MOSE

MOSE

di

Vincent Zaffino

PROLOGO

Se la verit cibo dello Spirito, questo racconto una tavola imbandita in suo onore, possedendo esso la profondit del pozzo e le altezze delle isole. Ma accingendovi a guardare non indugiate troppo su questaspetto, perch ci che si vede, rapida ed effimera traccia come larte dellattore, pronto ad abbandonarvi, lasciandovi nelloscurit pi fitta. Ma se cercate con spasimo monumenti pi degni e duraturi, lasciatevi trasportare dai mediatori dellinvisibile: solo allora sarete pronti a distaccarvi dallantico sentiero delle fuggevoli acclamazioni. In questo giardino incantato, di cui ignoriamo forma e sostanza, ci verranno incontro due guardiani superbi contro la stoltezza e lignoranza, vie maestre delluomo insensato. Non possedendo, la nostra natura, potere e libert di queste eminenti figure, ceda il nostro orgoglio allumilt e allinvocazione perch il mistero sia il difensore del nostro diritto, e sia generoso verso la nostra causa. Quanto pi saremmo chiamati saggi se in noi stomaco, cuore e cervello si coalizzassero in un unico regale seggio, per ospitare la perfezione del loro sovrano? Acconciate perci le vostre menti perch, questi appigli, che lasciati a se stessi sarebbero rumore amorfo e assordante, diventino soave armonia e preghiera ineffabile. Pronunciamo insieme la parola chiave che cimmetter nei luoghi dove nessun occhio impuro penetrato. Luoghi di tempo e di spazio abitati dal vuoto e dal silenzio di uno spettacolo assoluto: Roua Aelohim Aour!

ATTO PRIMO

SCENA PRIMA

Menfi. Palazzo di Ramesse.

Entrano Masur e Hosarsiph.

Masur: E tutto pronto per il meglio. Lostacolo al tuo futuro glorioso sar presto rimosso e il destino ti coroner come suo sovrano.

Hosarsiph: Com silenziosa la notte dove si genera un delitto. Un orecchio attento potrebbe captare i nostri sanguinosi intenti e scansare la morte a tradimento.

Masur: Le orecchie di tuo fratello sono turate dalla sua vanagloria. La sua tempra selvaggia ostacola qualsiasi avvertimento, che gli suona come vigliaccheria. La superbia di un animo cos presuntuoso lo fa credere immortale. La ragione esuberante, poi, oltre misura gli sussurra "cosa non possiamo insieme noi due? Abbattere anche lultimo nemico delluomo, la morte!" Quelle parole sono cos ben incise col fuoco della malattia che il suo cervello infetto ne ha fatto lunica realt cui credere. Non bader a nessun segno.

Hosarsiph: Anche il cielo sembra un segnale per chi ha occhi ben registrati. Soltanto il nostro palazzo illuminato in questa notte dinferno, come a dire al mondo che solo qui c in scena losceno spettacolo dellassassinio. Penso che ogni nazione virtuosa mander i suoi critici per giudicare il resoconto della serata.

Masur: Il giudizio degluomini parziale e interessato. E mutevole come lumore dello spirito. Vede solo quello che linterressa. Si occupa delle cose a lui pi gradite o che gli riescono pi facile capire per propensione naturale verso largomento. A chi potr interessare la morte di un principe che non ha lasciato niente in testimonianza del suo passaggio terreno? Dov lanima di Gor? Il dolore, figlio pi della curiosit che della carit, sar presto cancellato dagli affanni del tempo. Le cose che oggi destano meraviglia, stupore e interesse presto perderanno la presa sulla debole coscienza dei ficcanasi. Altre vicende, ben presto, sostituiranno quello che ora sembra lazione pi crudele, la vicenda pi magnifica e terrificante del mondo. Men che si dice le luci di questa platea si sposteranno oltre. Nuove storie attendono orecchi solerti al fantastico. Nuove scenografie si stanno gi innalzando per gli occhi mai sazi dorrori. Ben presto, ti dico, tutto questapparato gigantesco rimarr al buio. E se anche una sola piccolissima candela restasse per continuare la sua indefessa opera, allora accenderemo con la tua incoronazione una luce s grande che il misfatto che stiamo preparando non sar che ombra. Non si scorger in essa che un difetto di natura. Sar come se non fosse. Indirizzeremo lintelletto degli spettatori non graditi verso cose piacevoli e attraenti, che deformano e trasfigurano il male fino a mutarlo in virt.

(Escono.)

SCENA SECONDA

Stesso luogo. Stanza del culto.

Entrano Ator, Emar e Asir.

Ator: Il mio cuore trema e il mio labbro freme. E un giorno dangoscia che opprime tutta la nazione ed il motivo mi oscuro. Liniquit provoca questi scossoni dello spirito peccatore, ma nel mio caso leffetto del peccato ne risulta sproporzionato. A meno che non abbia commesso errori troppo grandi per cui possa con la sola ragione percepirli ed espiarli a dovere.

Emar: O saggio maestro, tira unaria sinistra su questa terra. Il vostro cuore non potrebbe progettare marciume tale da smuovere in modo innaturale i sensi impalliditi dei nostri santi. Poche ore fa ho parlato con un giardiniere che, sconsolato senza pace, affermava che i fichi non germoglieranno e i datteri saranno amari al palato. I pastori, sgomenti e sbalorditi, osservano senza nulla potere la fuga delle greggi sbizzarrite e quelli che rimangono digrignano i denti come a voler dire quello che succeder sar orrore.

Asir: E vicino uno sconvolgimento senza pari. Il giorno dellafflizione annunciato dagli schiavi ebrei sembra si sia liberato e impazzi in ogni direzione.

Ator: Saremo forse puniti per aver imprigionato uomini stolti, e loro stessi lhanno affermato, verso il loro Dio, e puniti per la loro infedelt? Non noi devono ammonire, piuttosto la loro persistenza nellabbandonare le leggi cui sono soggetti per ordine divino. Questa schiavit una giusta punizione delle loro malefatte. Non spetta a noi riparare con sacrifici e oblazioni.

Asir: Forse la punizione del loro Dio giunta al termine ed lui stesso a reclamare la fine di questo trattamento di oppressione? Il tasso di punizione deve averlo infastidito al punto da angosciare il cuore pi puro dEgitto.

(Escono.)

SCENA TERZA

Sempre lo stesso luogo. Stanza faraone.

Entra Ramesse.

Ramesse: Che strano questo cielo. In questa stagione la mente dovrebbe ispirare al cuore pensieri lievi e graditi, tali da distendere tutte le membra e rinvigorirli come se fossero nellet della crescita. Gli uccelli notturni dovrebbero intonare dolci nenie per cullare i nostri sogni agitati. Invece il loro un canto stridulo che rimanda allinverno della vita e fa pascolare il pensiero sui prati angosciosi della morte.

(Entra Masur.)

Masur: Cosa stai guardando a questora, tolta al balsamo del sonno?

Ramesse: E una notte strana. Non me ne ricordo di cos orrende.

Masur: Il nostro cervello stanco opprime limmaginazione verso rappresentazioni tristi.

Ramesse: Spero che simili immagini non si armonizzino con la realt.

( Si sentono grida da fuori. Entra una guardia)

Guardia: Assassinio! Assassinio! La morte ha trovato la sua forma pi abbietta.

Ramesse: Cos successo?

Guardia: La morte ha suggellato il suo predominio sulla vita. E la riconferma che luomo solo unescrescenza priva di valore per il crudele seggio degli dei. Vostro figlio, la giovane luce dEgitto stata spenta prima del suo consumo naturale.

Ramesse: Mai profezia fu s trasparente come quella che ho visto nel cielo infuocato, tracciata con parole inequivocabili. Osiride ha spezzato il forziere della bellezza rubandone lessenza. Ha sperperato la forza e lambizione dellEgitto uccidendo il suo futuro. Atroce assassinio!

Masur: O Iside, sterminatrice di nazioni straniere. E mai possibile che ora passi in rassegna le torri dangolo che tincensano continuamente? Non bastava la devozione, che ora cerchi il timore provando su i tuoi fedeli una correzione tanto dura e insopportabile? Hai deciso di riversare la collera e lira sulle fondamenta del tuo santuario?

Ramesse: Dolce mia sposa, trover i colpevoli e lascer alla tua vendetta di madre ferita lintensit e i modi della tortura da infliggere agli sciacalli del nostro caro cucciolo. (al ministro) Radunate il consiglio. Chiamate i sacerdoti. Suonate le trombe della morte e fate arrivare le loro note dolenti di protesta in cima allOlimpo, s da far piangere gli dei di rimorso per non aver ostacolato unazione cos mostruosa. E se non avremo il segno del loro dispiacere saliremo fin lass e uccideremo i loro figli, sicch capiranno il dolore che ora proviamo.

(Escono Ramesse e la guardia.)

Masur: La madre ferita un travestimento facile per lanimo di una donna. Cosa non si fa per accontentare una madre in lutto? Questo pesante dolore mi aprir alla compassione di questi smidollati, che pur di non affliggermi mi perdonerebbero anche se uccidessi i loro figli a morsi. Cosa non far con larmamentario dei travestimenti e con gli intrecci che seguiranno? O grande e felice giorno. Il mio Hosarsiph sar quello che il mio cuore ha costruito. Ancora pi grande linganno che fischia la sua melodia menzognera allorecchio amico che si fa, senza volerlo, aiuto della malizia condannando linnocente alla crudele e ingiusta punizione. Gli ebrei sono il bersaglio perfetto dove lattesa della vendetta di un padre e una madre feriti pu arrestare il suo insofferente corso, colpire a sua volta e soddisfare le sue voglie di vendetta. (Esce.)

SCENA QUARTA

Lo stesso luogo. Sala consiglio.

Entrano Ramesse, Ministro dellesercito, consiglieri e seguito.

Ramesse: Il mio cuore di padre stato assediato e sconfitto da unarmata invincibile. Ma il mio cuore di sovrano saldo e fiero e non si prostrer allangoscia di questimmenso dolore. La gravit dellaccaduto pu destabilizzare la sicurezza del paese. I nostri nemici potrebbero profittare di questa situazione. Bisogna rimediare immediatamente per non mettere nel panico i nostri sudditi, agitare lesercito ed eccitare gli animi pi sensibili e meno fermi davanti allemergenza. Il panico che si scatenerebbe sarebbe incontrollabile.

Ministro: Bisogna che nominiate subito il vostro erede e mostrerete al popolo che tutto sotto controllo. Che lEgitto un paese forte e sicuro e non ha timore dei suoi nemici.

Ramesse: Dov Hosarsiph?

Ministro: Bisogna trovare un colpevole. Non importa quale, basta che ci sia.

Ramesse: Hai ragione. Penseremo a questo. Hosarsiph?

Hosarsiph: Sono qui, padre.

Ramesse: Preparati al pi presto a studiare per un ruolo che non era nel tuo futuro, meno ancora nel tuo presente.

Hosarsiph: Far come il mio padrone desidera. Spero di non tradire le aspettative poste cos pressanti. Lessere faraone un giorno e comandare un popolo saggiamente ben altra faccenda dei libri.

Ramesse: La necessit crea mutazioni impensate. La madre del piccolo nagro attacca il leone per difendere il suo sangue e lo fa a costo della vita. E disposta ad andare contro la sua stessa natura affrontando a viso aperto il re degli animali. Se il leone predatore non ben disposto alla caccia lascer la vittoria alla preda. Troviamo questi colpevoli.

(Escono tutti tranne Hosarsiph.)

Hosarsiph: Cos ho fatto io con tuo figlio. Il leone mal disposto al trono stato sbranato dallonagro audace e astuto. E mai possibile che la natura guidata con saggezza e perfezione di ordine pu soccombere al volere di un capriccio? Perch unazione simile, che potrebbe sconvolgere le fondamenta della coesistenza del mondo, riesce a farla franca, scavalcando la necessit, farsi largo e minare lorigine della vita? C qualcosa di dissennato in tutto questo. Come un eccesso di follia che fa s che lordine, pur di sembrare tollerante, accolga consapevolmente a suo danno il caos delle malefatte. Il cuore delluomo il pi geniale e perfido nemico di se stesso. Questassassinio sar il mio male peggiore, eppure lho accolto come fosse il dolce ospite dellanima. Servire se stessi puro egoismo, ma servire contro se stessi ben pi deplorevole dellomicidio. (Esce.)

SCENA QUINTA

Il Campo degli ebrei.

Entrano Ruben, Simeone e Silo.

Ruben: Hanno ucciso il figlio di Ramesse!

Silo: E destino dei potenti avere attentatori dei loro giorni di dominio.

Simeone: E destino delluomo che non teme Dio morire di spada.

Ruben: Cosa ci succeder dopo questo fatto di sangue?

Silo: Temo che le sanzioni che si prenderanno a palazzo arriveranno fin qua gi. Lo stolto vede sempre congiure nei suoi confronti. E chi potrebbe ostacolarlo da additare a noi il fatto? E facile profezia affermare che a questo nobile sangue di pi nobile e sacro ne sar sparso per ingiusta vendetta.

Simeone: Non penso che uccideranno in modo cos parziale il braccio della loro grandezza. Gli schiavi sono un aiuto indispensabile per il sostentamento materiale del loro regno. Unazione repressiva oltre misura fomenterebbe un malcontento pericoloso e poco controllabile.

Ruben: Sono daccordo. A loro non daiuto perdere la forza lavoro in questo modo.

Silo: Questo rivolgimento un atto messo in piedi da qualcuno allinterno del governo. Questo qualcuno ha bisogno di una sommossa generale cos da sviare gli sforzi dellesercito e avere mano libera per un colpo di stato. Quale miglior argomento di un popolo come Israele che da secoli grida al mondo intero che un liberatore verr a riscattarlo? Credete forse che loro non sappiano di queste profezie? Siamo un bersaglio perfetto e lo stesso faraone non discuter sul merito della cosa. Poi, un atto di forza un rimedio efficace contro qualsiasi prurito per gli eventuali nemici. Un avvertimento che Ramesse user fino in fondo con autorevolezza.

Ruben: E a noi cosa resta fare?

Simeone: Invocare Dio che ci liberi al pi presto da questi demoni.

Ruben: Lo sto invocando d quando sono nato.

Silo: Si vede che i nostri peccati sono pi numerosi dei nostri meriti. I cieli sono cosparsi dinnumerevoli invocazioni, ma tutte sono forse cosparse delle migliori intenzioni? Nascono dal cuore puro o da interessi contrari alla legge dei nostri padri? Forse stiamo servendo qualche dio straniero! O Israele che ti nascondi dietro parole vuote e le incensi come fossero primizie. Potrebbe mai impietosirsi il cuore di Dio se a lui salgono egoismi, invidie, tradimenti, eresie, idolatrie? N lingegno, leloquenza, n la quantit di quello che fate passare per preghiera lo smuoverebbe alla piet. E tale la bocca dei pagani, per questo Dio dovrebbe ascoltarli? Forse s, se usano il cuore, come sembra, pi dIsraele.

SCENA SESTA

Palazzo di Ramesse. Stanza dei misteri.

Entrano Ator e gli altri sacerdoti.

Ator: Il nostro fratello Hosarsiph sta attraversando la porta verso il santuario segreto. La sua vita sar salvata dall'occhio e dalla bocca, ma non se debole o malvagio. Il forte e il probo trovano l'immortalit.

Vasta: Riconduciamo alla dea le sue membra e il cuore che ne protetto.

Ator: Il tuo corpo e la tua mente io riprendo per rimetterli in equilibrio. Ti porteremo oltre il firmamento, alla casa di colui il cui nome segreto; di l degli elementi. Il tuo posto lontano e conquistarlo bisogna alla luce. Innalziamoci con il volo e non ci sar dio alcuno in grado di capire quello che comprendiamo. Partoriremo il nostro nemico destinato all'aborto.

Emar: Diamogli protezione da chi lo vuole nuocere. Lasceremo la nostra dignit di mortali, perch il cielo pi sublime della terra. Osiride ci conceda l'ascolto in abbondanza.

Ator: Ritirati! Affonda nei pozzi dell'abisso, verso il luogo ordinato per la tortura e il supplizio. Cedi al deserto del cielo e alla voce l'uragano che muggisce. Se tu scapperai, non potrai pi sfuggire e scampare alla sofferenza. Ecco il tuo equipaggio e le tue consegne. Che tu abbia la testa mozzata e la faccia mutilata, che uno per uno dei fedeli possa spezzare le tua ossa e consegnarti alla dea terra. Date a me la vostra vita e la far riposare nel grembo primordiale. Bisogna che questa venga nascosta e dissimulata per ricevere in contropartita quell'altra, non aliena a tradimenti e invidie o soggetta a strepiti e tempeste. ( si battono colpi di tamburo a morto.) Cerca la causa per cui tutto ci che , avvenuto cos come . Cerca il punto in cui la bestia ferisce e rallenta finch puoi l'esecuzione del suo piano. L'ordine vicino e rende vittoriosi. Cos il disco rester nel luogo della protezione.

Hosarsiph (Da dentro il sacrario): Fatemi uscire! Vi prego, aprite queste porte!

Ator: Ma cosa succede? Aprite quelle porte, subito! Hosarsiph! Aiutatelo, presto!

Hosarsiph: Assassinio e tradimento. Sono il peggiore demonio dellinferno!

Asir: Perch questa accusa tremenda?

Ator: Cosa ti successo? Non ti ho mai visto in questo stato. Non da te.

Hosarsiph: Lambizione ha armato la mente di mia matrigna e, come tarlo impazzito, ha corroso la mia volont, tesa comera, soltanto allamore per la sapienza. Il cuore di un uomo quando separa lamore proprio dal dovere verso il prossimo, si attornia di neri pensieri. Si impossessa di tutte le armi per scalzare la giustizia e lumilt e non bada se bisogna versare sangue per dissetare le sue voglie perverse.

Vasta: Quale sangue, nobile fratello?

Hosarsiph: Ho ucciso mio fratello. Sono in pericolo in quella stanza. Chiudete le sue porte per sempre, poich i pensieri e le azioni pi vergognose a dirsi e a fare si materializzano contro la coscienza che le ha generate. E tremendo sapere che nessun luogo del mondo troppo buio e silenzioso, nessuno troppo lontano e sicuro per nascondere le proprie malvagit.

(Esce Vasta.)

Khanefer: Ma cos questa cosa? Che c in quella stanza?

Hosarsiph: Entrate da voi. L i pi strani prodigi cui avete assistito in questo modo strano, sono un niente. E inaudito quello che vi si riveler. Se il destino si accordato con quanto vi l dentro, allora lEgitto spacciato e noi di pi.

(Tutti i sacerdoti entrano nel sacrario. Hosarsiph solo.)

Hosarsiph: O premurosi custodi della verit, sollevatemi dalla vera prigionia che un cuore nero. N la morte, n la miseria o la solitudine pi tremenda di unanima corrotta. Domate lorgoglio della mia natura e fatemi servo di quello cui siete stati destinati. Guidate le mie braccia indolenzite da peccato per afferrare ed esalare al petto di Questo dio onnipotente e terribile il mio estremo respiro. Quelli consumati e quelli che mi rimangono da consumare non avranno riscatto senza il premio di questultimo. Io temevo quello che mi hai detto di non temere. Spavento e timore sei solo Tu. Ma quale pena e tormento lincontrarti e sapere di dover affrontare i potenti della terra che smuovono linferno al loro passaggio. O tremendo Signore che consegnerai LEgitto ad un duro padrone. Le acque vive saranno disseccate. Nauseabonde diverranno le sorgenti della vita. Il nero spirito di smarrimento scender su i suoi consiglieri. La morte per quelli che non ti daranno ubbidienza.

(Esce.)

SCENA SETTIMA

Lo stesso palazzo. Sala trono.

Entrano Ramesse e Vasta.

Ramesse Come porre rimedio a questa debolezza che rafforza i nostri nemici? Come potremo comandare oltre le nostre mura se allinterno del loro perimetro ingrassano sanguisughe ingorde che riescono a sfuggire alla pena prevista?

Vasta: La grandezza si misura anche dal numero dei nemici, ma si rivela per quello che soprattutto quando sa domare i suoi fantasmi, assumendo sempre un aspetto tranquillo e dirigendo i suoi propositi al risanamento dellaria fetida che vive solo nella compiacenza delle sue decisioni poco sagaci. Lanima di un popolo si forgia sui suoi miti. Solo questi armano una nazione disgregata e la rendono invincibile. E tra i vostri nemici il pi pericoloso dei miti quello degli ebrei. Essi aspettano un liberatore che li porti via verso terre fantastiche dove la vita lieve e la morte non fa paura. Pensano che il momento agognato si stia realizzando. Giurerei che additano al loro dio lassassinio del vostro erede. E insensato alimentare con lindugio la speranza di questa miracolosa liberazione. Gi molti gruppi, i pi esagitati, si rifiutano di lavorare per i "demoni", com definita tutta la corte egiziana. Procedete ad imbrigliare quel fuoco nella steppa estiva. Vedetemi come un profeta e vi rallegrerete fra non molto.

Ramesse: Ordiner quanto mi hai detto.

Vasta: Se la pace lideale del sovrano, la mano forte ne dovr essere la delizia per quanto amara ed ingiusta possa apparire a chi non gestisce in prima persona il potere.

Ramesse: Cominceremo col colpire le braccia pi giovani, quelle nate nelle stesse ore di piacere di mio figlio. Cos facendo agiremo come le bacche purgative che allievano il peso del male che attanaglia il corpo. La purga usata su di noi si riveler salutare per gli schiavi. Far evacuare dalla loro mente quel germe infetto che chiamano libert. Istilleremo in questi ribelli la religione del servizio come destino ineluttabile. Tutto sospeso in buon ordine e questordine relega lEgitto come padrone e Israele come schiavo.

(Escono.)

SCENA OTTAVA

Lo stesso luogo. Stanza dei misteri.

Entrono i sacerdoti.

Ator: Per bocca di questo dio sconosciuto, che si fa chiamare "JHWH", lEgitto non ha pi futuro. Dobbiamo avvertire il nostro faraone perch muti il suo atteggiamento criminale verso gli ebrei e che li lasci partire da questa terra. Quello che abbiamo visto e udito l dentro non lascia addito ad equivochi o a ripensamenti. Ci siamo impegnati ad ingiungere per la liberazione di questo suo popolo, e cos faremo. E un bene che facciamo per i nostri stessi fratelli. Nasconderemo Hosarsiph in luoghi sicuri dopo che ingiustamente stato ritenuto lassassino di suo fratello. Noi sappiamo che non alz mai la mano contro Gor, anche se nel suo cuore lomicidio era perpetrato da molto tempo. La sua malvagit, la sua corruzione, sono stati debitamente puniti. Questa persecuzione ne una prova lampante. I mandanti furono a loro volta trucidati, anche senza commettere il crimine, per far ricadere sul nostro beneamato fratello lintera colpa. I complici di questa macchinazione non hanno scampo. Andiamo da Ramesse e cerchiamo di far cambiar rotta a tutto il paese.

(Escono.)

SCENA NONA

Lo stesso palazzo. Una stanza.

Entrano Vasta e un messaggero.

Vasta: (Il messaggero gli porge una lettera.) Bene, bene, bene. Ci siamo tolti di mezzo un ostacolo bel e grosso. Fra non molto mi occuper dellaltro. (Al messaggero.) La tua ricompensa sar incalcolabile.

Messaggero: E stato un vero piacere servirla.

(Esce. Entra Masur.)

Vasta: (Tra s.) Ma guarda che sorpresa se i guai non ti vengono direttamente tra i piedi per essere risolti pi celermente. A puntino. ( A Masur) Io so chi sono io.

Masur: Certo. Anchio so chi sono e non potrebbe essere altrimenti.

Vasta: S. Ma sapete chi sono io in verit?

Masur: Un sacerdote.

Vasta: E tu unassassina!

Masur: Ma come ti permetti?

Vasta: Ma smettila con questi giochi ridicoli. Non sei forse qui per Hosarsiph, tuo figliastro e tuo complice?

Masur: Che cosa vuoi, nobile Vasta?

Vasta: Quello che vuoi tu. E insieme faremo i nostri vantaggi. Ascolta. Il tuo prediletto ha voltato le spalle alle tue nobili attese e ha trovato un grembo pi consono alle sue virt. Sappi che i tuoi ministri del culto lo hanno assecondato nascondendolo per future novit circa lEgitto e i suoi sovrani. ( Le porge la lettera.) Io temo che ci sia in atto un sovvertimento contro il grande impero e i nostri saggi, sotto il tuo comando, sono in prima fila per accomodare il loro protetto ebreo sul seggio di Ramesse.

Masur: Come sai che ebreo?

Vasta: Misteri! Non sapevi che i sarcedoti, oltre ai misteri divini, custodiscono quelli umani. Li preferiscono, Anzi. Faresti meglio a rivedere i tuoi piani. Quegli imbranati stanno correndo verso tuo marito per fargli cambiare atteggiamento verso gli schiavi. Vogliono commuoverlo a farli partire perch il loro dio ha minacciato lEgitto. Stanno consegnandoti alla morte.

Masur: Cosa dovrei fare? Le tue parole sono una lama tagliente che porta alla morte.

Vasta: Se non morrete sotto il peso di quello che vi ho detto, certo lodio aizzato negli schiavi dopo queste esecuzioni sar il vostro carnefice.

Masur: Hosarsiph trama contro il suo stesso regno?

Vasta: Come la vedova nera. Si accoppia col maschio e dopo averlo usato se ne sbarazza quando pi non serve. Le sue smancerie si sono rivelate un veleno col contagocce. Lo abbiamo nutrito atomo per atomo. Ora pronto a sbranare colui che lo ha covato. Dobbiamo cambiare le carte. Faremo passare per complotto lavvertimento infantile di quegli idealisti di piccoli scarafaggi e, accaparrandoci la fiducia del nostro dio terreno, saremo pi liberi e sicuri nellordire i nostri progetti grandiosi. Il nostro un cammino di rinnovamento quale mai stato visto dopo Akenathon. Una mia missiva gi nelle mani e spero nel cuore di Ramesse. Aiutatemi e sarete salda per millenni. Vi formuler con precisione il tutto, ma dopo.

( Esce masur.) Sbalorditivo come il caso venga in aiuto a coloro che ne riconoscono la supremazia e vi sanno leggere eventi che sfuggano ai pi. Colui che ostacolava la mia nomina a primo ministro ora caduto dallaltare di sua madre e fra poco anche di suo padre. Quel fanatico rammollito di Ator lo accomuneremo a questa caduta radiosa per i nostri giorni. Al trono ci penseremo a tempo e a cuor leggero. Per ora mi basta avere tutto lesercito contro quei maledetti ebrei, poi sotto una sfilza di compensi ci metteremo contro Ramesse e i suoi fedeli inalberando la causa religiosa come nostro motto. Il terrore che sincute con il potere religioso pi devastante di unarmata. A te, o divino caso, faccio ancora appello. Siimi propizio e potrai essere spettatore di un tumulto politico che sar ricordato fino alla morte della storia. Nemmeno le pesti infernali saprebbero con cos maniacale precisione portare Le ferite che infligger a questi cervelli annacquati. Sar imperioso e insofferente verso questo moribondo quadrato di terra. Far di tutto perch il popolo assuma come terrore lantico conforto del sovrano e della religione professata. La roccaforte assalita dallesterno cade parzialmente. Alcuni muri restano cos comerano e lincursore deve riutilizzarli per non mandare in fumo i suoi sforzi. Io lattaccher dallinterno e gradualmente, mattone dopo mattone, stanza dopo stanza. Muter completamente i suoi disegni, la sua intima composizione. Unimpresa immensa e dispendiosa, ma alla fine risulter la pi solida a cadere sotto i colpi nemici.

ATTO SECONDO

SCENA PRIMA

Campo ebreo. Casa Aronne.

Entra Aronne.

Aronne: Perch? Perch? Ci hai abbandonato allira del faraone. Hai steso la mano sulla nostra debolezza risparmiando quella potente dei tuoi nemici. Non erano sufficienti i dolori della schiavit e la nostra desolazione non era cos amara per Te?

"Io punir il superbo" ma Israele a scontare quelle pene. "sommerger i peccatori" ma solo il tuo popolo annovera il pianto e la disperazione. "sterminer gli adoratori di Baal" eppure il solo popolo che ti adora castigato e la sua preghiera resta non esaudita. Mi stai divorando. Mi hai consumato fino al midollo, ma solo in te confido oltre ogni ragione. Mi hai fatto come terreno riarso e mai ho chiesto acqua ad altre fonti. Sono ormai una steppa a vergogna degli idolatri. Dove sono le promesse? Forse erano invano le tue alleanze? La prigionia del tuo popolo durer fino alla sua scomparsa? Il nostro tributo sproporzionato al nostro peccato. E forse mai possibile che queste nostre lacrime amare non ti spingono a confortarci? Ogni splendore di nazione scomparso tra noi. Afflitti senza riposo sono i tuoi santi, spogliati dogni sapienza sono derisi dai nostri sicari. Ma se tu, che sei Signore della vita, ci lasci come gregge impaurito in mezzo ai predatori, allora chi potr avere compassione di questo viandante confuso e senza difese? Il volto del tuo servo tocca la polvere calpestata dagli dei stranieri. Mai simile vergogna toccata in sorte alla tua carne da sempre. Hai adottato altri popoli e hai lasciato la parte pi sacra senza paternit? Rispondi! Questo oltrepassa ogni misura di sopportazione. I tuoi sguardi damore verso i tuoi figli si sono rovesciati copiosi verso chi ti misconosce e tenta di sterminare il tuo culto, verso coloro che vogliono cancellare il tuo nome dalla bocca di qualsiasi vivente. O, basta Aronne. Il tuo fiato troppo debole per sconquassare le orecchie di un Dio sordo alle lamentazioni. Le nostre lacrime renderebbero fertili le sabbie di questo deserto che, rammollite dalla commozione per la nostra sorte, le raccoglierebbero nel loro sterile ventre senza indugio come fossero benedizioni copiose. Ma il Dio della misericordia le ha vomitate senza soppesarle, eppure lamore che di lui portiamo inciso nellanima nessun umano potrebbe comprenderlo a questo prezzo insopportabile. Ogni oltre misura un popolo santo, casto, fedele. Anche nelle cadute, nelle sconcezze, nei tradimenti, nessuna nazione, per quanto amante delle virt, saprebbe amarlo nelle avversit come Israele. O voi, popoli non consacrati, create pure lingue nuove immaginifiche per onorarlo, adoperate metafore inusitate per adescare il suo cuore verso i vostri palazzi, innalzate immagini portentose per dimostrargli che i vostri occhi solo Lui vedono e vogliono vedere, ma capite che nessuna di queste vostre costruzioni ciclopiche, ma artificiali, potrebbero cancellare e sostituire quello che la sua sposa ha pensato, detto, calcolato, scritto, cantato per il suo eterno amante. Nessuno potr colmare il tuo bisogno damore se porti odio ad Abramo e ai suoi figli e non ti lasci cullare dalla sua discendenza.

SCENA SECONDA

Palazzo Ramesse. Sala trono.

Entrano Ramesse, Masur, Ator, Vasta e seguito.

Ramesse: Nobile Ator, ci sono ci sono giunte intonazioni che ci negano ogni sguardo benevolo perfino tra i nostri, e quello di cui pi mi rammarico sta nel fatto che ci viene negata in casa propria la prosperit. La paura per la nostra vita aumenta il sospetto verso chiunque. I nemici sono tanti, ma se tra questi un regno deve annoverare anche coloro che dovrebbero invece custodirne la vita, non posso fare a meno di comandare alla nostra terra di non nutrire pi i suoi carnefici e con ogni mezzo. Che sar del mondo se una tale usanza prende piede tra il pi grande dei regni mai apparsi e si lascia intrufolarsi a suo piacimento? La natura gi cinfligge un duro colpo quando ci presenta lintollerabile limite oltre il quale ogni nostra propensione a superarlo sbeffeggiata e irriso: la morte. Luomo, che a fatica accetta questa monarchia assoluta, non tollera quella eretta da un suo simile nel volersi proclamare sovrano del tempo prefissato. Tinvito, dunque, a riscaldare questo mio sangue raggelato confermando che quelle fredde parole che hanno per suono Hosarsiph siano una pura invenzione, nate, quindi, come la poesia e il teatro, per morire nellorecchio e non scendano gi a bloccare lorgano pi fragile del corpo, quantunque questi sia gi stato inciso da un dolore che potr solo mitigare e non mai scordare.

Ator: Sua altezza sa molto bene che la mia lingua da sempre al suo servizio, pi ancora lo servo della verit e della giustizia. Le ho sempre ordinato di muoversi in armonia con loro, cos da essere paragonata ad un liuto ben registrato in tutte le sue parti e poter suonare le pi dolci melodie senza stonature.

Ramesse: In tempi normali non avrei nemmeno osato dubitare di questa vostra affermazione. E il momento che impone di vagliare con scrupolo intransigente anche la mia stessa anima. Accordare alla sua lealt un metro diverso da quellusato fin qui mi metterebbe in cattiva luce con gli altri sudditi che come lei sono al mio servizio in pari dignit. Gli altri strumenti, per potere ottenere un insieme meraviglioso, debbono avere pari riconoscenza. Si sa che le gelosie e gli screzi sono un danno per chi deve dirigere il tutto e anche per chi ha il compito dellascolto. Penso che sia giusto usare un metodo imparziale, nonch virtuoso.

Ator: La vita necessaria per esercitare la virt, non il contrario.

Ramesse: La virt necessaria per evitare un dolore che se non curato in tempo e a dovere potrebbe nuocerci gravemente. Il temporale estivo dura poco, cos com breve il morso del serpente, ma il pi delle volte il loro effetto risulta incancellabile. Ci preme sapere se leffetto di questo che riteniamo giustamente una causa terribile sia della natura di quegli agenti cos rapidi nellagire e mostruosamente lenti nel sradicarli da dove si cimentarono.

Ator: Hosarsiph stato creduto a torto lassassino di Gor.

Masur: E la sua fuga, allora?

Ator: Non lui il colpevole. In Egitto ha preso piede una forza spaventosa che ci distrugger tutti. Questa forza incarna la consunzione, la decrepitezza, la decadenza dogni cosa creata. Siamo noi stessi che labbiamo attirata a nostra condanna.

Ramesse: Che cos questa cosa che vai blaterando? Dov questaforza che vai fantasticando? Forse che ci meritiamo quello che abbiamo subito con nostro figlio?

Actor: Io dico che Hosarsiph solo lo strumento di un avvertimento che irragionevole non prendere in considerazione. Con i miei confratelli abbiamo assistito ad un avvenimento che ha dellincredibile. Guardate queste carte geografiche, se non volete dare credito alle parole per natura ben pi leggere dei fantasmi e quindi prive di fondamento. Date unocchiata a prove ben salde. Ecco. Paragonate queste vecchie mappe e osservate le nuove. Le costellazioni dOrione, di Cassiopea, le orse e tutto quello che orna il cielo sembrava immobile per leternit. Ovvero i mutamenti erano prevedibili, calcolabili. Ma questo non possibile. Questi mutamenti hanno del prodigioso, sono apparsi con una velocit impossibile per i tempi astrali e il fatto pi sorprendente che nessun astrologo, nessuna sibilla, nessun profeta ne ha mai fatto cenno neglultimi cento anni. Gli ebrei, molto pi numerosi di noi, non si sono mossi a guerra. Erano i soli a sapere di questi sconvolgimenti. Non vi siete accorti che pregano non pi imbronciati come qualche tempo fa? Pizzicate la vostra carne, molto pi refrattaria alla verit quando si tratta di riflettere, e non disdegnate di ascoltare i miei consigli, una preghiera per tutto lEgitto.

Vasta: Bugiardo! Uccello nero delle sciagure! Avete ordito un complotto daccordo con gli schiavi, per rovesciare la dinastia di Ramesse e impiantare i vostri complici cos da diventare voi stessi i guardiani del potere. Si sa che la gente molto incline a chi detiene le chiavi del culto.

Ator: Forse che non hai sentito quello che noi abbiamo sentito? O non hai assistito alle minacce di JHWH?

Vasta: JHWH! Ma sentitelo questo sacrilego. Un dio straniero nel nostro regno!

Masur: Non forse vero che avete sostenuto la causa degli ebrei a nostro discapito? Non si chiama tradimento un atto cos?

Ramesse: Rispondi Ator!

Ator: Siamo stati costretti. La costrizione non un tradimento. La volizione viene scombussolata, ma poi si fa pi chiara e accompagna lazione che non voleva commettere.

Masur: Ecco la prova. Dalla sua stessa bocca.

Ator: Quello che abbiamo fatto soltanto per il bene di tutta la nostra nazione. Laccordo dovuto, in secondordine, dalla bont che la infirma.

Vasta: E pura bont che gli ebrei rovescino il trono con alcuni egiziani traditori!

Ator: Non lasciatevi solleticare dallazzardo di una guerra impari. Mio nobile Ramesse appropriatevi delle sapienti linee che compongono questo nuovo e imponente quadro e la vostra gloria superer tutti gli altri faraoni. Piegate il vostro collo ostinato da falsi consiglieri, se no sar la vostra insolenza a spezzarlo, creando un divorzio insanabile tra voi e la vita.

Ramesse: Dov questo dio che tanto ha spaventato i custodi della potente Osiride? C forse un altro dio come lei? Dove lesercito di JHWH? Dove sono le sue fortezze, le sue arti, i suoi misteri, la sua magia? Dove sono i suoi prodigi e che cosa lasceranno al mondo questi ebrei di pi grande di quello che la nostra stirpe ha lasciato durante i millenni?

Ator: Le vostre rovine saranno il lascito di JHWH. Non c niente di pi grandioso per una nazione che lasciare ai posteri le tracce della distruzione dei suoi nemici. E una macchia incancellabile. Non conosco questo dio, per ho sentito il suo discepolo. Dalla sua bocca sono uscite serpe velenose, ragni e rospi pi grandi e forti di un elefante. Perfino linnocua formica ha impugnato una causa contro il formichiere di nome Egitto. Gli elementi di cui i nostri sapienti studiavano le propriet si sono sottratti alla loro indagine. Il loro guscio ancora pi impenetrabile di prima. Tutto luniverso sembra abbia volto lo sguardo verso un fine lontano da qui. Il futuro altrove: piante, animali, perfino le statue dei nostri dei si sono prostrati davanti al dio sconosciuto, come per rendergli tributo. In questi strani giorni si afferma che il gallo annunziava il levare del sole, ma il cielo si ostinava a restar prigioniero delloscurit maligna. La gallina annunciava la pioggia quando ancora il sole, dopo il lungo e tormentoso travaglio per sorgere, sembrava non dover pi tramontare e subitaneamente, in modo innaturale, si oscurava nellora di massimo splendore e le nuvole annerite dalla rabbia erano rigonfie oltre la normale capienza e riversavano la loro furia sulla pallida sabbia incredula e impaurita. E gli alberi? Il loro aspetto in contraddizione con la stagione solare, mentre il calendario sintestardisce su unopposta a quella in vigore.

Ramesse: Staner quel dio ostile da ogni nascondiglio si possa immaginare e lo far sedere i giudizio davanti ai nostri nobili.

Vasta: Vi accompagner io al suo nascondiglio. Lo faremo morire di morte violenta come lui voleva fare con noi.

Ator: Non fate un oltraggio simile, ne morireste tutti.

|Vasta: Vile cane (lo uccide), sei tu che muori.

Ramesse: Portate via da questa sacra stanza questa cassa vuota. Possedeva pietre preziose, ma sono fuggite per ritrovare altrove chi le accolga e ridarle il perduto valore: castit di essenza e perfezione di forma. Andiamo a controllare se lEgitto ancora saldo. Per questo mettiamo in moto unanimazione guerresca con non mai. Se dobbiamo perdere, facciamolo con onore. Anche il pi abbietto degli avversari ce ne render testimonianza.

(Escono.)

SCENA TERZA

Periferia Menfi. Casa egiziana.

Entrano un uomo e sua famiglia.

Uomo: Non mi piace questa condotta del faraone. Usurpare il luogo sacro della nostra dea.

Donna: Quando si comincia col calpestare gli dei si finisce per calpestare gli uomini. Questa una nazione sul baratro.

Uomo: Le dicerie degli ebrei erano fondate. Siamo in pericolo. Ogni uomo saggio in pericolo in uno stato come questo. Dobbiamo scappare e al pi presto.

Donna: Che gli dei ci aiutino.

Uomo: Ho saputo che c una parte degli ebrei con alcuni dei nostri che si stanno preparando ad una fuga nel deserto. Dobbiamo accodarci se vogliamo salvare almeno i nostri bambini.

Donna: Su bambini! Andate nelle vostre stanze e preparate le sacche da viaggio. Presto!

Bambina: Perch mamma, si parte? Le vacanze non sono ancora iniziate. E la scuola?

Donna: Zitti e fate quello che vi ho detto. Se rimaniamo qui non ci sar n scuola e tanto meno vacanze. Andate! ( escono i bambini). Orrore, marciume, schifo e putredine. Che ne sar di noi fuori delle nostre case? O terra calpestata e defraudata. Calpestata da piedi roventi dellinferno e defraudata dalla pi nobile delle filiazioni che il ventre dOsiride abbia partorito.

Uomo: Su, presto. Al passato ci penseremo dopo quando avremo la vita salva. Il presente il terrore, il futuro, unincognita, ma spero che ci sia. Come, non me ne importa.

SCENA QUARTA

Palazzo Ramesse. Stanza dei misteri.

Entrano Ramesse, generale e militari.

Ramesse: Ecco il momento dove valuteremo se fu un errore servire i nostri dei. Se no, il flagello che mi stato profetizzato lanticipo andando a cercarmelo da solo fino nel punto pi profondo deglinferi.Dimostriamo a questo popolo barbaro che Osiride spaccer quel ridicolo vocio che asseconda una genia cos bassa e scomposta. Gente ignobile, nata per ubbidire, meschina nei costumi, vile e sciatta nei suoi piaceri, grossolana e rozza nei suoi modi. Confutiamo questi rapidi uccelli, pronti a beccare la carne ancora viva del nostro popolo, e spennatoli, mandiamoli ad emigrare nellAde a porgere le orecchie alle beffe dei dmoni. Questo il nostro contratto da suggellare con lazione pi repressiva del nostro tempo. Facciamoci, in questo scontro, pari agli antichi eroi. Siamo guida del nostro futuro. Come sibille invasate che leggono in anticipo gli eventi, affermiamo che la rinomanza di questo giorno avr onori imperituri per tutto lEgitto. La loro sola eco insidier i suoi nemici fino alla fine del mondo. Iniziate la catastrofe dei nostri mali! (esce)

Generale: Buttate gi questa conca di fantasmi. Presto! Come fosse la pi gran minaccia per la vostra vita. Che non rimanga intera una sola pietra. Lasciandone anche una sola, la nostra vittoria ne sarebbe macchiata e la nostra felicit non sarebbe piena.

(Entra un sacerdote.)

Sacerdote: Fermi! State usurpando il sacrario dOsiride.

Generale: Siete voi ministri del culto ad aver usurpato lonore dellEgitto. Avete fatto entrare dei stranieri. Hosarsiph, con il suo tradimento, lha sconsacrato.

Sacerdote: E un ecatombe!

Generale: Portatelo via! (lo portano via). Quando la religione simmischia con le faccende serie di uno stato, ecco cosa succede. Continuate a buttar gi tutto!

SCENA QUINTA

Pianura desertica.

Entrano profeti ebrei ed egiziani.

Ebrei: Aronne, abbandona la tua impresa mostruosa. Non fare patto con il losco Vasta. Non baster il corpo sacrificato dei tuoi figli a ridare la libert al mio popolo e alla tua anima.

Egiziani: Indegna, unimpresa come questa. Anche quella di Ramesse non avr scampo.

Ebrei: Se due sono gli stolti, un terzo di nome Aronne non ha eguale tra gli uomini.

Egiziani: Nessuna donna ha vomitato la sua carne come La gran madre di Gor innocente. Indegno regno per onorare il vero Dio.

Ebrei: Se la gloria dei vostri dei stata riempita e onorata dai vizi dei vostri figli corrotti, Israele ha svuotato con lassassinio e lidolatria la santit dellamore sponsale, prostituendosi con la gloria e il potere terreno.

Egiziani: Che ne faremo della forza acquistata nei secoli? E delle passioni ancora meno con un cuore affranto. Anche il dolore o il lutto lo valutiamo un niente senza la consolazione dei nostri saggi.

Tutti: Hosarsiph, consola tua madre e tuo padre non dimenticare, Mos. I nostri figli migliori si sono pervertiti in disegni sanguinari. O Dio, nascondi al mondo coloro che vogliono nasconderti. I nostri santi non fuggono quello che dovrebbero fuggire. Allora andiamo. Lasciamoli con i loro carnefici. O penuria e inadempienza. O cura e carestia, vi apriamo il varco verso il mondo corrotto. Fatene a piacere secondo i vostri capricci e inclinazioni. Lodio, la carneficina, il lutto, la tortura, la vendetta, siano i portenti incrollabili fino alla nostrana ricomparsa. Terribile sia la memoria, triste lanima vincitrice dei contendenti, turbato il racconto che si gloria della guerra, urlo inconsolabile nei vostri figli, poich lEgitto, per sua mano e quella straniera. Dal mondo e dalla fama sar per sempre sfuggito. Ecco la tua paga, tua unica sorte, o Egitto, impero non pi risonante.

SCENA SESTA

Palazzo Ramesse. Stanza dei ministri.

Entrano Vasta, Emar e sacerdoti.

Vasta: Miei devotissimi confratelli, il vicario pi illustre degli dei, il sommo sapiente che illuminava ogni nostro pensiero, depurandolo da ogni incrostazione di sozzura e da ogni infiltrazione di meschinit, stato barbaramente sradicato dalla vita. L'inaudito ha preso possesso di un faraone che tutti chiamavano figlio del sole, essendo l'astro spendente la sua fonte d'ispirazione. Ebbene il sole in questione stato macchiato dal sangue innocente dAtor venerabile e si fermato, volendo mostrare la sua faccia deturpata da questo nero misfatto, nella volta celeste e non prender pi riposo per denunciare il tracotante RA e il suo seguito pi stretto.

Emar: Questa una profezia: "Questo assassinio, cos nero e meschino, l'inizio del pianto e la fine della pace. Ognuno diventer nemico dell'altro e di se stesso. Il disordine, la sciacallaggine, l'orrore e il sopruso, saranno gli eredi di questa terra infame". Andiamo a portare questa funesta notizia al suo figlio prediletto, nonch nostro nuovo primo ministro. (escono tutti. Vasta solo.)

Vasta: Ecco le due parti ora sono in contesa ed io in mezzo sar il buon arbitro che espeller dal campo la parte che risulta sconfitta e alzando le mani con quella premiata con il successo, avendo di tutte e due, cuore e ragione, dar la ragione a chi trionfa e il cuore, camuffato di lacrime, a chi stato battuto senza appello.

SCENA SETTIMA

Campo Ebrei. Stanza segreta.

Entrano Hosarsiph, Asir e Khanefer.

Asir: Mio nobile signore ho da recarvi una brutta notizia. La pi fulgida stella d'Egitto stata spenta con l'inganno e noi nel dolore, senza il primo alleato meschino, non ne proveremo spegnendo colui che l'uccise.

Hosarsiph: Niente pi nobilt, niente pi titoli, tutto stato bandito con questa azione infernale. Il regno del sole splendente, la terra dove la scienza possiede un culto pari ad un Dio, ora possiede un viso torbido e le sue nuvole prive di grigiore si sono macchiate con il pi torvo dei delitti, spianando la strada allo sputo della verit, mai prima d'ora perseguitata con tanta febbrile ostinazione. Ora questo regno inneggia alla sua deformit, alla sua ombra mortale, alla pi desolata delle liturgie.

Asir: Mio signore, l'ombra maligna di questo assassinio non risparmier ne noi ne voi e i vostri, escludendoci dalla eredit del futuro.

Hosarsiph: Il futuro gi sepolto prima di nascere, il presente si arrestato di colpo come un aborto prematuro, il passato illustre stato cancellato e si ritirato in religioso silenzio. L'Egitto non ha pi bocca per pronunciare una discolpa, una difesa che possa evitargli la condanna.

Khanefer: L'odio ha detronizzato l'amore avvolgendolo in un sudario e la sua lingua incollata al palato non proclamer pi i suoi poemi di balsamo. (entra Vasta ed Aronne) Il Re della gloria diventato il carnefice della sua carne. Felicit e grazia sono nidi vuoti in questo regno senza pi dei.

Vasta: Ma con qualcuno che possiede coraggio e onore e aspetta da voi un segno concreto per iniziare una giusta vendetta. Mettendo in matrimonio le nostre cause, queste concepiranno un'armata devastante per l'oppressore e i suoi parassiti.

Aronne: Il nobile Vasta ha ragione. Questo un segno inequivocabile che il Dio d'Israele ha accolto i nostri lamenti e ora ci spiana la strada verso la libert promessa. La follia che ha colpito le guide di questo popolo, il loro grido confuso si riversato sui loro sudditi impauriti ed in preda al panico.

Vasta: Noi andiamo a prepararci. Anche voi, nell'ora giusta, siate pronti!

(Esce.)

Khenafer: Da parte nostra ci ritiriamo nelle nostre stanze. Aspetteremo, mentre noi preghiamo, un vostro segno, un comando, poich la nostra sorte e legata da un vincolo eterno alla vostra. Addio. Speriamo a presto.

(escono Asir e Khenafer.)

Aronne: Fratello mio, la gloria che ti attende sorpassa di mille volte quella usurpata al cielo e alle sue leggi. Resta fermo nel nostro proposito e presto Israele sar una nazione potente e gloriosa.

Hosarsiph: L'alta rinomanza, il prestigio, le riverenze e tutte le sue scimmiottature, questi sono gli ornamenti della tua casa, Aronne? Dio non ci colga in disubbidienza e nell'infedelt. Non suscitate a vostro piacimento una rivolta audace contro l'Egitto, perch potreste, e inavvertitamente, rivoltarvi a Dio.

Aronne: Gli aiuti che vengono perfino da chi era il nostro carceriere sono la voce della nostra libert.

Hosarsiph: La nostra, non quella di Dio!

Aronne: Queste ore rubate al sonno naturale le daremo in pegno per il riposo rigeneratore del cielo. E vi dico che se partiamo lasciando nella veglia l'Egitto e i suoi strumenti, le cose di questo mondo, create per la gioia e la serenit, saranno battezzate per il dolore e tali da indurre la loro fonte al pianto.

Hosarsiph: Ora i nostri giorni sono privi di ingenuit. La nostra sostanza pu dunque andare oltre il pensiero e rimanere sorda alla fraternit e all'amore.

Il pi umile tra noi pi superbo di Caino e non una sola volta ha implorato perdono, non una sola volta ha confessato il proposito di rinunciare alla verit per ascoltare battute spassose e oscene. L'autentica storia con i suoi eroi e il suo dramma, pieni di maest e deventi solenni, si mutata in una commediola di lazzi e buffonesche figure. Perci, per amore del cielo, non accaparratevi dei raggi del nostro sole e privarne cos il beneficio per la rinascita di una nuova e pi ambiziosa genesi.

Aronne: Credo per una tale impresa uomini tra azioni e pensiero debbano diventare un unica voce e riflettere gli splendori eclissati dei nostri padri. Sicch tale sforzo apparir alla storia come mai se ne ebbero compiuti di cos grandi e ogni sforzo, prima e dopo questo, apparir misero e privo di gloria. Se non vinciamo si dovr gridare al mondo che il Dio dAbramo sullo stesso piano delle divinit pagane.

Hosarsiph: O Dio, temo che la tua voce non corra abbastanza quanto la voglia di vendetta dei tuoi eletti e sopravanzandola daranno valore supremo al rumore dell'autorit e non all'autorit stessa. Un bicchiere d'acqua in un'oasi. Il cuore del tuo popolo sintrattiene in segreto col nemico della tutta santit, che propagandando l'assassinio, come oblazione sacra al suo dio, ha offuscato l'assoluto candore della tua creazione. Dove risuonava la preghiera ora rimbomba la sterile invocazione ad una sapienza dal tributo tremendo.

Aronne: La meraviglia d'Egitto, la primizia per ogni regno che tale vuole sembrare a chi lo scruta, l'animo privo di vizio e colmo di fede incrollabile si sta corrucciando in una morale femminea e del tutto priva di qualit. L'inferno ha cos tanto potere da deturpare il sommo fiore d'Israele? La ribellione ha sempre ricevuto il suo giusto castigo, mettiti in pace con il tuo animo onesto e ordina a te stesso, per ordine di Dio, di diventare il carnefice di questa macchinazione diabolica. Il frontespizio di questo libro chiamato "Terra del sole" dichiarava a tutti i suoi lettori la trama e il suo epilogo. Una trama fatta di prevaricazioni, domicidi, dincredulit, di celebrazioni insensate. L'epilogo noi, il popolo prescelto del Dio unico. Ognuno di noi diventi una sillaba daccusa contro questa nazione. Compatti e uniti, da un'unica grammatica, la parola del Signore, e disposti in equilibrio e misura come un poema, annunciamo la fine degli stolti con lettere cubitali scritte con il fuoco della vendetta.

Hosarsiph: Battiamo a morto il tamburo, perch abbiamo smarrito la distinzione delle cose. Rovesciate a terra le vostre speculazioni perch abbiamo contaminato l'Illustre monumento. I ragionamenti dei mortali hanno sconvolto le cose del cielo, ne hanno intaccato la purezza confinandola nella pesantezza della terra. Hanno educato i loro figli alla discordia, ai fatti di sangue, alla lussuria e al ladrocinio. Li hanno imbottiti di false speranze e ora si sentono padroni del destino pur buttandosi nel baratro ad occhi aperti. Venite con me in questa terra, gente che dubitate dell'abominio che qui si sta compiendo, e vi far vedere progetti sublimi caduti in rovina perch nessuno sa calcolare il giusto costo di una tale impresa, e vedrete le loro menti che si soffermano sulla carta, tracciando e ritracciando forme e calcoli finch diano ragione ai loro desideri e umori sviati. Ecco il vostro edificio che soccombe con la realt e le sue leggi stabilite fin da principio. Ecco la loro fantasia maledetta che li fa desiderare quello che non hanno pi e quello che non avranno mai, senza mai riflettere sul possesso presente, quello reale.

Aronne: Soggetti al tempo e a Dio: il tempo e Dio ci comandano di raccoglierci in assetto di guerra.

Hosarsiph: Vai, lasciami solo con il mio dolore, visto che il dolore ha trovato la sua scimmiottatura. Ascoltate gente priva di senno, ascoltate i movimenti che riplasmano il mondo e il suo nuovo Adamo. Osservate gli eventi nuovi in tumulto con quelli vecchi ora con il vostro senno, in mezzo a due immensi flussi, scegliete la sponda preferita sapendo che la scelta definitiva e a lei sarete uniformati in eterno. Assaporate il nuovo nutrimento della natura che da frutto buono all'umile che tende la mano e frutto infetto al superbo che la oltraggia. Avremo uno spirito che pu recuperare la salute persa e non piangeremo troppo nella malattia. Le avversit le prenderemo come passaggio obbligato e naturale di un libro. La vita, che contiene variegati capitoli e come sigillo avr dell'uomo il figlio che chiude il tempo e il tempo dei tempi. Allora vi accorgerete di aver udito parole di vita e daverle scambiate per sussurri e schiamazzi sulla bocca di un folle. E i folli, scherniti dall'uomo corrotto, avranno riparato pezzo per pezzo corpo e spirito nella nuova creazione, e cinti di giustizia eterna accuseranno il mondo delle sue opere. Rester al peccatore il pianto, ormai inutile lavacro, come testimone dell'errore incancellabile. Non profanate la parola di Dio rivestendola con le vostre contumelie in abiti forgiati all'odio e alla guerra. Non diventate interpreti di un pensiero misterioso e non rivestitevi da autorit, essendo voi profeti di pratiche menzognere e la vostra autorit, un pretesto per compiere vendette personali.

Aronne: Dio salvi dai nemici il suo popolo. Vi do la pace per questa notte, quella per gli altri giorni chiedetela a Dio.

(Esce.)

SCENA OTTAVA

Stesso luogo. Stanza accanto.

Entra Vasta.

Vasta: La veste del potere diventata uno straccio inguardabile e ormai i suoi pezzi sparsi nessuno li vuole rattoppare per riportarli in una condizione accettabile. Il grande e temuto Hosarsiph ormai un gattino addomesticato. Tutta larte del comando come fosse saltata sopra alcune teste lasciandole prive di maneggiarla. Forse non avendo depositato tesori su queste zucche indegne, il forziere si riempie per cadere in abbondanza sulla stagione successiva a quella carente. Cerchiamo di renderla nostra forzando la mano allintraprendente Aronne. Aiutandolo nella sua causa aiutiamo la nostra. Dea natura quanto sei proclive a chi sa ascoltarti e confida nella tua ricompensa. Allontana sempre da me laiuto malsicuro e in malafede quando non il tuo. Concedimi, dopo queste fatiche, il giusto riposo accanto a te, perch dove fu concepito, vuol morire Vasta. (Entra Aronne) gran desolazione vedere incoesione tra le due guide dIsraele.

Aronne: In principio fu la parola, ma lorecchio era gi vigile.

Vasta: Osservandovi, vedo che il popolo che guidate non saprebbe chi dei due ascoltare se lopinione differisce intorno alla stessa materia. Io dico che Hosarsiph ha consumato i suoi giorni come capo del popolo e se gli lasciate lultima parola dovrete abbassare la testa a propositi contro natura, e la natura autentica delluomo la libert. Temo, se passeranno nel vostro consiglio le paure di Hosarsiph e che alcuni chiamano profezie, che tutto andr sconvolto per il vostro destino di nazione. Prendi sulle tue spalle i travagli di questi tuoi figli e quelli dei nostri che hanno perso una patria nobile. Sta bene. O perde lui solo o tutti voi.

Aronne: Uno solo.

Vasta: Vi terr fuori da questa vicenda. Hosarsiph si porter nella tomba anche le canaglie che lo hanno allevato: lui nella conoscenza del potere e gli altri nella schiavit e nella miseria. Andate a preparare il terreno con i vostri. Entrer con le giuste argomentazioni. Hosarsiph non sar un problema. C un mio stretto e fidato amico che ha gi risolto la cosa. A questora il nemico dellEgitto e dIsraele dovrebbe essere con i suoi antenati.

(Escono. Entra Asir.)

Asir: Tradimento, assassinio. Sulle vostre bocche guerra e pace hanno lo stesso valore. Virt e pazzia entrambe sono da elogiare. Le nazioni meglio governate sono meritorie dingiurie pari a quelle al cui capo sta un insensato temerario. Pervertiti, dissennati farabutti. Dal timore che avevamo della morte passeremo al discorso sulla fine di questo e da questo passeremo in seguito alla guerra contro il sopruso e chi gli da alloggio. In fretta, avvertiamo Hosarsiph di questo losco misfatto. Di meno, solo la morte!

(Esce.)

SCENA NONA

Campo ebrei. Sala consiglio.

Entrano Aronne e il consiglio.

Aronne: Lonesta letizia preconizzata per bocca dei nostri profeti soltanto pura fantasticheria e la libert, che a questa letizia seguiva, dallimmondo mostro un pensiero diabolico per il saggio Hosarsiph. Ora i suoi ardori hanno fatto locchiolino a nuovi amanti e vanno a braccetto con i nostri carnefici. Il nostro liberatore, colui che ha gonfiato con parole in ebollizione, tanto da sembrare incantesimi, i nostri cervelli, ha dato le spalle a questa causa che egli stesso ci invit ad allevare come nostra. Lantica promessa che lo stesso Dio dIsraele ci avrebbe salvato dal nemico scendendo in battaglia con noi un rumore assordante per il suo orecchio troppo debole. Ancora prima di sedersi a tavola, lillustre ministro ne ha dichiarato il cibo sconveniente al suo palato. Di chi potremmo fidarci ora, se loggi ci ha regalato un uomo con due parole e in pratica meno di una? Hosarsiph con questa rinuncia ha decretato la nostra morte prima di scendere in guerra.

Uno: E Dio stesso la nostra fiducia. La spada dIsraele non torner mai a vuoto dalla sua spedizione perch la mano stessa del Signore la impugna. Come potrebbero queste nostre mani nude aprirsi un varco nei fianchi nutriti del nemico se il Giusto in persona non spezzasse le mascelle del leone e se i loro denti avvelenati non diventassero molli come quelli del lattante?

Aronne: Ma Hosarsiph va puniti severamente per questo tradimento. Per chi abiura la legge di Dio c solo la morte. Ricada la colpa sul suo capo e la sua eredit passi sul mio e vi condurr alla vittoria. La nostra fede contro la loro superbia.

(Entra Vasta.)

Vasta: Vi annuncio che accanto ad essa avrete laiuto di un folto gruppo di egiziani virtuosi che vi muniranno di armi ben fabbricate, oltre che del loro valore come guerrieri esperti in tale faccende. Pur cos scossi per questatto di vilt da chi doveva incarnare il coraggio, volgete quelle residue gocce deroismo che custodite e datele in prestito ad Aronne, che le far fruttificare in spade taglienti facendo calare la notte sempiterna e il sonno profondo su questo regno agitato.

Tutti: A morte linferno e i suoi demoni. A morte lEgitto e Amon-Ra!

Aronne: Noi, quant vero il Dio dei nostri padri, andremo a sconquassare tutte le strutture di cui menano il vanto questi egiziani che non conoscendo la potenza dellAltissimo non prederanno sul serio, credendole facezie, le nostre grida di rivolta. Adoperatevi con armi, canti e preghiere, poich oggi sfiler, come mai fu vista sulla terra, la pi sbalorditiva e impressionante macchina da guerra. Che lo spavento simpadronisca di loro e questo teatro di orrore sappresti a cambiare copione, perch oggi la storia si trasferita dai libri agli elementi per ritornare di nuovo sulla pagina, ma con eroi e vicende finora sconosciuti!

SCENA DECIMA

Stesso luogo. Stanza Hosarsiph.

Entra un sicario.

Sicario: Il temibile Vasta si congratuler con la sua scelta. Una migliore per questo lavoro impossibile, modestamente, in terra dEgitto. Sar il compitore dei suoi desideri pi nascosti, sar larma del suo pensiero, lesecutore a distanza dei suoi progetti pi oscuri. Ecco la tua ora nobile signore. Cos tanta grandezza pu abitare in pochi chili di materia? E cos che fa grande questa materia, non diversa dalla mia in fondo, ma ben pi riverita e rispettata? Eppure, adesso, questa mia materia di secondordine pu prevalere su quella pregiata. Questo gesto, privando della nobilt la sua, potrebbe ridare nobilt a questa mia materia grezza. Una transizione di qualit in un batter docchio. Un vero prodigio della natura. Ti avverto che da questo momento le leggi comuni, che regolano ogni cosa, non ti governano pi, non possono pi ordinare o far prevalere nella tua volont linclinazione alla fedelt o al tradimento. Da questo momento ogni cosa per la tua anima sar uguale ad ogni altra. Tutto il sistema che qui governa, gi preordinato, ora scomparso e non pu pi influire in alcun modo a tuo vantaggio o svantaggio. Se tu credi in un dio, chiedigli perdono per le tue malefatte e se non puoi lo far al tuo posto.

(Entra Asir.)

Asir: Ti sollevo dallincarico. (Laccoltella.) Chiedigli perdono per conto mio, perch per il peccato che ho commesso ho evitato che tu ne facessi uno pi grande e mostruoso uccidendo un profeta di Dio. (A Hosarsiph.) Svegliatevi mio signore! Sveglia! LEgitto diventato una tomba per la verit. Vi porter al sicuro.

(Escono.)

SCENA UNDICESIMA

Palazzo Ramesse. Sala trono.

Entrano Ramesse, Masur, Emar, Generali e seguito.

Masur: Lincantesimo rotto finalmente. Il magico ascendente di Hosarsiph si rivoltato a vergogna di chi voleva usurpare la nostra gloria. La sua fuggita con lui.

Emar: Ora il peggio sembra passato. Senza il suo capo Israele ha perso mezzo coraggio e mezza guerra.

Masur: La nostra esperienza ci sussurra di non fidarci di una pace non concordata con le armi o con un trattato, e soprattutto di una belva ferita che si dimena in ogni dove per placare il dolore e la rabbia. (ritorna verso il Faraone)

Ramesse: (A Masur.) Dal tuo viso si pu leggere che il racconto del nostro buon ministro si concluso con un lieto fine.

Masur: Ancor di pi. Questa notizia ha seppellito la tragedia a genere antiquato. Dora in poi la favola, la commedia, i lazzi sono le forme perfette della nostra esistenza. Osiride benigna ci ha ricompensati con la dipartita di Hosarsiph e di molti dei suoi. La loro maschera di furore sembra quella di un animale battuto a sangue e cinvita, ora, a guardarla con piet pi che con paura.

Ramesse: Il modello per tutti i governanti del mondo non ha superato lesame dellonore e i suoi avversari, che avrebbero dovuto tremare, ora lo inseguono come il lupo la lepre impaurita e confusa dallodore della sua fine. La testa del leone si agita come la spiga al vento e reclina il capo alla disfatta e alla vergogna.

( Entra Aronne e seguito armato)

Aronne: Dellanimale avete la testa, ormai infetta, del restante avrete solo le zampe, ma in faccia o al massimo sul fondo schiena. Israele non si spegner con la fuga di un falso profeta. E da ogni vittima delle sue schiere nascer un erede prodigioso, un prode guerriero. Anche il pi piccolo e il pi debole saranno combattenti arcigni e ricolmi di decisione nellaffrontare la malizia del mondo. Che il Dio eterno, nostro glorioso sole che non vuole tramontare, ci affianchi in queste ore cruciali.

Ramesse: Lunico sole che briller in cielo sar colorato con il sangue dellebreo e la speranza in questo dio morir con lui e con voi appena le ostilit prenderanno il posto delle chiacchiere.

Aronne: Che il giorno nuovo non si alzi, con tutti i suoi portenti, prima di avere fatto sedere ogni anima nemica. E se dinciampo, mandate ad un secondo giudizio universale anche i fantasmi accorsi in aiuto di questa terra diabolica.

Generale: Arrendetevi prima di cadere in ginocchio per la seconda volta davanti al dio delluniverso conosciuto; RA il terribile.

Ebreo: Vi falceremo come erba secca e vi butteremo allinferno. E quindi abbiate piet per le vostre mogli e per i vostri fanciulli, troppo gracili perch affrontino il duro ferro dellinsensata violenza. Risparmiate queste tribolazioni a chi non ha mai sofferto nello spirito e nel corpo, perch da un simile scontro ne potrebbero morire a centinaia solo con il grido di disperazione e con le lamentazioni dei nostri lattanti che gli squarceranno, fino a farli impazzire, cervello e cuore ormai senza difese. Che cosa risponde il superbo Egitto?

Ministro: Vi risponderemo con calci e sputi se non baster la spada. Vi ridurremo in un mucchio dossa sgraziate tanto che chi vedr quellammucchiata dir: "Orribile aspetto hanno queste ossa. Chiss comera guasta la loro copertura carnale e quanto vi abitava in pensieri, atti e parole?". Armatevi di comprensione e ragionevolezza pi che di ferro sordo e darmature pesanti e fiacche per natura.

Aronne: E voi, presuntuosi arroganti, armatevi con le oche parole che vi sono rimaste nel cervello e componetele in salmi e preghiere, facendo cos lunico buon uso delle vostre bocche ciarlatane. Il destino crudele sta passando a miglior vita e noi laiuteremo nel trapasso.

Trombe di guerra.

Battaglia.

SCENA DODICESIMA

Deserto egiziano.

Entrano Hosarsiph, scorta e seguaci.

Hosarsiph: La mia meta resti senza fine. Che le possibilit non si esauriscano e ognuno di noi porti il suo cuore a diventare il trono di Dio. Che io sia quel trono per inglobare Colui che vi siede e per annunziare a tutto luniverso mondo un possesso illusorio, il premio di una speranza vana. Il rullo insolente del sangue ha coperto il mondo sbiadendone i colori primordiali. Da immagine perfetta e benedetta, Luomo ha glorificato in s quellincompiuta e affine alle sembianze dellinferno. Perdendo il compenso del cielo ha affermato come assoluto quello della terra. A noi il peccato e il suo tormento.

Seguace: Supplico il maestro Hosarsiph di volerci concedere, oltre le nostre colpe e i nostri maltolti di cui ogni uomo si macchia, la via per seguire, privi di esitazione, questa risalita.

Hosarsiph: Quanto degni sono ritenuti coloro che seguono il saggio con la sua saggezza, compreso il carico pesante della denigrazione e dello sberleffo? Quanto pi degno sar colui che imita la perfezione di un Dio che la possiede? Non sar costui pi saggio dogni uomo, anche se non pu per natura rivaleggiare con la perfezione che intende imitare, di colui che cerca limitazione della propria inclinazione? Rideremo noi di un uomo cos potente nellaudacia da voler abbracciare lassoluto, noi che dovremmo paragonare la sua volont allunica e vera che sia mai stata posseduta da uomo? Eppure il pi glorioso popolo di tutta la terra, da le cui viscere nacquero i pi fulgenti profeti, la cui nobilt fu marchiata sul corpo per ordine divino, i nostri fratelli pi sapienti e devoti hanno devoluto il loro servizio santo a una causa innaturale e perfida. Dora in poi, con la morte di questalleanza, luomo sar privato della giustificazione che derivava dalla sua fedelt e sar errabondo in cerca della luce che si ritirata per il pi tragico e disumano dei funerali. A voi lascio il ricordo per rievocare qualcosa di triste, poich la dimora della sapienza e il luogo dellintelligenza racconteranno la storia della pi rovinosa delle cadute. Oggi il trono della stoltezza e della maldicenza impone la sua volont e decreta la fine dogni vita degna della vita. Il culmine dogni male raggiunto in questora desolata. Noi incarniamo quello che non si pu rigenerare. Ogni forma di capovolgimento lo precludiamo. Abbiamo reso largento puro e loro fino metalli privi di valore e il bastione di ogni speranza lo abbiamo affondato, poich siamo lombra e la cecit, siamo quello che non si pu peggiorare.

EPILOGO

Luomo e la sua storia sono progetti pensati e mai portati a termine, eventi accaduti altrove, in un sogno incompiuto, in una sinfonia mal orchestrata. E ogni tentativo di farli emergere a compimento stato uno scacco. Ed io povero drammaturgo privo di genio sono stato, dopo questo fallimento, smascherato come matrice di silenzio.

PARTE SECONDA

PROLOGO

Gli avvenimenti della dolorosa guerra in Egitto, prima apparsi ai vostri occhi attoniti, sono solo una traccia flebile, un ricordo che solo uno sforzo della poderosa memoria pu intaccarvi il cuore e mutare in lacrime la vostra compassione, colpirvi con le sue figure evanescenti la retina bagnata da quel fiume di carit e farle presenti al tribunale della vostra coscienza. Attori, signori, maschere, parti assegnate per simulare un evento imponente e senza affettazioni. Ma quello che si presenter, ora, in carne e ossa sotto il giogo del tempo reale, qui, davanti a quella stessa coscienza ancora dolorante per un ricordo, vi far trasalire e provocher un fiume in piena per il miscuglio tra la realt presentatavi e la finzione ritornatavi in mente. Vi assicuro che mai matrimonio fu s drammatico e lacerante come questo cui state per assistere e in cui una mente, debole e forse presuntuosa, come quella dellautore ha voluto sondare, a rischio della sua salute, quel fatto poderoso che ha segnato il destino dogni uomo.

Un manipolo duomini oppressi, cinti dalla sola fede, distrusse il pi sanguinario dei regni, il cui esercito fu oscurato solo da quello al cui capo stava linfernale Cesare. Un prodigio che nessun uomo di cervello pu ritenere umano e nemmeno voi, sempre che riteniate fallace le profezie che hanno sentenziato che la potenza umana, in un baleno, da gloriosa e invincibile che pareva, da quercia maestosa, in un attimo diventa debole come un arbusto rinsecchito e privo di futuro. Il superbo Egitto che dominava gli elementi del mondo dominato da quello pi debole e insignificante. Ora, caduto preda della sua stessa vittima, intona lamenti e si batte il petto con la sua stessa stoltezza, perch ci che riteneva insulso e gretto lo avvinghia pi del suo peccato.

Ogni uomo amante della giustizia applaudirebbe lesito di questa contesa, dove, come una fiaba a lieto fine, il buono dopo patimenti e sventure riesce a trionfare. Ma nel cuore di questa liberazione pullula un delitto ripugnante, che laria stessa ne scossa dallorrore e si rifiuta, da quelloscuro giorno, di prestarsi come complice di un carnefice.

O quanto dovrai piangere, Israele, e pi di tutte la nazioni dovrai patire. Hai rifiutato e ucciso un profeta di Dio e ti sei legata ad una replica minore di quello che fu la tua intima grandezza. Hai strappato dal tuo cuore ogni tessuto di perfezione e lhai usato come strofinaccio. Ecco il nuovo Egitto, signori, scrigno invaso dai vermi che prima di questo scempio erano chiamati santi. O quant pi orribile il peccato commesso dal giusto. Abituato ad essere il primo nella virt non vuole essere il secondo nel turpiloquio. O quanto sei diventato figlio pi del figlio del mondo, tu che in tempo di guerra imitavi le azioni dei martiri contro chi imitava il leone affamato, e ora in tempo di pace hai buttato la saggezza per raccogliere e perfezionare le azioni di sangue. La tua volont, ammiccata da cibi e bevande insulse, ha reputato il braccio del Signore troppo corto perch riscatti la tua schiavit e troppo gracile per liberarti dalla bocca della tigre che ti stava sbranando. O misero Israele, destinata nel suo mattino ad essere la confidente dellAltissimo, si ritrova a ruminare in se stessa lo spettro pauroso di una caduta che ha mutato un volto regale in una sfinge deforme. Adesso, aggrappatevi alla fantasia che vi rimane e alla voglia di voler patteggiare per la verit, e trasferiamoci, annullando i nostri limiti servi del tempo e dello spazio, dalle danze lussuriose dAronne, dal commercio fraudolento di Vasta, due figli degeneri per il loro popolo dappartenenza, nel gran deserto africano dove si trova la parte migliore, limmagine immacolata dellumanit. Tre uomini, chiamateli valorosi, prodigiosi, eroici, e nessuno di questi aggettivi darebbe pieno lustro alla loro natura. Le righe che dedichiamo a questi personaggi sono troppo umili e troppo sconce per illuminarne lesatta grandezza. Creature, che con il loro servizio devoto alla verit, hanno ristabilito il dono promesso allumanit: le leggi sante e con esse, la libert dalla schiavit della morte. La nostra gratitudine non mai abbastanza potente e generosa da custodire quel dono come inestimabile. Allora, entro questo breve tempo che c permesso di avere, ci viene concessa unaltra occasione per ingrandire la nostra riconoscenza e dare piena gloria a questi araldi di Dio. Ora tacciamo e basta con questi miei futili spostamenti daria. Lasciamo parlare i fatti, solo questi ci porteranno agli occhi sgranati lo splendore, la magnificenza di questa grandiosa storia.

ATTO PRIMO

SCENA PRIMA

Deserto egiziano.

Entrano Khafar, Ageo ed Escalo.

Khafar: Aprite le vostre orecchie alla conoscenza di Dio. La sua scienza sia vostra compagna di viaggio. Allora rivestiti della sua potenza spezzeremo il tempio del mondo per innalzare quello incorruttibile. Ascoltiamo quello che stato inciso su quelle tavole di pietra, perch le orecchie incise da tali parole gioiranno finch di noi resti qualcosa e anche oltre. Ci doleremo per le altre orecchie prive di questo conforto, perch avranno perso lo spettacolo pi glorioso, pari a quello che si spalanc agli occhi attoniti e meravigliati del nostro primo fratello che si svegli nel giardino delle meraviglie. Un uomo incomparabile ci apparir, per cui ogni altro uomo al suo confronto risulter un bambino appena svezzato. La sua scienza stata rubata direttamente al Dio, rendendo orfano il cielo e sterile questa povera terra ridotta a mendicare cibi di scarto e a sopportare lindigenza. Pertanto considerate i tortuosi sentieri in cui cimbatteremo e fate appello al vostro coraggio, perch per chi ritorna indietro lo aspetter una rovina senza fine.

Ageo: Io sono pronto a sostenere la tortura pi efferata che abbia subito un uomo, pur di raggiungere luomo che avrei dovuto essere.

Escalo: Io sono con voi, poich le necessit credute di maggior peso scompaiono di fronte ad unimpresa di cui si parler per sempre.

Khafar: A costo della vita, allora, che davanti a tale grandezza non abbiamo vissuto appieno. La nostra emana odore di stantio ed degna solo di biasimo, Venerabili e ultimi abitatori della verit, ecco il campo glorioso in cui una battaglia senza pari fu combattuta con argomenti paragonati alla profondit di un Dio. Lasciate per qualche ora, o se vi gradito anche di pi, le preoccupazioni puerili e vanagloriose. Non degno delluomo sprecarvici pi tempo di quanto occorre. Ora lasciate che la vostra mente diventi pi grande dei limiti naturali e prendete per istruttori spiriti magnanimi verso le miserie delle creature. Malati e affranti come siamo, non potremmo andare oltre il segno di quello che leggiamo. Non pi la guerra ma il pensiero scaver trincee contro il nemico che adombra la nostra grandezza: laccidia. Diventate quindi cultori della sapienza e ardenti zelatori della verit, perch il fine della nostra apparizione proprio il perorare tale causa. Impadronitevi di tale tesoro perch si lascer facilmente predare. Ma oggi, subito o mai pi!

Ageo: Ogni momento sbagliato se non questo.

Khafar: Qui vicino al pozzo di Madian, attingendovi, prese lacqua della vita. Bevendo rese la sua natura superiore a quellumana. Ora sigilliamo reciprocamente questo contratto che ci condurr attraverso il tempo e i suoi fantasmi. Vi mostrer i sentieri dellarte magica e la sapienza arcana che disegn i primi tratti delluniverso. Con il potere di questa scienza riconquisteremo ci che abbiamo perso nella ribellione di qualche dissennato che non ha pi in testa la corona divina, che ora si fusa per diventare da simbolo di superiorit in una catena che angustia il suo possessore. Le sue giunture si sono saldate in maglie troppo argute per un petto dove domina ancora Caino, essendo intenta la loro volont mercenaria a un fine che privo di un ordinamento superiore.

Escalo: Vedere con questo misero spirito il volto meraviglioso di un essenza senza pari, deturpata dalla pi grande delle ingiustizie e entrare nelle sue schiere fondendo ombre e apparenze che sono sovrani in una vita debole come la mia? Raduniamo le piccole sacche di virt ancora vive, mai cos necessarie anche se poche, e riempiamole con linsurrezione di una ragione infetta.

Khafar: Atti e pensieri nostri siano rivolti a domare la forza e la potenza del timore, poich la disponibilit della verit dipende dalla volont del nostro progetto di abbracciarla. E il nostro ventre, troppo spesso sposato con la sozzura, ora reclama a gran voce "O cielo, rendici il tuo cibo e prenditi questo, capace solo com, di generare pensieri sciagurati".

Ageo: Noi, sopravvissuti al tradimento, compiremo, se ritenuti degni, lopera di chi non ha potuto compierla in vita e riporteremo al presente giorni lontani e dimenticati.

Khafar: Prepariamoci come mai guerriero fu preparato, poich saremo buttati in un deserto impraticabile e inospitale. Chiediamo laiuto necessario per lasciare questi nostri giochi e da fantasmi su un palcoscenico privo di sostanza, diventiamo sostanza viva e feconda di cui ogni cosa creata fornita secondo natura. Piegheremo tutti i nostri intenti inferiori per deludere il pensiero del mondo, che invece li esalta come virt alzandoli a guide dogni sapere e condotta. Voi tutti, credetemi se vi dico che le profezie del mondo saranno innocue filastrocche per dissennati e saprete, con ogni segno prodigioso, che il loro corso si invertito rifluendo verso le fogne lasciando cos il loro ruolo principale, con abito splendente, per adottare limmagine rovesciata della santa virt. Non appena questordine grossolano lascer partire da s il soffio vitale, in quello stesso momento la ponderatezza, lumilt, la mitezza, saranno compagni inseparabili per ogni uomo dabbene. Ma il trapasso ha bisogno daiuto, come il pensiero che non potrebbe sussistere senza il corpo che lo possiede e far convertire il proposito ideale in azione reale. Il mondo, guardandolo con occhio benevolo, diventerebbe il luogo da sempre adibito alla saggezza, cancellando cos, e di un sol colpo pari ad un miracolo impossibile anche per un dio, tutta lantica investitura allo scempio. Virt tanto nascoste da essere esaltate per la loro grandezza ora che sono scoperte, tanto precarie da rivelarsi imponenti per chi ora le ammira.

Escalo: Se dunque tali sono le nostre capacit, maledetto e stolto chi non le applica per il giusto verso.

Khafar: Sarete testimoni che uomini come noi, minorenni per il mondo e i suoi saggi, sapranno superare di molto quelli ritenuti maggiorenni. Perci prestiamo attenzione a questa medicina, perch con quelle false le speranze prima vengono gonfiate e poi subito dopo se ne sente un botto secco prima del definitivo silenzio della rovina. Allora innalziamo preghiere perch il potentissimo Dio di Hosarsiph, memore dei travagli che noi sopportiamo e del logoramento di questi nostri poveri giorni privi di bagliore, non ci faccia diventare ostacolo insuperabile e contrastare cos il nuovo cammino depurato da ogni vanit e ci faccia invece esecutori di un carme per la sua maggiore gloria. Cos si potr finalmente sostenere che lopera delluomo non solo vanit e il suo sudore, da sostanza abominevole e repellente, diventer essenza di fragranza celeste.

Ageo: Noi ci mettiamo in attesa e senza troppa speranza, per non ritrovarci senza quello che ci aspettavamo, aumentando cos la delusione avendo snervato la nostra perseveranza per il guadagno sperato e non ottenuto.

Khafar: La persuasione del mondo cindurr ad affermare che la verit non c e che in ogni modo essendoci non vale lo sforzo dellimpresa. Cos lo stolto grida ai quattro venti che luomo che cerca la verit diventa il propagatore della disperazione per la vita innocente. Provatevi con il fuoco e dopo, ogni attacco si adoperer per diventare, negando la sua naturale propensione, refrigerio e cos, davanti a tale santit, le azioni spietate si trasformeranno in preghiere dintercessione.

Ageo: O mio Signore, fa che io non cadi per la seconda volta. Dammi la forza per esserti di gradimento e che questo gradimento non venga mai pi ritolto, cos che non rimanga macchiato di una ribellione che non pu essere perdonata.

Escalo: se la sapienza ha ornamenti di semplicit, il cercare di abbellirla un eccesso imperdonabile e oltremodo ridicolo. Allora ti chiediamo lume per onorarla cos come ce la mostri, evitando di andare fuori tempo e stagione.

Khafar: Aspettiamo senza affanni eccessivi, e quindi inutili, la luce che ci spetta. N pi n meno di quella che ci serve per adempiere la nostra missione. E il delitto, di cui si macchiato il seme perverso, scoppier con un fragore da rendere musica da svago o ninnananna perfino le cannonate della pi sanguinosa delle guerre. Noi ti supplichiamo di revocare il tuo decreto contro i profeti privati dei loro responsi e di ridonare ai sacerdoti la dottrina e agli anziani il consiglio che hanno perduto con il loro abominevole tradimento. Ecco la cartina che indica il luogo esatto dove la sapienza di Dio stata ripudiata. Andiamo a scavare per ridare alluomo le direttive per la sua salvezza. Langelo del Signore garante di tutto quello che mi fu affidato in sogno. Un eventuale fallimento non aggiungerebbe nulla alla nostra disperazione per una vita che in ogni caso rimarrebbe priva di senso. (apre larca dellalleanza. Tuoni e lampi.) Tutto era vero come langelo mi ha predetto. Signori, Il Dio dAbramo lunico Dio esistente.

( Entra Mos sotto spoglia spirituale.)

Ageo: Misericordia! Che cosa sei e che vuoi da noi?

Mos: Non abbiate paura. Luomo retto non ha da temere la gloria di Dio. C qualcuno pronto a fasciare le ferite del Dio dAbramo, nostro padre nella fede? Fasciate questo mio dolore uomini pietosi.

Khafar: Chi sei mio signore?

Mos: qualcosa che chiamato, spirito o fantasma.

Khafar: Le tue parole nascoste al mio intelletto non nascondono la tua nobilt.

Mos: Nobilt, onore, gloria, non fanno pi parte di me.

Escalo: Confidaci il tormento che ti attanaglia. Forse potremmo alleviare questo dolore mortale.

Mos: Sono stato un uomo travolto dalla corruzione e dalla ribellione di un popolo che ha strappato la sua coscienza e lha resa subalterna al pensiero del mondo. Vi fu un tempo in cui i grandi uomini cercavano, dopo la loro scomparsa, degno tributo al pensiero e alle azioni compiute. Noi, illuminati dalla grazia piovutaci in sovrabbondanza, non abbiamo paura della nostra sorte naturale e del silenzio che laccompagna, ma di quella del dopo che non ha fine. Credetemi se la mia apparizione non per il mio buon nome. Anzi, oggi dichiaro che questo fenomeno un insulto alla ragione e ai sensi e desidero che tutto questo sia un insulto al mondo. Riaccogliete quella sapienza rinnegata dai peccatori, e sullaltare di questa santa causa immolateci, se necessario, la vita stessa, lonore e la gloria, troppo importanti per luomo, ma di poco conto per Dio. Davanti al peccato siate per primi vigliacchi. Davanti alla verit ritiratevi per ultimi.

Ageo: Molte volte la mia coscienza la prima a diventare restia alla verit. Come in certi giorni in cui il sole, per paura di rendere visibile la bruttura del mondo, non vuol saperne di sorgere.

Mos: La volont lasciata affievolirsi, sotto i colpi della lussuria e della vanagloria, perde la sua forma come lindividuo che, indugiando troppo nel chiacchiericcio della sua comunit, lascia il sopravvento al nulla, padrone assoluto della sua miserabile vita.

Khafer: Forse tardi, perch questo veleno ha gi corrotto tutti gli elementi del creato. Da limpido discorso di coerenza, la nostra vita divenuta illeggibile essendosi conficcata in un annuncio mortale privo di speranze.

Escalo: Il buio e la sua oppressione sono adatti al mio sconforto, ma il mio bruciare intimo agogna al suo conforto.

Mos: O voi, uomini virtuosi, il vostro dolore anche il mio. Ma quello che aspetta allo stolto vi farebbe morire pi di quanto crediate di esserlo in questora. Ma io non ho il potere del sollievo che ora chiedo a voi assegnandovi un compito di sterminio e allo stesso tempo di rinascita. Scellerata la stabilit del creato, immonda la speranza della vita biologica, fasulla la sicurezza di un nome influente. Scendete in armi di virt contro questa cancrena e ristabilite il vessillo della verit, anche se costasse il cambiamento che porta dallamore allodio per voi stessi.

Escalo: Ma se in me non c questamore per me stesso, come potr cambiare in odio quello che non capisco di avere e di rifiutare con un atto di volont?

Mos: Denigra anche quello che non credi che in te abbia presa. Il pericolo pi grande quando nascosto ai sensi e allintelletto. Perch sar maledetta quella stanza, maledetta quella nazione in cui regna pi di un re. Siate, con laiuto di Dio, padroni assoluti della vostra persona per poterla ridare tutta intera, senza tralasciare niente, al legittimo padrone. Che queste parole rimangano come marchio inviolabile nella vostra mente. Nessun piacere paragonabile allo stare allaltezza della verit e della virt. Se il fine tanto nobile e prezioso non abiurate, come fanno gli stolti, i mezzi per arrivarci. Poich stimando questi una prigione diventerete servi di una mente bagnata da varie opinioni, da speranze lusinghiere, da false valutazioni, da immaginazioni e simili che ammaestrano allallontanamento della forza e dalla volont di combattere le sciocchezze che distolgono luomo dal suo fondamentale dovere. Ricordate i giorni di dubbi in cui ognuno di voi si adoperava a compiere le opere delle tenebre, offendendo il cielo fino al suo silenzio pieno di rancore, il tempo in cui la scienza era in mano ai fanciulli e la scioccaggine era ornamento del canuto. Rimembrate quando le strutture prestabilite e gli ordini naturali erano soggetti allimprevedibilit e alla casualit. Non sia pi in voi un tempo cos rovinoso e sterile, ma concludete questalleanza, senza esitazioni, con il Dio dIsraele per rendere schiavi coloro che vi schiavizzavano, tramutando le vostre debolezze in forza tale da slegarvi dalle pastoie terrene.

Khefar: Hai servito il Dio dIsraele, mio buon signore?

Mos: Chiamatemi Mos. Hosarsiph un nome spregevole per il mondo e per il cielo.

Khefar: Hosarsiph! Finalmente ti ho trovato. Avevo ormai perso la speranza. Mio signore e padrone.

Escalo: Io sono sul punto in cui non posso essere grato e fedele a questo mondo. La mia intelligenza troppo fioca per produrre da s giudizi e allora gli affido ad un uomo e al suo Dio, pi grandi e degni che questa mia vita macchiata. Dicci cosa dobbiamo fare, siamo tuoi servi.

Mos: Strappate dai vostri cuori padre e madre e ogni cosa che reputate un bene. Strappatevi anche queste vesti broccate poich la scienza cristallina e la sapienza indefettibile riposano sulluomo disadorno come nellinizio. Perci spogliatevi dogni ricamo innaturale. Misera concezione quella, declamata con parole vuote, che affida la sua sorte all'acqua o alla polvere: entrambe si combattono fino alla reciproca cancellazione. Ogni cosa priva del suo valore dopo lapparizione della verit. Chiamate a raccolta i cortigiani e domandate loro del diletto nelle ore di studio e ai contadini chiedete se il loro sudore libera dalla schiavit dello stomaco? Consultate i mariti perch vi dicano della dolcezza del matrimonio e domandate della vita piacevole che sopporta il celibe. Perci aprite la vostra mensa non al vino mortale, ma bevete il liquore preparato per il banchetto che non ha fine.

Ageo: Se il suo segreto m concesso di sapere e condividere, io che sono un nulla e meno di un nulla, allora questo Dio il pi magnanimo che io conosca e voglio combattere per la sua sorte, ormai la mia. Non sapendo lamore terreno non so come raccogliere la mia mente su quello oltremondano. Ma nella mia ignoranza so riconoscere la dignit e la grandezza cui sono chiamato. Ad ognuno il suo grado, il mio lo metto nelle vostre mani, sapendo che in modo contrario offenderei il cielo e i suoi figli.

Mos: Ritiratevi ad oriente fino al tempo dovuto. L vi aspettano coloro che sanno e vindirizzeranno per quanto gi disposto al meglio. Sarete sgombrati da ogni ansia e ardore terrestri e ogni pensiero sar unofferta grata per il nuovo regno. Dove potenza e carit prevalgono, allora Dio regna e l'ingiustizia trattenuta nel suo guscio. Ma l'Egitto, scordatosi che il suo potere unemanazione divina, Ha buttato la scala della sapienza che congiunge cielo e terra e facendola cadere ha rotto quel guscio protettivo liberandone lessenza maligna e nociva. O Egitto, figlio ingrato, in cui neanche la notte riesce a camuffare il tuo volto assassino, non dormire tranquillo sotto questo velo di menzogna, perch sar presto strappato da un sole di giustizia. Preparate i vostri occhi alla consuetudine dellorrore, le vostre orecchie fortificate contro la maldicenza e la vostra bocca sia pronta a gridare profezie di distruzione per i ribelli, poich ogni sillaba da voi proferita far appestare anche la pi rigogliosa delle creature. LEgitto stato messo ai vostri piedi, spogliate il trono usurpato e metteteci a sedere la suprema giustizia dIsraele!

Khefar: Allora sia la necessit dellimpresa a farci guerrieri e non lingordigia o la vanagloria, peggio ancora la brama di potere, poich noi dobbiamo servire un potere ben pi grande di quello che andremo a combattere o di quello che potremmo possedere. In cuor mio batte forte il desiderio di arrivare ai cuori egiziani con le suppliche pi che con il ferro. Che abbiano a leggere nei nostri occhi i santi propositi della nostra venuta e ricusano cos di opporsi al vero Dio riconoscendo lerrore che governa le loro anime perverse e meritando il giusto perdono.

Escalo: Cose troppo grandi per poterle discernere con misura. Aspetter, senza presunzione, le istruzioni che mi renderanno degno di questa spedizione e forse un giorno qualcuno potr dire di me "questo fu un uomo saggio e soltanto il corpo naturale nascose le sue qualit migliori."

SCENA SECONDA

Menfi. Palazzo Aronne.

Entrano Aronne, nuovo faraone dEgitto, Vasta, Straccione, sacerdoti e seguito.

Aronne: Mio buon vasta, cosa mi porti di nuovo alla mia attenzione?

Vasta: Mio sovrano, trattenete il vostro furore, poich venendo dalle terre di fuoco ho incontrato questo straccione che sbraitava parole funeste contro il vostro regno. Da servitore della vostra causa, portando questa nullit ai vostri piedi, ho servito anche la mia.

Aronne: Allora? Ti chiameremo profeta o visionario, se vuoi. Cos questo poema che vai strimpellando per tutto il mondo conosciuto?

Straccione I vostri occhi severi sono un niente con quelli mostratimi da Dio.

Aronne: E che colore avevano questi occhi?

Straccione: Un colore che vi far sbiadire. Un colore che vi sommerger senza preavviso. Un colore di percosse che vi affonder con il vostro ricordo.

Aronne: Trattieni il tuo volto, bocca di nulla.

Straccione: Se io fossi un nulla, lei sarebbe gi un nulla. Ma colui che mi ha parlato una bocca piena.

Aronne: Allora piena di sciocchezze.

Straccione: Ma anche di furore, e quando ci sar da saldare questo conto, quelle sciocchezze che lei sottovaluta, saranno un testo daccusa senza appello. Perch se lo strumento di morte anticipa luccisione, qui lo strumento e la sua applicazione sono la medesima cosa. Non luno senza laltro. Luomo plasmato per servire la sapienza ora ricopre il ruolo del suo assassino.

Aronne: La sapienza che tu acclami tutta l. (Gli mostra il bastone di Mos.) Questa la potenza di Dio!

Straccione: Nel giorno della mia visita li punir per il loro peccato. Hai rubato il sacro bastone della liberazione dIsraele! Che tu sia maledetto, traditore degli uomini e di Dio! Non potrai scampare alla tremenda punizione. Sacrilego e apostata!

Aronne: Portatelo via! Di lui ci occuperemo pi tardi. Ora questo giorno e le nostre persone sono per il nostro dio.

Straccione: Tutti i peccati, paragonati a questo, sono senza macchia e risultano innocenti. Ma attento a Colui che avete spogliato con un atto, con un pensiero di consenso allinferno. Tutta la spoliazione del cielo ricadr su di voi, vestendovi a legittimo padrone di un regno di tormenti. Di quella regalit n resta pur un frammento sulla terra, di questa tutta intera non risulter che un fazzoletto afflosciato su se stesso, come uno scrigno privo del suo contenuto pi prezioso.

Vasta: E lasciate sproloquiare questo contenuto di feccia, leccapiedi e smargiasso? Avete forse paura di un nemico che non osa mostrarsi e quando lo fa, i suoi guerrieri, il corpo vivente delle sue strategie, sono solo un mucchio di straccioni privi di qualsiasi virt e coraggio per lazione bellicosa?

Aronne: Se questesercito esiste, allora preparatevi, se vedete mille uomini, a combatterne duemila. Due volte in numero e in odio.

Vasta: Anche questo mi sembra smidollato come lo fu Hosarsiph. E un fatto di nascita, lebreo non apparso nella storia per comandare e con il nostro aiuto lo rimanderemo al suo compito naturale di servitore. Ci faremo un favore vicendevole. Primo e ultimo. Lora del prestito scaduta!

Aronne: Arrestate quel manigoldo e frustatelo! (Tra s.) Il corso tragico della mia esistenza, ora si rivela come lepisodio pi comico. Reputando la vita libera sotto il dominio di un dio che impartisce le sue leggi, io affermo che la libert fu sepolta con la sua dichiarazione. Scegliendo la mia strada ora sono accusato di imbroccare quella sbagliata. Mi diranno in seguito il mio poter scegliere? Parla bene del tuo volere. Il dubbioso non ha parte in questo gioco in cui si combattono il bianco delle domande e il nero delle risposte. (a Vasta.) Prendi il mio bastone e gli chieder la fattibilit di un tempo in cui si potr udire il segreto delle arti magiche che ci fu nascosto da un disegno di gelosia, lasciandoci gli occhi in uno spazio buio e la mente in uno spazio vuoto. (Vasta gli porge il bastone) Ecco la potenza e la gloria, mia grazia e mia fortezza che mi protegge nelle imprese e assoggetta la realt ai desideri. Oggi le nostre braccia sono piene di vigore e chiedono una vittoria tutta per luomo. Benedetto per sempre il bastone che mi sorregge e che mi libera da ogni disegno straniero. Io vi dico di sradicare ogni erba che non sia gradita e piantare quella da elaborata per adornare il nostro giardino. Poich oggi saremo liberati da qualsiasi cosa che attenta alla nostra felicit. Voglio conoscere ogni cellula delluniverso e piegarla al nostro bene e se un giorno Dio ha dato il mondo in custodia alluomo e alla sua volont, gli diciamo che la custodia finisca per la propriet assoluta, poich senza questo, ogni progetto vano e il tempo della vita troppo lungo e penoso e non merita nessun onore. Non degno di essere assaporato. Che le mie intenzioni siano anche le vostre cos da mobilitare un esercito tale da sconquassare e mettere in fuga il pi indigesto dei sistemi. Un sistema stimato il migliore senza che il destinatario, vale a dire luomo, sia potuto sedersi a colloquiare con il legislatore di tali norme. Da questo primo danno ne nasce uno maggiore, poich non assoggettandoci a tali prescrizioni, vi dico che saremo privati di quello cui non abbiamo contribuito a costruire, dacch osano chiamare salvezza un imbroglio, limmagine sublime di qualcosa che non in noi desiderio. Fuggiamo da coloro che cinventano glorie impossibili e non lasciano alloggetto delle loro intenzioni il potere di scegliere ci che pi idoneo alla nostra natura. Quale dono damore pi grande di quello di pensare e agire per il proprio amato?

Straccione: (in lontananza) Attenzione e riflessione alle mie parole, perch dichiaro che del dovere vi sono due modi: luno fine a se stesso e questo punta allimposizione meritando il nome di privazione. Laltro che porta in s il germe del diritto. Luomo lavora ed un dovere, ma se finisse qui sarebbe una tortura ed una maledizione. Ma se il lavoro serve per mangiare, ecco che il dovere tanto biasimato si trasforma in libert perch abbiamo acquisito il diritto di mangiare e quindi di vivere. Lobbedienza a Dio di questo secondo genere e merita il nome di liberazione. Assoggettati, Aronne, a questo dovere. Ricordati che fosti un figlio dIsraele.

Aronne: (Tra s.) Resta a giacere presso questa legge. Resta a giacere fino a scioglierti in un grumo inerme perch ti sei dichiarato schiavo di una potenza che paralizza i sensi e la ragione. Che spavento il camminare con una scienza da inventare, perch pauroso essere il principio di ogni atto e pensiero. Molto meglio ricevere le chiavi da uno spirito e non curvarsi sul fuoco rovente e battere il ritmo del nulla per crearsi un prodigio e poi essere riconosciuto come scopritore. Molto meglio, perch se il fallimento prende il sopravvento allora il nostro nome polvere e alla polvere assegniamo il nome di sciagura. Appisolatevi e restate deboli nelle vostre esecuzioni. Ah! Potente la volont nel trovare un altro sole e dare un altro inizio al corso della luna. Un mondo ornato intorno alla mia mente e il pi alto dei misteri, il creare, ora diventa cristallino perch possiede misurazioni umane e a questa tremenda festa notturna noi vogliamo irradiare la nostra sola luce. E se nulla quaggi ci resta in nostro potere, io sorrido alla morte e chiudo le porte alla vile schiavit. Mi glorio di un desiderio che il saggio chiama smisurato per il cielo, ma che ritengo lunico degno della terra.

SCENA TERZA

Stesso luogo. Stanza del culto.

Asir, Khanefer e sacerdoti.

Khanefer: Lumore intorpidito dalle ubriachezze nasconde ad Aronne il futuro nefasto. E leffetto del vino, si sa, passa dopo la notte ristoratrice.

Asir: La pietra sacra di questa terra stata buttata a mare con tutto lequipaggio migliore. Da allora le pi profonde preghiere sembrano canzoncine che strizzano locchio al pubblico pi lascivo. Ormai siamo ostaggio delliniqua potenza di un faraone che insegue soltanto la sua traiettoria, disconoscendo qualsiasi sapienza, e facendo della sua ossessione per il potere una nuova religione priva di freni per la violenza.

Sacerdote: Sta attento ai tuoi pensieri, perch la potenza di Aronne ha perfino corrotto gli angeli messaggeri e io credo che queste tue parole siano gi risuonate alle sue orecchie. Sarebbe la fine del viaggio.

Asir: Viaggiare su questimbarcazione imputridita gi un anticipo della morte e allora meglio accelerarla. La mia coscienza mimpedisce il prolungamento del viaggio, e in questa terra la coscienza stata spiantata per fare posto alladulazione del male.

Khanefer: Bisogna studiare lora migliore per lasciare questinferno, ormai al suo naturale destino.

Altro sacerdote: Lo sai molto bene. Il profeta ha annunciato larrivo di un qualche liberatore. Dalle avversit forse sta sorgendo un flusso di libert mai conosciuta. Le nostre lacrime forse ingrosseranno il Nilo fino a farlo traboccare contro questi usurpatori. Che le nostre suppliche siano accolte come immagini vive delle nostre pene e che qualche dio misericordioso, se la misericordia un attributo degli dei, le tramuti in incubi spaventosi per i carnefici e in bocche assassine ogni nostro pensiero, cos come il vento che passa e cambia la natura muta delle corde dellarpa in suoni di una bocca parlante.

Asir: Ora andiamo a onorare questo scempio. Il nuovo culto del vitello la nostra fine ingloriosa. Pagheremo per aver tradito limpegno preso con il Dio di Hosarsiph.

( Escono.)

SCENA QUARTA

Piazza del palazzo. Culto del Vitello.

Corte, esercito e popolo. Trombe e tamburi.

I popolano: Col tradimento e con linganno un impero non resta molto in buona salute.

II popolano: Cosa sono queste parole?

I popolano: Dico solo che chi ha tradito il suo dio per servirne uno sconosciuto non degno di fede e la sua potrebbe di nuovo cercare un nido con uova fresche!

II popolano: Questo Aronne un uomo potente e la natura dei prodigi sembra gli sia familiare.

I popolano: Io ho potuto incontrare il suo sguardo e ti dico che un pozzo cos profondo e buio non l'ho mai scrutato da quando la vista mi regge a ragione. Che gli dei non vogliano che si debba avere bisogno di lui, perch nel ricambiarlo ci sono cose paurose. Le orecchie delluomo non dovrebbero mai ascoltare queste cose. Un brutto presagio ha accompagnato la sua salita al trono, per non parlare di come ci sia arrivato, e la mano degli dei calata pesante su questa nazione di cui non rester che ammirarne le ferite.

II popolano: Grande il segreto degli eventi e quando ricevi qualcosa, guardarsi bisogna intorno per rimarcare laltra che ci viene tolta. Per la vita del giorno si abbisogna della morte della notte.

I popolano: Cessiamo con i lamenti poich gi il cielo ce li propina, e la peste il segno pi eloquente della ritorsione divina.

II popolano: Questa terra ormai marcia e bella e fatta per la notte eterna.

I popolano: Forse c una speranza per i moribondi.

II popolano: Speranza? E quale sar mai con questi tempi?

I popolano: Un indovino, un profeta, un saggio, in questi giorni declamava di un uomo potente, di un illuminato che avrebbe riportato la pace fra cielo e terra. Poich oso affermare che questi due elementi sono ormai in combutta da quando la saggezza fu bandita dal palazzo. Fratello mio, aspettiamoci i giorni pi tremendi dellumanit. E ti dico di restare sveglio e vigile perch il fuoco divino che qui si scaglier far cambiare natura agli elementi facendo brillare la loro essenza pi nascosta. Preghiera, elemosina, digiuno, tutto e solo questo perch possiamo avere vita salva e salpare su questo nuovo mondo per riprenderci le sembianze umane che abbiamo perso per un regnante infedele alla legge.

II popolano: Che il cielo ci ascolti e ci risparmi una morte cos orrenda.

I popolano: Da questa povera carne pu fuggire la luce della vita ma non mai la fede nei nostri dei. Sopporteremo la prova, poich se un tiranno ci governa allora il popolo deve espiare una colpa commessa.

II popolano: Quant lontano il tempo della divina scienza, quando fra le nostre strade regnava il culto della saggezza e tutto il popolo attendeva le sentenze del suo signore; Hosarsiph.

I popolano: Temo che il suo spirito stia per entrare in possesso di tutte le facolt che gli furono tolte a tradimento e guai a chi a compiuto il sopruso. Il proscritto dal cielo nellora del ritorno e il mondo che lo ha respinto conoscer leffetto di una causa tanto mostruosa da rendere ignobile e miserabile ogni altro atto di bont e rettitudine che non sia losservanza di qualcosa di sconosciuto.

SCENA QUINTA

Deserto egiziano. Unaltra zona dellaccampamento.

Entra Khafar.

Khafar: Da principio, con grandezza e potenza, guardava alla modestia e allumilt e alla misura. Dopo la disubbidienza, ridotto a verme di terra, guard alla superbia e alla dismisura. Linfinito gli era ormai stretto come un giogo e sinnamorava del nulla. Questa la creatura di cui sono fratello nella sorte e sostengo che non un vanto somigliarle. Reputa una conquista seguire il tracciato del diavolo, chiamandolo libert di scelta, e non quello di Dio, che vedono privo di fantasia e di inventiva. E se qualcuno parla in favore della seconda trama grida alla congiura di tutti gli elementi. O mio spirito incerto, stimola il mio intelletto per la vera ricompensa, stammi alle costole con la tua severit, poich della vecchia vita sento solo nausea, ma terrore provo per la nuova morte. Ed la verit che mi conferma se stessa e il mio terrore, cos come non ho bisogno di comprendere il male e il bene poich loro stessi si presentano alluomo nella loro essenza primaria. Pure sento confusione davanti a questa scelta, e luomo che prima mi disgustava, ora lo sento prigioniero di un gioco troppo arguto e sono pronto a commiserarlo e a comprenderlo. E perdonandolo, in fondo non perdono che me stesso. Toglimi questangoscia opprimente, perch, se cos non sar, ogni preghiera duomo sar un parlare obbrobrioso. Va, va mio pensiero, pi alto che puoi e invecchia in pace con il tuo Signore, e dal suo palazzo non uscire pi. Irridano pure i grandi sapienti del mondo i dubbi della mia mente. Detestino pure gli scienziati pieni di certezze matematiche il mio scetticismo sulle cose del mondo e sul loro valore. Ridete voi stolti sul mio desiderio e sulla mia angoscia di cercare quello che mi sovrasta e di vivere secondo virt, perch vi dico che chi comanda se stesso, credendolo un privilegio, non sa di avere se stesso come peggiore padrone. Meglio perseverare in quello che voi considerate un danno, o uomini saggi, che osservare la vostra saggezza. Poich se questa risultasse lunica dottrina esistente, preferirei diventare il pi cocciuto dei peccatori e il pi sciagurato degli stolti.

SCENA SESTA
Palazzo Aronne. Sala trono.

Aronne: Noi ci difenderemo da chi ci vuole riportare doveravamo un tempo: prigionieri sotto le influenze di padroni invisibili ed esigenti. Noi sosteniamo che le nostre leggi, la nostra scienza ci rendono sovrani e indipendenti. La nostra ragione non ha pi bisogno di una medicina miracolosa, sar il nostro sforzo ingegnoso a superare il nostro limite. Reputiamo questa vita come il pi nobile dei doni e disprezziamo chi cinvita a disprezzarla. E proprio coloro che dicono di avercela regalata ci domandano di profanarla con il rifiuto. La vita stata oltraggiata perch nessuno lha chiesta in prestito. Che ci lascino in pace, allora, poich nessuno ha bussato alle nostre porte chiedendoci il permesso per lospitalit. Io sono stato buttato senza il mio consenso ed ora vogliono farmi imputato per quello che non ho commesso, per un potere che non mio e che non voglio. Ci giudicheranno dove loro stessi sono accusa e difesa. Chi oser accusare un Dio per la libert di quello che ha creato nella sua potenza illimitata? E chi ci difender contro questa forza tremenda? Quale freccia da noi scagliata potr colpire linvisibile e la sua dimora? Io ti accuso per la fame e la sete che sopportiamo quale tuo dono. Ti accuso per la malattia e la morte che ci tormentano quale tuo dono. Ti accuso di superbia perch ti proclami dio da te stesso, di prepotenza perch chi non vuole ubbidirti sar schiacciato a terra, di stoltezza poich proclami saggezza norme che ci dilaniano lanima e il corpo e ti condanno alla nostra sorte: al limite che ci annienta nel dubbio, alla solitudine che ci fa disperare nellinsonnia, allincubo del domani che ci blocca nel tremore delloggi. Ti condanno allubbidienza cieca poich ci lasciasti senza possibilit di esaminare il nostro sentiero. Niente abbiamo chiesto di quello che reputiamo un male e tu ce lhai dato, niente abbiamo ricevuto di quello che per noi buono perch ce lhai negato. Noi chiediamo il congedo da ogni usurpazione e vogliamo solo il nostro destino. Vi darei conforto, miei fratelli nel fato, ma avendo la bocca non ho il potere delle parole. Siamo stati concepiti come alberi che producono frutti immaturi, creature pensanti per contraddire il pensiero, posti al centro del creato per occultare questo privilegio a primeggiare su ogni alto essere, immersi in una stanza di significati per ridurre al nulla il nostro significato. La nostra sola libert rispettare e obbedire per essere ricambiati con lesecrazione, la schiavit e il ripudio del nostro essere. Costatiamo che il mondo e la sua storia sono stati seminati con il germe della fine proclamando la nostra scomparsa definitiva.

(Entrano Masur e Vasta)

Vasta: Grande Aronne, il popolo aspetta solo te per adorare il nuovo dio dellEgitto potente.

Masur: Venite a seppellire il passato confuso e riprovevole di Ramesse e inaugurate un tempo di vittorie e di nuove conquiste per il regno che nessuno ha mai avuto. Il popolo aspetta con ansia la parola del suo nuovo dio.

(escono.)

SCENA SESTA

Deserto egiziano.

Ageo: Lo spirito di Dio Stesso in testa a prendere le redini allentate dei servitori di Dio. Vi chiedo se siete pronti per riportare la sapienza sullantico seggio derubato, ora riconosciuto come lunico che possa dare ristoro e conforto allesistenza tribolata?

Khafar: Come mostruosa si presenta la vilt accanto al coraggio. Ma noi siamo stati favoriti oltre ogni misura e non ci pu essere posto in noi per la mostruosit.

Escalo: Io avanzo non con collera o vendetta verso quella terra disgraziata. Ho paura per chi sar ritenuto ribelle al Dio dIsraele. Solo leco dei suoi comandi mi sprofonda nel terrore e nello smarrimento. E oggi non ci sar leco ma la causa di questo in spaventosa figura. Non avete notato come luniverso si stia zitto e il sole, astro splendente, non emetta la solita luce abbagliante. E le nuvole, sapienti camuffatori, non nascondono lira del trono divino. Tutto palese, perfino troppo evidente. Tutto attesta un cambiamento inaudito. Dora in poi, i bambini nasceranno gi maturi per il parlare e ragionare della morte e abbandoneranno i giochi per sondare i misteri pi profondi. Non si canter pi di vino n si danzer per amore, perch i sentimenti saranno ritenuti trastulli e perditempo inutili. Resteranno solo poche parole, le ultime, per annunziare la fine della vita semplice e spensierata.

( Entra straccione.)

Straccione: Eccomi potente come nellatto della creazione e anche di pi perch dei sei giorni occorsi allora me ne baster uno solo per distruggere e ricostruire il mio trono. Strapper dal tuo ceppo ogni radice di vita perch hai rattristato ogni spirito duomo con fave e miele di terra. Niente pi visioni e arti magiche, cos saprai che io do e tolgo a mio piacimento e che il potere nelle mie mani. Non lasciatevi sconfortare da un soffrire indistinto, la ricompensa il vero metro di giudizio. Ci furono molte ripuliture, ma questa sancir linizio per un nuovo giardino da frutta magnifica. Non fate seccare la sua erba e non intonate nel suo perimetro canti di lamento, poich la legge dei bisogni primari stata sovvertita e soppiantata per fare posto al sommo e unico bisogno: colui che , che era e che sar in eterno.

Khafar: Sei tu il mandato per condurci a Menfi?

Straccione: Venite sotto il mio manto e il male non vi potr nemmeno sfiorare.

Khafar: Andiamo a dividere e condividere questo regno con quanti lo vorranno e il mondo seguiti nella sua repressione alla verit. Che sguiti pure nel suo amore per il giorno e la notte, noi abbiamo trovato il sole che non tramonta. E non baster questa mia carne tremante, pur se dovesse galleggiare nel sangue, ad abbandonare il giusto proposito. Assolvete o condannate tutto luniverso con noi insieme. Io sono dei vostri!

Ageo: Che il mondo saccusi da se stesso, perch padrone di tanta forza e intelligenza non possiede il sussidio della saggezza. Piegandosi alle astuzie pi fragili s fatto fuggire il vero conforto barattandolo con piccoli oggetti di piacere che suolono chiamare filosofia, scienza o altro ancora. E sostengo che noi, scampati per misericordia immensa, non ci doleremo davere perso la vista di questi oggetti, perch il vero decreto non riguarda il nostro pi vigile occhio. Siamo sepolti al mondo e pur tuttavia tranquilli di vedere maggiormente di quello che gli uomini vedono.

Escalo: Se solo bastassero le parole, tutto questo dolore e questo sconforto sarebbero strilli di allegria. Un mondo che mi sembra stregato tanto sordo alle profezie. Il suo destino di giardino privilegiato scomparso con il suo udito. Ogni cura e attenzione svanite, perch il padrone del mondo ha bandito le parole pietose, avendo ormai una bocca amara e un alito letale.

Straccione: Udranno questa volta. Vi dico che le lamentazioni paurose di Dio saranno percepite anche dai morti e quelli che ancora non sono ne porteranno i segni ammonitori facendoli rabbrividire ad ogni ritorno di pensiero. Andate dove vi stato indicato, e se Dio non ha parole, come pensano questi blasfemi, diventate voi stessi la sua bocca per riscattare quelli che saranno segnati e per rovinare quelli che il Verbo nel suo mutamento non ha ascoltati nelle loro false preghiere. Tutto sar fuor di misura: le parole saranno inadeguate e sconce, la musica sar insopportabile rumore e frastuono, le arti plastiche disarmoniche e goffe. Tutto sar per ridicolizzare la creatura che fu nobile, per insozzare quello che fu limmagine, ormai sbiadita, del Dio eterno. La fortuna sar chiamata sventura, la gloria ribattezzata come disdetta, la saggezza coronata con linfimo diadema della scellerataggine perch lEgitto stato vomitato dalla mia bocca. E dopo questo frastuono tutto sar dissolto prima che luomo possa capire, cos che nessun empio possa pentirsi e trovare scampo.

Ageo: Siamo pronti a svergognare questo mondo e che Dio non ci abbandoni alle sue lusinghe. Questa sar una mascherata lasciva che pu fiaccare la corsa della volont. Preghiamo il Signore di Hosarsiph di mutilare e prosciugare il mormorio senza controllo delle nostre lussurie vanagloriose, di rendere le nostre mura robuste trovando cos quella resistenza per farle scoppiare di rabbia, non potendo esse dare sfogo alla razzia.

Straccione: Fate tacere la ragione, che mal volentieri sinchina ai comandi divini. E la vostra ragione sia il servire Dio.

( Escono.)

SCENA SETTIMA

Palazzo faraone. Un corridoio.

Entrano Aronne, Vasta ed Emar.

Vasta: Guardate avanzare le nostre virt, sono vestite dun inverno senza tregua. Le loro ancelle sono ormai prive dornamento e il sovrano della loro vita si chiama vigliaccheria. A questo destino privo di valore legato quello dAronne ed scritto chiaramente sulle mura di questo palazzo: "MORTE!". Ormai il volto sfregiato del nostro regno ha bisogno urgente di un truccatore audace, di un chirurgo sapiente che riporti gli splendori cancellati dal velo grigio di una volont inclina alla sottomissione. Quelle antiche vette sono ormai un ricordo dolente, pronto a scomparire per sempre, se queste restassero sotto la giurisdizione di un ebreo. Hosarsiph fu linizio della caduta, Aronne ne il culmine. Se la sofferenza fa intravedere la morte, questa ormai padrona assoluta dellEgitto. La caduta degli ebrei condizione necessaria per la nostra vita.

Masur: In Aronne abita un delirio contagioso pronto a colpire il curioso impertinente. Il mio criterio minsegna che se la testa non curata, il cuore batte a vuoto. Il filo dellesistenza molto labile, ma in lui c una fonte che lo alimenta allingrasso procurando il nostro denutrimento. Anche il grande Hosarsiph, a contatto con questo popolo, perse la corsa verso limmortalit. La sua ragione fu intaccata, scomparve in lui il furore per la meta agognata e si spense per servire un disegno astruso. C come un frastuono in quel popolo che rende folli coloro che da loro sono odiati. Un potere maligno, un influsso oscuro che porta ad una morte spaventosa. Dove c allegria, loro controbattono con pianti e lamenti. Dove si mangia, loro rispondono con il digiuno. Dove si discorre di filosofia o di scienza, loro iniziano preghiere e si battono il petto. Siamo ormai preda delle loro stregonerie. Le nostre facce non si accordino pi con le loro, visto che i cuori non lo sono mai stati. Da notturna e segreta sia ormai una guerra dichiarata.

Emar: Ci sar sempre un tempo dabbondanza e uno di carestia. Imprese grandi e trionfali e poi sconfitte ingloriose. Ma il vostro delitto porta con se il marchio blasfemo dellinfamia. Da allora avete condannato al fallimento ogni vostra impresa assumendo come vostra, una guerra contro natura: inferiori che si scagliano sui superiori, madri che tramano contro i figli e fedeli che tradiscono i loro dei. Se i regni si conquistassero con le sole armi, sareste vincitori, ma dopo la conquista violenta c il suo mantenimento e questo si realizza con la diplomazia, la virt e la fede. Ma con questi parametri risultate perdenti. A dispetto dei tempi e dei sovrani vestiti con programmi saggi o fecondati da menti sanguinarie, oppure togliendo o aggiungendo angoscia ai loro sudditi, la potenza sovrumana resta uguale a se stessa, non scalfita da circostanze fortuite. Il suo diritto prevale su ogni altro ed lei sola capace di innalzare o abbassare una nazione, un re, un eroe. Lei sola fa risplendere od offusca unopera, uninvenzione. Le vostre losche trame sono solo piccole dissonanze che saranno placate e rese innocue nella resa dei conti, la cui giustizia supera laltezza della vostra stoltezza. Da parte nostra ci atteniamo a servire la Sapienza cos come la nostra sostanza cimpone. Provenienti da Lei le siamo soggetti. La mia bocca il riassunto di tutti i miei fratelli: ogni dente si allineato per uno stesso intento, per lo stesso giuramento.

Vasta: Nel vostro accordo su tale questione non ravvedo laccordo tra servizio e dovere. Un principio in contraddizione che mi obbliga nellaccordarvi la stessa morte, poich in voi le uguali intenzioni ci sono suonate come sabotaggio e cospirazione contro il regno e hanno declamato un canto funebre che accompagner con solennit le vostre teste su un medesimo ceppo, facendo di questa una notte prospera per la nostra causa, ormai giunta alla piena maturit danima e corpo. ( Alle guardie) Portatelo via e provvedete per i suoi complici. ( A Masur.) ecco un impaccio in meno. Faremo il vuoto intorno ai nostri pi ardui ostacoli. ( Fra s.) Va, dea natura, libera il tuo carro gravido di destino valoroso per coloro che sanno onorarti e sii favorevole, io umile tuo servo, alla mia causa, facendo strage dadulatori e parassiti. Mostrati senzaffetto e piet per coloro che tramano per il tuo malcontento volendo impiantare un dio al di fuori di te. Ribolli e inghiotti ogni retorico e demagogo che promette ricompense che da te non provengono, poich nessuna strada si apre se tu non lhai gi aperta e nessun effetto tale se tu non ne sei la causa. Non consentire alla tua saggezza di sopportare sudditi che si vogliono ribellare in un avventuroso e insensato ardire verso regni generati dalla fantasia e che non ubbidiscono alla tua ferrea logica. Nobilt e saggezza servirti, riconoscere le tue leggi, magnificarti sopra ogni altra cosa.

Masur: Non pensate a quello che avete fatto. Piuttosto agite con pi scaltrezza. In questo gioco rischioso, simulare sembra larte pi naturale. Mostratevi nemico del disonore anche se il disonore un alleato per la vostra causa. Fatevi ardente zelatore della virt anche se questa viene calpestata in ogni vostro pensiero. Osannate gli eroi anche se vi siete macchiato della pi grandazione sanguinaria contro di loro. Tutto il popolo segue quello che voi gli mostrate e si specchia in queste parvenze che crede siano conforme ai decreti divini: in questo gioco di riflessi, il pi luminoso, quello di cui non potete non inebriarvi, quello che emana dalla sapienza dei sacerdoti. Senza la loro benedizione un faraone solo un simulacro, una copia del potere, un organo privo della sua funzione vitale.

Vasta: Labito che indosso rester a testimonianza del nostro affetto e segno della nostra devozione. Noi non contristeremo la fede del popolo nelle sue immagini. Ci consumeremo nel digiuno e nelle preghiere finch il nostro volto diventi licona stessa del culto. Vomiteremo ogni parvenza che non saccorda con quella dei nostri predecessori, finch ogni cittadino creda che siamo nati destinati a nessun altro ufficio che questo. Sotto i loro occhi riveleremo la saggezza come fosse sempre stata di nostra propriet, ne faremo una pantomima per addolcire il loro spirito e fiaccare ogni scintilla di rivolta, cos che si distraggano in elogi e restano fuori da ogni intrusione nei nostri affari. Dallesterno sembrer il regno pi pio dellintera storia, ma nel suo seno cover il pi gran progetto sovversivo uscito da mente umana. Togli lo scettro al faraone e gli togli la riverenza. Denuda il sacerdote della stola e lo privi della sua santit. Ora questi due simboli riponili nella mia persona e nessuno metter in dubbio che io possegga potenza e sapienza sopra ogni altro, anche se la mia natura indegna delluna e dellaltra virt.

Masur: Scacciateli via, giustamente, come ingiustamente entrarono, voi che avete il diritto e il compito di punire coloro che portano in cuore lodio e la vendetta contro di chi li ospit nella loro casa e li protesse dalla fame e dalla spada nemica. Ridestate il diritto in questa terra sconsacrata dallo straniero che, in ricompensa allospitalit, cerc di portare sul trono un dio a voi ostile. Il fischio di questo dio se non combattuto in tempo, da leggero sussurro esploder in un sibilo di morte e chiunque tenti di ridestarsi da quel languore avr in dono la rappresaglia di tutti gli elementi, messisi in combutta contro la nostra origine privilegiata, che hanno assunto il portamento di guerrieri insaziabili di grandezza. E uno stato felice quello in cui Israele solo un ricordo. Datemi questo e in cambio vi consegno Aronne e il suo ricordo.

Vasta: Giorni tempestosi, giorni cruciali si stanno levando al nostro fianco cercando in noi risposte sul nostro e il loro futuro. In armi rispondiamo allappello contro lebreo impudente, come richiede questo tempo di mollezze e leviamole con odio mortale fino a far scomparire anche la sola eco della loro permanenza fra noi. Siano bandite filastrocche e poemucci, siano cancellate anche le pi piccole cronache dove sono riportate le sillabe odiose: ebreo!

Masur: Viva dunque la nostra alleanza per unire in un patto vincente i nostri progetti. Impugniamo insieme lodio che ci unisce e facciamolo pi forte di quello che ci separa. Il nostro regno usurpi tutto quello che potrebbe giovargli e far s che i suoi confini diventino un vuoto, un deserto inabitabile e insopportabile, cos che ogni uomo lasci la sua terra per contemplare questa, unopera mai vista prima plasmata da tutte le bellezze del mondo.

Aronne: Vado da lui. La mia vicinanza sar il visto della mia credenziale presso tutta la nazione. Affrettatevi anche voi a raggiungere il palco.

( Esce.)

Masur: Il rifiuto di quei ministrelli un punto in mio favore anche se qualcuno, soprattutto i pi giovani, potrebbe tremare allidea della morte. Oso credere che alcuni di loro preferiscano privilegio e comodit piuttosto che tuffarsi alla cieca in uno scontro che non ha sicurezza di vittoria. Vasta sarebbe, nella sua doppia veste, un limite insopportabile nellesercizio delle loro funzioni. La sua dipartita sarebbe una buona ventata dossigeno per il loro potere ed io li accomoder in questa direzione. Punter sulle carte della libert, della soddisfazione e del successo personale che sono, dellautorit della natura, le propriet pi efficaci. Queste sostanze e i suoi rimedi saranno la nostra arma pi potente e persuasiva contro promesse che faremo passare come essenze leggere e quindi effimere, come lo sono le parole prive del loro supporto sensibile e duraturo. Non ci sar nessun Vasta o Aronne che impediranno a Masur Di diventare quello che vuole essere.

( esce.)

SCENA OTTAVA

Piazza centrale.

Entra Aronne, Il vitello doro e seguito fra tripudi della folla.

Musiche e danze.

Aronne: Abbiamo preso atto di un fatto mirabile. Liberazione per sempre! Indipendenza pagata col fuoco. Oggi apriamo una nuova porta per lumanit, una strada da non percorrere per chi privo del necessario coraggio per il transito solenne. Piangete voi che non osate e ridete voi temerari dellincerto. Ballate e gridate perch abbiamo scacciato le ferite e il dolore lo abbiamo dissecato. La nostra fonte labbiamo riempita con le nostre mani e con le nostre bocche la potremo svuotare a piacimento. Festa grande per luomo audace, per linventore di nuovi poemi dove sono esclusi i tempi tristi e dove la memoria straziata vista come ostacolo al compimento della gioia. Qui, ogni uomo battezzato signore del tempo poich casi ed eventi sono ora posti sotto la sua licenza. Qui, capovolta stata la clessidra che batteva un ritmo insopportabile per le sue membra e per la sabbia che lo imprigionava in un gioco poco divertente. Questa materia ormai morta alla nostra terra, labbiamo sciolta in un solvente da noi preparato, un liquido che si attiene alle nostre manipolazioni. Strappiamo dai nostri occhi le cose gravi, i travagli e le angosce che accompagnano da sempre la nostra breve apparizione. E scoccata lora del nostro diritto, un diritto pagato con il dolore. E lora per agognare alle cose credibili ed allontanare le favole che offendono la nostra intelligenza. Tutti i trattati che ci furono emanati, e non conosciamo trattato pi sottile di questo, noi li riponiamo nel mondo del ricordo, ultimo nostro tributo alla menzogna, dove non potranno pi nuocere ed essere cos visti come passatempo letterario, unescrescenza del genio umano. Lalbero maestro che ci scacci come frutti marci stato da noi tagliato per la sua sterilit, condannato per inefficienza e ributtato in quel giardino di proibizioni, genitore naturale delle nostre sofferenze. Scuotetevi di dosso questo sole che di generatore di calore diventato assorbitore della nostra piccola fiaccola. Accelerare la corsa di questo mondo putrefatto ad andare verso il suo inevitabile destino dimplosione nostro dovere e fonte di salvezza.

SCENA NONA

Lo stesso palazzo. Corridoi della prigione.

Entra Emar con guardie.

Emar: Ascoltate miei buoni soldati. Non mettetevi contro la voce degli dei, non macchiatevi di un gesto folle che non ammette perdono.

I soldato: Mio nobile sacerdote, che cosa possiamo contro un ordine del nostro padrone se non obbedire?

(Entra Khanefer.)

Khanefer: Cosa state facendo?

II soldato: Stiamo portando il saggio Emar alle prigioni. E un ordine del grande Vasta.

Khanefer: Non vi sembra strano che un sacerdote si metta in collisione contro chi lo ha unto con la consacrazione di Osiride e privarlo del ministero che gli stessi dei hanno promulgato nei loro decreti eterni? Vasta o lo stesso Aronne possono concludere contro i decreti di Osiride?

II soldato: Avete ragione. Non mi metto contro gli dei. Vi lascio in libert perch la mia vita non ha pi valore se mi metto in combutta con coloro che tutto possono. Dal faraone mi salva pure la morte, ma dai numi eterni chi mi dar riparo?

Khanafer: Non preoccupatevi per la vostra vita in questi tempi strani, dove si preparano cambiamenti mai visti prima. Se anche in voi nasce lirrequietezza per il fatto che dovete eseguire ordini che la vostra intuizione di servitori ritiene falsi, perch pronunciati da bocche false e spergiure, allora siamo giunti alla fine di questo sistema. Vi assicuro che mai infedelt sar ritenuta sibillina e perfetta come la vostra nei tempi che verranno, essendo questamore per la verit come mai uomo pot esprimere. La vera autorit sta per ritornare e riprendere il posto che le spetta, spazzando via questa scimmiottatura, e anche in voi ritorner lincentivo primigenio per eseguire un ordine che rientra nella legge. Andate e raccomandatevi agli dei e non a chi possiede sangue mortale.

( Entrano altri sacerdoti.)

I sacerdote: Abbiamo saputo della vostra cattura e siamo accorsi.

Emar: Il buon cuore di questi valorosi soldati ci ha risparmiato unorrenda dipartita. Ora il momento giunto per detronizzare la vipera e il lupo che ci stanno soffocando con morsi e veleno.

II sacerdote: Lasciamo credere allimpostore che i pi vecchi sono passati a migliore vita, e di questo si occuperanno i soldati mai amati come in questo giorno, e noi pi giovani e inesperti ci accoderemo ai suoi decreti. Andiamogli incontro implorando una falsa piet e un consenso ingannatore per manifestare la bont del suo piano. Anche uno stolto come lui sa benissimo che non pu fare a meno del nostro potere e prestigio agli occhi del popolo. Senza la nostra benedizione e lunzione sacra, un faraone non tale.

III sacerdote: Bene. Andiamo a circuire con bei discorsi quel porco e quella sgualdrina che hanno imputridito questo suolo. Tutte due, nella loro ingordigia di potere, piomberanno come rapaci sul pasto fatale che gli stiamo intavolando, non avendo, chi non possiede riflessione e giudizio, occhi attenti a cogliere il pericolo.

II sacerdote: Nobili e santi Khanefer e Emar, le vostre teste non vi appartengono. Lasciate imbandire a noi questa tavolata cos che il corruttore abbia limpressione di poter abbindolare questi giovani sprovveduti con pochi mezzi. Restate morti per qualche ora ancora e vi faremo risorgere per il brindisi finale intorno a quella mensa su cui cercheremo di portare le carni putride e ben cotte dei contrabbandieri.

( Escono.)

ATTO SECONDO

SCENA PRIMA

Lo stesso luogo. Stanza Vasta

Vasta: Vieni, affrettati o Morte, se la vita, tua eterna nemica, non muta questi miei pensieri bellicosi in fatti di sangue. Sparisci, spegniti piccola e irrisoria fiaccola, se il sortilegio dellintricata natura non riempie questo mio spirito con ogni sostanza contraria alla piet. E suggella tutto questo condensato di veleno, o essenza primordiale, in un attacco fulmineo contro lignaro. Fate di me, elementi tutti del caos, il peggior nemico di me stesso perch non abbia ad ascoltare il lamento della vittima che sto sgozzando e a ricredermi in esitazioni. Annullate in me ogni facolt di concordia tra sensi, intelletto e ogni legge di diritto, cos da poter manipolare gli eventi e far crollare ogni ostacolo alla nostra causa e poter rimodellare le fondamenta di questo mondo smidollato e privo di grandezza. Tramutate in fiele ogni apparenza di piacere in tutto ci che non conforme a questo proposito terribile eppure nobile, e mescolate in suoni che rendono folli ogni reminiscenza nel passato della memoria dove regnano gioie infantili, progetti di amorucci risciacquati e privi di nerbo. Avanzi in me la sola dea degna di calpestare questa scena, dove si narrata una storia di sbaciucchiamenti e di strizzate docchio: la polverosa Morte che non si mai piegata per chiedere il suo tributo. Che si dica, dopo questincantesimo, che non ci fu mai re prima di Vasta, poich gli altri prima di lui scimmiottarono questa categoria con compromessi e ritrosie, e quelli dopo di lui avranno in eredit il culmine di tale vocazione che tremeranno per paura di non poterla eguagliarla e quindi in preda allo sconforto dello scacco lasceranno perdere ogni pretesa di comando. La codardia con la mia comparsa si risolve in nulla e prima di poggiarsi sul mio capo, la gloria non mai stata. Contraddir

Sempre tutte queste categorie ingannevoli, finch vinte si pieghino e si dichiarino inesistenti e senza comprensione senza la mia personificazione. ( Al generale.) Andiamo a verificare la fede dei nostri sacerdoti pi imberbi, avendo ormai, quelli maturi, lasciato questo mondo.

Generale: Il salario della morte potrebbe essere troppo esoso da sopportare per la loro giovinezza. Qualcuno di loro si butter elemosinando clemenza. Mostratevi pi da padre che da padrone, essendo questo giudice severo, laltro caritatevole e donatore della vita. Con questatto damore un figlio camminer sul sentiero del dovere e della riconoscenza, doppia nel loro caso essendo nati per la seconda volta, che si dar forma da se stessa cucendovi addosso, senza nessun intervento, linvestitura sacerdotale. Un uomo assennato non trascura laiuto prestatogli e noi presteremo loro laiuto necessario.

( Escono.)

SCENA SECONDA

Presso il palazzo dAronne.

Entrano Escalo, Ageo, Khafar, straccione.

Straccione: La mia natura ha mostrato spesso il suo lato pi debole ed ora Ti chiede un atto di coraggio, il pi nobile per chi Ti serve. Distogli la mia mente dalle cose vane in quellora solenne. Ricordami in ogni istante la tua promessa e sapr umiliare la mia superbia facendomi umiliare dagli empi, sapr mostragli il petto per la loro lama perch nel primo colpo vedr il tuo viso e nel secondo gi abiter la tua casa.

Khafar: O padrone del mondo, cessa di imperversare sulla mia anima piagata. Non intingere in lei laceto della tua furia. Placa la tua collera su coloro che sono come me mortali e da Te creati per il bene. Se vero che TU sei anche il giusto maestro degli ingiusti, che ne sar dellegiziano giusto che calpesta la stessa terra che sar scossa per colpa del fratello sconsiderato? Quale lezione ne potrebbe trarre colui che non ha colpa se pensasse che anche il bene fonte di cattiva sorte? Ascoltatemi, capi dei popoli, non ostinatevi nellimitare gli stampi dei vostri avi. Cessate di offendere, con Dio, anche la vostra natura, perch ogni stampo ribelle sar sgretolato e buttato perch inservibile allo scopo preparato. Ma fatelo, se non per voi, per quelli che vogliono asservire a quel compito. Abbandonate questo modello fallace perch risvegliandovi alla dura realt, questa, non abbiate a cozzare contro la beffa di un sogno generato e ora scomparso e non vi lasci lunica parola per un solo sgomento: "Era solo un nulla".

Ageo: Per quel che ne pu seguire, seguiter a servirti, mio Signore. Le tue raffiche di giustizia piegano il creato allubbidienza timorosa e io facendovi parte gi sono a pezzi e inutilizzabile. Eppure sono sorridente perch pi non temo i dardi e gli insulti del mondo. Da donnicciole piene di frivole passioni siamo diventati uomini virili e senza battere ciglio poich tutto questo sconquasso, per cui molti si sono azzuffati e sbranati come animali in calore, ormai, in un animo in Te saldo, solo fuliggine e polvere. E ancora meno temo potenti e tiranni, ormai persi nei loro giochi assurdi, che sono solo piccoli strumenti inermi nelle tue mani provvidenti che danno e tolgono senza il loro temuto parere. Di che ho paura, allora, se solo in Te risiedono vita, morte, dolore, gioia e quantaltro? Ho riflettuto sullopera e delluomo e sulla tua, una di fronte allaltra in un duello tremendo e ho compendiato il mio unico discorso: "Solo di Te ha paura lanima mia".

Escalo: Io credo in Mos e soprattutto nellAltissimo. Ma come faremo in quattro con tutto lEgitto?

Khafar: Metti in dubbio la potenza di JHWH? Non hai forse visto la sua manifestazione? Ti fa pensare forse che avr bisogno di qualche spada in pi? Andremo a far valere la sua legge. Niente di pi. Non una guerra. E solo la giustizia che dobbiamo proclamare.

SCENA TERZA

Palazzo Aronne. Stanza dei ministri.

Entra Vasta con le guardie.

Nefer: Immenso Vasta, mi prostro qui ai vostri piedi potenti, perch guardiate queste nostre persone come servitori della vostra causa e della vostra persona.

Vasta: (Fra s.) Hanno perfino anticipato lesecuzione. Il loro pensiero cos potente e lungimirante aveva gi ucciso la causa servita, e ora vittima esecrata, ancora prima che il misfatto sia stato eseguito con le normali procedure. Prodigioso.

Nefer: Abbiamo saputo del tradimento dei nostri superiori che noi ripudiamo, avendo con questatto abominevole voltato le spalle allEgitto e al suo futuro faraone.

Vasta: Futuro faraone?

Nefer: Lei mio nobile signore. Con il vostro aiuto potremmo finalmente ripulire il trono da questi parassiti e sanguisughe debrei, che hanno, con il loro influsso diabolico, corrotto lanimo nobile di questo popolo mirabile. Tale decadimento incominci con il folle progetto di Hosarsiph di inglobare questo trono e di estirpare la nostra religione e legislatura. Ma questo turpe desiderio non nacque orfano, ma fu covato e poi partorito da colei che programm quella mente disumana. Questa vipera, dopo aver perso la prima covata, ne concep una seconda che porta il nome dAronne. Bisogna che questa scrofa non si accoppi pi con nessun seme fecondo. Bisogna toglierle lossigeno e spegnerle quella sua bramosia di potere. Un ordine e tutto spianato per il meglio. Il trono gi affare fatto. Per linvestitura a sommo ministro dOsiride, la via spianata dal losco tradimento e dal nostro giuramento. Le teste contrarie a tale ingiunzione sono gi senza parole e le altre, come la mia, che ancora hanno questo potere cantano allunisono il vostro nome.

Vasta: Lordine superi in velocit e risultato lesecuzione. Il mio pensiero corre gi ad Aronne.

Hykos: La vostra investitura a faraone e primo sacerdote dei misteri lo spoglier, in un fulmine, dei suoi abiti regali e di quelli vitali.

Nefer: Non fatevi assalire dalla paura poich scacceremo ogni furia che voglia opporsi a questa consacrazione. Unelevazione propizia per tutti noi. Che inizi il dissolvimento dogni nemico che congiuri alla disfatta del nostro salvatore.

Vasta: Sono deciso come non mai e sapr diventare il cuore nuovo dellEgitto. Con il vostro aiuto uccideremo il mostro che ci vuole privare del legittimo trono a noi dovuto per corso naturale e mai elargito da nessun decreto, se non quello della nostra nascita. Franco e risoluto sia il mio giuramento, come il temporale che non abbisogna di speciali permessi per scaricare la sua furia. La mia volont diventi il sicario dogni clemenza impropria, dogni debolezza subdola o dogni piet innaturale, che perfino i bambini, conosciuti per il loro candore e la loro ingenuit, hanno abbandonato da quando riescono a percepire il pericolo del sussistere se non rivendicano con grida atroci il loro diritto al soddisfacimento dei loro bisogni e desideri. (Escono tutti tranne Vasta.) La sabbia nella clessidra fa pi resistenza della loro volont, dominata dal servire sempre e comunque il potente di turno. Loro stessi spianano alla luce del giorno quello che albergava nascosto nel mio spaventoso cuore. Un complotto che passa per lunica salvezza dellimpero. Incredibile. Non mi hanno lasciato nemmeno una macchiolina del loro sacro sangue sulle mani gi imbrattate di molti crimini. Mi hanno ripulito come un neonato e tutto con la benedizione degli dei. Se non avessi vinto la mia indulgenza con un atto di umilt, che devo solo alla mia venerazione per leterno fato, mi farei innalzare oltre il cielo di quelle viscide statue. Ma, a Vasta basta questo.

(Esce.)

SCENA QUARTA

Stanza della dea Osiride.

Entra Masur.

Masur: Osiride, mia protettrice, dammi pozioni tali da ammaliare coloro che si mettono sotto il flusso delle mie parole. Fa che la loro volont sia diretta nella mia direzione e che i loro sensi, annebbiati da tante promesse, si mettano al mio servizio. Altrimenti dammi la morte piuttosto che pormi sotto il giogo di quel farabutto di Vasta.

( Entra Hykos.)

Hykos: Degne riflessioni di una gran condottiera.

Masur: (Fra s.) Le mosche non vanno cercate, il ragno deve tessere la trappola e aspettare. C un che di misterioso in questo e debbo dire che nella vittima risiede qualcosa di peccaminoso, una specie di sostanza innata votata al suicidio e per cui il carnefice ne risulta innocente. (a Hykos.) Cosa ci fa un togato, nellora dellorazione, fuori dalle sue stanze immacolate e cos macchiarsi con la sozzura terrena?

Hykos: Fuori dalle stanze e dal mio ruolo. Sta bene. Poche e franche parole, perch lora non concede di pi e la situazione in cui siamo piombati ancora di meno. Le cose gradite agli dei sono da farsi senza timore e ancor di pi senza rimpianto. Lo spettacolo che si sta inscenando su questo tavolato tarlato uninsulsa commedia del ridicolo mescolata allorrore. LEgitto era il dramma perfetto intessuto dagli stessi dei. Larte della gloria era in massimo grado nelle sue conoscenze e il pi piccolo dei suoi saggi, confrontato con quelli stranieri, avrebbe assunto la loro cattedra con i loro onori in ogni campo del loro sapere. La terra era vergine nel campo delle scienze fino al momento della nostra nascita. Tutto, paragonato alla nostra nazione, era povero e insignificante. Il sole stesso si vergognava di farsi vedere qui, da queste parti, dove splendeva una sfera di sapienza paragonabile in luminosit allastro della vita, di cui non si sentiva la mancanza. Con Hosarsiph il nostro cielo a cominciato a macchiarsi, con Aronne siamo coperti di tenebre e imminenti alla morte. Lunico squarcio capace di rimbiancare il nostro tetto, siete voi, gran madre dEgitto, e la casta sacerdotale, tutta compatta, chiede che siate voi il nuovo sole a splendere sulle nostre teste incappucciate per colpa del mal tempo. La vostra rinascita, oltre a placare lira degli dei, sarebbe il colpo mortale per quel degenerato debreo che, venuto privato del nostro appoggio e dellunzione sacra, rimarrebbe senza seguito regale e cittadino. A tale scopo una nostra delegazione mascheratasi di bont e ubbidienza al suo misfatto si sta dirigendo per attuare un inchino traditore. Ma presto queste false apparenze assumeranno di nuovo il vero volto della violenza davanti ai suoi occhi privi di virt, e, come in un lampo, scorger nella sua vittima il suo carnefice. Dopo lagguato dettato dalla giustizia, ritorneremo, perdonati dagli dei, in possesso dei nostri tratti pi congeniali e veri: fede e dovere.

Masur: Se falliremo nellintento, vi accompagner nella tristezza e indosser fino allultimo respiro una tunica ricamata di lacrime.

( Entrano Nefer e altri sacerdoti.)

Nefer: Le vostre lacrime sono gi un mare di gioia. Ecco qui la testa dellinfame Vasta, privo di vita e di dignit. Mai fu visto cadavere pi spaventoso. La sua stessa malvagit gli si ritorta contro, essendo ormai padrona di agire, cos come fu ammaestrata.

I sarcedote: Nobile Masur, ora pi che mai avendo sotto i vostri occhi la firma della nostra lealt e devozione, vi esortiamo a prendere le redini di una terra svuotata dalla debolezza duomini poco inclini alla saggezza e al comando virtuoso. Bisogna ritornare alle fondamenta della nostra storia. E questa iniziata con la sacra Osiride. Con una donna quindi. Il nostro futuro solo in questo gesto estremo, ma necessario.

Nefer: (Ai sacerdoti.) Portate la sfera della vita suprema. (A Masur.) Ora porgete le mani e ricevete la fonte dogni atto creativo. (Ai sacerdoti) Battete i tamburi dOsiride. Il passaggio sullo Zenit. (A Masur.) Chiudete gli occhi carnali, la sfera vi guider in questa tramutazione. (La porta della stanza delliniziazione si apre. Masur vi entra e viene rinchiusa al suo interno.)

II sacerdote: Ecco la tua ricompensa. Avrai un bel po di tempo per pensare al tuo risveglio. Guarda nella sfera e vedrai finalmente la tua prima visione. Dal se stesso nessuno pu scappare.

( Entrano Emar Asir e Khenafer.)

Nefer: Il nostro dovere stato portato a termine non privo dazioni crudeli ma necessarie in questi tempi tiranni e senza legge.

Emar: LEgitto mi sembra gi meno colpevole e queste azioni, malvagie in tempi di pace, ci apportano ristoro e fanno cessare per un momento gli affanni e le torture della nostra coscienza.

Hykos: Andiamo a vedere cos rimasto dellEgitto e se potremo raccontarlo ai suoi futuri figli.

Asir: Aronne quello che rimane. Ed un di pi.

Khenafer: Noi ci ritiriamo lasciando il campo ad un plotone di vendetta con a capo una potenza disumana. Qualcosa di terribile si scatener sulla nostra gente, quando nessuno penser che la vita abbia un termine, proprio quando la gioia allontana ogni pensiero di morte e lubriachezza ti fa sentire come laquila di Giove che non tocca mai, soddisfatta di s e delle sue dimore di cristallo, lumile terra sentendosi onnipotente. Allora di un tratto, come un brutto risveglio dovuto ad un incubo notturno, tutti gli scellerati, orgogliosi bestemmiatori ammantati di una parvenza di religione, saranno smascherati e svergognati in una manifestazione che vincer tutte le precedenti in questa materia e che qualunque narratore presente sarebbe nella necessit di utilizzare pi di una grammatica e pi di un alfabeto per potere iniziare il solo prologo di questapparato che osiamo chiamare, per mancanza di vocaboli adeguati per la giusta descrizione, divina tragedia. Per questevento che noi aspettiamo con timore e tremore vi consiglio di ritirarvi ognuno nella propria cella, meditando sul suo passato perch il futuro potrebbe non essere. Questa potenza non manca di strumento ed per questa terra il pi terribile, essendo stato, da essa e da coloro che la calpestavano in malafede, buttato e privato della vita: Hosarsiph detto in ebraico Mos.

Nefer: Ma stato ucciso. E morto!

Emar: Cos succedeva un tempo. Ora gli elementi hanno cambiato natura e non muoiono pi come prima. Linesplicabile entrato in questo mondo. Coloro che portarono il nome di re erano sudditi. Il nostro re era solo un piccolo compito incastonato in un disegno sovrastante ogni concezione di piano. Un piccolo alloggio che ora bisogna abbandonare perch uno infinitamente pi grande c stato preparato. Resistiamo fino al sangue a tentazioni da donnicciole e poter espiare le nostre colpe avendo favorito, con la nostra mollezza, che mostri sanguinari simpossessassero del trono, simbolo temporale di quello eterno. Abbiamo permesso questinfamia ed ora sopporteremo con la testa abbassata il dolore della purificazione. Cingiamoci con il lutto cedendo ogni nostro diritto alla vita che potere esclusivo di chi lha creata.

(Escono tutti, tranne III sacerdote.)

III sacerdote: Che cosa sta accadendo a questo tempo irragionevole? Dove sono le sicurezze che tutto vada dalla causa alleffetto e tutto abbia un disegno gi impresso? Abbiamo forse noi imparato a sbranare e ad uccidere contro le leggi dellumanit? Abbiamo forse inculcato lamore per la corruzione e per la scellerataggine contro le leggi della virt? Allora che qualcuno mi mostri il mio cuore, perch allora ho agito nellignoranza quandero convinto dessere saggio. Volevo ammaestrare per la gioia e mi sento rimproverare che ho seminato per la morte perenne. E questo qualcuno mi accusi di aver buttato il mio tempo in scempiaggini e mindichi se posso pretendere di averne dellaltro per rimediare, perch possa essere liberato dalla mia disperazione ed essere salvato da questinaudita vendetta. La mia eredit forse la desolazione per aver sacrificato la mia giovinezza al servizio di una verit che ricompensa il malvagio? Dov il grano del mio campo, poich dalla semina il contadino aspetta il raccolto? Ma nel mio hanno rubato e devastato ogni seme e nessuno piange per la mia sorte deplorevole. Aspettavo la luce perenne ed ora stata tramutata in densa oscurit e ancora la via dellempio resta senza ostacoli e pericoli, E per lui il sole sorge due volte per far si che il suo piede stia pi saldo su questa terra. La verit mi ha riempito di sdegno e di dolore senza fine e lunica ricompensa una piaga che non guarisce, la privazione di qualsiasi misericordia.

( Esce.)

SCENA QUINTA

Stesso luogo. Piazza del vitello doro

Musiche, danze, sacrifici e orge.

I cittadino: Amici, vi giuro per gli anni che ho sulle spalle di non aver mai visto una festa cos maestosa e allegra come in questo giorno.

II cittadino: Ci voleva un ebreo per far rispuntare il fiore della volutt.

III cittadino: E un egiziano per calmare quella sete.

II cittadino: Guardate l, c un gruppo vestito di nero. Un colore cos sconcio con tutto lapparato che richiede la giornata. Saranno danzatori stranieri o circensi magari!

III cittadino: No. C un viso che mi sembra di riconoscere. Potrei giurare che possiede tutti i tratti del nobile Emar.

II cittadino: Come, Emar vestito di lutto? Chiss il perch di un tale corteo in unassemblea che inneggia alla vita e alla prosperit?

I cittadino: questo segno non di buon auspicio per noi. Mi sembra che vogliano comunicare con tutto il popolo. Ecco Aronne che si alza nel segno di accoglierli come ambasciatori.

Aronne: Mio buon Emar, qual il senso di questa visita, di questi colori opachi che contrastano in modo cos violento con il nostro animo e quello del popolo?

Emar: Aronne, faraone dEgitto, ti vengo a dichiarare sovrano illegittimo di questa nazione. La prima mozione che avanziamo quella che riguarda la nostra sacra unzione che la tua persona non pu ricevere per i crimini compiuti contro fratelli del nostro sangue e per la tua negligenza della nostra religione. La seconda mozione proviene direttamente dal tuo popolo che hai tradito con labiurazione del loro dio, una volta anche tuo. Ti ordino, pertanto, di deporre il potere al legittimo discendente di questo trono, che con un complotto maligno e per neri giochi dinganni hai sottratto a Hosarsiph, vero e unico pretendente allincoronazione. Te lo ordino per richiamare la sua misericordia e salvaguardare cos la vita del nostro popolo ormai preso dassedio da un vento impetuoso che ha portato via con s il carico dei pochi frutti, ormai con il marchio del marciume, che ancora sono piantati qui. Questa ritorsione, imminente, potrebbe riservarti un encomio se, veloce come laquila sulla preda, saprai rinunciare al tuo sopruso. Mostrati, per una volta ancora come lo fosti un tempo, degno e capace di raggiungere col pensiero, il tetto pi alto; Regalati per lultima volta un ritratto principesco, cos che la gente, poca inclina al ricordo, possa raccontare, in seguito a questi fatti, della tua nobilt e saggezza, avendo nellora pi gravida per un uomo, raggiunto quellequilibrio di giudizio che ci eguaglia ad un dio.

Aronne: Questo tanto decantato potere, mio grande sapiente, sempre stato unimmagine e quindi come tale priva della sua realt. E con sorriso che ti dico che posso rinunciarvi, non avendolo mai posseduto e anche credendolo possibile, ho abdicato fin dalla nascita a questa presunzione, sottostando, per eredit genetica, ad un decreto che fa di ogni appartenente a Israele uno schiavo di Dio.

Emar: Ma salendo sul trono dEgitto hai dichiarato la tua fedelt e la tua fede in Osiride. Tu credi in Osiride? Rispondi bene, perch questo tuo popolo riconosca nella tua persona la sua guida. Che le tue parole attutiscano il colpo velenoso che potrebbero suscitare nei tuoi sudditi, perch chi non riconosce Osiride non pu vantarsi e fregiarsi del titolo di faraone, che ingiustamente ritieni come tuo. Se riconosci il Dio di Hosarsiph erediti la sua punizione per avergli usurpato la vita e la nostra per tradimento e impostura verso la nostra dea. Se riconosci Osiride, noi ti accusiamo domicidio e di tradimento per aver eliminato la Gran Madre e il nostro primo ministro. A morte, quindi, con le nostre leggi e anche con le leggi ebraiche. La tua vita non avrebbe pi di qualche ora per ingrandirsi in quantit. Possiamo pretendere e affermare che tu, Aronne, non puoi governare in modo legittimo questo paese? Tu sei lodioso strumento che maledice qualsiasi mano e qualsiasi intenzione. Buona o cattiva che sia, tu rendi sterile e insignificante luso della morale e luso della legge. Tu annulli ogni decreto e ogni ingiunzione. Sei il caos, una stoffa adatta per nascondere ogni senso. Luomo nel tuo corpo, da nobile e grande, decaduto in una miseria squallida. Ogni atto di magnificenza stato reso vano da quando hai iniziato a comprendere che la volont uno strumento autonomo e dotato di libert propria. Non avendo nessun modello da imitare, la tua vita priva di propulsione per qualsiasi esecuzione e la sua linfa subito preda del vento e del suo smodato agitarsi senza senso, poich hai sradicato dal tuo essere ogni naturale propensione alla fede. Mai creatura ha commesso delitto pi atroce di questo da quando la storia tramandata nellincancellabile scrittura.

Aronne: Avete mai udito discorso cos potente? Non credo che le vostre orecchie, troppo occupate ai richiami dei bisogni, siano in familiarit con queste parole piene di rumori altisonanti. Eppure vi assicuro che queste sillabe imperiose e ben intrecciate, con regole di maestria, sono sempre simboli di soggezione in mano a poche persone, e ben retribuite, che le sanno piegare, le fanno ballare come fate inghirlandate e loro, docili ai loro comandi intrisi di passione, si accoppiano in un gioco di fattura prodigiosa, per il quale ogni sintagma messo al mondo possiede una vita propria, acquistando lo stato dimmortalit. Tutto questo un mondo nuovo, gemello di quello naturale, ma molto pi propenso a generosi compensi. Questo guadagno per i pochi risulta, scoperta la vile truffa, una condanna per i molti che volgevano, pieni di speranze mielose, la loro vita e la loro attenzione a questi poemi pieni di rime e di ritmi che lasciano senza fiato anche coloro ritenuti colti e ingegnosi. Grande Emar, chiedi tu stesso a questa gente quale delle due composizioni pi gradita ai loro orecchi. Il loro decreto sar sufficiente per labdicazione del perdente.

Popolo: Giura e adora Osiride!

Aronne: Non ascoltate questi traditori. Hanno complottato daccordo con quel verme di mago chiamato Hosarsiph. Dov adesso il saggio e potente figlio di Ramesse?

( Entrano Escalo, Ageo, Khafar, straccione.)

Escalo: Se non vuoi ascoltare il tuo sacerdote e il tuo popolo, ascolta quello che ha da dirti lonnipotente in persona, Aronne! "Io sono" ha decretato la fine della tua clessidra e la vicenda quasi al suo termine. Ti ordino di sottometterti e di prostrarti alla mia potenza e far s che questo tuo gesto sia emulato da tutti i figli dEgitto. La loro salvezza nelle tue mani e in questatto dumilt.

Aronne: Io ripudio ogni atto di sottomissione. Non mi far travolgere da questa macchinazione teatrale. Una buffonata che sapr delegittimare con larte del mio bastone.

(Aronne cerca di colpire con larte del suo bastone Emar. Entra Mos che gli toglie il bastone con un prodigio.)

Popolo: Hosarsiph vivo. Il nostro grande saggio ritornato fra noi!

Mos: Io faccio ed io annullo, sigillo e rendo libero, oracolo del Signore. Inginocchiatevi e chiedete piet al Dio unico e tremendo. Rimediate allo scandalo della vostra vita, essendovi rivestiti di sozzura e prostituendovi con la lascivia di leggi innaturali e turpi. Questa nazione, dalle fondamenta ai suoi supremi tetti, ha reso culto allidolatria di una sapienza perversa e ha alienato ogni atto di compassione. La sua unica custodia dalla distruzione totale va ricercata nel popolo di Dio che ha interceduto presso il suo sacro trono con preghiere e digiuni e sopportando i supplizi, che mai uomo ha subito dal suo simile. Con la vostra stoltezza, edificata a virt eroica, avete reso false e insopportabili le parole dei profeti dellAltissimo. Le vostre leggi sono state il fodero segreto che custodiva il tradimento verso ogni atto di carit verso il debole e il povero. Angeli del Signore, scagliate la vostra furia e mandate le tenebre pi profonde su ogni mente. Coprite di vergogna ogni ricordo partorito, anche il pi innocente, perch cresciuto succhiando lossigeno dello schiavo. Quando questa terra sar ritrovata come teatro di un giudizio terribile, ogni pietra si erger e proferir lorrore che ha dovuto costatare e si ribeller allimmobilismo dovuto alla sua natura per mutare la sua posizione di custode del tempo, preferendo diventare poltiglia per non dover reclamizzare lo scempio della sua terra. Tutte la vostre conoscenze, ormai prive di quello slancio per cui si pu gridare al miracolo, hanno rivolto gli occhi in basso. Dai pilastri del mondo superbo sono spuntati solo fuscelli di una casuccia mediocre abitata da bambini insensati.

Aronne: le tue parole mi arroventano le orecchie. Via da questa terra, piccola eco troppo simile a Hosarsiph. Ministri balordi, perch in questo giorno di festa mi portate davanti queste scimmie ammaestrate dai pi sbilenchi spiriti avversi alla nostra causa? Il mio cuore troppo ebbro perch dia retta a poetucci di prima mano che scodellano rime strampalate e prive di verit. Voglio parole ben tornite, che sincastonano bene intorno alla mia persona. Chi pu anticipare i miei disegni, se non la mia mano che pu riscaldarli nella loro attuazione o raffreddarli nell'esitazione? Dove sono le vostre profezie che hanno fatto vibrare pi del dovuto le corde della paura? Non sento pi niente. La vostra musica stata messa al bando e Aronne ha anticipato il tempo, naturale assassino dogni cosa.

Mos: Io sono quella profezia! E fra poco sentirai la sua musica. Una musica che si dissimuler a terrore e sbalordimento per i nemici di Dio.

Aronne: Anche gli occhi mi sono traditori perch mi mostrano uno che non c' pi.

Mos: Tu conosci solo le cose mortali, perch la carne pu conoscere solo quelle.

Aronne: Chi cerca oltre quello che possiede per natura, pone la sua speranza nell'angoscia, poich il domani un'angoscia pi grande che contamina quella dell'oggi, trema di spavento l dove non c' da temere, perch ancora non . Il domani troppo occupato con se stesso e temo che lo aspetterete invano.

Mos: Tu che hai proclamato la natura come unica tua dea, che l'hai assunta come immagine della tua anima, nell'ora pi gravida non riesci a leggervi quel che tutto il mondo sa gi. Il figlio prediletto l'unico ad essere ignaro della sua orfananza. La maternit, ormai sterile, ha assunto il pi severo dei colori, il pi crudele e insopportabile alla vista del figlio, Il seno vuoto che riempie la bocca d'aria e non sa placare la fame del lattante che, in preda alle convulsioni, comincia il saccheggio pi terribile di una guerra, l'anima che non prova pi rimorso per il matricidio e si rivolge, nella sua follia, all'impotenza del suo se stesso. " Io faccio ed Io annullo, sigillo e rendo libero. Non sono io che rendo pi splendente del Rodope il pi cupo dei colori, e forse non rendo pi preziose dell'oro le pietre umili che sono calpestate senza ritegno e che nemmeno il tempo, famoso per la sua ingordigia, si sbizzarrisce a consumarle? E' facendo questo portento, non svilisco e annullo la superbia di tutto quello che ritenuto degno donore e dinvidia? A voi non rester nemmeno l'apparenza di quello che creduto di valore, nobile e bello. Vincider nella carne un destino di vilt, di bassezza e di ludibrio, tale che tutto il vostro glorioso passato, vedendo in voi il suo futuro, vorr scucirsi di dosso la ruota che lo ha imprigionato in un medesimo destino, in questo spazio di tempo troppo stregato per attendere come ricompensa un raggio di luce di quellantica saggezza. Le vostre leggi sono state il fodero segreto del tradimento verso la carit, dell'omicidio verso il debole e della rapina verso il povero." Oracolo del Dio tremendo che far piovere sulle vostre teste vuote piogge di furie che manderanno le tenebre pi profonde per coprirvi di vergogna. Ogni ricordo di questa terra, quando sar ritrovata come teatro di un giudizio terribile, far sussultare ogni sua pietra che si erger e proferir, all'attonito visitatore, l'orrore che ha dovuto costatare. Si ribeller all'immobilismo dovuto alla sua natura, mutando la sua funzione di custode dei segreti del tempo e preferendo diventare poltiglia per non dover reclamizzare lo scempio che ha tenuto in seno. Tutte le vostre conoscenze, il vanto degli dei, sono privati di quello slancio per cui si pu gridare al miracolo ed hanno rivolto gli occhi in basso. Da pilastri del mondo superbo e potente sono state trasformate in piccole decorazioni per le casucce mediocri che servono da gioco ai bambini insensati.

Aronne: Non ti baster uno scontro solo a convincere le mie spalle a disfarsi del loro carico pi prezioso. La mia natura in gara con quella nemica e non sinchiner se non per un maligno gioco che gli strapper dalla gola ormai secca una confessione " Ecco il mondo intero, cio la mia persona, assetato di gloria e dimperi, cede, costretto da una mano avversa, il dominio di quello che fu un'essenza scelta contro le stelle e il loro potere di designare colui che pu essere chiamato genio o straccione, imperatore o scudiero, senza nessun merito e qualit particolari.

Hykos: Non renderti pi sciocco di quanto sei ora, che appari con una maschera e trucchi primitivi e ti rendi simile ad un influente astro, perch il tuo vero volto non pu sfuggire allo sguardo dell'Altissimo. In questo libro del tempo e della natura, l'uomo vi pu scorgere qualche pagina. Ad alcuni concesso forse un capitolo dei milioni che lo formano. Ma le pagine che si sono rivelate ai nostri occhi attoniti ti convincerebbero a rimanere muto. Le sillabe che tu pretendi di conoscere, sono senza disciplina e si arruffano l'un l'altra per un ottuso gioco di potere che porter loro a lasciare i loro fogli bianchi e immacolati come prima della stampa. Questa nuova scrittura ha sovvertito le regole che ordinavano i trattati: quello che era denominato comando si allineato nelle file che erano riservate all'ubbidienza; la forza dei titani che uccideva col solo nome, in questa era sbalorditiva, solo un pungolo sulla schiena di un elefante; l'intelligenza, la furbizia, la conoscenza, che erano ai primi posti nella riverenza e nella considerazione di una nazione, sono tabula rasa ed inefficaci ai loro scopi preposti.

Aronne: Peste a colui che fa barcollare in voi quella sagacia acquistata con una lotta furibonda. (Al popolo.) Non diventate bambini da compiangere, facendovi promotori incoscienti di unastuzia celata sotto la bandiera della libert. Non fatevi incoronare la fronte con una vittoria beffarda, facendovi scappare l'unica occasione che avete di erigervi a trofei di voi stessi. Otturate le orecchie del vostro cuore a chi vi rinfaccia un animo privo dellarmonia virt e dalla simmetrica saggezza. Ostruite ogni varco a questa falsa piet chiamata redenzione, che vi grida insistente che siete privi di sembianze umane, che siete il paradigma della deformit. Voi, invece, intrattenetevi con i vostri bisogni e i vostri desideri, con ogni propensione innata, che io apprezzo quanto il mio regno. E allora quando avremo aperto la nostra strada alla vittoria, ripagher ogni vincitore, per i suoi meriti e il suo coraggio, con un salario degno di sfamare i suoi appetiti. Non date, perci, ascolto ad una bocca strampalata e non seguite un braccio che ignora il suo mestiere. Chi mai pu ritenere potente un dio che cerca di conservarvi cos come siete e non pensa ad arricchirvi, un dio che vi riscatta come l'usuraio e da ricchi, che vi fu promesso, vi lascia nella povert inattiva e debole?

Mos: Le tue parole hanno avuto udienza solo nella tua mente, il loro credito l'immagine di una gloria sbiadita dopo la sconfitta e il ritiro nel silenzio. Il consenso che ottengono non sorpassa il premio della fatica, che gi di per se povero. Preferiscono, quindi, ululare in questa tua cassa armonica, rendendo cos il loro strepitio altisono e facendo credere alla tua immaginazione perversa e mai soddisfatta di essere ascoltate e temute da tutto l'universo. Cos le stesse parole che tu credi siano il viatico della libert, sono prigioniere della tua malsana ambizione. Sei solo, Aronne. Non hai paura della vendetta dellAltissimo?

Aronne: Quelli come me sono mossi da un flusso e riflusso provocati da una luna ingranata in quel meccanismo perfetto degli elementi, che ci spingono verso la vera scienza infinita, il cui frutto maturo, perfetta gioia e sola felicit, la fruizione senza quiete come le sfere dell'empireo. Il vostro un desiderio di conclusione, sa di freddo e di puzzo come il corpo privato del sangue bollente. L'umidit dei sensi, che tutto captavano misurando il corso dell'umanit, si sono asciugati per mancanza di cibo. Toglietemi quello che voi dichiarate essere potere e forza, che me ne importa, sar sempre re finch la natura che minvade mi sussurra "Aronne regna perch non chiede corona, ma vuole e comanda".

Ageo: Non ho mai conosciuto un uomo cos infatuato della sua follia, tanto da voler sfidare Colui che nessuno ha mai visto. La sua superbia un ostacolo alle stagioni che mai prima d'ora furono impedite nel loro corso.

Khafar: Una stagione come questa non ci fu mai in terra.

Mos: il tuo alito fa seccare lumore dellaria che si sta suicidando pur di non allungare la tua permanenza fra noi e usurpare pi a lungo lessenza delluomo. Deciditi perch gi tutto in combutta per decidere sorvolando la tua volont. Perch da ora quella vigna, cara al Signore, la render un deserto; abbatter, fino a confonderlo con il nulla, il suo muro di cinta e verr calpestata, ignorando il suo passato sacro, come il pi insignificante ed inutile frutto; la isoler dalla vita rendendo sterile ogni aiuto che giunga in suo soccorso. La furia dei cieli santi il solo carico che vomiter sulle sue sponde che giacciono col lascivo mare dei suoi pensieri. Un mare cos inquinato che i suoi stessi flutti emettono suoni sgarbati, che offendono persino la disarmonia dei rumori per natura caotici e privi di grazia. Ti assicuro che il tuo futuro gi segnato e perfino chi privo di senno per natura, come la materia inerte e gli animali incoscienti, e chi lo per funzione, come gli stolti e i pazzi, ha previsto, con pi lungimiranza dei profeti, con le lacrime, segno perfetto di sapienza, la tua condanna. Davanti a voi, o uomini dEgitto, sta uno snaturato che ha spogliato gli elementi migliori del mondo. Se n rivestito profanandoli, vittima di un sortilegio diabolico, con le qualit contrarie: la valenza del leone lha sposata con la codardia del cervo e la svenduta in una causa senza responsabilit per il suo popolo. La rudezza dellorso lha mescolata con lindole fragile dello struzzo,che non sa sopportare il peso della prova e si nasconde con la prima parte che dovrebbe emergere nel pericolo. La lentezza dellelefante lha corrotta con lirriflessiva vipera che apre bocca prima di coordinare movimento e peso del suo letale morso. ( Aronne fugge con i suoi fedelissimi.)

Non ci sar scampo per gli empi adoratori degli idoli. Uccideteli tutti senza piet. Essi sono lobbrobrio della terra.

I cittadino: Tromba di verit, gonfia le tue note dottone in colpi dascia e fai sapere a questa terra addormentata dal sangue, pigra nel fare giustizia, quale di queste due teste deve cadere ed inchinarsi allaltra riconoscendosi colpevole di morte?

II cittadino: il cuore, sovrano della vita, ce lo dir. Il suo criterio sar la selezione di tutto quello che in noi incline alluna o laltra parte. Ogni cosa si rinsalder in se stessa, e in modo naturale accorrer a dissetarsi dove ritiene che vi sia lacqua migliore.

III cittadino: Dopo tanta vita consumata, mi resta un ultimo desiderio: liberiamo lEgitto da questa condanna e riportiamo al loro nobile e dignitoso assetto tutte le componenti che fanno delluomo la pi alta e prodigiosa delle creature. Chi contro di me contro luomo.

IV cittadino: idolatria menzognera dare culto a quellAronne e destituire, cos, il legittimo proprietario dei suoi tributi dovuti. O furto spregevole. Piangete egiziani, prestate i vostri occhi a questi profeti e guarderanno per voi nei vostri anfratti pi profondi, e con giudizio infallibile vi riveleranno quello che eravate e quello che ora siete. Il cielo e la terra erano amanti quando tra voi pascolava la saggezza e tutto era perfezione. Ora, non avete gli occhi esperti per vedere le deformit che avete applaudito e reclamato, o piuttosto non osate adoperare la vista per quel che serve cos da prendere coscienza dello scempio e battervi il petto, perch nessuno qui risulta innocente? Fuggite, egiziani, dalla collera che si sta per abbattere sullintero mondo.

Popolo: A morte linfame e la sua perversit!

( Escono.)

SCENA SETTIMA

Lo stesso luogo. Sala trono

Entrano Aronne e seguito.

Aronne: Oh no, mai occasione fu s propizia per un uomo in questo stato. Questa disfatta coraggiosa mi far famoso. Alcuni audaci mi dipingeranno oltre le mie qualit; sar descritto come il sommo spavento per colui che sinchina; sar un esempio per il futuro superbo che non scimmiotta la sua libert; diventer nervo e spina di quell'umanit che replica senza paura ai rabbuffi di questi ciarlatani. Da oggi in poi le virt si dovranno mascherare davanti alla mia, per non sfigurare come insulse farse. Da oggi, il mio oracolo, non far dormire i pianeti ordinati dall'inizio dei tempi. Subbugli, paure, terrore, lacereranno e condizioneranno quello che bocche sdentate chiamano saggezza e quelli come me chiamano vigliaccheria. Tutto il globo solido di questi elementi fissi e compiuti lo rendiamo, con la nostra rivendicazione, mobile e frammentario: ogni cosa seguir l'appetito o il livore di quello che precede o segue. Una febbre tale da contraffare e rendere perfetto un animo privato dall'armonica virt e della simmetrica saggezza. Ostruite ogni varco a questa falsa piet chiamata redenzione, che vi grida insistente che siete privi di sembianze umane, che siete il paradigma della deformit. Voi, invece, intrattenetevi con i vostri bisogni e i vostri desideri, con ogni propensione innata, che io apprezzo quanto il mio regno. E allora quando avremo aperto la nostra strada alla vittoria, ripagher ogni vincitore, per i suoi meriti e il suo coraggio, con un salario degno di sfamare i suoi appetiti pi impensabili. Non date, perci, ascolto ad una bocca strampalata e non seguite un braccio che ignora il suo mestiere. Chi mai pu ritenere potente un dio che cerca di conservarvi cos come siete e non pensa ad arricchirvi, un dio che vi riscatta come un usuraio e da ricchi, che vi fu promesso, vi lascia nella povert inattiva e debole?

( Entra il popolo sfondando le porte.Aronne e il seguito vengono trucidati.)

Escalo: Il popolo stesso, per il timore di trovarsi reo davanti a Dio, ha dato pieno consenso a quella giustizia che diventa, dove regna il disordine, giustiziera. Speriamo e preghiamo perch riprenda il suo pi nobile compito a servizio dellordine e della legge attorniati dallamore e dalla carit.

Straccione: Dio stesso ha reclamato i suoi diritti. La natura di questi diritti troppo in alto per la nostra comprensione. E una sfida che risveglier molte generazioni a furenti passioni e ottenebrati appetiti. Saranno tempi di un nonnulla che si perderanno nellossessione della loro presunta grandezza. Chiuderanno ogni porta alle cose che non tollerano. Profeteranno, ma saranno profezie recintate nel loro mondo, un mondo partorito dalla carne fragile e corruttibile.

Emar: Un mondo creato da un incanto che non lascer facilmente quella mente acquiescente diventata palcoscenico per una tragica morte.

Straccione: Oh, ma come sar incoronato quel palcoscenico dove si oser recitare "la cacciata del tiranno" e dove non si avr reticenza a processare i ministri dellusurpazione. La divina platea intera si alzer a sbandierare gli stendardi della sua casata ed applaudir urlando: "Ecco un uomo che ha pagato il tributo alla saggezza, e non osate misurare il suo coraggio e la sua santit, non per voi misurare linfinito".

I cittadino: Lode al vostro Dio che ha liberato la nostra vita da una catena arrugginita che era chiamata corona regale. Ora riportate lonore che ci fu tolto o nascosto, e vi saremo servitori grati e fedeli per leternit.

II cittadino: Che il Dio di Mos risponda "amen" a questa invocazione.

( Entra Mos.)

Mos: Che tutti i giusti, ingiustamente morti per volont di uno scellerato macellaio, vengano sepolti con gli onori riservati ai santi e ai sovrani. Comunque, quello che ora viene imbandito in cielo per la loro ricompensa, riporter al sorriso la terra, per troppo tempo accigliata e dilaniata dallassassinio. Ecco la vostra legge (prende le tavole della legge), il vostro tribunale, la vostra garanzia di vita. Innalzatela nel punto pi alto dellEgitto, vi guarder con compassione e toglier al traditore del fratello la forza che ha concentrato in quel punto per armarsi e colpire abbattendosi sul braccio diabolico. Le ferite della guerra sono chiuse. Pregate e ammaestratevi per chiudere quelle dei vostri cuori. (Scompare.)

Straccione: Bada, Egitto, di non opporre rifiuto a colui che ora parla per il tuo bene, perch se dalle parole di un terrestre non avete saputo opporre una giusta difesa, chi di voi scamper quando parler Colui che viene dallalto? Odiate le parole del mondo, ma di pi voi stessi che vi compiacete nellascoltarle. Passate in questo tempo come fosse terreno proibito ai vostri piedi. Aronne il tuo peccato grande, poich hai innalzato la tua mente a quella di Dio occultando i suoi decreti per insediare quelli del tuo cuore. Ti sei costruito un modello di perfezione, ma non hai contemplato il Perfetto. Hai ricoperto dogni pietra preziosa le tue strutture, ma loro sapienza fondata sulla corruzione e sullorgoglio. Hai cinto dogni metallo duro la tua legislazione, ma il suo cuore poltiglia e cenere. Ti vanti della tua testa, ma la sua sola impresa la calvizie, sua ricompensa la follia e come ornamento una corona di putrefazione, perch sarai sovrano di una nazione senza vita. Colui che credeva di liberare luomo lo ha incatenato in una lugubre e lunga notte piena di spavento e terrore. La seconda creazione fu creduta pi sublime della prima, ma questa divent un banco daccusa per chi si imbattuto in unimpresa oltraggiosa pensando di essere obliato con i suoi mostruosi segreti. Tutto si manifestato contro questo popolo: lacqua bevuta dagli animali, per voi diventava infetta; il cibo delizioso per il vostro schiavo era repellente al vostro palato; il fuoco, abbandonando la propria virt, diventava troppo caldo o troppo poco ardeva, e luno e laltro eccesso era insopportabile strazio per il vostro corpo. La stessa vostra malvagit si presentata a testimonianza contro di voi davanti al trono di Dio. Si abbattuto un ordine inesorabile avvolgendo tutto il creato, ma facendo s che tutti sapessero il perch di tale sterminio. Ma dopo questi fatti terribili, questa terra rigenerata prender da capo nuova forma, e chi vi abiter in santit diventer spettatore di prodigi incomparabili. La corruzione, la cupidigia, la concupiscenza, la menzogna, sono state spazzate per dare vita alle virt contrarie, e ognuno dei giusti erediter questi beni incorruttibili senza fine.

Popolo: Cos sia per sempre!

( I sacerdoti dIsraele portano in processione le tavole della Legge.)

Straccione: Rendiamo grazie a Dio, unico e vero, che ci ha liberato dalla oppressione. Vuotate pezzo per pezzo ogni radice dodio e non siano pi le vostre bocche piene dinvocazioni a dei muti e inermi." Ecco, dice il Signore, ho profanato il vostro santuario, baluardo della vostra potenza, orgoglio dei vostri discorsi e delizia dei vostri sensi, e questo il terzo segno, cos che crediate in Me, unico salvatore della debole umanit. Lasciatevi purificare e vi toglier il lamento dellanima e il lutto del cuore. Camminate alla mia destra e avrete vita in abbondanza".

SCENA OTTAVA.

Lo stesso luogo.Sala dei Misteri.

Entrano tutti i sacerdoti egiziani.

Emar: Questa terra, che da sola possedeva met della potenza e gloria umana, morta non per un assassinio n per tradimento, ma stata sepolta dalla verit, suo unico sicario. La natura ci costringerebbe al pianto e alla disperazione, ma sappiamo che una nuova speranza sorta per gli uomini che ancora cercano il senso di questo pellegrinaggio. Rimettiamoci, con maggior umilt, a studiare e ricostruire, con le fondamenta del Dio unico, questa nazione e i suoi abitanti. Con questa tunica brucia un mondo che non pi. I nostri occhi, specchi privilegiati e invidiati, hanno visto cose di cui i millenni saranno ripieni di stupore crescente. Noi siamo il segno ineluttabile di come luniverso e quanto vi abita non servo del caso e della capricciosa fortuna. Solo lEssere eterno con la sua misericordia pu riscattarci dalleffimero e dal mutamento inevitabile. Ci rimettiamo a suoi voleri.

Asir: Di solito gli uomini e gli eroi illustri venivano seppelliti con magnificenze e tributi senza risparmio, che la loro morte sembrava avvenimento pi grande delle loro imprese in vita. Funerali in pompa con parate e musica che sembravano lauspicio di una resurrezione pi che un addio senza fine. Ma questuomo, col nome Egitto, lo seppelliamo con il silenzio. La sua tomba sar costruita con pareti invisibili, perch le sue imprese non meritano il ricordo, o se questo rimane solo per ammonire colui che tenta di riportarlo in vita. Il suo corteo saranno fantasmi senza lacrime e cori di lamento, perch tutta larcata di questesistenza inclusa nelle due estremit delloblio.

Nefer: Ognuno di noi scordi il nome degli altri e dimentichi il suo. Siamo entrati in un nuovo regno che esige labbandono di quello che siamo stati. O noi anime dolenti, consoliamoci nel rigore di una legge intransigente. La sola che rende lo spirito alla sua vera pace. Una legge, non di marmo, doro o di legno, ma incisa nella carne e che i secoli non potranno cancellare. Abbiamo visto cos successo a chi ha cercato di impedirne lapplicazione a coloro che ne sono chiamati.

Hykos: Dio vivente, lEgitto ha vissuto potente e solitario. Fallo dormire nel sonno della terra. Marchialo come il primo assassino del mondo. Che non venga da tutti depredato del poco che vi rimane.

Khanefer: Al lavoro. Dobbiamo ricostruire un nuovo popolo, ma prima noi stessi.

Asir: Consulteremo coloro i quali sono stati mandati do Dio stesso. Statuti, leggi, riti e tutto loccorrente ci saranno svelati, per seguire prima e insegnare poi la giusta via. Domandiamo loro se hanno la pazienza di mantenere fra noi alcuni saggi per farci avviare sul cammino di rettitudine. La loro bont non ci rifiuter una simile richiesta.

( Escono tutti, tranne un sacerdote.)

Sacerdote: Mi rivolgo a voi, che ci giudicherete nelle ere che verranno. Noi vi salutiamo, pregandovi di perdonare i nostri molti e gravi errori che hanno decimato e portato alla desolazione un cos immenso patrimonio indegnamente affidatoci. Tutto questo scempio addolora pi coloro che, come noi, non saranno a breve. Scomparsa la civilt dalla corruzione ammantata di magnificenza, riteniamo superfluo farvi un resoconto dettagliato dellevento che ci ha piegato giustamente allumiliazione. Non per vergogna o falso pudore. Cos facendo faremmo apparire la punizione divina come un atto troppo crudele per un Dio che si fa chiamare misericordioso. Ma credetemi, la sua misericordia stata molto maggiore dei nostri crimini inenarrabili. Il fatto che alcuni di noi sono ancora vivi per portare avanti i semi di una nuova fondazione, rende meno insopportabile la memoria che serberemo di un cos apocalittico evento. Chi sar guidato qui non dimentichi il nostro sforzo, per quanto irrilevante e in ritardo. Noi accettiamo questimmane compito che ci viene computato a perdono del nostro peccato. Come il Dio di Mos ci ha risparmiato per un disegno sconosciutosi, fatelo anche voi, cronisti delle nostre pecche. Non camuffando i nostri torti, ma solo addebitandone una parte alla nostra natura deforme, ai nostri amministratori, alla nostra storia di conquista cieca e violenta. Non ampliatene la pur dolorosa portata per quelli che li subirono, visto che in uno stato corrotto albergano anche alcuni giusti e questi agirono unicamente per ubbidienza e lealt. Ricordate che voi, giudici del domani, sarete a vostra volta analizzati. Usate misericordia pi che giustizia, di cui abbonda il mondo ma non per questo riesce a cambiare lessenza delluomo. Amore in voi pi che correzione, che sempre porta al sopruso di chi si unge maestro da se stesso e vede gli altri come lebbrosi da curare con ogni mezzo. Ogni figlio di questa terra ha gi ricevuto sferzate dalla sua stessa carne, dovendo sottostare ai vari tiranni nei secoli. Una profezie per quello che stata la resa dei conti. ( Esce.)

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