MISSIONE DA IPARADISO
COMMEDIA BRILLANTISSIMA IN TRE ATTI
DI
ANTONELLA ZUCCHINI
La commedia
Missione da i Paradiso
di
Antonella Zucchini
ha vinto il 1 Premio
della XXIV Edizione del Premio Firenze per testi teatrali.
La commedia verr pubblicata e sar inserita nellarchivio
della Biblioteca Spadoni del Teatro della Pergola.
Antonella Zucchini Tutti i diritti riservati
PERSONAGGI
GIOACCHINO CAMMELLI, DEFUNTO
ARMIDA CAMMELLI, sua moglie
ORESTE, suo figlio
CESIRA, contadina
TOSCA, sua figlia
ADELMO CIANCHI
PIA, commessa di bottega
ANGIOLINO, zio di Pia
SUCCHIELLO, contadino
GIULIA, contadina
ROSETTA, contadina
Sinossi
Nella Firenze dei primi del Novecento vive Armida Cammelli, vedova di agiata famiglia che prende a servizio la contadina Cesira e sua figlia. E' proprio Cesira che, dotata di poteri paranormali, sventer i piani dell'astuto Adelmo di sposare la ricca vedova. L'aiuto alla Cesira verr nientemeno che .....dalla buonanima del defunto marito sceso appositamente dal Paradiso.
PRIMO ATTO
Il sipario si apre su un salotto ben arredato. Si vedono un bel tavolo coperto da una tovaglia di pizzo, tre sedie, una vetrina con tazzine, bicchierini e un grande portaritratto con una cornice dargento raffigurante il defunto Gioacchino Cammelli. In scena vi sono Cesira, una contadina vestita modestamente e sua figlia Tosca. La prima regge una vecchia valigia, la seconda un fagotto legato.
Cesira :(guardandosi intorno) Uh che bella casa! Un lo credevo mica che la sora Armida la stesse cos bene! Guarda che tovaglia fine Tosca! Sembra qui cencio che si teneva noi sulla tavola!
Tosca :(aprendo la vetrina) Mamma la guardi quanti bicchieri.... o quanti sono in questa casa?
Cesira: Chiudi, chiudi pena poco. Che ci si deve far riconoscere subito che siamo di campagna? Un tu lo sai? Nelle case dei signori tengono ibicchiere pe lacqua, quello per il vino, quello per il liquore....
Tosca :(richiudendo) Accidenti che scialo....ma...o quella biondina scipita ind l andata?
Cesira: Chetati! Accidenti a te e alla tu linguaccia! Che ti voi fare subito pigliare a noia? L ita a chiamare la sora Armida. Un lo so mica chi l, la sar una parente.
Tosca: (prendendo il portaritratti in mano) O questo, con questi occhi a pazzo, chi l?
Cesira (togliendole di mano la foto) Tho detto sta ferma! Che lo vuoi rompere? E poi un tu lo riconosci? Questo gli ipoero soCammelli. (soffia sul vetro e poi lo ripulisce con la manica) Poeromo, lavora, lavora, lavora... hai visto che fine gli ha fatto? Gli andato a far cavolini anche lui! Eh! (sospira)
Tosca (stizzita) Io un ci volevo venire a Firenze, ovvia! Io volevo restare ni mi campo!
(Entrano Armida e seguita da Pia che guarda dallalto in basso le nuove arrivate)
Armida: (correndo loro incontro e abbracciando la contadina) Cesira! Come tu stai? Abbi pazienza se tho fatto aspettare ma siamo tornate ora dalla bottega e sera a mangiare un boccone. (indicando la Pia) Questa l la Pia, la mi commessa. La maiuta in bottega perch un c nessuno che l abbia gusto come lei in fatto di stoffe!
Pia: Via sora Armida la un esageri!
Armida: (scorgendo Tosca immusonita in un angolo) E questa la sarebbe la Toschina? Noooo! Fatti vedere.... o se tu sei diventata una ragazza! (le fa due forti pizzicotti sulle guance).....Bellina tu sei!
Tosca: Ohi!
Armida: Mettetevi a sedere. Vaspettavo sapete, vaspettavo a gloria. Da quando la mi domestica l ita a stare a Livorno, un nho avuto pi un minuto di requie. Tu mi capisci Cesira: la bottega, la casa, il figliolo...che te ne ricordi di Oreste, Toschina? Eppure vavete tanto giocato insieme quando si vena in campagna. Tu vedessi che giovanottone anche lui! (dandole due pizzicotti sulle guance) Ma come tu ti sei fatta grande eh?
Tosca: (piano alla madre) Se la me lo rif gli lascio andare i fagotto su icapo!
Cesira: Sebona! (poi rivolta ad Armida) La senta sora Armida, quando Succhiello mi disse che vavevi bisogno....
Armida: (interrompendola) Ah, Succhiello! Se un avessi lui, Cesira mia, come avrei a fare? Mi porta certa roba genuina! A partire dallova fresche. Me ne va via quattro o cinque igiorno per imiOreste e per isor Adelmo
Cesira: I sor Adelmo?
Armida: (imbarazzata) Ehm..si...un caro..... amico di famiglia.... ma se ne parla dopo!
Cesira: (riprendendo il discorso) Insomma dicevo sora Armida, che quando Succhiello mi disse che vavevi bisogno di qualcuno a servizio, io un so stata a pensarci du volte: ho accettato subito, perch a lavorare in campagna, ora come ora un ci si rileva di che campare.
Tosca: Un vero! Io campavo proprio bene ni mi campo!
Armida: Thai fatto la scelta giusta Cesira. Un tu te navrai a pentire! La paga te la do bona sai?
Cesira: (con semplicit) Io qualche cosuccia la so fare in casa e la Toschina...
Armida: Qualche cosuccia! Via Cesira, tu vuoi scherzare! Brave come te ce n poche! (rivolgendosi a Pia) Sai Pia, avevo da poco avuto Oreste e imipoero Gioacchino, pace allanima sua, per facci cambiare aria ci portava in campagna ni Mugello e l si conobbe la Cesira che allora lavea la Tosca piccina...o quantanni lavr avuto?
Cesira: Lavr avuto tre o quattranni...
Tosca: (secca) Ce naveo sei . Fu quando presi i pidocchi e gli attaccai anche a i su figliolo!
Armida: Gi, gli vero! Per che be ricordi! Pe forza vu ve gli attaccasti....vu stavi sempre insieme!
Pia: (allarmata) Gli stavan sempre insieme?
Tosca: Sicuro! Sandava a pescare, sandava ni bosco...gli ho imparato io a salire sugli alberi!
Pia: La grammatica per un tu lhai imparata!
Armida: Senti Pia, fammi ipiacere, accompagna la Toschina su a posare i bagagli.
Pia: Bagagli? Lavranno tre cenci in tutto!
Armida: Pia! Che modi son questi?
Pia: (riprendendosi) No, voleo dire...che ibagaglio siccome l poco, lo posso portare anche da me, su.
Armida: No, no. Viene anche la Tosca, cos la vedr la stanza. (rivolgendosi a Cesira) Vho preparato una bella camerina a due lettini, con larmadio e icassettone...
Cesira: Troppo, troppo!
Armida: Io spero che la vi piaccia. Ah, su i letto vho messo un becoltrone per uno, ma se vi pare troppo peso, ve lo cambio con una copertina leggera....
Tosca: No, no, lha fatto bene. Noi a letto si metteva sempre i trabiccolo...che vole ci sha sempre certi piedi marmati, vero mamma?
Pia: (pungente) Ma qui a Firenze, nelle case, un fa mica freddo come nei fienili, sai?
Tosca: Io un ho mica detto che dormivo ni fienile...dormivo sopra la stalla figurati, cera un carduccino!
Pia: E chiss iprofumo eh?
Cesira: (con severit a Tosca) Tosca! Un rispondere eh?
Tosca: Questa la mi stuzzica!
Cesira: Qui siamo in casa daltri. Un tavr insegnato altro, ma leducazione quella si!
Armida: Suvvia Pia! Andate su...per benino...oh, vu dovete diventare amiche eh?
Tosca:: (prendendo la valigia, mette in malo modo fra le braccia di Pia il sacco) Un tu navevi detto di volermi aiutare? Ecco, questo piglialo te!
(Le due ragazze escono guardandosi in cagnesco)
Cesira: Labbia pazienza sora Armida ma la mi figliola la unn mica cattiva, sa! L un po a maschiaccio, lha bisogno di essere un po sgrezzata!
Armida: Io un lo so icch lhanno addosso queste ragazze doggi. Anche la Pia brava eh, bona, accorta, onesta, la nha di tutte...per...da un pezzo in qua la un mi si leva pi di casa..
Cesira: Oh perch?
Armida: (con aria furba) Eh sai, come le vanno queste cose Cesira...Oreste l un bel giovane...lei l una bella figliola..Lo sai come dicono? Indo c delle ragazze innamorate l inutile tener porte serrate! Ma veniamo a noi ora...
Cesira:(ammiccando alla fotografia) Ma lo sa che ancora un ci posso credere che i soCammelli sia morto eh? Mi par sempre di vedello apparire con quegli occhi vispi, con qui viso ridente...
Armida: Viso ridente... viso ridente...quando le un gli giravano, senn facea paura!
Cesira: O quanto gli che gli morto?
Armida: (sospirando) Eh son du anni tra poco. Come passa itempo!
Cesira: Che fece a un tratto?
Armida: Tu lo sai, gli sempre piaciuto mangiare. Quella sera avevo fatto i topini a sugo perch sapevo che nera goloso. Ne mangi tanti e poi tanti...che tir icarzino in un fiatte, senza dire n ahi, n bai, cos alla tavola. (sospirando) Mah, icch s ha a fare, tiriamo innanzi! (cambia repentinamente discorso) Senti Cesira, io vo a bottega verso le nove sicch c da rifare i letti, rimettere un p la cucina e poi c un po di spesa...
Cesira: (interrompendola) La scusi se gli entro ni mezzo ma...lei la un ci creder sora Armida...gli pi di un anno che m appare in sogno!
Armida: Chie?
Cesira: I poero sor Cammelli!
Armida: Sie, icch tu dici!
Cesira: Perdie se gli vero! Sogno che mi dice di stare vicino a lei...che lei lha bisogno...
Armida:(alzandosi di scatto) Ma allora l vero che tu hai dei poteri come dicevano in campagna....
Cesira: No, sie! I mi poteri gli arrivano fino a leggere ne fondi di caff, fino a segnare i bachi e l si fermano per carit!
Armida: In campagna dicevano che tu senti le cose, che tu avverti icch deve succedere...
Cesira: Tutte chiacchiere di paese sa! Ora, perch so nata settimina, il settimo giorno di settimo mese alle sette...
Armida:Un tu sarai mica un p strega eh? Un mincantare eh?
Cesira: No, sora Armida, glielo ho detto: io incanto solo i bachi. A digli la verit per, quando Succhiello mi disse di lei...mi so sentita... come spinta ad accettare questo incarico perch in qualche modo i poero sor Cammelli mi faceva sapere che lei laveva bisogno...
Armida: Se ho bisogno Cesira? Io so stanca di sgobbare a pi non posso. Te lho belle detto: la casa, la bottega, ifigliolo! I mi Oreste l abituato poi ad avere sempre la pappa belle scodellata, figurati! (sospirando) Eh a avere un figliolo solo l come dire: quattrini venite che le voglie un mancano!
Cesira: Prima la mha accennato a un certo...Alberto...dico bene?
Armida: Adelmo si chiama... Adelmo Cianchi. (sospira) Eh,guardami Cesira, icch tu vedi?
Cesira: Ind?
Armida: Qui, icch tu vedi?
Cesira: .... Vedo lei!
Armida: No, te tu vedi una donna sola, sola e sempre sola! E la solitudine l brutta....Uh come l brutta, Cesira!
Cesira: (sospirando) Eh, a chi la lo dice. Gli diciassett anni che gli morto i mi Eufemio. La Toschina lera piccina cos!
Armida: (continuando imperterita) .e siccome la solitudine l tanto brutta, un be giorno mi so detta: Armida lo sai icch? Morto un papa se ne fa un altro! Conobbi i sor Adelmo e
Cesira: (facendo il segno di unire le due dita) ...e vu....
Armida: No icch tu pensi! Lui per vien sempre qui...mi vole sposare sai?
Cesira: Bah, icch gli ho a dire! Lei l sempre giovane...
Armida: L quello i fatto Cesira! Ho sempre degli impeti, tu mi capisci.
(da fuori si sente Oreste chiamare))
Oreste: Mamma, mamma!
Armida: (alzandosi) Uh, questo gli i mi Oreste. Per lamor di Dio, cambiamo discorso...(andando verso la porta e vociando) Vien su!
Oreste: (sempre da fuori)Mamma un salgo, gli volevo solo dire che vo con Gigi a giocare a stecca!
Armida: No, tho detto vien su!
Oreste: O mamma!
Armida: Pena poco c gente! (rivolta a Cesira) Che lo vedi? Manca un omo in questa casa!
(Entra Oreste tutto contrariato)
Oreste: Chi c?
Armida: Che la riconosci?
Oreste: (squadrandola da capo a piedi) Perbacco, se la riconosco..l la Cesira!
Cesira: (abbracciandolo) Bello, bello tu ti sei fatto. Guarda qui che petto e che spalle, tutto iritratto di tu poero babbo!
Oreste: Ma...come mai qui a Firenze?
Armida: Oh Oreste! O un te lo dissi che incaricai Succhiello di cercarmi una domestica? Ecco, me nha trovate due!
Oreste: Due?
Cesira: C anche la figliola, la Tosca, te ne rammenti?
Oreste: (sorridendo) Se me ne rammento? Con quelle treccine striminzite, quella frusca sui viso...
(entra Tosca seguita a ruota da Pia)
Tosca:Ora soun po cambiata per!
Oreste: (restando allibito) Accidenti, se tu sei cambiata! Tosca o che sei te davvero? (guardandola bene) Un ci posso credere .tu chai pi la frusca ma le treccine tu lhai sempre!
Tosca: Eh, si! La mi mamma la un vole che mi tiri su i capelli ancora
Pia: (stizzita a Oreste)) Ovvia, ora che tu lhai guardata per bene, che maccompagneresti a casa? Ho detto allo zio che tornavo dopo desinare senn gli sta in pensiero.
Oreste Veramente, Pia, avevo fissato con Gigi di andare a giocare a stecca!
Tosca: (rivolgendosi a Oreste) Che sta lontano?
Oreste: Chie?
Tosca: (indicando
Pia) Lei. Che sta lontano?
Pia:Sto tre portoni pi in gi, perch?
Tosca: E allora icch tu hai bisogno di farti accompagnare? Vacci da sola, tanto non ti piglia mica nessuno, sai!
Cesira: Chetati Tosca!
Oreste: (ridendo)L proprio la Tosca che conoscevo io!
(si odono vari squilli di campanello)
Oreste:E ora chi c?
Armida: Da isono mi pare Succhiello, bada!
Succhiello: (vociando da fuori) Che si pole?
Armida: Gli proprio lui, quando sattacca a icampanello, pare lo voglia staccare! Oreste vai a aprirlo!
(Oreste esce)
Cesira:Bene , cos si saluta, eh Tosca?(Tosca fa spallucce) (poi piano ad Armida) Sa, lui cha una simpatia per la mi Toschina!
Armida: E lei?
Cesira: Lei mica tanto!
(Entra Oreste seguito da Succhiello, un contadinaccio malvestito e grezzo che porta con s un paniere con uova e cesti dinsalata)
Succhiello: Bongiorno e quattrova!
Tosca: Uh, quando dice cos lammazzerei!
Succhiello: (vedendo le due contadine )Guarda chi si rivede, toh! O che siete belle arrivate?
Cesira: Si, gli poco e ti si ringrazia un altra volta di tu interessamento. Se un era per te, Succhiello, a questora sera sempre ni Mugello!
Tosca: Ecco l tutta colpa sua!
Armida: (rivolta a Succhiello)Mettiti a sedere, che lo vuoi un gocciolino di vino?
Succhiello: (sedendosi) Noe... noe...mi so fermato dianzi a comprare un p di stiacciata e siccome a me un mi piace di murare a secco, mi so fermato anche da ivinaio e l ho bevuto.
Armida: Icch tu chai portato di bono?
Succhiello: Perintanto vho portato lova. Le son carde carde. Lho levate stamani da iculo della gallina....
Pia: (storcendo il naso) Come gli fine!
Succhiello: Perch, icch ho detto di male? Se le lo facessin dalla bocca gnene leverei di l, ma le lo fanno da i...
Armida: (interrompendolo) Thai ragione Succhiello, va avanti....
Succhiello: Bevetele lova perch le fanno tanto bene! Io una volta nho bevute mezza serqua tutte insieme, che ci pensi Tosca? Ma senti che muscoli, senti..senti (si alza per mostrare a Tosca) Si faceva a gara, sera: io, Pettinaringhe, il Lalle e Sculaccianguille...il Lalle per si sent male...gli si sciorse icorpo...
Pia: Sempre pi fine!
Tosca: (annoiata) La conosco gi questa storia.Tu me lavrai raccontata almeno cento volte!
Armida: Via via, tagliamo corto. Icch tu chai portato da icampo? Che cera qualcosa? No, perch qui a Firenze un nha fatto che piovere!
Succhiello: State zitti, state zitti! Gli vero che volevo piovesse perch senn mi si sciupava tutti i cavoli....ma mica un diluvio a qui modo!!
Armida: Sicch via, cavoli nulla!
Succhiello: Eh no!
Cesira: E allora icch thai levato?
Succhiello: (mimando la grossezza)Nellorto cho certe cipolle, vu vedessi...le paian..cipolle! E poi cho certe zucche...vu vedessi...le paian...
Oreste: Zucche eh?
Succhiello: Bravo! Perintanto vho portato linsalata: l bella, fresca, tenera che uguale un vu la trovate nemmeno su i S. Ambrogio.
Cesira: E quanto tu la fai questa roba?(ammiccando ad Armida) La stia attenta perch lui gli un furbone!
Succhiello: E via si fa un taccio, gi! (rivolgendosi a Tosca) Toschina, ma come tu sei bellina!
Cesira: Tu sei proprio una sagoma! A parte ichiasso, sora Armida, Succhiello gli proprio un bravo ragazzo, uno che si d da fare...
Succhiello: (tirando fuori il petto) Si, io modestia a parte, so un lavoratore. (guardando Oreste) Un mi piace stare sullalbero a cantare, a me!
Oreste: (minaccioso) A chi tu la vorresti cantare?
Cesira:: (intervenendo per calmare le acque) A proposito di cantare, lo sa sora Armida che Succhiello gli ha una voce portentosa?
Armida: Che vero?
Cesira: Accidenti, canta bene a caso! Succhiello, facci sentire qualcosa....
Succhiello: (vergognoso) Noe...noe..un mi viene in mente nulla...
Cesira: Gnamo, Succhiello fallo per la Toschina! (rivolta ad Armida) A dirgli cos canta vai!
Succhiello: Via...allora..(si schiarisce la voce e poi intona sullaria del Trescone)
Ifiglio di Bironcolo di Palle,
sinnamor della bella Giannina
Lavea grosso ipetto e anche le spalle,
lera unappetitosa contadina,
....e laveva un mappamondo cos
bello e cos tondo....
Oreste: Ora lho capito perch ni Mugello un fa altro che piovere!
Armida: (intervenendo scandalizzata) Basta...basta cos, Succhiello c le bambine...Senti che ritorni in gi in settimana?
Succhiello: Diamine! Vi porto le patate. Cho certe patate nellorto vu vedessi (mima la grossezza) certe patate.... le sembran....
Oreste: Patate!
Succhiello: Bravo!
Armida: Ovvia, quando tu torni si fa il conto tutto insieme, eh?
Succhiello: C da fare iconto anche della settimana passata....
Armida: (fingendo di cadere dalle nuvole) Ah si?
Succhiello: (ridendo) Ah si, la dice? (dandole una sonora pacca sulla spalla) Sora Armida come l simpatica! Gli venisse icch gli viense alla Rosa.
Armida: Icch?
Succhiello: Un frignolo in qui posto e poi la fu sposa!
Armida: Vai vai Succhiello! Ora v a pigliatti i soldi senn un tu mi fai dormire stanotte, guarda!
Succhiello: (fermandola) No, facevo pe chiasso! Tanto c icaso che domandassera sia qui unaltra volta...se non altro pe vedere la Toschina...
Tosca: (mentre Cesira e Armida si tirano gomitate ammiccando, Tosca prende da parte Succhiello) Senti Succhiello, te lo dissi in mezzo a i campo e te lo ripeto ora: disfai ipensiero perch con me un se ne fa di nulla.
Succhiello: Ma io Toschina spero.....spero sempre...
Tosca:Spera, spera.....
Succhiello: Via, ora vo via davvero. (riprendendo il paniere vuoto e salutando) Sora Armida, gente, alla rivista!
(esce)
Cesira: Gli una sagoma davvero quello!
Pia: (sdegnosa) Ma icch sono tutti cos, da voi?
Tosca: Quello l imeglio!
Cesira: Chetati Tosca. La senta sora Armida, io ora andrei su. Mi do una rinfrescatina perch sa, i viaggio l stato un po lungo...poi mi metto i grembiale e mi metto allopera. Tosca vieni a farmi strada, vieni!
Oreste: (a Tosca) Allora ci si vede dopo eh?
Tosca: Va bene!
(Esce insieme alla madre)
Oreste: Che tipo quella Tosca! Se la unn cambiata ce n da farsene di risate!
Pia: Un tallargare tanto!
Armida: (sedendo) So di gi stanca...l un po che sono allerta e mi voglio riposare un pochinino. Trappoco l ora di riaprire bottega unaltra volta! Te Oreste icch tu fai? Che vieni a dammi una mano?
Pia: (speranzosa) Sono arrivati tutti quegli scatoloni di stoffe, o chi li sposta sora Armida?(accarezzando il braccio ad Oreste) Ci vorrebbe uno che gli ha i muscoli!
Oreste: Sie, ho belle capito, cantala chiara! Io mamma glie lho sempre detto: stare a bottega a vendere stoffe unn proprio imi desiderio!
Armida: (alzandosi) Ah no? E allora quale sarebbe itu desiderio, sentiamo!Te lo dico io:
alzarti tutte le mattine tardi, fare itu comodo tutto igiorno e tornare la sera a buio. Che sbaglio?
Oreste: Via mamma, lei la fa sempre lesagerata!
Armida: (piagnucolando) No invece! Lo sa Iddio i sacrifici che fo per te, ti fo da babbo e da mamma...
Oreste: Vai, ora lha aperto irubinetto!
Armida: Ma va via cost, vergognoso!
Pia: (conciliante) Via ora un varrabbiate...vorr dire che Oreste prima gli andr a giocare un p a stecca e dopo verr a sistemare gli scatoloni eh? (avvicinandosi a lui) Via su, fa ibravo!
Oreste: E sia. Per mamma c un problema. sarei un po a corto di spiccioli.....
Armida: O un lo sapevo io! (alzandosi per andare a prendere i soldi) Ma..ora che mi ribolle icipollino...un tho dato dieci lire anche ieri?
Oreste:La senta, un la tiriamo tanto per le lunghe. Se la me le vole dare, la me le d e senn.....(tendendo lo stesso la mano)
Armida (andando alla cassetta della vetrina) Tieni, tieni facciamola finita tanto te un tu leggi che a itulibro e ora vai, ambula!
Pia: Ora vo via anchio, senn lo zio.....
Armida: Ecco nina, allora vai. Senn viene a cercarti qui e dopo un me lo spiccico pi. Un te navere a male ma quando gli attacca bottone lui!
Pia:(sorridendo) Lha ragione sora Armida, lo zio Angiolino l un bonomo ma l un po uggioso. Daltronde io un ho che lui ai mondo...finch (guardando Oreste con intenzione) un ci sar qualcuno che si piglier cura di me...
Oreste: (infastidito) Gnamo, gnamo l tardi! Ci si vede a bottega, mamma!
(I due escono)
Armida: (sospirando) Ah, che pazienza mi ci vole! Ohi ohi come so stracca! (togliendosi una scarpa) A stare tutto i giorno in piedi mi pare di averci gli aghi, guarda! (guardando il ritratto del marito) Ah Gioacchino, tu mi guardi eh? Ma se davvero tu vedessi la fatica che fo per tirare avanti, tu mi aiuteresti, tu mi daresti un segno.....
(Si ode battere forte due volte)
Armida: (sussultando) Ah!
(si sente da fuori la voce di Adelmo)
Adelmo: Sora Armida, sora Armida! C luscio accostato, che entro?
Armida:Oddio che paura! Oreste un chiude mai quel capocchione! (si rimette alla svelta la scarpa, si ritocca i capelli, rimette a posto le sedie poi si adagia su una di queste con fare languido) La venga sor Adelmo.
(entra Adelmo con vestito elegantemente e con i capelli impomatati)
Adelmo: Bongiorno, che do noia? Che era in desabill? Sa, sputacaso passavo di qui e so venuto a vedere come la stava....
Armida: (tutta vezzosa) Lha fatto bene Adelmo...la si segga...la si segga...
Adelmo: (sedendo) No, vo via subito...la sar stanca...
Armida: Chie io? So fresca come una rosa!
Adelmo: Questo lo veggo, lo veggo...
Armida:Che gli posso offrire qualcosa...un so...un rosolio...un archemus...un ovino sbattuto...me lha portate Succhiello fresche, fresche...
Adelmo: No, la un sincomodi. So piuttosto venuto a parlare con lei di un affare delicato..
Armida: (maliziosa) Delicato, delicato?
Adelmo: Che se ne ricorda laltro giorno sera parlato di mette su una botteghina di bottoni?
Armida: (un po dispiaciuta) Ah, lera per quello? Si, certo me ne rammento. Allora cha pensato?
Adelmo: La senta, di quellaffare un se ne fa mica nulla, sa! Ci vuole troppa svanzica, e mi rincresce a dillo, ma io ora come ora un ce lho. Sputacaso...dico sputacaso la va male a icch ci sattacca?
Armida: Ma via sor Adelmo icch la dice? Se l quistion di svanzica ci posso pensare io. Gli fo un prestito e poi....o perch lha a andare male? Io cho fiducia in lei, lo so che i mi quattrini sarebbero ben riposti: le clienti, prima le verrebbero da me per le stoffe, poi le manderei da lei per i bottoni. O la un pensata bene? Ora vo a prendigli un acconto...
Adelmo: No, no un lo posso accettare.....
Armida: Via, via la un faccia i timido. Ho detto che glieli presto volentieri...
Adelmo:: (tutto mieloso) Lei l proprio una gran donna di animo e di cuore!
Armida: Eh lo so, lo so! La senta sor Adelmo, che rimane a cena qui stasera?
Adelmo: No, no non posso approfittare....
Armida: (dolcemente) La stia zitto! La senta che programmino: prima si cena, e poi si chiacchiera dei nostri affari eh?
Adelmo: (prendendole le mani) E se sputacaso, dico sputacaso, nichiacchierare , siccome lomo non di legno, mi vien qualche ideuccia eh, come la si mette?
Armida: (vezzosa) Via sor Adelmo, o che son cose da dirsi?
Adelmo: Signore Iddio o icch ho fatto per meritarmi questa donna? (rivolgendosi alla foto) Anche te, poero Gioacchino, nella tu breve vita un tu navrai fatto nulla di particolare....ma per lo meno tu ti sei beato di lei!
Armida: (ormai in estasi) Uh come gli poetico! Via la mi fa diventare tutta rossa.vo e torno.
(Esce e Adelmo cambia subito tono ed espressione)
Adelmo: Bottoni? Va via, va via.....metto su la bottega dei bottoni! Figurati, io dico sempre: voglia di lavorare saltami addosso e fammi lavorare meno che posso! Con quei soldi ci gioco ma ai cavalli, altroch! (rigirandosi tra le mani il ritratto) E te vecchio bischero? Teri un ceppicone di nulla....o come la fece a sposarti? (lo rimette a posto) Oh icch thai da guardarmi male? Ognuno fa il suo! Lo sai icch fo eh? Ti rigiro cos un tu mi guardi pi! (capovolge il portaritratto)
(Entrano Tosca e Cesira che indossano gi i grembiuli da cameriera. Tosca ha uno spiumaccino in mano)
Cesira: Oh bongiorno!
Adelmo: (attratto subito da Tosca) Ma che bel visino....chi vu siete?
Cesira: Siamo le domestiche della sora Armida....
Tosca: E lei chi l?
Cesira: (con voce di rimprovero) Tosca!
Adelmo: (dolce) La un la brontoli. I minome l Adelmo Cianchi, per servirvi! (sinchina tutto cerimonioso)
Tosca: Ah, icch fa iservo a noi?
Cesira: Oh che ti cheti?
Adelmo: (ridendo) No, no..sono...diciamo cos...un caro amico di famiglia!
Cesira (piano) Le stesse parole di leiun caro amico...........
(Rientra Armida con la busta dei soldi in mano)
Armida: Ecco i quattrini...Oh Adelmo gli voglio presentare la Cesira e la Tosca. Le vengono dalla campagna e da oggi le stanno a servizio qui. Le son brave! La Cesira poi l una cuoca che un ce n!
Adelmo: Bene, bene!
Armida: La tenga, questo l quanto sera fissato. Se poi per la caparra un bastassero, la me lo fa sapere...Oh, sor Adelmo, che mi dice lora che trappoco ho da tornare a bottega?
Adelmo: (imbarazzato) Lora? Un la so mica
Armida: Come la un la sa? (tirandolo da una parte) O laltro giorno un gli ho prestato lorologio doro di povero Gioacchino, perch i suo la laveva perso?
Adelmo: Io ..veramente....sa.....
Armida: (allarmata) Che ha perso anche quello?
Adelmo (imbarazzato) Ecco sora Armida...io glielo volevo dire anche prima ma...
Armida:(accasciandosi su una sedia) Oddio! Un orologio doro...pesava un so quanto...un ricordo di povero Gioacchino.....
Adelmo: Sora Armida so dolente......
Tosca: No, lui gli demente! Perdere un orologio doro!
Cesira: Chetati Tosca!
Adelmo: (giocando la sua ultima carta si mette a poetare) Oh me meschino, me tapino! Come ho potuto rattristare gli occhi e il cuore di cos tanta beltade?
Tosca: Ma icch dice? Io un intendo nulla!
Armida: (gi pi dolce) Sor Adelmo...la mi scusi se mi sono lasciata andare cos alla disperazione, ma capir....un orologio bono...doro! Oh come lha fatto a perdilo?
Adelmo: Lha ragione ma se me ne fossi accorto...un lavrei perso! Sora Armida, appena posso glielo ricompro!
Armida: (dispiaciuta) Eguale la non lo ritrova!
Adelmo: Glielo ricompro pi bello!
Armida: Ma gli era lorologio di povero Gioacchino!
Adelmo: Io penso un se navr a male, l stata una disgrazia eh Gioacchino? Oh che lavete messo a bocconi?
Cesira: Povero sor Cammelli! Oh chi lha rigirato i ritratto? (a Tosca) Sei stata te?
Tosca: Io?
Adelmo: Ci vuole un po di rispetto per questo poeromo!
Armida: Chi volete che labbia rigirato? Sar cascato da s!
Adelmo: (offrendole il braccio) La un ci pensi, sora Armida. Venga laccompagno a bottega....
Armida: Si via, senn fo tardi. Gli capace che la Pia la sia digi ad aspettarmi fuori....
Adelmo: (alle domestiche) Arrivederle!
(Si avvia con Armida)
Armida: (sulla porta) Ah Cesira! Stasera rimane a cena anche isor Adelmo, sicch apparecchia per tre. E ricordati che Oreste vuole le patate masc.
Cesira: Va bene, ho capito!
(I due escono parlando ancora dellorologio)
Cesira: Uhm, a me quellomo un mi garba punto!
Tosca: Nemmeno a me! Gli ha una faccia a bischero!
Cesira: Accidenti alla tu linguaccia! Che ti cheti!
Tosca: Lei la lo pole dire e io no?
Cesira:Vai in cucina, vai. C da mondare un monte di patate. Hai sentito? Oreste gli ha detto che vuole le patate masc?
Tosca: Poerino, perch un ha denti?
Cesira: Passa l, passa l! (mentre Tosca esce) Bisognerebbe baciargli i piedi a questa gente perch ci hanno preso e lei fa la spiritosa! Un si raccattava una lira che lera una lira ni Mugello e qui invece, mangiare, bere, dormire e la paga. Eppoi, via, l tutto un altro ambiente. La Toschina la un vuole capire ma...tempo pochi mesi, la mi diventa una signorina di citt e chiss che qualche giovanotto di buona famiglia un me la pigli, perch quella l proprio un accidente! Via, vediamo se si spolvera qualcosa intanto (si avvicina alla vetrina e prende il ritratto del defunto) Ah, povero soCammelli, mi sa tanto che la su vedova la si faccia abbindolare da quidamerino. Quello, a essersi messo a fare lamore con la sora Armida, gli ha trovato la vigna di Cristo, glelo dico io! (improvvisamente si abbassano le luci)) Oddio che freddo s fatto tutto a un tratto...sembra tiri vento...brrrr...c qualcosa daperto? Oddio, questi occhi sembrano vivi, come mi guardano!Sembra che mi voglin dire......(si vede uscire del fumo bianco)
(entra il fantasma del sor Cammelli, tutto vestito di bianco e cereo in viso)
Cesira: Questi occhi, sembra mi voglin dire......
Gioacchino: (con voce doltretomba) So qui!
Cesira: (urlando) Ah! Imorto! Ah (sviene)
Cala la tela
SECONDO ATTO
Il sipario si apre sul medesimo salotto. Tosca sta sparecchiando la tavola. Angiolino, lo zio vecchio e malaticcio di Pia, seduto su una poltrona.
Angiolino: (spazientito) Allora nina, icch la fa la tu mamma? La un viene? Che glielo hai detto che la volevo vedere?
Tosca: Glielo ho detto si! Ma la un si sente bene, l da ieri che la un tanto per la quale.
Angiolino: Vai, anche lei! Io poi, oggi un so icch mi sia saltato addosso. Come sto!
Tosca: Eh! La vedo, e non la vedo, si! Lha visuccio, sor Angiolino!
Angiolino: Tu dici, nina? Che mavr fatto male qualcosa? Si, perch ieri andai a un rinfresco....tu vedessi...tutto sciab! Una bardoria, uno sperperio di luci! Sera sposato la figliola della Bardotti, tu vedessi icch un cera da bere e da mangiare. Pareva una festa in Boboli! Io dico che mha fatto male la zuppa inglese....ne mangiai un bel po, la mha stomacato quasi!
Tosca: Oh sor Angiolino, alla sua et un fa mica bene abbuffarsi a rinfreschi, sa!
Angiolino: Tu dici, nina? Va a chiamare la tu mamma, fammi ipiacere! Va a chiamarla! Io, nella mi vita, ho finito le scale per andare dallo speziale e da idottore ma un mha mai giovato a nulla. La sora Armida la mha detto che la tu mamma la cura con le erbe: la fa i decotti, gli impiastri...chi lo sa che lei la un possa risolvere tutti i mi mali....lesta, nina va a chiamarla...o che sei sempre cost?
Tosca: (sbuffando) E vo, vo! Maremma che mignatta l questo! Accidenti a chi ce lha portato!
(Esce)
Angiolino: (parlando fra s e s)Ma come sono questi giovani doggi! Un pensan mica a chi sta male! Pensano a divertirsi, a svagarsi, a fare ichiasso....come la Pia.,la mi nipote, vedi! A volte gli dico: Pia, fammi i massaggi co i borotalco a questo braccio...oppure: Pia, preparami i pannicelli cardi per questa gamba...e lei? La struffia! La dice che lha dandare fori, che laspettano, che lha fissato! La un pensa mica a isu zio che ha fatto tanti sacrifici per lei! Tanto egoismo c nimondo....ora questa Cesira icch la pensa? Se qualcuno la manda a chiamare lha a sbrigassi a venire, no?
(Entrano Tosca e Cesira. Questultima ha laria sconvolta e si tampona di tanto in tanto la fronte con un fazzoletto)
Cesira: Sor Angiolino, che mi voleva?
Angiolino: Diamine, gli un ora che aspetto!
Tosca: Sie, gli cinque minuti che l qui! E gli anche troppo! Mha fatto un capo....
Cesira: Chetati Tosca! Labbia pazienza sor Angiolino, mi metto a sedere perch mi trema un po le gambe.
Angiolino: Anche a me! La sapesse, mi levo la mattina da i letto, vo per pigliare lorinale per fare un po dacqua e mi sento tutti i tremori alle gambe...se unne sto attento la fo di fori, da come trinquello. O icch sar, icch sar?
Tosca: (mentre Cesira si tampona le tempie con un fazzoletto) Ma icch lha mamma? La mi fa paura, un lho mai vista cos!
Angiolino: (piano) Vai, so venuto pefammi curare e questa l pi malata di me!
Cesira: Nulla, nulla sor Angiolino, laltro giorno ho avuto un abbasimento qui, nisalotto, e ora so un po debole ha capito!
Angiolino: Ho capito, ho capito! O io tempo fa un avevo preso a svenirmi. E battevo certe zuccate in terra da rimanerci. I dottore mi disse che avevo la pressione alta, mordin dei besalassi, e un mi so abbasito pi.
Tosca: Ma questo unn mica un omo, l un ospedale ambulante!
Cesira: Tosca, chetati! Dammi piuttosto un bicchier dacqua...lei sor Angiolino che vole qualcosa?
Angiolino: Sie brava, lha detto bene. (A Tosca) Nina, nella vetrina cha a essere una bottiglina di liquore. Dammene un gocciolino vai!
Tosca: Guardalo bellino, pare a casa sua!
Angiolino: (che ha sentito) Che vole sora Cesira, gli tanto che pratico questa famiglia che ormai conosco tutto di questa casa. So come di famiglia e poi la Pia e Oreste sono quasi fidanzati, sicch....
(Tosca sentendo queste parole rimane allibita e fa cadere il bicchiere a terra)
Cesira: O Tosca!
Tosca: O come lha fatto a cascarmi? Aspettate...vo a pigliare un cencio...o come ho fatto? (esce)
Angiolino: Allora, per tornare a noi sora Cesira...la senta io ho un gran malessere addosso...dolori da tutte le parti...un digerisco bene, ho sempre aria in pancia, un dormo n notte n giorno...la mi tasti, che avr la febbre?
Cesira: (toccandolo) Ma, un po carduccino l .
Angiolino: Madonnina degli angeli rosa!
Cesira: Macch, un mica nulla. La vada a letto a riposarsi e la faccia un infuso con la malva e la verbena. La vedr che tra qualche giorno la si sentir un altro!
Angiolino: La dice?
(rientra Tosca)
Tosca: (mentre pulisce, tra s e s) Io vorrei sapere ind ho icapo! O come ho fatto a buttarlo in terra?
Angiolino: Io la ringrazio tanto (alzandosi) Uh, come mi gira icapo!....Che me la manderebbe la su figliola a accompagnarmi, un abbia a cascare pela strada...
Cesira: Oddio, rimango sola!..(indugiando) Mah, veramente sha un monte da fare!
Tosca: Mamma la mi mandi! Ho proprio bisogno di una boccata daria! Mi pare dessere un uccello chiuso in gabbia!
Cesira: (angosciata) E se ritorna?
Tosca: Chie?
Cesira: ...la sora Armida...se la ritorna...
Tosca: E se la torna, nulla! Gli tutto a posto. In cucina ho belle fatto! La mi mandi!
Angiolino: (a Tosca) Ascolta, nina, che mi ci scappi te a quella bottega su i S.Lorenzo a pigliarmi la malva e la verbena?
Tosca: Ci posso anche scappare ma intendiamoci. io a ufo un fo nulla.
Cesira: Tosca!
Angiolino: Ti ricompenso si! Icch thai paura! E son di peridere questi giovani doggi!
Cesira: (sempre tamponandosi la faccia con un fazzoletto) Allora ascolta Tosca, se tu vai a quella bottega ...piglia anche un po derba da paura.
Tosca: Erba da paura, pe fanne icch?
Cesira: L pe una signora...qui vicino.
Angiolino: (curioso) Chi l? Chi l? Che la moglie di macellaio? Imarito laltro giorno la rincorse con un coltello da bottega...
Cesira: Ora la ne vole sapere un po troppe! La vada, la vada e te Tosca pena poco. Che tu sia qui tra dieci minuti.
Tosca: (tra s) Si, si. Dieci minuti un mi bastan davvero! Andiamo sor Angiolino la mi sappoggi! Oh, la un mi butti in terra anche me per! Leggero, la deve stare su..
(Escono)
(Cesira rimane sola, si tampona la fronte con un fazzoletto e si guarda intorno. Poi alza lentamente la tovaglia di pizzo che copre il tavolo e guarda sotto)
Cesira: (parlando a se stessa) Eppure bisogna che mi scota, un posso mica continuare cos. Bisogna che mi convinca che laltro giorno un ho visto n sentito nulla. Mi so trovata distesa su i tappeto e basta. (si alza, fa per rimettere la brocca dellacqua a posto) Sar stata la stanchezza, i viaggio..per...un mi son mica rimessa tanto bene.....seguita a farmi freddo.
(Le luci riabbassano, esce del fumo bianco dalla comune, entra Gioacchino vestito di bianco)
Gioacchino: (con voce spettrale) Cesiraaaaa!
Cesira: (le cade la brocca in mille pezzi) Ah! Oddo! Un altra volta....isor Cammelli, aiuto! (si copre la faccia con le mani per non vedere)
Gioacchino: (sempre con voce spettrale) Cesira! Un aver pauraaaaaa!
Cesira: Oddio, sento che mi piglia un accidente, ora! Perch mi succede di aver queste visioni? Oddio, mi manca la terra sotto i piedi....
Gioacchino: Cesira!
Cesira: (sempre coprendosi gli occhi) Va via, va via! Gesummio misericordia aiutami...c gli spiriti!
Gioacchino: (con voce normale) Senti Cesira, ora tu mhai belle stufato! Dopo tutta la fatica che ho fatto pe ven quaggi, abbi almeno la compiacenza di starmi a sentire!.
(Cesira lo guarda stupita a bocca aperta)
Gioacchino: (prosegue stizzito) Un tu mi fai chiacchierare! Laltro giorno unn ero nemmen finito dentrare, che paffete, tu mi sei cascata in terra come una pera cotta!
Cesira: Ma, unn un sogno...io vedo...i soCammelli!
Gioacchino: Se si fosse in un altro momento ti direi in carne e ossa ma ora un ti posso che dire in anima e spirito!
Cesira: Gesummio misericordia (facendosi il segno della croce) Ma lei l morto!
Gioacchino: Morto e sotterrato! Per, siccome avevo una faccendina da sistemare...
Cesira: L tornato in gi!
Gioacchino: Un aver paura Cesira...un ti fo nulla. Te tu hai a avere paura de vivi, no dei morti. Mettiamoci a sedere!
Cesira: (tremando) La un mi far nulla, vero?
Gioacchino: (scocciato) Ma tu sei dura, eh? Tho detto di no! Io mi seggo, eh! Tu mhai fatto straccare di nulla! In un primo tempo avevo preso a apparirti in sogno la niMugello, ma poi visto che sandava pe le lunghe...mi so fatto dare i permesso e so venuto di persona...
Cesira: (strabiliata) La s fatta dare i permesso?
Gioacchino: (gongolandosi) S, intendiamoci un lo danno mica a tutti, eh? Sai a me mi trattan bene, co ifatto che so stato fratello nella venerabile Misericordia...
Cesira: Ho belle capito! Bisogna ave gli accosti anche lass!
Gioacchino: Ora ascoltami bene Cesira, perch un ho tanto tempo: mhanno dato sette giorni. Uno tu me lhai belle fatto perdere.
Cesira: La ragiona bene lei sor Cammelli. Io per un so abituata a chiacchierare co morti....
Gioacchino: E ora tu ti ci abitui. Tu mi devi aiutare Cesira.... lo sai no come dicano? Una mano lava laltra....
Cesira: e tutte e due le lavano i viso.
Gioacchino: Brava! Se te taiuti me... io dopo aiuto te! Didil mi so fatto un po damicizie.... Quando sar i tu momento le chiuderanno un occhio... s perch garbata garbata un tu sei nemmen te, intendiamoci!
Cesira: Mah... ma aiutarla come sor Cammelli?... Icch dovrei fare?
Gioacchino: Ora te lo spiego. Te tu la conosci la mi moglie, lArmida. Gran donna, lavoratora, brava... per dacch son morto mi sembra che labbia perso un po i capo.
Cesira: Icch la intende dire?
Gioacchino: Mi ricordo i primi tempi, la vena tutti i giorni a i cimitero con certi mazzi di fiori! Anche troppo sperperio, dicevo, pe fanne icch tutti i giorni di un mazzo novo. La si metteva l a bocconi e la lustrava tutta la tomba. Poi la cominci a rallentare. La veniva ogni quindici giorni, poi una vorta a i mese. Ora c certe erbacce da vergognassi! Tu cercavi la malva? Tu vedessi quanta ce n laggi. Gli proprio vero: a santi vecchi un gli si d pi incenso!
Cesira: Ma sor Cammelli, icch la vole che gli dica... la sora Armida l ancora giovane... glielo dicevo anchio laltro giorno ni parlare...
Gioacchino: E vho sentito, lo so... Lei lha ancora degli impeti! Ma io non sono certo egoista da impedirgli di rifarsi una vita, anzi lavr caro ma ... no con quellAdelmo!
Cesira: Perch?
Gioacchino: Perch? L andata a farsi abbindolare dalla peggio specie. Da uno che gli piace spendere e spandere alla grande, un giocatore di cavalli, uno che diceva dessermi amico e invece un mira che a mi sordi. Gli ha fatto un monte di buchi, e ora pe tapparli si vuole accomodare con la mi vedova. E lei la pensa desse presa perch l bella!
Cesira: Ma icch la dice!
Gioacchino: La gli ha dato perfino i mi orologio doro...
Cesira: Ah, quello che gli ha perso?
Gioacchino: Lha, ma venduto a giocare a cavalli! AllArmida gli ha detto che lha perso...
Cesira: Davvero?
Gioacchino: Lui? Gli un astore di per ridere. Ruberebbe per infino i fumo alle candele e io, in questa faccenda, sentivo odor di bruciaticcio fin da lass.
Cesira: Sor Cammelli, per un ho capito una cosa: come mai l apparso a me e la un appare alla su moglie invece? Lha a discorrere con lei di questi affari intimi. Io, icch la vole che centri... io so una povera contadina...
Gioacchino: Cesira so apparso a te perch te... diciamo tu chai ... predisposizione per queste cose... tu hai certi poteri che lei lha un cha... e anzi, se larrivasse ora la un mi vedrebbe nemmeno... nessuno mi vedrebbe... solo a te t concesso.
Cesira: (pensandoci un po su) Sicch via, io dovrei fare da intermediaria fra lei e la sora Armida...
Gioacchino: ... Senti icch si fa: prima tu cerchi di persuadella che isor Adelmo unn per lei, poi se questo un valesse nulla... ci penso io!
Cesira: Icch lha in mente sor Cammelli?
Gioacchino: Qualche cosa invento... intanto io da ora un mi smovo di qui.(si siede incrociando le braccia con fare risoluto)
Cesira: (facendosi il segno della croce) Gesummio misericordia! (dopo una pausa) Via sor Cammelli, io ora avrei da preparare la cena...
Gioacchino: Tu eri tanto brava a fare da mangiare! Icch tu gli prepari stasera?
Cesira: Gli fo la trippa alla fiorentina...
Gioacchino: Uh, la trippa! E come tu la fai eh?
Cesira Eddie, ci vole dimorto! La taglio a striscioline e ci metto burro e cacio a scialo. O senn la si condisce con olio, pepe e sale e un po di cipolline fresche. L appetitosa anche a qui modo!
Gioacchino: Sta zitta, sta zitta! Cho lo spirito che mi si rivolta da i languorino. Si, perch vedi, lass come stare si sta bene... serviti e riveriti ,pare dessere a iGrand Hotel, ma in quanto a mangiare danno certe sbobe...
(Entra Tosca con lerba da paura in mano, seguita da Pia e Oreste)
Tosca: O mamma, che parla da sola?
Cesira: Io?...io...io...no!
Oreste Come no? Dallandito si sentiva dire...trippa... cipolline
Cesira: Ah si! Dicevo tra me e me che stasera per cena c trippa e cipolline.
Oreste: Che ceni qui Pia?
Pia: Bone le cipolline! Per si puzza dopo
Tosca: Ohi, ohi la sora marchesa! Tanto un tu nhai mica da baciare nessuno, sai?
Pia: (guardando Oreste con amore) Codesto tu lo dici te !
Gioacchino (soddisfatto) Guarda imi Oreste! Alto, bello, con le donne sempre
Dietro, tutto so p!
Cesira: (a Gioacchino) Ah, perch anche lei?
Oreste: Lei chi?
Cesira: (imbarazzata) Lei...lei intendevo dire...perch anche la Pia la rimane qui?
Oreste: Ma Cesira, o un s detto di s...ma che ti senti bene? (a Tosca) Guarda la tu mamma, la mi sembra un po svagata.
Cesira: ...Via, vo in cucina...so rimasta un po indietro...senn stasera un si mangia!
Gioacchino: Io resto qui a sorvegliare la faccenda...siamo intesi?
Cesira: Mah, si star a vedere...
(esce)
Oreste: (sconcertato) Si star a vedere icch?
Tosca: Guarda, la un s ricordata nemmeno dellerba da paura...ora gliela porto di l...mamma, mamma!
(esce)
Oreste: (seguendola con lo sguardo) Gi, ora che ci penso....ho dandare di l anchio. Intanto te mettiti comoda, Pia. Trappoco torna anche la mamma.
(esce)
Gioacchino: Sar! Ma per me gli tira pi la mora della bionda!
(Pia rimane sola si fa per dire e si siede tutta stizzita)
Pia: Quella li un la sopporto! Con quellaria da ingenua la sembra un santino appiccicato a imuro. E Oreste, da quando lha rivista?
Gioacchino: La bionda l gelosa!
Pia: (giungendo le mani) Ah Signore, te che vedi tutto, guarda anche me che so tanto bella e nessuno se naccorge!....Quelli che se ne accorgano un ci voglian credere perch sono invidiosi, astiosi e gelosi...
Gioacchino: E questa la vorrebbe sposare imi Oreste! Poera noi!
(Entra Adelmo)
Adelmo: Che permesso, si pole?
Gioacchino: Eccolo, guarda! Ora s che ci si diverte!
Adelmo: ( si avvicina a Pia con fare sornione) Oh Pia, tutta sola sola!
Gioacchino: No, proprio sola la unn !
Adelmo: Sa, sputacaso passavo di qui...cio proprio sputacaso no perch la sora Armida la mha invitato a cena...
Pia: Sono invitata anchio!
Adelmo: So contento! (avvicinandosi a le ancora di pi) Ah, Pia quando la guardo mi viene in mente...oh un salotto con le tendine a croc...la pendola nellangolo, penne di pavone infilate in alti vasi e una fanciulla bionda accanto alla finestra con un delicato ricamo tra le mani. Icch l filucchio, giornino o punto in croce?
Gioacchino: Se ne intende per per essere un omo! Un sar mica un po...
Adelmo: (avvicinandosi mentre Pia indietreggia) Pia, nome tenero e piccino...Pia, come qui passo della Divina Commedia...
Gioacchino: Per, la chiacchiera la un gli manca!
Adelmo: Pia deTolomei...bella come lei....Pia!
Gioacchino: Figlio dun cane! Questo la barzella, altroch!
Pia: (vezzosa) Via sor Adelmo...se la sentisse la sora Armida...
Adelmo: La sora Armida..gi qui baule!
Gioacchino: (sdegnato) Baule la mi Armida!
Pia: (imbarazzata) Ma icch fa Oreste? La scusi sor Adelmo ma vo a cercarlo di l.
Adelmo: Che scappa subito?
Pia: Si, ma torno...
Gioacchino: Sta a vedere che la ci starebbe anche lei!
(Pia esce)
Adelmo: (sedendosi in poltrona) Ah! Questa si che l vita! E trappoco, quando entrer in questa casa...allora s che ci sar da divertirsi...la Pia, la Tosca,e perch no? Anche la Cesira! L bella appannatotta! Un colpo anche a lei!
Gioacchino: (girandogli minacciosamente intorno) E quella grullerella della mi moglie la si rammaricava di me?
Adelmo: (ragionando tra s e s) Quando sar il marito dellArmida, mi voglio rifare tutto iguardaroba. Entrer ni cancello delle Cascine, alle corse, che sembrer un milorde...quarcosina comprer anche allArmida perch la un mi faccia sfigurare...perch io so essere bono e generoso!
Gioacchino: Chi, te? Per pigliare tu daresti icore!
Adelmo: (si avvicina alla vetrina e prende il ritratto del defunto in mano) E quando sar entrato qui tu sparisci anche te! Caro mio, icch tu ci voi fare, la t andata cos!
Gioacchino: (minaccioso) Un ti provare a rigirare il ritratto sai?
Adelmo: (capovolgendo il ritratto) Va a letto, vai!
Gioacchino: (facendo occhi di fuoco) Lha rigirato! (mostra i pugni)
Adelmo: (rabbrividendo) Per....brrr che freddo...m venuto fori tutti i bordoni...o che hanno lasciato la finestra aperta?
(Entra Tosca visibilmente acccigliata)
Tosca: (parlando da sola) Accidenti a quella l! Ero a discorrere con Oreste, si stava proprio bene, eccoti lei! Stavo in pensiero! Quando c da rompere le ova ni paniere quella l lasso!
Adelmo: Toschina, che c qualcosa daperto? Gli entrata una sizza....
Gioacchino: Te la do io la sizza a te!
Tosca: (scontrosa) Bonasera, sor Adelmo.
Adelmo: (avvicinandosi mieloso) Icch thai fatto Toschina, tu sei tutta imbronciata....
Tosca: Nulla ho fatto! (e siccome Adelmo la guarda incantato) L inutile che la stia l a guardarmi imbambolato!
Adelmo: (con tono enfatico e poetico) Ti guardo Tosca, e vedo...oh, una cucina campagnola, e fuori sullo scalino, dentro vecchie pentole di smalto rossiccio e scortecciato, vedo ibasilico, la salvia, ipepolino...
Tosca: A guardar me la vede ipepolino?
Gioacchino : Uh, come gli sonato!
Adelmo: (continuando imperterrito) Oh, una resta dagli e un mazzo di cipolle che pendono da un arpione....oh, le pentole di rame e la mezzina per prendere lacqua....una fanciulla scalza...(si avvicina)
Tosca: La un savvicini perch senn...(si guarda attorno come per cercare qualcosa da tirargli in testa e afferra il ritratto di Gioacchino) perch senn gli tiro questo!
Gioacchino: Oh, metti gi imi ritratto!
Adelmo: Se bona, se bona! Un ti fo mica nulla...anzi se tu ti comporti bene ti fo un regalino...che la vuoi una bella camicina nova coi pizzi, invece di codesta tutta stinta che tu chai?
Gioacchino: Ma sentite che delinquente gli quello!
Tosca: La camicina nova coi pizzi a me me la comprer imidamo! Lei semmai la si compri le scarpe di lana e la papalina e la vada a letto, vecchio cucco!(mette il ritratto a posto ed esce)
Gioacchino: Bene, brava, la lha messo a posto!
Adelmo: (capovolgendo di nuovo il ritratto) Vai, vai, anche tu ci cascherai nella rete!
Gioacchino: Oh guardate se un lha rigirato un altra volta!(gli misura uno scapaccione)
(Entra Armida)
Armida: Adelmo che sorpresa! Oh che di gi qui!
Gioacchino: Eccola va, la vedova inconsolabile! Ora siamo a icompleto!
Adelmo: Eh, un so potuto stare! Ho fatto prima di previsto e mi so detto: vediamo se, sputacaso...se sputacaso..(nel dire queste parole si trova proprio davanti a Gioacchino)
Gioacchino: Te tu sputi su i viso, altro che su icaso!
Adelmo: ...se la sora Armida l digi a casa! Che ho fatto bene?
Armida: Lha fatto benone, che si domanda! Per lappunto stasera ho fatto pi tardi..icch la ci vuole fare, sor Adelmo, il lavoro gli lavoro....
Gioacchino: E sai, lui lo sa!
Armida: La senta Adelmo, dellorologio poi...che ha guardato per bene in casa sua?
Adelmo: Ho guardato e riguardato, ma un lo trovo, via!
Gioacchino: Un lo trova no! A questora lha a ipolso quello delle scommesse alle Cascine!
Adelmo:Mi sembrava daverlo appoggiato suicassettone...
Armida: Via Adelmo, la guardi se la se lo fa venire in mente....
Adelmo: Mi sforzo!
Gioacchino: Un ti sforzare troppo,un tu te labbia a fare addosso!
Adelmo: Con questa storia dellorologio, sora Armida ...la mi fa sentire in colpacos un ho il coraggio di chiedergli...
Armida: Icch?
Adelmo: Vidi tempo fa. per la casa...no via...so troppo imbarazzato....
Armida: (avvicinandosi) Via su Adelmo, oh che gli metto soggezione?
Adelmo: (mettendosi di fronte a lei) La un mi guardi con quegli occhioni languidi sora Armida, perch senn....
(Gioacchino si mette in mezzo a loro minaccioso)
Armida: (rabbrividendo e staccandosi da lui) Brrr....oh che freddo s fatto tutto a un tratto?
Adelmo: Gi, mi pare ci sia un po di spifferi in questa casa...
Armida: Ma veramente, no. Via allora, icch la mi volea chiedere?
Adelmo: Tempo fa vidi per la casa un bel bastone co i pomo dargento, o almeno cos mi pareva...
Gioacchino Gli dargento, zuccone! Gli era imi bastone da passeggio!
Armida: Ah, bello vero? Gli era ibastone da passeggio di povero Gioacchino...(si volta verso il ritratto) O come mai l sempre rigirato questo ritratto?
Adelmo: (ridendo) Davvero sa? O icch c gli spiriti in questa casa?
Gioacchino: Fallo, fallo lo spiritoso! Ora taccomodo io! (gli tira una pacca sulla testa, poi voltandosi al cielo) Quando la ci vole, la ci vole!
Adelmo: O icch m cascato?
Armida: Ind?
Adelmo: In capo. Ho sentito una botta come se qualcuno mavesse tirato una zuppa, sa?
Armida: Sie, allora via, tornando a qui bastone....
Adelmo: Ecco...allora...dato che i mio s rotto...pensavo...se la me lo potesse imprestare sputacaso per un giorno o due...
Armida: (sorridendo) Ho belle capito...per sor Adelmo...intendiamoci. Io glielo impresto per la si ricordi che si chiama Pietro...la un faccia come lorologio, eh?
Gioacchino: (disperato si accascia su una sedia) Vai, un rivede pi sole!
Adelmo: Grazie, grazie, Armida...lei landr in Paradiso!
Gioacchino: Se la continua di questo passo, la un ci va, vai!
Armida: So sicura che anche i mi povero Gioacchino sarebbe contento, la guardi, se ora mapparisse davanti un mi farebbe punto spago. Gli direi: vero Gioacchino, tu sei contento se presto i tu bastone a isor Adelmo?
Gioacchino: Eh!!
Armida: Sicch via si pole fare, la un sia pi imbarazzato. Brrr..(vociando) Cesira, chiudete un po le finestre. Che avete i calori?
Cesira: Finestre? Le son tutte chiuse. (vede Gioacchino e le cade il piatto per terra) Ah!
Armida: Icch c, Cesira?
Gioacchino: Sta attenta Cesira, eh? Tra te e la tu figliola un vu fate che rompe roba, icch vavete le mani di burro?
Cesira: Scusate, ma ancora un cho fatto labitudine...
Armida: Labitudine? A icch?
Cesira: (imbarazzata) Ehm..labitudine....cio un mi ricordavo pi...
Armida: Un ti ricordavi pi icch?
Cesira: (sempre pi imbarazzata)...che i sor Adelmo lera a cena qui!
Armida: Cesira, un tu mi dirai mica che un tu hai preparato qualcosa in pi?
Adelmo: Un fa nulla, tanto io...sbelluzzico, sa....
Gioacchino: Sie, sbelluzzica lui. E mha votato la dispensa, mha votato!
Armida (sovvenendosi)Uh, giusto, avevo da fare unambasciata alla Pia. Chiamala Cesira!
(Entra Pia seguita da Tosca e Oreste che non fanno che sorridresi e guardarsi)
Cesira: Un importa, eccoli tutti e tre: son diventati inseparabili!
Tosca: (piano) Per forza, la ci sta sempre attaccata peggio di una mignatta!
Armida: Pia, abbi pazienza, m venuto in mente ora: itu zio ti vuole a casa subito!
Pia: (struffiando) Uh, ecco ci risiamo! Icch vole quelluggioso?
Armida: (prendendola da una parte) Mi ha detto che gli ha bevuto linfuso della Cesira. Meglio gli sta, ma...un fa che andare su i vaso. Gli meglio che tu vada!
Pia: Uh, sai che godio? (dispiaciuta) Allora via, sar per un altra volta...Oreste che maccompagni?
Oreste: (cercando una scusa) Mah, veramente m entrato un male a icapo!
Gioacchino: (mimando il verso delle corna) Trappoco mi sa che lha lei imale aicapo!
Pia: (mettendo il broncio) Una volta un ti pareva i vero di venirmi a accompagnare....
Armida: Via Pia che discorsi son codesti! Se si sente male un c da forzarlo, vero Oreste?
Oreste: (candidamente) Eh gi!
Armida: La sapete icch si fa sor Adelmo? La saccompagna noi la bambina. L buio, lha ragione, gli potrebbero dare noia!
Adelmo: E si fa du passi, vai. Gli stuzzicano lappetito!
Gioacchino: E un c bisogno di stuzzicartelo a te, vai!
Armida: Via Pia, allora si va.
(Pia, molto contrariata, esce seguita da Armida e Adelmo)
Tosca: Accidenti come la s impermalita!
Cesira: Chetati Tosca! (rivolta a Gioacchino) E lei la un va con loro?
Tosca: Lei chi?
Cesira: (ripete imbarazzata) Lei chi?
Tosca: Che lo so! La lha detto lei!
Gioacchino: O Cesira, tu fai certe figure!
Tosca: Ma che sicura mamma di sentirsi bene?
Cesira: Si, si, sta tranquilla. Torno in cucina.
Gioacchino: Via libera, vai, vai, che sto io a vegliarli.
(Si siede e Cesira esce)
Tosca: A me quella donna la mi preoccupa. Qundo la si ritrov sdraiata su i tappeto, laveva perso persin la parola. La un faceva che tremare. E bada ben che la mi mamma l una che la un ha paura nemmeno di diavolo! (e siccome Oreste la guarda intensamente) Oh, ma icch tu mi guardi?
Oreste: (dopo averla guardata a lungo, sorridendo) Ma lo sai che un tu sei punto cambiata?
Tosca: Ah no?
Oreste: Cio, voglio dire..di fuori, s, tu sei cambiata...tu sei pi..(mima le forme della ragazza)..pima dentro..dentro un tu sei cambiata, dentro tu sei la Tosca che ho conosciuto quandero bambino.
Tosca: (dandogli una sonora pacca sulle spalle) O Oreste, che te ne ricordi quando destate tu venivi in campagna...e si faceva i salti ni fienile?
Oreste: Gi! E poi si metteva i piedi nellacqua e co i retino si chiappava i pesci. Te teri brava...tu ne chiappavi pi di me..tu mi facevi una rabbia!
Gioacchino: (intromettendosi) Un p broccolino tu sei sempre stato, eh? La colpa per l di to ma!
Tosca: S, me ne ero accorta che tu eri un po geloso. Io ti chiamavo i signorino, perch ti mandavan fori sempre vestito a festa ma un tu mhai mai dato soggezione..anzi, mi divertivo pi con te che con le mi amiche di sempre, la Giulia e la Rosetta.
Oreste: Pe forza! Oh che eri una femmina te! Te teri un maschiaccio! Sempre pecampi a piedi scalzi...
Tosca: (facendosi rossa e guardando in terra) S...ma ora so cresciuta...
Oreste: (si avvicina lentamente) Tosca...io...
Gioacchino: Vai, ci siamo! Addio Pia!
(In quel mentre si sentono da fuori delle risate, poi Armida e Adelmo entrano)
Armida: (ridendo esageratamente) Uh, sor Adelmo! La mi fa pisciare addosso!
Gioacchino: La meglio l codesta!
Adelmo: L vero sa, successe a un mi amico di Settignano...
Armida: (vedendo i due giovani imbarazzati si ferma interdetta) Oh ragazzi icch vu fate?...Tosca che pronta la cena?
Tosca: La cena? Che cena? Ah la cena!
(Esce correndo))
Armida: (a Oreste) Icch tu gli hai fatto?
Oreste: (sorridendo) Icch gli ho fatto io? Icch lha fatto lei a me!
(esce)
Armida: Va a capirla questa benedetta giovent!
Gioacchino: E grulli come te un ce n pi! A tempo sono arrivati!
Armida: Lo sa icch fo Adelmo? Mentre saspetta vo a pigliargli i bastone.
Adelmo: Salgo con lei!
Gioacchino: E allora vengo su anchio! (al pubblico) Soli un li lascio, e se fa una mossa falsa...(misurando uno scapaccione)...le son pacchine!
(Esce al seguito dei due)
Cala la tela
Terzo atto
La scena si svolge nello stesso salotto. Sedute intorno alla tavola ci sono Tosca e le sue amiche Giulia e Rosetta, venute dalla campagna a trovarla.Le due ragazze sono vestite con abiti semplici e con i fazzoletti in testa, Tosca invece ha ormai assunto unaria pi raffinata.
Rosetta: (guardandosi intorno) E cos, vu vi siete sistemate proprio bene! Bella casa davvero! Elegante, di lusso, o che ti ci ritrovi eh?
Tosca: Mah, a dirti la verit, i primi giorni l stata dura ma ora comincio a farci labitudine.....
Giulia: (alzandosi e andando verso la vetrina) Guarda che bella vetrage, Rosetta. (apre lanta)
Guarda quanti bicchieri!
Tosca: (intervenendo) Chiudi! Che ti vuoi far riconoscere subito che tu vieni dalla campagna?
Giulia: (accennando al ritratto) E quello gli ipovero sor Cammelli, eh? Mi ricordo che quando comprava igelato a Oreste, lo comprava sempre anche a noi.
Rosetta: E come lavoro, icch tu fai eh? Icch tu fai?
Tosca: Mentre la mamma la sta in cucina, fo le faccende. C da rimettere a posto isalotto, la sala da pranzo....
Giulia: Ah perch, un mangiano in cucina?
Tosca: Ignorantona, o da dove tu vieni? Channo la sala da pranzo, bah! ....E poi c da rifare le camere: fo certe stracanate a rifare quella della sora Armida! Su iletto la tiene un affare di coperte che nemmeno, su icassettone lha un monte dammennicoli! A sporverarli tutti ti ci voglio!
Rosetta: O icch la ci tiene?
Tosca: Uhm, boccette, boccettine, statuine! Ogni tanto qualcheduna la mi va in terra.....
Giulia: E un ti brontolano?
Tosca: Loro no. Semmai l la mi mamma che la mallunga un nocchino.
Giulia: Te tu se sempre stata affortunata!
Rosetta: (curiosa) O dimmi dOreste?
Tosca: (sorridendo) Eh Oreste s fatto proprio un begiovanotto!
Rosetta: (ammiccando allamica) Guarda che faccia lha fatto, oh! Icch tu dici Giulia? Io dico che gli piace!
Tosca: (risentita) A chi? A me, sie! E poi ce lha di gi la dama.
Giulia: Davvero? E come l, come l?
Tosca: Oh quante vu ne volete sapere! L una tutta schiribillosa...
Rosetta: Scommetto che tu c avevi fatto un pensierino.....
Tosca: E nicapo tu ce nhai pochino! (tristemente) E poi....lei la un come me.....l tutta elegante...istruita....io un vo nemmeno a scola!
(Entra Cesira col vassoio del caffe sente le parole della figlia)
Cesira: Un te la prendere Toschina: ricordati che ipi delle volte, vale pi la pratica della grammatica!
Rosetta: Lha detto bene! Oh che cha fatto icaff, sora Cesira?
Cesira: Di certo! (scherzando) Senn vu tornate niMugello e vu mi portate per bocca. Vu dite: la sora Cesira lha messo su la boria, la un cha offerto nemmeno un veleno. (servendo il caff a Rosetta) Tieni nini! Lo zucchero gli l....metticene a scialo, un fare a miccino. (a Giulia) E te Giulia? Lhai trovato idamo?
Giulia: Macch sora Cesira...anzi se quando s preso icaff la mi d una guardatina ni fondo della tazza....
Tosca: (scettica) O icch tu credi a queste cose?
Cesira: La mi figliola l refrattaria. La un vo sentire parlare dincantare i bachi, segnare imalocchio n dei fondi di caff.
Rosetta: Un mi dire che te Tosca un tu sei curiosa?
Tosca: Curiosa so di certo! Ma io credo a icch vedo!
Giulia: (che ha gi finito di bere, porge la tazzina) Su, sora Cesira, la legga a me....
(tutte fanno capannello intorno a Cesira)
Cesira: (scrutando la tazzina e facendola oscillare) Uhm...vedo...vedo un giovanotto...
Giulia: Distinto?
Cesira: No, veramente pare un frate zoccolone....
Giulia: (dispiaciuta) E poi....
Cesira: E poi basta! Un mica icinematografo! Qui si vede uno cos e via!
Rosetta: (porgendo la sua tazza) E nella mia?
Cesira: Nella tua...nella tua...mi pare di vedere un campo...
Rosetta: (delusa) Un campo?
Cesira: :....santo!
Rosetta: Un camposanto?
Giulia: (dando una gomitata a Rosetta) E te tu mi volevi dare a intendere che un era vero nulla di te e dibecchino di Ronta....
Rosetta: Ma sta zitta!
(Si sente suonare ripetutamente il campanello))
Succhiello: (da fuori) Che si pole?
Cesira: Vai! Questo gli Succhiello.
Rosetta: Succhiello? Questa l una sorpresa davvero!
Tosca: Mica tanto! Ogni pochino l qui!(va ad aprire la porta)
(Entra Succhiello portando in spalla un ballino di patate)
Succhiello Bongiorno e quattrova!
Tosca: Vai, ritonfa!
Succhiello: Bada chi c! O voi icch vu ci fate?
Giulia: Siamo venute a far visita alla Tosca, e te?
Succhiello: Io so venuto a portare le patate e un regalino alla Tosca (estrae un cartoccio dalla giacca) Stiacciata unta alla lombarda, chi la vole l carda carda!
Tosca: (schifata) E la stiacciata unta tu la tenevi dentro la giacca?
Cesira: Grazie Succhiello, ma un tu ti dovevi disturbare...ringrazialo su, Tosca!
Tosca: (di malavoglia) .....azie!
Succhiello: Ora scappo perch ho da consegnare altri ballini di patate, per prima di ripigliare i barroccio e ire via , torno a salutarti, Tosca!
Tosca: Un ti disturbare!
Cesira: Chetati Tosca! Diamine, anzi gli fa piacere. A dopo, Succhiello.
Succhiello: (guardando Giulia come se la vedesse la prima volta) O Giulia, gli era un pezzo che non ti vedevo....ma lo sai che tu sei rimbelloccita?
Giulia: (pavoneggiandosi) Si?...anche te per ti vedo bene!
Tosca: Sta a vedere che i frate zoccolone gli lui!
Rosetta: Via, si va via anche noi. (alzandosi) S avuto tanto piacere di vederti Tosca, davvero. (baciandola) E se tu senti dire che cercano qualcuno a servizio, ricordati di noi.
Tosca: State tranquille!
Cesira: Tosca, o perch un tu vai a accompagnarle per un pezzo di strada?
Tosca: (felice) Davvero? Davvero posso andare mamma? Vi porto a vedere la bottega della sora Armida: lha certe stoffe, vu vedessi! Oggi la non sta tanto bene, sicch c Oreste a ibanco...
Cesira: Eccoci allacqua!
Rosetta: Andiamo via allora, peniamo poco.
Giulia: Succhiello, che vieni anche te?
Rosetta: Uh, ora perch gli ha detto che l rimbelloccita, vanesia...
Succhiello: Vengo se prima vu mi date una mano a consegnare le patate!
Giulia: Eddie, ci far spago, eh Rosetta?
(Escono ridendo)
Cesira: (rimasta sola) Ah, bella cosa esse giovani!(sospirando)...Oggi ancora isor Cammelli un s fatto vivo..cio morto...oh, insomma un si sa mai come parlare con lui. Eppure...bisogna trovi i coraggio e parli con la sora Armida, perch qui, i giorni passano e quello gli ha furia di tornare da dove gli venuto. Una settimana gli hanno dato: questa l la settimana di passione! Ve lo dico io! Per a raccontarlo un credibile!
(Entra Armida con laria molto stanca)
Armida: (tenendosi una mano sulla fronte) Uhm, questo tempo ragna! Ho una capaccina oggi da non stare ritta, guarda. Meno male che gli ito Oreste a bottega , senn la Pia da sola come la faceva? (guardandosi intorno) Che son ite via lamiche della Tosca?
Cesira: Si, le son sortite ora.
Armida: (sedendosi) Che c rimasto un gocciolino di caff?
Cesira: Si. Che lo vole?
Armida: (ripensandoci) No,vai. Cho lo stomaco tutto sottosopra...stanotte un ho fatto che razzolare, porta via ogni cosa.
(Dalla comune esce del fumo bianco ed entra Gioacchino col viso cereo e vestito di bianco)
Cesira: Ahhhh!(le cadono le tazze)
Armida: Oh Cesira, ma che stai bene?
Cesira: (raccogliendo i cocci) Si.....si...
Gioacchino: (a Cesira) Vai, la un ha rifatto i cocci! Che glielo hai detto?
Cesira: (scuote la testa per dire di no)
Gioacchino: (con un moto di stizza) E icch taspetti, nini. Siamo alle porte co sassi eh? Un c
tempo da perdere
Cesira: Ora glielo dico...
Armida: Come thai detto?
Cesira: No...dicevo...nulla
(Gioacchino fa un gesto dimpazienza)
Armida: Ah, cara la miCesira! Ci vole tanto coraggio a stare a questo mondo! Io a volte invece lo perdo e mi butto gi.....
Cesira: Perch, icch lha fatto?
Armida: Icch ho fatto, icch ho fatto....si sta male quando ci sha tutta la baracca sulle spalle.
Cesira: Suvvia sora Armida, e bisogna aver fede....
Armida: Fede? L lunica cosa che ho...dico sempre: Gesummio, se vu ci siete, salvatemi questanima se ce lho e mandatela in paradiso...se c!
Gioacchino: (spingendo Cesira) Vai ora, vai....
Cesira: Ecco...sora Armida..a proposito di paradiso....io laltro giorno...io insomma (Gioacchino le fa cenno di andare avanti) io ho visto....ho visto isor Cammelli!
Gioacchino: Oh finalmente tu lhai detto! (sedendosi come dopo una gran fatica)
Armida: (guardandola allibita) Chi tu hai visto?
Cesira: (scandendo bene le parole) Ho visto isor Gioacchino Cammelli!
Armida: (dopo una pausa in cui pensa di tutto, si alza di scatto e fa per andare alla porta)
Cesira: Ind la va?
Armida: Vo a chiamare i dottore.Gli un po di giorni che un tu stai tanto bene. Ma che ti fo lavorare troppo pe caso? No, dillo, un ti voglio mica fare ammalare!
Cesira: (correndo alla porta per trattenerla) No, la si fermi sora Armida....gli vero...la mi faccia spiegare...
Armida: (proseguendo verso la porta) No, no! Ti da una curettina per i nervi, tu vedrai dopo come tu stai bene.
Cesira: (parandosi davanti a lei) La mascolti sora Armida...
Armida: (un po stizzita) Senti Cesira, se un tu hai altri moccoli tu vai a letto a i buio....O non star a sentire queste bischerate?
Cesira: La mi lasci parlare e dopo la far come la crede: io lho visto!
Armida: (spazientita) Ma sentite icch si deve senti dire: portateceli morti meglio, senn si rizzano!
Gioacchino: Tu hai proprio ragione!
Armida: Ma ti rendi conto dicch tu dici? Per me tu vagelli, eh?
Cesira: Lho visto...lho visto gli dico....mamma mia come gli era bianco!
Armida: Senti Cesira, te tu incanterai i bachi ma a me un tu mincanti. Icch l questa storia?
Cesira: Ecco brava. La si metta a sedere che glielo spiego.
(Armida fa per mettersi sulla sedia dove seduto Gioacchino)
Gioacchino: (spalancando
le braccia) Vieni Armidona, in collo!
Armida: (cambiando idea e rabbrividendo) Brrrr, no, mi
voglio mettere qua. L c un freddo....
Cesira: Laltro giorno quando so abbasita, l perch mera apparso lui. Ebbi una di quelle paure! A dir la verit tutte le volte che viene mi piglia paura!
Gioacchino: Lha frantumato tutti i serviti!
Armida: (ironica) Ah,perch lui va e viene?
Cesira: (sottovoce, facendole segno di fare silenzio) Ssss, la faccia finta di nulla ma la bonanima l qui!Uh, mi vien tutti i bordoni!
Armida: L qui? E come mai io un lo vedo?
Cesira: Questo l il punto. Lo vedo solo io perch dice cho dei poteri.
Armida: (ironica) Vavia, vavia Cesira! Te tu dovevi fare la commediante!
Cesira: Gli vero icch dico, la faccia conto che sia vangelo...(vistasi al perso si rivolge a Gioacchino) Oh sor Cammelli, la centri lei, perch a me la un mi crede!
Armida: (sempre ironica) Ma come l convinta eh?
Gioacchino: (alzandosi) Ora gli fo vedere io! (avvicinandosi a Cesira) Digli che quando sand in viaggio di nozze...(le parla nellorecchio raccontando dei particolari) Diglielo vai!
Cesira: M ha detto di digli... che quando vu andasti a Livorno pe iviaggio di nozze...(le bisbiglia il fatto nellorecchio)
Armida: (alzandosi sconvolta) Co...come tu fai a sapere certe cose?
Cesira: Me lha detto lui ora!
Gioacchino: (proseguendo) E digli anche che una volta che Oreste gli era piccino e gli and in gita co iprete, noi si rimase soli e...(le bisbiglia nellorecchio)
Cesira: (scandalizzata)...Oh sor Cammelli!
Gioacchino: Diglielo, diglielo, senn la un ci crede!
Cesira: Dice che una volta, da piccino Oreste, gli and in gita co i prete...
Armida: Di certo alla Verna...
Cesira: Preciso! Voi vu rimanesti soli e...(le bisbiglia allorecchio)
Armida (accasciandosi sulla sedia) Gesummo misericordia! Chi... chi te lha detto?
Cesira: E dai! I su marito, i sor Cammelli, i defunto! Ora, in questo momento me lha detto!
Armida: (guardandosi intorno sconvolta) Unn possibile...unn vero...gli uno scherzo...
Cesira: Sie, uno scherzo! O come avrei fatto a sapere certi particolari intimi, secondo lei?
Armida: (tremando) Ma... ma...allora (si volta verso un angolo della stanza) Gioacchino...Gioacchino...
Cesira: Ma ind la guarda!( indicando dove seduto Gioacchino) Gli di l!
Armida: (sventolandosi con la mano) Oddio, mi viene una cardana!
Cesira: Via sora Armida, la un sabbasisca anche lei ora... unn mica nulla sa... gli l... a sedere bono bono.
Armida: (riavendosi un po) No, io un ci posso credere...un vero...se bona Cesira...
Gioacchino: Cesira! Digli se la si ricorda icch successe in quella pensione...(le bisbiglia il fatto nellorecchio)
Cesira: (rivolta a Gioacchino) Sor Cammelli, la mi stupisce! Lera ma un bel lazzerone, sa!
Gioacchino: (rivolto ad Cesira) E a te lha tha detto che ero morto sui topini a sugo? Ora tu lo sai ind son morto!
Cesira: (rivolta ad Armida) Dice qui la bonanima, che se ne ricorda in quella pensioncina allAbetone, quando la lo chiamava pucci pucci?
Armida: (diventando di mille colori) Zitta... zitta... anche questo! O allora... gli vero?... O icch vole? (girandosi a destra e a sinistra) Icch tu vuoi Gioacchino?
Gioacchino: Vai, siamo a i conquibusse! Spiegaglielo!
Cesira: (dispiaciuta) Peccato, Cavevo preso gusto a sapere tutte queste confidenze! (mettendosi anche lei seduta) Allora, i fatto gli che... la bonanima l venuta a sapere di lei... e di sor Adelmo...
Armida: Di sor Adelmo? (vergognandosi) Sie, nulla sai Gioacchino, gli uno cos... che viene ogni tanto...
Cesira: Guardi, l inutile che la cerchi di ricoprissi. La bonanima sa ogni cosa.
Armida: Sa ogni cosa?
Cesira: S, che lei l sola, la cha deglimpeti e tutto il resto. Ma di questo un gliene importerebbe un granch. L solo che un vole che la si rovini con uno come lui.
Armida: Rovinarsi... e perch?
Cesira: Perch i sor Adelmo l un mezzo delinquente, un truffatore, uno che gli spende tutti i soldi alle corse dei cavalli, un bighellone... gli ha venduto persino lorologio doro di sor Cammelli! Per giocare!
Armida: Codesto poi un lo credo! Lha perso!
Cesira: Lha raccontato a lei! Ora lo porta a i polso uno delle Cascine!
Gioacchino: E poi digli che gli un donnaiolo, che gli ha dato noia perfino alla Pia...
Cesira: (riferendo) Gli piace le donne, gli ha molestato perfino la Pia...
Gioacchino: ... e la Toschina! (si mette dallaltro lato della stanza)
Cesira: (ripetendo) E la Toschina! (poi ripensandoci) La Toschina? La mi figliola?... Brutto cane fetente che un altro... ora tu vedi... ne fo salsiccia...
Armida: (accasciandosi sulla sedia e piangendo) Nooo... un possibile... i sor Adelmo... capace di questo...
Cesira : E poi un per nulla vero che voleva metter su la botteghina dei bottoni. I soldi della caparra se gli sperperati tutti alle corse e con le donne. I sor Gioacchino gli ha inteso avvertirla... pe i su bene!
Armida: (piangendo) Oddio, oddio come mha preso in giro... o come ho a fare? (si volta dove prima era seduto Gioacchino) Gioacchino... Pucci Pucci... Perdonami!
Cesira : E gli di l, ora. La bonanima lha pensato di ricomprare lorologio da quello delle scommesse e poi sbattiglielo su i muso a i sor Adelmo e scacciarlo via come un cane...
Armida: (asciugandosi le lacrime) Si, tu di bene. Ma chi va ora alle Cascine?
Cesira: E vo io! La mi d un po di contante e vo a ricomprare questo benedetto orologio.
Armida: S, tieni. (va alla cassetta della vetrina, tira fuori i soldi, poi ci ripensa) Cesira, vien qua. (sottovoce) Ind gli ora?
Cesira: (ironica) Pucci Pucci? (indicando) Gli l!
Armida: (sottovoce) Io ho paura a stare sola con lui... un mabbia a fare qualcosa. Vengo con te! (con tono normale) E vo anchio Gioacchino! Questa povera donna un la posso mica mandare da sola a questora alle Cascine. Aspettaci... Si va e si torna in un fiatte. (minacciosa) E se davvero lorologio ce lha un altro a i polso!!! (poi tutta gentile) Te accomodati pure, piglia qualcosa, fa come tu fossi a casa tua... via, noi si va via!!
(le due donne escono)
Gioacchino: (sedendo soddisfatto) Vai, l fatta! Ora un vorrei essere in lui! (annusa laria circostante) Ah, che odorino viene dalla cucina! Questa l minestra di pane a i foco. Ah, brodo di fagioli, cavolo bianco e cavolo nero... (si avvia a occhi chiusi trasognato verso la cucina) bietola...patate...vo a razzolare i tegame senn gli sattacca ogni cosa (esce)
(entrano dalla comune Tosca e Oreste)
Oreste: Che vieni allora?
Tosca: (ridendo) Ma ind?
Oreste: Con me, allo scoppio di carro!
Tosca: E icch l?
Oreste: Come, un tu lo sai? I sabato santo a mezzogiorno, mentre tutte le chiese di Firenze le scampanano a festa, vien dato foco alla colombina...
Tosca: A una maschera?
Oreste: Ma tu sei proprio di campagna, sai? La colombina l un petardo a forma di colomba che da i Domo, correndo su un filo di metallo, la va a appiccare i foco a i carro, che da noi a Firenze chiamano i Brindellone. Quante cose avr da insegnarti!
Tosca: Insegnagliele alla Pia!
Oreste: Lei la le sa di gi! Mi preme dinsegnarle a te!
Tosca: (facendo finta di mettere il broncio) Un so mica pi una bambina sai?
Oreste: Lo so, lo so... Me ne so avvisto... (avvicinandosi) Senti Tosca...io ti volevo dire
Tosca: (trepidante) S?
Oreste: Io...
(Si sente una voce che chiama da fuori: la Pia)
Pia: Oreste, Oreste! Apri!
Tosca: Eccola, ti pareva!
Oreste: (va ad aprire un po infastidito) Icch c Pia?
Pia: (entrando) O come icch c? Tu sei scappato via senza chiudere nulla! Lascia almeno che ti riporti la chiave di bottega. Come la sta la tu mamma?
Oreste: Veramente un lo so. Un c nessuno in casa, son sortiti tutti.
Pia: (sospettosa) Icch vu siete soli?
Tosca: Davvero!
(Pia si guarda nervosamente intorno poi di scatto si mette a sedere)
Oreste: Icch tu fai?
Pia: Aspetto la sora Armida: gli ho da dire una cosa.
Oreste: E un tu poi aspettare a digliela dopo?
PIA: No, preferisco aspettarla ora. Un ti dispiace mica vero Oreste?
Oreste: (al contrario molto dispiaciuto) No, no, figurati! Via...(imbarazzato) io vo di l un momento... vi lascio sole...
(Oreste esce )
Pia: Un aver paura, un la mangio! (e siccome Tosca continua a guardarla insistentemente) Icch thai da guardare?
Tosca: Perch? Un si pole?
Pia: No un si pole!
Tosca: Si guarda loro che gli sciccheria, posso guardare te che tu sei una porcheria.
Pia: (alzandosi di scatto) Icch thai detto brutta contadina?... Certo di meglio un tu puoi dire, te che tu sei sempre stata tra i boscaioli, mietitori e barrocciai. E sta bene attenta a icch ti dico: fatti in l nina, perch Oreste piace a me intesi?
Tosca: Su gusti un ci si sputa. Bisogna vedere se tu piaci a lui!
Pia: Te un ti preoccupare. Ognuno da qui avanti far bene a tirare lacqua a i su mulino: si star a vedere chi la vince!
(Le due ragazze si mettono una a destra e una a sinistra dandosi le spalle, a braccia conserte.
Rientra Oreste che, vedendo che aria tira, non sa come smorzare la tensione.)
Oreste: Sentite figliole, una di queste sere sha andare a i teatro?
Tosca: A i teatro?
Oreste: S, alla Pergola!
Pia: (sarcastica) Sie, la sa assai lei di teatro della Pergola. A i massimo la conosce la pergola... delluva! (poi tutta gentile) Lo sai Oreste, la prossima domenica fanno la Pia de Tolomei... Ni quinto canto di Purgatorio c un celebre verso che dice: (savvicina a Oreste e gli sussurra) ricordati di me che son la Pia...
Tosca: ... la donna pi ignorante che ci sia...
Pia : (noncurante) ... Ricordati di me che son la Pia. Siena mi fe, disfecemi Maremma. Salsi colui che inanellata e pria, disposando mavea con la sua gemma... (vorrebbe cingere le spalle di lui ma Oreste si svincola)
Tosca: Un tu vedi che tu gli fai uggia!
Oreste (tergiversando) ... Senn si potrebbe andare a ballare!
Tosca: Io un ci so pe balli moderni... so ballare solo i trescone.
Pia: (ironica) Eddie, sullaia icch tu vuoi che labbia imparato, i tango e la polca?
Tosca: (fraintendendo e avvicinandosi minacciosa) Porca? Allaltro te lo dicevo, guarda!
Pia : (andandole incontro con le mani alzate) Icch tu credi di farmi paura? S, perch lei la ci gode a scatenare un vespaio, sai?
Oreste: (ripigliandola) Sta ferma te, vien qua!
Pia: No Oreste, io un la sopporto! Con tutto questo ficcare i becco, la mi fa uscire fori da gangheri quella l.
Tosca: Ficcare i becco? Ma icch tu vuoi cosina, mha invitato lui!
PIA: E allora bisogna sternarsi bene Oreste, perch co i piede su du staffe un si pole stare. Se... se ti piace lei... un c problemi... tu lo dici chiaro e tondo, un si fa mica tragedie... io mi ritiro per benino ni mi guscio.
Oreste: Ma a fare icch tu lo vuoi sapere?
Pia: (risentita) Cos, per ghiribizzo mio, per sfizio, va bene?
Oreste: (avvicinandosi imbarazzato) Ecco..vedi Pia...io da quando ho rivisto la Tosca...un lo so icch mi sia successo...lei l cos naturalegenuina
Pia: (in un crescendo dira) Ah, allora gli vero! E io un volevo credere ai mi occhi! Lei, lei, quella li lha fatto come la gatta di Masino, vedi!
Tosca: La gatta di Masino?
Pia: Si, quella gatta che la faceva finta di dormire e appena la poteva, zitta zitta, la faceva man bassa di tutto icch cera. (sul viso a Tosca)Tu me lha preso, ma sai icch ti dico? Ti faccia fogo, anzi che faccia fogo a tutte e due! (va verso la porta, poi torna indietro) E un ti credere bellino, tanto genuina la unn, la se lo d anche lei icinabrese alle gote!
(esce come una furia)
Tosca: Accidenti, meno male la si ritirava per benino nisu guscio....la pareva morsa dalla tarantola!
(Esce il fumo bianco e contemporaneamente entra Gioacchino)
Gioacchino: O icch gli era qui voco? (vedendo i due che si guardano teneramente) Ah, ho capito, la deve essere stata la bionda!(fa il verso delle corna)
Oreste: (guardandola teneramente negli occhi) Un me ne importa nulla! Ora ho capito che voglio bene solo a te!
Gioacchino: Oh, tanto ton che piovve! Finalmente tu gliel hai detto!
Tosca: Senti, se tu credi di pigliarmi in giro, thai sbagliato uscio!
Oretse: Sta zitta, sta zitta. (attirandola a se) Vien qua....
Gioacchino: (guardandoli) Ovvia, ci siamo!
(Si sente una voce che chiama da fuori: Angiolino, lo zio di Pia)
Angiolino: Sora Cesira, sora Cesira!
Oreste: (infastidito) Maremma cane, chi c ora?
Angiolino: SoAngiolino, lo zio della Pia!
Gioacchino: Ma questa casa l diventata un porto di mare.....
(Oreste, tutto contrariato, va ad aprire)
Angiolino: Icch lha fatto la mi nipote? Lho incontrata alla cantonata,la piangeva come una vite tagliata e la correva come i vento, manca poco la mi butta in terra....
Oreste: (imbarazzato) Ecco sor Angiolino....gli successo...
Tosca: (intervenendo)...Gli successo che alla su nipote gli s sciorto icorpo e la se l fatta addosso. La piangeva perch la sera imbrattata tutta....
Oreste: Tosca!
Angiolino: Vai, lo dicevo io! Per me cha fatto male quelle rape che si mangi ier sera. Anchio un vo punto normale( avvicinandosi a Oreste) Sa, nini..la fo...un po...
Oreste: (infastidito) La vada in l con codesti discorsi!
Gioacchino: Guarda che articolo gli anche questo!
Angiolino No, facevo pe dirgli icch e icome. La un c la Cesira?
Tosca: No, l fori. (invitandolo a uscire) Sicch se la vole tornare dopo.
Angiolino: (sedendosi) Bambini mia, come sto oggi!Gli volevo giusto dire che con quellinfuso che la maveva ordinato, so stato un po meglio...e ora volevo sentire se la caveva qualcosa per qui (indicandosi la schiena) perch ho un dolo a pormoni, che mi leva irespiro. Un posso nemmen fiatare!
Oreste: Codesto un si direbbe, la un s chetato un minuto!
Angiolino: O come potrei fare? (rivolto a Tosca)Te nina, un tu mi sai dire nulla?
Tosca: (come colpita da unilluminazione) Diamine! So la figliola della Cesira: qualcosa ho imparato anchio. La si riposi un po e la un vada tanto in giro per le case a chiacchierare, nteso, perch pi la chiacchiera pi gli entra aria in bocca e dalla bocca la gli fa tutto un giro e la va a finire a pormoni. (gli tira una gran pacca dietro) E dopo per forza gli fanno male!
Angiolino: Tu dici, nina?
Tosca: Bah, o la un lo sa? La dia retta a me e la stia alle regole. La vedr come si sta meglio tutti, dopo.
Angiolino: Allora nina, vo eh?
Tosca: La vada, la vada...e la gli strizzi un po di limoni alla su nipote....
Angiolino: Si vah, tu di bene!
(Esce)
Gioacchino: Vai, lha liquidato anche izio! Certo vah, lui e un clistere di semelli duri l tuttuno!
Oreste: (guardandola con amore) Ma lo sai che la un si ritrova un altra come te neanche a cercarla coi lanternino...tu sei pi unica che rara....
Tosca: (ridendo) Ungi meno! Ungi meno!
Si sente improvvisamente un grande strepito: donne che urlano e una voce di uomo che grida aiuto. Entrano Cesira e Armida trascinando Adelmo tutto spettinato, con un livido intorno allocchio e grondante sangue dal naso. Armida brandisce il bastone con il pomo dargento)
Gioacchino: Le devono aver trovato lorologio e il truffatore!
Armida: (urlando) Delinquente, assassino!
Cesira: Sudiciume che unn altro!
Armida: Ecco, ora che nha buscate pei verso, che lhanno visto tutti nella via...
Adelmo: (balbettando) Ma icch vho fatto? Armida, tesoro..
Armida: (tirandogli una bastonata in testa) Tesoro un corno!
Oreste: (cercando di levarle il bastone di mano ) O mamma, o che impazzita?
Tosca: (a Cesira) Mamma, ma icch vu fate?
Cesira: Si disf con le nostre mani stasera, guarda! Cos gli impara a darti noia!
Oreste: (fuori di s) Icch? Dar noia alla miTosca? (lo agguanta per il collo e lo sbatacchia)
Gioacchino: Dagliele sode!
Armida: Fermo, fermo ! Lo voglio massacrare da me!(gli vanno tutti sopra per picchiarlo)
Gioacchino: (che osserva soddisfatto la scena) Se continuano cos, mi tocca farlo insieme a lui iviaggio di ritorno lass....
Tosca: (urlando) Basta, basta vu lammazzate!(tutti si fermano) Ma mi dite icch gli ha fatto una bona volta?
Armida: (ansante per la lotta estrae dal petto lorologio) Guarda, un laveva perso...
Tosca: (che non capisce) E se un lha perso vu lo picchiate?
Armida: (continuando a sbatacchiarlo) Isignorino laveva venduto per giocare a cavalli...e la caparra per la botteghina ha fatto la stessa fine...lui un voleva me...voleva i misoldi, questinfame!
Cesira: E poi se si riprova a dar noia alle ragazzine a questo vecchio bischero gli strappo tutti i capelli che gli ha in capo!
Adelmo: (ansimando) Ma...ma...come avete fatto a sapere...certe cose...sputacaso...
Armida: Per fortuna c stato qualcuno, diciamo un angelo, che cha voluto bene e cha avvertito....
Gioacchino: (gongolando) Accidenti! Ora so diventato un angelo, addirittura!
Armida: E ora via, fora da questa casa e che la un mi capiti pi a tiro senn dalle manate gli trasformo i connotati!
(Adelmo si alza lentamente, barcolla, poi ricade a terra; in quel mentre entra Succhiello)
Succhiello: Si pole? C luscio aperto (vedendo Adelmo) Uh, isor Adelmo! Icch gli ha avuto, un cascamento?
Gioacchino: Si, gli cascato in un nugolo di cazzotti!
Succhiello: A guardar bene come s conciato, par che sia infilato sotto a un treno..
Armida: Succhiello, chi ti manda? Ti manda Iddio! Te thai forza, piglialo come un ballino di patate e portalo gi!
Succhiello: Ma...ma...
Armida: Via, fammi questo piacere. Caricalo su i barroccio e portalo a casa sua.
Cesira: Pena poco, via. Taiuta anche Oreste. (voltandosi verso il giovane vede che tiene la sua mano in quella di Tosca) O....o codeste mani?
Oreste: Dopo glielo spiego. (si accinge ad aiutare Succhiello)
Gioacchino: O Cesira, mi pare ci sia poco da spiegare (fa il segno di unire le dita) Ora si diventa anche con suoceri!
Tosca: Vaiuto anchio...vai piglialo cos...
Succhiello: (voltandosi verso Tosca e lasciando andare Adelmo che ricade malamente a terra) Ah Toschina...ti volevo dire che nei prossimi giorni un torno...perch ho fissato daccompagnare la Giulia da una signora per un lavoro...e sicch...sai com....
Tosca: (ridendo) Ho capito, ho capito. Sta a vedere che mi toccher crederci davvero nefondi di caff.
(Escono tutti e tre sollevando Adelmo, seguiti da Armida)
Armida: Aspettate, guardo che un ci sia nessuno per la strada!
(esce)
Gioacchino: (rimasto solo con Cesira e sospirando) Eh! E ora la mi missione l finita....
Cesira: Che va via di gi, sor Cammelli?
Gioacchino: Eh si!
Cesira: Ma lo sa che dopo tutta la paura che la mha fatto pigliare, quasi quasi mi dispiace...
Gioacchino: Eh via, pu darsi che fra un pochino ci si riveda.
Cesira: (sgomenta fa gli scongiuri) Per lamor di Dio!
Gioacchino: No, icch thai capito...dico che se lArmida la si rificca in qualche altro guaio, mi fo dare un altro permessino e vengo gi...
Cesira: (timidamente fa per dargli la mano poi la ritira)Via, allora...alla rivista...
Gioacchino: Ah Cesira, toglimi una curiosit
Cesira: La dica...
Gioacchino: Icch tu gli fai domani da mangiare?
Cesira: Gli fo la panzanella. La la potesse portar via gliela metterei in un tegamino....
Gioacchino: (con aria trasognata) La panzanella! Me la sogno giorno e notte!(mentre si avvia a uscire) I pane a rinvenire, cipolle, pomodori,cetrioli, basilico, tutto condito con olio e aceto...(si ferma sulla porta e si volta)....Cesira?
Cesira: Si?
Gioacchino: (sorridendole) Grazie, grazie davvero!
(esce accompagnato da sbuffi di fumo bianco)
Cesira: (seguendolo con lo sguardo) Eppure mi vien da piangere...
(Rientra Armida tutta trafelata)
Armida: (sottovoce) Che sempre qui?
Cesira: (fingendo) Ah si, eccolo l!
Armida: E icch dice, icch dice?
Cesira: (inventando l per l) Dice che gli contento ma vole che lei la vada subito a comprare un mazzo di fiori freschi per la tomba...
Armida: (impaurita) Si...si...
Cesira: ....che la ripulisca da tutte le erbacce che c cresciuto...
Armida: Si...si...
Cesira: .....e come ultima cosa...che la dia laumento alla Cesira perch....(rivolta al pubblico) la se lo merita, no?
CALA LA TELA
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