L’ora del tè

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L’ORA DEL TÈ

L’ORA DEL TÈ

di

Marco Badi



©2003 by Marco Badi. Tutti i diritti riservati.


“ […] Adesso sapete cos'è il dolore. Adesso che avete perso i vostri amori. Voi che avete airbag e cinture di sicurezza e cibi biologici e non fumate più perché avete qualcosa da perdere. Noi non abbiamo niente da perdere. Questo ci rende invincibili. Siamo votati alla morte giacché non contiamo come vivi. Siamo armi in cammino, abbiamo un dio forte che ci guida contro il vostro impero corrotto, i vostri idoli bugiardi. Mentre voi cercate dio solo davanti al dolore privato. Un dio fiacco che sostituite, che rimpiazzate ogni giorno […] “
Margaret Mazzantini, “Schegge di dolore”

(brano tratto da “Undici scrittori per l’undici settembre” 
inserto de “La Repubblica” del 10/09/2002)


ATTO UNICO
Scena

Un tipico salotto inglese; due amiche, Carol e Amina, stanno prendendo il tipico tè inglese.
Carol ha alcuni anni più di Amina, che è di origine araba.
Alle loro spalle si vedono due spade incrociate, appese al muro. 
Nella stanza è ben visibile anche uno stereo.
Sono, ovviamente, le 5 pm…



CAROL – (molto divertita)… allora il piede si è incastrato nella radice dell’albero e con una strana… assurda… ti giuro assurda… piroetta è volato a pelle d’orso nell’acqua gelida!…
AMINA – Dio! Povero Jimmy!
Ca. - … e Harry dietro… per salvarlo…
Am. – Oh!
Ca. – … perché aveva paura che i vestiti lo portassero a fondo!…
Am. – Mio Dio!
Ca. - … e poi via, dietro anche il cane!… 
Am. – Barnie?!
Ca. - … già, e… e in un attimo eccoli tutti lì ad annaspare disperatamente in un metro d’acqua!… voglio dire di profondità!… uno aggrappato all’altro… mentre… mentre io me ne stavo lì, impalata a guardarli… senza riuscire a smettere di ridere!… (un po’ più seria, con una impercettibile nota grave, quasi di rimprovero) avresti proprio dovuto esserci…
Am. – (con lieve imbarazzo) Già… (silenzio)
Ca. – È stato davvero comico.
Am. – Ci credo. (pausa)
Ca. – Avresti dovuto esserci.
Am. – Lo so. Mi sarebbe piaciuto. (pausa)
Ca. – Ti avevo invitato, vero?
Am. – Come?
Ca. – Al picnic… te lo avevo detto, no?… se volevi venire… te lo avevo detto?…
Am. – Oh… sì… bè sì, mi pare di sì… anche se non…
Ca. – Bè, probabilmente avevi da fare…
Am. – Sì, infatti… probabilmente…
Ca. – Peccato… avresti dovuto esserci… è stata una giornata meravigliosa… l’ultima… l’ultima prima che… che…(si commuove profondamente al ricordo) 
Am. – Carol, io… io… è stato… è stato terribile anche per me…
Ca. – (con sofferenza) Lo so… lo so ma… il Signore dà, il Signore riprende… è così, no?…
Am. – Io…
Ca. – E non possiamo continuare a piangerci sopra… dobbiamo andare avanti… perché abbiamo una vita da vivere… ce l’abbiamo, no?… Sì, che ce l’abbiamo… abbiamo questa strana vita… ce l’abbiamo anche se non sappiamo che farcene… (silenzio)
Am. – (cercando di risollevare l’atmosfera) E il giorno di Natale?!… te lo ricordi il giorno di Natale?…
Ca. – Buon Dio, se me lo ricordo! Il nostro ultimo Natale…
Am. – Quante risate ci siamo fatti… con Harry vestito da Babbo Natale che…
Ca. - … che cercava di scendere attraverso il camino!
Am. - … e invece si era incastrato a metà discesa!… con le gambe che penzolavano fuori e il busto ancora nascosto dentro il comignolo!…
Ca. – Oddio! Che risate!
Am. – Mentre Jimmy cercava di tirarlo giù per le gambe perché pensava che altrimenti sarebbe soffocato!…
Ca. – Già, non voleva che tutto il mondo lo incolpasse della morte di Babbo Natale!…
Am. – Che tesoro!
Ca. – Sì, era proprio un tesoro… un piccolo tesoro… (pausa) insomma era… era solo un bambino… solo un… Dio!… era il mio bambino… il mio… (comincia a piangere sommessamente)
Am. – Carol… Carol non piangere… ti prego… lo sai che… Oh, Carol, se posso fare qualcosa io…
Ca. – (con una certa durezza) Se puoi fare qualcosa?… Bè, sai, credo che nessuno, ormai, possa più fare qualcosa…(la guarda intensamente, poi addolcendosi improvvisamente)… oh, scusami io… io… bè sì… grazie… davvero, dico sul serio… lo apprezzo… lo apprezzo molto… che tu… insomma… ma… bè, ecco non… non credo che ci sia qualcuno che possa… mi capisci, vero?… non volevo essere dura con te… è solo che…
Am. – Sì, certo… non devi preoccuparti… lo capisco… lo capisco benissimo… non ci sono problemi… veramente… (silenzio)
Ca. – Non so perché ma… bè, mi è tornato in mente quella volta… quand’era?… il giorno del suo compleanno, mi pare… sì, il nono… l’ultimo… tu e Jimmy eravate sul divano e lui… lui si era sdraiato sulle tue ginocchia e poi si era… addormentato…
Am. – Oh, sì… sì, mi ricordo… e voi, invece, eravate fuori in giardino, giusto?…
Ca. – Già. Io vi guardavo e… bè, Jimmy se ne stava lì, completamente abbandonato sopra di te… e io… sì, bè, devo… devo ammetterlo ma… per un attimo… ho provato un po’… d’invidia… vedendo come lui si fidasse ciecamente di te… così tanto da affidarti, senza nessun timore, il suo sonno… mentre con me a volte…
Am. - E dopo?… è strano ma non mi ricordo cosa…
Ca. – Oh, invece è normale che non lo ricordi… è normale perché dopo un po’ ti sei addormentata anche tu…
Am. – Ah, è vero… sì, e quando mi sono risvegliata Jimmy… bè, lui… lui non c’era più… (silenzio)
Ca. – Amina, tu… (lievemente insinuante) tu volevi molto bene a mio marito, non è vero?…
Am. – (dissimulando un certo imbarazzo) Certo… lo sai… Harry… bè, era come… come un padre per me…
Ca. – (con uno strano sguardo) Già, quel padre che non hai avuto… un padre giovane…
Am. – (non la sente)… e quel giorno l’ho perso di nuovo…
Ca. – Sì. E sai cosa c’è di buffo in tutto questo?… Bè, tu… tu hai perso (con una certa difficoltà)… un secondo padre, mente io… io ho perso un marito… un marito e un figlio… buffo, no?… non ti sembra?… a me sì… sai davvero… davvero buffo…
Am. – Anch’io quel giorno ho perso una famiglia…
Ca. – Una famiglia, eh?… (si alza) Già… già, solo che… che io ed Harry eravamo una cosa sola, questo lo capisci no?… una sola carne… e Jim… bè, lui… lui era la mia carne… la mia carne era lui… e ora non ce l’ho più una carne…
Am. – Io… io non volevo dire che… che sia la stessa cosa ma… soltanto che… bè, insomma che… che è stato terribile anche per me e…
Ca. – (con un accenno di aggressività) Davvero?… (pausa, poi si riprende) Sì… sì, capisco… lo è stato anche per te… è naturale… certo… scusami… ti prego, scusami… io…
Am – (si alza) Carol… Carol io lo so quanto tu stia soffrendo… e che non ho il diritto di venire a dirti quanto anch’io stia male… quanto abbia sofferto e quanto ancora stia soffrendo ma… bè, è proprio così… è così… (pausa) ogni volta che chiudo gli occhi ritorno a quel maledetto giorno di novembre… rivedo l’esplosione… le urla… 
il fumo… i vestiti che si macchiano improvvisamente di rosso… e quell’odore terribile… (silenzio)
Ca. – Tu… tu credi in Dio, Amina?… Voglio dire, sei una ragazza religiosa?… 
Am. – Credo in Dio ma… bè, non mi definirei una… “ragazza religiosa”…
Ca. – Sei mussulmana, non è vero?
Am. – Così sono stata educata da piccola…
Ca. – Già… e credi nel paradiso?… Insomma, gli angeli… la felicità… la fine dei dolori…
Am. – Se ci credo?… non lo so ma… bè, direi di sì… sì, e sai che cosa credo anche?… credo che Harry e Jim adesso siano là…
Ca. – Oh certo… certo… (pausa) e i terroristi?… pensi che… che ci siano anche loro in paradiso?…
Am. – I terroristi?!… oh, bè direi proprio di no… spero davvero di no… no… no, certo che no…
Ca. – E se invece ci fossero? In fondo anche loro erano mussulmani, giusto?… come te…
Am. – Che vuoi dire?
Ca. – Insomma hanno il tuo stesso paradiso… dovresti saperlo…
Am. – (dura) Sai, io veramente ho sempre creduto che ci fosse un solo paradiso… uno solo per tutti… e credo proprio che, lassù, loro non ci siano affatto…
Ca. – Harry e Jim?
Am. – I terroristi!… ma… Carol, ti senti bene?
Ca. – Oh, certo… certo i terroristi… sì, scusami… (pausa) però c’è il perdono, no?… la misericordia… e forse adesso sono tutti insieme lassù… forse… voglio dire… c’è il perdono e… 
Am. – Sì ma c’è anche la giustizia…
Ca. – (assente, seguendo i propri pensieri) Eppure non è quella la promessa per chi dà la propria vita per Dio?
Am. – Quale promessa?
Ca. – Il paradiso…
Am. – Bè, sai io… io non credo proprio che abbiano dato la vita per Dio… penso invece che fossero soltanto degli assassini… dei fanatici… dei folli… 
Ca. – E tu non condividi la loro lotta?… voglio dire anche soltanto un po’… nel profondo di te stessa?… soltanto un po’?…
Am. – Stai scherzando?!
Ca. – (ridacchiando) Bè, in fondo sono sempre… come si dice?… tuoi fratelli nella fede…
Am. – (risentita) Non lo sono affatto!
Ca. – Oh, sì… sì, capisco… scusami… scusami ma… è solo che… che oggi mi sento un po’ strana… devi perdonarmi ma… io… io non so cosa mi sia preso… non so proprio cosa…
Am. – (un po’ risentita) Va bene… non preoccuparti… (si risiede, silenzio)
Ca. – È che mi mancano le cose quotidiane… 
Am. – Già…
Ca. – Le banalità… la noia… i litigi… bè sì, anche… anche i litigi…
Am. – Mmm
Ca. – Le abitudini di ogni giorno… (pausa) sveglia alle 7 e colazione ad occhi chiusi… portare di corsa Jim a scuola… una spesa veloce e poi via, a lavoro e… e, alle 18 in punto, cena tutti insieme… un po’ di nulla in televisione… il bacio della buonanotte a Jimmy… e, alla fine, addormentarsi mentre Harry sta già russando…
Am. – Ti capisco benissimo…
Ca. – (stranamente allusiva) Sì?
Am. – Certo…
Ca. – (pausa) Vi siete conosciuti a lavoro, vero?
Am. – Come?
Ca. – Con Harry voglio dire…
Am. – Bè, più o meno… ho fatto il colloquio con lui per il posto di segretaria…
Ca. – Già, mi ricordo… e poi?
Am. – Scusa?
Ca. – Sì, insomma com’è che poi siete entrati così in confidenza?…
Am. – Bè, credo… credo che sia stato perché gli avevo raccontato la mia storia… sai, la perdita di mio padre… la fuga in Inghilterra… l’emarginazione… le difficoltà economiche… penso che mi avesse preso a cuore perché… bè, sì… perché gli facevo tenerezza…
Ca. – A cuore, eh?… già, tipico di Harry… lui era molto… molto… insomma… disponibile per gli altri…
Am. – Infatti. Era un uomo meraviglioso.
Ca. – Sì, infatti… e tu… tu sei una ragazza molto carina, non è vero?
Am. – Oh, bè… sei gentile, ma credo di… di essere molto… insomma sì, sai… molto… normale… 

Ca. – Harry adorava le persone normali…
Am. – Sinceramente non saprei… io…
Ca. – No, è la verità… lui era così… (breve pausa) era proprio così. (silenzio)
Am. – Gli ero… gli sono… molto riconoscente…
Ca. – Lo immagino…
Am. – Mi ha aiutato a farmi una vita… senza di lui chissà come sarei finita…
Ca. – Già, chissà come sarebbe finita… (silenzio teso)
Am. – Oh bè, capisco… capisco cosa vuoi dire… se quel giorno lui non mi avesse dato appuntamento in quel maledetto pub…
Ca. – Non è colpa tua, no?…
Am. – Non lo so… ma ti giuro che avrei preferito morire io al suo posto…
Ca. – Però non è andata così, vero?… E noi… dobbiamo esserne felici, giusto?… (pausa) sai, tu… è strano ma tu… tu non mi hai mai detto perché… perché Harry voleva vederti quel giorno… non me lo hai mai detto…
Am. – Io so soltanto che voleva… parlarmi di una decisione che aveva preso e…
Ca. – Una decisione?
Am. – Sì, ma io… io non so quale fosse perché… bè, perché purtroppo non ha fatto in tempo a dirmela…
Ca. – Ah e… e Jimmy?… come mai… insomma, perché era lì anche lui quel giorno… perché era lì con voi?
Am. – Harry era passato a prenderlo a scuola… lo avevano chiamato per dirgli che Jimmy non stava troppo bene e…

Ca. – Strano. Mi chiedo per quale ragione non lo abbia portato subito a casa…
Am. – Bè, io… io non lo so…
Ca. – Doveva premergli molto quell’appuntamento con te, dico bene?
Am. – Ti ripeto che io non so cosa…
Ca. – Oh sì, certo tu… tu non lo sai… eppure… bè, insomma qualcosa devi pur aver immaginato, no?…
Am. – No… francamente no… io… io ero molto curiosa e…
Ca. – Mm. Una maledetta serie di coincidenze, eh?… La vita può davvero essere così… così beffardamente maligna, vero?…
Am. – Già…
Ca. – Già…
Am. – Avrei voluto essere io a morire a loro posto, credimi…
Ca. – Invece… (silenzio)
Am. – Tu mi odi, non è vero?
Ca. – E perché mai dovrei?
Am. – Pensi che se… se io non fossi mai entrata nella vostra vita, bè tutto questo non…
Ca. – Ma tu c’eri. Tu ci sei. E non potevi… e non puoi… certo scomparire, no? E poi non siamo noi a decidere quello che ci accadrà domani…
Am. – Forse.
Ca. – Sì, è così. Proprio così. Però continuo a chiedermi cosa… cosa avesse di così urgente da dirti… insomma, senza neppure… senza che tu neppure 

riuscissi ad immaginarlo… voglio dire, è curioso, no?…(ridacchia)
Am. – Ti ripeto che non lo sapevo e… bè, ancora adesso non lo so… io proprio…
Ca. – Ma ci avrai pensato, no? In tutto questo tempo…
Am. – Sì, ci ho pensato. E non sono mai riuscita a darmi una risposta convincente…
Ca. – Ok. Sentiamo le ipotesi…
Am. – Ma veramente… io… 
Ca. – Su, avanti… non saranno un segreto, no? Coraggio confidati con la tua amica Carol… (silenzio)
Am. – Ti ripeto che…
Ca. – Forse si trattava di lavoro?
Am. – Io…
Ca. – No, non credo… non ci sarebbe stata tutta questa fretta, dico bene?…
Am. – Non lo so…
Ca. – Allora, vediamo… magari era per Jimmy?… bè, ovviamente no… la salute?… no, voglio proprio sperare che l’avrebbe detto prima a me, dico bene? (ridacchia)… mmm… sai hai proprio ragione… non mi viene in mente nulla… un vero mistero, eh?…
Am. – Già… io…
Ca. – A meno che… a meno che non volesse parlarti di voi due… insomma… mi capisci, no?…
Am. – Cosa?… io… io proprio non so…
Ca. – Avanti Amina… non fare l’ingenua con me…
Am. – Non ho la minima idea di cosa tu stia…
Ca. – (ignorandola) Già, non può essere che così… mi pare ovvio… (pausa) sai, mi sa che abbiamo appena svelato il primo mistero… allora… l’argomento della conversazione ce l’abbiamo… ovvero: voi due… bene, e ora invece vediamo…
Am. – Noi due?… Ma che diavolo stai dicendo… cosa avrebbe mai avuto da…
Ca. – Bè, questo è il secondo mistero… e dovrai essere tu ad aiutarmi a svelarlo… non posso fare tutto io, no?… (ridacchia)
Am. – Non so proprio cosa ti abbia preso ma… bè, a questo punto credo… credo proprio che farò meglio a… ad andarmene… non intendo certo restare qui a farmi…
Ca. – Di già?… No, io non credo che sia una buona idea… almeno non prima che tu mi abbia aiutato a risolvere questo piccolo rompicapo…
Am. – Ti ho già detto un’infinità di volte che non ne ho la più pallida idea… cazzo!…
Ca. – Non dire le parolacce… ad Harry non sarebbe piaciuto, lo sai…
Am. – Maledizione! Vuoi farla finita!… Io non lo so… non so perché tuo marito volesse parlarmi con tanta urgenza!…
Ca. – Lo hai sempre avuto questo difetto… di dire le bugie… ma io ho sempre capito quando lo facevi…
Am. – Oddio!… Ma che vuoi da me?
Ca. – La verità.
Am. – Su cosa?
Ca. – Su di voi. Tu ed Harry.
Am. – Io ed Harry?
Ca. – Tststs… ecco che lo fai di nuovo…
Am. – Faccio di nuovo cosa?!
Ca. – Dire le bugie…
Am. – Bugie? Ma di quali bugie stai parlando?!
Ca. – Ma su di te e… bè, il mio bel maritino… e quali se no?
Am. – Io non ho detto nessuna bugia…
Ca. – Amina, voglio la verità.
Am. – E cioè?
Ca. – Te lo scopavi soltanto… o ne eri anche innamorata?
Am. – Co… cosa… ma che… che diavolo stai dicendo… io… io… 
Ca. – Guarda che ora puoi anche smetterla di fare l’indignata con me… tanto io so tutto… sapevo già tutto… (silenzio) già, che ti credevi, che fossi completamente idiota?… Tutte quelle strane assenze… contemporanee… quei silenzi allusivi… le mezze parole… e una volta vi ho persino visti…
Am. – Visti?… Ma come… è… è impossibile… non…
Ca. – Via non essere così presuntuosa… tutti possono commettere un errore…
Am. – È impossibile perché non è mai successo!
Ca. – (pausa, poi allucinata) Tu… tu stai dicendo che… che io… io sto mentendo?… o che… che magari soffro di allucinazioni?… Che sono una pazza visionaria come… come i tuoi amici… è così, eh?… è così?… stai dicendo questo?… eh?… è così?…
Am. – Sto solo dicendo che… che non c’era niente tra me ed Harry… niente di niente… non…
Ca. – TU DEVI AVERE RISPETTO DI ME, CAPITO! BRUTTA PUTTANA CHE NON SEI ALTRO!DEVI AVERE RISPETTO!
Am. – Ma… che cosa… tu sei… sei completamente…
Ca. – Smettila di prendermi per il culo!
Am. – Io… io non sto… io… 
Ca. – Basta dire stronzate! Devi farla finita! D’ora in poi voglio solo la verità… tutta la verità… nient’altro che la verità…
Am. – (cercando di scuotersi) Ma quale verità?!… L’unica verità è che lui… lui era… era come un padre! Come un padre, lo capisci! Non volevo certo che morisse… io non volevo… non volevo… perché non lo capisci?…(piange)
Ca. – E tu invece lo capisci che lui è morto! Cazzo, è morto! Ed è morto anche Jimmy… il mio Jimmy… mio figlio Jimmy… e con loro altre 33 persone… 33 esseri umani! Questo tu lo capisci?! Lo capisci?!… Sono morte 35 persone in quello stramaledetto pub di merda… è morto mio marito e mio figlio… e sono morti i mariti e i figli e le mogli e i nipoti e i fratelli e le sorelle di altre decine… centinaia di esseri umani!… LO CAPISCI?!… Tutti fatti a pezzi in uno stronzo giorno di novembre… 35 esseri umani dilaniati da una cazzo di bomba in un cazzo di pub di merda in uno stronzo giorno di uno stronzissimo novembre del cazzo!…
Am. – (in lacrime) Ma io… io non… non volevo che morissero… non è colpa mia… non è colpa mia…
Ca. – Questo lo vedremo.(lunga pausa) Sai, tu non mi sembri tanto araba… (pausa) tua madre era americana, vero?
Am. – (cercando di ricomporsi un po’) Lo sai…
Ca. – Già, una mezzosangue… bè, dicono che siano le peggiori, vero?… (pausa) mmm… allora, dove eravamo rimaste?… Ah, sì… al nostro piccolo ma appassionante mistero ancora insoluto… ovvero… che cosa mai voleva dirti mio marito con tanta urgenza da non poterlo assolutamente rimandare… da non poter neppure passare da casa per accompagnare il mio piccolo Jimmy che, ricordiamolo, non si sentiva neanche molto bene?… bè, coraggio… facciamo qualche ipotesi… magari siamo fortunati… magari, per puro caso, azzecchiamo quella giusta… eh, che ne dici?… Dai… in fondo è un giochino divertente, no?… sai, come quelli che si fanno da piccoli… tu li hai mai fatti?… eh?… Li hai mai fatti?…
Am. – Ma che vuoi da me?
Ca. – La verità. Te l’ho detto.
Am. – Dio!
Ca. – Non bestemmiare…
Am. – Tutto quello che sapevo te l’ho detto… non c’è altro…
Ca. – Bè, io invece non credo che le cose stiano così… questione di punti di vista, no?… (pausa) allora, vogliamo provare a fare qualche ipotesi?… (silenzio) Va bene… comincerò io… dunque, vediamo un po’… (pausa) non è così semplice, eh?… mmm… il problema è: perché mai un pover'uomo dovrebbe avere tutta quella maledetta fretta?… (silenzio) sai, l’unica cosa che mi viene in mente è che… che avesse qualche grosso peso sulla coscienza di cui… bè, sì… di cui si volesse liberare il prima possibile… (pausa) tu che ne dici?… (silenzio) te ne vuoi andare?…
Am. – Credo sia meglio.
Ca. – Oh, ovviamente te ne puoi andare quando vuoi… non sei mica prigioniera… (ridacchia) ma io penso che tra amiche ci si debba sempre chiarire… altrimenti potrebbero rimanere degli spiacevoli strascichi… dico bene?…
Am. – Non c’è niente da chiarire.
Ca. – Mmm… allora dicevamo?… ah, sì… il peso… bene… e che peso poteva mai avere mio marito sulla sua piccola immacolata coscienza?… Eh?… Secondo te?…
Am. – Non lo so. (silenzio)
Ca. – (stranamente gentile) Ok. Va bene, ho capito… allora proviamo a fare le cose con un po’ di metodo… dunque, per prima cosa ritorniamo con la mente a quel giorno… mi piacerebbe che tu mi raccontassi di nuovo che cosa accadde… me lo vuoi fare questo piacere?… (pausa) per favore?…
Am. – (ostile) Non sono cose molto piacevoli da ricordare.
Ca. – Sì, lo so… ma… per favore… ti chiedo soltanto questo ultimo favore… eh? Me lo vuoi fare?… (pausa) per Harry… (silenzio)
Am. – Che cosa vuoi sapere?
Ca. – Bè, raccontami un po’ tutto… voglio dire, tu sei arrivata e… e lui… loro… erano già lì?…
Am. – Sì. (lunga pausa) C’era il sole… faceva freddo ma era… era una bella giornata… io sono arrivata con qualche minuto di ritardo… loro erano già seduti… li ho visti dalla vetrata… Jimmy stava bevendo un frullato… e Harry stava fumando… mi sono fermata un attimo fuori a guardarli e poi sono entrata… e mi sono seduta con loro…
Ca. – Era contento di vederti? Harry era contento?…
Am. – Come sempre.
Ca. – Non era un po’… non so… accigliato?
Am. – Harry aveva sempre quell’espressione seria… anche quando era felice… lo sai…
Ca. – Sì, ma… bè, non c’era qualcosa di diverso quel giorno?…
Am. – Non lo so… non ho fatto in tempo a rendermene conto… la bomba è esplosa quasi subito…
Ca. – (agitata) E tu… e tu com’è che ti sei salvata?… eh?… Come… com’è che…
Am. – Proprio non lo so… mi sono ritrovata sotto un tavolo, fuori del locale… poi quello che mi ricordo è solo il fumo… i vetri addosso… il sangue sul vestito… e… (scossa fino alle lacrime) pezzi di carne dappertutto… braccia… mani… occhi… non lo so… io… noi… noi stavamo tranquillamente parlando e poi… un attimo dopo…
Ca. – E Harry e Jimmy?… Li hai visti subito?… Li hai cercati?…
Am. – All’inizio non riuscivo a capire… a rendermi 

conto… io…(pausa, poi la scena subisce una sorta di straniamento, fuori dal tempo e dallo spazio) sento… sento un peso sulla mia schiena… cerco di alzarmi ma… ma il peso mi schiaccia a terra… allora provo a strisciare fuori… è difficile… perché c’è questo peso sulla schiena… e mi fanno male le braccia… e le gambe… e sento il sapore del sangue in bocca… che cola… sulle labbra e… c’è molta polvere… si respira male… sento i vetri che scricchiolano sotto di me… alcuni si conficcano nel palmo delle mie mani… ma non importa… devo strisciare fuori… devo farcela… e alla fine ci riesco… allora mi alzo in piedi… e mi guardo intorno per cercarli… ma c’è molto fumo e… polvere… e un odore terribile… e poi… poi le vedo… poco lontano da me… due mani intrecciate che sbucano da sotto qualcosa… le riconosco… riconosco l’orologio di Harry e il braccialetto che ho regalato a Jimmy… mi avvicino… li chiamo per nome… ma nessuno mi risponde e allora… allora mi abbasso per toccarle… voglio che capiscano che ci sono… che li ho visti… che presto qualcuno li tirerà fuori… per questo metto le mie mani sopra le loro… e tiro un po’… soltanto un po’… per fargli capire che ci sono… che c’è qualcuno che li ha visti… tiro un po’… soltanto un po’… e le braccia… le braccia con le mani ancora intrecciate… si sfilano da sotto… si sfilano facilmente… troppo facilmente… e io, per lo slancio, me le ritrovo… 
in grembo… come… come quelle di una bambola… come se fossero di plastica… ma sono vere… sono di carne… e sono lì, staccate dal busto… sul mio grembo e… (piange disperatamente; finisce lo straniamento spazio-temporale; anche Carol sta piangendo; quindi silenzio)
Ca. – Ecco… ce l’abbiamo fatta… visto?…
Am. – Quel giorno avrei voluto essere io a morire…
Ca. – Invece… invece tu sei viva… e loro sono morti… e tutto questo perché mio marito non poteva più aspettare a dirti qualcosa… (pausa) bè, sai, io… io in realtà penso… penso di sapere quale fosse quella cosa… 
Am. – Davvero? Bè, ormai sono proprio curiosa di… (pausa)
Ca. – Lui… Harry… mio marito… bè, lui voleva lasciarti… voleva chiudere la vostra relazione… è così, no?… Non ti voleva più tra i piedi… (silenzio)
Am. – Io… io non so proprio più che cosa dirti… evidentemente non sei in te… io…
Ca. – (trattenuta) Amina, te l’ho già detto, no?… Te l’ho già detto che… che non devi prendermi in giro… io… io lo so che… che lui voleva farla finita con te e… ed è inutile che cerchi di negare… io so che è così… lo so!… E so anche che, per questo, lui è morto… per questo… per questo e… e magari anche per qualcos’altro ma… ma dobbiamo andare per ordine… dobbiamo fare le cose per bene… con metodo… una cosa alla volta… (lunga pausa, si guardano intensamente)
Am. – (con un piglio del tutto nuovo) Bè, adesso… adesso mi è tutto molto più chiaro… decisamente molto più chiaro…
Ca. – Era l’ora, no?…
Am. – Può darsi. Comunque, a questo punto, è giusto che anche tu sappia qualcosa…
Ca. – Ma davvero?
Am. – Già. (pausa) Il fatto è che… a dirla proprio tutta… bè, sai… (breve pausa) Harry ti odiava. Sì, proprio così, tuo marito ti odiava…
Ca. – Brutta vipera del cazzo!
Am. – Punta nel vivo, eh?… Bè, è normale… non deve essere piacevole… ma io credo che, in realtà, tu lo sapessi già…
Ca. – Che troia…
Am. – Sei sempre stata una donna gelida… ossessiva… assillante…
Ca. – Una serpe in seno… ho allevato una…
Am. – Hai sempre trattato tutti dall’alto in basso… con sufficienza… me in particolare…(pausa)
Ca. – Sai, prima avevi proprio ragione… sì, io ti odio…
Am. – Oh, mio Dio che colpo!
Ca. – Tu hai finto con me per poter arrivare ad Harry… ti sei insinuata nella nostra casa… fin dentro il mio letto… già… ma lui ormai si era stufato di te… non ti sopportava più… sì, all’inizio un po’ di carne giovane… un bel faccino… due tette sode… quando però ha capito chi eri veramente… (pausa) ma purtroppo non ha fatto in tempo…
Am. – Posso ben capire che tu non riesca ad accettare il fatto che tuo marito non sopportasse più la tua presenza… (pausa) la tua sola vista… il tuo odore gli davano la nausea ma… bè, sai, era proprio così… e tu dovresti accettarlo… in fondo lo dico per il tuo bene… (maligna) e poi ti rimangono ancora dei bei ricordi, no?…
Ca. – Ma quali filtri hai usato, strega… sicuramente qualche intruglio arabo del cazzo…
Am. – Oh, finalmente la tua anima razzista ha trovato un po’ di libero sfogo!
Ca. – L’ho sempre detto che saresti dovuta rimanere in qualche lurida tenda nel deserto… era quello il tuo posto… a fare il tè per qualche beduino con il quale aprire le gambe a comando…
Am. – Molto fine… davvero degna della tua personalità… come dire… ebrea?…
Ca. – Sciacquati la bocca prima di pronunciare il nome del mio popolo… noi siamo gli eletti da Dio, ricordatelo… e voi soltanto degli straccioni primitivi…
Am. – Gli eletti di Dio! Oh, bella questa!… da te proprio non me l’aspettavo… ma se non metti più piede in una sinagoga da chissà quanti anni! (ride)
Ca. – Questo non significa un cazzo di niente!… Non c’è bisogno di andare a sbandierare la propria fede… come invece fate voi… Allah Allah Allah…
Am. – Non ti permettere di pronunciare il nome di Allah… infedele miscredente!
Ca. – Oh, e da quando ti è venuto tutto questo grande 

zelo religioso?… (pausa) ah, capisco… già… in realtà lo hai sempre avuto, vero?… ma Harry non avrebbe mai sposato una mussulmana… integralista… (pausa) sì, devo ammettere che sei stata astuta… infida ma astuta… come un serpente…
Am. – Harry meritava di essere felice…
Ca. – Con te?
Am. – Con chiunque lo rendesse felice.
Ca. – Che amore! Che amore puro… (pausa) sai, ho notato che il tuo guardaroba negli ultimi tempi era assai migliorato… e poi quella bella collana… gli orecchini…
Am. – È tutta roba comprata con i miei soldi!…
Ca. – Uno stipendio niente male per una segretaria, no?
Am. – Harry era generoso.
Ca. – Come te?
Am. – Mi voleva bene.
Ca. – Chissà poi perché…
Am. – Aveva molto amore da dare… ma tu non glielo hai mai permesso…
Ca. – Tu non sai niente di noi… Harry mi amava… mi ha sempre amato… noi eravamo una carne sola… e tu il coltello che ci ha divisi…
Am. – Come sei melodrammatica… forse tutto quel gelo si sta finalmente sciogliendo…
Ca. – Gelo?… No, ti sbagli… è solo che devo… che dobbiamo difenderci… noi dobbiamo difenderci da gente come te… come voi…

Am. – Davvero?… Anche noi, sai?… solo che la nostra unica possibilità di riuscirci è… attaccarvi… minando le vostre sicurezze… la vostra cieca opulenza…
Ca. – Ah, ecco, finalmente ci siamo!… E questo ci riporta dritti dritti al discorso che abbiamo lasciato in sospeso… i tuoi amici terroristi, ricordi?… Dunque avevo ragione io… tu, in fondo, condividi la loro lotta… è così, non è vero?… la condividi… (pausa)
Am. – Sarebbe… bè, troppo difficile da spiegare… quello che è certo è che non volevo che morissero… se avessi potuto impedirlo lo avrei fatto… ma…
Ca. – Bugiarda! Sei soltanto una sporca bugiarda del cazzo!
Am. – Cosa potevo fare?… Pensi che sia stata io a mettere la bomba?!
Ca. – Parleremo anche di questo… non preoccuparti… ogni cosa a suo tempo…
Am. – Come?! Tu… tu pensi che sia stata io a…
Ca. – Calma, ci vuole metodo… non devi correre… te l’ho detto, avremo modo di affrontare anche questo discorso…
Am. – Ma come diavolo puoi pensare una cosa del genere, eh?! Come cazzo puoi…
Ca. – Allora proprio non mi ascolti… ti ho appena detto…
Am. – Tu sei pazza… pazza da legare e io non ho più intenzione di stare qui a sentire i tuoi stronzi vaneggiamenti… quindi… (fa per alzarsi)
Ca. – Ah, vedo che ti è di nuovo presa una gran fretta… bè, questo allora cambia tutto… dovremo accelerare i tempi… e affrontare il problema immediatamente… sì, credo proprio che sia meglio… non vorrei che te ne andassi proprio sul più bello…
Am. – Ah sì? Avanti allora, sentiamo quali altre idiozie hai da dire… sono tutta orecchi…
Ca. – Bene. Bene. Ottimo. (lunga pausa) Vedi, il fatto è questo… ci sono certi amici…
Am. – Quali amici?
Ca. – Degli amici… non importa… ti basti sapere che questi nostri amici… fanno un lavoro un po’ particolare…
Am. – E sarebbe?
Ca. – Ma come sei curiosa!… Mi fa piacere, sai?… La curiosità è un’ottima cosa… dunque, dicevo… ci sono questi amici che fanno un lavoro davvero speciale… (pausa) servizi segreti!… roba da film… eccitante, no?… comunque il fatto è che uno di loro… in via del tutto riservata, s’intende… mi ha… diciamo… passato un’interessante informazione…
Am. – Ovvero?
Ca. – Riguarda te…
Am. – Me?!
Ca. – Già… (pausa) sai, a volte mi verrebbe quasi da credere alla tua innocenza… tanto sei convincente nelle tue espressioni di stupore… solo per un attimo, ovviamente…
Am. – Vuoi dirmi che cazzo di informazioni riservate avrebbero su di me?!…
Ca. – Bè, qui viene la parte più interessante…
Am. – Allora?
Ca. – Ecco, sembra che tu… che anche tu abbia delle amicizie un po’… particolari… già… che coincidenza, eh?…
Am. – Particolari tipo?
Ca. – Tipo… terroristi…
Am. – Co… cosa?!… Terroristi?!… dimmi che sto sognando… che è tutto uno scherzo… io…
Ca. – Vedi? È come ti dicevo prima… sei brava a recitare… davvero brava… ma per fortuna ormai non mi incanti più…
Am. – Bè, questa volta hai davvero passato ogni limite… (fa per andarsene)…
Ca. – Fossi in te io ci ripenserei…
Am. – Non credo proprio… questa è l’ultima volta che…
Ca. – (tira fuori, da un cassetto del tavolo, un oggetto molto simile ad un piccolo telecomando) Lo vedi questo?… e lo vedi quel piccolo rigonfiamento lì sotto il tuo cuscino?… e questo piccolo bottoncino rosso qui?… credo che tu sappia a cosa serve, non è vero?… Bene, se non rimetti immediatamente il tuo culetto su quella maledetta sedia… bè, io… io credo proprio che la rabbia mi spingerà a… schiacciarlo e… bè, le conseguenze potrebbero essere assai spiacevoli… (pausa) Boom!!… 
Am. – Salterai anche tu…
Ca. – Oh, ti assicuro che questo non è davvero un problema… ora come ora non ci tengo poi così 

tanto a vivere… tu mi capisci… (pausa) sì, credo proprio di sì… in fondo, non è proprio questo il vostro… stile?… immolarsi per la causa…
Am. – (sedendosi) Avevo ragione… sei completamente partita di cervello…
Ca. – Francamente penso che dovresti essere un po’ più gentile con me… data la situazione… (silenzio)
Am. – E adesso?
Ca. – Bè, adesso… continueremo la nostra bella chiacchierata… e cercheremo di fare un po’ di chiarezza, ok?…
Am. – È un invito che non posso rifiutare a quanto sembra…
Ca. – Già. (pausa) Allora… sai è difficile tenere il filo del discorso se mi interrompi ogni volta… mmm… sì, stavamo parlando dei tuoi amici terroristi, dico bene?… allora, che mi dici di loro?… quante informazioni hai passato?…
Am. – Informazioni?… Oh cazzo!… Ma di quali informazioni stai parlando?!…
Ca. – Quelle che davi ai tuoi amichetti… quelle che Harry aveva scoperto…
Am. – Lui… cosa?…
Ca. – Harry lo sapeva… 
Am. – Ma che cosa…
Ca. – Già… e così abbiamo messo al suo posto un altro pezzetto del nostro puzzle… (pausa) tutta quella maledetta fretta che lui aveva era dovuta a 

questo, no?… aveva scoperto chi eri… un’informatrice…
Am. – Non so proprio più che cosa dire… tu… tu… 
Ca. – In effetti non c’è più molto da dire… (pausa) tranne che… bè… che non soltanto lui voleva lasciarti… ma io… io credo che volesse anche… denunciarti… e, anche in questo caso… purtroppo… non ha fatto in tempo… strano, no?…
Am. – Ma cosa cazzo stai dicendo?!… Io ero là… te lo sei dimenticata?… ero là con loro!… Potevo morire anch’io!…
Ca. – Eppure eccoti qui… strano… e vi siete salvati soltanto in due… davvero davvero strano…
Am. – È stato solo un caso… ma non capisci?!… e poi perché… perchè allora non mi hanno arrestato?…
Ca. – Chissà, forse lo faranno… ma per ora direi… bè, mancanza di prove… (pausa) sei astuta Amina… te l’ho già detto, no?… come un serpente… non so come tu abbia fatto ma… bè, ci sei riuscita… hai fatto tutti fessi… e molti morti… tra cui mio marito e mio figlio…
Am. – Tu stai cercando di incastrarmi… per via della tua gelosia… sei sempre stata invidiosa e… e gelosa del fatto che Harry volesse più bene a me che a te…
Ca. – Ah, bè se lo dici tu… (pausa) sai invece cosa ti dico io?… Che questo mondo può benissimo fare a meno di noi due… (lentamente prende il telecomando lo punta verso Amina, che appare molto spaventata e che pronuncia parole disperate in direzione di Carol; poi Carol preme il bottone rosso; improvvisamente si accende lo stereo che riproduce un potente fragore di esplosione; quindi silenzio) Sorpresa?… Sconvolta?… Incazzata?… (pausa) Un po’ di tutto, eh?… bè, mi dispiace ma… detto tra noi… credo proprio che ti manchi un po’ di senso dell’umorismo…
Am. – Che cazzo di stronza! Io ti… (fa per avventarsi su di lei; Carol estrae una pistola dalla tasca e la punta verso Amina)
Ca. – Alt!… Ferma lì… buona… non è il caso di fare gesti inconsulti… (pausa)
Am. – Scarica immagino…
Ca. – Già… bè potrebbe anche essere, non è vero?… se ti va di provare…
Am. – Sei… sei una donna orribile…
Ca. – Oh, bè non è che tu sia quell’angioletto immacolato, no?…
Am. – …orribile… ma, in fondo, era prevedibile… già… che altro avrei potuto aspettarmi da una… giudea…
Ca. – Uooo… hey hey… vacci piano… terrorista fanatica del cazzo… (pausa) sai cosa sei?… tu sei il prodotto di una sottocultura… di una mentalità sottosviluppata… tu… voi non riuscite a sopportare che ci siano altri che hanno una vita migliore della vostra… perché sono stati in grado di costruirsela… perché se la sono meritata…
Am. – Meritata?… E come?… affamando i popoli?… facendo morire di stenti milioni di bambini soltanto per poter soddisfare i vostri costosi capricci?… Voi occidentali avete bisogno di schiavi che producano al vostro posto quei beni che rendono migliore la vostra vita… perché ormai le vostre risorse si stanno esaurendo… e il costo della vostra felicità è diventato troppo alto… così lo fate pagare a chi non può rifiutarsi di farlo…
Ca. – Anche comunista adesso?… E cosa mi dici dei morti che invece fate voi ogni giorno?… quelli vanno bene?… quelli sono ok?… ma se avete ancora la legge del taglione!… Leggi crudeli… da secoli bui… l’evoluzione della civiltà per voi si è fermata al tempo dei barbari…
Am – Civiltà?!… quale civiltà?… quella dell’arroganza?… della sopraffazione?… avete inquinato, forse irreparabilmente, la terra… avete modificato il clima e… causato disastri apocalittici… e chi ne paga le conseguenze maggiori?… Sempre i più deboli… quelli che non hanno voce… che non possono difendersi… ma ora cominciate ad avere paura… finalmente avete capito che non potete ritirarvi dentro una torre d’avorio e lasciare l’inferno agli altri… l’inferno ora è dappertutto…
Ca. – Voi siete l’inferno… voi siete il male… e soltanto distruggendovi saremo finalmente salvi… solo estirpando la vostra malattia potremo vivere in pace…
Am. – Noi siamo solo lo specchio che riflette la vostra anima in decomposizione… voi non potrete mai vivere in pace… perché la guerra ce l‘avete dentro… vi accompagna passo dopo passo… siete voi stessi la Guerra… ve la portate dietro in ogni cosa che fate… nelle relazioni quotidiane… nel lavoro… nella famiglia… e costringete anche noi a combattervi… per non essere annientati…
Ca. – E voi?… Voi che vi uccidete in nome di Dio… ma che, in realtà, in Dio non ci credete affatto… voi che credete soltanto in una falsa divinità che avete plasmato a vostra immagine e somiglianza…
Am. – Già, mentre per voi Dio è soltanto un idolo da mettere sul comodino… una bacchetta magica per soddisfare il vostro egoismo… e di fronte al Suo silenzio, lo rinnegate…
Ca. – Ma se non siete riusciti a produrre altro che regimi disumani… dittatori sanguinari… teocrati spietati… miseria e dolore… in ogni posto dove avete messo piede…
Am. – Bravi voi, con il vostro imperialismo arrogante e violento… che ha cercato in ogni modo di instaurare l’idea di un pensiero unico… un’unica verità… un unico punto di vista… un’unica strada da seguire… ed ha finito per costruire una gabbia dorata per voi stessi… e una gabbia e basta per noi…
Ca. – Noi?! Ma se tutto quello che sapete fare voi è… il lavaggio del cervello… rincoglionite quei disgraziati con storie di paradisi… giardini incantati… vergini… e altre stronzate del genere… per poterli far fare tutto 

quello che volete… ma che voi non avete il coraggio di fare…
Am. – Il lavaggio del cervello ce lo avete fatto voi a noi!… con la vostra invasione culturale… giornali… libri… radio… cinema… televisione… guardate come siamo felici!… Guardate come si sta bene qui da noi!… Noi siamo gli unici che sappiamo vivere… noi abbiamo costruito il paradiso in terra… venite… venite nel nostro lunapark dove il tempo passa veloce… e l’anima muore ancora prima…
Ca. – E voi siete rimasti a secoli e secoli fa… dove pochi decidono per tutti… dove la schiavitù esiste ancora… dove la libertà dell’individuo non conta… e le persone non sono più persone ma soltanto strumenti per raggiungere gli obiettivi di quei pochi che hanno il potere su tutto…
Am. – Sbaglio o siete stati voi a fare due guerre mondiali?… Quanti milioni di morti avete fatto?… 10?… 20?… 30?… Quanti?… E non siete stati forse voi a generare il nazismo e il comunismo?… E tanti altri bei regimi totalitari sparsi un po’ dappertutto?… eh?… è questa la vostra civiltà?…
Ca. – Ne siamo usciti da un pezzo…
Am. – Ne sei proprio sicura?… (lungo silenzio)
Ca. – E se adesso ti sparassi?
Am. – Puoi farlo… se la tua mente evoluta da occidentale te lo suggerisce…
Ca. – Già, potrei farlo… (lunga pausa) ma io ho un’idea migliore… (dà la pistola ad Amina) tieni fallo tu… vediamo se ci riesci… forse è meglio per tutti…
Am. – Io…
Ca. – Avanti! Che aspetti?… È l’occasione che volevi, no?… Sembrerà un suicidio… la mia pistola… il grande dolore che mi ha spezzata…
Am. – Non voglio ucciderti… io…
Ca. – Su! Non mi odi?… Dopo tutto quello che ti ho detto?… Cosa aspetti, spara!… Spara, e sarai libera…
Am. – No… no, io non voglio farlo…
Ca. – Non hai le palle, vero?… bè, c’era da immaginarselo… è tipico di quelli come voi… bla bla bla… chiacchiere e nient’altro…
Am. – Zitta!
Ca. – Grandi proclami… e poi quando si tratta di arrivare al dunque… non ce l’avete… 
Am. – Ti ho detto di stare zitta!… Io…
Ca. – Niente attributi… e poi tu sei proprio una donnetta… capace soltanto di scoparsi il marito delle amiche… 
Am. – Adesso basta!… Maledetta ebrea bastarda, io… io ti odio…
Ca. – Brava, così! Avanti sfoga la tua rabbia… guardami!… sono qui… inerme… puoi finalmente vendicarti di tutti i torti subiti… da te e dalla tua gente… avanti, spara…
Am. – Sì… ti odio… (preme il grilletto, ma il proiettile non esplode; Amina resta molto interdetta; quindi Carol estrae dalla tasca un proiettile e lo mostra ad Amina)
Ca. – Non avrai pensato che ti avrei dato una pistola carica, vero?… (pausa) Bene bene… e così lo avresti fatto, eh?… mi avresti uccisa… bè, in fondo, se lo hai fatto con Harry… a maggior ragione con me… dico bene?… già… (pausa) la tua natura traditrice e omicida è ormai fin troppo evidente… le prove sono lampanti…
Am. – Sei un mostro. La tua anima è… (cerca la parola) deforme…
Ca. – Dio, come sei teatrale! Sembri il personaggio di uno di quei film horror di serie b… la verginella candida… mentre io… vediamo… chi potrei essere?… ma certo, è ovvio!… Il principe delle tenebre!… Nosferatu!… (ride)
Am. – Lo sei.
Ca. – Ah ah ah!
Am. – Dentro sei morta.
Ca. – Può darsi, visto che mio marito e mio figlio… carne della mia carne… sangue del mio sangue… ossa delle mie ossa… sono stati uccisi… da te… 
Am. – … e anch’io, ormai, sto morendo. 
Ca. – Perchè non riesco proprio a dolermene?… (pausa)
Am. – Questo è l’atto finale, vero?… Da qui non si esce…
Ca. – O magari quello iniziale, chissà… una nuova Era… una nuova Storia…(silenzio, poi come in una sorta di straniamento spazio-temporale)
Am. – Dobbiamo dare inizio ad una nuova Storia.
Ca. – Dobbiamo riscriverla.
Am. – Dobbiamo purificarci da questo abominio.
Ca. – Dobbiamo trapiantarci un cuore nuovo.
Am. – Dobbiamo risanare queste ferite.
Ca. – Dobbiamo guarire i nostri pensieri.
Am. – Dobbiamo innalzare sacrifici.
Ca. – Ristabilire l’alleanza con il creato.
Am. – Resuscitare il cadavere della nostra coscienza
Ca. – Rinnovare la libertà.
Am. – Riedificare l’armonia.
Ca. – Recuperare lo stupore.
Am. – La speranza del perdono.
Ca. – L’attenzione al dolore.
Am. – Il rispetto.
Ca. – Le differenze. 
Am. – La gratuità.
Ca. – La compassione.
Am. – La pietà per i nemici.
Ca. – La pietà per i nemici.(pausa)
Am. – Dobbiamo seppellire questa storia.
Ca. – Dobbiamo posarvi una lapide sopra.
Am. – Ed evadere dal nostro sepolcro.
Ca. – Infrangere i sigilli della morte.
Am. – Perché questo è lo scontro finale.
Ca. – L’ora decisiva. (pausa)
Am. – Ecco il Corano, la mia forza…
Ca. – Ecco la Bibbia, la mia forza…
Am. – E la Sunna…
Ca. – E il Talmud…
Am. – Ecco la Sharia, la mia legge…
Ca. – Ecco la Torah, la mia legge…
Am. – Maometto, la mia guida…
Ca. – Abramo, la mia guida…
Am. – La Mecca, la mia città…
Ca. – Gerusalemme, la mia città… (pausa)
Am. – Questo duello donerà una nuova libertà ai miei fratelli…
Ca. – Questo assalto darà inizio ad una nuova pasqua per il mio popolo…
Am. – Terra agli oppressi!
Ca. – Terra ai violentati!(lentamente prendono le spade appese al muro ed iniziano una sorta di danza che ricorda il Teatro Kabuki)
Am. – Eccomi…
Ca. – Eccomi… 
Am. – Il sangue deve scorrere…
Ca. – Il sangue deve bagnare la terra…
Am. – Per renderla fertile…
Ca. – Per renderla feconda…
Am. – Non c’è altra strada…
Ca. – Non c’è altra via…
Am. – Che un sole tramonti…
Ca. – Che un sole sorga…
Am. – Che una luna si oscuri…
Ca. – Che una luna si eclissi…
Am. – Che una stella esploda…
Ca. – Che una stella imploda…
Am. – Che la notte ci inghiotta…
Ca. – Che il giorno ci infiammi… (pausa)
Am. – Polvere alla polvere…
Ca. – Cenere alla cenere…
Am. – Ashes to ashes…
Ca. – … and dust to dust… (silenzio, poi, con un certo impeto, si scambiano alcuni colpi, ma il tutto assomiglia molto di più ad una danza che ad un vero e proprio duello)
Am. – Inshallah!
Ca. – Shema Israel!
Am. – Adesso proverai che cosa significa il gelo…
Ca. – … il fuoco che divora la carne…
Am. – … il rantolo di un bambino che chiede acqua…
Ca. – … l’urlo di un neonato che sprofonda dentro tonnellate di cemento e ferro…
Am. – … il pianto di madri impotenti…
Ca. – … di padri che non sanno come arginare il fiume di sangue che sgorga dai loro figli…
Am. – Sarai avvolta dall’ombra di malattie sterminatrici…
Ca. – Giacerai nei sepolcri di famiglie distrutte…
Am. – La tua bocca muta si spalancherà per urlare un silenzio disperato…
Ca. – Ti saranno cavati gli occhi…
Am. – Le tue ossa affioreranno sopra la pelle…
Ca. – Non avrai più mani per accarezzare i tuoi amori…
Am. – Il tuo futuro sarà l’incubo del tuo tragico presente…
Ca. – Il tuo passato verrà cancellato dal tuo infernale futuro…
Am. – Perché siamo come cenere in un’urna di vento…
Ca. – Come preghiere mai recitate…
Am. – Come piaghe di lebbra…
Ca. – Bubboni di peste…
Am. – Fantocci senza vita…
Ca. – Spaventapasseri…
Am. – Cuori secchi…
Ca. – Cervelli impagliati…
Am. – Lingue divelte…
Ca. – Tesori sepolti…
Am. – Deserti…
Ca. – Tempeste…
Am. – Terremoti…
Ca. – Inondazioni…
Am. – We are the hollow men…
Ca. – Noi siamo gli uomini vuoti…
Am. – E nella nostra fine…
Ca. – … è il nostro inizio…
Am. – Venite a vederci…
Ca. – Ci trovate sempre qui…
Am. – Non ci muoviamo mai…
Ca. – Siamo sempre in casa…
Am. – Non potete sbagliarvi…
Ca. – Il nome è scritto sulla croce…
Am. – In cima alla lapide…
Ca. – Basta bussare…
Am. – Due colpi lievi e ci alzeremo…
Ca. – Perché abbiamo il sonno leggero noi.
Am. – (canta sottovoce “La vie en rose”) 
Ca. – (idem)
Am. – (improvvisamente, declamando) Ferita…
Ca. – (idem)… intima esperienza dolorosa…
Am. - … accompagnata da un incontrollabile risentimento…
Ca. - … o da una profonda afflizione…
Am. - … produrre una ferita…
Ca. - … prodursi una ferita…
Am. - … una ferita che sanguina…
Ca. - … una ferita aperta…
Am. - … crivellato di ferite…
Ca. - … medicare una ferita…
Am. - … fasciare una ferita…
Ca. - … sanare una ferita… (pausa, fine dello straniamento)
Am. – Stai per morire… 
Ca. – Un’altra divergenza di opinioni, eh?…
Am. – Hai paura?
Ca. – Una domanda che dovresti fare a te stessa… (pausa)
Am. – Ci siamo. La soluzione è radicale…
Ca. – Finalmente definitiva…
Am. – Risolutiva…
Ca. – Per questo sarò io a vincere…
Am. – E la tua illusione renderà la mia vittoria ancora più dolce… (pausa)
Ca. – Raccomandati l’anima a Dio…
Am. – E tu, invece, a chi la raccomanderai? (pausa)
Ca. – Questa è la spada della Verità…
Am. – Questa è la spada della Giustizia… (pausa)
Ca. – (ridendo) Sai qual è la parte migliore in tutto questo?… La cosa più bella è che se sarò io ad uccidere te… bè, allora sarà stata solo legittima difesa… e se, invece, dovessi essere tu ad uccidere me, io ne uscirò ugualmente vittoriosa… perché allora anche gli altri… persino molti della tua stessa gente… finalmente, ti odieranno… (silenzio, poi, improvvisamente, con i volti deformati dall’odio, si scagliano l’una contro l’altra con grande impeto; all’unisono)
Ca. – Dio è con noi! Ahhhhh!!
Am. – Allah è con noi! Ahhhhh!!
(buio sulle spade ancora alzate) 
SIPARIO


©2003 by Marco Badi. Tutti i diritti riservati.

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