ME NE FREGO !
atto unico di Guido Palliggiano
libero adattamento da Hortense a dit Je men fous ! di Georges Feydeau
10 maggio 2007
PERSONAGGI
IL DOTTOR VENTURA ( medico dentista)
IL SIGNOR CORSICATO (paziente)
IL SIGNOR LA PALMA (paziente)
CICCIO (servitore)
ADRIANA (moglie di Ventura) ,
TERESA (cameriera)
LA SIGNORA BATTILOCCHI (paziente)
ASSUNTA (la cuoca)
Gabinetto dentistico in casa di Ventura In fondo, porte a destra e a sinistra. Fra le due porte, al
centro della parete, un lavabo.
A destra, in secondo piano, porta imbottita. In primo piano, contro il muro, su un tavolino, una autoclave. Al di l, porta che immette nelle stanze della signora Ventura
Mobilio: a destra della scena, un tavolino-scrivania disposto perpendicolarmente alla ribalta. Fra il muro e la scrivania, poltrona da ufficio. Mobilio a piacere. Nel bel mezzo della scena, davanti alla buca del suggeritore e di fronte al pubblico, la poltrona odontoiatrica. A sinistra della poltrona, un mobiletto con cassetti, montato su piedini, nel quale sono gli strumenti e i medicamenti. Nelle vicinanze il trapano. A destra della poltrona, la sputacchiera col tubo di vetro per aspirare la saliva dei pazienti.
SCENA PRIMA
CORSICATO, VENTURA poi CICCIO
All'alzarsi del sipario, Corsicato seduto sulla poltrona odontoiatrica con una salvietta attorno al collo. Mentre il dottor Ventura armeggia nella bocca del paziente con i ferri del mestiere.
CORSICATO (scalpitando). Ooooohoh-ohi
VENTURA (intento nel suo lavoro). Un po' di pazienza ! Forza aprite la boccaGrande grande, su!
CORSICATO (dolorosamente). Ooh-oh-oh
VENTURA (sempre lavorando). Pensate a cose allegre.
CORSICATO (in maniera incomprensibile, a causa del bavaglio). Eh... i ... a ... e-o a i-o! (Che significa, per quanto possibile capire: Eh! Si fa presto a dirlo).
VENTURA. Non muovetevi, coraggio... Non vi faccio male, ve lo assicuro.
CORSICATO (gemendo). Oooh-oh-oh
VENTURA. Se vi faccio male vi avverto !
CORSICATO (angosciato). Oh! oh!
VENTURA. Non abbiate paura! (Si ferma per cambiare strumento)
VENTURA (che ha preso un altro strumento). Ecco!... Aprite la bocca... bene... attenzione!
CORSICATO (impallidendo). Oa? ( a cosa?).
VENTURA. Ora vi faccio un poco male (ed opera)
CORSICATO Ah? (Bruscamente) Oh!...
VENTURA. E che volete, vi avevo avvertito, mica vi ho preso a tradimento.
CORSICATO (esausto). A-e-a_e!... A-e-a-e u o-e-o! (Non ce la faccio pi, sto per svenire)
VENTURA. Svenite pure, forse meglio cos sentite meno dolore, comunque un ultimo sforzo e abbiamo finito. E finito.
CORSICATO. Sicuro ?
VENTURA S, credo proprio di si, aprite fatemi vedere ! (infila di nuovo uno strumento)
CORSICATO. Ohi ahi.. (carogna a tradimento)
VENTURA Ecco qua era lultima pennellata, come tutti i grandi artisti!
CORSICATO. Martellata vorrete dire !!!
VENTURA (compiaciuto) Dite la verit vi ho fatto male ?
CORSICATO. Assai dott, assai assai !!!
VENTURA. Ma stata una sciocchezza!... roba da ridere! Sciacquate pure
CORSICATO (esegue) Hi! (S!).
VENTURA. (dirigendosi verso la scrivania) Dunque! Voi tenete la medicazione per un giorno o due, poi tornate ed otturiamo. (Sfogliando l'agenda) Vediamo un po'... per lappuntamento dopodomani alle cinque, va bene ?
CORSICATO. Dopodomani alle cinque?... No, ho un appuntamento!
VENTURA. (Si appresta a cercare un altro giorno) Allora, vediamo...
CORSICATO. Ripensandoci va bene! Devo vedere un creditore. E come si dice prima di tutto la salute !
VENTURA. Benissimo! dunque (scrivendo), dopo domani , ore cinque, signor Corsicato.
CORSICATO. Bene. (Pausa) Sapete? mi fa ancora male.
VENTURA. (indifferente). Normale .
CORSICATO.. Ma come normale uno viene dal dentista per
VENTURA.. Normale nel senso che nell'ordine delle cose. E pi tardi vi far ancora pi male, ma significa che la cura procede bene, poi quando meno ve lo aspettate il dolore passa.
CORSICATO. Ah! Deve andare cos
VENTURA (mentre parla va a premere il tasto di un campanello elettrico). Deve andare cos ! Per, se il dolore continua, tornate pure. Vedr di farvi passare fra un appuntamento e l'altro.
CORSICATO. Oh! Siete il dentista pi cortese che ci sia. Comunque, non da oggi. Quando parlo di voi, sapete... potete chiedere in giro... dico sempre: ah il mio dentista, un fenomeno. Ha una mano. E un piacere, non ti fa sentire niente a volte !
VENTURA (Iusingato). Ah! e che cosa vi rispondono?
CORSICATO. Mi rispondono: Anche il mio! A volte !.
VENTURA (con disappunto). Emb si vede che non sono lunico ad essere bravo e gentile !
CICCIO (comparendo sul fondo). Signore?
VENTURA Accompagnate il signore.
CORSICATO) A dopodomani alle cinque, dunque.
CORSICATO D'accordo.
VENTURA . E non prendete freddo ! Ma voi mi, portate via la salvietta!
Posa la salvietta sullo schienale della poltrona odontoiatrica. Ciccio apre la porta per lasciare passare Corsicato e si vede in anticamera Adriana che sta disputando con Teresa.
ADRIANA. E adesso basta! Quando dico una cosa quella!
VENTURA. Cosa c'? Cosa c'?
CORSICATO (passa davanti a Adriana). Scusate, signora!
ADRIANA (con rapidit e seccamente). Buongiorno, signore!
VENTURA. L'anticamera non il posto adatto per discutere con le persone di servizio, specialmente nelle ore di visita.
ADRIANA (irrompe nello studio e porge a questi un cuscino che ha in mano). Caro, ti dispiacerebbe toccare?
VENTURA. Ti ho detto che l'anticamera...
ADRIANA. Va bene! Ora sono nel tuo studio. Ti dispiace toccare?
VENTURA (toccando macchinalmente). Ma perch?... ah! cos'? bagnato.
ADRIANA (trionfante). Ah! lo senti anche tu che bagnato!
TERESA (rimasta nel vano della porta). Non ho mai detto il contrario.
VENTURA (fiutandosi macchinalmente le dita) Beh... acqua.
ADRIANA. Acqua? eh! acqua, secondo te?
VENTURA. Diamine! dal momento che bagnato!
TERESA. Ecco!
ADRIANA. E, pip di gatto!
VENTURA (furioso). OH! Che schifo! E tu me la fai anche toccare ! (Va a lavarsi le mani al lavabo)
TERESA. Ma no, signore! E la signora, che convinta che la mia gatta abbia fatto la pip sul suo cuscino! Quando noto a tutti che la tengo sempre chiusa nella mia stanza e non esce mai !
ADRIANA Ma sentila,insiste, basta odorare! (al marito) Toh, odora!
VENTURA. Ma neanche per idea!
CICCIO (comparendo sul fondo). Dottore, di l c una signora che attende !
VENTURA (asciugandosi). S, ora subito la ricevo.
ADRIANA E no, la signora aspetta un attimo, qui bisogna chiarire, anzi Ciccio avvicinatevi (tendendogli il cuscino) volete dirmi che odore ha?
VENTURA. Ah! no, ti prego.
ADRIANA. Ti prego anch'io, non influenzarlo!
CICCIO (fiutando). Non mi piace tanto, questo odore.
ADRIANA. Non questo che vi chiedo. Che odore ?
CICCIO Mi sembra il profumo del dottore cos Dolce e Gabbana ?
ADRIANA (ritirando cuscino). Ciccio sei proprio un ignorante, Questa pip di gatto.
CICCIO (asciugandosi il naso) Per lavevo detto che non mi piaceva.
MARCELLA (a Teresa). Come vedi, sono d'accordo tutti. E ora che rispondi ?
VENTURA (spingendole fuori). S, va bene, pip o non pip, mi fate il santo piacere di continuare le vostre liti altrove e non nel mio studio. C' gente che aspetta e non ha nessun bisogno di assistere alle vostre beghe!
ADRIANA (continuando a discutere mentre, assieme a Teresa si lascia spingere fuori) Allora, ammettilo e stata o no la tua gatta ?!
TERESA. Oh! signora scusate, se volete avere per forza ragione, io ve la do !
ADRIANA. Eh no ! Cara mia la ragione cos la si d ai fessi, E non ti permetto di rispondermi cos...
VENTURA. Insomma, porca miseria! lasciatemi lavorare in pace!
Spinge le donne fuori dallo studio e chiude la porta. Si sente, dietro la porta, che la discussione continua, allontanandosi. Ciccio resta in scena
VENTURA Oh! spaventoso che non si possa avere un momento di tranquillit. Allora Ciccio, riprendiamo il lavoro facciamo passare la signora.
SCENA SECONDA
VENTURA CICCIO ADRIANA E TERESA
ADRIANA. (rientrando come una furia) Allora adesso chiariamo questo fatto !
VENTURA. Oh! ancora tu!
ADRIANA. Ma se non hai nessuno!
VENTURA C' gente che aspetta.
ADRIANA. E falla aspettare! quando si va dal dentista si aspetta. Ti prego di licenziare Teresa sui due piedi.
VENTURA . Oh! Cosaltro successo?
ADRIANA. Le ho fatto un'osservazione e lei mi ha risposto: Me ne frego!.
VENTURA . Beh! E fregatene anche tu !
ADRIANA. E tu ammetti una cosa del genere. Tu ammetti che lei mi risponda: Me ne frego!
VENTURA . Vuol dire che prende le cose con filosofia.
Risatina soffocata di Ciccio
ADRIANA.. Cosa hai da ridere tu?
CICCIO Oh! niente, signora.
ADRIANA. (a suo marito). Spiritoso, del resto non mi meraviglio. Tutti sanno che non t'importa niente se mi insultano.
VENTURA . Ma non esagerare?! Se tu non fossi meno opprimente con quella ragazza...
ADRIANA.. Ah, io sono opprimente. Io sono opprimente! ma benissimo!
CICCIO Posso andare, dottore?
ADRIANA. Certo che puoi, devi, cosa ci fai ancora qua ?
Ciccio esce.
ADRIANA. Vedi? Vedi cosa succede? Come vuoi che la servit mi rispetti, discutere e prendermi in giro dinanzi a loro e fregatene pure tu!
VENTURA . Ma cosa centra Ciccio adesso. Non ti ha mica mancato di rispetto!
ADRIANA.. No, ma lo far. Difendi, difendi la servit!
VENTURA. Ma io non difendo nessuno !
.
ADRIANA.. Bene, d'ora in avanti so che i miei cuscini servono da cuccia alla gatta della cameriera.
Torna verso il fondo.
VENTURA. Ah! no, ti prego! basta con questa storia della gatta!
ADRIANA.. Insomma, la vuoi mandare via, s o no?
VENTURA. Oh! come sei noiosa!
ADRIANA. (ritorna verso il fondo e chiama). Teresa ! Teresa!
VENTURA. No! Ti prego! ti prego!
ADRIANA.. Teresa !
VOCE DI TERESA Signora?
VENTURA. Oh! Che inferno!
ADRIANA. (a Teresa, che compare). Entra che il signore ti mette alla porta!
VENTURA. Ma niente affatto! niente affatto!
ADRIANA.. E invece si !
VENTURA. Oh! Ma io ho da fare !
ADRIANA.. Ho appena riferito al signore il modo con cui ti sei permesso di rispondermi. Ed indignato! Non lo vedi ?
VENTURA (scalpitando). Ah, esasperante
ADRIANA.. Ecco! senti? Il signore dice che esasperante!
TERESA. ( a Ventura) Scusi signore ma ce lha con me ?
ADRIANA.. Vuoi insinuare che ce lha con me !
TERESA. Non lo so.
ADRIANA.. Hai sentito? Hai sentito come mi parla? ma insomma, di' qualcosa! abbi il coraggio di dire le cose in faccia alla gente!
VENTURA. Ma cosa vuoi che dica?
ADRIANA.. Qui c' una domestica che a una mia osservazione ha risposto: Me ne frego! . Tu lo ammetti?
VENTURA (senza convinzione). No..
ADRIANA.. E allora, se non l'ammetti, dimostralo e mandala via! (Pausa) E allora?
VENTURA. Beh! aspetta, no?
TERESA. Mi dispiacerebbe, naturalmente, lasciare la casa, per il signore che sempre stato buono con me, ma se il signore cos vuole...
VENTURA. Anche tu, figlia mia. Chiss con che tono hai detto alla signora: Me ne frego!
ADRIANA.. Non si tratta di sapere il tono: non ci sono molti toni di dire: Me ne frego! Io non ammetto che una donna di servizio usi nei miei confronti queste espressioni da popolana !Mi ha detto: Me ne frgo ? bene! e tu frega lei e sbattila fuori. Punto e basta.
VENTURA (a Teresa). E va bene! figlia mia, visto che la signora ci tiene tanto, ti sbatto fuori.
TERESA. Bene, signore. (Pausa) Rimpianger il signore, che sempre stato buono con le persone di servizio.
ADRIANA.. S, va bene! Andate a prendere il libretto, che vi liquidiamo.
Teresa esce
SCENA TERZA
VENTURA ADRIANA E CICCIO e poi la Signora BATTILOCCHI
VENTURA (appoggiato alla scrivania). Perch strapazzi quella ragazza, non vedi come gentile?
ADRIANA. S, naturalmente! tu ti lasci accalappiare. Sei un debole o devo pensare che il debole ce lhai per lei !
VENTURA. Oh! tu vedi il male dappertutto.
ADRIANA. E tu sei un debole! s, un debole! Anzi un flaccido rammollito!
VENTURA. Si capisce! quando uno non del tuo parere, un rammollito. (Sentendo bussare) Avanti!
CICCIO. Dottore volevo ricordare che in salotto c sempre una persona che attende.
VENTURA. E che vuoi che ti dica? La signora non vuole lasciarmi in pace un momento!
ADRIANA. E continua a ridicolizzarmi davanti alla servit, continua !
VENTURA. Ma la verit! (a Ciccio) Fai entrare la persona.
ADRIANA. Che uomo di niente!
Esce a sinistra.
VENTURA. S, S, d'accordo. (Vedendo entrare la signora Battilocchi) Accomodatevi, signora.
BATTILOCCHI Permesso ?
Ciccio esce.
VENTURA. Avevate appuntamento?
BATTILOCCHI No, dottore. E la prima volta che vengo.
VENTURA. Ma prego accomodatevi?
BATTILOCCHI (esegue) Disgraziatamente il mio dentista morto. D'altra parte non ho fortuna coi dentisti, il secondo che perdo!
VENTURA.- Ah!... non incoraggiante. Come si dice non c due senza
BATTILOCCHI Tre ma non detto, staremo a vedere !
VENTURA.- Grazie, signora.
BATTILOCCHI So che siete il dentista di un mio caro amico. Il signor Tramaglia.
VENTURA.. Ah!
BATTILOCCHI. Lo conoscete bene?
VENTURA.. Certamente, ho una causa con lui.
BATTILOCCHI Ah! questo non me l'ha detto.
VENTURA.. Oh! mi deve dei soldi, tutto qui.
BATTILOCCHI Dimenticate caro dottore non ci pensate! Il denaro non fa la felicit.
VENTURA.. Si giusto, ma senza si ancora pi infelici.
BATTILOCCHI. Ah! questo poi! ma noi chiacchieriamo e vi faccio perdere tempo! Ecco, caro dottore, quel che mi capitato: mangiando delle lenticchie... mi capitata una pietruzza e mi sono rotta un dente.
VENTURA.. Ah! Peccato! Bene allora accomodarvi... -
BATTILOCCHI. Molto volentieri.
Siede sulla poltrona odontoiatrica.
VENTURA. (apprestandosi a guardare). Aprite la bocca?
BATTILOCCHI. Volete dire la borsa ?
VENTURA. Eh quanta premura, capisco che abbiamo parlato di soldi, ma per il pagamento ne parliamo dopo
BATTILOCCHI Dott ma quali soldi, io non ci pensavo proprio
VENTURA . Eh gi voi siete amica di Tramaglia !
BATTILOCCHI. Lasciatemi spiegare (Estraendo una dentiera dalla borsa ) Ecco qu!
VENTURA.. Ah, ah! Si spezzato dalla dentiera !!!
BATTILOCCHI. Naturalmente, resti fra noi! Nessuno sa che voi capite !
VENTURA.. Oh! segreto professionale!
BATTILOCCHI (contemplando la dentiera). E bella per eh ? dite la verit ? (sospirando) E l'ultimo lavoro del povero defunto.
VENTURA.. Ah!, s! quello... prima di me.
BATTILOCCHI. S. Gli avevo chiesto un lavoro speciale... Non so se siete del mio parere, ma l'attrattiva principale di una donna, di avere dei bei denti.
VENTURA.. Certo (tra se) E non solo per!
BATTILOCCHI E allora, non mi fate stare in ansia si pu fare qualcosa!
VENTURA Ma certo, signora, si tratta di rimettere un dente... Per ci vorr qualche giorno. Avete fretta?
BATTILOCCHI. Diciamo fretta frettano ! Io ne ho unaltra, quella per i giorni feriali.
VENTURA. Gi, questa la dentiera della festa.Comunque prima di Domenica sar pronta.
BATTILOCCHI Oh! Grazie dottore, domenica ho un pranzo con le parrocchiane e ci terrei a fare bella figura.
VENTURA (va alla scrivania, aprendo l'agenda). Tranquilla farete un figurone ! Se volete darmi il vostro nome e indirizzo...
BATTILOCCHI. Battilocchi, Vera Battilocchi ! via Toppa 9.
VENTURA (terminando di scrivere). Signora Vera Battilocchi, via Toppa 9 , riparazione Gnam, gnam, gnam .
BATTILOCCHI. Come, riparazione Gnam, gnam, gnam ?
VENTURA. S, lo scrivo per me; io capisco. Vi farebbe piacere se qualcuno, aprendo per caso la mia agenda, ci trovi scritto: Signora Battilocchi, riparazione della dentiera...
BATTILOCCHI. Ah! No!
VENTURA. Ecco perch Gnam, gnam, gnam ; io so cosa vuol dire e i profani non capiscono.
BATTILOCCHI. Ah! veramente geniale.
VENTURA. S, lo faccio sempre in questi casi...Non siete la sola. (Sfogliando l'agenda) Ecco qua... Signora Paliotti. Gnam, gnam, gnam , aggiungere un incisivo.
BATTILOCCHI. Paliotti? La moglie dellassessore ?
VENTURA. Precisamente.
BATTILOCCHI Oh! la conosco molto bene. Hai capito porta la dentiera? Ed pure fatta bene non ci sembra proprio, opera Vostra ?
VENTURA. S... eh? No! no!
BATTILOCCHI. E bravo il dottore (gli da una pacca sulla spalla tanto da far volare via la dentiera dalle sue mani)
VENTURA (inginocchiandosi cercando per terra la dentiera) Signora ma mi raccomando, discreto io, discreta lei
BATTILOCCHI . Oh! Non abbiate timore, sar discreta. Non il caso che vi inginocchiate
VENTURA (chiamando a viva voce Ciccio mentre continua a cercare). Ciccio, Ciccilloma dov finita !
CICCIO. Mi avete chiamato, dottore?
VENTURA. ( A voce bassa facendolo inchinare) Dammi una mano a cercare la dentiera della signora mi caduta !
(I due cercano disperatamente girovagando a quattro zampe per la scena)
BATTILOCCHI.(continuando a fraintendere) Dottore, ma non il caso ve lo giuro sar muta come un pesce !
(Ciccio finalmente trova la dentiera e fa un cenno al dottore, che riprendendosi)
VENTURA Bene e allora a questo punto Ciccio: accompagnate la signora.
CICCIO. Bene, signore.
BATTILOCCHI. Grazie, dottore.
VENTURA. C' ancora gente di l?
CICCIO. Nessuno per il momento, ma Teresa in anticamera che aspetta di parlare.
VENTURA. I miei rispetti, signora. (Sul vano della porta a Teresa). Vieni, entra.
SCENA QUARTA
VENTURA e TERESA
TERESA. Signore, ho portato il libretto.
VENTURA. Bene, dai qua!
Prende il libretto e va a sedersi alla scrivania.
TERESA. Come il signore pu vedere, arriva fino al 30 marzo; adesso siamo a giugno.
VENTURA (scorrendo il libretto). Bene, bene! Ma che bene, come sarebbe sono tre mesi che non ti paghiamo ?
TERESA. E quale la novit, la signora rimanda, pi gli otto giorni a cui ho diritto, fa tre mesi e otto giorni, in tutto fanno 2275 euro...pi le spese della signora che stanno segnate a parte, volete la nota (tira un foglio dalla tasca) la signora mi diceva sempre anticipa tu, segna e facciamo un conto !
VENTURA. E tu segnavi, giustamente fammi vedere (prende il foglio) Ma spaventoso!... guardate qua! Rossetto, cipria, mascara, calze, fondo tinta, lacca, Chi, Perch , Perma che roba ?
TERESA. Riviste femminili.
VENTURA. Qui cosa c'?
TERESA (dando un'occhiata). Pene di struzzo.
VENTURA. Ah!... ma si scrive con due enne.
TERESA. Ah, s?... Pu darsi.
VENTURA. A che servivano ?
TERESA. Quella sera che siete andati a teatro.
VENTURA Va bene mentre io faccio la somma. (dandole foglio e penna) Tu scrivi quello che ti detto: Ricevo a saldo di ogni mia spettanza dal dottor Filippo Ventura euro
TERESA. (mostrando evidenti difficolt) Vi dispiace se scrivete voi, avete visto non ho una bella scrittura.
VENTURA. D'accordo...
Scrive.
TERESA. Spero solo che il signore non mi serber rancore.
VENTURA. Mannaggia a te ah! c'era proprio bisogno di combinarmi questo guaio!
TERESA. Mi dispiace molto, ma se la signora non mi avesse detto...
VENTURA. Non ti avesse detto che cosa?
TERESA. Che la mia gatta aveva fatto...
VENTURA. Ah! la gatta. Ricominciamo?
TERESA. La signora lha tenuta in antipatia dal primo giorno.
VENTURA. Questo vero, lei non li sopporta! Ma dico tu le dovevi rispondere per forza ?
TERESA. E ma voi lo sapete la signora alza sempre la voce, strilla sempre, anche quando parla con voi !
VENTURA. Non lo nego...
TERESA. E poi anche in nostra presenza, non mi sembra proprio corretto mamma mia e come vi tratta
VENTURA. S, oh! beh, io...
TERESA. Noi molto spesso ci sentiamo in imbarazzo.
VENTURA -. CertoS, oh! lo so bene...
TERESA. Ne parlavamo ancora ultimamente in cucina, c Ciccio che sta schifato.
VENTURA. Ah!
TERESA. Diceva -: Veramente, ammiro il dottore. Con una donna come la signora, io non sarei rimasto nemmeno ventiquattro ore.
VENTURA. (schernendosi) E che, ho pazienza !
TERESA. E caro dottore, ma come dice Tot in quel film ogni limite ha una pazienza.
VENTURA. Questo pure vero!
TERESA. E prima non avete sentito,vi ha detto rammollito omme e niente .
VENTURA. Ma sei sicura io non ho sentito...
TERESA. Sono cose da dire davanti ai domestici?
VENTURA. Gi!
TERESA. Come vuole, che i domestici poi vi rispettino? Un rammollito si puo rispettare ? Voi non immaginate il dolore che provo quando mi chiede il rimbambito sta lavorando ?
VENTURA. Pure rimbambito
TERESA. Lasciamo perdere non vi voglio far amareggiare, ma giusto per dire mica si ferma a rimbambito e dico io un po di rispetto siete o non siete il padrone di casa ?
VENTURA. E cara Teresa che ti devo dire proprio una disgrazia, quando mi pu mortificare davanti agli altri pare che goda, ma perch non ti siedi.
TERESA. Grazie dottore (siede)
VENTURA. Tu eri presente l'altro giorno, quando mi ha fatto quella scenata...
TERESA. S, signore.
VENTURA. A proposito del suo vestito... che non le do i soldi per comprare abiti, e che non aveva niente da mettersi.
TERESA. Ges , Ges che faccia tosta !
VENTURA. E tu ne sai qualcosa, la nota delle spese che mi hai dato parla chiaro no ?
TERESA. Nientemeno (cantilenando) Rossetto, cipria, mascara, calze, fondo tinta, lacca, Chi, Perch , Per
VENTURA. Gi. senza contare tutte le fatture che arrivano direttamente a me !
TERESA. Ma dico io, perch vi fate sopraffare?
VENTURA. E cosa vuoi che faccia?
TERESA. Dire una buona volta: Ora basta! ti do tanto al mese e non un soldo di pi, e paga puntuale i domestici !!!
VENTURA. Facile... e secondo te non ci ho pensato?
TERESA. Certo, ci avete pensato ma non glielo avete detto.
VENTURA E che quando glielo sto per dire quella mi aggredisce
TERESA. Il signore troppo buono, e si fa mettere i piedi sulla testa.
VENTURA. Cosa volete? Per avere la tranquillit, ci si rimette di tasca propria...
TERESA. Caro dottore chi pecora si fa il lupo se la mangia, voi come arrivano le prossime spese dite: Me ne frego io non pago
VENTURA. Gi! Sembra facile ed invece lo sai perch io pago, per comprarmi la tranquillit, ora chiedo a te: invece di ostinarti a discutere, fai finta di non sentire eh? Quella fa cosi, ma vedrai che se non le rispondi domani non si ricorda nemmeno che ti aveva licenziata.
TERESA. Dottore, si fa presto a dire ma con la signora non facile, volete un altro esempio; quando sono entrata in servizio, avevo chiesto ottocento euro al mese. La signora mi ha detto: No, settecento e se dopo sei mesi sono contenta, ti aumento di cento euro. Per non fare discussioni, ho accettato.
VENTURA. E allora?
TERESA. Bene, sono qui da otto mesi e la signora non mi ha ancora dato l'aumento.
VENTURA. Se ne sar dimenticata..
TERESA. No, noi Gliel'ho ricordato e lei mi ha risposto: - S, s, domani. Io il giorno dopo glielo ricordavo e lei mi rispondevo te lho detto do0mani ! Non essere petulante. E andiamo avanti cos da due mesi.
VENTURA. Oh! beh. Se si tratta di cento euro...
TERESA. Oh! so bene che il dottore non la persona che me li rifiuta.
VENTURA. E chiaro che cento euro al mese non sono una gran somma.
TERESA. Mille grazie, dottore.
VENTURA. Di che?
TERESA. Dei cento euro.
VENTURA. Ah! s,...... va be'... Solo per mi devi promettere che ti controllerai! Evitate le scenate; tu fai come me, tutto quello che ti dice te lo fai entrare da un orecchio e lo fai uscire dallaltro. Promesso ?
TERESA. S, signore!
VENTURA. Vado a prendere i soldi, e la questione chiusa !!!
TERESA. Se il dottore vuole cosi, e cos sia !
Bussano alla porta.
VENTURA Amen (al momento di uscire). Avanti!
SCENA QUINTA
VENTURA ,TERESA e ASSUNTA (la cuoca)
ASSUNTA. Sono io, signore.
VENTURA. Cosa fate in giro? Perch non siete in cucina?
ASSUNTA. Sto rassettando la camera della signora, perch non ha nessuno. E la signora che mi manda.
VENTURA. Scusa ma non lo poteva fare Ciccio ?
ASSUNTA E no perch la signora lo ha messo in cucina a cucinare
VENTURA Ma insomma questa casa un manicomioma adesso mi sente (esce furibondo)
ASSUNTA (appena Ventura uscito). Allora?
TERESA. Cosa?
ASSUNTA. Allora, te ne vai?
TERESA. NO.
ASSUNTA. Credevo che ti avessero mandata via.
TERESA. S.
ASSUNTA. Per aver detto alla signora: Me ne frego! .
TERESA. S.
ASSUNTA. E allora?
TERESA. Il signore mi ha dato un aumento di cento euro.
ASSUNTA (sbalordita). Eh?
VENTURA (rientrando). Beh, siete ancora qui?
ASSUNTA. La signora mi ha incaricato di chiedere al signore...
VENTURA. Che cosa ancora?
ASSUNTA. Di chiedergli se Teresa era stata liquidata.
VENTURA (guardando Teresa scuotendo la testa, come per dire: Eh? incredibile! , poi alla cuoca). S, va bene. Dite alla signora che glielo dir io.
ASSUNTA. Bene, signore. (Esce)
SCENA SESTA
VENTURA ,TERESA e ADRIANA
VENTURA (con un ghigno). Non demorde! Dunque, qua stanno i soldi comprese le spese che hai anticipato, conta e vedi se ti trovi
TERESA.. (rapidamente esegue, quindi con disappunto) E no ! dottore e cos ci mancano 200 euro !
VENTURA. E come possibile, io li ho contati erano giusti.
TERESA. Giusti, ma senza laumento (con furbizia) O sbaglio ?
VENTURA. Ah!... s... s... effettivamente, ecco qua (prendendoli dalla tasca) 200 euro e stiamo pace, sperando di trovare un po di serenit...
TERESA. Grazie, dottore.
ADRIANA (irrompe e scorge Teresa che, seduta, si alza quando Adriana entra). Ah?... cos? facciamo conversazione, adesso?
VENTURA. Eh?... no!... Stavo facendole le mie osservazioni.
ADRIANA. E la fai sedere, per questo?
VENTURA. E una cosa un po' lunga... A conti fatti, sai, una brava ragazza... e in fondo al cuore...
ADRIANA. Questo non c'entra... l'hai pagata?
VENTURA (turbato). Si... s, l'ho pagata... Per questo, l'ho pagata... (A Teresa) Non vero?
TERESA. S, signore.
ADRIANA. E allora, cosa aspetta per andarsene?
VENTURA. Cosa aspetta... s, s, certo: cosa aspetta? Per l'appunto si parlava... mi diceva un gran bene di te... che sei una signora molto distinta.
ADRIANA. Troppo buona. Ma nessuno le ha chiesto il suo parere.
VENTURA. Nessuno... non per questo che mi stava dicendo... Solo, bisogna riconoscere che spesso hai un modo cos perentorio di parlare... alzi la voce
ADRIANA. Eh?
VENTURA. Con me, per esempio... E chiaro che in fondo tu non sei cattiva... Per, come mi diceva lei: Ci sono cose che non si devono dire di fronte ai domestici.
ADRIANA. Ah? E tu vai a chiedere ai domestici cosa pensano di me?
VENTURA. No, no, saltato fuori cos, nella conversazione... Come... come, per esempio, mentre si rideva e si scherzava... e siccome le avevi promesso un aumento...
ADRIANA. E allora?
VENTURA. E allora, le ho detto che glieli avrei dati.
ADRIANA (con un balzo). Eh?
VENTURA. Penso che tu mi approverai...
ADRIANA. Ah! meraviglioso! lo ti dico di mandarla via tu le aumenti lo stipendio!
VENTURA. Ascolta!... Lho detto per non farti fare brutta figura !
ADRIANA. No, no, basta! Dal momento che non sono pi padrona in casa mia!... Dal momento che fra la mia donna di servizio e me, tu dai ragione alla mia donna di servizio... benissimo; so quel che mi resta da fare.
VENTURA. Ma non inalberarti subito cos, Dio mio! Oh!
ADRIANA. Oh! io m'inalbero... Solo, prendo la decisione che la mia dignit mi ordina. Ti lascio me ne torno da mia madre.
VENTURA. Adriana, senti...
ADRIANA. No, no, inutile! Me ne vado...
VENTURA. ! Ma s, vattene, alla fine! io non ti trattengo...
ADRIANA (tornando verso il fondo). Non aver paura, non me lo faccio dire due volte. Ah! no, e bada che stavolta non ti perdono ! (esce)
VENTURA (a Teresa). Che carattere!
TERESA. (approva alzando gli occhi al cielo) Voi siete un santo!
ADRIANA. (rientrando). E ti lascio anche la mia camera. Ci puoi sistemare Teresa; cos ce l'hai vicina e ti sar pi facile andare a letto con la tua cameriera!
VENTURA. Cosa?
TERESA. Che dice la signora?
ADRIANA. Addio! (esce)
VENTURA. E pazza! E completamente pazza!
TERESA. Ah, no! Ah, no! Non ammetto che mi si parli in questo modo!
VENTURA. Ma non farci caso...
TERESA. Sono soltanto una domestica ma non per questo si ha diritto di parlarmi a questo modo! Questa non gliela perdono !
VENTURA. Ma guardate che inferno la mia vita che inferno questa casa!...
TERESA. Si per voi, ma non sar la mia! Me ne vado, Io me ne vado!
VENTURA Che inferno, mio Dio! che inferno! (Bussano alla Porta) Avanti!
SCENA SETTIMA
VENTURA ,TERESA , CICCIO e LA PALMA
CICCIO. Dottore, c' una persona che venuta per un gonfiore.
VENTURA. Ah! che seccatura!
CICCIO (vedendo Teresa piangere). Cos'hai?
TERESA ( passandogli davanti per uscire). Niente, lasciami stare !
VENTURA. Oh! oh! oh! (Ritorna fino alla porta di fondo,) Cosa volete, signore?
LA PALMA (entrando con un fazzoletto legato attorno alla faccia). dottore, soffro... Ho la guancia tutta gonfia!
VENTURA (arrabbiato). S, questo si vede!... Sedetevi l!... e toglietevi il fazzoletto...(Si dirige al lavabo e riempie il bicchiere con acqua)
LA PALMA (obbedendo). S, signore! (Siede. Dopo una pausa) Tutto dipende, credo, dall'essere andato a teatro, a me piace andare a teatro, ma ieri c'era una corrente d'aria.
VENTURA. S, ma questo non interessa, nel nostro caso.
LA PALMA. Ah!... bene!
VENTURA (posando il bicchiere sul mobile che sta accanto alla poltrona). Aprite la bocca! (Scalpitando) Oh! ma adesso basta! E ora di finirla!
LA PALMA. Come?
VENTURA. No! Niente! Aprite la bocca!
LA PALMA (indicando il dente). E questo!
VENTURA. S, beh, un dente guasto!
LA PALMA (Con angoscia). Oh! allora...
VENTURA. Bisogna tirarlo.(tra s) questo capo bisogna tirarlo a terra !
LA PALMA. Non si riesce a salvare?
VENTURA. (riferendosi alla moglie) Ma che volete salvare inguaribile
LA PALMA. Far male ?
VENTURA. E certo che fa male, un guaio passato.
LA PALMA. E vero guardate che guaio che ho passato, se lo sapevo ieri non ci andavo a teatro !
VENTURA (cercando uno strumento). E una vita inguaiata! Aprite bocca!
LA PALMA Ma veramente dottore io la prima volta che soffro con i denti ! Per sbaglio o vi vedo nervoso ?
VENTURA (agitatissimo) Ma quale nervoso, ma che dite state zitto e aprite la bocca (Gli introduce lo strumento in bocca e si accinge a strappargli il dente.)
LA PALMA. Ah! Ah! Ah!
VENTURA (tirando). Ma non gridate! Sono gi abbastanza nervoso! Issa!
LA PALMA. Oh!
VENTURA. Oh, ecco qua, avete visto abbiamo fatto presto presto, lo butto o ve lo volete conservare ?
LA PALMA (ansimando). Ah! Porca miseria! Oh! Porco Giuda!
VENTURA. Su! sciacquatevi la bocca!
LA PALMA (che l l per svenire). Ah!. (Beve)
VENTURA. Ma non da bere, accidenti!
LA PALMA (come sopra). Ah! lasciatemi... Ah! Lasciatemi!
VENTURA. Su! Su! non vorrete mica sentirvi male?
LA PALMA. Ah! Mi tremano le gambe... io sto male
VENTURA. Non lasciatevi andare... Su, reagite, respirate lungo (Va alla porta) Ciccio, ciccio e sbrigati !
CICCIO (comparendo). Dottore!
VENTURA. Su, accompagna il signore, e fallo stendere sul divano in sala dattesa, per lonorario pagate al risveglio
CICCIO. Prego, signore. Venite, con me appoggiatevi pure.
LA PALMA. Lasciate stare, me ne voglio andare a casa e qui non ci vengo pi! Me ne vado... Lonorario , vuole lonorario , sono io che vi ho dato lonore di venire da un pazzo scalmanato come voi !
VENTURA. Ma forza tanto che vi ho fatto male ?
LA PALMA Tanto dire poco ! (esce accompagnato da Ciccio)
VENTURA (battendosi la fronte). Ges quello ha ragione, io non gli ho fatto neanche lanestesia . (va a sedersi alla scrivania). Che giornata, mio Dio! che giornata! (Bussano) Avanti!
SCENA OTTAVA
VENTURA, CICCIO, poi TERESA, poi ADRIANA
CICCIO (freddo e dignitoso, fermandosi nel vano della Porta). Sono io, signore.
VENTURA. Lo vedo, che c ?
CICCIO. Desidero avere un colloquio col signore.
VENTURA Che c' ancora?
CICCIO. Ho aspettato che il dottore terminasse col cliente.
VENTURA. S, s, va bene, parla!
CICCIO (venendo avanti). Dunque! Il dottore sa che la signora ha gravemente offeso Teresa
VENTURA. Ah! No! No! non vorrete tornare a rompermi le scatole con questa faccenda!
CICCIO. Mi dispiace di tornare a rompere le scatole, ma non lo faccio per divertirmi. Senz'altro il signore sapr che io e Teresa (gesto eloquente)
VENTURA. Cosa?
CICCIO. Insomma, facciamo coppia !
VENTURA. Ah!
CICCIO. Oh! con intenzioni serie, e infatti, nonostante questo, ho intenzione di sposarla.
VENTURA. Ah!... E allora?
CICCIO. Beh! in quanto marito, non posso ammettere che la signora dica che Teresa va a letto col dottore. E infamante!
VENTURA. Infamante! Infamante! Prima di tutto spero bene che tu non ci creda!
CICCIO. Certo che non ci credo, conosco Teresa.
VENTURA. Grazie per me.
CICCIO. E poi, basta ricordarsi cosa dice sua moglie di lei che un rammollito quindi due pi due
VENTURA. Ehi ma dico!...
CICCIO. Per farla breve, stando cos le cose, mi dispiace di annunciare che sar costretto a lasciare il servizio.
VENTURA. Ebbene, lasciami anche tu! Cosa vuoi che ti dica?
CICCIO (dignitoso). Bene, signore. A questo punto riprendo il mio posto nella societ e posso parlarvi da pari a pari.
VENTURA. Cosa?
CICCIO. Sono soltanto un marito che difende l'onore di sua moglie. O la signora ritira quel che ha detto e chiede scusa a Teresa...
VENTURA (ironico). Mia moglie ?
CICCIO. Oppure, non dimentico che ho fatto cinque anni di karat (e si mette in posa) e vi aspetto gi al palazzo.
VENTURA. Andiamo Ciccio smettila, non facciamo idiozie siamo nel 2000, ridiamoci sopra , e vedrai che domani sar tornato tutto normale !
CICCIO. Ricordate che non sono pi cameriere. Anzi preferirei che mi chiamaste signor Francesco.
VENTURA (strappandosi i capelli)- Dio mio! Dio mio! Ma perch devono capitare tutte a me? cosa c'entro io in tutto questo?
CICCIO. Oh! so bene che la colpa non vostra. Ma dato che il marito risponde per la moglie!... io a fine servizio mi metto sotto al palazzo e vi aspetto ! A meno che la signora non chiede scusa...
VENTURA. Ah! c' poco da sperare! Tu conosci mia moglie !
CICCIO. Questo accade perch lo permettete; in definitiva, se mi posso permettere . Il signore deve solo fare un atto d'autorit e dire: Adesso basta! sono il padrone e lo esigo! .
VENTURA. E come parli bene tu!.
CICCIO. Insomma, avete tempo fino a stasera, niente armi (rimettendosi in posa) a mani nude !!!
VENTURA Ciccio tu puoi pure dormire sotto al palazzo io non scendo
CICCIO No problem, io torno domani e poi dopo domani prima o poi dovete scendere
TERESA (che doveva essere in ascolto da qualche tempo dietro la porta, compare e si precipita su Ciccio). Cosa dici? Ti vuoi battere? Col dottore?
CICCIO (liberandosi dalla stretta). Ah! senti per favore, sono cose da uomini: sta' zitta!
TERESA. Ma tu lo hai visto bene ? Ma tu sai come lo riduci! Ma non ti ricordi, lo dice anche la moglie, che un rammollito !
CICCIO. Basta, ti dico! Il padrone sono io! E lo esigo. (Teresa zittisce. Nello stesso momento si sente suonare.Con tono diverso) Fino a stasera continuo il servizio. Vado ad aprire.
ADRIANA (uscendo a valanga dalla camera). Que... (incontra Teresa, si ferma, fulmina con lo sguardo i domestici, che escono dignitosamente. Quando sono usciti, getta la chiave sul tavolo) Questa la chiave!... la camera libera, a tua disposizione!
VENTURA. Ah!, s? Bene, ecco quel che faccio della tua chiave, la butto. (la getta)
ADRIANA. Come ti pare!...
VENTURA. Lo sai cosa mi combini con le tue storie?
ADRIANA. Non sono curiosa di saperlo.
VENTURA. C Ciccio che mi aspetta stasera gi al palazzo per.(gesto classico)
ADRIANA (ironica). Ben ti sta !
VENTURA. C' poco da dire Ben ti sta ! Ciccio fidanzato con Teresa e tu l'hai insultata, e mi chiede ragione.
ADRIANA. Benissimo! Va benissimo! Questo prova che lui non come certa gente. Quando insultano la sua donna, la difende. Non un vigliacco!
VENTURA. S, va bene! intanto, hai offeso Teresa e mi fai il piacere di chiederle scusa.
ADRIANA. Io? Ah ah ah ...
VENTURA. E subito.
ADRIANA. Perch, hai paura?
VENTURA. Ma cosa dici, cretina? E adesso basta. Sono il padrone e lo esigo!
Compare Ciccio che si ferma nel vano della porta.
ADRIANA. Ah! tu esigi ! toh! ( Gli d uno schiaffo)
VENTURA. Oh!
ADRIANA. Esige, il signore! (Esce)
VENTURA (a Ciccio). Amico mio, hai visto cosa mi succede quando dimostro autorit? Ecco!
CICCIO. Ah! certo... Oramai la situazione vi sfuggita di mano...
VENTURA (esasperato). Oh!! no! No!
CICCIO. Dott no problemavete tutta la giornata per convincere la signora...
VENTURA. Ah!! lasciatemi in pace!...
CICCIO. Fuori c il signore che venuto stamattina.
VENTURA. Quale signore?
CICCIO. . Quello che c'era qui prima della signora che venuta per la gnam, gnam.
VENTURA. Ah!
CICCIO. . A quanto pare gli fa sempre male.
VENTURA. E va bene!... E va bene!...
SCENA NONA
VENTURA,CICCI, ADRIANA, ASSUNTA
ADRIANA (entrando dal fondo a sinistra). E ora ti porto la cuoca.
VENTURA. Cosa? Cosa? la cuoca?
ADRIANA (alla cuoca che si vede in anticamera attraverso il vano della porta). Su, su, ragazza mia, venite avanti! (Al marito, mentre la cuoca entra) Poich stabilito che non conto pi niente in questa casa...
VENTURA (scalpitando). Oh!
ADRIANA. Che i domestici contano pi di me...
VENTURA. Ma no, no.
ADRIANA. S, s! Ebbene, ti cedo il comando! Ora ti dovrai occupare della cuoca, dei suoi conti e dei suoi piatti! (Alla cuoca) Ormai dovete rivolgervi al signore, io do le dimissioni! Addio! ( Esce infuriata)
VENTURA (correndole dietro). AdrianaAdraiana
VOCE DI ADRIANA. Lasciami in pace!
ASSUNTA. Allora, cosa desidera il signore, per cena, stasera?
VENTURA (furioso). Me ne frego!
ASSUNTA (anch'essa a voce alta). E pure io.
VENTURA. Cos' hai detto? A me, Me ne frego! ?
ASSUNTA (a cui venuta a mancare tutta l'audacia) Ma, signore...
VENTURA. Vai ! Vai via ! Io ti butto fuori, via. Vatti a fare le valigie. Adesso e di corsa! Chiaro !!!
ASSUNTA. Oh! ma, signore, non l'ho detto con l'intenzione di offendere.
VENTURA. Vattene! Fila! Non mi interessa io me ne frego !
ASSUNTA. Volevo avere un aumento... come Teresa.
VENTURA. Ma cammina vai! (La spinge fuori e chiude la porta facendola sbattere) Ah! ma qui mi prendono in giro tutti!
CICCIO (che ha assistito a tutto, in disparte in un angolo). Devo fare entrare il cliente?
VENTURA S!... no!... accidenti s!
SCENA DECIMA
VENTURA, CORSICATO e CICCIO
CICCIO (aprendo la porta in fondo a destra). Se il signore vuole entrare!...(esce)
CORSICATO (viene avanti in scena). Grazie. Oh! dottore, non ho potuto pi resistere... mi fa pi male di prima...
VENTURA (indicando la Poltrona). D'accordo, sedetevi l!
CORSICATO. S, signore.
VENTURA (con la mente altrove, i gomiti aderenti al corpo, agitando convulsamente i pugni e con tono di sorda minaccia)... Oh! oh! oh! oh! oh!
CORSICATO. Come?
VENTURA. No, niente, parlo da solo.(Gli lega una salvietta attorno al collo mettendogliela sugli occhi)
CORSICATO. Scusate, ma cos non vedo niente !
VENTURA. (liberandolo) E state pi attento, no?
CORSICATO (vedendo che il dottore prepara i ferri). Sentir ancora dolore ?
VENTURA. Faccio quello che devo fare.
CORSICATO. Io ! mi sento rodere dentro...
VENTURA (pensando a s). E non siete il solo!
CORSICATO. Ah! ma degli altri a me non importa!
VENTURA. S... oh! naturalmente... Egoista! Aprite la bocca!
CORSICATO. Mi farete male?
VENTURA. Ma no! ma no! aprite! (Inizia a manipolare).
CORSICATO (in maniera incomprensibile, solo le vocali si possono percepire). In verit questo dente aveva bisogno di essere riparato gi da molto tempo, ma non mi sono mai deciso, perch non mi faceva male.
VENTURA . S! s!
CORSICATO (allo stesso modo). Ma quanto ho sofferto stanotte!...
VENTURA (con in mano uno strumento per medicare il dente). S, aprite la bocca!
Corsicato obbedisce. Ventura estrae il cotone dal dente e lo getta.
CORSICATO (come sopra). Non ho potuto chiudere occhio un istante, era come se mi trapanassero li cervello.
VENTURA (irritato). Ah! vi prego, non parlate continuamente... non mi lasciate lavorare.
CORSICATO. Va bene non parlo ! Ah!
VENTURA (col pensiero altrove e lavorando). Quando si pensa che si tanto sciocchi da prender moglie! (Corsicato spaventato e stupito, gira gli occhi verso il dottore) Aprite! (che opera sul dente)
SCENA UNDICESIMA
GLI STESSI, ADRIANA
ADRIANA (entrando come un fulmine) Cosa mi dice la cuoca, che lhai mandata via?
VENTURA (esasperato). Ah! lasciami in pace, tu!... (Si accorge che muovendosi, con lo strumento sempre in rotazione, ha scalfito la bocca di Corsicato) Scusate! (A sua moglie) Sono occupato, ti prego, lasciami lavorare.
ADRIANA. Va bene! Ma non ammetto che mandi via Assunta, dal momento che sono sempre stata contenta di lei.
VENTURA. E io, quando la cuoca mi parla in un certo modo, la sbatto fuori! E poi. Finiamola! Sono con un cliente, e ti prego di lasciarmi.
ADRIANA. Va bene!... (a Corsicato) Scusate., signore. (al marito) Ne riparleremo fra poco. (esce)
VENTURA Non ha senso!... Non ha senso! E cos da stamattina, caro signore... Oh!...Aprite la bocca! (Riprende il lavoro)
ADRIANA (in quinta). Non devi farti cattivo sangue, ragazza mia, il signore non in uno stato normale, basta non badarci! (Ventura, che ha sentito tutto. fatica a contenersi) Comunque, tu resterai, te lo dico io! Penso di essere la padrona qui! Se c' qualcuno che comanda, sono io.
VENTURA (posa lo strumento con violenza sul ripiano e si precipita in anticamera richiudendo la porta dietro di s; questo non impedisce che si senta ogni cosa). Scusa tanto, ma prima di te ci sono io!
ADRIANA. Tu? ah! ah! Ah!
VENTURA. C' poco da fare ah! Ah! ah! . Tu qui dentro hai solo l'autorit che io ti ho lasciato prendere, ma tu dimentichi che l'unico padrone sono io, e la prova che ho mandato via la tua cuoca e la cuoca deve sloggiare all'istante.
ASSUNTA Ma signore, la colpa non mia.
VENTURA. Non fa niente e te ne vai lo stesso !
ADRIANA. Ma lascialo perdere... psicopatico!
VENTURA. Pu darsi, ma intendo essere ubbidito! ora di finirla! Ah! (Torna sbattendo la porta; viene avanti verso Corsicato) Aprite la bocca!... E una bella rompiscatole, alla fine! (Tendendo macchinalmente il bicchiere a Corsicato) Prendete! (Sentendo che il colloquio continua in anticamera, si slancia verso la porta e l'apre) E ti ripeto che devi andartene!... Ne ho abbastanza delle vostre discussioni! Andatevene tutte e due!
VOCE DI ADRIANA. Oh! ma dico!
VENTURA. Ho parlato! Ubbidite! (Chiude la porta dietro di s e viene avanti) ed ora vediamo... so psicopatico e vediamoeh eh eh (imperativo) Sputate!...
Corsicato ubbidisce.
VOCE DI ADRIANA. Oh! ne ho abbastanza! Io in questa casa non ci resto pi!
VENTURA (aprendo la porta). E vattene ! Lo dici sempre ma non lo fai mai! Vattene!
VOCE DI ADRIANA. Proprio cos, me ne vado.
VENTURA. Bene! tanto di guadagnato! (Chiudendo la porta dietro di s) Oh! che rompiballe!
ADRIANA (riaprendo rapidamente la porta). Cos'hai detto?
VENTURA (facendole fare una giravolta e mandandola via). Ma va' al diavolo! ( chiude la porta a chiave).
ADRIANA. (dietro la porta, scuotendola per aprire). Apri! Apri! Disgraziato, farabutto.
VENTURA. Ma piantala!... (a Corsicato ) Vi chiedo scusa per questo intermezzo grottesco.
CORSICATO (indulgente). Sciocchezze, sapeste a casa mia !
ADRIANA (apparendo sul fondo, e venendo avanti fino a Corsicato). Signore! siete testimone!.. Siete testimone che ha detto che sono una rompiballe!
CORSICATO (sotto il bavaglio). Ma signora!...
ADRIANA (scuotendolo) Siete testimone che vuole cacciarmi! e che mi ha detto che devo lasciare questa casa! Avanti parlate cosa dite non capisco
CORSICATO (sotto il bavaglio). Si Si!...
VENTURA. s, lho detto e lo ripeto vattene rompiballe !!! ah ! eh eh eh!
ADRIANA. S? Ebbene, no, non me ne vado! Tu dimentichi che l'affitto a mio nome... per via delle tasse... sono in casa mia! Sei tu che devi andartene!
VENTURA. Ah!, s? Bene, ti prendo in parola! La lascio io, questa casa! sono un bel cretino a soffocarmi di lavoro per te! Pretendi tutti i diritti! Bene! ti lascio anche i doveri ! Tieni, qui ci sono i ferri, questo un cliente, io do le dimissioni. Forza! Lavora tu al mio posto!...
ADRIANA. Io?!
CORSICATO (terrorizzato dalla prospettiva). Oh, no!
ADRIANA. Neanche per idea! Questo va bene per te! (indicando Corsicato) Cacciare le dita in queste bocche schifose, ripugnanti e che fa ribrezzo !
VENTURA (togliendosi rabbiosamente la giacca da lavoro e sostituendola con la giacca dell'abito, che stacca dal muro assieme al cappello). Ci non toglie che grazie a queste bocche schifose (istintivamente indica Corsicato) nelle quali caccio le dita, io posso pagarti i vestiti e i rossetti, cipria, calze Chi Perch Per . Ormai arrangiati, queste cose te le guadagni da sola; io ti lascio e tanti saluti.
ADRIANA. Come ti pare! Per ti avverto, stasera a casa non mi trovi pi!
VENTURA. E tu lo stesso! Addio! Rompiballe Me ne frego !!!( Esce)
ADRIANA. Omme e niente ! Addio! (Esce)
CORSICATO(che ha seguto con angoscia quest'ultima parte del dialogo, si alza, preoccupatissimo nel vedersi abbandonato a se stesso con tutto l'armamentario in bocca). E adesso?... e io che faccio dottore dottore
SIPARIO
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