Mary Mary
di Jean KERR
Traduzione di Maria Teresa Petruzzi
PERSONAGGI:
BOB, 36 anni circa
MARY, prima moglie di Bob.
Hanno divorziato dopo 5 anni di matrimonio
TIFFANY, fidanzata di Bob.
Poco meno di 20 anni
OSCAR NELSON, avvocato,
amico di Bob e Mary, circa 40 anni
DIRK WINSTON, celebre attore.
Ex compagno d'armi (Marina) di Bob.
LA SCENA:
L'azione si svolge nella camera di soggiorno di Bob, che funge anche da ufficio (quando non va in ufficio), nel suo appartamento di N.Y. La stanza in ordine, mobilia di buon gusto, non troppo ricercata n troppo di lusso. Si vede che la casa di un uomo raffinato e intelligente. Quando le luci sono smorzate l'aria accogliente e raccolta, come se ci fosse la presenza di una moglie sebbene Bob ora sia celibe e abbia lasciato andare un po' l'ordine usuale. uditore di professione, ha una sua piccola casa editrice, e la sua scrivania coperta di carte e libri; il solito sof, poltrone, mobile bar, scaffali, eccetera.
Vi sono cinque porte: la porta principale, che va nel corridoio comune, una porta che va alla stanza da letto, una alla cucina, una ad una camera da bagno per gli ospiti, ed una che si apre su un armadio a muro pieno di carte di ufficio.
ATTO PRIMO: Sabato mattina. Inverno.
ATTO SECONDO: Sabato sera, tardi.
ATTO TERZO: Domenica mattina
PRIMO ATTO
Al levarsi del sipario Bob, seduto ad una scrivania tutta in disordine, corregge delle bozze. Tiffany entra dalla porta principale con i giornali del mattino. Ha l'aria preoccupata.
BOB - (alzando gli occhi, con voce leggermente forzata) Cosa dicono?
TIFFANY - (porgendogli giornali) Non ho avuto il coraggio di aprirli.
BOB - (leggendo frettolosamente, la sua voce diventa incolore, smontato) impagabile. Unico! Lo vorrei vedere, il signor Orville Prescott! Dovrebbe provarcisi lui a scrivere un romanzo! E quello l?
(Tiffany, che nel frattempo ha scorso la critica del "Herald Tribune" di New York, fa un cenno negativo del capo) Fammi leggere! (Bob strappa la critica dalla pagina del New York Times e la d a Tiffany, che fa lo stesso con quella del Herald Tribune)
TIFFANY - Beh - per lo meno hanno del rispetto.
BOB - Rispetto? Se ti investe una macchina, ti consola che sia una lussuosa bella Cadillac?
TIFFANY - Hutchens non arriva a questo punto!
BOB - Non hai letto le frasi pi importanti. Ascolta, (leggendo:) "Nel suo secondo romanzo, dal titolo, "Oggi, Giorno presente", Heiman affronta di nuovo il tema della solitudine e della vecchiaia. Che Heiman sia un mago della parola non vi sono dubbi. Per, gi molto prima che il vecchio avvocato, amareggiato e deluso, si impicchi in solaio, si prova la sensazione - ingrata davvero - che "Oggi, Giorno Presente" non finisca MAI.
(Tiffany sorride appena a queste ultime parole e Bob la fissa, crucciato)
TIFFANY - Beh - fa quasi ridere.
BOB - Da scoppiare!
(Tiffany gli si avvicina e lo bacia sulla fronte)
TIFFANY - Perdonami, tesoro! - naturale che ti caschino le braccia! Tu pubblichi libri importanti. Meriteresti maggior considerazione.
BOB -Figurati!
TIFFANY - Beh, mi rallegro che le edizioni Maner pubblichino solo libri di livello. Anche tu dovresti esserne orgoglioso.
BOB - Questa frase mi ricorda l'osservazione buffa che fece una volta la mia ex-moglie.
TIFFANY - Che osservazione?
BOB - Era una mattina, come oggi, e mi chiede: "Si pu sapere perch ti ostini a pubblicare libri cos importanti che nessuno poi si azzarda a leggere?
TIFFANY - Sesso e guerra - ecco cosa interessa ai critici. Dovresti pubblicare un libro dal titolo "La vita sessuale, segreta, del generale Lee".
BOB - E se la protagonista fosse una minorenne, tanto meglio!
(Il telefono sulla scrivania squilla)
Oh Dio... questo Neimann!
TIFFANY - Devo dirgli che...
BOB - No. Tanto prima o poi devo parlargli. (alza il ricevitore, sforzandosi di apparire su di corda) Pronto! Howard, come va! - Certo che le ho lette. Beh, d'accordo - ci aspettavamo tutti e due critiche migliori - d'altra parte devi ammettere che non mancano apprezzamenti lusinghieri: "Un mago della parola" e via dicendo. E per un libro come questo io conto molto sulle critiche dei settimanali. Sono certo che andr presto in ristampa - a te le critiche come sono sembrate? (ascolta, il suo viso si allunga) No, no, Howard, non esageriamo. Dici una sciocchezza. Di Prescott nessuno ha mai detto questo. -Ascoltami, Howard e cerca di calmarti e soprattutto non andare in giro a far questi discorsi. Intanto - prima cosa - la gente non legge le critiche con tanta meticolosit e poi non faresti che darti la zappa sui piedi! Conosci, no?, la battuta di Jake Cooper sulla pubblicit? volgare, ma azzeccata. "La gente come fa a sapere che tu hai un ascesso sul culo se tu non glielo vai a dire?"
(Bob ascolta ancora un po', poi si stringe nelle spalle e riattacca)
TIFFANY -Cos'ha detto?
BOB - Che l'ascesso non sul suo culo, ma a pagina 34 del New York Times.
TIFFANY - Bob... un momento fa hai ricordato qualcosa che la tua ex-moglie disse...
BOB - Ebbene?
TIFFANY - Niente, niente... ma la prima volta che la nomini.
BOB - Oh mi sembrava invece...
TIFFANY - No, mai... Nemmeno una volta.
BOB - Ovvio. Su Mary non ho niente da dire. (guarda l'orologio) Ma questo Oscar dove si sar cacciato, vorrei saperlo! Lo sa benissimo che sono preoccupato per queste tasse tutte impasticciate.
TIFFANY - Dimmi di Mary, Bob. Che tipo ?
BOB - (si alza di scatto) Ho un regalo per te e me ne ero dimenticato.
TIFFANY -Un regalo?!
BOB - (porgendole una scatola a forma di cuore) Oggi San Valentino, lo avevi scordato? Alla mia di.letta. Vuoi essere la mia Valentina?
TIFFANY - Certo che lo voglio. (Si baciano, poi lei apre con curiosit la scatola e tocca tutti i cioccolatini uno a uno)
BOB - So che disapprovi i carboidrati... (si accorge di ci che lei sta facendo) Perch li schiacci tutti con le dita?
TIFFANY- Perch odio le sorprese. orrendo credere di scegliere un cioccolatino al fondente e trovarsi poi sotto i denti uno al croccante.
BOB - Ah!
TIFFANY - Sono duecento calorie per cioccolatino - come dire: non pi di tre cioccolatini al giorno; logico che scelga quelli che mi piacciono.
BOB - Il ragionamento fila.
TIFFANY - Mi trovi troppo pratica? La gente mi prende in giro per questo. Lo scorso Natale, quando andai in Florida, mi dettero della pazza perch mi portai dietro la lampada al quarzo. Piovve senza interruzione e la sola a tornare a New York abbronzata fui io.
BOB - Non sei troppo pratica - sei perfetta: presente perfetto, passato perfetto, futuro perfetto.
(Bob le sta dando un bacio quando Oscar appare dal corridoio)
OSCAR - La porta aperta. Posso entrare?
BOB - Oscar... ma certo! Tiffany, voglio presentarti Oscar: Nelson un vecchio amico mio, e ora, il mio nuovo consulente per le tasse.
TIFFANY -Salve!
BOB - Tiffany Richards. Il mese prossimo ci sposiamo.
OSCAR - Sar deducibile! Rallegramenti.
TIFFANY - Sono contenta che Bob abbia trovato un consulente per le tasse. Secondo lei non indisponente che il fisco cacci il naso nelle sue tasse di anni addietro come se fosse Frank Sinatra?
OSCAR - Siamo tutti uguali davanti alla legge.
BOB - Mai avrei creduto che si dovesse arrivare a questo! Se vuoi saperlo,
io avevo un solenne disprezzo per quei "dritti" che per ingannare il fisco truccano i libri mastri con l'aiuto di avvocatucci da quattro soldi, capaci di far figurare la nonna ottantenne invalida vicepresidente della Societ.
OSCAR - Se alludi a me, sono un avvocatuccio assai costoso.
BOB - Al diavolo, sai benissimo che non alludo a te. Quel che mi scotta di essere stato cos puntuale - e c' da scoppiar dal ridere - e cos onesto. La gente evade le tasse allegramente, ma io avevo sempre sostenuto che per vivere bene, ed esser lasciato in pace, c'era un mezzo solo: pagar le tasse e star zitto.
OSCAR - Non avevo mai sentito parole pi ispirate! E quando che sei rientrato in senno?
BOB - Marted scorso - quando quel forsennato delinquente della F.B.I. irruppe come un terremoto e mi accus di aver sottratto al fisco seimila dollari.
TIFFANY - (con autorit) Un cocktail anche per lei.
(Tiffany esce in cucina)
BOB - Tu le troverai tutte stupidaggini.
OSCAR - Come fai a indovinare quello che penso?
BOB - Perch anch'io, prima, la pensavo cos. Ma i risultati mi hanno convertito. E se vuoi saperlo, adoro essere coccolato.
OSCAR - Infatti le tue orecchie non sono mai state cos deliziose e delicate. Beh - vogliamo passare agli affari?
BOB - Anzi, te ne prego. Sono nei guai, mio caro Oscar. In realt ci sono da quando devo passare gli alimenti alla mia ex-moglie. Ed ora questa complicazione delle tasse, non ci voleva! Che faccio? Hai letto le critiche sui giornali di oggi... il libro di Heimann sar un grosso passivo. Qualcosa bisogna fare, la situazione va risolta prima che Tiffany ed io ci sposiamo.
OSCAR - (tirando fuori e aprendo varie carte) Studieremo il da farsi.
BOB - Vorrei avere un'idea della mia situazione economica. Cosa spendo! Cosa dovrei spendere?... Quali spese dovrei eliminare?...
OSCAR - Bene. Io ho gi fatto un po' di calcoli, ma vorrei dare un'occhiata alle tue carte di l.
BOB - Grazie, Oscar. Apprezzo molto che tu sia venuto di sabato. Come apprezzo che tu abbia accettato di occuparti di questa faccenda. Temevo che ti saresti tirato indietro.
OSCAR - E perch, scusa?
BOB - Beh, del divorzio non volesti occupartene.
OSCAR - Scusa, come avrei potuto! Mary amica mia quanto lo sei tu. Inoltre non avrei mai immaginato che lo avreste portato a termine. Vi ritenevo una coppia schifosamente felice, come se ne vede solo nelle reclames colorate, sorridente, felice, davanti a una bottiglia di Coca-cola (dopo una partita a tennis) o davanti a una zuppiera di brodo Liebig fumante (dopo una gita sulla neve).
BOB - Eh, caro mio...
OSCAR - Cosa successo?
BOB - (stringendosi nelle spalle) Quello che succede sempre nel matrimonio. Prima sei innamorato e poi non lo sei pi. Da principio te ne tomi a casa e trovi tua moglie con addosso il tuo pigiama perch il suo andato a finire chiss dove, ti viene un nodo alla gola dalla tenerezza - vederla saltellare per casa cos minuscola, cos fragile e dolce - con le maniche arrotolate. Ma poi, viene il giorno che lei ha indossato il tuo pigiama, e invece di provare tenerezza pensi che potrebbe benissimo comprarsene uno!
OSCAR - Ecco perch il mio matrimonio ancora funziona. I miei pigiami a Jasmine non vanno bene.
BOB - (Di colpo, sincero con se stesso) Non so perch ho detto cos. La verit che ho sposato Mary perch era cos spontanea e cos schietta e diceva sempre tutto ci che pensava.
OSCAR - E perch hai chiesto il divorzio?
BOB - Perch Mary era cos spontanea, cos schietta e diceva sempre tutto ci che pensava.
OSCAR - Non ti credo !
BOB - Ma ormai, a lei, non ci penso pi. So soltanto che, da qualche parte, Mary continua ad esistere. Sai, un po' quello che provi quando ti viene il sospetto di aver lasciato una sigaretta da qualche parte.
OSCAR - Quant' che non la vedi?
BOB - Uhm - otto, nove mesi.
OSCAR - Beh, la vedrai oggi.
BOB - Sei matto!
OSCAR - Bob. Ho telefonato a Mary, a Filadelfia, e le ho chiesto, come grande favore, di venire qui. Confesso che urla di gioia non ne ha fatte.
BOB - Perch - vorrei sapere! Come ti saltata in mente una...
OSCAR - Perch? Perch, mio caro, hai sborsato seimila dollari in assegni e non riesci a ricordare dove sono andati. Alcuni furono firmati da Mary. Spero che la sua memoria sia migliore della tua. Ci tieni o non ci tieni ad ottenere una riduzione su queste benedette tasse?
BOB - Oggi non posso! fra dieci minuti ho un appuntamento.
OSCAR - Dove?
BOB - Qui. Ti ricordi di Dirk Winston?
OSCAR - L'attore del cinema?
BOB - Proprio lui. Ci conosciamo superficialmente. Eravamo sulla stessa
nave da guerra. Ora viene ad abitare in questo palazzo.
OSCAR - Beh, simpatico per due vecchi marinai, ritrovarsi... Potrete raccontarvi vecchie storie... alate, farvi tante belle grasse risate...
BOB - Non hai capito. Ha scritto un libro.
OSCAR - Un libro?
BOB - Un libro. La storia della sua vita in trecentoottanta pagine scritte da
cane. (Bob prende il manoscritto sulla scrivania e glielo mostra)
OSCAR - (dandovi un'occhiata) "VITA TRA GLI ARANCI" - Il titolo non brutto.
BOB - Non brutto, ma non riesco a immaginarlo nel mio catalogo.
OSCAR - Allora non lo pubblicherai.
BOB - Non lo pubblicher, no - ma preferirei non doverlo vedere! Non si
riescono mai a trovare le parole adatte per dire a un autore che non vuoi pubblicare il suo libro.
OSCAR - Una ragione di pi per sbrigarlo in pochi minuti! Mary, la posso trattenere io di l.
BOB - Mary!... per due, benedetti secondi me ne ero dimenticato! (comincia a rosicchiare nervosamente qualcosa, da un sacchetto) Non devi lasciarmi solo con lei nemmeno un minuto.
OSCAR - Mary soltanto un metro e cinquantotto... mingherlina...
BOB - L'altezza non c'entra. (torna alla scrivania. visibilmente agitato)
E quando le esamino queste bozze? Luned devono essere in stamperia.
OSCAR - Cosa stai rosicchiando?
BOB - Albicocche secche. (Oscar non dice nulla) Ricche di Vitamina C.
OSCAR - Ne imparo, oggi, delle cose! (alludendo alle bozze per cui Bob si agita tanto) Che roba ?
BOB - Semplicemente stupenda! Vorrei che tu lo leggessi! (cerca di entusiasmarsi soprattutto per distrarsi da un pensiero fisso) scritto in prima persona e comincia con il ritorno da un funerale. Poi, man mano che leggi, ti accorgi che chi scrive il morto.
OSCAR - Commovente, molto commovente.
BOB - Certo. Cos' che non ti va? un piccolo capolavoro, al diavolo! un
classico minore.
OSCAR - Ti sei mai accorto di come sia faticosa la lettura dei classici minori?
BOB - (in uno scatto di rabbia) Caro Oscar, c' un modo solo di far soldi. Una collana per bambini. Potrei prendere dei famosi romanzi erotici - L'Amante di Lady Chatterley - I Peccatori di Peyton Piace Lolita eccetera - e condensarli in una edizione ad uso dei bambini. Bennet Cerf darebbe gli occhi per un'idea come questa...
(Si interrompe perch Tiffany rientrata con qualcosa su un vassoio)
TIFFANY - Ci ho messo tanto perch il frullino elettrico si rotto ed ho dovuto usare quello a mano.
BOB - Grazie tesoro.
TIFFANY - (porgendo un bicchiere a Oscar) Lo DEVE assaggiare.
BOB - (prendendo il comando) Non dobbiamo tormentare Oscar. Forse, nel suo intimo, gode di essere denutrito. - E ora, tesoro, mettiti il tuo cappellino nuovo ed esci a fare due passi.
TIFFANY - (sorpresa)
Bob! Non si va pi a Goshen?! Lo sai, pap ci aspetta!
BOB - Certo, certo - passo a prenderti con la macchina alle cinque e
mezzo... facciamo le sei.
TIFFANY - (veramente meravigliata) Ma perch devo andarmene?
BOB - Perch te lo chiedo per favore.
TIFFANY - Lo so il perch. Aspetti quel bellimbusto di attore e hai paura che gli caschi tra le braccia appena lo vedo.
BOB - Figurati! Tu, perder tempo con un fusto qualsiasi quando hai me! Nooooo! (sospira) La verit che la mia ex-moglie sta per piombare qui.
OSCAR - L'idea stata mia. Mary ci sar utilissima in questa faccenda delle tasse.
TIFFANY - (di punto in bianco) Che bellezza. Voglio conoscerla. Ho sempre desiderato conoscerla!
BOB - Tu non la conoscerai.
TIFFANY - (si siede, decisa) Io la conoscer.
(Oscar capisce che meglio ritirarsi nell'altra stanza ed esce nell'ufficio interno)
BOB - Tesoro, tu sei una creatura dolce e ragionevole. Non smentirti, ti prego! (andando alla scrivania, come chi non ammetta repliche) E ho queste bozze che devo finire di correggere.
TIFFANY - (che non si mossa) Vuoi sapere una cosa? macabro, allucinante, il modo in cui tu eviti di parlare della tua ex moglie. Ha vissuto per cinque anni qua dentro e vuoi fare come se non fosse mai esistita. Ho sempre avuto il sospetto che tu l'abbia nascosta sotto il parquet.
BOB - Tiffany!...
TIFFANY - Dico davvero: Non da te far cos: cos infantile! Non da adulti. Non da uomo di mondo.
BOB - (stanco) E va bene. Cosa vuoi sapere di lei? Se portava il nove e mezzo di calze? Se si lavava i capelli con la birra? Se...
TIFFANY - Non mi prendere in giro. Questi particolari intimi non m'interessano. Io voglio avere la sensazione che si pu parlare di lei: voglio poterti fare delle domande innocue come: "Mary, le camicie le mandava in tintoria?" senza che tu rabbrividisca come se ti chiedessi della tua vita in trincea.
BOB - Dammi un bacio e smettila con questi sciocchi discorsi.
TIFFANY - No, caro, non voglio fare il bis di Joan Fontaine.
BOB - Che c'entra Joan Fontaine?
TIFFANY - Nel film REBECCA, ricordi? Era ossessionata dalla prima moglie. Le sembrava di vedere il suo spettro sulle scale, coi capelli corvini, sciolti al vento. Non ti ricordi? Quasi svenne quando vide il suo monogramma sulle spazzole d'argento.
BOB - Spazzole d'argento!... Mary usava pettini di plastica con una specie di manico, che poi regolarmente spezzava perch entrasse nella borsetta. I capelli li portava tirati, tirati, legati dietro in uno chignon. Tiffany, non diciamo sciocchezze, ti prego.
TIFFANY - Eppoi la voglio conoscere per un altro motivo. Sono certa di avere molti lati in comune con lei. Mio padre sostiene che l'uomo continua a commettere lo stesso errore all'infinito.
BOB - Cos' - un epigramma? Non l'ho capito.
TIFFANY - Gli amici di mio padre sono tutti divorziati, non perch siano peggiori degli altri - ma perch sono - pi ricchi. Succede cos, credi a me. Come a Howard Pepper. Quando divorzi dalla prima moglie tutti a dire: "Ooooh - quante ne ha passate, povero Howard - "con Vivien era l'inferno sulla terra!" - Poi, quando riprese moglie, tutti a dire: "Questa s che fa per lui!" - Ebbene, era precisa a Vivien -parlava come Vivien - si muoveva come Vivien - era il suo ritratto spiccicato. Ed ora, la sua terza moglie...
BOB - Basta. Ho capito. Ti sei spiegata anche troppo bene, ma ti giuro su quello che vuoi che, alla mia ex-moglie, tu non somigli nemmeno nel bianco dell'occhio.
TIFFANY - Ti fa piacere?
BOB - Piacere? una benedizione celeste! Tu, deliziosa sciocchina, mi sai prendere per il mio verso. Mary, invece, non faceva che prendermi contro pelo. Fra te e Mary c' la differenza che c' tra un golf di cashemire e un cilicio.
TIFFANY - Dio sia lodato - hai espresso un giudizio. Ora che hai cominciato, dimmi: come l'hai conosciuta? Chi vi ha presentati?
BOB - Non mi pare che ci abbiano presentati.
TIFFANY - L'hai trovata per strada?
BOB - In un certo qual senso - s. Ricordi quel romanzo che pubblicai dal titolo "VENGA IL TUO REGNO"? Una specie di allegoria e il pilota dell'aeroplano era Dio?
TIFFANY -Non ricordo.
BOB - Dal romanzo ne trassero una commedia e io dovetti andare alla "prima" naturalmente. Di una noia! Un disastro!... Dopo il secondo atto, nel ridotto, nessuno osava aprir bocca e del resto c'era ben poco da dire. Ad un certo punto una ragazza os parlare. Era sola, in un angoletto, con un giacchettino da scolaretta e fumava. Disse: "Ha il vantaggio di essere breve". Mi fece ridere e cominciammo a parlare.
TIFFANY - E tu a lei: "Che bisogno c' di tornare in sala? - perch invece non ci beviamo qualcosa al bar?"
BOB - Lo vedi? inutile che ti racconti - sai tutto.
TIFFANY - La lasciasti la sera stessa?
BOB - Avanti - infilati il cappotto - stai solo cercando di guadagnar tempo.
TIFFANY - Scommetto che ho indovinato.
BOB - Cosa?
TIFFANY - Del bacio - quella sera. (si infila il cappotto)
BOB - Macch ! Ce ne volle !
TIFFANY - Non ti credo. A me mi hai baciato la seconda sera. In ascensore, ti ricordi?
BOB - Non che non ci avessi provato, ma tirava fuori certe scuse cos buffe, come... "Via! Non diamo inizio a una cosa che non potremmo finire in un taxi nel centro di N.Y."
TIFFANY - Quando finalmente la baciasti, dove eri - sulla tavola operatoria - sotto l'azione dell'etere?
BOB - No, in un TAXI + IN PIENO CENTRO di New York. Non so come - le rimasero le dita prese nella portiera. Non disse nulla e si continu a parlare come se niente fosse. Poi, all'improvviso, scoppi a piangere. Le guardai la mano... le sue unghie erano completamente staccate. La confortai del mio meglio e...
TIFFANY - la storia pi antiromantica che abbia mai sentito!
BOB - Non ne faranno certo un film. - Te l'ho detto che non valeva la pena di parlarne...
TIFFANY - Lo so - avidit di sapere e basta. Piangeva spesso in taxi?
BOB - Mai. N in taxi n altrove.
TIFFANY - E gliene fai una colpa? Credevo che voi uomini odiaste le donne che piangono.
BOB - Non vero - una lacrimuccia, qua e l - giusta e salutare.
(Oscar entra dall'ufficio interno mostrando un mucchio di carte)
OSCAR - Queste cifre che ho qui, gennaio, febbraio e marzo, rappresentano il guadagno totale?
BOB - Temo di s.
(Campanello. Bob trattiene rapidamente Tiffany per il polso) Oscar, ti dispiace andare tu ad aprire?
(Tiffany cerca di svincolarsi da Bob che la spinge verso la cucina)
TIFFANY - Lascia almeno che la veda. Due minuti e ti giuro, ti giuro che me ne vado.
BOB - Usciamo da qui e ti chiamo un taxi.
TIFFANY - Mi sento come uno che si vuole salvare dalla polizia.
BOB - Proprio cos.
(Il campanello suona di nuovo. Oscar li sta ancora a guardare)
Sono infantile - non sono un uomo di mondo. Sono un provinciale e basta.
(Bob riesce a spingere Tiffany in cucina. Oscar va alla porta principale ed apre. Non Mary, ma Dirk Winston che ha in braccio, mezzo avvolta in qualcosa, una scultura di legno)
OSCAR - Si accomodi !...
DIRK - Io sono...
OSCAR - Lo so. Dirk Winston. Bob torna subito. Io sono Oscar Nelson.
(Si sentono le risatine e proteste di Tiffany... "Bob... per favore... giuro che poi me ne vado, Bob... " Anche Oscar e Dirk sentono)
Tiffany Richards. (altro urletto dalla cucina)
DIRK - (con espressione maliziosa) Fanno come agli studi, durante gli intervalli quando smettono di girare... Temevo di essere in ritardo. (guardando il pacco che ha in mano) E se portassi su questa roba? Torno subito.
OSCAR - L'intervallo sar finito!
DIRK - (ritenendo di dover spiegare cos'ha in mano) L'ho visto da un antiquario. Mi ha giurato che un Geronimo, ma assomiglia talmente ad Alec Guiness che non ho saputo resistere e l'ho preso.
(Oscar fa una smorfia e Dirk esce. Oscar esamina i fogli che ha in mano e aggrotta le sopracciglia. Poi guarda la bevanda che Tiffany ha lasciato per lui - va al bar, prende una bottiglia di whisky, ne versa un bel po' nella bevanda e ne butta gi un sorso. Va meglio ora. Si ricorda di qualcosa, va allo specchio e si esamina la lingua. Mentre sta facendo questo Mary entra, silenziosa, dalla porta principale, vede Oscar quasi subito)
MARY - Oscar!...
OSCAR - (si volta e corre ad abbracciarla) Tesoro!
MARY - Hai mal di gola?
OSCAR - Nemmeno per idea. Ma mi sto rimbambendo. Ehi - "non ti distrarre e abbracciami un po' meglio.
(Mary visibilmente soprappensiero e un po' preoccupata e sta cercando, inoltre, di riorientarsi nella stanza che rivede dopo tanto tempo)
MARY - Oscar - caro - sono felice di rivederti. Dov'?...
OSCAR - Ora viene. appena... (si interrompe e la guarda) Un momento! Cosa hai fatto? Sei bellissima!
MARY - E secondo te - me lo hai detto BENE?
OSCAR - Penso di no perch non mi hai risposto. ,
MARY - (quasi meccanicamente col tono di un annuncio commerciale alla televisione) Usavo shampoing ordinario - che mi lasciava i capelli brutti con una patina opaca - ho provato Io shampoing PRELL ed ora...
OSCAR - La pettinatura diversa - il trucco - il vestire! Mani abilissime ti hanno trasformata.
MARY - S, ma uno deve far finta di non accorgersene. Voglio dire, puoi guardarmi con ammirazione senza farmi tornare in mente le ore di agonia da Elisabeth Arden o ricordarmi che la mia faccia sembra una tavolozza.
OSCAR - Guardarti con ammirazione? Ti ho guardata, con desiderio. Sei troppo pura per accorgertene. A cosa si deve questa trasformazione?
(Mary si siede, non ancora completamente a suo agio)
MARY - Beh, essere divorziati un po' come essere investiti da un camion - se non ci si lascia la pelle si impara a stare pi attenti. Col divorzio mi sono accorta, che l'unica a vestirsi male, l'unica a non usare rossetto ero io.
OSCAR - Io non me ne ero mai accorto (avviandosi verso la cucina) Vediamo un po' dove mi ...
MARY - Per favore - fumiamoci una sigaretta...
OSCAR - Sei nervosa?
MARY - Io no, ma non lo vedo da nove mesi e non muoio se - ritardo altri cinque minuti. Eppoi, io e te, abbiamo mille cose da dirci. Come sta tua moglie Jennifer?
OSCAR - Beh, ha avuto un figlio illegittimo con un tale incontrato a Gristed, ma ora abbiamo fatto la pace...
MARY - (guardandosi intorno) E in ufficio - come state tutti?
OSCAR - Mary, tu non hai ascoltato una parola di quello che ti ho detto.
MARY - Hai ragione. Sono nervosa. Non avrei dovuto venire.
OSCAR - (comprensivo) Mary, sei forse ancora...?
MARY - (rapidamente) Per carit, per carit, ma non sono il tipo che torna sui luoghi alla ricerca di ricordi.
OSCAR - Oh - scusa, avrei dovuto rendermi conto...
MARY - Oscar - smettila, ti prego, di guardarmi con quell'aria di compassione - come se avessi appena visto le mie lastre. Sto bene, signor dottore sto benissimo.
(Bob appare dalla cucina. Si ferma un attimo. Le sue parole sono inframmezzate da imbarazzanti silenzi)
BOB - Toh. Come va? - ce l'hai fatta ad arrivare.
OSCAR - L'indirizzo lo conosceva. (si avvia verso l'ufficio interno)
BOB - Oscar! (non vuole essere lasciato solo)
OSCAR - Tomo subito.
(Oscar sparisce nell'ufficio interno. Mary si volta verso Bob. Il suo nervosismo passato ma ora i nervi di Bob sono alla porta)
MARY - Come va?
BOB - Sei diversa; sei molto cambiata. Stavo per chiederti come te la sei passata, ma lo vedo da me. Te la sei passata benissimo.
MARY- Tu come stai? Ti sei poi liberato da quelle ragadi ai piedi?
BOB - Non sei cambiata.
(Questa frase agita Mary. Si alza, caccia la mano nel recipiente delle albicocche secche e ne prende alcune)
MARY - Beh - lo sai il detto, no... che pi si cambia e pi si rimane gli stessi? Oh, Dio, sono albicocche secche!
BOB - Cosa credevi che fossero?
MARY - Orecchie.
BOB - Desidero dirti che ho molto apprezzato che tu sia venuta. Immagino quanto ti sia costato.
MARY - Affatto. stato un respiro di sollievo. Ero in pensiero per i filodendri. Chi li innaffier? Crescer?
(La pianta sul davanzale)
BOB - Certo che cresce. Dunque, Oscar ti avr spiegato che sono andati a rinvangare le mie - le nostre tasse di quindici anni fa.
MARY - Io ti consiglio di dir tutta la verit - di ammettere ogni cosa e di consegnarti nelle loro mani.
BOB - Guarda che questa non una situazione da commedia. Devo venirne a capo al pi presto. Tra due settimane mi sposo.
MARY - (veramente stupita) Eh?
BOB - Credevo che lo sapessi. Oscar te lo avr certamente detto...
MARY - Sicuro! E io l'ho subito dimenticato. Che bella notizia. La conosco?
BOB - No, non la conosci.
MARY - E tu?
BOB - (preferisce ignorare la battuta) Si chiama Tiffany Richards.
MARY - Tiffany! Scommetto che scrive con l'inchiostro verde, e ha una calligrafia a ghirigori!
BOB - E una splendida ragazza, adorabile, buona, e con tutti e due i piedi per terra.
MARY - Tutti e due? Muoio dalla voglia di conoscerla.
BOB - (balbetta, irritato, non trova le parole) Hai proprio il dono di farmi uscire... sei qui da cinque minuti e mi...
MARY - (con calma irritante) Prendi un'albicocca.
BOB - (gridando fuori) Oscar! Ti sei addormentato?
OSCAR - (fuori scena) Arrivo! Arrivo!
BOB - (come Oscar appare dall'ufficio) Allora, vogliamo andare avanti? (aMary) So che devi tornare a Filadelfia e...
MARY - No, rimango a New York fino a domani e non ho la minima fretta.
OSCAR - (porgendo a Mary un carnet di assegni finito) Ah! ti dispiace dare un'occhiata a questo vecchio carnet di assegni? Molti furono firmati da te.
MARY - Oh Dio - come faccio a ricordarmi, Oscar!
OSCAR - Prova a pensare - con un po' di pazienza, ti verr in mente qualcosa. Stiamo cercando di trovare spese deducibili dalle tasse: colazioni di affari, regali professionali, viaggi di lavoro, cose di questo genere...
MARY - (sfogliando) A L. Bernstein, settantotto dollari. possibile, ma il solo L. Bernstein che io conosco si chiama Leonardo ed io Leonardo Bernstein non lo conosco.
OSCAR - (addita il carnet) Non Leonardo - L. Bernstein - dottore. Dentista.
BOB - (scuotendo la testa) Il mio dentista Sidney Bauer.
MARY - Dentista, dentista, dentista... (schioccando le dita) Trovato! Quel tale di Boston.
BOB - Boston?
MARY - Ti ricordi di quel ristorante dove si deve scendere un mucchio di gradini? Tu credesti che nel goulash ci fosse un sassetto ed era invece la otturazione di un tuo dente?
BOB - Gi...
MARY - E dovemmo scapicollarci fino a Framingham, perch il solo dentista disposto a riceverci di domenica viveva l?
BOB - Gi gi.
MARY - A proposito - come sta quell'otturazione?
BOB - D'incanto. Come stanno le tue corone?
OSCAR - (cambiando discorso) Eppoi c' l'assegno alla signora O'Connor. Trecento dollari.
BOB - O'Connor?
MARY - Credevo che di quel nome te ne saresti ricordato... tutta la vita: Boothis O'Connor e i suoi pesci tropicali.
BOB - Ges - Quello spaventoso week-end a Greenwych!
OSCAR - Volete spiegare a paparino?
BOB - Ti ricordi di quel giovane critico inglese, Irving Mannix?
OSCAR - L'arrabbiato?
BOB - B, parlo di due anni fa. Allora era soltanto arrabbiatine. Scriveva lunghe dissertazioni per provare che Shakespeare era omosessuale.
MARY - Insomma, l'equivalente intellettuale dei giornaletti da serve.
BOB - Lasciamo perdere - a noi parve che ci fosse in lui la stoffe dello scrittore.
MARY - Del bevitore, vuoi dire!
BOB - Ad ogni modo, era nostro ospite e siccome eravamo stati invitati dagli O'Connors portammo anche lui.
MARY - Quell'angioletto di Irving Mannix.
BOB - Conosci la casa degli O'Connors a Greenwich?
OSCAR - No.
BOB - B, la camera di soggiorno sembra Versailles. Ideale per stipularvi un trattato. (Man mano che Bob e Mary si interessano a questi ricordi si dimenticano della loro attuale situazione e si rilassano) Comunque, troppo imponente per Irving che cominci a trangugiare Martini su Martini! Dopo quindici minuti chiamava la nostra signora O'Connors "Madame Capitalista" e dopo venti minuti era cos sbronzo da urlare che la loro bella mobilia laccata, veneziana, era falsa. Cosa disse dei quadri?
MARY - O'Connors ci mostr un ritratto della moglie - altro che mostrare, chi non lo vedeva era bravo - ti ricordi? Un ritratto alto quattro metri, sopra il caminetto, orrendo! Noi fummo diplomatici, ma Irving! Lo guarda e dice: non c' difetto che non possiate correggere con un colpo di spugna e un po' di trementina.
BOB - O'Connors scoppi - si mise a urlare e ad investire Irving. Irving, che si reggeva in piedi a fatica, gli grida dietro: Buon gusto?! Cosa ne sapete voi, di buon gusto?! Non ci sono entrato nel vostro bagno, ma ci scommetto che usate la carta igienica a fiorellini!
MARY - Il bello che ci aveva azzeccato. (molto divertita)
OSCAR - Perch non ve lo riportaste via quel simpaticone?
BOB - Facemmo del nostro meglio, non credere - ma lui a insistere: "Non ancora - non ancora - sono gente da romanzo".
MARY - Io mi sedetti in un cantuccio e pregavo: "che perda conoscenza, Dio mio, fate che perda conoscenza, fate che venga meno".
BOB - E perdette conoscenza. Come Dio volle - venne meno! e casc per terra come un palo.
MARY - Perch non approfittammo di quel momento per caricarcelo via?
BOB - Come - non ti ricordi? La signora O'Connors, con quella carit ai limiti della decenza, volle che si trasportasse in biblioteca.
MARY - (ora ricorda) Su quel maledetto canap di velluto.
BOB - Lo sdraiammo l, coperto con un paletot e lo lasciammo solo. Pare che facesse a tempo a rinvenire, ad accendersi una sigaretta e a svenire di nuovo. Dopo pochi minuti il sof era in fiamme - un vero incendio. Il nostro eroe si sveglia, salta su e con un'incredibile presenza di spirito spegne le fiamme rovesciandosi sopra l'acquario dei pesci tropicali. Poi sviene di nuovo.
MARY - Quando andammo per portarcelo via era lungo disteso - supino -con le mani giunte sul petto come un papa morto. I cuscini, sul pavimento, fumavano ancora e acqua, vetri rotti e pesci, morti naturalmente, dappertutto.
BOB - I pesci non erano i dozzinali pesci rossi - venivano da Tahiti erano amici della famiglia, voglio dire che li chiamavano per nome...
OSCAR - Be'... trattandosi di uno scrittore questi trecento trecento dollari possiamo calcolarli spesa professionale.
MARY - Non dimenticare i venticinque dollari di taxi che pagammo per spedirlo da suo cugino a Long Island!
BOB - Fu la notte in cui perdemmo l'ultimo treno e ci tocc scendere in quel lurido alberguccio con quel cervo di bronzo in cortile. Ti ricordi?
MARY - (fa cenno di s col capo - i suoi occhi si illuminano) "Il portiere di notte" somigliava a Sherlock Holmes, cos sospettoso!
BOB - Lo credo bene! (a Oscar, indicando Mary) Capirai - quando quel paveraccio si volta per prender la chiave della stanza Mary mi fa, abbastanza forte perch lui possa sentire: "Tesoro - forse non dovremmo - sento un senso atroce di colpa - sarebbe meglio rinunciare... "
MARY - Va l, fu felice e beato di trovarsi a tu per tu col peccato!
BOB - Per questo, forse, ci fece pagare quattro dollari per due birre.
MARY - (a Oscar) Dimentic di portarci l'apri-bottiglia e dovemmo arrangiarci con la maniglia del termosifone!
BOB - Una delle bottiglie, forse, non era abbastanza gelata - tutta la birra spruzz come un sifone sul soffitto e sul letto. Dovemmo dormire tutti e due nell'altro lettino.
(La sua voce a questo ultimo ricordo si abbassata. C' un breve silenzio imbarazzato prima che Mary si alzi e rompa deliberatamente questo clima di nostalgia)
MARY - Oscar, cos non verremo a capo di niente. Non occorre ricordare tanti particolari, i fatti bastano. Porto di l questo carnet e segno quello che mi ricordo.
(Prima che essi se ne accorgano Mary uscita; Bob e Oscar si guardano. Poi Bob guarda altrove)
OSCAR - Mary in gran forma.
BOB - Grandissima.
OSCAR - Ha un viso che vale un milione di dollari.
BOB - Per me ne vale cinquemila..Cinquemila la cifra che io associo al nome di Mary. Gli alimenti.
OSCAR - cieco l'uomo che deve passare gli alimenti a una donna! (vede Dirk che si affaccia col capo alla porta principale) Il tuo amico di Hollywood!
BOB - Dirk! Che piacere! Quanto tempo che...?
DIRK - Non lo so. Eravamo vestiti da marinaretti.
BOB - (indicando Oscar) Conosci...?
OSCAR - Ci siamo gi presentati.
BOB - Dirk l'esperto che fa per noi! (a Dirk) Tu, che ti sarai sposato quattro o cinque volte - come ti arrangi?
OSCAR - Con le sue entrate - coi suoi guadagni, come te.
DIRK - Confesso umilmente di essermi sposato tre volte soltanto (si siede pi rilassato, in poltrona) Veramente la mia prima moglie l'ho sposata due volte - quindi i matrimoni furono tre, ma le mogli soltanto due.
BOB - Ed ora, a tutte e due passi gli alimenti?
DIRK - Noo! La mia seconda moglie spos un chirurgo di plastica estetica, molto ricco, che si innamor di lei quando le tolse un porro dalla clavicola.
BOB - E la prima moglie?
DIRK - morta.
BOB - Visto? Nato con la camicia!
OSCAR - So che avete da parlare del... (Bob da uno sguardo al manoscritto di Dirk e il suo viso si oscura dimostrando chiaramente il suo disagio al pensiero di dover affrontare Dirk) ... quindi me ne torno alla mia aritmetica.
DIRK - (appena uscito Oscar) Sissignore, parliamo di affari.
BOB - (per evitare il discorso e rimanere ancora un po' di buon umore) Dirk, sei un fenomeno. Pi giovane che mai. Come hai fatto?
DIRK - Il mio guaio che sono giovane da tanto di quel tempo che mi sento il nonnino della giovent americana. Credimi - ogni giorno diventa sempre pi faticoso. Se non dormo dieci ore non possono prendermi in primo piano. Se mangio un biscotto dopo le sette di sera, lo si avverte subito dalla bilancia. Macch biscotto! Un'aspirina mi fa ingrassare!
BOB - Sembri il curatore del tuo proprio museo. Confessa che ti ha valso la pena!
DIRK - S, s, ma si prendono abitudini cos ridicole! Lo sai cosa facciamo noi attori - maturi - quando ci troviamo soli in un taxi?
BOB - (con la bocca aperta sposta la mandibola a destra e a sinistra e fa muovere i muscoli del viso e del collo) E perch?
DIRK - Consolida i muscoli. Vuoi sapere quale sarebbe il mio sogno? Fregarmene dei muscoli e della pappagorgia. Caschino pure. per questo che ho scritto questo libro.
BOB - (riportato suo malgrado in argomento, a disagio) Capisco. Ossia credo di capirti.
DIRK - L'hai letto?
BOB - Certo che l'ho letto! Ehm... posso essere sincero?
(Dirk si alza immediatamente come per andarsene)
Sei permaloso.
DIRK - La gente chiede sempre "posso essere sincero"? Cosa succederebbe se uno rispondesse "no"?
BOB - L'hai fatto leggere a qualcun altro?
DIRK - Il mio agente lo ha trovato ardito, avvincente, e divertente. L'ho mandato a te per primo perch ti conosco.
BOB - Mi dispiace, Dirk, ma il tuo non un libro. Lasciamo perdere lo stile, quello ...
DIRK - (nterrompendolo) Non lascio perdere niente. Com' lo stile?
BOB - Ecco, ... ...
DIRK - "schifoso". l'aggettivo che stavi cercando?
BOB - Diciamo che non prosa. Manca persino di punteggiatura. Si ha l'impressione che tu abbia aspettato di rimanere senza fiato per mettere il primo punto e virgola.
DIRK - Mmm.
BOB - A questo si rimedia. Ma il contenuto? Sono solo aneddoti. Una specie di imitazione di Elsa Maxwell. Chi se ne frega di sapere che tu, quando eri povero, per mangiare senza pagare il conto buttavi nella minestra una mosca o dei capelli?
DIRK - Tu non vuoi pubblicare il mio libro. Credi che ad un altro editore interesser?
BOB - Ci sono due o tre piccole case editrici che forse...
DIRK - Le piccole case editrici non mi interessano. Dimmi: quanto costa pubblicare un libro - qualsiasi libro?
BOB - Quanto costa a noi, vuoi dire? Dipende dal numero della prima tiratura, dalla lunghezza del libro, dal lancio pubblicitario.
DIRK - Esempio: quanto verrebbe a costare la pubblicazione del mio libro - dodicimila copie, diciamo.
BOB - Otto-novemila dollari...
DIRK - Mettiamo che te ne dessi diciottomila. Lo pubblicheresti?
BOB - Se con le donne fai cos chiss quanti schiaffi!
DIRK - Valeva la pena - non te la prendere...
BOB - Non me la prendo - mi sorprendi e basta, perch tieni tanto a quel libro? Non per far soldi, questo ovvio.
DIRK - Sono ricco - possiedo appartamenti e ville - coi soldi uno dovrebbe potersi comprare la felicit?
BOB - Perch ci tieni tanto a quel libro?
DIRK - Ti sembrer ingenuo quello che dico, ma il fatto di essere un divo non ha mai spento in me la urgenza di essere un attore. Dieci anni fa cominciai a darmi da fare per una vera parte, come intendo io. Ma la vecchia formula continua a far soldi, e non riesco a sganciarmi: baci appassionati a lungo metraggio frammisti alla costruzione del canale di Suez; baci appassionati a lungo metraggio frammisti alla scoperta dell'oro in Alaska; baci appassionati...
BOB - Hai finito con Hollywood?
DIRK - Mi mancano due film - due film ancora per contratto. Ma quando sono partito mi sono reso conto che io ero la nave che abbandonava i topi.
BOB - Ma perch questo tuffo nella letteratura?
DIRK - Ecco - il mio press-agent pens - Ma perch dar sempre la colpa a lui! Sono io che pensai che il libro mi avrebbe aiutato a destare interesse in me come uomo e non come balocco! Nelle mie divagazioni ottimiste vedevo il mio romanzo pubblicato a puntate in un settimanale importante con fotografie di Dirk Winston com' oggi. Sognavo che allora un produttore avrebbe urlato: Ho trovato, sapete, l'attore ideale per la parte del... padre degenerato - Dirk Winston!
(Entra Mary con un altro carnet di assegni)
MARY - Oscar ti vuole. (vedendo Dirk) Oh, chiedo scusa.
DIRK - (cordialone) Sa-aalve!
BOB - La mia - la mia prima moglie, Mary Mc Kellaway.
MARY - Dirk Winston! Il suo vero nome Winston Krid. Dirk uguale Krid Krid letto all'incontrario.
DIRK - Complimenti, che memoria...
MARY - Ho una memoria formidabile, per ricordare le cose inutili. Ricordo ancora i nomi di tutte e cinque le sorelle Dionne - e la larghezza del Rio delle Amazzoni. Non interessa quasi a nessuno sapere quant' largo! Lei ha scritto un libro.
DIRK - Credevo di averlo scritto, prima di parlare con Bob.
MARY - A Bob non bisogna far caso, un fissato. In tenera et un best-seller gli casc in terra e da allora continua a considerare il "Libro del mese" una brutta parola.
DIRK - Sul serio?
BOB - Le dai retta!
MARY - Secondo lui, se un libro lo leggono pi di trecento persone, c' qualcosa che non va.
BOB - Perch dici questo? Non vero. Per sono d'accordo con Emerson: non si dovrebbe leggere un libro che a un anno di distanza dallapubblicazione. E a me piace credere che i libri che pubblico circoleranno per oltre un anno. (avviandosi nell'altro ufficio) Torno subito.
DIRK - Non far complimenti. Noi abbiamo finito - non potevi essere pi chiaro.
(Bob esita un attimo sulla porta dell'ufficio; gli viene in mente qualcosa)
BOB - Mary, per favore - aspetta un momento prima di scappare... Vorrei chiederti una cosa.
(evitando l'uno lo sguardo dell'altra Bob esce)
MARY - (allegra) Mi piacevano, sa, i suoi film! Ecco - non li ho visti tutti perch la mamma non mi dava il permesso...
DIRK - Neppure io li ho visti tutti. Il permesso non me lo dava il mio agente. Lei scrittrice?
MARY - No, lavoro per il settimanale LA DONNA E LA CASA. Curo la rubrica della piccola posta.
DIRK - Bob mi ha detto che lei stata la sua prima moglie.
MARY - vero.
DIRK - Sono molto contento.
MARY -Perch?...
DIRK - Perch posso invitarla fuori a cena.
MARY - Stasera?
DIRK - impegnata?
MARY - No... No.
DIRK - Allora perch no stasera? Ha fatto un fioretto?
MARY - Beh, dovremmo conoscerci pi a lungo - almeno altri cinque minuti!
DIRK - Cos'ha paura - che la porti alla perdizione? A un'orgia nella mia peccaminosa casa di scapolo? che voglia farla sbronzare - approfittare di lei - rincorrerla sopra il mio letto a due piazze?
MARY - Nessuno ha mai cercato di farmi sbronzare - forse mi piacerebbe, ma...
DIRK - Coraggio! prima una buona cenetta, e poi andiamo a vederci "La febbre dell'oro". Sar cos perbene che dovr dirmi "basta".
MARY - (d'impulso) Accettato. Passa a prendermi qui? A che ora?
DIRK - Mezz'ora? (pensa che forse sia meglio assicurarsi dove alloggia) A proposito - lei non abita mica qui?
MARY - No-no. Io e Bob non siamo evoluti sino a questo punto. Oggi sono qui per affari.
DIRK - Bene! (affacciandosi alla porta dell'ufficio e parlando verso l'interno) Ciao, Bob, scappo - ho una prenotazione telefonica per Hollywood. (si dirige alla porta principale facendo un cenno a Mary) Mezz'ora!
(Mary fa cenno di s con la testa sorridendo. Dirk esce. Mary si volta, poco sicura di se stessa. Vede le bozze sul tavolo di Bob e distrattamente le prende in mano. Quasi subito appare Bob dall'altro ufficio per salutare Dirk, ma si accorge di essere solo con Mary)
BOB - Oh - Mary - grazie di avere aspettato...
MARY - (che si era accorta che Bob era entrato, ma senza voltarsi a guardarlo, ora si mette a leggere, deliberatamente le bozze con voce un tantino interrogativa) "Ero solo in mezzo al prato. Ero grato e contento di essere in possesso di nuovo del mio corpo. La marea di fiorellini bianchi nell'immenso prato mi ondeggiava intorno come mille delicati fazzolettini mossi dalla brezza... " (alza gli occhi) Sembra scritto dal nostro Davidson Cook! Credevo che questo non volessi pubblicarlo.
BOB - Perch no?
MARY - Perch scrive come un Narciso malato.
BOB - (Prima di perdere di nuovo la pazienza) Lasciamo perdere
Davidson Cook... e (con vooe esitante e sforzata) Mary...
MARY - (adottando il suo stesso tono) Bob...
BOB - Ho pensato molto...
MARY - Mi sembrava che avessi una curiosa espressione!
BOB - (esplode di colpo disperato) Ma non puoi ascoltarmi tre minuti senza far dello spirito?
MARY - (punta, ma cerca di non farlo vedere) Posso provarci.
BOB - (dice sul serio) Provaci, Mary. Provaci. Vorrei chiederti una cosa, ma come faccio se scherzi sempre?
MARY - Io? - tu sapessi come sono poco in vena per gli scherzi! Su cosa vuoi chiedermi?
BOB - Tu sai che sto per risposarmi.
MARY - Lo so.
BOB - Ecco... continua a ruminarmi nel cervello una frase di Tiffany che mi ha seriamente colpito.
MARY - Cio?
BOB - Non saprei ripetere le sue precise parole, ma il succo era questo:
che l'uomo continua sempre a ripetere gli stessi errori. Credo che ci sia del vero in questo... Ecco, questa volta, questa volta vorrei che mi andasse meglio. (Mary volta la testa da un'altra parte) Dicevi?
MARY - Non ho aperto bocca.
BOB - Ma pensavi!
MARY - Oh bella! Tu d le tue battute, ma lascia che io dica le mie. Speri di aver pi fortuna questa volta? lo ti auguro di aver pi fortuna questa volta. Non so che altro potrei...
BOB - Vorrei sapere quali sono stati i miei errori. Dopo la rottura nelle mie ore di intontimento alcoolico, mi dicevo e ripetevo che la colpa era stata tutta tua. Non mi metto in bella luce, lo so... Bob McKellaway - infuriato e meschino!... ma cos che mi sentii di essere allora.
MARY - Ed oggi.
BOB - No, una volta calmato, quando la tua immagine non era pi cos viva, mi accorsi che la colpa era stata met mia e met tua.
MARY - Come fai a dividere una colpa in parti eguali come una mela?
BOB - Il successo non ha regole, non ha leggi, ma il fallimento s... dal fallimento si possono trarre utili insegnamenti.
MARY - Ho capito: tu cerchi la formula - la ricetta per il matrimonio perfetto, vuoi una garanzia, senza dover correre...
BOB - Non cos. Sono disposto a fare altri errori, ma non gli stessi non gli stessi. E vorrei qualche consiglio...
MARY - Perch non scrivi alla Contessa Clara? (Bob si allontana immediatamente e Mary, subito pentita, gli tocca un braccio che subito ritira) Bob, perdonami - era proprio quello che mi ero promessa di non dire. Mary tu chiedi l'impossibile. Vuoi mostrare a Tiffany una specie di pagella. Come riempire un formulario: " puntuale?" -"Porta a termine i lavori cominciati?" - " di parola?"...Bob, sei sempre lo stesso... quella mania di ragionar su tutto e anche nelle situazioni in cui non ragionevole ragionare. Analizzare - sempre analizzare. Sembri quel suicida che dopo aver preso il sonnifero si mette a tavolino e annota le ultime sensazioni - "Ore quattro del mattino - mi sento pi debole. Ore quattro e mezzo - la vista comincia ad appannarsi". Tu faresti lo stesso.
BOB - Forse.
MARY - Cosa debbo dire di te? che avevi l'abitudine di lalsciare le cravatte in salotto? che monopolizzavi il giornale e te lo portavi in bagno? che in macchina non mi rivolgevi mai la parola?
BOB - Non parlavo in macchina?!
MARY - S, che parlavi, ma ai semafori. "Avanti - maledetto - su - cosa aspetti a diventare verde?" Ma non a me.
BOB - Al volante mi concentro.
MARY - Devo dire che quando avevi qualche osservazione da fare eri pi pomposo di un giudice di sezone? "Non usi pulirti i piedi prima di entrare in casa?" - "Non usi rimettere a posto la pasta dentifricia?" - "Non usi mai spegnere la sigaretta"?
BOB - Perch in vita tua non ne hai mai spenta una!
MARY - E tu, allora, che rimettevi il vassoietto per fare il ghiaccio nella ghiacciaia senza rimetterci l'acqua?
BOB - I cubetti di ghiaccio"? Non sai ricordar altro'? con tutto quel che successo!
MARY - Dimentichi un piccolo particolare. Fosti tu a piantarmi.
BOB - In teoria s, ma...
MARY - Macch teoria pratica! Una bella notte ti sei alzato, hai tagliato la corda sbattendo la porta. E vuoi saperlo? Non ho mai capito il perch.
BOB - Questa poi!
MARY - Eri a letto e due minuti dopo aprivi armadi e cassetti e buttavi roba in valigia a tutto vapore.
BOB - Non ricordi altro? Lascia che ti ricostruisca la scena. Tu eri a letto e leggevi un giornale di mode. Io, in bagno, mi lavavo t denti. Poi spensi tutte le luci, e venni a letto. Ti abbracciai e tu dicesti: "E va bene, divertiamoci al buio"
MARY - Dissi cos?
BOB - Perch dovrei inventarmelo?
MARY - una frase cosi terribile?
BOB - Fu una doccia fredda, e non ero in vena di docce fredde...
MARY - Ah.
BOB - In altre circostanze, forse, non ci avrei fatto caso. Ma avevo avuto una giornata spaventosa - brutte critiche al libro di Caine - il progetto del settimanale andato a monte - una violenta discussione con l'agente pubblicitario. Cose di ordinaria amministrazione, d'accordo - ma quella sera avevo bisogno di un po' di calore coniugale avevo bisogno di una moglie.
MARY - Sono stata molto... coniugale.
BOB - A intervalli. Tra una freddura e l'altra.
(Mary gli molla uno schiaffo. Oscar entra nell'ufficio proprio in tempo per assistere alla cena)
OSCAR - Fate pure. Approvo in pieno. Detesto i divorzi troppo amichevoli. Il divorzio amichevole turba l'avvocato, come il morto che risuscita turba il becchino che sta per chiudere la bara.
(Mary senza dire una parola prende cappotto e valigia ed esce dalla porta principale)
Hai letto, stamane, la critica di Walter Lippman? L 'ho trovata ottima.
BOB - Basta, basta Oscar, con le tue frasi gentili - non le sopporto pi! (quasi stesse per scoppiare) Ora hai finalmente capito perch non volevo rivederla? Quando mi hai annunciato il suo arrivo dovevo squagliarmela. Mi ero illuso che avesse perduto il potere di mandarmi in bestia. Mi son tolto la fasciatura troppo presto, mi...
(smette di parlare perch vede Mary rientrare) Hai dimenticato qualcosa?
MARY - Ricordato qualcosa! Dopo la mia drammatica uscita mi venuto in mente che mi passano a prendere qui. Devo restare altri dieci minuti.
BOB - Ah.
MARY - E devo cambiarmi. Dovr andare in camera tua. (a Oscar) Se il telefono suona, forse per me. Dall'albergo Algonquin dovrebbero telefonare per dire se la camera c'.
(Mary entra nella camera da letto, non proprio sbattendo la porta, ma con uscita arrogante. Bob fissa la porta chiusa)
OSCAR - Lasciala perdere. Abbiamo da parlare di cose pi importanti. Ho esaminato bene le cifre. Eccomi qui - a tua disposizione - sempre che tu abbia voglia di ascoltarmi.
BOB - (cercando di non pensare pi a Mary ma ancora nervoso e sconvolto) Cominciamo dalle tasse.
OSCAR - Per esserti preciso su questo punto devo prima parlare con quel tuo amico della Tesoreria. Cos, ad occhio e croce, penso che riusciremo a cavarcela con milleottocento - duemila dollari.
BOB - Si comincerebbe a ragionare.
OSCAR - Hai detto che volevi il mio parere sulla tua situazione finanziaria in generale. Lascia che ti faccia due o tre domande. La famiglia di Tiffany molto ricca, vero?
BOB - Questo che c'entra?
OSCAR - Eccome, se c'entra! Dovr essere mantenuta, no? E tu non ce la fai a mantenerla. Ho esaminato la tua situazione - le tue entrate non bastano neppure a mantenere te.
BOB - Tu scherzi!
OSCAR - Perch non ridi, allora?
BOB - Se stai cercando, con garbo, di convincermi a non risposarmi, stai sprecando del fiato. Ho trentasei anni e viviamo nel paese della...
OSCAR - (interrompendolo) Libert? Non ti illudere. Certi slogans fanno prendere abbagli spaventosi! Ascolta me: con la capanna e due cuori non avresti che gli occhi per piangere.
BOB - Andiamo! La Ditta mi paga diciottomila dollari l'anno, e in pi ho gli utili sulle vendite...
OSCAR - vero...
BOB - A Rockefeller basteranno per le sigarette, ma per me son denaro, che diavolo! Mio padre non ha mai guadagnato pi di cinquemila dollari l'anno e ha potuto mantenere quattro figli in collegio!
OSCAR - Allora, se vogliamo andare nel passato, lo stipendio di Lincoln alla Casa Bianca, era di ottomila dollari. Ma pagava soltanto 260 dollari di tasse. Ecco i tuoi conti come risultano a me per quest'anno. Te li leggo?
BOB - No. Beh, si, fa come vuoi.
OSCAR - Dunque: diciottomila, il tuo stipendio, pi mille dollari di utili, e ti avverto, sono scesi dall'anno scorso.
BOB - Sono scese le vendite.
OSCAR - Quindi: entrate - diciannovemila. Ora le uscite: tremiladuecento, affitto; duemilaottocento, servizio; tremilanovecento, vitto e alcoolici; cinquemila, alimenti a Mary.
BOB - una cosa assurda, senza senso, esagerata. Mary lavora.
OSCAR - Lo ha deciso il Tribunale, non ci puoi far niente. (riprendendo dove ha lasciato) Cinquemila, alimenti a Mary - ottocento, iscrizioni ai clubs e circoli e divertimenti varii. Mille ottocento, vestiario. Settecento, tintoria, libri, tappezziere. Duemilaottocento, tasse. In tutto ventunomila. In liquido, alla Banca, hai tremila dollari, ma questi andranno quasi tutti per le tasse arretrate.
BOB - Vedere, vedere!
OSCAR - Rigira le cifre come vuoi - il fatto che tu spendi ventuno e incassi diciannove, non lo cambi. (sempre con voce monotona) Tu non sei in grado di mantenere un'altra moglie. Non sei neppure in grado di comperarti un canarino!
BOB - (secco, non lirico, senza alzare il capo) Dammi del derelitto - dammi del malinconico - d che sono sconfortato, sconsolato, desolato e umiliato - d che la fortuna e la salute mi hanno abbandonato e dirai la verit.
(Bob cancella con gesto energico un 'intera pagina delle bozze)
OSCAR - Perch te la pigli con le bozze?
BOB - Perch questo disgraziato scrive come un Narciso malato! "
(Bob continua a sferzare colpi di matita alle povere bozze, mentre cala il...
SIPARIO
ATTO SECONDO
Al momento in cui si alza il sipario Dirk e Mary entrano in scena dalla porta principale. Battono i piedi per scuotersi la neve dalle scarpe e con le mani si scuotono la neve di dosso. poco pi di mezzanotte. La stanza, eccetto il bagliore che viene dalle finestre, al buio.
DIRK - Si bagnata?
MARY - Soltanto i capelli. (Mary accende una luce, una sola)
DIRK - Non sembrano bagnati...
MARY - Vedr, tra cinque minuti - saranno increspati come una paglietta da sgrassare le pentole. Che nevicata deliziosa!
DIRK - (alla finestra) Per me che vengo dalla California, una nevicata
deliziosa!
MARY - Maledetta valigia - eccola qua. E si ricordi - non voglio che mi riaccompagni - prendo un taxi.
DIRK - Con questa neve? Giammai! eccomi qua - libero, a disposizione,
gratis!
MARY - Dovevo pensare a portarmela dietro e per lasciarla direttamente in albergo. (Mary ha la valigia in mono. Dirk cerca di prendergliela, per un attimo le loro mani si toccano)
DIRK - Glielo dicono troppo che bella?
MARY - Lo , un bravo attore! (cambiando discorso) Sa cosa le dico? Che sarebbe da idioti uscire di nuovo con questa neve. Non devo mica portare il siero a nessuno! Non devo mica salvare gente che affoga. E allora? Io dormo qui. (poi, rispondendo alla domanda non formulata a parole) Bob a Goshen per il week-end con una splendida ragazza, adorabile, buona, e con tutti e due i piedi per terra.
DIRK - Beviamoci qualcosa o Bob tiene l'alcool sotto chiave?
MARY - (che ha gi bevuto due bicchieri di troppo e comincia a prenderci gusto) Beviamoci qualcosa!... ma poco poco. (accende la luce grande) Comincio a sentire lo champagne. Si rende conto che siamo rimasti tre ore al ristorante. Il lato simpatico di andare a cena con uno che non tuo marito che c' sempre tanto da dire.
DIRK - Cosa sono riuscito a sapere di lei? che allergica alla penicillina e
che le piace Lily Marlne.
MARY - E basta? Mi sembra molto. Voglio sapere di lei. Il suo libro lo pubblicano?
DIRK - Far tutto il possibile. (le porge un cocktail) quasi tutta soda. (si
siede accanto a lei sul divano) Con Bob lei avr conosciuto molti scrittori... Di cosa parlano gli scrittori?
MARY - Lei si illude che parlino di letteratura? Macch letteratura! Soldi. Pubblicazioni di lusso, pubblicazioni a buon mercato, pubblicazioni a puntata - diritti cinematografici, televisivi, radiofonici - Formazioni di societ anonime per pagare meno tasse.
DIRK - Tale e quale come noi attori allora!
MARY - una tortura quando l'autore ti viene a casa e ti vuole leggere ad alta voce quello che ha scritto per avere le prime reazioni. Buuu - ci si sforza ad assumere una espressione interessata, e viene un male alle sopracciglia...! (dimostra, facendo un viso concentrato, attento; ride) Conosco uno che lavorava con Disney. Attaccava certi bottoni sui cartoni animati da far perdere la pazienza ai santi. Non taceva mai e quando doveva prender fiato faceva segno di star zitti per poter proseguire.
(Dirk dimostra. Mary ride, poi si calma e tace. Un silenzio, che interrompe Dirk)
DIRK - I suoi occhi sono cos celesti, cos dolci, che sembrano inzuppati nel miele.
MARY - (in fretta) Perch dovrei portare gli occhiali.
DIRK - Perch fa cos?
MARY - Come?
DIRK - Ha una scossetta ogni volta che riceve un complimento...
MARY - (troppo in fretta) Non vero.
DIRK - Guardi com' sulle spine!
MARY - Perch sulle spine?
DIRK - Non lo So, ma lo . Fa di tutto per cambiare discorso.
MARY - Va bene. Provi a farmi un bel complimento e vedr che non cambio discorso.
DIRK - Senza dire freddure? (Mary rimane di sasso al sentire la stessa frase di Bob)
MARY - Eh?!
DIRK - Non avrei dovuto dire cosi?
MARY - Insomma, secondo lei dovrei avere imparato a comportarmi quando un uomo mi fa un complimento.
DIRK - Queste cose, voi donne, a tre anni le avete imparate gi!
MARY B, io sono lenta - sono un caso ritardato. solo da quest'anno che vado dal parrucchiere.
DIRK - Prima che cosa faceva?
MARY - Da sola. Me li arrotolavo dietro in un bel rococ e quando erano troppo lunghi me li tagliavo da me. O me li facevo tagliare da un'amica. Da quando vado da Elizabeth Arden tutta un'altra cosa,
29
un altro mondo.
DIRK - Cos ho sentito dire.
MARY - Quando il parrucchiere mi vide arrivare col mio rococ quasi
sveniva e gli si leggeva in viso quel che pensava: "Meno male che sei
arrivata a tempo, poverina, un altro po' e sarebbe stato troppo tardi!"
Da Arden non tagliano i capelli, li spuntano, li spuntano, non li
tagliano da Elizabeth Arden. Per loro un buon taglio pi importante
della cura del cancro.
DIRK - Le hanno fatto una testina un amore. Mi dica grazie.
MARY - Grazie.
DIRK - Vede com' facile?
MARY - (con un sussultino, presente a se stessa) Mi ci vuole qualcosa di
forte. L'effetto dello champagne sta passando e... Mi parli del suo
libro.
DIRK - Che posso dirle? Pesa tre etti e mezzo. Per spedirlo ci va un
capitale
di francobolli.
MARY - Non parli cosi. Ha perso la fiducia perch il libro non piace a Bob?
Piglia certi granchi, Bob! Si fatto
aiutare per scriverlo?
DIRK - Un negro, vuol dire? No, no, no.
MARY - Meno male. Si sente subito quando c' il "negro". Intanto la
personalit della persona va a farsi
benedire - come il pane bianco.
DIRK - Il pane bianco?
MARY - Qualunque pane bianco. Togli la crusca, togli i fermenti, togli qui,
togli l - non sa pi di nulla. Sembra colla da imbianchini.
DIRK - Beh, questi libri scritti dal "negro" sapranno di colla, ma vanno a ruba.
MARY - D'accordo, per a un certo punto bisogna sapersi fermare - Quando
meno ci pensi, salteranno fuori le Confessioni di Sant'Agostino scritte da... da Agatha Christie.
DIRK - E ne venderanno un milione di copie. - Mary
MARY - S...
DIRK - Ha detto che Bob prende dei granchi. Ma come ha fatto a lasciarsi
scappare una donnina come lei?
MARY - Sono fortune che capitano!
DIRK - Credo d'aver trovato la chiave dell'enigma.
MARY - Quale enigma?
DIRK - Lei.
MARY - Mi piacerebbe essere un enigma. La donna-mistero. Sorridente ed
enigmatica alla superficie e dentro - una tigre! (cambia tono con
semplicit) Purtroppo - nel mio caso - quello che si vede... tutto l.
Sotto l'apparenza piatta e insofisticata
c' una donna... piatta e insofisticata.
DIRK - Chi le ha messo in testa di essere piatta e insofisticata? Il suo
divorzio? Bob?!
MARY - Bob non c'entra. Lo capIl
quando avevo tredici anni.
DIRK - A tredici anni, da sola, ha capito questo?
MARY - Le guarda mai, lei, le
ragazzine giovani?
DIRK - Giovani - quanto?
MARY - Immagini due bambinette. Una tenderla e colorita, coi capelli
ondulati e chilometri di ciglia nerissime. L'altra pallida, tutta ossa,
coi capelli come spinaci cotti e due orecchie come i due manici di
un'anfora. Indovini quale delle due bambine dovr portare per anni il
fil di ferro ai denti?
DIRK - Quella ossuta.
MARY - (come consegnandogli un premio) Bravo! (bevendo un sorso)
Quella ero io. Filo di rame sui denti davanti - ginocchia sempre piene
di ferite e di tagli - lentiggini sul naso. Io. Tutta gomiti e tutta ossa.
Per due anni consecutivi, a scuola, mi han fetto recitare la parte di
Pinocchio.
DIRK - Perch aveva talento.
MARY - Avevo le physique du rle!
DIRK - Da bambini
qualcosa si ha sempre. Io a 14 anni ebbi un eczema che
pass alla storia. Per tre anni ebbi in viso tutti i colori dell'iride.
L'eczema, a quei tempi - lei non pu ricordarlo - lo curavano con il
lievito di birra. Mi fecero mandar gi tanto lievito e tanta acqua che
gorgogliavo invece di parlare. Forse fermentavo.
MARY - Il lievito di birra non l'ho mai provato, per un giorno di nascosto
mi procurai della crema contro le lentiggini. Ne misi tanta che mi
venne via tutta la pelle. Feci finta di
aver preso troppo sole.
DIRK - E io facevo finta di odiare tutti, specialmente le ragazze. Ero
troppo
timido per rivolgere loro la parola.
MARY - guarito in modo meraviglioso.
DIRK - Anche troppo, forse. Ma lei, come mai...
MARY - Non sono guarita? il mio caso diverso. Da bimba non mi curavo
del mio aspetto perch pensavo che crescendo sarei diventata bella
come mia sorella Clara.
DIRK - Era molto bella?
MARY - Clara?! Capelli color tiziano - occhi nocciola - sguardo leggermente
sorpreso come chi passa dal buio alla luce. Incantava la gente fino a
toglierle di bocca la parola. La mamma smise di mandarla in
drogheria a far la spesa perch il droghiere - e aveva settant'anni - per
guardar Clara - si sbagliava sempre nel peso.
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DIRK - E lei avr sofferto.
MARY - Affatto. La bellezza di Clara era per me una garanzia. Ero certa che crescendo sarei diventata come lei. Ma un bel giorno - avevo quattordici anni - mi misurai l'altezza - non ero cresciuta nemmeno un millimetro in un anno. CapIl di colpo che a Clara non avrei mai assomigliato.
DIRK - Non era contenta di assomigliare a Mary?
MARY - No-o! Corsi da papa per chiedergli quando avrei assomigliato a Clara. Pover'uomo! Non sapeva come cominciare il discorso. Poi disse: "Tesoro" - teso-o-ro - che ce ne faremmo di due Clare? Tu sei la nostra figlia pi intelligente". Fu il colpo di grazia. Ero pronta ad accettare di essere brutta, ma brutta ed intelligente la cosa peggiore che possa capitare a una ragazza.
DIRK - E cos si dedic allo studio.
MARY - Come lo sa?
DIRK - Le ragazze che ai balli fan tappezzeria finiscono cos.
MARY - Dirigevo io il giornaletto della scuola. Ero convinta di essere Caterina Earnshaw.
DIRK - Caterina chi?
MARY - La protagonista di "VOCE NELLA TEMPESTA". Cathy. Sognavo che da qualche parte esistesse un uomo misterioso dallo sguardo fosco, il cui cuore battesse per me. Nelle notti di pioggia aprivo la finestra e immaginavo che mi chiamasse: Oh, mia dolce e selvaggia Cathy! I raffreddori che mi sono buscata! Il solo uomo dallo sguardo fosco era il dentista. Un uomo di mezza et che ogni tanto dava un giro di vite al mio filo rame sui denti!
DIRK - Ancora ci. pensa?
MARY - Penso alla ragazzina malsicura e timida che ero e mi domando dove sia andata a finire.
DIRK - Non andata a finire da nessuna parte perch lei ancora la stessa.
MARY - Vuol dire che non sono cambiata - nemmeno un pochino? Che cosa orrenda da dire! Dov' andata a finire la sua galanteria, il suo charme hollywoodiano?
DIRK - Fisicamente lei cambiata, su questo non ho dubbi. Ma dentro sempre la stessa. In qualche posticino recondito del suo io sono certo che c' ancora il filo di rame.
MARY - Esagerato! Son diventata donna - Sono venuta in una grande citt. Ho imparato a dare le mance - a leggere i giornali sofisticati - mi sono sposata.
DIRK - Tutto questo non l'ha intaccata per nulla. Lo sa cos' strano?
strano che lei sia la
creatura deliziosa che : e che nessuno si sia innamorato di questa delizia.
MARY - Chi lo dice?
DIRK - Lei!
MARY - Ma lei matto! Non ho mai detto - centinaia di Insomma, Bob era
certamente innamorato di me...
DIRK - Lo credeva davvero?
MARY - Ma certo! Per quale altro motivo mi avrebbe sposata! Senza dote -
senza nulla.
DIRK - Perch me lo chiedo.
MARY - Perch lui era... perch eravamo, tutti e due - Perch, perch,
perch. un interrogatorio questo? Non c' la maniera, con le buone,
di farle capire che questi sono affari che
non la riguardano?
DIRK - Ero certo che avrebbe reagito se parlavo di Bob?
MARY - Perch lo ha fatto?
DIRK - Ero certo che Bob era innamorato di lei. Ma lei non ci crede. Non ci
ha mai creduto.
MARY - (sul chi vive) Bob
che le ha detto?
DIRK - Niente. Ma lo testimonia lei. La donna che sa di piacere -
diversa, ha quel non so che... Lei no. I suoi riflessi sono morti.
MARY - (Ora si arrabbia) Mille volte meglio i miei riflessi delle sue
maniere, caro signore. Ed ora, se non ha
altri discorsetti gi preparati, se ne vada. Se ne vada!
DIRK - Ecco che si arrabbiata.
MARY - Bravo. Capisce tutto a volo, lui. Non gli sfugge nulla. Certo che
sono arrabbiata. Cosa dovevo dire -
"grazie"?
DIRK - Non lo so. Non ho mai conosciuto una donna come lei.
MARY - Siamo pari. Non ho mai conosciuto un uomo come lei. Ma questo
non giustifica che mi sia lasciata incantare dal sorriso stereotipato di Hollywood.
DIRK - Ah... Si era lasciata incantare?
MARY - Direi di s, altrimenti perch me ne starei qui seduta a raccontarle,
come una stupida, i miei segretucci da collegiale? Sono
incorreggibile e non imparer mai - (le mette le mani sulle spalle e le
parla sinceramente e con franchezza) Mary - vuole sapere cosa mi sembra? Mi sembra... MARY - (lo interrompe fredda e sarcastica) ...le sembra di vedermi ORA
per la prima volta. (ride)
DIRK - Deve imparare una cosa: a saper tacere al momento opportuno.
(Con trasporto la prende tra le braccia e la bacia. Mary dapprincipio troppo sbalordita per protestare e dopo ci prende gusto. Quando si staccano Dirk le mette in fretta un
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dito sulle labbra)
Ssssst! - un altro - presto, prima che lei perda coraggio. (la bacia di nuovo)
MARY - Mi gira la testa.
DIRK - quel che vi vuole!!!
MARY - Sar che non bacio pi da tanto tempo. Per come la bicicletta: ci
si riabitua subito. Lo sai che sei molto simpatico e anche corretto al
novantacinque per cento?
DIRE - Io?!
MARY - Ma perch, vorrei sapere,
stai a perder tempo con me?
DIRK - Sono stato sedotto dalla proposta di Bob.
MARY - (prendendolo, naturalmente, come scherzo) Questo lo so, ma
devono esserci anche altre ragioni. Tu mi piaci - perch ferisci il mio
amor proprio e riesci a farmi arrabbiare.
DIRK - Per questo?
MARY - Da troppo tempo non reagivo pi a nulla e ora questo mi rassicura.
Sai, come quando temi di avere perso la sensibilit ad un dito.
Quando poi te lo bruci e gridi "ahi"! (dal dolore) Sai di non avere
perso la sensibilit.
DIRK - (le prende la mono e gliela bacia) Cosa possiamo fare di
questi
ditini? - Tu invece mi piaci perch sento che con un po' di
incoraggiamento potrei innamorarmi di te. (Lei tace) Parla, se vuoi
parlare, ma d quello che pensi. Non
inventare.
MARY - Ebbene: penso che mi piacerebbe crederti. E ti credo!
DIRK - Tesoro!
(Si stanno di nuovo baciando quando entra Bob. Anche Bob coperto di neve. Si ferma sbalordito da ci che vede)
BOB - Mary - che stai facendo qui?
MARY - Non fare domande retoriche. Lo vedi benissimo cosa sto facendo.
(Bob imbarazzato e seccato da una reazione istintiva di cui egli stesso non sa spiegarsi la ragione, cerca di essere cordiale. dopo tutto come lui desiderava)
BOB - stata la sorpresa di trovare Mary qui. Credevo fosse andata
all'Hotel. Cos' successo? (a Mary) Stai... arrivando - stai
partendo...
MARY - (soave) Mi fermo qui.
E tu?...
DIRK - Non dovevi andare a Goshen?
BOB - Ci stavo andando, ma c' una bufera di neve! Non siamo riusciti a
fare venti chilometri.
MARY - Non sono stata informata dei
tuoi cambiamenti di programma.
DIRK - Bob, posso offrirti qualcosa da bere?
BOB - Sei la quintessenza dell'ospitalit. Non vedo l'ora di rendertela.
DIRK - Questa poi!
MARY - Non far caso a Bob. il tipo metodico, lui. Oli piace fare i suoi
piani con calma - ordinarsi le sue giornate - tutte con metodo, ma tu
non eri in programma e anch'io, sono fuori
programma.
DIRK - Credevo di essere anch'io in programma, dopo l'interessante
scambio di idee avuto nel pomeriggio.
BOB - Vi sembrer sgarbato, ma sono quasi le due e non mi dispiacerebbe
sapere dove potr stendermi per la notte. (a
Mary) Se ho capito, tu rimani qui.
MARY - S - ho sonno. Non mi va di affrontare il buio della notte.
Precedenza alle donne e ai bambini. la
legge del mare. Valga anche per le bufere di neve!
BOB - Diamine! Me ne andrei via io, ma chi lo trova un taxi con questo
tempo? (non pu celare l'ironia) Posso
dormire su! divano?
MARY - Ti pare! fa come se fossi a casa tua...
DIRK - (a Mary) Al padrone di casa cominciano ad imbambolarsi gli
occhi
e dal momento che ci troviamo nella stanza dove lui dovr dormire il
suo lungo sonno, toglier il disturbo, (alzandosi) stata una gradevolissima serata.
MARY - S, molto gradevole. Dico
davvero.
DIRK - Domattina, prima cosa, ti telefono. Troppo presto alle dieci? (Le
d
un bacio. A Bob) Buona notte.
BOB - 'notte. (Dirk esce chiudendo la porta. Segue un
momento
d'imbarazzo) Vado a prendere coperte e lenzuola. La coperta deve
essere ancora nell'armadio della
biancheria.
MARY - (immobile) Immagino.
BOB - ( quasi arrivato sulla porta della camera. Guarda dalla
finestra)
Peccato non poter aprire la finestra. C' un fumo...
MARY - Uh-hm.
BOB - (esita, si ferma, poi) Devo Confessere che sono molto sorpreso.
MARY - E io molto sorpresa.
BOB - Hai bevuto.
MARY - Proprio cos: cognac, whisky, champagne. E ho scoperto una cosa
importante. Lo sai qual' il guaio dell'America? Troppa sobriet.
Troppa astinenza. Ecco perch tanti
matrimoni vanno a rotoli.
BOB - Posso consigliarti di andare a letto.
BOB - Non puoi consigliarmi niente. Non ho bisogno della tua solitudine-
lassi-tu-dine.
BOB - Sollecitudine, vuoi dire.
MARY - Di quella cosa non ne ho bisognoo Mi sento benissimo - fresca e
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riposata, come se mi fossi svegliata adesso.
BOB - Ti credevo una conformista. Lenta a scaldarsi. Un frigorifero.
MARY - Correva voce che fossi cos.
Sono felice di constatare che non vero.
BOB - Mary, ascolta. Quello che tu fai non mi riguarda, lo so... Sono
contenta che tu lo sappia.
MARY - ...non ho mai preteso che tu ti facessi suora. giusto che tu esca
con uomini. Dovresti risposarti. Con un
uomo che sia innamorato di te.
MARY - (lo ascolta) Se non per amore che uno mi vuole, per cosa
vuoi che...
BOB - Ci sono uomini e uomini. E... Beh, non sai dove sei cascata! E tutti
questi sbaciucchiamenti con Dirk! Cosa ne
sai di lui, cosa ne sai!
MARY - So che a quattordici anni ebbe un eczema spaventoso.
BOB - Se sai questo sai tutto!... Sto cercando di spiegarti che quella
una
categoria che per te non va. Questi rubacuori fanno collezione di
donne come di francobolli. Se ti fa piacere far parte della sua collezione...
MARY - Lo vuoi sapere? Crede di
essersi innamorato di me.
BOB - (allarmato e sentendosi responsabile) Ti ha detto cos?
Brutto
impostore, animale bugiardo! Ma tu non gli
hai creduto, vero?
MARY - Io s.
BOB - Ma via! Ti sembra possibile che un conquistatore di mestiere e in
quattro e quattrotto - bang! - si innamori di una donna come te?
MARY - (duramente colpita, lottando contro le lacrime) Per un momento mi
sembrato possibile - anche con una donna come me. Ma tu stai
esagerando, caro - un po' troppo...
BOB - (conscio di averla ferita) Non intendevo te in particolare,
intendevo
una donna per bene... una donna...
MARY - Lo so cosa intendevi. Non potevi essere pi chiaro. Sono il tipo
insulso - incolore - insignificante, lo so... Sono proprio nata ieri...
(non riesce a trattenere le lacrime)
BOB - Piangi per
questo?
MARY - Forse. Forse. Perch no?!
BOB - Perch tu non piangi mai. .
MARY - Come fai a saperlo? Cosa ne sai? Io piango se mi piace. E mi piace.
(si abbandona a un pianto dirotto e piange
di gusto)
BOB - (mettendole
una mano sulla spalla) Mary...
MARY - Non mi toccare!
BOB - Saranno le macchie solari - saranno le maree. Forse sar la neve.
Non lo so. Un cantastorie qualsiasi ti dice che sei bella e tu svieni.
Quando te lo dicevo io che eri bella non mi ascoltavi neppure.
MARY - Non mi hai - mai - detto che ero bella!
BOB - Certo che te l'ho detto.
MARY - No, mai! Mi hai detto che ti piacevo.
BOB - Ma non la stessa cosa?
MARY - Ah, no! Il mondo pieno di gente che ci piace. Per non detto che sia gente bella.
BOB - bello quel che piace.
MARY -Eh, no!
BOB - Fuori un esempio!
MARY - Anna Magnani, per esempio.
BOB - (incredulo, serio e indisponente) E secondo te Anna Magnani non
bella? Accidenti, con quella personalit!
MARY - Di' quel che ti pare, se Anna Magnani non bella. Adoro Anna Magnani, ma bella - no. Grande personalit, personalit da vendere, d'accordo - ma in questo momento ne ho fin sopra i capelli di personalit. Perch sei tornata qui stanotte? Stavo cos bene e ora che la sbornietta passata mi sento affranta. Hai rovinato tutto.
BOB - Mi dispiace se...
MARY - Macch dispiaciuto, soltanto imbarazzato!
BOB - Semmai sorpreso. Non immaginavo mai di vederti piangere, come
un'altra donna qualsiasi. E ti dona, sai.
MARY - Grazie.
BOB - buffo! in cinque anni di matrimonio non hai pianto mai.
MARY - Di persone sensibili ne bastava una in famiglia. Se tu mi avessi, vista piangere avresti dato la colpa al raffreddore. Tu hai stabilito fin dal primo momento che io ero la forte, e quella con brio e allegria, impermeabile alle intemperie dei piccoli dispiaceri.
BOB - Parli come se ti avessi fatta io cos; del resto, c' qualcosa di male
ad essere come sei?
MARY - faticoso dover sorridere sempre. Mi sentivo in vetrina. Ventiquattro ore su ventiquattro - sorridente, affabile - canticchiando canzoncine - ridendo quando non sapevo cosa rispondere; affabile. Affabile - sempre affabile. Sapessi come ho desiderato di poter essere, una volta, apertamente triste, scontrosa, noiosa e costipata. (Pausa) Ero noiosa.
BOB - Non eri noiosa. Ma curioso. Parlavamo tanto, ma senza
comunicare. (questa verit lo colpisce e ci pensa su)
MARY - Era difficile comunicare. Tu comunicavi sempre con te stesso, per cui la linea era sempre occupata.
BOB - (sorpreso) Ah - la pensavi cos?
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MARY - Sembra che tu ti pigliassi la temperatura delle tue emozioni sei
volte al giorno. Ti sentivo, anche se non parlavi, chiedere a te stesso:
"sono nervoso? Sono teso? La tal cosa ha turbato la mia tranquillit?"
Come ti senti in questo momento, Bob?
BOB - (Non ascolta l'ultima frase tanto assorto ripensando al
passato)
Hai ragione. Ho la pessima abitudine di farmi domande sceme. Ma
"sono nervoso?" "Sono teso?" sono domande naturali. (guardandola)
Ero scemo, invece, quando mi chiedevo: "Perch Mary non mi ama?"
MARY - (incredula, con uno
shock) Ti chiedevi questo?
BOB - Ogni minuto secondo.
MARY - (esplodendo) Ecco
perch odio gli intellettuali! Sono cos ottusi!
BOB - Che discorsi!
MARY - Discorsi idioti - dovrei risparmiare fiato e ricordarmi che sto
parlando con l'uomo pi equilibrato...
dell'emisfero occidentale...
BOB - una fissazione la tua. Non sono poi tanto equilibrato come tu
dici.
MARY - U-u-u-!!... Hai equilibrio nel vivere - nel mangiare - nel bere - nel
fumare - persino nel fare all'amore.
BOB - Vuoi spiegarmi il doppio senso? .
MARY - Un uomo che batte sulla spalla della moglie alle undici di notte e le
dice: "Ti va stasera? Se no prendo un sonnifero..." Pi equilibrato di cos!...
BOB - Mi manca il savoir faire del signor Dirk Winston.
MARY - Ti manca. Peccato.
BOB - Non avevo nessuna intenzione di scatenare le tua artiglieria
pesante.
Volevo soltanto salvaguardarti.
MARY - Da Dirk? Non voglio essere
salvaguardata.
BOB - Un momento! Non penso che vorrai...
MARY - (lo interrompe) Si fa giuoco dei miei sentimenti? Okay - forse ha
colto il momento propizio.
BOB - (un po' disperato) Mary, non mi hai capito.
MARY - Il gioco vale la candela e
non puoi impedirmi niente.
BOB - Mary - ho vergogna a dirtelo, ma devo.
MARY - Tu non devi niente. Io non voglio ascoltare quello che mi vuoi dire
- tu. Ho passato una serata deliziosa. Bellissima. Mi senti? E non
permetto che tu me la rovini. Buona notte.
(Mary scappa in camera sbattendo la porta con rumore. Bob cammina su e gi irrequieto. Cerca di non pensarci e va all'armadio della biancheria e tira fuori alcune lenzuola, cercando di distrarsi. Prima di averle spiegate, si ferma e pensa di nuovo. Butta le lenzuola su una poltrona e va al telefono)
BOB - L'appartamento del signor Winston, per favore. (attende) Dirk?
Dormivi? - No, non ti ho telefonato per chiederti se dormivi -Vengo l da te, debbo parlarti. (ascolta) Chi hai l con te? Il tuo agente? carina? Va bene, va bene - vieni qui tu. Neanche ti chiedessi di andare in Cina! Saranno venti scalini in tutto. No - luned troppo tardi. Vieni - in cinque minuti ci sbrighiamo.".
(Irrequieto riattacca e in pensiero va a prepararsi un drink. Prima ancora di esserselo versato, appare Mary dalla camera da letto con una coperta e un cuscino per lui. Li mette sul divano)
MARY - La sveglia la vuoi o posso tenerla io?
BOB - Puoi tenerla tu. Su quel divano, se riuscir a chiudere occhio sar un miracolo.
MARY - Ci dormo io. Per me va benissimo.
BOB - (in fretta, temendo che Dirk, arrivi quando lei ancora l) Questo
mai! fuori questione - ma se devi coricarti non meglio che ti corichi subito?
MARY - Cos'hai? Cos' questo andare
su e gi?
BOB - Aspetto che tu te ne vada a dormire per poter... (si accorge che
sta
cercando qualcosa) Cosa cerchi?
MARY - Qualcosa da leggere.
BOB - C' l'imbarazzo della scelta. Che genere preferisci?
MARY - Qualcosa che non rischi di migliorare la mia cultura! (guarda i libri sulla scrivania) "L'ULTIMA SOLITUDINE"... "IL MISTERO DEI RILKE" (vede il manoscritto di Dirk) Oh, il libro di Dirk. Quel che ci vuole.
BOB - Ed ora, se ti pare...
MARY - (un poco sorpresa, in fretta) Vado - vado.
(Entra in camera da letto e chiude la porta. Bob tira un respiro di sollievo, va alla porta d'entrata e la socchiude in modo che arrivando Dirk non debba suonare. Poi finisce di prepararsi il drink... Proprio in questo momento si vede Dirk arrivare nel corridoio. Sta per suonare, ma Bob si precipita alla porta a tempo)
BOB - Non suonare!...
DIRK - Perch?
BOB - (attenuando la voce) Voglio che Mary non senta.
DIRK - Posso entrare?
BOB - Si capisce! - Cosa vuoi bere?
DIRK - Non voglio bere -voglio sapere perch mi hai fatto venire qui nel cuore della notte.
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BOB - Sono appena le due. Il fatto - ecco - noi due dovremmo...
(portando Dirk verso la parte opposta alla camera dov' Mary e assicurandosi che la porta sia chiusa)
Ecco - ehm - io dovrei - (non sa come
cominciare il discorso) Sei sicuro di non volere nulla?
DIRK - Nulla.
BOB - (lo fissa, non sa che pesci pigliare) Io invece s. (va a
prendersi il
cocktail che si era preparato)
DIRK - E allora
beviamo.
BOB - (beve un sorso, si fa coraggio) Tu hai capito benissimo che i miei
discorsi su Mary, su te e il tuo libro
erano tutto uno scherzo.
DIRK - Non ho riso difatti?
BOB - Allora perch - se sapevi che scherzavo?
DIRK - Scherzavi dicendo una cosa vera.
Avevi l'impressione di chi, scherzando, dica la verit...
BOB - Quale era questa verit?
DIRK - Che cercavi di sbarazzarti di Mary. Per non doverle pi passare gli
alimenti. Ohim, quando lo toccano nella borsa capace di tutto!
Parlo troppo - debbo perdere questo viziaccio maledetto...
Comunque, sia chiaro che non intendo barattare Mary col tuo libro! DIRK - Eppure era un affare! non avresti perso Mary - avresti acquistato un autore!
BOB - Ora, per, hai capito.
DIRK - Ho capito che non pubblicheresti il mio libro neppure se io ti liberassi da Mary.
BOB - Non potevi esprimerti con pi chiarezza.
DIRK - Come autore, peggio di cos non mi poteva andare.
BOB - In questo momento non posso
pensare ai meriti letterari del tuo libro. Penso a Mary - non voglio che
soffra.
DIRK - Ci pensi un po' tardi.
BOB - Cambiamo discorso. Sono gi abbastanza avvilito. Non ho capito
un bel nulla. Non ho capito che ti stesse tanto a cuore la pubblicazione del libro e non sospettavo che Mary - proprio Mary - si sarebbe
condotta come una scolaretta al primo
incontro con un attore.
DIRK - Perch hai detto "proprio Mary"?
BOB - Perch Mary intelligente. E ha preso per oro colato le tue frasi dozzinali.
DIRK - Tu definisci banale ci che non riesci a capire.
BOB - Cio?
DIRK - Niente. (alzandosi) Posso andare o hai qualcos'altro da confidarmi?
BOB - No, grazie di essere venuto. Come vedi la cosa andava chiarita.
Domattina ti scuser con Mary.
DIRK - Sarebbe a dire?
BOB - Le dir che sei dovuto rientrare di fretta a Hollywood per delle riprese.
DIRK - Le dirai questo?
BOB - Non sarebbe gentile o cavalieresco continuare questa farsa.
DIRK - Chi vuole essere gentile? Chi vuole essere cavalieresco? Domattina la vedr.
BOB - (non capendo pi) Ma che bisogno c'. Mi sembrava che parlando ci fossimo intesi cos bene!
DIRK - Parlando, parlando! tu non perdi una sillaba di quello che dici.
BOB - Perch dici cos?
DIRK - Perch hai gli occhi bendati e non vedi neppure l'ovvio. Sei scemo,
sai. Perch Mary non dovrebbe interessarmi? Perch dovrei star
dietro a Mary per secondi, terzi, quarti
fini?
BOB - (davvero non capisce pi) Non ho mai pensato questo, ti
giuro.
Eppure tutto lo faceva credere. A Mary potr aver detto cose banali.
possibile - Si dimostrato che manco assolutamente di qualit
letterarie. (squadrando, Bob) Lo sai che parlando con te comincio a
capire la ragione della timidezza di Mary?
BOB - (sorpreso) Mary, timida?
DIRK - Precisamente. Timida e non sicura di s. Nemmeno a questo
crederai sebbene per due terzi la colpa sia tua.
BOB - (con l'espressione di chi crede di aver capito male) Mia?!
DIRK - Tu, trattandola come donna intelligente.
BOB - Ma intelligente!
DIRK - Lascia perdere - non imparerai mai. Chi ti autorizza a fare ipotesi
solamente su delle ipotesi? Tuo padre era
forse avvocato?
BOB - No, mia madre era avvocato. Papa insegnava economia.
DIRK - B, prima di andare voglio dirti una cosa, una. Lasciala in pace.
Lasciala in pace. (Bob al solito non
afferra) Per stanotte, voglio dire. Okay?
BOB - (quando capisce, stupefatto) Sei matto? Fra tre settimane io
mi sposo!
DIRK - Bravo. (come ad un bambino) Ti far un bel regalo. E in
quanto a
Mary, ricordati del vecchio detto: "Roba trovata non roba rubata".
(Esce Dirk. Bob ha le idee confuse. Muove la testa per scuotersi guarda verso la porta di Mary, poi distoglie lo sguardo -non capisce pi nulla. Soprapensiero prende sul braccio le lenzuola piegate. Va a spegnere una ad una le luci lasciando accesa solo, quella vicino al divano. Prima di stendere le
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lenzuola d di nuovo uno sguardo alla porta di Mary, poi al telefono sulla scrivania. Posa le lenzuola e va a formare un numero solo)
BOB - Signorina vorrei parlare con il mio numero. MU-88865. Grazie.
(Bob riattacca il ricevitore e il telefono poco dopo squilla. Dopo tre squilli smette e Bob prende il ricevitore) Mary! Sono Bob. Sono in salotto.
(pausa, durante la quale Bob ascolta Mary che parla; poi la porta della camera da letto s spalanca e appare Mary in un pigiammo leggero con l'apparecchio in mano)
MARY - Oh, Dio - SEI in salotto! (guarda il suo telefono, poi bob) Cosa vuoi? (alza un dito - entrata nello scherzo: si avvia ed esce ripetendo la domanda nel telefono) Cosa vuoi?
BOB - (Nel telefono, Esasperato) Basta! Attacca! (dirigendosi verso la
porta di Mary e chiamando con l'apparecchio in mano) Mi fai sempre fare la parte dello stupido.
MARY - (ricompare sulla porta, sempre con l'apparecchio in mano) Io?!
Chi che ha chiamato dal salotto - parla!
BOB - Non volevo disturbarti entrando in camera da letto. (il telefono fa il
classico rumore di via libera. Bob nervosamente lo va a posare sulla scrivania e riattacca) Avevo una cosa da dirti - perch non dirtela per telefono?
MARY - Va bene. Torno di l. Ritelefona.
BOB - Rimani qua. (Mary ha raggiunto la camera da letto per riattaccare
il ricevitore) Un minuto solo. Devo - con tutta franchezza -ammettere (non sa come andare avanti, ma Bob un gentiluomo) ammettere di essermi - forse - sbagliato nei confronti del signor Winston. MARY - (venendo pi al centro, con noncuranza) Attraverso quale processo
mentale sei giunto a questa conclusione?
BOB - Gli ho parlato. Era qui poco fa.
MARY - (spalancando gli occhi) Non
ci credo. Tu non
puoi...!
BOB - Tutto bene. Non ti
agitare. (la guarda negli occhi) Mi ha detto che
sono ottuso - cretino - che non ti ho mai saputa apprezzare.
MARY - E tu, che gli hai detto?
BOB - Un mucchio di sciocchezze. Non ero nel mio momento migliore. Si
sbagliato di grosso, naturalmente. Io ti apprezzavo, e come! - Ma non ho mai saputo prenderti, devo ammetterlo.
(quasi con affettuosa dolcezza, alla schietta dichiarazione di Bob ed entrando decisamente in salotto)
Non ti far troppi rimproveri, anch'io non ho saputo prenderti. Perch un matrimonio funzioni si deve essere in - almeno in uno. Sai la disperazione che ti viene, quando hai in mano la tazzina del caff e starnutisci? Non c' niente da fare - spruzzi il caff dappertutto! (si accascia in poltrona) quello che provo, da un tempo a questa parte, nei miei rapporti umani. Inetto - goffo - incapace - spruzzando tutti di caff.
MARY - Sei solo un po' stanco.
(Senza pensarci su due volte Mary si siede nell'altra poltrona. La luce, nella stanza raccolta - il quadretto molto intimo e familiare)
BOB - Avresti dovuto sentire le mie discussioni con Dirk! B, meglio
che non le abbia sentite! Altro che commedia degli errori!... Io che cercavo di capire tutti gli aspetti della situazione... non mi crederai... ho cercato.
MARY - Bob, tesoro!... Bob, volevo dire, ti credo - certo che ti credo. Tu, a forza di voler afferrare TUTTI gli aspetti della situazione... finisci per prenderne la visione panoramica.
BOB - Un esempio.
MARY - Un esempio. Sto leggendo il libro di Dirk: poche pagine - mi sembrano buone.
BOB - Un momento...
MARY - No - lasciami finire. Non vincer il premio Nobel, ma un libro che si lascia leggere. C' una certa freschezza - vivo, spontaneo, divertente, di attualit. Scommetto che ti sei divertito leggendolo, ma (Bob freme per poter dire qualcosa lui - alza la mano perch lo lasci parlare, ma Mary continua) - No, lasciami finire. Ma tu invece di dirti "a me piace - probabilmente piacer anche al mio pubblico" ti sei detto: Piacer ai critici? Cosa diranno gli intellettuali? Non diranno che una cosetta da poco - roba indegna che lo pubblichi?" (salta su in piedi) Vado a prenderlo. (parlando va nella stanza da letto a prendere il manoscritto. Bob la osserva) Vuoi scommettere che se prendo una pagina a caso la trovi divertente?
(Mary siede di nuovo. L'atmosfera pacifica, serena. Sono, in ogni senso, una coppia borghese, sola, a casa) Pu darsi che non lo sappia portare a fondo - che alla fine caschi -questo non posso dirlo - comunque apriamo a caso. (Mary esegue e legge) Le dive del cinema hanno fama di essere stupide per la completa assenza di espressione nei loro visi. E pi sono intelligenti, pi stupide sembrano. Perch hanno imparato che il viso non pu esprimere nulla senza l'uso di qualche muscolo - e questo fa venire le rughe. Una lieve espressione di dubbio, per esempio, ti fa venire due
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rughette sopra l'arco del naso. (Guarda Bob, fa il verso di una caricatura di esso e si diverte. Bob la guarda e basta. Mary riprende a leggere) "A trent'anni la diva avr imparato a sorridere come un pesce morto: occhi spalancati, bocca socchiusa - i muscoli del viso non c'entrano" (si volta verso Bob per spiegargli) Non ridono cos! (ride come si ride normalmente) Lo vedi? Un sacco di rughe. (si tocca le rughe e le mostra a Bob) Loro ridono cosi!
(Atteggia la bocca ad un sorriso meccanico che non muovere i muscoli attorno agli occhi e Bob non ascolta, ma la osserva) (rendendosi conto che Bob non apprezza) Non ti diverte.
BOB - (costretto a dir qualcosa e incapace di capire quel che realmente
prova dentro) Non hai una vestaglia?
MARY - Perch?
BOB - (goffo) Lo trovi bello startene cos, davanti a me, in pigiama?
MARY - (scoppiando) Eh... in pigiama! Apriti cielo - la prima volta che mi vedi in pigiama! Un milione di volte , mi ci avrai vista!
BOB - (si alza e si allontana) Eravamo sposati.
MARY - B, se per questo la sentenza di divorzio tarder ancora due settimane.
BOB - (si volta verso Mary) Appunto.
MARY - Uuuuuh! povero signorino - teme di compromettersi! Non aver paura - se ti dovessi saltare addosso puoi sempre gridare. Qualcuno ti sentir di certo.
BOB - Smettila, per favore!
MARY - (alzandosi, allegra) Ad ogni buon conto non posseggo vestaglia,
ma trover qualcosa da mettermi addosso. (prende il cappotto di Bob su una sedia) Ecco qua. (se lo infila) Questo ti prova la mia buona fede. Spero che ristori il tuo senso del bene e del male.
BOB - E come credi che ti stia?
MARY - (civetta) Non lo so. Mi sta bene?
BOB - Accidenti - di colpo diventi anche impertinente e spavalda.
MARY - Di colpo? Mesi mi ci sono voluti - mesi. Mesi, e mesi, e mesi di lavoro da cani.
BOB - Valeva la pena, no?
MARY - Uhm - uhm.
BOB - Spero che baciandolo non gli avrai sciupato la dentiera.
MARY - (con risolino nervoso) B, non si pu pensare proprio a tutto. Lasciamo perdere i suoi denti - parliamo del suo libro. (con il braccio raggiunge il manoscritto ed soddisfatta della piega che stan pigliando le cose)
BOB - Mi rifiuto di parlare con te se
ti tieni addosso quel soprabito della malora. Sembri Jackie Coogan nel
"Monello". Levatelo!
MARY - (fingendo di lottare per il proprio onore) No, no - ti
prego!
BOB - (comincia a sbottonarle il soprabito) Levatelo! Te lo sei
messo
soltanto per prendermi in giro.
MARY - (difendendosi) Rompi i bottoni!
BOB - Al diavolo i bottoni! (riesce finalmente a toglierle il
soprabito. Si
guardano un momento, con intimit nervosa. Mary, istintivamente, si
tiene le mani incrociate sul petto. Bob indietreggia un poco)
BOB - Stai tranquilla, non intendo andare oltre. E adesso, per favore, a letto!
MARY - (confusa a sua volta) Certo.
Ma perch tutta questa fretta?
BOB - Perch sono un tipo... impaziente. forse una novit? Sto
domandando a me stesso: Bob, come ti
senti? A terra, grazie.
MARY - Perch?
BOB - Lo sai benissimo perch! sento che ci sto cascando di nuovo e non
voglio; non voglio. Stavo meglio, stavo tanto benino - ero guarito.
Mi sento come chi, dopo nove o dieci mesi di ospedale esce guarito e
si rompe una gamba proprio sugli scalini della clinica. Perch
arrabbiato con se stesso. L'hai fatto
apposta!
MARY - Apposta?! Cosa?
BOB - Vorresti darmi da bere che lo scopo di tutta questa messa in scena
era di farmi cambiare parere sul libro di
Dirk?
MARY - (calma ormai) Non ti sto prendendo in giro, sciocco che non
sei altro.
BOB - Cosa tramavi accoccolata sul divano, tutta carina e civettuola e in
pigiama? Volevi fare un esperimento.
MARY - Io?!
BOB - Volevi vedere se il vecchio Bob avrebbe abboccato all'amo come
Dirk. O volevi vedere se il vecchio Bob riusciva a scaldarsi ancora. (Mary non apre bocca) Rispondi.
MARY - (con grande tranquillit) E se fosse cos? Forse! cos.
BOB - cos. Il vecchio Bob si scalda ancora. Cento gradi di febbre. Dio lo protegga. Cosa rispondi?
MARY - (Pensa per un istante, poi, per non sapere cosa dire, torna alle sue
freddure) Ma, non saprei. Beh, sar un attacco alla
cistifellea!
BOB - (la fissa un attimo, poi tra i denti) "Ah, tu ancora
intatta, sposa del
silenzio!" Keats! (afferra il suo
soprabito)
MARY - (con slancio, ora tutta pentita) Bob, dove vai?!
BOB -Dove vado? Esco! A far cosa? Niente!
MARY - Bob, sei matto! Prenderai la polmonite! Nevica!
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BOB - Non ti preoccupare!
MARY - Ma dove vuoi andare a quest'ora! ti prenderanno per pazzo!...
(Bob esce sbattendo la porta. Mary resta immobile un attimo con la schiena al pubblico, indi si volta lentamente e siede sul divano. Dopo un secondo comincia a ripetere ad alta voce, come un bimbo che "deve scrivere" per punizione cento volte una/rase)
Devo imparare a tacere... devo imparare a tacere... devo imparare a tacere... devo...
CALA IL SIPARIO
ATTO TERZO
La mattina dopo, di buon'ora. La scena vuota. Suonano alla porta. Mary appare in pigiama, ancora mezzo addormentata, cercando di infilarsi una vestaglia da uomo. Alla cieca va al telefono e prende in mono il ricevitore.
MARY - Pronto! Pronto! - Maledizione - pronto!
(Il campanello della porta suona di nuovo. Mary si accorge che non era il telefono che suonava e riattacca)
Arrivo! Arrivo! (va alla porta e apre. Tiffany) Buongiorno. Oh, lei
-... voglio dire - lei dev'essere...
TIFFANY - (guarda Mary senza scomporsi o mostrare sorpresa. di buon
umore) Sono Tiffany Richards. Lei Mary, vero? Sono molto lieta di conoscerla. Posso entrare?
MARY Ma le pare... Eccome. Bob, non so dove sia.
TIFFANY - (guardando l'orologio) Sar andato a fare la sua passeggiata
mattutina. L'ho convinto che due passi, a digiuno, sono il toccasana per l'intestino pigro. MARY - (vaga, ancora mezzo addormentata, non sa n che fare, n, che
dire) Ideale. A digiuno.
TIFFANY - Non mi aspettavo di trovarla qui.
MARY - Non l'ho fatto apposta. Dovevo andare all'Algonquin, ma avevano
solo camere a due letti. Poi ho fissato la camera al Regency... e poi si
messo a nevicare. (interrompendo il discorso) Dopo un buon caff, avr le idee pi chiare. TIFFANY - Non c' nulla da spiegare. Sono felice che le cose siano andate cos.
Morivo dalla voglia di conoscerla, e sono contenta che Bob non ci sia.
MARY - Perch?
TIFFANY - Perch mi caccerebbe via. Non so perch, ma non voleva
assolutamente che la conoscessi; lo sa che la immaginavo molto pi alta?
MARY - (senza offendersi) Sono a piedi nudi...
TIFFANY - E anche molto pi pallida? opprimente, avrei detto, dalle
descrizioni di Bob. Occhiali aerodinamici - braccialetti tintinnanti - pantaloni alla torero. MARY - Il braccialetto che tintinna ce l'ho, ma quando vado a letto me lo levo.
TIFFANY - Basta un'occhiata per capire che lei una persona squisita!
MARY - Oh Dio!
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TIFFANY -Cosa c'?
MARY - talmente presto... non ho ancora preso il mio caff... e cominciare gi coi complimenti...
TIFFANY - Non ho detto nulla di male.
MARY - (rapidamente, conte scusandosi) Nulla, nulla, solo che il mio metabolismo lentissimo e di buon mattino non ho le idee chiare. Sento le parole, ma non ne capisco il significato.
TIFFANY - Probabilmente lei segue una dieta sbagliata. Come mia nonna.
MARY - (che ha frugato per un pezzo nella sua borsetta) No, non possibile che abbia finito le sigarette!
TIFFANY - Lei mi deve perdonare, ma tra un momento Bob sar qui e non potr pi chiederle...
MARY - Chiedermi? Chiedermi cosa?
(D'ora in poi Mary fa di tutto per ascoltare Tiffany, ma ci che fa con metodo e crescente disperazione cercare una sigaretta)
TIFFANY - Debbo avvertirla che io sono una donna pratica. Le strenne natalizie, per esempio, le compero a ottobre, quando i negozi non sono ancora affollati. E se compero un pullover conservo il foglietto delle istruzioni sul come lavarlo. Ogni cosa io la controllo sempre due volte.
MARY - Cio?
TIFFANY - Per esempio - voglio andare a vedere un film? Telefono per sapere a che ora comincia lo spettacolo, poi, per essere proprio sicura, faccio telefonare dal mio cameriere.
MARY - E perch?
TIFFANY - Per non fare come fanno tutti che arrivano sempre a spettacolo cominciato...
MARY - Meraviglioso! Non si trover mai nei guai, lei! Cosa voleva chiedermi?
TIFFANY - Ci sto arrivando. Mia madre dice che prima di prender possesso di una casa nuova bene avere le informazioni dall'inquilino che ci stava prima.
MARY - Oh!
TIFFANY - Il vecchio inquilino, che ha vissuto tanti anni nella casa sapr quali sono le finestre che chiudono male, sapr se ci sono crepe ai muri -topi in cantina... Perch, dice la mamma, non sapere le cose prima?
MARY - (troppo occupata per capire) Qui le finestre chiudono benissimo e in quanto ai topi...
TIFFANY - Non parlo della casa. Sto parlando di Bob.
MARY - Vuol sapere se Bob ha delle crepe?
TIFFANY - Da fidanzati le cose si vedono con gli occhiali rosa - e si vedono dal di fuori come turisti.
MARY - Ho capito, ma sconsigliabile parlare al vecchio inquilino: la verit
pu essere ingannevole, e lei non ci tiene a sapere se le finestre
chiudono bene - lei vuoi sapere se qui sar felice. Questo nessuno glielo pu dire, e tanto meno io.
TIFFANY - Non vuole nemmeno provare?
MARY - (come ultima risorsa) Scusi - non avrebbe, per caso - una sigaretta?
TIFFANY - Mi dispiace. Non fumo. Non ho paura del cancro, ma ho il terrore
che i denti mi diventino gialli.
MARY - Invece io ho il terrore del cancro, il terrore dell'asma, il terrore
dell'infarto, ma il mio terrore, in questo momento, di non riuscire a trovare una sigaretta.
TIFFANY - Non mi ha ancora detto nulla di preciso su Bob.
MARY - (Una pausa. Continua poi a cercare) Per me non facile. Ecco - a
me, Bob sempre piaciuto.
TIFFANY - Io parlo seriamente ma lei non mi crede. Ecco, forse non ci si arriva
mai a conoscere a fondo. Mia cugina Enrichetta, per esempio, stata
sette anni fidanzata. Credevano di conoscersi. Ebbene, un bel giorno,
si sposano... la sera prendono il vagone letto per Chicago e lo sa cosa
fa lui appena chiusa la porta della cabina?
MARY - No, e non ci tengo a saperlo. (riprende la sua ricerca)
TIFFANY - Prende una scatola di fiammiferi e comincia a stuzzicarsi i denti. (dimostra)
MARY - Dura ancora quel matrimonio?
TIFFANY - S. Si seppe pi tardi che lui fa cos solo quando nervoso.
nervoso quasi sempre.
(Una chiave gira nella porta. Entra Bob col
giornale sotto il braccio, si ferma e le osserva. E molto imbarazzato
di trovarle insieme e affiatate)
TIFFANY -Salve!
BOB - (ricomponendosi con sforzo) Beh - siamo affiatate. (poi
borbotta
rapidamente per spiegare la situazione) Tiffany, avrei dovuto dirtelo
ieri sera che avresti trovato qui Mary. (si ascolta) Ecco - ieri sera non
lo sapevo, (sempre pi
imbarazzato) Immagino che vi sarete presentate gi!
TIFFANY -Certo.
BOB - (come se qualcosa gli fosse tornata alla mente) Oscar, dov'?
Gli avevo detto di trovarsi qui, come mai non c'?
TIFFANY - Di domenica? successo qualcosa?
BOB - (incerto, evasivo) No, no. Beh, non importa... lasciamo
perdere
Oscar. (ostentando una spigliatezza che non ha) Cosa c' di nuovo?
(a Tiffany) Avrai imparato come mi piacciono le uova alla coque,
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spero?...
MARY - Delle uova parliamone dopo.
Puoi darmi una sigaretta?
BOB - Certo. (si tasta le tasche: nulla) Finite. Guarda - ce ne
debbono essere nella scrivania.
TIFFANY - No - ci ho gi guardato.
BOB - Hai provato dietro il...
MARY - Provato. E anche nel mobile bar, nel cassetto dei francobolli. Perfino nel vaso cinese. BOB - (comincia ad allarmarsi anche lui) C' sempre stata una scorta nel vaso di...
MARY - ...Lo credevo anch'io. Invece no.
BOB - (cominciando anche lui a cercare) Non dirmi che dovr di nuovo uscire - con questa neve!
TIFFANY - Vuoi far colazione? C' dello
yogurth all'arancio.
BOB - Uhm! per carit! Per carit! E le tabaccherie sono chiuse e mi
toccher andare fino alla 59esima strada.
TIFFANY - Per una sigaretta? Cerca di distrarti - sforzati di pensare ad altro - rosicchia qualcosa!
BOB - (tirando fuori le lenzuola dal sof) Tiffany, sii buona... piega queste
lenzuola - chiss che sotto...
(Fuga sotto i cuscini del divano; Tiffany prende le lenzuola e le piega per benino, ma in verit osserva Mary e Bob nella loro affannosa ricerca)
MARY - (a Bob) Lo vedi - cosa succede ad essere troppo ordinati? Se tu ieri sera non avessi vuotato tutti i portacenere una cicca l'avremmo trovata.
BOB - Manteniamo la calma... materialmente impossibile... che in tutto
l'appartamento non ci sia una sigaretta! - Mary, fatti questa domanda: se fossi una sigaretta, dove mi caccerei?
(da sotto il cuscino di una poltrona tira fuori un mezzo pacchetto di sigarette tutto schiacciato) Eureka: trovato!
(Mary si precipita verso Bob)
MARY - (quasi coccolando un neonato, guardando la sigaretta che Bob estrae dal pacchetto) Chi ha mai visto una cosa pi delicata?!
(Bob cerca i fiammiferi per accendere la sigaretta di Tiffany)
TIFFANY - Sono tutte schiacciate!
(Con naturalezza Mary e Bob si voltano a guardarla simultaneamente e increduli, poi si concentrano di nuovo nella cosa importante, cio accendere le sigarette e dare la prima aspirata. Subito dopo aspirato dicono insieme)
MARY e BOB - Mmmmm! Questo s che vero caff!
TIFFANY - Caff? Cosa c'entra il caff?
BOB - (pi deciso) Niente, non c'entra per niente. (Tiffany in attesa di
una spiegazione. Bob si butta a spiegare, maldestramente) Una volta, Mary ed io udimmo, una volta, alla televisione - uno dei tanti annunci pubblicitari. Era tardi e il povero annunciatore doveva essere sfinito a forza di reclamizzare tutto il giorno prodotti su prodotti... Ad un certo punto doveva fare la pubblicit di una certa marca di sigarette. Accende una sigaretta, aspira a fondo - sorride di gusto - un bellissimo primo piano - ed esclama: "MMMMMMM - questo s-che-- vero-caff!"
(Tiffany non ride)
Lo vedi? Non valeva la pena spiegare. (fa di tutto per esser brioso) A proposito - non ho ancora bevuto il mio caff - vado a farlo. (Bob va in cucina. Breve pausa durante la quale Tiffany guarda Mary)
TIFFANY - Ci vuole molto tempo per imparare a ridere in due alle stesse freddure?...
MARY - Come?
TIFFANY - Non importa - devo smettere di far domande che sono senza risposta. (Ha in mono le lenzuola piegate per essere messe via. Le osserva)
TIFFANY - (finisce la frase) Ha cambiato idea.
MARY - (Non vuole dirle come sono andate veramente le cose) Il sof troppo corto per Bob. Aveva comunque deciso...
TIFFANY - (finendo come sopra, la frase) ...di dormire con lei. (Mary rimane a bocca aperta - ma non per molto)
MARY - Ah! Nostalgia del passato, vuol dire?! Come nei romanzi francesi? No, proprio no - ha preferito andarsene - dove sia andato non lo so, ma qui non rimasto. Glielo chieda quando viene.
TIFFANY - Io non gli chieder nulla.
MARY - (guardandola) Non mi crede?
TIFFANY -No.
MARY - Cara Tiffany, quando avr qualche annetto di pi imparer a non crearsi problemi - dia retta a me, i problemi vengono da soli. questione di un po' di pazienza. Ma chiss poi perch mi sfiato a dar tante spiegazioni. In fondo preferisco che continui a credere ci che a lei va di credere..
TIFFANY -Perch?
MARY -Perch sono una abbietta creatura e l'idea di ingelosirla mi diverte. Stia tranquilla, ieri notte, la pace, NON l'abbiamo fatta...
TIFFANY - Ma io non sono gelosa. Offesa, forse, ma non gelosa. E in un certo
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senso quasi meglio che sia successo.
MARY - (dentro di s la manda un po' a quel paese) Meglio? E perch meglio?
TIFFANY - Perch chiarisce la situazione. L'atteggiamento di Bob nei suoi
riguardi l'ho sempre trovato strano.
MARY - Ah.
TIFFANY -Stranissimo. Quando qualcuno faceva il suo nome lui diventava
muto come un pesce oppure esplodeva come fosse caduto vittima di una congiura.
MARY - Non ho mai fatto studi profondi sugli uomini divorziati, ma credo
che queste reazioni siano tipiche.
TIFFANY - Sono del suo parere. Speriamo che ora Bob capisca finalmente ci
che vuole. Mi riferisco a lei e a me.
MARY - Bob ha nostalgia del focolare domestico, secondo lei, ed un ritorno
al passato pu fargli bene?
TIFFANY - Proprio cos.
(Bob rientra, vispo, dalla cucina con un vassoio con un vassoio con tazzine ed una caffettiera elettrica)
BOB - Speriamo d'averlo
fatto bene! Ieri dopo aver bollito e bollito alla
fine era acqua sporca. (posa il vassoio sulla scrivania. Tutte e due le
donne lo guardano)
MARY - Bob, ho paura che il nostro
segretuccio sia stato scoperto.
BOB - (risponde senza prestare troppa attenzione ed tutto intento a
districare il filo elettrico) Quale segretuccio?
MARY - inutile, Bob - Tiffany SA.
Ed stata molto comprensiva.
BOB - (guarda Mary e in ginocchio sta cercando di infilare la spina nella
presa) Ti dispiacerebbe spiegarti meglio?! Stamattina non ho la testa per gli indovinelli. MARY - Ma certo! Tiffany contenta che noi si sia andati a letto insieme
stanotte. Dice che chiarisce la situazione.
BOB - (ascolta, sente, e salta in piedi) Cosa?! Cos'hai detto?
MARY - (di buona vena) Aspetto un signore - debbo correre a vestirmi.
(Mary entra in camera e chiude la porta)
BOB - (rivolto a
Tiffany) Ho sentito bene?
TIFFANY - (gli mette una mono sul braccio) Tu sei padrone di fare come credi,
ma - per favore - non scusarti.
BOB - Non mi scuso, stai tranquilla.
TIFFANY - Ma perch prendertela con ME?
BOB - Senti, cara - non m'interessa sapere perch Mary ti ha raccontato
questa stupida storia, ma grave che tu ci abbia creduto.
TIFFANY - Certo che ci ho creduto.
BOB - Piano, piano - non riesco a tenerti dietro. Tu sei sicura che questo
sia accaduto, e rimani l, senza battere ciglio.
TIFFANY - Cosa dovrei fare?
BOB - Essere sconvolta - per duemila ragioni. Ma tu - niente.
TIFFANY - Mary non una donna nuova - e non c' stata premeditazione. Tu ti
sei trovato di colpo in una vecchia situazione e ti sei comportato di conseguenza.
BOB - Ah! Lo sanno tutti che la forza dell'abitudine pi forte di quella dell'amore. La pensi cos anche tu?
TIFFANY -S.
BOB - E nonostante che io vada a letto con la mia ex-moglie, tu sei disposta a sposarmi lo stesso?
TIFFANY -Certamente.
BOB - Sei senza ideali, mio Dio - senza principi morali.
TIFFANY - (questo finalmente la smuove) Non ho ideali, io?! Non ho principi morali - io?! Ma cosa ho fatto - io?
BOB - (allontanandosi e fregandosi la testa con violenza) Non lo so - non lo so - non so pi niente, io.
TIFFANY -Cos'hai?
BOB - La testa mi si spacca in due - come un melone.
TIFFANY - Ti senti male?
BOB - Sono sconvolto. Hai mai sentito parlare di occasioni perdute - nella
vita? Ebbene, qui succede l'opposto e mi sembra di essere entrato
nell'incubo di un'altra persona. Non so
pi cosa fare. (cerca nel cassetto della scrivania)
TIFFANY - Prendi un'aspirina.
BOB - quel che sto cercando. La giornata oggi si presenta una giorna-
tina!... debbo prender qualcosa per schiarirmi le idee se no chiss
cosa combino. Devo avere giudizio - oggi. Dove diavolo Oscar?
TIFFANY - (non risponde, va a prendere un bicchier d'acqua) Proviamo una
aspirina e prendi anche due vitamine.
BOB - Perch?
TIFFANY - L'alcool va direttamente nel sangue. Se bevi troppo i globuli rossi
diminuiscono ed questa una delle
ragioni...
BOB - Le prendo, le prendo, le prendo, ma non darmi spiegazioni. (trova
un altro flaconcino) Guarda, ne prendo tre. (ingoiando pillole) Fatto.
Sento gi i globuli bianchi in aumento.
TIFFANY - (con significato) Aspetto che tu mi dica qualcosa. (non
guarda Bob)
BOB - Non ho niente da dirti... I giornali sono senza notizie. Alla
Casa
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Bianca tutto procede bene.
TIFFANY- Non mi prendere in giro. (giocherellando con oggetti sulla
scrivania) Dimmi di ieri notte.
BOB - Nemmeno per idea.
TIFFANY- (improvvisamente guarda la boccetta con la quale giocherellava)
Bob! Non avrai mica preso di queste?!
BOB -S, me l'hai detto tu!
TIFFANY - Non sono vitamine!
BOB - Cosa sono?
TIFFANY - Pillole per dormire.
BOB- (con gli occhi rivolti al cielo, disperato) Bene. Benone.
TIFFANY - Ti senti un po' strano?
BOB - Non ancora.
TIFFANY - Dobbiamo far qualcosa!
BOB - Morire non muoio. Un flacone intero ci vuole per morire, cento-
venti pillole
(Suona il campanello della porta e Tiffany va ad aprire. Bob si accascia sulla poltrona)
BOB - Sar. Oscar. Oscar.
TIFFANY - (andando ad aprire) Non ti sedere! Dicono che bisogna muoversi, camminare.
BOB - Ti confondi con la commozione cerebrale.
TIFFANY - (aspettando ad aprire) No, con la commozione cerebrale muoversi
fuori questione. (apre la porta:
Dirle) Oh... si accomodi - prego. Lei Dirk Winston, vero?
DIRK - S, e lei?
TIFFANY - Tiffany Richards. Ho un grosso problema da risolvere: Bob ha
ingoiato dei barbiturici.
DIRK - Bob!
BOB - Tiffany, per carit, non ne fare ora un fatto di cronaca nera! Ecco, ho soltanto... TIFFANY - (a Dirk, indicandogli la caffettiera) Pu fargli un buon caff? Io
corro in farmacia a prendergli un
antidoto.
BOB - Senza prescrizione medica?
TIFFANY - (infilandosi il mantello) Qualcosa mi daranno. Chiamerei un dottore, ma fanno tante storie questi dottori - non la finiscono pi con le
domande - vogliono sapere perch uno ricorso ai barbiturici,
vogliono sapere (a Dirk) Me lo sorveglia lei?
DIRK - Come una mummia... Vada tranquilla. (esce Tiffany) Perch lo hai fatto?
BOB - Perch la mia vita, ad un tratto, diventata cenere, priva di significato, senza speranza.
DIRK - Piantala. Quante ne hai prese?
BOB - Tre.
DIRK - Tentare il suicidio con tre
pillole come volersi ubriacare con uno zabaione.
BOB - Con la tua disposizione naturale per le similitudini dovresti
dedicarti alla poesia. Il sonnifero l'ho
preso per errore, credevo fossero le vitamine. Altre domande?
DIRK - Ah, s. Dov' Mary?
BOB - (Irascibile) L'ultima volta che l'ho vista era in pigiama. Ora sar vestita.
DIRK - Perch sei cos irascibile?
BOB - Ho passato una notte infernale. Ho bevuto troppo e ho dormito poco.
DIRK - A chi vuoi darla da bere? Sei arrabbiato perch sono venuto a prendere Mary.
BOB - Perch dovrei essere arrabbiato? Sono felice.
DIRK - Si vede.
BOB - E lascia che si veda.
DIRK - C' qualcosa di inspiegabile nei tuoi sentimenti per Mary. Non
vanno n su n gi - come i gas nello
stomaco.
BOB - (afferra, ma rimane impassibile) Sei un poeta! (Mary esce
dalla
camera da letto. vestita ed bella)
MARY - (molto allegra, guardando
Dirk) Buongiorno!
DIRK - Buongiorno! Appena alzata?
MARY - Da pi di un'ora. Ho gi fatto una lunga conversazione - cuore a
cuore - con Miss Richards. Hai conosciuto Tiffany?
DIRK - Di scappata. Stava uscendo.
MARY - (non contraria a punzecchiare Bob) una ragazza sorprendente. Il
simbolo vivente di questa et, meccanizzata. Fa pensare a come
saremo tutti tra una cinquantina d'anni. Anche il marito, prima di
prenderlo, lo vuole collaudato, come un aeroplano. BOB - (si alza per non dover sentire altro) Devo assolutamente bere un caff!
MARY - (dolce) Posso averne
uno anch'io? E una brioche.
BOB - (prende meccanicamente la macchinetta del caff e ondula verso la
cucina) ... senza burro. Te la porto subito.
(Bob va in cucina. Dirk prende la mono di Mary)
DIRK - Mi sono svegliato pensando alla cosa meravigliosa che mi capitata: tu!
MARY - Sei molto carino. Non sembri
neppure un attore in certi momenti.
DIRK - Gli attori sono esseri umani come tutti. In pi muniti
di un agente.
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Come tutti hanno momenti di depressione, come tutti aspettano telefonate che non arrivano - come tutti svegliandosi la mattina si dicono: "speriamo che oggi vada meglio di ieri".
MARY - Dev'essere bello essere Dirk Winston.
DIRK - Ho molti vantaggi. Per esempio, non posso entrare in un ristorante
senza che il Matre mi metta subito davanti un piatto di ostriche. Ai dottori, agli avvocati, non servono ostriche, a meno che non le chiedano. Poi il Matre si piazzadavanti a me e non mi lascia finch non le ho finite. Non voglio deludere il Matre, mando gi fino all'ultima ostrica, e cos gi, a mangiar ostriche, sera e mattina, da vent'anni. Adoro il tuo sorriso.
MARY - (nervosa, ma vuole fargli capire che non parla tanto per parlare) Dirk, non scorder mai la serata di ieri. Non immagini quello che hai fatto per me.
DIRK - Cosa ho fatto, sentiamo!
MARY - Dico sul serio.
DIRK - Anch'io. Sai, ho un sesto senso con la gente...
MARY - Vedi una, sconosciuta tra la folla e il tuo sesto senso ti dice: quella.
DIRK - Proprio cos. A te non mai successo?
MARY - Cosa?
DIRK - Di vedere qualcuno, conoscerlo e accorgerti che ti va. Il suo modo
di ridere o di parlare. Ti accorgi subito che con quella persona potresti vivere insieme per tutta la vita. Non un giudizio, soltanto una considerazione - come svegliarsi di notte cercando di ricordare dove si lasciato l'impermeabile. Scusami - lo vedi, dico un mucchio di cose senza capo n coda!
MARY - Ti sei spiegato benissimo. Mi piacciono le tue parole e te ne sono molto grata.
DIRK - (impetuosamente) Grata?! Non voglio gratitudine. Io voglio amore.
Voglio che tu mi dica che il pensiero di non vedermi pi ti farebbe morire.
MARY - Oh, s - mi farebbe - mi pare - Ma tu sai benissimo che oggi riparto per Filadelfia.
DIRK - di questo che volevo parlarti. Mi ha telefonato il mio agente per
dirmi che nel pomeriggio devo partire per Nuova Orleans per la "prima" di un mio film.
MARY - Nuova Orleans?
DIRK - Pubblicit, tutta pubblicit. Mi spiego? Sindaco all'aeroporto -
fotografie, strette di mano - Su, vieni via con me.
MARY - E il mio ufficio?
DIRK - Il tuo ufficio andr avanti lo stesso senza di te - per una settimana.
Telefona, d che tua nonna moribonda - oppure di' che l'ernia che
credevi guarita... Avanti - deciditi. Ce
la passeremo bene... e potremo conoscerci meglio.
MARY - Dirk, non posso.
DIRK - Coraggio, vivi alla giornata, per una volta. "Viaggia oggi, paga
domani", come dicono le agenzie di viaggio. Se continui cos a
sessant'anni non avrai nulla di cui pentirti.
(Mary vorrebbe andare in cucina. Tenta due volte. Poi si controlla)
MARY - Io sono troppo borghese, troppo conformista. Non sono il tipo che
parte in viaggio con un divo. Quando leggo queste cose sui giornali
mi scandalizzo.
DIRK - Non faremo nulla di male.
(Bob rientra con una scatola vuota in mano)
BOB - Non c' rimasto pi niente. Dirk, non andresti a comperare delle brioches?
MARY - B, dammi del pane - fa lo stesso.
BOB - Finito anche il pane. Andrei io, ma mi sento una sonnolenza addosso...
DIRE - (guardando l'orologio) Non faccio a tempo. (guarda Mary)
BOB - Scendi le scale, subito l.
DIRK - Va bene... ! (lancia uno sguardo prima a Bob e poi a Mary, indi se ne va)
MARY - Chi le avr mangiate? Ieri
sera ce n'era una scatola piena.
BOB - Le ho buttate nella spazzatura.
MARY - Cosa?
BOB - Volevo restare solo con te. Devo parlarti.
MARY - (andando verso la porta come per richiamare Dirk) Roba da matti!
BOB - (afferrandola a tempo, scuotendola) Perch, perch, perch dire a Tiffany che siamo stati a letto insieme?
MARY - (lo studia, poi prende un atteggiamento provocatorio) Ti dispiace,
te ne vergogni? Io no. stato cos bello,
cos dolce... Anzi!
BOB - Mary, sta attenta. Comincio a non poterne pi.
MARY - (sinceramente) Bob, sei padrone di credermi o di non credermi - ma
io a Tiffany non ho detto un bel niente.
Anzi, le ho detto e ripetuto che non abbiamo passato la notte insieme.
BOB - (scosso) Allora come mai Tiffany...
MARY - Come mai? Certa gente ha una immaginazione, caro mio!
BOB - Ci che mi stupisce che Tiffany non si sia nemmeno un po' seccata.
MARY - Seccata? Contenta, era!
BOB - Non la capisco... (accasciandosi sul bracciolo della poltrona) Non
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capisco nessuno.
MARY - Bob, cos'hai?
BOB - Ho preso tre pillole per dormire credendo fossero vitamine. Mi
sento come se avessi bevuto dieci Martini. Come avere una sbornia.
MARY - (dolce) Booob - devi stare pi attento, devi leggere meglio le etichette.
BOB - Stanotte ero agitato, non ho chiuso occhio ed eccomi qua - sfasato -
(guardandola) Mary, sono a terra.
MARY - Perch?
BOB - Dovresti saperlo il perch. (le si avvicina) Da quando ci siamo
divisi, sei stata mai felice, tu?
MARY - (riflettendo) No.
BOB - Hai mai pensato ad una eventuale riconciliazione?
MARY - (cercando di nascondere la sua emozione) S, vagamente.
BOB - Cosa ne diresti?
MARY - (lotta per nascondere il suo sollievo e la sua gioia) Bob, ti rendi conto delle tue parole? Dici sul serio?
BOB - (contrariamente a quanto ci si aspetta Bob non cerca di avvicinarsi
a lei) Certo. (pensa, si volta da un'altra parte) Mi sono comportato come un cretino adolescente rifiutando di affrontare situazioni elementari.
MARY - Cio?
BOB - Essendomi comportato come un cretino la prima volta, ero deciso a
comportarmi come due cretini la seconda. (Mary non capisce) Andiamo per ordine. (contando sulle dita) Primo: ho voluto il divorzio perch credevo che tu non mi capissi, una bambinata. Secondo: dopo il divorzio ho capito ci che avrei dovuto capire prima: che io sono il tipo che deve aver moglie.
MARY - ( offesa ma cerca di non manifestarlo) tutto qui quel che hai capito?
BOB - (continuando a spiegare, come rivolto ai consiglieri di ammini-
strazione, ignaro di quel che pu provare Mary) Tutto. Questo svolazzare di fiore in fiore non mi ha mai attirato. Odio vivere solo. Odio dormire solo. Per questo ho deciso di risposarmi. Ecco il terzo punto. Date le circostanze, era l'unica soluzione.
MARY - (con lo stesso tono di Bob) Sembra anche a me.
BOB - Un momento - non ho finito. Ora scopro che Tiffany mi ritiene ca-
pace di tradirla alla vigilia delle nozze. A quest'ora dovrebbe conoscermi meglio - dovrebbe aver capito che - che non sono il tipo. Sono troppo all'antica. Conclusione: anche Tiffany non mi capisce.
MARY - (e Bob non afferrer l'acredine nella voce di Mary) Mi hai esposto il punto primo, il punto secondo, il punto terzo. E il quarto?
BOB - (ingenuo, desideroso di continuare a spiegare) Ecco mi domando:
sto forse per ripetere, ad occhi aperti, lo stesso errore di incompatibilit? Tra cinque anni ci vorr un altro divorzio?
MARY - Con altri alimenti da passare?
BOB - Altri alimenti, altri litigi, altra confusione. Vedi, io e te non ci ca-
piamo, per ne sappiamo i motivi e i perch. E forse questa volta, potremmo farcela... Tu hai ammesso di non essere felice, e io NON sono felice. Eccoci qua, soli, una di qua, e l'altro di l in due citt diverse. assurdo. (compiaciuto della soluzione trovata, la precisa) Dobbiamo ripensarci noi due. l'unica cosa saggia e logica da fare, non trovi? (non deve aspettare molto per la risposta)
MARY - Zuccone, testa di legno - scioccone. Cieco, sordo, scemo. Ottuso, ottuso, ottuso! La vuoi sapere una cosa? Ero cos innamorata di te che quando mi lasciasti credetti di morire. Proprio cos - la forte, la sana, equilibrata Mary credette di morire. Per molto tempo ho dormito con la luce accesa perch mi svegliavo di notte di soprassalto e al buio dimenticavo dov'ero e allungavo la mano per cercarti. Se per strada vedevo uno che ti somigliava mi sentivo svenire, svenire, svenire. E tu qui a spiegarmi perch dovrei ritornare a vivere con te.
BOB - (la testa gli scoppia) Un momento. Non detto che perch uno
cerca di essere... logico non abbia anche lui qualcosa che palpita qui dentro.
MARY - Questo si sapr dopo l'autopsia. Vuoi un consiglio? Sposa Tiffany. Non sar una semplice fusione di due esseri - sar la fusione di due calcolatrici.
BOB - (cercando di salvare la sua dignit) Insomma, non vuoi tornare da me.
MARY - Proprio cos. Primo, non voglio. Secondo, non voglio. Terzo, non voglio.
(Entra Oscar. Dirk aveva lasciato la porta mal chiusa)
OSCAR - Cos' che non vuoi?
MARY - Hallo, Oscar!... (voltandosi da un'altra parte, spento l'entusiasmo)
OSCAR - (a Bob) Ho avuto il tuo messaggio, dovresti vergognarti di star cos bene!
BOB - Perch?
OSCAR - Mi mandi un S.O.S. - venire qui subito - "subito" sottolineato tre volte - perch "urgentissimo".
BOB - Oh. (lancia uno sguardo imbarazzato a Mary)
OSCAR - Ti immaginavo moribondo, ansioso di far testamento e invece, nossignore.
BOB - Ma figurati!... Niente di cos importante. Per avrei anche potuto
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esserlo.
MARY - (interrompendolo si volta di scatto esasperata) Bob, smettila, finiscila! Dglielo a Oscar il perch della telefonala e perch lo volevi qui! (a Oscar) Aveva paura di tornare e di trovarsi solo in casa con me. Oscar, sei arrivato troppo tardi - ormai fatta.
BOB - (offeso, sbuffando) Ma certo, dai retta a lei - lei che devi ascoltare. Lei mi conosce!
MARY - (decisa) Oscar, quando, farete insieme i conti deduci pure la somma che lui mi passa. Non la voglio, non l'ho mai voluta. Lavoro e non mi occorre.
BOB - Non far tanto la grandiosa! Non assolutamente il caso!
MARY - Certo che lo . (a Oscar) Se questo poverino deve continuare a passare gli alimenti a me, non potr mai divorziare da Tiffany. (andando verso la camera) Vado a far la valigia. (Mary esce sbattendo la porta)
OSCAR - Rallegramenti. Ogni problema risolto.
BOB - (disperato) Oscar, non sa cosa dici! (senza controllo Bob sbadiglia
sulla/accia di Oscar) Cosa faccio, Dio mio, cosa faccio! Tiffany non la posso sposare. troppo pedante.
OSCAR - Lo sapevo che non l'avresti sposata.
BOB - E piantala di fare Cassandra. Dimmi piuttosto cosa debbo fare.
OSCAR - Riprenditi Mary.
BOB -Ci ho pensato anch'io, ma come, come!
OSCAR - Chiedendoglielo.
BOB - Chiedendoglielo? L'ho pregata, supplicata - adducendo un mucchio di ragioni logiche.
OSCAR - (senza scomporsi) Ah, per questo che era arrabbiata?
BOB - S. Me lo puoi spiegare tu?
OSCAR - Non c' tempo. Ragioni idiote dovevi addurre, scioccone!
BOB - Per esempio?
OSCAR - Per esempio, dirle che la vuoi di nuovo con te per darle dei bei morsicotti alle spalle.
BOB - Ieri sera le dissi qualcosa di simile, e sai cosa mi ha risposto? che forse era un attacco di cistifellea!
OSCAR - Non importa - eri sulla buona strada.
BOB - Con Mary non ci sono buone strade - Ha la testa piena di idee
storte! convinta che io non mi sia mai accorto che carina! Mica sono scemo - e gli occhi ce li ho! sempre stata bella. Ricordo quando la conobbi con quei capelli cenere e quel viso pallido: sembrava una porcellana.
OSCAR - Glielo hai mai detto?
BOB - Sei pazzo? Avrebbe risposto: "Porcellana? Come un bidet?"
OSCAR - Esagerato!
BOB - Esagerato? Non sai tutto. Mary crede che io sia freddo come un
pezzo di marmo. Mi ritiene incapace della minima emozione, come
un mollusco. Lo vuoi sapere perch ho messo il telefono anche in
camera da letto? Perch avevo paura di non sentir la suoneria se le
fosse venuto in mente di telefonarmi - di notte. Ma prima che se ne
vada voglio dirglielo. Non dir pi che sono un pezzo di marmo.
(inizia uno sbadiglio che manda indietro
mandando gi rabbia) Guai
se me lo dice ancora...
OSCAR - Calmati, Bob, calmati!
BOB - Se lo vuoi sapere, dei due l'ottusa lei! Lei! L'hai sentita, no,
poco
fa, dire che ti ho chiamato qui perch avevo paura di restare solo con
lei! Non le mai passato per la mente che forse io volevo restare solo
con lei. Era aiuto, che volevo, Oscar, aiuto e consiglio prima che
fosse troppo tardi. troppo tardi !
OSCAR - Non troppo tardi.
BOB - (fa cenno con la mano) Pazienza - lasciala andare! Ma prima
che se
ne vada due o tre sacrosante verit bisogna che gliele dica: che non
sono una macchina calcolatrice, per esempio, che ero pi derelitto di lei durante la separazione, che...
OSCAR - Lascia perdere quel che ti ha detto Mary e quel che vorrai dirle tu.
Pensa piuttosto a fare di tutto perch
rimanga qui.
BOB -Impossibile. Nella vita con Mary c' spazio solo per Mary. Eppoi
l'hai vista, l'hai sentita - ha deciso. Non mi resta che sposare Tiffany.
(altro grosso sbadiglio senza interrompere del tutto il discorso.
Oscar se ne accorge) Tiffany se lo aspetta ed una brava ragazza.
(si accascia in poltrona) Eppoi... chi, chi veramente felice -
quaggi?
BOB - Ho dato la mia parola, tanto vale che la mantenga. Qualsiasi cosa
meglio di questa confusione. Qualsiasi cosa!
OSCAR - (non capisce perch tanto sbadigliare) Ti posso domandare
cos'hai?
( interrotto da Tiffany che rientra, in fretta con un pacchettino in mano)
TIFFANY - Tesoro, come ti
senti? Va meglio? Buongiorno, signor Nelson. Le ho preso il DEXAMIL.
OSCAR - Per fame cosa?
BOB - Mi sono sbagliato e ho mandato gi del sonnifero. Sei stata molto
cara, Tiffany, ma io non voglio prender
nulla.
TIFFANY - Da bravo, sicuramente non vorrai...
BOB - Voglio. Sento che sto per entrare in coma ed questo che voglio.
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TIFFANY - Cos'hai? Cos' accaduto in mia assenza?
OSCAR - Niente.
TIFFANY - (indovinando per istinto) Bob, tu hai qualcosa da dirmi. Fin da stamane tu hai qualcosa da dirmi.
BOB - (evasivo) No, niente. Nulla.
TIFFANY - Tu credi di essere imperscrutabile. Sei l'uomo pi trasparente che io conosca. Avanti, parla. Sonno o non sonno, devi parlare.
BOB - Tiffany, Oscar penser che la superdose di... l'hai presa tu!
TIFFANY - Lascia stare Oscar. Avanti, parla! (alzandosi a fatica per allontanarsi ed evitare una spiegazione non sapendo bene quel che vuole e comunque non in grado di prendere decisioni)
BOB - Tiffany... cara... ti prego...
TIFFANY - Allora parlo io. Bob, tu ti sei accorto di essere ancora innamorato di Mary.
BOB - (ha un soprassalto) Da cosa lo hai dedotto?
TIFFANY -Da niente.
BOB - Ho forse detto qualcosa che...
TIFFANY - (interrompendolo) Non hai detto niente. Non lo faresti mai. E lo riterresti infantile e di cattivo gusto. La tua idea era invece di spiegarmi le ragioni per cui facevo un errore a volerti sposare. (Bob prova a scuotere la testa in diniego, ma lei prosegue imperterrita) Mi sono fatta un quadro chiaro della situazione mentre andavo in farmacia.
BOB - (con un gemito, sbattendo gli occhi per tenerli aperti) No - no.
OSCAR - Quali sono queste ragioni? Mi interessano anche se non interessano a Bob.
TIFFANY - ...Primo: Bob ha tredici anni pi di me. Ora la differenza non conta, ma tra dieci anni conter. Secondo: Bob (ora Tiffany parla con franchezza e sicurezza ed convincente come lo stato Bob con Mary) un uomo divorziato - sempre un salto nel buio. Una ragazza della mia et si merita di meglio. Terzo ed ultimo punto: Bob non ricco - non lo sar mai e non potr mantenermi a visoni e abiti di Dior, cose che una ragazza del mio rango naturale che si aspetti. (e cos ha imitato Bob pur restando sempre Tiffany)
BOB - Io, l'argomento denaro - non pensavo a toccarlo. Non mi sarebbe mai venuto in monte.
TIFFANY - (lentamente precisa, con appena appena un po' di rimpianto) Ma tutto il resto - non ti venuto in mente?
BOB - (terribilmente a disagio, e combattendo il sonno a tutti i costi e si
tiene in piedi afferrandosi alla spalliera di una sedia) - Dio, Dio - pazienza essere un mandrillo ma quel che mi secca di essere un mandrillo cretino! (sbadiglia nonostante i suoi sforzi) Tiffany, cosa posso mai dirti che... che...
TIFFANY - (finendo il discorso) ... che io non abbia detto gi? Niente.
OSCAR - (con sincera ammirazione) Tiffany, se un giorno cercher un posto,
si ricordi che nel nostro ufficio c' posto per una ragazza come lei.
(Gli occhi di Bob si sono completamente chiusi. Continua a sostenersi in piedi e diritto grazie alla spalliera alla quale ancora afferrato. In questo momento rientra Dirk con un sacchetto di brioches in mano)
OSCAR -
Rallegramenti.
DIRK - Mi ci hanno mandato. (Vede e si avvicina a lui per guardarlo
bene.
Gli altri fanno altrettanto) Credevo che soltanto i cavalli dormissero piedi.
OSCAR - Bob un'eccezione. (Bob
resta immobile e non sente)
DIRK - Chi vuole una brioche?
(Mary rientra dalla stanza da letto, vestita e con la valigia, pronta ad andare)
MARY - Io! Una brioche - una bistecca - muoio di fame.
(Anche Mary si accorge dello stato deplorevole in cui si trova Bob)
TIFFANY - Non ha voluto prendere il DEXAMIL. Ha detto che vuole entrare in coma.
MARY - (non prendendo la prose seriamente) Credendo cos d'interpretare il
desiderio di noi tutti? Dirk, quando parte l'aereo?
DIRK - (incredulo) Allora vieni? Dillo - gridalo forte per convincermi che vero.
MARY - A meno che l'offerta non sia
pi valida!
DIRK - Tesoro - non ti pentirai!
MARY - Non fare promesse. Sono disposta a correre i rischi.
TIFFANY - (sottosopra) Parte per New Orleans con un attore - proprio ora?
MARY - Cosa vuoi dire "proprio ora"? Sta nevicando - la stagione ideale per andare a New Orleans.
BOB - (improvvisamente, nel suo torpore) Nevica - dovremmo chiude-
re le finestre. (va alla finestra e l'apre, poi si tiene diritto appoggiandosi al davanzale e si riaddormenta)
DIRK - (rispondendo in un certo senso alla domanda di Tiffany) Ho telefonato all'aeroporto. Non ci sono ritardi.
TIFFANY - Io volevo dire - (a Mary indicando Bob) Vuole abbandonarlo in questo stato? MARY - Possiamo coprirlo con un lenzuolo.
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TIFFANY - Come pu essere cos insensibile?
MARY - Ma cara - Bob ha lei e quando si sveglier si trover tutte quelle
albicocche secche - una vera consolazione!
TIFFANY - Bob non ha me. Non pi.
MARY - Avete litigato? Farete presto la pace.
TIFFANY - (sobriamente) Abbiamo avuto una discussione amichevole e savia. Me ne vado.
MARY - Brava. Chi esce per prima - io o lei?
OSCAR - Peccato che Bob non possa sentire. La testa gli girerebbe come
un ventilatore. Fate testa o croce. Chi
perde si tiene Bob.
BOB - (vago, sentendo pronunciare il suo nome, si volta) Cosa?
Cosa?
DIRK - Girati. Stai russando.
BOB - Eh? (scorge Mary e sbatte in fretta gli occhi) Mary, ho da dirti
una cosa - (ma dimentica che cosa e
continua col dito a indicare Mary)
DIRK - (guardando l'ora) Bisogna andare. A New Orleans le
autorit
saranno ad attendermi. Se non mi vedono arrivare con questo
aereo i giornali diranno che ero sbronzo o
immischiato in qualche faccenda losca.
BOB - (finalmente riesce ad afferrare una parola) Aereo? Vuoi dire
aeroplano? Mary ed io odiamo gli aeroplani.
TIFFANY - (a Mary, in fretta, mentre tutti si disinteressano a Bob) Mi dia
retta - lei sta commettendo un errore gravissimo. In primo luogo...
MARY - (tagliando corto) Ho fretta. Le dispiace scrivermi tutto? (andando verso Oscar) Non mi saluti?
OSCAR - Per che fare? Sono sicuro che tu non uscirai da quella porta con Mister Winston. MARY - Ah, no? Ti faccio vedere! (Prende Dirk sotto braccio)
(Nello stesso momento Bob, cosciente di essere ignorato da tutti, cerca di attirare l'attenzione)
BOB - Caff. Ho bisogno di un caff. (si avvicina alla caffettiera)
OSCAR - (a Mary) Ti rendi conto che una volta sull'aereo non puoi pi
cambiare idea? Sediamoci tutti, snidiamo la cosa con calma.
TIFFANY - quel che dico io. (spinge una sedia verso Mary) Ecco qua.
(spostando la sedia ha completato un semicerchio come se si trattasse della riunione di un'assemblea)
Certo! Perch non chiamare anche il giudice? Cos il processo
sarebbe in regola! (in fretta, a Oscar, pentita) Oscar caro - non
voglio offenderti, ma questi sono affari miei e me li sbrigo da
sola. Mia la decisione, ed presa.
OSCAR - Presa un bel niente! Tu sei molto incerta. Lo vedi, hai paura di ascoltare perch hai paura di lasciarti influenzare, temi che in due minuti ti si faccia cambiare idea.
MARY - ( irritata, ma ingoia il rospo e si siede) Va bene - ascolter TRE MINUTI. Non riuscirete a niente.
DIRK - (impaziente) Mary!
(Bob intanto si preso una tazzina di caff. Seduto alla scrivania si sta addormentando con la tazzina alle labbra)
MARY - (ignora Dirk e ripete le parole meccanicamente) Sto commettendo un errore, un grandissimo errore, un gravissimo errore. Perch...
TIFFANY - B, prima cosa - (anche lei e Oscar siedono) quando una persona all'antica e decide di infischiarsene dei pregiudizi e delle convenzioni, deve fare prima un po' di tirocinio - non cominciare subito da un divo.
OSCAR - Capito, no, quel che vuol dire? C' una gerarchla delle capacit. Prima di correre bisogna imparare a camminare.
DIRK - (avvicinandosi ai tre) Un momento! Un momento! Se alludete a me...
OSCAR - Seduto!
(la tazzina che Bob ha in mano si inchina e Bob ha un soprassalto allorch il caff comincia a gocciolare sulla scrivania)
DIRK - (seduto in punta) Cosa vi fa pensare che io sia un rubacuori in
cerca di avventure, e Mary una delle tante? E se avessimo invece intenzione di sposarci?
BOB - (non seguendo la conversazione, ma accorgendosi che stanno
discutendo, li conciona dalla scrivania) Mary - lo hai notato il telefono in camera da letto... (Tutti lo guardano. Bob finisce incoerentemente, ma affermativamente) Ecco perch l'ho messo anche di l.
(Tutti si voltano di nuovo lasciando Bob a se stesso)
OSCAR - (riassumendo, a Dirk) Io - fretta di sposarmi non ne avrei.
MARY -Ah!
TIFFANY -Neppure io.
OSCAR - (a Mary) Tenendo presente che vi siete conosciuti 24 ore fa, possiamo concludere che NON VI CONOSCETE ANCORA. Si tratta, in questo caso, di semplice attrazione fisica, caro Dirk.
DIRK - C' qualcosa di male?
OSCAR - No. Anzi. Di per s un'ottima cosa. Ma non sorretta da
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interessi in comune e da reciproco affetto una merc molto deperibile.
(Bob si sta riempiendo di nuovo la tazza. Cerca di ascoltare)
DIRK - Lei non crede all'amore?
OSCAR - Certo che ci credo - e credo persino che due persone possano
sentirsi fisicamente attratte per tutta la vita.
(Mary e Dirk dicono le prossime battute, quasi contemporaneamente)
MARY - Allora, se la pensi cos, non vedo...
DIRK - Tutto a posto, allora...
OSCAR - (alzando un dito per interromperli) Ma la verit che il desiderio fisico, matrimoniale o extra-matrimoniale non dura pi di,
beh, al massimo due anni.
(C ' una sedia vuota alla fine del semicerchio. Bob ci si siede. Ha la tazzina in mano e cerca di concentrarsi e di capire)
Contingenze particolari, come il viver lontani, per esempio, o
l'essere sposati con un'altra persona, possono prolungare il
periodo, ma di poco.
DIRK - Se tutti fossero cos pessimisti...
OSCAR - Per me sarebbe un disastro. Faccio l'avvocato e guadagno molti
soldi cercando di metter rimedio agli errori di chi invece
ottimista.
BOB - Oscar, diglielo tu a Mary.
MARY - (nessuno si occupa d Bob l seduto) Oscar, tu non mi spaventi.
Due anni sono molti! Quando una commedia tiene due anni il cartellone passa alla storia. TIFFANY - Alla sua et non dovrebbe pensare a eccitamento e avventura o
ad andarsene in compagnia di un uomo mondano quando suo marito la rivuole. Non bello.
MARY - Bob non pi mio marito, non solo, ma...
TIFFANY - Ma lo stato, no? E non colpa sua. Conosce il detto, no? "nel
matrimonio a ognuno tocca il compagno che si merita".
MARY - Lei vuoi dire che Bob si merita un'arpia e che io mi merito un uomo antidiluviano.
OSCAR - Tu scherzi, ma forse ci siamo. Ricordati che tu e Bob vi siete
scelti da soli. Tu mi dirai di aver scelto Bob nonostante i suoi
difetti. La verit che tu lo hai scelto proprio per i suoi difetti.
Probabilmente quel che manca a lui necessario a quel che manca a te.
DIRK - Secondo lei allora - due si sposano a scopo terapeutico?
BOB - (come se fosse riuscito a
fare il punto e continuasse un discorso con enfasi) Inoltre...
DIRK - (proseguendo) Il matrimonio non una clinica di mutuo
soccorso per due. Che sciocchezze sta
dicendo!
BOB - Mary, non sono affatto testa di legno e zuccone - devi chiedermi
scusa.
TIFFANY - (a Dirk, ignorando Bob) Come mai cos favorevole al
matrimonio?
DIRK - (arrabbiato) Favorevole? Cosa vorrebbe dire
"favorevole"? Il
matrimonio non mica un decreto legge o una nuova tassa, per i
quali si pu essere in favore o contro - il matrimonio qualcosa
che succede - come uno starnuto, come un fulmine a ciel sereno. (Bob si alza per prendersi dell 'altro caff. I suoi occhi sembrano schiarirsi leggermente)
Su, Mary, andiamo.
MARY - (alzandosi) Oscar, ho ascoltato... Abbiamo ascoltato. Non hai
detto nulla di nuovo. (si avvia verso la porta)
OSCAR - Va bene, allora lascia che dica qualcosa di nuovo. Tu sei ancora
innamorata di Bob.
(Breve pausa. Dirk si avvicina a Mary)
MARY - (arrabbiandosi) Basta con le domande inutili: chiedermi se
sono innamorata di Bob come chiedere a un ex-alcoolizzato se
non pensa mai al suo vecchio cognac! Importa se ci pensa?
Ormai sono astemia - e mi giova. Su, Dirk: lasciamo il signorino
Ninna-Nanna, e... (uno sguardo a Bob) Dov' la mia borsetta?
TIFFANY - (la scorge sul divano e gliela porge) Eccola. Mi arrendo. Non
credo che ci rincontreremo.
MARY - (affabile) Penso di no, ma non la dimenticher facilmente,
Tiffany. Lei la ragazza pi razionale che abbia mai conosciuto.
TIFFANY - Perch non sono a terra per la rottura con Bob? (Bob intanto si serve dell'altro caff)
Forse lo sar domani. come togliersi un dente. Il dolore si sente
quando cessa l'effetto della morfina. Ma star bene anche domani.
MARY - (infilandosi i guanti) Come
fa?
DIR - (impaziente, avviandosi) Mary!!...
TIFFANY - Primo: Bob mi piaciuto perch io non piacevo a lui. una
cosa che stimola... Non vorrei apparire vanesia, ma quando una
ragazza ha vent'anni, ricca ed carina, si abitua ad avere gli
uomini ai suoi piedi. Ma, ora, invece, io mi chiedo: sufficiente
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che un uomo NON sia innamorato di me?
DIRK - (impaziente sulla porta, chiamando con voce alta, come se
Mary fosse mille miglia lontano) Maaaaaary!
(La chiamata fa sobbalzare Bob)
BOB - Mary? Perch chiami Mary? (Dirk tornato al centro, prende
Mary per un polso per trascinarla via) Dove andate? (a Dirk) Dove va Mary?
DIRK - Viene a New Orleans con me.
BOB - Non dire sciocchezze. Non te l'affiderei nemmeno fino alla porta di casa.
DIRK - Senti, caro Morfeo, la cosa non ti riguarda.
BOB - Questo lo dici tu. (lotta disperatamente per star sveglio) Ho da
dire una cosa importantissima - da stamattina alle sei che sto cercando di dirla. (oscilla, cerca di star dritto) Signori, ascoltatemi.
(Tutti pendono dalle sue labbra, ma Bob di nuovo preso dalla sonnolenza. In uno sforzo estremo di volont si raddrizza e corre in bagno. Subito dopo sentiamo il rumore dell'acqua che corre)
MARY - ( preoccupata ora) meglio chiamare un dottore. Ha una cera che non mi piace.
DIRK - Non piace nemmeno a me. E neppure ieri mi piaceva. Ma non ha nulla, ha soltanto bisogno di dormirci su.
MARY - S, ma se Bob invece...
DIRK - Non vorrai cambiare idea, spero!?
MARY - Ma no!
DIRK - (autoritario, prendendole un braccio) Allora vieni.
(Mentre Dirk sta trascinando Mary verso la porta, Bob ritorna dal bagno, dove ha messo la testa sotto il rubinetto e ora sta normalmente asciugandosi con un asciugamano)
BOB - Un momento. Ora mi ricordo!
MARY - (va da Bob, gli allunga la mano) Non so se sei in grado di sentirmi, comunque - addio, Bob...
BOB - (concentrandosi su Dirk e andando verso di lui ignorando la
mano di Mary) Tu sei la causa principale della mia confusione. (ora Bob deve dare l' impressione di sicurezza di s e superiorit) Non devi mai pi baciare mia moglie.
MARY - Bob - ti farai compatire...
BOB - (voltandosi Verso Mary) Zitta tu. (di nuovo a Dirk) Lasciala in
pace. Come vuoi che se la cavi un moscerino contro una tarantola? Mary appena uscita dal suo guscio, ma vale centomila volte te...
MARY - (verso la
porta) Dirk, abbi pazienza, il poverino non sa quel che si dice.
BOB - (raccogliendo tutte le sue energie) Ah no? Sto parlando di te,
piccola idiota, e tu non andrai con nessuno e da nessuno! (la prende in braccio e la porta in bagno)
(Gli altri esclamano insieme)
MARY -Bob!
DIRK - Sei impazzito...
OSCAR - Non lasciarla cadere! (Bob la deposita in bagno, chiude in
fretta a chiave ritorna verso gli altri, deciso) Sono nove mesi che non dormo e sono stufo. DIRK - Dammi quella chiave. Se tu non fossi in quello stato, te la prenderei con la forza.
(Bob apre la finestra e lascia, con calma,
cadere la chiave di sotto) Perch?
BOB - Volevo ingoiarla, ma troppo grossa.
(Mary sta battendo alla porta del bagno)
MARY - (f.s.)
Fatemi uscire!
DIRK - (alla porta del bagno) Mary - mi senti? Quel pazzo ha buttato
la
chiave fuori della finestra, nella neve! (un gemito di Mary fuori scena)
Cosa facciamo?
OSCAR - Prima che la neve si sciolga ci vorranno due o tre giorni e lei
perder l'aeroplano.
DIRK - Chiamiamo un fabbro.
OSCAR - Dicono che Cupido fa marameo ai fabbri - ma di domenica sono i fabbri che fanno marameo a Cupido!
TIFFANY - Nei film buttano gi le porte e via.
DIRK - Nei film le porte sono di cartapesta. Cascano con un soffio.
BOB - (guardando l'orologio, con ironia) Sono preoccupato per il tuo aeroplano.
MARY - (fuori) Dirk! Dirk!
Sei ancora l?
DIRK - (disperato) Certo che sono ancora qui!
MARY - (fuori) Non dovresti
esserci - va via subito!
DIRK - No-o!
MARY - (fuori) Per favore -
Dirk! Le autorit ti aspettano! Il tuo produttore sar furente!
DIRK - Non me ne importa! (va al telefono) Gli telefono... E gli
dico
che ho la febbre. Ho la febbre. (ricordandosi) Accidenti - dove lo
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pesco ormai? (a Bob) Se ti ci metti subito e d'impegno riuscirai a
diventare un farabutto numero uno!
MARY - (fuori, con urgenza) Dirk!
DIRK - (alla porta del bagno) Parto, mio tesoro! Non ho altra scelta.
Stanotte ti telefono e qualcosa decideremo. (ad Oscar) Lei mi
sembra l'unica persona in stato di sanit in questa casa - conto su
di lei per far uscire di l Mary, a costo
di chiamare i pompieri.
OSCAR - Non ho fede nei pimpierl, ma qualcosa escogiteremo.
BOB - stato formidabile rivederti, Dirk - Torna presto.
DIRK - (a Tiffany, ignorando Bob) Arnvederci.
BOB - Hai guardato bene? Non voglio che tu dimentichi nulla.
DIRK - (si ricorda) Il mio libro! (va alla scrivania per prenderlo)
BOB - Tu vaneggi. Prima mi offri il tuo libro, e adesso te lo vuoi riprendere.
DIRK - Hai detto vale poco.
BOB - Ho detto che manca la punteggiatura. A quella ci penso io.
OSCAR - (a Dirk) Stia fermo, non lo contraddica perch sarebbe capace di buttar fuori dalla finestra anche quello.
DIRK - (guardando tutti) E pensare che ho lasciato Hollywood per New York per stare in compagnia di persone intelligenti! (esce)
TIFFANY - (a Bob che ora incerto ed esitante) Hai un'altra chiave?
BOB - No ma ho un cacciavite. Oppure possiamo scardinare la porta.
(sforzandosi di star sveglio, va verso il bagno) Mary! Mary! BOB - No - troppo arrabbiata per rispondere. (va alla scrivania) Dove diavolo andato a finire il cacciavite?
OSCAR - (passando a Bob l'elenco del telefono) Lascia perdere il cacciavite.
Quando avr fame chiamer. Ecco l'elenco - Guarda "fabbri". BOB - (fssa l'elenco e guarda Oscar) Sai una cosa? Ho paura di farla uscire.
TIFFANY - (infilando il mantello) Se
c' ancora bisogno posso rimanere.
BOB - (sbattendo gli occhi) Oh... Tiffany... addio!
TIFFANY -Addio!
BOB - (va verso Tiffany) Tiffany, sei davvero un tesoro di ragazza...
TIFFANY - (ammettendolo) Lo so. (a Oscar) Arrivederci.
OSCAR - Arrivederci, mia cara. E ricordi - quel posto nel mio ufficio sempre a sua disposizione.
(Bob sta formando un numero al telefono. Tiffany gli lancia un breve sguardo, poi sorride ad Oscar ed esce)
BOB - (mettendo gi
il ricevitore) Non risponde nessuno.
OSCAR - Provane un altro.
BOB (scorrendo l'elenco con un dito) Burns. Servizio diurno e
notturno. Ecco qua. (forma il numero, sorprendente che subito ci sia
risposta) Parla il fabbro? Ascolti. C' una donna chiusa in bagno. Certo
che la conosco. Non si preoccupi. Pu venire subito? Lo so che domenica.
D'accordo, d'accordo. Fuori tariffa. L'indirizzo novantuno - Est -
settantunesima strada. (Mentre riaggancia, ad Oscar) Viene subito.
OSCAR - Meno male. Ora me ne posso andare.
BOB - (terrorizzato) Oscar! Mi lasci solo con lei?!
OSCAR - Ci sar il fabbro!
BOB - Cosa le dir?
OSCAR - Il meno possibile.
BOB - Resta, ti prego.
OSCAR - No, mio caro. Devi cavartela da solo.
BOB - Credi che Mary prender il primo aeroplano per New Orleans?
OSCAR - Hai altre stanze ed altre chiavi, no?
BOB - (oscillando ma a se stesso) Tu mi sei di grande aiuto.
OSCAR - quel che mi dicono tutti i miei clienti. Ti telefono domani.
(Oscar se ne va. Bob, rimasto solo, si dirige nervosamente verso il bagno)
BOB - Mary? Per favore - rispondi. (gira, vago) Non oso sedermi.
(vede il cacciavite, lo afferra e in ginocchio cerca di smontare il cardine inferiore della porta)
Il fabbro sta arrivando, per, vediamo se riesco - a fare qualcosa prima...
(La porta del bagno si apre improvvisamente e ne esce Mary. Bob lascia cadere il cacciavite e le butta le braccia intorno alle ginocchia)
Mary, tesoro, te ne supplico, non ti arrabbiare! Perdonami! Perdonami! Ti amo. Non potevo lasciarti partire. (realizza improvvisamente e si rialza, di scatto) Come hai fatto ad aprire la porta?
MARY - Con le mie chiavi.
BOB - Mi sono comportato da stupido, lo so...
MARY - ( d'accordo, calma) Stupido. Zuccone.
BOB - Testa di legno.
MARY - Cieco.
BOB - Sordo.
MARY - Ottuso.
BOB - Mi sono reso ridicolo...
MARY - Ti sei reso ridicolo e questo mi ha resa felice.
BOB - (non ci arriva) Felice?!
MARY - (con una voglia matta di piangere) Certo, stupidone! Avevo le
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chiavi - potevo uscire quando volevo.
BOB - (Quando capisce i suoi occhi si spalancano e poi la prende tra le
braccia) Ti amo! Mio caro, piccolo, divino tesoro! E come sei bella!
L'ho sempre saputo che sei bella! (si azzarda a dirlo) Bella e delicata
come una porcellana! MARY - Porcellana? Vuoi dire bella come un b... (si interrompe a tempo)
Come sei caro! (la sua testa sulle spalle di lui ora ambedue possono
rilassarsi) La maggiore nostalgia era per le tue
spalle, Bob.
BOB - Anche a piedi, anche in ginocchio mi sarei sentito di venire a
Filadelfia, ma avevo il terrore di
essere respinto con qualche freddura.
MARY - Ringraziamo l'ufficio delle tasse. E Oscar che mi ha fatta venire
qui.
BOB - (assonnato) Pagheremo le tasse. (a tentoni, al divano) E
daremo a
Oscar qualcosa di extra... - Mary, come faccio...
MARY - Cos'hai, amore?
BOB - (si sprofonda nel sof) Mi addormento, mi addormento.
MARY - (gli si rannicchia
accanto) Dormi, dormi...
BOB - Al buio?
MARY - Non ti preoccupare. (con un sorriso malizioso) Ci arrangeremo.
(sorridendo Bob si addormenta sulla spalla di Mary mentre cala il
SIPARIO
FINE DELLA COMMEDIA
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