Monologhi

Francesco Randazzo

Francesco Randazzo

Monologhi

ATTO INVOLONTARIO

UN CARILLON SUONA UNA CANZONCINA PER BAMBINI. IL

RESPIRO DELL' UOMO SI SOVRAPPONE AL MOTIVETTO. POI

UNO SCATTO SECCO INDICA LA BRUSCA CHIUSURA DEL

MECCANISMO. LA MUSICA CESSA. PASSI ALL'ESTERNO. UNA

PORTA CHE SBATTE.

IN SOTTOFONDO RUMORE DI TRAFFICO E VOCI.

IMPROVVISAMENTE VOCI DI BAMBINI LONTANI EMERGONO.

IL RESPIRO SI FA AFFANNATO, LE VOCI DEI BAMBINI

CRESCONO MENTRE L'UOMO SI AGITA PER LA STANZA. LE

VOCI SONO CHIARE ADESSO, UN GRUPPO DI BAMBINI STA

CANTANDO UN GIROTONDO. L'UOMO SI SIEDE E COMINCIA

A PARLARE. ANCORA AFFANNATO.

X

non possibile. io non ce la faccio pi. non riesco a dimenticare.

impossibile. il fatto che non lo controllo. un atto involontario.

assolutamente. come il singhiozzo. va e viene, all'improvviso. e a volte,

sempre pi spesso ormai, pare che non debba mai finire. ultimamente

sempre pi spesso.

atroce. insopportabile. capirei se fossi vecchio. sarebbe normale.

almeno penso. per me, ho sempre pensato che fosse l'attivit principale

dei vecchi, delle persone alla fine della loro vita. niente ormai davanti.

mi sbagliavo. oppure che si comincia ad invecchiare da giovani. io

sono giovane.

almeno credo. ho

PAUSA. IL SUO RESPIRO PIU' REGOLARE. MA NERVOSO.

OGNI TANTO, LONTANO, IL TRAFFICO MISTO A VOCI E

STORMIRE DI FOGLIE, FLUIRE DI FONTANE.

tre anni pi di mio padre e undici pi di mia madre, s perch mio

padre pi vecchio di mia madre di nove anni, in effetti cos, adesso,

mentre sto parlando, io ho esattamente tre anni in pi di quelli che

aveva mio padre, quando io sono nato e undici pi di mia madre,

sempre quando sono nato io. solo che io non sono sposato. e non ho

nemmeno un figlio di tre anni. e neppure un figlio appena nato.

nemmeno una donna, se per questo. insomma ho trent'anni. e forse

sono gi vecchio. o comincio a diventarlo. e questa cosa che mi

tormenta. i ricordi. sono gi pieno di ricordi.

non possibile. non riesco a dimenticare. impossibile. il fatto che

non lo controllo. un atto involontario. assolutamente. io ricordo tutto.

tutto della mia vita, intendo. atroce. come si fa a sopportarlo? certe

volte mi sembra di impazzire. troppe. troppe. troppe cose. anche inutili.

anche crudeli. soprattutto le cose peggiori. che sono quelle che ricordo

meglio.

IN SOTTOFONDO, COME UN'ECO LONTANA CHE VIENE DAL

FONDO DEI RUMORI DELLA CITT E DEL GIARDINO, LO

SFERRAGLIARE DI TRENI IN PARTENZA E IN ARRIVO.

l'altro giorno per la strada ho visto un vecchio. un tipico vecchietto

curvo e magro dall'aria desolata e tanto implacabile da risultare

simpatico o allo stesso modo, ridicolo o anche patetico. per lo pi

indifferente. questo era ancora pi strano. a passetti traballanti ma

precisi s'avvicinava ai ragazzi fermi a ciondolare, ero nei pressi della

stazione ferroviaria, erano circa le sei del pomeriggio, e quel vecchietto

insospettabile s'avvicinava ai ragazzi e gli strizzava il sesso. preciso.

sistematico.

GRIDA DI RAGAZZI E RISATE.

senza perdersi d'animo tutte le volte che veniva scacciato via. la gente

rideva e lo prendeva in giro. i ragazzi reagivano male, schifati o

semplicemente infastiditi, insultandolo. lui era del tutto indifferente a

queste reazioni delle persone. perseguiva il suo scopo. non aveva pi

nulla da perdere. e, lo sapeva, niente da guadagnare. obbediva al

ricordo primario della sua vita. era omosessuale. o meglio era un

vecchio omosessuale che obbediva a quello che era stato un suo

bisogno primario.

IN SOTTOFONDO, IL TICCHETTIO DI UN OROLOGIO,

CONTINUO, INESORABILE, FINO A: "LO ODIO".

in fondo non importante che fosse omosessuale, il fatto cruciale che

era un uomo, vecchio, e non aveva pi nulla da perdere, che ricordava

e riviveva un ricordo come se non fosse tale. era tornato indietro nel

tempo. faceva, pi spudoratamente, ci che avrebbe fatto da giovane.

purtroppo era vecchio.

nonostante l'illusione era rimasto vecchio. magari fra qualche giorno

sar morto. lo spero. perch - perch s - mi ha fatto stare male. era

privo di presente, era un ricordo che si muoveva nel suo sarcofago di

pelle avvizzita, era orribile. triste. angosciante. sono sicuro che nel

sonno pianga. s sono sicuro che la mattina si svegli piangendo e

nell'attimo in cui apre gli occhi si ricordi di tutta la sua vita, di essere

solo un vecchio alienato e per non continuare a piangere, fra tutti i

ricordi scelga quello che gli ha dato pi piacere e lo creda reale,

presente, utile, l'unico possibile per continuare a vivere. spero che

muoia. l'ho compatito tanto che. lo odio.

io, per fortuna, non sono omosessuale. ma sto invecchiando. e forse

quando sar al limite ultimo della vecchiaia, curvo e traballante andr in

giro a strizzare il culo alle bambine o mostrer il mio sesso distrutto

alle baby sitter che la mattina portano i bambini ai giardini pubblici.

allora sar meglio che anche io muoia.

non crudelt, la mia. e nemmeno moralismo.

PAUSA.

piet.

GRIDA DI BAMBINI CHE LITIGANO.

adesso. ho solo trent'anni. e ricordo tutto. impossibile. il fatto che

non lo controllo. un atto involontario. assolutamente.

non vorrei. non vorrei ricordare nulla. invece, una tortura.

L'UOMO SI ALZA.LO SCROSCIO DELLA FONTANA CRESCE.

la rivedo ancora. con un vestitino bianco a fiorellini sfumati, rossi e blu.

la testolina bionda, la pelle bianca e due occhioni belli come due pesci

tropicali. mi sorride. e anche io le sorrido. ci siamo appena incontrati.

per caso. lei era davanti a me. le caduto qualcosa di mano. io mi sono

affrettato a raccoglierla e gliel'ho ridata. un sorriso e un grazie. cos ci

siamo conosciuti.

PIANGE. SILENZIO.

poi rivedo le sue scarpe. ha i piedi piccoli e graziosi. cammina a passi

brevi e svelti. un piacere guardarla. ha una voce bellissima che tintinna

su tutte le vocali, come se il suo alfabeto ridesse, un'espressione

continua di gioia pura. non ha fretta d'andare via. si trova bene con me.

io sono al settimo cielo. parliamo di tutto. cose amene, divertenti. non

ha una gran cultura ma piena di spirito, trova belle moltissime cose

che di solito io non guardo nemmeno. lattine. pezzi di legno. frammenti

di vetri colorati.

IN SOTTOFONDO LONTANO, IL RUMORE DI UN CAMION

MACINA RIFIUTI.

raccoglie tutto. e me lo fa vedere come fosse un tesoro ritrovato. su

ogni cosa ha una storia fantastica da raccontare: da dove viene, di chi

era, perch stava l per terra dove l'ha raccolta. le sue mani

accompagnano le parole con gesti rotondi, disegna nell'aria cerchi su

cerchi, sfere di fiaba su quegli oggetti altrimenti insignificanti.

VA VIA IL SOTTOFONDO DEL RUMORE DEL CAMION

SOSTITUITO DAL CARILLON INIZIALE.

mi ero innamorato. volevo amarla per sempre. essere felice con lei. non

come con le altre. una vera storia d'amore a lieto fine.

IL CARILLON SI BLOCCA MENTRE IL RESPIRO DELL'UOMO SI

FA IRREGOLARE.

non riesco a dimenticare. impossibile. il fatto che non lo controllo.

un atto involontario. assolutamente. ormai avviene di continuo. ho

sempre lei davanti agli occhi. anche se adesso non c' pi. anche se

vorrei dimenticarla. dovrei dimenticarla. finita. eppure ogni attimo,

ovunque, la vedo.

davanti a me. sta correndo. felice. come me. ormai un mese, trenta

meravigliosi lunghi giorni che la nostra storia d'amore dura. ci vediamo

ogni giorno. la cosa straordinaria che non ci diamo nessun

appuntamento. nessun obbligo o dovere ci imposto l'uno dall'altro. e

proprio per questo sappiamo incontrarci, sempre. dappertutto. ogni

volta come fosse la prima volta, ogni volta una nuova scoperta.

troppo bello. ho paura che non possa durare. sento che le mani

incominciano a sudarmi, mi capita sempre quando ho paura. ma di cosa

ho paura? tutto perfetto. sono innamorato. felicemente innamorato

della migliore e pi bella creatura del mondo. sono pieno di gioia, non

sono mai stato tanto felice. eppure.

LONTANISSIMO, IL CARILLON RIPRENDE A SUONARE, IL

RESPIRO DELL'UOMO AFFANNATO.

non riesco a dimenticare. impossibile. il fatto che non lo controllo.

un atto involontario. assolutamente. il passato mi invade e mi tormenta.

il passato remoto ha distrutto il passato prossimo e il presente non pi

che un ricordo. il mio futuro gi quello di un vecchio. non possibile.

io non ce la faccio pi.

si chiamava.

PAUSA. CERCA DI CALMARSI, MA NON CI RIESCE.

no!

non voglio ricordare. non me lo ricordo. non lo so.

mi tremavano le mani e mi sudavano. ogni giorno di pi. con l'amore

cresceva la paura. sapevo, lo sapevo lo sapevo che tutto sarebbe finito

in quel modo. ma l'amore mi accecava. m'illudeva.

IL CARILLON TACE.

voglio dimenticare dimenticare dimenticare. tutto. anche il mio nome.

e quel vecchio! quel vecchio porco. quel vecchio frocio. alla stazione. a

toccare i ragazzi. che schifo! morto morto morto! spero che sia morto.

PAUSA. DI NUOVO IL RUMORE DELLA MACCHINA MACINA

RIFIUTI, PRIMA LONTANA, POI IN CRESCENDO FINO AL

MASSIMO DI VOLUME INSIEME AL GRIDO DELL'UOMO.

poi successo. di nuovo. come sempre.

le mani mi sudavano, tutto il mio corpo sudava, tremavo ed avevo

paura. e vedo la paura anche nei suoi occhi quando mi vide cos. gridai.

gridai gridai forte mentre la stringevo a me e lei non capiva non capiva

quello che dicevo. e sbagli. scapp via. la mia mano! la mia mano che

l'afferra, la mia mano sudata che la fruga. il suo grido il mio grido i suoi

occhi i miei occhi. furia furia furia la mia furia la mia paura furiosa il suo

morso la mia mano che la penetra dentro la mia mano che la invade, la

mia mano potente la mia mano dentro dentro sempre pi dentro

AaaaaaaaaaaaA

IL GRIDO DOPPIO: DELL'UOMO E DELLA MACCHINA.

si spaccata come un'albicocca. con l'altra mano avevo tirato troppo.

troppo forte. cos, come un'albicocca, con due polpe gocciolanti in

mano, l'ho gettata in un cassonetto.

nella spazzatura. come un'albicocca.

L'UOMO CORRE INVASATO PER LA STANZA BATTENDO

CONTRO LE PARETI, CADENDO E RIALZANDOSI.

l'ho chiamata. l'ho cercata. tutto il giorno. Mariolina Mariolina Mariolina

Mariolina. e mentre la cercavo mi ricordavo di Giulia Giulia Giulia e

mentre la cercavo chiamavo chiamavo Chiara Chiara Chiara e mentre

la chiamavo cercavo cercavo Silvia Silvia Silvia e Luisa Luisa Marcella

MarcellaaaaaaaaaaaaaaA

PAUSA. SFINITO. RITORNANO LE VOCI DEL GIROTONDO DI

BAMBINI. L'UOMO SI SIEDE.

basta. non ce la faccio pi. non riesco a dimenticare. impossibile. il

fatto che non lo controllo. un atto involontario. assolutamente. come

il singhiozzo. va e viene, all'improvviso. e a volte, sempre pi spesso

ormai, pare che non debba mai finire. ultimamente sempre pi spesso.

atroce. insopportabile. devo vivere.

PAUSA. LUNGO SILENZIO.

spero che sia morto quel vecchio. sarebbe giusto cos.

DA SOTTO LA SEDIA TIRA FUORI UNA BAMBOLA, SE LA

METTE IN BRACCIO E LA CULLA. LA SUA NINNA NANNA UN

SINGHIOZZO.

SORRIDE.

1994


CONDUTTURE

UNA STANZA SPOGLIA, CON SOLO POCO ARREDO, UN

TAVOLINO DA CAFF, DUE SEDIE, UNA RADIO, ALCUNI

LIBRI E GIORNALI. UN TUBO DA DOCCIA SCENDE GIU' DAL

SOFFITTO A MO' DI LAMPADARIO. SULLO SFONDO

APPAIONO IMMAGINI DIVERSE A SECONDO DELLE PAROLE

DEL PERSONAGGIO.

UN UOMO, IN PENOMBRA, COMINCIA A PARLARE, MANO A

MANO LA LUCE SCOPRIR LUI E GLI OGGETTI E IL SUO

STRANO MA LOGICO TESTAMENTO. INDOSSA UNA TUTA DA

IDRAULICO MA SOTTO IN CAMICIA E CRAVATTA, SOPRA

PORTA UNA GIACCA D'ABITO. IL SUO NOME PETER.

PETER

rumori. gorgogli. infinite glottidi gargariscenti. ugole profonde e

ramificate. liquidi aspiratori. vomitatoi infiniti e servizievoli. rutto di

citt. orecchi senza timpani e bocche senza labbra di palazzi, case, ville,

uffici, casupole, ospedali, garonniere, stazioni, aeroporti, ministeri e

municipi. scheletro nervoso, arterioso reticolo di azzurra vitalit.

tentacolari cannucce della grande bibita, aracnide alluminoso, narghil

delle calure, cattedrale della liquida santa, tempio antisolare, maschio

ricettacolo del femminil flusso. singolare e plurale. pieno e vuoto. stasi e

movimento. pausa e sinfonia.

a voi ho dedicato la vita, ho creduto nel vostro mistero e ho conosciuto

cose che tutti potrebbero conoscere ma di cui nessuno si cura, perch

sono nascoste, occultate dall'uso quotidiano.

io faccio l'idraulico.

sto parlando dei tubi.

ovviamente.

successo tutto molto velocemente. ma i fatti, che sono poi la nuda

realt, sono avvenuti a causa di rapporti intervenuti fra cose preesistenti.

e dunque gi come se questi fatti siano stati prima del loro

accadere. non sto parlando di un puro rapporto di causalit, non in

senso comune. Ludwig, un mio amico filosofo, mi ha spiegato queste

cose. e le ha scritte. infatti il mio amico Ludwig morto. credo prima

ancora che io nascessi. dodici anni prima, se si fa il conto fra la sua data

di morte e quella della mia nascita.

"i fatti nello spazio logico sono il mondo... ci che accade, il fatto, il

sussistere di stati di cose... essenziale alla cosa poter essere la parte

costitutiva d'uno stato di cose... nella logica nulla accidentale: se la

cosa pu occorrere nello stato di cose, la possibilit dello stato di cose

dev'essere gi pregiudicata nella cosa... se le cose possono occorrere in

stati di cose, ci deve gi essere in esse..."

questo dice il mio amico Ludwig, parla di nessi, di possibilit gi insite

nella singolarit della cosa sola.

io mi occupo di tubi. cose. che portano acqua, una cosa. nelle case, altra

cosa. agli uomini, cose (in quanto enti, direbbe il mio amico Ludwig).

pu darsi che il mio amico Ludwig non pensasse ai tubi.

sicuramente, anzi. io per faccio l'idraulico. quindi logico che pensi

alle parole del mio amico Ludwig e ai tubi. nulla accidentale. ma non

un puro rapporto di causalit. preesiste. io ero gi un idraulico quando

ancora usavo i rubinetti ignorando i tubi. era gi possibile che io fossi

un idraulico. tutti coloro che si lavano possibile che siano idraulici.

ho conosciuto Ludwig all'universit. studiavo fisica teorica. me lo fece

conoscere Thomas. Thomas era uno scrittore. conosceva suo nipote.

ora anche Thomas morto. prima di lui anche il nipote di Ludwig era

morto. ricordo che Thomas si rammaricava di non essere potuto andare

al suo funerale. glielo aveva promesso. ma si trovava a Creta quando

Paul, questo era il nome del nipote di Ludwig, mor.

non mi sono mai laureato. Thomas mi convinse che era da imbecilli.

non so se avesse ragione, ma allora credetti di s.

fu grazie a Thomas, dopo la mia rinuncia alla laurea, che scoprii i tubi.

gliene sar per sempre grato. senza di lui adesso sarei soltanto un fisico

teorico e non saprei nulla dell'ignoto mondo dei tubi.

Thomas possedeva una doccia a gas. identica a quelle dei lager nazisti.

lui non era nazista, n di destra. e nemmeno di sinistra. era uno

scrittore. ed era un genio. lui se ne infischiava di quello che avrebbe

pensato la gente. anche se non lo sapeva nessuno che aveva una doccia

a gas. ma comunque non gl'importava se l'avessero saputo e l'avessero

criticato dandogli del pazzo nazista. lui non lo aveva detto a nessuno

soltanto perch temeva che gliel' avrebbero fatta smantellare.

Thomas era malato ai polmoni. per tutta la vita stato malato ai

polmoni e infine questa malattia l'ha ucciso. era pieno di vitalit.

pensava spesso al suicidio e ne scriveva. aveva con la morte un

rapporto strano. tetro ed ilare. mesto ed epico. critico. per questo si fece

costruire la doccia a gas. gli operai installarono l'impianto della doccia in

una stanza vuota della sua casa di campagna, ma Thomas chiese loro di

non collegarla all'impianto idrico della casa. si fece fare un'uscita del

tubo in giardino. gli operai lo presero per matto e perci lo

assecondarono ciecamente, mentre lui si divertiva infinitamente perch

aveva capito che lo avevano scambiato per un pazzo e lo temevano.

disse persino loro che voleva murare la stanza lasciando che solo il

rubinetto della doccia facesse passare aria e ogni tanto acqua. spieg

loro, con divertita malignit, che voleva provare a coltivare fagioli sul

pavimento di una stanza buia e chiusa. gli operai erano esterrefatti. a

quel punto per, Thomas ebbe pena della loro stupidit e disse loro,

mentendo, che la sua era una ricerca per la F.A.O. e che lui era un

biologo naturalista specializzato in colture effettuate in condizioni di

impossibilit naturale. allora gli operai si rassicurarono e smisero di

temerlo. se ne andarono via tranquilli, contenti di avere lavorato non

per un pazzo pericoloso ma per un semplice imbecille.

in realt quella doccia era terapeutica. aveva lo scopo di tenerlo allegro.

l'aveva collegata con una bombola di gas esilarante, che aveva messo in

giardino. non voleva affatto morire. lo dimostra il fatto che aveva messo

la bombola in giardino e non nella stanza - sarebbe stato lo stesso e

forse gli sarebbe costato meno - perch aveva paura che scoppiasse e

lui non voleva morire. sopratutto saltando in aria a causa di una

bombola difettosa. lo so perch me lo disse lui.

Thomas era costretto a vivere in campagna a causa delle cattive

condizioni di salute dei suoi polmoni. ma odiava la campagna. per un

certo numero di anni pass il tempo a spostarsi dalla campagna alla citt

ogni quindici giorni. stava in campagna fino a che non gli riusciva

assolutamente insopportabile, allora andava in citt, dove aveva un

appartamento e viveva fra i suoi adorati caff e i concerti e gli incontri

con gli amici, fino a quando i polmoni non reclamavano aria pulita,

allora tornava in campagna. ma non sempre poteva farlo. spesso era

costretto a restare in quella prigione naturale, come la chiamava lui, pi

di quanto fosse sopportabile alla sua mente. perci si fece costruire

quella doccia a gas.

per prima cosa quella doccia era assolutamente innaturale. non era un

oggetto organico, non apparteneva alla campagna e non era nemmeno

destinato al suo scopo "naturale". era un artificio della mente di

Thomas. era la macchina della cattiveria.

aveva arredato la stanza con pochissimo. un tavolino tondo da caff, un

giradischi, qualche giornale e qualche disco. ogni tanto ci portava anche

una radio.

lui si sedeva l, come al caff, leggeva i suoi giornali, ascoltava musica

da camera e fingeva di essere in citt. a secondo del suo stato d'animo e

di quello che leggeva o ascoltava regolava il flusso del gas esilarante.

una quantit minima di gas era l'umore pacato e soddisfatto del

semplice piacere di sedere in un luogo confortevole e anonimo

leggendo notizie dal profumo di caff o di cioccolata. una dose media

era il corrispettivo dell'acutizzarsi dell'attenzione monologante su

particolari ragionamenti sopra fatti banali o di altissima levatura

intellettuale. infine la dose massima era l'esaltazione, il chiacchierare con

un amico acuto e intellettualmente folle come lui, ma anche l'allegra

cattiveria del gusto che prova il genio a ridere degli uomini

comuni. era una macchina perfetta. era lui che la rendeva tale.

funzionava solo per lui. il tubo del gas aspirava il suo umore e lo

restituiva insufflandolo nello spazio della stanza, lo spazio di Thomas,

creando una struttura chiusa e

perfetta.

Thomas mi fece notare che il tubo era il tramite fra lui e la realt.

mi fece osservare che il tubo della doccia non solo immetteva il gas

nella stanza ma riceveva l'aria della stanza, l'aria degli oggetti della

stanza, e la portava fino all'esterno, nel suo caso fino alla bombola del

gas. quel gas diventava cos il suo gas. non ce n'era un altro uguale.

da qui estese la sua teoria sulla doccia ai tubi in generale che lui defin la

Teoria delle Condutture. i tubi secondo la teoria di Thomas erano i nessi

viventi fra le cose

(comprendeva nel termine anche gli uomini) e i due elementi primari:

l'aria e l'acqua. ovviamente le riteneva delle strutture dell'intelletto,

diversamente dai canali naturali, fiumi, sorgenti, etc.

la struttura compositiva di un impianto di condutture era, secondo

Thomas, identica a quella del labirinto di Dedalo a Cnosso. ogni

elemento della struttura di condutture come del labirinto era parte di un

sistema globale di chiusura ed esclusione per l'uomo, ma allo stesso

tempo racchiudeva in s la soluzione di uscita dal problema. i tubi

racchiudendo in s, in ogni singola parte, al proprio interno, il liquido

vitale; le mura del labirinto, avendo in ogni modificazione costruttiva la

possibilit di riconoscimento dell'unico percorso d'uscita. sono dunque

strutture esclusive che per contengono la capacit di comunicazione

con l'oggetto escluso, sia interno che esterno.

" la forma la possibilit della struttura ", concluse Thomas, citando

Ludwig.

fu allora che decisi di dedicare la mia vita all'idraulica. dopo alcune

discussioni con il mio amico Thomas, che fu molto contento della mia

scelta, riguardo a quale tipo di studio o di lavoro avrei dovuto

dedicarmi, alla fine escludemmo l'ingegneria idraulica e qualsiasi

approccio altamente specializzato e perci inevitabilmente basato sui

presupposti di una fisica la cui conoscenza avrebbe finito per

ottundere le mie capacit speculative impedendomi di elaborare

un'etica ed una metafisica delle condutture. dovevo dedicarmi ai tubi da

un punto di vista esclusivamente filosofico, cio assolutamente pratico.

ho cominciato come apprendista di un idraulico molto esperto, per certi

aspetti il migliore che potessi incontrare in una fase cruciale della mia

nuova attivit, l'iniziazione. appresi in modo assolutamente empirico la

fenomenologia dei tubi. strutture, entit, materia, forma e applicazioni.

come conoscere le note all'inizio di uno studio musicale ed eseguire

all'infinito scale di tutte le tonalit per apprendere ed appropriarsi del

linguaggio e dello strumento, applicando conoscenza elementare,

tecnica e ripetizione e variazione della ripetizione per modificare il

proprio tessuto connettivo pratico e mentale in rapporto all'oggetto di

studio, la musica e, nel mio caso, l'idraulica. i risultati furono

sorprendenti. dopo due anni di severa ed ostinata applicazione ero in

pieno possesso di ogni elemento, e dei nessi ad esso sotteso, relativo alle

condutture. dopo due anni ero detentore dei misteri dei tubi e

possedevo una conoscenza pratica che mi permetteva di elaborare una

loro metafisica. il tubo una cosa inorganica conduttore di una materia

organica, l'acqua, che inanimata ma generatrice, in potenza, di vita ed

il loro nesso strutturale gi preesistente nel loro essere singolarmente,

produce un ente organico generatore di effetti e fenomeni

assolutamente differenti e ad un livello estremamente superiore a quelle

che si crede siano le sue uniche funzioni, l'erogazione e la defluizione

delle acque.

i tubi assolvono innumerevoli altre funzioni, sia pratico-quotidiane,

inerenti ai due usi conosciuti ma anche e sopratutto sono oggetti di

ricognizione, di assorbimento e rielaborazione fra la realt degli uomini

e quella delle cose, per il tramite del liquido condotto ma anche

lasciando tracce riconoscibili ad un occhio esperto sulla materia stessa

del tubo in quanto cosa. senza dire che le strutture delle condutture

formano architetture nascoste all'interno di altre architetture esteriori o

sotterranee (nel caso delle fogne) i cui disegni potrebbero essere oggetto

di studi che implicherebbero scoperte quantomeno inquietanti, perch

rivelerebbero aspetti di taciute corrispondenze fra settori di conoscenza

della realt che appaiono, e si tiene a che rimangano, assolutamente

separati.

dopo due anni ero pronto. tubi, rubinetti, sifoni, giunture, nodi,

chiavette, chiaviche e spruzzi erano ormai a completa disposizione della

mia conoscenza. adesso cominciava la vera avventura: scoprire e

sistemare tutti questi elementi nella realt, dentro la realt, delle cose e

degli uomini. la loro configurazione. la loro sussistenza. visto che tutto

l'apprendistato era consistito in fatti essenzialmente di cose: tubi e affini,

muri, lavandini e vasche da bagno, mi dedicai alle prime scoperte di

relazioni fra i tubi e gli enti umani.

ultimamente si detto molto degli idraulici quale categoria a rischio

riguardo ad una nuova e terribile malattia. il che pu anche essere vero,

considerato il lato meramente sessuale che la notizia discuteva. pure,

posso dire di non credere ad una incondizionata arrendevolezza degli

idraulici nei confronti di qualunque cliente. un vero idraulico conosce

gi il proprietario del tubo, prima ancora di conoscerlo personalmente e

di avere rapporti con lui che non siano strettamente inerenti al guasto

che chiamato ad aggiustare. i tubi parlano mostrandosi e rivelano

tutto all'idraulico esperto. dinanzi ad un tubo di scarico di lavandino o

addirittura di uno scarico di water perfettamente puliti e lucidi

all'interno, addirittura inodori, ogni idraulico di buon senso e con una

minima attitudine a cogliere i nessi, sa di trovarsi in casa di un

omosessuale o di una cinquantenne vergine. nel primo caso il tubo

l'esatta immagine corrispondente all'ossessione alla pulizia interna,

intestinale, di ogni omosessuale praticante, sia attivo che passivo. prima

ancora di fronzoli e boccetteria frou frou, il tubo rivela la sessualit del

proprietario. ho aggiustato cessi in bagni assolutamente sobri e virili,

persino esteriormente un po' sporchi a volte, e scoperto tubi perfetti pi

che nuovi, in alcuni casi profumati. nel secondo caso, riguardante la

tarda verginit, c' l'ossessione a mantenere intatto l'organo inusato,

importante notare che nel novanta per cento dei casi ho rilevato che

questa seconda categoria tende a non usare il bagno se non per pulirlo,

avendo in casa un bagnetto di servizio, di solito adibito anche a

ripostiglio o lavanderia, assolutamente trasandato e sporco, spesso

intasato da assorbenti usati, i cui tubi sono tremendamente logorati,

rigati come canne di fucili adoperati per battaglie superiori alle loro

capacit fisiche, e maleodoranti pi che d'orina di flussi stagnanti.

appare persino ovvio che cosa significhi questo secondo bagno accanto

al primo e opposto bagno di rappresentanza. in ultimo voglio notare

che nessuna delle due categorie in oggetto lava il bagno introducendo le

mani nei pezzi, come minimo usano i guanti se non addirittura serie di

spazzole e scovolini dalle fogge pi diverse che riescono a raggiungere i

punti pi reconditi dell'apparato di condutture lasciando loro le mani

pulite. ho visto pi di una volta, che mentre mi mostravano il guasto di

quei pezzi perfetti accarezzavano per la rubinetteria esterna e

scintillante.

un idraulico, un vero idraulico, sa sempre chi ha davanti, se prima ha

bene osservato i suoi tubi. sa che un drogato se il suo tubo del

lavandino ricoperto di uno strano muschio color cannella o se lo

scarico del water odora di vomito ed di un verde che nessun epatico

secerne. sa quindi che nel primo caso si tratta di droghe leggere e nel

secondo di droghe pesanti. sa persino che in quella casa c' un bambino

che di nascosto inzuppa biscotti nel cesso non perch ne trovi residui

ma semplicemente dall'odore dolce che esala mentre si stacca il pezzo

dal tubo di scarico. cos di seguito all'infinito, per tutti i casi possibili e

rilevabili con l'esperienza diretta.

un idraulico sa. ed quindi, se lo , una categoria a rischio per libera

scelta. egli non fa un salto nel buio. sceglie. nel caso della tremenda

malattia del nostro secolo, appare incredibile ma egli sceglie di

ammalarsi. un eccesso di conoscenza che lo induce a farlo. egli

conosce tutto delle persone con le quali tratta ma sempre al di fuori.

un escluso e proprio grazie al suo sapere. dunque un tuffo d'umanit,

la richiesta di compartecipazione alla miseria umana che perde un certo

numero di idraulici pi sensibili degli altri. una forma di altruistico

suicidio.

Thomas mor un anno dopo la fine del mio apprendistato. fu il suo male

ai polmoni ad ucciderlo. ma credo, adesso, che se la doccia a gas non

stata la causa della sua morte cos si pu dire che non l'abbia ostacolata.

ai suoi funerali c'era pochissima gente, fra cui, lo seppi dopo, per caso,

gli operai che gli avevano installato la doccia. quando me lo dissero

riuscii a ricordare tre uomini impacciati e tristi, in abiti scuri, che

posarono tre piccole piantine sulla bara prima che fosse calata gi.

piantine di fagioli.

dopo il giorno del funerale di Thomas, tutto avvenuto molto

rapidamente.

ebbi paura. improvvisamente, con la scomparsa del mio amico

Thomas, ispiratore della mia nuova vita, creatore di una sua Teoria delle

Condutture, di cui io ero il discepolo e continuatore, io mi ritrovavo

solo, senza guida, con la responsabilit della mia opera, della mia - ora

era, doveva esserlo - Teoria delle Condutture. l'unico legame, l'unica

cosa che oramai univa me ed il mio amico defunto, era il tubo di nichel

che lui aveva voluto fosse installato nella sua bara fino al livello esterno

del suolo: in caso di morte apparente avrebbe potuto respirare

(respirare era stata la sua ossessione per tutta la vita) e forse anche far

sentire la sua voce nel mondo degli ancora vivi. tutto quello che resta

il tenace attaccamento alla vita, per il tramite di un tubo, di quell'uomo,

il mio amico Thomas, lo scrittore contemporaneo che sar sempre

menzionato per la sua immensa opera letteraria sul tema della morte e

del suicidio. ebbi paura d'essere rimasto solo. non che Thomas

partecipasse al mio lavoro, ma ne era sempre tenuto al corrente da me.

e pur non interferendo nella mia personale elaborazione dei dati e dei

nessi scoperti egli sempre m'aiutava con delle precise quanto discrete

indicazioni di metodo che non poco mi hanno giovato e mi giovano

ancora. inoltre era un amico. un vero amico. ed ora non c'era pi.

Buchenwald, Dachau, Spencer Tracy, Thomas. la nemesi del crimine di

massa, crimine volgare, stupido, come la follia che lo aveva ispirato,

duro e atroce come i vincitori persino al cinema lo avevano

condannato, nelle intenzioni prima di tutto, nella condiscendenza delle

intenzioni. e nell'intenzione di Thomas s'era ribaltata la qualit di quello

strumento, allora tetramente sordido, ora grazie al guizzo dell'altrettanto

atroce ma impareggiabilmente sana intelligenza di Thomas era divenuto

uno strumento di piacere. un crudele strumento di piacere. nemesi.

nemesi dell'oggetto.

chiesi ai parenti di Thomas, che peraltro praticamente non esistevano se

si esclude un unico nipote interessato al famoso zio defunto e che

suppongo seguir le orme del nipote di Ludwig, trascorrendo una vita

evitando di parlare dello zio ma facendo dell'opera di lui il proprio

modo d'essere, chiesi, dunque, a quell'unico nipote, unico possibile

interlocutore per una questione riguardante Thomas, di poter andare a

casa di Thomas, la sua casa in campagna. gli dissi che volevo stare per

un poco ancora in compagnia di Thomas grazie a tutte quelle cose che,

a parte i suoi libri, restavano di lui. d'altra parte io avevo la chiave della

casa, Thomas me l'aveva data, per essere pi tranquillo lui e pi libero

io di considerarla sempre aperta. il nipote disse distrattamente di s, che

potevo e spar, assalito da un avvocato dagli occhi sporgenti che, con

una voce che era l'imitazione di un soffio di dolore, lo prese in disparte

per discutere della successione e dei diritti d'autore.

la casa era abitata dalle piccole azioni di Thomas. le loro tracce non

erano state cancellate dalla lieve patina di polvere che anzi le aveva

fissate e col tempo accumulandosi le avrebbe rese eterne, prive di vita,

in apparenza. ma allora, quando io vi tornai, il giorno seguente al

funerale di Thomas, tutto ancora viveva e la polvere era un elemento

leggero, mobile, vivo.

sul tavolino della stanza con la doccia a gas era ancora posata una copia

della Frankfurter Allegemaine, aperta alla pagina dov'era un articolo a

firma di Thomas. parlava dell'uso dei fiati nelle Sinfonie di Mozart.

Thomas era un acutissimo critico musicale, ma non sapevo che avesse

scritto di musica per i giornali. solitamente egli riservava le sue

osservazioni musicologiche alle discussioni private fra amici, senza dire

che segretamente egli scriveva i suoi libri come si scrivono le partiture.

tutti i suoi libri, racconti, romanzi, drammi e commedie non sono altro

che traduzioni verbali e foniche di testi musicali di Bach, Mozart,

Schubert e del suo prediletto Schumann. l'articolo sulla Frankfurter

Allegemaine, lo lessi, era un pretesto per parlare degli strumenti a fiato

in generale. Thomas ne rilevava la funzione viva e mimetica della voce

umana, del canto e riportava tutto al soffio in quanto respiro, atto vitale.

sosteneva la finitezza dello strumento a fiato in quanto mero condotto

fisico per l'aria che l'animava ma si spingeva al limite della teorizzazione

supponendo che fosse possibile, disponendo di una fonte di emissione

d'aria illimitata per quantit e qualit, emettere da ogni singolo

strumento a fiato una serie infinita di suoni, ben oltre le canoniche

tonalit assegnate ad ognuno. per estensione non v'era nessuna

differenza fra un ottavino e un fagotto, ovviamente era solo una

questione di timbro, affermava Thomas, ma l'estensione era di uguale

infinitezza per tutti gli strumenti a fiato che si differivano per questo da

tutti gli altri strumenti. spiegava anche che Bach non avrebbe potuto

elaborare il sistema di scale temperate se non avesse avuto a

disposizione un clavicembalo al posto di un flauto. " Il clavicembalo ben

temperato " appunto, non il flauto, sarebbe stato impossibile. i fiati

potevano essere usati con il sistema temperato ma strutturalmente non

ne suggerivano n l'uso n lo stimolo a inventarlo o scoprirlo. lo

usavano e basta. fra l'altro c'era scritto: " come i tubi a seconda della

loro grandezza o lunghezza possono immettere una certa quantit

d'acqua al secondo, il che d loro identit e, per cos dire, il loro singolo

timbro d'emissione, pure ogni singolo tubo pu in teoria riversare una

quantit infinita d'acqua. al limite massimo non si pu escludere che in

teoria un unico tubo potrebbe riversare tutta l'acqua del mondo, cos gli

strumenti a fiato possono emettere tutti i suoni del mondo ".

dunque Thomas aveva esteso la sua Teoria delle Condutture.

era come se ancora mi parlasse e mi stimolasse a scoprire di pi sui

tubi.

dopo lunghissime riflessioni, dopo aver messo in discussione ogni mio

pensiero prima di avallarlo, dopo aver distrutto e ricostruito tutto il mio

anteriore sistema di pensiero, posso dire con assoluta certezza che il

tubo in quanto conduttura l'immagine della struttura segreta del

mondo. segreta solo in quanto finora non la si notata. in realt sotto

gli occhi di tutti. basta osservarla e scoprire i nessi giusti, che sono,

come gi si sa, preesistenti.

si pensi, per esempio, al corpo umano. la sua struttura si fonda e si

regge su un intricatissimo sistema di condutture. cosa sono le vene, le

arterie, le ossa, i reticoli cerebrali, gli alveoli polmonari, i nervi ottici,

l'esofago, lo stomaco, gli intestini, il cuore e persino i capelli se non tubi,

tubicini, tubercoli, un complicatissimo sistema di condutture per sangue,

cibo, aria, impulsi, memoria, idee, immagini, sinapsi, crescita. infine,

come si moltiplica la specie umana, e non solo quella? attraverso

l'innesto di un tubo in un canale, emettendo un liquido vitale. e tutto il

corpo umano non composto per il novanta per cento d'acqua? non

dunque l'uomo un tubo vivente? la massima evoluzione dell'idea e della

complicazione di un sistema di condutture? credo di s. ne sono certo.

gli idraulici, si sa, guadagnano piuttosto bene. anch'io. cos ho potuto

comprare la casa di Thomas, che ora la mia casa, da suo nipote, cui, a

dire il vero ho pagata cara non la casa ma l'importanza di possedere la

casa di Thomas, che prima di tutto era un grande scrittore, il pi grande

del suo paese, e infine, solo per caso, il mio migliore amico. non mi

pento d'averlo fatto, d'averla comprata. ne sono contento. questa casa,

che ora la mia casa, ha il pi bel sistema di condutture che io abbia

mai visto. lo aveva gi quando Thomas era vivo. io l'ho perfezionato,

grazie a piccole ma fondamentali modifiche.

tutti i singoli condotti sono ora intercomunicanti. ogni rubinetto pu

versare acqua, gas, aria, persino escrementi. e bevande, cibi liquidi e

cremosi, minerali in polvere e molte altre sostanze. con un sistema di

selezione e di esclusione ogni parte pu avere un singolo compito ed

una singola fonte di emissione ma tutto pu essere sovvertito,

scambiato o unicizzato o addirittura mescolato in infinite combinazioni.

suppongo che dallo studio del sistema di condutture di questa casa, gli

scienziati potrebbero elaborare un valido modello per una teoria sulla

creazione dell'universo. ma tutto ci, in apparenza, non che un

eccentrico, e a prima vista folle, sistema di tubi domestici esasperato per

un uso incomprensibile. basta pensare alla vecchia doccia di Thomas e

agli operai che la installarono scambiandolo per un pazzo.

a volte, per un attimo, mi chiedo se non sono pazzo. ma solo un

momento. io so di non esserlo.

oggi il tubo della doccia, la vecchia doccia a gas, ha parlato. con la voce

di Thomas. in perfetto tedesco, come Thomas che odiava l'accento del

suo paese. per un attimo ho creduto di sognare. ma era vero. vero. il

tubo ha parlato. evidentemente la modifica del sistema di condutture ha

provocato l'interazione di fatti che altrimenti non si sarebbero messi in

rapporto e da ci ne scaturita una configurazione nuova, un nuovo

fatto, una nuova forma, una nuova immagine del tubo, che ora parla.

non Thomas, non si tratta di ridicolaggini paranormali, il tubo ha la

voce di Thomas, evidentemente l'aria e il gas l'hanno trattenuta nel

condotto del tubo della doccia e passando attraverso il sistema globale

l'hanno riemessa non come soffio d'aria scomposto ma ricreato, voce

viva. ma non Thomas. il tubo che parla, con la voce di Thomas,

ma il tubo che parla non Thomas. Thomas morto. il tubo no. il tubo

vive e parla con la voce di Thomas.

Thomas parlava spessissimo da solo. io, se non ho un interlocutore, sto

sempre zitto, non parlo mai da solo. ecco perch il tubo non ha la mia

voce ma quella di Thomas. forse, un giorno, avr la mia. se parler.

intanto, cerco di capire che cosa dice. non mi pare che dica cose

comprensibili. perlomeno io, per ora, non le capisco. tedesco, un

tedesco perfetto, ma non lo capisco. le parole, per, sono bellissime,

troppo lunghe e complesse per essere capite ma il loro suono lascia

intendere la loro bellezza, la loro perfetta modulazione, la loro chiara

musica. sono puri concetti. espressione pura del pensiero. pi che

musica, perch so che ogni parola, ogni frase ha un significato che

quello, non lo capisco, lo "sento". una lingua assoluta.

infine, ho imparato la lingua che parla il tubo della doccia. la capisco

perfettamente. impossibile non capirla. basta non opporle resistenza.

facilissima. non riesco per, a parlarla. forse perch non umana, ma

per gli uomini, di questo ne sono certo, altrimenti perch potrei

capirla? con un po' d'abitudine anche un bambino potrebbe capirla.

suppongo anzi, che un bambino molto piccolo potrebbe impararla

completamente, potrebbe parlarla.

ho cominciato a parlare da solo. da solo perch non c' nessun'altra

persona qui con me, in questa casa. ma in realt non parlo da solo,

parlo con il tubo, per la precisione con i tubi, adesso parlano tutti, con la

stessa unica voce. la voce di Thomas. parlo con la voce della doccia

perch un giorno sar la mia voce.

non ci sono argomenti specifici di cui parlare. mi limito ad ascoltare e

rispondere con quello che mi passa per la mente. anche solo puri suoni,

verbalizzazioni di pensieri, elementi d'immagini che mi passano per la

testa durante i suoi discorsi. piacevolissimo. niente pi piacevole, pi

appagante, pi infinito. come volare suonando. sono felice.

finalmente la mia voce. parla attraverso le condutture, i tubi della casa.

la mia stessa voce che parla quella lingua perfetta. ed io so quel che

dice. come se io fossi un altro. non ho pi bisogno di parlare. mi

ascolto. e sono felice. io e i miei tubi. io e la mia voce.

non uscir mai pi di qui.

IL TUBO DELLA DOCCIA GORGOGLIA. UNA VOCE UGUALE A

QUELLA DELL'UOMO VIENE FUORI DA ESSO. L'UOMO ALZA

GLI OCCHI VERSO IL TUBO E SORRIDE. IN SOTTOFONDO LA

RADIO TRASMETTE IL QUARTETTO OP. 133 "GRANDE FUGA"

DI L. VAN BEETHOVEN.

1993


PIATTI ROTTI

UNA DONNA D'ET INDEFINIBILE SEDUTA SU UNA SEDIA,

IN UNA STANZA COMPLETAMENTE INVASA DA COCCI DI

PIATTI ROTTI. UN MUCCHIO MOLTO ALTO AL CENTRO

DELLA STANZA. UNA LUCE VIOLENTA LE ILLUMINA IL

VOLTO. DA FUORI ARRIVA IL LAMPEGGIARE DI UNA

MACCHINA DELLA POLIZIA. DI FRONTE ALLA DONNA E DI

SPALLE AL PUBBLICO UNA SAGOMA SCURA ASCOLTA LE

PAROLE DI LEI.

MENTRE PARLA LA DONNA ACCENDE, FUMA E SPEGNE

PARECCHIE SIGARETTE.

DONNA

no. non li ho rotti io. stanno l da anni. stata la mamma. per anni li ha

rotti e li ha conservati in quelle scatole. centinaia. quando eravamo

piccole, io e mia sorella, sentivamo il rumore dei piatti che la mamma

mandava in pezzi gettandoli a terra. credevamo giocasse o che fosse

debole. pap usciva la sera, dopo cena, e a lei cadevano di mano i piatti.

non me lo ricordavo pi. stata la mamma. a romperli. e me lo ha

ricordato lei. quando ero pi grande, pochi anni fa. avevo venticinque

anni. la mamma aveva trovato una lettera, una mia lettera, fra le mie

cose, nella mia stanza. cercava un'altra cosa, ma trov quella lettera.

l'avevo scritta ad una mia amica. ma invece di dargliela gliel'avevo letta

di persona e me l'ero tenuta. e dimenticata. cos la mamma dopo

qualche anno la trov. e fu un casino. c'era scritto, ero giovane e la mia

vita era un trip continuo, che vivevo un periodo interessantissimo ed

esaltante, cos mi pareva allora, in cui ingollavo di tutto per sballare:

hascisc, marijuana, lsd e pasticche di tutti i colori, e quando andava bene

anche coca. niente eroina, per. ma a mia madre bast tutto il resto. la

cosa che pi la sconvolse fu la descrizione di un pompino che avevo

fatto a uno che aveva sniffato insieme a me la polvere. l'immagine della

mia lingua di ragazzina che leccava freneticamente quella cappella

incipriata di cocaina, s, ce l'eravamo sparsa anche addosso, sui punti

giusti, il tipo era ricco e potevamo usarne senza economia, fu una cosa

molto divertente per me, a dire la verit, ma per mia madre fu uno

choc. ero una creatura perduta. irrimediabilmente. anche se ora non

sniffavo pi e non mi pasticcavo, ogni tanto mi facevo solo qualche

canna, ma ovviamente a lei non lo dissi, ero comunque un mostro che

mia madre aborriva. mi disse che non riusciva pi a guardarmi perch

vedeva la mia bocca sporca di "borotalco" e sperma. sempre. quando

tornai a casa, la volta che lei aveva scoperto la lettera, ma io non lo

sapevo ancora, e la baciai, lei corse via in cucina e vomit in una

pentola vuota che stava sul lavello. ci rimasi male. non capivo. quando

lei me lo disse, che aveva letto la lettera, quasi tirai un respiro di

sollievo. era acqua passata in fondo. macch. per lei era come se ogni

giorno io le avessi mentito sniffando e spompinando cocainomani, come

se invece di fare tre pasti al giorno io facessi abominevoli ciucciate,

come se invece di lavarmi i denti tre volte al giorno io spalmassi crema

di cazzo sulle mie gengive, come se invece di respirare aria io

naturalmente con moto involontario tirassi su per il naso quintali di

coca. insomma ero una puttana drogata. una specie di Alien che le era

uscito dalla pancia per distruggerla. per un mese non ci vedemmo e

sentimmo. io vivevo in un'altra citt allora. volevo fare l'attrice. giravo

per set e provini. non ero mai in casa. mia madre telefonava e non

trovandomi mai lasciava messaggi orribili sulla segreteria telefonica in

cui diceva che mi drogavo e mi facevo sbattere ventiquattrore su

ventiquattro, che le facevo schifo, che non ero pi sua figlia, che non mi

avrebbe mai pi dato un soldo, che la stavo uccidendo e infine, che

avrebbe raccontato tutto a mio padre. quando arriv a formulare

quest'ultima minaccia era gi passato un mese. avendo esaurite tutte le

possibilit di ricatto per la mia resa, aveva usato mio padre. glielo

avrebbe detto. non sopportavo l'idea di dovermi giustificare davanti a

lui. finalmente, dopo un mese, alzai la cornetta e le risposi. le dissi di

aspettarmi, sarei andata a casa, cos ci sarei stata anch'io quando lo

avrebbe detto a pap, cos avrei affrontata subito la questione

personalmente. ovviamente non era quello che volevo. andavo da lei

per bloccarla. ma lei ci casc e attese il mio arrivo.

(BREVE PAUSA. RUMORE ESTERNO: UN GRIDO, QUALCOSA

CHE CADE)

occhio per occhio. sapevo che lei aveva avuto un amante quando io ero

piccola. lo sapevo da sempre, da sempre ero stata sua complice

involontaria. io avevo saputo tenere il segreto. lei adesso mi minacciava

ed io l'avrei ricattata. silenzio per silenzio. oppure guerra aperta. totale.

drogata forse no. ma puttana era stata anche lei.

quando glielo dissi croll. ovviamente non se l'aspettava. glielo dissi

brutalmente e lei schiant. si mise a piangere. per un pezzo, seduta di

fronte a me, pianse con gli occhi spalancati e la bocca dischiusa, quasi

immobile se non per gli scossoni che i singhiozzi le procuravano.

(RACCOGLIE UN COCCIO, LO GUARDA FISSO)

guardandola cos, mi ricordai tutto. io e mia sorella, avremo avuto

cinque e sette anni, eravamo detentrici del segreto che riguardava gli

adulteri dei nostri genitori. pap telefonava alla sua amante da casa,

quando la mamma non c'era, e mia sorella che era sempre dov'era lui

quando stava a casa, ascoltava tutto. cos mio padre, giocando sul

fascino della complicit fra lui e la sua preferita, la istru sul silenzio da

tenere intorno a quelle telefonate, e mia sorella, sentendosi importante

per questo, lo assecondava. lo stesso, anche se in modo diverso, pi

sofferto, faceva mia madre con me. purtroppo io dissi tutto a mia

sorella che lo disse a sua volta a mio padre che la mamma faceva

telefonate come lui quando lui era fuori casa. successe il finimondo.

(STRINGE NEL PUGNO SERRATO IL COCCIO)

ricordai tutto, improvvisamente, seduta davanti a mia madre che

piangeva per causa mia. glielo dissi e lei quando smise di piangere mi

raccont che pap l'aveva picchiata brutalmente e che lei aveva sempre

creduto che fossi stata io a tradirla. le dissi che era stata mia sorella. le

dissi che anche pap aveva un'amante. la mamma mi rispose che lo

sapeva e che pap l'aveva tradita spesso. pap l'aveva amata per

qualche anno, poi aveva preferito cercare altrove ci che a casa non gli

piaceva pi. cos mamma s'era trovata giovane e sola, invecchiata e

abbandonata con due bambine piccole attaccate alla gonna. e s'era

distrutta.

(APRE IL PUGNO, IL COCCIO RIMANE ATTACCATO ALLA

PELLE, POI CADE)

ogni sera, per anni, quando lui usciva dopo cena, lui veniva sempre a

pranzo e a cena e di notte tardi per dormire, per il resto stava sempre

fuori, e appena lui usciva la mamma rompeva tutti i piatti che stavano a

tavola, ogni giorno. per centinaia di giorni. migliaia di piatti. e li aveva

conservati tutti quei piatti rotti, dentro le scatole vuote delle scarpe,

dentro ogni tipo di scatola vuota che le capitava sottomano. mi spiegai

cos quella che per anni mi era parsa una stranezza di mia madre, la sua

passione per le scatole vuote, le raccattava ovunque. tornava sempre a

casa con delle scatole vuote che poi sparivano chiss dove. lei aveva

conservato tutto per anni. aveva messo ogni giorno i cocci dei piatti

rotti in quelle scatole e le aveva conservate in cantina. per noi, mi disse,

perch quando fossimo cresciute lei ce le avrebbe fatte vedere, perch

sapessimo e capissimo chi fosse lei veramente e come avesse vissuto e

sofferto, anche per noi. mi port gi in cantina e me le fece vedere.

erano centinaia e centinaia, tutte piene dei cocci di mia madre. tutti i

pezzi frantumati del dolore quotidiano di mia madre. l da sempre

ormai. eterni. ed io ora li vedevo e capivo.

(...)

mamma mi disse che dopo tanto dolore, aveva conosciuto un uomo

dolce e gentile che l'amava e con il quale avrebbe voluto ricominciare

una nuova vita, ma la paura di perdere noi due, io e mia sorella, le sue

figlie, l'aveva bloccata, finch mio padre non aveva scoperto tutto

grazie a mia sorella. mio padre aveva continuato a vivere come viveva

ma la mamma era morta dentro ancora, ogni giorno, per anni. finch

lui, mio padre, non torn a casa per sempre. ed era ormai un vecchio. e

mia madre pure. e fino ad allora aveva rotto piatti ogni giorno e messo

da parte scatole piene di urla represse.

(...)

mi misi a piangere. mia madre ed io finalmente c'incontravamo,

finalmente ci capivamo. ci lasciammo chiedendoci scusa e baciandoci

per la prima volta con amore. eravamo uguali.

(...)

la mamma morta due mesi fa. si tagliata le vene. di notte. in bagno.

(...)

aveva scoperto pap, che ormai era bloccato da anni su una sedia a

rotelle, sul letto, con l'infermiera che lo assisteva a cavalcioni sulla sua

faccia, col camice tirato su, senza mutande, e mio padre la leccava,

grugniva, tossiva, le sputava sulla figa e gliela mordeva con le gengive

sdentate, aveva la patta dei pantaloni aperta e sull'uccello ormai morto

aveva messo un mucchio di banconote che quella smanacciava durante

l'esecuzione di quello schifo. mia madre entr e li vide. non disse nulla.

usc e richiuse la porta. e li sent ridere e continuare. lei non disse nulla

e non ruppe pi nessun piatto. la notte stessa si tagli le vene.

(...)

ho ricevuto una sua lettera, dopo due mesi, la posta fa schifo anche in

questi casi, dove mi diceva tutto questo. per il resto non aveva lasciato

scritto nulla quando s'uccise.

(...)

sono tornata a casa per chiudere il conto. ho portato su tutte le scatole.

e le ho riversate su di lui. su quella merda d'uomo che dormiva.

tonnellate di piatti rotti.

(...)

no. non li ho rotti io. stanno qui da anni. stata la mamma. sono i suoi

pezzi. pap sta l sotto.

(...)

no. non ricordo il mio nome.

SI SENTE UN GRAN RUMORE DI PIATTI ROTTI, UNA SIRENA

URLA E TUTTO SI FA IMPROVVISAMENTE BUIO.


Una Medea

IN UNA STANZA NUDA CON UNA SOLA FINESTRA, SENZA

VETRI, PERCORSA DA UNA LUCE FREDDA D'ARGENTO

SCURO

UNA DONNA, CONSUNTA E SCARMIGLIATA, SEDUTA PER

TERRA, SU UN PAVIMENTO SCABRO, SEGNA CON LE DITA

ALCUNI FOGLI SPARSI DINANZI A LEI, DI ROSSO; OSSERVA

IL VUOTO E I SUOI DISEGNI, LE LETTERE SCOMPOSTE,

RICORDA, RICREA...

Medea

Le pagine si sfogliano ad una

ad una, lacerandosi. Questa storia

io la vivo come gi stata. Come

ancora . Devo solo ridire parole

gi scritte, riscritte, ora.

Da me. Che sono sola. Priva. Negata.

Mai fui per me soltanto. In questo

io ho sbagliato.

Non riconoscermi che in te. Cretina

io. Pazza. Incapace d'altro modo

d'esistere. Incapace di ricreare vita

se non in te. Sterile io. Abbandonata.

Dov' l'eroe, l'uomo, l'universo

che amavo? Tu dove sei ora?

Piovono i salici, gemono i cani feriti,

il cielo annega nel colore morto del mare

che piange col lamento della risacca.

Il coltello, dov'? Dove? - Di',

non avresti mai pensato a questo! -

Devo dividere il mio sangue dal tuo.

Devo recidere la commistione impura...

Dov' ora il tuo seme?

Solo terra e plastica potrai

fecondare. Il ventre infetto della

nuova puttana divorer il tuo sesso.

Le bianche carni che hai baciate,

fuggendo dalle mie gi conosciute,

putrefanno ora, arse dalla mia

collera. Copri il tuo cadavere,

sposo, marito mio, porco

cazzo irresponsabile e gonfio,

orgoglioso stendardo di morte,

goditela adesso la tua giovane vacca!

Guardala e amala se puoi...

No! Non abbracciarla! Fermo!

Fermati! Torna... torna... indietro...

uccider nuovamente... torna... io...

convincer di nuovo le figlie di Pelia...

uccider di nuovo mio fratello... io...

ti salver ancora... il mio potere

sar tuo... per sempre... come sempre...

Mi guardi? Ridi. T'illudi

d'essere tu l'eroe, di non avere

bisogno d'altro che di te solo.

Ridi, piccolo bambino imbecille,

ridi, io far di te un

uomo. Solo. Ridi mentre osservi

i miei seni inaridirsi e sangue

coagulare sul mio ventre secco.

Chi ti dar latte, ora, chi

t'offrir rifugio nel suo corpo?

La puttana attica solo un budello

truccato da sesso. Un frigio imbellettato

pi donna di lei. Tu bambino caro,

sei un pervertito, vile anche nel vizio.

Sentirai le sue ossa penetrarti

le mucose gonfie di falso seme,

aprirai gli orifizi e la sua infezione

ti penetrer per sempre. Abbracciala!

Sperdi il tuo latte virile nel fango

putrido della troia regale!

Guardala mentre la godi,

apri gli occhi chiusi nell'orgasmo,

e osservala, ora!

rosa, logora, dissolta,

stracciata, distrutta,

dilaniata dalla corona che

la vanit le pose sul capo,

dal manto che la lussuria

fece strusciare sulle luride

carni albine! Io, io sola

sono stata a farne scempio!

Io che ora risplendo dinanzi

a te pi bella che mai,

pi nera che mai, oscura

e lucente come la luna

assopita nel letto notturno

del cielo invernale, io!

Che non sar pi tua.

Osserva quella roba disseccata

e fa il confronto. Le mie labbra

bruciano, quelle sono bruciate;

il mio abbraccio scalda, il suo

solo vento freddo e cenere.

Il mio sesso crea la vita,

quello solo morte riceve e d.

Senti questa mia mano setata,

il suo cammino sulla tua pelle

gioia, delirio, piacere, gorgo

immenso d'intensa perdizione.

Ti trafigger questa carezza,

questa mia mano, dove tu

neanche osi pensare. L

penetrer profonda e uccidendoti

ti lascer vivere solo perch

continui la tua sofferenza.

Chi chiami? Chi? Li hai

gi perduti. Hai dimenticato

qualcuno? Chi chiami? Chi?

Troppo tardi, troppo. L

guarda l, in quel vaso

smaltato, dove tu campeggi

dipinto eroe, col mio trionfo,

l dentro c' quel che cerchi,

l! E sappi

che non hanno chiamato

mai, nemmeno quando li ho

colpiti, non hanno invocato

"Pap", non hanno pensato a te,

non sono corsi da te, non

sono stati pi tuoi non appena

ho deciso di separarli da te.

Erano i miei figli! Maledetto,

per te li ho uccisi, per lo

schifo che mi facevi quando

ti vedevo in loro e vedevo

me pure: fusi noi due

in quei corpicini innocenti,

maledetto!

Erano miei invece,

miei miei miei! Solo io ero

in loro. L'ho visto solo dopo,

nei loro sguardi smarriti, d'amore,

coi quali m'hanno lasciata, mentre

la lama fra le mie dita piangeva

il loro sangue chiaro,

trasparente. I miei figli!

O Luna, amica nera rilucente,

a te il vento chiama che dispogli

la tua fronte protetta dalle nubi,

chioma dolce sul tuo latteo capo,

mostrati amica Luna, madre amata!

Raduna stelle cupe e morte, stelle

caduche, maligni astri precisi,

lampi dipingi forte e suona tuoni,

raccogli a te tutta la forza scura

e tu, come me donna, sola,

colpisci questo verme e fa giustizia!

Vibra il tuo braccio illimitato

e spacca il cerebro malato, storto

di questo impuro che ci ha offese entrambe.

O Luna amica, io tua figlia,

sorella, io Medea maga questo

chiedo, ti supplico, t'imploro!

Spacca distruggi spappola

dissolvi la ragione poca

che questa umana larva

tiene in s! Amica mia,

f vere queste parole d'odio

forti come l'amore ch' distrutto.

Io ti ringrazio e ti sorrido lieta,

adesso.

Dove vagano i tuoi occhi, ora?

Perduti i sogni, precipitate le altezze,

dissolto l'orgoglio, morto il vigore,

t'aggiri per l'abisso che hai voluto,

che io ti ho procurato. Piangi

e non puoi pi dire parola

che non sia silenzio. Vattene

adesso, vaga, smarrisciti nel buio.

Mentre io rimango

vincitrice. Vendicata.

Sola.

1989


ROSTOV

I

Uno spazio squallido

Una sedia

Un frigorifero da cui cola a terra un liquido rosso che forma una

pozza

Un registratore a bobina sopra un tavolino

Il Compagno Commissario seduto di spalle

al margine destro dello spazio

in penombra

UNA VOCE

dal registratore

Siamo qui per giudicare

limputato

Vania Petrvic Vointski

Laccusa di aver commesso

cinquantatre omicidi a sfondo sessuale

di particolare crudelt

Vania entra in scena

altissimo e robusto

Porta un paio di occhiali dalle lenti spesse

Indossa un impermeabile lungo

da una tasca del quale cola un liquido scuro

Si agita su e gi per la scena

VANIA

Mi hanno espulso

espulso espulso

Lei espulso

Vada via

Compagno Direttore

me ne vado

me ne vado io

indegno gli dico

indegno Una puttanella

una puttanella di undici anni

una piccola troia precoce

la sua parola vale pi della mia

Io sono un insegnante

Sono un comunista

Me ne vado io

Io Non mi mandate via

voi Me ne vado io

chiaro tutto chiaro

C in corso un complotto

Un complotto anticomunista

ovviamente

Gorbaciov

Gorbaciov sta distruggendo tutto

stato lui

Me ne vado io

Compagno direttore

Lo dica al compagno Michail

Glielo dica

Non ci siamo riusciti

Se n andato da solo

Ha preso la porta e se n andato

Senza infamia

Con dignit

Io io me ne sono andato

Quella troietta di undici anni

Io sono un insegnante

La sua parola contro la mia

Io sono un comunista

Un complotto ovviamente

Va verso il frigo

Lo apre

pieno di involti di carta zuppi di liquido rappreso

che colato dappertutto

Prende dalla tasca un altro involto gocciolante

Lo annusa lo lecca lo bacia e lo mette dentro il frigo

Bello bello bello

fiore rosso polpa

rossa gusto rosso

Delizioso

Margarita

Un fremito

Piccolo fiore

di citt

Io Io Io

Ti ho trapiantato

nel bosco

Io sono il tuo giardiniere

il tuo amico

il tuo

Rutta

Ira

IRAAA

il bicarbonato

Che hai preparato per cena

Ira

Borsch1

Lo sai che non lo digerisco

il Borsch

Lo sai

E adesso

anche se

non lho mangiato

Ho i bruciori allo stomaco

Lo sai lo sai

che non lo digerisco

il Borsch

Proprio

Proprio no

Tutto quel sugo

quella zuppa orribile

Anche a vedersi orribile

Non solo a mangiarsi

Anche a vedersi

orribile

soltanto a vedersi

Quellorribile zuppa

macerata

1 Tipica zuppa russa di verdure e carne

con quegli orrendi pezzi di carne

sfilacciata

e stracotta

orribilmente stracotta

Disgustoso

Terribilmente disgustoso

Ho i bruciori

anche se non lho mangiato

il solo pensiero mi ha procurato

questa tremenda acidit di stomaco

Rutta

Bicarbonato

lunico rimedio

il bicarbonato

Va a prendere un bicchiere dacqua e del bicarbonato

Mai pi

mai pi Borsch

mai pi Mi fa schifo

il Borsch lo sai

E mi fa male

molto male

Beve

Mai pi

Rutto finale

Domani non andr a scuola

Il progetto Il complotto

va avanti

I nemici del comunismo

la distruzione la divisione

lo smantellamento la morte

avanzano

I nemici del comunismo

la distruzione la divisione

lo smantellamento la morte

mi hanno costretto

ad abbandonare la scuola

Ma io lo sapevo

lo sapevo lo sapevo lo sapevo

e me ne sono andato

la menzogna la menzogna atroce

Quella puttanella di undici anni

quella puttanella con le mutandine

colorate colorate di perversione

di degenerazione quella puttanella

che ci gode ad ostentarla

la figlia del sabotaggio occidentale

lagente della distruzione

lalibi dellepurazione

La parola di un comunista

di un compagno

vale meno

delle invenzioni farneticanti

di una puttanella di undici anni

con le mutandine colorate

la bocca sporca di rosso sbavato

e le cosce sempre aperte

Volevano derubarmi

Ma io io sono un comunista

per questo per questo

Bastardi Cani dellOccidente

Le puttane e i ladri

hanno preso il potere

Ma io io me ne sono andato

Ho dato le dimissioni

Io

un insegnante

un comunista

un compagno

Io

Piange

Lo odio mi fa schifo

il Borsch

Urla

una zuppa zarista

Il sangue e la carne

del proletariato

cotte al fuoco della reazione

dellinferno americano

Compagno Stalin

tu non mangiavi il Borsch

sono sicuro

Nemmeno io mangio il Borsch

Noi siamo Comunisti

Apre il frigorifero mostrandone lo squallore grottesco

La Cucina Russa non esiste

Esiste la Cucina Francese

La Cucina Italiana esiste

ma la Cucina Russa non esiste

Persino la Cucina Cinese esiste

esiste veramente non si tratta

di grilli fritti ma fa schifo

lo stesso Per la Cucina cinese

la Cucina Cinese Esiste

La Cucina Greca quella Araba

quella Armena Turkmena Persiana

s

Quella Russa no

Quella Russa non esiste

Quellignobile guazza chiamata

Borsch lequivalente gastronomico

del vomito di un mugiko ubriaco

A Mosca si mangia francese

Gli Zar mangiavano francese

Loro sapevano che la Cucina Russa

non esiste e mangiavano francese

parlavano francese e cacavano

sul popolo alla francese

Il popolo russo coperto

di merda francese

UN TEMPO DI PAUSA

Adesso americana

Tonnellate di escrementi

Mac Donald

Tutti in fila

per un panino di plastica americana

cotto in fogli di carta plastica

servito in contenitori di plastica

americana

La cucina americana non esiste

eppure c

Non esiste eppure c

Invade il mondo

la vendetta dellAmerica

Contro lassoluta mancanza didentit

di un paese di puttane e di ladri

deportati dallEuropa

Puttane e ladri ecco s

I Padri Fondatori dellAmerica

Puttane e ladri deportati

in America

Coloni

Il Nuovo Mondo

Il popolo russo

il grande popolo russo

non ha da mangiare

Lamericano mangia hamburger

gli italiani mangiano spaghetti

i francesi souffl

I russi mangiano tutto quello

che non mangiano gli altri

Poca roba Quasi niente

Per questo amano le Cucine straniere

Per questo la Cucina Russa non esiste

La Cucina Sovietica men che meno

Non ce n nemmeno lidea

Sarebbe inutile

Si sa

I Comunisti mangiano i bambini

Chiude il frigorifero sbattendolo

Ride

Poi improvvisamente serio

Mi chiamo Vania

Vania Petrvic Vointski

Professore di Lingua

e Letteratura Russa

Iscritto al Partito

Comunista Sovietico

Il Partito ha fatto di me

un uomo Il Partito

mio padre

e mia madre

Cosa volete da me

compagni

Io sono un comunista

Mio padre era un porco

lho disconosciuto

era un nemico del comunismo

un nemico del popolo

Il Partito mio padre

e mia madre

impossibile spiegare tutto

Non posso parlare

I vigliacchi hanno preso il potere

Loro Loro ascoltano

Non posso parlare

troppo tardi

Voi siete degli stupidi

Parlate Parlate Parlate

e con la bocca spalate la merda

della democrazia

Compagno Commissario

la tua bocca puzza

il tuo alito putrido

Le tue parole sono cadaveri

carne morta morta per sempre

Tu parli parli parli

e non capisci e non sai

Tu non capisci

tu non conosci la Storia

la Storia che si prende gioco di noi

La Storia di noi

non noi di lei

la Storia di noi

Eccola la tua democrazia compagno

Eccola

Democrazia

Merda Rovina

Capitalismo americano

Colonie

colonie di merda americana

Democrazia

Merda

merda e cadaveri

Coca cola

e rutti

Che schifo

compagno

che schifo

I ladri e i delinquenti

si vestono bene

hanno macchine tedesche

Mercedes

Mercedes

che nome imbecille

sembra il nome di una puttana

una grassa puttana prussiana

Disgustato

Mercedes

Loro loro

I magnaccia se la spassano

nessuno lavora

e gli altri ingoiano

ingoiano i loro escrementi immondi

Io no

Io no

Loro non possono farmi niente

loro non possono colpirmi

non possono non possono capisci

Io non temo il sangue

Loro s

Non mi possono fare niente

Io sono il sangue

Loro sono la merda

Io la carne

Io sono un comunista

Loro sono dei maiali

Senza comunismo non esiste legge

Senza comunismo siamo tutti criminali

Non mi possono fare niente

niente

Sorride

Io sono gi morto

Non possono farmi niente

impossibile spiegarti tutto

Io non sono autorizzato

non sono autorizzato a parlare

tardi

tardi Troppo

tardi

Non c pi tempo

LUNGA PAUSA

Ottobre Diciassette

Durante la guerra

Quando sono nato

Diciassette Ottobre

Fine della guerra

Ucrina

Ucrina s

Un paese s

un paese dellUcrina

Di mattina

successo di mattina

nel buio nel buio successo

nel buio

mattina senza sole

una mattina nera

fredda molto fredda

troppo fredda

Sono venuto fuori

Mi hanno cacciato

fuori

Espulso

mi hanno espulso

Tirato Estratto

dal corpo morto di mia madre

mia madre morta

puzzava gi

Non respiravo

non volevo

non volevo

stato atroce

Io non sono nato veramente

stato atroce

Non riesco a dimenticarlo

Io cero

e non volevo

esserci

non volevo

Alla fine ho urlato

ho urlato urlato urlato

E allora hanno riso

mio padre ha riso

piangeva dagli occhi

e rideva rideva

mentre io urlavo

Nooooooooo

Bastardo

Traditore

Lacqua gelida

mi ha lavato la disperazione

nella quale mi avevano gettato

gettato nellacqua morta

fredda

nella corrente

Poi mi hanno afferrato

una mano mi ha afferrato

Una mano

Ma non era una mano

Non era un uomo

Ero fuori dallacqua

vivo

e morto

Ero salvo

E quellessere grande

e forte

fiero

quellessere mi aveva salvato

e mi teneva nella sua bocca

ed ero vivo

ma non avevo paura

no non avevo paura

Mi ha voluto mi ha voluto

suo figlio

e ho deciso

io in quel momento

ho deciso

di essere come lui

scomparso lontano

lho visto cadere

lhanno colpito

ed scomparso

Io sono come lui

Nel bosco

Io ho deciso

PAUSA

Sottovoce

Lui ancora dentro di me

Io sono come lui

Loro non sanno che vivo

ancora vivo

in me

Forte

e vivo

Non potranno pi

ammazzarlo

No

Rumore di citt

Voco di gente per la strada

Vania si siede

ricorda

rivive

Ciao piccolo

Come mai

come mai sei qui

a questora

Non dovresti essere qui

a questora

dovresti essere a scuola

non qui Hai fatto sega

eh proprio cos

hai fatto sega

Non dire bugie

Io lo so che menti

non si va dalla nonna

a questora

con la cartella

no proprio no

A questora si va a scuola

Io lo so Non dirmi bugie

Puoi fidarti di me

Ti cercano lo sai vero

lo sai che ti cercano

La polizia ti sta cercando

Oh s Io li ho visti in piazza

nella grande piazza Puskin

Poliziotti

Chi cercate gli ho chiesto chi cercate

Cerchiamo un bambino

un bambino fuggito che non andato

a scuola Lo arresteremo cos

gli passer la voglia

di disubbidire

di non andare

a scuola

E sai come si chiama

questo bambino che cercano

Tu lo sai come si chiama vero

tu lo sai Si chiama come te

UN TEMPO DI PAUSA

Yuri

Yuri Pavlevic

Bravo

Tu lo conosci vero

questo bambino disubbidiente

tu lo conosci bene vero

A me puoi dirlo che lo conosci

io non sono della Polizia io so tutto

di te

ma non sono della Polizia Io

sono un amico devi

fidarti di me

sono il tuo unico amico adesso

UN TEMPO DI PAUSA

Ah

sei tu

sei tu quel bambino che stanno cercando

sei tu

Lo sapevo Io lo sapevo

Sorride

Dobbiamo fare qualcosa

Ti stanno cercando tra poco

arriveranno qui Devi scappare

No no

non devi piangere

no

ti aiuter io

Io so come fare

come salvarti

dalla Polizia

Vieni vieni con me

Nascondiamoci

Ti proteggo io

Nascondiamoci qui

Si alza

fa qualche passo

Non avere paura

Qui non entrer nessuno

Per ora nascondiamoci qui

Stai tranquillo

Non avere paura

non devi

avere paura

ci sono io

Ecco s cos

cos

Come sei carino

quando sei tranquillo

come sei carino

che bel sorrisetto che hai

sei proprio un bel bambino

Yuri

Un bel bambino

UN TEMPO DI PAUSA

S fa caldo qui

vero

Togliti la maglia Per ora dobbiamo

restare qui finch non vanno via

I Poliziotti

Fa caldo Molto caldo

Toglila per ora toglila

Ti aiuto io Ecco Ecco cos

bravo bravo Yuri

Come sei bianco Yuri

Tutto bianco Tutto sudato

Lo tocca

bianco

sudato

morbido

sudato

stai fermo

morbido

fermo tho detto

sudato

bagnato

Fermo

Sei monello Yuri

morbido

ma hai disubbidito

Peccato

peccato Yuri

sei cos carino

Bianco

Fermo

FERMO

Guarda

Stai fermo e guarda

Dalla tasca dellimpermeabile tira fuori un rasoio

e lo mostra al bambino

Ti piace

Guarda

Ti piace vero

Bianco

come Yuri

Morbido Yuri

Ti piace vero

Fermo

Ti piace molto

Bacialo Yuri Bacialo

Baciami

Toccalo toccalo

Prendilo

Comincia a fendere laria violentemente con il rasoio

S tuo

tuo prendilo

Yuri

Yuri

Ahh sssh ahhh

Va in orgasmo violento

rapido

a scosse forti

terribili

Poi crolla a terra

Il rasoio cade

PAUSA

Si rialza

stravolto

Si trascina al frigorifero

Lo apre

Prende scegliendolo accuratamente un involto

Lo apre

C dentro un grumo rosso scuro

Lo bacia

Yuri

Yuri

ti amo

Yuri

Lo mangia senza le mani

direttamente da terra

come un animale

Urla

Poi saccascia

Ride

Singhiozza

Ride

Singhiozza

II

Qualche minuto dopo

Inno Nazionale Sovietico

Vania seduto accanto al tavolo

Sul tavolo una tazza

un cucchiaio

due uova

un po di zucchero

Vania rompe le uova dentro la tazza

e comincia a farsi uno zabaione

Fuori piove

Ira

mia moglie

non sopporta

le uova

Le odia

Chiss

chiss perch

Mia moglie Ira

strana

una brava donna

ma strana a volte

Una donna strana

mia moglie

e odia le uova

Perci io le mangio

soltanto quando lei

non c

Sbattute

Uova sbattute

Zabaione

Uova

Uova e zucchero

e energia

Mi piace

Luovo

luovo perfetto

dentro e fuori

Luovo

crudo

limmagine

il simbolo naturale

del mondo

delluniverso

Un uovo

Un uovo soltanto

ha la compiutezza

la personalit

luminosa del cosmo

Come una stella

una stella

che ancora

non nata

ancora no

no

PAUSA

Una personalit luminosa

Oh s Una personalit

luminosa

che non ha mai illuminato

nessuno

proprio nessuno

Ridacchia

Sinterrompe di colpo

Pensa

Serio

Io Io avevo una personalit

una personalit luminosa

Giovane puro innocente

puro

innocente

Io

Impossibile impossibile

crederlo Forse non ero io

forse era un altro Forse

era un idea dentro di me

unillusione Soltanto quello

quello e basta Eppure era tutto

Ero io Ora sono vecchio

sono vecchio

perch non vivo pi

come allora No Non

Non pi possibile

Non pi ormai

Mi hanno mentito

Hanno mentito a tutti noi

Non pi possibile

La verit

La verit morta

per noi

La nostra forza

morta

La nostra forza consiste

nellenunciazione della verit

Ma cosa dici

cosa dici compagno

Lenin cosa dici

La nostra forza consiste

nellenunciazione della verit

Compagno Lenin

tu sei morto

e la tua verit

la tua forza

la nostra verit

la nostra forza

sono svanite

Svanite

Nel nulla

E adesso

La notte

la notte terribile

la notte non dormo

non dormo per langoscia

per la rabbia S non dormo

Perch sono loro

la rabbia e langoscia

e io che non sono pi io

a muovermi

a scuotermi

a farmi desiderare

Il tempo

Non c pi tempo

compagno

no non ce n pi

lo abbiamo sciupato il tempo

il tempo in cui avremmo potuto avere

tutto Tutto ci che la nostra et

ora non ci consente pi

Mai pi compagno

mai pi

Non pi possibile

Non pi

Mi sento male

mi sento

come

se non

ci fossi

pi

Tra poco smetter di piovere

e allora il bosco e tutta

tutta la natura si rinfrescher

e sospirer di dolcezza

di dolcezza s Che parola

compagno Dolcezza

Lavevo dimenticata

Nemmeno questo zucchero

me lha mai ricordata Mai

Nemmeno lo zucchero

Dimenticata

Da tanto tempo

Smetter di piovere

e il bosco e tutta la natura

sospireranno

di dolcezza

UN TEMPO DI PAUSA

Soltanto a me

e a te forse o forse no

tu sei un altro

tu sei tu

tu la notte dormi forse

o forse no Ma tu non sei

come me No non del tutto

Simile ma non uguale

Simile soltanto simile

a me

La pioggia smetter

ma a me il temporale

a me non avr dato nessun sollievo

Nessuno Di giorno e di notte

Ogni giorno ogni notte

Sempre mi ossessiona il pensiero

che la mia vita perduta

irrimediabilmente perduta

Allora sento la voce di mia madre

quella voce che non ho mai sentito

Mia madre che non ho mai visto

Io Io sono senza passato

lho sciupato il passato

e lho perduto

in cose senza senso

ora dicono cos

senza senso

senza senso

Inutile

Sbagliato

tutto sbagliato

Un errore

Ma il presente

Il presente terribile

ancora pi terribile

nella sua assurdit

nella sua disperazione

Cosa sono la mia vita

la mia vita e il mio amore

cosa sono cosa posso farne

Cosa

cosa

Il mio amore si perde

si perde inutilmente

come un raggio di sole

caduto su una fossa

ed io stesso

io stesso

mi perdo

Oh

come sono stato ingannato

tradito

Io

non ho vissuto

non ho mai vissuto

La vita

per me

finita

adesso

finita

Ero pieno

pieno capisci

pieno

di talento

dintelligenza

di coraggio

Se avessi vissuto

se avessi vissuto

in un altro modo

se avessi avuto

sempre

dentro di me

la verit

dentro di me

me stesso

sarei potuto diventare

avrei potuto essere

avrei potuto

Ho perduto

ho perduto tutto

tutto me stesso

tutto

La testa

la mia testa

la mia testa

la mia testa

Sto diventando pazzo

Se tu sapessi

se tu sapessi

come profondo

questo senso

questa vertigine

questo dolore

Se tu sapessi

Niente niente

paragonabile

niente pu essere

cos

cos

La testa

la mia testa

la mia testa

la mia testa

Sto diventando

pazzo

La testa

la mia testa

questo senso

questa vertigine

questo dolore

io

ho paura

ho paura

Mamma

ho paura

Mamma

sono disperato

Mamma

Vania terrorizzato

Si nasconde sotto il tavolo

Si rannicchia sotto il tavolo

Canta una ninna nanna

Canta e si addormenta

III

Poco dopo

Inno dellUnione Sovietica

Vania in piedi

ha in mano la tazza

coattivamente dondola la testa avanti e indietro

Ogni tanto sputa dentro alla tazza

si ferma

beve e ricomincia a dondolare la testa

Io vorrei parlare

vorrei parlare

ma non ci riesco

io non ci riesco

vorrei

ma non ci riesco

Non ci sono non ci sono non ci sono

Io sono un comunista

io sono

nessuno

io

sono

Sputa

Io

sono

qui dentro

io

io

io

Beve

Dondola

Perch me lo chiedi compagno

perch me lo chiedi

Tu lo sai

Tu lo sai vero lo sai

e allora perch me lo chiedi

perch mi chiedi

che sapore ha

perch

che sapore ha tu lo sai

perch me lo chiedi

che sapore ha il sangue

Tu lo sai compagno tu lo sai

perch mi chiedi che sapore

ha il sangue

Perch me lo chiedi

tu lo sai che sapore ha

il sangue

UN TEMPO DI PAUSA

Ha il sapore che hai dentro la tua testa

compagno

Quel sapore proprio

quel sapore

compagno

Il sangue

S

il sangue

ha il sapore

che tu

sai

Uguale

Uguale a quello

che tu hai dentro

la tua testa

Proprio quello

proprio quello

Uguale

BREVE PAUSA

Dondola

Io vorrei

vorrei

ma non ci riesco

io non ci riesco

vorrei

ma non ci riesco

Non ci sono non ci sono non ci sono

Io sono un comunista

io sono

nessuno

io

sono

Sputa

Io

sono

qui dentro

io

io

io

Beve

Dondola

Che importanza ha compagno

che importanza ha

Non ha nessuna importanza compagno

Io non lo so

Non lo so

Non ha importanza

No

Non ha importanza

cosa

penso

Cosa vuol dire cosa penso

Cosa vuol dire

Che importanza ha

Non ha nessuna importanza

neanche per me

Io penso meno

meno di quello che so

quello che so meno

meno di tutto quello che mi interessa

meno meno molto meno

ed ancora meno di tutto ci che esiste

meno molto meno

Quello che penso

quello che sono

meno molto meno

di tutto

di me

e di tutto il resto

Per questo non ha importanza

Non ha nessuna importanza

ci che penso

Io non ci sono

non ci sono non ci sono non ci sono

Nooooooo

Si ferma di botto

Io

Sono qua

Beve dun fiato tutto il contenuto della tazza

lacqua gli cola addosso

Vania

Vania mi chiamo Vania

Fracassa la tazza in terra

Il sesso orribile

Orribile

Una porcheria Una vera porcheria

Mia moglie Ira mi ama

cucina male ma mi ama

veramente

Noi non facciamo sesso

Il sesso orribile ci ripugna

Noi siamo persone serie Ci amiamo

Che schifo

Io non posso non voglio non posso

tagliare col mio sesso il sesso

di mia moglie Ira

morirebbe Anche io morirei

Non voglio che muoia Lei

mi ama Cucina male ma

mi ama Lei sa tutto

sa tutto di me e mi ama

lo stesso Lei lo sa

e mi ama

come una madre

UN TEMPO DI PAUSA

Non c pi mia madre

morta mia madre quando

io sono nato ma io non sono

nato davvero Il Partito

mi ha dato la vita il Partito

Ira lei non c pi

se n andata se n andata

Ora che io morir Giustiziato

Che parola ridicola compagno

Giustiziato

dal sesso della nuova Legge

dallorribile cazzo della Democrazia

Orribile Orribile Orribile

Io voglio

Lo voglio

S

IO VOGLIO

BREVE PAUSA

Basta

Il sesso mi disgusta

uno schifo Lamore

tutto Il sesso niente

Solo le bestie fanno sesso

Orribile disgustoso mi viene

da vomitare sicuro da vomitare

Ho fame ho fame Ho sempre

fame ma mia moglie Ira

non sa cucinare Noi

non facciamo sesso

Ci disgusta il solo

pensiero ci disgusta Noi

ci amiamo Il sesso

ci fa schifo Siamo superiori

noi Lei tutto per me tutto

Senza di lei sono un bambino

un bambino morto

Dissanguato

BREVE PAUSA

Piano sussurrando come un bambino colpevole

Il mio coso qui

il mio

qui

non funziona

non ha mai

non ha mai funzionato

Mai

Ogni cosa Ogni cosa

Ogni cosa al mondo

ha la sua funzione

Ogni cosa al mondo ha la sua funzione

Tutto perch deve

essere

Ogni cosa ha una funzione da svolgere

una funzione s Qualcosa per cui

esiste

Una mano

Una testa

Un uomo

Ma anche un oggetto

Tutti gli oggetti

hanno uno scopo perch hanno

una funzione

Un oggetto

Una sigaretta esiste

per essere fumata

quella proprio quella

la sua funzione

Un vestito deve coprire

Una scarpa deve

consumarsi camminando

Un pezzo di pane

persino una briciola

ha la sua funzione

quella di nutrire

Persino una pietra ha la sua funzione

io non so qual ovviamente

non posso sapere tutto io

ma ha la sua funzione

anche la pietra

Ogni cosa

Ogni cosa al mondo

ha la sua funzione

ogni cosa

Se no

Se non ce lha morta

Se non ce lha non esiste

No non esiste

BREVE PAUSA

Io vorrei

vorrei

ma non ci riesco

io non ci riesco

vorrei

ma non ci riesco

Io

Sono qua

Ma il mio coso

il mio

non funziona

eppure io

Io sono qua

Bere Mangiare

Il Comunismo

Io sono un comunista

Ogni cosa al mondo ha la sua funzione

Il Partito Il Partito

Comunista

ha dato ad ognuno

ad ogni cosa

ad ogni persona

la sua funzione

GIUSTO

S giusto

Ogni cosa ha bisogno di qualcosaltro

ogni cosa ogni persona

Anche io

UN TEMPO DI PAUSA

il mio coso

io

esistiamo

La bestia caccia

per vivere

La Natura sa

La Natura guida

La Natura giusta

Il Comunismo giusto

Io vivo

Io sono

come gli altri

Io ho bisogno

degli altri

Ho bisogno di loro

di tutti loro

Li amo

UN TEMPO DI PAUSA

Ho fame di loro

Tanta fame

PAUSA

Mormora

Fame fame fame

Non posso farne a meno

No

Non posso farne a meno

amore

fame

tutto

Sono io

Il mio sangue forte

la mia carne forte

forte capisci compagno

molto molto forte

Anche lamore lamore s

proprio quello lamore

forte troppo troppo forte

Io lo odio lamore

Lo odio

Mi turba

Io non sono pi me stesso

Non so non so pi niente

la forza la forza che mi prende

mi prende e mi porta lontano

a casa nella mia vera casa

Il bosco la mia casa

L soltanto l io sono riesco

ad essere ad avere

la mia funzione

Nascere e morire sono la stessa

la stessa identica cosa

Lamore nascere

Lamore morire

Io non sono nato no non sono nato

lho gi detto io

io non sono

ma sono qui

ed la forza lamore

compagno

che mi fanno vivere

tutto

Tutto intero

Il bosco il mio mondo

damore

Sono tutti l i miei giorni

i miei giorni veri

La mia fame sfamata

I nomi compagno li sai

te li ho dettati

tu puoi capire tu puoi

comprendere le mie ragioni

perch anche tu sei come me

Un comunista

Gorbaciov ci ha venduti

La tua vita uno schifo

come la mia

Ma siamo comunisti

ancora

A noi non ci fanno impressione i morti

compagno

Non si contano i morti

Si contano gli aerei caduti

Noi non abbiamo paura del sangue

Il sangue puro bello innocente

Noi non abbiamo paura del sangue

Stalin ci ha insegnato

a non aver paura del sangue

Il sangue degli uomini

linchiostro della storia

Il sangue puro vivo palpitante

nel corpo di un essere puro

vivo palpitante e fiducioso

deve

rendere lamore

a noi noi

a me

a te

a tutti quelli come noi

UN TEMPO DI PAUSA

che sono perduti

e non sanno pi

come

trovarsi

Ed la fame

la fame che ci accompagna

che ci guida

la fame di cose di vita di idee

che non esistono pi

Il Partito Comunista Sovietico

morto

LUnione Sovietica

morta

Io

Sono morto

PAUSA

Io non ho ucciso nessuno compagno

e tu lo sai

Non ho ucciso nessuno

Li ho salvati

Non li ho uccisi Li ho salvati

Sono tutti dentro di me

Tutti

Siamo tanti

Stiamo bene insieme

Siamo tanti

Ci amiamo

PAUSA

Non ho pi fame compagno

Non ho pi fame

Non mi piace il Borsch

La cucina russa non esiste

Il Borsch fa schifo

Il sangue puro bello innocente

La cucina sovietica non ce n nemmeno lidea

Avevo fame compagno

Senza comunismo siamo tutti criminali

Andiamo compagno andiamo

Non ho pi fame

Sono solo

Sono pronto

Andiamo

PAUSA

Il compagno Commissario si alza

Si avvicina ad Vania

I due si guardano fisso

Non ti invidio compagno

Vania gli volta le spalle e comincia a cantare lInternazionale

In sottofondo si ascolta la sentenza di condanna di Vania

VOCE

dal registratore

Limputato

Vania Petrvic Vointski

ritenuto colpevole

di cinquantatre omicidi

Le vittime uccise e dilaniate

dallimputato

assolutamente sano di mente

erano bambini

bambine

ragazze

e giovani donne

di et compresa fra gli otto

e i diciassette anni

Limputato colpevole

di averle uccise e dilaniate

nelle zone boschive

di Rostov

Revda

Leningrado

Krasnodar

Mosca

Kiev

Donesk

viene pertanto

condannato

alla pena capitale

da eseguirsi

mediante colpo di pistola alla nuca

come previsto dal vigente codice

di procedura penale

Il canto di Vania sale

Il compagno Commissario estrae una pistola

la carica con uno scatto

la poggia lentamente sulla nuca di Vania

Simultaneamente silenzio e buio

*

1995/1996


Biro Insalata e Sogni

LO SPAZIO DELLA SCENA E' SCURO. RACCHIUDE DUE

AMBIENTI MOLTO DIVERSI PER IL TIPO DI OGGETTI CHE LI

COMPONGONO E PER DUE TIPI DI LUCE DIFFERENTI CHE

LI ABITA. LE DUE PARTI SONO MOLTO DIFFERENTI, COME

SE APPARTENESSERO A DUE PERSONE DIVERSE, E FINO AD

UN CERTO PUNTO E' COSI'. UNA PARTE E' LA STANZA DELLA

MADRE, MORTA, DI ANNE. POCHI MOBILI, SOBRI, IN FINTO

BIEDERMEIER, UN LETTO SINGOLO, UN COMODINO, UNA

POLTRONCINA, UN PICCOLO ARMADIO A DUE ANTE E UN

TAVOLINO PIENO DI OGGETTINI. TUTTO MOLTO ORDINATO.

MA TUTTO E' ANCHE POLVEROSO, SBIADITO, ASCIUGATO,

NONOSTANTE ANNE OGNI GIORNO PULISCA. LA STANZA E'

MORTA, COME LA MADRE DI ANNE.

L'ALTRA PARTE DELLA SCENA E' IL LUOGO DI ANNE.

BASTANO UN TAVOLINO DA TELEFONO CON UNA

SEGRETERIA, UN TELEVISORE, DUE SEDIE, UN TAPPETO

PIENO DI GIORNALI, UN VASSOIO DA PRANZO CON GLI

AVANZI DEL GIORNO PRIMA, E QUALCHE VESTITO SPARSO

QUA E LA', SULL'ATTACCAPANNI SONO APPESI SOLO TRE

CAPPELLI E UN OMBRELLO. C'E' ANCHE UN OROLOGIO.

CHIAMEREMO I DUE AMBIENTI SPAZIO M (madre) e SPAZIO A

(Anne).

PROLOGO

ANNE E' SEDUTA PER TERRA AL BUIO

GUARDA FISSO UN MURO

SUL QUALE SCORRONO

LE IMMAGINI

DI UN SURREALE

CARTONE ANIMATO

I

SPAZIO M IN LUCE.

ANNE STA SULLA SOGLIA DELLA LUCE, INCERTA SE

ENTRARE. ENTRA VELOCEMENTE, VA' VERSO IL TAVOLINO

PRENDE UNA FOTO DELLA MADRE ED ESCE. BUIO SPAZIO

M. SQUILLA IL TELEFONO. ANNE NON RISPONDE. SI AZIONA

LA SEGRETERIA. SERIE DI BIPS. UNA VOCE PARLA

ALL'APPARECCHIO. PIANO SALE LA LUCE SULLO SPAZIO A,

ANNE E' ACCOVACCIATA DAVANTI AL TELEFONO E LO

GUARDA, SORRIDE. LA FOTO E' SUL TAVOLINO.

VOCE

Ciao, sono io, ho chiamato tutto il giorno ma tu non c'eri. Non ho

lasciato messaggi. Adesso devo uscire, se ti va' puoi raggiungermi al ...

ANNE BLOCCA LA SEGRETERIA. GUARDA LA FOTO CHE HA

PRESO PRIMA.

BUIO.

II

LUCE SPAZIO A. DI NUOVO SQUILLA IL TELEFONO, DI

NUOVO SCATTA LA SEGRETERIA E SI SENTE LA STESSA

VOCE LASCIARE UN IDENTICO MESSAGGIO. ANNE

ACCOVACCIATA COME PRIMA BLOCCA LA SEGRETERIA

ALLO STESSO PUNTO.

ANNE

Io non ti conosco

perch mi telefoni

e non mi chiami mai

mai Squilli e parli

come un topo un topo

dalla voce grossa

un topo sconosciuto

che non mi conosce

e mi parla Tu non sai

chi sono ma mi parli

mi chiedi mi richiedi

mi vuoi Un numero

una serie di sette

numeri numeri razionali

una sequenza di indici

Direzione direzione

Tutti i numeri segnano

una direzione

senza significato

Sbagliata

Io non sono

quella l

che non chiami mai

anche lei non chiami

per nome

io sono un numero

e non mi chiami

lei ha un nome ma tu

non la chiami

io ho un numero

lei no Tu ami

quella l e la chiami

col mio numero

quel numero sono io

tu sbagli

io ti ascolto

Parli con nessuno

Io non ti conosco

tu parli

io no

quella l no

tu

Tu non sei nemmeno

un numero per me

e non voglio sentire

dove sei

Io ti conosco

ormai

Direzione direzione

SI ALZA LENTAMENTE E COMINCIA A CAMMINARE

ALL'INDIETRO.

Direzione direzione

Tutti i numeri segnano

una direzione

senza significato

Sbagliata

SI COPRE GLI OCCHI CON LE MANI.

BUIO.

III

LUCE SPAZIO M.

ANNE ENTRA VELOCEMENTE CON UN TUBETTO DI

MAIONESE IN MANO.

ANNE

Mamma aiutami ti prego

mamma la maionese mamma

non ci riesco non ci riesco

mai io non ci riesco mai

Chiss perch

Io no e tu s

io no ma tu s

Mi aiuti

Lo sai che mi piace

la maionese

in tubetti

solo quella in tubetti

mi piace ma non ci riesco

ad usarla a farla uscire

come si fa come si deve

Tu si mamma

M'ingrassa

Per mi piace

Ho risolto

un problema

un grosso problema

complicato molto

complicato

Stupir tutti domani

all'Universit

da tanto sai due mesi

che tutto fermo

negli studi

questo problema

un vero problema

ma io l'ho risolto

adesso

Da sola

Mi piace la maionese

ma non posso succhiarla

Deve uscire

lentamente

dove dico io

come penso io

tutti lo fanno

Io ho risolto

il problema nessuno

lo ha saputo risolvere

A me non piacciono

i problemi non li sopporto

La maionese fa schifo

vero mamma

Mi piace ma fa schifo

non un problema no

Tu non puoi aprirla per me

non puoi spalmarla sulla mia

mano a ghirigori come un gioco

no

no tu non puoi vero

mamma

a te non piace

la maionese

E' vero si vero

la maionese

fa schifo Io ho risolto

il problema io da sola

La maionese fa schifo

mi piace ma fa schifo

e non un problema no

fa schifo e basta

Io amo i problemi

Mamma lo sai tu lo sai

vero

meglio cos

Dormiamo si

dormiamo

come quando ero piccola

e dormivo con te

senza pap solo

con te io sola tu

sola Senza nessuno

senza niente

dormiamo

senza maionese

DURANTE L'ULTIMA PARTE DELLA BATTUTA SI E'

ACCOCCOLATA SUL LETTO. FORSE DORME.

BUIO.

IV

SPAZIO A.

ANNE RIENTRA DA FUORI. SI ACCENDE LA LUCE. ANNE HA

INDOSSO UN IMPERMEABILE LISO. HA IN MANO UN LIBRO.

ANNE

Teoria teoria tutta

la teoria dei numeri

e delle figure

le figure distrutte

come un cubo che si schianta

da trecento metri

un cubo sotto il maglio

di una pressa

enorme

(SCARAVENTA IL LIBRO PER TERRA)

Teoria dei Frattali

della chiarissima

chiarissima

Professoressa

Anne H.

Signora signora

Professoressa Anne

H. Autrice del Trattato

di Analisi sulla Teoria

dei Frattali E'tornata

sono tornata

a casa

(SALE SUL LIBRO)

la professoressa

la chiarissima Professoressa

Autrice del Trattato Metafisico

sulla Maionese

(TIRA FUORI DALLA TASCA UN TUBETTO DI MAIONESE)

autrice del Trattato

di Analisi sulla Teoria

dei Frattali autrice

del trattato di Analisi

della Maionese Frattale

io

Ho fame Ciao mamma

sono io Anne

Che lo dico a fare

Che lo dico perch

lo dico A che serve

giocare ancora

a non sapere

Ho fame e non voglio

pensare non voglio

che mi passi l'appetito

ho fame e mangerei un

enorme si enorme

piatto di spaghetti

col ketchup e la maionese

Fanno schifo ma mi piacciono

Ho fame e credo sono

sicura sono sicura

che manger un insalata

un' enorme si enorme

insalata senza sale

fa male Sono ipertesa

Troppo sale ipertensione

Insalata pura e fresca

insalata Mi fa impazzire

(GETTA VIA IL TUBETTO)

Anche se non mi piace

ma impossibile mangiare altro

impossibile

io non posso mangiare

nient'altro

che insalate e verdure e frutta

e pane e tutti quei cibi

quegli alimenti

perch non sono cibi

sono puri alimenti

io non posso mangiare

altro che alimenti

Il cibo va cotto

non gli alimenti

Gli alimenti sono freschi

anche se non sono buoni

nutrono e basta

ma cibi bruciano

se li cuoci bruciano

sarebbero buoni cotti

ma bruciano

Io li brucio

sempre

Immangiabili

Gli alimenti sono freschi

anche se non sono buoni

Manger un'insalata

SI TOGLIE L'IMPERMEABILE. HA UNA GRANDE MACCHIA

D'INCHIOSTRO SULLA CAMICETTA BIANCA.

ANNE

Eccola qui Stimmate

stimmate blu segno

della colpa Incapacit

Inettitudine

COMINCIA A PARLARE CON UN INTERLOCUTORE ASSENTE.

E' IL COMMESSO DI CARTOLERIA CHE HA TENTATO DI

VENDERLE UNA PENNA STILOGRAFICA. BALBETTA,

GESTICOLA, SI AFFANNA, URLA, SIBILA.

ANNE

Io non voglio una penna

stilografica io uso soltanto

penne a biro Non mi piacciono

le penne stilografiche sono

cos difficili da usare

difficili difficili

No non mi interessa

e non voglio vedere

come si usa Non voglio

provarla Assolutamente

no

(PAUSA)

Guardi Guardi Adesso sar

contento sar felice sar

che la sua stronzissima penna

mi ha macchiata Una camicetta

quasi nuova di seta e quasi

nuova Rovinata Smacchiarla

sar impossibile Sa lei lo sa

dove pu cacciarsela la sua

fottutissima penna stilografica

dove deve ficcarsela No non lo sa

Glielo dico io dove deve cacciarsela

Non su per il culo no assolutamente

L no Deve tirarsela su da quel

bell'ombelico vergine che ha su

quella schifosissima pancia S

su per l'ombelico e non su

per il culo per l'ombelico cos

non c' il rischio che le dia piacere

No non sono una signora io

uso le penne a biro io

Su per l'ombelico su

dentro in fondo all'ombelico

Su per l'ombelico in modo

da sembrare meglio tutto

blu quella pustola idiota

che Su su per l'ombelico

Idiota

SI CALMA. SI TOGLIE LA CAMICETTA E INDOSSA UN

PULLOVER LEGGERO.

ANNE

Stilografiche Merda

Merda blu

uso le biro io meglio

le biro funzionano sempre

non macchiano e quando non

funzionano pi le butti via

le biro sono meglio funzionano

funzionano da sole non sei tu

che devi farle funzionare non

si deve funzionare per farle

funzionare funzionano da sole

le biro Un'insalata

(SQUILLA IL TELEFONO)

un'insalata senza sale

Sono ipertesa Senza sale

E senza inchiostro

Un'insalata Verde

IL TELEFONO CONTINUA A SQUILLARE. ANNE DI SCATTO

SOLLEVA IL RICEVITORE.

ANNE

Idiota

CHIUDE BRUSCAMENTE.

ANNE

Un'insalata verde senza

numeri senza sale Idiota

PREPARA UN'INSALATA. E' UNA DI QUELLE BUSTE

D'INSALATA GI TAGLIATA E GI LAVATA CHE SI TROVANO

AL SUPERMERCATO. QUANDO LA APRE BUONA PARTE DEL

CONTENUTO SALTA FUORI, IL RESTO ANNE LO VERSA IN

UNA SCODELLA.

ANNE

Insalata Scodella Busta

Pronta gi pronta quasi

pronta Animale stronza

insalata animale Salta

Come viva Non ci si pu

fidare nemmeno dell'insalata

Direzione direzione

Tutte le cose prendono

una direzione

sbagliata

senza significato

Entropia

Entropia delle buste

dell'insalata Entropia

delle buste d'insalata

PRENDE DAL TAVOLINO LA FOTO DELLA MADRE LA

POGGIA PER TERRA. SI SIEDE E, GUARDANDOLA MANGIA,

CON LE MANI.

Ho sbagliato tutto avrei dovuto

dedicarmi alla Termodinamica

invece che ai Frattali

L'insalata e la sua entropia

della Chiarissima Professoressa

Anne H. Ma a pensarci bene

l'insalata in quanto tale

composta nei suoi singoli

elementi da figure frattali

innumerevoli Potrei scrivere

un trattato ad uso degli studenti

e delle donne obese e perch no

anche degli uomini obesi

su L'insalata e i suoi elementi

frattali Con un'appendice

sull'entropia dell'insalata

in buste Ma non possibile

scrivere un trattato su una cosa

di questo genere tutti i trattati

trattano appunto di sciocchezze

l'insalata nelle buste un problema

vero reale pratico dunque non si pu

scriverne un trattato Se fosse solo

un problema mio forse potrei scriverlo

Ma un problema di tutti

E' un problema mio

(RIVOLGENDOSI ALLA FOTO DELLA MADRE)

Tu non dici niente eh

non dici pi niente

D'altra parte tu non hai

mai detto niente Nemmeno

quando avresti potuto quando

avresti dovuto Mai mai

Tu non sei mia madre

sei troppo giovane in quella

foto non sei mia madre

non ancora l in quella foto

La foto vecchia molto vecchia

e tu sei giovane troppo giovane

per essere mia madre Sei tu

non ancora mia madre non ancora

(IL TELEFONO SQUILLA)

Sei giovane troppo giovane

potresti essere me in quella foto

Squilla Telefono Forse per te

mamma Ma non sei pi qui mamma

Solo questa vecchia fotografia

con una giovane che non conosco

Gertrude

(PAUSA)

Non ti ho mai chiamata

per nome

SCATTA LA SEGRETERIA. LA STESSA VOCE DELLA SCENA

PRECEDENTE RIPETE UN'IDENTICO MESSAGGIO. QUESTA

VOLTA PERO' ANNE NON LA BLOCCA PRIMA CHE ABBIA

DETTO IL NOME DEL POSTO DOVE L'UOMO SI

TROVA E LA PREGA DI RAGGIUNGERLO. E' UN LOCALE. IL

"CALIBAN".

ANNE

Forse per te forse

sei tu la sconosciuta

che lui cerca chiamando me

parlando con il mio numero

Un numero sbagliato indubbiamente

In tutti i sensi sbagliato

Forse te che cerca Gertrude

potresti andare potresti

raggiungerlo Hai sentito Sembra

disperato Ti vuole Dice d'amarti

Potresti andare da lui Potresti

(PRENDE IN MANO LA FOTO E LA GUARDA. SORRIDE.)

Mi somigli molto

Gertrude

BUIO SPAZIO A.

V

RUMORI DI TRAFFICO. POI UN SILENZIO. TACCHI

DA DONNA SULLA STRADA.

VI

LUCE SPAZIO M. ANNE, IN IMPERMEABILE, SEDUTA SUL

LETTO DELLA MADRE, HA IN MANO LA FOTOGRAFIA.

ANNE

Era chiuso logicamente

era chiuso Un locale chiuso

Deserto Dopo due giorni non

si va ad un appuntamento dopo

due giorni E ad un orario sbagliato

E' impossibile sperare

di trovarvi qualcuno

Non c'era nessuno infatti

Ma adesso sai dov' dove trovarlo

quando lo cerchi se lo cerchi

adesso sai Questa notte voglio

dormire qui con te Al tuo posto

nel tuo letto disabitato Tu

mi somigli molto in questa foto

Non sei mia madre ancora sei

ancora come me Capisco che sei

tu e non io soltanto dall'abito

quell'abito che io non ho mai

indossato Questa la tua foto

Il tavolino di l pieno

di polvere Ha i tarli da quando

la tua foto vi sta posata su

E' la polvere delle cose

appartenute a te Questa stanza

piena di polvere La polvere

che copre le cose di chi

morto Come te Gertrude come

te Mamma

Io lo so che tu non sei

pi qui Lo vedo dal colore

della tua roba Le tue cose

si asciugano si riempiono

di polvere sempre sempre

di pi Non serve a nulla

pulire ogni giorno Fingere

che tu sia ancora qui Loro

le cose le tue cose loro

lo sanno E in qualche modo

ti seguono L dove tu stai

ora L non qui in questa stanza

ma l dove tu sei adesso

E non il cielo no L

c'

la tua stanza un'altra stanza

eppure la stessa dove le tue cose

sono intatte Nuove Vive Di te

Le figure di cose rimaste

qui sono vuote secche inutili

morte Un giorno esattamente

il terzo giorno dopo la tua

morte mamma quando gi il tuo

corpo se n'era andato via privo

del tuo respiro quel giorno io

ho aperto la finestra di questa

stanza la tua finestra Tu

per un mese non avevi voluto

che fosse aperta L'ultimo mese

Sapevi gi tu un mese prima sapevi

Hai voluto abituarti forse non so

a qualcos'altro Intuire forse

guardando il buio quello scuro

pi profondo dove stavi andando

dove poi sei arrivata col respiro

sospeso in eterno

(PAUSA)

Il sole

dopo tanta astinenza

esploso qui dentro

E' passato come la mano destra

di un dio sorridente e tutto

tutto si acceso E pareva ancora

che ci fossi tu Ho sorriso ricordo

ho sorriso pensando che potevo

crederlo che potevo grazie a quel sole

pensarti viva qui nella tua stanza

fra le tue cose

(PAUSA)

Con me

Finch il sole quello stesso sole

che credevo buono che volevo credere

buono andato via lasciando tutto

in ombra Si tirato via trascinandolo

dietro di s un mantello di luce

bruciante Non rimasto che l'orrore

Il vuoto in una stanza piena

di oggetti morti E ho capito

allora ho capito che tu eri

morta E ho avuto paura e

ho pianto Non di dolore no

non dolore ma paura Panico

La paura che le verit portano

sempre con loro Ho toccato

qualcosa ricordo Era tutto secco

asciutto era tutto inutile

qui in questa stanza La tua

Poi ho visto questa foto

Un'immagine ho pensato

Un immagine L'immagine di te

Non mi sono accorta che eri

giovane in questa foto

che non eri ancora

mia madre Ho visto solo

che eri tu

E ho voluto salvarla questa foto

l'ho portata di l con me

perch vivesse perch tu perch

almeno qualcosa ancora restasse

viva di te E fossi io a farlo

a darti - che follia - ( io )

un po' di vita un po' della mia

vita A te

(PAUSA)

Ma tu l'hai presa tu

non io te l'ho data

ma tu l'hai presa perch tu

sei giovane qui non sei ancora

mia madre sei come me Io

(PAUSA)

credo a volte che questa sia

una mia foto

Ma so

che non cos

Ho trovato quest'abito Il tuo

abito in questa foto e l'ho preso

Non ho il coraggio d'indossarlo

L'ho messo di l nella mia stanza

Appeso come uno dei miei abiti

sull' attaccapanni di l Non ho

il coraggio d'indossarlo Ma so

che dovr farlo so che potrei capire

perch tu non sei me ed essere

diversa da come eri tu non diversa

come ora diversa come un'altra

un'altra persona Che non riesco

ad essere Perch non ti conosco

N me

SQUILLA IL TELEFONO. ANNE NON RISPONDE. SCATTA LA

SEGRETERIA. E' SEMPRE LUI. IDENTICO MESSAGGIO.

ANNE POSA LA FOTO SUL LETTO, DOLCEMENTE, E VA AL

BUIO NELLO SPAZIO A. DOVE PRENDE UN ABITO GRIGIOAZZURRO

D'ALTRI TEMPI E LO INDOSSA. RITORNA IN

SILENZIO NELLA STANZA DELLA MADRE, SI SIEDE SUL

LETTO E GUARDA LA FOTO, COME FOSSE UNO SPECCHIO.

POI LA VOLTA E LA POGGIA SUL SUO PETTO E TENENDOLA

COSI' SI SDRAIA SUL LETTO. SPEGNE LA LUCE DI UN ABAT

JOUR E LA STANZA SI FA BUIA. UN BUIO AZZURRO. IL BUIO

DEL SOGNO DI ANNE.

VII

ANNE SOGNA. LA STANZA SI POPOLA DI VOCI E RUMORI. LE

VOCI E I RUMORI DEL "CALIBAN". GENTE CHE PARLA,

GENTE CHE ORDINA AD ALTA VOCE, CAMERIERI CHE

VANNO E VENGONO, RUMORI DI SEDIE, TAVOLI, BICCHIERI,

PIATTI, ETC. IN SOTTOFONDO, FORSE, UNA CANZONE. ANNE

MIMERA TUTTA L'AZIONE, RESTANDO NELLA STANZA

AZZURRA CHE FA DEL SUO CORPO UNA SILHOUETTE

SCURA. E' SEDUTA SUL LETTO, ACCANTO A LEI UN

TAVOLINO O UNA SEDIA. LE PAROLE VENGONO DALLA SUA

MENTE E NON DALLA SUA BOCCA, SOVRASTANO I RUMORI

DI FONDO.

VOCE DI ANNE

Non dovevo sedermi qui

accanto alla toilette I cessi

puzzano sempre sopratutto

quelli delle donne puzzano

d'orina e profumi stucchevoli

Non c' che quest'odore qui

puzza tutto d'orina e profumi

nauseabondi Il fumo dei piatti

caldi il fumo delle sigarette

puzza d'orina e profumi

contraffatti Non dovevo sedermi

qui Ma il posto pi lontano

pi nascosto pi in ombra

Ci sono arrivata comunque

qui dove lui mi dice

sempre sbagliando numero

di telefono m'invita qui

al Caliban Qui c' puzza

ma la puzza non copre le voci

ed io riconoscer la sua prima

ancora di vederlo prima ancora

che lui veda me Anche se lui

non mi ha mai vista Io gli dir

un numero Non il mio numero

un altro numero a caso

e lui capir Riconoscer

la mia voce anche se non

l'ha mai sentita La sua voce

io l'ho sentita e lui conosce

il mio numero di telefono Io

dir un numero e lui sicuramente

conoscer la mia voce. Ascolto

PAUSA. LE VOCI E I RUMORI SALGONO, OGNI TANTO PARE

DI SENTIRE LA VOCE DI "LUI" MA SUBITO SCOMPARE. ANNE

PER UN POCO GUARDA IN GIRO CON GLI OCCHI

SPALANCATI, POI DECIDE DI CHIUDERLI E STARE SOLO A

SENTIRE. SI POSA LE MANI SUGLI OCCHI.

D'IMPROVVISO, SILENZIO.

VOCE DI ANNE

Niente Non riesco a sentirlo

A vederlo niente Forse oggi

non venuto forse non verr

Non so nemmeno perch viene

qui ogni sera Quasi

ogni sera

(BREVE PAUSA)

ANNE

Cameriere

VOCE DI ANNE

Ecco uno qualsiasi Chiamare

uno qualsiasi prima d'andarmene

Un caff e poi via E' inutile

giocare coi numeri Inutile

UNA SAGOMA SCURA, UNA FIGURA D'UOMO, IL CAMERIERE,

SI E' AVVICINATA A LEI.

UOMO

Buonasera La signora

desidera ordinare

ANNE NON RISPONDE. LO GUARDA. LUI A SUA VOLTA

GUARDA LEI. SORRIDE. LEI RICAMBIA.

UOMO

Sei tu Ma che fai

qui Non ti aspettavo

pi Sei venuta finalmente

Gertrude

LEI APRE LA BOCCA COME PER GRIDARE, D'IMPULSO, MA

NESSUN SUONO VIENE FUORI. L'UOMO SI SIEDE ACCANTO A

LEI, LE PRENDE UNA MANO.

UOMO

Bambina mia

mia piccola

bambina

ANNE LO GUARDA. SORRIDE.

ANNE

Si

Sono io

L'UOMO LE BACIA IL PALMO DELLA MANO MENTRE I

RUMORI DELLA SALA CRESCONO E TUTTO SI FA BUIO.

VIII

D'IMPROVVISO DI NUOVO LUCE, LA LUCE DEL GIORNO

FATTO E RUMORI, I RUMORI DEL GIORNO, DELLA STRADA,

DEL MONDO. ANNE SI SVEGLIA GRIDANDO.

ANNE

Pap

Dove Io La luce

E' la luce E' il

sole Non ho dormito

con questa luce non si pu

dormire Con questi sogni

come non dormire Sono

sogni orribili Incubi ma

dicono ricordano cose

cose nascoste Mai dette

Io con gli occhi spalancati

Volevo gridare Volevo

urlare ma ero muta

La mia voce era muta

Perch

SI ALZA LENTAMENTE TOCCANDOSI IL VESTITO,

PASSANDOSI LE MANI SUL VISO, TASTANDOSI I PIEDI.

ANNE

Questo non mio

quest'abito non l'abito

di Anne l'abito di Gertrude

Io non sono Gertrude io sono

Anne

Chi quell'uomo

che telefona Chi era

quel cameriere Perch

io l'ho visto Era uguale

a mio Padre o era

mio Padre Non ricordo

io non ricordo il suo

nome il nome di lui

l'uomo di Gertrude

mio Padre

(PAUSA)

soltanto

DA SOTTO IL LETTO PRENDE UNA GRANDE BORSA DI TELA

A FIORI. PIENA DI FOTOGRAFIE. ANNE LA APRE E LE

SPARGE SUL LETTO.

ANNE

Figure figure figure

bianche nere sbiadite

figure di vivi ancora

vivi bianche Figure

di morti ora gi morti

nere sbiadite Piatte

figure Quadrati Rettangoli

di persone Com'erano

e non sono non sono

pi Mai E' terribile

terribile

guardare una fotografia

anche un attimo dopo

un solo attimo dopo lo scatto

Quel prima gi vivo da fermo

si blocca Muore Qui

ci siete Ci siamo Tutti

tutti Noi

(BREVE PAUSA)

I bambini

i bambini delle foto sono

orribili pi sono belli pi

sono orribili Nessuno si guarda

allo specchio ad un anno nessuno

pu vedersi da piccolo nessuno

Perch fotografare un volto

che non il nostro

allora

Queste faccine deliziose

non sono le nostre noi

non le riconosciamo

non ne abbiamo ricordo noi

non lo sappiamo Ce lo dicono

Sei tu

Facile facile

Ma poi perch si rimpiange

un ricordo che di altri

quelli che hanno visto quel

poco che i bambini non vedono

perch non ha importanza

I bambini hanno occhi pi grandi

guardano un muro e ci vedono tutto

e ancora di pi E' orribile

catturare un bambino in una foto

privare i loro sguardi senza

orizzonte

Io

Con gli occhi spalancati

sempre spalancati Chiss

cosa vedevo Chiss Forse

se non mi vedessi

lo ricorderei

forse

FRA LE FOTO SPARSE SUL LETTO NE PRENDE UNA UN POCO

PIU' GRANDE DELLE ALTRE, UNA FOTO DEL PADRE.

ANNE

Pap

Anche tu

qui

sei giovane

troppo giovane

per essere davvero

mio padre Qui

Troppo giovane

troppo

LEGGE IL RETRO DELLA FOTO.

ANNE

"Con amore

a Gertrude"

Lei

VA NELLO SPAZIO A, ACCENDE UNA LUCE E CON VIOLENZA

IMPROVVISA SCAGLIA A TERRA LA FOTOGRAFIA

INCORNICIATA DELLA MADRE. LA CORNICE SI ROMPE, IL

VETRO VA IN FRANTUMI, LA CARTA DELLA FOTO SI PIEGA.

ANNE

Tu

Sei tu

che devi

scoprirti

ora Tu

Gertrude

non mia

madre

Gertrude

PRENDE LA FOTO DA TERRA E NE LEGGE IL RETRO.

ANNE

La tua bambina

Gertrude

Stronza

"La tua bambina"

Stronza

Puttana

Perch

perch perch

RABBIOSAMENTE STRAPPA LE DUE FOTOGRAFIE, I

FRAMMENTI CADONO A TERRA.

ANNE

Direzione direzione

tutte le cose prendono

una direzione

senza significato

sbagliata

Frammenti caotici

Vite frattali

distruzioni in corso

congiunzioni

terrificanti

di elementi

che non possono

unirsi

Tutto unico

SI CHINA A TERRA E SI SIEDE, PRENDENDO IN MANO I

FRAMMENTI DELLE FOTO E COSTRUISCE DAVANTI A SE' UN

PUZZLE.

ANNE

Un pezzo sopra

l'altro un pezzo

accanto all'altro

Naso collo bocca

piedi occhi culo

braccia seno dita

un pezzo dopo

l'altro un pezzo

sopra e accanto

all'altro Frammenti

sfrangiati Frattali

di figure intere

diverse figure

Ogni pezzo un frammento

ogni frammento un Frattale

Un individuo a s stante

Impossibile ricomporre

tutti i pezzi in unit

Impossibile che da tutti

questi pezzettini di carta

di figure di corpi ricordi

di persone risulti

un'altra persona Bisogna

riscriverla ridisegnarla

Non si pu assemblare

non si pu addizionare

E ottenere Anne

E' un errore

procedere cos

E' un errore crederlo

Non si pu ottenere

un risultato positivo

da premesse sbagliate

Il modello teorico

sottoposto a verifica

sperimentale

fallito

Non il risultato

fallito

ma il modello

Non io

non Anne

ma questo puzzle

un modello assolutamente

sbagliato

che io ho costruito

sbagliando

il modello

sbagliando

Anne

Tutto sbagliato

Il modello

L'esperimento

Sono falliti

Il risultato

errato

Irreale

Bisogna partire

di nuovo

dalla realt

senza modello

lo costruir

Dopo

Non ora

Non prima

RACCATTA TUTTI I PEZZI DA TERRA, PONENDOLI SULLA

GONNA A CONCA, SI ALZA E VA VERSO IL FONDO DOVE

SPOSTANDO UN PANNELLO SCOPRE L'ESISTENZA DI UN

BUGIGATTOLO DOVE STA UNICO E SQUALLIDAMENTE

REALE UN W.C., ILLUMINATO DA UNA FIOCA LUCE

ELETTRICA. DALLA GONNA ANNE FA SCIVOLARE I

FRAMMENTI DELLE FOTOGRAFIE DENTRO LA TAZZA.TIRA

LO SCIACQUONE. UNA LUCE RAGGIATA ILLUMINA IL

BUGIGATTOLO E IL RUMORE DELLO SCARICO E' UN GLORIA

ESULTANTE.

ANNE ASCOLTA.

ANNE

Espulsione

di sentimenti

stracciati

Inutile portare

addosso cartacce

Pulizia Totale

(SILENZIO. ANNE SI SIEDE SUL W.C.)

Adesso Io

E da sola

Anne

E mi sento

bene Esausta

ma bene Pronta

Adesso

Si ricomincia

SALE LA MUSICA DI GLORIA. BUIO.

IX

SPAZIO A. LUCE DEBOLE AZZURRA, LA LUCE DEL SOGNO.

ANNE DORME RAGGOMITOLATA PER TERRA: UNA GRANDE

BAMBINA, UNA DONNA SORRIDENTE, ORA.

NELLO SPAZIO M, QUASI BUIO ED ORA VUOTO, STA UN

UOMO, LO STESSO DEL SOGNO PRECEDENTE, ORA PERO' E'

VESTITO IN MODO DIVERSO, HA UN ABITO SCURO,

COMPLETO DI GILET, E UNA PRESENZA MAGGIORE. E' UNA

BELLA FIGURA D'UOMO, DI CUI NON AVER PAURA, CON LA

QUALE ANNE ADESSO PUO' DIALOGARE, PERCHE' PU

FARNE A MENO. L'UOMO SI SPOSTA NELLO SPAZIO DI ANNE,

LE SI AVVICINA E LA GUARDA. SENZA CHINARSI,

L'ACCAREZZA DALL'ALTO, SENZA TOCCARLA. ANNE APRE

GLI OCCHI.

ANNE

Ciao

UOMO

Ciao Anne

ANNE

Sto bene sai

Adesso

Sono io

Da sola

UOMO

Lo so

E' bello vederti

cos mentre dormi

sorridente Appena

donna Domani

sar una bella giornata

Anne

ANNE

Si Anne

Prover

UOMO

Si

ANNE

E il telefono

Non smette mai

di chiamarmi

quello l E non

sei tu Lo so

Ma chiamer

ancora

UOMO

Ha sbagliato

numero Pu essere

quello che vuoi

Come credi

Ci che vuoi

Tu Da sola

uno qualunque

Uno fra tanti

Un uomo

ANNE

Ho paura

UOMO

Ciao

Anne

ANNE

Ciao

Pap

TUTTO SI DISSOLVE NEL BUIO SERENO DI UN SONNO

TRANQUILLO.

X

SPAZIO M.

IL GIORNO DOPO.

ANNE (SVEGLIANDOSI)

Bi roin sa

la taso gni

Ah

Questa

volta ho

dormito

bene

Senza sogni

senza incubi

Ho fame

(SI ALZA E CERCA DA MANGIARE, TROVA SOLTANTO BUSTE

D'INSALATA)

Insalata insalata

buste e insalata

solo insalata

in buste

Che schifo

Dovrei essere

una pecora ormai

Anni e anni d'insalata

Un martirio

Una punizione

Mi sono condannata

all'insalata

Ho studiato

la Geometria Frattale

e mangiato insalata

Una scienziata

un'ottima scienziata

con lo stomaco

da pecora

Non normale

Dopotutto

l'insalata un puro

alimento S Ma fa

schifo Bisogna ammetterlo

Fa proprio schifo

per anni e anni

fa schifo

Ho voglia di caff

Non c' altro che

caff solubile di l

in cucina Dovrebbero

farlo bere per anni

a chi lo ha inventato

una perversione

Caff Solubile

Cacca in polvere

A litri

(RIDE)

Basta Da anni

bevo caff solubile

mangio insalata cruda

Un inferno Una condanna

terribile Un supplizio

Basta Ho fame ora

ho voglia di un caff

Voglio riempire la cucina

la mia bocca il mio stomaco

di maionese hamburger

ketchup caff e

fumare finalmente

una sigaretta leggera

con il filtro

pi filtro

che tabacco Senza paura

di fumare solo quello

senza dover fumare

cannoni tremendi

sigarette di cemento

senza filtro

per paura di sbagliare

Risolvere il problema

evitando il problema

Una vita d'astinenza

mascherata Una truffa

su me stessa Orribile

Vado a far la spesa

A comprare tutto

PRENDE L'IMPERMEABILE E SVELTA ESCE. BUIO.

XI

SPAZIO NEUTRO.

ANNE CARICA DI SACCHETTI DAVANTI AD UN VENDITORE,

E' IL CARTOLAIO CHE TENTO' DI VENDERLE UNA PENNA

STILOGRAFICA.

ANNE

Buongiorno

UOMO

Buon giorno

Ah E' lei

ANNE

S E' ovvio

sono io

UOMO

Cosa vuole

Non abbiamo penne

a biro Per lei

ANNE

Infatti

Vorrei

comprare Anzi

Voglio comprare

una penna

Stilografica

UOMO

Ah s

Non ho

voglia di scherzare

Buongiorno

ANNE

Mi dia

una penna stilografica

Non pu rifiutarsi

di venderla

E' assurdo

UOMO

Lei no

ANNE

No

A stantuffo

Voglio una penna

stilografica

a stantuffo

UOMO

Andiamo

sul difficile

andiamo

Come vuole

Ecco

Stilografica

Una penna difficile

Eh

Una penna stilografica

A stantuffo

ANNE

Bella

Posso provarla

ovviamente

La compro

Ecco

(SCUOTE LA PENNA CONTRO IL VENDITORE SCHIZZANDOLO

DI INCHIOSTRO )

Bella

La prendo

E' perfetta

BUIO.

XII

SPAZIO A.

ANNE RIENTRA CARICA DI PACCHI. CANTICCHIA.

ANNE

Ora s Ora s

Esausta Va bene

Carica Carica Braccia

piene di cose impossibili

Cibi in scatola

Scatole di cibi

Roba orribile

meravigliosa

Lo straordinario

gusto

del sintetico alimentare

Corpi solidi

( ROVESCIA IL CONTENUTO DI UN SACCHETTO A TERRA,

SCATOLETTE, PER LO PIU')

Figure tridimensionali

Semplici figure

definite Intere

Nessun frammento

Nessun alimento

frattale

(FA LO STESSO CON UN'ALTRO SACCHETTO PIENO DI

APRISCATOLE E AFFINI)

E ferri Attrezzi

Strumenti Utensili

Per accedere al gusto

Manger tutto

A costo di schizzare

tutto A costo di

spezzarmi

le dita tagliarmi la

lingua Mangio tutto

COMINCIA UN'AZIONE INTERAMENTE A SOGGETTO,

DURANTE LA QUALE ANNE APRE DIVERSE SCATOLETTE,

ADOPERANDO GLI APRISCATOLE IN MODO IMPROBABILE,

CONTORCEN-DOSI E CONTORCENDOLE, IN UNA LOTTA

PAROSSISTICA CON GLI OGGETTI, SCHIZZANDO

DAPPERTUT-TO, FACENDOSI MALE, ARRABBIAN-DOSI E

RIDENDO, IN SOTTOFONDO UN BRANO JAZZ. AL PUNTO

MASSIMO DELLA PANTOMIMA, BUIO. FINE MUSICA.

XIII

LUCE SPAZIO A.

ANNE SEDUTA A TERRA A GAMBE LARGHE, SAZIA E FELICE,

UBRIACA SENZA AVER BEVUTO. OGNI TANTO RUTTA.

ANNE

Tutto ho

mangiato tutto

Ho rotto le scatole

e ho mangiato

(RIDE)

Ho persino schifo

adesso Nausea

Ma sono sazia

Allegramente

nauseata Mi verranno

i brufoli Centinaia

di brufoli ripieni

di maionese Diventer

grassa adesso Un'orribile

allegra grassa professoressa

E avr uomini

che mi ameranno

ameranno i miei brufoli

e me Baceranno me

e succhieranno i miei

brufoli Ma io

li rifiuter

Sar io a scegliere

Non tutti

Non il caso

Non la paura

Ma io

Grassa Brufolosa

Allegra e stronza

Sceglier il pi cretino

fra i miei studenti

o il salumiere

cos avr sempre nuovi

cibi in scatola

o un cuoco

o nessuno

Anne Anne Anne

Aaaaanne

COMINCIA A CANTARE STUPIDAMEN-TE UNA CANZONCINA

INFANTILE, TIPO: "OH, DU MEIN LIEBE AUGUSTIN!". SI

ROTOLA PER TERRA, RIDE, MUGOLA, EMETTE FRIZZANTI

GRIDOLINI. IL TELEFONO SQUILLA. PER UN ATTIMO ANNE

SI BLOCCA. POI COMINCIA A RIDERE, LO SGUARDO LE SI

ACCENDE, MALIZIOSO. SI ALZA, VA AL TELEFONO E LO

GUARDA. SCATTA LA SEGRETERIA. L'UOMO LASCIA IL

SOLITO MESSAGGIO. ANNE SOLLEVA LA CORNETTA MA NON

PARLA. L'UOMO SI ACCORGE CHE QUALCUNO E' IN

ASCOLTO ALL'ALTRO CAPO DEL TELEFONO E

VOCE

Pronto Pronto

Sei l Lo sento

che sei l e non parli

Rispondi Pronto

Rispondi

ANNE RIATTACCA. UN BREVE SILENZIO POI DI NUOVO IL

TELEFONO SQUILLA. FINALMENTE, ANNE RISPONDE.

ANNE

Pronto

VOCE

Pronto S

Pronto Sono io

Finalmente hai

risposto

Non ci speravo pi

Non ci sei mai

O fai finta di non esserci

ANNE

Con chi parlo

VOCE

Cos' adesso

fingi di non conoscermi

Sono io Chi vuoi

che sia

ANNE

Ah

non lo so

VOCE

Ti amo Capisci

ti amo Ti prego

non puoi trattarmi

cos

ANNE

Ma io non

la conosco

Davvero

VOCE

Giulia Giulia

ti prego

ti prego

ANNE

Anne io

non sono Giulia

mi chiamo Anne

Non Giulia Anne

Lei ha sbagliato

numero ha sbagliato

persona

VOCE

E' impossibile

Da dieci giorni

chiamo questo

numero

Ho lasciato messaggi

per dieci giorni

Non possibile

che abbia sbagliato

ANNE

Eppure cos

VOCE

Perch non hai

non ha risposto

ANNE

Credevo fosse

un altro

Poi ho capito

che era lei

Uno sconosciuto

VOCE

Non ci credo

Tu mi conosci

Giulia Mi conosci

benissimo

Vediamoci ti

prego Devo

parlarti Vederti

Da dieci giorni

ti aspetto al Caliban

ogni sera

ANNE (Quasi ogni sera)

Non sono io quella

che aspetta Non

sono Giulia

La prego

di non chiamare

pi questo numero

sbagliato

ANNE RIATTACCA. SORRIDE. MA E' UN PO' NERVOSA. FUMA.

ANNE

Ha sbagliato

Io non sono

Giulia sono

Anne e non ci andr

al Caliban Aspetter

un'altra Inutilmente

Non posso cominciare

un'altra storia

una storia con un uomo

partendo da un errore

uno sbaglio

Per fortuna lui

che ha sbagliato

numero

Una sigaretta ora

ci vuole una sigaretta

dopo mangiato Col filtro

Ho comprato un pacchetto

di sigarette con il filtro

un filtro bellissimo

lucido madreperlaceo

un gioiello di filtro

(PRENDE UN PACCHETTO DI CARTIER VENDOME E NE TIRA

FUORI UNA)

Bellissima

Peccato bruciarla

E' bellissima

(DELICATAMENTE, ACCURATAMENTE LA METTE FRA LE

LABBRA)

Ma il bello sta proprio

nel fumarla Con il filtro

fra le labbra Come un bacio

E respirare Respirarla

ACCENDE LA SIGARETTA, RITUAL-MENTE. SI SDRAIA.

DISTENDENDO IL CORPO SINUOSAMENTE, GODENDO DEL

PROPRIO CORPO RILASSATO, APPAGATO E FREMENTE.

ANNE

Adesso adesso

cos Sentirsi

Mi sento

viva Viva viva

e voglio farmi

bella Essere

bella Essere

io

(COMINCIA A SPOGLIARSI FINO A RIMANERE IN REGGISENO

E SLIP)

Abiti abiti nuovi

non pi coperture

di stoffa orribili

nascondimenti Sotterfugi

contro di me Ho l'armadio

pieno di gonne di camicette

di seta di abiti bellissimi

che non ho mai avuto il coraggio

d'indossare Per paura troppa

paura Mi sono nascosta

per anni sotto lo stesso

maglione gli stessi pantaloni

o la stessa orribile gonna

M'incartavo per uscire

con quel tremendo impermeabile

tremendo Cancellazione

cancellazione voluta

Totale Ma non ero

io Era la paura

il terrore di me

di vedere che gli altri

vedessero

NEL FRATTEMPO HA INDOSSATO UN BELL'ABITO CHE LA FA

BELLA. ED E' BELLA, ANNE, ORA. E FINALMENTE LO SA.

ANNE

Questa questa

sono io Cos Anne

Intelligente ma non

solo Bella anche bella

Viva Pronta a vivere

Finalmente

Usciamo

S Fuori fuori di qui

fuori a guardare

ad essere guardate

a ridere a piangere

con tutto con tutti

Di nuovo Per sempre

Andiamo Anne

Si ricomincia

IL PANNELLO CENTRALE SI E' APERTO SULL'ESTERNO. UNA LUCE

FORTISSIMA IRROMPE.

ANNE ESCE INONDATA DALLA LUCE.


SCIAILOC

SU UN LETTO DI FERRO, ALL'APERTO, SOPRA UN MUCCHIO

DI DETRITI, SULLA RIVA DI UN CANALE PUZZOLENTE,

SCIAILOC, MORENTE, PARLA ALLA FIGLIA DOPO TANTO

TEMPO, PER L'ULTIMA VOLTA.

SCIAILOC

Oh, se avessi tagliato quella carne, quella carne bianca avessi tagliato,

una libbra soltanto, non troppo, tutto sommato, poco saldo, putrido

interesse ad un debito tanto alto: tremila ducati! Una trappola cattolica

per fregarmi il denaro.E la dignit. S, un ebreo ha certamente mani,

occhi, gambe, braccia, organi, sensi, affetti, passioni, si nutre, si ammala,

sanguina e ride e muore, ma non ha dignit. Non pu averne. E tutto

allora si pu su di lui. Tutto. Anche un animale ha organi e sensi, ma

non ha dignit dinanzi a un cristiano. Cos un ebreo. Io.

Ma l'ebreo ricco. L'ebreo ha il denaro. L'ebreo disperatamente sa che

l'ipocrita cristiano non lo amer di pi per questo, anzi l'odier e lo

disprezzer maggiormente, posando sulla colpa della razza, la colpa

della falsit svelata. Oh, il dispregio dei beni terreni, lo schifo di

un'obbligazione, la repellenza di un prestito ad interesse, i cristiani non

possono tollerarli, Gesu! Ah! Che belle facce grasse e povere hanno i

cristiani, come sono sereni e puliti quando le loro debordanti carcasse

vengono interrate sotto una bella croce o un trionfante monumento che

ovviamente lode a Dio e non di s.

E' tutto per un ebreo. E' tutto il denaro. Tutto ci che ha. Tutto ci che

pu. Che pu dargli l'illusione al diritto d'essere un uomo. Come gli

altri. Pu salvare, il denaro, dalla vita e dalla morte.

Io lo guardo il denaro. E lo ammiro. Un ducato solo vale pi di dieci

onestissimi Antonio. Un soldo, un soldo soltanto si dichiara e si

dimostra sempre semplicemente per quello che . Ha scritto su, quanto

vale. E lo dice. Il denaro non mente. Antonio s. Il denaro non

discrimina. Antonio s. Se lo prendo in mano, il denaro, resta sul mio

palmo e si scalda e suda con me. Antonio preferirebbe che gli

tagliassero la sua di mano, piuttosto che stringere la mia. Ma

stringerebbe volentieri un ducato cacato dal mio colpevole culo.

Perch lui ha dignit. Io no. Io ho il denaro.

Ogni giorno, quando passo a Rialto, quando scanso lo sputo e l'insulto,

ogni giorno, da anni, da secoli ormai, da sempre, io so che la borsa di

ducati che stringo alla cinta, quella, ogni volta che passo nel mondo, mi

d, gratuitamente e senza pregiudizi la vita che mi negata. Il diritto di

esserci. E' mia madre il denaro. Perch nessuno sa, n vuol soltanto

pensare che io, Sciailoc, ne abbia avuta una vera di madre, in tutto

simile a quella di Antonio. L'onesto. Ma il denaro s. Il denaro puttana

per il cristiano. E' dunque giusto che io sia il suo abietto figlio.

Non esiterebbe Antonio a cavarmi di bocca ogni mio dente d'oro e

bruciare il mio corpo e tutti plaudirebbero questa santa azione. Non

esiterebbe Antonio a spogliarmi nudo se vestissi d'aurei broccati e

gettarmi nel fango, secondo sacra giustizia. Per questo, Sciailoc non

porta oro nel suo corpo, per questo veste miseramente, per questo

nonostante le sue casse trabocchino d'oro, Sciailoc povero. Ed per

questo che Sciailoc non ama il denaro.

Antonio s. Lo ostenta e lo spreca, non gli serve ma lo desidera, eppure,

quando l'ha, non sa mantenerlo, perch? Lui vivo comunque. E'

salvo. E' puro. E non esita a vendere la sua carne contro dei pezzi di

metallo per lui assolutamente superflui. Lui ha gi la sua santa dignit. E

sputa sulla mia che si poggia su ci che lui ama di pi, ma non pu

dirlo, e m'invidia e disprezza, perch sa che io, se non fosse per lui e per

quelli come lui, del denaro, dell'oro, della ricchezza, non saprei che

farmene. Eppure tutto ci che ho. E non ho niente. Soltanto un

marchio sul petto e occhi che piangono nel buio.

E tu, figlia mia, cosa hai creduto, tu, di me?

Tu, che sei fuggita sprezzandomi e derubandomi per portare una

madre, la tua dignit di donna al cristiano che ti ha comprata facendosi

pagare.

Oh, perch sei andata via, Jessica, a cercare d'essere pi donna grazie ai

ducati e ai gioielli che tua madre, la tua vera madre, non aveva mai

voluto nemmeno vedere perch le facevano paura? E tu li hai amati e

sei stata amata per loro, e i tuoi figli ricchi e cristiani sputano, adesso,

sui banchi dei loro ripudiati cugini, puliti e onesti, i tuoi figli con loro,

come Antonio e tuo marito sono stati con me. E con te.

Come vesti bene, Jessica. E come sei bella, oggi.

E come odi - lo vedo dai tuoi occhi - come odi la maschera d'oro che

t' cresciuta sulla pelle.

No. Non andartene, resta ancora un poco, quel poco che mi resta

ancora, quel poco che posso ancora darti, e dirti, di me.

Non avrai un soldo.

Eppure io, Sciailoc, sono molto pi ricco. Le mie stanze traboccano di

ducati e obbligazioni che impegnano tutta la Repubblica nei riguardi

dell'infame ebreo. E i fndachi sono ricolmi di sete e spezie e roba

d'ogni valore, per un ammontare che nessuno Sciailoc riuscir mai a

pagare ad un Antonio in cambio di un grammo di rispetto. Non sarebbe

sufficiente. Perch Sciailoc comunque colpevole d'esistere. E dunque,

sia anche colpevole di morire.

Non avrai un soldo.

Perch ti amo, e non voglio che tu abbia un prezzo da poter pagare.

Per un uomo, un uomo solo, non c' cifra possibile che basti, ma pure,

la tentazione di un assegno celato in una busta chiusa pi forte di

cento Paradisi Promessi e certamente di un Inferno terreno.

Le mie navi sono partite con le stive cariche di tutto il mio denaro, per

una rotta che non avr mai approdo. e forse i pesci ne saranno lieti, o

forse no.

Ma tu non avrai un soldo.

Guarda, guarda, figlia, guarda! Osserva come s'illumina il cielo oltre San

Marco, verso le case dei Giudei, guarda che bagliori, che luci e colori

producono le sete e le mercanzie che bruciano! E' per te, che si

dissolvono.

Respira! Respira quest'aria che la ricchezza ipocrita inquina, inala, se c',

la dignit che il denaro t'avrebbe incollata addosso e vivi, vivi! Figlia

mia, vivi, da sola, pi preziosa cos, inestimabile!

E' tuo padre, l'infame ebreo, Sciailoc, che ti battezza - paradosso! -

all'umana verit.

E se sarai povera, se sarai ancora, l'ebrea per tuo marito, se sarai di

nuovo priva di dignit senza denaro, se sarai estranea a casa tua, se i

tuoi figli ti guarderanno col sospetto degli occhi di loro padre, se

purtroppo ancora ti servir, ricorda, ricorda, figlia mia, ricorda, che il

cristiano ti deve ancora una libbra di carne. E puoi dire che il sangue

gi stato versato impunemente. Ma era il nostro.

SCIAILOC CHIUDE GLI OCCHI E SORRIDE.

JESSICA LO COPRE E SE NE VA.


TANCREDI

I

UNA STANZA SPOGLIA

DETRITI

VETRI ROTTI

TUTTO SPORCO

ABBANDONATO

UN SILENZIO CHE GRIDA

UNA DONNA FRANTUMATA

Donna

Ciao entra Non ti preoccupare

del casino Sta attenta ai vetri

Non ti preoccupare Va tutto

bene Cio no per va bene

ora va bene Non ti preoccupare

no Sono tutta sporca s scusami

ma dopo non ho avuto il coraggio

di lavarmi Forse dopo Per ora no

troppo presto Forse dopo Forse

Non lo so Non lo so perch

terribile terribile

lo so lo so Io non

Perch io Non volevo

Non volevo Io non

lho fatto apposta Eppure

lho fatto Devo fare la lavatrice

S s meglio meglio C

un sacco di roba da lavare

Montagne di roba sporca

Lui la sporca Sporca tutto

Sporca sempre tutto

Lavatrice Novanta gradi

Tutto bollito biologicamente

Morte allimpurit Lavare

tutto Tutto bianco Puro

Mi piace fare la lavatrice

Mi d un senso bello un senso

di sicurezza ecco s di sicurezza

Posso trasformare le cose

i vestiti gli asciugamani

i bavaglini le mutande

tutto proprio tutto

in qualcosa di bello

pulito bianco puro

Perfetto morbido

assolutamente morbido

come niente lo mai

quando lo usi Quando lo vivi

Mi siedo e guardo lobl

meraviglioso

Lobl Rotondo

Lo guardo mentre gira

e i colori si mescolano

nellacqua con la schiuma

e gira tutto veloce veloce

poi si ferma come un quadro

un quadro astratto Bellissimo

E di nuovo tutto si mescola

di nuovo tutto gira Colori

schiuma acqua E il rumore

basso continuo confortante

Si ferma un altro quadro

Ed come se lavessi fatto

io quel quadro Tutti quei quadri

meravigliosi Con la sporcizia

di tutti i giorni I miei giorni

Ma che centra non centra niente

pazzesco Non lo so

Aspetta aspetta

un attimo Mi devi

ascoltare Tu sola

mi puoi capire tu

Ascoltami per favore

Non parlare no Non

dire niente se no mi blocco

Ci arrivo ci arrivo ora

ci arrivo Ti ricordi

quando ero piccola

e ti dicevo Mamma

ti devo dire una cosa

una cosa importante

e tu venivi da me

e aspettavi che ti dicessi

qualcosa e io stavo l

davanti a te con tutta la tua

attenzione che mi guardavi

e non dicevi niente aspettavi

e io stavo cos per tanto tempo

tanto tanto tempo Zitta Perch

mi piaceva di stare cos con te

che stavi cos tutta per me

e io ero lunica cosa per te

la pi importante lunica cosa

per cui potevi stare l ad aspettare

senza fare niente solo guardarmi

Pronta Per me Io sola

E il mio silenzio

Che rideva

Che piangeva

damore

folle

per te

Mamma

Ora parlo per

Non ti preoccupare no

Ora diverso Sono cresciuta

sai diverso ora s Lo sai

S lo sai Adesso parlo

solo ho bisogno di un poco

di tempo perch difficile

difficile quello che devo dirti

troppo difficile Ma lo posso

dire solo a te Come una donna

a unaltra donna Io e te

Soltanto

lui

S piange

Non ti preoccupare

normale Lo sai

Fa sempre cos

No

Non andare di l

Dopo

forse

dopo

ora no

Stai qui

per me Lui no

Per ora no

Stai zitto

ZITTO ZITTO

insopportabile

assolutamente insopportabile

Non pu non pu no Deve

Io non voglio pi Non ce la faccio

non ce la faccio pi Ho tentato

sai ho tentato Ma adesso sono

stanca Adesso sar pi difficile

Capisci sar pi difficile di prima

Non sar meglio sar soltanto pi

complicato Per colpa mia Ma io

non posso Non posso Adesso no

non posso pi Bastardo Piange

capisci Piange Pazzesco Piange

come sempre Capisci Tremendo

Terribile Orrendo Io non voglio

non voglio sentire STAI ZITTO

per favore No no Lo so lo so

Pazzesco Lui

Piange

piange e basta Qualche volta

mi guarda Mi guarda fisso

e io

milludo

aspetto

come facevi tu

con me

Per delle ore

Stiamo cos

E poi lui si addormenta

Lo odio Mi prende in giro

Mi inganna come se

come se lo sapesse

che io ci credo

Meglio cos meglio cos

preferisco Non possibile

non possibile Non pu

Non deve Piange

piange e basta Non lo sopporto

Ma quello che deve fare

quello che giusto Perch

lui cos cos

E forse

lo sa

No no no no no

Scusami scusami scusami

Non so cosa dico Non lo so

Scusami Lo sai no Lo sai che ho bisogno

di tempo Lo sai Anche se sono

cresciuta Lo sai difficile Troppo

difficile Che cazzo vuoi Aspetta

Scusa scusa Ti prego ti prego

scusa che io

Non possibile no

Io non lo so

Eppure vero

successo

Terribile

Terribile

Aspetta aspetta

dove vai No no

resta resta qui

Sta bene Piange

ma sta bene Piange

come sempre piange

Sta bene per Sta bene

No Non ti preoccupare

vivo

Piange

vivo

Dopo

dopo ci vai

dopo

pazzesco assurdo io non

posso credere che tutto questo

ancora capisci non ci posso

credere Perch Perch proprio

io Perch perch perch proprio

a me Io fra mille diecimila un milione

toccato a me Pazzesco Scusami

S lo so lo so che ti ho chiamata io

Ti devo parlare s ti devo parlare

che non so che dire Mi sembra

tutto cos stupido Cos assurdo

Siediti v Ci pigliamo un caff

va bene No Forse meglio di no

Sono gi troppo nervosa No

non ti preoccupare Fa sempre cos

Lascialo piangere normale

per lui Fa sempre cos Per lo pi

Non ci fare caso Io ci sono abituata

ormai Non ci faccio pi caso Per me

lo stesso Piange o non piange

per me uguale La stessa cosa

Accendo lo stereo ti va Cos

non lo senti pi Mettiamo un po'

di musica e via non lo senti pi

Una cosa rock che cos facciamo

un bel casino allegro eh Non ti va

No Vabb Come vuoi lo dicevo

per te Io non ci faccio caso Pazzesco

Te lo devo dire te lo devo dire perch

tu mi puoi capire tu lo sai come sto

questa situazione di merda tu

la conosci Per non puoi capire

Non puoi capire del tutto Non

del tutto no Perch non ci sei

dentro Puoi cercare di capire

di aiutarmi forse ma realmente

non lo puoi capire Nessuno pu

troppo troppo difficile Io stessa

a volte io stessa credo che sia impossibile

Tutta la mia vita

Assurda ecco s assurda Mi sembra di girare

a vuoto di essere vuota esasperata

e basta Non sogno pi sai Niente di niente

Cio no Faccio sempre lo stesso sogno

C una mano enorme sopra di me

e io sono dentro a un bicchiere enorme

di vetro e fuori c il mondo Io grido

ma nessuno mi vede Io vedo loro ma

nessuno vede me E grido grido Poi

La mano prende una cosa enorme

un frullatore sai uno di quei frullatori

col manico che si mettono dentro

le caraffe uno di quelli ma questo

enorme immenso e la mano

lo mette dentro al bicchiere io

sono terrorizzata e quella cosa

mi frulla tutta mentre io grido

e poi non grido pi perch

sono tutta spappolata e sono morta

frullata e fuori c il mondo

che se ne frega E io ci sono ma

non ci sono pi E mi sveglio

e rido Perch questa vita di merda

come il sogno Che idiozia vero

Non ha importanza Non questo

che ti volevo dire Mi devo sfogare

Scusami scusami Non sono pazza

Sono esasperata Sono stanca

Perch succedono delle cose

delle cose ancora pi assurde ancora

pi pazzesche Io ancora non ci credo

sai Eppure eppure successo

successo veramente A me

Ora te lo dico s difficile

ma te lo dico Ci provo Tu per

non mi dire niente stai zitta

se no mi blocco Senti qua

Ecco che

Cristo

Certe volte

Quella merda l

Lho rotta io capisci

colpa sua

S proprio Colpa sua

Vuoi fumare

Dove le ho messe

Cazzo non si capisce niente qui

c un casino Quando cerchi

qualcosa Mai niente Mai niente

Ah gi tu non fumi Fumo io

per Ne ho bisogno ne ho

Eccole qua ste stronze Chi

cazzo ce lha messe qua sotto

E chi cazzo ce le ha potute mettere

Io ovvio Io Sto schizzando sto

Scusami Adesso ci arrivo Ecco

(Accende una sigaretta e aspira due boccate)

Io lo so che ti sembrer scemo

ma stata la televisione s

non una scusa proprio cos

Una settimana fa Io stavo qui

a casa Tancredi dormiva e io

ho acceso la tiv Cera un

documentario Bambini

nella luce sintitolava Proprio

Bambini nella luce No non era

una setta religiosa tipo Bambini

di Dio o bambini di Satana non

era una setta era un programma

sui bambini down Handicappati

che per ognuno di loro sapeva

fare cose pazzesche cose che nessuno

sapeva fare Erano bambini prodigio

Handicappati prodigio Io sulle prime

mi sono incazzata che non le sopporto

queste cose qui che sfruttano la piet

e le disgrazie degli altri Mi toccano

e mi fanno male queste cose ipocrite

Che ne sanno loro che ne sanno

di cosa vuol dire vivere con un

bambino cos Li odio li odio tutti

Che ne sanno loro Che ne possono

sapere Ci fanno gli sciu alla tiv

Ci fanno commuovere la gente

Tutti belli comodi in poltrona

a fare i commossi e a dire Oddio

Poverini E poi pronta la pastasciutta

mamma Che stasera esci cocco S ma'

vado in palestra Merda Che tanto

piangere fa bene e ci fa sentire

tutti meglio atroce assolutamente

atroce la bont del cazzo Mi fa schifo

Tutta questa pubblicit Ma lhai vista

lhai vista Tutta famiglie felici Nonni

dacciaio inocs che spalmano formaggini

nonne superattrezzate che candeggiano

anche la verdura E sono tutti assicurati

che se ne fottono della pensione minima

Mariti strafighi che inzuppano biscotti

e bevono whisky come se si scopassero laria

Mamme Mamme felici spose fortunatissime

tutte in tiro anche quando stanno col culo

allaria per strofinare il cesso Strafighe

con lautista frocio che le abbuffa

di cioccolatini e mariti che al massimo

dellincazzatura dicono Ciao cara vado al golf

E i bambini I bambini Delle assurdit

di perfezione Belli Col culo asciutto anche

con la diarrea Cantano Volano Sorridono

e quando crescono ci hanno i motorini

spaziali gli sciampi afrodisiaci e il cellulare

che cos la mamma sa sempre dove trovarli

Quando sudano profumano al PH 5 e 5

quando ci hanno le cose di quel periodo

l vanno a giocare al karat come minimo

che tanto sono sempre asciutte E quando

scopano adesso ci hanno pure il computer

che ti dice Oggi lo puoi fare oggi non

lo puoi fare una catena pazzesca

Questo ci fanno vedere E la gente ci crede

Noi ci crediamo Tu ci credi E io pure

ci credo Lo sappiamo che sono stronzate

eppure ci vogliamo credere che c

una speranza che un giorno ci svegliamo

e puff siamo diventati belli e stupendi

come la pubblicit Un cazzo

pazzesco assolutamente atroce

Una tortura

Comunque lho vista La trasmissione

Una cosa americana ovviamente

tutta miracoli e progresso Dio

e amore Da sciogliersi in lacrime

Una cosa che ti faceva rimpiangere

Mike Bongiorno Orribile Disgustoso

Cerano tre casi uno peggio dellaltro

Uno peggio dellaltro veramente

Il primo era un tetraplegico che suonava

pazzesco suonava Era cos dalla nascita

Nessun segno di miglioramento mai

Vive con la madre che lo accudisce

senza speranza Lui sta l sul suo lettino

e basta Per anni Sempre uguale Sempre

lo stesso Poi un giorno la madre

senza un motivo Assurdo Senza

un motivo preciso decide di comprare

una batteria S s proprio una batteria

tamburi piatti grancassa e tutto quanto

E gliela mette vicino Ogni tanto lei batte

un colpo e spera che qualcosa si svegli

nel bambino che per non reagisce

Niente Per mesi Lei batte un colpo

e non succede niente La batteria sta l

e il bambino immobile un vegetale

Alla fine lei non ci spera pi

La batteria rimane l e basta

Una notte allimprovviso si sente

un gran rumore Pazzesco La madre

corre in camera del bambino

e lo trova che sta suonando

una cosa pazzesca Con le mani

con i piedi con le bacchette

con la testa Una frenesia

assurda Come diecimila convulsioni

tutte in una volta Per non sta male

Perch il fatto che suona suona

benissimo Non fa solo casino no

batte i tempi giusti i ritmi giusti

una cosa scatenata pazzesca

una melodia di rumori cos

hanno detto alla tiv Magico

Un miracolo Lhanno fatto vedere

Una cosa impressionante Pazzesca

Quel bambino spastico un Dio

della batteria Non lo so perch

io non ci ho mai pensato Insomma

quello ha fatto un sacco di soldi

Lhanno fatto vedere che suonava

insieme a gli U2 in concerto Soldi

a palate La madre felice e sorridente

E quello l che sta cos da sempre

mi rodeva capisci Per forse colpa

mia penso Io non ci ho mai pensato

Ma che cazzo devo pensare sordo

sordo totale che cosa cazzo vuoi

che suoni Vabb Poi cera un altro

un altra anzi una bambina mongoloide

russa mi pare russa o di uno di quei

paesi l che non si capisce come si chiamano

Mongoloide Dieci anni Incapace

totalmente incapace come una una bambina

di due anni peggio per perch ne ha dieci

Una deficiente assoluta La portano a scuola

in una classe per ritardati ovviamente

non sa leggere non sa scrivere per

dopo un po' scoprono che un genio

dico un genio assoluto della matematica

Parla come una scimmia ma fa calcoli

pazzeschi La portano in un centro

specializzato e a quindici anni soltanto

questa scema laureata in informatica

Crea programmi e computers Senza

dire una parola scrive tutto coi numeri

Una cosa senza senso Ovviamente

anche lei ha fatto i soldi Lavora

per la Microsoft Duecento cinquantamila

dollari allanno Ti rendi conto Pazzesco

Duecento cinquantamila dollari

in lire sono trecento settantacinque milioni

Trecento settantacinque milioni allanno

Una mongoloide del cazzo Io sto qua

da anni a rompermi il culo con quella cosa

inerte che sta di l e quella mongoloide

guadagna tutti quei soldi mentre sua

madre se la spassa in piscina Merda

ritardato Ri tar da to

Spa sti coo Non capisce un cazzo

non capisce

Ho letto che li adottano sai

Su Oggi lho letto s s

Li adottano C della gente

che li adotta Prima fanno

bei figli sani e poi ne adottano

uno cos Come minimo focomelico

E si sentono buoni Buona gente

Brave persone Lo sai perch

Lo sai perch lo fanno Io lo so

Io lo so perch lo fanno

Perch cos possono dire

dentro di loro senza dirlo

a nessuno solo dentro alla loro

coscienza merdosa Si dicono

Poverino Povero disgraziato

Come sono fortunati i nostri

figli I nostri veri figli Loro s

Lui no Povera creatura sgorbia

Belli i nostri figli I nostri figli

veri Belli sani Che fortuna

Siamo stati bravi eh

a farli cos Proprio bravi

S S E ora aiutiamo quel

disgraziato che abbiamo adottato

Gli vogliamo bene Lui non capisce

un cazzo ma noi gli vogliamo tanto

tanto bene Pazzesco Gente di merda

Falsi falsi falsi Ipocriti Vaffanculo

Si prendessero il mio

Ecco signora Ecco signore

Volete adottare uno spastico

Bene Perfetto Mi date in cambio

il vostro bambino Quello bello

quello sano E io vi do un perfetto

handicappato Alla pari Vediamo

questatto di pura bont Vediamolo

Col cazzo Col cazzo che lo fanno

Stanno col culo a piombo attaccato

al loro privilegio Bambini belli

perfettamente sani e poi Oscional

Uno spasticuzzo Tanto per gradirsi

di pi Tanto in culo la cucuzza

casca sempre al buzzurro Merda

Bastardi Non li sopporto per questo

capisci solo per questo che lo fanno

Che schifo che schifo che schifo

Deve stare zitto Muto Come sempre

Piange piange s Fa sempre cos

Fottitene Per adesso no Sta ferma

Deve piangere Se lo merita Lui

lo sa perch Lui lo sa Anche se

non capisce un cazzo lui lo sa

Che pianga Prima devo parlare

io Te lo devo dire quello che

successo pazzesco pazzesco

Aspetta aspetta Hai sete No

Io s Ma non bevo Devo parlare

devo parlare

prima

Pazzesco

Lo devo cambiare quattro volte al giorno

a nove anni ti rendi conto Ogni giorno

tutta la mia vita a pulirlo imboccarlo

e cambiargli pannolini Muto sordo e

spastico Una cosa Una cosa tremenda

Devo fare la lavatrice

Sono sporca Anche lui

Tutto sporco Tutto

Le macchie io le odio Sono

orribili le macchie Dentro

le macchie si nasconde

quello che non deve nascere

cos che il male si nasconde

per crescere indisturbato

che tu non lo sai eppure

dentro di te quella macchia

sta diventando un mostro

un mostro terribile Pazzesco

Ma cos cos davvero io

lo so Io lho vista la macchia

Stava dentro di me Non si capiva

niente Pareva solo una macchia

piccola scura che prima mi pareva

pure bella che gli ho detto al dottore

mio figlio questa cosina piccola

piccola E lui che non sapeva come

dirmela la verit la verit bastarda

mi ha risposto S signora suo

figlio Perch nemmeno lui lo

aveva capito davvero nemmeno

lui E me ne sono tornata a casa

tutta felice con le foto dellecografia

di mio figlio Era solo una macchia

E mi piaceva perch credevo

che non era soltanto una macchia

ma che era mio figlio credevo

la cosa piccola piccola che

un bambino quando comincia

a esistere dentro di te Dentro

Quando me lhanno detto era troppo

tardi capisci Ti fanno le ecografie

gli esami e tutto quello che fanno ormai

che sai pure se da grande far lingegnere

o il travestito e a me no Hanno sbagliato

Non se ne sono accorti Una ics in pi

una ics in meno La sai no quella cosa

dei comesichiamano i cromo sani somi ecco

ics ics ipsilon Uno di pi uno di meno

e sei fottuto Quarantasei devono essere

Esattamente quarantasei Ventitr e

ventitr che fanno quarantasei ovvio

e li hanno contati per forza che li hanno

contati ed erano giusti E allora perch

vengono da me allottavo mese S proprio

allottavo mese Pazzesco E mi dicono che

hanno sbagliato che tutti i calcoli sono

sbagliati che ci ho dentro una cosa

con tutte le ics e le ipsilon allaria e

ventitr e ventitr nella mia pancia

non fa pi quarantasei e quello l

che io credevo che era il mio bambino

e gli volevo bene ed ero contenta

e mi sentivo tutta la felicit che chai

quando pensi e lo senti dentro di te

che sei una donna che stai diventando

madre che dentro chai la vita E invece

mi dicono che dentro di me c un errore

Un casino di cose sbagliate che sono

cresciute smisuratamente troppo

e il bambino che tu credevi

non c e al posto suo c una cosa

che non sanno nemmeno come sar

perch a quel punto pu essere qualsiasi

cosa Qualsiasi cosa Tutto Tranne

un bambino

normale

Lo dovevo capire io che era

tutto sbagliato io lo dovevo capire

i dottori non capiscono un cazzo

si sa ma io io ero quella che

ce laveva dentro e lo dovevo

sentire

che era

tutto

un errore

io lo dovevo

sentire

Ci ho creduto invece

ci ho voluto credere

Era solo una macchia

una macchia cattiva

che cresciuta dentro

di me Pazzesco

Mi hanno imbrogliata

Odio le macchie

Non lo volevo pi

lo sai

Ma era troppo tardi

Tancredi

Un nome esagerato

Era quello per il mio bambino

Glielho messo lo stesso

Per rabbia

Gli ho messo il nome del bambino

che lui aveva ucciso

Tancredi

Era lui

adesso

E non finita Ce nera un altro Ancora

Questo pazzesco Un mostro Paralizzato

dalla nascita Totalmente Totalmente

paralizzato Un pezzo di legno immobile

Lo hanno collegato a un computer

Non lo so come ma lo hanno collegato

a un computer gli hanno attaccato fili

e prese di tutti i tipi e quello l comunica

con il computer Impressionante Dipinge

Proprio cos dipinge Pazzesco no

Quadri bellissimi Bellissimi Li ho visti

Belli belli belli da far piangere Merda

Una cosa cos e io

Devo fare la lavatrice

subito subito

Mi piace mi piace

la lavatrice

che lava

lava tutto

tutto lo sporco

tutto quello che

sbagliato

dentro

e fuori

dentro

e fuori

bello

quando gira

Troppo bello

Tutta questa merda

Ogni giorno

Che schifo

Lavo

lavo

lavo

Tutto

Ora no ora no

non posso ora

Lavo dopo

s s lavo dopo

ti devo parlare

ti devo dire

quello che successo

io Ora te lo dico s

Non ci dormito due notti S lo so

che piange Non ti preoccupare

piange e basta Non sa nemmeno

parlare Fa sempre cos poi smette

Non si pu stare sempre appresso

a lui una vita che sto appresso

a lui una condanna a vita un figlio

cos un ergastolo Non ci ho dormito

due notti Suonare no sordo

Matematica Figurati anche se va

bene qui in Italia al massimo trova

un posto da vigile urbano Che era lAmerica

qua Col cavolo Insomma tre giorni

dopo esco e compro i colori il cavalletto

e matite pennelli e spatole Torno

e gli piazzo tutto davanti Vediamo che fa

O fa qualcosa o lo metto in un istituto

me ne frego di suo padre che non vuole

tanto a lui che gliene importa se io

faccio questa vita di merda Lui non c

Se n andato Vive con quella troietta

di venticinque anni lui Come se la colpa

del bambino fosse solo mia capisci Lui

ce laveva con me diceva che ero io

che avevo il sangue malato Per anni

rimasto qui solo per picchiarmi solo

per punirmi davere rovinato suo figlio

perch io capisci ero io che gli avevo

contaminato il sangue Mi picchiava e

poi andava di l a piangere con suo figlio

Rovinato da me Bastardo O fa qualcosa

o lo metto in un istituto Sono stanca stanca

stanca Gli metto tutto l davanti e aspetto

Tre giorni che aspetto Non fa assolutamente

niente Gli ho fatto vedere tutto Gli ho messo

davanti i colori glieli ho spalmati sulla carta

sulla tela per terra ho colorato con le matite

Gli ho fatto un disegno bellissimo Ho

disegnato un bambino Un bambino

E gli ho detto che lui doveva fare

anche lui un disegno Che doveva

provare a disegnare visto che non sa

parlare Io ti ho disegnato un bambino

Lo vedi gli ho detto Questo il mio

bambino un bel bambino vero

Ora tu prova a fare un altro disegno

Provaci gli ho detto Guarda guarda

come si fa Ne disegno unaltro ancora

e poi ci provi anche tu Non difficile

Disegnare un bambino non difficile

Tu per puoi disegnare quello che vuoi

anche una cosa Un albero Una sedia

Il sole Una macchina La tiv Una casa

Quello che vuoi Qualunque cosa

Anche un uomo Una donna Quello che vuoi

Anche un altro bambino Quello che vuoi

Fallo per me

Niente Mi guarda e basta Lunica cosa che

fa non piangere Mi sono sentita male

per la disperazione Lho chiuso ventiquattrore

nella sua stanza con la luce accesa Ventiquattro

ore messo l per terra con i colori le spatole

e i pennelli Non ha fatto assolutamente nulla

Niente niente niente Dio Dio cattivo Dio

cieco Dio sordo Dio peggio di mio figlio

Tancredi Dio lo odio

Stamattina non ci ho visto pi Era l per terra

e non aveva fatto niente Tutti i fogli bianchi

le tele bianche Sono costate sai tutte queste

cose artistiche del cavolo Costa un occhio

un cavalletto Un mese di spesa al mercato

Ti rendi conto Ora per un mese mangiamo

scatolette scatolette e basta Colpa mia

ho speso tutto per quei colori del cazzo

Ma lho fatto per lui mica per me Gli ho dato

una possibilit Lui per se ne frega Sta l seduto

tutto storto e ci ha un tubetto di colore

in bocca lo ha rotto coi denti e se lo succhia

Lo succhia capisci Mi sono messa a gridare

gli ho fatto succhiare tutti i colori glieli ho sbattuti

in bocca tutti glieli ho spalmati sulla faccia

sulle braccia sul corpo e lho picchiato

e lui se l fatta addosso e ho pianto e

lui pure piangeva e stavamo l per terra

che piangevamo distrutti e in un attimo

cera silenzio e distruzione Io lui silenzio

e distruzione

Io

e Tancredi

Nel silenzio

Soli

Ha aperto la bocca ha aperto con la faccia

tutta sporca di colori era un mostro

con la bocca aperta Ha aperto la bocca

cos per un pezzo e poi cos tutto sporco

pisciato schifoso ha detto Per la prima volta

capisci ha nove anni ed muto da sempre

dalla nascita mai detto una parola Ha detto

Mamma no

Ha detto

Mamma no

Mamma no

Assurdo

Ha detto cos

Gli ho dato uno schiaffo

Mamma no

Non lo ha detto pi

Gli ho dato uno schiaffo

Sono andata di l

e ho spaccato la tiv

Vaffanculo

mio figlio

Me lo tengo

II

Stabat mater dolorosa

juxta crucem lacrimosa

dum pendebat filius

SILENZIO POI

UN SUONO

ACUTO

LA DONNA

CAMBIA

INVECCHIA

SI RISPONDE

PER EVITARE

DI DIRSI

LA VERIT

Donna

Ciao cara ciao Sono qui Calmati

Non capisco perch tutta questa

agitazione Dio mio che Che cosa

successo cara tutto cos cos

in disordine Vetri Tutti questi vetri

questo disordine cara Dio mio

Ma che cosa Va bene va bene

mi siedo Sempre cos sempre cos

tu Non capisco una parola quando

parli in questo modo nevrotico Dio mio

Non ti agitare cos ti ascolto ti ascolto cara

Sono venuta in taxi Non sopporto i bus

per non parlare della metropolitana Peggio

molto peggio La gente sai cara eh s

la gente sempre pi cafona E puzza

Dio mio quanto puzza disgustoso No no

non sono razzista bada bene non sono razzista

per niente la verit La pura verit

Non sono i negri che puzzano Voglio dire

non sono i soli Puzzano tutti Bianchi

negri cinesi filippini e tedeschi Sul bus

si concentrano ascelle sudice e mutande

indossate da secoli Uno schifo Indecente

S s lo so tu pensi che io sia snob

Non credo

Amo la pulizia tutto qui Semplice

Sei tutta sporca cara

Comunque sono venuta in taxi

Almeno c solo lautista Anche lui puzza di solito

ma sopportabile uno solo S s ti sto ascoltando

Non capisco niente ma ti ascolto Parli e non parli

Come al solito tutto a precipizio Impossibile

assolutamente impossibile capirti Ah s vero

Una volta era proprio il contrario Non parlavi mai

Mai mai mai Dio mio Una cosa impossibile

Mi chiamavi agitatissima come se volessi dirmi

la cosa pi importante del mondo e poi invece

Dio mio Passavi un quarto dora a guardarmi

senza dire niente Difficile difficile Una bambina

molto difficile Ho aspettato per anni che mi dicessi

finalmente qualcosa Lo psicologo mi aveva consigliato

di non andare via di aspettare sostenendo il tuo sguardo

fino a quando tu avessi parlato Dio mio che attese

Interminabili Eterne E poi te ne andavi come se nulla

fosse stato Ero preoccupata Dio mio Era snervante

Per fortuna hai smesso Non hai parlato Mai Ma almeno

hai smesso di chiamarmi E adesso Dio mio Lopposto

tutto lopposto Una logorrea interminabile e nevrotica

Respira

Come fai Dio mio come fai a parlare tanto se non respiri mai

Il mio cervello non respira Non ti capisco Che cosa

successo E Tancredi Povero bambino Dio lo protegga

Dov Ah s di l Piange Povera creatura innocente

Devi essere forte sai Perch non vai a vedere che fa

S va bene lo so che fa sempre cos Dio mio per

Tu lo sai tu lo sai meglio di me Va bene va bene

una prova sai Ci ho pensato molto una prova

Dio ci mette sempre alla prova Tancredi la tua prova

Sono sicura di questo sai Ci ho pensato molto cos

sono assolutamente sicura Io pure Io lo so S insomma

Dio mio sei grande posso dirtelo ormai Tu sei stata

la mia prova Certo certo non eri come Tancredi

non eri come tuo figlio Ma sei stata una prova per me

Una prova di Dio Una dura durissima prova

Ti voglio bene anche per questo adesso Davvero

Anche se non ti capisco Ti voglio bene s

Ma prima stato duro Io Dio mio cos

Sono stata una buona madre Credo di s

ma non ti volevo Assolutamente no Avevo

ventanni e non volevo essere incinta non volevo

nessun figlio nessuna figlia volevo solo la mia

giovinezza volevo solo tuo padre Che centravi tu

Niente Nove mesi di dolori nove mesi di pianto

mentre vedevo il mio corpo deformarsi invaso da

unintruso unintrusa s insomma da te

non cera lecografia allora non avevi sesso

eri solo un essere che mi invadeva che mi

succhiava la vita per prendersi la sua Le gambe

le mie gambe non sono mai pi state le stesse dopo

Dopo di te Dio mio Ero furiosa Non avevo

la maturit non era il momento giusto E

Dio mi perdoni non avevo la Fede Volevo solo

che tu scomparissi da me Ho partorito

in cinque minuti Soffrivo come una cagna ferita

ma spingevo come se volessi sputarti fuori di me

fuori lontana via dal mio corpo ormai distrutto

Eri bellissima Bellissima Sei sempre stata bellissima

e io ti ti

ti odiavo s

Perch la tua bellezza tu

me lavevi rubata

Signore perdonami

ma cos

Dio mio che vergogna che crudelt

ma vero allora non capivo allora ero

troppo giovane troppo troppo giovane

Non ero pronta Assolutamente non lo ero

Tu avevi distrutto il mio corpo giovane fresco bello

pieno di gioia e avevi costruito la tua vita

la tua bellezza lasciandomi a ventanni trasformata

in una cosa che si chiama Mamma Odiavo

questa parola Mamma La parola pi dolce

del mondo io la odiavo perch mi definiva per quello

che io non volevo essere Dio mio Dio mio che presunzione

Ero giovane sciocca e presuntuosa Ora no Ora ti amo

Ora so che tu sei la cosa migliore della mia vita

Non so chi sei Non ti capisco Ma sei mia figlia

Mia

Sei nata da me

Ti ho fatta io E ti ho fatta bene Grazie a Dio

Da vecchi si apprezzano le cose che da giovani non capiamo

La stanchezza aiuta E Dio ci illumina dentro

ci illumina e ci fa vedere quanto la sua mano

grande quanto il suo occhio profondo cos

cara proprio cos Ecco tu ora non puoi non

sai vedere ma vedrai un giorno vedrai sentirai

chiaramente che Dio con te e che tuo figlio Tancredi

che ora ti sembra solo una disgrazia tuo figlio Tancredi

un dono un grande dono di Dio La Fede cara

La Fede figlia mia la Fede la troverai anche tu

Dio in ogni cosa In ogni cosa Sempre Lui c

Anche se noi non riusciamo a vederlo Lui l

Nelle cose belle Nei nostri momenti di felicit

Lui c Illumina Ma soprattutto Dio dentro

al nostro dolore alle mortificazioni al sacrificio

Dio soprattutto l dentro al nostro sangue ferito

e ci sostiene e ci da la forza per sostenere quelle cose

che altrimenti ci ucciderebbero quei fatti sconvolgenti

che potrebbero farci

impazzire

La Fede la Fede figlia mia La Fede una Luce

La Fede una spada che Dio ci pone in mano

per lottare La Fede la Speranza viva dellanima

Devi crederlo Anche tu cara anche tu la troverai

No no no no no no no

Non ci credo Non ci credo

Non posso non voglio crederci

Dio

Chi Dio Dov Dio Non c

non c Io non lo vedo Cazzate

Dio non c Meglio cos molto

meglio cos Se ci fosse sarebbe peggio

Proprio cos peggio Perch sarebbe

un bastardo Un essere immenso

che si diverte a torturarci oppure

oppure un vigliacco eterno che se ne frega

se ne frega di te di me di tutti Stronzate

Non c non c Meglio cos Meglio cos

Dio mio O Dio Quanto sei catastrofica cara

Irrimediabilmente Tu vuoi soltanto star male

soffrire da sola per avere la libert di essere

la vittima di qualcuno atroce cara non so se tu

possa capirmi ma cos quel povero bambino

diventer un mostro per te Dio mio Un mostro

S s un mostro un mostro

No no non mio figlio mio figlio

Ha distrutto la mia vita Certo

un mostro s No non un mostro

solo un povero bambino spastico

mio figlio Adesso lo so Adesso

lo amo

Soltanto adesso

Dovresti fare un poco dordine tutto cos confuso

Questa casa un disastro Non ti aiuta Dovresti

cominciare a riordinare tutto Pulire la casa Rimettere

in ordine tutto Prima di tutto perch cos

Io non so come fai a viverci

Perch cos diventerebbe una casa vera cara La tua

Sembra che tu voglia che tutto sia un disastro Dio mio

Un poco dordine Io sono sempre stata molto ordinata

Molto ordinata E pulita Dio mio Guardati Guarda come sei

ridotta vergognoso non credi Dio mio se non fossi tua

madre non mi avvicinerei a te Dio mio non sembri nemmeno

mia figlia Perch non ti togli quegli abiti sporchi E la faccia

le mani Lavale Non puoi rifiutarti di essere una donna non

si pu rinunciare alla propria dignit Dio mio tu non sei

colpevole Non stata colpa tua Tancredi nato cos

perch doveva nascere cos Non colpa di nessuno Di nessuno

Anche Dio non ha colpe E tu sei soltanto un essere umano

che soffre come tanti altri Ho sofferto anchio sai nella mia vita

Ho sofferto molto Te lho detto Ma non mi sono mai ridotta cos

mai Sono sempre stata una donna prima di tutto Una donna

dignitosa Dio mio bisogna avere rispetto cara rispetto di s stessi

Sempre In qualunque circostanza Qualunque

Non puoi punirti per colpe che non hai commesso

passato tanto tempo Dio mio Cara

S

passato tanto tempo

tanto

non so pi quanto tempo

Non so pi

niente

Dio mio cara tu non sai quello che dici oh

figlia figlia mia cara che cosa che cosa posso

dirti ancora terribile quello che successo

Lo so Sono tua madre posso capirti Dio con te

Dio ci accompagna Devi crederci Non puoi Non devi

lasciarti andare cos Tuo figlio Anche Suo figlio

Lui lha sacrificato per noi anche il figlio di Dio

stato sacrificato per gli uomini Tuo figlio come Ges

una vittima perch il mondo espii la sua colpa

Una vittima immolata

Mio figlio mio figlio

dov mio figlio

Tancredi

Lo senti Lo senti anche tu

Grida

Grida

Grida

ancora

Questo silenzio

Questo silenzio il suo urlo

morto

Tancredi morto

Io

lho ucciso

Gli ho dato uno schiaffo

E lho amato

Lho amato per sempre

Ma lui era malato

Troppo tardi troppo tardi

il mio amore

Ha parlato

Mamma

Mamma

no

Mi ha detto

Gli ho dato uno schiaffo

Non stata colpa mia

Hanno detto cos

Non stata colpa mia

Ma sono stata io

Non volevo

ma lho ucciso

Il mio bambino

innocente

Il cuore

Il suo piccolo cuore

gi fermo

La sua faccia sporca

di colore

la sua bocca tesa

in un sorriso damore

e di liberazione

Mamma

mi ha detto

Mamma no

E se n andato

se n andato

Forse adesso corre salta

vola e dice tante cose

che qui non poteva

non riusciva

Forse

Era mio

Mio Completamente mio

Nel sangue nel fiato nella carne

mio

Non lo capivo

Non lo volevo

Ma era cos

ancora cos

UN RUMORE COME QUALCOSA CHE CADE

LA DONNA SI VOLTA DI SCATTO

LA SUA VOCE TESA CHIAMA PIANO Tancredi

BUIO

1997


Voglio tornare a casa

Un piccolo marziano

ma dallaspetto totalmente

umano

tiene in ostaggio

un uomo di colore

vestito in modo eccentrico

Le telecamere lo riprendono

Il marziano disperato

e lancia un appello

al mondo

Marziano

Le aurore sono rosse lass Anche

i tramonti E di giorno la luce avvolge

tutto in un mare di rosso Laria

rossa La terra rossa Solo il buio

nero ma anche l a volte dentro

il buio c qualcosa che dal blu

porta al rosso Un po non molto

Laria magnifica Non come qui

Non ho respirato unaria buona

come quella del mio pianeta

da quando sono qui Nemmeno

a New York nemmeno a Milano

nemmeno in mezzo al traffico

Ho messo il naso sotto il tubo

di scappamento di unauto

Era buonina ma non era

laria di Marte

insuperabile E non c bisogno

di accendere un motore rumorosissimo

per averla C gi Sta l e la si pu

respirare beatamente Ha qualcosa che

non si pu trovare in nessun altro

posto del sistema solare credo Io

sto bene solo a respirarla Mi manca

Forse la cosa che mi manca di pi

Non sto bene qua Perch devo restare

Io non volevo venire E poi lass

adesso non c pi nessuno Devo

tornare Se no la razza si estingue

Non ci saranno pi marziani

su Marte Cero io Adesso no

Non c pi nessuno

Io sono lultimo Cio sono

lunico Per normale Perch

da che Marte Marte c sempre

stato un solo marziano alla volta

A dire la verit le nostre leggende

parlano di un tempo lontanissimo

nel quale su Marte cera una grande

confusione di marziani Milioni

Milioni di milioni di marziani

Forse anche miliardi Tantissimi

Noi marziani siamo ermafroditi

E ci riproduciamo da soli Perci

immaginatevi la confusione

A quel tempo dicono le antiche

scritture ogni marziano poteva

riprodursi due volte al giorno

vero che ogni giorno di Marte

lungo il doppio di un giorno

terrestre ma incontestabile

che comunque ogni marziano

produceva anzi si riproduceva

ben settecento volte circa

in un solo anno Potete ben capire

che nel giro di un secolo la vita

su Marte era diventata un problema

Fu allora che inventarono un nuovo

sistema riproduttivo Innanzitutto

i biologi bandirono un concorso

nel quale veniva fissato per sempre

il sesso prescelto Fu difficile convincere

gran parte della popolazione Erano

tutti molto abituati a soddisfare da s

i propri istinti riproduttivi Ma dopo

una assidua e persuasiva campagna

di convinzione tutta la popolazione

fu divisa Met maschi Met femmine

Il concorso serv appunto a raggiungere

una divisione perfetta Il problema vero

fu per convincere la gente marziana

ad avere rapporti sessuali con un altro

essere diverso da s Ci fu un periodo

di circa ventanni di assoluta stasi

Non ci si riproduceva pi Per lo pi

ognuno tendeva a soddisfare da solo

i propri istinti quella che le antiche

scritture chiamano Lera dei Solitari

Lincremento demografico era bloccato

Gli scienziati non fecero nulla

per rieducare il popolo marziano

ad una nuova sessualit dualistica

Ma superati quei ventanni decisero

che era venuto il tempo della nuova

crescita Fu allora che alcuni scienziati

volontari dopo alcuni corsi in laboratori

di specializzazione fecero il giro del pianeta

effettuando delle pubbliche dimostrazioni

di approccio dualistico Dopo le prime

istintive repulsioni popolari qualche marziano

cominci ad accoppiarsi Dopo venti lunghi

anni di soddisfazione a met i marziani

riscoprirono il piacere legato alla riproduzione

tutto intero E fu un successo Un grande

immenso planetario successo Tutti

si dedicarono con enorme e costante

applicazione allaccoppiamento Solo

e soltanto a questo Per altri venti

anni su Marte vennero esplorate

e scoperte tutte le possibilit

fisico meccaniche e persino estetiche

della sessualit binaria Fu la Grande

Era dellApplicazione In realt

dur cos a lungo perch nessuno

sapeva esattamente come fare

vero che gli scienziati avevano

fatto delle pubbliche dimostrazioni

ma si scopr dopo che erano sbagliate

Servirono solo a vincere la repulsione

verso laltro e a scoprire il piacere

del contatto

Mettere il proprio braccio sotto

lascella del partner procurava

piacevoli sensazioni ma non

portava alla riproduzione

Il sesso riproduttivo rimase

per molto tempo un mistero

Per un certo periodo le femmine

provarono ad immettere i loro

tre peni nelle orecchie dei compagni

ma le orecchie erano soltanto due

e distanziate come potete ben vedere

Poi qualcuno prov la fecondazione

orale Ma essa produceva soltanto

spaventosi orgasmi femminili

ed ubriacature allucinogene ai maschi

recettori Insomma le provarono tutte

Fu unepoca di grande piacere ma

di nessuna fertilit Il fatto che i maschi

non conoscevano bene il loro apparato

sessuale Cio non sapevano dovera

esattamente Perch ogni singola parte

del corpo di ogni maschio marziano

ottenuta dopo la prima pianificata

separazione risult sotto stimolazione

dellorgano della femmina essere

fortemente orgasmatica I maschi

avevano orgasmi comunque

Dappertutto

Finch un giorno si sparse la sensazionale

notizia che finalmente un maschio

marziano di una provincia del Sud Ovest

era incinto Il problema fu capire come

aveva fatto Non si seppe mai Il marziano

in questione aveva partecipato

ad un raduno multi accoppiativo

come ormai ce nerano tanti su Marte

Capirete che dopo ventanni di rapporti

a due si esploravano altre possibilit

Che cosa era successo e come

non si seppe mai Le autorit subito

imposero la pratica collettiva

nella speranza che levento si ripetesse

Ma non successe nulla Intanto

lunico marziano incinto era gi

arrivato al sedicesimo mese di gravidanza

e si temeva il peggio Al diciottesimo

mese si sgonfi Gravidanza isterica

Il desiderio di paternit lo aveva

condotto a una illusione psicotica

Il poverino mor pazzo

Nel frattempo la popolazione era

invecchiata di quarantanni

dallepoca della divisione dei sessi

Let media di un marziano

era ed di quarantacinque anni

marziani naturalmente Let

riproduttiva cominciava dopo

il primo anno di vita Quando ancora

ci si riproduceva da soli Erano perci

tutti vecchi Parecchi erano gi morti

Gli ultimi anni detti pure Era dellEstremo

Coito furono disperatissimi e affannati

Alla fine morirono tutti Proprio tutti

Dal primo allultimo

Tranne uno

Un mio antenato

Achimirosatix

Un grande marziano

Il fondatore della nuova stirpe

Egli era stato dimenticato

in una cella frigorifera

allepoca della divisione dei sessi

Si era fatto ibernare

Perch non voleva affatto

essere diviso O maschio

O femmina Nemmeno per idea

Da che Marte e Marte i marziani

erano ermafroditi e si riproducevano

da soli e il Grande Dio Rossastran

aveva voluto cos e cos doveva essere

Scelse di essere ibernato ed esposto

nel Museo delle Scienze quale unico

esemplare rimasto di Marziano Primigenio

Quando tutti morirono il mondo

di Marte and in rovina Ed anche

gli impianti di congelazione si spensero

Achimirosatix si risvegli

E Marte riprese a vivere

La cosa assolutamente curiosa

fu che libernazione prolungata

aveva modificato i suoi processi

riproduttivi Prolific una sola

dico una sola volta in tutta

dico tutta la vita che visse

dopo lo scongelamento

Se decenni prima gli scienziati

avessero ibernato tutti

avrebbero risolto il problema

del sovraffollamento di Marte

dal quale erano nati tutti i problemi

e la conclusiva ecatombe

Achimirosatix

prolific e mor

La mutazione si trasmise

allerede e si perpetu

da allora fino a me

Zatimirotax

Io sono il popolo

di Marte

Abito su Marte

Vicino al Polo Nord destate

e al Polo Sud dinverno

Il freddo giova alla nostra

mutata struttura

Ero felice

Beato ed appagato di me

e del mio meraviglioso

mondo

Marte il mio mondo

Finch quella sonda maledetta

dal nome assolutamente orribile

e assurdo Pathfinder

mi ha scoperto Le sue indiscrete

videocamere hanno trasmesso

la mia faccia ignara e sbalordita

alla terra Approfittando del mio terrore

Vorrei vedere voi davanti a un robot

enorme che si muove su ruote giganti

e vi scruta con due palle di vetro

Approfittando del mio terrore

sono stato immobilizzato

catturato

e portato sulla terra

Non ce la faccio pi

Non sono verde

Non ho le antenne

E voglio andarmene

Fra un anno partorir

e dopo morir tranquillo

Voglio morire a casa mia

S vero Ho venduto i diritti

televisivi e internet del mio parto

per quattordici milioni di dollari

Ma non li voglio pi

Su Marte i soldi non servono

a niente

Non posso vivere senza

i deserti di polvere rossa

e bollente Non posso vivere

senza la meravigliosa compagnia

della mia solitudine

Mi mancano le pietre

i canali aridi I poli incrostati

del mio adorato pianeta

Vi piacerebbe se io portassi

uno di voi con me e lo

piantassi per il resto della sua vita

su una montagna marziana

E come potete pretendere

che io viva in un appartamento

di dodici stanze che mangi

hamburger e spaghetti

E la pizza Odio la pizza

Mi d i bruciori agli stomaci

Io posso mangiare Adoro

mangiare licheni crudi marziani

Quelli terrestri fanno schifo

sono troppo dolci Ho i denti

marci ormai Voglio bere

acido solforico marziano

quello terrestre pessimo

mi fa ruttare continuamente

E non sopporto di essere

studiato e filmato qualunque

cosa faccia e dappertutto

una vergogna che il mio apparato

sessuale a tre peni e vulve trilobate

a funzione trasudante sia stato

trasmesso in mondovisione

Voi terrestri siete maniaci

pervertiti e indiscreti

Approfitto di questappello

per dichiarare pubblicamente

che la figlia del presidente

degli Stati Uniti dAmerica

non ha mai avuto dico

non ha MAI avuto rapporti

sessuali con me e che farebbe

meglio a non rilasciare interviste

che affermano questa stupida

inutile menzogna impossibile

Fisiologicamente impossibile

Inoltre la trovo brutta e la sua

trasudazione troppo blanda

per eccitarmi Le mie ascelle

mi soddisfano bastantemente

Non ho bisogno di lei

Aggiungo inoltre che disapprovo

ed ho gi inoltrato procedimenti legali

contro luso della mia immagine

come testimonial del Gay Pride Day

Non sono omosessuale

Sono ermafrodita e auto riproduttore

Cio sono un normalissimo

marziano

Ho qui con me in ostaggio

questo signore molto famoso

Tutti voi lo conoscete

Michel Jackson

Ero sullorlo del suicidio

quando lui arrivato qui

con intenzioni poco chiare

Ma sono riuscito

a sopraffarlo e a ribaltare

la situazione a mio favore

O unastronave di qualunque

nazione mi riporter subito

su Marte o la terra perder

per sempre il grande cantante

venerato da milioni e milioni

di terrestri Il rischio di una

rivolta popolare enorme

Ci sarebbero decine di migliaia

di morti e milioni di feriti

Centinaia di ragazzini e ragazzine

per la disperazione tenterebbero

il suicidio I governi vacillerebbero

E tutto questo per un solo marziano

Assurdo

Mi rivolgo al Consiglio Permanente

delle Nazioni Unite che mi

vede e mi ascolta in questo

momento cruciale perch

tutto si risolva senza problemi

per nessuno N per me

n per Voi Mi rivolgo al mondo

a tutti i terrestri di buoni sentimenti

per la realizzazione della fratellanza

universale

Marte non vuole la guerra

Marte vuole la Libert

tutto

La vita di Michel Jackson

contro la mia libert

In nome di quella che Voi

chiamate Democrazia

Aiutatemi Fate presto

VOGLIO TORNARE A CASA

1997


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