Maria e il prof…

MARIA E IL PROF

MARIA E IL PROF
(Far finta di essere sani)


dramma (a true story with some song) 
in due atti di 

GIANFRANCO SODOMACO


Dedicated to Biljana Srbljianovic,
and to the D fabulous fifth class


PERSONAGGI

1) Giorgio
2) Maria
3) Bianca
4) Il Presidente/Paola
5) Il vicepresidente/Federico
6) Un commissario/Luigi
7) Alessandro
8) Francesca


NOTA
Il sottotitolo un esplicito riferimento allo spettacolo di Giorgio Gaber, presentato dal Piccolo Teatro di Milano nel 1973. Molte delle canzoni utilizzate per il presente lavoro, tranne Il direttore, Viva lItalia e Fila la lana, appartengono a quello spettacolo (I reduci fa parte dellalbum Libert obbligatoria sempre di Gaber); esse non costituiscono una specie di colonna sonora del dramma ma integrano la piece soprattutto con la loro parte testuale. (E su cui la regia, essendo scarse le indicazioni in merito potr, ovviamente, intervenire con eventuali espansioni)
E evidente, comunque, che tale scelta costituisce, anche, un omaggio al Signor G., alla sua opera, alle sue tematiche, agli anni in cui, attraverso una serie di indimenticabili performances, contribu a far pensare il pubblico e, nello stesso tempo, a costruire con esso qualcosa tra il perduto e lindefinibile, ma che il sottoscritto autore azzarda a chiamare un rigore morale: qualcosa dellaltro mondo


Sul fondale nero la scritta bianca: La scuola uguale per tutti. Sopra la scritta ritratto del Presidente della Repubblica e crocefisso. Nel mezzo del palcoscenico i soliti banchi di scuola attaccati, a formare una lunga barricata, con sopra carte, libri ecc. Dietro ai banchi quattro persone sedute, una donna e tre uomini: lo scranno nel mezzo vuoto. Davanti ai banchi la solita sedia solitaria dellimputato/candidato. Il resto spoglio.
Sipario. Subito inizia la canzone di Giorgio Gaber: Vivere, non riesco a vivere, ma la mente mi autorizza a credere che una storia mia, positiva o no, qualcosa che sta dentro la realt(quindici secondi)
Contemporaneamente entra la presidente (P), che si avvia verso lo scranno. Nello stesso momento Giorgio (G) si alza, va verso il proscenio e canta: Battiam battiam le mani, arriva il direttor, battiam battiam le mani, alluomo di valor, gettiamo tulipani e mazzolin di fior, cantiamo tutti in coro evviva evviva, evviva il direttor!
P (burocratica): Colleghi, vi comunico che il candidato numero uno ha tentato il suicidio, ho appena parlato con il maresciallo dei carabinieri di zona, la ragazza si data fuoco la scorsa notte, stata ricoverata con prognosi riservata, pare che centrino le prove scritte andate male, i ragazzi non sanno ancora niente, non resta altro che proseguire con il secondo candidato
Pausa
P: Mi raccomando,vi ricordo che siamo tenuti al segreto professionale, sicuramente alla fine dei lavori odierni ci aspetteranno dei giornalisti, non voglio ledere la vostra libert di, ma, fate come me!, io non rilascio dichiarazioni nemmeno in casi ordinari, la stampa distorce sempre il senso delle
Giorgio, rivolgendosi al pubblico, afflitto
G: Dottore
Poi, rivolgendosi a lei.
G (furioso): Ma si rende conto? Lei ci raccomanda, qui scoppiata una tragedia che chiama in causa tutta la scuola e lei ci raccomanda di stare zitti, e di continuare come se niente ma si rende conto?
Rivolgendosi allaltra donna seduta, che porta alle orecchie dei vistosi orecchini.
G: Bianca, di anche tu qualcosa, non possiamo semplicemente prendere atto che
B (sicura): Calmati Giorgio, siamo impotenti davanti a questi fatti imperscrutabili, impreve
La interrompe
G (furioso): Impotenti? Ci siamo chiesti perch le prove scritte?
A sua volta interrotto.
P: Non vorr mica insinuare che esistono delle responsabilit, professore, noi ci conosciamo da un pezzo, la smetta di fare sempre della propaganda , ascolti piuttosto la sua collega, visto che la sola persona con cui lei ha parlato durante questi giorni
Pausa tesa
G: Come si permette? Cosa vorrebbe insinuare? Bianca!, usciamo, interrompiamo questo rito del cazzo che non serve a nessuno, che ammazza la gente !
Giorgio sta per uscire, Bianca non si muove. Di nuovo la presidente.
P (sicura): Intanto la invito a moderare i termini, guardi che, se voglio, posso sostituirla in qualsiasi momento, lei non interromper un bel niente!
Intervengono gli altri due uomini, il vice presidente (V) e il quinto membro della commissione, pi giovane degli altri (Q).
V (vagamente minaccioso): Se per caso si allunga il tempo degli esami io mi do malato! Ho gi prenotato lalbergo con mia moglie a Avr diritto anchio alle mie ferie, no?
Q (lamentoso): Se non sbaglio io rappresento, qui, il supplente della supplente, non fatemi perdere i due punti in graduatoriae sti quattro soldi
Giorgio si gira, li guarda, abbassa la testa e viene lentamente, di nuovo, in proscenio.
Pausa
G (come se parlasse al pubblico): Caro dottore, mi scrivi, e mi chiedi, gentile, della mia sempre difficile estate, ed io, con gratitudine, ti rispondo; ad un patto per, che tu non concluda che la mia nevrosi ossessiva non recuperabile, che il mio pessimismo universale passato dalla cultura alla patologia, perch le cose che sto per raccontarti sono andate proprio cos, cominciate male e finite)
Di nuovo la presidente:
P: Entri la candidata numero due
Entra in scena una bellissima ragazza, minigonna, calze a rete, abbronzata ecc. Si siede, firma e accavalla le gambe. Ci fa agitare i due maschi che cominciano a strabuzzare per lei mentre inizia a parlare con il vice. Giorgio, in proscenio, guardandola, commenta.
G: Violento, dottore, a quella apparizione il desiderio di farci lamore, di esorcizzare, vincere lidea della morte, gi insinuatasi tra noi e il baratro che ci divideNon riesco a trovare, dottore mio, altro modo per comunicare con questi cani perduti, evanescenti, sensoriali, digitali, ossessionati dallapparire e dallavere, fragili come specchi in cui, per colpa nostra, non hanno potuto riflettersi se non ridando loro il senso della corporeit, della durezza materiale che mai hanno sperimentato: una carezza, una spinta, un abbraccio, una stretta di mano, un pugno allo stomaco; una congiunzione di sessi? Di questo vorrei colloquiare, dottore, della sua vita e delle mia carezze, di che cos per lei, bellissima, la bellezza, vorrei svelare il segreto nefasto ai limiti del ridicolo di questa mattina e dopo, i nostri segreti, vorrei toglierci la maschera
Interrotto dalla presidente
P: Professore, una domandina di filosofia?
G (immediato): Francesca, tu che te ne intendi, sei daccordo con il concetto di bellezza in Kant?
F (immediata): No, la bellezza soggettiva, non universale, e dipende da fatti concreti, empirici, come
La interrompe
G: E brava Francesca, non avevo dubbi, non fai che confermare ci che gi, ma (rivolgendosi alla presidente e alzando di nuovo la voce) a che serve che io rifaccia le stesse domande?
La presidente lo interrompe nuovamente rivolgendosi alla ragazza
P: Per chiudere, progetti per il futuro?
F (sicura): Voglio fare lavvocato
Giorgio, sempre in piedi, ironicamente.
G: Ce la farai senzaltro Francesca, hai tutti i requisiti, lo sai no
P: Pu andare, tanti auguri
Giorgio, improvvisamente.
G (teso): E della morte, della morte, che ne pensi Francesca?
P (gridando): Professore!!!
G: E una domandina filosofica!
F (sempre sicura): Tutto passa il resto va!
Pausa. Giorgio ride
G: Bravo avvocato, brava Francesca! Francesco De Gregori nella canzone?
F: A Pa, a Pasolini, ci ha fatto una testa con sto Pasolini, prof!
P: Vada, vada
Francesca esce. Appena uscita:
P: Ma dove vuole arrivare lei stamattina? 
Pausa
G: Stamattina?
Pausa. Rivolgendosi a Bianca:
G: Diglielo tu, Bianca, dove voglio arrivare
Pausa
B (per sviare): Presidente, potremmo avere degli aggiornamenti sulle condizioni di Maria?
P: Chi Maria?
B: E la candidata numero uno
Pausa
P: Se questo pu servire a qualcosa
Esce la presidente. Bianca si alza e va in un angolo. Il giovane si mette a leggere un quotidiano. Il vice presidente mescola le carte. Giorgio torna in proscenio.
G (come se parlasse al pubblico): Dottore, uscito il gatto, per sua natura ambiguo ed infingardo, i topi ballano la rumba; anche i roditori di manici di penne a sfera, di filtri di sigaretta, di vecchi pollici ciucciati fino ad incarnarsi, di caramelle di ogni tipo per difendersi dai batteri stomatosi e dai virus aftosi vaganti nellaere mefitico della scuolarosi da infinite nevrosi, fase decisamente orale! Anche loro, dottore, ballano
Lo interrompe il giovane insegnante, che si rivolge a Giorgio.
Q: Un altro suicidio ha letto professore?
G: Non darmi del lei per piacere, mi fa sentire pi vecchio, gi tra un anno vado in pensione, no!, non li ho manco comprati i giornali, stamattina, allora?
Q: Alexander
Lo interrompe.
G: No! Langer!
Q: S
G: No, cristo santo, no!
Giorgio si avvicina al giovane che gli porge il giornale. D una veloce scorta poi guarda Bianca, in angolo.
G: Bianca, lo sapevi?
Pausa lunga
G (gridando): Bianca, lo sapevi?
B: S, ma, ti prego di star calmo
Pausa
Giorgio rinuncia a Bianca, e va, in proscenio, dal dottore.
G: Dottore, se si ucciso lui non v speranzaEsiste forse oggi gruppo compatto, coeso, osmotizzato dallideale comune capace di afferrare il suo testimone e continuare a mettere in atto una lezione degna di questo nome? No! Vi sono soltanto compagnie mercenarie, cordate rampanti, assemblee fanatiche e masse rintronate a tirar fendenti, commissioni corporative, feudali come la nostra e lui, dottore, solitario, con la sua fede, contro tutti, contro i branchi lucidamente inferociti, freddamente impazziti della Balcania: fino a rimanerne ammazzato? No, dottore, non venire a farmi discorsi sullarte del possibile e della mediazione, perch con questa storia arriviamo sempre tardi quando i milioni di morti, affamati, disperati, perseguitati
Lo interrompe la presidente che rientra con Alessandro.
P: Riprendiamo con Alessandro! Ti chiami cos, vero?
A: S
Pausa. Guardando la presidente:
G: Come sta?
P: Dopo, professore, doposi accomodi
Alessandro si siede e firma.
P: Cominci lei, professore, cos poi
Provocazione contro provocazione.
G: Perch no! Alessandro!, ti ricordi che vi avevo parlato, del tuo omonimo, di Alexander
Il ragazzo lo interrompe.
A: Langer!
G (felice): S, proprio lui!
P: Ma cosa
Giorgio la interrompe a sua volta.
G: Fa parte del programma, le assicuro, non lo ha visto il mio programma? Vai Alessandro!, ma voglio un giudizio critico, tuo
A: Okay, per, lo sa che
G: Bravo Alessandro!, hai gi letto i giornali, anzich i libri di scuola, come stanno facendo i tuoi, cretinamente, di l, nellantro dell, sei una mosca bianca, Ale lo sai s che sei
A(ironicamente): Bianco di sicuro
G: Certo, bianco, ma anche verde, vero, come Alexander?
A: S, sono cattolico e iscritto al partito dei
Di nuovo la presidente.
P: S, e lei rosso! Io sono, ma cosa giochiamo, al gioco del tricolore?, le pare un esame di maturit questo?
Di sorpresa Bianca.
B: Li lasci continuare, stiamo a vedere, forse
Immediato Giorgio (senza guardarla).
G: E tu seiBianca, grazie cara collega, ti sono infinitamente grato!, allora la lezione di Alexander! (indicando con la mano Alessandro)
A: Pur facendo parte della minoranza altoatesina
Giorgio si alza e viene in proscenio, dal dottore.
G (come se parlasse al pubblico): Dottore, forse c una speranza: chiedo e risponde s ai miei diretti e indiretti interrogativi e argomenta solido, profondo, e spazia, personalizza e interiorizza, e recita un atto di fede laico ed ecumenico e chiude con un jaccuse contro la scuola apparato ideologico di uno stato incancrenito, da rifondare subito, perch sente pure lui laria di morte, thanatos, che si respira qua dentro o quando digita televisione e computer, e sa che il suo anno di nascita, i suoi giorni, 1975, cruciale perch lanno in cui muore il grande Poeta Civile, il giorno dei morti, sulla spiaggia di Ostia ma anche a Sal, dopo aver trascorso centoventi giorni di abiezione e damore, offrendosi martire ad unItalia gi stravolta, corrotta, straniata, imputtanita
Ritorno alla realt richiamato, al solito, dalla presidente.
P (paternalistica): Caro ragazzo, con tutta la pi buona volont, lei non pu lasciarsi andare a giudizi sommari, proprio la storia ci insegna che solo la mediazione, la politica come arte del possibile quindi mi raccomando
Giorgio la interrompe.
G (furioso): Ancora si raccomanda! Ancora con questa arte del possibile! Arte un cazzo! No, perdo, lei non pu castrare in questo modo la fede rivoluzionaria di un ragazzo!, le impedisco di usare questi toni
P: Professore, come si permette?
G: Mi permetto e come!
Per tutta risposta la presidente tira fuori dal caos di carte i compiti scritti di Alessandro e commenta:
P: Cera da aspettarselo, completamente fuori tema!
Immediato Giorgio.
G: Io non ero daccordo con quel giudizio, e nemmeno la collega
P: La maggioranza, professore, la democrazia
G: La smetta! Crede che io non sappia? Voglio vedere di nuovo i criteri di giudizio delle prove, dove sta il verbale con i criteri di giudizio?
E si mette a rovistare tra le carte come un forsennato, e cos facendo fa cadere un quadernino da cui fuoriesce un foglio.
G: E questo cos?
P: Lasci staresono miei appunti
G: No, questa la scrittura del vice presidente, la riconosco bene!
P: Professore!, io la richiamo formalmente, o sar costretta a!
G: Ed io protesto formalmente!, chiamo lispettore, qui sono state concordate delle votazioni prima dello scrutinio!
E Giorgio rovescia infuriato altre carte per terra. Sulle grida dei due entra improvvisamente Francesca che grida piangendo:
F: Prof, Maria ha tentato di ammazzarsi!
Si sentono grida e lamenti provenire da fuori scena. Francesca va ad abbracciare Alessandro, il quinto membro esce sbuffando: 
Q: Qui va tutto a puttane,lavevo capito fin dallinizio!
La presidente e il vice si mettono a raccogliere le carte cadute, Bianca prende per il braccio Giorgio come per proteggerlo, rassicurarlo, ma lui si scosta con quel pezzo di carta in mano, e va dal dottore. Bianca inizia a piangere.
G: E il caos, dottore, la bagarre, lo sfaldamento, ognuno per suo conto, candidati che entrano, escono, sciamano piangendo, sbraitando, perduti, commissari che si infrattano bofonchiando e fregandosene di morti e lutti, presidenti affannati che, carponi, esplorano il pavimento e raccolgono, mendicanti, mentecatti, ogni sorta di oggetti, cicche, briciole, caccole, trucioli, per ritrovare il prodotto cellulosico; bidelle che vendono informazioni al miglior offerente, Alessandri che, commossi, forti dei loro viaggi intellettuali, tentano, con la ratio, la consolatio afflictorum, di comprendere, ed io che deambulo barcollando con la prova del delitto in mano. Dovranno uccidermi, martire, per averla! ComePierPaolo Alex
Giorgio sviene. La presidente carpona per terra in velocit fino a portargli via di mano la carta. Poi lo tira per le braccia fino al tavolo, mentre il vice raccoglie tutte le carte e poi aiuta la presidente a distendere Giorgio sul tavolo, ancora svenuto: poi il vice esce. La presidente d delle pacche sul viso a Giorgio e dopo un po Giorgio rinviene. Si avvicina Bianca ancora piangente. Giorgio delira.
G: Marisa
P: Marisa? Chi Marisa? Chi sta chiamando?
Pausa
B: E sua moglie, si sono lasciati da poco
P: Aaahhh, ora capisco
B (immediata): No!, non capisce
La presidente non riesce a replicare perch Giorgio esce dal delirio.
G: Biancanon devi piangere
B (affettuosa): Ci hai fatto prendere paura, stupido
G (che si riprende): Non niente, qualche volta mi capita, la pressione
Si tira su lentamente, apre e stringe i pugni come per far tornare il sangue, poisi accorge che in mano non c pi il foglio. Guarda la presidente, che lo blocca.
P: Professore, cosa mi combina, lei deve riposarsi, esaurito, adesso, da bravo, si rimette in piedi e noi la riportiamo a casa, stiamo preparando il certificato, il suo supplente sta per arrivare, sar contento di sapere che la sua Maria ancora lucida, anzi, c ha informati che vuol parlare con lei, avr tutto il tempo!
Giorgio non ha la forza di reagire. Torna il vice con la carta di congedo. Giorgio torna a stringere i pugni, lentamente si alza e, a pugno serrato alzato, canta: La libert non star sopra un albero, non neanche un gesto, uninvenzione, la libert non uno spazio libero, libert partecipazione! (venti secondi)
Poi, barcollante, va verso il proscenio. Durante il percorso compaiono, quasi in quinta, Francesca e Alessandro che, nel frattempo, erano usciti, e 
ripetono, facendo il coro, la canzone sulla libert.
La libert non star sopra un albero, non neanche avere unopinione,
la libert non uno spazio libero, libert partecipazione! 
Sulle note della canzone, Giorgio si rivolge ancora una volta al dottore:
G: S, forse v ancora speranza, dottore, attendo un tuo cenno. Confermami, ti prego, che la mia nevrosi ossessiva, la mia vocazione necrofila, le mie tendenze autodistruttrici sono recuperabili, dunque che le cose, cominciate male, sono finite peggio. Cordialmente tuo Giorgio.
Buio.
Restano in scena solo Bianca e Giorgio. Luci soffuse. Bianca dietro il banco, Giorgio al posto dei candidati. 
B: Neanche lanalisi, Giorgio
Pausa.
G: Non vero, lanalisi servita a rompere con Marisa
Pausa.
B: Con questo esame hai fatto danno pi a te stesso, mi sento un po in colpa
Pausa.
G: Strano, da parte tua
B: Eppure
G: A ciascuno il suo, a te la mediazione e a me
B: S, ma ti stai cacciando in un altro guaio, sei esasperato
G: Non ho bisogno del tuo maternalismo
B: Sbagli, desidero solo esserti amic
La interrompe.
G (declamante): Ah, perdo!, dellamicizia e dellamore, delleducazione e dellamicizia: delleducazione e dellamore?
Pausa allusiva.
B: Quando vai a trovare la Maria?
G: Ormai ho tutto il tempo!, ha detto la servitrice dello stato, la presidente, no, ci andr subito questo pomeriggio Dio mio, hai ragione tu, sono imperscrutabili
Pausa allusiva.
B: Non completamente per fortuna, altrimenti che ci staremmo a fare noi, limportante che noi si giochi a carte scoperte!
Un guizzo.
G: E quello che faccio io!
Pausa.
B: Non ne sarei cos sicuro
Pausa.
G: Cio?
B: Sei pi impenetrabile di quanto tu creda!
Pausa.
G: Veramente, il non farsi penetrare si addice assai di pi a te, Bianca!
B: Mona!
Pausa.
Sempre Bianca, che pontifica.
B: Con il tutto o niente scavi solchi
G: Che qualcuno forse seminer!
Pausa.
B: Chi? I nostri allievi?
G: Almeno non mi respingono
Pausa.
B: Una vita per la scuola a 55 anni? Cosa pensi di fare adesso, che hai lasciato MarisaCosa farai tra un anno, che non avrai pi i tuoi allievi!
G: Resta sempre il volontariato
Pausa.
B: Mi fai rabbia, tra noi si potrebbe filare damore e dac
La interrompe, si alza e canta andando in proscenio:
G: Fila la lana, fila i tuoi giorni, illuditi ancora che lei ritorni, libro di dolci sogni damore, apri le pagine al tuo dolore
Lei gli grida.
B: Sei incapace di confrontarti!!
Lui immediato.
G: Dottore, glielo dica lei, colloqui con i genitori, incontri con i colleghi, dialoghi con i compagni, partecipazione, cogestione, mutuo soccorso, soccorso rosso, democrazia diretta, assemblea dei delegati, tutto il potere ai soviet, studentioperaiunitinellalotta, piccolo gruppo di lavoro, mozioni dordine, mozione di minoranza, mozione mia e poi organi collegiali della scuola, comitato di salute pubblica, antifascista, centrale, scuolacostituzione per la giusta applicazione dellinsegnamento della religione cattolica e tu mi vieni a dire, BiancaMa non eri tu che ti sentivi in colpa?
Pausa.
B: Sei entrato ed uscito da tutte le organizzazioni, non sai mettere radici
G: Perch non le ho e non voglio averle, come Alex, istrominoritario eppure antietnico come lui!
Pausa.
B: Cos rischi di diventare unospostato, in realt
Pausa.
G: In realt, Bianca?
B: Hai bisogno di casa, inganni te stesso, ricordi cosa hai detto dopo che tra noi
Pausa.
G: S, basta donne, ma non ho mica fatto voto di castit, intendevo dire
Lo interrompe.
B: So bene cosa volevi dire, ma questo il puntoper te niente mezze misure, o lamore totale o, mentre la vita, tu, una scelta come la mia, da single, mai pi
Giorgio sempre in proscenio.
G: Dottore, le presento la presidente dei single della citt dei ragazzi, neoanalista, la prenda in considerazione, senn questa le fa le scarpe!
Bianca grida:
B: Scemo! Dacci un taglio
Pausa.
G (serio): Se ti senti in colpa veramenteaiutami!
B: Non sono fuggita, iogli altri piuttosto,ma sai come ti considerano gli altri?
Pausa.
G: Un puttaniere, naturalmente!
Pausa lunga. Giorgio si rivolge ancora al dottore/pubblico:
G: Lho detta dottore, la parola: scritta, letta, cantata, divulgata, annunciata. Coraggio Bianca!, fino in fondo, neofita del profondo, infila la lama, singola maniacale, bellissima estemporanea nella monotonia naturistica e nella variet infinita dei penduli ai lobi: strega, zingara, sacerdotessa della mediazione, mediumeterea e palpabile!
Pausa.
B (rassicurante): Fregateneper, ti prego, cerca un equilibrio Io, per quanto posso
Pausa riflessiva. Giorgio torna da lei. I toni calano.
G: Okay, ma stammi vicino e niente sensi di colpa, preti e madonne
B: Daccordoma ne hai sempre una, sei come una donna in cinta!
G (simpatico): Stronza! Ma che mestiere sarebbe il nostro se, anzi, sai cosa faccio subito?, vado a trovare la MariaPerch non vieni anche?
Lo interrompe. Ambiguamente:
B: No, vuole te, salutamelaeauguri
Buio lungo. Va, fuori campo, la canzone di Gaber Chiedo scusa se parlo di Maria: Non facile parlare di Maria, ci son troppe cose che sembrano pi importanti, mi interesso di politica e sociologia, per trovare gli strumenti e andare avanti, mi interesso di qualsiasi ideologia, ma mi difficile parlare di Maria, la libert, Maria, la rivoluzione, Maria, il Vietnam la Cambogia, Mariala realt(sino alla fine, circa due minuti,
mentre avviene il cambio scena)
Cambio scena: nel mezzo del palcoscenico un letto e una sedia metallici bianchi. Sotto il lenzuolo, Maria, fasciata fino al collo. Giorgio lascia sul letto un mazzo di margherite.
G: Ciao, Maria
M (molto sommessa): Ti aspettavo, sempre
G (sorpreso): Ah, il medico mi ha detto che non devo affaticarti
M: La bocca non mi si bruciataTi immagini la Maria che non chiacchiera?
G (ridendo pacatamente): Proprio no, ti porto i saluti della classe
M: Come sta andando?
G: Bene, che nessuno
Lo interrompe.
M: Nessuno riesce a spiegarsi perch io
G: Noper non voglio che ti stanchi
M: Con te voglio parlare, per questo ti aspettavoHai paura forse?
G: Perch mai?
M: Mi interessa la tua analisi del fattodi sangue!
G: Non essere cinica
M: Dai, attacca! Sono tutta orecchi
Pausa lunga.
G: Credo sia stato difficile, per una persona come te, che tende alla depressione, andarsene da casa e vivere da sola in una soffitta
Pausa.
M: E poi?
Pausa.
G: E poi, se non sbaglio, hai lasciato RobertoNe hai parlato perfino nel tema di italiano, che andato male, anche matematica 
Pausa.
G: Poi hai studiato come una matta per preparartie hai ceduto! Mettendo insieme tutti gli elementi
M: I conti tornano
G: S, ma sempre in queste circostanze c qualcosa che sfugge
M: Un raptus, la perdita della ragione?
G: Allincirca, difficile da definire
Pausa.
M: E finita la lezione di psicologia?
Pausa.
G: Maria, mi hai chiesto
M: Mi hai deluso, prof
Maria inizia a piangere.
Pausa.
G: Mi dispiace, sono confuso, non era mia intenzione
M: No, non niente
Poi si calma gradualmente e inizia a fissarlo.
G: Perch mi guardi in quel modo?
Pausa.
M (provocando): Perch sei bello, prof!
G (schernendosi): Maria!
M: Com che mhai definitoil profondo conoscitore dellanimo umano, lamico, il democratico che si fa dare del tu da tutti? Soggetto depressivo?
G: Maria, perch
M: Sei una figura pubblica dunque esposta alle critiche della gente, dei comuni mortalicome me
Pausa.
G: Non mi sono mai sottratto
M: E allora?
G: In questo momento mi interessa soltanto starti vicino
M: Aaameeenn!
Pausa.
G: Maria..., cosa succede?
M: No, scusami Potr essere un posuscettibile?
G: Certo, hai tutte le attenuanti!
M (ironicamente): Ti ringrazio, a proposito, come hai saputo che le margherite
G: Ho chiesto alla tua amica Arianna 
Pausa.
M: Ti piace Arianna, vero prof?
G: E una bella ragazza
M: Ed io, ti piaccio, prof? 
G: Anche tu sei una bella
M: Lo dici per farmi
G: No, perch dovrei?
Pausa.
M: Ti credo Per la tua analisi scadente
Pausa.
G: Vuoi spiegare tu perch hai tentato di
Pausa.
M: Prof, quanti anni sono che frequentiamo la stessa maledettissima aula scolastica?
G: Tre
M: E non ti bastano per?
G: Dicevamo che la causa ultima, quella scatenante
M (gridando quanto pu): Lho fatto per amore!
Pausa.
G: Per amore? Che significa?
M: Significa per amore, non chiaro?
G: No! Non afferro, forse tu e Roberto
M: No! A differenza di quello che dici sempre tu a scuola, la faccenda semplice!
G: Cio?
M: Io credo che lamore sia laspetto pi importante della vita!
G: Beh, questo lo predicano in tanti, i cristiani, tu non sei credente
M: E non lo sono infatti, lo stesso non capisci
G: Continua
Pausa.
M: E stata proprio la religione a distorcere il significato dellamore stato presentato come un sacrificio, un dovere, non qualcosa che ti rende gioioso, pieno, felice verso tutti
Pausa.
G: Sono daccordo con te, ma non vedo, c chi vive lamore proprio esattamente come dici tu!
M: Ne sei sicuro?
G: S, credo di s
Pausa lunga.
M: Mi amiprof?
Pausa.
G: Maria, non capisco
P: Rispondimi, perdo!
G: Ti voglio bene come
M: Dai, dillo! Come ad una sorella, come ad unamica!
G: S
M: Ecco, appunto! Tu non mi ami come amitua moglie Ami tua moglie?
G: Sono due cose diverse
M: Allora non hai capito, e s che ci hai fatto un culo cos sullunicit della vita, dellessere
Pausa.
G: Lascia stare, ti prego la filosofia, spesso sono soltanto parole che si svuotano da sole
M: Io la lascio anche stare la filosofia, se vuoi, per devessere un gran casino per te insegnare una roba che poi dici che non serve un cazzo!
G: Non ho detto questo
Pausa.
M: Prof, tu credi a qualcosa?
Pausa.
G: Non lo so, forse s
M: A cosa?
G: Alla vita, cos come viene, in tutte le sue manifestazioni
M: Senza alcuna certezza, punto fermo, vero?
G: S
Pausa.
M: Guarda che questo, dalle tue lezioni, viene fuori
G: E probabile
P: E sicuro! Sei distaccato, senza entusiasmo, alcuna adesione a
Pausa.
G: Vorresti che vi dessi delle certezze che ritengo fasulle? Anchio, quando avevo la tua et, ne ho preso di cantonateho fatto un casino del diavolo allesame ma, alla finemhan buttato fuori!
M: Hai fatto bene, vuol dire che eri nel giusto!
Pausa.
G: Anche tu Maria, mi spiace dirtelo, ti sei illusa su
M: Neanche per sogno, ti sbagli su ci come sul resto Stiamo per far saltare in aria il pianeta? Abbiamo stracciato lamore in mille pezzi? Ebbene, io ho negato tutto questo, queste negativit, col mio gesto!
Pausa.
G: Mariaio non ti giudico, cos come non giudico il suicidio di Alex 
M: Niente di plateale ma unazione, una vera azione, s, perdo! Ma che pretendi?, che alla mia et me ne stia l, inerme a guardare le cose dallesterno? Fenomeni da osservare e da studiare e basta? Io voglio vivereintensamente
Pausa.
G: Unazione estrema, rischiosa, e poi molti, anche i tuoi compagni, non capiranno
M: Perch hanno imparato da voi adulti, da voi insegnanti! Ma ti rendi conto, prof, della responsabilit che hai tu nei miei confronti?
G: Cosa vuoi dire?
M: Che hai disposto della mia vita per anni
Pausa.
G: Torni ad esagerare, oggi leducazione, la scuola, rispetto tutto il resto, pu ben poco! 
M: Non vero, un alibi, se tu mi amassi!!
Pausa.
G: Ti ho gi detto che io
M: Se tu mi amassi come io ti amo
Pausa.
G: Ah, e come mi ami?
M: Scemo, scemo e cieco, io ti amocome una donna ama un uomo!
Pausa.
G: Non immaginavo
M: No! Fingi, cos come fingi di amare tua moglie!
G: Che ne sai tu di mia
M: Lo so! Se amavi veramente tua moglieamavi me!, e tutti noi, ameresti il mondo, la vita! Ami tua figlia, professore?
G: Certo che
M: Come fai ad amare una creatura a cui hai dato la vita se non ami la vita? Dentro, voglio dire, nelle viscere dai!, dimmi che sto delirando, che il dottore ha sbagliato iniezione!
G: Non ho aperto bocca
M: Ma lo stai pensando
G: No, voglio solo capire
Pausa.
M: Perch sei venuto da solo? Di la verit, ti prego!
G: Lhai chiesto tu
M: Soltanto?
G: No, forse ti dovevo delle spiegazioni, forse ci dovevamo
M: Perch sapevi che ti amavo e ti sei sentito, dopo quanto accaduto, in colpa
G: Basta con le colpe
M: Okay, sono daccordo con te, quindi
Pausa.
G: Avevo intuito che nutrivi una simpatia per me, mi sono sentito in dovere
M: Hai visto? Hai usato il linguaggio del dovere Non mi piace! Io ti amo prof, ho voglia di fare lamore con teanche tu ne hai voglia!
Pausa.
G: Perch dovrei?
Pausa.
M: Sii sincero fino in fondo
G: Tutto ci che ti ho detto
M: Allora rispondi: hai immaginato qualche volta di fare allamore con me?
Pausa.
G: S
M: Non occorre altro
G: Ma una cosa il pensiero
M: Comunista del cazzo, ci hai insegnato tu che il pensiero non esiste senza lazione, la prassisei un comunista a ore? Sei un uomo a met?
Pausa.
G: Maria, magari potessimo realizzare tutti i progetti
M: Per quante idee sono andate a vuoto per mancanza di coraggio, per pigrizia, accidia Dimmi quante, ti prego, prof?
Pausa.
G: Tante, Maria
Pausa.
M: Prof, tu ritieni che amando tua moglienon puoi amare unaltra donna? Ti censuri?
G: Qualcuno ha detto che la storia si costruisce sulla repressione
M: Bella societ abbiamo messo in piedi
Pausa.
G: Queste sono le idee del Sessantotto
M: E son rimaste lettera morta!
Pausa.
G: Ma la realt sempre pi forte delle buone inten
M: Materialista dei miei stivali, la storia siamo noidegregoriano del cazzo
G: S, ma un processo graduale e complesso
M: S, verso la deflagrazione totale! Compriamo e vendiamo i bambini per utilizzarne gli organi e poi li buttiamoNeanche i nazisti
Pausa.
G: La storia ha i suoi corsi e ricorsi
M: E la gente che muore di fame oggi ha il sacrosanto diritto a mangiare oggi, e se non mangia perch il potereruba, odia, non amafino a odiare se stesso senza confessarlo!
Pausa lunga.
Maria chiude gli occhi per un momento e fa un respiro profondo che le procura dolore.
M: Scusami, sto letto dospedale comincia a starmi sul
Pausa.
G: Perch non ti riposi? Posso sempre tornare
M: No! Finch il dottore non ti scaccia, il nostro discorso non terminato
Pausa.
G (affettuoso): Sei una ragazza in gamba, anche se mi hai preso incontropiede!
Pausa.
M: Non credere che io forse davvero il dottore ha sbagliato , invece del sedativo Dio come sono felice che tu sia venuto
Pausa.
M: Mi ami?
Pausa.
G: Maria, gi lo sai che non ho, per cui ci che mi stai chiedendo
Pausa.
M: Con tua moglie, avevo ragione io
G: S, ci siamo lasciati, lo sai
Pausa.
M: Senti voglio la tua definizione dellamore
Pausa.
G: Torniamo al gioco originario?
M: S, fino in fondo!
Pausa.
G: Lamore uno scambio reciproco
M: Che si risolve in un contratto!
G: E anche questo
M: Non credi che molto spesso il togliere prevale sul dare?
Pausa.
G: S, certo, accade
Pausa.
M: Ci hanno impedito di amare, fin da bambini, non esiste uneducazione allamore, alla sessualit, al dare, lamore tra adolescenti dovrebbe rappresentare la palestra, la scuola, il laboratorio dellamore!
G: Stai delineando un altro trattatello sullarte di amare Perch non lo scriviquando sarai guarita?
M: Gi, per girare a vuoto con il mio manoscritto sottobraccio ed ogni tanto farmici le seghe
Pausa.
G: Non sempre scrivere una fuga
M: No, ma quasi
Pausa.
G: Esiste una importante letteratura damore
M: Ma non una vita damore la mia teoria questa: il potere nasce per mancanza damore e allora odia e perseguita chi ama, lo atterrisce fino a togliergli questa capacitCos crea altro potere e il circolo vizioso si chiude! Non c pi spazio per lamore, bisogna ristabilire un cerchio virtuoso!
Pausa.
G: Eppure la gente si ama, o dice di amarsi
Pausa.
M: La gente non ama, possiede, conquista loggetto amato, gelosa, esclusiva
Pausa.
G: Maria, come vivresti, nel concreto, questo tuo modo di concepire
Pausa.
M: Davvero me lo domandi? Non sono stronzate?
G: No.
Pausa.
M: Amando un altro o unaltra, finch sento che riesco a dare, senza chiedere nulla in cambio, e magari il mio dare aiuta laltro a dare! Come vedi pu esserci un ricevere ma solo se gratuito, al contrariobasta che uno dei due inizi a pretendere il rapporto cessa
Pausa.
G: Potrebbe accadere che la frequenza donda non sia la stessa, uno crede di aver dato tutto e rompe, laltro invece ritiene di non aver esaurito la sua carica damore: non credi che in questo caso ci sia un lascito di sofferenza?
M: S, ma di segno positivo, rispetto al disagio che si crea quando ami per forza, per sacrificio una sofferenza potenziale perch, vedi, cos, lamore continua, non si cristallizza, riprende la sua strada facendo tesoro delle esperienze precedenti Ti convince?
Pausa.
G: Non so...
Pausa.
M: Vuoi provare con me? Io ti amo, e tu non hai mai amato veramente tua moglie
Pausa.
G: Perch insisti su questo
M: Lhai mai tradita?
Pausa.
G: S
Pausa.
M: Lei lo sapeva?
G: S
M: Con la Bianca?
Pausa.
G: S
M: Che ti ha lasciato
G: S
M: E ha fatto bene, perch ami male, sono queste le vere rivoluzioni, e tu a scuola ci hai insegnato che le rivoluzioni sono strappi violenti, puoi scegliere tra la violenza dellamore e la conservazione del disamore!
Pausa.
G: Ho paura
M (ironicamente): Di che cosa? Ah, ho capito, non giusto, serio, che un prof ami una collega o, peggio, una sua allieva!
Pausa.
G: Lascia stare i colleghi, ma un insegnante deve rimanere sentimentalmente neutrale nei confronti degli allievi, altrimenti parziale, non una questione di malintesa seriet ma di principio educativo
Pausa.
M: Indovina a chi penso?
G: La tua fantasia non ha limiti
Pausa.
M: Al maestro dei maestri!
G: Ges
M: Bravo il laico, comunista! Pensavo a Socrate, e a quando ti lamentavi che non cerano pi maestri degni di questo nome! In realt ti confessavi davanti ai tuoi allievi!
Pausa.
G: Pu darsi, ebbene?
M: Socrate amava, voglio dire di un amore fisico i suoi allievi, ed era amato
G: Non sicuro
M: Se anche non certo indicativo, quasi simbolico che lo si racconti!
Pausa.
G: Vorresti trasformare una classe in una comune che pratica il libero amore?
M: Smettila di difenderti, linsegnante ha il compito di educare al gusto, al piacere di conoscere, di vivere
Pausa.
G: Dovrebbe
M: Dimmi, allora come possiamo amare lo studio, la natura, senza amare realmentegli uomini?
G: Non sono la stessa
M: Sei cocciuto, lo so, mi piaci anche per questo
Pausa.
G: Maria
Maria fatica sempre pi a parlare e perci alza la voce alterandola, ma ormai stremata.
M: Io voglio che tu sia il mio maestro damore, che ci amiamo alla luce del sole, senza far torti a nessuno, e le malelingue, i censori, che vadano a fare in culo
Pausa.
G: Maria
M: Voglio una risposta, domani, va bene?
Pausa.
G: Maria
M: Ti amo, vai adesso, sono molto stanca, ho sonno, forse sogner che facciamo allamore, sdraiati sulla tua scrivania in classe, dio che rivoluzione, domani, domani
G: Maria..., Maria..., Maria...
Lei non risponde pi. Lui si avvicina e la guarda poi grida:
G: Dottore!! Dottore!!
Poi va in proscenio e dice:
G: Dottore...
Buio. 


FINE DEL PRIMO ATTO



La scena. Al centro del palcoscenico una poltrona/divano, ai due lati due poltrone singole a formare un piccolo salotto quadrato. Nell angolo a sinistra un hi-fi con piatto, nell angolo a destra una credenza. Nel mezzo del salotto un tavolino, e sopra un vaso con dentro un mazzo di margherite. Sulla poltrona grande Bianca e Giorgio. Dai vestiti, una tarda
primavera.
B: Come sta Marisa?
Pausa
G: Abbastanza, mi ha ripreso, senza grandi risentimenti!
Pausa
B: Sei preoccupato?
Pausa
G: Per cosa?
B: Ora le tue classi ti mancheranno
Pausa
G (sorridendole): Le lascio in buone mani!
B: Grazie per il complimento, dopo quello che accaduto, quelli della V D son tornati a trovarti, fuori di scuola
Pausa
G: S ma, dimenticheranno presto! Mi accontenterei di non perdere di vista qualcuno!
B: Meglio! Cos affronterai pi serenamente la tua, e poi ti aspettano i tuoi nuovi alunni, i rappresentanti della terza et! Non ti pare di essere tornato ai tempi gloriosi delle Centocinquantore, della classe operaia che tornava sui banchi di
G: Sai bene che la classe operaia non esiste pi, son passati trent anni, Bianca, cambiato tuttoin peggio, siamo cambiati noi, per sono curioso
B: E sempre stato un buon segno, ti pare?
Pausa
G: Arriva sta gente, Bianca..? Se arriva
B: Spero di s, mhanno promesso che facevano di tutto per, certo che tu, col tuo discorso di congedo, non hai incoraggiato, hai preso tutti i colleghi a pesci in faccia
G: Collettivamente, come organo dell apparato di, poi ci sono delle persone, lo sai, che ho sempre stimato, anche se non la pensavano come
Pausa
B.: Sei stanco
Pausa
G: E stata un giornata faticosa, in ogni senso, e in ognidove, ti dispiace se, nell attesa, mi distendo un po sul?
B: Scherzi? Ti voglio pimpante stasera! Ti chiamo io quando
Bianca si alza per lasciargli il posto e Giorgio si distende. Il tempo per manipolare qualcosa all hi-fi ed uscire di scena, e Giorgio gi dorme.
Pausa
Dopo alcuni secondi si sente un brusio fuoriscena, poi voci che si avvicinano chiassose, poi, infine, entrano in scena tre persone, due uomini e una donna di circa mezza et: Federico (pi vecchio), Paola (un po pi giovane), Luigi (ancora pi giovane). Luigi ha una borsa di plastica. Giorgio si scuote istupidito.
F: Questo dormiva, bella accoglienza, si vede proprio che ormai, sei in stato di quiescenza! Allora, vecchia puttana, non si saluta il tuo amico-
nemico? 
Giorgio si alza a fatica e i due si abbracciano, Federico attivo, laltro pas-
sivo. Gli altri due ancora in disparte.
F: E la padrona di casa dov? Ma cos sto mortorio, dobbiamo far bisboccia stasera!
Rientra Bianca che, per tutta risposta, d un puffetto sul viso a Federico e va dritta ad abbracciare Paola.
B: Cara Paola, quanto tempo
P: Ciao Bianca, come stai, questo , Luigiil mio compagno!
I due si danno la mano.
B: Piacere
L: Molto lieto, ho portato qualche bottiglia
E le porge la borsa di plastica. Bianca mette le bottiglie sul tavolino.
B: Non occorreva, sei stato gentile!
L: Federico ha detto che essendo il pi giovane
Federico, che gi parlottava con Giorgio, sente.
F: Certo, stasera festeggiamo un matusalemme che, finalmente, se ne va e cos la matricola paga pegno..!
B: Federico, Federico, quando la smetterai di fare il goliardico?
E va ad appoggiare le bottiglie sul tavolino.
G (gi un po irretito): Paola, allora?
Allargando le braccia, come per farla avvicinare.
Paola, senza rispondere, va da lui e lo abbraccia affettuosamente.
P: Voglio presentarti Luigi
Che si avvicinato ai due.
G: Ciao, io sono
L: Finalmente, ho sentito molto parlare di te!
F (sempre l vicino): Bene o male?
Si sposta, va ad estrarre dal cassetto del tavolino un cavatappi, e apre una bottiglia.
F: Stiamo aspettando, bene o male?
L: Per quello che ho capito, bene, per la sua coerenza, a quanto pare!
F (duro): Guarda come lo ha ridotto la sua coerenza!
Pausa
G: E guarda come ti ha ridotto la tua in.
Bianca lo interrompe mentre Federico ostenta una risata.
B: Si dia inizio alle feste! Federico, vai a mettere su un disco! E voi (rivolgendosi a tutti e a nessuno) accomodatevi!
G: Lo faccio io! Ero ioil d.j. della compagnia, non vi ricordate?
Paola!, tu che eri la memoria storica del gruppo, dovresti, ma 
perch avete cambiato scuola, cos il gruppo si  
P: Certo, il disc-jockey ma anche il J.D., il John Dewey della situazione
ricordo perfettamente
Pausa
L: Il grande pedagogista americano
F: Il Marx americano!, sapessi le prediche che teneva a scuola, ma anche qui, da Bianca, che sempre stato il nostro refugium, e poi ci domanda
perch abbiamo cambiato
G: Ecco unaltra, Federico, ma preparata in anticipo da Bianca, non da me..
E va ad azionare il piatto dell hi-fi. Si sentono le prime note/parole della 
canzone:
Cerco un gesto, un gesto naturale, per essere sicuro che questo corpo mio, cerco un gesto, un gesto naturale intero come il nostro io. Invece non so niente, non so pi chi sono
Poi:
F: Oh miodio, tanto per cambiare, vero Giorgio, signor G? Bianca! Hai eseguito gli ordini, sar la centesima volta che
B: Vaffanculo!
G: Avevo avvertito! 
Giorgio invita Paola a ballare (davanti al tavolino). Luigi invita Bianca. Federico si ritira sulla poltrona. Musica bassa e luci su Giorgio e Paola. 
G: Posso avere il piacere di questocorpo a corpo?
P: Certo
G: Quale onore
Pausa.
G: Stringo troppo?
P: No
G: Stringo di pi?
P: Provaci!
Pausa.
G: Cerco un gesto, un gesto
P: Ancora non lhai trovato?
G: No, tu invece li trovi da tutte le parti, spero che Luigi sia lultimo della serie!
P: Non detto! Che ti interessa? Puoi sempre rivendicare la tua primogenitura
Pausa.
G: E stata una bella storia
P: Poteva esserlo
G: Dai, se io
P: Semplice, se tu non tradivi!
G: Nessuno dei due aveva impegni familiari, dunque
P: Dunque hai tradito lo stessothanno tradito le tue pulsioni, ossessioni
G: Puoi vivere senza di esse?
P: Non cominciare con la psicanalisi, e poi, hai messo la testa a posto, no? Sei tornato sotto le ali protettive della
G: Come lo sai?
P: Dove vivi Giorgio, lo sanno tutti!
G: E tu hai contribuito a diffondere la notizia?
P: Stronzo, proprio no, sai bene che faccio i cavoli miei!
Pausa.
G: Non sempre
Pausa.
P: Cio?
G: Lo so io e lo sai tu
P: Ancora non capisco
Pausa.
G: Anche tu hai tradito
Fine della musica. Le coppie si sciolgono. Rompe il silenzio Luigi.
L: Non lavevo mai sentita, molto bella!
Federico dalla poltrona:
F: S ma, di che anno ?, settanta
G: Settantatr!
F: Hai capito, Gigi, del settantatr, ventanni, lui ancora fermo l!
Pausa.
G: E tu non sei da nessuna parte!
Pausa.
B: Ragazzi
F: No!, adesso chiudi il becco per piacere! Caro Giorgio, io ho accettato volentieri linvito di venire a festeggiare la tua , per questa non ti d il diritto di offendere
Pausa.
G: Il mio un giudizio politico, hai abbandonato la lotta, il partito, il sindacato
F: Ma sentite da che pulpito!
G: Io ho ritenuto di dover continuare la lotta da solo, o con quei pochi con cui riuscivo a
Lo interrompe.
F: Quelli che erano daccordo con te e non discutevano!
G: Puoi pensarla come vuoi, sta di fatto
Pausa.
P: Sei il solito sparasentenze, sei fuori dal mondo
G: Paola, io non ho condiviso le tue, ma ho sempre rispettato il tuo atteggiamento distaccato, il tuo scetticismo, a cui sei stata fedele,quasi sempre!
P: Giorgio, la gente cambia, si cambia, Federico cambiato, la cosa pi umana di questo
La interrompe:
G: Lui non cambiato!, lui ha voltato la gabbana, passato dallaltra parte!
Immediato Federico:
F: Il tuo non un giudizio politico ma moralistico, non solo sei fermo al, pi indietro, al cattolicesimo della tua infanzia, sei il solito cattocomunista rompicoglioni! Sei veramente fuori dal mondo, che ormai o liberista o destinato a
Di nuovo Bianca, padrona.
B: Guardate che anche questa discussione non nuova, ricordate gli scontri tra me e Giorgio? 
F (insinuante): Forse erano di altro tipo
B: Ti sbagli, Fede, anche ideologici, per, questo volevo dire, rammentarvi; a un certo punto uno diceva: la parola dordine qui non si parla n di scuola n di politica!, e si riprendeva a giocare, cantare
Pausa.
L: Qui non si parla n di scuola n di politica!
Tutti, tranne Giorgio, battono le mani. Poi Bianca intona: Viva lItalia
Rivolgendosi a Giorgio:
B: Va bene?
G: Va benissimo
F: Va benissimo a tutti!
Tutti tornano a sedersi, tranne Bianca che va a posizionare il disco sul piatto e poi esce di scena con Luigi. Va il disco(circa trenta secondi).
Viva lItalia del 12 dicembre, lItalia con le bandiere, lItalia nuda come sempre, lItalia con gli occhi aperti nella notte triste, viva lItalia, lItalia che resiste
F (gridando): Viva lItalia!
G: LItalia che resiste
F: S, coi girotondi, ehi padrona!, dove sei andata?, non hai un po di sano rock?
Torna Bianca con la torta e le 35 candeline accese, Luigi con calici su un vassoio che appoggia sul tavolino.
B: Dopo adesso c la torta, il brindisi, e in fondola sorpresa!
Pausa.
F (un po per provocare un po per ricucire): Evviva, la sorpresa! Speriamo sia un po os, eh Giorgio?
B: Calma, se no che sorpresa ?
F: Qui ci vuole lo champagne!
P: C, c lo champagne, e proprio quello che piace al professore di musica cantautorale, proletario
Paola estrae, da una piccola borsa che aveva tenuto vicino a s, la bottiglia.
P: Eccolo qui, tieni Giorgio, spetta a te
Giorgio guarda letichetta e:
G: Coccolase vuoi
P (ironica): Non avevo dubbi
Federico gli porge il cavatappi e Giorgio apre la bottiglia e riempie i calici. 
Pausa.
B: E il momento di soffiareforza!
G: Soffia il vento, fischia la bufera!
Federico fa un gesto con la mano, per dire: che palle! Poi un altro, per dire: meno male che se ne va
F: Prendo la bombola ad ossigeno?
Giorgio (per tutta risposta), fa un gesto portando la mano al gomito, per dire vaffan Poi, con tutte le forze, le spegne tutte. Battimani di tutti. Luigi, serio:
L: Vogliamo il discorso!
F: S s, lultimo sermone!
P: Forza Giorgio, metti insieme tutti i tuoi, Pasolini, Don Milani, Dewey, De Gregori, Gaber, servi il tuo minestrone!
Pausa. Rivolgendosi a Paola.
G: Ignorante, hai dimenticato Langer!
E le mostra, come un bambino, la lingua.
G: Credevate che non mi fossi preparato?
E dal cassetto del tavolino estrae un libro.
P: Non avevo dubbi, ti pareva che ci risparmiasse l autocitazione narcisistica?
G: La letterata dovrebbe apprezzare
P: Se fosse letteratura!
Pausa
L: Ecco dove avevo visto il tuo nome, in libreria
Pausa
F: Coraggio!, sentiamo il passo, non sar un capitolo intero?
Pausa
B: Saremmo mica invidiosi?
Scambio di sorrisi, stavolta velenosi, tra le due donne.
Riprende Giorgio.
G: Io volevo solo dire che per me la vera scuola stare otto ore insieme con i ragazzi, magari anche tutta la giornata, vivere insieme perdo, studio e lavoro, verifiche sul campo continue
F: Dal kolchoz, alla brigata rossa!
G (senza badargli): Questa esperienza, sebbene per un periodo assai breve, lho fatta, e lho scritta!
L: Sono curioso, Giorgio
G: Subito Luigicaro, tho capito sai, che il padreterno mantenga il tuo desiderio di
Giorgio s infervora, improvvisamente.
G: A me le luci, please, signore e signori, diamo inizio allo spettacolo, stasera si recita a soggetto, cinque personaggi in cerca, il titolo : Eros al Collegio del Mondo Disunito, gli interpreti, Federico, a cui affidato il corso informatico hot line, sesso virtuale del cazzo, anzi, senza cazzo, anzi, con l autocazzo, Paola, a cui tocca la lettura, collettiva, dei classici diHarmony!, in inglese s intende!
P: Buffone!
G: Bianca, a Bianca una cosa seria, uno studio sistematico del mercato della prostituzione infantile e della vendita degli organi dei bambini a livello mondiale! Come vedete, Informatica, Inglese, Impresa, la trinit del nuovo dio Berlusca!
Bianca, seria.
B: E Luigi?
Pausa
G: Bianca, mi meraviglio, l ho gi detto, a Luigi niente, Luigi pu ancora salvarsi!
Pausa
L: Giorgio
Lo interrompe Paola.
P: E a te Giorgio?
G: Ma evidente, amor mio, a me la consulenza psicosessualerotica, con esempi dal vero, da me personalmente gestiti, e quella musicale, certo!
Signore e signori, stasera il vostro disc-jockey, il vostro jolly-joker, il vostro jolly insomma, senza di cui non vincereste alcun gioco, vi presenta...
vi legge, vi canta, vi declama
F: E s che non ha bevuto un sorso
Pausa
G: Sono pi lucido, di un rasoio, e adesso vado a tagliarvi, vado?
P: Vai, buffone!
G: Esordii a Monfal-Kong, dopo la grande marcia nella immensa pianura cinespadana, e governavano gi le guardie rosse, ed io condividevo riso e t e la tuta blu, il terliss, dei figli degli operai del cantiere navale, dei giovani studentioperaiunitinellalotta del corso sulla filosofia di Marx, Mao e Marcuse e durante il pomeriggio, perdendo, giocavo a ping pong con loro, che son maestri; e destate, attraversavamo la palude, la laguna e, approdati al fiume, lIsonzo giallo, nuotavamo nudi con Mao, come Pasolini, Amado mio, nel Tagliamento, con Desiderio, Gil e Jasis, ma trentanni pi tardi, caro Luigi, dopo terrorismi e controterrorismi, il Tribunale della Santa Inquisizione Scolastica sentenzi che io ero unterrorista culturale! E cos, solo cos, un ciclo si chiuse, definitivamente
Pausa. Solo Bianca reagisce.
B (tenera): E ora ne aprirai un altro, nuovo, la vita cont
Pausa.
G: Lo spero tanto, anche con il tuo aiuto
Pausa.
F: Eh, eh, qui c sotto qualcosa di intimo!
G (ironico): Hai sempre capito tutto, Federico!
Pausa.
L: Siete intolleranti, induriti, avete la stessa intransigenza che probabilmente manifestavate allora, mi pare che Giorgio cerchi, almeno, di mettersi in discuss
F e P: Buuuuummmm!!!
Pausa.
B: Allora, questo brindisi?
Pausa.
L: Mi presterai il libro?
G: Ho proprio qui delle copie
Che estrae dal cassetto del tavolino.
P: Che figlio di, ti fai anche lautopromozione!, brindiamo, brindiamo!
Pausa.
B: S ma, dulcis in fundo, la sorpresa!
F: E vero, ceravamo dimenticati dopo tutte ste menate! Dov? Cos?
B: Un momento, sta per arrivare
Bianca chiama:
B: Potete entrare ragazzi!
Entrano Francesca, Alessandro e Maria.
Pausa di sorpresa.
B: Ed ecco una rappresentanza della leggendaria quinta D: Francesca, Alessandro e Maria
Giorgio, visibilmente commosso, abbraccia Francesca. 
G: Ciao avvocato Francesca
F: Ciao prof, ho mangiato quellidea, ho deciso di andare in Balcania a fare volontariato, con Alex, per Alex
G: Sono felice
Pausa. Francesca si sposta. Giorgio abbraccia Alessandro.
G: Alessandro
A: Ciao prof
Pausa.
G: Fate coppia libera?
A: S
G: Sono felice
Alessandro si sposta. Lunghissimo abbraccio con Maria.
G: Ciao Maria, come stai?
M: Bene, ti ho pensato
G: Anchio
Maria si sposta e consegna un pezzo di carta a Bianca, e dice:
M: Lui lha buttata via ma noi siamo riusciti a trafugare la copia e a conservarla
Pausa. Bianca inizia a leggere:
B: I sottoscritti docenti della scuoladichiarano di approvare incondizionatamente la rimozione operata dalla preside dei cartelloni raffiguranti una presunta storia della famiglia e della donna, eseguiti dagli allievi della classe quinta D, sotto la guida didattica del prof. Giorgio
I cartelloni rappresentano un chiaro messaggio di tipo anarcoide e anticlericale che colpisce le coscienze di numerosi operatori scolastici che non condividono la riduzione del rapporto familiare ad atto lipidico, n della donna a oggetto di consumo
Non solo, lede la loro libert, in quanto i cartelloni propagano, con il pretesto di una ricerca pseudoculturale, idee contrarie alla morale corrente, demolitrici di valori ancora profondamente sentiti dalla maggioranza del popolo italiano
Una eventuale insistenza a voler pretendere laffissione dei cartelloni da parte dellinsegnante e della classe in oggetto sarebbe interpretata, dai sottoscritti firmatari, come un vero atto prevaricatorio dei loro diritti, paragonabile ad un gesto di chiaro terrorismo culturale 
Firmato: Fulvia, Patrizia, Manuela, Giovanni, Federico, Paola
Quando Bianca pronuncia gli ultimi due nomi, Federico e Paola, in modo assai ridicolo, iniziano lentamente a carponare ed escono di scena. Bianca ha finito. Intervengono i ragazzi.
Coro: Viva lanarchia!
G: Viva lanarchia!
Applausi.
Pausa.
B: Sei contento, ti piaciuta la sorpresa?
G: Non ho parole
B: Visto che ci conosciamo tutti, possiamo andare finalmente a mangiare e a bere!
Si crea attorno al tavolino un gruppo di persone, che riempie i bicchieri, che manipola forchette, poi Bianca:
B: In alto i calici! Ci siamo tutti?
Pausa.
M: No, non ci siamo tuttisono scomparsi Federico e Paola!
Pausa. Per tutta risposta.
M: Lunga vita al compagno Giorgio!
Coro: Lunga vita!
E brindano. Maria va al giradischi, Giorgio si siede sulla poltrona singola un po frastornato dagli avvenimenti. Gli altri quattro si mettono a parlottare, bicchieri in mano, tra loro. Va il disco, e Maria invita Giorgio a ballare, La comune.
Da una vita ci guardiamo, si va bene ci vogliamo bene, ma come tutti ci isoliamo, ci deve essere per forza unaltra soluzione, forse la comune, non ha senso la famiglia coniugale, ho bisogno di trovare unapertura da una vita troppo chiusa e troppo uguale, forse la comune, dove ognuno pu portare le sue esperienze, un po stretti, qualche volta in poche stanze, ogni tanto qualche piccola tensione, tento la comune, specialmente per i figli uno spazio nuovo, per ognuno tante madri e tanti padri, voglio dire senza madri e senza padri, tento la comune, non esiste proprio niente che sia possesso, non pi un problema nemmeno il sesso
Progressivamente, mentre i due ballano, escono tutti portandosi via bicchieri ecc. I due rimasti allentano un po, la musica va in sottofondo.
G: Quanto tempo che non
M: Un attimo, Giorgio, un attimo!
Pausa. Ancora frastornato.
G: Davvero?
M: Certo
Pausa. Insiste.
G: Cosa hai fatto durante questo
M: Te lho detto, ti ho pensato
Pausa.
G: Sei stata molto cara stasera, ma tutti sono stati gentili!
Pausa
M: Ti amo Giorgio, ora posso amarti liberamente, anche tu puoi
G. Maria
M: Giorgio, ricordi?
Pausa
G: A cosa ti
M: C un discorso in sospeso tra noi, arrivato il momento
Pausa
G: S
M: Ho diritto ad una risposta, ti pare?
Pausa
G: E giusto!
Pausa
M: Sei tornato da tua moglie?
G: S
M: La ami ancora?
G: Non lo so
M: Ogni tanto ti rifugi tra le braccia di Bianca
G: S
Pausa
M: Non giusto, giusto che tu ami me, perch tu mi ami, mi hai sempre amato!
Pausa
G: E vero, solo che non potevo
M: Ora puoi, voglio fare lamore con te, Giorgio!
Lei lo bacia. Lui la stringe. Si sciolgono, la musica finita, lei gli prende la mano e lo porta alla poltrona/divano. Poi lei si distende. 
M: Spogliami, Giorgio
G: Oh, s!
Inizia a spogliarla della camicetta ma, subito, si vedono le fasce che coprono il collo e il petto di Maria.
G: Maria, sei tutta
M: Giorgio, hai detto che ricordi, ricordi?
G: Il fuoco, come i bonzi
M: E poi?
G: Lospedale
M: E poi?
Pausa
G (gridando): Maria, ma tusei morta!
Giorgio si accascia sul divano, dove si era, precedentemente, addormentato.
Buio, Subito dopo, Bianca sul divano al posto di Maria.
B: Giorgio?
Giorgio si sveglia.
B: Ti sei addormentato subito
Pausa.
G (sempre frastornato): Credo di avere sognato
Pausa.
B: Davvero? Vuoi raccontarmi?
Pausa.
G: No! Meglio di no
Si mette a piangere sommessamente.
B: Giorgio, stato un incubo! Faresti meglio a , stai bene?, vuoi che ti faccia un caff?
G: No, Bianca e gli altri?
Pausa.
B: Non venuto nessuno! Mi dispiace molto, mi avevano assicurato
Pausa. Giorgio si alza a fatica.
G: Fa niente, cera da aspettarselo, tanto li ho incontrati lo stesso
Pausa.
B: Cosa dici? 
G: Lho sognata, materia per il miolo vedo domani!
Pausa.
B: Facciamo due passi allaria aperta, ti aiuter a
G: No, che ore sono?
B: Le nove, non tardi
Pausa.
G: Non importa, torno a casa!
B: Sicuro? Vuoi restare qui?
Pausa.
G (alzando un po la voce): No Bianca! Basta!
Pausa.
B: Giorgionessun vincolo, lo sai!
G: Scusami, non volevo, vado, far una sorpresa a Marisa!
B: E una buona idea! Piuttosto, sta attento nella guida, fuori piove, sei ancora tutto
Pausa.
G: Non ti preoccuparee, grazieper la serata! Si vede che sta scritto da qualche parte che io debba andarmene da solo
Pausa.
B: Non sei solo
Pausa. Giorgio sta per andarsene.
B: E quella margheritasul divano? Come finita l?
Pausa.
G: Posso prenderla?
Pausa.
B: Se ci tieni
Giorgio torna a prendere la margherita e sta per uscire.
B: Ciao, un bacio?
G: Meglio no, ciao!
Giorgio esce definitivamente. Appena uscito di scena Giorgio, Bianca mette sul piatto il brano I reduci.
E allora ritorna la voglia di fare unazione, ma ti sfugge di mano e sinvischia ogni gesto che fai, e la sola certezza che resta la tua confusione, il vantaggio di avere coscienza di quello che sei, ma il fatto di avere una coscienza che sei nella merda pi totale, lunica sostanziale differenza da un borghese normale. E allora ci siamo sentiti insicuri e stravolti, come reduci laceri e stanchi come inutili eroi, con le bende perdute per strada e le fasce sui volti, gi ventanni siam qui a raccontare ai nipoti che noi, noi buttavamo tutto in aria e cera un senso di vittoria, come se tenesse conto del coraggio la storia!
Durante la musica, Bianca tira fuori dalla credenza la torta e mette in fila orizzontale sul tavolino i sette bicchieri. Accende poi le 35 candeline. Si sente il rumore di una automobile che parte e, dopo qualche secondo il crash di uno scontro. Bianca, immediatamente, prende il telefonino ed esce di scena. Continua la musica de I reduci fino alla fine. 
Buio. Sipario.

FINE

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