L’ospite

LOSPITE

Carlo Rizzi

LOSPITE

Commedia in tre atti

LOSPITE

ATTO I

Scena I

Soggiorno di una casa borghese.

Sulla parete di destra, partendo dal fondo, prima porta che d sulla cucina, una credenza, seconda porta che d sullingresso.

Sulla parete di sinistra: portafinestra angolare con serramento allinglese, prima porta che d sulla camera matrimoniale, mobile basso con bar e televisore, seconda porta che d sulle camere dei ragazzi, libreria.

La parete di fondo bianca. Solamente due appliques con due quadri sotto. Ampio spazio bianco tra i due quadri.

Davanti alla porta della cucina, un tavolo da pranzo con sei sedie, dello stesso stile della credenza.

Dal centro della scena verso sinistra, la zona soggiorno: un divano-letto appoggiato alla parete, due poltrone formano una U con questo. Ai lati tavolini bassi con lampade.

Si apre il sipario. Paola in scena. Sta leggendo un libro, seduta su una poltrona, al centro della scena. Non appare molto concentrata. Spesso si distrae, gli occhi perduti nel vuoto. Poi torna a leggere. Infine rinuncia e getta il libro sul divano con un gesto di stizza.

Paola E unora che leggo la stramaledetta pagina e ne so meno di prima! (Appoggia la testa alla spalliera della poltrona e resta immobile, con gli occhi fissi al soffitto. Entra Roberto, savvicina e scorge il libro. Lo indica e ghigna)

Roberto Con chi stai litigando, oggi?

Paola Hegel. Ovvero, il pi barboso mattone della storia della filosofia.

Roberto Gi. Davvero una pizza! Vuoi un aiuto?

Paola Sarebbe tempo sprecato. Non riesco a concentrarmi. Ho la mente vuota e mi sento a pezzi.

Roberto Che t successo? Lultimo tuo ragazzo tha piantato?

Paola Ragazzi! Te li raccomando! Bambini: non sanno parlare che di calcio e dellultimo disco di Sting.

I due ragazzi si guardano in silenzio. Paola ha unaria disperata. Roberto le si avvicina e le accarezza la testa.

Paola Che vita del cazzo! Te lho detto: mi sento arida, svuotata tutto mi indifferente. Le gente, poi! Mi sembrano tutti morti che camminano.

Roberto Che disastro!

Paola E cos che mi sento: un disastro! Come fai, tu, a prendertela tanto calma? Le tue condizioni non dovrebbero essere tanto diverse dalle mie.

Roberto Se devo essere sincero, sto peggio di te.

Paola A vederti non si direbbe: eccoti l, tranquillo e sorridente.

Roberto Non lasciarti ingannare dalle apparenze. Il mio aspetto tranquillo solo una facciata. In realt, non so cosa mi riserva il futuro, proprio come a te. Solo che ho deciso di non preoccuparmi. Prima di farlo, devo chiarirmi le idee. E, per il momento, so che del tutto inutile desiderare soluzioni al di fuori della mia portata.

Paola Parli bene, tu, che sei gi fuori da questa merda di scuola. Dove trovo, io, la forza di arrivare alla fine?

Roberto Non so come aiutarti. Ci sono passato anchio, ti ricordi? E sono andato avanti per forza dinerzia. Sapevo di dover trovare qualche ragione valida per continuare, ma inutilmente. In seguito mi sono detto che nella vita bisogna fissarci delle mete non traguardi irraggiungibili, intendo, ma mete possibili, adatte alle nostre forze, ai nostri poveri mezzi. Il senso di frustrazione che provi deriva dal non avere mete da fissare.

Paola Mete! Ma se non so neppure perch sono al mondo!

Roberto Nessuno lo sa, credo. Ma non questo il punto. Bisogna guardare dentro noi stessi e scoprire chi siamo e chi vorremmo essere. La nostra personale espressione viene prima di ogni altra cosa, e soprattutto prima di quello che gli altri ci indicano come nostro bene.

Paola Non facile, quando si brancola nel buio, quando non c niente a rischiararti il cammino, non dico qualche certezza, ma neppure uno straccio di sogno, di utopia. Come faccio a studiare, se non so perch devo farlo? Parli di mete, di traguardi raggiungibili: quali sono i tuoi?

Roberto Rimettermi a dipingere.

Paola (Rianimandosi un po) Evviva! Era ora!

Roberto E una meta possibile, per me, visto che lunica cosa che credo di saper fare

Squilla il telefono. Roberto va a rispondere.

Roberto Pronto? S, qui, te la passo. (Tende la cornetta a Paola) E per te.

Paola Chi ?

Roberto Uno dei tuoi amici.

Paola (Visibilmente seccata, prende il telefono) Chi parla? (Pausa) Ah, sei tu, dimmi. (Pausa) Veramente, non ne avrei voglia. (Ascolta e infine sospira, rassegnata) Va bene, alle nove. (Restituisce il telefono a Roberto, che riattacca) Ecco, vedi? Questa compagnia una vera palla, eppure mi lascio coinvolgere lo stesso.

Roberto Non poi tanto grave: a volte meglio stare con gli altri, anche se sono noiosi, che soli.

Entra Anna. E vestita per uscire. Parla frettolosamente.

Anna Salve, ragazzi, esco, arrangiatevi per il pranzo con quello che c in frigo. E non prendete impegni, per stasera: vostro padre ha un ospite e mi ha chiesto di dirvi che ci vuole tutti presenti. Ciao. (Esce)

Paola (Guarda Roberto e allarga le braccia) Vedi? Tutto un casino. Chi va, chi viene ognuno fa quello gli pare. Il babbo se ne va al mattino e rientra la sera. Chi ne sa niente? Si limita a lanciare ordini a distanza. Quella (indica la porta da cui uscita Anna) se ne va per gli affari suoi. Che affari, poi? Mistero. Arrangiatevi, dice

Roberto La faccenda ha i suoi lati positivi: ti costringono a cavartela da sola.

Paola Ma il loro disinteresse che mi fa male, la loro indifferenza Ognuno pensa a se stesso.

Roberto Ok. Prendiamone atto e impariamo a contare solo sulle nostre forze.

Paola Siamo davvero a questo punto?

Roberto E che speravi? In fondo, siamo soli su questa Terra. Ognuno preso dai suoi problemi e non ha tempo di curarsi degli altri. Anche il nostro cuore finisce per inaridire, incapace di esternare sentimenti. Hai notato? Sembriamo tutti come se avessimo subito un torto: imbronciati, offesi, diffidenti

Paola (Di slancio) Ma io ti voglio bene, fratellino!

Roberto Anchio te ne voglio, ma quante sono le occasioni in cui ce lo verifichiamo, in cui ce lo diciamo?

Paola Poche, hai ragione. E che spesso si d un fatto per scontato, lo si considera come un dato acquisito, che si accantona, come se non avesse pi bisogno dessere verificato, messo alla prova.

Roberto Ehi! Vuoi dire che hai scoperto di non volermi, poi, cos tanto bene?

Paola Non mi riferivo a te. E a mamma e a pap che stavo pensando. Il nostro un rapporto cos freddo, distaccato Scommetto che se dicessi loro, a un tratto, brutalmente: voi non mi amate! cadrebbero dalle nuvole. Ma che dici? Sei pazza? Protesterebbero. Come potremmo non amarti? Sei la nostra bambina! Ma se potessi replicare: bene, vediamolo, questo vostro amore, proviamo di che lega fatto, se doro o di metallo vile. Sai, allora, che disastro!

Roberto Non hai torto. I sentimenti sono come le piante, bisognerebbe innaffiarli, nutrirli

Paola E cos. Invece assomigliamo sempre pi a dei crostacei. Ci rinserriamo dentro un guscio che non permette a noi di uscire e agli altri di entrare. E scambiamo tutto ci per pudore. In realt solo paura, insicurezza.(Pausa) Dovresti conoscere i miei amici! Si ha la netta sensazione che ognuno reciti una parte. Anche tra noi, dico, che ci conosciamo! Capisci, adesso, perch mi annoiano? Nessuno mai se stesso.

Roberto Se devo essere sincero, non mi sono mai piaciuti.

Paola Presi a piccole dosi, non sono poi cos male: eppoi, la piazza non offre di meglio. Ma tutti insieme, che strazio! Sempre le stesse parole, gli stessi gesti, che si ripetono allinfinito. Si fa anche lamore con la stessa mancanza di fantasia, cos, perch una cosa che si usa fare, imposta da un copione lesso, stracotto Alla fine ti rendi conto che, insieme al tuo corpo, stai gettando via anche lanima.

Squilla il telefono. Roberto sospira e va a rispondere.

Roberto S. Ciao. (Pausa) No, la mamma fuori. (Pausa) Daccordo, glielo dir appena rientra. Ciao. (Riattacca) Era il babbo. Lospite ha confermato. Dobbiamo dire alla mamma di preparare una buona cenetta. Beh, se non altro, ceneremo tutti insieme e decorosamente. Non capita tutti i giorni. Questa casa sembra un self-service!

La scena si chiude con un breve oscuramento.

Scena II

La luce che rischiara la seconda scena diversa: quella del pomeriggio inoltrato. Le lampade del soggiorno sono accese. La scena vuota. Squilla il telefono. Entra Anna, frettolosa e furtiva. Risponde, concitata, tenendo bassa la voce.

Anna Pronto? (Pausa) Lavevo immaginato. Quante volte devo dirti di non chiamare a casa? (Pausa) No, no, il rischio dessere scoperti troppo alto! Evitiamo i guai, se possibile, va bene? (Pausa) No, stasera niente da fare: abbiamo gente a cena. (Pausa) Un amico di Giulio in arrivo dal Sudamerica. (Pausa) C di strano che non si vedono da venticinque anni. (Entra Roberto. La madre gli volge le spalle e non si accorge della sua presenza. Il ragazzo si ferma, in ascolto) Non essere sciocco! Come puoi pretendere che pianti tutto per venire da te! Devo anche preparare la cena e Giulio, lo sai, tiene troppo allimmagine, al quadretto familiare perfetto. (Pausa) Va bene, daccordo, domani sera al solito posto. (Pausa) Ma s, verr, ciao. (Riattacca. Si volta e scorge Roberto. I due si guardano. Anna ha unaria decisamente colpevole)

Roberto (Piatto, senza rabbia, n sarcasmo) Bene. Cos abbiamo scoperto la vera natura dei tuoi bridge con le amiche.

Anna Ascolta, vorrei spiegarti

Roberto Non c niente da spiegare. Sei adulta, quindi devi sapere quello che fai.

Anna Fosse vero! E tutto cos complicato, invece!

Roberto In ogni modo, non mi devi alcuna spiegazione. Chi sono, io, per giudicarti? Non mi sfiora neppure, lidea. Cos, stai tranquilla: anche se non hai trovato un alleato, hai in me uno spettatore neutrale, che osserva e tace soprattutto tace. Potrai tranquillamente continuare a giocare a bridge, in tutti i modi in cui ti piacer giocarlo. (Si volta ed esce. La madre alza una mano per fermarlo, poi rinuncia. Quindi pare afflosciarsi, si siede e si prende la testa tra le mani. Entra Paola.)

Paola Che coshai?

Anna Niente. (Sospira) Mal di testa.

Paola Non ci voleva. Ti ha detto Roberto dellospite di stasera e della cena che bisogna preparare?

Anna S, s, lo so.

Paola Chi , il tipo?

Anna Un amico di giovent, un compagno di liceo, credo. Ne so quanto te. Pap non ne ha mai parlato.

Paola Uhm! Luomo del mistero. Sono curiosa. E tu?

Anna (Poco convincente, distratta) Anchio.

Suonano alla porta.

Anna Vai ad aprire, devessere pap.

Paola esce di scena. Di l a poco rientra, con Giulio. Non si ferma. Prosegue ed esce, dalla porta che va nella sua camera. Giulio ha una bottiglia di spumante sotto il braccio e il giornale in mano. Deposita la bottiglia sul tavolo e getta il quotidiano su una poltrona. Poi si toglie limpermeabile e lo mette sulla spalliera della stessa poltrona.

Giulio Credevo di trovarti in cucina.

Anna (Freddamente) E tutto pronto.

Giulio Bene. (Guarda lorologio) Sono quasi le sette. Fra poco Marco sar qui. Sono impaziente. Chiss come sar cambiato!

Anna (Quasi tra s) Chi non lo ? Tutti lo siamo e, generalmente in peggio.

Giulio (Astiosamente) Parli per te?

Anna (Alza gli occhi e si rende conto daver parlato ad alta voce) Ho detto tutti. Tu, forse, pensi dessere lo stesso di ventanni fa?

Giulio (Forzatamente faceto) Mah! Qualche capello in meno, qualche chilo in pi qui soprattutto (si tocca i fianchi) come si dice la fascia del benessere le maniglie dellamore

Anna (Seria, un po triste) Se i cambiamenti fossero solo esteriori! Sei lombra di quello che ho conosciuto. Ogni volta che ti guardo, mi chiedo dove sia finito il ragazzo che sognava di diventare scrittore. Oh, certo, la penna la usi, ma ti serve solo per reclamizzare pannolini, detersivi o spazzolini da denti.

Giulio (Piccato) A parte il fatto che questa penna ti d da mangiare, sar meglio cambiare discorso e non parlare dei cambiamenti avvenuti: largomento non ti favorevole.

Anna Non cominciamo, adesso. Non ho proprio voglia di litigare. Vado in cucina, meglio (si alza).

Giulio Ecco, brava, vai in cucina e chiama Paola perch prepari la tavola.

Anna, stizzita, afferra limpermeabile, saffaccia alla porta delle camere e chiama Paola. Poi attraversa la scena, per andare in cucina.

Giulio E metti lo spumante in frigo.

Anna afferra con malagrazia la bottiglia ed esce di scena. Giulio si siede in poltrona e apre il giornale. Entra Paola.

Paola La mamma mi ha chiamato?

Giulio S. Apparecchia la tavola.

Paola si avvicina alla credenza, apre un cassetto ed estrae una tovaglia. Durante il dialogo che segue, dalla stessa credenza tira fuori piatti, bicchieri, posate, tovaglioli etc.

Paola (Mentre apparecchia) Pa?

Giulio (Senza alzare gli occhi dal giornale) Uhm?

Paola Come si chiama il tuo amico?

Giulio Marco.

Paola E stato tuo compagno di scuola?

Giulio S. Di liceo.

Paola E da allora non vi siete pi visti?

Giulio (Alza gli occhi) No. Ha lasciato lItalia dopo la maturit. E partito e non pi tornato. Questa, per quanto ne so, la prima volta, dopo quasi venticinque anni.

Paola E ha fatto fortuna?

Giulio Mah? Chi lo sa? Di certo lo sapremo stasera. (Si rimette a leggere, ma ogni tanto alza gli occhi e osserva Paola, che continua ad armeggiare con piatti e posate. La ragazza indossa una minigonna audace e una camicetta trasparente, aperta sul seno) Ti pregherei dindossare qualcosa di pi decente.

Paola Uffa! Perch?

Giulio Non mi sembra la tenuta pi adatta ad accogliere un ospite.

Paola Di! Non avr mica fatto il missionario, il tuo amico, in Sudamerica!

Giulio Cosabbia fatto in Sudamerica non lo so, ma, se lo ricordo bene, tutto pu aver fatto, meno che il missionario.

Paola Ah! Davvero? Che tipo era?

Giulio (Sospira e piega il giornale) Beh, diciamo un tipo bizzarro, pieno didee curiose, sulla vita e sul mondoe poi, s, decisamente ateo almeno a quei tempi. E se non ha avuto folgorazioni sulla via per Damasco, dovrebbe esserlo ancora.

Paola E, magari, anche donnaiolo

Giulio Non molto, a dire il vero. Piaceva alle donne, questo s, ma a lui sembravano non interessare granch. Aveva altre cose per la testa: politica, filosofia, arte

Paola E non vi siete mai scritti?

Giulio No. Quando part, tagli ogni ponte alle sue spalle.

Paola Si fermer da noi?

Giulio Ha telefonato da un albergo, qui in citt, preannunciandomi la sua visita, ma non mi ha detto altro. Quindi, non conosco le sue attuali condizioni, n i suoi programmi. Vedremo. Piuttosto, com andata a scuola, oggi?

Paola (Guarda il padre, stupita) Come? Ah! Cos cos

Giulio Risposta evasiva.

Paola E che non me laspettavo. Da quando tinteressi di come vado a scuola?

Giulio Sono informato, invece: tramite tua madre.

Paola Figurarsi! Comunque, visto che siamo in argomento, tinformo che sono scoppiata. Vorrei mollare tutto.

Giulio Non dire sciocchezze! Sei a due passi dal traguardo. Mollare proprio adesso! Non pensi al tuo futuro?

Paola Di che futuro parli? Non c futuro, per noi. Guarda Roby: un disoccupato cronico. E fra pochi mesi, se mandranno bene gli esami, cosa di cui dubito, anchio andr ad arricchire lesercito dei diplomati senza lavoro.

Giulio C sempre luniversit.

Paola Gi! Cos possiamo prolungare i tempi di parcheggio. Toglitelo dalla testa. Lidea di rimettermi sui libri mi d il voltastomaco. Eppoi, che risolverei? Da quello dei diplomati, passerei allesercito dei laureati senza lavoro. Ci vedi qualche differenza?

Giulio Non sono daccordo. Una laurea ti darebbe qualche possibilit in pi. E, comunque, per quanto riguarda tuo fratello, non credo che voglia davvero cercarsi un lavoro. Se lo volesse veramente, lavrebbe gi trovato.

Paola Come no? Scaricare le casse di frutta ai mercati generali.

Giulio Potrebbe, che so, frequentare qualche corso dinformatica

Paola Aaahh! Roby pu avere il nome di un robot, ma lontano dai robot anni-luce.

Giulio Comunque, qualcosa deve pur decidersi a fare! Non penser di restare in casa, in attesa che il lavoro cerchi lui.

Paola Certo che la far. Torner alla pittura, e questa volta seriamente.

Giulio Oh, no. Ancora sogni! Quando decider di crescere? (Sbuffando, riapre il giornale e si rimette a leggere)

Paola (Tra s) Visto che questo mondo ha ben poco in serbo per noi, non ci resta che sognare. Che altro?

Suonano alla porta. Giulio si alza di scatto ed esce di scena. Fuoricampo sodono voci festose. Paola rimasta con una posata a mezzaria, in attesa. Giulio rientra in scena, con Marco. Questi ha la figura del protagonista: alto, asciutto, spavaldo. Ha laria scanzonata, sicura di s. Lo sguardo franco, vagamente beffardo, irridente. Parla italiano correttamente ma ha labitudine, ogni tanto, di esprimersi in spagnolo. Quasi sempre, in questi casi, si rivolge a se stesso.

Marco E questa splendida signorina?

Giulio (Con orgoglio) E mia figlia Paola.

Marco Que linda! (La osserva bene, da capo a piedi, soffermandosi visibilmente sulle gambe e sul seno. Paola imbarazzata) Caro Giulio, vedi? Non necessario girare il mondo per fare qualcosa di buono.

Giulio Gi. (Sorride, anchegli imbarazzato) E tu? Non sei sposato? Non hai figli?

Marco (Sghignazza) Altroch! Non c uomo al mondo pi sposato di me, se si esclude qualche califfo. Quanto ai figli, ne ho tanti da non riuscire a contarli! Ma questa chica davvero un fiore.

Paola arrossisce e saffretta a collocare la posata che ancora teneva in mano.

Paola Vado a chiamare la mamma.

Giulio Brava, e chiama anche Roberto. (A Marco) Roberto laltro mio figlio, il maggiore.

Paola, turbata, quasi corre alla porta delle camere e chiama a voce alta Roberto, poi attraversa tutta la scena, con unandatura impacciata, lisciandosi la gonna e chiudendosi la camicetta, sotto lo sguardo divertito di Marco, e scompare in cucina. Marco sospira, si guarda attorno, poi guarda Giulio.

Marco Venticinque anni, vero?

Giulio Uhm! Pi o meno.

Marco Un bel po di tempo! Si potrebbe dire: unintera vita.

Giulio Gi. (Anchegli visibilmente impacciato, china il capo e distoglie lo sguardo) Vieni, accomodati, ti preparo un aperitivo. Su, siediti (indica una poltrona, poi si avvicina al mobile basso e si china per prendere una bottiglia e dei bicchieri).

Marco (Ride) Sei sempre il solito, abbassi gli occhi quando ti si guarda in faccia.

Giulio (Imbarazzato, sorridendo) Sono ancora lo stesso timidone, s.

Entrano Paola e Anna, provenienti dalla cucina e, quasi contemporaneamente, Roberto, dalla porta delle camere.

Giulio Ecco Anna, mia moglie; e Roberto, mio figlio.

Marco si alza agilmente dalla poltrona, savvicina ad Anna, le prende la mano e gliela bacia galantemente. Il suo gesto, sebbene demod, viene compiuto con naturalezza.

Marco (Non cessando di guardare Anna negli occhi) I miei complimenti, Giulio. Una splendida donna.

Anna (Ritira la mano, imbarazzata) Grazie.

Marco (Allindirizzo di Roberto) E un bel pezzo duomo.

Roberto accenna a un inchino e porge la mano, che Marco stringe vigorosamente.

Marco (A Giulio) Una meravigliosa famiglia. Davvero! Sai una cosa? Devo confessare che, allora, non avrei dato un soldo bucato per la tua pelle. In senso evolutivo, ti consideravo un esemplare della specie destinato a soccombere. Sognatore, un po vacuo, senza particolare talento Sono contento dessermi sbagliato.

Giulio (Forzatamente scherzoso, ma in fondo piccato) Ah, cos che la pensavi? E io che credevo che fossimo amici!

Marco E lo eravamo! Ci non toglie che ti avrei voluto diverso, pi forte.

Giulio Su, basta parlare di noi. Parlaci di te, piuttosto. Siamo tutti curiosi.

Marco Vorresti che ti raccontassi i venticinque anni della mia vita che non conosci in cinque minuti? Non basterebbe tutta la notte.

Giulio Ma non puoi neanche tacere. Qualche notizia sul tuo passato, sulle tue attuali condizioni, dobbligo.

Marco Vuoi sapere se sono ricco? Se, come si dice, ho fatto fortuna?

Giulio Ecco: ora ti riconosco. Come allora, diretto, senza fronzoli, nel centro del problema. S, vero, voglio sapere come ti andata. E normale, no? Ma non solo questo. Non m passata neppure per la mente che tu fossi qui per una stoccata.

Marco (Sghignazza) Il fatto che tu ne parli dimostra il contrario. Tranquillo: ho soldi a palate, non so neppure io quanti. Vi ritrovate tra le mani il pi ricco degli zii dAmerica. (Tutti ridono. Giulio sembra il pi sollevato) Ma non mavevi offerto un aperitivo? Forza, allora: e fllo abbondante.

Anna Bene. Mentre voi bevete, io torno in cucina. La cena quasi pronta.

Roberto e Paola si siedono sul divano, ammiccando, ambedue affascinati dallospite. Anche marco si siede.

Giulio (Mentre prepara laperitivo) Non riesci a condensare la tua vita in poche parole?

Marco Lo far quando sar presente anche tua moglie. Non sarebbe gentile escluderla dalla conversazione.

Giulio Daccordo. Nel frattempo, di che parliamo?

Marco Ma di voi, naturalmente. Di te, Giulio: che fai?

Giulio Lavoro in pubblicit. Da anni, ormai. Art director in unagenzia.

Marco Art director. Suona bene. Che significa?

Giulio Niente di speciale. Mi occupo di campagne pubblicitarie, tutto qui.

Marco Uhm! (A Roberto e a Paola) E voi?

Roberto Mi sono diplomato lanno scorso, ma non ho ancora un impiego. Non facile trovare qualcosa da fare: cercano solo gente con esperienza. Cos, vivo alle spalle del babbo, con grande rammarico dentrambi, in attesa di una buona occasione.

Paola Io, invece, sto facendo lultimo anno di liceo, e spero che sia davvero lultimo, perch non ne posso pi. Credo di aver toccato il fondo.

Marco Capisco

Giulio (Cercando di minimizzare) Non la metterei gi tanto dura: nel caso di Roberto, deve solo decidersi a prendere qualche iniziativa. Quanto a Paola, nella migliore delle ipotesi una semplice crisi di maturazione; nella peggiore, un po di stanchezza e di esaurimento.

Marco Vedo che, oltre che artdirector, fai anche lo psicologo

Roberto Dilettante, per. E minimalista.

Marco Parli difficile, per me. So solo che una condizione come quella di Paola pu dipendere dalla perdita di motivazioni. Come si pu far bene una cosa se non si sa perch si fa?

Roberto Questa senzaltro una diagnosi pi seria.

Giulio (Vagamente impermalito) Mi fa piacere che vi troviate daccordo. Ma mi soprendi, Marco: dovresti ormai conoscere abbastanza la vita da averne preso le misure e le distanze. Il mio non facile psicologismo: se sei, come dici, un uomo di successo, questo successo deve esserti costato qualcosa in termini dimpegno, di sacrificio e di libert individuale.

Marco Se misuri il mio successo dallentit dei miei conti in banca, sei fuori strada. Questo tipo di successo non m costato troppa fatica: stata la conseguenza, non completamente voluta, di una scelta di vita; anzi, per essere pi preciso, del mio desiderio davventura. Insomma, venuto da s. La scelta primaria stata quella di vivere pericolosamente, di compiere esperienze singolari, non ordinarie. Poi, per, ti rendi conto che non sufficiente dare un assetto personale alla tua vita, perch qualsiasi cosa tu faccia, di consistente o addirittura di meraviglioso, non influenza minimamente il corso degli eventi. Il mondo va per suo conto, e vorresti fare qualcosa per fargli cambiare direzione, anche se non sai cosa

Giulio E per questo che sei tornato?

Marco Sei acuto. In un certo senso, proprio cos. Ho lasciato la mia fattoria, dove allevo cavalli, buoi e bambini, dove ho appreso a misurare il tempo in secoli e lo spazio in giornate di cammino a cavallo, dove passo le mie ore migliori a scolpire figure in ogni roccia che affiora dalla terrasai, Giulio, nel llano il cielo immensosar perch pi ci si avvicina allequatore, minore la curvatura della Terra: lorizzonte sembra non avere mai fine l, luomo riacquista una dimensione perduta, una dimensione titanica, senza legami o regole ordinarie ma che ha a che vedere con la vita del resto del mondo? A che e a chi serve la perfetta riuscita di una soluzione, se viene realizzata in un enclave sperduta, in un angolo di mondo sconosciuto ai pi?

Roberto A quelli che ci vivono.

Marco Questo pu andar bene ai miei contadini. Io, caro Roberto, che so cosa avviene nel resto del mondo, mi sento come chi si alza da tavola sazio, mentre fuori la gente muore di fame.

Giulio Non sei proprio cambiato! Con te non si pu chiacchierare piacevolmente del pi e del meno: con te si assiste sempre a una conferenza al vertice con, allordine del giorno, la salvezza del mondo.

Roberto Mentre con te non si affronta mia un problema in modo definitivo. Con te, ogni volta che si prova a colpire pi a fondo, si ricevono solo risposte scontate.

Paola Gi, tipico di mio padre aggirare gli ostacoli: una frase fatta per ogni occasione. E quando non ha argomenti, e di solito non li ha, i problemi lui li supera dautorit.

Giulio (A Marco) Li senti? Eh, una volta i padri avevano ben altro peso!

Marco E vero. Una volta. Oggi, non pi. E vivaddio! Siamo modelli superati. Hai sentito? Ti accusano di non affrontare direttamente i problemi. Che interesse pu avere, per un giovane, la filosofia del quieto vivere?

Anna (Entra col vassoio degli antipasti) A tavola!

Giulio (Scherzoso, ma con un certo sforzo) Arrivi a proposito. I tuoi figli si sono alleati con luomo che viene dal caldo: mhanno processato e condannato. Grazie al cielo il tuo arrivo e la cena mhanno salvato dalla sedia elettrica.

Anna Lho sempre detto: sei abilissimo nello svicolare. (Tutti ridono) Davvero! Riesce sempre a salvarsi, in extremis!

Giulio Tu quoque! Ma allora proprio una congiura.

Mentre la scena si oscura, gli attori ridono e si siedono a tavola.

Scena III

La scena la stessa. Anna e Paola stanno sparecchiando. Giulio, Marco e Roberto si siedono in poltrona.

Marco Grazie per lottima cena. Erano anni che non gustavo la saporita cucina italiana.

Giulio Cosa mangi dalle tue parti: serpenti e alligatori?

Marco Ti dir: in tutti questi anni non mi sono mai molto preoccupato di cosa mi finisse sotto i denti. Mi sono nutrito, ecco: avevo altro da fare.

Giulio Finalmente veniamo al punto. Cosa?

Marco (Sorride) Impaziente di ascoltare la mia storia?

Giulio E curioso. Tutti lo siamo, credo.

(Gli altri assentono e si siedono, in attesa.)

Marco Vedr dessere breve. Partito dallItalia, ho trovato lavoro, a Caracas, in unimpresa di costruzioni. Dopo qualche anno, ho piantato tutto e sono andato in cerca di diamanti. Ho passato cinque anni dinferno ai confini con il Brasile, tra i cercatori, in una terra che chiamano Eldorado, ma che non tanto dorata, vi assicuro: un territorio senza leggi, dove si rischia la pelle ogni giorno. Per un po di polvere doro o per qualche diamante grezzo c gente pronta a farti a fettine a colpi di machete. Poi mi sono ammalato: ho preso lameba, una brutta infezione intestinale. Un amico mi ha salvato, riportandomi in fretta a Caracas, dove mha curato e strappato a una morte certa. Oltre alla mia carcassa, ha portato in salvo i diamanti che eravamo riusciti a trovare. Con il ricavato della vendita abbiamo comprato in societ una grande fattoria nel llano, la lussureggiante prateria venezuelana; e abbiamo messo su famiglia, sposando ragazze del luogo. Poi lui morto. Un morso di serpente. Era solo, e lontano. La fattoria grande, circa duemila ettari uno ci si pu perdere. Lho cercato e cercatolho trovato dopo tre giorni. Stecchito. Era appoggiato al tronco di una grande acacia. Sera seduto allombra, per morire in pace. Sembrava che maspettasse. Gli dovevo una vita, non sono riuscito a pagare il mio debito, che resta insoluto per leternit. Ho preso con me la sua donna e i suoi quattro figli. Era tutto ci che potevo fare per lui. Lho sepolto alla fattoria, sotto una pianta di cacao, dalla quale nessuno, da allora, osa raccogliere frutti.

Alcuni secondi di commosso silenzio.

Giulio Era italiano?

Marco Pedro? No, non era italiano, era un negro venezuelano forte come un toro e buono come il pane. Le ingiurie che il mondo riserva ai neri lo attraversavano senza rendere opaca la sua luminosit, la sua trasparenza. Le rintuzzava con un sorriso, sempre pronto e disarmante. Sebbene avesse ucciso un paio di farabutti, l, allEldorado, non ho mai conosciuto persona pi mite. Lo amavo molto, Pedro, moltissimo. Era come un fratello, per me. Di lui, vho detto, non mi restano che i figli, che ora sono i miei, e la moglie anchessa mia.

Giulio Ho capito bene? Hai due mogli?

Marco Gi. E le amo tutte e due, in egual misura. Ti sembra strano, eh?

Giulio Beh, s. Non ci sono delle leggi che vietano la bigamia?

Marco Oh, le leggi! La mia fattoria cos lontana dal mondo cosiddetto civile che nessuno si preoccupa di quello che avviene entro i suoi confini.

Giulio E la tua prima moglie?

Marco Ha un gran cuore e una buona testa. Ha sentito chera giusto e ha capito. Inoltre, l le relazioni tra la gente sono concepite in modo diverso

Giulio Incredibile. Non pensavo che potessero accadere cose simili.

Marco Non tutto ci che primitivo e errore. Il nostro tanto decantato progresso s lasciato dietro di s non poche cose buone.

Anna Non se riuscirei ad adattarmi a un fatto del genere, a dividere mio marito con un'altra donna.

Marco Anna, ti do del tu e ti faccio una domanda diretta: hai per caso un amante?

Anna Ma che dici?!

Roberto No, Marco: lei ha lhobby del bridge.

Anna (Lancia unocchiataccia al figlio. Poi, a Marco) No, non ce lho un amante e anche se lavessi, pensi che lo confesserei?

Marco (Ride) Buenoper facciamo lipotesi che tu abbia un amante: solo lipocrisia non rivelerebbe una situazione simile alla mia. Non vivresti con due uomini contemporaneamente? E per farlo ti sfiniresti in sotterfugi, menzogne Mia moglie ha semplicemente reso ufficiale quello che di solito si cerca di tenere nascosto.

Roberto E la promiscuit che d fastidio a mia madre, la promiscuit ufficializzata. E una questione di stile, che diamine!

Anna guarda Roberto con occhi carichi di rimprovero e di preghiera. Marco se ne avvede e sorride. Anna, per nascondere il proprio disagio, si alza.

Anna (A Marco) Vuoi bere qualcosa?

Marco Uno scotch non mi dispiacerebbe. Questa una brutta abitudine americana che non sono riuscito a evitare.

Giulio Dunque, tornando alla tua storia, vivi in questa grande fattoria con due mogli equanti figli?

Marco Sette. Quattro neri come la notte, i figli di Pedro, e tre di colore incerto, crepuscolare comunque, i miei: questo, se vinteressa il colore della pelle. Inoltre la comunit comprende una ventina di braccianti con le relative famiglie, e una piccola trib di indios che vive sulla riva del fiume.

Giulio Selvaggi?

Marco (Sorride) No, civilizzati: credono nel dio dei missionari e in molte altre divinit pi antiche. Inutile dire che non capiscono il senso della parola propriet e io li lascio vivere tranquilli, in un territorio che i loro avi hanno calpestato molto tempo prima che arrivassero i bianchi.

Giulio E quanti capi hai?

Marco La consuetudine vuole che il numero dei capi non superi il numero degli ettari, perch ogni capo abbia almeno un ettaro derba di cui nutrirsi. Quindi, circa duemila.

Giulio (Fischia) Un capitale!

Marco S, ma fluttuante, come il dollaro.

Paola Hai anche figlie?

Marco Certo. Dei magnifici sette, tre sono bambine.

Paola E chi si cura della loro istruzione?

Marco Io. Sono padre, tutore e maestro. La scuola pi vicina dista cinquanta chilometri. Ce li porto una volta allanno, a fare gli esami.

Paola Pensi di averne ancora?

Marco No (ridacchia), ma non si pu mai dire. L non si usano contraccettivi. Comunque, se dovesse succedere, la terra una madre generosa, da quelle parti, e riesce a sfamare tutti, con abbondanza.

Giulio Un po irresponsabile, mi sembra. Non temi future lotte per la spartizione delleredit?

Roberto Ma senti a che va a pensare!

Marco Se ci saranno, vorr dire che sar stato un cattivo padre e un pessimo maestro.

Roberto Sei unico, pap!

Giulio Sono solo pratico: ogni figlio che nasce fa scemare il valore del patrimonio.

Roberto e Paola sbuffano, insofferenti.

Marco Non mi sono mai posto il problema, ma probabilmente vostro padre ha ragione. Almeno finch il mondo dar tanta importanza al denaro. Comunque, laggi la vera ricchezza la terra, se la si lavora: di per s non una grossa moneta di scambio. Ce n ancora cos tanta! Ma leredit che lascer sar, spero, daltra natura: un modo diverso di concepire la vita e un modo pi sano di viverla. In una parola: la qualit della vita piuttosto che il conto in banca. Le due cose da noi non sono interdipendenti.

Giulio Mentre da noi s, purtroppo.

Anna Perch parli come se la cosa ti contrariasse? Non vivi per il conto in banca, tu?

Giulio (Fortemente ironico) Cara Anna, la tua osservazione mi stupisce. La qualit della tua vita sempre dipesa dal mio conto in banca: attingervi sempre stato il tuo sport preferito.

Anna Hai mai sentito parlare di comportamenti sostitutivi?

Marco Esta pegando duro, la chica! Andiamo sul difficile.

Giulio Non farci caso. In questa casa la Bibbia e il Vangelo sono stati sostituiti da Konrad Lorenz e dalletologia applicata. Si tirano fuori citazioni dal cilindro come conigli bianchi, ma spesso difficile trovarvi un po di senso comune.

Anna Ce n, eccome! Solo che non ti fa comodo vederlo!

Marco Mujer enojada, mujer daada. (Ride) Donna arrabbiata, donna rovinata, mi diceva un giorno un indio. Gli avevo chiesto perch, ogni volta che lo incontravo, era cos pieno di chicha da non riuscire a tenersi in piedi. Mi spieg che la sua donna faceva la civetta con i giovani della trib. La sua dignit di macho era compromessa. Lunica soluzione al problema era una soluzione a cui non era pi in grado di ricorrere, mi disse: il bastone. Antes tenia que usar otra verga! Unaltra specie di bastone dovevo usare, prima.

Tutti ridono, anche Giulio, sebbene con evidente sforzo.

Giulio Divertente aneddoto, ma perch ce lhai raccontato?

Marco (Esageratamente perplesso) Francamente, non lo so. Qualcosa in ci ch stato detto mha richiamato alla mente lepisodio. Non fateci caso.

Anna chiaramente imbarazzata. Paola e Roberto si guardano e si fanno cenni dintesa.

Paola Che cos la chicha?

Marco Una bevanda alcolica che preparano le donne indie masticando a lungo chicchi di mais e lasciando fermentare la poltiglia ottenuta.

Paola Che schifo!

Marco (Ridendo) Sono senzaltro daccordo con te.

Paola E tu lhai bevuta?

Marco Qualche volta, s.

Paola Pensare a tutta quella roba masticatabrrrr

Marco Oh, sai, lalcol purifica, sterilizzama, a parte questo, decisamente cattiva.

Giulio Eppure mi piacerebbe sapere la vera ragione di questo tuo racconto. Ho limpressione che, in qualche modo, tu abbia voluto accomunarmi a quellindio. Se cos, vorrei affermare che ho ben poco da spartire, io, con un indio dellAmazzonia.

Marco Non un indio dellAmazzonia, ma fa lo stesso e la soluzione a cui faceva riferimento non praticabile, da queste parti. S, sono daccordo: hai poco da spartire con un indio; messi a confronto sembrate abitanti di due pianeti diversi.

Roberto Gi. Ma quale dei due lalieno? Domanda da un milione di dollari.

Ridono tutti, meno Giulio.

Giulio Senzaltro lui. Io sono figlio del mio tempo e della civilt dominante. Sono pronto a scommettere che anche il peso del mio cervello superiore al suo. E un ramo secco, lui, inutile, che il progresso finir per potare.

Marco (Molto ironico) Pobre indiecitu, continua a pescare nel fiume, piange la sua donna perduta, si ubriaca e non sa dessere un ramo secco che finir per alimentare il grande fal del progresso.

Giulio Il tuo sarcasmo non mi tocca. E ti prego di non travisare il mio pensiero. E un fatto obbiettivo, una cruda necessit storica, certo deplorevole

Marco Deplorevole? Ma un vero disastro! Cancellare dalla faccia della terra quegli indios come amputarsi!

Giulio Ma io non voto per il loro sterminio, che diamine!

Roberto Che cosa consiglieresti, allora? Di chiuderli in un giardino zoologico?

Marco Non esagerare. Concediamo a tuo padre un minimo di credito.

Giulio Come avrai notato, non facile ottenerne, di credito, neppure in famiglia. E quello che voglio dire semplicemente questo: che il mondo quello che , e brutto o bello che sia, devi ballare al suono della sua musica. E se, per seguirne il ritmo, devi rinunciare a sogni e ad aspirazioni, allora ci rinuncie buonanotte.

Roberto Che squallore!

Giulio (Scatta) Proprio tu parli? Tu, a cui non mai mancato niente?

Roberto Siamo alle solite. Ogni volta che discutiamo, finiamo sempre nel solito imbuto: tu mi mantieni, quindi hai per forza ragione. Tu mi mantieni, quindi hai il diritto di dirmi cosa fare della mia vita. Non prendi neppure in considerazione il mio desiderio di compiere scelte diverse, di cercare una mia via

Giulio (Sbuffa) Tua sorella mi ha detto che tua intenzione darti alla pittura. Se questa la tua via, non vedo loriginalit della mossa. Quello che affermo che il mondo sembra avere pi bisogno di tecnici che di artisti.

Roberto Mia sorella una chiacchierona, ma ha riferito la verit. Mi metter a dipingere e lo far proprio per contrastare la tendenza del mondo a trasformarci in tante api operaie.

Marco Muy bien dicho, carajo!

Breve pausa

Giulio E una strana serata, questa. Credevo dincontrare un vecchio amico, che non vedo da venticinque anni, per parlare con lui dei vecchi tempi e invece ne esce un dibattito dove si cerca di mettere sotto accusa il nostro modo di vivere. Pi che un vecchio amico, perdio, mi sembra daver accolto in casa un provocatore.

Roberto (Quasi tra s) O un catalizzatore chiss!?

Marco sghignazza

Anna Non essere scortese, Giulio. Marco non ha nessuna colpa se le nostre tensioni scelgono i momenti meno opportuni per scatenarsi. E inutile voler presentare un quadro falso per vero. I coloro non sono freschi e genuini come nelloriginale. Capisco che tu abbia desiderato presentare la tua famiglia a un vecchio amico nella luce migliore, ma la rappresentazione stata cattiva e gli attori pessimi.

Paola (Quasi strillando) Ma s! Cos questa ipocrisia?! Questa famiglia un casino. E bene che si sappia. Altro che quadretto idilliaco: belve pronte e sbranarci, ecco quello che siamo!

Giulio Ma che diavolo sta succedendo? Siamo forse preda di un attacco disteria collettiva? Bambina mia

Paola Macch bambina! Tua, poi! Hai sempre avuto altro a cui pensare, tu! Mi hai mai ascoltato? Hai mai cercato di capire i miei problemi?

Giulio Non capisco, Marco. Tassicuro che tutto questo, per me, unassoluta novit.

Marco Su, non successo niente di tragico.

Giulio E tutto cos confuso, imprevisto. (Si volge verso Paola, ha uno slancio verso di lei, ma si trattiene) Credevo che tu sapessi di poter contare su di me (la ragazza sbuffa, insofferente) in ogni momento. (Guarda lorologio) Forse meglio chiudere qui questa disgraziata serata. (A Marco) Non ti ho chiesto quali sono i tuoi programmi. Se vuoi restare con noi, puoi dormire qui, in questo divano.

Marco Per la verit, ho gi una stanza, in albergo

Anna/Paola (Allunisono) Resta!

Anna Ci fai piacere. So anche che, per qualche oscuro motivo, importante per tutti noi che tu ti fermi in questa casa.

Paola Sono daccordo. C qualcosa di magico in te.

Marco Magico? (Ride) Che esagerazione!

Paola Ma no, non esagero. Che cos, se non una magia, quello che accaduto stasera? Per la prima volta, abbiamo parlato! Sei arrivato e noi abbiamo tirato fuori i rospi che covavamo nello stomaco. Come hai fatto? I tuoi indios thanno trasmesso qualche loro segreto?

Marco (Ridendo con aria furbina) E vero, un vecchio brujo mha insegnato qualcosa

Paola Un bruco?

Marco (Sghignazza) No, non un verme colorato che striscia sulle foglie, ma un brujo, uno stregone. Mha insegnato un po di voodoo, a pilotare i sogni e a masticare foglie di coca quando mi sento depresso. Quanto a estrarre rospi dallo stomaco della gente, no, questo no; non ha incluso la materia nelle sue lezioni.

Pausa

Giulio Bene. Allora deciso. Resti con noi.

Marco Se questo che desiderate, accetto. Vivere in albergo, per un allevatore del llano deprimente. Non troppo, il disagio, per voi?

Anna Il disagio maggiore labbiamo gi affrontato: quello di parlare. Ha detto bene Paola. Se la tua presenza ha generato questa sorta di miracolo, dal fatto che tu resti non potr derivarci che bene.

Roberto Ci hai come destati da un lungo sonno.

Paola Ci hai costretti ad aprire gli occhi.

Anna Non ti resta che prenderci per mano e insegnarci a guardare alle cose con occhi nuovi.

Giulio (Scioccamente allegro) Caro Marco, ti sei preso una brutta gatta da pelare.

Marco Chiss. (Perplesso) Il problema che sono un eremita che, dopo anni di meditazione nel deserto, decida di tornare tra la gente. Il suo mondo interiore ricco, ma labuso di solitudine lo ha reso impacciato. La folla lo mette a disagio e le parole, che nella solitudine del deserto non hanno echi, adesso acquistano un peso e unenergia nuovi, provocano effetti imprevedibili, colpiscono, come frecce, dolorosamente

Roberto Il buon medico non piange con il paziente se la medicina che prescrive amara.

SIPARIO (Fine I atto)

ATTO II

Scena IV

La stessa. Il divano s trasformato in letto. Lilluminazione discreta. Marco solo, seduto sul bordo del divano-letto. E ancora vestito. In attesa. Entra Roberto con un pigiama in mano.

Roberto Tieni. Dovremmo avere la stessa taglia.

Marco (Lo prende) Andr benissimo, grazie.

Roberto (Accenna ad andarsene. Poi si ferma, impacciato) Hai sonno? Puoi perdere cinque minuti con me?

Marco (Sorridente) No, non ho sonno. S, posso perdere cinque minuti.

Roberto (Si siede in poltrona) Vorrei parlare un po con te, da solo.

Marco Un segreto?

Roberto (Si schermisce) No, nessun segreto, ma largomento annoierebbe gli altri.

Marco Ok. Spara.

Roberto Hai detto: scolpivo ogni roccia che affiorava dalla terra

Marco Ci avrei scommesso!

Roberto Vorrei saperne di pi.

Marco (Un attimo dindecisione) Perch no? (Pausa, per raccogliere le idee. Si alza e si mette a misurare la stanza e continua a farlo anche quando parla) Una frenesia durata anni. Una specie di attacco creativo prolungato. Hai presente i graffiti preistorici? Molti di quegli ignoti artisti sfruttavano i chiari-scuri delle rocce, le protuberanze, le crepe, ogni particolarit del sasso per costruirvi attorno la figura. E successo anche a me. Un giorno stavo osservando una roccia che affiorava tra i bamb e la sua forma mi richiam limmagine di una donna accovacciata sulle ginocchia, in atteggiamento di preghiera. Mi venne lidea di completare quellimmagine appena abbozzata. Ci che il caso stava suggerendo allimmaginazione, le mani avrebbero trasformato in una forma finita. Iniziato il lavoro, mi resi ben presto conto che il senso di quello che stavo facendo non risiedeva nel risultato che avrei ottenuto, ma nel lavoro in s, nel piacere che mi dava il creare forme dalla materia bruta: la rotondit di una natica, un seno prosperoso, una ciocca di capelli, lovale di un volto. Centellinavo la forma, prediligendo il particolare forse a scapito dellinsieme, e molte di quelle sculture finirono per non avere forme identificabili, ma risultarono solo un insieme di particolari.

Roberto Delle chimere, dunque.

Marco Pressa poco. Ma non mimportava, perch era il lavoro in s che mappagava completamente. Lopera terminata veniva subito accantonata, non pi degnata duno sguardo. Correvo a unaltra roccia e mi ci sedevo davanti, in attesa che mi lanciasse il suo messaggio. Unesperienza eccitante: la pietra, con un muto linguaggio di linee, pareva che mi dicesse: guarda bene: dentro di me si nasconde il volto misterioso di unindia; oppure, ancora: ti prego, artista, metti a nudo il culo poderoso di questa donna matura, che preme per la voglia di offrirsi

Roberto Straordinario!

Marco Uhm! Ma sterile, a lungo andare.

Roberto. Come!

Marco E un monologo, capisci? Un monologo che esclude tutto e tutti.

Roberto Chiss. Forse proprio questo il senso dellarte.

Marco S, se questo vuol dire non asservirla a quello che il mercato vuole o la gente chiede di ricevere. Ma, secondo me, un mezzo che luomo ha usato fin dagli albori della civilt per comunicare. Quelle mie sculture sorgono in un angolo sperduto della Terra, piantate profondamente nel terreno e del tutto intrasportabili. Inoltre, sono un discorso che ho fatto con me stesso. Del tutto egoistico. Oh, s, i miei contadini ridacchiano quando le vedono: mira, una mano! Pchica, el trasero de una mujer! Poi scuotono la testa e passano oltre. Sicuramente pensano: loco de un gringo! Quien sabe porqu pierde su tiempo haciendo esas tonterias! E hanno ragione: perch perdere tempo con quelle sciocchezze, con tutto quello che c da fare in fattoria! Solo glindios le apprezzano moltissimo e mi considerano una specie di grande stregone, perch, secondo loro, sono capace di rivelare al mondo il dio che si nasconde in tutte le cose, anche in quelle inanimate.

Roberto E un modo molto poetico di definire larte.

Marco Poetico eprimitivo. Siamo uomini civilizzati e larte ha perso la sua primitiva connotazione magica. Oggi ha altri scopi: aprire le menti, per una maggiore comprensione del presente e del futuro. Chiarire, correggere gli errori, smascherare falsi ideali, sputtanare i moderni santoni della politica, i guru delleconomia e della globalizzazione. Larte devessere lo spauracchio del potere e restare sempre vigile affinch il potere non la usi ai suoi fini. E, per questo, libera! E forte, tanto da poter resistere alle lusinghe del denaro, del facile successo, delleffimera gloria. Deve servire ad affrancare gli uomini e preservare la loro individualit minacciata. Se non serve a questo, come le mie statue, magari belle, ma certamente inutili, oggetti sperduti nella savana, in una terra dove nessuno mette piede e che nessuno mai vedr. E se non serve a questo, anche la tua pittura finir sulle pareti del soggiorno di qualche casa privata, nascosta alla vista di tutti, atto di creazione dimenticato e inutile.

Roberto Che dovrei fare? Dipingere murales, visto che nessuno mi d da affrescare una cattedrale?

Marco (Scoppia a ridere) E unidea. Il concetto quello. Larte deve scuotere, provocare un terremoto nelle coscienze. Guai quando diventa linguaggio criptico, usato da un ristretto numero diniziati, quando si fa massoneria, oggetto dintese private. E guai quando lartista strizza locchio allamico o al critico compiacente!

Roberto Faccio fatica a capirti, perch ho sempre pensato che il linguaggio dellarte fosse un linguaggio per iniziati.

Marco Bisogna sforzarsi per renderlo comprensibile a tutti.

Roberto Si pu ottenere i risultati cui tendi anche con la predicazione.

Marco (Scoppia a ridere di nuovo) Pi che giusto! Ma a ognuno il suo! Tu affermi di voler fare il pittore e non il predicatore. Io dico che, in ogni caso, occorre battersi per luomo, per la sua libert, per la sua individualit.

Roberto Non saprei neppure da dove incominciare.

Marco Ci vogliono maturit e consapevolezza. E bisogna anche essere sereni e tu non mi sembri sereno. Che cos successo con tua madre? Perch la punzecchi?

Roberto (Tituba) Beh, lho sorpresa, proprio oggi, al telefono e ho udito parole che non avrei dovuto udire. (Pausa) Credo che abbia un amante.

Marco Questo lavevo capito. Ma perch la ferisci? Vuoi punirla?

Roberto. Non lo so. Forse lidea che tua madre possa essere considerata un oggetto sessuale contiene ingredienti amari, difficili da digerire. Faccio di tutto per non vedere quel tanto di sporco che mi trasmette limmagine di lei a letto con uno sconosciuto, ma non ce la faccioe divento cattivo. (Pausa) Mah!? Spero solo che non si butti via e che la sua relazione valga la pena dessere vissuta. Non la vedo pi felice, per

Marco Mai essere pessimisti. Lamore una grande medicina.

Roberto Amore? E se fosse solo sesso?

Marco Meglio, amico mio, meglio! (Ride) Il sesso, preso a dosi massicce, ha un alto valore terapeutico. Limportante non macchiarlo con sensi di colpa.

Pausa. Roberto non sembra convinto.

Marco Non ci credi?

Roberto Non ho sufficiente esperienza. Anzi, la materia mi quasi del tutto sconosciuta e largomento, non so perch, mi mette a disagio.

Marco (Tra s) Que pena! Que sea marica? (A Roberto) Dico, ehi, ti piacciono le donne, vero?

Roberto (Confuso e impacciato) Ma s, certo!

Marco Allora, come si spiega il tuo disagio? Hai fatto fiasco, per caso? (Roberto tace, pare seccato) Su, su, fa conto dessere dal dottore. Di che ti vergogni? Siamo tra uomini, no?

Roberto Va bene. S. Ho fatto fiasco.

Marco Sempre? Dicoogni volta?

Roberto (Imbarazzatissimo) Non sono impotente, se questo che vuoi sapere. Per successo proprio con lunica donna a cui tengo.

Marco E brutta?

Roberto Tuttaltro! E bellissima.

Marco Descrivimela.

Roberto Se ci tieni: alta, pi o meno come me, ha gli occhi e i capelli neri. Abbia la stessa et e

Marco (Lo interrompe) Aaahh! Non me ne frega niente. Ti sembra questo il modo di descrivere una donna? Ti ho chiesto di parlarmi della ragazza di cui sei innamorato e tu mi scodelli una scheda segnaletica per la polizia.

Roberto Non capisco: Luisa una bella ragazza, molto intelligente

Marco Me ne compiaccio, ma non centra niente lintelligenza, per il momento. Ricordi? Stavamo indagando circa il tuo fiasco. E la sessualit il problema. Che cosa ti dice il suo corpo? Come ti parla? Quali sensazioni provi nel guardarlo, nel toccarlo? La sua pelle liscia? Oppure coperta di fine peluria? E i suoi seni? Sono boccioli, limoni, pere o papaie? E come sono le sue natiche? Sensibili? E le labbra? Carnose? La sua lingua viva? E i capezzoli, erettili? Insomma, lhai guardato bene il suo corpo almeno una volta? Il pube si estende come una foresta o solo un piccolo boschetto? E il suo sesso, si protende, offrendosi spavaldamente o nascosto, ritroso, rivolto verso il basso? (Pausa) Vuoi che continui? Posso durare in eterno nel descriverti una donna.

Roberto (Ridendo, confuso) No, no, basta, per carit. So rispondere, s e no, a un paio delle domande che hai fatto.

Marco E ti meravigli se hai fatto fiasco?

Roberto Eppure, viviamo un buon rapporto. Sul piano intellettuale ci troviamo molto bene.

Marco Il che non guasta, ma non ha molta importanza in questo contesto. Sesso e intelletto sono come classi contigue, spesso incommensurabili. Da una parte la carne, con le sue leggi antiche, dallaltra la mente, la razionalit, la coscienza. Quando lintelletto pretende dintegrare la sessualit, compie unindebita ingerenza. La mente razionalit, logica, consapevolezza; il sesso invece magia, prerazionalit mistero.

Roberto Ho capito. Che devo fare, per? Ci tengo, a Luisa!

Marco Onestamente, non so se il vostro rapporto sia recuperabile. Potete senzaltro provare: nella peggiore, o migliore, delle ipotesi tu finirai tra le braccia della prima donna che sar capace di toglierti i pantaloni con i denti e lei in quelle di un uomo che sapr farla sciogliere come una cucchiaiata di zucchero in un bicchiere dacqua calda.

Roberto (Dopo una pausa meditativa) Qualche consiglio? Che devo fare per non perderla?

Marco Non esistono strategie preconfezionate, mi dispiace. La soluzione che cerchi un evento spontaneo. Quello che posso suggerirti, per quel che vale, : guarda a Luisa come a una donna, a una femmina della tua specie. Impara a vederla come una preda, con gli occhi di un maschio della stessa specie. Devi apprestarti a divorarla, a nutrirti della sua carne. Fai in modo che la bestia che in voi si desti.

Roberto Non siamo troppo civilizzati, per questo?

Marco E vero. Ma un buon rapporto amoroso prevede un cammino a ritroso nel tempo, alla ricerca dei buoni istinti, dellanimalit primitiva perduta.

Roberto (Sospira) Forse ho capito quello che intendi. Chiss, forse sono ancora in tempo

Marco Te lo auguro. (Pausa) E, per quanto riguarda tua madre, anche lei in attesa che qualcuno la desti: solo che, per lei, sta per scadere il tempo. Capisci? Trattala con benevolenza. Non merita il tuo disprezzo, ma tutta la tua comprensione.

Roberto Daccordo. In fondo vorrei solo che fosse felice. (Pausa) Bene. (Si alza) Vado adesso, s fatto tardi. E grazie per la chiacchierata.

Marco De nada, amigo, y buenas noches.

Roberto Buonanotte (esce).

Roberto esce dalla porta che va alla sua camera. Dalla porta della matrimoniale entra quasi subito Anna. E in camicia da notte. Tiene gli occhi bassi, timorosa e imbarazzata.

Anna Ho sentito tutto.

Marco Ah!

Anna Mi vergogno tanto.

Marco Daver origliato?

Anna No. E per quello che ha detto Roberto. Dio, che sciocca sperare di farla franca! Mi sento spregevole e disgraziata.

Marco Se hai davvero ascoltato, dovresti aver capito che Roberto non ti odia: solo preoccupato per te e ti vorrebbe felice.

Anna E che non solo affatto. La mia relazione frutto della noia, della rabbia, del desiderio di vendetta tutti motivi sbagliati, che rendono sbagliata tutta la faccenda.

Marco Perch non le di un taglio?

Anna Perch non ci riesco. Sono troppo debole. Dio, come mi vergogno! Bugie, sotterfugi, sensi di colpa, per qualcosa che non sento, poi, qualcosa dinadeguato, di pretenzioso. Alla mia et! Capisci? Ho due figli adulti. No, non si dovrebbe pensare a certe cose, alla mia et!

Marco Sciocchezze! (Si alza, le si avvicina e la prende per le spalle) Sei ancora una splendida donna, desiderabile (le accarezza i fianchi) con un corpo ancora rigoglioso, capace dispirare passione e di dare piacere a un uomo.

Anna (Ritraendosi, turbata) Che fai?! Che dici!? No, dovrei rassegnarmi, una buona volta: invecchiare serenamente, prendere atto della stagione finita. Questo, s, sarebbe saggio.

Marco No, sarebbe una capitolazione. Uno spreco! Sei bella, lo sai, lo accerti ogni giorno guardandoti allo specchio. Vedo il tuo corpo scultoreo, i seni sodi, un ventre ancora piatto

Anna Ma che dici! Sei pazzo.

Marco Perch? Perch chiamo le cose con il loro nome? Guardami negli occhi. Che vi leggi?

Anna Qualcosa che mi fa paura.

Marco Il mio desiderio ti mette solo a disagio. Perch lo stesso tuo desiderio.

Anna E questo che non voglio. Hai sentito Roberto? C qualcosa di sporco in me. Ha ragione: ogni volta che uso questo corpo come se morissi un poco

Marco (Quasi tra s) I sensi di colpa uccidono la gioia, lho sempre detto!

Anna Penso ai ragazzi, s: ogni volta come se li abbandonassi.

Marco I ragazzi! E Giulio?

Anna MahGiulio non sinteressa molto a ci che faccio.

Entra Giulio

Giulio E vero. Non minteressa quello che fai.

Marco Avete tutti lo stesso vizio in questa casa: quello dincollare lorecchio alle porte?

Giulio S, riconosco che una brutta abitudine, ma proficua, a volte, se ne vengono a sapere delle belle!

Anna Che frittata!

Giulio Ti sbagli: sono sempre stato al corrente dei tuoi tradimenti.

Anna Davvero?! (Marco si siede sul divano e si dispone ad assistere alla disputa) E perch non hai mai detto niente?

Giulio Mi chiedi perch non ho mai fatto scenate? Dovresti conoscermi.

Anna Ecco! Odioso anche in questi frangenti. La tua indifferenza offensiva.

Marco E una persona civile, lui!

Giulio Tanto civile da lasciarla libera di vivere la sua vita come pi le piace. E un problema suo e della sua coscienza, almeno finch la cosa non turbi la serenit dei figli. Questo non lo sopporterei.

Anna (A Marco) Vedi? Pensa ai figli, ma a me non pensaforse non ci ha mai pensatoe la mia vita stata un letto orfano, vuoto

Giulio Ti pregherei di lavare i panni sporchi in privato. Non hai il minimo senso della decenza!

Anna Basta! Perch insisti nel voler nascondere la realt delle cose? Marco sa tutto.

Giulio Gi, sa tutto, E perch? Chi , Marco? Che cosa o chi rappresenta perch dun tratto sia diventato il nostro confessore o il nostro giudice? Da chi ha ricevuto questo mandato? E un perfetto estraneo. Ho conosciuto un ragazzo, venticinque anni fa, che mi era amico. Lo rivedo adulto e stento a riconoscerlo. Siamo obbiettivi: non abbiamo nientaltro in comune che qualche anno di vita, che appartiene a un lontano passato. E questo ti sembra sufficiente a far s che intervenga nella nostra vita e vi getti scompiglio?

Marco (Si alza, sorridendo, sicuro di s) Non sono n il vostro confessore n il vostro giudice. Sono stato invitato a restare, con una certa insistenza, forse non da te, ma dai tuoi familiari. Se vuoi che me ne vada non hai che da dirmelo.

Anna Scusalo, Marco. E cos ottuso da non vedere fino a che punto si spinga la sua scortesia.

Giulio Ma s, scusami. Ma cerca anche di capire. (Indica Anna) Il nostro un rapporto complesso, con molti lati oscuri, e non pu essere liquidato in poche battute.

Marco Ti faccio notare che mi limito a rispondere alle vostre domande. Non ho chiesto io dessere interrogato, ma se qualcuno mi fa una domanda, io, se posso, rispondo. Forse le mie non sono risposte canoniche, ma devi scusarmi: in tanti anni di vita selvatica ho perso labitudine ai luoghi comuni.

Giulio Va bene. Una domanda te la faccio anchio. Chi sei, tu, veramente?

Marco (Scoppia a ridere e fa la voce grossa, mefistofelica) Lucifero.

Giulio Non sento odore di zolfo.

Marco Allora, diciamo larcangelo Gabriele.

Giulio Non vedo le ali.

Marco E vero, mentivo: sono uno zombi.

Giulio Hai un aspetto troppo florido. Basta con gli scherzi.

Marco Ok, daccordo. Sono Marco. Ci siamo incontrati tanti anni fa e abbiamo fatto un tratto di strada insieme.

Giulio (Si versa da bere) Aspettavo un vecchio amico. E venuto. Ho cercato di dare di me limmagine migliore. Mi ha smascherato. (Pausa) La tua, pi che una visita, una nemesi.

Marco Accidenti! Osservazione davvero acuta!

Giulio Lasciami finire. (Beve) Sei Marco, lo so, in fondo ti riconosco, riconosco il tuo carattere, estroverso, dominante. Ricordo anche come tutti del gruppo subivamo il tuo fascino. Ci avevi soggiogati. A pensarci bene, per, la nostra amicizia era un cocktail ben scecherato damore e dodio.

Marco Dici davvero?

Giulio E cos. Ci avevi imposto un giogo e di questo teravamo grati. Cinfondeva sicurezza. Ricordo che la tua partenza ci getto nel panico e nello sconforto. Fu davvero una grande perdita mas, anche una liberazione. Da quel momento la vita ha preso a scorrere sulla nostra pelle in presa diretta.

Anna (Fortemente ironica) Con quali risultati!

Giulio Tant! (Beve) Siamo cresciuti: un fatto. E ognuno di noi ha potuto finalmente compiere i suoi errori pagando di tasca propria. Ti sembra poco? (Beve fino a scolare il bicchiere. Lo riempie) Ma ecco che il grande condottiero ritorna, dopo un quarto di secolo. E che fa? Va dal suo luogotenente, o devo dire ordinanza, e lo fa scattare sullattenti.

Marco Di, non esagerare:

Giulio Non esagero. Gli d una buona strigliata. Il tapino s creato faticosamente qualcosa che assomiglia a una tana, dove spera di passare inosservato e di superare indenne le bufere della vita. Con lausilio di pessimi attori, mette in scena unaltrettanto pessima rappresentazione, per far colpo sul suo capitano. Ma lui non si lascia trarre in inganno: smantella subito la ridicola messinscena e mette a nudo tutte le magagne. Evviva! Bravo! (Beve ancora) Ecco il motivo della mia domanda. Chi sei? Davvero Lucifero? Sei venuto per la mia anima? E tua, potrai usarla come scendiletto, soffiartici il naso o appenderla nel cesso come carta igienica.

Marco Hai finito di sparare cazzate?

Giulio Ho finito.

Anna Non farci caso, Marco: non ha mai retto bene lalcol.

Marco Non credo che sia sbronzo. Anche se, sai, in vino veritas acuta analisi, devo dire. Vedi, Giulio, quando si giovani non ci si rende conto di quello che possono provocare i sassi che gettiamo in uno stagno e che quelle che a noi sembrano ondine, per altri risultano maremoti? Non pensavo di aver violentato, allora, le vostre esistenze. Tiravo diritto

Giulio E noi ti seguivamo.

Marco Mi sembrava naturale. Non mi ritenevo un capobranco.

Giulio Ma lo eri.

Marco Ammettiamolo pure. Ma oggi? Non ho fatto niente, questa sera, per provocare tragedie. Se di tragedia si tratta, questa era nellaria. Sono semplicemente piombato tra voi nel momento sbagliato o in quello giusto, secondo i punti di vista.

Anna (A Giulio) In fondo dovresti essergli grato, se il suo intervento, casuale o voluto, ti ha costretto a prendere coscienza. Invece, quello che sei riuscito a fare, stato insultare un amico.

Giulio Amico, poi! Dopo venticinque anni!

Marco Perch dici cos? Eppure ti sono davvero amico. A differenza di chi resta, chi parte e cambia sistema di vita, la continuit dei ricordi sinterrompe, ma, nello stesso momento, il passato savvalora e si rafforza. Ho protetto per tutti questi anni la nostra amicizia come crisalide nel bozzolo. Solo che, a quanto pare, la mia rimasta troppo a lungo crisalide e la tua da troppo tempo farfalla. Non sono pi tanto sicuro di riconoscerti. Ti vedo amaro e rassegnato. Irto di spine, pronto ad attaccare anche chi, come me, ti si avvicinato con le migliori intenzioni. Se non fosse tanto tardi me ne tornerei in albergo.

Anna Ci mancherebbe altro!

Giulio Ma s, non badare a quello che ho detto. Forse ho bevuto un sorso di troppo. Puoi restare in questa casa quanto vuoi, se hai lanimo di sopportare un vecchio brontolone come me. (Posa il bicchiere ormai vuoto) Bene, dormi tranquillo, mio specialissimo ospite. Buonanotte.

Marco Buonanotte.

Anna Buonanotte.

Marco (Allusivo, ad Anna) Arrivederci.

Anna e Giulio escono. Anna segue Giulio, che scompare per primo. Anna, prima di uscire di scena si volge e lancia unocchiata carica di sottintesi allindirizzo di Marco, che sorride.

La scena si oscura.

Scena V

La stessa. E passato poco tempo. Marco in pigiama, sta piegando i suoi vestiti e li appoggia su una sedia. Entra Anna. E agitata e furtiva.

Anna Marco

Marco Vieni, taspettavo. Ho sperato che venissi, che trovassi il coraggio

Anna Lho trovato, s. Ho sentito che era necessario, importante, portare a termine quello che era stato appena iniziato. (Prende per mano Marco, lo fa sedere sulla sponda del divano, si siede anche lei e gli accarezza il viso) Mi sento sfrontata. Ti sto imponendo la mia presenza, un problema imprevisto per te, forse indesiderato. E come se penetrassi a forza nella tua vita. Esigo che mi si accetti e lo esigo sfacciatamente. Ma ho fretta. Non so perch, ma sento che arrivare fino in fondo a tutto questo, urgente.

Marco Vai pure avanti.

Anna (Gli accarezza il viso e scende poi ad accarezzargli il petto, infilando le mani sotto il pigiama) E come se ti avessi aspettato da sempre. E riconosco il tuo corpo come se lavessi gi conosciuto. Vedi? Lo tocco senza imbarazzo. S: mi sembra di recitare un copione antico. Sento in me una forza che non riesco a contrastare, una forza che proviene da molto lontano. Eppure, mi sembra cos enorme quello che stiamo facendo!

Marco A cosa ti riferisci?

Anna Tradire Giulio sotto il suo stesso tetto!

Marco Tradimento! Una parola grossa. Vuoi crescere e, per crescere, sei costretta a trasgredire, ad abbandonare gli ordinari rapporti tra le cose.

La scena comincia a oscurarsi

Anna Non posso fare a meno di sentirmi riprovevole ma non riesco a staccarmi da te. E cos bello perdersi!

Marco Perch lunico modo per ritrovarsi.

La scena si fa buia. Fino alla fine delle scena il dialogo viene trasmesso in cassa, con leco delle voci tipico del fuoricampo. Sulla parte bianca del fondale, come ombre cinesi, vengono proiettate due silouettes che mimano, come danzando, posizioni damore. In sottofondo, un pianoforte (Notturno di Chopin?).

Anna Abbracciami. Devo rivivere tutta la mia vita in una notte, rimediare agli sprechi, imparare di nuovo a cantare una canzone dimenticata.

Marco Sei bella. Il tuo seno dolce come un mango maturo.

Anna Che miele, le tue parole. Tenere e dolci, come la tua pelle. Il tuo corpo forte, non sente il peso degli anni. Insegnami il tuo segreto: mostrami come si fa a fermare il tempo.

Marco Ci si nasconde in una sua smagliatura e lo si guarda scorrere al di fuori di noi. Ci si gioca a rimpiattino, trovando rifugio nel maggior numero possibile di attimi eterni, eterni come quelli che stiamo vivendo, quelli che il tempo, questo nostro inseparabile compagno dabbene, si lascia rubare, graziosamente prodigo. Ma dobbiamo essere abili: la sua compiacenza solo apparente: sa che il conto, alla fine, quello dei minuti, delle ore e dei giorni deve tornare.

Anna Se cos come dici, e cio che stiamo rubando tempo al tempo, come potr farne buon uso, di quei minuti, quelle ore, quei giorni?

Marco Lascia che il tuo corpo parli e agisca per te. La musica che deve danzare una melodia antica, che conosce da sempre.

Anna S. Grazie al cielo, sono ancora in grado dessere donna, fino in fondo. Ancora pochi anni e il mio corpo sarebbe andato distrutto, la carne si sarebbe fatta molle, la pelle sarebbe avvizzita. Invece, ora let mi aiuta. Con Giulio, allinizio, tutto rimasto incompiuto, inattuato: ero cos giovane! Ah, linesperienza! Chi mai cinsegna ad essere compiutamente donne?

Le ombre cinesi sono esplicite, al limite della decenza. Entra Giulio. La musica cambia e si carica di tensione. La scena cos buia che il nuovo entrato devessere centrato dalla luce di uno spot, tenue, come se la figura emanasse luce propria. E in veste da camera e ha una pistola nella mano destra. La punta verso il divano, ma non si decide a sparare. Il braccio trema per la tensione. Infine Giulio, affranto, china la testa, impotente e sconfitto, abbassa larma ed esce di scena. Le ombre cinesi continuano ad amarsi. I due eventi, da un lato Giulio, dallaltro gli amanti, si muovono in due dimensioni distinte, senza possibilit di venire in contatto.

Scena VI

La stessa. E mattino. Marco si alzato presto. Piega le lenzuola, tira su il letto e ricostituisce il divano. La luce livida, perch lalba precoce. Marco si muove lentamente, quasi a disagio, come se si sentisse fuori posto. Savvicina alla finestra e guarda fuori, attraverso il vetro.

Marco Tutti dormono. La citt dorme, incurante delle prime luci, il tempo migliore. La gente stenta a svegliarsi, in citt. Forse non vorrebbe svegliarsi mai, per non affrontare il disagio di vivere.

Entra Paola. E scarmigliata, lo sguardo allucinato, come se fosse terrorizzata. Guarda dietro di s. Come se qualcuno le stesse inseguendo. Non si rende conto della presenza di Marco. Corre a nascondersi dietro una poltrona, tremante. Marco le si avvicina.

Marco Che ti succede? (Paola non risponde: si guarda intorno smarrita. Marco si china su di lei e le accarezza i capelli). Cosa c? Hai visto un fantasma? (Paola annuisce e lo guarda come se solo in quel momento si rendesse conto della sua presenza) Hai avuto un incubo? (Paola annuisce ancora, lentamente, rabbrividendo) Non vuoi raccontarmelo? Sai, questo il modo migliore per liberarsene. (Paola si alza e si siede in poltrona. Guarda Marco fissamente, in silenzio) Su, scuotiti, reagisci. Sei sveglia, adesso. E io sono Marco, ricordi? (Paola annuisce, sorridendo timidamente) Che cosa hai sognato?

Paola Eroero sola, in mezzo a un deserto. Allinizio mi sembrava una cosa normale: ero curiosa. Poi ho cominciato ad avere paura, perch non riuscivo a camminare. A ogni passo sentivo la sabbia che mi franava sotto i piedi e li riportava al punto di partenza. Era chiaro che non sarei pi uscita da quel deserto. Mai pi. Poi, ad un tratto, alle mie spalle ho scorto un ragno gigantesco, che puntava verso di me. La paura diventata terrore. Con la coda dellocchio lo vedevo avvicinarsi e mi sforzavo di correre, ma inutilmente. La sabbia franava e non riuscivo a guadagnare neppure un centimetro, a quel mostro, che avanzava, inesorabile come la morte, con le sue enormi zampe pelose e gli occhi che mi osservavano con le loro mille facce. Il cuore sembrava che volesse scoppiarmi, mi mancava laria, soffocavo per lansia e lo sforzo. La bestiaccia mi stava ormai sopra, quando mi sono svegliata e sono riuscita a fuggire.

Pausa

Marco Come va, ora?

Paola (Rabbrividisce) Se ci penso, mi sento ancora morire dalla fifa.

Marco (Labbraccia) Senti il calore della mia pelle? Sei tornata tra i vivi. Sei nella tua casa, ora. Lascia il sogno e riprendi contatto con la realt. (La accarezza e lei si abbandona tra le sue braccia. Marco la solleva e la porta via).

Esce di scena con Paola in braccio, attraverso la porta che conduce alle camere dei ragazzi.

La scena resta per un attimo vuota. Entra Giulio. E affranto, con il volto tormentato, la barba lunga, gli occhi allucinati.

Giulio (Si guarda attorno) Dove sar? Eppure dovrebbe essere qui. Se ne fosse andato, almeno! Il minimo che potrebbe fare, se avesse un po di dignit. Amico! Puah! Lei, poi! Senza una briciola di ritegno! Cagna! Buttarsi tra le braccia del primo venuto! Come si fa, dico? Lo aveva appena conosciuto egi, a rotolarsi sul letto, come una volgare troia! Avrei dovuto ucciderli. Perch non lho fatto? Perch? (Pausa) Ma basta, basta! E finita. Via, devono andarsene. Eh, no! Non resteranno un minuto di pi sotto il mio tetto. (Pausa) Che cosa ho fatto per meritarmi tutto questo? Che razza duomo sono se una persona qualunque si sente autorizzata a entrare in casa mia e ad andare a letto con mia moglie? Un due di briscola, lultimo dei lacch Perch ad alcuni tutto consentito e ad altri tutto vietato? Oh, se solo avessi immaginato Non avrebbe messo piede in casa mia!

Entra Anna. In camicia da notte. Risplende.

Anna Giulio! Che fai alzato a questora?

Giulio (La guarda in cagnesco) Non ho motivo di dormire il sonno del giusto, io. Devo scontare i miei peccati. Tu piuttosto: sei qui per il dessert?

Anna Che vuoi dire? Dov Marco?

Giulio (Con disprezzo e acrimonia) Non c, vedi? Dov? Allinferno, spero!

Anna Dio! Che hai fatto?

Giulio (Ride, follemente) Pensi che lo abbia gettato dalla finestra? O strangolato? O, magari, che gli abbia sparato? (Estrae la pistola dalla tasca della veste da camera) Non me ne sarebbero mancati i mezzi vedi? (mostra la pistola) n loccasione. Eravate al di l di quel mirino, tutti e due. (Prende la mira) Bang. Bang. Facile. Un gioco da ragazzi. Sarei libero, adesso. (Anna si porta le mani alla bocca, gli occhi sbarrati) Vi ho risparmiati. Perch? Sono stato magnanimo. (Pausa) Bugia! Solo vile, il solito spregevole vigliacco. (Ridacchia) Mi consoler pensando dessere in credito di due vite.

Anna GiulioGiuliomi dispiace.

Giulio (Non ascolta: procede nel suo vaniloquio) Eravate lvi ho lasciati nel vostro truogolo, a sguazzare nel fango. Vi ho graziati. (Ripone con cura maniacale la pistola nella tasca. Poi sembra tornare in s) Che cosa ci successo? Com stato possibile, tutto questo? Tutta colpa di quel farabutto!

Anna Non c colpa, in quello che accaduto. Doveva accadere. Marco stato solo loccasione.

Giulio No! Non posso accettare che la mia famiglia venga distrutta cos, da un giorno allaltro. Siamo stati insieme ventitr anni: una vita!

Anna S, ma che vita!

Giulio Eh, no! Nessuna giustificazione per il tuo comportamento. Non ti permetter di giocare con le parole. I fatti, mia cara, i fatti, da qui in avanti, e questi sono contro di te, contro di voi. Quello che avete fatto tremendo, inconcepibile, indegno!

Anna Dio! Eppure, tutto ha una spiegazione. Sono io che non riesco a trovare le parole giuste. Sono cos impreparata. Ci vorrebbe Marco!

Giulio (Isterico) Ancora lui! Non voglio pi vederlo! Non voglio pi sentirlo nominare!

Anna Dov? Che ne hai fatto?

Giulio (La guarda con occhi folli e un sorriso cattivo) Temi daver perso il tuo nuovo amante? Lo cerchiamo insieme? Guarda sotto il divano. Chiss, forse s andato a nascondere per la vergogna. Guardiamo nel ripostiglio, tra le scope? Oppure nel bagno? Pensa che bello se fosse annegato nella vasca o si fosse impiccato al tubo della doccia. Sarebbe una fine degna, per un Giuda come lui!

Anna Giulio, ti prego, torna in te.

Giulio Ma, sono in me! Perfettamente lucido cos lucido da dirti che ho fatto il giro di tutta la casa e il satanasso manca allappello. Gli unici due letti che non ho controllato sono quelli dei nostri figli.

Anna Non dire assurdit. Sei ammalato. Vedi tradimento dappertutto e sporchi ogni cosa che tocchi.

Giulio Ti sbagli. E ti dir di pi: in base alle tendenze del tuo caro amico, scommetto che nel letto di Paola che si sta rotolando, in questo momento.

Anna Sciocchezze. Anche se fosse con Paola, nella sua stanza, non significherebbe niente. Perch fai apparire la cosa come la pi schifosa delle ipotesi?

Giulio Ah, vuoi dire che quelluomo, come un buon medico, sta cercando di curare le tendenze edipiche di tua figlia?

Anna Non esagerare, adesso. La spiegazione sar sicuramente pi semplice e, soprattutto, pi innocente.

Entrano Paola e Marco. Paola, ancora in camicia da notte, una camicia da notte molto ridotta e sexy, tiene per mano Marco. E ben pettinata, radiosa e sorridente.

Paola Siete caduti dal letto? Forse anche per voi, come per me, questo un giorno meraviglioso? Mi sembra dessere rinata, daver aperto gli occhi per la prima volta. Sai, pap, questuomo davvero speciale.

Mentre Paola parla, Anna guarda fissamente Marco, ma non ostile. Giulio, invece, lo guarda con odio, con le labbra strette e le mani in tasca. Non permette quasi a Paola di terminare la sua battuta: estrae la pistola e spara, ferendo Marco alla spalla sinistra. Luomo porta la mano alla spalla e la ritrae sporca di sangue. Anna e Paola gridano allunisono, gettandosi su Giulio, in un estremo tentativo di fermarlo. Poi corrono in aiuto di Marco, che caduto in ginocchio e si stringe la spalla ferita.

Marco (Tra s) Un poco mas all y me mata, ese hij-e-puta! Oltre ad essere un fesso patentato, sei anche un pessimo tiratore.

Giulio (Svuotato) Neppure una volta, nella vita, sono riuscito a far bene una cosa.

Pausa.

Marco (A Giulio) Perch?

Giulio lo guarda come se non lo vedesse.

Marco Perch lhai fatto?

Giulio E me lo chiedi? Entri in casa mia, ti porti a letto prima mia moglie, poi mia figlia che dovevo aspettare, per fermarti?

Marco Sei cieco. E meschino. Cosa tha fatto pensare che tra me e Paola sia accaduto qualcosa di sconveniente?

Giulio Non venirmi a dire che sei andato da lei solo per raccontarle una fiaba perch non ci crederei.

Paola (Gelida come un ice-berg) Ti preoccupi se tua figlia andata a letto con qualcuno in casa tua? Doveri quando ha fatto la stessa cosa in casa daltri? Credevi di avere una figlia ancora vergine? Ti sei mai preoccupato se lo fosse o dinformarti quando non lo fosse pi stata? Perch, ad un tratto, la vita sessuale di tua figlia, della quale non ti mai importato un fico, ha assunto per te tanta importanza da farti addirittura sparare a un uomo?

Giulio (Incerto) Volevo difenderti, difendere questa casa, questa famiglia

Paola Difendermi? Non essere ridicolo! Lunico giorno della mia vita in cui qualcuno mha fatto sentire donna, la prima volta nella mia vita in cui qualcuno ha infuso in me sicurezza e speranza, insegnandomi a non buttare al vento la mia vita tu me lo guasti, con la tua stupidit e la tua pistola!

Giulio (Getta via la pistola come se gli bruciasse tra le dita) Insomma, devo sapere. Hai fatto lamore con lui?

Paola Possibile che non capisci che questo un dettaglio senza importanza? Non meriti risposta.

Anna (Solleva la testa dalla ferita di Marco. A Paola) Non perdere tempo con lui e vai a prendere acqua ossigenata e bende. Bisogna pensare alla ferita.

Paola esce proprio mentre entra Roberto, assonnato.

Roberto Che succede? Ho sentito un colpo. Marco! Cos accaduto?

Marco (Con un sorriso forzato) Tuo padre ha fatto un po di tiro a segno.

Roberto (Al padre) Di, tha dato di volta il cervello?

Giulio (Stancamente, si siede su una sedia, lontano dagli altri) S, forse sono uscito di senno. Devessere cos. Perch tutto storto. Il mondo alla rovescia. Mia moglie si fa sbattere da un altro, ma chi ha sbagliato sono io. Mia figlia va a letto con un uomo che potrebbe esserle padre, ma dice che un dettaglio senza importanza. Un dettaglio! Poi confessa daver frequentato pi letti che giorni di scuola e probabilmente considera anche questo un dettaglio. S, figlio mio, sono matto. Non c altra spiegazione.

Roberto Ma tu hai sparato a Marco!

Giulio Ho sparato a Marco? Beh, sono matto, no? Nella mia follia, lho ritenuto responsabile dello sfacelo della mia famiglia. Ma anche qui devo essere fuori strada: lo sfacelo lho causato io; lui ha semplicemente messo le cose a posto.

Roberto Davvero, non sei in te, pap. Ma come! Rivedi un amico dopo venticinque anni e gli spari addosso?

Giulio Amico? Lui? Allora deve possedere un ben strano concetto dellamicizia.

Marco Eppure ti sono davvero amico!

Giulio Io, no. E sai perch? Perch non si pu essere amici di un uomo che non si vede da venticinque anni. Lamicizia va coltivata, giorno dopo giorno, deve nutrirsi di presenza, dinteressi comuni, di reciproca simpatia e di rispetto. Che cosa abbiamo, noi, in comune, invece? Un po di passato. Unet cos lontana Dovevamo farci una sbicchierata: questo ritenevo che si dovesse a quel nostro passato. Non abbiamo ricordato neppure un evento, di quei tempi. Neppure un amico, del gruppo, stato citato. Dovevi rappresentare il passato e invece sei penetrato a forza nel nostro presente, lhai violentato, profanato. Ma il presente, il mio presente, non ti appartiene. Perch hai invaso la mia attualit? Non ti ho invitato a farlo.

Marco Tu, forse, no, ma loro, s, tutti e tre, in un modo o nellaltro

Giulio Li hai plagiati. Hai approfittato della loro debolezza. Li hai presi, arraffati come un volgare ladro!

Marco (Sofferente) Le medaglie hanno sempre due facce. Chi ha dato? Chi ha preso? (Pausa) Sono stanco, Giulio. Quello che offri ai tuoi ospiti (si tocca la spalla) non favorisce la conversazione.

Rientra Paola, con una bacinella, garza e medicamenti.

Anna (Mentre pulisce la ferita) La pallottola molto in profondit.

Roberto (Si avvicina) Fatemi dare unocchiata. (Guarda) S: vicina allosso della clavicola. Per me, ci vuole lospedale.

Marco Non basterebbe un amico medico? Evitiamo complicazioni

Anna A cosa ti riferisci?

Marco Ferita darma da fuoco. Polizia, domande, interrogatori

Roberto Ma anche un medico sarebbe obbligato a denunciare daver curato una ferita darma da fuoco.

Marco Forse potrebbe lasciar perdere se gli dico che mi sono ferito da solo.

Anna (A Giulio) Invece di star l, imbambolato, come uno stupido, perch non chiami Alfonso? Dgli che c stato un incidente e di portare i suoi ferri. (Giulio incerto; resta seduto) E che ne diresti di ringraziare Marco, per la sua disponibilit? Sai che potresti passare dei guai, per questo colpo di pistola?

Giulio (Ironico) Ah, devo ringraziare Marco. Grazie, Marco.

Marco Sei cieco. Vuoi capire che non era mia intenzione far violenza a nessuno?

Giulio Ah, no? Neppure a me?

Marco Verso di te ha una sola colpa: quella daverti trascurato

Giulio E meno male!

Marco ma eri il meno disponibile, il pi sicuro e orgoglioso, arroccato nelle tue posizioni. Cera chi aveva bisogno di aiuto immediato, chi lo chiedeva e lo aspettava da tempo. Magari da te, padre e marito. Ho risposto io, a quei richiami, e ho tralasciato il tuo, cos profondo dentro di te da non essere udibile. Capisci? Non ho scorto brecce nelle tue difese. Sei barricato. Ti terrorizza lidea di denudarti, di portare alla luce le tue ferite nascoste.

Anna Gi! Lui preferisce ferire!

Giulio No. Mi sono solo difeso. Perch tu mi hai mosso guerra. Una guerra subdola, vile. Sei un lupo che ha indossato la pelle dellagnello. Hai invaso il mio territorio e ti sei mangiato i miei capi migliori.

Marco Loro non sono pecore, ma persone: hanno una volont propria e un concetto preciso della loro libert. E io non ho mangiato nessuno, por Dis!

Giulio Non so cosa sia successo con Paola, ma ho visto con i miei occhi che cosa avveniva con Anna. Chiami anche tu, questo tipo dincontri, partite di bridge?

Roberto Questa poi!

Marco E vero: questa notte Anna ed io ci siamo amati. Ah, lo so, perch si possa guardare con simpatia due persone che si amano, una stupida tradizione cimpone di sublimare levento attribuendogli caratteri di sacralit. Ma vi assicuro che, nel nostro incontro, non c stato niente di sporco. Assolutamente niente.

Giulio E noi dovremmo crederti sulla parola?

Marco E cos. Anna era una donna confusa, prima. Una donna sola e confusa, e nessuno si mai preoccupato. Che avesse un amante, o pi amanti, ma fuori di casa. Che andasse a cercare un po di calore, un po di quellamore che non trovava tra queste mura: ma fuori, purch lo facesse con discrezione, senza scardinare la consolante immagine di una famiglia unita. Chi s mai chiesto se fosse felice? La visione di lei tra le braccia di un estraneo, era una visione repellente. Pensavate a lenzuola sporche, a corpi indecenti nella loro nudit. Via, allora! Via quelle brutte immagini di Anna, la madre, la moglie, intenta a giocare un gioco perverso. Chi s mai chiesto che cosa stesse cercando? O se quellerrore potesse essere evitato? Ognuno rimasto chiuso nel proprio orgoglio ferito e ha preferito considerarsi vittima di quellerrore e non la possibile causa.

Giulio Una donna, moglie e madre, ha delle responsabilit.

Paola S, ma anche il diritto di essere felice.

Roberto (Abbraccia con slancio la madre) E la mamma non ha avuto una vita felice: tutti ne siamo responsabili.

Marco, seduto in poltrona, si affloscia, tenendo la mano sulla ferita. Ha gli occhi chiusi.

Paola Vedi questuomo che hai quasi ucciso? Mi ha insegnato ad aprire il mio cuore alla vita. E un uomo totalmente disponibile, e disarmato. Alla mamma ha dato quello che non ha mai avuto: amore. A me, la fiducia in me stessa.

Roberto E a me la chiarezza di idee.

Giulio A me, invece, non ha dato che dolore.

Marco (Stancamente, sempre con gli occhi chiusi) Il dolore spesso una buona terapia. Apri gli occhi. Le persone che ti circondano hanno ritrovato se stesse. Da questo momento sar pi facile per te amarle.

Giulio Come potr di nuovo amare Anna? E unaltra persona, non la riconosco. Il nostro dialogo s interrotto da cos tanto tempo! Ci nonostante credevo daverla al mio fianco, una compagna solida, su cui fare affidamento. Invece mi sbagliavo. Il suo corpo, presente, la sua anima assente, lontana. Com potuto accadere? Mah? La vita, le preoccupazioni per le scadenze, la scuola dei figli, il lavoro eh, da noi duro mettere insieme il pranzo con la cena! Non abbiamo piante di banane ai bordi delle strade, noi! Qui si viene distolti dal problema della sopravvivenza e si finisce per appassire, dentro e fuori. Un deserto sterile, inospitale, spesso il nostro cuore. Un ammasso di muscoli torpidi, flaccidi, il nostro corpo. Hai notato la pelle? Macchiata, opaca, ci ricopre come un sudario. Avvizziamo, in queste nostre orribili citt. Moriamo tutti, di una morte lenta, precoce. Lamore un gioco per gente sana, rigogliosa. Mhai osservato bene? Sono una semplice unit produttiva. Ben altra cosa il tuo corpo, pulsa di vita, profuma di vento e sembra non subire le ingiurie del tempo. La tua, Marco, concorrenza sleale. Sei un alieno proveniente da altri mondi

Marco (Solleva la mano dalla ferita e la mostra, macchiata di sangue) Ti sbagli, amico mio: sono un uomo come te, e sanguino come un vitello scannato. Non c pi tempo, per il tuo amico medico; se non chiamate subito unambulanza finir per guardare lerba dalla parte delle radici.

Il sipario cala mentre Paola corre al telefono.

ATTO III

Scena VII

Una stanza dospedale. Marco, a letto, attaccato a una flebo. Ha la barba lunga, il volto emaciato, il petto nudo, la spalla fasciata. Accanto a lui un medico, serio e preoccupato, usa lo stetoscopio e legge la temperatura da un termometro.

Dottore Non riesco a capire: gli antibiotici non producono alcun effetto.

Marco Non si preoccupi, dottore: ho la pelle dura.

Dottore Il suo ottimismo mi rallegra. Aiuta molto, sa? La natura ha bisogno di buona predisposizione. Se un paziente ha voglia di vivere, gi per met guarito.

Marco Intanto, per, questa maledetta febbre mha ridotto uno straccio.

Dottore Pazienza. Ci sar tempo per recuperare le forze. Ora dobbiamo sconfiggere linfezione. Se non regredisce nelle prossime ventiquattro ore, cambieremo antibiotico.

Entra Anna. Si avvicina a Marco, si china su di lui e lo bacia.

Anna (Al medico) Come sta?

Dottore Non bene, purtroppo.

Anna E una ferita cos grave?

Dottore Questa la cosa strana: una ferita di poco conto. Eppure il suo fisico sembra non reagire agli antibiotici

Anna Posso restare un po con lui?

Dottore Direi di s, purch non lo affatichi troppo.

Il medico esce. Anna si siede sul bordo del letto.

Anna Come mi dispiace! Mai avrei ritenuto Giulio capace di arrivare a tanto.

Marco Gi. Sempre il solito insicuro.

Anna Grazie al cielo, altrimenti ti avrebbe ucciso.

Marco Piuttosto, mi sarei aspettato che venisse a trovare la sua vittima.

Anna E sparito. Da quando sei uscito di casa in barella, non solo non mha rivolto la parola, ma se n andato e non pi tornato.

Marco Se torna, dgli che non pretendo scuse formali. E digli anche che capisco il suo gesto.

Anna Il problema un altro, credo Forse si vergogna o forse cova ancora del malanimo.

Marco Peccato. Non ci resta che seppellire una lunga, anche se poco fruttuosa, amicizia.

Anna Beh: io devo ringraziare il cielo che ci fosse, altrimenti non ti avrei conosciuto. Ho riflettuto molto. Dio, pensare a comero! Schiava, succube delle circostanze. La realt, intorno, poteva darmi ordini, che eseguivo senza capire, senza ribellarmi. Tutte scelte obbligate, le mie. E fughe inutili, trasgressioni che mi lasciavano in bocca lamaro della delusione e della colpa. Il caos era tale da inquinare persino lamore di una madre per i suoi figli. Ero cos confusa, e perduta, da considerarli un intralcio. Dovevo essere pazza. C da chiedersi come siano potuti crescere sani, con genitori come noi.

Marco Non denigrarti troppo.

Anna Non esagero, tassicuro. Non abbiamo alcun merito, noi, se non sono finiti su una panchina del parco uccisi da unoverdose. La sorte ci ha premiati con un dono che non abbiamo meritato. Adesso vogliono andarsene, crearsi una loro vita; e Giulio si opporr. Io, invece, dico che abbiamo perduto ogni diritto. Da che cosa dovremmo proteggerli, ora, se non siamo stati in grado di farlo prima? Che cosa potremmo insegnare loro, ora, se siamo stati tanto cattivi maestri, prima? Siamo stati cosinadeguati, e colpevoli, da uccidere forse anche lamore che avrebbe potuto unirci.

Marco Non dire cos. I tuoi figli non possono non amarti!

Anna Forse adesso, e grazie a te. Tu hai permesso che il nostro amore venisse alla luce.

Marco (Sorridendo a fatica) Bene, ora posso morire contento.

Anna Perch parli di morire? Tu devi vivere. Io ho bisogno di te.

Marco No, Anna. Puoi camminare con le tue gambe, ora. Non ti servo pi. Oh, sarebbe bello tenerti ancora tra le braccia, non lo nego, ma non importante come lo stato questa notte. Ripeterci, significherebbe accordarci premi superflui.

Anna Forse hai ragione. Ma cos bello amarti!

Marco Improprio: cos bello amare.

Anna Non facile rinunciare a te.

Marco Ma necessario: la mia vita altrove, lo sai. Due donne e un mucchio di bambini mi aspettano.

Anna Li invidio.

Marco Non devi. Anche tu hai chi ti aspetta.

Anna (Vagamente ironica) Giulio?

Marco E i tuoi figli.

Anna Vorrei partire con te.

Marco Sarebbe un errore.

Anna (Stizzita) Ah, lo so! Ma come vorrei recuperare il tempo perduto! Adesso, ogni giorno che passa, mi sembra sprecato, se non posso viverlo con te. Ho passato lintera mia vita in attesa.

Marco Recupera Giulio.

Anna Lo sento ormai lontano, dietro di me, fermo a unepoca che non mi appartiene pi. Hai visto, no? Il mio distacco, questa crescita repentina, sono stati scambiati per tradimento.

Marco Amalo e vedrai che, prima o poi, capir.

Anna Non credo che me lo permetter. Non riuscir a cambiare. Io, invece, sarei pronta a seguirti, a indossare abiti completamente nuovi. Potrei vivere nel deserto, nelle tue savane, tra i tuoi indios. Non rimpiangerei nulla della mia vecchia vita. (Si alza dal letto e fa qualche passo nella stanza) Sono cresciuta, s. Della vita di un tempo non ricordo pi nulla. Ho detto di un tempo? Ma passato solo un giorno! (Anna non se ne avvede, ma Marco sta male, respira a fatica; abbandonato sul cuscino, sembra che non sia pi in grado di sentirla) E non sono pi neppure tanto sicura di voler recuperare Giulio. Che avremmo ancora da dirci? Che cosa, ancora, ci accomuna? (Pausa) No, no, a ognuno il suo spazio, a ognuno lintera responsabilit delle sue scelte di vita. Non ho bisogno di lui, ora che so vivere in piena autonomia. Dovremmo creare un legame nuovo, un nuovo sentimento, creare nuovi gesti per comunicarloimprobabile, non credi? (Si volta, vede Marco ansante, con gli occhi chiusi, e accorre al suo capezzale) Marco! Dio! Ma tu stai male!

Marco E la febbre. Salesale

Anna Chiamo il dottore.

Marco A che servirebbe? (Delira) Ho ceduto troppa energia, tutta quella che avevo accumulato in tanti anni. Ora il mio corpo debole, incapace di reagire alla vostra peste Ahi, ese olor a podrido, la puzza di morte, ahora tiene sentidos, ha un senso..

Anna Che dici? Delirapresto! Un dottore! (Cerca vicino al capezzale e preme un bottone. Sode fuori campo il suono di un campanello. Anna tiene premuto il pulsante fino allingresso di uninfermiera)

Infermiera Ehi, basta, ho sentito! Che succede?

Anna Sta male, molto male. La prego, faccia qualcosa.

Linfermiera savvicina a Marco e gli posa una mano sulla fronte. Il malato si lamenta. Linfermiera esce. Rientra quasi subito con una borsa del ghiaccio. Sbrigativa, savvicina allinfermo e gli pone, quasi con malagrazia, la borsa sulla testa.

Anna Tutto qui?

Infermiera C ben poco da fare. I vecchi sistemi, poi, sono sempre i migliori.

Anna Il dottore ha detto che gli avrebbe somministrato un nuovo antibiotico.

Infermiera Se lha detto, lo far.

Esce

Anna (Borbotta, mentre si china su Marco) Stupida. Come al solito, non valutano la pelle degli altri un soldo bucato. Darei la mia inutile vita, per vederlo guarire.

Marco Nessuna vita inutile.

Anna Sei in te, allora.

Marco S, il ghiaccio per, no sirvo para nada, inchiodato in questo letto.

Anna Guarirai presto, vedrai.

Marco Comincio a dubitarne. E come se laver vissuto tanto a lungo in ampi spazi mabbia reso inadatto a quelli angusti.

Marco chiude gli occhi. Anna si siede sul bordo del letto e passa amorevolmente una pezza umida sul viso di Marco. Entra Giulio. Disfatto. Vagamente brillo. Si avvicina al letto. I due coniugi si guardano in silenzio.

Anna Ti sei degnato, alla fine! (Giulio allarga le braccia in un gesto rigido, un po comico) Perch sei qui? (Giulio ripete il gesto) Sei venuto ad ammirare il tuo capolavoro?

Giulio Perch mi rimproveri? Ho cercato di difendermi e non ho avuto molto successo, mi pare.

Anna Ah, ti rammarichi di non averlo ucciso?

Giulio No, non fino a questo punto. Anzi, sono contento di averlo solo ferito.

Anna Eppure, sta morendo. E tu ne sei il responsabile.

Giulio Non ne sono del tutto sicuro. Non gli ho procurato che un graffio. Se muore, per qualche altra ragione.

Anna E sarebbe?

Giulio Non lo so. E per quello che , per quello che diventato. (Con aria furbina) O, chiss, per quello che ha fatto.

Anna Non parlerai sul serio!

Giulio Perch? Non vedi anche tu, in tutto questo, una certa giustizia? E come se il caso il fato, si diceva una voltaavesse operato per mettere a posto le cose, per far ordine, capisci?

Anna No, non capisco. E non voglio stare a sentirti. Con che coraggio tiri in ballo la provvidenza, quando stata la tua mano a colpire? Guardalo! Lo riconosci? E un tuo amico, che tu hai offeso profondamente.

Giulio Accidenti! Te lo ripeto: le sue attuali condizioni hanno ben poco a vedere con la mia offesa. Quelluomo una stranezza una mutazione.

Anna Oh, s, speciale, infatti.

Giulio Speciale? Strano, ti dico. Sai? Ho provato ad analizzare ci che avvenuto

Anna Davanti a una bottiglia di wisky?

Giulio (Ridacchia) Si vede? Si, lo confesso, davanti a una bottiglia a volte si ragiona meglio. Comunque, ti dicevo, ho provato: non c spiegazione. Il suo intervento stata tutta unanomalia. Incongruo, dallinizio alla fine. E piombato su di noi come un falco e ci assaliti con gli artigli delle sue parole, parole affilate come una lama(ridacchia di nuovo, una risatina da sbronzo) arma antica, daltri tempi, anacronistica, primitiva

Anna Gi. Tu invece distribuisci pallottole!

Giulio Sono civilizzato, io! Ma ben poca cosa un po di piombo in una spalla, se si paragona allo sfacelo che ha provocato lui senza usare altre armi che la lingua (Anna, suo malgrado, sogghigna) Ah! Dimenticavo! Con te ha usato anche qualcosaltro.

Anna Riesci sempre a sporcare quello che tocchi. Perch non vuoi capire che quello che avvenuto tra noi ha unimportanza secondaria. Un contatto, puro e semplice. E tutto il resto che conta. E quello che ho attinto da lui, importante! E stato come una sorgente di forza, di chiarezza e di luce, per me e anche per i tuoi figli. E il risultato che noi, grazie a Marco, siamo cresciuti, mentre tu sei rimasto il piccolo uomo di sempre.

Giulio Piccolo uomo? Forse. Ma vivo. (Pausa) Noi piccoli uomini abbiamo sviluppato una prodigiosa capacit di adattamento. Guarda invece il tuo grande uomo. Grinzoso come una prugna secca. Si sta consumando. Un altro giorno e di lui non rester che il fantasma.

Anna No! Guarir. Recuperer, torner come prima.

Giulio Glielo auguro, ma sembra del tutto improbabile. E sai perch? Perch la natura corregge sempre i suoi errori.

Marco Cos, anchio, come i miei indios, sono un ramo secco da bruciare?

Giulio Ah, la voce dalloltretomba. Mi dispiace, amico. Forse sarebbe stato meglio, per te, restare nel passato. Il presente, il nostro presente non ti si addice.

Marco Comincio a pensare che tu abbia ragione. Forse il mio stato un atto di superbia. Ho preteso che mi si accogliesse, che mi si accettasse (Incomincia a delirare) Come un limone, ho dato il mio succo, ho elargito la polpa di un frutto maturo, ho dissetato il mondo alla mia fonteora non ho pi niente da dare lalbero non ha pi frutti, la fonte secca

Anna Delira.

Marco E vero. Ma accusa.

Anna Accusa? Che dici! Vaneggia.

Giulio S, ma ci ha detto che tutti abbiamo preso. Vuoi sapere la verit, fino in fondo? (Ridacchia, sbronzo) Lavete vampirizzato.

Anna Ma di quale verit vai cianciando? Proprio tu, dovresti tacere: era un tuo amico e lhai ridotto cos. Non ho sentito una parola di scusa, di pentimento, dalle tue labbra. Il mostro sei tu!

Giulio Pentirmi? Ma non ho nessuna colpa. Lhai sentito, no? Chi lha spremuto come un limone? Chi si dissetato alla sua fonte? Non io.

Anna Che faccia tosta! Vuoi dire che la colpa nostra? Chi ha sparato la pallottola che lha ferito?

Giulio Pochi grammi di piombo sono il minore dei suoi mali. La colpa vostra.

Anna No! Tua!

Giulio No. Vostra!

Anna Ti ripeto: tua! Tua! Tua!

Giulio Ssstt. Zitta. Non vedi? Ci stiamo disputando un cadavere.

Infatti Marco evidentemente morto. Gli occhi chiusi, un braccio abbandonato fuori dal bordo del letto.

SIPARIO

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