Memorie
di un pazzo
Versione e adattamento
di Roberto Lerici
da Gogol
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OTTOBRE 1983
La scena vuota. Raggio di luce malata di un mattino a Pietroburgo.
Un vecchio baule chiuso.
Un tavolino con sopra una pesante coperta da letto con frange, che arriva fino a terra.
Una stufa con una cuccuma di caff sopra.
Un grande calendario pieno di segni a penna.
Un attaccapanni con un vecchio e liso cappotto pesante e un cappello.
Due sedie con calzoni, camicia e giacca del frac appoggiati sopra.
Un lavabo con bacile e brocca dacqua. Uno specchio scrostato.
Qualcosa sul piano del lavabo: un rasoio a lama, qualche boccetta, sapone, un pettine.
Un pacco di giornali vecchi per terra. Un paio di scarpe ben lustrate sul tavolo.
Si immagina che la stanza da letto sia a destra dietro una tenda, e la porta duscita a sinistra.
Musica rarefatta per un mattino a Pietroburgo.
Si sente russare con soddisfazione.
A tratti si sentono come dei lamenti, parole sconnesse, incubi.
Un gorgoglio pi forte poi si f silenzio.
Dopo una pausa appare in scena Aksntij Ivnovič, in camicia da notte, con la sciarpa al collo, spettinato, ancora stordito dal sonno.
Pensa ad alta voce, come se il pubblico non esistesse.
AKSNTIJ IVANOVIČ:(Urlando fioco) Mavra! Mavra! Serva maledetta! Le scarpe! Dove sono le scarpe pulite! Maledizione deve essere tardi (Vede le scarpe) Ah! Eccole, perdio! Non mha svegliato, la carogna! E una serva apprensiva, ci tiene al mio sonno (Si mette le scarpe) Ma che ore sono? Da questa luce schifosa che il sole manda a Pietroburgo si direbbe che tardi.
(Cerca lorologio nella giacca) Ah! Le dieci e mezza! Maledizione!
Sarebbe unottima ragione per non andare al Ministero. (Si infila i calzoni barcollando) Mimmagino la faccia disgustata del Caposezione se mi vede arrivare in ritardo. (Versa lacqua nel bacile dalla brocca, si lava la faccia rumorosamente schizzando acqua) E gi da un po di tempo che come mi vede mi dice:
Amico mio, che t successo? Che hai per la testa? Ti vedo sempre in subbuglio come un indemoniato, fai confusioni spaventose nel tuo lavoro, neanche il diavolo ci capirebbe niente! Mi fai i titoli con le minuscole, dimentichi i numeri, sbagli le date!
Corvaccio maledetto! E invidioso perch io sto nellufficio del Direttore
(Si leva la camicia da notte e indossa la camicia, si fa la cravatta con difficolt) e sono io che tempero le penne a sua eccellenza. Ah! Ah! (Si arrabatta allo specchio per farsi la cravatta) tutto sommato mi conviene andarci in ufficio, se non altro per vedere se agguanto il cassiere. Gli devo chiedere il solito anticipo, sperando che per una volta ceda. Altra bella carogna, quella! Mai che molli un soldo prima del tempo! Perdio, pi facile che arrivi il giorno del giudizio. Lo puoi pregare, scongiurare, sbattere la testa al muro, dirgli che questione di vita e di morte, niente! Lui non molla! Gli prenda un accidente a quel demonio pelato di Filjia Felettovic! E poi a casa la serva lo piglia a schiaffi! Lo sanno tutti!
(Si guarda allo specchio soddisfatto del nodo alla cravatta. Prende dalla sedia il suo panciotto liso e se lo mette cercando di farlo aderire al meglio lisciandolo. Poi chiama la serva mettendosi la giacca.)
Mavra! Mavra! Ma dove sei? (fra s) Ha sempre una scusa buona per uscirsene Meno male che mi ha lasciato il caff sulla stufa
(Prende la cuccuma del caff. Lo versa in una tazza. Si siede al tavolino e lo beve lentamente con dei biscotti.)
Che convenienza vuoi che ci sia a fare limpiegato al Ministero. Non la trovo proprio. Non c sbocco, non c prospettiva. Invece nellAmministrazione Provinciale o al Tribunale unaltra cosa: l uno se ne pu stare appollaiato dietro una scrivania e camparci. Un vestito ordinario, anche schifoso, una faccia che ti vien voglia di sputarci sopra, eppure quello pu farsi le vacanze in campagna! Da noi devo dire che lambiente uniforme, pi pulito, scrivanie di mogano, i capi ufficio ti danno del lei, insomma non fosse per questo avrei gia lasciato da un pezzo il Ministero
(Finisce di bere il caff. Rimane fisso a guardare davanti a se.)
Lasciare il Ministero? Sono passati almeno quindici giorni da quel 3 ottobre 1832, ma
(Musica delicata in crescendo)
lo ricordo benissimo perch mi segno le cose memorabili, qui sul calendario. Piovigginava, ho preso lombrello, sono andato verso il Ministero, tutto imbacuccato nel cappotto quando mi venuta sotto locchio la carrozza del Direttore che si fermava davanti a un negozio di moda femminile. Ma che centrava lui con quel negozio, ho pensato. Si tratta certamente di sua figlia. Mi sono nascosto contro il muro.
Il lacch ha aperto lo sportello e lei volata fuori dalla carrozza come un uccellino. Ha dato certe occhiate a destra e a sinistra, un brillar docchi sotto le ciglia Dio mio! Ero perduto, completamente perduto
(Cessa la musica. Si alza dal tavolo e si sposta in primo piano)
Ma perch era uscita con quel tempaccio? E poi vogliamo negare che le donne perdono la testa per quattro straccetti alla moda?
Lei non mha riconosciuto, mero alzato il bavero apposta, anche perch avevo addosso questo cappotto, sporco e fuori moda
(Tira gi il cappotto dallattaccapanni e lo guarda)
Adesso si portano cappotti con il collo sciallato, mentre il mio ha ancora i bottoni fino al collo E anche la stoffa non mica tanto buona (Guarda sconsolato) Beh m passata la voglia di uscire
(Riappende il cappotto. Si toglie lentamente la giacca.)
Quando lei entrata nel negozio la sua cagnetta non ha fatto a tempo infilarsi nella porta. Cos rimasta sulla strada. La conosco quella cagnetta. Si chiama Meggy. Stavo l acquattato neanche da un minuto quando a un tratto ho sentito una vocina fine fine: << Salute, Meggy!>> Questa bella! E chi aveva parlato? Mi sono guardato attorno e ho visto due signore che camminavano sotto a un ombrello. Una vecchia, laltra abbastanza giovane. Ma loro erano gia passate quando vicino a me ho sentito ancora dire: <<Ehi, Meggy! Chi non muore si rivede.>>
Ma che succede, perdio? E stato a questo punto ho visto Meggy annusare unaltra cagnetta che trottava dietro le signore. Altol! Mi son detto: questo troppo, sar mica sbronzo? Per quanto mi risulta non mi succede quasi mai.
<< No, Fidle, non devi pensar male.>>
Io, con i miei occhi ho visto che era Meggy a parlare.
<< Sono bau! Sonobau! bau! Sono stata ammalata.>>
Alla faccia della cagna! Devo ammettere che mi sono molto stupito a sentirla parlare con linguaggio umano. Ma poi, quando ci ho ripensato per bene, non mi sono stupito pi. In effetti non il primo caso al mondo. Dicono che in Gran Bretagna sia venuto a galla un pesce che ha detto due parole in una lingua stranissima che da ormai tre anni gli scienziati cercano di decifrare senza successo.
(Continua a rispogliarsi.)
Sui giornali una volta ho letto di due vacche che sono entrate in una drogheria e hanno chiesto una libbra di t.
(Rimane in mutande lunghe e maglia di lana. Si mette una veste da camera abbastanza sciupata, pur essendo stata abbastanza imponente.)
Ma devo ammettere che mi sono meravigliato di pi quando Meggy ha detto: << Ma ti ho scritto, Fidle! Sono sicura che Polkan non tha portato la lettera!>>
Che mi si blocchi lo stipendio se ho mai sentito dire che un cane scrive lettere! Si sa che solo un nobile pu scrivere correttamente. Anche qualche commerciante naturalmente e in qualche caso anche un servo della gleba pu saper scrivere, ma il loro scrivere imparato a pappagallo, niente virgole, niente punti, niente stile. Ma un cane che scrive ammetto che mi ha davvero meravigliato. Confesso che da un po di tempo mi capita di sentire e vedere cose che nessuno finora ha mai visto, n sentito.
(Va davanti allo specchio. Si guarda. Estrae la lingua.)
Cos, mi son detto, ora vado dietro a questa cagnetta, cos verr a sapere dove sta. Chiss che non abbia ricevuto confidenze da Meggy sulla sua padroncina. Ho aperto lombrello e mi sono messo a seguire le due signore. Stava al quinto piano di un palazzone formicaio al di l del ponte Kokuskin. Bene, ho pensato, adesso ci rinuncio, ma prendo nota del posto e alla prima occasione ne approfitto.
(Si toglie la vestaglia e ricomincia lentamente a vestirsi.)
No, no, no, meglio che faccia una capatina in ufficio non si sa mai mi capiti come il 4 ottobre, mercoled (Controlla sul calendario)
Esattamente. Ero nellufficio del nostro direttore.
Cero andato apposta un po prima per temperare tutte le sue penne. Il nostro capo devessere un uomo, molto intelligente Legge libri di scienze, con me non parla mai, massimo! Che tempo fa? Non posso stare al suo livello Umido, vostra eccellenza.
(Entra nella camera da letto uscendo di scena)
(Urla fuori scena)
E un uomo di stato!
(Rientra in scena con una cravatta diversa e comincia ad annodarsela)
Siccome non veniva mi sono messo a leggere il giornale. Che popolo cretino il francese! Ma che vogliono? Per la miseria, li prenderei in massa e li frusterei a sangue! Poi mi sono accorto che era mezzogiorno e mezzo e il direttore non era ancora uscito dalla sua camera da letto.
(Si mette il panciotto)
Ma poi, verso luna e mezzo, successa una cosa che non ci sono parole per descriverla: si aperta la porta e io sono schizzato in piedi buttando allaria le carte perch credevo fosse il direttore, invece era lei, proprio lei! SantIddio che apparizione!
Era vestita tutta bianca come un cigno: che eleganza, miseria ladra, che lusso! E che sguardi lanciava: un sole, perdio, un sole! Mi ha salutato e mi ha detto: <<E gi venuto mio padre?>> Ah! Miseria assassina, che voce! Un canarino, proprio un canarino! Signorina, avrei voluto dirle
(Cade in ginocchio. Musica in crescendo)
la prego di non ordinare la mia esecuzione, ma se proprio dovete, giustiziatemi con le vostre nobili manine.
(Rimane estatico in ginocchio, implorante cessa la musica, si scuote e si rialza)
Maledizione, la lingua non so perch sera bloccata. Sono riuscito a dire solamente: << Signorn, signorina>>.
Lei ha guardato me, gli scaffali, poi ha lasciato cadere il fazzoletto. Io mi sono lanciato, sono scivolato su quel maledetto parquet e per poco non mi sono spaccato il mento. Ma mi sono rialzato e ho raccolto il fazzoletto.
SantIddio, che fazzoletto! Batista finissima: ambra, ambra purissima. E anche quello emanava qualcosa di gentilizio. Lei mi ha ringraziato, e ha avuto come unombra di sorriso, unombra proprio, infatti le labbra di zucchero, non si sono quasi mosse, e poi se n andata. (Indossa la giacca)
Dopo unora venuto un lacch e mi ha detto: Andate a casa, Aksntij Ivnovič, il Direttore gi uscito.
(Prende il vecchio cappotto, se lo mette)
Non sopporto i domestici: sono dei fannulloni, razza di cialtroni che non si scomodano. Una volta uno mi voleva offrire del tabacco senza neanche alzarsi dalla sedia! Ma lo sai brutto idiota dun servo, che io sono un funzionario, la mia origine nobile?
Comunque il cappotto e il cappello me li sono dovuti mettere da solo (Si mette il cappello) perch quelle carogne mica taiutano, e me ne sono andato. A casa ho copiato dei bellissimi versi Devono essere qui
(Va al tavolo, prende delle carte, un libro)
Non vidi la mia amata per unora
mi parve non vederla per un anno
cos che la mia vita lodio ancora
e mi chiedo se a viverla mi danno.
Devessere roba di Puskin o gi di l. Dopo cena sono andato sotto il portone di sua eccellenza per vedere se per caso usciva lei, per guardarla ancora una volta. Ma lei, non uscita. Infatti, alle volte mi dico che non vale proprio la pena, di uscire
(Si toglie il cappotto. Lo appende. Comincia a rispogliarsi)
(Musica struggente)
(Guarda il calendario in silenzio, mezzo spogliato. Si guarda intorno come smarrito. Fissa la luce, nel frattempo aumentata, che filtra da una finestra immaginaria.)
(Cessa la musica)
Il sei novembre ho fatto arrabbiare il caposezione. Quando sono arrivato al Ministero mi ha fatto chiamare e s messo a sbraitare: <<Allora, dimmi se non ti dispiace, cosa stai facendo?>>
<<Come cosa? Io non faccio niente.>> ho risposto.
<<Rifletti bene. Sei gi oltre la quarantina, dovresti mettere giudizio. Che credi, che io non sappia delle tue bravate? Corri dietro alla figlia del Direttore! Hai mai pensato a chi sei? Pensaci: chi sei? Sei uno zero, e basta! Non hai neanche un soldo, guardati allo specchio, come puoi pretendere una cosa simile?>>
(Rimasto in mutandoni e maglia)
Ma senti chi parla, proprio lui che ha una testa ad alambicco con sopra un ciuffetto a cresta di gallo. S, perch se li pettina allins e li unge con la brillantina, ragion per cui si crede in diritto di sentirsi onnipotente.
(Cerca la vestaglia e non sa dove lha messa. Si aggira per la stanza cercandola)
So perfettamente perch ce lha con me, e lo posso capire. Minvidia! Deve aver notato certi segni di benevolenza del Direttore verso di me.
Ma io ci sputo sopra! Bel prestigio consigliere di corte!
Una catena doro allorologio e scarpe da trenta rubli, per sembrare che? Ma mi faccia il piacere! Io sono per caso un plebeo? O mio padre era un sarto, o che so io, un sottufficiale? Io sono dorigine nobile. E allora perch non potrei far carriera? Chi me lo proibisce?
(Musica trionfale in crescendo)
Ho solo quarantadue anni, let buona per gli scatti di carriera. Aspetta e vedrai, amico mio! Diventer anchio un colonnello e non voglio azzardare, ma se Dio lo vorr, anche qualcosa di pi. Mi far anchio una posizione di prestigio, anche migliore della tua
(Ha ritrovato la vestaglia dentro il baule. Si avvolge dentro con gran prosopopea)
Cosa credi, che oltre te di persone per bene non ce ne siano altre? Dammi un frac ultimo grido, fasciami il collo con un cravattone come il tuo e vedrai che figura meschina ci farai tu a petto a me!
(Cessa la musica)
Sono povero, questa la mia disgrazia.
(Ha brividi di freddo. V alla stufa. La apre. Butta dentro dei pezzi di legno. Tende le mani per scaldarle. Si siede vicino. comincia a ridere, sempre pi forte, sempre pi di cuore)
M venuta in mente una cosa che ho visto a teatro il giorno, il giorno
(Si alza, guarda il calendario)
8 novembre, s, lho segnato. (Si risiede alla stufa)Una farsa con Filata, lo scemo russo. Mi son fatto certe risate. (Ride)
Non so come la censura zarista abbia lasciato correre certe battute Incredibile (Ride)Prendere in giro certi burocrati (Ride) A me piace il teatro. Se fossi ricco ci andrei pi spesso. Appena ho qualche soldo in pi non resisto e ci vado. Ma tra i colleghi ci sono delle bestie nate e cresciute. Non andrebbero a teatro neanche se li prendessero a bastonate. Forse gratis. Ignoranti, maiali. Unattrice cantava benissimo mha ricordato lei ah, cattiva! No, niente, niente silenzio. Fa freddo, mi conviene uscire. Chiss che non riesco a vederla non bisogna disperare, mai
(Si alza. Si toglie la vestaglia e comincia a rivestirsi lentamente. Musica dolce e straziante. Infila i calzoni sui mutandoni. Si sente come un singhiozzo soffocato. Rimane in pantaloni e maglia. Poi si batte un gran colpo sulla fronte col palmo della mano.)
Che imbecille! Ho dimenticato di farmi la barba. Stavo uscendo in disordine, perdio!
(Si spalma il sapone col pennello. Poi prende un rasoio a lama e comincia a radersi)
Quel direttore per che mente! Pagherei per sapere cosa pensa di preferenza che gli girer in quella testa? Vorrei sapere cosa fanno, come vivono, cosa cercano, quali sono i movimenti segreti, i mormorii di corridoio, i trucchi di corte, le trappole dei signori. Queste sono le cose che vorrei proprio sapere Certe volte mi verrebbe di chiedergli qualcosa alleccellenza. Ma la lingua in questi casi mi si blocca e addio Ecco fatto
(Si asciuga il viso rasato. Si va a mettere la camicia)
Avrei voluto anche dare unocchiata al salotto di sua eccellenza, una volta lho intravisto dalla porta semiaperta e anche la stanza dopo il salotto
(Fa per chiudersi il colletto e gli cade il bottone)
(Si mette a cercarlo a quattro gambe per terra, poi si distrae e rimane cos trasognato a rievocare)
(La musica sale misteriosa e soave)
Che arredamento, per! Che specchiere, che porcellane. Avrei una voglia pazza di dare unocchiata in quella parte dellappartamento dove vive lei ecco nel suo boudoir
(Avanza come un cane)
dove ci sono le sue boccette, i flaconi, i bottiglini, fiori che solo a sentire il profumo c di aver paura vedere i suoi vestiti sparsi qua e l, che sembrano daria pi che di stoffa E la camera da letto potessi vederla per un attimo l credo avvengano prodigi l penso che ci sia un paradiso come non lha neanche il cielo Oh! Poter guardare lo sgabello sul quale posa il suo piedino dopo che s alzata dal letto e vedere come infila nella calza bianca di neve quel piedino
(Si rialza. Cessa la musica)
Ah! No niente, niente Silenzio!
(Si guarda intorno con la camicia aperta sui pantaloni. Non continua a vestirsi. E come colpito da unidea)
(Guarda furtivo verso le carte che sono sul tavolino. Distoglie lo sguardo. Poi si decide e va deciso)
Confesso che l11 novembre m venuto in mente di intercettare le lettere che si scambiavano quelle due ributtanti cagnette. Le avevo messe qui da unora che vorrei leggerle e non oso Oggi non sono andato in ufficio per questo lo so ho rimandato, ma ora basta.
(Cerca febbrilmente nel baule)
Prima di arrivare a questo ho finanche chiamato Meggy e le ho detto:
<<Senti, Meggy, ora che siamo soli raccontami tutto quello che sai della signora, tua padrona. Che cosa fa, cosa pensa, tutto insomma Ti giuro che non lo dir a nessuno>>.
Ma quella cagna furbastra s messa la coda fra le gambe, diminuita di volume di almeno tre volte, ed uscita in silenzio assoluto dalla stanza, come se non avessi neanche parlato. Io me ne sono accorto da un pezzo che il cane intelligente, molto pi delluomo. Sono persino certo che pu parlare, ma so anche che in lui c una specie di ostinata resistenza che gli impedisce di farlo. E un gran politico, il cane. Osserva attentamente tutto, ogni passo delluomo. Sa tutto. Perci ho deciso di piombare da Fidle, al sesto piano di quel formicaio. Ho suonato, ha aperto la ragazza abbastanza carina, che avevo visto con la vecchia. E diventata rossa. Ho capito che quella aveva gi in testa il matrimonio, << Cosa desidera?>> mi ha detto <<Vorrei parlare con la sua cagnetta!>> So di averla delusa, ma la ragazza era cretina. Ho capito subito che era cretina da come mi ha guardato. Fidle m corsa incontro abbaiando. Io lho schivata. Ho visto dove era la sua cuccia. Mi sono fiondato sopra. Ho frugato fra la paglia. Ho tirato fuori un mazzettino di cartine da lettera. Quella schifosa mha visto e mha morso il polpaccio, qui ho ancora il segno. Sono corso alla porta. Mi ha rincorso. Lho salutata. Sono uscito. La ragazza era letteralmente allibita. Mi deve aver preso per matto, ma non mi importa niente. Avevo le lettere!
(Tira fuori delle finte lettere dalle carte del baule. Le alza trionfante)
Eccole qui!
(Legge): <<Cara Fidle, amica mia, non posso ancora abituarmi al tuo nome piccolo borghese. Non potevano dartene uno migliore? Ma lasciamo perdere. E cos bello che abbiamo avuto lidea di scriverci>>
Alla salute! Non c un errore neanche il caposezione scrive cos e parla di universit
(Legge): <<Credo proprio che poter condividere sentimenti e opinioni con qualcuno sia uno dei pi grandi beni di questo mondo>>
Questa la deve aver copiata Non farina del suo sacco
(Legge): <<La mia vita veramente un piacere viverla. La mia signorina, che il pap chiama Sophie, mi vuole molto, molto bene>>
Eccola Ohiohi! Niente, niente. Silenzio!
(Legge): <<Anche il pap mi carezza spesso e volentieri. Bevo il t e il caff con panna. Ah, ma chre, non mi piacciono affatto quei grossi ossacci spolpati che Polkan rode in cucina per delle ore. Le ossa van bene se sono di selvaggina e per di pi quando non hanno gi succhiato il midollo. Mi piacciono le salse diverse mescolate insieme, per senza capperi, ma odio quella abitudine schifosa di certi signori di fare con le manacce sporche pallottole di mollica di pane, che poi ti schiaffano in bocca. Sputarle non sembra carino, cos ti tocca ingoiarle, schifata>>
Ma che razza di stupidaggini dice? Possibile che non abbia di meglio da raccontare? Vediamo questaltra lettera
(Legge): <<Oggi la mia signorina Sophie>>
O Dio, parla di lei vediamo cosa dice
(Legge): << era tutta in agitazione. Doveva andare a un ballo e io ero contenta perch cos potevo scriverti. La mia Sophie era tutta contenta di andarci, ma quando si veste diventa irascibile e si arrabbia. Che gusto ci prova a ballare non lo so. Torna la mattina alle sei, pallide e smunta. Secondo me non le danno da mangiare. Io non ce la farei a fare quella vita. Se non mi danno alette di storno o arrosto di pollo finisci male davvero. Mi piace la salsa con la polenta. Non sopporto le carote, le rape e i carciofi. Non diventeranno mai buoni>>
Stile diseguale. Si vede subito che non scrittura umana. Comincia in modo sensato e finisce da cani. Vediamo questaltra, senza data.
(Musica dolce)
(Legge): << Ah! Cara amica, si avvicina primavera e il mio cuore batte come se aspettasse sempre qualcosa. Nelle orecchie ho un eterno ronzio. Infatti, mi capita qualche volta di rimanere per un po ferma in ascolto davanti a una porta con una zampetta a mezzaria. Ti confesso un segreto: ho molti corteggiatori. Mi metto seduta alla finestra e me li guardo tutti. Sapessi che mostri ci sono.
Ce n uno goffissimo, un tipo da guardare, stupido da far paura, con una faccia imponente per quanto ottusa, avanza per la strada con unaria di gran prestigio, perch si crede un personaggio di gran conto. E convinto che tutti lo ammirino. Per me come se non esistesse. Poi c un molosso gigantesco che se si alzasse sulle zampe posteriori, cosa che quel rimbambito neanche sa fare, sarebbe pi alto del pap della mia Sophie di una buona testa>>
Ma che me ne importa dei tuoi cascamorti, mi vuoi dire qualcosa di Sophie?
(Legge): << Questo imbecillone deve essere anche uno sfacciato. Gli ho ringhiato a dovere, ma quello non ha fatto una piega. E s che sulla fronte ha abbastanza pelle per far pieghe a dozzine, se laggrotta. E invece niente! Ha tirato fuori la lingua di traverso ha spenzolato le sue orecchie spropositate a destra e a manca, e se n stato l a guardare la mia finestra come un ebete. Un rozzo che non ti dico. Ma forse, tu, ma chre, penserai che il mio cuore insensibileAh! No Se tu avessi visto colui che ha saltato il muretto della casa vicina e che si chiama Trsor, non lo diresti. Ah, ma chre, un vero tesoro, un musetto che un amore!>>
(Cessa musica)
Ma che schifo! Al diavolo! Ma come si possono scrivere delle stupidate simili! Aiuto! Datemi un essere umano! Voglio sentire un essere umano! Devo nutrire la mia anima, non ingozzarla di bestialit Vediamo pi avanti
(Legge): <<Sophie cuciva seduta. A un tratto entrato un cameriere e ha detto: Teplv, Fallo entrare!, ha gridato Sophie e si chinata per prendermi e stringermi nelle braccia: <<Ah, Meggy mia! Se tu sapessi chi questuomo! E un maestro di camera, bruno di capelli, e con degli occhi, degli occhi Che occhi! Neri e brillanti come il fuoco>>
E entrato un tipo con basettoni. Gli ho ringhiato, ma poi mi sono seduta al mio angolo. Quelli si son messi a parlare fitto fitto. Ho piegato la testa e alzato lorecchio per sentire.
Ma non ne valeva la pena. Certe cretinate si dicevano!
Ma come si fa a paragonare quel tizio con il mio Trsor? C una differenza abissale! Quello ha una faccia larga e piatta con scopettoni al posto delle orecchie. Trsor invece ha il musino affilato e una macchia bianca sulla fronte che gli dona da pazzi. E il fisico? Non scherziamo! Tutta unaltra cosa. Non so proprio cosa abbia trovato in quel maestro da camera. Eppure ne entusiasta>>
Sono perfettamente daccordo. Com possibile cadere in una trappola cos volgare E sensata questa Meggy Vediamo avanti
(Legge): <<Se le piace quel tipo l, allora non passer molto tempo che le piacer anche quellimpiegato che bivacca nellufficio di pap. Ah, ma chre, se tu sapessi che razza di mostro ! Una specie di tartarugone nel guscio>>
E chi sarebbe questo impiegato?
(Legge): << Ha un nome assurdo. Tempera sempre penne. In testa ha dei ciuffacci di fieno, e sotto il naso una manciata di paglia. Il pap di Sophie lo manda sempre a far commissioni al posto dei lacch>>
Mi sbaglio o questa cagnetta schifosa ce lha con me. Ciuffacci di fienomanciata di pagliaio?
(Legge): << La mia Sophie quando lo vede non riesce a trattenersi dal ridere>>
Tutte balle, maledetta cagna! Linguaccia schifosa! Lo so che tutta invidia! E il caposezione che monta tutti contro di me. Mi ha giurato odio eterno e suo unico scopo della vita rovinarmi. Vediamo unaltra lettera. Forse lequivoco si chiarir nella lettera che segue
(Legge): << Ma chre Fidle, scusa il lungo silenzio. Lamore una seconda vita. Qui sono in vista grandi cambiamenti. Il maestro da camera sposer Sophie che lo ama follemente. Pap contento perch dice che vuole assolutamente vedere sua figlia sposata con generale, o con un maestro di camera, o con un colonnello dellesercito come minimo>>
Basta! Al diavolo! Non posso pi andare avanti. Sempre generali o maestri di camera Tutte le cose migliori che ci sono al mondo vanno ai generali e ai maestri di camera. Trovi uno straccio di tesoro, credi di poterlo legittimamente prendere e invece niente Un maestro di camera o un generale te lo strappa di mano. Maledizione! Anchio vorrei farmi generale, non per sposare Sophie o roba del genere, ma per vedermeli scodinzolare davanti in adulazione e reverenza per poi sputare in faccia a tutti e due. Ma che vadano al diavolo! Mi fanno una rabbia!
(Butta le lettere nella stufa. La richiude con violenza. Comincia a rivestirsi furiosamente)
Non possibile! Questo matrimonio non sha da fare! Cosa significa che lui maestro di camera! E un onorificenza e basta, non una cosa che si vede, che si tocca con mano. Non che essere maestro di camera comporta un occhio in pi in mezzo alla fronte Che uno dice: quello importante ha tre occhi la madonna! Non ha il naso doro, grazie alla carica! No, ce lha come il mio, come quello di tutti e lo usa per annusare non per mangiare, ci starnuta non ci tossisce. Ma come nascono queste ingiustizie? E una vita che me lo chiedo.
Perch sono un Consigliere Titolare? Per quale ragione? Ma forse non so neppure io chi sono
(Sinfuria in crescendo continuando a vestirsi)
Non la prima volta che la storia d esempi esemplari di un piccolo borghese come tanti, che un bel giorno salta fuori che un gran signore, o in certi casi addirittura di sangue reale! Ma se pu capitare una sorpresa cos da un contadino, cosa ci si pu aspettare da uno che gi nobile come me? Facciamo conto che io, cos come sono, mi vesto da generale, con spalline e tutto Cosa succede? Succede che la mia cara signorina mi dovr rispettare e suo padre il nostro direttore pure! Perch un ambizioso! Un bestione ambizioso! Secondo me pure massone, perch saluta dando due dita sole, lho visto io! Perch invece sono Consigliere Titolare, il grado pi basso della burocrazia? Perch proprio Consigliere Titolare? Consigliere Titolare? Me lo volete dire?
(Si lascia cadere esausto per terra abbracciato al pacco di vecchi giornali, mentre una MUSICA travolgente esplode improvvisa. Si mette a leggere la parte che gli capita sotto locchio. La MUSICA continua per qualche secondo poi cessa. Lui si rialza con vecchio giornale in mano, molto colpito da qualche notizia appena letta)
Ma guarda un po qui dice che il trono di Spagna vacante e che i dignitari non sanno chi scegliere come erede. Pare stiano scoppiando disordini E molto strano Non esiste che un trono si renda vacante Qui dice che una certa doa deve salire al trono
ma una donna come pu salire a un trono? Non pu Sul trono ci deve stare un re, scherziamo S, ma qui dice che non c un re. E come pu essere che non ci sia il re. Un regno non pu stare senza re E chiaro. Il re ci sar sicuramente, magari si trova lontano, nascosto Oppure l, ma per ragioni occulte non si presenta Devo andare al Ministero
(V alla stufa pensieroso. Si versa il caff. Gli scivola la cuccuma dalle mani che cade rumorosamente. Sobbalza spaventato)
Sono troppo distratto oggi non mi conviene andare al Ministero La questione dinastica della Spagna mi preoccupa La cosa mi ha sconvolto Una regina? LInghilterra non lascer correre sicuramente Limperatore Austriaco non ci star nemmeno lui Non parliamo dello Zar.
(Beve il caff con gli occhi perduti nel vuoto. Cresce una MUSICA solenne e grottesca. Posa la tazza. Indossa la gran vestaglia. Si drizza imponente e avanza al proscenio con aria compresa e solenne nel crescendo musicale)
Oggi, 43 aprile dellanno 2000 una gran giornata, trionfale! La Spagna ha il suo re. E stato finalmente reperito. Questo re sono io.
(Musica altissima. Poi silenzio)
(Come colpito da unidea va verso il tavolo, lo sgombera, sempre continuando a parlare, leva la pesante tovaglia che lo copre e la distende. E enorme e per aprirla costretto a distenderla anche sugli oggetti che ci sono in scena.
Al centro tocca e copre il pavimento. Lui ne tiene un lembo e studia e misura con un metro da sarto e sembra seguire con tranquilla sicurezza un suo progetto)
Lho saputo da poco. Devo ammettere che ho avuto unimprovvisa illuminazione. Non capisco come ho fatto fino ad oggi a credermi un Consigliere Titolare. Come m potuta venire in testa unidea cos peregrina. Meno male che non mhanno schiaffato in manicomio Adesso mi tutto chiaro. Vedo tutto perfettamente Prima ero nella nebbia pi fitta Questo succede perch gli uomini credono che il cervello umano abbia sede nella testa Niente di meno vero lo porta il vento dalla parte del Mar Caspio. Ora dovr annunciare a Mavra chi sono. Si spaventer ma io la tratter con generosit, la manterr al mio servizio. Almeno per ora. Non la rimproverer per le scarpe pulite male. La bassa plebe non pu capire.
(Passa carponi al centro della coperta, per non calpestarla.)
(Si sente bussare alla porta sulla strada)
Chi pu essere? Mavra ha la chiave
(Si leva la vestaglia, indossa la giacca e il cappotto)
Per ora devo mantenere lincognito. Aprir solo se sono i deputati spagnoli. Mi meraviglio che non siano ancora arrivati.
(Continuano a bussare. Esce di scena)
FUORI CAMPO: Chi siete? Qualificatevi!
(La musica sale coprendo la voce)
(Sulla musica la sua voce fuori campo)
FUORI CAMPO: Attenzione. Hanno mandato il messo del Ministero per vedere perch non mi faccio vivo da tre settimane. Ho deciso di andarci per scherzo. Qualunque cosa mi succeda che si sappia che ho scritto un diario che d conto della mia vita dal mese di ottobre fino ad oggi 86 marzobre, fra il giorno e la notte. Ho dato conto del giorno senza data e di quello di cui non so n data n mese e solo il diavolo sa cosera.
(Rientra in scena. Si toglie il cappotto, la giacca, la cravatta. Si mette a lavorare alla coperta con forbici, ago, filo, ridendo soddisfatto)
Sono stato in ufficio. (RIDE) Il capo sezione era gi pronto a sentire le mie scuse, ma io lho guardato con indifferenza, senza indignazione, ma neanche troppo condiscendente. Mi sono seduto al mio posto come se niente fosse.
(Trattiene a stento la risata)
Guardavo tutti quei cialtroni burocratici e pensavo: se sapeste chi avete davanti SantIddio! Che catafascio succederebbe! Persino il capo sezione si inchinerebbe fino al pavimento, come fa di solito col Direttore. Mi hanno messo davanti delle carte da passare. E arrivato il Direttore. Subbuglio generale. Io impassibile. Frac sbottonato. Perch avrei dovuto abbottonarlo come gli altri? Per chi? Un Direttore? E chi ? E un tappo, non un direttore. Un comune tappo. Un semplice, normale, usuale tappo, e niente di pi. Di quelli che servono ottimamente a patto che li usi per tappare le bottiglie.
(Cuce ai lati la coperta, seduto per terra, con grande applicazione)
Volevano controfirmassi delle carte. Si aspettavano che ci scrivessi: impiegato tal dei tali e poi la mia firma. E io invece, nello spazio principale, sotto, dove firma il direttore ho vergato: << Ferdinando VIII. Re di Spagna>>. Bisognava vedere che silenzio reverente s fatto intorno. Ma io ho alzato la mano in un cenno di assoluzione e ho detto: <<Comodi, comodi, non vogliamo tributi o gesti di sottomissione.>> E me ne sono andato verso lappartamento del Direttore. Non cera. Il cameriere voleva fermarmi. Lho freddato con una frase. Poi sono andato diritto nelle stanze della figlia Sophie. Era seduta davanti alla specchiera della toilette. E saltata in piedi. Ha indietreggiato. Non le ho detto che ero il Re di Spagna. Le ho solo comunicato che laspettava una felicit inimmaginabile e che nonostante gli intrighi di palazzo e le congiure internazionali, le nostre persone si sarebbero per sempre unite. E non ho aggiunto altro.
(Interrompe il lavoro. Musica struggente)
Oh, di quanta perfidia pu essere una donna! Solo adesso ho capito che cos una donna. Nessuno sapeva finora di chi fosse innamorata: io per primo lho capito. La donna innamorata del diavolo. S, questa la realt, non sto scherzando. Gli scienziati scrivono che la donna cos o col sciocchezze! Lei ama solo il diavolo. Ecco, guardate, da un palco di primordine punta locchialino. Pensate che guardi quel tipo corpulento con decorazione? No, sta fissando il diavolo che in piedi alle spalle di quello. Poi salta a nascondersi dentro la decorazione. Si affaccia, gli fa cenno col dito! E lei lo sposer. Lo sposer.
(Riprende a cucire il tappeto)
E tutti quei padri altolocati, tutti quelli che strisciano da tutte le parti e si infilano a corte, e si spacciano per patrioti o per questo e per questaltro: rendite, profitti, vogliono questi patrioti! Per denaro si venderebbero la madre, il padre, il Padreterno! Ambiziosi, mercanti di Cristo! E lambizione che genera tutto, e lambizione nasce perch sotto la lingua c una vescica con dentro un verme grande come una capoccia di spillo, e tutto questo lo esegue un barbiere che ha bottega sulla Gorochvaja, non mi ricordo il nome. Ma la spinta principale di tutto questo il sultano turco che paga il barbiere e vuole diffondere nel mondo intero lislamismo. Pare che in Francia gran parte della popolazione si sia convertita al Maometto.
(Ha finito di tagliare e cucire quello che appare adesso un mantello regale ricavato dalla coperta. Passa sotto a quattro gambe, sbuca dalla parte del proscenio, al centro e si alza in piedi legando al collo il mantello)
(MUSICA solenne e sinistra)
Oggi 30 settembre sono a Madrid in Spagna successo tutto cos in fretta che non ho potuto quasi rifiatare. Stamattina si sono presentati da me i deputati spagnoli e sono stato con loro in carrozza. Andavamo a una velocit insolita per una carrozza. Andavamo cos veloci che in mezzora siamo arrivati alla frontiera spagnola. Daltra parte lEuropa adesso piena di ferrovie e i treni vanno velocissimi.
Curioso paese la Spagna: quando siamo entrati nella prima stanza ho visto un mucchio di persone con la testa rapata. Dovevano essere domenicani o cappuccini. Quelli si rapano. Il cancelliere si comportato in modo strano.
Mi ha spinto in una stanza strettissima e mha detto: <<Se continui a spacciarti per Ferdinando, te ne pentirai!>>. Evidente che voleva provarmi, cos gli ho detto no. E quello mha dato due bastonate. Stavo per gridare, ma mi sono trattenuto perch mi sono ricordato che forse era luso cavalleresco dellinvestitura. In Spagna c ancora luso cavalleresco. Signori! Occupiamoci degli affari di stato. Ho scoperto che la Cina e la Spagna sono la stessa cosa identica e solo per ignoranza le credono due stati diversi. Consiglio vivamente a tutti di provare a scrivere su un pezzo di carta Spagna: risulter Cina.
(Si sgancia dal mantello e misura la scena a grandi passi. Poi si ferma. MUSICA)
Sono vivamente preoccupato e amareggiato per un avvenimento che accadr domani Domani alle sette avverr uno strano fenomeno: la terra si poser sulla luna. Ne ha scritto anche il celebre chimico inglese Wellington. (D una pacca amichevole a una sedia) Come va, caro Wellington? Confesso che ho sentito ma stretta al cuore considerando la rara morbidezza e fragilit della luna. Infatti la luna viene fatta ad Amburgo, e viene fatta malissimo. Mi fa specie che lInghilterra non se ne interessi. La fa un bottaio sciancato ed chiaro che quel deficiente non ha nessuna pratica di luna. Usa catrame e olio: per questo la terra puzza in modo cos spaventoso, da tapparsi il naso. Di contro perci che la luna un globo cos tenero che la gente non pu viverci, e adesso lass ci vivono solamente i nasi. Per questo non nessuno pu vedersi il naso: sono tutti sulla luna. E quando ho pensato che la terra una materia pesante e posandosi pu schiacciare i nostri nasi, mi ha preso unagitazione tale che mi sono messo calze e scarpe e sono andato di corsa alla sala del consiglio di Stato per dare ordine alla polizia di non autorizzare la terra a posarsi sulla luna. Qualcuno dei cappuccini ha detto: << Signori, salviamo la luna perch la terra vuole posarsi su di lei!>> e tutti si sono precipitati ad eseguire la mia volont sovrana e molti si sono arrampicati sul muro per afferrare la luna. Poi entrato il Gran Cancelliere. Sono fuggiti tutti. Io sono rimasto, essendo il re, e lui mi ha colpito col bastone e mi ha cacciato nella mia stanza. Tanta influenza ha ancora in Spagna lusanza popolare.
(Si rimette in piedi col mantello)
Non capisco che razza di nazione sia la Spagna le usanze letichetta di corte roba assurda, incomprensibile. Non capisco non capisco proprio non capisco
Per di pi non mi ricordo pi e mi sforzo di ricordare cosa stato di me quando mhanno versato acqua gelata sulla testa, preventivamente resa calva, contro la mia volont. Un inferno indicibile, mai successo in vita mia. Volevo ribellarmi, gridare, ma non potevo. Non capisco un usanza cos balorda, stupida! E perch i re sono cos dementi da non abolirla.
Comincio a pensare dessere caduto nelle grinfie dellInquisizione e il Cancelliere il Grande Inquisitore. Ma un re come pu essere giudicato dallInquisizione? Che sia la Francia a guidare la faccenda? Polignac, quella carogna di Polignac mi perseguita. Ha giurato di rovinarmi a morte Lo so che sei tu, amico caro, conosco il tuo stile, e so che linglese che ti guida. Gran politico linglese, mette il naso dappertutto. E ormai noto a tutti che quando lInghilterra fiuta il tabacco la Francia starnuta! Oh Dio, riecco lInquisitore!
(Bussano)
(Scompare sotto il mantello. Salta e si agita urlando)
Ti conosco, so quello che mi vuoi fare! No! Lacqua in testa no! Fermati! Ahi! Il bastone no! Fa male! Fa un male terribile! Non sono Aksntij Ivanovič! Consigliere titolare! E inutile che mi chiami con questo nome! No! No! Neanche Ferdinando VIII, lo so che se te lo dico mi bastoni! Ahi! Ahi! Basta! Basta!
(Sbuca fuori da sotto il mantello)
No, non ce la faccio pi. Dio mio! Che cosa stanno facendo di me! Non mi ascoltano, non mi vedono, non mi considerano Che gli ho fatto? Perch mi torturano? Che vogliono da uno come me, un poveraccio? Che posso dargli? Non ho niente, sono troppo debole, non ce la faccio a sopportare le loro torture, la testa la testa Gira Aiuto! Portatemi via! Voglio una trojka tirata da cavalli pi veloci del vento! Alle briglie, cocchiere! Fai suonare i campanelli, impennatevi cavalli e strappatemi via da questo mondo!
(Esce completamente di sotto il mantello e si mette sopra come su un tappeto volante)
(MUSICA)
Lontano, voglio andare lontano, dove non si vede pi nulla, nulla. Ecco il cielo che rotea davanti a me brilla una piccola stella in lontananza sotto di me scorrono le cime nere degli alberi fitti della foresta con la luna la nebbia celestina si distende sotto di me vibra una corda nella nebbia, da un lato c il mare, dallaltro lItalia: ecco, anche le isbe della Russia si vedono E quella che laggi azzurrante appare non forse la mia casa? E quella donna che st tutta accomodina dietro la finestra devessere mia madre Mamma, salvalo tu il tuo bambino! Non piangeresti una tua piccola lacrima sulla sua testolina di malatino? Guarda come lo torturano! Stringi al cuore il tuo povero orfano! Lo vedi, nel mondo non c posto per lui! E un perseguitato! Mammina! Almeno tu abbi piet del tuo bambino che tanto ammalato! Ma avete saputo che il re di Francia ha un porro a bernoccolo sotto il naso?
(BUIO)
Fine
da Gogol
Roberto Lerici
3 OTTOBRE 1983
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