Mary Poppins

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MARY POPPINS

di Pamela Lyndon Travers

Personaggi:

MARY POPPINS

AMMIRAGLIO BUM

BINACLE, nostromo

BERT, cantastorie

GEORGE BANKS,

WINNIFRED BANKS, sua moglie

JANE, sua figlia

MICHAEL, suo figlio

ELLEN, cameriera

SIGNORA BRILL, cuoca

KATY, tata

AGENTE JONES

ZIO ALBERT

DAWES SENIOR, banchiere

DAWES JUNIOR, suo figlio

IL GIUDICE

LO SPOSO

LA VECCHINA

GENTE NEL PARCO

ANIMALI

GIORNALISTI

CLIENTI

SPAZZACAMINI

PRIMO ATTO

SCENA 1

Nave Ammiraglio Bum.

BUM - Nostromo, cosa diavolo sta succedendo qua sotto?

BINACLE - Guardo con il cannocchiale, signore? Mi sembra di vedere uno strano giovanotto che saltella come un matto.

BUM - Più precisione, bisogna essere più precisi. Esigo una descrizione dettagliata.

BINACLE - Sì signore. È un giovanotto vestito da pazzo che fa cose da pazzi.

SCENA 2

Esterno parco. Bert che suona circondato da gente.

BERT - signore e signori, poesie comiche per ogni situazione. Poesie estemporanee create davanti a voi. Si comincia, signori:

Fatevi attorno a me

posto ce n’è

signor Agente, prego sia presente, anche la rima c’è

Salve Miss Clark le chiedo pardon

Miss Clark va a passeggio nel Parco con John.

A Miss Corey, sa cosa direi?

Lei ha solo due figlie però fan per sei (risate)

A Miss Persimon....

MISS PERSIMON - Sì?

BERT - (si distrae sul cambio musicale) Vento dall’est

la nebbia è là

qualcosa di strano tra poco accadrà.

Troppo difficile capire cos’è

ma penso che un ospite arrivi per me

Oh scusate, dov’ero rimasto? (suona sempre più velocemente e conclude la canzone picchiandosi il piatto in testa. Tutti applaudono e Bert raccoglie le offerte) Grazie a tutti per il generoso apporto. (chiede offerte e ringrazia chi le dà) Dio la benedica. Lei è la generosità in persona. (davanti all’Agente Jones) Per lei è gratis.

SCENA 3

Casa Ammiraglio Bum e piazza

BUM - Ehi laggiù giovanotto, dove ti porta il vento?

BERT - (rivolto all’Ammiraglio) Al Viale dei Ciliegi. (Rivolto al pubblico) Questo imponente edificio è la casa dell’Ammiraglio Bum, già della Marina di Sua Maestà Britannica. L’ammiraglio Bum tiene la sua casa come teneva un tempo la sua nave, efficiente, pulita e lustra con qualsiasi tempo.

BUM - (A Binacle) Il cannone è pronto?

BINACLE - Pronto e carico, signore

BUM - Tre minuti e cinque secondi.

BINACLE - signorsì

BERT - (Al pubblico) L’ammiraglio Bum è famosissimo per la sua puntualità. Tutto il mondo segue l’ora di Greenwich, ma Greenwich segue l’ora del capitano Bum. (rivolto all’Ammiraglio) Come va Ammiraglio?

BUM - (A Bert) Buongiorno a te. Per dove fai rotta esattamente giovanotto?

BERT - Per il numero 17.

BUM  - (a Binacle) Annotare sul libro di bordo.

BINACLE - signorsì.

BUM - (A Bert) Un consiglio da amico, giovanotto. Al 17 hanno alzato il segnale di burrasca. Si prepara una tempesta da quelle parti.

BERT - Grazie signore, terrò gli occhi aperti.

SCENA 4

Gira la scenografia

BERT - Eccolo qua il numero 17, residenza di George Banks, bancario. Aveva ragione l’ammiraglio. Si sta formando un ciclone.

SCENA 5

Casa Banks. La tata Katy se ne vuole andare.

KATY - Non resterò un minuto di più in questa casa.

BRILL - (A Ellen) Se ne vada pure. Non l’ho mai digerita, dal giorno in cui ha messo piede qui dentro.

ELLEN - Sì, ma chi dovrà sorbirsi i bambini se la Tata Katy se ne va? Io, mica tu.

BRILL - Con tutte quelle arie di superiorità e con la faccia che si ritrova farebbe scappare a gambe levate anche una strega.

KATY - Infatti signora Brill, non resterei in questa casa un minuto in più anche se mi ricoprissero di tutti i gioielli del mondo.

ELLEN - Con calma, Tata Katy, la prego, non se ne vada.

KATY - Levati dai piedi ragazza.

ELLEN - Quando il signor Banks ci chiederà dei bambini, che cosa gli diremo?

KATY - Affari vostri, quelle due piccole belve, mi sono scappate di mano per l’ultima volta.

BRILL - Non possono essere scomparsi nel nulla. Ha guardato allo zoo giù al parco? Non sarà che il leone gli ha dato una zampata? Lo sa che Jane e Michael si divertono tanto ad avvicinarsi alla gabbia.

KATY - Basta, ho detto basta e non aggiungo altro. Ho chiuso con questa casa, per sempre.

BRILL - Bene, hip hip hurrà. E non inciampi uscendo, tesoro.

ELLEN - No, no, tata Katy, la prego, no. (cerca di trattenerla)

WIN - (si sente la canzone della mamma da fuori) Lacci e catene noi spezzerem

e tutte unite combatterem

BRILL - La signora Banks sta arrivando.

WIN - (entrando) Noi siam le forze del lavoro

e cantiamo tutte in coro

hip hip, suffragette hurrà!

Buonasera Ellen, Tata Kety. Abbiamo fatto una stupenda dimostrazione, la signora Allen si è incatenata alle ruote della carrozza del primo Ministro. Avreste dovuto vederla.

KATY - (tentando di interromperla) signora Banks, vorrei parlarle un momento.

WIN - La signora Higgins si è fatta trascinare in prigione cantando e lanciando manifestini.

KATY - Sono contenta che sia tornata. Io ho sempre fatto tutto il mio dovere, tuttavia…

WIN - Ti ringrazio Tata Katy, ho sempre saputo che eri con noi.

Veri soldati in gonnella siam

del voto alle donne gli alfieri siam

ci piace l’uomo preso a tu per tu

ma il governo lo troviamo alquanto scemo

TATA KATY - (tenta di parlare mentre Win continua a cantare) Signora Banks...

WIN - Lacci e catene noi spezzerem

e tutte unite combatterem

noi siam le forze del lavoro

e cantiamo tutte in coro

marciam, suffragette a noi!

TATA KATY - Comunque stiano le cose non intendo...

WIN - Non puoi arrestarci o maschio

son finiti i tempi tuoi

un solo grido unanime: femmine a noi

ben presto in politica seguire ci dovrai

se il voto ancor ci neghi

per te saranno guai

Siam pronte al peggio

anche al morire ormai

chi per il voto muor

vissuto è assai

Femmine a noi!

TATA KATY - Se mi permette di dire una parola, signora Banks...

WIN - Lacci e catene noi spezzerem

e tutte unite combatterem

noi siam le forze del lavoro

e cantiamo tutte in coro

marciam, suffragette a noi!

KATY - signora Banks!

WIN - Cosa c’è, Tata Katy?

KATY - Devo dirle una cosa signora Banks.

WIN - Dove sono i bambini?

KATY - Non ci sono. Per la precisione sono scomparsi un’altra volta.

WIN - Questa è negligenza, Tata Katy. Non è la terza volta questa settimana?

KATY - La quarta per la precisione. E io ne ho proprio piene le scatole.

WIN - Quando pensi che rientreranno?

KATY - Non ne ho la più pallida idea ed ora, se vuol darmi quello che mi spetta…

WIN - Cosa stai dicendo, tata Katy, non vorrai andartene? Cosa dirà mio marito, sarà già abbastanza seccato tornando a casa e non trovando i bambini. Metti via questa roba Ellen. (si toglie la fascia delle suffragette) Sai che la nostra causa manda in bestia il signor Banks. Non lo fare. Pensa ai bambini, pensa al signor Banks. Stanno appena cominciando ad abituarsi a te. (guarda l’orologio)

ELLEN - Ai posti di manovra!

SCENA 6

Esterno per la cannonata e interno casa.

BUM - (con in mano la cipolla) 4, 3, 2, 1, fuoco! (sparo di cannone)

SCENA 7

Interno casa; tutti tengono qualcosa che sta cadendo.

WIN - Tata Katy, ci hai ripensato?

KATY - Il mio salario, se non le dispiace.

SCENA 8

Proscenio

BANKS - (All’ammiraglio) Un po’ in anticipo questa sera, ammiraglio?

BUM - Sciocchezze, ho spaccato il secondo come al solito. Come vanno le cose nel mondo della finanza?

BANKS - Stupendamente. Il bilancio è solido, i saldi sono attivi, la nostra moneta desta l’ammirazione del mondo. Che previsioni ci sono da dove sta lei?

BUM - Incerte direi, si è alzato il vento e il barometro sta scendendo. Non mi stupirei se trovasse un po’ di maretta sulla sua rotta. Buon ritorno all’approdo Banks.

BANKS - (incontrando la tata Katy che esce da casa con una valigia andandosene impettita) Salve Tata Katy, che grazioso cappellino…

SCENA 9

Interno casa.

BANKS - Mi posso dir

assai soddisfatto

come un guerrier

in sella al suo destrier

quando ho finito di sgobbar

e al focolar

io torno e vivo come un re

WIN - Si tratta dei bambini caro...

BANKS - Sì, sì…

Mi piace aver

preciso un orario

sempre alle 6 io varco il porton

pipa e pantofole ogni dì

mi attendon qui

io adoro questa precision

WIN - George, sono spariti…

BANKS - Bene, bene.

Si addice bene all’uomo

il 906

lontan dall’Inghilterra

viver non saprei

son signor del maniero

il capo il re

e coi vassalli servi figli moglie

uso forza ma bontà (noblesse oblige)

le 6 e 3

e i miei teneri rampolli

mi attendon già

nutriti a sazietà

verranno a farsi benedir

poi subito a dormir

io vivo proprio come un re

Winnifred, dove sono i bambini?

WIN - Non ci sono caro

BANKS - Cosa? Ma certo che ci sono! Dove possono essere spariti altrimenti?

WIN - Non lo so George.

BANKS - Come non lo sai?

WIN  - Sono scomparsi. Tata Katy ha cercato dappertutto.

BANKS - Molto bene, farò io quanto necessario. (Al telefono) Mi passi la polizia, subito, prego.

WIN - Non mi sembra il caso di disturbare la polizia, il fatto è...

BANKS - (interrompendo) Sii cortese, non cominciare a travisare i fatti. Il solo fatto certo è che Tata Katy ha mancato al suo compito. Ha tradito la mia fiducia, la punirò come merita. Ma se ne andata?

WIN - Proprio così caro, un attimo fa.

BANKS  - (al telefono) Cosa? Sì, è George Banks che parla. Viale dei Ciliegi 17. È una questione urgente. Vorrei che mandaste qui immediatamente un poliziotto. (Jones suona alla porta ed entra in scena da solo)

WIN - Il poliziotto è arrivato George.

BANKS - (Al telefono) - Ha fatto presto. Davvero la tipica efficienza inglese. Molte grazie. (riappende il telefono. All’agente Jones) Si accomodi prego.

JONES - Grazie signore. Mentre ero di servizio al parco ho trovato delle cose di valore che penso le appartengano.

BANKS - Cose di valore?

JONES - (Rivolgendosi ai due bimbi) Venite avanti.

WIN - (Abbracciandoli) Jane, Michael!

BANKS - Winnifred, ti prego, controlla le tue emozioni.

JONES - Se mi permette, io non sarei troppo severo con loro. Hanno fatto una lunga e faticosa camminata.

BANKS - Bambini, venite subito qui.

JANE - Mi dispiace che abbiamo perso la tata, papà.

MICHAEL - Vedi, c’era molto vento.

JANE - L’aquilone tirava troppo per noi.

JONES - Vede signore, è stato l’aquilone a scappare, non i bambini.

BANKS - (seccato) Grazie Agente, riesco a cavarmela da solo.

JANE - Non è un buon aquilone, papà, l’abbiamo fatto noi.

MICHAEL - Forse, se ci aiutassi tu a farne uno…

JONES - È così signore, gli aquiloni a volte sono traditori... Io e i miei figlioli…

BANKS - (interrompendo) Agente le sono grato per aver riportato i bambini. Si accomodi pure in cucina. Sono certo che la cuoca le offrirà un buon piatto di minestra.

JONES - (seccato) La ringrazio, ma adesso tornerò al mio lavoro.

MICHAEL - Grazie, signor agente.

JONES - Buona sera, Michael. Buona sera, signora. (seccato) Buona sera, signore. (tra sé uscendo) Un piatto di minestra!

WIN - Sono molto addolorata, George. Immagino che vorrai discuterne.

BANKS - Certo che voglio discuterne. Eccome. (Ad Ellen) Ellen, porta su in camera i bambini.

ELLEN - (Uscendo coi due bimbi) Lo sapevo, quando si va a fare i conti, a chi tocca levare le castagne dal fuoco? A me? Non hanno bisogno di una tata in questa casa. Quello che serve è un guardiano del giardino zoologico.

WIN - Mi dispiace George, ma quando ho scelto tata Katy pensavo sarebbe stata severa con loro. Mi sembrava che avesse un’aria così autorevole ed efficiente.

BANKS - Winifred, non confondere l’efficienza coi disturbi di fegato.

WIN - Non sbaglierò la prossima volta.

BANKS - La prossima volta? Hai assunto 6 tate negli ultimi 4 mesi. Ed abbiamo visto i risultati! Assumere una tata richiede competenza ed organizzazione, bisogna valutare le candidate non solo dall’aspetto esteriore, ma dalle qualità che si celano in loro. Di sicuro non è un compito da donne. Mi incaricherò io di farlo.

WIN - Oh sì! Fallo.

BANKS - Date le circostanze, inizierò come si conviene. Metterò un’inserzione sul Time. (A Win) Prendi un pezzo di carta e scrivi. Cercasi… no, esigesi bambinaia severa, rispettabile, senza grilli.

La bambinaia in questa casa

sarà un esempio di virilità

e con dei pargoli così

io voglio qui

una che tremare li farà

Stai scivendo tutto?

WIN - Sì, caro.

BANKS - Se in banca mai io ho debolezze

neppure qua diverso sarà

esigo quella austerità

che porterà

un freno al caos disordine scandali

se no non ci si salva più

WIN - Splendido George, affascinante, il Time ne sarà entusiasta.

SCENA 10

Arrivano i bambini in pigiama con la loro inserzione.

JANE - Papà.

BANKS - Sì.

JANE - Ne abbiamo parlato tra di noi e ci dispiace molto per quello che è successo oggi.

BANKS - Ne sono convinto.

JANE - Abbiamo sbagliato a scappare da tata Katy.

BANKS - Proprio così.

JANE - E abbiamo deciso di andare d’accordo con la nuova tata.

BANKS - Molto bene, apprezzerò molto il vostro aiuto.

JANE - Ce l’immaginavamo. Così abbiamo preparato un’inserzione.

BANKS - Un’inserzione per cosa?

JANE - Per la nuova tata.

WIN - George, credo che dovremo sentirla.

JANE - Hai detto che volevi il nostro aiuto!

BANKS - Ma io... e va bene.

JANE - Cercasi tata per due adorabili bambini.

BANKS - Adorabili? Beh questo è discutibile.

JANE - Che sia buona sia paziente

sempre allegra divertente

BANKS - Jane io non...

JANE - non dovrà gridar

MICHAEL - Questo ce l’ho messo io.

JANE - ma solo giocar

dovrà badare a noi bambini

siam vivaci ma carini

BANKS - Basta con queste sciocchezze.

JANE - molti regali farci e poi

cantar per noi

Se vorrà farsi amar

le poesie non ci farà studiar

solo compiti leggeri

e niente purghe né clisteri

MICHAEL - Anche questo ce l’ho messo io.

JANE - Se te la senti

di obbedire

non te ne faremo mai pentire

nel letto ranocchi non ti metterem

né sale nel the né pepe nel caffé

se l’offerta ti va ben

fa presto

JANE e MICHAEL - Jane e Michael Banks!

BANKS - Grazie, molto interessante, ma adesso credo proprio che sia ora di smetterla con queste idiozie. Tornate in camera vostra. (Jane e Michael escono)

WIN - Volevano solo rendersi utili, sono bambini.

BANKS - Lo so che sono bambini. (stracciando l’inserzione) Purghe, clisteri, regali. Assolutamente ridicolo. (Butta il foglio nel camino) Non ho nessun dubbio. È giunto il momento di agire. (Al telefono) Mi passi il Time prego.

WIN - Oh George, tu sei sempre così efficiente!

BANKS - (Al telefono) Time? Vorrei pubblicare un annuncio economico... Sì? George Banks. Viale dei Ciliegi 17.

SCENA 11

Casa di Bum.

BUM - È pronto il cannone nostromo?

BINACLE - Pronto e carico signore!

BUM - Aspetto il suo rapporto signor Binacle.

BINACLE - Il vento è cambiato signore, soffia da un altro quadrante. Signore?

BUM - Cosa c’è?

BINACLE - Mi sembra stia succedendo qualcosa dritto di prora.

BUM - (prende il binocolo e guarda) Non ho mai visto una ciurma così abominevole in vita mia.

SCENA 12

Interno, mentre arrivano le governanti dal centro della sala.

BRILL - C’è una fila di governanti là fuori.

ELLEN - Devo farle entrare, signor Banks?

BANKS - Ellen. Ho detto alle 8 e intendo che siano le 8 in punto. Mancano 12 secondi. (guarda l’orologio) 11, 10, 9…

WIN - 8, 7, 6, 5, 4, 3, 2, 1. A posto. (sparo del cannone)

BANKS - Ellen, ora sono le otto. Te l’ho detto più di una volta. Detesto che mi si metta fretta. Ora puoi farle entrare, una alla volta.

SCENA 13

Camera dei bambini guardano dal parapetto.

JANE - È strano, non trovi? Non sono come diceva il nostro annuncio. (vento forte che trascina le governanti)

Guarda Michael. (Arriva Mary Poppins dall’alto con l’ombrello)

MICHAEL - Ma quella è una strega!

JANE - Non può essere. Le streghe hanno la scopa. È lei certamente. Ha risposto alla nostra inserzione.

MICHAEL - Ha proprio un’aria carina.

SCENA 14

Interno casa Banks.

ELLEN - Potete entrare, una alla volta.

POPPINS - (entra) È lei il padre di Jane e Michael Banks? Dico Bene? (Banks stupefatto) Ho detto: è lei il padre di Jane e Michael Banks?

BANKS - Beh... sì certo. Avrà portato delle referenze, vero?

POPPINS - Io per principio non do mai referenze. Sono usanze all’antica.

BANKS - Questo sarà da vedere, non le pare?

POPPINS - (leggendo il foglio dell’inserzione dei bimbi) Allora, vediamo i requisiti. Punto primo. Che sia buona e paziente. Io non mi arrabbio mai. Punto secondo. Sempre allegra. Lo sono sempre. Punto terzo: dovrà giocare. Sono certa che i bambini troveranno i miei giochi molto divertenti.

BANKS - (avvicinandosi guarda il foglio che Poppins ha in mano) Quel foglio dove l’ha preso? Credevo di averlo strappato.

POPPINS - Punto quarto: sempre gentile. Io sono gentile ma anche severissima. (Banks guarda nel camino) Ha perso qualcosa?

BANKS - Quel foglio, credevo di averlo…

POPPINS - (risentita) Lei è George Banks, sì o no? E ha messo un annuncio per una governante, sì o no?

BANKS - (mima di strappare il foglio) George Banks…

POPPINS - Benissimo allora. Permetta una domanda: non si sente bene?

BANKS - Io? Sì... no... non lo so.

POPPINS - Ed ora, per il mio salario. L’annuncio su questo punto è piuttosto oscuro.

BANKS - (tra sè) Piuttosto oscuro.

POPPINS - Dobbiamo essere molto chiari su questo punto.

BANKS - Molto chiari.

POPPINS - Vorrei avere ogni secondo lunedì del mese libero.

BANKS - Secondo lunedì. (davanti al camino mima di strappare il foglio)

POPPINS - Ripensandoci, forse sarebbe opportuno un periodo di prova. Le darò una settiamana di tempo, poi deciderò. Ora vado a vedere i bambini, grazie. (sale sul corrimano fino alla camera dei bambini) Chiudi la bocca Michael, non sei un merluzzo. Beh, non state lì a guardare, piede destro, avanti marsh. (scompaiono nella camera)

WIN - (entra mentre Banks guarda esterefatto nel camino) George, ma cosa stai facendo? Credevo ricevessi le governanti.

BANKS - Infatti, infatti.

WIN - Vuoi dire che ne hai già scelta una?

BANKS - Sì, sì certo, tutto fatto.

WIN - E dov’è?

BANKS - Coi bambini naturalmente. L’ho messa al lavoro immediatamente.

WIN - Come sei bravo. Io avrei sicuramente fatto un pasticcio. Dimmi, è la tata che speravamo che fosse?

BANKS - Mah. È successo tutto così alla svelta.

WIN - Sarà severa? Si farà rispettare? Saprà forgiare il carattere dei nostri figli?

BANKS - Io credo di sì.

WIN - In tal caso sarà meglio che tu dica ad Ellen di mandar via le altre. (esce)

BANKS - Le altre? Ah, sì, sì. Ellen.

ELLEN - Sì signore.

BANKS - Dì pure alle altre candidate che possono andare. Il posto è stato assegnato.

ELLEN - Le altre, signore?

BANKS - Le altre! Quante governanti credi che servano in questa casa?

ELLEN - (andando verso il proscenio) Il posto è stato assegnato.

SCENA 15

Stanza dei bambini in disordine.

JANE - Temo che la nostra stanza non sia molto in ordine.

POPPINS - Sembra la tana di qualche animale, direi.

MICHAEL - Strana la valigia che hai.

POPPINS - Tappeto.

MICHAEL - Serve per portare i tappeti?

POPPINS - È fatta con un tappeto.

JANE - Questa è la tua stanza. Ha una bella vista sul parco.

POPPINS - Beh, non è esattamente il palazzo reale. (passa un dito su una mensole) Però è pulita. La trovo piuttosto accettabile con qualche ritocco qua e là. (appoggia la borsa sul tavolo e la apre) Il posto migliore per attaccare un cappello è un bell’attaccapanni. (Estrae l’attacapanni dalla borsa e va ad appoggiorlo vicino alla parete. (Jane e Michael guardano all’interno della borsa apprentemente vuota)

POPPINS - (Guarda un piccolo specchio alla parete) Questo serve a poco. (Toglie dalla borsa uno specchio molto più grande) Io preferisco vedermi il viso tutto quanto insieme.

MICHAEL  - (Guaradando all’interno della valigia) Ma dentro la valigia non c’era niente!

POPPINS - Non giudicare le cose solo dalle apparenze. Nemmeno una valigia. Io non lo faccio mai. (Toglie una pianta dalla valigia) Una cosa bella è una gioia sempiterna. Ci vuole un po’ più di luce forse. (estrae la lampada dalla valigia)

MICHAEL - (A Jane sottovoce) Sarà meglio che la teniamo d’occhio, non c’è da fidarsi.

JANE - È bravissima.

POPPINS - Vediamo. (cerca nella borsa trovando scarpe e cose varie) È buffo, lo porto sempre con me, deve essere da qualche parte.

MICHAEL - Cosa?

POPPINS - Il mio metro.

JANE - Che cosa ne vuoi fare?

POPPINS - Voglio vedere che misure avete. Ah, eccolo. Venite qui. (Misura Michael) Su la testa Michael, non restare gobbo. (guarda il metro) Lo immaginavo: estremamente ostinato e sospettoso.

MICHAEL - Non è vero.

POPPINS - (Facendo vedere il metro) Guarda coi tuoi occhi.

MICHAEL - (leggendo) Estremamente ostinato e sospettoso.

POPPINS - Ora tu Jane. (Jane ride) Piuttosto incline al riso e anche molto disordinata.

MICHAEL - (A Poppins) Vediamo te.

POPPINS - Molto bene. Reggi un momento. (Guarda il metro) Come supponevo. Mary Poppins. Praticamente perfetta sotto ogni aspetto.

JANE - Mary Poppins? È così che ti chiami? È carino!

POPPINS - Grazie. A me è sempre piaciuto. Allora? Vogliamo incominciare?

JANE - Cominciare cosa?

POPPINS - Nella vostra inserzione avete o non avete specificato che vi facessi giocare?

JANE - Oh sì.

POPPINS - Molto bene. Il primo gioco si chiama: chi ben comincia è a metà dell’opera.

MICHAEL - Non mi dice niente di buono.

POPPINS - (Tolta il soprabito e messo il grembiule) Altrimenti detto: mettiamo in ordine la stanza.

MICHAEL - (A Jane) Te l’avevo detto che non c’era da fidarsi.

POPPINS - Vogliamo incominciare?

JANE - È un gioco pero’. Vero Mary Poppins?

POPPINS - Beh, dipende dal punto di vista. Vedi…

In tutto ciò che devi far

il lato bello puoi trovar

lo troverai

eeeeh op

il gioco vien

ed ogni compito divien

più semplice e seren

dovrai capir

che il trucco è tutto qui

con un poco di zucchero la pillola va giù

la pillola va giù, pillola va giù

basta un poco di zucchero e la pillola va giù

tutto brillerà di più

fischiato

se il pettirosso il nido fa

un po di sosta mai non ha

che compito scappar di qua e di là

ma nonostante il suo daffar

non cessa mai di cinguettar

lui sa che allor

più lieve è il suo lavor

con un poco di zucchero la pillola va giù

la pillola va giù, pillola va giù

basta un poco di zucchero e la pillola va giù

tutto brillerà di più

(mette a posto la stanza sulla musica)

Allor che vola avanti e indietro

un’ape intento al suo lavor

non si stanca mai ne smette di ronzar

poiché ogni tanto posso star

un po’ di miele ad assaggiar

e ancor (e ancor) trovar (trovar)

che è dolce lavorar

gorgheggio dello specchio (sfacciato)

POPPINS - (Ai bambini) Non pedete tempo per favore.

MICHAEL - (Chiuso dentro l’armadio) Fammi uscire! Fammi uscire!

POPPINS - (comanda ai giocattoli) Grazie, è stato porprio bello. Grazie è stato… Ma insomma, avete finito? Grazie. Così è più che sufficiente. Cappeli e cappotti. È l’ora della passeggiata nel parco. (veste i bambini)

MICHAEL - Io non voglio uscire, voglio di nuovo mettere in ordine la stanza.

POPPINS - Lo sai che il troppo storpia. Venite per favore. Non siete vestiti come vorrei. Comunque... c’è tempo... C’è tempo. Oplà. A passeggiar!

Con un poco di zucchero la pillola va giù

la pillola va giù, pillola va giù

basta un poco di zucchero e la pillola va giù

tutto brillerà di più. (Scendono dalle scale uscendo)

SCENA 16

Esterno parco.

BERT - (mentre disegna per terra. C’è gente che cammina intorno) Can Camini spazzacamin

fo quel che mi va e lo fo per benin.

Salve mecenati

Quest’oggi mi sento artista perchè

di questi bei quadri ognuno che c’è

io l’ho fatto a memoria e tutto da me

Beh, non saranno da esposizione ma sempre meglio di un dito in un occhio

Can Camini spazzacamin

fo quel che mi va e lo fo per benin

io soldi non chiedo

ma grato sarò

se qualcun nel berretto ne snocciola un po’

qualcun nel berretto ne snocciola un po’ (2 v)

BERT - (disegna per terra senza guardare in alto) Ferma, non muoverti. Non muovere nemmeno un muscolo. (Ricalca la sagoma per terra) Resta ferma dove sei. Riconoscerei questa sagoma ovunque. (salutando) Mary Poppins.

POPPINS - Mi fa piacere riverderti, Bert. Tu già conosci Michael e Jane?

BERT - Beh, li ho visti qua e là. L’ultima volta davate la caccia a un aquilone!

JANE - Mary Poppins ci sta accompagnando al parco.

BERT - (incredulo) Al parco? No, se conosco Mary Poppins. Le altre vanno al parco, ma quando siete con Mary Poppins accadono le cose più incredibili.

POPPINS - Non ho la minima idea di che cosa tu stia parlando.

BERT - Badate, non tocca a me dirlo. La sorpresa che vi prepara è una bella gita in qualche posto strano. (Indica un disegno per terra) Qualcosa di questo genere non mi farebbe meraviglia: una bella gita sul Tamigi. È divertente se vi va di stare all’aria aperta. (mima il barcaiolo) Oppure il circo. Che ne dite di un bel circo? Leoni e tigri, acrobati che sfidano la morte in prove di abilità. (mimo dell’equilibrista sul filo)

JANE - (Davanti ad un altro disegno) Questo mi piace. Preferisco andare là per favore.

BERT - Bello vero? Un tipico paesaggio inglese dipinto con mano affezionata.

MICHAEL - Per favore, possiamo andarci Mary Poppins?

JANE - È un così bel posto. Tu non lo trovi bello Mary Poppins?

BERT - (guardandosi intorno) È il momento giusto. Non guarda nessuno.

JANE e MICHAEL - Per piacere Mary Poppins, per piacere.

POPPINS - Non ho alcuna intenzione di dare spettacolo di me stessa.

BERT - D’accordo, toccherà farlo a me.

POPPINS - Che cosa?

BERT - Un po’ di magia. È facile. Ammicchi. Rifletti. Sbatti un po’ le palpebre. Chiudi gli occhi e salti. (tiene per mano i bambini e salta sul disegno ma non succede nulla)

JANE - Dovrebbe accadere qualcosa.

POPPINS - Bert, che sciocchezze vai dicendo? Perchè devi sempre complicare le cose quando sono semplicissime. Danmmi la mano Michael. Non stare gobbo. 1, 2, 3! (si buttano nel disegno)

SCENA 17

Intermezzo per cambio scena e vestiti dei personaggi.

Con un poco di zucchero la pillola va giù

la pillola va giù, pillola va giù

basta un poco di zucchero e la pillola va giù

tutto brillerà di più

BUM - Cosa diavolo sta succedendo a babordo?

BINACLE - Non lo so signore. Non distinguo i particolari.

BUM - Il binocolo nostromo. Passami il binocolo. (guarda) Accidenti. Annotare sul libro di bordo, presto. Oggi, addì 30 settembre 1906, quattro individui, apparentemente, un uomo, una donna e due bambini... Hai scritto nostromo?

BINACLE - Certo signore.

BUM - …sono scomparsi alla vista dell’Ammiraglio Peter Bum, già della Marina di Sua Maestà Britannica, saltando in un disegno. Hai scritto nostromo?

BINACLE - Sì signore.

BUM - Accidenti, al circolo non ci crederanno mai. Eppure l’ho visto con i miei occhi. Corpo di mille balene.

Con un poco di zucchero la pillola va giù

la pillola va giù, pillola va giù

basta un poco di zucchero e la pillola va giù

tutto brillerà di più

SCENA 18

I personaggi, cambiati di abito, sono nel quadro in campagna.

BERT - Mary Poppins, sei meravigliosa.

POPPINS - Dici davvero Bert?

BERT - Ti do la mia parola. Come quando ti ho conosciuta.

POPPINS - Trovo bene anche te.

MICHAEL - Mary Poppins, possiamo andare a giocare nel prato?

JANE - Faremo i bravi, vedrai.

MICHAEL - Ti prego Mary Poppins, per favore.

JANE - Per favore Mary Poppins.

POPPINS - E va bene. Ma state attenti a non cadere che sporcate il disegno. (i bimbi escono)

BERT - Guarda che splendido dì

la primavera è già qui

lassù vorrei volar

POPPINS - Via Bert, niente pazzia per favore…

BERT - Magico è l’odor

dei prati in fior

tutto azzurro è il ciel

O come è bello passeggiar con Mary

Mary ti sa rallegrar

POPPINS - Non sei cambiato affatto.

BERT - Anche quando è un giorno dei più neri

Mary il sole fa spuntar

POPPINS - Oh, andiamo…

BERT - È tanto bello passegiarle accanto

e non puoi fare a meno di cantar

se Mary è accanto a te

ti senti un re

il cuor ti batte un petto e fa ben ben

POPPINS - (ride) Sei proprio svitato!

BERT - Come è bello passeggiar con Mary

un suo sorriso il sole fa spuntar

SCENA 19

Animali nella fattoria.

O come è bello passeggiar con Mary

Mary ti sa rallegrar. (con variazioni)

CAPRONE - O come è bello passeggiar con Mary

PECORE - Mary ti sa rallegrar,  beh, beh

CAVALLO - Anche quando è un giorno dei più neri

MUCCA - Mary il sole fa spuntar

OCHE - È tanto bello passegiarle accanto

MAIALE - E non puoi fare a meno di grugnir, gru gru

TUTTI - Se Mary è accanto a te

ti senti un re

il cuor ti batte un petto e fa ben ben

Come è bello passeggiar con Mary

un suo sorriso il sole fa spuntar

POPPINS - O come è bello passeggiar con te Bert

raro per davver sei tu

BERT - Una razza che scompare, la mia…

POPPINS - Anche se il tuo aspetto può ingannar Bert

scorre in te del sangue blu

BERT - Assomiglia molto di più alla grappa.

POPPINS - Sei l’uomo più simpatico del mondo

la buona grazia è tua specialità

BERT - Vero…

POPPINS - Sei il solo che mi dà serenità

e un dolce senso di tranquillità

Come è bello passegiar con te Bert

è tanto bello passegiar con te

SCENA 20

Arrivano al tavolo dei pinguini e si siedono al tavolo al termine della musica.

BERT - Cameriere! Cameriere! (Quattro pinguini arrivano sulla musica apparecchiando la tavola e facendo confusione)

POPPPINS - Ecco per cominciar

vorrei un gelato assaggiar

e poi biscotti e the

PINGUINO - Prego puoi ordinar

quel che ti par

è gratis qui per te

POPPINS - Siete molto gentili.

PING. 1 - Qualsiasi cosa per te Mary Poppins.

PING. 2 - Sei la nostra cliente preferita.

BERT - L’hai detto. Io so che…

Brigida e Silvia son tanto attraenti

Primula ed Elena son seducenti

Flavia è grazioza

Viki una stella

PING.1  - Gianna

PING 2 - Susanna

PING 3 - Angela

BERT - Bella

Cinzia è maliarda

Lilly è scisci

Stefania è un fiore

Priscilla schic

PING.1  - Veronica

PING 2  - Monica

PING 3 - Lilly

PING 4 - Lulù

BERT - Son brave e carine ma niente di più

Doris, Emilia e Giorgina lo so

son simpatiche a rate però

ma niente da far

non puoi trovar

TUTTI - Chi Mary Poppins può superar. (danza di Bert coi pinguni; la scena finisce con Bert e Mary Poppins che danzano un walzer)

SCENA 21

Folla e complessino.

GIUDICE - (Tutti applaudono; il giudice porge un mazzo di fiori a Mary Poppins sotto i flash dei fotografi) Complimenti Mary Poppins, sei la miglior ballerina del mondo.

POPPINS - Molto gentile.

GIORN. 1 - Che effetto fa essere la miglior ballerina del mondo?

POPPINS - Beh, devo dire…

GIORN. 2 - Essere fotografata.

GIORN. 1 - Diventare ricca e famosa.

GIORN. 2 - Apparire su tutti i giornali. E per giunta essere così bella, se posso dirlo.

GIORN. 1 - Senza dubbio non ci sono parole.

POPPINS - Via, via signori, vi prego. Al contrario c’è una parola adattissima. Dico bene Bert?

BERT - Digli qual è.

POPPINS - Bene.

È supercalifragilistichespiralidoso

anche se ti sembra che abbia un suono spaventoso

se lo dici forte avrai un successo strepitoso

supercalifragilistichespiralidoso

E Ambelele ambelela

e ambeleleambelela

e ambeleleambelela

e ambeleleambelela

BERT - Ricordo che a tre anni per convincermi a parlar

mio padre mi tirava il naso e io giù a lacrimar

finchè un bel giorno dissi quel che in mente mi passò

rimase così male che mai più ci riprovò

POPPINS - Oh supercalifragilistichespiralidoso

anche se ti sembra che abbia un suono spaventoso

se lo dici forte avrai un successo strepitoso

supercalifragilistichespiralidoso

E Ambelele ambelela

e ambeleleambelela

e ambeleleambelela

e ambeleleambelela

In ghingheri lungo e in largo il mondo è sempre ovunque va

la sua parola magica gli dà notorietà

BERT - Coi duchi e i maragià coi mandarini e i vicerè

mi basta appena dirla che mi invitan per il the

Oh supercalifragilistichespiralidoso

anche se ti sembra che abbia un suono spaventoso

se lo dici forte avrai un successo strepitoso

supercalifragilistichespiralidoso

Ambelele ambelela

ambeleleambelela

POPPINS - Si può dire anche all’inverso osodilaripsechtsiligarfilacrepus, ma serebbe un po’ esagerato non ti pare?

BERT - Senza dubbio

POPPINS - Se tu non sai che dire non ti devi scoraggiar

ti basta una parola e per un’ora puoi parlar

ma attento a usarla bene o la tua vita può cambiar

SPOSO - Per esempio

POPPINS - Sì?

SPOSO - L’ho detto un giorno a una ragazza e quella mi ha sposato. (si becca una randellata in testa) Ed è veramente deliziosa…

È supercalifragilistichespiralidoso

supercalifragilistichespiralidoso

supercalifragilistichespiralidoso

supercalifragilistichespiralidoso

POPPINS - (si mette a piovere, chiama) Jane, Michael! (Apre l’ombrello) Statemi vicini.

SCENA 22

Esterno parco mentre piove a dirotto. Luci sull’ammiraglio Bum.

BINACLE - Signore, qualcosa in vista a poppa.

BUM - Il mio cannocchiale nostromo. (guarda) Accidenti, non credo ai miei occhi. Sono ricomparsi. Annotare sul libro di bordo, presto.

BINACLE - Subito signore.

BUM - Che tempaccio. Nostromo, subito sotto coperta. Sembra che questo fortunale non dia tregua.

SCENA 23

Esterno parco, vestiti come in precedenza.

POPPINS - Oh Bert. Tutti i tuoi bei disegni.

BERT - Posso sempre farne degli altri. Ma nel frattempo cambio mestiere. Questo è il tempo ideale per le caldarroste.

POPPINS - Venite bambini. (e esce) Ciao Bert.

BERT - Ciao Mary Poppins. Ciao bambini.

MICHAEL - (Uscendo) Ciao Bert.

JANE - (Uscendo) Ciao Bert.

BERT - Can camini can camini spazzacamin

lara larala larala lala.....

SCENA 24

Camera bambini.

MICHAEL - Non la voglio la medicina. (Poppins dà un cucchiaio in mano ad entrambi)

JANE - Dobbiamo proprio prenderla, Mary Poppins?

POPPINS - I bambini che si bagnano i piedi devono prendere la medicina. (versa la medicina)

MICHAEL - Io non la voglio. Non mi piace la medicina.

JANE - Oh, la mia è verde.

MICHAEL - E la mia è rossa.

JANE - (Beve) Sa di menta! Deliziosa.

MICHAEL - Lampone. Ummm… Buono.

POPPINS - (Beve) Punch al rhum. Davvero ottimo. (ruttino)

JANE - Mary Poppins, tu non ci lascerai mai, vero?

MICHAEL - Resterai se promettiamo di essere buoni?

POPPINS - Promesse da marinaio. Presto fatte e subito dimenticate. (Mette i due bimbi sotto le coperte in camera)

JANE - Ma come faremo senza di te?

POPPINS - Resterò finchè non cambia il vento. (si abbassono le luci)

MICHAEL - Quando credi che cambierà?

POPPINS - Silenzio, è ora di dormire.

JANE - Non possiamo addormentarci dopo tutte le cose belle accadute oggi.

POPPINS - Sono accadute?

JANE - Sì, quando siamo saltati nel disegno di Bert.

POPPINS - Sul serio?

JANE - Ma davvero non ti ricordi?

MICHAEL - Hai vinto anche la gara di ballo!

POPPINS - Una signora come me alle gare di ballo? Ma come osi?

MICHAEL - Ma io ti ho visto ballare!

POPPINS - Se dite ancora una parola dovrò chiamare un poliziotto. È chiaro?

MICHAEL - Però è successo, io l’ho visto.

POPPINS - Addormentatevi.

MICHAEL - Io non voglio addormentarmi.

JANE - Mary Poppins, siamo troppo eccitati.

POPPINS - Molto bene, come volete.

State svegli ad aspettar

che la notte scenda giù

che la luna salga su

state svegli ad aspettar

Tutto il mondo dormirà

mentre svegli noi starem

ed insieme sognerem

sogneremo ancor così

di veder spuntare il dì. (Jane e Michael si addormentano durante la canzone; Poppins rimbocca le lenzuola)

SIPARIO

SECONDO ATTO

SCENA 25

Musica, con un poco di zucchero. Gira la scena sulla casa Banks. Mattino, la casa dell’Ammiraglio Bum.

BUM - Magnifica giornata nostromo. Che nessuno dorma stamattina. Metti una doppia carica di polvere.

BINACLE - Doppia carica? Signorsì.

BUM - Diamo una bella sveglia.

SCENA 26

Interno casa Banks.

WIN - Che bella mattina, vero Ellen?

ELLEN - Proprio così signora.

WIN - Hai messo le uova marce dentro la mia borsa?

ELLEN - Sì signora.

WIN - Dopo la riunione andiamo al Downing Street a gettare roba addosso al Primo Ministro. (entra Banks. Fuori scena Brill canta Supercalifragilistichespiralidoso)

WIN - Che aspetto distinto hai stamattina George!

BANKS - Ma cos’è quella spaventosa confusione in cucina?

WIN - È la cuoca che canta.

BANKS - È la cuoca che canta? Che cosa le è preso?

WIN - È allegra come un fringuello. A dire il vero George, da quando hai assunto Mary Poppins in questa casa sembra che succedano le cose più straordinarie.

BANKS - Tu dici?

WIN - Ellen non ha rotto neanche un piatto stamattina e poi, figurati, lei e la cuoca litigavano sempre come cane e gatto, ed ora invece...

BRILL - (Apre la porta alla cameriera) Lascia che ti tenga aperta la porta, cara Ellen.

ELLEN - (Entra col vassoio della colazione e lo appoggia sul tavolo) Grazie di cuore tesoro. (Brill continua a cantare da fuori scena col controcanto degli uccellini)

BANKS - Ellen, basta con questi rumori oltraggiosi. Quegli uccellini mi fanno venire il mal di testa. Falli tacere.

ELLEN - Sì signore. (Va al proscenio) Zitti, fate venire il mal di testa al padrone. (Gli uccellini smettono di cinguettare immediatamente)

WIN - Mi dispiace che tu non ti senta bene George.

BANKS - Chi ha detto che non mi sento bene? Sono in ottima forma. Solo non capisco come mai tutti siano così maledettamente allegri.

JANE e MICHAEL - (entrano cantando) Oh supercalifragilistichespiralidoso

supercalifragilistichespiralidoso

supercalifragilistichespiralidoso

supercalifragilistichespiralidoso

MICHAEL - (Ha un mazzolino di fiori che dona alla mamma)

WIN - Oh grazie tesoro.

BRILL e ELLEN - (entrano e cantano coi bambini in coro) Oh supercalifragilistichespiralidoso

supercalifragilistichespiralidoso

supercalifragilistichespiralidoso

supercalifragilistichespiralidoso

BANKS - Basta, basta, basta!

JANE - Buongiorno papà.

BANKS - Buongiorno.

JANE - Mary Poppins ci ha insegnato una parola meravigliosa.

MICHAEL - Supercalifragilistichespiralidoso.

BANKS - Ma cosa diavolo state dicendo? Supercal... super... superc o qualsiasi altra infernale parola sia.

JANE - È una parola che si dice quando non si sa che cosa dire.

BANKS - Io so sempre cosa dire. Andate via per favore.

JANE e MICHAEL - Sì papà. (escono cantando)

Oh supercalifragilistichespiralidoso

supercalifragilistichespiralidoso

supercalifragilistichespiralidoso

supercalifragilistichespiralidoso

BANKS - Winnifred, vuoi spiegarmi per cortesia questa incredibile baraonda?

WIN - Non c’è niente da spiegare caro. È ovvio che stamattina sei un po’ nervoso. I bambini cercavano solo di farti sentire meglio.

BANKS - Vorrei chiarire un punto. Io non sono affatto nervoso. Sono di umore perfettamente tranquillo e non c’è nessun bisogno che mi si faccia sentire meglio. È chiaro?

WIN - George, sei tu che dici sempre che vuoi una famiglia spensierata ed allegra!

BANKS - Vorrei farti osservare che c’è una leggera differenza tra allegria ed irresponsabilità.

WIN - (Guardando la pendola) Scusami caro. Posti di manovra.

BANKS - Io non mi oppongo che tutti siano spensierati ed allegri. Ma qui si sta perdendo il decoro. Ti dirò una cosa Winnifred. Non resterò inoperoso a guardare questa Mary Poppins che mina irrimediabilmente la disciplina della mia famiglia. (colpo di cannone esterno) Sta accadendo qualcosa di strano, di molto strano in questa casa, da quando è arrivata quella donna. E voglio che tu sappia che io l’ho notato.

WIN - (Tiene un vaso per evitare che cada) Sì caro. (Banks mette il cappello, prende l’ombrello ed esce)

SCENA 27

Esterno, Mary Poppins coi bambini.

POPPINS - Vediamo un po’. Dobbiamo andare al negozio della signora Corry a comprare un poco di pan pepato. E poi dal pescivendolo a prendere una bella sogliola ed un cestino di gamberi.

BUM - Ehi di bordo. Ohilà. Buongiorno a voi!

POPPINS - Buongiorno ammiraglio.

BUM - Michael, quale bella avventura hai in programma per oggi? Vai a combattere gli ottentotti o a scovare tesori nascosti?

MICHAEL - Stiamo andando a comprare del pesce.

BUM - Molto bene, il pesce è ricco di fosforo e fa bene alla salute. Prosegui a velocità d’abbordaggio.

MICHAEL - Signorsì.

BERT - (entrando) Mary Poppins. Non c’è un minuto da perdere

POPPINS - Cosa è successo?

BERT - Lo zio Albert.

POPPINS - Oh no, di nuovo?

BERT - Non l’ho mai visto così grave.

POPPINS - Presto bambini, vente.

MICHAEL - Ma non dovevamo andare a comprare il pesce?

POPPINS - C’è un cambiamento di programma

BERT - Non vorrai portare anche i bambini. Lo sai che è contagioso.

JANE - Ci verranno le bolle?

POPPINS - Non credo proprio.

SCENA 28

Entrano in casa dello zio Albert e lo trovano sul soffitto che ride. Musica: Can Caminì.

POPPINS - (riprendendolo) Zio Albert.

ZIO - (ride in continuazione su tutte le battute) Oh, che bellezza. È Mary Poppins. Benvenuta sono lieto di vederti.

POPPINS - Zio Albert, avevi promesso!

ZIO - È vero, lo so! Ci ho provato mia cara, ma mi diverte tanto ridere, lo sai. E quando comincio non mi fermo più. Proprio così. Mi piace ridere. Non posso farci nulla, lo vedi. Mi piace ridere, ecco tutto. (Jane e Michael ridono già sulla battuta dello zio)

POPPINS - Jane, non ti azzardare, lo farai stare peggio. È molto grave, sai.

BERT - Sì, qualsiasi cosa accada, rimanete seri. L’ultima volta ci vollero tre giorni per tiralo giù. (ridacchia)

ZIO - Che devo far uh uh uh uh

rido da morir

che devo far oh oh oh oh

tutto mi fa divertir

Che posso far ah ah ah ah

mi vien da sghignazzar

che posso far eh eh eh eh

se il mondo mi fa sbellicar

(è imbarazzante)

se il mondo mi fa sbellicar

POPPINS - Chi prova a rider col naso

fa più o meno così (orrendo)

chi prova a rider tra i denti potrà

solo un serpente imitar SSSS (quasi disgustoso non mi piace affatto)

BERT - Chi in fretta va EAEAEAEAA

chi vuol scoppiar AH

chi l’uccelino ti fa IHIHIHIH

POPPINS - Lo sai, tu sei peggio di lui.

BERT - E poi c’è poi quello indeciso che fa UUU AAA III OOO EH

ZIO - Se qualcosa di buffo mi capita non so squittir

e tenerlo per me

io devo scoppiar in un OOOO e in un AAAAO. (Bert decolla anche lui)

Bravo, bene speravo proprio che capitassi qui. Ci divertiamo sempre tanto insieme.

ZIO e BERT - Che devo far U U U U

rido da morir

che devo far O O O

tutto mi fa divertir

Che posso far A A A A

mi vien da sghignazzar

che posso far eh eh eh

se il mondo mi fa sbellicar (Jane e Michael decollano)

POPPINS - Siete proprio uno spettacolo tutti quanti.

BERT - (Allo zio) A proposito. Lo sai che differenza c’è tra un serpente a sonagli e una coscia di pollo?

ZIO - Che differenza c’è? No, non lo so.

BERT - Dovresti stare più attento a quello che mangi. (tutti ridono, Poppins seria)

ZIO - (ridendo) A quello che mangio. L’hai inventata tu? È buona!

POPPINS - Dovreste proprio vergognarvi. Questo è lo spettacolo più deplorevole che io abbia mai visto, o non mi chiamo più Mary Poppins.

BERT - Sai, conosco un tizio con una gamba di legno di nome Smith.

ZIO - E come si chiama l’altra gamba? (tutti ridono)

POPPINS - (seria) Andiamo bambini. È ora di tornare a casa.

BERT - Cosa hai detto Mary Poppins?

POPPINS - È ora di tornare a casa.

JANE - Non ti si sente da laggiù.

POPPINS - (voce più alta) È ora di tornare a casa.

ZIO - Sei troppo lontana Mary Poppins.

POPPINS - E insomma, quando ci vuole ci vuole! (sale anche lei) Volete smettere per un momento di ridere come un branco di iene?

JANE - Sono contenta che tu sia salita. Non sarebbe stato divertente senza di te.

BERT - Però. Abbiamo un bel tempo per questa stagione.

ZIO - Oh sì. A proposito di tempo! L’altro giorno un mio amico è andato a comprare dei mutandoni di lana. Ed il negoziate gli ha chiesto. Fino a dove vuole che le arrivino? E il mio amico ha risposto: "Beh, almeno fino alla fine di marzo!" (tutti ridono) Sapete, mi sto divertendo tanto e vorrei che voi poteste stare quassù per sempre.

MICHAEL - Per forza, non c’è modo di scendere!

ZIO - Sì che c’è un modo, ma non mi piace affatto. Bisogna pensare a qualcosa di triste.

POPPINS - E allora pensiamoci per favore.

ZIO - Aspettate. Ho trovato. Ieri, alla porta della mia vicina ha suonato un tizio. "Ho investito il suo gatto signora"

JANE - Oh, come è triste. (tutti tendono a scendere)

ZIO - E ha continuato: "Però sono disposto a rimpiazzarglielo". "Per me va bene" ha detto la mia vicina "ma lei li sa prendere i topi?" (tutti risalgono ridendo a crepapelle)

ZIO - Io mi sforzo di diventare triste, ma sai com’è, tutto finisce per farmi ridere a crepapelle!

POPPINS - Per oggi basta scherzare. È ora di tornare a casa.

JANE - Oh no, come è triste!

ZIO - È la cosa più triste che io abbia mai sentito. (tutti ritornano a terra)

POPPINS - Andiamo bambini.

ZIO - Dovete proprio andare? Gli amici vengono a trovarmi, di tanto in tanto e io mi diverto molto. Ma poi devono tornarsene a casa ed io mi sento tanto triste!

MICHAEL - Non temere, torneremo presto.

JANE - Grazie, zio Albert. Ci siamo divertiti un mondo.

POPPINS - Bert, occupati tu dello zio Albert.

BERT - Resterò con lui ancora un po’.

POPPINS - Grazie. (esce insieme ai bambini)

BERT - Zio Albert, so una storiella che ho tenuto in serbo per una occasione come questa. Vuoi sentirla?

ZIO - (piangendo) Te ne sarei grato.

BERT - Ecco, riguarda mio nonno. Una notte mentre dormiva nel suo letto cadde sul pavimento. Io lo vidi e gli chiesi: "Come ti senti nonno". "Vedi Bert" mi rispose "francamente mi sento un po’ giù’" (Bert si mette a ridere, lo zio continua a piangere)

BERT - L’ho sempre detto. Niente come una bella storiella.

ZIO - E quella non era per niente una bella storiella. (Bert piange anche lui)

SCENA 29

Esterno davanti alla casa Banks. Musica di Banks che sta rientrando a casa.

BUM - Un po’ in ritardo stasera. Vero Banks? Ehi Banks, qualcosa che non va Banks? Banks. (lo chiama, ma Banks non ascolta ed entra in casa deciso)

SCENA 30

Interno a casa Banks.

JANE - Oh papà. Finalmente sei tornato.

MICHAEL - Vuoi sentire una storiella?

JANE - Abbiamo passato un magnifico pomeriggio con Mary Poppins.

MICHAEL - Prima che me la dimentichi, la storiella dice così: c’è un tizio con una gamba di legno di nome Smith.

BANKS - Smith? Noi non conosciamo nessun signor Smith!

MICHAEL - E un altro gli dice: come si chiama l’altra gamba. (ride. Banks non ride)

JANE - E abbiamo conosciuto lo zio Albert. Siamo stati con lui tutto il pomeriggio a ridere sul soffitto.

BANKS - State zitti, per favore.

JANE - Mary Poppins dice che se saremo buoni ci porterà di nuovo! (Poppins scende dalle scale entrando in sala)

BANKS - Mary Poppins dice così, vero? Bene, ora tornate in camera vostra. (Jane e Michael vanno in camera, ma si fermano sulla scala ad ascoltare il dialogo successivo)

BANKS - Mary Poppins. Mi dispiace molto quello che devo dirle.

WIN - (entra in sala) Buonasera George. C’è qualcosa che ti preoccupa?

BANKS - Temo proprio di sì.

WIN - Vorrei tanto restare. Ma devo andare alla manifestazione ad Hapton.

BANKS - Winnifred, è mio desiderio che tu sia presente.

WIN - Ma sì, certo George. (si siede)

BANKS - Mary Poppins. Sono tremendamente deluso di lei. Sarò in parte responsabile per aver permesso ai bambini di trascorrere le giornate in inutili frivolezze, ma è il momento che si rendano conto della serietà della vita.

WIN - Ma George, sono così giovani!

BANKS - Proprio così. Ed alla luce di quanto è accaduto...

WIN - George, sei sicuro di sapere quello che fai?

BANKS - Credo proprio di sì

Se in banca mai io ho debolezze

non voglio qua sistema cambiar

esigo quella austerità che porterà

un freno al caos, vizio, scandalo, indisciplina

se no non ci si salva più

POPPINS  - Son d’accordo con lei.

BANKS - Io voglio che i bambini sappian già

che chi non sa lottare non sopravvivrà

In breve, sono seccato di sentire che i miei bambini entrano ed escano da un disegno fatto col gesso sopra il marciapiede. E ridere un pomeriggio intero con la zio Albert sul soffitto? Lo domando a lei. Trova normale una cosa simile? Ed altre passeggiate molto discutibili di vario genere?

Se si portano a spasso che queste uscite almen

possan diventar di pratica un terren

sciocchezze come superca... super... superca...

POPPINS - Supercalifragilistichespiralidoso.

BANKS - Sì brava lo ha detto!

E poi sul soffitto a bere il the mai più li porterei

dovranno invece star quaggiù e per di più

imparar

POPPINS - A viver come lei

BANKS - Esatto

POPPINS - (con intermezzi parlati di BANKS)

Debbon prender gusto a cose come un bel libron

con tante cifre tutte in succession (proprio così)

e nel vedere un bel diagramma che va in su

dovran in cuor gioire sempre più (precisamente)

ma se dovran seguir le sue impronte (le mie impronte)

la loro vita occorre programmar (programmare)

domani come sua intenzione

per lezion i bambini porterà con sè

BANKS - Perfetto. Lei ha colpito esattamente nel segno. (pensandoci più attentamente) Portarli con me. Per andare dove?

POPPINS - Alla banca. Secondo la sua proposta. Ora la prego di scusarmi. Domani sarà una giornata importante per loro. Voglio che facciano una bella dormita. Buona notte. (va in camera dei bambini)

BANKS - Winnifred, ho detto che volevo portare i bambini alla banca?

WIN - L’intenzione sembrava quella caro.

BANKS - Ah, ottima idea. Giusto, è la medicina che ci vuole per l’atmosfera dolciastra e femminile che respirano qui tutto il giorno. Ottima idea. Perfetto. Ottima idea. Perfetto. Ottima idea. Perfetto.

SCENA 30

Camera bambini con Mary Poppins.

JANE - Mary Poppins, noi vogliamo che tu resti.

POPPINS - Si può sapere di che cosa state parlando?

JANE - Non sei stata licenziata?

POPPINS - Licenziata? Certo che no. Io non vengo mai licenziata. (Jane e Michael danzano come degli indiani intorno a Mary Poppins) Smettetela di fare gli indiani.

MICHAEL - Beh…

POPPINS - Le pecore fanno bè, gli uccellini volano, e i bambini che domani vanno con il papà devono dormire. Mettetevi a letto, su.

MICHAEL - Con il papà?

JANE - Non è possibile. Non si è mai sognato di uscire insieme a noi. (cominciando ad andare a letto)

MICHAEL - Non ci porta mai da nessuna parte. (cominciando a andare a letto)

JANE - Come sei riuscita a convincerlo?

POPPINS - Convincerlo di cosa?

JANE - Gliel’hai messa in testa tu questa idea a papà?

POPPINS - Che insinuazione impertinente. Io mettere in testa idee a vostro padre. Ma dico io...

JANE - Ma dove ci porta?

POPPINS - Alla banca.

JANE  - (A Michael) Vedrai Michael, sarà bellissimo. Papà ci spiegherà tutto.

POPPINS - Beh, potrebbe farlo. Ma vedi, a volte una persona che amiamo, anche se non per colpa sua, non vede più in là del suo naso.

JANE - Più in là del suo naso?

POPPINS - Sì, e a volte le cose più piccole sono anche le più importanti. (prende in mano una boccia con la "neve" e la gira)

MICHAEL - Guarda, la cattedrale!

JANE - Papà ci passa davanti tutti i giorni. Quella la vede!

POPPINS - La cattedrale quel simbol d’amor

gli dà il benvenuto al mattin

C’è una buona vecchietta che chiede al tuo cuor

due penny per gli uccellin

Queste creature chi può non amar

trepide attendon lassù

i piccoli al nido potranno sfamar

se qualcosa offri anche tu

Solo un po’ voglion da noi

date date date anche voi

solo un po’ basta per noi

bastan due penny dati di cuor

tutto intorno alla chiesa ascolti le voci

degli angeli che lassù

innalzano un coro e sorridon felici

se dai qualche cosa anche tu

La vecchietta è sempre laggiù

dona dona due penny anche tu

Va da lei con tanto amor -

dona dona dona di cuor

(musica)

La vecchietta è sempre laggiù

dona dona qualcosa anche tu

va da lei con tanto amor

dona dona dona di cuor (l avecchina viene intravista in secondo piano rispetto alla scena in camera; Jane e Michael si addormentano sulla canzone di Mary Poppins)

SCENA 31

Esterno. Banks, Jane e Michael stanno andando in banca.

BANKS - La banca è un luogo austero e silenzioso. Per cui dovete tenere un contegno esemplare.

JANE - Io credevo che la banca fosse tua.

BANKS - Io sono un funzionario, ed in un certo senso la banca è anche mia.

JANE - (vede la vecchina e si ferma a guardarla) Michael, guarda.

MICHAEL - È lei.

BANKS - Chi?

JANE - La vecchina dei piccioni. Proprio dove Mary Poppins ci aveva detto. La vedi papà?

BANKS - Certo che la vedo. Cosa credi? Che io non veda più in là del mio naso?

JANE - Papà, senti cosa sta dicendo.

VECCHINA - Briciole, due penny al sacchetto.

BANKS - Ma certo che lo sta dicendo. Cos’altro dovrebbe dire?

JANE - Possiamo comprare un sacchetto di briciole?

BANKS - Per quale motivo?

MICHAEL - Io ho due penny che ho risparmiato.

BANKS - Sperperare il denaro per dei volatili vagabondi? Neanche per sogno!

JANE - Papà, ti prego, solo per questa volta. Mary Poppins dice...

BANKS - (interrompendo) Non mi interessa quello che dice Mary Poppins. E non intendo sentila nominare per tutta la giornata. È chiaro?

MICHAEL - Ma i due penny sono miei!

BANKS - Ti proibisco di gettare via i tuoi soldi. Quando saremo alla mia banca, ti mostrerò come impiegare quei due penny e lo troverai estremamente interessante.

SCENA 32

Interno banca.

JUNIOR - Salve Banks, cosa le è capitato?

BANKS - Questi sono i miei figli, Jane e Michael.

JUNIOR - Lo avevo immaginato. Ma perché sono qui?

BANKS - Desiderano aprire un conto corrente.

JUNIOR - Davvero? E di quanto denaro disponi giovanotto?

MICHAEL - Due penny, però ci voglio comprare le briciole per i piccioni.

SENIOR  - (entra) Due penny? Due penny è la somma con la quale ho cominciato io.

BANKS - (ai bambini) Quello è il signor Dawes padre, presidente della banca, un gigante della finanza.

MICHAEL - Gigante quello?

JUNIOR - Padre, questi sono i figli di Banks. Vogliono aprire un conto corrente.

SENIOR - Eccellente, eccellente. fa sempre comodo dell’altro denaro per far lavorare la banca. E così tu hai due penny. Mi permetti di vederli?

MICHAEL - No! Devo darci da mangiare ai piccioni.

SENIOR - Fandonie! Dai da mangiare ai piccioni e cosa ottieni? Piccioni grassi!

Se quei due penny in banca subito impiegar

tu li sai

senza troppi sforzi in breve raddoppiar

li vedrai

saran sicuri nei forzieri

e null’altro dovrai far

che affidarti a noi banchieri

che sappiam

quel che più convien comprar

BANKS - Vedi Michael sarai azionista di ferrovie in Africa.

SENIOR - Esatto.

BANKS - Dighe in Canadà.

SENIOR - Le navi gli dica delle navi.

BANKS - Flotte sopra i mari.

SENIOR - Di più gli dica di più.

BANKS - Canali che uniscono oceani fra loro.

SENIOR - Che incentivo all’immaginazione.

BANKS - Milioni di piante di the

TUTTI - Con due grami miseri semplici penny che versando in banca

o meglio ancora nella grande banca Dawes di credito risparmio e sicurtà

SENIOR - Molto bene dammi i tuoi due penny.

MICHAEL - No non voglio, devo darci da mangiare ai piccioni.

SENIOR - Banks!

BANKS - Sì signore. Michael.

Se tu non perdi tempo e i due penny dai

un bel dì

arrivar alle stelle il tuo credito vedrai

sempre grazie a noi qui

TUTTI - Ed anche tu potrai godere

dei vantaggi del denar

e raggiunger quel potere

che soltanto il credito può dar

SENIOR - Puoi comprare obbligazioni e azioni, pensa agli interessi, buoni, quote, titoli, sconti.

JUNIOR - Pensa poi le opportunità.

SENIOR - Imprese di immensa utilità.

JUNIOR - Mobili ed immobili fabbriche stabilimenti cooperative banche.

SENIOR - Finché la Banca d’Inghilterra sta in piedi l’Inghilterra sta in piedi. (quasi cade) Se crolla la Banca d’Inghilterra crolla l’Inghilterra. (quasi cade)

BANKS - Vedi Michael, tutto per mancanza di due…

TUTTI - Grami miseri semplici penny da versare in banca

o meglio ancora nella grande banca Dawes di credito risparmio e sicurtà

SENIOR - (strappando i soldi a Michael) Benvenuto nella nostra felice famiglia di correntisti.

MICHAEL - Ridammeli. Ridammi i miei due penny.

JANE - Per favore glieli ridia. (colluttazione)

BANKS - Fermi, fermi. State buoni.

MICHAEL - Rivoglio il mio denaro.

CLIENTE 1 - Che sta succedendo?

CLIENTE 2 - Si portano via soldi ai bambini.

CLIENTE 1 - Io rivoglio il mio denaro. Mi dia tutto il denaro del mio conto.

CLIENTE 3 - Anch’io.

CLIENTE 4 - Anch’io rivoglio il mio denaro.

CLIENTE 5 - E il mio.

CLIENTE 6 - Anche il mio.

JUNIOR - Fermate i pagamenti. Fermate i pagamenti.

TUTTI - (scene di panico) Voglio il mio denaro. Il mio denaro... (Michael si riprende i suoi 2 penny e scappa con Jane)

BANKS - Jane Michael! Fermi, venite qui!

JUNIOR - Fermate quei bambini.

SCENA 33

I bimbi scappano all’esterno spaventati, scende la sera. Jones fischia nel fischietto cercando di fermare i due. Michael gli cade contro e scappa di corsa spaventato con Jane)

BERT - (sporco di fuliggine e vestito da spazzacamino) Ehi, un momento. (Blocca Jane per un braccio)

MICHAEL - Lasciala andare. Lascia andare mia sorella.

BERT - Il vostro amico non vi farà del male.

JANE - Bert, sei tu?

BERT - In carne ed ossa ed al vostro servizio.

MICHAEL - Come sei sporco.

BERT - È solo un po’ di fuliggine. Pensate un po’. Oggi faccio lo spazzacamino.

JANE - Oh Bert, abbiamo paura.

BERT - Via, via, non fate così. Bert si occuperà di voi come se fosse vostro padre. Di chi avete paura? Da chi state scappando?

JANE - Da nostro padre.

BERT - Cosa?

MICHAEL - Ci ha portato con sé alla banca.

JANE - Non so cosa abbiamo fatto, ma deve essere stato qualcosa di orribile.

MICHAEL - Ci ha fatto seguire dalla polizia, dall’esercito e da tutti quanti.

JANE - Michael, non esagerare.

BERT - Non è possibile. Ci deve essere un equivoco. Vostro padre è una brava persona e vi vuole bene.

JANE - Si vede di no! Dovevi vederlo con che occhi ci guardava.

MICHAEL - Non ci vuole affatto bene.

BERT - Questo non mi sembra possibile.

JANE - Sì, è vero.

BERT - Sediamoci. Vi confesso che le mie simpatie vanno a vostro padre. Lui se ne sta lì tutto il giorno chiuso in quella banca, fredda e spietata, con tutto quel denaro, freddo e spietato. Non mi piace vedere la gente chiusa in una gabbia.

JANE - La banca è una gabbia?

BERT - Fabbricano gabbie di ogni forma e dimensione. Anche a forma di banca, con i tappeti e tutto.

JANE - Papà non ha pensieri, noi sì.

BERT - Ne sei proprio sicura? Guardala in questo modo. Voi avete la mamma che si occupa di voi, Mary Poppins, Ellen, l’agente Jones e me. Chi si occupa di vostro padre? Quando gli capita qualcosa di brutto che cosa fa? Deve sbrigarsela da solo, non può raccontarlo a nessuno. E a casa non parla dei suoi guai. Lui continua a fare il suo lavoro, solo e silenzioso.

MICHAEL - Non è molto silenzioso!

JANE - Michael, vuoi star zitto? Bert, credi che papà abbia bisogno del nostro aiuto?

BERT - Ecco, non spetta a me dirlo, ma certo ad un padre un po’ di aiuto può sempre far comodo. Venite, vi accompagno a casa. (da la mano i bimbi e cammina cantando ed incontrando gente per strada)

Can Caminì Can Caminì spazzacamin

allegro e felice pensieri non ho

Can Caminì Can Caminì spazzacamin

la sorte è con voi se la mano vi do

Chi un bacio mi dà felice sarà

Tu penserai che lo spazzacamin

si trovi del mondo al più basso gradin

io sto fra la cenere eppure non c’è

nessuno quaggiù più felice di me

Can Caminì Can Caminì spazzacamin

allegro e felice pensieri non ho

Can Caminì Can Caminì spazzacamin

la sorte è con voi se la mano vi do

Can Caminì Can Caminì spazzacamin

è allegro e felice pensieri non ha

Can Caminì Can Caminì spazzacamin

la sorte è con te se la mano ti dà

BERT - Eccoci a casa. Siamo arrivati. Ora devo andare

JANE - Ti prego, resta finché papà torna a casa. Si sentirà molto meglio se potrà stringerti la mano.

SCENA 34

Interno casa Banks

ELLEN - Signora, sono i bambini.

WIN - Ma non dovevate essere con vostro padre. Non sarete scappati di nuovo, vero? Sapete come mi metto in orgasmo.

BERT - No signora. Hanno solo preso un po’ di paura. Qualcuno dovrà occuparsene.

WIN - Ma certo. Mary Poppins lo farà, io devo uscire per una manifestazione. Oh, mi dimenticavo. È il suo giorno di libertà. Ellen vuoi...

ELLEN - No signora, non ho ancora fatto le pulizie. (esce)

WIN - Lei potrebbe signora Brill?

BRILL - Neanche per tutto l’oro del mondo. Sto facendo facendo lievitare la pasta per i biscotti. E lei sa benissimo che basta un minuto per mandare tutto a monte! (esce)

WIN - (A Bert) Perché non se ne occupa lei visto che è stato così gentile da riportarci i bambini?

BERT - Dice a me signora? Io devo andarmene. Il sindaco ha il caminetto intasato. E lei lo sa come sono i sindaci quando hanno i caminetti intasati.

WIN - Il caminetto ha detto? Il nostro deve essere interamente otturato. Riempie la casa di fumo. Se ne occupi lei, la prego. E poi i bambini si divertiranno tanto. Grazie infinite.

BERT - Ma il sindaco se la prenderà a morte.

WIN - Grazie infinite. Lei è un uomo meraviglioso. Ora devo scappare. Le nostre eroiche colleghe arrestate si aspettano che io vada a dirigere il coro. Ciao tesori miei. (esce di corsa)

BERT - Ma signora... Eh va beh, il sindaco aspetterà ancora. Forza Jane vai a prendere dei teli per coprire poltrone e divani. (comincia a preparare le spazzole per pulire il camino)

Scelgo le spazzole proprio a puntin

con una la canna con l’altra il camin

JANE - (guardando dentro il camino) Oh è proprio nero da far paura lassù.

BERT - Ecco: lo vedi come è facile a sbagliarsi! Quella lì si potrebbe chiamare benissimo la soglia di un mondo incantato.

Là dove il fumo di perde nel ciel

lo spazzacamino

ha il suo mondo più bel

tra la terra e le stelle di Londra nel cuor

rischiara la notte un vago chiaror

sopra i tetti di Londra

oh che splendor

JANE - Come mi piacerebbe andare lassù.

MICHAEL - Anche a me. Io adoro i camini.

BERT - Hai proprio ragione. Un camino è una cosa meravigliosa. È bello alto lassù sul tetto. Quando tutto funziona il vento soffia ed aspira il fumo dal camino. Senti il camino come tira.

POPPINS - (entra scendendo dalla camera e guarda Michael che entra nel camino) Michael attento, non si sa mai cosa possa accadere dentro ad un caminetto. (Michael viene aspirato) Ecco, lo sapevo.

BERT - Questo è un po’ strano, devo dire.

JANE - (anche lei entra nella bocca del camino) Michael, Michael, torna indietro!

POPPINS - Bert smettila di mettere loro delle idee in testa. (Jane viene aspirata) Se ne è andata anche l’altra.

BERT - Devo riacchiapparli.

POPPINS - Beh, non possiamo lasciarli a saltellare lassù come canguri, non ti pare? (entra anche lei nel camino)

SCENA 35

Esterno sui tetti. Musica: Con un poco di zucchero. Jane, Maichael e Poppins sono già sopra i tetti sporchi di fuliggine.

BERT - (arriva per ultimo) Oh oh, credevo ci aveste abbandonati.

JANE - Non abbiamo fatto apposta.

BERT - Niente di male. Questa è quella che si potrebbe definire davvero "una circostanza eccezionale". Una foresta di tetti che aspetta solo di essere esplorata. La esploriamo Mary Poppins?

JANE - Ti prego Mary Poppins.

MICHAEL - Sii buona!

POPPINS - Quando ci vuole ci vuole. (estrae il porta cipria e si incipria il naso con la fuliggine) In riga, fate presto. Muovetevi. Attenti. Spall’ arm. Fianco destro destr. Avanti marsh. (passeggiata sui tetti col fumo sul tema di "Basta un poco di zucchero" sistemando la scenografia per il balletto successivo)

BERT - Che cosa vi avevo detto? C’è un mondo intero ai nostri piedi. E chi lo vede così, a parte le stelle, gli uccelli e gli spazzacamini.

POPPINS - Molto bello. Ma l’aria della notte è piuttosto fredda.

Can Camini Can Camini spazzacamin

la mano puoi dare alla felicità

BERT - È bello vivere sempre così

BERT e POPPINS - E insieme cantare con Can Caminì

Can Caminì Can Caminì lo spazzacamin.

SCENA 36

Incontrano gli spazzacamini sui tetti

SPAZZ. DIVERSI - Salve

SPAZZ 1 - (esce dal camino dicendo) Salve

SPAZZ 2 - (esce dal camino dicendo) Salve

SPAZZ 3 - (esce dal camino dicendo) Salve

BERT - Sono tutti i miei amici. Venite a ballare tutti insieme.

Tutti insiem tutti insiem

forza amici

tutti insieme

tutti insiem

Tutti insiem tutti insiem

tutti insieme tutti insiem

senza una ragione viene come vien

si va d’accordo si va insiem

Calci all’aria

Calci all’aria tutti insiem

Calci all’aria tutti insiem

senza una ragione viene come vien

calci all’aria tutti insiem

Girotondo

Girotondo tutti insiem

girotondo tutti insiem

senza una ragione viene come vien

girotondo tutti insiem

Sbattere le ali

Sbattere le ali tutti insiem

sbattere le ali tutti insiem

senza una ragione viene come vien

sbattere le ali tutti insiem

Sul parapetto

Sul parapetto tutti insiem

sul parapetto tutti insiem

senza una ragione viene come vien

sul parapetto tutti insiem

Su per i tetti

Su per i tetti tutti insiem

su per i tetti tutti insiem

senza una ragione viene come vien

su per i tetti tutti insiem

Sottobraccio

Sottobraccio tutti insiem

sottobraccio tutti insiem

senza una ragione viene come vien

sottobraccio tutti insiem

Tutti insiem tutti insiem

tutti insieme tutti insiem

senza una ragione viene come vien

si va d’accordo si va insiem

SCENA 37

Ammiraglio Bum.

BUM - Siamo assaliti dagli ottentotti.

BINACLE - Signorsì.

BUM - Diavoli scatenati. Diamogli una lezione. Caricare con tutto quello che c’è.

BINACLE - Signorsì.

BUM - Si muova nostromo. Una bella bordata. Diamo una lezione a quei pezzenti.

BINACLE - Pronto signore.

BUM - Pronti. Fuoco! (spara il cannone e fuochi artificiali) Fuoco (Spara il cannone) Bel colpo, magnifico colpo nostromo. (tutti scappano dai tetti entrando nel camino di casa Banks

SCENA 38

Interno casa Banks, continua la medesima canzone.

BRILL - (urla) Aaaaaah. Eccoli qua. (Ellen viene fatta ballare dagli spazzacamini)

SPAZZ. - Rieccoli qua tutti insiem

rieccoli qua tutti insiem

rieccoli qua insiem (Winnifred rientrando viene presa dagli spazzacamini e fatta ballare)

Ah tutti insiem

ah tutti insiem

senza una ragione vien come vien

ah tutti insiem

WIN - Ellen quando hai un secondo…

SPAZZ. - Voto alle donne tutti insiem

voto alle donne tutti insiem

WIN - Oh no, davvero non è questo il momento.

SPAZZ. - Voto alle donne tutti insiem

WIN - Voto alle donne! (Banks rientra e guarda allibito la scena)

ELLEN - (si accorge) C’è il padrone!

SPAZZ. - C’è il padrone tutti insiem

C’è il padrone tutti insiem

BANKS - Ma cos’è…?

SPAZZ. - Ma cos’è, ma cos’è, ma cos’è, ma cos’è…

Calci all’aria tutti insiem

Calci all’aria tutti insiem

calci all’aria

calci all’aria

calci all’aria

calci all’aria

calci all’aria

POPPINS - Bert. (Bert fischia)

SPAZZ 1 - (esce e stringe la mano a Banks) Buona fortuna capo.

SPAZZ 2 - (esce e stringe la mano a Banks) Una serata stupenda.

SPAZZ 3 - (esce e stringe la mano a Banks) Salve.

SPAZZ 4 - (esce e stringe la mano a Banks) Ci siamo divertiti un mondo.

SPAZZ 5 - (esce e stringe la mano a Banks) Salve.

MICHAEL - (tenta di uscire) Buona fortuna capo. (Banks si accorge del figlio e lo blocca sulla porta. Gli spazzacamini se ne vanno danzando insieme sul davanti)

SCENA 39

Interno casa.

JANE - Oh papà, tutti quegli spazzacamini ti hanno stretto la mano. Sarai la persona più fortunata del mondo.

POPPINS - Venite bambini.

BANKS - Un momento Mary Poppins. Cosa significa questa scena oltraggiosa?

POPPINS - Come ha detto, prego?

BANKS - Vuole avere la cortesia di spiegarmi tutto questo?

POPPINS - Prima di tutto vorrei chiarire una cosa: io non spiego mai niente. (ed esce coi bambini)

BANKS - (va al telefono che squilla per rispondere) Sì, parla Banks....

JUNIOR - (effetto scena doppia con doppio cono dall’alto. È anche lui al telefono e parla can Banks) Banks?

BANKS - (tra sé pensando alle ultime parole di Mary Poppins) Già, lei non spiega mai niente!

JUNIOR - Cosa va cianciando Banks? Sono Mister Dawes! Mi sta ascoltando Banks?

BANKS - Sì, sì signore, certo signore!

JUNIOR - E allora apra bene le orecchie!

SENIOR - (a Junior che nel frattempo copre la cornetta del telefono con la mano) Stasera, digli di stasera...

JUNIOR - Banks, ascolti bene: stasera...

BANKS - (interrompendo) signor Dawes, sono terribilmente dispiaciuto per quanto è successo alla banca oggi. Le posso assicurare…

JUNIOR - (A Senior) Ha detto che è dispiaciuto.

SENIOR - Non so che farmene delle sue scuse.

JUNIOR  - (A Banks) Banks, ci duole di questa incresciosa situazione. Io mi rendo conto che lei è stato con noi per parecchi anni, come pure suo padre prima di lei, ma ciò che è accaduto oggi è a dir poco abominevole…

SENIOR - Esatto!

JUNIOR - Intollerabile…

SENIOR - Ben detto!

JUNIOR - Apocalittico…

SENIOR - Così si parla!

JUNIOR - (A Senior) Vuoi aggiungere qualcosa papà?

SENIOR - Certo che voglio aggiungere qualcosa. Dammi la cornetta. (A Banks) Mi sta ascoltando Mister Banks?

BANKS - Sì, signor Dawes.

SENIOR - La aspettiamo per questa sera. Alle nove precise.

BANKS - Alle nove, signore.

SENIOR - Un’ultima cosa Banks.

BANKS - Sì signore?

SENIOR - Si guardi bene da portare con lei quei terribili mostriciattoli dei suoi figli. Ho finito Banks. (mette giù la cornetta ed il cono di luce scompare)

BANKS - (riappende il telefono e si siede affranto) Sì, signor Banks.

A volte l’uomo si crede un gigante

e sogna già ciò che i posteri diran

ma prima ancora di riuscir

il successo a carpir

vede il miraggio svanire

la fiamma che si spegne

ed ahimè si accorge che ha lottato invano

BERT - La vita è piena di amarezze, questa è la verità.

BANKS - Sa cosa penso? Che è tutta colpa di Mary Poppins. Da quando è entrata in questa casa sono cominciati a piovere i guai.

BERT - Mary Poppins?

BANKS - Sì, non c’è dubbio.

Vivevo nel mio mondo serafico

che questa donna decise di turbar

la sua influenza micidial

mi fa star mal

davvero non so più che far

È colpa di quella donna! È stata lei

BERT - La conosco la persona di cui parla. Mary Poppins è quella che canta:

Un poco di zucchero e quel che ci vuol

può trasformar perfino un corvo in usignol

BANKS - Ecco è proprio quello che voglio dire. Cambiare addirittura un corvo in usignolo, andiamo. Lo credo che è finito tutto sottosopra qui.

BERT - Un poco di zucchero è la soluzion

basta un bel cucchiaio colmo a colazion

Un bel cucchiaio colmo di guai, direi.

BANKS - Lo sa che cosa ha fatto? Adesso me ne accorgo. Ha fatto in modo che portassi Jane e Michael alla Banca. È così che sono cominciati i guai.

BERT - L’ha convinta con l’inganno a portar fuori i bambini?

BANKS - Sì.

BERT - Incredibile, un uomo con tante cose importanti da fare come lei. Che vergogna, lei che è molto importante, stimato da tutti.

Se un suo bambino sta piangendo non ha mai tempo da sprecar

per consolarlo e poi vedere gli occhi suoi brillar

perché il papà sa sempre cosa deve far

BANKS - Beh, ammetto di non....

BERT - Sì, come dice lei capo.

Lei pensa al suo tran tran giornaliero

tempo non ha mai da regalar

ma tutto a un tratto scoprirà

che più non ha

dei bimbi da poter viziar

Manca quel po’ di zucchero

e la pillola non va

la pillola non va

la pillola non va

Beh, arrivederci capo, e scusi il disturbo. (fischietta raccogliendo i suoi attrezzi ed esce. Jane e Michael entrano in pigiama tutti puliti)

JANE - Ci dispiace per i due penny. Non sapevamo che ti avrebbero causato tanti dispiaceri.

MICHAEL - (offre due penny al papà porgendoglieli in mano) Tieni papà, ti regalo i miei due penny.

JANE - (girandosi prima di uscire sulla musica che inizia) Credi che questo sistemerà tutto?

BANKS - Grazie.

SCENA 40

Esterno sulla musica della cattedrale. Banks va in banca triste.

SCENA 41

Interno banca con i soci al tavolo direzionale.

SENIOR - Si tolga il cappello Banks.

BANKS - Buonasera.

SENIOR - (a Junior) Che cosa aspetti.

JUNIOR - Sì padre. (si alza) Nel 1773 un funzionario di questa banca concesse imprudentemente un grosso prestito per finanziare una spedizione di thé alle colonie americane. Sa cosa accadde?

BANKS - Sì signore, credo di saperlo. Mentre la nave era nel porto di Boston un manipolo di pionieri ribelli travestiti da indiani abbordo la nave e gettò il thé in mare. Questo rese il thè imbevibile perfino per gli americani.

JUNIOR - Esatto. Il prestito andò insoluto ed un’ondata di panico investì queste mura. La banca venne presa d’assalto.

SENIOR - Da quel lontano giorno, Banks, non era mai più accaduto niente di simile. Sino ad oggi. Un assalto provocato dalla inqualificabile condotta di suo figlio! Vuole negarlo?

BANKS - Io non lo nego signore, e sono pronto ad assumermi ogni responsabilità per mio figlio.

SENIOR - (A Junior) Che cosa aspetti. Procedi, su.

JUNIOR - Sì padre. (Junior toglie il fiore all’occhiello di Banks e lo strappa. Gli apre l’ombrello. Sfonda la bombetta con un pugno e gliela rimette in testa)

SENIOR - Ha qualcosa da dire Banks?

BANKS - Si dice che quando non si ha niente da dire si dice… (guarda i due penny regalati dal figlio)

SENIOR - Allora Banks?

BANKS - Una sola parola signore. (comincia a ridacchiare) Supercalifragilistichespiralidoso. (ride) Supercalifragilistichespiralidoso. (ride sempre più forte) Mary Poppins aveva ragione. È straordinario. Ti fa davvero sentire meglio.

SENIOR - Cosa va blaterando. Questa parola non esiste

BANKS - Certo che esiste. È una parola con le carte in regola. A dire il vero lo sa che cosa non esiste? Con tutto il rispetto e tutto considerato quello che non esiste è lei.

SENIOR - Che impertinenza!

BANKS - E a proposito di impertinenza, la vuol sentire una storiella veramente buona? Ci sono due meravigliosi personaggi: Jane e Michael, che si incontrano per strada. E Jane dice a Michael: "Sai, conosco un tizio con una gamba di legno di nome Smith" E Michael risponde: "Davvero? E come si chiama l’altra gamba?" (Ride)

SENIOR - Quest’uomo è impazzito. Chiamate gli usceri.

BANKS - Supercalifragilistichespiralidoso. Continuo a sentirmi sempre meglio. (si avvicina a Senior per dargli i due penny)

JUNIOR - Banks! Non osi toccare mio padre.

BANKS - Ecco i due penny. I magnifici supercalifragilistichespiralidosi due penny. (gli mette in mano i due penny) Li conservi bene. Addio.

SENIOR - Banks, dove va?

BANKS - Non lo so. Forse mi ficcherò in un disegno o andrò a ballare sui tetti con gli spazzacamini, oppure giocherò con un aquilone. Solo Mary Poppins può dirlo.

SENIOR - Mary Poppins? E chi è?

BANKS - La mia tata. È lei che canta la canzone. (uscendo canticchia) Basta un poco di zucchero...

JUNIOR - È proprio matto da legare

SENIOR - (tra sé) Una gamba di legno di nome Smith.... Una gamba..... di nome Smith. (ride sempre più decollando come lo zio Albert)

JUNIOR - Padre, padre, vieni già papà, papà, torna qui.

SCENA 42

Casa Ammiraglio Bum. Musica: Con un poco di zucchero.

BUM - Il vento è cambiato nostromo, soffia dritto da nord ovest.

BINACLE - Sì signore.

BUM - Ammainare la maestra e alzare il trinchetto.

BINACLE - Sì signore.

SCENA 43

Camera bambini. Poppins sta facendo le valigie.

MICHAEL - (A Jane) A lei non importa che cosa ci accadrà.

JANE - Ha detto che sarebbe restata finché non sarebbe cambiato il vento. Non è così Mary Poppins?

POPPINS - Mi portate l’attacapanni per piacere?

JANE - Mary Poppins, tu non ci vuoi bene.

POPPINS - E che cosa mi accadrebbe, posso chiederlo, se volessi bene a tutti i bambini a cui ho detto addio?

SCENA 44

Interno casa Banks.

JONES - (al telefono) Sì signore. Chiamo dal 17 viale dei Ciliegi... Il suo nome è George Banks. Non lo si vede da ieri sera. Abbiamo telefonato alla sua banca e l’unica cosa certa è che è stato licenziato… Sì?… Non si sa che cosa può aver fatto in una crisi di disperazione.

ELLEN - Non sarebbe male far dragare il fiume. C’è un bel posticino sotto il ponte molto frequentato dai suicidi.

WIN - Ti prego Ellen.

JONES - (al telefono) A quanto pare è sempre stato bravo ed equilibrato... Sa quello che voglio dire... Un tipo abitudinario, secondo quello che risulta a tutti.

BANKS - (canticchia una canzone) Basta un poco di zucchero...

BRILL - È lui.

ELLEN - O almeno qualcuno che ha la sua voce.

JONES - (Al telefono) signora Banks, si potrebbe avere un po’ di silenzio per favore? Non riesco a capire che cosa dice l’ispettore.

BANKS - (entra in casa ancora tutto distrutto e cantando tenendo qualcosa dietro la schiena) Basta un poco di zucchero...

WIN - Oh George, George, non ti sei buttato nel fiume. Sei stato proprio bravo! (baci ed abbracci con Winnifred)

JONES - (Al telefono) Tutto a posto signore! Sì... È stato trovato... No... Vivo, almeno così suppongo. Sta baciando la signora Banks.

WIN - Ero tanto in pensiero per te.

BANKS - (Allegro) Sono stato licenziato, mia cara. Buttato in mezzo alla strada.

Un poco di zucchero e la pillola va giù

ELLEN - Gli ha dato di volta il cervello, ecco che cosa è successo.

BRILL - Sta dando i numeri.

WIN - George, cosa hai dietro la schiena?

BANKS - Lo vedrai tra un minuto. Dove sono i bambini? (chiama) Jane, Michael.

SCENA 45

Camera dei bambini.

POPPINS - Vostro padre vi chiama.

MICHAEL - Non sembra la voce di papà.

BANKS - (da fuori) Jane, Michael.

POPPINS - Correte, presto, oplà.

MICHAEL - (mentre Jane piange) Non te ne andrai Mary Poppins, vero?

POPPINS - Oplà. (Jane e Michael scendono le scale verso la casa)

SCENA 46

Interno casa. Banks mostra l’aquilone riparato)

MICHAEL - L’hai riparato.

JANE - Sei stato bravissimo.

MICHAEL - Come ci sei riuscito?

BANKS - Due penny ti fanno comprare

carta e spago e puoi fabbricar

il tuo paio di ali per poi volar

nello spazio padron

col tuo bell’aquilon

o o o

che gran gioia andar

là sulla terra e il mar

e con l’aquilon

poter volare

là dove tutto è blu

su puoi salire tu

più su con l’aquilon

WIN - Per un bell’aquilone ci vuole una bella coda, non credete? (prende la sua fascia e la mette in coda all’aquilone)

BANKS - Hai detto proprio bene.

JONES - Le ho detto proprio così signore: è pazzo da legare! No signore no, non alludevo mica a lei.

BANKS - Oh che gioia andar

là sulla terra e il mar

e con l’aquilone

poter volare

là dove tutto è blu

su puoi salire tu

più su con l’aquilon

SCENA 47

Esterno, vanno a far volare l’aquilone.

BERT - (vendendo aquiloni)

Se ti lasci un po’ trasportar

ti parrà con lui di volar

Puoi danzar nella brezza

e sentir di lassù

dello spazio padron

col tuo bell’aquilon

Oh che gioia andar

là sulla terra e il mar

e con l’aquilon

poter volare. (tutti fanno volare gli aquiloni)

JUNIOR - Ah, eccola qui Banks. Voglio congratularmi con lei. Proprio una bella storiella. Una gamba di legno di nome Smith, o Johnson, o come diavolo si chiamava. Papà è morto dalle risate.

BANKS - Oh, mi dispiace signore.

JUNIOR - Oh no, non c’è niente di cui dispiacersi. Non l’ho mai visto più felice in vita sua. Ha lasciato un posto per un nuovo socio. (rimette il fiore all’occhiello di Banks) Rallegramenti Banks.

BANKS - Grazie signore, grazie infinite.

TUTTI - Là dove tutto è blu

su puoi salire tu

più su con l’aquilon

SCENA 48

Angolo a parte con Mary Poppins che parla con il suo ombrello a forma di pappagallo)

PAPPAGALLO - Beh, bella gratitudine per te. Non ti hanno neppure salutata.

POPPINS.  - No, non è vero.

PAPPAGALLO - Lo sai. Ora stimano loro padre più di quanto stimino te.

POPPINS - È così che deve essere.

PAPPAGALLO - Beh, e non ti importa?

POPPINS - Le persone praticamente perfette non si lasciano confondere dai sentimenti

PAPPAGALLO - Beh ti devo dire una cosa Mary Poppins. Tu a me non la dai a bere.

POPPINS - Ah, davvero?

PAPPAGALLO - Sì davvero. Io so benissimo quello che provi per quei bambini e se credi che voglia continuare a tenere la bocca chiusa...

POPPINS - (interrompendo) Adesso basta parlare a vanvera. Grazie. (apre l’ombrello e decolla)

BERT - Arrivederci Mary Poppins, non stare via molto. (Continua la musica dell’aquilone mentre decolla l’ombrello di Mary Poppins)

SIPARIO

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