Maledetta fortuna

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MALEDETTA FORTUNA

MALEDETTA FORTUNA

ATTO UNICO

brillante

di

Armando LOMBARDO

(armandus33@gmail.com)

www.ottimisti-teatro.it

   Personaggi:

TINA

BIAGIO suo marito

RENATA sorella di Tina

CARLO suo marito

Il GENERALE

CLELIA sua moglie

NORBERTO

MARGY sua moglie

BICE

                                           SCENA PRIMA

               (Nell'abitazione di Biagio e Tina. Biagio è seduto su di una poltrona e legge un giornale. Entra Carlo)

CARLO: Ah, sei qui? Che fai, leggi il giornale?

BIAGIO: (annoiato) Sì, leggo il giornale, come vedi.

CARLO: E Tina e Renata dove sono?

BIAGIO: Sono di là che finiscono di fare le valigie.

CARLO: Tu hai tutto pronto?

BIAGIO: Ma certo!

CARLO: Hai anche controllato l'attrezzatura per la pesca?

BIAGIO: Sì, certo: l'ho fatto.

TINA: (da fuori scena) Biagio! Carlo! Dove siete?

BIAGIO: Dove vuoi che siamo? Siamo qui nel soggiorno.

TINA: (Entrando visibilmente stanca) Beati voi che potete starvene a parlare tranquillamente...

BIAGIO: E perché non lo fate anche voi?

TINA: Già! Con tutto quello che c'è da fare...!

CARLO: E Renata dov'è?

TINA: E' di là che mi sta dando una mano a chiudere una delle mie valigie...

BIAGIO: Una delle tue valigie?! Ma perché, quante hai intenzione di portartene dietro?

TINA: Uffa! Sempre il solito! (poi rivolta a Carlo) Ogni volta è sempre la stessa storia! Chissà cosa pretenderebbe, lui; che in vacanza io stia sempre con il solito straccetto addosso...

BIAGIO: Tu non lo hai mai corso questo rischio! Con tutti i bagagli che mi hai sempre costretto a scarrozzare! (rivolto a Carlo) Perché poi quello che deve sfacchinare con tutti questi bagagli sono sempre io.

RENATA: (entrando, anche lei molto affaticata) A posto! Ci sono riuscita! C'è entrato tutto!

BIAGIO: (ironico) Che brava! L'importante è farcele entrare, le cose; il più possibile. Del peso voi non ve ne preoccupate, no?

RENATA: (rivolta a Tina) Ma è sempre così noioso tuo marito? (Tina fa un gesto di rassegnazione stringendosi nelle spalle).

BIAGIO: E allora questo marito noioso ora vi invita a sedervi ed a bere qualcosa di fresco. (le due donne si siedono da qualche parte, e Biagio si attarda a riporre il giornale)

                     (Squilla il telefono)

BIAGIO: Tina, per favore, vuoi rispondere tu? (Tina fa finta di non sentire. Il telefono continua a trillare) Tina! Tu che sei vicina al telefono, ti dispiace rispondere?

TINA: (categorica) No, Biagio. Preferisco non farlo. (Biagio si alza e va al telefono)

BIAGIO: Pronto? (ascolta un attimo) Oh, sei tu Amilcare? Come stai? E tua moglie?... Mi fa piacere... Oh, anche noi stiamo bene: siamo in partenza per le vacanze... Beh, una cosa da poco: ce ne andiamo un po' in Sardegna... Ma certo che abbiamo già prenotato tutto... sì, lo so che in questo periodo è difficilissimo trovare posto... noi partiamo domani mattina... Bene, sì, ti ringrazio anche a nome di Tina; e tanti auguri di buone vacanze anche a voi... Ciao, ciao, e salutami tanto tua moglie. (riattacca. Poi rivolto alla moglie) Hai visto? Era semplicemente Amilcare. (si incammina verso il mobile-bar o carrello)

              (Carlo e Renata si guardano in modo interrogativo in silenzio)

CARLO: Tu che fai, Biagio, vieni con la macchina grande o con la piccola?

BIAGIO: Questo è meglio chiederlo a tua cognata. Dipende dal numero dei bagagli che ha in mente di portarsi dietro.

TINA: Andremo con due macchine.

BIAGIO: L'avete già deciso... voi?!

RENATA: Sicuro! L'abbiamo deciso noi! Se dovessimo dipendere da voi, qui non si concluderebbe mai nulla.

                (Squilla nuovamente il telefono)

BIAGIO: (spazientito) Ancora! Tina, ti prego, allunga la mano e rispondi tu; non farmi venire fin là.

              (Tina fa un segno negativo con il capo, e fa l'indifferente con il volto imbronciato. Biagio interrompe quello che sta facendo e va al telefono)

BIAGIO: Pronto. (ascolta) Ciao, Luigi. Come stai?... Ah, ecco... sì... ah, ecco... sì... sì... va bene, ne riparliamo tra un mese: d'accordo?... Okai, okai... sì, sì, d'accordo. Ciao. (riattacca. Poi, rivolto alla moglie) Era semplicemente Luigi. (quindi si rivolge a Renata) Certo che a volte tua sorella è davvero strana!

RENATA: Perché?

BIAGIO: Mah, non l'hai visto anche tu? Lei è lì, con il telefono a portata di mano, e devo essere io a venire da lì fin qua.

CARLO: Sì, l'ho notato anch'io. (rivolto alla cognata) Perché non hai voluto rispondere?

TINA: (secca) Perché c'è uno scemo che fa degli scherzi stupidi al telefono!

CARLO: (a Biagio) E' vero?

BIAGIO: Beh sì, è vero! Ma si tratta di scherzi innocui! Se per ogni sciocco che non sa come passare il tempo dovessimo rinunciare ad adoperare il telefono...

TINA: A me dà fastidio!

RENATA: (in difesa di Tina) Anche se per una volta non si risponde al telefono non casca il mondo.

CARLO: Ma che dici? Potrebbe essere una cosa importante.

               (Squilla nuovamente il telefono. I tre si guardano reciprocamente in silenzio. Tina resta a testa bassa)

BIAGIO: Ci risiamo. Ed adesso che si fa? (rivolto a Tina) Allora che cosa hai deciso? non risponderai più al telefono per tutta la vita?

RENATA: Biagio ha ragione: prova a rispondere. Casomai, se ti accorgi che è il solito cretino, riattacchi subito. Che ti può succedere?!

TINA: (esita un istante. Poi con gesto deciso afferra la cornetta) Pronto! (attimo di ascolto) Come dice?... Cretino! (riattacca con rabbia la cornetta) Che ti avevo detto? E' sempre il solito cretino!

RENATA: Che ti ha detto?

TINA: (infuriata) Cosa vuoi che mi abbia detto?

RENATA: Ti ha detto... delle parolacce?

TINA: (meno infuriata) Ma no, non mi ha detto parolacce; anzi...

BIAGIO: Che significa "anzi"? Che ti ha detto?

TINA: Ha detto che abbiamo vinto il primo premio a non so quale lotteria!

CARLO: (esterrefatto) Cosa?! Avete vinto il primo premio alla lotteria e non ci dicevate nulla?

BIAGIO: Ma dai, Carlo; non scherzare.

CARLO: E perché? non è mica morto nessuno?

BIAGIO: Sì, scusa Carlo; hai ragione. Forse stiamo drammatizzando un po' troppo. (ripensandoci) Ma ti ha proprio detto così, che abbiamo vinto il primo premio?

TINA: Sì. Quello scemo!

BIAGIO: (resta un po' perplesso; poi,tagliando corto) Beh, va bene: non pensiamoci più. (rivolto alla cognata e a suo marito) Allora, voi che fate? Vi andate a riposare un po' a casa vostra? Così domani mattina saremo tutti più freschi e pimpanti.

RENATA: (scherzando, ma non troppo) Vuoi liberarti di noi? Volete tenervi il premio tutto per voi? (breve silenzio generale) E va bene. Ho capito. Su, Carlo, togliamo il disturbo. Andiamo a... riposarci un po'.

CARLO: Sì, forse è la cosa più opportuna da fare, a questo punto.

               (Si incamminano verso un lato della scena. Le donne si scambiano un bacio, gli uomini si stringono la mano. Saluti di commiato a scelta. Carlo e Renata escono).

TINA: Finalmente un po' di pace! Io vado di là a finire.

BIAGIO: No! Aspetta, cara.

TINA: Che c'è ancora?

BIAGIO: Vorrei riparlare di quella telefonata...

TINA: Ma perché vuoi mettermi a disagio? Lo sai, no? quanto mi disturbano questi scherzi col telefono. Almeno si facessero vedere in faccia, questi cretini!

BIAGIO: Stavo pensando una cosa. (pausa) Stavo pensando che forse non era uno scherzo.

TINA: Ma che ti salta in mente...?! (fa per andarsene)

BIAGIO: Aspetta! Ascolta; non ti agitare. Quella voce ti ha detto di quale lotteria si tratta?

TINA: No.

BIAGIO: Sicura?

TINA: Beh, no... fammi pensare... mi sembra che abbia nominato un santo.

BIAGIO: Un santo?

TINA: Sì, mi sembra.

BIAGIO: Ha detto forse "lotteria di S.Antonio"?

TINA: (pensierosa) Sì... forse... ma sì: ha proprio detto lotteria di S.Antonio. E allora?

BIAGIO: S.Antonio abate non ti ricorda nulla?

TINA: No. Cosa dovrebbe ricordarmi?

BIAGIO: S.Antonio è il patrono protettore degli...?

TINA: (dopo un attimo di riflessione) Degli... degli animali.

BIAGIO: (ovvio) E allora...?

TINA: (disorientata, rifacendogli il verso) E allora...?

BIAGIO: La sagra di S.Antonio! (tra sé) Oggi che giorno è? fammi pensare... ah, ecco... ci sono: quella sagra c'è stata proprio l'altro ieri.

TINA: Ma se la festa di S.Antonio abate è in gennaio! Ma che c'entra, poi, S.Antonio con quella telefonata?

BIAGIO: No, niente. S.Antonio non c'entra niente. Però c'entra la sagra. Ti ricordi quando sei andata al Paradiso degli Animali per comprare quel cucciolo di pechinese per la tua amica Gina?

TINA: Certo che me lo ricordo! Con quello che mi è costato...!

BIAGIO: E oltre al cucciolo, che cosa ti ha dato, in omaggio, il negoziante? (Tina scrolla le spalle in senso negativo) Ti ha regalato un biglietto per partecipare all'estrazione dei premi della lotteria abbinata alla sagra di S.Antonio.

TINA: (realizzando) Già! E tu dici che la sagra c'è stata l'altro ieri...! Ma se siamo in luglio? e S.Antonio abate cade in gennaio...?!

BIAGIO: Ma questa è la versione estiva, della festa del santo: a specifico uso turistico. Sai com'è? gli animali attirano sempre...!

TINA: E allora vuol dire che è vero che abbiamo vinto un premio?!

BIAGIO: Un premio? Il "primo" premio! L'hai detto tu.

TINA: (finalmente convinta e quindi felice) Il primo premio! Waoo! E quanto avremmo vinto? Tu che dici?

BIAGIO: Non lo so, ma un primo premio è sempre un primo premio.

TINA: Come possiamo fare per saperlo? Che stupida sono stata! Se non mi fossi lasciata prendere dalla...

BIAGIO: Non ti angustiare. Un modo per saperlo ci sarà senz'altro.

TINA: Se almeno non avessi riattaccato subito...

BIAGIO: Io dico che almeno un miliardo dovremmo averlo vinto.

TINA: (sbalordita) Un miliardo?!

BIAGIO: Come minimo! Oggi non c'è lotteria, anche la più scalcinata, che non abbia quattro o cinque miliardi come primo premio. Anzi: un miliardo è anche poco.

TINA: (come sognando) Un miliardo! Se ne fanno di cose, con un miliardo. Prima di tutto ci compriamo un bell'attico!

BIAGIO: Un attico, brava. Ma prima ci facciamo una bella crociera. Sono anni che me la sogno, una bella crociera.

TINA: E giacché ci siamo mi faccio la pelliccia nuova.

BIAGIO: E io mi cambio la macchina. Ne ho vista una...

           (Squilla il telefono. I due coniugi si guardano un attimo negli occhi poi entrambi si precipitano al telefono)

TINA: Pronto? (pausa d'ascolto, poi delusa) Ah, sei tu, Renata?... Ma sì, va tutto bene. Stai tranquilla. Meglio di così non potrebbe andare... Che cosa ho? Ho che forse quella telefonata era vera!... Sì, hai capito bene! Abbiamo vinto un miliardo alla lotteria!

                                         

(buio)

SCENA SECONDA

               (Stesso ambiente. In scena Tina, Biagio, Renata e Carlo. Felicità generale).

RENATA: (abbracciando la sorella) Sono proprio contenta per voi.

TINA: Così finalmente possiamo comprarci un attico!

BIAGIO: ...e farci una magnifica crociera...!

CARLO: (stringendo la mano a Biagio) Finalmente la fortuna è andata da chi se la merita.

TINA: (felice e commossa) Grazie, grazie tante. Vedrete che ci ricorderemo anche di voi.

CARLO: Ti ringraziamo, ma pensate a voi. Un miliardo sembra tanto, ma quando si comincia a spendere... Comunque, grazie del pensiero.

BIAGIO: Eh no, Tina ha ragione! La fortuna ha baciato noi, ma è giusto che qualcosa arrivi anche a voi. In fin dei conti siete le persone a noi più vicine e più care.

RENATA: Beh... se proprio insistete... (decisa) Potete regalarci un bel motoscafo! Eh? che ne dici Carlo, se ci regalano un motoscafo?

CARLO: (confuso e imbarazzato) Mah, non so... veramente non mi sembra il caso...

TINA: Come non ti sembra il caso?! E' il minimo che possiamo fare, per voi.

BIAGIO: Un motoscafo? ma siete pazzi?!

CARLO: (Imbarazzato) E' troppo, eh?

BIAGIO: Macché motoscafo! Vi diamo un terzo esatto della vincita!

TINA: Giusto!

CARLO: (ancora confuso) Veramente... non so se...

RENATA: (tagliando corto)  Ma che cos'è che non sai?! Ha detto un terzo della vincita. E per quale motivo dovremmo offenderli rifiutando? (rivolta a Biagio e a Tina) Siete molto generosi. Grazie. Accettiamo!

TINA: Bene! Così va bene! Però ora dobbiamo festeggiare.

BIAGIO: Ci penso io: ci dovrebbe essere ancora qualche bottiglia di spumante...

              (squilla il telefono. Tina e Biagio si precipitano entrambi verso l'apparecchio).

TINA: Pronto. (pausa d'ascolto. Poi, con gioia) Ah, è lei? Mi dica, mi dica!... Oh, sì, deve essere caduta la linea, prima... come dice?... cretino...? lei dice che qualcuno prima le ha dato del cretino? Oh, ma non sono stata sicuramente io!... ci deve essere stata un'interferenza... che motivo avrei avuto, io, di darle del cretino? Ma mi dica, mi dica: è vero che ho vinto il primo premio?... Waooo! E... quanto è la vincita? sì, insomma, quanti soldi abbiamo vinto?... Come?... Non abbiamo vinto soldi? E, allora, il primo premio...?... Come ha detto? (sta per svenire) Un cavallo?! Ho capito bene? Un cavallo? (sviene. Biagio, che nel frattempo le si era accostato insieme agli altri due per ascoltare meglio la conversazione telefonica, fa appena a tempo a sostenerla, mentre Renata si preoccupa di rimettere la cornetta a posto).

BIAGIO: (preoccupato) Tina, cara, non fare così... ti prego, riapri gli occhi...(squilla il telefono. Carlo va a rispondere)

CARLO: Pronto. (pausa d'ascolto) Ah, è sempre lei!? Cretino! Sì, cretino! E questa volta non ci sono dubbi: è per lei!... Come dice? che di questo ne riparleremo?!... Ma che altro vuole da noi? (ascolta) Ma vada al diavolo, lei e il suo cavallo! (riattacca infuriato)

RENATA: Che altro voleva quell'imbecille?

CARLO: Ha detto che prima non aveva fatto a tempo a dirle (indicando Tina) che il cavallo è già per la strada.

BIAGIO: (sbalordito) Cosa!!! Il cavallo è per la strada...?! (Tina che stava per riprendersi dal malore, sviene nuovamente)

CARLO: Ha detto che loro, il comitato che ha indetto la lotteria, non possono più tenerselo,il cavallo; e quindi ce lo stanno facendo recapitare.

BIAGIO: Qui? Ce lo stanno mandando qui, a casa nostra?

CARLO: Lui ha detto così.

BIAGIO: Qui? Ci mandano un cavallo qui? al quinto piano? (Carlo si chiude nelle spalle. Tina come sopra)

RENATA: Ma da dove scappa fuori questo cavallo?

CARLO: A quanto pare è il primo premio della famosa lotteria.

RENATA: Eh... ma... e il miliardo? (si siede, prossima anche lei allo svenimento)

CARLO: Ma di che razza di lotteria si tratta?

BIAGIO: Quella abbinata alla sagra di S.Antonio.

CARLO: Il protettore degli animali?

BIAGIO: Appunto!

CARLO: E che altro vi potevate aspettare, allora?

RENATA: E il miliardo, allora? Da dove è uscito fuori il miliardo? (comincia ad infuriarsi) E l'attico, e la crociera, e il nostro motoscafo... no, anzi: il nostro terzo di un miliardo? dove è andato a finire? (Biagio si chiude nelle spalle mortificato, e Tina sviene nuovamente) Siete dei buffoni! Ecco che cosa siete, tu e quella svanita di mia sorella! Siete dei buffoni fanfaroni!

BIAGIO: (alzandosi di scatto e provocando quindi la caduta in terra della moglie) Ma come ti permetti, vecchia cornacchia!

RENATA: (risentita) Vecchia cornacchia a me? (rivolta al marito) E tu, brutto scemo, te ne stai lì tranquillo mentre quel gufo mi offende?!

CARLO: Ma cosa vuoi che faccia? Io non ci sto capendo nulla!

RENATA: Tu devi pretendere che ci diano il terzo del miliardo che ci avevano promesso!

CARLO: Ma veramente...

RENATA: Ma che balbetti?! Avanti, datti da fare! Fatti dare il terzo del miliardo!

CARLO: Veramente loro avevano parlato di un terzo del premio...

RENATA: Ma loro avevano anche detto che il premio era un miliardo...

CARLO: Ed ora, invece, si è chiarito che il primo premio è... un cavallo!

BIAGIO: (realizzando) Il cavallo! Con tutta questa confusione mi stava passando di mente che quelli ci stanno mandando qui il cavallo. (Tina sta riprendendosi) E dove lo mettiamo, adesso, qui, un cavallo (si guarda attorno)

CARLO: Forse, se gli mettete un po' di biada e un recipiente con l'acqua, potete tenerlo là, sul balcone; è abbastanza ampio... (Tina sviene nuovamente)

BIAGIO: Ma che razza di idea...?! sul balcone! E giacché ci sei, (sarcastico) perché non ci suggerisci di tenerlo con noi in camera da letto?!

RENATA: Se non ti sta bene quello che gentilmente ti suggerisce Carlo, perché non te la trovi da te la soluzione? (rivolta a Carlo) Vieni, andiamocene da qui, visto che non siamo sufficientemente apprezzati.

BIAGIO: (arrendevole) No, vi prego, non litighiamo tra di noi. Vi prego: non ci abbandonate. Aiutateci a risolvere questo problema. Vi siete scordati che domani mattina dobbiamo partire per la Sardegna?

CARLO: (alla moglie) Biagio ha ragione. Non possiamo abbandonarli proprio ora.

RENATA: Ma noi che cosa possiamo fargli?

BIAGIO: Aiutateci a trovare una soluzione per il cavallo.

TINA: (rinvenendo, ma ancora molto stordita) Il cavallo? Quale cavallo?

RENATA: Quello che avete vinto alla lotteria. (Tina sviene nuovamente).

BIAGIO: (sistemando la moglie su di un divano) A lei conviene lasciarla là, per il momento. Prima risolviamo questo problema, e poi penseremo a lei.

RENATA: Così è più importante un cavallo - che nemmeno conosci - di tua moglie! Vero?! (Biagio la guarda disarmato e scoraggiato)

CARLO: Ma non conosci nessuno che abbia una stalla o un capannone?

BIAGIO: (pensandoci) Ma chi vuoi che conosca che abbia una stalla... (si ferma di colpo come preso da un'idea precisa) Ci sono! Il generale Filiberto!

RENATA: Il generale Filiberto? e chi è costui?

BIAGIO: Ma come chi è? E' il nostro vicino di casa. Aspettate: ora lo vado a chiamare.

         (Si ode una suoneria. I tre si guardano perplessi)

BIAGIO: Ah! E' il citofono. (va verso il citofono e risponde) Chi è? (facendo un balzo di meraviglia) Cosa? Il cavallo è già nell'atrio del palazzo?! E che cosa volete che possa fare io?... No! Per carità! Non fatelo salire!... Sì, d'accordo, scendo subito. Voi intanto tenetelo buono finché non scendo. (riattacca) Oddio! devo parlare subito con il generale. (esce di corsa come un invasato)

                                                

(Buio)

                                             SCENA TERZA

               (Quando la luce si riaccende, in scena oltre ai quattro suddetti, c'è il generale con sua moglie).

GENERALE: Allora... dunque... iniziamo dal principio, con ordine e metodo. Perché mi avete chiamato con tanta urgenza?

           (I quattro cominciano a parlare tutti assieme in modo concitato e confusionario)

GENERALE: Silenzio! Per mille bisonti! O vi faccio mettere tutti agli arresti! (i quattro ammutoliscono di colpo) Che cos'è tutta questa cagnara?! Neanche le reclute al primo giorno di naja si comportano come voi.

BIAGIO: Ci scusi, generale, ma sa... la tensione è tanta; capisce? Non è un problema da poco, il nostro.

CLELIA: Ma se non ci spiegate con più calma come stanno le cose, come volete che possa aiutarvi mio marito?

BIAGIO: Ha ragione, gentile signora Clelia. E' che noi siamo nei guai per un cavallo vinto alla lotteria...

CLELIA: E come volete che possa aiutarvi mio marito? E' un generale, lui. Anche se in pensione, è pur sempre un generale, lui. Non è mica uno stalliere!

TINA: Sì, d'accordo: sappiamo benissimo che è un generale. Ed è per questo che mio marito si è rivolto a lui. Se non andiamo errati suo marito è un generale di cavalleria.

GENERALE: Esatto! Al comando della 14^ Brigata Cavalleria di...

TINA: Ecco! Appunto! se non se ne intende lui, di cavalli...

GENERALE: Io i cavalli li conosco meglio dei cristiani! Tra me e questi nobili animali c'è sempre stata una fortissima intesa. Mi ricordo che nel corso del carosello storico del...

RENATA: Sì, generale: saremmo felicissimi di sentire il resto della storia, ma, vede, mio cognato ha urgenza di risolvere...

GENERALE: Ed è appunto quello che stavo per dire! Comunque procediamo con ordine e metodo: di che razza è questo cavallo? (i quattro si guardano perplessi)

TINA: Non lo sappiamo.

CLELIA: Ma come volete che vi aiuti, mio marito, se non gli fornite gli elementi per farlo?

GENERALE: E' un cavallo baio? sauro, morello, bianco, storno, roano, pezzato?

BIAGIO: Non lo sappiamo!

GENERALE: (spazientito) Ma non sapete neppure distinguere i colori?!

CLELIA: Forse è meglio che ce ne torniamo di là, caro. Queste persone prima ci chiamano e poi non sanno nulla di nulla!

GENERALE: Sapete almeno dirmi se si tratta di un mustang? di un pony? (silenzio generale) E' forse un cavallo da corsa o un cavallo da tiro? Io quando mi trovavo a Pinerolo...

BIAGIO: (supplichevole) Generale... ci aiuti, per carità!

CLELIA: (spazientita) Ma fornitegli gli elementi che vi chiede, se volete essere aiutati!

GENERALE: Stai calma, cara. So io come procedere. Con ordine e metodo. Dunque: mettetevi tutti in riga; seduti. E ben allineati, mi raccomando. (rivolto a Carlo) Lei, là in seconda posizione, non vede che è più indietro degli altri? Si allinei, si allinei!

BIAGIO: (angosciato) Generale... giù nell'atrio...

GENERALE: Silenzio! O la metto agli arresti! Riprendiamo con...

CARLO: ... ordine e metodo...

GENERALE: Bravo! Vedo che mi segue! Allora: è uno stallone? un palafreno, un destriero, corsiero, chinea, ronzino, puledro...? E' focoso, restìo, ombroso, nobile, indomito...? Mi ricordo che il destriero che ho avuto dal 1933 al...

TINA: (supplichevole) Generale...

CLELIA: Ma se non lo lasciate parlare...?!

TINA: Ma giù, nell'atrio...

GENERALE: E' evidente che voi, di cavalli, non ve ne intendete! Il cavallo è un animale nobile, orgoglioso... e intelligente. Ma bisogna saperlo prendere; bisogna saperlo capire, il cavallo.

BIAGIO: Noi siamo disponibilissimi a capirlo, il cavallo. Ma prima dobbiamo decidere dove metterlo e che cosa farne, di questo cavallo.

CLELIA: Ma è proprio per questo che mio marito, il generale, vi chiedeva se si tratta di un cavallo da corsa. Perché in questo caso lo potreste portare all'ippodromo e, se è bravo, potreste guadagnare un sacco di soldi facendolo correre.

RENATA: (a Biagio) Davvero potremmo guadagnare un sacco di soldi portandolo all'ippodromo? (Biagio la zittisce con un'occhiataccia)

CLELIA: Oppure, se è uno stallone, potete farlo accoppiare e guadagnare un sacco di soldi vendendo i puledrini...

RENATA: (molto interessata, a Biagio) Davvero potremmo... (Biagio la zittisce con un'altra occhiataccia).

BIAGIO: Generale, veniamo al sodo: cosa dobbiamo farne di questo cavallo? Dobbiamo trovargli una sistemazione adatta. Non possiamo tenerlo in eterno giù, nell'atrio del nostro palazzo.

GENERALE: (indignato) Nell'atrio del nostro palazzo? Ma che sconcezza è questa? Fare soggiornare un cavallo che non si sa nemmeno di che razza è, nell'atrio del nostro palazzo! Siete tutti agli arresti, villani e zotici!

TINA: (supplicandolo) Generale: dopo se vuole può metterci tutti in cella, ma adesso ci suggerisca dove sistemare questo benedetto cavallo. Neanche noi vogliamo che resti giù nell'atrio...

GENERALE: E vorrei vedere...! Ma che ne so, io, dove potete sistemare questo cavallo. Perché non sentite il signor Norberto? Lui ha delle tenute in campagna...

BIAGIO: (felicissimo del suggerimento) E' vero! Ha ragione, il generale! Il signor Norberto! Vado subito dal signor Norberto. (abbraccia il generale) La ringrazio, signor generale, la ringrazio moltissimo. (poi abbraccia la moglie del generale) Grazie, grazie tante anche a lei, gentile signora generalessa! (esce precipitosamente).

                                                    (buio)

                                            SCENA QUARTA

              (Sempre nell'abitazione di Biagio e Tina. In scena Tina, Renata e Carlo che parlottano tra di loro. Entra Biagio trascinando Norberto seguito dalla moglie)

BIAGIO: Venga, signor Norberto. Si accomodi. Anche lei, gentile signora, si accomodi.

NORBERTO: Ma che cosa le è successo, signor Biagio? Non l'ho mai visto così agitato?

TINA: Il cavallo. E' per il cavallo...!

NORBERTO: Il cavallo? Quale cavallo?

RENATA: Hanno vinto un cavallo alla lotteria.

MARGY: Complimenti! Siete stati davvero fortunati. Io, invece, non ho mai vinto niente in vita mia.

NORBERTO: E come si chiama, questo cavallo?

BIAGIO: Non lo sappiamo, come si chiama.

MARGY: Che effetto fa vincere ad una lotteria?

NORBERTO: E come fate, allora, a farvi obbedire dalla bestia se non sapete come si chiama?

TINA: Ma noi non vogliamo farci obbedire. Almeno per il momento.

MARGY: Certo, deve essere molto emozionante scoprire di avere vinto qualcosa...

NORBERTO: Sì, d'accordo; però un nome il cavallo deve averlo. Altrimenti...

BIAGIO: (per tagliare corto) Si chiama Fulmine! Ecco, sì, ora ricordo: si chiama Fulmine.

NORBERTO: Bel nome, anche se molto comune e banale. Allora è un cavallo da corsa...?!

BIAGIO: (sbrigativo) Sì, è un cavallo da corsa...

MARGY: Che bello vincere un cavallo da corsa! Noi non abbiamo mai vinto un cavallo da corsa, nevvero Norberto?

TINA: Senta, signor Norberto: lei può tenere un cavallo da corsa?... o non da corsa; non ha importanza.

NORBERTO: Io ho ben duemila tra polli e galline; e centoventicinque mucche da latte.

RENATA: E un cavallo? Potrebbe tenerlo, un cavallo?

MARGY: E due gatti! Sapete? noi abbiamo due micini, a casa, che sono un amore.

TINA: E un cavallo? Non potreste, per caso, ospitare anche un cavallo?

MARGY: Un cavallo in casa?! Ma, dico, signora Tina, non starà mica scherzando...?

RENATA: Ma non diceva di tenerlo in casa, mia sorella.

                (suonano alla porta)

BIAGIO: Ed ora, che altro c'è?! (va ad aprire la porta. Entra con la portinaia) E' la portinaia.

BICE: Signor Biagio, giù nell'atrio...

BIAGIO: (taglia corto) Lo so, signora Bice! Lo sappiamo che cosa c'è giù nell'atrio. (si rivolge nuovamente a Norberto) Allora? cosa ci stava dicendo, signor Norberto?

NORBERTO: (orgoglioso) Centoventicinque mucche da latte e un magnifico toro da riproduzione.

TINA: E il cavallo...?

NORBERTO: No, signora; finora non ho mai avuto cavalli.

MARGY: Però ci sei andato sopra. Ti ricordi quella volta in Egitto...

NORBERTO: Quello non era un cavallo, era un cammello.

MARGY: Cavallo... cammello... che differenza fa? Hanno tutti e due quattro zampe.

BICE: Signor Biagio, signora Tina, capisco che forse questo non è il momento... ma volevo ricordarvi che giù, nell'atrio...

RENATA: Abbiamo capito, signora Bice. Lo sappiamo benissimo cosa c'è giù. Ed è per questo che stiamo discutendo.

BICE: Sì... ma... giù... giù c'è...

BIAGIO: (cercando di mantenersi calmo) Lo sappiamo cosa c’è giù. Ma ora ci lasci risolvere il nostro problema, perbacco!

NORBERTO: Eppure, prima o poi dovrò decidermi ad avviare anche un allevamento di cavalli...

TINA: Perché non comincia ora?

NORBERTO: Ora? Così, su due piedi?

MARGY: Ma sì, Norbertuccio; tu puoi farlo anche così, su due piedi. E' un vero genio, mio marito. Se si mette in testa di fare una cosa, il mio Norbertuccio, potete essere certi che prima o poi riesce a farla; e anche bene.

BIAGIO: Cominci subito, signor Norbertuccio... cioè, pardon...

MARGY: Ma sì, lo chiami pure Norbertuccio. Mica s'offende. Sapesse come lo chiamo io, in certi momenti...

BICE: Come lo chiama?

TINA: Ma signora Bice, non ci si metta anche lei, ora...

BICE: Ma io, veramente...

MARGY: Hanno ragione. Ora non c'è tempo da perdere. Glielo dirò un'altra volta come lo chiamo il mio Norbertuccio.

BICE: E perché non andiamo di là, e me lo dice subito?

BIAGIO: Signora Bice! La prego. Non capisce che abbiamo un problema da risolvere?!

BICE: Sì, ma intanto giù nell'atrio...

RENATA: ... c’è il cavallo! Lo sappiamo! E’ proprio di questo che stiamo parlando.

BIAGIO: Signor Norberto, per favore mi ascolti: se la sente di risolverci lei questo nostro problema?

NORBERTO: Io? E che cosa dovrei fare?

BIAGIO: Dovrebbe prenderselo lei, questo benedetto cavallo.

NORBERTO: Parla del cavallo che è giù nell'atrio del palazzo?

TINA: Proprio di quello. Noi non sappiamo cosa farne; e domani mattina dovremmo partire per le vacanze.

NORBERTO: E volete darlo proprio a me?

BIAGIO: Se lei volesse farci la grossa cortesia di prenderselo...

NORBERTO: In affitto?

TINA: Ma no...

NORBERTO: In prestito?

BIAGIO: No, no! Se lo può proprio tenere.

NORBERTO: Tenere... tenere? Per sempre, vuol dire?

BIAGIO: Ma certo! Se lei è d'accordo può tenerselo per sempre.

NORBERTO: Voi parlate del cavallo che è giù nell'atrio del palazzo?

TINA: E di quale altro cavallo potremmo parlare?

NORBERTO: Ma non è che poi ci ripensate?

BIAGIO e TINA: No,no! Può stare tranquillo!

NORBERTO: Quindi, quel cavallo diventerebbe mio.

BIAGIO: E' già suo. Noi domani mattina dobbiamo partire per la Sardegna e non sappiamo proprio cosa farcene. (come tra sé) Ci ha portato solo guai, finora.

NORBERTO: Se è così che volete... d'accordo! il cavallo lo prendo io.

BIAGIO: Oh grazie, grazie tante signor Norberto.

TINA: Lo sapevo che non ci avrebbe delusi. E' un vero piacere avere dei vicini comprensivi come voi.

MARGY: Caro, ma dove lo mettiamo, noi, quel cavallo?

           (occhiataccia da parte dei quattro)

NORBERTO: Ma nel salone, mia cara.

BIAGIO e TINA: (sbalorditi) Nel salone?

NORBERTO: Ah, già lo vedo! Magnifico! Con una idonea base in marmo di Carrara...

RENATA: Quale base in marmo?

NORBERTO: La base per il cavallo.

BICE: Allora, adesso che avete risolto tutto, vorrei ricordarvi che giù, nell'atrio...

TINA: (seccata) E non ci interrompa continuamente, signora Bice! (rivolta a Norberto) Una base di marmo di Carrara per il cavallo...?!

NORBERTO: Ma certo. Dove vuole che lo tenga, altrimenti?

TINA: In una stalla.

NORBERTO: (divertito) Vedo che l'aria delle vacanze vi porta il buon umore.

BIAGIO: No, aspetti un attimo, signor Norberto! Stiamo parlando dello stesso cavallo, lei e noi?

NORBERTO: Io sto parlando di quello che è giù nell'atrio del nostro palazzo e che ho visto poco fa rincasando.

BIAGIO: (sollevato) Ah, bene!

NORBERTO: E voi di quale parlate?

BIAGIO: Di quello, di quello! Anche noi parliamo del cavallo che hanno lasciato giù nell'atrio.

BICE: Non lo hanno lasciato, signor Biagio.

TINA: Come sarebbe che non lo hanno lasciato?

BICE: Sono ancora tutti lì, funzionario e guardie.

BIAGIO: Ma che cosa sta dicendo, signora Bice? Si spieghi meglio, una buona volta!

BICE: Ma se è un'ora che cerco di dirvelo! E nessuno si accorge di me! e nessuno mi lascia parlare! e nessuno mi sente! E' un'ora che provo a dirvelo!

BIAGIO e TINA: A dirci cosa?

BICE: Giù nell'atrio del...

BIAGIO e TINA: ...del nostro palazzo! Vada avanti, per favore.

BICE: Sì. Poco fa, quando vi ho chiamato al citofono, l'ho fatto perché erano arrivati un funzionario dell'Intendenza di Finanza e quattro poliziotti...

NORBERTO: Vigilantes.

BICE: Sì, insomma, poliziotti... vigilanti...

BIAGIO: E che cosa vogliono questi poliziotti... o vigilanti, che dir si voglia...?

BICE: Vogliono che qualcuno firmi per ricevuta del cavallo. Io glielo avevo detto di lasciarlo a me, che voi eravate occupati e che sareste scesi appena possibile. Ma loro no! Vogliono la firma e il biglietto.

BIAGIO e TINA: La firma e il biglietto?

BICE: Certo! Vogliono la firma e il biglietto vincente. Non possono affidare un oggetto di quel valore a una qualsiasi. Come se io fossi una qualsiasi.

BIAGIO: (come in stato di ipnosi) Oggetto di quel valore...?! Che... che vuol dire...?

BICE: Esattamente quello che ho detto. Loro hanno anche il certificato di garanzia: è una statua tutta in oro! Oro massiccio! Hanno detto che come minimo vale un miliardo!      

                                     (svenimento dei quattro)

                                             Cala il sipario

                                                   F I N E

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