L'UOMO
CON LA "U" MAIUSCO-LA
(dramma
in due tempi)
di
Reno Bromuro Viviana
Buzzli
- 1978 - 1997 2002 - Reno Bromuro
p e r s o n a g g i
Marco
Gianna
Gelindo - 1 Ombra
Anna Maria
Rico - 2 Ombra
Elio - 3 Ombra
Maestro
Un bambino di 5 - 6 anni
Folla
P R I M O T E M P O
Scena Prima
Un grosso tronco d'albero cavo. Nell'incavo, adattato a stanza, sintravede un
pagliericcio. Dinanzi al tronco Marco, un uomo sui trent'anni, piccolo,
striminzito, sembra rachitico; capelli e barba alla nazarena seduto in
posizione Yoga, immobile con gli occhi fissi dinanzi a s. Nella mano, chiusa a
pugno e tesa in avanti co-me sbarra d'acciaio, stringe terra e chicchi di
grano. Veste alla foggia dei Yogin, ma la tunica di colore rosso e legata
alla vita da una grossa corda di spago.
Alla destra del tronco un grosso cartello con su scritto a caratteri cubitali:
"Uomo ravvediti! Appena il chicco di grano avr germo-gliato, se non ti
sarai ravveduto dar inizio alla mia rivoluzione e allora per te!..."
A sinistra del tronco, quasi di fronte alla platea, una vecchia pan-china
sgangherata.
Entra Gelindo, un uomo di bell'aspetto, di et indefinibile. Veste con sobria
eleganza. E' pensieroso. Si siede sulla panchina. Solo allora vede il grosso
cartello. Lo legge e si avvicina a Marco.
Gelindo
Che intenzioni hai? (Marco non risponde) Dico a te. (Gli passa la mano davanti
agli occhi, Marco non batte ciglio) Non sei soltanto sordo, ma anche cieco.
Uomo ravvediti! Che imperativo stronzo! Di che cosa si deve ravvedere? (Gli
afferra il pugno chiuso, tenta di aprirlo con forza) Che hai? Pensi veramente
ci che hai scritto? Credi veramente che ti germogli il grano nella mano?
(Alcuni passanti, guardano, fanno spallucce e proseguono) Lo vedi che nessuno
ti teme? Proprio adesso, dico io, che l'uomo comincia a divertirsi? E' passata
la prima repubblica, la seconda rotolata a valle; tangentopoli prima
diventata una bomba al neutrone, e a Brescia si prepara un'altra bomba pi
potente? Ma ti rendi conto? In questo pe-riodo l'uomo sta vivendo veramente,
salti fuori tu con un imperativo stronzissimo e una minaccia nascosta, che ha
tutta l'aria di una battuta umoristica. Uomo, ravvediti! Ma di che? Del fatto
che, final-mente, pu vivere come gli piace? L'amore libero. C' l'incremento
demografico. Ci si droga quando e come si vuole; la prostituzione in aumento,
l'omosessualit imperante. L'AIDS si espande a macchia d'olio e il furto,
l'eccidio, la pirateria in aumento. Lo sfruttamento degli operai, i
disoccupati che muoiono di fame, i pensionati che non festeggiano il Natale
perch la pensione gliela danno il 23 dicembre. La scuola rotola
precipitevolissimevolmente verso un baratro senza fondo e la famiglia non
esiste pi...
Marco (Emette un grido terribile, a bocca chiusa, amplificato dal diaframma, da
far tremare la terra. Gelindo barcolla, indietreg-gia fino a cadere seduto
sulla panchina, intronato. Entra Anna Maria, lo guarda come chi incontra una
persona in un posto do-ve non dovrebbe essere)
Anna M.
Gelindo! Sei proprio tu: che ci fai qui? Stavo appunto venendo da te.
Gelindo (Non risponde, ma ripete tra se e se)
Quando il grano germoglier dar inizio alla mia vendetta! Io pure vor-rei.
Anna M.
Gelindo, che ti succede?
Gelindo (Scuotendosi)
Oh, ciao! Quando sei arrivata?
Anna M.
In quest'istante. Il mio primo pensiero...
Gelindo (Le prende le mani e l'invita a sedere)
Ti ringrazio. Non sai quanto, quanto sia contento.
Anna M.
Ne sono felice.
Gelindo
Ma siediti.
Anna M.
Sono forse capitata in un...
Gelindo
... proprio un momento particolare. Ero sotto shock!
Anna M.
Sotto shock, tu? Non posso crederci!
Gelindo
E' la verit.
Anna M.
Devo arguire che la cosa veramente fuori del normale?
Gelindo
L'hai detto.
Anna M.
E cosa mai?
Gelindo
Ho ricevuto una comunicazione particolare. Avevo avuto uno scambio di idee con
il capo, e lui... invece di... mi ha promosso...
Anna M.
E non sei contento?
Gelindo
Affatto!
Anna M.
Perch l'ho accusato di complicit in sfruttamento e abuso di potere. Lui,
invece di denunciarmi per diffamazione e calunnia, mi ha promos-so. Capisci
perch non sono contento?
Anna M.
Ha creduto ad un ricatto?
Gelindo
Per questo mi sento un verme. Lo shock stato tale che non ho avuto la forza
di rifiutare.
Anna M.
Puoi sempre farlo, no?
Gelindo
Gi! Hai ragione! (Pausa. La guarda ammirato) Ti trovo ringiovanita e in
forma.
Anna M.
Abbastanza. Quando fai un lavoro che ti piace. Dove sei stato in que-sto tempo
che sono stata in giro?
Gelindo
A Fregene, come al solito. Mi hanno detto che hai fatto un bel servizio sulla
droga.
Marco (Emette il solito suono terribile)
Gelindo
Poi ci si mette anche quest'altro!... con il suo grido che fa tremare la terra,
mi mette addosso una paura!...
Anna M.
Tu hai paura? Da quando?
Gelindo
Lasciamo perdere. Stavamo dicendo? Ah, del tuo servizio sulla droga.
Marco (Emette ancora il solito gemito: lo far ogniqualvolta si di-ranno parole
deleterie per l'umanit)
Anna M. (Guarda Marco con sufficienza, poi si rivolge a Gelindo)
Il servizio non era proprio sulla droga (Marco emette il solito suo-no. Gelindo
trema)
Gelindo (Fa uno sforzo su se stesso)
Ma s, chi me lo ha detto? Gi! Il Gianni.
Anna M.
Gianni? E' a Roma?
Gelindo
E' un po' che non lo vedo, ma la settimana scorsa aveva su la mostra.
Anna M.
Dio mio! Dev'essere impazzito. Fare la mostra di questi tempi?
Gelindo
Scherzi? Ha venduto un sacco di roba! E' pieno di soldi.
Anna M.
Strano. (Pausa. Pensierosa accende una sigaretta)
Gelindo
A che pensi?
Anna M.
A Gianni. Non sapevo che stesse preparando una mostra.
Gelindo
Ma lui matto, lo sai. Improvvisa e gli va bene.
Anna M.
Mi andrebbe proprio di vederlo.
Gelindo
Andiamoci.
Anna M.
Dove sta?
Gelindo
Non lo sai? Con quell'attrice americana, quella che fa solo film porno. Una
lesbica spaventosa.
Anna M.
E che ci fanno insieme?
Gelindo
Bah! Lui si arranger con le sue amichette. Si ripassa i suoi scarti. Prima
per, sta' sicura: se l' gi fatte lei!
Anna M.
Povero Gianni!
Gelindo
Povera stella!
Anna M.
Non compatirmi, passata! Che si fa 'stasera?
Gelindo
Non lo so. Sono fuori con l'ufficio e...(Guarda Marco) con questo.
Anna M.
Manda tutto al diavolo!
Gelindo
Magari potessi. Ma io devo mangiare e mi piace divertirmi.
Anna M.
Allora vieni. Si fa a casa mia. La tua presenza, lo sai, tanto cara e ambita.
Quando parli, sei forte, incisivo; con te ci si dimentica di esse-re su questo
mondo fatto di pezza e di fango, sai farci vedere la poesia delle cose.
Gelindo
Niente, niente, 'stasera hai intenzione di violentare la mia piccola per-sona?
Va bene. Chi ci sar?
Anna M.
Conoscenze recenti. C' una greca?!
Gelindo
Com', com'?
Anna M.
Come una sinfonia di Beethoven: forte, dolce, spontanea, sofferta.
Gelindo
D'accordo. Sono il Beethoven della situazione!
Anna M.
Mi accompagni?
Gelindo
Devo ritornare a casa, sono appena uscito dall'ufficio.
Anna M.
Allora ti lascio. A pi tardi e passa prima da me!
Gelindo
Non dubitare. Ti prenderei adesso se non avessi un diavolo per capel-lo.
Anna M.
E' un'idea. (Fa per slacciarsi la camicetta. L'interrompe il grido di Marco) A
pi tardi. ( A Marco) Rompiscatole! (Via)
Gelindo
Ciao, a pi tardi. ( A Marco) Si pu sapere che vuoi? Perch gridi e non parli?
Credi che non ti abbia capito? Sei tutto scemo! Come ti chiami? Credi veramente
che il grano germoglier nella tua mano? Bah! Visto che non accetti il
dialogo... (Via)
Luce abbagliante sul volto di Marco, che alza gli occhi al cielo, senza
scomporsi. Lenta dissolvenza in chiusura. Buio.
Dissolvenza in apertura. E' sera inoltrata. Tre ombre, confabulano ignorando la
presenza di Marco e questi ignora loro.
1 Ombra - Gelindo
Se volete la roba, occorrono soldi. Li avete?
2 Ombra - Rico
Te lo abbiamo detto. Abbiamo in vista un colpo, ma di quelli che ti ag-giustano
per tutta la vita...
3 Ombra - Elio
E senza bomba, il coraggio chi ce lo d?
1 Ombra - Gelindo
Arrangiatevi. Non so che farvi. Fate il colpo prendete i soldi, li portate a me
ed io vi do quello che volete.
3 Ombra - Elio
E' come dire, andate a morire ammazzati! Gi sono in astinenza, figu-rati fra
un paio d'ore!
2 Ombra Rico
Ti prego, ci conosci, lo sai che siamo puntuali.
1 Ombra - Gelindo
Non so che farci, la legge!
3 Ombra - Elio
La tua legge?!
1 Ombra - Gelindo
Mia o non mia, questa e questa rimarr.
3 Ombra - Elio
Ma non pensi a noi?
1 Ombra Gelindo (Vede che si sta avvicinando una donna e fug-ge via)
Gianna (Attraversa la scena. Vede il cartello, ritorna indietro e si ferma a
leggerlo)
3 Ombra - Elio
La borsetta!
2 Ombra - Rico
Quale?
3 Ombra - Elio
Quella donna!
2 Ombra - Rico
Via. (Assaliscono Gianna, mentre pensierosa si allontana. Le due Ombre: uno
tiene la mano sulla bocca della donna, l'altra tenta di logorare la sua
resistenza e strapparle la borsetta. Gianna resiste e loro la malmenano. Marco
si scuote, corre in aiuto della ragazza, le ombre fuggono con la borsetta.
Marco soccorre la ragazza svenuta. Per aiutarla costretto ad aprire la mano e
la terra e il grano scivolano sul corpo della ragazza. Ha un attimo di
sconforto)
Marco
Devo ricominciare d'accapo. Ora ci che importa la salute di questa donna.
(Controlla che non sia ferita) Perch, Maestro, perch?
(Luce accecante. Nella luce abbagliante una figura di uomo, dalla voce
profonda, dal tono cavernoso)
Maestro
Il maligno ti mette alla prova. Le sue tre sorelle: la Concupiscenza,
l'Inquietudine e la Volutt ti tenteranno e forse ti impediranno di
rag-giungere la Purezza, l'Assoluto, la Perfezione. E' ora, Marco, che tu metta
in pratica ci che ti ho insegnato.
Marco
Perch, Maestro?
Maestro
Dentro di te lotteranno gli opposti, a lungo. Gli opposti che significano stasi
e movimento, essere e non essere, bene e male, forze contrarie e contrastanti
ti sconvolgeranno e la tua mente si perder in domande angosciose.
Marco
Ma perch, Maestro?
Maestro
Tu sei un uomo, Marco, non dimenticarlo mai. Non un dio o un essere superiore.
Sei solo un uomo e il male che potresti fare agli altri lo farai solo a te
stesso; il bene che farai agli altri lo farai anche a te stesso.
Marco
Ma perch?
Maestro
Lo devi scoprire da solo, figliolo. (Via luce abbagliante)
Marco (Aprendo la camicetta di Gianna)
Forse sei ferita, ma non vedo sangue. (Spoglia la ragazza. Il corpo della donna
risplende in tutta la sua bellezza. Marco passa le mani, lungo tutto il corpo,
e tasta le ossa, con delicatezza. Quando vede esplodere il seno orgoglioso, il
suo diventa un problema. E' la prima volta che vede un corpo femminile. Si
sente sconvolto. Si allontana di colpo. La ragazza apre gli occhi, nello stesso
istante in cui Marco balza indietro sconvolto e una luce pulita inonda la
scena. Gianna vede la sua nudit e istinti-vamente si copre il seno con le
braccia, come pu)
Gianna
Chi sei?
Marco
Mi chiamo Marco.
Gianna
Perch mi hai spogliata?
Marco
Temevo fossi ferita e ho voluto accertarmene. Non sei ferita, sei solo
indolenzita, puoi stare tranquilla.
Gianna
Mi chiamo Gianna Valtussi. Che cosa significa quel cartello?
Marco
Sono un Yoghi ed ho vissuto in contemplazione della purezza dell'ani-ma insieme
al mio maestro sopra un altipiano arido e sperduto, fuori dal mondo civile.
Gianna
E dov' ora, colui che chiami il tuo maestro?
Marco
E' morto due settimane fa, prima che si verificasse il grande terremoto alla
Camera. Era vecchissimo, non so neppure quanti anni avesse.
Gianna
Ed hai vissuto tutti questi anni, con un selvaggio? E' terribile! Allora tu non
sai niente di niente? Nemmeno delle battaglie che l'uomo combat-te per la sua
sopravvivenza?
Marco
So soltanto che, se non ritorna alle origini, ritrovando la purezza dello
spirito, finisce male. Parla troppo, fa troppa politica senza sapere che cosa
, anche i cosiddetti politologi non ci capiscono pi niente. Im-prenditori che
scendono nell'arena senza saper combattere e per que-sto vinti e messi al giogo
come i romani alle Forche Caudine, portan-dosi dietro i milioni e milioni di
persone che hanno creduto in loro...
Gianna
Certo. Per pi che finire com finito non pu.
Marco
L'uomo sopra una brutta china.
Gianna
Come puoi affermare certe cose se hai vissuto fuori i confini della ci-vilt,
non hai letto, e non ti sei istruito?
Marco
So leggere i pensieri degli uomini e i miei!
Gianna
Anche tu, pensi?
Marco
Certo.
Gianna (Mentre si riveste)
Allora pensa a come risolvere i problemi attuali dell'umanit. Il pro-blema
della droga, il pi canceroso dell'esistenza. Il problema del caro vita, o
quello della disoccupazione, o ancora quello carcerario e dell'e-spansione
dell'AIDS, della delinquenza minorile... Lo sai che oggi l'uomo combattuto
tra il bene e il male pi che in altre epoche? Sai perch? E pi cosciente. Ed
cosa recente la reazione per la casa. Molta gente che si credeva in diritto
ad avere la casa, avendo pagato per anni la GESCAL con la ritenuta sulla busta
paga, che ora non si sa la fine fatta da quei soldi, hanno occupato le case
popolari gi asse-gnate, incolpandosi di un duplice delitto: togliere al
proprio simile ci che dovrebbe appartenere ad entrambi per diritto, e mettere
a rischio la salute della moglie e dei figli. Eh s, caro mio! Per mantenersi
la ca-sa occupata e per non perdere giornate di lavoro hanno lasciato figli e
moglie a vivere, col freddo glaciale di questi ultimi tempi, in una casa senza
porte e senza finestre, col rischio di una polmonite. Questo te l'ha insegnato
il tuo maestro?
Marco
No.
Gianna
Allora colui che chiami maestro, stato un criminale che meriterebbe le peggiori
torture per averti tenuto lontano dalla civilt, all'oscuro di tutto;
inconsapevole delle lotte di classe, delle battaglie per il progres-so dei
popoli. Ma cosa ti ha insegnato quell'uomo per meritare l'appel-lativo di
maestro?
Marco
Mi ha insegnato a piegare il corpo, i muscoli alla volont della mente. Mi ha
insegnato ad inseguire la Perfezione e il Bene Universale, a qualsiasi costo.
Mi ha insegnato a sfuggire il maligno e le sue tre sorelle. Mi ha insegnato che
tutto pu risolversi con la contemplazione del nostro io puro. Mi ha
insegnato...
Gianna
Stupidaggini, ecco cosa ti ha insegnato! Stupidaggini dettate dalla
su-perstizione e dall'ignoranza.
Marco
Hai detto un'eresia.
Gianna
S, nel Medioevo mi avrebbero arsa viva! Ma non farmi ridere!
Marco
Non scherzare. Ci che mi ha insegnato il maestro ti sorprenderebbe.
Gianna
Fammi vedere.
Marco (Chiude gli occhi, si concentra con le mani tese in avanti e le palme
rivolte verso la panchina sgangherata e questa si sol-leva da terra, muovendosi
in avanti; poi, lentamente, ritorna al suo posto. Riapre gli occhi ansimando.
Gianna meravigliata)
Hai visto? Posso anche fermare il battito del cuore, bloccare gli arti in una
rigidit che nessun uomo riuscirebbe a piegare, tranne che spez-zandoli. Posso
comandare il mio corpo e fargli fare qualsiasi cosa.
Gianna
E questo, secondo te, sapere? Come fai a dire di sapere, se non prendi in
considerazione nemmeno le sciagure in cui potrebbe incappa-re un povero diavolo
che ha avuto la disgrazia di nascere da una don-na snaturata, che prima si
drogata, poi si ammalata e infine?... Mi sento male solo al pensiero!
Marco
Non conosco mia madre.
Gianna
Allora la tua sventura...
Marco
Che ne sai tu, di me?
Gianna
In compenso so di Mario che dal brefotrofio finito in manicomio, pas-sando
per il carcere. Di Concettina nata da due tossicodipendenti, cac-ciata dalla
scuola perch sospetta sieropositiva.
Marco (Prende il volto della ragazza tra le coppe delle mani, la ip-notizza)
Il mio maestro, per questo mi ha preparato! Lo so. So di queste soffe-renze.
Stai tranquilla, donna, l'uomo sta per ravvedersi e se non lo fa, ci penser
io. Fortunatamente non tutti sono marci. Ce ne sono tanti che aspettano la
scintilla per reagire e quella sar io! S, io! Perch il progresso di un
popolo nella fratellanza e nella morale evangelica che ci vuole, ad ogni
costo, uniti. (Ha un tremito, come percorso dalla corrente elettrica).
Gianna (Incantata dai suoi occhi)
Come hai fatto? Ho sentito la tua voce rintronare nell'anima ed ho vi-sto gli
uomini che camminavano verso la luce della serenit, tenendosi per mano.
Marco
Hai visto quello che volevi vedere, ci che desideri.
Gianna
Quindi tu potresti far fare agli altri quello che vuoi?
Marco
Certo che no. Posso solo, far rivivere nell'uomo la sua vera indole.
Gianna
E se di indole cattiva?
Marco
Posso neutralizzare i suoi pensieri criminosi.
Gianna
Quindi puoi comandare ogni volont?
Marco
Esattamente come posso controllare la mia, anche questo mi stato insegnato
dal mio maestro.
Gianna
Avresti potuto farmi fare qualsiasi cosa e non ne hai approfittato?
Marco
Di che cosa?
Gianna (Lo guarda sbalordita, si sente sminuita della sua femmi-nilit)
Non sai che cosa avresti potuto fare con me? Con una donna comple-tamente in
tua balia? (Marco la guarda interrogativamente) Allora il tuo maestro non ti ha
insegnato tutto. (Si avvicina di pi a Marco. Gli slaccia, con mani tremanti,
la vecchia tunica sbrindellata. Mette a nudo il petto, asciutto e scattante.
Poi le sue labbra tumide si schiudono, umide e vogliose, cercando quelle
del-l'uomo. Vi si posano sopra in un bacio appassionato, esperto e
sconvolgente) Amami! Amami! Devo amarti, meriti di essere amato.
Marco (E' perplesso. Trema di desiderio, la ipnotizza)
Ora dormi. Non hai capito niente di me, quando ti sveglierai non ricor-derai
pi nulla.
(Dissolvenza in chiusura)
Scena 2
Dissolvenza in apertura: due ombre camminando stancamente a-vanzano verso la
panchina. Si siedono.
1 Ombra - Gelindo
Vedi la situazione veramente ingarbugliata. Non c' risoluzione per noi...
2 Ombra - Rico
Ancora? Lo vuoi capire che fin quando produci ti rispettano e ascoltano quello
che dici; ma appena vai in pensione, passi subito dall'altra sponda
dell'esistenza e nessuno ti vede pi.
1 Ombra - Gelindo
Se imparassimo ad avere fiducia gli uni degli altri. Se capissimo che
basterebbe ci unissimo e fossimo tutti per uno!...
2 Ombra - Rico
Esiste il Partito dei Pensionati, ma quanti rappresentano i pensionati in
parlamento?
1 Ombra - Gelindo
Non ci si fida tra noi, come si pu sperare di risolvere i problemi? Ho dato
quarant'anni di vita alla societ e come mi ripaga? Con un milio-ne e seicento
mila lire al mese. Pagata la pigione, il condominio, lacqua e la luce, che mi
rimane per mangiare?
2 Ombra - Rico
E con quello che costa oggi! Con l'inflazione che avanza, la recessione in
agguato...
1 Ombra - Gelindo
... E il capo del governo ride, ride sempre, come una iena. Per lui va tutto
benissimo. I vostri sacrifici valgono la pena di essere affrontati perch vi porto
in Europa, dice. A quale prezzo andremo in Europa? Con i morti per
assideramento, d'inverno; d'insolazione d'estate e di fame tutti i giorni?
2 Ombra - Rico
La verit che non abbiamo uomini capaci di saper governare. Hanno messo alla
guida il meno peggio.
1 Ombra - Gelindo
Devi riconoscere che Berlusconi abile, un tecnico eccezionale, parte-cipa
intensamente alla vita del Paese, ma ossessivo, insicuro, isola-to, e non
potr mai realizzare quello che vorrebbe per il bene del Pae-se.
2 Ombra - Rico
Dai non ti lambiccare il cervello, non ce n' uno solo che possa fare qualcosa:
sono l'un contro l'altro armati, come dice Manzoni. Bertinotti troppo
arrogante e presuntuoso; Bossi, attento solo alle mode, materialista,
troppo rigido; di Di Pietro, solo perch ha fatto un po' di pulizia, non
parliamone neppure, ambiguo e pauroso; D'Alema, molto emotivo e ansioso di
potere; Fini fastidioso, poco comunicativo e testardo; Pannella ruvido,
invadente e autoritario; Veltroni anti-patico, saccente e la sua ipercritica
solo un bluff. Questi uomini, a-mico mio, capitanati da un presidente
timoroso, insicuro e sempre bi-sognoso di aiuto, fanno il bello e il cattivo
tempo come gli pare e pia-ce.
1 Ombra - Gelindo
E chi paga sono sempre, e in ogni caso, i pensionati! Ma lo sai che siamo
diciassette milioni e trecentocinquantamila? Se fossimo uniti formeremmo
un'armata paurosamente invadente. Quasi il cinquanta per cento degli
elettori...
2 Ombra - Rico
Se trovassimo un capo carismatico? Ma dove cercarlo?
1 Ombra - Gelindo
Berlusconi ha carisma, onesto, pensa sinceramente ai lavoratori
2 Ombra - Rico
Se fosse un politico!
1 Ombra - Gelindo
Sta imparando.
2 Ombra - Rico
Sono anni! Quando che avr imparato?
1 Ombra - Gelindo
Alle prossime elezioni!...
2 Ombra - Rico
E pauroso! Non va oltre gli esperti di cui si fida. Mai che ascolti un
po-veraccio per sapere come vive veramente. Con la scusa che anche lui ha
sofferto la fame e sa cosa significhi, se ne sta sul piedistallo, attor-niato
dai suoi e va diritto. Mi ricorda tanto uno che diceva sempre, tanto da farne
un motto: "Noi tireremo diritto".
1 Ombra - Gelindo
Veramente questo pi l'atteggiamento del romagnolo!...
3 Ombra - Elio (Come apparsa dal nulla, accanto ai due)
Scommetto che state organizzando l'ennesima rivoluzione civile?
2 Ombra Rico
E' arrivato l'anarchico.
1 Ombra - Gelindo
Eravamo scarsi!...
3 Ombra - Elio
Lo volete capire che i sogni sono finiti? Dovreste essere adulti e vacci-nati,
invece?...
Dissolvenza in chiusura.
Scena 3
Dissolvenza in apertura. Lo spazio, antistante una villetta isolata. Attraverso
la grande vetrata del piano terra, s'intravedono ombre di corpi nudi, che
ballando, vanno a formare una grande "M": sono posizioni erotiche;
poi tutto si confonde ed anche le ombre si ac-cavallano e non si vedranno pi
coppie naturali. La confusione tanta: coppie di omosessuali (uomini e donne),
che riformeranno la lettera "M". Ancora caos. Un'ombra, tenta di
vendere, sigarette e oppiacee; un'altra va disperatamente alla ricerca di un
maschio. Gelindo in abito da sera va da un punto all'altro della sala,
scaval-cando i corpi nudi. Alcune mani si tendono cercando di spogliarlo.
Gelindo scappa all'aperto. Una volta all'aperto si riassetta sdegna-to, si
accende una sigaretta. Dal buio compare Anna Maria, ha il viso accaldato,
indossa un vestito ridotto ai minimi termini, non porta reggiseno. Marco nella
posizione della prima scena, ma in ombra, ansima dolorosamente.
Anna M.
Mi cercavi?
Gelindo
No. Ne ho abbastanza.
Anna M.
Non mi dire, che sei scandalizzato?
Gelindo
Affatto! Solo che manca il gusto estetico. Fanno tutto come se fossero in una
gran confusione mentale e non riuscissero pi a ritrovare il ca-po.
Anna M.
Il solito esteta!
Gelindo
Anche queste cose vogliono poesia. Inoltre mi era stata promessa.
Anna M.
Lascia la poesia in cantina. Io sono stanca e nervosa.
Gelindo
Non ho colpa io delle tue mestruazioni.
Anna M.
Smettila Gel 'stasera non ti capisco e mi dai su...
Gelindo
Volevo ben dire, non lhai.
Anna M.
... e vattene nella tua sporca cameretta di singol!
Gelindo
Mi hai chiamato Gel?
Anna M.
Per favore, non ti ci mettere anche tu!
Gelindo
Non ti diverti?
Anna M.
Vogliono altro. La droga, polvere da sniffare e sigarette speciali
Gelindo
Hanno ragione. Oggi si usa.
Anna M.
Mi fai una rabbia!
Gelindo
Perch ho detto che 'stasera non c' poesia? Sono nauseato. Ho visto quello
stronzo, quella specie di gorilla in vacanza, che si diverte spac-ciando
sigarette fasulle a due lesbiche antiquate; quell'altro, biondo e bello come un
giovane dio, cercare disperatamente un maschio, con... fare bestiale, senza
armonia, senza poesia, appunto. Non ti arrabbiare, ma 'stasera solo spreco di
energie e di stupro.
Anna M.
Ecco. Ci sei riuscito.
Gelindo
A far cosa?
Anna M.
A mandarmi in bestia! (Si ode il classico suono di un clacson par-ticolare) Oh,
meno male arriva Rico!
Gelindo
Lo conosco?
Anna M.
Il mio fidanzato!
Gelindo (Meravigliato)
Il tuo... che?
Anna M.
Fidanzato.
Gelindo
E da quando?
Anna M.
Che c' da meravigliarsi? Da... da... oh, basta! Non lo so!
Rico (Entrando mostra le mani sporche)
Credevo di non arrivare pi. (Ad Anna Maria) Figlia di Dio, portami da bere e
uno straccio.
Anna M. (Via)
Rico (A Gelindo)
Lei dev'essere l'unica persona, qui, degna di tale nome. Sono venuto per
strapazzare, un poco Anna Maria. Sono un pazzo artista da quattro soldi, che si
guadagna da vivere vendendo frottole: storie lacrimose, nere, gialle ed
erotiche per gli sciocchi. Con lei morirei di fame, lo so. Dov',
l'abbeveraggio? Non ho tempo di aspettare Anna. Ho paura che lungo la strada
incespichi in un...
Gelindo
All'abbeveraggio c' da perdere la testa che ci hanno lasciato i parenti. (Si
avvicina a Rico, gli porge la mano) Mi chiamo Gelindo, sono ra-gioniere,
impiegato in un'azienda guidata da caproni.
Rico
Il mio nome Pisoni, Rico Pisoni. Sono giornalista. Scrittore a tempo perso.
Un bell'incontro, credo!
Gelindo
Ne sono certo. E' aperto, simpatico.
Rico
Aperto a tutti i venti, alle cambiali e agli assegni in bianco. Simpatico, no?
Gelindo
Arriva Anna Maria. Porta due bottiglie...
Rico
Pi se stessa.
Anna M. (Con due bottiglie. Rico gliene strappa una di mano e be-ve a
garganella)
Che vi siete persi!
Gelindo
Di bello o di brutto?
Anna M.
Secondo i punti di vista.
Rico (Smette di bere, a Gelindo)
Le era mai capitato di vedere Anna Maria ridotta cos?
Gelindo
In verit, no. Ammiro, per, la sincerit dei mostruosi atti che compie, nei
confronti delle persone che apprezza.
Rico
Anna Maria, lo senti? Ora hai un altro difensore.
Anna M.
Mi piacete entrambi perch siete uomini. Gelindo il primo, tu Rico, l'ul-timo.
Gli altri? Tutti i soliti sbruffoni.
Rico
Credo che abbia delle doti inconfondibilmente segrete perch questa specie di
padrona dell'Inferno, parli bene di lei.
Gelindo
Ci siamo sempre capiti. Cosa scrive?
Rico
Tutto, anche la pubblicit per i preservativi e le mutandine, usa e get-ta.
Gelindo
E le case editrici la cercano?
Rico
S, per farmi a pezzi. Sanno che so scrivere, che sono un genio, ma di quelli
grandi. Scrivo mezzo libro, ritiro i soldi e vado a godermi il pa-radiso; ma
tu, cara, ci stavi dicendo di aver perso non so cosa.
Anna M.
Parli sempre tu, non lasci spazio all'interlocutore. Credevo non vi
inte-ressasse.
Rico
Non fosse altro per educazione e per riguardo alla padrona di casa.
Anna M.
Sbruffone!
Gelindo
Ma va!... Dicci che successo di l.
Anna M.
Una cosa buffa. Il proprietario di una, non molto identificata compa-gnia di
esportazione, mi hanno detto invitato dalla Bice; sai quella ca-gna brunetta,
tutta natiche, petto e testa, un certo Elio Mercurio...
Gelindo
Il... padrone dell'azienda in cui lavoro?!
Rico
Ah, s!
Gelindo
Non vedi come spende i suoi soldi? Se invece dovesse aumentarci lo stipendio si
farebbe cavare gli occhi, piuttosto.
Anna M.
State a sentire: l'hanno visto fare l'amore con la Nina, poi, questa che
ridacchiava sorniona, mentre lui aveva il grigio perla attaccato alle guance,
ha raccontato le bravure di Elio, dicendo che ha un solo testi-colo e che
neanche quello funziona.
Gelindo
Ma se le nostre impiegate dicono che il numero uno del mondo!?
Anna M.
Ora lo , di nome e, di fatto: numero? Un testicolo! Ed ha pagato, mezzo
milione di lire a Nina!
Rico
Lei, ragioniere, che ne dice?
Gelindo
Che i testicoli di Elio non m'interessano. Io ne ho due e mi bastano.
Anna M.
Io rientro.
Rico
Vengo anch'io. E lei, ragioniere?
Gelindo
Sono stanco, torno a casa. Domani le sette arrivano presto. Non mi strapazzate,
Elio. Addio.
Rico (Stringendogli la mano)
Sono contento d'averla conosciuta. E' un uomo in gamba. Via, entri con noi.
Gelindo
No, grazie. Ne ho fin sopra i capelli. Addio.
(Rico e Anna Maria, mentre entrano nella villa, sugli scalini incon-trano
Gianna che sta uscendo)
Gianna
Gelindo!
Gelindo
Che ci fai qui?
Gianna
Sono stata invitata. Speravo di vederti.
Gelindo
Mi hai visto, infatti.
Gianna
Non sei stato dentro?
Gelindo
Sono uscito subito, nauseato.
Gianna
Non ti sei divertito?
Gelindo
Affatto.
Gianna
Tu non potrai mai, mio caro; qualcosa dentro di te lo impedisce. Per-ch non ti
confidi?
Gelindo
Perch?
Gianna
Ti amo e ti capisco pi di tua madre.
Gelindo
Mia madre? Che c'entra mia madre?
Gianna
Lo sapevo. Incompatibilit familiare!?
Gelindo
Che c'entra, morta; napprofitti perch mi credi ubriaco?
Gianna
Forse. Sei ubriaco di dolore, per, ed giunto il momento che ti scari-cassi.
Da quando ti sei messo a spacciare?
Gelindo
Che ne sai tu?
Gianna
Ti amo, te l'ho detto. Perch non ti siedi e ne parliamo?
Gelindo
Serve a qualcosa?
Gianna
Sei uno straccio!
Gelindo
Lo so! Ma poi, chi sei, che vuoi? Che ne sai tu? (Si arrabbia in cre-scendo)
Che puoi sapere di ci che accade veramente nel mondo co-siddetto bene? Di
tutto questo mondo di merda, di una societ, fatta di belle parole, ma
insensibile a qualsiasi problema umano?
Gianna
Per questo che ti sei messo a spacciare, permettendo ai derelitti di correre
pi velocemente verso la morte?
Gelindo
La... morte?! (Pausa. E' come svuotato) La morte! Hai mai visto mo-rire
qualcuno?
Gianna
No, mai.
Gelindo
Sei stata fortunata! Per me stato, infinite volte, terribile. Mio padre l'ho
visto morire due volte. Aveva un cancro al polmone, quando seppi che si era
ammalato andai a trovarlo in ospedale e quello, mia cara, non era un ospedale,
ma un letamaio. Lo trovai in una stanzetta non pi ampia di una cella, con altri
sette malati, tutti condannati, senza uno straccio di infermiere, lasciati a s
stessi come belve idrofobe, in un fetore che ancora oggi quando ci penso mi
viene da vomitare. Cer-cai un medico, era il giorno di carnevale, non ce n'era
uno... un infer-miere, che stava davanti al televisore, mi disse: "Non lo
sa che fe-sta?" Anche il medico di guardia aveva lasciato il posto.
Vestii in fretta mio padre e lo portai a casa. Mia madre, per una diagnosi
sbagliata la fecero morire perch ottantenne: aveva vissuto la sua vita ed era
inu-tile curarla. Ho ancora dinanzi agli occhi la sua bocca aperta in una
maschera di terrore.
Gianna
Avresti potuto denunciare i direttori degli ospedali.
Gelindo
E credi che mi avrebbero preso sul serio? Fu cos che mi dedicai all'eli-sir
del sogno e permisi anche agli altri di ricorrervi...
Marco (Geme e trema in tutto il corpo, emettendo il solito grido)
Gianna
Non pensi che incrementi il furto, l'omicidio e la prostituzione?
Gelindo
Ognuno combatte con le armi che ha.
Gianna
Non puoi pensarle queste cose. E terribile!
Gelindo
Oh Dio! E perch?
Gianna
Hai sofferto ed hai visto che gli ospedali non funzionano. Pensa a quel-lo che
soffrono i familiari delle persone, e loro stessi, che tu avveleni. Pensaci,
Gelindo. Alcuni di loro diventano sieropositivi e la loro morte, non bella.
Gelindo (Ha una reazione improvvisa e incontrollata: la schiaffeg-gia)
Non muoiono per causa mia, sono loro che la cercano, per fatti perso-nali.
Gianna
Tu non solo avveleni e uccidi, ma spingi al furto, all'omicidio, ragazzi che
hanno avuto la sola colpa... la sventura di incontrarti.
Gelindo
Non mi giustifico, ma se ti pu fare piacere, ti confesso che vendo solo agli
iniziati.
Marco (Grida con pi forza spaventosa. Il suo grido scuote la sce-na come un terremoto)
Il grano spuntato, uomo! (Si alza, si avvicina a Gelindo, che lo fronteggia,
con la fogliolina tra le dita)
Gelindo
Perch mi perseguiti?
Marco (Grida ancora pi forte)
Ti avevo avvertito, ora basta! (Slega la corda, che regge la tunica, e frusta
con forza Gelindo. Poi entra nella villa e frusta gli a-stanti)
Dissolvenza, mentre Marco frusta tutti, al ritmo della Cavalcata delle
Valchirie.
Buio.
Fine del primo tempo
Secondo tempo
Scena 1
La stessa scena del primo tempo. Marco veste alla foggia degli schinner, e
parla con tre di loro (gli stessi che interpretano le om-bre) Uno di loro ha
una chitarra a tracolla.
Marco
Io non voglio parlare di politica, ci sarebbe troppo da dire...
3 Ombra - Elio
Noi non ti suggeriamo di parlarne, ma di farla. A centocinquanta metri da qui,
c' un campo di nomadi, poco pi avanti un pastificio abbando-nato...
Marco
Lo so, ma che c'entrano?
3 Ombra - Elio
Una piccola incursione. Appicchiamo il fuoco all'uno e all'altro e poi
ri-torniamo sui nostri passi. Nessuno ci incolper perch noi siamo stati qui a
fare musica.
Marco
Non vi capisco. Abbiamo la possibilit di fare musica, divertirci con po-co ed
andiamo a cercare fatica e ansia?
1 Ombra - Gelindo
S, facciamo un po' di musica.
2 Ombra - Rico
Ci vorrebbe almeno una paglia, per. Dopo fumato si suona meglio.
1 Ombra - Gelindo
Che ce l'hai una paglia?
Marco
Non fumo pi, la paglia, perch non fa effetto su di me.
1 Ombra - Gelindo
Non dire fesserie, perch non farebbe effetto?
Marco
Perch io sono forte, dentro.
1 Ombra - Gelindo
Che significa?
Marco
Ho volont.
3 Ombra - Elio
Amico, ho le palle gonfie di forza interiore e di volont. Perch, non di-ci
chiaramente, che non vuoi farti?
Marco
Dico sul serio, perch non mi credi?
1 Ombra - Gelindo
M'incuriosisci. Com' possibile fumare, e non sentirsi drogati?
Marco
Sapessi quanto ho fumato! Poi un giorno mi accorsi, che non faceva pi effetto,
e mi dissi: perch sprecare soldi inutilmente?
3 Ombra Elio
Avresti potuto provare la polvere?
Marco
Non sarebbe stata la stessa cosa.
1 Ombra - Gelindo
Se vero perch non m'insegni?
Marco
Non ho niente da insegnarti, devi essere tu a volerlo.
1 Ombra - Gelindo
Veramente?
Marco
Certo. Provaci e poi dillo agli altri.
1 Ombra - Gelindo
Vorrei essere come te.
Marco
Sei come me. Non ho nulla pi di te. Provaci, ti ripeto.
Dissolvenza in chiusura.
Scena 2
Dissolvenza in apertura in un altro angolo dove Rico, vestito con eleganza, si
ferma per accendere una sigaretta, avvicinato da E-lio: un uomo grande e
grosso, ma vestito poveramente.
Elio
Mi date qualcosa, dott? Ho otto figli da sfamare.
Rico
Un uomo solido e forte come voi?
Elio
Lo ero forte, dott! Adesso? Adesso non ho pi neanche la forza di reg-germi in
piedi.
Rico
Che state dicendo?
Elio
Che sto dicendo, dott? Sono pi i giorni che non mangio che quelli...
Rico
Ma non dite fesserie! Nella nostra era del boom dei consumi?
Elio
Consumo della fame, dott!
Rico
Non posso crederci. Oggi come oggi che tutti, dico tutti, organizzano benessere
economico, volete farmi credere?...
Elio
Se volete sfottermi, fate pure. Tanto non ho pi neanche la forza di es-sere
uomo. Ai miei tempi, quando ero proprietario di una grossa ditta di import -
export, se qualcuno si permetteva di sfottermi, il minimo che gli capitava era
di essere sbattuto al muro, con il conseguente ri-covero in ospedale con
prognosi riservata, senza tanti complimenti.
Rico
Proprietario di una ditta di import export?
Elio
Eh, s. Poi sono arrivate le tasse e fui costretto a chiudere. Cos mi so-no
trovato sulla strada con una pensione da fame.
Rico
Quando si finisce male si d sempre la colpa al governo, ormai questo
ragionamento luogo comune, non incanta pi nessuno.
Elio
Vi spaccherei la faccia solo per aver dubitato...
Rico
Perch non lo fate?
Elio
Se avessi i soldi per l'avvocato non ci penserei due volte, anche per-ch se
solo faccio il gesto di alzare un dito o la mano per darvi uno schiaffo, sbatto
per terra come una montagna a valle. E poi chi mi rial-za, voi? Ma dico,
possibile che al giorno d'oggi, con tanti giornali e pi di centomila
televisioni, che stampano e divulgano notizie, ci sono an-cora persone che non
sanno quello che accade nel mondo? Oppure dot-t, vi coltivate con la
pornografia? Gi, quella materia che stimola, non vero, e inoltre non fa
sentire i rimorsi.
Rico
Rimorsi? E di che?
Elio
Per la gente che muore ogni giorni, a causa vostra dott.
Rico
Per causa mia?
Elio
S, dott, per causa vostra. Vedete, io e gli altri come me, ci spostam-mo
dalla terra d'origine per non morire di fame. E sempre per lo stesso motivo,
non andammo a scuola perch vostro padre, dott, con la scu-sa di aiutarci,
pretese il lavoro da operaio pagando il salario di appren-dista. Quindi, ora
che il governo mi ha riportato alle origini per soffrire la stessa fame e farla
soffrire ai miei figli, mi rivolgo a voi per essere aiutato. Perch, dott,
siamo stati noi: io e gli altri come me, che vi hanno permesso di andare
all'universit e diventare dottore, ricco e ri-spettato...
Rico
Ho capito, per non giusto.
Elio
E, che cosa giusto, secondo voi?
Rico
Cercatevi un altro lavoro.
Elio (Ride amaramente)
Un lavoro?
Rico
S, un lavoro. Anche di manovale nell'edilizia.
Elio
Ah! E voi, dopo il putiferio delle occupazioni forzate degli alloggi, vole-te
farmi credere che c' ancora la volont di costruire?
Rico
Certamente.
Elio
E con quali soldi? Quelli messi da parte dall'eurtasse, o con quelli che avete
trasferito in Svizzera?
Rico
Come si vede che non leggete abbastanza, e dite che sono io quello che non
legge? Non vedete intorno a voi? Non vi accorgete che il mon-do cambiato?
Anche l'operaio, ora, veramente felice e pu permet-tersi di evolversi
culturalmente: sono state aperte le scuole per loro.
Elio
Per forza, stanno a spasso! Vanno a scuola e poi quando i figli piango-no,
perch hanno fame, gli danno da mangiare i libri?
Rico
C' lavoro per tutti! Basta averne la fantasia.
Elio
Voi prendereste a lavorare, uno che non si regge nemmeno in piedi?
Rico
Certamente. Svegliatevi, il mondo si rinnova e in meglio, credete.
Dissolvenza in chiusura.
Scena 3
Dissolvenza in apertura. E' sera inoltrata. Gelindo e Anna Maria avanzano
lentamente verso il prato.
Anna M. (Tuffandosi nell'erba)
Oh, com' bella e soffice! Fare l'amore sull'erba! Ci hai mai provato?
Gelindo
Mai.
Anna M.
E' meraviglioso, vedrai.
Gelindo
Se lo dici tu! Io preferisco la mia cameretta. (Si siede accanto alla donna)
Anna M. (Attira Gelindo verso di se, questi gli resiste)
Che ti accade?
Gelindo
E' la nostra relazione. (Scatta in piedi) Basta!
Anna M.
Stai cercando di farmi soffrire e ti diverte, perch? (Pausa. Gelindo accende
una sigaretta, aspira profondamente) Sai, Gel, che in tanto tempo non mi hai
mai parlato di te? Non so nemmeno dove abiti, come conduci la vita, dove
lavori?
Gelindo
Non parlarmi di lavoro. Ero nato per non fare niente, per questo ho imparato
come trattare le donne: le prostitute come le cosiddette one-ste e le oneste
come prostitute. In questo modo, capirai che, l'amore non mi mancato mai.
(Pausa) Che altro vuoi sapere?
Anna M.
Cosa c' nella casa che abiti?
Gelindo
Cocci, mia cara; nient'altro. Ci sono troppe camere vuote. I mobili ho dovuto
venderli un poco alla volta, il mio stipendio di impiegato dura il giro di un
giorno, massimo due. In altri tempi, per, quella casa ha o-spitato una vera
famiglia.
Anna M.
Hai avuto anche tu una famiglia? Non si direbbe!
Gelindo
S, un padre, una madre, e tutti i santi. Mio padre era un ingenuo: si
meravigliava di tutto e reagiva con bont a tutti gli schiaffi della vita.
Proprio un esemplare in via di estinzione. Mia madre era l'opposto, ma si
amarono fino allultimo. Io fui felice con loro, bisogna che lo dica. Capisci
il significato di questa parola?
Anna M.
Si.
Gelindo
Io no. Quattro anni dopo la morte di mio padre, anche la mamma mor! Mi sentii
perduto! Mio padre! Se, per lo meno fosse stato un genio! Po-vero e mediocre
qual era, per, gli piaceva vivere e ridere. (Entrano Rico e Elio)
Elio
Ah, eccolo l! Siamo stati fortunati.
Rico
Come al solito con Anna Maria.
Elio (Emette un fischio modulato)
Gelindo (Scuotendosi)
E' quel rompiscatole di Elio. C' anche un altro, dev'essere Rico. Scu-sami
vado a sentire cosa vogliono. (Si avvicina ai due)
Elio (A Rico)
Io non posso pi andare avanti: ho bisogno urgente di soldi.
Gelindo
Una volta nella mia vita, che decido di passare una serata in solitudi-ne
Rico
Bisogna prendere una decisione.
Gelindo
A proposito di che?
Elio
Di Marco, naturalmente!
Gelindo
In che senso?
Rico
Io sono ridotto alla fame. Nessuna casa editrice vuol pubblicare i miei libri:
non si legge pi pornografia.
Gelindo
E con questo? Anchio sono ridotto a farmi mantenere dalle donne, perch non
riesco a vendere un solo milligrammo di droga.
Elio
La fabbrica fruttava bene. Gli operai mi temevano. Con i miei operai, il
sindacato non attecchiva. E quello che risparmiavo!...
Gelindo
Lo so, l'hai gi detto un milione di volte. Per paura di essere licenziati
venivano a casa tua, bussando con i piedi.
Elio
Gi! Poi arrivato lui e di me non si curano per niente, non esisto, nemmeno
per lo stipendio perch la fabbrica ha dovuto chiudere.
Gelindo
Mica colpa sua la chiusura della tua fabbrica!
Rico
Bando alle chiacchiere, bisogna prendere una decisione e, subito. Per me Marco
deve sparire.
Elio
Non vorrai mica ucciderlo?
Rico
Parla piano. Non noi, che hai capito?
Gelindo
Io non ci sto.
Rico
Ascoltami almeno. Sar la stessa gente che lui ha aiutato, ad eliminar-lo.
Elio
E come?
Rico
E' semplice. Ci sono due modi per eliminarlo
Gelindo
Sarebbero?
Rico
Un incidente sul lavoro.
Elio
Non ci fai niente. Ci ho gi provato. Gli operai gli vogliono veramente bene.
Lo adorano perch mai come ora, lavorano con amore. Sono contenti, tanto, che
lavorano anche con la febbre e arrivano sempre in anticipo, pur di vederselo
vicino.
Rico
Allora non rimane che l'altra possibilit.
Elio
Sarebbe?
Rico
I nazischinner!
Gelindo
Sei diabolico. Ma riuscito a convertire anche loro. Sentite a me inutile.
Meglio rassegnarsi. E' diventato troppo potente, perch non un dittatore. Il
popolo lo ha capito, lo rispetta e lo ama come si pu amare un fratello. Marco
un fratello vero: li consiglia per il loro be-ne.
Rico
Sei passato dalla sua parte?
Gelindo
Che c'entra! Guardo in faccia la realt.
Elio
Allora dobbiamo rassegnarci?
Rico
Ma che razza d'uomini siete? Vi rassegnate cos facilmente? Sapete quanto
guadagnavo prima che lui?... circa dieci milioni il mese.
Gelindo
Se per questo, anch'io smerciavo droga a tonnellate e puttane a get-to
continuo.
Elio
A proposito di droga!...
Rico
Gi! Lo droghiamo a sua insaputa e poi lo mettiamo all'asta. Chiamia-mo a
raccolta la cittadinanza e gli facciamo vedere chi veramente questimpo-store
che ha fatto credere a tutti, che basta volere una co-sa per ottenerla. Il
popolo si sentir preso in giro e... ricordate, se la massa si muove
inarrestabile come la lava.
Gelindo
Come fare per drogarlo?
Elio
Questo non un problema, sta volentieri in compagnia.
Rico
Ma ci pensate? Una volta eliminato lui, non esistono pi problemi, per-ch il
popolo ci sar grato per aver smascherato un impostore. A que-sto punto, per
noi, aperta anche la via per potere.
Gelindo
Metti i piedi per terra. A mio avviso, per, se proprio lo dobbiamo fare, ci
sarebbe una via pi facile e meno impegnativa.
Rico
Spara.
Gelindo
Da un po' di tempo vanno di moda i pedofili, un problema che Marco non ha
ancora considerato, nella sua ingenuit, facciamolo accusare di pedofilia.
Rico
Che idea geniale! Che genio sei! (Prende il volto di Gelindo tra le mani e lo
bacia) Che genio! Appena sei libero, chiamaci che concer-tiamo l'agguato. (Via
con Elio)
Gelindo (Ritorna da Anna Maria, il cui umore cambiato)
Anna M.
Ho sentito la voce di Rico.
Gelindo
Gi!
Anna M.
Parlava di Marco o sbaglio? (Pausa) Non hai voglia di parlarne?
Gelindo
Non ho pi voglia di far niente.
Anna M.
Mi stavi parlando di tuo padre.
Gelindo
Mio padre!
Anna M.
Se tu fossi padre, che augureresti a tuo figlio?
Gelindo
Non sar mai padre!
Anna M.
Sono incinta, Gel!
Gelindo
Chi il padre?
Anna M.
Sei un... una... merda! (Si alza e fa per andare via)
Gelindo
Scusami, scusami! Veramente sei incinta? Ne sei certa?
Anna M.
Certissima.
Gelindo
E quando stato?
Anna M.
La sera che la mia festa ti nause.
Gelindo
Ma se ci siamo soltanto visti!
Anna M.
Sul tappeto della mia camera dei sogni, era tutto buio.
Gelindo
Allora non ero di certo io, perch quella sera...
Anna M.
Ti sapevo canaglia, non un miserabile. (Cattiva) Lo sai che Beb morto?
Gelindo
Sei una stronza. Vorresti farmi male e t'inventi le cose pi cattive.
Anna M.
L'hanno trovato impiccato nel bagno della stazione. Era malato dAIDS. E mi
dispiace veramente. (Via)
Dissolvenza in chiusura su Gelindo che si accartoccia nel dolore: senza
lamento.
Scena 4
Dissolvenza in apertura sulla panchina sgangherata davanti all'al-bero cavo.
Marco e Gianna sono seduti sulla panchina.
Gianna
Possibile che tu non voglia capire?
Marco
Ma che vi siete messi in testa? Non ho fatto che il mio dovere!
Gianna
Dici? Mi spieghi allora, come mai altri prima di te non l'hanno fatto?
Marco
Non li leggi i giornali? La mia iniziativa ha avuto un'eco insperata e molti
chiedono la mia collaborazione.
Gianna
Ci significa che hai deciso di lasciare Roma, forse l'Italia?
Marco
L'hai detto.
Gianna
Ti capisco. Dopo quanto ti hanno fatto!
Marco
Era nel bilancio. Ci sarebbe da riordinare la scuola, l che l'uomo si forma
e non bisogna prenderla sottogamba. Se non avremo i giovanis-simi dalla nostra,
il lavoro fin qui fatto, non ha senso. E' da loro che si spera un domani di
equa giustizia.
Gianna
Grazie, Marco, a nome di tutti, grazie. Ora per noi tutto piacevole: vivere,
lavorare... finalmente, ne vedi il frutto e sei sereno sul domani.
Marco
Attraverso le tue parole ho avuto la conferma su quello che devo fare.
Gianna
Che vuoi dire?
Marco
Hai detto che piacevole per voi, vivere e lavorare. Ma gli altri? Sai che la
maggior parte dei giovani, circa l'ottanta per cento, disoccupa-ta? E sono i
pi preparati, quelli che escono dalla scuola, con un foglio di carta e tanta
speranza. Mi dicevano alcuni studenti, l'altro giorno, quando sono andato per
una conferenza nella loro scuola, che vorreb-bero smettere di studiare perch
non ha senso diplomarsi, laurearsi per poi andare ad accrescere le file di
quelli che hanno sciupato otto anni di vita sui libri e a mangiarsi il fegato
quando gli insegnanti non davano loro il giusto merito. Un altro mi narrava di
essersi sacrificato molto, abitava nell'estrema periferia a sud della citt e,
per raggiunge-re la scuola era costretto ad alzarsi alle cinque del mattino.
Dopo di-plomato, passarono tre anni prima di trovare lavoro, per dopo due anni
fu costretto ad abbandonarlo perch non veniva retribuito. E dire che aveva
lavorato con lena per non perderlo. Di fronte a questi even-ti, insieme ai suoi
decise di aprire un laboratorio in proprio, spesero la liquidazione della
pensione del padre. Dopo cinque anni stato co-stretto a chiudere perch per
pagare tutte le tasse aveva accumulato troppi debiti, ed ora a trent'anni era
costretto a vivere come un ragaz-zino in casa dei suoi, senza nemmeno la minima
speranza di poter far-si una famiglia propria. Ora tutto questo sta per finire,
ma ho ancora contro di me un governo ottuso e saccente e se non ci riuscir,
allora prepariamoci ad affrontare un altro ventennio pi pericoloso dell'altro.
La cosa peggiore, mia cara, che l'opposizione ancora non si resa conto che
stiamo vivendo il 1922, ha dimenticato la teoria vichiana dei corsi e dei
ricorsi. Dovrebbero essere pi decisi nell'opporsi alle deci-sioni avventate
del governo, anche se questo ha la maggioranza, per la presenza della sinistra
pi estrema. A questo punto mi dici dov' la democrazia, se alla Camera si
approva tutto quanto proposto dal go-verno, senza che l'opposizione possa
fiatare?
Gianna
Io non capisco queste cose, ma se tu le dici e ne sei convinto, penso, che
dobbiamo sostenerti nella lotta. Allora perch vuoi andar via?
Marco
Perch i tempi non sono ancora maturi. Devo educare, all'amore per la libert,
i giovanissimi. Sento che questo, devo fare adesso.
Gianna
Ho sbagliato. Sono stata egoista, ma umano, no?
Marco
Siamo uomini e sbagliare umano, ma sano solo quando dall'errore scaturisce
l'esperienza. Importante non commettere mai lo stesso e, in questo momento,
il popolo italiano sta ripetendo l'errore del venti-due. Potrebbe evitarlo,
soltanto se i pensionati e i giovanissimi, visto che fra un decennio sono
proprio loro che dovranno sostenere, campa-re direi, circa l'ottantotto per
cento della popolazione, si unissero per un governo stabile e democratico; i
giovani lavorerebbero e gli anziani li guiderebbero con la loro saggia
esperienza.
Gianna
Dio, starei notte e giorno ad ascoltarti. Come le dici bene le cose e quanta
convinzione, sento nelle tue parole. Non dovresti dirle solo a me, per.
Dovresti dirle ad alta voce, a tutti.
Marco
Una cosa per volta. Ora il mio compito di aiutare i derelitti. I miei passi
mi guidano verso mete pi difficili. Sono un Yoghi vero, ma non sto sempre in
meditazione, sono anche uomo, soprattutto uomo e come tale amo tutto ci che ogni
uomo ama: lavoro, tranquillit eco-nomica, serenit di spirito, evoluzione
sociale e divertimento. Vorrei che tutti avessero queste cose elementari della
vita; tutte quelle cose che a me sono date dalla disciplina yoga. Piccola,
ricordalo: all'uomo non deve mancare mai il necessario. La storia c'insegna che
se af-famato si ribella e diventa nemico di s stesso. E' accaduto molte
volte e si versato tantissimo sangue innocente. Ora siamo sulla buona strada,
gli uomini stanno imparando a sentirsi veramente fratelli, figli dello stesso
Padre; mentre, solo ieri, coinquilini sullo stesso pianerot-tolo non si
salutavano nemmeno e quindi non sapevano se quello del-l'appartamento di fronte
al loro, fosse vivo o morto, stesse bene o ma-le. A malapena si rivolgevano il
saluto.
Gianna
Puoi perdonarmi?
Marco
Chi sono io, per arrogarmi questo diritto? Ora devo andare.
Gianna
E io?
Marco
Tu?
Gianna
Possibile?
Marco
No, Gianna. Taci!
Gianna
Com' possibile tacere quello che hai tenuto dentro, per tanto tempo?
Marco
Allora non hai capito il significato delle mie parole?
Gianna
Quali parole?
Marco
Ho capito qual il mio destino. (Stacco. Luce solo sul volto di Mar-co al
proscenio) Amore mio, non saprai mai che cosa sei stata per me e quello che
quest'amore ha fatto per l'umanit. (Si volge indie-tro, a guardare nel buio
fitto alle sue spalle. Si asciuga una la-crima, all'angolo della bocca, col
dorso della mano) Addio Gianna mia! Addio, l'ora!
Dissolvenza in chiusura
Scena 5
Una piazza affollata. Marco sballottato a destra e a manca da Gelindo, Elio e
Rico. La folla ammutolita. Qualcuno ha paura, al-tri tentano qualche piccola,
debole resistenza, poi tutto tace.
Rico
Eccolo gente! Il rivoluzionario, colui che aveva creduto di aver cambia-to il
mondo. Un uomo furbo, signori miei. Un uomo, se cos vogliamo chiamarlo, che vi
prendeva in giro, che vi ha ignobilmente ingannato. Vi faceva credere che basta
volerla una cosa per ottenerla. Voi gli ave-te creduto. lo avete amato,
osannato; gli avete dato onore e ricchezze, s anche ricchezza gli avete dato.
E lui come vi ha ripagato? Sperpe-rando la ricchezza per comprarsi la droga,
per costruirsi un gineceo con le pi belle donne; prendendosi anche le vostre
mogli, le vostre fi-danzate, stuprando i vostri bambini e forse anche qualcuno
di voi ci ha rimesso il cu... (Boato della folla inferocita)
Folla
Consegnacelo, nostro.
Rico
S. S, vostro! Dategli ci che si merita.
Sopraggiunge Gianna. Marco preso dalla folla, che lo spoglia, strappandogli
la tunica e lo malmena.
Gianna
Che fate? Fermatevi, siete impazziti?
Uno della folla da uno strattone a Gianna, che cade pesantemente a terra.
Rimarrebbe schiacciata se un'altra persona della folla non desse un calcio in
petto a Marco, facendolo gridare di dolore. Il grido ha il potere di far
tremare tutti, i quali impauriti, scappano. Nella piazza rimangono Gianna e
Marco. Gianna si rialza e soccor-re l'uomo. Gelindo si avvicina ai due
timidamente. Gianna gli chiede aiuto e, aiutata da lui, solleva il corpo
sanguinante di Mar-co.
1 Ombra Gelindo (Con la chitarra a tracolla, si avvicina a Mar-co)
Marco, volevo dirti: non fumo, e non mi faccio pi. Sono ritornato a casa e mio
padre mi vuole ancora bene.
Marco (Fa uno sforzo sovrumano, si mette seduto. Passa una ma-no sui capelli
del ragazzo, lo accarezza)
Lo sapevo. Dillo anche ai tuoi compagni. E' vilt rifugiarsi nel sogno. La
realt va affrontata e analizzata. La felicit nella realt! (La ma-no cade
pesantemente)
Dissolvenza in chiusura
Scena 6
Davanti all'albero cavo. Seduti per terra, Gianna e Gelindo
Gianna
Ma che uomo sei? Prima fai comunella con gli assassini e inveisci con-tro di
lui, poi fai di tutto per sostituirti a lui nella lotta contro l'ingiusti-zia?
Chi sei veramente Gel?
Gelindo
Sono un uomo che ha avuto la presunzione di continuare l'opera di Marco, ma
evidentemente non ho la sua forza.
Gianna
Ora non puoi lasciare l'opera a met. L'hai promesso a Marco!
Gelindo
Rassegnati. Il mondo cambiato. Guarda in faccia la realt. E' inutile
continuare una battaglia gi perduta in partenza.
Gianna
Ti rendi conto che non puoi pi tirarti indietro?
Gelindo
E tu lo sai che la polizia mi ricerca? Mi hanno denunciato.
Gianna
Eri pronto ad affrontare ben altre conseguenze, o sbaglio?
Gelindo
A morire per mano del popolo, non sotto la tortura dellinterrogatorio ed io,
quelli, li conosco bene.
Gianna
Anche questo fa parte della lotta (In lontananza brusio di folla che osanna, in
avvicinamento) Li senti? Ti chiamano! Non puoi tirarti indietro, hai promesso
loro di ridargli quanto hanno perduto con Mar-co; loro ti hanno creduto.
Gelindo
Non vogliono me.
Gianna
Lo so. Vogliono quanto hai promesso.
Gelindo
Chi sono io per esaudire i loro desideri?
Gianna
Un vero uomo, che mantiene ci che promette. Tangentopoli tramon-tata per due
volte, i giudici fanno e faranno sempre pi il bello e il cat-tivo tempo,
nonostante la proposta di legge del patteggiamento. Mol-tissime persone tremano
a questo pensiero, moltissimi hanno paura di essere arrestati.
Gelindo
Io pi di loro. Se m'interrogassero, come si faceva nella prima tangen-topoli,
non resisterei: non voglio essere tanto vigliacco da uccidermi.
Dissolvenza in chiusura, mentre Gelindo posa il capo sul grembo di Gianna.
Scena 7
Dissolvenza in apertura. La folla tira sassi contro un ipotetico as-salto della
polizia, li guida Gelindo. Una scarica di mitra, la folla si disperde. Gelindo
rimane solo. Rico che fino allora era rimasto nell'ombra, gli si avvicina.
Rico
Ciao, Gelindo!
Gelindo
Che vuoi?
Rico
Una volta eravamo amici.
Gelindo
Gi!
Rico
Perch non rinsavisci?
Gelindo
Sono rinsavito.
Rico
Penso tu sia impazzito, dopo la tragica perdita di Beb. Non si spieghe-rebbe
altrimenti la tua autoelezione a paladino degli straccioni.
Gelindo
Quanto ti sbagli. Sono uomini. E che uomini, caro mio!
Rico
Come hai potuto dimenticare la ricchezza, l'evasione che sa dare solo la droga?
Gelindo
Infatti, proprio perch non ho dimenticato.
Rico
Una volta offrivi loro la droga per spremerli e saperli incoscienti ai problemi
della vita; ora fai promesse che sai di non poter mantenere. Come puoi essere
cos pazzo?
Gelindo
Mantengo sempre le promesse e tu lo sai.
Rico
Questa una prova della tua pazzia.
Gelindo
Il savio, per voi amanti del capitale e del disordine, pazzo?
Rico
Lo sai che sei un sobillatore?
Gelindo
Lo so.
Rico
Lo sai che ci hai rotto le scatole?
Gelindo
Lo so. E so anche di aver appena incominciato.
Rico
Lo sai, che posso farti rinchiudere in un manicomio?
Gelindo
Lo so. Te l'ho insegnato io che i martiri non vanno uccisi.
Rico
Mi eri simpatico, ti volevo bene. Poi, dopo la morte di Marco...
Gelindo
Che noi causammo.
Rico
Fu necessario, come lo la tua.
Gelindo
Vuoi martirizzarmi? Lo sai che la morte di un innocente ha sempre una sua
giustificazione?
Rico
Tu non lo sei, innocente. Come non lo era Marco. Per lui stato
for-tunato
Gelindo
Sei tu, l'innocente, allora?
Rico
Sono nella legalit.
Gelindo
Che cos' la legge, per te?
Gianna (Sopraggiunge trafelata)
Oh, caro!
Gelindo
Conosci Rico Pisoni?
Gianna
S, per le foto sui giornali.
Rico
Una volta io e Gelindo eravamo amici.
Gianna
Lo so.
Rico
Perch non glielo dice anche lei, che sulla strada sbagliata?
Gianna
Chi, lei, Rico?
Rico
Non scherzi, signorina. Anche lei indiziata, tanto quanto Gelindo.
Gianna
E' una minaccia?
Rico
E' un consiglio.
Gelindo
Cosa c', sei sconvolta!
Gianna
Ne parliamo dopo, non mi piace dare soddisfazioni ai fessi prepotenti.
Gelindo
Dimmelo lo stesso.
Rico
Te lo dico io, Gel. Ho fatto sfrattare gli occupanti degli appartamenti ai
Prati Fiscali e li ho assegnati ai miei seguaci.
Gianna
Con le bombe lacrimogene e i mitra, assassino!
Rico
Che parole grosse!
Gianna
Ci hai rotto i coglioni, io ti cavo gli occhi, assassino che non sei altro.
(Gli si avventa contro, come una tigre ferita. Rico impaurito spara, Gianna
barcolla, Rico fugge, Gianna cade. Gelindo come intronato, poi si accascia
accanto alla donna. La prende in brac-cio, la culla come la madre, il bambino.
Gianna apre gli occhi e vedendo Gelindo piangere) Non mollare, Gel! Aiuta il
popolo, non tradirlo mai.
Gelindo
Non parlare. Io non sono un eroe, ho paura!
Gianna
Anch'io. Lo so che il mondo pieno di eroi, mentre avrebbe tanto biso-gno di
uomini!
Rico (Entra come una catapulta, con tre agenti)
Voi prendete il corpo di quella sventurata e portatelo in ospedale. Tu metti le
manette all'assassino. (Gli uomini si affrettano ad esegui-re. A Gelindo) Hai
visto come finiscono quelli che si mettono contro lo stato costituito? Sarai
condannato secondo la legge vigente e giusti-ziato. Per gli assassini, il codice
prevede la pena capitale.
Gelindo
Sei tutto di... merda! Vorrei cavarti il cuore dal petto per vederne il
co-lore, ma...
Rico
Tu morirai, Gel! Hai prima tradito e poi, ucciso, tradendo una seconda
volta
Gelindo
Falla curare, non farla morire.
Rico
Tu, morirai.
Gelindo
Io non voglio morire. Non sono un eroe io.
Dissolvenza in chiusura sulla folla indifferente.
Scena 8
Dissolvenza in apertura: una cella, squallida e buia. Gelindo le-gato sopra
una sedia sgangherata. E torturato da Anna Maria e Rico; Elio in un angolo e
assiste impassibile.
Rico (Sferrando un pugno allo stomaco)
Perch combatti lo stato costituito?
Gelindo
Perch lo stato ha dimenticato che una nazione fatta di uomini.
Rico (Ad ogni domanda, sar dato un pugno all'interrogato)
Chi l'ha detto?
Anna M.
Erano uomini, vollero diventare eroi ed ora fanno la nostra volont.
Gelindo
La vostra volont? Quanto conta la volont di una puttana e di un pap-pone?
(Gi schiaffi e pugni) Fino a quando andrete avanti? Dopo di me verr un altro
uomo e poi ancora un altro, perch l'uomo nato per essere libero.
Rico
Non ci sono pi, gli uomini.
Gelindo
Credi?
Rico
Vieni con noi, sarai rispettato e avrai una carica importante.
Gelindo
Concederete sicurezza economica giustizia e libert?
Rico
A te tutto quello che vuoi.
Gelindo
Io non conto. Al popolo?
Anna M.
Il popolo fa ci che noi vogliamo faccia, altrimenti!...
Gelindo
Io sono il popolo!
Anna M.
Tu sei uno stronzo!
Rico
In fondo che cosa vuoi?
Gelindo
Casa, per gli sfrattati; pane per i poveri; lavoro per i disoccupati;
Giu-stizia per i defraudati; Libert per chi ha la bocca cucita e Fratellanza.
Anna M.
La casa, dei potenti.
Gelindo
Allora del popolo!
Rico
Il pane dei giusti.
Gelindo
Allora del popolo!
Anna M.
Il lavoro di chi sa meritarlo.
Gelindo
Allora del popolo.
Rico
Il popolo ama il nostro governo.
Gelindo
Lo teme.
Anna M.
Non vero. Eri tu, e quell'altro che gli facevate credere il contrario.
Gelindo
Il popolo ha bisogno di un esempio.
Anna M.
Il popolo ci ama, ci venera.
Gelindo
Poveri stronzi! Come potete illudervi fino a questo punto? Lo avete af-famato,
infreddolito, calpestato. Attenti per, sta preparando la riscos-sa.
Rico
Sei un illuso. Vuoi vedere da te, quanto e come ci ama? Ma dopo dirai la nostra
verit!
Gelindo
Ah! Ah! Ah! La vostra verit? (Gi pugni e schiaffi)
Rico
Tu, dirai la nostra verit. (Ancora schiaffi e pugni)
Gelindo
La verit una sola: la tirannia deve essere bandita dalla faccia della terra,
perch l'uomo stanco di portare una soma che la natura non gli ha imposto, ma
che il prepotente vuole a tutti i costi fargli soppor-tare. L'uomo nato
libero e nascendo, per legge naturale, ha avuto anche il diritto alla casa,
alla libert; per legge divina ha avuto il rico-noscimento al suo senso di
giustizia; per sua volont, Cristo gli fece capire quanto importante sentirsi
fratello dell'altro uomo...
Rico (Imperioso)
Basta! ( Chiama le guardie, queste entrano) E' vostro. Poi buttate-lo in
strada, che la gente veda come puniamo i nostri nemici.
Anna M. (Improvvisamente afferra Gelindo per i capelli, lo fa ca-dere dalla
sedia e tira calci e pugni come se fosse un poongi-bool. Lo ucciderebbe se due
soldati non lo prendessero di for-za per portarlo fuori.
Dissolvenza in chiusura.
Scena 9
Dissolvenza in apertura. La piazza. Gelindo si trascina per terra dolorante,
implorando aiuto. I passanti, operai che si recano al la-voro e borghesi
indaffarati, lo guardano indifferenti e poi scappa-no intimoriti, lanciando
sproloqui verso il malcapitato che, stri-sciando come un rettile, tenta ancora
di parlare alla gente che passa.
Gelindo (Riesce a mettersi seduto)
Fino a quando la sovranit non sar del popolo, esister la schiavit. Noi
siamo uomini e come tali vogliamo essere riconosciuti. Se i gover-nanti non
vogliono riconoscerci uomini, noi siamo contro il governo di qualsiasi colore
sia. Ci sono cose a cui l'uomo non potr mai rinuncia-re, quali il lavoro, la
casa, il pane, la libert e la giustizia.
(Gelindo ripeter queste parole ad ogni persona che passa per strada, ma questa
non lo ascolter. Ad un certo punto la sua voce sar accavallata dal rumore
cittadino: clacson, stridio di freni, ur-la, ecc... Lui per continuer a
ripetere quelle parole sugli scalini delle chiese, davanti alle scuole, nelle
fabbriche. Ed sulla gradi-nata di una chiesa che la folla finalmente si ferma
ad ascoltarlo).
Gelindo
Noi siamo uomini e come tali vogliamo...
Elio (Nascosto, spara a Gelindo, che cade colpito. La gente rimane intronata,
poi reagisce violentemente contro Gelindo, che infine rimane solo)
Gelindo (Strisciando si porta al proscenio.
Vogliamo essere, uomini: riconosciuti uomini. (Faticosamente si er-ge in piedi,
la sua ombra sul fondale sar gigantesca. Apre le braccia, come in croce).
Cristo rivoluzionario!... Chi verr dopo di me? Chi continuer la lotta per il
progresso dei popoli? Venite uomi-ni!...
Un bambino (Avanza lentamente, guarda Gelindo con intenzione, si china su di
lui, gli accarezza il volto. Prende la testa dell'uo-mo fra le braccia, mentre
questi grida: "Viva l'Umanit!", stra-mazzando al suolo.
Stacco istantaneo.
Scena10
Come la scena 6 del secondo tempo: Gelindo con la testa sul grembo di Gianna.
Luce improvvisa. Gelindo come svegliandosi di soprassalto.
Gelindo
Ho sognato che mi avevano ucciso, mentre parlavo agli uomini di libert e di
giustizia. Non sono morto, vero?
Gianna
E' un segno, pensaci!
Gelindo
Sono pronto. (Si porta al proscenio con Gianna per mano. Alla platea) Venite
con noi, se siete stanchi delle baggianate dei delitti di mafia camuffati, da
suicidi, dei delitti di persone oneste suicidatesi per la paura di soffrire.
Venite rendiamole impotenti queste azioni, e lo possiamo fare se saremo uniti,
sentendoci fratelli, figli dello stesso pa-dre. Io sono pronto, e voi?
F I N E
- 1978 - 1997 2002 - Reno Bromuro
Via Castel di Ieri, 21/r - 00155 Roma
Cell. 3384975407
Posizione SIAE 35791
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