Maschere

MASCHERE

dramma in due atti

di

Roberto Santi

S.I.A.E. sez. D.O.R. n 101316

PERSONAGGI

Matteo Carucci

Alberto Dominici

Bruno Alessi

Lucia

Giulia

Il Signor Stellwag

PRIMO ATTO

Atto 1

SCENA 1

Soggiorno con mobile- bar. Una radio.

Entra in scena Alberto. E' in vestaglia da camera ed ha sotto il pigiama.

Canticchia una canzone. Si avvicina al mobile bar e si prepara una drink.

Entra Matteo. E' in accappatoio, appena uscito dalla doccia, e si sta asciugando i capelli con un asciugamani.

MATTEO "Dov' il dopobarba?"

ALBERTO "L'ho lasciato nel bagno piccolo, sulla mensola"

MATTEO "Cosa stai facendo?"

ALBERTO "Mi preparo un drink"

MATTEO "Appena sveglio? Sono solo le 9 e tu ti prepari un drink! (Alberto alza le spalle) Cos'?"

ALBERTO "Negroni, ne vuoi"

MATTEO "Figurati... non ho mai bevuto nemmeno vino a pasto"

ALBERTO "Morigerato!"

MATTEO "Alcolizzato, altro che. Tu sei un alcolizzato"

ALBERTO "Uffa, per un bicchiere..."

MATTEO "Solo un alcolizzato riesce a bere alcool appena sveglio"

ALBERTO "E' quasi un'ora che mi sono svegliato"

MATTEO "Beh, cosa cambia? Non cambia niente... un drink cos, appena sveglio..."

ALBERTO "Ma solo un goccio!"

MATTEO "E no, tu bevi troppo... una grappa la sera, l'aperitivo a mezzogiorno, un

baby alle cinque... e chiss quando non ti vedo"

ALBERTO "Non esagerare"

MATTEO "Chi riesce a bere un Negroni appena sveglio un alcolizzato"

ALBERTO "Uffa"

MATTEO "Ti verr la cirrosi"

ALBERTO "Bene, morir e starai finalmente in pace"

Matteo, offeso, esce. Alberto continua a canticchiare, guarda il bicchiere con soddisfazione. Si siede sul divano e sfoglia, distrattamente, una rivista.

MATTEO (f.c.) "Alberto"

ALBERTO "S...."

MATTEO "Sulla mensola del bagno piccolo non c' il dopobarba"

ALBERTO "No? Eppure ero convinto..."

MATTEO "Allora dov'?"

ALBERTO "Aspetta che ci penso"

MATTEO "Ah, eccolo, l'ho trovato"

ALBERTO "Bene"

MATTEO (Entra. Ha i pantaloni e sta abbotonando la camicia) "Sei disordinato..... Sei disordinato e distratto"

ALBERTO "Ti vesti gi? Devi uscire?"

MATTEO "No, solo non mi va di stare a casa in vestaglia"

ALBERTO "E che male c'"

MATTEO "Non so... fa disordianato... d l'idea di incompiuto"

ALBERTO "Ti sentissero quelli che le fabbricano e le vendono, le vestaglie..."

MATTEO "Ho sempre odiato mio padre perch in casa girava in mutande"

ALBERTO "Anche in inverno? Che coraggio"

MATTEO "Era volgare, cos... volgare e incompiuto. Lo odiavo"

ALBERTO "Pover'uomo..."

MATTEO "Quando morto non ho pianto"

ALBERTO "I veri uomini non piangono mai"

MATTEO "Provai soddisfazione"

ALBERTO "Cinico"

MATTEO "Un senso di liberazione... Lo odiavo, lo odiavo con tutto me stesso"

ALBERTO "E' tutto pronto per oggi?"

MATTEO "S, ho fatto la spesa ieri. Non ho trovato le cozze. Ho preso delle vongole.

Volevo fare gli spaghetti come quelli che abbiamo mangiato a Sestri"

ALBERTO "Oh, favolosi"

MATTEO (teneramente) "Ricordi?"

ALBERTO "Come no, erano squisiti"

MATTEO (seccato) "A che ora saranno qui?"

ALBERTO "Alle 12, credo, o prima... non so. Ho detto loro che si pranza all'una"

MATTEO "Bene, saranno qui all'una"

ALBERTO "O prima. Ho detto loro di venire quando fossero state pronte"

MATTEO "Perch? E se non saremo pronti?"

ALBERTO "Aspetteranno"

MATTEO "Avrei preferito un'ora precisa... Che vino metto in frigo?"

ALBERTO "Un bianco... scegli tu"

MATTEO"Non stai dimenticando niente?"

ALBERTO "Come? Ah... vero, sei astemio... metti un bianco delle Cinque Terre,

andr benissimo, ce n' ancora in dispensa"

MATTEO "Volevo dire... Vaffanculo!" Esce.

ALBERTO "Come?" Alberto continua a sfogliare la rivista.

Suona il campanello della porta. Dopo qualche secondo Matteo rientra con il giornale.

ALBERTO "Chi era?"

MATTEO "La signora Marta, ha portato il giornale. Tieni" Glielo lancia in malo modo.

ALBERTO "Ehi, che modi! Sei arrabbiato?" Raccoglie il giornale e lo guarda, scorrendo rapidamente i titoli. Ne legge uno ad alta voce e lo commenta brevemente.

Matteo, imbronciato sta in un angolo.

MATTEO "Non me ne importa niente"

ALBERTO (continuando a guardare il giornale) "Ti sei svegliato male... s, s, ti sei... (guarda in alto la data del quotidiano) ti sei.... ehi... ma...( Appoggia il giornale, si alza, si dirige verso Matteo, che abbassa lo sguardo nella direzione opposta, appoggia una mano sulla spalla di Matteo, che si ritrae) Buon compleanno (Matteo non si smuove) Buon compleanno"

MATTEO (con gli occhi lucidi) "Te ne eri dimenticato"

ALBERTO "Sai, con tutto quello che ho da fare"

MATTEO "Tu non mi vuoi bene"

ALBERTO "Ma cosa dici, stupido (gli alza il viso dolcemente con la mano fino a

guardarlo negli occhi) Ti amo, lo sai"

MATTEO "Ma te ne sei dimenticato lo stesso"

ALBERTO (stringe a s Matteo e gli accarezza i capelli) "Stupido, io ti amo....

stupido"

Matteo volge finalmente lo sguardo verso Alberto. Si baciano con passione, poi si guardano teneramente restando abbracciati. Alberto bacia Matteo sulla fronte, sugli occhi, sul naso, sulle guance, sul mento.

MATTEO "Come si pu amare una persona e dimenticare il suo compleanno? Sei

distratto. Distratto e disordinato... ci sono rimasto male"

ALBERTO "Non ti muovere, aspettami qui" .

MATTEO "Perch?"

ALBERTO (allontanandosi) "Aspettami qui" Esce. Dopo qualche istante rientra tenendo un pacco tra le mani, dietro alla schiena. Appena rientrato si ferma. Matteo intuisce. Si rasserena.

ALBERTO "Chiudi gli occhi.... ( Si avvicina a Matteo e gli porge il pacco) Ora puoi riaprirli"

MATTEO "Alberto... ci avevi pensato... ci avevi pensato... ci avevi pensato...."

ALBERTO "Aprilo, dai!"

Matteo apre il pacco con curiosit. E' felice. Trova nel pacco un maglione, che stringe a s piangendo di commozione. Abbraccia Alberto. Si scambiano effusioni e, tenendosi per mano, si accomodano sul divano

ALBERTO "Sei ancora triste?"

MATTEO "No, per potevi dirmelo subito, stamattina"

ALBERTO "E la sorpresa?"

MATTEO "Tu sai che adoro le sorprese"

ALBERTO "Certo, come potrei dimenticarlo. Sei un bambino"

MATTEO "E tu un bugiardo"

ALBERTO "No, io sono il sole e tu la pelle"

MATTEO "Io sono la farfalla e tu il fiore"

ALBERTO "Io sono... la perla e tu l'ostrica"

MATTEO "Io... io sono lo scoglio e tu il mare"

ALBERTO "Io sono il gabbiano e tu... la spazzatura"

MATTEO "Tu sei uno stronzo"

ALBERTO "E tu un moscone"

MATTEO "Sei uno stronzo, ma ti amo"

ALBERTO "Anch'io mi amo"

MATTEO "Quando provi piacere mi riempi l'anima"

ALBERTO "L'anima?"

MATTEO "S, sentirti fluire dentro di me mi d una sensazione stupenda. Sento sciogliermi il cuore"

ALBERTO "Anima... cuore... mai sentiti usare come sinonimi di..."

MATTEO "Non dirlo, mi offenderei"

ALBERTO "Permaloso"

MATTEO "Tu non mi dici mai cose carine"

ALBERTO "Non ci sono portato, lo sai"

MATTEO "Nascondi i tuoi sentimenti. A me, ma anche a te stesso"

ALBERTO "Non ti nascondo niente. Lo sai che ti amo"

MATTEO "Mi farebbe piacere sentirmelo dire pi spesso, ma so che purtroppo sei fatto cos. Sono convinto che tu hai paura di aprirti con me, come se questo ti costringesse a guardarti dentro"

ALBERTO "Forse hai ragione. A volte penso che se mi conoscessi a fondo non mi

piacerei pi"

MATTEO "Ma no, non volevo dire questo. Tu sei meraviglioso"

ALBERTO "Dici cos perch sei innamorato"

MATTEO "No, ne sono convinto. Ti stimo, e lo sai"

ALBERTO "Adulatore"

MATTEO "Non scherzare sempre"

ALBERTO "Mi difendo"

MATTEO "Ti fa paura darti tutto, lo so... A volte ho la sensazione che non ti fidi di

me"

ALBERTO "Ma che dici?"

MATTEO "S, non ti fidi... Tu non ti lasci mai andare completamente"

ALBERTO "Conservo i miei anticorpi"

MATTEO "Ti difendi da me o dal tuo amore?"

ALBERTO "Sento pudori profondi..."

MATTEO "Ma amarsi concedersi. Che senso ha amare e non darsi

completamente?"

ALBERTO "Difendo la mia privacy. A pensarci non sono mai stato completamente di

nessuno"

MATTEO "Alberto, non lo comprendi? Ogni volta che tu alzi barriere per difenderti dai tuoi sentimenti mi ferisci"

ALBERTO "Non farci caso, tesoro"

MATTEO (sorridendo) "Ho voglia di fare l'amore"

ALBERTO "Anch'io (suona il campanello della porta. Matteo scatta per andare ad aprire, Alberto lo trattiene) Non andare"

MATTEO "E se fossero loro?"

ALBERTO "Impossibile, troppo presto. Non aprire"

MATTEO "No, vado (si alza e si avvia alla porta) Mi resterebbe l'ansia tutto il giorno, non sapessi chi " Esce.

Atto 1

SCENA 2

Entrano Bruno e Matteo, ridendo.

ALBERTO "Ciao, Bruno, gi in giro a quest'ora?...Cosa avete da ridere?"

MATTEO "Bruno il solito stronzo"

BRUNO (effeminato) "Ma che cazzo vai dicendo, vecchia checca... (normale) A proposito, buon compleanno, Matteo (lo bacia sulle guance) Quaranta, eh..."

MATTEO "Comincia la discesa"

BRUNO "Non ti ho portato nessun regalo perch sono in bolletta"

ALBERTO "Come al solito. Ma che avevate da ridere poco fa"

MATTEO "Raccontaglielo, Bruno"

BRUNO "Entro gi nel portone e mi trovo di fronte la signora Marta che sta lavando per terra. Lei mi guarda sospettosa come al solito, e io -Buongiorno signora Marta, come va?- e lei -Bene, e lei?- e io -Oh, non mi dica niente- mi intristisco- ho ritirato ieri le analisi del sangue- e lei, mettendosi sull'attenti col bastone... sembrava un soldato di guardia- Del sangue? E cosa dicono?- e io, preoccupato- niente, niente- e singhiozzo, e lei- Perch piange?- e io, prendendole le mani -Sono... sono...- mi ci inginocchio davanti e le abbraccio le gambe e il bastone- Sono sieropositivo"

MATTEO (ridendo) "Che delinquente..."

BRUNO "Lei lancia un urlo -Dio mio!- si divincola, si libera e scappa via, inciampa nel secchio che si rovescia e si barrica in portineria"

ALBERTO "Sei il solito figlio di puttana"

BRUNO "A proposito di sieropositivi, morto Nicola"

ALBERTO "Cosa???"

MATTEO "Nicola, chi?"

ALBERTO "Nicola Benelli?"

BRUNO "S, proprio lui, poveraccio"

MATTEO "Nooo, quando?"

BRUNO "Una settimana fa. L'hanno sotterrato luned"

ALBERTO "Cazzo, non l'abbiamo saputo!"

BRUNO "Ai funerali non c'era un cane, n suo padre n sua madre e neppure sua sorella"

MATTEO "Nemmeno suo cugino?... come si chiama... Angelo, nemmeno lui?"

BRUNO "No. Solo io e Francesca abbiamo seguito il carro funebre fino al cimitero"

ALBERTO "Solo... rimasto solo anche l"

MATTEO "Hanno paura di contagiarsi con il carro funebre, evidentemente"

BRUNO "Anche il prete. Ha benedetto la bara spruzzando l'acqua da due metri di

distanza"

ALBERTO "Povero Nicola"

MATTEO "Te lo dico sempre di stare attento"

ALBERTO "Cosa vuoi dire?"

MATTEO "Mi tradisci con cani e porci. Potresti infettare anche me"

BRUNO "Vecchia bagascia, cos te la spassi?"

ALBERTO "Matteo esagera, come sempre"

MATTEO "Esagero un corno! Credi che non lo sappia? Che non me ne accorga? Lo capisco quando vai con qualcun altro, l'odore che hai addosso, lo sguardo, il modo di salutarmi"

BRUNO "Complimenti, tenente Colombo!"

ALBERTO "Guarda che inventa tutto. Oggi gi di giri perch compie quarant'anni,

tutto l"

MATTEO "Eh no. Lo capisco benissimo quando sei stato con qualcun altro. E succede spesso"

ALBERTO "E perch non mi hai mai detto niente?"

MATTEO "Sei tu che non ne vuoi parlare. Ogni volta che accenno a questo tu... silenzio. Silenzio o cambi discorso. Dio come sei bravo a cambiare discorso. Io quasi non me n'accorgo e mi trovo a parlare d'altro"

ALBERTO "Se non stai scherzando mi preoccupo"

MATTEO "Non sto scherzando. Tu te la fai con cento uomini e donne"

BRUNO "E donne??? Mio dio!!!"

ALBERTO "Vedi che esageri sempre? Quando prepariamo il pranzo?"

MATTEO "Ecco, ti ho beccato! Vedi, Bruno, cambia discorso"

BRUNO (guardando l'orologio) "Non direi, effettivamente l'ora di cominciare a cucinare"

MATTEO "Che cazzo ne sai tu dell'ora che dobbiamo cucinare? Siete d'accordo?...... (ad Alberto) Parla, cristo! D qualcosa... tu affogherai nei tuoi silenzi"

ALBERTO "Oggi vengono Lucia e Giulia. Sono nostre ospiti. Ti fermi anche tu?"

BRUNO "Loro due?"

ALBERTO "S"

BRUNO "Sono gi state qui?"

ALBERTO "No, la prima volta che vengono a farci visita dopo che Matteo ed io ci siamo messi insieme"

BRUNO "Un bel tuffo nella nostalgia"

ALBERTO "Ma che dici, tutto risolto ormai"

MATTEO "Nessun problema. Ci siamo capiti da tempo"

BRUNO "Un tte tte a quattro ex... se non nostalgia son tuffi in un mare di sensi

di colpa"

ALBERTO "Ma va l, un incontro tra vecchi amici. Niente pi. Fermati, dai"

BRUNO "No, grazie. Resto della mia opinione e poi devo correre a casa. Mangio un boccone di corsa e poi voglio provare la maschera"

ALBERTO "Maschera?"

MATTEO "Non carnevale"

BRUNO "Lo so"

ALBERTO "Che novit ?"

BRUNO "Proprio una novit. Sono appena arrivate in Italia dalla Germania. Non ho capito bene il funzionamento. Il signor Stellwag, rappresentante della ditta che le commercializza, ha provato a spiegarmelo, ma non ho capito granch. So solo che sono uno sballo"

MATTEO "Ora mi stai incuriosendo"

ALBERTO "Io non ci ho ancora capito niente"

BRUNO "Allora: mi ha parlato di questa cosa Francesco, che stato di recente a

Berlino per lavoro"

ALBERTO "S, lo sapevo. E' gia tornato?"

BRUNO "Tre giorni fa. Mi ha raccontato di questa cosa. Insomma: c' questa ditta che non so pi come diavolo si chiama, che produce queste maschere. Ce ne sono diversi tipi per le diverse esigenze: quella della felicit, della verit, della nostalgia... insomma, vari sentimenti. Per ora fanno una vendita porta a porta, e qui da noi c' il signor Stellwag, di cui ti dicevo"

ALBERTO "Come si contatta?"

BRUNO "Sta all'Hotel Sereno. Io l'ho chiamato. E' venuto ieri a casa mia, mi ha mostrato le maschere, me le ha fatte provare e ho comprato solo quella della felicit. A parte che ero in bolletta era l'unica che mi prendeva veramente"

MATTEO "Cosa si prova, indossandola?"

BRUNO "E' una sensazione bellissima... Tutte le cose sembrano sorriderti. Stai bene"

ALBERTO "Puoi farmela provare?"

BRUNO "Non ce l'ho ancora. Quando venuto da me il signor Stellwag ne aveva solo una di prova. Mi ha detto che me la far avere oggi. Credo che la trover in portineria al mio ritorno"

ALBERTO "Hai il numero di telefono?"

MATTEO "Mica vorrai..."

BRUNO "Non lo ricordo, ma sull'elenco. Hotel Sereno"

MATTEO "A me non va di immischiarmi in questa faccenda"

BRUNO "Non mica una cosa pericolosa!"

ALBERTO "Lascia fare a me, lo convinco io"

MATTEO "Mai"

BRUNO "Uh! s' fatto tardi. Magari la maschere gi arrivata. E poi non vorrei rischiare di incontrare le ex. Vado. In bocca al lupo, gente" Esce.

Atto 1

SCENA 3

MATTEO "Non vorrai mica chiamarlo sul serio?"

ALBERTO "Perch no? Lo facciamo venire qui, proviamo, se non ci convince non prendiamo niente" Dicendo questo, si avvia a consultare l'elenco telefonico.

MATTEO "Non sei felice cos?"

ALBERTO "Non riesci a vederlo semplicemente come un gioco? Albergo.... ecco: Albergo Sereno... 8754832" Compone il numero.

MATTEO "Hai bisogno di una maschera per sentirti felice"

ALBERTO "Pronto... Hotel sereno... Cercavo il signor Stellwagg... s, attendo. Che fortuna appena rientrato"

MATTEO "Capirai, che culo..."

ALBERTO "Pronto... Signor Stellwag? Buongiorno, mi chiamo Alberto Dominici

abito qui, in via degli Oleandri numero 15 interno 5. Sono interessato alle sue maschere... direi quella della felicit e quella della verit... Certo, va bene... Alle 15? S, va benissimo. Via degli Oleandri numero 15 interno 5. L'attendo, arrivederla"

MATTEO "Non mi dai mai retta. Il mio parere non mai importante per te. E poi, alle tre saranno ancora qui Giulia e Lucia"

ALBERTO "Ebbe? Si divertiranno con noi"

Suona il campanello.

ALBERTO "Vai un po' a vedere chi "

MATTEO avviandosi alla porta "Saranno loro?"

ALBERTO "Se non apri non lo scoprirai mai"

MATTEO "Non siamo ancora pronti"

ALBERTO "E' ancora presto. C' tempo"

MATTEO "Come mai saranno arrivate cos presto?"

ALBERTO "Ma se non sai neppure se sono loro?"

MATTEO "E se lo fossero?"

Suona il campanello.

ALBERTO "Ti sbrighi?"

MATTEO "Accidenti dobbiamo ancora cominciare a preparare"

ALBERTO "Ho capito. Vado io"

MATTEO "No! tu sei ancora in vestaglia. Vado" Va ad aprire.

Atto 1

SCENA 4

Fuori campo

LUCIA "Pensavamo che non ci fosse nessuno"

GIULIA "Ciao, Matteo"

MATTEO "Ciao, Giulia. Ciao Lucia. Scusate se vi ho fatto aspettare"

LUCIA "Beh? Non ci fai entrare?"

MATTEO "Oh, s. Scusate. Prego, accomodatevi"

Entrano

MATTEO "Erano proprio loro"

LUCIA "Ciao Alberto"

ALBERTO "Ciao" Si fa incontro alle due. Bacia sulle labbra Lucia "Ti trovo stupenda"

Matteo si fa scuro in volto.

LUCIA "Ma se faccio paura. Sembro sputata dalla balena"

ALBERTO baciando sulle guancie Giulia. "Ciao, Giulia, come va?"

GIULIA "Vedo che vi siete sistemati bene"

LUCIA "Insomma... Riconosco il gusto obbrobrioso di Alberto"

ALBERTO "Veramente all'arredamento ha pensato Matteo"

MATTEO "S, ho scelto tutto io"

GIULIA "E' grazioso. Non fare caso a quello che dice Lucia"

MATTEO "Grazie"

LUCIA "Cosa vorresti dire? Beh? Ve ne state l impalati? Non ci fate accomodare?"

ALBERTO "Certo, sedetevi dove volete"

LUCIA (sedendosi sul divano ) "Comodo, per, non l'avrei detto"

ALBERTO "Vedi che non ci si deve fermare alla prima impressione?"

LUCIA "Non ci offrite da bere? Ho una sete! Vero, Giulia?"

MATTEO "E che ne sa Giulia se hai sete?"

LUCIA "Sempre carino... Neh?"

ALBERTO "Cosa vi servo? Va bene un aperitivo?"

GIULIA "A me s"

LUCIA "Vada per l'aperitivo. Analcolico, mi raccomando"

MATTEO "Li preparo io"

Lunghi attimi di silenzio. I tre non sanno dove guardare.

MATTEO ritornando con i bicchieri "Una bella giornata, vero?"

GIULIA "S"

LUCIA "Dipende dai gusti"

ALBERTO "Insoddisfatta anche del tempo?"

LUCIA "Sai che a me piace la pioggia"

MATTEO "Io preferisco il bel tempo"

ALBERTO "Anch'io"

GIULIA annuisce in silenzio.

Lunghi attimi di silenzio. I tre non sanno dove guardare.

MATTEO "E' morto Nicola"

GIULIA "Nicola chi?"

ALBERTO "Nicola Benelli"

GIULIA "Non l'ho saputo, altrimenti sarei andata al funerale"

MATTEO "Ci ha detto Bruno che non c'era nessuno, al funerale"

LUCIA "Se l' cercata. Chi ve l'ha detto? Bruno? E' una vita che non lo vedo"

ALBERTO "E' andato via poco prima che arrivaste voi"

LUCIA "Bell'elemento. E' morto di AIDS, vero?"

MATTEO "S. Era solo un anno che si era ammalato"

GIULIA "Ha fatto presto"

LUCIA "Non hai anche delle patatine?"

MATTEO "No"

LUCIA "Noccioline?

MATTEO "Nemmeno"

LUCIA "Ci accontenteremo dell'aperitivo"

ALBERTO "Troppo buona"

LUCIA "Trovi?"

MATTEO "Come ti va il lavoro, Giulia?"

GIULIA "Abbastanza bene. Sono un po' stanca. Vorrei andare in ferie, ma non posso perch la mia collega malata, cos sono sola in ufficio. E a te come va?"

MATTEO "Me la cavo. Non facile ricominciare a quarant'anni un nuovo lavoro. Ma mi piace"

GIULIA "Hai risolto i problemi col tuo capo?"

MATTEO "Non del tutto. Ogni tanto mi prende in giro. I soliti stupidi pregiudizi. Ci sono giorni in cui mi sento ferito, ma cerco di non farci caso. E' troppo importante per me questo lavoro"

ALBERTO "Vedo che avete cose interessanti da dirvi. Intanto mostro la casa a Lucia. Vieni"

LUCIA "Ah! C' dell'altro? Pensavo fosse tutta qui"

ALBERTO "No, anzi. E' troppo grande per riuscire a tenerla in ordine. Intanto

iniziamo a preparare il pranzo"

LUCIA "Hai capito, il profittatore.Credevo di essere ospite"

MATTEO "Dovevo prepararlo io"

ALBERTO "Non ti preoccupare. Seguiremo la ricetta. Lucia una brava cuoca"

LUCIA "Ma se quando stavamo insieme mi dicevi sempre che ero un schiappa in

cucina!"

ALBERTO "Mi sono ricreduto"

LUCIA "Meglio tardi che mai. Vieni" Escono.

Atto 1

SCENA 5

MATTEO "Dovevo prepararlo io il pranzo"

GIULIA "Lo farai un'altra volta"

MATTEO "Ci tenevo"

GIULIA "Farai da mangiare tutti i giorni..."

MATTEO "S, mi occupo io della cucina. Alberto non capace neppure di fare un

th"

GIULIA "Dimenticavo... Buon compleanno Estrae dalla borsa un pascchetto e glielo porge Tieni. E' per te."

MATTEO "Te ne sei ricordata? Cos'? Lo apro subito........"

GIULIA "Una sciocchezza, ma spero ti faccia piacere"

MATTEO "Bello! Grazie... Mi serviva proprio"

GIULIA "Sono contenta che ti piaccia"

MATTEO "S, s, grazie. Posso?" Le d un bacio sulla guancia.

GIULIA "Come ti va?"

MATTEO "In che senso"

GIULIA "Mi riferivo a questa situazione"

MATTEO "Bene. I primi giorni non stato facile organizzarci, ma poi..."

GIULIA "E i vicini? Quando abbiamo chiesto indicazioni alla portinaia ci ha

squadrato come bestie rare, ci ha indicato l'interno ed scomparsa in fretta"

MATTEO "Beh... Effettivamente... la portinaia... Ma anche gli altri, sai? Solo una coppia giovane che venuta qui da poco ci rivolge la parola. Abitano proprio qui, nell'appartamento accanto al nostro. Gli altri non ci salutano neppure"

GIULIA "Sei felice?"

MATTEO "S, Alberto mi vuole bene. E' questo l'importante per me. E tu?"

GIULIA "Beh, capirai, anche per me i primi tempi non stato facile. Avevo il

vestito pronto, non lo ricordi? L'ho buttato via"

MATTEO "Con quello che l'avevi pagato..."

GIULIA "Per scaramanzia.... o per rabbia... Non ricordo"

MATTEO "Non dovevo fartelo, vero?"

GIULIA "Ho anche dovuto restituire i regali, disdire il ristorante, le bomboniere, la tipografia"

MATTEO "Che gran casino!"

GIULIA "Tu ti eri volatilizzato"

MATTEO "E i tuoi? Non li ho pi visti"

GIULIA "Meglio cos. Mio padre ancora del diavolo. Non gli ho neppure detto che venivo qui"

MATTEO "E tua madre? Le volevo bene"

GIULIA "Oh, anche lei te ne vuole. Sar perch ha sempre desiderato un maschio... Lei ti ha giustificato. Ti dir che mi ha aiutato molto. Mi ha detto di salutarti"

MATTEO "Ringraziala. Forse le telefoner"

GIULIA "Ne sarebbe contenta. Quando mi hai telefonato domenica scorsa non mi sembravi sereno"

MATTEO "Ero un po' gi. Mi capita, a volte"

GIULIA "Spesso?"

MATTEO "Avevo litigato con Alberto..."

GIULIA "Preferisci non parlarmene?"

MATTEO "Era ritornato molto tardi a dormire... erano le due e mezzo passate"

GIULIA "Succede spesso?"

MATTEO "Ha molti impegni... Ma io non riesco a dormire se lui non c' e cos sto a pensare... pensare..."

GIULIA "Ci litighi spesso?"

MATTEO "E'... disordinato"

GIULIA "Lo conoscevi anche prima"

MATTEO "S, ma non si conosce mai abbastanza la gente"

GIULIA "E' cos grave?"

MATTEO "Preferirei non parlarne"

GIULIA "Come vuoi, ma sai che con me puoi parlare. Ti conosco bene. C' qualcosa che non va"

MATTEO "Ho il sospetto che mi tradisca"

GIULIA "Perch?"

MATTEO "Piccoli segnali che ho imparato a riconoscere"

GIULIA "Ne hai mai parlato con lui?"

MATTEO "Ogni volta che ci provo cambia discorso. Oppure tace. E' capace di silenzi infiniti. Poi mi guarda teneramente e io... mi sciolgo, non capisco pi niente"

GIULIA "Gli vuoi molto bene"

MATTEO "Lo amo da morire"

GIULIA "E lui ti ama altrettanto?"

MATTEO "S, s... ma in un modo diverso... Lui non sa darsi completamente"

GIULIA "Amare vuol dire anche accettarsi per come si "

MATTEO "E io l'accetto... ma... mi chiedo perch. So che non stata una scelta facile nemmeno per lui"

GIULIA "Certo, e tu lo sai che l'ho rispettata per questo"

MATTEO "S, lo so"

GIULIA "Soffri?"

MATTEO "A volte sono felice"

GIULIA "E' un po' poco..."

MATTEO "Mi basta. I momenti di felicit mi ripagano. Dimentico facilmente, e questa una fortuna. Chiss che cosa staranno combinando quei due"

GIULIA "Vado a vedere"

MATTEO "S, io intanto scendo a comperare le sigarette, sono rimasto senza. Risalgo tra un momento" Esce.

GIULIA "Lucia... Alberto... Cosa state cucinando di buono?" Esce dalla parte opposta.

Atto 1

SCENA 6

Rientra Giulia sconvolta.

Poco dopo entra Lucia in lacrime. Dietro di lei Alberto.

LUCIA "Chiss come mi giudicherai, Giulia"

GIULIA "Non sono abituata a giudicare"

ALBERTO "Ma cosa ti prende?"

GIULIA "Sei uno stronzo"

ALBERTO "Quante storie... Non forse mia moglie?"

GIULIA "Lo era. Ora stai con Matteo. Tu lo fai soffrire"

LUCIA "E fai soffrire anche me. Ancora"

ALBERTO "Non ti ho mica violentata! Sembrava ti piacesse"

LUCIA "Sei un verme"

GIULIA "Beh... anche tu... sei adulta abbastanza per capire cosa vuoi"

ALBERTO "Non dire niente a Matteo"

GIULIA "No di certo. Dovresti essere tu a chiarire con lui i tuoi sentimenti"

LUCIA "Perch l'hai fatto?"

ALBERTO "Oh bella.. e tu dov'eri?"

LUCIA "Mi hai guardata in quel modo... Mi sembrava di rivedere nel tuo sguardo l'amore. Era come allora. Che stupida... che stupida... perch mi hai guardato con quegli occhi? Che stupida, eppure avevo imparato a capire le tue bugie. Ma con gli occhi... Dio come sai fingere con gli occhi"

ALBERTO "E tu come sei brava a recitare il tuo dramma"

GIULIA "Piantala, Alberto!"

ALBERTO "E no, non la pianto! Non ho mai sopportato il suo atteggiamento da

vittima"

LUCIA "Vorresti dire che mi hai lasciata per questo?"

ALBERTO "S, soprattutto per questo"

LUCIA "No. Tu non mi amavi. Non mi hai mai amato. Tu... Tu non sei capace di amare"

ALBERTO "Ti amavo. Eccome ti amavo. Ma l'amore non eterno, lo sai benissimo anche tu, anche se hai sempre finto di non crederci"

LUCIA "No, tu non sei capace di amare. Tu sai solo prendere. Quando credi di amare qualcuno in realt rifletti nell'altro lo smisurato amore che provi per te stesso"

GIULIA "Andiamo, Lucia. Vieni"

LUCIA "S, andiamo"

Escono.

Atto 1

SCENA 7

Alberto si versa da bere.

Poco dopo entra Matteo.

MATTEO "Sono sceso a prendere le sigarette. Te lo ha detto Giulia?"

ALBERTO "Se ne sono andate"

MATTEO "Andate?? E il pranzo?"

ALBERTO "Oh, non avevamo ancora preparato niente"

MATTEO "Perch se ne sono andate?"

ALBERTO "Ha... avuto un incidente un carissimo amico di Lucia. Le hanno

telefonato e lei ha voluto correre subito all'Ospedale"

MATTEO "E Giulia?"

ALBERTO "Ha accompagnato Lucia. Capirai, era sconvolta"

MATTEO "Mi spiace davvero. Chi questo amico?"

ALBERTO "Non lo conosci"

MATTEO "Ritorneranno?"

ALBERTO "Hanno detto di no.... Perch.... Giulia veva un impegno nel pomeriggio... Hanno detto che sar per un'altra volta"

MATTEO "Pazienza. Ci prepariamo il pranzo?"

ALBERTO "Certo. Mica vorrai buttar via tutto quel ben di Dio!"

MATTEO "Vado in cucina. Mi dai una mano?"

ALBERTO "Aiuto cuoco a rapporto. Si accomodi, chef"

MATTEO "Mi segua, sguattero!""

Escono.

SIPARIO

SECONDO ATTO

Atto 2

SCENA 1

Matteo sta leggendo il giornale. Alberto si sta versando da bere in un bicchiere.

MATTEO "Non hai bevuto abbastanza a pranzo?"

ALBERTO "Se hai intenzione di ricominciare la solita ramanzina me ne vado di l"

MATTEO "Uffa.. No, sto zitto. Cos'?"

ALBERTO "Un amaro. Ne vuoi un po'?"

MATTEO "Per l'amor di Dio! Mi farebbe vomitare. Potresti sentire Lucia per sapere come sta il suo amico"

ALBERTO "Cosa vuoi che m'importi"

MATTEO "Non riesco a capire se sei cinico davvero o se tutta una posa"

ALBERTO "Non lo saprai mai"

Suonano al campanello di sotto.

ALBERTO "Stai pure, vado io" Esce.

MATTEO "Cosa successo? Solitamente mandi me"

Rientra Alberto.

ALBERTO "E' Il Signor Stellwag. Sta salendo"

MATTEO "E' gi qui?"

ALBERTO "Puntuale come un orologio svizzero... Anzi tedesco"

MATTEO "Non so perch ma mi sento agitato"

ALBERTO "Datti una calmata. Lo stiamo a sentire. Poi decidiamo. Mica siamo

obbligati a comprare"

MATTEO "Non ti conoscessi... Quando ti metti in testa una cosa tu..."

Suonano al campanello della porta.

Alberto esce.

MATTEO "Vai tu"

Atto 1

SCENA 2

Fuori Campo

STELLWAG "Il Signor Alberto Dominici?"

ALBERTO "S, sono io. Si accomodi"

Rientra Alberto con il Signor Stellwag.

STELLWAG "Buongiorno"

ALBERTO "Le presento il mio amico Matteo Carucci. Matteo... il Signor Stellwag"

MATTEO "Buongiorno"

STELLWAG "Chi vi ha detto che ero qui in citt?"

ALBERTO "Un nostro amico, Bruno Alessi. E' stato da lui ieri"

STELLWAG "Oh, lo ricordo molto bene. Una persona simpaticissima"

ALBERTO "Beve qualcosa?"

STELLWAG " No, grazie"

MATTEO rivolto ad Alberto "Hai perso unoccasione"

ALBERTO "Mi ha incuriosito molto Bruno parlandomi delle due maschere"

STELLWAG "Incuriosisce molti. IL prodotto sta avendo un grande successo in tutto il mondo. Incontriamo qualche resistenza nei paesi orientali"

MATTEO "Non hanno bisogno di maschere laggi?"

STELLWAG "E una questione di cultura Ma sfonderemo anche l. Chi non ha bisogno di maschere"

ALBERTO "Mi sembra molto sicuro del suo prodotto"

STELLWAG "Quando le avr provate capir perch"

MATTEO "Io io non ho bisogno di maschere"

ALBERTO "Matteo"

STELLWAG "Tutti indossiamo maschere, caro Matteo. Purtroppo, o per fortuna, non ce ne accorgiamo"

MATTEO "Vuole dire che abbiamo tutti qualcosa da nascondere?"

STELLWAG "Da dissimulare, direi Gli attori, ad esempio, le potrebbero spiegare che il nascondersi dietro una maschera libera lo spirito. Non si mai mascherato lei?"

MATTEO "A Carnevale, ma tanti anni fa"

STELLWAG "Allora credo non avr difficolt a ricordare lemozione che dava Ci pensi su e vedr"

ALBERTO "Ma che razza di maschere ci va proponendo?"

STELLWAG "Se mi permette glielo spiego"

ALBERTO "Le ha con s?"

STELLWAG "S, le ho qui con me. Un prodotto veramente speciale. Un brevetto

tedesco e la mia ditta, modestamente, ha l'esclusiva della distribuzione"

ALBERTO "Potremmo vederle?"

STELLWAG "Ma certo. Sono qui per questo"

MATTEO "Ma come funzionano?"

STELLWAG "Vede? Qui all'interno, dove la maschera aderisce sulla fronte, ci sono

dei circuiti integrati miniaturizzati che inviano al cervello impulsi elettrici attraverso queste piccolissime placche"

MATTEO "E' pericoloso?"

STELLWAG "Ma no! Si tratta di impulsi a voltaggio ridottissimo. Sentir che non si

avverte nessuna sensazione sulla pelle . Questi impulsi sono per in grado di stimolare o inibire, a seconda dei casi, i messaggi neurochimici che collegano le cellule cerebrali"

ALBERTO "Mah... Detta cos sembrerebbe una faccenda pericolosa"

STELLWAG "No.. ci mancherebbe! L'effetto assolutamente reversibile. Esiste una voluminosa documentazione al riguardo (mostra un libro o un dpliant ) Come pu vedere le sperimentazioni sono state condotte nei pi importanti centri di neurofisiopatologia tedeschi. Universit di Berlino... Colonia... Monaco... Centri qualificatissimi. Le posso garantire che il prodotto assolutamente innocuo"

MATTEO "S, innocuo... Ma qual' l'utilit di un simile prodotto?"

STELLWAG "Ma non l'immagina? Pensi che la maschera della felicit ha sostituito in questi centri tutti i farmaci per il trattamento della depressione e con risultati sorprendenti"

ALBERTO "Possono dare dipendenza?"

STELLWAG "I neurofisiologi lo escludono. Ma immaginate le prospettive che tale scoperta pu aprire nel campo di tutta la patologia psichiatrica. E immaginate l'applicazione nella cura delle tossicodipendenze!"

MATTEO "S, ma perch estendere il commercio di queste maschere al di fuori del campo medico?"

STELLWAG "Perch abbiamo intravvisto ampissime possibilit di mercato. Del resto, capir, i costi di ricerca sono stati veramente altissimi... Posso comunque mostrarvi tutte le autorizzazioni governative. E poi pensate che la maschera della verit, per esempio, sta diventando il gioco di societ pi esclusivo in Germania"

ALBERTO "Mi fa provare quella della felicit?"

STELLWAG "Volentieri, tenga" Gliela porge e Alberto l'indossa.

ALBERTO "Non sento niente"

STELLWAG "Attenda un attimo e vedr"

ALBERTO "Ma... ma... vero! E' vero! Che sensazione stupenda. Provala, Matteo"

MATTEO "No, grazie, non mi va?"

STELLWAG "Non sono stato convincente? Vuole provare la maschera della verit?"

ALBERTO "Dai, Matteo!"

MATTEO "No. Ho detto che non mi va"

ALBERTO "Non fare lo stupido... Dai!"

STELLWAG "La prego, signore, un attimo solo"

ALBERTO "Inutile che insista. E' un testardo"

MATTEO "Dia qua (la indossa ) Ecco... soddisfatti?"

STELLWAG "Soddisfatto deve essere lei"

ALBERTO "Cosa provi?"

MATTEO "Nessuna sensazione particolare..... Ho solo la sensazione che questa faccia da culo che arrivata qui con le maschere ci sta pigliando in giro"

ALBERTO "Matteo!"

MATTEO "Non quello che pensi anche tu? Per me uno scherzo organizzato da Bruno"

ALBERTO "Matteo!!"

STELLWAG "Lo lasci"

ALBERTO "Togli la maschera"

Matteo toglie la maschera.

MATTEO "Eccotela... visto?"

ALBERTO "Ma stavi scherzando?"

MATTEO "Perch?"

STELLWAG "No, signore stava dicendo esattamente quello che pensa"

ALBERTO "Chiedi scusa"

MATTEO "Di che?"

STELLWAG "Non si preoccupi, pi o meno quello che dicono tutti quando indossano per la prima volta la maschera. Ci ho fatto l'abitudine. E poi la prova della bont del prodotto"

ALBERTO "Ma scusi, Matteo non sa che cosa ha detto?"

MATTEO "Cosa ho detto?"

STELLWAG "No. Quando si indossa la maschera della verit si acquista lentamente coscienza di ci che si va affermando"

MATTEO "Dai, mi state facendo uno scherzo... sei d'accordo anche tu"

ALBERTO "Dopo quanto tempo si prende coscienza di ci che si sta dicendo?"

STELLWAG "Dipende dal soggetto. Pu variare da qualche secondo a qualche minuto"

ALBERTO "Un gioco molto pericoloso..."

STELLWAG "Dipende"

ALBERTO "Mi piace"

MATTEO "Dai, piantatela... L'avete organizzato per il mio compleanno..."

ALBERTO "Quanto costano tutt'e due?"

MATTEO "E' stata un'idea simpatica... Che matto sei!"

STELLWAG "Non si preoccupi: io vi lascio le due maschere. Mi firma l'impegno e fra un mese vi arriver un vaglia postale di un milione: a quel punto si pu decidere di pagare o di restituire la merce. Le spese postali sono a nostro carico. Sono condizioni oltremodo vantaggiose"

MATTEO "Su... Piantatela... Ormai me ne sono accorto..."

ALBERTO "Un milione mi sembra un po' tanto"

STELLWAG "Ha presente la tecnologia che c' dietro?"

ALBERTO "Dia qua. Mi ha convinto. Dove devo firmare?"

STELLWAG "Qui sotto. Come vede il prospetto molto semplice"

ALBERTO "S. Vedo, vedo"

MATTEO "Metti questa firma e facciamola finita"

STELLWAG "Vuole pensarci ancora un po'?"

ALBERTO "Nenanche un minuto. Mi ha convinto.(firma ) Ecco a lei.

STELLWAG "La ringrazio della fiducia"

ALBERTO "Grazie a lei"

STELLWAG "Se ci sono problemi, mi trovate al Sereno. Star qui ancora per un po'.

Arrivederci"

ALBERTO "Arrivederla. L'accompagno"

STELLWAG "Buongiorno anche a lei" Stellwag e Alberto escono.

Atto 1

SCENA 3

MATTEO "Hanno organizzato tutto nei minimi dettagli, questi figli di puttana"

Rientra Alberto.

ALBERTO "Finalmente abbiamo le maschere"

MATTEO "Sputa il rospo: chi il signor Stellwag?"

ALBERTO "Come, chi ... Si presentato..."

MATTEO "Uno dei tuoi amici pazzi come te? Ti dir che non mi simpatico"

ALBERTO "Chi? Quella faccia da culo che arrivata qui con le maschere?"

MATTEO "S, e chi se no?"

ALBERTO "Secondo me tutto uno scherzo di Bruno come dici tu"

MATTEO "L'avrei giurato"

ALBERTO "No, lo pensi tu solo"

MATTEO "Come... ma... ma io non l'ho mai detto... Come fai a sapere che lo penso?"

ALBERTO "S che l'hai detto. Hai dato anche della faccia da culo al Signor Stellwag"

MATTEO "Non mi sarei mai permesso"

ALBERTO "L'hai fatto quando indossavi la maschera della verit"

MATTEO "Io non sentivo nessuna sensazione particolare... o meglio... solo quella

vaga sensazione... di leggerezza... come... come quando mi tolgo un rospo dallo

stomaco..."

ALBERTO "Potremmo invitare i nostri amici una sera... pensa le risate!"

MATTEO "Tu dici che io ho detto faccia da culo al Signor Stellwag?"

ALBERTO "S e che secondo te si tratta di uno scherzo di Bruno"

MATTEO "Non posso crederci"

ALBERTO "E' la verit. Vuoi provare quella della felicit?"

MATTEO "Cosa si prova?"

ALBERTO "Tieni... Indossala"

Matteo indossa la maschera della felicit.

MATTEO "Cazzo... Alberto... E' una sensazione stupenda... Non l'ho mai provata... Mi sento sereno"

ALBERTO "Cosa ti avevo detto, diffidente!"

MATTEO "E' bellissimo!" La toglie. "Ma... ma allora tutto vero..."

ALBERTO "Certo, sei tu quello che pensava si trattasse di uno scherzo. Dammela che

la metto io"

MATTEO "D effettivamente una bella sensazione, ma mi chiedo se giusto"

ALBERTO "Cosa?"

MATTEO "Ottenere la felicit in questo modo"

ALBERTO "Perch no?"

MATTEO "Perch non ha valore"

ALBERTO "L'importante come ti senti, non il perch"

MATTEO "Bella filosofia... Che senso ha la felicit se non deriva da una conquista?"

ALBERTO "Oh, ne ha eccome..."

MATTEO "Io sono convinto di no. Del resto quando togli la maschera ti ritrovi

esattamente come prima"

ALBERTO "S, ma la puoi indossare quando vuoi"

MATTEO "Ma la felicit non pu essere un abito che metti e togli a tuo piacimento"

ALBERTO "Un abito no, ma una maschera... questa maschera, s"

MATTEO "La felicit che conquisti continua ad appartenerti... fa parte di te... Nessuno te la pu togliere"

ALBERTO "Perch continui a spostare il problema sui massimi sistemi? Questa maschera semplicemente uno strumento. Puoi usarla quando vuoi. Ti senti un po' gi? La metti. Punto e basta. Direi che il risultato pi che soddisfacente"

MATTEO "Praticamente come eludere la realt. Astrarsi"

ALBERTO "Quando l'ho indossata ero perfettamente consapevole"

MATTEO "S, ma un sentimento che non ti appartiene"

ALBERTO "Per bellissimo" La indossa. "Oh... E mi vieni a dire... Proprio tu che

dovresti tenerla sempre sul viso"

MATTEO "Cosa vuoi dire?"

ALBERTO "Sei sempre cos gi di tono"

MATTEO "Non ti chiedi perch?"

ALBERTO "Perch chiederselo, tesoro, ora che abbiamo questa?"

MATTEO "Perch viene comunque il momento che te la devi togliere"

ALBERTO (La toglie ) "Beh... L'ho tolta e mi sento come prima, mica peggio"

MATTEO "Io non voglio indossarla pi"

ALBERTO "Fai come credi. Io penso che la user spesso. Magari fa smettere di fumare, chiss"

MATTEO "E speriamo anche che ti faccia smettere di bere"

ALBERTO "Fermo, fermo... Ho capito. Lasciamo perdere le maschere. Usciamo?

Potremmo andare a vedere un film"

MATTEO "Indossa la maschera della verit"

ALBERTO "Ho voglia di uscire. Potremmo andare da Bruno"

MATTEO "Indossa la maschera della verit"

ALBERTO "Dai, Matteo, tutto il giorno che siamo rintanati in casa..."

MATTEO "Io l'ho gi provata. Indossa quella maschera"

ALBERTO "Ma perch insisti tanto. Adesso ci prepariamo, usciamo e... riprendiamo

a giocare domani"

MATTEO "Non ho voglia di giocare. Desidero solo che tu indossi quella maschera. Adesso"

ALBERTO "E perch proprio ora"

MATTEO "Ho voglia di verit"

ALBERTO "Adesso?"

MATTEO "Adesso"

ALBERTO "E... e va bene... dov'... eccola... (la indossa ) Sono pronto"

MATTEO "Tu... mi ami?"

ALBERTO "Che domanda... certo"

MATTEO "Perch ci siamo messi insieme?"

ALBERTO "Perch ci amiamo, evidente... e perch sapevamo che saremmo stati bene insieme"

MATTEO "Ami ancora Lucia?"

ALBERTO "Siamo rimasti buoni amici... Sento ancora un'attrazione fisica per lei... Solo fisica, niente pi"

MATTEO "Attrazione fisica? Nel senso che te la scoperesti..."

ALBERTO (toglie la maschera ) "Allora, come sono andato?"

MATTEO "Bene. Perch l'hai tolta?"

ALBERTO "Te l'ho detto. Non ho pi voglia di fare questo gioco"

MATTEO "Non un gioco" Si avvicina al telefono e compone un numero.

ALBERTO "Cosa fai?"

MATTEO "Telefono"

ALBERTO "A chi?"

MATTEO "Pronto? Sono Matteo c' Lucia?..... Ah, sei tu? Scusa, non ti avevo riconosciuta... Volevo sapere come sta quel tuo amico che ha avuto l'incidente questa mattina. Eravamo preoccupati..... Come? Ah... beh, meno male..... Potreste ritornare domenica prossima....... peccato. L'altra domenica ancora, che ne dici?..... Vabb, mettiti d'accordo con Giulia e fateci sapere quando potete. Ciao... e salutami il tuo amico..... Come, quale? Quello dell'incidente..... Ciao ancora"

ALBERTO "Come sta?"

MATTEO "Chi? Lucia?"

ALBERTO "No, il suo amico"

MATTEO "E' strano, per un attimo ho avuto la sensazione che se ne fosse dimenticata"

ALBERTO "E' cos distratta"

MATTEO "Rimetti la maschera"

ALBERTO "Su... gi lo fatto"

MATTEO "Continuiamo. E' questo il momento... lo sento"

ALBERTO "Sei sicuro di volerlo?"

MATTEO "S"

ALBERTO "D'accordo. Inoltriamoci in questo pianeta inesplorato" Indossa la maschera della verit.

MATTEO "Perch se ne sono andate Giulia e Lucia?"

ALBERTO "Perch Lucia era sconvolta"

MATTEO "Dalla notizia?"

ALBERTO "No. Dalla scopata"

MATTEO "Avete fatto l'amore?"

ALBERTO "Ne avevo voglia... e anche lei non scherzava"

MATTEO "Ti piaciuto?"

ALBERTO "Certo"

MATTEO "L'hai fatto altre volte da quando ci conosciamo?"

ALBERTO "Con lei?"

MATTEO "S"

ALBERTO "No, con lei, no. E' la prima volta da quando ci siamo lasciati"

MATTEO "E con altre?"

ALBERTO "Perch vuoi conoscere la verit? Non pu bastare ci che appare? Noi

stiamo bene, cos. Quando facciamo l'amore siamo molto soddisfatti..."

MATTEO "Io desidero solo sapere chi sei"

ALBERTO "Non mi conosci?"

MATTEO "Credo di no. Conosco di te una parte, non so quanto grande. Oggi voglio

sapere chi sei"

ALBERTO "Alberto Dominici"

MATTEO "Giulia come ha reagito?"

ALBERTO "Molto male... Sar gelosia"

MATTEO "Cosa vuoi dire? Sei stato anche con lei?"

ALBERTO "S. E' stato un mese prima che ci mettessimo insieme noi due. Era venuta

a pregarmi di lasciarti"

MATTEO "E ti si concessa?"

ALBERTO "Diciamo che ci so fare. Poverina... dev'essere stato un tentativo disperato di sottrarti a questa convivenza. Quasi a voler sottolineare che uno regolare come me non poteva finire a vivere con un omosessuale"

MATTEO "Continua"

ALBERTO "Sei sicuro di volerla sapere tutta la verit?"

MATTEO "Sono stanco di vivere nel buio delle tue bugie"

ALBERTO "La luce ti potrebbe accecare..."

MATTEO "Certo... Mi potrebbe anche uccidere..."

ALBERTO "Piantiamola qui"

MATTEO "Continua. Hai mai pi frequentato Giulia dopo di allora?"

ALBERTO "Ci ho provato qualche volta, ma lei ha rifiutato. Ti amava"

MATTEO "Sento che mi ama ancora. Probabilmente l'unica persona che mi ama

davvero"

ALBERTO "E tua madre?"

MATTEO "Mi odiava, come mio padre del resto... Non hanno mai accettato la mia

omosessualit"

ALBERTO "Quando se ne sono accorti? Non me lo hai mai detto"

MATTEO "Erano troppo distratti per accorgersene. Gliel'ho detto io quando a

quindici anni mi sono innamorato di un mio compagno di liceo. Mi sembrava una cosa cos bella che non poteva non essere normale"

ALBERTO "E loro?"

MATTEO "Preferisco non parlarne... Ecco! Hai cambiato discorso e io ci sono

cascato! E no, non mi freghi... raccontami ancora di te"

ALBERTO "Ho sempre avuto una vita sentimentale caotica. Mi innamoro facilmente"

MATTEO "E ti disinnamori con altrettanta facilit?"

ALBERTO "Non lo so"

MATTEO "Come fai a non saperlo?"

ALBERTO "Non lo so, credimi... Quando finisco una relazione continuo ad avere per

quella persona un sentimento che non so definire... le voglio ancora bene... un eco di amore, ecco, credo sia questo"

MATTEO "O riconoscenza?"

ALBERTO "In che senso?"

MATTEO "Riconoscenza per averti consentito di amarti attraverso loro"

ALBERTO "Cio?"

MATTEO "Tu ami solo te stesso. Chi ti ama solo uno strumento. Il suo amore diventa nelle tue mani il nutrimento del tuo narcisismo"

ALBERTO "Mi ha detto anche Lucia una cosa del genere. Io credo invece di avere in me un amore cos grande che non riesce ad esprimersi con una persona sola. E' come se venisse menomato, compresso... non so..."

MATTEO "L'amore non una torta che puoi dividere in tante fette... E' un sentimento... un'astrazione... Un movimento dell'anima che si fonde tutt'intero nell'altro"

ALBERTO "Magari cos per te"

MATTEO "No. E' cos e basta. Hai amato, se cos si pu dire, anche Bruno?"

ALBERTO "S, ho una relazione anche con lui"

MATTEO "E' cominciata quella sera che eravamo al circolo, vero?"

ALBERTO "S. Te ne eri accorto?"

MATTEO "Lo sospettavo. Te l'ho anche chiesto, ricordi? E tu..."

ALBERTO "Silenzio"

MATTEO "S, silenzio. Quando hai avuto la tua prima esperienza omosessuale?"

ALBERTO "Con Nicola, prima che mi separassi da Lucia"

MATTEO (allarmato )"Nicola Benelli?"

ALBERTO "S, lui... ma tranquillo: non credo fosse ancora sieropositivo"

MATTEO "Ne sei sicuro?"

ALBERTO "Direi di s"

MATTEO "Come, direi? Avresti potuto infettarmi!"

ALBERTO "Ma se abbiamo fatto l'esame tutt'e due un mese fa... Non ricordi?"

MATTEO "Fai ancora l'amore con Bruno?"

ALBERTO "Ogni tanto, se capita"

Matteo indossa la maschera della felicit e resta in silenzio.

Alberto toglie la maschera della verit.

ALBERTO "Finalmente l'hai capito"

MATTEO "Mi sento sereno... Ecco: mi tornano alla mente i momenti felici che abbiamo trascorso insieme..."

ALBERTO "Sono stati tanti, vero?"

MATTEO "S, sono stato bene con te... A volte felice... s, felice. Ora ricordo... il

giorno che ci siamo incontrati... Quel tuo sguardo... l'ho ancora dentro di me"

ALBERTO "Mi eri piaciuto subito"

MATTEO "Da quanto tempo non mi guardi cos..."

ALBERTO "Ma io ti amo come allora"

MATTEO "Mi piace sentirtelo dire, ma ora non ci credo pi" toglie la maschera.

ALBERTO "Tienila ancora un po', non pu farti male"

MATTEO "No, non mi pu ferire pi nulla" Si allontana;

ALBERTO "Dove vai?

MATTEO "Vado un attimo in bagno" Esce.

Alberto rimane a fare qualcosa. Devono passare alcuni minuti. Guarda l'orologio. Esce in direzione di Matteo chiamandolo. Quando fuori scena

Urla "Matteo... Matteo..." Rumori.

Alberto rientra tenendo in braccio Matteo, esanime che ha un cappio al collo. Lo adagia a terra o sul divano, vsa al telefono e compone un numero.

ALBERTO "Pronto?... Polizia?... Mi chiamo Alberto Dominici abito in via degli Oleandri numero 15 interno 5. Ho ucciso il mio amico. Venite a prendermi. Vi aspetto" Riaggancia.

Guarda l'amico steso a terra. Cerca la maschera della verit e la distrugge. Prende quella della felicit , e la indossa. Si siede rilassato. Dopo una certa pausa suona il campanello della porta. Si alza, si avvia verso la porta. Si sofferma, toglie la maschera e si accascia al suolo.

Suona il campanello della porta, diverse volte, sfumando mentre si chiude il

SIPARIO

Il campanello della porta continuer a suonare alcune volte a sipario chiuso.

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