Dramma in un atto
di Richard HUGHES
Titolo originale dell'opera: THE MAN BORN TO BE HANGED
Versione di Sergio Cenalino
da IL DRAMMA n. 158 del 1 Giugno 1952
LE PERSONE
IL SIGNOR LENORA
DAVEY BILL
IL SIGNOR SPENCER
NELL
* Tutti I diritti riservati. Vietata la rappresentazione e la messa in onda senza un regolare permesso scritto.
* Questo breve dramma dello scrittore gallese Richard Hughes, composto nel 1923 e rappresentato con notevole successo l'anno dopo al Lyric Theatre di Londra, merita particolare attenzione, non solo per la concisione con la quale ci raffigura l'intensit delle passioni di un pugno di guitti da circo, ma anche per il modo con il quale il lavoro impiantato. Lo stesso Hughes scrisse infatti, in occasione della rappresentazione londinese, che si era proposto di dividere l'azione in due piani, uno corrispondente alla narrazione fatta da Bill, l'altro all'azione scenica. Due grandi piani in opposizione poich il primo, la parola, risulta profondamente menzognero rispetto all'altro, la realt; e quando pare che si incontrino, comincia il dramma: il delitto, o almeno ci che avrebbe dovuto essere un delitto; ma quando effettivamente lo scontro avviene, il momento drammatico intenso, all'apice. La donna si uccide. E si uccide proprio perch ha compreso anche lei che la sua vita fatta come questo dramma, diviso dalla menzogna, dalla malvagit e dalla crudelt che soffoca le aspirazioni al bene, all'amore. Nell, vista l'impossibilit di annientare il primo, cade con il secondo. L'importanza di The Man Born to be Hanged risiede precisamente nell'aver saputo dare ad una dolorosa vicenda umana, un significato prettamente teatrale in cui la parola in sottordine rispetto all'azione.
Una notte di novembre nella campagna del Galles.
L'interno di una casupola mezzo rovinata. Gran parte del tetto crollato, numerosi buchi nelle pareti. Una porta sgangherata tenuta chiusa da un tronco d'albero appoggiato al centro. Le finestre sono munite di assi anzich di vetri. tutto buio. Il camino crollato, ma stata costruita una rozza stufa al centro della stanza sul pavimento divelto: da questa emaner poi l'unica luce che illumini l'interno. Un mucchio di stracci in un angolo e pezzi di cartaccia sparsi in giro. Durante l'azione la tempesta sta acquietandosi e alla fine la luna apparir attraverso un buco del soffitto.
(All'alzarsi del sipario il palcoscenico immerso nell'oscurit. Si ode il fragore del vento e della pioggia, accompagnato dal ritmico russare del signor Lenora interrotto poi dal rumore prodotto da Davey che cerca di entrare forzando la porta).
Bill(la sua voce giunge fievole dall'esterno) Piano! Chi c' dentro?
Davey Tutto bene.
Bill(salta dentro facendo scricchiolare sulle pietre le sue scarpe chiodate. Prova ad accendere un fiammifero che si spegne subito, prima ch'egli abbia potuto vedere qualcosa, per cui costretto ad avanzare a tastoni. Volgendosi al signor Lenora) Stupido corvo del malaugurio! Prima si ubriaca come un milord, poi, per ripararsi dal freddo, si avvolge nei giornali. Vediamo se questo sistema servir anche a noi, amico.
(Continua a procedere a tastoni e trovando un pezzo di carta riesce ad accenderlo)
Guarda, una notte magnifica per dormire cos. Lo sa solo Dio perch lo faccio. Avevo portato a Londra un piccolo circo del mio paese, il pi piccolo, il pi organizzato circo che esiste e aspetto i soldi per farlo partire. Per questo sto girando il mondo come un povero disgraziato. Voi, amico, da quanto tempo che fate questa vita?
(Improvvisamente la legna attecchisce: Davey si siede a sinistra del fuoco, Bill davanti. Lenora, coricato supino, ha le gambe arrotolate nei giornali).
Davey Da sette anni, sette natali.
Bill Beh, io cominciai che non ero ancora bambino; a sei anni lavoravo gi nel circo. Guardate adesso che bell'arnese sono diventato. Dev'essere piacevole passare una notte con me, non vero?
(Raccatta da terra un pezzo di mattone e lo lascia cadere sul ventre del signor Lenora che d un colpo di singhiozzo senza cessare per di russare)
Svegliati, stupido iettatore! Non vedi che ci sono due signori, due gentlemen che aspettano per conversare con te? ora di finirla! Sveglia! Accidenti, non posso capire un individuo come questo che si annega stupidamente nel vino. Guardatelo! (Solleva un ramo acceso sul corpo del signor Lenora per illuminarlo meglio)
Lo conosco bene, questo signor Lenora; l'ho rovinato alle ultime corse di Worcester. Quel giorno aveva vinto cinque sterline ed era pi ubriaco del solito. Nei miei ferravecchi avevo un vecchio cranio di scimmia tenuto assieme da fili di ferro come un pacco di merluzzo, e gli dissi che quella meraviglia era il pezzo anatomico di una Sirena. Lui mi pag quattro sterline quel gingillo. Era giovane allora. Da quel giorno mi dicono che mi tiene d'occhio, ma io non ci faccio caso. Svegliati, canaglia! Non ti ricordi pi quanto hai pagato a Bill il tuo osso di Sirena? Mi tieni d'occhio, eh? Sveglia!
Davey(sta spremendosi i pantaloni bagnati; si toglie la giacca, la torce e se la rimette) Non lo sveglierete mai. Ne avr per tutto il resto della notte a russare.
Bill Guardatelo bene: proprio nato per essere impiccato, un uomo simile. Osservate la linea dei suoi sopraccigli: quella di un uomo che porta sfortuna. Con quei sopraccigli l vuol dire che nato per essere impiccato. Io non sono credente, neanche un poco, ma superstizioso s, molto. Non sono un buon cristiano, ma credo nella fortuna. (Indica la sua cintura ornata di pelle di serpente)
Vedete questi pezzi di pelle di serpente? Portano fortuna perch sono d serpente sacro. Li portai dalla Malesia dove imparai a fare il tatuaggio e il trucco della bara magica. Per non sono mai stato fortunato. Siete sposato voi?
Davey No.
Bill Ben fatto, amico! Non bisogna sposarsi. Mai. Il matrimonio uno stupido gioco che vi costringe a vogare sempre nello stesso pantano. Ve lo dico io che sono sposato.
Davey Sposato? Voi?
Bill Ma s, sposato; per con il matrimonio l'ho fatta finita una volta per sempre.
(Si mette una mano fra la camicia e la pelle, fruga dentro e ne ritrae un portafogli pieno di fotografie che passa una ad una all'amico)
Guardate: questo sono io, incatenato e sospeso venti metri sopra coperta, e ammanettato con sette paia di regolari manette. Vedete tutti gli altri passeggeri? Ebbene in poco pi di quattro minuti riuscii a liberarmi, vero come sono qua a raccontarvelo. (Gli mostra un'altra foto) Questa una fotografia di quand'ero piccolo. Ero di buona famiglia, come vedete, colletto bianco e tutto il resto. Ah, questa lei.
(Davey la osserva con interesse)
Vorreste dire che graziosa?
Davey Ma...
Bill(disilluso) Non graziosa? Mia moglie non veramente bella come una di quelle sode ragazze che voglio dire io, ma graziosa.
(Davey lo guarda incredulo)
una ragazza irlandese, temperamento irlandese, purtroppo. Accidenti, chiss perch l'ho sposata. Dovete sapere che abbiamo fatto le cose in regola con tutti i documenti.
Davey L'avete proprio sposata?
Bill(afflitto) Non so neppure io come abbia fatto ad accettarmi... E pensare che nata in una buona casa, ha avuto educazione ed istruzione, tanto che legge con la stessa facilit con la quale noi strizziamo l'occhio. No, proprio non ha fatto un buon affare a sposarmi. Doveva conoscermi meglio prima.
(Lenora borbotta mentre dorme. Bill si volge a lui fingendosi indignato, imitando la pronuncia di Oxford).
Adesso poi, malcreato, non permetterti di interrompere, (riprendendo il suo accento) altrimenti ti butto fuori, sotto la pioggia. (Continuando il suo discorso con Davey)
Per l'ho fatta finita con il matrimonio. Accidenti che moglie! (Si interrompe) Ehi, chi va l?
(Entra il signor Spencer che si ferma un attimo alla luce dei fuoco, torcendo il naso a causa di un tic)
Entrate, entrate.
(Il signor Spencer soffia via l'acqua dai baffi e senza alcun cenno di saluto si siede accanto al fuoco, a destra. Una donna lo segue alle spalle; ha tirato sul capo la falda della gonna, lasciando apparire una logora sottoveste. Le sue scarpe hanno le suole strappate. Si siede dietro al signor Spencer, lontano dal fuoco, mezza in ombra, il volto celato dalla sottana)
Gli spacci pieni, questa sera, vero signore? E i disgraziati sotto la pioggia. Perbacco, mi farebbe molto bene avere una mezza pinta di liquore nel ventre per passare la notte! Non vi pare, signor Parker?
Il Signor Spencer(con voce stridente, sempre torcendo il naso) Mi chiamo Spencer e non Parker; perch mi chiamate Parker?
Bill(agitandosi) Ma, non lo so neppur io perch... (Volgendosi a Davey e stuzzicandolo) Comunque mi vien fatto di dire Parker.
(Sbotta in una risata, mentre Davey lo guarda sconsolato).
Il Signor Spencer Basta!
Bill Beh?
Il Signor Spencer Basta, ho detto.
Bill(burlone) Non offendetevi, per carit. Io non sono un uomo che ami attaccar briga, non sono di quella tempra. Se qualcuno vuoi piantar grane con me, io non lo picchio, tutto al pi lo assalgo amichevolmente e gli morsico via un pezzettino di guancia.
(Il signor Spencer d segno d'inquietudine)
Non ci credete? Ebbene ve ne dar un saggio; ma non abbiate timore.
(Bill con sorprendente agilit si mette a girare velocemente, in modo vorticoso e quando il suo volto sfiora per un pelo quello del signor Spencer, finge di addentarlo cacciando contemporaneamente un urlo. Il signor Spencer resta annichilito da questo gioco di bravura)
Guardate come vi siete impaurito! Ma questo scherzo ha sempre spaventato tutti, anche Nell. Lo feci pure nell'ufficio di stato civile e atterrii il segretario, che mi rimprover, ricordandomi che si trattava di una solenne cerimonia. Accidenti!
Il Signor Spencer(a bassa voce, in tono provocatorio) Dato il tipo che siete avete avuto un bel coraggio a sposarvi!
Bill(colpito dall'osservazione) Infatti, quel coraggio l'ho avuto. Stavo proprio raccontandolo a questo signore, a... come vi chiamate, amico?
Davey Davey.
Bill Ecco, al signor Davey; ma gli dicevo anche che ormai l'ho fatta finita con il matrimonio.
Il Signor SpencerNessuno ha mai potuto farla finita con il matrimonio, non pensateci neppure; inutile che continuiate a dirlo.
Bill E invece io ho proprio piantato Nell, a Oxford, mesi fa. Ricordatevi, per, che per lei sono stato un buon marito.
Davey Che cosa facevate a Oxford?
Bill Esercitavo la mia professione; sono attore da circo, e il mio numero consisteva nel liberarmi di trentacinque piedi di catene, sette paia di manette americane e di una camicia di forza. Nell, nel frattempo, girava col piattello. Grazie, diceva. (Imita con il capo il gesto che doveva fare la moglie nel ringraziare) Mi ero specializzato a liberarmi di ogni tipo di manette, comprese quelle americane, avendo studiato bene il trucco. Guardate qua.
(Si porta una mano al naso e ne tira fuori uno strumento metallico che sembra una chiavetta d'orologio o un fischietto)
Visto? Questa la chiave che apre tutte le manette d'Europa, ma per quelle americane ci vuole un pezzo di filo di acciaio. (Si rimette nella narice del naso la chiavetta) Tenevo un pezzo di quel filo nell'altra narice.
Davey Siete stato in prigione?
Il Signor Spencer Che domanda! Naturalmente che c' stato!
Bill S, ma non mi sono fermato troppo. Non ce la facevo a star l dentro. Per un tipo come me, tre settimane sono gi troppe; poi me la svignai, vero, signor Lenora?
(Getta un altro pezzo di mattone sul petto di Lenora)
Beh, vi dicevo che lo spettacolo andava benone. Per non abbandonai mia moglie prima che uscisse dall'infermeria. Sono sempre stato un buon marito per lei, siatene certi. Finch era giusto le rimasi vicino... Nessuno pu dire che sia stato un cattivo marito.
(Pronuncia quest'ultima frase con ostentato sentimentalismo. Il signor Spencer si dimostra sempre pi annoiato).
Davey In infermeria? Che cosa era accaduto a vostra moglie?
Bill Vedete, avevamo fatto un po' di baruffa: troppe ragazze, capite? Diventava feroce se ne portavo a casa qualcuna e minacci persino d'uccidermi. Un carattere, ve lo dico io! Su questo argomento non voleva assolutamente intenderla, bench in fondo fosse una brava donna. Quel giorno avevo impugnato l'attizzatoio, ma capitemi bene, non per picchiarla, ma solo per una pratica dimostrazione di forza: lei, impaurita, inciamp, cadde e si ruppe un'anca.
(Queste ultime parole cadono in un silenzio glaciale, sul quale aumenta il russare di Lenora. Il signor Spencer volutamente si toglie le scarpe piene d'acqua e guarda come sono ridotti i suoi piedi. Bill riprende con tristezza)
Rimase un mese in infermeria: brutti giorni. Per una settimana e pi non mi fu possibile dare i miei spettacoli con Nell e il circo languiva; una sera infine non venne pi nessuno. Allora presentavo il numero della bara magica nel quale Nell, dopo essere stata legata e rinchiusa nella bara, usciva poco dopo fra la sorpresa e l'entusiasmo del pubblico. Ma senza Nell quel numero ormai non potevo pi farlo; non tutte le ragazze sono capaci, lo capite bene, ed io non avevo assolutamente nessuna idea nuova. Quando siete fortunati la testa diventa un vulcano che sprizza ed inventa mille cose nuove, mille trucchi impensati, ma se cadete in disgrazia non siete pi capaci a niente. (Illuminandosi) Accidenti, mi ricordo che una volta a Llandudno presi un pezzo di legno, ci spiaccicai sopra centinaia e centinaia di vermi in modo che non si vedesse pi il legno, lo misi in una vasca e lo esibii come un mostro marino. Quando quei vermi si agitavano, il legno si muoveva e pareva nuotasse. Guadagnai un sacco di soldi. I giornali parlarono del mostro catturato a Llandudno e questo mi fece una bella pubblicit. Poi, una notte, Nell lo ruppe e io dissi che l'avevo rigettato nel suo elemento naturale, nell'oceano. Offrirono un grosso premio a chi fosse riuscito ripescarlo, e per una settimana si misero tutti a pescare. Accidenti che risate!
Il Signor Spencer Vi avrebbero servito a dovere se vi avessero arrestato!
Bill(facendo l'innocente) Non mi sembra una colpa tale da essere arrestato...
Davey E in seguito cosa avete fatto a Oxford?
Bill Non mi rimase altro da fare che il mangiatore di fuoco. Ma molto difficile e pericoloso. Nessuno riesce a farlo per pi di sei mesi, anche quelli che ci sono abituati. Voi, ad esempio, signor Parker, non dovreste mai mettervi a fare il mangiatore di fuoco.
Il Signor Spencer Vi ringrazio del consiglio, ma state tranquillo.
Bill Fate bene, perch neanche la paraffina serve gran che. Ad ogni modo a causa della malattia di Nell, non avevo neanche pi la met della gente agli spettacoli. Cos le portai un mazzo di fiori nel letto e la piantai.
Davey Ma lei lo sapeva che ve ne andavate?
Bill Nooo! Mi avrebbe fatto una scenataccia, se lo avesse saputo: era veramente innamorata di me. Io per sono stato un buon marito. Tuttavia non credevo, non supponevo neppure che si sarebbe ristabilita in pieno e cos in fretta. Ah, come era innamorata di me!
Il Signor Spencer(sbuffando con rabbia, stridulo) Non c' di che: proprio una storiella edificante da raccontare a una compagnia di estranei. Bella cosa sciorinare i propri panni sporchi in pubblico: dovreste vergognacene!
Bill(ingenuo e sorpreso) Perch panni sporchi?
Il Signor Spencer S, panni sporchi. Siete peggiore di un divorziato. Dovreste essere in galera a quest'ora.
(Si agita irrequieto. Alle sue spalle la donna ha lasciato cadere il lembo di gonna che le copriva il volto. molto bella, ma adirata).
Bill(tutto ad un tratto la sua fisionomia cessa di essere improntata alla stupidit e poco alla volta l'espressione di delizia che gli si disegna sul volto si muta in bizzarra tenerezza)
Oh... io sono...
(La mano della donna, nascosta nelle pieghe del vestito, impugna una rivoltella. Poco dopo uno sparo. Bill, immobile per un attimo, cade di fianco, col volto a terra. Davey rimane seduto, gli occhi fuori dell'orbita).
Il Signor Spencer(seduto al suo posto, a bassa voce) Non avete mai avuto paura nel fare qualsiasi cosa e di essere stato una canaglia!
(Di colpo balza in piedi fissando intensamente Nell e gridando con crescente enfasi due o tre volte)
Un delitto, un delitto! (Poi) Maledizione!
(Tocca il corpo di Bill, quindi afferra le sue scarpe e, tenendole per mano, si precipita fuori, urlando atterrito).
Nell(senza badare al signor Spencer. Il suo volto dimostra una spietata crudelt mentre continua a fissare Bill) Gli servir di lezione! Gli passer la voglia di ripeterlo. (Si volta verso Davey) Straniero, questi sono affari che non vi riguardano.
Davey Indubbiamente.
Nell Fareste meglio ad andarvene.
Davey(guardando fuori della porta e alludendo a Spencer) Quello l se ne andato.
Nell Se ne andato di sicuro. Troppa paura.
Davey(a bassa voce) Io per non me ne vado.
Nell Come volete, straniero.
(Si leva e getta via la rivoltella che va a cadere vicino a Lenora).
Davey Che cosa facevate con lui? (Si riferisce a Spencer).
Nell Non gli ho neppure fatto caso.
Davey No?
Nell Proprio no.
Davey Per quando eravate per la strada era lo stesso come se foste stata in sua compagnia.
Nell(distratta) Pu darsi.
Davey E siete una bella donnina, inoltre...
Nell S.
(Lenora d un colpo di singhiozzo. Pausa imbarazzante).
Davey(si alza) Avete mai visto i suoi sopraccigli? (Indica Lenora).
Nell No.
Davey Bene! Volete venire con me?
Nell No.
(Altra pausa).
Davey Non dovete perdervi di coraggio.
Nell(guardando Davey per la prima volta) Perdermi di coraggio?
Davey S, per questo delitto; nessuno lo sapr.
Nell(calma) Non lo sapranno.
Davey Io non parler.
Nell E perch dovreste parlare?
Davey(dopo una pausa) Ce ne andiamo?
Nell Andatevene, se vi fa piacere.
Davey Verreste via con me?
Nell Siete molto amabile, giovanotto.
Davey(inquieto) Non vedo...
Nell Lo so che non vedete.
Davey(nell'eccitazione il suo accento gallese si accentua) Nell, vi ho sempre ammirata ed amata. Vorrei portarvi via di qui.
Nell(rigida) Ragazzo, non avresti paura di trascinarti dietro nella notte una donna come me?
Davey Ma no! In fondo cos' un delitto?
Nell Hai ragione, cos'?
Davey Dimenticherete tutto.
Nell Io dimenticare? E tu?
Davey Non abbiate timore.
Nell Bravo, ragazzo!
(Pausa).
Davey(di cattivo umore) Non vi chiedo niente.
Nell Chi nulla chiede di nulla ha bisogno.
Davey(improvvisamente l'abbraccia e la bacia, poi si ritrae; Nell resta immobile) Dio mio, siete fredda come un pezzo di ghiaccio!
Nell Cosa ti aspettavi, giovanotto?
Davey Non siete mica arrabbiata?
Nell Arrabbiata? (Ride) Con te no.
Davey Verrete con me?
Nell Mi desideri proprio?
Davey Siete una gran donna, voi. Io ad esempio non potrei uccidere un uomo come quello.
Nell(soppesandolo con lo sguardo) Lo vedo che non saresti capace.
Davey Andiamo via, Nell. Avreste paura a camminare sola nella notte con quel pensiero.
Nell Paura? (Comincia a ridere) Ma io passegger di notte, sempre, su e gi, su e gi. La gente mi vedr e si spaventer.
(Scoppia a ridere, prima adagio, poi fragorosamente, gettando la testa all'indietro, fino alle lacrime).
Davey(si ritrae inorridito) Che il Signore sia con voi, povera donna... io non so...
Nell(calmandosi subito e con enfasi) Tu non sai, eh? Non importa.
(Comincia a intrecciare i capelli che gli sono caduti sulle spalle, li gira attorno al capo e li ferma con una pinzetta. Poi di colpo si butta a terra gridando disperatamente)
Bill, Bill!
(Davey si volta indietro per non vederla e passeggia tormentandosi le dita. Nell si alza da terra, si pone in ginocchio e balza fuori nell'oscurit: apparentemente esce dalla porta, ma in realt si rannicchiata in un angolo oscuro. Pausa).
Bill(rimettendosi a mala pena in piedi) Se ne andata?
Davey(balbettando) S... s...
Bill Accidenti come se l' presa!
Davey(premuroso) Non siete mica ferito?
Bill Ferito? (Sogghigna) Macch! Imparate da me, amico: date a una donna una rivoltella ed essa vi mancher di un palmo; non datele per mai un coltello perch con quello non le andr mai male. (Con fierezza) Ma voglio darle una lezione. Santo Iddio, era proprio matta di me, quella disgraziata. Povera ragazza,sar piena di rimorsi adesso. Ma non doveva farlo. Ad ogni modo le servir di lezione, ve lo dico io. Per non avrei mai pensato che fosse capace di tanto. (Pausa) Credevate che se ne sarebbe venuta via con voi, eh giovanotto? Accidenti che scherzo. (Scoppia a ridere, poi si avvicina a Lenora).
Davey Io... io...
Bill(rivolgendosi a Lenora, con seriet) Ad ogni modo non ancora la vostra ora, caro amico. (Raccatta la rivoltella) Ma non tarder, non potete andare contro il destino che segnato nella linea dei vostri sopraccigli. Anzi sarebbe meglio per la vostra anima che foste impiccato prima di aver commesso qualche delitto, che dopo. Non vi pare?
Davey(remissivo) Avete ragione, signore.
Bill(si volta verso Davey giocherellando con la rivoltella) Ditemi la verit, ora. Lei sarebbe venuta con voi?
Davey(indietreggiando) Non saprei.
BillAh, non sapete... (ammiccando) per l'avete baciata. Baciare una donna sposata, dovreste vergognarvi!
Davey Non era pi una donna sposata, era vedova ormai.
Bill Una vedova che aveva voluto diventar vedova!
Davey E voi ve ne stavate l quieto senza dir nulla. Non decoroso starsene tranquilli a guardare un altro uomo che bacia la propria moglie. Avrei preferito che non foste capace a tollerarlo.
Bill Voi s, ma io no. Non ho nessuna ragione di rovinarmi. La conosco Nell, meglio di voi, giovanotto, e meglio di quanto crediate!
Davey Mi sembrate molto sicuro di voi.
Bill(con naturalezza) Lo sono.
Davey Non vi siete mai sbagliato?
Bill Per quanto me ne ricordo, no. Siete an-cor giovane, mio caro Davey, e avete ancora molto da imparare.
Davey Per voi non siete vecchio.
Bill vero, ma ho molta esperienza. Alla vostra et ero gi stato sette volte in prigione. Ma non ho aspettato che mi tirassero fuori. Non c' nessuna serratura che abbia dei misteri per me. Al massimo ne ho per dieci minuti. Neanche quelle a lettere mi mettono in imbarazzo, sebbene siano le pi noiose e difficili. Guardate qua, amico: voi chiudete a chiave una porta dall'interno, lasciateci pure la chiave dentro e io vi garantisco che in due minuti sar aperta.
Davey Ma come fate?
Bill Ah, un segreto che ho imparato da un giovane poliziotto che abitava a Budapest.
(Pausa)
Per che donne le ungheresi! La met sono zingare... Quelle s che con una rivoltella...
(Si interrompe perch la luna, sorta dalle nubi, attraverso un buco del soffitto rischiara la camera e illumina il corpo di Nell rovesciato contro la parete).
Davey(allargando le braccia) Che succede?
Bill Nell!... Nell!
(Attraversa la scena in fretta e porta alla luce del fuoco il corpo della moglie)
Oh... mia povera piccola cara Nell!
Davey Siete voi che l'avete spinta al suicidio!
Bill Nell... Nell... il tuo solito scherzo, vero? Fingi d'esserti uccisa, ma ora basta... Basta. (Implorando) Basta!
Davey No... non finge.
Bill(con le dita tocca il sangue che scorre, le scuote il capo e cerca di aprirle gli occhi) Oh... No... no... non dovevi farlo, mia piccola gioia... Perch l'hai fatto?
Davey Siate maledetto!
Bill Tu eri... tu eri... Oh, chi l'avrebbe mai pensato. Io non...
(La luna scompare fra le nubi e il fuoco si spegne. Cala il sipario che viene poi rialzato per un attimo per mostrare, sul palcoscenico vuoto, il corpo di Nell e Lenora che russa).
F I N E
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