Ma come si permette

Ma come si permette!

Commedia di:

Paolo Accorsi, Fabrizio Tesini
(Paolino e Bisso)

Ma limpossibile..Pu accadere?


Personaggi:
Il nervoso.
Il calmo.
Giacinto Magretti. 
Commissario Giacchetta.

Tutte le comparse che seguono possono essere interpretate dallo stesso attore.

Sebastiano Rubinetti.
Venditore di rose.
Il prete.
Ferdinando Gravellon.
Passante.
Duca di Tarleton.
Ermanno.

Comparse femminili.

Ragazza di passaggio.
Sharon.
Marilyn.



Scena 1 : La piazza

Musica di sottofondo.
All apertura del sipario, in scena ci sono due uomini : uno seduto su una panchina che legge il giornale, l altro, pi distante, che nervosamente attende qualcuno.
La musica prosegue per alcuni minuti, durante i quali i due personaggi si notano pur mostrando indifferenza. La musica pian piano sfuma. A questo punto, quello che leggeva il giornale, lo richiude e poi indicando l altro esclama :

- Io lei l ho gi vista.ma non ricordo dove..
- Ma cosa vuole da me !? Guardi che oggi non giornata ! E poi io non sono di queste parti..
- Se per questo nemmeno io..

Attimi di silenzio, che presto viene interrotto da ulteriori domande dell uomo seduto sulla panchina.

- Lei sa dov il cinema Bracco ?
- No.
- Perch mi sembra di averla vista l.E la discoteca Ballal ?
- Non ne ho idea.
- E la palestra di Rocco Pennato ?
- Mi guardi bene, le sembro il tipo che va in palestra !?
- Eppurela sua faccia non mi nuova.

IL primo, a quel punto si alza e va a presentarsi al secondo.

- Permetta che mi presenti..io sono.
- No ! Non ora.Sto aspettando il mio avvocato.
- Ha dei problemi con la giustizia ?
- Ma come si permette !
- La mia era solo un innocente domanda.comunque io sono.
- No ! Non ora..Anzi, continui a leggere il suo giornale per favore.

IL primo torna a sedersi sulla panchina contrariato. L altro invece, ancor pi nervosamente, si mette a controllare l orologio sbuffando. Tornato sulla panchina, il primo spia pi volte l altro guardando da sotto il giornale. Ad un certo punto, di nuovo lo indica esclamando :

- Eppuredue settimane fa alla fiera del cioccolato coi buchilei era l

Per tutta risposta, il secondo si allontana ancor di pi. IL primo riprende a leggere, voltandosi ogni tanto a controllare l altro. Poi, di nuovo gli domanda :

- Ha visto che roba ? Gli arbitri di calcio vogliono scioperare Domenica. Cosa ne pensa lei ?
- Non mi interessa il calcio.
- Dovevo immaginarmelo, lo si capisce dalla sua faccia
- Perch, che faccia ho !?
- Lei troppo bianco.
- Ma come si permette !
- Non segue nessuno sport ?
- Non ho detto questo.Non seguo il calcio, tutto qui.
- E che sport le interessa allora ?
- Mi piace il tennis.
- Uno sport molto nobile, i miei complimenti. Ricordo ancora la splendida finale a Wimbledon tra Lendl e Panatta.

IL nervoso sorride in modo sarcastico.

- Panatta non ha mai giocato una finale a Wimbledon..
- Vogliamo scommettere ?
- Ma mi lasci stare per cortesia !
- Ha paura eh
- Mi vuole lasciare in pace o no !? Mamma mia che persona noiosa !

IL calmo allora, si alza e si avvicina al nervoso, per cercare di placarlo.

- Oh che robanon la disturbo piVolevo solo scambiare due chiacchiere.
- Si rimetta a leggere il giornale e stia zitto !

L uomo si risiede, riapre il giornale ma mentre lo sfoglia si rimette ad osservare quello in piedi. I due stanno in silenzio per un po, dopodich, il calmo torna a parlare.
Appena apre bocca, il nervoso allarga le braccia, sconsolato e stressato.

- Si sciopera troppo facilmente in questo paese. Io non capisco : cosa vogliono anche questi lattai ? Non si rendono conto del danno che fanno alla comunit con la loro astensione ?
- Ma lei, non fa lo sciopero della parola ?

A questa battuta, il primo ride divertito e si rialza dirigendosi verso l altro. Tenta di nuovo di attaccar bottone.

- Mi piaciuta la sua battuta..Gradisce un cioccolatino ?
- Ma s ! Me lo dia va ! Almeno contento e per un po tace !

L uomo nervosamente scarta il cioccolatino e poi getta la carta per terra. A quell atto, dopo non pi di un secondo, si sente il fortissimo sibilo di un fischietto. Fa il suo ingresso un adirato vigile.

- Cosa sta facendo lei !? Non lo sa che il suolo pubblico non va insozzato !?
- Ma.io..ma se solo una cartina quasi invisibile.
- Si vede benissimo ! Guardi come sta bene l in mezzo ! Guardi che schifo !
- Effettivamente..
- Cosa si intromette lei..che tutta colpa sua ! Comunque adesso la raccolgo e che la storia finisca qui.

L uomo raccoglie la cartina e la getta in un cestino poco distante.
- Ci voleva tanto !?

Gli dice il vigile. 

- Perch piuttosto non si occupa della circolazione stradale.In questo paese, non si riesce nemmeno ad attraversare la strada.
- E cos lei mi vorrebbe insegnare il mestiere ?
- Non penser che io mi intimidisca solo perch lei indossa una divisa ?
.Io dico sempre quello che penso.
- Molto bene.

IL vigile estrae il blocchetto delle contravvenzioni ed inizia a scrivere. IL nervoso si rivolge al calmo e gli domanda :

- Ma cos che sta scrivendo ?
- Giustamente, il signor vigile le sta facendo la multa perch ha insozzato la strada.
- Ma quale giustamente !? Mi sta facendo veramente una multa !?

Per tutta risposta, il vigile stacca la multa e la spiaccica davanti al suo naso.

- Ecco qua ! Sono 75 Euro..pi altri 5 per l ostruzionismo.
- Ma quale ostruzionismo !? Non le sembra di essere fin troppo fiscale ?
- Io amo il mio lavoro e non sto facendo altro che il mio dovere. Se lei se ne frega dei regolamenti, non certo colpa mia
- E allora sappia, che io ho amicizie molto influenti !
- E una minaccia questa !? Perch se lo .
- Nobasta.per carit

L uomo prende dalle mani del vigile la multa e poi se la mette nel portafoglio.

- Almeno mi dica il suo nome
- Sono il capo dei vigili : Sebastiano Rubinetti !

Eseguendo un perfetto saluto militare, fa schioccare sonoramente i tacchi. Poi, nota qualcosa fuori scena.

- No ! Ragazzini ! Non si gioca l con quel pallone..contravvenzione !

Esce fischiando e sfoderando l arma d ordinanza.

- Ha visto che roba ? Quello un folle ! Far un reclamo al Sindaco.
- Ehper lei se l cercata !
- Per colpa sua..e del suo maledetto cioccolatino.che oltretutto mi andato di traverso
- Se vuole ne ho un altro.
- Torni alla sua panchina.e ci si incolli !
- Ma lei sempre cos nervoso ?
- Ho appena preso una multa di 80 Euro, capisce ? Vada a sedersi !

Mesto, il primo torna a mettersi seduto, mentre l altro sbuffando sussurra tra s :
- Ma non arriva pi !?

Intanto si avvicina alla panchina e si appoggia ad un lato della stessa, rivolgendo le spalle al calmo. Dopo pochi secondi di silenzio, il calmo si accorge che inizia a piovere. Anche il nervoso si accorge, ma non da importanza al fatto. Il calmo estrae un ombrello da sotto la panchina, fa per aprirlo ma questo risulta incastrato. Allora si alza per riprovare con pi energia e facendo questo infilza con forza il sedere del nervoso. 

- Aaaaahh! Ma che faa!
- Sta per piovere e io non riesco ad aprire lombrello.
- Lei vuole uccidermi altro che pioggia! E getti via quella schifezza!
- Ma non ha paura di prendersi un raffreddore?
- Ma sono due gocce, si rende conto o no che lei uno psicopatico. arrivato luomo della pioggia adesso.

Mentre parlano il calmo riesce ad aprire lombrello ma questo pieno di buchi.

- Ah! Ah! Ah!. Cos? Un modello svizzero?
- Non ne ho idea, se le piace glielo regalo.
- Ma metta via quel colabrodo e si vergogni. Pezzente.

Il nervoso si allontana di nuovo guardando lorologio, il calmo torna a sedersi contrariato ed offeso. Subito riacquista la sua calma e gli rivolge unennesima domanda: 

- Per caso ha letto il giornale di oggi ?
- No..
- Allora non sa nulla di quel bimbo di sette anniche ha quasi accecato la maestra tirandole un elastico in un occhio.
- E io che cosa dovrei farci !?
- Ecco il tipico colpevole !

E lo indica con disprezzo voltandosi verso di lui.

- Ma come si permette ! Colpevole di cosa !?
- Sono proprio i tipi come lei, i veri responsabili di ci che accade !
- Ma lei non ha proprio nient altro da fare oggi !?
- Non svii il discorso, non cerchi di fuggire dalle sue responsabilit

Intanto si rialza e di nuovo gli si avvicina, sempre continuando a parlare.

- Questi sono problemi seri, che dovrebbero toccare tutti i cittadini. La sua indifferenza mi terrorizza. Probabilmente lei un uomo privo di coscienza
- Ma come si permette ! Sentiamo lei cosa farebbe per risolvere questi problemi
- Ahnon mio compito
- Sa cosa faccio io adesso ? Telefono al mio avvocato e prendo appuntamento per domani. Oggi non il giorno giusto.Questa giornata, grazie a lei, diventata un inferno !
- E cosa ne pensa della televisione ? Non le sembra uno strumento che deforma la mente ?
- Se probabilmente lei ne ha guardata troppa.Adesso mi lascia un attimo di tempo, per favore ?
- Voglio solo sapere se d accordo con me.
- Per quanto riguarda la televisione s
- Allora voglio stringerle la mano.
- Non sia ridicolo.
- Per favore, mi accontenti.
- Non amo i contatti fisici
- E un timido ?
- Va bene, ecco qua la mano !

I due si stringono la mano ma subito la ritraggono urlando :

- Ah !
- Ah ! La scossa !
- Lo sapevo, noi due siamo di due universi opposti

Sentenzia il nervoso.

- E perch lei troppo nervoso.
- Mi vuole vedere pi calmo ? 
- Ne sarei felice.
- Ecco, allora si sieda e continui a leggere il suo giornale. Crede di poterci riuscire ?
- Ma certo.
- Allora lo faccia !
- Vadovado.

E torna a sedersi. Subito per, arrivano nuove domande.

- Le piace il Corriere ?
- No.
- Come mai ? 
- Legga !

Intimidito, il calmo riapre il giornale, mentre il nervoso sempre agitatissimo continua a passeggiare avanti e indietro.
In quel mentre, entra un venditore ambulante di rose, che subito propone la sua merce al nervoso.

- Compri una rosa per la sua amata.
- No. Grazie.

IL venditore insiste.

- Andiamo sula render felice.
- Ho detto di no.

Risponde spazientito.

- Vada da quello l sulla panchina..
- Non mi sembra un tipo romantico.
- Perch io s allora !? Ma non vede come sono nervoso !?
- Guardi questo splendido esemplare di rosa Turca..
- Senta.le do 5 Euro.basta che se ne vada.

IL venditore lo fissa per un attimo e poi minaccioso sentenzia :

- Per andarmene ne voglio almeno 20.
- Ma.ma. inconcepibile !

A questo punto, interviene nella questione anche il calmo.

- Calmatevi signori..cosa succede ?
- Ecco, gliela venda a lui la sua maledetta rosa !
- Che splendide rosegliene compro quattro : due per me e due per il mio amico.
- Ma io non le voglio ! Io odio le rose !
- Lei deve essere un individuo profondamente infelice.
- Ma come si permette !

IL calmo compra le rose pagandole molto bene, visto che il venditore se ne va felice.

- Ecco le sue due rose.

IL nervoso senza scomporsi le accetta ma poi, dirigendosi verso il solito cestino, le va a buttare. Subito dopo, entra un personaggio vestito in tuta attillata nera, giacca e cravatta gialla. In testa ha un cilindro da prestigiatore ed in mano ha una pergamena. Squadra i due tipi con aria di superiorit, dopodich si porta al centro della scena. Buio e occhio di bue su di lui. Inizia a recitare una poesia.

- La rosa, le sue spine, le sue foglie sorridenti anche quando piove. Rose, che fanno rima con amore. Rose rosse, come il cuore quando soffre, rose blu, come i suoi occhi quando mi sorride. Rose nere, come lei che mi ha tradito fuggendo col mio amico. Le rose non sono fiori, sono pugnali che ti trafiggono il cuore e ti rimangono dentro e nessuno te le potr mai levare.

L uomo s inchina al pubblico, ripiega con solennit la sua pergamena e poi, quando si rialzano le luci, riosserva i due con aria altezzosa e poi dice loro :

- Siete proprio due pirla..

Ed esce.
I due si guardano in faccia ed allargano le braccia increduli. IL nervoso si rivolge al calmo.

- Se non le dispiace vorrei sedermi un po anch io.
- Ma pregoprego.si accomodi.la panchina di tutti

IL nervoso, dopo essersi accomodato, si porta le mani al volto disperato.
IL calmo, dopo aver notato quell atteggiamento gli dice :


- Ma lei ha qualcosa che non va.Se ne vuole parlare con me.l ascolto volentieritanto non ho niente da fare.
- Questo lo avevo capito.

Poi, il nervoso esclama tra s :

- E un disastro.. un disastro !

Subito dopo, squadra per un attimo il calmo e gli chiede :

- Lei sposato ?
- Ora non pi. Lo sono stato molti anni fa.
- E cosa successo ? Se non sono indiscreto.
- Niente.La mattina seguente al giorno delle nozze, svegliandomi, mi sono reso conto che non l amavo
- Ah ! E cos ha fatto dopo ?
- Sono stato cinque anni in Brasile
- Ma se n andato cos..cos.cos.
- Ma s.mi sono reso conto che la mia vita aveva bisogno di una svolta.
- E sua moglie ? Come ha preso questa sua fuga ? Ha saputo pi niente di lei ?
- No.
- Ma lei una persona estremamente pratica..
- Perch, lei no ?
- Ahno.io reagisco d impulso.senza rifletteree alla fin fine impiego molto a decidere.e poi non decido.e allora fumo..
- Allora deve assaggiare alcuni sigari Cubani che ho a casa iosono una vera delizia !
- E stato anche a Cuba ?
- Ci sono stato per sei mesi.Ho tentato la sorte nella coltivazione del caff ma mi andata male.
- Ma come !? Non forse il Brasile, dov stato, la patria del caff ?
- Appunto.l lo fanno tutti
- Ah !
- Ma veniamo a lei : come mai sempre cos nervoso e agitato ?
- Sono in lotta con un mio cugino.
- Come mai ?
- Non so se posso raccontare certe cose ad un estraneo.
- Ma proprio con gli estranei che ci si deve aprire. Chi lo samagari proprio io posso darle un saggio consiglio.
- Non lo sonon lo so.

Si rialza e guarda un po in giro per vedere se l avvocato arriva. Prova a chiamarlo col cellulare.

- Ah.ce l ha spentoVatti a fidare degli avvocati, tutti uguali !
- Ma scusi.come mai un appuntamento proprio in piazza ?
- E stata un idea del mio avvocato. Non lo so perch. Lo chieda a lui quando arriva.
- Se serve un buon avvocato, ne ho io uno che fa per lei. 
Lo conosce l avvocato Garbuglia ? Quello che ha difeso l assessore Mutuelli per lo scandalo dei semafori, facendolo assolvere contro ogni pronostico ?
Io e lui siamo amiconi. Eravamo assieme nell ultima battuta di caccia, nella riserva naturale del Serengeti .
- Ma mi faccia il piacere ! Adesso stato anche in AfricaMa chi lei ?

IL calmo estrae una fotografia e poi la mostra al nervoso.

- Cos questo, un leone ?
- Esattoe quello in fianco sono io, vicino alla mia preda.
- E sicuramente un fotomontaggio.
- Mi dia la mia foto allora. Non obbligato a credermi.

IL nervoso si ricompone.

- Mi parli dell Africa.

IL calmo allarga le braccia e poi, lasciandosi scivolare sulla panchina, esclama :

- Ah guardi.in Africa fa un caldo
- Ma questo lo sanno tutti !
- Se mi fa continuare.Stavo dicendo, che in Africa fa un caldo molto diverso dal nostro
- Ma va !? Per forza, ci sono migliaia di chilometri di distanza !
- S ma.quello un caldo che si pu toccare quasi con la mano.e poi spalmarselo addosso
- Lei l Africa l ha vista soltanto sui libri come menon faccia il furbo.
- Allora le racconter un aneddotoAll alba del secondo giorno di caccia, la mia guida Senegalese, Sim Sabion, mi svegli con uno sguardo di terrore dipinto negli occhi. Uscii dalla tenda e scoprii che eravamo accerchiati.
Davanti a noi c era un leone dalla criniera nera, alle nostre spalle vi era un leopardo ed alla nostra destra una tigre. L unica via di fuga era alla nostra sinistra, dove c era solo un docile boa di sei metri disteso a pancia in su, intento a prendere il primo sole del mattino
- Ma queste sono favole per bambini !
- E la verite non mi interrompa pi, se no non le racconto come and finire

Mentre il calmo racconta, alle loro spalle entra il misterioso poeta, che avanza lentamente senza farsi sentire, tenendo in mano la sua pergamena. 

- Scegliemmo la via del boa, che ci sembrava la meno pericolosa. Io passai indenne ma quando tocc alla mia guida Senegalese, il boa emise un boato e con una mossa fulminea lo cattur. Non potevo lasciarlo morire cos ed allora tornai indietro, sfoderando tutto il mio immenso coraggio. Mi avventai sul rettile, armato del mio macete. Tra le spire del serpente, la mia guida stava urlando : Salvate, salvate ! Ma io no, imperterrito sono rimasto l sul luogo, fino a che il leopardo mi ha raggiunto e mi ha attaccato, scaraventandomi a terra. Mi teneva una zampa sul viso ed i miei occhi incontrarono i suoi. Ma quell incontro fu interrotto dall arrivo della tigre, che mise i fuga il leopardo. A quella vista salutai per sempre il mio amico Sim Sabion : Ciao Sim Sabion .e lui mi rispose : Ma quale ciao, addio ! ..e fu in quel mentre che il leone aggred la tigre, scaraventandola sulle rocce taglienti. Quando apr la sua enorme bocca, nella lucentezza dei suoi denti vidi riflesso il mio volto. In quell attimo per, due colpi di fucile sibilarono nell aria ed il leone mi fran addosso con tutto il suo peso, rompendomi otto costole , un braccio ed il bacino
- L ha ridotta proprio male.
- Ah, sciocchezze, al confronto di ci che capitato al mio amico Sim Sabion
Infatti, una volta sgattaiolato da sotto il leone, mi resi conto che il buon Sim Sabion era stato completamente ingoiato dal boa e che addirittura ancora si muoveva all interno del serpente. Ci mi terrorizz ed a fatica strisciai via.
- Ma chi che aveva sparato ?
- Ah non lo so.l non c era nessuno.
- Va beh mala morale di questa storia qual ?
- Non vuole sapere come uscii vivo da quella situazione ?

Proprio in quel momento, il poeta gli mette la mano sulla spalla e gli dice :

- Adesso basta.

Come prima, si porta al centro della scena. Buio e occhio di bue su di lui. Recita una nuova poesia.

- Africa, terra di deserti umidi che si stendono fino al mare, madre di tutte le terre e madre mia, anche se non ti assomiglio. I tuoi fiumi scorrono nelle mie vene. IL leone mio fratello, l elefante mio cugino e la giraffa mi completamente estranea. In questo cerchio di vite che si rincorrono, in un gioco crudele e mortale, io vacillo e mi chiedo : chi sono io in confronto a loro?.E il ruggito si perde lontano.

Quando si rialzano le luci, guarda i due e poi sentenzia :


- Siete proprio due pirla

Ed esce.
I due personaggi restano come intontiti e si mettono a scuotere la testa, come per riprendersi da uno shock. 

- Ma chi sar questo strano tipo ?
- Quale tipo ?
- Ma quello che entra e dice queste cretinate
- Io non ho visto nessuno
- Cosa mi stava raccontando prima ?

IL calmo pensa un attimo e poi afferma :

- Francamente non mi ricordo piStavo parlando ?
- Quell uomo ci manda fuori di testa.
- Lei piuttosto, mi stava dicendo qualcosa a proposito di un suo cugino

Ma il nervoso, dopo aver preso il giornale sulla panchina, fa notare qualcosa che in prima pagina.

- Ma lasci perdere.guardi qui piuttosto.quello che dice questo giornale
Lei non preoccupato per queste notizie sullo smog ?
- Io sono convinto che un giorno troveranno la soluzione a questi problemi.
- Male ! Lei uno sprovveduto ! Io me lo immagino come sar il mondo tra dieci o vent anni.

Detto questo, sale sulla panchina come per fare un comizio, schiacciando un po il soprabito dell altro.

- Ma che fa !?
- Silenzio..Oggi c questa storia delle targhe alterne ma in un futuro, problemi ben pi gravi ci condizioneranno la vita. Quando ci sar sempre meno aria, le persone stesse dovranno uscire di casa a date alterne: i nati nei giorni pari, si alterneranno con quelli nati nei giorni dispari.oppure chi ha i baffi, si alterner con chi non li ha.e chi mi dice che qualcuno non porti baffi finti ?
- E sicuro di sentirsi bene ?
- Ma mi stia a sentire che forse imparer qualcosa !.Andranno a ruba le parrucche, perch ci sar chi vorr uscire tutti i giorni.Ammettiamo due individui che si incontrano qui come noi in questa piazza..uno si rivolge 
all altro con fare sospettoso chiedendogli : sbaglio o ieri non aveva i baffi
lei ? Ma nosi sbagliaquello era mio fratello.e invece no era lui.che ha respirato ore di aria non sua ! Sar proibito parlare animatamente, perch richiederebbe un maggior spreco d aria.ci saranno i ladri d aria, che andranno in giro con degli aspiratori specialiLo sport diventer un attivit illecita, per spreco eccessivo d aria. Nelle grandi citt, verr istituita una nuova tassa sulla respirazione d aria, che multer a secondo degli individui e della loro capienza polmonare. E un ingiustizia amico mio : io anche se non respiro, devo pagare perch ho i polmoni grossi.
- Scusi ma.mi sembra proprio che siano i suoi discorsi un vero e proprio spreco d aria
- Io so quello che dico.Nei cav delle banche, non ci sar pi denaro ma lingotti d aria fresca compressa respirabileTra le tante piante di plastica che ricopriranno il pianeta, le poche vere piantine rimaste saranno adorate come idoli. Vietato tossirevietato gonfiare palloncinivietato dire cose inutili.vietato cantare.vietato ridere per pi di venti secondiTutti gli animali, verranno dotati di bombole d aria di seconda categoria.
- E allora lei che proposte avrebbe per evitare questa catastrofe ?
- Ah.non compito mio.io commento e basta
- Ma scenda di l che meglio per favore

IL nervoso scende e una volta tornato a sedersi si rimette a sfogliare nervosamente il giornale.

- Lei non mi crede ma vedr.Basta sfogliare questo giornale per capire dove siamo diretti. IL nostro mondo fa schifo, mi creda.

Si guarda poi intorno e sbuffa.

- Quell idiota di un avvocato non arriva pi !
- Non sar quello l che si sta avvicinando con la valigetta ?
- Ma che ne so.A dir la verit non l ho mai visto prima. So solo che si chiama Fausto Martelletti. Mi ha dato il suo numero un amico e lui mi ha dato appuntamento qui.

IL calmo si gratta il mento pensieroso e dopo qualche secondo esclama :

- Ho una confessione da farle.Fausto Martelletti sono io.piacere

IL nervoso lo fissa con sospetto.

- Non faccia il furbo con me, voglio vedere i documenti.
- Cosa fa, non mi crede ? Tra cliente e avvocato deve esserci fiducia.
- E lei la fiducia se la guadagna in questo modo ?
- Non se la prenda a male, il mio modo di lavorare. Ora ho capito la sua personalit. Lei una persona diretta e schietta. Lavorer bene con lei.
- Malgrado tutto, continuo a non fidarmi.
- Va behallora me ne vado. Se ci ripensa pu ricontattare la mia segretaria.

IL calmo si alza e il nervoso aggiunge :

- S, forse meglio cos.se ne vada

Appena per, il calmo fa due o tre passi, ecco che il nervoso lo ferma.

- Un momento.aspetti.date le circostanze non ho scelta.
- Guardi che se non ha fiducia in me pu rivolgersi ad un altro avvocato.
- Si sieda per favore, si sieda.Le voglio esporre i fatti nudi e crudi. Vorrei innanzitutto la sua opinione, poi vedremo come agire.

IL calmo si risiede, pronto ad ascoltare il racconto del nervoso.

- Tutto cominciato due anni faAllora io ero appena stato licenziato da una grande azienda e mio cugino mi propose di entrare in societ con lui e di comprare insieme un camion. Partimmo subito male.perch proprio il giorno della nostra prima consegna, lui scelse una strada secondaria per evitare il traffico e fin impantanato in uno stagno. IL giorno dopo, non volle fare l autostrada, perch troppo trafficata e su una strada statale di montagna finimmo con l investire una mucca molto pregiata, una rarissima mucca blu.
- Cocome ?
- Non tutto.IL giorno dopo ancora, mio cugino scese per acquistare il giornale, lasciando per il mezzo a motore acceso e con la portiera aperta spalancata. Qualcuno lo rub, facendoci smarrire tutto il carico. I Carabinieri trovarono il nostro camion solo due settimane dopo, in Sicilia, completamente riverniciato di un inguardabile color arancio antiruggine.ma coi cerchi in legaE vuole saperla l ultima ? Dopo che lo abbiamo risistemato, lui lo ha donato ai missionari dell Africa, sostenendo che era un camion sfortunato.
- Che nobile gesto.Suo cugino deve essere un uomo di cuore
- Lei non un avvocato, lei un buffone ! Non osi mai pi dire una cosa del genere in mia presenza ! Io rivoglio i soldi della mia met !
- E suo cugino cosa dice ?
- Dice che se ne fa un baffo
- Come mai passato cos tanto tempo e siete ancora in ballo ?
- Abbiamo gi affrontato ben quattro processi e li ho persi tutti. Nessuno se la sente di dare contro ad un uomo che ha donato
- Tutto sommato vero
- Ma quel camion era anche mio ! Io non ero d accordo, io non sono 
d accordo !
- Stia calmo.la sua causa ce l ho gi in pugno. Se fossi un avvocato..
- Come !? Se fossi !?

IL calmo lo fissa per qualche istante e poi sorride in modo colpevole.

- Ho tentato con lei un esperimento psicologico.
- Ma allora lei non Martelletti !?
- No.

Immediatamente, il nervoso gli si scaglia contro, cercando di soffocarlo.

- Maledetto ! Giocare cos con i miei sentimenti, con la mia vita ! Questo troppo !

I due iniziano una furibonda lotta. In quel mentre, entra in scena un prete, che pur essendo intento a leggere, non pu non notare i due contendenti.

- Figliuoli ! Calma ! La violenza viene da Satana !

IL nervoso non vuole sentire ragioni e continua nel suo tentativo furioso di strozzare il calmo.

- Ora basta !

Esclama il prete, che cos dicendo d col suo librone un colpo in testa al nervoso.
IL sacerdote riesce poi a placare i due a forza di spintoni. Cos, poco dopo i tre si ritrovano completamente sfiancati ed ansimanti. 

- Insomma figliuoli, cosa vi preso ?
- Questo ciarlatano bifolco mi ha preso in giro, umiliandomi profondamente e ridicolizzandomi !
- Non vero eminenza, non gli dia retta, solo un povero peccatore
- Ma come si permette !

A quell affermazione, il nervoso si rigetta sul calmo.

- Ho detto basta, altrimenti chiamo il vigile Rubinetti !

Solo a sentirne il nome, il nervoso subito si calma e i due tornano a sedersi composti sulla panchina.

- Non credo ai miei occhi, vi comportate come due bambini. Occorre essere saggi e buoni ! Ho qui qualcosa che fa per voi.

Ed estrae una pistola.

- Voi vorrete certamente donare qualcosa, vero ?
- Ma eminenzache scherzi sono ?

Domanda perplesso il nervoso. Per tutta risposta, il prete lo colpisce con un calcio alla caviglia.

- Io non sono un prete, bens un ladro senza scrupoli. Fuori i soldi o qui finisce male, presto !

A quel punto, il nervoso, dolorante, consegna il suo portafoglio.
IL calmo, invece, afferma :

- Io non ho un soldo, se vuole controllare si accomodi pure.
- Non ho tempo, mi accontento del portafoglio di questo signore. Facciamo conto che abbia pagato anche per lei eamen
- Ci tengo a precisare, che io ho pagato solo per me

Puntualizza il nervoso, massaggiandosi la caviglia dolente. IL falso prete gli rifila un calcio negli stinchi e poi va via.
IL nervoso cade sulla panchina dolorante, tenendosi la gamba colpita.

- Devo chiamare aiuto ? L ambulanza ? L obitorio ?
- Stia zitto !
- Mi faccia dare un occhiata, io me ne intendo, a casa curo sempre il mio gatto,
gli faccio le iniezioni nella coda
- Ma come si permette ! Tenga gi le mani, macellaio !
- Susu.non faccia il bambino lagnosoInnanzitutto si sdrai comodo e respiri profondamente.
- Ma nomi sto gi riprendendo
- Nelle sue condizioni non si pu mai dire, potrebbe morire anche qua, adesso. Lasci fare a me.

Gli afferra la gamba alzandogliela al massimo.

- Aaahh !! Mi lasci !
- Va bene.

Gli lascia allora andare la gamba, che a peso morto sbatte violentemente sulla panchina.

- Ooohh !! Ma lei un pazzo !

IL calmo lo guarda un attimo e poi sentenzia :

- Qui serve una visita pi approfondita.

E cerca di sollevargli la gamba dei pantaloni.

- Stia fermo! Cosa vuole farmi ancora!
- Allevier il suo dolore con un antico massaggio tailandese.
- Ma quale tailandese Stia su che mi voglio rialzare.

E lo spinge via.
Entra in scena a questo punto il poeta misterioso, che raggiunge come le altre volte il centro della scena. Buio e occhio di bue. Di nuovo recita un suo poema.

- Chi siamo noi ? Siamo quello che siamo o no ? Portiamo una maschera o no ?
Io per esempio, chi sono ? O no ? Mah.IL giorno chiaro e la notte scura, 
o no ? Perch il giorno giorno e la notte notte ? La risposta non la so..
Per una cosa so : che la terra gira..o no ?

Terminata la poesia, si dirige verso il nervoso e poi, giuntogli vicino, gli dice :

- Ti vedo un po malconcio.

Allarga la mano verso di lui e gli ordina :

- Guarisci !

Immediatamente, il nervoso si rimette a sedere completamente guarito.

- Ma quello un mago ! Mi ha completamente guarito !
- Per forza, non aveva niente
- Non dica sciocchezze ! Non ha visto che calcio mi ha dato quel criminale ladro !? Me lo sa dire dov era il vigile !? A me ha rifilato una multa di 80 euro per una cartina di cioccolatino buttata per terra, e qui abbiamo un ladro, che se ne va in giro vestito da prete a derubare i pacifici cittadini.
- Le conviene andare in questura a denunciare il furto.
- No, io denuncio lei ! Da quando l ho conosciuta, la mia vita un inferno !

Poi, si sofferma un attimo a pensare.

- Ma nooo !! Nel portafoglio avevo un documento che incriminava mio cuginodovevo darlo all avvocato
- IL documento pu sempre recuperarlo.
- Ma lei veramente senza soldi ?
- Gli ultimi li ho dati al venditore di rose.
- Ma ultimi in che senso ?
- Nel senso che adesso non ho pi un centesimo.
- Allora anche lei sfortunato come me
- Non direi solo che non do importanza ai soldi, tutto qui.

E sale sulla panchina.

- Ma che fa !?
- Stia zitto lei ora, che forse sta per imparare qualcosa d importante.
- Le appena stato rubato il portafoglio, non vero ?
- Non me lo ricordi
- Ma in realt, cos che le hanno rubato ? Solo carta !
- Ma come !?
- Si convinca, amico mio, si convinca.Non deve essere anche lei schiavo del denaro. Noi siamo la nostra vera ricchezza, ci che sappiamo fare, che abbiamo dentro e che ci rende unici : questo nessuno ce lo pu rubare.
Guardi me per esempio.Non ho mai avuto un conto in banca, non ho mai accumulato denaro, eppure eccomi qua : libero ! Oggi sono qui che parlo con lei, domani potrei essere in Palestinaa predicare

IL nervoso pensa un attimo e poi afferma :

- Lei non mi nuovo.mi ricorda qualcuno.ma chi ?

IL calmo va avanti imperterrito.

- Mettiamo ad esempio quei ricchi che hanno tre o forse quattro o cinque volte quello che serve loro per vivere, quei grossi accumulatori di nulla : lei pensa che siano felici ? Mi risponda col cuore
- Io penso di s
- Lei sa di non essere sinceroQuegli esseri amorfi, si consumano avidamente in tutti quegli eccessi e vogliono sempre di pi, perch in fondo all uomo non basta mai !
- E allora cosa dobbiamo fare ?
- Ahio non lo soio commentoma se vuole pu venire con me in uno dei miei viaggi..

IL nervoso sembra prendere in considerazione quell offerta.

- Ma veramente lei mi porterebbe con s ?
- Perch no.ho intenzione di imbarcarmi tra una settimana.
- Su che nave.dov diretto ?
- Su un mercantile diretto a Lampedusa
- E io che ci vengo a fare ?
- Ahnon soveda lei
- Direi che allora non partoSar meglio che mando al diavolo l avvocato e che me ne vado a casa.

Fa per alzarsi ma nel fare questo schiaccia qualcosa per terra.

- Porca vacca ! Ho schiacciato una cicca !
- Ma non si vergogna !?
- E perch dovrei vergognarmi !? Quel dannato vigile solo me ha visto !

Si risiede e si leva la scarpa.

- Come puzzano i suoi piedi.
- Ma come si permette !? Piuttosto.si faccia venire qualche idea per togliere questa stramaledetta cicca dalla suola
- Me la dia a me.che ci penso io.

IL calmo estrae un coltellino da tasca. Vedendolo, il nervoso esclama :

- Bene, con quello pu raschiare via la cicca dalla suola.
- Noqui serve un operazione chirurgica

Voltando le spalle al nervoso, il calmo armeggiando il coltellino interviene sulla calzatura.

- Cosa sta facendo ? Faccia vedere anche a me
- Ecco.ho finito. Guardi qua, come nuova !
- Ma me l ha forata ! Lei un criminale manuale !
- Era l unico sistema per rimuovere la cicca
- Ma adesso inutilizzabile la scarpa !
- Va behme la dia ancora.la sistemo subito.
- Nonoper carit !
- Si fidisi fidi.tanto cos non pu utilizzarla lo stesso

IL calmo strappa un pezzo di pagina dal giornale e tenta di tappare il buco.

- Ecco qua, modello barbone.
- Ma vada al diavolo !!

In quell istante, entra in scena una giovane, che si dirige verso la panchina.

- Scusate signori, libero quel posto ?
- S, si accomodi pure.

Risponde il calmo. IL nervoso ha ancora in mano la scarpa bucata. La ragazza gli si siede in fianco e lo osserva schifata.

- Non badi a lui signorina, un rozzo

IL nervoso resta come paralizzato. La signorina si alza ed esce di scena voltandosi pi volte a guardarli. IL nervoso vorrebbe definitivamente strozzare il calmo ma ecco che fa ancora il suo ingresso il poeta misterioso. La scena si svolge come sempre.

- Perch cade una tegola dal tetto ? Perch mi alzo alla mattina e cado dal letto ?
Voi direte, la gravit.No ! E il destino. Niente perfetto, ma il destino lo .
Siediti e pensa ma.sar tutto inutile : il destino ha gi deciso per te. Quindi vai e 
vivi se puoi, stai attento a dove metti i piedi e guarda bene davanti a te : l unica 
cosa che conta.

Finita la poesia, l uomo apre la mano verso il nervoso ordinando :

- Rimettiti la scarpa, ora a posto.

Poi, si allontana dai due con fare di compatimento e prima di uscire esclama :

- Siete proprio due pirla.

Dopo alcuni attimi di sbigottimento, il nervoso afferma :

- Ma come fa !? Anche la scarpa.Voglio vedere dove va.
- Ma no.lasci stare. E meglio non invischiarsi con certe persone.
- Eppure questa scarpa come nuova. Non so cosa ne pensa lei ma queste non sono cose normali.

IL nervoso scatta in piedi e fa per inseguire il poeta misterioso. S imbatte per in uno strano personaggio. I due si scontrano.

- Ma cosa fa !? Mi tocca tutto !?
- Ma si tolga di mezzo..o le passo sopra !
- Faccia pureio non mi lamento.
- Ma si pu sapere lei chi !?
- Io mi chiamo Ferdinando Gravellon e sono un gran culatton !

Afferma con cadenza effeminata ed ambigua.

- E lei bell omone, come si chiama ?
- Io non sono il tuo tipo, va da lui.

Gravellon si avvicina alla panchina sculettando e il nervoso, incuriosito, si ferma per vedere cosa accade, dimenticandosi cos del poeta.

- Scusi, sa dirmi che ore sono ?
- Non ho l orologio.ma il signore che ha alle spalle ce l ha.

Gravellon si rivolge cos ancora al nervoso.

- Ho un appuntamento col mio fidanzato, sa dirmi l ora ?
- Ma non si vergogna a sbandierare cos i suoi sentimenti !?
- Perch, tu non ami nessuno bell imbusto ?
- Se amo qualcuno sono affari miei.

Gravellon torna dal calmo.

- Scusi, ha una sigaretta ?
- Io noma il signore sicuramente s.

Gravellon torna ancora dal nervoso.

- Ho sentito che lei fuma.
- S ma le ho finite.
- Su non faccia il timido, so che le ha.

E intanto si avvicina con movenze ambigue.

- Ce le avr qui

E gli infila una mano nella tasca interna della giacca.

- Ma come si permette ! Stia indietro o chiamo la Polizia !
- Ohquante storie per una carezza

Gravellon si mette a fissarlo con occhi dolci.

- Ma lo sa che lei ha proprio dei bei capelli ?

E lo spettina.

- Ma che fa !? E lei, intervenga !

Urla rivolgendosi al calmo.

- Tra moglie e marito.io non metto il dito !
- Ma come si permette anche lei !

Cercando protezione, il nervoso si siede vicino al calmo. Gravellon per, gli si siede accanto, continuando a fissarlo intensamente. A quel punto, il calmo si volta verso Gravellon, come se vedesse qualcuno fuori scena.

- Mi sembra di vedere qualcuno che agita la mano l in fondo. Star cercando forse lei, signor Gravellon ?

Gravellon, ancora in estasi, si volta, notando il personaggio fuori scena indicatogli dal calmo.
- Oh.s luiGilbertino, il mio fidanzatinoArrivo Gilbertino.arrivo !

Gravellon salta in piedi. Prima di andarsene per, si volge verso il nervoso dicendogli :

- Au revoir ..ci rivedremo presto
- Ma va via !

Uscito di scena Gravellon, il nervoso si rivolge con riconoscenza al calmo.

- Grazie per averlo sviato.il mio fascino a volte mi sfugge di controllo
- Ma lo sa lei almeno cos il fascino ?
- Perch lei s ?

IL calmo ripiega il giornale e sale sulla panchina.

- Lei, poco fa, ha trattato quell uomo come una buccia di banana, senza sapere che anche le banane hanno un loro fascino
- E questa sarebbe la spiegazione sul fascino ?
- Si calmi ed ascolti, non tutto. Ci sono anche altri frutti da tenere in considerazione. E poicos che bello e soprattutto, cos che giusto ?
Per esempio : ora le dimostrer come sia difficile individuare ci che giusto. Per lei giusto che questa panchina sia cementata in questa piazza ?
- Per me s.
- E invece no ! Se io voglio spostarla per poter prendere meglio il sole non posso, perch cementata !
- Ma se non fosse cementata, qualcuno potrebbe rubarla.
- Ma questo lo pensa lei, perch in fondo disonesto.
- Ma come si permette !
- Lei sa solo pensare al male che pu fare qualcuno ! Ecco perch non conosce il vero significato del fascino !
- Ma cosa centrano questi discorsi !? Non capisco 
- Comunque non questa la vera questione che io volevo trattare. 

Il calmo pensa un attimo per trovare le giuste parole.

- In un famoso stato orientale diviso in due: la Corea dellEst e dellOvest
- Ma lei un pazzo scatenato !. Dove sarebbe questo posto?
- Se non informato sugli ultimi aggiornamenti geografici non colpa mia. 
- Ma come si permette!..
- Non minterrompa che sta per imparare non solo la geografia, ma anche la storia. Come stavo dicendo prima che lei, stoltamente minterrompesse, in quello stato regna il disordine ed il caos, perch due opposte fazioni si combattono da anni per questioni religiose. Ognuna delle due crede di essere pi vicina a Dio dellaltra. Una fazione crede che Dio sia grato a coloro che lo pregano secondo i pi sacri rituali, in un silenzio meditativo assoluto e rigorosamente nei templi. Laltra fazione ritiene che solo lo stato debbrezza prodotto dallalcool porti la mente delluomo vicina al Creatore. Si riuniscono nelle foreste, dando vita a gioiose feste collettive in cui condividono tutti insieme la gioia di vivere e di aiutarsi.
- E sicuro di quello che sta dicendo?
- E lei sicuro di sapere chi delle due fazioni ha ragione?
- Non con questi esempi stupidi che si possono giudicare questioni cos grandi. Forse pi grandi di noi. 

IL calmo si risiede e dopo aver ripreso con tranquillit il giornale afferma :

- Forse lei ha ragione.

IL nervoso si porta disperato una mano alla fronte e poi si siede anche lui.

- Comunque, per esempio, guardi qua :

Si avvicina moltissimo al nervoso per non farsi sentire da estranei.

- Il ministro Ciuma promette di sbattere la porta in faccia agli extracomunitari.
- Ma stia indietro, mantenga le distanze!
- Non urli per carit.
- Non sto urlando, lei che mi alita addosso.
- Queste sono cose delicate, non vorrei che ci ascoltasse qualcuno.
- Ma non sia ridicolo! Siamo partiti dal fascino e adesso ci ritroviamo a parlare di politica Ma dove vuole parare!

Il calmo si avvicina di nuovo e ricomincia a parlare a bassa voce.

- Questi sono intrighi politici che non possono essere ignorati dal popolo.

Il nervoso si alza spazientito.

- Ma lei un uomo insopportabile!
- Dobbiamo aiutare il prossimo, non sbattergli la porta in faccia Chiaro?!
- Quello che non capisco perch parla sottovoce
- Il ministro Ciuma ha orecchie ovunque.

Il nervoso estrae di nuovo il cellulare e si mette a comporre un numero, voltando le spalle al calmo.

- Cosa fa?
- Dico al mio avvocato che sono disposto a rinunciare alla mia quota del camion. Farei qualsiasi cosa pur di liberarmi di lei!

Il calmo lo ignora e accavalla le gambe rilassato. Mentre il nervoso armeggia col cellulare, laltro si osserva, preoccupato, la scarpa.

- Pronto. Parlo con la segretaria del signor Martelletti. Come no! Ma allora lei chi ? Lo so che ho chiamato io, ma lei chi ?.

Cade la linea ed il nervoso ricompone nervosamente il numero. Contemporaneamente, il calmo, alle sue spalle, avendo notato delle macchie sulla scarpa, estrae un fazzoletto di carta ed inizia a pulirsela. In quel momento, il nervoso vittima di un forte starnuto.
Il calmo, prontamente, gli porge il fazzoletto che stava usando. Il nervoso lo accetta riconoscente, soffia il naso e si strofina pi volte il viso girandosi di spalle al pubblico. Quando si rivolta il suo viso completamente annerito. Si rivolge al calmo col pollice alzato in segno di OK e va a gettare il fazzoletto nel vicino cestino. Ritornando alla panchina si rivolge al calmo.

- Non riesco a parlare con il mio avvocato.
- E sicuro che questavvocato esista?

Il nervoso ha uno scatto dira.

- Adesso non esiste neanche lavvocato! Ma perch non sparisce lei piuttosto,
iettatore e menagramo! 
- La vedo un po nero, si calmi
- Ma quale calmarsi, non me ne va bene una, accidenti a lei.

In quel mentre entra in scena un personaggio, possibilmente molto grosso e robusto, che incuta timore riverenziale. Passando accanto ai due, nota il volto annerito del nervoso.

- Oh! Che faccia ha lei? 
- Perch?! Che faccia ho?
- Si sar sporcato per sbaglio, tutto nero.
- Se questo un altro scherzo sappiate che lultimo.

Il grosso uomo si rivolge al calmo.

- Ma cos ha questo qui? L ha morsicato una tarantola.
- Anche la sua faccia non mi sembra troppo a posto.
- Io ti cambio i connotati hai capito mingherlino In pi che ti ho fatto un piacere ti arrabbi anche 

Interviene il calmo.

- Scusi signor gigante, non se la prenda. Non vede che solo un poveraccio tutto sporco
- Ma come si permette! Se ero sporco poteva anche dirmelo.
- Io non sono mica la sua balia.
- Signori continuate pure a litigare io non ho tempo.

Il gigante si allontana, quando quasi fuori scena, il nervoso, non visto, lo minaccia a pugni chiusi, trattenuto dal calmo.

- Fa bene a trattenermi, lavrei fatto a brandelli altrimenti. Io ho un destro che fa paura.

Si guarda il pugno destro e si spaventa. Il calmo gli porge un nuovo fazzoletto.

- Si pulisca la faccia che meglio.
- Ma come avr fatto a sporcarmi.

Il calmo, non visto, si alza il bavero dellimpermeabile e si mette a ridacchiare. Dopo essersi ripulito malissimo, il nervoso si rivolge di nuovo al calmo.

- Lei un uomo senza nessuna logica. Ma una cosa logica la far io, andr a casa.

Fa per avviarsi ma il calmo lo richiama.

- Tornando alla famosa storia delle banane, si ricorda? Ecco qua

Estrae dalla tasca dell impermeabile una grossa banana e dopo averla sbucciata se la mangia.

- Ha ha ha..

Commenta il nervoso ridendo.

- Lei un uomo imprevedibile, riesce sempre a spiazzarmi con le sue estrosit. La sua banana mi fa tornare in mente una storia curiosa che mi raccontava sempre mio nonno quando non dormivo la notte
- E che storia ?
- Mio nonno era prigioniero in Africa delle armate di Rommel e stava soffrendo da giorni la fame e la sete. Le guardie Tedesche prendevano in giro i prigionieri, mangiando banane di fronte a loro, proprio come fa lei adesso.
- Mi dispiace, non volevo offenderla.

IL nervoso si riavvicina e si siede sulla panchina.

- Mio nonno si mise a studiare per giorni i movimenti delle guardie Tedesche, arrivando cos ad ideare un perfetto piano di fuga. Una notte, scavarono sotto il reticolato e corsero a nascondersi nel magazzino delle banane, dove queste erano raccolte in grossi mucchi, data la grande produzione della zona. IL piano di mio nonno consisteva nel riuscire a mischiarsi alle banane ed a farsi quindi caricare sui camion che sarebbero usciti l indomani dal campo.
- Ma era un piano folle !
- E infatti fall
- Tutti vennero catturati e fucilati sul posto, tranne mio nonno, che fu fortunatamente scoperto da una marescialla Tedesca e ne conquist il cuore,
offrendole una banana con una romantica candelina sopra
- Non credo ad una sola parola di questo racconto
- Si sbaglia di grosso, perch la marescialla Tedesca mia nonna
- Cos lei ha nelle vene sangue Tedesco.Ecco perch e sempre cos nervoso!
- Ma come si permette !
- E poi non basta una nonna Tedesca per raccontare simili favole
- E la verit. Lei troppo orgoglioso per accettare che anche gli altri abbiano qualcosa di affascinante da raccontare.
- Ma mi faccia il piacere ! Io potrei raccontare mille di queste avventure. Come quando mi sono trovato disperso nel deserto dei Tartari, senza n cibo n acqua e solo come un cane
- E cosa ci faceva l ?
- In uno dei miei viaggi mi sono spinto fino in quelle remote zone.
- Si! Ma cosa ci faceva l?
- Eh! Mi sono perso no!
- Basta! Vado a casa! Non ne posso pi delle sue sciocchezze!

Proprio in quel momento, entra il poeta, che si mette a recitare l ennesima poesia.

- Tuona il cannone, scoppiata la guerra. Due popoli si odiano e si sparano. 
Nella casa, la vecchia madre aspetta il figlio partito per il fronte. IL figlio le scrive tra le pallottole che fischiano e la madre legge tra le lacrime che scorrono. Entrambi se ne infischiano della guerra, ma il figlio morir e lei sempre lo aspetter. Chi potr consolarla ? Bussano alla porta : la morte.
Cala il gelo. IL ragno tesse la sua tela e la casa silenziosa. Questa la guerra.

Al termine, ordina al nervoso di salire sulla panchina.

- Tu, sali sulla panchina e grida al mondo la frase che ti ho insegnato.

Come in preda ad un incantesimo, il nervoso sale in piedi sulla panchina ed esclama :

- Viva la Regina, viva il Re e tutti i suoi nipoti !

Detto questo, il poeta dopo averli squadrati dice loro :

- Siete proprio due pirla..

Come ogni volta esce di scena, lasciando i due esterrefatti.

- Basta ! Stavolta non mi scappa !

Grida il nervoso, che poi si dirige deciso nella direzione in cui era uscito il poeta.
Esce di scena ma poi subito rientra, sbigottito e stralunato.

- La strada bloccata, di qua non si esce.
- Ma se il poeta passato
- Provi lei, invece di parlare per niente

Anche il calmo, effettua il tentativo di uscire in quella direzione, rientrando per subito in scena sconfitto.

- Accidenti, c come un muro perfettamente dipinto. La strada sembra continuare ma in realt s interrompe.
- Venga con me, mi segua.

I due provano un'altra uscita, ottenendo per lo stesso risultato.

- E bloccata anche questa !

Effettuano vari tentativi ma invano. Si rendono poi conto di essere rinchiusi come in una gabbia. IL nervoso nota un piccone appoggiato per terra, non lontano dal fondale. Lo raccoglie e con questo esce di scena.

- Cosa vuole fare ?
- E me lo chiede ? Abbatter questo dannato muro con le mie mani. Non amo le stregonerie io. Quel tizio ce la pagher cara, perch sicuramente tutto questo opera sua.

Dopo non molto, col nervoso fuori scena a picconare, ecco che risuona il rumore come di un massiccio muro abbattuto. Eccitato, il nervoso chiama il calmo.

- Venga a vedere cos ho scoperto.

Anche il calmo esce cos di scena dimenticandosi il suo cappello sulla panchina, e raggiungendo il nervoso. Buio. I due iniziano a dialogare.

- Sembra uno scantinato macom possibile ?
- Ma dove siamo !? Che razza di diavoleria mai questa !?
- Io entro. Lei cosa fa ?
- Se aspetta un attimo, mi riprendo il cappello e la seguo.
- Ma lasci perdere il cappello, non vede che capitano cose incredibili? 

Si sente il forte sibilo di un violento vento. I due gridano contemporaneamente:

- Questo vento ci sta risucchiando.. Restiamo aggrappati. Aaaahhh!
- Il mio cappellooo!!!

FINE PRIMO ATTO. Sipario e cambio scena.
2 Atto
Luci soffuse. I due si ritrovano in uno strano ambiente in penombra. Il calmo ha in testa il cappello e la faccia del nervoso pulita. Seduto ad una scrivania c il poeta, intento a ritoccare i suoi testi.NOTA SCENOGRAFICA: Lo sfondo deve ricordare, anche se in modo vago, l interno di un cervello. Crescono le luci quando entrano in scena, i due protagonisti.

- Ma che razza di posto !?

Si domanda il nervoso, sulla musica dintroduzione, che lentamente sfuma.

- Guardi, l seduto c il poeta che sta lavorando alle sue opere.

Fa notare, ammirato, il calmo.

- Non esalti troppo quel criminale magico. Senta lei, opera sua tutto questo scherzo ?

Domanda il nervoso. Quando il poeta si accorge di loro, si alza in piedi per recitare quanto ha appena scritto.

- Benvenuti stranieri, disse il Re ai viandanti. La citt intera vi accoglie mabadate: siate portatori di acqua limpida, sia puro il vostro cuore, cos come le vostre azioni. IL Re clemente di nome e di fatto.ma la Regina no.

Poi, terminata quest ennesima recitazione, squadra i due girando loro attorno.


- Non riesco proprio ad inserirvi in nessuno dei miei romanzi. Siete proprio due pirla
- Ma come si permette !
- S, eccola, la tua miglior battuta !
- Io questo lo strozzo !

IL calmo trattiene il nervoso e poi a sua volta si rivolge al poeta mago.


- Insomma, non crede che sia arrivato il momento di darci qualche spiegazione? 
Innanzitutto, dove siamo qui ?
- Siete nei meandri della mia fantasia.
- Ah.che provincia ?

IL nervoso all improvviso reagisce bruscamente.

- Mi lasci, gli voglio spaccare la testa !
- Un momento ragazzi, non agitatevi. Questa nostra discussione potrebbe finalmente aiutarmi a collocarvi in una delle mie tante idee.
- Cos quello schifo !?

Chiede il nervoso notando lo sfondo di quello strano ambiente.

- Sono le pareti del mio cervello.
- Andiamocene o divento pazzo !

IL nervoso trascina con s il calmo e i due insieme si dirigono verso l apertura da cui sono arrivati. Questa per, sparita.


- Come potete ben vedere non c pi nessuna uscita. Sarete convinti adesso.
Voi siete due personaggi inventati dal sottoscritto, non siete mai esistiti e non avete nessuna identit, se non quella che disegner io per voi.

IL nervoso si avvicina al poeta con fare minaccioso.

- Io ho capito chi lei. Lei uno di quei finti maghi truffaldini che cercano di estorcere denaro agli onesti cittadini ricattandoli. Non mi meraviglierei se dietro a lei ci fosse Wanna Marchi.
- Andiamo ragazzi, voi non avete soldi, non avete documenti, non avete nulla !
- Ma cosa dice !

Esclama il calmo, frugandosi nelle tasche ed estraendo un documento.

- Soldi non ne avr maguardi un po questo documento. A quanto pare sono addirittura proprietario di un pozzo di petrolio in Egitto.
- Quel documento falso, sei stato ingannato dal perfido Arab Kumin e in realt il pozzo non esiste.
- E lei come lo sa ?
- Perch una storia che ho inventato io, IL Cairo brucia , storia che nessuno ha mai voluto pubblicare.
- Questa pura follia.ma lei pazzo ?

IL nervoso raccoglie da terra una mazza da baseball e poi comincia a farla roteare.

- Se non ci lascia andare subito gliela spacco sulla testa !
- Voi due siete confusi, avete solo bisogno di prove e di dimostrazioni.

Interviene il calmo.

- No, noi vogliamo andarcene.
- Non c niente l fuori.Come mai tu hai in testa il cappello mentre, se non sbaglio, lo avevi dimenticato sulla panchina ?

IL calmo si ricorda e resta per un istante ammutolito. Dopo di che il poeta si rivolge anche al nervoso.

- Tu invece avevi il viso annerito mentre ora perfettamente lindo e 
splendente. 

Il nervoso ribatte agitato.

- E evidente che lei ha dei poteri occulti ma.non riuscir a spaventarci !
- Ma se tu hai paura anche della tua ombra
- Ma cosa dice !?

IL nervoso guarda per terra e vedendo la propria ombra sobbalza.

- Oohh !!

IL poeta scoppia a ridere divertito.

- Lo sapevo, ti ho creato io cos pauroso per il mio romanzo L ombra assassina , che ho cestinato qualche mese dopo averlo ultimato
- Cos noi saremmo dei falliti !?
- Peggio, siete degli scarti.
- Ma come si permette !

IL calmo blocca il nervoso e poi si rivolge al poeta.

- Lasci che gli parli io. Se siamo degli scarti, come mai siamo ancora qui ?
- Perch in questo momento sto meditando su un nuovo racconto da inserire nella mia collezione : I due pirla .
- Ma come si permette !

Esclama il nervoso scattando. IL calmo lo riprende.

- Ma lei sa dire solo quello ?
- No, so fare di pi.

Cerca di colpire con la mazza il poeta, che per lo blocca alzando la mano e gridando :

- Fermati e posa la mazza !

IL nervoso ubbidisce alla lettera e poi si blocca come un automa. IL calmo comincia ad avere dei dubbi. Si rivolge al poeta e gli domanda :

- Mi ricordo che circa tre anni fa ero in Nuova Zelanda. L ho comprato un oggetto che mi molto caro : sa dirmi di che oggetto si tratta ?
- Non fare il furbo con me. Tu in Nuova Zelanda non ci sei mai stato.

A questa risposta, il calmo resta allibito e confuso. IL nervoso sempre bloccato e il poeta, riprende :

- Vuoi una dimostrazione pratica ? Osserva !

L autore prende dal tavolo un cappello di paglia e lo mette in testa al nervoso.

- Quando schioccher le dita, il tuo amico assumer una nuova identit. Stai a vedere.

Infatti, schiocca le dita ed il nervoso assume l identit di un rozzo contadino dei tempi andati.

- Alura chi ! Sa sumena o no !? Siguit a tapl e f nient ! Ma and a dacqu putost, che gh un sec che gh fina bagn !
- Torna in te immediatamente !

Gli ordina il poeta, che poi spiega :

- Lo stavo creando cos per il mio romanzo Semine perdute , che avevo ambientato nelle campagne del primo novecento.ma dopo pochi paragrafi ho deciso che era tempo perso.

Mentre il nervoso torna in s, il calmo domanda ancora al poeta :

- Ma se noi siamo due personaggi scadenti, ci mostri allora un personaggio ben riuscito tra quelli da lei creati.
- Volete vedere un personaggio modello ? Colui che mi ha reso orgoglioso del mio lavoro ? Ecco a voi il famosissimo Duca di Tarleton : Lord Gerard Macch, l unico vero e grande protagonista del romanzo IL Duca e la Duchessa , con il quale ho vinto il Premio Fantasy nel 98.

Penombra.
Sulla penombra e luci colorate, entra in scena il Duca di Tarleton, in pigiama e con in mano un fazzoletto bianco. IL Duca s inchina ai suoi ospiti.

- Che il cielo e le stelle proteggano i vostri sogni e il vostro vivere.

In quel mentre, il nervoso si riprende e vedendo Macch esclama :

- Ma questo qui in pigiama !
- Non un vero pigiama. In questo momento infatti, in un abbigliamento neutro, pronto per la prossima avventura.

Spiega prontamente il poeta.

- Ancora con sta storia dei personaggi inventati ? Io sono vivo e vegeto, altro che un personaggio di carta ! Sfido chiunque a dimostrare il contrario !

IL poeta gli porge un blocco di fogli.

- Legga un po qua.

IL nervoso sfoglia velocemente i fogli e poi subito esclama :

- Ma questo quello che avvenuto sulla piazza fino a pochi minuti fa ! C segnata ogni frase ed ogni battuta.ma allora
- Vedo che cominci a comprendere. Quella non era altro che una commedia che stavo tentando di scrivere.
- Non era male, le poesie mi piacevano. 

Interviene il calmo. Intanto il nervoso si mette a squadrare il Duca di Tarleton.

- E cos questo sarebbe un personaggio perfetto ? Vediamolo all opera.

IL Duca si attiva come se fosse un robot. Afferra delicatamente la mano del nervoso e poi inizia a decantargli parole d amore.

- Carlotta, mia adorata, il mio cuore si spacca in quattro per te..oh mia leggera nuvola d oriente.Ti liberer io dal Capitano nero , lo so che non 
puoi pi sopportare il suo alito pestilenziale.Questa notte lo uccider e noi saremo finalmente ancora insieme e liberi.

IL poeta d una specie di segnale al nervoso orinandogli :

- D la battuta !

IL nervoso inizia a recitare con voce da donna.

- Oh caro Duca, anche il mio cuore si frantuma d amore manon per lei. Io amo il Principe Luigi.
- Allora uccider anche lui !.IL Principe Luigi, proprio colui che giudicavo mio amico e che pi volte ha bevuto dalla mia borraccia. Domani lo avvelener !
- Maledetto Duca, io ti odio !
- Sarai miaDomani sera, al calar del sole, diventerai mia moglie, altrimenti rinchiuder tuo padre nelle prigioni di S.Colombano. Cosa mi rispondi ora !?

IL poeta ordina :

- Stop !

IL calmo si irrita.

- Ma come ! Volevo vedere come andava a finire.
- A quanto pare, il mio racconto ti ha incuriosito.
- Non certo una storia originale, per volevo sentire la risposta della fanciulla.
- Non la saprai mai, non la tua storia.

In quel mentre, il nervoso scuote fortemente il capo, come una persona che si trova nella pi totale confusione mentale. Si rivolge poi al Duca.

- Sa fem ? A ia piantum ch i scigull o pus avanti ?
- Ma Carlotta, cosa dici !?
- U canela.va che mi sun un om, te cap o no ?
- Questo affronto verr lavato col sangue !
- Ma va a lavas ti, che ta spusa da cavron !
- Lei un uomo rozzo e senza nessuna cultura !
- Ma va a da via i p !
- Stop !

Interviene il poeta.

- Non c niente da fare, questo personaggio non avr mai una sua identit !

Poi, pensieroso riprende :

- Per, questo scambio di battute mi ha fatto venire un idea.Ammettiamo che..

Si sente a questo punto il rumore di una forte bastonata. Un tamburo inizia a scandire dei colpi forti e regolari. Anche la luce sul palco, inizia a seguire ad intermittenza il suono emesso dal tamburo. IL poeta si porta le mani al capo ed esclama :

- Ma che succede !? La testa mi scoppia !

Poi, stramazza al suolo. Macch scappa fuori scena disperato, mentre i due protagonisti si avvicinano al poeta steso a terra. IL nervoso raccoglie la mazza, come per proteggersi da un qualcosa che sembra dover capitare da un momento all altro. IL rumore del tamburo e la luce ad intermittenza non cessano, provocando l inquietudine dei due.

- Ma cosa succede ancora !?

Esclama il nervoso.

- E io che ne so.Questo qui caduto all improvviso per terra e adesso si sente questo forte rumore.
- Tentiamo di uscire di qua, tentiamo di tornare nella piazza.
- La piazza l, in quei fogli, non ha ancora capito ?
- Impossibile, il mago mi aveva quasi convinto ma adesso sono tornato in me.
Senta, io so chi sono e adesso voglio tornare alla mia vita. Se necessario sfonder a spallate questo muro !

I due personaggi escono di scena, tentando di abbattere la parete che li imprigiona.
Mentre sono fuori scena, si sente improvvisamente il rumore di un forte vento.
I due si spaventano ed il calmo urla :

- Questo vento ci sta risucchiando, si aggrappi al mio braccio !
- Mai.non mi fido di lei
- Non faccia il bambino !
- Ma come si permette !

IL vento aumenta ancor di pi, tra le grida dei due personaggi. Si sente il rumore di un nuovo crollo. Buio e cambio scena mantenendo il forte rumore del vento.

I due rientrano in scena nello stesso locale in penombra. Cambia solamente il fondale perch sparita limmagine del cervello.

- Ma come!

Esclama il nervoso.

- Abbiamo attraversato la parete e siamo ancora qui!
- Mi sembra dimpazzire! Siamo vittime di un incantesimo. 
- Ma quale incantesimo!. Non ne posso pi di questa storia !

Si lamenta ancora il nervoso.

- IL vento deve aver fatto saltare la corrente e siamo al buio.

Fa notare il calmo.

- Ma da quand che il vento fa saltare la corrente ?
- Sono cose risapute da secoli.
- Ma come si permette di prendermi in giro !
- Lei deve essere proprio un personaggio mal riuscito.
- Ma come si permette !
- D ora in poi, conter le volte che lei ripete questa noiosa frase
- Guardi piuttostoil poeta l steso per terra

Detta questa frase, il nervoso cerca di sincerarsi delle condizioni del poeta, sempre tenendo la mazza in una mano. In quel momento si inizia a sentire il rumore di un telefono con la cornetta sollevata.

- Che strano rumore
- Lei che cos un uomo di mondo, non sa riconoscere il rumore di un telefono con la cornetta alzata ?
- Mi infastidisce.
- Allora rimetta a posto la cornetta !
- Ma lo scrittore
- A lui penso io.Rimetta a posto quella dannata cornetta !

Mentre si aggira per la stanza, il calmo commenta :

- Non mi sembra lo stesso ambiente di prima.
- Solo perch c buio.
- Ma no.c qualcosa di diverso. Non c pi quella schifezza sulle pareti, e poi Perfino io mi sento fuori posto..
- Allora questo ambiente comincia a farla ragionare.

D improvviso, entrano in scena altri due personaggi. Uno di questi tiene in mano una pila.
Sulla battuta seguente le luci si alzano.

- Su le mani voi due ! Arrendetevi !

I due si spaventano e si stringono l uno all altro.

- Mamma mia, i ladri !

Esclama il calmo spaventato.

- Ma mi lasci !

Gli dice il nervoso spingendolo via.

- Qui i ladri siete voi, cari signori, ladri ed assassini !
- Ma come si permette !
- Come si permette lei !

E gli mostra il distintivo della Polizia.

- Sono il Commissario Giacchetta e sono stato avvertito da una telefonata anonima. Mi hanno infatti informato dell omicidio dello scrittore Giacinto Magretti. Bene. L abbiamo il corpo e lei tiene in mano una pericolosa armaCome la mettiamo adesso ?
- E lo chiede a noi ?

IL Commissario, a quel punto, si leva la giacca e la d all agente suo aiutante, il quale subito gliela spazzola. Poi, gli ordina :

- Ermanno, si preoccupi di sistemare la cornetta del telefono. Questo rumore mi calma e mi innervosisce allo stesso tempo. Mi impedisce di effettuare i miei calcoli e le mie valutazioni.

Mentre Ermanno rimette a posto la cornetta, il nervoso fa notare al Commissario :

- Sar da qui che le hanno telefonato.e magari stato proprio l assassino
- Assassino e vostro complice !
- Ma come si permette !

IL calmo esplode.

- Basta per carit ! La vuol finire di ripetere questa frase o no !?

Poi, rivolgendosi al Commissario gli dice.

- Guardi che noi non centriamo niente.
- Va bene..ora state calmi signori e rispondete alle mie domande. 
Ad esempio, come mai vi ho sorpresi qui in questa stanza al buio ?

IL calmo candidamente risponde.

- Non riuscivamo a trovare l interruttore della luce
- Non mi prenda per i fondelli ! Io voglio sapere cosa ci facevate in questa casa!

I due protagonisti, rimasti senza parole si guardano in faccia. Poi, il nervoso tenta di spiegarsi.

- Ci ha sospinti qua il vento

IL Commissario si irrita.

- Ah s.io invece sono arrivato qui con una nave Vichinga.ha ha ha.siamo seri! Ermanno, telefona alla centrale e avvisa che abbiamo catturato i colpevoli. Che mandino un paio di volanti.

Mentre Ermanno compone il numero, Giacchetta estrae la sua rivoltella, al fine di tenere sotto tiro i due protagonisti.

- Prontocentrale ? Sono Ermannocome Ermanno chi.Ermanno no ! 
Signor Commissario, non mi riconoscono..cosa devo fare ?
- Ma muoviti imbranato !
- Ssubitoehm.centralecon chi che sto parlando ? Ah sei tu Teddy.
come sta Freddieah scappato con la moglie di Gigi.e la cremeria ?
- Ma ti muovi o no !?
- Signor Commissario, cosa devo dirgli ?
- Che abbiamo catturato i colpevoli !

Ermanno prontamente esegue.

- Abbiamo catturato i colpevoli.come colpevoli di cosa.colpevoli ! Mandate la volante 24. Commissario, va bene ?
- No, la volante 24 sfortunata.Voglio la 30 e la 62
- IL Signor Commissario dice che vuole la 30 e la 62. Ahdicono che ne abbiamo solo 29.
- Che facciano presto !
- Fate presto !..Signor Commissario, vogliono sapere l indirizzo
- Via dei Bidoni numero..numeroaccidentinon mi ricordo il numero.
Vai gi a vedere !
- Subito Commissario ! Resta l Teddy, sto andando a vedere.

Ermanno scatta, trascinando con s il telefono.

- Ma cosa fai salame ! Hai sradicato il filo del telefonoe adesso come facciamo !?
- Ma s.tanto arrivano lo stesso

S intromette a quel punto il nervoso.

- E voi sareste due agenti di Polizia ?
- Stia fermo e non fiati !
- Ma metta via quella pistola, che tanto qui tutto finto.
- Come sarebbe a dire tutto finto ?

Interviene il calmo.

- Io posso spiegare tutto, ormai credo di aver capito la situazione. Non posso dirle cos accaduto allo scrittore ma se le interessa posso dirle da dove veniamo noi. Noi apparteniamo alla fantasia, una trave nella logica si spezzata e siamo precipitati qui.

IL Commissario Giacchetta ed Ermanno si guardano in faccia stupiti.

- Ma questi due sono pazzi furiosi !

A quelle parole, il nervoso d sfogo ad uno dei suoi scatti d ira.

- Ma come si permette ! Io voglio andare a casa mia, sono stufo di questa storia, ha capito ?

E intanto, mentre parla, si avvicina minaccioso al Commissario.

- Stia indietro, non mi provochi.
- Lei non ha il coraggio di sparare, lei un vigliacco.

IL nervoso spinge il Commissario, il quale reagisce sparandogli pi volte a bruciapelo.
Mentre il nervoso resta imperturbabile, il calmo, il quale stava in un angolo e completamente fuori tiro, cade a terra come se colpito a morte.

- Aahhh !! Sono stato colpito pi volte al cuore ! Aaahh..muoio.

IL Commissario guarda incredulo la sua pistola.

- Questa pistola qui non va mica bene.Ermanno, ricordami che va oliata

Ermanno senza parole, mentre il nervoso invece si controlla il petto, completamente stupito e sconvolto.

- Ma come mainon ho niente..

I tre ad un certo punto si guardano in faccia stupiti e poi si precipitano a soccorrere il calmo. Mentre si stanno sincerando delle sue condizioni, sorprendentemente lo scrittore Magretti si rialza, barcollando e tenendo la testa tra le mani. Visto che tutti gli danno le spalle, nessuno lo nota. Ermanno sentenzia la morte del calmo.

- Commissario, non c pi niente da fare, quest uomo morto.
- Allora adesso i morti sono due.
- Calma un attimo

Esclama Magretti. Tutti, sorpresi, si avvicinano a lui.

- Io non sono ancora morto, anche se mi hanno dato una botta in testa cos forte che quasi quasi
- E stato lui !

Afferma Giacchetta indicando il nervoso.

- Ma no Commissario.non si preoccupi di loro. E stato probabilmente un ladro a colpirmi. Poi fuggito spaventato, pensando di avermi ucciso. Per quanto riguarda questi due, non so come sia potuto accadere ma la botta che mi hanno dato, prima di farmi perdere i sensi, mi ha provocato come una specie di vuoto di memoria, grazie al quale, loro, che altro non sono che personaggi creati da me, sono usciti dalla mia mente e si sono ritrovati qui, proprio come lei li ha trovati
- Se questa una messa in scena, io allora vi arresto tutti !E comunque quello morto
- Ma noquello morto per istinto
- Come scusi ?
- Ma s, ha sentito i colpi di pistola ed ha recitato la parte del morto, proprio come l ho scritta per lui nel mio libro, per altro mai pubblicato, La morte del Marchese poco nobile . Ero semisvenuto e non ho potuto vedere come ha recitatoma l avr fatto male come al solito
- Io non credo ad una sola parola di questa storia !
- Ah s ? Stia un po a vedere

Magretti alza la mano verso il calmo steso a terra e gli ordina:

- Alzati !

Come un automa, il calmo si rialza come se niente fosse accaduto. IL Commissario e il suo aiutante si spaventano a tal punto, da scappare a gambe levate.
IL calmo si controlla il petto incredulo ed alla fine gioisce per essere ancora vivo.

- Sono vivo macom possibile ?

IL nervoso indica Magretti con rabbia.

- Quell infernale illusionista, continua ad insistere dicendo che siamo due personaggi inventati.
- Ma come, non siete ancora convinti ?
- Convinti ? Io sono convinto del contrario ! Lei un truffatore e un manipolatore di menti ! Ma io ho visto da dove uscito il Commissario ed uscir anch io di l.
- E poi dove andrai ?
- Andr a casa e festegger col mio amico.

Abbraccia il calmo, ancora intontito per gli eventi. Lo scrittore lo interroga.

- Potresti descrivermi la tua casa ?

A questa domanda, il nervoso estrae dal taschino della camicia uno stuzzicadenti e se lo infila in bocca, assumendo un atteggiamento da boss mafioso.

- Casa mia una bedda casona composta da sette piani, pi uno optional, con veduta sullo splendido mare di Sicilia. I miei quattordici figli scorrazzano ovunque e non mi lasciano mai in pace. Se mi viene a trovare, le faccio provare la cucina di mia moglie, tutta a base di peperoncino e melanzane
- Si potrebbe avere una cassa di arance ?

Chiede il calmo intromettendosi.

- E tu chi saresti ? Assomigli a quel fetuso di Gennarino Cannamozza, il mio eterno rivale. Identificati.

IL calmo si rivolge preoccupato allo scrittore.

- Ma cosa gli prende a questo ?
- Ormai dovresti averlo imparatoAlla mia precisa battuta, uscito uno dei tanti personaggi da lui malamente interpretati. In questo caso, il boss Vincenzino Murratore, protagonista del mio breve racconto La Sicilia disonorata , che ho ambientato in una Calabria mai esistita e che quindi ho subito cestinato.

IL nervoso riprende la recitazione.

- Voi dueen beh, che state blaterando ? Carmine ! Carmine ! Venisse !
- Ora basta ! Torna in te !

Barcollando per un attimo, il nervoso torna in s come se niente fosse stato.

- Come le stavo dicendo, io sono libero di uscire da quella porta e di non tornare mai pi !

IL calmo gli pone amichevolmente una mano sulla spalla e gli dice :

- Ma dove vuoi andare.ormai io mi sono rassegnato ed ho capito cosa sonoPer quanto mi sforzi di scavare nella mia memoria, non ho nessun ricordo del mio passato. In poche parole non esisto.
- Va beh, non avremo un passato ma potremo sempre avere un futuro. Io non mi so spiegare quello che successo qua dentro, so soltanto che voglio andarmene, poi succeda quello che succeda.

IL nervoso fa per andare ma Magretti lo ferma un attimo.

- E giusto che voi andiate, non voglio trattenervi. Anchio non so darmi delle risposte, per ormai siete qui. D ora in avanti sarete voi i registi della vostra vita. Tutto sommato, in un certo senso, ora siete pi reali di me.

IL calmo, mesto, si avvicina a Magretti e gli porge la mano. 

- Addio padre
- A presto

Gli risponde Magretti. Mentre il nervoso esce, come al solito seccato, i due si salutano commossi. IL calmo, prima di uscire, si volta e rivolgendosi ancora a Magretti gli chiede :

- Cosa troveremo fuori di qua ?
- IL mondo reale, in fondo, non molto diverso dal mondo che nella tua testa.
L fuori pieno di pirla, quindi due in pi non far differenza

A questa affermazione, il nervoso, che gi era uscito, rientra in scena ed afferra il calmo per un braccio.

- Ma come si permette ! Vieni amico, ce la caveremo benissimo da soli, fidati.

E lo trascina fuori scena. Magretti, rivolto nella direzione dove sono usciti i due personaggi, afferma in tono meditativo :

- Addio ragazzi miei.mi auguro che nella realt abbiate pi fortuna che nella fantasia. E ora vediamo di continuare a comporre l ultima poesia del mio spettacolo: La mia vita una poesia malriuscita 

Si risiede alla scrivania, per poi rileggere ad alta voce quanto scritto fino ad ora.

- La rondine vol via ed arriv l inverno. La neve si sciolse e torn l estate. IL sole se ne and ed arriv il temporale. Con un colpo di vento, arriv Marzo e le piogge di uno dei tanti Aprili della mia vita, che mai ha conosciuto stagioni. Mi siedo, guardo fuori e cosa vedo ? Niente, oggi c la nebbia.

Al termine, Magretti soddisfatto del suo lavoro.


- Bella ! Gi mi immagino il teatro che cade gi per gli applausi.sar un successone !

Ma in quel mentre, rientrano i due personaggi, afflitti e sconvolti.

- Ma cosa fate ancora qua !?
- Meglio qui che l fuori !

Esclama il calmo. IL nervoso invece, si lascia cadere a terra disperato.

- Sono stato morsicato da un cane picchiato dal suo padrone.Sono stato investito da una macchina e in pi mi hanno dato una multa per aver attraversato fuori dalle strisce pedonali.Un bambino, mi ha sporcato col suo gelato e in pi suo padre mi ha pestato per averlo sgridatoCome se non bastasse, sono stato coinvolto in una rapina al supermercato.Mi hanno tenuto come ostaggio e poi un testimone, mi ha accusato di far parte della bandaMi sono dato alla fuga e adesso sono ricercato e in pi, durante la fuga stessa, sono caduto in fosso dove si stava svolgendo una gara di pesca e i pescatori mi hanno pestato ! Tutto questo in meno di tre minuti !
- E tu, non hai niente da raccontare ?
- No. Io ero abituato ad una vita pi avventurosa, l fuori mi annoio.
- Ma io non posso pi tenervi quiOrmai, anche se non so spiegarmi cosa sia successo, siete proprio due uomini. Non dovete aver paura di affrontare la vita.

Continua rivolgendosi al calmo.

- Tu mi hai detto che ti sei annoiato in quei pochi minuti ma non devi temere, la vita pu essere molto pi avvincente di qualsiasi romanzo e un uomo onesto, pu essere molto meglio di qualsiasi eroe di carta. Quindi, vai e frequenta pi persone possibili, costruendoti cos la tua vita.

Si avvicina poi al nervoso.



- Per quanto riguarda te, io non credo ad una sola parola di quello che hai raccontatoLa tua solo paura. Nessuna virt veramente nobile se non tenuta insieme dal coraggio. Impara ad affrontare la vita ed a misurarti con le avversit.

Si ferma un attimo pensieroso e poi riprende :

- Per, devo ricordarmi queste parole per il mio nuovo romanzo Parole con le ali. Sar un best seller di grande successo e vi omagger di una copia autografata con dedicaE ora andate ! E fatevi onore !
- Dobbiamo proprio ?

Chiede il nervoso.

- Ho detto fuori ! Via !

I due mestamente escono. Magretti si porta al centro della scena e dopo aver fissato pensieroso il pubblico, sospirando afferma :

- Mah.A volte nella vita capita di essere coinvolti in fatti straordinari come questo. Temo per che quei due poveri disgraziati, non sopravvivranno una sola settimana l fuori. IL mondo non perdona.mai ! Io ne so qualcosa. 
Se solo riuscissi a pubblicare almeno uno dei miei romanzio a mettere in scena una sola delle mie commedieIo ho talento, lo so ! Non sono un perfetto fallito come quei due ! E pensare che una volta sono stato ad un passo dal successo ! IL mio romanzo, La pastina bollente , ormai era addirittura in stampa matutto venne bloccato all improvviso ed io fui accusato di plagio. Quel titolo esisteva gi.Ma com era possibile !?
Eppure era cos ! Persi un sacco di milioni nella causa che ne segue la casa editrice mi scredit. Ma quell idea era buona, perch la casa editrice un anno dopo, pubblic il romanzo cambiandone il titolo in Guidati dalla stella del nord , ricavando per di pi una vera fortuna. Feci loro causae persi quel poco che mi era rimasto. Fu allora che creai i miei due personaggi, forse per scaricare su di loro le mie ansie e le mie debolezze. Chiss, forse ora che se ne sono andati, per me comincer una nuova vitaMa adesso che ci penso per l ennesima volta. Guidati dalla stella del nord ? Ma cosa centra quel titolo, un romanzo che si svolge tutto in una cucina piena di vapore ! Eppure hanno venduto ! Mahrimettiamoci a lavorare.

Torna alla scrivania, per riprendere i suoi componimenti. Musica di sottofondo. Buio e cambio scena.

Scena 2 : La piazza ( Finale )

Nella stessa piazza dell inizio, i due protagonisti occupano praticamente le stesse posizioni di due anni prima. IL calmo seduto sulla panchina, intento a leggere, il nervoso invece in piedi poco pi lontano, che sembra aspettare qualcuno. Ad un tratto, il nervoso nota il calmo.

- Mah.

Si avvicina per vedere meglio e si accorge che effettivamente si tratta del suo amico.

- Ma allora proprio lei !
- Che combinazione, ritrovarci proprio qui dopo due anni

IL nervoso si siede accanto al calmo.

- Allora, cos ha fatto in tutto questo tempo ?
- Mi sono sposato.
- Ahma davvero ? E come ha fatto ?
- Ho detto s davanti a un prete
- Ha ha ha..vedo che non ha perso il suo umorismo all Inglese
- E lei invece, mi parli un po di lei.
- Beh, io non mi sono sposato ma in compenso sto con una splendida ragazza che fa la modella. Inoltre mi sono messo nel commercio.
- Ah s ? In che ramo ?
- Vendo guanti di lana.
- E d estate ?
- Vendo i bastoncini dei ghiaccioli
- Mi sembrano attivit poco pulite.
- Ma come si permette !
- Vedo che la sua celebre battuta non l ha dimenticata
- Comunque, sappia che io faccio un sacco di soldi, non come lei che invece i soldi sicuramente li sborser per sua moglie !
- E lei invece, cosa ci fa con tutti i suoi soldoni ?
- Li conto dalla mattina alla sera
- Ed contento ?
- Lei pensi agli affari suoi !
- Calma ragazzi !

Fa il suo ingresso Magretti.

- Sono felice di rivedervi qui dopo tutto questo tempo. Come vi avevo promesso, vi ho portato le copie del mio best seller : Parole con le ali . Ne ho vendute ben venti.almeno cos mi hanno detto
- Come sapeva che saremmo stati qua ?
- Per me non avete segretiAh, ho sentito che stavate raccontando tutte le vostre imprese. Bravi, non ve la cavate male a raccontar frottole
- Ma come

IL nervoso si blocca.

- Come !? Non dici la tua battuta ?
- Se mi sono bloccato, solo perch non voglio pi ripetere quella frase meccanica. Io la odio ! E poi.cos tutta questa confidenza ? Mi dia del lei
- Mi scusi tantoNon volevo ferire il suo orgoglio di vero uomo

S intromette nella discussione anche il calmo.

- Noto del sarcasmo nelle sue parole e forse anche una punta d invidia.
- Invidia per cosa !?
- Forse perch teme che stiamo per avere pi successo nella vita, di quanto sia riuscito a darci lei nella fantasia
- Non diciamo sciocchezze ! Io vi conosco perfettamente. Voi siete due scarti, lo siete stati e sempre lo sarete !
- Se noi siamo due scarti, mi piacerebbe per sapere quanti libri ha venduto lei nella sua carriera
- Non sono tenuto a dare spiegazioni alle mie creature. Mi stupisco che siate ancora vivi

In quel mentre, fanno il loro ingresso due ragazze, che subito si portano al fianco dei due protagonisti e poi li abbracciano.
IL nervoso si rivolge a Magretti.

- Se ha un secondo, tra un suo successo e l altro, le vorremmo presentare le nostre signore.

Magretti rimane di stucco.

- Ma com possibile !?
- Eh s, mio caro scrittorino, questa mia moglie Marilyn.
- E questa la mia fidanzata Sharon
- Come pu notare, non sono frutto di fantasia, questa realt.

IL nervoso saluta Magretti.

- Ci vediamo, caro Magretti.

I due, con le rispettive consorti, s incamminano verso l uscita. Prima che scompaiano per, Magretti li blocca.


- Aspettate un attimo.

I quattro si fermano.

- Non possibile, non posso credere ai miei occhi
- Ma chi quest uomo ?

Domanda una delle due fanciulle al calmo, il quale dopo aver squadrato attentamente lo scrittore afferma :

- Francamente non so esattamente chi sia.

Magretti vorrebbe ribattere ma rimane spiazzato. IL nervoso infierisce.

- Mi sa tanto che se qui c un pirla, quello proprio lei.ed sempre stato lei!

Ed escono definitivamente.

- Ma come si permette !

Risponde distinto Magretti, rimasto solo al centro della scena. Appena detta la battuta si porta la mano alla bocca, spaventato. 

- Perch ho risposto cos !?

Si osserva poi le mani, quasi con orrore.

- Mi sento stranoleggeroho come le vertiginiSar meglio che vada ora

Fa per incamminarsi ma poi si blocca.

- S madove ? Non ricordo pi nullaDio mio, fa che non sia vero ci che temo

Cerca di uscire dalla piazza ma non ci riesce. Tutte le direzioni sono bloccate.

- Sono in trappola ! Mi sono perduto nei meandri di me stesso.

Getta per terra i suoi romanzi e poi li scalcia via schifato. Dopo di che, riacquista un istante di calma pur mantenendo lo sguardo allucinato. Si rivolge al pubblico rigido come un tronco secolare e, con solennit declama i suoi ultimi, definitivi, versi:

- Ebbene si!.. Sono impazzito

Estrae la pergamena ed inizia a mangiarla. Sulle grida di disperazione seguenti, parte una triste musica per un finale controcorrente.

Musica finale per tristi presentazioni. 

Fine

Paolo Paolino Accorsi e Fabrizio Bisso Tesini.

Maggio 2002

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