MIO FIGLIO E UN ARTISTA
Narrazione
Di
Marina Lupo
Il monologo stato portato in scena da Mariangela Lincesso, attrice della Compagnia Teatrale C.G.Viola di Taranto e ha partecipato al Concorso Nazionale Siddharta Summer Festival Prova dattore. A tutti coloro che intendono cimentarsi in questo delizioso ruolo, lautore chiede solo di comunicarlo via mail. Il testo non tutelato, tuttavia esiste un documento depositato presso studio legale L. Nota.
marinalupo@email.it
(entra in scena una donna vestita di nero, elegante ma semplice. Una mamma come tante mamme italiane, orgogliosa del proprio figlio. La donna, parla verso la comune e inveisce contro una ipotetica persona).
E linvidia che ti fa parlarepettegola e maligna!
Sta volta lo giuro, quella con me ha finito! Lo giuro sulla Santa comunione, sulla Santa messa di stasera, ha chiuso. Sono trentanni che la sopporto quella malalingua! E tutto perch, voleva dare sua figlia, ad Amedeo mio. Per carit, Rosarietta sua una brava figlia ma troppo semplice, troppo musonaallantica diciamo. Amedeo mio lha detto sempre, se la sente come una sorella. Giocavano insieme da bambini ed io lo capisco, una mamma capisce sempre i suoi figli.
Amedeo mio un bel ragazzo alto, dopo la rinoplastica che si fatto diventato bello, bello, bello. Si, perch aveva il complesso: una piccola gobba qui (indica il setto nasale) che ha preso dalla parte del padre, (con disprezzo) in quella famiglia ce lhanno tutti cos. Lho chiamato Amedeo per rispetto a mio suocero ma lui ora si fa chiamare Amadeus, come quello della televisione, perch lui un artista fa lo stilista, come Dolce e Gabbana ma quelli sono brutti per. Amedeo mio invece ha i capelli lunghi, biondi, il portamento dellartista insomma.( dalla borsa prende una foto). In questa foto non si vede bene che lui perch mascherato, lha fatta a carnevale, per la festa di gioved grasso. E quella sfacciata scuoteva la testa e diceva : mascherato eh? A carnevale si? Di gioved grasso mh? E sorrideva come una iena quellinvidiosa.
Che mio figlio doveva diventare un artista, io lo sapevo, lho sempre saputo, una mamma capisce sempre i suoi figli. Quello era piccolino quando gi spogliava le bambole di Rosarietta e le rivestiva con certi abiti creati da lui, cos originali, cos estrosi e pensare che ora che importante nel mondo della moda, veste donne dello spettacolo, della politica, della cultura : cantanti, attricila Parietti, la Ricciarelli, Monica Bellucci, ultimamente anchecome si chiama quella bruna altava bene, ora il nome non lo ricordo
Con il padre non mai andato daccordo, certe litigate, perch la buonanima era camionista e dopo quellincidente bruttissimo lasci per aprire unofficina, una carrozzeria e pretendeva che suo figlio laiutasse. Io gli dicevo sempre ma tu, lo immagini Amedeo nostro con la tuta blu, tutto sporco di grasso? Che quello ha le mani da pianista, delicate, con le dita lunghe e sottiliper carit. Certo che Amedeo mio, dopo la disgrazia del padre ha sofferto tanto, chiuso in camera da letto per giorni e giorni. Non voleva vedere nessuno, aveva perso lappetito, lo chiamavano al telefono gli amici, niente, era morto insieme al padre. Soffriva, io lo so, una mamma capisce sempre i suoi figli. Una sera andai a bussare piano, piano : Amedeo, esci a mamma, ci sediamo davanti alla televisione che sta per cominciare la sfilata che ti piace, quella a Piazza di Spagna. Niente, non rispondeva. Amedeo, dai a mamma, non ti puoi isolare cos, ordiniamo una pizza e poi ci facciamo una partita a scopone. Dallaltra parte della porta, silenzio assoluto. Dal terrazzino della cucina, si affaccia la finestra della camera da letto, cos riuscii a vederlo. La stanza era illuminata solo dal lume che ho sul comodino, sul paralume aveva messo il mio foulard, quello azzurro, un regalo del viaggio di nozze a Venezia. Aveva messo fuori dallarmadio dei vecchi abiti miei, eleganti, quelli che indossavo alle cerimonie, e poi cappelli borsette, si perch sono stata sempre un po fanatica e lui ha preso da me. Insomma, scuciva, tagliava, creava, indossava, si era buttato tutto sul lavoro e finalmente lo vedevo contento. E beh, se ho il figlio artista che ci posso fare (fiera) mi d tante soddisfazioni Amedeo mio, quando penso a certi giovani scapestrati, che fanno soffrire i genitori io ringrazio Dio e dico: grazie, grazie, benedizioni a quel figlio che mi hai dato!
Accidentinon ricordo il nome di quella bella bruna eh! Sar let.
Quante volte mi dice che mi deve far conoscere la persona pi importante della sua vita ed io aspetto quel momento con ansia perch voglio che si deve sistemare, lmportante che non mi porta in casa una modella, una di quelle alte, alte e secche, secche, per carit! Quelle sono donne impegnate, viaggiano molto, figli non ne vogliono ed io gli dico sempre che voglio avere un nipotino prima che i miei occhi si chiudano. Quando stava a Roma, abitava con uno stilista come lui, per dividere le spese si capisce! Ora vive a Milano e con lui c un altro giovane, un socio che eccezionale, fa bene il suo lavoro e mio figlio si fida molto, quando parte per le sfilate, il socio a portare avanti latelier e la casa.
(guarda la foto) Amedeo mio, dopo le medie ti eri iscritto alla scuola di design per stilisti, anche se non hai finito, peccato!Pap non voleva e ti fece trasferire allistituto per industriali e tu per dispetto ti ritirasti perch non ti piaceva e il diploma non lhai preso pima non importa, tu sei sempre stato un talento naturale.
Da ragazzino apr un laboratorio nel cortiletto, nel nostro garage. Aveva fatto una piccola sartoria (orgogliosa) Aveva buttato via tutta quella robaccia che cera: la bicicletta arrugginita che non usava pi, damigiane, casse di bottiglie, scatoloni, i mobili della prima cucina, tutta roba che conservavo per emergenza dicevo: non si sa mai ci prendiamo una villeggiatura, possono servire Aveva lasciato un bel tavolo, quello grande di sua nonna, aveva messo sopra una coperta ed un lenzuolo bianco0 e l, tagliava le stoffe. Poi teneva un separet e dietro aveva lasciato una rete col materasso di lanaper quando si doveva riposare, una poltroncina con limbottitura un po sfondata e al lato lo specchio.Aveva creato cos la saletta per le prove. I giovani che passavano, si fermavano nel cortiletto e aspettavano il loro turno, ma che organizzazione! E non teneva neanche diciassette anni! Pieno cos di marinaia chi accorciava i pantaloni, a chi stringeva la giubba, aveva iniziato con le riparazioni certo, ma poi andato avanti e si fatto strada.Si sacrificato tanto quel figlio per arrivare dove arrivato!
Io sono capace di non dormire stanotte, fino a quando non ricordo il nome di quella brunaaccidenti se lo ricordo!
Poi arriv il circo nel piazzale dietro casa e me lo port via. Venne Moira Orfei in persona a casa nostra che lo voleva per fare il costumista.(guarda la foto) tu non parlavi, avevi gli occhi lucidi per la contentezza, avevo capito che volevi fare quellesperienza una mamma capisce sempre i suoi figli e cos non riuscii a dirti di no. In un anno aveva girato tutto il mondo, perch con il circo si viaggia, si sa, poi lasci perch si era stancato, aveva conosciuto una persona che lo rendeva felice, cos diceva. Viveva a Capri in una villa Hollywoodiana (confidenziale) non me lo hai mai detto ma quella doveva essere parecchio pi grande di te. Quando torn sembrava un principeRodolfo Valentino nel film lo sceicco bianco? uguale. (guarda la foto) Comeri bello con quellabito di lino bianco, sembravi un angelo: occhi azzurri, capelli biondi, il classico ragazzo che vediamo sulle copertine dei giornali di moda. E gli anelli? Uno per ogni dito, quella per Amedeo mio, aveva perso la testa, i regali che gli faceva ed era ricca maricca, ricca, ricca.
(guarda la foto) Una sera per ho rischiato di perderti Amedeo mio, quei delinquenti come ti avevano conciato! Si capisce, andavi in giro cos, con tutto quelloro addosso che sembravi la statua di San Gennaro. Io quella notte, non riuscivo a prendere sonno, mi capitava spesso da quando ero rimasta sola, quando da dietro langolo, svolta la pantera dei carabinieri e si ferma proprio sotto la mia finestra, davanti al portone. Vedo uscire Amedeo mio con il braccio ingessato, un occhio nero, il labbro spaccato e gonfio (guarda la foto) ti avevano rovinato per derubarti, povero figlio!
Da quando vive a Milano sta bene, guadagna parecchio, si affermato, un nome della moda ormai e si !(sospira) Mi scrive, (orgogliosa) mi telefona tutte le sere, dice che non riesce ad addormentarsi se non senta la mia voce. (guarda la foto) Anche se da anni vivi fuori, senti la mancanza della mamma tua, io lo sola mamma capisce sempre i suoi figli Uh! Si fatto tardi, Amedeo mio, fra un po mi chiama se non mi trova si preoccupa (mette la foto nella borsetta poi alza lo sguardo visibilmente contenta) Ah! Mi sono ricordata come si chiama quella bruna simpaticona: Luxuria, che nome strano per?!
F I N E
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