LULTIMA VISITA
Commedia in un atto
di JULES RENARD
PERSONAGGI
MAURIZIO
BIANCA
Commedia formattata da
Parigi, a qualunque data del calendario. Un salottino nel cui mobilio si sente tutta l'intimit di una donna. Un pianoforte aperto. Fiori a buon mercato. Quadri di un gusto incerto, Bianca seduta vicino a un tavolo. Ha frugato in tutti i cassetti, ha bruciato delle lettere, ha fatto un pacchetto delle pi importanti e ne sta rileggendo una. Per essere pi precisi, Bianca non rilegge che certe frasi della lettera. Una frase h commuove fino alla malinconia. Un'altra la costringe a scrollare il capo. Una terza la obbliga a sorridere. Tutte le lettere d'amore di questo mondo, rilette a una certa distanza di tempo, producono un effetto del genere. Si sente suonare. Bianca, nasconde la lettera in un cassetto e va ad aprire. Entra Maurizio. I suoi gesti lasciano nitidamente capire che nel salotti Maurizio si sente un po' in casa sua.
Maurizio - Buon giorno, mia cara e bella amica.
Bianca - Buon giorno, amico mio. (Maurizio tenta di abbracciarla, un poco per abitudine e un po' per cortesia. Bianca retrocede). No.
Maurizio - Almeno, come amico.
Bianca - Nemmeno come amico.
Maurizio - Vi assicuro che un bacio non mi turberebbe.
Bianca - Non turberebbe nemmeno me. E' per l'appunto quello che pensavo. Un bacio che non turba neppure, un bacio perfettamente inutile. Avete fatto gi tutto?
Maurizio - Tutto. E sono terribilmente stanco. Che bella cosa, se ci si potesse addormentare celibi e svegliare gi ammogliati. Ho dovuto andare al Municipio, alla Parrocchia, domandare a destra e a sinistra, interrogare delle persone indifferenti alle quali la notizia del mio imminente matrimonio non comunicava assolutamente nessuna emozione. Poi dal sarto a misurarmi il frac. Il sarto mi ha consigliato di mettere un po' d'ovatta alle spalle. Sembra che io abbia una spalla pi bassa dell'altra.
Bianca - Non me ne sono mai accorta.
Maurizio - Nemmeno io, e poi, anche se me ne fossi accorto, non ve lo avrei detto. Ma oggi fa lo stesso. Poi sono tornato alla parrocchia. Mi hanno detto che dovr confessarmi, rimettermi a nuovo l'anima. Bianca, rimane sempre inteso, che voi assisterete alla cerimonia in chiesa.
Bianca - Verr.
Maurizio - Conto su di voi... Ci divertiremo... Voi sopra tutto... Quando mi vedrete scendere la gradinata della chiesa, con la sposa tutta vestita di bianco.
Bianca - Sar uno spettacolo commovente.
Maurizio - Vi dir... Io so che siete una donna molto ragionevole... Ma mio malgrado, penso a delle storie di vetriolo, di colpi di rivoltella, come se ne leggono nei giornali.
Bianca - Tranquillizzatevi... Non ci sar nessun dramma... Ma si direbbe che abbiate paura.
Maurizio - Tutt'altro... Ho anzi l'intenzione di presentarvi a mia moglie... Dir che siete una mia parente.
Bianca - O che sono la futura istitutrice dei vostri futuri piccini. Sarebbe ancora pi umoristico, non vi pare? Avete della fantasia!
Maurizio - No, ma so perfettamente che voi non siete una donna come tutte le altre.
Bianca - Avete torto: tutte le donne sono un po' come tutte le altre. Allora, secondo voi, che donna sono?
Maurizio - Siete una donna che ha molto tatto... Pensate!... Questa di oggi la nostra ultima visita... Non ci rivedremo probabilmente mai pi.
Bianca - S, ci rivedremo ancora, come due amici.
Maurizio - Ma nient'altro che come due amici.
Bianca - E' la vita... Quando io mi sono data a voi, sapevo che un giorno avrei dovuto riprendermi... Abbiamo tenuto per qualche anno, ben uniti, i nostri cuori. Adesso le circostanze ci hanno costretti a staccarli... Ho messo da una parte tutto ci che vi poteva interessare: lettere, fotografie, il vostro atto di nascita... Un libro che mi avevate prestato. Tutto...
Maurizio - Grazie. Tutto delizioso con voi, perfino dirsi addio per sempre. E' molto raro dirsi addio cos, senza fare del teatro. Noi ci siamo voluti molto bene e ci separiamo oggi, perch necessario separarci, senza scenate, senza amarezza.
Bianca - Un addio elegante, senza rumore.
Maurizio - L'addio ideale. Vi assicuro, Bianca, che, se un giorno sentirete dire che qualcuno ha detto male di voi, potete essere certa che quel qualcuno non sono io.
Bianca - Per mio conto, invece, non vi calunnier che in caso di assoluta necessit. Volete restituirmi la mia fotografia?... E' meglio ridarmela che gettarla in fondo ad un baule.
Maurizio - Ci tengo invece a conservarla. Dir che il ritratto di un'attrice che recitava molto bene, in una commedia vista tanti anni fa.
Bianca - E le mie lettere?
Maurizio - Le vostre due o tre lettere fredde: lettere di stile quasi commerciale...
Bianca - Detesto scrivere.
Maurizio - Le conservo... Mi serviranno forse a difendermi... Non si sa mai...
Bianca - Avete visto la vostra fidanzata Oggi?
Maurizio - Cinque minuti, s e no. Ha tanto da fare per il suo corredo. E' una donna che adora tutto ci che bello. Specialmente quando ci che bello costa molto caro.
Bianca - E' una donna di gusto?
Maurizio - E' come tutte le donne: ha il gusto della moda.
Bianca - Credo che voi l'intimidiate un poco.
Maurizio - Lo spero... Certo, di fronte a me, tiene finora un contegno piuttosto freddo. Si comporta con la stessa psicologia con cui si comporterebbe una sedia... Ma in compenso, la trovo graziosa, limpida, primaverile. Insomma, come donna non mi piace, ima mi dispiace ogni giorno un po' meno.
Bianca - Dev'essere un po' capricciosa, non vero? (Maurizio distratto non risponde. Bianca lo scuote ironicamente) Che cosa fate?
Maurizio - Mi riempio gli occhi. Faccio provvista di ricordi. Dicevate?
Bianca - Vi ho chiesto, se la vostra fidanzata una donna capricciosa.
Maurizio - E' una donna che ama tutto ci che io amo. Non ci sar nemmeno bisogno di far fare alla cuoca dei piatti differenti.
Bianca - Fate male, Maurizio, a parlare cos di una donna che si prepara ad essere vostra moglie.
Maurizio - Perdonatemi, ho detto cos per fare una cosa gradita a voi. E adesso, ditemi un po' qualcosa del vostro matrimonio con il signor Guiraud. Il vostro matrimonio mi interessa quasi quanto il mio, ve lo assicuro.
Bianca - S, ma parliamo d'altro.
Maurizio - Desidero, invece, che mi parliate del vostro futuro marito. Cos come mi avete chiesto di parlarvi della mia futura moglie. Questa inquisizione reciproca la migliore prova della nostra buona fede. Anzitutto, io non ho nessuna ragione per essere geloso del signor Guiraud... Ci terrei anzi a conoscerlo. L'ho intravisto appena una volta e mi ha fatto buona impressione. Viene spesso a trovarvi?
Bianca - Una volta ogni sette giorni, regolarmente.
Maurizio - Buon segno. Si vede che un uomo metodico. E come si chiama?
Bianca - Guiraud.
Maurizio - Volevo dire: qual' il suo nome di battesimo?
Bianca - Ad una certa et, non si ha pi nome di battesimo. Io lo chiamo Guiraud, sempre... Se ci tenete, soggiunger: ancora... Mi bacia la mano, mi d dei consigli, mi mette in guardia contro certi conoscenti comuni. Insomma, un amico molto paterno, che mi ama per me, non per s. Un amico che mi ispira una durevole simpatia. Debbo precisarvi che Guiraud si accontenta di questa durevole simpatia.
Maurizio - E' un adoratore frugale. Un astemio dell'amore.
Bianca - Il che non mi dispiace. Le persone bene educate diventano ogni giorno pi rare. Guiraud ha conservato tutta l'educazione del secolo scorso. Figuratevi che, prima di venirmi a trovare, mi avverte due giorni prima.
Maurizio - E non vi rivolge mai delle parole un po' pi infiammate delle altre?
Bianca - No, mi rispetta...
Maurizio - E se venisse a sapere il vostro passato con me?
Bianca - Farebbe finta di non averlo saputo.
Maurizio - Insomma, un bravuomo. E adesso permettetemi una domanda. Una domanda un po' stupida. Come quando si domanda a una bambina: Vuoi pi bene a pap o alla mamma? . Se ve lo domandassi, voi acconsentireste a non rivedere pi Guiraud?
Bianca - Al punto in cui siamo, la vostra domanda non ha pi nessun senso.
Maurizio - Ma dal momento che io ve l'ho rivolta per ridere, rispondetemi per ridere.
Bianca - Non facile. Una sera, se vi ricordate, siete venuto da me stranamente sovreccitato e imi avete offerto di sposarmi, di partire con me, di andare a vivere in una capanna, di contentarvi di solo pane e di andare in Algeria, dove la vita tanto a buon mercato. Vi ricordate che cosa vi ho risposto?
Maurizio - Lo ricordo... Mi avete risposto che la miseria vi spaventava, che il pane stantio non vi piace, che detestavate i traslochi, che mancavate assolutamente di genialit colonizzatrice e che con le vostre dieci dita, non sapevate fare che carezze. Ecco che cosa mi avete risposto.
Bianca - Dunque, conoscete gi il mio parere.
Maurizio - E a quando il vostro matrimonio? In materia di matrimonio, sempre pi prudente fissare una data.
Bianca - L'anno venturo.
Maurizio - Vi ci vuole dunque tutto un inverno per dar aria al vostro cuore! Avete torto.
Bianca - Allora, secondo voi, l'ideale sarebbe che io mi sposassi lo stesso giorno in cui vi sposate voi?
Maurizio - Perch no? Io stimo molto Guiraud... Potreste presentarmi a lui e poi confrontarmi con lui: sarebbe divertente.
Bianca - Non cercher l'occasione di questo confronto, ma non la eviter neppure. Guiraud conosce la vita.
Maurizio - Anche la madre della mia fidanzata conosce la vita. Sa che ho avuto delle amanti, ma le basta che io non ne abbia pili, nemmeno una, la vigilia del matrimonio. Se un giorno la figlia sar gelosa del mio passato, tanto peggio. La madre le spiegher che il passato non pu essere mai paragonato al presente.
Bianca - La madre della vostra fidanzali Una donna superiore.
Maurizio - E' una donna di buon senso, molto semplice e molto gaia. Ecco, molto gaia. Se potesse, sposerebbe sua figlia tutti i giorni. E poi ha molta fiducia di me. E' convinta che io far di sua figlia una moglie felice.
Bianca - Credo che abbia ragione... Voi sarete un marito modello. Avete tutte le qualit necessarie.
Maurizio - Ma anche voi, mia cara, sarete una sposa eccellente. Guiraud sar molto felice con voi.
Bianca - E vostra moglie lo sar con voi... Povera piccina! Vorrei vedervi, quando le fate la corte.
Maurizio - Vi dir: le dico pressapoco le stesse cose che dicevo quando facevo la corte a voi. Gli uomini non vogliono mai confessarlo, ma dicono sempre le stesse cose a tutte le donne. Con mia moglie, ho perfino l'impressione che le cose vadano ,pi in fretta di quanto non sono andate con voi.
Bianca - Probabilmente la fretta dipende dalla vostra maggiore abilit a fare la corte. Ormai la seconda volta che dite le stesse cose. Naturalmente, le dite meglio.
Maurizio - Io credo, invece, che voi mi abbiate resistito meglio.
Bianca - S, vi ho resistito lungamente, ma non per civetteria, come di solito resistono le donne. La amia vita di donna mi sembrava finita. Esitavo1 a entrare in una nuova avventura. Le avventure precedenti mi avevano un po' delusa. Pensavo a un matrimonio ragionevole, a una fine borghese. E poi, voi avevate un'aria cos giovane. Ed eravate cos magro.
Maurizio - Adesso lo sono molto meno.
Bianca - Mi fa piacere. Siete ingrassato sotto il mio regno. Vi passo dunque in ottimo stato a colei che mi succede.
Maurizio - In ottimo stato di riparazioni locative. Tanto vero che io farei volentieri un secondo contratto d'affitto.
Bianca - Io no, ve lo confesso. Non siete pi lo ste6so. Vi ho conosciuto quando sembravate ancora un bambino. Adesso, un uomo che se ne va da me. Preferivo il bambino. Gli anni vi hanno dato una espressione che mi piace meno. Avete meno sapore, meno poesia.
Maurizio - Mi ricordo di avervi rivolto dei versi in una lettera: una delle mie prime lettere. In una lettera che avete certamente fatto leggere al mio predecessore.
Bianca - Mi credete davvero capace di una indelicatezza simile?
Maurizio - Ci credo, perch un giorno me lo avete confessato voi. Mi avete precisato che il mio predecessore aveva letto la lettera e si era messo a ridere e che voi avete finito col ridere insieme a lui.
Bianca - Si capisce, ho cominciato col burlarmi di voi. E' la regola. E poi, c' sempre stata molta gaiezza nei miei sentimenti verso di voi. Mi sono divertita persino a trasformarvi, a migliorarvi. Infatti, adesso siete molto pi distinto di quando vi ho conosciuto. Non bestemmiate pi. Parlate con cortesia alle signore e vi togliete la sigaretta dalle labbra. Portate spesso i guanti. Vi curate le mani. Tenete in ordine la vostra biancheria.
Maurizio - E io, in compenso, ho migliorato la vostra calligrafia e vi ho insegnato a scrivere i numeri in maniera comprensibile. Quando vi ho conosciuta, i vostri 3 rassomigliavano a dromedari.
Bianca - Vi ho consigliato la pettinatura che vi sta bene e vi ho insegnato a fare come si deve il nodo della cravatta.
Maurizio - Con voi, studiavo diligentemente, a quanto pare...
Bianca - E non eravate un ingrato... Conservo ancora una vostra lettera, fra le tante, che attesta sempre la vostra gratitudine per me. Quella lettera l'ho conservata gelosamente e la considero un po' come il brevetto del nostro amore e della vostra riconoscenza. E' una lettera lunga. Quattro pagine molto fitte. Stavo precisamente rileggendola, quando voi sieteentrato.
Maurizio - Fatemi vedere quella lettera.
Bianca - Non faccio mai vedere le mie lettere agli estranei.
Maurizio - Ma dal momento che la lettera l'ho scritta io.
Bianca - E' forse giusto. (Si alza, apre un cassetto e tira fuori una scatola).
Maurizio - E' in quella vecchia scatoladi cioccolatini, che nascondete le vostre lettere d'amore?... Riconosco la mia lettera. La riconosco dalla busta: una busta gratuita... Mi ricordo, ho scritto quella lettera in un caff. Venivo da casa vostra, cio uscivo dalle vostre braccia. Avevo ancora il vostro profumo nelle mie dita, nel mio cuore, nelle mie idee. Devo avere scritto con una calligrafia orribile.
Bianca - Malgrado ci, questa lettera contiene il meglio di voi.
Maurizio - Pu darsi. Mi ricordo che quella sera, al tavolo del caff, mi sono sentito pazzamente innamorato di voi. E' forse quello il momento preciso in cui vi ho amata di pi. Leggete.
Bianca - (legge) Voi siete molto bella e molto buona. Adoro tutto di voi: la vostra a-nima, il vostro corpo, il vostro cuore, tutto. (Ride) Siete talmente indulgente per i difetti degli altri, che costringete gli altri ad amare i vostri difetti. Voi non vi vantate di avere dello spirito, ima desiderate semplicemente che pi dica di voi: E' una donna squisita! e non che si dica: E' una donna di molto merito . Voi non dite mai male degli altri, a meno che non siano gli altri a cominciare. E se qualche volta vi capita di dover mentire.... Mi succede davvero ?
Maurizio - Molto poco e molto inconsciamente. Voi mentite cos come vi date la cipria, per, civetteria.
Bianca - (legge) Voi amate il lusso, perch il lusso vi sta molto bene. Adorate il teatro, solamente quando si pu ridere. La vita vi piace, perch pensate che non si pu vivere rintanati come lupi, e siete pigra, senza saperlo, semplicemente perch credete che una donna non abbia altro dovere ali'infuori di quello di rimanere bella e che ricevere in dono dei vestiti, una casa, dei biglietti da mille, sia per una bella donna un diritto inconfutabile.
Maurizio - E' possibile che io abbia scritto cos?
Bianca - (porgendo la lettera) Guardale!
Maurizio - E' vero... Voi non andate mai in collera e temete le esplosioni d'amore. Sono certo che direste subito di s, per rimanere tranquilla, a un uomo che si lanciasse su di voi con gli occhi iniettati di sangue, come nelle copertine dei romanzi popolari .
Bianca - Questo un po' esagerato. Pregherei semplicemente l'uomo dagli occhi iniettati di sangue di prendere la porta.
Maurizio - E vi piace essere amata condelicatezza. Vi piace lasciarvi offrire delle viole, dei marrons glacs, dei merletti, una passeggiata in automobile. Vi piace, insomma, che si abbiano per voi tutte quelle piccole attenzioni a prezzo modico, che tuttavia riscaldano il cuore di una donna, molto pi di quanto non lo faccia una pelliccia di visone .
Bianca - Infatti, mi piace essere amata cos.
Maurizio - (leggendo con crescente emozione) Questa sera vi ho baciata troppo poco, me. no di quanto desideravo. Mi sento perci come un timido, che dopo aver fatto una visita a ma persona importante, si accorge improvvisamente di non aver detto tutto quello che doveva e che voleva dire... . (Lascia cadere k lettera) Siete la donna che io ho sempre sognato e, ci malgrado, vi lascio!
Bianca - Maurizio... Maurizio... Mi sembra che voi vi allontaniate un po' troppo dal testo della lettera.
Maurizio - (prendendo le mani di Bianca) Io vi ho sempre amata e vi voglio ancora tutto il mio bene. La mia unica moglie siete voi, sarete sempre voi!
Bianca - Perch dirmi delle sciocchezze, quando sapete che non posso permettervi di fame?
Maurizio - Bianca, non avete che a dirmi una sola parola e mando al diavolo tutto quello che volete: la mia fidanzata, la sua dote, la mia educazione, il mio avvenire.
Bianca - Siete sicuro di essere capace di una cosa simile?
Maurizio - Sicurissimo... Provate...
Bianca - No, grazie, Maurizio... Non voglio provare, ma sono cose che fanno sempre piacere ad essere ascoltate...
Maurizio - (tentando di abbracciarla) La tua bocca...
Bianca - No... Assolutamente no...
Maurizio - Ho tanta sete di riprenderti.
Bianca - Vi giuro che ve ne andrete con la sete.
Maurizio - Bianca, ancora una volta, l'ultima. Sarebbe delizioso, molto originale, molto comico...
Bianca - Comicissimo... Sarebbe qualche cosa come un adulterio teorico... Andiamo, Maurizio, siete ridicolo e scorretto a parlare cos, a pensare cos.
Maurizio - Voi, dicendomi di no, siete forse ancora pi ridicola di me. A chi fareste del male dicendomi di s?
Bianca - Farei del male a me.
Maurizio - No, voi dite di no, semplicemente per orgoglio, per un orgoglio puerile, per aver l'aria dignitosa. Come se la principale colpevole del mio matrimonio, non foste voi. Siete voi che mi avete spinto a prendere moglie. Guiraud aspettava dietro la porta.
Bianca - Maurizio, ve ne supplico...
Maurizio - La prova che io sono pronto a sacrificare tutto per voi, mentre voi non siete pronta a sacrificare per ime nemmeno un centesimo del vostro orgoglio.
Bianca - Questo dimostra semplicemente che voi avete perduto la ragione e che io in-, vece, per fortuna, l'ho conservata per tutti e due.
Maurizio - Dopo tutto, io ci tenevo ad avervi ancora una volta, perch credevo che la cosa avrebbe fatto piacere anche a voi. Ma in fondo, non ci tenevo poi spasmodicamente. Adesso, dopo il vostro no, non ci tengo assolutamente pi. Buona notte e tanti saluti al signor Guiraud.
Bianca - Dunque, la nostra ultima visita si risolve in una serie di ingiurie! Tutto ci molto triste. Gli amanti non valgono che in proporzione dei ricordi che si lasciano reciprocamente. Siete stato malaccorto, dovete convenirne.
Maurizio - Tutto l'uomo, tutti gli uomini, sono dei malaccorti. E' la vita che fatta male. Io vi trovo adorabile, ma voi invece mi trovate ripugnante. Non mi riconosco e non vi riconosco. Non mi comprendo e non vi comprendo. Io faccio ogni giorno a me stesso, convintamente, delle promesse che poi non so mantenere. Vi amo, ma fra dieci minuti dir delle parole d'amore a un'altra donna, che invece non amo. Probabilmente, dir le stesse parole d'amore che ho pensato dieci minuti prima per voi. Perch?
Bianca - Diventate troppo pessimista, adesso, e trovate gusto a dirmi delle cose cattive.
Maurizio - Non trovo gusto a dire delle cose cattive e non le penso neppure, ma mio malgrado queste cose cattive mi attraversano il cranio, cos...
Bianca - Allora vi perdono, va bene?
Maurizio - Voi perdonate sempre, come se il perdono fosse una scusa... Tutto finito, dunque... Non mi resta che liberarvi della mia presenza... Ma probabilmente, domani mi dimenticher di quanto successo in questo momento e torner macchinalmente da voi... E' la vita che fatta male... Sento che ogni mia parola di adesso una stonatura, non pu essere che una stonatura psicologica... Certi momenti mi par d'essere un viaggiatore in procinto di accomiatarsi da un compagno di treno... Sono arrivato, scendo dal treno e saluto banalmente. Certi altri momenti, invece, sento un grande desiderio di dirvi delle cose molto profonde, molto dolci, molto decisive. Ma queste cose, quando- mi accingo a dirle, non le trovo. D'altra parte, non posso nemmeno andarmene cos, senza dir nulla, non posso finire cos la mia ultima visita in casa vostra... E' la vita che fatta male...
Bianca - Mi fate pena e piet. Non vi torturate. Non cercate nulla e non dite nulla: andatevene...
Maurizio - Me ne vado. Se almeno fossi sicuro che siete ridiventata calma...
Bianca - Sono calma. Andate... Sono stanca e desidero rimanere sola...
Maurizio - Vado, buona sera.
Bianca - Quante cose portate via con voi in questo momento!
Maurizio - E' la vita che fatta male... E' la vita che cattiva... Io non sono cattivo... Voi neppure... Buona sera... (Esce. Bianca guarda la stanza vuota, con gli occhi smarriti, lontani).
FINE
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