Maria

MARIA

Monogolo

Valerio Di Piramo

Ormai sono quattro anni che faccio sempre lo stesso sogno. Un prato verde, che non si vede la fine, e io che ci volo sopra, lentamente, sfiorando lerba sotto di me; riesco a sentire anche lodore forte della primavera, e rido, rido di gioiapoi il sole cala dietro i monti, e allora, quando tutto si tinge di rosso vermiglio, la tristezza mi entra dentro, e mi sveglio piangendo, a volte urlandonon capisco cosa sia questa cosanon capisco

Quando cera Maria non sognavo mai; almeno credo, perch poi mi svegliavo, e non ricordavo nulla. Era brava, Maria: mi faceva trovare il caff pronto, la mattina prima che andassi al lavoro, e anche il pane abbrustolito al punto giusto; e che profumo per tutta la casa!

Spalmavo il pane con la marmellata di fichi che preparava lei: a dir la verit era un po troppo dolce, ma non ho mai avuto il coraggio di dirglieloe poi metteva un po troppo pane ad arrostire, molto pi del necessario: e allora io per il pane s che la rimproveravo, ma cos, per scherzofacevo finta di arrabbiarmi, a volte alzavo anche un po la voce: ma lei lo capiva che lo facevo apposta per farle venire il broncio, quello che piaceva tanto a me, e allora giocavamo un po, e la rincorrevo per tutta la casa, poi, quando la prendevoche ore indimenticabili! Qualche volta mi diceva che era stanca, ma io lo sapevo che non era vero: come fai a essere stanca la mattina? Capirei la sera, ma la mattinaper il pane avanzava davvero, e bisognava buttarloe buttare il pane peccato, si sa! Perch la nostra sempre stata una famiglia religiosa: andavamo alla messa tutte le domenicheva beh, proprio tutte tutte nodiciamo una domenica ogni tredestate anche di pi, ma poi, quando apriva la cacciaper almeno a Natale e Pasqua facevamo la comunionenon come certe persone che se ne fregano dei sacramenti! Magari vanno a messa due volte al giorno, e poi non si confessano mai! E non fanno mai la comunione! O magarimagari fanno la comunione senza confessarsi! Eh no, questo nomi diceva sempre la mamma che peccato mortale, perch si disubbedisce alla sacra bibbia. Per, a dire il vero Maria non era molto contenta di confessarsimi diceva che non le andava di raccontare i suoi fatti privati ad un'altra personama come non ti va! Santo Iddio, non una persona, un prete! E poi di che cosa dovresti aver paura? Eh? Se non hai fatto niente di male, di cosa dovresti aver paura? Ne abbiamo parlato spesso, ma non sono mai riuscito a farle cambiare idea. Diceva che Don Mauro era un estraneoun estraneo! Ci ha anche sposati! Don Mauro! Ma come un estraneo! Ricordo che una volta avemmo una discussione piuttosto accesavolarono parole grosseMaria mi rimproverava, diceva che non la capivo, che ero un egoistaun egoista io? Io, che ho sempre fatto tutto per lei? Che le portavo i soldi a casa, e Dio solo sa se erano sudati! E lei, che non stata buona neanche a darmi un figlio! Eh s, quella volta mi scapp dettoe lei cominci a piangere, a piangerenon lavevo mai vista piangere cose mi disse una brutta parolami sentii ferito, umiliatoma se vi dicessi come mi chiam sono sicuro che anche voi insomma, mi part il bracciocos da solo, senza volerepovera Mariale cominci a sanguinare il nasoma io la presi, la strinsi fortenon so come successema le giurai che la amavo, la amavopiangemmo insieme, e poi facemmo lamore, e Maria piangeva di gioiae tutto fin l. Perch quando c lamore si accomoda tuttocos mi diceva sempre la mia mamma. E io Maria la amavo davvero

Poi, sul finire dellestate, una sera che eravamo tornati da una splendida giornata passata sulla spiaggia, mi venne una voglia cos forte di fare lamore come non lavevo mai avutaraggiunsi Maria in cucina, e la baciai; lei mi guard in modo strano, e mi disse No amore, ti prego, stasera no. No?!? Ma come no! E dai, che ne hai voglia anche tu! Lei continuava a divincolarsi e a spingermi, ma io lo sentivo che ne aveva voglia, e allora le dissi di smetterla di fare la difficile, e che eravamo marito e moglie, e che lei mi apparteneva! E anche questa volta mi scapp la manoallora si ferm, piangendoma io le asciugai le lacrime, e anche quella volta facemmo lamore. Per da quella voltada quella volta era come se qualcuno avesse alzato un muro tra me e Maria. Lei era diventata seria, era sempre tristenon era pi la Maria di sempre, quella allegra, spensierata, quella delle corse sulla spiaggia. Da allora MariaMaria non mi ha pi capito. Io la amavo, ma tutte le volte che volevo fare lamore dovevo insistere, e insisteresempre di pi, sempre di piMaria diceva di calmarmi, e io ci provavo, vi giuro che ci provavoma santo iddio, come faccio a calmarmi quando sai che hai ragione ma non puoi fare nulla? Quando ti sembra di parlare al muro? Eh? Come fai a calmarti? Poipoi arriv quella sera maledetta. Suonarono alla porta, e quando aprii mi trovai davanti due carabinieri che mi portarono via, come si fa con un delinquente qualsiasiio urlavo CHE COSA HO FATTO? EH? CHE COSA HO FATTO? MARIA! CHE SUCCEDE MARIA? Ma lei stava l, rannicchiata sulla poltrona, piangendo e singhiozzando. Poi uscii di prigione, e mi dissero che non mi dovevo pi avvicinare a casa mia, e che mia moglie mi aveva denunciato, e che se non ubbidivo avrei passato molto tempo in galera. Mi aveva denunciato! Mi aveva denunciato! E per cosa? Per qualche schiaffo e qualche urlo? Ma che dite? Non possibile! Volevo parlare con Maria. Volevo che fosse lei a dirmi che mi aveva denunciato, volevo guardarla negli occhi, volevo perdonarlas, volevo perdonarla! Non importa se mi aveva fatto del malelamavo troppo, e lavrei perdonata. E allora una notte presi il coraggio tra le mani e andai a casa nostra. Non la trovai: una vicina mi disse che era andata da sua madre. Sua madre! Quella donna cos piena di s, che giudicava tutto e tutti, che sembrava avere sempre la verit in tascae che non mi poteva soffrire! Negli ultimi tempi poi si era messa di traverso tra me e Mariadiceva che ero un violento, e che non meritavo sua figlia. TROIA! Tu dici a me che non merito tua figlia? Tu, che non sei stata capace neanche di tenerti un marito? Sai che ti dico? Ha fatto bene ad andarsene! Ha fatto bene! Insomma, andai a casa sua. La porta era chiusa, ma io sapevo dove mia suocera nascondeva la chiave, e passai dal retro. Le trovai tutte e due l, sedute sul divano del salottomi fermai a guardarle a lungo, senza che loro mi vedessero sembravano serene, e ridevano, ridevano guardando la televisione. Poi, quando mi videro, smisero di ridere, si abbracciarono e cominciarono a urlare di andarmene, cominciarono a piangere e dissero che avrebbero chiamato la polizia. In quel momento capii che la mia Maria non esisteva pi. Quello che successe dopo non lo ricordo. So solo che dopo, quando fu tutto finito, mi sedetti proprio sul divano, in mezzo a loro, col braccio che mi faceva un male dinferno, guardando quella statuetta di bronzo stretta tra le mani che sembrava mi volesse parlare

Oraora sono di nuovo in prigione, e sono ormai quattro anni che faccio sempre lo stesso sogno. Voglio continuare a sognare, perch cos bello. Mi sento leggero, leggero

Volo sopra un prato verde, che non si vede la fine, lentamente, sfiorando lerba sotto di meriesco a sentire anche lodore forte della primavera, e rido, rido di gioiapoi il sole cala dietro i monti, e allora, quando tutto si tinge di rosso vermiglio, la tristezza mi entra dentro, e mi sveglio piangendo, a volte urlandoe non riesco davvero a capire cosa sia questa cosa.

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