Na lession ed piemontèis

Na Lession

d Piemontis

Scherzo comico in un atto di

Eraldo Baretti

a cura di

TreMaGi


Un torinese, funzionario del Regno, viene trasferito a Roma, nuova Capitale. La moglie romana, vuole imparare il piemontese per rendergli meno amara la lontananza dalla sua citt. Ma una serie di equivoci scatena il tarlo della gelosia, venendo a turbare la tranquillit della coppia. Solo la sagacia del signor Gallotti potr condurre lintreccio al lieto fine.

Personaggi

 

PIN

Mons Pint

VET

Madama Veturia, soa fomna

GAL

Mons Gallotti, amis d famija

GIG

Gigin, serventa

Verso la fine dell800 Eraldo Baretti, avvocato, poeta, collaboratore di giornali e riviste, commediografo, nato a Piazzo di Mondov nel 1846, per motivi di lavoro quasi sempre lontano dal Piemonte e di ci soffre molto. Anche quando torna a Torino si accorge che la citt ha perso molto della sua identit ed i suoi abitanti non ostentano pi quella sicurezza e quella spavalderia, a volte un po scostanti, ma facenti parte integrale della cultura e della societ torinese. Il disagio inevitabile.

Da questo scaturisce come evidente esempio Na lession d Piemontis, atto unico rappresentato per la prima volta al teatro Federico Garelli di Mondov il 17 settembre 1893, con la direzione artistica del Conte Prof. Delfino Orsi, dalla Societ Filodrammatica di Villanova Mondov.

Risulta chiaro in questopera il desiderio del piemontese dellepoca di recuperare e di far rivivere tutti quei valori socio-culturali che gi fin da allora si andavano perdendo.


(LA SCENA AMBIENTATA IN UN SALOTTINO DI CASA DI CAMPAGNA SIGNORILE, ALLA FINE DELL800.)

SCENA I

(PIN e GIG)

PIN (ENTRANDO DI CATTIVO UMORE, BUTTA MALAMENTE IL CAPPELLO ED IL BASTONE) Che vitassa! Un a seugna tut lan un pch d pas, un pch d tranquilit e nvece nen utr che d gran-e, d secadure, d neuje Gigin!

GIG (ENTRA DI CORSA, MOLTO TIMOROSA) Comandi!

PIN Madama -la antc?

GIG Nossignore.

PIN E dov-la?

GIG in giardino col signor Gallotti.

PIN (ALZANDO IROSAMENTE LA VOCE) Ma che Gallotti!... Mons Galt, has-to capila? Mons Galt!

GIG Sissignore Come vuole lui...

PIN Cs a j d mnstra?

GIG Riso e cogli.

PIN Oh, santa passiensa! Ma it veus-to feme vn mat? Ier a mha dime Cs has-to dime?... Ah! Che ant l giardin a lava vist i bugli delle aviglie!

GIG Ma io s che so

PIN (ANDANDOLE INCONTRO CON I PUGNI CHIUSI) Basta! Finis-la! Stop-la!

GIG (SCAPPANDO VIA SPAVENTATA) No! No!...

PIN (RIMASTO SOLO, CERCA DI RIPRENDERE IL CONTROLLO DI S) A venta sentine, d grise Io s che so Ma se un a vorissa anventeje, a podra pa troveje p grsse!

SCENA II

(VET, GAL e PIN)

VET Buongiorno, Pinotto Siamo alle solite, non vero? Hai di nuovo sgridato quella poveraccia di Teresina

GAL I loma ncontrala cha ndasa n cusin-a an piorand Ma it sas-to nen chit ses un bel original?

PIN Ah, s!... But-te dc ti, a deme trt!...

VET Scusami, marito mio, ma pare anche a me che tu esageri! Pensa che si tratta di una povera contadina

PIN Eh, s a va ben na paisan-a Ansi, na montagnin-a!... Rason d p cha parla an piemontis! Cha parla pura largh, cha disa pura d gofade, coma col paisan d s pare, ma i veuj nen cha parla italian!... Ma i seve nen csa cha mha dime adess? Che stassira a fasa riso e cogli! (VETURIA E GALLOTTI RIDONO) E peuj (IMITANDO COMICAMENTE GIGIN) Io s che so!... Alora i lheu perd la bcia! Se as nandasa nen i la massava!

VET Ma, caro mio devi pur pensare che ormai con noi da tre anni che labbiamo presa da bambina a Montaldo

PIN E ben, cha parla d Montud!

VET e che labbiamo portata subito a Roma, dove noi viviamo dieci mesi allanno e dove non ha pi occasione di parlare il dialetto, (IRONICAMENTE) che per quanto bello, poetico e armonioso

PIN Ah, beh! Da mi a peul esse sicura che am sentir mai a parl italian!

GAL (ALLUDENDO A VETURIA) E alora prch it ses andate a mari a Roma?

PIN Prch prch (GUARDANDO SUA MOGLIE CON INTENZIONE) Chiss chi sia nen sbaliame!...

VET (RISENTITA) Grazie del complimento! Sei molto gentile, oggi!

PIN (CAMBIA DISCORSO) Ma adess l matrimni a jintra gnente. Confondime nen na question con lutra. Mi, cs i veule l m dialt am pias. A sar nen (CON ALLUSIONE) bel, poetich e armonios, coma cha dis madama ma am pias. Prch, coma cha lha scrit un m amis:

Cost lingugi an sul muso

an dijo brut, rudi, strident

com na crica sprca d ruso

o n tch d giss an mes aj dent

GAL Vard-lo l!... Adess a diventa poeta!...

PIN (PROSEGUENDO ESTATICO) A nojutri an arcrda tante rbe bele quand i soma lontan an trasprta ai nstri pais ai temp d nstra giovent (RABBUIANDOSI) E a veulo guastlo.

VET (CANZONANDOLO) Ma no, sta certo che nessuno te lo vuol guastare, il tuo bel dialetto

PIN Ah no?... Nen ti sicurament!... Che an neuv ani d matrimni it lhas ancor gnanca mpar a d (CARICANDO MOLTO) scarptta.

VET (CON LA E MOLTO LARGA) Scarptta

PIN (CUPO) S, s (ESAGERANDO) Scarpta prpi parej Lass-la beuje

GAL (DIVERTITO) E prpi a ti a duva capitete na fomna roman-a!... Prpi a ti chit ses larca santa ndova chas conserva (SOTTOLINEANDO) l dialt dij nstri vej!

PIN A fss-lo!... Mentre che con cola bela landa dlItalia una con coste parentele con tuti sti italian l nstr dialet as guasta a meuir

GAL (IRONICO) Oh, che maleur!...

PIN (CARICO) Sicura, cha l n maleur!... Ma it sas-to nen che as dis p nen tartfola?... Adess as dis patata!... Meraco ij son mach p mi, an tut l Piemont, chi lhai mai cambi!...

GAL Brav (DICENDOLO COME UN INSULTO SCHERZOSO) Tartfola!

VET (TAGLIA CORTO) Caro signor Gallotti, se mio marito incomincia a tenere una lezione sugli usi e costumi del Piemonte, ne avremo per un pezzo!... Resta a pranzo con noi?

GAL Grazie non posso

PIN Brav.

GAL (RISENTITO, MA IN MODO BONARIO, CONOSCENDO IL CARATTERE DI PINT) Grassie tant.

VET (A PINT) Sei gentile davvero, oggi!... (POI, CERCANDO DI RIPRENDERE I SUOI MODI AFFABILI) A che ora vuoi pranzare?

PIN Un pch p tard I son mach vn a ca a pijme l parasol, prch i deuvo ncora nd fin-a a la vigna, prima d disn.

VET Alla vigna?

PIN S, s, a la vigna!... A j l fitvol cha m speta a quatr ore (GUARDA LOROLOGIO) Oh, prca miseria! A son gi quatr ore son!... Fame d l parasol!

VET (CHIAMA VERSO LE CAMERE) Teresina!

PIN (FURIOSO) Ma che Teresina!... Gigin!

VET Ehm (CHIAMA, USCENDO) Gigina!

PIN (A GALLOTTI) Ma guarda che gent! A son gnanca bon a d Gigin! Rbe dlutr mond! E peuj soss a l gnente! A bzgna sente a Roma l piemontis chas parla ancheuj l m Cap Division, cha l d Poirin, am disa pchi d andar che a sera fasse rang la sal da prans!

GAL (DIVERTITO) Figuromse ti

PIN I lavra daje n pugn an sl muso! Un utr d a lha dime: ma chai daga nen dascolt! It capiss-to? Nen dascolt! Alora i son nen podume ten-e e i son scap n crijand: Nen da ment! Chai daga nen da ment! I chrdo cha labia pijame pr mat

GAL Beh a lavra gnanca av trt

VET (ENTRA CON LOMBRELLO) Ecco lombrello Procura di sbrigarti.

PIN Fa prepar disn pr set ore. A set ore precise, i soma ntis?... (CERCANDO DI SORRIDERE PI SERENO) Riso e cogli

GAL Meno male cha l passate! (PRENDENDO IL CAPPELLO) It compagn fin-a n piassa. (BACIA LA MANO A VETURIA)

VET (IN DISPARTE A GALLOTTI, CON COMPLICIT) Ritorni subito Laspetto.

PIN Che? (CON SOSPETTO, TRA S) Cs i sento? A lha dije da torn subit I vdroma csa cha l sta stria!... (ESCE CON GALLOTTI)

SCENA III

(VET e GIG)

VET (RIMASTA SOLA) Gran belloriginale, mio marito Buonissimo. Un cuor doro. Se per non gli toccano il suo dialetto (A GIGIN, CHE ENTRA) Che broncio hai messo su, figlia mia!

GIG Ma sa l vero! Io travaglio dalla mattina alla sera, faccio tutto quello che posso, sgobbo come una soma e poi il padrone mi strapassa sempre come un cane! Ma poi la moda di fare, con una povera figlia come io? (PIAGNUCOLA)

VET (CONSOLANDOLA) Abbi pazienza, Teresina Tu lo sai, che il padrone buono

GIG Ah, s! Un bel buono! Ce lo do al taglio!

VET un uomo di cuore

GIG Euh, con i fiocchi! Quando ti viene addosso somiglia un cane idropico!

VET Eppure, ti sarebbe molto facile accontentarlo Egli non ha mai voluto in casa delle persone di servizio che non fossero piemontesi, per il gusto abbastanza innocente di sentire parlare il suo dialetto. Anzi lidea sua, quando mi spos, era quella che parlando lui sempre il dialetto e mettendomi in casa una donna di servizio piemontese, anchio avrei dovuto imparare presto il dialetto. Ma purtroppo egli non riuscito nel suo intento. Io non sono riuscita ad imparare una sillaba, malgrado tutta la mia buona volont e tu che ti comportavi cos bene nei primi tempi e deliziavi mio marito con le frasi semplici del tuo paese, ti sei messa a parlare in un modo che non si capisce pi se sia lingua o dialetto!

GIG (PIAGNUCOLANDO) Ma che cosa ne posso, io (SI ASCIUGA LE LACRIME) Mi hanno pigliato che ero ancora una masnata e mi hanno portato via e se a Roma non capiscono e ci minchionano a parlare alla nostra moda io credeva di farci un piacere se imparavo bene litagliano!

VET Beh, s ma se lavessi imparato bene!...

GIG (RISENTITA) Ah, sentine unaltra! E che? Non parlo bene, io?

VET Almeno mio marito non di questo parere

GIG Ebbene! Che faccia come vuole! Che si cerchi unaltra serva da strapassare! Magari da darci, se gli piace!... Ma io non ci stago pi! Ohi! In fin dei conti non sono mica una bestia, neh!... E mi ricresce solamente per lei, madama che a l tanto buona e grassiosa e io ci chiamo perdono se qualche volta lho offenduta (RISOLUTA) Ma per suo marito gnanca una fervaglia!

VET (PER TAGLIARE CORTO) Bene, bene adesso non il caso di continuare in questo argomento. Ne riparleremo pi tardi, quando non farai pi il broncio. Intanto, va in cucina a preparare il pranzo. E se viene il signor Gallotti, gli dirai che mi venga a raggiungere sotto il pergolato.

GIG Sissignora. (POI, PERPLESSA) Dova cha lha detto?

VET Sotto il pergolato il pinacolo la capanna di verdura

GIG (FINALMENTE CAPISCE DI COSA SI TRATTA) Ah, sotto la topia! E che lo dica subito! Se dice il pargoletto, chi la capisce?

VET (DECIDE DI LASCIARE PERDERE) Va va presto in cucina! Se arriva mio marito e sente il pargoletto, ti concia per le feste!

GIG Ah, gi il mago sabino! Scappo subito! (ACCENNA AD ANDARE, POI TORNA INDIETRO, TITUBANTE) Per da gi che lei cos brava sa li volevo dire una roba

VET Che c adesso di nuovo?

GIG Ecco suo marito chila sa meglio di me che l una bestia grama

VET (STA PERDENDO LA PAZIENZA) Teresina! Ho riso finora delle tue sciocchezze, ma adesso tu passi il limite! Ti ordino di tacere e di andartene!

GIG Euh, che mi scusi!... E poi, bellaffare, per dire bestia grama Vuol solo dire che grida subito che si invisca come un sofrino

VET Basta, basta! Fila in cucina!

GIG E che mi lasci parlare, no?... Io le volevo solo dire perch l meglio l meglio che lo sappi Suo marito suo marito l geloso!

VET (STUPITA) Geloso? E di chi?

GIG Del signor Gallotti.

VET (CON RIMPROVERO) Teresina!

GIG Non badno mica, sa? A l propio cos. Io vedo che li sta sempre a vardare e quando viene il suo amico una volta a lera sempre tutto allegro e contento adesso a fa subito la faccia afrosa e non lo invita pi a pranzo. Ha visto che faccia lha fatto quando ella lo ha invitato oggi?... E come ha subito girato la frittata lha girato?...

VET (PENSIEROSA) Difatti

GIG E va bene. Quando venuto il signor Gallotti e bene il padrone mi ha chiamato in disparte e mi ha chiamato se veniva sovente quando lui non cera

VET E tu? Che gli hai risposto?

GIG Che s che veniva E lui mi ha pigliato per un brasso e mi socrollava come se io fossi una pianta di brigne e mi ha fatto certi nissi (RIPRENDE A PIAGNUCOLARE SCOPRENDOSI IL BRACCIO) Che guardi, madama

VET (TURBATA) E poi?

GIG Mi ha chiamato se si parlavano che cosa facevano che cosa avevo visto

VET E tu?

GIG E io che scusi, neh, madama Ma lui mi seguitava a socrollare e s-cinconare e io ci ho detto tutto!

VET Tutto cosa?

GIG Tutto quello che ho veduto ieri quando quello venuto che li aveva dato un billietto

VET Un biglietto?

GIG S. Che lo leggevano insieme e che ella era tutta contenta

VET E lui?

GIG E lui montato sul cavallo matto e si infuriato come un basilisco!

VET Basta! Adesso ubbidisci e va in cucina!

GIG Sissignora Che mi scusi, neh ma lho vorsuto dirglielo, perch quello buono di fare il diavolo a quattro. (SI AVVIA) Che scusi, madama (ESCE)

VET (TRA S) Strano Mio marito geloso Del signor Gallotti, poi!... Pensare che a me non era passato neppure per la testa di considerarlo sotto laspetto di un uomo, il signor Gallotti Basta! Dopodomani sar il suo onomastico ed il gran segreto sar svelato. (ESCE)

SCENA IV

(PIN e GIG)

(ENTRA PINT; CON FACCIA CUPA ATTRAVERSA LA STANZA, ESCE IN CUCINA E SUBITO RIENTRA STRATTONANDO GIGIN E TRASCINANDOLA IN SCENA, TUTTA SPAVENTATA)

GIG Ohmmi, signor padrone!... Che mi lasci stare! Che non mi faccia del male! Che non mi massi!... Ci prometto di parlare piemontese!

PIN Sta cito, bruta tavela!

GIG Ma mi fa male al brasso! Che non mi strenza pareglio!...

PIN Ah, s, pareglio! It lo dagh mi l pareglio!... Scota s! E guai a ti sit banfe!

GIG Ma che cosa ci ho fatto, io? Somiglia che mi vuole mangiare

PIN Dov-la madama?

GIG Nel giardino.

PIN A l nen vera! It ses busirda!

GIG No, no l proprio vera!... Madama a mha dime chandasa nel giardino sotto quel coso come si dice il pargoletto!

PIN (LA INVESTE) Sota l pincol, bestia!

GIG (PROTEGGENDOSI) S, s io diceva cos ma la signora lo chiama il

PIN (LA INTERROMPE) Basta! Finiss-la!... -la sola, madama? Guarda ben, it sas-to, dis la vrit o it lhas fin d f ben!...

GIG Ohmmi, povera figlia!... S, s madama a l sola

PIN A speta nsun?

GIG E che cosa so io, se spetta qualcheduno?

PIN (SEMPRE PI MINACCIOSO) Guarda, Gigin, che it pente, se it im dije na busa, neh!... (LA PRENDE PER UN BRACCIO)

GIG Ma lui mi rompe un brasso!

PIN Disme chi cha spta! Dsimlo subit!

GIG Ohmmi!... Eben Ma che non li sgrida, povera signora!...

PIN Disme chi cha spta!

GIG Ma che non gli faccia del male

PIN Parla, donca! (LA STRATTONA SEMPRE DI PI)

GIG Eben, s!... (DIVINCOLANDOSI) A speta il signor Gallotti.

PIN (LA LASCIA) Ah, donca a l vera (FRA S, MA AD ALTA VOCE) Ij m sospt a son fondMons Galt benissim Ma brav, lantich amis Brava, la madama E a veulo femla se a stora a lhan nen gi famla!

GIG Eh, ma non fanno poi niente di male, poi!

PIN (LE VA INCONTRO MINACCIOSO) Sta ciuto, bruta mandrgora!

GIG (SI RIPARA E GLI SFUGGE) Oh!... Mandrgora, poi!...

PIN S! S! Mandrgora e savata! Oh, it fas un bel mst, ti!... Ij lo direu, a toa mare, che it ten-e man a certa gent!

GIG (RISENTITA) Ohi! Cha tenga la lingua a casa, neh! Io sono una povera figlia ma onesta e non ho mai fatto il portapacchetti!

PIN Sta ciuto!... E parla coma a tha mostrate toa mare, sit peule!... Csa cha lha dite, madama, quand a l surta?

GIG (TITUBANTE) Mi ha detto mi ha detto

PIN (CON FEROCIA) Parla!

GIG Ebbene ebbene, che che se ci arrivava il signor Gallotti, che li dicessi che lo aspettava nel giardino sotto il

PIN (LA INTERROMPE) Basta!... Eben, sent csa che it dijo mi e pijte ben guardia da sbalite. Apen-a che ai venr col utr chiel-l, it sas colnia it vas da madama e it ij dije anvece che a la spta mbeless

GIG Ma

PIN Basta! Guj se it dije na parla d p!... E guaj se it fas savj che mi i son s!... It trzo l cl coma n polastr!... Ah! I veuj deje na lession coma as deuv, a coj doi! (SI VOLTA DI SCATTO, COME SENTENDO DEI RUMORI DA FUORI) A l s!... (A GIGIN) Ricrd-te ben csa chi theu dite!... (INDICANDO LUSCIO DELLA CAMERA) E ricrd-te che mi i son l! (SI VA A NASCONDERE)

SCENA V

(GIG, GAL e PIN)

GIG Ohmmi, povera figlia! In che casa, sono capitata!... Ma quello l a l pa un uomo a l na tigre! (VA AD APRIRE LUSCIO A GALLOTTI)

GAL (ENTRANDO CON GIGIN) Ciao, Gigin!... Csa chit lhas, che it ses cos bolvers? It ses-to alvte con la scfia pr travrs?

GIG (PREOCCUPATA) Ah, s la fa un bel dire Lui ci ha buon tempo

GAL Ah, it ses prpi d cativ umor, ancheuj L, l tranquils-te Sha-lo brusasse l rst?... Ij cogli tac al fond?... A smija pa vra na bela fija parj d ti giovo coma naj (CON UNA CAREZZA CERCA DI FARLE ALZARE LO SGUARDO)

PIN (SPUNTANDO APPENA CON LA TESTA DAL SUO NASCONDIGLIO) Ma brav, don Giovanni!... Fin-a con la serva bene

GIG (VEDE IL PADRONE E SI ALLONTANA BRUSCAMENTE DA GALLOTTI) Che mi lasci stare! E che tenga le mani a casa!

GAL (RIPRENDE IL SUO CONTEGNO) Ben dov-la madama?

GIG (DI GETTO) nel giardino che lo spetta. (POI VEDE IL PADRONE E SI CORREGGE IN FRETTA) Vado subito a dirgli che esso qui!

GAL Ma no, Gigin i vad mi, ant l giardin

GIG (TERRORIZZATA) No, no!... Mi ha detto che se esso veniva, di andare a visarla!

GAL (SI ADEGUA) A va ben Anlora disje chi la speto. (GIGIN ESCE TURBATA)

SCENA VI

(GAL, VET e GIG; PIN nel nascondiglio)

GAL (FRA S) A l dc na bela idja, cola d sta serva che a sostin-a a vorj parl italian a tuti ij cost e che italian!... (RIDE) E a dova prpi capitje a Pinto l conservador dl dialt piemontis!...

VET (ENTRANDO CON GIGIN) Signor Gallotti

GAL (LE BACIA LA MANO) Madama

VET Perch non disceso in giardino? Avevo detto a Teresina che laspettavo sotto il pergolato

GAL Ah, s? Invece Teresina mi ha detto tutto il contrario

VET (A GIGIN, CHE TENTAVA DI DEFILARSI) Ebbene, Teresina? Hai eseguito bene, il mio incarico Ma che hai, oggi? Non ne fai una giusta!

GIG (CONFUSA) Ma ebene ho pensato che nel giardino faceva tanto caldo

GAL Sta pvra Gigin ancheuj a lha quaics pr travrs A sa pa csa chas toira A sar an-namor!...

GIG Oh, s c dellaltro!...

VET Basta. Va in cucina e non venire se non sei chiamata.

GIG (AVVIANDOSI, SBIRCIA VERSO IL NASCONDIGLIO DI PINT) Ohmmi, povera figlia! Che robe che ci va a capitare!... (ESCE)

SCENA VII

(PIN, VET e GAL)

PIN (SPUNTA DAL NASCONDIGLIO) Ij soma

VET Avevo detto a Teresina che quando lei fosse arrivato, doveva mandarla in giardino, in primo luogo perch saremmo stati pi al fresco e poi perch avremmo avuto modo di vedere arrivare mio marito da lontano

PIN (C.S.) Ma brava bravissima

GAL Eh, s ma Teresina oggi delira, la poveretta Deve esserle successo qualcosa di straordinario

VET E che cosa pu esserle successo?

GAL Basta!... Veniamo a noi. Anzi (SCANDENDO BENE LE PAROLE) Guardoma n pch le cse nstre! (CON COMPLICIT) A l gi tard e da n moment a lutr a podra capitje mbeless s mar

VET Non abbia timore Egli ha detto che sarebbe rientrato alle sette e non sono che le sei. Abbiamo unora di tempo, davanti a noi

PIN (C.S.) Bene Pr fortun-a che ij son s mi

GAL Dunque, signora a che punto siamo?

VET Caro signor Gallotti non le nascondo che sono molto scoraggiata. Vedo che cosa superiore alle mie forze Non ci riesco non ci riesco impossibile!

PIN (C.S.) Meno mal cha lha n pochin d rimrs!

GAL Ma no!... Non si scoraggi!... Ansi, (SCANDENDO) cha s scoragia nen! A vdr che sota mia scla

PIN (C.S.) Ah, s! Bela scla!

VET Capisco che con un maestro come lei

PIN (C.S.) A momenti ij na faso n frch, al t maestro!...

GAL Ecco ci vuole un po di coraggio un pch d coragi d facia un pch d tla, coma chas dis an piemontis!...

PIN (C.S.) E gi! Ai manca nen, a chiel, la tla!

VET vero, sa? Io ho paura di mio marito

GAL Paura?

VET Beh, insomma paura Timore, ecco ho timore che se labbia a male

PIN (C.S.) Sfido, mi!

GAL Ma prch cha duvra avila a mal?... Ansi a sar content!

PIN (C.S.) Euh! Contentone!...

GAL A veul-la che ij dago narpass? (VETURIA TIRA FUORI DI TASCA UN FOGLIO E STA PER CONSEGNARLO A GALLOTTI, QUANDO)

SCENA VIII

(VET, PIN e GAL)

(PINT ESCE DAL NASCONDIGLIO, FURIBONDO, CON IMPETO MENA UN GRAN COLPO DI BASTONE SUL TAVOLO, FACENDO TRASALIRE GLI ALTRI)

VET Oddo! Che paura mi hai fatto!

PIN Basta! A l temp d finla, sevo?

VET Ma dove ti eri nascosto?

PIN I lera i lera a fa gnente, ndoa chi lera! I lera sterm!... E i seu nen se pr mia fortun-a o pr mia dsgrassia! (CON VIOLENZA) Dame cola ltera!

VET (NASCONDE IL FOGLIO IN TASCA E FA FINTA DI NON CAPIRE, MA NON RIESCE A MASCHERARE BENE) Che lettera?

PIN Cola che it lhas pen-a strm n saccia!... Su, su!... (A GALLOTTI) Con chiel, mons, peuj i rangioma ij cont!

GAL (ALLIBITO) Ma csa at sut-lo nt la sicria, Pint?

PIN (GLI VA INCONTRO MINACCIOSO) Ma che Pint dEgit? It proibisso d ciamme pr nm!... Csa?... Csa?... E it lhas ancora l top d ciamme csa chi leve fame? (A VETURIA) Dame cola ltera!

VET (A GALLOTTI, DIVERTITA) Non ha capito ancora, signor Gallotti? Mio marito geloso. (CON INTENZIONE) Egli ci ha sorpresi in flagrante!

GAL Dabon? (SORRIDE) -lo possibil? (GUARDA VETURIA, POI I DUE SCOPPIANO A RIDERE)

PIN Ah, s! Schernisme ncora!... Dame la ltera!

VET (DIVERTITA) Oh, questo poi no. un segreto.

PIN Pr l mar, le fomne oneste a lhan nen d segrt!...

GAL Gelos (RIDE)

VET Geloso (RIDE)

PIN (FURIBONDO) I torno a dive che a l ora d finila! (PRENDE VETURIA PER UN BRACCIO E LA STRATTONA) La ltera!

GAL (A VETURIA, PER PORRE FINE A QUELLA SCENA) Eben chai la daga. A veul guastesse l pias dla nstra amprovisada pr chiel

VET (ESTRAE LA LETTERA E GLIELA DA, IRONICA) Il corpo del delitto! (DECLAMA) Chas ginoja davanti al tiranno Chas racomanda a soa clemensa!

PIN (LEGGE IL FOGLIO) A m mar, pr l d dla soa festa (STUPITO) Donca pr feme namprovisada pr l d d mia festa

GAL A amprenda l piemontis.

PIN (RIPRENDENDO A LEGGERE) Ma quand che un a l lontan

VET (INTERROMPENDOLO, CONTINUA RECITANDO A MEMORIA, GUARDANDO OGNI TANTO GALLOTTI, CHE LA IMBECCA UN PO) da nstr pas, a l n boneur d sente cianc l dialt dantans an tan e ti, quand it ses lontan dai t bej brich, it sentire la gj gatijte l cheur, bele se at disisso

PIN (COME PER CONCLUDERE) I son un gran borch!

SCENA ULTIMA

(Tutti)

GIG (ENTRANDO) Oh, l! Finalment a lha dine un-a gista!

PIN (ABBRACCIA VETURIA E RIVOLTO A GIGIN) It prdon-o mach prch it lhas dilo n piemontis!

FINE DELLATTO UNICO

CALA LA TELA

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