Miele selvatico

MIELE SELVATICO

MIELE SELVATICO

di Michael Frayn

da Platonv di Anton Cechov

Personaggi

La famiglia Voinitzev

Anna Petrovna, giovane vedova del generale Voinitzev

Serghei Pavlovic Voinitzev, figliastro di Anna Petrovna,

figlio di primo letto del Generale

Sofia Jegorovna, moglie di Serghei

Jaakov

Vassilli Servitori dei Voinitzev

La famiglia Triletzki

Ivan Ivanovic Triletzki, colonnello a riposo

Nikolai Ivanovic Triletzki , figlio del colonnello, giovane medico

Sascia, figlia del colonnello

Platonov, marito di Sascia, maestro di scuola rurale

Altri vicini dei Voinitzev

Glagoliev, proprietario terriero

Petrin, ricco commerciante

Grekova, giovane studentessa di chimica

Osip, ladro di cavalli, trentenne

Marko, usciere del giudice di pace,

Un vecchietto

L'azione si svolge nella tenuta dei Voinitzev, in una provincia meridionale della Russia.

ATTO PRIMO

Scena prima

Il salotto della casa di campagna dei Voinitzev. Delle sedie e una serie d porte-finestre che si affacciano sul giardino soleggiato, divso in due da un sentiero erboso, con gli alberi del bosco sullo sfondo. Si ode il sibilo di un razzo che parte. Le luci si accendono, rivelando Jakov al di l di una finestra aperta, con una grossa scatola d fuochi d'artificio assortiti tra le braccia. Accanto a lui, il dottor Triletzki, con un fiammifero in mano. Entrambi guardano verso il cielo; il dottor Triletzki con espressione estasiata, Jakov con apprensione. Un odore di zolfo pervade l'aria. Il razzo esplode e parte, espellendo il bastoncino d supporto nel giardino. Jakov s ritrae verso la casa con aria allarmata. Il dottor Triletzki comincia ad accendere la carta nitrata di tutti i razzi conficcati nella scatola. Jakov si ritrae fino ad entrare in casa. Entra Anna Petrovna con aria allarmata.

Anna Petrovna - Dottore! (Jakov, sempre con la scatola dei fuochi d'artifcio tra le braccia, si volta verso Anna Petrovna).

Dr Triletzki - (Entrando). Fuochi d'artificio!

Anna Petrovna - (A Jakov). Fuori!

Jakov - Subito... (Mette gi la scatola e corre via). Anna Petrovna Jakov! Torna qui! Prendi i fuochi! Jakov riprende la scatola con cautela. Adesso, fuori! Svelto! Corri! Yakov esce di corsa con la scatola. (Al dottor Triletzki). Santo cielo! Esploderanno tutti insieme! Incendieranno la casa!

Il frastuono di una serie di razzi che esplodono fuori scena.

Anna Petrovna - Dottore, che diamine! Sono per dopo! Quando far buio!

Dr Triletzki - Anna Petrovna! (Le prende la mano). tutta colpa vostra! (Le bacia la mano).

Anna Petrovna - Colpa mia!? Entra Jakov, con la scatola dei fuochi tutta bruciacchiata e con la faccia tutta annerita. (A Jakov). Portali fuori, ho detto! Dietro il bers! Jakov esce passando dal giardino. Colpa mia?

Dr Triletzki - Certamente! Siete tornata! E noi abbiamo perso la testa! Non immaginate che cosa sia stato vivere qui in campagna senza di voi. Mi domando come siamo riusciti a svernare. E stato bello in citt? Siete andata a teatro? Avete pranzato nei ristoranti? Avete pensato a noi qualche volta? Siete contenta di essere tornata? O vi siete gi annoiata? Se trovate questo luogo noioso quando siete qui, dovreste essere qui quando voi non ci siete! Viviamo tutti sotto i teli per la polvere, come i mobili. Ma ora siete tornata, i teli sono stati tolti, la prima perfetta giornata d'estate e... quando ci mettiamo a tavola?

Anna Petrovna - Ci sar da aspettare un bel po'. Il cuoco si ubriacato per festeggiare il nostro arrivo... Mi state sentendo il polso, dottore? O state facendo uno spuntino per arrivare all'ora di pranzo?

Dr Triletzki - Stavo solo pensando. Siete arrivata ieri notte, vero?

Anna Petrovna - Col treno della sera.

Dr Triletzki - E dove li avete presi i fuochi d'artificio?

Anna Petrovna - (Li ha mandati vostro padre. Stamani all'alba era gi qui.

Dr Triletzki - Che svergognato! Poteva aspettare l'ora di pranzo, come tutti noi. Rimane anche lui a pranzo?

Anna Petrovna - Certamente. Non possiamo fare a meno del colonnello.

Dr Triletzki - Anche Porfiri Semionovic gi qui. L'ho incontrato in giardino col vostro figliastro.

Anna Petrovna - Povero Serghei! Ma, prima che toccasse a lui, io l'avevo gi sopportato per un'ora e pi.

Dr Triletzki - E cos ci avrete di nuovo tutti ai vostri piedi. Come l'estate scorsa.

Glagoliev appare in giardino, fermandosi frequentemente per appoggiarsi al bastone e disquisire con Voinitzev, che lo ascolta con deferenza.

Anna Petrovna - Eccolo che arriva Porfiri Semionovic.

Dr Triletzki - Quando li ho incrociati io, stava disquisendo con Serghei sul declino delle buone maniere.

Anna Petrovna - Che madrigna crudele sono!

Glagoliev - (A Voinitzev). Noi avevamo un grande rispetto per loro, ecco.

Voinitzev - Come i cavalieri antichi.

Glagoliev - Noi le veneravamo.

Voinitzev - Le mettevate su un piedistallo.

Glagoliev - Le mettevamo su un piedistallo.

Dr Triletzki - Credo che stiano parlando di donne.

Glagoliev - Noi le amavamo le donne, si capisce. Ma le amavamo alla maniera dei cavalieri antichi.

Voinitzev - Le rispettavate.

Glagoliev - Le rispettavamo.

Dr Triletzki - Vostro figliastro diventato straordinariamente disponibile!

Anna Petrovna - Povero Serghei!

Dr Triletzki - Se ne va di qui che un artista e un poeta. Torna con la barba tagliata e si scopre che sotto non c'era n un artista n un poeta! Soltanto un giovane simpatico e disponibile come tanti altri.

Anna Petrovna - Non ha pi bisogno di un temperamento artistico: ha una moglie ora.

Glagoliev - (A Voinitzev). E quindi, noi astri al tramonto siamo migliori di voi astri nascenti!

Voinitzev - Voi avete conosciuto il mondo quando il mondo era giovane.

Dr Triletzki - Tutti i vostri vecchi ammiratori! Come farete a sopportarli? Dov' Platonov? Non riuscirete mai a sopportarci se non verr Platonov a divertirvi un po'!

Anna Petrovna - L'ho gi mandato a chiamare due volte.

Glagoliev e Voinitzev si avvicinano.

Glagoliev - (A Voinitzev). No, noi credevamo nella donna, veneravamo il terreno su cui posava i piedi, perch nella donna vedevamo la parte migliore dell'uomo...

Dr Triletzki - Mander Vassili a chiamarlo un'altra volta.

Triletzki esce. Glagoliev e Voinitzev entrano dal giardino.

Glagoliev - Anna Petrovna! Stavamo proprio parlando del gentil sesso, per combinazione!

Anna Petrovna - Un argomento a cui avete sempre dedicato molto tempo e attenzione.

Glagoliev - Stavo dicendo al vostro figliastro che la donna la parte migliore dell'uomo. O almeno cos si credeva ai miei tempi. E lo credeva anche il vostro defunto marito, lo so per certo, che Dio lo abbia in gloria. A Vointzev. Ah, s, vostro padre era come me, pace all'anima sua; uno della vecchia scuola.... Che caldo! Devo sedermi, sono proprio sfinito...

Anna Petrovna - E poi voialtri avevate anche gli amici, si capisce.

Glagoliev - Avevamo anche gli amici. Il generale aveva i suoi amici. (A Vointzev), Vostro padre aveva una nutrita cerchia di amici.

Voinitzev - E l'amicizia ai vostri tempi non era certo la cosa labile e fugace che oggi.

Glagoliev - Noi eravamo pronti a buttarci nel fuoco per i nostri amici.

Voinitzev - Oggigiorno, invece, gli unici disposti a buttarsi nel fuoco sono i pompieri.

Glagoliev - I pompieri?

Anna Petrovna - Serghei!

Voinitzev - Chiedo scusa. Stavo pensando ad altro.

Glagoliev - (A Vointzev). No, noi eravamo pi felici di voi. Voi non avete conosciuto il passato. Altrimenti cantereste un'altra canzone!

Il colonnello Triletzki compare in giardino: anche lui appoggiandosi a un bastone come Glagoliev.

Voinitzev - Ed ecco il colonnello.

Glagoliev - Cos stato il colonnello a mandare quei fuochi d'artificio, eh?

Anna Petrovna - II colonnello sempre pronto a buttarsi nei fuochi d'artificio per i suoi amici.

Glagoliev - Roba pericolosa, i fuochi d'artificio. Non mi piacciono granch i fuochi d'artificio.

Il colonnello Triletzki entra dal giardino.

Col. Triletzki - (Ad Anna Petrovna). Vostra Maest!

Anna Petrovna - Colonnello!

Col. Triletzki - Una salva di ventun cannonnate per la regina del distretto!

Imbraccia il bastone a mo ' di fucile. Bum bum bum! Bum bum!...

Voinitzev - Colonnello! Abbiamo ancora cartucce da sparare, eh!

Col. Triletzki - Serghei Pavlovic!

Voinitzev - Come state, bene?

Col. Triletzki - Io sto sempre bene. Il buon Dio mi sopporta con notevole pazienza. Porfiri Semionovic!

Glagoliev - (Disgustato). I fuochi d'artificio!

Col. Triletzki - Sono arrivati, allora.

Anna Petrovna - Molto gentile da parte vostra. Sar una festa per tutti noi.

Col. Triletzki - l'unico fuoco di sostegno che posso ancora fornire.

Glagoliev - Vi far saltare tutti in aria, se non state attenti.

Col. Triletzki - Una bordata di ventuno colpi!

Imbraccia il bastone a mo' di fucile. Entra il dottor Triletzki.

Dr Triletzki - Non sparate! Sono il vostro figliol prodigo!

Col. Triletzki - Kolia!

Dr Triletzki - E proprio al momento giusto, a quanto pare!

Col. Triletzki - (Abbassa il bastone e abbraccia il dottor Triletzki con trasporto). Mio caro ragazzo!

Dr Triletzki - Pap!

Col. Triletzki - Non ti vedo da... quanto...?

Dr Triletzki - Saranno almeno due settimane, pap.

Col. Triletzki - Devo venire da Anna Petrovna per vedere mio figlio! Ogni giorno mi propongo di venire a trovarti. Ma non ci riesco mai. Troppo da fare! Stavo per venire ieri. A farti vedere la mia nuova calibro 12. Ma sono stato trattenuto dalcom-missario di polizia. A giocare a carte. (Ad Anna Petrovna). E una doppietta meravigliosa. La porter a farvela vedere. Calibro 12. Inglese. Riempie di pallini a 200passi.

Dr Triletzki - (Ad Anna Petrovna). tornata l'estate. E la vostra piccola corte si riunisce per la stagione.

Anna Petrovna - Questa volta non per me che siete venuti; bens per la mia nuova nuora.

Dr Triletzki - (A Vointzev). A proposito! Dov'?

Col. Triletzki - Ma certo! Si sposato! La mia memoria proprio andata!

Anna Petrovna - (A Vointzev). Muoiono tutti dalla voglia di conoscerla.

Col. Triletzki - Ma che strano tipo! Si sposa e non ne fa parola a nessuno! Parla solo di fucili! Comunque, lunga vita e felicit, Serghei Pavlovic! Lunga vita e felicit! Com', bella?

Anna Petrovna - Incantevole!

Col. Triletzki - Due regine contro di noi sullo scacchiere! Siamo perduti!

Dr Triletzki - Tiratela fuori, adesso! Non giusto tenerci cos sulla corda.

Anna Petrovna - Soprattutto Porfiri Semionovic. Lui ha una grande passione per le donne.

Glagoliev - Di certo le preferisco ai fucili da caccia e ai fuochi d'artificio.

Voinitzev - Credo che stia passeggiando sotto gli alberi. Vado a cercarla.

Voinitzev esce in giardino.

Col. Triletzki - (Prendendo la mano di Anna Petrovna). Comunque, la ragazza che fa per me questa!

Anna Petrovna - (Aldottor Triletzki). Vostro padre mi porter a caccia di quaglie.

Glagoliev - Se v'interessano gli uccelli, posso mostrarvene diverse specie rare nella mia tenuta.

Dr Triletzki - (Ad Anna Petrovna). Si contendono i vostri favori senza esclusione di colpi!

Anna Petrovna - Una mano sul braccio dell'uno, una su quello dell'altro). Ci verremo tutti a vedere i vostri uccelli. E porteremo anche la nuova calibro 12 del colonnello.

Col. Triletzki - Che Dio mi fulmini se non lei la ragazza che fa per me! L'incarnazione della donna emancipata! Annusate la sua spalla. Sa di polvere da sparo! Un condottiero, un vero condottiero! Mettetele un paio di spalline a far di noi tanti caporali!

Glagoliev - Avete gi alzato il gomito, eh, colonnello?

Col. Triletzki - Certamente! Da stamattina alle 8! Sono arrivato qua che ancora dormivano tutti; tranne Sua Maest l'Imperatrice in persona. stata cos felice di vedermi che ci siamo scolati insieme una bottiglia di Madera.

Anna Petrovna - Che bisogno c' di raccontarlo a tutti?

Glagoliev - Quando verrete a farmi visita, vi far assaggiare un bicchierino del liquore di mirtilli che fa la mia governante.

Entrano dal giardino Voinitzev e Sofia.

Dr Triletzki - Eccola qua!

Voinitzev si ferma per regalare un fiore a Sofia. I due ridono insieme.

Col. Triletzki - Oh, ma la ragazza merita una salva di 21 cannonate!

Anna Petrovna - Ve l'avevo detto!

Glagoliev - Che bella coppia!

Dr Triletzki - II figliastro ideale.

Anna Petrovna - E la moglie ideale per lui.

Voinitzev e Sofia entrano dal giardino.

Sofia - Oh, Anna Petrovna, non ho mai visto un giardino cos bello! Sono inebriata dai colori e dal profumo dei fiori! E ho anche passeggiato nel bosco. C' una tale frescura sotto gli alberi; e, nell'aria, come un suono sospeso; quasi che il bosco emettesse un sospiro di intensa felicit. Non mi par vero di vivere in un posto come questo!

Anna Petrovna - E invece ci vivete, mia cara.

Sofia - Mi sembra impossibile!

Voinitzev - E tutto tuo.

Sofia - come un sogno! Ho paura che se allungher una mano per toccarlo, tutto svanir.

Col. Triletzki - Allora, non ci presentate?

Anna Petrovna - Oh, s, certo. Sofia, i tuoi nuovi vicini. Il colonello...

Col. Triletzki - Triletzki. Ivan Ivanovic.

Anna Petrovna - Che ti porter a caccia di anitre all'alba...

Col. Triletzki - Perbacco! La portentosa palude nella tenuta di Porfiri Semionovic dev'essere piena di anitre! Faremo una grande spedizione polare! Andremo tutti quanti!

Anna Petrovna - Sofia Jegorovna. E questi il figlio del colonnello.

Dr Triletzki - Nikolai Ivanovic.

Anna Petrovna - E il medico condotto locale e ti aiuter a rimetterti dalla battuta di caccia. E questi Porfiri Semionovic, proprietario della portentosa palude. Lui ... che cos' che siete, Porfiri Semionovic? uno che ama molto le donne.

Sofia - Davvero?

Glagoliev - In tutta umilt: le amo.

Sofia - E Platonov? Non ancora arrivato?

Voinitzev - Ebbene, s! Sofia conosce Platonov!

Sofia - Solo superficialmente.

Voinitzev - Non straordinario, per?

Sofia - Forse lui non mi conosce pi.

Dr Triletzki - Sono pronto a scommetterci! Platonov conosce tutto e tutti!

Col. Triletzki - Sicuramente conosce tutte le belle donne!

Glagoliev - Vi prego, colonnello! Stiamo parlando di uno studioso posato e serio.

Col. Triletzki - Del nostro Socrate!

Anna Petrovna - (Al dottor Triletzki). Ma dove sar?

Dr Triletzki - Ho mandato Vassili di corsa.

Sofia - Quando l'ho conosciuto era uno studente. Io ero poco pi di una scolaretta. Non si ricorder di me.

Voinitzev - Staremo a vedere! Non vi presenteremo. Metteremo alla prova il suo sapere!

Sofia - Oh, ma cos bello qui!

Entra Vassli.

Dr Triletzki - Un perfetto quadro di vita rurale! Ci manca soltanto...

Anna Petrovna - S, Vassili. Che fa, viene?

Vassli - Immediatamente, Anna Petrovna: cos ha detto. Ma qui, Anna Petrovna, c' Marko.

Anna Petrovna - Marko?

Vassli - Da parte del magistrato, Anna Petrovna.

Anna Petrovna - Marko l'usciere del giudice di pace?

Dr Triletzki - Cosa ci porta, una citazione?

Vassli - Ha una busta bella grossa.

Voinitzev - (Ad Anna Petrovna). Allora lo ha fatto!

Anna Petrovna - Ma no, figuriamoci! Non il giorno dopo il nostro ritorno.

Sofia - Che cosa ha fatto?

Anna Petrovna - Niente.

Voinitzev - Ci ha citati in tribunale! Ci fa causa per gli effetti scaduti!

Sofia - Chi?

Anna Petrovna - Nessuno.

Voinitzev - Abbiamo perduto la tenuta!

Anna Petrovna - Non dire sciocchezze. Si tratta sicuramente di uno stupido errore. (A Vassili). Fallo entrare.

Vassli - Da questa parte.

Entra Marko, un vecchietto dal portamento marziale. Ha una busta in mano, e altre buste in una sacca che porta a tracolla.

Dr Triletzki - (A Sofia). Il vecchio generale era malato.

Marko - Anna Petrovna Voinitzeva?

Col. Triletzki - (A Sofia). Firmava qualsiasi cosa gli mettessero davanti.

Anna Petrovna - Date qua, avanti. Marko le d la busta. L'aprir pi tardi.

Voinitzev - (A Marko). Vi presentate qui come un fulmine a ciel sereno, mettete in imbarazzo mia madre di fronte ai suoi ospiti...

Marko - Serghei Pavlovic Voinitzev?

Voinitzev - S? Marko gli porge un'altra busta.

Voinitzev la fissa stupefatto.

Dr Triletzki - Serghei! Che cosa hai combinato?

Marko - II dottor Nikolai Ivanovic Triletzki?

Dr Triletzki - Eh?

Marko gli porge una busta. Il dottor Triletzki lo fssa stupefatto.

Anna Petrovna - Anche voi?

Glagoliev - Mia cara Anna Petrovna, se mi permettete di mettere a vostra disposizione...

Marko - Porfiri Semionovic Glagoliev?

Glagoliev - Come avete detto?

Anna Petrovna - No, anche voi! Marko porge una busta a Glagoliev, che la fissa con aria stravolta. Ognuno guarda la busta dell'altro. L'abbiamo ricevuta tutti, allora?

Col. Triletzki - Io no! Non farebbe mai una cosa simile a un vecchio soldato! Anche tu sei un veterano, vero?

Marko - Artiglieria, signore.

Col. Triletzki - Lo sapevo! Caporale Marko, vero? Reggimento Nikolaevski?

Marko - Sissignore. Voi siete il colonnello Triletzki?

Col. Triletzki - Bravo!

Marko - II colonnello Ivan Ivanovic Triletzki?

Col. Triletzki - Presente! (Marko gli porge una busta). Una disfatta totale!

Anna Petrovna - Guardate come fissa il vuoto Sofia!

Sofia - No, no!

Anna Petrovna - Be', non ci rimane che aprirle.

Aprono le buste. La Grekova compare in giardino. Affannata e agitata, si ferma e si terge il viso con un fazzoletto. Solo il dottor Triletzki si accorge di lei.

Dr Triletzki - (Andandole incontro). Maria Jefimovna!

Anna Petrovna - (Leggendo). "Il Giudice di Pace di Sua Maest Imperiale..."

Voinitzev - (Leggendo). "... in occasione del battesimo del proprio figlioletto..."

Glagoliev - (Leggendo). "... sar lieto di ricevere la Signoria Vostra nella propria residenza, domenica 15 giugno...".

Anna Petrovna - Non una citazione!

Marko - No, signora.

Col. Triletzki - un invito!

Marko - S, signore.

Dr Triletzki - (Conduce la Grekova nella stanza). E Maria Jefimovna...

Gli altri sollevano gli occhi dalle lettere ed esplodono in una risata di sollievo. La Grekova li guarda con orrore e scappa in giardino.

Anna Petrovna - Oh, accidenti! Proprio in questo momento doveva entrare!

Dr Triletzki - (Imbarazzato). Credo che si sia trovata a passare di qui e ... Le avevo detto che voi sareste tornata oggi...

Voinitzev - A un battesimo! Ecco dove siamo tutti convocati!

Anna Petrovna - Povera Sofia! Si sar chiesta in che razza di casa capitata!

Sofia - No, per credo che se lo sia chiesto quella povera ragazza.

Anna Petrovna - Ah, s; povera Maria Jefimovna! Si fa dieci chilometri a piedi sotto il sole pomeridiano, arriva qui e cosa trova?

Col. Triletzki - Una bordata che la stende. Succede ogni volta che viene qui. Lei entra - una bordata la stende.

Voinitzev - Di solitito Platonov che la prende di mira.

Anna Petrovna - Oggi lui non neanche arrivato e lei gi l che si nasconde tra gli alberi. Esattamente come l'anno scorso.

Col. Triletzki - Non la recuperiamo pi ormai.

Dr Triletzki - (Guardando la sua lettera). Un battesimo... Forse dovrei provare a...

Sofia - Vado io. So bene cosa si prova quando si entra in una stanza piena di gente... Sofa esce in giardino, seguita da Voinitzev.

Glagoliev - Una giovane deliziosa!

Anna Petrovna - Andate a darle manforte, Porfiri Semionovich.

Col. Triletzki - Andiamo tutti a darle manforte! (A Marko). E domenica verremo tutti al battesimo! Sebastopoli?

Marko - E anche Balaclava, signore.

Col. Triletzki - Lo leggo nei tuoi occhi. (Gli regala una moneta).

Marko - Grazie, signore.

Glagoliev e il colonnello Triletzki escono in giardino.

Dr Triletzki - Sar meglio che vada a parlarle.

Anna Petrovna - Sar meglio che restiate qui a parlare con me. (A Vassili). Accompagnalo in cucina e dagli qualcosa da bere. Farci credere che si trattava di una citazione! Escono Vassili e Marko. Allora! Non me che siete venuto a trovare!

Dr Triletzki - Anna Petrovna, ero sicuro che lei non sarebbe venuta! Dopo quanto successo l'anno scorso, pensavo che non avrebbe mai pi messo piede in una casa dove rischia di ritrovare Platonov.

Anna Petrovna - Mi simpatica! Mi piace il suo nasino affilato. Studia ancora chimica?

Dr Triletzki - E legge anche dei libri.

Guardano la Grekova dalla finestra. Il colonnello Triletzki e Glagoliev le si avvicinano, ma vengono discretamente deviati da Voinitzev, lasciando cos che Sofia passeggi con lei sotto gli alberi.

Anna Petrovna - Avete intenzioni serie su di lei?

Dr Triletzki - Platonov dice che scema. E questo che ha scatenato i problemi l'anno scorso. Quello si ficcato in quella sua testa scapigliata l'idea di avere la missione di rabbuffare gli scemi.

Anna Petrovna - Io so che anche voi fate lo scemo a volte. Oh, s, c' molto cervello in quella vostra testa, ma non sempre lo mettete in evidenza. Avete intenzioni serie, s o no?

Dr Triletzki - Vado da lei quasi ogni giorno. Le parlo, sopporto la noia, mando in rovina sua madre a furia di bere caff, ma non succede niente. Io parlo di ci che interessa me; lei di ci che interessa lei. Poi lei mi prende per il risvolto della giacca e mi spazzola via della peluria dal colletto. Sembra che io sia sempre ricoperto di peluria. Ma cosa sia che ogni volta mi spinge a tornare - se amore, oppure noia - non so proprio dire. Pausa.

Sofia e la Grekova scompaiono tra gli alberi.

Anna Petrovna - Che silenzio! Da qualche parte nato uno scemo.

Dr Triletzki - So solo che qualche volta, dopo pranzo, mi manca tanto da sentirmi male.

Anna Petrovna - Allora amore. Ed ecco anche lui.

Platonov e Sascia compaiono in giardino

Voinitzev - Platonov!

Col. Triletzki - Miscenka! Ragazzo mio!

Platonov - Serghei Pavlovic!

Abbracci gioiosi, baci e strette d mano.

Voinitzev - Siete ingrassato!

Platonov - Voi vi siete tagliato la barba!

Voinitzev - (A Sascia). Alexandra Ivanovna!

Platonov - (Stringe la mano a Glagoliev). Porfiri Semionovic.

Glagoliev - Stavamo parlando di voi, Platonov.

Col. Triletzki - Sempre ultimo alla parata, eh!

Platonov - Colonnello!

Col. Triletzki - Fare aspettare Sua Maest!

Anna Petrovna - (Al dottor Triletzki). Adesso andr tutto bene.

Voinitzev, il colonnello Triletzki e Glagoliev accompagnano trionfalmente in casa Platonov e Sascia.

Platonov - Finalmente, siamo usciti di casa! Anna Petrovna!...

Voinitzev - Eccolo qua!

Col. Triletzki - Eccolo il nostro eroe!

Platonov - Saluta tutti, Sascia... Anna Petrovna!

Le prende le mani e le bacia.

Anna Petrovna - Uomo crudele! Come avete potuto farvi aspettare tanto? Di certo sapevate che sarei stata impaziente. Ale-xandra Ivanovna! Mia cara!

Bacia Sascia.

Platonov - Finalmente siamo usciti di casa! Sia ringraziato Iddio! Per sei mesi non abbiamo visto soffitti alti! Non abbiamo visto gente! Abbiamo dormito nella nostra tana come due vecchi orsi in letargo, e soltanto oggi ci siamo trascinati fuori all'aperto!

Voinitzev - Ma vi siete... vi siete ingrassato! Non vero? Siete pi... ampio! Alexandra Ivanovna! Che posso dire...? State bene?

Platonov - Sta bene, sta bene. Vedo che il medico personale di sua signoria di guardia. (Abbraccia il dottor Triletzki). E in ottima salute, a quanto risulta alla vista. Nonch impregnato di profumo, a quanto risulta all'olfatto!

Dr Triletzki - (Bacia Sascia). vero, ingrassato. Sembra un toro in un negozio di porcellane!

Platonov - E quel taglio di capelli costato sicuramente qualche rublo!

Dr Triletzki - Dovresti essere contento di avere un cognato che tiene alla propria persona.

Anna Petrovna - Ma come state voi due? Accomodatevi! Raccontateci! Sediamoci tutti quanti.

Platonov - (A Voinitzev, ridendo). Siete veramente voi? Santo Iddio! Dove sono la barba e i capelli lunghi? Persino la voce cambiata! Avanti, dite qualcosa, sentiamo.

Voinitzev - Mi sento come uno scemo!

Platonov - un basso! Un vero basso profondo! Che fine ha fatto quella voce da tenorino che avevate un tempo?

Sascia - Serghei Pavlovic, io voglio dire solo una cosa...

Platonov - Sascia, amore, non smetti mai di parlare?

Sascia - (A Voinitzev). Congratulazioni.

Platonov - Ah, s! Certo!

Sascia - Posso augurarvi tutta la felicit possibile?

Platonov - Vi siete ammogliato! Felicitazioni anche da parte mia! (Fa un inchino). Amore e armonia per il resto dei vostri giorni! Chi la fortunata?

Voinitzev - La vedrete.

Platonov - Devo confessare che non me lo sarei mai aspettato da voi. Un vero voltafaccia per uno dalle vostre idee.

Voinitzev - Sapete come sono fatto, no? Non perdo mai tempo! Mi sono innamorato e l'ho sposata!

Platonov - L'innamoramento lo abbiamo avuto puntualmente ogni inverno. il matrimonio che costituisce la grande novit. Avete trovato un impiego?

Voinitzev - Ho avuto un'offerta da una specie di ginnasio e non so cosa fare. Non certo quello che avrei scelto.

Platonov - Accetterete, comunque?

Voinitzev - Veramente non lo so. Forse no.

Platonov - E cos perderete altro tempo. Sono tre anni, vero, che avete finito l'universit? Avete bisogno di qualcuno che vi pungoli. Parler con vostra moglie. Tre anni buttati via! Non cos?

Dr Triletzki - E arrivato meno di cinque minuti fa e ci sta gi facendo la predica a tutti!

Glagoliev - Be', una cosa abbastanza rara oggigiorno qualcuno con dei seri principi morali.

Col. Triletzki - Mio genero: il Savonarola del villaggio!

Anna Petrovna - (A Platonov). S, continuate! Come abbiamo fatto a svernare, senza il conforto delle vostre reprimende morali?

Platonov - Oggi fa troppo caldo per essere seri. Ed troppo piacevole starsene di nuovo seduti qui per indignarsi delle storture del mondo... Guardate Sascia; sta annusando l'aria.

Sascia - S, vero.

(Ride).

Platonov - Sapete che odore c' qui? Di carne umana! Ed un odore delizioso! Mi sembra che non ci vediamo da cento anni. L'inverno non finiva pi! E, invece, ecco la mia poltrona! La riconosci, Sascia? Sei mesi fa non mi alzavo mai da quella poltrona. Ci stavo seduto giorno e notte a parlare con Anna Petrovna della natura del mondo e perdendo a carte tutti i soldi del "menage".

Anna Petrovna - Morivo dalla voglia di rivedervi! Avevo perso la pazienza... State bene, allora?

Platonov - Benone... Ma debbo darvi una notizia: voi siete diventata un pochino pi bella.

Anna Petrovna - E voi vi siete ingrassati tutti e due! Che gente fortunata! Com' andata, allora?

Platonov - Malissimo, come al solito. Sei mesi interi senza vedere il cielo. Mangiando, bevendo, dormendo. E leggendo ad alta voce racconti di avventure a mia moglie. Terribile!

Anna Petrovna - (A Sascia). Davvero?

Sascia - Io sono stata benissimo!

Platonov - Sascia, stato spaventoso!

Sascia - Ci si annoiava un po', naturale.

Platonov - Non un po', amore; ci si annoiava a morte. (Ad Anna Petrovna). Smaniavo dalla voglia di rivedervi.

Sascia - Siete tornata ieri?

Anna Petrovna - Col treno della sera.

Platonov - Ho visto le luci accese alle undici, ieri sera, ma ho pensato che foste troppo stanca.

Anna Petrovna - Dovevate entrare! Siamo rimasti a chiacchierare fino alle due.

Platonov - Che afa oggi. Che oppressione!

Glagoliev - Forse ci sar un temporale.

Platonov - Io comincio gi a desiderare il freddo.

Col. Triletzki - Sascenka, Sascenka! (Mette una mano sul braccio di Sascia).

Dr Triletzki - Credevo che vi foste addormentato.

Col. Triletzki - Mia figlia... mio genero... mio figlio. Tutti i grandi astri della costellazione del colonnello Triletzki! (A Sascia). Mi dico sempre di venire da voi, per vedere il mio nipotino e raddrizzare un po' il mondo col nostro Miscenka qui. Ma non riesco mai ad andare da nessuno. Troppo da fare, capisci, piccola mia? E sempre Sua Maest a riunire la nostra famiglia. Strano...

Dr Triletzki - Se non facciamo attenzione si metter a piangere a vederci tutti riuniti. Vero, pap?

Col. Triletzki - Piangere? Perch dovrei mettermi a piangere?

Dr Triletzki - Perch lo fai sempre! Guardaci! Che famiglia! E pensa al tuo nipotino!

Col. Triletzki - (A Sascia). Gi, come sta il marmocchio? Verr a trovarlo un giorno o l'altro.

Sascia - Sta bene. Ti manda tanti bacioni.

Col. Triletzki - Davvero? Che bambino straordinario! Sa gi mandare i bacioni alla gente, eh!

Voinitzev - Credo che lei lo intenda metaforicamente, colonnello.

Platonov - Non ha ancora un anno, signor suocero!

Dr Triletzki - No, non fa che parlare di te! Agita le braccia e strilla: "Nonno! Nonno! Dov' il nonno?".

Platonov - Ha solo undici mesi!

Dr Triletzki - "Voglio tirare i baffoni al nonnino!

Col. Triletzki - E bravo il piccolo! (Tirando fuori il fazzoletto), Ma non riuscirai a farmi piangere per questo!

Dr Triletzki - Non sono mica lacrime quelle, vero colonnello?

Platonov - Smettila, Kolia.

Dr Triletzki - D'accordo, purch Anna Petrovna ci dia da mangiare.

Anna Petrovna - Dovrete aspettare, dottore; come tutti gli altri.

Dr Triletzki - Non si rende conto della nostra fame. gi tutto pronto di l! Caviale, salmone, storione affumicato. Un pasticcio di sette strati...

Anna Petrovna - Come fate a sapere quello che c'?

Dr Triletzki - Sono andato di l e ho guardato! Voi non avete fame, Porfiri Semionovic? Dite la verit!

Sascia - (Al dottor Triletzki). Tu non hai fame: vuoi solo dare fastidio. Non sopporti di vedere la gente starsene tranquilla.

Dr Triletzki - Non sopporto di vedere la gente che muore di fame, signora grassona!

Platonov - Ennesima eclatante dimostrazione del letale umorismo medico!

Anna Petrovna - Che noioso! D'accordo, signor spudorato, aspettate qui e vi trover qualcosa da mangiare. Anna Petrovna esce.

Platonov - Per non ci starebbe male, ora che ci penso. Anch'io ho un certo appetito.

Sofia e la Grekova compaiono in giardino.

Voinitzev - Ecco le signore. Ora metteremo alla prova il grande studioso!

Platonov - Chi ?

Voinitzev - Ah ah!

Col. Triletzki - riuscita a placare la nostra ombrosa puledrina, a quanto pare. (A Platonov). Prima arrivata, ci ha dato un'occhiata ed scappata!

Platonov - Di chi stiamo parlando?

Dr Triletzki - Ah, figuriamoci; adesso ci sei anche tu!

Col. Triletzki - Io dico che entra e scappa via immediatamente!

Glagoliev - Io consiglio di non prestarle affatto attenzione.

Voinitzev - Prestate attenzione solo all'altra, Platonov, e diteci chi .

Sofia conduce la Grekova nel salotto del giardino.

Platonov - Oh, ma la nostra spremi-scarabei!

La Grekova si blocca di colpo. Platonov non presta alcuna attenzione a Sofia, che osserva la scena con aria assorta.

Dr Triletzki - (In tono di rimprovero). Miscia!

grekova - (Freddamente). Michail Vassilievic...

Platonov - (Le prende la mano). Maria Jefimovna! I miei ossequi!

Voinitzev - Qui c' anche un'altra persona che non vede l'ora di salutarvi, Platonov...

Platonov - Un momento. E un tale piacere rivedere Maria Jefimovna... (Cerca di baciarle la mano).

Grekova - (Ritraendo la mano). Non voglio che mi si baci la mano, grazie!

Platonov - Non sono neppure degno di baciarvi la mano?

Grekova - Non so se ne siete degno o no; so solo che non lo fate sinceramente.

Platonov - Non lo faccio sinceramente? Che cosa ve lo fa pensare?

Grekova - Lo fate soltanto perch sapete che a me d fastidio. A voi piace fare solo ci che a me dispiace!

Dr Triletzki - Lasciala in pace, Miscia.

Platonov - Ma s, certo. (Alla Grekova). Come vanno le vostre spremute di scarabei?

Grekova - Spremute di scarabei? Di che state parlando?

Platonov - Ho sentito dire che avete provato a ricavare l'etere dagli scarabei. Volete ampliare i confini della scienza. Brava!

Grekova - Voi dovete sempre mettere tutto in burletta, vero?

Dr Triletzki - Sempre! Tutto!

Platonov - Sono un emulo del nostro dottore.

Voinitzev - Platonov...

Platonov - Ma che bel rosa acceso sulle vostre guance! Dev'essere il caldo.

Grekova - Perch mi dite queste cose?

Platonov - Sto semplicemente cercando di attaccar discorso con voi. Sono sei mesi e pi che non ci parliamo. Perch vi arrabbiate tanto?

Grekova - Si direbbe che la mia presenza abbia uno strano effetto su di voi. Non so in che modo abbia potuto irritarvi tanto. Io cerco di stare il pi lontano possibile da voi. Se il dottor Triletzki non mi avesse dato la sua parola che non vi avrei trovato qui, non sarei venuta.

Dr Triletzki - Io ho detto che non sapevo se sarebbe stato qui o no.

Grekova - (Al dottor Triletzki). Dovreste vergognarvi!

Platonov - (Al dottor Triletzki). Sono d'accordo! Ingannarla in questo modo! (Alla Grekova). Adesso vi metterete a piangere, vero? Va bene, fatevi un bel piantino, su. A volte fa bene piangere un po'!

La Grekova esce piangendo.

Dr Triletzki - (A Platonov). Sei proprio un idiota! Se succeder un'altra cosa del genere io ti toglier il saluto!

Platonov - Scusa, ma che cosa c'entri tu?

Dr Triletzki - Be', supponiamo che... cos, tanto per dire... che io sia innamorato di lei!

Platonov - Allora dovresti essermi grato per averti creato l'occasione di correrle dietro e consolarla.

Dr Triletzki - A volte mi chiedo se ti rendi conto di quello che fai!

Esce il dottor Triletzki, seguendo la Grekova.

Sascia - (In tono di rimprovero). Miscia! Ti prego!

Glagoliev - C'era un tempo in cui le donne le trattavamo con rispetto!

Col. Triletzki - Riusciamo a farla tornare e... bum!... di nuovo stesa al suolo!

Platonov - S. Sono stato uno stupido. La stupidit genera stupidit.

Sofia - E voi l'avete sempre odiata la stupidit.

Platonov - (Voltandosi verso di lei). Come, prego?...

Sofia - Credevo che non vi sareste neppure accorto di me.

Platonov - Non credo di avere avuto il piacere...

Sofia - Non mi riconoscete, dunque?

Voinitzev - (A Platonov). Attento! Questo un esame molto serio.

Col. Triletzki - Ne va della tua carriera futura!

Voinitzev - No? Bene, allora posso presentarvi mia moglie? Sofia Jegorovna.

Platonov - Sofia Jegorovna... Vostra moglie?

Sofia - Sono dunque tanto cambiata?

Platonov - No, ma... qui! E sposata a... (A Voinitzev). E lei dunque? Perch non lo avete detto?

Voinitzev - Una piccola sorpresa.

Sofia - Avete dimenticato, Platonov?

Voinitzev - Un ricordino dei vostri anni studenteschi.

Sofia - Io ero poco pi che una scolaretta.

Voinitzev - E questa sua moglie: Alexandra Ivanovna.

Sofia - (A Sascia). Molto lieta.

Voinitzev - Figlia del colonnello e sorella dell'uomo pi spiritoso del mondo. Platonov escluso, naturalmente.

Sofia - Sicch siamo tutti e due sposati?

Platonov - Mi sorprende che mi abbiate riconosciuto. Gli ultimi cinque anni mi hanno devastato come i topi devastano il formaggio. La mia vita non andata come voi potevate supporre.

Voinitzev - Lei vi riteneva un secondo Byron!

Col. Triletzki - Noi pensavamo che fosse un altro Newton!

Sofia - E, invece, fate il maestro elementare?

Platonov - S.

Sofia - Il maestro elementare. Non riesco a crederci. Ma perch non avete... fatto di pi?

Platonov - Perch non ho fatto di pi?

Voinitzev - (A Platonov). Ora siete voi che dovete render conto!

Col. Triletzki - Una volta tanto!

Platonov - Perch non ho fatto di pi? Che posso rispondere?

Sofia - L'universit l'avete finita, almeno?

Voinitzev - No, ha abbandonato.

Col. Triletzki - Sapeva tutto lui. Nessuno poteva insegnargli altro.

Platonov - Mi sono sposato.

Sofia - Ho capito. Comunque, questo non v'impedir di fare qualcosa di buono, no?

Platonov - Qualcosa di buono?

Col. Triletzki - Ha trovato pane per i suoi denti; non c' che dire!

Sofia - Forse non mi sono espressa chiaramente. Ma l'avere abbandonato l'universit non v'impedisce di fare qualcosa di valido, vero? Non v'impedisce di lottare per la libert o per l'emancipazione della donna. Non v'impedisce di servire una causa.

Platonov - Oh, Dio mio! Che cosa posso rispondere?

Glagoliev - II nostro Savonarola ha incontrato un degno avversario!

Col. Triletzki - Forza, Miscia! Rendile pan per focaccia!

Platonov - No, lei ha ragione: niente m'impedisce niente. Ma forse la verit che in me non c' mai stato niente da impedire. Io non sono venuto al mondo per fare; sono stato messo qui per ostacolare gli altri. Petrin compare in giardino. Per starmene piantato come una grossa pietra contro cui farli inciampare.

Sofia - E rimarrete piantato nello stesso posto per tutta la vita?

Platonov - (Indica Petrin). Chi ostacoler gente come lui, per esempio, se non io? Guardatelo!

Anna Petrovna - appena tornata ieri sera e lui gi qui a fare l'assedio del creditore.

Voinitzev - Platonov, per favore! Non ricominciate, vi prego. Non ripetiamo la storia dell'estate scorsa. (Petrin entra). Gherasim Kuzmic! (Si stringono la mano).

Platonov - Eravate profondamente assorto l fuori. Su che cosa meditavate? Su la vita e la morte? O su polizze di pagamento e cambiali?

Voinitzev - (A Petrin). E questa mia moglie: Sofia Jegorovna.

Petrin - (A Platonov). Non parlatemi di polizze di pagamento. (D la mano a Sofia). Molto piacere. (A Platonov). Non parlatemi di cambiali! (A Voinitzev). Ah, gi, certo; congratulazioni! (A Platonov). Non sono altro che sogni e illusioni, amico mio! Ce se che ti dicono: "Tu possiedi denaro". Ma quando allunghi la mano per toccare il denaro che possiedi, ti accorgi di non possedere nulla!

Platonov - (A Sofia). Il vecchio generale non sapeva pi quello che faceva verso la fine della vita.

Petrin - Gi, e chi c'era l ad assisterlo?

Platonov - Non si rendeva conto di quello che firmava.

Petrin - Chi gli ha chiuso gli occhi?

Platonov - Voi vi meravigliate di me. E avete ragione. Ma qui c' tutto un mondo di cui meravigliarsi! Tutto un nuovo mondo di imbecilli e di mascalzoni.

Voinitzev - Sentite, Platonov...

Platonov - Questo gentiluomo qui possiede sessanta taverne.

Petrin - Sessantatr.

Platonov - Scusate tanto.

Petrin - E magari voi avete bevuto in tutte quante, eh?

Platonov - un benefattore pubblico. Di fronte a lui ci togliamo tutti il cappello.

Petrin - Sono anche iscritto all'albo di una dotta professione: ha una laurea da avvocato! Lo sapevate questo? E, in pi, sono anche funzionario di stato di settimo grado. E ho vissuto qualche anno pi di voi!

Voinitzev - Per favore!

Glagoliev - No, ma vero. Alcuni di noi hanno vissuto pi anni di altri!

Platonov - Magnifico. E questo che cosa dimostra?

Petrin - Quando arriverete alla mia et lo scoprirete!

Glagoliev - (A Platonov). Voi non avete conosciuto il passato, ecco.

Petrin - Sopravvivere a se stessi; non tanto facile!

Glagoliev - (Assentendo). Noi sapevamo godercela la vita! Petrin Ma c' un prezzo da pagare!

Glagoliev - (Assentendo). Noi non badavamo al costo!

Petrin - (A Glagoliev). Ma che cosa ne sa lui della vita?

Platonov - A Petrin). E voi che sapete della vita?

Voinitzev - Platonov, vi prego!

Petrin - No, se vuole sapere qualcosa della vita, gliela dir io.

Glagoliev - E una questione di rispetto.

Petrin - (A Platonov). Ve Io dico io che cos' la vita. Un uomo che nasce pu scegliere fra tre strade, solo fra tre strade; non ce ne sono altre da prendere.

Glagoliev - (Assentendo). Rispetto o mancanza di rispetto: non c' altro.

Petrin - Se prende quella a destra verr sbranato dai lupi. Se prende quella a sinistra dovr sbranare lui i lupi per sopravvivere. E se prende quella dritta finir con lo sbranare se stesso.

Glagoliev - Perch noi sapevamo essere felici.

Platonov - (A Sofia). Ma guardatelo! Tutti s'inginocchiano davanti a questa nullit rimpannucciata. E sapete perch? Perch sono tutti indebitati fino al collo con lui.

Voinitzev - Adesso basta, Platonov! E molto imbarazzante per i padroni di casa quando gli ospiti si mettono a litigare.

Platonov - (A Sofia). Voi li trovate imbarazzanti i nostri divertimenti campagnoli?

Sofia - Io trovo che molto illuminante.

Voinitzev - (A Platonov). Voi talvolta esagerate, per.

Petrin - Che gli ho mai fatto io?

Platonov - Ma la cosa peggiore proprio questa: che persino coloro che si ritengono rispettabili si guardano bene dal dire qualcosa! Mantengono tutti il silenzio: questo silenzio mortale! Il colonnello Trletzk russa nel sonno.

Sascia - (Scuotendolo). Svegliati, pap! Non puoi dormire qui!

Col. Triletzki - Si pranza?

Platonov - No, torna pure a dormire.

Sascia - Miscia!

Osip compare in giardino e aspetta con aria impacciata.

Platonov - Io preferisco la compagnia di un onesto criminale! (Chiamando). Osip!

Voinitzev - Oh, no!

Glagoliev - Ancora quello, no!

Petrin - Non vorr mica invitarlo a entrare?

Platonov - Entra, Osip.

Osip entra, chiaramente a disagio. Ha qualcosa nascosta sotto la camicia.

Platonov - (A Sofia). Vi presento il mio amico Osip.

Voinitzev - (Rassegnato). Allora pulisciti gli stivali, Osip.

Platonov - Osip il nostro ladro di cavalli.

Voinitzev - Che cosa ci fai qui, Osip?

Osip - Niente, eccellenza. Aspettavo la padrona. Per dare il benvenuto, insomma.

Voinitzev - Molto carino da parte tua, Osip. (A Sofia). Anche questo far parte della tua introduzione alla societ locale, suppongo.

Col. Triletzki - Fa una vita da cane, costui!

Glagoliev - Nel bosco.

Petrin - Come un animale selvatico.

Platonov - II nostro scassinatore. E anche assassino. Vero, Osip?

Osip - (A Voinitzev). Sono venuto a fare gli auguri. Tanta felicit, eccellenza.

Voinitzev - Grazie, Osip.

Platonov - Guardate che ghigno! C' una tonnellata di ferro in quella faccia!

Voinitzev - Allora, che cosa ci hai rubato quest'inverno, Osip?

Osip - Non ho rubato niente, eccellenza.

Voinitzev - No?

Osip - No, eccellenza. Sono stato via.

Voinitzev - E dove sei stato, Osip?

Osip - In galera, eccellenza.

Platonov - E perch sei stato in galera?

Osip - Perch d'inverno fa freddo nel bosco.

Petrin - In galera! Perch non ti spediscono in Siberia una volta per tutte?! Guardate, persino ora nasconde qualcosa sotto la camicia!

Voinitzev - Che cos', Osip?

Osip - Niente, eccellenza.

Platonov - Niente, dice! Che esattamente quello che facciamo noi: niente! E per questo che lui non finisce in Siberia! Sappiamo tutti che un ladro: ma sappiamo anche che un assassino, per cui nessuno ha il coraggio di andare a guardargli sotto la camicia. Ecco che cosa impedisce a tutti quelli come lui di finire in Siberia! Se ne stanno tutti qui con un bel pacco rigonfio di niente sotto la camicia e nessuno ha il coraggio di affrontarli!

Voinitzev - Platonov, basta!

Glagoliev - Questa volta ha esagerato! C' un limite a tutto e lui lo ha superato!

Platonov - Sessantatr taverne ha costui! (A Osip). Scommetto che tu non hai neanche sessantatr copeche. Tu come ladro sei solo un principiante!

Petrin - Non vorrete paragonarmi a un qualsiasi ladro di cavalli, spero!

Platonov - Giammai! Sarebbe un'offesa per i ladri di cavalli!

Si scatena il finimondo, ma il colonnello Triletzki contnua a dormire.

Voinitzev - Per favore! Per favore!

Petrin - (Puntando il dito contro Platonov). O se ne va lui, o me ne vado io!

Voinitzev - (A Osip). Tu vattene! Sei tu la causa di tutto!

Platonov - (Indicando Osip). Se lui se ne va, me ne vado anch'io!

Sascia - (A Platonov). Per amor di Dio! Che figura mi fai fare!?

Entra Anna Petrovna.

Anna Petrovna - Basta! Silenzio! Sta succedendo quello che successo l'anno scorso! Non lo tollero! Platonov, qui si stava tranquilli prima del vostro arrivo!

Platonov - (Offeso). Ah, voi state dalla loro parte, cos? Neanche voi mi volete qui? Allora me ne vado! Platonov esce in giardino.

Sascia - Ad Anna Petrovna). Scusate!

Anna Petrovna - (A Sascia). Non dite sciocchezze. Si calmer in un momento. Osip, che cosa fai tu qui?

Osip - Niente, eccellenza. Ben tornata a casa, ecco. Vi ho portato un gufetto. (Lo tira fuori da sotto la camicia).

Anna Petrovna - Oh, che carino! Portalo alla scuderia e trova un posto dove metterlo. Poi vai alla porta della cucina: ti daranno qualcosa da mangiare. Osip esce in giardino. E adesso mangeremo anche noi. Il pranzo servito!

Sascia - (Ad Anna Petrovna). Vi prego, perdonatelo!

Anna Petrovna - Non ho niente da perdonargli! E tutto gi passato e dimenticato.

Glagoliev - Sappiamo com' Platonov.

Voinitzev - (A Sofia). Gi; ecco com' il tuo Platonov, mia cara!

Sofia - Temo di averlo fatto arrabbiare. Gli ho parlato con troppa franchezza.

Glagoliev - No, no, lui che lunare. (A Sascia). Con tutto il rispetto. (A Sofia). Non si sa mai come reagir.

Petrin - E come avere in casa un orso ammaestrato. Far il suo numero, o vi azzanner?

Anna Petrovna - Gherasim Kuzmic. Non ci siamo ancora salutati.

Petrin - Anna Petrovna! Potrei parlarvi un momentino?

Anna Petrovna - Non rimanete a pranzo?

Petrin - S, ma se potessi parlarvi un momento prima...

Anna Petrovna - Dove si sta nascondendo il nostro orso ammaestrato? (Agli altri). Accomodatevi pure a tavola!

Anna Petrovna si dirige verso il giardino, seguita da Petrin.

Petrin - Se poteste almeno darmi una speranza...

Anna Petrovna - Dopo pranzo! Dopo pranzo c' sempre una speranza. Esce in giardino.

Sascia - (Con disperazione). Pap! Ti prego!

Col. Triletzki - (Svegliandosi di soprassalto). Non abbiamo mie pranzato, vero?

Voinitzev - Venite, colonnello. Voinitzev aiuta il colonnello Triletzki ed esce con lui. Glagoliev s appresta ad accompagnare fuori Sofa e Sascia. Sascia Mi dispiace. Scusate.

Glagoliev - Ma no! Che cosa faremmo senza il divertimento eh ci procura il colonnello e la sua famiglia?

Escono Sofia e Sascia. Glagoliev viene trattenuto da Petrin.

Petrin - Allora, ditemi; com' andata?

Glagoliev - Com' andata cosa?

Petrin - L'avete fatta la proposta?

Glagoliev - Non ancora.

Petrin - Ma, caro amico! Che cosa aspettate? Il colonnello vi batter sul tempo!

Glagoliev - II colonnello? Quello non ha due copeche per comprare una candela!

Petrin - Per ne ha abbastanza per comprarle i fuochi d'artificio Sono dietro il bers; me li ha fatti vedere Jakov. E magari toccano il cuore di una donna pi dei fiori! Voi volete sposarla, vero

Glagoliev - L'idea non mi dispiace.

Petrin - Be', allora...

Glagoliev - Ma lei vorr sposare me? Ecco dove potrebbe nascere qualche difficolt.

Petrin - Certo che vi sposer!

Glagoliev - Voi dite? Chi di noi pu conoscere il segreto di un altro cuore?

Petrin - Lei una bella donna, voi un bell'uomo. Siete fatti l'un per l'altra! Volete che gliela faccia io la proposta?

Glagoliev - Io so corteggiare da solo, grazie tante! Che cosa c'entrate voi?

Petrin - Un uomo ha bisogno di una moglie, Porfiri Semionovic Una tenuta ha bisogno di un uomo! E i debiti hanno bisogno di qualcuno che li paghi! Io non voglio portarla in tribunale costringerla a vendere tutto! Sono una persona ragionevole, Porfiri Semionovic! Voglio solo i miei soldi! Anna Petrovna compare in giardino, sottobraccio a Platonov. Eccola, Porfiri Semionovic! Fatele la proposta!

Glagoliev - (Esitante). Non posso farla a stomaco vuoto. Dopo pranzo!

Petrin - E la vostra felicit che mi sta a cuore. Solo quella! La vostra felicit e i miei soldi.

Escono Glagolev e Petrin nella direzione della sala da pranzo. Entrano Anna Petrovna e Platonov dal giardino.

Anna Petrovna - Ma non posso sbarazzarmi di loro, capite? N ci riuscirete voi, con tutta la vostra eloquenza. Io dipendo da loro! E come una posizione molto complicata su una scacchiera. Se io non facessi ingelosire un po' Porfiri Semionovic del colonnello... se non facessi ingelosire un po' il colonnello del dottore... Se non avessi la povera Grekova che mi protegge dal dottore... Se Petrin non fosse convinto di potersi riprendere i suoi soldi tramite Glagoliev... se voi non foste qui a rallegrarmi il cuore... be', allora la regina cadrebbe. Perderei la tenuta, Platonov! Perderei tutto. Allora voi che cosa fareste? Tutti voi. Il leone giusto che ruggisca, certo che giusto, ma non cos forte, Platonov; altrimenti far crollare la casa. D'accordo? Adesso aspettate qui.Vi mander Maria Jefimovna. L'ho trovata in lacrime, Platonov! Perci ora le darete la zampa e le chiederete scusa.

Entra Voinitzev.

Voinitzev - Venite! Stanno tutti aspettando per brindare alla vostra salute!

Anna Petrovna - Lui ha qualcos'altro da fare adesso. (A Platonov). Aspettate! Non vi presentate a tavola se prima non avete fatto quello che vi ho detto!

Esce Anna Petrovna.

Voinitzev - Che succede?

Platonov - Devo offrire la mia zampa in cambio del pranzo. Serghei, siete un uomo fortunato. E una donna splendida, la vostra Sofia. Siete felice?

Voinitzev - Non so...

Platonov - Non sapete?

Voinitzev - Voi siete felice con S ascia?

Platonov - Noi siamo una famiglia! Ci siamo fatti un nido! Un giorno o l'altro capirete che cosa significa questo. Toglietemi Sascia e io sono finito, credo. Completamente distrutto. Noi due siamo la coppia perfetta: lei una sciocca e io un ribaldo. Ma voi due non siete felici?

Voinitzev - Credo di s. Suppongo che sia questa la felicit.

Entra il dottor Triletzki, masticando: un bicchiere in una mano, una bottiglia nell'altra.

Platonov - (Al dottor Triletzki). Vedo che ti stai gi ingozzando! Mi hai perdonato?

Dr Triletzki - E di che? Su, via! Dobbiamo brindare al grande ritorno! (Mette il braccio intomo alla spalla di Platonov). Beviam, beviam, beviamo!

Platonov - Hai visitato i tuoi pazienti, oggi?

Dr Triletzki - (Si scosta da lui). Miscia, una volta per tutte, se proprio devi farmi la predica vediamo di prendere accordi precisi. Lezione privata di morale: un'ora al giorno, dalle sedici alle diciassette, e ti pagher un rublo alla volta!

Voinitzev - (Mette le mani sulle spalle di entrambi). Venite, amici, andiamo a brindare insieme! E poi il destino compia pure le sue malefatte! Al diavolo gli usurai, al diavolo i creditori! Basta che le persone che amo a questo mondo siano vive e in salute. Io non ho altro che voi!

Dr Triletzki - Anche noi non abbiamo altro che noi!

Entra la Grekova e si blocca alla vista dei tre.

Platonov - Andiamo! Mi sento di brindare a qualsiasi cosa, con qualsiasi cosa ci sia da brindare! Non mi sbronzo da tantissimo tempo e oggi voglio proprio sbronzarmi! Fanno per uscire, ma, scorgendo la Grekova, si fermano. Maria Jefimovna! Vi chiedo scusa. Invoco pubblicamente il vostro perdono. Sono divorato dal rimorso. Datemi la mano. Mi metto in ginocchio e vi bacio pubblicamente la mano! La Grekova ritrae bruscamente la mano. E adesso si rimetter a frignare! La Grekova esce piangendo. Torna qui, spremi-scarabei!

Platonov esce, seguendo la Grekova.

Dr Triletzki - Miscia, ti supplico!

Voinitzev - Non riuscite proprio ad essere serio una volta?

Escono il dottor Triletzki e Voinitzev, seguendo Platonov. In lontananza un piano attacca un'allegra danza. La serie di porte-finestre viene spinta da un lato per dare inizio alla Scena Seconda.

Scena seconda

Il giardino. Come nella scena precedente, meno le finestre. La luce si attenua. Entrano Jakov e Vassili, che sostituiscono le sedie del salotto con sedie da giardino, quasi danzando con esse a tempo di musica. Entra Sascia, con qualcosa nascosta sotto un tovagliolo. Con fare furtivo, evita che Jakov veda ci che ha in mano, e viene a trovarsi faccia a faccia con Vassili. Per un attimo si trova involontariamente coinvolta nella danza. Poi la musica cessa e Jakov e Vassili escono portando via le ultime due sedie.

Sascia - (Chiama sottovoce). Dove sei? Mi senti?

Osip spunta da dietro gli alberi. Sascia toglie il tovagliolo e scopre il piatto di cibo che ha in mano.

Osip - Siamo tutti e due ladri, allora. (Prende il piatto, si siede e comincia a mangiare avidamente con le mani).

Sascia - Togliti il berretto. E peccato mangiare col capo coperto. E di' anche una preghiera di ringraziamento, avanti! Osip, si toglie il berretto e continua a mangiare. Si ode il fischio di un treno in lontananza. Senti... il treno della sera. Presto far buio. E loro non hanno ancora finito di pranzare! Mangiano, bevono. Cantano, ballano. Poi di nuovo mangiano e bevono. Mi danno il capogiro... E cos non hanno trovato niente da darti in cucina, eh!... Be', che Dio li perdoni... Appena far buio ci saranno i fuochi d'artificio. Io non li vedo da quando ero bambina. Quando la gente dava feste per gli ufficiali; quando mio padre aveva ancora il suo reggimento... Un altro fischio del treno, ora pi vicino; e poi, per un attimo, il rumore appena percettibile di una locomotiva. Eccolo. Al passaggio a livello. Davanti alla nostra casetta.

Pausa. Osip restituisce il piatto a Sascia e si forbisce la bocca con la mano.

Osip - Io l'ho baciata una volta.

Sascia - Anna Petrovna? L'hai baciata!? (Si siede accanto a lui).

Osip - Faceva molto caldo. Come oggi. Qui dietro, nel bosco. Io me ne andavo per un sentiero, quando mi volto e la vedo. Stava coi piedi dentro a un ruscelletto e con una mano si teneva su le vesti, mentre con l'altra raccoglieva acqua dentro a una foglia di romice. Raccoglie acqua e beve; Raccoglie e beve. Raccoglie ancora e se la versa sulla testa. E una di quelle giornate che si fa fatica anche a respirare e non si sente altro che il ronzio delle mosche... Lei non fa caso a me. Uno dei tanti contadini, pensa. Allora io scendo lungo il ruscello e mi avvicino; ma proprio vicino, come lo sono a voi adesso - e la guardo. Cos, come sto guardando voi. E lei se ne sta l davanti a me, coi piedi nell'acqua, con le vesti sollevate e raccoglie acqua e se la versa sulla testa. E l'acqua le scorre gi per i capelli, la faccia, il collo e gi per il vestito. Poi lei mi fa: "Che cos'hai da guardare, scemo? Non hai mai visto un essere umano?". E continua a raccogliere acqua e a versarsela sulla testa. Io rimango l come un baccal. Poi, tutto a un tratto, lei si volta e mi lancia un'occhiata. "Oh," fa, "ti sei invaghito di me, cos?". E io dico: "Io so solo che per darvi un bacio potrei anche morire". Allora lei si mette a ridere. "Va bene," fa, "puoi darmi un bacio, se ti va". Be', io mi sono sentito come se m'avessero buttato dentro a una fornace. Entro nel ruscello con tutte le scarpe, non sto certo a pensarci su - la prendo per la spalla, appena appena, e la bacio qui, sulla guancia, e qui, sul collo, con tutta la mia forza.

Sascia - E lei che cosa ha fatto allora?

Osip - "Bene," dice, "adesso vattene! E lavati un po' pi spesso," dice, "e pulisciti le unghie!". E io me ne sono andato.

Sascia - Certo che molto coraggiosa.

Osip - Dopo quel giorno sembravo un matto. Non mangiavo, non dormivo. Me la vedevo sempre davanti agli occhi. Li chiudevo e lei era sempre l. Avranno pensato che mi ero ammattito. Volevo andare a ammazzare il povero vecchio generale! E poi, quando rimase vedova, cominciai a farle un sacco di servizietti. Le prendevo le pernici, le quaglie... Le ho dipinto il bers di tanti colori diversi... Una volta le portai un lupo vivo. Avrei fatto qualsiasi cosa per lei. Anche mangiato me stesso, se lei me lo avesse chiesto... L'anno scorso le ho portato un leprotto. Lei lo tiene in braccio e lo accarezza e mi dice: "E vero quello che dicono di te, Osip - che sei un bandito?". "Com' vero che sono qui davanti a voi" dico io. "Allora dovremo farti ravvedere" dice lei. "Dovrai fare un pellegrinaggio. Andrai fino a Kiev a piedi. Poi a Mosca e, fra un anno, sarai completamente cambiato". Allora io mi sono conciato come un mendicante e, con una bisaccia a tracolla, mi sono incamminato verso Kiev. Non c' stato niente da fare, per. Non ero nemmeno arrivato a Char-kov che mi sono imbattuto in una brigata di buontemponi. E che cosa ho fatto? Ho speso tutto in vodka, ho perso i documenti in una rissa e me ne sono tornato a casa. E adesso lei non vuole pi niente da me.

Anna Petrovna compare tra gli alberi sullo sfondo, andando con fare incerto prima in una direzione, poi in un'altra, come se cercasse qualcuno.

Sascia - Eccola... Adesso ti vedr.

Osip - E che me ne importa!?

Sascia - Per vero. Quando si perde la testa per qualcuno non si sa pi che cosa si combina. Quando ho conosciuto Platonov, e non sapevo ancora che lui mi amava, ho passato momenti angosciosi. Vagavo per il bosco come un'anima in pena.

Osip - E adesso lui che cosa fa? Ronza intorno a sua eccellenza la generalessa! Non ha molto cuore vostro marito. Di cervello ne ha, per, e non gli mancano certo le parole. Potrebbe avere tutte le donne del mondo, se volesse.

Sascia - Adesso basta. Non mi piacciono queste cose!

Voinitzev - (Chiama, fuori scena). Sofia! Sofia!

Dr Triletzki - (Chiamando, fuori scena). Miscia! Dove sei?

Anna Petrovna scompare.

Sascia - Ora escono tutti e ti trovano qui. Comunque inutile che stai a versare lacrime per lei; le cose rimangono cos come stanno.

Osip - Ma lui perch vuole altre donne? Ha gi tutte le migliori.

Osip si dilegua tra gli alberi alla vista di Voinitzev che entra.

Sascia - ora dei fuochi d'artificio?

Voinitzev - S, ma ho perduto Sofia.

Sascia - Io vado a cercare Platonov. Non comincerete senza di noi, vero?

Voinitzev - Credevo che fosse in giardino. (Entra il dottor Triletzki, visibilmente ubriaco). Avete visto Sofia?

Dr Triletzki - No. Io sto cercando Miscia.

Voinitzev - (Chiamando). Sofia!... (Esce).

Dr Triletzki - (Chiamando). Miscia! (A Sascia). Devo dargli un rublo! Tieni un rublo, Sascia... (Vede il piatto vuoto in mano alla sorella). Povera Sascia! Sei venuta a mangiare qua fuori, da sola! Eccoti due rubli, Sascia! Anzi, tre!

Sascia - (Respingendo il denaro). Oh, no! Sei ubriaco fino a questo punto?

Dr Triletzki - Io non sono ubriaco, Sascia! Gherasim Kuzmic che ubriaco! Mi ha consegnato tutto il suo denaro perch glielo custodissi! "Se non lo d a voi" dice "finir che lo dar a qualcun altro".(Annusa ildenaro). Denaro di contadino... Tieni; quattro rubli alla mia bella sorellina. E se pensi che io sia ubriaco vuol dire che non hai visto nostro padre!

Sascia - Che cosa ho fatto io per meritarmi tutto questo? Dov' pap?

Dr Triletzki - Dietro al sof.

Sascia - E inutile che stia a chiedere aiuto a te, suppongo. Dov' Miscia?

Dr Triletzki - Non riesco a trovarlo!

Sascia - Be', trovalo! Io trover pap. (Esce).

Dr Triletzki - (Chiamando). Miscia! Miscia! (Esce).

Entra Sofia da dietro gli alberi e si siede su una delle panchine da giardino.

Voinitzev - (Chiamando, da fuori). Sofia! Dove sei?

Dr Triletzki - (Chiamando, da fuori). Un rublo di premio a chi trova Platonov!

Platonov entra dalla stessa direzione di Sofia.

Platonov - Io vi seguo in salotto e voi tornate in sala da pranzo. Vengo in sala da pranzo e voi uscite in giardino. Vengo in giardino e voi correte di nuovo in casa.

Sofia - Voi continuate a parlare del passato. Che importanza ha? Uno studente amava una ragazzina; la ragazzina amava lo studente. una vecchia, banalissima storia! Troppo vecchia e banale perch abbia ancora un qualche significato per noi due.

Platonov - E allora di che cosa avete paura?

Sofia - Io non ho paura di niente!

Platonov - Possibile che ogni uomo che incontrate rappresenti una minaccia per il vostro Serghei? Se ho parlato troppo con voi, stasera, se vi ho stancata con le mie attenzioni, solo perch siete una donna intelligente e comprensiva. Ma che cosa pensate? Che io voglia sottrarvi a vostro marito? Che io sia innamorato di voi? Credete forse di aver conquistato l'intellettuale locale? Domato l'eccentrico del villaggio? Ah, certo, magnifico! Una delizia! Una vera chicca per la nostra piccola egocentrica!

Sofia - Voi siete impazzito!

Platonov - Scappate via, allora! Tornatevene da lui! Nessuno vi obbliga a rimanere qui! Pausa. Che caldo! Anche a quest'ora... Non avrei dovuto bere tanto... Pausa. Perch non ho fatto di pi? la prima cosa che mi avete chiesto! Non "State bene?" oppure "Siete felice?". Neanche per sogno! "Perch non avete fatto di pi?".

Sofia - Vi chiedo scusa.

Platonov - No, avete ragione. Perch non ho fatto di pi? II male pullula intorno a me, insozza la terra, inghiotte i miei fratelli in Cristo e io me ne sto qui con le mani in mano. E sar cos anche quando avr quarantanni, cinquanta; non cambier pi, ormai. Poi, pi avanti, scivoler nel rimbambimento della vecchiaia, nell'ottusa indifferenza a tutto ci che non stretta necessit del mio corpo. Una vita sprecata! Poi la morte. E quando penso alla morte vengo preso dal terrore. Pausa. Perch non ho fatto di pi? Potrei rivolgere la stessa domanda a voi. Che ne della purezza di cuore che avevate allora? Dov' l'antica sincerit, il candore, il coraggio? Mi chiedete perch non ho fatto di pi; a vostro marito glielo chiedete mai? Voi avete lasciato e lasciate trascorrere gli anni nell'ozio. Osservate quelli che si fanno venire i calli sulle mani per voi, e poi riuscite ancora a guardarli negli occhi. Questa depravazione. Sofia si alza in piedi. Platonov la fa sedere di nuovo. Un'ultima parola, poi vi lascer andare. Eravate splendida un tempo! No, lasciatemi finire... Eravate buona. C'era della grandezza in voi. (Le prende la mano). Per quale ragione al mondo avete sposato quell'uomo?

Sofia - Serghei? E un'ottima persona!

Platonov - E un pigmeo!

Sofia - E mio marito!

Platonov - E impantanato fino al collo nei debiti; sfiancato dall'ozio!

Sofia - Abbassate la voce, per favore! Qualcuno pu sentirvi!

Platonov - Non me ne importa! Sentano pure tutti! (Calmandosi). Scusatemi se sono stato duro. Ma io vi ho amata! Vi ho amata pi di ogni altra cosa al mondo. Questi capelli, queste mani, questo viso... Che cosa potete fare qui? Soltanto affondare di pi in questa melma. Perch nessuno di noi vive nel modo in cui potrebbe vivere? Se ne avessi la forza, sradicherei me stesso e voi da questo pantano! Partiremmo! Stanotte! Prenderemmo il treno della notte e non torneremmo mai pi!

Sofia - Ma che cosa dite!?

Platonov - Voi sapete che cosa dico...

Entrano Petrin e Glagoliev, entrambi un po' sbronzi.

Petrin - (A Glagoliev). Mettimi davanti un rublo e io te lo carpisco!

Sofia scappa verso il folto del bosco.

Platonov - Sofia! La segue di corsa.

Petrin - Davvero, Porfiri! Ti dico in tutta onest che te lo ruberei! Se fossi sicuro di non essere scoperto, si capisce. E se io mettessi un rublo davanti a te, tu lo ruberesti!

Glagoliev - Io no, Gherasia! Sai che non lo farei!

Petrin - Ventimila rubli, allora.

Glagoliev - No, no!

Petrin - Cinquantamila!

Glagoliev - No, no, no.

Petrin - Mostrami un uomo onesto, Porfiri, e io ti mostrer un idiota!

Glagoliev - Allora io sarei un idiota, Gherasia!

Petrin - (Con mestizia). S. Un idiota. Uno non pu starsene l seduto a rimirarla! E forse cos che si conquista una donna? Non hai fatto altro che startene piantato su quella sedia come un fungo!

Glagoliev - La conquister, Gherasia, stai tranquillo! Vedrai che la sposer!

Petrin - S, ma quando, Porfiri, quando? Non si sa mica di quanto tempo disponiamo ancora alla nostra et! Falle la proposta stasera, Porfiri! E una meravigliosa notte d'estate. E lei innamorata! Non hai visto come rideva a tavola? Non hai visto quel luccicore selvatico nei suoi occhi? Ecco che viene. Guardala! Guardala!

Entrano Anna Petrovna e la Grekova, dal folto del bosco.

Petrin - E uscita per seguirti.

Glagoliev - C' anche Maria Jefimovna con lei.

Anna Petrovna - (Chiamando). Dottore! Dottore?

Petrin - Sta cercando di liberarsene, per. Vuole restare sola; chiaro.

Dr Triletzki - (Fuori scena). Miscia! Dove sei, Miscia?

Anna Petrovna spedisce la Grekova nella direzione della voce.

Petrin - Visto? Sta aspettando te! Su, sbrigati! Prima che arrivi il colonnello! Ancora un bicchierino per darsi coraggio e poi si getter nella mischia quello! Non ti capiter pi un'occasione come questa! Anna Petrovna, ora che la Grekova scomparsa, s allontana in una direzione ben precsa. Avanti, seguila, Porfiri! Carpisci quel rublo!

Con fare indecso, Glagoliev segue Anna Petrovna. Entra Voinitzev.

Voinitzev - Ho perduto Sofia. Non riesco a capire... Guarda nella direzione presa da Anna Petrovna. Non sar quella laggi?...

Petrin - No, no! Di l, di l!

Spedisce Voinitzev in un 'altra direzione, poi segue ansiosamente Glagoliev.Entra la Grekova.

Grekova - Platonov?

Voinitzev - Sofia?

Grekova - Scusate.

Voinitzev - Perdonate.

Esce la Grekova, in preda all'imbarazzo. Entra Sofia, in preda all'agitazione.

Sofia - Serghei!

Voinitzev - Sofia! Credevo di averti perduta per sempre! Dove sei stata?

Sofia - Andiamocene di qui!

Voinitzev - E dove?

Sofia - Dovunque. All'estero!

Voinitzev - Se vuoi...

Sofia - Subito!

Voinitzev - Subito?

Sofia - Stanotte.

Voinitzev - Sofia!

Sofia - Ti prego, Serghei!

Voinitzev - Ma... ma... e i fuochi d'artificio?

Sofia - No... niente fuochi d'artificio!

Voinitzev - Sofia, amore mio, so quanto sia noioso per te questo posto, ma...

Sofia - C' un treno; un treno notturno.

Voinitzev - Amore, non siamo noiosi fino a questo punto! Non tutti, comunque. Sono sicuro che ti farebbe bene parlare con Platonov.

Sofia - Platonov?

Come evocato, entra Platonov. Scorgendo Voinitzev, si blocca e rimane al limitare del bosco, non visto dai due.

Voinitzev - Lo soche ti ha deluso. Ho visto che lo hai evitato tutto il pomeriggio. E diventato un po' orso, lo riconosco; ma ti assicuro che lui non come gli altri. Io gli voglio bene; e anche tu gliene vorrai, quando lo conoscerai un po' meglio. Vieni, andiamo a cercarlo!

Sofia - Serghei, ti prego, ascolta...

Voinitzev - No, no... sei tu che devi ascoltare Platonov. Sono sicuro che lui ti convincer a restare! Almeno fino a dopo i fuochi d'artificio!

Escono Voinitzev e Sofia Platonov fa per seguirli. Entra Anna Petrovna.

Anna Petrovna - Eccolo qua il nostro filosofo! Che evita la nostra compagnia e passeggia solitario in giardino sprofondato nei suoi pensieri segreti! Che serata meravigliosa! Finalmente un po' di fresco. E la prima stella... Peccato che alle signore non sia consentito di dormire fuori, sotto il cielo aperto! Quand'ero bambina dormivo sempre in giardino, d'estate. Pausa. Avete una cravatta nuova.

Platonov - S.

Anna Petrovna - Sono di uno strano umore oggi... Sono contenta di tutto... Dite qualcosa, Platonov!

Platonov - Che cosa volete che dica?

Anna Petrovna - Voglio sentire il suono della vostra voce. Voglio sentirvi dire... non so... qualcosa di nuovo, qualcosa di frizzante, qualcosa di tenero. Perch oggi voi siete stato straordinariamente arguto, straordinariamente fascinoso, e io sono pi che mai innamorata di voi. E vi state comportando cos bene; non avete ancora provocato nessun guaio!

Platonov - Voi non siete mai stata tanto incantevole.

Anna Petrovna - Siamo amici, Platonov?

Platonov - Certo. Se non siamo amici noi due, chi lo ?

Anna Petrovna - Veri amici? Grandi amici?

Platonov - Che vi prende? Siamo amici, siamo amici! Vi state comportando come una scolaretta!

Anna Petrovna - Dunque siamo amici. Ma voi sapete, vero, caro signore, che l'amicizia tra un uomo e una donna solo a un piccolo passo dall'amore?

Platonov - Davvero? Per quanto piccolo possa essere, noi non lo faremo mai quel passo verso la perdizione.

Anna Petrovna - Per te l'amore perdizione, dunque? Per me qualcosa di elevato. Perch dovremmo provarne vergogna? Perch non dovremmo compierlo quel piccolo passo?

Platonov - (Fissandola). Entriamo in casa e balliamo, volete?

Anna Petrovna - Tu non sai ballare! No, ora che noi due parliamo un po'. Anche se io non so da dove cominciare. Tu sei cos difficile! Adesso cerca di ascoltare, una volta tanto, anzich filosofare! (Si siede). Siediti... Guardatelo, a disagio, lui! Stai tranquillo, mio caro, tua moglie non ci sente!

Platonov - Forse dovrei dire una cosa prima.

Anna Petrovna - Avanti, dilla.

Platonov - Non ne vale la pena. Credetemi, Anna Petrovna, non ne vale la pena.

Anna Petrovna - No? Adesso stai a sentire me. Siediti... Siediti! Platonov si siede accanto a lei. Senti, se tu fossi libero, io non starei a pensarci su... diventerei tua moglie. Ti conferirei il mio stato sociale e i miei averi. Ma stando le cose come stanno... (Pausa). Devo forse dedurre che chi tace acconsente? (Pausa). Credo che, nella circostanza, sia poco signorile da parte tua nondire proprio niente.

Platonov - (Scattando in piedi). Dimentichiamo questa conversazione! Facciamo finta che non abbia mai avuto luogo!

Anna Petrovna - Sei un clown, Miscia!

Platonov - Io vi rispetto! E rispetto in me il rispetto che ho per voi! Non sono contrario a qualche innocua scappatella...

Anna Petrovna - Sappiamo, Platonov, sappiamo...

Platonov - Ma non con una donna bella, intelligente e senza legami come voi! Per finire - dopo un mese o due di follia - ognuno per la sua strada, coperti di vergogna? Non potrei mai!

Anna Petrovna - Io non stavo parlando di follia; stavo parlando d'amore.

Platonov - E credete forse che io non vi ami? Vi amo per la vostra bont, per il vostro cuore generoso. Vi amo disperatamente, vi amo... alla follia! Sono pronto a morire per voi, se volete! Ma perch ridurre tutti gli amori allo stesso comune denominatore? Io vi amo come donna, s, ma vi amo anche come persona. Senza considerare, mia cara, che sono un tantino sposato.

Anna Petrovna - (Si alza). E senza considerare che avete bevuto un tantino troppo e che siete un tantino ipocrita. Andatevene, allora. Quando avrete il cervello meno offuscato se ne riparler.

Platonov - Il guaio che non riesco a nascondere quello che provo per voi. (Calmo e intimo). Se potessi, anima mia, gi da molto tempo sarei il tuo amante! Esce Platonov.

Anna Petrovna - (A se stessa). Che uomo insopportabile! (Chiamando). Torna qui! Miscia! Miscia... Sta per lanciarsi al suo inseguimento quando, tra gli alberi, appare improvvisamente Glagoliev.

Glagoliev - Anna Petrovna!

Anna Petrovna - Oh, mi avete spaventata!

Glagoliev - Anna Petrovna, voi sapete, credo, quanta considerazione io abbia per il vostro sesso. Pi di una volta sono stato tacciato di romanticismo, ma per me un mondo senza donne sarebbe simile a un paradiso senza angeli. Eppure, almeno nei mesi invernali, tale il mondo in cui mi trovo a vivere. Anna Petrovna...

Col. Triletzki - (Fuori scena). Anna Petrovna!

Anna Petrovna - Temo di essere stata avvistata dall'artiglieria!

Glagoliev - Gi. Vengo subito al punto, allora. Anna Petrovna, volete essere l'angelo del mio paradiso?

Col. Triletzki - (Fuori scena). Mi fate confondere e mi si intrigano i piedi. Me la cavo benissimo da solo!

Anna Petrovna - Qualsiasi angelo si levasse in volo da queste parti verrebbe sicuramente riempito di piombo dal colonnello!

Glagoliev si volta a guardare nella direzione del colonnello Triletzki e Anna Petrovna si dilegua nella direzione opposta.

Glagoliev - II colonnello a sua volta pieno di qualcosa ben pi forte del piombo... (Si accorge che Anna Petrovna scomparsa). Anna Petrovna!...

Entra Petrn, che si trovava tra gli alberi.

Petrin - Di l!

Esce Glagoliev nella scia d Anna Petrovna, e Petrn in quella di Glagoliev. Entra il colonnello Triletzki, ubriaco, accompagnato dal dottor Triletzki e da Sascia. Il dottor Triletzki, che ha in testa il berretto militare col quale arrivato il padre, divertito dello stato del colonnello.

Col. Triletzki - Che spingete!... Non spingete! (Si accorge che nessuno lo sta spingendo). Ah, siete l...

Sascia - Anche se non hai timor di Dio, dovresti almeno vergognarti della gente! Stanno tutti guardando te! Stanno tutti ridendo di te! (Al dottor Triletzki). Tu che cos'hai da ridere!?

Dr Triletzki - Ma dove sar Miscia?

Col. Triletzki - Dov' Anna Petrovna?

Sascia - Appena ti ha visto scappata via.

Col. Triletzki - Volevo chiederle una cosa...

Dr Triletzki - Ma non ricorda pi che cosa!

Sascia - Non c' niente di divertente, Kolia!

Col. Triletzki - Che cosa stavo dicendo?

Dr Triletzki - Che avresti potuto diventare generale!

Sascia - Non stuzzicarlo!

Col. Triletzki - S! Ancora cinque anni e sarei diventato generale! Se quando ho raggiunto l'et della pensione avessi avuto cinque anni di pi... No: se quando sono nato avessi avuto cinque anni di meno... Come sarebbe a dire?...

Sascia - Avanti, andiamo! Non sei degno di entrare in una casa rispettabile. Sei un vecchio! Dovresti essere di esempio agli altri!

Col. Triletzki - Tu sei tutta tua madre! Lo sapevi? Giorno e notte sempre lo stesso ritornello: questo non va, quest'altro non va... Sei proprio come la tua povera, cara mammina, piccola mia! Gli stessi occhi, gli stessi capelli. La stessa camminata da papera... (La bacia). Eh, quanto l'ho amata!

Sascia - Adesso andiamo, su!

Col. Triletzki - Vengo, piccola mia. Tutto quello che vuoi. Non sar sempre stato buono, Sascia, per tua madre l'ho amata. E non ho mai preso denaro da nessuno.

Dr Triletzki - Eccoti un altro rublo. (Gli d un rublo).

Col. Triletzki - Da te lo prendo perch sei mio figlio. Per io non ho mai derubato il mio paese, non ho mai derubato i miei amici. Bastava che anch'io affondassi le mani come tutti gli altri e sarei diventato ricco e famoso... Sarei diventato generale!

Sascia - Kolia, ridagli il berretto, prima che prenda il raffreddore.

Dr Triletzki - Allora, dove te ne stai andando, generale?

Col. Triletzki - Accompagno a casa questa signora.

Sascia - (Al dottor Triletzki). Di' a Miscia che me ne sono andata, quando lo vedi.

Dr Triletzki - E i fuochi d'artificio?

Sascia - Dovr rimandare a un'altra occasione.

Col. Triletzki - L'accompagno a casa e poi torno qui per i fuochi. Volevo dire una cosa ad Anna Petrovna... Dov' Sascia? Ah, sei qui. Bene, allora, avanti marsc...! Piano, piano; non cosi veloce... Sai che facciamo? Ti porto in braccio.

Sascia - Non dire sciocchezze.

Col. Triletzki - Ti porto in braccio! Tua madre ce la portavo sempre. Io magari non mi tenevo in piedi, ma la prendevo su e la portavo in braccio. Vieni!

Sascia - Neanche per sogno! Mettiti il berretto come si deve. (Gli raddrizza il berretto sul capo). Aggiustati un po'.

Col. Triletzki - Una volta rotolammo insieme gi per una collina. Fino in fondo! E lei non me lo rimprover mai, povera cara. Ci rise su, che Dio l'abbia in gloria!

Esce il colonnello Triletzki, appoggiandosi a Sascia. Entra Voinitzev.

Voinitzev - Dov' Platonov? Non riesco a trovarlo.

Dr Triletzki - Nemmeno io. Eccovi un altro rublo. E ora dei fuochi d'artificio?

Voinitzev - I fuochi non ci saranno se non trover Platonov.

Dr Triletzki - Non ci saranno? (Chiamando). Platonov!

Voinitzev - Miscia!

Un grido del colonnello Triletzki fuori scena.

Sascia - (Fuori scena). Che c' adesso?

Col. Triletzki - (Fuori). Sono diventato cieco!

Sascia - (Fuori). Ti scivolato il berretto sugli occhi!

Voinitzev - (Chiamando). Miscia!

Escono Voinitzev e il dottor Triletzki. Entrano Platonov e Sofia.

Platonov - Partite?

Sofia - Stanotte.

Platonov - Per sempre?

Sofia - Per sempre.

Platonov - Che cosa avete detto a Serghei?

Sofia - Niente.

Platonov - Lui che cosa ha detto?

Sofia - Mi ha detto di parlare con voi.

Platonov - Come me?!

Sofia - Dice che voi mi convincerete a restare.

Pausa. I due si guardano.

Platonov - Andate.

Sofia - S?

Platonov - Stanotte. Subito. Avete ragione voi: non c' altro da fare. Altrimenti io non risponder delle conseguenze.

Pausa. I due si fronteggiano guardandosi. Entra la Grekova.

Grekova - Platonov...(Scorgendo Sofia, si blocca. Sofia esce d corsa). Scusate, ma io non ne posso pi. Voi mi seguite dovunque! Dovunque io vada... ci siete voi! Mi state seguendo, vero?

Platonov - Spremi-scarabei! Vieni qui, stupenda creatura!

Grekova - Come? (S avvicina nervosamente).

Platonov - Strana e meravigliosa donna! (La bacia).

Grekova - Perch mi baciate?

Platonov - Ho bisogno di baciare qualcuno!

Grekova - Forse... forse mi amate, allora?

Platonov - Perch, tu forse mi ami, testona sciagurata?

Grekova - Non lo so. Dipende da quello che voi... (Lui la bacia). Non dovreste, se non mi amate. (Lui la bacia). Mi amate?

Platonov - Per niente, piccola mia! E per questo che ti bacio!

La Grekova scoppia in lacrime, scappa e s'imbatte nel dottor Triletzki.

Dr Triletzki - Ah, eccolo qua, l'uomo che tutti stanno cercando!

Grekova - Io non voglio vederlo mai pi! E se voi avete un po' di rispetto per me - se avete un po' di rispetto per voi stesso - neanche voi lo vedrete pi!

Dr Triletzki - Ma mio cognato!

Grekova - Certo; anche a voi piace mettere tutto in burletta. Bene, fate pure le vostre piccole burle, allora. Tanto non sapete fare altro!

Dr Triletzki - Eccovi un rublo.

La Grekova scappa via con un gemito di dolore, ma viene bloccata da Voinitzev, che entra.

Voinitzev - I fuochi d'artificio!

Grekova - Cosa?

Voinitzev - Non andatevene. (A Platonov). Non partiamo pi! Non so cosa le abbiate raccontato, ma l'avete convinta a restare! Glielo avevo detto io che siete l'uomo pi eloquente del mondo! Non lo dimenticher, Miscia. Andiamo, ora! Tra poco accender i fuochi d'artificio!

Grekova - (Al dottor Triletzki). Vado a vedere i fuochi d'artificio; non me ne importa niente di voi.

Esce Voinitzev, seguito dalla Grekova. Entra Anna Petrovna.

Dr Triletzki - (Esultante). I fuochi, i fuochi!

Esce il dottor Triletzki.

Platonov - (Ad Anna Petrovna). Mio dio! Che cosa ho fatto?

Anna Petrovna - Sascia se n' andata. Non vedr i fuochi.

Platonov - (Prendendole le mani). Che cosa sar di noi tutti?

Anna Petrovna - Sembrate un tantino meno sposato ora.

Platonov - Come faremo a sopravvivere a noi stessi?

Anna Petrovna - Prima di tutto godendoci i fuochi d'artificio.

Anna Petrovna s avvia con Platonov nella direzione presa dagli altri. Entra Glagolev

Glagoliev - Anna Petrovna! (Anna Petrovna si gira verso di lui). Volevo dirvi che rinuncerei ai tradizionali diritti maritali...

Anna Petrovna - Anch'io volevo dirvi due parole, amico mio.

Glagoliev - S?

Anna Petrovna - Fuochi d'artificio!

Esce Anna Petrovna, seguendo Platonov. Entra Petrin.

Petrin - Che cos'ha detto? Che cos'ha detto?

Glagoliev - Ha detto "fuochi d'artificio"!

Esce Glagoliev nella scia di Anna Petrovna, e Petrin in quella di Glagoliev. Entra Sofia.

Sofia - (Tra s e s). E la rovina, o la felicit? E l'inizio di una nuova vita, o la fine di tutto?

Entra il colonnello Triletzki.

Col. Triletzki - E il momento dei fuochi d'artificio!

Escono il colonnello Triletzki e Sofia, nella direzione presa dagli altri. Da dietro gli alberi entra Osip.

Voinitzev - (Fuori). Fate attenzione tutti! Si comincia!

Osip estrae di colpo un lungo coltello da caccia, proprio nel momento in cui si ode il sibilo di un razzo che parte. Osip si blocca con lo sguardo in aria e il coltello sollevato, mentre una cascata di scintille colorate esplode nel cielo. Un gemito di soddisfazione generale da parte degli spettatori fuori scena. Le scintille di spengono. Osip vibra un colpo e pianta il coltello nello schienale di una sedia da giardino.

Atto secondo

Scena prima

Una radura nel bosco. Sulla destra, l'edificio scolastico. Sullo sfondo, gli stessi alberi ad alto fusto dell'atto precedente; non pi divsi dal sentiero erboso, bens da una strada ferrata che arriva fino al proscenio, dove passa in mezzo all'intavolato di un primitivo passaggio a livello. Nel buio che precede l'inizio della scena si ode il rumore di un treno-merci che sferraglia e fischia passando per la platea. I fanalini di coda rossi dell'ultimo vagone appaiono all'altezza del proscenio e si perdono in lontananza. Le luci di scena illuminano il fumo lasciato dalla locomotiva, nel quale scompaiono i fanalini di coda del treno. Platonov appare nel fumo, scavalca una delle rotaie, e avanza con aria triste, camminando in mezzo al binario. Dileguando, il fumo d luogo a una luminosissima notte di luna piena.

Platonov - (Chiamando, cupamente). Sascia...! Sascia...! Una finestra dell'edificio scolastico si apre e Sascia, in camicia da notte, si affaccia.

Sascia - Miscia?

Platonov - Sascia...

Sascia - Sei ubriaco?

Platonov - Sascia, mi ami?

Sascia - Aspetta. Vengo fuori.

La finestra si chiude. Platonov s accascia a sedere sul gradino del portico. La porta si apre ed entra Sascia.

Sascia - Che ore sono? Era il merci o il passeggeri quello? I fuochi d'artificio sono finiti?

Platonov - Si o no, Sascia?

Sascia - Sei un po' sbronzo; vero, Miscia?

Platonov - Mi ami?

Sascia - Miscia! Ci ho messo due ore per farlo addormentare!

Platonov - S o no? Voglio saperlo.

Sascia - Certo che ti amo.

Platonov - Perch?

Sascia - Perch?

Platonov - Dimmi una sola cosa buona di me per cui mi ami! Dimmi una sola tua qualit per cui io dovrei amarti!

Sascia - Sei di umore strano, eh, Miscia? naturale che ti amo! Sei mio marito!

Platonov - Questo l'unico motivo per cui mi ami: perch sono tuo marito?

Sascia - Miscia, io a volte proprio non ti capisco.

Platonov - No? (Ride). No, perch sei idiota. Completamente idiota. Avresti dovuto essere una mosca. Nel regno delle mosche - col tuo cervello - saresti stata la mosca pi intelligente. (Le baca la fronte). Che ne sarebbe di noi se tu mi capissi, se capissi quanto poco ci sia da amare in me?

Sascia - Che cosa successo? Non ti sono piaciuti i fuochi artificio?

Platonov - I fuochi d'artificio... Sono fuggito, Sascia!

Sascia - Dai fuochi d'artificio?

Platonov - Da me stesso! Fuggito, in preda alla vergogna e al terrore! Ho fatto tutta una corsa per tornare da te!

Sascia - (Ride). Sei tu l'idiota, Miscia!

Platonov - E non sono ubriaco. Non sono ubriaco adesso, e sicuramente non lo ero in quel momento.

Sascia - Quando?

Platonov - Quando le ho detto che ha sposato un pigmeo.

Sascia - A chi lo hai detto? A Sofia Jegorovna?

Platonov - Non ce l'ho fatta a trattenere la lingua! Mi sono comportato come uno scolaretto! Atteggiandomi, dandomi arie...

Sascia - molto bella lei.

Platonov - Perch ho detto quelle cose? Non erano vere! Ma lei le ha prese per vere!

Sascia - Non credevo che esistesse una donna cos bella.

Platonov - Hanno trovato Porfiri Semionovic nel bers. Ha avuto un attacco di cuore.

Sascia - Adesso sta bene?

Platonov - Tuo fratello gli ha fatto un salasso. Poi lo ha portato a casa con Gherasim Kuzmic.

Sascia - Lo vogliono al villaggio mio fratello. Il bottegaio sta male. Era ancora ubriaco Kolia?

Platonov - Io mi esalto nel deridere gente come Porfiri Semio-novic e Gherasim Kuzmic. Ma chi derider me? Quando cominceranno? E ridicolo! Io non prendo denaro da nessuno, non rubo, non picchio mia moglie, faccio pensieri elevati eppure sono un mascalzone, un ridicolo mascalzone!

Sascia - Miscia, stai dicendo sciocchezze. E ora che te ne vada a letto.

Platonov - Tesoro mio! Mia dolcissima citrullina! Invece di considerarti mia moglie, dovrei metterti in una bacheca con sopra un'etichetta. Come avremo fatto io e te a mettere al mondo un figlio? Tu non dovresti fare bambini, amore mio; dovresti fare ancora i pupazzetti con la pasta frolla. (Cerca di baciarla).

Sascia - (Si sottrae al bacio). Vattene via! Perch mi hai sposata, se sono tanto scema? Non ti ho mica costretto, no! Potevi trovartene una intelligente, se questo che volevi! Io me ne torno a letto.

Sascia esce, entrando in casa.

Platonov - (Ride). Oh, riesce anche a perdere la pazienza, qualche volta! Ma questa una grande rivelazione! Sta imparando ad arrabbiarsi! (Fa per seguirla all'interno della casa). Tutta offesa e incollerita, eh?...

Entra Anna Petrovna, dall'oscurit del bosco. vestita da amazzone.

Anna Petrovna - Platonov! ( Platonov si ferma e s volta). Sapevo che non dormivate ancora. Chi potrebbe dormire in una notte come questa? Dio ci ha dato l'inverno per dormire. Venite, Platonov.

Platonov - (Avvicinandosi con riluttanza). Che cosa fate voi qui?

Anna Petrovna - Una passeggiata al chiar di luna. (Lo prende per il braccio e lo conduce delicatamente lontano dalla casa). Che cosa ci fate voi qui? Siete scomparso senza neppure salutare. Credevate forse che avrei lasciato impunita questa vostra scortesia?

Platonov - Vi chiedo scusa.

Anna Petrovna - Ma che occhioni splendenti avete al chiar di luna! Non abbiate paura: non vi manger.

Platonov - Vedo che siete decisa a commettere qualche sciocchezza.

Anna Petrovna - Invecchiando si sempre pi portati alle sciocchezze, Platonov.

Platonov - Alla vecchiaia si perdona. Ma voi non siete vecchia. Voi siete giovane come l'estate in giugno. Avete tutta la vita davanti a voi.

Anna Petrovna - Io la mia vita non la voglio in avvenire - la voglio adesso! Perch, s, vero, sono giovane! terribile quanto io sia giovane! Questa giovinezza mi pervade tutta, dentro, come un vento notturno che fa stormire gli alberi.

Platonov - Anna Petrovna, vi prego di pensare a quello che fate.

Anna Petrovna - Ci ho pensato.

Platonov - Voi cosi intelligente, cos bella, cos giovane, siete venuta da me! Siete venuta per conquistare, per espugnare una fortezza. S, in passato ho fatto mostra di virt con voi. Ma, ripensando al mio comportamento di stanotte, mi rendo conto di non averne alcun diritto. Non una fortezza quella che state attaccando: una debolezza! Anna Petrovna, non dovete contare sulle mie difese!

Anna Petrovna - Chi si disprezza si compra. Ma che cosa vogliamo fare, Miscia? Bisogna finirla questa cosa, in un modo o nell'altro.

Platonov - Finirla? Non l'abbiamo mai cominciata!

Anna Petrovna - Come puoi dire una cosa del genere? Come puoi mentirmi, in una notte simile, sotto questo cielo? Menti pure in autunno, se proprio devi, nella nebbia, in mezzo al fango, ma non adesso, non qui. Ti stanno guardando! Guarda lass, pazzerellone! Migliaia di occhi, tutti accesi d'indignazione! Devi essere buono e sincero, come tutto ci che ti sta intorno. Non turbare questo silenzio con le tue piccole parole! (Gli prende la mano e, insieme, s siedono sulle traverse del passaggio a livello, una di fronte all'altro). Non esiste altro uomo al mondo che io possa amare come amo te. Non esiste altra donna al mondo che tu possa amare come ami me. Prendiamo questo amore; e di tutto il resto, che tanto ti tormenta, lasciamo che siano gli altri a preoccuparsi.

Platonov - (Le bacia la mano). Ulisse era degno del canto delle sirene, ma io non sono Ulisse, mia dolce sirena di bosco. Se potessi darti la felicit...! Ma non posso, non te la dar. Far di te quello che ho fatto di tutte le donne che mi si sono gettate al collo: ti render infelice!

Anna Petrovna - Sei veramente un Don Giovanni tanto terribile? Sei cos bello al chiaro di luna!

Platonov - Io mi conosco! Le sole storie che finiscono bene sono quelle in cui io non figuro!

Anna Petrovna - Che faccia solenne! una donna che venuta da te, non una belval^Va bene, se veramente troppo penoso per te, io me ne vado. E questo che vuoi? Io me ne andr e tutto rester come prima. S?... (Ride). Scioccone! Prendi, afferra, agguanta questa occasione! Che vuoi di pi? Fumala come una sigaretta, fino in fondo; strizzala, calpestala sotto i piedi. Sii umano! (Lo scuote delicatamente). Quanto sei ridicolo! Una donna che ti ama, una donna che tu ami, una splendida notte d'estate: che cosa ci pu essere di pi semplice? (Posa il capo sulle sue ginocchia). Tu non sai quanto sia pesante la vita per me.

Platonov - Io non la render pi leggera.

Anna Petrovna - Eppure io bramo la vita. Tutto vive, tutto in movimento. Siamo circondati dalla vita. Anche noi dobbiamo vivere, Miscia! Tutti i nostri problemi li risolveremo domani; stanotte, questa notte cos straordinaria, dobbiamo semplicemente vivere!

Platonov - Ascoltate, per l'ultima volta. Da uomo onesto vi dico...

Anna Petrovna - (Abbracciandolo). Non fare lo stupido, Miscia. Io non ti lascer mai. Tu sei mio!

Platonov - Per l'ultima volta...

Anna Petrovna - Se non ci riesco con le buone, ti prender con le cattive! (Gli butta il foulard intorno al collo). Vieni!

Platonov - Finir male.

Anna Petrovna - Tu dovresti scrivere editoriali catastrofici sui giornali.

Platonov - Vedrai.

Anna Petrovna - Saresti molto bravo.

Platonov - Dove si va, dunque?

Anna Petrovna - Al vecchio bers!

Sascia - (Con voce assonnata, da fuori). Miscia!

Platonov e Anna Petrovna si bloccano.

Platonov - Sascia... Mi ero dimenticato di lei.

Anna Petrovna - Anch'io.

Platonov - Come ho potuto dimenticarmi completamente di lei?

Anna Petrovna - Non sar stata la prima volta.

Sascia - (Da fuori). Miscia?

Platonov - Vado a farla addormentare.

Anna Petrovna - Platonov!

Platonov - Non posso lasciarla senza che sappia dove sono!

Sascia - (Da fuori). Dove sei, Miscia?

Anna Petrovna - Ma ci vorr un'altra ora!

Platonov - Due minuti! Si addormenta come una bambina se le accarezzo il capo. Aspetta qui!

Anna Petrovna - Se non sei qui tra due minuti...

Platonov - Ci sar!

Anna Petrovna - ... io vengo a prelevarti dentro! Entra Sascia, uscendo dalla casa.

Sascia - Miscia?

Platonov - Sono qui, amore!

Escono Platonov e Sascia, entrando nella casa. Entra Osip, da dietro gli alberi.

Anna Petrovna - Chi ?

Osip - Vedete quel ceppo l? E marcio. Perci luccica al buio. Come se un morto si fosse levato dalla tomba.

Anna Petrovna - Osip...

Osip - Mia madre diceva che sotto ogni ceppo che luccica al buio c' sepolto un peccatore. Ecco perch luccica quel ceppo. Perch vuole che si preghi per la sua anima. Un tempo mi meravigliavo che ci fossero tanti ceppi che luccicano nel bosco.

Anna Petrovna - Eri l da molto, Osip?

Osip - Quanto basta.

Anna Petrovna - Stavi spiando?

Osip - Io vi credevo una specie di santa.

Anna Petrovna - Eri innamorato di me, Osip?

Osip - Se voi mi aveste comandato di buttarmi nel fuoco, io mi ci sarei buttato.

Anna Petrovna - Non sei pi innamorato di me?

Osip - Io non posso pretendere tanto. (Piange).

Anna Petrovna - Oh, poverino, piange! Su, via, torneremo ad essere amici. Puoi portarmi altri leprotti d'ora in poi. Purch tu mi prometta una cosa...

Osip - Se avessi avuto un fucile mentre stavo l!...

Anna Petrovna - Soltanto una cosa, Osip: che non farai mai del male a lui. Prometti?

Osip - Io vi prometto questo: che se lui far mai del male a voi...

Tira fuori il coltello da caccia. Entra Platonov, uscendo dalla casa.

Platonov - Si addormentata.

Osip scompare tra gli alberi.

Anna Petrovna - Miscia! Andiamo, presto! Prima che accada qualcos'altro!

Gli prende il braccio e si avviano verso il bosco. Entra il dottor Triletzki, pi ubriaco che mai.

Dr Triletzki - Chi l? Sei tu, Sascia? Sascia! Platonov toma indietro. Anna Petrovna rimane nascosta tra gli alberi.

Platonov - Shh! Sascia dorme! La sveglierai!

Dr Triletzki - Ah, sei tu. Credevo fosse Sascia.

Platonov - Sascia dorme.

Dr Triletzki - Ho accompagnato a casa Porfiri Semionovic. Con Gherasim Kuzmic. A te non piace Gherasim Kuzmic, eh, Miscia? A me s. un uomo meraviglioso, Miscia. Meraviglioso bevitore. Me lo sono perduto... Volevo chiedere a Sascia se potevo dormire qui.

Platonov - Be', non puoi chiederglielo, perch dorme.

Dr Triletzki - Dorme?

Platonov - Profondamente.

Dr Triletzki - La sveglier.

Platonov - No, non svegliarla!

Dr Triletzki - Non trovo la strada di casa, Miscia.

Platonov - Comunque, qui non ci puoi stare.

Dr Triletzki - Sascia non dir di no.

Platonov - Sascia dorme.

Dr Triletzki - La sveglier.

Platonov - Non entrare!

Dr Triletzki - (Chiama). Sascia!

Platonov - Senti! Senti! Il bottegaio del villaggio si ammalato. Devi andare da lui. Il dottor Triletzki fa un gesto di diniego con la mano. E urgente... Devi operarlo!

Dr Triletzki - Operarlo?

Platonov - Ti piace operare, no?

Dr Triletzki - Non posso operare a quest'ora, Miscia. passata la mezzanotte. E passato anche il treno passeggeri!

Platonov - Non era il passeggeri quello; era il merci.

Dr Triletzki - (Va verso la casa). Non posso operare adesso. Non ho la borsa.

Platonov - (Lo fa voltare nella direzione del villaggio). Avanti. Hai il tuo temperino, no?

Dr Triletzki - (Voltandosi di nuovo verso la casa). Prima mi far un sonnellino.

Platonov - (Facendolo voltare ancora). Dopo ti farai un sonnellino.

Il dottor Triletzki s'incammina nella direzione da cui venuto. Anna Petrovna ricompare tra gli alberi e Platonov si avvia verso di lei. Il dottor Triletzki si volta e torna verso la casa.

Dr Triletzki - Forse la mia borsa qui.

Platonov - (Lo intercetta). Ma non ti vergogni? Non hai un minimo di dignit?

Dr Triletzki - Non all'una di notte, Miscia!

Platonov - Ma che razza di uomo sei, Nikolai? Quale Dio servi? Che cosa stai facendo della tua vita? Credi di essere stato messo al mondo solo per mangiare, bere e fare il maiale?

Dr Triletzki - Sono un maiale, Miscia, hai ragione.

Platonov - Che cosa stiamo facendo noi tutti della nostra vita? (Piange). Quale Dio servo io?

Dr Triletzki - Tu stai piangendo! Non piangere, Miscia.

Platonov - Che cosa verr fuori da noi? Tutt'al pi un po' di muffa.

Dr Triletzki - Va bene, Miscia, Vado e lo opero.

Platonov - Siamo gente perduta, Nikolai! Tutti noi! Non siamo neanche degni della polvere di cui siamo fatti!

Dr Triletzki - (Piange). Adesso vado, Miscia!

Platonov - Come tutto volgare! Come tutto sudicio, logoro!

Dr Triletzki - Vado, Miscia, vado! Come brillano i tuoi occhi al chiar di luna! Sembrano due cristalli verdi!

Esce il dottor Triletzki nella direzione da cui era entrato. Anna Petrovna ricompare tra gli alberi.

Anna Petrovna - Se n' andato?

Platonov - S. E andato a salvare una vita umana. E io che cosa sto facendo?

Anna Petrovna - (Gli cinge le spalle). Anche tu salverai una vita umana: la tua!.

Platonov - Non sono io a venire con te; il diavolo che dice: "Vai, vai!". E non sono io ad obbedirgli; la mia carne debole.

Anna Petrovna - (Si allontana bruscamente da lui). Oh, quante storie! (Lo colpisce col frustino). Se vuoi venire con me, vieni. Altrimenti, al diavolo! (Uno sparo fuori scena, seguito da un grido di allarme). Sta venendo ad ucciderti! (Gli getta le braccia al collo per proteggerlo).

Platonov - Cosa? Chi? Dove?

Anna Petrovna - Ha preso il fucile! Ti uccider!

Trascina Platonov con s al riparo degli alberi. Entrano, dal bosco, Voinitzev e il colonnello Triletzki. Sono entrambi armati di doppietta e ubriachi.

Voinitzev - (Guardando il fumo che esce da una delle due canne del suo fucile). A chi ho sparato?

Col. Triletzki - Pochi centimetri pi qua, caro amico, e non mi sarebbe rimasta abbastanza vita per dirti che non lo so!

Voinitzev - Ho ancora il boato nelle orecchie!

Col. Triletzki - Ho detto che per poco non mi ammazzavi!

Voinitzev - E stato un grosso spavento anche per me. Ma non gridate, altrimenti lo sveglierete.

Punzecchia il colonnello Triletzki con le canne della doppietta per metterlo in guardia.

Col. Triletzki - Ah, s. Shh!

Si porta le canne della doppietta sulle labbra.

Voinitzev - Sh!

Fa la stessa cosa. Si avvicinano alla casa.

Col. Triletzki - Proprio fuori della sua finestra!

Voinitzev - Sar la pi grossa sorpresa della sua vita!

Col. Triletzki - Una salva di ventun colpi!

Sollevano i fucili per sparare. Entra Platonov, uscendo dal nascondiglio.

Platonov - No! No!

Voinitzev - Che diavolo...?

Puntano fucili contro Platonov.

Col. Triletzki - Alt! Chi-va-l?!

Voinitzev - Un altro passo e spariamo!

Platonov - Sono io! Sono io! Platonov! Miscia!

Voinitzev - Miscia?

Platonov - Non gridate!

Col. Triletzki - Non stiamo gridando.

Voinitzev - Stiamo sparando.

Platonov - Non gridate e non sparate! Sveglierete Sascia!

Voinitzev - Ah gi, Sascia.

Col. Triletzki - La mia piccola Sascia.

Voinitzev - Non si deve svegliare Sascia.

Platonov - Che cosa fate qui?

Col. Triletzki - (A Voinitzev). Che cosa facciamo qui?

Voinitzev - (A Platonov). Stavamo cercando te!

Col. Triletzki - Per farti vedere la mia nuova doppietta!

Voinitzev - Per farti una sorpresa!

Col. Triletzki - Una salva di ventun colpi!

Voinitzev - Di ventun colpi!

Sollevano i fucili per sparare.

Platonov - No!

Voinitzev - Sh!

Col. Triletzki - Sh!

Voinitzev - Non si deve svegliare Sascia.

Platonov - Bene, e adesso filate, via.

Voinitzev - Vogliamo portarti a caccia con noi!

Platonov - A caccia? Nel cuore della notte!? E gi passato il merci, tra poco passer il passeggeri!

Col. Triletzki - Sua moglie, una ragazza splendida...

Voinitzev - Sofia. La conosci Sofia, no?

Col. Triletzki - ... mi ha detto di cacciarlo fuori della porta. Di cacciarlo fuori della porta? Di portarlo fuori a caccia!

Voinitzev - molto difficile vedere la selvaggina.

Col. Triletzki - "Potrete cacciare i barbagianni" dice Sofia.

Voinitzev - E molto difficile vedere i barbagianni.

Col. Triletzki - Lui ubriaco, si capisce.

Voinitzev - Per la prima volta in vita mia, Miscia! Oh, dio, come sono felice! (Abbraccia Platonov).

Platonov - Metti via quel fucile, per favore!

Voinitzev - Ah, gi. Non dobbiamo svegliare Sascia.

Col. Triletzki - Ci dileguiamo in silenzio.

Voinitzev - Come indiani sul sentiero di guerra. Senza un rumore.

Si avviano barcollando verso il bosco.

Col. Triletzki - Sai cosa potremmo fare?

Voinitzev - Sh! Cosa?

Col. Triletzki - La serenata a Anna Petrovna! Andiamo sotto la sua finestra e le facciamo la vecchia serenata dell'artiglieria!

Voinitzev - Come fa questa serenata?

Col. Triletzki - La salva di ventun colpi!

Voinitzev - Ah, la salva di ventun colpi!

Sollevano i fucili per sparare

Platonov - Via!

Voinitzev - Ah, s.

Si portano le canne dei fucili sulle labbra con aria colpevole.

Col. Triletzki - Sh!

Voinitzev - Sh!

Escono il colonnello Triletzki e Voinitzev nel bosco. Anna Petrovna ricompare dal suo nascondiglio.

Anna Petrovna - Miscia!

Platonov - Vengo, vengo.

Sascia - (Fuori scena). Miscia?

Platonov - (Alzando la voce). Vengo!

Anna Petrovna - Miscia, s o no!

Platonov esita

Petrin - (Fuori scena). Dove sar andata a cacciarsi? (Anna Petrovna si guarda intorno per vedere chi sta venendo). Chiss; star facendo un duetto con Platonov! (Esce Platonov, entrando in casa). Oppure passeggia nel bosco col colonnello!

Anna Petrovna - (A Platonov). Qui come stare al centro di San Pietroburgo!

Vede che Platonov scomparso e torna a nascondersi. Entra Petrin, sostenuto dal dottor Triletzki. Petrin in maniche di camicia ed ancora pi ubriaco del dottore.

Petrin - E lui dov'? Se n' andato a casa con un attacco di cuore! Che razza d'amante! Prende appuntamento in un vecchio bers, in una notte di luna, in giugno, e poi si fa venire un attacco cardiaco!

Dr Triletzki - Ecco, adesso segui il binario, capito? Arriverai a casa in un attimo. Non c' pi nessuno... Io vado a farmi un sonnellino qui da mia sorella.

Petrin - Nessuno potrebbe accusarmi d'impazienza, Kolia!

Dr Triletzki - Ricordati solo di farti da parte quando passa il treno.

Petrin - Quella donna mia propriet! mio il "vestito che indossa! Sono mie le mutande che porta il suo figliastro! tutto mio, Kolia! E che cosa ne ricevo in cambio? Vengo trattato come un pezzente! Snobbato dalla servit! Considerato peggio di un seccatore!

Dr Triletzki - Dove hai messo la giacca?

Petrin - (Cerca nella inesistente tasca intema della inesstente giacca). Mi hanno anche preso il denaro dalla tasca!

Dr Triletzki - Hanno preso anche la tasca, Gherasim!

Petrin s allontana lungo il binario. Il dottor Triletzki si avvia verso la casa, ridendo.

Petrin - Ma c' un limite, Kolia! Un limite che non si pu oltrepassare! (Incespica in una traversina e cade in mezzo al binario).

Dr Triletzki - (Chiama, felice). Sascia! (Entra Platonov, uscendo dalla casa). Miscia...!

Platonov - Allora?

Dr Triletzki - E Gherasim Kuzmic! E stato di nuovo con le ragazze del villaggio! Solo che il suo denaro l'ho io e cos gli hanno preso la giacca!

Platonov - E il bottegaio?

Dr Triletzki - II bottegaio?

Platonov - Lo hai visto?

Dr Triletzki - Ho visto Gherasim Kuzmic...

Platonov - Sta morendo, Kolia!

Dr Triletzki - Era caduto in un roveto... Ah, il bottegaio, s... (Il dottor Triletzki indietreggia nella direzione dalla quale venuto).Tanto non importa se muoio io!

Esce il dottor Triletzki. Anna Petrovna esce dal nascondiglio.

Anna Petrovna - Platonov! Vieni con me o no? Perch io dietroquell'albero non ci torno pi!

Platonov - Va bene, va bene...

Anna Petrovna - Se non tuo cognato tuo genero. Se non tuo genero ...

Entra Sascia, uscendo dalla casa

Sascia - Miscia! Che sta succedendo? Che cosa fai qua fuori? C' qualcuno con te? (Ride). Anna Petrovna!

Anna Petrovna - Alexandra Ivanovna.

Sascia - In nome del cielo, che cosa fate voi qui a quest'ora della notte? Siete vestita da amazzone... Siete venuta a invitarci a fare una passeggiata! Oh, che idea meravigliosa! E una notte cos bella! Dai, andiamo, Miscia! Vado a vestirmi!

Esce Sascia, entrando nella casa.

Anna Petrovna - E adesso che cosa farai, Platonov?

Platonov - Non lo so.

Anna Petrovna - Be', io vado al bers. Se vuoi vedermi dovrai venire l.

Platonov - Ma che cosa racconto a Sascia?

Anna Petrovna - Affari tuoi! Non vorrai che sia io a raccontare le tue bugie a tua moglie!

Esce Anna Petrovna.

Platonov - Anna Petrovna...! (Si volta per entrare nella casa). Sascia...!

Entra il dottor Triletzki.

Dr Triletzki - Un'altra cosa...

Platonov - Non sei ancora andato?

Dr Triletzki - Vado! Ma prima volevo darti un consiglio, amico mio. Se proprio vuoi fare le prediche, devi predicare esattamente come razzoli!

Platonov - Vieni qui! (Va verso di lui).

Dr Triletzki - Vado, vado!

Platonov - No, non vai. Non sei in condizione di visitare un malato. Sascia dovr metterti a letto.

Dr Triletzki - Tu dici che io sono un maiale, ma io non vado in giro a baciare donne di cui altri potrebbero essere... A letto? Andare a letto?

Dalla casa entra Sascia, vestita da passeggio.

Sascia - Ho sempre desiderato fare una bella passeggiata al chiar di luna! Dove andiamo?

Platonov - Da nessuna parte. Devi mettere a letto tuo fratello.

Sascia - Kolia! Oh, no!

Platonov - Pu dormire nell'aula.

Dr Triletzki - (Perplesso). Dormire? Sdraiarmi?

Platonov - Sbrigati, su! Credo che tra poco rigetter!

Sascia - (Conduce il dottor Triletzki in casa). E sveglierai anche il bambino; cos, dopo, avr anche lui da rimettere a letto!

Dr Triletzki - Mi gira tutto! Tutto il mondo alla rovescia!

Platonov - Vado a dire ad Anna Petrovna che sar per un'altra volta, va bene?

Sascia - Un'altra volta, s, un'altra volta.

Escono Sascia e il dottor Triletzki, che entrano nella casa.

Platonov - (Tra s e s). Allora vado. (Si avvia con fare indeciso). In fondo non sono l'unico uomo al mondo che si comporta cos... (Cade su Petrin).

Petrin - Mi calpestano tutti.

Platonov - Gherasim Kuzmic...

Petrin - Ma non permetter che si continui a calpestarmi.

Platonov - Siete stato di nuovo con le ragazze del villaggio. (Si siede sul binario accanto a Petrin). Siamo tutti uguali. Una parola di donna e non pensiamo ad altro.

Petrin - Una parola mia e affiggono subito il cartello: "Vendesi con pubblica asta".

Entra Sofia dal bosco, molto nervosa, col volto nascosto. Cerca d vedere oltre le finestre della casa.

Platonov - Sar tutta qui la nostra vita: una lunga processione di donne?

Sofia - (Batte contro il vetro della finestra e bisbiglia con disperazione). Miscia!

Platonov - Sascia! Ma s, meglio cos! Avevo perso la testa! (Si avvicina in fretta a Sofia). Eccomi, tesoro mio! Non ti lascer mai! Nemmeno per un momento! Mai!

Sofia - Miscia! Oh, Miscia!

Platonov - Sofia!

Sofia - (Gli si getta tra le braccia). Ti ho aspettato dopo i fuochi d'artificio! Ti ho aspettato tanto! Ero sicura che saresti venuto! Mio marito l'ho fatto portare fuori a caccia dal colonnello - sono tutti e due ubriachi - si spareranno a vicenda - stata una pazzia! Hai detto che lo avresti fatto, Miscia! Hai promesso di farlo!

Platonov - Di fare cosa?

Sofia - Sradicarci da questo posto.

Platonov - Ah, s.

Sofia - Sradicami, Miscia!

Platonov - S, ma non qui!

Sascia apre la finestra della casa.

Sascia - Miscia...

Platonov - (A Sofa, a mo' d avvertimento). Sascia!

Sascia - Eri tu che battevi contro la finestra?

Platonov - (A Sascia). No. (A Sofia). Al vecchio bers! (A Sascia). S! Ero io! (A Sofia). No!

Sascia - No?

Platonov - (A Sascia). S! (A Sofia). Al vecchio bers no!

Sascia - Cosa?

Platonov - (A Sascia). Niente! (A Sofia). Al nuovo bers! Esce Sofia, nel bosco.

Sascia - Io non riesco a capire.

Sascia chiude la finestra. Platonov solleva Petrin a sedere.

Platonov - Gherasia! Aiutami! Che cosa faccio adesso? Dove vado, Gherasia? Dove, al vecchio o al nuovo?

S ode in lontananza il fischio di un treno e una Incetta appare all'orizzonte, in fondo alla strada ferrata.

Platonov - II treno...! S! Correr alla stazione! Me ne andr e non torner pi...!

Petrin - Non riuscir pi a fargliela sposare, ormai.

Platonov - Per proprio vero! Anche lei innamorata di me!

Petrin - La porter in tribunale.

Platonov - Allora questa la felicit. E cos che ci si sente...

Petrin - E affiggeranno il cartello.

Platonov - Ma dove devo andare, Gherasia? Dove? E, un momento dov' che c' l'una e dove l'altra?

Entra Sascia, dalla casa.

Sascia - Miscia! Dove sei? Che cos' questa storia del bers? (Platonov molla Petrin sul binario e scappa via nella direzione presa da Anna Petrovna. Ma Osip, che appare all'improvviso da dietro gli alberi, lo fa deviare nella direzione presa da Sofia). Osip! Che sta succedendo? Non capisco... Osip, che cosa fai? (Osip si sdraia sul binario all'altezza del passaggio a livello. I fari del treno in arrivo s fanno leggermente pi grandi). Non puoi sdraiarti l! Osip, alzati! Sta arrivando il treno!

Osip - (Singhiozza). E andato da lei! Da Anna Petrovna! E lei lo ama!

Sascia - Non vero!

Osip - Che Dio mi fulmini ho sentito tutto!

Sascia - Allora mi ha lasciata! Mi ha lasciata! Fammi morire, Signore! Madre di Dio, fammi morire!

Si ode il fischio del treno in arrivo. Sascia corre lungo il binario con le braccia protese. Osip balza in piedi e la insegue.

Osip - No! No!

Incespicano su Petrin, che si solleva a sedere. I due si fermano, si voltano e lo fissano con aria stupefatta.

Petrin - S! S! Vedrete! Domani stesso!

Sascia e Osip trascinano Petrin fuori dal binario, mentre i fari s allargano e lo sferragliare e il fischio del treno in arrivo vanno crescendo. Il muro esterno dell'edificio scolastico viene girato e fatto scorrere verso la strada ferrata, celando la scena, mentre le luci vanno in dissolvenza. Il fragore e il fischio del treno procedono nell'oscurit, "passando" per la platea e allontanandosi, finch le luci non si riaccendono sulla Scena Seconda.

Scena seconda

Il soggiorno dei Platonov all'interno dell'edificio scolastico. L'intavolato del passaggio a livello diventato il pavimento della stanza. Sulla parete d fondo, una finestra e una porta; al di l d esse, gli stessi alberi ad alto fusto delle scene precedenti. Un divano, una credenza, un tavolo con due sedie e tutti i segni di un modo d vivere disordinato, affastellato e provvisorio. quasi sera. Il rumore del treno continua al momento in cui si riaccendono le luci, ma ora lontano e si va spegnendo. Platonov sdraiato sul divano, con una paglietta sul viso, profondamente addormentato. Entra Sofia.

Sofia - Platonov! Sveglia! (Lo scuote). Miscia! (Gli toglie il cappello dal viso). Come hai potuto metterti questo sudiciume sul viso?! Uh! Guarda in che stato sei! Non ti sei neanche lavato, eh? Startene l con addosso la biancheria sporca - con tutti i peli del petto esposti al mondo... E guarda che porcile qui! Sono passate solo tre settimane da quando tua moglie se n' andata. Le si spezzerebbe il cuore se vedesse com' ridotta la casa... Miscia sto dicendo a te! Alzati!

Platonov - Eh?

Sofia - Svegliati, ho detto!

Platonov - Un momento.

Sofia - Subito!

Platonov - (Si solleva a sedere). Ah, sei tu.

Sofia - S, sono io! (Gli mette il proprio orologio davanti agli occhi). Guarda!

Platonov - S. (S sdraia di nuovo).

Sofia - Platonov!

Platonov - Che cosa vuoi? (S solleva a sedere). Che cosa c'?

Sofia - Guarda che ore sono!

Platonov - Ti stai di nuovo agitando, eh, Sofia?

Sofia - S, mi sto di nuovo agitando! Guarda questo orologio, avanti! E dimmi che ore sono.

Platonov - Le sei e trentacinque.

Sofia - Le sei e trentacinque, s. Hai dimenticato il nostro accordo?

Platonov - Quale accordo? Non farmi gli indovinelli, per favore. Non sono in grado oggi.

Sofia - Lo hai dimenticato. Si pu sapere che cosa c'? Hai gli occhi arrossati, l'aspetto di uno che stato appallottolato e gettato via... Sei forse malato? Il nostro accordo era d'incontrarci al solito posto. Alle sei.

Platonov - Ma va'...

Sofia - Come sarebbe a dire: "ma va' "? Non ti vergogni? Mi avevi dato la tua parola d'onore! (Si siede accanto a lui).

Platonov - E l'avrei mantenuta, se non mi fossi addormentato. Lo hai visto da te dormivo come un ghiro! Non capisco perch fai tante storie.

Sofia - Sei mai arrivato una sola volta in orario ai nostri appuntamenti? Ogni giorno mi dai la tua parola d'onore e ogni giorno, puntualmente la rinneghi!

Platonov - Bene, tutto ci meraviglioso.

Sofia - Perch smetti di essere nobile e intelligente quando sei con me? Io ti devo la mia salvezza spirituale! Perch smetti di essere te stesso? Ti comporti come un bruto quando io sono con te. Mai uno sguardo affettuoso o una parola tenera; mai un riferimento all'amore. Io vengo da te e tu puzzi di alcool, sei vestito in modo indegno e non ti sei neppure passato un pettine tra i capelli. E se apro bocca, mi rispondi con insolenza e cambi argomento.

Platonov - (Balza in piedi e cammina su e gi per la stanza). Ci siamo!

Sofia - Sei ubriaco?

Platonov - Non ti riguarda.

Sofia - Molto gentile, non c' che dire! (Piange).

Platonov - Le donne!

Sofia - E non cominciare a dire: "le donne"! L'avr gi sentita mille volte questa esclamazione. Sono stufa! Come mi tratti? Mi stai facendo ammalare! Non lo capisci? Tu mi odii, lo so! Perch stai cercando di uccidermi? Ma io non sono una qualsiasi povera ragazza di provincia e non ti permetter di umiliarmi in questo modo! (Piange). Oh, mio Dio! Mio Dio!

Platonov - Adesso basta.

Sofia - Sono passate appena tre settimane da... Da quella notte! E io sono gi diventata l'ombra di me stessa! Dov' la felicit che mi hai promesso? E come andr a finire tra noi? Pensaci, tu che sei tanto intelligente! Pensaci prima che sia troppo tardi! Ecco, siediti qui, su questa sedia, sgombra la tua mente da ogni altro pensiero e pensa soltanto a questo: che cosa stai facendo di me?

Platonov - Io non riesco a pensare. Ho dimenticato come si fa. Pensaci da te! Tutta la tua infelicit proviene da questa relazione illecita!

Sofia - Io mi d a lui, e lui ha la faccia tosta di parlare di ' 'relazione illecita"!

Platonov - Oh, andiamo! Non possiamo sottilizzare su ogni parola! Tu questa relazione la vedi in un modo; io in un altro. Io ti ho rovinata: non c' altro da dire! E non soltanto te! Aspetta che tuo marito lo scopra!

Sofia - Hai paura che ti uccida?

Platonov - No, ho paura che la scoperta uccida lui.

Sofia - Allora perch sei venuto da me, miserabile vigliacco?!

Platonov - No, ti prego; non con quel tono grave e patetico! Non avr alcun effetto su di me. E nemmeno le lacrime. Piangi ogni volta che parliamo!

Sofia - S! E prima non piangevo mai! Comunque, se hai paura di ucciderlo, comincia pure a mangiarti le unghie. Lui sa gi!

Platonov - Come?

Sofia - S! Gliel'ho detto io questo pomeriggio!

Platonov - Stai scherzando!

Sofia - Guardati; sei bianco come un lenzuolo. Non so proprio di che cosa mi sia innamorata. Devo essere impazzita!

Platonov - E come l'ha presa?

Sofia - Come te. Si spaventato. E impallidito, ha cominciato a piangere. Poi si accartocciato, caduto in ginocchio e si trascinato a quattro mani... E aveva la stessa espressione ripugnante che hai tu in questo momento.

Platonov - Lo hai ucciso! Te ne rendi conto, vero? Come puoi startene seduta l e raccontarmelo con tanta calma? Lo hai ucciso! Hai fatto... hai fatto il mio nome?

Sofia - Certo. Che altro potevo fare?

Platonov - Come hai potuto?!

Sofia - Platonov! Un po' di pudore! Non dovevo dirglielo, forse?

Platonov - Certo che non dovevi dirglielo! Non dovevi dirgli niente! (Si accascia sulle ginocchia e affonda il capo nel divano). Ha pianto! Si trascinato a quattro mani. Oh, quel povero disgraziato! Se tu non glielo avessi detto, sarebbe andato all'altro mondo senza saperlo!

Sofia - Io dovevo dirglielo! Sono una donna onesta!

Platonov - Lo sai che cosa hai fatto? Ti sei lasciata per sempre con lui.

Sofia - Per sempre, s. Che altro potevo fare?

Platonov - Ma che cosa sar di te quando noici lasceremo? Perch lasciarci dobbiamo; e presto! Tu sarai la prima a rompere l'incantesimo. Sarai la prima ad aprire gli occhi; e mi lascerai! (Agita le mani in aria). Bene... fa come credi. Tu sei migliore di me. Sei pi brava. Trovalo tu il modo di uscire da questo pasticcio. Dimmi solo quello che devo fare! Cerca di rimettermi in piedi, se ne sei capace. Ma fallo subito, per amor di Dio, prima che io perda la ragione!

Sofia - Partiremo stanotte.

Platonov - Prima , meglio .

Sofia - Ho scritto a mia madre e le ho detto di te. Andremo da lei.

Platonov - Dove vuoi tu! Purch si vada via di qui!

Sofia - Miscia! Sar una vita nuova per noi! Lo capisci? Fidati di me, amore! Io ti rimetter in piedi! Ti porter dove c' pi luce, pi gioia; dove non c' questa sporcizia, questa indolenza dove non si sta accasciati con addosso la biancheria sudicia. Far di te un uomo. Ti dar la felicit. Ti far lavorare! Diventeremo persone vere, Miscia! Mangeremo il nostro pane, guadagnato col sudore della nostra fronte. Ci faremo i calli alle mani. (Posa il capo sul petto di lui). Anch'io lavorer.

Platonov - Che cosa sai tu del lavoro?

Sofia - Abbi fede in me, Miscia; non ti chiedo altro! Tu mi hai risuscitata e tutta la mia vita sar un lungo atto di gratitudine. Partiremo stasera, dunque, col treno della notte. S? Io vado subito a prepararmi. Preparati anche tu. Ci vediamo al solito posto tra un'ora. Diciamo alle otto meno un quarto. D'accordo? Verrai?

Platonov - Verr.

Sofia - Parola d'onore?

Platonov - Ho detto che verr!

Sofia - Dammi la tua parola d'onore.

Platonov - Parola d'onore.

Sofia - Non voglio venire ancora a cercarti... Allegro, dunque! (Lo bacia). Cominceremo la nostra vita nuova, Miscia! Domani sarai gi un altro uomo. Respireremo aria nuova! Nelle nostre vene scorrer un nuovo sangue!

Platonov - S, certamente... Hai detto alle otto e un quarto o alle nove e un quarto?

Sofia - Alle otto meno un quarto! Senn perderemo il treno! Io ho del denaro, ceneremo in viaggio. (Ride). E mettiti un po' elegante! Sofia esce d corsa.

Platonov - (A s stesso). Una nuova vita! E un vecchio ritornello! L'ho gi sentito centinaia di volte. (Pausa). Scriver a lui. E anche a Sascia. Piangeranno un po', e poi perdoneranno e dimenticheranno. E cos addio a tutti; perch domani sar un altro uomo! (Apre la credenza). Dove la metter la biancheria pulita? Non ho una valigia... (Prende una delle tante bottiglie che sono nella credenza e s versa da bere). Addio, mia vecchia scuola! Addio, alunni miei! (Beve). Il vostro vecchio caro maestro taglia la corda, il maiale!... Ma...ero io che bevevo? E perch sto bevendo? Io ho smesso di bere! Be', questa sar proprio l'ultima volta... E adesso siediti l e scrivi a Sascia... (Si sdraia sul divano). Sofia ci crede sul serio... Eh, beati coloro che credono!... Purch non l'abbia detto ad Anna Pe-trovna... Qui ci dev'essere una lettera di Anna Petrovna... (Allunga un braccio verso uno scaffale per prendere una busta ancora sigillata e provoca la caduta a valanga di altre buste simili che gli si abbattono addosso). Ci sono centinaia di.lettere di Anna Petrovna! Da quella pazza notte non ha mai smesso di scrivere... (Apre la lettera con fare distratto). Ha una calligrafia nitida, ardita... Basta che non me la trovi davanti, faccia a faccia! Sarebbe capace di farmi sputare la verit in... (Leggendo). "Se non risponderete neppure questa volta, verr di persona e...". Bussano alla porta. Platonov balza in piedi allarmato, e rimane l con aria indecisa. Bussano ancora. Platonov s avvicina furtivamente alla finestra e la apre, apprestandosi a scavalcarla. In quel momento vede il bicchiere di vodka che ha lasciato accanto al divano e corre a nasconderlo nella credenza. Bussano ancora... Ma ora Platonov ha notato il mucchio d lettere e le raccoglie per nasconderle, mentre la porta comincia ad aprirsi timidamente. Platonov vi s nasconde dietro. Entra timidamente Marko, con la sua borsa.

Marko - C' nessuno?

Platonov - Chi ?

Marko - Io, vostra signoria. Siete voi, vostra signoria?

Platonov - (Cautamente). S?

Marko - Platonov?

Platonov - S, perch?

Marko - Michail Vassilievic Platonov?

Platonov - Che vuoi?

Marko - Da parte del giudice di pace, vostra signoria!

Allunga il braccio e porge una busta a Platonov, dietro la porta.

Platonov - (Uscendo dal nascondiglio con aria sollevata). Il giudice di pace? Ah... non sar un altro battesimo! (Apre la busta). Prolifera come un coniglio quel signore! (Legge). "La signoria vostra citata a comparire...". (A Marko). Sai a chi assomigli mentre fai capolino cos da dietro quella porta?

Marko - S, vostra signoria.

Platonov - Ah, s, lo sai?

Marko - S, vostra signoria.

Platonov - (Legge). "La signoria vostra citata a comparire davanti al Giudice di Pace di Sua Maest Imperiale...". (A Marko). A che cosa assomigli? Sentiamo.

Marko - A Dio, vostra signoria.

Platonov - A Dio?

Marko - Fatto a sua immagine e somiglianza, vostra signoria.

Platonov - S, certo... (Legge). "... davanti al Giudice di Pace di Sua Maest Imperiale per rispondere dell'accusa di aggressione...". Non un invito!

Marko - No, vostra signoria.

Platonov - una citazione!

Marko - S, vostra signoria.

Platonov - (Legge). "... dell' accusa di aggressione, come risulta dalla denuncia fatta presso questo Tribunale dalla signorina Maria Je-fimovna Grekova..."! (Ride). Accidenti! La cara piccola spremi-scarabei! Non l'avrei mai ritenuta capace!

Marko - Firmate la ricevuta, per favore, vostra signoria. Ecco, qui.

Platonov - (Firma). Quando si discuter questa causa...? Dopodomani. Verr! Avrebbe dovuto farla l'estate scorsa questa denuncia!

Marko - Grazie, vostra signoria. (Porge la mano aperta). Berr alla vostra salute, vostra signoria.

Platonov - Berrai solo del t alla mia salute. (Prende il barattolo del t dalla credenza). Dove te lo metto? (Marko porge la tasca aperta. Platonov vi versa dentro del t). Per! In gamba la ragazza! Non me lo sarei mai aspettato! Chi saranno i testimoni?

Marko - (Legge le buste delle altre citazioni che ha nella borsa). "Dottor Nikolai Ivanovic Triletzki".

Platonov - II dottore? Far sicuramente un numero comico lui! Chi altro? Marko - "

Sofia - Jegorovna Voinitzeva".

Platonov - Sofia Jegorovna? Lei non ci sar! E in partenza... Ah... Ah, s... D un messaggio a Maria Jefimovna da parte mia.

Marko - A Maria Jefimovna? Un messaggio? S?

Platonov - Dille che sono molto spiacente...

Marko - Molto spiacente.

Platonov - Ma non posso accettare la sua gentile citazione perch sono in partenza.

Marko - In partenza.

Platonov - Per sempre, dille.

Marko - In partenza per sempre. Bene.

Platonov - Dille che mi sono comportato da maiale, ma che mi sono comportato da maiale anche con le altre. Dille che sarei stato felice di baciarla di nuovo col dovuto rispetto, davanti a tutti.

Marko - Da maiale. Davanti a tutti.

Platonov - Bene. Sai dove abita, vero?

Marko - A dieci e pi chilometri da qui, vostra signoria. (Porge la mano aperta). E non si fanno dieci e pi chilometri a piedi con un bicchiere di t in corpo, vostra signoria!

Platonov - D'accordo: un rublo. Un rublo all'andata, un rublo al ritorno e un rublo per ricordare il messaggio. Quando tornerai qui e mi dirai che lo hai riferito ti dar tre rubli! Adesso vai, su.' Ah, Marko...

Marko - S, vostra signoria?

Platonov - Dunque Dio assomiglierebbe a te, eh?

Marko - Credo umilmente di s, vostra signoria. Esce Marko.

Platonov - (A se stesso). E la prima volta in vita mia che una donna mi d battaglia! Di solito pi le maltratti e pi ti si attaccano al collo... Ah, s, Sascia... Stavo scrivendo a Sascia... (Trova il mucchio delle lettere da aprire). Anzi, no. Stavo nascondendo queste, prima che Anna Petrovna...

Qualcuno bussa alla porta con un colpo deciso. Platonov fssa la porta, paralizzato, poi cerca di far sparire le lettere nella credenza. La porta si spalanca ed entra Osip. Le lettere scivolano dalla credenza.

Platonov - (Dando le spalle alla porta). Anna Petrovna! Che sorpresa!... (Si volta e vede Osip). Ah, sei tu. Che vuoi? (Osip si siede). Che ti successo? Si direbbe che tu abbia patito le dieci piaghe d'Egitto. Io mi sento come se ne avessi patite almeno nove. Tu per sei ridotto pelle e ossa. Sei malato? Perch sei venuto qui?

Osip - Per dirvi addio.

Platonov - Perch? Parti?

Osip - Io no; voi.

Platonov - Santo cielo, vero! Ma tu come lo sai?

Osip - Lo so.

Platonov - Anche chiaroveggente, eh, Osip? Li hai proprio tutti i talenti, tu!

Osip - So perfino dove andrete.

Platonov - Davvero? Allora ne sai anche pi di me! Bene, la cosa m'interessa direttamente. Dove andr?

Osip - All'altro mondo.

Platonov - Ho capito. Un bel viaggetto. E hai intenzione di guidarlo tu -il treno che mi ci porter, per caso?

Osip - (Tira fuori il coltello da caccia). Io avevo un grande rispetto per voi; vi credevo un padreterno. Per vi ho tenuto d'occhio queste ultime settimane e ho visto tutto. Dentro e fuori del bosco a tutte le ore del giorno e della notte... Va bene, non saranno affari miei se la generalessa incontra qualcuno durante le sue passeggiate nel bosco... Ma stasera ho visto qualcos'altro. Ho visto venire qui la giovane signora. Ho aspettato. E l'ho vista andarsene via di corsa. Allora sono andato a prendere il coltello. Perch ho capito che voi tradite la generalessa, e a me questo non va gi.

Si alza e afferra Platonov per il braccio.

Platonov - No! No! Ho famiglia! Ho moglie e un figlio da mantenere!

Osip - E dov' vostra moglie? Avanti. ancora nel regno dei vivi? Secondo me non lo sapete neanche voi quale delle tre quella vera! (Solleva il coltello).

Entra Sascia dalla porta principale.

Sascia - (Urla). Miscia! No! No! (Cerca di proteggere Platonov). Non fargli del male! Non toccarlo!

Osip - (Indietreggia). Ah, voi. Allora ci siete ancora.

Sascia - Dammi quel coltello!

Osip - (Getta via il coltello). Non posso ammazzarlo davanti a voi... Comunque, siete tornata... Per lo ammazzer! Non mi scapper!

Esce Osip.

Sascia - Ti ha fatto male?

Platonov - Ah, il braccio! Me lo ha piegato! (Si siede sul divano).

Sascia - Sdraiati. Mettiti il cuscino sotto la testa. Gli prepara il cuscino.

Platonov - Non agitarti, tesoro. Sto benissimo.

Sascia - Dove ti fa male?

Platonov - Sto bene! Non preoccuparti... Voleva ammazzarmi! Sul serio! Mi avrebbe ammazzato! Sei arrivata appena in tempo, Sascia! Ancora un minuto e saresti stata la mia vedova! (Le bacia la mano). Oh, Sascia! Oh, tesoro mio...! Sei andata da tuo padre? Come sta il vecchio?

Sascia - Lui bene... Ma il nostro Vova no, Miscia! E per questo che sono venuta. Sta male, poverino. Ha una gran tosse, un'eruzione, una febbre da cavallo. Non mangia, non beve... Sono due notti che piange senza mai dormire. (Piange). Oh, Miscia, sono tanto preoccupata! Che cosa devo fare? Se dovesse mri-re, Miscia... Che sarebbe di noi, allora?

Platonov - Gi... Ma il Signore non ti toglier il nostro bambino, Sascia. Perch dovrebbe punire te? Custodiscilo, Sascia, e ti giuro che far di lui un vero uomo. Io non sono stato granch come uomo, lo so, ma come padre sar un gigante! Oh, il mio braccio! Non avr mica rotto qualcosa, vero?... Non piangere, amore! (Le prende la testa e se la porta sul petto). Sei tornata a casa. Ma perch te n'eri andata? Io ti voglio bene, bambina! Ti amo profondamente! La mia colpa grande, lo so, ma che si pu fare? Non ti rimane che perdonarmi, ti pare?

Sascia - La tresca finita, allora?

Platonov - La tresca... Che parolona!

Sascia - finita o no?

Platonov - Che vuoi che ti dica? Non c' mai stata una tresca. Ce solo un assurdo pasticcio. Tu non dovevi prendertela tanto. Se non ancora finita, finir presto!

Sascia - Quando?

Platonov - Presto, credo... S, presto torneremo a vivere come prima, Sascia! Tu devi essere scettica come lo sono io circa la possibilit che questa storia possa durare! Sofia non fa per me. In lei rimasto ancora qualche fermento, ma, credimi, presto Sofia non sar pi la tua rivale... Sascia, che cosa c'?

Sascia - Sofia?! E con Sofia che hai la tresca?

Platonov - Non lo sapevi?

Sascia - Sofia? Ma terribile!

Platonov - Sascia, smettila di tormentarmi! Mi d gi abbastanza tormento questo braccio! Perch mi hai lasciato, allora? Vuoi dire che non stato per Sofia?

Sascia - Io credevo che fosse Anna Petrovna! Gi mi pareva brutto che fosse lei, ma con la moglie di un altro!... una cosa vile, Miscia, peccaminosa! Non me la sarei mai aspettata da te! Be', che Dio renda felice te e lei! (Va alla porta).

Platonov - Non dire queste cose, Sascia! Io non voglio essere felice! Non andare via, Sascia! (La segue). Non lasciarmi! Davvero non puoi perdonarti?

Sascia - E tu potrai mai perdonarti?

Platonov - La domanda piuttosto interessante. (La bacia sulla testa). Non devi andartene. Sono veramente pentito. E se tu non rimani, qui sar una tristissima sequela di vodka, squallore e tentativi di omicidio ai miei danni. Ho passato le pene dell'inferno, Sascia! Se non vuoi restare come moglie, resta come nutrice! Siete strane voi donne, sai! Tu dai da mangiare a quel mascalzone di Osip, soffochi di premura i cani e i gatti del circondario, passi met della notte a pregare per i tuoi nemici... Che cosa ti costa gettare un tozzo di pane a questo tuo colpevole ma pentito consorte? Perch vuoi metterti anche tu dalla parte dei carnefici? Resta con me, Sascia! (L'abbraccia). Non posso fare a meno della nutrice. Va bene, ho preso la moglie al mio amico - sono l'amante di Sofia - e magari sar anche l'amante di Anna Petrovna. Hai tutto il diritto d'indignarti! Ma chi ti amer come ti amo io? A chi preparerai il pranzo? A chi metterai troppo sale nella minestra? Tu avresti ragione di lasciarmi; io mi merito questo e altro, ma... (La solleva da terra) ... chi ti sollever cos? Come farai a vivere senza di me?

Sascia - Mettimi gi! Hai rovinato la mia vita e ora hai anche il coraggio di scherzarci su! (Si libera e si allontana da lui). Tu sai che non uno scherzo! Come far a vivere senza di te? Come farei a vivere con te? (Singhiozza).

Platonov - Allora, vai. E che Dio ti accompagni. (La bacia sulla testa, poi si sdraia di nuovo sul divano). Io capisco.

Sascia - Tu hai distrutto la nostra famiglia. Eravamo cos felici e sereni! Nessuno al mondo era pi felice di me. Che cosa hai fatto, Miscia? Adesso non puoi tornare indietro... Non venire da noi: verr qui pap a farti vedere Vova...

Lo guarda per un momento, guarda la stanza, ed esce.

Platonov - (A se stesso). Be', ecco qualcuno che comincer davvero una nuova vita... Oh, ma quanto fa male, mio Dio!... Quanto fa male! Povera Sascenka! E una santa! Lei ha il diritto di scagliare la prima pietra... Che stavo facendo?... (Si versa da bere e beve). Stavo per scrivere a Sascia... No, stavo... pensando che bisogna tenere fuori Anna Petrovna! (Corre alla porta principale e mette il chiavistello).

Anna Petrovna appare nel riquadro della finestra.

Anna Petrovna - Siete solo? (Platonov si gira di scatto, con aria colpevole). Che cosa fate? Non mi riconoscete? Mi avete dimenticata?

Platonov - Anna Petrovna... (Va verso la finestra, ma Anna Petrovna scomparsa). (A se stesso). Presto! Prima che torni!

Si precipita verso la porta principale, toglie il chiavistello e apre per scappare, ma sulla soglia c' Anna Petrovna, che entra. Platonov indietreggia davanti a lei.

Anna Petrovna - (In tono di rimprovero). Platonov!

Platonov - Anna Petrovna...

Anna Petrovna - Venite qui, Platonov. Perch cercate di sfuggirmi? ( Platonov - cerca di infilare le lettere nella credenza alle sue spalle). Lasciate stare. E tardi ormai per mettere in ordine. Venite qui! (Platonov le si avvicina. Lei gli porge la mano). Perch non mi guardate, Platonov?

Platonov - Mi vergogno. (Le bacia la mano).

Anna Petrovna - Di che?

Platonov - Di tutto.

Anna Petrovna - Ho capito. Avete sedotto qualche povera ragazza, cos?

Platonov - Qualcosa del genere.

Anna Petrovna - Siamo alle solite, eh, Platonov? Chi ?

Platonov - Non lo sapete?

Anna Petrovna - Ve lo chiederei se lo sapessi?

Platonov - Non posso dirvelo.

Anna Petrovna - Sar meglio che ci sediamo. (Si siedono sul divano). Bene, lo scopriremo chi , giovanotto: lo scopriremo. Ma perch quest'aria contrita con me? Io la vostra anima nera la conosco da tempo.

Platonov - Non fate domande, Anna Petrovna! Parlate quanto volete, ma non fate domande. Non sono in grado di affrontare interrogatori oggi.

Anna Petrovna - Bene. Avete ricevuto le mie lettere?

Platonov - Si.

Anna Petrovna - E perch non vi siete fatto vedere?

Platonov - Non potevo.

Anna Petrovna - Perch non potevate?

Platonov - Ma voi fate domande e come! Non potevo e basta.

Anna Petrovna - Sapevate che c'era bisogno di voi. Serghei e Sofia si stanno comportando molto male. Non si parlano, si tengono il broncio. Di certo non si direbbe che sono ancora in luna di miele. E tutto perch ci mancato il divertimento del nostro arguto giullare... Non avete letto le mie lettere?

Platonov - Certo che le ho lette.

Anna Petrovna - Allora sapevate che vi aspettavo. Sapevate che oggi sarei venuta qui se non aveste risposto.

Platonov - Non potevo rispondere.

Anna Petrovna - State su con la schiena... Si direbbe che vi vergognate di quanto successo quella notte.

Platonov - Sono stato malato.

Anna Petrovna - Mentite.

Platonov - Mento. inutile farmi domande.

Anna Petrovna - Puzzate di alcool! E vi siete ridotto non si sa come. Gli occhi rossi, la pelle gialla... Siete sporco, la casa sudicia... Guardate! Che cos' questa indecenza? E bevete anche, eh?

Platonov - (Allarga le braccia). Sono le vacanze...

Anna Petrovna - La stessa identica storia dell'anno scorso, eh? L'estate scorsa avete sedotto quella poveretta e poi vi siete trascinato fino all'autunno come una gallina bagnata. Esattamente come siete adesso. Un ardito Don Giovanni e un misero codardo nello stesso corpo. Guai a voi se cominciate a bere!

Platonov - Non lo far pi.

Anna Petrovna - Parola d'onore?

Platonov - Parola d'onore.

Anna Petrovna - Anzi, no; non vi sottoporr neppure all'incomodo di mantenere la parola data. Dov' la vodka? ( Platonov indica la credenza). Dovreste vergognarvi! Dov' la vostra forza di volont? Che disordine in questa credenza! (Trova le lettere). Ah, ecco. Ecco perch non hanno avuto molto effetto su di voi... Ma guardate che disordine! Vostra moglie si far sentire quando torner a casa! Voi volete che torni, vero?

Platonov - Io voglio solo che smettiate di farmi domande! E anche di cercare di costringermi a guardarvi in faccia!

Anna Petrovna - In quale bottiglia la vodka?

Platonov - In tutte quante.

Anna Petrovna - In tutte quante? E una vera distilleria questo posto! Bisogner proprio far tornare vostra moglie. Dovrete cercare di rappacificarvi con lei in qualche modo... Non mai stato nelle mie intenzioni di farvi divorziare. Non sono una rivale tanto terribile. A me va bene anche condividervi... Adesso butter tutta questa robaccia dalla finestra. Perch di robaccia si tratta, vero...? (Ne versa un po' in un bicchiere e l'assaggia). No, anzi... ottima vodka! Va bene, allora ne berremo prima un bicchierino, d'accordo? S? Solo un goccio per darle l'addio. Tenete... E fatevela durare. Non ve ne dar pi. E un goccio per me... Ai peccatori di questo mondo! Di cui voi siete uno...! Niente male questa vodka. Un minimo di gusto lo avete, quanto meno... Bene. (Gli porge delle bottiglie). Adesso, fuori... E un peccato sprecarla, per... Ce ne facciamo un altro bicchierino prima? S?

Platonov - Se gradite...

Anna Petrovna - (Versa). Pi in fretta la beviamo, pi in fretta ce ne sbarazziamo.

Platonov - (Alzando il bicchiere). Alla sobriet!

Anna Petrovna - Alla sobriet!

Bevono.

Anna Petrovna - Non ti sono mancata, Platonov...? Perch non ci sediamo? Mettile un momento per terra quelle bottiglie... Ti sono mancata?

Platonov - Ogni momento di ogni giorno.

Anna Petrovna - Allora perch non sei venuto da me?

Platonov - Io sto morendo, mia cara, sto morendo! Sto morendo di sensi di colpa e di malinconia! Sono un'anima in pena! Poi arrivate voi, e che cosa succede?... Mi sento un po' meglio.

Anna Petrovna - Come sei dimagrito! Ti stai consumando tutto! Credi forse di essere l'eroe di uno di quei romanzi che grondano tetraggine e disperazione? Io detesto gli eroi romantici! Perch non ti comporti come tutti gli altri, sciocchino? Perch devi essere sempre l'arcangelo caduto, tu?

Platonov - Che posso fare, mia cara?

Anna Petrovna - Che puoi fare? Smettere di bere, intanto. Smettere di passare le tue giornate a marcire qua dentro. Cominciare a lavarti un po' pi spesso. E venire da me. (Si alza). Vieni! Andiamoci subito a casa mia!

Platonov - A casa vostra? No, no!

Anna Petrovna - S, invece! Vieni a parlare con Serghei e con Sofia! Vieni a litigare un po' con qualcuno!

Platonov - No, no, no!

Anna Petrovna - Si pu sapere perch no?

Platonov - Non posso.

Anna Petrovna - Certo che puoi! Avanti, mettiti il cappello!

Platonov - Non metter piede fuori da quella porta!

Anna Petrovna - (Gli mette il cappello in testa). Non dire idiozie! (Lo prende per il braccio). Avanti, ora. Sinist-dest...! Avanti, Platonov, marsc!... Oh, sei impossibile, Miscia!

Platonov - Non vengo.

Anna Petrovna - E come trascinare un mulo fuori della stalla! Sii ragionevole, ti prego, Miscia! Sii carino con me!

Platonov - Non vengo!

Anna Petrovna - Facciamo due passi intorno alla scuola, allora.

Platonov - Perch insistete tanto? Io voglio starmene in casa e basta!

Anna Petrovna - Capisco. Ascoltate, Platonov... Sedetevi... (Si siedono entrambi). Sapete che cosa succede oggi? Porfiri Semionovic va in citt col treno e domani acquister la tenuta. Salder tutti i nostri debiti. Perci io avr del denaro, Platonov, ve ne prester un po' e voi potrete andarvene da qualche parte per un paio di mesi.

Platonov - Andarmene? E dove?

Anna Petrovna - A Mosca... a Pietroburgo... dove volete! Va bene? Accetta, Miscia. Devi assolutamente andartene di qui. Devi uscire, muoverti, vedere gente, andare a teatro, fare cose completamente diverse. Appena avr il denaro da Porfiri Semionovic, partirai. E una volta che la propriet sar venduta non ci sar motivo che io rimanga qui. Se vuoi, amore, verr con te. Ti farebbe piacere? Viaggeremo insieme, faremo lunghe passeggiate. Torneremo completamente cambiati!

Platonov - E un'idea deliziosa. Ma, ahim, impossibile. Perch io parto, Anna Petrovna. Parto stanotte, ma non con voi.

Anna Petrovna - Bene, come volete... Dove andate?

Platonov - Parto. (Pausa). Per sempre.

Anna Petrovna - Ah, sciocchezze! (Beve). Assurdit!

Platonov - Non sono sciocchezze, mia cara. Parto! E per sempre!

Anna Petrovna - E perch, assurdo individuo?

Platonov - Non fatemi domande! Per questa l'ultima volta che ci vediamo. Dimenticate quel pagliaccio, quel mascalzone di Platonov. Perch sta per scomparire dalla faccia della terra! Forse c'incontreremo di nuovo fra tanti anni, quando saremo abbastanza vecchi da poter versare qualche lacrima sul passato e riderne insieme. Ma per ora... dimenticatelo. (Le bacia la mano).

Anna Petrovna - Avanti, su, bevi! (Versa da bere). Da ubriachi non si fa pi peccato a dire sciocchezze!

Platonov - (Beve). S, schernitemi pure! Io sto scappando da me stesso. Sto scappando verso una nuova vita... anche se so fin troppo bene come sar questa nuova vita.

Anna Petrovna - Ma che ti successo?

Platonov - Lo saprete presto. Ma, nell'orrore che proverete, non maleditemi. Il separarmi da voi gi punizione sufficiente.

Anna Petrovna - (Fra le lacrime). Non ti credo capace di cose tanto terribili... E non riuscirai a sopravvivere senza di me... Sono un po' brilla... Partiremo insieme.

Platonov - No. Il perch lo saprete domani.

Anna Petrovna - Allora rimani qui, amore! Potremmo essere tutti cos felici! La propriet verr venduta, lo so. Ma verr comperata da Porfiri Semionovic... che innamorato di me... e cos andr tutto bene.

Platonov - Ora andate, mia cara. Salutiamoci e andate.

Anna Petrovna - Ancora un goccio per brindare al passato?

Platonov - Va bene.

Anna Petrovna - (Versa). Bevi, amore mio. Bevi e al diavolo tutto quanto!

Platonov - (Beve). Siate felici! Continuate pure a vivere qui, serenamente, e non pensate pi a me.

Anna Petrovna - Se dobbiamo bere, beviamo. (Versa). Chi beve muore. Ma anche chi non beve muore. (Beve). Anch'io, Platonov, sono un'ubriacona... Un altro bicchiere? No, non devo, altrimenti non parlo pi. E allora che cosa mi resterebbe da fare? Oh, Miscia, terribile essere una donna colta. Una donna colta che non ha niente da fare. A che cosa servo io? A che scopo vivo? (Pausa). Non mi resta altro che essere immorale. Perch io sono immorale, Platonov. Sono una donna dissoluta. (Ride). Vero? Forse solo questo il motivo per cui ti amo: perch sono dissoluta. E finir male anche. Quelle come me finiscono tutte male... Dovrei fare il professore, io, o il direttore di qualche cosa... Se fossi un diplomatico metterei il mondo sottosopra... Una donna colta... che non ha niente da fare. Perci non servo a niente. I cavalli, le mucche, i cani... servono tutti a qualcosa. Ma io no. Sono inutile... Non cos? Perch non dici niente?

Platonov - Siamo due casi disperati.

Anna Petrovna - Avessi almeno dei figli... Ti piacciono i bambini? Resta, amore! Potremmo stare cos bene tutti insieme! Essere tutti amici! Se tu parti... che sar di me? Ho tanta voglia di riposo: tanto bisogno di riposo... e, al contempo, vorrei essere moglie, vorrei essere madre... Perch non resti? Tu... mi ami, vero? Sei assurdo. S o no?

Platonov - Quale uomo mortale pu non amarvi?

Anna Petrovna - Tu mi ami, io ti amo: che altro vuoi? Perch non sei venuto quella notte? Quella pazza notte... Che strano mese stato! Il mese della loro luna di miele. Una specie di luna di miele per noi tutti. Un mese di miele selvatico.

Platonov - Vi prego, andate, ora. Se restate ancora vi racconter tutto, e se vi racconto tutto mi uccider. (L'accompagna alla porta). Addio. Siate felice. (L'abbraccia e la bacia). Non ci vedremo mai pi.

Anna Petrovna - Non so: bisogna vedere se lo trover o meno alla stazione.

Platonov - Chi?

Anna Petrovna - Porfiri Semionovic. Prender il treno della sera. Avr con s il denaro. solo questo che ci serve, amore!

Anna Petrovna esce.

Platonov - (A se stesso). Potevo anche partire con lei! In fondo, cosa sarebbe stato? Solo un paio di settimane. Che cosa sono un paio di settimane davanti a tutta una vita? Avrei potuto rivedere Mosca... Forse potrei chiedere a

Sofia - di rimandare la nostra partenza... Tanto abbiamo tutta la vita da passare insieme; non far storie per un paio di settimane. Potrebbe andare a stare da sua madre; cos si riposa e si rimette in salute... Devo evitare che Anna Petrovna parli prima con Serghei! Platonov apre la porta principale per seguire Anna Petrovna e s trova davanti, con la mano gi levata per bussare, Voinitzev. Platonov, a disagio, si ritrae all'altra estremit della stanza.

Voinitzev - Dio mi aveva concesso un solo dono in questa vita. Un dono molto prezioso. E adesso si ripreso anche quello.

Platonov si siede al tavolo, nascondendosi il capo tra le mani.

Voinitzev - Che cosa sono io? Niente. Non ho ingegno: non ho personalit... Mentre voi avete tutto: l'intelligenza, il bell'aspetto, l'acume. Ma non vi bastava; avete voluto anche l'unica cosa che io possedevo: la mia felicit. (Si siede al tavolo, d fronte a Platonov, e scoppia a piangere). Ridatemela, Platonov! Voi avete gi tanta fortuna in questa vita! Tanta felicit! Ridatemela!

Platonov - Se avessi un revolver mi sparerei.

Voinitzev - (Ride fra le lacrime). Io ero venuto qui per questo! Per sfidarvi a duello! Oppure... che Dio mi perdoni, non lo so che cosa volevo fare! (Tira fuori un revolver dalla tasca e lo getta sul tavolo che li separa). E invece che cosa faccio? Mi metto a piangere... Scusatemi, Miscia! Sono un buono a nulla! Scusate! (Si prende la testa fra le mani).

Entra Glagoliev dalla porta rimasta aperta. Si appoggia al bastone e ansima.

Glagoliev - Platonov? ( Platonov solleva il capo e fissa Glagoliev senza espressione). Perdonatemi... (A Voinitzev). Serghei Pavlovic... (A Platonov). Scusate, la facenda delicata... (Lancia un'occhiata a Voinitzev). S, molto delicata! Per io devo sapere! E devo sapere entro oggi! Tutto il mio futuro dipende dalla vostra risposta... Permettete, mi siedo... Sono venuto a piedi... e la salute quella che ... (Si siede sul divano). Insomma, ecco... Come sapete, io coltivo da tempo una certa speranza nei confronti di Anna Petrovna... In questi ultimi giorni, per, alcune persone mi hanno riferito alcune cose... Magari mentono, si capisce... Potrebbero essere solo delle chiacchiere... Ma dicono che Anna Petrovna... Anzi, dicono che voi... Come posso dire? Vediamo... Io, come sapete, ho una grande rispetto per le donne, ma... Abbiate piet di me, Platonov...!

Platonov - Io so solo una cosa, amico mio.

Glagoliev - S?

Platonov - Non esiste altro che corruzione sotto il sole!

Platonov prende il revolver ed esce.

Glagoliev - (A Voinitzev). vero o no?

Voinitzev - (Solleva il capo e si accorge di Glagoliev). Cosa?

Glagoliev - Mi rendo conto che tutto ci penoso per voi, ma io devo sapere! E vero che lei... che loro... siete a conoscenza di una qualsivoglia circostanza che la renda disdicevole come moglie? (Voinitzev piange). Ho capito, ho capito. Grazie della vostra franchezza. Addio all'amore, dunque. Addio al rispetto.

Entra Anna Petrovna, dalla porta aperta.

Anna Petrovna - Miscia! Non riesco o trovarlo... Ah, voi! Che cosa fate qui?

Glagoliev - Sono venuto a lezione dal maestro. E ora me ne vado per il mondo a mettere in pratica la lezione. Voglio cominciare a vivere prima di morire! C' una cosa che non far mai, per! Non sporcher il mio paese con questa sporca vita. Andr a viverla in casa altrui!

Anna Petrovna - Non dovete prendere il treno della notte?

Glagoliev - S, lo prender! Ma per andarmene a Parigi!

Glagoliev esce, sbattendo la porta alle sue spalle.

Anna Petrovna - A Parigi...? Serghei, abbiamo perduto la tenuta! Che successo? Perch sei qui? Che cosa gli hai detto?

Voinitzev - Niente, stava parlando con Platonov.

Anna Petrovna - Platonov? E Platonov gli ha detto...? Che gli ha detto Platonov?

Voinitzev - Non stavo ascoltando.

Anna Petrovna - Non stavi ascoltando? Te ne sei stato l seduto senza far nulla mentre loro ci toglievano la tenuta? Dio l'aveva data ai tuoi antenati questa tenuta! Ora il primo che passa te la porta via e tu non gli chiedi nemmeno perch!

Voinitzev - Non me ne importa niente della tenuta.

Anna Petrovna - Serghei! Dove ce ne andremo? Che cosa mangeremo? Siamo rovinati!

Voinitzev - Io ho perduto qualcosa che era infinitamente pi prezioso della tenuta per me. Ho perduto mia moglie.

Anna Petrovna - Come sarebbe a dire, hai perduto tua moglie? Mezz'ora fa era ancora viva e vegeta; l'ho vista io!

Voinitzev - E innamorata di un altro.

Anna Petrovna - Non dire sciocchezze. Pensa alla tenuta, piuttosto... Com' possibile che si sia innamorata di un altro? Non c' nessun "altro" di cui innamorarsi in questo buco! C' solo il dottore. E lei non innamorata del dottore! Ci sono soltanto dei vecchi proprietari terrieri, un colonnello in pensione e... Oh, no!

Voinitzev - S.

Anna Petrovna - No, no! Non possibile! Posso assicurartelo!

Voinitzev - E la sua amante. Me lo ha detto lei stessa.

Anna Petrovna - Oh no. Oh no... (Si siede). Ma lui che cosa ci trover mai in lei!? E tu dov'eri, che stavi facendo, di grazia!? Sei o non sei il marito, tu!? Sei cieco, forse? Sei buono solo a startene l a piagnucolare mentre ti portano via il mondo da sotto i piedi! Che razza di uomo sei? Comunque, Platonov non innamorato di lei. L'ha sedotta, tutto qui. Non la ama, te lo garantisco io! Anzi, adesso capisco da che cosa sta scappando... Parte stanotte, lo sapevi?

Voinitzev - Partono insieme.

Anna Petrovna - Sciocchezze! Sofia a casa! L'ho vista io!

La porta si spalanca e Sofia appare sulla soglia. Ha una valigia, delle cappelliere, dei soprabiti, ecc.

Sofia - (Con veemenza). La tua parola d'onore, Platonov! Mi avevi dato la tua parola d'onore!

Si trova faccia a faccia con Anna Petrovna e Voinitzev. Pausa.

Anna Petrovna - Che stupidi gli uomini! Un battito di ciglia e cadono stesi! Mi dispiace, Serghei.

Voinitzev - Io mi sparo.

Sofia - (Piano). Dov' lui?

Voinitzev - Dov' il mio revolver?

Anna Petrovna - Che cosa pu trovarci lui in una scimunita come te? Scusa, ma questo che sei tu: una povera scimunita!

Sofia - Dov' Platonov?

Anna Petrovna - Ecco, vedi? Lo hai gi perduto!

Voinitzev - Ho perduto il revolver.

Anna Petrovna - II revolver?

Voinitzev - L'avevo messo sul tavolo.

Anna Petrovna - La tenuta, la moglie, il revolver...! Ti lasci proprio scappare tutto!

Voinitzev - Deve averlo preso lui e...

Sofia - (Allarmata). Dov' andato?

Uno sparo fuori scena.

Anna Petrovna - (A Voinitzev). Lo hai ucciso.

Sofia - (A Voinitzev). Glielo hai dato tu il revolver.

Anna Petrovna - Glielo hai messo sul tavolo, davanti agli occhi.

Sofia - Lo hai visto mentre lo prendeva.

Voinitzev - No!

Sofia - E hai aspettato.

Voinitzev - No! No!

Anna Petrovna - E ci hai tenute qui a parlare finch...

Entra Platonov. Va in silenzio al tavolo e vi mette sopra il revolver.

Platonov - Gli hanno sparato.

Anna Petrovna - Platonov!

Sofia - Stai bene?

Platonov - I contadini. Lo hanno ammazzato! Due contadini appaiono nel riquadro della finestra e si avvicinano, trascinando qualcosa che non si vede. primo contadino Se ne stava 1) seduto su un ceppo. secondo contadino Guardava fisso la scuola. primo contadino Non scappato. Non s' mosso. secondo contadino Mi sa che era un po' andato via di cervello. primo contadino Volete vederlo?

Sollevano per i capelli il corpo senza vita di Osip, fino a far vedere la testa sopra il davanzale della finestra.

Anna Petrovna - Osip!

Sofia - orribile! Orribile!

Voinitzev - Portatelo via! I due contadini lasciano cadere il corpo di Osip, che scompare sotto la finestra. secondo contadino Occhio per occhio, e una testa per un cavallo!

Ridono e, ridendo, trascinano via il cadavere. Platonov si versa della vodka.

Anna Petrovna - Povero Osip! Mi portava sempre degli uccellini appena nati. Una volta tent di baciarmi.

Sofia - (A Platonov). Potevi essere tu al posto di Osip.

Platonov beve.

Voinitzev - Se fosse un uomo, ci sarebbe.

Anna Petrovna - S, ora ascoltate, Platonov...

Sofia - Sono le otto passate! Mi hai dato la tua parola d'onore!

Platonov - (Alza la mano). Non sono tornato qui per ascoltare delle prediche. Sono tornato qui perch ho scoperto qualcosa d'importante mentre stavo l fuori col revolver in mano. Ho guardato Osip riverso nel proprio sangue e ho capito con molta chiarezza che io non voglio morire! Ho guardato in faccia la morte: e ho scelto la vita! So che siete tutti infelici qui. Ma a me chi ci pensa? Io ho perso tutto! Il mio onore, la mia famiglia, i miei cari! So che state tutti soffrendo le pene dell'inferno. Ma pensate a me, l fuori, col revolver in mano, dilaniato tra la vita e la morte! Io torno da voi con la speranza di essere compreso, mi rimetto alla vostra misericordia, e voi cosa fate? Vi scagliate contro di me come tanti animali selvatici! Va bene, vi chiedo scusa! Invoco il vostro perdono! Che altro volete da me? Non vi bastata quella maledetta notte con tutte le sue conseguenze? Mi fa male il braccio... ho una fame da lupo... ho freddo... sono malato... sto tremando per la febbre... Adesso mi sdraio. (Si sdraia sul divano). Non uscir pi. Sta piovendo fuori. Pausa. Gli altri lo fissano sbigottiti.

Sofia - Perch ce ne stiamo qui cos?

Anna Petrovna - Giusto: perch ci lasciamo incantare?

Voinitzev - Platonov, avete intenzione di scappare o no?

Anna Petrovna - E nel caso, con chi?

Entra il colonnello Triletzki.

Col. Triletzki - Si avvelenata! Ha ingoiato i fiammiferi!

Platonov - (Alzandosi a sedere). Sascia?

Sofia - Oh, no!

Anna Petrovna - Non mica...?

Col. Triletzki - Lo sarebbe, se suo fratello non l'avesse trovata. Sta cercando di salvarla. Miscenka, ti prego, va' da lei! Dimentica quello che stato. Ora va' da lei e dille che l'ami! Confortala, Miscia! Aiutaci a salvarla!

Platonov - (Cerca di alzarsi senza riuscirvi). Non riesco... Non riesco a tenermi in piedi.

Col. Triletzki - Miscia! Ti prego!

Platonov - Anch'io sto male, caro suocero! Sono un uomo malato! Mi sento bruciare! Acqua! Datemi dell'acqua!

Il colonnello Triletzki gli porge una brocca. Platonov beve direttamente dalla brocca.

Anna Petrovna - ubriaco. Vado da lei.

Sofia - Ci vado io.

Anna Petrovna - Tu?

Sofia - La supplicher di perdonarmi!

Esce Sofia.

Anna Petrovna - Sofia! Torna qui!

Esce Anna Petrovna, dietro a Sofia.

Voinitzev - Anna Petrovna! Sofia! Dico a tutt'e due! Non peggiorate la situazione...!

Esce Voinitzev, dietro ad Anna Petrovna.

Col. Triletzki - La mia unica figliola, Miscia!

Platonov - Sono un maiale! Un porco maiale!

Col. Triletzki - La mia piccola, Miscia!

Platonov - Per sono stato punito! Accidenti se sono stato punito! Gettato a terra e calpestato come un cane sulla strada.

Col. Triletzki - Non farla aspettare, Miscia!

Platonov - Riesco a malapena a tenere la testa sulle spalle! Guarda, sta per cadere!

Col. Triletzki - Non niente, Miscia. Hai bevuto: solo questo.

Platonov - No, ho la febbre. Sono stato fuori, sotto la pioggia.

Col. Triletzki - Ma non sta piovendo, Miscia.

Platonov - Siete mio suocero, voi? O mio padre? Non riesco a pensare.

Col. Triletzki - II padre di Sascia! Povera piccola Sascia! Sta affondando, Miscia!

Platonov - II padre di Sascia! Davvero? Io non riesco a vedervi. Vedo soltanto dei soldatini. Soldatini verdi e gialli con berretti a punta. Che strisciano dappertutto...! Ho bisogno di un medico! Chiamate un medico!

Entra la Grekova, dalla porta aperta.

Col. Triletzki - Aspetta qui, Miscia. Vado a chiamare Kolia. (Alla Grekova). Abbiate cura di lui. Sta male. E anche Sascia sta male. (A Platonov). Vado a vedere se Kolia pu lasciare un momento Sascia...

Esce il colonnello Triletzki.

Platonov - (Agita le mani davanti agli occhi). Tutte queste mosche! Nugoli di mosche dappertutto! Non riesco a vedere niente! Sparate alle mosche... (Prende il revolver).

Grekova - No! No! Vi prego! (Cerca di togliergli il revolver).

Platonov - (Le punta contro il revolver). Chi ?

Grekova - Sono io!

Platonov - II dottore?

Grekova - Maria Jefimovna!

Platonov - Non riesco a vedervi. Troppe mosche.

Grekova - Spremi-scarabei!

Platonov - Spremi-scarabei? La mia mortale nemica!

Punta il revolver.

Grekova - No! No! Ho ricevuto il vostro messaggio!

Platonov - Messaggio?

Grekova - Ho incrociato Marko al guado. Avevo il cavallo e il calesse... Sono venuta al galoppo... Voglio solo dirvi: non andate! Vi prego, non andate!

Platonov - Dove?

Grekova - Mi avete fatto dire... che partite. Che partite per sempre. Allora ho capito subito. Vi prego, non partite. (Allunga la mano verso il revolver). Vi prego, datelo a me!

Platonov - Sono malato. Ho la febbre.

Grekova - Vi curer io.

Platonov - Ho bisogno d'acqua.

Grekova - Ve la dar io. (Prende la brocca). Se voi mi date quello.

Platonov - Acqua... acqua... (D il revolver in cambio della brocca e beve).

Grekova - Grazie a Dio sono arrivata in tempo!

Platonov - Io non posso stare qui. Devo mettermi a letto.

Grekova - Vi metter a letto a casa mia. Ho il calesse fuori.

Platonov - Presto! Presto! Aiutami!(La Grekova posa il revolver a una distanza sicura e si avvicina a Platonov). La mano! Dammi la tua mano...! Oh, che manina fredda! Che bella manina fredda! Voglio baciarla la tua bella manina fredda...

Grekova - No, no...

Platonov - E la tua bella guancia fredda... (La tira fino a farla cadere sul suo grembo e la bacia sulla guancia).

Grekova - No, non dovete...

Platonov - Non ti sedurr, mia cara! Non sono in condizioni, al momento. Non riesco neppure a vederti bene... Non ti vedo, ma ti amo lo stesso. Vi amo tutte quante. Non volevo far soffrire nessuno, io. E invece che cosa ho fatto? Ho fatto soffrire tutti!

Le bacia le mani.

Grekova - Io lo so che cosa successo. Con Sofia, vero?

Platonov - Sofia, Zizi, Mimi, Mascia... Siete in molte! E io vi amo tutte quante! Amo tutti - e tutti amano me. Io li insulto, li tratto in maniera abominevole - e loro mi amano lo stesso! (L'abbraccia). Quella ragazza, spremi-scarabei, per esempio... Io l'ho aggredita sessualmente, l'ho baciata... (La bacia)... e lei mi ama ancora... Oh, ma siete voi spremi-scarabei, no? Scusate.

Grekova - C' una gran confusione nella vostra testa. (Lo abbraccia. Lui si ritrae). Siete sofferente. Ditemi dove vi fa male.

Platonov - In tutto il Platonov... ecco dove mi fa male... Siete innamorata di me, dunque? Sul serio?

Grekova - S. (Lo bacia). Sono innamorata di voi.

Platonov - Gi, sono tutte innamorate di me. Un tempo gli facevo delle gran prediche moralistiche e loro, in cambio, mi amavano. Adesso le seduco e loro continuano ad amarmi.

Grekova - Fa di me quello che vuoi. Non m'importa. (Piange). Sei solo un essere umano, in fondo. E a me questo basta.

Entra il dottor Triletzki.

Dr Triletzki - (Allegramente). Miscia! C' una sorpresa per te! (Si blocca alla vista della Grekova in grembo a Platonov).

Entra Sascia, aiutata da Anna Petrovna e da Sofia, e seguita da Voinitzev e dal colonnello Triletzki.

Anna Petrovna - (A Sascia). Avanti, mia cara. Desiderate vederlo, lo sapete...

Sofia - (A Sascia). E sapete anche che lui desidera vedere voi...

Le donne si bloccano alla vista di Platonov con la Grekova.

Voinitzev - Che terribile tragedia!

Col. Triletzki - Ma con un finale lieto!

Voinitzev e il colonnello Triletzki si bloccano a loro volta. La Grekova nasconde il viso nel collo di Platonov. Platonov, che non si accorto degli altri, la stringe a s.

Platonov - Non sono in condizioni, adesso. Ma non preoccuparti; appena mi rimetto ti sedurr come ho fatto con tutte le altre.

Il dottor Triletzki il primo a muoversi.

Dr Triletzki - Miscia! Insomma...!

Sofia - II revolver! Dov' il revolver? (Lo trova e lo punta contro Platonov).

Grekova - (S'alza in piedi e si frappone tra Sofia e Platonov). No! No!

Voinitzev - Sofia! Stava andando tutto cosi bene!

Anna Petrovna - (Cerca di togliere il revolver a Sofia). Dallo a me! Ci penso io!

Grekova - Io lo amo!

Sascia - (Lasciata senza sostegno, crolla in ginocchio). Uccidete me! Non lui!

Col. Triletzki - (Vacilla, incerto tra Sascia e gli altri). Sascia... !

Sofia - Jegorovna...!

Dr Triletzki - Miscia!

Voinitzev - Sofia!

Col. Triletzki - Kolia...! Sascia...!

Grekova - Noi due ci amiamo!

Sofia - (Con voce terribile). Indietro! Tutti quanti!

Entra Marko, dalla porta aperta.

Platonov - Un momento! Lui che cosa vuole?

Si voltano tutti verso Marko.

Marko - Tre rubli, se non disturbo troppo, vostra signoria.

Platonov - Disturbi? Non potevi capitare in un momento migliore! Dategliene quattro!

Nell'attimo in cui gli altri s distraggono per cercare i quattro rubli, Platonov salta dalla finestra. Sofia e gli altri corrono alla finestra. Si ode il fischio di un treno in arrivo. Tutti si fermano, colpiti dallo stesso pensiero, poi corrono fuori dalla porta; e si scatena il finimondo. Nel crescente sferragliare del treno, la parete d fondo della casa si sposta da un lato e le luci s abbassano, rivelando il bosco e la strada ferrata della scena precedente. Barcollando in mezzo ai binari, Platonov avanza verso di noi. Si ferma, abbagliato dai fari del treno che sta arrivando dal fondo della platea, lacerando l'aria col suo fischio insistito. Platonov - indietreggia sulle gambe malferme, agitando le braccia come per scacciare il treno. Poi, d colpo, il buio e l'urlo assordante del treno che passa su di noi e va oltre. Le lucette rosse del vagone di coda appaiono all'altezza del proscenio e si perdono rapidamente in lontananza, nella sca di fumo lasciata dalla locomotiva. Un odore di zolfo pervade l'aria. Buio.

FINE

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