Capriccio in un atto
di Reto ROEDEL
da IL DRAMMA n. 190 del 1 Ottobre 1953
Rappresentato in versione tedesca allo STADTTHEATER di San Gallo
e al KURTHEATER di Baden il 9 settembre 1953
LE PERSONE
GERBERTO MANFREDI
LAMBERTO BARISI PAOLA
LAURETTA
IL BELLIMBUSTO
IL CONTADINOTTO
IL PRIMO ESTRANEO
IL SECONDO ESTRANEO
L'INTERVISTATORE
* Tutti i diritti riservati allautore.
La scena sar costituita da uno sfondo neutro di pesanti cortine, spostabili in pi punti. Unico oggetto sempre presente, e all'occorrenza trasportato da una parte all'altra, un microfono; nessuna delle altre cose - assolutamente superflue - cui i personaggi, qua e l, accennano. La luce cadr esattamente su questo o quel punto dove si svolger l'azione.
(Quando si alza il velario l'intervistatore e Manfredi si trovano, in zona di luce, presso il microfono, in uno studio trasmittente. Attendono il segnale di trasmissione).
L'Intervistatore(piuttosto loquace e saputo) Lei non ci pensi, maestro. Al segnale verde incomincer io. Il resto verr da s: non avr che da rispondere come meglio crede alle domande che le rivolger, e che, come stabilito, riguarderanno l'opera sua, i suoi romanzi.
Manfredi(calmo ma alquanto a disagio) Ma...
L'Intervistatore Permetta, maestro: quanto pi il nostro dialogo sar spontaneo, ricco di immediatezza, tanto pi vera riuscir la trasmissione. Le pare? E vi si riesce senza nemmeno rendersene conto, vedr. Voglia affidarsi a me, maestro. Queste interviste improvvisate sono sempre le pi persuasive; e ormai ne conosco molto bene la tecnica. Oh, in quanto alla sospensione e al trasferimento a casa sua, che saranno la sorpresa maggiore, tutto previsto, dalla macchina che ci attende in strada al microfono gi a posto nel suo studio: un po' di musica fuori programma e riusciremo a trasferirci agevolmente.
Manfredi Ma... non mi rendo ancora conto... Come arriveremo a proporre la sospensione?... Non sarebbe meglio...
L'IntervistatoreCi arriveremo... spontaneamente... vedr...
(Si accende un segnale rosso in alto. Pi sommessamente)
Ecco... il segnale rosso: ci siamo.
(Si accende un segnale verde accanto a quello rosso. Parlando nel microfono)
Cari ascoltatori questa sera per la prima delle nostre Interviste con uomini celebri , ospite del nostro studio uno scrittore a tutti noto e a tutti caro, Gerberto Manfredi, il grande romanziere. qui, pronto a rispondere alle domande che ci permetteremo di rivolgergli. Veramente, una sola domanda crediamo si formuli spontanea nell'animo di tutti gli ascoltatori, una sola domanda urge in chi ha il privilegio di poter interrogare il creatore di Urbino, di Tallina, di Fulgida, di Cagnozzo...
Manfredi(piano) Cagnazzo, prego.
L'Intervistatore(continuando impavido) Di Cagnuzzo - naturalmente - di Grecuccio, di Ostiere, di Bertino, di tante e tante altre indimenticabili figure... Una sola domanda quella che noi intendiamo rivolgergli. (A Manfredi) Maestro, dica, la preghiamo: come nascono i suoi personaggi?
Manfredi(a disagio) Come nascono miei personaggi?... I miei personaggi... Eh, caro signore... Veramente... rivolgermi una tale domanda... Ecco... I miei personaggi!... come nascono?
L'Intervistatore S, maestro, lei m'intende... Ricordo che Pirandello, ad esempio, si occup sovente di un tale problema... E lei, maestro, lei che un mirabile creatore di nuovissime figure, che cosa ne dice? Come sorgono in lei i suoi personaggi, come si manifestano quando colpiscono la sua mente, insomma, come nascono...
Manfredi(riprendendosi) Capir, caro signore, capir... Io di personaggi... s, dico, fra grandi e piccini... e per me contano anche i piccini... di personaggi ne avr creati quasi un centinaio... un centinaio e forse pi... l'uno diverso dall'altro... uno mezzo santo, un altro mezzo demonio, quello un perfetto indifferente, questo un'anima candida quello un profittatore emerito... insomma, ciascuno con la sua precisa individualit, ciascuno col su inconfondibile tormento, con la sua personalissima esaltazione... appunto come noi uomini, tutti diversi, tutti venuti al mondo in circostanze disparatissime... Capisce? in circostanze disparatissime. E lei vorrebbe che le dicessi m quattro parole come nascono ?
L'ntervistatore O, meglio, maestro, semplicemente come si crea in lei il primo germe loro.
ManfrediSemplicemente, dice, semplicemente... Scusi, caro signore, ma la sua domanda affronta un problema molto complesso. impossibile spiegarle cos, in pochi minuti, come nascono degli esseri che, nel loro assieme, rappresentano non una sola individualit ma un intero mondo. La loro nascita, se vuole ridurla a una formula dichiarabile , se vuole, per cos dire, oggettivarla, si presenta sotto un aspetto poliedrico, di un poliedro dalle innumerevoli facce prodigiosamente varie. La nascita dei personaggi un mistero... un mistero che talvolta si risolve con l'immediatezza di una rivelazione, che tal altra volta pu farsi cos agitato e convulso che noi stessi autori ne perdiamo le fila... Talora noi crediamo di creare i personaggi dei nostri lavori e forse sono essi che si impongono a noi, che ci prendono la mano, che fissano il loro carattere, cos e cos determinato, le vicende in cui intendono vivere, l'ambiente di cui essi stessi si circondano. E noi autori lottiamo contro di essi, e non sempre riusciamo a dominarli.
L'Intervistatore Come diceva appunto Pirandello.
Manfredi Se vuole... Come diceva Pirandello... o come esige la vita. Far fare a un personaggio quello che noi autori vorremmo che facesse? indurlo a vestire proprio come intenderemmo noi? dargli la voce, lo sguardo, il modo di camminare che piace a noi? S, spesso possibile; ma, con i personaggi pi vivi, non sempre. E se questi s'impuntano a voler comportarsi di loro testa, son bizze e litigi senza fine. Si crede: un autore fa quel che vuole, lui il creatore delle sue figure. Non sempre, non in tutto: un autore pu anche subire la volont dei suoi personaggi, pu essere succube dei personaggi. Potrebbe liberarsi di quelli troppo recalcitranti, troppo indipendenti? Presto detto. Non sono mica uomini. Sono personaggi, creature dello spirito... talvolta non ci se ne libera nemmeno facendoli morire. Ve ne so dire io qualcosa, perch appunto adesso sto lavorando a un romanzo che... un tormento! Un romanzo in buona parte autobiografico, nel quale il conflitto fra i personaggi e me grande... Ma la cosa difficile da spiegare... Bisognerebbe che vi raccontassi il romanzo... e, cos in breve... qui...
L'Intervistatore (sollecito) Oh, maestro, ci rimane ancora del tempo, e possiamo contare anche su qualche minuto suppletivo... Sarebbe estremamente interessante se ci raccontasse il romanzo autobiografico che sta scrivendo.
Manfredi Che sto scrivendo, appunto. Nemmeno nelle sue linee fondamentali non ancora del tutto definito... E, francamente, qui... no, proprio non mi sento. Che cosa posso dirle?... Se volesse venire, questa sera o un'altra volta, col suo aggeggio... s, intendo col suo microfono, nel mio studio... ebbene, fra le mie carte, a casa mia, andrebbe certamente meglio... L sarei dispostissimo a raccontarle il nuovo romanzo e, cos, a presentarle i miei personaggi, a farle capire insomma come stiano le cose per quanto riguarda la loro nascita. Ma nel raccoglimento del mio studio! Mi scusi: non qui, non qui...
L'IntervistatoreBenissimo, maestro: sar una trasmissione oltremodo attraente... Il microfono che la sorprende al suo tavolo da lavoro, quasi nell'atto stesso della creazione... Ci andiamo subito.
Manfredi Se crede.
L'Intervistatore Oh, una trasmissione di interesse assolutamente eccezionale, per la quale si ammetter anche una breve interruzione.
ManfrediAllora... non perdiamo il tempo di cui ha detto che disponiamo. La mia macchina qua fuori, pronta, ed io non abito lontano. Gi che ci siamo, liquidiamo questa faccenda.
L'IntervistatoreSenz'altro, maestro, senz'altro. Permetta: soltanto una parolina al pubblico. (Altro tono) Gentili ascoltatori, ci scusiamo della breve interruzione cui, come avrete sentito, ci vediamo costretti nell'interesse della trasmissione. Il microfono verr trasferito nello studio di Gerberto Manfredi, per la seconda parte dell'intervista... seconda parte che ci far conoscere la vera genesi dei personaggi di un grande romanzo, che poi, per maggiore nostro interesse, un romanzo autobiografico. Un istante dunque: il tempo di trasferire il microfono nello studio del romanziere. Fuori programma ascoltate... un frammento del poema sinfonico di Riccardo Strauss I tiri birboni di Till Eulenspiegel . (Di nuovo rivolto a Manfredi) Ecco fatto, maestro. Se crede, possiamo andare.
(I due escono, mentre risuonano le prime note del poema sinfonico, di cui verranno eseguite alcune battute soltanto, che presto si smorzeranno. Con la musica si spegne la luce. Giunge [mediante altoparlante] il rumore dell'automobile che s'avvia, che corre, che arriva. I due rientrano da altra parte, in nuova zona di luce),
L'Intervistatore(mette a posto il microfono) Permette?
Manfredi Faccia, faccia...
L'Intervistatore Ecco, vede, gi tutto in ordine, maestro. Possiamo riprendere.
Manfredi Io sono pronto.
L'Intervistatore (parlando nel microfono) Cari ascoltatori, la trasmissione riprende dallo studio di Gerberto Manfredi. Il grande scrittore ha davanti a s lecartelle del romanzo in preparazione, del suo romanzo autobiografico. Sta raccogliendo le idee... Ecco, vi parla.
Manfredi Come gi avvertii, il romanzo in elaborazione... non ha ancora trovato il suo assetto definitivo... Ma alcuni punti sono pi o meno fissati. Ad esempio, l'inizio. Il romanzo incomincia su uno sfondo di aperta campagna, fra il verde dei prati che si stendono davanti alla mia vecchia casa paterna, casa rustica, oggi quasi cadente, la casa dove io nacqui.
Barisi(che uno dei personaggi, affacciandosi da un'apertura delle cortine, interviene immediatamente, sempre molto corretto) La prego: la casa dove nacqui io. Consenta: io, non lei. Dico questo soltanto perch se si ricade sempre nello stesso equivoco, la pagina non avr l'evidenza cui aspira e che le conviene.
Manfredi(fra s) Ci siamo! (Forte) Ha ragione, Barisi, ha ragione: la casa sua. Sta bene. Ma poich, dando vita a lei, Lamberto Barisi, creando il suo personaggio, io ho guardato a me stesso, capir... la casa sua poi la mia. Comunque, diciamo pure sua, soprattutto sua.
Barisi Esclusivamente mia, esclusivamente.
Manfredi Sta bene, esclusivamente. Ma, la prego, non mi interrompa. Intendo soltanto raccontare ai radioascoltatori la vicenda del romanzo. Dunque siamo in un incantevole angolo di campagna fiorita, presso una vecchia casa, in primavera. Lamberto Barisi, che un grande scrittore, immagine di me...
Barisi Dunque non pi giovanissimo...
Manfredi Non m'interrompa, la prego.
Barisi Dicevo, per l'esattezza.
Manfredi Lasci andare!... (Riprendendo) Lamberto Barisi, convalescente da una grave malattia, ritornato fra i prati dove trascorse la fanciullezza, per ritrovare, nell'isolamento e nei ricordi delle terre a lui care, tranquillit e nuove forze. Ha in s lo stupore e il languore di tutti i convalescenti. con lui una giovane donna, Lauretta, che il lettore non sa ancora chi sia...
Lauretta(a sua volta affacciandosi da un'apertura delle cortine, e scoppiando in una risata) Ah, ah... andiamo, via... lo dica subito. E come vuole che gli ascoltatori non abbiano capito chi posso essere io, giovane donna, bella ed elegante, che sta con lui...
Manfredi La smetta. O racconto io, o raccontate voi.
Barisi Scusi. appunto quello che io proporrei. Che si raccontasse noi... noi e non lei che ha sempre troppi richiami a un passato suo ma non nostro...
Lauretta Troppi falsi riserbi... Meglio lasciare che raccontiamo noi.
Manfredi E sta bene... Dispostissimo. La vicenda sviluppatela pure voi,oggettivamente, senza riguardi a me. quanto io voglio, quanto io cerco: oggettivit, verit... sempre, s'intende, una verit nutrita di un suo intimo incanto. Ma l'ambiente, quello intendo esporlo io, quello l'ho visto io, mica voi, io che ci sono stato per tutta la mia infanzia.
Lauretta Ma noi ci stiamo sempre.
Barisi Noi, caro signore, vi ci troviamo anche adesso, in questo medesimo istante.
Lauretta Lui, per sua somma soddisfazione; io, per mia somma noia. Lasci fare, via...
Manfredi Ebbene, parlate, parlate voi... Gli ascoltatori avranno capito, che siete in campagna, in una campagna solitaria, dove non c' nulla e c' tutto, dove non si trova distrazione di alcun genere e dove ci si pu beare del pi riconfortante riposo e delle pi care rievocazioni... I particolari se li immagineranno... Parlate, parlate pure.
(I due si stendono al lato opposto della scena. La luce si trasferisce su loro e lascia in ombra Manfredi e l'intervistatore, che tuttavia l presso col suo microfono. Subito si sente [ l'altoparlante che riprende, molto discreto, a funzionare] un disteso zirlare di grilli, il frusciare di un ruscello, di tanto in tanto il canto degli uccelli).
Barisi Qui, sotto queste acacie, il sole giunge attenuato. Qui si sta bene. Fermiamoci un poco. Cos!... Ah, Lauretta, quanti ricordi!... proprio qui, ai piedi di questi alberi che, quando ero bimbo, venivo a godermi le ore pi belle, venivo anche a fare merenda con Paola. Ricordo ancora la luce di quei giorni: abbagliante. E noi in quest'ombra ci si ritrovava come al riparo da una fiamma. E ci si stringeva nel verde delle fronde, ci si immergeva nella gioia fresca di queste piante... Il cibo che mangiavamo aveva un sapore, un colore pi rari fra tanto verde... Rosso scarlatto era il pomodoro che Paola accostava alle labbra pallide... Ricordo che una volta non riuscivo a trangugiare il mio boccone, tanto ero rapito dalla intensit languida del fascino di Paola... Ed era una monella, ignara di s e di me... Mi guardava con occhi profondi, ma non vedeva ancora che in me il bambino stava cedendo all'uomo... Il suo sorriso era terso come l'acqua di quel torrente, la sua giornata era limpida come la rugiada... Fin da allora si sarebbe detto che tutta la sua vita avrebbe dovuto essere cos.
Lauretta(sottolineando) Si sarebbe detto.
Barisi E forse fu.
Lauretta Figurarsi!
Barisi(insistendo) E forse !
Lauretta Andiamo, via... Certi sogni sono belli, quando si rimasti un po' storditi dalla febbre. Ma tu di febbre non ne hai pi da un pezzo... e anche lo stordimento ormai dovrebbe essere superato...
Barisi Non stordimento, Lametta... Sono ragioni d'incanto, sono verit.
Lauretta Verit?... Paola sarebbe rimasta per poco meno di quarant'anni la verginella di un tempo... per quasi mezzo secolo, novella Beatrice, sempre sospesa fra cielo e terra a miracol mostrare... Mattacchione!...
Barisi Lauretta, te ne prego!
Lauretta Gi, evidente. Hai voluto venir qui. nella casa della tua infanzia, non per amore di quelle quattro mura diroccate o di questi pochi alberi, ma per amore di lei, di Paola. Perch sapevi che dovunque tu ti metta, qui un ricordo di Paola che risorge... Io, qui, non conto pi nulla, io... Qui Paola che regna.
Barisi Tu, Lauretta, tu sei la mia buona amica, la mia compagna terrena... E non devi avertela a male se, effettivamente, ovunque io guardo, ora, un ricordo di lei che rinasce, di lei che per me rappresenta la suprema ragione della mia esistenza... di lei che come un simbolo di ricostituita purezza originaria... di lei che rimase l'ideale femminile della mia arte, la piccola grande ispiratrice di tutti i miei scritti...
Lauretta Ah, ah... quanto sei carino, Lamberto, quando parli cos. Ma io... io non sono il simbolo della purezza originaria... E se ora, tu, con gli anni e con le lunghe giornate di degenza in clinica, ti sei messo in vena di purezza, perch hai voluto anche me qui?... Dimmi, che ci starei a fare, io?
Barisi Lo vuoi sapere, Lauretta, perch ho voluto te, lo vuoi sapere?... Perch sentivo una sorta di strano timore a venire qui solo, avevo paura ad affrontare nella solitudine, dopo tanta vita, il ricordo di quel passato luminoso... temevo di non saper reggere... Poi... osavo pensare che qui anche tu, come sentivo che sarebbe avvenuto di me, anche tu. forse, potessi ritrovare alcunch della rinuncia primitiva che in fondo a tutti noi, una vita pi elementare, pi vicina ai ricordi d'infanzia, pi casta...
Lauretta Sei grande, Lamberto, sei grande!... Se ti lasciassi continuare, mi diresti d'i esserti illuso ch'io potessi trasfigurarmi in Paola!... Oh, povero Lamberto!... Ebbene no, non lo posso... e non ci tengo affatto a metamorfosarmi cos. Tu pensi tutte queste cose ansiose e confuse, perch dopo la tua malattia sei ancora proprio come un bimbo evanescente... E per ora ti piacerebbe, ti farebbe comodo, di continuare a vivere sentendoti scorrere latte nelle vene. Ma io no, caro Lamberto, non sono stata malata, io non ho nessuna delle nostalgie che senti tu... e nelle mie vene scorre autentico sangue... sangue caldo e rosso pi del pomodoro che succhiava tua pallida Paola. E, credimi: la tua Paola sta bene nei libri, ma non toglierla di l, non cercarla fuori di l.
Barisi(quasi dolente) - Ti annoi, Lauretta?
Lauretta(sempre spassosa) No, mi diverto mi diverto un mondo, caro. Come puoi domandami se m'annoio?... Questi tuoi prati, o inzuppati d'acqua o bruciati dal sole, sono un eden, la compagnia dei tuoi contadini sempre stata il mio sogno, le vacche delle tue stalle sono appena paragonabili ai purosangue delle scuderie cittadine...
Barisi Povera Lauretta, hai ragione: questo mio eremo non fatto per te.
Lauretta Oh, ecco che diventi ragionevole. Se parli cos, ci intendiamo meglio, molto meglio. Caro, il tuo eremo non mi pare la meraviglia che pare a te, ecco tutto. Ma sai, Lauretta buona... Posso restarci anch'io qualche giorno, una settimana... se ti fa piacere. Per vorrei che tu cominciassi ad aprire gli occhi... cominciassi a vedere che pi a lungo non ci si pu rimanere.
Barisi Ed infatti io li apro gli occhi.
Lauretta Tu sogni... sogni...
Barisi S, sogno... e sognando, apro gli occhi come non li apersi mai. E intendo tenerli aperti cos... Mi sembra di rinascere.
Lauretta E dlli! In codesto modo, siamo daccapo. Non capisci che, rimanendo qui, anzich riprenderti, ti spegni?... Io sbadiglio tutto il giorno.., m'assopisco... Se resteremo ancora a lungo, credo che piomber in letargo. Oh, poveretta me!
Barisi(ambiguo) Non lagnartene. Ti far mettere in una bara di cristallo, come le belle della leggenda.
Lauretta Ma bada di risvegliarmi quando deciderai di andartene, quando rinsavirai.
Barisi Se rinsavir.
Lauretta Gi: se rinsavirai. Perch anche possibile che tu non rinsavisca.
Barisi(fra il serio e il faceto) Nel qual caso la tua situazione sarebbe seria... Occorrer che tu vi rifletta... Perch, allora, cavalieri che vengano a cercarti fra il granturco e i ranuncoli, sar difficile che se ne presentino... E tu la vocazione per qualche bravo contadino non te la vedo... Nel qual caso, la tua situazione disperata...
Lauretta Ne vorrai tener conto, spero.
Barisi Ne dovrai tener conto tu stessa. Lauretta. Io non lo posso pi.
Lauretta Come?
Barisi(lento, serio, quasi categorico) Non lo posso pi. Stamane ho riveduto Paola. Non lascer tanto presto questi luoghi.
Lauretta(sorpresa, sbalordita, turbata) Lamberto, che cosa stai dicendo?... Hai riveduto Paola?... (Una breve risatina) Ah, ah... rientra in te, te ne prego... Mi spaventi.
Barisi(calmissimo) Sono perfettamente in me, Lauretta. Non temere. Non mi sono mai sentito cos in me. Ci che ti dico assolutamente vero. Non vaneggio. Stamane ho riveduto Paola.
Lauretta Senti!... Dici per burla?
Barisi la verit, Lauretta.
Lauretta Ma quale verit!? Eh, via! Se anche proprio l'avessi riveduta, oggi, dopo poco meno di un quarantennio, la tua bella contadinotta, maritata o zitellona, non credo che potesse pi apparirti quale la Paola d'allora.
Barisi La stessa, la stessa!... con una grazia anche pi fine nel sorriso, con un incedere anche pi leggero nella perfezione delle forme sboccianti...
Lauretta Oh, di' pure fiorenti... fiorenti da un bel pezzo, da una trentina d'anni almeno.
Barisi Paola ha diciotto anni.
Lauretta S, li aveva, nei tempi che furono...
Barisi Paola ha diciotto anni... ancora la fanciulla ch'io ho conosciuta allora ed la donna ch'io ho sempre sognata... lei, quella ch'io ho sempre cercata, lei.
Lauretta Oh, insomma, delle due l'una: o tu sei pazzo, Lamberto, o in questo tuo paese le donne possono fare il patto col diavolo... Nel quale secondo caso, prima di andarmene, ne approfitterei anch'io.
Barisi Continui a scherzare, e non ti accorgi che io parlo molto sul serio. Lauretta, la creatura che mi riapparsa stamane, quella con la quale ho parlato - perch le ho parlato! - quella cui ho baciato la piccola mano - perch le ho baciato la mano - la figlia della mia Paola d'allora, della Paola ch'io vidi per l'ultima volta quando era quindicenne. Ma per me lei, lei rimasta quale era allora, con la stessa voce, la stessa luce negli occhi, soltanto divenuta pi bella... pi donna, cos come io l'avevo sempre pensata, come l'ho sempre portata nella mia immaginazione...
Lauretta La figlia!?... Ma allora che cosa mi vai raccontando?... Allora non Paola... Sar Maria, Carolina, Santina, ma non Paola. Poi...
Barisi Per me e sar sempre Paola, soltanto Paola. E sar mia.
Lauretta Cosa?... Sar tua?... Che intendi dire? La vuoi adottare?
Barisi La voglio sposare.
Lauretta Sposare?
Barisi Sposare, per sentirla mia davanti a Dio e davanti agli uomini, per vivere sempre con lei, di lei, per lei.
Lauretta Sposare?!... Decisamente tu non stai bene. Lambertuccio mio, tu devi curarti, devi badare a te stesso...
Barisi So, Lauretta, la pena che ti d. Ma che giova nascondere? Vi sono cose che meglio dire, che sarebbe vile celare. Mi costa, credi pure, mi costa dare a te, Lauretta, questa notizia, a te che mi fosti amica costante...
Lauretta La tua compagna terrena , nevvero?
Barisi Eppure, proprio a te, non devo, non posso nascondere quello che sar, quello che deciso quello che sicuro. La nostra amicizia non pu macchiarsi di un mio sotterfugio, di una menzogna. Noi ci eravamo uniti liberamente, senza vane parole... ci eravamo tenuti sempre entrambi mirabilmente indipendenti... In questo c' forse, se pensi bene, particolarmente per quanto riguarda te, il punto pi bello, il pi generoso, il pi luminoso della nostra unione. N io lo dimenticher, n lo dovrai dimenticare tu.
Lauretta Ti burli di me?... Il punto pi generoso... pi luminoso?...
Barisi S, capiscimi bene. Io vedo nella prontezza disinteressata con cui tu ti sei unita a me, nella tua serena irriflessione, in quella che oggi sar la tua comprensiva arrendevolezza, un segno di vera nobilt. E non lo scorder.
Lauretta E magari lo immortalerai in uno dei tuoi romanzi. Nevvero?... Ma io me ne infischio di essere immortalata, io ne ho fin sopra i capelli della tua letteratura... E se sono stata disinteressata e scema come tu dici - ed il colmo che ora tu, proprio tu, me lo dichiari - non sar per arrendevole. Se tu credi di potermi piantare, cos, da un giorno all'altro, perch tu, che potresti essere suo nonno, hai ritrovato lei, che potrebbe essere tua nipote, e te la vuoi impalmare, ti sbagli... e di grosso.
Barisi Sai quanto mi spiacciono le parole che ]'ira congestiona... le frasi volgari...
Lauretta E vorresti che ti dicessi delle frasi compite?... delle parole dolci?... Vorresti che ti complimentassi? Che fior di canaglie, siete voi, cosiddetti grandi uomini!... Ma io le parler, io avvertir la tua verginella, il tuo angelo, la tua diva, la Paola dei tuoi maiali...
Barisi Ti prego, Lauretta!... Io non potr pi ascoltarti.
Lauretta M'interessa assai che tu m'ascolti o no!... Lei m'ascolter, re l'assicuro, lei. E sentir quello che io potr dirle di te, di te, bello mio. Sentir.
Barisi E che ti gioverebbe, Lauretta?... Non riusciresti ad altro che a ridurre, forse a guastare mise-ramente, inesorabilmente, la considerazione che io ho del tuo spirito, della tua gaiezza... Non potrai impedire quello che il compimento del mio destino. Io sposer Paola. Lauretta E sarai becco.
Barisi(interdetto) Come hai detto?
Lauretta Che sarai becco.
Manfredi(entrando in zona di luce, sollecito, seccatissimo) No, prego, no, no... Non ricominciamo, signorina. L'ho gi premunita altre volte: questa battuta non c'.
Lauretta Lo dice lei che non c'. Io le assicuro invece...
Manfredi Insomma, facciamola finita. L'autore sono, io. E la vicenda la regolo come intendo io. Senza contare che stiamo raccontando il romanzo ai radioascoltatori, e alla Radio certe parole non si dicono.
Lauretta Specialmente nel caso in cui si tratti di un romanzo autobiografico, e all'autore non interessi di autoproclamarsi candidato a certi guai. Capisco. Ma allora, dico io che non sono un pezzo grosso come lei, io che sono una donnicciola qualunque, allora non ci si mette a certi repentagli...
Manfredi Insomma, lei una pettegola indegna, una linguacciuta! O la smette, o la faccio tacere io!
Lauretta Mi fa tacere lei? Dopo la situazione nella quale mi ha cacciata?... Mi fa tacere?... E come? se lecito sapere. Vorrei vedere. Perch poi io sono ormai viva e insopprimibile, e lei lo sa. Se anche volesse rinunciare al suo romanzo, lo potrebbe per gli altri, ma non per lei... Io, in lei, sarei sempre viva, le direi sempre quello che le debbo dire, quello che si merita... O consente che mi faccia sentire a quella canaglia di Lamberto, che il suo perfetto ritratto, o mi far sentire da lei. Comunque, parler. Capisce? Parler sempre, come ora parlo, perch ho ragione, perch sono io che mi trovo nel vero, perch... o lei, con la sua sublime costumatezza, render il suo romanzo scimunito, o lascer che le cose vadano come devono andare, e Lamberto Barisi sar becco.
Manfredi(dando quasi in escandescenze) Ho detto basta, e basta! Non discuto con i miei personaggi. Specialmente in presenza di terzi. (Rivolto al microfono) Chiedo scusa ai cortesi ascoltatori di questo spiacevolissimo incidente dovuto alla irritabilit, all'isterismo di Lauretta che un personaggio...
Lauretta Sentiamo... Su, coraggio, sentiamo! che personaggio sono?
Manfredi So io... e sanno tutti i radioascoltatori... ai quali non difficile valutarla per quello che lei .
Lauretta Un personaggio di rango inferiore, nevvero?... una donnina piacente, ma dubbia... una di quelle che possono far comodo per qualche tempo e che poi lecito piantare da un'ora all'altra... Benissimo, benissimo: questa assoluta verit. Ma una tale verit non toglie che lei, cio - scusi! - il suo protagonista, il grande romanziere Lamberto Barisi, sar becco, dovr essere becco.
Manfredi(esasperato) Come farla tacere?... Mi costringer a pregare che si sospenda l'emissione...
Lauretta Lo chieda a lui... a Barisi, che non ha pi aperto bocca, che se ne rimasto l assorto, meditabondo, contrito...
Barisi Contrito no...
Lauretta Ma assorto, meditabondo, s. vero che te la senti nelle vene la vocazione del marito incoronato? Sii schietto! vero?
Barisi (in disagio) Invero... Non per rispondere alla domanda invereconda e velenosa di Lauretta, ma considerando il mio personaggio sotto l'aspetto pi decisamente artistico, cio intendendo mantenere in lui note di vita vera e drammatica, pensando di sottrarre il romanzo ad un intenerimento sentimentale che lo infiacchirebbe, mi domando se...
Manfredi(interrompendo tempestivamente, scandalizzato) Ma incredibile! incredibile!...
Barisi(riprendendo, sempre piuttosto calmo, ma quasi perorando) Mi spiego. Il mio personaggio che giunge cos tardi alla felicit ideale, a quella felicit suprema che aveva sognata e cantata per tutta la vita, e che pure, non molto dopo l'inizio del romanzo, vi giunge senza rinunce alcune, pienamente, assolutamente, non correr il rischio di risultare un personaggio troppo soddisfatto?... Con qualche pena... anzi con qualche grosso travaglio derivante proprio dalla realizzazione del gran sogno di tutta la sua vita, non acquisterebbe egli nuovo rilievo? nuovo vigore? quasi un alone di sublimit tragica?... Pensando a ci - non per rispondere alle impertinenze di Lauretta - io mi domando se lo scotto di quella estrema incredibile felicit, santo senza del quale a me sembra che la figura mia riuscirebbe troppo rosea, forse sbiadita, mi domando se quello scotto non stia appunto...
Lauretta Nelle corna!... Perfettamente. Lo scotto e l'alone di sublimit tragica: le corna... Impari, signor autore, impari!
Manfredi(desolato, smarrito) Ma come, anche lei ora lei, Lamberto Barisi, ammette che potrebbe... Ma assurdo che lei, proprio lei, accolga un tale pensiero... Poi... poi... finch se ne rimarr l, nel suo eremo campestre, come vuole che succeda? Chi vuole che possa...
Il Bellimbusto(da un varco illuminatosi fra le cortine, facendosi avanti sollecito) Oh, io, per esempio... lo sarei sempre dispostissimo...
ManfrediLei?... Ma chi lei?
LaurettaCome se non lo sapesse! Eh, diamine: lui, per esempio, il solito bellimbusto, sicuro.
Manfredi Il solito bellimbusto?... E di dove sbucherebbe lei, scusi?
Il Bellimbusto O,caro autore mio, lei ha sufficiente fantasia per farmi giungere ai piedi della sua bella come e di dove vuole... Ad esempio: mi pare che in alcune pagine del suo romanzo sia detto che nella campagna di Lamberto Barisi, si sente, fra le stoppie, cantare le quaglie... Io potrei recar-mici appunto per la caccia... Oppure, se questo non le va, potrei capitarvi per caso... che so io... costretto dalla solita panna al motore... Sa, io posseggo una bellissima 2800.
ManfrediMa io non vorr mai saperne di lei.
Barisi Effettivamente... una figura tutt'altro che gradevole... Anch'io preferirei non sentirmela ai fianchi. Per... occorrer appunto vedere, se agli effetti miei, del mio personaggio, del suo rilievo, sar possibile rinunciarvi... Intendo rinunciare al signore... o ad un suo simile, ad un altro qualsiasi...
Lauretta Questo !... esigenza, imperativo categorico del romanzo.
Il Contadinotto(che esce da un altro varco illuminatosi fra le cortine, facendosi avanti impacciato e deciso allo stesso tempo) Se mai, ci sarei anch'io...
Barisi Un contadinaccio?... No...
Il Contadinotto Ci sarei anch'io che, non fo per dire, ma stavo gi dietro alla Tilde... S, dico, a quella che voi chiamate Paola... E se non arrivava lui, quel vecchione...
Barisi Dei due, preferirei il primo...
Il Contadinotto Se non arrivava lui, me la sarei presa io. A lei non avrei chiesto altro che il corredo; io ci mettevo dieci pertiche di terreno, due mucche e tre maiali... E si sarebbe campati a meraviglia. Almeno qualche bel figliuolone lo avremmo avuto.
Lauretta Ecco... ecco... ci sarebbe stato lui... lui e il figliuolone... lui che un partito non disprezzabile... bello, tondo e scamiciato come l'ideale... Il richiamo della terra!
Manfredi(concedendo) Beh, non dico... Ma in una figura di onesto contadino, di figlio della stessa terra di Paola, ci potrebbe essere qualcosa di suggestivo... Io, contrariamente a Barisi, fra i due, preferirei il contadino, pi sano, pi dotato di ragioni poetiche... Ma l'idea dell'adulterio che non mi va... non mi va... La rifiuto, ecco, la rifiuto.
Lauretta(insinuante) Sempre per la solita sua oggettivit artistica... oggettivit disinteressata...
Manfredi S, per oggettivit artistica. Rifiuto, non per me: personalmente sono superiore a certi sospetti... Che cosa volete che importi a me di essere o non essere ritenuto uno dei tanti... Non per me rifiuto l'idea dell'adulterio, non per me.. Per lei... per la giovanetta pura, per la sposa immaco-lata che io intendo dare in moglie al grande Barisi... per colei che deve essere la vera ed alta incarnazione dellideale, dell'ideale che pu venire raggiunto - e Barisi lo raggiunge - ma non pu, non deve venire contaminato.
Paola(che esce dal varco centrale delle cortine, in piena luce, facendosi avanti a sua volta, prontamente, umile e sicura) Grazie, signore.
Lauretta Eccola qua, anche lei!... santocchia!
Il Bellimbusto Quant' carina!... deliziosa.
Barisi(premuroso) Paola mia, perch venire fra gente cos estranea, ascoltare parole tanto lontane da noi, tanto remote dal nostro incanto?...
Paola Per ringraziare l'autore. Perch io, come dice lui, io non far mai quello che avete pensato, quello che tu pure hai temuto, mai.
Manfredi(riprendendosi, raggiante) Ecco... ecco... Finalmente!... Brava, signorina, brava! Ecco dimostrato che l'adulterio non c'entra, non ha ragion d'essere. Grazie, signorina, grazie, piccina mia.
Lauretta Gi! come se tutto si potesse decidere secondo ci che la divina Paola dice ora alla vigilia del matrimonio... di un matrimonio che, tutto sommato, non pu lasciarla indifferente.
Il Bellimbusto Datemi tempo un paio di mesi, e vedrete...
Paola(sdegnosa, sicura, assoluta) Io non tradir mai Lamberto Barisi.
Manfredi(gongolante) Ascoltate!... Ascoltate!... Cos Paola!... cos!... Avete sentito, anche soltanto nel modo con cui pronuncia il nome di lui, come esprime la sua saldezza inferiore?... Lamberto Barisi: il suo signore, l'eletto!... Brava, signorina, brava!
Il Bellimbusto Ma date ascolto a me...
Lauretta Ascoltiamo anche il bellimbusto.
Il Bellimbusto Lasciate passare qualche tempo, poi sentirete se la damigella avr ancora la stessa risolutezza, sentirete...
Paola E come vorreste che non l'avessi?... Io vivo perch lui viva. Non potr mai fare nulla che possa essere contro di lui. Soltanto cos sar felice anch'io. E io so che egli... un uomo, un grand'uomo!... mentr'io non sono che una povera piccina... Non ignoro questo, ma so pure che, se la sua grandezza sar la mia venerazione, la mia semplicit sar il suo ristoro.
Barisi(esaltato) La mia beatitudine!... Paola. Paola!... Noi due soli!... Lontani dagli occhi loschi degli altri!... Noi due soli!... Non vi saranno pi inverni sulla terra...
Lauretta S'intende! non vi sar che primavera, primavera tenerissima... con due unici fiori... anzi due colombe... una di diciottenni e l'altra sui cinquanta...
Manfredi Smettiamola, smettiamola!... naturale che, per chi non riesca a smuoversi dalla considerazione pi meschina, sar sempre possibile criticare e malignare... Ma qui non c' posto per tali perversit. Si rincuori. Appunto in quanto vi di apparentemente assurdo in una situazione come quella cuiio intendo arrivare, sta l'originalit, anzi la grandezza del mio romanzo. Dovreste gi aver capito che Paola, per il sommo scrittore Lamberto Barisi, non la giovinetta qualunque quale voi continuate a pensarla, l'adolescente appetitosa incontrata un giorno per i campi e colta, cos come potrebbe fare un bellimbusto qualunque, a soddisfazione di un capriccio... No, signori miei, no... Paola l'immagine vivente del grande e perfetto ideale di donna che Barisi, come altri sommi poeti, port nel suo animo per tutta la vita, l'ideale di donna che egli, pi fortunato dei suoi confratelli, incontra, se pur soltanto quando al culmine della sua esistenza... Paola ne l'immagine viva e vera, effettiva, pura e casta, giovane e amorosa, quale egli l'aveva sempre sognata... l'immagine che non si pu intaccare senza che venga meno la ragion d'essere del libro, la sua poesia.
Lauretta Sappiamo, sappiamo che lei intende spacciare cos l'assurdo sviluppo del suo romanzo... sappiamo che lei cerca di agghindare cos certa sua posizione personale... E tutto ci commovente. Ma inutile che si affanni. Non la dar a bere a nessuno. Il pubblico se ne rider delle sue molto disinteressate proclamazioni idealistiche... se ne rider, se, per quanto riguarda l'unione di quei due, non grider alla mistificazione od all'iniquit.
Manfredi Iniquit poi...
Lauretta Egoismo... crudelt... iniquit! E come vuole chiamarla? Sacrificare una giovinetta come quella a un vecchio come Lamberto Barisi, che non ha ormai altro che la vanit da lei or ora esaltata, capir che non sar mai un'azione per bene... Caro signor autore, se mi permette di darle un consiglio, nel suo interesse di romanziere, perch non ci si burli di lei, faccia pure che Barisi si innamori di Paola, se vuole - gli uomini sono capaci di queste e di altre asinerie - ma poi lo induca a guardarsi nello specchio e a onestamente decidere che la bella Paola, pur senza prendere in considerazione il bellimbusto, si trover molto meglio fra le braccia giovani e vigorose del contadinotto che gi le stava dietro.
Paola(riemergendo, assoluta) Ma io non potr mai sposare altri che Lamberto Barisi. Io sono di lui. Non voglio essere che di lui. Morir se non potr essere sua.
Manfredi(ancora giubilante) Paola, Paola mia!... Lei sempre il personaggio pi forte... pi forte appunto perch pi puro, pi limpido. Gli altri non sono che figure corrose, figure bacate... Tutti gli altri possono tentennare... lo stesso Barisi; ma lei, signorina Paola, lei no, lei rimarr sempre salda, sempre in alto, la luce cui tende tutto il mio romanzo, la luce che lo illumina tutto. Non v' pi nessun dubbio sul valore artistico della sua figura, signorina Paola, nessun dubbio sulla forza di persuasione sua.
Lauretta Ne ho visti dei personaggi voltare casacca...
Paola Io morir... morir se non potr essere sua moglie.
Barisi (compunto) Se non potessi farla mia... mia per sempre, anch'io ne soccomberei.
Lauretta(scrosciando in una risata) Ah, ah... anche lui! Oh, poverino!... Ma, caro Lamberto, non hai pi diciott'anni come la tua Paola: abbi il pudore di certe dichiarazioni! Dianzi non escludevi la possibilit di graziose complicazioni che...
Barisi Dianzi riflettevo alla migliore affermazione del personaggio vivo e vero ch'io devo e voglio essere... Ma io a Paola non potr rinunciare mai.
Lauretta Lo sappiamo. Resta per confermato che sarai becco.
Paola infame ci che voi dite, infame!
L'Estraneo(che esce anch'egli lateralmente dalle cortine, prontamente, nuovo, candido) Ma lo dicono tutti.
Paola(breve sospensione) Tutti chi?... E chi lei?
Manfredi S, chi lei?
L'Estraneo E che ve ne importa di sapere chi sono? Sono uno qualunque, sono un estraneo...
Manfredi Ebbene, noi non vogliamo estranei.
L'Estraneo Che voi non li vogliate possibile, ma che essi intervengano lo stesso certo.
Lauretta Ben detto! Gli estranei?!... in queste faccende sono quelli che contano di pi.
Barisi Ma come?... Ma che dite?... Domani ch'io mi sia unito, di fronte a Dio e di fronte agli uomini, alla mia Paola, domani ch'io abbia conseguito la felicit cui tese l'intero corso della mia vita, la felicit somma, la inequivocabile felicit dei maggiori spiriti, credete voi che io me la lasci guastare da un volgarissimo estraneo? Vi sbagliate.
L'Estraneo Uno, signore?... ma cento, ma mille... ma tutti quelli che le passeranno accanto, cui lei non bader dapprima, ma che la faranno oggetto della loro attenzione, che incominceranno a sorridere di sottecchi, poi sorrideranno apertamente, poi pi decisamente ancora... per finire gridando allo scandalo... Io signore, non sono che uno, uno solo, ma sono l'individuo esponente della collettivit.
Lauretta Capisci?... La collettivit!... Quella che rappresenta il giudizio di tutti... il giudizio al quale tu tanto tieni.
Barisi Io?
Lauretta Tu, o il tuo autore, Manfredi, che la stessa cosa.
Secondo Estraneo (esce come gli altri da un varco laterale delle cortine pronunciandosi anche lui) Giudizio che non la risparmier, creda... non la risparmier.
Lauretta Eccone gi un secondo... estraneo anche lui. La moltiplicazione incomincia.
Barisi Ma io non chieder conto a nessuno di quello che penseranno di me. Ogni ombra, ogni vapore che offuscassero il mio spirito, si scioglieranno al semplice rivolgersi dei miei occhi negli occhi di Paola... Gli estranei potranno moltiplicarsi intorno a me quanto vorranno: rimarranno sempre fuori del mio io, fuori del nostro io... Si affanneranno inutilmente: Paola ed io li ignoreremo.
Secondo Estraneo(attaccando serrato) Non il giorno in cui verr da lei e le dir... quello che le dir. Signore mio, parliamo sul serio! Come andrebbe la cosa, se venissi e le dicessi:
(Qui la recitazione cambia ritmo. Rimangono in luce solo Barisi e il secondo estraneo: tutti gli altri restano in ombra e, ad eccezione d Manfredi e dell'intervistatore, scompaiono. Si avverte che i due personaggi in luce, Barisi e il secondo estraneo, riprendono a vivere una pagina del romanzo. Il secondo estraneo lento, rivelatore)
Signore, state in guardia, perch vostra moglie non quella che voi credete...
Barisi(subito alterato) Che cosa vi permettete di affermare? Badate!...
Secondo Estraneo Ripeto: state in guardia! Vostra moglie vi tradisce.
Barisi E osate?... Siete un cane mentitore.
Secondo Estraneo(sempre impassibile) Calmatevi, signore! se vengo a dirvi una cosa simile gli che, non solo vi sono amico, ed ho a cuore pi che voi stesso l'onore vostro, ma anche... dispongo di prove lampanti, schiaccianti.
Barisi(in grande agitazione) impossibile... falso...
Secondo Estraneo Come volete, signore! Ero venuto da voi per il vostro bene, pensando che, data l'evidenza delle prove, vi sareste indotto a risolvere una situazione molto strana, vi sareste affrancato da ulteriori umiliazioni, da ulteriore vergogna... Ma se la intendete altrimenti... a me non resta che lasciarvi nella vostra illusione...
Barisi(concitato) Dite che avete delle prove... Quali?... Quali sono queste calunnie?...
Secondo Estraneo(molto risentito) Calunnie?... Ah, no, signore. Non permetto che mi si tratti da calunniatore. Tenetevi pure le vostre convinzioni. Visto che voi ne siete contento... Vi saluto, signore.
Barisi Rimanete, e parlate... in nome di Dio!
Secondo Estraneo Non prima, signore, che abbiate ritirato la vostra parola ingiuriosa.
Barisi(vinto, piegato) Ve ne prego. Voi vedete in me un uomo che avete colpito nel maggiore dei suoi affetti, un uomo che si sentito correre per le vene il brivido della disperazione... Se, all'accusa che avete sollevata, non ho saputo frenare le mie parole, comprendete, ve ne prego, e scusate. Scusate!... E dite, vi scongiuro, dite quali sono queste prove.
Secondo Estraneo(sibillino) In primo luogo, consentitemi una domanda. Sapete perch sono venuto da voi in questa precisa ora, non prima e non dopo?... Lo ignorate?... Sono venuto proprio adesso, perch come tutti sanno, all'infuori di voi, adesso vostra moglie non in casa...
Barisi Infatti... Ma voi dite come tutti sanno : che cosa intendete?
Secondo Estraneo Eh, caro signore! non vi siete reso ancora conto che ogni marted, quando vi risvegliate dal vostro consueto pisolino pomeridiano, la signora, contrariamente al solito, non c'... Essa non rientra che verso l'ora del pranzo, un po' tardi, un po' affannata, scarmigliata... stata in citt da un'amica... ha dovuto fare compere... quei mercanti le hanno fatto perdere tanto tempo... Dice lei. In verit essa non stata n da un'amica, n da un mercante. stata da un giovane signore, un pittore, che ha studio al numero 30 della via Maggiore.
Barisi(prorompendo soffocato) Il nome!... Il nome di questo signore!
Secondo Estraneo(scandendo) Enrico Rocca, per servirvi. Ma, ve ne prego, calmatevi. Agitandovi, non risolverete nulla. Calmatevi... tanto pi che mi pare di sentire rumore in anticamera. Sarebbe gi di ritorno la signora?... In questo caso, consentite che me ne vada. Non vorrei incontrarmi con lei... capirete...
Barisi(affranto) Come credete.
Secondo Estraneo S, sar meglio... Ma di dove posso uscire?
Barisi Di qua, prego.
Secondo Estraneo Grazie. E non accasciatevi. Non ne varrebbe la pena. Ricordate: Fragilit il tuo nome, donna, diceva Amleto. (Via).
Barisi(solo, fra s) Ah, orrore!... orrore!... Il mio sogno... finito... crollato!... (Scuotendosi, smanioso) Voglio sapere... voglio conoscere... (Chiamando) Paola!
Paola(prima dall'interno, dolce, tranquilla, poi apparendo, compostissima) Caro?... Eccomi: mi vuoi?
Barisi(mal dominandosi) S... vorrei parlarti.
Paola Ti successo qualche cosa, Lamberto?
Barisi Qualcosa?... No...
Paola Eppure... Hai un volto...
Barisi Sei rincasata tardi questa sera... Mi vuoi dire da dove vieni?...
Paola questo che volevi chiedermi?... (Semplice, con piglio gioioso) Indovina!
Barisi (smarrito, sempre pi vibrante) Non so... non so proprio... dovrai dirmelo tu... Dovrai spiegarmi come mai sei rientrata cos tardi... affannata... scarmigliata...
Paola Ho i capelli in disordine?... C' vento fuori. Ma1 affannata non sono... N credo sia tardi... E tu ti sei allarmato?...
Barisi(incalzando) Comunque spiegami che cosa hai fatto quest'oggi e che cosa facesti marted scorso durante tutto il pomeriggio sin verso quest'ora...
Paola Andai in citt...
Barisi E il marted precedente?...
Paola Pure...
Barisi Ah, cos?... E non trovi strano che tu tutti i marted, mentre io faccio il mio sonno pomeridiano, ti allontani e rimani fuori l'intero pomeriggio?
Paola(spiacente e pur serena) Ah, te ne sei accorto?... Mi pareva non ci avessi fatto caso...
Barisi(burrascoso) Ti pareva?... E credi tu che a me possa sfuggire qualcosa di quello che fai? Credevi questo?... Che io ignorassi come un marito qualunque?... Era errato, Paola!... Io non sono un marito qualunque... Questo lo dovevi sapere... lo dovevi sentire... Io non sar mai un marito qualunque.
Paola Mi parli cos?... (Scoppiando in una risatina, segretamente compiaciuta) Ah, ah... Lamberto, come sei buffo!...
Babisi(torvo) Ah, sono buffo?... Ah, tu ridi?... Voglio sapere dove sei stata. Ancora non me l'hai detto. Voglio sapere. Vieni qua!... E bada bene... inutile che tu nasconda.
Paola(sempre come se volesse giocare con lui, sorniona) Sei divertente, Lamberto!... Ma, piano... non stringermi cos... mi laceri i polsi... mi fai male...
Barisi inutile che tu nasconda... perch io so tutto... capisci?... tutto!
Paola(stupita, spiacente, ma sempre non turbata) Sai tutto?... Ti hanno detto?... E tu...
Barisi(soffocato) Via Maggiore, numero trenta... Enrico Rocca... vero?...
Paola(ancora semplice, candida) S, Lamberto, vero. Per non credevo... (Cominciando a resistergli: egli la spinge sempre pi indietro, verso le cortine) No, Lamberto!... Ma non spingermi... Lasciami!
Barisi(sempre pi concitalo) Ah, vero?... vero!... ed osi dichiararmelo cos?!...
Paola(vibrata) E tu, Lamberto, tu osi chiedermelo cos?...
Barisi Ma dimmi perch, perch hai fatto questo... Perch anche ora ti burli di me?... Perch mi esasperi?... Dimmi!... Perch ho i capelli grigi?... Perch ho qualche ruga sul volto?... Se anche non posseggo pi la tua giovinezza, non sono il vecchio che si vorrebbe ch'io fossi...
PaolaTi spiegher, Lamberto... semi lascerai... se la smetterai di stringermi... di schiacciarmi cos...
Barisi No, mai!...
Paola Lamberto... la mia giovinezza... anch'essa sarebbe passata...
Barisi(parossistico, esterrefatto) E lo dici cosi? cos che ti spieghi?...
Paola S... sono andata da lui... - ma non spingermi pi.... ascoltami!... - sono andata da lui perch non volevo che la mia giovinezza passasse senza che una testimonianza vera...
Barisi(non contenendosi pi) Ti beffi di me!... Bada a quello che dici!... Basta, Paola!... basta!...
Paola No, Lamberto... mi fai paura... Lamberto, ti giuro... Lascia che ti spieghi... Capirai... Come puoi fare cos con me?... Con la tua piccola Paola. (Ella ormai contro le cortine, che gi si aprono sul buio. Come in un grido) Il davanzale!... Lamberto!... mi schiacci...
Barisi E come vorresti che non ti schiacciassi, perfida?
Paola Ma ascoltami!... Lamberto, il davanzale basso... mi spingi nel vuoto... mi fai cadere... Ascoltami...
Barisi Ascoltarti ancora?... Ascoltare te... te che mi hai beffato... che mi hai gettato in questa miseria infame...
Paola(invocando disperata) Per piet, Lamberto!... mi farai precipitare... scostati dal davanzale... lasciami... non reggo... Per piet!...
Barisi Avere ancora piet?... Come?...
Paola Ma devo spiegarti... Io andavo dal Rocca, che un giovane pittore... (Quasi in un grido) No, Lamberto... non ho fatto nulla di male... Sostienimi!... sostienimi!... Aiuto!...
(Un breve lacerante urlo: Paola scomparsa. Un tonfo. Le cortine si richiudono).
Barisi(smarrito, terrificato, rientra tosto in s. Dopo un istante, convulso, quasi afono) Oh! caduta!... precipitata!... precipitata... lei... Paola... la Paola mia... E disse... di non aver fatto nulla di male... (Disperato) No, no... non volevo... La salver... la salver... (Chiamando) Paola!... Paola!...
(Si apre un varco fra le cortine laterali, corre fuori, la luce si spegne. Si sente [altoparlante] che egli scende le scale, che corre, corre ancora... Poi la luce si accende, vivida, sulle cortine aperte, nel centro della scena, l dove Paola caduta. E Paola a terra, inerte. Barisi la raggiunge, sempre chiamando, ora quasi singhiozzando)
Paola!... Paola!... Pa...o...la!
Paola(fioca e pur sempre dolce, rassegnata) Perch?... Lamberto, perch?...
Barisi(disfatto, terrificato) Paola mia... Senti tanto male?...
Paola Tanto!... tanto!... (Leggermente soprassalendo) No, non mi toccare. Lasciami qui... Stammi soltanto vicino... Che almeno io muoia vicino a te... Null'altro mi gioverebbe pi... Ma perch... perch hai fatto questo?... Perch mi hai uccisa?... Perch hai spezzato la tua felicit?...
Barisi(concitato, in gola, strozzato) Il Rocca... il pittore... mi avevano detto...
Paola(sempre fioca, semplice, dolce) Che andavo da lui per farmi fare il ritratto...
Barisi(colpito, smarrito) Il... ritratto?...
Paola S... ma per te... perch tu avessi anche pi tardi, anche quando io non fossi pi stata come sono ora, giovane, bella... tu avessi ancora l'immagine mia... l'immagine della tua Paola vestita nell'abito azzurro... la tua Paola quale tu l'avevi tanto amata...
Barisi(col singulto in gola) Hai fatto questo... piccina?... Questo volevi fare?...
Paola(sempre pi fioca) S, Lamberto... era il mio piccolo segreto. Soltanto la Marianna, la moglie del contadino, che mi accompagnava, lo sapeva...
Barisi La Marianna ti accompagnava... dal pittore?...
Paola Sempre, s... tanto buona, poverina... Ed era tanto lieta di rendermi quel piccolo servigio... di essere lei sola a conoscere... soffrir, quando sapr...
Barisi(prorompendo disperato) Oh, Paola mia!... oh, Paola mia!... che cosa ho fatto?... Paola mia!...
Paola Il male che hai fatto a me, Lamberto, non nulla, se pensi al male che hai fatto a te stesso...
Barisi Io ti salver... io ti salver...
Paola(lenta, estremamente fioca, spegnendosi) S, Lamberto.... mi salverai... quando tornerai a scrivere e narrerai la storia della tua piccola Paola... che ti fu fedele tanto... sempre...
Barisi(invocando, poi gridando, poi accasciandosi) Paola!... Paola!... Guardami!... rispondimi!... Paola!... Ah, finita!... finita!... fi...ni...ta...
(Si richiudono su di loro le cortine. Si riaccende la luce su Manfredi e l'intervistatore, al proscenio).
Manfredi(prorompendo turbato e pur giubilante) Benissimo!... Benissimo!... Perfetto!... Bravissima la mia Paola!... e bravo anche Barisi!... proprio quello che io cercavo... S, proprio cos. Qualcosa dovr ancora essere riveduto, chiarito, ampliato ma la sostanza c', la sostanza sar questa. (Con un sospiro di grande soddisfazione) Ah, finalmente ho trovato la soluzione... L'adulterio eliminato... Il finale tuttavia emozionante... Perfetto... perfetto. Ora anche questo romanzo pu dirsi varato.
Lauretta(ricomparendo dal fondo, come prima e commentando a sua volta, acida) Per che canaglia!... Che il suoprotagonista, quello che rappresenta lui, fosse cornuto, era un'indegnit; invece che diventi uxoricida gli risulta perfetto... Alla larga dai grandi uomini!...
Manfredi(troncando, seccato) Ora basta, Lauretta, basta!... Ora il romanzo finito e anche lei. Lauretta, non ha pi nulla da dire.
Lauretta Agli altri; ma a lei dir sempre quello che le spetta. (Via).
Manfredi(vibrato) Basta!... (Pacato) Tanto pi che abbiamo fatto tardi... (Con tono di grande sorpresa) Sono gi le nove e un quarto. ( chiaro che l'attore dir l'ora esatta del momento) Chiedo scusa ai miei cortesi ascoltatori... ed allo studio trasmittente... di aver abusato della loro cortese attenzione, di aver lasciato andar le cose cos in lungo... Chiedo scusa... Ma si saranno accorti: mi sono lasciato prendere dalla evocazione e, come mi succede sempre, non ho pi guardato l'orologio. Chiedo scusa!... chiedo scusa!...(Quasi confidenziale) Per conto mio, per, sono soddisfattissimo... Ho trovato un finale che proprio mi sembra d'effetto. ( Riprendendosi) Ma loro, cortesi ascoltatori, loro si sono poi resi conto di quello che desideravano sapere? Spero di s. precisamente in questo modo che nascono i personaggi... S, signori, proprio cos. Quindi, le gentili ascoltatrici non si saranno turbate troppo per la fine pietosa di Paola o per le invettive di Lauretta... Non si trattava altro che di pensieri che attraversavano la mia mente, scrupoli, contrasti, affermazioni... attraverso i quali il personaggio si pronuncia, si forma, si afferma. Sicuro: tutto quello che loro hanno ascoltato non era che l'esposizione, anzi l'estrinsecazione pi o meno animata del travaglio intimo della mia immaginazione e della mia coscienza mentre cercavo di costruire nel modo migliore il mio romanzo... Gli stessi alterchi, i dibattiti, i battibecchi non erano che la voce dell'artista, del moralista, dell'uomo, comunque sempre del mio io, che si pronunciava... Tutto un monologo, insomma... un monologo esclusivamente mio anche se a pi voci... forse il pi lungo dei monologhi che mai siano stati cortesemente ascoltati.
L'Intervistatore(fa un cenno di approvazione e chiude la trasmissione annunciando nel microfono)
Gentili ascoltatori, nel ciclo Interviste con uomini celebri Gerberto Manfredi ha parlato sul tema Come nascono i miei personaggi .
(Disinnesta il microfono. Manfredi gli d la mano. Si scambiano convenevoli).
F I N E
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