MILLE VOLTE TUA
DRAMMA IN DUE ATTI
PERSONAGGI
MILENA - Donna tra i 25 e i 40 anni. Semplice, fresca, con un buon senso dellumorismo e creativit.
SAVERIO - Uomo tra i 30 e i 40 anni. Gentile, premuroso, timido, servile. Senza particolari doti apparenti.
MARCO - Uomo tra i 30 e i 40 anni. Bel portamento e prestanza fisica. Affascinante. Ambiguo. Talvolta spaventoso nei suoi cambi dumore.
ATTO I
La scena si apre su un salotto. Sulla destra, sulla parete di sfondo, visibile la porta blindata dingresso. In centro alla stanza c un divanetto arancione.
La stanza arredata in modo sobrio e moderno. Tutto ordinato tranne un tavolo sul lato sinistro della scena. evidentemente un tavolo da lavoro, coperto con un telo di plastica trasparente, su cui visibile in bella mostra tutto il necessario per creare sculture ed effetti speciali per il cinema: ci sono colla, rotoli grandi di adesivo per pacchi, ritagli di gommapiuma, taglierini, grosse forbici etc. Ci sono anche fogli sparsi e disegni di prototipi. E poi a piacere del regista: calchi di teste con ferite aperte e colate di sangue, arti alieni, tentacoli, mani, maschere e pupazzetti di ogni genere. A terra, vicino al tavolo da lavoro,una cassetta con barattoli di vernici e pennelli di vario genere. In un angolo, in mezzo al resto, un computer portatile aperto (possibilmente con lo schermo non a favore di pubblico). Uno sgabello a completare langolo di lavoro.
Si immagina che dalla quinta di destra si acceda alla cucina, e che invece la quinta di sinistra porti alle altre camere dellappartamento.
Si sente una voce: Milena che parla al telefono da fuori scena. Sta rientrando a casa.
MILENA- (Voce fuori campo) ma figurati, non dirlo nemmeno per scherzo. () Certo, certo capisco () per difficile, non credo che si possa ottenere tutto in una volta. Ci vuole tempo secondo me tutto insieme non si pu fare
(Si sentono rumori di chiavi e chiavistelli. La porta si apre e compare Milena, semplice, elegante, allegra, con un sacchetto di carta enorme per la spesa fra le braccia, oltre ad altri sacchetti e pacchi. un po in difficolt: oltre a tenere tutto, tiene in una mano il mazzo di chiavi con cui ha aperto e parla tenendo con la spalla il cellulare premuto allorecchio. Nonostante la difficolt, continua a conversare allegramente. Si intuisce che piuttosto abituata a fare pi cose insieme.)
La mia proposta che il lavoro venga suddiviso in due fasi, e comunque bisogna essere almeno in tre. Certo, in ogni caso ci vuole qualcuno che mi aiuti a preparare e a stendere il materiale: fare dei calchi non propriamente una passeggiata Bisogner essere veloci: rischi che quello sotto la colata di lattice si senta poco bene, bisogna fare presto se no
(Parlando cerca di appoggiare su un ripiano le chiavi ma nelloperazione le cade il cellulare dalla spalla)
Accidenti!
(Parla rivolta al cellulare) Aspetta!... Sei caduto (Milena si china sulle ginocchia, sempre tenendo tra le braccia borse e borsine, e parla rivolta al cellulare a terra)
Pronto!... Pronto, ci sei ancora?!... Sei caduto per terra! (Ride) Ti giuro! In questo momento sei sul pavimento. () Cosa?... Non capisco. () No, guarda, inutile che parli, non capisco nulla. Davvero, anche se urli non sento niente solo un inutile borbottio metallico Senti, stai l un attimo, ti vengo a riprendere subito. () Che cosa? (sbuffa) Ti ho detto: stai l buono un momento che torno subito! Appoggio la borsa della spesa e arrivo. Capito?... Beh, ciao.
Milena si rialza e sparisce nella quinta di destra, porta la spesa nel cucinotto lasciando per terra il cellulare.
Un attimo dopo compare dalluscita di sinistra Saverio, che si guarda intorno col dubbio di aver sentito la voce di Milena. Non vedendo nessuno scuote la testa e ritorna da dov venuto.
Dopo un momento ricompare Milena senza spesa tra le braccia, ma ancora con addosso limpermeabile. Lo toglie, lo appende frettolosamente e raccoglie il telefono da terra.
Eccomi s pronto, ci sei ancora?... Scusami ma mi era caduto a terra il cellulare (Rispondendo) Boh no, non credo (guardando meglio il cellulare e rigirandolo tra le mani) No, danni direi di no: non ci sono crepe e tu mi parli ancora! (ride) Poi sai quante volte gi caduto, poverino? Quindi mi dicevi? Ah no, gi. Ero io che ti stavo parlando. Ti stavo dicendo di come
Milena scompare nella quinta di destra, mentre subito dopo ricompare Saverio dalla quinta di sinistra, che si affaccia nel salone ma di nuovo resta deluso non vedendo Milena. Alza le spalle e scompare uscendo dalla quinta di sinistra dove ci sono le camere. La scena resta vuota per qualche secondo poi ricompare Milena sempre al telefono, mangiando uno yogurt. Mentre parla va al divanetto, si toglie le scarpe e le lascia cadere alla rinfusa. Parla al telefono mangiando lo yogurt.
Certo, capisco beh, mi sembra una bella idea! Ma scherzi? (Con entusiasmo) stupendo, ci sar un sacco di sangue!... A proposito, come lo vuoi?... Il sangue, dico, come lo vuoi: pi liquido, pi denso Certo che me lo devi dire prima Chiaro, devi dirmi se vuoi vederlo colare lentamente o sbrodolare in abbond cio? Cosa intendi Scusa, quando quello si taglia il braccio non vuoi vedere il suo sangue che sgocciola?... Ah no? (Milena appoggia il vasetto dello yogurt e parlando si massaggia distrattamente i piedi. Delusa) Come sarebbe a dire che non si tratta di un taglio?!... (In un crescendo) Ah ah ok ah per Ah, ma allora se lo amputa proprio!... Di netto? (Felice) Benissimo! Non mi avevi parlato di una sega elettrica! Che figata! Ci penso io, una mia specialit, bisogna che il sangue schizzi improvvisamente dal braccio amputato, e magari imbratti tutta una parete fino al soffitto come in quella scena in cui (Saverio nel frattempo entrato e si avvicinato a Milena senza che questa se ne sia accorta, le tocca delicatamente una spalla e questa trasale, urlando spaventata)
Aaaaaahh! O mio dio!
SAVERIO- (Mortificato) Scusa scusa, perdonami
MILENA- Ma sei matto? Da dove esci tu?
SAVERIO- Io ero gi in casa ti giuro, non volevo
MILENA- Mi hai fatto morire dinfarto!
(Chiude gli occhi e sospira, cercando di riprendersi un momento. Poi al telefono) Scusa Paweł, ti richiamo tra dieci minuti (ancora confusa) come? S s, tutto bene. Ci sentiamo pi tardi. (Riattacca. Poi a Saverio con rimprovero, alterata, toccandosi la tempia con un dito) Ti ha dato di volta il cervello?!
SAVERIO- Ti ho gi chiesto scusa, sul serio, perdonami. Cosa posso fare per farmi perd
MILENA- (Interrompendolo) Basta, basta cos. Che me ne faccio delle tue scuse?! Voglio capire cosa ti saltato in testa! Come ti sei permesso di entrare senza avvisarmi?!
SAVERIO- ho provato ad telefonarti, te lo giuro! Avr provato a chiamarti unottantina di volte, e cera sempre occupato
MILENA- Si d il caso che stessi lavorando!
SAVERIO- (Timidamente) Dovevamo andare al cinema stasera, ricordi? (Milena non da cenni di ricordare. Lui deluso, quasi infantile) Avevamo detto che ci saremmo visti non te lo ricordavi pi, vero?
MILENA- No. Cio s forse. Che ne so, mi scappato lorario Comunque non importante. Sono molto delusa. Molto. Chi ti ha detto che potevi venire qui, aprire la porta e gironzolarmi per casa?! Mi sembrava di essere stata chiara!
SAVERIO- Hai ragione, perdonami non volevo
MILENA- Accidenti Saverio, mi fai pentire di averti dato le chiavi. Cosa dovrei fare io adesso? Dimmelo tu, cosa faresti nei miei panni?
SAVERIO- (Mortificato) Non lo so davvero Milena, non ti arrabbiare
MILENA- (Incalzando) Maledizione, Saverio, lo sai cosho passato. Dopo quello che ho vissuto, ti sembra il caso che io voglia della gente che va e viene da casa mia come gli pare?
SAVERIO- No, certo che no per
MILENA- Per?
SAVERIO- Per io non penso di essere la gente(pausa) non credo di non essere proprio nessuno per te o no?
MILENA- (Lei ci pensa sopra ancora contrariata) Beh. Non voglio che ti intrufoli pi in casa mia. Direi che ne ho gi passate abbastanza. Le chiavi te le ho date per le emergenze. Nessuno ha quelle chiavi. E lo sai. Mi sembra un atto di fiducia molto grande.
SAVERIO- Lo so, ti prometto che ne far buon uso.
MILENA- Voglio proprio sperare. Potrebbe averti visto qualcuno?
SAVERIO- Certo che no. Sono stato attento, come sempre. (Milena sembra rilassarsi un poco. Poi Saverio timidamente, con imbarazzo) Quindi non usciamo stasera?
MILENA- Ma allora non hai capito! Non me ne frega niente di uscire in questo momento.
SAVERIO- Sei ancora nervosa?
MILENA- S che lo sono.
SAVERIO- (Amorevole) Sei stanca, vero?
MILENA- (Asciutta) S.
SAVERIO- (Accomodante, gentile, si avvicina) Vuoi che ti faccia un massaggio?
MILENA- Se fossi in te non lo farei.
SAVERIO- No?
MILENA- Se mi tocchi in questo momento rischi di prendere un pugno sul naso. (Saverio si ritrae timido e rispettoso)
SAVERIO- (Silenzio. Poi) Se vuoi ti preparo la vasca per un bagno
MILENA- Non lo so. Non facciamo in tempo se poi dobbiamo uscire, no?
SAVERIO- Ma allora ci andiamo al cinema?
MILENA- (Ancora acida) Non lo so, te lho detto devo pensarci su.
SAVERIO- (Con tatto) Non vorrei essere scortese ma se dobbiamo decidere bisogna farlo in fretta Il film comincia tra quaranta minuti
MILENA- Beh, non so cosa dirti. Stavo facendo altro e non lo calcolavo pi. E poi sono ancora infastidita.
SAVERIO- E dai, mi hai sgridato abbastanza mi pare io volevo solo farti una sorpresa.
MILENA- (Acida) Eh beh, direi che me lhai fatta!
SAVERIO- E via non me lo fai un sorriso?
MILENA- No.
SAVERIO- Neanche uno piccolo?
MILENA- No. (Finge di essere ancora arrabbiata, incrocia le braccia) Sei brutto.
SAVERIO- (Annuisce tristemente, stando al gioco) Lo so.
MILENA- E cominci ad essere stempiato.
SAVERIO- Eh gi.
MILENA- E poi usi dei calzini orrendi.
SAVERIO- Quindi grave?
MILENA- Irreparabile.
SAVERIO- Per io vedo l a un angolino della bocca
MILENA- Cosa?
SAVERIO- Un piccolo sorrisino che vuole spuntare (I due giocano)
MILENA- Non vero.
SAVERIO- Te lo dico io guarda l Fammi vedere meglio eccolo!
MILENA- Smettila
SAVERIO- Sono sicuro che lho visto eccolo l di nuovo (La prende delicatamente in vita e le da un bacio sulla guancia) Mi piace quando sorridi. Lo adoro.
MILENA- (Un poco rilassata) Pensavo di non esserne pi capace
SAVERIO- E invece, vedi? un po come andare in bicicletta non ci si dimentica mai veramente, una volta che hai imparato Dio, sei talmente bella quando sei felice!
MILENA- (Si rabbuia) Perdonami...
SAVERIO- Di che?
MILENA- Lo so che a volte sono un po dura con te
SAVERIO- (Con dolcezza) Solo un po?
MILENA- Hai ragione. Molto. Anzi, spesso sono anche antipatica, odiosa, scontrosa, musona
SAVERIO- (Continuando la lista col sorriso) detestabile, insopportabile, sgradevole, odiosa
MILENA- Odiosa lho gi detto io.
SAVERIO- Ah, giusto. Astiosa?...
MILENA- Astiosa nuovo.
SAVERIO- Ti piace?
MILENA- S me lo segno. (Pensandoci quasi seriamente) Quindi a che quota siamo arrivati?
SAVERIO- (Elencando) Se non erro: antipatica, odiosa, scontrosa musona, detestabile, insopportabile, sgradevole e astiosa!
MILENA- (Seria) Come fai a sopportarmi? Ho ancora talmente tanta rabbia addosso, e tu non mi hai fatto niente. Anzi, sei sempre cos buono con me
SAVERIO- Non ci pensare. normale, credo.
MILENA- A volte ho paura che non riuscir pi ad essere come prima Ci sono volte in cui ho addirittura paura di essere stata contagiata da tutta questa follia.
SAVERIO- Passer, vedrai. E poi io sono paziente. Se hai bisogno di sfogarti puoi sempre usarmi come pungiball, so incassare molto bene. Limportante che alla fine mi regali uno dei tuoi sorrisi splendidi... eccolo l di nuovo. Sei stupenda. Vorrei vederti sorridere sempre.
MILENA- Sei un tesoro. Mi fai sentire bene e sai darmi tanto coraggio.
SAVERIO- Sai che puoi contare su di me.
MILENA- Come disse la calcolatrice.
SAVERIO- In che senso?
MILENA- Non la sai la barzelletta?
SAVERIO- Mio Dio, no... una delle tue?
MILENA- (Imperterrita) La calcolatrice disse allamico: puoi sempre contare su di me.
SAVERIO- Che stupidaggine.
MILENA- E divertente. Come quella dei due computer che si incontrano e uno chiede allaltro: cosa file?
SAVERIO- (Scherzando) Ho appena detto che mi piace quando ti vedo allegra, non farmi pentire di quello che ho detto! A proposito Ti ho sentito parlare al telefono, prima. Era per il lavoro, vero? (Lei annuisce) Quando parli del tuo lavoro sei diversa. Sei felice, cambi addirittura voce, sai? Con chi parlavi, con quel Polorlaski?
MILENA- (Correggendolo) Lutoslawski.
SAVERIO- E io cosho detto: Ruttolaski
MILENA- Lutoslawski.
SAVERIO- Beh, quello.
MILENA- S, era lui.
SAVERIO- Embeh? Non mi racconti nulla?
MILENA- (Finalmente sorridendo apertamente) Mi ha confermato tutto! Partiamo col progetto.
SAVERIO- Di gi? Benissimo!
MILENA- (Felice) Non hai idea di che bel lavoro sia! (Con un entusiasmo del tutto rinnovato, parlando a macchinetta) Ho gi letto la sceneggiatura e visto lo storyboard.Allora: il film sintitoler Il seme del male del giorno dopo. Parla di un tizio paranoide che stupra delle studentesse, poi le ammazza, le fa a pezzi e poi si tiene le teste in una specie di... come si chiama, una cella frigorifera, tipo in cantina, hai presente?
SAVERIO- Sembra interessante.
MILENA- Ma aspetta, questo solo il preambolo.
SAVERIO- Ah.
MILENA- Questo tale, che fuori come un cancello, a un certo punto va in un cimitero indiano, di quelli antichi, sai? e ci seppellisce alcune delle sue vittime, e allora succede di tutto, insomma te la faccio breve: lui muore e diventa uno zombie, e allora inizia a
SAVERIO- (Interrompendo) Lo psicopatico assassino seriale paranoide diventa pure zombie?! Andiamo bene!...
MILENA- Ma s che scherzi?! un soggetto stupendo! Comunque diventa uno zombie, no? E allora comincia ad ammazzare tutti
SAVERIO- Veramente aveva gi cominciato prima
MILENA- Uffa, non interrompermi
SAVERIO- Scusa.
MILENA- (Cercando di essere paziente) Certo che la gente la ammazzava anche prima, per adesso le sue vittime si trasformano tutte in zombie, no?
SAVERIO- Ah, eh certo, non ci avevo pensato.
MILENA- E gli obbediscono! (Riprendendo lentusiasmo di poco prima) Insomma, questo tizio potentissimo, una specie di super-non-morto e diventa tipo il capo di tutti i non-morti, per poi arriva una donna vampiro, che in realt sarebbe la poliziotta che stata zombificata, che prova a fare anche
SAVERIO- (Stupito, interrompendo) Una donna vampiro?!
MILENA- Ma s, una specie di creatura delloltretomba, bellissima e spietata, ah: e che ha anche dei poteri telepatici!
SAVERIO- Ma ti prego!
MILENA- Davvero! che te lo sto spiegando in fretta e male, ma guarda che sto film proprio carino!
SAVERIO- Ah s, mimmagino
MILENA- Beh, insomma. Alla fine il pazzo super-non-morto sinnamora della donna vampiro e si lascia uccidere per amore di lei, liberando dalla maledizione tutti gli altri zombie. Dissolvenza. Fine.
SAVERIO- (Dopo una pausa, leggermente ironico, con un sorriso falso) Beeeeello
MILENA- In ogni modo, tieniti forte. Io, proprio io, me medesima: supervisioner gli effetti speciali!
SAVERIO- (Sorpreso) No!
MILENA- (Entusiasta) S! Davvero. Pensavo che il regista mi inserisse semplicemente nel team, e invece il team lo coordino io!
SAVERIO- Ma strepitoso!
MILENA- Lo so! Erano almeno due anni che non mi succedeva. Dovr scegliere i truccatori, ordinare i materiali, fare i disegni da discutere col regista, fare i calchi
SAVERIO- E una notizia bellissima. Bisogna festeggiare! (Dolce) Al diavolo il cinema, stasera andiamo alla Cantina di Dioniso e festeggiamo come si deve. (Saverio fa per abbracciarla teneramente ma lei si scosta quasi distrattamente. Saverio sembra abituato ad essere elegantemente respinto e fa finta di niente, anche se sotto sotto ci rimane un po male) Immagino tu sia contenta.
MILENA- Oh s, moltissimo.
SAVERIO- E la paga com?
MILENA- Molto dignitosa. Credo non mi abbiano mai pagato tanto.
SAVERIO- Questa unottima notizia. Guarda quante belle soddisfazioni. Mi gi simpatico questo Tamblagowski.
MILENA- Lutoslawski, Saverio. Paweł Michał Lutoslawski.
SAVERIO- E io cosho detto... Pramelutromatoslaski
MILENA- Guarda che polacco, mica alieno..!
SAVERIO- Guarda che scherzavo.
MILENA- S s, come no
SAVERIO- Comunque sono proprio felice per te, era ora che riprendessi la tua attivit, e con questi riconoscimenti, poi. Beh insomma, cosa mi dici?
MILENA- (Con enfasi, gesticolando improvvisamente) C uno schizzo di sangue enorme, fino al soffitto!
SAVERIO- (Guardandosi intorno preoccupato) Dove!
MILENA- (Ride) Ma nel film, sciocchino! (Lui si rilassa) C un tale a cui viene tagliato via un braccio di netto con una sega elettrica, e dal moncherino spruzza sangue su tutta la parete! Timmagini che figata?
SAVERIO- (Sarcastico, ancora scosso) Ehh!
MILENA- E poi una quarantina di zombie da truccare. Addirittura dovr inventarmi qualcosa per una scena a met film il regista vuole che, mentre avanza verso la camera, uno zombie perda un occhio. E vuole vedere tutti i dettagli, vene comprese. Ci devo pensare su te lo immagini? (Milena imita la scena, avanzando verso Saverio e mimando locchio che si stacca e cade)
SAVERIO- No dai ti prego (Saverio arriccia il naso, trattenendo disgusto. Milena non gli fa caso e continua il racconto divertita)
MILENA- Penso che user del lattice per questa scena. Daltronde una mia specialit: io sono la regina del lattice! (Ci pensa un attimo) Che detta cos in realt, non suona molto bene
SAVERIO- (Candido) Perch?
MILENA- (Spiegando la battuta) Beh insomma mi uscita cos, ma dire che sono la regina del lattice non molto carino. Del lattice capito?! Dai, Saverio ce la puoi fare (Lui si spreme ma proprio non coglie il doppio senso) Dai... I profilattici sono fatti di lattice, no?
SAVERIO- E allora?
MILENA- Beh, dai. come dire che io sono cio che io. ma si pu sapere perch mi rovini tutte le battute?
SAVERIO- Non fa ridere.
MILENA- No, infatti. Adesso non pi. Comunque, stavo dicendo che a un certo punto ci sar un uomo che verr tagliato in due con un colpo di badile. Il regista mi ha chiesto se sarei riuscita a mostrarlo gi tagliato in due ma ancora vivo Per devi rendermelo con pochi soldi mi ha detto. Non voglio effetti costosi per questa scena. Al momento sono entrata nel panico. Senza soldi? E come si fa?!... Poi ci ho pensato. La scena si svolge in un fienile, giusto? E allora che ci vuole?! Lattore lo faccio entrare fin qui in una botola (fa un segno di taglio allaltezza della cintura) cos gli riesco a nascondere le gambe. Intorno ci metto anche un po di paglia per camuffare, in modo che sembri appoggiato a terra, ed fatta! Eccoti luomo tagliato in due.
SAVERIO- Milena
MILENA- (Continuando senza dargli retta) Poi per rendere meglio lidea dello smembramento posso sparpagliare insieme alla paglia roba simile a budella, come se si fossero rovesciate le interiora
SAVERIO- (Contrariato, ma con dolcezza) Tesorina, adesso basta
MILENA- (Cadendo dalle nuvole) Perch?
SAVERIO- Mi fa impressione.
MILENA- (Candida) E solo make up. Un po di gomma, un po di sangue finto
SAVERIO- Non fraintendermi, sono molto orgoglioso di quello che fai, (cercando di scherzarci su) ma certe brutte cose non stanno bene in bocca a una creaturina graziosa come te
MILENA- Oh ti prego, sembrano i discorsi di mia madre!
SAVERIO- Cosa centra tua madre adesso?
MILENA- (Infastidita) Centra, centra
SAVERIO- Non mi sembra di aver detto nulla di male
MILENA- Guarda, Saverio, ci sono abituata. Ho sempre avuto contro tutti, a partire proprio da mia madre. Quando le ho detto che stavo frequentando il corso per truccatori pensava che volessi diventare estetista. Non ti dico la delusione quando ha capito che truccavo mostri e ferite! Non hai idea delle liti! una vita che mi sento dire che una ragazza non dovrebbe fare un lavoro come il mio, che non femminile, che non elegante, che strano Ho mandato lintera famiglia in una spirale di delirio: mia madre per anni ha pianto ripetendo che non avrei mai trovato marito e lei sarebbe morta senza nipotini, mio padre continuava a controllarmi le braccia per vedere se ci trovava dei buchi Gi, perch normale: uno che si appassiona ai trucchi cinematografici devessere per forza sociopatico o drogato!
SAVERIO- Beh, tesorina ammetterai che un pochino insolito
MILENA- E quindi? Sono molto brava in quello che faccio.
SAVERIO- Ma certo, non sto dicendo questo.
MILENA- E cos che stai dicendo, perch non capisco.
SAVERIO- Ti ho solo chiesto di non entrare troppo in certi particolari, ecco.
MILENA- Scusami sai, ma io mi occupo proprio di certi particolari. mia precisa responsabilit che quei particolari siano il pi dettagliati possibile. Le persone pagano per vedere degli effetti speciali precisi e realistici nei film. E ci vogliono credere. Vogliono andare al cinema per sentirsi spaventati, disgustati, nauseati... Sono quasi due anni che non riesco a lavorare come vorrei, perch come sai a qualcuno non stava bene. E adesso che finalmente ho ripreso i contatti e riesco a fare quello che mi piace, ti ci metti pure tu
SAVERIO- Tesorina, io non sono lui. Io a differenza sua apprezzo moltissimo quello che fai.
MILENA- Anche lui faceva cos. Tante belle parole per dirmi quanto apprezzasse il mio grande talento, quanto ammirasse la mia creativit, per guarda caso continuava a lamentarsi. In modo molto dolce e subdolo, certo, ma come si sa, la goccia a poco a poco scava la roccia. Diceva che con questo lavoro non avrei potuto dedicargli abbastanza tempo, che se avessimo mai avuto un figlio non avrei potuto lasciare in giro teste e arti perch sarebbe stato diseducativo poi invece a volte faceva il premuroso, sembrava preoccupato che dovessi manipolare materiali tossici, oppure mi rimproverava che a modellare gomma, colle e solventi mi si abbruttivano le mani. E naturalmente in casa di effetti speciali non se ne poteva parlare.
SAVERIO- Ma certo che ne puoi parlare. (Dolce e accomodante) Le mie non sono solo belle parole. Io voglio davvero che tu faccia quello che ti fa stare bene. (Sorride) Anche se si tratta di budella e teste mozzate.
MILENA- Voglio proprio sperare. Perch non voglio di nuovo snaturarmi per amore di un uomo, cercando a tutti i costi la sua approvazione, e magari finire unaltra volta a fare la commessa in qualche negozio di scarpe o di cosmetici!
SAVERIO- Te la stai prendendo troppo. Non mi sembra di averti detto nulla di male
MILENA- Non me la sto prendendo troppo. Metto solo le cose in chiaro: io sono questa, amo profondamente quello che faccio. E mettiti in testa che se davvero mi vuoi bene, dovrai accettarmi cos come sono.
SAVERIO- (Rassegnato) E allora mi sa proprio che dovr tenerti cos come sei.
MILENA- Perch hai sorriso?
SAVERIO- Io ho sorriso? (Sospira. Facendo il punto) Tu mi hai detto che devo accettarti cos come sei e io ti ho risposto che siccome ti amo mi toccher tenerti cos come sei
MILENA- Avevi un tono strano, cosa intendevi?
SAVERIO- Non intendevo niente, certo che sei permalosa forte!
MILENA- No no, avanti, fuori la verit, sei costretto a tenermi come?! Fammi capire, come sarei?
SAVERIO- Beh tesorina, non grave, ti terr ugualmente, magari ecco sei un po particolare.
MILENA- Cosa vuoi dire, che sono strana?
SAVERIO- Solo un pochino
MILENA- (Risentita) Non mi sento strana per niente.
SAVERIO- Lasciatelo dire, qualche piccola contraddizione, amore mio, ce lhai pure tu.
MILENA- Che contraddizione? Non mi pare proprio.
SAVERIO- (Alza le spalle) E uguale.
MILENA- No che non uguale. Fammi un esempio.
SAVERIO- Che sei vegetariana..?
MILENA- E allora?
SAVERIO- Se vedi una bistecca cruda dai di matto, ti viene la nausea e ti passa lappetito, ma poi lavori con interiora e teste decapitate
MILENA- Ma che centra?
SAVERIO- (Continuando la lista) zombie, arti che spruzzano sangue
MILENA- Quella roba finta. La bistecca invece so benissimo che viene da un animale vero, vivo, che viene ammazzato, macellato (Arriccia il naso) e io dovrei mangiarla metterla in bocca, masticarla bleah.
SAVERIO- Quindi non ci vedi niente di strano?
MILENA- Assolutamente no.
SAVERIO- Ok, continuiamo. Cosa mi dici delle galline?
MILENA- (Raccapricciata) Sono esseri ripugnanti.
SAVERIO- Ma santo Iddio, come fai a dirlo? La gente normalmente ha paura dei ratti, che ne so, dei ragni, dei serpenti Le galline poverine, che thanno fatto? Sono animali buonissimi, addirittura un po tonti. Se ne stanno placide nei cortili senza dar fastidio a nessuno
MILENA- Sono mostruose.
SAVERIO- Sei esagerata. Lultima volta che siamo stati in campagna non hai voluto scendere dallauto!
MILENA- (Inorridita) Erano tutte intorno Quegli occhi spiritati quel dondolare la testa avanti e indietro il becco te lo dico io, sono esseri del demonio. La cosa peggiore immaginarle ammassate a terra negli allevamenti ti rendi conto di che abominio sia?! No, dico: ti rendi conto?! Ricorda queste parole, uomo: la volta che quelle bestie orrende si ribelleranno, distruggeranno lintero genere umano.
SAVERIO- E anche qui tutto normale, giusto?
MILENA- Certo, perch?
SAVERIO- Non ci vedi nessuna contraddizione, immagino.
MILENA- Direi proprio di no: mi fanno paura le galline. Fine.
SAVERIO- E i sacchetti di juta? Vogliamo parlarne?
MILENA- I sacchetti di juta, cosa?
SAVERIO- Quelli con le cuciture al posto degli occhi.
MILENA- (Milena, impressionata, chiude gli occhi e con le mani si tappa le orecchie per non sentire) No no no Basta.
SAVERIO- Milena? Mi guardi?
MILENA- (Sempre con le mani sulle orecchie) Non ti sento. Non ti sento. Non voglio sapere nulla
SAVERIO- Milena?
MILENA- (Rifiutandosi di guardarlo) No.
SAVERIO- (Lui la tocca e fa segno che ha terminato) Capito, adesso? Non ti preoccupare, tutti hanno qualche piccola mania. A me per esempio non piace sapere di come gli zombie perdano tutti i loro pezzi
MILENA- Ti fanno proprio impressione?
SAVERIO- Gi.
MILENA- Come a me i sacchetti di juta?
SAVERIO- Come i sacchetti di juta.
MILENA- Accidenti. Che brutta cosa. (Sbuffa) E io a chi le racconto tutte le mie schifezze?
SAVERIO- (Sorridendole) A me. Solo vacci un po pi calma.
MILENA- Se no ti fa leffetto juta?
SAVERIO- Esatto. Gi che siamo in argomento: si pu sapere cosa ci vedi?
MILENA- Ma che ne so un giorno, da ragazzina, ho visto in un film un tizio che portava sulla testa questo sacchetto di tela, a mo di maschera con due cuciture grezze al posto degli occhi e non ho pi dormito per mesi. Quella roba irregolare al posto della faccia una delle cose pi terrificanti che esistano. (Rabbrividisce) Non ci posso pensare.
SAVERIO- (Guarda lorologio) Abbiamo perso il film.
MILENA- (Sorride) Tanto..! Immagino fosse un drammatico o un romantico, vero?
SAVERIO- Entrambe le cose, credo.
MILENA- Wow, un drammantico una di quelle pizze melense che piacciono a te. Quand che mi porterai a vedere un bellhorror?
SAVERIO- Mh mai?
MILENA- Risposta sbagliata. Che dici, mangiamo a casa?
SAVERIO- Per me va bene. Tu rilassati, io metto a scaldare qualcosa.
MILENA- Grandioso. Ah, non ho finito di mettere a posto la spesa
SAVERIO- Ci penso io.
( Lui le da un bacio sulla fronte e sparisce nella quinta di destra. Lei si rilassa sul divano. Passa qualche secondo poi nel silenzio squilla il telefono di casa. Lei si irrigidisce. evidentemente in ansia.
Guarda il telefono e non risponde. Dopo poco compare sulla porta Saverio, con un canovaccio in mano. Anche lui preoccupato. I due si guardano fissamente mentre il telefono continua a squillare.)
SAVERIO- (La scena si svolge lentamente. Entrambi sono bloccati dallangoscia) Non pu essere. Ti rendi conto che non pu essere? (Lei non risponde) A chi lhai dato il numero nuovo?
MILENA- A nessuno, te lo giuro.
SAVERIO- (Il telefono continua a squillare) Beh? Si pu sapere chi ?
MILENA- Non lo so.
SAVERIO- Come non lo so! Guarda sul display.
MILENA- Numero sconosciuto.
SAVERIO- Com possibile?
MILENA- Guarda.
SAVERIO- Non puoi vivere in questo modo. A che serve cambiare la serratura, il numero del cellulare e tutto quanto, se poi ti senti ancora cos? (Il telefono smette di squillare e i due si rilassano un poco) Milena, a chi lhai dato il numero?
MILENA- Solo a mia madre, davvero, e le ho fatto promettere mille volte di non darlo a nessuno.
SAVERIO- E tu sei proprio sicura che lei non
MILENA- Mia madre una svampita, ma non penso sia cos cretina! Ho insistito tanto perch non lo desse in giro.
SAVERIO- Quindi potrebbe essere lei?
MILENA- (Ancora scossa) Non lo so non lo so, davvero normalmente mi chiama sul cellulare
SAVERIO- Cerchiamo di stare calmi. Magari hanno sbagliato. (Squilla di nuovo il telefono). Magari lei. Non rispondi? (Milena non si muove, non sa che fare) Vuoi che risponda io?
MILENA- No, per carit te lo immagini se sentisse una voce maschile?
SAVERIO- E allora rispondi. Io sto qui accanto a te
(Leggermente alterato) Milena, ti giuro che se non rispondi lo faccio io!
MILENA- (Improvvisamente Milena afferra il ricevitore e risponde con ansia trattenuta) Pronto! (Improvvisamente si rilassa, le viene quasi da ridere) Chi? Cosa? No grazie. () Guardi lofferta non mi interessa. No, le ho gi detto di no. Ecco, appunto, grazie. S s, buonasera. Ah. (Pi secca) Mi faccia un piacere: per quanto riguarda le vostre promozioni vi chiedo il favore di togliere il mio nome dal vostro elenco. Per sempre. E soprattutto non chiamatemi pi a questora della sera, lo trovo piuttosto maleducato e sconveniente. Dovrebbe essere fuori legge. Se lo segni per favore. Grazie. (Riattacca)
SAVERIO- Ben detto.
MILENA- Unaltra offerta telefonica di qualche piano tariffario del cavolo Maledetti loro, mi hanno fatto prendere un accidente!
SAVERIO- (Ride) Ce lo siamo presi un bello spavento, eh?
MILENA- Gi.
(Milena tenta di ridere, o quantomeno sorridere, poi per si porta le mani al volto respirando pesantemente in preda allansia) Lo vedi? Lo vedi come reagisco?
SAVERIO- Calma, calma. Respira, Milena, non successo niente. passata. (Lui le si avvicina, le massaggia un po le spalle con una mano, ma non osa toccarla oltre. I due finalmente si abbracciano, ma lei a deciderlo)
MILENA- Non mi piace quello che sono diventata, non mi riconosco pi.
SAVERIO- Non ti preoccupare, passata.
MILENA- Mi sembra che lui sia sempre qui intorno, che sia sempre presente comunque, come unombra sul muro che mi segue ogni momento e non mi molla mai. Me lo sento intorno. Quando passeggio per la strada, quando sono in casa, quando squilla il telefono, quando mi si avvicina qualcuno... A volte me lo sento addirittura addosso.
SAVERIO- (Piano) addosso?
MILENA- (Annuisce) Hai presente quella sensazione quando vedi un insetto, e da l in poi ti senti camminare a fil di pelle, e la sensazione di quelle zampette, di quel solletico sulle braccia e sulla schiena non va via
SAVERIO- Ho presente.
MILENA- Ecco io lo sento ancora, ovunque. E mi vergogno a dirlo a volte mentre sono con te, mentre tu mi parli, me lo sento ancora nelle orecchie, nelle cose che tu mi dici Tu mi parli, e cerchi di essere gentile, e invece a me sembra di risentire la sua voce nelle tue parole.
SAVERIO- Milena, no. Io non sono lui.
MILENA- Lo so, lo so eppure non riesco a togliermi di dosso questa maledetta paura di rivivere le stesse cose. Tutte le cose mi parlano di lui ogni singola cosa che faccio. Ancora adesso, dopo tanti mesi, mi guardo le mani e mi viene una sorta di angoscia. Perch mi stanno tornando nere.
SAVERIO- (Serenamente) Lho notato anchio.
MILENA- Lui non voleva. Mi prendeva le mani e poi le fissava con disgusto, e diceva che puzzavano, che non erano adatte a una signora. Anche qui mi ha lasciato qualcosa A volte ancora adesso mi accorgo di annusarmele. E ci sono volte in cui mi dico: no, Milena, va bene cos. Queste dita scure sono la tua conquista, sono la tua libert. La tua gioia di vivere, la tua creativit, fregatene. E invece poi vado tre, quattro volte in una sera a lavarle e profumarle, in modo quasi compulsivo Capisci, Saverio? Lui mi ha lasciato tanta insicurezza, mi ha fatto cambiare tante cose di me, che ancora faccio fatica a ritrovare. E adesso ho paura. Ho paura di lasciarmi andare. Come se ogni singolo uomo portasse dentro il seme di qualcosa che in lui. Non colpa tua, tu non centri. Sono io che ho un problema. Mio Dio cos difficile spiegare Tutti, me compresa, lo credevamo un gentiluomo. Beh, veramente lo credono ancora tutti un gentiluomo. Tutti tranne me.
SAVERIO- E tranne me.
MILENA- Questo non fa alcuna differenza. Che centri tu? Tu non lhai conosciuto, se no avrebbe rincretinito anche te. Ti avrebbe ipnotizzato, imbambolato. Lui un grande incantatore, distorce tutto con le parole, riesce a farti credere quello che vuole tu non lhai conosciuto, se no anche tu come tutti gli altri mi rimprovereresti di essere esagerata Di vedere cose che non ci sono. Per il resto del mondo lui meraviglioso e io una povera paranoica.
SAVERIO- No, Milena, io ti credo.
MILENA- Lo so. E ti ringrazio di starmi vicino. Se sapessi quanto difficile neppure mia madre mi crede fino in fondo.
SAVERIO- Non dire cos, lei ti vuole bene.
MILENA- Lei mi ascolta, e in cuor suo sa che ho sofferto, a suo modo cerca di starmi vicino, ma non pu capire veramente. Sono convinta che, almeno in parte mi attribuisca la colpa di come sono andate le cose. Purtroppo o per fortuna lei non sa cosa voglia dire vivere accanto a una persona che ti uccide dentro piano, lentamente, giorno dopo giorno. Lei ha avuto vicino un uomo che lha amata davvero. Mio padre non lha stordita e ammazzata un po alla volta, col sorriso e mille parole damore. Marco allinizio ti si presenta come la persona pi amorevole e premurosa del mondo, e poi invece Pensa che non ha mai alzato un dito su di me. Mai uno spintone o uno schiaffo. E non alzava mai la voce, mai. Il male che mi faceva era tuttaltro...
SAVERIO- Ti ha seguito ancora?
MILENA- Non lo so, non credo. Per come faccio a dirlo, io la sensazione che lui sia l ce lho sempre. Ieri mi sembrato di vederlo alla fermata del bus, per esempio
SAVERIO- (Allarmato) E me lo dici cos? Lhai visto di nuovo?
MILENA- No, te lho detto. Mi solo sembrato
SAVERIO- Ma poteva essere lui?
MILENA- Non lo so, il volto era nascosto. La corporatura di certo era la stessa. Portava una felpa bianca, col cappuccio tirato sopra la testa. Poteva essere chiunque.
SAVERIO- Ma secondo te era lui?
MILENA- E chi lo sa. Non ci voglio pensare. C una parte di me che vuole ritornare a vivere, che non vuole avere paura. Non lo so se era lui, Saverio. Non lo voglio sapere.
SAVERIO- Quanti giorni sono che non lo senti?
MILENA- Mah. Saranno tre settimane, ormai.
SAVERIO- Da quando hai sporto denuncia
MILENA- Allincirca, s. Ma che differenza fa? Non ne voglio pi parlare. Lui non c. E sto finalmente ricominciando a vivere. Sto ricominciando ad uscire, a lavorare, a vedere gli amici. Se Dio vuole ho dei momenti in cui non penso a nulla e in cui sono addirittura felice. Come oggi con il nuovo lavoro. Sto cominciando a riprendere fiducia. (Tenera) Anche perch adesso ho i miei zombie, e ho te.
SAVERIO- (Sorride) Grazie del paragone!
MILENA- (Giocando sul paradosso) Siete le cose a cui tengo di pi.
SAVERIO- Pensa un po. E dovrei sentirmi onorato?
MILENA- Dovresti.
SAVERIO- Sono tanto mostruoso?
MILENA- Mai abbastanza, tesoro. Mai abbastanza.
SAVERIO- Tu sei tutta matta.
MILENA- (Con slancio) Avevi detto che mi avresti portato alla Cantina di Dioniso. Avevi ragione quando dicevi che dobbiamo festeggiare. Non solo per il nuovo incarico, ma anche per una nuova vita senza ombre oscure. Non cucinare nulla, usciamo. Dammi solo dieci minuti. Mi do una sistemata e andiamo a divertirci.
SAVERIO- Sei sicura?
MILENA- Certo. Che ne dici: mi metto labito blu pi lungo, o la gonna rossa con una camicetta?
SAVERIO- Non avrai freddo col labito blu? Fa ancora freschino
MILENA- Ma no, sufficiente un soprabito.
SAVERIO- (Pensieroso) Io non so, non ti sembra strano?
MILENA- Il soprabito a met aprile? Direi di no.
SAVERIO- No, dico: non ti sembra strano questo silenzio?
MILENA- In che senso.
SAVERIO- Sinceramente sono un po preoccupato. Stando a quanto si dice, questi individui sono ossessivi, e vedono le persone e le relazioni come proprie estensioni, quasi come propriet. Vogliono avere il controllo. E normalmente scatta linferno quando sanno di essere stati denunciati. Non lo trovi inquietante questo suo silenzio, proprio adesso, cos allimprovviso?
MILENA- Smettila, Saverio, mi stai facendo paura.
SAVERIO- Sono contento che tu voglia reagire, non fraintendermi. E non voglio rovinare latmosfera di questa serata, ma ho una brutta sensazione. Come la quiete prima della tempesta.
MILENA- Non lo so, io non voglio pensarla cos.
SAVERIO- E sparito allimprovviso, proprio quando avrebbe dovuto arrabbiarsi e reagire.
MILENA- Non lo so. Oltre ad essere patologicamente manipolatore, tieni conto che molto intelligente. Voglio credere che abbia capito che ci deve andare cauto altrimenti potrebbe avere conseguenze.
SAVERIO- Secondo te sa che esisto anchio?
MILENA- A questo punto probabile. Se ci ha seguito si sar accorto della tua presenza. Daltronde siamo stati attenti per tutti i primi mesi, ma ultimamente qualche uscita insieme labbiamo pure fatta.
SAVERIO- Ti ricordi i primi tempi che numeri da circo?
MILENA- A passeggiare per la strada a distanza, facendo finta di non conoscersi
SAVERIO- Entrare in casa prima uno e poi laltro, dopo essersi guardati intorno mille volte con circospezione
MILENA- Vedersi solo in ristorantini sperduti fuori citt, come due clandestini
SAVERIO- E poi farsi mille paturnie su chi potesse averci visto o seguito
MILENA- Avevo paura che si sarebbe arrabbiato moltissimo e che ti avrebbe fatto del male.
SAVERIO- Certo che Marco sar pure maniaco e ossessivo, ma lo devo proprio ringraziare. Prima o poi lo fermer e gli stringer la mano.
MILENA- Che stai dicendo?
SAVERIO- Beh, senza di lui forse non ti avrei mai conosciuta.
MILENA- Io avrei preferito conoscerti in tuttaltra situazione.
SAVERIO- Ti ricordi la prima volta che ci siamo incontrati? Non ero mai stato abbordato tanto sfacciatamente da una ragazza.
MILENA- Io non ti ho abbordato!
SAVERIO- Ah no? (Rifacendo la scena e imitando la voce di Milena) Mi scusi, la prego penso che qualcuno mi stia seguendo ho tanta paura, pu starmi vicino fino a via dei Cipressi?
MILENA- Quanto sei sciocco
SAVERIO- (Proseguendo la scena e imitando le due diverse voci) Vuole che chiami la polizia, signorina? (Sempre giocando) No no, mi stia vicino di pi, di pi mi stringa forte, oh s, cos, mi stringa forte forte, bel maschione!...
MILENA- Va l scemo, mica ho fatto cos!
SAVERIO- Ah no?
MILENA- Io me la ricordo tutta diversa. Sei tu che hai voluto accompagnarmi fino a casa.
Squilla il telefono. I due restano basiti un momento, ma appaiono pi rilassati rispetto a prima. Milena controlla il display, e risponde con pi leggerezza.
Pronto?
Milena cambia espressione. Improvvisamente terrorizzata. Milena e Saverio, si guardano, e comunicano gesticolando concitatamente. Lui le chiede a gesti se allapparecchio ci sia lui, Marco. Milena fa segno di s.
Che cosa vuoi? Come lhai avuto questo numero?... (E furiosa) No. Non mi devi pi chiamare Lhai capito o no? Non mi devi pi chiamare (Urlando, si immagina che lei risponda e parli sopra alle parole dellinterlocutore) Certo! E sai perch?!... Sai perch? No! Sai perch?! Perch tu non fai pi parte della mia vita! Fattene una ragione. Basta!... Basta! Dimenticati che esisto... Sei fuori di testa. Mi devi lasciare in pace!
Riattacca. in preda allangoscia. Saverio la abbraccia, lei si scansa, ansiosa
SAVERIO- Che ti ha detto? (Squilla di nuovo il telefono) Non rispondere.
MILENA- Maledetto.
SAVERIO- Come ha fatto?
MILENA- Non lo so. Non lo so Non lo sooo! (Urla di rabbia) Fallo smettere!
(Saverio preme un tasto del telefono e rifiuta la telefonata, poi si avvicina a lei)
SAVERIO- Cerchiamo di stare calmi. Ragioniamo un attimo, Milena. Ci sono qui io, tranquilla.
MILENA- Tranquilla un cazzo! Ti rendi conto di che non mi lascer pi in pace? Adesso che gli ho messo gi il telefono continuer ad assillarmi per tutta la notte Lo sai benissimo che quando non gli rispondevo me lo ritrovavo in casa!
(Squilla di nuovo il telefono)
SAVERIO- Non fare cos, Milena. Abbiamo cambiato la serratura, da dove vuoi che entri, dalla finestra?!
MILENA- Ne sarebbe capace.
SAVERIO- Respira, Milena. Cerca di stare calma. Adesso rispondiamo insieme.
MILENA- Ah certo! Manca solo questa...
SAVERIO- No, stammi a sentire: tu gli rispondi, e io sto qui accanto a te. Mettiamo il viva voce.
MILENA- (Scuote la testa) Se ne accorge.
SAVERIO- No che non se ne accorge. Non dir nulla. Non far un fiato.
MILENA- Non voglio pi sentirla la sua voce voglio staccare il telefono.
SAVERIO- Rispondi Milena, altrimenti non sar pi finita. E cerca di capire come Cristo ha avuto il numero!...
(Milena, dopo una lunga pausa in cui il telefono continua a squillare, decide di rispondere. Saverio e Milena insieme smanettano i pulsanti alla ricerca della funzione viva voce)
MILENA- (Secca) Che vuoi?
MARCO- (Viva voce. Cattivo) Tu il telefono non me lo devi pi chiudere in faccia.
MILENA- Come ti permetti di chiamarmi a casa? Secondo te perch ho cambiato il numero?! Mi devi lasciare in pace! Io e te non abbiamo pi niente a che spartire. Tu non fai pi parte della mia vita.
MARCO- (Ora sofferente, ferito) Ti diverti ad umiliarmi, vero?
MILENA- Come lhai avuto questo numero?!
MARCO- Lo sai come sto soffrendo Milena? Lo sai cosa mi stai facendo?
MILENA- E tu lo stai cosa stai facendo a me? E piantala di piagnucolare
MARCO- Sei cattiva. Tu ci godi a farmi soffrire.
MILENA- Devi lasciarmi in pace.
MARCO- E colpa tua se mi comporto cos, mi ci hai portato tu. Tu mi hai usato, mi hai rovinato la vita. Con tutto quello che c stato tra noi
MILENA- E finita, Marco. Non c pi niente fra noi.
MARCO- dopo tutto quello che ho fatto per te
MILENA- (Urla) Perch, cosa avresti fatto per me?!
MARCO- (Continuando, ferito e amorevole) Io ti ho dato tutto, ti ho sempre protetta, sempre capita, noi eravamo un solo mondo
MILENA- Ah, cos che la racconti? Mi hai isolato da tutto e da tutti, non avevo pi una vita! Vivevo nel terrore di contraddirti, perch se le cose non andavano come volevi tu era un inferno
MARCO- Non ti ho mai fatto del male.
MILENA- Ah no? Mi instillavi dubbi e sensi di colpa in continuazione. Mi facevi sentire sbagliata, stupida, non ero mai allaltezza di niente Non far del male, questo? Non far del male, secondo te? Qualsiasi cosa facessi non andava mai bene. Mi trattavi malissimo, anche senza motivo, mettevi il muso e non mi parlavi per dei giorni, e io non capivo niente, non capivo pi cosa fosse giusto o no. Cos piangevo, ma vedermi piangere ti dava fastidio e peggiorava le cose. poi allimprovviso mi prendevi con forza e pretendevi di fare lamore, senza esserci nemmeno chiariti. Io non sapevo pi niente, solo che tutto quello che facevo era sbagliato. Che io ero sbagliata. Tu le persone le scavi dentro, lentamente, tu alle persone porti via lanima
MARCO- (Improvvisamente duro e perfido) Stai ricominciando a farti puzzare le mani, Milena?
MILENA- (Pausa) Non sono affari tuoi.
MARCO- Stai ricominciando a modellare quella merda, vero tesoro?
MILENA- (Alzando la voce) Non sono cazzi tuoi! (Poi con soddisfazione) S, sto ricominciando a farmi puzzare le mani, va bene? Modello creta, alcool, lattice, plastilina, gomme e solventi dovresti sentire che odore nauseabondo, (si annusa le mani, e poi provocandolo, con gusto) mmh, senti qui che fetore!
MARCO- Smettila.
MILENA- Non ti piace, Marco?! Le mie mani sono nere e puzzano. Ma sono le mie mani, e con queste ci faccio quello che mi pare.
MARCO- Smettila. Non parlarmi cos. (Dolce) Sei cambiata, quando eri con me
MILENA- Quando ero con te avevo le mani linde come quelle di una fata, per avevo il cervello completamente in pappa. Ma la cosa non funziona pi. Si rotto, il giocattolino!
MARCO- (Cambiando ancora intenzione, quasi piagnucoloso) Come hai osato denunciarmi? Cosa ti ho fatto per meritarmi questo?
MILENA- Come che hai fatto! Non mi lasci vivere! Tu devi uscire dalla mia vita. (Saverio gesticolando le suggerisce di farsi dire come ha avuto il numero, ma Milena prosegue presa dalla telefonata e lo ignora)
MARCO- Tu mi rifiuti ma non vuoi davvero allontanarmi. Non puoi vivere senza di me
MILENA- Stai farneticando.
MARCO- (Risoluto) Credi che sia cos facile liberarti di me?
MILENA- (Acida) Se no che mi fai? Cosa vuoi farmi? Vuoi picchiarmi? Vuoi uccidermi? Non fate cos, voi stalker maniaci di merda?
MARCO- (Lamentoso) Mi fai paura, Milena.
MILENA- Ah, io ti faccio paura? E questultima cosera, una minaccia?
MARCO- (Cambiando ancora intenzione, buono) Io volevo dire che sar per sempre in ogni cosa che fai come puoi dimenticarmi? Io soffro, Milena, come puoi essere cos dura con me? Abbiamo condiviso tutto, non puoi scappare da quello che eravamo noi. Ci siamo amati cos tanto Anche se non vuoi mi ritroverai comunque in ogni luogo e in ogni gesto
MILENA- Basta. La conversazione finita. Non ti voglio pi n vedere n sentire. Non so come tu abbia avuto questo numero, ma te lo devi dimenticare. Non chiamarmi mai pi.
MARCO- Lui non pu amarti come ti amo io.
MILENA- (Che stava per riattaccare si blocca) Di chi parli.
MARCO- Di lui. l adesso? al tuo fianco, non vero?
MILENA- (Milena e Saverio si guardano allarmati) Non c nessuno qui.
MARCO- Non mentirmi Milena. Ti conosco troppo bene. Lui l e ti sta accanto, vero?
MILENA- Sei pazzo, non so di chi tu stia parlando.
MARCO- E un povero babbeo, non potr mai darti quello che ti ho dato io. (Subdolo) Stavi per uscire con lui, Milena? Esci a festeggiare? Ti andata bene col nuovo lavoro, complimenti, hai fatto tombola. (Milena spaventata, guarda attonita Saverio)
Ti stavi andando a mettere, quellabitino blu che ti piace tanto?
MILENA- (Confusa) Sei paranoico. Non so di chi o di cosa tu stia parlando, ora riaggancio e ti saluto.
MARCO- (Recitando di seguito) Saverio Cattadori, nato il 24 marzo del 1970, residente in via DellImmacolata 132, alto un metro e settantasette, diplomato in ragioneria con voto 56 sessantesimi, impiegato presso
MILENA- (Milena sgrana gli occhi incredula verso Saverio, i due brevemente si fanno gesti interrogativi, su come Marco possa avere certe informazioni) Che ti stai inventando? Non c nessuno qui con me. E poi anche se fosse? Io ho il diritto di rifarmi una vita.
MARCO- Passamelo.
MILENA- Neanche per idea. Che vuoi da lui?
MARCO- Lui non pu darti quello che ti davo io
MARCO- Ti ricordi la passione cera tra noi? Ti ricordi che fuoco eri tra le mie braccia? Fino a che mi imploravi: basta basta
MILENA- Piantala.
MARCO- Dimmi, Milena. Quando lui ti prende non come fare lamore con me, vero?
MILENA- Smettila, stai zitto. Non c nessuno qui, te lho gi detto.
MARCO- E gi che siamo in argomento devi rimproverarlo un po per come si veste, non ha il minimo stile. Digli che la camicia azzurra e quella maglia marrone fanno un po a pugni.
Milena sempre pi spaventata cerca di tappare lapparecchio e sottovoce rimprovera Saverio: Sa come sei vestito! Ti sei fatto pedinare, accidenti a te! Saverio per parte sua gesticola: No, assolutamente no
MARCO- E digli di farsi meglio la barba. Gli rimasto un ciuffetto di peli sulla guancia destra.
Milena si avvicina dimpeto a Saverio, gli prende la faccia e lo osserva da vicino. Accorgendosi che Marco ha ragione e sentendosi braccata, lancia lontano il telefono e grida pi e pi volte mentre cala il sipario.
FINE PRIMO ATTO
ATTO II
Quadro primo. La scena si apre sul medesimo salotto. Latmosfera diversa rispetto al primo atto, in quanto tutto lambiente in penombra e risulta illuminato solo il tavolo da lavoro dove si vede Milena, con un grembiule da artigiano, che sta modellando una testa con la creta. Milena lavora con attenzione. Prende piccoli riccioli di creta e li lavora sulla scultura dandole minuziosamente forma.
(Si suggerisce al regista, per facilitare la scena, di utilizzare una testa da parrucchiere, in polistirolo, sapientemente ricoperta di creta e rimodellata, fissata ad una base, in modo che non cada).
Squilla il telefono, lei nemmeno si muove per andare rispondere, come se di queste telefonate ne avesse gi ricevute a centinaia. Appare esasperata, esausta, ma resta quasi immobile. Solo piccoli gesti trattenuti. Stringe i pugni, si tocca le labbra, si copre gli occhi. Molto lentamente. Ci sono solo il silenzio e lo squillo insistente del telefono.
Poi il telefono smette di squillare. Lei, sempre col respiro sospeso e poco convinta, riprende a modellare il suo lavoro.
Pochi secondi dopo squilla di nuovo il telefono. Lei prova ad ignorarlo, per uno, due, cinque squilli.
Poi prende lapparecchio, guarda il numero sul display, e con stanchezza, afflitta, rifiuta la chiamata. Tenta di proseguire il suo lavoro, ma evidentemente a disagio.
Ora c un silenzio innaturale, Milena si guarda attorno lentamente con paura e circospezione. Prova a canticchiare sottovoce per mandare via la paura (Si suggerisce qui Minuetto di Mia Martini). Lavora per un poco, e per un attimo sembra tornata la pace. Ma dura poco.
Riprende a squillare il telefono di casa.
Milena lentamente si alza e fissa lapparecchio. Respira pesantemente con angoscia. Sempre lentamente e con ansia trattenuta va a togliere la spina del telefono dal muro. Finalmente silenzio.
Se ne sta qualche secondo con la presa penzolante in mano. Sospira. Sembra andare meglio.
Pochi secondi pi tardi squilla il cellulare. Milena si lascia andare a sedere stancamente sul divano e l singhiozza. Buio.
***
Quadro secondo. Stesso salotto. Le luci sono accese. Saverio e Milena sono seduti sul divano. Lei vestita in modo diverso rispetto alla scena precedente, chiaramente passato del tempo. Sul tavolo da lavoro cambiata la disposizione degli oggetti, e ce ne sono di nuovi e diversi. Manca il calco della testa, per esempio. Lei sembra in preda allansia, parla concitatamente. Lui le sta vicino e con una mano le massaggia la schiena. Saverio evidentemente molto assonnato per lora tarda.
MILENA- Ho chiamato sua madre. Le ho detto: sai che tuo figlio mi sta facendo vivere una vita dinferno e tu dalloggi al domani sei sparita? Non puoi intervenire e dirgli qualcosa? E lei: Perch lui cosa ti fa? Ma come cosa mi fa, non lo sai? Ha gi rimediato due denunce! Mi chiama in continuazione. Me lo trovo davanti casa, fuori dal set, mi chiama venti volte al giorno, mi insulta e io vivo malissimo. Ti prego prova a parlargli tu. E lei lo sai cosa mi ha risposto? Io non mi metto in mezzo di certo! Bisogna anche capire perch lui si comporta cos. Eh, cara mia, si sempre in due in una coppia, e la ragione non mai da una parte sola! Hai capito?! Lo difende! (Saverio crolla dal sonno e fatica a mantenere viva lattenzione) Le dico che suo figlio un paranoico, che controllato dai carabinieri, che guarda caso mi si sono ritrovata la cassetta della posta incendiata gi due volte e lei mi risponde cos!! Che la ragione non mai da una parte sola! Ah, per mi spiace, la tirata dorecchie lha sbagliata in pieno: prima di tutto qui non c nessuna coppia, e quindi non si in due. Io e suo figlio non siamo pi insieme da un mucchio di tempo, e questo quanto. E il mio problema non avere ragione, ma piantarla con queste ossessioni. Vuoi sapere una cosa? (Saverio si sforza di ascoltare e non appisolarsi ma in difficolt) Lanno scorso lei stessa mi ha confessato di aver sofferto per certe reazioni incomprensibili di Marco, e mi ha detto che lui lha fatta piangere pi di una volta. Mi stai ascoltando?
SAVERIO- (Annuendo in preda al sonno) Mhmh
MILENA- (Continuando) Ti racconto questa: un giorno mi ha detto: (dolcemente) Penso di sapere come ti senti, mia cara. A volte vorresti scappar via anche se senti di amarlo tanto, non vero? Mio Dio Io in quel momento mi ero sentita cos capita Lavevo sentita cos vicina Chi se lo sarebbe mai aspettato questo voltafaccia! Eh ma quello era il periodo in cui mi chiamava mia cara, non cara mia! Hai notato, basta invertirle, queste due paroline magiche e cambia tutto. E devi sentire che tono acido!... Saverio, dormi?
SAVERIO- (Mezzo addormentato) No no no
MILENA- (Continuando) Daltronde lui cos. Ti convince di quello che vuole. Quando vuoi bene a una persona del genere ti fai abbindolare, e lui riesce a tirarti per il naso anche se lo conosci benissimo. Anche se sei sua madre
(Milena si accorge di Saverio, appisolato accanto a lei. Lo guarda un momento con tenerezza)
MILENA- Saverio?
SAVERIO- Mh?
MILENA- Menomale che ci sei tu. Sei un tesoro.
SAVERIO- Figurati. (Si rianima un pochino)
MILENA- Dico sul serio. Ti sei precipitato qui in piena notte scusami, ma ero molto spaventata, mi sembrava di aver sentito dei rumori. Ho ancora paura che lui riesca ad entrare in casa.
SAVERIO- E come? Passando dalla finestra del cortile interno? Dopo aver scavalcato il muretto, essersi arrampicato alla grondaia, aver saltato il parapetto dei signori Valdenghi, ed essersi fatto scivolare lungo la tettoia dellavvocato Cerruti?... dovrebbe essere lUomo Ragno!
MILENA- Dovrei smetterla di preoccuparmi, secondo te?
SAVERIO- Ma no, perch? Potrebbe sempre sbucare fuori dalla tazza del water!
MILENA- Anche i carabinieri hanno detto una cosa del genere
SAVERIO- Abbiamo guardato dappertutto, hai visto anche tu che non c nessuno. Non sei pi tranquilla adesso?
MILENA- Certo, anzi ti ringrazio tanto.
SAVERIO- Spiegami solo cosa ci facevi sveglia a questora. (La guarda) Sei ancora vestita da ieri o ti sei vestita per aspettarmi?
MILENA- Ma va. Non mi sono ancora cambiata. In realt stavo ancora lavorando.
SAVERIO- Stai finendo lUomo Spaccapietra?
MILENA- Stavo facendo il suo nemico.
SAVERIO- Il guercio?
MILENA- No, quello con lartiglio.
SAVERIO- Come! Non lavevi terminato?
MILENA- Beh, vedi che una cosa strana da ieri lartiglio non lo trovo pi.
SAVERIO- Com possibile.
MILENA- Non ne ho idea.
SAVERIO- Come si fa a perdere un artiglio di quelle dimensioni? Parte dal gomito, e con tutti gli unghioni sar grande cos
MILENA- E che ne so. Lho cercato dappertutto. Sul set non c, in laboratorio e a casa nemmeno. Fatto sta che le riprese iniziano venerd e io lo devo rifare daccapo. E mi viene una rabbia perch mi era venuto proprio bene e adesso lo devo rifare. Che ti devo dire. Ci sar qualche buontempone che se lo tiene come trofeo su uno scaffale di deficienti c pieno il mondo. (Saverio sbadiglia) Va tutto bene?
SAVERIO- Sono solo un po stanco. Davvero non vuoi che dorma qui? Sarebbe pi comodo per entrambi.
MILENA- No Saverio, cerca di capirmi. Preferisco non avere presenze maschili in casa.
SAVERIO- Milena, siamo insieme da otto mesi e non siamo dei ragazzini. Non mi sembra cos assurdo dormire insieme qualche volta. Penso che sia arrivato il momento di superarle, certe difficolt. (Si fa romantico) E poi non che io non ti conosca nellintimit
MILENA- No, Saverio, perdonami Non mi sento ancora pronta. E poi voglio finire di lavorare. Non so nemmeno che orari far, rischio di disturbarti con i rumori e gli odori della saldatura.
SAVERIO- (Sospira) Milena, ma tu mi ami?
MILENA- Che domande sono? Certo, mi sembra chiaro!
SAVERIO- (Elegantemente contrariato) Non chiaro per niente. Io non voglio essere solo quello che si precipita quando hai paura e poi viene scaricato.
MILENA- (Stupita) Stai facendo sul serio?
SAVERIO- Sar che sono stanco e anche un po nervoso ma continuare a sentir parlare di Marco qua e Marco l comincia a starmi un po sulle palle. E poi adesso ci aggiungiamo pure la madre, sar pure colpa sua se il figlio venuto su a quel modo, lei che lha educato
MILENA- Che ti prende Saverio?
SAVERIO- Che vuoi che mi prenda? Questa situazione pesante per tutti anche per me, sai? Ho sentito parlare di Marco talmente tante volte che mi sembra di esserci stato a letto. Ed giusto che tu lo sappia: mi sta sul cazzo sapere di tutta la meravigliosa passione che cera tra voi i primi tempi. Sar geloso, possessivo, non lo so. Per non mi piace. E scusami, odio fare i paragoni: ma con Marco ci sei andata a vivere dopo solo due mesi che lo conoscevi io non posso nemmeno pensare di starti accanto mentre dormi, che sembra ti debba esplodere un embolo!
MILENA- Saverio, ma non la stessa cosa! Quella era tutta unaltra situazione non devi essere geloso, non ne vale proprio la pena. E non sai quanto io mi dia della stupida per essere stata cos avventata e incosciente con lui. Non passa giorno che io non mi dia della cretina. (Gli si avvicina) E hai ragione, a volte mi comporto da vera egoista. Non ti ho nemmeno chiesto come stai o com andato il lavoro A proposito com andato il lavoro?
SAVERIO- Non lo so. Non me lo ricordo. So solo che ho un sonno pesto, sto crollando e non ho la minima voglia di prendere lauto, andare a casa, trovare parcheggio e tu non mi vuoi bene.
MILENA- Ma certo che ti voglio bene. E capisco che anche per te non sia facile tutto questo. Credi che non li veda tutti i sacrifici che fai per me, quanto ti preoccupi, quanto mi sostieni e mi stai vicino? Un altro uomo non avrebbe resistito una sola settimana. (Lui si ammorbidisce) Tu non sei come lui, grazie a Dio, e ti ringrazio di esserci sempre quando ho bisogno. Sei il mio amore dolcissimo.
SAVERIO- (Sorride) Sei una ruffiana. Me lo dici solo per non farmi troppo incazzare mentre mi rispedisci a casa mia, in un letto freddo e vuoto.
MILENA- (Sorride) Esatto. Anzi ti ricordo che la tua sveglia suoner esattamente tra tre ore e venti.
SAVERIO- Merda!... Devo correre. Sei perfida. Ma ti amo. (La bacia)
MILENA- Ti accompagno al portone.
I due escono. Milena nelluscire prende un grosso golf per coprirsi e spegne la luce.
La scena rimane buia per qualche secondo.
Quando Milena rientra e riaccende le luci c Marco fermo accanto alluscita di sinistra. Lei non lo vede. Lui immobile, vestito in giacca e cravatta ma il viso coperto da una maschera di juta con cuciture grezze, anche al posto degli occhi. (Si suggerisce al regista di far cucire due piccole pezze di tulle irregolari allaltezza degli occhi, affinch lattore possa vedere, e non abbia difficolt nel muoversi sulla scena.) Milena entra, chiude la porta con diverse mandate si toglie il golf e si dirige subito verso la cucina, verso luscita di destra, senza quindi accorgersi della presenza di Marco.
Uscendo di scena spegne la luce. La scena resta di nuovo buia per qualche istante.
Dopo poco Milena accende la luce e rientra con un bicchiere di latte in mano.. Marco sparito.
Milena appare serena. Va al tavolo da lavoro. Con calma prende del fil di ferro o delle asticciole di metallo e le piega, poi le guarda da vicino e le misura controllando anche su alcuni fogli che il lavoro sia preciso. molto concentrata. Da dietro, dopo un po, ricompare silenziosamente Marco, sempre col volto coperto dalla maschera. Fa solo pochi passi, si muove lentamente e poi resta immobile per un lungo tempo alle spalle di Milena, mentre questa, pi in primo piano, continua a lavorare tranquillamente senza accorgersi di nulla. A un certo punto lei cerca qualcosa di piccolo sul tavolo, tra i tanti oggetti, qualcosa come chiodi o pinzette. Sul tavolo c un po di tutto, e lei fa passare tra arnesi e barattoli, fatto sta che Milena trova l in mezzo lartiglio che aveva smarrito. Lo prende incredula, lo guarda fissamente, al momento senza capire. Poi improvvisamente sgrana gli occhi terrorizzata, col fiato sospeso. Sembra aver compreso. Senza nemmeno voltarsi scatta verso la porta per scappare. Lui pi veloce. La blocca subito.
La tiene stretta da dietro, lei si divincola, ma non pu scappare. Tiene ancora tra le mani lartiglio.
MARCO- Cuc, Milena. (Lui la tiene forte da dietro. Lei gli da le spalle e tiene gli occhi chiusi.)
Ti sono mancato?
(Lei respira a fatica, in preda a un attacco dansia. Tenendola ferma con le braccia bloccate, e lui le annusa la testa strusciando voluttuosamente la faccia contro i suoi capelli. Star al regista decidere se far scostare leggermente la maschera dal volto dellattore oppure no).
Hai cambiato profumo, tesoro?Mi complimento, questo sembra proprio untempo di grandi cambiamentiHai cambiato la serratura, il numero di telefono, e adesso anche profumo? (Schiocca la lingua pi volte in segno di diniego. Lei si divincola e tenta di scappare, ma lui la tiene e le parla con malizia. Lei resta girata di spalle rispetto a lui)
Ah per, brava. Sei diventata scontrosa. Una vera gatta.
Laltro lo fai ballare come un burattino, non cos? Fa tutto quello che gli dici di fare. Con me questo giochino non ti riuscito Ah: so che hai telefonato a mia madre. (Melenso) Perch mettere in mezzo le altre persone? Sono cose nostre. Non si mettono in piazza i panni sporchi. Non lo sai? tutte le coppie hanno le loro piccole magagne... Mi hanno detto che c anche un gran via vai di uomini in casa tua, ultimamente Ti piacciono i maschietti in divisa, eh patatina? Se continui a far venire qui tutti questi poliziotti e carabinieri la gente penser male certe cose non ce le possiamo risolvere tra noi? (Lei si divincola, riesce a liberarsi dalla presa. Si gira allimprovviso per colpire Marco con il grosso artiglio. Voltandosi col braccio alzato, si accorge della maschera di juta. Accade tutto in un attimo. Milena resta inorridita. Si blocca e prende fiato per urlare, ma lui le tappa la bocca e le porta via lartiglio. Ora Milena completamente in balia di Marco, lui la tiene forte e lei non si muove pi, terrorizzata. Lui la tira a s e le parla molto vicino al volto, suadente).
Sssshh Urlare, che brutta idea non vorrai disturbare i vicini Non hai visto che ore sono? A proposito dimmi un po, cosa ci fai alzata a questora! Non dirmi che stavi ancora lavorando molto tardi, le brave bimbe vanno a nanna a presto
(Le carezza il volto con lartiglio. Lei respira pesantemente, spaventata)
Lo so, lo so la maschera. (Improvvisamente pi maligno) Lho fatta apposta per te. Ti piace? Ho pensato: lei che ama maschere e mostri apprezzer tantissimo questo lavoretto. Lho fatto in casa pensando a te. Lo vedi? Non sei brava solo tu a fare effetti speciali questo per esempio mi riuscito benissimo. (Ride) Dovevi vedere la tua espressione...! Dicono che sia buona cosa affrontare le proprie paure. Guardarle in faccia. (La tocca, la stringe) Guardami Milena, non vuoi fare lamore coi tuoi incubi peggiori? Potrebbe essere terapeutico. (Lei piange, singhiozza. Lui la osserva a lungo. Poi si leva la maschera lentamente.)
Guarda cosa mi costringi a fare. Secondo te io sono fiero di farti questo? Sono felice secondo te di comportarmi in questo modo? (Lascia cadere lartiglio a terra e la stringe a s, con desiderio. Le tocca un seno. Lei bloccata, terrorizzata e lo lascia fare).
Sei orgogliosa e testarda, ma so che anche tu mi desideri ancoraSei ancora bella come ti ricordavo. (Le afferra una mano) Tranne le mani. Hanno un brutto odore, amore mio; perch non ti metti i guanti quando lavori? Guarda qui che peccato una ragazza cos bella (Le lascia andare la mano e torna suadente) E tanto che non ti avevo cos vicino, mi sei mancata. Io e te. Come ai vecchi tempi. Non potevo credere che non ti avrei mai pi avuta vicino e infatti eccoci qui di nuovo.Non fare la ritrosa, so che mi desideri anche tu. stato tutto troppo intenso tra noi per non volerne ancora. (Lui fa scendere la mano dal suo seno ai fianchi, fino alle cosce) E tanto che desidero questo momento ritrovarti. Farti mia di nuovo Non possiamo vivere separati, noi due. C qualcosa che ci legher per sempre. (Contrariato) Ti rendi conto di cosa avevamo? Ci pensi a cosa stai buttando via?... Ti ricordi il nostro viaggio in Toscana? Ti ricordi cosa mi hai detto in quel casolare sperduto sulle colline? Lo recitavi come una cantilena, come in quella canzone (canticchiando Minuetto di Mia Martini): Sono tua, sono tua, sono mille volte tua (Milena piange silenziosamente. Si commuove anche lui) Ti ricordi quello, che bel periodo, che bei pomeriggi eravamo noi due soli, solo noi due e non ci importava nulla del resto del mondo Dov finita questa promessa Milena? Tu in fondo sarai mia per sempre. Non pu essere tutto scomparso (Pi ansioso) Forse ho sbagliato, non lo so ma tu non dai modo di rimediare sei tu che mi hai ridotto cos. Guardami, Milena, accidenti, guarda cosa mi hai fatto diventare. Non mi dai alcuna scelta. Tu non dai scampo alle persone, se sbagliano le tagli fuori dalla tua vita e tanti saluti
Shh Basta piangere, Milena basta piangere, lo sai che ti amo. Che tutto questo lo faccio perch mi manchi. Ogni giorno. un male quasi fisico. Un dolore che tu neanche puoi immaginare (In un crescendo) Ho anche pensato di farla finita. E a te non interessa nulla. Ti diverti a farmi stare male. Lo so cosa dici in giro. Lo so cosa pensi adesso di me Credi che sia brutto quello che ti sto facendo io?! Beh, non niente in confronto a quello che mi stai facendo tu (Con dolore le getta la maschera addosso ed esce, lasciandola sola a terra, a piangere).
Sipario.
***
Quadro terzo. Stesso salotto tempo dopo. Saverio e Milena sono seduti sul divano e guardano davanti a loro fissamente. Le luci della stanza sono abbassate. I due sono illuminati da fioche luci azzurrate che mutano frequentemente, un sottofondo di rumori e dialoghi dar lidea che stiano guardando un film in televisione. Lei ha un espressione triste e mortificata. Senza distogliere lo sguardo dallipotetica tv, Saverio le prende la mano. Sul momento Milena lo lascia fare, ma dopo poco, con nonchalance toglie la mano e cambia posizione, per esempio incrociando le braccia. Saverio incassa il colpo. Si vede che abituato a reazioni del genere.
SAVERIO- (Dopo un po, con calma) Come ti senti?
MILENA- (Alza le spalle. I due non si guardano, fissano lo schermo) Un po cos.
SAVERIO- (Lascia passare qualche attimo. Poi) Milena, non ti devi offendere, io per non ti capisco.
MILENA- (Stancamente) Non so cosa dirti. (Dopo una lunga pausa) Volevi che ti dicessi una bugia?
SAVERIO- No, che centra. Una bugia no, per capisci anche tu che resto un po confuso
MILENA- Non c niente per cui essere confuso sono solo sensazioni. Non so che farci... Forse ho sbagliato ad essere sincera.
SAVERIO- Non ho detto questo
MILENA- Saverio, perdonami, non mi sento di affrontare largomento adesso. Per favore. Mi fai seguire il film?
(Saverio annuisce. I due si rimettono in silenzio a guardare la tv. Dopo qualche istante Saverio non ce la fa e torna a parlarle.)
SAVERIO- Scusami sai: ma io non capisco.
MILENA- Saverio, ma dobbiamo proprio parlarne adesso?
SAVERIO- Perch no?
MILENA- Perch il vecchio cowboy sta per rivelare dov nascosto il bottino?...
SAVERIO- Ti prego, per una volta sii seria.
MILENA- Non possiamo dormirci su e parlarne domani?
SAVERIO- Domani, tra unora o fra una settimana, che differenza fa? Tanto non mai il momento!
MILENA- Non meglio che prima digeriamo un po la cosa cos le diamo il giusto peso? Te la stai prendendo troppo. Non successo nulla, in fondo.
SAVERIO- (Saverio sta zitto un altro po, poi) Senti Milena, perdonami: io non commento mai, cerco di essere presente, di sostenerti senza giudicare, ma questa, scusa, me la devi proprio spiegare
MILENA- Non c niente da spiegare, andata cos e basta.
SAVERIO- Dunque: tu sei andata allincontro col giudice e col tuo avvocato e..?
MILENA- Beh, ovviamente cera anche lui.
SAVERIO- Fin qui ci sono, e poi?
MILENA- E poi niente. Quello che ti ho detto.
SAVERIO- Cio? Cosa significa?
MILENA- Non significa niente. Che mi ha fatto pena. Tutto qui.
SAVERIO- Non ti ha fatto pena, non mi hai detto questo. Guarda, la mente umana strana, bizzarra, questo gi lo so, ma tu hai provato tenerezza e attrazione, porco di un mondo
MILENA- E stato un attimo. Lho visto distrutto, a pezzi. E mi guardava in un modo Vedi che ho fatto male a dirtelo? Come credi che mi sia sentita?
SAVERIO- Non lo so, certo so come mi sento io! Confuso! e in qualche modo tradito
MILENA- Non cos.
SAVERIO- E allora com.
MILENA- Marco non sta bene. Ha bisogno di essere seguito. E in quel momento mi dispiaceva cos tanto tirarlo in tribunale come un criminale, tutto qui.
SAVERIO- Cristo, ma lui un criminale!
MILENA- Lo so, ma non puoi pensare che per me fare tutto questo sia una passeggiata. In fondo lui stato anche importante per me, abbiamo vissuto insieme non puoi pensare che se lo vedo soffrire non me ne importi nulla... in fondo quello che fa lo fa per amore
SAVERIO- (Alterato) Per ossessione, vorrai dire! Lamore unaltra cosa, se mi permetti. Lamore quella cosa che ti do ogni giorno io, mandando gi bocconi amari, sentendomi continuamente respinto e trattato come uno sfigato. Lamore quello che ti do quando ti sto vicino, anche se ti vedo ancora legata a quel bastardo!
MILENA- Saverio non parlarmi cos non vero che ti tratto come uno sfigato, e soprattutto non sono pi legata a lui questo non lo devi dire, adesso ci sei solo tu per me
SAVERIO- Ma tu ci credi davvero mentre me lo dici?
MILENA- Certo Saverio, che coshai?
SAVERIO- Prova a dire quanto mi ami, allora, quanta passione ci lega, prova a dire che sei attratta da me, che non mi lasceresti mai
MILENA- Si pu sapere che ti prende?
SAVERIO- Sai che non me lo dici mai? Ti amo: non me lo dici mai.
MILENA- Saverio, tu lo sai che io ti amo
SAVERIO- No, non lo so. Per me due che si amano devono avere anche una certa carica erotica, ma niente! Non facciamo nemmeno lamore se prima non lo decidi tu, perch se no ti da fastidio essere toccata! Tu non mi ami come amavi lui
MILENA- (Reagendo) E menomale, accidenti! Non era mica un rapporto molto sano Per fortuna, io non sono pi la stessa, e tu sei tuttaltra persona Certo che non ti amo come amavo lui Tu sei un uomo buono, e so che di te mi posso fidare
SAVERIO- Io sono quello che corre se hai un problema, sono quello che non reagisce se lo tratti come uno zerbino, sono quello che ti coccola dopo che luomo macho ti ha strapazzato e fatto soffrire
MILENA- Non dirlo nemmeno. Guardami, Saverio. Tu sei diverso, e a me questo piace, mi d calma e serenit. Credi che sia da sfigati essere pacato, equilibrato, rispettoso? Beh, non lo . Adoro quello che sei. Mi piace stare con te, perch mi rassicuri. Tu non fai colpi di testa, sei attento agli altri, e sei tanto disponibile. E hai sempre un sorriso per me anche quando mi comporto da stronza acida e mestruata (Saverio sorride) bello sapere che ci sei.
SAVERIO- Tu mi vedi cos?
MILENA- Certo. E per quanto riguarda la nostra intimit beh, Saverio, a me piace cos com. Tu aspetti che sia io a fare il primo passo, e poi sei cos delicato. Dopo tutto quello che ho passato, dopo tutto quello che ho vissuto, non riuscirei a fare lamore in nessun altro modo, e soprattutto non riuscirei a farlo con nessun altro.
SAVERIO- (Si rasserenato, ma ancora dubbioso) Sai? Non hai mai usato la parola passione per descrivere il nostro rapporto. Mai una volta da quando ti conosco.
MILENA- Tra noi diverso, non puoi fare un paragone. Questo non vuol dire che la nostra storia non sia ugualmente bella ed importante.
SAVERIO- E cosa mi dici di Marco? Del fatto che hai provato ancora qualcosa per lui..?
MILENA- E una stupidaggine, non conta nulla. Adesso tutto il mio mondo sei tu. (Dopo una pausa) Ti senti un po meglio, ora?
SAVERIO- Direi di s. (Milena gli carezza una guancia, con fare quasi materno. Lui le prende la mano, poi la abbraccia, tenta di baciarle il collo, si intuisce desiderio. Lei si scansa con elegante noncuranza)
MILENA- Cosa dici, vediamo di scoprire dove il cowboy ha nascosto la refurtiva? (Saverio annuisce e si rimette al suo posto, un po mortificato)
***
Quadro quarto. La scena cambiata. Si tratta di un grosso deposito abbandonato. Ci sono macerie e vetri rotti, bidoni e lastre metalliche. C polvere e ruggine. Unico particolare che si differenzia in questambiente un tavolo allestito con una bella tovaglietta, una bottiglia di spumante, due flute di cristallo, e un piccolo candelabro.
C un grosso sacco scuro a terra in primo piano, ben visibile al pubblico.
Saverio entra per primo e accompagna allinterno anche Milena, tenendola per le mani. Milena ha gli occhi bendati con un foulard. Lei lo segue fiduciosa.
MILENA- Posso sbirciare adesso?
SAVERIO- Guai a te.
MILENA- Sbaglio o sento della sabbia sotto le scarpe?
SAVERIO- S, pu essere.
MILENA- Non me lo dici dove siamo?
SAVERIO- Non ancora, una sorpresa.
MILENA- E quasi unora che ti seguo bendata, adesso sono curiosa! Abbiamo fatto almeno dieci chilometri in auto. Mi sembra di essere in uno di quei film di spionaggio
SAVERIO- Porta pazienza. Adesso capirai. (Saverio lascia Milena in piedi bendata un momento, mentre scarta un cabaret di pasticcini e li dispone ordinatamente sul tavolo. Poi con un accendino accende le candele sul tavolo). Eccoci qui.
(A questo punto le toglie delicatamente il foulard dagli occhi) Tataaan!
MILENA- (Ci mette un attimo ad ambientarsi e a vedere correttamente. Si guarda intorno e non capisce.) Che posto ?
SAVERIO- Te lho detto, una sorpresa.
MILENA- Non capisco Mi ricorda molto il set dellultimo film in cui ho lavorato
SAVERIO- Lacciaieria maledetta? (Ride) No acqua!
MILENA- E allora che posto ?
SAVERIO- Vediamo se indovini.
MILENA- (Ci pensa, si guarda intorno. Poi ha unilluminazione) No! Non ci credo! Saverio, ma sei un mito! Hai trovato finalmente lambiente per il mio nuovo laboratorio? Ma stupendo
SAVERIO- No no acqua.
MILENA- Non ne ho idea. Non saprei proprio
SAVERIO- Allora lo vuoi sapere?
MILENA- Certo!
SAVERIO- Volevo farti una sorpresa vera. Una cosa importante per noi. Qualcosa per dare una svolta a quello che siamo.
MILENA- E per il nostro anniversario?
SAVERIO- Anche. So che il posto non sembra granch, ma adesso capirai. (La prende per mano e la porta pi in centro alla scena. Poi la guarda in viso, tenendola per le spalle, sta per dirle qualcosa di importante. romantico, sereno, credibile) Milena, tu sai che io ti amo. In questi due anni abbiamo avuto mille difficolt, pi di tante altre coppie. Siamo stati messi alla prova dal destino e nonostante tutto siamo ancora qui, io e te. Oggi per me un giorno importantissimo, perch finalmente posso darti ci di cui abbiamo bisogno entrambi per andare avanti. Voglio che tu sappia che non posso pi pensare alla mia vita senza di te.
(Si inginocchia. Da una tasca estrae una scatolina con un anello e glielo porge) Milena, vuoi sposarmi?
(Milena sorpresa, non sa cosa rispondere, lui prontamente mette avanti le mani) Aspetta, non rispondermi per adesso. Capisco che se lasciassimo le cose cos, non sarebbe giusto. Non sarebbe perfetto. Per questo ti ho portato qui.
MILENA- Qui? Non capisco
SAVERIO- Milena, io credo che siamo fatti per stare insieme. Tu e io. Me lo sento. Io e te ci completiamo, siamo una cosa sola. Un unico mondo.
MILENA- Aspetta Saverio, io non so se
SAVERIO- No no no non rispondermi ora. So anchio che cos non potrebbe funzionare. Te lho detto, ho gi pensato a tutto quanto. Ti far una domanda. E tu puoi darmi una sola risposta. Una sola, pensaci bene. Dopo tutto quello che abbiamo vissuto, che abbiamo superato, secondo te cosa ci manca per essere veramente felici? Per essere davvero noi due in pace con il resto del mondo?
MILENA- Non lo so
SAVERIO- Prova a rispondere, Milena. Prova. Vedrai che capirai dove voglio arrivare. (Sorride, si batte la fronte) talmente naturale che non so come abbiamo fatto a non arrivarci prima.
MILENA- Cosa ci manca non lo so pensavi a un figlio?
SAVERIO- No no no, Milena. No ho formulato male la domanda. Intendevo cosa c che nonostante tutto continua ad essere presente fra noi come unombra, e non ci da modo di andare avanti come vorremmo?
MILENA- Amore, non lo so
SAVERIO- Che cosa ci ha fatto soffrire finora! Anzi: chi ci ha fatto soffrire e dato del filo da torcere fino ad oggi?
MILENA- (Confusa) Saverio, che ti prende..!Spero tu non stia parlando di Marco
SAVERIO- (Entusiasta) Esattamente!! chiaro, no?
MILENA- Ma Saverio
SAVERIO- Lo vedi? lampante!
MILENA- Frena Saverio, no. Non cos Non pi cos. Lui adesso fuori dalla nostra vita.
SAVERIO- No che non lo . Le persone come lui non se ne vanno mai del tutto.
MILENA- Sono convinta che non torner.
SAVERIO- (In tono confidenziale, quasi le rivelasse un segreto) Milena, ma non ti accorgi..? Lui non ha bisogno di tornare. Lui non se n mai andato
MILENA- Che stai dicendo
SAVERIO- (Cercando confidenza) Dimmi a volte non hai la sensazione che lui ci sia sempre? Che sia sempre presente comunque, come unombra sul muro che ti segue e non ti abbandona mai?... Non te lo senti ancora sulla pelle, come quando vedi un insetto, e poi ti senti camminare addosso
MILENA- No, Saverio. No. Stai sbagliando tutto C stato un tempo in cui ne ero ossessionata. Ma sono serena, ora. stato difficile, ammetto di aver fatto molta fatica ad uscirne. Riprendere a vivere, ritrovare fiducia in me stessa, smettere di sentirsi braccati in ogni istante.... Ma se Dio vuole, Marco non pi un nostro problema. Ha scontato la sua pena.
SAVERIO- E allora?!
MILENA- Ha scontato i suoi sei mesi di reclusione, mi ha risarcito e da quando il giudice ha stabilito che non si sarebbe pi dovuto avvicinare a casa mia, non si pi visto n sentito. So come la pensi, che la pena stata fin troppo leggera rispetto a quello che ci ha fatto passare. Per, ringraziando il cielo, la cosa finita. A onor del vero mi giunta voce che sta frequentando un centro sta vedendo degli psicologi
SAVERIO- E che centra questo?
MILENA- Beh, seguito, adesso. Ha modo di riflettere, di cambiare. E sinceramente credo che non ci dar pi fastidio. Adesso tocca a noi, e non ci resta che dimenticare il nostro compito ora continuare a vivere.
SAVERIO- Ma non capisci? Milena, come fai a non vedere Lui rester per sempre fra noi. Non ci dar mai pace. Lui si insinuato, ha instillato la sua presenza, ha iniettato i suoi dubbi, le sue cellule malate in noi, nella nostra coppia, come un tumore, e queste come un tumore vanno estirpate
MILENA- Saverio, ma che stai dicendo?
SAVERIO- Io ti voglio, Milena. Ti amo. Voglio vivere accanto a te per il resto della mia vita. Ma non posso farlo se lui ancora tra noi, capisci? Guardati: tu lhai amato, hai sofferto per lui, poi lhai temuto. Hai cercato di allontanarti da lui ma qualcosa vi tiene ancora legati, indissolubilmente. E ancora non finita.
MILENA- Certo che finita.
SAVERIO- Non vedi come ti comporti? Non vedi quello che ti ha fatto? Dopo tutto tu ancora lo giustifichi, lo difendi
MILENA- Non mi sembra di averlo difeso, ho solo detto che ha scontato la sua pena
SAVERIO- (Sarcastico) che cambiato, che poverino vede degli psicologi, che soffre, lui
MILENA- Non mi risulta di aver detto poverino. Ma alla luce di tutto se ci pensi, per comportarsi a quel modo doveva essere parecchio disturbato. Noi non stavamo bene in quella situazione, questo certo. Ma evidentemente non stava bene nemmeno lui
SAVERIO- (Scuote la testa) Tu sei ancora sua
MILENA- Che stai dicendo?!
SAVERIO- Io ti ho capito, Milena. Non colpa tua. Tu ami cos, in questo modo assurdo. E questo legame tra voi talmente forte... Sar pure malato, ma indissolubile. Io ci ho provato a darti ci di cui avevi bisogno. Ho provato a starti vicino in ogni maniera. Ho provato ad assecondarti, a sostenerti, ad aiutarti. Ma non potr mai sostituirmi a lui. Io sar sempre secondo. Qualsiasi cosa io faccia, tu non mi vedi. Nemmeno ti accorgi di me.
MILENA- Stai dicendo un mare di sciocchezze. Non capisco se stai scherzando o facendo sul serio
SAVERIO- Tu sei fatta cos e io lo accetto. Con lui hai subito momenti di follia, di tensione, malumori, minacce, ricatti Eppure ancora lo desideri. In qualche modo ancora pensi a lui. Per molto tempo ho pensato che questo fosse sbagliato, malato, insensato poi invece ho capito che era proprio questo a tenervi legati. E questo il tuo vero modo di amare ed essere amata. Lui s, riusciva veramente a darti quello di cui avevi bisogno, mentre io... non ne sono stato allaltezza
MILENA- Mi stai facendo paura
SAVERIO- (Con gioia) Bene! E pensa che ancora non ho cominciato a fare nulla
MILENA- Cominciato a fare cosa? Che stai dicendo
SAVERIO- Stammi a sentire: io farei qualsiasi cosa per te. Qualsiasi. E se per farmi amare da te devo essere come lui, allora va bene. Sar come lui. Non ti devi preoccupare, ho studiato tutto alla perfezione. (Con ammirazione) Avevi ragione, lui un ammaliatore, una personalit talmente affascinante (Milena confusa, lo guarda inorridita senza poter reagire) Se tu lo vuoi cambier dumore senza motivo (La afferra per la vita, insinuante) Ti prender allimprovviso, come faceva lui con passione, come non ho mai osato fare. (Tenta di baciarla, lei si ritrae)
MILENA- Saverio, non mi piace quello che mi stai dicendo, me ne voglio andare
SAVERIO- Ho tutto sotto controllo. Vedrai che funzioner. So come fare. Solamente sappi che ogni tanto ti far sentire un pochino inadeguata. Ma solo un pochino! (Ride) Visto com finita con lui cercher di andarci piano. Vedr di non esagerare
MILENA- Saverio adesso voglio che tu mi porti via da qui.
SAVERIO- Ah: e in ogni caso ti far fare le tue cose. Ho capito che il tuo lavoro importante per te, quindi non te lo posso negare. Vedi? in questo lui ha sbagliato. Nemmeno lui perfetto. Probabilmente se non avesse preteso di toglierti il tuo lavoro sareste ancora insieme. Per te gli effetti speciali sono unesigenza. Non ne capisco la ragione, ma cos ovvio Resta inteso che, se dovessimo avere un figlio, bisogner cambiare un po lassetto delle cose, trovo che non sarebbe educativo avere per casa tutta quella brutta roba
MILENA- (Cercando di ragionare) Saverio
SAVERIO- (Con gioia) Lo so, lo so. Allinizio sembrava assurdo anche a me. E invece geniale. Devi avere un attimo di pazienza. Ancora non ti ho spiegato tutto se ci pensi un progetto bellissimo.
MILENA- Voglio andare via, mi sento molto confusa Ti prego, andiamocene.
SAVERIO- Ma aspetta, non hai ancora visto la mia sorpresa! (Con entusiasmo) Come ti dicevo, perch tutto sia perfetto bisogna togliere tra di noi la vecchia ombra di Marco una figura che va eliminata e sostituita, cos potrai finalmente essere mia. La mia sposa, la mia donna mia per sempre
MILENA- Saverio basta perch siamo in questo posto?
SAVERIO- Adesso, adesso Tutto tra poco ti sar chiaro. Vieni con me. Eccoti il mio regalo di fidanzamento. (La conduce gentilmente verso il sacco scuro in primo piano).
Sei pronta?Ti amo, Milena. (Toglie un lembo di stoffa e scopre la testa di Marco svenuto, e la solleva orgoglioso, tenendola per i capelli. Milena si agita)
MILENA- Mio Dio, Saverio, che hai fatto?!! Lhai ammazzato!
SAVERIO- Accidenti, Milena, no! Che dici, sei matta?...
MILENA- Dio, Saverio, lhai ammazzato!
SAVERIO- Calmati. Che cosa vai a pensare Non ti farei mai uno sgarbo simile. una cosa che dobbiamo fare insieme.
MILENA- Cosa?!
SAVERIO- Beh, s. Perch abbia significato dovremo farla insieme.
MILENA- (Va verso Marco e gli tiene la testa con entrambe le mani, preoccupata) Mio dio, cosa gli hai fatto?
SAVERIO- Non ti preoccupare, sedato. Non pu farci nulla.
MILENA- (Sempre tenendo la testa di Marco) Io non avevo idea Sei un pazzo, Saverio. Sei un delirante pazzo di merda!
SAVERIO- Non parlarmi in questo modo, Milena.
MILENA- Non ti avvicinare, sei un deviato un lurido criminale del cazzo.
SAVERIO- (Iroso) Non osare parlarmi in questo modo. Non osare! Con tutto quello che ho fatto per te!
MILENA- Mio Dio, parli come lui
SAVERIO- E questo il tuo modo di ringraziarmi? Io cerco una soluzione per noi due e tu mi ripaghi cos Sono sempre stato un gentiluomo con te, non ho mai alzato la voce. Ti sono sempre stato vicino, e tu mi ripaghi in questo modo. Ah ma adesso finir. Vedrai che quando avremo finito capirai che la cosa giusta.
MILENA- Non voglio farlo. Non so cosa tu abbia in mente, ma non lo voglio fare. Adesso noi chiameremo la polizia, e faremo arrivare unambulanza per lui
SAVERIO- (Improvvisamente gentile) Hai ragione Calmiamoci. Adesso sei confusa, lo capisco. Volevo farti una sorpresa e forse ho cercato di spiegarti tutto troppo in fretta ma se tu mi stai a sentire dopo sar tutto bellissimo. Saremo liberi, Milena. Pensaci. Saremo liberi da un peso immenso. (Improvvisamente cattivo, le afferra le mani rabbiosamente) E piantala di toccarlo! Che fai, la crocerossina? (Lei spaventata) Che vuoi fare, eh? (Poi le guarda le mani, con forza gliele mette davanti al naso) Con queste mani sudice e nere che vuoi fare, la crocerossina? Non te li puoi mettere dei cazzo di guanti quando lavori?! Adesso facciamo a modo mio. (Si alza, va a prendere una tanica di benzina, la svita e prende a rovesciarla sulla testa di Marco. Milena guarda inorridita senza reagire. Le porge laccendino) Adesso tu gli dai fuoco. Avanti.
Poi questo posto lo lasciamo bruciare e ce ne andiamo. Non farmi incazzare Milena, prendi e fai come ti dico.
MILENA- Saverio io non non posso
SAVERIO- Non ci riesci? Dopo tutto quello che ti ha fatto che ci ha fatto ancora non ci riesci?!
MILENA- Non posso
SAVERIO- (Lui la guarda, la studia) Ok, senti va bene. Lo avevo immaginato (esasperato, confuso) Avevo pensato anche a questo. Posso capire che non sia facile dar fuoco a qualcuno senza essere preparati (Da una tasca della giacca estrae la maschera di juta di Marco e gliela porge) Lo vedi? Ho pensato a tutto. Puoi mettergli la maschera, cos non lo vedi in faccia e ti ricordi cosa ti ha fatto passare.
MILENA- Aspetta. (Lui la sprona. Lei prende la maschera e sta per metterla sul viso di Marco. Ma capisce che se vuole ottenere qualcosa deve assecondarle Saverio). Cos no
SAVERIO- Cosa. Che hai!
MILENA- Aspetta cos, non giusto, non mi piace
SAVERIO- Che dici, cos che non ti piace?
MILENA- Saverio perdonami io sono una stupida Non avevo capito cosa stai facendo per me per noi. Senti un giorno importante questo. Mi hai chiesto di sposarti mi hai portato in questo posto oggi io credo che faremo una cosa che ci legher per sempre
SAVERIO- (Ancora incredulo) Sar bellissimo, amore mio. Vedrai.
MILENA- Lo so (Con ansia trattenuta) E un momento speciale, e noi non abbiamo fatto nemmeno un brindisi
SAVERIO- Hai ragione. tutto troppo importante. Dobbiamo festeggiare. Tutto questo per noi significa una nuova vita insieme. (La prende per mano, la porta al tavolo. Prende un pasticcino dal tavolo e in modo molto sensuale lo offre a Milena sfiorandole le labbra. La abbraccia)
Dimmelo. Dimmi che mi ami Milena.
MILENA- (Trattiene il pianto) Ti amo.
SAVERIO- Dimmelo ancora, dimmelo come lo dicevi a lui.
MILENA- (Dopo una pausa) Ti amo.
SAVERIO- E sarai mia?
MILENA- Lo sono gi
SAVERIO- (Lui la guarda, la studia. Poi felice) Sta accadendo davvero Dio sono cos felice finalmente non gli apparterrai pi, sarai mia per sempre (Prende lanello, glielo infila allanulare. La bacia. Milena sta al gioco, ma si nota un disagio trattenuto. Saverio prende la bottiglia di spumante e stappa. Versa lo spumante nei bicchieri. I due brindano e bevono).
MILENA- Come hai fatto a trovare questo posto? Non hai paura che ci scoprano se incendiamo tutto quanto?
SAVERIO- No tesoro, te lho detto. Devi stare tranquilla, tutto calcolato. Ho pensato io ad ogni particolare, sono mesi che pianifico. Volevo fosse tutto perfetto.
MILENA- (Assecondandolo) E lo .... Sei stato bravo. Proprio bravo. Hai pensato allanello, allo spumante, ai pasticcini (con triste ironia che lui non coglie) alla benzina a come sistemare Marco (Lui, sorseggiando dal suo bicchiere, si volta compiaciuto a favore di pubblico, e fissa il sacco con dentro Marco) Hai pensato perfino alla maschera
SAVERIO- Sono piuttosto soddisfatto, in effetti. Non credevo di convincerti cos presto, pensavo che tu non avresti compreso quanto io (Mentre Saverio guarda a terra e le da le spalle, Milena prende il candeliere, e lo colpisce violentemente alla nuca. Lui cade a terra.
Milena guarda cadere Saverio e resta col candeliere in mano per un lungo momento. Poi si muove. Con un piede tocca Saverio, il quale resta immobile a terra. Milena piange. Si toglie lanello e lo getta lontano. Poi cerca nelle tasche e trova il cellulare. Compone un numero e si siede a terra accanto a Marco. Mentre telefona gli carezza la testa. Non c follia, solo stanchezza e tristezza.).
MILENA- (Stancamente) Pronto? S Vorrei denunciare un tentato omicidio serve unambulanza ci sono due uomini feriti. Dove mi trovo... Non lo so dove mi trovo non lo so, un magazzino abbandonato, credo Non so niente Non so niente Va bene, aspetto qui.
(Chiude la chiamata e resta seduta accanto a Marco. Gli carezza la testa. Con stanchezza, distrattamente, canta sottovoce)
Sono tua, sono tua, sono mille volte tua na na na
Buio
FINE
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