Ma voi ci credete a Peter Pan


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Ma tu ci credi a Peter Pan

Ma voi ci credete a Peter Pan?

di Stefania Cofano

I ATTO

La scena si apre su un pianerettolo con tre porte.

Davanti alla porta centrale c’è Giulia che fruga nervosamente nella borsetta, oltre alla borsa ha due buste del supermercato, un ombrello, delle riviste e alcune pubblicità, indossa un anonimo soprabito marrone :

GIULIA:  Ma è mai possibile che   più vado di fretta e più non trovo niente?

Scuote la borsa e cerca, ma non trova le chiavi. Alla fine esasperata, posa in terra le buste, l’ombrello le riviste e la corrispondenza  e rovescia il contenuto della borsa sul pavimento: un’agenda, il telefonino,  un rossetto, un pacchetto di fazzolettini di carta, una spazzola per i capelli, una penna, il portafoglio, la borsetta per il trucco, un bottiglietta di profumo, il deodorante e infine le chiavi.

GIULIA: Oh! Finalmente!

Ributta alla rinfusa le cose nella borsetta, la rimette a tracolla, e con le braccia ingombre facendo una piccola acrobazia apre la porta ed entra in casa.

Dopo alcuni istanti alla seconda porta arriva Roberta, è completamente vestita di nero cammina leggendo un libro,  mette le mani in tasca prende le chiavi apre la porta, si ferma un istante mentre legge un brano a bassa voce:

“Quasi sempre non siamo chi crediamo di essere, né siamo come gli altri ci vedono. Siamo un messaggio unico e speciale che dobbiamo imparare a comprendere ed amare”.

Si aggiusta gli occhiali sul naso gira la chiave nella toppa ed entra in casa.

Alla terza porta arriva Angela. Indossa un tailleur grigio, parla ad alta voce al cellulare, in mano  ha una borsa d’affari e le chiavi:

ANGELA: Ma sì avvocato ho capito, lei ha ragione ma io non intendo assolutamente, ha capito? assolutamente cedere, è chiaro questo concetto….sì certo, certo…(Intanto con il cellulare fra la spalla ed il viso la borsa in una mano, apre la porta con la mano libera).

Si vede l’interno illuminato del soggiorno delle tre case.

Giulia mette tutte le cose che le ingombrano le braccia sul tavolo, si siede sul divano e accende la televisione.

Roberta si siede su un divano molto etnico pieno di cuscini e continua a leggere il libro.

Angela  lascia la borsa vicino alla porta di casa si siede su un divano mentre continua a gesticolare con il cellulare in mano.

La televisione a tutto volume disturba la lettura di Roberta e la telefonata di Angela, entrambe  si scagliano sulle pareti comunicanti con la casa di Giulia e picchiano infastidite sul muro.

Giulia reagisce e risponde picchiando ora su una parete, ora sull’altra.

Poi abbassa il volume della TV. Si sente appena il rumore della televisione mentre nelle  case  cala il silenzio. Le tre donne si sono addormentate: Giulia davanti alla televisione, Roberta con il libro in mano, Angela con il cellulare  spento sulle ginocchia .

Arriva il primo Peter Pan, non è giovane è grassottello  e sbuffa affaticato per le scale che ha dovuto salire, spinge la porta centrale ed entra nella casa di Giulia.

Arriva il secondo Peter Pan è giovane e con agilità entra nella casa di Roberta.

Arriva il terzo Peter Pan  è giovanissimo parla a bassa voce al cellulare, si guarda  intorno ed entra nella casa di Angela.

©©©©

Si illumina  soltanto la casa dove Giulia sta dormendo. Peter Pan si siede sul tavolo dove sono rimaste le borse del supermercato, prende un pacco di pop-corn e comincia  a mangiare.

Giulia si sveglia di colpo e guarda sbalordita l’individuo che le sta di fronte

GIULIA: Ma ..ma tu chi sei e che diavolo ci fai qui? Aiuto chiamo la polizia!

PETER PAN. Calma bella calma, ma come chi so’? ma nun vedi? Guarda un po’? (scende con calma dal tavolo e si pavoneggia)  so’ Peter Pan!

GIULIA: Peter Pan ….e la calza maglia verde il berretto? Dove sono..eh?? dove sono??

PETER PAN: So’ in borghese. Ma me ce vedi co’ la calza maglia? Ma andiamo co’ sta siluette..

GIULIA:  Ma Siamo matti? Mi vuoi prendere in giro? Che cosa vuoi? Chi sei? Aiuto! chiamo la polizia

PETER PAN: Chiami la polizia e che je dici? A casa mia c’è Peter Pan?

GIULIA: No, dico che a casa mia c’è un uomo… c’è un ladro!

PETER PAN:  Un ladro? E  se te domandano che ho rubato? Che je dici? che t’ho rubato  un po’ de pop-corn?!…e se te chiedono  de fa’ ‘na descrizione? Guarda che lo chiedono sempre!…tu che rispondi? (voce in falsetto) Sapete a casa mia c’è un tipo strano che dice di essere Peter Pan….(torna alla voce normale) lo sai che rischi? Che te mandano gli infermieri con la camicia di forza!

PETER PAN: Quindi sta’ calma bella e parliamo un po’

GIULIA: Parlare?! E di che?

PETER PAN: De te…della vita tua. Che te dispiace se mentre parli bevo un po’…sto’ pop-corn m’ha messo una sete! (cerca nelle buste del supermercato e prende una bottiglietta e beve avidamente direttamente dalla bottiglia) Allora?…. che aspetti? 

GIULIA: Aspetto che te ne vai e che la finiamo con questa storia!

PETER PAN: Va bene se non parli tu allora comincio io! Te chiami Giulia, vivi sola, sei una delle tante segretarie di uno studio legale, ma il lavoro nun te piace. Hai avuto solo una storia d’amore importante per te, ma non per lui. Non hai amici e quindi non esci quasi mai. Non hai mai voluto avere  animali pe’  fatte compagnia perché pensi che te ce potresti affezionà troppo  e quindi  potresti soffrì se je accadesse quarche cosa. Te massacri de televisione… questo sì, te piacciono le storie romantiche… le soap opera ..

GIULIA: Basta, basta, basta, non voglio sentire una parola di più!

PETER PAN: Invece no…me devi stà a  sentì, perché nun ho finito. Sei una che non rischia, sei ripiegata su te stessa, così..(reclina la testa sul petto accompagnando il gesto con il braccio e con la mano, come se fosse un fiore chiuso e ripiegato sullo stelo, poi di colpo si alza) .. e vivi!!!

GIULIA: (furibonda) Ma che ne sai tu? Come ti permetti?  Chi ti ha detto tutte queste cose? Ma soprattutto chi sei tu!

PETER PAN: Te l’ho detto! So’ Peter Pan

GIULIA: E insisti! Ma tu che vuoi da me?

PETER PAN: Io niente. Sei tu che c’hai bisogno de me!

GIULIA: Io non ho bisogno di niente e di nessuno e tanto meno di te! Ma figuriamoci!

PETER PAN: Intanto cominciamo a spegne sto’ televisore. Sto’ rumore sotto sotto, dentro le orecchie m’ha rimbecillito! (lo spegne) Oh! Finalmente un po’ de pace.

GIULIA: Come ti permetti di spengere il televisore? Io sono a casa mia! Brutto maiale! Ma guarda che hai combinato con questo pop-corn. Adesso mi tocca anche scopare!

PETER PAN: Ma nun me dì! Conosci sta’ parola?

GIULIA: (fa per lanciarsi contro di lui) Mascalzone, maledetto!

PETER PAN: (la prende al volo per la vita) Calma, bella t’ho detto calma!

GIULIA: (si divincola) Lasciami stare! Giù le mani!

PETER PAN: Eh! Che sarà mai! Lo vedi che ci ho ragione? Tu nun sei pudica … sei  acida! Però hai preso colore…guarda un po’ che belle guancette rosse che te so’ venute!

Giulia comincia a piangere silenziosamente.

PETER PAN: E mo’ che fai? Nun te mette a piagne per carità! Nun posso vedè piagne! Ma come? Io so’venuto qui pe’ fatte ride! Viè qua, dije tutto  a Peteruccio tuo …(Giulia piange più forte) e che fai rincari la dose? E no.. dai, nun fa così! Viè qua soffiete er naso!

GIULIA:  (fra i singhiozzi) E finiscila non sono mica una bambina!

PETER PAN: Certo che nun sei una bambina! E che nun lo vedo!  Sei cresciuta eccome, bella bambinona mia!

Giulia fa per scagliarsi contro di lui ma Peter Pan si scansa.

PETER PAN: Hai visto che scatto?Mica male pe’ uno come me! Guarda un po’ che panza mè venuta da un po’ de tempo a ‘sta parte!

GIULIA: (asciugandosi gli occhi) E per forza con tutto il pop-corn che ti mangi!

PETER PAN: A proposito de mangià c’ho ‘na fame! Che c’hai dentro a ‘ste buste?

GIULIA: Un po’ di pasta..del vino…dei pomodori, biscotti…caffè..

PETER PAN: Er vino? Ma nun me dì!

GIULIA: (con un timido sorriso) Ma, sai, qualche volta...un bicchiere..davanti alla televisione..

PETER PAN: Eh già, me dimenticavo ..davanti alla televisione! Senti mè venuta ‘na bella idea!

Mò te preparo un bel piatto de spaghetti e poi il bicchiere de vino ce lo bevemo insieme, come la vedi?

GIULIA: (sorridendo e asciugandosi gli occhi) La vedo bene!

PETER PAN: Così me piaci!

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Si illumina la casa di Roberta. Il secondo Peter Pan gironzola per la casa guardando fra i numerosi libri e riveste che sono sparsi per la casa. Ad un tratto cade un libro, Peter Pan rimane immobile mentre Roberta si sveglia. La ragazza si guarda intorno e si mette gli occhiali, poi con voce annoiata e nasale domanda:               

ROBERTA: Mi scusi, posso sapere  lei chi è?

PETER PAN (stringendosi nelle spalle e spostando il peso del corpo ora su una gamba ora sull’altra): Io sono Peter Pan!

ROBERTA: Ma va là? Che cosa incredibile! Peter Pan? E chi sarebbe, mi scusi ancora, Peter Pan?

PETER PAN (incredulo): Ma come con tutti i libri che sono in questa casa, e la sua stratosferica cultura, non sa chi è Peter Pan?  

ROBERTA (frugando nella mente): Mi faccia riflettere…Ah sì..forse lei si riferisce a quella favoletta dei bambini del Paese dei balocchi…

PETER PAN  (sbuffando corregge): Del Paese che non c’è più ….voglio dire dell’Isola che non c’è

ROBERTA: Ah, il Paese che non c’è più…l’isola che non c’è, si riferisce per caso ad Atlantide? Però lì non c’erano bambini ..ah, sì, capisco….forse più che letto, qualcuno mi deve aver parlato di lei….chissà nel tempo…ma si lasci guardare un attimino…ma che strano abbigliamento etnico..le dona sa!

PETER PAN: Non è un abbigliamento etnico…sono Peter Pan e lui, ovvero io, siamo… sono vestito così …

ROBERTA: Se lo dice lei…tuttavia mi consenta,  mi può dire di  che cosa si occupa, insomma sì qual’è la sua attività e in che cosa posso esserle utile?  

PETER PAN: Mah! (allargando le braccia con modestia) io non ho un’attività vera e propria, io mi occupo di sogni….

ROBERTA: Interessante…lei quindi è uno psicanalista

PETER PAN: Non proprio…

ROBERTA (perplessa): Ah, capisco …allora…

PETER PAN (interviene per non  lasciarla continuare): Veramente avrei delle difficoltà a descrivere la mia attività, ma lei può essermi molto utile…anzi moltissimo utile!

ROBERTA:(arriccia il naso per la scorrettezza grammaticale): Prego…sarebbe corretto dire...

PETR PAN: (la interrompe di nuovo): Lasciamo perdere non ha importanza che cosa è più o meno corretto, lei può anzi mi deve aiutare a… divertirmi!

ROBERTA: (sgranando gli occhi dietro le lenti): Io!?

PETER PAN: Certamente lei, e chi altrimenti? E’ molto semplice. Chiuda quei pallosissimi libri, si metta in tenuta smart e andiamo in disco. (Peter Pan accenna ad un volteggio di danza): Shall we dance?

ROBERTA: Ma dico è impazzito!? Ma che noia! La discoteca! Ma per favore! E poi mi scusi, ma  perché dovrei farla divertire?

PETER PAN: Non è stata lei a chiedermi se può essermi utile? Io ho risposto sì…quindi (e allarga le braccia)

ROBERTA: Sì ma tutto ha un limite. Ci vada da solo, oppure  con qualcuno dei suoi amici…o meglio del suo entourage…

PETER PAN: Impossibile! Perché io mi divertirò se lei si divertirà, perché io sono lei e lei è me.

ROBERTA: Prego? temo di non capire. Inoltre sono stanca  e vorrei tornare a dormire Quindi mi scusi ma vorrei congedarmi da lei. Mi ha fatto un piacere buggerone conoscerla, tuttavia la prego di  tornare da dove è venuto… suppongo lei conosca la strada.

PETER PAN: E mi congeda così? non ha un po’ di curiosità ? Che so’ io…un attimo di inquietudine?

ROBERTA: Assolutamente no

PETER PAN: (rifacendole il verso): Ma che banalità! Chi vuole che ci creda! 

ROBERTA: (indicando la porta): Per cortesia…  

Peter Pan le gira attorno si mette di lato e le toglie gli occhiali.

ROBERTA: Ma che cosa fa? Così non vedo niente!

Peter Pan si mette alle sue spalle le scioglie  i capelli e li arruffa con le mani.

ROBERTA: Ma cosa sta facendo, ma dico! Come si permette!

PETER PAN: E adesso….musica!! (si avvicina allo stereo e mette un CD di Salsa, agilissimo torna verso Roberta) E adesso balliamo!

ROBERTA: Ma io non so ballare…inoltre senza occhiali non ci vedo!

PETER PAN: Non devi vedere, devi lasciarti trasportare. Guarda…segui i miei movimenti, dai così!

ROBERTA: Ma non ci riesco!

PETER PAN: Ma si che ci riesci, guarda è facilissimo: uno, due, tre e quattro, ripeti: uno, due, tre e quattro…..

Roberta segue come in trance i passi di Peter Pan..

PETER PAN: Bravissima, bravissima ….lo sapevo, lo sapevo che ci saresti riuscita, sììì  bravissima!

La musica si fa incalzante e Roberta  cerca di seguire la musica……

©©©©

Nella casa di Angela intanto è entrato il terzo Peter Pan, ha appena chiuso il suo cellulare quando squilla il cellulare di Angela.

Angela si sveglia di colpo, afferra il telefonino, controlla il display e con una smorfia lo ributta da una parte, poi scorge la strana figura nella sua stanza

PETER PAN : aiutoooo!!!

ANGELA: (urlando a sua volta)aaaahhh! Ma..ma chi diavolo sei?

     

PETER PAN: (coprendosi il viso con il braccio) A..a..aiuto!

ANGELA: (alzandosi di scatto e mettendosi in posa di attacco da karateka) Chi sei??!! chiami aiuto, tuu?? Aiuto lo devo dire io!

PETER PAN: mi sono spaventato! (mettendosi al riparo dietro al divano) Mi hai spaventato..stai ferma..che fai?

ANGELA: Io ti ho spaventato? ma guarda un po’! Sei in casa mia, hai capito? casa mia…quindi la spaventata dovrei essere io…o no? E poi altro che stare ferma …ti faccio volare capito?..vo la re!

PETER PAN: …guarda che potrei volare da solo

ANGELA (arrabiatissima): Sìììì?

PETER PAN (categorico): Sì

ANGELA: (sempre più minacciosa) Ah siiii??

PETER PAN: Certo che volo da solo…sono Peter Pan (poi mormora) anche se  un po’ fuori esercizio..

ANGELA: Peter Pan??? (Angela cerca di colpirlo e Peter Pan si porta le mani alla testa per difendersi) Ma finiscila e fai la persona seria! Peter Pan! Ma figuriamoci! Sei qualcuno che ancora non si è qualificato! Allora chi sei? Come ti sei introdotto n casa mia?

PETER PAN:  (gonfiando il petto) IO SONO PETER PAN e sono entrato dalla finestra…

ANGELA: E io sono la Gatta Mammona!

PETER PAN: Eh no! tu sei Angela!

ANGELA: Ah, sai anche il mio nome? (incalzante) Come fai a saperlo? Dimmi un po’..eh? eh? (e si fa più vicino sempre in posa minacciosa) 

PETER PAN: Io sono Peter Pan quindi so tutto di te…e non solo….

ANGELA: Senti finiscila…sono stanca di questo giochetto, vattene…inoltre è molto tardi e vorrei dormire… allora dimmi: chi sei?

PETER PAN: Per dormire c’è sempre tempo e poi lo sai? “chi dorme non piglia pesci!”

ANGELA: Non sono un pescatore né una pescivendola…

PETER PAN: Ma io non intendevo il pesce…. pesce

ANGELA: Non ti permetto di essere volgare!

PETER PAN:  Maliziosetta…così asettica….chi poteva immaginare…(facendo con la mano  il gesto di chi rimugina) che …avresti pensato…e brava….

ANGELA: (rossa e infuriata):  Finiscila! E dimmi chi sei!

PETER PAN: Sono sempre Peter Pan. Non so cos’altro dirti…però posso fare una cosa per dimostrarti che sono Peter Pan

ANGELA: Hai detto che sai volare? Allora  fammi vedere….

PETER PAN: Adesso non posso. Non è vero che sono fuori esercizio…il problema è che… sono qui perché sono il tuo Peter Pan e per volare …dobbiamo essere in due..

ANGELA: Come in due?

PETER PAN: Sì cara, in due. Vedi io sono la gioia, la fantasia, l’amore, l’allegria sono queste le cose che possono farci volare …e tu sei un po’ scarsina…

ANGELA: Non ho capito niente!

PETER PAN: Sicura di non aver capito? Una ragazza come te ! Allora mi spiego meglio. Ognuno di noi,  ha il suo Peter Pan. Ma noi, Peter Pan, non siamo nulla se qualcuno non ci libera e ci fa….volare. Quindi al momento non posso volare!

ANGELA: Tutte scuse, non credo una parola!  Proprio perché sono un ragazza intelligente, ma come puoi pensare che io creda a queste c..

PETR PAN: shhh, non è da te dire parolacce..

ANGELA: Ammesso e non concesso che tu sei Peter Pan, spiegami…come mai ti presenti oggi? Chi ti ha chiamato? Che cosa vuoi?

PETER PAN (stingendosi nelle spalle): Mi annoiavo!

ANGELA: Ti annoiavi?

PETER PAN: Sì, mi annoiavo…e quindi sono venuto qui per vedere di combinare qualcosa…Ancora non so che cosa, però… qualcosa. Senza offesa… ma sei  noiosa …quanto sei noiosa! Ed io è questo che voglio, divertirmi un po’. Stai lì, sempre chiusa nel tuo uffico, alle prese con i tuoi mille impegni, le tue assurde e interminabili riunioni, fra computer e cellulare, cene cinesi, persone che non ti interessano ma che frequenti perché le ritieni utili alla tua carriera, stressata dalla testa ai piedi. Io invece vorrei volare, fare le capriole! Andare a caccia di avventure, conoscere altri luoghi, altre persone …. Non mi ha chiamato nessuno, sono venuto da solo. Comunque, come ti dicevo, posso dimostrarti che sono Peter Pan, perché ti dirò alcune cose che io so di te…

ANGELA(un po’ perplessa): Chiunque potrebbe averti detto alcune cose su di me..e tu averle ascoltate

PETER PAN: E chi secondo te? Nessuno parla di te. Non hai amici ai quali confidarti, le tue sorelle ti ritengono noiosa ed egoista, quindi ti ignorano… educatamente..ma ti ignorano...dimmi allora come potrei sapere alcune cose su di te, se non fossi Peter Pan?   

ANGELA: Ricominci con questa storia? Hai detto che puoi fa re (scandisce le sillabe) qualcosa per  dimostrare  che sei Peter Pan ..allora? sto’ aspettando…

PETER PAN: se mi dai un po’ di tempo..

ANGELA: tempo scaduto, te ne devi andare voglio dormire…

PETER PAN: senti…avresti un po’ di latte caldo con dei biscotti…ho fame

ANGELA: (sbalordita) Ma che razza di richiesta è?

PETER PAN: Che c’è di strano? Ho fame ed ho voglia di latte caldo e biscotti…

 

ANGELA: Non credo di avere il latte e i biscotti…

PETER PAN: (dondolandosi con le mani dietro alla schiena, facendo finta di essere timido)   allora se non hai latte e biscotti fammi le coccole

ANGELA: Meglio latte e biscotti…vado a vedere. Ah! Forse sono qui (apre un armadietto e prende una confezione semi-aperta) eccoli qua!

PETER PAN (prende la confezione) Ma sono biscotti dietetici! Ma fanno schifo, fanno! (comincia a fare i capricci) non li voglio, non li voglio i biscotti così, e il latte? voglio il latte!

ANGELA: Ma sei impazzito? Io non ho altri biscotti …e questi sono buonissimi! (ne prende uno e la mangiucchia per dimostrarne la bontà)

PETER PAN: No, non mi piacciono voglio i biscotti veri!

ANGELA: i biscotti che dici tu non li ho

PETER PAN: (avvicinandosi a testa bassa) Allora fammi le coccole…

ANGELA: Va bene ti faccio le coccole..(gli fa una  carezza)

PETER PAN: e queste le chiami coccole?! Nooo, così (si siede sul divano, Angela resta in piedi a guardarlo.Lui batte con il palmo della mano sul divano e le  fa  segno di sedersi accanto a lui) )

Angela si siede inebetita, Peter Pan si sdraia e poggia la testa sulle sue gambe, si mette comodo, poi prende la mano di Angela e la poggia sul suo viso)

PETER PAN: Accarezzami le sopracciglia che mi piace tanto (Angela esegue meccanicamente)

PETER PAN: E adesso cantami una ninna nanna

ANGELA (quasi saltando in piedi): Ma sei impazzito?

PETER PAN: E dai!! Così mi fai cadere! Su ninna nanna

ANGELA (Cantilenando a bassa voce): Fai la ninna fai la nanna bel bambino della mamma, fai la nanna fai la ninna ….bel bam (Peter Pan si addormenta) ed Angela distrattamente continua a cullarlo.       

 

II ATTO

Nella casa di Giulia intanto la tavola è imbandita, tovaglia, piatti , bicchieri e un fiasco di vino ..

Giulia è seduta come in trance. Entra  Peter Pan…

PETER PAN: Sveglia! Che te sei imbambolata daje un po’…senti, le candele, dove le tieni le candele?

GIULIA : Lì (indica un mobile) nel cassetto

PETER PAN:  Bella! Attivati, forza un po’ me dai sta’ candela

GIULIA: (si alza prende la candela e gliela porge) candela…

PETER PAN: Porta candela

GIULIA (Prende un porta candela): Porta candela..

PETER PAN: Accendino

GIULIA: (prende l’accendino dal mobile) Accendino

PETER PAN: Apri bottiglia

GIULIA (Porge apri bottiglia) Apri bottiglia

PETER  PAN: Fiori…

GIULIA (Si guarda intorno, poi prende dei fiori finti con un vasetto) Fiori…

Peter Pan scuote la testa..

PETER PAN: Animo giovane! Me sembra de sta’ in sala operatoria! Daje famose un goccetto tanto pe’ riscaldà l’ambiente…(versa un po’ di vino per sé e per Giulia. Giulia prende il bicchiere e beve tutto d’un fiato, prima che Peter Pan abbia il tempo di portare alle labbra il suo)

PETER PAN: Complimenti..complimenti vivissimi!

GIULIA: di che?

PETER PAN: No, no.. niente…dicevo così..senti vado a da’ un’occhiata alla pasta (e si allontana)

Giulia si siede, guarda fisso davanti a sé, poi allunga la mano verso il bicchiere..Peter Pan fa capolino dalla porta

PETER PAN: Beccata! Eh, no se beve insieme…eh!

Giulia giocherella con una posata, poi con i fiori, mentre sta per allungare la mano un’altra volta verso il bicchiere arriva Peter Pan con uno splendido piattone pieno di  pasta fumante..

PETER PAN (Facendo finta di ignorare la mano tesa e subito ritratta, verso il bicchiere): Eccoci qua!  Guarda che roba, senti che profumo! Damme er piatto bella che famo festa! (riempie i piatti e si siede)

GIULIA: Potrei avere un goccino?

PETER PAN: Nooo, adesso no, prima mangia bella…(iniziano a mangiare, Giulia prima  lentamente in maniera svogliata, poi contagiata dai mugolii di piacere di Peter Pan, continua a mangiare di gusto)

PETER PAN: Lo vedi bella de zio? Adesso sì, un goccino..così te vengono due belle guanciotte rosse (Giulia sorride e allunga subito il bicchiere)

PETER PAN: Senti, mentre  mangiamo, parlami di te…

GIULIA: Se sai tutto…che posso dire di più?

PETER PAN: Io so tutto, però mi fa piacere parlare con te

GIULIA (alza le spalle): Non ho niente da dire

PETER PAN: Ma questo non è un interrogatorio…m’hai risposto come nei telefilm: (e fà il verso)Non ho niente da dire Vostro Onore …

GIULIA (ridacchia): Allora vediamo: lavoro come segretaria in uno studio legale, ma questo lo sai, il lavoro non mi piace…e anche questo lo sai…(mordendosi le labbra, con la voce incrinata dall’emozione) ho avuto una storia d’amore finita male…e non ho animali perché non posso dedicarmi a loro come vorrei. Che posso aggiungere?

PETER PAN: (Guardandola negli occhi) Ho sempre detto che certi uomini sono stupidi….(Giulia si stringe nelle spalle)

GIULIA: Forse è stata colpa mia…pretendevo troppo…sono stata soffocante..

PETER PAN: Scemenze…perché soffocante?

GIULIA: (Iniziando a rimestare svogliatamente la pasta) Mi sarebbe piaciuto stare con lui in un certo modo…fare lo cose insieme, anche le più banali: svegliarsi insieme la mattina, prendere insieme il caffè, andare al supermercato,  piantare i fiori nei vasi,  guardare insieme  la televisione e se a uno dei due il programma non piace,   rimanere vicini  mentre l’altro  legge un libro

PETER PAN: Sempre vicini….Ecco magari questo …sai, mentre uno legge… la televisione accesa disturba.(Giulia  rimane in silenzio e china la testa) Ma dai!  scherzavo! Mangia sù!

GIULIA: Ma questi spaghetti non finiscono mai!

PETER PAN: Questi spaghetti sono curativi. Finiscono solo quando…

GIULIA: Quando?….

PETER PAN: Quando avranno fatto effetto, te l’ho detto sono curativi….continua..

GIULIA: Mi sarebbe piaciuto passare le vacanze insieme…

PETER PAN: Perché neanche questo facevate? Scusa,  ti ho interrotto..continua…

GIULIA: Soprattutto una cosa mi sarebbe piaciuta…ridere insieme, senza un motivo, così per la gioia di vivere, una gioia condivisa e invece alla fine …non so più ridere neanche da sola…e adesso? lavoro, faccio la spesa, torno a casa, lavo, stiro e metto in ordine la casa. Non pianto fiori nei vasi perché è faticoso e non mi dà gioia, non ho animali perché, come hai detto tu, non voglio impegni, non ho amici perché non voglio vedere nessuno e soprattutto non voglio parlare con nessuno. Lavorare è necessario, lo so, ma il lavoro che faccio non mi da alcuna soddisfazione. Non ho studiato tanto per fare la segretaria ad un imbecille semianalfabeta, arrogante e maleducato. Non solo.. ma l’ambiente di lavoro è, come dire?  un circo pieno di belve feroci e spietate, pronte a sbranarti al primo segno di debolezza .  Ma questi spaghetti non finiscono mai! Non ce la faccio più!

PETER PAN: Mangia che ti fanno bene…Vino?

GIULIA: sì (prende il bicchiere e sorseggia il vino pensosa) mi chiedo perché ti sto dicendo tutte queste cose che, fra l’altro, mi hai detto di sapere già…

PETER PAN: Sì, è chiaro che certe cose le sapevo già, ma tante volte le notizie so’ incomplete…meglio sentirle, come dire? Dal vivo..

GIULIA: Stai bluffando? sai o non sai? Se come hai detto prima, tu sei me e io te o non so’ cosa accidenti hai farfugliato… adesso, mi dici  cosa è cambiato?

PETER PAN: Ti sembra niente…intanto hai  parlato…le parole (e fa un gesto con il dito fra i denti) sono uscite fuori…

GIULIA (continua come un fiume in piena): Sono stanca, stanca di tutto, ecco perché bevo ..mi tiro su, accendo  la televisione perché il rumore mi fa compagnia, spesso non la guardo neanche…e se la guardo scelgo solo film divertenti con il lieto fine…è bello sapere che qualcuno ha programmato la storia…. tutto finisce  bene…non devo pensare a niente, solo a seguire la storia…poi ci sono le televendite! (animandosi) quanto mi piacciono! Compro di tutto, mi sembra di stare in un grande salotto dove nessuno mi vede e io compro secondo i miei gusti….

PETER PAN: Ma che bel divertimento!  

GIULIA: Ecco lo sapevo! Si fa presto a criticare, ma che ne sai tu! Vorrei vedere cosa faresti tu al posto mio..

PETER PAN: Io sono al posto tuo…

GIULIA: Come dici?

PETER PAN: A bella! Tu, tu, tu me sembri un telefono occupato! Ma che te credi che l’altri colgono le margherite e bevono rugiada?  Sei bella, sei giovane, sei intelligente, c’hai la salute, ma che te manca?

GIULIA(ignorando la domanda): Sai, quando ho l’intervallo per il pranzo e rimango sola in ufficio, vado su internet e faccio tutti i test di questo mondo. Risulto e c c e z i o n a l e! Bene… non se ne frega nessuno di questa mia eccezionalità. (Si alza esplodendo) La verità è che sono sola..capito? so la.

PETER PAN: Ho capito, ho capito… rimettete seduta e mangia.

GIULIA: No, non voglio più mangiare!

PETER PAN: Siediti e mangia…(Giulia si risiede, incrocia le braccia e non mangia, il piatto è ancora pieno)

PETER PAN: Senti Giuliè…lo faresti un piaceruccio a Peterino tuo?  Fra tutti i ciaffi che te sei comprata ce stà un vestitino carino, carino…gonna corta, scollato …c’hai pure un bel paio de scarpette coi tacchi alti…so buttati in un armadio …che ne diresti  de metteli stasera?

GIULIA: No, li avevo comperati per un’occasione speciale che poi non c’è mai stata…

PETER PAN: Perché, questa non è un’occasione speciale? Più speciale di questa…mica tutti stanno a cena con Peter Pan!

Giulia accenna un sorriso

PETER PAN: Fai uno sforzino, fallo questo sorrisino…(Giulia accenna un sorriso più ampio) Lo vedi quanto sei bella quando sorridi. Dai cambiati… ti aspetto

Giulia sbuffando esce dalla stanza ….

©©©©

Nella casa di Roberta intanto….

ROBERTA (Smettendo di muoversi) : Senta buon uomo…mi starei profondamente annoiando…

le dispiacerebbe andarsene e lasciarmi al mio sonno risonatore ..mi scusi vero..

PETER PAN: Ma come ci stavamo divertendo da pazzi! E comunque non sono “buon Uomo” sono

Peter Pan!

ROBERTA: Spiacente non riesco a ricordare i nomi… Senta Signor Peter Pan..non credo che le movenze scimmiesche da lei accennate poco fa, possano chiamarsi danza e portarmi al divertimento.  Veda, nelle tribù primitive la danza era spesso un modo per comunicare con le divinità. La danza era quasi esclusivamente riservata agli uomini ed i movimenti di questi ultimi, erano codificati per trasmettere messaggi propiziatori agli dei.   Attribuisco pertanto alla danza motivi sacrali che nulla hanno a che fare con le sue movenze scoordinate, inoltre il mio attuale stato d’animo non si confà con quanto ho finito testè di enunciare. Mi perdoni, ho sonno…

PETER PAN: Sono senza parole…sovrastato, soffocato, sbalordito, da cotanta cultura! Mi scusi, ma lei per divertirsi cosa fa? Mangia libri e per digerirli butta giù un sorso di inchiostro?

ROBERTA: I suoi motti di spirito non suscitano in me alcunché..quindi la prego ancora una volta di andarsene

PETER PAN: Non ci penso nemmeno ad andarmene….andavamo così bene!

ROBERTA: Andavamo? Stavamo andando? dove?

PETER PAN:  lasciamo perdere…senti io non sono stupido…l’ho visto sai quel luccichio negli occhi…ti sei morsa un labbro…sono sicuro  che ti piaccio e che sotto… sotto

Roberta lo guarda interrogativa le braccia incrociate sul petto.

PETER PAN: beh!… molto sotto sotto…

ROBERTA: (porgendogli la mano) Desidero congedarmi da lei. E’ stato un piacere..

Peter Pan velocissimo si allontana da lei,  aferra gli occhiali e li mostra a Roberta con aria di trionfo. Roberta cerca di prenderli ma Peter Pan è più veloce.

ROBERTA: Mi ridia i miei occhiali!

PETER PAN: No..no..no (volteggiando per la stanza)

ROBERTA: La prego di ridarmi i miei occhiali! (cerca di afferarlo)

PETER PAN: No..no..no (continuando a volteggiare)

ROBERTA: Ridammi gli occhiali …ho detto.. (fa un saltino cercando di toglierli di mano a Peter Pan) 

PETER PAN: Aug ..Grande Capo ha parlato!

ROBERTA: Non mi fai ridere!

PETER PAN: Sicura …sicura? (comincia ad avanzare verso di lei)

ROBERTA: Sicurissima…(cominciando a sorridere)

PETR PAN: Sicurissimissima ? (avanza ancora di più e le fa il solletico, sempre tenendo in alto gli occhiali)

Roberta comincia a divincolarsi e a ridere. Finiscono dietro al divano si sentono grandi risate, una scarpa vola da dietro al divano sul palcoscenico …

PETER PAN: (sbalordito) Ma….Roberta! Ma che fai??

ROBERTA: (ridendo) L’ho letto su un libro! ( continua a ridere e vola l’altra scarpa)

PETER PAN: (sempre più sbalordito) ma che libri leggi????

ROBERTA: di tutto caro…di tutto. Anche questa è cultura…(sempre ridendo, vola una scarpa)

PETER PAN: incredibile …ma che libro è?

ROBERTA: Eh no! …e poi scusa… ma che te ne frega?

PETER PAN: Signora mia la prego ..ma che linguaggio (appare la sua testa da dietro la spalliera divano, la sua voce è impostata come era quella di lei alcuni minuti prima)

ROBERTA: Ma come parli? 

PETER PAN: desideravo solo esprimere la mia incommensurabile sorpresa  (la voce è sempre più impostata)

ROBERTA: La tua incommensu che?! (appare la testa da dietro la spalliera del divano) 

PETER PAN : incommensurabile cara, incommensurabile …vuol dire  grandissima… incalcolabile!

ROBERTA: Ma finiscila !

PETER PAN : Finire cosa, mia dolce?

ROBERTA: (ridendo come una pazza) di fare il cretino!

PETER PAN: Prego? C’ete a dire

ROBERTA: Ma che lingua parli?

PETER PAN: C’ete francais ma chere

ROBERTA: Francese!? Ma dai ….parla italiano che mi piace tanto quando parli italiano…

Seguono risatine

ATTO III

Nella casa di Giulia intanto Peter Pan  finisce il suo piatto di spaghetti, pulisce coscienziosamente il  piatto, si riempie un bicchiere di vino,  si aggira per la stanza  toccando vari oggetti.  Quando il bicchiere è vuoto lo riempie ancora , lo beve d’un fiato… poi lo riempie ancora. Guarda l’orologio, si mette comodo sul divano e accende la televisione. Si addormenta russando.

Giulia entra di corsa,  è radiosa. Il trucco è accurato, indossa un bellissimo vestito e scarpe con tacco. Non si accorge che Peter Pan sta dormendo, fa una piroetta …

GIULIA: Come sto?

Si gira e lo vede addormentato. Giulia lo osserva, poi si avvicina e lo scuote…

GIULIA: come sto?

Peter Pan si gira su un fianco gustando il sonno.

GIULIA: Ma è la storia della mia vita! Ma tu guarda…una volta che mi capita uno a tiro…mi faccio bella, sono pronta per uscire …e guarda qua? Questo dorme! (batte il piede a terra  innervosita)   ha ragione la mia amica quando dice che ad una certa età gli uomini sono come le cabine telefoniche o sono occupate o non funzionano…(piagnucolando) nessuno li ha avvertiti che siamo in epoca di cellulari??   

Giulia si toglie le scarpe e si siede pesantemente sul divano facendo sobbalzare Peter Pan che si sveglia.

PETER PAN: Chi è? Che c’è? Chi è stato? (ha la voce impastata, si mette seduto sul divano si stropiccia gli occhi si guarda sbalordito intorno, poi vede Giulia e si mette seduto sul divano)

PETER PAN: Sei tu cocca? Mica te riconoscevo! Come sei cambiata!! Stai carina!

GIULIA: Carina?!? Carina?!? Sono tre ore che mi pettino, mi trucco, mi vesto e tu che mi dici? Che sono carina!!

PETER PAN: Appunto so’ tre…

GIULIA: Che vuoi dire  con questo “so’ tre”?

PETER PAN: Che tre ore so’ troppe…pure pe’ me

Giulia fa per scagliarsi contro di lui..

GIULIA: Ma tu hai bevuto! Sei ubriaco???

PETER PAN: No…nooo, solo un goccetto…adesso mi alzo e andiamo a ballare (ma si risiede di colpo)

GIULIA: Me lo chiami goccetto? Ma se non ti reggi in piedi?   

PETER PAN: Perdono cocca, perdono sai com’è…

GIULIA: No non lo so com’è, spiegamelo tu?!!   

PETER PAN: Avevo sete, poi mi annoiavo, allora  me so’ acceso un po’ de televisione….Poi ahooo,  Io? Io? Lo devo spiegà a te? Nun sei tu quella che ogni tanto…pe’ fasse compagnia…..beve un pochetto?

GIULIA: Sei una maiale!

PETER PAN: eh no! questo no! A donna eccezionale! 

GIULIA: Non ti permetto!! E spegni questo accidenti di televisore!

PETER PAN:  Sì subito cocca…hai ragione scusa….

GIULIA: Adesso ci credo che sei Peter Pan ..

PETER PAN: Ah sì? Come mai?

GIULIA: perché mi hai chiesto scusa….e quando mai qualcuno chiede scusa….

Scoppiano a ridere

PETER PAN: Senti me faccio una doccia e poi usciamo, va bene?  

GIULIA: Ok, ma non ci mettere tre ore….. (scoppiano ancora a ridere)

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Nella casa di Angela….

Peter Pan continua a  dormire ha la testa sulle ginocchia di Angela .….

PETER PAN: Che meraviglia!…..(la voce è lenta e sognante ) che bei pesci…guarda che meraviglia!!!!

Angela continua ad accarezzargli i capelli..

PETER PAN: Che mare…..che sole….corriamo incontro al sole…..(ridacchia) che paradiso…..come sei bella….  Ma no..ma che “sole” ho detto sole….

Angela toglie con delicatezza le testa di Peter Pan dalle sue ginocchia gli mette un cuscino per farlo stare comodo e in punta di piedi si allontana…. prende il cellulare e inizia a scrivere un messaggio.

(Voce registrata in sottofondo) Patrizia ho deciso di prendere 10 giorni di ferie. Partirò domani non sarò reperibile nei prossimi giorni. Lascerò il cellulare a casa. Per cortesia incarica Bruno di ricevere lui la delegazione giapponese che arriverà domani. I documenti sono sulla mia scrivania. Angela

Peter Pan si accomoda meglio sul divano e continua farfugliare….

ANGELA: (mormorando) E adesso andiamo su internet e cerchiamo una bella ricetta per un dolce….forse troppo impegnativo…per dei biscotti…speriamo di trovarne una facile.  Gli ingredienti? Dove trovo gli ingredienti? Mi sembra che per fare i dolci ci vuole il latte, lo zucchero, la farina, le uova….  Latte neanche a parlarne non lo compero perché mi da fastidio alla colite, lo zucchero non lo compero..uso solo i dolcificanti…lo zucchero ingrassa…farina per carità …sono intollerante….

PETER PAN: (aprendo un occhio solo, farfuglia) nessuna intolleranza siamo tutti fratelli….

ANGELA (lo guarda sorpresa, ma lui si gira e continua a dormire, lei prosegue nell’elenco) : le uova sono vietate per il colesterolo….come faccio?  Questa città  è così provinciale! non è New York, Londra o Parigi dove a qualsiasi ora puoi telefonare e ordinare dal diamante alle uova di piccione….mi dispiace, povero piccolo volevo  preparargli un bel dolce! Posso sempre inventarmi una ricetta, utilizzo quello che ho…vediamo un po’ che cosa posso fare..

 Angela si alza e Peter Pan si siede sul divano

PETER PAN: Che utilizza? Speriamo bene! In cucina ci sono solo gli spaghetti cinesi, la soja, germogli di soja, riso integrale, orzo, tè verde, feta… il formaggio si intende, non che feta perché puzza…siamo fiduciosi: le risorse delle donne sono infinite…(si sdraia di nuovo sul divano).

Si sentono tramestiii in cucina…ad ogni rumore di pentola Peter Pan fa un sobbalzo…poi  la porta si apre ed entra Angela con una grossa ciotola .

ANGELA:  Ecco qua, guarda che ti ho preparato….

PETER PAN: (si alza di scatto come se avesse dormito fino a quale momento) Oh! Che bello…(prende la ciotola il cucchiaio, assaggia con circospezione …e sputa tutto disgustato) 

PETER PAN: Ma che roba è? ..cosa ci hai messo? ….la ricetta te l’hanno data gli alieni?

ANGELA: Volevo prepararti un dolcetto ….volevo essere carina con te ..

PETER PAN: e per poco mi avveleni….ha un sapore impossibile, per curiosità mi dici che cosa ci hai messo in questa specie di pappone?

ANGELA: (con voce incerta) ho fatto bollire il riso…con un po’ di dolcificante…ho aggiunto dei fiocchi di latte dietetici, ho solo quelli,  poi ho aggiunto un altro pochino di dolcificante ed ecco fatto…pensavo venisse fuori una specie di budino di riso…

PETER PAN: ma ha un sapore amarognolo…da dove viene?

ANGELA: Dovrebbe essere il dolcificante….forse…non lo so..

In quel momento squilla il cellulare. Angela e Peter Pan si guardano …

ANGELA: Dovrebbe essere il messaggio di risposta di Patrizia….(Peter Pan è silenzioso e la guarda interrogativo)

ANGELA: Forse dovrei leggerlo…..

PETER PAN: Chi è Patrizia?

ANGELA: La mia segretaria

PETER PAN. Le avevi scritto un messaggio?

ANGELA: Sì mentre tu dormivi….le avevo scritto che avevo deciso di prendere una vacanza di 10 giorni e avevo …ho delegato lei ed il mio vice di portare a avanti i lavori in sospeso….

PETER PAN: (scatta in piedi entusiasta) Ma è bellissimo!….Bravissima! Dai che andiamo al mare! e dove andiamo??

ANGELA: (pensierosa) Non lo so…non avevo deciso…mi sono distratta per andare a preparare il dolce…

PETER PAN: (ridacchiando) Forse era meglio preparare il viaggio….

ANGELA: (balbettando) fo forse è meglio dare un’occhiata al messaggio. (riprendendo sicurezza) così sarò più tranquilla…poi cercherò  su internet un viaggio low cost…

PETER PAN: Un viaggio low cost? Scusa, Angela, quanti secoli sono che non ti regali vacanza, degna di questo nome? 

ANGELA: Non lo so con precisione ma da quando lavoro…credo..non sono sicura…diciamo..mai

PETER PAN: Come pensavo. E allora ci vuole un bel viaggio, una bella vacanza, un posto di sogno …alla grande!

ANGELA: Si può vedere….prima però vorrei dare un’occhiata al messaggio…

PETER PAN: Se darai un’occhiata al messaggio non partirai più

ANGELA: Ma che  dici? Perché non dovrei più partire?

PETER PAN: Perché troverai un motivo per restare. Ti conosco

ANGELA: Non è assolutamente vero. Partirò eccome! Voglio solo essere sicura che non ci siano problemi.

PETER PAN: Non barare. Non sei indispensabile, gli altri possono benissimo portare avanti il tuo lavoro. Dagli fiducia. Lasciali crescere. Hai mai pensato che soffri di un’insicurezza perenne che sovrasta tutto e tutti. Sei sempre in ansia, stressata da morire, sei insoddisfatta di te e degli altri…lasciati andare, lasciali andare…

ANGELA: Io? io insicura? Ma per favore! Non mi va di iniziare una sterile discussione. Poi non ti permetto di interferire con il mio lavoro.

Angela si avvicina al telefonino

PETER PAN: Non lo fare Angela, non leggere quel messaggio…ti prego

ANGELA: (scuotendo la testa) Ma che assurdità!

Angela legge il messaggio ed  inizia freneticamente ad inviare un messaggio di risposta, poi si sposta verso il computer…..   Peter Pan si allontana

         

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Nella casa di Giulia….

Giulia entra canticchiando, è seguita da Peter Pan che respira affannosamente..

PETER PAN: Giuliè! Fermate bella io non ce la faccio più….non respiro. Me metto un attimo sul divano perché non ce la faccio proprio più ….(si lascia andare sul divano) Ah, che meraviglia!

GIULIA: (smette di ballare e si siede accanto a Peter Pan )Quanto mi piaci Peter! Senti  adesso sai cosa facciamo? Andiamo a dormire poi domani mattina ti preparo una bella colazione, prima di andare a studio faccio un salto al supermercatino all’angolo e faccio un po’di spesa, poi all’intervallo per  il pranzo torno a casa preparo un pranzetto veloce, veloce, poi torno a studio esco verso le otto torno a casa, apriamo una bella bottiglia di vino e ci vediamo qualcosa in televisione, che ne dici?

PETER PAN: (la guarda serio) Bello sì, però…

GIULIA: Scusa, scusa hai ragione ..niente televisione!

PETER PAN: No, non è la televisione….

GIULIA: Ho capito! Niente vino..neanche un bicchiere, noi non abbiamo bisogno di bere per stare bene ..vero?

PETER PAN: No…

GIULIA: Il mio lavoro! Hai ragione perché continuare stancamente ad andare in quello studio che odio. Però mi devi dare un po’ di tempo, cercherò un altro lavoro, non è facile e nel frattempo dobbiamo pur vivere….

PETER PAN: Ecco, lo hai detto! Dobbiamo… devi vivere….

GIULIA: Ma io sto vivendo e alla grande! Anzi alla grandissima! Adesso ci sei tu…che posso volere di più dalla vita? Ho grandi progetti per noi!

PETER PAN: Progetti? Noi? Ahoo!

GIULIA: Cosa vuoi dire, che te ne vai? (senza aspettare una risposta) lurido bastardo…(comincia tempestarlo di pugni) come ti permetti? Ti intrufoli in casa mia, mi prepari gli spaghetti, mi porti in disco poi che fai? Mi molli così?? (scoppia a piangere)

PETER PAN: Guarda se me fa’ parla’! Vedi Giuliè…

GIULIA (interrompendolo): Ma che Giuliè e Giuliè. Sei un verme schifoso come gli altri. Dillo, confessa sei sposato eh? Hai moglie e figli vero? Non hai il coraggio di ammetterlo, è così?

PETER PAN: Se me facessi parla’

GIULIA: No che non devi parlare, lurido bastardo

PETER PAN: (conciliante) Non hai capito niente!

GIULIA: Non  ho capito niente? Io, non ho capito niente? Come al soliti sono sempre io che non capisco ( e continua a singhiozzare portandosi le mani sul viso)

PETER PAN: Io ce rinuncio ( e si allontana)  

 

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Nella casa di Roberta…

Roberta e Peter Pan stanno giocando a nascondino, Peter Pan è bendato….

ROBERTA: Cucù indovina dove sono? (si nasconde dietro al divano)

PETER PAN: (brancolando le braccia tese) Sei qua! ( sbaglia e urta una sedia) Accidenti!

ROBERTA: (esce dal divano e si nasconde dietro l’armadio, fa una risatina) Non mi prendi ….

PETER PAN: Sì che ti prendo! Eccoti qua (sbaglia e urta contro il tavolo) Accidenti!

ROBERTA:  (esce dall’armadio e si getta alle spalle di Peter Pan immobilizzandolo) Se non mi prendi tu, ti prendo io!

PETER PAN: Va bene, va bene…toglimi la benda…

ROBERTA: Se ti tolgo la benda devi pagare pegno….

PETER PAN: Ok!

ROBERTA: Ok, ok?? Sicuro, sicuro?

PETER PAN: (diventa cauto) Che pegno?

Roberta si avvicina e gli mormora qualcosa all’orecchio….

PETER PAN: Ma dai!! Ma come ti viene in mente?

ROBERTA: (ridacchiando) L’ho letto…..

PETER PAN: (sbalordito) Ma dove lo hai letto?    

ROBERTA: Sul kamasutra…

PETER PAN: Anche questa è cultura ( e spariscono dietro al divano)  

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Nelle tre stanze inizia ad entrare la luce del giorno

Roberta dorme sul divano con il libro sul naso

Giulia dorme sul divano davanti alla televisione. Accanto a lei un bicchiere vuoto e un pacco di fazzoletti  di carta

Angela dorme  sul divano con il personal computer sulle ginocchia e il telefonino stretto in una mano

Suonano tre sveglie.

Roberta si scuote, lentamente toglie il libro dal naso, spenge con calma  la sveglia,  chiude il libro e  lo lascia sul divano, si stiracchia,  si rimette a dormire ed il libro cade sotto il divano

Giulia si sveglia con un sobbalzo,  cerca a tentoni la sveglia e la spenge con una manata, prende il bicchiere in mano, lo rovescia per controllare se è vuoto, ha il singhiozzo.

Soffia rumorosamente il naso  spenge la televisione e si alza

Angela balza sul divano non capisce da dove viene il suono e controlla  il cellulare, posa delicatamente il computer sul divano, spenge prima  la sveglia poi il computer e rimane immobile seduta sul divano

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La sveglia  suona nuovamente  nella stanza di Roberta, lei si siede con calma sul divano e spenge la  sveglia

ROBERTA: Che noia, un’altra giornata da vivere! Sempre le stesse cose, gli stessi gesti …(resta un attimo in silenzio, poi inizia a ridere) Ma sì viviamola questa stupenda giornata! Allora prima di tutto….mi vesto di rosso…avrò pure qualcosa di rosso nell’armadio, oggi sono sicura che  andrà tutto alla grande. (Si ferma interdetta) Mi sento un po’ strana….ho un ricordo abbastanza vago della serata di ieri…ho come una strana sensazione che non riesco a cogliere….devo aver sognato qualcosa ma non ricordo bene che cosa…..mi sembra di avere delle campane in testa…Adesso ricordo!!! Ma certo mi sono addormentata mentre leggevo e non ho cenato! Deve essere la fame..mai andare a letto senza cena!

(Roberta canticchiando e ballando si avvia verso l’armadio) Mi sembro una  matta! Dove ho messo il libro che stavo leggendo? (guarda sotto il divano) Ah! Eccolo, trovato! Come ci sarà finito là sotto?       

Giulia guarda la televisione …ha l’aspetto depresso di chi non ha dormito, posa il bicchiere che ha in mano accanto al divano, poi si alza  lasciando la  televisione accesa 

GIULIA: non mi va di andare a studio, non mi va di prepararmi il caffè, non ho voglia di fare niente,  non ho voglia di niente…quasi, quasi mi do secca e non vado in ufficio. Vediamo un po’ che mi dice l’oroscopo del Gran Tarocco  (torna davanti alla televisione e inizia a  fare zapping fra i canali) poi decido.

VOCE DELL’ASTROLOGO: Voi del segno del leone sarete ruggenti. Vi aspetta un incontro decisivo per l’amore. Fortunati anche al gioco oggi dovete osare. Salute in lieve calo. (Giulia fa gli scongiuri) Non pretendete troppo da voi stessi, attenzione all’esercizio fisico. Per il segno della Vergine è prevista una giornata….…

Giulia cambia canale ne sceglie  uno a caso…(dallo scoppio di voci si direbbe un film western)

GIULIA: Accidenti a te e a me cretina che ti sto anche a sentire. (imitando la voce dell’astrologo) Voi de segno del leone sarete ruggenti. Vi aspetta un incontro decisivo in amore (riprendendo il suo tono di voce) avrà voluto dire uno scontro decisivo…il bello è che non saprei contro chi scontrarmi, forse con la macchina, ha detto: attenti alla salute. Poi che altro ha detto? (imita nuovamente la voce dell’astrologo) Fortunati al gioco (riprende il suo tono di voce) perdo anche a ruba mazzo e quando faccio il solitario per farlo riuscire… baro. (imitazione dell’astrologo)Attenzione all’esercizio fisico. Io pensavo di andare oggi ad iscrivermi in palestra, tanto per propiziare l’incontro fortunato…rimanderò ad un altro giorno…tanto giorno più, giorno meno. Sono tre anni che penso di iniziare un po’ di  palestra…Sai che ti dico …che tutto sommato vado in ufficio.

(gira un po’ per la stanza, parlando a se stessa) Che cosa mi metto?   Pantaloni basta, li porto sempre…mi metto la gonna. Però con i pantaloni mi sento più, come dire, protetta, più a mio agio, più aggressiva…allora ha ragione il Gran Tarocco che sono ruggente, vorrei essere ruggente…mah! ma figuriamoci il mio ruggito è tale e quale al miagolìo di un gattino appena nato. Non buttiamoci giù…allora deciso: gonna..quella a fiori con magliettina aderente, tacco alto, capello alla “guarda che mi è capitato” . Non starò esagerando? Ma noooo! Tiriamoci su e che caspita!  Non si sa mai, non  si sa mai. Come mi sento strana stamattina! Ho la bocca impastata come se avessi mangiato tantissimo eppure  non mi sembra di aver cenato….(mentre riordina i cuscini del divano trova una bottiglia di vino semivuota) ecco che cosa è stato! A quanto pare ho bevuto  più del solito…occhio ragazzi, qui si esagera! Mi devo preoccupare, non ero mai arrivata a tanto, un bicchiere, due bicchieri, questo sì ma ho bevuto per due….la bottiglia è semivuota!  E’ normale che poi mi sento strana! Però, però …c’è qualcosa, devo aver sognato…ma che cosa? Boh!

Angela dopo alcuni secondi di immobilità inizia a parlare al cellulare.

ANGELA: Patrizia scusa se ti disturbo a quest’ora, questa mattina ho controllato il mio cellulare e ho visto che ieri, anzi questa notte, ti ho mandato un messaggio per dirti che sarei andata in ferie…non lo hai letto? Oh! meno male! Senti, comunque contrordine, sarò in ufficio al massimo fra un’oretta. Non so che cosa mi ha preso l’altra sera, probabilmente ero stanca, ho litigato per l’ennesima volta con l’avvocato, non so..non mi ricordo assolutamente. Insomma niente ferie! Anzi.. aspetta, aspetta.. fammi pensare…sai mi sento un po’ stordita stamattina, non so cosa mi sia successo questa notte, devo aver sognato, anche se, come al solito, non mi ricordo cosa ho sognato, comunque ci metterò un po’ di più di un’oretta…prima di venire in ufficio mi metto al computer e  preparo un memo, sai qui sono più tranquilla, si fa per dire…ho una matta che abita accanto a me che come al solito ha il televisore a tutto volume, aspetta un secondo….(picchia sulla parete e la televisione si spegne) Oh! Miracolo, l’ha spenta! Dicevamo allora fra un’oretta e mezza sarò a studio Ok? Ok, a dopo allora….(si mette al lavoro sul computer)        

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Le porte dei tre appartamenti sono chiuse.

Davanti ad una porta c’è un gattino, un bigliettino ed una bottiglia di latte

Davanti all’altra porta una busta.

Davanti all’ultima porta un libro

Si apre la porta di Giulia. Ha una vistosa  gonna a fiori una magliettina mozzafiato, tacchi alti e capelli raccolti con un grosso mollettone. Guarda nella borsa cercando qualcosa….

GIULIA: Vorrei sapere dove sono queste maledette chiavi…non le trovo mai!

(mentre sta per rovesciare il contenuto della borsa si accorge del gattino )

GIULIA. Santo cielo! E tu chi sei? (miagolìo) oh cielo! (non sa che fare, poi si piega sulle ginocchia e prende il gattino) quanto sei bello! Quanto sei carino! Ma di chi sei? (si guarda disperatamente intorno per cercare aiuto) Ma guarda! C’è un biglietto….buono micino buono…(legge il biglietto)

Giulia legge ad alta voce “Cerco casa ed una padrona affettuosa …in cambio di un po’ di latte che possiamo dividere insieme…ti offro tanto amore e compagnia” Ma guarda c’è anche la bottiglia del latte! (si guarda nuovamente intorno, è incerta)

Si apre una porta ed esce Angela. Con una mano tiene il cellulare incollato all’orecchio e nell’altra mano  la borsa con il computer .

ANGELA: Certo, certo…allora Patrizia potresti farmi questo favore? Telefona…(il suo sguardo cade sulla busta davanti alla sua porta

ANGELA: Scusa un secondo…(si inginocchia e prende la busta, lascia il computer accanto alle sue gambe mentre trattiene il cellulare con la guancia contro la spalla, apre la busta ….)

Patrizia??!! Cos’è uno scherzo? Ho aperto una busta indirizzata a me ed ho trovato un biglietto aereo per le isole di Pasqua…ne sai niente? No, non l’ho trovata nella buca delle lettere, l’hanno lasciata davanti alla porta di casa….non hai idea di chi possa averlo fatto? Bene nemmeno io! Vorrei sapere chi è quel cretino che fa questi scherzi! Certo che come scherzo è costoso però non so cosa pensare…

In quel momento si apre la terza porta. Roberta indossa un abito etnico con accesi toni di rosso ha in mano un libro:

ROBERTA: (legge velocemente) “Quasi sempre non siamo chi crediamo di essere, né siamo come gli altri ci vedono. Siamo un messaggio unico e speciale che dobbiamo imparare a comprendere ed amare”.  Mentre sta per chiudere la porta vede il libro lasciato davanti alla sua porta e lo raccoglie.

ROBERTA: (legge ad alta voce il titolo sulla copertina del libro) “Tutto quello che avreste voluto sapere sul sesso e non avete osate chiedere” . Ha lo sguardo stupito e piuttosto perplesso.

Giulia ed Angela la guardano interrogativamente poi si scambiano un’occhiata.

ANGELA: Lei ha idea di chi può averle lasciato quel libro dal titolo peraltro, come dire…. molto significativo?? (non aspetta la risposta e prosegue) ci deve essere un cretino che si deve ritenere un genio dello scherzo che ha lasciato davanti alle nostre porte oggetti a dir poco strani….

GIULIA: Oggetti?! Il mio micino non è un oggetto!

ANGELA: Beh, insomma! Perché sottilizzare… Suo??!! Ci mancava anche il gatto! Non bastava la televisione a tutto volume, adesso anche il gatto, guardi l’avverto che se il SUO gatto viene a sporcare sul mio balcone o davanti alla porta della mia casa….

GIULIA: (aggressiva)Attenta! Se solo trovo un baffo piegato al mio gatto.. (Angela la guarda sbalordita)

ANGELA: Ma dico, è impazzita? Come si permette di minacciarmi!…ho sempre pensato  che lei era una gatta morta

GIULIA: Vedo che parla al passato…fa bene ha dire: ero, ero una gatta morta. Poi mi sono svegliata e adesso sono una gatta vivissima, anzi… una super gatta e  lei farà bene a stare in guardia, molto in guardia.

ANGELA: E lei non dice niente? (rivolgendosi a Roberta che continua a sfogliare il libro) A quanto pare quel libro ha argomenti ben più interessanti.

( non riceve risposta e quindi prosegue)

ANGELA (dà un’occhiata al libro):  La mamma non le ha detto niente? O pensa di mettere su una scuola, come dire…di iniziazione? (Roberta continua a guardare il libro)

GIULIA: (rivolgendosi ad Angela) Sempre velenosa!   

Roberta ha i due  libri fra le mani, uno è chiuso l’altro, quello trovato davanti alla porta è aperto. 

ROBERTA: (ridendo)  Ma guarda qua!

GIULIA: (si avvicina) posso vedere?  Ci possiamo dare del tu?

ROBERTA: Ma certo!

GIULIA: Mi fai vedere?

ROBERTA: Guarda qui! ….

GIULIA:  (ridendo) Ma dai …questa poi!

Roberta e Giulia sfogliano insieme ridacchiando il libro, Angela si sente ignorata e si innervosisce

ANGELA: Incredibile! Prima neanche il saluto e adesso guarda qua, sembrano due vecchie compagne di bagordi!

Mentre Robetta e Giulia senza  rispondere continuano a sfogliare e commentare il contenuto del libro, Angela si allontana e arriva un uomo….

UOMO (2° PETER PAN)(è sorridente e rilassato): Scusate di chi è la Smart CX230MZ?

Roberta e Giulia alzano gli occhi dal libro, dopo un attimo di esitazione  Roberta risponde

ROBERTA: E’ mia, perché?

UOMO(2° PETER PAN): Per favore può spostarla? È  parcheggiata male e non riesco ad uscire…

Roberta lo guarda sbalordita  e  non si muove.

UOMO (2° PETER PAN): con una certa urgenza…per favore

ROBERTA: Ma lei…ho l’impressione …

UOMO(2° PETER PAN): Scusi non mi sono presentato: sono il nuovo inquilino…abito al piano di sopra mi chiamo Pietro Volante

ROBERTA: Eh!!??

UOMO (2° PETER PAN): Qualcosa non va?

ROBERTA: No..è che lei mi ricorda qualcuno…anche il nome mi sembra un po’ insolito…perché porta quel nome?

UOMO (2° PETER PAN): Dovrei chiederlo ai miei genitori..

ROBERTA: Lei ha i genitori?

UOMO (2° PETER PAN): Sì, un po’ anziani…comunque se le ricordo qualcuno spero di ricordarle qualcuno che le è simpatico…intanto se potesse spostare la macchina…

ROBERTA: Sì …(ma resta immobile con il libro in mano a guardarlo)

UOMO (2° PETER PAN): Deve essere interessante quel libro…posso vederlo?

ROBERTA: No! meglio di no…

GIULIA: Non è nostro…cioè non è suo…volevo dire …lo abb…lo ha trovato davanti alla porta di casa….io davanti alla porta ho trovato un gatto e una nostra vicina un biglietto aereo per le Isole di Pasqua …lei ne sa qualcosa?

UOMO (2° PETER PAN) (sorridendo): Certamente no!

GIULIA E ROBERTA: Certamente no…

UOMO (2° PETER PAN): e non avete idea di chi possa aver fatto regali di questo tipo

GIULIA E ROBERTA: Nooo!

UOMO (2° PETER PAN): Forse qualcuno vuole lasciare qualche messaggio, mandare dei segnali…

GIULIA: Sì, tempo scaduto…

UOMO(2° PETER PAN):  Bene, allora vogliamo andare?

ROBERTA: Dove dobbiamo andare?

UOMO (2° PETER PAN) (Perplesso): A spostare la macchina..

ROBERTA: Solo a spostare la macchina?

UOMO (2° PETER PAN): Se fa la brava sposta subito la macchina e non mi fa arrivare tardi in ufficio, posso invitarla a cena…

ROBERTA (sempre un po’ stordita): Ottima idea!

UOMO (2° PETER PAN): Perfetto, questa sera va bene?

ROBERTA: Sssì

GIULIA: Ma che fai..esci con uno sconosciuto?

ROBERTA (bisbiglia quasi parlando a se stessa): Mica tanto sconosciuto…

GIULIA: Allora lo conoscevi?

ROBERTA: E’ un po’ complicato..poi ti spiego…

Roberta e Pietro Volante si stanno avviando a spostare la macchina… 

GIULIA (rivolgendosi a Pietro): Scusi, lei non sa…se per caso…è venuto ad abitare al piano di sopra qualche altro inquilino?

UOMO (2° PETER PAN): Non lo so, non credo…perchè sarebbe interessata a conoscerlo?

GIULIA: No, o meglio sì..magari! (riprendendosi) no, sto sempre pensando a chi può aver lasciato il gattino davanti alla porta di casa..

UOMO (2° PETER PAN): Se è così…voglio dire se è soltanto per sapere chi le regalato  il gattino…altrimenti posso sempre presentarle un mio amico..

GIULIA (indispettita): No, no meglio di no …è solo per il gattino…

UOMO (2° PETER PAN): Ragazze, ma davvero non sapete chi ha fatto questi regali? Credete ancora a Babbo Natale?

ROBERTA: A Babbo Natale no, ma ha Peter Pan sì….

UOMO (2° PETER PAN): A Peter Pan??

ROBERTA : Sì a Peter Pan…io ci credo (guardando Giulia e Pietro Volante) e voi? 

Giulia e Pietro si guardano a lungo…

 

VOCE DI UOMO FUORI CAMPO: Signora mi lascia la porta aperta per favore sono un rappresentante dell’enciclopedia  Tre Cani, dovrei andare dalla Signora…

Giulia interviene prontissima

 

GIULIA: Lo lasci passare signora, venga la stavo aspettando…

GIULIA (mormorando con il viso sul micino) Vieni mio caro Peter : Tu hai tre Cani, io un gatto….vediamo cosa possiamo fare

ROBERTA: Adesso ricordo!! Ma certo ….ma che matto

Arriva trafelato il Peter Pan di Roberta

PETER PAN: Arrivo! mi hai chiamato..ed eccomi qua! Sei pronta? Andiamo!

ROBERTA: Prontissima!

ANGELA: Prontissima?  Ma  vai con uno sconosciuto?

ROBERTA:  Conosciutissimo è Peter…il mio Peter Pan!

GIULIA E ROBERTA: (si guardano sbalordite) Chiii!

ROBERTA: Peter Pan! ….ma voi ci credete a Peter Pan?       

F I N E

        

 

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