Maschere scandalizzate
MASCHERE SCANDALIZZATE
Commedia in un atto
di CARLO MARCELLO RIETMANN
PERSONAGGI
SAVERIO antiquario di provincia (52 anni)
LEONARDO suo figlio (25 anni)
MARINELLA sua figlia (19 anni)
GIOVANNI antiquario di citt (60 anni)
ANNA sua nipote e segretaria (22 anni)
RAIMONDA vedova (40 anni)
PAOLA ragazza sexy (25 anni)
In una cittadina del Piemonte, oggi.
Commedia formattata da
Quadro primo
La scena rappresenta un ampio retrobottega ricavato nell'antico palazzotto di provincia che da diverse generazioni appartiene alla famiglia di Saverio. Lo stanzone raccoglie, in evidente disordine, mobili, quadri, peltri, vecchie porcellane, tutto il pittoresco rifornimento della bottega antiquaria alla quale si accede da una porta a vetri sul fondo. A destra un ingresso di servizio. A sinistra le camere di abitazione. Le porte di noce scura, i grossi architravi, gli arredamenti danno l'impressione che nulla sia stato rimosso da almeno ottant'anni. All'aprirsi del sipario Leonardo allungato bocconi su un divano (d'epoca, tarlato e pericolante) e ascolta, fissando il giradischi posato in terra, una fuga del Clavicembalo ben temperato di Bach. Paola, Marinella e Raimonda passeggiano discorrendo eccitate.
Paola - (a Marinella) E io ti dico che mi guardava le gambe.
Marinella - Impossibile.
Raimonda - Gliele avrai rigirate sotto il naso.
Paola - Provavo la parte. Raimonda (a Marinella) A proposito, quella storia che devo tirarti su per i capelli non mi piace proprio niente.
Marinella - Nemmeno a me. Deve fare un male cane. Michael dice che la grandezza della vague nella verit.
Paola - Quando lei ti picchia io devo mettermi a piangere. Poi mi soffio il naso nella sottoveste.
Marinella - In quel momento entra Leonardo che ha pochi soldi da spendere e deve sbrigarsi... (Leonardo alza la testa dal giradischi, ma solo per un momento).
Raimonda - Perch deve sbrigarsi?
Marinella - Forse uno studente... O un meccanico... Chi lo sa!... (Paola si sta soffiando il naso in quella maniera, lui la guarda e si allontana scuotendo la testa).
Paola - (poco convinta) Non gli piaccio?
Marinella - Si ricordato di qualcosa che non va.
Paola - (seccata) Vedendo le mie gambe? Ma completamente idiota!
Raimonda - Nel copione scritto cos. (Marinella controlla sul dattiloscritto).
Paola - (a Marinella) Stavo provando il movimento quando mi sono accorta che c'era tuo padre.
Raimonda - (ridendo sfacciatamente) Se la godeva un mondo, all'anteprima!
Marinella - (seccata) Non dire assurdit! Avr avuto il naso nelle anticaglie.
Paola - Infatti... ha detto che cercava una mensola veneziana... (Leonardo risolleva la testa, questa volta con pi interesse) Ma ci credo poco.
Raimonda - (sottovoce a Leonardo) Hai sentito? La cerca.
Leonardo - Me li hai dati tu? Da qualche parte dovevo prenderli...
Raimonda - Per quel bidonista di Michael... Bell'affare!
Leonardo - Pellicola, missaggio... Non me ne intendo, ma i film costano.
Raimonda - Tuo padre pianter una di quelle grane!
Leonardo - Per il momento ha altro da per Sono appena arrivati da Parigi e parlano gi di andare a un'asta a Londra. (Amaro) E poi hai sentito?... Si sposa.
Raimonda - Dove l'ha pescata, quella ragazza?
Leonardo - E' nipote d'un antiquario di Torino che si rifornisce da noi.
Raimonda - Avete invertito le parti. Ma non ti sembra un po' giovane?
Leonardo - (cinico e offensivo) Confronto a te...
Raimonda - (offesa) Maleducato! Ne vorresti una uguale? Il mio piccolo idealista! Fusto e poeta.Gli piacciono di vent'anni. Ma quelle non sposano te, tesoro. O se lo fanno per metterti alle stanghe. E tu non vuoi tirare il carro, vero?(Leonardo infastidito si alza e ferma il giradischi) Dopo tutto non avrai nemmeno il fastidio di tagliare le cedole... (Prevenendo Leonardo che sta per interromperla) Dormir seduta sulla cassaforte per non farmi ridurre sul lastrico in quattro e quattr'otto. (Dalla porta dell'abitazione entrano Saverio, Anna e Giovanni).
Saverio - (a Giovanni) Mi piange il cuore a vendere quell'Ensor.
Giovanni - Ti rincrescer meno quando sentirai la cifra.
Saverio - Lo comper mio padre a Ostenda.
Leonardo - (acido) Il nonno li sapeva fare, gli affari.
Marinella - (interviene irritata) Scusa sai, pap... Ma non hai sempre urlato che vivo te quel quadro non sarebbe mai uscito di casa?
Saverio - (di rimando) E tu, e tuo fratello, non avete sempre detto che ero un incosciente a tenere tanti milioni attaccati a un chiodo, in sala da pranzo? Adesso ho molte spese... La Maserati e tutto il resto...
Leonardo - (che non crede alle sue orecchie) Cos'hai detto, pap?
Saverio - Prima di morire voglio levarmi il capriccio d'una macchina sportiva.
Marinella - Prima di morire... (gridando) Ma con la Maserati ti ucciderai subito! (Sottovoce, a Paola) Cose dell'altro mondo! Non li posso sentire, certi discorsi!... (A Raimonda e Leonardo) Andiamo a studiare... (Si avviano verso la bottega, tranne Leonardo che si siede di nuovo sul divano).
Paola - (ostinata) Altro che mensola! Guardava le mie gambe, e come! (Escono).
Anna - (a Saverio) Credo di capirlo perch sei tanto affezionato a quel quadro. Anche Ensor nato in una bottega di bric--brac .
Saverio - Solo che io non ho mai avuto il talento della pittura. Ci ho pensato pi d'una volta... Non doveva essere troppo felice nemmeno lui, in quella perla di bazar. Altrimenti non si sarebbe scalmanato tanto... (Pensa a se stesso) Uno se ne sta come un papa in un mondo pieno di cose straordinarie e gli prende la voglia di cambiare. Perch? Per mettersi a dipingere sirene polverose.
Giovanni - Mentre i genitori vendevano souvenirs , lui scopriva il colore della madreperla.
Leonardo - (acido) Tappato in bottega.
Saverio - (polemico) Nemmeno Rembrandt si mosse mai dal ghetto di Amsterdam.
Leonardo - (schifato) Oh, non cominciare con Rembrandt, pap!... (Abbandona il giradischi al suo destino ed esce dalla porta del negozio).
Saverio - (triste) Non pu soffrire Rembrandt...
Giovanni - Cosa gli piace?
Saverio - La musica. A nove anni ho provato a farlo studiare... Ha morsicato la maestra. (Con accorata rassegnazione) La loro mamma morta che erano troppo piccoli.
Giovanni - Io resto dell'idea che i maschi dovrebbero imparare ad arrangiarsi da soli. Fuori di casa, e senza nemmeno gli spiccioli per il tram.
Saverio - Fuori di casa ci andr... con gli spiccioli di Raimonda... ma quella, prima si far sposare.
Anna - Pazzesco!
Saverio - Con i quattrini che le ha lasciato il primo marito pu comperarne un secondo... pi giovane di lei di quindici anni.
Anna - Proprio il tipo che manda fuori dai gangheri, eh, tuo figlio! Dico io... Si mette l, con la testa su un disco, e lascia che la vita vada in malora. Fosse cretino, almeno... Eccone un altro, si direbbe, rimbecillito dalle canzoni di San Remo... (Quasi urlando) E invece no! Ascolta Bach! (Entra Leonardo).
Giovanni - (cambiando repentinamente discorso) Quello che rimane lo portiamo a Torino, dalla contessa, che lo mette all'asta nella sua villa. Lei la chiama liquidazione dell'asse ereditario e si trattiene la provvigione. (Leonardo finge di guardare i dischi e drizza l'orecchio) Dovresti vederla, quando gira in vestaglia, con l'aria avvilita dell'aristocratica in decozione a cui strappano i ricordi di famiglia! Nessuno crederebbe che sta liquidando gli scarti dei peggiori mercanti d'antichit.
Saverio - (insorgendo) Ma i miei non sono scarti!
Giovanni - Qualcosa di autentico le serve per far fuori gli Irolli falsi.
Saverio - E i tuoi trumeaux , allora?
Giovanni - Li fabbrico con gli armadi di sacrestia. Anche i cassettoni e le ribaltine.
Anna - (richiamandolo all'ordine) Zio Giovanni!
Giovanni - Chiodi di legno, incastri, pomini, maniglie... Tutto d'epoca, nato cos... La maggior parte dei miei colleghi si riserva un venti per cento di restauro. Io sono molto pi onesto: dico che l'altro ottanta pu ingannare qualsiasi esperto. E poi i clienti sospettano solo del mobile che costa poco.
Anna - (c. s.) La vuoi finire? (Leonardo ha rimesso un disco che suona sottovoce una bourr di Scarlatti. Gli si avvicina accennando un provocatorio passo di danza) Cos'?
Leonardo - (sfottente) Cole Porter.
Anna - Bello... Sembrava antico.
Leonardo - Anche il trumeaux Luigi quindici. (Ricaccia la testa sul disco, morto al mondo).
Giovanni - (a Saverio) Del resto, il tuo elettricista, non fabbrica lampadari del Settecento rovesciando i fusti dei candelabri d'altare?
Saverio - (con una punta d'orgoglio) Gli ho insegnato io. E' un ragazzo di prim'ordine... A proposito... (Apre la porta del negozio e dice forte, rivolto all'esterno) Marinella, dov' Gianluca?
Marinella - (fuori scena) In casa che lavora.
Saverio - Digli di fermarsi a pranzo. (Marinella, sorpresa, si affaccia sulla porta) Anche alle tue amiche. Abbiamo il riso col curry ... e il Dom Perignon portato da Parigi.
Marinella - (sardonica, ma eccitata) Avete sentito? Qui si festeggia. (Entrano Paola e Raimonda) Vado ad avvertire il mago dei lampadari. (Esce dalla porta dell'abitazione).
Paola - Cos' il curry ?
Giovanni - Una salsa piccante fatta con trentasei spezie... Ma la base principale lo zafferano. (Si avviano per uscire dalla porta di sinistra).
Raimonda - (uscendo, a Giovanni) Ne sa di cose, lei, professore!
Anna - (al momento di varcare la soglia per ultima si volta verso Leonardo sempre immobile nel suo angolo) Tu non vieni? (Leonardo non la sente nemmeno. Pi forte) Leonardo, non vieni a tavola?
Leonardo - (alza la testa, come stordito) Andate, vi raggiungo. (La luce si abbassa rapidamente sino al buio totale. Nel brevissimo intervallo che separa i due quadri si sente il disco che suona il Preludio in do diesis minore del Clavicembalo ben temperato di Bach).
Quadro secondo
Sull'ultima battuta la luce si riaccende. Sono passate circa due ore. Adesso dinanzi al giradischi seduta Anna. Il disco riattacca quasi subito con la fuga, ma a voce molto bassa. Dalla porta della camera da pranzo entra Leonardo che guarda la ragazza con aria astiosa.
Leonardo - (sgarbato) Cosa fai?
Anna - Ascolto. Non si pu?
Leonardo - (ironico) Poco fa volevi ballare Scarlatti. Adesso...
Anna - Senti, mentre tu le imparavi sui dischi, queste cose io me le sudavo al pianoforte pei l'esame di ottavo corso. (Cambia tono) Mi hanno bocciata.
Leonardo - Per Clementi e Bach?
Anna - Per l'armonia complementare. Nessuno mi aveva insegnato a mordere i professori.
Leonardo - Pap lo racconta a tutti. Perch te ne sei andata senza aspettare il caff?
Anna - (elusiva) Cos...
Leonardo - Per i discorsi di mia sorella?
Anna - Che c'entra?
Leonardo - Anche Raimonda...
Anna - Perch, tu no? (Leonardo alza le spalle e non risponde) Tu ti senti sempre fuori gioco, eh? Quello che fai non riguarda nessuno... Nemmeno quando vendi la roba del negozio e ti tieni i soldi.
Leonardo - (con uno scatto, risentito) Cosa ne sai?
Anna - Lo hanno capito tutti, anche tuo padre. (Prende di tasca un rotolo di biglietti di banca, gi preparato) Tieni. E daglieli prima che pensi il peggio.
Leonardo - (esita) Glieli avrei dati in ogni modo.
Anna - Oh! certo... (Insiste) Intanto prendi questi. E digli che ti eri dimenticato.
Leonardo - (con un certo sollievo, anche se un po' imbarazzato, prende i soldi e se li ficca in tasca. Brusco) Te li restituir.
Anna - Coi guadagni del film?
Leonardo - Fino all'ultimo centesimo. Raimonda la solita cretina.
Anna - Non dovevi farla bere.
Leonardo - Io? E' stato tuo zio. (Un tempo) E anche pap, ora che ci penso. Se l'erano messa in mezzo, quei due. (Entra Saverio con una giacca sportiva, a scacchi, molto eccentrica).
Saverio - Volete saperne una? Marinella si sposa.
Leonardo - (acido) Malattia di famiglia.
Anna - (sorpresa e preoccupata) Con chi?
Saverio - Col mago dei lampadari. Lo hanno annunciato in questo momento. (Entra Raimonda, un po' sbronza).
Raimonda - (a Leonardo e Anna) Dovete imparare il tafferuglio. E' un gioco formidabile. In tre partite lo zio Giovanni mi ha vinto ottomila lire... Sulla parola.
Leonardo - (a Saverio, con una faccia di bronzo) A proposito, pap, mi ero dimenticato di dirti... (Finge di frugare nei cassetti di un bureau antico e tira fuori il rotolo di biglietti di banca che gli ha dato Anna) ... che tre giorni fa ho venduto la mensola veneziana... (Gli porge il danaro. Raimonda lo guarda a bocca aperta).
Saverio - (con espressione di sollievo) Ecco perch non la trovavo! Bravo... Quanto ne hai fatto?
Leonardo - Centoventimila.
Saverio - (con un sobbalzo) Valeva il doppio! Ma non importa. E pensare che la stavo cercando...
Raimonda - (imbronciata, senza capire) Mi avevi detto cinquanta.
Leonardo - (sottovoce) Sei ubriaca... (La spinge verso la porta di sinistra).
Raimonda - (ride) E' colpa dello zio Giovanni. (Esce con Leonardo).
Anna - (a Saverio, seria) Non ho ancora capito se la storia dell'elettricista ti fa piacere o no.
Saverio - Sono cresciuti insieme. Gianluca le affezionatissimo. A Marinella piace.
Anna - Credi che basti?
Saverio - Forse s.
Anna - (con tono di rimprovero) Come sarebbe a dire, forse?
Saverio - Ogni matrimonio ha il suo margine di rischio. (Maliziosamente) Anche il nostro.
Anna - (seria) Finiscila, per piacere! Sono preoccupata.
Saverio - Per la figliastra?
Anna - (scuote la testa) Ah! La figliastra! Ha giusto l'et dei colpi di testa. Saverio (l'interrompe) Oggi tutti i discorsi vanno a cadere sull'et delle persone.
Anna - Diciannove anni. Immagino che non vorrai spingerla a un passo avventato... Saverio (serio) Senti, di qualunque cosa potrebbe pentirsi, ma non di avere sposato Gianluca. E' l'uomo che ci vuole per lei. La mia paura, se vuoi saperlo, era che perdesse la testa per qualche fusto che non capisci bene cosa sia... o un figlio di pap... Il mondo ne pieno. Allora sarebbero state gatte da pelare, col suo carattere! Ma finch si tratta del mago... Se hanno deciso di sposarsi, uno dei miei problemi risolto. (Entrano, dalla porta di sinistra, Giovanni e Raimonda) . Giovanni (a Raimonda, seguendo un discorso) Quello che non trova qui, pu comperarlo a Torino, da una contessa che vende gli arredamenti di due ville di campagna. Mobili di famiglia. Raimonda (a bocca aperta) Belli?
Giovanni - Rarissimi.
Raimonda - E perch se ne disf?
Giovanni - Sa com'... Gli eredi non danno importanza alla roba di casa. Specialmente delle case di campagna... Hanno bisogno di soldi... Eredi un po' birichini: se li spendono con le spogliarelliste.
Raimonda - Divertente! Anna (richiamandolo) Zio Giovanni!
Raimonda - Vediamo intanto quello che c' in negozio. Mi consigli lei, professore. Saverio (allarmato) Ha proprio intenzione di rinnovare la casa?
Raimonda - (con umore) Da cima a fondo... (Accenna alla giacca) Come il suo guardaroba. (Entra nel negozio seguita da Giovanni e Saverio). Leonardo (dopo un momento di silenzio, senza muoversi) Dove se l' comprata quella giacca?
Anna - A Parigi. Gli sta bene, vero?
Leonardo - E' molto giovanile... (Traffica con una mano sola nel giradischi, rimanendo coricato. Un tempo) Dimmi un po', come ti venuto in mente di sposare un uomo della sua et? Anna (di rimando, secca) E a te, quando venuto in mente di sposare una donna dell'et di Raimonda?
Leonardo - Al congresso di gerontologia. (il disco comincia a girare e si sentono le note di uno dei concerti brandeburghesi).
Anna - (dopo avere ascoltato pochi secondi in silenzio) Immagino che sapr tutto sui concerti brandeburghesi.
Leonardo - (senza spostarsi e senza alzare il capo) Prova a domandarglielo. (Ferma il disco). Anna (con una punta di malignit) Doveva essere una bella donna quando si sposata la prima volta.
Leonardo - E' probabile. Io andavo all'asilo.
Anna - Non ha avuto figli?
Leonardo - No.
Anna - Sperer di averli da te.
Leonardo - (con deliberato cinismo) Se non ci siamo riusciti fino ad oggi!...
Anna - Alla faccia della discrezione! (Passeggia nervosamente).
Leonardo - (con falso candore) Ci dobbiamo sposare, no?
Anna - Sapendo di non avere figli?
Leonardo - Diciamo... con una certa garanzia.
Anna - Quanto a quello, non si mai sicuri.
Leonardo - Ci abbiamo tentato in parecchi. Niente da fare.
Anna - (sta per perdere le staffe) Roba da matti! E te la sposi?
Leonardo - Lo puoi giurare.
Anna - Ma perch?
Leonardo - Per i soldi. Il primo marito gliene ha lasciato un mucchio. (Sospettoso) Non fingere di non saperlo.
Anna - (avvilita) Me lo avevano detto.
Leonardo - Mio padre, eh?
Anna - Lui.
Leonardo - Ti ha incaricato di tastare il terreno?
Anna - Non mi ha incaricato di niente, poveruomo. Non ce lo mischiare.
Leonardo - Iniziativa personale?
Anna - Sei un incosciente che butti la vita nel letame. Per cosa? Il gusto di startene seduto su un sof a sentire quella maledetta musica. Ma di cosa sei fatto? (A precipizio urlando) Non lo dire!
Leonardo - Non volevi saperlo?
Anna - Non sopporto parolacce.
Leonardo - Le orecchie delicate!
Anna - Sei il ragazzo pi insolente che abbia mai conosciuto. (Gli si pianta davanti con aria di sfida) Amorale e balordo... Ti deve mancare un. venerd. (Si apre la porta del negozio e s'affaccia Saverio).
Saverio - (con aria preoccupata) C' il cliente della mensola. Dice che falsa e vuole i soldi indietro. (Gli porge il rotolo dei soldi di Anna) Daglieli e che non si faccia pi vedere. (Leonardo fila via col denaro. Ad Anna, dopo che uscito) Volevo metterlo alla prova. (Raggiante) Non capisce niente di affari, ma l'incasso me lo ha consegnato fino all'ultimo centesimo... (Ci ripensa) Anzi, di pi.
Anna - Forse si pentito per la cifra bassa. Piuttosto di fare una brutta figura ha preferito rimetterceli.
Saverio - (soddisfatto) E' orgoglioso.
Anna - (che pensa tutto il contrario) Molto orgoglioso. (Entra Leonardo).
Leonardo - Se li cacciati in tasca senza una parola. Non se l'aspettava.
Saverio - Mander qualcun altro a ricomprarla. Ma la dovr pagare pi del doppio. I diffidenti li castighiamo cos. (Esce).
Leonardo - (porgendo un mazzetto di banconote a Anna) Il resto te lo restituir...
Anna - Alla prossima operazione?
Leonardo - (infuriato) Quella di tuo zio Giovanni, quando si far levare le tonsille.
Anna - Non sei soltanto matto.
Leonardo - Cos'altro?
Anna - Incivile.
Leonardo - (acido) Ho l'impressione di non riuscirti simpatico, come figliastro.
Anna - Se una fatica per scoraggiarmi, sei cos maldestro che finirai per divertirmi. Peccato che avremo ben poche occasioni di incontrarci, dopo il tuo matrimonio.
Leonardo - (che non capisce) Perch?
Anna - Raimonda ti terr lontano da qualsiasi donna che abbia qualche annetto meno di lei... anche se s tratta solo di una matrigna. Povero Leonardo! Pensi che tutto sia facile perch non immagini neppure di cosa sono capaci le mogli che pagano. Te li dar col contagocce! E te li dovrai sudare... (Leonardo vorrebbe replicare, ma non lo lascia) Quindici anni di differenza... Una sciocchezza, eh? Me lo saprai dire fra qualche mese, quando tenterai di scodinzolare dietro una carnosa sgualdrinella, e lei ti fischier per farti tornare indietro.
Leonardo - (impressionato) Non sono un cane...
Anna - (senza badargli) E se non righerai diritto ti lascer senza i soldi per la benzina. Non le conosci le mogli gelose.
Leonardo - Raimonda non gelosa.
Anna - Tutte le donne lo sono, quando invecchiano. E se per giunta hanno i quattrini... (S'interrompe come pentita di avere parlato anche troppo) Ma non il caso che proprio io ti metta queste pulci nell'orecchio alla vigilia del matrimonio.
Leonardo - Ormai che hai cominciato...
Anna - (si schernisce) E' assurdo.
Leonardo - (sempre spavaldo, ma anche pieno di timori) Mi diverte.
Anna - Uno pensa di mettersi in pensione, e invece si trova costretto a lavorare per una vecchia spilorcia. Ti diverte? La chiamerei una fregatura. (Dalla porta del negozio si affaccia nuovamente Saverio).
Saverio - Non capisco perch Paola ritardi. Doveva solo cambiarsi una gonna...
Anna - Credo di indovinarlo come sar la gonna nuova.
Leonardo - Solo le donne d'una certa et si dovrebbero preoccupare.
Saverio - (pavoneggiandosi nella giacca sportiva) E pensare che per tanti anni non ho portato che giacche di alpaca. (Ad Anna) Perch non metti l'abito da sera, per cena? (A Leonardo) Non puoi immaginare come le doni. (Torna in negozio).
Leonardo - Ti sta davvero bene?
Anna - Lo dice tuo padre.
Leonardo - Al posto suo sarei geloso.
Anna - (indignata) Chi parla! Uno che sta per sposare una cooperativa.
Leonardo - (quasi urlando) Parlavamo di te!
Anna - Appunto per questo. Vergognati!
Leonardo - (ripetendo ostinatamente) Parlavamo di qualcosa che vale la pena. La gelosia un sentimento d lusso. Ma gi, inutile che sprechi il fiato... Cosa ne sai della vita?
Anna - (furiosa) Perch non mi dai qualche lezione? Ho proprio bisogno di un maestro del tuo calibro, che la vita la mercanteggia con un conto in banca.
Leonardo - Ehi!
Anna - (ormai lanciata) Che la dignit non sa nemmeno dove stia di casa. Che si ridotto uno straccio d'uomo, appeso alla puntina d'un pik-up.
Leonardo - (stupito e scosso) Cosa ti prende?
Anna - In tutto questo tempo che ti osservo; non ho ancora capito se mi fai pi rabbia, o pena, o ribrezzo.
Leonardo - (cercando d'interromperla) Stai esagerando.
Anna - Non mi piace essere interrotta quando parlo.
Leonardo - (reagisce) E a me non piacciono le donne che hanno la pretesa d'insegnarmi quando posso interromperle.
Anna - E' pazzesco come c'intendiamo, noi due.
Leonardo - Nessuna ragazza ha mai osato trattarmi cos. (Con appassionata commiserazione di se stesso) Perch non lo hanno mai fatto, maledizione! Che donne ho incontrato fino ad oggi? E tu, cosa credi? Con tutte le arie che ti dai!... Stavo molto meglio prima che arrivassi! (Le si avvicina quasi minaccioso).
Anna - (senza retrocedere di un passo, sfidante) Come un maiale nel brago.
Leonardo - E ti sei messa in testa di fare pulizia, eh? Ho capito che tipo sei: di quelle moraliste caparbie e sudaticce...
Anna - (furiosa) Villano! Non sudo per niente.
Leonardo - Col tuo mestiere devi sudare per forza. Una razza che vuole cambiare il mondo! Pff! Mi fai ridere! Perch non sei venuta due anni fa, a parlarmi cos? Le donne come te arrivano sempre in ritardo... (Sta per crollare all'improvviso) Lo vedi come sono? Perch non mi lasci perdere? (La prende per le braccia e la scrolla, Anna si irrigidisce) Perch non mi dici di levarmi dai piedi? Perch non me lo dici? (Fuori di s urlando) Cosa aspetti? (La stringe e la bacia quasi con rabbia, con disperazione, senza che Anna, allibita, possa impedirglielo. Mentre sono ancora stretti si spalanca la porta del negozio e compaiono Saverio e Paola. Quest'ultima indossa un vestito eccessivo e provocante. Saverio nel vedere i due abbracciati ha un moto di allegra meraviglia).
Saverio - Finalmente incominciate a volervi bene! (Anna e Leonardo si staccano a precipizio. A Paola) Non si potevano soffrire, quei due.
Paola - (ambigua e stupita) Adesso invece... Oh!
Saverio - Dove sono i fidanzati?
Leonardo - (maligno) Quali?
Saverio - Marinella e Gianluca.
Leonardo - In casa.
Paola - (svelta, prevenendo Saverio che stava avviandosi) Vado a salutarli. (Entra in casa e chiude la porta sul naso a Saverio).
Leonardo - Ma guarda com' svelta!
Anna - Entra sempre cos nelle case degli altri?
Leonardo - E' decisa e prudente. Sono dentro soli. (Saverio preoccupato entra in casa lasciando la porta aperta. Sottovoce a Anna accennando al padre) Non ti sembra che ne abbia avuto abbastanza di sorprese, per oggi?
Anna - (rannuvolata) Smettila.
Leonardo - Dobbiamo parlarne.
Anna - Non abbiamo nulla da dirci. Nulla che io voglia sentire.
Leonardo - Devo spiegarmi.
Anna - Ti sei gi spiegato abbastanza.
Leonardo - (con forza) No, no e no. (Ammutolisce vedendo rientrare il padre raggiante).
Saverio - Ecco perch se ne stavano zitti... Infilano cristalli nei bracci di un lampadario. Ci vuole concentrazione. Paola non se lo aspettava...
Leonardo - (ironico) Ci puoi scommettere.
Saverio - Li guarda come due animali strani. (Ritorna in casa).
Leonardo - (precipitoso) Devi ascoltarmi prima che succedano altri fatti...
Anna - (alzandosi seria) Vuoi che me ne vada?
Leonardo - (con umilt) Ti prego Anna... (Guarda Anna che tiene gli occhi ostinatamente fissi in terra. Sono sorpresi cos da Raimonda e Giovanni che entrano dalla porta del negozio. L'istinto femminile avverte Raimonda che qualcosa accaduto. Anche Giovanni ha questa sensazione e cerca subito di dissipare l'imbarazzo).
Giovanni - Per una casa piemontese tipica...
Raimonda - (guardando attentamente Leonardo) Ciao.
Leonardo - Ciao.
Giovanni - Va studiato un arredamento...
Raimonda - Dov' tuo padre?
Leonardo - (accennando la porta chiusa della casa) - Di l.
Giovanni - (a Anna) Dovresti occupartene tu.
Raimonda - (con intenzione) Dev'essere brava la signorina a dare consigli.
Giovanni - Legge molto. (Entrano Saverio, Marinella e Paola. Durante la scena che segue, Leonardo cercher di rimanere sempre vicino a Anna, imbronciata e taciturna: e ogni tanto le parler sottovoce senza ottenere risposta, ma col risultato di insospettire sempre di pi Raimonda che ne studia ogni mossa).
Paola - Vedeste che magnifico lampadario hanno messo insieme. Mi facevano una tenerezza!
Giovanni - Di chi sta parlando?
Paola - Dei fidanzati. Se ne stavano buoni, tutti intenti a infilzare gocce di cristallo... E poi con una pinzetta, zac... (Fa il gesto di chi gira un filo di ferro) Non ci avevo mai pensato che si potesse fare all'amore anche cos.
Raimonda - (di pessimo umore, a Saverio) Allora, avete deciso di stabilirvi a Torino?
Saverio - Stiamo preparando la casa.
Raimonda - E qui?
Saverio - Ci rimarranno i ragazzi. E' tempo che comincino ad aggiustarsi da soli.
Raimonda - Ma non sono pratici! Non s'intendono di niente.
Marinella - (risentita) Chi te l'ha detto?
Saverio - Al principio li aiuteremo.
Raimonda - Avanti e indietro da Torino? Mi sembra scomodo.
Marinella - Di che t'immischi?
Raimonda - Al vostro posto venderei tutto.
Anna - (seccata) Se Leonardo non se ne vorr occupare, ci sono Gianluca e Marinella.
Raimonda - (acida) Ha disposto la matrigna.
Anna - La decisione finale spetta a Saverio.
Saverio - (a Paola, frivolo, mostrandole la giacca) Cosa ne pensa di questa giacca?
Paola - La ringiovanisce di vent'anni.
Saverio - Quando ha visto l'indumento, Anna non ha esitato un attimo.
Leonardo - (sulle spine) Un momento, pap...
Saverio - Giovanni sostiene che stata una pura coincidenza. Io invece dico che ha fatto colpo.
Paola - Con quella giacca lei pu fare colpo su qualunque donna.
Leonardo - (a Paola) Quando la finirai di dire idiozie?
Paola - (risentita, a Leonardo) Se non fosse gi fidanzato te lo farei vedere!
Giovanni - Senta, the legs ....
Paola - Come?
Giovanni - A Hollywood la chiamerebbero cos: vuol dire le gambe .
Paola - Mi piace: devo impararlo.
Giovanni - Prima di tutto impari a non adoperarle per sedurre il mio futuro nipote.
Paola - (come una scema) Pensa che ci riuscirei?
Anna - (tenta di alzarsi, seccata, ma Leonardo la trattiene) Ne ho proprio abbastanza.
Raimonda - (sul punto di esplodere, a Anna) Ha sentito? E allora, cosa aspetta a sposarlo? Che glielo portino via?
Paola - (offesa) Insinuazioni! Non porto via niente a nessuno! (Scocca un'occhiata a Saverio) Per ha una giacca che mi piace da morire.
Marinella - Pap, sei uno scandalo.
Giovanni - (a Saverio) Cosa ti dicevo, a Parigi? E' vistosa.
Saverio - Ma se sei stato proprio tu a consigliarmela!
Raimonda - (insorge) Ecco il doppio gioco! L'avevo capito da un pezzo.
Paola - (con aria idiota) Ma Raimonda, come sei nervosa!
Raimonda - (fuori di s) Non vedi che imbroglioni?
Paola - Sembri un rotolo di filo spinato.
Raimonda - Non voglio passare per scema.
Saverio - (come per un'improvvisa decisione) Io me ne vado. (Si dirige verso la porta dell'abitazione).
Anna - (decisa) Vengo con te.
Leonardo - (si alza di scatto e l'afferra per le braccia) Tu non ti muovi di qui.
Anna - (cercando di liberarsi) Mi fai male... (Saverio esita un attimo con la porta aperta, prima di uscire).
Leonardo - Tu non te ne vai. (Come un'invocazione rabbiosa) Non puoi lasciarmi solo. (La costringe a sedersi sul divano, poi si lascia andare pesantemente al suo fianco. Con uno scricchiolio sinistro il sof antico si spacca e i due finiscono in terra, quasi uno sull'altro. Tutti ammutoliscono).
Saverio - (si volta costernato) Lo sapevo che avreste finito per sfasciarmelo, quel bel sof Luigi sedici! (Buio improvviso).
Quadro terzo
E' il mattino successivo. Solo il divano rotto scomparso dallo stanzone. Tutto il resto immutato. Seduti con palese prudenza su due sedie Saverio e Giovanni discorrono tra di loro badando a tenere il tono della voce sufficientemente basso per non farsi sentire dalla casa o dal negozio. Saverio indossa un vestito scuro molto serio, come nel primo quadro.
Giovanni - (con aria preoccupata) L'unica cosa che non potevamo prevedere era che si innamorassero.
Saverio - (lo scruta) Non ti garba?
Giovanni - Obiettivamente, no.
Saverio - (mortificato) Leonardo non cattivo, in fondo.
Giovanni - Nessuno cattivo, in fondo. (Un tempo) Ma pensa a cosa stava per combinare.
Saverio - Lo abbiamo fermato in tempo. Anna ha il carattere che ci vuole per mio figlio.
Giovanni - Se si messa in testa di raddrizzarlo nessuno potr dissuaderla.
Saverio - (sollevato) Speriamo che ci riesca.
Giovanni - Ieri sera hanno parlato per pi di due ore, seduti sulla panchina. Deve averle fatto delle promesse.
Saverio - Adesso, per, che pasticcio con questi fidanzamenti! Da padre a figlio... Cosa diremo?
Giovanni - (seccato) Ti arrangerai. Chi ci ha messo in questa situazione?
Saverio - Con quella maledetta giacca, a fare la figura dell'eccentrico!
Giovanni - Era quello che volevi, no? Il meno che ti potesse costare era di passare per un pazzoide, (Sul ballatoio compare Anna).
Anna - (scura in volto) Dov' Leonardo?
Saverio - In negozio (ammicca) a fare pratica.
Anna - Quella tempra di lavoratore! Vorrei parlargli. (Spalanca la porta del negozio. Verso l'esterno) Vieni un po' qua, tu. (Compare Leonardo).
Leonardo - (guardandola estasiato) Oh, Anna!
Anna - Ieri sera mi hai tenuto un discorso sconveniente. Aspetto delle scuse.
Leonardo - (sconcertato) Anna, io credevo...
Anna - Hai mancato di rispetto alla futura moglie di tuo padre.
Leonardo - Non volevo... Che diavolo!... Ma non eravamo d'accordo?
Anna - Niente affatto. Io avevo solo un po' bevuto.
Saverio - (pronto) Anch'io.
Giovanni - Tutti avevamo bevuto.
Leonardo - E poi, io stavo parlando a te, Anna; a te, non alla matrigna.
Anna - Te ne eri dimenticato! E' questo che mi offende.
Leonardo - (completamente scombussolato) Ma non ricordi niente, allora! Delle cose che ti ho detto, sulla panchina...
Anna - Le ricordo benissimo.
Leonardo - E allora perch questo voltafaccia? Cos' successo?
Anna - Ho riflettuto. Ho capito tutto, anche Shakespeare.
Saverio - Che c'entra Shakespeare?
Anna - Il first sght , l'amore al primo sguardo... e le altre baggianate che mi hai detto dopo cena. Me l'ero sorbite come una stupida. Ma per fortuna ci ho ripensato.
Leonardo - (spaventato) Anna, ti prego!...
Saverio - (indulgente) Sciocchezze da ragazzi.
Anna - Non tanto. Perch erano calcolate. Le parole e gli effetti. (A Saverio) Lui e Marinella non vogliono che ci sposiamo. Mi vedono come il fumo agli occhi. Hai osservato le loro facce, ieri, quando parlavamo del matrimonio?
Saverio - Non se l'aspettavano.
Anna - Bene. In quel momento hanno deciso di mandarlo a carte quarantotto. Con qualunque mezzo.
Leonardo - (sincero) Non vero!
Saverio - (a Leonardo) Avresti fatto un'azione simile a tuo padre?
Leonardo - (combattuto, esasperato) No! Non per calcolo, per lo meno! Ho tutti i torti possibili, ma non questo. Sono un egoista... Pensavo a me, soltanto a me! Senza secondi fini. Cosa posso fare, perch mi crediate? (Si prende la testa fra le mani).
Anna - Contava sulla mia inesperienza. Voleva dimostrarci che il nostro sarebbe stato un matrimonio sbagliato, che mi stavo preparando un mucchio di rimpianti.
Leonardo - E' la pura verit.
Anna - Sentilo! Sono forse i giovani come te che dovrei rimpiangere? Rispondi!
Leonardo - (umiliato) Perch mi avvilisci?
Saverio - (profondamente dispiaciuto) Io non capisco cosa ci sia da arrabbiarsi tanto.
Anna - Non lo capisci? Te lo spiego: il signorino si mette in azione, fa l'innamorato, il pentito, l'uomo pieno di ardori e di buoni propositi. Riesce a turbarmi, sempre per ipotesi, dico. E quando io, cretina, rinuncio a sposarmi, lui fa un fischio alla sua vedova e tutto ritorna come prima.
Saverio - (profondamente deluso) Non posso crederlo.
Leonardo - (si avvicina a suo padre con aria supplichevole) Tu solo, pap, avresti diritto di sentirti offeso, di fare una scenata d'inferno, e invece ti limiti a dire che non lo puoi credere.
Saverio - (con finta ingenuit) Io non ho ancora capito che cosa le hai potuto dire, per farla andare su tutte le furie.
Anna - (a Leonardo) Sentilo, quel sant'uomo. Dovresti vergognarti!
Leonardo - (a Anna, reagendo) E mi vergogno, infatti, ma anche per te, per quello che hai potuto credere. E cosa dovrei dire io, allora, dopo la vostra stupida macchinazione? Credete che non me ne sia accorto? Approfittavate di avere sottomano il prototipo. Una ragazza intelligente, onesta, laboriosa... e persino bella. Me ne frego, io, della donna ideale! Me l'avete agitata sotto il naso, come una boccetta di sali. E Anna si prestata. Solo per indurmi a piantare Raimonda, beninteso, senza la minima intenzione di rinunciare a pap. Si visto, infatti. (Commosso) Ed anche giusto, intendiamoci... Perch rinunciare a pap, che l'uomo migliore del mondo? Ma almeno non faccia l'offesa, adesso! Non doveva, ecco, con me, proprio non doveva... (In fretta, eccitato) Non doveva dirmi che ha studiato Bach in conservatorio... (Esce a precipizio dalla porta di servizio. I tre rimangono esterrefatti a guardarsi in faccia senza fiatare).
Saverio - Povero ragazzo! Perch lo hai trattato cos male?
Anna - (gi pentita del suo scatto) Non credi che pensasse alla sua vedova, mentre recitava Shakespeare in inglese?
Saverio - (gli si accendono le speranze) Non sa fingere. Lo conosco. (Ricordandosi improvvisamente di qualcosa, urla) E' uscito dalla porta di servizio!
Giovanni - Che importanza ha?
Saverio - (allarmato) Ce l'ha, e come! Quando esce da quella porta corre dritto filato da Raimonda. (A Anna, esortandola) Prendi la bicicletta e cerca di raggiungerlo.
Anna - (offesa) In bicicletta?
Saverio - Sei stata tu a maltrattarlo.
Anna - (sulle spine) E va bene... Ma non vedo il bisogno di andarsi a fare consolare cos su due piedi.
Saverio - E' sempre stata la sua valvola.
Anna - Che valvola e valvola!... Dov' la bicicletta?
Saverio - In negozio. (Anna esce in fretta e furia dalla porta della bottega. A Giovanni, dopo una pausa) Cosa ne pensi?
Giovanni - Ci capisco sempre meno. (Un tempo) Poco fa, parlando di te, ha avuto un'espressione cos affettuosa...
Saverio - (esulta) Non cattivo. Anna lo cambier. (Dal negozio entra Marinella tutta affannata).
Marinella - Dov' Leonardo?
Saverio - Non lo so.
Marinella - Bisogna trovarlo. Chi ha preso la bicicletta?
Saverio - Anna.
Marinella - (stizzita) Sempre lei! Cosa se ne fa della bicicletta, se vi comprate la Maserati?
Saverio - E' andata a cercare tuo fratello.
Marinella - Lo sanno che c' Michael?
Saverio - Hanno altro da pensare.
Marinella - Il provino straordinario... Michael ha trovato il produttore e adesso cerca uno che lo finanzi.
Giovanni - (intervenendo con autorit) Dov' questo regista?
Marinella - In negozio.
Giovanni - Gli parlo io. (Esce).
Marinella - Una confusione! Raimonda chiusa in casa che ringhia, Anna sparita con la mia bici... (Un tempo) Paola in lacrime.
Saverio - Cos'ha, Paola?
Marinella - Non parla... Non ne so niente... Michael sostiene che non c' nulla al mondo come il cinema. Con un po' di cambiali si mette in moto una macchina da soldi che non finisce mai. (Entra Giovanni).
Giovanni - (a Marinella) Ecco fatto. L'ho indirizzato io dalla persona giusta. Ti aspetta per accompagnarcelo... Sbrigati. (Marinella via come una freccia. A Saverio) E adesso parliamo un po' dei nostri affari...
Saverio - (sulle spine) Non subito, ti prego... Devo uscire. (Entra in casa lasciando la porta aperta).
Giovanni - Che altro c'?
Saverio - (dall'interno) Paola si dispera e non sappiamo il motivo.
Giovanni - (sbalordito) Ti preoccupi?
Saverio - (rientra con la solita giacca di tweed ) Vado a vedere cosa le succede... (Esce a precipizio dal negozio. Un istante dopo Anna e Leonardo entrano dalla porta di servizio).
Leonardo - (circospetto, tenendo Anna per mano) Dove sono?
Giovanni - Tua sorella uscita per accompagnare il matto. Tuo padre si precipitato da una ragazza che si dispera. Mi hanno lasciato di guardia al negozio. (Con paterna esortazione) Non fate altri disastri, per piacere. (Esce).
Leonardo - (allude a Giovanni) E' pieno di preoccupazioni.
Anna - Mi sembra un po' difficile non averne, con noi.
Leonardo - (traffica col giradischi) E adesso come si fa?
Anna - (facendogli eco) Come si fa?
Leonardo - Sar un brutto colpo. (Il disco comincia a girare. Si sente il primo tempo del Concerto in la minore di Vivaldi, per violino).
Anna - (C. S.) Brutto colpo.
Leonardo - Se ripeti tutto quello che dico io non mi sei di molto aiuto.
Anna - (accennando al disco) Chi suona?
Leonardo - Menuhin. (Un tempo) Pover'uomo! Per le soddisfazioni che gli abbiamo dato, fra Marinella e me!
Anna - A Menuhin?
Leonardo - (con un'occhiataccia) A mio padre!
Anna - E' talmente buono!
Leonardo - Proprio per questo mi rimorde di pi il pensiero di ci che stiamo per fargli.
Anna - Sei pentito?
Leonardo - Anna! Cerca di capirmi.
Anna - (mutando tono) Sai cosa? Mi vedr come la tavola alla quale ti sei potuto aggrappare giusto in tempo.
Leonardo - Ma imbarazzante! Dovevi diventare sua moglie. 'E adesso andremo a dirgli di mettersi il cuore in pace, perch la matrigna me la sposo io.
Anna - Credi che non l'avesse capito? Lo sapeva ancora prima che ce ne rendessimo conto noi. I giovani si fanno delle strane opinioni sull'intelligenza dei genitori.
Leonardo - (sincero) E' l'unica ombra sulla mia contentezza.
Anna - Non lo sar pi dopo che gli avremo parlato francamente. E lo faremo subito. Adesso vado a cambiarmi. Mi hai fatto fare una sudata! Erano pi di dieci anni che non andavo in bicicletta... (Si allontana fissando Leonardo con grande tenerezza e entra in casa. Leonardo rimane un attimo a guardare la porta che si chiusa alle sue spalle, poi torna al disco. Alzata la sonorit il tema violinistico sembra invadere la scena. E' a questo punto che dalla porta di servizio entra agitata e infuriata Raimonda).
Raimonda - (aggressiva) Me lo hai mandato tu.
Leonardo - (si alza spaventato) Eh?
Raimonda - Me lo hai mandato tu, per sfottermi.
Leonardo - Chi?
Raimonda - Quell'idiota, a domandarmi centocinquanta milioni. (A Leonardo scappa da ridere) E ride, il deficiente.
Leonardo - Sapessi che voglia ne ho! Chi ti ha chiesto centocinquanta milioni?
Raimonda - Il tuo amico Michael. (Spazientita per la musica) E chiudi la trappola!
Leonardo - (ferma il giradischi) Michael? Ha portato il provino?
Raimonda - (scattando) Quale provino? Quel lurido bidonista!... E' venuto a battere cassa... Ma cosa ci ho scritto, qui (segna la fronte) che tutti tirano a fregarmi? Anche tu, senti... solo perch una ragazzina dinoccolata ha strizzato un po' le ciglia e ti ha bagnato il pullover...
Leonardo - Lascia perdere...
Raimonda - E tuo padre? Credi che non l'abbia capito subito che avrebbe finito per farla sposare a te? Me la sentivo scolare gi per il naso... Quel vecchio furbacchione, con la storia del matrimonio, ce l'ha fatta a tutti e due.
Leonardo - (drizzando le orecchie) Cosa stai almanaccando?
Raimonda - Domandalo a lui, con la passione senile andata in malora! Si finger sconvolto... E allo zio Giovanni, con quell'aria da gesuita... E alla sua ineffabile nipote...
Leonardo - (risentito) Non c'entra! Se hanno tramato qualcosa, Anna non lo sapeva...
Raimonda - L'innocentina! Preparati a una girandola di gambe accavallate e di occhiate assassine. E non niente, in confronto di quello che dovrai affrontare in seguito.
Leonardo - (impressionato) Cio?
Raimonda - Quando ti far tirare il carro con la scusa di aiutarti. E poi, a poco per volta, ti ci lascer solo. Tutte uguali, una volta che riescono a farsi sposare... (Entra Anna).
Anna - (con freddezza) Buongiorno.
Raimonda - Ero venuta a cercare suo zio.
Anna - E' in negozio.
Raimonda - Non l'ho visto... Sono passata di l. (Accenna alla porta di servizio).
Anna - (piccata) E' un ingresso speciale, a quanto mi dicono.
Leonardo - (pronto) Lo dice pap, ma non vero niente.
Raimonda - (elusiva) Bella roba, lo zio Giovanni! (Esce dalla porta del negozio).
Leonardo - (a Anna in tono calmo, ma inquisitorio) Anna, pap aveva davvero intenzione di sposarti?
Anna - Come io di sposare te.
Leonardo - Non parlare per enigmi.
Anna - Non ci pensava nemmeno.
Leonardo - Avevi proprio ragione, Anna: ci facciamo delle strane opinioni sull'intelligenza dei genitori. (Urlando) Ma cos' questa farsa?
Anna - Se urli come un facchino me ne vado subito.
Leonardo - Chi credevate di prendere in giro?... Di' un po'?
Anna - Nessuno. Tentavamo di salvare due irresponsabili. Tu e tua sorella... Non colpa mia se poi le cose hanno preso una piega che nessuno aveva previsto. Ho accettato di sposarti...
Leonardo - Chi ha parlato di matrimonio?
Anna - (piccata) Io. E credevo di averlo fatto con molta delicatezza. Ma se sei pentito, di l c' Raimonda che si sta gi arredando l'appartamento.
Leonardo - Se credi che me ne importi!
Anna - (esasperata) E l'aiuta lo zio Giovanni. Cosa aspetti a raggiungerli? (Entrano dal negozio Saverio, Paola, Raimonda e Giovanni).
Leonardo - Pap...
Anna - (sottovoce, a Leonardo) Se gli dici che hai scoperto il trucco, spiffero la storia della mensola veneziana.
Leonardo - (sbalordito, furente, a voce altissima) Ricatto, eh? Ricatto!
Saverio - Cosa succede?
Leonardo - Pap, cosa ti venuto in mente di raccontare a Anna che quando esco da quella porta... (Segna la porta di servizio). Saverio (l'interrompe) Poi ne parliamo.
Leonardo - Ma non vero niente! Saverio (con falsa ingenuit) Non vero?
Leonardo - Lo sai meglio di me, pap. Perch glielo hai detto?
Saverio - Altrimenti non avrebbe preso la bicicletta.
Leonardo - (piccato) Non c'era bisogno che si affannasse.
Anna - (furibonda) Ah, cos? Saverio (sulle spine) Poi ne parliamo.
Leonardo - Ne parliamo, sicuro! Giovanni (per sviare l'attenzione di Raimonda) I trumeaux della contessa stanno bene nel pranzo-soggiorno.
Raimonda - (di umore nero) Cosa vuole che me ne importi, dei trumeaux della contessa?
Giovanni - Ha cambiato idea?
Raimonda - Lo domandi al suo socio. Forse le ha fatto perdere il primo affare, (Gira nervosa, fingendo di interessarsi ai quadri). Saverio (a Paola) Allora, perch piangevi stamattina?
Paola - Non piangevo.
Saverio - Lo ha detto Marinella.
Paola - Ero solo un po' triste.
Saverio - Non si deve essere tristi alla tua et!... (Si pente) Ma perch si finisce sempre col parlare di et?
Paola - (lo guarda con interesse) Non si dovrebbe, davvero... (Le viene da piangere e volta il capo).
Saverio - Ricominci?
Anna - (a Leonardo, concitatamente) Andiamo via per cinque minuti. Non ci possiamo spiegare qui. Non vedi come tutto diventa complicato?
Leonardo - Le vostre bugie, sono complicate, ridicole.
Anna - Se tu sapessi com' semplice, invece! Devi credermi. Ti dir tutto per filo e per segno. Torniamo sulla panchina.
Leonardo - Cosa credi di trovare, su quella panchina?
Anna - Un po' di sincerit. E tu?
Leonardo - (ripete le parole di Raimonda) Una girandola di gambe accavallate e di occhiate assassine.
Anna - (trascinandolo verso la porta di servizio) Proprio l'unica cosa che non vedrai, scemo! (Escono insieme).
Raimonda - (che li ha seguiti con gli occhi, a Saverio) Ehi, professore, la tua fidanzata ha tagliato la corda!
Saverio - (gongolante) Ho visto. (Raimonda furente entra in negozio e Giovanni la segue). Paola (a Saverio, con decisione) Dal momento che Anna ti ha piantato potresti sposare me.
Saverio - Hai voglia di scherzare!
Paola - Ci ho pensato tutta la notte. Ho pianto, per colpa tua.
Saverio - (stupito, incredulo e spaventato a un tempo) Ma insensato!
Paola - Farti un affronto simile! Il giorno del fidanzamento!
Saverio - (cerca di spiegarle) Ma vedi, Anna e io...
Paola - Non cercare di scusarla. Che vergogna! E che cattiveria! Gi, le ragazze degli uffici...
Saverio - Ti dico che Anna non ha nessuna colpa.
Paola - Cos buono, indifeso, nelle mani di una calcolatrice, mi facevi una tenerezza! (Gli accarezza i risvolti della giacca) Perch non sposi me?
Saverio - Ma, Paola, pensi a quello che dici? Paola (con un broncio quasi infantile) Non sono poi tanto brutta. (Forte, all'improvviso, ricordandosi) E poi sono the legs .
Saverio - Ma lo sai che hai l'et di mio figlio?
Paola - Anna ha tre anni di meno: eppure l'avresti sposata.
Saverio - (preso di contropiede) E' una cosa tutta diversa...
Paola - (con tenerezza) L'ami tanto, vero? Nonostante quello che ti ha fatto, l'ami ancora tanto!
Saverio - Neppure per sogno!
Paola - Non sei pi innamorato?
Saverio - Non lo sono stato mai.
Paola - (non capisce pi. nulla) Questa poi! E perch la volevi sposare?
Saverio - Non la volevo sposare.
Paola - E allora cosa diavolo volevi da lei?
Saverio - Non te lo posso dire.
Paola - Credi che non lo immagini? (Si scosta sdegnata) Gli uomini!
Saverio - (lancia occhiate ansiose verso la porta di servizio) Non te lo posso dire... Cerca di capirmi... Non ancora...
Paola - (profondamente delusa) E io che ti commiseravo!
Saverio - (le tiene affettuosamente le mani sulle spalle) Mi dispiace.
Paola - (ricomincia ad accarezzargli i risvolti della giacca) Dopo tutto, se non avevi bisogno di farti consolare, sei stato ancora pi gentile... a venirmi a domandare perch piangevo. (Lo abbraccia. In quel momento dalla porta di servizio entrano Anna e Leonardo che li sorprendono in quell'imbarazzante posizione. Quasi contemporaneamente si spalanca la porta del negozio e entra Marinella).
Anna - (divertita, mentre i due si separano in fretta) Sei di quelli che non perdono tempo, eh, professore?
Paola - (scattando, accusatrice) Tu non hai diritto di parlare... Non potete dire niente, voi due!
Anna - Me ne rendo conto... Marinella (con vivacit) Ma io no. Io non mi rendo conto che mio padre se la faccia con tutte le ragazze che bazzicano per casa! (A Saverio) Non ti vergogni, alla tua et?... Anche Paola, adesso? (Rientrano Raimonda e Giovanni).
Saverio - (perdendo la pazienza) Ma se sei stata tu a dirmi che piangeva!
Marinella - (a Paola) E' vero. Perch piangevi?
Paola - (sul punto di ricominciare) Ero malinconica.
Marinella - (indicando il padre) Per colpa sua, eh? Cosa ti ha fatto?
Paola - Nulla. Non parlava nemmeno. Era cos preoccupato! Sono io che gli ho chiesto se mi voleva sposare.
Marinella - Ah, questa poi! (A Giovanni e Raimonda) Non lo sapevate? Il mondo pieno di ragazze la cui unica aspirazione sembra sia quella di sposare mio padre.
Paola - Non ci vedo nulla di strano.
Saverio - (accennando alla giacca di tweed ) Bisogna proprio che ci rinunci. (Se la toglie).
Giovanni - Sar meglio. (La prende e la porta in casa. Poco dopo ritorner con la vecchia giacchetta d'alpaca e aiuter Saverio a indossarla).
Saverio - E' ora che ritorni l'antiquario che ero prima.. Non si pu cambiare tutto, alla mia et. Ho impiegato quasi quarant'anni per diventare un piccolo antiquario di provincia.
Paola - (a bocca aperta) Era cos difficile?
Saverio - Dipende dalla passione che ci si mette. Non c' nulla di serio che arrivi all'uomo senza fatica.
Marinella - Io sto imparando a fare lampadari. Mi insegna il mago.
Saverio - Mio nonno aveva una bottega di cianfrusaglie...
Anna - Come i genitori di Ensor. Saverio cresciuto in un negozio di bric--brac come l'ultimo degli impressionisti.
Saverio - Ma non so tenere un pennello in mano. Ecco la differenza.
Anna - Hai imparato l'amore per la pittura, il gusto, la finezza del sentimento. Ti sei fatto un animo cos gentile che persino sprecato...
Paola - (d'impulso) Vero! Me ne sono accorta anch'io! (Ci ripensa) E tu, stupida, che lo sapevi, lo hai piantato! (a Saverio) Professore, la mia offerta sempre valida!
Raimonda - Ma senti quella cretina!
Giovanni - (a Saverio) Dovresti dirlo, ormai, che non ci pensavi nemmeno a risposarti.
Raimonda - (a Giovanni, sottovoce) Avete fatto i furbi voi due, ma in un modo o nell'altro ve la far pagare.
Saverio - (raggiante) Credo che Leonardo abbia deciso di continuare il mio lavoro.
Leonardo - (preso alla sprovvista) Non me ne intendo.
Anna - T'insegner.
Leonardo - La mia avversione era solo puntiglio. Anna me lo ha spiegato.
Raimonda - Cos' che non sa, quella?
Leonardo - Ero allergico...
Saverio - (per giustificarlo) I complessi dei giovani d'oggi.
Leonardo - Il mio inconscio protestava contro la vocazione degli antenati.
Saverio - (che non crede una parola, ma felice /oj stesso) Freud.
Leonardo - Mi sfogavo con la musica.
Saverio - Bach.
Leonardo - Che in fondo molto simile ai mob' che avevo sempre detestato.
Saverio - Trumeaux.
Paola - (candida) Ma un circolo vizioso! Cos] si ritorna al punto di partenza!
Raimonda - Non te ne accorgi che ci stanno prendendo in giro?
Saverio - Tutto merito tuo. Non te ne saremo! mai abbastanza grati. (Si guarda intorno commosso) Questa bottega... I miei nonni ci vendevano chincaglierie, frutta d'alabastro, cammei, libretti per le comunioni. Mio padre ci port certi quadri cos neri che non si distingueva il paesaggio dalla figura. Ricordo quando arriv la prima consolle che non passava dalla porta del negozio. E una specchiera che faceva ridere perch non ci si vedeva niente. Dovettero metterla qui - (segna la parete di destra) perch il nonno in negozio non la voleva. E brontolava continuamente contro le manie di pap. (Un tempo) Ci ho passato tutta la vita. (Guarda i suoi vecchi muri con tenerezza) Nascite e morti. Due guerre. Sono cambiate tante cose, fuori. Ma il vecchio emporio, con tutte le sue carabattole, non cambiato.
Anna - (riferendosi al solito argomento che va tanto caro a Saverio) Proprio come a Ostenda, eh?
Saverio - (emozionato e felice) Si dice... Mio ; padre ci and nel 1905 e ne torn col quadro che abbiamo sopra... E con l'amicizia del barone. Ecco | perch mi caro, quel dipinto.
Marinella - (che ha capito, con tono canzonatorio) Ma ieri non lo volevi vendere? Non avevi deciso di sbarazzarti della casa, del negozio... e, anche di noi?
Raimonda - (acida) Una trovata degna di Michael!
Saverio - (comicamente minaccioso) Lo far, se ricomincerete con le vostre idee balorde.
Giovanni - Cos'altro hai in testa, professore?
Saverio - Vender il quadro. Leonardo, Anna,
Marinella - (insieme, disordinatamente) E poi?
Saverio - Comprer la Maserati... E anche un'industria di abbigliamento... (Forte, trionfante) Giacche sportive!... (Ognuno si agita secondo una personale reazione. La scena si fa buia. Rimane solo un cono di luce sul giradischi che Leonardo ha rimesso in funzione. Nel silenzio improvviso si sentono le note d'un Preludio di Bach)
FINE
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