Ludro e la sua gran giornata

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FRANCESCO AUGUSTO BON

Francesco Augusto Bon

Ludro e la sua gran giornata

Personaggi

Fabrizio, padre di

Angelina

Gherardo, padre di

Lodovico

Ludro

Barbara, cognata di Fabrizio

Prospero

Carletto, addetto a Ludro

Giulio

Cristina, cameriera di Angelina

Marco, caffettiere

Berto, servitore

Un giovine del caffè

Un vecchio servitore

Due persone decentemente vestite

La scena si rappresenta in una piazzetta o Campo di Venezia, e precisamente in quella denominata Campo della Guerra, dove fino al 1824 trovavasi un antichissimo caffè.

ATTO PRIMO

Scena prima

Ludovico da una strada, Marco dal caffè.

lodovico Marco?

marco Comandi.

lodovico Caffè.

marco Subito (per andare).

lodovico S'è veduto il signor Ludro?

marco Non ancora: vado a servirla (entra).

lodovico Non so dove m'abbia la testa!... - Un espresso speditomi da Padova mi fa sapere che mio padre da ieri mattina è giunto colà e mi cerca da per tutto. Io invece di essere all'università per dar i miei esami, sono qui a struggermi d'amore per una che non potrò ottenere giammai.

Scena seconda

Berto e detto.

BERTO Eccomi qui.

lodovico Berto!... Che nuove?

berto Pessime: vostro padre è smontato or ora allo Scudo di Francia.

lodovico Misero me!... Era veramente lui?

berto Purtroppo!... All'alba mi sono posto di crociera con la gondola al canale di Fusina. Ho aspettato tre buone ore: finalmente, passati dinanzi a me cento battelli, ecco una gondola a due remi. A prora vi stava seduto il vecchio Gregorio mezzo addormentato: è lui!... dissi fra me. Con la mia barca feci tener dietro all'altra, e girati molti canali, finalmente presso il ponte di Rialto vidi smontare vostro padre allo Scudo di Francia.

lodovico Così vicino alla piazza!... è impossibile ch'egli non m'incontri.

BERTO Ritiratevi dunque subito in casa.

lodovico Non posso farlo: aspetto la persona...

berto Il signor Ludro? lasciategli un biglietto: ditegli che si porti...

lodovico Eh sí!... Quello ha tanti imbrogli, tante faccende, che se non lo prendo a volo...

Scena terza

Marco con il caffè ecc. e detti.

marco Vuol restar servita qui fuori?

lodovico Sí, mettete là.

marco Ho da versare?

lodovico Versate, fate quel che volete.

marco (versando)Diventerà poi freddo, e allora lo troverà cattivo.

lodovico Non importa.

marco Come le piace. (Partendo)(Un'altra volta so come devo servirlo) (entra).

BERTO Qui bisogna prendere una determinazione.

lodovico Se potessi in qualche modo parlare ad Angelina...

BERTO La cameriera Cristina può favorirci... Ma il signor Fabrizio sarà ancora in casa; e a dirla, è un cert'uomo che non mi garba.

lodovico Non ti dico di arrischiar tanto: ma passeggiando sotto le finestre, se la cameriera ti vede, comprenderà benissimo che sei là per qualche cosa; troverà un pretesto per scendere, e tu la metterai a parte di quanto accade. Io non posso allontanarmi di qui perché attendo...

berto E quando bene la signorina potesse sapere...

lodovico Servirà sempre a tenerla in calma nel caso che in tutta la giornata non mi vedesse, giacché io conto di rinchiudermi...

berto Ottimamente: vado a tentare... però scortato dalla maggior prudenza (parte).

lodovico Mio padre sarà stanco: questa piazzetta non è delle piú frequentate...

Scena quarta

Prospero e detti, indi Marco.

prospero Bottega?

marco Eccomi... Oh bene alzato il signor Prospero.

prospero Grazie. (Siede)Caffè.

marco Subito.

lodovico Fate il piacere di portarne uno anche a me.

marco Non l'ha bevuto?...

lodovico L'ho lasciato lì senza pensarvi; ma lo pagherò egualmente.

marco Mi meraviglio, ella è avventore. (Già non ci ha posto lo zucchero: tornerà nella cuccuma) (porta seco il vassoio ed entra).

prospero (Questi giovani sono sempre distratti, e le loro alienazioni procedono o dall'amore o dai debiti).

lodovico (Costui viene spesso a questo caffè, ma non so chi diavolo sia).

prospero (Lasciamo stare di criticar l'amore, perché anch'io sono ammartellato in modo!...)

lodovico (Dovrebbe essere un briccone, un intrigante: l'ho veduto spesso a parlare con Ludro...)

prospero (E imbertucciarmi di chi? Della virtú personificata. Io che non ho mai saputo qual linguaggio si tenga con lei!...)

marco (che torna con due vassoi, cesta con ciambelle e un giovine con la cuccuma)Eccolo: è fatto di fresco.

prospero Sta bene... - Servite pure quel signore.

lodovico Mi meraviglio...

prospero La prego. (Chi sa che un giorno o l'altro non cada in qualche affare con me).

lodovico (bevendo)Buono.

marco Eh qui non si falla: per il caffè sono di scuola veneziana.

prospero Il nostro Marco è un bravo caffettiere... (Piano)Si è veduta ancora?...

marco (mescendo il caffè)La signora Cecilia?... No signore.

prospero Sottovoce.

marco Eh quello non sa di chi...

prospero Ieri mi diceste che suo marito venne a domandarvi sei lire in prestito?

marco Sissignore.

prospero E non ci avrete dato nulla, non è vero?

marco Diamine!

prospero Bravo! (Bevendo sempre il caffè).

marco (Eh sí, che non voglio aiutare una povera famiglia per secondar le tue mire, vecchio indegno!)

prospero Vedrete che oggi verrà la moglie.

marco Me l'aspetto.

prospero (con intelligenza)Ma?

marco Niente. (Sorridendo)La mando da voi.

prospero (ghignando)Briccone!

marco (come sopra)Resti fra noi: l'abbiamo in rete.

prospero (come sopra)Uh!... uh!... uh!... (termina di bere il caffè).

marco (scostandosi)Gli romperei la chicchera nel grugno.

lodovico (a Marco)Chi è colui?

marco L'uomo il piú indegno, il piú briccone che esista (entra nel caffè, poi ritorna).

lodovico (E Ludro è suo amico?... ed io sono amico di Ludro?... Quante cose si commettono da noi giovinotti che ci fanno gran torto, e tutto per inesperienza, per sconsideratezza...) (trae la borsa e paga il caffè).

prospero (Andiamo intanto a vedere se il rigattiere avesse qualche nuovo orologio...) (Mette le mani in tasca)Bottega?

MARCO Sono qui.

prospero Ecco per il caffè. (Contando alcune monete di rame)Uno... due...

Scena quinta

Giulio in cattivo arnese, e detti.

giulio (guardando verso il caffè)Non v'è!... Convien credere che non sia ancora venuto... Bisogna pure ch'io lo attenda... (Scorgendo Prospero)Chi vedo?... quell'infame!... (Si ritrae nel fondo).

prospero (a Marco)Se la sentiste! parla come un'eroina.

marco E sarà tale: non tutti in questo mondo siamo cattivi.

prospero E giusto io ho da imbattermi...

Scena sesta

BERTO e detti.

berto (correndo verso Lodovico)Signore, signore.

lodovico Ebbene.

berto Gruppo e macchia dicono per proverbio qui a Venezia, e gruppo e macchia si è fatto.

lodovico Vale a dire?

berto Ho trovata la cameriera che ritornava in casa, le ho detto tutto, e mi rispose che ne preverrà la sua padroncina.

lodovico Sta bene: adesso non resta che di vedere l'amico.

berto Ecco appunto il suo giovine, se non isbaglio.

lodovico Ah sí, è Ludretto: ci darà nuove del suo principale.

berto Ludretto?... Mi pare che mi dicesse che si chiamava Carlo o Carletto.

lodovico Sí certo; ma perché serve Ludro ed è in pratica d'affari con lui, è chiamato comunemente Ludretto.

berto Va bene. Vorrei che il signor Ludro avesse moglie, per sentire poi come chiamerebbero madama.

Scena settima

Carletto e detti.

carletto (affaccendato)Oè, botega, zoveni... Sior Marco, s'ha visto gnancora el mio principal?

marco Non è ancora venuto.

carletto Ho corso come un can: credeva che el me aspetasse... Sior Prosparo degnissimo, gh'hala comandi in zornada?

prospero Niente: se il vostro principale vuol qualche cosa, vado per un affare, e fra non molto...

carletto Me dispiase che la vaga via, perché po se stenta tanto a trovarse!... El me gh'aveva pur dito za un'ora che l'avarave trovà al cafè de Marco... Quel benedeto omo el se tol tanti intrighi, che ale volte no bastemo nè lu, nè mi, e cussí po le cosse va mal (va verso il fondo).

lodovico (a Berta)Quanto mi spiace questo ritardo!

berto Non vedo l'ora che siate chiuso in casa.

giulio (a Carletto)Che tardi molto a venire?

carletto Vorla qualcossa anca ela?

giulio Lo attendo con impazienza.

carletto (squadrandolo e da sé)Bezzi sicuro: el gh'ha un'aria da desperà che el consola. - Afari roti.

giulio Vorrei che gli diceste... (coprendosi sempre il volto per non essere veduto da Prospero, il quale s'intrattiene con Marco).

carletto L'aspeta, l'aspeta: ecolo qua.

giulio Ha delle persone intorno... (si scosta).

carletto Tutta zente che domanda, e nissun che porta. Le xe cosse da deventar mati: no ghe ne xe uno che vogia pagar. (Verso la scena)La favorissa, la vegna via che la xe aspetada.

Scena ottava

Ludro, due persone decentemente vestite che restano verso il fondo, e detti.

ludro Patroni riveriti, so' qua: le scusa, le compatissa, so' tuto per ele.

prospero Voleva dirvi che se avete bisogno di me... (Marco entra nel caffè).

ludro Un momento in grazia. (Ritornando verso una delle persone che sono venute con lui)La ghe diga dunque al sior cavalier che per la cambial dei tresento ducati che scade doman, che nol se toga afano, che la tiraremo in longo un altro mese; che per questo nol meterà fora un soldo, ma che in vece de refarla per tresento ducati da oto lire, come che la xe, la faremo per tresento taleri da undese lirel'un. La lo assicura che ghe vogio ben, e quel che fazzo per lu, non lo farave per nissun altro (la persona parte ed egli si volge all'altra). Ela in zornada la sarà servida del pegno de quele zogie; ma la se recorda de quelo che semo intesi: el sie per cento e l'afar per sie mesi. Coghe darò i bezzi la me farà una cambialetta della suma. Se dopo i sie mesi no la scode el pegno, le zogie xe perse e la cambial va in protesto. Intanto la vaga là, la staga ben, e no la se indubita che la xe servida con amor da fradelo (l'altra persona parte). So' qua da ela: dunque se la vorà favorir de qua mezz'oreta ghe sarà qualcossa da far.

prospero Va bene: fra mezz'ora appunto sarò in libertà.

ludro Semo intesi (stringendogli la mano). Benedeto sior Prosparo, viva ela e le so morose!

prospero Gran matto! (Parte).

lodovico Posso adesso...

ludro So' qua finalmente... (Vedendo Giulio che lo prega co' cenni)Oh, com'ela sior Giulio?

giulio Caro amico, ho gran bisogno di voi.

ludro Bezzi za?... Ma caro fio, come voleu che ve trova dei bezzi se sè un desperà...

giulio Ah se sapeste!...

ludro Sul se sapeste no trovarè uno che ve daga gnanca un goto de acqua. Fè una cossa: andè in botega da cafè; gh'ho un afar co sto signor, lo sbrigo in un momento, e po so' da vu.

giulio Come vi piace: vi prego a non dimenticarmi (entra).

ludro (a Lodovico)So' da ela.

carletto (avanzandosi)La diga, la diga, e a mi quando me baderala?

ludro Cossa gh'hala, cossa xe stà, cossa gh'è de novo?

carletto So' stà da sior Momolo per veder se el voleva sotoscriver el contrato del negozio che geri la gh'aveva proposto. El m'ha dito che za el gh'aveva zurà de no servirse piú de ela: che el gh'ha pensa su stanote, e che el gh'ha trova che el xe un negozio da ladri, da sassini. Mi voleva difenderla, e lu paf el m'ha dà una man in tel muso.

ludro Ben: e cussí?

carletto E cussí la dise? una man in tel muso?

ludro Vardè che miracoli! co se fa sto mestier, bisogna ben avezzarse ale man in tel muso. La xe zovene, e per questo la fa tante maravegie: quando che la sarà in tei ani, che la ghe n'avarà chiapà una cinquantina, alora che la gh'avarà fato el soraosso, no la ghe badarà piú. - Animo, animo, la toga sta lista, e la vaga in botega a copiarla (gli dà un foglio).

carletto Sior sí. (E za el gh'ha rason... Xe che dele volte no la sta miga a sole man in tel muso, la finisse a legnae) (entra nel caffè).

ludro Ghe domando perdon, ma la vede... Adesso so' tuto soo; cossa gh'è de novo?

lodovico Mio padre è arrivato in Venezia mezz'ora fa, e certamente viene in traccia di me.

ludro Oh cospeto de Diana! L'afar se fa bruto. Caro sior conte, mi no so cossa dir: la s'ha volesto ustinar in sto amor...

lodovico Se m'incontro in mio padre... io conosco la sua severità!... Ho pensato di chiudermi in casa.

ludro Eh giusto!... gnanca per idea. Sò pare pol benissimo penetrar dove che la xe alogià... E pò la se imagina se col bruseghindela morosa la gh'ha la costanza de star sarà in t'una camera!... - Mi dirave... (Pensa)L'aspetta... Sior sí. Sala che sò sior pare l'abia cercada in Padoa?

lodovico Un amico mi scrisse che tutto ieri è andato in traccia di me.

ludro Dunque femo cussí. La vada via sul momento. In quatro ore la xe a Padoa. Prima de montar in barca la lassa in man del sò servitor una letera datada da Padoa, dove la scrive a sò sior pare, che geri mentre lu la cercava a l'università, ela se trovava a Vicenza. Che arivà sta matina la gh'ha pensa del mandar subito el sò servitor a ricever i so' comandi, e a sentir se mai el volesse che la vegnisse qua. Berto se presenta premuroso, afanà: el sior conte inghiote la pilola, e ela se salva.

lodovico E se qualcuno gli dice d'avermi veduto?

ludro I la gh'avarà tolta in falo... ghe xe un altro che ghe somegia... E po drio strada se drezza soma.

berto Il progetto è bellissimo.

ludro Ela se tratien a Padoa sie oto zorni, tanto che vardemo de combinar sto matrimonio...

lodovico È inutile il pensarvi: mio padre non vuoi sentir parlare di queste nozze. E poi prima di darmi moglie egli vuol vedermi laureato.

ludro Mo che idee!... Prima anzi el matrimonio e dopo la laurea. - In qualunque caso in sti oto zorni che la sta là la pol benissimo dotorarse.

lodovico Quest'anno ho studiato sí poco!...

ludro Cossa mai me contela... La gh'ha pronto el deposito, la xe conte, e no la vol passar al esame?... El saràve el primo caso.

lodovico E intanto Angelina?

ludro A siora Anzoleta ghe parlarò mi. In casa de sò pare co un pretesto o co l'altro ghe posso andar... - Animo, la vaga in botega, la buta zo sta letera, e po la vegna qua, che mi stesso vogio meterla in barca.

lodovico Va benissimo. Berto, vieni con me (entra con Berto).

ludro Ghe vogio ben. Gh'ho fato imprestar dei bezzi piú de diese volte, l'ha sempre pagà pontualmente, el m'ha regalà da signor... l'è galantomo, ghe vogio ben.

Scena nona

Giulio e detto.

giulio Posso?

ludro Sí ben, adesso vegní avanti vu. (Prende fiato)Diseme quelo che volè.

giulio Caro amico, io sono alla disperazione.

ludro No scomenzè a farme dele smorfie, perché mi no ghe stago. Cossa voleu?

giulio Se io non ho sessanta ducati, mi trovo alla vigilia di andar in prigione.

ludro Una zizola! No minga sessanta lire, sessanta ducati?

giulio Tale è il mio debito. Voi sapete che fra giorni devo essere impiegato in una fornitura, e questo formerebbe il mio precipizio.

ludro No se podarave vardar da tirar in longo?... Conosso tanta zente... Co chi gh'aveu sto debito?

giulio Col signor Prospero Raspetti.

ludro Co quel razza de can!... Caro amigo, fè cussí, andeve a costituir da vu medesimo, perché qua no ghe xe riparo.

giulio E la mia povera moglie!... Se sapeste... Quell'indegno insidia l'onor suo... e questa è una vendetta che fa per punirla della sua virtú.

ludro Come? come?... el xe inamorà de vostra mugier? Oltre che in tel imprestarve i bezzi el v'averà scortegà con un'usura de nova data, el vorave ancora de soravia?... Eco per esempio, mi mo a ste cosse no ghe stago. Mi gh'ho un stomego de bronzo che digerisse tuto, ma questa mo no la posso digerir. Andar a precipitar una famegia, un povero capo de casa perché una dona onesta, una bona mugier no vol perderse... no la ghe sta, e sangue de diana me meto de mezzo mi, e no vogio che la gh'abia da star.

giulio E come ho da fare...

ludro Lassème pensar... - Sessanta ducati, no xe vero?

giulio Sessanta ducati.

ludro Sessanta ducati no xe una gran cossa... e sessanta ducati i ghe sarà.

giulio Ah caro amico!...

ludro Pian, pian, no me ringraziè, perché del mio no meto fora un soldo gnanca se caschè morto. Quando che posso me piase de far del ben al mio prossimo, ma sempre co quel dei altri; col mio no, perché no vogio che nissun gh'abia obligazion co mi.

giulio E come dunque?

ludro (Sior sí... xe vegnú el momento da meter in opera el mio colpo da maestro che coltivo da tanto tempo. Prosparo se lo merita per el so cativo cuor, e perché piú d'una volta el m'a trufà le sensarie). Ancuo gh'avarè i sessanta ducati... ma no basta: vinti anca de piú, e altri vinti po che me li magnarò mi, perché no fazzo mai gnente per gnente. Basta che me trovè uno che meta un scarpion s'una cambial.

giulio Non saprei...

ludro No importa: vado in piazza, co do lire ghe ne trovo quanti che vogio.

giulio E posso sperare?...

ludro Sperar?... la xe fata. Anzi per magior prova, se mai ancuo no gh'avessi da disnar, tolè sto zechin, che mi lo ritirarò sora i bezzi che v'ho da contar. Stè quieto che l'afar xe fato... E po tegní per fermo che quando Ludro mete fora dei soi, se no casca el mondo quelo che s'ha destinà gh'ha da nascer. Adio... (A Giulio che insiste ringraziandolo)Oh per carità no me sechè altro!... Vago in botega a bever un goto de aqua, che gh'ho una sè che no posso piú (entra nel caffè).

giulio Eh, non c'è che dire, la sua sicurezza mi rianima. Non è uomo da lasciarsi ingannare dalle illusioni... E poi non avrebbe arrischiato uno zecchino.

Scena decima

Angelina e Cristina in maschera e bauta, e detto.

angelina (Quello è il caffè, ma non lo vedo).

cristina (Povere noi se vostro padre ci sorprendesse!)

angelina (Mio padre è andato a Rialto pe' suoi affari: non si tratta che di un momento).

giulio (Due maschere... Se ne incontrano di mattina e di sera: felice chi può darsi bel tempo! Andiamo intanto a consolare la mia povera moglie: poi cambieremo questo zecchino per render subito le sei lire al caffettiere) (parte).

cristina Può darsi che sia nella bottega; entriamo.

angelina Oh questo no. Non metterei piede là entro per quanto...

Scena undecima

Marco e dette.

marco Comandano, signore maschere?

angelina (Parla tu ch'io non ho coraggio).

cristina Vi sarebbe nel caffè il signor conte Del Colle?

marco Un giovine signore forestiere?

angelina (sotto voce)Rispondigli di sí.

cristina (Rispondetegli voi: a domandare cosí francamente di un giovine mi vergogno).

angelina (Smorfiosa!)

cristina (Tant'è: per gli altri non so fare).

angelina (Domanderò io... E se poi il caffettiere mandasse fuori uno che non fosse lui?)

cristina (Non ci mancherebbe altro).

angelina (Io scappo e lascio te negl'impicci).

marco E cosí, signore maschere, ho da farlo uscire o vogliono restar servite?

angelina Aspettate... (Osservando entro il caffè)Sí, sí... è là che scrive.

marco È dunque quello?

ANGELINA Sí.

marco Quel bel giovine? E vuole che lo mandi qui?

angelina (a Cristina)(Rispondigli).

cristina (E vuol far fare a me la figura!) Sí.

marco Subito. (A Cristina)È di buon gusto, signora maschera; brava, me ne consolo: è di buon gusto (entra).

cristina (inchinandosi con affettazione)Questa è roba che viene a lei.

angelina (traendosi la maschera)Ed è forse per sé che la vorrebbe?

cristina (egualmente)Oh pensi!... (Basterebbe che non fossi cameriera, e avrei anche di meglio).

Scena duodecima

Lodovico e dette.

lodovico Due maschere che mi cercano?... Che cosa vedo!... Angelina!

angelina Zitto, non mi nominate. Mi avete fatto sapere che vostro padre è qui, che pensate per piú giorni di star rinchiuso, ed io ho voluto almeno venir a darvi un addio.

cristina (ironicamente da sé)Altrimenti moriva!

lodovico Eh, mia cara, la circostanza è assai piú crudele!... Sappiate che bisogna ch'io subito parta.

angelina Come?... come?... Che dite?

cristina (Ora sí che stiamo bene!)

lodovico Bisogna ch'io vada subito a Padova.

angelina Ma non mi faceste dire ch'è arrivato vostro padre?

lodovico Ed è per questo ch'io parto, onde con un certo artificio fargli credere di non esser stato questi ultimi giorni in Venezia.

angelina E quanto tempo vi tratterrete colà?

lodovico Una settimana, o poco piú... Fino tanto che alla meglio avrò preso la laurea.

angelina Eh non è per questo che voi partite.

lodovico No?... e perché dunque?

angelina Scommetto che vostro padre non si è mai sognato di venire a Venezia, che i vostri sono tutti pretesti, e che qualche bella signorina di Padova vi chiama presso di sé.

cristina (Lo fa per farlo disperare).

lodovico Ed è possibile che vogliate esser cosí ingiusta verso di me? Fino dal carnovale passato, che ho avuto la fortuna di vedervi e di amarvi, mi potete nulla rimproverare?

angelina Oh nulla?... Egli è che non voglio dire.

lodovico Per cagion vostra ho trascurato i miei studi: piú e piú volte ho perduto le lezioni per fermarmi qui in Venezia...

angelina Oh che non si studia che all'università? Potevate portarvi qui i vostri libri e studiare in casa... (Lodovico ride)anziché andare tutto il giorno a passeggiare in su e in giú per la piazza, per la riva degli Schiavoni a fare il milordino col cappello sotto al braccio, coll'occhialino, coi ciondolini all'orologio e con cento altre caricature che fanno venire la rabbia a pensarvi.

cristina (E qui ha ragione, perché l'ho veduto io).

lodovico Non gridate cosí forte; pensate che siete in istrada.

Scena decimaterza

Ludro e detti.

ludro Cossa xe sto susuro? Oh diavolo!... Siora Anzoleta in maschera a cercar el moroso...

angelina Vedete il vostro degno amico?... Eccolo qui: dopo di avermi ingannata per dieci mesi, finalmente parte e mi lascia per sempre.

ludro Chi ghe dise sta roba?... El va via perché la circostanza esige cussí, e perché el gh'ha da andar.

angelina Deve andare?

ludro Sí signora: so' mi che dirigo sta faccenda; e se la desidera che ste nozze se concluda ne la circostanza presente, invece de far un passo avanti, bisogna far un passo indrio; in conseguenza xe necessario che el vaga via.

angelina Bel progetto! per avvicinarci, allontanarlo?

ludro Mi intanto la penso cussí: e se no ghe comoda le se destriga fra de ele, che a mi no me par vero de lavarmene le man.

lodovico No, caro amico, non mi abbandonate per carità. Assicuratevi, Angelina, che il suo progetto è assai ben maturato. Se noi disgustiamo questo amico, tutto è perduto.

angelina Bene... Scusatemi dunque... fate come credete. È l'amore soltanto che mi fa travedere. Non ci abbandonate con i vostri consigli.

Scena decimaquarta

Carletto con fogli, Berto e detti.

carletto (a Ludro)Ho terminà... (Cossa falo? Negozialo anca de done?)

ludro (prendendo le carte)Va ben. (A Lodovico)La fazzai sò complimenti co sta signora, e intanto che ela e la sò compagna va da quela parte nu altri andaremo da st'altra. - Berto, gh'aveu la letera?

berto Sí signore, eccola qui.

ludro Va benissimo. (A Lodovico)Favorissela?

angelina Non potrebbe egli accompagnarci fino alla porta di casa?

ludro Mi no ghe vedo sta necessità.

cristina Può venire anche Berto: siamo due donne sole.

ludro Come che le xe vegnude sole, le pol anca andar.

carletto Se le comanda, le accompagnarò mi.

cristina Oh sí, che ci faremo vedere con Ludretto al fianco.

carletto Carletto la vol dir. (Maledeta! anca ela sa de Ludreto).

lodovico Posso andare?

ludro Per mi diria de no.

angelina Siate buono: siate condiscendente almeno in questo.

cristina Non si tratta che di quattro passi.

angelina È la cosa d'un momento.

ludro E po le se fermerà un'ora a discorer sula porta. Mi so cossa che xe i morosi: co i scomenza a parlar no i la finisse piú.

angelina No, ve lo prometto.

berto Via, signore, quando una bella padrona e una gentil cameriera pregano...

ludro Va là che le gh'ha trova giusto quelo che se fa far zoso dale bele done! Prima de tuto i ani xe passai e po fin da quando che gi era in tel mio fior fra una bela zovene che pregava e una vechia che gh'aveva dei bezzi, gh'ho dà sempre la preferenza ale vechie.

cristina Oh scusatemi poi questo era un agire...

ludro Da Ludro, lo capisso benissimo: ma mi za l'ho sempre intesa cussí.

angelina Ve la passiamo buona, purché ci concediate adesso...

ludro In suma, sior conte la vaga, la le compagna, e la fazza presto che l'aspeto qua.

lodovico Prima anderò a spogliarmi, perché viaggiare...

ludro La se cava la spada, la se meta un codegugno, un capel tondo, e no la perda altro tempo.

lodovico Ho inteso.

cristina Berto, andiamo avanti a vedere se mai per caso da qualche strada sbucasse fuori il padrone (Cristina, Berto, Angelina e Lodovico partono)

ludro Vardè che stomeghezzi, che caricature... Per far do passi inseme... I me fa proprio vegnir mal.

carletto Anca mi la veda!... Me piase la sò massima: dele vechie co dei boni soldi.

ludro Mah! anca de quele se va perdendo la stampa.

carletto Mi no so cossa dir: se va via tutto el megio da sto mondo, cossa sarà de nu?

Scena decimaquinta

Prospero e detti.

prospero Oh eccomi di ritorno.

ludro (Per Diana che l'è capità a proposito!... Vogio mandar via sto frascon perché nol senta...). (A Carletto)La vada a aspetarme ala botega da cafè soto el portego dei Oresi, che destrigo un afar co sto signor che no vogio che la sapia, e po vegno... m'hala capio?

carletto Sior sí ho capio. (Nol me vol presente: figurarse che razza de negozio che i combina insieme!... e po el me mandarà mi a far la figura e a scoder dele man in tel muso) (parte).

ludro Cossa gh'avemmio de novo, sior Prosparo? (offrendogli tabacco).

prospero Tutto vecchio.

ludro Afari?

prospero Pochi e cattivi. Eh gli uomini hanno aperto gli occhi in modo...

ludro E in che maniera. Se sol dir per proverbio che anca i putei nasse adesso coi ochi averti.

prospero Avete niente voi da proporre?

ludro Gh'avarave un afareto, ma magro... una miseria, che me vergogno a esibirghela... Ela che non fa che afari in grosso.

prospero Adesso, amico mio, si guadagna piú negli affari piccoli che nei grandi: se non altro si arrischia meno.

ludro E qua la gh'ha rason.

prospero Che affare sarebbe?

ludro Una miseria: cento e cinquanta ducati.

prospero Tempo?

ludro Do mesi data.

prospero Non c'è il tornaconto. La somma è piccola, il tempo breve: non si può domandare che un frutto meschino...

ludro Se se refà sule mercanzie che se da in logo de bezzi... no la gh'ha gnente in magazen?

prospero Non saprei... ho qualche orologio...

ludro No, no: non metemo fora aneli, scatole, relogi perché no se sa mai come che la vaga a finir. Ghe vorave un articolo da poder presentar come campion, dir che ghe n'è piú dozzene, e col solito zireto...

prospero Ho una cassetta di specchi... (Pensando)Ma è stata troppo in giro. Vi è pure del corallo greggio... ma aspetto un altro...

ludro Qualunque cossa xe bona. L'omo col qual gh'avemo da far, xe novo in sti negozi...

prospero Va bene, ma... (Ludro è dei nostri però bisogna andar cauti): a dirvela non so trovare il quantitativo in merce, perché quando faccio un affare voglio che la persona, se gli piace, ritiri subito la mercanzia.

LUDRO Eh questo lo so: e sto sistema xe quelo che gh'ha fato sempre onor. (Da sé)(Me par ancora impossibile!...) Vol dir che se no la gh'ha ela, cercheremo da un'altra parte... (fa per andare e si ferma). Me dispiase de andar a mostrar el muso in piazza per sta miseria... Tanto piú che no faceva de bisogno in contante che cinquanta ducati, e i altri cento...

prospero Capisco... (Perbacco! quella bella gabbia che ho in sala...) Avrei io un centinaio di gabbie da canarini con aste d'ottone e vaghi rabeschi...

ludro (subito)Va benissimo! un ducato d'arzento l'una: el xe afar fato.

prospero Ma non vorrei che il proporle soltanto...

ludro Cossa disela! L'amigo xe impegnà co una balerina... l'aspeta una rimessa da casa, e ancuo per cinquanta ducati el ghe ne torave altri cento in tante testiere da paruca.

prospero Ma e se la rimessa non viene?

ludro So' qua mi: sula cambialeta meto el mio ziro in bianco...

prospero Allora vuol dire che lo conoscete sicuro...

ludro Imancabile ghe digo.

Scena decimasesta

Gherardo, detti, e poi Marco.

gherardo (esaminando il luogo)Ecco la piazzetta... quello è il caffè... Ottimamente.

ludro (a Prospero)La me manda la lista unitamente al campion dele chebe, o gabie, come che le dise ele...

prospero Non andate a Rialto? verrò io fra mezz'ora col mio uomo a portarvi il tutto.

ludro E mi intanto farò far la cambial... (seguono a parlare fra di loro).

gherardo (siede e chiama)Bottega?

marco Comandi.

GHERARDO Il caffè.

marco Subito (per andare).

gherardo (richiamandolo)Ehi? favorite (gli parla piano).

prospero (proseguendo a Ludro)Non mi fate però incontrare con la persona...

ludro Se sa ben: el soventor no se gh'ha mai da conosser, altro che in circostanza che el debitor no volesse pagar.

prospero Si fa soltanto per scansare i complimenti, le obbligazioni altrui...

ludro (ridendo)Eh s'intende: semo d'accordo... (offre di nuovo tabacco a Prospero).

prospero A rivederci.

ludro Fra mezz'ora sarò ai so comandi (Prospero parte; Ludro ritorna verso il proscenio).

marco (rispondendo a Gherardo)Eh non isbaglio: poco fa sono venute due maschere a domandare di lui.

gherardo (accennando Ludro)E quello è quel tale amico...

marco Per l'appunto.

gherardo Basta cosí (si alza e va verso Ludro).

marco Vado a fare il caffè (entra).

ludro (sorride pensando)Cento gabie a un ducato l'una!... Oh questa po no la me xe mai capitada. Ma tanto megio!... tanto megio cussí.

gherardo La riverisco.

ludro Patron mio.

gherardo Conosce ella un certo signor Lodovico Del Colle?

ludro Mi conosso chi conosso, ma prima de tuto no gh'ho l'onor de conosserla ela.

gherardo Non credo che questo sia il momento opportuno onde palesare il mio nome.

ludro La lo palesa o la lo sconda, per mi la xe una cossa afato indiferente.

gherardo Vostra Signoria fa molti affari?

ludro Se fa quel che se pol.

gherardo E affari non sempre troppo onesti,

ludro Se fa quel che vien, e no se varda tanto per sutilo.

gherardo E fomenta la gioventú nelle sue sregolatezze.

ludro (Ho capío: so che ora xe).

gherardo Non mi risponde?

ludro (traendosi il cappello)La scusi, la perdoni, xela fursi el fante dei Cai per pretender...

Scena decimasettima

Marco con il caffè e detti.

marco Eccola servita.

gherardo Sono uno che ha tutto il diritto per domandarvi conto...

Scena decimottava

Lodovico da viaggio, Berto e detti.

lodovico Eccomi, eccomi: montiamo subito in barca...

gherardo (volgendosi)Ah ti ho colto, sciagurato!

lodovico Oh cielo!

berto Il signor conte!

ludro (a Berto, facendo l'ignaro)Chi xelo sto signor?

BERTO È suo padre.

ludro (prendendo un tuono officiosissimo)Oh ma che fortuna, che felice combinazion, cavalier degnissimo, de poderghe presentar el mio rispeto e la mia umile servitú! Tante volte s'ha parla de ela col sior contin sò fio. Finalmente xe arivà per mi el fortunato momento de rassegnarghe in persona la mia venerazion, e de poderghe basar rispetosamente la man.

gherardo Scostatevi, impertinente, sfacciato! (A Lodovico)Voi preparatevi a darmi conto della vostra condotta e a partir sull'istante... (A Ludro)E voi guardatevi dal seguirci, uomo indegno, imbroglione conosciuto, raggiratore, obbrobrio delle oneste persone, peste della società (parte seguito da Ludovico e da Berto).

marco Signor Ludro?

ludro Cossa gh'è?

marco Ha sentito che sciroppo?

ludro (stringendo le spalle e scuotendosi il vestito)Eh l'è mato.


ATTO SECONDO

Scena prima

Fabrizio e Barbara.

fabrizio Non le ho vedute io, ve lo replico: fu il signor Giovanni che mi disse di averle incontrate mentre ritornava in casa.

barbara Eh via, cognato carissimo, non badate a falsi rapporti. La mia Angelina non è capace di uscire in maschera... e se mai fosse uscita, sarà stato per andare a far una burla o alla signora Giuseppina, o alla vedova del signor Teodoro, che stanno di casa rimpetto a voi. - Non stiamo a pensar male...

fabrizio Pensar male, pensar male... bisogna pensarci per forza. Vi ho già detto piú volte d'essermi avveduto da qualche tempo, che un certo zerbino...

barbara Ed io vi ho risposto, mi pare, che la ragazzaè diventata vistosa: che voi non avete in casa una donna di cuore...

fabrizio E perché quando vi ho pregata di venire a stare con me...

barbara Caro Fabrizio, la vostra casa è ristretta, ed io amo i miei comodi. Sono vecchia, e quantunque di carattere dolce sopra di certe cose, sono fastidiosetta. Attenderei di buon cuore a vostra figlia perché mi appartiene, e perché mi ricorda tanto la mia cara sorella Marianna, ma fino a tanto che non prendete a pigione una casa piú comoda...

fabrizio Sono già vicino a sloggiare e cambio con una bellissima al ponte di Canonica.

barbara La vedrò, e se mi accomoderà, pagando il mio tanto...

fabrizio Che serve!

barbara No no, voglio pagare, perché voglio lodare e lagnarmi quanto mi pare e piace. Ma intanto s'è vero che qualche damerino giri per la via...

fabrizio E come si fa? I miei affari mi chiamano sempre fuori di casa... Della cameriera non mi fido...

barbara Eppure è tanto buona.

fabrizio Non potreste per un mese incirca prendere Angelina con voi?

barbara Volentieri; ho sette stanze. Non siamo che in tre; io, la mia cameriera e il vecchio Silvestro: vi resta luogo...

fabrizio Mi obblighereste infinitamente.

barbara Eh!... Si farà per altro fra noi un pattarello per ciò che riguarda la tavola... perché del mio non voglio rimetterci.

fabrizio Troppo giusto.

barbara Per l'alloggio, la biancheria, il fuoco non importa...

fabrizio E quando potrei?...

barbara Subito: bevo un caffè e poi vado a casa.

fabrizio Perché fermarvi qui? Non può il vostro servitore...

barbara Non signore, non signore: il mio secondo caffè me lo bevo ogni giorno alla bottega. Benedetto quest'uso di Venezia! Le donne vanno e stanno al caffè, anche piú ore, come gli uomini, e nessuno osserva, nessuno bada...

fabrizio È vero: anche in questo Venezia è singolare. - Badate che bisognerà che vi consegni con la figlia la cameriera...

barbara Ci s'intende, e avrò piacere d'averla meco: è tanto burlona!

fabrizio Sono contento: vado a prenderle subito...

barbara Ma non le sbigottite; andate con le buone... Frenate quel vostro temperamento focoso e diffidente, che sempre sospetta...

fabrizio Eh, cara cognata, questa volta non è sospetto, è realtà (parte).

barbara Uh omaccio! - Scommetterei qualunque cosa che Angelina ha altro per il capo che far all'amore. (Chiama)Bottega?

Scena seconda

Marco e detta.

marco Comandi, signora.

barbara Un caffè, ma da amico.

marco (accennando la bottega)Vuol restar servita?

barbara No, no: qui fuori. Oggi l'aria è tanto sciroccale, che si pena a rinserrarsi.

marco Ha ragione: siamo in novembre, e pare una giornata d'estate (entra).

barbara Lo scirocco a cui è soggetta Venezia è una cosa assai incomoda. E i ponti?... e le strade strette?... ei canali?... Però le sue immense fabbriche!... Le piazze cosí magnifiche!... Gli uomini poi allegri, cordiali!... Le donne cosí briccone!... Ah dico la verità: sono otto anni che sono qui, e sono arrivata vecchia... che se ci venivo vent'anni prima!... (siede).

Scena terza

Carletto e detta, poi Marco con il caffè.

carletto (guardando dentro alla bottega)Nol gh'è: lo aspetarò. - So' suà che no posso piú. - Cossa diavolo vorlo far de quela gabia, che el m'ha fato portar a casa?... Sicuramente qualche campion de una mercanzia che no gh'ha mai esistio (siede).

marco Eccola servita.

barbara Buono veramente?

marco (mescendo)Lo sentirà e sono certo che favorirà piú spesso la mia bottega (va per entrare).

carletto (a mezza voce)Marco?... Chi xela quela signora?

marco Non saprei dirglielo. Bisogna che sia persona comoda, perché la vedo sempre ben vestita, con anelli e orologio d'oro (parte poi ritorna).

carletto Va ben. - Che la fusse de quele che se va perdendo la stampa? - La gh'ha in deo una roseta de diamanti che sluse da cavar i ochi.

barbara (credendo di parlare a Marco)Buono, buono!... - Oh è andato via?

carletto Eh, sior Marco, quando che el vol el sa far un bon cafè (si alza).

barbara Sí, veramente.

carletto (accostandosi e con qualche galanteria)Forestiera, se xe lecito?

barbara A momenti non piú: sono otto anni che dimoro in questa città. (Come s'insinuano subito questi veneziani: animano il forestiere).

carletto (esaminandola)(Vechieta, ma ancora in ton). Dunque presto presto poderemo chiamarla patriota. (Siede)Fortuna nostra de far de sti acquisti.

barbara Troppo cortese.

carletto Oh sincero co tanto de cuor. (La ghe sta, me fazzo strada).

barbara (È gentile, ma potrebbe anche essere un furbo che volesse cavarmi qualche cosa).

carletto Come se divertela in sto resto de autuno? Vala a teatro? vala in maschera?

barbara Qualche volta vado al teatro, ma di rado, perché manco di compagnia.

carletto Vogio creder che la scherza. Una signora del so merito mancar de compagnia?... Xela maridada?

barbara Non signore: sono vedova e padrona di me.

carletto (Megio!... me fico soto).

barbara (Mi vien da ridere!... Un'altra vecchia a tutte queste belle parole ci cascherebbe, ma io, eh!...) (trae la borsa e mostra cercarvi entro qualche piccola moneta). (Se vedesse questi due zecchini farebbe tanto d'occhi!)

carletto (adocchiando la borsa)(Varda, varda! Oro, oro!...)

barbara (osservandolo sott'occhio)(L'ho detto io, l'ho detto). (Ridendo a parte, poi chiama)Bottega?

marco Ai suoi comandi.

barbara Non ho spiccioli: fatemi il piacere di cambiarmi questo zecchino.

marco Si accomodi: pagherà un'altra volta.

barbara No, no: mi fate piacere a cambiarlo, perché devo far qualche spesa.

marco Quando cosí vuole, la servo (entra).

barbara (Cala un poco, ma ai caffè non badano).

carletto (Se savesse come far a impiantarme sul sodo!) (Si accosta con la sedia a Barbara)E quando che la va al teatro, dove frequentela?

barbara Preferisco San Luca, come il più vicino alla mia casa.

carletto (Intanto la me dise che la sta vicin a San Luca. Soto Ludreto).

barbara (Povero babbuino, non sa che ha da fare con una volpe, e volpe vecchia!)

carletto E no la gh'ha nissun che l'accompagna?

barbara Ho qualche parente, ma m'incresce il dover disturbare chi ha da attendere ad altre faccende.

carletto (accostandosi di piú con modo officioso e galante)E perché no metela su cavalier servente?

barbara Oh che cosa dice!... Io cavalier servente?

carletto Ela, sí ela: credela de no trovar?

barbara Sí... forse troverei...

carletto E come!

barbara Troverei qualche vecchio rimbambito che mi annoierebbe con il racconto delle sue galanti avventure d'un mezzo secolo fa.

carletto (piú insinuante)Se cerca un zovene.

barbara Eh che un giovane di proposito non si perde a far il cavalier servente ad una vecchia: e un disperato che volesse mangiarmi del denaro non fa per me.

carletto (sconcertato)(Aseo!).

barbara (freddamente verso il caffè)Bottega? il resto.

carletto (dopo un momento alzandosi con disinvoltura)Passà sto siroco dovaressimo aver dele gran bele zornae. Eh quando che fa fredo e bel tempo se passeggia volentiera, se se diverte, e no se sta a far la mufa al cafè... (Come che ho fato fin adesso co ti, vechia maledeta!)

Scena quarta

Fabrizio, Angelina e Cristina in zendale, e detti.

fabrizio (parlando alle donne)Le vostre robe ve le metterà assieme la mia governante, e le avrete prima di sera.

barbara Oh sei qui, mia cara Angelina!... (le va incontro e l'abbraccia).

angelina Carissima zia!

barbara (a Cristina)E tu pure, furbacchiotta?... Venite a stare con me, sapete? Quanto vogliamo ridere!

cristina Viva il vostro buon umore: che siate benedetta!

carletto (La xe amia dela morosa del conte Del Colle?... Se podesse avisar la puta che el conte xe belo e andà via da Venezia...)

barbara (sottovoce alle donne)Vi racconterò una avventura galante che mi è capitata precisamente or ora... Eh il mio orologio ed i miei anelli fanno ancora delle conquiste!

Scena quinta

Una maschera, uomo in tabarro e bauta, si presenta con circospezione dal fondo, e detti.

fabrizio E che cosa facciamo qui in istrada? Andiamo a casa vostra.

barbara Un momento: aspetto il resto dal caffettiere.

carletto (da sé osservando la maschera)(Chi xe sta maschera? la me varda... Che el fusse qualchedun che volesse recamarme le spale per conto del principal?)

fabrizio (a Barbara)Del resto, circa all'essere uscite in maschera è poi vero?

barbara Eh che non può essere.

fabrizio Voi volete sostenere di no, ed io vi dico di sí.

barbara Chi ve lo ha detto?

fabrizio Ella stessa.

barbara Davvero!... (Bocca d'oro, dice sempre la verità).

carletto (occupato sempre della maschera)El me fa dei segni?... el me mostra un talaro... par che el vogia parlar co la puta... (interroga co' cenni la maschera per accertarsi in proposito, quindi fa dei segni ad Angelina onde prevenirla, ma questa non lo osserva).

angelina (seguitando a Barbara)Ho detto che sono uscita per un momento con Cristina.

cristina Per andare soltanto qui, voltato il cantone a trovare la signora Barbara.

barbara (contenta)A trovar me!

angelina Sí, per farvi una burla, e bere la cioccolata.

barbara Oh care!

cristina Ma siccome ci han detto che eravate uscita...

angelina Siamo subito ritornate a casa.

barbara Ecco qui dunque tutto il gran male. (Adesso poi ne domanderò conto al servitore).

carletto (non avendo potuto riescire di prevenir Angelina, fa cenno alla maschera di attendere, e dice da sé)Ho capio: qua no ghe xe de megio che farli voltar tuti da un'altra banda (segni di nuovo alla maschera di star in pronto, ecc.).

fabrizio Può darsi che sia vero, ma io non lo credo... E s'è stato altrimenti, io vi protesto che v'insegnerò a cambiar modo e condotta.

carletto (gridando ed accennando verso la strada a sinistra)Varda, varda, varda quanta zente! Sicuramente un ladro... Dai!... dai!... dai!...

fabrizio (volgendosi con gli altri a quella parte)Dove?... dove?...

Carletto Là, là... Dai!... dai!...

la maschera (avanzandosi rapidamente e consegnando un biglietto ad Angelina)Tenete, tenete presto.

ANGELINA Oh Dio!...

carletto (dal suo posto come sopra)Dai!... dai!...

la maschera (scoprendosi per un momento)Son Lodovico... leggete... Addio... (parte).

angelina (con giubilo celando il biglietto)Ah!

barbara Ma da qual parte?... io non vedo niente.

carletto Sicuro che adesso no la vede piú gnente: i xe andai zo per l'altra cale. (Cerca la maschera)(Dov'elo?... El xe scampà via col talaro? Sangue de Diana che lo voi chiapar).

Scena sesta

Marco con denari sopra un piattino da caffè, e detti.

marco (a Carletto)Che aveva che gridava sí forte?

carletto Eh gnente: de là xe scampà un ladro, e mi da sta parte coro drio a un galantomo. Se vien el mio principal diseghe che a momenti torno (parte in fretta).

marco Benissimo. (A Barbara)Ecco il suo resto: perdoni se l'ho fatta attendere, ma in banco non avea che piccola moneta. Due ducati d'argento, tre liracce da trenta soldi e il rimanente...

barbara Come sono piccoli questi ducati!

fabrizio Lasciate vedere.

angelina (piano a Cristina che l'è andata presso)Non sai Cristina?

cristina Che cosa?

angelina Lodovico è ancora qui: quando quello gridava al ladro, mi ha consegnato un biglietto.

cristina Oh!

fabrizio (consegnando i denari a Barbara)Buoni, buonissimi. Andiamo.

Scena settima

Gherardo e detti.

gherardo (Grazie al cielo mio figlio è partito. Voglio ora informarmi dal caffettiere...) (Chiamando Marco)Amico?

marco Eccomi. (Ah è quello che m'ha piantato il caffè...) (si avvicina a Gherardo e parla seco).

barbara Che serve che ci accompagniate? Non so forse andare da me? Angelina non è forse bene affidata?

fabrizio Chi dice questo?

barbara (Se viene con noi potrebbe domandare alla gente di casa se sono state o no: se non ci sono state le sgriderò io... ma che egli le sgridi non voglio). Qui Angelina, dammi braccio, e tu Cristina vieni da quest'altra parte, che cosí nessuno ti farà degli scherzi.

fabrizio Mi raccomando a voi.

barbara Sí, sí, a che servono tanti discorsi! Quando mi sono presa io la responsabilità... A proposito, se domani volete venire a pranzo da noi...

fabrizio Perché no?

barbara Portate per altro una bottiglia del vostro vino di Cipro stravecchio, cosí una cosa rifarà l'altra... Ho detto per ischerzo, sapete... ma se porterete la bottiglia da vero, non sarà mal fatto. Andiamo, ragazze mie: in mezzo a voialtre mi sembra di acquistare tutto il vigore della mia prima gioventú (parte con Angelina e Cristina).

fabrizio Che bel carattere, che felice temperamento! Mai in collera: veder tutto dal lato buono!... Cosí si vive un pezzo, e non si è d'incomodo a nessuno (trae l'orologio).

marco (parlando con Gherardo, e facendo conoscere di discorrere di Fabrizio)Uomo di credito!... Sulla figlia non c'è che dire...

gherardo Presentatemi: vi ho detto il mio nome?

marco Sí signore.

fabrizio (riponendo l'orologio)Appena vent'ore. Quando non arrivano poste, le giornate mi sembrano eterne (si avvia),

marco Scusi, signor Fabrizio: vi è qui una persona che bramerebbe di parlarle.

fabrizio Chi è.

marco Un signore di Verona: il conte Del Colle.

fabrizio (A Verona tutti conti). (Inchinandosi)Signore, in che posso...

gherardo Mi dispiace d'incomodarvi qui.

fabrizio Dite pure; già a Venezia si fa tutto alla bottega.

gherardo Come vi piace.

marco Comandano caffè?

gherardo Se volete favorire... (a Fabrizio).

fabrizio Grazie.

gherardo (a Marco)Non serve.

marco (Cattivi avventori) (entra nel caffè).

gherardo (Non so come incominciare). Sappiate, signore, prima di tutto, che sgraziatamente io sono padre di un figliuolo il quale non voglio chiamare cattivo, ma vivace, sconsiderato, poco studioso, e inclinato alla vita galante.

fabrizio Mi dispiace: ma si sa bene, la gioventú è piena di fuoco; non riflette tanto all'avvenire, per cui è necessario il passar sopra a molte cose. (Sarebbe il padre di quel tal zerbino?...)

gherardo Capisco; ma vi sono per altro delle circostanze nelle quali i figli, volendo risolvere a loro capriccio...

fabrizio Attraversano le prudenti disposizioni dei genitori, e vengono cosí a cagionare delle gravi amarezze.

gherardo Vedo che nella massima conveniamo perfettamente.

fabrizio È impossibile il non andare d'accordo.

gherardo Venendo ora dal generale al particolare, non so se siate a parte di un certo amoruccio di vostra figlia con l'unico figlio mio?

fabrizio Ho saputo per verità che ronza intorno alla mia casa un certo signorino...

gherardo Ha ronzato, volete dire, giacché il signorino è partito, e per ora in Venezia non tornerà piú.

fabrizio (sorpreso)Davvero! (Con qualche rabbia da sé)Allora era inutile che io facessi uscire di casa Angelina.

gherardo (adocchiandolo)(Gli dispiace: avrebbe voluto veder la figlia contessa).

fabrizio (pensando)(Che me la dasse ad intendere, e che poi fosse tutt'altro... E chi lo conosce?)

gherardo (È rimasto ammutolito. È cosí, è cosí).

fabrizio (Il signor padre potrebbe essere a giorno che mia figlia ha diecimila ducati di dote...)

gherardo (E siccome vi sono di quelli che si lasciano accecare dai titoli...)

fabrizio (E siccome non tutti i conti contano molto...)

gherardo (Cosí avrà detto illustriamo la casa).

fabrizio (E perciò gli avrà piaciuto il contante di mia figlia).

gherardo (Ma niente!)

fabrizio (Ma nemmeno per ombra!)

gherardo Dunque, signore, io mi sono indirizzato a voi supponendo che ignoraste l'intelligenza che passava fra il mio Lodovico e la figlia vostra.

fabrizio Ve ne sono assai tenuto.

gherardo Fo molto conto della riputazione che godete in commercio.

fabrizio Venero infinitamente l'illustre casa Del Colle!... (Che non ho mai sentita a nominare).

gherardo E per ciò vi chieggo...

fabrizio (Ci siamo).

gherardo Vi domando la grazia di fare in modo che la vostra ragazza desista dal pensare a mio figlio.

fabrizio (sorpreso)Come!

gherardo (Adesso mi farà una scena).

fabrizio Voi mi pregate di questo?

gherardo Ve ne prego: e se poi...

fabrizio Oh sappiate, signore, che sono anzi io che vi supplica, scongiura e consiglia a fare in modo che il degnissimo vostro signor Lodovico lasci di pensare alla mia Angelina, giacché io non sarò per accordargliela giammai.

gherardo Come!... Che dite?...

fabrizio (Ah, ah! l'ho preso l'amico). Cosí è, signore, e sono assai contento che il pensiero della negativa sia stato reciproco, e che i nostri due no formino un perfetto accordo. (Se tu volevi provarmi t'ho servito io).

gherardo (Lo scaltro mi vuol prendere la mano). (Ironicamente)Bene, benissimo!... Ma per non dare mio figlio alla vostra Angelina, non aveva bisogno di essere sollecitato da voi.

fabrizio Come io non aveva sicuramente bisogno delle vostre preghiere per ricusare mia figlia al signor Lodovico.

gherardo Siamo d'accordo.

fabrizio Siamo d'accordo.

gherardo (risentito)Però vostra figlia non si sarebbe pregiudicata entrando nella mia casa.

fabrizio (piccato)(È chiaro che gl'incresce). Né vostro figlio ci avrebbe rimesso del suo sposando un'ereditiera.

gherardo (Gli duole!) Ma Lodovico deve sposare una del suo grado.

fabrizio E Angelina deve accasarsi con una persona della sua condizione.

gherardo (con vivacità)Non ho bisogno di arricchirmi.

fabrizio (egualmente)Non ho bisogno d'illustrarmi.

gherardo Cosí penso.

FABRIZIO Cosí voglio.

gherardo E perché gridate dunque?

fabrizio E perché strepitate voi?

gherardo Ma se siamo convenuti?

fabrizio Ma se siamo d'accordo?

gherardo (Che furbo!)

fabrizio (Che volpone!)

Scena ottava

Ludro e detti.

ludro Patroni, patroni riveriti... Mo che bela compagnia!... Sior Fabrizio!... Cavalier degnissimo! (Salutando l'uno e l'altro e traendo la tabacchiera)Posso servirle? Una presa de fresco... Santa Giustina perfeto...

fabrizio Grazie, grazie.

gherardo (sorpreso della franchezza di Ludro)(Dopo tutto quello che gli ho detto!...) Ecco, ecco, signor Fabrizio, il torcimanno degli amori fra Lodovico e vostra figlia.

fabrizio Lui?

ludro Torcimanno? torcimanno no veramente. Perché stando a streto rigor de termine la xe una profession che gnancora no gh'ho esercità. Oh, se la dirà po confidente, segretario, questo xe un altro afar: ma el xe sempre un scalin piú basso.

fabrizio E quando n'eravate a parte, quando lo sapevate, perché non me lo avete detto?

ludro Perché giusto ela no lo gh'aveva da saver. E po la sa che i segretari no parla, specialmente se no se ghe onze la man.

gherardo Chi sa quanti denari avrete estorto a mio figlio.

ludro Gnanca un cafè. Sti afari o no li fazzo, o li fazzo sempre gratis. A sò fiol gh'ho fato qualche volta imprestar dei bezzi, e da persona ben nata, da galantomo come che el xe a tutte le scadenze el gh'ha sempre puntualmente pagà.

gherardo Vi sarete ricattato su i frutti, sulle usure le piú indegne...

ludro L'aviso che la perde el fià, perché sto muso no deventa miga rosso, sala.

fabrizio Ma da me avete ricevuto qualche beneficio, e dovevate per riconoscenza...

ludro Qua no la dise mal: ma gh'ho falà per ignoranza. Tuti do zoveni, tuti do liberi, tuti do de bona famegia... Gh'ho visto anca mi che uno gi era conte e l'altra citadina... Ma la citadina gi era rica, el conte un poco ristreto...

gherardo Impertinente!

ludro No la se inquieta, la me lassa dir la verità. La digo tanto de raro, che quando che la digo sarave un pecà serarmela in boca.

gherardo Io non ho bisogno del denaro altrui.

ludro Siela benedeta! Cussí no posso dir mi, che gh'ho bisogno de tuti.

fabrizio Mia figlia deve sposare un suo pari.

ludro Bravo, sior Fabrizio: bezzi ciama bezzi in casa.

gherardo (risentito)Vale a dire?

ludro Gnente: el xe un proverbio venezian. - Mi no so che raza de omo che el sia, el se scalda de tuto!

gherardo Mio figlio è partito e non oserà per ora di piú ritornare in Venezia.

LUDRO La gh'ha fato benissimo a mandarlo via. Anca mi gh'aveva sugerido l'istessa cossa...

Scena nona

Cristina, un servitore vecchio, e detti.

cristina (vedendo Fabrizio)(Oh povera me!... non sono in tempo di tornare indietro).

fabrizio Che cosa fate voi qui?

cristina La padroncina mi manda a casa a prendere il suo ricamo.

fabrizio Incominciamo male se mia cognata vi lascia uscire.

cristina Non vedete? mi ha fatto accompagnare dal suo servitore.

fabrizio Da quella testa di legno?... Oh sí che siete sotto a una buona guardia!... (intanto Cristina ha colto il momento per fare dei cenni a Ludro).

ludro (La cameriera vol dirme o darme qualcossa...)

gherardo (al proscenio adocchiando Fabrizio e crollando il capo)(Pensare che io desiderassi una tal parentela?...)

fabrizio E che bisogno c'era del ricamo?

cristina Siccome sono i manicini che lavora per voi...

ludro (ch'è passato fra Fabrizio e Cristina, volge le spalle a questa, tenendo con arte il cappello dietro la schiena)La se assicura, sior Fabrizio, che quela puta xe una perla: che no la darave un dispiacer a so pare...

Cristina con destrezza lascia cadere il biglietto, che Lodovico ha dato ad Angelina, nel cappello di Ludro.

fabrizio Non mi seccate, non mi venite dintorno...

ludro No ocore altro; per mi basta cussí (leva il biglietto dal cappello e va verso il fondo).

fabrizio Andate pure a casa a prendere quello che avete detto... Anzi vi accompagnerò io.

cristina Ed io per farvi vedere che non sono uscita con cattive intenzioni, se me lo permettete, mi metterò sotto il vostro braccio.

fabrizio No, no, non serve. (Se la mia governante vede, può brontolare...) Andate innanzi. - Dunque siamo intesi, signor conte.

gherardo Perfettamente. Come io ho provveduto a mio figlio, voi pensate a custodire la vostra.

cristina (Che sento! è il padre).

fabrizio Come voi avete provveduto al signorino, in egual modo sarà custodita la figlia mia.

cristina (Starebbe bene!)

gherardo (salutandolo e partendo)A buon rivederci.

fabrizio (egualmente)Devotissimo servo.

gherardo (Eh furbo, furbo!...)

fabrizio (Eh volpone, volpone!) (partono; Gherardo da una parte, Fabrizio, Cristina e il vecchio servitore dall'altra).

ludro (che si è trattenuto sulla soglia del caffè leggendo di nascosto il biglietto)Bela, bela da galantomo! (Avanzandosi)La puta fa capitar in te le mie man un biglieto del so moroso, che no so po come diavolo el ghe l'abia podesto far aver. (Legge)«Un miglio distante da Venezia ho dato uno zecchino ai barcaiuoli, e ho fatto tornar indietro la gondola. Il vecchio Gregorio voleva opporsi, ma io, fingendo di essere risoluto per disperazione a gittarmi in laguna, l'ho intenerito, è tornato indietro con me, ed ora è chiuso in casa mia sotto la sorveglianza di Berto». - Evviva sior pare! El l'ha fata da zovene de spirito. Eh no gh'è da che dir: chi sta co mi impara sempre qualcossa de bon! - Se vede che la regazza m'ha fato aver sto biglieto perché mi in qualche maniera meta man... Ma come s'ha da far? Persuader i do vechi a consentir, questo xe impossibile!... Farghe far qualche maron ai do zoveni, manco che manco, perché po la vegnarave a cascar su le mie spale, e mi per cento mile rason gh'ho bisogno de star ala larga dala giustizia. - (Pensando)Animo, sior Ludro belo, qua bisogna trovarghene fora una de nova, e che la sia degna de vu, perché se no la xe nova no la val gnente. (Si stropiccia la fronte)No gh'ho gnente... So' vodo... - Eh ma no importa: da qua mezz'ora vegnarà fora qualcossa de bon.

Scena decima

Giulio e detto.

giulio (affannato)Amico, amico mio!

ludro Ecco qua el pare dele disgrazie. - Cossa xe sta?

giulio La sentenza è uscita, e poco fa mi è stata intimata (dà un foglio a Ludro).

ludro Ben: gh'avemo sempre tre zorni de tempo a pagar; dunque ne ne avanza.

giulio E sperate che il denaro...

ludro El denaro gh'è (scorre con l'occhio il foglio).

giulio Datemelo dunque, non mi fate piú penare. Lasciate che io possa portarlo a quell'indegno, e quindi che gli rinfacci il suo infame procedere verso la mia sfortunata compagna. Dove sono i sessanta ducati?

ludro (ritornandogli il foglio)A pian, perché no ghe xe gnancora la soma intiera. Anzi aspeto la persona che gh'ha da passar de qua per andar a casa a disnar... (Osservando fra le scene)E se no falo... Perdiana che el xe qua. Ritireve subito in cafè... No stè a moverve, no ve fè veder fin a tanto che no gh'ho termina l'afar.

giulio Io non intendo... farò come volete (entra nel caffè).

ludro Ludreto, el mio zovene, xe messo all'ordene, e presto el vegnirà a farme da secondo. Intanto muso duro, e a nu.

Scena undecima

Prospero traversando la scena, e detto.

prospero Addio, amico.

ludro Oh bravo sior Prosparo: gi era giusto direto per vegnirla a trovar a casa.

prospero Che c'è di nuovo?

ludro La persona che gh'ha rilassa la cambial dei cento e cinquanta ducati m'ha fermà in sto momento in piazza per dirme...

prospero Saremo forse alle solite?

ludro Cioè?

prospero Che nei cinquanta ducati che gli ho dati vi è qualche moneta calante? Io non ne voglio sapere. Il denaro l'ho dato a voi, voi lo avete trovato buono...

ludro Eh no se parla de questo. I bezzi ghe l'ho dai che sarà do ore, e su queli no gh'è piú da parlar. - El discorso xe circa la nota dela mercanzia che l'ha ricevudo.

prospero Delle cento gabbie?

ludro De le cento gabie.

prospero Bene: voi sapete come vanno trattati questi affari. Ditegli che parlerete con qualcheduno: che ora del genere non vi è ricerca... Piú tardi, che con grande stento avete trovato il compratore; e con poche lire.... insomma il solito giro. Addio, addio.

ludro Ma le se ferma perché qua no ghe xe bisogno de tanti ziri e riziri. - La sappia che la persona gh'ha trovà a sta ora chi rileva tuta la mercanzia...

prospero Come!

ludro E mi so' incarica de dirghe che prima de sera la ghe fazza aver a quel tal le altre novantanove gabie eguali precisamente al campion che mi ho consegna, perché el gh'ha trovà l'ocasion de venderle tute cento a do ducati d'arzento l'una.

prospero Questa è una bricconata!

ludro O briconada o no briconada, el fato sta che ela gh'ha cedudo nelcontrato la mercanzia, e che lu gh'ha el dirito de pretenderla e de ritirarla quando che el vol.

prospero Come ho da fare a trovar novantanove gabbie simili a quella che gli ho consegnata?

ludro E ela la ghe conta l'equivalente de quelo che el pol guadagnar.

prospero Questa è un'infamia!... Il compratore non può esistere.

ludro Che l'esista o no, questo xe un altro afar. El fato sta che el so debitor deventa in sto momento creditor verso de ela: che ela xe in obligo o de contarghe subito dusento ducati, o de mandarghe imediatamente a casa la mercanzia, altrimenti el la farà citar al tribunal come una persona che ha messo in comercio un ogeto che no ha mai esistio, e ela terminerà in preson.

prospero (fremendo e scuotendo la canna)Ludro, questa è un'azione infame...

Scena duodecima

Carletto affannato, e detti.

carletto (a Ludro)La diga, la vegna subito in piazza. Soto le Procurartíe ghe xe quelo del negozio dele gabie che el fa un casa del diavolo. El dise a tuti che la gh'ha dà in conto dela roba che no la gh'aveva, e che se no la ghe la fa aver sul momento, el la farà ligar.

ludro Sentela? so' compromesso mi.

carletto Anzi me par de aver sentío a dir che el gh'ha trovà a sta ora un secondo comprador che ghe dà cinquanta ducati piú de quell'altro.

prospero Ah ladri, assassini tutti due... (prendendo Carletto per il collare)e tu piú del tuo principale...

carletto La diga, la me lassa star... (liberandosi)che son capace de darghe una rassegna de pugni...

ludro A monte, a monte. In conclusion paghela i soldi, o vorla che andemo per tribunal?

prospero Consulterò il mio procuratore.

ludro El so procurator ghe darà torto.

CARLETTO Torto.

prospero (tremando di rabbia)Farmi mangiare cosí in un punto cento ducati!

ludro La paga.

carletto La paga.

prospero Mi si offusca la vista... mi tremano le gambe...

ludro No se fa ste figure.

carletto No se fa ste figure.

prospero (avviandosi)Ah la rabbia... il dispetto...

ludro La paga.

carletto La paga.

prospero Sento che non ne posso piú (parte).

ludro (seguendolo)La paga... (Tornando al proscenio ridendo)Ti gh'è resta drento razza de can!... Adesso po digo francamente che sfido a trovar un Ludro piú Ludro de mi.

Scena decimaterza

Giulio dal caffè, e detti.

giulio (giubilando)Ah amico mio, che cosa ho inteso!

ludro No ve l'ogio dito che i bezzi gi era sicuri? co piú bela maniera de cussí no i se podeva trovar.

giulio Voi mi avete sorpreso!

carletto (baciando la mano a Ludro)Ah l'è un gran omo!... Bisogna dir la verità l'è un gran omo!...

ludro Tasè là, sior aseno: imparè come se fa i afari.

giulio Io però non voglio approfittarne che per il momento. Passata questa urgenza gli renderò...

ludro Vu fè pur quel che volè: ma dei vinti ducati dela mia parte, nol ghe ne vede piú uno se el casca morto.

Scena decimaquarta

Lodovico e detti.

lodovico (premuroso)Finalmente vi trovo.

ludro Ben tornato da Padoa.

carletto (Eco la maschera che m'ha regalà el talaro).

LODOVICOVoi saprete...

ludro Sior sí, so tuto. El biglieto che la gh'ha da a siora Anzoleta, siora Anzoleta po me l'ha fato capitar a mi (lo fa vedere).

giulio (Quanti imbrogli ha quest'uomo!)

LODOVICODunque che posso sperare?

LUDROSperar? Per bon augurio la sapia intanto che sò sior pare e el pare della ragazza i s'ha trova qua insieme mezz'ora fa...

lodovico (con premura)Ebbene?...

LUDROE i s'ha protestà reciprocamente che no sarà mai possibile che i consenta a sto matrimonio.

LODOVICOGiusto cielo!

ludro So sior pare conta moltissimo su la so obedienza: e infati ela ghe ne da un sagio essendo qua in vece de esser a Padoa come lu gh'aveva ordenà.

LODOVICOChe s'ha da fare dunque?

LUDRO Cossa vorla far... la lassa andar sta frascaria...

LODOVICOFrascheria?... È amore, amore!...

LUDROPer mi la pol dirlo dusento volte che no so cossa diavolo el sia.

lodovico Ah meschino di me! Perdo Angelina! ho irritato mio padre!... Non ho chi mi soccorra!... (siede dolente).

giulio (Povero giovine!... mi fa compassione).

LUDRO(dopo un momento)Ho capío: avemo agiutà sto desperà... agiutemo anca st'altro. (Pensa un poco)L'aspeta, la vegna qua... (Dubbioso da sé)(Mi me par che in sto modo... sior sí). (Deciso a Lodovico)La fassa una cossa: la libera sul momento el vechio servitor Gregorio; la ghe diga che el vada da so sior padre, che el ghe conta tuta l'istoria e che el ghe diga che ela no xe anda a Padoa, ma che la xe ancora qua.

lodovico Che dite mai!... questo è un far peggio.

ludro (in tuono compassionevole)Cossa sala mai ela de pegio o de megio a sto mondo.

carletto (prendendo il tuono di Ludro)Cossa sala mai ela de pegio e de megio...

ludro (interrompendolo)Zito!... (accostandosi a Carletto)Ela la staga ben atento a quel che ghe digo, e la varda de no falar. - La cerca in qualche maniera de incontrarse co sior Fabrizio el pare dela ragazza...

CARLETTO Sior sí.

ludro La ghe diga che la gh'ha visto la so puta a parlar dala fenestra co sto signor, e po vardarse atorno co paura e butarghe abasso un biglieto.

carletto Va ben.

ludro E vardemo de no imbrogiarse, de far le cose pulito se se pol.

carletto La se lassa servir: me par fin adesso...

ludro E basta!... e no ocore altro, digo!...

lodovico Ma voi in questo modo precipitate ogni cosa!...

ludro (non badandogli)Sior Giulio, no la se perda: de qua un'oreta la se trova in cafè che gh'avarò bisogno anca de ela.

giulio Disponete di me.

lodovico Ma Ludro tutto questo?...

ludro Oh povareto mi!... - No vorla la regazza?

lodovico Sí, ma...

ludro Dunque la la gh'avara.

lodovico Come?

ludro Prima de sera la la gh'avarà.

lodovico Voi promettete l'impossibile.

ludro L'impossibile?... La ghe domanda a sto galantomo se quando che imprometo una cossa so' capace de mantegnirla.

lodovico Ma il mezzo...

ludro (infastidito)El mezzo... el mezzo sta fra principio e el fin. (A Giulio)Sior Giulio, la vaga a disnar alegramente co la so famegia, e po la vegna qua che l'aspeto. (A Carletto)Vu andè a far quel che v'ho dito, e vardè ben de no falar. (A Lodovico)Ela la manda subito Gregorio da so pare... (Lodovico vorrebbe parlare)E no la me seca altro, no la me rompa altro la testa, la staga quieto che prima de sera la la gh'avarà.


ATTO TERZO

Scena prima

Prospero.

prospero (con rabbia concentrata)Che serve andare dall'avvocato? Non lo vedo forse da me che ho torto?... E non si tratta d'altro che di prigione!... Ah scelleratissimo intrigante!... Ma che può averlo indotto a un tanto assassinio verso di me? Che gli ho fatto? Alle volte gli ho pagato male le sensarie: altre volte ancora non gliele ho pagate: tutto questo è vero... Ma non poteva piuttosto domandarmi un regalo?... E glielo avrei poi dato? - Eh qui bisogna decidersi. Se colui presenta solamente la querela contro di me sono bello e spacciato. Ma come ho da risolvermi e metter fuori duecento ducati!

Scena seconda

Marco sulla soglia del caffè, e detto.

marco (Che cos'ha il signor Prospero che lo vedo tanto agitato?)

prospero (trae dal portafogli una cambiale che esamina)La cambiale è accettata da uno che non conosco... È vero che c'è il giro in bianco di quel furfante... Ma ad averli ti voglio!

marco (Sicuramente gli è andato male qualche negozio).

prospero Piú che ci penso, piú mi sento soffocar dalla bile (siede).

marco (avanzandosi)Comanda qualche cosa, signor Prospero?

prospero Sí... portatemi...

MARCOCaffè?

prospero No, una limonata... ma molto acida.

MARCOSarà servita (entra nel caffè ad ordinare e subito ritorna).

prospero Altri cinque soldi che mi tocca a spendere per questo maledetto affare.

marco (avvicinandosi)Si sente forse poco bene?

prospero Mi sento tanto male che non mi sono mai trovato in uno stato simile.

marco Si faccia spirito, non sarà nulla. - Se posso servirla...

prospero Vi ringrazio.

marco Lasci andare le melanconie: pensi alla bella moglie del suo debitore.

prospero Eh vada al diavolo anche lei! Purché non mi fosse succeduto quello che mi accade, mi contenterei che non vi fossero piú donne al mondo.

MARCO(prendendo il vassoio e la limonata da un giovine del caffè)Eccola servita. (Bisogna che sia affare in grande).

prospero (bevendo)(La rabbia mi ha tanto stretta la gola, che non mi può andar giú. - Sforziamoci: già tanto s'ha a pagare) (beve).

MARCO(Da vero ch'è contraffatto in modo...)

PROSPERO(ponendo le mani in tasca)Quanto?

marco Il solito: cinque soldi.

prospero Basteranno quattro: senza zucchero (paga).

MARCOCome vuole. (Il giovine parte col vassoio)Signor Prospero, doni alla mia premura per lei il cattivo complimento: faccia a modo d'un suo servitore: vada a letto.

prospero Perché?

MARCOPerché ella sta male: ha la fisonomia contraffatta, le tremano le labbra...

prospero Oh senti quest'altro che m'augura la morte!

MARCONon dico questo...

prospero Il malanno che vi colga!... Io sto benissimo, e voglio restarmene qui.

marco Faccia come crede: perdoni. (Se casca morto non gli vengo a dar mano. Già sarebbe inutile, perché il diavolo se lo porterebbe via) (entra).

prospero Eh non morirò, no!... (alzandosi con vigore)La mia rabbia avrà su di chi sfogarsi!... La sconteranno i miei debitori. - Eccone uno!

Scena terza

Giulio e detto.

giulio L'amico non si deve far aspettare... (Scorgendo Prospero)Qui costui?

prospero (Al solo vedermi è rimasto di gelo. Che soddisfazione! Spaventare con la sola presenza).

giulio (Se non dovessi attendere quell'altro me ne anderei. Il suo volto mi desta ira e ribrezzo).

prospero (E non si degna neppure di salutarmi?... Eh t'insegnerò io il trattare, bell'umorino!)

giulio (Non voglio ch'ei mi creda avvilito) (passeggia avanti Prospero).

prospero (con amara ironia)Servo.

giulio (lo squadra un momento)Addio! - (Segue a passeggiare).

prospero Addio!... Con chi credete voi di parlare?... Oh vedete un poco? Dei debitori morosi hanno la sfrontatezza...

giulio (a mezza voce e mettendosi a lui di fronte)Se non ho pagato in tempo fu solo perché fino ad ora fallirono le mie speranze.

prospero Speranze?... Forse nei numeri del lotto?

giulio Speranze di un impiego che otterrò fra pochi giorni.

prospero Di scrivano delle carceri?

giulio Vile! non mi cimentare...

prospero Vile?... Con chi crede di parlare costui?

giulio Con un furfante.

prospero Pagami.

giulio Ti pagherò.

prospero La sentenza è uscita.

giulio Ed io pagherò domani, o prima... - Ma senti: non azzardare di montar mai piú le mie scale, perché io ti farò scendere da una finestra.

prospero (accanito)Il mio denaro io voglio.

giulio Sí... sarà il tuo denaro che avrai.

prospero È forse sbucato fuori un sovvenitore piú galante di me?

giulio (afferrando una sedia)Giuro al cielo non proseguire...

Scena quarta

Ludro e detti.

ludro Cossa xe?... Cossa xe stà?... (a Prospero)Oh bravo! Hala portà i bezzi?

prospero I denari?... (reprimendosi)E avete coraggio di domandarmi?...

ludro (seriamente)Ale curte: de sto afar la giudica quel che la vol che no me ne importa gnente afato. L'aviso per altro che questo xe el ricorso scrito contro de ela (traendo di tasca un foglio). Che gh'ho tempo ancora un'ora a presentarlo, e che se prima che spira sta ora ela no porta la suma intesa, gnente piú tardi de doman (amichevolmente e all'orecchio)i la liga... Via, cossa serve: la me creda, i la liga.

giulio Come, come?... Dunque egli ha commesso un'azione tanto indegna...

ludro (dandogli un'occhiata d'intelligenza)La me perdoni, in sto afar ela no ghe intra, e mi no gh'ho l'onor de conosserla gnente afato. (A Prospero)Dunque la se risolva: mi l'aspetto qua... Ma la se recorda ben che se vado via no la me trova piú.

prospero (Ma vi è mai stato al mondo un uomo in una situazione piú disperata della mia!.,.)

ludro M'hala capìo?

prospero Sí, ho inteso... aspettatemi qui. (Si avvia)Passerò prima dal medico... - Ah non ho che un conforto ed è quello che potrò sfogar la mia rabbia contro colui (adocchiando Giulio).

ludro (annasando tranquillamente tabacco)La fassa presto perché l'ora xe deventada cinquantacinque minuti.

prospero (con gli occhi tesi, la persona portata in avanti, la voce mezzo spenta)Cinquantacinque diavoli che ti portino, scellerato!...

ludro (offrendogli amichevolmente tabacco)Caro vechio!... eco una presa.

prospero (battendosi la fronte)Ah!... (parte traballando).

ludro Stavolta el more sicuro. - No la gh'avarave miga dà nissun sentor...

giulio Oibò: vi pare!

ludro Adesso la me ascolta. Mi gh'ho bisogno de un servizio...

giulio Comandate pure: che posso fare per voi?

ludro Prima de tuto no la me vegna co smorfie, co scrupoli, co riguardi...

Scena quinta

Lodovico e detti.

lodovico Ludro?

ludro Oh bravo!

lodovico Mio padre a quest'ora sa tutto.

ludro Va benon!

lodovico Io non so dove celarmi?

ludro Aspetè un momento, che ve dirò mi.

Scena sesta

Barbara e detti, indi Marco.

barBara (chiamando)Botega?... (poi siede).

LODOVICO(con gli altri al proscenio)La zia di Angelina! Se mai per caso mi avesse veduto...

ludro Meteve da sta parte che ve scondaremo nu (Barbara si trova presso il caffè a sinistra degli attori. Alla destra rimangono Giulio il primo, Ludro il secondo, e Lodovico verso la quinta).

MARCO(che viene dal caffè, a Barbara)Comandi: in che posso servirla?

barbara Prima di tutto sorbetto di latte ne avete?

MARCOC'è ma non l'hanno ancora portato sopra.

BARBARABene: aspetterò.

LODOVICO(risentito rispondendo a Ludro)Come!... una tale azione?...

ludro Soto ose... (e segue a parlar piano).

BARBARA(a Marco)Chi sono quelle persone?

MARCOTre avventori.

LODOVICO(dal suo posto come sopra)Un rapimento?... propormi un rapimento?...

ludro (gli chiude la bocca)Ho capio. (A Giulio)La lo conduga in botega.

LODOVICOLasciatemi.

ludro (come sopra)La lo conduga in botega, che lo persuaderò mi. Le passa che mi intanto tegnerò a parole la vechia (va verso Barbara).

GIULIOVenite.

lodovico No, non sarà mai possibile che io m'induca...

GIULIONe sono ben persuaso: ma venite con me (entra nel caffè con Lodovico).

ludro (a Barbara avendola salutata, ed avendo ella fatto vedere di non conoscerlo)No la se recorda piú de mi?

BARBARANo da vero.

LUDROLudro.

BARBARA(sorridendo)Ah sí, sí me ne sovvengo! Quel briccone di piazza...

LUDROServitor devotissimo. (Va verso Marco)Che bel complimento.

barbara (ridendo da sè)Se ne contano tante di costui!..

ludro (a Marco)No gh'avaressi miga dito chi gi era quei do?

marco Eh! so il mio mestiere.

LUDRODiseme una cossa: la porta del caffè che mete in caleta xela averta?

MARCOSissignore.

ludro Va ben (per andare).

barbara Vi saluto Ludro.

ludro (traendosi il cappello)A bon riverirla.

barbara Addio ribaldone (ridendo).

ludro (Va' in malora vechia maledetta) (entra nel caffè).

barbara E colui frequenta la vostra bottega?

MARCO Che vuole?... il luogo è pubblico: il caffè non si può rifiutare... E poi se non avessimo da ricevere che persone illibate...

barbara Eh capisco!... Dite un poco, un signore forestiere che questa mattina qui fuori ha avuto una specie di diverbio con il signor Fabrizio Rosmini è piú ritornato?

marco Non signora: non si è veduto.

barbara (Forse verrà piú tardi: lo aspetterò fino a sera). Guardate se il sorbetto è in ordine.

marco Lo sa bene: i gelati in Venezia non si prendono che molto tardi: tuttavia posso andar a vedere (parte, poi ritorna).

barbara Fo questo passo per contentarla, ma non mi aspetto niente di buono. Poverina! come piangeva confidandomi la sua passione. E non c'è da dire, piangeva davvero, che a me non la si dà ad intendere. Io che a questo mondo non vorrei vedere nessuno scontento!... Ma come si fa? Chi sa che razza di vecchio è questo conte?... Brutto già... ed io che non ho mai potuto soffrire gli uomini brutti! Egli naturalmente avrà una decisa avversione per le vecchie! Eccoci già antipatici prima di vederci.

marco Fino da qui ad un'ora ella non potrà essere servita.

barbara Non importa.

marco (osservando verso le scene)Oh veda, veda... Ecco quel signore di cui ha domandato.

barbara È quello?... (Non c'è male). Andate pure; se avrò di bisogno vi chiamerò.

marco Come le piace (Già questo che viene è soltanto avventore scaldasedie) (entra).

barbara (osservando verso le scene)Non c'è male davvero... Oh io gli sono al di sotto d'assai.

Scena settima

Gherardo e detta.

gherardo (accigliato)(In casa non c'era: ma questo è il luogo del suo ritrovo... Eh lo coglierò).

barbara (Incominciamo da un bell'inchino) (s'alza e s'inchina a Gherardo).

gherardo (abbassa il capo con poca buona grazia)Servo.

barbara (Trent'anni addietro non mi avrebbe salutata cosí) (fa un'altra riverenza).

gherardo (china la testa e la guarda biecamente)(A Venezia non si può salvarsi).

barbara (Mi guarda appena... Uh maladette grinze della vecchiaia!)

gherardo (pensando)Mi sono andato a fidare di quello stupido di Gregorio!... Doveva partire e condurlo meco. Ma la brama d'intendermela col padre della fanciulla...

barbara (che quetamente è andata presso di lui e gli si è posta al fianco)Riverisco il signor cavaliere.

gherardo (Eccola qui). L'ho salutata, signora.

barbara Ma non basta: avrei da dirle qualche cosa.

gherardo Non ho tempo.

barbara Se sapesse di che si tratta!

gherardo Alla mia età non si è piú curiosi.

barbara Alla sua età? Ella è un bel signore, d'una fisonomia che vantaggiosamente previene, una persona infine che lusinga sotto tutti gli aspetti.

gherardo (Mi adula... Eh sí! ho altro per la testa).

barbara Ella è il signor conte Del Colle di Verona?

gherardo Mi conosce?

barbara Di nome soltanto: ma anche questo per me è un onore.

gherardo Troppo gentile.

barbara Io ho una nipote.

gherardo (licenziandosi)Ho degli affari, signora: non ho tempo da perdere in queste bagattelle.

barbara Bagattelle? Eh non sono tali. Il suo signor figlio è invaghito della fanciulla.

gherardo Che!... (Qualche altro sproposito di colui!)

barbara Capisco benissimo la distanza che passa fra la casa Del Colle e quella di Fabrizio Rosmini.

gherardo Come, come? Sarebbe ella...

barbara La zia di quella giovane ch'è amata dal suo Lodovico, e per cui Vostra Signoria è tanto adirato.

gherardo Perdoni se... (Che diavolo aveva io creduto!...)

barbara Io amo infinitamente mia nipote, e l'amo perché è tal fanciulla che veramente lo merita. Esiste una grande difficoltà per vederla contenta, difficoltà insuperabile, lo capisco... Ma io sono di cuor buono e sempre spero bene; ond'è che appena intesi a parlare della sua presenza in Venezia, ho concepito il progetto di venirmi ad intromettere come mediatrice, dicendo fra me: se nulla potrò ottenere, non mi resterà almeno il rimorso di non aver tentato.

gherardo (Che buona donna!)

barbara So benissimo che un cavaliere difficilmente si adatta a far discendere un figlio dal suo grado: e che quand'anco da uomo savio e spregiudicato egli internamente sentisse di acconsentirvi, lo possono trattenere dal farlo la disapprovazione dei parenti, le dicerie degli amici, e cento altri riguardi di società.

gherardo (Eh ragiona bene).

barbara Però la presunzione di formare la felicità d'un figlio, il vedersi accarezzare da una tenera nuora, godere della domestica pace, saper di esser caro a tutti... Ah! ella è cosa tanto soave che merita di anteporsi ai pregiudizi del secolo, i quali non finiscono poi che cagionandoci delle gravissime amarezze.

gherardo (E dice la verità).

barbara Aggiungiamo a tutto questo diecimila ducati di dote, la ragazza ereditiera, la zia che ha un bel morto da parte... poh! poh! mettendo tutto assieme non mi pare progetto cui dare un calcio. Che ne dice il nostro amabile signor conte?

gherardo Signora mia, voi parlate da savia donna. Io fo conto della vostra famiglia, ma da qualche tempo ho fissato nella mia mente la sorte di mio figlio, e perdonatemi, non posso deviare dal mio divisamento.

barbara Dunque con mio rammarico, sia per non detto.

Scena ottava

Fabrizio, Carletto e detti.

fabrizio (accigliato a Barbara)Che fate voi qui?

barbara Io potrei verbigrazia rispondervi, fo quello che voglio.

fabrizio Veniva alla vostra casa per riprendere mia figlia.

barbara Perché?

fabrizio Vi sono assai obbligato della vostra buona custodia.

barbara Come sarebbe a dire?

fabrizio Il figlio vostro, mio caro signore, non è altrimenti partito da Venezia.

GHERARDO Lo so!

fabrizio (a Barbara)Ignoro come egli abbia penetrato che Angelina era passata presso di voi: ma due ore sono egli girava sotto le vostre finestre, e... lo dico con rossore, la mia signora figlia è stata veduta a gettargli in istrada un biglietto.

barbara Chi dice tutto questo?

fabrizio Chi l'ha veduta di fatto. (Segnando Carletto)Eccolo qui.

barbara Costui?... Ah ribaldo, mascalzone...

carletto La diga, no la strapazza, no la perda el rispeto...

barbara Furfante, indegno!

carletto Co le done no me meto. (In tuti i modi sior Ludro me vol far romper el muso). Quelo che ho dito xe vero, e mi no ghe ne cavo un profilo imaginabile. Prima de tuto cossa me n'ha da importar a mi de sti amori, de sti petegolezzi?... E po  sogio fursi un cabalon per inventarme dele fandonie? Mi son un puto da ben, e se no le me conosse, se le vol informazion de mi, le ghe domanda a quel fior de galantomo, a quela perla de sior Ludro, e lu ghe dirà chi son (entra nel caffè).

barbara Ma come avete saputo da colui?...

fabrizio L'ho trovato per caso, gli ho diretta qualche parola in proposito...

barbara Lo avrete regalato.

fabrizio No, davvero, e quel giovine non può aver avuto nessun oggetto secondario per raccontarmi quello che da lui stesso ha veduto. - Dirigerli un biglietto!

barbara Lasciamo andare: non sarà stata che una risposta. In amore queste non sono che bagattelle.

fabrizio Sí, se non fossero scala a cose di maggior entità.

barbara (pensando e crollando il capo)Infatti la gioventú è cosí risoluta!...

gherardo Cosí ostinata ne' suoi progetti!

barbara Caldissima nelle sue passioni!...

fabrizio Che finalmente si lascia trascinar nell'errore.

barbara E questo è quello che bisogna impedire.

fabrizio E che voi avete trascurato.

barbara In qualunque caso trascurato fu questo signore che non ha fatto partire suo figlio!

gherardo Era partito, ma ritornò.

barbara E non ve ne siete avveduto?

GHERARDO No.

barbara Oh vedete un poco: egli non si è avveduto di un uomo, ed io doveva avvedermi d'un biglietto!

fabrizio (ironicamente)Sí... questa è una bella maniera per discolparsi, per trarsi d'impiccio...

barbara Che discolparmi?... Quali sono le mie mancanze?... Sapete che me ne fareste dir delle belle? Io non ho mai pensato in mia vita che alla pace, al buon ordine, e per la pace e il buon ordine sappiate che anche in questo momento mi sono interessata. Non ho potuto riuscirvi?... ebbene, vada tutto a soqquadro, se ne pentirà chi se ne avrà da pentire.

Scena nona

Ludro affaccendato e detti, indi Marco.

ludro (Ghe n'ha voleste gnanca a persuaderlo!...) (chiama)Marco? Marco?

marco (sulla porta)Comandi.

LUDROPresto da scriver.

MARCOSubito (rientra).

gherardo (a Fabrizio)Potrei sapere da lui dov'è nascosto mio figlio.

fabrizio Figuratevi!... se lo seconda non ve lo dice mai piú.

marco (con carta, calamaio, ecc.)Eccola servito.

ludro Me savaressi dir se el Missier Grando vaga ancora da siora Pasqueta (sedendo e preparando la carta).

marco Da sua comare? Oh sí certo: ed è questa l'ora.

ludro Basta cussí (scrive e tratto tratto scambia qualche parola con Marco che si mostra sorpreso).

gherardo Il Missier Grande?

fabrizio Il capo della forza pubblica?

barbara Che diamine sarà succeduto? (fra di loro).

fabrizio Cercherà protezione per qualche malanno che gli starà addosso.

gherardo Lo lascio finir di scrivere, e poi voglio interrogarlo di Lodovico. Se è a mal partito non vorrà tener mano ad altre bricconate.

marco (a Ludro)Oh diavolo... possibile!...

ludro Figureve vu cossa che va a nasser (segue a scrivere, poi piega e suggella il biglietto, intanto:)

fabrizio Ehm!... (fa cenno a Marco d'accostarsi).

marco (un poco smarrito)Eccomi.

fabrizio Che cosa è succeduto a colui che lo vedo affannato?...

barbara Qualche cosa di grosso?

marco (come sopra)Dirò... sanno bene... ha tanti imbrogli.

gherardo Chiede soccorso al capo della forza?

MARCOCerto... ma non so poi... mi permettano (rientra).

Scena decima

Carletto correndo, e detti.

carletto So' qua.

ludro (premuroso)E cussí?

carletto La gondola gi era a quatro remi, e la xe andada per el canal de Mestre.

LUDROL'ho indovinada! - Tolè sto biglieto per sior Cristofolo Cristofoli, lo trovare da siora Pasqueta Negrolini...

carletto Da so comare in cale dela Fava.

LUDROVa ben. Diseghe che el lesa, e che me racomando in zenochion...

carletto La lassa far.

LUDROPresto.

carletto In do salti (parte correndo).

LUDRO(s'alza asciugandosi la fronte)Ripararemo a tuto!... Se farà quel che se poderà.

fabrizio Affari grandi, signor Ludro?

LUDRONo gh'ho piú testa!... Mi za no ghe intro: tuto per i altri... Maledeto el mio buon cuor!

gherardo (a Fabrizio)Maledice il suo buon cuore?

fabrizio Sarà per la prima volta.

barbara (Io non sono curiosa dei fatti altrui, ma sentirei volentieri...)

gherardo (a Ludro con qualche ironia)Mi sapreste dire, signore, dove sia mio figlio?

LUDRO(sbigottito)A mi la me domanda? Da sta matina in qua mi no lo gh'ho visto piú?

gherardo (come sopra)Ah non lo avete veduto piú? E dopo la sua partenza momentanea da Venezia e il suo ritorno, non ne sapete piú nulla.

LUDRO(incerto)Non so...

fabrizio Ignorate forse anco le belle imprese di mia figlia?

ludro (piú smarrito)Cossa vorla che sapia mi de so fia?

fabrizio Non simulate piú, perché il vostro giovine mi ha palesato ogni cosa.

LUDRO(con impeto)Ah desgrazià indegno!...

gherardo E dite d'ignorare dove sia Lodovico?

fabrizio Mentre noi siamo a giorno...

LUDROHo dito... quando che le lo sa... Mi no ghe n'ho colpa... I ghe core a drio... Ho avisà el Missier Grande...

fabrizio Come?

BARBARA Oimè!

GHERARDO Che cosa?

ludro Dunque no le sa gnente?...

fabrizio Presto!...

barbara Per amor del cielo!...

gherardo Insomma?...

ludro (deciso)In suma so fio xe scampa via da Venezia unitamente ala fiola de sto signor.

fabrizio Oh povero me!

gherardo Cielo che fulmine!...

barbara Oh me meschina!... ma quando?...

ludro Mezz'ora fa... xe pien tutto el paese... Vinti persone li ha visti... Ho scrito subito al Missier Grande...

fabrizio (colpito)Mezz'ora fa?... Voi fuori di casa?... (a Barbara).

gherardo (a Barbara)Or capisco il vostro: se ne pentirà chi avrà da pentirsene!

BARBARA Come?

fabrizio Sí, voi, viva il cielo! voi eravate d'accordo.

barbara Uh che cosa sento! - Protesto sul mio onore...

gherardo Proteste inutili. Io corro subito...

fabrizio Donna indegna!... Vado sul momento...

LUDROVegno anca mi.

barbara Ah per carità ascoltatemi... Non sono capace... Non ne so nulla... Sarei morta piuttosto...

Scena undecima

Giulio e detti, poi Marco.

giulio (premuroso a Ludro)Eccomi qui.

ludro E ben?

giulio È stata spedita una gondola della posta unitamente a persone di autorità. I contrassegni sono dati, e poco potranno tardare...

ludro Le vede che mi ho fato tuto quelo che podeva...

fabrizio Sí... E vedo piú di quello che voi non credete.

ludro Val a dir?

fabrizio Voi li avete indotti a fuggire: voi avrete loro detto che dietro un passo sí ardito deve per necessità succedere il matrimonio: che questo è l'ordinario rimedio cui si ricorre...

ludro No, ghe lo protesto, mi no li gh'ho fati scampar. Le sentirà dala so boca medesima...

fabrizio Intanto, signor conte, io vi protesto che le leggi agiranno per me...

gherardo Sciagurato figlio che facesti!... (a Fabrizio)Signore, io compatisco la vostra collera. Qualunque sia la pena cui possa essere assoggettato Lodovico...

barbara Che pena vi può essere bastante per aver tanto pregiudicata mia nipote, la sua famiglia?... (piangendo).

fabrizio (desolato)Sento che sono fuori di me!

gherardo Se la di lui mano, se la mia casa...

barbara Ah cognato, voi lo diceste! Questo è l'unico mezzo... Impedite le pubblicità... troncate la strada alla maldicenza... Se si sa ch'è fuggita mentre era sotto la mia custodia, figuratevi come le lingue cattive si scateneranno!... (A Giulio)Signore, persuadetelo anche voi...

giulio Veramente mi pare, se mi è permesso di prender parte in questo spiacevole affare, che cosí tutto sarebbe riparato. Intanto tener la cosa piú in silenzio che si può. Dire che essi erano già maritati. Che la gente rimase ingannata. Che il signor Ludro per sola sciocchezza ha dato corpo... (A Ludro)Perdonate se mi prendo un arbitrio...

ludro (appoggiato ad un tavolino e tutto rassegnato)La fassa, la fassa pur... mi stago a tutto. - (Verso il caffè)Marco, un goto de aqua.

barbara Via, caro cognato, pensate alla vostra riputazione. Si vede che il destino aveva stabilito cosí. Bisogna sottomettersi...

fabrizio Sottomettersi?... Ma potrò dimenticare il modo indegno, il mezzo cui ricorse colui... (accennando Ludro; poi volgendosi a Gherardo)Orsú, signor conte, se cosí dalla sorte era fissato...

gherardo Capisco, bisogna adattarsi. Vi prometto però che per emendare i mancamenti di mio figlio, io userò tutti quei riguardi e quelle attenzioni alla nuora...

marco (esce con un bicchier d'acqua)Ecco l'acqua (Ludro non la prende, e lo fa avanzare al proscenio).

fabrizio Siete cavaliere: conto su la vostra parola.

gherardo Vi presenterò le persone che sono qui di mia conoscenza, e avrete cosí esatte informazioni sul conto mio.

fabrizio Basta cosí. - (Gli porge la mano)È convenuto.

gherardo (stringendola)È concluso.

ludro (freddamente a Giulio)Hala sentìo?

giulio Ho sentito.

ludro (egualmente a Marco)Aveu inteso?

marco Ho inteso.

ludro Testimoni.

gherardo (a Ludro)Ebbene?

barbara Che significa?

fabrizio Dunque?

ludro Dunque adesso la vada a casa da sò cugnada che la troverà sò fia che no xe mai sortida dala sò camera, e ela la vaga in botega da cafè che xe sior Lodovico che da do ore l'aspeta.

barbara (con molto orgasmo)E vuol dire?

ludro Vol dir che nissun dei do s'ha mai insognà de scampar via da Venezia, che mi gh'ho inventà sta fiaba, che ho concluso el matrimonio, e che gh'ho l'onor de averle servide con tuta la stima e tuto l'amor.

fabrizio Oh cospetto!...

gherardo Chi se l'aspettava!...

marco Vuole l'acqua?

ludro Eh giusto: v'ho chiama perché servì da secondo testimonio.

marco Ed ella non poteva...

ludro Eh giusto: da do anni in tribunal no i me aceta piú.

barbara (quasi oppressa dalla gioia)Ah la mia colomba non era fuggita dal suo nido!... No, che non mi aveva abbandonata!... Oh cara la mia... - Oimè! mi vien quasi male!

GHERARDO Presto...

fabrizio Dell'acqua?

MARCOEccola.

barbara (prende il bicchiere, beve, lascia, ecc.)L'ho detto, l'ho detto ch'era innocente?... (Beve, lascia e dice accigliata)E poi sospettare di me? Credere ch'io fossi tal donna... (Beve, poi cedendo a un riso di giubilo)Ma perdono tutto, dimentico tutto perché la mia Angelina sarà felice, sarà contenta!... Vengo, vengo a vederti, colomba mia! (parte).

marco Signora, il bicchiere? (la segue).

fabrizio Signor conte?

gherardo Signor Fabrizio?

ludro Cossa gh'è? Se cambiaressimo fursi le carte in man?

fabrizio Non son capace.

gherardo Non mi ritratto.

fabrizio (a Ludro)Penso allo sbigottimento che mi avete cagionato.

gherardo Ma che ha potuto indurvi?

ludro Buon cuor, gnente altro... Ma se mi so' tutto bon cuor: se per el mio prossimo me farave scortegar!

fabrizio Sí, sí, crediamo tutto.

GHERARDO Dov'è mio figlio?

ludro Là, come che gh'ho dito. La me permeta per altro che ghe fassa rifleter, che ala sola proposizion del mio stratagema el xe andà sule furie; che no ghe gi era caso de farlo consentir; e che se no lo fasseva serar in t'una camera, el voleva vegnir a contarghe tuto...

Scena duodecima

Prospero e detti.

prospero (assai contraffatto) Ecco il denaro... (A Ludro traendo una borsa)Tanti zecchini!...

ludro (agli altri)Con permesso che gh'ho un afar. (Prende il denaro da Prospero, lo versa su di un tavolino e lo conta, dicendo)Bravo!... la lassa veder... A ela el sò contrato... (gli da un foglio e segue)i forma precisamente dusento ducati... (riponendo il denaro e seguitando)cinquanta ghe n'avemo avudo che val dusento e cinquanta. - Adesso ghe mandarò a casa la so gabia benemerita (traendosi il cappello)che ha servido de campion. A tempo debito ghe sarà pagà da mi la cambial dei cento e cinquanta ducati. Ghe ne resta cento, n'è vero?

PROSPEROSí.

ludro Ben, de sti cento dunque, sessanta ela ghe ne scoderà doman de matina da sto signor (accennando Giulio)per pagamento del so debito; e i altri quaranta che avanza la compatirà se fra lu e mi se li magnaremo, prometendo per altro de farghe un brindese in so rivarito onor.

PROSPEROCome!... È stato per colui?... Ah povero me!... Mi affogherei con le mie mani!

LUDROLa fassa liberamente quel che la vol che qua nissun ghe l'impedisse.

prospero Ma che vi ha indotto a usarmi un tal tratto?

ludro Gnente altro che la premura de darghe un segno dela stima e del ben che ghe vogio - In do parole: no volevela la rovina de sto galantomo, e l'infamia dela so famegia?... Va benissimo; mi me so' messo de mezzo, ho rimedià a sta facenda e ela la paga le spese.

prospero Sí, mi sta bene... merito peggio!... - Ma lascia fare, che un giorno o l'altro mi vendicherò (parte).

LUDRO(salutandolo all'amichevole)Caro vechio! (A Giulio)La me fassa adesso el servizio de andar a tior fora sior Lodovico, la ghe conta el risultato dela mia operazion...

gherardo (a Giulio)E voi pure, o signore?...

giulio Mi ha pregato, gli devo molto, la mira non tendeva che al bene...

ludro No parlemo altro, che i discorsi longhi me fa vegnir mal. La favorissa de andar a far quel che gh'ho dito...

giulio Eccomi pronto (entra nel caffè).

Scena decimaterza

Marco col bicchiere, detti, indi Carletto.

ludro Com'èla Marco: aveu ricuperà el goto?

marco Non è stato per il bicchiere, ma perché non si facesse correr dietro la gente (entra).

carletto (affannato)Gh'ho consegna el biglieto in man del Missier Grande, l'ha fato chiamar subito i so omeni: i xe saltai in gondola come tante cavalete: i ghe da drio, e speremo che prima de sera i sarà qua.

LUDROTasè là, sior martufo, che no gh'è bisogno de altri impianti! Sti signori s'ha combinà sul ponto del matrimonio, e la burla xe terminada.

carletto Sí? (freddamente)A ela dunque el so biglieto tal qual la me l'ha consegnà (glielo rimette).

Scena decimaquarta

Giulio, Lodovico e detti.

giulio Ecco qui il signor contino: io gli ho detto...

ludro La vegna, la vegna a ricever el fruto dele ingiurie che la m'ha dito.

lodovico Assicuratevi padre mio...

gherardo Sono informato della vostra ripugnanza a quanto è succeduto, e questo basta a giustificarvi presso di me. - Ecco vostro suocero...

lodovico Signore!...

fabrizio Ringrazio la sorte che mi fa acquistare un tal figlio, e voglio sperare ch'egli saprà in ogni tempo meritarsi l'amor mio. (Un po' di titolo non starà male a mia figlia).

lodovico Siate certo che ogni mia cura sarà diretta...

Scena decimaquinta

Barbara, Angelina, e detti.

barbara Eccoci qui, eccoci qui.

fabrizio Che diamine! l'avete condotta per fare il matrimonio in istrada?

barbara No, ma perché non penasse piú.

angelina E sarà possibile, padre mio, signore!...

gherardo Sí, bella Angelina: il cielo ha cosí fissato; ed io non posso che benedire le sue disposizioni. (Già non è cattivo affare).

barbara E lo sposo èquello?... Signorsí, va bene, bene assai!... Poverina, era ben da compatirsi!

angelina (a Barbara)Ne siete contenta?

BARBARA Altro!

ANGELINA Ed io piú di voi,

barbara (baciandola con trasporto)Cara! cara!... (Volendo abbracciare con la stessa espansione Lodovico)Uh!

fabrizio (a Gherardo)Signor conte possiamo passare in mia casa: stenderemo il contratto, e dopo cena le nozze.

gherardo Benissimo.

lodovico Posso finalmente, mia bella Angelina...

angelina Perdonatemi, sono cosí sopraffatta dalla contentezza...

fabrizio Andiamo, andiamo che questo non è il luogo... (si avviano tutti).

carletto (a Ludro)Dopo quel che la gh'ha fatto, par che gnanca i se recorda de ela.

ludro Omeni, caro fio! - (A tutti)Le perdoni, le favorissa... Gnanca un strazzo de te ringrazio?

giulio (da sé)Veramente...

carletto Gnanca un poca de sensaria per bagnarse la boca?

fabrizio (verso Ludro)Infatti povero diavolo!...

carletto La diga diavoli: la fazza el servizio de meterme dentro anca mi.

lodovico (a Ludro)Non dubitate, che io saprò il mio dovere.

barbara E lo merita davvero... (verso Carletto)anche quello sguaiato là.

carletto (con vezzo)Patrona bella!

fabrizio Se per questa sera soltanto volete favorire in mia casa verso l'ora di cena...

angelina Sí, sí, venite.

lodovico Venite che vi aspettiamo.

barbara Venite che staremo allegri.

gherardo Ci racconterete le vostre astuzie.

ludro Le scusi: no posso,

fabrizio Bando ai complimenti.

ludro La se figura se mi so' omo da farghene!

barbara Venite dunque.

ludro No posso, ghe replico. (A Lodovico)Doman riceverò i so favori.

carletto (inchinandosi)Riceveremo.

ludro Adesso vado a meterme in leto che so' straco come una bestia, che no posso piú. Per mi la xe stada una gran zornada. Ho avuto la fortuna de poder esser utile a qualchedun... Gnanca per questo no pretendo miga de passar per un galantomo, resto sempre Ludro come prima, me basta de averghe provà in grazia almanco de sta circostanza, che anca i omeni dela mia sorte una volta o l'altra a sto mondo da qualcossa i deventa boni.

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