manlio- L’altro dallo a me.-

Adele- Ma tu ce l’hai già. (accenna al copione misterioso).

Manlio- No, questo lasciamolo dove l’abbiamo trovato: Là sulla sedia.(lo posa come se posasse una reliquia fragilissima) -

Gemma- Ed io? Per me non c’è nulla lì? (cenno con il mento al copione misterioso).-

Manlio- Stai buona, la tua parte ci sarà, ci sarà… debbo ancora finire di esaminarlo…-

Gemma- Come dici tu. (contrariata).-

Manlio- Allora…vediamo un po’…-

Sfuma la scena, musica adatta, e poi buio.

Riprendono le luci. Sulla scena gli attori hanno portato un tavolino e una poltroncina. Altre sedie, sparse in giro, che verranno utilizzati dagli attori man mano che l’azione lo richiederà.

Manlio- Tu, Gino, farai il giudice, siediti sulla poltroncina; tu Adele…tufarai il Pubblico Accusatore; tu Dario sarai il difensore d’ufficio; Francesca e Gemma saranno i giudici a latere; io farò l’imputato. (tutti eseguono aprendo i relativi copioni). Allora, inizia tu Gino. Ah, ricordatevi che da questo momento siete i personaggi. Via!-

La lettura scenica inizia.

Presidente- La seduta è aperta! Signor Pubblico Accusatore, può iniziare il dibattimento.-

Adele – Grazie signor Presidente… Chiedo che venga introdotto l’imputato!-

Presidente- Introducete l’imputato.-

Uno dei giudici a latere si alza e fa entrare l’imputato.

Presidente – Si segga e dichiari il suo numero. –

Imputato- Sono l’imputato nr. 341, signor Presidente.-

Presidente- Imputato, come si dichiara, colpevole o innocente?-

Imputato- Colpevole!-

Mormorio di sorpresa da parte dei presenti-

Presidente- Spero che abbia capito bene quello che ha dichiarato. Avvocato difensore lei ha qualcosa da aggiungere?-

Difensore-Io avrei tante cosa da aggiungere, pure quella di essere stato estromesso dalla difesa dell’imputato, signor Presidente.-

Presidente - (frugando tra le sue carte) Questo non i risulta. P.A. lei ne sa nulla?-

PA- Nulla signor Presidente.-

Presidente- (al difensore) E allora?-

Difensore- Signor presidente, non sono stato estromesso da codesta Corte, ma dall’imputato qui presente. –

Presidente- Imputato, lei ha diritto alla presenza di un suo difensore, sia pure d’ufficio, quindi l’estromissione…-

Imputato-… meglio rifiuto!-

Presidente- Lo si chiami come si voglia, ma la difesa, nel dibattimento, è essenziale dal punto di vista di un processo legale. Quindi questa Corte conferma il suo avvocato difensore. E’ la giustizia di questo stato che lo garantisce.-

Imputato - Come vuole la giustizia…di questo stato (ironico).-

Presidente- Ha dei dubbi sulla nostra giustizia?-

Imputato - No! Sulla Giustizia Pura e Sacrosanta, no! E’ sulla vostragiustizia che ho forti dubbi. SullaGiustizia che mi è stata negata.-

PA – L’imputato vuole confondere le acque… lei è stato riconosciuto come probabile, sospetto, indiziato del reato ascrittegli.-

Imputato -Senza prove!-

PA – Questo lo dice lei. Vedremo durante il dibattimento se lo affermerà ancora. Glielo garantisco io!-

Imputato -Già…lo garantisce lei. Allora sono a posto!-

PA- Continua con la sua ironia? Bene, così intende svilire questo processo popolare…-

Imputato- Questo lo dite voi! Giudizio popolare…il vostro? –

PA- Il nostro. Sissignore! Che si basa su fatti e non su semplici utopie da pseudo-intellettuali da strapazzo.-

Imputato- Utopie? Da strapazzo? Ma, ma non capite, non avete capito che…almeno non tutti hanno capito che la pace – intendo pure quella sociale, della quale io anelo la venuta- è il frutto di una buona Giustizia!(pausa) Dopo arriva anche l’armonia… si, certamente, l’armonia... Così la pensavo da giovane…-

PA- …e adesso?-

Imputato-(emettendo un gran respiro) Adesso, dopo quanto mi è successo, capisco che mi ero illuso.-

PA -Sulle sue capacità?-

Imputato - No! sullavostra Giustizia!… ma adesso dubito anche dellaGiustizia con la lettera maiuscola - se esiste.-

PA - A noi risulta che di giustizia lei n’abbia avuto ampiamente.-

Presidente- Inquesto Stato sono previsti tre gradi di giudizio…-

Imputato- Giustizia? Gradi di giudizio? No! persecuzione! Questo si! Persecuzione. Infamia. Fango! No, signor Presidente, no.-

Presidente- Ciò che afferma l’ha avuto da parte di questa Corte?-

Imputato –No, no. Mi scusi, signor Presidente,mi sono lasciato trasportare dall’ardore – anzi dal furore- che punge il mio essere e il mio malandato cuore. (pausa) No non è stata la Corte, ma è stato qualcuno … un mastino, (guarda il PA) che mi ha dato in pasto ai leoni, che ha scatenato quei giornalisti d’assalto, filogovernativi,  che, come iene, si sono abbattuti su di me, mi hanno massacrato. (pausa, poi con tono di disprezzo) Sciacalli!-

PA- Senta se si riferisce a me il suo giudizio non mi tange. No, non parlo per difendermi dalle sue ridicole accuse, (al Presidente) per carità, (poi all’imputato, con fermezza) ma parlo in difesa dei giornalisti, i quali hanno il dovere di parlare, di raccontare, di indagare, d’accusare- persino.-

Imputato –Certamente! Si! Se fossero veramente liberi e incorrotti…o anche in buona fede. Tuttavia lo stesso non avrebbero il diritto di calunniare! Scrivendo il falso - mimetizzandolo con il diritto all’informazione – e, spesso, distorcendo i fatti e mandando alla gogna il presunto colpevole- che per loro e per i forcaioli è già processato, colpevole e condannato! No, e ancora un grandissimo NO!!!Questo sistema diventa criminalecon l’intrusione e la conseguente distruzione della vita privata del cittadino, che ha avuto la sfortuna di imbattersi in questa -giustizia (con sarcasmo e disprezzo, poi pausa) Il vero giornalismo? (schifato) Non esiste più! macchèora è rimasto soltanto sciacallaggio e linciaggio!-

PA–(con ironia) Imputato, ha mai avuto la sensazione di essere nel torto?-

Imputato- Questo rientra nei miei pensieri più remoti (dopo un attimo di riflessione) … i dubbi sono per me come il mio pane quotidiano. E per lei?-

PA–Lasci stare me. Qui si parla di lei. Ci dica, lei cosa ne pensaa riguardodi quell’episodio in questione? Fu un fatto politico?O non fu un caso di soperchieria che voleva essere consumata nei confronti di questoStato ?-

Imputato - Guardi che si sbaglia e di molto:Uno Stato democratico, ma forte, non si fa intimidire da nessuna minaccia di un movimento dei lavoratori,come pure dal terrorismo becero! –

PA – Un sindacalista venduto è peggio di un terrorista…Malei, suppongo, parla come un Lieder politico, o mi sbaglio?-

Imputato – Parlo con la Verità! (breve pausa)  Quando uno Stato prende a cuore la sorte dei suoi concittadini, anche di uno solo, un misero, un malato, beh, quello Stato è il mio modello di Stato veramente civile.-

PA- Io non intendominimizzare tale Stato, che la sua utopia ipotizza, ma disprezzo la circostanza della quale è accusato! E non scendo nei particolari fuorvianti che adduce l’imputato (rivolta alla Corte).-

Imputato - No, signora, no. Uno Stato di diritto impedisce queste nefandezze.-

PA–Nefandezze? Non ne sono certa. Ci fu anche un morto.-

Imputato - Non ascrivibile al mio modo d’essere.-

PA -Lei ha dimostrato di avere rancore verso questo Stato. Sbaglio?-

Imputato- Rancore? Non proprio. Ma un sospetto, forse non moltosicuro, ma, probabile. (pausa) Sì, ci fu!-

PA -Lei, spesso, ha preso le parti degli Stati stranieri contro il nostro Stato Sovrano,. Lo conferma? –

Imputato - Confermo cosa? Ho partecipato a dei congressi sindacali all’estero, e con ciò? Qualche altro Stato che è all’avanguardia sui diritti sindacali, e con ciò? La frequentazione di soggetti attivi è un reato? Certo per questo cosiddetto Stato sì! (pausa) Poi, la Politica, intesa in senso lato, è foriera di compromessi, anzi li esige.E non è detto che se si approva un comportamento si debba approvare tutta la legislazione, gli usi, insomma le civiltà, di uno determinato Stato. Insomma, in tutte le nazioni di questo mondo, ci possono essere delle storture.-

PA– Ma ci possono essere anche dei criminali…come lei! –

Imputato - Essere dalla parte dei sofferenti a causa della giustizia, non implica accettare anche le loro idee. (pausa)  Certo si debbono rispettare le leggi… insomma ognuno reagisce a modo suo…. (lunga pausa) Si, ero amico di quello Stato dove si è svolto l’incontro… e lo confermo.-

PA- Me se si fosse permesso di criticarlo, lei sarebbe stato ancora amico di quello Stato?-

Imputato - Io non mi sono mai permesso di criticare le leggi degli altri Stati. Posso non condividerli, certo, sì…-

PA- …e mi dica, crede che anche loro nella nostra terra…insomma, i loro cittadini rispettino le nostre leggi?-

Imputato - Questo cosa c’entra? Poi spetta ai tribunali accertarlo. E in particolare a lei. -

PA–(non raccoglie, e per togliersi dall’imbarazzo, alza la posta) E ci dica: perché non -confessa? (a bruciapelo)-

Imputato – Ma cosa vuole che confessi? Poi, per me, è irrilevante: Vuoleche confessi? Vuole forse il mio avallo? Mai! Sonosolo colui che si doveva distruggere! Punto!-

PA- (ironica) Ma davvero?-Imputato  - Certamente. Guardi,la riservatezza edil segreto istruttorio,vengono consegnatiregolarmente alla stampa, che ne fa uso e abuso (guardando ostentatamente il Presidente). Aveteposto in essere arroganza, persecuzione, infamia (rivolto alla PA, poi guardando di nuovo i giudici) Ma ditemi in quale paese civile e libero del mondo, si è celebrato, tramite i giornali,un processo sommario, come il presente? Ed è se persino esaltato la leggeper lederei diritti dei cittadini?(pausa) No, non c'è consenso popolare, sostegno politico, campagna di stampa che possa giustificare un qualsiasi distacco dai principi garantiti e fissati dai diritti universali degli uomini.-

PA- Come è poetico… anzi patetico! Lei forse, imputato di memoria corta, tenta di fuorviare il punto più importante di questo dibattimento processuale, cioè: l’accusa  di sabotaggio delle industrie statali.-

Difensore- Un momento signora Pubblica Accusatrice, il mio assistito è accusato di boicottaggio dei prodotti delle industrie statali non di sabotaggio…(occhiataccia della PA che intimorisce il difensore) Cioè, volevo dire, se non mi sbaglio… o forse si… insomma non ero al corrente di questa altra grave accusa contro il mio assistito.-

Presidente – Avvocato, è buona norma accettarsi delle vere accuse rivolte al suo assistito.-

PA- Per sua informazione, avvocato d’ufficio, le cito testualmente il motivo di questo processo: L’imputato è accusato di avere ripetutamente e con insistenza, invitato – ed alcune volte forzandone la volontà–i dipendenti della fabbrica nr 334, a incrociare le braccia per pseudo condizioni insane dei posti di lavoro; nonché d’incitare gli addetti alla prestazione d’opera, dello stabilimento statale di ricerca chimica e biologica, di protestare per le ore di lavoro dettate dal Consiglio superiore dei superlavori-che cito a memoria- stabilisce esattamente e correttamente in dieci oregiornaliere.-

Imputato- Quella volta fu una protesta spontanea degli addetti allasuddetta industria. Poi per glioperai dello stabilimento chimico nr 47, la protesta fu motivataanche dalle insane condizioni di lavoro, nonché per le esalazioni nocive alla salute dei dipendenti.-

PA- Davvero? (ironica) Ma guarda, guarda…

Imputato –(agitandosi) Dovevano forse morire per dimostrare che le esalazioni fossero nocive?-

PA – Presidente, se l’imputato, con la sua ironia, nonvuole rispettare le leggi di questo Stato, rispetti almeno la Corte e i suoi componenti.-

Presidente -Imputato, un altro intervento irrispettoso non sarà tollerato da questa Corte.-

Imputato- Mi scuso con la Corte.-

PA–(martellante) Ma il reato ascrittole, ci fu o non ci fu?-

Imputato- Certo, per voi ci fu un reato! Poi questa vostra indagine, con interrogazioni einvestigazioni, di rivelazioni vere o false, e di rei-confessi per amore o per forza, persino…di delatori…–

PA- (incalzandolo)… Ma ci fu o non ci fu?-

Imputato – Ho già risposto!-

PA – E mi risponda ancora una volta: Ci fu o non ci fu?-

Imputato- Sono colpevole, cosa vuole di più?-

PA -Colpevole di tutti i reati ascrittegli?-

Imputato- Colpevole di tutto, tranne delle ruberie.-

PA – ( con plateale ironia) Ha confessato. Che grande avvenimento e che confessione teatrale.-

Imputato -(scuotendo la testa) Io non ho confessato nulla, perché non ho nulla da confessare-

PA – Ma se l’ha già fatto.-

Imputato - Ho già detto tutto quello che c’era da dire in proposito e non voglio ripetermi.-

A questo punto Francesca si alza.

Francesca- E no, perbacco! E noi che facciamo le comparse? Io e Gemma non abbiamo detto nulla, neanche una misera battuta. Anzi a me hai fatto fare la parte dell’usciere ( con molta ironia) “Fate entrare l’imputato. “ Sapete cosa vi dico? Vi lascio fare il vostro “processo” e vado di là a ripassarmi la parte della commedia che abbiamo in programma.-

Manlio- E un po’ di pazienza, nel prossimo atto, quando ci sarà da compilare la sentenza, per voi due, ci sarà tutto lo spazio che vi spetta.-

Gemma- Allora ci vediamo dopo. Bay... e mi darai il copione? (esce insieme a Francesca)

Manlio- Che caratterino! Riprendiamo?-

Dario- Manlio, scusami, ma vado anch’io. Cosa ci resto a fare qui?Per una o due misere battute? Questo atto è tutto per voi tre. Io mi domando perchè mai vorresti mettere in scena.. . sto stranissimo processo, senza capo ne coda.-

Manlio- Io non voglio mettere in scena un ben niente. Ho voluto solo togliermi la curiosità di sentirlo in lettura scenica, per poi giudicare…insieme a voi… naturalmente, in una normale ricerca drammaturgica, per la reale comprensione di un’opera. Non l’abbiamo sempre fatto? E allora queste novità? Poi, per comprendere il capo e la coda, come il nostro dotto difensore richiede, i tempi non sono ancora maturi… ci sono ancora due atti da leggere.-

Dario- (inchinandosi ironicamente) Presidente…Andiamo Manlio, ti sei fatto infinocchiare da quel tale, dillo chiaramente! –

Manlio- Macchèinfinocchiare d’Egitto. (pausa) Certo, come dicevo, il personaggio mi ha incuriosito e molto, ma non ho mai pensato di mettergliin scena questo lavoro… almeno senza averlo letto… e deciso coralmente… non ve l’ho sempre dimostrato? Ma suvvia, mi conoscete, no?-

Dario – Ed è perché ti conosciamo che dubitiamo…-

Manlio- Dubitare è saggio, polemizzare è deleterio.-

Dario- Ah, io starei polemizzando? Ma che cazzo dici?-

Manlio- Io non dico un cazzo! Mafaccio solo constatazioni, per tua norma… e anche regola.-

Dario-Ah, la metti su questo piano? Bene, me ne vado, e non di là a ripassarmi la parte, ma esco fuori, a passeggiare, per farmi passare l’incazzatura.-

Manlio- Intanto che ci sei, passa anche dal bar e portami un caffè… per favore…se non ti dispiace tanto… se sei un amico.-

Dario- Ma vai a farti fottere! (esce furiosamente)-

Adele - Tombola.-

Gino- (che aveva assistito ai fatti in silenzio, quasi meditando) Manlio, tu stai sfasciando la compagnia. Lo sai vero?-

Manlio- (insofferente)Gino, non ti ci mettere anche tu, per favore. Io vi ho solo pregato di fare una lettura scenica di questo copione “piovuto dal cielo” (con grande ironia), e basta.-

Gino- Va bene, ma ti stai riscaldando un po’ troppo…-

Manlio- (interrompendolo)…emi pare ben d’onte, mi pare.(molto adombrato) -

Gino- (piegando il capo come per assentire) Ho capito, oggi non è cosa. Sai cosa faccio? Vado anch’io a prendere un po’ d’aria.(esce)-

Manlio- Padronissimo.-

Adele - E sono quattro.-

Manlio-( come accorgendosi ora della presenza di Adele) Ah, tu stai qua?-

Adele- E dove vorresti che stia?-

Manlio- Con tutte queste defezioni, o meglio, con questo ammutinamento collettivo, non si sa mai…-

Adele- Piantala Manlio!-

Manlio- (passandosi la mano in faccia) Perdonami cara… ma mi hanno scosso quelle…insomma, quelle defezioni dei compagni… per nulla…o quasi. Non me l’aspettavo.-

Adele- Si calmeranno, ragioneranno e ritorneranno in teatro a lavorare…E, intanto, tu rifletti su questi fatti. Manlio c’è in te una specie di demone che ti spinge a rappresentare quest’opera. Sarà pure interessante, ma non tale da farti uscire dal seminato… come ora. Insomma i ragazzi non hanno tutti i torti. Datti una grande calmata, mio caro.-

Manlio- (scuotendo il capo) Lo so, lo so! (poi calmandosi) Si, certo, hai ragione, lo farò.(pausa) Ma vorrei continuare questa lettura scenica, che m’intriga moltissimo… poi, per la successiva rappresentazione, si vedrà… se sarà il caso. Certo, certo. Adele adesso cosa facciamo? Andiamo a casa?-

Adele- Andiamo, ma prima passa di là e chiedi scusa a Francesca e a Gemma, eppoi, domani, anche a Gino e Dario.-

Manlio- Certamente. E’ giusto. (si nuove per andare tra le quinte) Vieni anche tu?-

Adele- La moglie segue il marito, nella buona e nella cattiva sorte.-

Manlio- Spiritosa.-

Le luci, lentamente calano – Musica adatta, poi buio.

                                                         AttoII

Riprende la scena, lentamente, musica adatta. In scena c’è Manlio e Adele, che leggono il copione della commedia in programma.

Adele – Non mi chiedi nulla-

Manlio- Su cosa?-

Adele- Dai non fare lo scemo. Stai morendo dalla voglia di sapere la mia opinione sulla lettura scenica dell’Opera del signor Ics che abbiamo fatto ieri.-

Manlio- (con finta noncuranza) Dopo un giorno? Beh, se vuoi parlarne…-

Adele- Certo, che per farmi incazzare, sei l’unico che ci riesce- a primo colpo!-

Manlio- Ma dai, scherzavo… su parla, mi interessa sapere che ne pensi, certamente.-

Adele- (alzando gli occhi dal copione) Mi sembra che il protagonista sia …sia… ecco un esibizionista.-

Manlio- (sorpreso)Esibizionista? E cosa te lo fa pensare?-

Adele- Il fatto che si è dichiarato colpevole, così, subito, di getto.-

Manlio- Mavvia Adele, quello non ha fiducia nella giustizia, quindi sa che lo dichiareranno senz’altro colpevole, e quindi accorcia i tempi del martirio.-

Adele- Ma ha fatto mozziconi di confessione, come a voler far durare gli interventi al di là dei tempi previsti, per …esibirsi nelle sue strampalate teorie.-

Manlio- Strampalate teorie? Le chiami così? Comunque, non ha confessato, e ci ha tenuto a ribadirlo.-

Entra Gino, che ha sentito la battuta di Manlio.

Gino- A me, invece, sembra proprio che lo cerchi il martirio! Ciao a tutti.-

Adele- Ciao Gino.-

Manlio- Oh, Gino…martirio? e perché?-

Gino- Perché? Perché evince dal testo il suo comportamento “ di solo contro tutti.” E’ ovvio che soccomberà. E lui lo sa. Quindi vuole il martirio.-

Manlio- (mentre Adele ascolta interessata) Gino, tu sei sempre bastian contrario. Sempre a cercare tra le righe quello che non esiste nel testo. Però le tue osservazioni mi sono sempre state utili per capire meglio i copioni che studiamo, prima di metterli in scena. Ora questa tua ipotesi sul martirio la ritengo molto, ma molto lontana. Sentite, secondo il testo, egli è contro il Potere, e certaGiustizia al suo servizio, comeineluttabile espressione di oppressione. Ma non è un politico, né un terrorista, né un rivoluzionario. Anzi, sì, è una specie di rivoluzionario, ma pacifico, non violento. Insomma è un sindacalista vecchia maniera. Certamente…riformista; insomma lotta di classe si, ma con metodi industriali… insomma più che sabotatore, come dicel’accusa, tutt’al più, mi sembra - un boicottatore; più che un distruttore dello Stato, uno che amalgama lavoratori, industriali, consumatori- almeno che ci tenta.-

Adele- Stai citando Russell? O mi sbaglio-

Manlio- Si, non ti sbagli,  e credo che anche il signor Ics l’abbia fatto in quest’opera.-

Gino- Senti Manlio, io non sono colto come te, e parlo per impressioni, per sensazioni sulla pelle, per intuito.-

Manlio- In una parola: da artista. E ame stai bene proprio così.-

Entrano Dario, Francesca e Gemma. Saluto a soggetto.Manlio, posa il copione.

Dario- Stavate parlando della lettura scenica?-

Manlio- Si.-

Dario- E perché ne parlate senza di noi? (guarda le ragazze)-

Manlio- Oh, bella, è venuto a discorso e se ne è parlato. Mica siamo in Marina, col de-briefing, come sei abituato tu.(ironico) Di giuro che non volevamo commettere un reato…-

Dario- Piantala Manlio! No, certo, non è reato, ma mancanza di rispetto si.-

Adele- Dai Dario, tutt’al più abbiamo mancato di tatto. Ma è stata una discussione improvvisa, non programmata, senza un vero senso, andiamo ragazzi…-

Gino- E’ proprio così. E’ iniziata senza volerlo, accademicamente, e io mi sono accodato.-

Dario- (allungando un braccio verso gli altri) Va bene, va bene. (pausa breve) Comunque a me sta lettura non è piaciuta…-

Manlio- Scusami… tutta l’opera, o la tua sola parte, oppure il modo come l’abbiamo fatta noi?-

Dario- No, noi l’abbiamo fatta decorosamente. Non mi è piaciuta l’opera… anzi una parte di essa-

Manlio- E quale?-

Dario- (non sa cosa realmente dire) Comunque quasi tutto il soggetto. E’ propaganda di parte. Si rivangala storia passata: Stato dittatoriale e oppressivo… sempre contro i suoi oppositori,e facendo sempre nuovi eroi: e sempre anime pure e candite… e sempre con le mani pulite (sottolineare: sempre).-

Manlio- Dario, mi sembra che la stai buttando in politica. Cosa che noi non ne abbiamo mai fatta, ne la faremo mai! Ma l’Arte è l’Arte.-

Dario- Lo so. Lo so.(pausa) Beh, credo che sia la mia parte nell’opera che mi influenza negativamente...-

Gino- La vuoi scambiare con la mia?-

Manlio- Ohè, chi dirige io o voi? Avanti Dario, su, era una letturina scenica, una semplice prova. Mica la stiamo mettendo in scena… si commentava, e basta.-

Gino- Mettiamoci un punto.-

Manlio -Pensa,invece, alla tua grossa parte nella commedia che stiamo mettendo in scena…eh?-

Dario- (indeciso se cedere o meno) OK. Fine discussione. Vado a prepararmi.-

Gemma-(timidamente) Se posso dire anche la mia opinione, se interessa a questo colto consesso…

Manlio- (mettendosi le mani ai capelli) Oddio un’altra, (quasi supplicando) Gemma, che ti prende? Certo che puoi parlare… a questo con…sesso (allusivo).-

Gemma- Mi prendi per il culo?-

Manlio-Chi io? Auna femminista? Mai!-

Adele- Ehi, ehi, ehi, e che è sta farsa? Cosa vi prende a voi due? Manlio,dalle spazio perbacco. E tu Gemma, di pure la tua opinione…liberamente, dai.-

Gemma – Grazie Adele, meno male che ci sei tu…Ecco, per me quest’opera è obsoleta, sorpassata, vecchia. A me sembra una caricatura del vecchio teatro d’impegno, con annessi e connessi qualunquisti.-

Manlio – E avresti ragione se fosse riferita al presente, ma l’opera è ambientata, almeno almeno, negli anni venti del secolo scorso. Quindi pienamente sui tempi! E non dimenticare che l’autore riprende dei concetti espressi da Bertrand Russell,con un suo saggio, proprio nei primi anni del secolo scorso. E comunque l’opera è fondata sul dramma del protagonista- che è sempre in primo piano. I problemi sociali e l’ambientazione sono solamente il contenitore.-

Gemma- (Prima ironica, poi non convinta, come a voler tagliar corto) Ma davvero?E va bene, va bene, sarà pure…(sempre con marcata ironia) ma tanto era una prova di lettura, e in fin dei conti a me non importa un gran che. Vado a prepararmi.-

Manlio- (esitante, fa qualche passo in avanti, come se volesse ribadire, ma poi guarda Adele che lo scruta severa, e accetta con rassegnazione) Bene così. Ragazzi, andate tutti a prepararvi. I costumi sono già arrivati, indossateli. (come a voler cacciar via le polemiche e stabilire lo spirito unitario) Ehi! Ascoltatemi tutti: Oggi questa prova d’insieme dev’essere un gran botto!-

Tutti i presenti - E botto sarà.-

Manlio.- Ah, ragazzi, avete con voi il copione dell’Opera del signor Ics? Datemela per favore.-

Gino, Dario e Gemma gliela danno e vanno tra le quinte. Francesca no.

Manlio- Francesca e il tuo copione?-

Francesca- L’ho lasciato a casa. Perché serve ancora?-

Manlio- Non serve, per ora, ma voglio tutti i copioni qui. Domani lo porti.-

Francesca- (annoiata) Va bene capo. (raggiunge gli altri tra le quinte)-

Adele- (sorniona) Poi mi parlerai di questo copione, di come è arrivato qui, e chi è il misterioso autore, questo signor Ics, che tu solo conosci.-

Manlio- Certo, certo… te lo dirò.-

Adele- (ancora più sorniona) Non sarai…per caso tu – l’autore- sotto mentite spoglie?-

Manlio- Chi io? L’autore dell’opera? (indica i copioni) Ma non dire sciocchezze…-

Adele- Sarà… ma nell’opera ho ravvisato molto del tuo stile e dei tuoi pensieri… eppoi quei riferimenti a Russell, autore sul quale hai fatto la tesi di laurea, insomma, lascia pensare che...-

Manlio- (interrompendola categoricamente) E ti sbagli di grosso! (pausa)  E’ tutta farina del sacco del signor Ics.-

Adele – (poco convinta) Sarà…(esce di scena)-

Manlio- Ma che va a pensare… ah le donne, anzi le mogli.-

Poiraccoglie i copioni, anche quello che Adele ha lasciato sedia in cui era seduta prima, e li va a riporre. Quindiriprende inmano il suocopione della commedia da provare,che aveva posato sulla sua sedia, e lo esamina.

Entra il signor Ics.

Signor Ics- Buon giorno direttore.-

Manlio- (alzando la testa dal copione) Toh, guarda chi si rivede. Lupus in fabula. Buon giorno a te.-

Signor Ics - Posso parlarti?-

Manlio-E che? Mi chiedi il permesso?-

Signor Ics- Sai, ho saputo …di… di quelle…-

Manlio- Delle defezioni? Ma no, tutto risolto, sono state ragazzate, puntiglio d’attori, nient’altro. Siamo un pugno d’amici, e alcune volte ci lasciamo trasportare dalla nostra passione. Tutto finito.-

Signor Ics- Avete potuto fare la lettura scenica?-

Manlio- Si.-

Signor Ics- E… com’è andata?-

Manlio- Cosa vuoi che ti dica? Per noi èstata qualcosa di nuovo, una nuova esperienza…per noi.Insomma, si, certamente…magari c’è stata qualche discussione, qualche contraddittorio, insomma qualcuno ha avuto qualche riserva, qualche altro delle perplessità…ma in linea si massima…(lascia in sospeso il giudiziosull’opera) Ma ora devi dirmi di dove è arrivato… il tuo copione. E non mi dire anche tu che è piovuto dal cielo, sennò m’incazzo.-

Signor Ics- No, dal cielo propriamente no…ma c’è stato… come dire? Un aiutino di lassù…magari…forse…-

Manlio – Vuoi dirmi che hai dei santi in paradiso? (ironico)-

Signor Ics- (imbarazzatissimo, torcendosi le mani) Non capisco bene cosa vuoi dire. Però, però c’è stato qualcosa di simile…sembra…ma tu non hai colpa alcuna…è successo, e basta.--

Manlio – Colpa? Che colpadovrei avere... Senti, amico mio, parlando da persone sane di mente, (di colpo) posso sapere, ora, se (cerca le parole giuste), insomma, se tu hai fatto in modo da farmela trovare sulla sedia, magari, chissà, sei venuto prima, intanto che ero di là, nel bagno, e hai fatto il colpo. O l’hai mandato con qualcuno. Eh, che ne dici?-

Signor Ics – Io? E cosa dovrei dire? Tu hai fatto tutte le congetture. Ma ti assicuro che sono arrivato proprio quando tu eri sull’uscio… e su questa terra non ho nessun amico.-

Manlio- L’avrai in cielo! Insomma, mi dai una risposta logica, oppure devo fare altre congetture del cavolo?-

Signor Ics -Te l’ho detto: Io ho pensato alla trama… e qualcuno l’ha scritta.-

Manlio- A tua insaputa?-

Signor Ics- A mia accondiscendenza … forse.-

Manlio – No! questo è troppo! Mi prendi per il culo?… no! èveramente troppo. Prima mi hai detto che non hai amici … su questa terra, poi sostieni che qualcuno te l’ha scritta, incredibilmente, prelevandola dalla tua mente. Mi stai mettendo di fronte all’impossibile. (confidenzialmente) Senti, lasciamo perdere chi ha portato questo copione, ma, per favore, fammi sapere… Insomma adesso mi devi dire tutto…si, certo, allora?-

Signor Ics – Tutto? E’ una parola. Va bene, ma, se è possibile, andiamo con ordine: cosa vorresti sapere?-

Manlio –Per prima cosa: chi sei realmente tu, poi, in subordine, cosa è accaduto veramente.-

Signor Ics – Allora chi sono: Sono solo un sempliceSignor Ics; poi“in subordine”meglio lasciare perdere, terzo, cercavo un teatro…per mettere in scena…-

Manlio–Questo lo sappiamo.Tu vuoi offendere la mia intelligenza…Signor Ics? Qui è successo qualcosa…di strano, qualcosa che tu solo sai.-

Signor Ics – Io? E cosa dovrei sapere?.-

Manlio- Tutto quello che c’è da sapere, su un … povero autore. (conciliante) Senti tu a me non me la dai a bere: Ho letto il testo e in essosi intravvedono certi riferimenti a opere saggistiche di sociologia, di filosofia, insomma, questo testoteatrale solo un uomo colto può averlo scritto. Non un…quasi mendicante, come ti presenti tu. (soppesandolo col gesto).-

Signor Ics- Ma si, lo confesso, ho fatto qualche lettura, parlato con certe persone…-

Manlio- (conciliante) Bene bene… certo letto, parlato… (poi improvviso) E con chi avresti parlato? (ironico) Sarei curioso di saperlo.-

Signor Ics- (preso alla sprovvista ) Ma insomma certi libri sono di pubblico dominio.. . ma di che parli?-

Manlio- Di Russell, perché nel tuo testo c’è qualcosa, forse un  richiamo, un importante riferimento a un suo vecchio saggio.-

Signor Ics- E se anche fosse così, cosa cambia nell’Opera.-

Manlio- Nell’Opera nulla, ma in te si. Allora?-

Signor Ics – ( tenta di non tradirsi) Ecco… qualche volta… (come per liberarsi da quello stringente interrogatorio) insomma, sì, ho parlato anche di Russell, o meglio del suo pensiero. E’ forse un a grave colpa? Manlioio sono soltanto un poveraccio(imbarazzato, come per uscirne fuori) Insomma Manlio, io sono un signor Nessuno… o quasi.  Ecco chi sono.-

Manlio – Piacere, io sono Manlio (ironico). Signor Ics,o signorNessuno, oppure uomo dei misteri. (pensieroso)  Cosa credi che mi sia dimenticato della domanda, che ti ho fatto prima. E allora?-

Signor Ics – E allora? E allora che so io…-

Manlio –Signor Ics chiacchierone, basta con le ciance… chi sei veramente? (con lentezza, ma decisione)-

Signor Ics – Aspetta, aspetta. Mache fretta hai? Sapere chi sono o non saperlo, cosa conta per te? Non sono le azioni che contano? Non sono le idee che illuminano? Non sono le genialità degli artisti che sfondano il mondo reale e lo trasferiscono nell’irreale, pur restando punti cardine per la vita dell’uomo?-

Manlio- E dalle con la filosofia. Senti il tuo testo è ottimo e quindi sai scrivere e sai cosa scrivi, ma tu, se non dichiari chi sei, per me, per noi, sei nessuno. E nessuno non può essere un creatore di opere d’arte...ne essere messo in scena (cercando ti toccarlo dove, secondo lui è più debole).-

Signor Ics- Senti, non voglio portarti a discussioni sterili, e mi dispiace se te ne ho data l’impressione…(borbotta tra se) Scena, non scena…devo deviare il discorso. (poi deciso) Ma ora ti chiedo: Vuoi sapere chi sono? E io ti rispondo. Come saprai ci sono alcuni uomini che amano i misteri ,e sono anche i loro depositariIlluminati… ma bada che esistono altri elementi che potrebbero turbare questa incontrovertibile verità: esempio, i ciarlatani e i plagiari. Costoro, a volte, scopiazzano gli argomenti, senza caperne l’essenza…-

Manlio –(distrattamente tra se) A volte.(poi al Signor Ics) Ora mi viene un sospetto: forse, saresti stato scopiazzato tu?  E come? E da chi? Sei forse un famoso scrittore?-

Signor Ics – (elude la domanda)No, ma cosa dici! Comunque, continuiamo il nostro discorso. Dicevo: basta cercarli,costoro, anche attraverso le loro opere, con cura e umiltà…e anche con genuina, fanciullesca fiducia, perché solo così si può penetrarenella Verità  (scandito significativamente). Eppoi, essi sono ancora i custodi della saggezza degli antichi padri…e, come dice qualcuno:letestimonianza delle origini, sono presenti nelle nostre coscienze. Insomma si parla di quei pensieri anche ancestrali, che se ben ponderati e attuati, ti permettono di realizzare, anche al di là delle Fede, il grande paradosso: che l’Io e gli Altri, sono decisamente il Noi della Caritas.  Mi hai chiesto chi sono?  Ebbene, non sono, sicuramente, quello che tu cerchi…-

Manlio – Ssei un prete?-

Signor Ics – Un prete? No.-

Manlio-Sei forse...un mago?-

Signor Ics – Che brutta parola, diciamo un procacciatore di sogni, è più elegante.-

Manlio – Ci sono: Sei un poeta!

Signor Ics- (che intravvede la soluzione) Bingo! Un poeta, certo. E lo sono stato per gli alti ingegni, ma ora lo sono solamente per l’ingenuità e l’animo candido di chi si accosta, anche inconsapevolmente al …mistero…-

Manlio – Mistero? Capisco…anzi no!  maforse si!  Ma certo, naturalmente, ora comprendo, mi stai plagiando, o lo tenti, con tutte questa ciarle metafisiche, per farti mettere in scena la tua opera. E’ vero, vecchiaccio?-

Signor Ics – (sospirando)Hai fatto tutto tu.-

Manlio – Lo credo. Ma allora, “procacciatore di sogni” , e cercatore del Mistero- come ti sei autodefinito-nella tua opera, dov’è la chiave di lettura di questa tua caritatevole catarsi?-

Signor Ics – Essa è presente, sempre e ovunque. Poi c’è l’intelligenza, la fantasia…-

Manlio – La mia anima mi dice che sei misterioso e… affascinante.-

Signor Ics – No, no, non bestemmiare. Io affasciante? Ma dai…ecco, forse sarei uno in cercava dei valori…ecco, si, i valori.-

Manlio- (tra se) Ma che cazzo sta accadendo? (poi al Signor Ics) Dunque:  i valori, vero? Ma quali? Quelli classici, retorici, che sentiamo sbandierare ai quattro venti da qualsiasi pulpito, o che altro?-

Signor Ics – Aspetta, aspetta, non è necessario che ci riempiamo la bocca e la mente di vuoti paroloni. Si, vuoti paroloni che portano… magari…magari alla morte… Ma basta, per carità. Adesso ascoltami... (temporeggia come se cercasse le giuste parole) Manlio – Vai avanti.-

Signor Ics- Ma ancora non capisci?quel Giusto, l’Invisibile,la metamorfosi, la brama la Caritas, spesso finisce in nulla, nella soppressione… (tra se, spazientito) Insomma non posso mica parlargli dell’Angelo Custode, mi prenderebbe per matto da legare. Sono incastrato.-

Manlio – (riflessivo) Ancora rompi con sti valori invisibili, mi vuoi condurre nel Mito? -

Signor Ics – (tra se, sconsolato) Accidenti…e, pazienza. (poi, a Manlio, con gravità)

Ascolta, in questo momento noi stiamo in un altro livello, più alto, più spirituale, e solo gli sciamani, i maghi, gli uomini con l’animo candido, e i poeti, sanno penetrare.-

Manlio – E tu… sei …e tu saresti…uno che … ma no, impossibile! Senti sei… sei forse quello che neghi d’essere?-

Signor Ics- Il Mistero? Il signor Nessuno? O forse unSignor Ics qualunque… o un Poeta?O chi altro? Pensa prima a te! (deciso) Ma tu lo sai chi veramente sei?-

Manlio – Senti non citarmi Socrate, per favore.-

Signor Ics – No, volevo solo chiederti se sai la tua discendenza. Allora chi sei?-

Manlio - Io sono Manlio Gagliardo, di Nicola e di…-

Signor Ics – Fermati qui! Di Nicola… e tuo padre di chi è figlio? –

Manlio – E’ figlio di Manlio Gagliardo.-

Signor Ics – Risali ancora: e lui da chi proveniva? (Manlio sta per rispondere ma il Signor Ics lo incalza) Risali, risali…-

Manlio – Io posso risalire fino al bisnonno Giuseppe, poi non saprei.-

Signor Ics – Bene… adesso considera i tuoi occhi scuri, i tuoi capelli neri, la tua pelle ambrata, il tuo naso dritto, e dimmi, non ti dicono nulla queste tracce? Non ti richiamano in mente i tuoi avi - forse ellenici? Non vennero i greci in questa terra? E non erano forse della schiatta di Archia? Rifletti.-

Manlio – ( che l’aveva ascoltato a bocca aperta, riavendosi) Ehi, ma cosa vai raccontando? Che cavolate insinui… ellenici? Beh, forse. Ma dai smettila, consa c’entra tutto questo?-

Signor Ics- Pensa a quello che ti ho detto prima.-

Manlio- Non mi convinci con le chiacchere inutili e retoriche. Non vuoi dirmi chi veramente sei? Bene, punto e basta! E la finiamo qui!-.-

Signor Ics – (rassegnato tra se) E va bene, va bene, t’accontento, ma prendiamola da lontano…(vedendo arrivare gli altri attori e facendo un sospiro di sollievo) Ah, ecco i tuoi amici.-

Manlio- (si contraria per l’intrusione) Ragazzi, vi presento il signor Ics.-

Gino- Gino, Piacere.-

Dario- Dario, Piacere.-

Francesca- Francesca, Signor Ics…-

Gemma- Signore…-

Signor Ics- Il piacere è tutto mio.-

Entra Adele.

Manlio- Adele, ti presento il signor Ics, autore in carne ed ossa dell’opera che abbiamo letto (sottolineandoSignor Ics, come per dire: Visto che esiste?).-

Adele – (con un sorriso a Manlio, e poi porgendo la mano al signor Ics) Fortunatissima, signor Ics, davvero fortunatissima.-

Manlio- Adele è la mia compagna.-

Adele- (correggendolo) Io sono sua moglie.-

Signor Ics – E’ un onore conoscerla signora. So che è una grande attrice, complimenti (con un leggero inchino).-

Adele- (compiaciuta) Grazie mille.-

Signor Ics – Manlio, signori, mi voglio anche scusare per la...turbolenza che ho, involontariamente, arrecato alla Compagnia, a causa della mia opera.-

Adele- Ma cosa dice? Quale turbolenza? Siamo stati concordi nel fare la lettura scenica della sua bella opera. Il resto sono schermaglie d’artisti.-

Signor Ics- Sono contento che vi sia piaciuta. E tu Manlio, non mi hai detto nulla.-

Manlio- Te l’avrei detto, ma avevo altre cose più importanti da chiederti…prima, non credi?-

Signor Ics – Già, già.-

Manlio- Senti vecchiaccio, il tuo lavoro a me personalmente mi ha affascinato, e pure ai ragazzi è piaciuto. Peccato che, purtroppo, per precedenti impegni non lo si possa mettere in scena e farlo conoscere al pubblico. Ma chissà, nel futuro.-

Signor Ics – Mi basta questo. Si, era questo che volevo sapere…in fin dei conti… sarebbe stata una grossa  presunzione… meglio così. Sentite, umilmente, vi posso fare una piccola richiesta…-

Manlio- Di cosa si tratta?-

Signor Ics – Ecco, se non vi chiedo troppo…-

Manlio- … e parla!-

Signor Ics - … vorrei che mi faceste sentire il finale dell’Opera.-

Manlio -Ora?-

Signor Ics-Si, ora, se fosse possibile, perché dovrei andare via con una certa urgenza… per sempre.-

Manlio- Questo si vedrà! Ragazzi, che ne dite? Lo accontentiamo?-

Adele- Penso che si può fare, vero?-

Manlio- OK, iniziamo. Luci.-

Gli attori annuiscono. A un cenno di Manlio, la scena, lentamente si farà buia. Musica adatta. Gli attori prenderanno la posizione assegnata. Poi si udrà dire e, infine gridare, alternativamente, da parte dei presenti:Innocente! Colpevole! Per due tre volte, finchè l’ultimo grido fortissimo sarà del difensore, che dirà:INNOCENTE!!!

Subito dopo, riprenderà la scena,e  il Presidente, in piedi per leggerela sentenza.

Presidente- In nome del Consiglio Superiore dello Stato Sovrano Dominante, do lettura della sentenza riferita al processo dell’imputato nr. 341. Imputato alzatevi!-

PA- Presidente, l’imputato non è presente.-

Presidente- Come? Come? Assente? Non si può. Egli per legge, dev’essere presente durante la lettura della sua sentenza! Che sia subito introdotto!-

PA- Signor Presidente, è rimasto nella sua cella.-

Presidente- Lo si vada a prelevare!-

Il giudice a latere esce per andare a prendere l’imputato.

Presidente- E lei avvocato perché non ha reso edotto il suo assistito dell’obbligo della presenza, durante la lettura della sentenza che lo riguarda ?-

Avvocato- Signor Presidente, l’ho reso ampiamente edotto, ma non ha voluto sentirne ragione. Non vuol presenziare!  E’ testardo!-

Presidente- (severo) Ma lei sapeva della defezione, e del relativo obbligo della presenza dell’imputato davanti al collegio giudicante,come stabilisce la legge, quindi doveva avvertire immediatamente questaCorte.-

Avvocato –(confuso) Mi dispiace, volevo farlo, si proprio così, se non che… ella, signor Presidente, dall’alto del suo superiore scranno… insommasignor Presidente lei mi ha preceduto…chiedo scusa (quasi piangendo).-

Presidente- Avvocato, stia più attento alle procedure, in futuro… se ce ne sarà uno, …-per lei.-

Avvocato- (prima come se avesse una reazione d’orgoglio, poi quasi supplicando) Eccellentissimo signor Presidente…Mi perdoni, mi perdoni…-

Rientra il giudice, è sola.-

Presidente- Ebbene? E l’imputato?-

Giudice- Si è impiccato- in cella! ( detto con molta fermezza)-

Fermo di scena. Si udrà un cupo tocco di campana, seguito da colpo di marranzano, di morriconeo stile. Poi le luci, lentamente caleranno fino al buio completo.

Sipario

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