TEATRO COMICO NAPOLETANO
MASSIMA DISCREZIONE
2005
Atto unico
di
Colomba Rosaria ANDOLFI
Non sono consentiti adattamenti o riduzioni, n modifiche del testo, n variazioni del titolo. Non , altres, consentita la traduzione in altre lingue o dialetti, senza espressa autorizzazione, scritta e firmata dallautrice. Lopera tutelata dalla S.I.A.E. in base alle leggi vigenti sui diritti dautore. Tutti i diritti sono riservati.
Opera tutelata dalla S.I.A.E.
TEATRO COMICO NAPOLETANO
MASSIMA DISCREZIONE
2005
Atto unico
di
Colomba Rosaria ANDOLFI
PERSONAGGI
Roberto Terziano, dentista
Mim, amico parrucchiere
Gennaro, portiere
Signora Ginevra, prima cliente
Adriana, seconda cliente
Titina, donna di passaggio
MASSIMA DISCREZIONE
Atto unico
di Colomba Rosaria Andolfi
Caratteristiche dei personaggi
Roberto Terziano: dentista sulla quarantina, dotato di un certo fascino.
Mim: uomo bruno sulla quarantina, un po robusto e piuttosto basso.
Gennaro: portiere sulla cinquantina, molto ignorante.
Signora Ginevra: donna di mezza et, molto snob, molto truccata, molto fru fru nellabbigliamento.
Adriana: donna piacente sulla trentina. Indossa un elegante tailleur che ne mette in risalto la figura.
Titina: donna del popolo sulla sessantina, semplice e affabile. Labbigliamento non ha pretese; le scarpe sono comode e basse; la borsa capiente.
MASSIMA DISCREZIONE
Atto unico di Colomba Rosaria Andolfi
Sul fondo: una porta semiaperta; appesa, di lato alla porta, una gigantografia di denti e molari (*). Sulla parete sinistra, guardando il palcoscenico, c la comune. Sulla parete destra, quasi in proscenio: una finestra con tenda chiusa e pi indietro, verso il fondo scena, un mobiletto basso che funge da schedario. La scrivania, dotata di qualche cassetto, sistemata diagonalmente, in modo che la poltrona dia quasi le spalle alla finestra, cos da rendere ben visibile al pubblico il personaggio, che sar seduto su una delle due poltroncine frontali.
Sulla scrivania: un telefono fisso, unagenda da tavolo, un fermacarte a forma di dentiera, un portapenne con qualche penna e una scatola di cartone contenente unagenda da tavolo di colore diverso, un cellulare e una cartellina con alcuni fogli prestampati.
Una grande pianta, una colonnina e qualche quadro completano larredamento.
(*) Sul retro della stampa incollato un cartello con la scritta su due righi: MASSIMA DISCREZIONE - Agenzia Matrimoniale
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ROBERTO (in camice bianco, viene fuori dalla porta sul fondo, seguito dallamico): Mim, nun te tucc!
MIM (togliendosi il pollice dalla bocca) : Ma io vulevo sent comm venuto.
ROBERTO : venuto nu capolavoro M, per, nun h a mangi pe tre-quattore si no a piombatura se ne cade.
MIM : Limportante ca pozzo mangi dimane Songo stato invitato o ristorante pe nu battesimo e ll se mangia bbuono
ROBERTO : E pe dimane nun ce stanno problemiPu mangi a saziet
GENNARO : Permesso?
ROBERTO : Ah, Genn, trasite!
GENNARO : Bonasera, dott Scusate, stasera aggio fatto cchi tardeA gente e stu palazzo nun s o vv mettere ncapo che quanno i chiudo a guardiola nun faccio cchi o purtiere E po i tengo che f (Rivolto a Mim) Pe tir a varca marrangio comme pozzo, pure cu quacche serveziello A vita s fatta troppo cara
MIM : Eh, gi.
ROBERTO : Genn, varraccumanno o bagno Oggi stata giornata di visite
GENNARO (uscendo di scena) : Sissignore, non dubitate
ROBERTO (tono confidenziale) : Gennaro me vene a pulezz nu poco o studio A polacca che tenevo se n ghiuta E po Gennaro st a purtata e mano...
MIM : O naso e a vocca A porta toja st propio vicino a guardiola Per a polacca era na bella femmena A me comme me piaceva!
ROBERTO : Me ricordo
GENNARO (rientra in scena con un pacco semivuoto di rotoli di carta igienica) : Dott, aggio miso natu rotulo e carta incienica O rotulo cavevo miso stammatina fernuto Se vede ca e ccliente voste so tutte lasche e rine
MIM : Ma pecch songo sulo cliente femmene?
GENNARO (sorride) : No, ma e ffemmene so cchi assaje Cert ca a carta incienica cc scumparisce Aggio propeto ved stu rotulo ca m aggio miso quanno dura
ROBERTO (per tagliare corto) : Allora, m o bagno st a posto?
GENNARO : S O ssapone, chillo ca se spremme e ghiesce, ce st ancora
ROBERTO : E a targa for a porta lavite luvata?
GENNARO : No, m a levo
MIM : E pecch?
ROBERTO : P a lucid buono
GENNARO (guardando Mim) : Tutte e venerd chesto Chella targa addeventata propio na fissazione A luvammo e a mettimmo.
MIM (meravigliato) : Overo?
GENNARO (rassegnato) : meglio ca a vaco a luv, si no me scordo(esce di scena).
MIM (guarda lorologio): Rob, s fatto tarde Me ne vulesse j Dimme quanno aggi a ven...
ROBERTO (distratto) : Pe che cosa?
MIM : P a mola
ROBERTO : Ah, gi! (Sfoglia lagenda) E vabbuo ce vedimmo gioved che vvene verso e sette.
MIM (meravigliato) : E sette a matina!
ROBERTO : Ma no, e sette a sera ore diciannove.
MIM : Rob, meglio si facimmo e ssette e meza. p o negozio
ROBERTO : E vabbuo (Segna sullagenda) ore 19,30 A pruposito e negozio, sta settimana vulesse ven a maccunci nu poco e capille
MIM : Si viene verso e ddoje, te spiccio ampressa ampressa A chellora nun ce sta maje nisciuno.
ROBERTO (si sbottona il camice, senza toglierlo): Allora p essere che vengo marted.
MIM : Rob, si vuo, taspetto accuss ce ne scennimmo nzieme.
ROBERTO : No, no, va io me trattengo natu ppoco pe f na telefonata.
MIM (tono ammiccante) : Aggio capito Me fa piacere pe te Si a telefonata nun llonga me trattengo Me metto assettato a leggere nu giurnale
ROBERTO : O giurnale nun o tengo, laggio lasciato a casa (si siede alla scrivania).
MIM : E va buo me leggo na rivista a ll, int o saluttino
ROBERTO (infastidito) : E rriviste so vecchie Ma nun ghive e pressa?
MIM (lo interrompe, sorridendo) : Aggio capito, vuo rest sulo. (Si avvia lentamente verso la comune) Allora, ciao Ce vedimmo (si ferma per ascoltare).
ROBERTO : Ciao (Seccato) Ciao, Mim! (solleva la cornetta del telefono).
MIM : Vuo che resto?
ROBERTO : No, voglio ca te ne vaje.
MIM : E sissignore(Allusivo) Bona serata! (esce di scena).
ROBERTO (sbrigativo) : Pure a te (Compone a memoria un numero di telefono e aspetta) Pronto? Mar, allora che se dice?Comme st? Facive meglio a rumman zetella, sora mia, invece e te pigli a chillu coso!(Adirato) Ma io, cchi e lle prest o studio mio tutte e sabate, che pozzo f?!(Tono pi pacato) Certo ca me dispiace Stincidente nun ce vuleva, ma si s fatto male pecch guida comm a nu pazzo M, sperammo sulo ca se rimette ampressaNu pacchetto?! Ah, s, me lhanno purtato, st cc E che ce aggi a f cu o cellulare sujo e lagenda!? (Nervoso) Che cosa?!!! Ce ha dato o nomme mio!? Ma che me nvento! Io facco o dentista, nun faccio o ruffiano comm a isso! (Tono pacato) E m nun chiagnere Va bbuo, va bbuo; veco che pozzo fS, s, salutammilloA stampa che st appesa o muro? E doppo a giro Ciao (Chiude la conversazione e parla fra s) Ma vedite pe dimane che me sta astipato! (Raccoglie dalla scrivania la sua agenda personale e il fermacarte a forma di dentiera e li ripone in un cassetto)Annascunnimmo sta rrobba (Si alza, apre una scatola di cartone e tira fuori il cellulare, lagenda da tavolo e la cartellina del cognato) Ma vedite, io, nu professionista serio, maggi a prest a f sti ccose! (D una scorsa ai fogli contenuti allinterno di una cartellina)Overamente e pariente danno sulo prubleme (Si guarda intorno) A me me pare che sta tutto a posto Ah, gi! (Va verso la stampa che appesa alla parete, la stacca e incuriosito la gira, leggendo il cartello incollato sul retro con la scritta su due righi) MASSIMA DISCREZIONE - Agenzia matrimoniale. (Lappende) E bravo a mio cognato! Comme s organizzato!(sfilandosi il camice, esce di scena).
BUIO e MUSICA (passaggio del tempo)
LUCI
Giorno dopo (sabato mattina)
ROBERTO (in giacca e cravatta, entra in scena dalla comune) : Uff!
Squillo del cellulare del cognato che sta sulla scrivania
ROBERTO (si precipita a rispondere) : Pronto? (Occhi al cielo) S, noi lavoriamo anche il sabato, soprattutto di sabato.. (Si siede) Un attimo, signora prendo la penna e preparo la sua scheda (Prende uno dei fogli prestampati dalla cartellina che sulla scrivania) Allora, cara signora, mi dica il suo nome Ma certo, il nostro motto massima discrezione Daccordo, segner soltanto (Scrive sotto dettatura) Rosa tea romantica e piacente Et? (Sorride) Allora segner soltanto anta Professione? (Scrive sotto dettatura) pensionata carattere dolce E adesso cara signora, mi dica quali requisiti dovrebbe avere il suo partner... Piano, cos me li annoto Allora (Scrive) simpatia seriet buona posizione prestanza fisica Il suo recapito telefonico? S, il cellulare va benissimo Prego, pu ripetere? (scrive). bene Spero di fissarle un incontro quanto prima S, lindirizzo esatto... Si annoti interno due la targa non c per la privacy dei nostri clientiNon dubiti, buongiorno. (Chiude il cellulare e si asciuga la fronte sudata con il dorso della mano). Che bellu sabato ch schiarato!
MIM (entra in scena con un sacchetto di plastica in mano) : Permesso? Permesso?
ROBERTO : E tu che ce faje cc?
MIM : Rob, che furtuna che taggio tuvato! Se n caduta a piombatura d a mola Jammo, miettammella nu mumento
ROBERTO : M!?..
MIM : E che ce v?
ROBERTO : Ma io ogge nun faccio studioOggi sabato.
MIM : E va bbuo, visto ca te truove cc, m o pu f stu piacere Si no a che serve ten namico dentista?
ROBERTO : Mim, taggio ditto ca ogge sabato e nun pozzo.
MIM (si guarda intorno) : Per cc cagnato quaccosa Ncopp a sta scrivania ce steva na dentiera grossa grossa.
ROBERTO (precisa) : Nu fermacarte a forma e dentiera.
MIM : E ll, nfaccia o muro, add m ce st chillu cartiello, steva appiso nu disegno cu tutt e diente Rob, pecch llh luvato?
ROBERTO : Pecch accuss mha ditto a capa Ma m vattenne pecch tengo nappuntamento
MIM (sorride, ammiccando) : E comm? bella?...
ROBERTO : Ma ch capito! Se tratta e na cliente Chella p ven sulo e sabato
MIM : E allora aspetto Me leggo na rivista, pure si vecchia, accuss doppo, quanno h fernuto, me guarde sta mola (indica il molare).
ROBERTO (serio e silenzioso, osserva lamico, quasi a studiarlo, girandogli intorno) : Fatte guard nu poco
MIM (un po preoccupato) : E pecch nun me saje? (Meravigliato) Ma ch? Io ogge nun te capisco
ROBERTO (nervoso) : Ogge th a scurd ca i faccio o dentista Oggi io sono unaltra persona.
MIM (spaventato) : Overo? Rob, nun me f mettere appaura Che t succieso?
ROBERTO : M succieso caggio passato nu guajo e tutto chesto pe fa bbene a mio cognato.
MIM (rassicurato) : Pecch, ch stato?
ROBERTO : Chillo st nguaiato e diebbete e io, pe lle d na mano e pe nun me sent int e rrecchie a chella scema e mia sorella, tutt e sabate lle mpresto o studio accuss isso tene add ricevere e cliente
MIM : Pecch, che fa?
ROBERTO : Fa lagente matrimoniale inzomma na specie e senzale
MIM (sorride) : Ah, allora o staje aspettanno, pecch te vuo accas ov?
ROBERTO (nervoso) : Caggi a aspett! Chillo st o spitale S rutto na coscia.
MIM : E m?
ROBERTO (deciso) : Mim, tu mh a d na mano.
MIM : Io!?
ROBERTO : Si o nun si namico mio?
MIM : E a mola?
ROBERTO : S, s doppo.
MIM (voce lamentosa) : Ma io ogge tengo o pranzo pe nu battesimo Te si scurdato? E aggi a pure pass a cunzign (tira una parrucca bionda e riccioluta dal sacchetto di plastica) sta parrucca a na cliente d a mia Jammo, Rob, videme sta mola
ROBERTO : Mim, doppo! Taggio ditto doppo M mh a d na mano
MIM (rassegnato) : E caggi a f?
ROBERTO : Niente (Indicando la porta sul fondo) Te ne staje dint a chella stanza, senza tucc niente, e trase cc sulo quanno me siente e cant na canzone
MIM : Quale canzone?
ROBERTO : Na canzone Che ssaccio (Canta, stonando) Femmena, tu si na mala femmena No, nun va meglio si ne canto nata
MIM : Sicuramente meglio Vide che canzone h a cant?
ROBERTO : E po ce penzo.
MIM : No, no io aggi a sap tu che cante accuss appizzo meglio a recchia.
ROBERTO : Forse hai ragione E va bbuo, allora quanno siente (Canta) Io te vurra vasio te vurra vas
MIM (continua) : Ma o core nun m o ddice e te scet, e te scet
ROBERTO (nervoso) : Che faje?!
MIM : Te vengo areto.
ROBERTO : Nun h capito niente! (Tono convincente) Tu, quanno me siente e cant, trase e faje finta dessere uno ca venuto a stagenzia matrimoniale pe truv lanima gemella.
MIM : Figurammece propio io ca tengo gi a na janara pe mugliera..
ROBERTO : Ma o vvuo cap ca pe finta Per, Mim, primma e tras th a accunci nu poco Per esempio, si chella dice ca o cumpagno o va truvanno sicco tu t h a tir a panza a dinto, si dice ca o va truvanno alto tu vide e tallung nu poco
MIM : E comme mallongo ?
ROBERTO : Cammine ncoppo e pponte, ma senza darlo a ved E appena trase lle faje subbeto nu cumplimento Ah, Mim, marraccumanno, miette a lengua int o pulito Ce simmo capite?
MIM : E si a me essa nun me piace?
ROBERTO (nervoso) : E nun tha da piac Te pare ca si fosse na bella femmena venesse cc pe se truv na vrenzola dommo?!
MIM : E io avess a perdere o tiempo areto a na racchia?
ROBERTO : Ma o vvuo cap, s o no, ca se tratta e fatica?
MIM : S, ma io che ce guadagno?
ROBERTO : A piombatura gratis Te pare poco!? (Apre lagenda del cognato a quel giorno, legge e guarda lorologio sul polso) E m va, va St parriv una ca tene appuntamento una certa Gardenia blu.
MIM : Vedite che nomme!
ROBERTO : Ma nu nomme finto Va, va
MIMI : Mah? (andando verso la stanza che sul fondo, si ferma a guardare il cartello) Ah, aggio capito pecch lieve a targa toia a for a porta
ROBERTO : VaVa Arricuordete dasc
MIM (distratto) : Quando?
ROBERTO (spazientito) : A canzone (Ne accenna a bassa voce il motivo) Io te vurra vas, io te vurra vas E m va Te ne vuo j!?
MIM : S, ma tu aiza a voce, si no nun te sento (esce di scena, entrando nella stanza).
ROBERTO : E tu, nun chiudere a porta (si aggiusta la cravatta, si siede alla scrivania, apre la cartellina, prende il foglio che ha compilato).
GENNARO (entra in scena con spray pulisci-vetri in una mano e strofinaccio in un'altra) : Uh dott, scusate
ROBERTO : Genn, che ce facite cc e sabbato?
GENNARO : Dott, siccomme ca lunned matina nun pozzo ven, so venuto ogge ch sabbato a pulezz e llastre Sapite, io lunned aggi a accumpagn a nennella e mia figlia a se f a vraccinazione p o varriolo Per o polveriggio, verso e ttre, stongo cc.
ROBERTO (sbrigativo) : Va bene, Genn.
GENNARO : M faccio tutte cose ampressa ampressa (Esce dalla comune- voce fuori campo) Dott ce sta na signora Preco, trasite
SIGNORA GINEVRA (di mezza et, truccata, elegante, con cappello e un guanto gi tolto si affaccia alla comune): Permesso? (Sorride, civettuola) La porta era aperta
ROBERTO (si alza e tendendole la mano con un sorriso) : Prego...
SIGNORA GINEVRA: Il dottor?
ROBERTO : Terziano, per servirla Sostituisco il mio socio. Ma si accomodi (le indica la poltroncina e si siede alla scrivania).
SIGNORA GINEVRA (sedendosi) : Grazie (si toglie laltro guanto) Sono Gardenia blu, o meglio, questo il nome che ho dato per questo primo incontro (Ripone i guanti in borsa) In realt (tono confidenziale) mi chiamo Ginevra Se mi sono decisa a questo passo perch
ROBERTO (fingendosi galante) : Parli liberamente, mia bella signora Mi confidi i suoi desideri, affinch io possa esaudirli Le assicuro che non mi sar difficile
SIGNORA GINEVRA(atteggiamento da diva) : Ma, dottore, lei mi lusinga Oggi di uomini galanti se ne incontrano di rado Lei mi ricorda il mio povero Giosu, anche lui cos tenero, cos gentile, cos disponibile per quel poco che lho avuto al mio fianco
ROBERTO : Separata?
SIGNORA GINEVRA (tono drammatico, teatrale) : Separata bruscamente da un destino avverso e crudele, la nostra prima notte di nozze Povero, caro, Giosu! Usc a comprare le sigarette (Commossa) e quellunico vizio gli fu fatale Ricordo ancora le sue parole Cara, sono rimasto senza sigarette esco un attimo Per arrivare alla stazione di servizio pi vicina prese la macchina Purtroppo, non fece pi ritorno da me Si schiant contro un palo, mentre io, in albergo, lo aspettavo fremente, nel mio neglig rosa (Con fare provocante si massaggia il corpo con le mani dai fianchi in su) Lei, dottore, non immagina che notte fu per me.
ROBERTO (imbarazzato) : Immagino, immagino Deve essere stato un vero colpo
SIGNORA GINEVRA(gli prende la mano e gliela imprigiona fra le sue) : Gi, un colpo durissimo che spense la gioia di vivere che avevo ritrovato accanto a lui, dopo essere, ahim, rimasta vedova per la seconda volta (Sorride) Era cos tenero, il mio Giosu Un cucciolo Aveva lasciato a me liniziativa di tutto E io lavevo accolto nel mio cuore, lavevo riscaldato con il mio amore Il nostro era stato un fidanzamento lampo, durato appena tre mesi
ROBERTO (col braccio steso sulla scrivania e col corpo piegato in avanti, cerca invano di recuperare la mano) : Capisco, signora.
SIGNORA GINEVRA (sorride) : Vedo che anche lei, timido Mi piace luomo timido Risveglia in me un senso materno, un senso di protezione Mi d la carica (Con fare lascivo) Lei mi piace S, mi piace.
GENNARO (entra in scena dalla comune) : Permesso? Uh, dott, scusate! (fa per uscire).
ROBERTO (mentre la signora gli tiene la mano) : No, Genn, venite!
GENNARO : Forse meglio ca vengo doppo
SIGNORA GINEVRA : S
ROBERTO (mentre la signora ansimante gli tiene la mano) : No, Genn, restate
GENNARO : A f che? meglio ca ve lasso sule (Perplesso, guarda la donna)Mah? Cuntento isso (A parte, uscendo di scena dalla comune) Io nun ce facesse a cagno cu Mmaculatina mia
ROBERTO (per liberarsi da quella stretta e richiamare lamico intona la canzone) : Io te vurra vas Io te vurra vas
SIGNORA GINEVRA (si alza, gli si avvicina, lo abbraccia con impeto) : E cosa aspetti? Tu hai riacceso in me il fuoco della passione Mi sento di nuovo ardere Tu sei un maliardo
ROBERTO (imbarazzato) : Ma signora Gardenia.
SIGNORA GINEVRA(voce sensuale) : Ginevra Chiamami Ginevra
ROBERTO (intona nuovamente la canzone, quasi ad invocare lintervento di Mim) : Io te vurra vas Io te vurra vas
SIGNORA GINEVRA : Anchio, anchio.
MIM (entra in scena, timidamente, dalla porta sul fondo - a bassa voce) : Permesso?
SIGNORAGINEVRA (avvinghiata a Roberto) : Ora taci! Baciami!
MIM (imbarazzato, avanza di qualche passo) : Permesso?...
SIGNORA GINEVRA(a parte) : Uff! (si aggiusta il vestito, si d una sistemata al cappello).
ROBERTO (finalmente libero da quella stretta, guarda in direzione di Mim) : Prego, si accomodi!
MIM (non abituato ad avere il lei dallamico, tentenna) : A me?
ROBERTO: S, dico a lei Prego, venga avanti (A bassa voce) Finalmente!(Gli fa cenno con la mano di sollevarsi per sembrare pi alto).
MIM (seguendo il suggermento mimato dallamico, si solleva sulle punte) : Io veramente ero venuto ero venuto
ROBERTO : Per trovare lanima gemella
MIM (perplesso, guarda la donna) : S
ROBERTO : No, non sia timido Questa proprio lagenzia che fa per lei Anche la signora qui
SIGNORA GINEVRA (interrompendolo) : S, qui ho ritrovato la felicit (Si alza e rivolta a Roberto) Caro ripasser pi tardi Ti lascio al tuo lavoro Ne approfitter per fare qualche commissione (Uscendo di scena dalla comune) Ciao (Si gira e con fare civettuolo gli lancia un bacio) A presto
ROBERTO : Ma io (Rivolto allamico) H visto?
MIM : E comme no! Ma si a te te piace Comme se diceadd c gusto nun c perdenza Pe me t a pu ten sana sana.
ROBERTO : Mim, tu overo si scemo! Chella na pazza, o vvuo cap M zumpata ncuollo Ha fatto tuttecose essa.
MIM : Tu per ce si stato
ROBERTO : E che putevo f?Io aggio sulo cercato dessere gentile
MIM : E chis m sta gentilezza add te porta?
ROBERTO (guarda nuovamente lagenda e lorologio sul polso) : Va, va e tienete pronto So quase llundice M navesse ven nata Arricuordate a canzone!
MIM : S,s (ne accenna il motivo guardandolo negli occhi e tendendogli le mani) Io te vurra vasio te vurra vas
GENNARO (entrando in scena) : Perm? (si blocca).
ROBERTO (imbarazzato) : Ah, Genn, venite
GENNARO (imbambolato) : Io..dott, ve vulevo dicere na parola! Chi sarricorda cchi (guarda schifato Mim).
ROBERTO (aggiustandosi il nodo della cravatta) : Genn, avete finito? Ora dovrebbe arrivare unaltra signora
GENNARO (a parte) : Pure!(Guarda Mim che per allenarsi si solleva sulle punte) Aggi a asciutt sulo nu poco nterra; ma forse meglio ca torno doppo (Uscendo di scena) quanno state sulo
MIM : Rob, allora io traso quanno tu cante Io te vurra vasIo te vurra
ROBERTO : Zitto! Zitto! Mim, forse meglio si cagnammo canzone A saje chella che fa (Intonandola) Stai lontano da me
MIM (continua, dinoccolandosi alla Celentano) : Ah ah, ah ah
ROBERTO : Non ti voglio perch
MIM : Ah ah, ah ah Ora vado da chii gi sapeva che sarebbe finita certo cos Te piace comm a faccio?
ROBERTO (nervoso) : Ma so io caggi a cant.
MIM : Per io canto meglio
ROBERTO : Mim, cirche e cap Tu h a tras nun appena me siente e cant sta canzone.
MIM : Ma pecch nun cagne canzone? A me sta canzone me piace assaje nu peccato ca nun a pozzo cant io.
ROBERTO (guarda lorologio): quase ora chella st pe ven Mim, va! Marraccumanno!
MIM (mestamente, si allontana in direzione della stanza) : E ghiammo (esce di scena).
ROBERTO : Uff! (si aggiusta la cravatta, si siede alla scrivania, legge sullagenda del cognato, apre la cartellina e ne tira fuori un foglio).
ADRIANA (signora piacente e raffinata nel vestire) : Permesso?
ROBERTO (senza alzare lo sguardo) : Prego, si accomodi (La guarda, si alza) Adriana! (Meravigliato) Tu!? Proprio, tu!
ADRIANA : Gi, io Sono molto pi stupita di te Non avrei mai pensato di incontrarti e per di pi qui, in questa agenzia
ROBERTO (imbambolato, le indica la poltroncina) : Ma siedi (Incantato) Non sei cambiata affatto
ADRIANA (sedendosi) : Grazie
ROBERTO (ammirandola) : Il tempo non ti ha sfiorata Sei bella come allora Bei tempi! Ricordi?
ADRIANA : S, ricordo
ROBERTO : Lo sposasti, poi, quel Piero? Era cos che si chiamava, mi sembra
ADRIANA : Si, lo sposai e mi trasferii a Verona Ci separammo dopo nemmeno un anno.
ROBERTO : Incerti del matrimonio
ADRIANA : Sono tornata a Napoli da qualche mese soltanto Ma qui, ormai, non conosco pi nessuno Ecco perch ho pensato di rivolgermi a unagenzia per trovare, che so, un amico, un accompagnatore (Sorride) Certamente non avrei mai pensato di ritrovare te Ma tu, dimmi, cosa hai fatto in questi anni?
ROBERTO (atteggiamento da latin lover) : Niente, nessun legame Non ho voluto correre rischi
ADRIANA (ironica) : Con il lavoro che fai, i rischi li fai correre ad altri
ROBERTO : No, questo non il mio lavoro Lagenzia di mio cognato Io lo aiuto un po (chiude lagenda).
ADRIANA : Allora, ho parlato con lui
ROBERTO : Sicuramente.
ADRIANA : So che voleva presentarmi qualcuno, mi ha dato appuntamento per oggi.
ROBERTO (imbarazzato, tentenna) : S, ci sarebbe, ma non credo sia il tipo adatto
ADRIANA (per ingelosirlo) : Questo dovresti lasciarlo giudicare a me Dov?
ROBERTO : di l (finge di sfogliare le carte).
ADRIANA (lo guarda con occhi romantici): Sai, anchio ti trovo bene Anzi
ROBERTO (fingendo di sfogliare le carte, canta la canzone per richiamare Mim) :Stai lontana da me Ah ah, ah ah Non ti voglio perch ah ah, ah ah
ADRIANA (risentita per quelle parole) : Non temere! Messaggio ricevuto.
ROBERTO (confuso) : No, io stavo soltanto
MIM (entra in scena, interrompendo la spiegazione) : Permesso? (Guarda ammirato la donna) Piacere, Mim (avanza spedito e si mette sulle punte per sembrare pi alto).
ADRIANA (per ripicca, finge di guardarlo con interesse) : Il piacere mio (Rivolta a Roberto) Lui? (Sorride a Mim) S, mi piace proprio il tipo che cercavo...
MIM (la guarda estasiato) : Veramente?! Pure a me voi mi piacete assai.
ADRIANA (rivolta a Roberto) : Lo trovo schietto, genuino e virile.
MIM (ammirando le fattezze della donna) : Io pure ve trovo (Si lecca le labbra) Ve trovo sapurita ma che dico sapurita ve trovo carnale ve trovo
ADRIANA (interrompendolo) : Ne sono lusingata (Guarda lorologio, si alza) Accidenti, devo proprio andare!
ROBERTO (alzandosi) : Perch?
ADRIANA : Ho un appuntamento di lavoro Non vorrei fare tardi (Sorride a Mim) Arrivederci Mi far sentire io
MIM : Quando?
ADRIANA (andando verso la comune) : Presto.
Roberto fa per accompagnarla.
ADRIANA (tono deciso) : No, grazie; conosco la strada Buongiorno (esce di scena).
ROBERTO (crolla sulla sedia) : Ges! Ges!
MIM (pavoneggiandosi) : Nun te laspettave, ov? Se vede ca io, modestamente, incontro.
ROBERTO : Mim, nun me f ridere!
MIM : Ma che d? Si mmeriuso? E che amico si? Invece dessere cuntento M, Rob, m a vuo guard sta mola?
ROBERTO : Si pazzo! (Apre lagenda) Cc, ncopp a llagenda, st signato nato appuntamento e chella ca ha da ven, sta Malvarosa, na vecchia che st carica e denare.
MIM (con disgusto) : Na vecchia
ROBERTO : Mim, si sta vota faje colpo, doppo te dongo cinquanta euro
MIM : E io pe cinquanta eure facesse risuscit pure nu muorto! Chella mia moglie me mantene a stecchetto Se frega tutto lincasso (Rovista nelle tasche e tira fuori qualche monetina) O vvi, chisto tutto o capitale mio!
ROBERTO (guarda lorologio) : Avess a st propio p arriv! Arricuordete e tras quanno me siente e cant (Riflette un attimo e intona) Basta un poco di zucchero e la pillola va gi, la pillola va gi, la pillola va gi
MIM : E pecch vuo cagn canzone?
ROBERTO : Pecch s E vvuo o nun e vvuo e cinquanta euro?
MIM : Certo ca e vvoglio
ROBERTO : Allora, marraccumanno, siente bbuono pure quanno i parlo, accuss te pu regol.
MIM : Aggio capito si o v sicco, io tiro a panza a dinto Si o v alto, mallongo ncopp e pponte E si o v biondo?
ROBERTO : Te miette a parrucca.
MIM : A parrucca!
ROBERTO : A parrucca d a cliente toja E m va e tienete pronto
MIM (andando verso la porta) : Ma vedite che me tocca f (esce di scena).
ROBERTO (a voce alta) : Arricuordete e cinquanta euro (Si aggiusta la cravatta, si siede alla scrivania, apre la cartellina e ne tira fuori un altro foglio): Sperammo ca sta giurnata fernesce ampressa
TITINA (donna di mezza et, vestita alla meglio) : permesso?
ROBERTO (si alza) : Ma prego, la stavo aspettando
TITINA (perplessa) : Veramente io
ROBERTO (indicandole la sedia) : Ma prego
TITINA (sedendosi) : Grazie Finalmente marreposo nu poco Sto cammenanno a stammatina.
ROBERTO : Il moto mantiene in forma e lei ne la prova.
TITINA : Lei chi?
ROBERTO : Lei, voi.
TITINA : E allora dicite vuje Sapisseve quanta scale ca me faccio!
ROBERTO : Le scale fannno bene, sostituiscono la cyclette
TITINA : E che sarebbe sta cletta?
ROBERTO : Cyclette la bicicletta Ma voi, cara signora, non ne avete bisogno Voi siete come la malvarosa che col tempo non perde il suo profumo
TITINA : Io tengo a pianta e malvarosa E comme addora!
ROBERTO : Con la vostra vitalit non dovete accontentarvi di un uomo qualsiasi, ma trovare luomo che fa per voi
TITINA (sorride) : A me me piacesse e truv nommo, ma difficile
ROBERTO : Ma che difficile! A voi basterebbe soltanto schioccare le dita (schiocca le dita) per avere un uomo ai vostri piedi.
TITINA (incredula, schiocca le dita) : Accuss?
ROBERTO : S, proprio cos.
TITINA (lusingata) : Ma che dicite?
ROBERTO : Ditemi come vi piacerebbe?
TITINA (pensosa) : Chiatto no Lommo c a panza pesante
ROBERTO : Condivido pienamente Allora lo preferite (Con aria assorta, congiunge le mani e solleva il capo - a voce alta) magro (Tono confidenziale) Scommetto che vi piace alto
TITINA : Emb, se capisce Almeno cchi alto e me
ROBERTO : Allora, pure (Chiude gli occhi, congiunge le mani, solleva il capo e alzando la voce) alto
Titina, pensando che Roberto si stia rivolgendo al Padreterno, congiunge le mani anche lei, in segno di preghiera.
ROBERTO : E vi piace bruno?
TITINA : No, no; bruno no Me piacesse biondo Na vota aggio tenuto nu nnammurato biondo Commera bello!
ROBERTO : Allora lo volete (Solleva lo sguardo e a voce alta) biondo
TITINA (nostalgica) : Teneva e capille ricciulille ricciulille
ROBERTO (solleva lo sguardo e col capo leggermente girato in direzione della porta, a voce alta) : Riccioli biondi.
TITINA : Era bello assaje! (Con gli occhi al cielo e le mani congiunte - tono deciso) S, si biondo.
ROBERTO (comincia a canticchiare, fingendo di guardare nella cartellina) : Basta un poco di zucchero e la pillola va gi, la pillola va gi, la pillola va gi
TITINA (si tappa un orecchio e parlando fra s) : Per m, int a stu mumento, nun marricordo comme se chiammava
MIM (entra in scena, avanzando sulle punte con la pancia in dentro e indossando una parrucca a riccioli biondi) : Permesso? Permesso?
TITINA (sobbalza) : Uh, mamma mia!
ROBERTO (rivolto a Mim) : Ma prego, si accomodi Voi non vi conoscete (Rivolto a Titina) Vi presento il signor Gustavo.
MIM (tendendole la mano) : Piacere, Mim.
TITINA (poco convinta, ricambia la stretta di mano) : Piacere, Titina.
ROBERTO (guarda Mim) : Per, qui sulla scheda c scritto Gustavo
MIM (tentenna un attimo) : Ah, s (Sorride) Ma a scheda nun conta Putevo dicere pure garofano schiavone Io me chiammo Domenico Per gli amici, Mim.
TITINA (osservandolo, perplessa) : Ah, ve chiammano Mim
MIM (seguendo i suggerimenti di Roberto) : Signora, posso baciarvi la mano?
TITINA : E pecch?
MIM (sforzandosi) : Perch cos mi dice il cuore.
TITINA : E va bbu, si ve fa piacere (si pulisce il dorso della mano sulla gonna e gliela porge).
MIM (le bacia la mano e arricciando il naso) : Ma spirito!
TITINA (odorandosi la mano, sorride) : Ah, se sente ancora
ROBERTO : Forse un piccolo taglio?
TITINA : No, qua taglio!? Io pabitudine me disinfetto sempe.
MIM : E nun abbasta o ssapone?
TITINA : Ma doppo o sapone ce v pure o spirito Io so na puletona Pe chesto a gente me chiamma(Tira fuori una bottiglina dalcool dalla borsa) Sta buttigliella m a porto sempe appriesso (Rivolta a Roberto) O spirito serve pevit linfezione a chi se pogne e a chi vene pugnuto.
MIM : Ma pecch uno savess a pognere?
ROBERTO (ironizzando) : Ogni rosa ha le sue spine (gli fa cinque con la mano per ricordargli il compenso).
MIM (rassegnato - a parte) : E va bbuo. pure e spine.
TITINA (carezzandosi la mano destra) : I tengo na mano avvellutata Cc, per, nun zona mia
ROBERTO : S lo so Lei (Si corregge) Voi abitate nei quartieri alti.
TITINA : Propio accuss Io stongo e casa o vico Montecalvario propio ncopp a tutto (Pensosa, guarda Mim) Ma io a vvuje vaggio vistoEh, gi forse ncopp e quartiere
MIM (a parte) : Mha piglianto pe nu travestito.
ROBERTO (frena la risata) : Allora voi abitate
TITINA : Ncoppo Montecalvario, ve laggio ditto.
MIM (si finge estasiato) : Proprio nel cuore di Napoli.
TITINA : Propio accuss Nun sulagno comm cc Menumale caggio truvato stu palazzo apierto e so trasuta, si no stesse ancora giranno M tengo na clienta nova che st a chesti pparte (Apre la borsa, tira fuori un pezzetto di carta) Anzi, visto ca me trovo, tenite (lo poggia sul tavolo) Cc ce sta signato o nummero mio Nun ve pozza mai serv, che ssaccio pe na flebo, na serenga int o muscolo, nantivenosa Vuje me chiammate e i vengo P o prezzo ce mettimmo daccordo... Ma m diciteme add se trova Via Campoverde Io pe chesto ero trasuta.
MIM : Ah, pe chesto? Ma allora vuje site
TITINA : Titina, a serengara.
ROBERTO(ride, guardando il volto contrariato di Mim) : A serengara
TITINA (nervosa) : Nh, ma se p sap add se trova sta via?!
MIM : Via Campoverde a traversa affianco.
TITINA (si alza) : Grazie assaje Tenevo propio bisogno e marrepus nu poco (Uscendo di scena) Bongiorno.
ROBERTO : Buongiorno(Osserva Mim) Mim, o ssaje, cu sta parrucca faje propio schifo
MIM : Per so ghiuto bbuono.
ROBERTO (nervoso) : Ma chella nun era a signora cavev a venNa giurnata perduta! Sto talmente arraggiato ca scassasse tutte cose (Afferra Mim per un braccio) Jammo, Mim, famme ved sta mola Si a piombatura nun ccosa, t a tiro nu mumento Ja, vienefacimmo ampressa
MIM (timoroso) : Rob, forse meglio ca ce vedimmo nato juorno (Si toglie la parrucca) Tu m staje nervuso Io pozzo aspett (prende il sacchetto di plastica dalla tasca dei pantaloni).
ROBERTO : Ma si primma mh dato a morte
MIM (voce lamentosa) : Primma ma m s fatto tarde (ripone la parrucca nel sacchetto).
ROBERTO : Qua tarde!
MIM : Pe me tarde Aggi a scapp (Uscendo di scena dalla comune) Ce vedimmo maje e sabato, per.
ROBERTO (guarda lorologio) : E m me ne vaco purio (va verso la scrivania).
GENNARO (voce fuori campo) : Dott, turnata a signora e primma
ROBERTO : Chi?
SIGNORA GINEVRA (entra in scena, tutta svenevole) : Eccomi, caro Sono tornata (Gli tende le braccia) Finalmente soli! Mi stavi aspettando? Caro, caro
ROBERTO (si siede e inizia a lamentarsi) : Ah, sto male Sto male
SIGNORA GINEVRA (accarezzandolo) : Ti guarir con i miei baci
Gennaro, sotto larco della comune, guarda la scena, scuotendo il capo.
SIGNORA GINEVRA (prende il viso di Roberto fra le mani) : S con i miei baci
ROBERTO (respingendola) : No, no (Divincolandosi) Non possibile!
SIGNORA GINEVRA : E perch? Perch?
GENNARO (avanzando di un passo) : Pecch lle piaciono lluommene
SIGNORA GINEVRA (scandalizzata, guarda Roberto) : No! No! vero?
ROBERTO (timidamente) : S
SIGNORA GINEVRA(indietreggia, inorridita) : Come hai potuto ingannarmi?! Come hai potuto cingermi fra le tue braccia?! Sei un mostro No, non voglio pi vederti (Nervosa, uscendo di scena) Trover chi sapr meritarmi.
GENNARO(si sposta e ironico): E add o trova!?
ROBERTO (contento, si alza dalla poltrona) : Grazie, Genn, mi avete salvato
GENNARO : E pecch? Io aggio sulo ditto a verit
ROBERTO : Genn, qua verit?! Nun me facite ridere! Ma vuje cavite capito?!
GENNARO : E allora
ROBERTO (tono secco) : Allora, niente
GENNARO (perplesso, uscendo di scena) : Mah? Va a cap
ROBERTO : Che giurnata! (gira il cartello appeso al muro, in modo che si veda la gigantografia dei denti; si siede, prende dal cassetto la sua agenda e il fermacarte a forma di dentiera e li rimette sulla scrivania) Menumale ch fernuta! (Richiude lagenda del cognato, ci ripensa, la riapre verso la fine, dove c la rubrica, e scorre con lindice i nominativi alla lettera A)Adamo Adalgisa, ecco qua, Adriana I quase quase a chiammo (Solleva la cornetta del telefono e compone il numero, leggendolo) Chis? (Mentre aspetta, si allenta il nodo della cravatta) Pronto, Adriana? S, sono io No, ti prego, non chiudere!
FINE
(corandolfi@libero.it)
A chi volesse approfondire la conoscenza dellidioma partenopeo mi sento di consigliare la mia grammatica Facile facile. Impariamo la lingua napoletana (Ed. Kairs 2008).
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