Marcello
di
Ennio Ecuba
Personaggi
- Moreno, psicologo
- Carlo, psicologo
- Chantal, amante di Moreno
- Marcello, paziente di Carlo
- Melissa, amante di Marcello
- Rosa, segretaria di Moreno
APERTURA SIPARIO.
Napoli, uno studio medico, lo studio di Moreno, psicologo; larredamento
moderno: al centro sul fondo una scrivania di cristallo, una poltrona
patronale, due sedie, a DEX un lettino da psicanalisi ed uno sgabellino, sempre
a DEX alla parete uno specchio verticale. Una lampada, vari quadri con titoli
vari ed unopera darte moderna in un angolo. A SIX una porta ed una finestra
che lascia trapelare, nella penombra della stanza al buio, la calda luce del
tramonto. Sulla scrivania, varie cartelle cliniche ed una bottiglia di whisky
aperta con due bicchieri.
Moreno, avvinghiato a Chantal, una sua avvenente paziente che paga le sue
parcelle in natura, intento ad amoreggiare con questa sul lettino da
psicanalisi.
MORENO: Si, si, si, sei straordinaria siiiii!!!!
CHANTAL: Vieno bello, vieni cocco di mamma tua
MORENO: Mamma mia, mamma mia mamma mia quanto sei bona, sei proprio tanta!
CHANTAL: Si sono tanta, tanta bona come piace a te!
MORENO: Tanto! Tanto bona come piace a mesi! Ora per, fammi fare una cosa,
voltati un attimo, cos.
CHANTAL: Aspetta che fai?
MORENO: Non ti preoccupare.
Dallesterno si sentono delle voci concitate.
ROSA: Ma non si pu, in ufficio non c nessuno!
CARLO: MA non faccia la stupida, lo so che l, sar con qualche troietta!
ROSA: Ma come si permette?
CARLO: Ascolti, io conosco Moreno da prima che lei nascesse.
ROSA: Oh insomma! Come glielo devo dire che nellufficio del Dott. Moreno non
si pu entrare? Per favore vada via.
CARLO: Ma mi lasci passare, importante.
CHANTAL: Ma cosa succede?
MORENO: Qualche paziente impaziente.
CHANTAL: Fallo andare via che non mi concentro
MORENO: Come non ti concentri? Proprio sul pi bello? No amore, vedi che ora ti
passa tutto, vieni qui e mettiti cos
CARLO: (Urlando)Mi faccia antrare!!!
Improvvisamente si accende la luce nella stanza, e si vedono i due amanti in
posizione supina, con moreno che sta per sovrastare da dietro chantal; dalla
porta a SIX entrato come una furia Carlo, un amico psicologo di Moreno che
appare visibilmente scosso. Dietro di lui Rosa.
MORENO: (Vede Carlo, e sbarrando gli occhi meravigliato) Ma porca puttan!
CHANTL: (Compiaciuta) Si! Si! Chiamami puttana! Ancora, ancora!
MORENO: (Con le mani ai seni di Chantl, li stringe dalla rabbia) Zitta, zitta!
CHANTL: Ammazza quanto sei focoso a Mor! Si, si! Sono la tua schiava (gli
lecca il naso), fammi godere ancora, si!
MORENO: Carlo! Proprio tu!
ROSA: Dottore, sono costernata, ma mi ha aggredita, non mi ha dato il tempo di
fermarlo, avrei voluto, ma stato pi veloce di me, oh dottore come mi
dispiace, veramente! Glielo avevo detto che lei non cera ma non mi ha creduto,
ed voluto entrare per forza, non immagina neppure con quanta forza mi ha
scaraventato indietro, proibendomi di impedirgli di entrare. Come una sentinella
ero di guardia alla porta del suo ufficio, intenta a salvarle lonore, ma non
ce lho fatta, ma il mio impegno stato massimo e su questo non mi si pu
rimproverare nulla, ho fatto ci che potevo
MORENO: Rosa per favore
ROSA: No! Non mi giudichi frettolosamente, dottore, io non ho colpe se non
MORENO: Rosa per favore
ROSA: La supplico dottore, non mi
MORENO: Ma porca miseria Rosa! Esca!
ROSA: Subito dottore, grazie dottore!
CARLO: Moreno, ti devo parlare ti devo parlare!
MORENO: Carlo ?!? Ma sono in compagniaeh?
Chantal si nel frattempo sbracata sul lettino, visibilmente infastidita
dallinterruzione della seduta.
MORENO: (Rivolgendosi alla donna) Ma come ti sei combinata? Datti una
sistemata!
Chantl si sistema il vestito, ma leggermente infastidita, poi riparte pian
piano alla carica, stringendo, accarezzando (anche sulle parti intime),
baciando e leccando sinuosamente e sensualmente Moreno.
Questi ha sul volto una strisciata di rossetto.
MORENO: Carlo, lei Chantl
CHANTL: Tanto piacere!
CARLO: Piacere, piacere, piacere (a Moreno) ti devo parlare, ti devo
parlare!
MORENO: Oh! Ma che hai? (Alzandosi ed a bassa voce) Hai visto quanto bona?
CARLO: Bona, bona, bona,ma io ti devo parlare Morenodevo assolutamente
parlarti!
MORENO: Va bene, va bene, parliamo, parliamo! Facciamo domani mattina? (Si
volta verso Chantl, che lo guarda sensualmente) facciamo domani sera, eh?
CARLO: No, no! Dove vai Moreno, io ti devo parlare subito!
MORENO: Non posso proprio, vedi?
CARLO: Ti devo parlare, ora! Moreno, per favore, ascoltami!
MORENO: Carlo, non mi puoi far questo Dico, lhai vista bene? Su fai il bravo,
per favore! Ciao!
CARLO: Moreno Moreno
MORENO: (Si siede) Ciao!
CARLO: Urlando) Moreno, cazzo! Ti devo parlare (scendendo di tono)
importante!
MORENO: (Visibilmente imbarazzato) Ok! Ok! Calmati Carlo. (Alla donna) Senti
tesoro, vai un po di la a tenere compagnia alla signora Rosa, poi ti
chiamo.
CHANTAL: Ma Moreno?
MORENO: E vai, vai, vedi che ho da fare?
CHANTAL: Va bene, esco, ma per sempre dottor Moreno, addio! Provveder al pi
presto a saldare le mie parcelle. Buon giorno signori!
MORENO: Ma Chantal, amore mio.
CHANTAL: Prego, Sig.ra Chantal, o meglio Dragovic!
MORENO: Lo sapevo.
Chantal esce a SIX sbattendo la porta alle sue spalle.
CARLO: (Si siede di fianco a Moreno) Moreno, mi devi aiutare
MORENO: E a me chi mi aiuta? Dove la trovo unaltra come quella io?
CARLO: Moreno, mi devi aiutare
MORENO: Settimane e settimane di corteggiamento buttate via, cos in un lampo,
puff! Proprio mentre me la stavo lavorando al meglio, quando gli stavo per
CARLO: (Alzando la voce) Moreno, mi devi aiutare
MORENO:(Riprendendosi di scatto) Si, si ma che successo?
CARLO: Ho bisogno che tu mi prenda in cura, Moreno
MORENO: Io in cura te? Ma ti senti bene Carlo?
CARLO: (Si alza di scatto e furioso si avvicina alla scrivania dove prende la
bottiglia di whisky versandosene in un bicchiere) Nooo!!! E per questo che te
lo chiedo! (Beve il whisky, ingoiando una decina di pillole che ha nel
frattempo preso da una tasca della giacca).
MORENO: (Si alza e va alla scrivania) Ehi! Ehi! Piano con quella roba!
Ragazzi!! Ci credereste? Il pi bravo del corso di Psicologia, che chiede aiuto
a me; non starai mica scherzando? Ma ti rendi conto, che svolgo la professione
solo per rimorchiare belle fighette? Non riesco proprio a crederci! (Beve un
whisky che si nel frattempo versato).
CARLO: Vedi ho in cura da qualche mese un tizio curioso, sai, uno di quei
presentatori delle TV locali, un tipo simpatico Oh mamma mia se ci penso
MORENO: Cosa devi pensare?
CARLO: Niente! Ora ti racconto: questo presentatore, allinizio non voleva
saperne di venire da me in cura, aveva vergogna e pudore, un po come tutti del
resto, a raccontarmi la sua storia; stata la moglie a convincerlo a venire da
me, perch notava in lui qualcosa di strano (Beve un altro Whisky ingoiando
altre pillole)
MORENO: La moglie? La conosci?
CARLO: Certo, era mia paziente!
MORENO: Com?
CARLO: Bella, ma cosa centra? Moreno per favore poi capirai!
MORENO: Deformazione professionale, Ok! Sentiamo.
CARLO: Dunque, poi pian piano, ha cominciato a fidarsi di me e (guardando in
volto Moreno) ma coshai in faccia, sembri un Sioux!
Moreno si guarda allo specchio e poi si pulisce la macchia di rossetto.
CARLO: Dunque mi ha raccontato tutto, ma proprio tutto; e cos mi ha detto
anche della sua cotta per la migliore amica di sua moglie, con la quale aveva
avuto una avventuretta
MORENO: Mb? Non ci trovo nulla di strano, tipico !
CARLO: Ma non sai il resto: lui era innamorato pazzo, e non sapeva pi cosa
fare, cosa dire, cos, io come da prassi, gli ho consigliato di dichiararsi
definitivamente, di non reprimere i suoi sentimenti, le sue impressioni, i suoi
progetti, se quello era ci che voleva, e cos, un giorno (beve)
CAMBIO SCENA.
Vesuvio, esterno giorno, sul fondo a SIX un Maggiolino Wolkswagen bianco, a DEX
una palizzata di legno che da su una veduta panoramica; si tratta di uno
spiazzo antistante alla ripida stradina che conduce alla stazione della funivia
del vulcano partenopeo, che si intravede sul fondo a DEX.
MELISSA: (Visibilmente turbata) Marcello, voglio scendere! Voglio andare via da
qui, subito! Voglio scendere in citt.
MARCELLO: (Intento a prendere un sacco di tela molto pesante dallinterno
dellauto) Melissa, amore mio, non fare cos, su ragiona!
MELISSA: Ragiona? A me ragiona? Ma sentitelo, lui che dice a me di ragionare!
Marcello, per favore, vuoi riaccompagnarmi a casa? Te lo chiedo per favore, OK?
MARCELLO: Ma ascoltami almeno, Melissa!!!
MELISSA: Uffa!!!
MARCELLO: Ti amo!
MELISSA: Ancora? Marcello, ma come puoi farmi questo? Ti rendi conto che sono
la migliore amica di Sarah, tua moglie? Come la prenderebbe se scoprisse che la
sua amica del cuore, alla quale ha passato tutti i compiti di Letteratura al
Liceo, se la spassa con il suo dolce maritino che lei tanto ama?
MARCELLO: Ti amo!
MELISSA: Non ne posso pi!!! Sei una lagna, Marcello!
MARCELLO: (Guardandola negli occhi languidamente) Ti amo! Fuggiamo insieme,
vedrai che sapr farti felice.
MELISSA: Mi irriti! Dio, quanto mi irriti! E poi, poi, sai benissimo che Luned
prossimo mi sposo con Luciano.
MARCELLO: Ti amo!
MELISSA: Ed io amo Luciano!
MARCELLO: (Dopo averlo preso, deposita sul suolo il pesante sacco) Gi, ami
lui, e ti sei scopato me!
MELISSA: Quanto sei stronzo! (Indicando il sacco) Ma cosa c li dentro?
MARCELLO: Niente! Una sorpresa! Melissa?
MELISSA: (Si volta verso Marcello)
MARCELLO: Ti amo!
MELISSA: (Impreca) E poi, cosa centra! Da quando sto con Luciano, tu, non sei
mica stato lunico uomo!?!
MARCELLO: (Il suo volto si cruccia, come rassegnato a questa frase di Melissa,
ma poi...) Gi! Ma io ti amo!
MELISSA: Non riesco proprio a capirti, sai? Per una volta che siamo stati
insieme, per una sola ed innocentissima volta, mi combini sto pop di casino,
ma dico, come ci si pu innamorare per un pompino?
MARCELLO: Due!
MELISSA: Eh?
MARCELLO: (Mostrando un block notes, che tira fuori da una tasca della giacca)
Due, due pompini, ed il secondo senza preservativo, ecco lho segnato qui,
vedi?
MELISSA: E va bene, due, tre, quattro, cinque, dieci, cento, il numero non
conta, lho fatto perch mi andava, non certo perch ti amo. Quella sera, ero
su di giri, mi piacciono gli uomini maturi, e
MARCELLO: mi hai sedotto, per sempre!
MELISSA: e poi, poi, non potremmo mai andare daccordo Marcello, cerca di
ragionare, siamo troppo diversi, differenti, tu sei uno che ha fatto il 68,
io al massimo ho fatto la 69(guardando verso il sacco e facendo per toccarlo)
Ma cosa c l dentro?
MARCELLO: (Allontanando bruscamente la mano di Melissa dal sacco) Te lho
detto, una sorpresa! (Si avvicina alla donna e cerca di accarezzarle la
coscia)
Melissa: (Reagendo violentemente con uno schiaffo) Stronzo!!!
MARCELLO: Melissa! Melissa! Ascoltami
MELISSA: Sono tre ore che ti sto ascoltando, ora mi sono stufata, voglio
tornare a casa!
MARCELLO: Ma io
MELISSA: (Urla come unossessa).
MARCELLO: Va bene, va bene, la smetto, come vuoi tu, hai vinto!
MELISSA: (si volta verso di lui con aria soddisfatta).
MARCELLO: Adesso mi hai rovinato anche la sorpresa che volevo farti, ecco!
MELISSA: Sorpresa?
MARCELLO: Gi!
MELISSA: Che sorpresa?
MARCELLO: E dentro il sacco
MELISSA: Il sacco? E cosa c?
MARCELLO: Niente, a che serve ormai?
MELISSA: Ma cosa hai?
MARCELLO: Melissa?
MELISSA: Si?
MARCELLO: Ti amo!
MELISSA: Ma va
MARCELLO: Ma allora, non ne vuoi proprio sapere niente di me?
MELISSA: No!
MARCELLO: (Mettendosi una mano al petto) E e adesso come faccio, io io
MELISSA: Marcello, non mettermi paura, coshai? Ti senti male?
MARCELLO: Tu, tu, non mi vuoi, io non voglio lei, per, lei mi vuolemanon
c pi!
MELISSA: Marcello, ma cosa dici?
MARCELLO: Si .si ho capito.
MELISSA: Tu, tu! Io non voglio te, tu non vuoi lei, ma lei vuole te! Ma che
vuol dire?
MARCELLO: Vuol dire che io avevo gi organizzato tutto per noi due, un piano
perfetto, ed ora tu me lhai mandato a monte!
MELISSA: Ma di che piano stai parlando? Ma sei fuso?
MARCELLO: Macch fuso; avevo gi organizzato tutto, (si guarda intorno con
aria insospettita) uccidevo Sarah, e fuggivamo noi due, lontano!
MELISSA: (Impaurita) Ma sei pazzo? Ma come ti saltato in mente di pensare che
io avrei accettato?
MARCELLO: Il pompino, Melissa, il pompino!
MELISSA: Il pompino?
MARCELLO: Gi! Nessuna donna mai me lo aveva fatto senza preservativo, pensavo
mi amassi!
MELISSA: Ma questo pazzo!
MARCELLO: Ma ora
MELISSA: Ora cosa?
MARCELLO: Ora andato tutto a monte
MELISSA: E meno male!
MARCELLO: Meno male un corno! Io ho gi ucciso Sarah!
MELISSA: Cosa??? E dov adesso?
MARCELLO: Nel sacco; era questa la sorpresa di cui ti parlavo! E pensare che la
poverina, mi amava davvero, pensa che lultima frase che mi ha detto stata:
Caro, prima discendere, mettiti un maglione, che soffri di reumatismi
MELISSA: Dio! Era pazza anche lei!
MARCELLO: (Visibilmente scosso) E anche tu sei pazza!
MELISSA: Io?
MARCELLO: Gi. Tu!
MELISSA: Non credo proprio!
MARCELLO: E invece si!
MELISSA: Ti dico di noo!
MARCELLO: (Urlando) Si e basta!
MELISSA: (Rassegnata) Ok, ok, sono pazza!
MARCELLO: (Avvicinandosi a Melissa) Ora che sai tutto
CAMBIO SCENA.
Lo studio di Moreno. Questi appare incuriosito dalla storia.
MORENO: E lha uccisa?
CARLO: Siii!
MORENO: Lo sapevo! Quello che ancora non ho capito ma tu, perch sei cos
impaurito!
CARLO: Perch perch? Ma dico, hai capito o no, che tutto questo me lo ha
raccontato lui, dopo aver ucciso le due poverine?
MORENO: E allora?
CARLO: E allora, c che dopo avermi raccontato tutto quel tipo li,oh
Dio!
MORENO: Quel tipo li?
CARLO: Quel tipo li, mi voleva uccidere, perch ormai sapevo tutto!
MORENO: Oh mamma mia! E sei riuscito a scappare?
CARLO: Gi! Ma non solo!
MORENO: E lui ora dov?
CARLO: Nel sacco ops!
MORENO: Nel sacco? Quale sacco?
CARLO: E in macchina.
MORENO: In macchina? Santo Cielo Carlo, non lavrai mica?
CARLO: (Annuendo con la testa) Gi!
MORENO: Santo Cielo, Carlo, ma ti rendi conto oh mamma mia!
CARLO: Moreno, tutu ,mi devi aiutare, non mi lasciare solo, ti prego!
MORENO: Ma sei pazzo? Ma cosa ti saltato in testa?
CARLO: Moreno, tu sei il mio unico amico!!!
MORENO: Carlo!!! Facciamo finta che tu non mi hai detto proprio niente, ok? Io
me ne torno da Chantl, e tu te ne vai a casa a dormire, poi, si vedr!
CARLO: (Afferrando un braccio di Moreno) No, no, tu mi devi aiutare Moreno!
Ora!!!
MORENO: E lascia, che mi fai male!
CARLO: (Guardandolo fisso negli occhi) Moreno, ora tu sai tutto
MORENO: Ehi! Ehi! Non facciamo scherzi, Carlooooo..!!!!
I due cominciano a girare in tondo per lo studio, Carlo rincorre Moreno. Questi
si ferma alla parete dove casualmente urta linterruttore della luce. Al buio
si sentono rumori di colluttazione e grida, poi un tonfo acuto ed un grido di
dolore subito seguito da un rantolo di svenimento o simile. Una sagoma nera che
si staglia sul fondo si avvicina allinterruttore ed accende la luce, Moreno
chiaramente scosso ed in preda al panico, cerca di controllarsi. A terra il
corpo senza vita di Carlo, vicino alla sua testa, sempre a terra, una lampada.
Moreno prende Carlo da sotto le braccia e lo adagia sul lettino. Poi si volge
verso la porta.
MORENO: Rosa, Rosa! Sig.ra Rosaa!!!
ROSA: (Entrando dalla porta a SIX) Eccomi eccomi.
MORENO:(Afferrandola per un braccio, la tira via) Andiamoo!!!
ROSA: Piano, piano! Ma dove dobbiamo andare cos di fretta?
MORENO: Carlo, quel mio amico, mi ha lasciato un sacco che devo portare via.
ROSA: E lui dov?
MORENO: E l.
ROSA: Oh madre santa! morto?
MORENO: Si no cio, ma venga qui che le spiego
ROSA: Dottore, lei mi fa paura
MORENO: Non ti preoccupare, paura di che? Vieni che ti devo spiegare un
lavoretto che dobbiamo fare
ROSA: Ma dottore, veramente io avrei delle pratiche urgenti da sbrigare, non
so se sia il caso di trattenerci qui, anche perch vedo che il suo amico ha
bisogno di molto riposo, mi sembra stanco, non vorrei disturbarlo, dorme cos
serenamente, sembra morto. morto?
MORENO: Ma cosa dice?
ROSA: Dottore la prego, mi lasci andare, devo fare presto altrimenti ci sono le
scadenze
MORENO: (Afferrandola nuovamente per un braccio) Ma lasci perdere le scadenze,
dia retta a me. Ci sono cose pi importanti adesso da fare, venga con me. Mi
deve aiutare a trovare un sacco.
ROSA: Un sacco? E per farne che?
MORENO: Venga che le spiego tutto. (Avvicinatosi al cadavere di Carlo, gli alza
una gamba e cerca di piegarlo su se stesso per renderlo meno ingombrante)
ROSA: Oh mamma mia, ma allora
MORENO: Non aver paura Rosa, aiutami e poi ti racconter tutto, e se mi aiuti
bene, avrai una sorpresa!
ROSA: Ma veramente io non so se sia il caso, vede dottore non che sia poi
cos pratica di queste cose, mi ricordo una volta, quando ancora andavo
alluniversit allora ero ancora iscritta a medicina, ed alla vista degli scheletri
da studio, o Dio! Se solo ci penso mi vengono i brividi, vede non avevo mai
visto un morto da vicino e poi cos vicino. Certo mia nonna era morta, lavevo
pure vista, ma certo non era cos scheletrica come quello scheletro, quando
mor aveva 98 anni e pesava 125 Kg. Ci vollero cinque persone per alzarla dal
letto di morte. Poi mi ricordo
In crescendo la canzone Marcello il bello di Giovanni DAnzi e Michele
Galdieri, cantata da Tot.
CHIUSURA SIPARIO.
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