Miseria e nobiltà

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MISERIA E NOBILTA'

Miseria e Nobiltà

da

Eduardo Scarpetta

libero adattamento in due atti

di

Guido Palliggiano

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Napoli, 12 settembre 2005


PERSONAGGI                                                            INTERPRETI

GAETANO SEMMOLONE (ex cuoco)              __________________________

GEMMA (sua figlia)                                           __________________________

LUIGI (fratello di Gemma)                                 __________________________

MARCHESE OTTAVIO FAVETTI (detto Bebè)        __________________________

EUGENIO FAVETTI (marchesino)                   __________________________

BETTINA (cameriera casa Semmolone)             __________________________

PUPELLA (figlia di Pasquale)                                      __________________________

CONCETTA (moglie di Pasquale)                      __________________________

LUISELLA (convivente di Felice)                       __________________________

PEPPENIELLO (figlio di Felice)                         __________________________

PASQUALE (fotografo)                                              __________________________

FELICE (scrivano)                                             __________________________

GIOACCHINO (padrone di casa)                       __________________________

VINCENZO (cameriere casa Semmolone)          __________________________

BIAGIO (servo sciocco casa Semmolone)          __________________________

BALLERINE

PROLOGO A SIPARIETTO

PRIMO ATTO CASA DI FELICE

SECONDO ATTO CASA SEMMOLONE


PROLOGO

(Vincenzo – Gaetano – Eugenio – Ottavio – Bettina – Gemma -)

La scena si svolge a siparietto sui lati opposti del sipario vi saranno due tavoli con sedie, a rappresentare la cosiddetta “barcaccia” dei cafè chantant, ad essi saranno seduti sul lato sinistro del pubblico Gaetano Semmolone, Eugenio Favetti e Vincenzo, mentre dal lato opposto il marchese Ottavio Favetti, le luci di sala restano accese e lentamente il sipario si apre durante l’apertura Vincenzo inizierà a parlare.

VINCENZO      (rivolgendosi a Gaetano) Eccellenza…come sono emozionato…

GAETANO       …e a chi lo dici stasera è il debutto di mia figlia Gemma nel più         importante teatro della città… non è uno scherzo !!!

VINCENZO      Veramente lo sono perché è la prima volta che vengo a teatro…

GAETANO       Ignorante… se lo sapevo non ti portavo proprio…

EUGENIO        Perdonatelo forse voleva dire che la sua è una doppia emozione…

GAETANO       ahhh…l’ho sempre detto che la servitù deve restare chiusa in casa e che non è fatta per la cultura…

(nel frattempo sul lato destro del sipario escono Gemma e Bettina, la quale è attenta a sistemare l’abito di scena a gemma quindi estrae un astuccio dalla tasca e lo consegna a Gemma)

BETTINA           …signorina questo è per voi, è del solito Bebè, che non si convince…

GEMMA           (apre l’astuccio vi scorge un anello e lo riconsegna a Bettina, infastidita) riportaglielo, ringrazialo e digli che è troppo impegnativo e ricordagli che sono impegnata… va…va…che tra un po’ sono di scena…

BETTINA         vado vado… ed è sempre la stessa storia, tanto quello non si convince! (esce di scena seguita da Gemma)

(le luci si attenuano e parte la musica di un can can che viene ballato da un gruppo di ballerine, al termine…)

VINCENZO      (applaude sguaiatamente) Brave… brave…

GAETANO       (rimproverandolo) eh e che modi, non stai mica al mercato e poi risparmiati per Gemma no?

(una delle ballerina a questo punto presenta ad alta voce)

BALLERINA     SIGNORI LILY CANGY

GAETANO       (applaude sguaiatamente mentre Vincenzo accenna appena) Brava…bella… (poi spingendo con il gomito Vincenzo) e vai ora che devi gridare ti stai zitto !

(dall’altro lato del palco in maniera elegante ma molto affettata il marchese Ottavio )

OTTAVIO        Sei un bijoux… splendida…sei un babà !!!

(parte la canzone Lily Cangy e Gemma canta, alla fine della canzone)

GAETANO         (rivoltoad Eugenio) Marchesino avete visto quanto è brava e bella…

EUGENIO          proprio a me lo dite !

GAETANO         …e a chi lo devo dire, (quindi rivolto a Vincenzo)      questo che ne capisce…

EUGENIO          ma io volevo dire proprio a me lo dite che ne sono perdutamente innamorato…

GAETANO                  Esapeste mia figlia quanto vi ricambia… andiamo va le carrozze ci aspettano

(tutti escono di scena mentre su sottofondo musicale si alza il siparietto per dare inizio al 1° atto che si svolge nella casa povera di Felice e Pasquale)

                                                       

ATTO PRIMO

SCENA I

(Pupella Concetta e Luisella)

PUPELLA           Mamma… ma papà quando torna ? Io ho fame !

CONCETTA       Figlia mia porta pazienza, vedrai che…

                                                                                              

LUISELLA         …anche oggi è come ieri e non si mangia

CONCETTA       E non si mangia va bene come se fosse solo colpa di mio marito… (tra se) mannaggia il giorno che me lo sposai forse era meglio che mi spezzavo una gamba…

LUISELLA         era meglio…era meglio !

CONCETTA       non ho capito… volete ripetere !

LUISELLA         Io non ho detto niente !

PUPELLA           Non è vero avete detto “era meglio era meglio”

LUISELLA                  Ma guarda come è indisponente la bambina!  Sonotreore  che                                                                                                                                                                                                                           sta affacciata per vedere se passa il fidanzato !

                                               

PUPELLA   Mamma la signora Luisella si deve fare gli affari                                           suoi, altrimenti lo dico al marito Don Felice quando torna!

  

CONCETTA       Il marito !... ma quale marito?

LUISELLA          Avete parlato?

CONCETTA        Io ? e chi ce l’ha la forza di parlare!

LUISELLA          Eh no! Avete  parlato e avete detto : “il marito, quale marito?”

CONCETTA      E va bene ho detto il marito… avete la coda di paglia ? Siete o non siete una donna senza scrupoli ?

PUPELLA           Veramente gli scrupoli li fa con me, quando prima mi ha vista parlare al balcone con don Luigino, ha detto che non stava bene… che era poco serio !

CONCETTA       Gesù, lascia perdere e poi tu devi dare conto a me che sono tua madre… ma voi sentite cosa dobbiamo sopportare in casa nostra e da chi…

LUISELLA         Gesù, in casa mia se permettete, l’affitto è a nome di Felice… mio marito !

CONCETTA      Si ma mio marito Pasquale ha fatto il garante…

 

LUISELLA         Ah quel disgraziato vedete in che situazione mi ha messo, vedete io con che gente mi devo confrontare…

                               

CONCETTA      Senti nobile di Spagna, sciacquati la bocca quando parli di noi…

LUISELLA         Ma voi sentite…sentite questi morti di fame !

                                     

CONCETTA      Morta di fame a me ?

PUPELLA           Smettetela… se è per questo qua siamo tutti morti di fame, sono due giorni che nessuno mangia e se non tornano papà e don Felice facciamo tre !

CONCETTA       E quella offende !!!

LUISELLA         Avete cominciato voi!!!

CONCETTA       Io ? E voi fatevi gli affari vostri, che criticate mia figlia… noi dalla finestra vogliamo parlare con chi ci pare e piace !

LUISELLA         E voi evitate l’ironia… “ il marito…ma quale marito?” … non è mio marito, va bene ! E a voi cosa interessa ?

CONCETTA       Niente noi ci facciamo i fatti nostri…noi !!! E voi fatevi i vostri !!!

PUPELLA           Ecco brave ognuno si fa i fatti suoi… io poi non capisco dove la prendete la forza di litigare…

CONCETTA       Va bene a mamma finiamola qua, hai ragione e poi cosa si può pretendere da una persona che è figlia di ciabattino…

LUISELLA         Lo vedi come sei tu ? Concè io sarò pure figlia di ciabattino ma sono una persona onesta !

CONCETTA       Onesta… ma non farmi ridere, una che si prende il marito di un’altra… onesta Ah Ah Ah …meglio che rido…

LUISELLA         (minacciosa) Si ma se non la smettiti faccio piangere !!!

CONCETTA       Lo so che tu sei una che fa piangere, basta vedere quel povero figlio di Don Felice come lo tratti, un bambinoche è un angelo!

PUPELLA           Questo è vero quella creatura non ride mai, ed è sempre triste !

LUISELLA         (strattonandola) Tu impicciati delle corna tue…                 

CONCETTA      (avvicinandosi minacciosa a Luisella) Quèh lascia stare a mia figlia sa… altrimenti…

                           

                            (suona il campanello della porta)

LUISELLA         …altrimenti che ?

CONCETTA      (stanno quasi per venire alle mani) altrimenti ti faccio nuova nuova…

LUISELLA         Tu a me ?

CONCETTA      Si io a te !

(suona di nuovo il campanello della porta)

PUPELLA                    Smettetela, lo sentite che bussano alla porta ?

                           

                            (nessuna delle due le presta ascolto)

LUISELLA         Nuova, nuova a me, la sentite… ah ah ah,  tu si che fai ridere !

CONCETTA      E mo ti faccio piangere, ti scippo i capelli ad uno ad uno e ne faccio uno scopettino per il gabinetto !!!

LUISELLA         Io ti azzecco tanti di quegli schiaffi che ti faccio la faccia come una melanzana, così dopo ci facciamo una bella parmigiana, così almeno si mangia !!!

(suona di nuovo il campanello della porta)

PUPELLA           Signore… sentite che bussano alla porta ?

                                                                       

LUISELLA         E vai ad aprire !

CONCETTA      Ferma, a mamma, e che fai la serva della signora Luisella…

LUISELLA         Ma potrebbe essere anche vostro marito ?

CONCETTA      Scusate ma potrebbe essere il vostro ?

(suona di nuovo il campanello della porta)

PUPELLA          Insomma chi è, è bisogna aprire, (va ad aprire la porta)

SCENA II

(Pupella - Concetta -  Luisella e don Gioacchino)

(entra don Gioacchino che si ferma al centro dell’ingresso, Concetta e Luisella nel frattempo si sono sedute l’una distante dall’altra e mostrano totale indifferenza per l’entrata del padrone di casa)

GIOACCHINO   Buon giorno… è un’ora che busso !

CONCETTA       Scusate eravamo impegnate !

GIOACCHINO   Don Felice non c’è ?

LUISELLA         Lo vedete ?

GIOACCHINO  Qua no, forse è nell’altra stanza ?

LUISELLA         L’altra stanza don Gioacchino forse avete dimenticato che l’appartamento è questo… l’altra stanza è il gabinetto…

GIOACCHINO   Beh ! dicevo altra stanza per parlare con decenza…

LUISELLA         No ! non sta neanche nell’altra stanza se volete controllare accomodatevi pure !

GIOACCHINO  Non è il caso… grazie, beh e non c’è neanche don Pasquale ?

CONCETTA      No, l’altra stanza è vuota… in verità sono giorni che non si usa

GIOACCHINO Perché c’è qualche guasto ?

PUPELLA           (togliendo l’imbarazzo) Diciamo ma niente di grave, papà ancora non è rientrato…

GIOACCHINO   Ma insomma io come devo fare, io non posso andare e venire una continuazione, io ho i miei impegni, donna Luisella vostro marito mi deve cinque mesi di fitto arretrato !

LUISELLA         Rivolgetevi agli interessati… quelli che hanno fatto i garanti !

GIOACCHINO  Questo o quello per me pari sono…       

        

CONCETTA       Mio marito Pasquale ha fatto il garante, mentre don Felice il marito della… signora… ha firmato l’affitto !

LUISELLA         Sarà come dite, ma don Felice deve pensare prima a me e al figlio

GIOACCHINO   Ah avete un figlio, ma insomma quanta gente vive in questa casa, non mi avevate detto di avere anche un figlio !!!

CONCETTA       Veramente il figlio non è della… signora… ma della prima moglie di don Felice…

PUPELLA           Insomma della vera moglie !!!

CONCETTA       Giusto, brava figlia mia !!!

LUISELLA         E neanche la smettono queste due pettegole…io con voi pure passo un guaio !!!

CONCETTA       Gesù pettegole a noi, ma voi sentite don Giaocchino, qua il guaio lo abbiamo passato noi !

LUISELLA         No l’ho passato io !!!

CONCETTA       no…io !!!

LUISELLA         no…io!!!

GIOACCHINO Eh no, se permettete, qua il guaio l’ho passato io, il giorno che vi ho affittato l’appartamento!!!

LUISELLA         L’appartamento ? questa topaia avete il coraggio di chiamarla appartamento ???

GIOACCHINO  Topaia ? Io l’ho ristrutturata 10 anni fa…

CONCETTA      Perdonatela… in fondo non sa quello che dice è una donna di basso aceto…

PUPELLA           Ceto mamma si dice ceto…

CONCETTA      Ceto, aceto sempre una cosa sgradevole… è !!!

GIOACCHINO  Comunque questi sono affari vostri, sapete che faccio, ora mi seggo qua (prende una sedia e si piazza al centro della scena)… e aspetto che tornano o il garante o l’affittuario, altrimenti procedo con sequestro e sfratto… (si guarda intorno avvilito)… e che cosa sequestro qua… che schifezza, eppure la pigione è una miseria… se non potevate non affittavate… dico bene !!! Cosa c’è adesso nessuno risponde ?

LUISELLA         Si vede che non abbiamo più nulla da direpermettete (si allontana e va nel bagno)

CONCETTA      (vedendo che Luisella si è allontanata, dopo una breve pausa richiama l’attenzione di don Gioacchino, il quale sperando in una confidenza relativa al pagamento, le presta attenzione) … in confidenza…

GIOACCHINO   (speranzoso si alza e va verso di lei) dite…dite…

CONCETTA      La signora…

GIOACCHINO Quale signora ?

CONCETTA      (indicando la porta del bagno) Quella li, non è la vera moglie di Don Felice, ma è l’amante…

GIOACCHINO  (infastidito) uffà ma lo volete capire che questi affari non mi interessano io cerco di farmi i miei, e come vedete non ci riesco! Io, sono qui perché devo incassare cinque mesi di fitto arretrato… (si risiede) e vediamo !!!

PUPELLA           (con voce sofferente) Ma papà quando torna io ho fame !

CONCETTA      (con risolutezza va verso Don Gioacchino) Don Gioacchino per favore, prestami un attimo cinque lire, appena torna mio marito ve le faccio ridare…

GIOACCHINO  (la guarda con ironia) Donna Concetta, ma state scherzando ? Io vi presto cinque lire… a voi…fatemelo voi il favore…

CONCETTA      Ho capito tutto… facciamo un altro pegno e risolviamo il problema di oggi… (va verso un comò e dal cassetto tira fuori due lenzuola) Ecco qui ci pignoriamo  queste due lenzuola… e poi si vede, Pupella nel frattempo metti la pentola sul fuoco.

PUPELLA           Con l’acqua ?

CONCETTA      Non lo so, fai tu !!!

GIOACCHINO  Gesù questi sono pazzi !

PUPELLA           Avete ragione, ma sapete quella la fame fa brutti scherzi… e che l’acqua la dobbiamo andare a prendere dal rubinetto del cortile… qua ce l’hanno tagliata !!! (Luisella e Concetta escono di scena dalla comune)

SCENA III

(don Gioacchino – Luigino e poi Pupella e Concetta)

(don Gioacchino rimasto solo si guarda intorno sconfortato e commenta a voce alta)

GIOACCHINO  Ma vedete cosa mi doveva capitare, nientemeno si sono fatti tagliare perfino l’acqua, e io che speranze tengo di incassare gli arretrati…

LUIGINO           (affacciandosi dall’ingresso) Posso ? E’ permesso ? Bellezza mia! (vedendo don Gioacchino) Don Gioacchino voi ? E che ci fate qui ? Bellezza mia !

GIOACCHINO  Sono qui per incassare cinque mesi di affitto. Ma voi che ci fate

LUIGINO           Eh il mio motivo è più nobile, bellezza mia ! Dovete sapere che io sono follemente innamorato di Pupella la figlia di don Pasquale il fotografo, e sono salito per parlare con i genitori !

GIOACCHINO  Ah, e vostro padre che dice ?

LUIGINO           Zitto per carità lui non deve sapere niente…bellezza mia ! Dovete sapere che due mesi fa mi presi tremila lire dalla sua scrivania e me ne andai… lui ci è rimasto male e mo non mi vuole ricevere in casa, ma ora i soldi sono finiti e io non so come fare !!!

GIOACCHINO  E tenete il coraggio di venirvi a fidanzare in casa !

LUIGINO           Ma ve l’ho detto bellezza mia ! Io sono perdutamente, pazzamente, immensamente innamorato di Pupella,  e poi sono sicuro che con papà faccio pace, c’è mia sorella Gemma che ci mette la buona parola e lo comanda a bacchetta, papà esce pazzo per Gemma, e così io mi ricarico avete capito bellezza mia !

GIOACCHINO  Ah vostra sorella, quella che fa la sciantosa… bella ragazza e canta anche benino…

LUIGINO           Benino ? Bellezza mia ! Quella è la più richiesta e più pagata nei migliori cafè chantant.

GIOACCHINO  Insomma come si dice voi fate la bella vita sulle spalle della famiglia…

LUIGINO           Scusate don Gioacchino, con l’eredità che papà prese dall’inglese dove prestava servizio come cuoco e i soldi di mia sorella, qualcuno in famiglia deve pur spendere !!! O no bellezza mia !

GIOACCHINO  E pure avete ragione… bellezza mia! Che bella vita, innamorato e senza pensieri, invece io qua a dannarmi per recuperare quattro spiccioli…

LUIGINO           Oh ! ma mi raccomando non dite niente a papà…

PUPELLA           (rientrando con la pentola, rivolgendosi a Don Gioacchino e non vedendo Luigino) Scusate… è tornata mia madre ?

GIOACCHINO  No ma è venuto don Luigino !

LUIGINO           Come promesso eccomi qua…bellezza mia !

PUPELLA          Ma come così senza preavviso ?

LUIGINO           E no, io vi ho fatto cenno l’altro giorno da sotto al balcone che oggi sarei salito…

PUPELLA           Si, mi ricordo, ma non sta bene io sono sola in casa…

LUIGINO           (incantato verso don Gioacchino) …ma voi la sentite, quanto è pura, timorata di Dio…(poi a Pupella) ma se vuoi io me ne vado ma dimmi solo se mi ami…

PUPELLA          Ma che mi volete far dire ho vergogna… e poi c’è gente !!!

GIOACCHINO  (tra se) ma si può sapere una volta sta sola adesso dice che c’è gente, a questi la fame li ha scimuniti…

LUIGINO           E datemi solo un cenno… bellezza mia!

PUPELLA           Ma certo che si, altrimenti non vi rivolgerei la parola, solo che dovete parlare prima con mamma e papà…

LUIGINO           Io parlo con chi vuoi, ma che c’è perché sei così pallida, ah capisco l’emozione di vedermi…

GIOACCHINO  (richiamando l’attenzione di Luigino) … non v’illudete, è pallida perché non mangia e poi l’emozione fa arrossire, ma ci vuole sangue nelle vene, e la ragazza tra un po’ sviene per i morsi della fame…

LUIGINO           Ma voi che dite, il mio angioletto non mangia…e come campa?

GIOACCHINO  Si è abituata, fa come gli africani…

LUIGINO           Ma voi state scherzando bellezza mia ! Ora ci penso io, scendo e gli faccio portare il ben di Dio… a proposito Don Gioacchino, prestatemi cento lire, appena faccio pace con papà ve le restituisco…

GIOACCHINO  Spiacente ma sono a secco… come vedete ero venuto per incassare ma vedo che le cose si mettono male…(tra se) questi mi hanno preso per la Banca d’Italia !

LUIGINO           Non fa niente grazie lo stesso, c’ho il ristorante all’angolo che mi fa credito, i cuochi sono amici di papà, tanto lui poi passa e paga…

CONCETTA      (rientrando con le lenzuola in mano) Niente da fare l’agenzia aveva già chiuso… e se non arriva quel disgr…

PUPELLA           (interrompendola) mamma, mamma ci è venuto a trovare quel giovane che ti dicevo… quello che mi vuole sposare !!!

GIOACCHINO  (tra se) cacchio e come corre la signorina…

LUIGINO           Signora rispettabile, amabile ed affabile, se mi vedete qui in casa vostra e perché spinto dal folle amore che ho per vostra figlia Pupella, che so di essere ricambiato, insomma io l’amo lei mi ama, ci vogliamo sposare…bellezza mia!

GIOACCHINO (facendo il verso a Luigino) …Bellezza mia ! (tra se) ma voi vedete io come devo perdere il mio tempo bah !!!

CONCETTA      (prendendo fiato e dandosi un contegno)Signore, questa vostra sollecitazione, nel parlare, mi gonfia di gioia, ma in qualità di sola madre non posso dare una risposta circoncisa, in questa casa esiste anche un padre, il genitore maschio che ha la sua importanza, ma che sono certa all’annunciazione di questa notizia ne resterà a bocca spalancata, ma colmo di commozione, anche se tengo a precisarvi che per recenti disgrazie capitate alle professione del mio consorte, la ragazza al momento è priva di dote ma non di morale e di buon appetito! E…e…e ho finito !!!

GIOACCHINO  Accidenti e che bella parlata !!!

CONCETTA      Grazie !

LUIGINO           Donna Concetta, io non ho bisogno di niente… solo di Pupella.

CONCETTA      E allora tornate domani quando c’è il padre.

LUIGINO           Certo bellezza mia ! e Grazie e salutatemi don Pasquale…

CONCETTA      Vi servirò, ma non è che domani poi non passate ?

LUIGINO           Ma che dite, io non vedo l’ora di sposarmi vostra figlia !!!

                            Io me ne scendo, voi Don Giacchino, che fate restate ?

GIOACCHINO   E’ certo che aspetto… io devo incassare…

LUIGINO           (chiamandolo in disparte) venite via con me vi prometto che vi saldo tutto io, se no papà e mia sorella che li tengo a fare, Gemma per la mia felicità farebbe scintille…bellezza mia!

GIOACCHINO  Se garantite voi, allora me ne scendo…

LUIGINO           Sicuro,bellezza mia,  venite con me, passiamo prima dal ristorante e poi da mia sorella e vi liquido tutto… allora signore noi ce ne scendiamo, don Gioacchino ci ha ripensato torna un altro giorno.

GIOACCHINO  E si, dice bene don Luigino, torno un altro giorno, salutatemi don Pasquale.

LUIGINO           (a Pupella) A domani bellezza mia ! e buon appetito… buon appetito.

(Luigino e don Gioacchino escono di scena)

SCENA IV

                          (Pupella , Concetta, Luisella e poi Pasquale)

PUPELLA          Arrivederci…Hai sentito… buon appetito        

                                 

CONCETTA      Ho sentito, ho sentito… e quello che ne sa che qua si fa la fame

PUPELLA          Comunque come ti è sembrato questo giovane.

CONCETTA      A dire la verità è un po’ curioso, ma se a te piace e tiene i soldi, sono sicura che ti farà felice, e poi ti togli da questa miseria !!!

LUISELLA         (uscendo dal bagno) Ah finalmente se ne è andato, un altro poco e morivo soffocata là dentro.

CONCETTA      Che bel coraggio in verità, avete battuto la ritirata

LUISELLA         Ho lasciato voi che offrite più garanzie…(andando verso la cucina) Beh allora si mangia…?

CONCETTA      Niente da fare cara donna Luisella, l’agenzia dei pegni stava chiusa.

PUPELLA          E già e poi si mangiava con le lenzuola nostre…

LUISELLA         Ma guardate come risponde sempre in mezzo, zitta quando parlano le grandi… chiaro

CONCETTA      Se permettete zitta a mia figlia lo dico io, e poi può parlare perché io le do il permesso.

LUISELLA         E allora ricordateci ala signorina quante volte abbiamo mangiato con la roba che mi sono impegnata io !!!

(bussata di campanello)

PUPELLA           (corre verso la porta) ah finalmente questo deve essere papà… (dall’interno) ah finalmente siete arrivato !!!

PASQUALE       (entrando) sono arrivato, sono arrivato !

PUPELLA           Bene, bene e datemi i soldi che faccio la spesa e metto a cucinare…

LUISELLA         (ridendo forzatamente) ah ah ah Cucinare !     

PASQUALE       Ma quali soldi figlia mia, io da stamattina non ho guadagnato un centesimo…

LUISELLA         (ridendo forzatamente) ah ah ah un centesimo !

CONCETTA      Ma che dici, e come si fa ? Pupella sta svenendo per la fame, noi abbiamo aspettato a te ?

PASQUALE       A me ? Io credevo di tornare e trovare qualcosa di pronto, che da stamattina non ho sentito manco l’odore del caffè… io pensavo di trovare un filo di spaghetti

LUISELLA         (ridendo forzatamente) ah ah ah gli spaghetti !

CONCETTA      Ah si e come li volevi gli spaghetti ???

PASQUALE       (guardando con intenzione Luisella) alla puttanesca con capperi ed olive…

CONCETTA      E come te li compravo se tu non mi hai lasciato nemmeno un centesimo.

PASQUALE       E facevi un piccolo pegno e risolvevi anche per oggi !

CONCETTA      E secondo te non ci ho pensato, ho trovato l’agenzia chiusa.

LUISELLA         (ridendo forzatamente) ah ah ah chiusa !

PUPELLA          Mamma, donna Luisella ogni cosa che dite tu e papà ride !

CONCETTA      E quella ha ragione di ridere, perché tuo padre è un uomo che fa ridere, un uomo che non sa fare né il padre ne il marito, uno sfaticato, uno che non serve!!!

PASQUALE       (battendo un pugno sul tavolo) Concetta basta, non ho la forza per sopportarti, non basta la vita che faccio ? Secondo te mi fa piacere vedere mia figlia che muore di fame, non mi provocate, perché potrei anche andarmene di casa…eh ! E poi donna Luisella potrebbe farne a meno di ridere…che noi su di lei potremmo ridere da ora e fino a domani !!!

LUISELLA         Ma sentite questi pezzentoni !!!

PASQUALE       Donna Luisella, badate come parlate, che io modestamente avevo un attività bene avviata, ma poi le avversità della vita…

CONCETTA      Leavversità ? I vizi vorrai dire ! Il gioco, il vino le donne…

LUISELLA         (guardandolo con disprezzo) uno come voi ? Pure le donne ?

PASQUALE       Si ! Le donne, donna Luisella…e che tenete da guardare, certo ora mi vedete così… ma qualche anno fa…

CONCETTA      Guardatelo, quello si vanta pure, ma non ti metti vergogna ? Invece di pensare alla  figlia e alla moglie che muoiono di fame!

PASQUALE       (mortificato) …e secondo te non ci penso, ma cosa posso fare… come se io chissà cosa avessi mangiato… (guardando la figlia e la moglie) avete molta fame ?

CONCETTA + PUPELLA (all’unisono) Assai!!!

PASQUALE       Bene ! E’ segno di buona salute, bisogna preoccuparsi quando non se ne ha !!! Comunque appena torna Felice, mi faccio fare un prestito e compreremo qualcosa, giusto per sostenerci !!!

(bussano alla porta d’ingresso)

PUPELLA           (correndo ad aprire) speriamo sia don Felice… (rientra seguita da Peppeniello)

SCENA V

                 (Pupella , Concetta, Luisella,Pasquale, Peppeniello)

PEPPENIELLO (entrando) Buongiorno !

PASQUALE       Solo ? E tuo padre?         

PEPPENIELLO Sta venendo, io sono corso avanti…

PASQUALE       Ma perché hai la faccia triste ? Che è successo ?

                                                      

PEPPENIELLO  Niente, niente… e che tengo fame !

PUPELLA          Pure tu, ma qua è un’epidemia…

PEPPENIELLO  E che volete da me, io da stamattina mi sono mangiato solo     quattro pizzette, mezza frittata di maccheroni e tre mele !

PASQUALE       …solo ???

PUPELLA          Mamma, io mo svengo !

LUISELLA         E chi te le ha comprate queste cose…tuo padre ?

PEPPENIELLO Ma ché  è roba che mi ha offerto il compare !!!

LUISELLA         Ah il compare !!!

PEPPENIELLO Si, però per causa sua ho avuto due calci da papà, perché ho consegnato una lettera ad un signore, tutta sporca di olio…

PASQUALE       Embè è perché hai avuto i calci ?

PEPPENIELLO  Perché il signore non l’ha voluta e non mi ha pagato, e quindi quando sono tornato senza soldi, papà mi ha preso a calci !

CONCETTA      Povera anima innocente !!!

LUISELLA         Innocente ? (rivolta al ragazzo) Due calci sono pochi, io te ne avrei dati cento !!! Sentimi bene, piccolo sfaticato, vai a lavorare, impara un mestiere, perché non ti possiamo mantenere, non ti possiamo dare a mangiare… hai capito bene ?

PEPPENIELLO  Non dubitate, appena trovo un lavoro, vi tolgo il fastidio, e con i soldi che guadagno mi compro tutte le pizze che voglio !

(bussano alla porta d’ingresso)

PASQUALE       Pupella, vai ad aprire…

                                       

PUPELLA           E vado sempre io, ma che faccio la portiera in questa casa, mi tremano le gambe…tengo fame !!!

PASQUALE       E va bene vado io, e che non volevo sprecare energie !!! (va ad aprire e dall’interno) Guè Felice finalmente sei arrivato !!!

SCENA VI

            (Pupella, Concetta, Luisella, Pasquale, Peppeniello e Felice)

FELICE            (entrando con aria affranta) Buongiorno, buongiorno a tutti.

PASQUALE     Caro Felice, noi aspettavamo te per mangiare !

FELICE            Grazie, molto gentili, ma potevate anche iniziare…

PASQUALE       No, hai capito male, noi aspettavamo te per comprare qualcosa da mangiare !

FELICE            A me !!! E allora state freschi, io non ho incassato un centesimo bucato…(scorgendo Peppeniello che si era nascosto) Che vi devo raccontare, avevo mandato questo delinquente di mio figlio a consegnare una lettera che avevo scritto per un signore, e quello che fa ? Gli consegna la lettera tutta unta di olio di pizze… (fa per inveire sul figlio, ma Pasquale lo ostacola)

PEPPENIELLO Ma perché è colpa mia… è colpa delle pizze !

FELICE              Ah si, ma le pizze chi se le stava mangiando ? (inveisce nuovamente) Se ti acchiappo…

PASQUALE       Felì… e finiscila , quello è piccolino…

FELICE              E’ piccolino e si mangia tutte quelle pizze, ma lo sapete stamattina il piccolino cosa si è mangiato ?

TUTTI                 (in coro, tranne Felice e Peppeniello) quattro pizzette, mezza frittata di maccheroni e tre mele !

FELICE              (tentando di nuovo di afferrare il bambino sempre ostacolato da Pasquale) Ah delinquente… senza pensare che qui c’è chi muore di fame…

PASQUALE       Ma quello è un bambino…forza controllati !

FELICE              Pasquà, levati di mezzo e fammi fare il padre !

LUISELLA         (sberleffandolo) Il padre, il padre… lasciatelo fare il padre, la schifezza di tutti i padri… ma mettiti vergogna, ridicolo !!!

PASQUALE       Va bene…(verso il figlio) hai ragione che adesso c’è don Pasquale che mi trattiene, ma domani facciamo i conti !!!

LUISELLA         Si, si domani, e finisce sempre a tarallucci e vino, questo sfaticato è meglio che lo cacci oggi, che andasse a imparare un mestiere e portasse i soldi in casa !!!

PEPPENIELLO  E va bene… state tranquilla, me ne vado, tanto qua non faccio altro che essere strillato e prendere calci, manco se fossi un cane, ora me ne vado dal compare, lui si, che mi tratta bene, magari mi trova un lavoro, mangio e trovo a qualcuno che mi vuole bene e non mi strilla…me ne vado e qua non ci torno più, ma ne vado… vi tolgo il fastidio… e non torno più…(scappa piangendo)

PUPELLA           (cercando di fermarlo gli corre dietro) Peppi…peppiniè…

CONCETTA       Povera creatura, quanto mi dispiace…mi fa compassione

LUISELLA         Ma fatemi il piacere, beato chi ha compassione di voi !!!

FELICE              Quel ragazzo è orgoglioso come il padre…

LUISELLA         Si hai ragione è proprio la copia del padre…due sfaticati buoni a niente.

FELICE              Uh… ma tu stai sempre pronta… ma dove la prendi la forza di litigare sempre, eppure stiamo così deboli, ma mangiassi di nascosto ?

LUISELLA         Sentimi bene, vedi come te lo dico, calma…calma… io me ne voglio andare da qua, vedi cosa devi fare io sono stanca, stanca… stanca… Hai visto come te l’ho detto ?

FELICE              Ho visto, ed ho sentito, comunque ne parliamo domani, adesso non ho neanche la forza di pensare, sono debole, ho fame e non mi arriva il sangue al cervello per pensare, o meglio un pensiero ce l’ho vediamo di pignorare qualcosa e compriamo qualcosa da mettere sotto i denti… Pasquale, diamoci da fare !

PASQUALE       Niente da fare, Concetta ci ha già provato, l’agenzia sta chiusa.

FELICE              E possiamo provare da don Raffaele, quello degli alimentari…

PASQUALE      Si ma ci vai tu, perché  io ci sono stato la settimana scorsa e mi sono impegnato il vestito del matrimonio…

FELICE              Vabene, ma che gli porto ? (guarda la moglie)

LUISELLA         E’ inutile che guardi, di mio non ti do più niente…

PASQUALE       Lascia perdere, di buono mi è rimasto un cappotto che usavo per le occasioni importanti !

FELICE              Bravoe dammelo, visto che tanto a noi di occasioni importanti non ne capitano mai, che ce ne facciamo ?

PUPELLA          Mamma, ma io c’ho fame !!!

CONCETTA      (ironica) Calma e non vedi che gli uomini stanno decidendo ?

FELICE              Donna Concetta, parlate per vostro marito, perché io modestamente sono un uomo che decide.

PASQUALE       Felì che vuoi dire che io non sono uomo…

                                 

FELICE              Pasquà, non lo so, in certi frangenti ognuno pensa per se !!!

PASQUALE       Lasciamo perdere, Concetta, mi servi il cappotto buono…

CONCETTA      Io non sono la tua serva, prenditelo tu !

FELICE              Hai visto ? in certi frangenti…

PASQUALE       Lasciamo perdere, adesso è più importante il mangiare, (va a prendere il cappotto nell’armadio) Ecco qua, allora vai agli alimentari, ed in cambio ti fai dare due chili di tagliatelle, fresche e sottili, non quelle doppie perché non le digerisco…

FELICE              Ma fammi il piacere, tu con la fame che tieni digerisci pure le corde di contrabbasso…

PASQUALE       Insomma se ce le ha, le prendi altrimenti…desisti ! Poi ti fai dare due pelate di pomodoro e visto che ti trovi prendi anche due passate per domani che facciamo un ragù, prendi quelle di marca altrimenti… desisti !

FELICE              (ironico) Speriamo che ce le ha !

PASQUALE       Poi prendi… (si guarda intorno e conta i presenti) siamo cinque, fai due uova a testa, ne prendi dieci e facciamo una bella frittata, ah fatti dare un pezzo di burro… mi raccomando le uova controlla che siano fresche, altrimenti… desisti !

FELICE              Stai tranquillo…io se c’ha il pollaio me le vado a prendere di persona !!! uindi con il restqqqqq

PASQUALE       Bravo ! Quindi ti fai dare due chili di mozzarella, non troppo grandi, anzi prima di fartele dare tu controlla, premine una, se esce la goccia di latte, le prendi, altrimenti…

FELICE              Desisto !

PUPELLA          Papà, e pane non ne prendiamo ?

PASQUALE       Brava a papà, me ne stavo dimenticando, (rivolto a Felice) fatti dare due chili di pane, quello cotto a legna…

LUISELLA         Scusate se mi intrometto, Don Pasquà, ma il ragù domani come lo facciamo, senza carne ?

PASQUALE       Scusate voi, ma non ho finito ancora con la lista !

FELICE              Ah no ? E allora devo fare più viaggi !

PASQUALE       Con il resto che ti fai dare, vai dal macellaio e prendi 10 salsicce, un poco di grasso e due nervi di vitella, così il ragù lo facciamo tirato, tirato…

FELICE              C’è altro o posso andare ?    

PASQUALE       Aspetta… e che facciamo si mangia e non si beve, passa per la cantina e fatti dare due litri di rosso asciutto, se non ce l’ha…

             

FELICE              Desisto !

PASQUALE       Prima di salire, fermati dal tabaccaio e prendi due sigari, uno per me ed uno per te… e se ti rimane il resto me lo porti !!!

                                                

FELICE              Pasquale, ma toglimi una curiosità, qui dentro ci sta il cappotto di Napoleone Bonaparte ???

PASQUALE       No ! Ci sta il cappotto mio !

FELICE              Ma fammi il piacere… quel cappotto lucido che è stato pure rivoltato…quello don Raffaele appena lo vede me lo tira appresso…

LUISELLA         E meno male che abbiamo gli uomini che decidono…

                                 

CONCETTA      Hai proprio ragione !!!

FELICE              E ti pareva, quando si tratta di andare contro gli uomini… le donne vanno sempre d’accordo !!! (bussano alla porta d’ingresso) Ah !!! bussano… cosa facciamo… apriamo o non ci siamo per nessuno ?

LUISELLA         Apri tranquillo, il padrone di casa è già passato…

FELICE              (va ad aprire trascinandosi stancamente) Mamma mia e che debolezza !!!

SCENA VII

            (Pupella, Concetta, Luisella, Pasquale, Felice e Eugenio)

FELICE              (dall’interno) Prego desiderate ?

EUGENIO          E’ permesso, scusate abita qui don Pasquale il fotografo ?

FELICE              Dipende da cosa cercate…

EUGENIO          Sono il marchesino Eugenio Favetti .

PASQUALE       Fai entrare Felice, mamma mia che onore il marchesino in casa nostra !

FELICE              Che onore…facciamo accomodare il marchesino…

                                                                                            

PASQUALE       (rivolto alle donne, che hanno cominciato ad agitarsi per l’emozione) Forza signore porgiamo una sedia al marchesino…

(Inizia a questo punto una sorta di balletto, con sedie che passano di mano in mano, cercando di offrire la meno mal ridotta ad Eugenio)

FELICE              (passando una sedia sfondata ad Eugenio) Prego marchesino si segga qui…

PASQUALE       Ma che fai Felice, non vedi che è malandata…

(di nuovo tutti si passano le sedie di mano in mano, alla fine tutti si seggono ed il marchesino resta in piedi)

PASQUALE       Eccoci qua, ora diteci a che dobbiamo… (scorgendo il marchesino in piedi ed in imbarazzo si rivolge alla figlia ) Pupella abbiamo lasciato il marchese in piedi…

(Pupella cede la sua sedia ad Eugenio e quindi in questo tran – tran Felice finisce col sedersi sulla sedia sfondata, assumendo una posizione goffa)

FELICE              Eccociqua ora si che possiamo chiacchierare comodamente…

PASQUALE       Allora diteci a che dobbiamo l’onore di questa visita

EUGENIO          Son venuto perché ho bisogno di un grosso favore !!!

FELICE              (rivolto a Pasquale) Vuoi vedere che ha bisogno di soldi… e che gli diciamo ?

PASQUALE       Ma che dici, non credo proprio…(quindi ad Eugenio) Marchesino dite pure per voi a disposizione tutto quello che abbiamo…

FELICE              (rivolto a Pasquale) Non ti allargare…che qua non c’abbiamo niente !!!

EUGENIO          (guardando Felice insospettito) Beh…ecco, la cosa è delicata… non so se posso parlare…

PASQUALE       (guardando Felice e sorridendo) Ma no, potete parlare liberamente, Felice per me è come un fratello, noi condividiamo tutto…

FELICE              (a parte) soprattutto la fame !!!

EUGENIO          Bene ! Allora dovete sapere che io sono pazzamente innamorato della figlia di Gaetano Semmolone, il quale è stato cuoco fino a tre anni fa.

FELICE              Che bellezza…

EUGENIO          …e lo so è bello essere innamorati…

FELICE              …no veramente io dicevo che bellezza essere cuoco !!!

PASQUALE       Felì ti sembra questo il momento di scherzare… (ad Eugenio) …prego continuate.

FELICE              (a parte) io facevo seriamente !!!

                  

EUGENIO          La ragazza mi ama…

FELICE               E allora a chi aspettate, sposatevela…

PASQUALE       Insomma Felì, vuoi far parlare il marchesino Eugenio ?

EUGENIO          Eh caro don Felice, il problema sta qua…

FELICE              E che me lo dite a fare caro marchese, (fraintendendo e guardandosi intorno) … ditemi quale problema non c’è qua…

EUGENIO          No volevo dire che il problema e che io la vorrei sposare, il padre è anche contento che sposi un nobile…

PASQUALE        E allora se non c’è opposizione…

FELICE              Il problema è risolto !

EUGENIO          E no, perché è la mia famiglia che si oppone !!!

FELICE              Ed ecco che si ripresenta il problema !

PASQUALE       Felì, ti posso dire una cosa… se non fai finire di parlare il marchesino, noi non capiremo mai il problema… secondo me sei tu che lo stai complicando…

FELICE              Scusa Pasquale, non parlo più, e che ti volevo dare una mano, perché so che tu in matematica non sei mai stato forte e allora collaboravo per risolvere il problema… ecco tutto !

PASQUALE       Marchesino perdonate, continuate pure…

EUGENIO          Allora come vi dicevo, il padre di Gemma…

FELICE              Ah è chi è questa Gemma ?

EUGENIO          La ragazza di cui sono innamorato !

PASQUALE       Felice…

FELICE               Scusa, era solo una curiosità !

                                                  

EUGENIO          Allora come vi dicevo, il padre di Gemma è d’accordo ma vuole conoscere la mia famiglia…

PASQUALE       Ecco qua, e qui casca l’asino…

FELICE              E si è fatto male ?

PASQUALE       Maè un modo di dire…

FELICE              Pasquale ti prego evita certi modi violenti di dire, tu lo sai che io sono debole di cuore e non solo… e non mi posso prendere spaventi !

EUGENIO          (Leggermente spazientito) Insomma don Pasquale, io sono venuto perché voi mi aiutiate, la mia famiglia si oppone e allora…

PASQUALE       E allora…     

EUGENIO          Voi dovete fingere di essere i miei parenti.

PASQUALE       Noi ?

EUGENIO          Sissignore ! (a Pasquale) Voi sarete mio padre, il marchese Ottavio Favetti. (a Concetta) Voi invece una mia zia, la contessa del Pero… (a Felice) e voi…potreste essere il fratello di mio padre Il principe di Casador…

FELICE              Bellissimo io… il principe di Casanova…

PASQUALE       Non te ne andare di testa… Casador niente Casanova, e poi dove la prendi la salute !!! (ad Eugenio) Marchesino, ma voi siete sicuro di quello che dite, quello il cuoco se ci scopre ci fa nuovi nuovi…

FELICE              Questo è vero ed è pericoloso, vedete marchesino, noi nonstiamo tanto in forze… da subire nemmeno un calcio…

EUGENIO          Ma che dite, sono sicuro di quello che faccio, il padre di Gemma è talmente un credulone, che non si accorgerà di niente… allora ricapitoliamo, voi siete mio padre, voi mia zia la contessa e don Felice il principe mio zio…

PUPELLA          Papà e io non faccio niente ?

PASQUALE       E già, perdonatemi ma dobbiamo trovare un ruolo anche per mia figlia, non la posso lasciare sola in casa…      

EUGENIO          Fatemi pensare…si, lei potrebbe essere mia cugina, la contessina del pero.

FELICE              Hai visto, tu fai la peretta !

EUGENIO          Comunque volevo raccomandarvi, quando entrate in casa del cuoco, aria da nobili… insomma molta aria…

FELICE              Va bene… male che vada se ci dovesse mancare, apriamo qualche finestra !

EUGENIO          Certamente sarete ricompensati…

PASQUALE       Scusate, un piccolo dettaglio… e a che ora si svolgerebbe il tutto ?

EUGENIO          Prima di ora di pranzo…

FELICE              Quindi… dopo si pranza…?

EUGENIO          Certamente… insomma, allora accettate ?

TUTTI                    Accettiamo !!!

EUGENIO          (si alza per andare via) Benissimo allora siamo a posto, domani vi farò avere gli abiti adeguati e una carrozza…

LUISELLA         (che ha assistito alla scena in silenzio, ma commentando con gli sguardi, blocca Eugenio che sta per andar via) Un momento, scusate, giovanotto, voi non mi conoscete, questi signori si sono dimenticati di me, ma io sono la moglie di questo signore che deve fare il principe, e quindi se viene lui devo venire anch’io, e poi dove c’è un principe c’è sempre una principessa… o sbaglio ?

EUGENIO          Assolutamente no signora, ma si dà il caso che mia zia la principessa è gravemente malata e non esce di casa da due anni.

FELICE              Hai sentito, niente da fare la principessa resta a casa, a proposito, marchesino… nell’abbigliamento si potrebbe avere una maglia ed una mutanda di lana… sa non vorrei cedere malato anche io come la principessa…

EUGENIO          State senza pensiero, vi farò avere tutto e di ottima fattura !

LUISELLA         Giovanotto, marchesino, scusate di nuovo… ma il marchese vostro padre va a parlare in casa dei vostri suoceri senza mamma la marchesa ?

EUGENIO          Magari… signora, ma mia madre è morta quattro anni fa e papà è vedovo e non si è risposato.

CONCETTA      Luisella rassegnati, la parte per te non c’è !!!    

EUGENIO          Ed ora se permettete, corro da Gemma e le dico che tutto è a posto…(fa per uscire ma poi torna indietro) Ah dimenticavo qui c’è l’indirizzo del cavaliere Semmolone…(lo consegna a Pasquale) cavaliere è un titolo che si è dato da solo !

FELICE              Gesù, io la gente non la capisco è così bello essere cuoco…

PASQUALE       (legge il biglietto) Riviera di Chiaia 55 1° piano nobile.  (quindi lo ripone sul tavolo, nel frattempo Luisella, non vista, lo prende e lo mette in tasca)

EUGENIO          Allora arrivederci, a domani e grazie per quello che farete per me… sarete ricompensati a dovere… grazie !

PASQUALE       (rivolto a moglie e figlia) Forza accompagniamo il marchesino… (si avviano alla porta salutando e ringraziando)

LUISELLA         (a Felice) Senti, visto che domani non c’è posto per me, che poi sono l’unica vera signora che avrebbe potuto fare bene la parte, ho deciso, io me ne voglio andare, quindi vedi come devi fare, restituiscimi i soldi che ti ho prestato…

FELICE              Stai parlando di quelle miserabili 50 lire ?

LUISELLA         Quando te le diedi, non erano miserabili.

FELICE              Io te le chiesi per darti a mangiare…

LUISELLA         E se lo sapevo, mi davo a mangiare da sola !!! Comunque vedi come devi fare io… voglio i miei soldi… chiaro !

FELICE              Non gridare, non gridare, e tu saresti la vera signora, avrai i tuoi soldi…

LUISELLA         Ora.. subito…chiaro…

FELICE              Non ti reggo più, e va bene (rivolto a Pasquale, che è rientrato con la sua famiglia) Pasquale per favore prestami un momento 50 lire !

PASQUALE       Felì, non farmi ridere, questa è una barzelletta, se mi giri sotto sopra, non esce un centesimo !

FELICE              Ah mannaggia quel giorno, mia moglie Bettina lo diceva, tu una donna come me, dove la trovi.

CONCETTA      E’ vero, era una santa donna !

LUISELLA         A voi nessuno vi ha interrogata

FELICE              E la interrogo io… va bene… scusate mia moglie com’era ?

CONCETTA      Una santa donna !

LUISELLA         Ah ma allora me lo fai apposta, ma guardateli, guardateli… i nobili, lui fa il principe, il fotografo fa il marchese, la signora la contessa…

PUPELLA           …ed io la contessina

LUISELLA         ed io rimango in casa a fare la sguattera…

CONCETTA      …coincidenze !!!

LUISELLA         Zitta, che come sto, se ti do un morso t’avveleno…

PASQUALE       (rivolto alla moglie) Ma insomma la vuoi smettere ?

CONCETTA      Io non ci metto le mani addosso, perché non mi voglio sporcare…

PASQUALE       Ma insomma smettila, e poi quando ci sto io qua, il capo di casa tu devi stare zitta !

CONCETTA      E quando lo fai il capo di casa, che la prendi e la rotoli per le scale ?

LUISELLA         A chi ? rotoli per le scale… (rivolta a Felice) ma tu li senti… li senti ?

FELICE              Ci sento, ci sento, mica sono sordo, però neanche tu levi occasione, ti piace attizzare il fuoco…

LUISELLA         Io ? Ma che razza di uomo sei, hai sentito che don Pasquale mi vuole cacciare di casa ?

PASQUALE       Io, ma quando mai !

CONCETTA      E invece si, perché qua non ti sopporta più nessuno, nemmeno don Felice.

PASQUALE       Concè, se non la smetti ti prendo a schiaffi !

CONCETTA      Tu prendi a schiaffi a me, e fammi vedere !

PUPELLA           (spaventata, frapponendosi tra i due) mamma, papà, smettetela!

FELICE              (rivolto a Luisella) Ma insomma, lo vedi cosa sei capace di combinare, non basta la mia stai rovinando anche la famiglia di Pasquale, vattene vattene…

LUISELLA         Me ne vado, me ne vado, (minacciandolo) ma prima vedi cosa ti combino…

PASQUALE       Ma insomma, la vogliamo finire, forza calmiamoci, non ci agitiamo, concentriamoci , ricordiamoci che domani dobbiamo fare i nobili…e che miseria !!!

(tutti si calmano e si mettono a sedere, attimi di silenzio e imbarazzo,quindi...)

SCENA VIII

(Pupella,Concetta,Luisella,Pasquale,Felice,inservienti, Gioacchino)

(questa scena, si svolgerà nel massimo silenzio, gli attori giocheranno di mimica, fino all’ingresso di don Gioacchino)

Nel silenzio della scena precedente, quasi come in un sogno, i personaggi vedranno comparire un cuoco ed un inserviente dal fondo della comune, i quali apparecchieranno la tavola, quindi tovaglia, posate bicchieri per poi iniziare a portare cibi di tutti i tipi, insomma un pasto luculliano. L’incredulità dei presenti oltre ad essere palese diviene quasi grottesca nel momento in cui gli inservienti saluteranno ed andranno via, infatti avviene un avvicinamento quasi strategico, al tavolo dove è stato riposto il ben di Dio.; arrivati al quale si scopre una zuppiera ricolma di spaghetti fumanti, i cinque si scatenano in uno sfrenato assalto alle pietanze, carpendo con le mani ed in maniera avida, come chi non mangia da giorni… a questo punto entra il padrone di casa don Gioacchino)

GIOACCHINO  Don Pasquale…don Felice

(colti di sorpresa, cercano di nascondere il cibo che stavano ingurgitando)

TUTTI       Siiii !!!

GIOACCHINO  Vi volevo avvisare che da domani, non torno più, e che potete stare tranquilli in questa casa ancora per due anni…

FELICE              Volete favorire ?

GIOACCHINO  No grazie, non mangio mai, fuori orario !!!

                                      FINE PRIMO ATTO

Miseria e Nobiltà

da

Eduardo Scarpetta

libero adattamento in due atti

di

Guido Palliggiano

     SECONDO ATTO

       La scena si svolge nella casa ricca e pacchiana di Gaetano Semmolone.

 SCENA I

 (Vincenzo, Peppeniello, Gaetano, Biagio)

VINCENZO        Avanti, entra, porta pazienza adesso chiamo il padrone e ti presento.

PEPPENIELLO Sissignore.

VINCENZO        Ma voi guardate un po’, quest’anima innocente a questa età viene a chiedere lavoro, per mangiare…e allora,  mi dicevi che ti manda…

PEPPENIELLO  Il compare don Michele, mi ha detto vai a casa del cavaliere Gaetano Semmolone, lì presta servizio Vincenzo che è amico mio, lui ti presenta il padrone e vedrai che ti trova una sistemazione…

VINCENZO        Si certo, ti voglio aiutare, ma vedi io sono solo un cameriere, è il padrone che decide, ma scusa una famiglia la tieni ?

PEPPENIELLO  Si la tengo, ma è come se non ce l’avessi ! A casa mia si mangia un giorno si e tre no ! Sono loro che mi hanno cacciato dicendo che dovevo andare a lavorare !

VINCENZO        Ma guardate che situazione, va bene io ti voglio aiutare. Facciamo una cosa, per avere qualche possibilità in più, tu quando viene il padrone, chiamami papà… hai capito ?

PEPPENIELLO Io… se mi fate mangiare vi chiamo pure mamma…

VINCENZO        Non esageriamo, comunque non ti sbagliare, chiamami papà e lascia fare a me !

GAETANO         (dall’interno gridando) Tu sei proprio una bestia, sciò vattene davanti a miei occhi…

VINCENZO        Eccolo, sta arrivando, mi raccomando chiunque ti chiede chi sei, rispondi sempre che tu sei mio figlio ed io tuo padre.

PEPPENIELLO Va bene… papà !

GAETANO         (entrando in scena seguito da Biagio) Ti ho detto sciò, togliti dai piedi…

BIAGIO              (ha un mazzo di fiori in mano) Ma scusate è mezz’ora che giriamo, io non ho capito dove li devo mettere (sorride come un ebete) se me lo spiegate io capisco, voi non vi spiegate…

GAETANO         Sentite a questo ciuccio… io non mi spiego, sei tu che non capisci, sei proprio un’asino…(scorgendo Vincenzo) ah e tu stai qua, insomma come te lo devo dire che quest’asino certi servizi non li deve fare, prendi questi fiori e sistemali in maniera decorosa…

BIAGIO              (a Vincenzo che gli toglie i fiori di mano) ma che vuole da me io non lo capisco, e mezz’ora che giro per la casa ma chi è questa Rosa…

VINCENZO        Dammi qua, levati di mezzo, faccio io… e stai zitto che è meglio !

BIAGIO              A me, e poi tutti questi fiori,mi sembra una festa di paese!(ride)

GAETANO                  Ma tu lo senti, e ride pure, quanto m’indispone,fuori… fuori…

BIAGIO              (fraintendendo) Bis… bis…(applaude e ride)

GAETANO                  Ma che bestia, ma che stai a teatro !

VINCENZO        Lasciatelo perdere, eccellenza non v’inquietate, pensate al successo di ieri di vostra figlia Gemma… e che oggi è la sua festa di compleanno !

GAETANO         (cambiando umore) Hai visto quanti fiori, tutti ammiratori, hai letto i bigliettini…

VINCENZO       …non mi permetterei mai…

GAETANO         (prende uno dei bigliettini, tenta di leggere, ma mostra evidenti difficoltà) …e guarda qua… questo è di Alfredo…no Alfonso… insomma vedo una A ma non capisco il resto, (porgendo il biglietto a Vincenzo) il carattere è troppo piccolo, leggi tu.

VINCENZO       Alfredo del Cane.

GAETANO         E chi è, ieri al teatro non l’ho visto uno col cane ?

VINCENZO       No, eccellenza del Cane è il cognome…

GAETANO                  Ah volevo dire !

VINCENZO        (riprendendo a leggere) Alfredo del Cane, barone di Terranova.

GAETANO         Capisci che signorone… il barone dei cani di Terranova, (prende un altro biglietto) … e leggi questo.

VINCENZO       Qua c’è scritto solo… signor Bebè…

GAETANO         Ah questo e quel signor che sta aspettando Gemma in giardino, e certo che mia figlia e adorata da tutti…

BIAGIO              ( a Vincenzo) Ma perché puzza ? (ride)

VINCENZO       stai zitto ! Eccellenza vostra figlia è una stella.

GAETANO         Può dirlo forte…, oh Vincenzo volevo ricordarti : quando parli con me non ti dimenticare il titolo, metti sempre prima il titolo…

VINCENZO       Certamente Cavaliere Eccellenza !

GAETANO                  Bravo, così suona meglio, non senti Cavaliere Eccellenza !!!

VINCENZO        Certo, e se permettete, Cavaliere Eccellenza, vorrei presentarvi mio figlio.

GAETANO                  Tuo figlio ?

PEPPENIELLO Servo vostro eccellenza

GAETANO                  Buongiorno, tu sei figlio di Vincenzo ?

PEPPENIELLO Si, Vicienzo m’è pate a me !

GAETANO                  E si capisce, se lui è il padre tu sei il figliolo…

BIAGIO              Ci manca lo Spirito Santo (ride)

GAETANO         Asino, stai zitto che il tuo è spirito di patate! Esci fuori (Biagio esce) Ma scusa Vincenzo, tu non mi avevi detto di essere sposato!

VINCENZO        Eh… che dirvi, un incidente di percorso…

GAETANO                  Capisco, capisco, e che cosa posso fare per te figliolo…

PEPPENIELLO Vicienzo m’è pate a me !

GAETANO         Questo l’ho capito,(rivolto a Vincenzo) insomma cosa cercate?

VINCENZO        Ecco, cavaliere eccellenza, se non vi dispiace me lo vorrei  tenere con me, e ci darà una mano in casa !

GAETANO         E posso mai dirti di no, se ha preso dal padre sicuramente ci sarà di aiuto, per il momento gli daremo 10 lire al mese, se poi fa bene lo aumentiamo !!!

PEPPENIELLO (baciandogli la mano) Grazie Eccellenza !!!

VINCENZO       (riprendendolo) Cavaliere eccellenza…

PEPPENIELLO (inchinandosi) Grazie Cavaliere Eccellenza !!!

GAETANO                  grazie, grazie (inchinandosi anche lui)

PEPPENIELLO Vicienzo m’è pate a me !

GAETANO         E ho capito, figlio mio, io ci sento non sono sordo… vieni qui, e dimmi come ti chiami.

PEPPENIELLO Peppeniello a servirvi !

GAETANO         Bene, allora ascoltami con attenzione (prende un campanello dallo scrittoio) Questo è un campanello, se faccio un tocco (suona) viene la cameriera Bettina, e tu non ti muovi, se faccio due tocchi… (suona)

BIAGIO              (entrando) Comandate cavaliere eccellenza !!!

GAETANO         (guardandolo con disprezzo) Non sei mai stato cosi preciso, chi ti ha chiamato ?

BIAGIO              Eccellenza, due tocchi ed eccomi qua…

PEPPENIELLO (riprendendolo)  Cavaliere Eccellenza !!!

GAETANO                  Vai fuori, vai fuori !!!

BIAGIO              (uscendo) mah poi dice che non capisco, prima mi chiama poi mi caccia fuori… e dicono che sono scemo (ride)

VINCENZO       Perdonatelo, lo sapete è un po’ ritardato…

GAETANO         Si, si, ma quando deve essere pagato è puntuale !!! (rivolto a Peppeniello) allora riprendiamo, quando faccio tre tocchi, significa che voglio a te e tu ti presenti. Allora ricapitoliamo, un tocco (suona) Bettina, due tocchi…

PEPPENIELLO  (interrompendolo) Lasciate stare, se no ritorna il ritardato…ho capito, state senza pensiero cavaliere eccellenza…

VINCENZO        State tranquillo, avete visto il ragazzo è sveglio, ha preso dal padre.

PEPPENIELLO Vicienzo m’è pate a me !

GAETANO                  Ho capito, però ripete sempre lo stesso, ma sta bene…

                                                                                                             

VINCENZO        L’ho ripete, perché è contento di stare con me… ora se permettete me lo porto dentro e gli faccio fare una bella divisa da valletto, permettete (esce seguito da Peppeniello)        

   

GAETANO         Andate, andate… e che giornata (guardando i fiori) e che soddisfazioni mi da mia figlia Gemma, certo sarei ancora più felice se non fosse per quello scavezzacollo di mio figlio Luigino…

OTTAVIO          (da fuori) è permesso, disturbo ?

 SCENA II

                                     (Gaetano e Ottavio)

GAETANO         Ma per carità, signor Bebè, scusatemi voi, mi ero proprio scordato che facevate attesa in giardino.

OTTAVIO          Eh si, ma vedo che la signorina Gemma tarda a rientrare…

GAETANO         E’ uscita in carrozza con la cameriera per fare alcune spese, sapete oggi è il suo compleanno…

OTTAVIO          Per l’appunto ero passato, per farle gli auguri di persona, vostra figlia merita…

GAETANO         Le vostre parole mi riempiono d’onore e mi gonfiano di gioia ! E grazie anche per la composizione floreale… non dovevate…

OTTAVIO          Sciocchezze un piccolo cadò…

GAETANO                  Ah, mi spiace e dove siete cadò in giardino ?

OTTAVIO          Ma no, un regalino, dicevo per i fiori, che poi sono di accompagnamento ad un pensierino che volevo consegnarle di persona per i suoi 21 anni, (sospirando) eh che bella età…

GAETANO                  Eh lo so, ed è triste per chi come voi li ha superati da tanto…

OTTAVIO          Se è per questo anche voi, li avete abbondantemente superati…

GAETANO                  Si, è vero, ma io mi sono rassegnato,a quanto pare voi no !

OTTAVIO          Che c’entra, gli anni sono quelli che uno si porta dentro !

GAETANO         Capisco, ma sappiate che da quando ho perso mia moglie, per me l’unica donna della mia vita è mia figlia Gemma, non ho occhi e cuore che per lei… dico bene signor…?

OTTAVIO          Bebè, basta che mi chiamate Bebè !

GAETANO         (a parte) Non capisco perché  si ostina a non dirmi il suo vero nome.      (quindi a Bebè). Avete saputo di ieri in teatro signor Bibì ?

OTTAVIO          Bebè, bebè… si c’ero, un vero successone, modestamente, al cafè chantant faccio testo, se applaudo io gli altri mi vengono appresso, insomma faccio corrente…  

GAETANO                  Comunque anche senza corrente, è stato un giubileo !

OTTAVIO          Eh no, la corrente c’entra, se io per caso decidessi di fischiare gli altri fischierebbero appresso a me… dico per dire.

GAETANO         Ah si, quindi come per dire, per esempio, io che sono il padre, dopo che voi l’avete fischiata, vi aspetto fuori e vi faccio un mazziatone…

OTTAVIO                   A me ?

GAETANO                  Dico per dire… comunque, mi volete onorare a pranzo…

OTTAVIO          Sono spiacente, ma ho già un altro impegno, magari in serata, passo per un caffè.

GAETANO         Sarete, il benservito, ma ora se permettete, mi vado a fare un po’ di toletta, parlando con decenza, sono sudaticcio e attaccaticcio…ma voi aspettate Gemma con comodo… (fa per avviarsi)… permettete…

OTTAVIO                   Attendete !

GAETANO                  (si ferma) dite pure…

OTTAVIO                   No nulla, andate, dicevo attendete.

GAETANO                  Scusate, signor Bebè, posso andare o devo attendere ?

OTTAVIO          No potete andare, intendevo dire attendete pure alle vostre faccende !

GAETANO         Oh grazie, e mentre io faccio il mio comodo, voi fate il vostro come se steste in casa mia (esce)

OTTAVIO          Ma che tipo curioso, e poi vuole saper per forza il mio nome, io il marchese Ottavio Favetti, dico il mio nome a lui…ma per carità, Bebè… basta Bebè, l’uomo del tabarè (si odono da fuori le voci di Gemma e Bettina che ridono e si divertono) eccola che viene, ora mi nascondo e le faccio una sorpresa (si nasconde nel giardino)

SCENA III

                               (Gemma, Bettina e Ottavio)

GEMMA             (entrando festosa e con un mazzolino di fiori tra le mani) Ma guarda anche qui, quanti fiori sono arrivati…

BETTINA           Certo, non si capisce quanti sono per il successo di ieri e quanti per il compleanno !

GEMMA             (prende un bigliettino dai fiori) Su vediamo chi li manda… ecco questi sono del barone Alfredo del Cane, uhhh che tipo curioso, corto corto …

BETTINA           Che quando si siede in teatro, l’ho visto io si fa mettere due cuscini sulla poltrona…AH AH AH

GEMMA             (prende un altro bigliettino dai fiori) e questo ? Aureliode Cesari…

BETTINA           E chi è ?

GEMMA             Ma come chi è… lo conosci, è quello che dice di discendere dai grandi imperatori romani…

BETTINA           Ah si quel ridicolo che ogni tanto parla latino !

GEMMA             (prende un altro bigliettino dai fiori e legge) Il vostro Bebè…

OTTAVIO                   (affacciandosi in scena) …mi avete chiamato ?

BETTINA            …Mamma mia che paura !

GEMMA             E che stavate, dietro la porta ?

OTTAVIO          Ebbene si, luce dei miei occhi, io vi seguo, vivo alla vostra ombra, e sono venuto di persona per augurarvi un felice compleanno.

GEMMA             Grazie siete stato fin troppo gentile, ma bastavano i fiori…

OTTAVIO          Ma che dite, quelli sono solo il contorno, vi ho portato un piccolo pensiero ( apre un astuccio con anello) questo è per voi in ricordo del signor Bebè…

GEMMA             (con sufficienza) Carino !

OTTAVIO          (tra se) accidenti carino… ho speso 3000 lire (quindi a Gemma) Come potete vedere è una B incastonata di brillanti…

GEMMA             Ah una B…

OTTAVIO          Come Bebè !

GEMMA             Hai capito Bettina, è una B, come Bettina… vieni a vedere !

                                                                                                      

BETTINA           (guardandolo) Avete ragione… è carino, che ne faccio ?

GEMMA             E mettilo lassù, insieme agli altri regali. Ed ora se ci volete scusare… ma fervono i preparativi, e vorrei aiutare mio padre che per la festa non ha dormito stanotte.

OTTAVIO          Se è per questo, anch’io non dormo la notte !

                                                                                                                                              

GEMMA             E fatevi una camomilla !

OTTAVIO          Ma io non dormo perché vi penso. Gemma io vi amo !

GEMMA             Questo me lo avete detto già mille volte, ma sapete come la penso, chi mi ama mi deve sposare e voi non volete, ed io non sarò mai la vostra amante…

OTTAVIO          Ma non è vero che io non voglio sposarvi e che…      

BETTINA           …non potete, per le vostre nobili origini e la vostra famiglia non permetterebbe un matrimonio con una ballerina … la storia la conosciamo !

OTTAVIO          Tu taci e stai al posto tuo e fai la cameriera !

GEMMA             Bettina può parlare perché per me è una sorella !

BETTINA           Grazie, signorina !

OTTAVIO          Se lei è vostra sorella, io non potrò mai diventare cognato di una serva…

GEMMA             Caro Bebè, ogni scusa è buona, comunque scusateci ma non abbiamo più tempo.

OTTAVIO          E mi lasciate così barbaramente, datemi almeno una parola di speranza…

GEMMA             Scusatemi ma non ho altro da dirvi…

BETTINA           …abbiamo finito le parole…

OTTAVIO          Allora vado, ma tornerò anche perché vostro padre mi ha invitato per stasera a prendere un caffè da voi… e sappiate che io non mi rassegno… (uscendo) non mi rassegno!

GEMMA             Ah viva Dio se ne è andato, Bettina controlla se viene papà, ti devo dire una cosa importante… (Bettina va verso la porta quindi torna da Gemma)

BETTINA           Tutto tranquillo… e allora ?

GEMMA             Il portiere rientrando mi ha dato un bigliettino di Eugenio, che mi annuncia che oggi verrà la sua famiglia a parlare con mio padre…

BETTINA           Ah finalmente si sono convinti.

GEMMA             In verità sono parenti finti.

BETTINA           Attenta agli uomini, sono finti e traditori, io ne so qualcosa… se solo penso a quella carogna di mio marito.

GEMMA             Ma non mi avevi mai detto che eri sposata, e che fine ha fatto tuo marito ?

BETTINA           Non mi ci fate pensare, mi ha lasciato dopo due anni per mettersi con un’altra, tenendosi mio figlio e non facendomelo più vedere, ma chissà quale giorno mi decido e gli faccio pagare tutto quello che mi ha fatto!!!

SCENA IV

               (Gemma, Bettina, Luigino, Eugenio e Gaetano)

LUIGINO           (dal giardino, chiama sommessamente)Gemma…Gemma…

GEMMA             Luigino, accidenti a te e che ci fai qui ?

LUIGINO           Bettì, controlla se arriva papà, e chiudi la porta a chiave, Gemma, bellezza mia, ti devo parlare…

GEMMA             Ma con che faccia tosta, ti presenti qua, dopo quello che fatto, papà sta nero !

LUIGINO           Lo so bellezza mia, ma io devo fare pace con papà, ne ho bisogno.

GEMMA             Di la verità, ti sono finiti i soldi ?

LUIGINO           Brava, vedi come sei intelligente, si vede proprio che sei mia sorella…

GEMMA             E’ inutile che fai il ruffiano, questa volta non posso fare proprio niente…

EUGENIO             (entrando dal giardino) Neanche se te lo chiedo io ?

GEMMA             (scorgendolo) Pazzo, ma tu cosa ci fai qui ? Lo sai che papà non vuole vederti se non gli presenti i tuoi !

EUGENIO          Ed io sono venuto per presentargli la mia famiglia. Sono in carrozza che aspettano.

GEMMA             Ma quale, quella vera o quella finta ?

LUIGINO           La finta, bellezza mia, ma sembrano veri !

GEMMA             Ma se papà se ne accorge ?

LUIGINO           Macchè, quello si beve tutto, e poi quando li vede, l’emozione non gli farà capire più niente.

GAETANO         (da dentro bussando energicamente) Ma chi ha chiuso la porta ?

BETTINA           Oddio il cavaliere !

GEMMA             Papà, scappate…

EUGENIO          Io vado e torno con i parenti ! (esce)

LUIGINO           Gemma, io scappo, ma tu metti una buona parola con papà, altrimenti spiffero tutto… bellezza mia ! (esce)

GEMMA             E io ti spacco la testa, bellezza mia ! (a Bettina) Io vado di là, trova tu una scusa (esce)

GAETANO         (da dentro bussando energicamente) Ma insomma si può sapere cosa succede.

BETTINA           (correndo ad aprire) Scusate cavaliere eccellenza, ho chiuso io pensavo che non c’era nessuno e che stavate in giardino.

GAETANO         Eh già, con tutto quello che c’è da fare mi mettevo a perdere tempo in giardino, Gemma è tornata ?

BETTINA           Si, sta di là a prepararsi ! Se permettete vado anch’io ! (esce)

         SCENA V

                             (Eugenio, Biagio, Gaetano e Vincenzo)

EUGENIO          (rivolto a Biagio che gli ostacola l’entrata) Togliti dai piedi, lasciami passare.

BIAGIO              Ma io ho l’ordine preciso, niente marchesi in questa casa !

GAETANO         Ma insomma cosa è questo frastuono ?

EUGENIO          Sono io egregio cavaliere…

GAETANO                  Ah, egregio marchesino, io vi avevo pregato…

EUGENIO          …di ritornare solo se avessi portato la mia famiglia, ebbene la mia famiglia al completo è giù in carrozza che attende di essere ricevuta.

GAETANO         (quasi colto da malore) Ma voi che dite, papà il marchese è giù che aspetta, e cosa aspettiamo per farlo salire ?

BIAGIO              Ci dispiace ma non possono io ho l’ordine di non far entrare nessun marchese !

GAETANO         Ma che dici animale, taci, perdonatelo, marchesino… io lo tengo qui per pietà… Oddio che emozione, mi sento male !

BIAGIO              E volete che chiamo un medico ? (ride)

GAETANO                  Ma che medico, bestia, corri a chiamare Vincenzo, vai !

BIAGIO              Ma perché Vincenzo adesso fa il medico ? (ride)

GAETANO         (minaccioso) Vai a chiamare Vincenzo !!! (Biagio esce) Cosicché siete riusciti a convincere i vostri nobili parenti ?

EUGENIO          Non è stato semplice, ma alla fine ci sono riuscito !

GAETANO                  Per fortuna sono già pronto, per ricevere…

EUGENIO          (guardandogli le mani) Veramente non direi, manca qualcosa

GAETANO         Credetemi, marchesino, non mi manca niente, mi sono vestito tutto ed ho anche controllato, calzini, mutande…

EUGENIO          (sorride) ma no che avete capito, vi mancano i guanti, non penserete che i miei parenti il principe di Casador, la contessa del Pero ed il marchese Favetti , vi diano la mano senza che indossiate i guanti ?

GAETANO         Perdonatemi, avete ragione, ma mi sento confuso, al loro ingresso state certo avrò i guanti.

EUGENIO          Allora io vado, mi raccomando don Gaetano… (esce)

GAETANO         Sangue di Bacco, e chi se lo aspettava…(febbrilmente) Vincenzo, Biagio, accorrete, forza non c’è un minuto da perdere…

VINCENZO        (entrando seguito da Biagio) Comandate Cavaliere Eccellenza

BIAGIO              Comandate (ride)

GAETANO         Forza Vincenzo, allertiamoci , stanno per entrare in casa mia, principi, marchesi, contesse.

VINCENZO        Ah, che bellezza !

BIAGIO              Oh, oh, e che stiamo a palazzo reale ? (ride)

GAETANO         Tu invece di fare il cretino, vammi a prendere un paio di guanti, (gridando) Hai capito ?

BIAGIO              Eh ma non gridate, mica sono sordo !

GAETANO         No, io grido perché sei scemo! Vai ! (Biagio esce per rientrare con un paio di guanti) Vincenzo, mi raccomando a te, tu ti metti fuori alla porta come una sentinella, vai… (vedendo rientrare Biagio che gli porge i guanti) … E tu vieni qua, tu ti metti qua dietro la porta, impalato senza muoverti, come se fossi una mummia, e soprattutto non parlare, non ridere, non ti muovere per nessun motivo… chiaro ?

BIAGIO              E se mi viene di fare uno starnuto ?

GAETANO         Non lo fai, lo abortisci !

BIAGIO              Ma io mica sono incinto… (ride)             

GAETANO                  Lo affoghi… animale !

BIAGIO              Ma almeno posso respirare ?

GAETANO         Quello si, ma piano piano, senza dare fastidio ai nobili… zitto eccoli che arrivano… mettiti là e fermo !!! (assume un atteggiamento goffamente servile, inchinandosi a 90 gradi)

SCENA VI

 (Eugenio, Biagio, Gaetano, Pasquale, Felice, Concetta, Pupella, Vincenzo e Gemma)

EUGENIO          (precedendo Pasquale) Venite, venite papà…ecco il cavaliere.

PASQUALE       (entra scrutandosi intorno con molto sussiego, è palesemente trasformato negli abiti e nel trucco)

GAETANO         Rispettabilissimo signor marchese, (tenta di porgere la mano ma viene snobbato) L’onore che lei mi accorda, mi fa diventare, direi quasi scemo. Io credo di essere impotente, di fronte a tanta nobiltà…

PASQUALE       (quasi infastidito, fa cenno con la mano di smettere di parlare) Silenzio ! (nel frattempo tenta di porgere cappello e bastone a Biagio, che invece resta immobile)

GAETANO         Era per dire che non sono degno di sentirmi alla vostra portata…

PASQUALE       Silenzio ! (tenta di porgere di nuovo cappello e bastone a Biagio, che invece resta immobile)

GAETANO                  Ubbidisco… e sto zitto!

PASQUALE       Meglio ! (tenta di porgere di nuovo cappello e bastone a Biagio, che invece resta immobile, a questo punto scaraventa a terra il tutto visibilmente sdegnato)

GAETANO         (accortosi del gesto rivolto ad Eugenio) Che è successo, ho detto qualcosa di sbagliato ?

EUGENIO          Si è indispettito perché nessuno gli ha tolto il cappello e il bastone di mano !

GAETANO                  (rivolto a Biagio) Animale, ma che figure mi fai fare ?

BIAGIO              E voi avete detto di non muovermi ! (prende il cappello ed il bastone e tenta di riportarli a Pasquale)…questi vi sono caduti !

GAETANO                  (bloccandolo) Disgraziato, fermati, portali fuori (Biagio esce)

EUGENIO          Forza don Gaetano andate ad accogliere mia zia la contessa…

GAETANO         Certo vado tosto (s’impettisce  e va verso l’uscio) prego signora contessa e grazie per aver messo piede in una così umile casa…

CONCETTA      (entrando insieme a Pupella) Caro nipote se sapevo che la casa era umida non ci venivo !

EUGENIO          (tenta di coprire la battuta di Concetta) Cavaliere ecco mia zia la contessa del Pero e mia cugina la contessina.

PUPELLA           Tanto piacere !

EUGENIO          Ed ora cavaliere permettetemi di presentarvi mio zio il principe di Casador… prego zio accomodatevi.

FELICE              (entrando con aria spavalda) Fortunato !

GAETANO         Per la precisione mi chiamo Gaetano… principe !

FELICE              No fortunato siete voi !

GAETANO         Non vorrei contraddirvi… ma sono Gaetano a servirvi comunque chiamatemi pure Fortunato e prego fate come se foste in casa vostra !

FELICE              In casa nostra ? (guardandosi intorno) Ma noi una casa così la destiniamo alla servitù ! Ma visto che ci siamo…

GAETANO         Grazie, grazie… accomodatevi, certo sarete affaticati dal viaggio in carrozza, ma provvedo subito (suona il campanello due volte ed entra Biagio) Fai portare subito cinque gelati rinfrescanti per gli ospiti, (rivolto agli ospiti) vi va un gelato ?

PASQUALE       (fingendo rivolto ai parenti) A quest’ora ?

FELICE              Ma perché che ore sono ?

CONCETTA      Marchese se non vi va lasciate stare, noi lo prendiamo !

PASQUALE       E va bene vuol dire che farò uno strappo e lo prendo anch’io !

FELICE               (a parte) Ha fatto lo sforzo !!!

GAETANO         (fa il gesto a Biagio di andare) Grazie per aver accettato anche se fuori orario !

PASQUALE       Dunque buon uomo veniamo al sodo, voi siete il padre della ragazza che mio figlio dice di amare tanto ?

GAETANO         Sicuro, e posso assicurarvi io medesimo che è ricambiato da un amore inqualificabile !

FELICE              In verità io sono un po’ meravigliato di questo amore !

PASQUALE       Mio fratello, il principe, sostiene che le donne di spettacolo sono tutte un po’ sfacciate !

GAETANO         Che dite mai, mia figlia è una mosca bianca, quando la conoscerete resterete con la bocca spalancata !

FELICE              Non sia mai, (a parte a Pasquale) Ci va a finire la mosca in bocca !

GAETANO         Egregi signori nobili, vedrete che figliola, la apprezzerete ed io vedendomi cosi circonciso da tanta nobiltà, non posso far altro che prenderla e buttarla in mezzo a voi, accoglietela e campatitela ed io sarò per sempre vostro umile parente !

PASQUALE       Signore, io ero molto contrariato per questo matrimonio, soprattutto per il casato.

FELICE              Per l’appunto con questo matrimonio ne viene fuori un casino !

PASQUALE       Giusto fratello, ma poi vedendo che mio figlio, piangeva la mattina, piangeva il pomeriggio, piangeva la sera…

FELICE              Va bene, insomma, piangeva sempre…

PASQUALE       Appunto, dissi fra me e me, e questo mi cade malato e allora contentiamolo, in fondo poi lui ha seicentomila lire di rendita e può sposarsi quando e come vuole…

GAETANO                  (meravigliato) Seicentomila lire ?

PASQUALE       (con sufficienza) E che cosa sono !

FELICE              (a parte) E chi le ha viste mai !

PASQUALE       E poi mio fratello il principe, ha già fatto testamento tutto in suo favore.

FELICE              Confermo tutto quello che ho è suo !

CONCETTA      Scusate, principe, c’è mia figlia che è pure vostra nipote .

FELICE              Sorella le cose mie sono mie e ne faccio quello che mi pare.

CONCETTA      Capisco, ma almeno un palazzo, che so un castello !

EUGENIO          Va bene zii, ma di questo magari ne parleremo a casa !

PASQUALE       Dicevamo… visto che mio figlio piangeva e poi non mangiava di giorno, non mangiava il pomeriggio…

FELICE              Insomma, piangeva e non mangiava !

PASQUALE       Nonostante mia sorella, la contessa qui presente, era un pò duretta…

FELICE              (allusivamente) … ma molti anni fa… lentamente si è rammollita !

CONCETTA      (a Gaetano interrompendo energicamente Felice) Ebbene ho ceduto ! Visto poi che ci era passato sopra mio fratello il marchese e mio fratello il principe delle Casseruole…

PASQUALE       Casador, sorella… Casador !

CONCETTA      Oh si scusate l’accento !

PASQUALE       (a parte) se non taci t’acceco !!!

GAETANO                  Bene allora tutto è bene quel che finisce bene !

FELICE              E sta bene !!!

GAETANO                  Allora a questo punto posso offrirvi un gelato ?        

FELICE              (rivolto ai parenti) Tanti di noi… un gelato ?  (Quindi a Gaetano) E sia, faremo un cucchiaino a testa !

GAETANO                  (suonando il campanello) Biagio i gelati !

(entra Biagio con un vassoio di gelati i quattro finti nobili vi si piombano su e mangiano con grande avidità)

FELICE              (consumando il gelato dopo aver intinto a soggetto anche nei gelati dei parenti) Ma insomma, possiamo conoscere questa vostra figliola ?

GAETANO         Con vero piacere signor principe, (suona il campanello e chiama ad alta voce) Vincenzo…

VINCENZO        (entrando) Comandate, cavaliere eccellenza.

GAETANO                  Vai a chiamare mia figlia Gemma.

VINCENZO        La signorina è già qui, eccola. (quindi toglie il vassoio con i gelati ed esce di scena)

GAETANO         Oh eccoti, luce dei miei occhi, vieni e saluta i tuoi nuovi parenti, sappi che hanno acconsentito alle tue nozze ! Ora sei contenta ?

GEMMA             (salutando) Certo papà sono felice !

FELICE              (tradendosi) Dice a me ?

PASQUALE       (cercando di rimediare) ma perché tu sei felice ?

FELICE              (recuperando) Certo sono felice che la ragazza sia felice ( a Pasquale) Capperi, la ragazza è veramente bona ! vieni figliola fatti abbracciare . (la stringe esageratamente a se)

GAETANO                  Che diceva il principe ?

CONCETTA      Mio fratello apprezzava la figliola !

PUPELLA           Mamma, dopo che si è sposato mio cugino, dobbiamo sistemare anche me, altrimenti parlo e scombino tutto.

GAETANO                  (allarmato) Non capisco che significa scombino tutto ?

PASQUALE       (cercando di rimediare) niente, niente, la signorina è capricciosa e viziata e quando non può avere una cosa, dice sempre che scombina tutto…

FELICE              Si usa la frase come intercapedine…

GAETANO                  Inter…che ?

FELICE              Ohhh, tacete è un linguaggio di noi nobili !

GAETANO         Perdonatemi, principe non sarò più impertinente !      A proposito, marchesino ma vostra zia come sta, so che è molto malata ?

PASQUALE       Chi mia zia ?                

EUGENIO          Ma no papà, il cavaliere parla della zia, la moglie del principe .

FELICE              (intuendo) ah, è molto grave…

EUGENIO          Sono due anni che non esce di casa !

FELICE              Purtroppo una malattia inguaribile, si è ridotta che non si può guardare.

PASQUALE       Proprio ieri sono venuti quattro medici da Londra uno da Parigi e due dall’America e dopo averla guardata gli dissero : Caro principe a vostra moglie è meglio che non ci pensate più !

FELICE              Si è fatta secca come un’alice, si è talmente consumata che non ha più un polmone, il fegato non ne parliamo proprio gliene è rimasto così poco…

PASQUALE       (a parte) Che non basta per un fritto !

FELICE              Solo la milza si sta mantenendo fresca e se ce la fa campa un’altra settimana !

EUGENIO          Povera zia fa proprio compassione (a parte a Felice ) Basta così, non esagerate !

GAETANO         Però che bel carattere ha il principe, ha la moglie moribonda ed è comunque allegro !

FELICE              Ah io sono fatto così, evviva il buonumore, e poi una volta si deve morire, prima o poi deve capitare a tutti domani potrebbe capitare a voi, dopo domani a mia sorella la contessa…

CONCETTA      (fa le corna quindi a parte) Alla faccia tua !

FELICE              E allora vuol dire che ne sposerò un’altra, magari hai visto mai una ballerina come vostra figlia !

GAETANO         Magari, per me sarebbe un grande onore ! Ah che bel carattere ha vostro zio caro marchesino; (a Felice) ora se mi è consentito, avrei da farvi una domanda, con vostra licenza !

FELICE              Fratello che dici, lo licenziamo ?

PASQUALE       E sia, licenziatavi pure !

EUGENIO          (intervenendo) Zio, perdonate il cavaliere intendeva chiedervi il permesso per farvi  una richiesta !

FELICE              (ad Eugenio in disparte) Don Eugenio, voi lo sapete noi stiamo disperati, soldi non ne teniamo !

EUGENIO           State tranquillo, vedrete che è tutt’altro !         

FELICE              (a Gaetano) e sia… domandate pure !

GAETANO                  E che non vorrei che vi offendeste !

PASQUALE       Suvvia, buon uomo parlate pure !

GAETANO                  Allora io dico…

FELICE              Ora o mai più !

GAETANO         Visto che volevo festeggiare il successo di mia figlia, ieri in teatro, avrei ordinato un pranzo… ma forse sto osando troppo…

PASQUALE       Visto che avete già osato… continuate !

GAETANO                  Forse è meglio di no, non vorrei offendere il principe…

FELICE              Eh no, caro amico, ora mi offendo se non parlate. !

PASQUALE       Ha ragione il principe, allora siete davvero impertinente !

GAETANO         Per carità, allora parlo, potrei avere l’alto onore di avervi a pranzo qui da me… l’ho detto !

FELICE              (incredulo) Che ha detto ?

GAETANO         Ecco lo sapevo… si è offeso il principe ! Scusate come non detto .

PASQUALE       No, no aspettate… sentiamo che dice !

FELICE              Ma insomma, fratello a tavola con dei plebei… non so chiedi a nostra sorella.

CONCETTA      Voi marchese come padre dello sposo, che dite ?

PASQUALE       E che devo dire… per i figli si fa questo ed altro…

FELICE              A questo punto mi vedo costretto ad accettare anch’io, posso mai tornarmene da solo a casa ?

PUPELLA          Scusate, ma mangio pure io ?

PASQUALE       Ma certo…

GAETANO         Egregi e nobili parenti, non sapete la gioia che mi date.

FELICE              Insomma, vi fa proprio piacere che pranziamo qui ?

GAETANO                  Non mi crederete, ma non sto nei panni !

FELICE              Ebbene se il piacere è tanto, vorrà dire che resteremo anche domani !

GAETANO                  Ma anche dopodomani ! Quanto vi pare e piace !

FELICE              Anche una settimana ?

GAETANO                  Anche un mese !

FELICE              Anche due mesi ?

GAETANO         Anche sei mesi !

FELICE              Un anno ?

GAETANO                  Due anni !

PASQUALE       Resta fatto ! Due anni e uno, due anni e due, due anni e tre, aggiudicato e non ne parliamo più !

FELICE              ( A Pasquale a parte) Ma perché mi hai fermato, io potevo arrivare a cinque anni ad occhi chiusi.

GAETANO                  Che diceva il principe ?

PASQUALE       Nulla, che erano cinque anni che non

FELICE              …mangiavamo…

PASQUALE       …accettavamo un invito !

GAETANO         E allora se permettete, vado di là a dare disposizioni, voi fate come se steste a casa vostra…(andando via) Mamma mia che onore e chi se lo aspettava che accettavano… che giorno fortunato (esce)

FELICE              (rivolto a Gemma) A questo punto, cara nipote vieni qui che ci conosciamo meglio, vieni tra le mie braccia che lo zio si vuole rallegrare con te.

GEMMA             Caro zio, fatene a meno, signori parliamoci chiaro, Eugenio mi ha messo al corrente, io so tutto, quindi so che voi non siete i veri parenti.

FELICE              Che peccato, eppure io già sentivo il richiamo del sangue…

SCENA VII

(Luigino, Eugenio, Pasquale, Felice, Concetta, Pupella,  Gemma)

LUIGINO           (entrando dalla porta del giardino con aria circospetta) Gemma…Gemma, Eugenio…

GEMMA             Luigino, e che ci fai qua, lo sai che papà se ti vede ti ammazza !

LUIGINO           Si lo so, ma tu ci hai parlato ?

GEMMA             Più tardi, adesso non è il momento, vedi che abbiamo gli ospiti…

LUIGINO           (scorgendo Pupella) Vedo, vedo… Pupella e tu che ci fai qua ?

PUPELLA           Io sono la contessina, cugina di Eugenio !

LUIGINO           (ridendo) Tu una contessina…

PUPELLA          Ma tu che ci fai qua ?

LUIGINO           Io sono il figlio del padrone di casa, bellezza mia ! Sono il fratello di Gemma, quindi tu e la tua famiglia siete i finti parenti di Eugenio…(abbraccia Pupella) Ma che piacere !

PASQUALE       Giovanotto, se permettete io sono il padre !

LUIGINO           E tanto piacere, io amo vostra figlia e me la voglio sposare ! (la abbraccia di nuovo)

PASQUALE       Insomma un po’ di educazione vi ho detto che sono il padre.

LUIGINO           Ed io il fidanzato ! Bellezza mia !

GEMMA             Luigino, adesso smettila e va via poi con calma sistemiamo tutto…

LUIGINO           Con calma… ma scherzi io devo fare pace con papà sono rimasto senza soldi e poi mi voglio sposare pure io…

GEMMA             Ma ti sembra questo il momento, stiamo per andare a pranzo…

LUIGINO           Gemma tu mi conosci io sono capace di rovinarvi il pranzo !

PASQUALE        Giovanotto questo non è corretto !

FELICE              Eh no, questo non ce lo potete fare, noi stiamo facendo tutta questa commedia per una mangiata, e voi…

CONCETTA      E voi che cuore tenete, fatelo pure per amore di Pupella. A dopo bellezza mia !

LUIGINO           E va bene me ne vado ma torno, Pupella lo faccio per amore !           (esce dal giardino)

GEMMA             Signore se vogliamo andare di la a rinfrescarci prima di pranzo, seguitemi (escono tutti di scena tranne Felice)

PASQUALE       (uscendo) Concetta spiegami bene chi è questo giovanotto che dice di essere il fidanzato di Pupella, insomma io sono sempre l’ultimo a sapere le cose !

SCENA VIII

(Felice, Bettina e Peppeniello)

FELICE              Che bella casa, e come è bello fare il nobile, che bello se al mondo fossimo tutti nobili, che bello essere rispettati, ossequiati, (si compiace da solo) e come sto bene vestito da nobile, certo se mi vedesse la mia prima moglie, sai che soddisfazione, mi ha lasciato nella miseria e mi ritroverebbe nobile, e visto che ci sono ora ordino un aperitivo alla servitù, tanto per aprirmi lo stomaco…mi devo fare nuovo, nuovo

(suona il campanello)

BETTINA           (entrando) Comandate eccellenza.

FELICE              Mi portate un aperitivo.

BETTINA           Certo, a servirvi (si avvicina alle spalle e confidenzialmente), Bravo sta andando tutto bene, io sto dalla parte della signorina, state tranquilli che don Gaetano non si accorgerà che voi siete finti parenti !

FELICE              Bene allora mi raccomando quando servi a tavola porzioni abbondanti (si gira verso Bettina e riconosce in lei la ex moglie)… Bettina !!!

BETTINA           Tu ? disgraziato e che ci fai qua ?

FELICE             (fingendo) Signora, come vi permettete, non vi conosco, io sono il principe di Casador…

BETTINA            Ma quale principe dei miei stivali, delinquente farabutto…

FELICE              Zitta ti prego non gridare !

BETTINA           Hai ragione che non ti posso smascherare, per non rovinare la signorina, mascalzone, sei anni lontano senza dare notizie, senza preoccuparti se ero viva o morte, senza farmi vedere più mio figlio, ma io ti uccido con queste mani . (fa per avventarsi Felice corre verso il campanello e suona tre volte tentando di sfuggire a  Bettina)

PEPPENIELLO (entrando) Avete suonato, eccellenza ?

FELICE              (scorge il figlio) Peppeniello, e chi ci fai qui ?

BETTINA           Chi è questo bambino ?

FELICE              E questo è Peppeniello, nostro figlio !

BETTINA           (corre verso il figlio e lo abbraccia) Figlio mio !

PEPPENIELLO (scrollandosi) Signora, ma chi vi conosce !

BETTINA           Lo so, lo so… ma io sono tua madre…

PEPPENIELLO Signora, lasciatemi, io non vi conosco !

VINCENZO       (entrando) Ma che succede, Peppeniè tutto a posto ?

                                                                                                    

BETTINA           Vincenzo, tutto bene, Peppeniello è mio figlio, sono sei anni che non lo vedevo ! Ma come ti trovi qua ?

PEPPENIELLO Vicienzo m’è pate a me !

FELICE              Ah Vincenzo è tuo padre… e io…

BETTINA           Ma voi siete il principe di Casador…

VINCENZO       Si principe il ragazzo mi è figlio !

BETTINA           Ed è pure mio figlio !

FELICE              Embè se lo dite voi, io che posso dire ?

BETTINA           Niente, proprio niente !

PEPPENIELLO Vicienzo m’è pate a me !

VINCENZO       Principe, se mi volete seguire il pranzo è pronto.

La scena diventa buia, sottofondo musicale che giustifica un tempo convenzionale dove si presume che si sia consumato il pranzo e che siano passate almeno due ore.

         SCENA IX

                                      (Biagio Bettina Felice e Vincenzo)

BETTINA           (entrando seguita da Biagio) Forza Biagio e non dormire sempre, hai sentito il padrone ? Vuole prendere il caffè con gli ospiti in giardino, vai a vedere se è tutto in ordine…

BIAGIO               Vado, vado, insomma in questa casa mi comandano tutti, solo io non comando a nessuno, per fortuna che ora è arrivato Peppiniello, così comando pure io a qualcuno !

BETTINA           Eh no, ti sei proprio sbagliato, a Peppeniello lo comando solo io, anche perché è mio figlio, e tu lo lasci in pace…

BIAGIO              Ma perché Peppeniello non è figlio di Vincenzo ?

BETTINA           Che c’entra… e poi io sono la madre !

BIAGIO              (ride) ah si ho capito… (allusivo) quindi tu e Vincenzo…

BETTINA           Cammina va, che non hai capito niente…

BIAGIO              (uscendo) si va bene non ho capito niente, io sembro scemo !

BETTINA           Povero figlio mio, che pena mi ha fatto …

FELICE               (entrando) Ah eccoti, ma dove eri finita…

BETTINA           E a te cosa importa ?

FELICE              Ricordati sempre che io sono tuo marito !

BETTINA           Ma fammi il piacere, non farmi ridere…ah ah ah mio marito !

FELICE              Si e se non ti basta sono il padre di tuo figlio !

BETTINA           Bel padre a dire la verità, dopo tutto quello che mi ha raccontato Peppenielo, non lo facevi mangiare, lo mandavi in giro senza camicia, e poi i maltrattamenti della tua concubina…

FELICE              Ma cosa credi che io non sia dispiaciuto, non hai visto come sono stato triste durante tutto il pranzo ho appena toccato un po’ di cibo…

BETTINA           Ma stai zitto, morto di fame, che ti sei sbafato come un maiale, e ti ho anche visto che ti nascondevi i pasticcini dentro le tasche…

FELICE              Ma che capisci tu, l’ho fatto per non far dispiacere il cavaliere, che insisteva… comunque non cambiare discorso, cos’è questa storia che Vincenzo è il padre di mio figlio ?

BETTINA           Perché devi sapere che quando tu e quella sporca della tua amante, l’avete cacciato di casa, lui è venuto qua a cercare lavoro, e Vincenzo per farlo assumere ha dovuto dire che era suo figlio…

FELICE              E allora se è così e mi hai detto la verità , ti perdono… (tenta di abbracciarla nel frattempo entra Vincenzo con il vassoio ed il caffè ed assiste alla scena non visto)

BETTINA           Tu perdoni me… ma spostati che sei anche ubriaco…

VINCENZO        (per farsi notare ed interrompere la scena fa un colpo di tosse) Uhm…Uhm…

BETTINA           Ah, vieni, vieni Vincenzo capiti al momento giusto, vuoi spiegare perché Peppeniello dice che è figlio tuo ?

VINCENZO       Principe, ve lo dico, ma non fatene parola con il cavaliere…

FELICE              Stai tranquillo, parola di principe…

VINCENZO        Il bambino, venne qua perché era stato abbandonato dai genitori e cercava lavoro per mangiare e vestirsi, che pena povera anima innocente, e così io per farlo assumere l’ho presentato come mio figlio…

BETTINA           (sprucida) Avete sentito, abbandonato….dai genitori

FELICE              Vi ringrazio era quello che volevo sapere… ora potete andare.

VINCENZO        Certo, principe, ma permettetemi uno sfogo, io vorrei conoscere il padre di quella creatura.

FELICE              Ah si e perché mai ?

VINCENZO        E perché gli vorrei dire: (minaccioso) grandissima carogna, ma tu che uomo sei, porco delinquente…

FELICE              (intimorito) Al padre ?

VINCENZO        Si al padre, e se lui mi rispondesse, con queste mani (alzandogliele sul viso) gli spaccherei la faccia !

FELICE              Ma, quello, secondo me non vi risponde !

VINCENZO       (a Bettina) Ma perché il principe pensava che tu eri mia moglie?

BETTINA           Si proprio così !

VINCENZO        No caro principe, Bettina è una brava donna, che è stata abbandonata dal marito, un farabutto mascalzone che se un giorno me lo trovo davanti, con queste mani (e ripete la scena di prima) gli spaccherei la faccia, e gli strapperei i denti da bocca ad uno ad uno… comunque scusatemi signor principe, queste sono cose di plebei, perdonatemi lo sfogo… (fa un inchino ed esce verso il giardino)

FELICE              Bettina, ti chiedo scusa, perdonami… (si inginocchia e le bacia le mani)

BETTINA           (con leggera indifferenza) poi ne parliamo, ora fammi andare di la, fammi vedere nostro figlio come sta.

FELICE              Ed io vengo con te !

SCENA X

                                               (Gaetano e Vincenzo)

GAETANO         (entrando dal giardino seguito da Vincenzo) Ma che dici, io non ci posso credere che il principe fa la corte a Bettina.

VINCENZO       Eccellenza, io ho visto che il principe tentava di…

GAETANO         Ueh, a posto tuo, tu sei un servo e certe cose non le devi vedere, secondo me il principe con la moglie in fin di vita, sta già pensando di…

VINCENZO       Ma quella Bettina è sposata e tiene anche un figlio.

GAETANO         Nientedimeno, ma insomma in questa casa io sono sempre l’ultimo a sapere le cose ?

VINCENZO       E sapete il figlio chi è?

GAETANO                  No !

VINCENZO       E’ Peppeniello !

GAETANO                  Ma Peppeniello non è tuo figlio ?

VINCENZO       Si certo, ma il padre è il marito di Bettina !

GAETANO                  Allora tu e Bettina siete sposati e io non lo sapevo ?

VINCENZO       No !

GAETANO                  No che cosa? Vincè tu mi stai facendo uscire pazzo !

VINCENZO       No, non siamo sposati, ma in passato siamo stati fidanzati !

GAETANO                  Ah ecco ho capito, ma non ho capito !

VINCENZO       Miraccomando eccellenza, acqua in bocca !

GAETANO                  Certo, tanto non ho capito niente ! Vai a preparare altro caffè.

VINCENZO       Agli ordini cavaliere eccellenza ! (esce)

SCENA XI

(Gaetano, Gemma, Eugenio, Concetta, Pasquale, Luigino, Pupella  e Vincenzo)

GEMMA             (entrando) Papà ma che fine hai fatto, sapessi quanto sono felice oggi, e sono contenta anche che hai perdonato Luigino…

EUGENIO           Oggi è davvero una giornata speciale !    

CONCETTA      Caro Cavaliere, e non sta bene lasciare la banda così e scomparire…

PASQUALE       Concè stai zitta che è meglio, noi volevamo brindare alla vostra salute !

CONCETTA      Perché il cavaliere sta malato ?

PASQUALE       Ti ho pregata di tacere !

GAETANO         Scusatemi tanto signori nobili, ma mi ero allontanato per vedere se tutto era in ordine in giardino, per prendere il caffè all’aria fresca.

PASQUALE       Ma si che bella idea…

LUIGINO           Si è proprio una bella idea, (rivolto a Pupella) bellezza mia, così ti porto a vedere i fiori nella serra…

PASQUALE       Giovanotto, mia figlia è allergica ai fiori !

GAETANO                  Eallora permettete, faccio strada (si accinge ad uscire)

VINCENZO        (entrando) Cavaliere eccellenza, fuori c’è la principessa di Casador che chiede di essere ricevuta !

TUTTI                (con grande stupore) Eh !!!

GEMMA             Vincenzo ma sei sicuro ?

GAETANO                  Oddio, ma non era ammalata ?

EUGENIO          Certo, gravemente ammalata…

GAETANO         Oddio, ma allora è un miracolo, chi l’avrebbe mai detto anche una principessa in casa mia, Vincenzo falla entrare subito ! (Vincenzo esce)

GEMMA             (ad Eugenio) E chi sarà mai, adesso si scopre tutto ?

PASQUALE       (ad Eugenio) Marchesì, che dite ce ne scappiamo dal giardino?

EUGENIO          Vi prego restate calmi !

     SCENA XII

                                               (detti più Luisella)

VINCENZO        (rientra con la principessa sotto al braccio) Piano, principessa appoggiatevi pure a me.

LUISELLA         Grazie, buon uomo, e come soffro, come soffro !

GAETANO         Principessa, ma come voi così ammalata, uscire di casa, che imprudenza !

LUISELLA         (a questo punto si toglie il velo che le nascondeva il volto) Lo so ma che volete fare è stato il richiamo del sangue…

CONCETTA      (sbalordita) Luisella ? (sgomento e preoccupazione generale)

PASQUALE       (ad Eugenio) L’ho detto io ch’era meglio scappare…

CONCETTA      Questa vostra visita, ci giunge inaspettata…

LUISELLA         E lo so cara cognata, ma mi sono vista sola e abbandonata…

GAETANO                  Abbandonata ? E la servitù ?

LUISELLA         (sarcastica) Nessuno, gli hanno dato il giorno di libertà !

PASQUALE       E che abbiamo deciso all’ultimo momento di venire qua dal cavaliere !

LUISELLA         E allora caro cavaliere, visto che devo morire, ho preferito venire a morire qua insieme ai miei amati parenti e tra le braccia di mio marito…

PUPELLA           Eh, ma potevate morire pure per strada…

LUISELLA         Zitta tu impertinente !!!

CONCETTA      E che ci dispiaceva molto se morivate prima di arrivare qua.

LUISELLA         E ci pensavate prima, invece di lasciarmi sola e digiuna !

GAETANO                  Ma come, state digiuna ?

GEMMA             …e sta digiuna, perché il medico le avrà proibito di mangiare !

LUISELLA         Non è vero, e i miei parenti lo sanno bene, ma dov’è mio marito il principe, gli voglio parlare…, mi sento molto agitata e solo lui mi può calmare…dov’è gli voglio parlare, e subito, mi sento molto agitata…

GAETANO                  Calmatevi…

LUISELLA         No ! Non mi calmo, io lo voglio vedere subito…

GAETANO                  Sarà in giardino, se volete vi accompagno ?

LUISELLA         Bravo, accompagnatemi, perché se non gli parlo, qua finisce male !

GAETANO                  Prego, andiamo, di qua…(accompagna Luisella fuori)

LUISELLA         Ecco, andiamo, piano, piano perché io sono malata, e sto debole e nervosa…(esce con Gaetano)

GEMMA             Andiamo pure noi, non vorrei che dicesse qualcosa a papà e rovina tutto…

LUIGINO           Dice bene Gemma, andiamo Pupella, così ti faccio vedere pure i fiori…

PASQUALE       E dagli, la ragazza è allergica !

CONCETTA      Speriamo che quella sciagurata non spiffera tutto al cuoco !

PASQUALE       Ma che dici Concè, il cuoco…, il cavaliere !

CONCETTA      Ma fammi il piacere, quale cavaliere, quello fa schifo ai cavalieri !!!

EUGENIO          Signori calma, non roviniamo tutto !!!

                           

(tutti escono, solo Eugenio nell’uscire viene bloccato da Vincenzo che annuncia l’ingresso del signor Bebe’)

SCENA XIII

(EUGENIO, VINCENZO, OTTAVIO poi GAETANO)

VINCENZO        Marchesino, perdonate, qui c’è il signor Bebè, che chiede di essere ricevuto.(esce)    

OTTAVIO          (scorgendo il figlio) Eugenio !

EUGENIO          Papà, tu qui ?

OTTAVIO          No, tu cosa ci fai in questa casa ?

EUGENIO          Io sono fidanzato con la signorina Gemma, ed ho deciso di sposarla !

OTTAVIO          Ma chi, la sciantosa ? sei pazzo, io non ti darò mai il consenso, un nobile che sposa una cantante….

GAETANO         (entrando) Insomma, marchesino, non riusciamo a trovare il principe ! (vedendo Ottavio) Oh che piacere, qui c’è anche il signor Bebè, Marchesino vi presento il signor Bebè, spasimante sfegatato di mia figlia Gemma, signor Bebè, il marchesino Ottavio Favetti, fidanzato ufficiale di mia figlia !

EUGENIO          Ah, molto lieto, lei è il famoso signor Bebè !!!

GAETANO         In verità è il suo pesonomino…psiconomico…pesolonimo, insomma non ci ha mai voluto dire come si chiama veramente…

EUGENIO          Capisco perché, e viene spesso qui ?

GAETANO                  Quasi tutti giorni…

OTTAVIO          Ma non dite sciocchezze, saranno state due volte in tutto !

GAETANO         Signor Bebè ma che dite, basta contare i fiori ed i regali che le avete fatto, certo ora che sapete che è ufficialmente fidanzata nonché prossima sposa del marchesino Favetti, non avete più motivo di corteggiarla…ma ora scusatemi devo cercare il principe, perché la principessa lo vuole ! (esce)

EUGENIO          Ma bravo il signor Bebè, fiori, regali…

OTTAVIO          Io sono tuo padre e non devo dar conto delle mie azioni…

EUGENIO          Giusto, ma spiegatemi allora, caro padre, se voi corteggiate una ragazza non titolata, perché mai io non la posso sposare ?

OTTAVIO          Perché, così ho deciso e basta !

EUGENIO          Va bene, ma permettimi di parlarne con la zia principessa, le spiego tutto e poi…

OTTAVIO          Va bene, vuoi sposarla, e sposala !

EUGENIO          Quindi acconsenti ?

OTTAVIO          Mai !

EUGENIO          E allora è giusto che tutti sappiano tu chi realmente sei e quali sono le tue reali intenzioni su una fanciulla onesta quale è Gemma !

OTTAVIO          Va bene, adesso calmati e vedremo come aggiustare le cose.

SCENA XIV

(EUGENIO, OTTAVIO, FELICE, GAETANO)

FELICE              (entrando seguito da Gaetano) Ma insomma, si può sapere cos’è questa cosa urgente e riservata ?

GAETANO         Ecco, principe, prima non potevo parlare, perché c’era la cameriera .

FELICE              Ah si, in confidenza… lo sapete che mi piace…

GAETANO         A dire il vero me ne sono accorto, ma adesso meglio pensare a vostra moglie, lo sapete che sta di là ?

FELICE              (fraintendendo) Ah, quindi lo sapete anche voi ?

GAETANO         E certo che lo so, ho accompagnato io stesso la principessa in                                   giardino a cercarvi…

FELICE              (realizzando) La principessa… è di là… in giardino ?

GAETANO         Certo in carne ed ossa, in verità più ossa che carne e vuole parlarvi !

FELICE              A me ? E chi la conosce ?

GAETANO         Ma come… chi la conosce ?

FELICE              Nel senso che chi la conosce la evita… sapete ha un caratterino… la principessa ! E in verità io eviterei…

GAETANO         Ma non si può, è agitata e ha detto che si calma solo se vi vede e vi parla… ora ve la porto qui. (fa per uscire vede poi Ottavio ed Eugenio che si erano messi in disparte ) Oh signor Bebè, voi ancora qui è con piacere che vi presento i miei nuovi parenti nobili, il principe di Casador…

OTTAVIO          (esterrefatto) Chi ?

GAETANO         Eh, e non finisce qui, di là c’è anche il marchese Ottavio Favetti e la contessa Del Pero con la figlia, e ora se permettete vado a prendere la principessa… (esce)

OTTAVIO          (ad Eugenio scrutando Felice minaccioso) Ma… ma… cos’è questa storia, il principe, il marchese… chi sono questi impostori ?

EUGENIO          Calmati, papà, vieni di là che ti spiego tutto… (ed esce)

OTTAVIO          (uscendo si avvicina minaccioso a Felice) Seh… il principe di Casador…

FELICE              (schernendolo) Vade retro plebeo !!!

SCENA XV

(FELICE, LUISELLA,GAETANO, PASQUALE e CONCETTA)

LUISELLA         (entrando dal giardino) Principe, marito mio diletto, eccoti finalmente, vieni abbraccia la tua derelitta consorte !

FELICE               (a Pasquale) Fratello… come mai la principessa e qua ?

PASQUALE        Che dirti, sono sorpreso anch’io…

CONCETTA       Siamo tutti meravigliati !

LUISELLA         E perché tanta meraviglia, mica ero morta !

FELICE               Magari !

LUISELLA         E lo so che quella era la vostra speranza…

FELICE               Appunto noi speravamo che voi ci raggiungeste…

PASQUALE        Noitutta la sera non abbiamo sperato altro !!!

GAETANO         Mi sa che dovete parlare di affari di famiglia, e mi sento come un pesce nell’acquario…insomma muto…insomma che non c’entro… insomma me ne vado… (esce) 

LUISELLA         (appena Gaetano esce, diventa aggressiva) Allora, disgraziati, veniamo a noi…

FELICE              Pasqua, mantienila !

PASQUALE       (a Luisella) Ma insomma, si può sapere che siete venuta a fare qua, mentre noi stiamo lavorando onestamente…

LUISELLA         Ah si, onestamente (strillando) Facendo i finti nobili…

FELICE              Silenzio, non strillare !

LUISELLA         Io strillo quanto voglio, e se noi mi dai i soldi che ti ho prestato, faccio correre pure i carabinieri…chiaro…

FELICE              Mi hai rovinato la vita, per colpa tua ho passato solo guai…

LUISELLA         Stai zitto morto di fame !

FELICE              Io sono un morto di fame, da quando ho conosciuto a te, mi Hai rovinato una carriera…

PASQUALE       Ha ragione Felice !

LUISELLA         Zitto tu, che sei più morto di fame di lui… voglio i miei soldi, le mie 50 lire…

FELICE              50 lire, 50 lire, e basta, come chissà quanto fossero, Pasquà tira fuori 50 lire e togliamoci di torno questa sanguisuga…

PASQUALE       (nel mettere le mani in tasca con l’intento di cercare soldi, fa cadere delle posate d’argento) Ecco… veramente…

LUISELLA         Ah ah…nobili e mariuoli…

FELICE              Pasquale ma cosa mi fai vedere, non è da te… (raccoglie le posate e le infila nelle proprie tasche)

LUISELLA         Allora le cacciamo queste 50 lire ?

SCENA XVI

(BETTINA, FELICE, LUISELLA,GAETANO, PASQUALE, CONCETTA )

BETTINA           (entrando) Te le do io, le 50 lire, basta che te ne vai !

CONCETTA      Oddio, Bettina la moglie di Felice…

LUISELLA         Ah ah, e che sorpresa e da dove esci dall’uovo di Pasqua ?

PASQUALE       Per favore, signore non fate le cafone !    

CONCETTA      Ma figurati Pasquale, noi siamo nobili…

LUISELLA         Ma sentitela questa pezzente !!!

CONCETTA      Pezzente a me ? Mo basta, io ti faccio ingoiare la lingua…(fa per avventarsi su Luisella)

BETTINA           (intervenendo) Cara Luisella, è meglio che da questa casa te ne vai con le buone…

LUISELLA         Altrimenti… tu che fai qui la cameriera ? E vai a lavorare… serva!!!

BETTINA           Certo e non me ne vergogno, perché lavoro onestamente e non mi rubo i mariti degli altri.

CONCETTA      Brava Bettina tu si che sei una femmina onesta !!!

LUISELLA         (avventandosi su Concetta, inizia un parapiglia generale nel quale vengono coinvolti tutti) Che vuoi dire… volgare pettegola ruffiana

CONCETTA      A me ? Questa grande…(si azzuffano mentre Pasquale e Felice cercano di dividerle, strilli, epiteti, in questa scena Felice perde un baffo)

SCENA XVII

(GAETANO, LUIGINO, PUPELLA, EUGENIO, OTTAVIO, GEMMA, BETTINA, FELICE, LUISELLA,GAETANO, PASQUALE, CONCETTA)

GAETANO         (entrando seguito da Luigino, Pupella, Eugenio, Gemma, Ottavio, riceve un cappello in faccia) Signori, vi prego, non credo ai miei occhi…(tutti si ricompongono, quindi si accorge che Felice ha perso un baffo) Principe ma voi avete perso un baffo !!!

FELICE              Oh, davvero ? sa com’è una mossa di sangue, il sangue bleu fa di questi scherzi !!!

LUISELLA         Il sangue bleu…ma non mi fate ridere, egregio signore ma quali nobili, questi sono quattro morti di fame che fanno finta di essere i parenti del marchesino, (passando in rassegna i finti nobili li sberleffa ad uno ad uno) Il principe, il marchese, la contessa, la contessina… sciù a la faccia vostra !!!

GAETANO                  E’ uscita pazza la principessa !

LUISELLA         Ma quale principessa, svegliati mammalucco !

LUIGINO           Uh papà, ti ha chiamato mammalucco, bellezza mia !

LUISELLA         Zitto tu, figlio di mammalucco !

GEMMA             Signora, ma non sono scenate da fare in casa di estranei !

LUISELLA         State tranquilla signorina, me ne vado…(a Felice) e tu entro domani portami le 50 lire se no vado dai carabinieri e vi faccio arrestare a tutti e quattro… truffatori… i nobili… ah ah ah i nobili prrrr (spernacchia ed esce)

GAETANO         Ma insomma posso sapere che succede in casa mia, Gemma chi sono queste persone, marchesino, esigo un chiarimento.

EUGENIO          Don Gaetano, è vero, ho organizzato tutto questo perché amavo troppo vostra figlia Gemma. Ed ora sono disposto a sposarla col consenso di papà che è qui presente (mostra Bebè).

GAETANO         Voi siete il padre di Eugenio ?

GEMMA             Il signor Bebè.

OTTAVIO          Si, in effetti mi sono finto un corteggiatore per conoscere meglio la fidanzata di mio figlio e capire e vedere se era degna di lui !

GAETANO                  Embè e che ne pensate ?

OTTAVIO          E’ degna e acconsento !

GAETANO         E acconsento anch’io ! E che Dio vi benedica!

PASQUALE       E ci mancava che non acconsentiva…

LUIGINO           E allora se è così acconsentite e benedite pure al matrimonio, tra me e la contessina…

GAETANO                  Si, ma mo sta contessina chi è ?

PASQUALE       E’ mia figlia !

CONCETTA      Ed io sono la madre !

GAETANO         (rivolto a Felice) E voi chi siete ?

FELICE              Il principe !

BETTINA          Si, degli imbroglioni !

GAETANO                  Io non sto capendo niente.

FELICE               E’ normale !

GAETANO         Che non capisco ?

PASQUALE       No, è normale che in questo casino uno non capisce. Comunque se voi acconsentite, io che sono il padre acconsento.

FELICE              Io c’avrei scommesso che tu acconsentivi, con un con suocero cuoco… ti sei assicurato lo stomaco ! Scusate don Gaetano  a questo punto visto che siete in vena di benedizioni, benedite anche me e Bettina…

GAETANO         Io l’avevo capito che vi stavate innamorando… e va bene sposatevi…

FELICE              No, la verità è che io e Bettina siamo già sposati, e Peppeniello è nostro figlio !

GAETANO                  Ma come ? Peppeniello non è figlio a Vincenzo ?

BETTINA           No eccellenza, Vincenzo ve lo ha presentato come figlio suo per farlo assumere in casa vostra…

GAETANO         Ah si ? E come è stato bravo a fare la parte… fermi tutti voglio proprio vedere… (suona il campanello ed entrano contemporaneamente Vincenzo Biagio e Peppeniello)

SCENA XVIII

(detti più Vincenzo, Biagio e Peppeniello)

VINC+BIA+PEP          (all’unisono) Comandate, cavaliere Eccellenza…

GAETANO                  Vincenzo, Peppeniello è tuo figlio?

VINCENZO       Certo cavaliere eccellenza !

BIAGIO              Ma come è possibile, quello Vincenzo non può avere figli…quello è isterico !

GAETANO                  Peppeniello, vieni qui, dimmi una cosa tu a chi sei figlio ?

PEPPENIELLO  Vicienzo me pate a me !

GAETANO         Dimmi la verità, guarda bene…

PEPPENIELLO  (riconosce Felice e gli corre incontro abbracciandolo gridando) Papà…

                                               F I N E

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