LOPERAZIONE
Due tempi di
STEFANO REALI
Ogni riferimento a persone o fatti realmente accaduti da considerarsi assolutamente casuale. Questa unopera di fantasia, e tutto quello che segue stato inventato di sana pianta. Non solo. Secondo me gli ospedali italiani sono i migliori del mondo. Chiunque ci sia stato ricoverato almeno una volta, lo sa.
S. R.
PERSONAGGI
LUIGI, 35 anni, con le rotule a pezzi.
MASSIMO, 30 anni, con i legamenti da rifare
CARLO, 40 anni, infermiere diplomato
MARIA, 45 anni, caposala di Rovine
Dott. CUPREO, 30 anni, brillante assistente del prof. Lessi
La Scena
Una camera dospedale, arredata in maniera moderna ed asettca.
In fondo alla scena, un finestrone con la serranda abbassata, che lascia penetrare pochissima luce, dallesterno.
Due soli letti, uno dei quali decisamente in penombra. Tutti e due i letti sono in posizione perpendicolare rispetto al pubblico, con i cuscini dalla parte del fondo della scena.
Dallesterno, delle voci. Un rumore di pass in avvicinamento. Entrano nella camera Massimo e Carlo, linfermiere.
Massimo e un ragazzone atletico, con tanta voglia di scherzare. Ha un borsone a tracolla.
Carlo sembra un camionista, pi che un infermiere. Ha unespressione severa e greve, ed un torace ampo e villoso, che sembra che stia li l per far saltare i bottoni del camice.
MASSIMO: (Si guarda intorno, esamina la stanza, e sorride sorpreso e compiaciuto) Aaahhh! E chi mammazza?!
INFERMIERE: (Sempre accigliato, si dirige verso il letto di destra, scopre il rivolto delle coperte, e controlla il funzionamento dei pulsanti alla parete)
MASSIMO: (Segue linfermiere fino al letto, e poggia il persone sulla sedia accanto) t questo il mio, vero? (Linfermiere non risponde, sembra quasi incazzato. Massimo si siede sul letto, per saggiarne la durezza)._E vai, anche la tavola... (LInfermiere fa per andarsene. Massimo lo ferma) Oh! Senti un po ... !
INFERMIERE: (Fermandosi sulla soglia, sempre incazzato) Che c?
MASSIMO: (Scherzando) Se me dovessi sent male, de notte, tipo me pija ha crisi e devo chiede aiuto, come faccio?
INFERMIERE: (Meccanicamente, con un pesante accento romanesco) Colazione alle sei e quindici. Pranzo alle undici e quarantacnque...
MASSIMO: (Correggendolo) ... le dodici e quarantacinque!
INFERMIERE: (Aggressivamente) ... le undici e quarantacinque. Cena alle sei e trenta. Diciotto e trenta. Alle ventuno si spegne la luce... sarebbero le nove...
MASSIMO; Ah... Tutta vita, eh?...
INFERMIERE: (Continuando, come se non lavesse sentito) ... Visite dalle quattordici alle sedici; festivi dalle undici alle tredici. In caso di bisogno, il campanello in alto a destra. Tutto chiaro? (Esce, senza aspettare la risposta).
MASSIMO: Ehi, aspetta un attimo! (Fa per inseguirlo. Nellaltro letto, qualcosa si muove. Solo ora ci accorgiamo che c un paziente che stava dormendo. Massimo siferma). Mi scusi, non lavevo vista.
LUIGI: (Sbadiglia, si stira) Niente. Che ore sono?
MASSIMO: Quasi le dieci (Indica la serranda, quasi completamente abbassata) Le spiace se ... ?
LUIGI. Fai, fai...
MASSIMO: Grazie. (Tira su la serranda. La luce del giorno inonda la stanza) L anche sbucato il sole. Stamattina era nuvolo. (Massimo guarda Luigi. Avr sui trentacinque anni, ma come se ne dimostrasse molti di pi e molti di meno contemporaneamente. Ha il pallore tipico dei malati di lunga degenza. Si protegge gli occhi dalla luce forte con un asciugamanino.) ... Sicuro che non ti d fastidio?
LUIGI: Tranquillo.
MASSIMO: (Guardando fuori della finestra) Che vista! Ah, nono piano, eh? E pure la camera ... ! Pi che un policlinico sembra un telefilm americano.
LUIGI: (Ironico) E che differenza c?
MASSIMO: (Ingenuamente, non avendo colto lironia) Beh, l diverso, pi alla General Hospital, rapidit efficienza... I medici sono tutti giovani, preferibilmente negri, e le infermiere channo due zinne cos (Mimando con le mani un seno procace) ... e poi...
LUIGI: (Sogghignando) E poi?
MASSIMO: (Incerto se continuare o no) E beh, un... un bel petto grosso rassicurante no? Cio d una sensazione di protezione...
LUIGI: Ai malati o ai telespettatori?
MASSIMO: (Ci pensa un attimo, poi desiste. Apre il suo borsone datletica e ne estrae degli effetti personali) A proposito di petto ...
LUIGI: S?
MASSIMO: (Minimizzando) S ... Eh... quel...
LUIGI: Carlo?
MASSIMO: Carlo?
LUIGI: Linfermiere.
MASSIMO: Quello che mi ha accompagnato?
LUIGI: S, quello che hai fatto incazzare.
MASSIMO: Quello sarebbe un infermiere? lo pensavo che fosse un portantino.. un manovale...
LUIGI: Prima. Adesso un infermiere professionale. Si diplomato da poco, ma una vita che lavora qui dentro.
MASSIMO: Ah.
LUIGI: Come petto non scherza, eh? Lo trovi... rassicurante?
MASSIMO: Lo trovo un po stronzo. E sempre cos?
LUIGI: No, sempre no. Ma tu lo hai fatto incazzare.
MASSIMO: E perch lo avrei fatto incazzare?
LUIGI: Gli hai dato del tu.
MASSIMO: lo?
LUIGI: S.
MASSIMO: Gli ho dato del tu?
LUIGI: Davanti a me.
MASSIMO: E allora?
LUIGI: E allora si incazzato.
MASSIMO: Ah...
LUIGI: S, ma poi gli passa, stai tranquillo...
MASSIMO: Vorrei anche vedere.
LUIGI: Carlo fatto cos, finch uno non gli diventa amico...
MASSIMO: Non credo che rimarr qui dentro abbastanza da diventargli amico. (Estrae dal suo borsone un grosso registratore stereo).
LUIGI: S, in effetti non sembri uno che sta fra la vita e la morte.
MASSIMO: (Estrae dal borsone un piccolo televisore. Lo pone su una sedia) No, direi di no... Anzi... (osserva la posizione. Sposta la sedia per misurare la visuale dal letto).
LUIGI: Anzi, che?
MASSIMO: Avrei anche de, sicuro di s).
LUIGI: E invece...
MASSIMO: (Estrae dal borsone due manubri da ginnastica) E invece, eccomi qua.
LUIGI: Eh, gi.
MASSIMO: Eh? (Si toglie i calzoni e rimane con un paio di boxer).
LUIGI: Capita, no? (I due si guardano per qualche istante, incerti. Luigi allarga le braccia, sornione, con unespressione del tipo cos la vita, una di quelle espressioni che vanno bene in qualsiasi occasione).
MASSIMO: (Lasciando perdere, Massimo si avvicina al televisore ed orienta lantenna) Com la ricezione, qui? (Guarda verso lesterno dellafinestra) Niente palazzi, dovrebbe esse na scheggia... (Accende e sintonizza su Videomusic. Un pezzo di musica rock risuona nella stanza. Il volume potente, per un televisore cos piccolo. Massimo sorride compiaciuto) Ti! Che tavevo detto?
LUIGI: (Sbuccia una mela) perfetto.
MASSIMO: Per?
LUIGI: Per che?
MASSIMO: Non c un per? Mi sembrava che ci fosse un per...
LUIGI: No, assolutamente. Se chai il permesso...
MASSIMO: Il permesso? Ci vuole pure il permesso?
LUIGI: Scritto, dalla caposala. Ma lo danno, stai tranquillo...
Entra lINFERMIERE con passo minaccioso. Si avvicina al televisore, prova a spegnerlo, non ci riesce e decide di staccare la spina, senza tanti complimenti.
MASSIMO: Ah, aspetta... aspetta un momen... voglio dire, aspetti un momento. Lo so che ci vuole il permesso, vado subito dalla caposala a farmelo fare.
INFERMIERE: La caposala non c.
MASSIMO: Va beh, ci sar qualcuno che la sostituisce, no?
INFERMIERE: lo, la sostituisco.
MASSIMO: Ah, benissimo ... Allora se... se Lei vuole essere cos cortese da ...
INFERMIERE: (Interrompendolo) Stam ma senti, a ... a neno! Senza che ce fai tanto er paraculetto... i permessi dei televisori, qua, se danno solo agli allettati, chiaro? E te nun sei allettato! Quanno che sarai allettato potrai chiede er permesso. Me so spiegato?
MASSIMO: Non c bisogno di alzare la voce.
LUIGI: Carlo...
INFERMIERE: Ma anvedi questo, anvedi! Er vogatore, i pesi, er radione... Ma nd te credi de st a Ladispoli?
LUIGI: Carlo...
INFERMIERE: Questo un policlinico, qui ci sono gente che stanno male! E cercamo da portaje Pn po de rispetto, cercamo!
LUIGI: Carlo!
INFERMIERE: Che c?
LUIGI: Me lo prepari un modulo per il permesso? La voglio vedere io, la Tv. (sorride sornione) lo sono allettato.
INFERMIERE: L nnamo, a Ggi, te ce metti pure te, adesso? lo cho da lavor, nun me f perde tempo...
LUIGI: Me lo puoi portare al giro delle undici, prima dellelettrocardiogramma. Gi compilato, se puoi, grazie?
INFERMIERE: (Uscendo) Pure!
LUIGI: (A voce alta) E ricordati le mele...
INFERMIERE: Nientaltro? Vorrei fare un viaggio solo...
LUIGI: Per ora no, grazie.
INFERMIERE: (esce dalla stanza brontolando) Ma tu guarda la madonna...
LUIGI: (A Massimo) Raccend.
MASSIMO: Ma che vuol dire allettato?
LUIGI: Vuol dire che non sei in grado di muoverti dal letto. (Prende un ‑Corrieredello Sport e comincia a leggere)
MASSIMO: Ah...
LUIGI: Sai qui a traumatologia ci sono degenze di nove mesi... un anno... immobili. Se non avessero nemmeno il televisore... Non riaccendi?
Un URLO DI DOLORE lancinante, risuona da lontano nei corridoi.
MASSIMO: Che cazzo era?
LUIGI: (Sempre continuando a leggere) Niente, qualcuno che hanno messo in trazione.
MASSIMO: Ah...
ALTRO URLO, ancora pi sinistro.
LUIGI: Devessere uno nuovo, senti che potenza.
MASSIMO: Ma sempre cos?
LUIGI: Eh, beh... un po fa male, eh? Allinizio soprattutto. Poi ci si abtua. (Pausa) Lo accendi o no, sto televsore? Mhai fatto pure mann Carlo a chiede il permesso...
MASSIMO: Eh?... Ah, s (Accende la TV) Comunque lamico tuo strano, eh?
LUIGI: No. L fatto cos, fumantino, ma non cattivo...
MASSIMO: S, fallo esse pure cattivo...
LUIGI: t stressato, come tutti... Nove ore al giorno appresso a pazienti... ce ne sono certi che non possono neanche andare di corpo, da soli... (Guardandogli distrattamente la gamba, ma confinuando a leggere) Che hai fatto a quel ginocchio?
MASSIMO: Perch?
LUIGI: Hai problemi al ginocchio, no?
MASSIMO: Chi te lha detto?
LUIGI: Zoppichi.
MASSIMO: Non vero.
LUIGI: SI, invece. (Massimo prova a camminare. non sembra claudicante) Hai una coscia pi piccola dellaltra. (Massimo si guarda le cosce nude sotto i pantaloncini. Luigi insiste sicuro del fatto suo). la destra vero?
MASSIMO: (Arrendendosi) Si vede cos tanto?
LUIGI: la met della sinistra!
MASSIMO: (Si guarda le gambe. La differenza appena percettibile, ma c)
LUIGI: (Modesto) Cho locchio allenato. (Sorride) Menisco?
MASSIMO: No.
LUIGI: Ahia.
MASSIMO: Come, aha?
LUIGI: (Sospirando preoccupato) Legamenti, eh?
MASSIMO: S, Crociato Anteriore. (Ricordando con difficolt il termine scientifico) Una lesione inveterata.
LUIGI: Pure!
MASSIMO: Eh... Perch?
LUIGI: Inveterata, di quanto?
MASSIMO: (Dopo un rapido conto mentale) Tre anni fa.
LUIGI: Mli. Sciavi?
MASSIMO: No, giocavo a pallone.
LUIGI: Mhh.
MASSIMO: (Rifacendogli il verso) Come, Mhh?
LUIGI: (Affermativo) Mhh. Capita.
MASSIMO: S?
LUIGI: Sempre pi spesso. Ce n uno ogni due settimane solo in quel letto l. Ormai vi riconosco dallodore.
MASSIMO: (Spegne la TV) Ma quanto tempo che stai qui?
LUIGI: Un po. Ma io sono un caso a parte, non faccio testo. Tu piuttosto, perch hai deciso di operarti, dopo tre anni? Ti cede la gamba?
MASSIMO: No.
LUIGI: Hai gotifiori improvvisi, fitte, versamenti di sangue?
MASSIMO: No.
LUIGI: Dolori quando corri, quando scendi le scale?
MASSIMO: Ma ch, le scendo quattro a quattro le scale...
LUIGI: Ma allora che ci sei venuto a fare qui dentro?
MASSIMO: Il pallone. Se non mi opero non posso pi giocare.
LUIGI: Ah, un altro fanatico. Lo sai il calvario che ti aspetta, vero? Un anno, tra degenza e riabilitazione. Un anno perso!
MASSIMO: S, lo so. Per ormai vado sui trentuno, pi vado avanti e peggio ...
LUIGI: Trentuno? Si vede che ti manca proprio tanto, il pallone.
MASSIMO: Perch?
LUIGI: Beh... A trentun anni un po tardino, per una ricostruzione dei legamenti.
MASSIMO: Ma sai per me il pallone fondamentale... Non lo so, sar... che te devo d, sar il fatto che giochi contro un amico... il sudore... la doccia, dopo... lintesa, le triangolaz... (Inebriandosi degli esempi) Sar che quando fai uno stacco di testa, se non salti proprio in quel momento preciso... (Si accorge che sta esagerando, e Luigi lo guarda) Ah che te devo d, per me pi che un gioco una filosofia di vita.
LUIGI: In che serie giochi?
MASSIMO: Eh?... Ah, no, no ... (Minimizzando) No, tornei fra palestre, niente di ... insomma, tanto per fare due tiretti con gli amici, e... e poi per me, il pallone... tutto. E poi proprio... voglio dire, anche una questione di principio. (Riflettendo) lo voglio campare tranquillo. lo devo sapere che mi ci posso appoggiare, su questa gamba. Anche per. .. che ne so... anche per... per scappare, hai visto mai...?
LUIGI: Scappare?
MASSIMO; Mb? Non si pu mai sapere, nella vita, no?
LUIGI: Eh, s, Pu capitare.
MASSIMO: Eh.
LUIGI: Per io non ce lo vedo uno come te, a scappare.
MASSIMO: No?
LUIGI: No. (Squadrandolo) Tu hai coraggio. E tanto.
MASSIMO: (Lusingato, schernendosi) Ma dai...
LUIGI: Ti dico di s. (Pausa. Luigi sorride convinto, con la sicurezza di chi riconosce le persone dal primo momento. Massimo ricambia il sorriso. Luigi continua a sorridere, e riprende a leggere) Se no non ti faresti sventrare un ginocchio solo per una questione di principio.
MASSIMO: (Deluso) Te diverti, eh?
LUIGI: No, cazzeggio, dai.
Rientra lINFERMIERE.
LUIGI: Le hai trovate?
INFERMIERE: S; ma gli ho dovuto rivoltare il banco come un pedalino. Tu voi le Golden, e quello se lera nascoste pe la moglie. Meno male che cera Ribaudo che mha dato una mano a fajele sput fuori... Lavemo minacciato de morte... Sei pronto?
LUIGI: Vai!
INFERMIERE: Vado, eh?
LUIGI: Vai, vai!
Linfermiere sempre sulla soglia della porta estrae quattro mele dai tasconi del camice, e le lancia, una dietra laltra, verso il letto di Luigi, in quattro direzioni diverse.
MASSIMO: (Allarmato) Ah! Ma che st...
LUIGI: (Per nulla colto di sorpresa, rivelando unagilit inaspettata, Luigi si sporge dal letto come pu, e afferra le mele con sicurezza, una dietro laltra, come un portiere di calcio in allenamento. Lultima mela, dopo essere stata afferrata, gli sfugge di mano e cade in terra. Massimo ha assistito sorpreso allesibizione e si china a raccogliere la mela. Linfermiere scuote la testa, deluso. Luigi cerca di giustificarsi)... Era troppo angolata...
INFERMIERE: Ma smettila, chai le mani di mollica...
LUIGI: Era troppo angolata. t da laltro ieri che me le fai tutte angolate.
INFERMIERE: L una settimana che non fai pi un quattro su quattro, e non ci vuoi stare, questa la verit. (Squadra Massimo da cima a fondo, vede la sua espressione smarrita, e decide di interessarsi al suo caso) Allora, che cha questo ragazzo? Menisco o legamenti?
MASSIMO: (Sospirando) Bah... Per me, un crociato...
MASSIMO: (Amaro, quasi fra se) S, in Terra Santa. Ma che siete tutti di carriera, qui dentro?
LUIGI: (Precisando, allinfermiere) Lesione inveterata.
INFERMIERE: Pure!?
MASSIMO: Daje
LUIGI: (Allinfermiere, come a voler rinforzare la sua asserzione) Cammina, non lo vedi?
INFERMIERE: E che vuol dire? (Guardando di nuovo Massimo) Magari un S.P., che ne sai...
LUIGI: (Anche lui torna a squadrare Massimo. Scuote la testa scettico, e si rivolge allnfermiere). No... No, non mi pare. (A Massimo, come se volesse verificare) Chi che ti opera?
MASSIMO: (Infastidio per essere trattato come una recluta) Il professor Lerri.
LUIGI: (Sorpreso) Ah ... !
INFERMIERE: Hai visto? (Vede gli attrezzi e i pesi di Massimo e comincia adesaminarli) Bella, sta roba. Professionale.
LUIGI: Ti opera Lerri ... ! Che lhai pesante la spinta, eh?
MASSIMO: No.
LUIGI: Come? Il grande professor Lerri! Il mago del ginocchio...
MASSIMO: Emb? Lavora in questospedale, no?
LUIGI: (Ridendo) Ma sentitelo! Lavora in questospedale! Ma che niente niente ce fossi venuto a pij per il culo?
MASSIMO: (Giustificandosi) t stato lui a visitarmi, quando mi sono fatto male!
LUIGI: E basta?
MASSIMO: (Innervosendosi) Perch, serve altro?
LUIGI: (Insinuante) No. No. no. Nientaltro. (Prende una mela e comincia a sbucciarla).
MASSIMO: Meno male...
LUIGI: (Sempre sbucciando la mela) Solo che Lerri, in clinica privata, prende venti milioni per fare quelloperazione. Gli devi essere stato proprio simpatico, per riuscire a fartela fare gratis...
MASSIMO: (Alterandosi) Senti un po, tu sei un rompicazzo professionista o lo fai solo per passatempo?
LUIGI: Ma che fa, prend subto daceto? Oh! Guarda che qui dentro ci vuole senso dellumorismo, se no dura, eh? Mica stai a Otorino! Fattello dire da lui! (Rivolgendosi a Carlo, come per cercare un immancabile consenso).
INFERMIERE: (Continuando a giocherellare con i pesi di Massimo) Mah... pi o meno... alla fine, un po la stessa cosa in tutti i reparti...
LUIGI: (Leggermente contrariato) S, ancora! Guarda quella bonazza di Wanda! (Rivolto a Massimo) Quella s, che cha un bel petto rassicurante... ti piacerebbe, a te... (Rivolto di nuovo allinfermiere) Quando ce la mandano, uninfermiera come Wanda, a prendersi le bottigliate qui a Traumatologia, eh?...
MASSIMO: Che bottigliateV
INFERMIERE: Mai dai, per due volte che successo...
LUIGI: S, due volte... E che vo ve ne state ztti, non lo dte. Sete tutti della serie Uomini Veri. Andate al pronto soccorso a favve medic, e zitti. A Ribaudo gli hanno spaccato il setto nasale, ormai lo chiamano Rocky 5...
INFERMIERE: Dai, era de plastica, la bottiglia che hanno tirato a Ribaudo...
LUIGI: S, ma era piena.
MASSIMO: Ma chi glielha tirata?
LUIGI: E chi glielha tirata secondo te? Un ricoverato, no?
INFERMIERE: Il fatto che qui la gente non veramente malata. (Rivolto a Luigi, prevenendolo). Dai, Gigi, mo nun te stran! Voglio dire, a Otorino, dopo che thanno aperto la gola e te lhanno svotata.. pure si te ce mettono Ornella Muti come infermiera... ti passa la fantasia di fare certe cose... qui, invece... non c debilitazone... s, magari, thanno tagliato un pezzo, per il resto funzona... e reclama...
MASSIMO:per questo che ci stanno solo infermieri maschi qui dentro?
LUIGI: (Indicando linfermiere che continua a giocherellare con i pesi e gli attrezzi di Massimo) Maschi, e prestanti... Qui arriva il ladro dappartamento caduto dal cornicione, il tossico che ha provato a scippare e s fatto male.. non gente tenera... chiamano per qualsiasi stupidaggine, a qualunque ora... magari per farsi rollare una canna...
MASSIMO: Una canna... canna?
LUIGI: Eh no?... E se linfermiere non si precipita, appena ce lhanno a tiro se lo fanno... bicchieri, bottiglie, stampelle...
INFEMIERE: (Intervenendo) Pappagalli...
LUIGI: S, insomma quello che hanno a portata di mano, glielo tirano... quando devi stare fermo ventiquattrore al giorno... dura, eh? Diventano quarantotto. Te ne accorgerai appena tavranno ingessato.
MASSIMO: No, non mi ingessano. Mi hanno fatto... (Massimo fruga nel borsone e tira fuori una GINOCCHIERA AVVENIRISTICA, colorata) mi hanno fatto comprare questaffare...
LUIGI: Ah! Una Donjoy. Ormai lhanno proprio adottata. Permetti? (Massimo gliela d, e Luigi la esamina con fare professionale) Bella! Ultimo tipo... pensavo che non fosse ancora uscita, in Italia... Guarda un po. Carl! (Senza alcun preavviso, Luigi tira la ginocchiera, a parabola, verso linfermiere che lafferra al volo, tranquillamente. Massimo si allarma).
MASSIMO: Ehi... Ma che cazz...
INFERMIERE: (Come se non lavesse sentito, esamina a sua volta la ginocchiera) Questa pi bella de quelle altre.
LUIGI: Te credo! Quelle erano normal, questa una Sport. Quattro punti dappoggio, giunti cardanici, resistente allacqua... fibra d carbonio...
INFERMIERE: (Esaminandola) Titanio...
LUIGI: Ma v?
INFERMIERE: (Sempre senza preavviso, linfermiere lancia di nuovo la ginocchiera a Luigi, scavalcando Massimo) Ah! E basta!
LUIGI: (Sorridendo) Stai calmo.
MASSIMO: No, che costa na cifra, mica per altro...
LUIGI: Con quello che ci risparmi sulloperazione, io ci starei... (Esamina di nuovo lattrezzo. Si rivolge allinfermiere) Hai ragione... Titanio... Proprio bella (La restituisce a Massimo, che la rmette giudiziosamente nel suo involucro di cellofan. Linfermiere. come ricordandosi di qualcosa, esce dalla stanza. Luigi aggiunge a voce bassa). Speriamo che stavolta funziona...
MASSIMO: Come?
LUIGI: Ho detto, speriamo che funzion...
INFERMIERE: (Guardando fuori della porta semiaperta ) Ah, s suor Govanna... C da cambare la padella al trentasette... Ci vado io... (Esce).
MASSIMO: Che vuol dire speriamo? Lavranno collaudata.
LUIGI: Ah, certo. Loro la danno per sicura...(Sorridendo, rassicurante) Ma non ti devi preoccupare... Se la usano, vuol dire che
ci credono,no? (Massimo non risponde. Guarda la sua g nocchiera) proprio lortopoedia che cos. E empirica.
MASSIMO: Ah... empirca?
LUIGI: Gli ortopedici sono una razza a parte. Vanno per tentativi. (Pausa) Poveracci, loro ce mettono tutta. Che devono fare?
MASSIMO: Ognuno cha la sua croce...
LUIGI: Eh, anche loro. Stanno sulle palle a tutti, soprattutto ai loro colleghi. Li chiamano i falegnami della chirurgia.
MASSIMO: Pure?
LUIGI: Solo che se tu ripari un tavolo, se tu rimetti a posto la gamba di un tavolo, lo vedi subito se sta in piedi o no, giusto?
MASSIMO: Giusto.
LUIGI: Irrigidisci la gamba.
MASSIMO: Eh?
LUIGI: Indurisci la gamba. Fai il muscolo.
MASSIMO: Cos?
LUIGI: Perfetto. Bella coscia, complimenti. Lo vedi quello?
MASSIMO: Eh.
LUIGI: Quello il quadricipite.
MASSIMO: Ah...
LUIGI: Un grande figlio di mignotta.
MASSIMO: Anche lui?
LUIGI: Bastano tre giorn di immobilit e sparisce! Scompare completamente, diventa una pappetta. Ma poi ci vogliono nove mesi di fisioterapia, per farlo tornare come prima.
MASSIMO: Ammesso che ci torni, come prima!
LUIGI: Certo, ammesso che ci torni. Il fatto che finch non ci torna, tu non sai se la persona sta in piedi o no. Chiaro?
MASSIMO: A me hanno parlato di quattro mesi.
LUIGI: Ah, certo, se ti fai il culo nove ore al giorno in palestra, ce la puoi fare, in quattro mesi. Come i calciatori. Ma anche per loro dificile tornare a giocare prima di un anno, un anno e mezzo... E sono dei professionsiti, ci mangiano con le gambe.
MASSIMO: E... le persone normali, invece?
LUIGI: Mah... fra una cosa e laltra, se unoperazione veramente riuscita, tu lo sai solo dopo due anni...
MASSIMO: Due anni? per questo che empirica?
LUIGI: E certo. Perch gli ortopedici, non aspettano.Se no la tecnica non andrebbe mai avanti, no? Durante quei due anni, ne hanno tirati fuori altri dieci di gingilli nuovi. Adesso uscita questa ginocchiera, e va molto di moda. Va bene, eh, intendiamoci, stata disegnata al computer... Fra sei mesi, chiss che altro si saranno inventati. E magari scoprono, non lo so... che questa dannosa, ostacola la ricostruzione del muscolo...
MASSIMO: E nessuno protesta?
LUIGI: E che ti vuoi protestare? (Pausa) la tua salute... E loro ce lhanno in pugno, la tua salute. Se loperazione va bene, bene...
MASSIMO: Se no?
LUIGI: Se no, niente. Se ne fregano, vanno ai congressi. E se tu stai male e provi a chiamarli, si fanno negare, oppure ti dicono che sei in una fase dassestamento, o che hai fatto male la fisioterapia... Poveracci, io li capisco. Daltronde,scusa, che altro possono fare? Devono proteggere se stessi, il loro lavoro.
MASSIMO: Fanno proprio una vitaccia, eh?
LUIGI: Co tutti sti matti che ce stanno in giro... Hai visto mai qualcuno cavesse da ridire?
MASSIMO: un classico...
LUIGI: No, un ospedale. E un posto di merda, e sai perch?
MASSIMO: (pazientemene) No, perch?
LUIGI: Perch tu non paghi, loro sanno che tu non paghi, e quindi si sentono autorizzati a trattarti di merda!
MASSIMO: 1 medici?
LUIGI: 1 medici, i paramedici, gli infermier.. un po tutti.
MASSIMO: Ah, ho capito...
LUIGI: (Precisando, come a voler difendere il proprio posto) Un momento. Questo, negli ospedali normali...
MASSIMO: Ah...
LUIGI: Eh...
MASSIMO: Qui, invece...
LUIGI: (Rassicurandolo) Beh, no, qui c luniversit.
MASSIMO: Aahh...
LUIGI: Questo un ospedale universitario. Ci sono gli studenti, professionisti di domani. Decine e decine di giovani chirurghi, arrapati, talmente smaniosi di tagliare che a momenti taprono pure se chai il mal di testa. Sono ragazzi che hanno scazzato la laurea a forza di diciotto...
MASSIMO: Anche loro devono fare pratica, no?
LUIGI: (Quasi minaccioso) E la fanno, eh? Stai tranquillo che la fanno...
MASSIMO: S?
Rientra lInfermiere, e si rivolge a Luigi.
INFERMIERE: Ah, c Mannozzo che va come na spada, oggi. Pare Schwarzenegger!
LUIGI: in forma?
INFERMIERE: in forma? Cha una media de trenta al minuto.
LUIGI: Ammazza! Quante ne ha fatte?
INFERMIERE: Sta oltre le cento. Sta a navig in una pozzanghera di sudore... E nun se ferma... (Linfermiere si affaccia dalla porta e guarda verso il corridoio, sollevandosi leggermente sulle punte dei piedi) Anzi, manco rallenta...
LUIGI: Piuttosto schiatta, Mannozzo...
Anche Massimo, incuriosito, cerca di affacciarsi a guardare, ma la mole dellinfermiere glielo impedisce, e desiste.
MASSIMO: (Riprendendo il discorso che pi gli preme) Ma insomma ce n qualcuno che si salva fra i giovani, o no?
LUIGI: Di che?
MASSIMO: Di... chirurghi... o assistenti... Ce ne sar anche qualcuno affidabile, no?
LUIGI: Come no? Ce ne sono certi che sono bravissimi, fra i giovani, non sto scherzando... Anche qui a Traumatologia, c... Chi c? (Linfermiere, stupito, guarda Luigi che fa mente locale) Ah, si, (Cupreo!
MASSIMO: Eh?
LUIGI: Cupreo.
INFERMIERE: Libera e bella.
LUIGI: (Ridacchiando) S. Libera e bella. (A Mas,simo) forte, Cupreo...
MASSIMO: Chi ?
LUIGI: Il nuovo assistente di Lerri. Uno che si fa ,lo shampoo tutti i giorni...
INFERMIERE: Anche due volte al giorno...
LUIGI: E forte, Cupreo, eh?... Sta qui da neanche tre mesi, ma ha gi messo tutti in riga... Lerri si fida parecchio di lui.
MASSIMO: Mli...
LUIGI: (Insistendo) E Lerri non uno che si fida del primo che arriva, eh?
MASSIMO: Mh.
LUIGI: Anzi, vedrai che.. (Guarda lorologio) A che ora sei entrato, tu?
MASSIMO: Dieci meno un quarto.
LUIGI: Vedrai che viene lui, a farti il controllo...
MASSIMO: Cupreo?
LUIGI: S.
MASSIMO: E Lerri?
LUIGI: A questora sta operando. Lui il giro lo fa alle otto di mattina, chi c c, chi non c, ciccia!
INFERMIERE: Ormai lhai perso.
MASSIMO: Mhh...
LUIGI: Ti vedr domani...
INFERMIERE: Che giorno domani?
LUIGI: Gioved.
INFERMIERE: Il gioved non visita, Lerri.
LUIGI: Ah, vero. Allora neanche domani. Venerd.
MASSIMO: Venerd?
LUIGI: Venerd, sabato... Tanto non che parti, per il fine settimana, no?
MASSIMO: (Amaro) No. Non parto.
[n quel momento, silenziosamente, entra Maria nella stanza. la Caposala, responsabile del reparto. Per chiunque non sia mai stato ricoverato in un ospedale, vale la pena di precisare che la Caposala una figura importantissima, nei giochi di potere dei reparti ospedalieri. Maria una donna sui quarantacinque, robusta, con il tono di voce sonoro e determinato di chi sa di avere il coltello dalla parte del manico. Parla con un accento veneto. Vedendola, Carlo scatta in piedi.
MARIA (Severamente) Carlo! Che fine hai fatto?
INFERMIERE: Niente, che fine ho fatto? Devo portare Buonsanti a fare lelettrocardiogramma.
MARIA: Alle undici.
INFERMIERE: Mancano dieci minuti.
MARIA: Appunto. Ora vai dal ventuno a fargli lantistaminico. Forza. Anzi, prima vai dal trentasette, che sta strillando.
INFERMIERE: Ce so annato adesso. Che cha?
MARIA: Lo sai, che cha...
INFERMIERE: (Quasi fra s) Ancora! Ma quanto caca, questo?
MARIA: (Rimproverandolo severamente) Carlo!
INFERMIERE: Va beh, vado vado... (A Massimo) Ah, se la vedemo qua, la partita, eh?
MASSIMO: Certo
MARIA: Carlo!
INFERMIERE: Vado...
MARIA: Subito. Carlo esce, seccato per lincombenza.
MARIA: (Rivolgendosi a Massimo, mantenendo il tono intimidatorio, ma con un accenno di sorriso amichevole) Lei Migliarini, vero? Tutto a posto?
MASSIMO: Beh... s.
MARIA: Se ha bisogno di qualcosa, chiami. Chieda di me o dellinfermiere di turno.
MASSIMO: (Lievemente sorpreso dalla cordialit) Grazie.
MARIA: Ho visto che ha chiesto il permesso per~ il televisore... Non potrei darglielo, perch non allettato...
LUIGI: Veramente lho chiesto io, il permesso per il televisore.
MARIA: Lei non pu, e lo sa benissimo.
LUIGI: (Cadendo dalle nuvole) Perch?
MARIA: Perch lapparecchio devessere di propriet di un paziente o di un congiunto.
LUIGI: Ah, gi. (Riflette un istante, e poi, sorridendo) E se lui me lo regalasse, il televisore? (A Massimo, ammiccando) Un regalo temporaneo, ovviamente.
MARIA: Non ce n bisogno. Ho parlato con la direzione sanitaria, possiamo fare uneccezione e dare al signor Migliarini il permesso...
LUIGI: (Accavallandosi a Maria) Ah, ecco.
MARIA: (A voce alta, non lasciandosi interrompere) ... del televisore proprio in considerazione del fatto che nella stanza c un paziente allettato. Va bene?
LUIGI: Mica tanto.
MARIA: Ah, non va bene? Beh, facciamo ancora in tempo a non darlo a nessuno dei due...
LUIGI: No, no, chi ha detto niente! Solo che pensavo di meritare un po pi di considerazione... In fin dei conti...
MARIA: Lanzianit non un fattore di privilegio, per i degenti. Non ancora, per lo meno...
LUIGI: (Con tono improvvisamente familiare, affettuoso) A Mar, ma rido lhai zuppati i biscotti stamattina, nel disinfettante?
MARIA: Non faccia tanto lo spiritoso.
LUIGI: No?
MARIA: Non le conviene per niente, e lei lo sa. E cerchi di tenere in ordine, se la direzione sanitaria manda unispezione, altro che il televisore le tolgono (Uscendo dalla stanza). Si ricordi di firmare il permesso, signor Migliarini. E chiami, se ha bisogno. A qualsiasi ora.
LUIGI: (Rifacendo il verso a Maria) Chiarni, se ha bisogno, signor Migliarini! A qualsiasi ora (Ride fragorosamente)
MASSIMO: (Rimane a guardarlo ridere per qualche attimo). Senti, ti posso fare una domanda?
LUIGI: Certo.
MASSIMO: Perch ce lha tanto con te?
LUIGI: Chi?
MASSIMO: Chi? Come chi? La caposala! A momenti te mozzicava!
LUIGI: Maria? No, Maria.. mi vuole bene...
MASSIMO: Ah, ecco...
LUIGI: t fatta cos.
MASSIMO: Pure lei!
LUIGI: Non hai capito. ~ la sua maniera di volere bene...
MASSIMO: (Deducendo) Allora a me mi odia!
LUIGI: No, taddolcisce la pillola perch sa che cos, dopo loperazione, gli scasserai meno le palle. l~ una professionista, Maria. A proposito, quand che ti operano? Te lhanno detto?
MASSIMO: No... entro pochi giorni, credo...
LUIGI: Quanti?
MASSIMO: Non lo so... il tempo delle analisi... tre... quattro
LUIGI: Dieci, dodici... (Ride) come minimo... forse anche quindici...
MASSIMO: Guarda, a me mi hanno assicurato che entro...
LUIGI: (Interrompendolo) Fidati, io ci vivo, qui dentro. Mannozzo c stato trentatr giorni su quel letto, e si doveva solo togliere un menisco...
MASSIMO: Chi questo Mannozzo, un paziente?
LUIGI: Paziente lultima cosa che gli si pu dire. Affacciati alla porta.
MASSIMO: Eh?
LUIGI: Affacciati. (Massimo si avvicina alla soglia e guarda veso lesterno) Vedi niente, in fondo al corridoio?
MASSIMO: No.
LUIGI: Guarda bene. Attraverso la porta a vetri, in fondo. Vicino al pavimento. Che vedi?
MASSIMO: Nien... ah, no, aspetta... c un infermiere con un carrello...
LUIGI: (Guarda lorologio). S, quello de pasti. Adesso linfermiere apre la porta a vetri, e passa col carrello, giusto?
MASSIMO: S.
LUIGI: Ora il carrello passato, e la porta rimasta aperta. Che vedi?
MASSIMO: (Stupito, quasi ncredulo) Un pazzo con le stampelle che fa le flessioni...
LUIGI: Ecco.
MASSIMO: (Girandosi di nuovo a guardare Luigi) In mezzo al corridoio.
LUIGI: Quello Mannozzo. Fabio Mannozzo...
MASSIMO: (Torna a guardare verso il corridoio) Ammazza, che energia!
LUIGI: Anzi, adesso si dato una calmata. Dovevi vederlo quando entrato.
MASSIMO: Era gi cos... iperattivo? LUIGI: Peggo.
MASSIMO: Perch le stampelle? Legamenti, anche lui?
LUIGI: No, una cazzata. Un menisco... E scivolato facendo la doccia.
MASSIMO: E lhanno latto aspettare trentatre giorni, per fargli le analisi? Con tutti i piagnistei sulla penuria dei posti letto ... ?
LUIGI: (Dando per scontata una risposta evidente) Proprio per quello, no? (Massimo lo guarda con laria di chi non ha capito, Luigi sorride, ed il suo tono si fa confidenziale, complice) Lo sai in quanto tempo si potrebbero fare quegli esami?
MASSIMO: (Sbuffando spazientito) No.. in mezzora?
LUIGI: No, in due giorni, fra prelievi e risultati. E allora perch, secondo te, lospedale tiene un letto occupato inutilmente per tutto quel tempo quando ci sono dei cristiani che aspettano anni, in lista dattesa, prima di essere ricoverati? A che serve questa lentezza?
MASSIMO: Dimmelo tu.
LUIGI: Serve a creare liste dattesa lunghe. Cos chi se lo pu permettere, se ne va in clinica privata. E paga.
MASSIMO: E chi non pu pagare?
LUIGI: Aspetta. Magari fa unassicurazione sanitaria, se pu. Oppure... compra un posto letto.
MASSIMO: Compra un posto letto?
LUIGI: C qualcuno, qui dentro, che pu farti passare in cima alla lista dattesa. Basta pagare.
MASSIMO: Ah...
LUIGI: La gente soffre, vuole guarire presto, non vuole aspettare...
MASSIMO: (Scuotendo la testa). Pure il mercato dei letti...
LUIGI: E beh, il personale malpagato, molti channo il doppo lavoro, fuori.. fanno i muratori, gli idraulici. e qualcun altro s arrangia qui dentro. Che devono fare? Siamo in Italia, no?
MASSIMO: E i medici? Lo sanno che siamo in Italia?
LUIGI: Lo sanno? (Scoppia a ridere) Lo fomentano! Se no come farebbero a rubare i soldi alla gente nelle cliniche private?
MASSIMO: Non fa una piega.
LUIGI: Qui dentro, ormai i professori fanno solo roba a rischio. Il bello che i poveracci che gli fanno da cavia, dopo aver aspettato una vita in lista dattesa, non sono neanche sicuri di essere operati da loro.
MASSIMO: No, eh?
LUIGI: Questa una struttura pubblica. Se al tuo professor Lerri quel giorno non gli suona la sveglia, credi che la rimandano, la tua operazione? Beh, se sei un S.P., magari...
MASSIMO: Ma che questo S.P.?
LUIGI: Segnalato Particolare. Uomini politici, presidenti di casse di risparmio, amici del primario. (Alludendo) Raccomandati...
MASSIMO: Guarda che io ho fatto sei mesi di lista dattesa.
LUIGI: Capirai, che sono sei mesi per un legamento crociato? La meda un anno e mezzo, per le operazioni voluttuarie...
MASSIMO: Ma quali voluttuarie? lo non posso pi correre!
LUIGI: Non puoi correre! Lui non pu correre Ah! Che pensi, che qui dentro entrano tutti saltellando, come te? Siamo a Traumatologia, eh? Qua la gente ci arriva tritata... che si perde i pezzi per strada... (Sdrammatizzando) Comunque, stai tranquillo. Ormai sei dentro. E Lerri uno serio.
MASSIMO: In che senso?
LUIGI: Se ha detto che ti opera, ti opera. Non hai problemi.
MASSIMO: No? lo cominciavo a credere che qualcuno ce lavevo, invece.
LUIGI: No, Lerri un genio. Il mago del ginocchio. (Pausa) Sono i suoi assistenti, semmai che...
MASSIMO: Ah, ecco, mi pareva...
LUIGI: No, ma adesso poi c Cupreo, che bravo. Certo che se te la fa Aloisi, la divaricazione del Vasto Mediale.
MASSIMO: (Ridacchiando) La divaricazione del vasto Mediale?
LUIGI: Per ricostruirti i legamenti devono lussarti completamente la rotula e divaricare il vasto mediale. Di solito lo fa Aloisi. Ti infila un divaricatore nel muscolo della coscia, e poi, facendo leva sul femore...
MASSIMO: (Interrompendolo) Va bene, va bene, ti credo sulla parola. Per non ho capito una cosa. (Si avvicina al letto di Luigi) Chi sei tu? Un paziente? Uno studente di medicina fuori corso? Uno pagato per tirare su il morale alla gente? Chi cazzo sei tu, si pu sapere?
LUIGI: Nessuno. Per sto qui da un po e so come vanno le cose.
MASSIMO: S, ho capito, ma da quanto stai qui? Un anno? Due?
LUIGI: Nove.
MASSIMO: (Lo guarda sbalordito) Ma che stai a di?
LUIGI: Nce credi?
MASSIMO: Nove anni!? LUIGI: Eh.
MASSIMO: Ma come, nove anni, cos, ininterottamente?
LUIGI: No, allinizo sono tornato a casa due o tre volte, destate. Si soffocava. Poi hanno messo laria condizionata, e non sono pi uscito. Non si sta male qui. La camera bella, ti danno da mangiare...
MASSIMO: (Vorrebbe chiedergli qualcosa, ma non lo fa. Non sa cosa dire).
LUIGI: Non ho pi le rotule. Incidente dauto, erano frantumate in mille pezzetti. Hanno cercato di ricomporle, allinizio, ma non andata. 1 frammenti erano troppo piccoli, il callo osseo non si riformato. Allora mi hanno messo due protesi. Per un po hanno retto, poi le ho rigettate. Capita. (Parla in maniera piana, quasi monotona, come se rifacesse per lennesima volta lo stesso racconto). Solo che capitato in agosto, e qui non cera nessuno in grado di aprirmi. 0 forse nessuno voleva farlo, in assenza del chirurgo. (Massimo continua a guardarlo, muto). E allora ho dovuto aspettare che il grande maestro tornasse dalle vacanze, il ventisei settembre... Quando mi ha aperto ha trovato di tutto...
MASSIMO: E non se ne erano accorti?
LUIGI: No.
MASSIMO: Ma tu non sentivi dolore?
LUIGI: Certo. Lho anche detto.
MASSIMO: E loro?
LUIGI: Normale decorso post‑operatorio, mi dissero. (Sospira). Il brutto del ginocchio che finch non ci guardi dentro non sai veramente che cos che non va.
MASSIMO: Va beh, ma basta camminare, per vedere se funziona, no?
LUIGI: Camminare? Senza rotule? Certe mattine mi sveglio e mi sembra di esserci nato, su sto letto. (Lunga Pausa) Comunque, mi piacerebbe‑
MASSIMO: Che cosa?
LUIGI: Camminare. S, mi piacerebbe proprio. Il fatto che... noialtri abbiamo avuto dei regali... delle cose stupide... ma veramente stupide... che per sono meravigliose... sono stupide e meravigliose nello stesso momento.
MASSIMO: Ma che sta a di?
LUIGI: Niente. Te lo ricordi Riva?
MASSIMO: Riva... Rva?
LUIGI: Riva Rva. Te lo ricordi, no?
MASSIMO: Certo.
LUIGI: Lui era mancino, completamente. Faceva tutto con la sinistra. Poi un giorno si frattur la gamba destra. Ti ricordi cosa disse? In unintervista famosa, la diedero al telegiornale... ancora non cerano i TG 1, 2, 3... ce ne era solo uno. Cera il telegiornale.
MASSIMO: (Incuriosito) Ma insomma, che dsse Riva?
LUIGI: Eh? Ah, s. Disse... disse... che prima di rompersela, non si era mai accorto di averla, la gamba destra.
MASSIMO: Ah ...
LUIGI: Eh.
MASSIMO: segnato, di destro ... No, aspetta, una volta s. Nel 68, contro il Belgio, mi pare.
LUIGI: Se vede che cavr intruppato, contro il pallone. Perch lui ci camminava e basta, con la gamba destra. Per gli serviva. Serviva a tutta lItalia. Era una cosa stupida e meravigliosa... la gamba destra di Riva.
MASSIMO: (Seccato per la presunzione del paragone) S, certo. Senti, a me dispiace molto, per la tua situazione. Per mi sembra che stai cercando di impressionarmi.
LUIGI: lo?
MASSIMO: S.
LUIGI: Scusa tanto. Non credevo che fossi unc impressionabile.
MASSIMO: (Cominciando ad alterarsi) lo devo solo rifarmi i legament. C chi si rif il naso, chi si rif le tette, ed io mi rifaccio i legamenti. E mi (Pensandoci) Mi sa che non ha mai hanno assicurato che si tratta di un intervento di routine. Va bene?
LUIGI: Certo.
MASSIMO: Oh, meno male. LUIGI: Calma...
MASSIMO: E che cazzo... Eh!
LUIGI: Stai tranquillo. Ho capito ... So quello che significa, ci sono passato anchio ...
MASSIMO: Eh... meglio cos.
LUIGI: ... Anche i miei primi cinque interventi erano di routine.
MASSIMO: Come, i primi cinque, ma quante cazzo di volte ti hanno operato?
LUIGI: Con quella di domani sono tredici. (Prevedendolo) S, ma non ti scandalizzare, lortopedia cos. Non manco un record, cosa credi? C una ragazza, al Forlanini, che ne ha subiti diciassette, di interventi, alla clavicola... t stata anche a Domenica In.
MASSIMO: Pensa che culo!
LUIGI: Tu, per esempio, che sei in prima istanza...
MASSIMO: (Aggressivo) Che cosa vuol dire in prima istanza?
LUIGI: Devi farti unoperazione, no? Sei in prima istanza. Se tutto va bene, OK! Se no, dovrai farti una seconda operazione, che dovr rimediare sia al trauma originario, sia ai danni fatti dalla prima operazione. E sarai in seconda istanza. Poi in terza, e poi chiss...
MASSIMO: (Sempre pi aggressivo) E non succede proprio mai che basta la prima?
LUIGI: Come no! La maggior parte della gente qui dentro ci entra una volta sola...
MASSIMO: Per? LUIGI: Per che?
MASSIMO: Stavolta c un per, vero?
LUIGI: Beh...
MASSIMO: Magari non tornano per altri motivi, no?
LUIGI: lo non ho detto...
MASSIMO: (Incazzandosi) Magari il primo intervento andato male, hanno perso fiducia nel chirurgo... Ne cercano un altro ...
LUIGI: Pu anche succedere ... raro, ma...
MASSIMO: Oppure tirano a campare, perch solo allidea di farsi riaprire... eh?
LUIGI: Oddo qualche volta, in effetti...
MASSIMO: Ma insomma qui dentro chi ci viene, solo quelli che a Lourdes jhanno risposto cavete sopravvalutato?
LUIGI: No. (Con fermezza) Ci vengono anche quelli che fanno i capricci.
MASSIMO: Ah, s?
LUIGI: S. Quelli che rubano i posti letto alla gen~ te che sta male davvero, per farsi fare operazioni inutili.
MASSIMO: (Avvicinandoglisi minaccioso) Ali, a operazioni inutili!...
Entra linfermiere con aria pacificatrice. Porta una sedia a rotelle.
INFERMIERE: Boni! State boni, che nun stamo ar mercato! Fatela finita, co sto casino... Boni. (Estrae un foglio) Ecco qua, permesso televisore, gi compilato. Mettere una croce qui, per favore.
LUIGI: (Sta per mettere la sua firma sul foglio, ma Carlo lo ferma, prende il foglio e lo d a Massimo, in maniera aggressiva). Ah, giusto... (Massimo prende la penna ed appone la sua firma sul foglio, dopodich linfermiere se lo riprende e se lo infila in tasca) ... Gi sono le undici?
INFERMIERE: E dieci. Giacchetto infilato?
LUIGI: E che non lo vedi?
INFERMIERE: E chai ragione pure tu. Allora.. si parte!
LUIGI: (Militarmente, scherzando) Yessifl
Linfermiere toglie la coperta. Prende in braccio Luigi e lo depone sulla sedia a rotelle. Le gambe di Luigi sono magrissime, morte. Massimo osserva il tutto, in silenzio. Linfermiere spinge Luigi verso luscita. In quel momento entra il Dott. Cupreo. Atletico, sorridente, biondo. Avr qualcosa meno di 30 anni, ma ne dimostra di pi. Sembra molto simpatico, anche se ha laria di chi si sente gi barone, solo per il fatto di indossare un camice.
CUPREO: (Rivolto a Massimo) Oh, eccolo qui il nostro nuovo acquisto. La sistemazione di suo gradimento?
MASSIMO: Non c male, grazie.
CUPREO: (Si avvicina a Massimo e gli tende la mano) Sono il Dott. Giorgio Cupreo.
MASSIMO: Piacere, Massimo Migliarini. Senta, mi hanno detto, che per le analisi la cosa piuttosto lung...
CUPREO: (Girandosi verso lInfermiere che sta uscendo dalla stanza assieme a Luigi) Dove lo sta portando?
INFERMIERE: A f lelettrocardiogramma. Domani Lerri lo opera.
CUPREO: (Come ricordando uninutile incombenza) Ah, s.
Linfermiere fa per portare via Luigi, ma questi blocca il freno della sedia a rotelle. Si rivolge a Cupreo, con un pesante sarcasmo.
LUIGI: Non ne era al corrente, dott. Cupreo?
CUPREO: (Conclusivo) S, s certo. (Rivolto a Massimo) Allora, vediamo questo ginocchio che balla. t il destro, vero?
LUIGI: (Linfermiere prova a portarlo via, ma Luigi insiste, sempre tenendo bloccato il freno) Forse le era passato di mente? E strano, la lista operatoria stata appesa stamattina alle nove. (Il suo tono provocatorio, sprezzante. Linfermiere alza gli occhi al cielo, con un espressione come dire Te lho detto cento volte di non metterti litigare con i dottori. Cupreo si volta verso Luigi, incredulo. Linfermiere tenta nuovamente di portare via Luigi, ma questi tiene sempre bloccato ilfreno). 0 magari lei... ha la testa occupata da casi pi urgenti?
CUPREO: Beh, no, perch pi urgenti? Il suo abbastanza urgente, mi pare. Nelle condizioni in cui dice di essere...
LUIGI: Come Dico di essere?. Mi hanno fatto una biopsia, dottor Cupreo. Me lha fatta Lerri, il suo professore.
CUPREO: S, s, ho visto il referto. Solo che... sono ansioso di dargli unocchiata anchio alle sue ginocchia... Cos, per curiosit...
LUIGI: Basta che solo unocchiata...
CUPREO: (Piccato) In che senso?
LUIGI: Beh, lei cha il bisturi facile, dottore. Lo sanno tutti...
CUPREO: Guardi che il bisturi serve a togliere le parti malate. 0 quelle sbagliate. E comunque io non mi diverto a tagliare.
LUIGI: No?
CUPREO: No. Il mio lavoro operare. Anche con lei.
LUIGI: Beh... quando e se succeder...
CUPREO: Succeder domani.
LUIGI: No. Nella lista operatoria lei terzo. Quindi, tuttal pi, domani, regger un divaricatore.
CUPREO: Certo. Ma nel suo caso, il campo operatorio molto ampio. Sono quasi trenta centimetri quadrati da divaricare. Quindi qualcosina da fare la trover anchio, stia tranquillo. E comunque potr dare il mio parere. Ora vada a farsi lelettrocardiogramma. (Si rivolge di nuovo verso Massimo) Allora... vediamo se intanto riusciamo a dare unocchiata a questo, di ginocchio.
Linfermiere spinge Luigi fuori dalla stanza, con una smorfia come a dire Te lavevo detto, io. Si allontanano nel corridoio. Massimo ha osservato tutta la scena con un fastidio crescente. Cupreo gli afferra la gamba e saggia la stabilit del ginocchio.
CUPREO: No, no, lo tenga rilassato... Ecco, cos... Sente dolore?
MASSIMO: No.
CUPREO: (Continuando a smanacciare il ginocchio di Massimo) Beh, come stabilit non c male, per una lesione del crociato. Lei fa sport, vero? Ha un buon tono muscolare...
MASSIMO: (Guardando Cupreo dritto negli occhi) Siete proprio sicuri che lui?
CUPREO: (Sussurrando) Zitto... (Portando la voce) Vedr che dopo loperazione torner come prima. Anche meglio di prima. Ormai le tecniche operatorie si sono...
MASSIMO: (Interrompendolo) Guarda che sono andati via.
CUPREO: (Sussurrando) Tu non li conosci, questi... (Si avvia verso la porta e guarda fuori, lungo il corridoio. Rientra)
MASSIMO: Come fate ad essere sicuri che lui?
CUPREO: Le rinunce sono partite tutte da questa stanza.
MASSIMO: (Scettico) Solo da questa stanza?!
CUPREO: S. Tutte e ventidue.
MASSIMO: Ventidue. Non me lavevi detto, questo.
CUPREO: Te lo dico adesso.
MASSIMO: Non mi avevi neanche detto che era ridotto cos male... L vero che sta qui da nove anni?
CUPREO: Non lo so. Certo non arrivato ieri sera. Che cambia?
MASSIMO: Che cambia? Me lo spieghi che ci guadagna, a mettersi in questo traffico, uno ridotto in quella maniera...
CUPREO: Che ti frega? Tu devi solo beccarlo in flagrante.
MASSIMO: Ma come faccio a beccarlo in flagrante? Lui non fa nulla di... di... illegale. Fa solo lelenco dei rischi di unoperazione.
CUPREO: Hai detto niente...
MASSIMO: Ma dice tutte cose vere! Condisce un po, ma mi sembra tutto vero.
CUPREO: Che ne sai, tu?
MASSIMO: Senti, Giorgio, io non sono un piccolo barone come te, per qualche libro me lo sono studiato anchio. E certe cose le riconosco dalla puzza. (Pausa) Tanto sono le stesse dappertutto.
CUPREO: Ti sei lasciato impietosire, eh? Tha fregato pure a te ...
MASSIMO: No ...
CUPREO: Tha raccontato tutta la storiella, e il cuoricino ti diventato piccolo piccolo, vero?
MASSIMO: Ti ho detto di no. C qualcosa che non mi convince. L andato gi a raffica, non si concesso mai una pausa... Non gli corre appresso nessuno, perch doveva rischiare di farsi sgamare?
CUPREO: Allora non hai capito niente. Quello si compiace dei propri tempi, si sente un padreterno, un artista. Non sospetter mai che qualcuno labbia messo sotto mira... Anche i racconti che usa ormai sono sempre gli stessi... Ti ha gi parlato di Riva? Della frattura di Riva?
MASSIMO: (Sobbalzando e mentendo) N ... No. No.
CUPREO: Questione di minuti. Ce lha in repertorio.
MASSIMO: Te senti proprio tanto sicuro, eh? Sei sempre lo stesso...
CUPREO: Oh, aspetta un attimo. Guarda che per me, quello ci pu rimanere altri dieci anni qui dentro a vendersi i posti letto, va bene? lo non sto facendo tutto questo per me! Non ci guadagno niente, ad espormi! lo sto facendo un favore a te... un grosso favore.
MASSIMO: Ma tu mi avevi detto che il Direttore Sanitario poteva anche...
CUPREO: Il Direttore Sanitario ne ha altri cento, da sistemare prima di te! (A voce bassa, fraterno) lo non ti capisco. Tu lo sai benissimo quant difficile entrare qui dentro! lo ti offro su un piatto dargento loccasione di metterti in buona luce, di far vedere che hai delle qualit extra professionali, e tu ti fai prendere dagli scrupoli?
MASSIMO: Perch quelle professionali non ce le ho, vero? Sono cinque anni che faccio domanda di assunzione in tutte le USL di Roma e dintorni.
CUPREO: Se ti fossi laureato seriamente, in maniera pulita, saresti gi interno da un pezzo!
MASSIMO: Guarda che io non li ho comprati, gli esami. (Pausa) Li ho scazzati.
CUPREO: E anche peggio. Almeno quelli che se la sono comprata, la laurea, hanno il buon senso di non esercitare.
MASSIMO: E chi che ha esercitato? La volta che ci sono arrivato pi vicino quando ho fatto il rappresentante di sedativi...
Entra Maria, inaspettatamente. Massimo sobbalza. Cupreo abilissimo nel non battere ciglio.
MARIA: Dottor Cupreo...
CUPREO: S?
MARIA: Lho cercata dappertutto, e non...
CUPREO: (Prendendo le distanze, autoritario) Mi dica.
MARIA: Mi scusi se lho interrotta, io non...
CUPREO: Che cosa, doveva interrompere? Non cera niente, da nterrompere...
MARIA: Dottore, non c bisogno di rispondermi in quel modo, io stavo soltanto...
CUPREO: (Interrompendola) Mi dica che cosa vuole, signora.
MARIA: (Gelida) Il professor Lerri la sta aspettando in radiologia. t per quella protesi al ginocchio...
CUPREO: Gli dca che arrivo subito, graze.
MARIA: Lha cercata anche il direttore sanitario. la seconda volta che telefona, stamattina.
CUPREO: Ah, bene.
MARIA: (Uscendo) E si ricordi di firmare quelle cartelle cliniche, prima di andarsene, per favore. Gliele ho messe sulla sua scrivania.
CUPREO: (Allusivo) Grazie.
Cupreo si rivolge a Massimo, con la determinazione di chi vuole chiudere un discorso al pi presto.
CUPREO: Senti, Massimo... Vuoi tirarti indietro? Fai ancora in tempo, non c nessun problema... Vorr dire che... cercheremo qualche altro modo, per fart assumere.
MASSIMO: Davvero?
CUPREO: Sar molto pi difficile. Ma forse lo troveremo.
MASSIMO: Speriamo...
CUPREO: Certo, unoccasione come questa, non ti ricapita.
MASSIMO: No, eh?
CUPREO: (Pausa. Cupreo guarda Massimo, che ha gli occhi a terra) Va beh, non importa. Adesso rivestiti, che ti faccio preparare il modulo duscita.
Massimo guarda Cupreo avviarsi verso la porta ed uscire dalla stanza. Lo chiama.
MASSIMO: Giorgio!
CUPREO: (Riapparendo sull soglia) Eh?
MASSIMO: Aspetta.
CUPREO: Che c?
MASSIMO: (Confessando) Lha gi tirata fuori,la frattura di Riva...
CUPREO: (Sorridendo, paternalistico) Me limmaginavo. La tira fuori sempre, coi fissati del pallone.
MASSIMO: Mi ha preso per il culo alla grande, eh?
CUPREO: ~ un simulatore. Lo sa fare, il suo lavoro...
MASSIMO: Mi sa che non sar facle, fregarlo.
CUPREO: Se era facile, non chiamavo te...
MASSIMO: Ma non hai detto che lo facevi per me?
CUPREO: Trova il complice. Al 90%, linfermiere.
MASSIMO: E se fosse soltanto linfermiere?
CUPREO: No. Troppo coglione, per fare tutto da solo.
MASSIMO: Sicuro?
CUPREO: Come una palla. No, questi due lavorano in coppia. E forse c anche un terzo, che raccoglie le prenotazioni. Ma a noi ci basta pescare con le mani nel sacco linfermiere.
MASSIMO: Allontanatelo subito, no?
CUPREO: S, cos i sindacati ci piantano una grana che non finisce mai, e bloccano tutto lospedale...
MASSIMO: Beh, meglio, no? Cos fai pi soldi in clinica prvata!
CUPREO: (Lo guarda ironico) Vai gi duro, Massimo. E non ti fare fregare, un figlio di mignotta. A proposito, cerca di stare in campana.
MASSIMO: In che senso?
CUPREO: Se qualcuno del personale sgama chi sei e perch stai qui, sono dolori...
MASSIMO: Ah, s? Che me possono f?
CUPREO: Di tutto. Hai presente i legamenti? Te li fanno rifare veramente, tutti e trentadue...
Rientra Luigi, accompagnato da Carlo, sulla sua sedia a rotelle. Guarda sornione Massimo. Cupreo riassume di colpo il suo tono distaccato, professionale e rassicurante nei confronti di Massimo.
Mentre Massimo e Cupreo parlano, linfermiere prende in braccio Luigi, e lo deposita sul letto, delicatamente. Poi gli rimbocca le coperte. Il tutto viene eseguito con un misto di ritualit e di cameratismo, importante per tutti e due.
CUPREO: Glielho detto, un intervento di routine, ne abbiamo fatti centinaia. E quasi tutti con ottimi risultat.
MASSIMO: Ha detto... quasi?
CUPREO: Beh, unoperazione sempre unoperazione. Ma se viene fatta come si deve, non ci sono rischi. E qui dentro le cose le facciamo come si deve. Dobbiamo fare tutti il nostro dovere.
Linfermiere esce. Luigi guarda sornione Massimo, e si gratta le ginocchia, sotto le coperte. Massimo si accorge dello sguardo e torna a rivolgersi a Cupreo.
INFERMIERE: Mi raccomando, nun te move, eh?
LUIGI: E ndo vado?
INFERMIERE: Metaforico...
MASSIMO: E qual il mio, di dovere?
CUPREO: Si fidi di me, e stia tranquillo. Andr tutto benissimo. Glielo prometto.
MASSIMO: Grazie.
CUPREO: In bocca al lupo, eh? (Esce)
MASSIMO: (Dopo un impercettibile sguardo a Luigi) Ci sto g.
Luigi sbuccia una mela e comincia ad addentarla. Guarda Massimo, sempre pi sornione. Massimo guarda a sua volta Luigi, ma non riesce a sostenere quegli occhi. Cerca difare il vago, rimettendo a posto degli effetti personali, ma capisce di non essere convincente. Allora si sdraia sul letto. Di sbieco, cercando di non farsene accorgere, torna a guardare Luigi, che allarga le labbra in un sottilissimo sorriso.
LUIGI: (Offrendogli una mela) Ne vuoi una?
Fine primo tempo
Secondo tempo
La stessa stanza, qualche ora pi tardi. A sera, e la voce di Bruno Pizzul sta congedando i telespettatori del mercoled di coppa. Il televisore di Massimo stato sistemato su un tavolino, di spalle al pubblico. Luigi nella sua sedia a rotelle. Linfermiere a cavalcioni di una sedia normale, con lo schienale davanti. Fumano, bevono, qualcuno si soffia il naso.
INFERMIERE: Ma, insomma, proprio con noi se doveva svegli sto Libanowski. A me mi sta pure antipatico... (Linfermiere si alza e va a spegnere il televisore)
LUIGI: Perch? t forte.
INFERMIERE: Hai visto che faccia da delinquente, che cha?
LUIGI: Ma tu te la sei vista, la tua?
INFERMIERE: Beh, in fin dei conti lomo nun deve esse bello...
LUIGI: S, ma tu esageri!
INFERMIERE: Ah, fai lo spiritoso... Allora lo sai che te dico? Che stacco la spina, e me ripijo la prolunga, cos la prossima volta la partita te la fai raccont...
LUIGI: A proposito di spina, chai parlato col Tedesco?
INFERMIERE: S, tutto a posto, col tedesco. Famme ann, v...
LUIGI: Nd vai? So le nove...
INFERMIERE: Vado dal sedici bis, che s lamenta sempre...
LUIGI: Che cha?
INFERMIERE: Dice che je fanno male le ossa... Io glielho detto, ma che te le magni a f?
Luigi ride mentre linfermere esce. Rientra Massimo, con delle mele.
MASSIMO: Ecco qua. Ma quante te ne spari al giorno?
LUIGI: Praficamente non mangio altro. Sono un melomane. Ne vuoi una?
MASSIMO: No, grazie.
LUIGI: Sono buone, eh? Sono Golden...
MASSIMO: Cho lo stomaco chiuso...
LUIGI: Che fine hai fatto? Ti sei perso tutto il secondo tempo...
MASSIMO: Me so fermato a parlare con Mannozzo.
LUIGI: Ah... tha raccontato come s fatto male?
MASSIMO: No, mha parlato solo de Wanda, linfermiera... Mha fatto na capoccia cos.
LUIGI: (sorridendo) Ah, Wanda... Eh, mb... Wanda...
MASSIMO: L incazzato nero, perch lei s fatta cambi reparto.
LUIGI: E te credo, ogni volta che la incontrava nei corridoi je correva appresso co tutte le stampelle...
MASSIMO: t proprio un pazzo.
LUIGI: No, pazzo no... ~ un po sovraeccitato...
MASSIMO: Poi parla co sta voce, tutta roca. Ma che gli successo, alla gola? Cha una cicatrice che pare unautostrada.
LUIGI: Eh, s. ~ per quello che entrato in ospedale. Il ginocchio se l rotto dopo.
MASSIMO: No, aspetta... (Meravigliato, ma non pi di tanto, ormai) Ma che vord, che se l rotto dentro lospedale, il ginocchio?
LUIGI: Certo. Lo hanno spostato qui per loperazione e poi lo hanno rportato gi ad Otorino.
MASSIMO: Ho capito. Un altro veterano...
LUIGI: No, lui no... non sono neanche due anni.
MASSIMO: Ah, proprio una sveltina. E quando esce?
LUIGI: Lui crede di uscire fra un mese.
MASSIMO: E invece?
LUIGI: E invece non esce. Ha un tumore alla larnge.
MASSIMO: (Pietrfcato) Come, un tumore? Non cavr manco ventannfl?
LUIGI: 1 tumori ti possono prendere a settantanni come a sette mesi. Capita. E Mannozzo poi sempre stato uno jellato.
MASSIMO: S, eh?
LUIGI: Da bambino gli venne un angioma al collo, e gli fecero un irradiamento di cobalto. A quei tempi si faceva. Poi hanno scoperto che lirradiamento in alcuni casi, poteva risultare cancerogeno. Quando lhanno ricoverato, Mannozzo aveva un gnocco talmente grosso, in gola, che non riusciva neanche a respirare. Il primario gli voleva fare uno svuotamento, ma lui si impuntato e ha chiesto un ntervento conservativo.
MASSIMO: Che significa conservativo?
LUIGI: Che ti lascia almeno un pezzetto di corda vocale, per parlare. Il guao che certe volte ti lascia anche qualche residuo di tumore. Per Mannozzo una capatosta, ha insttito talmente tanto, che alla fine lo hanno accontentato. Aveva gi un morto entro tre mesi.
MASSIMO: E invece?
LUIGI: Lhai visto, no? Fa le flessioni.
MASSIMO: Com possibile?
LUIGI: E che ne so, io?
MASSIMO: Non sembra un malato di cancro.
LUIGI: Perch non lo sa.
MASSIMO: Come, non lo sa?
LUIGI: Non sa quanto malato. Per lui, lintervento riuscito. Sta in piedi, parla, cammina... se non si rompeva quel menisco, camminava senza stampelle. Ne hai visti parecchi?
MASSIMO: Di che cosa?
LUIGI: Di malati di cancro.
MASSIMO: (Attento a non tradirsi) Beh, qualcuno...
LUIGI: Fuori, per. Non in ospedale...
MASSIMO: S... s, fuori.
LUIGI: Quelli fuori muoiono.
MASSIMO: Si, eh?
LUIGI: Tutti. Stanno in mezzo ai sani, chiaro che muoiono. Se no, che si sono ammalati a fare?
MASSIMO: Eh, gi.
LUIGI: Eh...
MASSIMO: (Ironico) Qui dentro, invece, sopravvivono...
LUIGI: Beh, qui dentro la vita si apprezza di pi. Si diventa pi combattivi. Hai mai sentito parlare di Chichester? Francis Chichester?
MASSIMO: Il navigatore solitario?
LUIGI: S. Lui lavorava in banca, caveva cinquantanni, la pancia, ed era sposato. Uno tranquillo. Un giorno gli hanno detto: cancro ai polmoni, metastasi dappertutto, tre mesi di vita. E lui allora dice: se me tocca, tanto vale che schiatto facendo una cosa che mi piace. E lunica cosa che gli piaceva veramente era andare in barca a vela.
MASSIMO: E fece il giro del mondo.
LUIGI: Fu il primo a farcela in solitario. E controvento.
MASSIMO: (Ironico, come a voler sottolineare ancora di pi la difficolt dellimpresa) Controvento!
LUIGI: S, controvento. Ci ha messo un anno e mezzo. E quando tornato, sorpresa. Niente cancro. Metastasi scomparse, completamente.
MASSIMO: S, ma gli sar venuta la pleurite.
LUIGI: Ma il cancro gli era passato, per...
MASSIMO: S, lo sapevo. Si chiama recessione spontanea. L capitato anche a Solgenystin, quando lhanno rinchiuso nel Gulag.
LUIGI: Bravo. (Sospettoso) Sai un sacco di cose...
MASSIMO: t stato fortunato, Chichester. Capita. A volte.
LUIGI: S, ma quando capita? Te lo sei chiesto? Quello non era mica Ambrogio Fogar, con gli elicotteri, le navi appoggio, e Canale 5 appresso, quello era solo, in mezzo alloceano. Doveva sopravvivere. per questo che non morto. inizio di metastasi, credevano che sarebbe
MASSIMO: (Ironico) Certo. Poi, a forza di sopravvivere, ci ha preso gusto ed guarito.
LUIGI: (Serio) Esatto. Tu lo sai perch Mannozzo sono due anni che deve morire e non muore?
MASSIMO: No, perch?
LUIGI: Perch troppo incazzato, per morire.
MASSIMO: E tu mi sa che lo aiuti a farlo incazzare, vero?
LUIGI: Ogni tanto. Lo faccio per lui.
MASSIMO: Sei un benefattore.
LUIGI: No. Mi diverto. Faccio passare il tempo, qui non c niente da fare... A proposito tu che fai, da civile?
MASSIMO: Da civile?
LUIGI: S, nella vita, insomma di che ti occupi?
MASSIMO: Diciamo... terziario.
LUIGI: Ti piace fare il misterioso, eh?
MASSIMO: No, mi piace farmi gli affari miei.
LUIGI: Ah, scusa tanto.
MASSIMO: Prego.
LUIGI: Certo che tu sei
MASSIMO: S?
LUIGI: Chai qualcosa di strano.
MASSIMO: Almeno non mi diverto a fare incazzare la gente.
LUIGI: (Ridacchia, paziente) Ma non solo divertimento. Soprattutto con uno come Mannozzo. Te lo ricordi quel film francese, quello sui topi?
MASSIMO: Su che?
LUIGI: Sui topi, era francese, ma centrava qualcosa con lAmerica, mi pare...
MASSIMO: Ma vecchio?
LUIGI: Dieci anni fa. t stata lultima volta che sono andato al cinema, prima dentr qui dentro. Mettevano un topo in una gabbietta di ferro. E poi ci facevano passare la corrente elettrica. Venti, trenta, quaranta volte... E il topo prima si straniva, poi sincazzava, per non poteva fare niente, allora deperiva, sammalava, e alla fine moriva.
MASSIMO: Era un film da ride...
LUIGI: No, era un film da pens. Poi ce ne mettevano due, di topi nella gabbietta. E facevano passare la corrente...
MASSIMO: (Esausto) Venti, trenta, quaranta volte...
LUIGI: Esatto. E lo sai che succedeva? A ogni passaggio di corrente i topi sammazzavano de botte, se mozzicavano a sangue... per rimanevano sani. Mannozzo fa la stessa cosa. Cha i minuti contati, e allora sincazza, anche quando cha torto...
MASSIMO: S, eh?
LUIGI: Soprattutto, quando cha torto...
MASSIMO: (Infastidito) Insomma, uno pi diventa stronzo e meno si ammala?
LUIGI: Che fai, pigli daceto?
MASSIMO: lo piglio daceto? No! lo me so rotto li cojoni de statte a sent! Che palle! Questo un manicomio, non un ospedale! Quello cha er proprio strano.
cancro, i chirurghi sono tutti falegnami falliti, linfermiere pare no yeti, e te che me te metti a f il mondo de Quark!
LUIGL E tu? Che fai, tu?
MASSIMO: lo? Che faccio, io?
LUIGI: (Ridendo) Ma tu pensi proprio di essere tanto furbo?
MASSIMO: Che?
LUIGI: Hai pensato veramente che io mi facevo fregare da uno come te? Appena arrivato. Fresco fresco.
MASSIMO: (Sbiancando) Ma che stai a d?
LUIGI: Ma che sto a di? Ancora? La vogliamo tirare avanti ancora?
MASSIMO: (In difficolt) Che cosa?
LUIGI: Guarda che qui nessuno cha lanello al naso, Massimo. Tha detto male. Dovevi st pi attento...
MASSIMO: (Cedendo) S?
LUIGI: S. E per questo che Maria te trattava in guanti bianchi... Lei sapeva tutto, vero?
MASSIMO: (Arrendendos~ No. Lei no.
LUIGI: Se non mi fossi fermato davanti al gabbiotto...
MASSIMO: Perch? Che c davanti al gabbiotto...
LUIGI: La lista delle analisi per i ricoverati. E sotto il tuo nome c scritto Effettuate. Tutte e tre.
MASSIMO: (Rinascendo) Ah! C scritto cos?
LUIGI: Thanno ricoverato con gli esami gi fatti?
MASSIMO: (Facendo finta di confessare) S.
LUIGI: Sei un S.P. E anche un po S.T.
MASSIMO: Eh?
LUIGI: Sei amico di Lerri?
MASSIMO: (Fingendosi scoperto) PE amico di mia madre. Stavano in classe insieme.
LUIGI: Niente lista dattesa...
MASSIMO: No, mi ha fatto entrare lui. Mi ha visitato laltro ieri.
LUIGI: Quando ti operano? Domani? Dopodomani?
MASSIMO: Non lo so. Presto, credo...
LUIGI: E bravo, Massimo. Perch hai fatto la commedia? Ti sei vergognato di essere un raccomandato?
MASSIMO: Ma che ne so! Con tutte quelle storie lacrimevoli sulla gente che aspetta in lista dattesa...
LUIGI: (Ride) Sei proprio un S.T...
MASSIMO: Ma che vuol dire S.T.??
LUIGI: Vuol dire stronzo! Ma come, ti vergogni di essere raccomandato in Italia? Sono tutti raccomandati!
MASSIMO: E insomma, mhai svagato, eh?...
LUIGI: Ma che pensi, che solo perch sono seppellito qui dentro, vivo fuori dal mondo? Anche se volessi... Ce ne sono tanti come te, ogn settimana, ogni mese, ogni anno, che me lo portano qui dentro, il mondo. Te lho detto, io ormai la gente la riconosco dallodore. E soprattutto i falsi. Quelli non odorano, quelli puzzano...
MASSIMO: Ma guarda! E quelli che c marciano, nvece? Quelli non puzzano?
LUIGI‑ In che senso?
MASSIMO: Non ci sono imboscati, qui dentro?
LUIGI: Imboscati? Come, imboscati?
MASSIMO: S. Quelli che si mboscano. Simulatori. (Fa un cenno eloquente con le mani)
LUIGI: (Ridendo e tremando) E che ci guadagnerebbero?
MASSIMO: Ah, non lo so. Cibo, aria condizionata, camera con vista... sala conferenze... Non si sta male qui, no? Lhai detto tu.
LUIGI: (Esplodendo) Ma che cazzo stai dicendo, stronzo?
MASSIMO: (Sorpreso dalla reazione aggressiva) Oh, buono, eh?
LUIGI: Che cazzo vuol dire camera con vista, coglione?
MASSIMO: Cerchiamo di stare tranquilli, eh? Calma!
LUIGI: Ma quale calma! Quelli che c marcianoI Sala conferenze! Ma chi ti credi di essere, con la tua arietta, eh? Uno stronzetto di raccomandato di merda che ha scavalcato duecento poveracci e che si vergogna pure a dirlo!
MASSIMO: Ehi! Ehi! Ehi! E tu? Chi ti credi di essere tu! Chi sei, che cazzo vuoi da me? Ma chi ti ha chiesto niente?! Tapprofitti della situazione tua solo per trinciare giudizi a destra e a sinistra? Questo si... questo no... io qui ci vivo, fidatevi di me ... Riva caveva su una gamba sola e non lo sapeva ... io invece so tutto ... Ma che cazzo sai, tu? Nentel A forza de st qui dentro non sai pi niente! Non sei pi niente! Sei capace solo di fa er conferenziere che soffre in sfienzio... si fa per dire, in silenzio... Ma lo sai che ti dico? Tu non soffri! No, tu non soffri per niente! Ah, certo, chai na cartella clinica pare er libro Cuore, non c dubbio. Ma tu te ne vanti! Te ne compiaci, ce sguazzi ... ! E speriamo che non guarisci mai, se no te dovrai invent qualche altra cosa, per continuare a sta al centro dellattenzione! Perch tu, a stare qui dentro, ti ci diverti!
LUIGI: (Calmo, a voce bassa) Hai ragione. Hai ragione, mi diverto. Te lho detto, non si sta male qui. Solo che il tempo non passa mai. E allora cerco di divertirmi, come posso. lo mi diverto cos, a fare il grillo parlante rompicoglioni. E allora? Che c, non sei daccordo? Che ti frega, a te, di come mi diverto io? Tu chai il pallone, no? Quando vuoi, ti vai a fare due tirett con gli amici, giusto? Ognuno si divertecome gli pare. Anche Mannozzo cha il suo modo di divertirsi. Lui si diverte a sopravvivere...
MASSIMO: Eccolo l! Lo sapevo, io...
LUIGI: Chiedlo a Cupreo, lui lo conosce bene.
MASSIMO: (Sorpreso) Che centra Cupreo con Mannozzo?
LUIGI: Lha operato lui. Non ufficialmente, certo, non era neanche specializzato, ancora. Per se il primario presente, si pu
fare. E Lerri, ufficialmente, era presente.
MASSIMO: Perch, invece nd stava?
LUIGI: A Tg LUna, a parlare contro il secondo lavoro. T simpatico, Mannozzo, no? Che dici far in tempo a ricamminare? Loperazione era una stronzata, un menisco in artroscopia, ormai la fanno in venti minuti, e dopo quindici giorni vai .a gioc a pallone (Con improvvisa rabbia) A lui, sono tre mesi che lhanno operato, e ancora non appoggia la gamba per terra. Chiss chi stato veramente a togliere quel menisco... Forse non se lo ricordano pi neanche loro. Che gliene fregava... Tanto doveva morire, Mannozzo... E invece Mannozzo non muore. Non solo. Si mette a fare fisioterapia, come una furia. Fa ginnastica tutti i giorni in continuazione, dappertutto, nei bagni, in cucina, diventato la barzelletta dellospedale. Ma lui vuole ricamminare. E forse ce la far, a ricamminare, prima di morire. Se non glie viene linfarto, con tutte quelle flessioni... Se tu sapessi quante operazioni a cazzo, quante amputazioni a cazzo, si fanno qui dentro... Da quando c Cupreo, poi... Basta che taglia, quello... Vedi, se io sto sulle palle a qualcuno, perch le conosco tutte, queste cappellate. Una per una. E un giorno, se me gira male, potrei parlare. Potrei dire che la met delle operazioni che ha firmato Lerri le ha fatte fare da Cupreo, perch in quel momento il mago del ginocchio operava in clinica privata. Lo sanno tutti, in reparto, ma non parla nessuno. Ne ha fatti tanti, in tre mesi, Cupreo. E io potrei dirti nomi e cognomi di tutti quelli che ha rovinato. Sono passati tutti qui. Su quel letto. Certo loro ancora non lo sanno, come staranno. Te lho detto, ci vuole sempre un anno e mezzo, due, per capire se un intervento riuscito.
MASSIMO: Va beh, sar tutto vero, per io rimango sicuro di una cosa. Tu ci sguazzi, in tutto questo, tu ti ci diverti!
LUIGI: Ognuno cha il suo modo di divertirsi. Cupreo si diverte a squartare le ginocchia, senza mettere la sua firma, e Lerri si diverte a stare in due posti contemporaneamente. E io me diverto come posso. A modo mio.
Entra la Coposala insieme allinfermiere.
MARIA: Che succede?
LUIGI: Niente.
MARIA: Perch ancora accesa la luce? Sono le dieci passate...
LUIGI: Stavamo a chiacchierare un po. Ci si teneva compagnia...
MASSIMO: S, stavamo solo parlando.
MARIA: (Rispondendo solo a Luigi, particolarmente acida) Dopo le nove non si chiacchiera. C gente che sta male, in questo reparto.
MASSIMO: Ha ragione, ora spegnamo la luce.
MARIA: Sar meglio.
LUIGI: Calmati, Maria. Anche qui c gente che sta male.
MARIA: Buonsanti, questa lultima volta che glielo dico...
LUIGI: Perch, poi che fai? Me metti in castigo?
MARIA: Abbia un po di rispetto per gli altri! Non a casa sua!
LUIGI: No?
MARIA: No! E lei Migliarini, non si faccia incantare da questuomo.
MASSIMO: Non mi facevo incantare, stavamo solo discutendo un po.
LUIGI: Il signor Migliarini cercava di rassicurarmi. Domani io cho loperazione numero tredici, e sono superstizioso... Lerri comincia ad avere una certa et, e non vorrei che...
MARIA: Lei domani sar operato dal dott. Cupreo.
LUIGI: Come?
MARIA: Guardi la lista operatoria, se non mi crede.
LUIGI: Lho vista stamattina.
MARIA: Vada a guardarla adesso...
LUIGI: Perch?
INFERMIERE: Lerri domani opera un altro, Ggi.. Pare che hanno ricoverato un S.P. oggi. A te ti opera Cupreo...
LUIGI: (Luigi si volta di scatto a guardare Massimo, mentre unorda di dubbi gli affolla la testa) Ma chi cazzo sei, tu? Il nipote di Craxi?
MASSIMO: (Sinceramente stupito, giustificandosi) lo non centro niente.
LUIGI: Mo vedemo, se nun centri niente. (Spinge la sua sedia a rotelle verso luscita, affannosamente).
MARIA: Dove vuole andare?
LUIGI: A parlare col medico di guardia. Mi faccio rimandare lintervento. E vorrei farmi accompagnare da un infermiere. Posso?
MARIA: Faccia come vuole.
LUIGI: Grazie.
INFERMIERE: Guarda che c Libera e Bella, di guardia...
LUIGI: Lo so. Stavolta glielo faccio io, lo shampoo.
INFERMIERE: Lascia perde, Gg. Nun te ce mette, a baccagli co questi...
LUIGI: Andiamo! (Escono. Anche la caposalafa per uscire, ma Massimo la chiama).
MASSIMO: Suora... o sorella, signora.. non so come devo chiamarla...
MARIA: Mi chiami pure Maria.
MASSIMO: Ah... (Sorpreso ancora una volta da tanta disponibilit). Grazie, io... volevo... volevo chiederle una cosa...
MARIA: (Sorridendo gentile). Mi dica pure.
MASSIMO: Perch ce lha tanto con Luigi?
MARIA: (Improvvisamente fredda) lo non ce lho con nessuno. Buonanotte.
MASSIMO: No, aspetti. Lo so, non sono affari miei. Per un uomo ridotto in quelle condizioni anche comprensibile che...
MARIA: Lei entrato stamattina, vero? Ha fatto presto.
MASSIMO: A fare cosa?
MARIA: (Cambiando discorso) Senta, io sono nove anni che mi cucco Luigi Buonsanti. E se lei lo conoscesse come lo conosco io, non si farebbe intenerire tanto facilmente.
MASSIMO: No, eh?
MARIA: Quelluomo non ha valori, non crede in niente. Solo nei suoi scopi. Ed uno che sfrutta ,la gente, pur d ottenerli! MASSIMO: Quali scopi?
MARIA: (Esita) 1 suoi. Ognuno di noi ha i suoi, no? (Sorride d fronte al candore disarmante di Massimo, ed il suo tono si fa improvvisamente confidenziale). lo ho un figlio che fa luniversit. t iscritto al secondo anno di medicina. Anche lui ha ventanni, ed un ingenuo, come lei... E forse anche giusto. Se non siete ingenui neanche a ventanni...
MASSIMO: Beh, proprio venti...
MARIA: Venti, venticinque.. la stessa cosa. E dopo i quaranta, che si cambia. Quando ti sei preso un po di teghe in testa, te la fai per forza, la corazza. Sar che una volta ci si comportava in modo dverso. Lei una brava persona, Migliarini. Dia retta a me, stia alla larga da quello l.
CUPREO: Maria!
Cupreo entra nella stanza. La Caposala riprende immediatamente il tono distaccato e professionale che per un attimo aveva abbandonato.
MARIA: Ah, qui dottore. Buonsanti la sta cercando.
CUPREO: Cosa vuole?
MARIA: Gli ho comunicato della sostituzione dellintervento, e voleva parlare con lei.
CUPREO: Gli ha detto che s tratta di un caso urgente, dal pronto soccorso?
MARIA: Non me ne ha lasciato il tempo.
CUPREO: S, lo immagino. Ad ogni modo lei non tenuta ad informare oralmente i degenti.
MARIA: Dato che si trattava di un cambiamento dellultimo momento, ho ritenuto che...
CUPREO: (Sorride, grato) Ha fatto bene.
MARIA: Grazie, dottore.
CUPREO: Raggiunga Buonsanti e gl dica di aspettarmi alla guardia medica. Arrivo subito.
MARIA: Bene, dottore.
Maria esce dalla stanza e si allontana nel corridoio.
CUPREO: Allora? Come va?
MASSIMO: Non c male. Sta crollando.
CUPREO: Magnifico.
MASSIMO: Chi sarebbe questo caso urgente?
CUPREO: Non esiste.
MASSIMO: Ah, siamo al falso, adesso.
CUPREO: Senti chi parla di falso. Mi sono limitato a spostare un nome... non un intervento.
MASSIMO: Ah, gil facile spostare un nome. 0 mettere una firma...
CUPREO: Che stai dicendo?
MASSIMO: Niente. Pensavo a Fabio Mannozzo.
CUPREO:Chi?
MASSIMO: Fabio Mannozzo. Non lo conosci?
CUPREO: Mai sentito.
MASSIMO: No? Potresti averlo operato e non te lo ricordi...
CUPREO. Ah, certo. Ce ne capitano tanti, sotto...
MASSIMO: Questo era un caso a parte.Era degente in un altro reparto... Si rotto un menisco qui dentro.
CUPREO: (Pensandoci) Ah, s, mi ricordo. Il toscano. Quello che fa fisioterapia nei corridoi. S, lo abbiamo operato noi... perch?
MASSIMO: Lo avete?
CUPREO: Lha fato Lerri, ed io ero secondo, mi pare... Perch te ne nteressi tanto?
MASSIMO: eri secondo... E lo sapevi che gli era stato asportato un cancro alla laringe?
CUPREO: Stai scherzando?
MASSIMO: No. Aveva gi le metastasi ossee, quindi aprendo il ginocchio, avresti dovuto...
CUPREO: A parte che labbimo operato in artroscopia, quindi il ginocchio non stato aperto. Era solo un menisco. E poi... S, aveva una cicatrice sulla gola, ma per un incidente stradale.
MASSIMO: Come, un incidente stradale?
CUPREO: S, sera lacerato il collo con fl parabrezza, o qualcosa dei genere.
MASSIMO: Sei sicuro?
CUPREO: Cos mi avevano detto.
MASSIMO: Insomma, non aveva il cancro?
CUPREO: Fino a tre mesi fa, no. E poi, scusa, vai a chiederglielo, no? Cos almeno ti togli il dub... (Guarda lespressione attonita di Massimo e improvvisamente si rende conto di ci che successo). Ah, ho capito. Ho capito. Buonsanti ha colpto ancora...
MASSIMO: (Ancora incredulo). Non possibile...
CUPREO: Meno male che stava crollando, eh?
MASSIMO: Non ci posso credere...
CUPREO: Ti sei fatto fregare unaltra volta, eh? Non colpa tua. ~ proprio una questione di ore di volo. Buonsanti ne ha collezionate parecchie qui dentro... Strano che non ti ha ancora sgamato.
MASSIMO: S, proprio strano.
CUPREO: Peccato. Avevo due belle notizie per te...
MASSIMO: Cio?
CUPREO: Perch, vuoi andare avanti?
MASSIMO: (Ci pensa, e qualcosa gli si accende dentro). Certo. Ormai una questione di tigna. Quali sono le due belle notizie?
CUPREO: Primo, ho parlato col Direttore Sanitario. Gli ho detto della nostra iniziatva.
MASSIMO: E lui?
CUPREO: entusiasta. Conosce il caso Buonsanti, e sa che uno dei pi rognosi. Ha detto che se riesci a stanarlo, ti assume come Ispettore Santario. Sai, il policlinico pieno di questi sciacalli...
MASSIMO: Cio dovrei continuare a fare questo... lavoro?
CUPREO: Un grande stipendio per non fare un cazzo. Fascia B, in pratica saresti equiparato ad un dirigente. Hai svoltato, Massimo...
MASSIMO: E laltra bella notizia?
CUPREO: Ho trovato il modo di fregarli. Tutti e due. Il gatto e la volpe.
MASSIMO: Ah...
CUPREO: Fai ancora un po di scena con Buonsanti e poi lasciati convincere a rinunciare alloperazione. Baster che linfermiere si presenti da te con il modulo di uscita, per incastrarlo. Se lo ha gi in tasca, fatta.
MASSIMO: Perch?
CUPREO: Perch di notte, gli infermieri non hanno accesso a quei moduli, sono chiusi a chiave nel cassetto del medico di guardia. E stanotte sono io, di guardia. Quindi se lui si presenta da te con il modulo, vuol dire che lo ha trafugato durante il giorno.
MASSIMO: E quindi c stata premeditazione.
CUPREO: Certo.
MASSIMO: E bravo, Cupreo. Ma allora io non ti servo. Basta che tu metta le mani in tasca allinfermiere e gli trovi i moduli.
CUPREO: No, ci vuole una testimonianza diretta, altrimenti sarebbe la mia parola contro la sua. E poi...
MASSIMO: E poi, che?
CUPREO: (Sospira) Ma insomma io per chi lo sto facendo tutto questo, per me?
MASSIMO: Eh... Ogni tanto me lo dimentico, s....
CUPREO: Ricordati. Basta che linfermiere venga da me con il tuo modulo di uscita firmato, il gioco fatto. Sono fregati tutti e due.
MASSIMO: Mh...
Massimo si aggira per la stanza, cercando di riflettere, di ricollegare la sequenza delle informazioni, tentando di capirci qualcosa. Arriva anche a dare unocchiata nel letto di Luigi, sotto le coperte, come se fosse in cerca di qualche assurdo indizio, o particolare, che possa fargli capire dov la verit. Ma non c nulla, sotto quelle coperte. Sul comodino, una pila di riviste, qualche Intrepido, dei fazzoletti di carta, una bottiglia di acqua minerale. Massimo apre il cassetto del comodino: altri effetti personali, un paio di forbici, nastro adesivo, ed una mela. Massimo prende la mela. indeciso se addentarla o no. Un rumore di passi in avvicinamento, lo distoglie dal dubbio e gli fa posare frettolosamente la mela sul comodino, come se fosse la prova di chiss quale colpevolezza. Linfermiere entra nella stanza.
INFERMIERE: Hai mica visto Cupreo? Maria ha detto che era passato da qua...
MASSIMO: sceso un minuto fa.
INFERMIERE: Grazie.
MASSIMO: (Stupito) Non lhai incontrato?
INFERMIERE: Si lavevo incontrato, te pare che venivo a cercallo?
MASSIMO: (Allargando le braccia, come a scu‑
sarsi della scarsa lucidit) Hai ragione. t tardi.
INFERMIERE: Dimmelo a me! t da stamattina alle nove che sto a gir come na trottola. Se faccio altri due passi, marrestano per vagabondag. gio. Bonanotte. (Fa per uscire)
MASSIMO: Carlo!
INFERMIERE: Che c?
MASSIMO: Aspetta un momento.
INFERMIERE: Dimme.
MASSIMO: Hai da fare?
INFERMIERE: Dimme, dimme, nun te preoccup. lo sto qua per voi... Sei senza sigarette? (Fa per cercarsele. in tasca)
MASSIMO: No, volevo parlarti di... di Mannozzo.
INFERMIERE: Ah. Che ha combinato, stavolta?
MASSIMO: Niente. (Fingendo) Lho visto un po depresso.
INFERMIERE: Vedrai che appena esce, je passa.
MASSIMO: Perch esce... presto, vero?
INFERMIERE: Dieci, quindici giorni. Ormai la ferita je s rimarginata... la fisioterapia la po l pure fori... Perch?
MASSIMO: No, niente.
INFERMIERE: No, dimme. Che me volevi chiede?
MASSIMO: Niente. Ero stato informato diversamente sulle condizioni di Mannozzo.
INFERMIERE: S?
MASSIMO: S. (Sarcastico, tentando di spingere Carlo a scoprirsi) Credevo che fosse molto pi grave.
INFERMIERE: Ma guarda che stava messo male, quando entrato, eh? Caveva un pezzo de parabrezza della vespetta ancora infilato nel collo. Pareva HighIander... A momenti...
MASSIMO: (Tagliando corto) lo credevo che avesse il cancro.
INFERMIERE: (Sinceramente sopreso) No!
MASSIMO: Cancro alla tiroide. Con metastasi. Me lha detto Luigi.
INFERMIERE: Ah...
MASSIMO: Eh...
INFERMIERE: Te lha detto Luigi, eh?
MASSIMO: S, una mezzora fa.
INFERMIERE: Ho capito...
MASSIMO: Ed era molto compenetrato, eh? Sembrava proprio vero.
INFERMIERE: Si, eh? (Gli occhi di Carlo, silenziosamente, discretamente, si sono riempiti di lagrime. Tenta di non farlo vedere a Massimo, che difatti ci mette ancora un po ad accorgersene)
MASSIMO: S. Non solo. Mha fatto pure una bella lezione sulla morale della sopravvivenza. E dovevi vedere come... Ma che chai?
INFERMIERE: Eh?
MASSIMO: Che ti succede?
INFERMIERE: (Continuando a piangere) A me? Che me succede? Niente, me succede.
MASSIMO: Ma come, niente? Stai a piagne!
INFERMIERE: Io? No...
MASSIMO: Ma come, no? S! Stai piangendo.
INFERMIERE: No, che ... Gigi ormai so un sacco danni che sta qui, e ...
MASSIMO: Emb?
INFERMIERE: Emb per me come un fratello.
MASSIMO: S, lo capisco, ma... tutto sommato... non che si annoia tanto, mi pare.
INFERMIERE: Ma che deve f, poveraccio? L una vita, che sta inchiodato l sopra...
MASSIMO: (Impietosito suo malgrado dalla sincera dimostrazione di affetto di Carlo) Va be, ma se gli fanno un altro intervento vuol dire che ci sar qualche speranza, no?
INFERMIERE: De che?
MASSIMO: Ma che ne so, di farlo camminare! Magari con le stampelle...
INFERMIERE: S, bonasera... Quello cha la farina, al posto delle rotule. Javevano messo du protesi, a momenti le vomitava.
MASSIMO: E allora a che serve questaltra operazione?
INFERMIERE: (Pausa. Carlo tira su col naso, mentre si asciuga le lacrime, peraltro piuttosto discrete) Rimozione dei tessuti cancerosi. (Pausa) Giggi ormai deve pens a sopravvive, altro che stampelle...
MASSIMO: Che?
INFERMIERE: L lui, che cha il cancro, no Mannozzo.
MASSIMO: Non ci credo.
INFERMIERE: Lui non lo dice. E io lo capisco pure. Se vergogna. Se si viene a sapere in reparto, crolla un mito. Capirai... Con un osteosarcoma del ginocchio.
MASSIMO: (Conoscendo la gravit della malattia) Un osteosarcoma del ginocchio?
INFERMIERE: Me raccomando, non se deve sap. Giggi unistituzione, qui dentro. Sempre allegro, sempre a giocare. Era una consolazione per chi stava meglio, e una speranza per chi stava peggio. Prima... Daltronde, che voi f? Capita.
MASSIMO: Capita! Capita! Ma come capita? Non sapete dire altro, qui dentro?
INFERMIERE: Ah, bono! Sta bono! Che fai, te scalli? Lavranno aperto ducento vorte, me fa specie che nun jera venuto prima! Dodici operazioni, senza cont le artroscopie. Cha tanti de quei sgarri sulle gambe che sembra che porta le calze a rete!
MASSIMO: Ma com possibile, che gli capiti tutto a lui?
INFERMIERE: E che ne so, io? Un po la zella, eh? Anzi, molto, la zella, si. Giggi uno che jha sempre detto male. Pensa che dopo il sesto o il settimo intervento, jera venuta na cisti ar ginocchio. Nun se sa come, ma jera venuta. Capita.
MASSIMO: Daje...
INFERMIERE: (Continuando) Lerri laveva appena richiuso, era estate, nun jannava de riaprillo, e allora jha fatto f un irradiamento de cobalto.
MASSIMO: Un irradiamento, eh?
INFERMIERE: A quei tempi ancora se faceva. Sai, lortopedia...
MASSIMO: Lo so, lo so, cancerogena.
INFERMIERE: Ma che cancerogena! t empirica.
MASSIMO: Va beh, empirica. E allora?
INFERMIERE: E allora niente. Praticamente se po di che tutti gli assistenti de Lerri se so imparati addosso a Giggi.
MASSIMO: Ah, ecco.
INFERMIERE: Giggi ce lo sapeva, eh? Se nera accorto. Certe cose se risanno... Ma che poteva d? Na vorta che thanno addormentato, che ne sai chi tha aperto, chi tha smucinato dentro? Anzi, che non gli hanno tagliato le gambe, in quei casi prevista lamputazione...
MASSIMO: S, lo so... (Linfermiere si incuriosisce della eccessiva preparazione medica di Massimo, che cerca subito di sviare) Voglio dire, come mai gliele hanno lasciate?
INFERMIERE: Dopo la biopsia, Lerri javeva dato tre mesi di vita... e Luigi allora gli ha chiesto un intervento conservativo...
MASSIMO: E Lerri?
INFERMIERE: Ha accettato, je vole bene, sai dopo tutti stanni... E poi tanto doveva mor! Losteosarcoma non perdona, eh?
MASSIMO: Eh gi. A lui lha perdonato, per.
INFERMIERE: E quello che dice Cupreo. per questo, che nun ce crede.
MASSIMO: Come, non ci crede?
INFERMIERE: Dice che Giggi un simulatore. Che con un osteosarcoma al ginocchio, non possibile che ancora vivo.
MASSIMO: E Cupreo non si fida della diagnosi del professor Lerri? L il suo primario!
INFERMIERE: Ma sai, Lerri vecchio. E lha aperto talmente tante volte, a Luigi, che ormai, manco ce guarda pi dentro. Lo opera a memoria. Oppure lo fa smucin dagli assistenti... Per fino a mo era sempre stato presente, alloperazioni. Eh... Per Luigi era una garanzia...
MASSIMO: Ah... Mo ho capito perch Luigi schizzato via in quel modo...
INFERMIERE: E te credo, Cupreo non vede lora di addormentarlo, per metteje le mano addosso. Da solo. Roba che si je pija quer ginocchio, Giggi ha da mette in mezzo lavvocati, pe fasselo rid. Cos, er gioco chiaro, no? Se Cupreo nun je trova niente, dimostra che un simulatore... Se je trova quarche cosa, gli da unaccorciatina. Comunque va, se ne libera. Ma te pare che a sto poveraccio de Luigi lo trattano male perch nun se decide a mor? So du anni che dicono deve mor, deve mor, deve mor ... e nun more mai. C qualcuno che se comincia pure a incazz... Sai, qui i posti letto so preziosi.
MASSIMO: S, me lhanno detto.
INFERMIERE: (Confidenziale) Lo sai perch Giggi non more?
MASSIMO: No, perch?
INFERMIERE: Pe faje dispetto. Quelli je dicono tre mesi? E lui ce se mette de figna e arrva a quattro. Poi da quanno jhanno raccontato la storia de Cipster...
MASSIMO: Cipster, le patatine?
INFERMIERE: Ma no, Cipster il navigatore solitario. Quello che ha fatto il giro del mondo in barca a vela, contromano...
MASSIMO: Contromano?
INFERMIERE: Eh ... !
MASSIMO: Controvento.
INFERMIERE: Va beh, contromano, controvento.
MASSIMO: lo vado via.
INFERMIERE: L uno che lavorava in banca, poi un giorno ha preso du sorci, lha messi dentro a na gabbietta e lha buttati in mezzo alla corrente venti, trenta, quaranta volte... L successo in America, o in Francia... nun me ricordo.
MASSIMO: lo vado via!
INFERMIERE: Eh?
MASSIMO: Ho detto che me ne vado. Me ne vado via, adesso.
INFERMIERE: E mo che te pija?
MASSIMO: Mi sono rotto le palle di stare qui dentro.
INFERMIERE: Ma che, te sei impressionato pe Giggi? Quello un caso a parte...
MASSIMO: Non per quello. Cio, non solo per quello.
INFERMIERE: E allora?
MASSIMO: Ci ho ripensato, punto e basta.
INFERMIERE: A me sembrate tutti matti! Ma come? Hai fatto tanto pe entr qua dentro, ormai ce stai... Te poi l gratis unoperazione che in clinica te costa venti milioni a di poco, e mo te ne voi ann?
Massimo ha cominciato a rimettere a posto la sua roba. rapido e determinato. E soprattutto stanco. Carlo insiste.
INFERMIERE: Guarda che ce st gente che aspettano anni pe fasse ricover qua dentro!
MASSIMO: Senti... Lasciami perdere, che meglio!
INFERMIERE: Calma, a neno! Calma. Comunque devi firm er modulo duscita, pe annattene.
MASSIMO: t meglio che non lo firmo quel modulo...
INFERMIERE: Non hai capito. Se nun lo firmi, riun te fanno usc. Qui mica stai in campeggio...
MASSIMO: Carlo, dammi retta, lasciami perde,,e...
[NFERMIERE: Ah, fa un po come te pare, a ne me risparmi pure la fatica de annattelo a prenle...
MASSIMO: (Illuminandosi) Corne, devi andare a )renderlo?
NFERMIERE: E certo. Mica me lo invento...
AASSIMO: (Piacevolmente sorpreso) Non ne hai jualcuno, appresso?
NFERMIERE: Ma de che, de moduli duscita? 40.
MASSIMO: (Contento gli cerca nelle tasche del camice) Magari in qualche tasca... guarda bene.
INFERMIERE: Ah, leva ste mano. Non ce lho, i moduli. Ce lha il medico di guardia.
MASSIMO: Ma allora... stupendo!
INFERMIERE: Tu sei scemo.
MASSIMO: Ti rendi conto? P bellissimo... non hai i moduli!
INFERMIERE: Tu sei proprio partito. Meglio che te ne vai veramente... (Linfermiere si stacca dai tentativi di abbraccio di Massimo e esce dalla stanza) Famme and, v. Me pare che lho visti nel cassetto della guardia medica... Torno subito...
Massimo lo sente andare via e si sorprende a sorridere, nonostante quello che ha saputo su Luigi. Dopo qualche secondo linfermiere rientra nella stanza, frugandosi nelle tasche.
INFERMIERE: Aspetta un po... (Si fruga nelle tasche)
MASSIMO: Che c?
INFERMIERE: (Continuando a frugarsi addosso) Ah, ma che chai, la palla de vetro, te?
MASSIMO: Perch?
INFERMIERE: (Da una tasca molto interna del camice, Carlo tira finalmente fuori un foglio di carta, piegato in quattro. Il sorriso sul volto di Massimo si spegne con la stessa rapidit con cui era apparso) Mero dimenticato che me ne portavo appresso uno. Per ogni evenienza. Meno male, cos non me devo f le scale ...
MASSIMO: Chai proprio culo ... (Prende il modulo e lo apre. Ne legge ilfrontespizio. Lespressione del suo volto si fa amarissima) Porta la data di oggi.
INFERMIERE: (Sorridendo) Si vede che lavr preso stamattina, soprappensiero.
MASSIMO: (Grave) Hai fatto un affare...
INFERMIERE: Ecco, lo devi compil tutto. Nome, cognome, motivo della rinuncia allintervento... e firma. Oddo, devo and dar dodici, a accendeje la diadinamica... Firma, eh? Che io torno subito...
MASSIMO: (Prende la penna e lo guarda uscire, rapidissimo, quasi fregandosi le mani) S, bravo... torna subito. (Massimo si ferma, come se avesse avuto unilluminazione. Riflette, per qualche istante, come pensando ad alta voce) Ma niente niente lo facessi da solo, sto mercato... (Guarda il letto sfatto di Luigi) E magari sto poveraccio non centra niente... e lo stai solo a sfrutt... (Riflette qualche altro istante, e poi attacca a scrivere) E io ti frego!... Ecco qui... Nome ... cognome... motivo della rinuncia allintervento ... e firma.
Massimo finisce di firmare. Rientra linfermiere e sfila il foglio dalle dita di Massimo.
INFERMIERE: (Controlla il modulo) Ecco, per esteso... e leggibile... bravo.
Rientra Luigi.
INFERMIERE: A Gigi! Allora? Tutto a posto?
LUIGI: S, tutto a posto.
Linfermiere con il foglio firmato stretto in mano,si dirige verso luscita.
INFERMIERE: Lamico tuo ce lascia. Cha ripensato.
LUIGI: Ha fatto presto...
MASSIMO: A fa che?
LUIGI: No, dico... a cambi idea. Sei arrivato due minuti fa...
INFERMIERE: (Uscendo, a Massimo) Lo vado a port gi. Tu intanto preparati...
Li?ifermiere esce velocemente, Massimo e Luigi rimangono soli e si guardano per qualche istante. Luigi si avvicina con la sua sedia a rotelle al letto.
MASSIMO: (Offrendosi di aiutarlo a rimettersi a letto) Aspetta, ti d una mano... (Massimo solleva Luigi e, con molta delicatezza, lo depone a letto, e gli rimbocca la coperta) Ecco...
LUIGI: (Guarda Massimo, stupito dalla sua affettuosit) Ahia!
MASSIMO: (Preoccupatissimo) Tho fatto male?
LUIGI: S, ma al braccio. Me lo stai stritolando.
MASSIMO: Ah, scusa. (Gli lascia il braccio)
LUIGI: Avevi ragione, non centri niente.
MASSIMO: Te lavevo detto. Hai risolto?
LUI91: (Con fierezza) Certo. Mi sono fatto rimanOare loperazione. lo non mi faccio toccare, da Cpreo.
MASSIMO: Ah, per. Sei qualcuno, qui dentro. (Finisce di rimettere nel borsone tutta la sua roba, compresi attrezzi, televisorino, ecc.)
LUIGI: Insomma, traslochi!
MASSIMO: Eh gi.
LUIGI: E dove vai?
MASSIMO: Ci ho ripensato.
LUIGI: S, ho capito, ma dove vai a farti operare?
MASSIMO: No, non hai capito. Non mi opero pi.
LUIGI: Perch?
MASSIMO: Ho cambiato idea.
LUIGI: S?
MASSIMO: Mi accontento di come sto. Si pu vivere benissimo anche senza legamenti.
LUIGI: Ma come sarebbe? E il pallone? Come farai, col pallone?
MASSIMO: Ne faccio a meno.
LUIGI: Credevo che fosse na cosa importante, per te...
MASSIMO: Non c solo il pallone. Ci sono altre cose, nella vita...
LUIGI: sempre quello il guaio...
MASSIMO: Quale?
LUIGI: Che ci sono pure le altre cose...
MASSIMO: E allora?
LUIGI: E allora nessuno combatte pi.
MASSIMO: Luigi, io sono una sega, a pallone. Non sono mai stato titolare, in squadra.
LUIGI: Ah...
MASSIMO: Eh...
LUIGI: Beh... puoi sempre imparare, no? Se per te giocare importante...
MASSIMO: Senti un po, tu che sai sempre tutto... Ma tu lo conosci Marco Martani?
LUIGI: No. Chi ?
MASSIMO: P‑ un amico mio, un idraulico. Suona il clarinetto.
LUIGI: Cho piacere. E che centra?
MASSIMO: Niente. Dice sempre che a giocare a pallone si impara da piccoli. (Pausa) Dopo, tardi.
LUIGI: Avevi ragione tu.
MASSIMO: Su che cosa?
LUIGI: Sei uno che scappa. Uno che si arrende. Non ti ci facevo.
MASSIMO: Ma se hai fatto di tutto, per farmi andare via.
LUIGI: S, ma da sto posto d merda. Massimo, loperazione tua una cretinata, fattela in clinica, magari ti fai unassicurazione sanitaria. Ma tu non devi rinunciare al pallone!
MASSIMO: te lho detto. Non mi va di rischiare. lo non posso pi correre, per... almeno cammino.
LUIGI: (Lo guarda a lungo. Poi toglie la coperta di scatto e balza in piedi, accanto al letto) Anchio cammino!
Massimo si gira verso d lui, molto lentamente. Lo vede, in piedi, sorridente. Lunga pausa. Luigi non si trattiene pi e scoppia a ridere.
LUIGI: Sei proprio una spina!
MASSIMO: (Quasi balbettando) Ma che cazz...
LUIGI: Spina!
MASSIMO: lo ce rinuncio...
LUIGI: Ma ancora non hai capito? Qui come sotto ar militare. Quando arriva la spina i nonni gocano! Se no, sai che palle...
MASSIMO: Come, i nonni...
LUIGI: Te sei bevuto tutto! Spina!
MASSIMO: Le tredici operazioni ... lirradiamento... losteosarcoma del ginocchio ...
LUIGI: (Ride) Spina! Spina! Devi morire, spina!
MASSIMO: (Quasi con ammirazione) E Carlo?
LUIGI: Eh, lo so, cha dato dentro, Carletto eh? E il pianto? Lha fatto, il pianto?
MASSIMO: Qualche goccia...
LUIGI: Ecco, lo vedi quant stronzo? Lo sapevo! Glielho detto mille volte, di non piagne a quel punto! Al cancro nun se piagne! Se no diventa patetico, rovina tutto leffetto...
MASSIMO: Esagera sempre, eh?
LUIGI: Adesso sbrigate, se no nun lo ripiji er modulo.
MASSIMO: Insomma mavete preso per il culo tutti e due. Pure Carlo. (Preoccupato, ripensando alla trappola preparata da Cupreo) Oddio, Carlo ... !
LUIGI: Che c?
MASSIMO: Lo devo ferm.
LUIGI: Perch? Massimo corre verso luscita. Si ferma sulla soglia. Riflette.
MASSIMO: Me devo ripij er modulo.
LUIGI: Ma che timporta dei modulo? Se esci...
MASSIMO: No, me lo devo riprende, poi ti spiego...
LUIGI: Ma scusa...
MASSIMO: Torno subito.
LUIGI: No, aspetta...
MASSIMO: Non ti muovere!
Massimo esce dalla stanza correndo. Un istante dopo il sorriso sforzato di Luigi si trasforma in una smorfia di dolore.
LUIGI: (Fra s, straziato) E nd vado? (Il viso gli si contrae in maniera impressionante. Si accascia a terra di colpo, gemendo, come un burattino a cui abbiano improvvisamente tagliato i fili. Luigi si trascina fino al letto, lentamente, con grandissimo sforzo. Cerca di arrampicarsi sul letto, ma non ci riesce e ricade a terra. Ci riprova, con uno sforzo immane, e riesce, con la sola forza delle braccia, a poggiare laddome sul letto. Riprende fiato, come se il cuore dovesse scoppiargli dal dolore e dalla fatica. In quel momento rientra nella stanza linfermiere, trafelatissimo e furibondo)
INFERMIERE: Ma sei scemo? Che t sartato, in testa?
LUIGI: (Con voce flebile, gemendo) Tha ripij ato?
INFERMIERE: E certo che mha ripijato! Hai rovinato tutto! Hai rovinato tutto, stronzone! Ma che tha preso? Sei diventato matto! lo lo sapevo che prima o poi uscivi de cervello, te! L vero che hai camminato?
LUIGI: Era... bellissimo...
INFERMIERE: Tu sei completamente rincoglionito! Hai mandato tutto a puttane! Tutto! Famme ved ste gambe, forza! (Lo aiuta a rimettersi sul letto e d unocchiata alle ginocchia. Le tasta,,scuote la testa) Capirai, ce famo la marmellata, adesso...
LUIGI: Dovevi vedere come camminavo... sembravo vero...
INFERMIERE: E mo che cazzo je dico, ar Tedesco? Che parevi vero? Lho gi fatta, la telefonata! Lho gi fatta, cristaccio!
LUIGI: Saranno stati almeno quattro passi... forse cinque...
INFERMIERE: Ancora! Stamo in mezzo alla merda. Giggi! Caveva gi pagato!
LUIGI: Te li sei spesi tutti, i soldi?
INFERMIERE: No, tutti no.
LUIGI: Allora glieli ridiamo. Ci parlo io, col tedesco, sta tranquillo...
INFERMIERE: Un par de cojoni, je ridamo! Quello sa che quel letto adesso libero! E nun vo sap gnente! Io lo chiamo sempre sul sicuro, lo sai! lo so un professionista! (Cambiando tono) Ma che tha preso, se po sap? Lavevi sfangato in mezza giornata, a questo! Era tutto sistemato! In mezza giornata!
LUIGI: lo ... (Geme) non mi diverto pi, a questo gioco ... diventato troppo facile... (Geme) vorrei... non ci possiamo inventare qualche altra cosa?
INFERMIERE: Cominciate a invent quarche cosa pe quanno lo vi a sap lamico Fritz, che l saranno dolori...
Entra Maria, trafelata anche lei.
MARIA: Ragazzi, da oggi in poi mi date il venti, eh? lo col quindici non ci campo pi!
INFERMIERE: Ah Mari...
MARIA: No, no, no! Venti per cento, o non se ne fa niente. E poi, dico, ma che vha preso il fuoco al culo? Che vuol dire tutta questa fretta? Quel Migliarini l duro, eh? Dovevate vedere come s messo a discutere con lortopedico. Non dico che bisognava farlo in una settimana, ma almeno due giorni di tempo glieli volete dare? Mica stiamo a fare le corse... Venti per cento, Luigi, se no mi rimetto in proprio...
INFERMIERE: (Incazzato) A Mar, e statte zitta...
MARIA: (Realizzando) Che c?
INFERMIERE: Stamo alla frutta, non lo vedi?
MARIA: (Solo in questo momento si accorge del viso sofferente di Luigi) Che successo?
INFERMIERE: ~ successo che sto scemo ha camminato...
MARIA: Ha camminato? Ma che stai dicendo?
INFERMIERE: S fatto una passeggiatina intorno al letto, ha detto al pischello che era uno scherzo, e ha mannato tutto per aria...
MARIA: Luigi, che significa? Non va pi via, Migliarini?
LUIGI: (Gemendo) No. Credo... di no.
INFERMIERE: S ripreso il modulo.
MARIA: (Allarmatissima) E come facciamo adesso?
INFERMIERE: E che ne so, io?
MARIA: (Prendendo le distanze) Ah, io non voglio sapere niente, eh? lo il lavoro lho fatto, e il mio quindici me lo date lo stesso. Mica balle...
INFERMIERE: S, pure!
LUIGI: Dici che volevi il venti...
MARIA: Signori... Limpiccio lavete fatto voi, e adesso ve cav fora dae peste voialtri! E che cavolo... Non c pi rispetto per la gente che lavora... Ai tempi miei le cose si facevano con stile. Non si pu pensare sempre e solo ai soldi...
INFERMIERE: S, co tutti sti milioni che cavemo in banca...
MARIA: La gatta in premura lha ga fatto i fioi orbi. E questo s il risultato: uno va fuori di testa, per forsa.
INFERMIERE: Fuori di testa? t rincoglionito fracico...
LUIGI: Meno male che cho voi due, che mi volete bene... (Una fitta violenta alle ginocchia lo fa urlare di dolore)
MARIA: Zitto! Ti vuoi fare sentire da tutti ...
INFERMIERE: (Rassegnato) Tanto, ormai ...
MARIA: Come, tanto ormai? (Riflettendo) Magari si pu fare ancora qualcosa. E vero, Luigi?
Che dici se ci parli un altro po con Migliarini, potresti...
INFERMIERE: Ma quale Migliarini, a Mar! lo sto a pens al tedesco. Quello capace che pe sta stronzata ci toglie lappalto.
MARIA: S, figuriamoci. E a chi lo d? Quando lo trova un altro come Luigi?
INFERMIERE: Ma non lo vedi com ridotto? Fra un po entra in coma...
LUIGI: (Facendo gli scongiuri) Tu sorella...
MARIA: Fai un po vedere. (Da unocchiata alle ginocchia di Luigi) Oh, Madonna santa, Carlo! Qui bisogna chiamare Cupreo... Subito.
LUIGI: No, lasciate perde Cupreo!
MARIA: Perch?
LUIGI: Non mi fate toccare da Cupreo.
MARIA: Luigi... Ragiona un attimo, io lo so come la pensi, sono tanti anni che ci conosciamo... ma non puoi continuare a giocare cos, Dio hono... lo lo dico per te, per la tua salute, per la tua vita, fio mio...
INFERMIERE: E la vita tua importante qua dentro, Ggi...
LUIGI: (Amaro) S. Soprattutto per voi due...
MARIA: Ma dai, non siamo mica cos lerci... Carlo voleva solo dire... non vero, Carlo? (Rassicurandolo) Insomma, non ti preoccupare. Anche con Migliarini non detta lultima parola. Ci parlo io, con lui. Sar che mi ricorda tanto Marco, ma mi pare proprio un bravo ragazzo. t un buono, si vede subito, uno che ci ripensa, lho lasciato che discuteva con Cupreo, magari cambia idea unaltra volta...
Luigi si volta di scatto verso Maria.
LUIGI: Come, discuteva con Cupreo ... ? Quando?
MARIA: Due minuti fa.
LUIGI: Ah, s, eh?
MARIA: S, e devi vedere come gli teneva testa.
LUIGI: Gli teneva testa... E di che parlavano?
MARIA: Beh, questo non lho sentito, stavo dietro al vetro, in astanteria, per ti assicuro che... anche stamattina, era appena arrivato, hanno legato subito... (Fermandosi a riflettere)
LUIGI: (Prendendo una decisione) Andatevene.
INFERMIERE: Eh?
LUIGI: Ho detto andatevene? Via, fuoril Smammate!
INFERMIERE: Ma che te pija, Ggi?
LUIGI: (Col tono fermo, del capo che non ammette repliche) Andatevene via! Subito!
Maria e linfermiere si avviano verso la porta. Maria si ferma sulla soglia.
MARIA: (Allinfermiere, forse cominciando ad intuire qualcosa) Andiamo.
Maria esce e quasi si scontra con Massimo che entra inaspettatamente nella stanza. Ha unespressione profonda. Linfermiere lo guarda con malcelata rabbia. Immediatamente Luigi cerca di cancellare ogni traccia di dolore dal suo viso.
INFERMIERE: Ecco, arrivato Robin Hood. Ce mancava solo lui.
MASSIMO: Eccomi qui.
INFERMIERE: (Uscendo) Ma vaffanculo, va... Linfermiere e Maria lasciano solo Luigi ed escono dalla stanza, frettolosamente. MASSIMO: Ma che cha?
LUIGI: ~ un fumantino...
MASSIMO: Ah... Massimo rimane in piedi, sulla soglia, a guardare Luigi. In mano ha dei fogli di carta. I due si osservano, si scrutano. Infine si sorridono.
LUIGI: Mbeh?
MASSIMO: Mbeh, che?
LUIGI: Tutto bene?
MASSIMO: lo si, e tu?
LUIGI: Tutto bene, perch?
MASSIMO: Niente, cos.
LUIGI: Cos?
MASSIMO: Mi sembri pallido.
LUIGI: t il mio colorito naturale.
MASSIMO: Stanco?
LUIGI: Di che cosa?
MASSIMO:. Della sceneggiata.
LUIGI: Ammazza, te la sei presa proprio tanto, eh? Era uno scherzo, te lho detto.
MASSIMO: Certo...
LUIGI: (Guardando i fogli che ha in mano Luigi) Allora? Mha detto Carlo che hai fatto in tempo a riacchiapparlo. Te lo sei ripreso, il modulo?
MASSIMO: S.
LUIGI: Oh, finalmente. Allora te fai stintervento... cos poi gioc a pallone...
MASSIMO: No...
LUIGI: Come, no? Non giochi pi a pallone?
MASSIMO: No. Non me faccio pi lintervento.
LUIGI: E che te lo sei ripreso a fare, quel modulo?
MASSIMO: Questo non il modulo duscita.
LUIGI: No? E che ? (Sarcastico) La tua cartella clinica?
MASSIMO: No. L la tua cartella clinica. Ho fatto un salto in medicheria, a cercarla.
LUIGI: Ah...
MASSIMO: Fra te e Carlo me stavate a fare diventare matto... Ecco (Leggendo) Sospetto osteosarcoma del ginocchio... bilaterale... LUIGI: Eh...
MASSIMO: (Quasi arrabbiato per linutile sacrificio) lo vorrei sapere chi cazzo te lha fatto fare, a camminare...
LUIGI: (Amarissimo) Era un sacco di tempo che rni volevo fare due passi, e non trovavo mai loccasione.
MASSIMO: Per quel poco che ne so di ortopedia, ti costeranno cari questi due passi.
LUIGI: Sei della direzione sanitaria?
MASSIMO: (Annuisce)
LUIGI: Come se ne sono accorti?
MASSIMO: Avete esagerato. Ventidue rinunce in sei mesi. E tutte un attimo prima dellintervento...
LUIGI: Ventidue? Cazzo...
MASSIMO: lo dico, ormai qualche soldo lavevate fatto, no? E invece no! Avete voluto strafare!
.UIGI: Ma chi sei tu? (Prendendo le distanze, sopettoso) Non sei un medico, vero?
4ASSIMO: No. Sono laureato in medicina. Soio due cose diverse.
LUIGI: (Non capendo) Eh?
WASSIMO: lo sono uno di quelli che ha scazza,o la laurea a forza di diciotto. Non ci sono mai .‑iuscito, a fare il medico.
LUIGI: t per questo che ti sei messo a fare la ~pia? Che ci guadagni?
MASSIMO: Un lavoro.
LUIGI: Ah. Diventi spia professionista?
MASSIMO: (Amaramente) Pi o meno. Siamo in Italia, no?
LUIGI: Lascia perde. Non sei il tipo...
MASSIMO: No?
LUIGI: Con me t andata bene, perch mi sono fatto intenerire... Ma tu non sai che gente gira qui dentro. Se si viene a sapere come thanno assunto, ti spezzano le gambe...
MASSIMO: Che fai, m vuoi mettere paura?
LUIGI: No. Ti voglio avvisare. E tu che vuoi fare? Mi vuoi denunciare?...
MASSIMO: Che altro posso f?
LUIGI: Te potresti sta zitto. Guarda che il mercatino mio una 15riciola in confronto a quello di Lerri, di Cupreo, e di tutti lamici loro. Te potresti sta zitto.
MASSIMO: Ma tanto a te che te cambia? Nelle condizioni in cui sei, chi ti caccia, da qui? Per me invece parlare sgnifica uno stipendio... un lavoro...
LUIGI: (Stupito dalla richiesta) Ah...
MASSIMO: Eh...
LUIGI: Un lavoro?
MASSIMO: Beh...
LUIGI: Proprio un bel lavoro... Complimenti.
Cupreo entra improvvisamente nella stanza, seguito da Maria e dallinfermiere.
CUPREO: Avanti, diamo unocchiata a questo scempio...
LUIGI: (Sorpreso) Che cosa vuole, a questora?
CUPREO: Tolga la coperta e mi faccia vedere cos successo.
LUIGI: lo non lho chamato. Ci devessere uno sbaglio.
CUPREO:Facciamola finita, Buonsanti. Vuole farmi vedere queste ginocchia, s o no?
LUIGI: (Dopo una pausa) No. Da lei, no. (Istintivamente girandosi verso Maria) Perch lhai chiamato, Mar? Tavevo detto de lasc perde...
MARIA: Non sono stata io a chiamarlo...
MASSIMO: Lho chiamato io.
LUIGI: Te? E perch?
MASSIMO: Dopo che ho visto la tua cartella clinica, era il minimo che potevo fare...
LUIGI: (Amarissimo) Ah... Sei proprio una volpe... Luigi guarda severamente Massimo, sentendosi ulteriormente tradito. Massimo non risponde e tiene gli occhi a terra. Maria e Carlo si guardano,e capiscono immediatamente la situazione.
CUPREO: (Al personale) E voi due cosa fate, lavorate o fate gli obbiettori di coscienza? Ditemelo, perch io dovr tenerne conto nei miei rapporti. Maria e Carlo prendono rapidamente la loro decisione.
MARIA: Luigi, non la fare tanto lunga, scopri le gambe!
LUIGI: Ma che stai a d?
MARIA: Hai fatto un casino. Fatti dare unocchiata alle gambe, meglio per te.
LUIGI: (Intuendo la verit) Sei passata dalla parte sua, eh? Com? Non ti fidi pi? (Maria abbassa lo sguardo) Te sei venduta a sto macellaio... Ma nun te vergogni?
MARIA: Ho il mutuo da pagare, Luigi. E cho pure un figlio alluniversit...
LUIGI: S, ma poi hai visto come diventano? Da un giorno allaltro te lo ritrovi cos, eh?... (Si volta verso Cupreo. Lo guarda negli occhi) No, cos no. Cos, ce se nasce... (A Cupreo) Dottore, guardi che lei qui sta solo perdendo tempo. Vada a letto, che tardi. Domani in sala operatoria, no?
CUPREO: Anche lei (Minaccioso) Stiamo insieme, domani, in sala operatoria.
LUIGI: (Ride) Vada a dare unocchiata alla lisu, dottor Cupreo. La mia operazione stata rimandata.
CUPREO: Era stata rimandata. Ma ora lei ha camminato, mi stato detto. Senza le rotule, e con un sospetto osteosarcoma. Chiss in che condizioni sono le sue ginocchia, adesso.
LUIGI: Come...
CUPREO: (Arrogante) Mi spiace, ma il suo intervento non pi rmandabile. La opereremo domattina presto. Comera stabilito. E siccome il professor Lerri impegnato n un altro caso, avr il piacere di operarla personalmente. (Fa per uscire, ma Luigi lo blocca)
LUIGI: Sapessi quanti ne ho conosciuti, de buffoni come te... quanti me ne sono passati davanti... io stavo su sto letto, quando tu ancora stavi sul seggiolone... e gi te sentivi un padreterno, d la verit... ma io te conosco... io ne so tante, de cose, su di te...
CUPREO: (Sulla porta) Maria, vada a prepararmi trenta milligrammi di Valium...
LUIGI: Che fai? Te stai a mette paura?
CUPREO: (Si avvicina al letto di Luigi) Facciamo cinquanta. In soluzione, intramuscolo.
MARIA: (Sorpresa) Cinquanta milligrarrun, dottore?
INFERMIERE: Ah, dott, ma co cinquanta milligrammi caddormentarno un cavallo...
CUPREO: Faccia come le ho detto. Il signor Buonsanti ha bisogno di riposare, domattina presto deve subire un intervento piuttosto deficato.
LUIGI: Maria! Maria, stai attenta a quello che fai, che poi con me hai chiuso, eh?
MARIA: (Combattuta, ma lucida) Luigi, io voglio vivere tranquilla. E tu stai cominciando a sbarellare. (Esce)
LUIGI: (Urlando) Vieni qui, disgraziata! (Quasi fra s) Tanto lo so che sei sempre stata na vipera...
INFERMIERE: Calmate, Ggi! Calmate...
LUIGI: Tu fatte li cazzi tua... (A Cupreo) Insomma te la sei proprio comprata! Te rode, che non sei riuscito ad incastramme, vero? Ancora lo stai ad aspettare, quel modulo di uscita firmato... Te credi desse tanto furbo... ma tanto nun poi dimostr niente!
CUPREO: (A voce alta, verso il corridoio) Arriva, questo sedativo?
LUIGI: Bravo, famme liniezione, cosi mi calmo... mi metto tranquillo.
CUPREO: lo le consiglio di farlo, Bonsant.
LUIGI: Che fai me minacci? (Ride) E che cho da perde? lo nun cho paura di te... Semmai sei te, che ce devi av paura de me...
CUPREO: Le ricordo che fra poche ore dovr aprirle il ginocchio... e preferirei essere riposato, nel suo interesse.
LUIGI: Ah, perch tu pensi veramente che io me faccio mette le mani addosso da te? Da uno come te? (Rientra Maria con la siringa pronta per luso) Non tavvicin, Mar. Se no te la faccio magn, quella siringa... (Maria non si lascia intimidire e avanza verso di lui. Massimo si tende) Tho detto, nun tavvicin!
MARIA: (Freddamente) Stai calmo, Luigi. per farti stare pi tranquillo, fidati.
LUIGI: Ah, si, eh?
CUPREO: Buono, Bonsanti... Stia buono...
Inaspettatamente, Luigi apre le coperte e, di slancio afferra Cupreoe se lo tira addosso, sul letto, serrandogli il collo con le mani. Maria sobbalza. Linfermiere si allarma. Cupreo, annaspa.
LUIGI: (Dolorante, ma determinato) lo te strozzo! Le gambe nun me funzionano, ma le mani so ancora forti...
CUPREO: (Annaspando) Fermo! Mi lasci... (A Maria) Maria, faccia questintramuscolo, e finiamola!
MARIA: Dottore, come faccio? Se mi si spezza lago...
CUPREO: Carlo, mi aiuti, lo tenga fermo lei!
LUIGI: Carlo, nun te move!
Cupreo riesce a divincolarsi dalla stretta, ma Luigi non molla. Gli si avvinghia al torace e lo trattiene, venendo quasi trascinato via dal letto. EP una colluttazione vera e propria.
CUPREO: Fate qualcosa, cazzo!
CARLO: A Ggi, ma che devo f?
LUIGI: Che c? Pure te chai famiglia?
CUPREO: Si muova, Carlo! Forza!
LUIGI: Tu no, Carlo! Nun me la f sta mignottata!
CUPREO: Allora?
INFERMIERE: Ma perch nun lo ti fermo lei?
MARIA: Carlo, andiamo! Vuoi passare i guai?
Linfermiere, esistante, si muove verso Luigi. Massimo attonito.
INFERMIERE: A Ggi, scusame, eh? Ma io ce devo lavor, qui dentro...
LUIGI: (Quasi isterico) Nun me tocc, scellerato! Jago, che non sei altro... Te e questaltra arpia! Sono dieci anni che vi mantengo a tutti e due! Maledetti! Dieci anni... Vho coperto doro!...
CUPREO: Maria, avanti!
Maria e linfermiere si guardano negli occhi, e si fanno un cenno con la testa. Un cenno che debbono essersi fatti molte volte. Un istante dopo in perfetta sincronia, sono addosso a Luigi. Carlo lo tiene fermo agevolmente, nonostante Luigi si dibatta con furia e Maria gli fa liniezione. Cupreo sospira di sollievo.
CUPREO: Oh, finalmente.
Luigi si dibatte ancora un po, ma Carlo lo tiene fermo. Luigi desiste, annichilito pi dal tradimento dei suoi soci, che dal forte dosaggio del sedativo. Maria si ricompone.
INFERMIERE: Scusame, Ggi...
LUIGI: Va a mor ammazzato, Carlo... a te e a lei...
MARIA: Va meglio, Luigi?
LUIGI: Ma che me stai a pij per culo?...
MARIA: Fra poco starai benissimo, vedrai...
LUIGI: (Ormai con un filo di voce) lo... vho mantenuto per dieci anni... dieci anni... disgraziati... non me fate apri, da questo! Ve prego... Non me fate apr da questo ... Questo un macellaio ... me vole taj le gambe ... Rimandate lintervento ... lo voglio mor intero. Carlo... (Cade addormentato. Cupreo sospira di sollievo. Massimo non crede ai suoi occhi)
MARIA: Vuole un caff, dottore?
CUPREO: Mah... (Sospira) Non dovrei, per... se lo fa anche per lei...
MARIA: Lavevo gi messo s. Ne vuole un po?
CUPREO: S, la ringrazio.
MARIA: (Guarda Massimo) Lei ne vuole, Migliarini?
MASSIMO: (Disgustato) No.
MARIA: Bene. Glielo porto preo.
Maria esce, e Carlo rimette le coperte di Luigi a posto, in un rituale di amicizia e professionalit. Luigi rimane prono, disteso sul letto, con gli occhi chiusi. Massimo lo guarda, impietosito. Poi guarda Cupreo, sdegnato.
MASSIMO: Non le sembra di aver esagerato, dottor Cupreo?
CUPREO: Perch ho dato un sedativo a un paziente isterico? Lei pensi ai suoi problemi.
MASSIMO: L quello che sto facendo. Anchio sono un paziente. e questo poveraccio ridotto talmente male, che tutto sommato...
CUPREO: Questo poveraccio come lo chiama lei, sfrutta la sua condizione per fare scappare la gente, e vendere i posti letto. Con laiuto di qualcunaltro... (Occhiata a Carlo) Se fossi in lei mi )reoccuperei del suo futuro, signor Migliarini, per:h questuomo, comunque vadano le cose, non ne ia molto davanti a s. Lei s. Il suo ginocchio ma sciocchezza, perch vuole complicarsi la vita? Lesito della nostra operazione dpende molto da iei... Rientra Maria, con un bicchierino di plastica in ,nano.
MASSIMO: S, eh?
MARIA: Ecco, dottore.
CUPREO: Grazie. t girato?
MARIA: Si. Due cucchiaini, come al solito.
MASSIMO: lo comincio a credere che dipende anche molto dalla coscienza di chi ha i ferri in mano
CUPREO: Lei potr giudicare la classe medica quando e se ne far parte. Non mi risulta che lei sia un dottore... Non ancora, perlomeno... (A Maria, ridandogli la tazzina) Buono. Dolce, ma buorio. Grazie.
MARIA: Lho fatto con la Bialett.
MASSIMO: Se essere un dottore significa diven~are come lei, forse per me meglio che non lo sono mai diventato...
CUPREO: (A Massimo) S, forse meglio... questo non un mestiere da fringuelletti... (Esce. Carro e Maria lo seguono, fedeli soldati)
MASSIMO: Dottor Cupreo... Cupreo si ferma sulla porta.
MASSIMO: Gi che ci sta, domattina, gli tagli pure la lingua, oltre che le gambe ... Perch questo quanno se risveja potrebbe parl ... Glie lha promesso...
CUPREO: S? E che dice?
MASSIMO: Qualche cosa, la dice. A costo de inventassela... E il fringuello qui presente potrebbe ‑onfermare tutto...
CUPREO: Fate, fate. Dite quello che vi pare, chi ve lo impedisce? (Pausa) Questo un paese libero.
Vassimo rimane ancora qualche istante chino su Luigi, quasi come se volesse accarezzarlo, ma non trovasse il coraggio di farlo davanti alla donna. Varia esce. Massimo ha unespressione profonda.
MASSIMO: Mi dispiace, Luigi. Non sai quanto. tutta la vita che non faccio altro che cazzate... questa non sar manco lultima. l~ una merda, quello. Potr divent primario, barone, imperatore, ma sar sempre una merda. Il guaio che so [e merde come quelli, che alla fine vincono.
Ventre Massimo parla, volgendogli le spalle, Luigi 2pre gli occhi, e con molta calma prende una meta e comincia ad addentarla.
LUIGI: E chi lha detto? Massimo si volta di scatto, e Luigi gli sorride.
LUIGI: Ne vuoi una?
MASSIMO: Ma come cazz...
LUIGI: (Gemendo) Sei proprio una spina... Non impari mai!
MASSIMO: lo marrendo. Famo na pausa caff, perch a me sta a scoppi la testa...
LUIGI: (Sempre soffrendo) Spina! Ma te pare che Maria mannava a f na mignottata come quella? Mi vuole bene, te lho detto. Sei proprio una spina. (Gemito) E meno male che te volevi mette a f la spia de professione. t un ambientaccio, questo, te lho detto. Girano certi ceffi... Guarda Cupreo... (Gemito) Ci vuole un po di pelo sullo stomaco, se no...
MASSIMO: Con lui, t servito a poco, il pelo sullo stomaco...
LUIGI: Perch?
MASSIMO: Come, perch? Quello domattina tapre, e tu me stai a chiede perch!?
LUIGI: No, non mi apre... Se dormivo, forse... Ma io so svejo... (Gemito) Da qui a domattina, quarche cosa se linventamo... (Preoccupato, spinge il bottone del citofono) Maria! Maria!
MARIA: (Entra, seguita dallinfermiere) Che c?
LUIGI: Grazie, Mar.
MARIA: (Amara) Dovere.
INFERMIERE: Ammazza comannavi gaiarda, Mar. Mavevi messo paura.
LUIGI: Pure a me. Meno male che ho visto il cenno. (Gemito) Credevo che me la facevi davero, stavolta... Grazie.
MARIA: Luigi, lo sai come la penso. Quando si arriva allintramuscolo finta, vuol dire che stiamo messi male...
LUIGI: Maria, ti sto ringraziando...
MARIA: Era lultima volta, Luigi. lo mollo. Se tu vuoi continuare a giocare, fallo, ma io non ti posso pi correre appresso come una ragazzina. Mi rimasto un pezzetto di professionalit da difendere...
INFERMIERE: A Mar, ma se molli te, se sfascia tutto...
MARIA: Mi manca poco alla pensione, Carlo. Non li voglio pi correre questi rischi.
INFERMIERE: E la societ ... ? Come famo senza Maria? Chi ce mettemo?
LUIGI: Bono, Carlo. Cha ragione.
MARIA: Meno male che lhai capito.
LUIGI: (A Carlo) Qualcuno lo trovamo. Labbiamo sempre trovato. (A Maria) No, giusto. Hai ragione, se ti sei stufata... Per me lo fai un ultimo favore, Mar?
MARIA: Dai.
LUIGI: S, al dodicesimo. Te fai d un elettrocardiogramma di Mannozzo, uno di quelli sotto sforzo, pieni dextrasistole... (Gemito) e lo metti al posto de quello mio di stamattina... Carlo, tu vai gi in laboratorio, ci dovrebbe essere Filippo, stanotte, digli che mi alzasse un po le transaminasi nelle analis del sangue...
INFERMIERE: Transaminasi? A quanto?
LUIGI: Mah... (Pensandoci) Piruvica a ottocento, ossalacetica a milleduecento. Fatte consigli pure da lui. (Gemito) Una bella epatite B. Cos vediamo se domattina gli danno il permesso daprirmi, a sto finocchietto...
INFERMIERE: Vado! Oh... Nun te move, eh? (Luigi sorride, amaramente. Carlo si schernisce della sua ultima battuta, fuori posto) Va beh, metaforico, dai...
MASSIMO: (Con un pizzico di ammirazione, suo malgrado) Voi siete matti... (Linfermiere esce di corsa, Maria sta per uscire, e Luigi la blocca)
LUIGI: Maria...
MARIA: Che c?
LUIGI: Che dici se ti do il venticinque per cento, carrivi pi tranquilla, alla pensione?
MARIA: (Affranta) Ma allora non hai capito niente, Luig!
LUIGI: Trenta?
MARIA: Affare fatto.
LUIGI: Bene. Ora sbrigati, per, che c poco tempo. Sono quasi le tre...
MARIA: Luigi...
LUIGI: S?
MARIA: Rimanevo anche col venticinque. Con te mi diverto... (esce)
MASSIMO: Avevi ragone.
LUIGI: Su che cosa?
MASSIMO: Ti vogliono bene, questi due.
LUIGI: E te credo, ormai guadagnano pi loro de me. A proposito, devo dire a Carlo di Ciccolini.
MASSIMO: (Si avvicina a Luigi, intenerito) Chi , un S.P.?
LUIGI: No. un N.A.
MASSIMO: Eh?
LUIGI: Normale Amministrazione. Un incidente in motocicletta, legamenti crociati e collaterali esterni di tutte e due le gambe...
MASSIMO: Questo sar dura a farlo scappare, eh?
LUIGI: E chi lo vuole fare scappare? Questo mica un S.P. Questo sta male davvero. Lo facciamo passare avanti...
MASSIMO: S?
LUIGI: quello che prende il posto tuo. (Gli indica il letto)
MASSIMO: Ho capito. Per ... qualche soldo te lo sarai messo da parte, eh? ...
LUIGI: lo non lo faccio per quello, non mi servono a niente i soldi. E poi ormai basta che dici le cose come stanno per fare scappare la gente. (Gemito) lo manco me diverto pi.
MASSIMO: Speriamo che puoi andare avanti ancora per parecchio...
LUIGI: Che fai, me porti jella?
MASSIMO: No, no. Anzi...
LUIGI: Per? C un per, vero?
MASSIMO: Beh... Nelle condizioni n cui stai...
LUIGI: (Prende la cartella clinica, e gliela mostra) P‑ sospetto, losteosacoma...
MASSIMO: Certo.
LUIGI: E comunque, anche se ci fosse... che dic? Ce la posso anche fare, no?
Lunga pausa. Massimo sorride, pi per non sentre langoscia che lo attanaglia, che per lottimismo di Luigi, e raccoglie il suo borsone gi preparato.
MASSIMO: Certo, che ce la puoi fare. Quelli come te non schiattano mai. Beh, io ti saluto. Ciao, Luigi.
LUIGI: Senti!
MASSIMO: Che c?
LUIGI: Te ne mangi una, s o no? (Senza dargli il tempo di rispondere, gliela tira. Anche se sorpreso, Massimo si dimostra lesto d riflessi e la afferra al volo) Se mancino. (Massimo rimane immobile a guardare alternativamente il suo braccio sinistro teso che regge la mela e il volto impassibile d Luigi). l per questo che la tua gamba destra pi piccola della sinistra, ver? Sei mancino... Non hai niente al ginocchio. E scommetto che giochi bene, a pallone. Non sei riserva.
MASSIMO: No, sono titolare. Ala sinistra.
LUIGI: Ecco come hai fatto a fregarmi. Sei mancino.
MASSIMO: S. Ci cammino e basta, con la destra...
LUIGI: Come Riva...
MASSIMO: (Amaro) S, proprio come Riva... (Esce)
Luigi, rimasto solo, riflette un attimo sullultima frase detta da Massimo. Fa unespressione rassegnata e anche un po infastidita.
LUIGI: Ma tu guarda che roba. Me so fatto freg da un mancino... medico... e pure amico di Cupreo. Non c pi rispetto per i malati... (Urlando improvvisamente) Carloooo! CARLOOOO! Dobbiamo inventarci qualche altra cosa!... (Geme dal dolore improvviso alle ginocchia) (Fra s) Bisogna tirare fuori qualche altro gioco... Se no va a finire che mannoio...
Sipario
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