Mastru "No!"

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Titty GIANNINO

MASTRU “NO!”

Commedia brillante in 2 atti

2011-12

Personaggi

Francesco Diconò detto Cecco      Mastru “no!”

Mela                                                Nipote di Cecco

Gino                                                Marito di Mela

Miki                                                Figlio di Mela e Gino

Felice                                              Altro nipote di Cecco

Betta                                                Moglie di Felice

Caterina detta Kate (all'inglese)        Altra nipote di Cecco

Sasà                                                 Amico di Cecco

Clementina                                     Infermiera

Dottore                                           Medico

Arcibaldo De Notabilis                 Notaio

Sinossi

La commedia si svolge a casa di Cecco, un anziano orologiaio in pensione, dal carattere burbero e scontroso. Cecco ha un difetto fondamentale: a tutto risponde sempre di no, da qui il soprannome di "mastru no!", e non riesce neanche a spiccicare le parole "si" e "grazie". I nipoti, sempre presenti nella vita, e soprattutto nella casa, dello zio, che preferirebbe invece  rimanere da solo e non averli tra i piedi, hanno come unico scopo quello di appropriarsi della sua presunta ricchezza, nascosta, a detta loro, da qualche parte in casa. Cecco, scoperti i nipoti in flagrante, proprio mentre cercavano in ogni angolo della casa, dopo averli cacciati in malo modo, con l'aiuto dell'amico Sasà e di altri personaggi, con un teatrale stratagemma, fingendo tra l'altro di morire , e grazie anche ad un fantomatico testamento, darà loro una grande lezione, mostrando infine il lato generoso del suo carattere.

Caratteristiche personaggi

CECCO    

70enne, mai sposato, ex orologiaio in pensione scontroso e burbero, viene chiamato Mastro “No!” perché risponde sempre di no a qualunque cosa. Possiede una notevole quantità di orologi, sveglie e similari di ogni tipo, che tratta  con una cura maniacale.

MELA

40enne, nipote di Cecco, furba e intraprendente.

GINO

coetaneo di Mela

MIKI        

Figlio 20enne di Mela e Gino, trasandato e sciatto. Superficiale e poco educato.

FELICE e BETTA

Altri nipoti di Cecco, marito e moglie, un  po' scemotti, ridono in continuazione con delle risate fastidiose, da caratterizzare.

CATERINA

30enne, molto snob, imita,  nello stile, Kate Middleton e parla con un vistoso, finto,  accento inglese. Da caratterizzare.

SASA'

coetaneo di Cecco, di cui è l'amico fedele. Semplice.

CLEMENTINA

Infermiera giovane e sexy.

DOTTORE e NOTAIO       

60enni, distinti.

AMBIENTAZIONE

La storia si svolge a casa di Cecco. La scena è divisa in due ambienti in contemporanea:  a sinistra la camera da letto, a destra il salottino, separati da una piccola parete.

Camera da letto

A sinistra il letto e attaccato, a destra,  prima il comodino e poi l'armadio. Ai piedi del letto la porta dello spogliatoio e alla testa  una finestra con tendina.

Salottino

Di fronte a sx una finestra con tendina  e a dx la porta d'ingresso alla camera che dà in un piccolo corridoio; davanti la finestra una scrivania rivolta verso il pubblico con 2 sedie davanti, a destra un tavolo  e 4 sedie. Le pareti sono piene di orologi di ogni tipo.

ATTO PRIMO

 

La scena comincia  con Cecco che dorme nel letto, dove ai piedi è appoggiata una vestaglia. Sul comodino ci sono numerose sveglie;  una dopo l'altra, con sonerie tutte diverse, cominciano a suonare.

CECCO               (sentendo suonare le sveglie, senza scomporsi,  si siede nel letto e                             metodicamente e con cura, ad una ad una, le spegne. Poi si          stiracchia un po',                  allunga il braccio e prende la vestaglia, la          indossa, apre tenda e finestra. Piove. Richiude la finestra      lasciando gli scuri aperti) Sciala populu... chi junnata! Avi tri                             jonna chi ni dilizia! Jacqua... jacqua e sempri … jacqua!  (va         nell'altra stanza e anche qui apre le tende e gli scuri.         Va alla        scrivania, sulla quale c'è uno scatolo, tipo piccola teca,        dove ci        sono esposti alcuni orologi. Si siede, apre lo scatolo, e, ad  uno ad        uno, sempre con la massima cura, comincia a dare la corda agli    orologi, ammirandoli, magari prendendo il monocolo fatto       apposta per guardarli da vicino)

MELA                  (come voce fuori campo) E' pemmessu, ziu? Sugnu Mela, pozzu    'ntrasiri?

CECCO               (infastidito mentre traffica ancora con gli orologi) No!

MELA                  (si presenta sulla porta) Allura... non mi voi?

CECCO               (categorico) No!

MELA                  Comi voi tu! Jò però... 'ntrasu u stissu!

CECCO               (sempre più infastidito)  E allura chi mu dumannasti a fari?

MELA                  (mentre appoggia la giacca su una sedia) Ma … così... intantu pi vidiri s'eri svegliu! Mi rispunnisti... quindi...

CECCO               Però... jò... t'avìa dittu i no! Du voti! E no una... dui! Dui! (fa       segno con le dita)

MELA                  Sai chi novità! Tu u “si” non sai unni sta i casa!

CECCO               E' pericolosu rispunniri... (farfugliando, senza farlo capire)  i...  si!

MELA                  (lo stuzzica) Chi dicisti ziu? Non capìa!

CECCO               Nenti … nenti dissi!

MELA                  Cettu chi diri “si” ti veni propriu i 'nchianata!

CECCO               Ah.. Canciamu discussu... chi è megghiu! Com'è chi si sciutta?     Cu tutta st'acqua...  comi facisti mi non ti bagni?

MELA                  Fossi fossi tantu svegliu... non si! (breve pausa) Ma chi facisti … tu scuddasti chi jò... staju o pianu i supra?

CECCO               (mugugna e non risponde)

MELA                  E cettu … puru a me casa ti veni... i 'nchianata! E' o pianu i                             supra...eh... è logicu, no?!

CECCO               Finiscila cu sti 'nchianati e sti scinnuti! Insomma... si po' sapiri chi        voi ccà...  i capu matinu?

MELA                  Comi chi vogghiu?! Menu mali chi vegnu sempri... tutti i matini! (pausa) Chi dici... u voi u cafè?

CECCO               No! E comunqui “u voi” si dici e malati!

MELA                  Va beni... va beni! Allura... malatu o sanu... jò... t'u fazzu u stissu!

CECCO               Ma si ti dissi i no?

MELA                  Ma tantu jò u sacciu chi tu... 'ntinnivi  i “si”! (esce)

CECCO               (mentre traffica ancora con gli orologi) Chi camurrìa! Mai chi mi lassiriìnu  in paci! Eh! Ma jò u sacciu u picchì! U sacciu eccomi!

MELA                  (rientra con messo un grembiule da cucina ) Misi a cafittera           supra! Mentri spettu fazzu cacchi cosa!

CECCO               Non hai nenti i fari! Non tuccari nenti!

MELA                  Nooo … e picchì? Non mi piaci stari  mani 'nte mani!

CECCO               A mia non mi interessa si i teni 'nte mani o 'nte pedi o unni voi tu...                             chiddu chi tu a fari è... nenti! (sottolinea) Nen-ti! Oh! Chiaru?

MELA                  Chiaru... chiaru! (nonostante tutto, inizia col sistemare la tenda      del salottino, chiudendola)

CECCO               (si alza spazientito e la riapre) Tu … non ci senti!  E i tendi... i      vogghiu... apetti! Così!

MELA                  No... stannu brutti... così! (e le richiude)

CECCO               (le riapre) I tendi... hanna stari apetti! Così! Vogghiu chi mi 'ntrasi         a luci du suli!

MELA                  Ma quali suli? Oggi cchiovi!  Autru chi lustru i suli.... lustru i       luna! Megghiu mi chiudemu! St'acqua chi scinni... fa scurari u      cori! Su megghiu... così!(le richiude)

CECCO               (le riapre)  Lassili apetti... così... ti dissi! Si no.... mi ccupu! E       fatti i                             fatticeddi toi! E si ti scura u cori... ti nni vai! (si risiede alla scrivania)

MELA                  Va bè! Va bè! Basta cu stu così... così!  Cammiti! Vaju a vidiri si u         cafè è prontu! (mentre sta per uscire )

CECCO               Eccu … brava! Vatinni chi è megghiu!

MELA                  Sempri garbatu... tu! (esce)

CECCO               Ma chi mali fici chi mi l'è vidiri sempri casa casa! Eh! Ma jò u      sacciu u picchì! U sacciu eccomi! Ci pari a idda chi non capisciu!

MELA                  (rientra con una tazzina col piattino) Eccu ccà! Ccà c'è u cafè        cauddu cauddu! (appoggia la tazzina sulla scrivania spostando gli   orologi)

CECCO               Chi fai! Stai attenta! Su preziosi!

MELA                  (interessata) E' veru ziu? Preziosi su?

CECCO               (si corregge e sottolinea fortemente ) Preziosi... pi mia... 'ntinnìa!   Chi capisti tu?!  Non fici mica u riluggiaru tutta a vita pi nenti! I riloggia erinu e sarannu          sempri a me passioni! (rimarca ancora          di più) Puru chiddi chi non valinu nenti... comi a chisti! (comincia             a bere il caffè) Comunqui... ti spricasti! Mi putivi puttari puru ddu                             biscuttedda!

MELA                  E menu mali chi m'avivi dittu chi non ni vulivi! E ora dici chi voi           puru i biscuttedda! Na vota si da testa... na vota si di pedi! Non si        mai cuntentu!

CECCO               Non è veru! Si ti nni vai … sugnu cuntentu!

MELA                  Ma quantu mi voi beni, ziu!

CECCO               U beni è parenti du … (farfugliando, senza farlo capire) … si!  

MELA                  Oh... non ti nesci propriu!

CECCO               Non mi giua... pi chistu non mi nesci!

MELA                  Giua .. giua... eccomi si giua!

CECCO               No... no... non mi cunvinci! E' periculosu! E basta!

MELA                  Picchì... chi fai? Pigghi a scossa? (breve pausa, poi comincia a      prenderlo in giro) SI! (e fa finta di aver preso la scossa)  Ahia!    (Breve pausa) Ti vogghiu beni! (e fa                             finta di aver preso la      scossa) Ahia!

CECCO               Basta cu sta cumeddia! (finisce di bere il caffè) Eccu... finìa! Potta          sta tazzina 'nta cucina e poi ti nni poi  annari! A testa ma rumpisti     abbastanza!

MELA                  Nenti... ziu! Mi fici piaciri chi mi dicisti “grazi”!

CECCO               Ma jò...  non tu dissi!

MELA                  Appuntu! Tantu... puru cu chistu pigghi a scossa! Veru ziu? (Breve                             pausa) Grazi! (e fa  finta di aver preso la scossa)  Ahia! 

CECCO               Ma picchì vinisti? Mi mi pigghi in giru?

MELA                  Nooo! Non sia mai! (Breve pausa) Però si sarivi cchiù gentili... ci                             guadagnirivi!

CECCO               Picchì... si fazzu u gintili cu tìa … mi aumentinu a pinsioni?          Pensu propriu di no! Qindi non c'è nicissità di fari u gintili!

MELA                  Ih! Quantu si pisanti!

CECCO               Pi santi... pi l'anciuli.. pi i diauli... pi chiddu chi voi! Però... vatinni        i ccà!

MELA                  No! Non mi nni vaju! Tu miritirivi... però... no fazzu!

CECCO               E u sacciu picchì! Tu pensi: jò mi sibbìa a me ziu e quannu mori...         mi tocchinu i so soddi! Ti pari chi sugnu scemu e non capisciu?         Vecchiu... ma no rimbambinutu!

MELA                  (punta sul vivo)  Ma chi dici!? Tu stai  dilirannu!

CECCO               (arrabbiato) Ma jò... (sottolinea) … soddi... non n'aju! Facìa u                             riluggiaru... jò... i          riloggia i giustava... jò... no i vinnìa! Mica facìa                             u gioielleri!

MELA                  (falsamente sincera e incrociando le dita delle mani ) E bonu!        Non ti quaddìari! A mia di to soddi non mi interessa nenti! Si         l'hai o non l'hai … non mi interessa nenti!

CECCO               Ci cridu picca... jò!

MELA                  E chi t'è diri?! Cridi quantu voi!  (cerca di recarsi nella stanza da letto)

CECCO               Unni stai annannu?

MELA                  Unni vaju!? Tu tu facisti u lettu? No! Tu fazzu jò!

CECCO               Ti dissi chi non haju bisognu i nenti! M'a vidu jò!

MELA                  Ta vidi tu! Ta vidi tu! Ma tu sempri masculu si! Chi sai fari tu?    Tu non ti vulisti maritari mai! Ristasti sulu! Cacchidunu t'ava dari     na manu!

CECCO               N'aju dui! (le mostra) Mi bastinu! Non aju bisognu di nudda autra                             manu... jò! Poi di  toi!  E quantu a maritari.... tempu pessu ampressu e fimmini!

MELA                  “Quannu a jatta non arriva o primuni... dici chi feti!” … e cu ti     vulìa a tìa! Cu sta sotta i carattiri chi hai! (entra nella stanza da   letto)

CECCO               (si alza dalla scrivania e la segue) Non hai mi fai ddocu!

(entrano nell'altra stanza)

MELA                  Lassa fari a mia chi ti ricettu tutti cosi!

CECCO               E i chistu mi scantu jò! No... non si nni parra propria!

MELA                  (comincia a sistemare il letto) Omu di poca fedi! Picchì non vai e   ti vesti...  inveci mi mummurii sempri!

CECCO               No! I ccà non mi movu si tu non ti nni vai! I me cosi ne vogghiu   tuccati!

MELA                  (si avvicina a Cecco, e con le mani comincia a spingerlo verso la   porta dello spogliatoio) Non ti manciu nenti... jò! Ti fazzu u lettu e        ti levu na picca i pubbirazzu!

CECCO               (entra nello spogliatoio dicendo)  Jò mi vestu … ma tu... non        tuccari nenti!

MELA                  (sbuffando) E si... si!  (poi controlla che lo zio si stia vestendo e     circospetta comincia a frugare dappertutto: sotto il cuscino, sotto il materasso, sotto il letto, dentro i cassetti del comodino) Ma unni           i misi! Autru chi... si non l'avi! Cettu        chi l'avi! (ogni tanto                            controlla che lo zio non esca) Attrova puru quantu nn'avi! Non    spenni mai nenti! (va all'armadio e cerca di aprirlo, ma non ci      riesce) E picchi non apri st'ammadiu?

CECCO               (voce fuori campo) Stai tuccannu cacchi cosa?

MELA                  (mentre ancora cerca di aprire l'armadio) Jò? E picchì? U lettu      staju facennu! (dà uno sguardo allo spogliatoio, si accorge che     sta per uscire, quindi  corre per finire il letto)

CECCO               (esce dallo spogliatoio vestito) Ancora non ha finutu? E c'avivi      fari?

MELA                  (lisciando bene il letto) Tu fici bonu così dommi cchiù commidu!

CECCO               Dommu bonu puru senza i to lisciatini! E ora leviti i ddocu!

MELA                  Bonu! Finìa! Ora ci dugnu na spovviratedda!

CECCO               Lassulu unnè … u pubbirazzu! Mi fa cumpagnìa!

MELA                  Ma chi dici! Si hai bisognu i cumpagnìa... ccà ci sugnu jò o ti        cecchi a cacchiduna! (pausa) Mi fai ridiri! U pubbirazzu chi ti fa       cumpagnìa! Va... va! (prende dalla tasca del grembiule uno          strofinaccio e comincia a spolverare)

CECCO               Fimmina tistuna! Picchì non mi lassi in paci? Non haju bisognu i nuddu... jò!

MELA                  E brau! Inveci mi ringrazi a Diu chi ci sugnu jò.... mummurii e tiri                             cauci!

CECCO               Si... si.... tiru cauci...comi e scecchi!  (E con le gambe comincia a scalciare tipo gli asini, e nel frattempo si avvia verso l'altra        stanza)  Ma ricodditi chi i scecchi hannu a testa dura!

MELA                  E allura … si considiramu a testa dura …  semu na famigghia di scecchi!  (Uscito lo zio ritorna a fare un tentativo con l'armadio)

CECCO               (tornato nel soggiorno si mette ad origliare e sbirciare nell'altra     stanza per sentire cosa fa Mela. Piano, al pubblico)  Ci pari a idda        chi non capìa nenti! Avi vogghia mi firrìa....  nenti trova!          (continua a sbirciare e ridacchia)

MELA                  (che ancora traffica con l'armadio) Ma sti spottelli … chi su...      ghiantati chi chiova? Ma ci pari a iddu chi mi voli frigari? Ora cciù fazzu vidiri jò! (pausa) Ziu! Finìa i spovvirari! 'Nta   l'ammadiu chi hai... robbi i lavari? (si reca nel soggiorno)

CECCO               (accortosi che Mela sta arrivando nella stanza corre alla       scrivania) Robbi i lavari? E picchì i cecchi... 'nta l'ammadiu?       Accussì disuttulatu mi fai?    

(nel frattempo sta per entrare Gino)

GINO                   (voce fuori campo) Ziu?! Sugnu Ginu... 'ntrasu?

CECCO               N'avemu n'autru! No!

GINO                   (si presenta alla porta)  Non sintìa chi dicisti! Putìa 'ntrasiri?

CECCO               Ti dissi … no!

GINO                   Va bè... oramai chi sugnu ccà... chi fazzu... mi nni vaju?

CECCO               (mugugna arrabbiato)

GINO                   (ridacchia)  Ah... ah! U sapìa chi “si” no sapivi diri! Non pi nenti          ti chiaminu “Mastru NO”! (entra)

CECCO               Pi stavota 'ntrasi.... ma da prossima vota … scodditi a me potta!                             Anzi... scuddativilla tutti e dui... maritu e mugghieri!

GINO                   E comi fazzu mi ma scoddu.... 'nchianu e scinnu i scali e a vidu     sempri!

MELA                  A tia … ziu … t'avrissinu dari u premiu di boni maneri! I batti     tutti!

CECCO               Non haju chi fari! I boni maneri non giuunu a nenti!

MELA                  Comi u “si” … u “beni” e u “grazi”! (Breve pausa) U dici tu...        però!

GINO                   (a mò di presa in giro) Mela... puru tu... avi ragiuni u ziu... spricari        i boni maneri pi so niputi devoti... a chi giua?

CECCO               Tu voi pigghiari pi fissa... a mia? Vidi chi non ci rinesci!      (pausa) E poi … vui dui devoti? ... nz... ma non mi faciti ridiri!

MELA                  Vadda... tu ti miritirivi mi ti lassamu sulu!

CECCO               E jò chistu vogghiu! Ah! Chi paci! 'Nta paci i ll'anciuli sarìa! (sta per uscire verso il  corridoio, ma si ferma sulla porta) Non          mi     nni staju annannu... tonnu subitu! (esce)

GINO                   (si avvicina alla moglie e circospetto) Cunchiudisti nenti       stamatina?

MELA                  Nenti fici! Mi firrìai u lettu... supra … sutta... u comodinu... intra...                             fora...  ma nenti truvai!

GINO                   E l'ammadiu?

MELA                  E chiddu è u problema! Non si po' apriri! Pari 'nchiuvatu! Sugnu                             sicura chi l'avi dda intra!

GINO                   E na scusa mi ciù fai apriri?

MELA                  Jò l'avìa truvatu.... poi …. arrivasti tu! N'autru mumentu no putivi                             scegliri!

GINO                   E chi nni sapìa jò!

CECCO               (sta passando dal corridoio, davanti alla porta ) Jò non mi nnannai... ccà sugnu! (rivà via)

MELA                  (preoccupata) Matri! Non è chi nni sintiu?

GINO                   No! Pensu di no... speru di no!

MELA                  Chi guaiu sarìa!

GINO                   Comunqui... videmu st'ammadiu si u sacciu apriri jò! Na mani i   masculu è sempri na mani i masculu!

MELA                  E fozza masculu camina... videmu di chi si capaci!

(si dirigono verso la stanza da letto, ma)

CECCO               (che rientra e li vede dirigersi verso la camera da letto) Unni stati annannu... vui dui?

(scoperti, si fermano)

MELA                  Nenti... mi ricuddai che non l'avia luatu tuttu... u pubbirazzu!

CECCO               E hai bisognu i to maritu mi levi u pubbirazzu?

MELA                  Si... e chi era  assai! Non cià facìa!

CECCO               E quindi ti potti puru a … Mastru Lindu!(fa un gesto come per     dire: Lui  Mastro Lindo? Quando mai!)

MELA                  Si.. in effetti... na manu di masculu.. giua sempri!

GINO                   E jò sugnu masculu! Quindi...

CECCO               E quindi ci vai  darreti! Mi levi dda “quintalata” i pubbirazzu!      E       brau a Mastru lindu!

(suonano il campanello della porta)

CECCO               Ma chi vonnu tutti i mia stamatina? Ma chi hannu tutti  i ciccari   'nta me casa?

MELA                  (punta sul vivo) Ciccari nui? Chi dici ziu? Nenti ciccamu!  Anzi... a tia ciccamu!

GINO                   E chi autru si no?

CECCO               Cettu... cettu... comi no!

(risuonano)

CECCO               Puru primura avi... non n'avi  pacenza i spittari! Ammenu però  cu        è è, è educatu... non 'ntrasi senza mi ci apru jò.... comi a      cacchidunu i mia canuscenza! (guarda Mela e Gino, e poi va ad         aprire)

MELA                  Ora cu è chi ni scummina i piani... stamatina?

GINO                   Nui autri non avemu tempu i peddiri... sta situazioni l'ama risovviri prestu! A nui ni giuunu... eccomi si ni giuunu!

MELA                  Appuntu!

(entra in scena con Cecco, Caterina, vestita elegante con un cappello con le falde molto grandi)

MELA                  (infastidita) Ah... vadda cu c'è …. me cucina Catarina!

CECCO               (per niente contento) A riunioni i famigghia ficimu! 

CATERINA(KATE) (altezzosa e con vistoso accento inglese) Good morning... cugini!    Come vi ho ripetutamente ...       chiesto ... desidero che mi       chiamiate...  Kate... please!

CECCO               Ma comi parri! Parra comi ti 'nzignau to matri! To matri... me      soru... siciliana è! Comi a mia e comi a... tia!

MELA                  (al marito) Nu misi  stesi a Londra.... e ora.... chi si senti!

KATE                  Yes... is true... i'm siciliana... ma  preferisco gli inglesi! Sono più...                             raffinati! Per cui... i'm Kate... please!

CECCO               Nooo! Nenti Keitti! Tu siciliana si e pi cui...  Catarina si e Catarina        resti!

MELA                  (un po' falsa) Ma ziu... Keit fa cchiù finu! E' nu nomi noddicu!      Eh!? Non… suddicu comi a Catarina! E' pocu raffinatu! Eh! (alla         cugina, falsamente cerimoniosa) Comi si eleganti! Mi ricoddi          cacchidunu... però!

KATE                  Thanks cugina! Vedo che hai gusto e anche occhio!

MELA                  E cettu! A lingua pi sentiri u gustu l'aju e puru l'occhi... se pi chistu       puru dui... comi a tutti l'autri!

KATE                  (stizzita ) Yes... yes! Dicevo... occhio per capire che   questo          semplice vestito da giorno è  ispirato ad una eminente persona...       alla grande icona di stile quale è la Duchessa di Cambridge!        

CECCO               Ah si? E cu sarìa?

KATE                  (indignata) Ma Kate Middleton... la moglie del Principe William                             d'Inghilterra!

GINO                   Ah! Eccu u picchì du nomi!

KATE                  Yes... of course! My name … il mio nome è quindi … Kate!

CECCO               Noddicu... suddicu... canta quantu voi... tu... non si idda... u         principi è a Londra e tu si ccà... in Sicilia.... a bucca sciutta! Véstiti        snobbi quantu voi ….  parra 'ngrisa quantu voi... tantu... non      cancia nenti!  Comunqui...  canciamu aggomentu... tu … ccà …                   chi voi?

MELA                  Già... veru... tu … ccà … chi voi?

GINO                   Giustu! Chi voi?

KATE                  (sempre indignata) Certo che non brillate per niente per buona      creanza... for education insomma!

MELA                  Non brillamu... non brillamu... non n'avemu soddi mi ni cattamu i                             brillanti!

CECCO               (al pubblico) E cettu... e i veninu a ciccari ccà... i soddi!

KATE                  No! You don't understand!

CECCO               Ma chi dici! Non ti capisciu! Chi stenni? Chi stenni?

KATE                  Non avete capito! Io parlavo della vostra …. calorosissima...                             accoglienza!

CECCO               E chi vulivi u tappitu russu? Non n'aju! Oppuru vulivi a  banda chi                             sunava? Non veni ccà a gratis! (sottolinea calcando il tono)          Picchì jò... non n'aju... soddi!

KATE                  Money? Soldi? Pensi che mi importi qualcosa di questo?

MELA                  (al marito) Si... va bè! A cu cià cunta! Dopu nu misi a Londra       saravi a siccu ora! E vinni ccà a battiri cassa!

KATE                  Io vengo  for you... per te... zio!

CECCO               Comi no! Cunticcillu a nn'autru!

(suonano ancora alla porta)

CECCO               (arrabbiato) Ma non si scanta nuddu i ll'acqua! Chi vonnu tutti,   oggi?  (Va ad aprire)

MELA                  (approfittando dell'assenza dello zio, alla cugina) Senti...     bidduzza! Parra cu mia... chi voi tu ccà?

KATE                  What?

GINO                   Si... si! Parra puru cu mia... chi vai ciccannu ccà?

KATE                  What?

MELA                  Eh ... si... si.... ottu... ottu...  novi e deci.... non fari a finta scema!          Ti giua soddi e vinisti mi cià cianci o ziu? Vidi chi ci sugnu prima     jò! Jò chi mu suppottu tutti i jonna... a stu mastru “No”!

KATE                  Zio.... “No” man?

MELA                  No menni … no menni... comi dici tu! Ma non canciari discussu...         haju ragiuni jò? Pi chisti vinisti... veru? (fa con le dita il segno dei        soldi)

KATE                  (punta sul vivo) Come sei venale... cugina!

MELA                  Tantu ci 'nzittai veru? Non putìa essiri attrimenti! Eh! Ccà tutti    l'avemu bisognu! Ma iddu non ni scuci!

GINO                   E attrova puru unni si muccia!

(rientra in scena Cecco con i nipoti Felice e Betta)

CECCO               Ora semu a completu!

MELA                  Sulu iddi mancaunu!

FELICE               Vadda Betta... i me cucini ci su! (ride)

BETTA                Vidu … vidu! (Ride anche lei)

MELA                  (fa finta di ridere, ma in effetti molto seccata)  E chi semu priati!    (al marito) Veru Ginu?

GINO                   (fa anche lui finta di ridere) Si... scialati propriu!

FELICE               Betta! Betta! Puru a cucina... 'ngrisa c'è! Si cuntenta? Avìa assai   chi na vidiimu! (e ride)

BETTA                Si … si … cuntenta! E' bella sta riunioni i famigghia, veru? (e       ride)

KATE                  (infastidita) Yes... very beautiful!

FELICE               (alla moglie) U vidi... u vidi  comi parra 'ngrisi!? (e ride)

BETTA                Si... si... comi è brava!! (e ride, poi a Kate)  Ma senti, cucina....ma          chi ti scuddasti  l'umbrellu  supra a testa? (e ride        riferendosi con     gesti  al  cappello molto largo)

FELICE               Si... si... l'umbrellu! Supra a testa... mi non si bagna! Ma intra non                             chiovi! (e ride)

KATE                  (è molto infastidita) Stupids!

MELA                  Ma quantu ne suppottu! Unu cchiù scemu i nn'autra su!

GINO                   Non ti pigghiu si non t'assumigghiu!

CECCO               Chi diciti …. a finemu cu  stu tiatru? (breve pausa)  Ma chi mi      mmattìu stamatina!  Chista a famigghia di pacci è! Chisti(rivolto       a Mela e Gino)  l'aju sempri 'nto menzu i pedi! Chista  (a Kate)         parra  e non si capisci nenti! E st'autri (a Felice e Betta)  su peggiu                  di du jeni ridens.... ma insomma c'annati ciccannu ccà? Chi vuliti i         mia? Vi mmiddastu i supra comi tanti mignatti... ma jò non aju   nenti! Nen..ti! (e continua a ripetere “nen-ti” fino a quando esce    verso il corridoio)

(rimasti soli tutti i cugini per un po' si guardano straniti, un po' in cagnesco, poi)

FELICE               Mihh! Si incazzau! (con la faccia da tonto) Ma chi ci annau i         travessu?

BETTA                (indicando il cappello di Kate) L'umbrellu apettu intra... potta      sputtuna! Ih! Ih! (E ride insieme al marito)

FELICE               Veru... veru! (ride)

KATE                  (rivolta a Betta e Felice) You …. are … very.... very...          very....very...  (calcando il tono)  very … stupids!!!

BETTA                (guardandosi col marito, in segno d'intesa,  come se stesse    dicendo chissà che e ridacchiando e imitando Kate usando il suo        stesso tono) Tu... finta... finta... finta... finta.... finta.... 'ngrisa!!!!      (ride)

FELICE               (ridendo anche lui)  Si... si.... finta!!!

KATE                  (li guarda altezzosa dall'alto in basso)

BETTA                (rivolta a Kate e guardandola bene da vicino) Ma … fossi fossi... finta puru... in sensu... i …. rifatta? A bucca (fa le labbra a cuore)         … u pettu (indica il suo in segno di seno abbondante) … u … (indica il suo sedere) … veri … veri … l'haj? (ride) Ah? Veri                      l'haj? (ride)

KATE                  (alquanto indignata)  This.... (indica il suo corpo)  … is …           veritable! (scandisce)  Ve-ro!

BETTA                (rivolta a Kate e prendendola in giro) Veru.... comi a l'oru i Bulogna chi si fa niru pa viggogna?  (ride)

FELICE               (confermando quello che ha detto la moglie) Giustu.... giustu ….   comi  a l'oru i Bulogna! (ride) Niru ...niru pa viggogna! (ride)

MELA                  (a Felice e Betta)   U ciriveddu a vui... v'avrissiru rifari!

KATE                  (stizzita) Mission impossible!

GINO                   Ma mi sa chi non n'avi chirugghi chi rifannu i ciriveddi! Ccà         sulu nu miraculu ci poti!

MELA                  Miraculu... miraculu.... ccà n'autru miraculu s'ava fari! (pausa; poi        a Betta e Felice)  E sintemu … puru vui … siti ccà...  pi ….    l'averi... du ziu?

FELICE               (finto indignato) Nooo!!!! (poi, ci ripensa) Fossi … (pianissimo)    si! (ma ci ripensa ancora)  Anzi.... non propriu!

BETTA                (affermando) Non propriu.... non propriu!!

MELA                  (piano) Non l'aviti u curaggiu i diri “si”! Degni niputi i vostru       ziu... siti! (forte) Insomma... diciditivi... si o no?

BETTA/FELICE  (riflettono, poi insieme)  Eeeh... non propriu... non propriu!

MELA                  N'autra vota! (pausa, poi)  Comunqui... cuntenti vui! Ccà u          problema è n'autru! U ziu … sicuru! … mmucciau tutti cosi!  A    quacchi patti su zziccati! Cuntu a banca o a posta non n'avi... pi          cui... 'nta sti quattru mura anna essiri! Pi fozza!

GINO                   Senza dubbiu... non c'è autra soluzioni!

(gli altri annuiscono guardandosi tra loro)

MELA                  Quindi l'unica è … ciccari!

GINO                   Giustu!

(gli altri annuiscono guardandosi tra loro)

MELA                  E allura … fozza! Spappagghiamuni e ciccamuli!

GINO                   Si... annamu!

KATE                  Yes... very good!

BETTA/FELICE  Giustu cucina!

MELA                  (piano al marito)  Tu e jò annamu a vaddari stu famosu ammadiu!

GINO                   Cettu!

(accompagnando con una musica stile le comiche, si sparpagliano: Mela e Gino in camera da letto, alle prese con l'armadio che non apre, litigano tra di loro a chi deve provare ad aprirlo senza però nessun risultato; Kate nel salotto, altezzosa, tocca le cose con l'indice e il pollice; Betta e Felice cercano insieme, negli stessi posti, cioè in quelli più stupidi e impensati, litigando per chi lo deve fare. All'improvviso rientra lo zio.)

CECCO               (vedendoli  tutti indaffarati) Chi fu? Chi sta succidennu? Chi stati                             facennu?

(tutti, scoperti , si fermano, stile belle statuine)

CECCO               Allura? C'aviti i diri? Fozza! Sintemu! (rivolto a Felice che gli è    più vicino) Avanti cumincia tu!

FELICE               (fermato mentre insieme alla moglie guardava sotto una piccola                             bomboniera – bruttina – ancora con quella in mano, dice la prima         cosa che gli viene in mente)  Bella sta bomboniera, ziu! Di cu è?

CECCO               (superinfastidito) Du to matrimoniu... bestia!

FELICE               (contrito) Ah! (la riposa) Pi chistu era bella!

CECCO               Supra a chistu... avrissi da ridìri! (pausa; poi a Kate) E tu? Chi    facivi tu?

KATE                  (fermata mentre cercava di spostare un quadro piuttosto brutto in   cerca di una eventuale cassaforte ) Questo quadro …. is very   beautiful! Congratulations... zio!

CECCO               (sempre più infastidito dall'atteggiamento e dalle trovate dei nipoti)  Ah si? Ti piaci? U voi? Pigghitillu! Tantu... non vali         nenti... e a mia mi sta supra o stomicu! Mi farivi  sulu nu fauri... si          tu pigghi!

KATE                  (schifata toglie le mani dal quadro )  Oh, no... zio!  Is good … sta                             bene... in your home... nella tua casa!

CECCO               Comi no! Ah... si ti dicìa chi era pregiatu! (pausa)  E dd'autri        babbi … unni su?

(Mela e Gino che ascoltavano preoccupati dalla stanza da letto, fanno capolino sulla porta, spingendosi a  chi doveva entrare per primo, circospetti)

CECCO               Ma vui … sempri ddocu siti? Chi annati ciccannu?

MELA                  (risentita) Ciccari... nui? Nenti ziu! (cercando una scusa) U pubbirazzu... era troppu!!

CECCO               (irritato) E i quant'avi chi pulizziati... a st'ura... non si po' 'ntrasiri         ddà intra! L'occhiali i suli ci vonnu... nu brilla brilla ci saravi!

(nel frattempo entra indisturbato Miki, il figlio di Mela e Gino, mettendosi dietro a Cecco che non lo vede)

MIKI                    (masticando chewing-um fa un palloncino che scoppia e fa   rumore)

CECCO               (allo scoppio del palloncino di Miki, trasale)  Chi fu? (si volta e     vede Miki e, per niente contento) Ah! Mancavi sulu tu all'appellu!        U babbu nummiru tri!  Allura.... babbu n° 3... chi voi ccà?

MIKI                    E parrari cu me patri e me matri!

CECCO               (indicando Mela e Gino) Dda ci su babba n°1 e babbu n°2... parra!

MIKI                    (va vicino ai genitori)

MELA                  (al figlio) Chi vulivi?

MIKI                    (senza preoccuparsi di parlare piano) A mà?! Scucìu ….      (indicando Cecco)... u vecchiu?

CECCO               (nell'udire queste parole,  prima inorridisce,) Ihhh!!! Chi sentinu i me ricchi! (poi comincia a tremare dalla rabbia, inizia prima con          una gamba, poi con una mano)  A tremarella.... a tremarella mi sta      vinennu!

MELA                  T'avìa dittu mi spittavi a casa! Picchì vinisti? U vidisti chi   cumminasti?

MIKI                    A mà?! Picchì... chi dissi?

MELA                  (arrabbiata) Lassa fari! Mutu!

CECCO               Tremu! Tremu!

MELA                  (finta tonta) Picchì, ziu?  Chi hai?

CECCO               A raggia.... a raggia è! (la tremarella peggiora)

MELA                  (sempre finta tonta) Raggia? Picchì? Chi bisognu c'è? Cammiti      inveci!

GINO                   Cettu... cammiti!

FELICE               A raggia ti fa mali... cammiti chi è megghiu!

KATE/BETTA     (annuiscono) E' megghiu! E' megghiu!

CECCO               Ma comi mi è cammari... cu vui autri! (peggiora)  Comi! Comi!

(I nipoti preoccupati, vedendolo peggiorare, gli fanno cerchio intorno tranne Miki che se ne sta incurante appoggiato allo stipite della porta continuando a masticare e a fare palloncini)

MELA                  Ma  così ni stai facennu preoccupari!

FELICE               Si ziu... preoccupari!

(gli altri annuiscono; poi tutti si avvicinano ancora di più)

CECCO               (sempre più arrabbiato)  Luvativi.... luvativi i supra chi mi ccupati! Luvaaaaaativi chi unnè chi esplodu!

MELA                  Esplodi ziu? Chi voli diri?

KATE                  You... “bang”? What?

CECCO               Si... si! “Bang”... “paamm”... “bamm”...“boummm”! (facendo       gesti di esplosioni con le mani e le braccia) Comi voi tu! Puru          “taratattattatà-tà”! Ca battarìa finali!

GINO                   Ziu... ma tu straparri! Tu t'a tranquillizzari! Chi così mali ti fa!

(gli altri annuiscono)

CECCO               Mali.... mali! Mali vui autri mi stati facennu!

MELA                  Ma chi dici ziu? I to niputi divoti!

CECCO               Chi dicu? (urlando proprio se stesse esplodendo) Dicu chi è megghiu mi vi nnannati!!!!!!!!!! (comincia a cacciare tutti) Fora!        Fora! Luvativi i ll'occhi mei! Sciò! Sciò! (li spinge letteralmente   fuori)

MELA                  (mentre viene spinta da Cecco) Ma picchì, ziu?

CECCO               E hai u babbiru curaggiu mu dumanni? Vatinni.... vatinni! (li        spinge ancora) Tutti fora vi vogghiu! Subbitu!

GINO                   Ni putemu parrari, ziu!

KATE                  Yes... to talk!

CECCO               Si... si! Jò toccu... tu tocchi.... iddu tocca! (li spinge ancora) Via! Via! Ora tocca a mia!

FELICE               Ma ziu... nui nenti ficimu!

CECCO               E' megghiu chi vi stati tutti muti! (scandisce) Non-vi-vo-gghiu!!!   (a Miki) Fora puru tu e i to palluni! (finalmente riesce a farli    uscire tutti e poi gli urla dietro)  E non vi                             faciti vidiri cchiù! A      capistu?! (poi sfinito si siede sulla sedia ; si passa più volte una              mano sulla fronte) Ma chi mi mmattìu! Chi parenti chi haju! E'    veru chiddu chi si         dici: parenti... seppenti! E chi seppenti... boa    costrictor! (indicandosi la gola) Caà... ccà  su parati! Comi na          cullana su mittuti! E strincinu.... strincinu! Mi ffuunu!  Mi ffuunu!       L'aria mi manca!  A mia mottu        mi vonnu! Niputi divoti! Nz! Mi                             cecchinu sulu p'aviri i me soddi! Ammessu chi n'aiu! Eh...  comi   no! A iddi ci dava! Sempri ammessu chi l'aiu! Megghiu e   povireddi! (pausa) Mottu... mottu mi vonnu!   Mottu... mottu mi         vonnu! (poi, mentre lo dice, riflette   e prende una decisione, si       alza, va al telefono e chiama l'amico        Sasà) Prontu, Sasà? Jò sugnu... Ceccu! Senti... avìa bisognu i tia!        M'à dari na manu!        Poi veniri ccà?  Veni subbitu? Ccà sutta o barri si? E 'nchiana               allura! Ti spettu! (chiude la telefonata, ora è contento e si strofina le mani) Ora ciù fazzu diri jò: scucìu u vecchiu ! Ora ci fazzu    vidiri jò!  Ora videmu cu ridi!                             (ridacchia tra sé) 

(suona il campanello)

CECCO               (va ad aprire e torna insieme all'amico Sasà)  Veni... veni, Sasà!

SASA'                  Grazi, Ceccu!

CECCO               Settiti... settiti!

(si siedono attorno al tavolo)

SASA'                  Allura Ceccu... chi c'è? Sta chiamata mi 'ncuriosìu!

CECCO               Sasà... tu... m'ajutari!

SASA'                  A disposizioni! Chi ti giua?

CECCO               Prima... t'è cuntari u fattu!

SASA'                  Cunta... cunta!

CECCO               Tempu n'hai?

SASA'                  Tuttu chiddu chi voi! Pensionatu sugnu... comi a tia!

CECCO               Brau! U busillis sta propriu ccà!

SASA'                  U busillis? Chi voi diri?

CECCO               Ti spiegu: jò … aju... na para i niputi... sei pi l'esattezza (fa il       segno con le dita delle mani) ma fannu pi 66.... m'à cridiri. .. chi           freminu p'aviri i me soddi! Cusapi chi ci pari chi aju! Comi dicisti        tu... jò... pensionatu sugnu! (pausa) Pensa... oggi i truvai chi mi                   scafuliaunu a tutti i patti! Ccà... intra a me casa... sutta a ll'occhi mei!

SASA'                  Addirittura!

CECCO               Eh! Sti niputi … divoti! Accussì si definiscinu!

SASA'                  Ammazza di devoti!

CECCO               Eh! (pausa) E sugnu... finu a prova cuntraria... ancora vivu!         Tocca.. tocca... (si indica il braccio) ... vivu sugnu!

SASA'                  Cettu chi si vivu! Non c'è bisognu chi toccu!

CECCO               E quannu moru... chi fannu? Megghiu mi non ci pensu! (pausa)  Pi        sti quattru soddiceddi! M'à cridiri... quattru su! Tu mi cridi?

SASA'                  Cettu! Si mu dici tu!

CECCO               Menu mali chi ci si tu!

SASA'                  Comunqui... ora... tu... chi voi fari?

CECCO               (si prepara con enfasi poi melodrammatico) Vogghiu cumminari...          nu beddu tiatru! E aju bisognu i tia!

SASA'                  Cettu! Senza dubbiu! Avanti … spiega!

CECCO               (guarda fuori e vede che non piove più)  Sai chi ti dicu? Finìu i      chioviri! Annamunnini fora! Così sbapuru e pigghiu aria! Mi   chiarisciu  l'idei e ti cuntu u fattu! Annamu?

SASA'                  Annamu... comi voi tu!

(si alzano e escono)

                                                                                     FINE PRIMO ATTO

ATTO SECONDO

Il secondo atto inizia, sempre nello stesso ambiente, con Cecco seduto-sdraiato su una poltrona messa in mezzo al salotto, in vestaglia, avvolto da una coperta e con un panno bagnato sulla fronte, sofferente si lamenta. Sasà gli è seduto accanto alla sua sinistra e gli tiene la mano. All'improvviso entra trafelata e preoccupata, Mela.

MELA                  Unnè... unnè... me ziiceddu! (vedendolo sulla poltrona a       lamentarsi) Ziu... ziu... chi fu? Chi fu? (dà uno spintone a Sasà)    Suggiti tu... chi mi ssettu jò! (e si siede accanto allo zio prendendo         lei la mano) Ziu... ziettu … ziucciu!

SASA'                  (che con lo spintone di Mela ha rischiato di cadere, manda al        diavolo la stessa con dei gesti senza che lei se ne accorga)

MELA                  Ma comi stai?

CECCO               (d'ora in poi parlerà sempre in modo sofferente) Mali! Mali!

MELA                  Ma c'avisti? Sasà mi chiamau... mi dissi chi ti sintisti mali... ma jò         non capìa nenti di chiddu c'avisti!

CECCO               Eh... chi ebbi … chi ebbi! (pausa)  Cunta tu … Sasà.... chi jò...     non cià fazzu!

SASA'                  (si schiarisce la voce e con fare melodrammatico e cercando di       fare l'erudito, parla con un italiano sgrammaticato) Dunqui: mi trovavo a passare sotto i  pottone di questo palazzo, quando sentì il    fotte istinto di salire da mio caro  e amato amico Cecco.  Pe cui                        pigghiai le scale e arrivato davanti la sua potta... suonai! Nenti!   Nessuno...  emise ciato! Suonai donnavota... casumai non avìa     sintutu-pinsai- ma... nenti! Na musca non si sintìa vulari!

MELA                  (sempre tenendo la mano di Cecco, infastidita) Si... va bè... strincemula!

CECCO               Lassilu parrari! Lassilu parrari!

MELA                  Va beni ziu! Comi voi tu! (a Sasà) Continua tu!

SASA'                  Allura... sapenno che la sua potta è sempri apetta.... pinsai di      entrari! Era comi si cacchidunu mi dicìa: “ Sasà...'ntrasi!         'Ntrasi!” E quindi... chiamannu però... jò educato sogno! …         'ntrasìa! “Ceccu... Ceccu! Ci si?” dissi, ma... nenti! Nemmeno un                             ciato!  Pe cui arrivai finu a qua... ne salotto! E … (si porta le mani         al viso e fa un'espressione stile quadro “L'urlo - di Munch”)     Madunnuzza du Camminu!

MELA                  (spaventata) Madunnuzza du Camminu...  chi cosa?

CECCO               Lassilu parrari... ti dissi!

MELA                  Parra … allura!

SASA'                  Si a finisci mi m'interrumpi! (pausa, poi, per riprendere il    discorso,  rifà la stessa faccia di prima mettendosi di nuovo le      mani al viso)  E …. Madunnuzza Santa!

MELA                  Ma non era … du Camminu?

SASA'                  (infastidito)  Ma tu non eri chidda ca vulìa stritta?  E allura chi mi                             interrumpi a fari?

MELA                  Si chista è stritta!

SASA'                  Oh! Jò dieta non ni sacciu fari!

CECCO               Mela … finiscila! Lassilu parrari!

MELA                  (fa un cenno accondiscendente  con la mano)

SASA'                  (si riconcentra e rientra nella parte con la medesima mimica) E...                             Madunnuzza biniditta!

MELA                  (sta per interromperlo di nuovo ma)

SASA'                  (la previene)  Comi è...è! Sempri a Madunnuzza è! E muta chi       continuu! ( breve pausa)  Videmu si ora a        pozzu diri! (pausa, si     rischiarisce la voce poi continua , riprendendo  la solita faccia)  E       vitti u poviru Ceccu … ddà! (si gira e indica con la mano un                        punto nel salotto)

MELA                  (anche Mela si gira per guardare il punto indicato da Sasà, poi     quando Sasà continua si rigira)

SASA'                  … Sdirrupato... 'nterra!

MELA                  (allo zio, preoccupata e stupita) Mah! 'Nterra? Picchì? Chi fu … ziucciu?

CECCO               Continua Sasà!

SASA'                  Allura... (rientra concentrato nel racconto) Subito corsi biliato  e cominciai a chiamarlo mentre lo saccarìavo per ruspigghiarlo:      “Cecco... Cecco... chi fu... chi fu?”... ma non mi rispunnìa! Allura        ma pinsai e  pigghiai a tumpuliarlo! Si non si ruspigghia così.. . mi                        dissi!  Dopu na picca i tumpuliati...          tumpulìa a destra …     tumpulìa a sinistra... apriu n'occhi!

MELA                  Un occhi sulu?

SASA'                  Eh... un occhi sulo! E poi... puru...  parrò!

MELA                  Parrò? E chi dissi... chi dissi?

SASA'                  (prende fiato) “Fitusu... finiscila mi mi tumpulii!”

MELA                  Ah! Significa chi stava megghiu! E poi?

SASA'                  Quali meghhiu! Quali megghiu! Dopu...  svinni donnavota!

MELA                  Donnavota? (sempre più preoccupata) E tu chi facisti?

SASA'                  E c'avìa fari? Pigghiai u telefunu e chiamai u dutturi! Tempu du    minuti e fu ccà!

MELA                  Menu mali! Menu mali! E chi dissi?

SASA'                  Chiddu chi dissi... jò... no capìa! Tuccu parrau! U sai comi su i     dutturi! Però... l'impottanti è... chi Ceccu … si ripigghiau na   picchitta... ma sulu na picchitta!

MELA                  Picchì  dici sulu na picchitta?

SASA'                   Picchì? Picchì ... mentri u dutturi scrivìa i ricetti... jò... ci     dumannai “Ceccu... ti senti megghiu ora?” e iddu “No!” mi         rispunnìu!

MELA                  Va bè... chista non è na novità!

SASA'                  Poi ci dissi: “Tu pigghiu nu biccheri d'acqua?” e iddu...

MELA                  …. “No!” ti rispunnìu! Scontatu!

SASA'                  Allura pinsai mi ci dumannu: “Ti chiamu i to niputi?” e iddu...

MELA                  … “No!” ti rispunnìu! E chi t'aspittavi? Figuriti!

SASA'                  Poi a finìa mi ci fazzu dumanni... picchì tantu...

MELA                  … “no” ti rispunnìa!

SASA'                  Pi l'appuntu! Sonimi a stissa!

MELA                  Comunqui... di chiddu chi dissi u medicu … non ti ricoddi propriu                             nenti? Jò vogghiu sapiri chiddu chi avi me ziu!

SASA'                  Nenti... nenti! Anzi... l'unica cosa … impottanti... chi  mi     ricoddu  ... fu : “Il paziente... adesso... non può più stare da solo!       Ha bisogno di una persona costantemente accanto  a lui!”

MELA                  (allo zio preoccupata ma non troppo ) Addirittura?! E chi ebbi      allura me ziiceddu?   In ogni modu...  qual'è u problema, ziu? Ccà       ci sugnu jò!

CECCO               (anche se sofferente, secco) No! Non si nni parra propria! Sasà... parra tu!

SASA'                  Cara Mela... dumanna già fatta... midesima risposta ricivuta! E    jò... mi sono preso la libettà … di chiamare una pissona di mia       fiducia! N'infimmera espetta … non ti preoccupari!

MELA                  Ah... già facistu tutti cosi? Senza mi mi consuttau... a mia... so     niputi?

SASA'                  Accussì vosi to ziu! Iddu cumannau!

MELA                  (allo zio) Ma jò ... pissona di  famigghia... non era megghiu?

CECCO               No!

MELA                  E jò puru chi ti fazzu sta dumanna!

SASA'                  Comunqui... a nfimmera … unnè c'arriva! E puru u medicu … chi         dissi chi ritonna mu controlla n'autra vota!

MELA                  Ah si? Ritonna u medicu? Allura vaju a chiamari me maritu...      vogghiu chi senti puru iddu! (allo zio)  Ziittu! Stai tranquillu...          tonnu n'autra vota... non ti preoccupari! (ed esce)

CECCO               (uscita Mela, si siede tranquillo sulla poltrona perché non ha         proprio niente, ha solo finto, togliendosi le coperte di dosso e il         panno  dalla testa ) Jò inveci mi preoccupu... eccomi! (pausa) Allura Sasà... u fici bonu l'attori?

SASA'                  Da Oscar!

CECCO               Puru tu … no schizzavi mancu! A facci prioccupata mi piacìu       assai! Va … falla n'autra vota! Pi mia sulu!

SASA'                  (Sasà si ritte le mani al viso come durante il racconto)

CECCO               Troppu fotti! A tia ti l'avissiru dari l'Oscar! Ancora... ancora!

SASA'                  (ripete)

CECCO               Ma pi ddavera farivi così si jò starìa mali?

SASA'                  E cettu... pi tia chistu e autru!

CECCO               Menu mali chi ci tu... Sasà!  (pausa) Comunqui … parramu          d'autru... stu medicu e sta 'nfimmera...

SASA'                  (lo interrompe) Tranquillu! Amici fidati!

CECCO               Sicuru?

SASA'                  Ci poi calari a pasta!

CECCO               E idda è comi ti dissi jò?

SASA'                  Precisa … precisa... bedda e figghiola!

CECCO               Peffettu! E pi l'autra pissona ci pinsasti puru?

SASA'                  Anchi a chiddu... arriva o mumentu oppottunu!

CECCO               Magnificu! (pausa) Ma chi beddu tiatru chi stamu facennu! Chi    beddu schezzu chi stamu cumminannu! Na bedda lezioni pi sti       animi di soddi!

(nel frattempo si sente qualcuno che sta entrando)

CECCO               Matri! Cu è c'è! ( e si riappoggia alla poltrona coprendosi con le   coperte e si rimette il panno  in fronte e riprende a lamentarsi)        Ahi! Ahi!

MELA                  Ziu! Ritunnai!

CECCO               (per niente contento)  E chi preu! Ahi! Ahi!

(Mela è rientrata insieme al marito e a tutti i suoi cugini; Kate stavolta ha un cappellino con le piume colorate)

MELA                  Vadda a cu ti puttai!

SASA'                  Eh! Tutta a truppa arrivau!

MELA                  Si cuntentu, ziu?

CECCO               No! Ahi! Ahi! (lamentandosi di più)

MELA                  Ma chi ti senti peggiu?

CECCO               Sasa'... rispunni tu! Ahi!

SASA'                  Ah! ( guarda Cecco e dopo un cenno d'intesa)  Si... si! Cchiù        peggiu!

MELA                  (rivolta al marito e ai cugini) Mastru “No!” sempri e comunqui!    Ora si truvau puru chiddu chi rispunni o so postu! Oh! Ma stu “si”        ci jetta propriu pisanti!

(il marito e i cugini annuiscono)

BETTA                Si... si...pisanti...  no digirisci! Pi chistu si senti mali!

FELICE               Mi si pigghia u becabbunatu... allura! (e ride)

BETTA                U becabbunatu! Si... si! (ride anche lei)

MELA                  (li guarda di traverso)

CECCO               (sentendo questi stupidi discorsi prende a lamentarsi ancora più     forte) Aaaahi! Aaaaaaahi! Ahi mammuzza! Mammuzza Bedda!

(tutti i nipoti allora preoccupati si mettono tutti intorno a Cecco, Mela a destra insieme a  Betta e Kate, Gino a sinistra con Felice. Tutti si  protendono verso lo zio, tranne Kate sempre altezzosa. Sasà resta sulla sinistra della scena, commentando con dei gesti da presa in giro la scena. Cecco segue i discorsi dei nipoti stile ping- pong, prima solo con la testa  poi pure con l'indice)

MELA                  Ziittu! Chi c'è? Chi c'è?

GINO                   Ti senti cchiù mali?

MELA                  Ti putemu jutari?

GINO                   Ti giua cacchi cosa?

FELICE               Si... si! Quassiasi cosa!

BETTA                Quassiasi! Quassiasi!

MELA                  Hai siti?

GINO                   Ti pigghiu nu bicchieri d'acqua?

FELICE               Senti friddu?

BETTA                Voi n'autra copetta?

MELA                  Ti fazzu a buzza i ll'acqua caudda?

GINO                   Senti cauddu?

MELA                  Ti ciusciamu?

FELICE               Ti senti scommidu?

BETTA                Voi un cuscinu arreti a testa?

CECCO               (dopo una pausa in cui guarda tutti negli occhi, prende fiato e )     No! (pausa. Poi indica col dito Kate) E tu nenti dici?

KATE                  (fa spallucce)

CECCO               Allura veni ccà... nviciniti!

KATE                  (si avvicina e involontariamente mette le piume del suo cappello     sotto il naso di Cecco)

CECCO               (cerca di parlare, sempre in modo sofferente, con le piume che gli   fanno il solletico e cercando di spostarle con la mano) Cià diri e        to cucini....

(i nipoti volendo sentire, visto che lui parla piano, si avvicinano un altro po')

CECCO               (sempre lottando con le piume) Chi na cosa... (lotta sempre di più con le piume) … dicìa...  chi na cosa....

KATE                  (non si accorge di dare tanto fastidio allo zio con le piume del        cappello)

CECCO               (alla fine troppo infastidito da quelle piume, innervosito  le toglie   il cappello dalla testa e lo getta lontano)  E       fallu scinniri du    trespulu... stu pappajaddu!

KATE                  (indispettita va riprendere il cappello, lo spolvera e lo appoggia     sulla scrivania)

(i nipoti stupiti si avvicinano ancora un po')

MELA                  Ziu... non t'agitari... ti fa mali!

CECCO               (sempre più affaticato tossendo per lo sforzo) Allora stava    dicennu… ddu pappajaddu mi    sconcentrau... ah!... chi na cosa... a           ponnu fari! Anzi... a putiti … fari!

(si rifanno di nuovo  sempre più vicini)

MELA                  Dimmi, ziu! Chiddu chi voi!

CECCO               (urlando)  Luvativi davanti chi mi ccupu!

(tutti, spaventati, si allontanano. Cecco a quel punto, dopo aver urlato, comincia a tossire - fingendo - e poi, tossendo tossendo, in maniera teatrale, sviene)

MELA                  (allarmata, come tutti i suoi cugini) Ziu!! Ziu!!! Mali pi mia!

(In quello stesso momento entra in scena il finto medico )

SASA'                  (avendo visto entrare il complice) Dutturi! Dutturi! Arruastu o       mumentu giustu!

MELA                  (allarmatissima) Dutturi... dutturi! Me ziu... svinni!

DOTTORE          Largo... largo! Fatemi passare! State lontani! State lontani! Il       paziente ha bisogno di aria!

(tutti si allontano e guardano preoccupati il medico mentre visita Cecco. Il medico si mette a destra )

DOTTORE          (mentre comincia a schiaffeggiare Cecco per farlo svegliare) Signor Cecco? Mi sente? Mi sente?

CECCO               (si sveglia)  Ah! Ah! Ma picchì m'anna tumpuliari tutti?

DOTTORE          Bene! Si è svegliato!

TUTTI                 (sospirano)

DOTTORE          (comincia a visitarlo: stetoscopio, termometro in bocca,        pressione, polso, occhi, lingua, riflessi, spalle, stomaco ecc. Alla   fine, con sguardo molto serio, rivolto ai nipoti)  Voi siete i parenti          più prossimi?

(i nipoti annuiscono, Cecco fa finta di essere preoccupato)

DOTTORE          Allora devo parlare con voi! Prego! (e li fa allontanare da Cecco e         si mettono alla destra  del palco vicino al tavolo, il dottore in   mezzo, i nipoti tutti intorno)  Devo essere sincero con voi! Non ho        buone notizie!

(i nipoti fanno la faccia preoccupata e cominciano a guardarsi tra di loro. Sasà invece si avvicina a Cecco e insieme cercano di sentire quello che dice il medico, e, senza essere visti dai nipoti, gongolano)

DOTTORE          Vostro zio sta veramente male!

MELA                  Veramente male.... quantu?

DOTTORE          Molto... male!

GINO                   Molto male... quantu?

DOTTORE          Assai... male!

FELICE               Assai male... quantu?

BETTA                Si...si... quantu?

DOTTORE          Parecchio … male!

KATE                  Stop! Doctor... speak! Parli! Now... ora! What's… what's   situation?

DOTTORE          (molto serio)  La situazione è che … vostro zio... sta morendo!

(i nipoti restano a bocca aperta, Cecco e Sasà ridono in silenzio facendosi cenni d'intesa. Cecco fa i dovuti scongiuri. )

MELA                  E'... è... (quasi non può parlare) … sicuru?

DOTTORE          Sicurissimo!

GINO                   E si u puttamu o spitali?

CECCO               (che ha ascoltato, con gesti dice: Ma quali spitali! . E Sasà   conferma)

DOTTORE          Mi dispiace... oramai non c'è più niente da fare! L'attacco di cuore         che ha avuto è stato troppo forte!

MELA                  Attaccu di cori? Ma si u ziu ava statu sempri sanu, fotti e chinu i vita?

CECCO               (fa gesti come per confermare le parole di Mela)

DOTTORE          Queste cose possono venire all'improvviso! Bastano delle gravi   contrarietà eeeeee....

FELICE               Eeeeeeeeeeeee....

DOTTORE          Eh! (pausa) Che voi sappiate … vostro zio …. le ha avute... queste                             contrarietà?

CECCO               (fa gesti come per essere d'accordo col medico, come se dicesse:      Eccome!. Sasà conferma)

MELA                  (guardandosi con i cugini) Beh.. in effetti... po' essiri!

CECCO               (a gesti: Altrochè!. Sasà conferma)

GINO                   Dicemu … chi … litigau... nu pocu … cu … nui autri!

DOTTORE          Sicuramente sarà stato questo!

MELA                  E cu chistu... voli diri... chi è cuppa nostra?

DOTTORE          Voi l'avete detto!

(Cecco e Sasà ridono a crepapelle in silenzio)

(Poi i nipoti tornano attorno allo zio e Cecco e Sasà, senza farsi scoprire,  smettono di gongolare, Cecco torna a fare il sofferente e Sasà seduto accanto a lui fa la faccia triste)

DOTTORE          Bene! Io vado via! Tornerò più tardi per controllare la situazione!         E mi raccomando... non lasciatelo solo! E datele le medicine che ho prescritto prima!

SASA'                  Va beni, dutturi! A 'nfimmera sta arruannu!

DOTTORE          Molto bene! Saluti a tutti! (esce)

(tutti fanno la faccia triste, Cecco si lamenta; poi Mela)

MELA                  (ai cugini) Nui autri... ama parrari! (e indica il posto dov'erano     prima; ritornano tutti vicino al tavolo) Parramu quantu voli Diu...   a nui... sta nutizia... chi effettu ni fa?

(tutti si guardano perplessi e circospetti)

MELA                  Fozza... curaggiu non n'aviti? (pausa, mentre guarda tutti negli     occhi)  Bonu... voli diri chi parru jò! (pausa d'effetto)  Nui non        spittaumu autru! E' veru o no?

(tutti ancora titubanti si guardano attorno, Gino fa una faccia per dire di essere d'accordo con la moglie, poi )

(nel frattempo Cecco e Sasà cercano di ascoltare i loro discorsi e a quest'ultima affermazione Cecco fa un gesto come per dire: Come volevasi dimostrare! Avevo proprio ragione!)

FELICE               (ancora un po' guardingo) Beeeeh.... in effetti!

KATE                  (anche lei guardinga)  Oooooh... yes!

(Cecco e Sasà continuano con il linguaggio dei  gesti. Cecco: Lo vedi? Sasà risponde: Ma che razza di nipoti hai? E Cecco: Ma che vuoi farci!)

MELA                  Vidu chi finammenti vi luastu tutti a maschira!

(tutti sono contriti)

MELA                  E finitila ma faciti sta facci! E videmu chiddu c'ama fari!(pausa)   U problema resta sempri chiddu! Non sapemu unni mucciau i          soddi! E … prima mi mori... l'ama scopriri! Sta beni?

(tutti annuiscono)

(Cecco sempre a gesti: Hanno un chiodo fisso! E ci insistono! Ma gli faccio vedere io!)

MELA                  'Nto frattempu... facci scunsulati! Sta beni?

CECCO               (piano a Sasà) Autru chi facci scunsulati! Facci i sola! Sasà?        Procidemu cu pianu, 'ntesi?

SASA'                  (annuisce)

(tutti annuiscono e poi si voltano, ovviamente facce sconsolate, per ritornare da Cecco, che ritorna a fare il sofferente )

MELA                  (ricaccia, sempre in malo modo,  Sasà dalla sedia) Leviti... chistu è me ziu!

SASA'                  (rischia di nuovo di cadere e gesticolando la rimanda al diavolo e si mette dietro di lei)

CECCO               Giustu... veni ccà Mela! Anzi … viniti tutti... niputi mei... v'è        parrari!

(tutti  i nipoti si fanno più vicini a Cecco)

CECCO               (con fare molto sofferente, quasi esagerato,  e prendendo più volte il fiato prima di parlare e fra una parola e l'altra) Niputi mei....       jò... a virità... a sacciu! A sentu!  (con più fatica)  A me  ura…. (teatralissimo)... è giunta! (spossatissimo, fa finta che non può                             respirare, che sta morendo e di perdere i sensi)

MELA                  (finta preoccupata)  Ziu! Ziu! (Lo scuote)

(gli altri nipoti trattengono il fiato come per dire: speriamo!)

CECCO               (riprende fiato rumorosamente)... ma non è chista! (pausa) …        Oggi... dumani … sulu u Signuri u sapi!

(i nipoti rifanno la faccia sconsolata. Sasà ridacchia di nascosto)

CECCO               (fingendosi più malato che mai)  Meluzza... Meluzza... tu ha fari    na cosa pi mia!

MELA                  Chiddu chi voi, ziu!

CECCO               Vai... 'nta cammira i lettu... e apri... l'ammadiu!

MELA                  (drizza le antenne e con Gino si guardano negli occhi)

CECCO               Vadda bonu... c'è  nu vistitu 'mpizzatu... teni presenti … chi.... u vogghiu misu... dopu mottu! Vai... vai... vaddilu... così poi si priparata!

MELA                  (dopo un'altra occhiata con Gino, si alza a tappo dalla sedia)       Ginu... tu... veni cu mia!

SASA'                  (ridacchia)

(nel frattempo che Mela e Gino sono nell'altra camera, Cecco continuerà a lamentarsi, i nipoti, parlottando tra di loro, avranno sempre un'aria triste, e Sasà si affaccerà, con non chalance, all'altra stanza per controllare i due coniugi e ridacchierà alle loro malefatte)

MELA                  (parlottando col marito)  E cu s'aspittava sta botta i futtuna! Ora                             videmu chi c'è 'nta st'ammadiu!

GINO                   Sempri si u putemu apriri! (sicché quando va ad aprire l'armadio          ci mette un bel po' di forza, ma questo si apre troppo facilmente         rischiando di mandarlo a terra )  Ma chi.... Com'è chi si aprìu cusì   facimmenti?

MELA                  Chi ti frega.... basta chi si aprìu! (ma si accorge che l'armadio è    vuoto, c'è solamente il vestito appeso) Ma ccà... non c'è nenti!

GINO                   Vidi non mi c'è cacchi doppiu funnu ! Bussa... bussa 'nte pareti! (e                             comincia a bussare insieme a Mela)

MELA                  Ma quali doppiu funnu! E' sulu chinu i vacantarìa!(comincia ad   assumere un'aria titubante)

GINO                   Chi c'è Mela?

MELA                  Mah!  C'è cacchi cosa chi non mi cunvinci!

GINO                   E chi cosa?

MELA                  No sacciu! E' na sensazioni!

GINO                   Ma si... non ci pinsari... pigghia stu vistitu e pottilu di dda!

MELA                  (quando prende il vestito nota qualcosa di strano)  Chi avi stu       vistitu? Pari imbottitu! (ritorna nell'altra stanza con Gino)

CECCO               (vede tornare Mela col vestito) Ah... brava! U pigghiasti!

MELA                  Si ziu... ma è stranu stu vistitu... pari imbottitu!

CECCO               Così è! Sasà spiega tu … a cosa è longa e ...jò.. non ma       sentu!

SASA'                  Vostru ziu... stu vistitu... su fici fari apposta! Voli essiri sippilluto                             propriu cu chistu! Indiscutibilmenti … cu chistu!

MELA                  Ma picchì imbottitu?

SASA'                  Ceccu dici... chi … quannu saravi … u cchiù luntanu possibili …           'nta cascia... mentri u pottinu a     spadda... chi … dda intra... è sicuru chi veni sbattulìatu...  di ccà... e di ddà! E quindi … u vistitu imbottitu... giua ad ammortizzari...  stu sbattulìamentu!

CECCO               A strada di ccà finu a chiesa è china i fossa!

SASA'                  Vidi chi sbattuliamentu! Nu terrimotu!

MELA                  Unni t'arriva a testa... ziu! Ma si si mottu... chi voi sentiri?

SASA'                  Ma tu ha murutu mai? U sai chiddu chi si senti? To ziu si vosi      premuniri! Pi ogni evenienza!

MELA                  Mah! Cuntentu iddu! Di strana … è strana … a cosa!

(tutti i nipoti annuiscono. )

 CECCO              (riprende a respirare con fatica, ha pronto un altro finto        svenimento ) Ihh! Moru! Moru! U vistitu mittitimi!

(i nipoti accorrono “premurosi” e “speranzosi” accanto a lui)

CECCO               Prumittitilu!

MELA                  Si … si... ziu! Comi voi tu!

CECCO               Bonu! Ora pozzu moriri tranquillu! (e con un'altra scena teatrale finge di morire)

(i nipoti si avvicinano per capire la situazione)

MELA                  (prima con fare allarmato) Ziu! Ziu! Ziu! (poi con atteggiamento   di chi pensa: vediamo se è il momento buono) Ziu?

CECCO               (non risponde)

GINO                   Voi vidiri chi?

FELICE               Chi … si nannau?

BETTA                Si nannau?

KATE                  Yes... zio is … dead?

(Sasà, lateralmente alla scena, se la gode ridendo, senza essere visto e mentre i nipoti cercano di capire se Cecco è veramente morto)

MELA                  (controllando meglio lo zio) Mi sa prorpiu … di si!

FELICE               U ziu...  murìu!

BETTA                Murìu... murìu!

KATE                  Is... dead!

MELA                  (un po' titubante) Troppu facili fu! (pausa, poi) Ma … a comi è     è ... chiddu chi fu fu!

GINO                   Giustu!

MELA                  E ora videmu chiddu c'ama fari! Prima pinsamu pu funerali!

GINO                   Giustu!

MELA                  Poi.... na vota fattu u funerali... videmu di capiri comi è a    situazioni …. e poi... poi... spattemu! Spattemu... veru?

GINO                   Giustu!

FELICE               Giustissimu!

KATE                  Yes... it's ok!

(ma all'improvviso entra l'infermiera Clementina)

CLEMENTINA   (vestita proprio da infermiera ma in versione molto sexy) Posso      entrare?

SASA'                  (si strofina le mani e fa una faccia per dire: ora vedi quello che      succede! Poi entra nella parte e diventa sconsolato)  'Ntrasi       Clementina! ?Ntrasi! Mi sa … chi arruasti... troppu taddu!

CLEMENTINA   Troppo tardi? Che vuol dire?

MELA                  Chi me ziu...  non c'è  cchiù! (e finge anche una lacrima)

GINO                   (annuisce  asciugandosi le lacrime)

FELICE               Si... si! Non c'è cchiù!  (e finge  una lacrima pure lui)

BETTA                Non c'è cchiù! Non c'è cchiù!  (e finge  una lacrima pure lei come gli altri)

KATE                  E' volato in cielo... in the sky! (indicando il cielo piange anche lei          ma in modo molto “nobile”)

CLEMENTNA     (tristemente sorpresa) E' morto? Il signor Cecco? (va da  lui e lo    accarezza) Povero signor Cecco! Che viso sereno che ha!

CECCO               (all'improvviso, con un respiro molto rumoroso, riapre gli occhi)

(tutti urlano per la sorpresa, Sasà non fa altro che ridere di nascosto)

CLEMENTINA    Miracolo! Miracolo! Il signor Cecco si è risvegliato!

SASA'                  (per rincarare la dose) Si … si ! Miraculu! Miraculu fu!       Clementina... Clementina... tu u facisti u miraculu! A to carizza fu!

(Clementina e Sasà, ai lati di Cecco, lo controllano  per vedere come sta, i nipoti guardano tutti allibiti e, ovviamente contrariati)

SASA'                  Ceccu... amicu mei? Comi stai?

CECCO               (si gira verso Sasà e fa una faccia frastornata) Ah! Ah!

CLEMENTINA   Si.. signor Cecco come sta?

CECCO               (si gira verso Clementina e le fa una risata da ebete e come   incantato da lei) Bene! Molto bene!

CLEMENTINA   Che bello... signor Cecco!

CECCO               (guarda Clementina) Cu si tu... a Madonna? Sugnu in …     Paradisu?

CLEMENTINA   No... signor Cecco! Lei è ancora sulla terra! E io sono l'infermiera                             Clementina!

CECCO               (sempre con la risata da ebete) Che bella chi si... Mannarina!

CLEMENTINA   Grazie signor Cecco! Però mi chiamo Clementina!

CECCO               (sempre con la risata da ebete) Fa u stissu!

(i nipoti cercano di avvicinarsi allo zio)

MELA                  (cercando di fare allontanare Clementina) Ziittu! Ziuttu! Chi         filicità!

CECCO               (a Clementina, le prende la mano)  No! Non ti nnanari! (a Mela)   Vatinni tu! Non ti vogghiu! (a Clementina e con la risata da         ebete) Jò vogghiu sulu a tia... Arancina!

(i nipoti commentano fra di loro perplessi, sorpresi e infastiditi; Sasà, come al solito, ridacchia sotto i baffi)

CLEMENTINA   Clementina... signor Cecco... Clementina!

CECCO               Fa u stissu!

CLEMENTINA   Allora? Come si sente?

CECCO               Cu tia... vicinu a mia … 'nto Paradisu!

CLEMENTINA   Grazie... signor Cecco! (a Sasà)  Io penso sarebbe meglio    chiamare il medico! Il signor Cecco deve essere controllato!

SASA'                  Hai ragiuni! Ci pensu jò! (va al telefono, ma la telefonata non si    sente)

CECCO               (continua a tenere la mano di Clementina)

MELA                  (ci ritenta a riavvicinarsi allo zio)  Ziucciu! Non hai idea di   quantu …. viditti accussì... ni fa filici! N'avivi fattu dispirari...      prima!

CECCO               (tenendosi stretta Clementina) Ti dissi... non  ti vogghiu! E sai       quantu m'interessa  si si felici! E poi... ci cridu picca! (poi rivolge    lo sguardo, sempre da ebete, a Clementina e sospira)

MELA                  (indispettita, ritorna a parlottare con i cugini)

CLEMENTINA   Signor Cecco... mentre aspettiamo il medico... ha bisogno di         qualcosa?

CECCO               “SI”!

(i nipoti guardano esterrefatti, mentre Sasà, avendo finito la telefonata, si rimette in un angolo nascosto in cui continuerà a gongolare)

CLEMENTINA   Cosa le va? Un bicchiere d'acqua?

CECCO               “SI”!

CLEMENTINA   (va verso il tavolo su cui c'è una bottiglia d'acqua e un bicchiere,   lo riempie e lo porta a Cecco)

(i nipoti continuano a parlottare tra di loro sbigottiti)

CECCO               (che aveva seguito con lo stesso sguardo i movimenti di         Clementina, dopo aver bevuto)  Grazi.... Limonina!

CLEMENTINA   Prego... comunque è Clementina il mio nome!

CECCO               Fa u stissu!

MELA                  Prima “si” e ora puru “grazi”! Ma non pigghiava a scossa? E chi fu? Ma chistu me ziu è?

(i nipoti si guardano fra di loro come se dicessero tutti: boh!)

SASA'                  (per sottolineare) Eh... chistu è u miraculu Clementina!

CECCO               (sempre guardando Clementina con lo stesso sguardo fisso e          idiota, comincia a soffiarsi con la coperta) Chi cauddu! Chi   cauddu chi sentu!

CLEMENTINA   Vuole che la soffi?

CECCO               (sempre incantato)  Si... grazi... pi fauri.... Mannarina!

CLEMENTINA   (accondiscendente) Ok! Mi chiami pure come vuole! (sempre sul    tavolo c'è un giornale, che prende per soffiare Cecco che,   ovviamente, è sempre fisso su di lei)

MELA                  (sempre più sconcertata) Si... grazi... pi fauri.... e tutti 'nta vota?

CECCO               (mentre Clementina lo soffia, deliziato) Ah! Ah! Arancina! Si!        Comi ti vogghiu beni!

MELA                  Ah no!  Si... grazi... pi fauri.... e puru ti vogghiu beni? No..no … basta! Autru chi miraculu! Chistu incantesimu fu! U    mammaluccau sta... sta... scema! (a Clementina) Senti....      Mannarina... Arancina e Limunina... leviti i ddocu... chistu è                             nostru ziu! Tu chi voi ccà? Vatinni! Chistu è territorio nostru! (tira        e scuote Clementina finchè la fa staccare da Cecco)

CECCO               Nooo! Resta cu mia! Jò vogghiu sulu a tìa!

CLEMENTINA   Ma io ero venuta qua per lavoro! Io sono stata chiamata come     infermiera esperta!

MELA                  Non mi fari diri di chi si espetta tu! (e cerca di spingerla via          aiutata dai suoi cugini e dal marito e nel frattempo allo zio) E tu   non eri chiddu chi dicìa ch'era pessu u tempu appressu i fimmini?

CECCO               Noooo! Finitila! Mannarina... Arancina... Limunina... resta ccà! Io         aju ancora bisognu i tia!

CLEMENTINA   Signor Cecco... signor Cecco!

(mentre i cugini sono quasi riusciti a spingere Clementina verso la porta, s'imbattono nel medico e nel suo amico notaio)

DOTTORE          Cosa succede qui? Cos'è tutto questo baccano? Io e il mio amico  lo abbiamo sentito dalle    scale!

(tutti si fermano contriti, Clementina può tornare vicino Cecco)

CECCO               Mi vuliinu puttari via a me … Clementina!

CLEMENTINA   Oh... signor Cecco... finalmente l'ha detto giusto!

DOTTORE          Ora basta! Un po' d'ordine! Devo visitare il paziente....

SASA'                  (lo interrompe)... miraculatu!

DOTTORE          E vediamo un po'! (ricomincia con la visita come prima)

(nel frattempo Sasà fa accomodare l'amico del medico in una sedia vicino al tavolo)

DOTTORE          Signor Cecco... lei è un uomo molto fortunato! Del suo        attacco di                             cuore... non c'è più traccia! Adesso come si sente?

CECCO               Comi nu omu novu!

MELA                  In effetti!

CECCO               E u meritu è da qui presenti … infimmera espetta!

CLEMENTINA   No! Io non c'entro niente! E' stato solo un caso!

CECCO               Quali casu... quali casu! U meritu è toi e basta! E jò.... mi vogghiu                             sdebbitari!

(i nipoti si guardano tra di loro esterrefatti dicendo tutti, a turno, comincia Mela, con varie tonalità: Sdebbitari?)

CLEMENTINA   Sdebitare? No! Perché mai? Va bene così! Voi state bene... l'importante  è questo! Non credo proprio sia il caso!

CECCO               E' u casu! E' u casu! (a Sasà)  Sasà....prestu un  nutaru! (quindi si         alza dalla poltrona)

(i nipoti si guardano tra di loro esterrefatti dicendo tutti, a turno, sempre Mela per prima,  con varie tonalità: Un nutaru?)

DOTTORE          Scusate... ma il mio amico... qui presente... è un notaio!

NOTAIO              Si! In effetti...  (con fare pomposo) ...io sono il notaio  Arcibaldo   De Notabilis... dell'omonimo studio notarile sito in questa città da     più di tre generazioni!

(i nipoti si guardano tra di loro esterrefatti dicendo tutti, a turno, prima Mela, con varie tonalità: E' un nutaru!!)

CECCO               Chi futtuna! Chi futtuna!  Sasà... prestu... pigghia catta e pinna!

SASA'                  Subitu! (va alla scrivania e dal cassetto esce l'occorrente)

CECCO               Signor notaru! Alla facci da motti.... chi pi sta vota a gabbai...      vogghiu fari u stissu testamentu!

(i nipoti si guardano tra di loro esterrefatti dicendo tutti, a turno, ovviamente inizia Mela, con varie tonalità: Testamentu?)

NOTAIO              Sono a vostra disposizione... signor Cecco!

CECCO               Fozza allura! Vui siti prontu?

NOTAIO              (carta e penna davanti)  Quando volete!

(durante tutta la dettatura del testamento i nipoti borbotteranno tra di loro)

CECCO               Dunqui... (con fare molto teatrale) In data di oggi... (utilizzare la    data della messa in scena) jò sottoscrittu Francesco Diconò , detto       Cecco...  da patti di cani, porci e jatti mamuni...  in possessu di         tutti i me facoltà mentali …. e dicu tutti... puru chiddi fisici                             picchì... ringraziannu a Diu...  pi stavota ma scapputtai grazi e pi                             meritu da signurina Clementina, ccà prisenti, stabilisciu … anzi    cumannu... chi a signurina di prima … a mia motti... cioè propriu         quannu non ni pozzu cchù fari a menu.... ricevi... comi mia      eredità … (pausa ad effetto e poi guardando tutti negli occhi,                             indicando con le dita) … du milioni … dicu dui!

(i nipoti si guardano tra di loro esterrefatti dicendo tutti, a turno, per prima Mela  semisvenendo,  con varie tonalità: Du milioni!)

CECCO               (poi continua con la dettatura) E … e me niputi...

(i nipoti si guardano tra di loro speranzosi dicendo tutti, a turno, Mela  prima, con varie tonalità: E so niputi?)

CECCO               (poi, parlando di fretta)  … propriu picchì su i me niputi... e pi fari                             n'opira di beni....

(i nipoti si guardano tra di loro  dubbiosi e contrariati,  dicendo tutti, a turno, Mela  prima, con varie tonalità: N'opira di beni!!)

CECCO               … ci lassu... (li guarda bene ad uno ad uno che aspettano ansiosi           le sue parole e poi dice velocemente e con noncuranza)...  a me       collezioni di riloggia!

(i nipoti si guardano tra di loro allibiti e delusi  dicendo tutti, a turno, Mela  prima, con varie tonalità: I so rriloggia!! Mela poi, ripetendolo, sviene sul serio tra le braccia del marito e dei cugini che cominciano a soffiarla)

(intanto entra, sempre indisturbato, Miki)

MELA                  (dopo esser rinvenuta, accalorata e arrabbiata, ripete più volte) I   so rriloggia! I so riloggia! Quattru ferri vecchi! Chistu si meritannu i so niputi! E... a  na                             scimunita chi nuddu sapi cu è... du milioni! Du milioni!

MIKI                    (dopo aver osservato la scena) A mà?! Mancu stavota scucìu u      vecchiu?

MELA                  (sempre più arrabbiata)  Ma quali scuciri e cuciri! Pi iddu semu    digni sulu di quattru rriloggia vecchi e scassati! Ma jò... basta... ccà... non ci restu cchiù! A vidiri sta pagliacciata non ci staju!        Ginu? Miki? Amuninni! (e ai cugini) E vui? Ristati ?

(i nipoti fanno di no con la testa)

MELA                  (mentre se ne vanno tutti, allo zio)  Salutamu... mastru “no!”!

(tutti gli altri nipoti, a turno: Salutamu! Kate dice invece: Goodbye!)

CECCO               (dopo che i suoi nipoti sono usciti) Eccu chi razza di niputi haju!

CLEMENTINA   Sono proprio andati via con le pive nel sacco!

CECCO               E cettu... dopu stu beddu tiatru! A propositu... complimenti a      tutti... fustu propriu bravi!

SASA'                  Complimenti a tìa... un'interpretazioni degna du cchiù ranni attori!

NOTAIO              Il suo testamento poi... esilarante!

CLEMENTINA   Signor Cecco … e ora … cosa vuole fare?

CECCO               Chi fazzu? U fissa... eccu chi fazzu! Sasà … vai a chiamari  ddi sei                             animi in pena!

SASA'                  Picchì... chi voi fari?

CECCO               Tu chiamili... chi i sorpresi non fineru!

SASA'                  Vaju! (ed esce)

CLEMENTINA   Allora lei non è quell'uomo burbero che vuole sembrare!

DOTTORE          Ha intenzione quindi di perdonarli?

CECCO               E che è fari! Sempri i me niputi su... tinti... ma sempri niputi        restinu! Sangu du me sangu!

NOTAIO              Signor Cecco... prima parlava di sorprese....

CECCO               (ridacchiando) Eh già! Na  bella sorpresa... anzi dui... chi micci!

(nel frattempo rientrano tutti i nipoti, compreso Miki,  con Sasà)

CECCO               Oh! Beni! L'animi in pena ritunnaru! (e prendendo dalla scrivania          il cappello di Kate, a lei) E tu... tè ccà... t'avivi scuddatu u      pappajaddu! (e glielo mette in testa)

MELA                  Chi voi ancora? Non ti bastau mi ni umilii prima?

CECCO               Jò non vi umiliai... dimostrai sulu un teorema... anzi dui!

GINO                   Du teoremi? Chi voi diri?

CECCO               Datu nu ziu “single” … chiamamulu così pi fari cuntenta puru a   'ngrisa... e na para di niputi squattrinati, si u ziu avi du soddiceddi       misi i cantu, i niputi fannu di tuttu  mi si fferrinu!

MELA                  E chistu chi sarìa?

CECCO               U primu teorema dill'avidità di  Francescu Diconò dettu Ceccu!

GINO                   U primu? E u  secunnu... quali sarìa?

CECCO               Si i niputi hannu a facci tosta, ci provinu puru mentri u ziu è        ancora vivu! Mancu mi mori spettinu!

(i nipoti borbottano tra di loro)

CECCO               Va beni! Non mummurìati cchiu! E' ura di         mettiri i catti in taula!   Pi prima cosa... jò... sugnu sanu fotti e chinu i vita! E u me cori        batti in bona saluti comi non ava mai                battutu 'nta so vita! E tuttu    chiddu chi vidistu... fu … sulu... nu                             beddu tiatru!

MELA                  Nu tiatru? (lo ripetono tutti a turno, come prima)

CECCO               Nu tiatru... nu tiatru! Tuttu mi dimostru chi non siti niputi divoti           … ma... 'ntirissati! E mi vi dugnu puru na lezioni!

MELA                  Ma jò... cacchi senzazioni strana l'avìa avutu! A fogghia... in         quacchi modu... mi ll'avìa manciatu!

CECCO               E com'era?

MELA                  Com'era chi cosa?

CECCO               A fogghia? Com'era?

MELA                  Amara! Comi a tia!

CECCO               E bonu! Ora ci mittemu na picca i zucchiru! (pausa) Innanzituttu...        i famosi du milioni … ci su e … non ci su! (pausa) Secunnu vui?

MELA                  Non ci su! (lo ripetono tutti a turno come prima)

CECCO               Ci su... ci su!

MELA                  (drizzando le antenne) Ci su?  (lo ripetono tutti a turno come         prima)

CECCO               Sissignuri! Però...

MELA                  U dicìa jò chi non putìa essiri tuttu lisciu comi l'ogghiu!

CECCO               Però...jò... non specificai na cosa!

MELA                  E chi cosa?

CECCO               Chi sunnu si... du milioni ma... (sottolinea) … di “Liri”!

NIPOTI                (all'unisono esterrefatti ) Di liri? (lo ripetono tutti a turno come      prima)

CECCO               Di liri... di liri! (pausa) Jò sugnu vecchiu e sugnu ffizziunatu e       liri... chiddi si ch'erinu bei tempi! (pausa) E jò mi nni sabbai du    milioni tutti a catti  i milli liri! (pausa) E ora videmu cu di vui è   cchiù intelligenti e capisci unni su sabbati! Dopu chi ciccastu a     tutti i patti! Dui cchiù dui l'avrissu sapiri fari!

(i nipoti si guardano fra loro dicendosi: boh!  Ad un certo punto)

BETTA                Si fussi jò... mi cucirìa 'nto'n vistitu! (E ride)

FELICE               Si... si … 'nto'n vistitu! (ride anche lui)

(gli altri  li guardano tutti perplessi e poi capiscono)

MELA                  U dicìa jò chi c'era cacchi cosa di stranu 'nta ddu vistitu!

CECCO               E cu s'aspittava chi u carrettu ci arrivava a ddi dui! (indicando     Betta e Felice; pausa)  E  comunqui...  cari mei... chiddi... i soddi....          dda sunnu... e dda                             restinu! Quannu moru... vogghiu stari      mobbidu... 'nte catti i milli liri!

MELA                  E i soddi ni giucammu! Di rriloggia scuncassati chi n'ama fari?     Nenti!

CECCO               E ccà ti sbagghi... cara mia! ( va alla scrivania e prende un foglio)                             Chistu è nu cettificatu! E ccà c'è scrittu chi... i rriloggia da me                             collezioni … i rriloggia scuncassati comi i chiamati vui... in effetti                             valinu.... (pausa in cui li guarda tutti negli occhi) … du milioni... (pausa)....

MELA                  (ansiosa) … du milioni?

CECCO               (teatrale) … di Euru!!!!

(i nipoti si guardano esterrefatti e ripetono tra di loro: Di euru!!!)

CECCO               E si faciti i bravi... si faciti i bravi... poi... poi...(facendo con le      mani un gesto per dire: molto poi!) ... sunnu i vostri! (pausa)    Anzi... vi dicu puru di cchiù...  un collezionista  stranieru voli a tutti i costi nu rriloggiu propriu da me collezioni...e mu paga bonu!                   E...  si faciti i bravi... ma sulu si faciti i bravi... chiddu chi pigghiu          vu dugnu a vui! Anchi si non vu meritirìu! Siti cuntenti? Oh! Così     finammenti... a mia... mi lassati in paci! Ah!

(i nipoti a turno : Grazi ziu! Kate: oh... yes! Thanks!)

CECCO               Pregu... pregu! (pausa)

MIKI                    A mà?! Ma stavota … scucìu?

CECCO               (sospirando rassegnato) Scucìa... scucìa... stavota scucìa!! (pausa          poi al centro della scena, solo)  E... comi si     dici... tuttu è beni          chiddu chi finisci beni! (pausa) E si... parenti seppenti... ma … pur       sempri parenti!                                  

                                                                                                        FINE

SANTINA (detta TITTY) GIANNINO (n° pos. SIAE 216044),  www.tittygiannino.jimdo.com,

In caso di eventuale rappresentazione contattare l'autrice

e-mail: tittyg68@gmail.comsantina.giannino@hotmail.it        cell. 3343589590

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