Mostri & Co.

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MOSTRI  &  Co.

Due atti di Mariano Burgada

Personaggi

Artakof

Bruno

Apollo

Lina

La scena si svolge all'interno di un carrozzone da circo con una gabbia di lato e un tavolo per interventi chirurgici. A sinistra un lettinoe la porta d'ingresso. Alle pareti manifesti con trapezisti col nome Bruno in evidenza.

Bruno è abbastanza brutto a causa della caduta dal trapezio, zoppica e indossa un grembiule per sala operatoria.

 Artakof veste con stivali e cappello da esploratore.

Apollo veste da domatore dei leoni.

Lina,bella ragazza un costume da trapezista.

CO - 2 atti - 3m - 1f

(C) Mariano Burgada  Siae 120850

ATTO PRIMO

Scena 1/1

(Artakof, Bruno)

AR - (Entra con una bottiglia di wisky).

BR - Ah, siete voi.

AR - (Con una bottiglia in mano) Ti ho portato una bella cosa.

BR - Una bottiglia di wisky.

AR - ... di prima scelta.

BR - Vi ringrazio, siete molto gentile, ma...

AR - ... ma ... ?

BR - Beh, qui non dovreste venire, lo sapete che... il padrone
non vuole.

AR - Il padrone non vuole e tu hai paura.

BR - Non ho paura, solo che...

AR - Va bene, va bene, calma. Non hai paura. Comunque il

          caro Apollo in questo momento sta presentando il suo numero

          e perciò non credo ci verrà a disturbare.

BR - Io non ho paura di Apollo, solo che qui dentro non ci voglio

             gente...

AR - Certo, hai ragione, questo è un laboratorio segreto e chi

          entra potrebbe rubare le idee al genio.

BR - Se fate tanto lo spiritoso allora perché siete venuto ? Io non ho tempo da perdere.

AR - Calmati, Bruno. Sono venuto per te, lo sai, e non per rubarti le idee. E poi mi dici chi saprebbe fare lo stesso lavoro come lo fai tu? Allora, che hai deciso? Che c'è, la mia proposta non ti è sembrata incredibile. Quasi il doppio di quanto guadagni ora, anzi, sai che ti dico, il doppio, certo, il doppio, voglio vedere se mi dici di no.

BR - E invece io dico di no.

AR - Ma sei pazzo. Pensaci bene, una occasione cosi non la troverai mai più nella tua vita. Il doppio di quanto ti da quel cretino di Apollo e... in più un premio per ogni numero nuovo che mi farai.

BR - Di quanto?

AR - Che cosa?

BR - Il premio, di quanto sarà?

AR - Ma, non lo so, dipenderà dal numero, dall'animale. Ma comunque non meno di ... 5000...  10.000.

BR - 10.000?

AR - E allora accetti?

BR - Calma, calma, avete troppa fretta.

AR - Mi fa rabbia vedere uno che può cambiare la sua vita e come

             un masochista preferisce continuare in questo buco puzzolente. Allora che vuoi fare? Vuoi perdere il doppio più il premio per ogni nuova bestia e magari un premio di produzione.

BR - Premio di produzione? Che significa?

AR - Un premio ogni volta che gli incassi aumentano.

BR - Porca vacca,  li usate bene gli argomenti voi. Sapete parlare al cuore.

AR - E   allora firma e tanti auguri,

BR - Calma, calma. Datemi il tempo di pensare. Pare che dob­biamo decidere in questo momento.

AR - Si, dobbiamo decidere oggi. Perché stasera parto. Si parto, sbaracco e cambio zona. E per stasera devo sapere se tu vieni con me.

BR - Ma perché, all'improvviso...?

AR -Devo trovare una soluzione. La gente ormai partecipa dalla mattina alla sera a lotterie fesse, giochi a premi cretini, quiz deficienti, ma che danno soldi a palate. Dimmi tu che speranza tiene uno come me che si illude ancora di fare delle cose intelligenti, artistiche, dignitose. Nessuna. E allora, sparisci lentamente oppure...

BR - Oppure ?

AR - Oppure decidi di mettere la tua dignità sotto i piedi

             e di buttarti nella mischia.

BR- Eppure qui da noi è sempre pieno.

AR - E perché voi siete la mischia. E stavolta voglio esserci anch'io con voi.

BR - Come è possibile, venite a lavorare per Apollo.

AR - No, dico voglio essere anch'io tra quelli che fanno soldi senza badare a nulla, e magari proprio con una bella "Galleria dei Fenomeni" che tu mi farai.

BR - Mi sembrate un po' invidioso di Apollo.

AR - Ah, si? E come te ne sei accorto. Io non sono invidioso, io sono imbestialito. Se potessi distruggerlo, lo distrug­gerei. Ma tu capisci, un cretino così che deve avere sempre il tendone pieno ed uno spettacolo come il mio che fa la fame. E' contro logica. La gente vuole le porcherie? E va bene, e noi gli diamo le porcherie. Ecco perché tu mi devi aiutare.

BR - Grazie, siete molto gentile.

AR - Dai, hai capito bene che non c'entri niente in questa storia tu. Non vedo perché ti devi offendere. Le porcherie tu le fai proprio perché la gente le vuole. Anzi io voglio il tuo aiuto proprio perché tu sei un maestro del genere e il successo che ha quell'ottuso è tutto merito tuo.

BR - Dopo la caduta, con una gamba e una spalla deforme, che cosa potevo fare? Chiedere la carità per la strada? Io, Bruno, l'Aquila del Trapezio. Triplo salto mortale senza rete. Senza rete.

AR - Ma perché non usavi la rete?

BR -  Perché la gente accorreva a frotte. Voleva provare una sensazione forte. Magari assistere all'evento drammatico, una caduta e la morte in diretta.

AR - E l'ha provata?

BR - Sit quando venni giù non ebbi  nemmeno il tempo di accorgermene, ma sentii un solo urlo. Tutti allo stessi tempo: Uhhh! E poi il buio.

AR - E quella è la stessa gente che oggi viene a vedere i tuoi capolavori.    La sera, tutti quelli che venivano a ve­derti,  senza rete,   aspettavano con ansia,  anzi speravano che tu cadessi,  per provare l'emozione forte,  come dici tu,  il brivido,  l'eccitazione che la vita di stress e di routin di tutti i giorni non da.

BR - Allora, è come se non venissero per me.

AR - Non venivano per te, hai detto bene. Oggi invece,  sembra un paradosso, ma vengono per te. Per ammirare quelli che si potrebbero definire dei capolavori di chirurgia plastica.

BR- E questo è l'ultimo mio capolavoro (ride) il Leone Marino. (il piano del tavolo si alza e mostra un cane in parte squoiato. Artakoff è disgustato)

          Un leone marino ricavato da un povero misero cane. Si, un cane,  randagio per giunta.

AR - Ma la coda, le orecchie...?

BR - Tagliate.

AR - II pelo.? Tagliato.

BR - No, depilato,  uno per uno,  con una pinza elettrica di mia invenzione.

AR - Porca miseria.

BR - E le gambe?

AR - Ah,  già, le gambe? Dove diavolo... tagliate?

          (Bruno fa cenno di si con la testa) Mi viene il freddo addosso. (Si versa da bere e beve anche Bruno)

BR - Le prime volte,  addirittura mi veniva da vomitare,  poi,  ci si fa l'abitudine. Non ha più importanza cosa tagli (guardando fisso Artakoff) e chi tagli.

AR - Ahò! Sei impazzito? (Togliendogli il bicchiere) Bastava, che a te il wisky  fa male.

BR - Allora? Vi piace la mia produzione? Modelli unici,  esclusivi. Difficilissimi da ottenere. La cancrena è sempre in agguato. Quando si taglia,  basta una piccola infezione e... addio a tanti giorni di lavoro appassionato. Crepano come mosche queste bestie. Per fare un mostro marino come questo si perdono fino a dieci cani.

AR - Ma non soffre?

BR - Certo che soffre, ma non può gridare. Le corde vocali... (fa il gesto con la mano di tagliare).

AR - Ma sei un sadico. Perché non lo hai anestetizzato?

BR - Perché mentre opero devo sapere continuamente che è vivo e poi, l'anestesia costa e può farlo morire.

AR - La galleria del silenzio.

BR - Si, una intera galleria di fenomeni, tutti costruiti, inventati da me. "la galleria degli orrori" Grande successo: Talpa gigante d'Australia. Un coniglio, un volgare coniglio, scorticato ed accecato e senza orecchie.,.

AR - ...naturalmente.

BR - L'elefante nano. Un topo. Uno schifoso topo di fogna al quale ho trapiantato la coda sul naso ed ecco l'elefante nano.

          (Si sente una musica ed applausi provenire da fuori) Sentite il successo dei miei numeri. Sono gli orsi ballerini.

AR - Il trucco degli orsi lo conosco, ormai è vecchio.

          Si mettono su una lastra di metallo che si riscalda con una resistenza elettrica e così le povere bestie sentono bruciarsi i piedi e si muovono come se ballassero.

BR - Roba vecchia. Caro signor Artakoff. Poco pratico.
A volte si sentiva persino la puzza di bruciato.
Invece io ho trovato di meglio. Ho piantato un piccolo
spillo nella zampa posteriore della bestia. Uno spillo
invisibile ma che provoca continuamente delle fitte e
quindi l'animale non sta mai fermo. Spillo cha-cha-cha.-

AR - Ma come fai ad essere così crudele?

BR - Crudele, io. Ma se lo faccio per far divertire i bambini.
Sapesse come ridono.

AR - Per divertire i bambini o per riempire le casse?

BR - Sia l'uno che l'altro. A voi farebbe comodo rinsanguare le casse ormai vuote. E per voi avrei un numero di grande successo.

          E' un divertimento sicuro per bambine e pure per adulti: l'oca

          giuliva.

AR - E di che cosa si tratta?.

BR - Di un'oca che gira, gira su se stessa come una trottola,
senza fermarsi mai, come quei pupazzi con la corda.
Ma è  più divertente perché è un animale vivo, vero.

AR - Ne hai già una?

BR - La sto facendo.

AR - E allora perché non la dai a me.  Te la pago bene. Ma

             perché gira sempre. Non le avrai messo uno spillo nella coda?

BR - Niente spillo. Questa cara ochetta non sente alcun dolore.
Anzi non sente più niente perché è pazza. Si, pazza.

AR - Come sarebbe, pazza?

BR - Sarebbe che per farla girare senza sosta, si deve svuotare

             a poco a poco, con un ferro sottilissimo, il cervelletto attraverso i buchi del becco. E' una operazione difficilissima. Se si sbaglia l'animale muore ed allora... sapesse quante oche ho mangiato "causa cattivo esito intervento".

AR - Ma è incredibile. Contro ogni morale.

BR - Ah, si? E allora il fegato d'oca? Il pateau de fois? Non

             ne avete mai mangiato?  ... E' una specialità tanto richiesta sulle tavole dei ricchi. E sapete come si produce? Si lega l'animale, lo si acceca per non fargli vedere se è giorno o notte e lo si fa mangiare continuamente ficcandogli il cibo in gola fino a che l'animale non scoppia. A questo punto il fegato è grosso e grasso al punto giusto.

AR - Non ho mai mangiato di questo schifo.

BR  - E lo credo, con quello che costa. Avete il cuore troppo tenero. Non farete mai soldi e resterete sempre ad invi­diare Apollo.

AR - Il cuore tenero. Ti farò vedere di che cosa sono capace. Porca vacca. Preparami due oche giulive, non una e tele pago il triplo di quell'accattone. D'accordo? Gli devo togliere tutti gli spettatori. Devo avere il numero migliore.

             (Bruno ride)

             Beh? Perché ridi? Tu credi che io scherzi? Tu credi che non sono capace di...

BR - No, rido perché questo non è il numero migliore. Se vi faccio vedere il pezzo forte mi offrirete un patrimonio.

AR - Un pezzo migliore di questo? E dove sta?

BR - Li. (indica la gabbia coperta).

AR - Li? E che cosa è?

BR - Lo Yeti . L'uomo delle nevi.

AR - Lo Yeti? L'uomo primitivo che vive sulle montagne dell'Himalaja? Porca vacca. E come fai?

BR - Uso un gorilla. Un bel gorilla grande e grosso. Lo depilo pelo per pelo...(si avvicinano alla gabbia e si sente il gorilla

          grugnire).

AR - Con quella famosa pinza di tua invenzione?!        

BR - ... e poi lo acceco. Gli metterò dei bellissimi occhi di vetro,azzurri. Avrà una espressione umana e farà innamorare le belle signore. Alle donne piace il bel selvaggio.

AR - Ma perché devi accecarlo?

BR - Perché non deve vedermi operare. Mi odierebbe a tal punto che alla prima occasione mi ucciderebbe. Vede la gabbia? Ho dovuto coprirla perché da quando mi ha visto lavorare sul cane è diventato cosi nervoso che appena mi avvicino a lui fa il pazzo. (Si sentono applausi ed una musica).

          Ora ve ne dovete andare, lo spettacolo di Apollo è finito e potrebbe arrivare da un momento all'altro.

AR - Si, si, me ne vado. Ma ti devi decidere. Io non posso più aspettare. Devo partire per stanotte e se tu vieni con me farai la tua fortuna.

BR -  ... e la vostra.

AR - ...e la mia, ma almeno avrai quello che qui non hai.

BR - Non si vive di solo pane.

AR - Che significa. Ho capito. E' vero non si vive di solo pane, ma io ti darò anche soddisfazione .

BR - Si, lo so. Ma c'è qualcosa che non mi potrete mai dare.

AR - E allora parla, fammi capire cos'è che ti può dare Apollo che io non posso darti.

BR - Va bene, va bene. Poi ne parliamo. Ma adesso dovete andarvene.  (Lo accompgna fuori)

AR - Ti do tempo fino a stasera. (Via)

             (Bruno si versa un paio di bicchieri di vhisky)

SCENA 2/1

(Bruno, Apollo)

AP - (Entra)  Ma di' un po', è uscito qualcuno da qui.

BR - Da qui?

AF - Ho visto qualcuno che usciva certamente da qui.

BR - Può darsi.

AP - Chi era?

BR - Artakoff .

AP - Artakoff? E che vuole quel fallito da te?

BR -- E' venuto a trovarmi.

AP - Artakoff veniva a trovarti, magari per fare quattro chiacchere, con te. E di che cosa avete parlato?

BR - Di niente in particolare.

AP - (Avvicinandosi) Ma tu puzzi di alcool. E' così che lavori? Pezzo di sfaticato alcolizzato. Ti ho detto che non devi bere, perché devi essere lucido per il lavoro sullo scimmione. Questo non è il solito animale randagio, hai capito. Questa bestia mi costa tutti i miei risparmi  e se  gli succede qualcosa, allora.... perte è finita. Ti farò lavorare gratis per tutta la vita.

BR - Perché, adesso mi pagate?

AP - Che vuoi dire, che io non tipago? Sei un ingrato, dopo tutto quello che ho fatto per te.

BR - Per me? Allora facciamo i conti di quello che mi dovete dare ...

AP - Dare, dare. Solo dare. Qui tutti vogliono da me. Ma a me chi mi da niente? Nessuno. Lo sai tu quarto mi  costi con il tuo serraglio puzzolnte, tra animali morti, multe della protezione animali etctra etctera,  Dovresti pagare tu, a me.

BR - (Ridendo sarcastico) Dovrei pagare io a lui.

          Va bene, allora io me ne vado, vi tolgo questo peso, ora siete contento, no?

AF - Te ne vai? Adesso ho capito. Quel verme di Artakoff ti ha fatto qualche proposta per andare a lavorare da lui. Ti ha fatto il lavaggio del cervello come all' oca giu­liva.

BR - Come avete fatto a capirlo. Mi ha offerto il triplo di quello che prendo qua.

A? - (Ridendo) II triplo. Ma che sono patate.  Il triplo per fare quelle schifezze che fai.

PR - Schifezze sulle quali vivete e senza le quali fareste la fame.

AI - La fame. La fame le faresti tu. Quelle bestie hanno successo perchè sono io a presentarle, anzi a creare tutto un interesse intorno a loro che le gente viene a vederle con curiosità. Ora, se te ne vai con quel coso incapace, vedrai che al massimo le tue bestie faranno venire il voltastomaco. Il triplo. Ma vallo a raccontare ad un altro.

BR - Ah, mi credete un bugiardo. Allora aspettate, ve lo farò sentire dalla sua viva voce. (Verso l'esterno chiama a voce alta) Signor Artakoff, signor Artakoff. (Apollo imbarazzato da questo probabile incontro si nasconde dietro la tenda, ma  si sentono le urla della scimmia).

SCENA 3/1

(Bruno, Artakof)

AR -  (Entra).

BR - Entrate, entrate, vi devo chiedere una cosa.

AR - Ma che fai, gridi come un ossesso. Se ci sente Apollo.

BR- (Apollo fa capolino senza farsi vedere da Artakof).

          Non vi preoccupate? State calmo.

AR - Allora che vuoi, hai deciso la partenza?

BR - (ad alta voce)  Si, cioè non so ancora... io non ho capito bene cosa andrei  a guadagnare, rispetto a quello che prendo qua.

AR - Ma come, ho parlato per un'ora e ancora non è chiaro. E' semplice. Dimmi quanto prendi da Apollo e io ti darò esattamente il doppio.

 BR - II doppio?       

AR - II triplo.   

BR - Un premio per ogni numero nuovo che vi preparo.

AR - Un premio per ogni numero.

BR - Un premio per ogni aumento degli incassi.

AR - Hai la memoria di un elefante. Un premio se ci saranno

          aumenti d'incasso. Ma che gridi a fare? Ci vuoi far sentire da Apollo?

BR - Nooo.

AR - Bene, allora, ti è tutto chiaro no? Adesso non ti resta

          che dirmi a che ora stanotte ci vedremo per la partenza.

SCENA 4/1

(Bruno, Artakof, Lina, Apollo)

LI - (Entra decisa) Bruno, ti avevo chiesto di prepararmi quella...

          (sorpresa nel vedere Artakoff) E tu che fai qui?

AR - Stai calma, nessun pericolo. Bruno è dei nostri.

          Ho convinto anche lui a lasciare questa baracca. Adesso saremo f ortissimi. Bruno con i suoi mostri, tu con la tua bellezza...

BR - (come tra se) ... e lui con la cassa.

AR - (Ridendo) Sempre spiritoso il nostro Bruno. Quando

          lo Yeti sarà pronto faremo "La bella e la bestia". Un successo incredibile. La gente farà a pugni per vedere la donna che ha fatto innamorare l'uomo delle nevi.
(Si sente gridare la scimmia) Ma ora basta. Io me ne vado, non vorrei che ci vedessero insieme. Sarebbero capaci di sospettare chissà cosa. (Ride) Bruno, mettiti d'accordo con Lina per la partenza. Lei giàsa tutto. 

          (Via Artakoff)

LI - (Alquanto imbarazzata) Allora, anche tu hai deciso di...

AP - (Uscendo dal nascondiglio) ... tradire.

LI - (Sorpresa) Apollo.

AP - Si, cara, Apolluccio tuo. Qui, ed ha sentito tutto.

LI - (Indietreggia impaurita) No!

AP - Si, e tutto grazie al fedele Bruno. Bravo Bruno.

          Tu si che sei sincero. Quel furbo di Artakof ti ha fatto tutte quelle promesse con i tuoi soldi. E si, perché sono soldi che gli procureresti tu con i tuoi numeri. Grazie che ti fa tutte quelle concessioni. A questo punto te le posso fare anch'io. Tufammi  aumentare gli incassi e poi vedrai che ti farò ricco. In quanto a te, so io cosa combinarti.

BR - No, cosa le volete fare?

AP - Le voglio rompere la faccia a questa...

          (Fa per scagliarsi ma Bruno lo trattiene)

BR - No, lasciatela stare.

AP - Hai ragione, non vale la pena sporcarsi. Prendi i tuoi stracci e vattene. Il tuo bell'Artakof ti aspetta. (Ride) Sai che bella coppia.

BR - Come? La fai andare via?

AP - E che me la tengo in casa. Via, via. Da oggi vita nuova.

          Prenderemo un bel paio di bonazze per il nuovo numero

          dello Yeti. Sai che successo. E poi ce le divideremo,

          da buoni compagni. Una a te e una a me.

BR - No! Se va via lei vado via pure io.

AP - Bruno, ma sei impazzito. Io ti sto parlando come un

          fratello e tu ti schieri dalla sua parte, dopo che hai

          visto quello che mi ha fatto. A me...

BR - Lei non ti ama, perciò non puoi rimproverarle niente.

AP - E chi ama, Artakof?

BR - No !

AP - O speri che ama te. (Ride) Bruno, Bruno. Attento. Hai preso la cotta. Ti sei innamorato di lei. (A Lina) Brava, hai fatto un'altra vittima. Ti sei lavorato anche Bruno. Viziosetta. Bene. Allora, tutto è bene quel che finisce bene. Bastava parlare. (A Bruno) A te, se lei rimane, tu rimani per farmi

          lo Yeti?

          (Bruno fa cenno di si con la testa)

          Bene, allora te la regalo.

BR e LI - Come?

AP - Si, te la regalo, come premio di ingaggio.

LI - Tu non regali nessuno. Io non sono una cosa tua. Non sono un oggetto.

AP - Stai zitta Elena.

BR - Elena ?

AP - Di Troia.  Se la cosa non ti va allora devo lavare l'affronto che mi hai fatto.

AP -(Scocciato) Non crederai che io ti faccia andare in giro a far sapere che io sono...

BR - Cornuto.

AP - Perciò sono costretto, a buttarti nella gabbia dello scimmione e così tutto si risolve con un banale incidente.

LI - No, la scimmia no.

AP - Bene allora poiché io sono magnanimo e mi commuovo davanti alle storie d'amore allora vi concedo la mia benedizione ( lega Lina con una catena per animali)Tanti auguri caro Bruno per la tua luna di miele. E' tutta tua, fanne buon uso, mi raccomando. (via).

SCENA 5/1

(Bruno, Lina)

LI - No. Apollo, no! (Piange mentre si sente l'urlo dello scimpanzé).


BR - (E' come ipnotizzato da Lina)

LI - (Smettendo di piangere) Bruno, per favore mi togli

            questa catena? (Sorride) Mi fa un pò male al collo.

            (Bruno è immobile) Siamo ancora in tempo. Tu prepari

         le tue cose, mi liberi da questa catena e ce ne

            andiamo con Artakof .

BR - No, Artakof  no. Lui ti terrebbe per se e sono sicuro

            che non permetterebbe che io e te ... che noi...

LI - Che noi cosa? Tu sei un pazzo maniaco...

BR - Ah, questo non dovevi dirmelo. Io non sono pazzo e

            neppure maniaco. Io sono stato l'Aquila del Trapezio: Triplo salto mortale senza rete.

LI - Ma perché non mettevi la rete?

BR - Errori di gioventù che si pagano in vecchiaia. Ecco come sono ridotto. Uno straccio d'uomo.

LI - Uno straccio.

BR - Uno schifo d 'uomo.

LI - Uno schifo.

BR - Un uomo mostruoso.

LI - Mostruoso.

BR - E va be' non esageriamo. In fondo non è la bellezza

            del corpo che conta, ma quella dell'anima.

LI - E se io avessi la bocca così, gli occhi cosi, l'orecchio così,

            (fa delle smorfie) ti innamoreresti lo stesso di questa faccia?

BR - Della faccia no, ma del resto...

LI - ... del resto?  Ma non è la bellezza del corpo ma..,

BR - Ti ho sempre amato, Lina, e finalmente ora sarai mia.

LI - No.

BR - Si.

(Sì odono gli strilli del gorilla mentre dall'esterno ardiva una musica da Luna-Park).

FINE 1° ATTO

ATTO SECONDO

SCENA  6/2

(Bruno, Lina)

E'giorno, un raggio di sole illumina il corpo di Lina steso sul lettino. Si sente arrivare Bruno fischiet­tando. Ha  in mano un piccolo vassoio con caffè e cornet ti. Si siede a guardarla, mentre inizia a mangiare len­tamente. Lina avverte la presenza di Bruno e si sveglia.

BR - Sono stato al forno. I cornetti sono caldi. Ti ho preso il caffè.

LI - (Fa cenno di no con la testa).

BR - Devi mangiare, devi metterti in forze. Io sento una fame mostruosa. (Come per i bimbi) Uhhh, come è buono, ora mi mangio tutto io. (Fa per inboccarla ma Lina rifiuta girando la testa) Se tu non mangi diventimagra magra come uno stecchino, tutto ossa e niente ciccia. E allora non mi piacerai più.

LI - E allora non mangerò mai più, così mi lascerai an­dare in pace.

BR - In pace? Perché qui non c'è pace?

LI - In pace: libera.

BR - Libera? Da me? Ma se sono io prigioniero dei tuoi occhi, della tua bellezza. Secondo te sono libero io?

LI - Tu sei libero di sentirti non libero, ma io non sono libera di sentirmi legata. (Bruno la guarda stupìto) ... Insomma, Bruno, Che ci faccio qui, ancora legata come una delle tue bestie? Questo sarebbe il bene che mi vuoi?

BR - E' un modo per proteggerti. Non vorrai che ti lascio  andare incontro ai mille pericoli che ci sono fuori, nel mondo. Apollo, Artakof...

LI - Va bene, va bene. Apollo, Artakof. Ma io devo de­cidere, non posso sentirmi prigioniera. Toglimi  questa catena e lasciami  decidere  se andare oppure restare con te. Se decido di restare, allora per te sarà più bello.

BR - E se non resti, per te sarà ancora più. bello. Andar­tene via dal mostro e cancellarlo per sempre dalla tua mente. Ed io non potrei più sentire la tua voce, vedere i tuoi occhi, accarezzare le tue...

LI - Va bene Bruno, ho capito il concetto. Ma ti assicu­ro che non è sicuro che io vada via.

BR - Perché voi donne siete così complicate?

LI - Senti Bruno, in questi giorni io... ho imparato a conoscerti ed ho capito che tu non sei... insomma che anche tu... Al diavolo. Io ti invidio. Tu sei uno che sa quel  che vuole. Hai una forza... un carattere così deciso e sicuro. Io invece non ho carattere. A volte vorrei tanto dire di no, ma alla fine dico solo e sempre si. Se avessi subìto una disgrazia come la tua, credi che avrei  continuato a vivere come fai tu, inventandomi una qualunque attività, buona o brutta che sia, innamorandomi ancora,  anche se non corrisposto. No, l' avrei fatta finita subito. Ecco perché io ti invidio. Ho capito che hai dentro una forza di vivere che io non ho e che vorrei...

BR - La forza della disperazione. Ho inventato qu esto me­stiere per sopravvivere. Altrimenti sarei  finito a stendere la mano per strada. Adesso, invece, il mio la­voro, le mie bestie, sono richieste perché solo io le so fare, solo io ho il coraggio di farle, ma gli altri hanno il coraggio di  sfruttarle e altri  ancora il coraggio di guardarle.

          Ecco la mia rivincita contro la cattiva sorte. Io plasmo la natura matrigna con me,  ma ora per me utile.

LI - E pensi che la natura è stata benigna con me? Non ho mai saputo chi fosse mio padre e mia madre mi ha mandato a servire birra in una bettola da quando avevo dieci anni.  E tutti gli uomini che mi vedevano si sentivano in diritto di toccarmi. Mi sento ancora queste mani, cento mani che mi sfiorano, che mi frugano...  e quando decidi di dire basta, allora non servi più e ti mandano via come uno straccio vecchio.

          Caro mio, la vita non è facile per nessuno. Ognuno  a suo modo è infelice: siamo in una valle di lacrime.

SCENA  7/2

(Bruno, Lina, Apollo)


AP - (Entrando improvvisamente) Attento Bruno. La donna ne sa una più del diavolo e con la sua lingua biforcuta come il serpentello del peccato originale ti avvolge nelle spire delle chiacchere e zac ti fa mangiare la mela. (Afferrando un cornetto) Invece di ascoltare i suoi sermoni, perché non stai lavorando. Mi serve subito il nuovo numero dello Yeti. Ormai la gente conosce i miei numeri e gli incassi sono ridotti ad una miseria. Io ho mantenuto i miei patti, il re­galo te l'ho fatto. Adesso basta. Anch'io ho diritto a qualcosa. Non ti chiedo  mica la fine del mondo. Ti chiedo solo di spellarmi questa maledetta scimmia. (Avvicinandosi alla gabbia, si sentono le urla dello  scimmione).

BR -Non avvicinatevi alla gabbia.  Da alcuni giorni sembra impazzito.   Ieri   sera mi sono avvicinato per dargli da mangiare e per poco non mi afferrava per il collo e mi  strozzava contro le sbarre.

AP - Sarà geloso di quella bertuccia. Tra animali... Allora, basta con i divertimenti. Ora è tempo di la­vorare e seriamente. Quando sarà pronto lo scimmione?

BR - Mi serve ancora un mese e poi...

AP - Che cosa? Un mese? Ma tu sei pazzo. Figlio di un cane, mi vuoi vedere fallito. Ti rendi conto che fra un mese non avremo più neanche uno spettatore e allora sarà troppo tardi per me e per te e tutto per colpa di  una battona da quattro soldi che ti ha fatto perdere la testa.

          Tu te ne devi liberare. Poi non ti preoccupare, quan do il numero sarà pronto ti procurerò non una ma due, tre, quante femmine vuoi e molto meglio di questa.

BR - No, Linaresta qua.

AP - Non possiamo tenerla ancora tra i piedi. Da un paio di giorni sono sicuro d'aver visto Artakof   aggirarsi intorno al campo. Se quello capisce qualcosa è capace di avvertire la polizia.

BR - Artakof non è partito?

AP - Evidentemente non ha voluto rinunciare alla bella gallinella che già pensava di avere nel piatto.

BP - Non verrà a prendersela?

AP - Prima o poi lo farà, ecco perché bisogna sbarazzarsi di lei. Ormai sa troppe cose e sarebbe un guaio per te e per me.

LI - Ma tu sei un pazzo criminale.

BR - No, voglio ancora tenerla par me. Se mi togliete lei, allora uccido il gorilla.

AP - Uccidi il gorilla? Una bestia che mi costa tutti i miei risparmi e tu lo uccideresti. (estrae una pistola) Ma io ti farò saltare le budella sporco bastardo... (calmandosi) E va bene. Tieniti la donna, ma se fra una settimana non presen­terai al pubblico il nuovo nunero dello Yeti, allora ti toglierò la pelle a forza di frustate così ti userò come nuova attrazione e a lei la darà in pasto allo scimpanzè. (via)

SCENA  8/2

(Bruno, Lina)

LI - (Atterrita) Bruno, questo è il momento. Quello ci ucciderà, comunque. Dobbiamo scappare. Abbiamo le ore contate.  

BR - Calmati, non credo che mi ucciderà. Senza di me sarebbe finito. Ma a te ha deciso di eliminarti .. Sei una testimone scomoda  e poi deve vendicare il tuo tradimento.

LI - Bruno, aiutami,

BR - So io come distruggerlo. (Libera Lina) Vai, scappa, sei libera.

LI - Ma tu non fuggì? Non vieni con me? Non puoi restare qui. Quando saprà che mi hai liberata ti ammazzerà.

BR - Per  anni ho creato tanti mostri, ora voglio ditruggerne uno solo ma il peggiore.

LI - Vieni via Bruno, non rischiare la tua vita.

BR - Ti dispiacerebbe davvero se ...

LI - Si, tantissimo.

BR - Hai degli occhi bellissimi.

LI - Guardali meglio, non ti dicono niente?

          (Si ode la musica dello spettacolo di Apollo e la sua voce che annunzia il nuovo numero dello Yeti. Lo scimpanzè si mette a gridare)

BP. - Vattene, lina. Vattene.

LI - Si, ti aspetto al campo di Artakof. (Via)

BR - (Si guarda intorno. In sottofondo la musica dello spet­tacolo di Apollo. Bruno prende tra le mani la catena che legava Lina, la guarda intensamente. Si sente il grugnito della scimmia. Bruno guarda la gabbia, poi con quella stessa catena si ammanetta, si avvicina alla gabbia mentre salgono le grida della scimmia impazzita, apre la porta della gabbia e vi entra. Sale la musica e la voce di Apollo che grida:)

          Signore e signori, stiamo preparando una sorpresa per voi. Qualcosa che vi lascerà a bocca aperta. Signore e signori...

FINE

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