L’ultimo re di spade

LULTIMO RE DI SPADE


Di

Alessandro Sgamma

Contatti

alessandro.sgamma@gmail.com

Dramma sentimentale in atto unico

Personaggi

Il dottor Magni

Renato

Mario

Gianni

Laura

Sonia

Loredana


LULTIMO RE DI SPADE

Luce. Interno di una sala riunioni. Mario solo in scena, pulisce a terra e sistema le sedie per la riunione con il direttore e con gli altri ragazzi della comunit

V. F.C.: Non avevo ancora trentanni la prima volta che entrai in una comunit di recupero per Tossicodipendenti. Era il 13 Gennaio del 1989. Alloggiavo a Cuneo, nella

comunit di Borgo Santo Spirito, un piccolo paradiso non molto distante da Torino,

la mia citt natale. Allinterno di quelle quattro mura immerse nel verde, ero uno dei pi rispettati e in pochi mesi ero diventato responsabile del mio gruppo, entrando cos nelle grazie del direttore, il dottor Magni.

Entra il direttore.

DIRETTORE: Buongiorno Mario.

MARIO: Buongiorno dottor Magni.

DIRETTORE: Come stai oggi? Pronto per una nuova giornata?

MARIO: Ma certo direttore, oggi va abbastanza bene.

DIRETTORE: Mi fa molto piacere, ci sono delle novit molto importanti delle quali discuteremo tra poco in riunione, non appena arriveranno i ragazzi.

MARIO: Credo che saranno qui a momenti.

DIRETTORE: Non ne dubito.

MARIO: Certo.

Entra Gianni

GIANNI: Buongiorno a tutti

DIRETTORE: Buongiorno caro, hai dormito bene?

GIANNI: Al solito

DIRETTORE: Bene, accomodati

Entrano Loredana, Sonia e Laura

LOREDANA: Buongiorno

DIRETTORE: Buongiorno ragazze, accomodatevi anche voi, direi che ci siamo tutti, possiamo cominciare la nostra riunione.

Si siedono tutti, il direttore rimane in mezzo a loro e apre la riunione

DIRETTORE: Allora Mario, come vanno le cose in casetta?

MARIO: Bene direttore, ma abbiamo un problema con le prove dello spettacolo

GIANNI: E vero, da quando Marco andato via non siamo riusciti pi a provare, dovremo ricominciare da capo.

DIRETTORE: E di quanto tempo avreste ancora bisogno

MARIO: Non lo sappiamo, dobbiamo trovare unaltra storia che si adatti a due personaggi.

DIRETTORE: Capiscoe voi ragazze? Loredana, tu sei la responsabile del tuo gruppo, come vanno le prove?

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LOREDANA: Purtroppo non bene direttore, siamo ancora molto indietro per motivi indipendenti da noi

LAURA: E colpa mia, mi assumo io la responsabilit di questo ritardo

SONIA: Ma che dici? Smettila. Non le dia retta, direttore.

DIRETTORE: Perch pensi sia colpa tua?

LAURA: Sono stata poco bene ultimamente

DIRETTORE: E cos? E solo questo?

SONIA: E vero, Laura stata poco bene ultimamente ma non solo colpa sua, abbiamo ritardato molto sulla scelta del testo

DIRETTORE: Ragazzi, vi ricordo che tra due settimane abbiamo la rappresentazione, il pubblico gi stato invitato, quindi forza! A lavoro!

GIANNI: Ionon lo so

DIRETTORE: Cosa?

GIANNI: Non so se ho voglia di andare avanti,

DIRETTORE: Non credo tu abbia molte alternative, ora torna in casettae anche voi, avete molto lavoro da fare, ah, Mario e Loredana, voi rimanete ancora un attimo, devo dirvi ancora un paio di cose

I ragazzi escono e tornano in casetta, Mario e Loredana rimangono con il direttore

DIRETTORE: Allora Mario? Che succede a Gianni?

MARIO: Credo sia ancora scosso per la fuga di Marco, sa, erano molto amici, da quando siamo rimasti in due lo vedo molto gi di corda

DIRETTORE: Ecco, proprio di questo ti volevo parlare, da stasera non sarete pi in due, stiamo aspettando un ragazzo che arriver a momenti, un tipo difficile ma sono sicuro che saprai gestire la situazione

MARIO: Ho paura che Gianni non lo accetter molto volentieri

DIRETTORE: Per questo voglio che sia tu a prendere in mano la situazione

LOREDANA: E io cosa centro in tutto questo?

DIRETTORE: Voglio che tieni docchio Laura, che le stai addosso, che la stimoli a mettersi a lavorare, non mi deludere.

LOREDANA: Va bene direttore, far il possibile.

DIRETTORE: E voglio anche un resoconto da entrambi ogni giorno, va bene? Andate ragazzi e ricordate ci che vi ho detto

Mario e Loredana escono. Il dottor Magni rimane da solo in scena a pensare.

V.F.C.: Il dottor Magni era una brava persona. Il giorno in cui entrai in comunit mi diede subito limpressione di una persona collaborativa, seria e pungente ma solo per via del ruolo che ricopriva. Nellottobre dellanno precedente, suo figlio Stefano era morto in un incidente stradale, in quel momento i suoi figli eravamo noi, tutti da salvare a qualunque costo.

Buio

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Luce su casetta ragazzi. E sera, Mario e Gianni sono sui loro letti

MARIO: Giach

GIANNI: Eh?

MARIO: Dormi?

GIANNI: No

MARIO: Voglio farti una domanda

GIANNI: Dimmi

MARIO: Davvero non vuoi pi fare lo spettacolo?

GIANNI: Pensavo volessi chiedermi qualcosa di serio

MARIO: Anche questo serio, questo spettacolo lunico fottuto stimolo che ci rimane per andare avanti dentro questo lager

GIANNI: Sei lunico qua dentro che lo vede come uno stimolo, io lo vedo come un obbligo, un altro dei tanti obblighi del tuo amico direttore

MARIO: Non sono un lecca culo se questo che vuoi dire, sto solo cercando di renderci

meno amaro questo inferno. Io non ce la faccio pi a stare qui dentro

GIANNI: Te ne vuoi andare?

MARIO: E dove? Mi arresterebbero subito. Non mi va di finire in galera, preferisco stare qui a sgobbare come un asino,a preparare questa scenetta ridicola per quei quattro fasulli che verranno a vederci

GIANNI: Va bene, proviamo, non mi va di vederti cos

MARIO: Davvero?

GIANNI: Ma si certo, ci aiuter a distrarci prima di dormire, allora, dove eravamo rimasti?

MARIO: Eravamo alla scena centrale, quella in cui lo zombi salta fuori di notte e si mangia il

direttore della comunit

GIANNI: Con questa ci danno altri tre anni

Bussano alla porta

MARIO: E chi sar?

GIANNI: E il direttore, venuto a prenderci prima che se lo prenda lo zombi

MARIO: Ahahaha coglione!

Mario va ad aprire, alla porta c Renato il ragazzo di cui gli parlava il direttore. Renato entra con aria sicura, spavalda e strafottente

RENATO: Permesso

MARIO: Prego accomodati

RENATO: Il direttore mi ha detto di venire qui, chi il responsabile di questo cesso?

MARIO: Sono io, tu chi saresti?

RENATO: Io sono Renato ma potete chiamarmi il Re di spade

GIANNI: Il Re di spade, perch il Re di spade?

RENATO: Per tre buoni motivi: uno, sono il Re delle carte, dammi un mazzo di carte qualsiasi e ti tolgo anche le mutande che non hai. Due, Re il diminutivo di Renato.

MARIO: E per terzo?

RENATO: Quello lo scoprirai col tempo. E voi chi siete?

MARIO:Io sono Mario e lui Gianni

RENATO: Interessante

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MARIO: Puoi chiamarlo Giach

RENATO: Daccordo Giach

MARIO: Allora Re di spade, visto che ci siamo presentati, forse meglio se ti dai una cambiata, puzzi di fumo da vomitare anche lanima, che ti sei fumato prima di entrare qui dentro?

RENATO: Mi sono fatto un pacchetto di Marlboro in 15 minuti, le ultime dei prossimi tre anni

GIANNI: E meglio se ti dai una sistemata, non vorrai che questo tanfo arrivasse alla casetta delle ragazze

RENATO: Ragazze? Quali ragazze? Mi hanno detto che non cerano donne? Hei giach! Preparati, stasera si va a donne!

MARIO: Abbassa la voce disgraziato, non andiamo da nessuna parte, ora si dorme, domani sveglia alle 6, ti aspetta il tuo primo giorno di lavoro

RENATO: Hei coshai in mano?

MARIO: E il copione dello spettacolo che stiamo preparando

RENATO: Wow, e lo faremo qui?

MARIO: Mmmsilo faremo qui

RENATO: Fammi dare unocchiata ( Renato legge il copione) Direttoreee, la tua ora, vieni con noiii nel mondo dei morti. ( Renato ride) Ahahahah, ma chi lha scritta sta stronzata?

MARIO: Io

Gianni e Renato scoppiano a ridere con una risata sguaiata, poi ride anche Mario

MARIO: Ahaha che bastardi

RENATO: Non capisci un cazzo di donne, non capisci un cazzo di teatro, che cazzo ci stai a fare qua?

MARIO: Sono qua per prendere a calci nel culo i pirla come te! Vai a cambiarti!

RENATO: Volo capo!

Renato va a cambiarsi, intanto parte la voce fuori campo mentre i tre ancora in luce parlano e giocano tra di loro mimando il parlato

V.F.C.: Quel ragazzo entr nella nostra stanza e nelle nostre vite come un uragano, aveva unenergia e una luce negli occhi un po insolita per chi varcava quel cancello per la prima volta, forse un po di inesperienza oppure la gioia di aver evitato la galera. Nonostante lentrata un po dura non impieg molto a calare la maschera e a regalarci tutta la sua vitalit.

Buio

Luce sulla stanza delle ragazze. Le ragazze stanno dormendo ma Laura russa talmente forte da svegliare le altre. Loredana accende la luce per disperazione.

LOREDANA: E no, ! Non possibile, hai rotto il cazzo, tutte le notti cos

SONIA: Dormi e lasciala russare

LOREDANA: Lascio russare un cazzo, io la butto gi dal letto

SONIA: Mettiti i tappi

LOREDANA: LauraLaura tesoronon si sveglia.

SONIA: Forse morta.

LOREDANA: Ma che morta! Non lo senti che russa ancora? Laura

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Laura si sveglia di soprassalto

LAURA: E?? Che succede?

LOREDANA: Niente tesoro, hai fatto un brutto sogno, torna a dormire.

LAURA: Ma voi perch siete in piedi?

SONIA: Eravamo preoccupate per te, parlavi nel sonno.

LAURA: Ahe che dicevo?

LOREDANA: Niente di particolare, torna a dormire, ecco magari mettiti di fianco

SONIA: Va bene, ora possiamo tornare a dormire?

LOREDANA: Va bene, buonanotte ragazze.

SONIA: Dio ti ringrazio.

Passano 5 secondi

LOREDANA: Sonia.

SONIA: Che c??

LOREDANA: Dormi?

SONIA: Ma come faccio a dormire con un trombone scassato e una insonne che mi tortura senza

tregua, domani vado a dormire con i ragazzi, molto meglio i rutti e le scoregge

Intanto Laura ha ripreso a russare

SONIA: Senti, senti che sinfonia.

LOREDANA: Sono preoccupata per lo spettacolo.

SONIA: Non possiamo pensarci domani?

LOREDANA: Secondo te dovremmo ricominciare da capo?

SONIA: Secondo me dovremmo cominciare e basta. Non funziona niente di quanto abbiamo provato fino ad ora. Va bene, tanto il sonno ormai mi passato e poi non credo che Laura ci dar tregua, mettiamoci a lavoro.

LOREDANA: Senza di lei?

SONIA: Lasciala dormire, povera stella, almeno lei che pu.

LOREDANA: Io direi di ripartire dal tuo monologo

SONIA: Va bene.

Sonia si inginocchia e inizia a recitare il suo monologo in maniera del tutto inespressiva

SONIA: Fermatevi o voi ignobili esseri dallanimo perso in un sogno notturno dalle mille facce circondate di nulla

LOREDANA: No no no! Non va bene! Sei totalmente inespressiva

SONIA: A parte la smorfia di dolore, come posso recitare sulle ginocchia? Mi fanno male, non ce la faccio pi

LOREDANA: Vedi Sonia, il tuo un personaggio che soffre, io voglio vedere la sofferenza sul tuo volto.

SONIA: Stanotte la sofferenza la vedi anche senza monologoe poi non soffriamo gi abbastanza qua dentro? Non potremmo fare qualcosa di comico?

LOREDANA: Tu sei in grado di far ridere?

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SONIA: No ma io questo monologo in ginocchio non lo faccio

LOREDANA: Va bene, facciamo cos

V.F.C.: Le due ragazze provarono tutta la notte ma senza alcun risultato. Loredana voleva bene a Sonia e in cuor suo sapeva che quel lavoro creato insieme, se pur fatto male, era lunica speranza di poter distogliere la mente da tutto ci che di tragico la vita le aveva riservato.

Buio

Luce sulla sala riunioni. I ragazzi si riuniscono insieme al Dottor Magni per la preghiera del mattino e poi per la presentazione di Renato

DIRETTORE: Buongiorno ragazzi

TUTTI: Buongiorno dottor Magni

DIRETTORE: Come sapete, la cappellina in ristrutturazione e da oggi faremo qui la nostra preghiera del mattino

MARIO: Sono riusciti a prendere i vandali che lhanno imbrattata?

DIRETTORE: No, purtroppo no

RENATO: Vandali? Quali vandali?

DIRETTORE: Satanisti. Qualche notte fa sono entrati e hanno deturpato la statua della Madonna, imbrattando i muri con scritte oscene

RENATO: Ahinteressante, ed possibile vederla prima che le scritte vengano rimosse?

DIRETTORE: No, non credo, non ne vedo il motivo. Ora possiamo iniziare la nostra preghiera

PREGHIERA

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volont, come in cielo cos in terra, dacci oggi il nostro pane quotidiano

e rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori e non ci indurre in tentazione ma liberaci dal male. Amen.

DIRETTORE: Molto bene ragazzi, da oggi avremo un compagno di viaggio nuovo, Gianni e Mario lo hanno gi conosciuto e voi ragazze lo conoscerete ora. Prego, presentati.

RENATO: Ciao a tutti, mi chiamo Renato, sono qui perch ho avuto un po di problemi nella mia vita passata e ora sto cercando di recuperare, spero tanto di trovarmi bene insieme a voi.Ho finito.

DIRETTORE: Vuoi aggiungere altro?

RENATO: Si potrebbe avere un mazzo di carte?

DIRETTORE: Prego?

LAURA: Ti piacciono le carte?

RENATO: Molto, a Torino mi chiamavano il Re di spade, magari se poi il direttore lo consente ti faccio vedere qualche trucchetto.

DIRETTORE: Non credo, purtroppo non fa parte della nostra politica

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RENATO: Peccato, e tu come ti chiami?

LAURA: Io sono Laura, un anno che sono qui dentro ed un anno che ho smesso di bere

TUTTI: Brava Laura

LAURA: A volte faccio fatica a dormire, faccio spesso brutti sogni e mi sveglio sudata nel cuore della notte con la voglia di berema devo resistere. Altre volte invece mi sveglio nervosa, incazzata con il mondo e con me stessa, poi la depressione mi accompagna per tutta la giornata. So che non facile ma ce la far, un anno che non tocco niente e oggi sto bene, sono fiera di me stessa.

TUTTI: (Applauso)

RENATO: Eccellente. Sai mi ricordi tanto la mia amica Samantha, la incontrai a Porta Palazzo un pomeriggio di primavera nel 1984. Ero seduto tranquillo su una panchina a fumarmi una canna, si pu dire canna direttore?

DIRETTORE: Va avanti

RENATO: Era il periodo migliore per farsi le canne, ricordo che allepoca lavoravo in fonderia e quando potevo me ne stavo allaperto in cerca di pace. Quel giorno avevo appuntamento con un amico che mi bidon, cos rimasi su quella panchina per un poad aspettare. Lei si avvicin e mi chiese di fare qualche tiro. Capii subito che era una tossica, le diedi da fumare e poi le chiesi se aveva mangiato. Erano tre giorni che non mangiava e puzzava da morire ma non la guardai schifato, leggevo nei suoi occhi una richiesta di aiuto, quella che conosciamo tutti noi ma che poche volte ci stata offerta. La portai a casa in modo che potesse lavarsi e mangiare qualcosa di caldo. Parlammo tutta la notte, tentai di convincerla a farsi ricoverare ma fu tutto inutile, la mattina scapp fregandomi soldi e gioielli trovati in casa, pi un mazzo di carte americano della Bicycle che mi aveva regalato mio nonno.

GIANNI: Che fine ha fatto? Lhai pi rivista?

RENATO: Il destino volle che la rincontrassi un anno dopo sempre a porta palazzo, abitava in zona. Mi aveva dato ascolto, si era fatta ricoverare, e con i soldi che mi aveva rubato era riuscita a tirare avanti, quel tanto per non morire di stenti. Mi ringrazi, mi disse che era un anno che non toccava pi niente, che si era ripulita, mi disse che le avevo salvato la vitama non tanto con i soldi quanto con quel mazzo di carte.

LOREDANA: Perch era cos importante quel mazzo di carte?

RENATO: Perch il destino di ognuno di noi scritto nelle carte, loro non mentono mai. E questa la verit, ragazzi. Dobbiamo cercare i nostri assi fino a che la partita non finita. E prima o poi la mano che ci cambia la vita arriva, dobbiamo solo crederci!

MARIO: Te lo ha restituito il mazzo?

RENATO: No, ormai quel mazzo era suo e apparteneva a lei.

SONIA: Che fine ha fatto Samantha?

RENATO: Non lo so, sono successe cos tante cose negli anni. Strana la vita, eh direttore? Lei forse si salvata e invece io sono qui dentro e neanche le carte sanno dirmi cosa mi capiter domanie quanti amici sono morti, ragazzi come me che non sono riuscito a salvare

DIRETTORE: Grazie Renato per la tua testimonianza, ora puoi sederti. Grazie anche a te Laura, sono veramente fiero di voi. Loredana?

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LOREDANA: Io mi chiamo Loredana, ho 25 anni e molti dei quali li ho passati in mezzo alla strada. Vivevo con mia madre a Torino, in periferia. Mio padre ci ha abbandonato quando ero piccola, mia madre sempre stata presente, anche quando ho iniziato a bucarmi. Lei allinizio non capiva cosa avessi, nessuna delle madri lo capiva, la colpa era quasi sempre delladolescenza. E stata la prima persona che ho messo al tappeto, improvvisamente ero diventata violenta, leroina che prendevo non mi bastava pi ma mia madre non mi ha mai abbandonata. Oggi per sto bene, sono ripulita e conduco una vita diversa, ho abbandonato il mostro.

TUTTI: (Applausi)

DIRETTORE: Sonia? Te la senti di raccontarci qualcosa di te?

SONIA: Non che ci sia molto da raccontare. Mi chiamo Sonia, ho 24 anni e ho sempre vissuto a Cuneo, tranne per un breve periodo in cui ho frequentato Milano, un po per lavoro, un poper amicizie. Facevo parte di una banda che bazzicava il parco Sempione. Ero sempre fuori di casa, di giorno, di notte. Cos ho scoperto leroina, la chiamavo la mia migliore amica. Ho perso tutto: famiglia, amici, fidanzato.

GIANNI: E la tua migliore amica?

SONIA: Lho mollata da circa sei mesi, lei mi vuole ancora ma io non voglio lei perch mi ha rovinato la vita

TUTTI: (Applauso)

RENATO: Direttore, credo che dovremmo fare pi spesso queste riunioni, si crea, come direunenergia particolare, molto positiva

MARIO: E smettila!

RENATO: Ma che ho detto?

DIRETTORE: Le nostre riunioni hanno una cadenza ben precisa tranne quelle straordinarie e ora sar meglio che torniate alle vostre casette, il tempo stringe e avete ancora tanto da lavorare.

Tutti escono e il direttore trattiene Renato

DIRETTORE: Renato!

RENATO: Si?

DIRETTORE: Tu no, rimani qui, non ho ancora finito con te, siediti caro. Allora? Come va con i ragazzi? Come ti trovi?

RENATO: Mahsono arrivato da poco, posso dirle che sono gentili, simpatici, credo che mi

trover bene.

DIRETTORE: Toglimi una curiosit

RENATO: Mi dica

DIRETTORE: Perch tutte quelle domande sui segni satanici trovati in cappellina? Sei un esperto del genere?

RENATO: Mio padre era un adepto della Chiesa di Satana, per un po anche io ho frequentato quegli ambienti ma poi ne sono venuto fuori

DIRETTORE: E perch?

RENATO: Perch ammazzavano la gente

DIRETTORE: Anche tuo padre?

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RENATO: Mio padre era un capoe io lho deluso. La mia famiglia era temuta e rispettata ma io e mio fratello abbiamo rovinato tutto con i furti, le rapine, la droga. Mia madre non fa altro che piangere

DIRETTORE: E tuo fratello?

RENATO: Finch ero fuori lo proteggevo io ma ora che sono qui dentro posso solo sperare che non gli accada niente. Ora sono un Re in gabbia, senza potere e senza un mazzo di carte.

DIRETTORE: Sai, la tua energia e la tua positivit mi hanno colpito molto fin da subito, tu sei diverso dagli altri e credo che potrai essere di grande aiuto.

RENATO: E come?

DIRETTORE: aspetta. Ho qualcosa per te.

Il direttore consegna a Renato un mazzo di carte da gioco

DIRETTORE: Credo che questo ti torner utile

RENATO: Cosa? Questo un mazzo di carte della Bicycle, sono le carte americane migliori al mondo, Ma perch? Non capisco.

DIRETTORE: Questo sar il tuo scettro magico, io in cambio voglio che ti prenda sulle spalle questi ragazzi e restituisca loro la vitalit e la gioia di vivere

RENATO: E un compito molto difficile, perch pensa che sia in grado di farcela?

DIRETTORE: Perch te lo leggo negli occhi e in queste due settimane dovrai trasmetterlo anche ai ragazzi

RENATO: Lo spettacolo?

DIRETTORE: Esattamente, roba tua ora, portami un risultato.

RENATO: E le ragazze?

DIRETTORE: Purtroppo il regolamento della comunit vieta qualsiasi contatto tra uomini e donne tranne che per le riunioni o per motivi particolari, a loro penser io.

RENATO: Non si potrebbe fare uneccezione?

DIRETTORE: Che cosa vuoi dire?

RENATO: Lavorare insieme, unire i due gruppi per creare uno spettacolo unico, del resto penso che per entrambi lavorare insieme possa solo portare pi entusiasmo e pi idee innovative.

DIRETTORE: Non se ne parla nemmeno. Il regolamento vieta espressamente questo genere di approcci e io non posso condividere la tua idea.

RENATO: Ma via direttore, se fosse solo un problema di regolamento si potrebbe fare uno strappo, il risultato poi ci darebbe ragione.

DIRETTORE: Non si pu, mi sto gi esponendo oltre il limite dandoti questa responsabilit, largomento chiuso, ora torna in casetta insieme agli altri e portami dei risultati.

RENATO: Prenda una carta, direttore.

DIRETTORE: Cosa? Ci mettiamo a giocare qui adesso?

RENATO: Su, prenda una carta e capiremo subito se la strada giusta da seguire. Se prende il Re di picche, allora porter a termine questo lavoro nel migliore dei modi.

DIRETTORE: Mmmil Re di Picche.

Il direttore prende una carta dal mazzo ma non il Re di picche

DIRETTORE: Non il Re di Picche, e ora?

RENATO: Guardi nel taschino della sua camicia

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Il direttore tira fuori dal taschino il Re di Picche e rimane sbalordito con la carta in mano, Renato gli sfila la carta dalla mano, la rimette nel mazzo e se lo mette in tasca.

DIRETTORE: Sono senza parolema perch il Re di Picche?

RENATO: Perch non c il Re di spade, quello si trova nelle carte italiane, queste invece sono carte americane e devo dire delle migliori al mondo

DIRETTORE: Il Re di spade

RENATO: A dopo direttore

Renato esce sorridendo beato

Buio

V.F.C: Il direttore parlava con Renato ma Renato pensava ad altro. Di tutto quello che gli aveva detto accuratamente il Dottor Magni era rimasto ben poco. La sua testa e il suo cuore erano improvvisamente orientati verso unaltra direzione. Niente spettacolo, compagni o libert, tutto quello che sognava era una delle tre ragazze appena conosciute.

Luce sulla camera delle ragazze

LAURA: Ragazze, scusate, non vorrei diremaquesto Renato?

LOREDANA: Eeee? Ti sei innamorata di Renato??

LAURA: Eeee innamorata, diciamo che non mi ha lasciata indifferente

LOREDANA: Bhe di sicuro affascinante, questo non si pu negare, tu che sei cos silenziosa cosa ne pensi?

SONIA: Carino

LAURA: Carino?? Io lo trovo fantastico

LOREDANA: Addirittura?? Sei completamente persa

LAURA: Avete sentito? E un mago delle carte, chiss cosa sa fare con quelle mani

LOREDANA: Bhe, se ti ha incantato con le parole figuriamoci con le carte

LAURA: Non sono solo le parole, la gestualit, il suo vissuto, la sua aria selvaggia e decisa

SONIA: Non lo vedrai mai allopera

LAURA: Come?

SONIA: Ho detto non lo vedrai mai allopera

LAURA: Perch scusa?

SONIA: Perch il direttore non gli darai mai un mazzo di carte, vietato

LAURA: Ma sentila, vietato, i tipi come lui ottengono ci che vogliono, carina! Con o senza Permesso

SONIA: Parli come se lo conoscessi da una vita

LOREDANA: Sonia ha ragione, non sai ancora niente di lui, va bene il colpo di fulmine ma ora Calmati

LAURA: Forse avete ragione, sentite: lasciamo stare e concentriamoci sulle prove dello spettacolo

LOREDANA: Fosse facile, dobbiamo praticamente ripartire da zero, stanotte mentre dormivi abbiamo provato senza alcun risultato

SONIA: Ok prendiamo i copioni e mettiamoci a lavoro

Buio

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Luce sulla camera dei ragazzi, Renato rientra in camera cantando

MARIO: Eccoti finalmente, che stai cantando?

RENATO: E la nuova canzone di Raf: Cosa rester degli anni 80. Direttamente dal festival di San Remo, fortunatamente ho fatto in tempo a vedere lultima edizione

MARIO: E chi ha vinto?

RENATO: Fausto Leali ed Anna Oxa, io avrei votato per Raf

MARIO: Bhe anche io, anche se la mia preferita rimane Mia Martini

RENATO: Ha vinto il premio della critica se ti interessa

MARIO: Grande Mia! Cosha cantato?

RENATO: Almeno tu nelluniverso. Un pezzo splendido

MARIO: Il titolo non male, magari potessi ascoltarla

GIANNI: Sei un Jukebox del festival di San Remo, si sa niente di Vasco?

RENATO: Ha appena pubblicato il nuovo album Liberi Liberi, una figata, ha praticamente cambiato tutta la band

GIANNI: Dio, quanto mi manca Vasco!

RENATO: Torino, stadio comunale 13 Giugno 1989, io cero.

GIANNI: E come stato?

RENATO: Semplicemente Vasco

MARIO: Giche voleva il direttore?

RENATO: Ahniente di importante, quattro chiacchiere sulle regole di convivenza

GIANNI: Non mi sembri uno molto incline alle regole

RENATO: Eppure ti sorprender caro Giach, anzi, sorprender tutti e due

Renato tira fuori lentamente il mazzo di carte

RENATO: Tadaaaaaa

MARIO: E queste?? Come le hai avute?

RENATO: Ho promesso al direttore di fare il bravo, il dottor Magni una cara persona, fidatevi di me, non credevo fosse cos magnanimo

GIANNI: Dobbiamo preoccuparci?

RENATO: Ancora non ti fidi di me?

GIANNI: Diciamo che sedici ore di conoscenza non sono sufficienti a fidarsi di una persona

RENATO: Ascoltami Giach

GIANNI: Gianni

RENATO: SiGianni. Io vengo dalla strada come te, sono come te, siamo qui dentro per lo stesso motivo, non sono uno sbirro, puoi fidarti di me

Renato pone il palmo della mano a Gianni

RENATO: Dai Giachsfrega

Gianni sfrega la mano a Renato e i due si abbracciano

GIANNI: Allora? Che sai fare con quelle carte?

RENATO: Ahtutto quello che vuoi! Soffia! Ok, ora guarda sotto il cuscino

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Gianni e Mario sollevano il cuscino e trovano un asso di cuori

MARIO: Non ci posso credere!

GIANNI: Ma come possibile? Quando ce lhai messa questa carta sotto il mio cuscino?

RENATO: Magia

MARIO: Toglimi un dubbio, come mai lasso di cuori? Non ti sarai mica innamorato di Gianni

RENATO: Vaffanculo!

MARIO: Vaffanculo tu!

Mario e Renato si spintonano e Gianni li divide

GIANNI: Ragazzi, ragazzi, calma!!

RENATO: Mi ha messo le mani addosso

GIANNI: Te le spezzo le mani

RENATO: Ehi Mariomi dispiace, vieni qui

MARIO: Va bene dai, tutto finitoora dicci, che significa quellasso di cuori?

RENATO: Ragazzimi sono innamorato

GIANNI: Di Laura! Te lavevo detto, ci avrei scommesso un anno di reclusione in pi

MARIO: Ma che cazzo stai dicendo? Tu avevi scommesso su Loredana

GIANNI: Ma che Loredana, ero sicuro fosse Laura

Mario e Gianni discutono ad alta voce fino a che Renato non li interrompe

RENATO: Ragazzi!!! Non sono innamorato di Laura, tanto meno di Loredana

Mario e Gianni rimangono a bocca aperta

MARIO: Sonia?

RENATO: Mmmm

Gianni e Mario si guardano perplessi e imbarazzati

RENATO: Che c? Ho detto qualcosa che non va? Bhe? Andiamo ragazzi, cos mi fate stare in Pena

Mario e Gianni scoppiano a ridere e iniziano a spintonare per gioco Renato urlando frasi di gioia

RENATO: Ahhahahahah che bastardi

MARIO: Complimenti fratello, hai scelto proprio il pezzo migliore

RENATO: Lhai detto, meravigliosa

GIANNI: Gran pezzo diops, ora non lo posso pi dire

RENATO: Ahhh puoi dire quello che vuoi, ora per ho bisogno di voi

MARIO: Tutto quello che vuoi

RENATO: Ecco, vorrei scriverle una lettera damore, mi aiutate?

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V.F.C. : Restammo senza parole. Per un attimo il cuore ci si ferm. Quel ragazzo di strada, spavaldo e selvaggio,improvvisamente si scopriva bambino sconvolgendo le nostre misere esistenze non solo con giochi di prestigio da illusionista ma soprattutto con una purezza danimo che da tanto tempo non incontravo pi sulla mia strada.

Buio

Luce sulla stanza delle ragazze che stanno provando

LAURA: Ragazze, scusate ma non riesco a concentrarmi

LOREDANA: Ti devi sforzare, tra due settimane abbiamo il debutto

SONIA: Loredana ha ragione, il direttore stato categorico e non abbiamo pi tanto tempo, ripartiamo dal tuo monologo.

LAURA: Sie se gli scrivessi una lettera? Ragazze non mi guardate cos

LOREDANA: Magari con un sottofondo degli Spandau Ballet

SONIA: Io preferisco i Duran Duran, hai mai mangiato un panozzo da Burghy con il sottofondo di wild boys?

LOREDANA: Quale Burghy?

SONIA: Quello in piazza Cordusio a Milano

LOREDANA: Piazza Cordusio, non ci sono mai stata, dicevano che pieno di tamarri con le Timberland

SONIA: Io ero una di quelli

LOREDANA: Te la passavi bene allora

LAURA: Ragazze, allora? Mi aiutate?

V:F:C: Le ragazze aiutarono Laura a scrivere la lettera per Renato mentre noi aiutammo Renato a scrivere la lettera per Sonia, entrambe ci dimenticammo delle prove.

Luce sulla camera dei ragazzi. Renato seduto ad un banco con carta e penna.

RENATO: Ragazzi, allora? Cosa devo scrivere?

GIANNI: Ci penso io

MARIO: Siamo apposto

GIANNI: Scrivi! Nellambito di una considerevole fierezza dislocata sul territorio

MARIO: Ma che cazzo stai dicendo? Sembra che stai scrivendo una lettera al ministero

GIANNI: Io le lettere damore le ho sempre iniziate cos

MARIO: E si vedema quante donne hai avuto in vita tua?

GIANNI: Due

MARIO: Si, la mamma e la sorella

GIANNI: Ti sei dimenticato la nonna

MARIO: Record! Un rubacuori, a te Rodolfo Valentino ti fa una pippa

RENATO: Ragazzi!!! La mia vita sta andando in pezzi e voi mi lasciate solo discutendo su chi se n fatte di pi?!

GIANNI: Ha ragione, la sua vita sta andando in pezzi, aiutalo, io mi metto qui buono buono

MARIO: Ecco bravosci, cha...se non ci penso io qui. Scrivi! Illustrissima signora

Gianni e Renato scoppiano a ridere sfottendo Mario che prima si offende e poi si mette a ridere con loro

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LULTIMO RE DI SPADE

RENATO: Scusa Mario (ridendo) ma non ce la faccio pi, era una vita che non ridevo cos

MARIO: Va bene, cerchiamo di riprendere il controllo senn la tua Sonia se la prende qualcun altro

RENATO: Hai ragione, allora? Dicevamo?

Buio

Luce sulla camera delle ragazze

LAURA: Ragazze ci siamo, ve la rileggo

Laura legge ad alta voce la lettera scritta per Renato

Caro Renato, questa una notte un po particolare per me, una notte di quelle nelle quali il cuore ti batte forte per lemozione, la mente si offusca e i brividi lungo la schiena tolgono il respiro. Da quando ti ho visto, la mia vita cambiata. Semplicemente hai riportato il sole dentro me e dentro ai miei occhi. Credo di amarti, forse un po presto ma la verit che non riesco pi a controllare le sensazioni che provo quando ti penso. Tu, il mago delle carte, il mio mago, il mio stregone, bello e dannato. Mi manchi tanto. Spero tuaLaura

LAURA: Che ve ne pare? La butter nel cesso?

SONIA: Che ce ne pare? Labbiamo scritta noi!

LOREDANA: E smettila! Non vedi come soffre?

SONIA: Bhe anche io soffro! Non solo lei!

LAURA: Perch soffri?

SONIA: Perchperchti invidio, sei cos innamorata, solare, hai cambiato colore del viso, sei molto fortunata

LAURA: Dici?

SONIA: Ma sioggi sei pi bella del solito

LAURA: Grazie, sei un tesoro, per un attimo ho pensato che tutto questo ti desse fastidio

SONIA: Figurati

LOREDANA: Bene ragazze, ed ora scatta loperazione postino, chi lo fa?

LAURA: Io non ci penso minimamente

LOREDANA: Io non mi avvicino nemmeno a quei selvaggi

Laura e Loredana si girano insieme verso Sonia e la chiamano insieme

LAURA/LOREDANA: Sonia???

SONIA: No ragazze, non se ne parla nemmeno, ma perch sempre io devo fare ste cose???

LOREDANA: Perch sei la pi piccina del gruppo, ora fai silenzio e ascolta le istruzioni

Buio

Luce sulla camera dei ragazzi, Mario crollato sul letto, Gianni e Renato sono intenti a scrivere

RENATO: Cara Sonia

GIANNI: Guardalo lGiacomo Leopardi de no artri, senti che musica

RENATO: E un bravo ragazzo

GIANNI: E il migliore

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LULTIMO RE DI SPADE

RENATO: Lo conosci da tanto?

GIANNI: Quanto basta per fidarmi di lui

RENATO: Perch finito qui dentro?

GIANNI: Eroina, una brutta storia, la ragazza morta di overdose, era con lui quando morta

RENATO: Per non sembra triste

GIANNI: In realt solo forte, dovevi vederlo allinizio, passavamo intere giornate senza parlare, poi si girava contro il muro e parlava da solo rivolgendosi alla sua ragazza, allora attaccava a piangere dicendo che voleva la mamma

RENATO: Per quanto tempo andato avanti?

GIANNI: Tre mesi, ogni giorno cos. Poi grazie al direttore che lha curato come un figlio ne venuto fuori

RENATO: E una brava persona il direttore

GIANNI: Siamo fortunati qui dentro, non si sta poi cos male, tu ti sei anche innamorato

RENATO: Si, e in due ore abbiamo scritto solo cara Sonia.

GIANNI: Ecco, il resto scrivetelo da solo, io me ne vado a dormire

RENATO: Lo sapevo che anche tu mi avresti lasciato da solo, bellamico che sei, devo fare tutto io, vai vai

GIANNI: Buonanotte

RENATO: Se sebuonanotte

Renato riprende a scrivere la lettera per Sonia

RENATO: Cara sonia

V.F.C: Renato si impegn tutta la notte per scrivere la lettera alla sua amata Sonia dimenticandosi cos le prove e la promessa fatta al direttore, quella ragazza gli aveva fatto perdere la testa e gli aveva ridato la speranza

Buio

Luce sulla camera delle ragazze

LOREDANA: Stamattina il direttore ci fa un culo cos

LAURA: Perch?

LOREDANA: Perch inizier a fare domande sulle prove dello spettacolo e non abbiamo provato Niente

LAURA: Vuoi dire che colpa mia? Che non mi dovevo innamorare perch devo fare lo spettacolo?

SONIA: Cominciate a litigare? Mi fate venire il mal di testa

LAURA: Tu pensa a consegnare la lettera

SONIA: Altrimenti?

LAURA: Altrimenti Renato non sapr mai che lo amo

SONIA: Fottiti

LOREDANA: Che stronza

LAURA: Dai andiamo che gi tardi, oggi sar una gran giornata, vi aspetto fuori

SONIA: Ehi Lori

LOREDANA: Si?

SONIA: Ti dispiacerebbe dare la lettera a Renato al posto mio?

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LULTIMO RE DI SPADE

LOREDANA; E perch?

SONIA: E difficile da spiegare, forse un giorno capirai, o forse no, non importa, mi aiuti o no?

LOREDANA: Dai qua, scema! Ci penso ioma tu non me la conti giusta

SONIA: E che sono un po timida

LOREDANA: Sarandiamo.

Le ragazze escono dalla stanza. Buio. Luce sulla camera dei ragazzi.

MARIO: Porca miseria quanto tardi, oggi il direttore ci fa un culo cos

RENATO: Perch?

GIANNI: Perch non abbiamo ancora provato niente

RENATO: Ora volete dire che colpa mia perch mi sono innamorato?

MARIO: E colpa nostra che ti diamo ascolto

RENATO: Tranquilli ragazzi, guardate un po sotto il cuscino cosa c?

GIANNI: Un asso

RENATO: Esatto, io ho sempre un assosotto il cuscino

MARIO: Ma pure di notte fai ste stronzate invece di dormire?

RENATO: Che brontoloni

GIANNI: Dai muoviti

RENATO: AhMarioavrei bisogno di un favore

MARIO: Dimmi

RENATO: Dovresti consegnare tu la lettera per Sonia

MARIO: Ma neanche morto, perch io?

GIANNI: Perch ieri sera ti sei addormentato per primo, devi pagare pegno

MARIO: Siete due stronzi, me la pagherete

I ragazzi iniziano a giocare tra di loro spintonandosi

V.F.C: Improvvisamente le nostre giornate iniziavano cos, magia, buonumore, insulti fraterni, larrivo di Renato aveva praticamente cambiato le nostre vite, era un tipo davvero imprevedibile e nessuno di noi poteva immaginare quello che da l a poco avrebbe tirato fuori da quel misterioso mazzo di carte.

Buio

Luce sulla sala delle riunioni. Sono gi tutti seduti, entra il direttore.

DIRETTORE: Buongiorno ragazzi, scusate il ritardo. Cominciamo subito con la preghiera del Mattino.

Preghiera

Ave o Maria, piena di grazia, il signore con te, tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto del seno tuo Ges. Santa Maria, madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso nellora della nostra morte. Amen

DIRETTORE: Molto bene ragazzi, Mario e Loredana, come vanno le prove dello spettacolo?

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LULTIMO RE DI SPADE

RENATO: Molto bene signor direttore

DIRETTORE: Perch rispondi tu?

RENATO: Perch oggi, io e i ragazzi avremmo una proposta da farle che non potr rifiutare

DIRETTORE: Sentiamo

RENATO: Ecco signor direttore, avremmo pensato di unire le forze, uomini e donne e di fare uno spettacolo unico, insieme, una novit assoluta per la nostra comunit, che ne pensa?

DIRETTORE: Penso che ne abbiamo gi parlato e la risposta no

RENATO: Ma via direttore, siamo tutti daccordo ed entusiasti per questo

DIRETTORE: E cos? Vi siete messi daccordo senza dirmi niente?

LOREDANA: Pensavamo di farle una sorpresa signor direttore

DIRETTORE: Bene, di questo ne riparleremo. Esentiamo, avreste gi pensato a qualcosa da proporre?

RENATO: Ma certamente. Vede direttore, questa notte non riuscivo a dormire, fino a che non ho consultato questo prezioso mazzo di carte ed ho trovato la soluzione. Ora guardi nel suo taschino e mi dica cosa vede

DIRETTORE: E una carta bianca, che significa? Ahora ho capito.

RENATO: Faremo a modo mio, faremo un ballo, una coreografia sulle note di una canzone, un

pezzo rock dei Dokken: just got lucky.

MARIO: Direttore, chiedo scusa ma a questo punto, se siamo tutti daccordo vorrei parlare da solo con Loredana, essendo noi i responsabili dei gruppi.

LOREDANA: Ottima idea! Volevo dire che sono daccordo.

DIRETTORE: Inutile dire che tutto questo non finisce qui, assister a tutte le prove. Ovviamente lo spettacolo dovr riuscire alla perfezione, altrimenti potrete dimenticarvi di tutti i privilegi concessi dal sottoscritto. Basta ritardi, comizi in casetta e luci accese fino a tardi. Questo il pegno da pagare, se a voi sta bene. Andiamo.

RENATO: Ahdirettore, dovrebbe ridarmi la carta

DIRETTORE: Ahsi, hei ma questo un Re di picche. Dov la carta bianca???

RENATO: Cercava questa, direttore?

DIRETTORE: Disgraziato, un giorno o laltro mi farai impazzire, fuori di qui!

Escono tutti tranne Mario e Loredana

LOREDANA: Senti, non abbiamo molto tempo, per cui verr subito al dunque.

MARIO: Giusto. Lo spettacolo.

LOREDANA: Ma quale spettacolo?!?! Devo darti una lettera per Renato

MARIO: Anche io ho una lettera da parte di Renato

LOREDANA: Davvero? Per chi?

MARIO: Per Sonia

LOREDANA: Sonia???

MARIO: Si, Renato innamorato perso, letteralmente impazzito, non puoi capire, non si vive pi in casetta

LOREDANA: Ahche bello

MARIO: La lettera per lui da parte di Sonia, vero? Si amano

LOREDANA: Veramenteno

MARIO: Come no? E di chi ?

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LULTIMO RE DI SPADE

LOREDANA: Edi Laura

MARIO: Laura???

LOREDANA: Mmm

MARIO: E ora? Senti, noi dobbiamo pensare allo spettacolo, Renato andato fuori completamente, parla da solo, che cavolo gli raccontiamo al direttore?

LOREDANA: E io che ne so? Laura da qualche giorno recita poesie damore guardando per aria, ha smesso anche di russare, come glielo dico che Renato ama Sonia?

MARIO: Tu dai la lettera a Sonia, vedrai che capir

Rientra il direttore

MARIO: Occhio che sta arrivando, nascondi la lettera

DIRETTORE: Bene ragazzi, tempo scaduto, che nascondete l dietro?

MARIO: Niente

DIRETTORE: Prego, dare a me tutto quello che nascondete dietro vostre mani, al direttore non sfugge nulla. Grazie! E queste cosa sono?

LOREDANA: Due lettere damore, una per Renato da parte di Laura e laltra per Sonia da parte di Renato

DIRETTORE: Ancora Renato! Maledetto il giorno che ti ho incontrato! Cosa stanno combinando quei due?

MARIO: Quei tre vuole dire, Laura ama Renato ma Renato ama Sonia.

DIRETTORE: Ma che ci trover Laura in quel biscazziere da quattro soldi? Sentite ragazzi, capisco la situazione e far finta di non aver visto niente, riprendete le vostre lettere ma fate in modo che questa cosa non vada ad incidere sul lavoro finale, non sono contrario allamore, penso sia la medicina migliore, anche se forse il luogo non molto adatto, voi per cercate di gestire la situazione nel modo migliore, soprattutto con Laura, non vorrei avesse una ricaduta

LOREDANA: Non si preoccupi direttore, voglio bene a Laura, sapr come prenderla

DIRETTORE: E tu, cerca di tenere a freno quel terremoto

MARIO: Stia tranquillo direttore, un bravo ragazzo

DIRETTORE: Bene, di a quel bravo ragazzo che oggi pomeriggio faremo una prima prova dello spettacolo qui in sala riunioni, voglio vedere cosa combiner, andate ora, a pi tardi.

Buio

Luce sulla camera delle ragazze. Entra Loredana

LAURA: Allora? Glielhai data la lettera?

LOREDANA: La lettera glielho data

LAURA: E che ti ha detto

LOREDANA: Anche lui mi ha dato una lettera da parte sua

LAURA: Per me??? E innamorato di me?

LOREDANA: La lettera me lha datasima non per te

LAURA: E per chi?

LOREDANA: Per lei

Attimi di gelo e di silenzio. Le ragazze si guardano in faccia smarrite

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LULTIMO RE DI SPADE

SONIA: Per me?

Sonia prende la lettera e la legge

LOREDANA: Sentimi dispiace, non doveva andare cos

LAURA: Non ti preoccupare, sto bene, invece doveva andare cos, la mia vita che sempre andata cos, unillusione durata attimi che sembrano eternit

SONIA: Ragazze, non so che dire, la situazione molto imbarazzante

LAURA: Non dire niente, va da lui se lo ami anche tu e diglielo prima che sia troppo tardi

Laura e Sonia si abbracciano

LAURA: Ho bisogno del bagno, credo che ci metter un po

LOREDANA: Ahragazzeso che non il momento ma il direttore oggi vuole fare una prima prova dello spettacolo in sala riunioni, chiaramente saremo tutti

LAURA: Non ti preoccupare, affronteremo anche questa, ora vado, a dopo.

Laura va in bagno, Sonia e Loredana rimangono da sole

LOREDANA: Allora? Che mi dici?

SONIA: Che vuoi che ti dica? Sono felicissima, non vedo lora di correre da lui e abbracciarlo, stringerlo forte

LOREDANA: Tu eri innamorata di lui ma non hai detto niente, perch?

SONIA: Perch ancora una volta ero pronta a farmi da parte per unamica, perch Laura era diventata unaltra persona e non volevo deluderla, ora non so che fare

LOREDANA: Ora che sai che anche lui ti ama non puoi fartelo scappare

SONIA: E Laura?

LOREDANA: Speriamo le passi in fretta oppure il direttore ci manda tutti in galera

SONIA: Ma come faccio? Non posso andare in casetta da loro

LOREDANA: Troveremo il modo, lascia fare a me

Buio

Luce sulla camera dei ragazzi. Mario entra in camera

MARIO: Allora barboni, sveglia! Cos questa apatia?

RENATO: Allora? Le hai dato la lettera?

MARIO: Glielho data, glielho datastai calmo

RENATO: E che ti ha detto?

MARIO: Che sei uno stronzo

RENATO: Dai avanti, dimmi cosa ti ha detto

MARIO: Sorpresa!

GIANNI: Non ci credo

RENATO: Nemmeno io, una lettera per me?

MARIO: Vuoi che te la leggo io? Prendi sta lettera! E tua

Renato legge la lettera ad alta voce e alla fine si accorge che la lettera di Laura 19


LULTIMO RE DI SPADE

RENATO: Laura???

GIANNI: E uno scherzo?

MARIO: No, accidenti a voi! Non uno scherzo

RENATO: Quindi vuol dire che Sonia non mi ama

GIANNI: Questo dovrai scoprirlo tu

RENATO: Ma ovvio che non mi ama, non vorr fare un torto alla sua amica, sono rovinato, chiama il direttore e digli che non si fa pi niente, che lo spettacolo annullato

MARIO: Dai smettila con queste cazzate

RENATO: No basta, basta! Voglio dormire e basta

MARIO: Giach dammi una mano, tiriamolo su

GIANNI: Ascolta, Mario ha ragione, adesso ti tiri su e ti dai una calmata, magari anche Sonia innamorata di te, dobbiamo solo scoprirlo

RENATO: E voi mi aiuterete?

MARIO: Si

RENATO: Sarete sempre sempre con me?

GIANNI: Siamo amici da una vita

MARIO: Ma se lo conosci da una settimana

GIANNI: Va bhe adesso non star li a guardare i capelli

RENATO: Grazie ragazzi, senza di voi non ce lavrei mai fatta

MARIO: Ma se ancora non abbiamo fatto niente

GIANNI: Daiii

MARIO: Ah porca miseria, mi sono dimenticato! Il direttore vuole che oggi proviamo tutti insieme lo spettacolo! Ohhh! Hai capito? Sveglia! Non ci puoi mollare adesso! Quello ci mette su una forca e ci spedisce in isolamento a vita

RENATO: Ditegli che il Re di spade stato usurpato del suo trono

MARIO: Io vado a parlare con le ragazze, non ce la faccio a vederlo cos

GIANNI: Ma sei matto? Non si pu, vietato, se ti beccano finiamo tutti nei guai

MARIO: E tanto peggio di cos, devo farlo, devo chiarire questa situazione, poi studieremo il da farsi.

Buio

Luce sulla camera delle ragazze. Si sente bussare

LOREDANA: E chi sar adesso?

SONIA: Un controllo?

LOREDANA: Chi ?

MARIO: Aprite, sono Mario

LOREDANA: Mario??? Ma sei impazzito??? Che ci fai qui??? Se ti beccano siamo rovinati

MARIO: Fammi entrare, devo chiarire una situazione con Sonia. Laura dov?

LOREDANA: E in bagno a piangere

MARIO: Appunto. Qui la situazione drammatica. Renato sdraiato a terra convinto che tu non lo ami, senza di lui siamo fottuti, il direttore stato chiaro. Lui pazzo di te, completamente uscito di senno,e tu?

SONIA: Anche io lo amo

MARIO: Dio ti ringrazio, non ci posso credere che sia vero, ora vado a dirglielo e oggi vi vedrete alle prove

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LULTIMO RE DI SPADE

LOREDANA: Va bene ma ora vattene pazzoide che non sei altro

MARIO: Andate accagare tutti

Buio

Luce sulla camera dei ragazzi

GIANNI: Allora? Ti ha visto qualcuno?

MARIO: Lo scopriremo tra poco. Ohhh!!sveglia! ho parlato con Sonia

RENATO: E allora?

MARIO: E innamorata di te

RENATO: Stai scherzando? Non mi prendi in giro, vero?

GIANNI: Ce lhai fatta amico, vieni qui fatti abbracciare

RENATO: Lei mi ama! lei mi ama!!lei mi amaaaa!! dobbiamo festeggiare!

GIANNI: Ma non abbiamo un cazzo da bere

RENATO: Non importa! il giorno pi bello della mia vita, grazie amici, grazie!!

VFC: E anche questa impresa era fatta, non avrei mai pensato fino a quel momento di poter rischiare tanto per un amico sofferente damore. Rimasi qualche istante in un angolo a guardare Renato riprendere gioia e colore abbracciando Gianni come fosse un vecchio amico dinfanzia. Piano piano, grazie a Renato cominciavo a riscoprire le piccole cose e le gioie della vita

Buio. Luce sulla sala delle riunioni. Il direttore in sala e attende larrivo di Renato. Entra Renato.

RENATO: Mi ha fatto chiamare, direttore?

DIRETTORE: Ah si, vieni vieni, accomodati, come stai ragazzo?

RENATO: Bene, ma che succede? Dovevamo provare tutti insieme

DIRETTORE: Si certo, sta tranquillo, volevo solo scambiare due chiacchiere con te prima dellinizio delle prove.

RENATO: Mi dica

DIRETTORE: Dunque, vediamo un poperdonami, non so neanche da che parte cominciare.

RENATO: Direttore, noi avremmo le prove, non abbiamo molto tempo

DIRETTORE: Sigiusto. Tu ormai sei qui da qualche giorno e hai portato diciamoun certo scompiglio tra i ragazzi da quando sei arrivato

RENATO: Non capisco

DIRETTORE: Sia chiaro, in senso positivo. I ragazzi ti adorano, le ragazze impazziscono per te, e io divento matto nel cercare di capire quei maledetti trucchi con le carte che mi tolgono il sonno. La domanda : quanto durer tutto questo? Quanto durer questa illusione? Questo sogno senza risveglio nel quale si sono immersi tutti i tuoi compagni, dove sar il Re di spade quando si risveglieranno soli vedendo tutte le loro speranze andare in fumo?

RENATO: Io non sono un missionario, signor direttore. Io sono solo me stesso. Non possiamo cambiare quello che siamo, non posso reprimere quello che sono perch lei ha paura di deludere i suoi ragazzi. Dovrebbe ringraziarmi signor direttore, sto facendo miracoli senza neanche un po di fatica e soltanto usando le parole giuste, solo infondendo speranza e voglia di uscirne.

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LULTIMO RE DI SPADE

DIRETTORE: Vedi, tu sei un bravo ragazzo e una grande risorsa per il nostro istituto. In pochi giorni hai restituito loro il sole e la voglia di vivere , cosa che a me non era mai riuscita in tanti anni di lavoro, tu ora sei il loro Re, e loro i miei ragazzi, non me li deludere, non lo potrei sopportare

RENATO: Non si deve preoccupare di questo, io le ho promesso su questo mazzo di carte che avrei messo in piedi lo spettacolo e restituito il sorriso ai miei compagni, per me non c niente di pi importante di un mazzo di carte

DIRETTORE: Certooggi sono 9 mesi che morto Stefano. 9 mesi che lo sogno tutte le notti, sai, la cosa strana che nel sogno riesco a salvarlo, riesco a fermarlo prima che prenda quel maledetto motorino. Allora lui mi guarda e mi dice: Pap, lasciami, devo andare, io devo andaremi stanno aspettando. Io al momento non capisco ma poi gli dico: E troppo presto per andare via, tu devi rimanere con il tuo pap. Allora lui mi abbraccia, mi bacia e mi dice: Oggi sei pi bello del solito, c una luce strana nei tuoi occhi, ti voglio bene pap, grazie per avermi fermato. E cos si salva, ogni notte lo stesso sogno. Poi mi sveglio e prendo in mano la foto di lui sul motorino, gliela scattai appena comprato, era cos felice. Qualcuno una volta disse:

La felicit dura un istante, dobbiamo solo imparare a catturarlo. Quello il momento pi felice che ricordo.

RENATO: Mi dispiace tantissimo per suo figlio, signor direttore. Non si deve preoccupare per quei ragazzi, non sono soli, non li ha lasciati andare, lei ora li ha fermati e li ha fatti scendere dal motorino, stia tranquillo. Facciamo cos,se esce lasso di cuori, lei

dovr dimenticare tutta questa tristezza, i ragazzi stanno per entrare, non voglio che la vedano cos.

DIRETTORE: Ok, ci sto.

Renato fa scorrere le carte, il direttore gli da lo stop e proprio in quel punto c lasso di cuori.

RENATO: Ahhh ce lho fatta, ho vinto io, basta tristezza per oggi, ricacciamola allinferno.

DIRETTORE: Perch proprio lasso di cuori?

RENATO: Perch sono innamorato signor direttore

DIRETTORE: Sonia?

RENATO: Sima lei come fa a saperlo?

DIRETTORE: Ho parlato con i tuoi compagni mentre si scambiavano le lettere.

RENATO: Io e Sonia ci amiamo, il problema che anche Laura innamorata di me e io non voglio che soffra, che posso fare?

DIRETTORE: Non saprei, anche se Laura ti sta a cuore devi fare solo quello che senti dentro Veramente, se tu e Sonia vi amate dovr farsene una ragione, la vita crudele caro mio e noi stiamo perdendo tempo in chiacchiere, abbiamo uno spettacolo da preparare

RENATO: Mi ha preparato la musica che le ho richiesto?

DIRETTORE: Si, non stato facile ma alla fine ce lho fatta, vuoi davvero usare questa roba? Mi distrugge le orecchie

RENATO: Direttore, lei non capisce niente di musica, i Dokken sono licona Rock degli anni 80, dopo gli Europe naturalmente

DIRETTORE: Io spero passino in fretta questi anni 80, non ne posso pi di permanenti e vestiti Strampalati, i tempi di Claudio Villa e Luciano Tajoli, quelli erano anni seri dove si lavorava e basta.

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LULTIMO RE DI SPADE

RENATO: Ancora con Claudio Villa, vado a chiamare i miei compagni

DIRETTORE: Ecco bravo, datti da fare e fa presto

Entrano le ragazze

LOREDANA: Direttore, noi siamo pronte per le prove, dove sono i ragazzi?

DIRETTORE: Stanno per arrivare, voi come state?

LAURA: Bene, benissimo, alla grande, non potremmo stare meglio

LOREDANA: Laura calmati, stai tranquilla

LAURA: Ma che ho detto?

Entrano i ragazzi

MARIO: Eccoci, ci siamo anche noi

Attimi di imbarazzo

DIRETTORE: Bene, possiamo cominciare allora, ragazzi, vi lascio nelle mani di Renato, io ovviamente rimarr qui a guardarvi, buon lavoro.

RENATO: Grazie direttore. Allora ragazzi, siete pronti?...si. Bene, il nostro spettacolo sar una bellissima coreografia, chiss cos una coreografia? Gianni?

GIANNI: Una coreografia come un coro con un insieme didi

RENATO: Di? La coreografia un ballo, un ballo a tempo di musica e di passi ben precisi. Ora vi far ascoltare la canzone che far da colonna sonora alla nostra coreografia. Ho bisogno di unassistente, dunque la mia assistente sar, sarvediamo un poSonia.

LAURA: E te pareva, gli serviva lassistente e guarda caso indovina chi ha scelto

RENATO: Silenzio l dietro, sento tutto. Molto bene. Sonia mi seguir passo passo e mi aiuter nel Montaggio. Sonia, fa partire la musica.

Sonia fa partire la canzone, Renato inizia a mimare i gesti e i passi della coreografia, intanto dietro si crea il movimento della prova legato allo sgomento inziale. Fine musica

RENATO: Allora? Che ve ne pare?

LAURA: Una figata! Perch mi guardate cos? Non sono ironica, hai per caso bisogno di una seconda asistente?

RENATO: No Laura, quella che ho mi basta

MARIO: A me piace, dico davvero, la musica piena di energia e i passi non sono poi cos difficili

LOREDANA: Sei serio?

MARIO: Ma certo! Renato, unidea geniale

LOREDANA: Gianni? Che ne pensi?

GIANNI: Io torno in camera

Gianni esce

MARIO: Gianni!

DIRETTORE: Lasciatelo andare, gli passer. Sentite ragazzi Lidea non male, il tempo poco, io tra una settimana lo voglio vedere finito, ora tornate nelle vostre stanze che quasi ora di dormire.

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LULTIMO RE DI SPADE

MARIO: Buonanotte ragazzi

LOREDANA: Buonanotte, a domani

RENATO: Ah direttore, io avrei bisogno di qualche minuto per parlare con la mia assistente

Laura rimane nellangolo a fissarli

DIRETTORE: Prego, fate pure

RENATO: Mmmda soli

DIRETTORE: Daccordo! Ma solo un paio di minuti

LOREDANA: Vieni Laura, andiamo via.

Renato e Sonia rimangono da soli

RENATO: Senti, io non so cosa si dice in certi momenti, sono bravo con le carte ma non con le Parole

SONIA: Allora sta zitto, non dire niente e baciami

V.F.C.: Renato e Sonia vissero i due minuti pi intensi della loro vita fino al break del direttore che interrompeva quel momento meraviglioso. Solo due minuti per tornare alle loro stanze e alle loro vite con il cuore pieno di gioia. Renato corse in camera per condividere con gli altri quanto gli stava accadendo ma fu tutto inutile. La vita in comunit dura, imprevedibile e spesso il passato ti ripiomba addosso come un macigno nel cuore della notte

Buio. Luce sulla camera dei ragazzi. Entra Renato

GIANNI: Mi avete rotto il cazzo tutti! Andate vaffanculo tutti!!

RENATO: Ma che succede? Vi si sente fino a fuori

MARIO: Non lo so, sono arrivato in camera e stava gi urlando come un pazzo

GIANNI: Andate vaffanculo, voi, la vostra comunit di merda, il vostro spettacolo del cazzo

RENATO: Oh senti calmati adesso, vuoi che ti senta anche il direttore?

GIANNI: Affanculo anche il direttore. E levati dalle palle pure tu, non ho bisogno che un bulletto di periferia mi dica quello che devo fare facendomi saltellare come un travestito

Gianni prende per il collo Renato

GIANNI: Ti piacciono i travestiti?!?! Vai a Porta Palazzo, l pieno di travestiti come te

I due si strattonano e interviene Mario

MARIO: Oh calma!! Fermatevi!! Ma che siete, pazzi?!? Le mani addosso tra amici

GIANNI: Io non sono vostro amico! Chi cazzo vi conosce? Chi?? Marco era mio amico e adesso

se ne andatoe io non so nemmeno dove cazzo finito, ecco come finiscono gli amici,

prima ti ci affezioni e poi te la mettono nel culo, perci io non voglio diventare vostro

amico, non voglio correre questo rischio, nessuno di voi due me lo metter al culo, non

provateci nemmeno a volermi bene o giuro che vi spacco la testa quanto vero Iddio.

Allora? Avete qualcosa da dire? Bene. E ora andate fuori dai coglioni che devo dormire.

RENATO: Ma questa anche la nostra stanza, piove a dirotto, dove andiamo a dormire?

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LULTIMO RE DI SPADE

GIANNI: Andate affanculo sotto lacqua, non me ne frega un cazzo

MARIO: Vieni, usciamo, lasciamolo solo

RENATO: E dove andiamo?

MARIO: Io ho unidea

Buio.Si sente bussare

LOREDANA: Maho sentito bussare oppure sono io rincoglionita?

SONIA: Dormi rincoglionita

Bussano ancora

LOREDANA: Oddio, chi a questora?

Luce sulla camera delle ragazze. Loredana si alza per andare ad aprire

LOREDANA: Chi ?

RENATO: Siamo noi, rincoglionita, apri che piove!

LOREDANA: Ma che cazzo ci fate a questora di notte? Non siete tutti, manca Gianni

MARIO: Gianni ha dato i numeri stasera

RENATO: Ci ha praticamente cacciato di casa

SONIA: Oddio, stai bene tesoro?

RENATO: Si, apparte un piccolo spavento

LOREDANA: Ma che gli preso?

MARIO: Ha avuto un crollo, un momento di crisi.

LOREDANA: Pensi possa centrare lastinenza da alcool?

MARIO: Non credo, penso abbia paura di perdere di nuovo gli amici pi cari, lui cos, quando si affeziona a qualcuno ha sempre il timore di perderlo, del resto tutta la sua vita stata cos.

SONIA: Ragazzi scusate ma io sono stravolta e vorrei andare a dormire, voi state pure su se volete tanto come tocco il letto crollo

RENATO: Ma Laura dorme sempre cos?

LOREDANA: Zitto! Non la nominare che ancora non ha iniziato a russare, se attacca il concerto son cazzi per tutti

LAURA: Vi sento, merde che non siete altro, domani mattina vi denuncio tutti al direttore, vi faccio sbattere in isolamentomaledetti, tutti accoppiati tranne me, infami!

MARIO: Ma noi non siamo una coppia

LAURA: Mi sa che tu sei pi addormentato di me, buonanotte.

SONIA: Noi avremmo da dirci delle cose in privato, ci aggiorniamo domani mattina

MARIO: Se lo viene a sapere il direttore siamo morti

V.F.C: Io e Loredana parlammo tutta la notte, non sapevamo niente luno dellaltra e mentre ci raccontavamo le nostre misere vite e tutte le disavventure vissute, una domanda risuonava in me costantemente: perch ci hanno impedito di venire a contatto per tutto questo tempo? Come sarebbe stato diverso il nostro recupero se ci fossimo conosciuti prima, se ci fossimo parlati fin da subitoma questo non era possibile, le regole della comunit lo vietavano, ora per qualcosa stava cambiando e da quella notte avevamo il pieno controllo della situazione.

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LULTIMO RE DI SPADE

Buio. Luce sulla camera dei ragazzi

V.F.C: La mattina seguente scappammo come topi, se il direttore ci avesse trovati in camera delle ragazze sarebbe stata la fine, dovevamo riprendere le prove dello spettacolo ma prima avevamo da chiarire una questione molto importante

Luce sulla camera dei ragazzi

MARIO: Permesso

GIANNI: Avanti, avanti! anche camera vostra, no?

RENATO: Hei giachcome stai fratello?

GIANNI: Una merda, non si vede? Come andata con le ragazze? Ve la siete spassata?

RENATO: Aha proposito di questo, volevo dirti che rimasta una sola ragazza libera

GIANNI: E chi sarebbe?

RENATO: Laura

MARIO: Hei aspetta un momento, come sarebbe una ragazza libera?

GIANNI: Gie Loredana?

RENATO: BheLoredanase l pippata questo pisellone!!

GIANNI: Ma che bastardi, fate le orge e non mi dite un cazzo!

MARIO: Hei hei!! Calma! Prima di tutto non c stata nessuna orgia e poiio e Loredana abbiamo solo parlato

RENATO: Ahahah solo parlato, ha ragione Laura, sei pi addormentato di lei

MARIO: Perch tu cosa avresti fatto con Sonia?

RENATO: Io? Lo capirai tra poco, 5 secondi e qualcuno busser a quella porta

Passano i 5 secondi e si sente bussare, i ragazzi si guardano in faccia sbalorditi

GIANNI: Tu lo sapevi che qualcuno avrebbe bussato, vero?

RENATO: No, giuro!

MARIO: Tu gli credi a questo qua?

RENATO: Va bhe, vediamo chi

Renato e Mario si avvicinano alla porta e trovano a terra una busta

MARIO: Una lettera, per chi sar?

RENATO: Apriamola e scopriamolo

MARIO: Ma perch devi aprirla tu?

RENATO: Chi linnamorato qui tra noi due?

MARIO: Va bhe dai vediamo che c scritto

RENATO: Hei per me

GIANNI: Leggi ad alta voce barbone!

RENATO: Col cazzo! Queste sono cose riservate! Va bhe dai, visto che siamo amici ve la leggocos creperete di invidia ahahaha

MARIO: Che bastardo

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LULTIMO RE DI SPADE

Renato legge la lettera

Caro Renato,

ti scrivo perch gi mi manchi, ti scrivo per sentirti pi vicino perch da quando ti conosco hai cambiato la mia vita. Non faccio altro che pensare a te, a noi, alla voglia di stare insieme, come la notte appena trascorsa. Far di tutto per starti accanto, non mi importa di niente e di nessuno, ora che sei mio la mia vita a di nuovo un senso, grazie di esistere. Sonia.

RENATO: Avete sentito che belle parole, innamorata di Renato

GIANNI: Mario, guarda l per terra, c una lettera anche per te da parte di Loredana

Gianni e Renato scoppiano a ridere insieme

MARIO: Ma vaffanculo, sfottete pure, adesso vi faccio vedere che andiamo in sala prove ed l che mi aspetta con una bella lettera molto pi romantica della tua

RENATO: Oh ragazzi le prove! Dobbiamo andare, tardissimo

MARIO: Oh andiamo ragazzi, il direttore ci inchiappetta

RENATO: Me lo inchiappetto io il direttore, oggi non ho paura di nessuno!

Buio

Luce in sala prove. Le ragazze sono gi pronte e attendono i ragazzi insieme al direttore

DIRETTORE: Eccoli qui! Ma si pu sapere dove eravate finiti?!?

MARIO: Direttoreeravamo in casetta, ci stavamo preparando

DIRETTORE: E pi di mezzora che vi aspetto insieme alle ragazze, la prossima volta vengo in casetta e vi prendo a calci nel culo tutti e tre, chiaro?

I ragazzi abbozzano una risposta a testa bassa

DIRETTORE: Bene, cominciate a prepararvi, io arrivo subito

Il direttore esce

LOREDANA: Disgraziati, abbiamo rischiato il linciaggio per colpa vostra

MARIO: Comera? Me lo inchiappetto il direttore, ma vaccagare!

RENATO: Sta zitto ritardato

LOREDANA: Ragazzi cos non va bene, quello che successo stanotte stato un errore, non succeder pi

LAURA: Perch? Che successo stanotte?

GIANNI: Gi, che successo stanotte

LOREDANA: Niente, non successo niente

MARIO: Perch non urli un po di pi che magari il direttore non ti sente

Entra il direttore, attimi di imbarazzo

DIRETTORE: Che cosa dovrei sentire?

LOREDANA: Niente direttore, parlavamo della musica della coreografia

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LULTIMO RE DI SPADE

DIRETTORE: AhJust got Lucky dei Dokken, niente male ragazzi, dai posizioni e vediamo di portare a casa qualcosa di buono, ragazzi ormai ci siamo, manca pochissimo. Il tempo scaduto. Dai!

RENATO: Bene ragazzi, posizioni, Sonia vicino a me, Musica!

Parte la musica, i ragazzi provano molto bene la coreografia. Stop musica. I ragazzi urlano di Gioia sugli applausi entusiasti del direttore

Buio

Luce sulla sala delle riunioni. Il direttore solo e sta leggendo. Bussano alla porta.

DIRETTORE: Avanti!

RENATO: Sono io, direttore. Posso entrare?

DIRETTORE: Vieni, vieni! Non ti aspettavo ma entra pure. Prego accomodati. Volevi parlare con me?

RENATO: Si, avevo voglia di scambiare quattro chiacchiere e le confesso che fuori di qui non mi sono mai aperto cos tanto e forse credo sia la prima volta che mi innamoro in questo modo

DIRETTORE: Sonia?

RENATO: Si, lei fantastica, meravigliosa, unica. Ed molto innamorata di me.

DIRETTORE: Bhe, sono molto felice per voi ma io cosa potrei fare?

RENATO: Ho bisogno del suo aiuto, vorrei farle una sorpresavorreiavere la sala delle riunioni per noi, per stare un po insieme

DIRETTORE: Ma questo non si pu fare, contro le regole

RENATO: Andiamo direttore, da quando sono qui non abbiamo rispettato una sola regola, e vuole sapere la verit? Stiamo tutti meglio, siamo tutti pi sereni e pi amici. Io credo che il mondo sarebbe un posto migliore se ci fossero meno regole, meno imposizioni, pi amore, quello vero.

DIRETTORE: Va bene ma che ne sar se lo verranno a sapere gli altrie se la voce si sparge anche fuori da questo istituto, che figura ci farei con i miei superiori?

RENATO: Gli altri fanno il tifo per noi, glielo assicuro

DIRETTORE: Si ma non posso permettere che il mio istituto diventi una specie di bordello

RENATO: Stia tranquillo, sar un incontro romantico, solo per stare un po insieme

DIRETTORE: E quanto durer?

RENATO: Il tempo di una serata. Facciamo cos, se esce lasso di cuori quando lei mi dice stop, mi conceder questa serata.

DIRETTORE: No no, non mi freghi, sono sicuro che uscir lasso di cuori, non so come razza di imbroglione ma sono sicuro che mi stai fregando

RENATO: Allora proviamo

DIRETTORE: Daccordo

Il direttore e Renato fanno il gioco della forzatura ma non esce lasso di cuori

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LULTIMO RE DI SPADE

DIRETTORE: Ahhhhh ho vinto!! Ho vinto!! Non lasso di cuori!! Ti ho fregato! Hai perso! Ti sei giocato la tua seratina romantica ahhhhh, come godo!!!

RENATO: Ha vinto direttore, contento? Io torno in camera, grazie di tutto

DIRETTORE: Noaspetta, scusami, non volevo, perdonami! Avrai la tua serata, dai, non parliamone pi, unora per, non di pi, intesi?

RENATO: Grazie direttore, lei la persona migliore che abbia mai conosciuto, vedr, non se ne Pentir

DIRETTORE: Va bene, va bene, ora puoi andare

RENATO: A domani, alle 19?

DIRETTORE: Alle 19

RENATO: Grazieeee!!

Renato esce. Entra Loredana

LOREDANA: Mi scusi direttore

DIRETTORE: Mi dispiace ma la sala per domani sera gi occupata, povero me!

LOREDANA: La sala? Occupata? Ma che centra? Non volevo chiederle la sala

DIRETTORE: E allora che diavolo ci fai qua?

LOREDANA: Me lha detto lei di venire per farle un resoconto della situazione

DIRETTORE: Te lo faccio io un resoconto della situazione, va tutto alla grande, ora torna in camera, vai vai

LOREDANA: Bho, e poi dicevano che i matti siamo noi

DIRETTORE: Loredana!

LOREDANA: Si?

DIRETTORE: Ho bisogno di te

LOREDANA: Mi dica

DIRETTORE: Dovresti dire a Sonia che domani alle 19 la voglio vedere qui in sala prove

LOREDANA: Va bene, se non le serve altro, io andrei.

DIRETTORE: Buonanotte

LOREDANA: Notte

Loredana esce. Buio.

Luce su camera delle ragazze

LOREDANA: Laura?

SONIA: E in bagno

LOREDANA: Domani alle 19 il direttore ti vuole vedere in sala riunioni

SONIA: A me? E perch?

LOREDANA: Non so, non me lha detto, non siamo ancora cos in confidenza

Laura torna dal bagno

LAURA: Senti senti, ma come siamo nervose

LOREDANA: Nervosa io? E perch mai?

LAURA: E dalla notte passata con Mario che non ti si pu dire niente

SONIA: Laura ha ragione

LOREDANA: Quello stronzo non si pi fatto sentire

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LULTIMO RE DI SPADE

SONIA: Bhe, la mattina dopo non lhai trattato benissimo

LOREDANA: Ci credo, erano tutti in ritardo. Dite che dovrei fare qualcosa? Una lettera

LAURA: Mmm, non credo possa bastare, non mi sembra cos sveglio, laltra notte dormiva pi di Me

LOREDANA: Ma dai, smettila, stato carinissimo

SONIA: Lory innamorata, ragazzi che spettacolo, ora posso dormire felice e domani vedr il mio amoreee, notte ragazze

V.F.C: Loredana avrebbe voluto condividere lentusiasmo di Sonia ma non lo fece. Per una volta pens pi a se stessa e alla confusione che portava dentro al suo cuore. In quei giorni erano successe tante cose e iniziava a sentire come un senso di inquietudine e di smarrimento, in quel momento era lei ad aver bisogno daiuto.

Buio

Luce sulla camera dei ragazzi. Mattina, suona una sveglia.

RENATO: Sveglia ragazzi, un nuovo giorno, gi dalle brande!!

MARIO: Ma che ore sono

RENATO: Sono le 6 del mattino

GIANNI: E come mai sei cos euforico?

RENATO: Perch questa per me sar una grande serata

GIANNI: Ah si? E che succede? Lo spettacolo tra due giorni

RENATO: Ah niente di speciale, solo che questa sera ho appuntamento con Sonia

MARIO: Che significa ho appuntamento con Sonia?

RENATO: Significa che incontrer Sonia a sua insaputa, una sorpresa, mi raccomando, alle prove non fatevi scappare niente, mi fido di voi.

GIANNI: Fammi capire, tu incontrerai Sonia? Qui?

RENATO: Ma non qui, nella sala delle riunioni, io e lei da soli, Dio esiste!

MARIO: Ah bhe, nella sala delle riunioni, non qui

GIANNI: E tutto questo allinsaputa del direttore?

RENATO: Certo, il direttore ovviamente non sa niente, non mi avrebbe mai dato il permesso. Lei arriver pensando di avere un appuntamento con il direttore ed invece ci sar ad apettarla, romantico, no?

MARIO: Ma come farai a tenere occupato il direttore, voglio dire, per far si che non si accorga di Nulla

RENATO: Sono o non sono il Re di spade? Non vi preoccupate, incontrer la mia fidanzata senza che il dottor Magni si accorga di nulla

MARIO: Tu che dici?

GIANNI: Dico che la pace durata anche troppo ma dico anche che questo pazzo capace di tutto aspettiamo e stiamo a vedere

MARIO: Scommettiamo?

RENATO: Che?

MARIO: Scommettiamo il tuo mazzo di carte che il direttore questa volta ti becca

RENATO: Il mio mazzo di cartenon sai nemmeno tenerlo in mano

MARIO: Imparer, che ci vuole? Anzi, se vinco, oltre a prendere il tuo mazzo, dovrai insegnare a tutti e due a fare i tuoi giochetti

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LULTIMO RE DI SPADE

RENATO: I miei giochettisi chiamano fioriture, stesure, ventagli, cominciamo ad usare i termini corretti per favore, vado in bagno.

MARIO: Vai, vai! Fenomenobhe, che ne pensi?

GIANNI: Penso che quella scommessa non la vinceremo mai, troppo sveglio per giocarsi il suo mazzo di carte e non cos stupido da rischiare tanto

MARIO: Si in gamba

GIANNI: Io non mi ci metterei mai contro uno cos

MARIO: Ma si, una scommessina innocente, alla fine io e te non perdiamo niente

GIANNI: Dai muoviamoci prima che Loredana ci inculi unaltra volta

MARIO: E incredibile, una volta era il direttore ad incularci, ora dobbiamo avere paura di Loredanail mondo sta cambiando

GIANNI: Gi, tu invece rimani il solito fregnone

MARIO: Cio?

GIANNI: Lo vedrai stasera

Buio

Luce sulla sala delle riunioni. Sonia entra lentamente e aspetta intimorita il direttore

SONIA: C nessuno? Direttoreio sarei qui! Direttore!

Sonia si siede in attesa del direttore. Allimprovviso parte la canzone More than i can say. Sonia sobbalza dalla sedia ed entra Renato. Senza parlare si avvicinano luno allaltra.

SONIA: Ma che succede? Non capisco

RENATO: Secondo te che succede?

SONIA: Ma noi non possiamo stare qui, se ci vede il direttore

RENATO: Sta tranquilla, il direttore daccordo con me

SONIA: Sono senza parole, questa la mia canzone preferita, non lavevo mai detto a nessuno, come lo sapevi?

RENATO: Ho tirato ad indovinare

SONIA: Non so che dire, sono senza parole tutto cos incredibile

RENATO: Sei felice?

SONIA: Felice? Non riesco nemmeno a descrivere quello che ho dentro in questo momento

RENATO: Facciamo un brindisi, ti va?

SONIA: Ma non abbiamo niente per

Renato tira fuori una bottiglia immaginaria e due bicchieri

RENATO: Ora labbiamo, questo un regalo di nozze del direttore

SONIA: Le nozze? Quali nozze?

RENATO: Le nostreahhhsto scherzando. Senti, io non ho molte occasioni come queste per poterti parlare, abbracciare, insomma per passare un po di tempo con te come vorrei eora che sono qui vorrei dirti che dal giorno in cui ti ho vista la mia vita cambiata. Si

vero, sono sempre chiuso qui dentro ma dal momento in cui apro gli occhi al mattino fino a quando li chiudo la sera, io penso a te. Cos le mie giornate diventano incredibilmente belle. Sei la cosa pi bella che mi potesse capitare e

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LULTIMO RE DI SPADE

Sonia interrompe Renato con un dito davanti alla bocca

SONIA: Io ti amoIo ti amo

RENATO: Ti amo anchio

Renato e Sonia si baciano. Parte la canzone More than i can say. Ballano un lento abbracciati fino a che la musica non si abbassa.

SONIA: Promettimi che non mi lascerai mai

RENATO: Un giorno, fuori di qui, staremo sempre insieme, quello che voglio pi di ogni altra cosa ma ora non ti posso promettere niente, fino a che rimarr qui dentro vivr giorno per giorno e cos dovrai fare anche tu, va bene?

SONIA: Ci prover tesoro mio

RENATO: Ora dobbiamo andare, il tempo sta per scadere e tra poco il direttore ci piomber Addosso come un avvoltoio,

SONIA: Ti porterei in camera da me ma non vorrei mettere in difficolt le ragazzee poi Loredana molto nervosa ultimamente

RENATO: Nervosa? E perch? Ancora per il ritardo?

SONIA: No, credo si sia innamorata di Mario

RENATO: Non ci credoLoredanagaleotta fu quella notte, lo sapevo che non mi sbagliavo.

SONIA: Solo che il tuo stupido amico non ha capito niente e non lha pi cercata

RENATO: Mario un bravo ragazzo ma non molto sveglio, va bene, ci penser io, ora va

Renato e Sonia si abbracciano prima di lasciarsi. Canzone More than i can say. Buio.

Luce sulla camera dei ragazzi. Mario e Gianni stanno dormendo. Renato cerca di non svegliarli.

MARIO: Hei sei tornato, era ora!

GIANNI: Tanto qui ognuno fa quel cazzo che vuole

RENATO: Dormite ragazzi che domani abbiamo le prove

MARIO: Come andata?

RENATO: Poi vi racconto, ora dormiamo, buonanotte ragazzi

GIANNI: Notte

Buio

Luce sulla camera delle ragazze. Sonia entra cercando di non fare rumore. Loredana ancora sveglia

SONIA: Hei, che ci fai ancora sveglia?

LOREDANA: Ti aspettavo. Allora? Come andata?

SONIA: Benissimo, un sogno, non mi sarei mai aspettata una sorpresa del genere. Grazie per non avermi detto niente

LOREDANA: Che amica sarei se te lavessi dettoDai scema vieni

Sonia e Loredana si abbracciano

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LULTIMO RE DI SPADE

LAURA: Buonanotte ragazze

Sonia e Loredana scoppiano a ridere

V.F.C. Sonia e Renato vissero cos il loro primo e vero incontro damore. Sonia quella sera era felice ed emozionata come un bimbo la notte di Natale, quello era per lei il regalo pi bello che avesse mai ricevuto in tutta la sua vita. Renato invece non disse una parola, voleva tenerci sulle spine per via della scommessa?Quella sera rientr in camera avvolto in un silenzio irriconoscibile

Buio

Luce sulla sala delle riunioni. I ragazzi sono pronti a provare per la generale

RENATO: Ok ragazzi, ci siamo, domani finalmente avremo lo spettacolo, ora diamoci dentro e facciamo una buona generale, come lultima volta! Dai! Musica!

Parte la base Just got lucky e i ragazzi sbagliano tutto

RENATO: Bhe?? Che succede? Ragazzi! Domani abbiamo lo spettacolo. Laura?

LAURA: Tranquillo, sono andata fuori tempo

RENATO: Ragazzi sveglia! Direttore, io ora dovrei andare a colloquio con mia madre che sar qui a momenti, Sonia prender il mio posto

DIRETTORE: Va bene, vai pure. Ragazzi riproviamo insieme a Sonia. Renato deve assentarsi per colloquio con la madre

RENATO: Mi raccomando. A dopo.

Renato esce

SONIA: Allora ragazzi, posizione e ricominciamo.

Buio

Luce sulla camera dei ragazzi. Mario e Gianni rientrano

MARIO: Renato non ancora tornato

GIANNI: Ma dov?

MARIO: E andato a colloquio con la madre

GIANNI: Beato lui che ancora ha una madre che lo viene a trovare

Renato rientra. E triste e silenzioso. Lo sguardo perso nel vuoto

MARIO: Hei eccolo, ancora non ci hai detto se abbiamo vinto la scommessa, mache succede?

RENATO: Hanno ammazzato mio fratello

MARIO: Mi dispiace, te lha detto tua madre?

RENATO: Si, venuta qui apposta per dirmelo

MARIO: Mi dispiace amico, fatti abbracciare

GIANNI: E ora che farai?

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LULTIMO RE DI SPADE

RENATO: Devo andarmene da qui

MARIO: Vuoi scappare?

RENATO: Mia madre ha bisogno di me e poi devo trovare quelli che hanno ammazzato mio fratello

GIANNI: Senti, noi ti copriremo su tutto, su questo puoi stare tranquillo ma dobbiamo sapere come sono andate le cose

MARIO: Siinsommaperch tuo fratello?

RENATO: Io e mio fratello eravamo due spadaccini, lui pi di me, a Porta Palazzo ci conoscevano Tutti. Mio padre era un boss e fino a che non arriv la droga tutti lo rispettavano. Era a capo di una setta satanica molto influente a Torino e nel resto dEuropa. Quando io e Andrea iniziammo a bucarci, la gente non lo rispettava pi, la sua cupola inizi a metterlo in discussione per causa nostra. Lui soffriva per questo e ci riempiva di botte quando i carabinieri ci riportavano a casa di notte, quante volte successo. Ci voleva bene, a suo modo ci voleva bene. Mia madre era disperata ma tirava avanti la carretta come poteva, che gran donna. Io con gli anni ero diventato un Re nel quartiere, il Re di spade, e ora sai anche il terzo motivo, facevo i giochini con le carte fuori dal mercato di Porta palazzo per comprarmi la droga. Un giorno, mentre ero l al solito banchetto arriva un tizio pesante, un rompi coglioni, uno grosso di Mirafiori, non so se mi spiego. Cercava mio fratello, Andrea gli doveva dei soldi e quello se la prese con me. Mio padre vide la scena e riusc a calmarlo, qualche giorno dopo questo tizio fu ritrovato a testa in gi in uno scantinato dalle parti di Vercelli. Mio padre fu arrestato.

GIANNI: Era stato lui?

RENATO: Certo che era stato lui e a Porta Palazzo lo sapevano tutti. Anche mia madre lo sapeva. Gli amici di questo tizio iniziarono a minacciarci, poi un giorno mi hanno arrestato per furto e cos sono finito qui dentro. Sapevo che prima o poi questo giorno sarebbe arrivato.

MARIO: Ma sei sicuro di voler andare a cercare quei tizi da solo?

RENATO: Sta tranquillo, ho la mia banda fuori che mi aspetta e che non vede lora di fargliela pagare a quelle merde di Mirafiori.

GIANNI: Senti, se hai bisogno di una mano a Mirafiori, cerca questa persona, si chiama Massimo Stintini, mio cugino, uno giusto, digli che ti mando io, lui ti dar una mano.

RENATO: Grazie ragazzi, non dimenticher mai quello che avete fatto per me ma prima che me ne vada ci sono alcune cose che devo dirvi

Renato porge il mazzo di carte a Mario

RENATO: Tieni, questo tuo?

MARIO: Abbiamo vinto la scommessa?

RENATO: No, la scommessa lavete persa, io e Sonia e ci siamo visti e ci amiamo, voglio che tu le dia questa lettera, lho scritta appena ho salutato mia madre. E tutto scritto, non le servir altra spiegazione, il mazzo di carte me laveva regalato il direttore per farvi fare lo spettacolo, dato che ero lunico in grado. Ora io lo regalo a te, conservalo, mi raccomandoe poi quella scommessa non era valida, il direttore sapeva che io e Sonia ci saremmo visti, non stato facile ma alla fine sono riuscito a convincerlo.

GIANNI: E cos te ne vai dopo aver sovvertito tutte le regole della comunit, dopo aver fatto innamorare una ragazza e aver messo in piedi uno spettacolo al quale non prenderai neanche parte, sai, inizialmente pensavo fossi un buffoncello ma ora posso dirti che sei davvero in gamba, perdonami per la sfuriata dellaltra sera ma proprio questa la mia paura pi grande, perdere gli amici come te.

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LULTIMO RE DI SPADE

RENATO: Non preoccupatevi ragazzi, ci ritroveremo a Torino, fuori di qui saremo i padroni del Mondo ma state attenti, non tutte le comunit hanno un direttore cos buono, quindi basta stronzate

I ragazzi si abbracciano

RENATO: Unultima cosaMariocredo che Loredana sia innamorata di te, non farla aspettareeanche tu Gianni, sta attento a Laura, soffre un po di solitudine. Buona vita ragazzi, vi voglio bene!

MARIO: Sta attento!

RENATO: Mi raccomando a voi, occhi aperti! Ciao!

Renato esce, Mario e Gianni rimangono in silenzio uno di fronte allaltro. Gianni si sdraia sul letto, Mario rimane ancora un po in piedi con il mazzo di carte e la lettera in mano

MARIO: Loredana innamorata di me? E io non mi sono mai accorto di niente?

GIANNI: Lascia stare, non colpa tua

MARIO: Credo che domani avremo un po di spiegazioni da dare

GIANNI: Ci penseremo domani, mettiamo fine a questa giornataccia. Buonanotte.

Mario si sdraia. Buio

V.F.C: Certe notti in comunit il tempo sembra non passare mai, i minuti scorrono lenti come se il mondo si fosse improvvisamente fermato. Ti passa davanti tutta la tua vita, i tuoi errori, i tuoi rimpianti, quel vuoto incolmabile della solitudine eterna che ti stringe la gola e ti appesantisce il cuore, quella stata la notte pi lunga di tutta la mia vita.

Luce su camera ragazzi. Mario prende in mano il mazzo di carte.

GIANNI: Hei, che fai? Perch hai acceso la luce?

MARIO: Non riesco a fare il ventaglio

GIANNI: Perch non provi a dormire un po?

MARIO: Non ce la faccio. Tu pensi che un giorno ci ritroveremo come ha detto Renato?

GIANNI: Non lo so, mi auguro solo che non gli succeda niente

MARIO: Senti come piove

GIANNI: Dai dormiamo, domani staremo meglio. Buonanotte

MARIO: Notte

Buio

Luce sulla sala delle riunioni. Entrano tutti i ragazzi.

DIRETTORE: Buongiorno ragazzi, oggi il grande giorno, ci siamo tutti?

MARIO: Veramente nodirettore, manca Renato

DIRETTORE: Dov quel disgraziato? Ancora a letto a dormire? Ora vado l e lo prendo a calci nel Culo

GIANNI: No!!

DIRETTORE: Che significa no?? Levati di mezzo, sono stanco dei vostri giochetti di prestigio

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LULTIMO RE DI SPADE

MARIO: No direttore, Renato non verr

DIRETTORE: Cosa? Che significa?

GIANNI: E Scappato questa notte dalla comunit, le giuro che noi non sapevamo niente, stata una sorpresa anche per noi.

DIRETTORE: Molto bene, voi non vi muovete, faremo i conti dopo, io devo avvisare le autorit di questa fuga e la comunit di Santa Caterina che lo spettacolo annullato.

LOREDANA: No!! Non pu farci questo, abbiamo lavorato tanto per questo spettacolo

DIRETTORE: Oh si che posso, ecco cosa si ottiene ad essere magnanimi, questi sono i risultati, comunque sappiate che vi riterr tutti responsabili, altro che spettacolo, la pacchia finita. Io ora voglio la verit, voglio sapere chi al corrente di questa fuga, siete tutti amici qui dentro, inseparabili. Avete 30 minuti di tempo per trovare un discorso convincente, dopodich potrete dire addio a tutti i servigi che vi sono stati concessi. Basta Grand Hotel, visite a tutte le ore, luci accese fino a tardi e soprattutto basta rapporti uomo donna, finita per voi, vi assicuro che vi render la permanenza qui dentro un inferno peggiore di quello dal quale siete arrivati, ed ora fuori di qui, ora si fa sul serio, si lavora, si produce, questa non Broadway, una comunit per rammolliti da raddrizzare come voi, luridi vermi senza spina dorsale, andate al diavolo

Il direttore esce. I ragazzi si guardano in faccia spaventati e silenziosi

MARIO: Ragazzi, posso dire una cosa? Se tutto va bene da domani siamo rovinati, io proporrei di farlo lo stesso tra di noi, chissenefrega se non ci sar la comunit di Santa Caterina

LAURA: Tu sei pazzo, hai sentito che ha detto il direttore?

MARIO: Ho sentito ma tanto da domani per noi sar finita ugualmente, che rimarr delle nostre giornate insieme, dei nostri rapporti e delle nostre risate? Questa lultima occasione che abbiamo prima di tornare ad essere dei perfetti estranei, quelli che eravamo prima che arrivasse Renato

LOREDANA: Tu lo sai che il direttore nellaltra stanza, vero?

GIANNI: Il direttore? Basta chiudere questa bella porta e rimarr fuori per tutto il tempo che ci Occorre

LAURA: Pazzi, voi siete pazzi!

SONIA: Ragazziposizioni! Se Renato sapesse che saltato tutto non mi guarderebbe pi in faccia, forza! Che aspettate? Musica!

Parte la canzone e i ragazzi ballano la loro coreografia in maniera perfetta. Alla fine esultano felici

Buio. Luce su sala riunioni

V.F.C: Quello fu lultimo momento in cui ridemmo e scherzammo tutti insieme, uno dei pi intensi e indimenticabili della mia vita. Il giorno dopo consegnai la lettera di nascosto a Sonia che pens bene di scappare anche lei per raggiungere Renato, spero labbia trovato e che siano ancora insieme. Laura e Gianni provarono a vedersi di nascosto ma la cosa non funzion per via del pessimismo cronico di entrambi che dopo il primo appuntamento gli fece cambiare idea. Il direttore chiese ed ottenne il trasferimento in un carcere minorile dalle parti di Vercelli. Quanto a me, di quei difficili anni 80 e di quegli splendidi amici mi rimasto solo un mazzo di cartee una moglie bellissima.

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LULTIMO RE DI SPADE

Entra Loredana.

LOREDANA: Amore!

MARIO: Si?

LOREDANA: Ma sei ancora qui a pulire?

MARIO: Scusa tesoro, per un attimo ho avuto un flashback del 1989

LOREDANA: Ma sono passati 25 anni, possibile che tu non riesca a pensare ad altro?

MARIO: Prendi una carta

Mario fa il gioco della forzatura a Loredana

LOREDANA: Ancora con questo gioco, lo faceva Renato nel 1989, dai che i bambini ti aspettano!

Loredana esce. Mario rimane in scena.

MARIO: GiRenato, lultimo Re di spade.

Buio.

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FINE


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