Maledetta fortuna

GIUSEPPE PELOSI

GIUSEPPE PELOSI

MALEDETTA FORTUNA!

atto unico brillante per sei personaggi

GianFranco Toraldo

Mattia, suo figlio

Il ragionier Vitali, esattore delle tasse

Adele, moglie di GianFranco

Elisabetta, vicina di casa

Piero, tabaccaio

La scena rappresenta unabitazione moderna, salotto con tavolo e divano, mobile bar, arredo vario. A sinistra per chi guarda la porta di ingresso, a destra la porta che da sulla parte notte dellabitazione. Sullo sfondo una scala aperta.

GianFranco: (In piedi sulla scala, sta cercando di attaccare un chiodo al muro; il picchiare del martello si fa progressivamente pi rapido e pi forte fino a interrompersi di colpo. GianFranco scende dalla scala, appoggia il martello sul predellino della scala e camminando svelto raggiunge il proscenio. Qui lancia un urlo e si afferra il pollice della mano sinistra, iniziando un balletto lungo tutto il palco per sfogare il dolore. Ad un certo punto alle sue spalle appare Mattia, proveniente dalla parte notte).

Mattia: (Lo guarda un po sorpreso fino a quando anche GianFranco si accorge di lui). Mi hai chiamato?

GianFranco: No, guarda, stavo cantando!

Mattia: Mi sembrava che tu mi avessi chiamato... Bh, comunque, pap, gi che sono di qua, volevo chiederti una cosa: cosa ne diresti di updatare il nostro vecchio hardware? No, perch ero di l che cercavo di settare il bios di windows, ma mi dice che ci sono problemi con la motherboard, probabilmente quello che lo fa andare in crash a ogni rebooting, per sostituire solo quella poi potrebbe dare problemi di compatibilit al monitor, a meno di prendere un LCD, ma a quel punto l secondo me tanto varrebbe riguardare anche tutte le altre periferiche... Oh, pa, secondo me non un cifrone, con un due o tre teste ci si fa... Che ne dici, ci stai dentro?

GianFranco: Oh?!, ma hai preso la scossa? Come cavolo parli? Con tutti i soldi che ho speso a farti studiare, mai possibile che non riesci nemmeno a comunicare come una persona normale? (Guardando in aria a braccia levate) Due o tre teste, dice! Guarda, mi basterebbe che tu ne avessi una! Fila, va, alieno!

Mattia: (Fa per uscire ma a met strada si volta) Ma di comprare almeno un modem a 56 k, cosa ne dici? Incrementiamo il download!

GianFranco: Ti sparo un deficit sulla testa, se non te ne vai!

Mattia: (Esce di scena ma riappare subito) Pa, e se prendessimo un portatile?

GianFranco: (Fa cenno di inseguirlo a pugno alzato, Mattia fugge. Rimasto sulla scena da solo, torna a dedicarsi al suo pollice dolorante, ma suona il campanello della porta) Adele, vai tu! (Nessuno risponde, e dopo un breve periodo di silenzio il campanello risuona. GianFranco va ad aprire con un gesto che sottolinea la solita situazione). Chi ?

Vitali: (Da fuori) Sono il ragionier Vitali, del Fisco...

GianFranco: Il ragionier Vitali del Fisco? E che diavolo vorr? (Apre)

Vitali: (Entra diretto, si guarda velocemente intorno e poi punta al tavolo, dove si siede, senza chiedere, ed estrae fogli dalla sua borsa. Poi si rivolge a GianFranco) Bh? Non viene a firmare? La prego, non mi faccia perdere tempo, su...

GianFranco: (Stupito e succube) S, subito, mi scusi...

Vitali: (Ha in mano una serie di fogli spillati, li gira fino allultima pagina e poi li porge a GianFranco per la firma di rito) Ecco, proprio qua in fondo, una firmetta semplice semplice...

GianFranco: (Sempre basito e succube, prende i fogli guardando in faccia il Vitali, poi inizia a scorrerli al contrario).

Vitali: No, guardi, qua in fondo... (Gira il foglio in mano di GianFranco, che lo guarda fisso).

GianFranco: (Continua a guardare i fogli, sfogliandoli al contrario fino alla prima pagina, e infine alza il capo) Piacere, GianFranco Toraldo.

Vitali: (Un po sorpreso) Molto lieto...

GianFranco: No, dico... Mi chiamo GianFranco Toraldo.

Vitali: Ho capito, signor Toraldo, ho capito benissimo! Non vuole proprio firmare?

GianFranco: Non che non voglio firmare, che secondo me lei deve avermi confuso con qualcun altro... Ci deve essere un errore...

Vitali: (Con un sorriso sardonico, come di chi sta pensando Figurati se non prova ad ingannarmi...) Lei dice?

GianFranco: Ma certamente! E poi, vede, questi che lei ha sottoposto alla mia attenzione, sono moduli...

Vitali: Mi scusi, lo so cosa sono! Sono moduli per la tassazione delle vincite ai concorsi e alle lotterie nazionali...

GianFranco: Ecco appunto, e io non ho vinto un bel niente, perch proprio non ho mai giocato alla lotteria in vita mia...

Vitali: Non ha comprato un biglietto della lotteria di Agnadello?

GianFranco: Io? Non ho mai comprato nessun... (Si blocca di colpo, ricordandosi improvvisamente) Bh, forse uno... Ma non ho mica vinto!

Vitali: Ne sicuro? Controlli bene il numero... Se dovesse accorgersi che ho ragione io, si presenti con i documenti firmati allUfficio dellerario, che cos risparmiamo tempo... E ne risparmieremmo ancora di pi se lei firmasse subito... Ma non si preoccupi! Sono abituato! Mai una volta che un vincitore lo ammetta...

GianFranco: No, ma guardi, non che io non voglia ammetterlo, che non mi risulta proprio di aver vinto niente... Quando sarebbe stata fatta lestrazione?

Vitali: Guardi, potrebbe anche risparmiarsi la scena... Comunque alludo allestrazione di ieri sera...

GianFranco: Caspita, ieri sera, e lei pretenderebbe che io fossi gi al corrente di una vincita!

Vitali: Bh, mi creda, di solito quando gli importi sono di questo ordine, le voci corrono in fretta...

GianFranco: Ah, s? Perch, a quanto ammonterebbe la... s insomma, l, la cosa, la vincita?

Vitali: Eh eh eh! Deciso a mantenere la parte, eh? (Raccoglie le sue cose e fa per andarsene) Due miliardi. Certo, poi ci sono le trattenute fiscali, che sono quelle per cui io sono venuto, ma nonostante quelle dovrebbe comunque rimanerle un bel gruzzoletto... (Si avvia verso luscita e si volta prima di infilare la porta) Ah! Mi raccomando, si prenda pure tutto il tempo che le serve, a questo punto, consulti anche un avvocato, se crede... Ma non appena si sar convinto, venga a firmare, via... E, Gi che ci sono: non ci provi neanche a negare, sa?... Ormai labbiamo scoperta... No, sa perch glielo dico? Perch certe volte i vincitori, nel tentativo di eludere il fisco, ci provano, vero? Arrivederci! (Esce)

GianFranco: (A cui caduta la mascella dallo stupore e dalla sorpresa) Du... Du-du due mi... Due miliardi? Ha detto due miliardi? Cio, ma in che senso due miliardi? Due miliardi nel senso di due miliardi? No, non posso essere io! E poi loro come fanno a saperlo? Caspita!, non lo so ancora io, di aver vinto, e loro gi mi piombano in casa! Che iene! Che avvoltoi! Che lupi! Che caspita! Chi diavolo pu averglielo detto? (pausa) Mi compro la macchina nuova. E quella bella pipa in radica che non ho mai avuto il coraggio di prendere per paura dei rimproveri di Adele... Ah! Ma adesso... Due miliardi... Ma ci pensi, tu? Due miliardi! Mi compro anche... guarda, mi compro... no, no, dico proprio che mi compro... Il plastico per i trenini! Sempre stato il mio sogno, il plastico per i trenini... E adesso me lo compro. Poi mi compro... Per, alt! Sar vero? Con tutti gli errori che commette il Fisco sulle banali dichiarazioni dei redditi, figurati quando si tratta di altro... Non, non per criticare, vero?, ma... (ormai in piena agitazione, come se stesse parlando con lipotetica personificazione del Fisco) No, signor Fisco, mi scusi, ma quando ci vuole ci vuole, non per dire, vero, ma tante volte si sente di errori, e mi lasci dire, molti li ha fatti lei. Scusi tanto, non mancanza di stima, o peggio, peggio!, mancanza di rispetto, ma io ormai non mi fido pi di nessuno, guardi... Non mi fido neanche di me stesso! Ecco, guardi, io non mi fido se non lo leggo scritto, io... Il giornale! Mi serve il giornale, ci sar scritto senzaltro, devo controllare! (Esce)

Adele: (Entra da fuori, carica di borse della spesa, che cerca di appoggiare sul tavolo quando le squilla il telefonino, costringendola a piantare le borse in mezzo alla stanza per rispondere) S, pronto? A sei tu. No, sono appena rientrata, dimmi pure. (Ascolta per un pochino) Ho capito. Giorgio cosa ne dice? Consiglia di vendere? Accidenti, non saprei... Perch il trend in positivo, capisci? Secondo me si pu rischiare di tenere... Potrei sbagliarmi, ma difficilmente scenderanno, e invece dopo la chiusura di venerd scorso potrebbero anche salire... No, quelle no... Troppo pericoloso. Va bene, facciamo cos, allora. Okay, ci sentiamo dopo, ciao, ciao. (riattacca) Franco! Mattia! Ce nessuno? Forza, venite a darmi una mano con queste borse!

Mattia: (Entra, stranamente servizievole) Ciao ma! Allora come butta? Tutto rego? Sei un po in down? Ti devo aiutare con le borse? Cosa faccio, le svuoto qui? Le porto in cucina? Vuoi che prepari da mangiare? Ah! Ha telefonato lo zio Carlo, ha detto che ti avrebbe cercato pi tardi sul cell, lhai poi sentito?

Adele: (Lo guarda stupitissima).

Mattia: Cosa c, ho fatto qualcosa di sbagliato?

Adele: Non ancora, credo, ma di solito quando fai cos significa che stai per farlo... Cosa hai bisogno?

Mattia: Ma perch devi sempre essere cos prevenuta nei miei confronti?

Adele: Perch sei mio figlio, ti conosco benissimo! Avanti, spara!

Mattia: No, non giusto! Tu ti relazioni a me carica di pregiudizi generazionali! Mi giudichi prima ancora di sapere, viaggi carica di sovrascritture, tronchi sul nascere qualsiasi possibilit di comunicazione, non accetti minimamente che si esca dai tuoi schemi mentali, sei in para dura! Compriamo un computer nuovo?

Adele: Uff. Guarda, non proprio giornata, via, fila, prendi le borse e svuotale in cucina...

Mattia: Ma...

Adele: Fila! (Mattia esce con le borse, Adele si accascia sul divano, iniziando a togliersi le scarpe. Entra GianFranco, sornione).

GianFranco: Buongiorno Adele!

Adele: Ciao Franco...

GianFranco: Non mi ero neanche accorto che tu fossi fuori, cara...

Adele: Si, sono andata a far la spesa, visto che se non ci penso io...

GianFranco: Ma, cara, bastava che tu me lo dicessi e ci avrei pensato io, no?

Adele: (Lo guarda sospettosa) Ma cosa sta succedendo in questa casa? Prima Mattia e adesso tu? Si pu sapere cosa avete?

GianFranco: Ma niente, cara, non essere paranoica, s!

Adele: Bh, paranoica un accidente... Come se non ti conoscessi...

GianFranco: Mah... Non capisco di cosa tu stia parlando, ma non raccoglier le tue basse insinuazioni... E come sta tuo fratello?

Adele: Cosa centra Carlo adesso? Insomma, mi vuoi dire che cosa c?

GianFranco: Ma niente, ti ho detto!

Adele: Gi, si... Il tuo niente suona credibile come quello di Mattia... Si vede benissimo che hai qualcosa da dire e non stai nella pelle per dirlo...

GianFranco: Oh, basta! Ti ricordi quello che dici sempre tu sui biglietti della lotteria?

Adele: Ma certo che me lo ricordo, dico sempre che...

GianFranco: (Interrompendola) ... che sono truffe legalizzate, che sono soldi buttati, che non giocheresti mai, che il peggior investimento dopo bot e cct?

Adele: (Sempre pi confusa) Ma non capisco dove vuoi andare a parare...

GianFranco: Ti ricordi il mese scorso, quando ho dovuto andare a Bologna per quel contratto?

Adele: (Sempre pi esasperata) Cribbio, GianFranco, quando fai cos sei insopportabile! Vieni al dunque!

GianFranco: Ho viaggiato in autostrada, al ritorno, stanco e deluso e arrabbiato perch il contratto non era andato bene, ricordi?

Adele: Mi ricordo, e allora?

GianFranco: Mi sono fermato ad un Autogrill.

Adele: (Ironica, come se avesse appreso chiss quale sconvolgente verit) Oddio! No!

GianFranco: S. E ho preso un caff e una brioche per tirarmi su di morale.

Adele: (c.s.) Oh, mamma! , GianFranco, non dirmelo...

GianFranco: S. Solo che dopo aver bevuto il mio caff, mi sentivo ancora abbacchiato, e quindi ho pensato che dovevo concedermi ancora un qualcosa, un piccolo acquisto, cos, tanto per coccolarmi un po...

Adele: (c.s.) Oh, mio dio! Hai comprato una forma di prosciutto di Parma?

GianFranco: No...

Adele: (c.s., incalzante) La raccolta di tutti i primi successi di Mina?

GianFranco: No...

Adele: (c.s.) Non dirmelo! Una fila di monete di cioccolato...!

GianFranco: No! Mi lasci parlare, una buona volta? Mi sono detto che alluscita mi sarei comprato un biglietto della lotteria.

Adele: (Improvvisamente serissima) E lhai fatto? No, dico, dopo tutto quello che ti ho detto avresti comprato un biglietto della lotteria?! Un biglietto della lotteria?!?!

GianFranco: No! Volevo farlo! Ma al momento di uscire mi sono dimenticato... !

Adele: Ma allora non lhai preso!

GianFranco: Posso finire? Appena sono salito in macchina mi venuto in mente: cribbio!, il biglietto della lotteria! Sul momento ho pensato: Bh, poco male, sar contenta Adele..., ma poi ho iniziato a pensarci, mi sembrava brutto: Come, mi viene una tentazione su un biglietto della lotteria e io la butto via cos? E se fosse un suggerimento diretto della dea bendata? E se stessi sputando in faccia alla sorte?

Adele: Sei tornato indietro.

GianFranco: No! Caspita, ero in autostrada, non potevo mica fare inversione a U! Per ho continuato il mio viaggio rimuginandoci sopra, cercando di capire se interpretarlo come un segno, un presagio, un qualche auspicio! Ed ero l che non sapevo pi cosa fare, diviso, angosciato, in dubbio: da una parte sentivo il richiamo del colpo di fortuna, dallaltra mi risuonava la tua voce a farmi da coscienza, in un conflitto interiore che non mi lasciava pace!

Adele: Ho paura di chiederti chi ha vinto...

GianFranco: Fatto sta che pensa e ripensa sono arrivato al casello!

Adele: Occaspita! Niente pi Autogrill!

GianFranco: Infatti.

Adele: Insomma, salvi? Pericolo scongiurato?

GianFranco: No, perch nella paura di aver perso definitivamente loccasione di una vita, prima di rientrare in casa ho comprato un biglietto da Piero, il nostro tabaccaio.

Adele: (Pausa) Disgraziato. Sei un disgraziato. Ma cribbio! Io che mi ingegno dalla mattina alla sera per cercare di far fruttare quei pochi risparmi che riusciamo a permetterci, che mi studio le notizie di borsa, che cerco di diversificare i nostri investimenti, che oculatamente gestisco il patrimonio familiare, che oltretutto non neanche granch, come patrimonio..., Io che chiedo consiglio a Carlo che lavora in banca per avere le dritte! (GianFranco fa per prendere la parola, ma subito Adele ricomincia) Caro mio, la fortuna non si trova in un biglietto della lotteria! La fortuna sudore della fronte! Pianificazione economica! Bisogna costruirsela, la fortuna! Altro che lotteria... (Altro tentativo di GianFranco di prendere la parola, ma Adele non ha finito la sua tirata) Ma guardati! Guardati! E vergognati, anche, un pochino... Io mi sacrifico dalla mattina alla sera, mi privo di qualsiasi gratificazione personale, non una borsetta, non un vestito, non un cinema, e tu butti via i soldi con i biglietti della lotteria... (GianFranco fa per prendere la parola, ancora) No, non dirmi che in fin dei conti sono solo diecimila lire, perch a diecimila lire alla volta che se ne vanno tutti i risparmi di una vita! E poi, senti, te lho detto un sacco di volte...: il principio. Per principio, i soldi non si buttano via in pratiche di fortuna!

GianFranco: (Inserendosi finalmente) Ho vinto! Ho vinto, ho vinto. Il primo premio, s, il primo premio, due miliardi, ho vinto due miliardi alla lotteria, il primo premio, capito?, ho vinto.

Adele: (Lo guarda senza parole, incredula).

GianFranco: Bh, ho detto che ho vinto!

Adele: (Estrae una copia del Sole 24 ore e inizia a sfogliarlo).

GianFranco: Ma, hai capito cosa ho detto?

Adele: (Continuando a sfogliare) Ho capito. Hai detto che hai vinto. Bene. Secondo me bisogner diversificare gli investimenti. Qualcosa possiamo metterlo sui fondi di investimento della banca, ma non molto, direi... Mi butterei un po di pi, invece, sul mercato azionario... Bisogner investire una grossa somma in azioni sicure, e acquisterei anche qualche immobile, che fa sempre comodo... Non so, qualche casa... Sicuramente bisogner pianificare un oculato investimento nei titoli tecnologici, che oggi sono quelli che vanno per la maggiore... Qui per preferirei sentire cosa mi consiglia Carlo, perch facile anche sbagliare, e inoltre lindice nazdaq non pu essere sempre in rialzo, bisogner stare attenti... Due miliardi, hai detto? Naturalmente una bella somma, ma non dobbiamo montarci la testa e lanciarci in spese folli o inutili solo perch abbiamo vinto... Niente sciocchezze, dunque, muoviamoci con cautela. Tu lascia fare a me e ti garantisco che, ben investiti, questi risparmi ci offriranno una discreta rendita mensile... S, forse potrai persino smettere di lavorare, ma presto per dire... Per il momento acqua in bocca!

GianFranco: Il fisco sa gi tutto.

Adele: Cosa?

GianFranco: Il fisco sa gi tutto! Sono gi venuti per le trattenute sulle vincite!

Adele: Ma come possibile? Ecco, ne hai combinata unaltra delle tue! A chi lo hai detto?

GianFranco: Ma io a nessuno! Solo che loro lo sapevano gi! Anzi, a dire il vero, me lo hanno proprio detto loro...

Adele: Ma no, ma no, non possibile! Eh! Scusa! Queste sono notizie riservate, non possono trapelare cos! Cio, stai a vedere che il fisco da prova di efficienza solo quando la cosa riguarda noi? E poi, come possono aver fatto?! Assolutamente, non credibile! Senti, vado di l: telefono subito a Carlo per chiedere consiglio! Mi raccomando, tu! Non dire niente a nessuno! (Esce).

GianFranco: (La guarda uscire in silenzio, poi si rivolge al proscenio) Ecco. Mi sa tanto che ho gi capito che fine ha fatto il mio plastico...

Mattia: (Entra con un enorme pacco, molto ingombrante)

GianFranco: Uh! Hai comprato il portatile?

Mattia: No, per mi sono accattato il monitor a cristalli liquidi...

GianFranco: Ah, per! Bella idea, bravo, hai fatto bene!

Mattia: Come? Cio, non sei un po ingrifato?

GianFranco: Ma va, figurati! Perch dovrei?

Mattia: Eh, pa... Va che il monitor lho preso con i tuoi soldi...

GianFranco: Eh, va bene! Vuol dire che ne avevi bisogno, no?

Mattia: Opputifarre! Pap andato in cortocircuito! (Lascia cadere il paccone, preoccupato si precipita vicino a GianFranco, che lo guarda incuriosito per tutta la scena che segue) Pa, cribbio, dimmi, come stai? Mi riconosci ancora? Mado, fuori come un balcone...! Forza, su, siediti, dimmi, quanti sono questi, aspetta, appoggiati, apri bene gli occhi, su, stammi sveglio... (Urlando verso la camera) Mamma!, cribbio, vieni a darmi una mano! Oh, Mado, cosa ho fatto... Su, pa, non perderti, fammi sentire il cuore, no, no, non ci siamo... (urlando verso la camera) Eccheccavolo, sbrigatevi! Lo stiamo perdendo! Pa, dimmi, ci vedi ancora, mi senti, ti ricordi di me, sono sempre Mattia, dimmi su... Cribbio, guarda che occhi... Pa, ma non per caso che ti sei fatto una canna?

GianFranco: (Interrompendo lagitazione di Mattia) Oooooh! Allora? Lhai finita o no? Ma quale canna?!

Mattia: (Fissandolo con occhi sbarrati) Ma tu stai bene!

GianFranco: Certo che sto bene, fulminato!

Mattia: Ma ti ho detto che ho comprato il monitor nuovo, con i tuoi soldi e tu non ti sei arrabbiato!

GianFranco: Certo che non mi sono arrabbiato, perch avrei dovuto?

Mattia: Come perch, ma se di solito ti arrabbi anche solo se vado al cinema...

GianFranco: (Sbuffando con aria di superiorit) Off, ma non diciamo sciocchezze... Possiamo permetterci ben pi che un cinema, adesso...

Mattia: Come adesso? Cosa vuol dire adesso?

GianFranco: Adesso, adesso, no? Adesso che abbiamo vinto alla lotteria...

Mattia: Nooooo.... Non ci posso credere... Abbiamo vinto alla lotteria? Tosto!

GianFranco: Ehi! Attento bene, vero? Tua madre ha detto di tenere la bocca chiusa, non che si possa far sapere a tutti, inteso?

Mattia: Tostissimo, abbiamo vinto alla lotteria... Ma allora adesso s che posso comprarmi anche il portatile... E quanto avremmo vinto?

GianFranco: (Fa segno due con le dita a V)

Mattia: Caspita, cinque miliardi?

GianFranco: Ma come cinque, scusa, ti faccio segno due e tu dici cinque?!

Mattia: Ah! Scusami! Lavevo inteso in numero romano... Mah!, perdinci! Se abbiamo vinto due miliardi hai voglia che mi compro solo il monitor...

GianFranco: No, ecco, calmati, vero..., la mamma dice...

Mattia: Qui si impone un restyling completo...! Mi compro lo scanner a tripla definizione, il sistema multimediale, poi sicuramente anche un telefonino nuovo, che ci sta dentro, e poi per forza, un monitor multifrequenza, questo lo rivendo come se fosse nuovo... e magari prendo pure un nuovo stereo, il dvd, eh, pap? Cosa ne dici? Magari poi tu potresti regalarmi lo scooter, vero? Grazie! Sapevo che non avresti tenuto la vincita tutta per te! (esce).

GianFranco: (che rimasto attonito dallelenco di Mattia) Il mio trenino sempre pi lontano. Sta proprio deragliando. (suona il campanello, GianFranco va ad aprire e riappare subito seguito da Elisabetta, vicina di casa, parla con un timbro di voce irritante e a volume molto alto).

GianFranco: Oh, signora Elisabetta! Che piacere... Purtroppo Adele impegnata e temo proprio che non sia bene disturbarla...

Elisabetta: No, no, lasci fare, signor GianFranco, non la disturbi! La Signora sempre cos impegnata... Lavora sempre in quella ditta? Eh, ma fa bene, al giorno doggi uno stipendio solo non pu certo bastare, poi come il suo!, no, non basta mica... Ah! Ma che stupida che sono... Sicuramente adesso non lavorer pi...

GianFranco: (stupito e un po allarmato) Come non lavorer pi?

Elisabetta: (non raccogliendo la domanda)Eh, ma anche il mio Mario non lavora pi, sa? (prendendolo da parte con fare cospiratorio) Ha ereditato una fortuna... S! Da uno zio dAmerica, sa come si dice! Perch, non so se lo sa, ma il pap del Mario, mio povero suocero, aveva un fratello anche lui, figlio per della seconda moglie di suo padre, cio del nonno del Mario, che si era risposato, dopo la guerra... ma insomma: aveva questo fratello, solo che dopo il fratello emigrato, come si dice, andato in America... Guardi, dico la verit, l ha fatto anche la fame... Eh, non stato facile, lasci dire... Per poi ha fatto fortuna! S, ha iniziato rubando i, com che si chiamano?, ah!, s, i cuscinetti a sfere delle automobili, no, sa, da bambino, poi si messo su quelli dei motorini, ma dice che non gli mica andata bene, sa? Noo, troppa concorrenza... Allora ha avuto lidea che stata la sua fortuna: si messo a costruire monopattini! S, mi creda! Ha iniziato dai cuscinetti a sfera ed arrivato ai monopattini... Una bella carriera...

GianFranco: (che ovviamente ha subito questo sproloquio in silenzioso imbarazzo) Signora Elisabetta, cosa posso fare per lei?

Elisabetta: Oh, mi scusi! Eh gi, non ho mica pensato che adesso lei avr un sacco di cose di cui occuparsi, le sto facendo perdere tempo, con tutti i suoi impegni...

GianFranco: (stupito e un po in sospetto) Come: adesso avr un sacco di impegni?

Elisabetta: (non raccogliendo, come sopra) Ha sentito cosa ha detto lamministratore del condominio? Eh, son venuta per quello!

GianFranco: Lamministratore, dice? Guardi, al momento faccio fatica a capire a che cosa allude, mi aiuti un po...

Elisabetta: Ma come, signor Toraldo! La storia dellantenna parabolica, no?

GianFranco: Ehm, no.

Elisabetta: Stia a sentire: ha presente il Mereghetti? Quello del secondo piano... Bhe, com come non , ha messo lantenna parabolica sul balcone, sa, quella per i canali digitali... Allora il mio Mario ha chiamato subito il ragioniere, lamministratore, no? E gli ha detto: amministratore, guardi che non va mica bene, cos...! Non che ognuno pu fare quello che vuole, vero? Se ognuno dei condmini dovesse mettere lantenna sul proprio balcone, il palazzo diventerebbe un tafanario di antenne! Proprio cos, gli ha detto il mio Mario... un tafanario di antenne!

GianFranco: (un po ironico, trovando molto buffa la signora Elisabetta) Ma no?

Elisabetta: Giuro! Per lamministratore se l un po presa, allora vuol fare lassemblea condominiale per chiedere se il condominio vuole che si faccia unantenna per tutti!

GianFranco: (c.s.) No!

Elisabetta: (quasi in acuto falsetto)Siiiii... Il fatto che il mio Mario non voleva mica lantenna condominiale! Voleva solo che il Mereghetti togliesse la sua! Capito? S, perch troppo un maleducato, il Mereghetti... Si figuri che una volta venivamo su dai box e lui ci ha visto benissimo ma ci ha chiuso la porta del passaggio in faccia!

GianFranco: Possibile? Eh, ma guardi, c in giro tanta di quella maleducazione... Si figuri che c gente che piomba in casa degli altri cos, di pomeriggio, senza un motivo... Roba da pazzi!

Elisabetta: Visto, che roba? Sapevo che anche lei sarebbe stato contro il Mereghetti... Insomma, il Mario vuole fare una raccolta di firme per impedire listallazione condominiale e usare invece il Mereghetti come parabolica di tutto il quartiere!

GianFranco: (ancora sottilmente ironico) Mi sembra unottima idea. Soprattutto quella del Mereghetti! Anche perch il Mereghetti ha delle tali orecchie a sventola che prenderemmo pure i canali spagnoli...

Elisabetta: Oh! Non mi prenda in giro, signor Toraldo! Quella del Mereghetti era una battuta... Guardi, mi dispiace tanto disturbarla per queste cose, soprattutto in questo momento che per lei deve essere particolarmente importante...

GianFranco: (Improvvisamente serio e insospettito) Come particolarmente importante? Cosa intende dire?

Elisabetta: Insomma, guardi, la faccio firmare e poi la lascio libera alle sue pratiche legali, anche perch mi immagino che non sia tutto semplice, vero? Voglio dire, una bella vincita, no?

GianFranco: Come una bella vincita?

Elisabetta: Come come? Scusi, non ha vinto la lotteria?

GianFranco: Ho vinto la lotteria? Ma, dico! Lei come fa a saperlo?

Elisabetta: Ma se lo sanno tutti?!

GianFranco: (quasi urlando) Come lo sanno tutti?

Elisabetta: S, di che cosa si stupisce? (Entra Adele, senza avvedersi di Elisabetta, pe r la quale prova un evidente antipatia).

Adele: GianFranco, scusa, allora ho deciso cosa fare della vinci... Oh!, la signora Elisabetta.

Elisabetta: Signora Adele, buongiorno e scusi! Stavo giusto andandomene...

Adele: Ma prego! Non la trattengo di certo!

GianFranco: Adele, la signora venuta per una raccolta di firme...

Adele: (quasi aggressiva) E hai firmato?

GianFranco: Stavo per farlo, ma poi la signora mi ha fatto i complimenti per la vincita alla lotteria...

Adele: Ma come, lo sa anche lei?

GianFranco: Appunto...

Adele: (rivolgendosi a Elisabetta, con algido sarcasmo) Non che la cosa mi stupisca realmente, visto che la signora sempre cos informata sui fatti di tutti coloro che vivono in questo quartiere...

Elisabetta: (schermandosi) So solo quello che la gente dice...

Adele: Oh! Senzaltro! Certo che parla, la gente, da queste parti! E, mi dica, come avrebbe fatto a sapere...

Elisabetta: Io? Ma niente... E poi pur vero che se uno non vuole che una cosa si sappia, di certo la cosa non si viene a sapere...

Adele: Cosa vorrebbe dire?

Elisabetta: Oh! C tanta gente che pur di farsi vedere non sa tenere la bocca chiusa!

Adele: Vero! Ma c pure tanta gente che quando non trova pane per saziare la propria insaziabile curiosit, piuttosto inventa!

Elisabetta: Vorrebbe forse dire che non avete vinto veramente?

Adele: Bh, lei sicura che la sua fonte sia cos affidabile?

GianFranco: Giusto! Chi dunque che glielo ha detto?

Elisabetta: Uff! Chi volete che me lo abbia detto?

GianFranco: No, guardi! Noi vorremmo che non glielo avesse detto nessuno!

Adele: (energica) Ma in definitiva, signora Elisabetta, lei, come lo sa?

Elisabetta: (freddamente) Non sono solita rivelare i miei informatori.

GianFranco: Come l F.B.I.!

Elisabetta: (c.s.) Si fatto tardi. Sar meglio che vada. Arrivederci. (esce, lasciando gli altri basiti).

GianFranco: Ma... il modo di fare?

Adele: (furibonda) GianFranco! Tu, adesso, subito!, mi dici a chi diavolo lo hai detto!

GianFranco: Adele, non cominciamo, vero?! Io non lho detto a nessuno! Ti ho perfino detto che lho saputo io stesso dal tizio del fisco!

Adele: E allora come diavolo possibile che lo sappia gi tutto il quartiere!

GianFranco: Bh, se lo sa la signora Elisabetta, non pu certo rimanere un segreto a lungo...

Adele: (al limite dellisteria) Ma voglio sapere chi glielo ha detto! (suona il campanello)

GianFranco: Ossignore! E adesso chi sar? Il Mereghetti che viene a congratularsi?

Adele: (va ad aprire con passo deciso) Oh! Signor Piero! Cosa fa da queste parti? Non dovrebbe essere in negozio, a questora?

Piero: (entrando, impacciato) Buon giorno a tutti! In effetti ho chiesto al ragazzo se poteva sostituirmi per un attimo in tabaccheria...

GianFranco: Ma prego, si accomodi...

Piero: Grazie. signor Toraldo, lei sempre cos gentile... Il fatto che c molta stupidit, a questo mondo... E parlo anche per me, vero... Ma mi dica, lei come sta?

GianFranco: Io? Io sto bene, signor Piero... Piuttosto lei, mi sembra piuttosto confuso...

Piero: Ah! Signor Toraldo! Lei non ha idea di come possa essere sciocca la gente! No, non per esser cattiva, vero? Proprio perch stupida! E anchio, mi creda, sono un tale stupido...

GianFranco: Signor Piero, successo qualcosa?

Piero: (con rabbia ridicola) Guardi, proprio tanta di quella stupidit che io se potessi, dico, se potessi... Mi prenderei a pugni! Il mondo va proprio a rotoli... Succedono tali cose! E ci sono le guerre. E tanta povert. Ma lei lo sa che problema enorme la fame nel mondo? E c pure il buco nellozono. Non si respira. E tutto gira intorno ai soldi, alla fine... Che stupidit, guardi, che stupidit! Ma mi viene una rabbia! E anche lintolleranza un grosso problema... Non sappiamo pi convivere tra di noi. E le famiglie vanno a pezzi... E c tanta delinquenza, signor Toraldo, sa?, tanta delinquenza... Delle volte mi domando se pi la delinquenza o la stupidit! Ma quanta stupidit... E non voglio dire solo degli altri, ma di me stesso, pi di tutti! (breve pausa) E il traffico, il traffico! Il traffico un problema enorme!

Adele: Signor Piero, sicuro di sentirsi bene?

Piero: Benissimo, signora, davvero! E grazie. Ma che io, davvero, quando penso a tutta la stupidit che c in giro, guardi, mi prenderei a pugni sulla testa!

GianFranco: Via, signor Piero! Non dica cos! In fin dei conti non pu mica darsi la colpa di tutto quello che succede nel mondo!

Piero: Ah! Non dica cos, signor Toraldo! Se lei soltanto sapesse...

GianFranco: (un po insospettito) Signor Piero, c forse qualcosa che vuole dirci? Sa, se possiamo aiutarla lo facciamo volentieri, anche perch fortunatamente un buon periodo, per noi...

Piero: Ah, ma lo so bene! Si figuri se non lo so!

Adele: (irritata) Ma come! Lo sa anche lui!

GianFranco: Ma signor Piero, cosa c dunque?

Piero: Eh! Cosa c, mi chiede... Signor Toraldo, la sa una cosa? Io sono un uomo mite; no, non ho detto un santo: ma sono mite. Mi faccio i miei affari, non disturbo nessuno, e aiuto tutte le persone che posso. Sa, piccole cose, lavoretti... E cerco di essere simpatico e disponibile con tutti: una parola, un sorriso, anche solo un saluto. Signor Toraldo, non mi giudichi male! Alla fine, io sono un bravuomo... (di nuovo con rabbia) Eppure se ci ripenso, posso perdonare tutto e tutti, ma la stupidit, cribbio, la stupidit no! Io, lei non ci creder, ma io una volta ho sorpreso un ragazzino che cercava di rubarmi le sigarette in tabaccheria... Ebbene: potevo denunciarlo, chiamare la polizia, fargli passare la voglia di giocare a guardia e ladri, punirlo severamente con la forza che mi derivava dalla legge!, dal diritto! E invece? Gli ho fatto una ramanzina e lho mandato a casa... (quasi in lacrime) Sono buono come il pane, signor Toraldo! Ma la stupidit non la sopporto!

GianFranco: (esasperato) Signor Piero! Si pu sapere cosa diavolo successo! Insomma, mi piomba in casa abbandonando il negozio e si mette a sproloquiare di qua e di l! Io capisco che lei mi deve dire qualcosa ma non capisco cosa!

Piero: Va bene. Adesso le spiego tutto. Questa mattina, saranno state le dieci, mi si presenta in negozio un tale, distinto, borsa ventiquattrore, giacca e cravatta, un professionista, insomma. Io sul momento non ho fatto caso allabbigliamento. Fatto sta che, sa come succede in negozio, si scambiano due parole con i clienti... E lui ad un certo punto mi chiede se ho un biglietto della lotteria. Si figuri, gli faccio io, non solo ho i biglietti della lotteria, ma proprio ieri sera hanno estratto il primo premio della lotteria di Agnadello e ha vinto un biglietto dei miei! Mi son vantato, capisce?, per il mio negozio! E quello che si mostra sorpreso, e inizia a fare domande, e io che mi pavoneggio, e mi chiede se ne vendo molti, se sono in grado di indovinare chi ha vinto, se riesco ad immaginarmelo. Signor Toraldo, io non ho avuto dubbi! Gli ho detto che secondo me laveva vinto lei! (sottovoce) E credo che fosse uno del fisco.

Adele: Come?

Piero: (sempre poco comprensibile) Credo che fosse uno del fisco.

Adele e GianFranco: (insieme) Cosa?

Piero: Credo che fosse uno del fisco!

GianFranco: E lei avrebbe detto ad uno del fisco che io ho vinto la lotteria? Ma signor Piero, lei stupido!

Piero: Ma se mezzora che glielo sto dicendo!

Adele: Va bene, va bene! Ormai fatta. Forza, escogitiamo qualcosa.

GianFranco: Ma cosa? Io proporrei di pagare le tasse...

Adele: Non se ne parla neanche. Ma tu hai unidea di quanto ti trattengono di tasse? Due miliardi ridotti in briciole gi da subito!

GianFranco: La solita esagerata! E poi, scusa, cosa dovrei fare, diventare un evasore fiscale?

Adele: Il solito esagerato? Chi ha parlato di evasione? Ho detto che bisogna escogitare qualcosa! Consultiamo un avvocato.

GianFranco: Consultare un avvocato? Due miliardi ridotti in briciole gi da subito, per parcella invece che per tasse, ma la sostanza uguale! (suona il campanello) Ecco, ci mancava solo il Mereghetti!

Adele: Vado io. (apre la porta, entra Elisabetta)

Elisabetta: Scusatemi se vi disturbo ancora... Ah! Signor Piero! Anche lei qui? Signor Toraldo, son venuta per quella storia della parabola, si ricorda? Bh, fattost che volevo dirle che mio marito ha cambiato idea! S, ha fatto pace con il Mereghetti, e adesso in realt vorrebbe che il condominio acquistasse non solo una parabola condominiale, ma anche il videocitofono, gi che ci siamo... Certo, si tratta di una grossa spesa, ma pensavamo che magari lei potesse aiutarci... Intanto, se lei daccordo convincer anche gli altri condomini... E poi, pensavamo che magari, adesso che ha fatto fortuna, potesse magari mettere una quota pi consistente, cos, per sostenere liniziativa... O avete gi pensato di cambiare casa?

Adele: Ma non le sembra di esagerare? Eccheccavolo, non abbiamo nemmeno ritirato la vincita e qua il condominio gi viene per la questua!

GianFranco: Ecco, effettivamente, signora Elisabetta, non le sembra un poco di esagerare?

Elisabetta: Ma non mi sembra il caso che esageriate voi! In fin dei conti ho solo detto quello che pensavo; credevo che per dei miliardari come voi non fosse una cosa da molto... Ma evidentemente mi sbagliavo, non sono i soldi che fanno i veri signori... (si avvia verso luscita, e per questultima battuta si rivolge a Piero) C tanto di quellegoismo a questo mondo...

Piero: (scoppia in lacrime, quando si calma prende la parola, un po singhiozzando) Signora Elisabetta, non dica cos... Il signor GianFranco tanto buono... Si figuri che prima si offerto di aiutarmi, spontaneamente, con tanta bont... E anche la signora, tanto buona... (cambiando completamente registro e non singhiozzando pi) Tant che mi stavo chiedendo se davvero posso chiedere una cortesia: avrei bisogno, se possibile, di un piccolo prestito per un lavoro di ristrutturazione del negozio... Possiamo parlarne?

GianFranco: (preso in contropiede) Ma come? (Entra Mattia)

Mattia: Oh! Ciao raga, cho un pacco di cose da dirvi! Allora, sono passato dal negozio di computer, ho aperto un conto... S, pa, per quelle cose che ti dicevo, ti ricordi? Ha detto il commesso che non c problema, ha effettuato lordine e poi aspetta che passi tu a saldare... Ah! Ho anche ordinato lo scooter!

GianFranco: Che cosa? Che cosa hai fatto?!

Mattia: Ma come, pap, se me lo avevi detto tu... (suona il campanello)

Adele: Fermi! Vado io! (Va ad aprire la porta) Chi ?

Vitali: (da fuori) Sono il ragionier Vitali, del fisco!

Adele: (aprendo) Prego! Si accomodi! Cosa possiamo fare per lei?

Vitali: Buongiorno signora, ho gi parlato con suo marito... Ah, eccolo! Buongiorno, e buongiorno a tutti! Sono soltanto passato a vedere se per caso aveva potuto riscontrare quello che le ho comunicato nella mia precedente visita... Sa, vorrei chiudere la pratica per le trattenute fiscali appena possibile...

Piero: (inserendosi con impeto, come le prossime battute, che sono incalzanti e finiscono per sovrapporsi) Signor Toraldo le ricordo la mia richiesta! Un prestito per il mio negozio sono sicuro che dar possibili soddisfazioni economiche anche a lei, potremmo intenderci per una spartizione degli utili, magari la faccio socio della mia rivendita, e la pubblicit che ci deriver dalla sua vincita sicuramente ci far fare affari doro, la prego non se ne dimentichi...

Elisabetta: Signor Toraldo, mi permetto di ricordarle la richiesta condominiale! So che sua moglie ci sente meno da questo orecchio, ma lei pu sicuramente capire il prestigio che deriver a tutto il condominio da queste due opere, che gioveranno anche a lei, e non badi a quello che dice la gente, sia superiore appoggi questa iniziativa per il buon nome del palazzo e in definitiva di tutto il nostro quartiere...

Adele: GianFranco, ricordati che ti ho detto che dobbiamo sentire lavvocato! Non ho intenzione di firmare niente al ragionier Vitali prima di aver consultato persona degna di fiducia, e bada di non lasciarti irretire da altre persone che nulla hanno a che vedere con i tuoi interessi, che, te lo ricordo, sono la prima cosa a cui tu devi badare, anche nel nome della tua famiglia!

Mattia: Pap, il tizio del negozio aspetta! Dai, cavolo, non mi sembra il caso di fare il tirchio a questo proposito, e poi tu me lo avevi promesso prima, non che ti sto chiedendo una cosa impossibile, secondo me potremmo anche pensare di prendere una macchina nuova, e se proprio non vuoi resta comunque lacquisto che ho gi prenotato, che oltretutto potrebbe far comodo anche a te...

GianFranco: (zittendo tutti con gesto teatrale) Basta! (estrae di tasca il biglietto della lotteria e lo strappa in molti pezzi) Ecco. Ora mi sento meglio. Al diavolo anche il trenino. Mia moglie che mi esorta a diventare un evasore, mio figlio che non ha il senso del limite, i vicini che subito pretendono, il fisco che ti salta al collo! Non c nessuna vincita che mi consenta di affrontare tutto ci! Rinuncio a Satana e a tutte le sue tentazioni, resto quello che sono.

La fortuna cosa che va meritata

non c ricompensa, in vita, che non vada guadagnata,

Adele: La ricchezza, per quanto umana,

non deve condurre a perdere la tramontana.

Mattia: Non basta stabilire ci che giusto,

bisogna anche viverlo, e con gusto.

Elisabetta: E con gli altri, ovvio, bisogna andar daccordo,

e in fin dei conti basta non far finta di esser sordo.

Piero: E se questa morale

vi sembra un po banale...

Vitali: sappiate che gli attori

distraggon dai dolori...

GianFranco: teatro, non vita

ma speriam che la commedia

infin vi sia gradita...

Adele: E se invece vi ha annoiato

ci scusiamo, abbiam mancato...

Perdonate tutti quanti, la commedia...

Tutti: finita!

Sipario