Mamma, c’è un angelo nel frigo!

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Mamma, c'è un Angelo nel frigo - Copione a due colonne

Mamma, c'è un angelo nel frigo!

Commedia in due atti di Giorgio Barlotti

(Finita di scrivere il 25/4/96)

Personaggi

Don Giocondo , parroco

Giacinto , sagrestano

Simeone , cherubino in missione

Arcangelo , inviato del Paradiso

"Angelo " , scagnozzo di un boss

Santina , donna delle pulizie

Angelica , nipote di D. Giocondo

Dina Mostar , ingegnere

Baby , sua segretaria

Coscialunga , segretaria del boss

Un operaio

Celeste Aida , mendicante

"La Voce"

Voci dal Paradiso

Prologo

Buio in sala.una luce molto tenue sul sipario ancora chiuso. Brusio di sottofondo. Voci allegre,squillanti, risatine gioiose , poi in primo piano:

VOCE 1 - Attenti, arriva Pietro!

VOCE 2 - Zitti, zitti ora ....

VOCE 3 - Smettetela... finite sempre per confonderlo!

VOCE 4 - Come al solito... (Risatine in aumento )

VOCE 1 -  Siete peggio dei bambini... smettetela!

VOCE 2 - Ma insomma... fate un chiasso del diavolo! (Risatine accentuate di tutti)

VOCE 3 - L'hai detto di nuovo!

VOCE 4 - Non si può dire questo! non quà, in Paradiso!

VOCE 1 - Eccolo, eccolo, smettetela! (Piano piano si fa silenzio )

PIETRO - (Schiarisce la voce, poi) Come al solito tocca a me a... si, insomma, mi tocca di... di...

VOCE 1- Annunciarvi!...

PIETRO - Annunciarvi, grazie! Annunciarvi... (Sottovoce) Cosa devo annunciare?

VOCE 1 - Il nome!

PIETRO - Che nome?

VOCE 1 - Il prescelto!

PIETRO - Ah! Si! Appunto... Lo sapevo da me... dunque, vi devo annunciare che per la missione è stato prescelto.... (C.s.) Chi è stato prescelto?

VOCE 2 - Sei tu che ce lo devi dire!

PIETRO - Già, già... (Tossicchia) ...Il prescelto è... dove l'ho segnato... avete visto un foglio azzurro? Ah, eccolo... dunque il prescelto è... (Con stupore lui stesso) ...Simeone?

VOCI TUTTI - Chi? Simeone?. Ma come, se è... No, Simeone no, è uno scherzo!

VOCE 3 - C'è uno sbaglio, Simeone non è pronto...

VOCE 4 - Ma chi l'ha deciso?

PIETRO - Qui è scritto così, e se è scritto qui l'ha scritto... il Capo!

VOCE 2 - Simeone, vieni a prepararti!

VOCE 3 - Ma va da solo?

PIETRO - Tu! vieni quà.

VOCE 5 - Chi, io?

PIETRO - Lo accompagnerai tu!

VOCE 5 - Ma io sono già stato in missione sulla terra. Io, i gradi di "angelo", me li sono già guadagnati...

PIETRO- Appunto. Lo consiglierai se c'è bisogno.

VOCE 5 - Vado. Ma voglio la promozione ad "Arcangelo" (Voci con festeggiamenti a Simeone)

PIETRO - Presto, togliamoci il pensiero. Zitti, zitti tutti. Iniziare sequenza di lancio. (Inizia musica: "Così parlò Zaratustra")

VOCE 1 - Disinnescare generatore di luce angelica.

VOCE 2 - Generatore disinnescato.

VOCE 1 - Spegnere aureola

VOCE 3 - Contatto staccato.

VOCE 1 - Eliminare ali.

VOCE 4 - Ali eliminate.

VOCE 1 - Soggetto umanizzato. Ok Pietro, è tutto tuo.

PIETRO - Aprire i portelloni di lancio.

VOCE 2 - Portelli aperti.

PIETRO - Fuori Simeone!

VOCE 3 - Simeone go!

PIETRO - Richiudete le porte del Paradiso. (Deve coincidere qui la fine del brano musicale)

Atto Primo

Lentamente svanisce la luce sul sipario, e contemporaneamente il sipario si apre su di una scena totalmente buia che lentamente, appena il sipario è totalmente aperto, si illumina di un piazzato assai generico e non molto intenso. Siamo in una ampia sala. Porta a sinistra per le stanze della canonica. Nel fondo un ampio arco che si apre sul corridoio di entrata dall'esterno della canonica. A destra una piccola porta di un ripostiglio. In scena vi sono alcune sedie accatastate le une sopra le altre. Un vecchio baule, con sopra un telefono non moderno. Il tutto ha l'aria dell'abbandonato da tempo. Di schiena, soprappensiero, vi è Don Giocondo.

DON GIOCONDO - Allora? Vedi nessuno?

GIACINTO - (Da fuori, poi entrando con la solita frenesia che lo pervade anche nei momenti più tranquilli) Non c'è... non c'è... ma come glielo devo dire! Se non c'è non c'è!

DON GIOCONDO - Guarda ancora, invece di farti venire i nervi, che un giorno o l'altro...

GIACINTO - (Imitandolo) Ti butto in mezzo alla strada!...

D.GIOCONDO - Si, ti butto in mezzo alla strada! Poi voglio vedere come... (Fa il gesto del mangiare) Vagli incontro...

GIACINTO - (Con aria complice) Fra di noi, Don Giocondo, fra uomini... ma lei ci crede davvero che questo arriva, dà un'occhiata e poi sistema tutto.

D.GIOCONDO - Se non abbiamo fede in questi...

GIACINTO - Appunto! Io, questa fede, non ce l'ho! Ma insomma, si svegli Don Giocondo, si svegli! Questo arriva, e solo perché il sindaco gli ha detto... zac, sistema tutto... Dove non hanno fatto nulla tutti gli altri, lui...

D.GIOCONDO - Con gli altri non c'erano i permessi, poi non c'era neanche la vera intenzione di...

GIACINTO - Di ripararla, questa sala. Ma ci crede davvero che ora l'intenzione c'è? In disuso da oltre vent'anni e ora....

D.GIOCONDO - Giacinto, te lo spiego per l'ultima volta: ora c'è, ora c'è! Prima interessava solo a me...

GIACINTO - Anche al Vescovo.

D.GIOCONDO - Si, anche al Vescovo, ma solo a lui. Se da Roma non arrivano i soldi... insomma, per finire, ora interessa anche ai politici. Ci sono cambiamenti in aria...

GIACINTO - Le solite promesse.

D.GIOCONDO - No... Tu non hai fede, io si. Vai, vai a veder se arriva.

GIACINTO - (Si avvia, poi si ferma) Don Giocondo, ma chi lo paga!

D.GIOCONDO - Ci pensiamo dopo.

GIACINTO - Prima, meglio prima! Un ingegnere! Venuto apposta dalla città! Amico del sindaco! C'è un sacco di lavori da fare... praticamente non funziona niente...

D.GIOCONDO - Ma se c'è già anche il telefono.

GIACINTO - Ah già, dimenticavo... c'è il telefono... (Lo solleva, con tutta la spina staccata) Dunque, vediamo... dove lo attacchiamo?

D.GIOCONDO - La linea dovrà arrivare (Indica un punto) qui.

GIACINTO - Ecco, infatti... la linea deve arrivare... ci pensa lui, l'ingegnere! Prima, meglio saperlo prima chi lo paga.

D.GIOCONDO - Giacinto... tu ti troverai o prima o poi.... (Solita mimica del saltare il pranzo)

GIACINTO - Anche lei, se continua così! (Uscendo) Prima! Meglio saperlo prima!

D.GIOCONDO - Se non c'è... vallo a cercare. Caso mai si fosse perso, dalla stazione a qui. (Suona il telefono. Don Giocondo soprappensiero solleva il ricevitore)

D.GIOCONDO - Pronto?

VOCE - (La voce maestosa uscirà dagli altoparlanti) Don Giocondo.

D.GIOCONDO - Si, sono io. Chi parla.

VOCE - Non sai chi parla?

D.GIOCONDO - No, veramente....

VOCE - Non riconosci la "voce"?

D.GIOCONDO - (Tentando di indovinare) Don Carmelo?

VOCE - Che c'entra Don Carmelo?

D.GIOCONDO - Non sei Don Carmelo?

VOCE - No.

D.GIOCONDO - Non sarai per caso... (Pensando di aver capito) Mi scusi! Non mi aspettavo...

VOCE - In effetti, prendo tutti di sorpresa quando mi sentono.

D.GIOCONDO - Non tutti i giorni arriva una telefonata da...

VOCE - Eh già! Sarebbe un po’ troppo, non ti pare? Tutti i giorni!...

D.GIOCONDO - Certo! Al vescovado hanno altro...

VOCE- Vescovado?

D.GIOCONDO - Perché, non è dal vescovado che...

VOCE - No.

D.GIOCONDO - E allora, da dove...

VOCE - Da più in alto! Molto più in alto.

D.GIOCONDO - Roma!

VOCE - (Attimo di silenzio. Poi con sopportazione quasi seccata) Va bè! Lasciamo perdere. Veniamo al punto.

D.GIOCONDO - Servo vostro. Comandate.

VOCE - Ho inviato qualcuno...

D.GIOCONDO - Anche Voi?

VOCE - Mi dai del "voi"?

D.GIOCONDO - Anche... (Brancola) anche..."lei"?

VOCE - Don Giocondo, ma cosa vuoi che mi... ma chi altri ha mandato, e chi?

D.GIOCONDO- Il sindaco. Un ingegnere, dalla città.

VOCE - Un ingegnere? Io ho mandato...

D.GIOCONDO - E' sicuro che sta telefonando da Roma?

VOCE - Don Giocondo, la mia pazienza è infinita...

D.GIOCONDO - Perché a me pare tutto uno scherzo!

VOCE - La mia pazienza è infinita, ma tu scherzi con il fuoco!

D.GIOCONDO - Insomma, chiunque voi... lei... siate.... dimmi chi sei!

VOCE - Io sono il Signore...

D.GIOCONDO - Signor sindaco! Lei!? Gli scherzi sono belli ma...

VOCE- Io sono il Signore...

D.GIOCONDO - Non è il Signor Sindaco? Chi sei?...

VOCE - Io sono il Signore...

D.GIOCONDO - Gli scherzi sono belli se durano poco! (Sbatte il microfono sulla forcella. La voce continua esattamente come prima.)

VOCE - Io sono il...! (L'ambiente è scosso da un tuono biblico. Don Giocondo, prima spaventato, poi perplesso, riesamina il telefono, la spina staccata, ripete varie volte l'operazione di interrompere la comunicazione schiacciando la forcella. Infine si arrenderà all'evidenza della cosa) Don Giocondo, ho scelto te per dare...

D.GIOCONDO - Signore, io non son degno di dare al mondo...

VOCE - (Faticando a non perdere la pazienza) Ma tu non devi dare... Voglio dire... continua a dare quello che puoi, meglio che niente! Ho scelto te per dare ospitalità a Simeone...

D.GIOCONDO - Simeone? E chi è?

VOCE - Un cherubino. Sta cercando di far carriera, così gli ho affidato un incarico...

D.GIOCONDO -Carriera? Anche lassù?

VOCE - Beh che c'è: non ti va .Sto già chiudendo un occhio anche con voi, laggiù! I gradi, vi siete inventati! Prelato... canonico... vescovo... Papa! Tutta la mia pazienza ci vuole! Comunque anche qua: Il grado di angelo deve essere meritato. Prima cherubino, poi angelo.

D.GIOCONDO - Si, è che io aspettavo invece...

VOCE - Darai a Simeone tutto l'appoggio necessario...

D.GIOCONDO - L'ingegnere dalla città. Ci sono i lavori di restauro...

VOCE - Ti metterai al servizio del tuo Dio.

D.GIOCONDO - I locali sono vecchi, vanno messi a norma... Anche ai politici interessa oggi. Bisogna approfittarne... certi avvenimenti interessano tutte le persone, interessano le folle intere. E quando ci sono delle folle, ognuno cerca di vendere più merce possibile: noi santini, medagliette, coroncine, assoluzioni... loro vendono quel che hanno!

VOCE - E cioè?

D.GIOCONDO - Chiacchere! Un pò tutti! In cambio di voti. Non so se lo sai...

VOCE - Lo sò, lo sò.

D.GIOCONDO- Promettono, promettono, promettono...

VOCE - Eh si! Quante cose promettono!

D.GIOCONDO - No, no! Promettono tutti la stessa cosa. E' questo che ci frega... cioè scusami... è questa la trappola! Non c'è scelta per noi. Tutti la stessa cosa... solo dipinta di colore diverso!

VOCE - Lo sò, lo sò.

D.GIOCONDO - Sai tutto?

VOCE - Dimentichi che vi ho creato io?

D.GIOCONDO - Scusami se mi permetto, ma non è che ci hai fatti perfetti! Già che c'eri potevi...

VOCE - IO sono perfetto! Se vi avessi fatti esattamente come me, perfetti anche voi... saremmo stati in troppi! Ci sono già quelli del Valalla, quelli dell'Olimpo, i seguaci di... Bah! troppi! Ce ne sono già troppi!

D.GIOCONDO - Tornando a noi. Ci sono i festeggiamenti per l'anno santo!

VOCE - Vuoi che non lo sappia. Sono il festeggiato.

D.GIOCONDO - Destra, sinistra, rossi, verdi, neri... oggi anche i politici... fanno solo il conto di quante persone...

VOCE - Simeone anzi tutto.

D.GIOCONDO - Quando arriva?

VOCE - E' in viaggio.

D.GIOCONDO - In viaggio!? Ma non si può... oggi proprio non si può... (Rimbomba un tuono di rimprovero di Dio) ...D'accordo. Però è un rischio. Proprio oggi. Signore... non si potrebbe... Eh? su via... rispondimi... domani, si domani mi và benissimo. Ho il tempo per rifargli il letto nella camera degli ospiti, faccio un pò di spesa che... Eh, sei d'accordo? Dammi un segno? (Suona il campanello)  ...Già qui! Grazie eh? Un giorno... avevo chiesto un giorno... che ti costava... Sei eterno! Un giorno in più... che ti costava (Suonano ancora) Avanti! E' aperto! Impaziente l'angioletto... cioè il cherubino... (Entra nel locale un giovane uomo vestito seriamente in giacca e cravatta e occhiali da sole molto scuri . Cappello floscio in testa e un borsone sportivo in mano)

D.GIOCONDO -(Guarda imbarazzato l'altro. E' la prima volta, ovviamente, che si trova a tu per tu con esseri soprannaturali. Immobile lo studia con sorriso ebete in attesa che sia l'altro a fare la prima mossa. L'altro è nell'identica posizione sua. Infine D.Giocondo si decide, si avvicina e titubando...) Salve...! Eh, eh! (Pausa) Voi...(Poi ricordando la discussione sul voi o il lei) VOI?...

UOMO - Noi?

D.GIOCONDO - LEI?

UOMO - Mah, come... (Sta per dire: come le pare )

D.GIOCONDO - Meglio, forse, si forse è meglio... ci diamo del tu?

UOMO - (Spiazzato e sorpreso è a disagio) ...Per me! Come vuole!

D.GIOCONDO - Come vuoi! ...Come vuoi Don Giocondo!

UOMO - Eh?

D. GIOCONDO - E' il mio nome. Don Giocondo . Quindi: "Come vuoi Don Giocondo"

UOMO - Si, si certo. Come vuoi Don Giocondo.

D.GIOCONDO - E voi....?

UOMO - E "Tu"!

D.GIOCONDO - Eh? Ah si, certo. Ma questa volta intendevo (Ride divertito) ...intendevo voi proprio come "Voi"! Capito? No, eh? Era un "voi" plurale....

UOMO - Eh? Ah si ...si... (Ride nervoso) Certo! Avevo capito invece che... (Improvvisamente serio quasi scostante) ..."noi" cosa?

D.GIOCONDO - Il nome. Ce l'avete "voi" un nome?

UOMO - Perchè lo vuoi sapere. Che t'interessa. Il nostro nome non lo deve sapere nessuno. No?

D.GIOCONDO - Capito! Capito. (Non ha capito nulla) Ma perchè?

UOMO - Come perchè? Si legge in tutti i testi di... fin dal Medio Evo! Chi bussa ad una chiesa... (Pausa, nella speranza che l'altro capisca da sù)

D.GIOCONDO - (Non capisce) Allora?...

UOMO - Ospitalità. Vitto. Alloggio. Non si usa più?

D.GIOCONDO - Eh, come no! Certo. Cioè di solito gli altri... almeno una retta, sia pur piccola... sai, le spese della luce, del vino, e poi il telefono... altro che allungare la vita! A loro allunga la vita, succhiandoci il sangue! (Al telefono, urlando) Vampiri! (Recuperando comportamento clericale) Ma... io sono un buon pastore.

UOMO - Già già. Conosco un'altro pastore, ma non ti assomiglia. Orru... Sante Orru. Lo conosci?

D.GIOCONDO - No. (Soppesa il fatto) No, ma se è un buon pastore...

UOMO - E' un pastore.

D.GIOCONDO - Della chiesa?

UOMO -No. Credo di no. Di certo sò che non abita in una Chiesa.

D.GIOCONDO - E dove?

UOMO - In grotta.

D.GIOCONDO -Eh? Ah...! Bello! Bello! LUI c'è nato in una grotta. E questo "sante" che fà, eh? che fà, l'eremita?

UOMO - Bè un pò fà l'eremita... un pò fà l'abigeato... insomma tira avanti!

D.GIOCONDO - E tu, comi ti chiami tu? Voglio dire, per chiamarvi che fate? Un fischio fra le nuvole?

UOMO - Un fischio fra le nuvole? Ah, ah, ah! che mattacchione. Si, adesso capisco! Un mattacchione!... (Di nuovo brusco) Chiamami come vuoi!...

D.GIOCONDO - Non capisco perchè, comunque se va bene a voi... a lei... insomma se ti và bene... Comunque tu sei cherubino?

UOMO - (Ci pensa un pò) "Angelo"! Mi piace di più.

D.GIOCONDO - Mi pareva di aver capito...

ANGELO - Hai capito male. Sono "Angelo".

D.GIOCONDO - Va bè... ho capito male. (Si stà spazientendo) Comunque devo dire che mi aspettavo... ecco, si, mi aspettavo qualcosa di più... di più... (Non sà come ben definire la sua delusione) Veniamo al sodo. Io oggi, come ho detto al tuo... cioè al "nostro"... (Cerca che nome dare al "Dio")

ANGELO - Chiamalo solo "Capo".

D.GIOCONDO - Non ti pare un pò troppo confidenziale... si, insomma. Forse tu... voi... con Lui siete così, ma io... l'ho sentito solo una volta.

ANGELO - L'hai sentito?

D.GIOCONDO - Eh! E bene, pareva fosse qui.

ANGELO - E ti ha detto...

D.GIOCONDO - Nulla, solo che devo darti un posto da dormire. Dai che ti accompagno in camera. Dammi la valigia.

ANGELO - NO! (Si riprende) Cioè voglio dire... no, grazie, non ci mancherebbe altro che... e poi posso andare da solo. Tu dimmi solo dove.

D.GIOCONDO - In cima alle scale. In fondo al corridoio. L'ultima porta a destra...

ANGELO - C'è la mia camera.

D.GIOCONDO - No. Qui sulla terra "l'ultima porta a destra" è sempre il gabinetto. La tua camera è quella di fronte. (Angelo esce a sinistra) E si pranza a mezzogiorno! Puntuale. (Fra sè e sè) Ma che gli dò da mangiare? Non vorrà agnello di Pasqua tutti i giorni! (Chiamando) Angelica! Angelica, vieni giù da zio tuo! Hai dell'agnello in frigo? Eh? Aspetta, và, che vengo su io altrimenti si fà notte... (Esce)

GIACINTO - (Entra da sinistra seguito da un giovane vestito con un abito intero di uno scioccante celeste. Camicia rosa. Cravatta azzurro elettrico. Vicino a lui c' è una creatura vestita in tunica bianca da abitante del Paradiso) Venga, venga ingegnere. E mi scusi se l'ho fatto passare dalla cantina, ma così ha visto già in che stato siamo ridotti. Eh? Che ne dice?

SIMEONE - Io penso che sia un "qui pro quo"

GIACINTO - (Si guarda intorno) Eh si, eh si... io non sono un esperto come lei, però lo penso anche io. Proprio quella cosa li. Ma si può sistemare, vero?

SIMEONE - Un quiproquo si può sempre sistemare. Basta farsi capire.

GIACINTO - Ho capito. Eh, sì! Io ho capito benisssimo... ma è Don Giocondo che... io glielo avevo detto: prima, meglio saperlo prima!

SIMEONE -Ma siete stati avvisati, no?

GIACINTO - Del suo arrivo? Si, ma del resto... no! Mi capisce anche lei vero?... (Con tono allusivo e complice) il resto... (Fa il gesto con le dita per definire il denaro o la bustarella)

SIMEONE - A dire la verità, no! Questi sono tempi così strani...

GIACINTO - E' fresco del mestiere, vero?

SIMEONE - No, è un'eternità che io...

GIACINTO - Allora è nuovo alla zona?

SIMEONE - Ecco, si, questo si. Ci vuole un pò per adeguarsi agli usi e costumi, non basta che... "Lui" ti mandi qui perchè in pochi attimi...

GIACINTO - Eh no. Ci vuole, ci vuole il suo tempo! Uno deve capire che aria tira, chi sono i bianchi, chi sono i neri, poi arrivano i verdi... insomma prima di prendere posizione... lo capisco. (Con complicità) Ma stia tranquillo. L'importante è che ci sia la lira. Non sò chi la tiri fuori, ma c'è. E poi, se l'ha mandata, garantirà "lui". Una pezza ce la metterà il comune, se necessario. Ma mi dica, dove alloggia?

SIMEONE - Io credevo qui. Pensavo foste già d'accordo.

GIACINTO - Sempre l'ultimo...

SIMEONE- Come dice?

GIACINTO -L'ultimo, Io!... Sempre l'ultimo a saperle le cose. E le valige?

SIMEONE - Non ce l'ho.

GIACINTO - Nulla? Non porta nulla?

SIMEONE - Nulla. Per così dire, LUI ci fà trovare tutto ciò di cui abbiamo bisogno.

GIACINTO - Venga, venga con me. Primo piano. In fondo al corridoio. L'ultima porta a destra è...

SIMEONE - Il gabinetto!

GIACINTO - Come fà a saperlo!

SIMEONE - Il manuale. Prima di venire ho letto il manuale... "usi e costumi... ecc..."

GIACINTO - Venga, venga ingegnere, la sua è la penultima a destra, prima del gabinetto. (Esce a sinistra)

SIMEONE - (All'angelo, quasi a sdrammatizzare una situazione non chiara) Non guardarmi così. La prima volta che sono stato qui in terra era anche peggio! La gente era allo stato selvaggio, vestita di pelli, avevano... beh si, pensa che avevano ancora la clava! In un certo senso mi sono anche divertito!

ANGELO - Bel divertimento, farsi appendere a testa in giù in una grotta insieme a cervi e cinghiali!

SIMEONE - Non è stato per colpa mia...

ANGELO - Se tu avessi controllato bene prima di partire...

SIMEONE - La sequenza di lancio non è competenza mia. Sono loro, i tuoi amichetti "arcangeli"... "generatore disinnescato... contatto staccato... ali eliminate... Simeone GO!" E Simeone (Si indica con enfasi) è andato in terra come un pollo... con le ali ancora attaccate!

ANGELO - Un errore. Qualcosa non ha funzionato bene...

SIMEONE - E io sono finito appeso a testa in giù come il resto delle cibarie della tribù!

ANGELO - Ti avevano scambiato per uno struzzo!

SIMEONE - Controlla se ho le ali.

ANGELO - Ma no, stai tranquillo. Ho già controllato.

SIMEONE - Che stavolta non c'è mica la grotta... chissà dove finirei!

ANGELO - Al massimo ti infilano in un freezer!

SIMEONE - Sai che spasso lassù. Tutti a farsi le solite risate alle mie spalle. Sai che spettacolo..."mamma mi dai la merenda! - Ma caro non vedi che sono occupata. Prendila da te. In frigo c'è di tutto. - Mamma, in frigo c'è rimasto solo un angelo! - Non lo toccare, caro, altrimenti per Natale ci tocca comprare un tacchino!"

ANGELO - Mi pare di sentire nei tuoi discorsi un vago cenno di risentimento.

SIMEONE - Non mi permetterei mai...

ANGELICA - (Entra dal fondo) Oh! Salve! (E' colpita dal giovane) Stavo cercando mio zio. Mi ha chiamata. Voleva sapere...

SIMEONE - Salve anche a... voi!

ANGELICA - (Si guarda intorno) Noi? Eh già, lei è straniero vero?

SIMEONE - Si.

ANGELICA - E le piace il nostro paese?

ANGELO - Attento a non fare gaffes!

SIMEONE - Io non faccio gaffes!

ANGELICA -Gaffes? Che roba... (Fa finta di aver compreso, non ammettendo una sua ignoranza in materia di fronte al giovanotto) Cioè, volevo dire... Gaffes! Ma certo! Però non abbiamo bisogno di gaffes. Lei vende Gaffes?

SIMEONE - Vendo gaffes...?

ANGELO - Non vendi gaffes.

SIMEONE - Non vendo gaffes.

ANGELICA - Ah, meglio, perchè in casa... ce ne sono tante... abbiamo il frigo pieno di gaffes...

SIMEONE - Pieno di gaffes?

ANGELICA - Eh! Di tutti i tipi. Intere, a spezzatino... con le ali...

SIMEONE - (All'arcangelo) Mi sento a disagio, controlla di nuovo se ho le ali.

ANGELO - (Distratto) Le ali?

SIMEONE - Le ali!

ANGELICA - Le ali? Perchè, le ali no?

SIMEONE - No. Le ali no.

ANGELICA - Va bene... se non le piacciono...

SIMEONE - Non è che mi piacciono o non mi piacciono...

ANGELO - Stai calmo. Non le hai...

SIMEONE -Ricontrolla se ci sono...

ANGELICA - Che cosa?

SIMEONE - Le ali!

ANGELICA - Sa che mi pare un pò strano...

SIMEONE - Non dicevo a lei.

ANGELICA - Ci sono solo io qua.

ANGELO - La stai facendo arrabbiare.

SIMEONE - (Esasperato) Non è vero. Piantala!

ANGELICA - Perchè mi tratta così?

ANGELO - Ecco! E adesso come la metti?

SIMEONE - Se è questo il tuo aiuto... puoi tornartene in Paradiso!

ANGELICA - (Attimo di stupore) Zio! Zio, dove sei... guarda che io ho da fare... e sono anche un pò preoccupata!

SIMEONE - Ma no, mi scusi..., mi creda... io non dicevo...

GIACINTO - (Entra) Ma allora viene o non viene... oh, ciao Angelica... che ci fai qui...

ANGELICA - Lo zio... mi ha chiamata. Voleva sapere se ho in frigo...

ANGELO- Speriamo non le gaffes...

SIMEONE - Piantala!

ANGELICA - Maleducato! Basta, io mi sono scocciata di... di... e dite a mio zio che se mi vuole venga lui da me... (Fa per uscire. Si sofferma. Si avvicina a Giacinto) Cosa sono le gaffes.

GIACINTO - (Brancola) Le gaffes... le gaffes... sono quelle cosette di metallo che tengono fermi i fogli di carta...

ANGELICA - (Soffocando le risate) Che figura!

GIACINTO - (Fra sè e sè) O quelle sono invece le graffette?

ANGELICA -Che figura che ho fatto! In frigo...

GIACINTO - Che c'entra il frigo.

ANGELICA - Appunto. In frigo, intere, a spezzatino... (Uscendo) Anche con le ali... che figura! (Fuori)

SIMEONE - (All'arcangelo) Riguardaci. Non ho mica le ali? Eh? Non ho le ali?...

ANGELO - Controllati! Stai scivolando su una buccia di banana.

GIACINTO - No, certo che non ha le ali. Però può seguirmi lo stesso a piedi. No? O ha bisogno di volare! (Esce).

SIMEONE - Da quanto tempo sono in terra?

ANGELO - Mezz'ora . Più o meno.

SIMEONE - Solo! Io già mi sento stremato! Mi pare già di avere i nervi a fior di pelle. Che dici, ce la farò a portare a termine...

ANGELO - Stai facendo di una pagliuzza un tronco d'albero. La tua missione consiste solo in una controllatina! Devi solo dare una controllatina veloce a come stanno proseguendo le cose nel genere umano, e riferire. L'importante è che poi stendi una bella relazione, chiara chiara, esauriente, e la consegni entro la scadenza! Chiaro?

SIMEONE - Ma se ho già i nervi a fior di pelle! (Sconsolato) Si vede che sono rimasto troppo scosso quando, l'altra volta, sono finito appeso a testa in giù. Una settimana! Ci pensi? Una settimana!

ANGELO - Non ci pensare più.

SIMEONE - E tutti i giorni venivano a darmi una palpata per controllare se ero frollato o no!

ANGELO - Se continui così finirai paranoico.

SIMEONE - Almeno sarei il primo in qualcosa. Il primo essere sovrannaturale a fare richiesta a San Pietro di una seduta psicanalitica.

ANGELO -Faresti felice Freud. Gira per le nuvole con un'aria disperata perchè si sente inutile.

SIMEONE - E' su da noi? Non l'avevo notato.

ANGELO - Ma si! Quello che st- facendo ricerche sulla sessualità degli Angeli.

SIMEONE - Ah! E' quello? A noi cherubini ha fatto un paio di domande, è impallidito per le risposte, poi ha strappato gli appunti. Mi ricordo che stavamo ancora con la tunica sollevata e a ridere quando lui è salito al piano di sopra. Da voi.

ANGELO - Piangeva ancora quando è arrivato.

SIMEONE - Gli chiederò consiglio. Mi sento a disagio quaggiù.

ANGELO - E' la primavera. Andiamo (Esce)

SIMEONE - (Guardandosi intorno con preoccupazione. Non si è accorto dell'uscita dell'angelo) Non è la primavera. Sono loro, gli umani. Mi danno ai nervi! Mi sento strano. (Si accorge di essere solo) Angelo! Angelo! ricontrolla... se ho le ali! (Stà entrando l'Uomo-"Angelo". Ha la borsa stretta e cammina con circospezione)

ANGELO - Cosa devo controllare?

SIMEONE - Nulla.

ANGELO - Mi chiamava.

SIMEONE - Io? No, non mi pare... no!

ANGELO - Ho sentito... "Angelo"!

SIMEONE - Angelo!? No, non mi pare, direi di no. Non conosco nessun angelo, io.

ANGELO - (Si presenta) Angelo.

SIMEONE - No.

ANGELO - Le assicuro. Angelo!

SIMEONE - Le assicuro io: no! O meglio, se proprio vogliamo... non ancora... forse un giorno... ma da come si mettono le cose... anche questa volta andrà a finire che abbandono prima di passare di grado!

ANGELO - (Improvvisamente cauto) Di grado? (Lo soppesa) Allora lei è...

SIMEONE - Si! Ma per favore, non lo dica a nessuno . Mi raccomando . A nessuno.

ANGELO - Stia tranquillo. Deve ancora passare di grado, eh? Quindi è solo... si, insomma, alla centrale ancora... nulla!

SIMEONE - Alla centrale... ah! Si, possiamo anche chiamarla così... Ma mi scusi, ora devo proprio andare... Angelo!

ANGELO - (Credendo che l'altro gli abbia lanciato un avvertimento di pericolo) Si! Che c'è!

SIMEONE - Niente. Cantavo! (Cantando) "Angelo della mia vita..." Una vecchia canzone... arrivederci... (A metà fra il cantato ed il pianto) Angelo... mi sento a disagio... Angelo... (Esce)

ANGELO - (Prende dalla tasca una bottiglietta di pillole e ne ingoia una) Accidenti! Con il cuore ridotto come ho io! Proprio queste emozioni... ho sbagliato mestiere l'ho sempre detto. (Al telefono, forma il numero, poi...) Pronto! Pronto...! (Controlla l'apparecchio poichè non sente nulla. Scopre che non è attaccato. Lo depone e prende dalla giacca un "cellulare") Tanto le telefonate non costano niente... a quest'ora poi il family paga il doppio! Eh già, tanto pago io!  (Ha formato il numero) Pronto... pronto... Coscialunga... finalmente! Che ci vuole a rispondere... lascia perdere. Il telefono costa... passami il capo! Non c'è? Ma come fa a non esserci mai... Va bè! Diglielo tu che ho fatto tutto... Si, si ho prelevato il contante... ma sono stato costretto a rifugiarmi in una chiesa... E certo che era necessario... cretina! Io non ho nulla da confessare! E' che le strade pullulano di polizia... così ho dovuto... questi sono soldi che scottano, lo sai o non lo sai! Un miliardo! In biglietti da centomila! Si, appena migliora la situazione... Lo so! lo so che il capo ha bisogno subito del malloppo... ma adesso non posso! Per ora dormo dal prete... non col prete... DAL prete! Si, c'è anche un poliziotto che dorme qui... stai tranquilla, è un pivello alle prime armi... anzi, mi servirò di lui, visto che lui è insospettabile! Pronto... pronto... Coscialunga! Ci sei ancora... (Chiude) Maledetti cellulari. A me ha sempre dato ai nervi anche solo la parola cellulare! (Prende un'altra pillola per il cuore. Riforma il numero) Coscialunga... mi senti? Spostati da dove sei, lì non c'è campo. Passa nell'altra stanza! Pronto... pronto...

COSCIALUNGA - (Compare in teatro, a seconda delle possibilità del locale, ma non in palcoscenico. Se ne andrà da dove è venuta) Sono qui. Non urlare, qui ti prendo bene.

ANGELO - Meno male. Ascoltami bene. Chiedi al capo che cosa devo fare. Guarda che non scherzo. Qui sono immerso nella...

COSCIALUNGA - Attento a come parli! Ti dimentichi che qui c'è una signora?

ANGELO - Senti "signora", io ho mal di cuore, l'hai dimenticato? Non lo volevo fare questo servizio, sei tu che hai insistito. Ora stà a te togliermi dai guai.

COSCIALUNGA - Non stai esagerando? Non mi pare che tu sia tanto nei guai.

ANGELO - Fuori pullula di poliziotti!

ANGELICA - (Da fuori) Santina! Santina scenda! Le faccio vedere il locale da pulire!

ANGELO - Arriva gente! Tirami fuori da quà!

COSCIALUNGA - (Andandosene) Non perdere la calma. Farò quel che posso.

SANTINA -(C.s) E non strilli! Scendo! Scendo! Mi dia il tempo di spengere il gas... accidenti alla fretta! (Angelo preso alla sprovvista dall'imminente arrivo di persone cerca freneticamente dove nascondere la borsa del malloppo. Nella sala non c'è altro che il baule. Vi caccia dentro la borsa. Entra Angelica seguita da Santina. Costei è sciattona, disordinata, spettinata, sigaretta a penzoloni dall'angolo della bocca, calzini a righe blu e rosse. Un calzino su ed uno cadente.)

ANGELICA - Questa.

SANTINA - Questa!?

ANGELICA - Qualcosa che non ti garba!

SANTINA - (Si dà nelle spalle come a dire che a lei non importa nulla) Lui che ci fà.

ANGELO - (Che cercava di rendersi invisibile) Sono ospite...

ANGELICA - (Lo vede solo ora) Sono la nipote di Don Giocondo. Lei è...

ANGELO - Un ospite.

SANTINA - (Sgarbata) Basta non mi stia tra i piedi!

ANGELICA - Santina!

SANTINA - Mi da sui nervi!

ANGELICA - Ma se neanche...

SANTINA - Io, certa gente, la sento a pelle, ecco. E lui...

ANGELO - (A denti stretti) Stia tranquilla che io a lei...

SANTINA - (Sul muso) Bravo. Fuori!

ANGELO - (Preso alla sprovvista, tentenna pensando alla borsa dei soldi e inventa.) Devo aspettarlo qui... Don Giocondo. Ha detto che...

ANGELICA - E' in ufficio.

SANTINA- Lo raggiunga là.

ANGELO - Ma...

SANTINA - O vuole che l'accompagni io!

ANGELO - (Prende l'ultima pillola del barattolo. Poi...) Le ho finite. Prima devo andare in camera a prendere... (Va verso la porta sinistra) In ufficio ha detto, vero?

ANGELICA - Si

ANGELO - Prima le pillole, poi... (Tentenna, non vorrebbe uscire, ma davanti alla mancanza di appigli per restare è costretto ad andarsene imprecando fra sè e sè)

ANGELICA - Questa stanza va sistemata. Arriva un ingegnere con gli operai. Prima fai finire loro, poi tu pensi a pulire tutto.

SANTINA - Dove metto il materiale.

ANGELICA - Che materiale?

SANTINA - Che faccio, le pulizie con lo sputo! Spugne, stracci, il secchio, i saponi, il vestito buono...

ANGELICA - Vieni già vestita così!

SANTINA - E' questo il vestito buono.

ANGELICA - Ah già! Dove. Vediamo. C'è lo stanzino (Lo apre) Va bene?

SANTINA - (Guarda) Che buio. Dove finisce? In cantina?

ANGELICA - No, non credo. Cioè prima si, ora no. E' stato murato da dietro. Finisce qui. Fa da stanzino.

SANTINA - Polvere... ragnatele... calcinacci... No, qui non và. Allora dove lo metto il materiale.

ANGELICA - Nello studio di zio...

SANTINA - No. Li c'è l'altro materiale e non voglio che si confonda, o che qualcuno vada a frugarci...

ANGELICA - Ma se sono stracci...

SANTINA - Miei! Stracci, ma miei. E non voglio che nessuno ci metta il naso. Allora dove li metto?

ANGELICA - E mettili nel baule! Ti basta? (Uscendo incontra, fuori scena, la Donna che entra seguita da un operaio. Da fuori giunge il dialogo. Santina intanto apre il baule, vede la borsa, la prende e la metter- nello stanzino) E lei chi è!

DONNA - Dina Mostar. Ingegner Dina Mostar!

ANGELICA -Cerca mio zio?

DONNA - E chi è suo zio?

ANGELICA - Il Parroco, Don Gioc...

DONNA - (Entrando, sicura di sè, arrivista, mai un dubbio che la faccia tentennare. E' seguita da una segretaria che stenografa tutto e da un operaio) Ma certo che ho bisogno di suo zio! (All'operaio) Controlla dove fare l'attacco. (Mentre si svolgerà il seguente dialogo, l'operaio, vistosamente succube dell'ingegnere, visionerà la stanza, prenderà il telefono, cercherà un posto dove allacciare la linea, andrà ogni tanto fuori scena, anche nello stanzino)

ANGELICA- Vado a chiamarlo...

DINA - No. Non adesso. (Dettando alla segretaria) Ingresso con volta. Una porta entrando a destra. Una porta a sinistra... cos'è quella?

ANGELICA - Sgabuzzino (Si nota antipatia nella sua voce) E' per la cantina... anzi, era per la cantina. Adesso si passa da là. (Indica a sinistra)

DINA - Una porta a sinistra per la cantina.

ANGELICA -Era! Non ci si arriva più adesso...

DINA - (Decisa) Per la cantina... E' qui sotto?

ANGELICA - Cosa?

BABY- La cantina! E cos'altro sennò?

ANGELICA - Si. Qui sotto. Murata. Chiusa. Da anni!

BABY - (Annota) Riaprire cantina. (All'ingegnere) Esatto?

DINA - Esatto. Il baule? Può servire. Requisirlo!

SANTINA - (Grintosa) Il baule serve a me. Ci si provi a toccarlo!

BABY - Siamo autorizzate a qualsiasi cosa. (Appone un bollo adesivo al baule)

SANTINA - Da chi?

BABY - Dal presidente!

SANTINA - Anch'io sono autorizzata a qualsiasi cosa!

BABY - (Sfottente) Lei?E da chi?

SANTINA - (Esibisce il pugno chiuso) Da questo. (La segretaria, dissimulando contrarietà toglie il bollo dal baule e si rifugia dietro l'ingegnere) Non tocchi il baule. (Esce)

ANGELICA - Vado a chiamare lo zio. (Esce)

DINA- Baby! Se commetti altre imprudenze ti rispedisco dove ti ho trovata.

BABY - No! Ti prego, no! Mi controllerò, te lo prometto!

DINA - E allora cerca di non attaccare lite con nessuno! Non dobbiamo attirare l'attenzione. Nessuno deve sapere che curiamo gli interessi... sssttt! Anche i muri hanno orecchie.

BABY - Stai tranquilla, nessuno saprà che curiamo gli interessi di... Pezzodanovanta!

DINA - SSSTTTT! No... quello era il mese scorso. Ora lavoriamo per la... (Le sussurra un nome all'orecchio)

BABY - Ah! La Mattonecotto Company! Non c'è da fidarsi di loro. Sono un branco di delinquenti, riciclano denaro, fanno strozzinaggio, immettono rifiuti tossici...

DINA - Eh quante storie!

BABY- Ma lavoravamo per Pezzodanovanta proprio contro di loro!

DINA - Prima! Ora loro hanno alzato il prezzo, lavoriamo per loro. Zitta. Che non ti scappi una parola, sopratutto con il sindaco...

BABY - Non lo sa?

DINA - Se lo sapesse non saremmo qui. Una parola di troppo e ti rimando...

BABY - (Terrorizzata) No, no ti prego! Non lo dire neppure per scherzo! Qualsiasi cosa, anche... anche... ma di nuovo nei Vigili Urbani no! Non reggerei!

DINA - Basta. Guarda che non arrivi nessuno. (Solleva il telefono, che naturalmente non funziona) Ma questi funzionano solo quando spediscono le bollette? (Prende dalla borsa un cellulare) Mi passi il sindaco. Come chi sono? Sono Dina Mostar. E certo che non mi trova sotto la "D"... mi guardi sotto la "emme "... si mmmm come Mostar... Cosa? Ma io dico sempre prima il nome e poi... Va bene, va bene! (Recalcitrante dice quasi inudibile) Mostar... (Tossicchia e prosegue) Dina... Eh? Non ha capito? (Alza di poco il volume) Mostar... Dina! Come? (A Baby) Ricordami di farla licenziare questa cretina! (Al telefono) Ok, ok, come vuole: MostarDina (Lo dirà velocemente come una parola unica) Trovato? Ecco, allora mi passi il sindaco.

BABY - (Ilare) Mostardina? Non ci avevo fatto...

DINA - Ripetilo una volta, una sola volta e ti ritrovi... Pronto, signor sindaco. Come stà? E la famiglia? Bene, porga i miei omaggi... si certo, subito. Dunque: ho visto il locale. Va benissimo per le attività di partito... Eh? Si, certo, non si alteri. Era quello che volevo dire io: per le attività di aggregazione sociale. Ho fatto una botta di conti, così ad occhio ci vorranno... circa... (Sollecita Baby a dirle la cifra) Circa...

BABY - (Sottovoce ) Centomilioni!

DINA - Ecco quà, trovato. UN MILIARDO. Tondo tondo. Si... si lo sà, è un pò caro, ma ha pensato a quanti voti... a non lo chieda a me dove trovarli i soldi... certo se non ci sono nelle casse... eh no! Credo proprio che anche il prete... non gli ho ancora parlato, ma... Oddio, una soluzione ci sarebbe. Ecco, ho avuto a che fare, da avversario naturalmente, con la Mattonecotto Company... ma no, ma no signor sindaco! Sono dicerie. E' gente a modo. Onesti lavoratori. Potrebbero fare loro il lavoro... e non ci sarebbe bisogno di pagare nulla, o quasi nulla, subito! Tutto dilazionato. Mi sono già informata. Sono cifre modeste: cento milioni all'anno per... eh no, signor sindaco, con gli interessi è un pò più lungo. Trenta. E poi, diciamoci la verità, il rischio sarebbe tutto del... Bene, bene! Finisco il sopralluogo, poi vengo da lei! Arrivederla! Ecco fatto.

BABY - Un miliardo, e chi glielo dice al prete.

DINA - Io. Io glielo dico. (Entra Angelica)

ANGELICA - Zio vi stà aspettando in ufficio.

SANTINA - (Entrando con una borsa identica a quella di Angelo, ma dentro la quale vi sono stracci e detersivi) Don Giocondo ha detto che...

DINA - Lo sappiamo già. Ci stà aspettando. Vieni Baby. (Dina, Baby ed Angelica escono)

SANTINA - Mi danno sui nervi. (Brontolando fra sè ma a voce alta, aprirà la borsa passando in rassegna se c'è tutto, per poi richiuderla) E dire che sono una persona che accetto tutto, mi va bene tutto e mi vanno bene tutti... ma quelle due mi danno sui nervi. Non che Angelica sia meglio. Pulisci quà... spazza là.... spolvera per bene sai? Ho trovato un pò di polvere dietro l'armadio...! Solo perchè è la nipote del prete! Che poi, buono quello! Proprio buono! Una vita che gli chiedo l'aumento! E' giusto, Santina, è giusto, vedrai che prima o poi... (Ripone la borsa dentro il baule) Toccalo nei soldi quello li e senti come urla... (In effetti da fuori scena si sente un urlo straziante di Don Giocondo).

D.GIOCONDO - Un Miliardo! Un miliardo! Vigliacche! Volete la mia fine. Mi volete morto. Un miliardo... (La voce si avvicina sempre di più finchè giungono in scena D. Giocondo, Dina e Baby)

DINA - Abbiamo esaminate tutte le varianti possibili...

D.GIOCONDO - E allora?

BABY - Tutte dal miliardo e mezzo in sù. Vuol vedere i conti?

D.GIOCONDO - No. Non mi fate vedere nulla...

DINA - Se lei non si fida...

D.GIOCONDO - Ecco, si potrebbe anche dirlo...

DINA - (Continuando) Vuol dire che non si fida neppure del Vescovo, dato che è lui che ha convalidato l'incarico.

BABY - Sarà bene notificarglielo subito.

DINA - Certo, subito. Andrà su tutte le furie, ma pazienza. C'è (E' allusiva) chi ha più di noi da rimetterci!

D.GIOCONDO - Aspettate, aspettate. Quanta fretta. Ho detto che si "potrebbe" dirlo, non ho detto che si "può" dire! Si potrebbe, potrebbe!

DINA -Allora? Che si fà?

BABY - Procediamo?

D.GIOCONDO - Datemi il tempo...

DINA- Non c'è tempo. Deve decidere.

BABY- Subito.

D.GIOCONDO - Ma...

DINA- Ai soldi pensiamo noi. Lei deve solo firmare gli impegni.

BABY- Una firmetta e basta.

D.GIOCONDO - (Ricordando) Prima, bisogna saperlo prima... aveva ragione.

DINA-Come dice?

D.GIOCONDO - Fatemi fare almeno due conti. Un'ora. Datemi un'ora di tempo.

DINA - Un'ora. Non di più.

BABY - Dove possiamo aspettare?

D.GIOCONDO - Santina, accompagnale nello studiolo.

SANTINA - Donna delle pulizie. Io, donna delle pulizie. Non guida turistica. Che vadano da sole. (Esce)

BABY - Troviamo da noi, Don Giocondo, troviamo da noi (Escono)

D.GIOCONDO -(Grida dietro le due donne) Non potete sbagliare. C'è la porta a vetri gialla. E' quella in fondo a destra!

SANTINA - (Da fuori) In fondo a destra c'è il gabinetto!

D.GIOCONDO - E allora sarà a sinistra! (Fra sè e sè) quante storie. (E' molto preoccupato. Prende una sedia e vi si accascia sopra.) Cosa sono andato a promettere! Dal pulpito! Sono due mesi che lo prometto dal pulpito... Vi prometto che per l'Anno Santo avrete... per il prossimo Anno Santo non ci sarà più neppure la chiesa. I creditori l'avranno già trasformata in un supermarket. (Suona il telefono. Sempre sovrapensiero D. Giocondo và a rispondere) Pronto... pronto...

VOCE - Don Giocondo...

D.GIOCONDO - Sono io.

VOCE - Lo sò.

D.GIOCONDO- Chi parla?

VOCE - Non ricordi più la mia voce?

D.GIOCONDO - Guardate che non tira aria! Ho un diavolo per capello... (Tuono che scuote la stanza)

VOCE - Sei peggiorato.

D.GIOCONDO - Scusami, cioè... mi scusi... volevo dire scusate. (Rimette a posto il telefono. Parlerà guardando l'interlocutore a mezz'aria) Ma ho dei problemi che Voi neanche Vi immaginate.

VOCE - Eh già. Ho altro a cui pensare io, vero?

D.GIOCONDO - Non che ve ne faccia una colpa. No, ma Voi avete pensieri più... più... come dire?

VOCE - Vasti? (D. Giocondo si accorge di aver peccato di vittimismo)

D.GIOCONDO - Perdonatemi. La mia è robetta in confronto. Ma è al mio livello. Per Voi certe cose sono nulla. Ma per me... E poi non lo faccio per me.

VOCE - Per gli altri, vero?

D.GIOCONDO - (Annuisce)

VOCE - Non è così grosso il problema.

D.GIOCONDO - Un miliardo!

VOCE-Cento milioni.

D.GIOCONDO - (Precisando) Un Miliardo!

VOCE- Don Giocondo! Ti fidi o no?

D.GIOCONDO - Si, certo. Io mi fido, ma se loro vogliono...

VOCE - Insomma, Don Giocondo. Il futuro lo conosco io oppure lo conosci tu?

D.GIOCONDO - E và bene, mi fido.

VOCE - Nello sgabuzzino.

D.GIOCONDO - (Fraintendendo entra nello sgabuzzino e si chiude.)

VOCE - Don Giocondo! (D.Giocondo fà capolino) Esci da li.

D.GIOCONDO - Ma siete Voi che...

VOCE - Guarda nello sgabuzzino, Don Giocondo , guardaci. (Esegue) Cosa vedi?

D.GIOCONDO - Una borsa (La prende)

VOCE - Guardaci dentro. (Esegue. Reazione di stupore.) Non contare. Fidati. E' un miliardo.

D.GIOCONDO - Ma non avete detto che bastano...

VOCE - Appunto. Prendi cento milioni. Il resto lo darai ai poveri. (La voce si trasforma in un vento che poco dopo cessa sfumato in lontananza.)

D.GIOCONDO - Ai poveri? Ce ne sono almeno un milione in giro da queste parti. Prima, Signore mi senti? Prima li avevi smistati un pò per uno a tutti i popoli del mondo, ma adesso... si, insomma, non sò se è stato proprio voluto dal cielo, ma adesso sono tutti qui da noi. A tutti i semafori, in tutte le trattorie... insomma, mi senti? Se ne è andato. Un miliardo non basta nemmeno a pagare il caffè a tutti quanti. (Entra Giacinto)

GIACINTO - Don Giocondo, io non la reggo più...

D.GIOCONDO - Ma come ti permetti! Guarda che o prima o poi io ti caccio...

GIACINTO - Mi lasci finire, Don Giocondo, mi lasci finire. Non reggo più la Celeste Aida!

D.GIOCONDO - C'è la Celeste Aida?

GIACINTO - E' arrivata appena lei è venuto qui. Mi ha attaccato un bottone che...

D.GIOCONDO - E' un segno del cielo. Grazie!

GIACINTO - Prego.

D.GIOCONDO - Non dicevo a te.

GIACINTO - Ah no? (Si guarda intorno) A chi?

D.GIOCONDO-Eh se sapessi, Giacinto, se sapessi... non te lo posso dire. Porta qui Celeste Aida. (In quel momento appare Celeste Aida. Miserabilmente agghindata di stracci. Sporca in faccia. Spettinata. Calze di lana rotte,scarpe aperte sul davanti. Guanti di lana rotti da cui compaiono le dita come se fossero mezzi-guanti. Gobba. Non per difetto fisico ma per atteggiamento remissivo e sottomesso a tutti. Parla quasi sottovoce) Ah, sei qui. Vieni avanti. Giacinto falle compagnia intanto che io...

GIACINTO - Ancora? Non sò più come tenerla. Don Giocondo io non sò più...

D.GIOCONDO - Due minuti... uno! Il tempo di arrivare nel mio studio e togliere... (Sta per dire "centomilioni dalla borsa") Torno. Torno subito. (Esce)

CELESTE AIDA - Dove v- Don Giocondo ?

GIACINTO - Torna subito .

CELESTE - Torna subito ?

GIACINTO - Te l'ho appena detto .

CELESTE - Si , me l'hai detto .

GIACINTO - Oh ! meno male che hai capito .

CELESTE - Dove ¦ andato ?

GIACINTO - Nello studio .

CELESTE - E' andato nello studio ?

GIACINTO - E' andato nello studio .

CELESTE - E torna subito ?

GIACINTO - Per me ¦ gi- in ritardo .

CELESTE - Allora lo vai a chiamare ?

D.GIOCONDO - (Entrando con la borsa ) - Eccomi , eccomi  cara Celeste !

CELESTE - Aida . Celeste Aida .

D.GIOCONDO - A cosa devo la tua visita ?

CELESTE - Mi avevi detto di tornare .

D.GIOCONDO - Io ? Di tornare ? E quando ?

CELESTE - Le pulizie .

GIACINTO - Si , ¦ vero ! Don Giocondo , si ricorda ? Celeste voleva ..

CELESTE - Aida , Celeste Aida .

GIACINTO - Si ! Celeste Aida le aveva chiesto di fare lei le pulizie della canonica .

D.GIOCONDO - Ma c'¦ Santina !

GIACINTO - Appunto . Lei ha preso tempo e le ha detto .... ci penser_ ... torna pi+ avanti .... fra un p_ di tempo ...

CELESTE - No .  ( precisando ) " torna pi+ avanti - io dico :quando ? - tu dici : pi+ avanti - io dico : avanti quanto ? - tu hai detto fra dieci giorni . " E' oggi .

D.GIOCONDO - Ma cara Celeste ..... si,si va bene . Celeste Aida . C'¦ Santina che f- le pulizie . Non posso mandarla via .

CELESTE - Le faccio con lei . Far_ la sua .... come si dice quando uno comanda e l'altro no ?

GIACINTO - Democrazia !

D.GIOCONDO - Giacinto ! Le tue spiritosaggini riservale per l'osteria . ( a Celeste ) . Vuoi fare l'operaia sotto Santina ?

CELESTE - Ecco , si! L'operaia . Lei mi dice e io faccio . Tanto non mi pu_ mica frustare .

D.GIOCONDO - Ho di meglio per te.

CELESTE - Davvero ?

D.GIOCONDO - Si . Molto meglio . ( citandosi ) Meglio uno solo sistemato a dovere che un milione di caff¦!

GIACINTO - Don Giocondo si sente bene ?

D.GIOCONDO - S_ io ! S_ io cosa dico . E cosa faccio . Ecco Celeste ...

CELESTE - Aida

D.GIOCONDO - ( spazientito ) io quasi quasi non le d_ niente . Va b¦ ... Celeste Aida , eccoti un p_ di denaro .

CELESTE - Un p_ ?

D.GIOCONDO - Un "bel" p_!

CELESTE - Quanto " un bel p_ " ?

D.GIOCONDO - Senti , Celeste Aida , lo vuoi o me lo riprendo ?

GIACINTO - Don Giocondo , adesso sono curioso anch'io . Quanto " bel p_ " ?

D.GIOCONDO - ( attimo di suspence ) Un miliardo !

GIACINTO - Un Miliardo !?!

CELESTE - Un miliardo !?!

D. GIOCONDO - Cio¦ , non proprio un miliardo .

GIACINTO - Ah , mi pareva ! Un miliardo !

D.GIOCONDO - Novecento milioni ! Sono novecento milioni  !

CELESTE - ( comincia a cambiare atteggiamento . Finir- per essere una fanatica prevaricatrice ) Dove sono finiti gli altri cento milioni ?

D.GIOCONDO - Quelli servono per i lavori ...

CELESTE - I miei cento milioni ? Servono per dei lavori i " mei " cento milioni ?

D.GIOCONDO - Non sono tuoi .

CELESTE - Tu hai detto " ecco un miliardo "

D.GIOCONDO - Si, ma ...

CELESTE - Tu hai detto " ecco un miliardo " . Da quel momento il miliardo ¦ mio! Giusto ?

GIACINTO - Giusto !

D.GIOCONDO - Giacinto !

GIACINTO - E v- b+ , mi scusi , ma se vogliamo essere giusti .....

CELESTE - Appunto . E qui ci sono solo novecento milioni ! Dico : sono spariti in un " fiat " cento milioni ! Ma per chi mi avete preso ! Per Rockfeller che posso permettermi .... o pensate che io possa raccontare al mio consiglio d'amministrazione ....

D.GIOCONDO - Ma che consiglio d'amministrazione ! Celeste , guardiamoci in faccia . Tu non hai neppure un paio di scarpe di ricambio .

CELESTE - Ora . Ora non ce le ho ! Ma domani , con questi soldi , con quei miserabili novecento milioni che ho salvato dalle vostre grinfie ..... domani ! Gi- lo vedo : Impresa di Pulizie "Radames" ! 

GIACINTO - Radames ? Celeste Aida , pensavo .

CELESTE - Ma niente affatto .Dar_ un nome fittizio . Io non comparir_ ufficialmente . Avr_ solo l'intero pacchetto azionario . Nessuno dovr- poter risalire a me , n+ fisco , n+ sindacati n+ opere pie in cerca di sovvenzioni , nessuno mi potr- vedere in faccia .  Controller_ tutto da lontano , dal mio ufficio! Un ufficio tutto vetri ... all'ultimo piano di un grattacielo . Controller_ tutto con telecamere , con microfoni . Metter_ microfoni anche dentro i materassi dei miei dipendenti per sapere se di notte , nel buio , pensandosi al sicuro ,piano piano , sussurrando ,  parlino male di me . E se li scopro li licenzio ! Li butto per la strada ! A morire di stenti , loro e le loro famiglie ! Si ! Tutti all'elemosina quei maledetti ingrati  che  osanno parlare male di me ! Anzi ! ordiner_ a tutti i miei dipendenti di benedirmi, ogni sera prima di spengere la luce . E io avr_ il microfono nel loro letto ! Eccolo l_ , fra i due cuscini ! che mi trasmette ogni parola , ogni sospiro , ogni lamentela, e loro non lo sanno ! E se qualcuno non mi benedice .... il giorno dopo , sotto il piatto della mensa , come una letterina a Pap- Natale , trover- il licenziamento ......e fuori !In mezzo alla  strada ( esaltata esce come una folle , la sua voce si spenge in lontananza )   in mezzo a una strada ! Ma prima li fruster_ , loro e i loro figli , e i figli dei figli , e i figli dei figli dei figli , e...........(Le urla si trasformano in una risata satanica . D. Giocondo e Giacinto sono annichiliti )

GIACINTO - Ma che f- , Don Giocondo . Un Miliardo !Non si rende conto che per chi non ¦ abituato ....

D.GIOCONDO - Non arrivava al miliardo ! Novecento milioni !

GIACINTO - Celeste Aida sarebbe impazzita anche per novecentomila lire , Don Giocondo ! I poveri devono restare poveri .Sono necessari i poveri ! E che diamine , cosa vogliamo fare : chiudere gli uffici di disoccupazione ? chiudere le associazioni di beneficenza ? chiudere la FAO ? chiudere la speranza ad un ricco di diventare povero per entrare in Paradiso ? Don Giocondo , se lo ricorda il Vangelo ? "E' pi+ facile che un cammello .. eccetera eccetera  " Vogliamo anche chiudere il Paradiso ?

D.GIOCONDO - Basta! Basta Giacinto ! Cerchiamo qualcuno che ci aiuti a rimediare  ..... Signore ,ho sbagliato  . Dammi una mano a rimediare  ..... ( stridio violento di freni che giunge dalla strada , poi il rumore di un incidente )

GIACINTO -Non sar- mica ....

D.GIOCONDO - Celeste Aida ? Ma via ! Perch+ dovrebbe essere ....

ANGELICA - ( entra di corsa ) Zio ! Giacinto ! Presto correte ! Celeste Aida ...... ( esce , seguita da Giacinto )

D.GIOCONDO- ( rimasto solo , alza gli occhi al cielo ) Avevo chiesto di darmi una mano , ma cos_ mi pare ...

VOCE - Don Giocondo ! Come osi pensare che ..!Non sono stato io !

D.GIOCONDO - E chi allora ? Io ho detto: Signore , dammi una mano ...

VOCE - Non sono stato io ti dico .

D.GIOCONDO - Ma se " non si muove foglia .....ecc...."

VOCE - Questa come tante cose le avete dette voi , non io !

D.GIOCONDO - E allora , Celeste Aida ?  ( esce )

VOCE - Non sono stato io ! ( fra s+ e s+ , con un sospiro )  Quanta pazienza !

                          si chiude il  sipario del 1' atto

                                      ATTO SECONDO

La scena ¦ la stessa identica. E' passato pochissimo tempo . Su tre sedie sono seduti D.Giocondo , Angelica e Giacinto . D.Giocondo ha in braccio la borsa che aveva data a Celeste Aida .

GIACINTO - D'accordo , ¦ una coincidenza . Dobbiamo pensarla cos_. Voglio pensarla cos_.

ANGELICA - Povera Celeste Aida !

GIACINTO - Ci mancher-.

ANGELICA - Investita in pieno !

D.GIOCONDO - E proprio da ... da .....

ANGELICA - ( caustica ) La Mostardina ¦ ancora sotto schok .

GIACINTO - Anche questo ! Sar- una coincidenza anche questa , ma io ....

D.GIOCONDO - Stavano tornando di tutta fretta dal colloquio con il sindaco , e non hanno potuto far niente . ....

ANGELICA - Celeste Aida si ¦ proprio buttata in mezzo alla strada ,come una folle !

GIACINTO - Dicono che per correre meglio si tenesse su la sottana con due mani , e la borsa la intralciava contro le gambe  e ...

ANGELICA - ( buttando le braccia aperte in avanti mimando un tuffo ) Spatasgnachete !! .... in mezzo alla strada.

GIACINTO- Ed ¦ arrivata la macchina ! Insomma anche lei !

D.GIOCONDO - Ora l'importante ¦ un'altra cosa : che ne facciamo di questa borsa .

GIACINTO - La borsa non mi preoccupa . E' quello che c'¦ dentro che ....

D.GIOCONDO - A quello alludevo io ! Che ne facciamo .

ANGELICA - Sono cose che non mi interessano . Io me ne vado . E non ditemi nulla di quello che avete pensato di fare . ( esce)

GIACINTO - Dal punto di vista legale ( nella sua ignoranza abissale , si f- gran pompa di usare la parola "colta") , io direi che ¦ propriet- della Impresa di Pulizie Radames !

D.GIOCONDO - Ma non diciamo  ... ( si controlla ) L'impresa di pulizie Radames non esiste .

GIACINTO - Eh, ma Celeste Aida aveva gi- pensato ....

D.GIOCONDO - Giacinto ! Se solo a pensarla una cosa  si trasformasse in realt- , allora io ( gli scappa un lapsus freudiano ) sarei gi- Papa da un pezzo .

GIACINTO - Don Giocondo ! Ma se ha sempre detto ......

D.GIOCONDO - Oggi mi prendete tutti ( e guarda il cielo ) ma proprio tutti ! mi prendete un p_ troppo sul serio . Datevi una calmata , eh?

GIACINTO - Don Giocondo ! Basta che non insistiamo sul fatto di dare a un povero ...

D.GIOCONDO - E che faccio ? Metto un annuncio sul giornale ? " Cercasi povero cui regalare un miliardo ..."...

GIACINTO - Quasi un miliardo !

D.GIOCONDO -  ( come se niente fosse ) ..."  indispensabile esperienza precedente da miliardario . Astenersi perditempo o morti di fame dalla nascita ." Eh, che dici ? Faccio cos_?

GIACINTO - Don Giocondo , non capisco se lei vuole veramente che le risponda , o se devo chiudermi in un dignitoso silenzio .

D.GIOCONDO - Scusami , Giacinto , scusami scusami scusami ! ( sincero) E' che veramente io non s_ che fare . Il mio impegno verso .... ¦ di dare ai poveri . Ma a quali poveri ? A quanti poveri ? Ma sopratutto : quali sono i poveri che devo lasciare poveri . E devo decidere io chi deve restare povero e chi no ? (esausto ) Giacinto , io non me la sento di decidere ! E non s_ che fare . No , io non me la sento .

GIACINTO -  ( calmo ,sicuro di se stesso ) Io ho un'idea .

D.GIOCONDO - Tu ?

GIACINTO - Io . Perch+ , io non ho mai avuto idee ?

D.GIOCONDO - Eh ! Anche troppe . E' questo che mi spaventa .

GIACINTO - Beh ! Visto che la prende cos_ , io me ne vado ( si alza e f- per andarsene)

D.GIOCONDO - ( paziente ) Giacinto . Oggi non ¦ giorno di capricci . Siedi e dimmi la tua idea .

GIACINTO - ( si siede , guarda intorno con circospezione , poi come se stesse facendo una rivelazione incredibile .....) La mia idea ¦ questa . Attento Don Giocondo , mi segua attentamente . Mi segue ?

D.GIOCONDO - Per ora si . Continua .

GIACINTO - Non facciamo nulla . ( pausa durante la quale guarda felice quale reazione vi sia )

D.GIOCONDO - Tutto qui.

GIACINTO - Tutto qui.

D.GIOCONDO - ( alzandosi) Me l'aspettavo.

GIACINTO - ( si alza , lo ferma ed insiste ) Un momento , un momento . Non ha capito ? Noi non facciamo nulla . Aspettiamo . Ci verr- un segno dal cielo ! Capito ? Ce lo far- capire il cielo ..... un cenno ... un segno .... insomma  " non  si muove foglia che ..." giusto ?

D.GIOCONDO - Eh ! Come no ! V- , v- Giacinto . Vai avanti  . (Giacinto esce . D.Giocondo volge gli occhi al cielo ed ha un colloquio muto la cui mimica dice al Signore : " E adesso ? Visto , Giacinto che consigli mi d- ! Che fare ? Che faccio di questa borsa ? Mah!"  Uscendo ...) Per ora , non far_ nulla . Aspetter_ . ( nell'uscire incrocia Angelo . D. Giocondo nasconde la borsa dietro le spalle ed esce di corsa )

ANGELO - ( appena uscito D. Giocondo , chiama in quinta da dove ¦ venuto ) Coscialunga ! Via libera . Presto , prima che torni qulcuno.

COSCIALUNGA- Rapido , rapido .... dammi la borsa , svelto !

ANGELO - E' qu_ , vieni , ¦ qu_  ( va al baule e mentre parla aprir- il baule ,ne estrarr- la borsa e la dar- a Coscialunga ) .Ecco , ma non capisco perch+ non posso venire via anch'io .Eh, perch+ ?

COSCIALUNGA - Non ci arrivi, vero ? Sei una mezza tacca senza cervello .

ANGELO - ( piagnucoloso ) Io soffro di cuore . Fammi venire via . Dillo tu al capo . Non posso restare ...

COSCIALUNGA - Il capo ha detto che  se vieni via potresti destare dei sospetti . Resta qu_ fino a che le acque si chetano .

ANGELO - Ma io ... e allora tu con la borsa non rischi ?

COSCIALUNGA - La polizia ha il tuo di  identikit , non il mio .Stai qu_  e non fare idiozie ! ( apre la borsa e ne vengono fuori stracci , spugne e detersivi ) Idiota ! Idiota ! ( butta la borsa in terra ) Se credi di fregarti un miliardo cos_ ti sbagli.                                            (fuori di corsa )

ANGELO - ( sbalordito guarda la borsa ed il contenuto che si ¦ sparso . Prende una manciata di pillole ) Che succede ...che succede  ... io l'ho messo qu_ dentro il malloppo ... era qu_ ... oddio, oddio che succede ... (  infila la testa ed il busto fino alla cintola dentro il baule ) dove sono ...dove sono ....

SANTINA - ( Entra , vede il baule aperto ,si avvicina di lato . La borsa in terra sar- dall'altro lato , cos_ che Santina non la vedr- , ma vedr- un personaggio frugare dentro il " suo "baule . Senza preavviso , avvicinatasi in silenzio , esploder- con un urlo ) Tu ! Chi sei tu ! Via ! Lascia stare il mio baule . Via !( al primo urlo Angelo scalcia , preso all'improvviso , poi si affloscia met- fuori e met- ancora dentro . Morto ) V- bene , v- bene , ti d_ una occasione : io vado via , faccio finta di non aver visto . Chiudi il mio baule e via ! Ti nascondi , eh? V- bene , non voglio neppure sapere chi sei . Quando torno devi essere sparito.

( esce dal fondo )

SIMEONE - ( entra da destra ) Se devo essere sincero , non ho neppure capito bene "cosa" devo fare quaggi+ .

ARCANGELO - Esattamente quello che hai fatto l'ultima volta .

SIMEONE - Lo struzzo ? Fare lo struzzo in dispensa ?

ARCANGELO - Beh, adesso basta Simeone . Piantala con le recriminazioni . Un errore . E' stato un errore . Ora sei a posto , stai tranquillo .

SIMEONE - Ma l'ultima volta , non quella l_ dell' "errore" , quella non conta , lo sai . La missione fu annullata . No , dico l'altra volta . Beh , insomma ! Non era poi tanto difficile intrattenersi con la gente e parlare del pi+ e del meno .Erano persone calme , tranquille ! Riuscivi anche a stare un p_ con loro , studiarli , sentire le loro idee ...

ARCANGELO - Lo devi fare anche questa volta .

SIMEONE - Ma questa volta ¦ diverso ! Sono matti , sono veramente tutti matti ! Non li trovi mai nel posto dove li hai lasciati . Sono sempre in movimento . Corri di qu- , corri di l- ... non s_ neppure come facciano a trovare il tempo di riprodursi , agitati come sono ! L'altra volta non ¦ stato difficile compilare una buona relazione con un  programma di sviluppo .

ARCANGELO - Comunque anche questa volta  devi fare una relazione e precisare se  ritieni  necessario un intervento , chiamiamolo " sovrannaturale " per rimettere nella direzione giusto lo sviluppo della civilt-.Come fece Adamantino .

SIMEONE - Chi ? Adamantino ? E dagli !  Io continuo a sostenere che ¦ stato un caso di " interesse privato in atti d'ufficio " .

ARCANGELO - Lo invidi perch+ ebbe un'idea geniale .

SIMEONE - Geniale ? La chiami geniale ? Cosa c'¦ di geniale nel suggerire di allagare tutta la terra per estirpare quelli che lui diceva "malvagi " . Bella genialit- .

ARCANGELO - Sugger_ la soluzione " tabula rasa e ricominciamo " . Fu geniale.

SIMEONE - Fece fuori pi+ gente onesta che " malvagi ".

ARCANGELO - Fu uno scoop ! Se ne parla ancora oggi !

SIMEONE -  Lo dissi fin d'allora . Guardate che gli¦ stata suggerita da No¦ , un suo parente alla lontana . Infatti , dopo , No¦ compro con quattro soldi tutte le terre: " tanto sono allagate! Cosa ve ne fate. Datele a me ! " Non disse , il furbo , che sapeva gi- che le terre sarebbero riemerse . E si fece una fortuna , dopo , a rivenderele a contadini , costruttori di citt- , pastori e cos_ via . Di Pietro ci sarebbe andato a nozze !

ARCANGELO - Che c'entra Pietro ?

SIMEONE - Non ho detto Pietro , ho detto ...... lascia perdere .

ARCANGELO - Storie ! No¦ rischi_ in buona fede e fu ricompensato .Tu invece proposte valide  non ne hai mai .....

SIMEONE -  Io ? Io non ho mai ? Ma come ... ma cosa dici ! Come sarebbe che non ho mai ? Ne ho fatte io di ....di ...

ARCANGELO - Quali ?

SIMEONE - Ne ho suggerite almeno ... almeno .... Beh, almeno una la sugger_ !

ARCANGELO - Bel suggerimento . " Fate sposare una achea con un mediorientale . Le due met- del mondo saranno cos_ unite e sar- pace e sviluppo civile ! " Bella soluzione .

SIMEONE - L'idea era buona . Foste voi che ...

ARCANGELO - Fosti tu a indicare nell'achea la moglie di un re greco , come si chiamava ?

SIMEONE - Non ricordo.

ARCANGELO - Elena . Ecco, si : Elena .Ma dico , proprio Elena , con il marito geloso che si ritrova ! Ed il suo LUI , secondo te , doveva essere un romantico figlio di Troia  ( pausa di entrambi per soppesare se l'assonanza delle ultime parole non riecheggi qualcosa di non adatto alla loro posizione di figli del cielo )

SIMEONE -  Era un bravissimo ragazzo .

ARCANGELO - Certo . Il meglio . Il figlio prediletto di Priamo . E cosa ne venne? Ulisse ancora ce lo rinfaccia tutte le volte che viene a colazione .Dieci anni di guerra e lui a spasso per vent'anni.

SIMEONE - Non ¦ colpa mia se lui....

ARCANGELO - Questo no , ma tutti quei morti ? Eh ? Tutti i morti della guerra di Troia ? Ha detto bene Pietro : se ti ritrovo con un altro morto fra le mani finirai a pulire i cessi in Purgatorio .

SIMEONE - Aspetta , aspetta . Lui ha detto " se ti ritrovo con un altro morto per colpa tua ........ " ( si interrompe vedendo la met- corpo che esce dal baule ) Signore ! Signore cerca qualcosa ? Posso aiutar ......... ( lo tocca sulle spalle ed il cadavere  cade a terra , occhi sbarrati al cielo , la lingua penzoloni ) .... Aahh ! Un morto , un morto . Arcangelo non sono stato io ... non sono stato io ! ARCANGELO - Fammi vedere . Piantala , calmati ! ( controlla il corpo a terra ) E' morto . Simeone, ma perch+ non stai attento !

SIMEONE - Non sono stato io . Devi credermi .O almeno ....credo !

ARCANGELO - Lascia stare . Piuttosto ,come ce la caviamo ... voglio dire : che facciamo adesso ?

SIMEONE - Nascondiamolo .

ARCANGELO - Credi di nascondere qualcosa a Lui ?

SIMEONE - No, ma nascondiamolo a questi quaggi+ . Se mi trovano con un cadavere fra le mani vado sotto processo . E a meno che io non sia sicuramente colpevole , rischio di trovarmi condannato all'ergastolo .

ARCANGELO - Aiutami . Mettiamolo dietro quella porta . Poi ......beh, poi si vedr-.

SIMEONE - Chiediamo consiglio a Pietro .

ARCANGELO - Prendi la borsa . Mettila qu_ . Dentro questo stanzino . (eseguono) Certo , certo ! Pietro ! Chiediamo a lui ! ( si avviano all'uscita , ma incontrano Don Giocondo e Giacinto .Don Giocondo ha sotto braccio la borsa dei soldi  . Don Giocondo avr- presa , dall'ufficio , erroneamente la borsa dei novecento milioni al posto di quella dei cento milioni)

GIACINTO - Ingegnere ! Proprio lei ! ( Quasi con complicit- ) Mi dica : conosce l'Ingegner Dina Mostar ?

SIMEONE - ( frastornato balbetta una negazione )

GIACINTO - Anche lei dice di essere ingegnere mandata a riparare ..... proprio come Lei !

SIMEONE - Ah si ?

GIACINTO - Si . E ci ha gi- presentato il preventivo ! Ammazzate che botta ! Una sberla salata che ....

SIMEONE - Io veramente non ho .....

D.GIOCONDO - Ce lo far- dopo , ingegnere il preventivo ce lo far- dopo ! ( a Giacinto ) Ma sei sicuro che ¦ .... ?

GIACINTO - Eh ! Sicurissimo ! Ha gi- capito che qu_ ¦ un  .... come ha detto ? Si , insomma ¦ un casino !

D.GIOCONDO - Giacinto !

GIACINTO - Si , si . Ma ha detto che ¦ riparabile . Basta mettersi d'accordo . Don Giocondo , io l'avevo detto : prima , bisogna saperlo prima !

D.GIOCONDO - ( a Simeone ) Allora coraggio . Se c'¦ qualche cadavere nell'armadio bisogna fare aria ! Spari ! Io mi sono informato e sono gi- pronto a pagare .( batte sulla borsa ) Ma la cifra giusta ! Quindi attento a non fare richieste sbagliate , perch+ s_ tutto !

SIMEONE - ( che non ha capito assolutamente nulla , ed andando a tentoni si ritrova impelagato in un equivoco ) S- tutto ?

GIACINTO - " Sappiamo " tutto !

SIMEONE - Non ¦ colpa mia . Cio¦ , io non volevo , ma sono eventi sovrannaturali che ....

ARCANGELO - Ti stai incartando .

SIMEONE - Scusatemi . Mi st_ incartando .

D.GIOCONDO - Di che carte parla ? E di che eventi sovrannaturali ?

GIACINTO - ( prende a parte Don Giocondo ) Ma ¦ chiaro, no ? Le carte sono i fogli da centomila . Gli eventi sovrannaturali ... sono  ... come dire , sono .... non so cosa sono .

D.GIOCONDO - Bella spiegazione .(A Simeone ) Che eventi sovrannaturali ?

ARCANGELO - Hai fatto la frittata . Ora cosa gli dici ?

SIMEONE - Che dico ?

D.GIOCONDO - La verit- . Nuda e cruda.

SIMEONE - Vi dir_ la verit- . La verit- ¦ che ...

ARCANGELO - Al+ ! hai fatto la frittata !

SIMEONE - ... ho fatto la frittata !

GIACINTO - Certo ,certo . ( A Don Giocondo ) Questo ¦ peggio di un demonio . Abile ! Astuto come una volpe . Attento Don Giocondo ! Ha capito di che parla ?

D.GIOCONDO- No. E tu ?

GIACINTO - Neppure una parola . ( A Simeone ) Certo che per la frittata .... Eh si, bisogna .... ( lampo di genio ) bisogna rompere le uova .

D.GIOCONDO - E rompendo le uova nel paniere la frittata ¦ pi+ .....

GIACINTO - Anzi ¦ meno ...meno ...

D.GIOCONDO - Certamente , volevo dirlo anch'io. E' meno ..... per_ potrebbe anche essere di pi+ !

GIACINTO - Sono sacrifici che ci vogliono !

D.GIOCONDO - Eh si, non si pu_ fare una frittata ...

GIACINTO - Senza rompere le uova !

D.GIOCONDO - E quindi , anche qu_ ... per questa stanza   ...

GIACINTO - ... la frittata si pu_ fare, ma bisogna rompere le uova . Vero ?

SIMEONE - ( Allibito non segue pi+ . Si limita per prudenza ad annuire )

D.GIOCONDO - Quindi , se vogliamo avvicinarci alla verit-  ....

GIACINTO - Nuda !

D.GIOCONDO - Si , ma sopratutto " cruda " , ecco la verit- ¦ che .....

GIACINTO - Ingegnere ! La finisca con questo gioco al rialzo ! Quanto ci vuole per fare i lavori ?

D.GIOCONDO - Cento Milioni ! Ci vogliono cento milioni . Neppure una lira di pi+ . ( Attirati dall'equivoco i due non si accorgono che stanno duellando fra di loro )

GIACINTO - E la frittata ? Eh, la frittata la f- con cento milioni ? Caro mio , quelli bastano per il lavoro , ma il resto ?  ( ammiccando come se Don Giocondo fosse l'avversario cui far capire senza dire ) Il resto ? Mi capisce ?

D.GIOCONDO - Io capisco  che qu_ dentro ci sono cento milioni . E bastano per fare i lavori . Si arrangi .Ingegnere , si arrangi ! ( Gli piazza in mano la borsa ) E lo dica al suo capo che da me il sangue non lo spreme ! Capito ? E voglio che nei lavori ci sia anche la riapertura di questa scala. Voglio l'accesso alla cantina ( si avvicina allo sgabuzzino . Simeone si lanca davanti alla porta )

SIMEONE - NO ! Cio¦ , non ora , dopo , dopo vediamo . Ora non ¦ il caso .

D.GIOCONDO - Si arrangi lei . Giacinto , vai su , nella camera degli ospiti e vedi che ne ¦ del cherub....... ( si arresta per non parlare davanti ad estranei ) .... dell'ospite . Non ho pi+ saputo nulla . Non vorrei che fosse morto !

GIACINTO - Qu_ di morti ce n'¦ uno !E ci basta !

D.GIOCONDO -Povera Celeste ..

GIACINTO - Aida , Celeste Aida ! Povera  Celeste Aida ...( esce )

D.GIOCONDO - Sai Giacinto , io me lo chiedo spesso : come faccio a sopportarti ? Eh ? Lo sai tu come faccio ? ( uscendo ) Eh ? Parlo a te , sai?....... (esce ) ..

SIMEONE - (all'arcangelo ) Sanno tutto , sanno tutto ! Che si f- ?

ARCANGELO - Non sono convinto che sappiano tutto .

SIMEONE - Hai sentito ? Hai sentito  cosa diceva ? " Qu_ di morti ce n'¦ uno ...." sanno tutto !

ARCANGELO - Credo che parlassero di un altro morto . Andiamo a chiedere a Pietro .  Sbarazzati di questa roba . Mettila insieme all'altra .( Simeone nasconde la borsa nello stanzino ed escono dalla sinistra, mentre dal fondo  sbucano correndo come matti Don Giocondo , che tiene una borsa in mano , e Giacinto )

GIACINTO - Ma come ha fatto ,ma come ha fatto ? Don Giocondo , ma ¦ possibile ....

D.GIOCONDO - Non c'¦ piu ! Se ne ¦ andato .

GIACINTO - E' scappato con i soldi !

D.GIOCONDO - Macch+ scappato ! Lo avremmo incrociato . E' qui . Ti dico che ¦ ancora qui .

GIACINTO - Sar- andato in camera .

D.GIOCONDO - Lo aspetto . Di qu_ non ci muoviamo .

GIACINTO - Ma Don Giocondo ! Come ha fatto ?

D.GIOCONDO - Avevo messo i cento milioni in questa borsa qui e il resto , quello per Celeste Aida

GIACINTO - Il miliardo !

D.GIOCONDO - Novecento milioni ! Solo novecento milioni ! Li avevo messi in un 'altra borsa .

GIACINTO - E allora come ha potuto ....?

D.GIOCONDO - Ma sei cieco ? Giacinto , non vedi che le borse sono identiche? Ne avevo comprate tre uguali . Una la regalai a Santina e le altre ....

GIACINTO - Zitto , ecco Angelica !

D.GIOCONDO - Ma lei s- tutto , ormai !

GIACINTO - Anche del miliar.... dei novecento milioni dati per sbaglio all'ingegnere ?

D.GIOCONDO - No.Non ho fatto in tempo ... e poi non ¦ mica necessario sappia tutto !

GIACINTO - Eccola !

ANGELICA -( entrando svelta ) Zio , ci sono i poliziotti nel tuo ufficio . Vogliono sapere di Celeste Aida ...

D.GIOCONDO - Ma io che c'entro ?

ANGELICA - Mi hanno detto di cercarti. Ti vogliono chiedere  ..... oddio , zio ! Io non ho capito bene cosa vogliono . Ma lo vogliono subito

D.GIOCONDO - ( A Giacinto porgendogli la borsa) Tieni tu . Torno subito .

GIACINTO - Don Giocondo , non vorrebbe che venissi a darle una mano ?

D.GIOCONDO - Non ti muovere da qui , che se quello vuole andarsene , da qu_ deve passare .

GIACINTO - Io con i poliziotti ci s_ fare .In giovent+ , prima di venire da lei , sono stato fidanzato con un poliziotto .

ANGELICA - Cosa sei stato ? Giacinto ? Cosa ....

D.GIOCONDO - Non farmi perdere tempo . (esce)

ANGELICA - Un poliziotto !

GIACINTO - ( borsa in mano , ma preoccupato pi+ di Don Giocondo che del resto ) Si , un poliziotto .

ANGELICA - Fidanzato !

GIACINTO - Si , si ...( ¦ sempre sovrapensiero ) ... fidanzato!

ANGELICA - E come si chiamava : Salvatore ?

GIACINTO - Si , si , Salvatore ! Eh ? Cosa ? Ma che mi fai dire .... era un poliziotto femmina .... Assunta , si chiamava Assunta .

ANGELICA - E perch+ non l'hai sposata ?

GIACINTO - Per via dei baffi .

ANGELICA - E hai preferito i baffi a lei ?

GIACINTO - Non ero io , coi baffi .Lei. Beh , proprio baffi baffi non erano , ma ...  Senti , io sono preoccupato . Tuo zio non s- trattare con loro . Fammi andare .

ANGELICA - Ma zio ha detto ..

GIACINTO - Si , si lo s_ , ma devo andare lo stesso .Ah , senti . Se vedi passare l'ingegnere ....

ANGELICA - Quello giovane , bello ...

GIACINTO - Eh? Si , certo quello , se lo vedi passare fermalo e chiamami .

ANGELICA - Perch+ ?

GIACINTO - Cose nostre . Tu chiamami .

ANGELICA - Tu mi tieni i segreti . E io non ti chiamo e lo lascio andare .

GIACINTO - No ! No , chiamami !

ANGELICA - E tu dimmi perch+ !

GIACINTO - Perch+ ...perch+ .... e va bene . Gli devo dare questa borsa ...

ANGELICA - Dai a me . Ci penso io .

GIACINTO - No ! Chiamami . Devo dargli questa borsa , ma lui prima mi deve dare  ...... insomma , anche lui deve darmi una borsa .

ANGELICA - Ho capito , ho capito ! Non sono stupida . Dai a me . ( prende la borsa )

GIACINTO - Chiamami , capito ? ( esce )

ANGELICA - Capito , capito .  (Arriva l'operaio , con il telefono in mano alla ricerca di un posto da allaccio . Ripassa in rassegna un paio di angoli )  Senta , scusi . Mi farebbe un piacere . Ho lasciato l'agnello in forno . Vado lo spengo e torno . Se vede passare un giovane , bello , ma proprio bello s- , per_ un p_ strano  . Comunque se lo vede gli dica di aspettarmi .Vado e torno .( Esce con la borsa . L' operaio continua la sua ispezione e si avvia allo stanzino . Apre la porta . Il cadavere , che era in piedi , gli cade in braccio . L'operaio , evidentemente muto , urla silenzioso a bocca spalancata ma senza emettere suoni . Poi riesce a rimettere a posto il cadavere . Si precipita fuori , in cerca del suo capo Dina Mostar. Entra Santina che lo incrocia . )

SANTINA - Oggi ci sono pi+ matti al mondo che .... Quello l- pareva avesse visto un fantasma . Brrr.... meglio non pensarci . Io non ho paura di nulla , ma l'idea degli spiriti ..! E certo che queste antiche stanze .... chiss- quanta roba strana hanno visto ! Ma perch+ ci penso ! Santina : pensa ai tuoi stracci . Ecco  qu- ! ( e con sicurezza apre il baule . Non trova nulla . Ricorda l'uomo che ha trovato a frugare nel baule ) Cosa ?! Ma tu guarda che ..... si sono portati via il mio capitale ! Ma chi pu_ essere .....Quel tizio ! quello che era qu_ a curiosare dentro il baule ! No , lui no ! Non l'avrebbe mai fatto dopo che l'ho scoperto con le mani nel sacco . Allora chi ? Ma certo ! Certo , quel  matto che ho incrociato adesso ! Ecco perch+ correva ! No , non aveva nulla in mano . E allora ? Chi ?  ( sente arrivare Simeone e si nasconde dietro il baule )

SIMEONE - Io lo lascio cos_ , ma poi .... ricordatevene , siete voi che l'avete deciso !

ARCANGELO - Pietro ¦ stato chiaro : se nessuno ne s- nulla , lascia stare tutto come ¦ . Il morto resta morto .

SIMEONE - Che poi non torni sempre fuori come l'altra vicenda  .... che ogni volta che c'¦ una guerra in medioriente mi guardate sogghignando ! E poi ci sono quei due .....

ARCANGELO -L'ha detto anche Pietro . Quelli parlavano di una tizia morta . Pare che ci sia lo zampino del FATO in quello......quindi ¦ un morto autorizzato .

SIMEONE - Io mi sento a disagio ! voglio tornare a casa ...

SANTINA - ( salta fuori all'improvviso con un grido di indiano all'assalto) AAhhh! Ti aspettavi di averla fatta franca , vero ? Eh ? Ma guarda che faccetta da Cherubino ....

SIMEONE - Ma signora ! Io in effetti ......

SANTINA - Un angioletto ! Guardatelo , ma guardatelo !

SIMEONE - (sempre pi+ sconcertato , non sapendo di che parla la donna) Questo no , non ancora  .... e non lo diventer_ mai se ...

SANTINA - Un ergastolano diventerai ! Continua cos_ e vedrai il cielo da dietro una grata ! Per sempre !

SIMEONE - Non capisco ....

SANTINA - Senti ! Mi prendi in una giornata " si " . Ti voglio dare un'altra opportunit- . Io adesso me ne vado . Ma poi ....  attento eh ? ...poi torno . E quando torno deve essere tutto , ma proprio tutto , come prima ! Chiaro ?

SIMEONE - Si ...si, certo! Mica sono scemo !

SANTINA - Bravo . Un p_ delinquente , ma non scemo ! Bravo . ( fa per uscire , poi si ferma sulla porta ) Ehi , angioletto !

SIMEONE - Per favore , non mi chiami cos_ , per favore ... mi f- male al cuore !

SANTINA - Sensibile ! E delicato , bravo. ( Con cipiglio feroce  ) Ehi ! volevo dire : tutto a posto , ma proprio tutto ! E curati , che se continui a parlare da solo ti prendono per matto ! ( St- per uscire dal fondo , ma incontra Angelica che rientra con la borsa . Santina vede la borsa e si ferma )

SANTINA - Brava Angelica! Me l'hai ritrovata . (F- per prendere la borsa , ma Angelica la ritrae )

ANGELICA - Non ¦ la tua . E' dell'ingegnere .

SANTINA - Ci scommetto le mutande che ¦ la mia

ANGELICA - Ma no , ¦ sua ! ( allude a Simeone )

SIMEONE - Ma no , non ¦ mia . Non s_ nulla di questa borsa . Non s_ nulla di nessuna borsa .

SANTINA - Ah , senti senti ! Non ne s- nulla ! Allora non avr- nulla da ridire se me la riprendo .

SIMEONE - Ma per me pu_ riprendersi .....

ARCANGELO - Calmati !

ANGELICA - Ma Santina . Sei sicura che .... Giacinto mi ha detto ...

SANTINA - Le mutande ! Mi gioco le mutande . ( Apre la borsa .La richiude immediatamente per impedire ad Angelica di vederne il contenuto , che evidentemente non ¦ composto dai suoi stracci . Riapre una fessura , ricontrolla dentro . Chiude tutto con decisione . E' agitata come non mai . Ed eccitata . ) Stracci . Tutti stracci . ( verso l'uscita . Qui si sofferma e girandosi indietro verso tutti ...) Stracci . Solo stracci . ( Via di corsa )

ANGELICA - E' sempre stata un p_ strana . Brava , s- ! Molto brava , ma un p_ strana .

SIMEONE - ( imbarazzato , non s- che dire ) Eh gi- .

ANGELICA - Anche lei , per_ ...

SIMEONE - Io ? Io ...cosa ?

ANGELICA - Strano . Un p_ strano . No ?

SIMEONE - Io ?

ANGELICA - Ce l'ha la ragazza ?

SIMEONE - Io ?

ANGELICA - Si , lei . Allora , ce l'ha ?

SIMEONE - Per farne che ?

ANGELICA - Davvero non s- cosa farci ? Beh , ci sono tante  .....

D.GIOCONDO - Angelica ! Angelica hai visto ... ah ! Eccolo qu- . La borsa ?

ANGELICA - Gliela ho gi- data .

GIACINTO - E l'altra ? Dove ¦ l'altra ?

ANGELICA - Ha detto che non ne s- nulla  .... anche questa non l'ha voluta . Vero ?

SIMEONE - Credo che ci sia un errore di fondo da parte ....

GIACINTO - Fondo ? Un errore di fondo ?

ARCANGELO - Ricordati : se ti trovi in difficolt- , nega ! Nega sempre !

D.GIOCONDO - Due borse ha preso ! Due !

SIMEONE - Nego .

GIACINTO -Come nega ? Angelica ! Gli hai dato la borsa ?

ANGELICA - Si , e lui l'ha subito restituita a Santina .

GIACINTO - Santina !!!

D.GIOCONDO - Santina !!!

ANGELICA - Si . Era sua . Stracci , tutti stracci dentro. ( esce )

GIACINTO - Ecco perch+ Santina ¦ passata di corsa senza salutare ...

D.GIOCONDO - Ecco perch+ ha preso un taxi al volo !

GIACINTO - Non la vedremo pi+ .

D.GIOCONDO - Mai pi+ . ( Si riprende e affronta Simeone ) Ma l'altra ? Eh ? L'altra borsa , dove l'ha messa ?

SIMEONE - Non l'ho toccata . L'ho messa al sicuro .

GIACINTO - Al sicuro eh ? L'ha messa da parte per il suo .... il suo .....

D.GIOCONDO - Io adesso vado in ufficio . E voglio che lei ....... Tutto a posto , chiaro ?

SIMEONE - No .

D.GIOCONDO - ( con mal sopportata pazienza ) Io avevo una borsa . Chiaro ?

Ci siamo incontrati , qui , poco f- . Chiaro ? Io ho detto .... " se c'¦ un cadavere nell'armadio ...." ecc. ecc .... lei ha detto " mah ! , c'¦ la frittata ! " io ho detto " allora voglio tutto a posto , anche la cantina .." e lei ha detto " la frittata ¦ fatta " e io ho detto " ecco qu- , tenga la borsa ma voglio tutto a posto ! " Chiaro ?

SIMEONE - ( allibito , osserva e tace )

GIACINTO - Solo che la borsa non era la borsa . Era un'altra borsa .Quindi la borsa ce la deve ridare e noi le diamo la borsa sua .

D.GIOCONDO - No ! La borsa sua gliela abbiamo gia data . Gliel'ha data Angelica . E lui l'ha regalata a Santina .

GIACINTO - Ah si ! Quella l_ era gi- sua !

D.GIOCONDO - Esatto . Se Angelica ..... era gi- sua . Quindi noi siamo a posto. E' lui ...

GIACINTO - E' lui ... che ha data la "sua " borsa a Santina .

D.GIOCONDO - Quindi noi vogliamo indietro la nostra borsa . Io aspetto in ufficio . ( Si avvia ) E voglio tutto a posto .Chiaro ? (esce seguito da Giacinto ) 

SIMEONE - (All'arcangelo) E adesso ? Questa s- tutto.

ARCANGELO - Si, credo proprio che questa sappia tutto.

SIMEONE - Pietro ha detto che se nessuno sapeva  ... ma questo cambia tutto . Arcangelo , st_ crollando . Mi sento a disagio . Sei sicuro che non ho le ali ?

ARCANGELO - ( senza dargli attenzione ) Dobbiamo rimettere a posto ... sistemare la cosa . ( A Simeone ) Piantala di piagnucolare e dammi una mano . ( entrano  nello sgabuzzino . Lampi di luce azzurra , violetta , verde ... illuminano la porta a vetri dal retro .Tutto si calma e Simeone esce dalla porticina con l'arcangelo ) Speriamo bene .( Si apre lentamente la porticina ed altrettanto lentamente esce Angelo . E' miracolato ma assomiglia pi+ ad uno zombi che ad un essere umano )

SIMEONE - Ci sono riuscito ! Funziona ! Ci sono riuscito .

ARCANGELO - Andiamo . E smettila di gridare   .... ( escono a sinistra )    

ANGELO - ( E' rimasto solo , si sente disorientato . Non s- pi+ dove ¦ ne cosa st- facendo .Come uno zombi si guarda intorno . Poi ha un lampo di ricordo . Mimica elementare ed accentuata . Il viso si illumina per un veloce attimo con un sorriso . poi di nuovo assorto torna allo sgabuzzino . Prende le due borse , una per volta e le mette sul pavimento accanto al baule .Chiude lo stanzino , prende la prima borsa e con lentezza apre il baule e vi si immerge per mettere a posto la borsa .)

DINA - ( entra seguita da Baby e dall'operaio .Si rivolge a Baby ) Hai capito male  .....

BABY - Ho capito benissimo ..

DINA - A volte con questo qu-  si capisce una cosa e invece ...

BABY - Ho capito benissimo ! Ha parlato di un morto .

DINA - Un morto . Non bastava quella donna in mezzo alla strada ... Due ! Due morti in un giorno ! Sono troppi per me !

BABY - Ma questo non ¦ tuo. Non l'hai fatto tu .

DINA - Ho gi- problemi con le autorit- per quella forsennata ....

BABY - Coraggio , su ! Ti aiuter_ io ! Testimonier_ per te . Sai che su di me puoi sempre contare .

DINA - ( all'operaio ) Dove , eh ? dove sarebbe ! ( gesti dell'operaio ) Nello stanzino ? Sicuro ? Nello stanzino ! Ci  abbiamo gi- guardato prima nello stanzino e non c'¦ nulla ....... ( apre la porticina , senza guardare ..) Ecco , visto?

BABY -( ha trovata la borsa in terra . Nessuno vede Angelo penzoloni ancora nel baule ) E questa cosa ¦ ? ( apre la borsa ) Soldi !

DINA - Soldi ? Dove , come ... quanti ?

BABY- L'ho trovata io ..

DINA - E' mia .. ¦ mia ! Sei al mio servizio .. ¦ mia !

OPERAIO - ( ha visto Angelo rialzarsi . Urla silenziose di spavento . Cerca freneticamente di attirare l'attenzione delle due donna che si stanno litigando la borsa. Angelo avanza lentamente e rigidamente verso le due per recuperare la borsa )

BABY - Macch+ servizio .... macch+ servizio .... questa ¦ mia ....

DINA - Lasciala ! Lasciala !

BABY - Lasciala tu , brutta strega !

DINA - E' mia ! Dammela !

BABY - Non ti d_ un cazzo ! Questa ¦ mia ..

DINA - A fare il vigile  ... a fare il vigile ti rimando ... idiota !

BABY - Cretina ! Cervello da gallina !

DINA - Ti rimando in mezzo a una strada ...

BABY - Tu ... tu ci vai in mezzo a una strada  .... 

DINA - A dirigere il traffico .....

BABY - A passeggiare ... di notte ....  come facevi prima !

DINA - Molla la borsa ...... vigliacca !

BABY - Devi passare sul mio cadavere piuttosto ...

DINA - Se ¦ questo che vuoi .. ( estrae una pistola di grosso calibro , ma prima di mettere in atto il suo proposito , viene presa per un braccio da Angelo , che poi con la mano libera afferra la borsa e cerca di strapparla alle due donne. Ha un urlo di spavento) Aaahh !

OPERAIO - ( continua con le sue grida in silenzio ed a gesticolare indicando Angelo con un silenzioso " E' lui ...¦ lui...il morto ...¦ lui ... " )

DINA - ( presa alla sprovvista dall'apparizione di Angelo , e per difendere la borsa  ) Maledetto , lascia la mia borsa  ( esplode ripetuti colpi rapidi contro Angelo che crolla al pavimento . Morto stecchito ).

BABY - Scappiamo . Litigheremo dopo , ora scappiamo ..! ( via di corsa  dal fondo)

DINA - ( butta la pistola nel baule . Via di corsa dal fondo. L'operaio ¦ rimasto inorridito e paralizzato dal terrore , la bocca spalancata in un silenzioso urlo . Dina rientra di corsa e lo afferra per un braccio ) Vieni via , cretino ! Circondata da cretini , sono circondata  ...... ( la frase si perde in lontananza sull'uscita precipitosa di Dina . Da sinistra entrano Simeone e l'arcangelo)

SIMEONE - Cosa ¦ successo ? Cos'erano quei rumori ? ( vede Angelo a terra ) Guarda , Arcangelo ! E' di nuovo .... l' effetto ! Non ¦ durato l'effetto ! Cosa ho sbagliato ? Eh ? Cosa ho ....

ARCANGELO - Zitto! Fammi pensare . Fammi pensare.

SIMEONE - ( senza aspettare si rivolge al cielo ) Cosa ho sbagliato ?  ( dall'alto arriva un " biblico rumore di vento " ) Ma si ! Certo . ( All'arcangelo ) La formula , non era completa .  Presto , aiutami . ( Afferrano Angelo e lo portano nello stanzino . Si chiudono dentro . Luci rosse,gialle ,verdi .Poi Simeone e l'arcangelo escono , lasciando la porticina aperta .Simeone si rivolge al cielo )  Questa volta l'ho fatta giusta , questa volta ..........( la parola " volta " viene persa sotto il violento rumore di un tuono feroce , tuono con rumore di fulmini , grandine .... e pi+ ce n'¦ meglio ¦ !)  Ma cosa ho sbagliato adesso !

ARCANGELO - Avevi capito male ! Non andava fatto tornare ......

SIMEONE - Ma il vento ? Ho sentito il vento ! Tu non l'hai sentito ?

ARCANGELO - Il vento l'ho sentito , ma chi ti ha detto che voleva dire  .....

SIMEONE - E allora che faccio di lui ? Lo .... lo .... ( ha orrore della stessa ipotesi di farlo morire )

ARCANGELO - Ma non pensarlo neppure ! Andiamo , svelto , andiamo a chiedere a Pietro . Dai corri ! ( Di corsa via a sinistra . Angelo intanto esce dalla porticina , sempre pi+ stupefatto di essere in vita .Ancora si muove come un drogato).

DINA - ( da fuori ) Muoviti , iena ! muoviti ! St- arrivando qualcuno !

BABY - Che facciamo ? Eh ? Dobbiamo andarcene ...

DINA - Nascondiamoci qu- . Ce ne andremo .....( entra di corsa seguita da Baby e v- a scontrarsi con Angelo "redivivo " ) ..aaaahhh ! Il morto !

BABY - Aaaahhhh  !  ...il moro ¦ virto ! ...il mirto ¦ vovo ! .... IL MORTO ! E' VIVO! ( fuga precipitosa da dove ¦ venuta , seguita da Dina che ha lasciato cadere la borsa in terra . Angelo prende la borsa e v- a metterla nel baule . Entra Coscialunga )

COSCIALUNGA - Cosa fai ?

ANGELO - Coscialunga !

COSCIALUNGA- Che nascondi dentro il baule ?

ANGELO - Non mi sento bene ! Ho la testa  vuota

COSCIALUNGA - Aveva ragione il boss !  Ti volevi fregare il miliardo , eh ?  Sei morto! morto !

ANGELO - ( Un riflesso del subconscio lo fa reagire ) No ! Morto no ! Io pi+ morto . Io ....

COSCIALUNGA - Zitto . Cosa hai nascosto nel baule ? Dai a me, ma piano ! Muoviti piano! Lentamente o sei morto !

ANGELO - ( stupidamente ridendo ) Si , si , io morto ! Eh Eh Eh  ! io morto ... io vivo .. io morto   eh eh eh ....!  ( intanto a messo un braccio dentro il baule e ne trae una borsa che porge a Coscialunga )

COSCIALUNGA - Stupido ! Pensavi di farcela , povero stupido ? Ti sei fregato con le tue mani

ANGELO - No , no , io no fregare ... io  ... io buono ! ( piagnucola ) ...io bravo !

COSCIALUNGA - Ecco , fai il bravo adesso ! Fermo qui . Io vado dal boss . Non ti muovere . Se mi segui ....

ANGELO - Io bravo .... io aspetto .  Tu torni ?

COSCIALUNGA - Si , certo che torno .... poi torno , poi .... molto poi !

ANGELO - Si , si io aspetto .

COSCIALUNGA -  Ecco . Tu aspetta finch+ non torno . (fuori )

ANGELO - Si , si io aspetto . ( Si spenzola nel baule .Trova la borsa . E' felice del recupero ) Bella , mia . Borsa mia . ( torna a guardare dentro il baule . Emerge con la pistola  ) Bum , Bum ! Angelo morto .( Ha un lampo di ricordo inconscio ) No morto Angelo , io no morto !

SIMEONE - ( ¦ entrato non sentito da Angelo e lo sorprende con un grido di felicitazione ) Evviva ! Sei in piedi !

ANGELO - ( preso alla sprovvista ) Aahh !

SIMEONE -Arcangelo : ¦ in piedi !

ANGELO - Cattivo !Io malato di cuore !

SIMEONE -Ci sono riuscito !

ANGELO-Tu cattivo ! Cattivo ! ( con rabbia esplode due , tre colpi contro Simeone che cade a terra come morto .Angelo butta la pistola nel baule e va a chiudersi nello stanzino)

ARCANGELO - ( Molto calmo . Con tanta pazienza come se parlasse ad un bambino) Simeone ! Simeone ,  sono questi i modi che ti impediscono di far carriera . ( dato che Simeone non reagisce si china su di lui ) Simeone , tu non puoi morire , quindi piantala .E mettiti in piedi .

SIMEONE - ( rialzandosi ) Arcangelo , io mi sento a disagio . Non s_ , ma c'¦ qualcosa che non mi torna   ...

ARCANGELO - Simeone , sei tu che non torni .

SIMEONE- ...c'¦ qualcosa che non capisco ! Non ¦ mai successo a nessuno , prima !

ARCANGELO- Nessuno ha nemmeno fatto scoppiare una guerra di ......

SIMEONE - Io ... io ... io credo che ci sia qualcosa di sbagliato in me . Lo sento....

ARCANGELO - Ecco ! Finalmente  su qualcosa siamo d'accordo !

SIMEONE - ....sar- che sono diverso dagli altri , chi lo s- . Hai controllato bene , vero ? Non ho le......

ARCANGELO - Se lo ridici ancora .... ( recuperando la calma ) Vai a tranquillizzare quell'uomo .

SIMEONE - Fammi il piacere , pensaci tu . Io proprio non  ... non ....  ecco oggi non mi vengono bene queste cose .

ARCANGELO - Sar- scioccato pensando di avere ucciso un uomo .V- ,va !

SIMEONE - Domani , lo faccio domani . Oggi non ¦ il mio giorno .

ARCANGELO - Lo aspetti da seimila anni il tuo giorno buono .

SIMEONE - Non ci crederai , ma sento che st- per arrivare , ma non oggi , ecco. Lo sento che non ¦ oggi  !

ARCANGELO - Subito ! Fallo subito !

SIMEONE - ( Si avvicina allo stanzino . Angelo  dentro  st- canticchiando un motivetto allegro .Simeone si rivolge all'arcangelo) A me non sembra tanto scioccato ...

ARCANGELO - Non perdere tempo . ( Rumore di vento e pioggia ) Ecco , senti , il tuo tempo st- per scadere . Sbrigati ed andiamo . Devi ancora fare la relazione .

SIMEONE - Ma se non s_ neppure su cosa farla ! E poi non mi pare ( si riferisce al vento ed alla pioggia ) non mi pare il segnale di fine missione . Mi pare proprio che piova !

ARCANGELO - Ne vuoi sapere pi+  di me ?

SIMEONE - No , no di certo , ma a volte ....

ARCANGELO - Sbrigati .Io vado avanti . ( esce )

SIMEONE - ( Bussa dolcemente alla porticina )

ANGELO - (Apre la porta . Simeone rimane nascosto dalla porta aperta) Coscialunga ! Tu tornata . Io aspettato . Io .. ( vede Simeone ) ....aaahhh ! ( si porta una mano al petto ed alla gola )  tu morto ...tu morto .... tu tornato a prendere me ....  no , no ! ( piomba a terra fulminato da un infarto ) .

SIMEONE - ( Al cielo ) Questa volta non c'entro io , non c'entro io . Non volevo farlo , dillo al tuo arcangelo  ... dillo a lui ! Se qualcuno ha sbagliato ¦ lui ! ( fra s+ e s+ , recuperando calma visto che dal cielo non ¦ giunto alcun rumore ) O mamma , o mammina mia bella . E adesso che faccio , che faccio ! Lo lascio qui. Si arrangi chi lo trova ! ( fa per uscire . Rientra precipitosamente ) E adesso chi arriva ? ( al cadavere ) Mi dispiace , ma ormai ti ci senti di casa , ne sono certo ( cos_ dicendo lo mette nel solito sgabuzzino , poi raccatta la borsa ) E questa ? Che ne faccio ? ( La butta nel baule )

COSCIALUNGA - ( precipitosamente ) Angelo ! Angelo dove sei ? Fuori ¦ pieno di sbirri ... Angelo vieni fuori !

SIMEONE - Sono qui .

COSCIALUNGA - E tu chi sei !

SIMEONE - Chiamavi Angelo e ....

COSCIALUNGA -Sei il suo braccio destro ?

SIMEONE - Cosa sono io ?

COSCIALUNGA - Bravo . Cos_ mi piacete : omert- . Tieni ( gli d- la borsa ) dalla ad Angelo . Fuori puzza di ....

SIMEONE - Sbirri !

COSCIALUNGA- Come lo sai ?

SIMEONE - L'hai appena detto , entrando !

COSCIALUNGA - ( sente arrivare gente , quindi frettolosamente ...) Nascondetela . Appena  l'aria ¦ migliore torno a prenderla. (fuori a sinistra )

D.GIOCONDO - ( entra dal fondo seguito da Giacinto ) E' un'idea brillante Giacinto.

GIACINTO - Grazie !

D.GIOCONDO - Mi meraviglia , perch+ da te ... ma questa volta ....

GIACINTO - Ma perch+ ? Io  , proprio stupido per lei , vero ?

D.GIOCONDO - ( non raccoglie , e prosegue ) Ma certo , ma certo : Faremo come hai detto . Ripetimi tutto , tanto per chiarirci il da fare .

GIACINTO - Dunque , Don Giocondo , stavo passeggiando con le mani dietro la schiena ,cos_ vede , pensando a tutti i suoi guai quando  ......

D.GIOCONDO - Stringi , stringi ! Allora : quando ... su su !

GIACINTO - Quando ecco che da lontano vedo mio cugino . Da anni , Don Giocondo , da anni era andato in America , perche aveva litigato con la fidanzata perch+ la zia di lei , che aveva un fratello ....

D.GIOCONDO - Basta , Giacinto , basta ! Stringi . Vai subito all'idea .

GIACINTO - Don Giocondo ! S- che da lei soddisfazioni ....niente ! Dunque ho pensato : il modo migliore per recuperare la borsa dei soldi ¦  .......( vede Simeone con la borsa in mano ) ¦........

D.GIOCONDO - E' ? E parla ! Non tenermi in sospeso.

GIACINTO - E' .... ( allunga la mano verso Simeone , che si avvicina e mette la borsa in mano a Giacinto ) ... ¦ prenderla . Ecco qu- , visto come ¦ facile ?

D.GIOCONDO - ( Prende la borsa ) Dai qua.E lei si vergogni , approfittare cos_ della nostra buona fede .

GIACINTO - Se non l'avessimo scoperto in tempo se li sarebbe portati via ...

D.GIOCONDO - Aspetta . ( si f- sul vano dell'arco di uscita dal fondo e grida ) Angelica ! Angelica !

ANGELICA - ( da fuori ) Che vuoi , zio ?

D.GIOCONDO - Angelica , fa piacere a zio . V- a cercare  coso,l_! Come si chiama .

GIACINTO - Angelo .

D.GIOCONDO - Questo l'ha detto lui . No , no  ... ( indica col dito il cielo ) ha detto che mandava gi+ uno che si chiamava Simeone . ( Ad Angelica come prima ) Simeone ! Si chiama Simeone . V- Angelica , mandamelo qu_ . E non ti perdere in chiacchere come al solito !

GIACINTO -Don Giocondo ! E l' ingegnere ? Che ne facciamo ?

D. GIOCONDO - ( sbrigativo ) Scusi ingegnere , ma aspetto una persona . Se non le dispiace ...

SIMEONE - Mi pare di aver capito che cercate Simeone !

GIACINTO - Si , ma  scusi : a lei cosa gliene ...

D.GIOCONDO - Giacinto ! Educazione , educazione per favore . ( A Simeone ) Appunto , aspetto Simeone . Se ci vuol lasciare soli ....

SIMEONE -  ( con grande dignit-) In verit- , in verit- vi dico .... ( tuono . Simeone si zittisce . Contemporaneamente dalla porticina a vetri si vedono lampi viola,azzurri,gialli rossi . ) Oh no ! Che succede ? No, no ,no ! Io non sono stato !.. io non .... ( si apre la porticina ed esce Angelo . Sempre pi+ zombi . Capigliatura alla Einstein e occhi da folle con sorriso grottesco sulle labbra )

D.GIOCONDO - ( andando incontro a Angelo ) Simeone ! Ma dove si era ....

GIACINTO - Angelica ! Angelica lascia stare ! L'abbiamo trovato !

D.GIOCONDO - ( eccessivamente cordiale ) Caro, caro Simeone ! Ma che piacere rivederla . ( Gli piazza la borsa in mano ) Tenga . Questa ¦ roba sua . Se non s- cosa farne .......

GIACINTO - .... chieda al suo .......

D.GIOCONDO - Giacinto ! ( Ad Angelo ) Si chieda a lui .  Lui , mi intende vero di chi parlo ? , lui le dir- cosa farne ! L'ha detto a me  , ma io non sono in grado ! Capisce ?

ANGELO - ( Ovviamente non capisce neppure dove si trova . Emette solo suoni privi di logica ) Ohhh ! Eh ? Aah !

D.GIOCONDO - Bravo . Vedi Giacinto : ha capito tutto . Ecco Simeone : ci pensi lei . Eh ? Oh , naturalmente se ha bisogno di restare ospite qui da me fintanto che  .... prenda tutto il tempo che vuole , si tutto il tempo che vuole .

GIACINTO - Tanto lei di tempo ,ne ha fin che le pare , no ? ( convinto di fare una battuta allusiva di notevole intelligenza , sottolinea in modo eccessivo ) Tutta l'eternit- ! Buona , vero ? Eh ?

D.GIOCONDO - Si , insomma : nessuno la mander- via da qu_ finch+ non ha fatto il suo compito . Ecco , lei dovr- aspettare qui da noi che le arrivi l'ispirazione . Dopo di che .....beh, a quel punto sar- lei a decidere che fare di tutto questo ben di Dio ! Bravo , ( uscendo tenendo un braccio sulle spalle di Angelo) venga , venga che intanto andiamo a tavola . Angelica ! Angelica ! Tira fuori dal frigo l'agnello , che tanto da oggi in poi per noi sar- sempre Pasqua !

GIACINTO - ( A Simeone ) Ingegnere , veda un p_ se non ¦ il caso di cominciare a guadagnarsi lo stipendio . Mi pare che lei sia un p_ pelandrone . Sia dia una mossa , eh ?  ( esce )

SIMEONE - ( rimasto solo chiama sottovoce ) Arcangelo ! Arcangelo dove sei ? Ho bisogno d'aiuto . Arcangelo ? Se n'¦ gi- andato ! E' gi- tornato ....! ( Al cielo)

Che devo fare ? Sono un p_ in difficolt- . Io , se siete d'accordo , ecco , io rientrerei , tanto ! ( Vento primaverile ) Grazie ,grazie delle vostre parole , cio¦ del vento ...della voce , insomma .E a proposito . Volevo dirVi che per_ anche Voi ! Gi- uno ¦ in difficolt- a farsi capire quaggi+ , vi ci mettete anche voi lass+ . .... bruuum ...! svscssshhh..! ( imita tuono e vento ) .... dindindin-blic-tactin  ..... (imita la pioggia ) ,  dico : una chiaccherata normale  no?? Io ve lo dico per voi , a me che me ne viene ... per Voi .... che qui , ...forse li avete persi un p_ di vista ... qui sono fatti in un modo .Eh? No ! non sono pi+ proprio esattamante , esattamente come li avete fatti Voi . Sono un p_ strani . Diciamolo , ma si , diciamocelo : sono snaturati ! Se voi , non abbiatene a male , il mio ¦ un consiglio , poi Voi fate come Vi pare , se Voi non siete chiaro , ma proprio chiaro chiaro ! questi non ... non Vi seguono . Poi capiscono sempre quel che gli f- comodo . Dopo possono dire anche che  Voi  con quel..... bruuummmm ... gli avete dato l'ordine di votare comunista ....eh si , eh si ! Chi lo v- a testimoniare che "bruuummmm" voleva dire " lasciate che i pargoli ...." o qualcosa del genere  Gi- qui non si capisce nulla quando parlano chiaro ,e anche io , anche io  confesso che mi trovo in imbarazzo . Qualche volta . Non sempre .Per_ qualche volta  se Voi mi parlate  .... suvvia ! Un minimo di carit- cristiana ! ( Tuono violento ) Ecco l- ! Vedete ? Questo volevo dire . Insomma , ho sbagliato ? E allora perch+ bruuummm ! , non ¦ pi+ logico " Caro Simeone , queste cose non le devi dire !" .Eh! Almeno capisco ! Io sono anche un p_ tardo ... nelle lingue non .... ecco , non ¦ il mio campo migliore . Comunque io torno su . E non s_ , proprio non s_ che relazione fare !

VOCE - ( musica dolce , poi ) Me l'hai gi- fatta . Adesso . La intitoliamo "progetto capiamoci meglio " . Torna su , Simeone . Rientra . Tutto ¦ fatto , ormai ! ( Simeone entra nello stanzino . Violenta luce bianca )

ANGELICA -Giacinto ! Zio ! Zio ! ( entra di corsa da sinistra ) Dove siete ? (viene raggiunta da Don Giocondo  e  Giacinto  che    entrano  dal  centro , seguiti a ruota da Angelo che con il solito sorriso stampato in faccia li segue tenendosi abbracciata la borsa ) L' ho trovata sotto la tua porta ! ( porge una lettera )

D.GIOCONDO - ( veloce tentativo di leggere , poi ) Non ho gli occhiali . Leggi tu Angelica ! Che ti mando a scuola a fare , se non ....

ANGELICA - Sentite ! E' di Santina , viene dai  Caraibi : dice  , salto le cose inutili , dice .... ho avuto una eredit- .... un parente lontano morto ...ecc... qui st_ come una principessa , non faccio nulla . Mangio,bevo , dormo e tutti si danno da fare in cento modi per servirmi .... non aspettatemi pi+ . ....ecco,gi+ in fondo dice : le pulizie affidatele a Celeste Aida . Un p_ str... beh , qu_ c'¦ una parolaccia ,poi .... ma ¦ l'unica in giro , contentatevi . Addio . Santina .

GIACINTO - Una eredit- ? Non sapevo neppure che avesse dei parenti !

D.GIOCONDO - Non ne aveva . Il parente morto ¦ la nostra borsa . Mah ! Le vie del Signore sono infinite ! Almeno una persona felice ....

ANGELICA - Ma allora !  Si , si ! Allora posso togliermi il gusto di ..... ( apre il baule e prende la borsa che c'¦ ) Era tanto che dicevo a Santina " o prima o poi ti butto nella spazzatura i tuoi stracci !" Ah, che soddisfazione . Lo voglio fare subito ( esce di corsa )

GIACINTO - Piuttosto: dove sono finite quelle due pazze che dicevano di essere mandate dal Comune ? ( si avviano all'uscita , meno Angelo che siede al centro scena abbracciato alla borsa )

D.GIOCONDO - L'ultima volta che le hanno viste erano con occhiali neri e fazzolettoni in testa a prendere l'aereo per Hong-Kong.C'era con loro un tizio biondo ............

GIACINTO - E i lavori ! Chi li far- i lavori .

D.GIOCONDO - Chi li far- ? Vorrei saperlo anch'io.

GIACINTO - Il sindaco ?

D.GIOCONDO - Regolamento Comunale , art.1000 comma Z : prima devo fare i lavori , poi inoltrare una regolare domanda  ...

GIACINTO - Di rimborso ?

D.GIOCONDO - No . Di autorizzazione ad avanzare una domanda di rimborso .

GIACINTO - Ma cos_ si v- a finire .......

ANGELICA - Fatto !

GIACINTO - Buttata ?

ANGELICA - C'era il camion dell'immondizia . L'ho buttata direttamente dentro .

GIACINTO - Povera Santina , i suoi capitali !

D.GIOCONDO - Erano solo stracci . E poi Santina ora come ora non mi pare sia da compiangere  ...

GIACINTO - Se lo sapesse . I suoi stracci ! Fra due ore saranno inceneriti !

D.GIOCONDO - (uscendo  curvo con le mani dietro la schiena ) Giacinto , Giacinto ! Noi , siamo noi da compiangere , non lei  ( fuori )

ANGELICA - E quel giovanotto cos_ carino ? Un p_ strano , ma carino  ..... che fine ha fatto ?

GIACINTO - L'ingegnere ? Sparito ! Mah , la gente ¦ strana a volte !( escono )

ANGELO -( rimasto solo nell'atteggiamento di prima .Apre la borsa . Ne estrae sia uno straccio, che un detersivo , li rimette dentro .Chiude con cura la borsa . La abbraccia forte con aria di possesso e difesa ) Io aspetto . Io aspetto .Io aspetto ......io aspetto ........ ( ha , comunque , l'aria felice . Ha trovato il suo angolo di mondo )

                          ( si chiude il sipario , ed ¦ la ....)

                                                  FINE             

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