LETIZIA SPERZAGA
LORA DEL THE
DUE TEMPI
PERSONAGGI:
CRISTINA
NORA
GIACOMO (voce fuori campo)
LORA DEL THE:
di Letizia Sperzaga
ATTO I
Due donne. Tra i 30 ed i 40 anni, sedute ad un tavolo, in un salone (o in una sala da pranzo). Nella stanza ci sono due uscite: una si immagina che dia su un cucinotto, laltra che porti ad un corridoio con le altre stanze dellappartamento. Sul fondo della scena visibile la porta blindata dingresso.
Cristina serve il the, con entusiasmo. Nora la osserva, sembra stanca, distratta.
Cristina - Ecco qui il tuo the, mia cara. Ah, a me piace tanto prendere il the a questora. E un rito che cerco di non farmi mancare mai. Perch dopo il gran correre di tutta la giornata, questo un momento di riflessione, ecco. E ti dico la verit, non si tratta solo di relax: si entra in pace con tutto il resto. E oggi mia cara, sono cos felice di poterlo condividere con te latte o limone?
Nora - Come?
Cristina - Nora, tesoro, ti vedo distratta. Ti ho chiesto semplicemente se vuoi del latte o del limone.
Nora - Ah, no. Nulla, grazie.
Cristina - No? Davvero? Ah, io invece senza limone non riesco neppure a berlo, il the. E questi sono i migliori limoni che esistano. Nascono su una piantina di limoni di Sicilia, che tengo io stessa sul terrazzo, ed tutto naturale! Qui non ci sono mica sopra i diserbanti, sai? Niente veleni. Eh, lo so io quanto amore c in ognuno di questi agrumi. Senti che profumo. No, dico: senti che profumo! Vero?! Sicura di non volerne una fettina?
Nora - (Timidamente.) No grazie.
Cristina - Come? Cara, sii gentile, parli cos piano che non ti sento nemmeno: alza un po la voce.
Nora - Niente limone, grazie. Solo un po di zucchero
Cristina - Ma tesoro, bastava dirlo! Eccolo qui lo zucchero, per la mia cara vecchia amica Nora beh, poi vecchia: abbiamo quasi la stessa et! Ride di gusto. A volte certe espressioni sono davvero strane. Poi uno vorrebbe dire una cosa carina e invece si trova a fare certe figuracce!...
O ma mia cara! (Su questa declamazione Nora stava per prendere la sua tazza ma si blocca spaventata.) Non ti ho nemmeno offerto dei biscotti! Li vuoi due biscottini? Li ho fatti io stessa con le mie mani.
(Cristina fruga in una credenza e ne estrae una biscottiera. La mette sul tavolo e la apre.)
Su su, non essere timida. Non farai mica complimenti! Prendi dei biscotti, insisto: assaggiane almeno uno! Oh, brava cos.
(Nora prende titubante un biscotto dalla scatola, e ne assaggia un angolino.)
Cristina - Com? Eh? Com? E buono, vero?
Nora - S.
Cristina - Eh, lo so, una vecchia ricetta. E fenomenale. Il segreto, mia cara la dose del burro, ce ne vuole abbastanza perch siano friabili, ma non troppo se no restano pesanti da digerire. Beh, anche limpasto importante, certo. A me lha insegnato una vecchia zia che era una maestra nel cucinare dolci. Ciambelloni e biscotti, soprattutto. Le riuscivano sempre. Zia Clotilde, si chiamava. Buffo, vero? Sembra uno di quei nomi dei personaggi di Topolinia, come nonna Papera Oh, ma cara, perdonami. Ho questo brutto vizio attacco a parlare e poi non smetto pi. Anche Giacomo me lo rimprovera sempre. Guarda: non ti ho fatto nemmeno bere in santa pace il tuo the. Sar freddo ormai. Bevi cara, bevi pure.
(Poi con pi fermezza) Bevi ti ho detto.
(Laltra prende la tazza con dignit e beve.)
Brava tesoro. Bere qualcosa di caldo ti far bene. Cos ti rilassi un po. Ti vedo tesa, sai? Ma ora ci pensa la tua cara amica Cristina. Sono bravissima nellintrattenere gli ospiti. Forse un po chiacchierona (Ride.) Ma sono anche unottima ascoltatrice. A me puoi dire tutto, e tu sai che quello che si dice qui tra noi non uscir da questa stanza. Qualsiasi confidenza rester un segreto: mi farei torturare piuttosto che deludere unamica. Eh, ma come sei tesa!... Coraggio tesoro, rilassati. Raccontami un po di te: per esempio, come va il lavoro?
Nora - (Fa una pausa.) Bene.
Cristina - Davvero? Ah, sono proprio contenta. E i tuoi capi? Sono gentili i tuoi superiori, ti trattano bene? (Nora annuisce.) Bene, brava. (Pi intimamente:) il tuo non uno di quei posti a rischio, vero?
Nora - No, non credo. (Evasiva.)
Cristina - Ah, bene! Perch coi tempi che corrono una vera fortuna, sai? Se ne sentono tante padri di famiglia che perdono limpiego dalloggi al domani, gente che si trova improvvisamente a dover vendere la casa perch non riesce pi a far fronte al mutuo no, no, lasciatelo dire, una vera fortuna. E sei sempre impiegata in quella casa editrice? Sembra interessante, chiss quanta gente conoscerai. (Con entusiasmo.) Scommetto che incontri spesso un sacco di scrittori famosi.
Nora - Mah, qualche volta capitato, ma non ti credere
Cristina - (Interrompendo.) Che bello! Per esempio? Dai dai, dimmi: chi hai conosciuto? Damiani?! Lhai conosciuto Arturo Damiani?
Nora - No
Cristina - Quello che ha scritto Il destino dei salici E senza dubbio il mio scrittore preferito Possibile che tu non labbia mai visto?...
Nora - S s, lo so chi , ma no: non lho mai visto.
Cristina - Ah, che peccato. E Giorgio Galbiani? Nemmeno Giorgio Galbiani hai conosciuto?
Nora - (Minimizzando) Lho incrociato una volta per caso ma guarda che non funziona cos...
Cristina - (Entusiasta, incalzando) Ah, che bello! Che bello! E vi siete parlati? Che tipo , simpatico? Sai, non mi d lidea di uno che sia dia tante arie
Nora - Cristina, ti ripeto che lho visto solo un momento, per caso
Cristina - (Interrompendola) E Aldo Federici lhai conosciuto? Anche lui pubblica con la tua casa editrice possibile che tu non labbia mai visto?
Nora - Ma s, una volta ma guarda che io non parlo con gli scrittori, sto in ufficio non vedo altri che i colleghi
Cristina - Ma che dici? Non fare la modesta! Io lo so benissimo che la tua una vita avventurosa, e interessante Il tuo lavoro ti mette a contatto con tanti personaggi famosi Ah, sono proprio contenta che vada tutto bene... E la famiglia? Come va la famiglia, mia cara?
Nora - (E attonita, fa una pausa, poi) Cristina, cosa dovrei risponderti?
Cristina - La verit. Perch?
Nora - Dove vuoi arrivare?
Cristina - Tesoro, non capisco. Che ho detto di strano? Ti ho solo chiesto come va la famiglia. Ma guarda che sei ben strana, oggi. Non vuoi rispondermi? O c forse qualcosa che dovrei sapere? Non pensavo di aver toccato un tasto dolente
Nora - Va bene.
Cristina - Va bene? Che cosa va bene?
Nora - (Stancamente.) La famiglia, Cristina. La famiglia va bene. Era questa la risposta che volevi? Ora per per favore (Fa per alzarsi, Cristina le fa segno di restare.)
Cristina - Ma cara, non vorrai gi andare via. Ti prego resta. Per una volta che riusciamo a passare un po di tempo insieme Non mi hai ancora raccontato niente. Dai, rilassati, per oggi hai finito di lavorare, no? E allora fermati. Forza: una persona vivace come te! Una donna cos piena di iniziative Per esempio, non andavi a fare volontariato in un centro per anziani? (Nora annuisce.) Vedi che brava che sei? Fai un sacco di cose interessanti e non mi racconti nulla! Pensa a me, invece. A me non succede mai niente. La classica vita da moglie e da mamma: fai la spesa, pulisci casa, fai fare i compiti alle bimbe Poi arriva sera e ti accorgi di non esserti dedicata neanche un po di tempo. Bisognerebbe sempre dedicare un po di tempo anche a se stessi, e invece Pensa che a volte ti ho persino invidiato, sai? (Sorride.) Non tanto, solo un pochino. Non che la mia vita non mi piaccia, ma sai, la tua libert, la tua indipendenza economica, il lavoro, il volontariato non so. Mi sembra tutto cos stimolante. Beh, non che in qualche modo non sia stimolante anche la mia vita. Tu non sai quante cose possono succederti quando hai due bambine tra i sei e gli otto anni (Fredda) pu sempre succedere qualcosa.
Nora - (Preoccupata) Cosa vuoi dire?
Cristina - (Sorridendo) Beh, nulla. Solo che le bimbe sono vivaci che ti riempiono la vita. Con due bambine c sempre qualcosa da fare, poi una la devi accompagnare a danza, laltra a catechismo eh impegnano. Ma non solo questo: ti fanno fare incontri nuovi, ti fanno vedere il mondo da un altro punto di vista. E poi a volte pu succedere che si mettano in pericolo
(Nora scatta, si alza dalla sedia allarmata.)
Cosa c, Nora cara? Ho detto qualcosa che non va?
Nora - Dove sono ora?
Cristina - Che ore sono? Mah, non so, saranno le cinque. Le cinque e mezza, forse. Perch, devi gi andare via?
Nora - Non ti ho chiesto che ore sono, ma dove sono. Le bambine, Cristina. Dove sono ora?
Cristina - (Ride) Oh, che sciocchina che sono! Ma certo, stavamo parlando delle bambine! Come ho fatto a non capire. (Sempre ridendo) Con let sto diventando anche sorda Avevo capito tutta unaltra cosa.
Nora - (Seria) Cristina, rispondimi: dove sono le bambine?
Cristina - Oh, ma come sei seria! Non si pu neppure scherzare! Alessia e Giulia sono di l, in camera loro che giocano. In questo periodo vanno matte per Pettina-Pony. Che gioco assurdo stanno ore ed ore a fare le treccine alla criniera di un cavallo di peluche. Gli mettono i brillantini, lo riempiono di fiocchetti, di mollettone colorate
Nora - (Interrompendo, preoccupata.) Sono in camera loro, quindi?
Cristina - Certo, ma mi stai ad ascoltare? Te lho appena detto. Stanno giocando.
Nora - Vado a vederle. (Si muove verso le camere. Cristina la blocca con calma)
Cristina - Non c alcuna necessit di disturbarle. Per una volta che giocano da sole e sono tranquille! Approfittiamo di questo momento per parlare un po tra noi. Non lo facciamo mai
Nora - Voglio solo dare unocchiata veloce.
Cristina - Perch? (Nora non risponde. Cristina riprende come se nulla fosse.) Allora, mi dicevi che vai a fare volontariato in questo centro per anziani, e cos? E quante volte vai alla settimana? Siediti mia cara, dai, mettiti comoda. Non stare l impalata. (Cristina picchietta con la mano sul tavolo facendo segno a Nora di sedersi. Nora lentamente si rimette a sedere.) Se non impegnasse troppo tempo magari potrei venirci anchio. Adesso che le bimbe sono pi grandine, sarebbe bello fare qualcosa insieme ad unamica. Piacerebbe anche a me adesso fare unattivit diversa. E dimmi, cosa fate, li imboccate? Li intrattenete? Li fate giocare a carte?...
Nora - Si, qualcosa del genere.
Cristina - Mh. Mi sembra interessante. Quante volte hai detto che vai?
Nora - Due. Vado due sere la settimana.
Cristina - Beh, sembra fattibile. E quali sono, tesoro? Basta che non sia di gioved. Il gioved Giacomo va al circolo ed io devo tenere le bambine mi sarebbe impossibile. Per se ci organizziamo magari posso anchio sentirmi utile, dedicarmi un po di tempo e stare vicino a te. Allora, quali sere?
Nora - Luned e gioved. Cristina, mi spiace
Cristina - Accidenti che peccato. Proprio il gioved? E come si pu fare? Non si pu spostare il giorno? I vecchi andranno imboccati anche negli altri giorni, no? Non che non mangino negli altri giorni! (Con una punta di stizza) Sembra quasi fatto apposta. Proprio il gioved bisogna andare?
Nora - Non lo so. Davvero Cristina, non lo so. Per favore, posso andare di l? (Indica la cameretta).
Cristina - Perch? (Pausa. Nora non risponde) Cosa devi andare a fare di l? Non avrai ancora in mente di andare a vedere le bambine!
Nora - (Guardando alla camera delle bimbe) Io voglio posso andare in bagno? Per favore.
Cristina - In bagno? (Ci pensa) E un po in disordine oggi. Guarda, perdonami, ma mi vedo costretta a dirti di no. (Sorride) Che pessima padrona di casa che sono, vero? Eh lo so, ma oggi una di quelle giornate ho fatto il bucato e ho tutta la roba in giro. E poi ti dico la verit: non ho pulito i sanitari e mi vergogno un po. Cosa penseresti della tua amica Cristina? Che una sporcacciona, ecco cosa.
Nora - Non importa, davvero. Non lo guardo il disordine.
Cristina - Ah, no dico davvero mi metteresti in un tale disagio
Nora - Ti prego, un attimo solo. Fammi andare di l.
Cristina - Tesoro, perdonami. Non prendertela, ma inutile che insisti. (Pi freddamente) Spero che non sia una cosa urgente. (Di nuovo sorridendo) Un altro biscottino? (Nora scuote la testa) Non fare complimenti. Prendi pure. Anzi, vuoi dellaltro the? (Guarda lorologio) Forza, non abbiamo molto tempo.
Nora - (Allarmata) Perch? Perch non abbiamo molto tempo?
Cristina - (Pausa. Poi tranquilla) Ma cara, perch verso le sei e mezza torner Giacomo dal lavoro. Dovr preparare la cena e non avremo pi la possibilit di raccontarci tutte le nostre cose. Cose da donne Cose da amiche. Ah, ma potrai fermarti per cena, se lo vuoi.Mi farebbe davvero piacere. Tutti qui riuniti sotto lo stesso tetto. (Felice) Non sarebbe meraviglioso? Tutti insieme. Non dirmi di no, non dirmi di no, ti prego.
Nora - Cristina, me lo dici cosa hai in mente? Che coshai intenzione di fare?
Cristina - Mah, potremmo fare dello spezzatino. E un po di insalata con i pomodori per contorno. Una cosa semplice tanto per restare in compagnia.
Nora - Ti rendi conto di quello che stai dicendo?
Cristina - Hai ragione, troppo complicato. E un risottino? Ho dei funghi secchi che sono una meraviglia. Hanno un profumo! Me li procura una mia cugina che vive in Val di Taro. Basta metterli a bagno un quarto dora che subito
Nora - Cristina basta, ti prego, mi stai torturando. Non so cosa tu voglia da me. Ti prego, faccio tutto quello che vuoi, ma ti supplico, posso andare a vedere le bambine? Ho sentito un rumore, sono preoccupata, posso andarle a vedere?
Cristina - Quale rumore! Io non ho sentito nessun rumore. Ti devi essere sbagliata.
Nora - No, no, davvero. Ho sentito un rumore. Magari non niente, ma se si fossero fatte male? Sono piccole, Cristina, ti prego.
Cristina - Un rumore, eh? Allora tu stai qui, ci vado io. (Freddamente) Sono io la loro mamma, pi logico che vada io, non ti pare? Lo sai, vero, che sono io la mamma qui?
Nora - (Sottomessa) Ma certo che sei tu la loro mamma. Lo so.
Cristina - Sono io che mi sono sempre preoccupata per la loro salute.
Nora - Lo so.
Cristina - Sono io che ho curato loro la varicella. Io che ho deciso di battezzarle. Io che mi svegliavo di notte quando avevano sete
Nora - Lo so, Cristina, non ho mai detto il contrario.
Cristina - Ripetilo. Dillo ad alta voce.
Nora - Sei tu la loro mamma.
Cristina - (Ritorna allespressione serena) Ora puoi scusarmi un momento, tesoro? Ho sentito un rumore nella camera delle bimbe. Vado a vedere se va tutto bene. Magari non niente, ma se si fossero fatte male? Sono piccole, sai?
(Nora aspetta che Cristina sia uscita dalla stanza e poi si precipita verso una borsetta appoggiata ad una sedia. Fruga. Trova un telefono cellulare. Digita velocemente, impreca poi sente un rumore e si ficca il telefonino in tasca.)
Cristina - (Compare sulla porta) Tutto bene! Stanno giocando a tombola senza litigare, come due angioletti. Sembra incredibile. Tesoro, cosa stai facendo l? Cercavi qualcosa? D pure a me, di che cosa hai bisogno?
Nora - (Trattenendo lagitazione) Niente. Non mi serve niente.
Cristina - E allora cosa fai l? Ma guarda che oggi sei proprio strana! (Sorride) Vieni, forza vieni qui. Accomodati, siediti. Raccontami quello che ti affligge. Ti vedo che sei preoccupata, sai? Ma a me puoi raccontare tutto. Se no le amiche a cosa servono? Ma non restare l impalata, sembra quasi che ti faccia paura! Forza, rilassati, raccontami i tuoi guai. Cosa c, non ti fidi? Pensi che non sappia tenere un segreto? (Mettendo il broncio) O forse credi che io non sia allaltezza di capire
Nora - No, ma figurati, non quello.
Cristina - E allora parlami, racconta alla tua amica. Se il lavoro va bene, la famiglia come hai detto va bene, cos che non va? Lamore forse?... Non dirmi che ho indovinato! Ah, ma allora ho capito tutto! Qui si tratta di affari di cuore!... (Batte le mani contenta) Ecco perch sei cos pensierosa: sei innamorata!
Nora - Cristina, che dici? Smettila.
Cristina - Ma tu soffri, pulcino mio. Mi devi dire subito chi questo bellimbusto che ti fa tanto arrabbiare. Mi devi raccontare tutto. E uno che conosco?
Nora - Cristina!
Cristina - Ho indovinato! Ho indovinato! Tu sei troppo evasiva: lo conosco non vero? Ah, furbetta
Nora - Basta, Cristina! Piantala!
Cristina - Eh, ma come te la prendi. Non si pu neanche scherzare un po. Va bene, non vuoi raccontarmi niente? E allora tieniteli i tuoi stupidi segreti. Eppure io sto facendo del mio meglio per intavolare una discussione, un dialogo sembra che tu proprio non la voglia la mia amicizia.
Nora - Non fare cos.
Cristina - No, no, guarda, sono proprio offesa. Non so pi come pigliarti. Non parli, tieni il muso Dimmi un po, come dovrei reagire? Io sono qui che ti apro la mia casa, ti offro la mia amicizia, la mia compagnia. Ti chiedo se vuoi confidarti, e tu?! Ti chiudi, mi respingi. Non dovrei essere offesa, secondo te? Va bene, non vuoi stare qui? Non vuoi stare con me? Te ne puoi pure andare.
Nora - Andarmene?!...
Cristina - S certo, vattene pure dove vuoi.
Nora - No, non fare cos. E che non capisco le tue intenzioni
Cristina - Le mie intenzioni?! Volevo solo passare un bel pomeriggio in compagnia di unamica, e invece tu rovini tutto. Dimmi un po, non dovrei sentirmi infastidita? Vai, vai pure, non ti trattengo.
Nora - No, ti prego, non voglio andare via. Per favore. Come vuoi tu, parliamo, per non arrabbiarti. Parliamo, va bene?
Cristina - Non so cosa dirti: sono infastidita, ora mi deve passare.
Nora - Mi fermo a cena. Ti fa piacere? E se vuoi ti aiuto anche a cucinare. Ma per favore non mandarmi via. Mi fermo a cena. Cos stiamo tutti insieme. Con Giacomo e le bambine.
Cristina - Davvero?
Nora - Certo, tutti insieme.
Cristina - Stasera?
Nora - Stasera, adesso, tra poco. Quando vuoi.
Cristina - (Felice) Tra poco torna Giacomo da lavoro. A lui piace avere ospiti.
Nora - Lo so.
Cristina - (Sempre pi entusiasta) Anche le bambine saranno contente. Vedrai, ti racconteranno di tutto, sono due tali chiacchierone E un po che non abbiamo ospiti, saranno felici. Che bello, sono contentissima. Allora, va bene se prepariamo un risotto?
Nora - Va benissimo il risotto. Quello che vuoi tu.
Cristina - Tanto per stare insieme
Nora - Tanto per stare insieme.
Cristina - Ah come sono felice. Vado subito a cercare gli ingredienti. Un cipollotto fresco per il soffritto.. (Mentre parla sparisce nel cucinotto. Si sente la voce dalla quinta) Un po di vino bianco (Si sente spadellare) Ma non trovo i funghi. (Si immagina che Cristina apra ante e cassetti) Accidenti non posso mica preparare il brodo, se prima non metto a bagno i funghi, ma dove saranno
(Nel frattempo Nora titubante, lentamente e con circospezione prende il cellulare dalla tasca e cerca di comporre un numero. Improvvisamente Cristina compare sulla porta del cucinotto).
Sai cara? E una cosa incredibile, non trovo i funghi da nessuna parte
Nora - (Nasconde il cellulare velocemente, un po agitata) Hai ragione, i funghi sono finiti Me ne ero completamente dimenticata
Cristina - Che stai dicendo?
Nora - Mi spiace Cristina, di funghi non ce ne sono pi, ho dimenticato di comprarli ma se vuoi ci sono delle zucchine, possiamo farlo con quelle il risotto
Cristina - (Aggressiva, interrompendo) Ma tu che ne sai? Mica casa tua questa! Che ne sai di cosa tengo in dispensa?!
Nora - Ma io
Cristina - Sei tu che cucini a casa mia?
Nora - No ma
Cristina - Per caso frughi in casa mia?
Nora - No ma
Cristina - E allora tu cosa ne sai?
Nora - Nulla, nulla mi sono confusa
Cristina - Comsi fa a confondersi su una cosa del genere!
Nora - Non arrabbiarti, ti prego ero ero soprapensiero. In realt io parlavo di casa mia. Dicevo che anche a casa mia ho finito i funghi in dispensa e e stupidamente ho scordato di comprarli.
Cristina - (Fa una pausa. Pensa. Poi cambiando umore, con serenit) Eh, cpita, sai? Se non faccio la lista della spesa pi che dettagliata, mi scordo sempre qualcosa anchio. (Sorride) Tesoro, perdonami i funghi sono terminati, ho scordato di comprarli. Ma ci sono delle zucchine, e se vuoi il risotto possiamo farlo con quelle. Che ne dici?
Nora - (Tremante) Mi sembra unottima idea. (Cristina esce per un attimo e va nel cucinotto. In quel momento dalla tasca di Nora si sente la suoneria del cellulare. Cristina ricompare sulla porta immobile, minacciosa. Il cellulare seguita a squillare, ma Nora non osa prenderlo)
Cristina - (Allunga una mano. Dura, fredda) Dammelo.
Nora - Cristina...
Cristina - Dammelo, ho detto.
Nora - Potrebbe essere importante ti prego, fammi almeno vedere chi .
Cristina - (Non risponde. Fa un gesto e si fa dare il telefonino. Controlla sul display e cambia umore) Oh ma per me! (Tutta contenta. Poi rispondendo) Ciao amore! Come va? (Tappa la cornetta e parla sottovoce) E Giacomo. (Di nuovo al telefono) Ti stiamo aspettando, sai? Sciocchino, come chi ! Mi hai chiamato tu! Sono io, sono Cristina. (A parte,a Nora, ridendo) Non mi ha riconosciuto. (Al telefono) E poi c una sorpresa, tu non puoi nemmeno immaginare chi avremo a cena stasera Certo, certo. Tutto bene qui. Ma quante domande! Tutto bene, ti dico. Dai, allora: prova ad indovinare!... E tu prova! E Nora! Non ti fa piacere? Mi raccomando torna presto, ciao amore, ti aspettiamo. (Nora immobile. Cristina con tutta naturalezza spegne il telefono e se lo mette in tasca).
Nora - E finita. Vero, Cristina?
Cristina - Cosa?
Nora - (Sorridendo maligna) Lhai combinata grossa, eh?
Cristina - Di che cosa stai parlando?
Nora - Hai messo in mezzo Giacomo. E lui tra meno di unora sar qui.
Cristina - (Felice) Lo so! Mi aiuti a tagliare la verdura?
Nora - E d un po, come farai con lui?
Cristina - Beh, cercheremo di fargli trovare tutto pronto. Certo che se tu te ne stai l impalata, tesoro dammi una mano, no?
Nora - Cristina, ritorna in te. Lui non star al tuo gioco.
Cristina - Gioco? Che gioco! Insomma, si pu sapere di che cosa stai parlando?
Nora - (Con rabbia) Di tutto questo, (Fa un gesto ampio intorno) queste cose che tu vuoi farmi fare ad ogni costo. Il the, per esempio. Tu che giri per casa rovistando dappertutto, che vuoi cucinare non so cosa per vederci cenare tutti insieme Che mi tratti come se fossimo grandi amiche
Cristina - Non ti capisco
Nora - Tu che rispondi al telefono chiamando Giacomo amore
Cristina - Beh, mio marito!
Nora - No. Non lo .
Cristina - Ma che dici! Smettila!
Nora - No, smettila tu.
Cristina - Tu sei pazza. Giacomo mio marito
Nora - Ne sei proprio sicura?
Cristina - Ma certo io io guarda! La fede. (Si toglie lanello, disperata) Guarda: Giacomo, 20 maggio 1997. Lo vedi? E scritto qui.
Nora - Ma davvero?
Cristina - Certo! E Alessia e Giulia sono le nostre bambine Ma si pu sapere che vuoi da me? Perch mi parli cos?
Nora - Sono io che vorrei sapere cosa ti sei messa in testa. E toglitelo quellanello: sei solo ridicola. E se vuole essere uno scherzo non divertente.
Cristina - Basta! Tu straparli. Ma che vuoi da me?
Nora - Ah, io straparlo? Guarda Cristina che mi stai facendo paura. Finora ti ho assecondato, ma adesso basta. Sono sicura che anche Giacomo si accorto che qualcosa non va.
Cristina - Dove stai andando?
Nora - Vado a vedere le bambine.
Cristina - Non mi sembra proprio il caso di andarle a disturbare.
Nora - Beh, visto che finora mi hai impedito di vederle con ogni scusa possibile, comincio ad avere il sospetto che sia successo loro qualcosa.
Cristina - Ti ripeto che stanno bene.
Nora - E allora fammi dare unocchiata. Qual il problema? Oppure c qualcosa che non vuoi che io veda?
Cristina - Che dici? E che erano cos tranquille solamente non mi sembrava il caso di disturbarle.
Nora - No. Tu non vuoi che io vada di l. E la cosa mi spaventa molto. Allora, mi fai passare o no?!... Perfetto. Direi che questa farsa durata abbastanza. Voglio chiamare Giacomo, e spiegargli cosa sta succedendo. Forza, Cristina, ora di finirla: ridammi il mio cellulare.
Cristina - Io?! Ma che vuoi da me ? Non ce lho il tuo cellulare.
Nora - (Gridando) Ma se te lo sei messo in tasca proprio ora! (Risoluta si risiede, si calma). Va bene, Cristina, come vuoi tu. Staremo a vedere. Tanto tra poco Giacomo sar qui, voglio proprio vedere cosa ti inventi.
Cristina - Lunica cosa che dovr inventare sar una scusa per il fatto che la cena non pronta. Mi stai facendo perdere un sacco di tempo. E tra laltro ancora non capisco di cosa tu stia parlando Sei scostante, acida, maleducata Si pu sapere che ti ho fatto?... Ti do unultima possibilit: vuoi aiutarmi a preparare la cena oppure no?!
Nora - E presto per la cena, Cristina: non sono nemmeno le sei Praticamente ancora lora del the. E poi inutile. Secondo te quando avremo preparato la cena cosa succeder? Eh? Entrer Giacomo e ti correr incontro? Ti bacer? Ti chiamer mogliettina mia? Secondo te ci siederemo tutti contenti intorno alla tavola apparecchiata come se niente fosse?
Cristina - Beh, mi sembrano cose piuttosto normali. Non ci vedo proprio niente di strano.
Nora - Ah, davvero?
Cristina - Tu stai cercando di confondermi ma lho capito, sai? Tu sei solo invidiosa.
Nora - Oh, questa bella. Da morire dal ridere. E di grazia: di che cosa dovrei essere invidiosa?
Cristina - Di me. Della mia casa, della mia vita.
Nora - Quale casa, Cristina? Quale casa! Questa non la tua casa. E non nemmeno la tua vita.
Cristina - Tu straparli. Tu vuoi confondermi Guarda che qui lintrusa sei tu. Sei tu che cerchi di portarmi via tutto! Questa non sarebbe casa mia? E allora forza! Vediamo chi ha ragione: (indicando un mobile) questo per esempio dimmi, chi lha comprato? (Nora non risponde). Lho comprato io ad unasta a Milano. E un pezzo unico fatto tutto a mano, lo sapevi? (sorride) No, ovviamente. E questo? (prende un soprammobile) Lo sai cos questo, vero? (Nora tace) Mh. Immagino che tu non sappia nemmeno che questa stata la bomboniera del battesimo di Alessia. Vedi? Se apri qui sotto c un piccolo scomparto segreto, ci trovi ancora i confettini. Ecco, vedi? E gi che ci siamo, dimmi un po: che tempo faceva quando Giacomo ha comprato questa casa? (Sardonica) Ma come! Non era anche casa tua, questa?! Non te lo ricordi? Ma guarda Allora non sai che nevicava, che cerano cinquanta centimetri di neve per terra. Che il traffico era fermo in tutta la citt Tu non sai niente. Non sai che io e Giacomo eravamo cos felici dellacquisto di questo posto che, dopo aver firmato, abbiamo giocato a palle di neve per almeno unora nella piazzetta davanti allo studio del notaio. E che poi ci siamo baciati per il resto del pomeriggio come due ragazzini. E non lo sai perch in quellufficio con Giacomo non ceri tu ma io. Questa sar sempre casa mia. Io ho scelto i mobili, ci ho vissuto, ho cresciuto le mie bambine... Io qui dentro ho tutto il mio mondo. Tutto il mio mondo. E tu non centri nulla. Qui dentro non c nulla di tuo.
Nora - Beh, questo non vero. Io qui ci vivo, e tu lo sai.
Cristina - Mia nonna mi raccontava spesso una favola. La vuoi sentire?
Nora - Mi sembra piuttosto fuori luogo.
Cristina - Non direi. Ascoltala. Cera una volta un lupo che
Nora - Non sono dellumore. E non mi sembra proprio la situazione.
Cristina - No, no: sentila. E molto interessante: cera una volta un lupo. Questo lupo stava in una tana. Era casa sua. Era piccola, ma lo riparava dal freddo e dalla pioggia.
Nora - Deve durare ancora molto?
Cristina - Porta pazienza, vedrai che vale la pena. Il lupo, dicevo, aveva una tana. Un giorno arriva un riccio. Pioveva. E il povero riccio tremava, tutto infreddolito. Cos chiese al lupo di fargli un pochino di posto. Il lupo stava al coperto, al calduccio. Pens che quel piccolo riccio avrebbe occupato poco spazio, e si sarebbe scaldato un po. Che male cera? Si fece un po da parte e lo lasci entrare. Il riccio lo ringrazi, e per avere un po pi di calore gli si accoccol vicino. Sembrava una cosa carina, ma i suoi aculei pungevano, e il lupo stava veramente scomodo. Cos dovette spostarsi un po, poi ancora un altro po. E cos a poco a poco il riccio occup tutta la tana del lupo che, senza capire come, si trov fuori dalla propria casa, al freddo e allumido. Ti dice niente questa storia?
Nora - Non assolutamente andata in questo modo.
Cristina - Dici? Comunque la trovo una storia interessante. Noi siamo un po come il lupo e il riccio. Tu usi le mie cose, ma qui dentro ancora tutto mio.
Nora - Non cos.
Cristina - E le bambine? Anche le bambine sono tue?
Nora - Lascia perdere Alessia e Giulia. Loro non centrano, lasciale fuori.
Cristina - E quello che sto cercando di fare: lasciarle fuori ma non mi hai ancora risposto: dopo avermi portato via tutto, credi che anche loro siano tue?
Nora - Sei ingiusta! Io cerco solo di proteggerle.
Cristina - Ma non sono figlie tue. Non ti darebbe fastidio se unestranea facesse cos con le tue figlie?
Nora - Ho capito dove vuoi arrivare ma io non sono unestranea!
Cristina - (Urlando) Ma non sei la loro madre!
Nora - (Sottovoce, ferita) No, non lo sono.
Cristina - Dillo pi forte.
Nora - Non lo sono, hai ragione. Io non sono la loro mamma. Ma sto facendo il possibile per farle stare bene.
Cristina - Tu sei iper-protettiva con le mie figlie. Se fossi tu la loro madre, non ti darebbe fastidio? Tu che ti permetti di portare Giulia dal dermatologo senza consultarmi? Che iscrivi Alessia ad un corso di danza senza il mio permesso? Che le porti tutte e due alle giostre di S. Dalmazio senza dirmi niente? Ma come ti permetti?
Nora - Cristina sei arrabbiata, va bene, ma grazie a Dio ora mi sembri lucida. Me lo spieghi cosa volevi fare poco fa? Mi hai fatto una paura
Cristina - (Stupita) Quando?
Nora - Ma prima: quando mi hai offerto il the.
Cristina - (Attonita) Non capisco.
Nora - Non ti ricordi? Eri strana, hai pure risposto al mio cellulare, poi te lo sei messo in tasca
Cristina - Ma cosa ti stai inventando?
Nora - Siediti, Cristina. Vedrai che ora passa.
Cristina - Non osare toccarmi. Di che diavolo parli?
Nora - Non ti tocco, va bene. Non fa niente, passato. Calmati ora. Ora chiamiamo un medico, cos controller se tutto a posto.
Cristina - Non ho bisogno di un medico, non sono mica malata!
Nora - Certo che no solo per un controllo. Siediti, magari ti prendo un bicchier dacqua.
Cristina - Smettila. Sto benissimo. E non osare toccare niente in casa mia.
Nora - Va bene, va bene. Ma se tu mi dessi il mio telefono chiamerei qualcuno per farti dare unocchiata.
Cristina - Mi stai dando della pazza?
Nora - Ma no! Voglio solo aiutarti. Sono seriamente preoccupata: poco fa dicevi cose strane facevi come se fossi a casa tua.
Cristina - (Gridando) Ma io sono a casa mia!
Nora - Oh insomma, ma con te non si pu proprio ragionare! Cristina, ti rendi conto che mi hai obbligato a sedermi e mi hai preparato il the?
Cristina - E allora?
Nora - Che mi hai invitato a fermarmi qui a mangiare?
Cristina - E allora?
Nora - Ma Cristo! Io qui ci abito! Non ti rendi conto dellassurdit della cosa? Io non voglio darti della pazza, ma hai dei momenti in cui ti confondi in cui non sai pi che cosa sia reale. Parli di cose che non ci sono pi. I limoni per esempio (li prende dal tavolo e glieli mostra). Non li hai coltivati tu, credimi. Li ho comprati io ieri dal fruttivendolo di via Volterra e quella pianta di limoni non pi sul terrazzo da almeno due anni! E i biscotti? Sei davvero convinta di aver fatto i biscotti in casa con la ricetta della vecchia zia con quel nome assurdo?
Cristina - (Risentita) Io ho sempre fatto i biscotti in casa!
Nora - (Irritata) Lo so, accidenti. Lo so: sei sempre stata una brava mamma e una bravissima donna di casa. Lo sappiamo tutti. Giacomo ancora adesso lo racconta, a volte. Nonostante tutto quello che c stato in mezzo. Anzi, a volte credo che gli manchi non trovare a casa una donna che cucina, che cura i fiori e le piante sul terrazzo che fa torte e biscotti per le bambine ma qui ora ci sono io e tu abiti da unaltra parte, te lo ricordi? Te lo ricordi che Giacomo ti ha comprato un appartamento in via Bboli? Sta facendo un sacco di sacrifici per pagarti quella casa maledetta. Lhai scelta tu, come ti pareva. E lhai scelta grande apposta per fargli dispetto. (Con un sorriso malizioso) E adesso? Come si sta in quellenorme casa vuota, Cristina? Non che ti senti sola nei giorni in cui non hai con te le bambine?... Non lhai mai accettato che io stessi qui con Giacomo. Ma le cose sono andate cos, ed ora sono io che vivo qui. Io non sono come te, lo so: io vado a lavorare in ufficio, i biscotti li compro al supermercato e brucio la met delle cose che metto sui fornelli. Le piante, accidenti, mi muoiono tutte, altro che coltivare gardenie e gerani e limoni io non sono te, non sono la perfetta donna di casa, ma ora sono io che abito qui. Sono io che faccio la spesa qui, e che rifaccio i letti. Io che faccio da mangiare a Giacomo, io che lo accolgo alla sera e gli do conforto. E lui sta bene. E stanno bene anche le bambine. Che ti piaccia o no, adesso siamo una famiglia in tutto e per tutto. Fattene una ragione. Poi adesso basta, mi hai stancata. Tu non dovresti nemmeno essere qui. E gi che ci siamo, gradirei che mi ridessi il mio telefono. Ti devi fare vedere, Cristina: tu non stai bene. Sei confusa. Parecchio. Quindi ora ti siedi, mi ridai il mio telefono, chiamo un medico e sistemiamo tutto.
Cristina - Io sto benissimo!
Nora - No, niente affatto! Da quando sei entrata oggi per portarmi le bambine, hai cominciato a comportarti in modo strano. Mi hai veramente spaventato. Io capisco che non accetti di vedermi in quella che ritieni ancora casa tua, insieme al tuo uomo, alle tue figlie. Capisco che la cosa ti faccia andare fuori di testa, per adesso basta. A tutto c un limite: sono passati tre anni ormai! Te ne devi fare una ragione. E soprattutto non devi pi permetterti di venire qui a fare queste scenate.
Cristina - Io qui dico e faccio quello che mi pare. Questa, fino a prova contraria ancora casa mia. Guarda: piena delle cose che ho scelto io! Le tendine, i quadri persino il rivestimento dei divani e guarda qui: oh dio, questo centrino lha fatto mia madre alluncinetto e questo! Questo lho comprato alla fiera dellantiquariato quando ero incinta di Giulia Qui c ancora tutta la mia vita, e tu sei solo unintrusa, sei solo unospite non gradita. Quindi ora con molta calma, senza fare storie: devo pregarti di andartene.
Nora - Stai scherzando?! Io non vado da nessuna parte! Queste cose sono qui perch tu hai deciso di lasciarle qui, perch speravi che Giacomo si stancasse presto di me, e che quando saresti tornata avresti ritrovato tutto esattamente come lavevi lasciato e quando hai visto che le cose non sarebbero pi tornate come prima, hai voluto fare dispetto a Giacomo e farti ricomprare tutto quanto in un appartamento nuovo. Sono scelte che hai fatto tu e, mi dispiace, ora ne stai pagando solo le conseguenze. Devi incolpare unicamente te stessa.
Cristina - Taci! Tu maledetta mi hai portato via il marito mi hai rovinato la vita hai rovinato per sempre il mio matrimonio
Nora - Il tuo matrimonio non lho rovinato io, cara mia. Eravate gi in crisi da un pezzo. Le cose sono andate cos, punto e basta. Io e Giacomo ci siamo incontrati per caso e siamo diventati amici senza malizia, senza cattive intenzioni. Poi ci siamo innamorati. Sono cose che capitano, non colpa di nessuno.
Cristina - Non andata cos. Tu hai tramato alle mie spalle hai manipolato Giacomo lhai fatto ballare come un burattino e ora stai facendo la stessa cosa con me. Tu sei pazza, Nora. Sei una maledetta pazza.
Nora - Ma senti da che pulpito! Una che fino a poco fa trafficava nella mia cucina, pregandomi di accomodarmi, offrendomi the e biscottini con mille moine, manco fossimo state nel bel mezzo di una reclame televisiva. E io sarei la pazza? Secondo la disposizione del giudice avresti dovuto portare qui le bambine entro le 17.30, poi ti saresti dovuta levare dai piedi. Nonostante quello che tu blateri da pi di unora, io avrei tutti i diritti di prenderti per il colletto e cacciarti fuori in un istante. (Con un sorriso cattivo) Ma sapr aspettare, non preoccuparti. Non vedo lora che Giacomo ti veda in questo stato.
Cristina - Tu sei pazza! (Spaventata) Mio dio avevo ragione, sei veramente pazza. Ora a Giacomo ci parlo io (Tasta con una mano il muro, cerca qualcosa, man mano si agita) Qui cera il telefono dov finito
Nora - Non lo usiamo pi il fisso, Cristina. Labbiamo fatto togliere almeno un anno fa.
Cristina - E sempre stato qua
Nora - Ti dico che ne abbiamo abbastanza di due cellulari ma mi ascolti? Non c pi, smettila di cercare!
Cristina - Mi stai facendo paura, Nora ridammi il mio telefono
Nora - Ma che stai dicendo? Ti rendi conto dellassurdit? Tu hai il mio telefono!
Cristina - Tu sei pazza sei pazza
Nora - La pianti di fare cos? Mi dai sui nervi
Cristina - Devo chiamare Giacomo, devo dirgli quello che mi stai facendo (Gridando) ridammi il mio telefono!
Nora - Adesso calmati (assecondandola). Ti ripeto che labbiamo fatto togliere inutile che cerchi Calmati, Cristina.. Vuoi chiamare Giacomo? Va bene, va benissimo. Tu non ti ricordi, non ci hai fatto caso ma ce lhai addosso un telefono, proprio l (Avvicinandosi) Vedi? Se solo provi a mettere una mano in tasca scoprirai che
Cristina - Non toccarmi! Non avvicinarti! Non mi fido di te. Tu sei doppia, sei ambigua. Coshai intenzione di farmi?
Nora - Ma che stai dicendo? Volevo solo mostrarti dove
Cristina - Tu vuoi confondermi vuoi distrarmi, disorientarmi E poi cosa farai? Prenderai un coltello da cucina e ci farai tutti a pezzi? Stammi lontana!
Nora - Fare a pezzi chi?! Chi dovrei fare a pezzi? Le bambine? Guarda che quelle due povere creature sono pi in pericolo con te. Tra laltro da quando sei entrata con loro oggi non le ho ancora viste. Anzi sai che faccio? ora, mentre tu continui a cercare un telefono che non c, ti saluto e vado a vedere come stanno.
Cristina - Tu non vai da nessuna parte.
Nora - Fammi passare.
Cristina - Alessia e Giulia non hanno bisogno di te. Sono io la loro madre.
Nora - Ti si incantato il disco, per caso? Smetti di ripeterlo ogni due minuti, tanto non fa alcuna differenza. Io vivo con loro tanto quanto te: una settimana s e una no, (guardando lorologio) ed esattamente dalle 17.30 di oggi pomeriggio sono sotto la custodia di Giacomo. Torna venerd prossimo, quando sar il tuo turno. Questo quello che ti spetta. Ed gi tanto, visto come ti sei comportata quando hai scoperto che Giacomo voleva lasciarti.
Cristina - Non rigirarmela contro
Nora - Sei stata tu a lasciare casa e bambine. Tu hai voluto andartene.
Cristina - Non osare dire altro! Stavo molto male. Ero depressa, confusa ho affidato le bambine a Giacomo perch lui e sar sempre il loro pap. E tu hai colto subito loccasione per insediarti sei una schifosa. Io ho avuto bisogno di cure per colpa di tutto quello che voi mi avete fatto.
Nora - Incolpa pure chi vuoi. Comunque non mi sembra affatto che tu stia meglio. Adesso mi sono stancata di assecondarti, mi stai facendo perdere un mucchio di tempo. Puoi ancora decidere: o te ne vai con calma, oppure aspetti buona buona, seduta sul divano senza rompere le scatole, cos a buttarti fuori ci pensa Giacomo una volta per tutte. (Con ironia pungente) Non ti dico fai come se fossi a casa tua perch so che mi prenderesti subito alla lettera.
Cristina - Prima o poi Giacomo si accorger di quanto sei infingarda, falsa, sleale solo tu sai cosa ti frulla davvero per la testa.
Nora - Vuoi sapere cosa mi frulla per la testa? Lo vuoi sapere sul serio? Mi piacerebbe prendere la porta e andarmene. Ecco cosa. Uscire da tutti questi ragionamenti storti e contorti, dalla tua follia e rivedere il mondo reale cos come era fino ad un paio dore fa. E non finita, sai cosa vorrei fare? Uscita di qui vorrei chiamare unambulanza e farti internare una volta per tutte. Togliermi per sempre dai piedi te e il tuo schifoso alone di donna perfetta che aleggia in questa casa, in ogni oggetto che hai scelto per arredarla. (Prende un soprammobile) Lo vedi questo?! (lo porta al naso e lo annusa) Puzza della tua presenza maledetta. Pensa un po: tre anni e puzza ancora di te. Tutto qui puzza di te, e non il tuo odore che rimasto quel fastidioso profumo dolciastro e nauseabondo da quattro soldi No, qualcosa di pi profondo, che non si toglie, che non si lava. E in ogni maledetto oggetto ed io non lo sopporto pi. Si sente in questa teiera coi fiorellini, in tutti questi soprammobili inutili Me ne andrei subito, ecco cosa farei. Ma sai cosa mi trattiene? Sapere che di l ci sono due bambine che non hanno colpa di tutta questa situazione. E non me ne vado perch non ho idea di cosa tu abbia fatto loro. Allora, decidi tu cosa vuoi fare: vuoi lasciarmi andare di l a dare unocchiata o stiamo qui a bere dellaltro the e aspettiamo che arrivi Giacomo? Ah, per me non un problema. (Si siede e si versa dellaltro the, senza bere) Ne vuoi anche tu? Magari sar freddo, ma non fa niente: tu sei cos premurosa, cos organizzata. Puoi sempre prepararne dellaltro, che dici? Beh? Non hai detto che il the ti rimette in pace col mondo? Mi sa che ne hai un gran bisogno... (Provocatoria) Allora? Coshai deciso di fare? Mi fai vedere le bambine o vuoi stupirci preparando uno dei tuoi famosi risotti coi funghi invisibili?
Cristina - (Confusa) Basta! Basta! Smettila troppo presto per la cena poi ora ora tu vieni con me. Devo assolutamente vedere le bambine, ma non ti voglio lasciare da sola. Vieni insieme a me. Avanti, andiamo di l insieme.
Nora - (Sorride perfida) Non sei ancora pazza del tutto, allora. Brava. Ma s, facciamo come dici tu. Fammi strada, prego.
Cristina - (Si guarda intorno, prende in mano una statuina -o una lampada- per difendersi) No. Vai avanti tu. E non fare cose strane. Potrebbe farsi male qualcuno.
- FINE PRIMO ATTO -
ATTO II
Stessa scena. Nessuno.
Cristina - (Affabile, da fuori quinta) Mi raccomando, bimbe, fate le brave e non litigate. Potete divertirvi tutte e due, basta fare una volta ciascuno. Ecco cos. Ancora dieci minuti, poi basta videogiochi no no no niente storie! Lo sapete che non va bene starci troppo: fa male agli occhi. E poi avete tanti altri giochi Su, forza, niente capricci. Dieci minuti e poi basta.
(Si sente chiudere una porta. Rumori di colluttazione. Compare dopo poco Nora spinta a forza, subito dopo compare Cristina, minacciosa, con la statuetta/lampada in mano. Nora visibilmente ferita alla testa e perde sangue.) Te lavevo detto di non fare cose strane.
Nora - Ma cosa ti saltato in mente, stupida pazza! Non stavo facendo niente di male... Guarda cosa mi hai fatto
Cristina - Non sono mica nata ieri perch ti stavi affacciando? Perch ti stavi sporgendo? Che cosa avevi intenzione di fare?!
Nora - Io niente! Volevo solo dare unocchiata nella camera delle bambine sarebbe piaciuto anche a me vedere se stavano bene! (Nora si preme una mano sulla ferita e si appoggia ad una sedia) Dio, che male mi sento mancare
Cristina - Tu pensi di essere furba, ma credi che non abbia capito? So benissimo che intenzioni hai.
Tu le bimbe me le vuoi mettere contro, me le vuoi portare via.
Nora - Ma che stai dicendo?! Stai farneticando! Ti rendi conto che mi sono solo sporta per guardare allinterno?! Mi avevi lasciato fuori dalla cameretta tenendomi lontano dalla porta, minacciandomi con quellaggeggio come se fossi pericolosa Volevo solo dare unocchiata anchio nella stanza, e vedere le bambine vedere se stavano bene
Cristina - Zitta! Tu devi stare zitta. E le mie figlie le vedi e ci parli solo se io ti do il permesso.
Nora - Ma guarda cosa mi hai fatto! (Prende un asciugamano dal tavolo e si tampona la ferita). Ti ricordo che non sei nemmeno a casa tua. Come ti permetti di fare certe scenate? Giuro che ti denuncio. E non solo per aggressione anche per sequestro di minori. Madonna che male. Questa la racconto a Giacomo, ti assicuro che non te la faccio passare liscia. (Le mostra lo strofinaccio insanguinato) Ma guarda! Guarda quanto sangue! Quando si render conto di quanto sei pericolosa, le bambine non te le far vedere pi.
Cristina - Pericolosa?! (Stupita, offesa) Io?! Io sarei pericolosa?! Ma cosa dici io sono una madre dolcissima io le mie bambine le difendo.
Nora - E lo fai in questo modo? Colpendo me? la donna con cui vivono per la met del tempo? Facendomi del male?
Cristina - Se lo ritengo necessario, s.
Nora - E perch, di grazia, dovrebbe essere necessario?... Ora che ci penso io non solo non le ho viste, ma non ho nemmeno sentito la loro voce cosa mi stai nascondendo? Perch non mi hai fatto guardare dentro?
Cristina - (Risoluta) Perch non ci sarebbe stato niente da vedere.
Nora - (Insinuando) Niente da vedere per me? O in generale?... (Con crescente preoccupazione) Mio dio Dove sono le bambine? Cristina, io non le ho viste, non le ho sentite per quanto ne so potrebbero essere morte, riverse in una pozza di sangue in camera loro Per quanto ne so potresti aver parlato a due cadaveri Cristina, cosa hai fatto realmente alle tue bambine?!...
Cristina - Piantala, ma che stai dicendo, sei pazza?
Nora - (Incalzando) Coshai fatto alle tue bambine?!...
Cristina - Ma che dici? Io le mie bambine le amo. Le proteggo... Io non farei mai niente di male ad Alessia e Giulia
Nora - E allora fammele vedere, fammi andare di l a controllare.
Cristina - Non ci penso neanche. Io so che trami qualcosa. Sento che devo tenerle lontane da te
Nora - Beh, sar difficile tenermele lontane a lungo io qui ci vivo!
Cristina - Sono io la loro madre, decido io cos meglio per loro. Poi tu che ne sai?! Per loro non sei una madre, non sei una parente Cosa sei tu?! tu non sei niente. Non sei nemmeno una donna di casa. Io sono pi adatta ad occuparmi di loro...
Nora - Tu saresti quella adatta ad occuparti delle bimbe? Tu?! Razza di psicopatica? Ma fammi il piacere. Ti sei sempre dipinta come la donna perfetta, come la moglie impeccabile, la mammina dolce invece non sei solo una povera pazza. Una iena, sei. Una iena travestita da casalinga. E quello che mi hai fatto ne un prova.
Cristina - Non vero...
Nora - A te in realt interessa solo che la tua casa sia in ordine, che i tuoi stupidi soprammobili siano ben spolverati. Questo per te essere una brava donna di casa? La tua solo una facciata. Tu non sei una madre, sei una cartolina!
Cristina - Come osi parlarmi cos?! Ma tu cosa ne sai? Cosa ne sai di che madre posso essere io?! Darei la vita per le mie bambine. Ora, qui, adesso. Non puoi neanche immaginare cosa significhi vivere lontano da loro. Ci sono notti in cui mi sento cos lontana da tutto, cos sola come unesiliata, unimpotente e lunica cosa che mi tiene viva immaginare la linea dei loro nasini, le loro ciglia lunghe e nere, mentre colorano, mentre giocano il loro respiro sereno Cosa ne sai di quanto mi sia sempre interessata a loro! Mi sono sempre agitata per qualsiasi nonnulla... se solo cadevano o si sbucciavano un ginocchio Pericolosa io Io le amo le mie bambine, vorrei non succedesse loro mai niente di male. Mai. Ci sono momenti in quella maledetta casa in cui mi mancano. So che stanno qui, con Giacomo, forse con te lo so, so che stanno bene, ma io mi sento morire ci sono momenti in cui parlo a loro come se fossero con me. Le rassicuro. Racconto loro fiabe anche se loro non sono con me...
Nora - E questo ti dia lidea di quanto sei fuori di testa
Cristina - (Urlando) Ma tu che ne puoi sapere?!... Tu non sei la loro madre e non potrai mai amarle quanto le amo io. Non hai nemmeno una vaga idea di quello che una madre possa provare. C una cosa, quando sei madre, una cosa che non ha un nome una cosa che ti senti nello stomaco, una cosa che ti fa star male, che ti fa sentire inadeguata perch vorresti evitare loro perfino linfluenza o il raffreddore. Che ti fa desiderare di intrufolarti nei loro sogni, la notte, per scacciare qualsiasi incubo, qualsiasi brutta immagine per vederle dormire sempre con le labbra distese, con i pugnetti chiusi vicino al viso, come quando erano pi piccole s, cara mia, c una cosa, quando sei madre, che non ha un nome: e non la troverai su nessun dizionario, su nessuna enciclopedia, perch non si pu spiegare
Nora - Dai, forza! Colpisci! Lo sai che mi fai del male a parlarmi in questo modo.
Cristina - Perch non ne puoi avere di tuoi?
Nora - Sei cattiva.
Cristina - Anche se giri per casa mia e giochi con le mie bambine non potrai mai sapere cosa significhi essere madre.
Nora - Smettila.
Cristina - Non conoscerai mai quel piccolo brivido, quando la manina di tua figlia cerca la tua
Nora - Ti sbagli.
Cristina - quando ti chiede per la centesima volta la stessa favola solo per sentire la tua voce
Nora - Smettila.
Cristina - quando abbracciandoti cerca il tuo odore perch tu sei
Nora - Basta!
Cristina - sua madre.
Nora - Adesso queste sviolinate le vai a fare in commissariato. Appena arriva Giacomo mi faccio accompagnare alla polizia e ti denuncio. Parli di maternit come se fossi madre solo tu e intanto non si sa nemmeno dove siano le bimbe maledetta pazza finalmente lo vedranno tutti come sei fatta veramente.
Cristina - Perch, come sarei fatta, io?! Eh, dimmi un po: come sarei fatta secondo te?
Nora -Te lho detto: sei una iena con lespressione da povera martire. Ecco come sei. Sembri buona, dolce e tanto premurosa, ma tutta una sceneggiata. Lo vedo, sai, come ti comporti con Giacomo? Mi dai il ribrezzo. Sei falsa, costruita. Sei sempre accondiscendente, misuri le parole usi un tono di voce talmente sommesso talmente falso Ma con me non attacca. Hai usato da subito la scusa della depressione per farlo sentire in colpa. E ceri quasi riuscita, sai? Avresti fatto qualsiasi cosa per riaverlo con te. A te non importava nulla che Giacomo amasse unaltra donna, non te ne fregava niente che fosse completamente infelice con te e ti stesse vicino solo per senso del dovere a te bastava averlo l, a tua disposizione, perch fosse completo il quadretto della perfetta famigliola.
Cristina - Ma che dici? Io Giacomo lho sempre amato e rispettato profondamente...
Nora - Se ami davvero una persona non fai di tutto per farla preoccupare, per farla sentire inadeguata, per farla sentire in colpa Pensa che allinizio stavo cominciando a sentirmi in colpa pure io! Cominciavo a sentirmi una svergognata, una rovina-famiglie Poi pian piano ho realizzato: non ero io quella sbagliata, quella perversa e malsana. Credi che non mi fossi accorta che giocavi sporco? Dio, come odiavo quando venivi a trovare le bambine, con quellaria rassegnata: guardavi Giacomo con gli occhi da cane bastonato, tutta mesta e contrita, come a dirgli (Facendole il verso) guarda cosa mi hai fatto, ma io non ti porto rancore, io sono buona, sopporto in silenzio... vedi che brava persona, che brava mammina sono?. Ma non avevi la stessa faccia quando cero solo io. Appena capivi che Giacomo non cera cambiavi subito espressione.
Cristina - Avrei voluto vedere te nella stessa situazione! Sentiamo, tu cosavresti fatto? Dimmi un po, tu che critichi tanto? Non avresti provato a riconquistare il tuo uomo? Non ci avresti provato a ricucire il tuo matrimonio?
Nora - Certo, avrei fatto di tutto, ma non questo! Non questa ridicola commedia. Sembri tanto buona, tanto brava... Ma sei stata subito pronta a mollare le tue figlie e andartene. Volevi che Giacomo si rendesse conto di quanto sei preziosa e indispensabile? Pensavi non se la sarebbe cavata senza di te? Dicevi di stare male, di non voler tornare a casa perch non volevi farti vedere dalle bambine in quello stato ma lo sappiamo bene tutte e due che lo facevi per punire Giacomo. Per metterlo in difficolt, perch immaginavi che un uomo che doveva gestire il lavoro, la casa e le bambine non ce lavrebbe mai fatta da solo Chiss come ci sei rimasta male quando, invece di lasciarmi, Giacomo mi ha chiesto di trasferirmi qui e dargli una mano. Non lavevi previsto, eh?! Allora telefonavi venti volte al giorno, con ogni scusa. Prima dicevi di volere notizie delle bambine, poi dicevi di sentirti male, poi poi minacciavi di suicidarti ah, ma non in modo diretto velatamente, con frasi enigmatiche che gettavano Giacomo nel panico pi completo. Infine chiudevi la telefonata con mille moine: Oh, non preoccuparti per me vedr di cavarmela... Ho provato centinaia di volte a far capire a Giacomo quanto fossi falsa, quanto il tuo fosse solo un atteggiamento calcolato Ma lui si preoccupava davvero per te, sai? E quando io cercavo di dimostrargli che era tutta una sceneggiata lui andava su tutte le furie e mi dava dell'insensibile... a me, ti rendi conto?! Insensibile io E tu, allora? Cosa sei tu? Tu non hai mai fatto niente di spontaneo. Sei finta. Tu non vuoi bene a nessuno. Sei una povera repressa, una pazza, una violenta Ah, ma ora Ora lo vedr anche Giacomo quanto sei fuori di testa. Gli baster vedere tutto questo sangue. Lhai tirata fuori, finalmente, la tua vera natura, eh Cristina?
Cristina - (Sorride. Improvvisamente sembra molto dolce) Su via non ti sembra di esagerare adesso? Certe cose brutte ad unamica non si dicono. (Guarda Nora con tenerezza) Sei ancora arrabbiata? (Nora non risponde) Non ti devi arrabbiare cos. Fammi vedere la ferita.
Nora - Stai indietro.
Cristina - Fammi vedere, ho detto
Nora - Non toccarmi.
Cristina - Oh tesoro, ma tu sanguini! Deve farti molto male! Ora ti medico immediatamente. (Cerca nei cassetti cerotti e garze).
Nora - Non ti avvicinare! Non toccarmi!
Cristina - (Affabile e premurosa) Mio Dio, certo che sei distratta! Te lho detto mille volte di stare attenta. Ma guarda un po cosa hai combinato. Sei pi maldestra delle mie bimbe
Nora - Vattene, non toccarmi.
Cristina - Su, su, ferma! Guarda qui che sbrego. Bisogna disinfettare subito. Devi fare pi attenzione. Menomale che ci sono io! (Nora si scansa)
Nora - Lascia
Cristina - Fammi fare
Nora - Smettila
Cristina - Aspetta ferma
Nora - (Nora si oppone per un po, alla fine si lascia medicare). E inutile che fai la commedia della crocerossina. Lo dir a tutti che sei stata tu a colpirmi.
Cristina - (Sorride) Mia cara, questa botta in testa ti fa dire cose che non hanno senso io sono una personcina cos educata non farei mai una cosa del genere (ride), colpirti non diciamolo neanche per scherzo! Che sciocchezze. Guarda, ti sto pure medicando
Nora - Figurati! Lo stai facendo perch sei tutta matta. O perch speri che io cambi idea. Pensi davvero che io sia cos scema da credere che ti sei gi dimenticata tutto? Sei stata tu a colpirmi non pi di cinque minuti fa. Mi hai impedito di vedere le bambine e mi hai colpito.
Cristina - Calma, calma, non agitarti. Vedrai che ora passa tutto.
Nora - Non ci pensi alle conseguenze di un gesto simile? Tutto questo sangueAvresti potuto spaventare a morte Alessia e Giulia.
Cristina - (Sempre sorridendo) Oh ma via, cosa centrano ora le bambine!
Nora - Centrano, eccome! Avrebbero potuto vederti mentre mi colpivi. Vedere la loro madre che colpisce qualcuno non un bello spettacolo e non una persona qualsiasi, poi: io sono comunque una figura importante per loro. Dici che vuoi proteggerle, ma vogliono bene anche a me, sai? non pensi alle conseguenze di quello che fai? Immagina cosa penserebbero di te se sapessero cosa mi hai fatto Non saresti pi la madre perfetta, la tenera dolce cara mammina di cui si fidano tanto. Se vedessero tutto questo sangue forse avrebbero paura di quello che tu
Cristina - (Improvvisamente Cristina, che sta ancora medicando Nora, la afferra violentemente per i capelli e le tiene la testa rigirata allindietro) Tieni fuori le mie figlie dalle nostre beghe.
Nora - Lasciami.
Cristina - Che coshai intenzione di fare? Vuoi riempire loro la testa con ignobili bugie?
Nora - Bugie?!... Quali bugie!
Cristina - Sei falsa. Sei una schifosa.
Nora - Lasciami.
Cristina - Coshai intenzione di dire loro? Eh?
Nora - Mi fai male
Cristina - Tu me le vuoi portare via, cos? Ma non sono tue
Nora - Non riesco a respirare
Cristina - Non sei la loro madre!
Nora - Pensa se entrassero ora si spaventerebbero avrebbero paura di te (Cristina lascia la presa e si scosta inorridita. Nora si liberata dalla presa, si massaggia il collo, ma soddisfatta, incalza) che peccato non so se riuscirebbero pi a volerti bene (Cristina confusa, spaventata.) Dimmi Cristina, che senso avrebbe la tua vita se loro non ti amassero pi? Niente avrebbe pi senso, vero? Ma loro non ti guarderebbero con gli stessi occhi. Non saresti pi la loro madre dolcissima e premurosa, la loro madre meravigliosa, perfetta (Cristina si guarda intorno, spaesata. Poi va al tavolo.)
Cristina - Oh ma guarda che disordine! (Cristina inizia a sparecchiare) Mamma mia, mi devi scusare. Ma si pu ricevere unospite con la casa in queste condizioni? (Si gira sorridendo) Porta pazienza, tiro via tutto in un attimo.
Nora - Cristina
Cristina - (Prosegue senza rispondere) Intanto accomodati. Eh purtroppo con tutti gli impegni che ho accudire le bambine, fare la spesa, cucinare Che vergogna, devi proprio perdonarmi per questo pasticcio.
Nora - Cristina, torna in te
Cristina - Hai fatto proprio bene a venirmi a trovare. Ma guarda che bella sorpresa Cos mi fai un po di compagnia, mi ravvivi un po la giornata
Nora - Smettila fermati
Cristina - (Sempre senza fare caso a Nora) Vuoi del the? A me piace tanto il the a questora. Mi fa stare bene, mi fa entrare in pace con il mondo. E come se questo momento di relax potesse cancellare tutti i cattivi pensieri, tutte le cose brutte del mondo... come se i problemi non ci fossero pi. Adoro il sapore caldo da sorseggiare lentamente laroma latmosfera (Cristina si perde con lo sguardo come se stesse pensando ad un orrore lontano. Fa una lunga pausa).
Nora - Cristina?... (Cristina non risponde. Nora le va davanti al viso muovendo le mani, schioccando le dita, per attirare la sua attenzione, ma inutilmente) Cristina?!...Cristina!...
Cristina - (Sempre con lo sguardo perso nel vuoto) S?
Nora - Tu stai male veramente Vuoi che chiami qualcuno?
Cristina - No credo di no (Lentamente, con lo sguardo perso nel vuoto, Cristina riprende a sparecchiare. E completamente assente.)
Nora - Cristina, guardami Cristina smettila. Lascia stare il tavolo ti sembra ora il momento di sparecchiare? Possibile che tu abbia questa mania delle pulizie perfino quando stai male?... Basta! (Nora le prende di mano la teiera) Torna in te, ti rendi conto della situazione? Fermati un attimo, guardami tu non stai bene. Forse meglio che ti sieda e che cerchi di calmarti, forse il caso che
Cristina - (Interrompendola) Quella mia.
Nora - (Distrattamente) Cosa?
Cristina - Quella (Indica Nora, che ha ancora fra le mani la teiera)
Nora - La teiera?
Cristina - La teiera s, mia e il servizio e anche (si guarda intorno, indica gli oggetti) anche questo mio anche il mobile queste cose sono tutte mie (Cristina sembra risvegliarsi dalla confusione di poco prima. Si mette a gridare) Lascia stare le mie cose! Tu stai usando le mie cose metti gi! (Cristina si avventa contro Nora e tenta di strapparle di mano la teiera. Inizia una colluttazione per il possesso della teiera)
Nora - Molla!...
Cristina - Lascia!
Nora - Molla!...
Cristina - E mio! Ladra!
Nora - Smettila, cos rischi di romperla! (Nora spinge indietro Cristina che abbraccia la teiera e si lascia cadere in ginocchio sconfitta, piangendo).
Cristina - Lascia stare le mie cose (parla tra i singhiozzi)
Nora - Stupida pazza a momenti la rompevi
Cristina - (Continua a piangere, fra s) Le mie cose
Nora - Sarebbe stato un vero peccato uguali non ne fanno pi (Poi incitandola) Allora?! Sei gi stanca? Dai, dai, forza. Basta piangere. In piedi. (Cristina non reagisce). Tirati su. Gi ti arrendi? (La guarda, annuisce soddisfatta) Va bene. Perfetto, vado a chiamare qualcuno. (Nora cerca le chiavi in borsetta e poi si avvia verso la porta)
Cristina - No, ti prego non andare via Resta qui con me.
Nora - Che c? Che vuoi?
Cristina - Dammi la mano
Nora - Non ci penso neanche! Stai indietro.
Cristina - Vedi? non sono arrabbiata Dammi la mano Andiamo a chiamare le bambine staremo tutti insieme
Nora - Cristina, non toccarmi
Cristina - Faccio la brava te lo giuro...
Nora - Stai indietro. Non toccarmi Guardati le mani (Cristina vede il sangue di Nora sulle proprie mani per la prima volta, con orrore. Nora capisce e insiste) Coshai fatto? (Cristina inorridita sfrega le mani tra loro cercando di pulirle anche contro i vestiti) Lo vedi che sei pericolosa? Di chi quel sangue, te lo ricordi? (Nora incalza con crescente preoccupazione nella voce) Cristina, coshai fatto alle tue bambine?! Oddio coshai fatto alle bambine?! (Cristina confusa, spaventata. Passeggia avanti e indietro ansiosa, disperata. Poi si rannicchia in un angolo, completamente spaesata. Nora la osserva compiaciuta) Bene brava (Nora recupera la teiera dimenticata per terra e la ripone con cura sul tavolo. Con serenit, sorridendo) Ecco. Questa la mettiamo qui. Non vogliamo che si rovini, vero Cristina? La rimettiamo subito al suo posto. (Nora accarezza la teiera come fosse un gattino) Questa bella teiera in ceramica bianca finissima coi fiorellini sarebbe stato davvero un peccato (Poi soddisfatta, cattiva) Come va?
Cristina - (Scuote la testa, piange) Per favore, signora, pu chiamare mio marito? Non so pi dove sono
Nora - (Si avvicina, la conforta, la fa accomodare) Calma, calma. Non si preoccupi, adesso ci penso io. Va tutto bene. (Nora prende dalla tasca di Cristina il suo cellulare). Adesso lo chiamo io, suo marito, lei stia tranquilla. (Sembra avere tutto sotto controllo. Prende il telefono, compone il numero, attende un istante e poi rispondendo cambia espressione: si mostra agitata, ansiosa) Pronto? Pronto?! Oh, mio dio Giacomo! Dove sei?! Ti prego corri a casa Cristina fa cose strane, non c pi con la testa Oddio! Mi ha anche colpito, sanguino ah se sapessi ho paura ti prego, vieni subito (Nora riaggancia e ritorna allespressione serena.) Signora, vuole un bicchiere dacqua? Signora? (Cristina non risponde, persa, non la sente nemmeno. Nora sospira soddisfatta, la osserva a braccia conserte, con gusto)
Era ora. Mi hai fatto penare, sai? Quasi tre anni ci ho messo a capire come fare! Sembravi sempre l l per cedere, e invece (Scuote la testa) Accidenti se stato difficile, le avevo gi provate tutte Ce ne hai messo a crollare! Lo avevo capito subito che in te cera qualcosa che non andava, fin dalliniziocera questa tua maledetta ricerca di perfezione, questo tuo alone di madre modello ma che sei una squilibrata lo avevo intuito subito, lo avevo gi visto dallinizio, quando mi sono trasferita qui. Facevi quella docile, recitavi il ruolo della donna paziente. Daltronde ti sempre piaciuto apparire come la moglie tradita, come lunica che soffre in silenzio... Ma io lo vedevo il fastidio che avevi. Un fastidio che ti rendeva folle. Traspariva dai tuoi sorrisi falsi, da quellespressione da santa, con la testa reclinata da una parte, come una povera martire Cercavi di far venire sensi di colpa a tutti. Ma io lo sentivo lodio che ti rodeva e che tu reprimevi a stento e poi quellattaccamento morboso a questa casa mi irritava da morire. Cosa avr mai di tanto speciale questo appartamento?! Ma s, lhai arredato tu lhai abitato per un po e allora?! Lho sempre trovata una mania esagerata. E a Giacomo poi, avrei spaccato la testa! Io ero qui ad aiutarlo e lui continuava a fare paragoni con te! (Facendo il verso): Ma com possibile che non riesci neanche a fare due patate lesse!... Linsalata di pollo non si fa cos! C la polvere su questo davanzale! Vuoi che le bambine vivano in un ambiente pieno di polvere? (Poi gridando) Ma io non sono te! Io so fare altre cose, accidenti! Ho milioni di altre capacit e passioni diverse dalle tue! Cos, non sono abbastanza donna solo perch non faccio torte e ciambelloni, e non riempio di pizzi e centrini ogni angolo della casa?! Sono arrivata ad odiarti con tutte le mie forze. Avrei voluto buttare tutte le tue cose in una discarica. Tutte queste cagatine soprammobilini, animaletti in vetro di murano le teiere coi fiorellini Via! Tutto al macero! E lo vedevo che quando venivi a trovare le bambine ti guardavi attorno. Ti mancava la tua roba, eh? Non ti sei mai data pace. Hai sempre pensato che io fossi solo unintrusa, una che usava la tua roba. Le tue cose preziose. Ma non era cos. Io ero qui per Giacomo e s, anche per le bambine!... Non sar la loro madre ma io le amo davvero. Come se fossero mie. E io ero qui per loro, non per tutte le tue porcherie. Te la ricordi la pianta di limoni? Eh? Quella che faceva quei bei limoni grossi, succosi, profumati? Mi sono sempre chiesta cosa le dessi per averla cos. Beh, questa te la devo proprio raccontare: un giorno, mi avevi veramente esasperato con uno dei tuoi soliti piagnistei. Come al solito, con le tue manfrine eri riuscita a farmi litigare di nuovo con Giacomo Ecco, quel giorno, non so cosa mi preso. Mi scattato qualcosa. Ho deciso che non potevi averla vinta sempre tu. Per farti dispetto ho preso unintera pentola di acqua, lho fatta bollire, poi sono andata sul terrazzo, dalla tua adorata pianta di limoni, e le ho versato lacqua bollente sulle radici, sul terriccio fumante... Lentamente, con gusto. Avrei voluto sentirla urlare, gridare di dolore solo per il fatto che era tua. Ma le piante non gridano, vero Cristina? Come le brave mogli tradite e abbandonate soffrono in silenzio, non ti danno soddisfazione eh s, sono stata io, guarda un po. E non so come, sai? Perch io non ero cos mi ci hai fatto diventare tu. Comunque immaginavo che ci saresti rimasta male. Pregustavo la tua rabbia, la tua frustrazione mi aspettavo che mi avresti fatto una piazzata come si deve, e invece niente! Quando ti ho detto che la pianta era improvvisamente appassita hai scrollato le spalle un po delusa. Hai detto solo: Che peccato Tutto qui. Solo: Che peccato E stata una tale delusione una delusione che non ti immagini. Ma l ho capito! Quella volta ho capito che non ti dava fastidio che le tue cose si rovinassero o si rompessero ti dava fastidio vederle l al loro posto e non poterle usare. Ti irritava vedere la tua casa, arredata da te, come quando ci vivevi tu con dentro tuo marito, le tue figlie e una donna che non eri tu. La tua casa delle bambole in mano ad unaltra ho capito che ti avrei dato molto pi fastidio conservando tutto come lo avevi lasciato tu. Esattamente come lo avevi lasciato tu! Da quel momento non ho pi permesso a nessuno di spostare una sola virgola. Neanche di un millimetro. (Ride) Pensa che una volta Alessia ha rovinato il rivestimento del divano con il pennarello indelebile! Era irrecuperabile, un disastro non puoi nemmeno immaginare che fatica abbia fatto a trovarne uno uguale! Ho girato tutti i tappezzieri della citt e poi lho fatto rifare apposta! Identico! (Seria) Per vedi che ne valsa la pena?
Cristina - (Confusa) Queste cose sono mie?
Nora - (Teneramente, parlandole come si parla ad un bambino) Certo, Cristina. Qui c tutto di tuo. E tutto tuo! E appena ti rinchiuderanno da qualche parte o ti renderanno innocua imbottendoti di farmaci, mi sbarazzer di tutto quanto. Via! Via tutto. Casa nuova, vita nuova. Te le puoi pure portare in manicomio tutte queste stronzatine, non mi serviranno pi.
Cristina - (Vaga per la stanza, confusa. Sembra non aver capito nemmeno una parola.) Sono a casa mia?
Nora - Certo, cara. Questa casa tua.
Cristina - Davvero?
Nora - Sicuro! Sei tu la padrona, qui. Anzi, non vorrai essere scortese! Offrimi qualcosa, no?
Cristina - Certo io cosa posso darti?
Nora - Non so tu che mi proponi?
Cristina - Un the?
Nora - Magnifico. Adoro il the. (Sarcastica) Mi fa sentire in pace col mondo (Cristina va avanti e indietro per preparare il the ed allestire la tavola. Tutto come fosse un automa. Intanto Nora la guarda e le parla) Mi piace lora del the. Sorseggiare un bel the caldo qualche biscottino fare un po di conversazione con unamica a proposito di confidenze, vuoi sentire una novit? Mi sposo! Eh s, cara mia. A settembre finalmente diventa effettivo il divorzio tra te e Giacomo, e a fine ottobre mi sposo! Sei contenta per me?
Cristina - (Persa) Tanto, cara Va bene il the inglese?
Nora - Perfetto, perfetto Pensa, non te labbiamo detto per non farti agitare. Ma quasi tutto pronto, sai? La sala prenotata, lauto, il vestito, i fiori sar tutto magnifico. Ah, ma la cosa pi bella che adesso il mio uomo vedr la sua ex con un occhio diverso, ed io avr finalmente un altro ruolo nella sua vita, pi completo. Grazie, Cristina: oggi mi hai fatto veramente il pi bel regalo di nozze che potessi mai desiderare. E anche con le bambine potr prendere decisioni anchio sulla loro educazione, i loro divertimenti, le loro cure mediche (Con aria di rimprovero) Ti pare giusto non poter nemmeno prendermi liniziativa di portare una bambina dal dermatologo se le vedo addosso delle bolle strane?!... (Vittoriosa) Ti ho dato lultimo colpetto, eh Cristina? Altro che la sceneggiata dellaltra volta, con la storia della depressione chai giocato parecchio per far sentire in colpa Giacomo, vero? Ah, ma adesso tutto vero tutto autentico. E non ci darai pi fastidio. Lui si accorger che sei matta come un cavallo, e cos le bambine le potr tenere io, e tutto avr pi senso. Non dovranno essere pi sballottate da una casa allaltra, da un genitore allaltro, povere creature. Che tu ci creda o no, io voglio bene ad Alessia e Giulia. Voglio essere per loro una figura importante. Ed ora, senza te fra i piedi, tutto possibile. Come sono felice (Cercando complicit)
Gi che ci sono ti voglio raccontare una storia davvero interessante
Tu eri nel cucinotto. Preparavi il the. Prima, un paio di ore fa, non di pi. (Ride) Alessia e Giulia mi hanno chiesto il permesso di andare da questa benedetta Silvia che abita al terzo piano. Forse la conosci: sai la figlia dellavvocato Darzani loro la trovano molto interessante: beh, capirai, ha dieci anni e la Play Station Mi sembrava tutto normale, ho detto di s. L per l non ho pensato non ho calcolato stato dopo Accidenti, era assurdo, ma ho capito che non avevi idea di dove fossero Alessia e Giulia Eri talmente alterata potevo farti credere che fosse accaduto loro qualsiasi cosa che fossero scomparse persino che fossero state rapite dagli alieni! Quando prima sei andata a vederle, in camera loro, pensavo che non trovandole saresti tornata in lacrime, ti saresti disperata pensavo mi avresti minacciato, forse anche picchiato. Per un attimo ho avuto paura. Ma tu tu ragazza mia, sei andata oltre! Oltre qualsiasi pi rosea aspettativa: hai visto delle bambine che non cerano! (Ride) Ci hai parlato, e loro non erano l. Ti rendi conto di quanto sei fuori di testa? Parlavi ad una stanza vuota Ragazzi, hai veramente toccato il fondo. (Cristina vede Nora ridere e ride anche lei di riflesso, senza aver capito nulla). Sei veramente fusa (Cristina, vedendo ridere laltra, continua a ridere, aumentando lilarit anche di Nora. La scena risulta paradossale, addirittura comica). Dio, che giornata per me! (Asciugandosi gli occhi e terminando la risata) Sono cos felice! Da oggi non mi starai pi tra i piedi. Oggi comincia per me una nuova vita. Cambier tutto: con Giacomo, con le bambine... Perfino con questa casa. Ho gi pensato anche a come cambiare larredamento, sai? Senti: qui un divanetto moderno, di quelli squadrati l una poltroncina qui un tavolino basso, e un bel tappeto chiaro proprio in centro alla stanza. Ne ho gi visto uno che mi piace tantissimo, in una vetrina del centro. Un televisore al plasma appeso alla parete e tutte le tappezzerie leggere ti piace il giallo? Le tende le vorrei di un bel giallo chiaro, quasi trasparente, che dia luce alla stanza bello, eh?
Cristina - Bello s, bello
Nora - E io vivr finalmente serena con il mio uomo non sarai pi unombra inquietante sulle nostre vite (Si sente il rumore di unauto) Senti! E tornato Giacomo!
Cristina - Oh mio Dio! Ma non ho ancora finito, qui!
Nora - (E eccitata. Sollecita Cristina a sbrigarsi) Ma non fa niente, tesoro! Non preoccuparti, per sbrigati, che sta arrivando! Non vorrai fargli trovare il tavolo in questo stato! (Cristina si sbriga a preparare, andando avanti e indietro dal cucinotto). E adesso tocca a me. Accidenti, dov lo strofinaccio? (Nora cerca e prende il canovaccio sporco di sangue. Verifica che la ferita non sanguina pi, cos con lo strofinaccio la sfrega per riaprirla e farla sanguinare di nuovo. Si imbratta di sangue i vestiti. Poi prende la manica e se la strappa. Prende un divanetto/mobile e lo spinge contro la porta di ingresso, per bloccarla. Si sente la chiave nella toppa e poi Giacomo che tenta di aprire e forzare la porta).
Giacomo - (Voce maschile, da fuori quinta) Nora! Nora! (Batte sulla porta, concitato).
Nora - (Gridando disperata) Mio Dio! Giacomo, ti prego, chiama qualcuno.
Giacomo - Si pu sapere cos successo? Ti ho chiamato finora perch non rispondevi?!...
Nora - Oddio, Giacomo aiutami Cristina impazzita, crede di essere a casa sua. Apre i mobili Ho paura mi ha obbligato ad assecondarla poi poi diventata violenta Sanguino Aiutami, Giacomo, ho tanta paura
Giacomo - Stai calma ho chiamato poco fa il 118, arriver presto una volante. Resta calma, Nora Perch non riesco ad aprire?!
Nora - Cristina ha bloccato la porta! Ti prego, tirami fuori di qui!
Giacomo - Dove sono le bambine?Nora! Che sta succedendo? Mio dio Nora! Dov Cristina ora? Dove sono le bambine? Nora Nora, rispondi. Nora! (Giacomo chiama e picchia alla porta cercando inutilmente di forzarla. Nora non risponde pi. Accarezza la porta, con amore.).
Cristina - (Nel frattempo Cristina ha imbandito la tavola e preparato il the come se nulla fosse) Il the pronto, cara. (Si sentono delle sirene in lontananza. Giacomo picchia alla porta e chiama)
Nora - (A Cristina, piano) Le senti le sirene? Le senti?... Vengono per noi. (In mezzo a tutto il baccano, le due donne si siedono, prendono la tazza e sorseggiano il the. Nora sospira placidamente) Ora mi sento davvero in pace con il mondo!
FINE
- Questo copione è stato visto:


