Milarepa

CIS

CENTRO STUDI IO SONO

Via del Mascherino, 46

00193 ROMA

MILAREPA

(Il sipario chiuso. Dalla platea, attraverso la scaletta, salgono sul palcoscenico Milarepa ed il suo discepolo Rechung. Mentre camminano recitano un mantra. Si dispongono su uno dei lati del proscenio).

Rechung: O Maestro prezioso dal cuore amorevole, per la nostra gioia, di noi tuoi discepoli,
                  per i fortunati che la ascolteranno,e per condurre alla salvezza le altre creature, ti
                  prego, raccontaci la tua storia. (a mani giunte sul cuore fa un inchino. Milarepa
                  tirandolo su dal mento con dolcezza e col viso sorridente)

Mila: (a Rechung) Io, Milarepa,nella mia giovinezza ho commesso azioni nere. Nellet matura ho praticato linnocenza. Adesso, in egual modo liberato dal bene e dal male, ho esaurito ogni ragione dagire. Questa (indica il sipario) la storia della mia vita.(si apre il sipario. Trofeo-di-saggezza, Bianca-Ghirlanda, Protettrice- Fortunata Padre, madre e sorella di Mila stanno immobili, uno qui uno l . Mila invita Rechung ad andare verso Bianca Ghirlanda. Rechung le pone una mano sulla spalla ed i tre si animano e si avvicinano).

Bianca Gh. Il venticinquesimo giorno della luna del 7 mese dellanno del drago, mentre Trofeo-di-saggezza, mio marito,si trovava lontano per lavoro, io, sotto una buona stella, partorii Milarepa. Subito inviai a lui (indica il marito) un messaggio (d un rotolo alla figlia che lo passa al padre, il quale dopo averlo letto)

Trofeo Letto il messaggio (porta lo scritto al cuore e poi lo fa volare in aria felice) fui al
                   colmo della gioia per la notizia, e per questo decisi di chiamare nostro figlio
                   Buona-Novella.

Protettrice F. : Quando mio fratello Buona-Novella ebbe raggiunto il quarto anno, nacqui io,
                        Protetrice-Fortunata, chiamata per col vezzeggiativo, Peta.

Bianca : In quel paese noi eravamo influenti e potenti ed i nostri figli vivevano circondati
                   dallamore.

Peta : Quando Milarepa compiva sette anni, mio padre si ammal.

Trofeo : Sicuro di come sarebbe andata a finire, riunii la parentela, misi sotto tutela la famiglia, feci testamento e lo lessi pubblicamente.(entrano i parenti e si dispongono. Trofeo legge il testamento) In riassunto e con chiarezza, visto che in ragione di questa malattia non mi salver e visto che mio figlio ancora piccolo, affido a suo zio e a sua zia tutti i miei beni; preleveranno una parte di essi per le spese e restituiranno tutto il resto a Milarepa quando sar adulto e pronto per sposare Dzesse (invita la ragazza a mettersi vicino a Mila). Dopo la morte lo guarder dalla tomba (incrocia lentamente le braccia sul petto, la moglie gli pone un velo sul capo, la figlia pone un velo sul capo della madre, Mila copre il capo di Peta. Si smorzano le luci).

Zia : Non faremo nessun torto n alla madre n ai bambini.

Zio : Amministreremo i beni secondo testamento. (Esce Trofeo. Il gruppo rimane l,
                  mentre Mila parla).

Mila : (a Rechung) Madre e figli divenimmo i servitori degli zii. Il ns/ cibo era quello dei
                 cani, il lavoro quello degli asini. Vestiti di pezze e costretti a lavorare senza riposo,
                 le nostre membra si piagavano. Diventammo pallidi ed emaciati ( va a consolare
                 madre e sorella come a sottolineare il suo discorso) Pass il tempo e finalmente io
                compii 15 anni. I parenti (che non si sono mai mossi da l) furono riuniti. (si
                 riaccendono le luci) .

Bianca Ascoltate tutti. Questo il testamento di Trofeo-di-Saggezza (apre un rotolo e lo mostra) e le sue parole sono state udite da ognuno di noi. Fino ad ora lo zio e la zia si sono presi cura di comandarci in ogni cosa adesso mio figlio e Dzesse hanno let per avere la loro casa. Per questo vi prego di lasciare che mio figlio sposi la ragazza e rientri in possesso del suo patrimonio.

Zio : Voi possedete dei beni? Dove sono? Chi ha scritto questo testamento? Ho avuto la bont di nutrirvi, orfani miserabili, perche non moriste di fame.

Zia : Si, miserabili, proprio cos. E per di pi questa casa ci appartiene,, perci, orfani, uscite di qui. (spintonati escono tutti, tranne Mila).

Mila : (a Rechung) Mio zio materno ebbe cura di mia madre e mia sorella: luna lavorava filando e tessendo, laltra faceva dei servizi fuori casa. Soffrendo la fame, i vestiti a brandelli, lanimo scoraggiato,non siamo stati felici. (si smorzano le luci. Entra il Rabbino) (escono tutti tranne Mila e Rechung)

Rabbino : Cos parl Milarepa. Mentre cos vi parla ora il vostro rabbino. Ebbene io vi dico questo: non dovete accontentarvi dei soli grandi meriti, e sono tanti, che lascolto di questa storia vi procurer. La vita di questo Budda ha mille essenze che ognuno di noi ha il dovere di distillare. Essa o va ripercorsa tutta cos com cosa assai difficile oppure va vissuta da ogni cuore come un itinerario personale per accedere alla Verit.
cos: (guarda dietro le quinte)

Trofeo : Io Trofeo di Saggezza sono lo stato pre-coscenziale di Mila, il suo Eden, la sua tranquillit e felicit (i personaggi entrano ad uno ad uno)

Bianca : Io Bianca Ghirlanda sono il cuore di Mila, che avendo attinto odio dallodio degli zii mi sono annerito.

Peta : Io Peta e Dzesse siamo la sua forza fisica:

Dzesse : Lo sosterremmo nei momenti di estrema debolezza.

Zio : io, lo zio, sono la giustizia capovolta, cio lingiustizia.

Zia : ed io, la zia, sono il rigore capovolto, cio la crudelt.

Mila : (che sempre stato sul palco) in tal senso io sarei ognuno di voi sul sentiero: un Budda rivestito di pelle che non sa di esserlo. (escono tutti).Ma torniamo alla storia. Fra tanta infelicit, un giorno (prende una bottiglia e beve fino ad ubriacarsi) ubriaco cantavo (canta) .
(entrano Bianca e Peta)

Bianca : (osservano Mila tristemente. Alla figlia:) nessuno pi miserabile di noi e lui (strattona debolmente Mila) canta.

Peta : fratello maggiore, che cosa fai? Guarda dunque nostra madre.

Bianca : Se penso alla nostra infelicit, io la tua vecchia madre sono rosa dalla disperazione
                   e non posso che piangere.
                  (Mila si ricompone e si da contegno)

Mila : Hai ragione madre. Non essere cos afflitta. Far tutto quello che vorrai io faccia.

Bianca : Quello che io vorrei che tu tormentassi i nostri odiati nemici, ma ci non possibile. Io desidero che tu, dopo aver imparato a fondo la magia, distrugga per primi tuo zio e tua zia, poi la gente del paese e i vicini che ci hanno fatto del male. Devi andare da un lama, imparare,e fare tutto questo. Ci andrai figlio mio?

Mila : Ci andr madre. Prepara il dono per il lama e il mio viatico.

Bianca : Per farti imparare la magia vender qualcosa di quello che m rimasto, comprer un turchese e un cavallo e altri doni. Tu intanto cercherai dei compagni di viaggio mossi dal tuo stesso desiderio e andrai. (entrano 2 ragazzi) Adesso figlio mio, brindiamo col vino delladdio (brindano). Ricorda questo Mila, se torni senza che nel paese si siano manifestati i segni della tua magia, io, la tua vecchia madre, mi uccider sotto i tuoi occhi.

(Addii Mila ed i suoi compagni di viaggio partono: scendono dal palco per la scaletta davanti e vanno verso le quinte. Dal lato opposto entra il lama Yung-Ton. Dopo un po rientra Mila e compagni: inchini, offerta doni)

Mila : Ti offro, prezioso lama, anche il mio corpo, la mia parola ed il mio cuore. (il lama
                  lo invita a raccontare. Mila si siede) Certi abitanti del mio paese non possono
                 sopportare la felicit altrui. Per piet, concedimi il pi potente sortilegio che possa
                  manifestarsi nel mio paese. E intanto dammi il nutrimento e le vesti.

Yung : Rifletter a quanto mi hai detto (passeggia per un po toccandosi il mento e guardando i ragazzi) e voi?

Ragazzo 1: Noi chiediamo linsegnamento della magia e ti offriamo tutti i nostri doni.

Ragazzo 2: Possa tu accogliere la nostra richiesta.

Yung : Vinsegner la magia (mimata insegnamento magia: potrebbero per esempio esser tracciati nellaria simboli positivi di Reiki, candele, mantra,cerchi,passi di taicciciuan )

Ragazzo 1: Generoso lama, ti ringraziamo dei preziosi insegnamenti ricevuti. Per noi giunto il momento di ritornare a casa (inchini e via)  
(il lama impone le mani sulla testa traccia dei segni nellaria e li congeda)

Yung : (a Mila) e tu? Non vai con loro? (Mila si inchina fino a terra)

Mila : Lama prezioso, noi tre , mia madre,mia sorella ed io, a furia di trattamenti indegni
                  da parte degli zii paterni, siamo stati gettati nella miseria. Io non avevo la forza per
                  difendermi, per questo mia madre mi ha mandato a imparare la magia. Se torno al
                  paese senza che si sia manifestato, grazie a me, un segno di magia, mia madre si
                 uccider sotto i miei occhi. perch lei non muoia che non sono partito; e per
                 questo ti chiedo lultima parola della magia.

Yung : Se le cose stanno cos, ben deplorevole. La mia magia andr bene. Per imparare questarte mi sono stati offerti oro, sete, cavalli, e tante altre cose; tu invece, lunico, mi hai dato il tuo corpo, la tua parola e il tuo cuore. Io ti dar la formula Hum per far morire e la formula Phed per far cadere senza conoscenza. Con esse andrai da un altro maestro per dargli il mio segreto ed in cambio impararne un altro. Il suo nome Pa Yontan ed ha il potere di dirigere la grandine col dito. (escono: Mila davanti e Yung lateralmente. Entra lama Yontan)

Yontan : (scorge Mila dietro le quinte e gli fa cenno di entrare)

Mila : (offrendogli doni) prezioso lama, il tuo amico Yung Ton ti fa dono, tramite me, delle formule Hum e Phed, perch tu mi insegni la tua arte magica. Questa la mia triste storia (allorecchio gli racconta le sua storia)

Yontan : (si alza, passeggia, pensa) Andrai sulla cima di quella montagna. Ti isolerai in una caverna e con lincantesimo magico che io ti dar compirai il sortilegio. (Mila va in un angolo del palco: formule, gesti, cerchi, candele,mimate. Entra il rabbino con un teschio)

Rabbino : Benedetto tu sia Adonai, Dio grande e potente. Perdona la mano di questo ragazzo che come quella di Mos si leva contro i suoi nemici, ma che diversamente da quella, agisce per lodio di una madre. (guarda il ragazzo) In questo momento, locchio disperato del male dapprima pietrifica i malvagi parenti, e poi, con le lame saettanti dellalito distruttore, stacca le teste ed i cuori e li pone dentro il mortale vortice maligno.La tomba della gi oscurata Shekin viene ricoperta da una spessa coltre di dolore, per la cui rimozione il prezzo da pagare sar sofferenza.Oh Dio dAbramo dIsacco e Giacobbe circoscrivi e dissolvi il male qui rappresentato per gioco, e lascia che questo gioco dopo continui e istruisca.

Yontan : Restano in vita solo due persone. Dobbiamo distruggerle o lasciarle in vita?

Mila : Vogliate lasciarle in vita perch riconoscano la mia vendetta e la mia giustizia. Che lo zio e la zia siano risparmiati.
(entra Bianca. Il Rabbino le da un teschio in mano)

Bianca : Gloria a voi Dei Lama e Budda! Venite gente , venite a vedere Bianca Ghirlanda vestita di stracci. Guardate gente (mostra il teschio) trentacinque malvagi sono morti. Possa io vivere ancora a lungo per contemplare lo spettacolo offerto da mio figlio Milarepa.
(passa un monaco e chiede alla madre di Mila un pasto)Chi sei tu o pellegrino?

Monaco : Sono un eremita della provincia centrale e torno da un pellegrinaggio a nord. Ti chiedo, buona madre, qualcosa da mangiare. Sono stanco e hofame.

Bianca : Se mi farai da messaggero, visto che andrai dalle parti di mio figlio, ti ospiter per un giorno. Intanto bevi questo latte.
(gli offre da bere e poi gli prepara carta e penna)Questo il messaggio, scrivi: trentacinque uomini sono rimasti uccisi sotto la casa crollata. A causa di ci la gente del paese malevola verso noi due, madre e figlia. Per questo farai cadere la grandine sulle loro campagne.(il monaco arrotola il messaggio, lo lega col nastro) ora riposa pellegrino, perch domani partirai. (calano le luci, lei esce,il monaco dorme. Si fa giorno, va. Entra prima Lama Yontan e poi Mila col messaggio della madre entra anche Yun-Ton) e si pone di spalle a Yontan

Mila : Maestro mia madre mi ha fatto pervenire questo messaggio (glielo porge: il lama legge)

Yontan : Mila tua madre davvero astiosa. Tanti uomini sono appena morti, e lei chiede per
                  di pi che tu mandi la grandine. Io questa formula non posso dartela, per averla
                   torna dal lama Yung-Ton e consegnagli questa lettera. (va)
                         (Yung-Ton, maestro del male che era di spalle si volta. Mila intanto, con la lettera
                   in mano fa un giro di palcoscenico e consegna la lettera al maestro del male.)

Yung : Io ti dar la formula per la grandine (fa dei segni sulla fronte di Mila, gli sussurra qualcosa allorecchio) adesso vai ad officiare (gli indica un angolo con laltarino. Solito cerimoniale magico..Mila alza lindice al cielo: le luci si smorzano, entra un demone che gli consegna due coppe. Mila verser dellacqua dalluna allaltra. Infine, da una terza coppa far fuoriuscire dei sassolini che cadendo su un recipiente metallico crepiteranno: la grandine. Il demone gli dir:)

Demone : Adesso dirigi la grandine.
                   (Mila porta la coppa davanti al viso. Soffia: effetto vento)

Mila : Dimmi o demone cosa succede al paese.

Demone : Le spighe nei campi sono spiegate. Incredibili nuvoloni neri saccavallano nel cielo (toglie la coppa a Mila, va sul proscenio alla sua destra) la grandine si abbatte su tutta la vallata (fa cadere le pietruzze su un altro recipiente ai piedi del palcoscenico)
La montagna si trasforma in torrenti. La gente del paese disperata. (il demone esce. Entra il Rabbino)

Mila : (al Rabbino) in questo modo che ho accumulato le azioni nere per rispondere ai miei nemici. (esce)

Rabbino : Cos parl Milarepa, mentre cos vi parla ora il vostro Rabbino:Le cateratte del cielo si sono prima ghiacciate, poi si sono aperte e in fine hanno partorito distruzione. Il male freddo come la grandine: spezza e infrange le messi, la forma che la vita ha assunto Il fondo toccato quando la bestia risiede sul trono per i suoi mille anni, e l, posta a regnare, vista da chi lha voluta. Gli zii lhanno concepita, la madre lha partorita, Mila lha incoronata. La vista del male il primo scalino del tempio il secondo il pentimento ed il rimorso per averlo prodotto. Ma da adesso.. canter e baller, perch la marea nera passata: i neri corvi sono scomparsi, e bianche colombe descrivono gi ampie curve nel cielo (sotto una musica allegra, va. Il lama triste)

Mila : Maestro perch questo silenzio e questo viso cupo?

Yung : Tutto ci che composto effimero. Ora io sono vecchio. Dalla giovinezza dai
                   denti bianchi alla vecchiaia dai capelli bianchi, non ho fatto che male. Tu pure hai
                  accumulato, seppur giovane, i crimini della magia nera. Questi stessi crimini
                   ricadranno sulla mia testa. Da oggi ti aiuter con tutti i miei mezzi, se vorrai
                  praticare la dottrina della salvezza.

Mila : Il mio cuore pieno di rimorsi per il male che ho fatto. Sono triste, ed il mio desiderio di liberazione grande. Questa la mia conversione, maestro; io voglio praticare la dottrina.
(il lama si alza prende dei doni e li da a Mila)

Yung : Giacch sei giovane, giacch il tuo ardore e la tua fede sono grandi, pratica la dottrina pi pura. Tieni, prendi questi doni e vai da Rontun (saluti, inchini. Mila fa un giro di palcoscenico. Esce Yung ed entra Rontun)

Mila : Colui che viene a te un grande peccatore. Concedimi o lama la dottrina che sin da questa vita mi liberer dalle rinascite.

Rontun : La mia dottrina perfettissima. Essa rende padroni della radice. Tu sei veramente un grande peccatore ed essa per te prematura. Io non far la tua salvezza. Vai al monastero di Lung, l vive Marpa, discepolo di Naropa, unincarnazione divina. Tu e lui siete in comunicazione spirituale dalle vostre vite anteriori. Va da lui. (Mila esce. Esce il lama. Entrano Marpa e sua moglie, la Padrona. Ai lati di un cubo, poggiata la testa sul braccio: saddormentano).

Narratore : Appena udito il nome di Marpa, Milarepa si sent pieno di una felicit ineffabile.
                     Per la gioia i suoi capelli ebbero un fremito. Intanto Marpa sognava il suo maestro
                     Naropa (mimata) che lo benediva, gli dava uno scettro a cinque braccia e gli
                    diceva: lavane la sporcizia nellacqua di questo vaso, poi innalzalo in cima a una
                    bandiera di vittoria. Fai questo per te e per gli altri ; per il piacere degli dei e per
                   la felicit delle creature. (la mimata impegner tre persone, una regger in basso
                    unampia bacinella, una seconda regger su essa lo scettro da lavare,
                    una terza verser dallalto dellacqua da unanfora sullo scettro; dopo la seconda
                    alzer lo scettro sulla cui cima posto un portalampade che saccender) Allora
                    lo splendore dello scettro illumin tutto luniverso. Subito, gli esseri delle sei classi
                   - dei, asura, uomini, spiriti, animali,demoni degli inferi colpiti dalla sua luce,
                  furono liberi dal dolore e felici. Anche la Padrona sogn: due fanciulle portavano un
                   reliquario un po macchiato in superficie e dicevano: Naropa ordina al lama di
                    consacrare un tempio a questo stupa e di collocarlo sulla cima di una montagna.
                 Marpa lavava lo stupa con lacqua del vaso, lo poneva sulla cima di una montagna e
                  da esso si irradiavano miriadi di luci splendenti che riflettevano limmagine del
                  medesimo stupa. (mimata analoga alla precedente)
(i due si svegliano, scrivono ognuno il proprio sogno e se li scambiano. Li leggono)

Marpa : Il mio cuore pieno di gioia, i nostri sogni coincidono. Vado ad arare gi in basso. Preparami quello che ci vuole e portami della birra, molta birra, per me e per un ospite. (esce la donna e poco dopo porta una elle di legno con ruota laratro-e due recipienti di birra. Marpa lo spinge e di tanto in tanto scruta lorizzonte, arriva Mila)

Mila : (lo ferma ponendogli una mano sulla spalla) Mi hanno detto che il sapiente Marpa, discepolo personale del glorioso Naropa, abita in questo paese. Dov la sua dimora?

Marpa : (lo squadra) Chi sei?

Mila : Sono un grande peccatore e vengo dallOvest. Marpa ha una fama cos grande che sono venuto ad imparare la sua dottrina.

Marpa : Ebbene, vado ad avvertire Marpa, (gli passa laratro e gli da una bottiglia) intanto, ara il campo. Aralo con cura, e bevi questa.
(Mila comincia ad arare. Dopo un po esce Marpa ed entra un monaco)

Monaco : Vieni a casa per il servizio del lama.

Mila : Appena avr finito, verr (ara ancora un po e dopo va per la scala davanti. Rientra
                  Marpa e si sistema al centro seduto. Entra Mila, lo osserva)

Marpa : Sai chi sono?

Mila : (facendo cenno di no con la testa) No.

Marpa : Io sono Marpa. Prosternati. (Mila si prosterna)

Mila : Lama prezioso, sono un grande peccatore dellOvest. Ti offro il mio corpo, la mia parola e il mio cuore. Ti chiedo il cibo, le vesti e linsegnamento della via che conduce alla perfezione in una vita.

Marpa : Quali peccati hai commesso?

Mila : Ho procurato morte, dolore e sofferenza con la magia nera, spinto dal dolore e dalla sofferenza di mia madre e mia sorella.

Marpa : Comunque sia accetto il dono del tuo corpo, della tua parola e del tuo cuore,
                    tuttavia, ti do la dottrina ma non il cibo e le vesti che potrai chiedere a un
                    altro

Mila : Giacch sono stato mandato da te per la dottrina,chieder ad un altro cibo e vesti. (Mila posa un libro ai piedi del maestro).

Marpa : (con accento duro e alzandosi) Togli quello sporco libro, il suo odore farebbe tossire i miei idoli. (entra il Rabbino Mila esce)

Rabbino : Cos parl Milarepa, mentre cos vi parla ora il vostro Rabbino. Obbedendo ai sogni
                   intrecciati, suo e della moglie,Marpa comincia il lavaggio dello scettro a cinque
                   braccia e dello stupa: purificare nella sofferenza il suo amato discepolo, sar il suo
                    primo compito. Se Marpa rappresenta la coscienza di Mila, e la moglie ne indica il
                  cuore, in Milarepa si aperto il sentiero che unisce le due Sephiroth, ma la luce in
                  esso scorrer solo dopo la debita purificazione.
(entra Mila)

Mila : (pone ai piedi del lama un sacco) Questo orzo per il mio lama.

Marpa : Ometto, sei molto vigoroso. Hai anche intenzione di inabissarci, con la tua magia,sotto le rovine della casa? Sei troppo odioso. Porta via il tuo orzo! (e col piede spinge il sacco).

Mila : Se non vuoi lorzo, accetta almeno questo ( gli porge una marmitta)

Marpa : Questo dono un buon augurio, lo offro al mio maestro Naropa.
(lo alza in offerta, lo fa tintinnare con un legnetto, lo riempie dacqua, sullacqua poggia un lumino galleggiante e lo accende)

Mila : Amato maestro, sono pieno dansia. Il mio desiderio di religione grande. Ti prego, istruiscimi. (Marpa ci pensa su, si alza, passeggia)

Marpa : I pellegrini che vengono a trovarmi, quando passano dal paese di Ling e di Yabros vengono derubati e spogliati. Ebbene, manda la grandine in questi due paesi e ti istruir. (mimata grandine)

Mila : Ho fatto come hai voluto. Istruiscimi adesso.

Marpa : Per tre chicchi di grandine dovrei darti una dottrina che a fatica ho portato dallIndia? Se vuoi la dottrina devi distruggere i miei nemici del passo di Lhobrag. Invia i tuoi sortilegi e lavrai.
(mimata come sopra)

Mila : Pure questo ho fatto secondo il tuo volere. Mi istruirai adesso?

Marpa : E proprio vero che sei un grande mago. Da oggi ti chiamer Grande Mago. Ma dimmi, sarebbe per compensare il cumulo dei tuoi crimini che sono andato in India a rischio della vita? Un altro, al mio posto ti annienterebbe. Adesso va, vai a restituire il raccolto a chi stato rovinato dalla tua grandine, e dopo vai a guarire i miei nemici. Poi ti istruir.
(Milarepa si accascia dal dolore.) Il lama esce, entra la Padrona: lo consola e lo lascia dormire (musica ninna-nanna allalba rientra Marpa)

Marpa : (svegliandolo con dolcezza) Ieri ti ho strapazzato, ma non te ne affliggere. Sii in
                   pace. Dare listruzione una cosa lunga. Tu sei forte per lavorare, costruiscimi
                 dunque la torre che voglio donare a mio figlio Darma. Quando lavrai finita ti
                  istruir, ti dar cibo e vesti. La torre deve essere rotonda (gli da una pianta e gliela
                  descrive. Mila utilizzando mattoni la costruisce su un cubo).
                  (rientra Marpa)

Marpa : Laltro giorno non avevo riflettuto bene.demolisci la torre e riporta terra e sassi dove stavano prima.Piuttosto fai cos (gli mostra un'altra piantina) una torre a mezzaluna.(Marpa esce) Mila posa i sassi a terra molto lentamente, uno ad uno,mimando fatica. Si guarda le mani. Quindi li rimette sul cubo a mezzaluna.
(rientra Marpa)

Marpa : (osserva, girandovi attorno, la costruzione di Mila, ci pensa un po su) No, cos non va ancora bene. Demolisci e riporta a posto terra e sassi. (Mila esegue pi o meno come sopra, mentre Marpa va ancora una volta via. Mila sconsolato: si riguarda le mani, si tocca le spalle in segno di stanchezza. Marpa rientra). Grande-Mago, laltro giorno ero ebbro di vino. Non ti ho dato buoni consigli (se lo porta ad un lato del palcoscenico) fammi qui una bella torre.

Mila : Demolire in questo modo assai faticoso.voglia tu ben riflettere prima.

Marpa : Oggi non sono ubriaco, ho riflettuto attentamente. Questa torre dovr essere triangolare. Costruiscila, non sar demolita.
(Milarepa si fascia le mani, sposta il cubo da una parte e ricomincia la costruzione. Marpa questa volta rimane l per tutto il tempo. Quando Mila finisce lo osserva) .

Marpa : Grande-Mago, per chi questa torre? Chi ti ha dato istruzioni?

Mila : E il lama in persona che mi ha ordinato questa torre per suo figlio Darma.

Marpa : Non ricordo di averti dato simili ordini. Sarei dunque pazzo?

Mila : Io mi ricordo chiaramente che ti chiesi con rispetto e con dolcezza di riflettere, e tu mi hai detto che avevi riflettuto e che la torre non sarebbe stata demolita.

Marpa : Ebbene, chi hai per testimone? Vuoi confonderci con la tua magia? Vai a rimettere a posto terra e sassi, vattene! (Mila si trascina il cubo in un angolo. Entra la padrona).

Padrona : (a Marpa) Linutile lavoro per queste costruzioni ha come risultato sicuro il dolore del Grande-Mago. Abbi piet di lui e concedigli linsegnamento.

Marpa : Conducimi il Grande-Mago dopo averlo rifocillato.
(La padrona va da Mila, lo asciuga con un panno, gli sistema i vestiti,e mano sulla spalla lo conduce da Marpa) Grande-Mago, giacch desideri la religione,te la dar (uno dopo laltro gli passa quattro cartoncini. (mentre Mila in disparte li legge avidamente, ad ogni cartoncino che scruta, il Rabbino che gi entrato proclama le 4 nobili verit).

Rabbino : Quattro sono le Sante e Nobili verit. La salvezza dipende dalla conoscenza della(un colpo piattini tibetani) Santa Verit del dolore (piattini) , Santa Verit dellorigine del dolore (piattini) Santa Verit dellestinzione del dolore (piattini), Santa Verit della via che porta alla estinzione del dolore, ovvero le rettitudini dellOttuplice Sentiero. Benedetto sia Adonai, il Signore, nei secoli dei secoli (esce).

Marpa : Questa la legge comune per tutti. Ma se vuoi la formula segreta ecco cosa bisogna fare (gli da alcuni libri) ; progredire su questa via difficile. Adesso devi edificarmi l (altro punto del palcoscenico) una torre. Quando lavrai finita ti dar la formula segreta.

Mila : Non sarebbe bene che la padrona fosse testimone a tutte queste promesse?

Marpa : Ma certamente (fa cenno alla moglie di avvicinarsi).

Mila : Voglio che tu qui, Padrona, sia testimone delle sue nuove promesse. Ti prego di ascoltare.

Padrona : Posso essere una buona testimone, ma (al lama) il lama costruisce senza ragione
                  di costruire e demolisce senza ragione di demolire.

Marpa : Tu fatti garante come testimone. Io agir come ho promesso. Se non hai fiducia, vattene. (la padrona scrolla le spalle e rimane ad ascoltare) Ebbene, farai la torre (si guarda intorno) l (indica un punto del palco) ( Mila comincia la costruzione sotto gli occhi del lama e della Padrona. Dopo un po entra un monaco col palmo della mano in aria e con su di esso una pietra. La porge a Mila che la usa, finisce la costruzione e va a chiamare il lama e la Padrona)

Marpa : (la osserva da tutti i lati con accanto la Padrona) Grande-Mago, dimmi, da dove
                   viene questa pietra?

Mila : Lha portata per divertimento uno dei tuoi figli.

Marpa : (duro) Ebbene, toglila,la costruzione la fai tu.

Mila : Hai promesso che questa torre non sarebbe stata demolita.

Marpa : E sar cos. Devi solo togliere quella pietra e riportarla dovera.

Mila : Ma una pietra dangolo!

Marpa : Dovera (gli indica col dito)
(Mila disfa tutto). Adesso riporti la pietra al suo posto.
(Mila ubbidisce) Ora prendila tu stesso e utilizzala come pietra angolare.
(Mila obbedisce ancora, continua e finisce)

Mila : Amato maestro ti faccio omaggio della torre per tuo figlio. Mi hai promesso di darmi la dottrina e la consacrazione , per questo sono qui.

Marpa : Hai fatto una torretta e vorresti la dottrina che con difficolt ho portato dallIndia? Se hai il giusto prezzo, portalo, altrimenti via da qui (esce)

Padrona : Perch si rifiuti di darti la dottrina, non lo so. Comunque non avere per questo cattivi pensieri. Tieni (da a Mila alcuni doni: stoffe, oggetti) dona al lama questi e chiedigli la dottrina. (Mila va verso le quinte, porge al maestro che sta dietro i suoi doni)

Mila : Ti prego maestro accetta questi doni,e per essi dammi la dottrina.
( glieli porge. Due mani escono dalle quinte, afferrano i doni e dopo uno a uno li
                   buttano in aria sul palcoscenico. Entra )

Marpa : Non puoi regalarmi ci che gi mio. Piuttosto costruiscimi una loggia secondo questo schema (gli da una piantina). (Mila prende la piantina, comincia lennesima costruzione sotto gli occhi di Marpa. Di tanto in tanto saccascia affaticato e la madre gli medica la schiena e le mani, gli asciuga il sudore, osservando Marpa. Si alza e va dal lama )

Padrona : Lama prezioso, il lavoro che fa il Grande-Mago gli ha screpolato e scorticato tutte le membra. La sua schiena ha tre piaghe da cui colano sangue e pus in modo incredibile. proprio degno di piet. Da una religione a questo ragazzo.

Marpa : Se desidera la dottrina deve continuare il lavoro e ubbidirmi. Il suo corpo , la sua parola e il suo cuore sono miei. (esce )

Padrona : Finche non ti istruir, lo far io.
(gli mette una stola, gli da un libro, gli parla allorecchio. Mila siede in meditazione. Dopo un po entra Marpa : fa un giro attorno al ragazzo, osserva la Padrona) Ebbene?(Marpa fa un cenno di no con la testa e riv ).
Visto che continua a rifiutarsi, tieni, ho preso questi al lama, sono i gioielli di Naropa ed il sigillo di rubini. Vai dal lama Gnogpa e offrili a lui con questo biglietto: Ho imitato le prescrizioni del lama. Fai come se queste cose fossero mandate da lui e chiedigli di istruirti. (escono davanti. Intanto entra in scena lama Gnogpa. Dopo un po, Mila, il quale fa un inchino )

Gnogpa : A questo modo salutano i discepoli di Marpa, perch sei venuto?

Mila : Siccome il lama Marpa molto occupato, io sono il solo che non abbia avuto il tempo di istruire. Vengo a chiedere qui linsegnamento. Porto in dono i gioielli di Naropa e la sua corona tutelare di rubini. Questa la lettera di Marpa. ( Gnogpa porta i doni alla fronte e poi li pone su un altare. Legge la lettera )

Gnogpa : Giacch Marpa che lo ordina, ti istruir. Per prima devi liberarmi dalla gente
                   malvagia dei paesi vicini; da tutti coloro che derubano i miei monaci (gli indica
                  laltarino, gli da degli incensi da accendere, il fuoco, ed esce ) .

Mila : Sono destinato alle cattive azioni. Mi accosto alla santa religione inviando la
                  grandine! Ovunque io vada, per fare il male. Se non faccio il sortilegio, andr
                  contro gli ordini del lama e non udir linsegnamento. Non posso evitare di inviare
                  la grandine.
(prepara il sortilegio.
                 in tanto entra il Rabbino)

Rabbino : Ascolta Mila: laddove cadr la grandine abita una vecchia che ha un campo e che
                 sopravvive solo grazie a ci che semina e raccoglie. Se spazzi via il suo raccolto,
                 cosa manger?

Mila : Che forma ha il suo campo? Disegnalo a terra, qui. (Rabbino disegna a terra con un
               bastone) Adesso coprilo con qualcosa. ( il Rabbino esegue )
(si ripete mimata grandine con qualche variante a piacere. Finita la grandinata, il
              Rabbino raccoglie una pecora morta, la pone nel mantello e la porta a Mila. Esce. Entra
              il lama. Mila porge la pecora a lui )
Lama prezioso, ero venuto qui per la santa religione, ed ecco che commetto solo
              peccati. Abbi piet del grande peccatore che io sono.

Gnogpa : Fratello Grande-Mago, non temere, tutte queste bestie uccise dalla grandine, in
                  avvenire rinasceranno intorno a te e ti faranno corteo quando entrerai nelle dimore
                 del perfetto nirvana. ( da dietro le quinte parte una sbuffata di coriandoli )
Rallegrati, perch fino a quel momento, grazie a me non dovranno rinascere agli
                 inferi (prende una pecorella da presepe la stende sul palmo della mano, fa alcuni
                 gesti soffiando sopra lanimale, fa schioccare le dita con laltra mano)
Che la vita riprenda possesso di questi corpi ( musica durante la cerimonia )
( entra un monaco. Porta un messaggio arrotolato. Gnogpa legge a voce alta)
La torre di mio figlio pronta. Mi occorre della legna per decorarla, vieni anche tu
                per consacrare la torre e celebrare la maggiore et di mio figlio Darma. Porta con te
               (fa una pausa e guarda Mila)
              .un certo uomo malvagio che mi appartiene.
(Mila si inchina al lama)

Mila : In realt non mi ha inviato Marpa, la moglie del lama che mi ha consegnato
                lettera e doni. Perdonami.

Gnogpa : Se cos, non abbiamo nessuna ragione di lavorare insieme. Senza lexeat del lama
                  tu manchi di forza. Dobbiamo andare e portare tutto il nostro gregge in dono al tuo
                  lama e mio Maestro. (escono dalla scaletta davanti)
(in scena entrano Marpa e la padrona. Dopo un po arrivano Gnogpa e Mila )

Marpa : Dimmi Gnogpa, perch hai conferito la consacrazione e liniziazione a questuomo
                 malvagio?

Gnogpa : Lama prezioso, tu stesso mi hai scritto questa lettera ( gliela porge. Marpa la
                   legge) e mi hai dato i gioielli di Naropa e il suo sigillo. Ho solo eseguito un tuo
                  ordine.

Marpa : ( si alza e minaccia Mila ) e tu, com che avevi questi oggetti?

Mila : Me li aveva dati la Padrona.
( il lama alza un pugno in aria. La Padrona scappa uscendo di scena)
Tu (a Gnogpa ) restituisci corona e sigillo.

Gnogpa : Questi sono sempre stati tuoi, amato maestro. (li d)
Questo invece ( gli mostra tre pecore da presepe che tira fuori da una bisaccia) il
                   mio dono per te. Ho solo lasciato fuori dalla tua tenda una vecchia capra zoppa,
                  per non offenderti.

Marpa : Senza di essa il tuo dono non valido. Voglio tutto il gregge.
(Gnogpa si inchina, esce, prende la pecora e rientra. La porge a Marpa)

Marpa : ( mettendo da parte ogni rabbia) Chiamate la Padrona e tutti i monaci ( entrano ).
Se ben considero, in nessuno di noi c falsit. Io ho messo a dura prova il
                  Grande-Mago (indica Mila ) solo per purificarlo dai suoi peccati. Ero dunque
                  sincero. La Padrona ( la indica ) ha agito come fanno tutte la donne. Tuttavia,
                 sebbene abbia dimostrato, nella sua troppo grande piet di donna, una sincera
                 indulgenza, linganno della lettera e dei doni era cosa grave. Gnogpa, in buona fede
                 ha creduto alla lettera sua. E infine il Grande-Mago, bruciato dal desiderio della
                 religione, ha avuto ragione di usare tutti i mezzi possibili per ottenerla. Pertanto,
                 non punir nessuno. Accoglier come discepolo questo ragazzo, a cui tuttavia
                  rimasta una lieve macchia di peccato a causa della debolezza di questa donna.
                Ascolta Padrona: comunque sembrino essere, le mie azioni sono sempre di
                 ispirazione religiosa. ( a tutti )
non lasciatevi mai ingannare dalle apparenze.
Preparate il cerchio ( tutti formano un semicerchio aperto verso il pubblico. Mila
                seduto al centro. Marpa gli impone le mani).
Io, Marpa, ti do il voto comune di liberazione. ( gli taglia un ciuffo di capelli) Il tuo
                 nome, rivelatomi in sogno da Naropa sar Mila Trofeo-di-Diamante. ( riempie una
                coppa, beve e poi la passa a Mila ).
Il mio nettare pi squisito di quello di qualsiasi altro lama. Da domani ti inizier al
               potere di far maturare le verit nascoste. ( disegna un mandala per terra)
Questa, solo limmagine del mandala. Il modello lass, in cielo. Figlio mio, fin dalla
               prima ora sei stato un discepolo in grado di essere istruito: i sogni ce lavevano detto.
                Poi sei arrivato l al campo, hai bevuto tutta la birra ed hai arato tutto il campo, e
               questo significava che, penetrando nel recinto della dottrina, lavresti percorso
                interamente. Tutto nel nostro primo incontro era simbolico di ci che saresti
                divenuto. Per tutto questo, rallegrati. Adesso si va alla grotta.
(si portano tutti in un angolo di palcoscenico)
(Mila viene ricoperto da un velo. Sulla testa gli verr posta una candela accesa. 
               Escono tutti tranne Marpa. Dopo una meditazione Marpa gli si avvicina )

Marpa : Figlio mio, quale conoscenza hai tratto dal mio insegnamento? Dimmi di questa tua
                  meditazione. (gli toglie velo e candela )

Mila : Io ti saluto Budda. Saluto in te il verbo unico ( entra la Padrona ) . mi prosterno ai
                   piedi della Padrona e Madre. Io saluto i figli spirituali che hai riunito. Dinanzi a te
                  porgo in offerta il mio corpo. Prego che tutti i miei peccati siano espiati a uno a
                   uno, che tutti gli esseri siano segnati dalla felicit, e che ogni mia azione sia
                  giovamento alle creature. Io, padre mio, ho capito questo: il nostro corpo
                   materiale, frutto delle nostre opere, la nave felice delle anime che aspirano alla
                  liberazione. Ma anche la guida che conduce alla dannazione i peccatori che
                 accumulano crimini. Ottenuta la protezione dei tre gioielli- il Budda, il Darma, il
                  Sanga, ho fatto voto della mia liberazione. Se il piccolo veicolo la preoccupazione
                 della tranquillit personale, ho capito che il grande veicolo di sacrificarsi alla causa
                 di tutte le altre creature. Ho rinunciato allio, concependo loblio di se stessi e il
                 nulla dellindividualit. Ho placato la mia mente nella contemplazione, e lio pensante
                 perse conoscenza di s. Ho concentrato lattenzione sulla vacuit delle cose,
                 mantenendo la nozione della loro illusione.

Marpa : Riassumi tutto in poche parole, figlio mio.

Mila : Riassumendo, le condizioni necessarie per la contemplazione sono, il pensiero in
                  uno stato di perfetta serenit, dopo aver sollecitato se stessi alla piet, alla
                 misericordia ed alle opere buone. Per ottenere questo, bisogna sottoporre
                allobbedienza il corpo. ( entra la Padrona)
Padre mio e Madre mia, il loto della mia anima si schiuder sotto la benedizione degli
                 ardenti raggi caduti dal sole della vostra misericordia. Di questo profumo che emana
                 dalla conoscenza, poich non possiedo nulla che eguagli la mia gratitudine, io vi
                 faccio perpetuo omaggio.
Che i frutti della mia meditazione siano di giovamento a tutte le creature.

Marpa : Figlio mio, mi auguro che sia cos.

Padrona : Tu, figlio caro, hai forza danimo sufficiente perch sia cos.
                  (gli rimettono il velo )

Marpa : Ora io ti do, amato figlio,la legge eminente del calore mistico simile ad un fuoco di
                  legna ben ordinata. Poi ti do il copricapo di Maitripa e le vesti di Naropa.(Marpa va
                  in un angolo. Entra il Rabbino, va verso Mila gli mette un braccio sulla spalla e parla
                 al pubblico)

Rabbino : Questo ragazzo, come il Patriarca Giacobbe allo Iabbok divenuto Israele, ha cio
                  lottato con gli uomini e Dio, ed ha vinto. Nelle sue orecchie riecheggiato lo Scem
                  Israel:
(voce fuori campo)
Ascolta Israele, il Signore il nostro Dio, il Signore uno solo. Tu amerai il Signore
                  tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta lanima e con tutte le forze. ( il Rabbino
                 sinchina a Mila, il quale fa uno stesso inchino al Rabbino, che esce dopo aver
                 salutato Marpa)
Shalom!

Mila : ( a Marpa ) Amato maestro la mia devozione ardente. Ultimamente ho sognato
                  spesso la mia casa: essa mappariva screpolata, allinterno la pioggia gocciolava
                 sugli oggetti, ed il mio campo era invaso dalle erbacce. I miei parenti e la mia
                 vecchia erano morti. Mia sorella se nera andata errando e mendicando. Signore
                 compassionevole, ti prego, mandami nel mio paese come mendicante. Madre e figli
                 viviamo separati. Il mio amore non pu pi sopportare la separazione. Concedimi di
                rivedere mia madre una sola volta e subito dopo io torner.
                (entra la Padrona che porta il pasto )

Marpa : Se vai al tuo paese, difficilmente vedrai tua madre. Se vuoi partire ti lascer
                  andare.ma quando tornerai qui, sappi che in questa vita noi non ci vedremo pi. Lo
                  dicono i presagi: il tuo sogno; ed io che dormivo quando poco fa sei arrivato.
                  Quanto alla padrona che porta il pasto ed al raggio di luce che mi ha colpito,
                  indicano che sarai nutrito di alimento spirituale, e che tu farai risplendere la
                  dottrina di Budda come il sole.

Padrona : Devo preparare il sacrificio? ( Marpa fa cenno di s. Fanno un cerchio, mimate,
                  parole allorecchio.)

Marpa : Le formule che Naropa ha dato a me, io le ho date a te Mila, e tu le passerai al tuo
                  miglior discepolo. Ma ricorda se le darai in cambio di viveri o di beni da godere in                   questa vita, infrangerai lordine degli Dei. Ti ho versato come da un boccale      
                 pieno tutto il mio amore e tutta la tradizione. Ricorda figlio: una mente che sa
                 accontentarsi un maestro, ed un luogo solitario e deserto un soggiorno divino. Il
                 tuo proprio corpo un santuario.

Padrona : Figlio, la tua partenza mi spezza il cuore. Ma ricorda: tutti i composti sono
                   soltanto delle apparenze. Tuttavia guarda tuo Padre, egli sta per mostrarti la sua
                   natura di Budda
( Marpa siede a gambe incrociate. Musica e mimate a piacere)

Marpa : Hai visto figlio? Credi?

Mila : Ho visto Padre e Madre, ed alla fine delle mie meditazioni far lo stesso.

Marpa : vero Figlio, tu farai lo stesso. Adesso vai. Rifugiati nella solitudine dei deserti e
                  medita. 
                 (Mila scende dal palcoscenico davanti, osservato dai due. Intanto Marpa conclude il
                  suo discorso) e senza parlare a chiunque si occupi di questa vita presente: non
                  avere altro scopo che la meditazione. Noi non ci rivedremo pi. Prendi questo ( gli
                  passa un rotolo) : un giorno la tua contemplazione urter contro un ostacolo, allora
                  guarda questo.(la Padrona piange)

Marpa : Perch piangi?

Padrona : Quello che mi fa piangere il pensiero che tutte le creature potrebbero essere
                   Budda, e invece non lo sanno e muoiono nel dolore e senza ideale. E poi piango
                   perch il figlio nato da me sta per lasciarci e non ho la forza per sopportare il mio
                  dolore. ( si abbracciano, lui la consola).

Marpa : (a Mila che gi quasi scomparso) non restare nel tuo paese pi di sette giorni e
                   poi vai nel deserto per il bene tuo e di tutte le creature.
(escono) ( musica Dopo un po Mila entra nella sua vecchia casa)

Narratore : Mila giunto al suo paese si guarda intorno col cuore pieno di tristezza. La sua casa
                     in rovina, le ossa di sua madre sono l insepolte. Le riunisce e rende loro
                   omaggio.

Mila : Tutte le leggi del mondo visibile sono effimere e fragili, tutto ci che appare
                   nulla. La mia vecchia madre morta. Il nostro incontro fu illusione. Mia sorella va
                  errando. Il nostro incontro fu illusione. La vecchia casa in rovina. Il nostro 
                  incontro fu illusione. Il campo invaso dalle erbacce. Il nostro incontro fu illusione.
                  Tutto un miraggio effimero. Io non so far altro che meditare, e perci mediter.
(incrocia le gambe e medita mentre una musica accompagna la sua meditazione. 
                  Dopo si porta sul proscenio, oppure scende gi in sala in prima fila e chiede
                   lelemosina.Intanto sua zia entra in scena. Mila risale e chiede lelemosina a lei )

Zia : Hai distrutto la mia famiglia e hai la faccia tosta di presentarti qui in casa mia? ( lo
                   percuote con una pezza ) via, vattene!

Mila : Oh zia , placa la tua collera, e fammi elemosina per il mio ritiro. Mia madre stata
                  uccisa dalla spada del dolore. Mia sorella mendicante. Sono stato chiamato alla
                  vita religiosa per questo e per il male che ho commesso ( la zia da un ultimo colpo 
                 di pezza meno cattivo, poi gli da un tozzo di pane)

Zia : Vattene ora, lasciami nel mio dolore.

Mila : Prendi zia, prendi la mia casa e il mio campo, e sii felice. con la misericordia che
                   io nuoccio ai demoni. Il male gettato al vento.
                       (si siede in meditazione mentre la zia va).

Narratore : Finiti i viveri, Milarepa rimase l a meditare nutrendosi di ortiche.
Il suo corpo divent simile ad uno scheletro e prese il colore dellerba.
( entra la sorella Peta con delle offerte)

Peta : Oh Mila , fratello mio! ( Mila le tocca il viso )

Mila : Oh sorella mia, tutte le gioie e tutte le pene sono effimere.

Peta : Sembri un fantasma, fratello.

Mila : Il mio cibo quello dei cani, il mio corpo simile ad uno scheletro, la mia condotta
                   appare quella di un insensato,ma il mio spirito veramente Budda, e sono felice in
                   questa vita.( Peta lo nutre e dopo un po arriva Dzesse portando altri viveri )
Anche tu o Peta rinuncia alle leggi del mondo, e seguendomi, medita in solitudine.
                  Fratello e sorella uniamoci in ritiro. Ai vostri occhi appaio un miserabile. Ma
                  sappiate che al mondo non c nessuno pi felice di me. Io mi prosterno ai piedi di
                 Marpa pieno di grazie.

Narratore : Cos cant Milarepa: nel monastero di montagna che il mio corpo, nel tempio del
                    mio petto, al vertice del triangolo del mio cuore, il cavallo che la mia anima vola
                    come il vento. Se lo fermo, con quale laccio lo fermer? Se lo lego, a quale palo lo
                   legher? Se ha fame, quale pastura gli dar? Se ha sete, a quale fiume dissetarlo? Se
                    ha freddo, in quale recinto rinchiuderlo? (Mila si alza)

Mila : Se lo fermo, lo fermer col laccio dellAssoluto.

Se lo lego, sar al palo della meditazione profonda.

Se ha fame, lo nutrir con precetti del lama.

Se ha sete, lo disseter alla perpetua corrente del ricordo.

Se ha freddo, lo chiuder nel recinto del nulla.

Peta : ( dopo un attimo di esitazione ) Io non andr fra le nevi per comperare la
                     miseria.( entra la zia, ma se ne sente la voce gi da dietro le quinte )

Zia : Mila, Mila, figlio mio ( si inginocchia e gli offre dei doni )

Peta : Noi non ti vogliamo qui, vattene!

Zia : No, nipote mia, non mi scacciare. sorto in me un rimorso terribile io chiedo di
                   essere perdonata e con sincerit mi accuso.
(si alza)
Se non mi riceverete, mi uccider!

Mila : Sii la benvenuta zia, il tuo cuore convertito. Ascolta la mia storia, ed anche voi
                  ascoltate (al pubblico ) Colui che ha udito la mia storia riceve una benedizione
                  infinita. Nessuno pu far niente per le creature senza conoscere lessenza delle
                  cose.

La nozione del nulla genera la piet.

La piet abolisce la differenza fra s e gli altri.

Il fondere se stessi con gli altri realizza la causa altrui.

Colui che realizzer la causa altrui mi ritrover.

Colui che mi avr ritrovato sar Budda  
                   ( Mila viene ricoperto da un velo )

Narratore : E cos che giunto allet di ottantaquattro anni, il quattordicesimo giorno
                    dellultimo mese dellinverno dellanno della lepre di bosco, sotto la ottava
                     costellazione lunare, al sorgere del sole, il maestro mostr i segni della morte.
(si chiude il sipario)

FINE



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