Mia moglie

MIA MOGLIE

Commedia in tre atti

Di GEORGES DELAQUIS

Traduzione e riduzione di Lucio Ridenti

PERSONAGGI

MOUNIQUE BERTRAND

CLOTILDE COLIN

GUISELE APOLLONIA

GERTRUDE

FERDINANDO BERTRAND

IL BARONE MOUTIER

MONTRICHARD

ATTO PRIMO

LA SCENA:

Piccolo ambiente in casa Bertrand, di molto buon gusto ed elegante. Tre grandi porte.

A sinistra un tavolino da liquori; a destra una bibliotechina da salotto.

SCENA PRIMA

Mouniche indi Geltrude

Mouniche, con una cuffietta ed un piumino ha laria di voler far pulizia. E' la padrona di casa, piccina, graziosa, elegante, ma ha la pretesa di saper fare anche la massaia. Si ferma davanti alla biblioteca, prende un libro; poi si rannicchia in una poltrona cos comoda che la sua minuscola persona vi scompare interamente per chi entra dalla porta.

Gertrude - ( una bella ragazza, anche fine, con laria di cocottina. Entrando e credendosi sola, si toglie il cappellino e lo scaraventa lontano. Ha il viso stanco di chi ha passato la notte in bagordi) E inutile: per riposare non c' che il proprio letto...

Mouniche - ... ma siccome impossibile mandarvici...

Gertrude - (alzandosi di scatto e ritrovando quella compostezza di modi necessaria ad una cameriera in presenza della padrona) La signora vorr scusarmi... non avevo vista la signora...

Mouniche - Non potevate vedermi, (vedendola sconvolta) Sarete stanca! Come sta vostro padre?

Gertrude - Meglio, grazie; ma ha sofferto tutta la notte e non stato possibile farlo addormentare...

Mouniche - E voi, naturalmente...

Gertrude - (ipocrita) Ho dovuto vegliare con lui... per fargli compagnia.

SCENA SECONDA

Detti - Ferdinando

(Entra Ferdinando: giovane, forte, elegante. Indossa la veste da camera ed ha di sotto il pigiama. Scorgendo sua moglie, ancora rannicchiata nella poltrona ma col piumino della polvere accanto, squadra la cameriera, scuotendo il capo: fra i due passa un'occhiata di incosciente complicit).

Ferdinando - Mouniche, Moutier ne ha fatta un'altra delle sue: ha picchiato uno chauffeur...

Mouniche - Come lo sai?

Ferdinando - Me lo ha telefonato... ed ha aggiunto che avremo una sorpresa a colazione.

Mouniche - Allora non saremo pi soli... (a Gertrude) Mia cara, mi ripromettevo di farvi riposare un poco... ma i nostri amici congiurano contro di voi...

Ferdinando - (accennando Gertrude, con intenzione) Perch ? Si sente male?

Mouniche - No, ma ha passata la notte insonne, al capezzale di suo padre ammalato rientra ora... bisognerebbe farla riposare...

Ferdinando - (seccato) Riposer domani; oggi ha una colazione da preparare...

Gertrude - Se il signore vuol dirmi il numero degli invitati...

Ferdinando - (riepilogando, mentalmente)... il barone... Montrichard...

Mouniche - Povera Gertrude...

Ferdinando - Non commuoverti, cara... (con intenzione) Gertrude una ragazza forte... resistente... Tu lascia questo piumino togli la cuffietta e va a vestirti Perch dovrai ricevere i nostri invitati...

Mouniche - (saltando sulla poltrona) caro... ecco(gli d il piumino) ecco (gli d la cuffietta; poi, vedendolo con le mani ingombre gli salta al collo e lo bacia sulla bocca. Ecco.

(via).

Ferdinando - (rimasto senza respiro per il bacio di sua moglie, impacciatissimo, con piumino e la cuffietta, vedendo la cameriera che lo guarda con aria stupida, grida senza convinzione) Prendete questa roba! parola d'onore, sembrate voi la padrona.

Gertrude - (eseguisce un po' mortificata).

Ferdinando - (arrabbiandosi a freddo) Da do ve venite, oggi? (camminando a gran passi con aria grave e buffa da giudice istruttore si trova fra i piedi il cappellino che la cameriera aveva scaraventato in aria, entrando. Lo raccoglie, capisce che appartiene a Gertrude e continua ad interrogare gridando al cappellino) Con quale dei miei intimi amici avete passata la notte?

Gertrude - (candida) Col barone, signore.

Ferdinando - Siete di una incoscienza grandiosa! La vostra condotta inqualificabile! Se la signora venisse a sapere! Avete riflettuto a questo?

Gertrude - Oh, signore...

Ferdinando - (continuando la sua sfuriata al cappellino) Cattiva ragazza! Immischiare vostro padre, quell'ottimo genitore in certe faccende...

Gertrude - Non ne ho!

Ferdinando - (stupito) Non avete delle brutte faccende?

Gertrude - S, signore; ma non ho padre...

Ferdinando - Insomma non siete capace di frenarvi, di resistere? (sconcertato) Quale bi sogno vi spinge nelle braccia dell'uno o dell'altro?

Gertrude - Nessuno.

Ferdinando - E allora?

Gertrude - Tutti questi signori sono cos buoni, cos gentili! E' un onore per una ragazza come me. Cos, quando uno dei signori mi prende per la vita e mi dice: piccola, vuoi baciarmi? Io rispondo: e S, signore, volentieri! .

Ferdinando - Questa ragazza ha un grande cinismo o una grande ingenuit! Insomma fate ci che volete, ma che la signora non si accorga mai dei vostri pasticci. Sarei obbligato a licenziarvi... Sarebbe una noia: non troverei da rimpiazzarvi... (trillo di campanello) Suonano. Ecco in quale situazione mi cacciate! Siete forse in tenuta di andare ad aprire? No! Dunque, filate... Aprir io! E' deplorevole!

(Esce dal fondo mentre Gertrude scappa da un'altra porta. Dopo un momento Ferdinando rientra cedendo il passo a Clotilde. E una bella donna di trent'anni).

SCENA TERZA

Ferdinando - Clotilde

Ferdinando - (seccato) Scusatemi, cara amica, ma siete davvero imprudente! venire in casa mia, a quest'ora... Mia moglie potrebbe sospettare e ne sarei desolato...

Clotilde - Come, a quest'ora? Non sono le otto del mattino per quanto il vostro abbigliamento lo lasci credere... e poi io vengo a trovare precisamente vostra moglie e non so proprio capire in che cosa consiste la mia imprudenza...

Ferdinando - Consiste, consiste... che la vostra intimit con mia moglie pu farle sospettare che siete la mia amante da due mesi... Ne sarebbe desolata... ed io non voglio turbare, la sua pace... la sua felicit Perch l'amo, molto, moltissimo...

Clotilde - (piccata) Ma... dite: siete sonnambulo...

Ferdinando - (spaventato) Sono sonnambulo?

Clotilde - (candida) Dite delle cose che io sento per la prima volta... e non ricordo davvero che da due mesi...

Ferdinando - Come?! Non ricordate i nostri affari sentimentali, complicati da febbre epistolare?

Clotilde - (ridendo) Caro amico, voi sbagliate persona...

Ferdinando - Allora sono allucinato... allucinato al punto di credere di avervi incontrata per due mesi in un piccolo appartamento verso Champ-de-Mars, tappezzato di velluto scuro e dove un musicista, mio amico, va a dare lezioni a delle signorine... Allucinato al punto di ricordare un piccolo neo che avete sotto il seno sinistro... fino a sapere che quando siete a letto, non precisamente per dormire, volete che vi si chiami Lycisca che era il nome di lussuria di Messalina...

Clotilde - (tranquilla) Voi siete completamente pazzo...

Ferdinando - (la guarda, capisce) Clotilde... grazie... voi siete l'unica donna che sa essere generosa anche vestita, (con intenzione) Non vi ho mai vista nell'appartamentino di Champ de-Mars, non avete nei sotto il seno sinistro, non vi ho mai chiamata Lycisca! Giuro di chiudere con questa allucinazione la mia carriera di dissoluto!

Clotilde - (amabile) Veramente?

Ferdinando - Lo giuro sull'amore di mia moglie!

Clotilde - (scattando) Miserabile! Impostore! Non giurate sull'amore di vostra moglie; non servitevene per mascherare le vostre avventure! Pronto, eh? Non vi sembra vero di finirla cos su due piedi? Ma mi dirai prima chi questa rumena che ti scrive tutti i giorni sa carta grigia...

Ferdinando - (sinceramente, pronto) Non lo so. Pu darei che siete voi. (ride)

Clotilde - Impostore! Non ridere cos della mia tenerezza, e non credere che io sia una piccola oca, con la quale si scherza fino a quando se ne ha voglia...

Ferdinando - Clotilde, precipitiamo a capofitto in un dramma di Dumas! Risolleviamoci come conviene alla vostra bellezza ed... alla mia veste da camera...

Clotilde - (ridendo) Molto bella... ma non per ricevere...

Ferdinando - Infatti, cos, non ricevo che mia moglie...

Clotilde - (amabilmente) Insolente!

Ferdinando - Un po' di porto?

Clotilde - Volentieri.

Ferdinando - (mescendo) Dove andate, stasera?

Clotilde. - Non so ancora. Probabilmente con un rumeno...

Ferdinando - Ancora?

Clotilde - Ditemi, almeno: carina?

Ferdinando - Non so.

Clotilde - Come? Non sapete se bella?

Ferdinando - Non l'ho ancora vista.

Clotilde - Ma vi scrivete.

Ferdinando - Molto. Troppo.

Clotilde - Siete preso veramente?

Ferdinando - Si sente sempre parlare dell'estasi platonica: deve essere quella che io provo.

Clotilde - E se fosse semplicemente un'avventuriera?

Ferdinando - No. Ne sono informato... (sentendo il passo di Mouniche) Cara signora, far tutto il possibile presso i miei colleghi del Consiglio Perch il vostro affare sia risolto...

SCENA QUARTA

Detti e Mouniche

Mouniche - (entrando, graziosissima ed elegantissima) Buon giorno, mia cara...

Clotilde - Buon giorno, cara amica... scusatemi se vi disturbo a quest'ora, ma vostro marito cos gentile di occuparsi di me per un affare che riguarda il suo consiglio... Ma ora vi lascio...

Mouriche - Ancora un minuto, vi prego...

Ferdinando - Perdonatemi, gi tardi... vorrei cambiarmi... (inchino a Clotilde; carezza lieve per sua moglie) Un momentino, cara, solo un momentino... (fermandosi a guardarla le dice con rammarico) Potevi indossare il tuo abito rosa! (esce da sinistra).

SCENA QUINTA

Clotilde e Mouniche

Mouniche - Chiss Perch a mio marito non piace questo abito... eppure non mi sta male del tutto, non vero?

Clotilde - Siete sempre adorabile, cara signora, e capisco come il signor Bertrand sia pazzo per voi!

Mouriche - Credete! Ferdinando mi ama, ma per fortuna non pazzo per me: se rendessi folle mio marito ne sarei desolata; mi contento di renderlo felice. Almeno lo spero.

Clotilde - Ha l'aria di adorarvi con un fervore quasi infantile... con una fedelt...

Mouniche - (sorridendo) Fedele? Lui? Questo proprio, no! Cara signora, come potete supporre della fedelt di mio marito... basta guardarlo... Voi l'avete detto: egli ha un fervore quasi infantile... e mi inganna con la stessa ingenuit, cos, semplicemente, senza complicazioni...

Clotilde - (stupita) E voi permettete che vostro marito abbia un'amante?

Mouniche - Ah, no. Se avesse un'amante non potrei resistere alla sua infedelt; mio marito ha delle donne, molte donne, ma dorme semplicemente...

Clotilde - (pungente) E voi non siete gelosa?

Mouniche - Perch ? Io penso con piet a queste povere bambole che egli trastulla nelle sue mani di fanciullo capriccioso e le compiango: mi fanno l'effetto di pupattole di stoffa alle quali si strappano i capelli e si cavano gli occhi Perch si ha la certezza di sciuparle soltanto senza farle soffrire...

Clotilde - Siete sicura di voi?...

Mouniche - Tranquilla, ecco. Per non addolorarmi egli nasconde le sue avventure con precauzione minuziosa. Per nulla al mondo vorrebbe darmi un piccolo dispiacere... Le sue attenzioni, in questi ultimi tempi, si a moltiplicate Perch , pur senza esserne vinto, ha la sensazione che qualche cosa inquieta...

Clotilde - (trionfante) Allora di qualcuna, l'ultima forse, siete un pochino gelosa?!...

Mouniche - M'inquieta... Perch so che non le ha ancora strappato i capelli e cavato gli occhi...

Clotilde - (confidenziale, insinuante) Una relazione seria?

Mouniche - Un romanzo: una rumena che scrive lettere e lettere... Questa febbre epistolare lo turba, lo rende nervoso, lo esalta...

Clotilde - E' la sua amante?

Mouniche - Non ancora... Appena il suo desiderio sar soddisfatto, finita: non penser pi a lei.

Clotilde - (stupita) Amica mia, siete la pi moderna, la pi parigina delle donne, la pi incantevole moglie di questo mondo, ma permettetemi di dirvi che se fossi al vostro posto, l'avrei un po' con queste donne...

Mouniche - Non ho detto che non l'abbia con loro.

Clotilde - Vedete?

Mouniche - L'ho con loro Perch non l'amano bene, Perch sono noiose, Perch gli fanno delle scene di gelosia di pessimo gusto, Perch sono ridicole, e infine Perch costano molto denaro...

Clotilde - (piccata) Non tutte, credo...

Mouniche - Le professioniste, meno; ma le signore come noi, quelle del nostro mondo, maritate, sono incontentabili...

Clotilde - (sconcertatissima) Avete una tale maniera di prendere le cose, di considerare la vita... da mettervi al sicuro di ogni inquietudine...

Mouniche - Vedete: io ho sposato il tipo pi perfetto del nostro secolo: elegante, forte, incostante, capriccioso, leggero anche; ma che nel diventare mio marito ha saputo trasformare questa parola un po' ridicola, diventando il mio compagno, il mio amico, ed un poco il mio babbo... Mi considera come una bimba consegnatagli dai miei genitori e sulla quale veglia con una continua attenzione. Non potete immaginare di quanta infinita tenerezza egli mi circondi: nessuna premura, nessun rispetto, nessuna dolcezza mi mancano...

Clotilde - Ma siete anche la donna, pi tradita di Parigi. Tra noi donne si possono dire queste cose: non mi farete credere che vi sia completamente indifferente sensualmente. Il sapere vostro marito fra le braccia di una altra donna...

Mouniche - (toccata in pieno, rimane malissimo. Ha un istante di visibile turbamento, poi si alza per darsi un contegno) Non ci penso... E non so Perch mi diciate queste cose...

Clotilde - (a parte, sollevata) Ah! Finivi per irritarmi con la tua aria ironica!

Mouniche - Ancora un po' di porto?

SCENA SESTA

Dette, Gertrude, poi il barone Moutier.

Gertrude - (annunciando) Il barone Moutier!

Moutier - (entrando) Cara, piccola Mouniche... (a Clotilde) Signora, i miei omaggi...

Clotilde - Come...

Moutier - (interropendola) Ho capito: fermiamoci. Non mi piace che mi si domandi mie notizie. Non si fa altro che questo nella vita. Perch non si domanda mai ai propri! amici: Come va la vostra ricchezza? . Oppure: Siete felice? . Mi siedo: parlatemi di ci che vi interessa; ma non ditemi: Come state? .

Clotilde - La mia ricchezza va abbastanza bene, grazie.

Mouniche - La mia felicit va a meraviglia.

Moutier - Sono contento. E il caro consigliere di Stato? Continua a dare allo Stato una quantit di consigli? E', forse, per questo che i nostri affari vanno a meraviglia per gli altri paesi...

Mouniche - Moutier...

Moutier - (arrabbiandosi) Tutta questa gente ha studiato legge: naturale che ogni cosa vada di traverso...

Clotilde - Che cosa vi capitato questa mattina? Siete di umore cos nero...

Moutier - Nulla. Quando non mi succede nulla sono insopportabile... Per non dovrei esserlo Perch qualche cosa mi accaduto... E' per questo che sono in ritardo...

Mouniche - Che cosa vi successo?

Moutier - Sono stato arrestato.

Clotilde - No?! Perch ?

Moutier - Perch ho schiaffeggiato uno chauffeur insolente: non voleva condurmi fin qui col pretesto che doveva recarsi al funerale di sua suocera. Allora gli ho insegnato come si risponde ad un. gentiluomo di antico stampo. L'idiota si messo ad urlare, combinazione passava un agente e mi ha condotto al commissariato...

Mouniche' - E lo chauffeur?

Moutier - Gli ho dato 500 franchi sulla porta del commissariato, ha dichiarato che non lo avevo schiaffeggiato si fatto strapazzare dallagente e mi ha condotto qui facendomi pagare anche il tassametro...

Mouniche - Vecchio amico, siete straordinario. Vi adoro.

Moutier - (a Clotilde) Anche voi mi adorate?

Clotilde - Ah, no!

Moutier - Neppure lo chauffeur mi adorava; ma ora siamo amici.

Clotilde - Spero non vorrete fare a me lo stesso trattamento...

Gertrude - (entrando) La signora vuole avere la bont di venire un momento di l?

Mouniche - Scusatemi un momento. Posso lasciarvi soli? Non la picchierete, spero...

(via)

SCENA SESTA

Detti, indi Ferdinando

Moutier - Non poi tanto certo...

Clotilde - Se continuate ad essere con me come siete da un mese,a questa parte, certo che sar io a picchiarvi...

Moutier - (dignitosissimo) Cara amica, quando trent'anni fa ero l'educatore dei granduchi di Russia

Clotilde - Oh! Ci siamo alle gloriose memorie! La vostra educazione ai granduchi di Russia, ha dato buoni frutti: vedete come sono stati ridotti!

Moutier - (arrabbiatissimo) Perch non si sono fabbricati abbastanza scudisci per frustare quella turba...

Clotilde - Andiamo, calmatevi. Volete un po' di porto?

Moutier - (accettando) Un po' di porto. E, ditemi: tutto finito con Ferdinando?

Clotilde - Siete di una esattezza!

Muotier - (rude) Allora vi aspetto come un tempo nella mia povera casa

Clotilde - Non ho alcuna intenzione di ritornarvici...

Moutier - Mi dite sempre cos! E non so per che io tenga tanto a voi! Siete bella, s.., ma non siete tutta bella... avete i seni come i kalmouks.

Clotilde - E' un inventario?

Moutier - No. Ma i vostri seni mi ricordano una principessa del Caucaso. Era di un cinismo! L'ho posseduta un giorno in alto di uno scalone, appoggiata alla balaustra. E mentre suo marito, asmatico, saliva lentamente, gli gridava: Non andare troppo in fretta, cara soffocherai! .

Clotilde - (schifiltosa) Siete ripugnante!

Ferdinando - (entrando) Buon giorno, vecchio mio! E Mouniche?

Moutier - La cuoca ha avuto bisogno dei suoi consigli.

Clotilde - S, ma preferisco la vostra. Intanto per il mio ricorso...

Ferdinando - Signora, sono ai vostri ordini...

Moutier - Non farete l'amore, spero, sotto il tetto coniugale!

Ferdinando - (andandosene con Clotilde) Non sei tu che ci hai allevati?

SCENA OTTAVA

Moutier solo, indi Gertrude, poi Mouniche

Moutier - (suona il campanello)

Gertrude - (comparendo) Il signor barone ha suonato?

Moutier - Evidentemente: detesto di essere solo, e mi si lascia solo. D alla signora che venga a farmi compagnia.

Gertrude - S, signor barone... (esce).

Moutier - (gira per la stanza, beve un sorso di porto, prende il libro che Mouniche ha lasciato sulla poltrona durante la prima scena. lo guarda e legge il titolo) Il salotto riservato . Che razza di titolo! (lo ricaccia in fondo alla poltrona).

Mouniche - (entrando) Mio grosso pap vi hanno lasciato solo? E Clotilde?

Moutier - Clotilde non pi compagnia adatta per un uomo della mia et; poi tuo marito venuta a cercarla per la storia, credo, delleredit...

Mouriche - Povera donna!

Moutier - Come? Hai compassione, ora, delle vittime di tuo marito?

Mouniche - No. E' che quella poveretta non riesce a trovare una scusa pi divertente. Questa storiella dell'eredit ingenua come una commedia cinese... Ed avrebbe la pretesa di colpirmi!

Moutier - Di colpirti? - (prendendola per le mani e facendola sedere) Ti ordino d confidarmi tutto: sono un avanzo del secondo Impero ma sono rimasto un galantuomo, e non sopporto che ti si facciano affronti. Io ho appartenuto a quell'epoca spirituale nella quale si sapeva portare alla donna il doppio omaggio della deferenza e del rispetto in una proporzione conveniente. Strappiamole il cuore, questo non ha importanza, ma baciamole la mano. Ma a proposito di che cosa ti dico tutto ci?

Mouniche - A proposito della fortuna di Ferdinando...

Moutier - Ferdinando passa la sua vita come quei gatti folli che si chiamano, miagolano e si graffiano su tutti i tetti del desiderio e della concupiscenza... (ripensando alle sue parole) Per questa metafora manca di fermezza. Quand ero al Figaro Villemessant, me la avrebbe tolta... e avrebbe fatto bene...

Mouniche - Non datevi pena... non sono infelice...

ier - Benisimo. E allora dimmi a che punto siamo con la rumenina...

VIouniche - Di bene in meglio: lui risponde sempre al solito indirizzo che mi avete dato. Sono lettere di una tenerezza infinita. Non pu resistere pi: vuol vedermi. Mi scrive che le mie lettere gli bruciano il corpo e lo spirito... e temo che Clotilde ha dovuto subire una scena di rottura... Per questo venuta a farmi dei complimenti questa mattina; dei complimenti con delle spine dentro...

Moutier - E ti sei punta?...

Mouniche - Un poco; ma mi sono subito succhiata Perch non mi facesse pi male.

Moutier - Ci sono parole infettive... e quella donna ne possiede il bacillo. Bisogna guarire con il bisturi della verit... (trionfante) Questa, Villemessant, me l'avrebbe lasciata... Insomma siamo ancora alle lettere: bisogna uscirne. Se tu, donna, giudichi che tuo marito ormai folle per la rumena sconosciuta, cio per te, bisogna dargli un appuntamento.

Mouniche - L'ho fatto!

Moutier - (ammirato) Complimenti! Fai dei magnifici progressi. E come farai per non essere riconosciuta? Bada: pericoloso.

Mouniche - (elencando) Mi coprir il viso, cambier voce, prender un accento straniero, porter un profumo esotico molto forte, indosser un abito che mi trasformer anche fisicamente, metter degli alza-tacchi...

Moutier - A meraviglia! E dove sar la cerimonia?

Mouniche - Ho pensato d'indurlo a fissarmi l'appuntamento nel famoso appartamentino dalle tappezzerie scure.

Moutier - Per te, avrei preferito un altro luogo: quella casa verso Champ-de-Mars satura di impurit. Ferdinando vi ha trascinato tutte le sue buone fortune ed io le mie: erano qualche volta le stesse... E' assurdo...

Mouniche - E' un'idea...

Moutier - Un'idea assurda... come tutte le idee delle donne. Hai fissato anche la data?

Mouniche - Stasera.

Moutier - (sorpreso) Stasera?

Mouniche - Gli ho scritto avvertendolo che mio marito, un diplomatico rumeno, ha ricevuto un ordine dal suo governo e che perci bisogna partire domani sera. Che avrei fatto tutto il possibile per dedicargli la serata e, forse, la notte.

Moutier - Bene: tutto mi sembra logico: ti sei comportata come la vera moglie di un diplomatico rumeno chiamato dal suo governo. Per inventare queste cose le donne sono straordinarie. Non sospetter di nulla: ricordati le mie istruzioni: niente gesti. E poi sono sicuro: l'istinto ti porter benissimo a tradire tuo marito...

Mouniche - Ma io non lo tradisco...

Moutier - Lo tradisci... con lui stesso: pi cinico.

Mouniche - (un po' offesa dal rimprovero) -Mio grosso pap, bisognava pur che finisse questa storia: sono due mesi che ci incanta, e ci snerva...

Gertrude - (entrando) Una lettera per il signore.

Mouniche - Portatela nel suo studio. (Gertrude esce) Sar divertente.

Moutier - Una volta mi hai domandato Perch tante persone coltivano l'adulterio! Ecco, l'hai detto ora: divertente.

SCENA NONA

Detti, Ferdinando

Ferdinando - (entrando, visibilmente agitato) Mia piccola Mouniche una lettera del Consiglio di Stato. C' riunione, stasera, all'ambasciata rumena per la partenza del plenipotenziario...

Mouniche - Oh! povero caro, sempre questo cattivo lavoro che mi priva di te...

Moutier - (a Mouniche) Lascialo andare alla sua riunione: quando si saranno ben messi d'accordo, questa volta spetta alla Rumenia a sopportarne le conseguenze. Noi andremo al Michel, si rappresenta un vaudeville buffo quanto la grossa barba del suo autore...

Mouniche - (infantile, battendo le mani con gioia) Tristan Bernard... Tristan Bernard...

Ferdinando - Ah, no!

Moutier - Sei in collera con questo signore?

Ferdinando - S. (riprendendosi) No. Che sciocchezze mi fai dire: non l'ho mai visto. Dico che non conveniente che una signora sia vista in un luogo pubblico con un uomo che non sia suo marito...

Moutier - Ma l'accompagno io!...

Ferdinando - (mortificato) Hai ragione... scusami... sono un po' confuso... anche questa signora... Clotilde... sola...

Mouniche - Mio caro, bisogna proprio convenire che questa lettera ti contraria... non agitarti... non andremo a teatro... rimarr in casa... penseremo a Clotilde... si far tutto ci che vorrai... (sbirciando la lettera) Che scrittura grande., fa vedere...

Ferdinando - Non ha alcun interesse, cara... una scrittura da segretario... insignificante... (Mouniche gli sfila graziosamente la lettera di mano; Ferdinando imbarazzatissimo).

Mouniche - Allora se insignificante s pu distruggerla...

Ferdinando - Certo: si pu distruggerla...

Mouniche - (fa per stracciarla con visibile sollievo di Ferdinando, poi riprende il suo gioco sottile) Ma pensandoci... voglio guardarla prima...

Ferdinando - (molto emozionato) Guardala pure...

Mouniche - (con amabile trasporto) Oh, no, Ferdy... ti dispiace... No, no, tieni la tua lettera... non voglio pi vederla... vieni a prenderla... (sale su una sedia: Ferdinando la prende in braccio, le toglie garbatamente la lettera, risollevato, la bacia).

Ferdinando - Cara, piccola, adorata...

Mouniche - (ripetendo) Cara, piccola, adorata e infelice... Non voglio pi essere la moglie di un diplomatico. Stasera mi ripromettevo una festa con te... (elencando) A teatro, poi dopo in auto, fermata in un piccolo ristorante non del tutto conveniente, e poi ancora in auto e poi a nanna... raggomitolata sul tuo petto...

Moutier - (con la stessa cadenza) Questo pi sconveniente dei piccoli restaurant...

Ferdinando - (falso anche nell'intonazione) Il mio dovere...

Mouniche - Hai ragione... il dovere...

Ferdinando - (riprendendosi) Ma domani sera, rivincita completa: intensificheremo il nostro programma, (a Moutier) ci faremo accompagnare da lui in tutti i luoghi pi divertenti e malfamati.

Moutier - (a parte) Come se avesse bisogno della mia guida: ipocrita.

Mouniche - (gi contenta) E allora s, come vorrai, domani sera... E per stasera ti preparer io stessa ogni cosa: voglio che tu sia bello, che si possa dire, guardandoti: Questo signor Bertrand ha una piccola moglie che non lo trascura! .

Ferdinando - Tesoro.

Mouniche - Indosserai il frak... le decorazioni... la gran sciarpa azzurra...

Ferdinando - (ridendo) No, no, cara, non un ricevimento: baster lo smoking... se fosse un ricevimento avrei condotto anche te: naturale!

Moutier - E' naturale!

Mouniche - E' naturale! (lunga pausa imbarazzante)

Moutier - Ma intanto, ragazzi?! E la colazione?

Mouniche - Non ancora l'ora: manca un quarto e mezzogiorno...

Moutier - Ma l'ora dell'aperitivo...

Ferdinando - (ritornando festevole) Buona idea! Ai posti... ai posti... (facendo limbonitore) Chi beve? Bianco? Rosso? Dite i colori! China... Bitter...

SCENA DECIMA

Detti, Clotilde indi Montricard poi la Poetessa.

Clotilde - (entrando stupita) Ho ricopiata per intero la domanda...

Ferdinando - Tutto sar fatto, signora! Bianco, rosso, china, bitter?

Clotilde - (quasi fra se) Ma pazzo?

Moutier - (che ha sentito) Ha una lettera di traverso...

Clotilde - La solita...

Ferdinando - (scorgendo Montrichard che entra) Porto bianco? Vermouth? Martini Dry? Bronx cocktail? Harry's pick me-up?

Moutier - Sembra che nella sua vita non abbia fatto che il Barmann...

Montrichard - (40 anni, compositore d'operette, risponde a Ferdinando come al bookmaiker sul campo di corse) Harry's pick me-up! (agli altri) Buongiorno a tutti! Ho ricevuto un biglietto non firmato: Si fa colazione in casa di Ferdinando! .

Moutier - L'ho scritto io dal commissario,quando mi hanno arrestato! (ridono, bevono).

(Entra la poetessa, preceduta da Gertrude, rimane, un po' sconcertata udendo tanta gente rasi rumorosa; avanza un po' incerta e si rinfranca appena Mouniche le va incontro cordialmente).

Moutier - (alla poetessa) Avete ricevuto un biglietto senza firma: Si fa colazione in di Ferdinando. Ferdinando qui! Il biglietto l'ho scritto io in carcere! Tutti (ridono; saluti).

Gertrude - (appena si fa un istante di calma, annuncia) La signora servita!

Tutti - (si muovono)

Moutier - (raccoglie in gruppo le signore e fa per uscire. In primo piano rimangono Ferdinando e Montrichard. Appena tutti si sono allontanati).

Ferdinando - (piano) Caro amico, sono molto contento di vedervi... che cosa fate stasera?

Montrichard - Non so. Perch ?

Ferdinando - Insomma non andate nel vostro studio?

Montrichard - No. Perch ?

Ferdinando - Bisogna che me lo lasciate per questa sera: questione di vita!

Montrichard - Fino alle otto vi saremo tutti... il solito t...

Ferdinando - (premuroso) Ma alle otto e mezza potete lasciarmi solo? E' vero? Inteso. Grazie.

Montrichard - Siete un bel tipo voi: finirete in una mia operetta!

Ferdinando - Fatemi finire anche in prigione... ma domani mattina.

Montrichard - Ci tenete proprio, tanto?...

Ferdinando - (con trasporto, sinceramente) E la prima volta che faccio un sogno!

Fine del primo atto

ATTO SECONDO

LA SCENA:

la garsonniere di Montrichard. Divano nero, basso. Pianoforte. Tende scure. Qualche fotografia. Fiori. Su una gran tavola bassa un servizio da t. Si capisce dal disordine che il t stato gi servito.

SCENA PRIMA

Montrichard - Barone - Clotilde - Poetessa -Ferdinando.

(Montrichard, suona al pianoforte, un pezzo modernissimo. Il velario si apre alle ultime note della musica. Animazione, intimit senza etichetta. Sul divano il barone seduto fra la poetessa e Clotilde. Ferdinando in disparte: la sua aria assorta contrasta visibilmente con quella degli altri.

Voci - Bravo! Bravo!

Clotilde - E' nella vostra nuova operetta questo pezzo? Avr successo, non fosse che per questo..

Montrichard - Vi ringrazio per l'augurio e vorrei che anche il pubblico fosse cos indulgente come voi: Purtroppo, invece, un mostro sconosciuto del quale non si riesce mai ad avere agevolmente ragione...

Barone - Il pubblico della mia opinione: questa roba che si dimentica dopo tre minuti.

Montrichard - (piccato) La dimentica chi, come voi, non pu staccarsi dalle melodie da vergini incomprese! Ma chi ama la vita moderna!!!

Barone - (alzandosi, battagliero) Ah! mi late ridere con le vostre pretese di modernit. Ma che cosa intendete per vita moderna? Parigi stata moderna in tutti i tempi: quando voi dite: oggi non si pi attraversare una strada, credete di aver inventato il movimento? Boileau si lamentava della stessa cosa! Voi dite che il pubblico non capisce niente? Che non riesce a sopportare, a teatro, una musica nuova o una commedia di un'ora e mezza? Io ho 72 anni e da settanta sento ripetere la stessa cosa! Voi vi inebriate con una tazza di t, io - da stamane - ho gi bevuto ventiquattro bicchierini di liquori diversi!

Montrichard - (piano, ma non tanto da non essere udito) Si vede!

Barone - (pi furioso) Ecco finalmente una cosa sensata! Preferisco farmi credere ebbro quando dico delle verit che vi spaventano e non ascoltare, da sani - come voi - della musica adatta per uno sponsale di negri nel Nicaragua... Quando non sapete pi che cosa dire vi servite di quella ingegnosa trovata: questa la vita moderna! E per esasperarla questa vita che non sapete vivere fate fiutare della cocaina alla Venere di Milo col pretesto che le d un'aria interessante. Vi prego, maestro, suonateci qualche cosa che abbia, come me settantadue anni sulle spalle, altrimenti ci addormenteremo tutti... (Il discorso del barone accolto in pr e in contro con gran chiasso).

Clotilde - (per far dispetto al barone) No, no, Montrichard, voi fate delle graziosissime cose: Ripeteteci lo stesso pezzo...

Montrichard - (amabile ma deciso) Mi dispiace per il barone e per voi, bella signora, ma non posso pi accontentare nessuno: il tempo passa ed io sono obbligato - come vi ho detto arrivando - a mettervi alla porta ad un'ora stabilita.

Tutti - Non importa... non importa... ripetete...

Clotilde - (che passata accanto a Ferdinando) Perch guardate l'orologio? Credete che sia corretto?

Ferdinando - (sorpreso) No, cara... lo faccio macchinalmente... cos...

Clotilde - E' tutto il tempo che vi osservo: siete di un nervosismo silenzioso preoccupante...

Montrichard - (suona alcune note, furiosamente)

Barone - Ah, sentite! Volete farmi morire?!

Poetessa - Bravo... caro... in questa musica esotica c' dentro una specie di cadenza carnale: evoca immagini di donne... ha sapore di notte...

Barone - E' troppo!

Poetessa - (a Ferdinando) Non vi fa pensare ad un giuoco di anche...

Ferdinando - (alzandosi) Stavo per dirlo... (si avvicina al piano senza parere e mormora qualche parola incomprensibile a Montrichard).

Montrichard - Signori! L'addio! Ecco: si mettono due soldi nell'organo, gli ultimi, (finge di caricare il piano, poi suona rumorosamente Varia del Barbiere di Siviglia: ce Buona sera, miei signori; buona sera, miei signori... ). (Tutti ridono e si alzano per andarsene).

Barone - (alla poetessa) Mia bella amica vi accompagno fino a casa vostra e non vi domander di varcarne la soglia Perch se rifiutaste sarei costretto a farmi saltare, quel poco d cervello che ancora mi rimane...

Poetessa - Grazie. Pranzo a Montmartre.

Barone - Mi volete solo o con tutti?

Poetessa - Non posso pronunciarmi definitivamente per un riguardo al vostro cervello...

Barone - Allora tutti... a Montmartre. (a Ferdinando) E tu, diplomatico, raggiungici dopo aver conciato per bene la povera Rumenia.

Ferdinando - Vi raggiunger. (Saluti).

Montrichard - (avvicinandosi alla poetessa, piano) Domani alle tre?

Poetessa - Alle tre. (Escono).

SCENA SECONDA

Ferdinando - Montrichard - indi Mounichu

Ferdinando - (appena sono tutti usciti ha un gran respiro di sollievo. Dalla sua calma apparente passa d'un tratto ad una agitazione frenetica. Vorrebbe mettere in ordine tutto in un istante) Bisogna aprire un p... dare aria... C' odore di tabacco...

Montrichard - (tirando fuori uno spruzzatore da un mobile) Dell'acqua di Colonia...

Ferdinando - Grazie, (nasconde le tazze, dispone i fiori, riordina le poltrone. Fra Ferdinando e Montrichard una gara per mettere a posto l'ambiente. In pochi secondi lo trasformano: da chiassoso e civettuolo diventa mite e raccolto. Cambiano le luci, i tendaggi, i cuscini. Ferdinando guarda, si scosta, si avvicina) Perfetto! (rovistando dietro il divano, sempre intento a mettere ordine, Ferdinando trova una busta di stoffa ricamata: la guarda, l'apre, ne estrae un gomitolo di chiffon che, aprendosi, una elegantissima camicia da. notte. A Montrichard) E questa?

Montrichard - E' di una piccola attrice che viene qui a studiare la sua parte.

Ferdinando - Da quando?

Montrichard - Da un mese!

Ferdinando. - E l'ha imparata?

Montrichard - Ha imparato la sua di donna ma non quella del teatro.

Ferdinando - Se come questa seta... fate che non impari mai quella del teatro... (ricaccia tutto in un posto molto nascosto).

Montrichard - Siete commosso?

Ferdinando - Un poco: e non ve lo nascondo. Mi conoscete: non sono gli appuntamenti che mi fanno tremare, ma stasera mi sento come un ragazzo inesperto... alla sua prima avventura...

Montrichard - (si avvicina, gli prende un braccio e gli dice affettuosamente) Toccato?!

Ferdinando - E' una storia eterna, direbbe il barone: si ha un bell'essere furbi, cinici, mordaci... poi... un giorno il destino vi tende una trappola, forse la pi piccola, la pi ingenua, ma vi si casca dentro Perch messa nel momento propizio, nel silenzio voluto... (sussultando) Ascoltate! Mi sembra un passo.

Montrichard - No.

Ferdinando - (emozionato) Ma non potr tardare...

Montrichard - Amico mio, non vi ho mai visto in questo stato... dove avete conosciuta questa maga?

Ferdinando - Non so, non l'ho conosciuta... pare mi abbia visto ad un ball degli affari esteri ... E' stata lei ad incominciare: mi ha scritto, ho risposto. Prima delle lettere timide, innocenti, graziose; poi pi calde, care, con un miscuglio di passione e di gioia... idiota, lo so, per un vecchio parigino come me... ma mi sono sentito prendere... non so come... (esitando) E se non venisse?

Montreckard - In fin dei conti, amico mio, non la conoscete: potrebbe essere un'intrigante, un'avventuriera, forse vi si fa una burla...

Ferdinando - (turbatissimo) No?! (convincendosi) Non possibile: c' qualche cosa in noi pi forte di tutte le apparenze, ed l'istinto: non posso ingannarmi...

Montriechard - Ve lo auguro, (gli stringe le mani ed esce cautamente).

SCENA TERZA

Ferdinando - Mouniche

(Una lunga pausa. C' in questo silenzio di attesa quasi una trasformazione; egli apparir, ora, come veramente : un ragazzone sentimentale. Alla sua inquietudine subentrata una calma serena, spirituale, che viene anche dal silenzio pesante, dai drappi scuri, dalle ombre, dalla luce tenuissima. Riordina ancora qualche piccola cosa, ma senza pi intenzione, quasi distrattamente. Siede sul divano, rincantucciato, estrae la lettera ricevuta al primo atto, legge sommessamente come quando le parole si sanno gi a memoria)

... ho riletta la vostra ultima lettera cos sperduta... tremante: avete ragione: non possiamo pi prolungare questo giuoco tenibile . (si capisce che non legge di seguito, ma saltuariamente)... voglio restare padrona del mio volto... mi avrete tutta, all'infuori di ci che di tutti... il mio mistero: ditevi, per consolarvi, che potrei anche essere brutta e deturpata e non voglio scoraggiare il vostro amore... .

(Ad un orologio lontano si sentono battere le ore, ripone la lettera, si alza, va alla porta, spia e la lascia socchiusa. Si avvicina al piano, accenna una suonata e si capisce da qualche nota che deve essere dolcissima: c' in questa scena, in questi atti, in questa pausa, lo specchio del suo cuore).

Mouniche - (appare sulla porta, silenziosamente. Vi rimane un istante prima che Ferdinando si accorga di lei. Deve essere per quanto possibile fisicamente, un'altra donna. Avr il viso coperto nel modo che l'attrice creder pi efficace e meglio rispondente alla scabrosit di questa scena)

Ferdinando - (rivoltandosi istintivamente ed accorgendosi di lei, si alza di scatto. allora le correr incontro come ad un'amante che si abituati a ricevere. I due si squadrano prima per quel logico timore di doversi, forse, difendere da un nemico. Passata quell'ombra che lo ha turbato fugacemente, le va incontro. Mouniche, parler - naturalmente - con accento esotico) Voi, siete voi, cara... Scusatemi, sono cos commosso... (le prende le mani, quasi la obbliga a sedere) Cara, squisita sconosciuta, caro amore nascosto... Siete stanca?

Mouniche - (impercettibile) No...

Ferdinando - Qui, accomodatevi, in questa grande poltrona... Datemi le vostre mani... (le guarda e le rigira nelle sue come a cercarvi i segni del volto) care, piccole mani... (le bacia) care per avermi scritto con tanta tenerezza, care per aver portato fin qui, sulle palme bianche il dono divino del vostro amore... Chi siete?

Mouniche - Perch cercare? Basta un nome, una indicazione per riportarvi in una vita che forse conoscete, che normale... e perci non ha pi fascino... Sono qui, per voi, senza nome, senza viso... non si potrebbe domandare di pi alla felicit...

Ferdinando - (l'abbraccia timidamente) Cara, misteriosa...

Mouniche - (liberandosi un poco dall'abbraccio Perch non diventi una stretta) No, non subito: bisogna ritrovarsi pianamente... a piccoli sorsi... Vi vedo adesso veramente per la prima volta... Quando ci siamo incontrati, sconosciuti, fra una folla straniera non ho potuto che guardarvi... Bisogna abituarsi anche alla gioia a poco a poco...

Ferdinando - (fatuo) Dove mi avete visto la prima volta?

Mouniche - Ad uno dei vostri balli. Mi ci trovavo per caso... avrete capito che se anche sono straniera non sono, come ho scritto, la moglie di un ambasciatore. Vi sarebbe stato facile rintracciarmi. Voi conoscete le donne del vostro piccolo mondo, alle ambasciate, ed io fisicamente non credo di rassomigliare ad alcuna di loro...

Ferdinando - Avevo sospettato per un istante di ritrovarvi sotto le spoglie della signora Belasco... ma guardandovi...

Mouniche - Non sono la signora Belasco, ma sono ugualmente la moglie di qualcuno... e se sapesse che lo inganno...

Ferdinando - Vi ucciderebbe?

Mouniche - Non so. Ma ne morrebbe a poco a poco...

Ferdinando - In ogni modo presenta meno pericolo...

Mouniche - Ma pi difficile da sopportare... Se mio marito mi uccidesse tutto sarebbe finito... se invece la sua vita spezzata dalla desolazione, tutto incomincia... (vedendolo turbato) Che cosa avete? Siete turbato...

Ferdinando - No, solamente trovo che il luogo e Fora non sono bene scelti per commuoverci sul destino di vostro marito... Se mi mettessi a parlarvi di mia moglie...

Mouniche - Non sarebbe gentile. E allora basta, non parliamone pi - (si alza) E' questa la vostra piccola casa per l'amore? Il vostro nido di follie? Deve essere molto diverso il vostro appartamento coniugale...

Ferdinando - Cara, ve ne prego...

Mouniche - Avete ragione: non pi una parola n per'mio marito, n per vostra moglie... (dopo una piccolissima pausa) Sarebbe divertente se in questo momento ci ingannassero insieme!

Ferdinando - Siete dispettosa?

Mouniche - Capisco... Avete letto le lettere di una sconosciuta un po' malinconica, mi avete formato un piedistallo di adorabile Dea, e vi dispiacciono le mie parole comuni...

Ferdinando - Una parola non turba un'anima cos fresca, cos trasparente...

Mouniche - (guardando le fotografie alle pareti) Amate i ricordi?

Ferdinando - Anche amandoli non li esporrei in cornice: sono attrici...

Mouniche - Che avete conosciute... Molte?... Quante?...

Ferdinando - Non contano... ci che conta per me, ora, siete voi, mia unica divina amica che stasera ho qui con me, per me...

Mouniche - Non potrete mai immaginare come siete carino in questo momento... (avvicinandosi fino ad essergli col viso sotto le labbra) Vi bacerei...

Ferdinando - (la stringe, ma non riesce a baciarla).

Mouniche - No, no, vi bacio io, non voi... (accennando ai ritratti) le vostre amiche capiranno che si pu incominciare anche in altro modo...

Ferdinando - Siete impagabile...

Mouniche - Lo credo...

Ferdinando - (che ha capito il giro di parola) Piccola, cara, cattiva...

Mouniche - Perdonatemi, ma se voi continuate ad adoperare le stesse parole che sento ripetere a mio marito, non potr fare a meno di parlarvi di lui... E' strano, ma non riesco ancora a sentirmi sola con voi...

Ferdinando - (piccato) - Ma infine l'amate vostro marito?...

Mouniche - L'adoro...

Ferdinando - Grazie tante...

Mouniche - E' nella nostra razza...

Ferdinando - Ma, scusate: allora...

Mouniche - Perch lo inganno? E' giusto! Allora vi dir che rimasto imperdonabilmente fanciullo: non riesce a capire che sono una donna anch'io... e non mi prende sul serio..

Ferdinando - Non conosco questo signore, ma non gli faccio davvero i miei complimenti. Voi siete la pi squisita e la pi seducente delle donne, e credo sarete altrettanto nella vostra veste di moglie...

Mouniche - Lo sono, forse; ma sono sopratutto una moglie, come anche voi sarete in casa vostra, sopratutto, un marito... Ma bisognerebbe ricordargli di occuparsi di questa piccola moglie, altrimenti se ne occuperanno gli altri...

Ferdinando - Lo meriterebbe!

Mouniche - Ed io vi amo Perch vi siete occupato di me, del mio cuore...

Ferdinando - Preferisco essere l'unico ad essermene occupato...

Mouniche - Non potete mai immaginare come le vostre parole mi facciano piacere... (lo bacia appena sfiorandogli le labbra).

Ferdinando - (accarezzandola) Non vi inganner mai!

Mouniche - (offrendosi) Ripetetelo... Non sono abituata a sentirmelo dire. Mio marito mi inganna con tutte le donne...

Ferdinando - (scioccamente stupito) Ha delle amanti?

Mouniche - Molte, tante, troppe...

Ferdinando - Ma anche voi sarete adorata, circondata, accarezzata, come avete sognato di esserlo...

Mouniche - E forse anche voi, piccolo caro, avete bisogno delle stesse premure. Mi hanno detto che vostra moglie insopportabile, pretenziosa, aggressiva...

Ferdinando - (meravigliato) Hanno mentito: non vero!

Mouniche - Scusatemi. E' la madre di famiglia; non bisogna toccarla...

Ferdinando - Non per questo. Scusatemi, ma vi assicuro che non merita nessuno di questi complimenti...

Mouniche - (ritrovando un istante se stessa) Allora siete voi... Se ammettete che ha tutte le virt, se come ho potuto capire, vi ama anche, allora Perch la ingannate?

Ferdinando - Ah! sentite, siete proprio l'ultima persona dalla quale mi sarei aspettato questo rimprovero!

Mouniche - Mi ci avete indotta: vi amo, vero, ma non vi conosco. Ci si maschera sempre, involontariamente, scrivendo. Ma, forse, voi siete sincero: le ottime qualit di vostra moglie non vi hanno mai fatto sospettare sulla sua fedelt.

Ferdinando - Siete terribile: vi garantisco...

Mouniche - Anche mio marito interrogato in questo momento garantirebbe di me... eppure sono qui.

Ferdinando - (sconcertato) Mi la le male... Andiamo... ve ne prego...

Mouniche - Tranquillizzatevi, vostra moglie non sar in questo momento, come me, in una piccola stanza senza luce, con un uomo che non conosce...

Ferdinando - (seccato) Mia moglie a casa

Mouniche - E vi aspetta...

Ferdinando - E mi aspetta.

Mouniche - E se voi le telefonaste in questo momento per augurarle la buona notte potreste dar pace al vostro orgoglio di marito...

Ferdinando - (quasi macchinalmente stacca il ricevitore del telefono che precisamente sulla tavola ove egli sar appoggiato in questo momento. Mouniche gli cinge il collo aggrappata di dietro, con le ginocchia sulla poltrona) 04-04: si... (dopo un piccola attesa, parlando al telefono) Non possibile... risuonate... vi dico che impossibile... (stupito a Mouniche) Che cosa significa? Non risponde nessuno...

Mouniche - Non in casa?

Ferdinando - (ricordandosi) Capisco. E' spiegabilissimo: per non essere disturbata ha la abitudine di staccare il ricevitore dell'apparecchio che sulla sua tavola da notte...

Mouniche - E la servit ha l'ordine di non rispondere... spiegabilissimo.

Ferdinando - (cingendole la vita) Non siate pi cattiva ve ne prego, ritornate come prima, come quando siete entrata... quasi ombra... Chi siete dunque, dietro questi pizzi, donna sconosciuta, viso ignoto? Io ti desidero e tu mi spaventi... (Mouniche si tiene ben ferma la maschera o il velo fitto che le copre il viso) Perch hai paura d strappare questa maschera che la tua difesa? Che cosa troverei dietro? Un piccolo sforzo della mia mano violerebbe il tuo debole mistero... Io sento la tua aria trionfante, le tue labbra ed i tuoi occhi ridono di me... Chi sei? (la trasporta lievemente sul grande divano basso).

Mouniche - (facendosi deporre con dolcezza) ~ Sono una semplice, piccola donna...

Ferdinando - Tremi? Sei tutta un fremito... ti agiti... soffri? Avr la tua grazia fragile. il tuo respiro odorante... (fa per poggiarla supina, ma Mounicke rivolta il viso e lo nasconde fra i cuscini) Perch , Perch , piccola cara?

Mouniche - (liberandosi dalla sua posizione) Non posso... non posso pi... perdonatemi... Se mi lasciassi prendere qui da voi... non potrei pi ritrovarmi domani... strapperei il velo del mio mistero... ed invece voglio conservarlo Perch vi amo... ucciderei la mia felicit... ed invece voglio tenerla. Lo farei solamente se la mia vita finisse qui, ora, subito... Voi non potete capirmi ma dovete per perdonarmi, (pausa. Umilmente) Vi domando perdono: non posso pi... Se vostra moglie dicesse ad un altro uomo, in questo stesso istante, le. medesime, parole, io vi auguro che quell'uomo sia generoso quanto voi. Imitatelo.

Ferdinando - ( molto nervoso. Si allontana, va a sedersi a. cavalcioni ad una sedia).

Mouniche - (appressando gli si gli sussurra) Mi odiate?

Ferdinando - Non so: vi odio e vi ammiro. C' in voi un miscuglio di perversit e di tenerezza che non so capire ma che mi agghiaccia...

Mouniche - Se questo vostro desiderio insoddisfatto dovesse valervi la felicit di domani, mi lascereste andare?

Ferdinando - (la fissa, muto. Dopo una pausa) E' finita?

Mouniche - Pu darsi che incominci. Ma ora ho e non qui. Se non mi vedrete mai pi ricordatevi senza odiarmi: sono una piccola donna che non si data Perch vi ama. E' un sentimento paradossale, forse... ma anche un poco commovente. Siete un uomo che potete capirlo.

Ferdinando - Almeno, vi scongiuro, toglietevi la maschera, un istante: levatela un attimo, anche quando state per uscire: che il ricordo del vostro viso rimanga nel mio cuore...

Mouniche - Ne avreste una grande delusione. Il mio ricordo rimarr nel vostro cuore appunto per questa maschera non tolta: il segreto della lontananza, il dominio, il sogno... (indietreggia lentamente, cerca il suo mantello. Istintivamente Ferdinando laiuta ad indossarlo. Mouniche vi sparisce quasi tutta, poi si allontana ancora, indietreggiando come prima e tendendo una mano che Ferdinando non stringe).

Ferdinando - Un bacio, prima di volar via per sempre...

Mouniche - (fa un cenno di diniego con la mano)

Ferdinando - (proteso verso di lei) Un fiore!

Mouniche - (prende un fiore bellissimo che in un vaso a portata di mano, lo nasconde sulla gola come una carezza).

Ferdinando - (con le mani tese) Vi amo, signora...

Mouniche - (rimane come pietrificata dalla sincerit disperata di quell'ultimo accento, si porta le dita agli occhi come per asciugare una lacrima attraverso la maschera) Non pi... Non ditelo pi... a nessuna (scompare).

Fine del secondo atto

ATTO TERZO

LA SCENA: Stesso ambiente del primo atto. Il campanello della porta d'ingresso suona insistentemente.

SCENA PRIMA

Ferdinando, il Barone indi Mouniche

Ferdinando - (d. d.) Gertrude! Suonano da un quarto d'ora! Ma Gertrude! (entra in iscena da sinistra: in pigiama da bagno) Gertrude! Se questa ragazza non ancora rientrata alle nove del mattino, oggi, pu anche far fagotto. (va ad aprire).

Barone - (rumoroso come sempre, incomincia a parlare d. d. ed entra preceduto da Ferdinando) E' uno scandalo! Che modi sono questi?! Date esempio della pi grande indolenza!

Ferdinando - (seccato) Alle nove del mattino si ha anche il diritto di non essere disturbati!

Barone - Dal cinismo precipitate nell'incoscienza! Le nove del mattino! Sono le tre del pomeriggio! Apri le palpebre e le persiane e va a vestirti!

Ferdinando - (corre a guardare un piccolo orologio che fra altri ninnoli su un mobile) Le tre! Sono le tre! E' spaventoso! avevo una riunione questa mattina all'ambasciata! Telefona presto al 33-33-33, vecchio mio, d che sono moribondo, che alle undici deliravo, salvami! (gridando attraverso la porta) Mouniche! Sono le tre del pomeriggio! E Gertrude che non c'! (va ad aprire le persiane. La stanza inondata di luce; rivoltandosi al barone ripete stupito) sono proprio le tre del pomeriggio!

Barone - (sedendosi) Non l'ho inventala io l'ora: se non ne sei ancora convinto potrai accertartene guardando l'orologio e confrontandolo col sole!

Mouniche - (entrando in vestaglia) Sono proprio le tre, mio vecchio pap?!

Barone - Dico, ragazzi: non vi avranno mica narcotizzati?

Mouniche - (cadendo dal cielo) Ah! capisco perche ho tanta fame! Ferdy... dei dolci... muoio!

Ferdinando - (tira in mezzo il tavolino dei liquori dove non mancano dolci, biscotti, ecc.)

Mouniche - (ne offre al barone, che rifiuta, e mangia golosamente).

Ferdinando - Mouniche, mi sbrigo in un momento, cos ti lascio libero il gabinetto da toilette...

Mouniche - S, caro, come vuoi, ma non lasciarmi cos...

Barone - Come vuoi che ti lasci? (accennando alla leggerissima vestaglia. Mouniche ha un piccolo gesto di offerta, Ferdinando corre a baciarla teneramente, il barone va a spegnare la luce elettrica) (Ferdinando esce) Ebbene?

Mouniche - Vittoria!

Barone - Raccontami...

Mouniche - Non ora... troppo lungo. Bisogna che mi vesta. Ho fatto benissimo tutto ci che mi avete detto, anche il telefono, tutto! Sono contenta!

Barone - Hai ottenuto ci che volevi?

Mouniche - Lo credo: da oggi, forse, mi vorr molto bene...

Barone - E non ha dubitato di nulla?

Mouniche - Non credo. Ah, ma mancato poco... quasi mi lasciavo andare... ancora un secondo ed avrebbe indovinato; ma ora finita: non ho pi alcuna ragione per nascondergli ci che ho fatto!

Barone - Che cosa dici?

Mouniche - Dico che voglio vedere il viso che far quando gli dir...

Barone -.Se hai una sciocchezza da commettere nella tua vita proprio questa!

Mouniche - Come? Non devo? Ed egli non sapr mai che la donna che ha amato in questa avventura, sono io? Ma allora rimarr nel suo ricordo l'immagine misteriosamente cara di un'altra? Allora tutto ci che ho fatto inutile?! Io stessa dovr essere la mia pi invincibile rivale?!

Barone - Conosci ben poco la psicologia maschile! Il giorno, oggi o fra dieci anni, in cui tuo marito sapr ci che hai fatto, potrai veramente rincorrere la tua felicit... Ma rifletti un momento: ti perdoner egli di essere, cos, al corrente delle sue avventure? Accetter di essere, cos, diminuito ai tuoi occhi? Gli sar indifferente di essere stato beffato?

Mouniche - (con gli occhi fissi, lontani, a mezza voce) Forse, avete ragione...

Barone - Ordinariamente sono un personaggio abbastanza ridicolo, ma quando mi capita di avere del buon senso, oso dire che sbroglio abbastanza bene la matassa della verosimiglianza...

Mouniche - Ma non potr tenere tutto per me questo gran segreto che nella nostra vita! un bel giorno, senza avvedermene, me lo lascer scappare di bocca...

Barone - Quel giorno sar brutto e non bello: perderai tuo marito.

Ferdinando - (passando, mezzo vestito) Mouniche, cara, pronto...

Mouniche - (si avvicina, poggia la sua testina sulle grosse spalle paterne del barone, poi si allontana piano piano, mormorando) Non vi voglio pi bene... (via).

SCENA SECONDA

Barone solo, indi Gertrude

Barone - (al telefono) Pronto... buon giorno signorina... avete un bellissimo timbro di voce... desidererei... oh, Dio! Che numero ha detto? 3... 3... il Consiglio di Stato... il palazzo del Consiglio di Stato... grazie, signorina... (pausa) Pronto? Il Consiglio di Stato? Mettetemi, vi prego, in comunicazione col signor questore, da parte del signor Bertrand... (pausa) Pronto! Il signor questore? I miei complimenti, signore. Sono il medico del signor Bertrand e vi comunico che il consigliere gravemente ammalato... giustifico la sua assenza alla riunione di questa mattina... (pausa) Come: ali s, s, va bene... non ci sono riunioni da tre mesi . Non vi permetto di fare dell'ironia. Vi comunico che parlate ad un vecchio di 72 anni e che da 70 non tollera le ironie di nessuno... pronto.,, pronto... andato via! Insolente! (lascia il ricevitore si rivolta adirato e ripete a Gertrude che comparsa sotto la porta col cappellino in mano) Insolente!

Gertrude - Perch , signore!

Barone - Non parlo con voi. Da dove venite?

Gertrude - (candida) Da casa di mio padre ammalato, signore...

Barone - Ragazza mia, ricordatevi che questa storiella ve l'ho insegnata io e che vecchia anche per i questori... (suonano) Hanno suonato! Se spetta a voi ad andare ad aprire, muovetevi!

Gertrude - (esita).

Barone - Ebbene?

Gertrude - E' che non so... se per essere ritornata a quest'ora i signori vorranno ancora tenermi...

Bacione - In attesa di una qualsiasi decisione sar bene andare ad aprire...

Gertrude - Ma se poi non mi terranno...

Barone - (furibondo) Vi pagheranno un supplemento straordinario per avere aperta la porla nel pomeriggio alle tre... del giorno...

Gertrude - (scappa).

Barone - ... del giorno... Chiss che giorno e oggi!

Gertrude - (ritornando, annuncia) E' un operaio che viene per il calorifero!

Barone - Salutatelo da parte del presidente della Repubblica!

Gertrude - Come, signore?!

Barone - Che cosa volete che me ne importi dell'operaio che viene per il calorifero?

Ferdinando - (entrando) Che cosa c'? Ah! siete qui voi?! (a Gertrude)

Gertrude - C' un operaio...

Barone - ...che viene per il calorifero... lo sappiamo.

Ferdinando - Accompagnatelo, e ritornate qui immediatamente.

Gertrude - Subito, signore.

Ferdinando - Con questa ragazza bisogna farla finita...

Barone - Credo che lo sospetti.

Gertrude - (ritornando) Se il signore vuole mandarmi via, pregherei il signore di farlo senza rimproveri...

Ferdinando - Benissimo: non vi rimprovero e vi mando via.

Gertrude - (scoppiando in lacrime) Vado a dire alla signora che mio padre morto!

Ferdinando - Questa ragazza vuol farmi impazzire: se va a dire a Mouniche che suo padre morto, le regala anche 300 franchi per i funerali... Andate via!

Gertrude - (sempre col cappello in mano) Bene, signore...

Ferdinando - E lasciate il cappello...

Gertrude - Bene, signore...

Ferdinando - E non piangete...

Gertrude - (piangendo ancora pi forte) Bene, signore... (via).

SCENA TERZA

Barone, Ferdinando, indi Mouniche

Barone - Mio caro, tu racconti delle - frottole.. il questore del Consiglio di Stato mi ha detto al telefono che da tre mesi non vi sono riunioni alle 11 del mattino... La tua riunione dunque con una delle tue donne... e questo mi lascia credere che anche ieri sera, l'affare delia Kumenia... doveva essere per lo meno una rumena...

Ferdinando - Era una rumena...

Barone - Finirai per farti sorprendere da tua moglie... e ne morr di dolore....

Ferdinando - Credi che sospetti?

Barone - Non poi completamente cieca...

Ferdinando - Ma la Rumenia ha segnato il confine alla mia corsa pazza; rientro nel territorio...

Barone - Vuoi metterti a fare la persona seria?

Ferdinando - Da oggi! Ho riflettuto: mi comporto verso Mouniche come un miserabile! E' indegno! Ma sapr riparare: voglio stordirla di piacere, voglio farne un'amante come... (starebbe per dire come la rumena) voglio farne la creatura pi straordinaria...

Barone - E' la rumena che ti ha dato questi consigli?

Ferdinando - Non mi ha dato dei consigli, ma ha cancellato dalla mia vita tutte 3c donne... mi ha lasciato un vuoto che nessuna donna, all'infuori di mia moglie che amo, veramente, potr colmare...

Barone - Non la rivedrai pi, questa donna? E' partita?

Ferdinando - Non l'ho vista nemmeno ieri sera: era mascherata. Pagherei la mia vita per conoscerla...

Barone - Non diresti cos se tu l'avessi conosciuta!

Ferdinando - Forse...

Barone - Quella donna sconosciuta che non ho voluto rivelarsi ha, forse, compiuto il miracolo: ti ha riportato verso tua moglie. Ha lasciato nel tuo cuore qualche cosa d puro. nella tua vita qualche cosa di pulito: Perch tu possa ritrovarla devi rivolgerti ad una altra donna che ami: a poco a poco ti convincerai che quella sconosciuta era tua moglie...

Ferdinando - Che cosa dici?

Barone - Dico che dovendo sovrapporre la sua immagine ad un'altra non potrai farlo che con una donna come tua moglie...

Ferdinando - (alzandosi e piantandosi in faccia al barone) Vecchio mio, guardami in Sfaccia...

Baronk - Preterirei una bella donna...

Ferdinando - Non scherzare. Tu sai qualche cosa di pi in questa avventura. Tu mi fai balenare un sospetto...

Barone - E se fosse?

Ferdinando - (adiratissimo) Non saprei perdonarle!

Barone - (convincente) Ed avresti ragione! Un uomo sempre un uomo! Un marito, con sua moglie, vuole esserlo almeno tre volte! Tranquillizzati, caro Ferdy, ti ho parlato della rumena perch ieri sera l'ho vista uscire dall'appartamentino di Champ-de-Mars, mezzora dopo averti lasciato. Stavo per risalire da te perch avevo capito che qualche cosa di grave pesava sulla tua vita, ieri sera, e non volevo lasciarti solo nel momento del spericolo... Tu aspettavi una donna sconosciuta... una rumena... me lo ha detto Montrichard... E se fosse stata un'avventuriera?... se ti avessero teso un tranello?... Tu dimentichi troppo facilmente di essere anche consigliere di Stato... Mi sono incontrato con lei sulla porta, l'ho vista correre verso una [auto sperduta e tremante... ho atteso qualche minuto... ti ho inteso scendere e mi sono nascosto... Se tu mi avessi visto spiarti non avresti creduto, al momento, alle mie parole... mentre adesso...

Ferdinando - (assorto) Ti credo.., (come rincorrendo un pensiero lontano) Lei... lei...

Barone - Lei... ti ha lasciato un'illusione, ma bui hai la tua realt! Era ora di finirla... e voglio sperare che i tuoi giuramenti non [durino soltanto ventiquattro ore. Ogni donna I un po' lusingata di essere ingannata... ma tua moglie corre il rischio di battere un record involontario...

Mounique - (entrando) Sono pronta! Eccomi! di che cosa parlavate? Ditemi... subito...

Barone - Ho letto in un libro che una donna rai reca ad un appuntamento d'amore da suo marito e riesce a non farsi riconoscere. E Ferdy non lo vuol credere...

Mounique - Perch Ferdy non lo vuoi credere? Non so se ci possa accadere veramente nella vita, ma nei libri esiste! Ecco, guarda: (prende il libro che ha avuto in mano alla prima scena del primo atto) una storia simile io l'ho letta in questo libro. Forse lo stesso che avete letto voi, forse lo stesso che ha letto quella signora...

Ferdinando - In questo libro si narra questa storia impossibile? Immaginazione, fantasia, inverosimiglianza... ma nella vita?!...

Barone - Nella vita basta un poco di fantasia, qualche immaginazione e tutto diventa verosimile... Quando si disposti a credere ogni cosa diventa normale.

Ferdinando - (deciso) Non credo a questa storia... impossibile... io me ne sarei accorto.

Barone - E' naturale!

Mouniche - E' naturale! (piccola pausa. Ferdinando gira distrattamente per la stanza, poi si ferma davanti al mobile dove Mouniche ha posato il libro e lo guarda senza toccarlo. Mouniche girandogli alle spalle ed avvicinandosi al barone) Per carit, non fategli toccare quel libro...

Barone - (sottraendolo istantaneamente) Ecco: il capitolo dell'incontro verso la fine... il penultimo, credo... ma non so come finisce questa storia... non ho ancora letto le ultime pagine...

Mouniche - Ma non finir bene... sarebbe troppo bello!

Barone - (a Mouniche) Piccola ingrata... non si mai disposti ad essere ottimisti... quando si leggono dei libri interessanti... (rinchiude il libro e lo rimette allo stesso posto).

SCENA QUARTA

Detti, Gertrude, Clotilde

Gertrude - (annunciando) La signora Colin!

Barone - Ah, beh! E' ora di dire a tutte queste pettegole che il Bar , il Tea room di casa Bertrand chiuso... definitivamente chiuso... (a Gertrude) Dite alla signora Colin che i signori sono partiti per la California...

Mouniche - Ma no...

Gertrude - Mi permetto di avvertire il signor barone che un momento fa ho detto alla signora Colin che i signori sono in casa...

Mouniche - Ma s, ma s, Gertrude, fatela passare... (via Gertrude) (al barone) Fino a quando la pratica affidata a mio marito non sar condotta a termine giusto che ella venga qui ad informarsi... (Entra Clotilde preceduta da Gertrude)

Clotilde - Cara amica... scusatemi... forse disturbo...

Barone - Siete chiaroveggente: mai nessun momento stato da voi cos male scelto

Mouniche - (scherzando) Ma no, no, scherza.

Clotilde - (al barone) Anche oggi siete diumore nero? Avete schiaffeggiato un altro chauffeur? Vi hanno nuovamente imprigionato?

Barone - Tutto ci divertente, cara signora; ci che non mi diverte pi, alla mia et...

Clotilde - Settantadue, mi pare...

Barone - (continuando)... che il vostro personaggio non dovrebbe pi entrare nel capitolo di questo libro, (lo indica)

Clotilde - (stupita) Quale libro?

Barone - Un libro che noi due, sar signora, non leggeremo mai... Perch un libro i cui personaggi si battono sul terreno della felicit coniugale...

Clotilde - (piccata) Sono cose che non mi riguardano...

Barone - Lo dicevo anch'io...

Mouniche - Insomma, grosso pap, vi prego rispettosamente di finirla e se vorrete rendervi utile venite di la a preparare il t... Perch . Gertrude in lacrime per la morte di suo padre."..

Barone - Le hai dato 300 franchi?

Mouniche - Esattamente. Come fate a saperlo?

Barone - (a Ferdinando) Me lo ha detto Ferdy... (via con Mouniche)

(pausa)

SCENA QUINTA

Ferdinando - Clotilde

Clotilde - Ebbene? Volete farmi l'onore di dirmi almeno buon giorno?

Ferdinando - (seccato) Buon giorno...

Clotilde - Che cosa avete? Siete preoccupato?

Ferdinando - Sono felice: preferisco dirvelo subito; e siccome lo sono per mia moglie, ho deciso di andarmene con lei: parto.

Clotilde - Siamo agli adii?

Ferdinando - Definitivi.

Clotilde - La rumena non vi ha portato fortuna?...

Ferdinando - Al contrario.

Clotilde - Non vi credo. Si hanno delle piccole delusioni di tanto in tanto...

Ferdinando - Vi assicuro che sono felice... di una felicit nuova, sconosciuta... Mi sento liberato da ogni peso... mi sembra di ritornare ad una vita pi completa, pi ricca... Ho bisogno di una casa pi luminosa, di spazzare le vecchie cose che si accumulavano negli angoli...

Clotilde - (ironica) Con la rumena?

Ferdinando - Con mia moglie.

Clotilde - Siete l'amante di vostra moglie adesso? Cos le avrete avute tutte, anche quella legittima. Ma... quanto durer?... (durante queste battute, Clotilde ha preso distrattamente il libro lasciato sul mobile e sfogliandolo con noncuranza trova nascosto un fiore: quello stesso che Mouniche ha portato via al finale del secondo atto).

Ferdinando - Tutta la vita...

Clotilde - Fino a quando non vi inganner: pi semplice.

Ferdinando - (adirato) Sciocca!

Clotilde - Quando una donna incomincia a conservare dei fiori nei libri...

Ferdinando - (si avvicina, prende il fiore, lo fissa, lo riconosce, rimane istupidito e trasoguato) Oh! oh! (si appoggia ad una sedia).

Clotilde - Che cosa avete? Vi sentite male?

Ferdinando - (guarda il fiore e si passa la mano sugli occhi) Lei!

Clotilde - Ma questo fiore? Ho forse detto qualche cosa che... Ma questo fiore...

Ferdinando - Avevo legato al suo stelo la mia felicit... vedete? E' gi spezzato (mostra il fiore piegato in due).

Clotilde - (approfittando del momento di tenerezza) La tua felicit nella mia bocca, piccolo ingrato... (lo circuisce, lo abbraccia e lo bacia in bocca).

SCENA SESTA

Detti, Moutier indi Poetessa

Moutier - (entra nell'istante preciso del bacio) Non vi faccio i miei complimenti per la vostra prudenza... (a Clotilde) Volete farmi la cortesia di raggiungere Mouniche? Fin quando sarete insieme non avrete occasione di procurarle delle cattive sorprese...

Clotilde - Se vi hanno assegnato il comando per la sistemazione della morale, siamo rovinati... (ride - via).

Moutier - (a Ferdinando) Questa donna, almeno, fa il suo mestiere; ma tu che scusa hai?

Ferdinando - Nessuna.

Moutier - Meno male. E se in questo istante fosse entrata Mouniche? Che cosa avresti risposto? (Ferdinando tace) Troppo poco, per una moglie. E' il tuo silenzio non farebbe che accrescere la colpa. Per fortuna tua moglie ha una /testina meno pazza della tua, ed ha una bont riflessiva che tu stesso le ignori (scuotendolo) Ma ti figuri, grande ingenuo, di averle nascosto qualche cosa?

Ferdinando - Che cosa dici?

Moutier - Dico che tua moglie al corrente di tutte le tue scappate, dalla prima all'ultima! oh, hai incominciato presto: otto giorni dopo il vostro matrimonio! E' al corrente di tutto: mese per mese, settimana per settimana...

Ferdinando - Ma no?! Avrebbe saputo tutto... ed avrebbe continuato ad amarmi?... Non mi avrebbe detto nulla, non mi avrebbe mai lasciato intravvedere: n una tristezza, ne un rimprovero, ne un'allusione... Vecchio mio, non esiste donna al mondo con tanta indulgenza e tanta discrezione...

Moutier - Ne esiste una: la tua. Adesso lo sai e potrai regolarti meglio...

Ferdinando - Ma pazzo! Non capisci che se ci che mi dici vero non ci sar mai felicit fra noi...

Moutier - Ragazzo! Non la chiamerai allo istante per raccontarle tutte queste storie? Devi agire con lei come se tu non sapessi niente...

Ferdinando - (non potendo convincersi) E' impossibile! Era al corrente di tutto ed ha continuato ad amarmi, ad essere felice...

Moutikr - (correggendo)... a fingere di essere felice...

Ferdinando - (continuando)... a sorridere, a circondarmi di tenerezza, di devozione...

Moutier - (continuando lui sullo stesso tono)... - di perdono... E per questo devi pensare che non potr durare a lungo. Non una situazione, questa, nella quale ci si adagia comodamente per tutta la vita! Mouniche stata la donna pi ingannata di Parigi: un campionato come un altro! Ma se tu hai proprio deciso di farle battere tutti i record, ho paura che sarai costretto ad abbandonare la gara! Le donne che non sono abituate a gemere ed a gridare sul territorio coniugale sono le pi pericolose: un bel giorno tentano di abbattere le rivali sullo stesso terreno...

Ferdinando - (riguardando il fiore che ha riposto nel libro) Forse, non se la caverebbe male...

Moutier - Ecco: quando avrai fatto tesoro di qualcuna di queste piccole riflessioni mi convincerai di non essere del tutto imbecille!

Gertrude - (annunciando) La signora Apollonia!

Moutier - La poetessa? Ecco un'altra che viene all'assalto! Se hai intenzione di riceverla, vado a raggiungere tua moglie: oggi non saprei risparmiarle delle parole che sarebbe difficile mettere in versi...

Ferdinando - Non posso metterla alla porta...

Moutier - Purch tu non voglia metterla nel tuo letto, ricevila pure...

Ferdinando - (a Gertrude) Fate passare - (Gertrude via dalla comune; Moutier via dalla porta dove uscita Clotilde).

Poetessa - (entrando) Disturbo? E' in casa vostra moglie?

Ferdinando - (andandole incontro) Mia moglie in casa e non disturbate affatto... accomodatevi... vi prego...

Poetessa - Grazie.

Poetessa - Sono la prima, almeno oggi? Ieri quando sono entrata mi sono spaventata! La vostra casa era trasformata in una fiera!

Ferdinando - Non siete la prima, ma siete la benvenuta ugualmente.

Poetessa - (con intenzione) La signora Colin gi qui

Ferdinando - E' di l con mia moglie e col barone...

Poetessa - Non riuscir dunque mai a liberarmi di questa donna? Vi sta alle calcagna con un accanimento...

Ferdinando - E vi secca?

Poetessa - Mi infastidisce, mi contraria: vi tiene come un ninnolo di lusso e ne ostenta il possesso tutte le volte che le capita l'occasione, per dimostrarlo...

Ferdinando - Oh! si tratta dunque di me?

Poetessa - Credete che io possa interessarmi di qualcuno che non siate voi, o di qualche cosa che non vi appartenga?

Ferdinando - A questo punto?

Poetessa - Al punto di far attendere in questo istante preciso un uomo, che vostro amico, e che a quest'ora si consoler ripassando al piano forte quella musica che manda in collera il barone Moutier...

Ferdinando - Montrichard?! (piccola pausa della poetessa) E vi aspetta nel suo studio? Dove eravamo ieri sera?

Poetessa - S, dove eravamo ieri sera; dove vi abbiamo lasciato ieri sera. Ma, come vedete, non lo abbiamo contaminato... (a poco a poco si avvicina a Ferdinando e lo circuisce) Ritorner in quella casa soltanto se voi mi direte di ritornare...

Ferdinando - (assente) Con me?

Poetessa - (lirica) Non ho forse il diritto di cogliere la mia gioia ai limite della mia sete? - (stende le braccia, voluttuosa) Ah, essere tutta una volutt!

Ferdinando - Siete una terribile pagana!

Poetessa - Semplice, molto semplice... ma la uria carne profumata... il mio viso... (al-lunga- le braccia verso Ferdinando ma non ha il tempo che di sfiorargli le spalle).

SCENA SETTIMA

Detti, Mouniche, Clotilde, Barone

(Mouniche compare sulla porta con Clotilde e il barone. Il pubblico vedr comparire solo Mouniche per la prima. La sua presenza pi che scorta intuita, da Ferdinando, e dalla Poe-tessa, che si ricompone istantaneamente. Ma Mouniche ha gi capito ed esprimer il suo vivo dolore e la sua rassegnazione. Facendo un passo avanti compaiono il barone e Clotilde: anch'essi si guardano in faccia dopo aver fissato un istante Mouniche. Sul viso di Clotilde si vedr il dispetto, su quello del barone il paterno interesse per Mouniche).

Mouniche - (riprendendosi) Mio grosso pap... andiamo, su... occupatevi del t?! Dite a Gertrude di portarlo qui: gi preparato...

Barone - (con altra intenzione) Me ne occupo... me ne occupo...

(entra Gertrude col servizio da t; prepara sulla tavola, esce).

Mouniche - (si dispone a servire personalmente gli invitati; offrendolo alla Poetessa) Un po' di t, cara...

Poetessa - Grazie... un po' di t...

Mouniche - E voi, pap, pane imburrato, biscotti, tartine...

Barone - (sottovoce) Una frusta...

Mouniche - (piano) Zitto! Vi scongiuro, pap...

Barone - (sottovoce alle spalle di Ferdinando) Vuoi proprio distruggere tutto?

Ferdinando - Se tutto non gi distrutto

Barone - Da queste donne? Ingenuo!

Ferdinando - Da una donna: la mia...

Barone - La tua donna di quei le che distruggono soltanto quando si sono convinte che non c' pi nessuna speranza che ci si occuper di loro...

Mouniche - (amabile) E' il momento delle vostre confidenze? (a Ferdinando) Un po' di t, Ferdy?

Barone - (alla Poetessa e Clotilde) Vi domando scusa, mie care signore, ma in questo momento Mouniche deve dire a suo marito una parola che il nostro dovere di ospiti ci impone di non ascoltare. Per la vostra femminile curiosit sar appagata ugualmente quella parola ve la dir io: imbecille! (Le due donne si guardano in faccia imbarazzate; il barone le trascina a destra risolutamente).

SCENA OTTAVA

Ferdinando - Mouniche

Ferdinando - (come ripetendo delle parole che si sanno a memoria) Ti vedo adesso per la prima volta... bisogna ritrovarsi pianamnete... a piccoli sorsi... bisogna abituarsi a poco a poco...

Mouniche - (intuisce, siede di peso nella poltrona, vi rimane raggomitolata)

Ferdinando - Se mio marito mi uccidesse lutto sarebbe finito... se invece la sua vita spezzata dalla desolazione, tutto incomincia...

Mouniche - ( si rialza, lo guarda lungamente) Tutto incomincia...

Ferdinando - (mostrandole il fiore nel libro) -Mio marito rimasto imperdonabilmente fanciullo: non riesce a capire che sono una donna anch'io...

Mouniche - (desolata) Ferdy!

Ferdinando - E' il sogno... (lunga pausa, le si avvicina, le mormora piano carezzevole, con le mani tese come al finale del secondo atto) Ti amo, Mouniche... e non lo dir pi a nessuna...

Mouniche - (scoppia in lacrime fra le braccai di suo marito) Perdonami, perdonami, Ferdy!

(Rimangono abbracciati mentre cala il sipario).

FINE

    Questo copione è stato visto: