Lagenzia di produzione teatrale
presenta
My Fair Man
Il Pigmalione napoletano
di Mauro Palumbo
Commedia musicale in due atti
(liberamente ispirato al mito di Pigmalione, di Ovidio, ed al Pygmalion di George Bernard Shaw)
Personaggi principali:
IGNAZIO DE SIMONE, PROFESSORE
PIETRO DISANTO, GIORNALISTA
SIGNORA DE SIMONE, MADRE DI IGNAZIO
ROSA PICCOLO, PESCIVENDOLA
PROCOLO PICCOLO, SPAZZINO
OTTAVIO DI BONITO
VITTORIA DI BONITO, MADRE DI OTTAVIO
GIULIA DI BONITO, SORELLA DI OTTAVIO
Altri personaggi:
PASQUALE, IL PORTUALE
MARIA, LA BARISTA
ALFREDO & BRUNO, CARABINIERI
PASSANTE 1 - PASSANTE 2
3 BALLERINI - 3 BALLERINE
ATTO PRIMO MY FAIR MAN di Mauro Palumbo
SCENA PRIMA
Apertura Sipario. Fondale raffigurante un Molo, a Napoli. La Scena presenta al pubblico i nobili: sono viaggiatori in attesa di imbarcarsi con laliscafo per Capri. I presenti, cominciano a muoversi sulla musica, dandosi delle arie. Durante la canzone, dopo la prima parte, entrano da destra due uomini ed una donna: il professor Ignazio De Simone con la madre ed il giornalista Pietro DIsanto, appena rientrati da una gita a Capri. Nello scambio rituale di biglietti da visita tra gentiluomini, il biglietto del professor De Simone cade a terra e viene raccolto da unambulante, la pescivendola Rosa Piccolo. Infine, gli altri passeggeri iniziano ad incamminarsi verso una scaletta immaginaria, posta ai lati della scena, cantando e muovendosi con movimenti coreografici. Sul finale della canzone i nobili, disposti in formazione, agitano i fazzoletti in segno di saluto a chi rimane sulla banchina. Ottavio Di Bonito, in ritardo, corre inutilmente per prendere laliscafo, ma costretto ad aspettare il successivo.
MUSICA : Traccia 1 (332)
LUCE 1: Motorizzati e cambio colori su canzone.
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LE CORSE AGLI ALISCAFI
Ogni ricco sa che a Napoli,
son considerati nobili,
quelli che in vacanza andranno a Capri
e chi si fa notare di esser l.
Con il Rolex sul polsino
Attento al motorino Posteggia qui.
(- Ngoppa banchina?!? - Fatte ttoje barbarossa -)
Ed in borsa due tre cellulari.
Luomo se in affari, fa cos.
Pronto? Care! Lenti, scure!
Bella, cosa Qui ti puoi sparar la posa!
Gli aliscafi la, partono di gi.
Dai salpiamo tutti chiss quando arriver Il Caremr!
LUCE 2: Taglio dal basso e dallalto da destra. Poi effetti di animazione luce sul resto della canzone.
Non c niente a questo mondo
Che ti fa sentire ancor pi chic,
delle corse degli aliscafi a Capri,
mentre i poveracci restan qui.
Lampadato a passeggiare se ne sta,
blasonato esempio della societ.
Se tu vuoi rassomigliare a noi,
devi fare invidia a tutti voi.
Non c niente a questo mondo
Che ti fa sentire ancor pi chic,
delle corse degli aliscafi a Capri,
mentre i poveracci restan qui.
Ogni ricco sa che a Napoli,
son considerati nobili,
quelli che andranno ai faraglioni,
gli altri, due maroni, restan qui.
Son le corse degli aliscafi a Capri,
gli altri, poveracci, restan qui.
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SCENA SECONDA
Molo Beverello, a Napoli. Scena dei poveri. Alcuni uomini e donne si trascinano stancamente sulla banchina del porto di Napoli. Tra di essi, Procolo Piccolo, di Maddaloni.
LUCE 3: Luce giorno. Frontale, frontale dx e sx, faretti su piantane esterne
PROCOLO (Rivolto verso il molo da cui sono salpati i ricchi) Bravi, jatevenne Aiutatece a tene Napule pulezzata! Nun turnate propeto chi (Adocchia un passante e cerca di trarne profitto) Neh, signur: ve servesse na scheda antismagnetizzazione po bancomt? Doje evere!
PASSANTE 1 No, capo, nun o teng o bancomat!
PROCOLO Nientimeno? E add e mettite e sorde, ancora dinto matarazz?!? (Individua una signora che passa e cerca di vendere il proprio prodotto) Sign, e sorde nune mettite mieze zizz: cuchesto bancomt nun se smagnetizza!
PASSANTE 2 Cafone!
PROCOLO Cafone a me?!?! Ma tu vide nu poco a chesta Accattateve a scheda po bancomat!
OTTAVIO (Avvicinandosi a Procolo) Bravuomo, potrebbe ripetermi cortesemente a quanto ammonta il prezzo?
PROCOLO Pevuje? (Lo squadra da capo a piedi) Quatt-evere!
OTTAVIO Avete detto quattro?
PROCOLO Prezzo speciale po signore Add ve ne jate cu sta faccia: a Capri?
OTTAVIO Si, ho fatto tardi, mia madre e mia sorella gi sono salpate Mi si rotto lo Scarab Dovr aspettare il prossimo aliscafo (Tornando alla trattativa con Procolo) Dovrei farcela con gli spiccioli Un euro, uno e cinquanta, due, due e cinquanta, due e ottanta, tre e ottanta, tre e novanta, quattro! Aspettate che riconto (Contando nuovamente con estrema attenzione)
PROCOLO Ma che ve state accattanno? A nicchia?!?
OTTAVIO E quattro! Ecco a voi (Chiedendo informazioni sullacquisto) Come si adopera, bravuomo?
PROCOLO E comme sadda us?!? Vuje pigliate o bancomat, a carta e credito o chello catenite tenite A nfizzate dinta custodia, vo mettite astritte dinto portafogli e site sicuro ca nun se smagnetizza
OTTAVIO Allora, io prendo il bancomat e lo infilo in questa fessura
PROCOLO Seh, infizzate, infizzate O saccio canun site pratico, ma pruvatece o stesso
OTTAVIO E ora lo ripongo nel portafogli
PROCOLO Bravissimo! Oj, chera accuss semplice?!?
OTTAVIO Vado a vedere se arrivato laliscafo (Dopo aver riposto il portafogli nelle tasca posteriore, fa per andare) Con permesso
PROCOLO Ossequi alla mamma! (Tira un invisibile filo di nylon, attaccato alla scheda che ha appena venduto al passante, sfilando agilmente il portafogli, che resta penzoloni dalle sue mani) E saluteme a soreta! (Prendendo velocemente dal portafogli una banconota) Mar, piglia na butteglia bona! Da bere pe tuttequante!
MARIA (Affacciandosi dalla bottega del bar) Capirai Chi vuoi che abbia voglia di prosecco a questora?
PROCOLO Tieni ragione: che ore sono?
MARIA Sono le dieci del mattino
PROCOLO Allora, porta na bella butteglia e grappa!
MARIA Comme fosse a colazione! (Esce)
PROCOLO Non colpa mia se la gente non apprezza le vere gioie della vita Come i sigari, lalcool
MARIA (Rientra e porge la bottiglia a Procolo) La cirrosi epatica (Rientra e posa la bottiglia sul tavolo)
PROCOLO E femmene! (Tenta di abbracciare Maria)
MARIA (Divincolandosi)E lieve e mane a cuollo! Con questa, sono giusto cinquanta euro, che mi devi
PROCOLO Mar! E me meraviglio e te: quanti vote taggio lassate cunta pav?!?
MARIA Procolo: e me meraviglio e te Sempe!
PROCOLO E va bene Meraviglia pemeraviglia Tiecchete e cinquanta euro, e stiamo pace
MARIA (Sorpresa, prende la banconota e ne controlla lautenticit) Cinquanta euro?!?
PROCOLO So bone, so bone Il vento sta cambiando: Procolo sta pagando!
MARIA Tu me stai pagando: e je nun saccio comme nun sta diluviando! (Esce)
OTTAVIO(Rientrando) Laliscafo ancora non in porto
PROCOLO Giusto a tiempo: faciteve stu bicchierino?
OTTAVIOA questora del mattino?
PROCOLO Forza,: anu bicchiere in compagnia, nun se dice maje che no!
OTTAVIOSe la mettete in questo modo, accetto
PROCOLO (Procolo d un bicchiere ad Ignazio, ma prima che questi cominci a sorseggiarlo, lo interrompe, attirando lattenzione del giovane al passaggio di un addetto del porto, dietro di loro) Forse, meglio che nun vo bevite: state gi carico a stunamiento! Non vi site accorto e niente?!?
OTTAVIO Veramente No! Di che cosa? (Fa per bere ma viene interrotto, c.s.)
PROCOLO Lo vedete quel signore che passato accanto a voi, poco fa? (Gira la faccia di Ottavio dal proprio lato) E nun guardate O vedite (C.s) E nun guardate O vedite (C.s) E nun guardate
OTTAVIO Ma se non mi fate guardare?!?
PROCOLO E va bu
OTTAVIO Lho visto
PROCOLO S arrubbato o portafogli!
OTTAVIODavvero?!? Quel manigoldo ha prelevato il vostro portafogli?!?
PROCOLO Aeh, je bevo e chisto sta mbriaco! (Prende il bicchiere dalle mani di Ottavio e lo tracanna al posto suo) S fragato o portafogli vuoste!
OTTAVIOMa voi che mi dite?!? (Si tasta la tasca dei pantaloni e fa per urlare) Al ladr
PROCOLO (Mette una mano sulla bocca delluomo) Che alluccate?!? Accuss chillo se ne fuje e addio portafogli!
OTTAVIOMa qui bisogna chiamare i carabinieri
PROCOLO Ma qua carabinieri?!? Mo ce penzio
OTTAVIOAllora, ci pensate voi?
PROCOLO E certo! (Facendo segno di scansarsi) Levateve a mieze ruosse Aspettate qua!
OTTAVIONon mi muovo
PROCOLO Sentite Dutt, na cortesia
PASQUALE Dite
PROCOLO Voi avete un viso nuovo: dovete essere qui per la prima volta
PASQUALE Veramente, si Ma pecch?
PROCOLO (Indicando Ottavio) O vedite chillu signore tuttalliccate, assettato a chillu tavulino? ? (Gira la faccia delluomo dal proprio lato) E nun guardate O vedite (C.s) E nun guardate O vedite (C.s) E nun guardate
PASQUALE Ma se non mi fate guardare?!?
PROCOLO E va bu, appena appena
PASQUALE Addivento strabico Ecco fatto: lho visto!
PROCOLO E pazzo!
PASQUALE Uh, quanto me dispiace, povero giovane
PROCOLO Non si direbbe, eh?
PASQUALE Affatto
PROCOLO E guardate ora
PASANTE 2 (Vede Ottavio fare un movimento equivoco e cadere dalla sedia) Mo si
PROCOLO Voi siete nuovo di qui: ma quello il pazzo del porto Cc o sapeno tutte quante Pensate che da un giorno allaltro Poh! A cervello gliuto in tilt!
PASQUALE (Rammaricato)Che siamo su questa terra E a famiglia, che dice?
PROCOLO Disperata! Lhanno fatto visit dae miedece chi brave, ma ancora niente! (Facendo segno a Ottavio) Ancora niente!
PASQUALE Che peccato Ma io in cosa posso esservi daiuto
PROCOLO Ecco qua, subito vi spiego Po mumento, e duttore dicono di assecondarlo Perch, assecondando assecondanno, pu essere che a cervella, accuss comme s nceppata, piglia e se sblocca
PASQUALE E chella, a cervella, na sfoglia e cipolla
PROCOLO E che o dicite a fa? Chille se piglia certi fissazioni
PASQUALE Ah, si?!?
PROCOLO Comme! Pensate, che mo, si convinto che voi site nu mariuolo e che gli avete rubato o portafogli
PASQUALE Io?!? Cose pazz!
PROCOLO Appunto! Voi, per assecondarlo, dovreste farmi un piacere, se potete
PASQUALE Ditemi, se posso
PROCOLO Io, adesso, vi do il portafogli del pazzo, e voi fate vedere che glielo restituite. Che saccio? Perch vi siete pentito del vostro gesto!
PASQUALE Questo tutto?
PROCOLO Sissignore
PASQUALE Ma non che pericoloso?
PROCOLO Noo, qua pericoloso? Voi lo restituite e per il resto, ci penso io (Apre il portafogli e prende una banconota da 10 euro) A proposito, questo per il disturbo
PASQUALE Mi dispiace, non posso accettare
PROCOLO Prendete, tanto per dimostrarvi la mia riconoscenza!
PASQUALE Ma non il caso
PROCOLO Tanto, una sciocchezza!
PASQUALE Ma perch mai?!?
PROCOLO Tanto, nun songe mieje!
PASQUALE E va bene
PROCOLO (Gli porge il portafogli di Ottavio) Allora, siamo daccordo Facite buono a parte, marraccumanno (Chiamando Ottavio) Dottore, accomodatevi
Ottavio si avvicina con fare offeso ai due uomini, posti a lato della scena
PASQUALE Sentite, mi dispiace: questo deve essere vostro (Porge il portafogli ad Ottavio)
OTTAVIOSissignore: mio!
PASQUALE (Commentando velocemente a Procolo) S fatto brutto!
PROCOLO Nun ve preoccupate
PASQUALE Abbiate pazienza: tengo questo brutto vizio
OTTAVIO Ma che non si ripeta pi: altrimenti chiamo i carabinieri
PASQUALE (Seguendo lindicazione di assecondarlo, mimata da Procolo, non visto da Ottavio) Ah?!? Si, si: non si ripeter pi. Promesso!
PROCOLO Controllate se manca qualcosa
PASQUALE Forse, dieci euro (Piano, a Procolo) Sessa ncazz?!?
OTTAVIO(Dando uno sguardo sommaria al contenuto del portafogli) No! Non mi pare che manchi niente.
PROCOLO E va bu: move ne putite je Grazie assaje!
OTTAVIOE che non accada mai pi!
PROCOLO (Assecondandolo grottescamente) Mai pi!
PASQUALE Mai pi! (Commentando) Cose pazz, ma vuje vedite comme sta cumbinato! (Esce)
OTTAVIOIo non so come ringraziarvi: dentro al portafogli avevo documenti, bancomat, carta di credito (Prende alcune banconote e le porge a Procolo) Vi prego, accettate questo per il disturbo
PROCOLO Mi dispiace, non posso accettare
OTTAVIOVi prego!
PROCOLO Quante so?!? 100 euro?!? Noo, non il caso
OTTAVIO Mi permetto di insistere unultima volta!
PROCOLO (Repentinamente) E va be, vi faccio contento: datemene solo 50 per!
OTTAVIOOh, ecco il mio aliscafo. Grazie (Fa per uscire e si volta) Grazie (Vi volta unultima volta prima di uscire) Grazie!
PROCOLO E prego! Nun ce sta niente a fa: chest Napule!
MUSICA : Traccia 2 (243)
SCENA TERZA
Procolo inizia a cantare una canzone, seguito sul finale dal coro degli altri poveracci, fieri di non avere avuto la fortuna di salpare per Capri.
LUCE 4: Motorizzati e cambio colori su canzone
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RESTO A NAPULE
O tiempe passa, e chi me move acc?!?
me guarda a gente cava a fatic,
chi passa e spassa, ma chiss addo se ne va?!?
Resto a Napule, seh-seh, sempe a Napule, pecch
Pecch Napule che fa pemm.
Resto a Napule, sempe a Napule,
pecch a Napule me scordo e fatic.
Chi ricco tenee piloncoppo core,
ha tiempo e fottere e no peffa allammore.
Vattenne tu, che je arrangio che ffigliole, cc!
Resto a Napule, seh-seh, sempe a Napule, pecch
Pecch Napule che fa pemm.
Resto a Napule, sempe a Napule,
pecch a Napule me scordo e fatic.
O tiempe passa, e chi me move acc?!?
me guarda a gente cava a fatic,
chi passa e spassa, ma chiss addo se ne va?!?
Resto a Napule, seh-seh, sempe a Napule, pecch
Pecch Napule che fa pemm.
(Finale)
Resto a Napule, sempe a Napule,
pecch a Napule me scordo e fatic.
Resto a Napule, sempe a Napule,
pecch a Napule tiro a camp.
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SCENA QUARTA
In proscenio, a sipario chiuso, entra un reporter, Pietro DIsanto, intento a trascrivere su un foglio ripiegato alcune informazioni, durante unintervista al professor Ignazio De Simone, che appare un uomo deciso e vigoroso, di bel aspetto, sulla quarantina. Il professore intento a spiegare la derivazione del napoletano. I suoi modi oscillano tra tirannica giovialit, quand di buon umore, e petulanza quando qualcosa lo infastidisce; ma cos puro, da essere simpatico anche nei suoi momenti umorali peggiori.
MUSICA : Traccia 3 (26)
LUCE 5: Luce giorno. Faretti su piantane esterne al sipario
IGNAZIO (Camminando per la stanza)Il napoletano, quindi, fondamentalmente derivato dal latino Certo, con influenze successive dovute alle dominazioni, greche, arabe, normanne, spagnole, francesi Persino americane!
DISANTO Americane?!? Questa bella! Un termine derivato dallamericano?
IGNAZIO Ma, vediamoRabbia! In inglese Rage, in napoletano Raggia!
DISANTO Incredibile! (Prende appunti su un lungo foglio ripiegato)
IGNAZIO Ed in quanto latina, il napoletano una lingua romanza, con numerose varianti locali che ne possono essere considerate dialetti. (Srotola la cartina geografica che ha con se) Pi precisamente si possono distinguere il dialetto: ischitano, avellinese, salernitano, beneventano e casertano, nella versione mondragonese-sessese ed in quella di marcianise, pi colorita. In conclusione, nonostante molti linguisti lo considerino un dialetto, altri, tra cui l'UNESCO ed il sottoscritto, considerano il napoletano una vera e propria lingua Detto questo, smetter di annoiarvi!
DISANTO Annoiarmi?!? Neanche per idea! Professore, lei un fiume in piena! Di tutte le informazioni che mi ha passato, ne ho trascritte a stento la met!
IGNAZIO Vuole che approfondisca qualcosa che le sfuggito?
DISANTO (Alzandosi, accostandosi al caminetto e sedendosi sul divanetto)No, grazie: una mattinata insieme ed ho quasi tutto il materiale che mi occorre per larticolo! Se non le scoccia, mi faccia solo qualche altro esempio di parole derivate da altre lingue
IGNAZIO Beh, c limbarazzo della scelta Se mi vuole seguire nel mio studio
SCENA QUINTA
Studio di Ignazio De Simone, in via Manzoni, a Napoli. un appartamento allultimo piano, panoramico, sul golfo della citt Partenopea; in origine avrebbe dovuto essere un salotto. Nellangolo un tavolo che funge da scrittoio, con sopra un computer portatile. Sul tavolino antistante il divano, un piatto da dessert con frutta e dolci, soprattutto cioccolatini.
LUCE 6: Luce giorno. Frontale, frontale dx e sx, faretti su piantane esterne
IGNAZIO (Sistema la cartina geografica, appendendola)Prego, si accomodi Praticamente, le derivazioni da altre lingue si nascondono in ogni frase detta in napoletano Ad esempio, parlando del suo giornale, avrebbero potuto risparmiare ed evitare di mandarla qui a tallonarmi per quattro settimane: potevano sparagn! Dal tedesco sparen: risparmiare.
DISANTO (Annotando linformazione con esaltazione)Dal tedesco: chi lo avrebbe mai detto?!?
IGNAZIO (Alzandosi e recandosi al tavolo) Ma visto che oramai qui, ed io sono una persona ospitale, le offrir un bicchiere di ottimo vino campano (Cercando in un cassetto) Se solo trovo il tirabbusci Oh, eccolo qua! Dal francese Tire-bouchon: cavatappi! (Mostrandolo)
DISANTO Forte!
IGNAZIO Le derivazioni dal francese sono innumerevoli: dal colore blu (Prende tra le mani il piede del giornalista per indicarne il colore del calzino)
DISANTO (Sorpreso) Professore?!?
IGNAZIO Che, come in Francia a Napoli si dice bl蔅 (Lascia il piede) Alla butteglia (Lascia cadere la bottiglia tra le mani del giornalista) Per indicare la bottiglia, alla Buatta per descrivere il barattolo
DISANTO Non c dubbio, sar un articolo lunghissimo!
IGNAZIO Lunghissimo?(Srotolando il lungo foglio degli appunti del giornalista e ponendoglielo sul capo)Nu papiello! Dallo spagnolo Papel, con cui si intende un lungo documento burocratico! Con le derivazioni spagnole potremmo andare avanti per ore: il cerotto, o sparadrappo, dallo spagnolo Esparadrapo Voi starete con migo na semana: vuje state cummico na semmana Praticamente uguale!
DISANTO Davvero sorprendente, professor De Simone!
IGNAZIO Per trovare termini spagnoli basta guardarsi intorno: (Indicandoi il polso) o riloggio (D un colpo sulla cinghia e giornalista) A currea (Mimando gli atteggiamenti) O guapo (Assumendo una posa plastica effeminata) O rejones
Durante la spiegazione entra una donna anziana, la madre del professor Ignazio De Simone. Questi, nel vederla, resta per un attimo immobile nella posa mimata da omosessuale, poi muta repentinamente atteggiamento, indurendo la voce. La donna sembra sempre ruvida, ma sotto lapparente durezza, nasconde un amore materno molto grande per il figlio.
IGNAZIO Ciao, mamma! Che c?
SIGNORA D.S. (Dopo una perplessit iniziale)Figliolo C che una giovane chiede di te La faccio entrare, oppure oramai non ti interessano pi le donne? (Allusiva, sul finale)
IGNAZIO Ha un accento interessante, la ragazza?
SIGNORA D.S. Qualcosa di orripilante. di estrazione molto, molto bassa... Emana un tanfo nauseabondo! Stavo per mandarla via, ma poi mi sono detta che, forse, poteva interessarti: hai uno spiccato senso dellorrido... (In confidenza, al reporter) Tutto suo padre, buonanima!
IGNAZIO Non ti ha detto perch qui?
SIGNORA D.S. Ci ha provato, ma ho avuto seria difficolt nel comprenderla Fra voi lazzari vi intenderete senzaltro, te la mando (Fa per andare)
IGNAZIO Grazie, mamma! Sei gentilissima
La donna, sentito il ringraziamento del figlio, si arresta di colpo, torna indietro e requisisce la bottiglia di vino portandola con se.
IGNAZIO Deve scusare mia madre: lei preferirebbe vedermi sposato, per sfornarle una squadra di nipotini E un po allantica e non sempre condivide le mie scelte professionali, ma sotto unapparente scorza di durezza si cela lanimo di una donna dolcissima.
SIGNORA D.S. (Ricomparendo, in modo acido)Ah, non sprecate fiato con me, tanto non vi capisco! (Scandendo) I dont understand! Da questa parte, cara, non mi appuzzolentire il salotto (Al figlio) Tu controlla che abbia il permesso di soggiorno!
IGNAZIO Si, mamma, grazie
SCENA SESTA
La Signora De Simone si arresta guardando disgustata la donna che entra: Rosa Piccolo, una pescivendola. La donna si gira su se stessa, come incantata dal lusso che la circonda. Prende il bicchiere dalle mani della Signora e ne tracanna il contenuto velocemente. La signora si defila ed esce. Rosa, per loccasione, ha il vestito della festa, con uno stile visibilmente pacchiano. La pateticit della ragazza, con la sua innocente vanit e laria arrogante, commuove il giornalista DIsanto. Quanto a Ignazio, invece, sembra essere pi interessato alla stramba parlata, piuttosto che alle motivazioni che hanno spinto la donna a recarsi da lui.
IGNAZIO Buona giornata
DISANTO Signorina, buon giorno!
IGNAZIO In cosa possa aiutarti, signorina?
ROSA Llavite cummijco?!? (Si guarda attorno, vede di essere sola) E sijne, ca nun ce stace nisciouno Aggiate paciainza Duttou: a praimma vouta came djceno nfaccia a mijco signuraina
Immobili, i due uomini stanno a fissarla a bocca aperta dallaltra parte della stanza. Poi, i due, tracannano velocemente il bicchiere di vino versato in precedenza da Ignazio.
ROSA E che facijmmo llouco: nun parlati cchiou?!? (Caricando lultima parola)
DISANTO (Fraintendendo) Salute!
ROSA Ma quasaloute issaloute?!? Tenite genioi sfouttere?!?
IGNAZIO Per carit, il dottor DIsanto ha frainteso. Calmatevi, signorina
ROSA E dalle casignurijna
DISANTO Non italiana, vero?
ROSA Nun sottaliana? A ditto canun sottaliana?!?Moo duttoure ciammollo nu bellu paccaroune! (Salta in braccio al professore nel tentativo di sferrare uno schiaffo al giornalista)
IGNAZIO Calmati, ti prego! (Al reporter) Questa donna italianissima (Alla donna) Se tu ci dici il tuo nome, la smettiamo di chiamarti signorina
ROSA Me chiame Rousa
DISANTO Nome straniero
ROSA Nata vota straniero?!?
Terrorizzato, il giornalista prende una sedia e la usa per proteggersi, a mo di domatore
ROSA O duttoure sadda spil irrecchie: Rousa! Rousa, commo ciurelljino!
IGNAZIO Ma certo, Rosa Come il fiore! (Si accorge che il giornalista impugna la sedia e se la riprende) Vieni qui, siediti (Porge la sedia alla ragazza e la fa accomodare, rimanendole accanto, in piedi) Il dottore qui davanti un giornalista che lavora per un noto quotidiano, il reporter Pietro DIsanto
DISANTO Molto lieto
IGNAZIO Io, invece, sono Ignazio De Simone Sono dialettologo, fonologo e glottologo
La ragazza, repentinamente, si scosta con la sedia come se luomo fosse affetto da qualche malattia, utilizzando il giornalista come scudo
ROSA Sammijsca sta rrouba?!?
IGNAZIO Ah, ah Significa che sono un linguista: studio la lingua ed i dialetti Tu, ad esempio, sei di Torre Annunziata, ma i tuoi genitori devono essere originari di altre localit: tuo padre deve essere di Maddaloni
ROSA (Sorpresa, sospira) Uh!
IGNAZIO (Continuando le proprie supposizioni)E tua madre di Bacoli, vero?
ROSA (C.s.) Ngorsiji!
DISANTO Stupefacente! Ci ha preso!
ROSA E vuje facijte linduvijno!
IGNAZIO Che indovino e indovino: era fin troppo facile Sono solo un bravo professore
ROSA Sijne, sijne Ussaccio casite nu gruossprufessoure! Jejo peccheste stociecc!
DISANTO (Al professore, non comprendendo le parole di Rosa) E ora che ha detto?
IGNAZIO Dice che proprio perch sono professore venuta qui
DISANTO Grazie tante
IGNAZIO Si figuri
ROSA (Commentando i modi dei due gentiluomini) Mamma majne i quanti vuommeche ca facijte, tuttiddoje!
DISANTO Questa lho capita: la signorina non si sente bene. Deve vomitare!
ROSA Noune, noune! (Al professore) Ma chiste add scenna Pimounte?!? Jejo maggie decise camaggia mparottaliane! Vuje sijte prufessoure? E mavite falezioune!
IGNAZIO (Spiegando al giornalista, che siede perplesso) Oh, mio dio: vuole che le faccia lezioni private di italiano!
ROSA A chijste pure ceservesse cocchellezioune Nun capisce mancoo sasijcce!
DISANTO (Intuendo solo lultima parola) Salsiccia Deve essere affamata!
IGNAZIO Non proprio Ma eviter di spiegarle il senso! Certi termini che adopera sono talmente spoetizzanti da essere intraducibili (Alla donna, supponente) Senti tu, come ti chiami?
ROSA Sempe Rousa! (Prende la borsa e ne tira fuori la carta di identit) Rousa Pijccolo A servirvi
IGNAZIO (Con aria da superiore, le restituisce la tessera)Rosa Piccolo, o come diavolo ti chiami, sei capitata nel momento sbagliato: sono molto impegnato con il dottore e non posso perdere tempo con te Prova a ritornare in unaltra occasione, magari a Natale
ROSA Seh, a Santu Stefano! Ma jejo aggiu bisogno e mpar ottaliano: nun veco llora i parl comme a na signora, accussj pozzo je afa pure a cummessa dijnto a nu negozio i maglierija! (Alzandosi) E po micaoffacijte gratjs?!? Je ve pozze d nu sacc sourde
DISANTO E anche sorda, povera ragazza
ROSA (Prende dal petto un mazzo di banconote e le mette in mano al professore) Tenijte (Mette una mano nella gonna e prende un altro mazzetto di soldi dalle mutande) E chijste (Pausa, in cui coglie la perplessit degli uomini. Allora, rigira anche la borsa sulla tavola, dalla quale rotolano alcuni euro) Aggiu capijte: pure chijste! E tutte che lle catengo. Tutte sparagne mije
DISANTO Vi sta dando tutto quello che ha
IGNAZIO (Odorando)Ma questi soldi puzzano di alici!
ROSA (Celando limbarazzo)Aggiate paciajnza: jejo, po mumento, fatico uporto da Tourre! Mhanno dijtto ca fino a quanno parlo accuss, pozzje a vennere justo o peijsce!
IGNAZIO Senti, grazie per il pensiero (Restituisce i soldi e la borsa alla donna e fa per accompagnarla alla porta) Rimetti questi in cassaforte e prova da unaltra parte, che qui abbiamo da fare Ora scusaci, ma
DISANTO Aspetti, professore Unidea! Potrebbe essere interessante vederla allopera con la ragazza in queste quattro settimane che sar qui... Studiare i suoi metodi di insegnamento e registrarne gli eventuali progressi. Ne verrebbe fuori un articolo fantastico. (Gasandosi) Roba da premio pulizer! (Al professore, in confidenza, tirandolo da parte) Lei stesso potrebbe ottenere molta pubblicit, con il minimo sforzo Il mio giornale potrebbe dedicare unintera pagina a questa storia!
IGNAZIO Una pagina intera?!?
DISANTO Senza dubbio
IGNAZIO (Pausa, poi cambia repentinamente atteggiamento, verso la ragazza) Rosa cara, ne possiamo parlare!
ROSA Chigghi, mocavita pigli o premio puzzr, e sorde mije nun puzzano chi?!?
IGNAZIO Mettiamo bene in chiaro le condizioni, per Io potrei anche decidere di farti le lezioni, ma tu, per quattro settimane, dovrai tagliare ogni legame con la tua vecchia vita... Dormirai qui e mangerai qui
ROSA Ma, jejo
IGNAZIO Niente jejo Questa la condizione: prendere o lasciare!
ROSA Gnorsij, a pijglio!
IGNAZIO Bene!Non riceverai visite, ne andrai a farne: sarai isolata dal mondo da cui provieni. In questa casa imparerai la lingua ed il Galateo... (Porge la sedia a Rosa e va a prendere la bacchetta) Vedrai come si comporta una vera signora (Guarda sdegnato la ragazza, che si e seduta in modo assai scomposto) E da roccia frastagliata ed informe (Comincia a modellarla) Io ti scolpir come un attento scultore Sar il tuo professore, tuo padre, alloccorrenza Il tuo pigmalione!
ROSA Umaglioune?!? E sine: je voglio fatic dinta nu negozio e maglieria!
IGNAZIO (Scandendo)Pig-ma-lio-ne (Lanciando unocchiata a DIsanto) Ma un poprematuro parlarne adesso(Chiamando fuori) Mamma! Puoi venire un secondo? (A Rosa) Per prima cosa lavoreremo sullaspetto! Andrai a lavarti, pettinarti e (Guardando con disgusto i vestiti della ragazza) Indosserai abiti che non ti facciano sembrare Una pruvasa!
ROSA Ue!E chi to dd?!? (D un colpo, con la borsetta, sullo stomaco al professore)
DISANTO Che botta!
IGNAZIO (Dolorante)Prima lezione: le vere signore non percuotono mai il prossimo Meno che mai, il proprio professore!
SIGNORA D.S. (Entrando, vede il figlio con una mano sulla pancia)Lo sapevo: il vino ti ha dato allo stomaco!
IGNAZIO Non farci caso, mamma Per una volta non sono io ad aver investito in borsa, ma una borsa che mi ha investito in pieno...
SIGNORA D.S. La signorina stava andando via? (Scandendo, verso la ragazza) Good bye!
IGNAZIO Al contrario La signorina una mia allieva e sar nostra ospite per le prossime quattro settimane
SIGNORA D.S. Con permesso...(Tira da parte il figlio) Ignazio, figliolo Il vino ti ha dato anche alla testa! Come ti salta in mente di metterti in casa questo arbre magic alle alici?!? Non sei Madre Teresa di Calcutta: non puoi dar ricovero a tutte le creature bisognose che incontri Prima raccatti un Un
DISANTO Giornalista
SIGNORA D.S. Grazie!Un giornalista, poi una Una
DISANTO Pescivendola!
SIGNORA D.S. (Cambiando tono, esterrefatta) Pescivendola?!? Straniera per giunta
ROSA Nata vota straniera?!?
IGN AZIO (Interponendosi tra la mamma e la ragazza) Ferma, tu
SIGNORA D.S. Ignazio, te lo proibisco!
IGNAZIO Su, mamma, non fare cos
SIGNORA D.S. Nella maniera pi assoluta!
IGNAZIO Ma ti prego
SIGNORA D.S. Sono irremovibile!
IGNAZIO Mammina
Ignazio assumendo una posa plastica da bamboccio, per intenerire la mamma che, guardandolo, scioglie immediatamente le proprie riserve.
IGNAZIO La signorina italianissima: si chiama Rosa Piccolo ed di Torre Annunziata
SIGNORA D.S. (Calmandosi)Ah, lei di Torre Annunziata?
ROSA (Con un inchino grossolano) A servirvi, sign
SIGNORA D.S. Le hai controllato i documenti?!?
IGNAZIO Certo mamma
SIGNORA D.S. (Dolce)La nonna era di Torre Annunziata
DISANTO (Con fare forzato, di circostanza) Davvero?
SIGNORA D.S. Ma di Piccolo non mi pare di averne conosciuti da quelle parti
ROSA Nun ce facijte caso sign Ivvoute, tra poveri e signoure Simme da stessa terra, ma pare ca unu cunauto, nun ce cunuscijmme
SIGNORA D.S. Oh, quanto vero (Al figlio) Che ha detto?
IGNAZIO Ha detto che a volta, tra ricchi e poveri, si della stessa citt, ma quasi non ci si conosce affatto
ROSA (Sorpresa) Ooh! Chestaggiedijtto?!?
DISANTO (Annotando) Quanto vero
SIGNORA D.S. Ma non sappiamo niente di questa ragazza Potrebbe essere sposata!
ROSA Noune, sign Amijco, chi me pijglia?!?
IGNAZIO Rosa, cara Quando avr finito di educarti, avrai file di uomini ad attenderti fuori casa
ROSA Se pecheisto tengo pure mo: gente cadda av e sourde!
SIGNORA D.S. Ma cosa dir sua madre, o suo padre?!?
ROSA Jejo tengo soulo a pap
IGNAZIO Tuo padre vive con te?
ROSA Noune, jesso nucampa cummijco: campa ncoppi spalle mee!
IGNAZIO Manigoldo?
SIGNORA D.S. Usuraio?
DISANTO Parassita?
ROSA Mangiafranco! Semplicemente mangiafranco
IGNAZIO Beh, allora non ci sono altri impedimenti: la signorina non serve a nessuno, tranne che al sottoscritto! Bene: deve innanzi tutto fare un bagno (Alla madre) Poi le presterai uno dei tuoi vestiti Dopodich, inizieremo subito le lezioni di italiano (A Rosa) Questo studio sar la tua stanza! Mamma, accompagna la signorina, grazie! Saranno quattro settimane molto intense, ne sono certo!
SIGNORA D.S. (Avvicinandosi alla ragazza) Sento puzza di guai (Annusando la ragazza) E di pesce azzurro! (Incamminandosi) Mi segua, le mostro dov la vasca da bagno
ROSA (Fa per andare, torna sui suoi passi e saluta) Aspe Ve vulevo dijcere grazie (Gli d un bacio sulla guancia) O maglioune! (Esce)
SIGNORA D.S. (Seguendola, da fuori)Niente confidenze con mio figlio!
DISANTO (Guardando Ignazio, che siede compiaciuto accanto al camino) Professore, il suo entusiasmo veramente coinvolgente Tuttavia, spero che non voglia approfittare della situazione
IGNAZIO In che senso?
DISANTOProfessore, mi permetta una domanda sfacciata: lei si comporta da persona a modo, quando ha a che fare con le donne?
IGNAZIOHa mai conosciuto un uomo che si comporti come si deve, quando ha a che fare con le donne?
DISANTO S, e spesso, anche
IGNAZIOBene. Io Mai! (Si alza) Non appena do un po di confidenza ad una donna, questa diventa gelosa, esigente, sospettosa, insomma: un guaio! E anche vero che, da par mio, appena entro in confidenza con una donna, divento egoista e tirannico. Tuttavia, credo che sia una reazione naturale: le donne tendono a buttare tutto allaria, se le lasci entrare nella tua vita
DISANTOE questo pu essere considerato un male?
IGNAZIO Oh, senza dubbio! Penso, invece, che la donna debba vivere la sua vita e luomo la propria. Quando si trovano accanto, per uno strano scherzo del destino, ciascuno dei due, cerca di cambiare laltro. Col risultato che entrambi si trovano cambiati e scontenti, perch, in fondo, detestano ci che sono diventati... (Si siede sulla panchetta davanti alla tastiera.)
MUSICA : Traccia 4 (218)
LUCE 7: Seguipersona su Ignazio. Cambio colori su interno
SCENA SETTIMA
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QUANDO UNA DONNA SPOSERAI
No tu, uomo, non cambiar
Sai gestire bene il tempo con la razionalit,
e sai trovare soluzioni con la tua genialit.
Per niente isterico Talvolta istrionico
Ma mai collerico. Stoico
Unico Re del mondo che vuoi tu
Finch una donna troverai
Quando una donna sposerai,
i guai tuoi passerai!
Quel che bene stava a te,
ora bene pi non !
Ma corretto solo tutto quello
che va bene a lei
Quando una donna sposerai,
una nemica troverai!
Per lei impossibile,
ragionare come te
Vanitosa, dispettosa,
capricciosa, maliziosa, ma perch?
Lumore una bandiera al vento diverr,
le basta un soffio e muter.
In ogni discussione contro lei sar,
sempre ragione porter.
Quando una donna sposerai,
i guai tuoi passerai.
Una vita senza nei,
e non vai bene come sei
Quando una donna sposerai
Cos non ti sposare mai
E non dovrai cambiare mai
Perci io non mi sposer mai!
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SCENA OTTAVA
LUCE 8: Luce giorno
IGNAZIO E cos, eccomi qui, vecchio scapolo incallito, con ogni probabilit destinato a rimanere accanto allunica vera donna della mia vita: mia madre!
DISANTOIn questa faccenda, per, non posso non sentirmi responsabile per quella ragazza
IGNAZIOAh, ma sar semplicemente unallieva, ed io sono pronto a scommettere che, in quattro settimane, far di quello spurgo di fogna una vera signora
DISANTO Quattro settimane?!? Impossibile! Scommetto cinque euro che non ce la far!
IGNAZIO (Stringendo la mano al giornalista) Affare fatto!
Entra la signora De Simone, con la faccia annerita ed una bottiglia di alcool denaturato in mano
DISANTO (Mantiene con entrambe le mani, quella del professore) In ogni caso, le lezioni, e tutte le spese dellesperimento, saranno a carico del giornale
IGNAZIO (Entrambe le mani stringono quelle del giornalista) Magnifico (Intravede la madre e lascia repentinamente le mani di DIsanto) Mamma Mamma!
SIGNORA D.S. Che c figliolo?
IGNAZIO Cosa fai con quel alcool?!?
SIGNORA D.S. Per questioni di igiene ho bruciato gli abiti della ragazza
IGNAZIO Bruciato?!?
SIGNORA D.S. A proposito Figliolo, dove ti ha baciato quella ragazza?
IGNAZIO (Mostra la guancia) Qui (La signora De Simone fa per avviarsi fuori, poi torna sui suoi passi e pulisce con lalcool la guancia del figlio, per disinfettarlo dal bacio ricevuto in precedenza dalla pescivendola. Quindi, infastidito esclama) Mamma!
SIGNORA D.S. Mai troppa, ligiene, figlio mio
Suona il campanello di casa De Simone
MUSICA : Traccia 5 (6)
IGNAZIO Mamma!Suonano alla porta Puoi pensarci tu? Saranno i vigili del fuoco.
SIGNORA D.S. Certo, caro (Esce)
IGNAZIO Grazie, mamma
DISANTO Anche mia madre una soldatessa della pulizia!Le mamme, passate i cinquantanni, finiscono per assomigliarsi un potutte
IGNAZIO Cos simili tra loro, eppure cos uniche! Beh, spero che Rosa faccia presto: non vedo lora di mettermi allopera. Sar come Pigmalione con la sua Galatea O come il professor Higgins con la sua Elizabeth!
SIGNORA D.S. (Rientrando) Lo sapevo:i guai stanno gi cominciando Alla porta c un uomo: il suo nome Procolo Piccolo. E vuole te, Ignazio. Dice che hai qui sua figlia!
DISANTO (Scattando in piedi) Il padre di Rosa?!?
IGNAZIO (Senza esitazione)Va bene, fallo passare
SIGNORA D.S. Come vuoi tu, figliolo (Incamminandosi verso fuori)
IGNAZIO Grazie, mamma! (Al giornalista) Senza dubbio sar un manigoldo!
DISANTO Che lo sia o meno, temo che sar un osso duro. Evitiamo grane
IGNAZIO (Fiducioso)Se mai, di grane ne avr lui da me, e non viceversa. E sono certo che gli caveremo qualcosa dinteressante.
DISANTO A proposito della ragazza?
IGNAZIO No, mi riferivo alla parlata.
DISANTO Ah!
SIGNORA D.S. (Sulla soglia) Accomodatevi, signore
SCENA NONA
Procolo, entrando nella casa borghese del professor De Simone, sembra immune sia da timidezza che da imbarazzo. Il suo marcato accento di Maddaloni contribuisce a rendere la sua voce incisiva, conseguenza dellabitudine di esprimere quel che gli passa per la testa senza peli sulla lingua. Latteggiamento che ha scelto, marcatamente finto per cercare di spillare quattrini ad Ignazio, quello dellonore offeso.
PROCOLO Grazie a pacchi
SIGNORA D.S. Pacchiana, a me?!?
PROCOLO (Molla un colpo dietro le spalle di DIsanto, scambiandolo per il suo uomo)Buongiorno professoure
DISANTO Piacere, Pietro DIsanto Comunque, il professore lui. (Indicando Ignazio)
PROCOLO Il professoure De Simoune?
IGNAZIO Sono io. Si accomodi
PROCOLO Gnors, dottu. (Si siede)Sono venuto pena quistione assai grave, dottu! Mi prisento: sono Piccolo Proucolo (Allungando la mano in segno di saluto)
IGNAZIO (Prontamente, a DIsanto). Cresciuto a Maddaloni.Madre di Marcianise, padre di Mondragone, direi
Procolo spalanca la bocca, sbalordito rimanendo con la mano protesa. DIsanto interviene prima che luomo possa commentare
PROCOLO (Inebetito)Faticate o comune?
IGNAZIO No
PROCOLO Allora site ninduvino?
DISANTO No, non un indovino!
PROCOLO Ma come diavolo a fatto?!?
DISANTO E un esperto di dialetti
IGNAZIO Signor Piccolo?
PROCOLO (Invitandolo a chiamarlo per nome)Proucolo!
IGNAZIO Signor Procolo!
PROCOLO (Interrompendolo) Sulo Procolo!
IGNAZIO Come vuole lei Procolo!Si pu sapere cosa successo di cos grave?
PROCOLO (Con tono forzatamente grave)Una questioune donoure A figlia mije...
IGNAZIO Onde evitare malintesi, voglio dirle subito che sua figlia venuta qui di sua spontanea volont ed ha avuto la sfacciataggine di chiedermi alcune lezioni di Italiano
PROCOLO (Affranto) Uhssapevo!
IGNAZIO Signor Piccolo, sar Franco con lei
PROCOLO Seh? E io so sempProcolo
IGNAZIO Rosa ormai maggiorenne. La ragazza vuole imparare litaliano ed io posso insegnarglielo con un corso intensivo di quattro settimane, nelle quali la ragazza deve assolutamente tagliare i ponti con la sua realt dorigine. Per questo, durante tutta la durata del corso, Rosa si trasferir qui dal sottoscritto. Ma in tutto questo periodo, posso garantire sullillibatezza dei rapporti, che saranno esclusivamente di tipo professore-allieva
PROCOLO Va buou! Fosse tutto chesto! Chestnun pobblema
DISANTO Come sarebbe, (Imitando in modo goffo la parlata di Procolo) Chestnun pobblema?!?
PROCOLO A guagliouna s fatta groussa!
DISANTO Ma dovr restare qui per un mese?
PROCOLOAzz A truvate pacche, zizze e noglie!
DISANTO Come ha detto?!?
IGNAZIO Sostiene che la figlia ha trovato tutte le comodit
PROCOLOAppunto, pacche, zizze e noglie!
IGNAZIO Ma, sicuro? Un mese senza tornare a casa
PROCOLOPruvessou Maggio sciuruppauto jejo pe vintanne, vaputijte ten nu pouco ncoppustoummeco pure vuje!
IGNAZIO Io non riesco a capire Voi non parlavate di una questione donore?
PROCOLO (Quasi sofferente per lonta subita) Sine, sine. Questione donoure assaie grave! (Trasalendo) In famiglia, duttou, avjimmo avuto carcerate, barbune, genta sparata mmieza vija Gente emigrata a Bologna A munnezza daggente, duttou Ma mai nessuno, dico maje! S maije azzardata a parl uhttaliano! Maje!
DISANTO Questa la questione donore?!?
PROCOLO (C.s.)Sine, sine (Piangendo e percuotendosi per la disperazione) Chi scuourno, chi scuourno!
IGNAZIO Non mi pare il caso di farne una tragedia
PROCOLO Dateme na mano pure vuje, profess (Si percuote il viso utilizzando una mano di Ignazio)
IGNAZIO Ma si calmi, signor Piccolo!
PROCOLO (Invitandolo a chiamarlo per nome)Proucolo! (Calmandosi) Dov ora, a figlia mija?
IGNAZIO E di l Si sta facendo un bagno
PROCOLO Pure?!? (Disperandosi nuovamente) Che scuourno, che scuourno
IGNAZIO Capisco che la base dellessere civili pu rappresentare unonta troppo grossa per la sua famiglia, mi arrendo Sua figlia di la: la prenda e se la porti via!
PROCOLO (Prontamente) Eh, gi! Mope naceno e sale, vulesseme perdere tutta menesta?!?
DISANTO Ma allora, si pu sapere lei cosa venuto a fare, qua?
PROCOLO A parlarvi cocoremmano Mo ca mia figlia deve rimanere qui per quattro settimane
IGNAZIO Ma, veramente
PROCOLO (Prontamente) E vatenijte, duttou, nun ce stanne marounne! Dicevo, ora che a figlia mija deve rimanere qua (Precisando ancora) Mo nu fatte principio Sono rimasto solo a manten o carro pea scesa! E mo chi badarraggier a famijglia?!?
DISANTO Ma quanti siete in famiglia?
PROCOLO Aeh! (Come per indicare un numero abnorme, poi fa mente locale) Ce stongje A figlia mija Po ce stonghe jejo! A figlia mija Ah, e po ce stanghe pure je
IGNAZIO Famiglia numerosa, la sua
PROCOLO Sissignore!Dicijteme nu pouco: mo che essa stacc: a me chi me mantene?!?
IGNAZIO Ha capito, DIsanto: questo signore qua
PROCOLO Proucolo
IGNAZIO Ha avuto la faccia tosta di venire qui da me a chiedere dei soldi in cambio della permanenza qui della figlia
PROCOLO Comme fosse naffijtto, va!
IGNAZIO Eincredibile!
DISANTO (Mettendo mano al portafogli)E dite Quanto vorreste per il noleggio di vostra figlia?!?
PROCOLO Che saccio jejo: nu pare devere o juorno?!? Anzi tre! Pe quatte semmane, novanta evere! Propete pecch site vuje Apparammo a cientevere!
IGNAZIO (A DIsanto)Ci ha fatto lo sconto!
PROCOLO Pecch site vuje, duttou! Ma precisamme: vuje chisti sourde mica me lavite d pecch me merito: noune!
IGNAZIO Come sarebbe?!?
PROCOLO E si, duttou Lunico merito caggio tenuto di averla crisciuta fino a quando non diventata interessante pevuje Penzatece buono: a stu munno, nisciuno sammerita e av e denare ca tene Chille cafana vita sbattuta, lavorata, case cocca caschiena a piezz, quasi sempe se more e famme. Posta chille ca campa ncoppe spalle ellate, ca nun move maje nu dito, ma sulo pecch se dice che padrone, tenee denare a fore a sacca Ve pare na cosa justa?!? Allora, mmieza tanta disoneste, Je putevo ven addu vuje e ve raccunt di essere nupoverommo, pe me fa compat Invece no, je ve dico canun tenggenio e fa niente: casotalmente sfaticato, ma talmente sfaticato, cachi sfaticate e me ce sta sulo o Sindaco! E se stu munno, disonesto nun pava maje na vita onesta Almeno spero ca vene pavata lonest e nu disonesto comme amm
DISANTO Un ragionamento che ha dellincredibile
PROCOLO A zizza e pacchiana!
IGNAZIO (A DIsanto che lo guarda perplesso)Che non fa una grinza!
PROCOLO AppuntoA zizza e pacchiana, duttou
IGNAZIO Un mese a scuola da noi e questuomo potrebbe diventare Governatore di una qualsiasi regione dItalia!
DISANTO La Campania, ad esempio (Dando i soldi a Procolo e guardando Ignazio)
IGNAZIO Ah, per quella pi che pronto il signore
PROCOLO Procoulo, duttou Allora, me posso candid, professo?!?
IGNAZIO (A Procolo, intento a contare i soldi) Mi raccomando, Procolo, non li date tutti in opere pie!
Procolo, ottenuti i danari, fa per andarsene e si alza
PROCOLO Ma nun me passa manco pa capa!
DISANTO Neanche in offerte in Chiesa, mi raccomando
PROCOLO Ce mancasse! Meglio cammbriaco jejo, casembriacanollate!
IGNAZIO Equello che dico anchio Statevi bene signor Piccolo!
SCENA DECIMA
Si precipita verso luscio, ansioso di svignarsela coi denari appena intascati. Ma come apre la porta, si trova di fronte una giovane linda, graziosa, raffinata, con indosso un semplice tailleur,. Con lei la signora De Simone.
PROCOLO Proucolo, duttu, Proucolo Buona giornata. (Procolo si scosta per cedere il passaggio, chiedendo scusa)Uh,Scosaute, signorijna
ROSA Patu mije! E tu cc che s venouto aff?!?
PROCOLO Rousa?!?
IGNAZIO(Visibilmente impressionato dalla vista della ragazza, completamente trasformata dalla pulizia)DIsanto: labito fa la monaca!
DISANTO (Anchegli impressionato)Esenza dubbio la pi bellaRosa del giardino!
ROSANun assumijglio a na meza sceima?!??
IGNAZIO Scema? (Incrocia lo sguardo severo della madre e si d un contegno) Non pi del solito
PROCOLO E accuss, e vuloute mettere a lengua indo pulijte?!? Penzavo caprimmo poi coccheduno avesse studiatoottaliano (Commuovendosi) Ma nun penzavo cafusse stata tu, fijglia mija
ROSAPapa, jejo
PROCOLO No, nun dicere niente fijglia mija Si no, chisti duje ceripenzano e se pigliano e sorde nata vota
ROSAQuali sorde?!?
PROCOLO Cose niente Je movaco, ma arricuordete Chi parla male, te fa bene! E chi parla bene Te fa male! Stateve buon! (Alla Signora, prima di uscire, facendole il baciamano) Bella pacchiana mija! (Esce)
Rosa tutta scombussolata dal trovarsi in una realt nuova, cui non abituata. Si siede incerta, ma composta, soprattutto per la difficolt nel muoversi nei nuovi panni. Ha limpressione di essere una paziente appena accolta in una clinica, al suo primo incontro con i medici. Ignazio, in un primo momento incapace di starsene seduto tranquillo, la disorienta ancor pi passeggiando per la stanza. Se non fosse per la rassicurante pacatezza del giornalista, Rosa scapperebbe a gambe levate.
IGNAZIO Pronta per mettersi al lavoro, Rosa?!? (La ragazza fa cenno di assenso con la testa senza parlare)Allora, iniziamo con lalfabeto.
ROSAE perdijmmo u tiempo:jejo lalfabeto usaccio. Che mavijte pigghiate pe na criatoura?!?
IGNAZIO (Tonante)Lalfabeto!
DISANTO Su, Rosa Faccia come le dice lui. Ognuno ha i suoi metodi e lei si deve fidare...
ROSAAh, beh, se a mettijte accussij... (Decisa) Aaa, bij, cij, dij...
IGNAZIO (Disgustato)Alt, ferma stoop!
DISANTO Ma cosha in bocca, un distorsore per chitarre elettriche?!?
IGNAZIO (Piano allamico, con le mani nei capelli)E terribile, DIsanto: devo insegnarle la lingua di Dante, Manzoni, Leopardi, e questa bestia se ne viene con (Imitandola) Aaa, bij, cij, dij... (A Rosa)Attenta alla pronuncia: devi dire a, bi, ci, di...
ROSA Aa, bi, ci, di
DISANTO Non c dubbio, molto meglio!
IGNAZIO (Sedendosi)Brava, Rosa, ora prova a dire: Prego, una pizza!
ROSA Zipre, na paizza!
Ignazio, attonito, guarda il giornalista, che esclama
DISANTO Beh, qualcosa di buono c?
IGNAZIO (Cercando, a fatica, di mantenere la calma)Credo di si:possiamo solo migliorare Rosa, riproviamoci Con calma: concentrati per e ripeti: Prego, una pizza anchio!
Rosa, cerca conforto nello sguardo di DIsanto
DISANTO (Incoraggiandola) Su, dai Rosa Ce la puoi fare!
ROSA Zipre, na paizza pure jejo! E cavasinicola!
DISANTO Vuole baciare Nicola?!?
IGNAZIO DIsanto: non ci si metta anche leiRosa(Dopo una lunga pausa, nella quale si trattiene a stento dallimprecare) Non ci siamo ancora Proviamo a cambiare la frase. Ripeti con me: Madre mia, sono in cima!
ROSA Mamma mija, stongnciaaaaaaima! Eh?!?
IGNAZIO (Pausa, C.S.)Aspettatemi qui (Esce velocemente da sinistra)
ROSA Nun stocie jenno bbuono, overo pruvulu?
DISANTO Non ce lho il provolone E poi, non il momento di mangiare, Rosa(Dissimulando, vedendo la ragazza affliggersi)Qualche difficolt allinizio normale! Ma non preoccuparti: il professore sa quello che deve fare
ROSA Menu male caossape jaisso!
IGNAZIO (Rientrando velocemente con un bicchiere contenente del liquido allinterno) Rosa, da brava, fai qualche sciacquo con questo: un toccasana!
ROSA Maggia agghiouttere?
IGNAZIO (Passandole una scodella) No, no, no Fai solo qualche gargarismo e sputa qui dentro senza ingerire, altrimenti Non ne trai beneficio!
Rosa esegue, titubante, quanto gli ha detto di fare il professore
DISANTO Cos, un rimedio naturale?
IGNAZIO Si, una tisana
ROSA (Sciacquando lugola rumorosamente) Glo-glo-glo-glo-glo!
IGNAZIO A base di gocce di limone e
ROSA (Sciacquando lugola rumorosamente) Glo-glo-glo-glo-glo!
IGNAZIO Acido muriatico!
Rosa sputa repentinamente il liquido nella scodella, dal quale esce un fumo bianco. Il giornalista si volta visibilmente sorpreso e perplesso verso il professore
DISANTO Lei un pazzo scatenato!
IGNAZIO A mali estremi, estremi rimedi!
ROSA (Tra colpi di tosse e singhiozzi) Pateme maveva deitto: Chi parla bene, te fa male! Pateme nun sape leggere i scrivere, ma forze chi prufesseure i veuie (Esce di corsa, piangendo)
DISANTO Questa volta ha proprio esagerato
IGNAZIO Niente affatto! Bisogna far capire a quella selvaggia che, per imparare, dovr fare dei sacrifici. Non bastano un bagno caldo ed un vestito pulito per essere una vera signora
DISANTO Che centra ora laspetto fisico?!? Rosa le ha chiesto di imparare litaliano, punto e basta!
IGNAZIO Il modo di parlare di una persona la fotografia della sua anima, perci questa ragazza va ripulita nella lingua, come nel resto della persona
DISANTO No, professore, non credo che sar cos semplice. Mi scusi se glielo dico: con la sua montagna di conoscenze potr anche riuscire a far parlare decentemente Rosa, ma non potr mai cancellare il suo mondo. La lingua materna non fatta solo di parole, buttate qui e l a casaccio, in modo sgrammaticato. E un insieme di gesti, di mugolii, di espressioni non verbali che racchiudono i sentimenti, la vita stessa della gente... Sono cose che, a lavarle, non vanno via neanche col sapone! Con permesso, professore. (Esce)
IGNAZIO Si sbaglia, dottor DIsanto, e ve lo dimostrer: tempo quattro settimane!
Buio. Questi appena patiti, sono i primi tormenti ai quali la povera Rosa deve sottoporsi per la prima settimana, prima che ci sia dato di incontrarla nuovamente in occasione della sua ennesima lezione con il burbero professore.
MUSICA : Traccia 6 (17)
SCENA UNDICESIMA
Una serie di flash sulle lezioni del professore e Rosa, con il giornalista DIsanto ad osservare distrattamente, mentre legge un giornale.
LUCE 9: Buio. Poi luce sera su Rosa e Ignazio. Luci notte.
IGNAZIO Benissimo, Rosa. Ora proveremo con alcuni sassolini: apri la bocca.
ROSA Aaah!
IGNAZIO (Introducendo li sassolini nella bocca della ragazza)E uno, e due, e tre, e quattro e cinque Ora desidero che tu scandisca bene tutte le sillabe di questi versi di Eugenio Montale, come se non avessi i sassolini in bocca (Legge)
Meriggiare pallido e assorto
presso un rovente muro d' orto,
ascoltare tra i pruni e gli sterpi
schiocchi di merli, frusci di serpi
(Le passa il foglio) Avanti, prova tu
ROSA (Incredibilmente impacciata) Meriggiaree pallido e assorto Einutile. Einutile!
DISANTO Mi scusi Ignazio, ma quelle pietre sono proprio necessarie?
IGNAZIO Se erano necessarie per Higgins con Helizabeth, lo saranno anche per Rosa Piccolo! Da brava, Rosa, continua...
ROSA (Ancora pi impacciata) Ascoltare tra i pruni e gli sterpi
IGNAZIO (Contrariato) Non afferro una sola parola!
ROSA (Ricominciando ed urlando) Meriggiaree pallido e assorto
DISANTO (Parlando sovrapponendosi alla nenia incomprensibile di Rosa) Forse Montale un po troppo difficile per lei Provi con qualcosa di pi semplice, che so io: Ungaretti
IGNAZIO (Urlando) Accidenti, non sento una parola!
Piomba il silenzio. Rosa spalanca gli occhi: Poi sputa nella propria mano le palline ed esclama
ROSA Maggio agghiuttouto nu sassulijno!
IGNAZIO Oh, non importa, lo recupererai domani mattina (Introducendo altre pietre nella bocca della ragazza) E uno, e due, e tre, e quattro
La luce si abbassa lentamente. Breve stacco musicale.
MUSICA : Traccia 7(16)
SCENA DODICESIMA
La luce si riaccende ed i tre sono in posizioni cambiate rispetto alla situazione precedente. Il professore sul divano, con una borsa del ghiaccio in testa; il giornalista tenta di addormentarsi in un angolo con un giornale sul capo
LUCE 10: Buio. Poi luce notte con colori diversi.
IGNAZIO Rosa: con calma Riproviamo (Scandendo) La pioggia, a Foggia, poggia mogia mogia
DISANTO (Protestando)Ancora?!? Ma sono le due di notte!
ROSA (Sfinita) Ncia faccicchiou!
DISANTO Ha ragione, poverina: sfinita Continuiamo domani mattina
IGNAZIO No: nella maniera pi assoluta: non andremo a dormire fino a quando la ragazza non la smetter di distorcere queste sillabe in maniera cos sguaiata! Forza, su, riprovaci
ROSA La piouggia, a Fouggia, pouggia, mougia, mougia
DISANTO E inutile In questo modo, ne caver fuori solo un bel paio di occhiaie
IGNAZIO Niente affatto! Rosa, cerca di sforzarti che mi montata unemicrania tremenda
ROSA A teng pure jejo professou
IGNAZIO (Intenerito, cambia tono, avvicinandosi a Rosa) Vedi? Se comprendi che emicrania significa mal di testa, puoi anche riuscire a parlare in modo decente Rosa, so bene che sei stanca e che tutto il lavoro di questi giorni ti ha letteralmente sfinito Ma pensa a quello che stai tentando di realizzare! Ti racconto una storiaPigmalione, il Re di Cipro, era anche uno scultore. Cos, scolp Galatea, una statua di donna in avorio, della quale si innamor a tal punto, da ritenerla pi bella di tutte le altre donne in carne ed ossa. Ecco, io sono come Pigmalione e sto cercando di scolpire la mia Galatea. Tu sarai un monumento al riscatto sociale Guadagnerai molto pi che uno stipendio a fine mese: avrai lorgoglio di guardare a testa alta tutti i signori che ora ti disprezzano, ma che finiranno per ammirarti incantati. E chi ora storce il naso al suono della tua voce, sar presto inebriato dal profumo di quei fiori che, travestiti da parole, usciranno dalle tue labbra
Rosa ha ascoltato ammaliata il discorso del professore. Per la prima volta egli si mostrato umano nei suoi confronti. Dopo il discorso, De Simone si alza e va a sedere stancamente alla scrivania. Rosa, ora, ha qualcosa nello sguardo, un moto di orgoglio che prima non cera.
IGNAZIO (Rassegnato) Prova unaltra volta
ROSA (Lentamente) La pioggia, a Foggia, poggia mogia mogia
IGNAZIO Cosa hai detto?
ROSA (Pi sicura) La pioggia, a Foggia, poggia mogia mogia
IGNAZIO (Sobbalzando sulla sedia) Ancora!
MUSICA : Traccia 8 (157)
SCENA TREDICESIMA
LUCE 11: Motorizzati e cambio colore su canzone.
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LA PIOGGIA A FOGGIA
(Rosa)
La pioggia, a Foggia,
poggia mogia mogia.
(DIsanto)
Oddio! Lha detto!
(Rosa)
La pioggia, a Foggia,
poggia mogia mogia.
(Ignazio) Sale su una sedia
Perdinci! E fatta!
Ripeti un po: come si poggia?
(Rosa)
Mogia mogia!
(DIsanto)
Mogia mogia!
(Ignazio)
E dite un po: dove c pioggia?
(Rosa)
A Foggia!
(DIsanto)
A Foggia!
(Insieme)
La pioggia, a Foggia,
poggia mogia mogia.
(Ignazio)
Insieme, ancora!
(Insieme)
La pioggia, a Foggia,
poggia mogia mogia.
(DIsanto)
Ma complimenti!
(Ignazio)
Trenta trentini entrano a Trento
(Rosa)
Tutti e trenta, trotterellando!
(Ignazio)
Pronto? Il questore l in questura?
(Rosa)
In questura? A questora?!?
Rosa ed il professor De Simone si esibiscono in un ballo di coppia
(Insieme)
La pioggia, a Foggia,
poggia mogia mogia.
La pioggia, a Foggia,
poggia mogia mogia.
Sulla parte musicale, Rosa sale sulla scrivania, gli altri portano il tempo.
Ol! (Tutti si siedono sulle sedie su cui erano seduti allinizio)
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Movimenti coreografici dei tre: il giornalista finge di essere un toro, mentre De Simone lo schiva da perfetto toreador. Rosa, invece, sale sulla scrivania, battendo passi da flamenco. Sul finale della canzone, tutti e tre si ritrovano nel salotto ed esclamano Ol, sedendosi plasticamente sulle rispettive sedie-poltrone.
SCENA QUATTORDICESIMA
Entra la signora De Simone, richiamata dal baccano proveniente dallo studio.
LUCE 12: Luce notte. Piazzato laterale da destra.
SIGNORA D.S. (Visibilmente allarmata) Ignazio, per amor del cielo, stai bene?
IGNAZIO Certo, mamma, non potrei stare meglio! (A DIsanto) Adesso, non ci resta che iniziare a collaudarla in pubblico
SIGNORA D.S. Ignazio! Sono stata svegliata di soprassalto da un baccano infernale: cosa pu essere stato?
IGNAZIO Baccano?!? Lei ha sentito niente, DIsanto
DISANTO No
IGNAZIO E tu, Rosa
ROSA No!
La ragazza ha gli occhi pieni di una luce che non aveva in precedenza: lamore ha fatto capolino nellanimo di Rosa
IGNAZIO Sentito? Sar stato un brutto sogno, mamma Perch non prendi una valeriana? Beh, si fatto tardi andiamo a letto!
DISANTO Buonanotte, signora Buona notte Rosa! (Esce)
IGNAZIO Buonanotte, professore
D?SANTO (Credendo che le parole del professore siano rivolte lui) Buonanotte professore
IGNAZIO Se la cosa dovesse ripetersi provveder io stesso a chiamare un medico, non preoccuparti. Buonanotte, Rosa, continua ad esercitarti
SIGNORA D.S. Ma quasi mattino?
IGNAZIO Come si dice: il mattino ha loro in bocca!
SIGNORA D.S. MaLa ragazza dovr pure riposarsi un po!
IGNAZIO Si, certo Tra un paio di settimane! Buonanotte!
SIGNORA D.S. Non dargli retta o finirai per ammalarti. Eora di mettere da parte i libri e gli esercizi per andare a dormire (Vede che la ragazza rimasta incantata, con lo sguardo nel vuoto) Rosa? (Passa una mano davanti agli occhi della ragazza, che resta sognante) Ho capito, sei sfinita: mi tocca metterti a letto!
SCENA QUINDICESIMA
Rosa inizia a cantare, sognante, mentre la Signora De Simone, la aiuta a mettersi a letto. Sul finale della canzone, Rosa, rimasta sola, si alza sul letto.
MUSICA : Traccia 9 (350)
LUCE 13: Cambio colori su prima parte canzone.
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ACQUA CHE NUN LEVA SETE
No, je, a letto nun voglio ,
Je gi sogne, ma senza maddurm.
Me sentevo libera e abball,
comme si nisciuno essa guard.
Je abballasse, ossaje,
senza fermarmi maje,
pessempmbraccio atte.
E comme nacqua che,
nun leva sete, ojne.
Pecch succede, amme?
Je nun me pozzo fare chi capace,
chillomme viecchio, ma me piace
Je abballasse ancor,
e te chiamasse ammor.
E te strignesse cor a cor.
LUCE 14: Sagomatore su letto/divano e su cantante solista.
Je ballarra ossaje,
senza fermarmi maje.
Mo che lammore c.
E chesta nacqua che
nun leva sete, a 'mme.
Ma che succede, 'oj 'ne'?
Scema accuss, no je nun somaje stata,
arrassusa, soannammurata
Je ballarra ancor.
Te chiammarra ammor.
Te stregnarra cor a cor.
LUCE 15: Motorizzati, tagli laterali da dx e sx, con effetti, su entrata ballerini.
Je ballarraggio, ossaje,
senza fermarmi maje,
pessempmbraccio atte.
E comme nacqua che,
nun leva sete, a me.
Ne sosicura oj ne.
Mo che soauciello, libera e vul,
ma chi llanderra aggia turn.
Je ballarraggio ancor,
te chiammarraggio ammor,
te stregnarraggio cor a cor.
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Fine primo atto.
ATTO SECONDO M.F.M.-Il pigmalione napoletano
SCENA SEDICESIMA
Apertura sipario.
Studio di Ignazio De Simone.
LUCE 16: Luce giorno.
MUSICA : Traccia 10 (32)
IGNAZIO No, no e no!
ROSA Profess non fate cos Andiamo bello!
IGNAZIO Andiamo bello non significa niente! Non puoi continuare a parlare in questo modo cos barbaro! Vuoi sforzarti di capire che, le espressioni tipiche della lingua napoletana, tradotte in italiano, oltre a suonare malissimo, non significano niente?
DISANTO Io glielo avevo detto, professore, che non sarebbe stato semplice: ora Rosa parla un podi italiano, vero Ma lei pensa ancora in napoletano: questo il vero problema!
ROSA Da sopra la mano devo dire una cosa a tutti e due: almeno ho messo la lingua nel pulito
IGNAZIO (Disperandosi) Oh, signore Ma la sente, DIsanto?
DISANTO Non si disperi professore: siamo appena a tre quarti dellesperimento e Rosa ha gi compiuto passi da gigante, grazie a lei
IGNAZIO Questo vero Rosa! Tu non immagini neanche quale sar il premio di tutti i tuoi sacrifici Le privazioni della giovent, saranno ben presto un lontano ricordo Te lo prometto! Beh, ora facciamo un po di pausa, vado a fare una doccia
ROSA Non vi preoccupate, professore: ora faccio ancora acqua alla pipa, ma non temete! Fate la doccia presto presto, che buttiamo ancora le mani, prima di cena! Eh?!? Che ne dite?
IGNAZIO Oh, mio Dio: ho creato un mostro (Esce)
ROSA Ho detto qualcosa che non va?
DISANTO No, Rosa, non ti preoccupare Esolo che ti stai sottoponendo ad uno stress notevole. Tutto il giorno a studiare: normale che ancora qualcosina non ti sia chiara (Vede che la ragazza si rattristata, allora tenta di tirarla su) Ma tutti i sacrifici che stai compiendo in queste settimane, forse, ti varranno davvero una vita da signora
ROSA (Rimasta sola, comincia a sognare) Io, una signora?!? Questa si che bella!
MUSICA : Traccia 11 (217)
SCENA DICIASSETTESIMA
Cominciano le note di una canzone, sulle quali Rosa si esibisce con alcuni movimenti coreografici.
LUCE 17: Seguipersona su Rosa, la cantante solista.
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STAREI UNA FRAGOLA
A sognare, che mal ci sta?
Feste e soldi in gran quantit:
star senza risicare.
Uh! Starei una fravola!
Io di secco me nentrerei
e di grasso mi metterei,
saltando tutti i fossi.
Uh! Starei una fravola!
Lo so, che i soldi non la fanno la felicit.
Ma nessuno fesso qua:
sta meglio chi ce li ha!
Dito e mano mi prenderei,
lana e seta li mischierei,
mettendo sempre sopra.
Uh! Starei una fravola!
LUCE 18: Aggiunta progressiva di 4 tagli laterali su ciascun entrata dei ballerini.
Fravola! Fragola!
Fragola! Fravola!
LUCE 19: Motorizzati ed effetti fino a fine canzone
A sognare, che mal ci sta?
Al paradiso si entrer
per scambio, tanto uguale.
Uh! Si sta una fravola!
Lacqua poca e galleggerei,
tutto il pane ci inzupperei.
Star senza digiunare.
Uh! Starei una fravola!
Lo so, che i soldi non la fanno la felicit.
Ma nessuno fesso qua:
sta meglio chi ce li ha!
E se un uomo capisse che,
ai miei occhi sarebbe un Re,
ci starei sempre insieme.
Uh! Starei una fravola!
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LUCE 20: Buio. Poi luce sera.
SCENA DICIOTTESIMA
Luce. Sono rientrati DIsanto ed il professor De Simone.
IGNAZIO Ci siamo: arrivato il sospirato giorno della prima uscita in pubblico di Rosa!
ROSA Sono cos emozionata!
DISANTO Professore, non le sembra un po prematuro
IGNAZIO Niente affatto! Anzi, la pressione di un ambiente di rango superiore stimoler il processo di metamorfosi linguistica della ragazza
ROSA Si, si: non vedo lora (A DIsanto) Che ha detto?
DISANTO Dice che vedere gente altolocata pu far bene al tuo italiano
IGNAZIO Senza alcun dubbio!
ROSA Quando buono-buono, pi nera della mezzanotte non pu venire!
IGNAZIO (Lunga pausa in cui guarda la ragazza) Beh, forse, un piccolo dubbio Vuoi evitare di uscire?
ROSA Non mi passa neanche per la testaQuanto mi metto qualcosa di adatto e sono liscia per voi Faccio subito!
DISANTO Come prima uscita, dove ha intenzione di recarsi? Un caff, una biblioteca
IGNAZIO (Controllando lorologio) Io credo che il salotto di casa andr benissimo
DISANTO Il salotto?!?
IGNAZIO Perch no? DIsanto, vada a controllare che Rosa sia pronta al pi presto
La prima uscita in societ tra la gente benestante, dunque, Rosa la far in casa stessa. La famiglia Di Bonito, composta da Ottavio, la sorella, Giulia, e la madre Vittoria, sta per andare a trovare la signore De Simone.
SIGNORA D.S. (Entrando)Figliolo, ancora qui?
IGNAZIO (Cantando) Mamma: solo per te la mia canzone vola
SIGNORA D.S. Sei di buon umore
IGNAZIO Si, volevo parlarti
SIGNORA D.S. S, ma fai presto: sai che il gioved ho le consuete visite e lo studiolo occupato dalle mie attivit mondane
IGNAZIO Appunto, mammina
SIGNORA D.S. (Interrompendolo)Ho capito! Cosa ti serve?
IGNAZIO Non te lavevo detto... (Dissimulando le vere intenzioni) Ma oggi resteremo anche noi durante le tue visite. Contenta?!?
SIGNORA D.S. Ti va sempre di scherzare, figliolo
IGNAZIO Per niente, mamma
SIGNORA D.S. Ricordi lultima visita del gioved, alla quale hai partecipato?
IGNAZIO Beh, se non sbaglio, i Santosuosso, pi o meno sei mesi fa
SIGNORA D.S. Ricordi bene, figliolo: i Santosuosso, non si sono fatti sentire pi Scomparsi!
IGNAZIO Mamma, lo so che ho esagerato, quella volta
SIGNORA D.S. Si, forse, dar fuoco al cappello della Santosuosso fu un errore
IGNAZIO Decisamente Oggi chi aspetti?
SIGNORA D.S. I Di Bonito
IGNAZIO I Di Bonito?!? Sono perfetti per Rosa
SIGNORA D.S. Non vorrai mica introdurre una pescivendola ai miei incontri del gioved?!?
IGNAZIO Perch no, mamma? Lho istruita: gli argomenti su cui pu esprimersi liberamente sono la salute ed il tempo. Vedrai, far un figurone
SIGNORA D.S. Ho capito, si volatilizzeranno come per magia anche i Di Bonito
IGNAZIO Grazie, mamma: sapevo che avrei potuto contare su di te (Bacia la madre) Sar un test fantastico per Rosa. Andr tutto bene, vedrai!
SIGNORA D.S. Dov, la ragazza?
IGNAZIO Sta finendo di prepararsi
SIGNORA D.S. Che il Signore, sia con lei
IGNAZIO Senzaltro, DIsanto non la perder docchio un minuto!
SIGNORA D.S. Figliolo non essere blasfemo: io parlo del Signore Iddio!
Suonano al campanello di casa
MUSICA : Traccia 12 (8)
SIGNORA D.S. Santo iddio, sono gi qui! Vado ad aprire, figliolo
IGNAZIO DIsanto, dannazione, volete muovervi
DISANTO (Affacciandosi) Forse meglio rimandare: Rosa sta vomitando per la tensione
IGNAZIO Non la tensione: sono i peperoni! Le avevo detto di non mangiarli, non li digerisce E poi una vera signora si vede anche da cosa mangia, che diamine! Su, appena si riprende datele una mentina per lalito e venite nello studiolo che la introduciamo in societ
DISANTO Io dico che presto!
IGNAZIO E io dico che pronta!
SIGNORA D.S. Accomodatevi
IGNAZIO Vada, presto!
SCENA DICIANNOVESIMA
Entrano i Di Bonito.
VITTORIA D.B. Arianna, cara
SIGNORA D.S. Vittoria, che gioia averti qui!
GIULIA D.B. Signora De Simone
SIGNORA D.S. Giulia! Sei semplicemente incantevole
VITTORIA D.B. Tutta sua madre
Ridono tutti in maniera falsa, per poi sospirare insieme
SIGNORA D.S. Accomodatevi
Le tre nobili si siedono insieme, in modo grottesco, per poi accavallare insieme le gambe esclamando: Hop
SIGNORA D.S. E Ottavio?
VITTORIA D.B. Eintento a trovare parcheggio
SIGNORA D.S. Ricordi mio figlio Ignazio?
VITTORIA D.B. Ma certo, il professore Che mi dici?
IGNAZIO Che Iddio ce la mandi buona!
VITTORIA D.B. Caro ragazzo: anche religioso!
SIGNORA D.S. Gi: frequenta i giovani delloratorio, ora
IGNAZIO Io?!? (Colpito da una gomitata della madre, cambia repentinamente tono) Tutti cari ragazzi
GIULIA D.B. Professor Ignazio
IGNAZIO Signorina Giulia, vi fate ogni giorno pi bella!
GIULIA D.B. Adulatore
IGNAZIO Perch non d a me il cappello?
SIGNORA D.S. (Corre a tirare via il figlio prima che faccia danni, poi si defila sotto braccio con Ignazio facendogli alcune raccomandazioni) Si, mio figlio non perde occasione per farsi riconoscere Vado a prendere il caff Ignazio, fai tu gli onori di casa
IGNAZIO Si, mamma
SIGNORA D.S. Senza esagerare
IGNAZIO Certo, mamma
SIGNORA D.S. Come laltra volta
IGNAZIO Vai, mamma
VITTORIA D.B. (Ignazio va a sedere in salotto, con una lunga pausa di imbarazzo)Quanti anni hai, ora, Ignazio?
IGNAZIO Quaranta!
VITTORIA D.B. Ormai hai let, ce lhai, caro: quando deciderai di sposare una donna fortunata
IGNAZIO Ah, come diciamo sempre in oratorio Dio ce ne scansi e liberi!
VITTORIA D.B. Questa bella! Che oratorio frequenti, Ignazio?
IGNAZIO Loratorio Cepu Per il recupero degli anni perduti!
GIULIA D.B. (Isterica) Mamma! Hai visto: un Van Gogh!
IGNAZIO Davvero?!?
SIGNORA D.S. (Rientrando, con il vassoio in mano dei caff) Oh, si! I quadri dautore sono un mio vezzo Volevo anche farlo esporre al museo Nazionale, ma i miei occhi non riescono a separarsene neanche per un attimo
VITTORIA D.B. Oh, Arianna cara Per questo adoro trascorrere il tempo in casa tua
Le tre nobili si siedono insieme, in modo grottesco, per poi accavallare insieme le gambe esclamando: Hop
VITTORIA D.B. Qui tutto cos Chic!
ROSA (Entrando, a passo svelto)Ma chi mi ha accecato di mangiare quella caponata!
Appare Rosa, nello splendore di un abito nuovo, comprato per loccasione. Eincantevole. Contemporaneamente entra Ottavio, dalla porta di casa.
GIULIA D. B. Ottavio! (Si alza, seguita dalle altre nobili, per andare dal fratello, che fa il baciamano alla signora De Simone)
IGNAZIO Rosa! Come ti senti?
ROSA Ah, non me ne parlate: sto versando il plasma! Allora, ce ne andiamo?
IGNAZIO (Piano, a Rosa) Ma dove diavolo vuoi andare?
ROSA E luscita?
DISANTO (Piano, a Rosa) La tua prima uscita fare salotto qui con questi signori
IGNAZIO Mi raccomando: solo tempo e salute!
I tre si voltano a guardare i nobili, che sono intenti a sedere sul divano ed accavallare le gambe uno dopo laltro, in sequenza.
ROSA Oh (Ironica) Che deretano! La mia prima uscita, la faccio in salotto!
IGNAZIO Signora Di Bonito Posso presentarle una mia cara amica, la contessina Rosa Piccolo?
ROSA (A voce un po troppo alta) Che gentile siete stata ad invitarmi
SIGNORA D.S. Oh, ma si figuri
Le presentazioni proseguono. Rosa ha sempre un tono pi alto rispetto agli altri, dovuto al fatto che, sebbene limpostazione sia da damigella, ancora alcuni atteggiamenti sono forzati. Il risultato assolutamente grottesco
SIGNORA D.S. Posso presentarle la signora Di Bonito?
VITTORIA D.B. Molto piacere
ROSA (C.s.) Ricreata!
SIGNORA D.S. Ed i figlioli: la signorina Giulia
GIULIA D.B. Piacere
ROSA (C.s.) Taaanto piacere!
SIGNORA D.S. E suo fratello maggiore, Ottavio.
ROSA (C.s.) Mooolto piacere!
OTTAVIO (Visibilmente attratto dalla ragazza)Il piacere tutto mio contessina
IGNAZIO Signorina Piccolo
ROSA Buonasera, professor Ignazio De Simone!
SIGNORA D.S. Ottavio si fatto un uomo, oramai, Vittoria
VITTORIA D.B. La vita accanto a due signore come noi lha fatto diventare bello come il sole
ROSA (Commentando) Ogni scarafaggio bello a mamma sua
IGNAZIO (Il professore corre alle spalle di Rosa, premendo con le mani le falde del cappello di Rosa, per zittirla) Rosa (Cercando di dissimulare il gesto appena compiuto) Perch non togli il cappello, che avevi mal di testa?
OTTAVIO Oh signorina, le fa male il capo?
ROSA (Togliendo il cappello) No, la caponata!
SIGNORA D.S. (Tossendo per distrarre i presenti ed introdurre un discorso dove Rosa preparata)Secondo voi verr a piovere?
ROSA (Con grottesca altisonanza) Ein atto un innalzamento della pressione atmosferica, proveniente dallanticiclone delle Azzorre e dalla Spagna. Ma la situazione barometrica instabile Questo vuol dire che, vero che c il sole, ma potrebbe anche giungere il padre Abate dellacqua
OTTAVIO (Ride) Ah, ah E veramente divertente!
ROSA Che ci trovate da ridere, giovanotto: il bollettino cos diceva Lho imparato a memoria!
OTTAVIO Fantastico!
VITTORIA D.B. (Alla signora De Simone) Speriamo che non ci siano repentini cambiamenti delle temperature: brusche variazioni portano sempre seco raffreddamento ed influenza
GIULIA D.B. In famiglia, noi, ne andiamo facilmente soggetti, vero mamma?
VITTORIA D.B. Si, Giulia
ROSA (Inserendosi nel discorso) Mia madre, mor di influenza, a quanto dicono
IGNAZIO La contessa?!?
ROSA Si, ma io credo che le abbiano tirato i piedi, alla vecchia!
Alla confidenza di Rosa, gli interlocutori hanno una reazione, contemporaneamente: la signora De Simone, intenta a versare il caff, si blocca; il professore si volge verso Rosa, esterrefatto; DIsanto porta una mano al volto.
GIULIA D.B. (Scandalizzata) Le hanno tirato i piedi?!?
ROSA Uh, non mi tengo un cecio in bocca! Ma questo ve lo devo raccontare
IGNAZIO (Rassegnato ad una brutta figura) Oh, mio Dio
ROSA Si, professore, che Dio labbia in gloria! Io mi domando e dico Perch avrebbe dovuto morire di influenza se era scampata allepatite B appena un anno prima?
VITTORIA D.B. Lepatite?!?
ROSA Si, fu dopo aver inghiottito cinque chili di mitili che ebbe i primi disturbi: aveva gli occhi gialli come due portogalli acerbiTrascorreva il suo tempo tra il letto e la tazza
GIULIA D.B. La tazza?!?
ROSA Si, la teneva sempre a punta di coltello, povera mamma Non mangiava neanche pi! Tutti credevano che fosse ormai spacciata, povera donna,ma mio padre continu a scaricarle gin nel cannarone tutta la notte
DISANTO Si, il conte un buontempone!
ROSA Si, lo devono mangiare i cani di cancello! Ma ne sa una pi dei professori: la contessa si riprese in modo cos subitaneo che prese a morsi anche il conte
VITTORIA D.B. (Scandalizzata) Oh, mio Dio!
ROSA Quindi, come poteva una donna di quella tempra decedere di influenza?!? E quindi, a ragione dico: per me, lhanno fatta fuori
GIULIA D.B. Fatta fuori?!? Fatta fuori ha detto? Mamma, che vuol dire?
IGNAZIO E il tipico linguaggio moderno: far fuori una persona significa ammazzarla
OTTAVIO Ma non penserete davvero che vostra madre sia stata ammazzata?!?
ROSA E perch no: si era fatta molti nemici, la contessa E lei lo sapeva Come si dice: con un occhio friggeva il pesce e con laltro teneva docchio la gatta!
GIULIA D.B. Dove si dice, cos, mamma?
VITTORIA D.B. Non saprei, figliola
ROSA D'altronde, lei lo ripeteva sempre: chi mi vuole male deve fare i piedi freddi e la folla intorno al letto
OTTAVIO (Ridendo) Questa, poi
ROSA Ma toccato prima a lei, poverina.
VITTORIA D.B. Il conte, vostro padre, si esposto ad un bel rischio a farle ingurgitare tutto quel gin: avrebbe potuto ucciderla
ROSA Glielo abbiamo detto, cara Ma a mio padre neanche la morte lo sconcia. E poi, lo gin era come lacqua fresca a casa nostra! I miei, a palazzo, lo usavamo anche come collutorio
OTTAVIO (Non afferrando, dopo una breve pausa) E davvero simpatica, contessina PiccoloHa imparato il linguaggio moderno alla perfezione!Sarei onorato se, uno di questi giorni, potessi accompagnarla in giro per una passeggiata, cos potrebbe insegnarla anche a me, per diletto
ROSA Oh, non certo grats! (Accortasi della gaffe, cerca di rimediare, peggiorando la situazione) Non conveniente per la mia condizione Passeggiare, poi, con questo caldo: scolerei tutta
OTTAVIO Mi permetto di insistere, contessina. Il prossimo fine settimana sarei lieto se lei volesse unirsi a noi: andremo alla nostra villa di famiglia a Capri
IGNAZIO Grazie, ma avremmo un altro impegno
ROSA Con mooolto piacere! Verr senzaltro
OTTAVIO Ovviamente, linvito esteso alla Signora De Simone, al professore ed a tutti gli amici che riterrete opportuno invitare voi stessa
IGNAZIO Io non credo che
ROSA Grazie del pensiero! Ci saranno molti invitati?
OTTAVIO Solo la mia famiglia: un centinaio di persone
ROSA (Alludendo allalto numero di gente) Caspita: a casa vostra non si guarda certo la televisione, la notte
SIGNORA D.S. (Alzandosi, seguita da tutta la famiglia Di Bonito) Allora, siamo daccordo Ci vedremo al molo Beverello sabato mattina
VITTORIA D.B. Alle 9 Arianna, che alle 9 e 45 c limbarco
SIGNORA D.S. Saremo puntualissimi
VITTORIA D.B. Ci divertiremo un mondo
SIGNORA D.S. Lo spero bene Rosa, come sar il tempo?
ROSA Sebbene allalba si prospetti nuvoloso, ci saranno ampie schiarite nel corso della mattinata. Domenica sereno su tutta la costa, mari poco mossi
VITTORIA D.B. Che simpatica!
OTTAVIO Adorabile!
SIGNORA D.S. A sabato, allora
SCENA VENTESIMA
Escono i Di Bonito. Ignazio cerca di dissimulare il suo disappunto, fino a quando non sono fuori. Poi, repentinamente:
IGNAZIO (Furioso) Rosa! Ma sei impazzita?
ROSA Che ho fatto?
IGNAZIO Come, che ho fatto? Ti avevo detto che dovevi limitarti a due soli argomenti
ROSA Il tempo
IGNAZIO E la salute, che mi hai fatto perdere!
SIGNORA D.S. Calmati, Ignazio La simpatia di Rosa ci valso un invito a villa Di Bonito
DISANTO Questo vero
IGNAZIO Inutile discuterne A Capri non ci andremo!
SIGNORA D.S. Cosa vuoi dire con non ci andremo!
IGNAZIO L ho troppe conoscenze: non posso rischiare di compromettere amicizie costruite in anni di sudata professione, per una stupida scommessa
ROSA Quale scommessa?
DISANTO (Lunga pausa di imbarazzo) Ecco, vedi Rosa Io ed il professore scommettemmo sulla riuscita, o meno, dellesperimento (Storpia la parlata, per la vergogna) Cinque euro
ROSA e SIGNORA Prego?
D?ISANTO (C.s.) Cinque euro
ROSA e SIGNORA Eeh?!?
DISANTO (Scandendo) Cinque euro!
ROSA Cinque euro?!? La mia vita, ai vostri occhi, valeva cinque miserabili euro?!?
IGNAZIO Cosa centri tu?!? Io ho scommesso sulle mie capacit di insegnamento Sulle mie competenze Non mi sarei azzardato ad investire neanche un euro su una pescivendola di Torre Annunziata
ROSA Ecco, questa la differenza tra me e voi: io ho dimostrato di poter cambiare. Voi non cambierete mai, profess! (Esce)
IGNAZIO (Correggendola) Cambiereste!
SIGNORA D.S. Ignazio De Simone: il fatto che quella donna sia una pescivendola non ti autorizza a trattarla a pesci in faccia!
IGNAZIO Quella ragazza uningrata Lho trattata come merita!
ROSA (Rientrando) Anzi, a pensarci meglio, fino a sabato questa ancora la mia stanza: tocca a voi uscire!
DISANTO Beh, io devo andare a scrivere larticolo
SIGNORA D.S. Io vado a preparare per la cena
IGNAZIO Non vedo lora che venga sabato, cos termineranno queste quattro settimane di inferno e ti sbatter nuovamente fuori dalla mia vita
ROSA Per adesso, professore (Severa) Fuori, dalla, mia, stanza!
IGNAZIO Dal mio studio, vorrai dire
ROSA Ho detto: fuori!
SCENA VENTUNESIMA
Rimasta sola, Rosa comincia a cantare il suo disprezzo per il professore. Durante la canzone, la ragazza immaginer alcune situazioni grottesche, evidenziate al pubblico da un cambio di luci in luci da sogno.
LUCE 21: Sagomatore a sx, su Rosa
MUSICA : Traccia 13 (253)
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CHIAGNARRAJE
Chiagnarraje, Professore Chiagnarraje!
Motattiggie, ma lammore nun o ssaje
Tu si nato professore,
tieni e pilo ncoppo core!
Chiagnarraje, Professore Chiagnarraje!
Chiagnarraje, Professore Chiagnarraje!
Tu meglio cacumme nte tuzzmaje
Tu vu fao pigmalione,
ma po sotto a nu balcone
chiagnarraje, Professore Chiagnarraje!
Oooh, Professore Faje o guappa casa, e fore oscemo s!
Oooh, Professore O padrone asciuto pazzo e adda suffr!
Quanno e scelle abbasserai,
na risata nfaccia avrai:
ah-ah-ah! Professore
Ah-ah-ah! Professore
Chia-gna-rraje!
LUCE 22: Le luci cambiano in unatmosfera da sogno. Taglio da Sx
Entra Ignazio con un mazzo di fiori, intento a corteggiare Rosa, che lo osserva severa. La ragazza annusa i fiori, per poi gettarli via.
Volto troppo sereno, lo ridipinger
Quel sorriso beota, presto canceller (Rosa getta via i fiori)
Rosa apre uno scatolino che gli porge luomo, ne prende un anello da dentro e restituisce nelle mani di Ignazio lastuccio vuoto, sistemandolo di spalle e colpendolo con un calcio nel sedere.
Forse confondi: tu sei un uomo, non Dio
Il proprietario tu, ma chi comanda son io!
Rosa prende la bacchetta dal tavolo e comincia ad agitarlo verso sinistra: dopo poco, entra Ignazio a quattro zampe, atteggiandosi a cagnolino.
LUCE 23: Variazione allatmosfera da sogno. Taglio da Dx
Se na femmena sceglie nomme tuoste, se sa
ca poo calle sammoscia e cacciuttiello sarr.
Lomme selvaggio, va educato accuss,
per ogni tuo capriccio, luomo ti dice s!
Rosa getta via la bacchetta verso destra e Ignazio la segue uscendo.
Chiusura sipario.
Ignazio, sul cambio della melodia, rientra con un capo di una corda. Luomo sistema la corda in proscenio, facendone sparire i capi dietro le quinte, si sistema al centro, apre un ombrellino e comincia a camminare con passi lenti ed incerti, come se stesse sospeso a mezzaria su una corda. Da dietro le quinte, le due estremit della corda vengono tese, per simulare lazione di un goffo circense.
LUCE 24: Variazione allatmosfera da sogno. Seguipersona su Ignazio
Chiagnarraje, Professore, Chiagnarraje!
Sempe in bilico, mo dimme comme staije?
Tu s nommo equilibrato? Fo-rse-no!
Rosa d una spinta ad Ignazio, che cade rovinosamente verso sinistra, simulando di precipitare dallalto.
Piangerai, Professore
Piangerai, Professore
Chiagnarraje!
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Apertura sipario.
LUCE 25: Buio. Poi seguipersona in sala per la canzone di Ottavio ed effetti luce su passo a due, dei ballerini, su palco.
MUSICA : Traccia 14 (253)
SCENA VENTIDUESIMA
Porto di Napoli. Molo Beverello. E la mattina del sabato seguente. Ottavio gi in attesa dellaliscafo per Capri, anche se in notevole anticipo. Passeggia tra il pubblico, in sala. Altri viaggiatori benestanti, sul palco, sembrano sentire lamore che nellaria, ed iniziano a ballare dei passi a due, mentre Ottavio canta il suo struggente amore per Rosa. Dopo un po arrivano anche loggetto del desiderio del giovane, elegantissima.
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APPUNTAMENTO AL MOLO CON UN ANGELO
(Strofa 1)
Ora ciondolo, come un petalo:
ho un appuntamento al molo con un angelo.
Su e gi vagolo, ma ridicolo:
OTTAVIO Incredibile! Manca unora allappuntamento e lei ancora non si presenta
(Strofa 2)
Sembra futile, linquietudine,
ma ogni gesto senza lei solitudine.
Ora inutile, preoccuparsene,
non si sa, se verr e lamo gi
(Variazione)
Dove sei? Mi va di cantare,
Grazie a te, riesco a sognar,
un futuro migliore,
insieme a te, l con te
accanto a te
Allora ciondolo, come un petalo:
ho un appuntamento al molo con un angelo.
Su e gi vagolo, ma ridicolo:
non si sa, se verr e lamo gi
Ottavio sale sul palco, da sinistra e vede Rosa, a destra. I ballerini escono.
LUCE 26: Controluce su entrata Rosa.
ROSA Ottavio!
OTTAVIO Contessina!
I due corrono e si ritrovano al centro del palco, dandosi le mani ed alzando in modo grottesco una gamba allindietro, simmetricamente.
ROSA Avete aspettato tanto?
OTTAVIO Non per colpa vostra, Contessina! La voglia di vedervi era tale che mi sono presentato tre ore prima allappuntamento Ero gi qui alle 6!
ROSA Esagerato Neanche dovesse andare a vendere il pesce
OTTAVIO (Ride) Ah, ah! Venite, facciamo una passeggiatina
Sto a passeggio qui, con un angelo,
son leggero pi del polline di un albero.
Ero scettico, ora scalpito,
finalmente sei qua e ti amo gi.
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SCENA VENTITREESIMA
Ottavio e Rosa terminano la canzone spalla a spalla.
LUCE 27: Sagomatore/Piazzato su Rosa ed Ottavio. Poi luce giorno ad illuminare lentrata dei nobili.
Entrano Vittoria e Giulia Di Bonito, la Signora De Simone, con Ignazio, DIsanto, pi defilati. Le tre donne ridono tutte in maniera falsa, per poi sospirare insieme. Il gruppo si unisce dopo poco a Rosa ed Ottavio.
GIULIA D.B. Oh! Ecco i piccioncini, stanno tubando sul molo
IGNAZIO Mi sento sollevato, DIsanto: oggi, comunque vada, terminer il nostro esperimento
DISANTO Devo dire che sento una certa trepidazione per questa sorta di prova finale
IGNAZIO Io le ho dato tutti gli ingredienti per essere una nobildonna: ora sta a lei cucinarli a dovere
SIGNORA D.S. Gi hai appetito, figliolo? Hai appena fatto colazione!
IGNAZIO No mamma: ho un buco nello stomaco ma non certo fame
VITTORIA D.B. Oh, Arianna: vedrete che starete senzaltro a vostro agio, nella nostra villetta a Capri Ho invitato la creme de la creme
GIULIA D.B. Quello con i figli simpatici? Lavvocato Cocchia!
VITTORIA D.B. Fatto!
IGNAZIO Cacchio!
GIULIA D.B. E quella con quei cappelli orribili? La marchesa Santosuosso!
VITTORIA D.B. Fatto
IGNAZIO (Prendendo gli occhiali da sole dalle mani di DIsanto, per tentare di camuffarsi) Posso?
VITTORIA D.B. Anche il Professor Nicodemo, naturalmente
IGNAZIO Ah, c anche il famoso linguista Nicodemo?
VITTORIA D.B. Sicuramente! E un habitu dei nostri momenti mondani
GIULIA D.B. Ci divertiamo a smascherare tutti i falsi nobili che, in realt, risultano essere solo pezzenti arricchiti Nicodemo un maestro nellindividuarli
IGNAZIO Mi fa davvero piacere (Pausa, poi a DIsanto, repentinamente) Andiamocene!
DISANTO (Trattenendolo) Ma noVedrai che Rosa sapr cavarsela egregiamente
IGNAZIO Lo spero bene!
PROCOLO (Entrando da sinistra, ben vestito, ubriaco e chiamando sguaiatamente) Rousa! Add vaje?!? Rousa?
IGNAZIO (Cercando di dirottare lattenzione del gruppo, spingendoli fuori) Oh, pareche stia proprio per partire il nostro aliscafo
GIULIA D.B. Di gi?
VITTORIA D.B. Io non vedo nulla
PROCOLO (C.s.)Rousa! Figlia mjia: s tu?!? Add vaje?
IGNAZIO Ma certo Muoviamoci! (Accelera le azioni)
SIGNORA D.S. Ignazio, figliolo, non spingere!
IGNAZIO Mamma, fai presto!
Il gruppo esce da destra, mentre rientra Rosa, da sola.
ROSA Pap! Abbassa la voce
PROCOLO Rousa!
ROSA Cosa diavolo ci fai qui? E vestito come un damerino, per giunta?!?
PROCOLO A parlata chella che tene e panne da casa! Che te mise n cuolle?
ROSA E un completo di Dolce e Gabbana
PROCOLO Ah, me penzavo chera o tuoje
ROSA E mio, padre! A Capri, questanno, i loro tailleur si portano taanto
PROCOLO Ma comme parle ?
ROSA Con la bocca, come sempre: tu piuttosto Vestito cos, chi devi imbrogliare, stavolta?
PROCOLO Na femmena: oggi me nzuro!
ROSA Ti sposi?!?
PROCOLO Nonsignore: menzure! Ma comme diavule parle?!?
ROSA Non ci badare Ma dimmi piuttosto: ti sposi cos, su due piedi?!?
PROCOLO No: a verit? Ce vulesse arriv a quatte zampe! Picci, aggio abbiate a vevere dellottea matina
ROSA Voglio dire: ti sposi senza neanche avvertirmi prima?
PROCOLO E comme tavverto, figlia mija?!? Soquatte semmane castaje facendo a studente, ma pare ca staje carcerata Nun te pozzo ven a truv (Commovendosi grottescamente) Nun te pozze dicere nemmanco comme staje
PROCOLO (C.s.)Rousa bella Quante me s mancata!
ROSA Pap! (Lo abbraccia)
PROCOLO (Ricomponendosi repentinamente) Nun ca te truvasse na cusarella e spiccie
ROSA Pap!
PROCOLO Comme fosse na busta e nozze, va
ROSA Procolo Piccolo: ma quando metterai la testa a posto? (Gli porge del denaro)
PROCOLO Chi tarde, figlia mija, chi tarde!
IGNAZIO Rosa: muoviti che parte laliscafo!
ROSA Pap Devo andare!
PROCOLO Statte bona, piccer (Rimasto solo in scena, si rivolge verso lesterno) Allora: se po sap quantu tiempo ce manca?!?
SCENA VENTIQUATTRESIMA
Procolo comincia a danzare e cantare, coadiuvato da un gruppo di popolani del porto, che entrano in scena cantando un coro a cappella.
LUCE 28: Cambio atmosfera su entrata coro. Poi, motorizzati e cambio colore su canzone
CORO Ancora poche ore, tu tiene e libert. Tra poche ore, nu guaio tu e pass
MUSICA : Traccia 15 (252)
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PROCOLO PICCOLO SENZURA
(Procolo)
Procolo Piccolo senzora:
aggio refuso a libert.
Niente paura, tant sicuro
cachella mha futtuto gi.
Procolo Piccolo nzurato.
Ogge, dinta chiesa aggioitto e s!
Sosistemato, mosolegato:
a zezzenella eva fern.
(Coro)
Se ne fujesse, ma poaddo va?
S fatto vecchio, mosaddanzur.
(Procolo)
Procolo Piccolo ha campato
facenno scemana citt.
Nun teng niente, sonullatenente,
eppure eva cad. Tra tanta femmene,
na faccia dangelo ha futtuto amme!
(Coro)
Procolo Piccolo senzora,
sta refunnenno a libert.
Niente paura, tant sicuro
cachella lha futtuto gi.
Procolo Piccolo nzurato.
Ogge, dinta chiesa a ditto e s!
Esistemato, mosta legato:
a zezzenella eva fern.
Se ne fujesse, ma poaddo va?
S fatto vecchio, mosaddanzur.
Procolo Piccolo a campato
facenno scemana citt.
Nun tene niente, enullatenente,
eppure eva cad. Tra tanta femmene,
na faccia dangelo a futtuto atte!
(Breve assolo strumentale, poi finale)
Procolo Piccolo a campato
facenno scemana citt.
Nun tene niente, enullatenente,
eppure eva cad. Tra tanta femmene,
na faccia dangelo a futtuto atte!
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Chiusura sipario.
Ripresa musicale de Le corse agli aliscafi
MUSICA : Traccia 16 (31)
LUCE 29: Buio. Poi luce sera, esterno sipario
SCENA VENTICINQUESIMA
Studio. Scena Celebrazione professore. Ignazio entra sghignazzando seguito dalla madre, dal giornalista DIsanto e da Rosa, che ha il morale a terra, poich giunto il tempo di abbandonare la casa. La ragazza si defila alle spalle degli altri, entusiasti per il risultato conseguito.
DISANTO Professore, lasci che le faccia i miei pi sentiti complimenti!
SIGNORA D.S. Davvero sorprendente figliolo
IGNAZIO Grazie, grazie
DISANTO Domani stesso uscir un articolo fantastico su di lei
SIGNORA D.S. E stato un successone: chi lo avrebbe mai detto?
IGNAZIO Al di l delle pi rosee previsioni
SIGNORA D.S. Io, per, non ci ho capito nulla Figliolo, vuoi spiegarmi di nuovo com andata?
IGNAZIO Ma certo, mamma! (Si accomoda sul divano) Quella casa era un covo di avvoltoi, che volteggiavano attorno alla preda indifesa di turno Il primo a lanciare i suoi strali stato quellavvocato Cocchia! (Imita il tono delluomo) Contessina Il vessillo originario della vostra stirpe di Contrada, o di Torre?. E lei, candidamente, alludendo alle origini del paese natio: (Imita il tono di Rosa) Di Torre, Avvocato! Di Torre. E lui, rimanendo del tutto fregato: Ci avrei giurato!. Avvocato Cocchia: che cacchio mi accocchi?
DISANTO (Ridendo) Ah, ah!
IGNAZIO Poi stato il turno dellesimio Nicodemo, che sosteneva che la dizione di Rosa fosse cos precisa, che lei doveva avere avuto delle forti motivazioni linguistiche: ragion per cui, il dotto linguista giunto alla conclusione Il Conte era di origine tedesca (Scoppia a ridere) Ah, ah
SIGNORA D.S. Questa poi!
IGNAZIO Ma il pezzo forte stato il padrone di Casa, Ottavio, che ha dichiarato pubblicamente di volersi fidanzare con la Contessina, pregandola disperato di chiudere un occhio sulla mancata origine nobile dei Di Bonito!
SIGNORA D.S. Incredibile!
IGNAZIO E una scommessa vinta, non c che dire
DISANTO A proposito (Estrae 5 euro dal portafogli) A lei, professore
IGNAZIO Io credo che sia giunto il momento di darci del tu, caro Pietro
DISANTO Come vuoi tu, Ignazio Beh, ora di tornare al giornale, anche se a malincuore. Grazie di cuore per lospitalit, signora Spero di rivedervi presto!
SIGNORA D.S. Venga a trovarci quando vuole, giovanotto
DISANTO Ciao Rosa O dovrei dire, Contessina?!?
ROSA Meglio Rosa, di gran lunga
DISANTO Ignazio, grazie ancora di tutto
IGNAZIO Grazie a te!
DISANTO A presto!
SIGNORA D.S. La accompagno
SCENA VENTISEIESIMA
La signora De Simone e Pietro DIsanto escono. Ignazio e Rosa restano soli
IGNAZIO (Togliendo le scarpe) Queste scarpe mi fanno un male cane Rosa: mi passi le pantofole?
ROSA Il signore vuole le paposce?
IGNAZIO (Correggendola)Veramente ho chiesto le pantofole
ROSA Beh Eccole! (In preda ad una crisi di rabbia, raccoglie repentinamente le pantofole e le tira, una per volta, contro il professore) Ed una
IGNAZIO Ma che diavolo?!?
ROSA E due!
IGNAZIO Ti ha dato di volta il cervello? Cosa c che non va?!?
ROSA Oh, ma certo: a voi va tutto bene Vi ho fatto vincere la vostra stupida scommessa e questo vi basta!
IGNAZIO Tu mi avresti fatto vincere la scommessa, specie di femmina ingrata?!? Io lho vinta, grazie alla mia sudata dottrina! Ma perch diavolo mi hai tirato le pantofole?!?
ROSA Perch tra le mani non avevo coltelli abbastanza affilati, altrimenti avrei preferito tirarvi quelli, egocentrico che non siete altro! Vi compiacete che il vostro esperimento sia finito per rigettarmi in mezzo alla strada
IGNAZIO Cosa vuoi che faccia?!? Non erano questi gli accordi che prendemmo quattro settimane fa?
ROSA (Piangendo) Che ne sar di me? (Isterica, facendo sobbalzare Ignazio, che intanto si era avvicinato impietosito) Che ne sar di me?!?
IGNAZIO Cosa vuoi che ne sappia cosa sar di te: perch accidenti dovrebbe importarmene?!?
ROSA Lo so Io non conto niente per voi Meno delle vostre paposce!
IGNAZIO (Correggendola)Pantofole!
ROSA Paposce! Me ne infischio di come parlo!
IGNAZIO Aah! Ho capito Forse stai pagando le troppe pressioni della giornata Ma non credo che avrai difficolt alcuna a sistemarti in qualche modo Perch non ti sposi? (Reazione stupita e speranzosa di Rosa, in controscena) Il matrimonio potrebbe costituire un riparo sicuroSai, non tutti gli uomini sono degli inguaribili scapoli come me? (Delusione di Rosa, in controscena) Anzi molti esemplari maschi della nostra specie si sposano, poveri diavoli E tu, poi, non sei da disprezzare. Sei una donna attraente Beh, ora no, dopo che hai pianto somigli pi ad una vecchia che ha avuto un ictus. Ma in linea di massima, tolte queste crisi, ed in condizioni normali sei Passabile!
ROSA Prima, quando parlavo in dialetto vendevo pesce Ora, invece, lunica cosa che posso ancora vendere il mio corpo
IGNAZIO Ecco, parli decentemente ma resti ancora cos volgare
ROSA Basta, me ne vado: mi avete offesa per lultima volta!
IGNAZIO Oh!Signore ti ringrazio!Era ora che questa casa ritrovasse la sua tranquillit!
Rosa ha uno scatto, come se volesse colpire Ignazio. Questi, ne interrompe repentinamente lazione, puntualizzando:
IGNAZIO Ricorda la prima regola: mai colpire il tuo professore!
ROSA Non sei pi il mio professore! (Colpisce Ignazio nello stomaco ed esce)
MUSICA : Traccia 17 (16)
SCENA VENTISETTESIMA
Apertura sipario. Molo Beverello, di Napoli. Un addetto portuale passeggia sul molo, notando un uomo seduto in modo strano su una sedia, che dorme sotto ad un balcone. E Ottavio, che attende che Rosa, la propria amata, si affacci. Il giovane innamorato si sveglia di soprassalto, nota Pasquale, il portuale, ed a passi concitati, si avvicina alluomo per chiedergli un informazione: allorch il passante si volta, viene riconosciuto. Lesperienza vissuta in precedenza, grazie allinventiva del padre di Rosa, contribuisce a creare lequivoco.
LUCE 30: Buio. Poi luce sera alla riapertura del sipario. Piazzato che illumina la finestra di Rosa, dallinterno.
PASQUALE (Allontanandosi, spaventato) Ti, ti
OTTAVIO (Farfugliando nel sonno) Rosa
PASQUALE (Avvicinandosi alla sedia dove dorme in modo strano Ottavio) Povero giovane A me, mfa pena Nun c che fa: a cervella na sfoglia e cipolla (Poggia una mano inavvertitamente sul capo di Ottavio, che si sveglia)
OTTAVIO (Farfugliando nel sonno, trattenendo il braccio di Pasquale) Rosa, amore sei tu?
PASQUALE (Allontanandosi, spaventato) S scetato!
OTTAVIO (Svegliandosi di soprassalto) Rosa?
PASQUALE (Bloccandosi, dando le spalle ad Ottavio) Ce lave cumme?!?
OTTAVIO (Nota il passante e gli si avvicina repentinamente) Scusate, buon uomo?
PASQUALE (Dopo una breve pausa desitazione) Dite!
OTTAVIO (Riconoscendolo) Ah, lei
PASQUALE (Divincolandosi)Sissignore! Ma, grazie a voi, sono un uomo diverso: niente pi portafogli!
OTTAVIO Mi fa piacere per lei Senta (Avanza verso luomo)
PASQUALE (Fraintendendo le intenzioni del giovane, credendolo pazzo) A mazza, la vedi?
OTTAVIO Ha, per caso
PASQUALE (Indietreggiando) Sono cintura marroncino, io
OTTAVIO Visto affacciarsi
PASQUALE Sciolgo i cani
OTTAVIO Una donna da quel balcone?
PASQUALE Mantenete la mazza, per cortesia (Porge la scopa ad Ottavi, si volta verso il balcone, poi lo asseconda, per timore) Certamente!
OTTAVIO Davvero?!?
PASQUALE (Velocemente, C.s.) Si, si Stava li e vi ha fissato tutto il tempo!
OTTAVIO E io dormivo Oh, me tapino!
PASQUALE Cha ditto, o tapiro?!?
OTTAVIO (Concitato) E ditemi: per quanto tempo rimasta affacciata?
PASQUALE E quanto tempo, mo non saprei
OTTAVIO Dieci minuti?
PASQUALE (Repentinamente) Dieci minuti!
OTTAVIO (Prende per il bavero luomo e lo scuote) Dieci minuti?!? Oh, povero me! (Scaraventa Pasquale sulla sedia)
PASQUALE No, povero a me!
OTTAVIO Sono un disgraziato Sono un disgraziato Sono un disgraziato
PASQUALE Siete un disgraziato Siete un disgraziato Siete un disgraziato
OTTAVIO Non mi assecondate
PASQUALE Ma io vi devo assecondare
OTTAVIO (Trasalendo)Non mi assecondate, ho detto!
PASQUALE Si, si, nun vassecondo: basta che non vi innervosite
OTTAVIO (Prende nuovamente per il bavero luomo, mentre questi indietreggia intimorito) Perch mi sono addormentato, perch?
PASQUALE Pecch teniveve suonne!
OTTAVIO No, perch sono sfortunato Sono sfortunato Sono sfortunato
PASQUALE Siete sfortunato Siete sfortunato Siete sfortunato
OTTAVIO Non mi assecondate!
PASQUALE Non vi assecondo!
OTTAVIO (Avanza minaccioso puntando il dito, verso luomo) Voi
PASQUALE (Terrorizzato) State indietro
OTTAVIO Vi prendete gioco di me...
PASQUALE (Scappa dallaltro lato della panchina) Je, quanno maie?!?
OTTAVIO Voi
PASQUALE Aiuto
OTTAVIO Ridete alle mie spalle
PASQUALE Je nun me magno maje na risata!
OTTAVIO Lo sa da quanto sono seduto su quella sedia, lo sa?!?
PASQUALE A me che me ne mporta?!?
OTTAVIO Non vuole sapere da quand che sono qui?
PASQUALE Je?!? Ma si sovenuto a posta!
OTTAVIO (Percuote la gamba di Pasquale che si lamenta ritmicamente) Sono tre Tre Tre giorni e tre Tre Tre notti che sono seduto qui
PASQUALE (Guarda il palmo della mano di Ottavio) Se vede: avite fatte e calle
OTTAVIO Si presti, si presti
PASQUALE Ma che vaggia prest, nun tengo niente
OTTAVIO (Sale sulle spalle di Pasquale) E lo sa il perch sto qui da tre giorni e tre notti?
PASQUALE Pecch a casa nun tenite niente a fa!
OTTAVIO No Si presti, si presti
PASQUALE Ma che vaggia prest, nun tengo niente
OTTAVIO (Sale sulle spalle di Pasquale, che si lamenta e barcolla) Solo per vederla!
PASQUALE Ma nun meglio cave facite dana fotografia: ne guadagnate e salute
OTTAVIO E qui rester: per vederla affacciarsi! Perch io sono pazzo, pazzo di lei!
PASQUALE No, vuje site pazzo: pazzo e basta! Anzi, sapite che ve dico: mavite scucciato Dateme o portafogli, ambresse ambresse, accuss me ne vaco e a fernimmo cu sta storia
OTTAVIO Lei vuole il portafogli?!?
PASQUALE Voglio il portafogli!
OTTAVIO E io chiamo i carabinieri!
PASQUALE E chiamate i carabinieri!
OTTAVIO (Andando a chiamare a lato) Carabinieri!
PASQUALE Aspita, chistovero e chiamme!
OTTAVIO (Al passante) C il drappello portuale proprio a due passi! Ormai, li conosco tutti (Al poliziotto che entra repentinamente in scena) Alfredo, Bruno!
Entrano di corsa due carabinieri, saltellando in modo assai ridicolo e coordinandosi nei movimenti scandendo Hop, hop Ooooh. I due, si fermano accanto ad Ottavio e si presentano, mettendosi n posa plastica.
GUARDIA 2 Appuntato Alfredo Esposito!
GUARDIA 1 Appuntato Bruno Capuozzo!
GUARDIE (Insieme) Agli ordini!
OTTAVIO Questuomo vuole sottrarre il mio portafogli
I due carabinieri si avvicinano, alluomo, saltellando
GUARDIE (Insieme) Hop, hop (Fermandosi) Ooooh!
GUARDIA 2 Siete voi il ladro?!?
PASQUALE No!
I due carabinieri si guardano perplessi e ritornano, saltellando, da Ottavio
GUARDIE (Insieme) Hop, hop (Fermandosi) Ooooh!
GUARDIA 1 Allora il ladro siete voi
Fanno per arrestare Ottavio, ma questi si oppone
OTTAVIO Ma cosa fate?!? Vi ho chiamato io
GUARDIA 2 Ah, gi
GUARDIA 1 Ci ha lalibi
OTTAVIO Il ladro quello con la scopa
I due carabinieri si avvicinano nuovamente alluomo, saltellando
GUARDIE (Insieme) Hop, hop (Fermandosi) Ooooh!
GUARDIA 2 Siete voi il proprietario della scopa?!?
PASQUALE Si!
GUARDIA 1 Allora siete il ladro!
PASQUALE Aspettate un attimo,appunt Voi lo conoscete
GUARDIA 2 Non gesticolate
GUARDIA 1 Mettete le mani qui sopra (Fa poggiare le mani sulla scopa)
PASQUALE Dicevo, voi lo conoscete?
GUARDIA 1 Certo che conosciamo il signor Ottavio
PASQUALE Ah, quindi anche voi siete daccordo (Alza la scopa per gesticolare)
GUARDIA 2 Sta reagendo Immobilizzalo!
La guardia 1 disarma agilmente luomo della scopa
PASQUALE Voi non che lo conoscete: voi siete cresciuti proprio insieme. Site da stessa comitiva
GUARDIA 1 Sentite, non tergiversate Voi stavate o non stavate tentando di rubare il portafogli al signor Ottavio Si, o no?
GUARDIA 2 Sinceramente, si o no?!?
OTTAVIO Sinceramente, si o no?!?
PASQUALE (Dopo una breve pausa) Si, laggia assecond, sissignore
I due carabinieri prendono sotto braccio luomo e lo trascinano via
GUARDIA 2 Favorite con noi in questura, giovanotto
PASQUALE Ma veramente
GUARDIA 1 Non fate storie Questa resistenza a pubblico ufficiale!
PASQUALE Appunt, lasciatemi
OTTAVIO (Commentando, sulluscita dei tre) Non cambiano mai Ladro!
SCENA VENTOTTESIMA
Una volta usciti i poliziotti con il portuale, Rosa si affaccia, sentendo rumori sotto casa propria. Ottavio la nota e corre sotto il suo balcone.
ROSACh stato?
OTTAVIORosa!
ROSA Tu stai ancora qua?!?
OTTAVIOSi, avrei atteso settimane, mesi, anni per vedere la luce dei tuoi occhi, per ascoltare il dolce suono della tua voce
ROSA (Pausa nella quale sbadiglia, poi freddamente) Questo me lo hai detto anche lultima volta che mi sono affacciata
OTTAVIO E lo ripeter ogni volta che ti affaccerai, dolce Rosa
ROSA (Infastidita) Uuh
MUSICA : Traccia 18 (218)
OTTAVIO (Sulla musica introduttiva alla canzone, Ottavio si abbandona ad uno smielato monologo) Non potrebbe essere altrimenti Cos come il sole sole e la luna la luna Allo stesso modo, Rosa il tuo nome e rose fuoriescono dalle tue labbra
ROSA Questa poi
OTTAVIO Quella pronuncia perfetta, mai volgare Per questo pi bello stare a sognare con te: perch sogno e realt coincidono
Rosa, spazientita dalle parole del giovane, intona una canzone in napoletano per scacciare definitivamente Ottavio. Durante la canzone, il giovane commenta alcune frasi pronunciate dalla ragazza. Rosa, inoltre, tira alcuni oggetti sulla testa di Ottavio..
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SCETETE A STI SUONNE
Nun, s tu,
nun cia faccio chi!
Je vulesse corpo e anima,
ma tu s na mola fraceta,
passellore sane sulo a sunn.
OTTAVIO Rosa, ma come parli?!?
Staje cuna donna
ma paro nonn,
Scetete a sti suonne!
OTTAVIO Ti senti bene?!?
E nun s o ninno,
e Peppe e a Madonna,
Scetete asti suonne!
Parle e nun angarri nu discorso ca va buone,
s pesce e cannuccia, e nun te nadduone.
Mieza tanta chiacchiere nu sfizio che te costa?!?
Si o fumm senza larrosto.
A vita na corsa,
tra cavece e corna
Tu nce penz, duorme!
Suonne !
A qualit, pempressiun!
Tra un sogno e nato, add st?
Tu staje guardanne,
ciuccie vulanne.
OTTAVIO Dove?!?
Scetate asti suonne!
Tu vu fa lomme
e s e nata sponna.
Scetate asti suonne!
Tu alluocchie mieje s nu lampe senza tuono,
preso cabotta, s nu piscione!
Fatte benedicere a nu prevete ricchione:
vattenne a sotto balcone!
Je te abbuffasse,
e cavece e corna
Tu nce penz, duorme!
Suonne !
Pempressiun, sta femmena cc
Te serveno e qualit!
Ci!
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Rosa, finito di cantare, esce di scena richiudendo il balcone dietro se. Ottavio, visibilmente sorpreso, rimasto ormai con un pugno di mosche in mano, va via con la coda tra le gambe.
MUSICA : Traccia 19 (24)
LUCE 31: Luce notte. Taglio laterale da destra. Luce accesa al balcone di Rosa.
SCENA VENTINOVESIMA
Fa il suo ingresso Ignazio, si accorge di Ottavio che sta andando via, si incrocia con lui senza farsi vedere ed, infine, volge gli occhi al balcone di Rosa. Poi, dopo una piccola pausa, si volta indietro per richiamare lattenzione del padre di Rosa, che lo ha accompagnato sotto casa della figlia.
IGNAZIO (Chiamando, a destra) Signor Piccolo
PROCOLO Procolo!
IGNAZIO Procolo Sono qui!
PROCOLO Spunisce a parlesia, profess
IGNAZIO Che devo fare?
PROCOLO Spunisce, appunisce, arcisce!
IGNAZIO Non ho capito un tubo!
PROCOLO Ma vuje che professore sijte? Nun ce sta niente a fa: a strada a professoressa chi brava ca ce sta! Spunisce a parlesia, significa: camuffa la parlata, ca se ve senteno parl stuttaliano dinto o vicolo, che figura ce facite?!? E pove sgamano subbeto, subbeto e addio effetto suppresa
IGNAZIO Ancora, con questa storia della sorpresa: no, no e no! Ve lho gi detto e ribadito: non mi metter mai in ridicolo, cantando in mezzo alla strada, sotto ad un balcone!
PROCOLO Profess: na serenata o meglio residuato cace sta, si vulite cerc scusa a na guagliona!
IGNAZIO Qui vi volevo: ma chi ha detto che io voglia chiedere scusa Ed in ogni caso, una serenata mi sembra troppo impegnativa
PROCOLO Ma quale impegnativa e impegnativa?!? Che cesta di impegnativo?!? Uno canta sotto ad un balcone caluce appicciata: se doppo a canzone a guagliona nun saffaccia e stuta a luce, significa cafemmena nun vofa carte Se invece, a guagliona apprezza e saffaccia, lomme se ladda spus!
IGNAZIO E questo non lo trovate un tantino impegnativo?!?
PROCOLO Per niente! Me pare assaje chi impegnativo farsi fesso per orgoglio. Je soabituato a parl nfaccia, profess, scusate Vuje giovane dogge (Guarda meglio il professore e realizza che tanto giovane non ) Vuje giuvane Anzi, meglio in generale: e giuveno nun sanno propeto che d nu sacrificio Nun teneno propeto idea che d nimpegno Pigliate a vuje: tenite 40 anne, nun site spusato, campate ancora cumamm Se na femmina, cu nu bellu stommaco ve piglia, canun site ancora scaduto (Pecch lomme sadda consum preferibilmente entro landropausa!) Vuje, cu sta femmina ipotetica, mica facite e figlie, no Facite direttamente e nipute!
IGNAZIO Caro Procolo: le dimostrer che anche noi giovani
PROCOLO (Voltandosi in giro per poi realizzare che Ignazio alludeva a se stesso) Add sta?!? Ah, voi giovani Scusate jate annanze
IGNAZIO Che anche noi sappiamo assumerci un impegnoFino in fondo! Su, mi chieda qualunque cosa ed io laccontenter.
PROCOLO Qualunque cosa?
IGNAZIO Qualunque!Non soldi, per!
PROCOLO AhVediamo profess Seh! Vuje camparate litaliano a gente Petutto riestda jurnata avita parl turrese
IGNAZIO Il dialetto di Torre Annunziata?!?
PROCOLO Sissignore, per, se vi viene difficile, a cant Putite cant pure in napoletano
IGNAZIO (Parla in dialetto, come richiesto) E chest tutte?!?
PROCOLO Quant bello o professore (D uno schiaffetto affettuoso alluomo)
IGNAZIO Luvate i mmane a cuollo
PROCOLO (Gesticola e tocca spesso il viso ed il corpo del professore) Ricordatevi, profess, tutto riestda jurnata: nimpegno nimpegno! Accuss evitate pure e bruttiffigure dinto vico.
IGNAZIO (Spazientito, blocca le mani delluomo) Ma quanta mane tenjte?!?
PROCOLO(Guarda lora) Uh, mamma mia, comm tarde: s nun torna a casa muglierema maccide (Fa per andare ma torna indietro) Ah! O balcone chille Mo me naggia je. (C.s.) Ah! Passateve na mano cu nu rasoio elettrico ncoppo core: statevi buone, profess!
MUSICA : Traccia 20 (324)
SCENA TRENTESIMA
Rimasto solo, Ignazio comincia a passeggiare nervosamente sulla musica, fino a cantare, rivolto al balcone illuminato di Rosa. Il professore intona unaccorata serenata allamata, sperando che essa si affacci.
LUCE 32: Luce con rosso, poi sagomatore sotto la finestra.
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SENZA TE
No, no, no e no
Nun pozzo stachi senzae te.
Nun ce sta sfizio senza e te
Te ne sijuta, ma pecch
staje annanze alluocchie mieje?
Mabbrucia o fronte senza e te.
Nun pozzo stachi senzae te.
Nun teng genio senza e te
Taggio perduto ma mosaccio
Came stesse affianco a tte.
Saglie chestarraggia,
chesta smania dintamme
Pecch si guardo veco a te,
si penz, penza te.
Je senza scampo, senza te.
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SCENA TRENTUNESIMA
La luce della stanza di Rosa si spegne: il segnale che la serenata non stata gradita dalla destinataria. Ignazio abbassa, la testa, visibilmente rattristato. Poi, lentamente il professore si incammina dal lato opposto del balcone, si ferma, d un'altra occhiata indietro e si commuove. Sulle lacrime di Ignazio, appare Rosa, la quale, osservando la scena, comincia a ridere di gusto.
LUCE 33: Si spegne il piazzato su finestra. Controluce su disperazione Ignazio. Poi taglio da sinistra su entrata Rosa.
ROSA (Scoppia in una grassa risata) Ah, ah, ah!
IGNAZIO Rousa?!? Uh, marounna mija!
ROSA E lallieva, super il maestro! Il professore Ignazio De Simone, subisce la sua pi grande lezione da una pescivendola! Profess: mo ti racconto una storiaPigmalione, il Re di Cipro, era anche uno scultore. Cos, scolp Galatea, una statua di donna in avorio, della quale si innamor a tal punto, da ritenerla pi bella di tutte le altre donne in carne ed ossa. Ragion per cui, preg la dea Afrodite di donare vita al suo capolavoro, al suo ideale amoroso
IGNAZIO A mitologia greca i rrobba mija: Ovijdio, Le metamorfosi, libro decimo
ROSA Bravo, profess E mo, ti sei chiesto chi fra noi due Pigmalione E chi Galatea?
IGNAZIO Rousa, ma tu che dijce?!?
ROSA E si! I tempi sono cambiati! Chi, meglio di una donna, oggi giorno, riesce a scolpire perfettamente un uomo? Io, ad esempio, ho scolpito il mio Da massa duomo informe e colmo di prosopopea, ho plasmato un adorabile e obbediente marito ideale
IGNAZIO Marijto?!? (A muso duro, avvicinandosi progressivamente a Rosa) Ora basta! Al diavolo te ed i dialetti! Non crederai davvero che io voglia sposare una presuntuosa, saccente, egoista come te. Una che sa passare come un carro armato sui sentimenti delle persone. Uningrata che non merita nulla Unarpia Una serpe allevata in seno, un mostro senza cuore, una bambina egocentrica
ROSA Su, Ignazio: puoi baciare la sposa
IGNAZIO (Repentinamente) S, lo voglio!
MUSICA : Traccia 21 (41)
I due si baciano. Uno stacco musicale sottolinea il momento.
LUCE 34: Buio. Poi totale sui saluti.
Fine
SCENA TRENTADUESIMA
MUSICA : Traccia 22 sui saluti (254)
Lagenzia di produzione teatrale
Tabula Risa
presenta:
MY FAIR MAN
il Pigmalione napoletano
La nuova esilarante commedia musicale di Mauro Palumbo
Con:
Maria Elena Bianco, Antonio Buonanno, Mimmo Piscopo, Enza Iaccarino, Margherita Di Sarno, Genny Falconetti, Gianluca Scuotto, Martina Liberti, Vincenzo De Lucia, Manuela Sannino, Angelo Perotta, Gennaro Marco Duello, Cesidio Salvatore, Silvia Catino. (N.B.: Nel cast verr inserito Tommaso Bianco, che si dimostrato entusiasta del progetto e molto interessato al testo, nel ruolo del padre della protagonista).
Corpo d ballo:
Stefania Rizzuti, Sara Stornaiuolo, Paola Longo, Vincenzo Festa, Paolo Sepe, Angelo Marino.
Scene:
Pasquale Ferraro
Costumi:
Susi Garofalo
Fonica e Disegno Luci:
Massimo Abbate
Coreografie:
Stefania Rizzuti
Regia:
Mauro Palumbo
In questa commedia si dimostra che, oggi, comandano le donne... Il tutto ambientato a Napoli, ai giorni nostri. Oltre al conflitto uiomo-donna, si propone anche un altro divario: quello della Napoli contemporanea, lacerata dalla divisione interna tra l'anima popolare e quella spiccatamente alto borghese. Il risultato una commedia musicale che concede al pubblico molti momenti di gustosa ilarit, ma di profonda umanit...
Storia (Concept):
La pescivendola di Torre Annunziata, Rosa Piccolo (Maria Elena Bianco), vuole imparare litaliano e si reca dal professore Ignazio De Simone (Antonio Buonanno), esperto dialettologo, fonologo e glottologo. Luomo accetta, motivato esclusivamente da una scommessa con il giornalista Pietro DIsanto (Mimmo Piscopo), intento a compiere unintervista al professore per conto di un noto quotidiano: Ignazio innalzer lo status sociale di Rosa in sole quattro settimane. Ma la prosopopea del professore non ha fatto bene i conti con le abitudini, con i valori, e soprattutto con il carattere della ragazza. Rosa, infatti, in un susseguirsi di esilaranti momenti scenici, riuscir a rivoluzionare il mondo a misura duomo del professore.
Alcune esperienze degli attori protagonisti:
-Maria Elena Bianco: Canale 5, Caterina e le sue figlie 3, ruolo Luigia Busoni
-Antonio Buonanno: Romanzo Criminale, ha lavorato, tra gli altri, con Luigi De Filippo e Mario Scarpetta
Richiesta Informazioni:
Tabula Risa: 3287127022
E-mail: tabularisa@libero.it
Lautore e regista:
Mauro Palumbo, napoletano di 33 anni, ha scritto numerose commedie teatrali e commedie musicali tra le quali si ricordano:
- Qui si fa lItalia (2010), commedia in due atti:
- My fair man (2009), commedia musicale in due atti;
- "Sotto larcobaleno" (2008), favola in musica in due atti;
- " 'e Miserable " (2007), tragicommedia musicale in due atti,;
- "Borboni di Napoli - Memorie di un Servo" (2005), Teatro-Canzone in due atti;
- "Il Gobbo di NotreNaple" (2004), commedia musicale in due atti;
- " Trattoria 'Bella Napoli' " (2003), commedia in due atti;
- " N servi, n padroni " (2002), commedia in due atti.
Ha scritto la sceneggiatura di un lungometraggio cinematografico per la Casanova entertainment, con Giovannino Esposito, Alessandro Giglio, Milena Mancini.
Con la sua attivit, ha vinto numerosi premi, tra i quali si segnalano:
- 1 concorso di drammaturgia SIAE - ETI - AGIS Lazio (Roma): Menzione speciale miglior progetto musical (" 'e Miserable");
- Calatiafestival (Maddaloni - Ce): menzione speciale per Sotto larcobaleno
- Corte della Formica (Napoli): Premio Giuria Popolare;
- VIII Rassegna Teatro-Scuola (RSTS - Salerno): 1 Premio Miglior Spettacolo
- Premio Pulcinellarte (Villaricca, Napoli): Premio Giuria Popolare - 2 posto giuria tecnica;
- Premio internazionale di regia Fantasio Piccoli (Macroselezioni Napoli): Premio Giuria Popolare;
- Premio Teatro Amore Mio, Polla (Salerno): Miglior Regia Miglior attore;
- Premio Manduca & Masuottolo (Bacoli - Na): 1 posto giuria tecnica; Premio Giuria Popolare;
Insegna teatro e scrittura creativa, sia in molte scuole pubbliche della Campania, sia presso molteplici associazioni private.
La sua idea trainante di sperimentare innovazione, oltre che nei testi originali che propone, cercando commistioni tra i vari generi e creando, quindi, collaborazioni tra artisti che vanno dal living theatre al mimo, dalla commedia dell'arte al teatro di tradizione napoletano.
La citt di Napoli, per la quale nutre un complicato intreccio di amore-odio, il filo conduttore di tutte le sue opere giovanili.
My Fair Man
Il Pigmalione napoletano
di Mauro Palumbo
OPERE ISPIRATRICI E CENNI STORICI
La commedia musicale My fair man si ispira a tre opere:
Al Pigmalione del poeta latino Ovidio, da Le metamorfosi, libro decimo. Pigmalione, re di Cipro, era anche uno scultore e aveva modellato una statua femminile, nuda e davorio, che egli stesso aveva chiamato Galatea, (dal greco gala, galaktos, latte), della quale si era innamorato considerandola, come tutti gli innamorati, il proprio ideale femminile, superiore a qualunque donna, anche in carne e ossa, tanto da dormire accanto ad essa sperando che un giorno si animasse. A questo scopo, nel periodo delle feste rituali in onore di Afrodite, Pigmalione si rec al tempio della dea, pregandola di concedergli per sposa lessere creato dalle sue mani, rendendola una creatura umana: la dea acconsent. Egli stesso vide la statua animarsi lentamente, respirare e aprire gli occhi. Pigmalione e Galatea si sposarono ed ebbero un figlio di nome Pafo, che fu poi nome di una citt di Cipro, famosa per un tempio dedicato alla dea dellamore e altro nome della stessa Afrodite. Publio Ovidio Nasone descrisse, in tal modo, la metamorfosi di un essere inanimato; tuttavia, alla base del mito, non vi , come credeva Arnobio, la banale adorazione di un idolo, ma la dedizione dellartista al prodotto della sua arte, che si spinge fino alla immedesimazione e al congiungimento con esso, ottenuto attraverso la ricerca di Afrodite, cio della bellezza e dell'amore. Al Pygmalion, una commedia di George Bernard Shaw, ispirata a sua volta dal mito di Pigmalione come tramandato da Ovidio. Racconta la storia di Henry Higgins, professore di fonetica (basato sulla figura del fonetista Henry Sweet), che scommette con l'amico colonnello Pickering di poter trasformare la popolana fioraia Eliza Doolittle in una raffinata donna della buona societ insegnandole semplicemente l'etichetta e l'accento usato nelle classi pi elevate. Higgins e Doolittle crescono vicini, ma alla fine lei rifiuta i suoi modi dispotici e annuncia che sposer Freddy Eynsford-Hill, un gentiluomo povero ma nobile.Shaw scrisse la parte principale per Mrs Patrick Campbell (anche se solo quarantanovenne era considerata da alcuni troppo vecchia per il ruolo). A causa di ritardi nell'allestimento della produzione londinese e del coinvolgimento della Campbell in un incidente stradale, la prima rappresentazione in inglese non ebbe luogo che qualche tempo dopo la "prima" nel teatro Hofburg di Vienna, il 16 ottobre del 1913; per l'occasione venne rappresentato un adattamento in lingua tedesca preparato dallo stesso Shaw. Fu invece l' 11 aprile del 1914 che, presso l' "His Majesty's Theatre" di Londra, venne rappresentata per la prima volta, sotto la direzione dello stesso autore, la versione in lingua inglese, con Mrs Patrick Campbell nel ruolo di Eliza e Sir Herbert Beerbohm Tree in quello di Henry Higgins. Infine, a My Fair Lady, un musical del 1956 di Alan Jay Lerner, autore del libretto su musiche di Frederic Loewe, adattato dal Pigmalione di George Bernard Shaw. Il musical debutt la sera 15 marzo 1956 al "Mark Hellinger Theatre" di New York, ottenendo un successo esorbitante. Il musical My Fair Lady divenne un film, diretto da George Cukor nel 1964, con un cast nel quale brillano le presenze di Audrey Hepburn e Rex Harrison. Ci si chiede, addirittura, come questo storico musical abbia potuto avere successo anche qui in Italia: evidentemente, esso deve avere una forza intrinseca (la forza del capolavoro) che riesce a lenire le tragiche ferite infertegli dai traduttori. Cio da coloro che, dovendo trattare un argomento ostico come quello del linguaggio, hanno optato per la soluzione pi assurda. La protagonista Eliza Doolittle (Hepburn), una fioraia pressoch analfabeta: in inglese la sua pronuncia, sguaiata ed errata negli accenti (come si pu ascoltare dallaudio originale presente nel DVD), quella della gente cockney, i proletari che vivevano nel cuore di Londra (intorno alla zona di St. Mary Le Bow, dove oggi risiede la City, il cuore pulsante degli affari). I traduttori italiani pensano bene (si fa per dire) di tramutare questo accento in uno strano, e inesistente, pseudo-meridionale, che nel cuore di Londra fa sinceramente ridere. Scelta obbligata, si dir, quella di storpiare una corretta pronuncia italiana, per mantenere lo stesso gioco narrativo (la storia quella di un professore che decide, per scommessa con un collega linguista, di educare la fioraia di cui sopra in poche settimane, facendola parlare e comportare come una signora di societ). Ma perch il ricorso a uno strano meridionale italiota che a Londra ci sta come i cavoli a merenda?Il lavoro sulle liriche delle canzoni avrebbe dovuto essere di qualit, e questo purtroppo non succede. Dal minuto 0:06:29 al minuto 0:12:12 di My Fair Lady, infatti, siamo nel pieno delirio: una divertente canzone in cui il professore (Higgins, interpretato da Rex Harrison) allude, nellaudio originale, alle pronunce di scozzesi e irlandesi, si trasforma in quelle di settentrionali e meridionali. Ogni riferimento a Yorkshire e Cornovaglia scompare, sostituito da versi banalissimi e senza ironia. Addirittura, ad un certo punto, Higgins parla degli ebrei che scrivono al contrario. Il verso viene trasformato dai traduttori italiani in cinesi che scrivono al contrario. Perch?!? Il riferimento agli ebrei poteva sembrare vagamente antisemita? Possiamo solo immaginarlo: in quel caso si potrebbe parlare di autocensura, certamente un po bigotta. Ma le traduzioni fanno danno un po in tutte le lingue ed, infatti, riportiamo una curiosit molto interessante, La rana in Spagna gracida in campagna in diverse lingue:
Inglese: The rain in Spain stays mainly in the plain (La pioggia in Spagna sta soprattutto in pianura), gioca sul fatto che Eliza parla con accento cockney il quale storpia le parole che contengono il suono EI dicendo AI;
Italiano: La rana in Spagna gracida in campagna, gioca su una pronuncia pugliese, mista a napoletano e soprattutto ciociaro, che la porta a pronunciare le A come delle E;
Francese: Le ciel serein dEspagne est sans embruns (traduzione un po' libera: Il cielo sereno di Spagna non ha nuvole), in francese moltissimi fanno un gran confusione fra i diversi suoni nasali esistenti che spesso si differenziano quasi impercettibilmente: in totale i suoni nasali francesi sono 4 ed Eliza li pronuncia tutti allo stesso modo, cio come una A chiusa nasale;
Tedesco: Es grnt so grn, wenn Spaniens Blten blhen (traduzione un po' libera: quanto verde c' quando fioriscono i fiori di Spagna), come in italiano, si persa completamente l'idea che questa frase debba essere collegata al mondo meteorologico e, forse, questa traduzione tedesca deriva dal fatto che Eliza parla berlinese, il quale prevede che la "", una U lombarda o francese che si voglia chiamare, venga pronunciata come una I, quindi Eliza deve imparare a distinguere i due suoni;
Spagnolo: La lluvia es maravilla en Sevilla (La pioggia una meraviglia a Siviglia), nello spagnolo tradizionale, che nessuno si pu dire parli pi, il gruppo LL si pronuncia come la GL italiana, ma quasi tutti lo riducono ad una I, un po pi forte del solito, proprio come avviene in alcune regioni italiane con l'indebolimento della GL; in spagnolo, il titolo del film "My Fair Lady Mi bella dama", sottotitolo che non rende bene l'originale il quale non rimanda solo alla bellezza, ma d anche l'idea di "la donna giusta per me" nonch di "una vera lady... per me".
Anche il titolo russo del film, tuttavia, appare ingrato rispetto allidea originale ed Моя прекрасная леди, cio la mia bellissima lady.
My Fair Man
Il Pigmalione napoletano
di Mauro Palumbo
MOTIVAZIONI POETICHE
Si sono presentate nel dettaglio le tre opere ispiratrici, al fine di far meglio comprendere le motivazioni poetiche che hanno spinto Mauro Palumbo allelaborazione del My fair man:
Innanzi tutto, il riferimento al Pigmalione di Ovidio funzionale allo sviluppo della storia damore tra il professore Ignazio De Simone e la pescivendola Rosa Piccolo. Lautore gioca sul fatto che il professore crede erroneamente di essere Pigmalione, mentre invece gli eventi dimostrano che altri non che Galatea: Ignazio, infatti, viene plasmato da Rosa, che riesce a stravolgere le convinzioni delluomo, per trasformarlo nel suo marito ideale. Oggi molto pi di ieri, infatti, le donne tendono a oltrepassare il ruolo di semplici compagne, per erigersi a burattinaie capaci di muovere a piacimento i fili che sostengono lumore, le convinzioni ed i gesti del proprio uomo. Shaw scrisse il proprio Pigmalione allinizio del novecento, quindi molto prima di quella rivoluzione sociale che ha portato ad una progressiva emancipazione della donna. Le donne, attraverso battaglie che durano ancora oggi, hanno ottenuto dapprima il diritto di voto, successivamente la parit dei diritti ed, infine, pari opportunit con il sesso maschile. Parallelamente allevoluzione del genere femminile, anche quello maschile ha, conseguentemente, dovuto mutare i propri atteggiamenti e comportamenti, radicati in secoli di maschilismo. Dunque, se Bernard Shaw avesse dovuto scrivere il Pigmalione nel ventunesimo secolo, avrebbe sicuramente stravolto i rapporti di forza tra i due sessi, alla luce delle mutate condizioni sociali. Le traduzioni delle canzoni, che hanno svilito la vera portata del musical My fair lady, vengono, in alcuni brani, recuperate seguendo lidea originale, che fu tradotta pessimamente in italiano; in altri brani, i testi sono ulteriormente stravolti dallautore, per seguire levoluzione del proprio Pigmalione: il risultato un insieme di 11 irresistibili cover dalle musiche di Frederic Loewe, dotate di grande ironia e sensibilit:a)Le Corse agli aliscafi, (The Ascot Gavotte) che gioca sulle manie borghesi delle passeggiate a Capri, stravolgendo loriginaria ambientazione nellippodromo di Ascot.
b)Il desiderio di artistica prigionia di Resto a Napule (With A Little Bit Of Luck);
c)Lostinato maschilismo di Quando una donna sposerai (I'm An Ordinary Man);
d)La meteorologia entusiasta de La pioggia a Foggia (The Rain In Spain);
e)La dolcezza sognante di Acqua che nun leva sete (I Could Have Danced All Night);
f)La sgrammaticata simpatia di Starei una fragola (Wouldn't It Be Loverly);
g)Il sadismo al femminile di Chiagnarraje (Just Your Wait);
h)Lamore anacronistico di Appuntamento al molo con un angelo (On The Street Where You Live);
i)La spassosa rassegnazione di Procolo Piccolo se nzura (Get Me To The Church On Time);
j)Lirriverenza popolare di Scetate a sti suonne (Show Me);
k)La struggente serenata finale di Senza e te (I've Grown Accustomed To Her Face).
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