Natura morta con uomini

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NATURA MORTA CON UOMINI

NATURA MORTA CON UOMINI

di

Domenico Bravo


Personaggi : Viviana Lombardo
Domenico Bravo


Un telefono squilla violentemente. Una volta. Due volte. Entra Viviana con una borsa a tracolla. Forse è appena tornata a casa. Abbandona la borsa sul pavimento e alza il ricevitore.

VIVIANA Pronto... pronto? 
Silenzio. 
Rendendosi conto che non otterrà risposta, posa il ricevitore. Raccoglie la borsa e fa per allontanarsi. Il telefono squilla nuovamente. Viviana lascia cadere la borsa che produce un tonfo. Solleva il ricevitore.
Sì? 
Silenzio. 
E’ uno scherzo di cattivo gusto, ed io non mi diverto affatto. Riappenda. Potrebbe esserci un’emergenza. 
Pausa. 
Senta, ho del lavoro da sbrigare. 
Riaggancia. Si toglie una scarpa. Il telefono squilla per la terza volta. Risponde, irritata.
Va bene, facciamola finita. E’ evidente che lei è mentalmente disturbato. Adesso metterò fuori posto la cornetta e non potrà più chiamare.
Riappende. Il telefono squilla di nuovo. Lancia la scarpa lontano e risponde.
Dato che a me non ha nulla da dire, forse a mio marito vorrà… 
Silenzio. 
Sul suo viso compare una espressione di sorpresa. Sbatte la cornetta. Fissa il telefono, forse aspettando che squilli di nuovo. Niente. 
Compone un numero. 
Aspetta. 
Mi chiamo Viviana Lombardo. Un uomo continua a telefonarmi. Credo che... no, non ho idea di chi possa essere... potrebbe richiamare... o addirittura... no, sono sola in casa… nel senso… nel senso che sono sola e non aspetto nessuno… mi scusi, non volevo essere scortese, è che... sì... sì, bene... grazie… e… scusi. 
Riaggancia. Recupera la scarpa e torna a calzarla. Il campanello della porta la fa sobbalzare. Viviana fissa la porta. 
Chi è?
Silenzio.
DOMENICO Voce fuori campo.
Polizia.
VIVIANA Si avvicina alla porta e guarda dallo spioncino.
Dopo una lunga pausa.
Mi mostri il distintivo.
Silenzio.
DOMENICO Voce fuori campo.
Ecco.
VIVIANA Dopo una lunga pausa.
Venga più vicino.
Silenzio.
DOMENICO Voce fuori campo.
Così va bene?
VIVIANA Dopo una lunga pausa.
Come faccio a sapere che non sta mentendo?
Silenzio. 
DOMENICO Voce fuori campo.
Il mio nome è scritto qui. 
VIVIANA Dopo una lunga pausa.
Quel documento potrebbe essere falso.
Silenzio.
DOMENICO Voce fuori campo.
Chiami la centrale e chieda di Domenico Bravo. 
Pausa.
E’ il mio nome. 
Pausa.
Il nome scritto qui. 
Pausa.
Riesce a leggerlo? 
Pausa.
Domenico Bravo. 
Pausa.
Vede? 
Pausa.
Chiami la centrale. 
Silenzio.
E’ ancora lì? 
Viviana apre la porta. 
Buonasera.
VIVIANA Si accomodi. 
Domenico entra.
Chiudendo la porta.
Mi scusi per tutto quel...
DOMENICO Non c’è bisogno che si giustifichi. Capisco perfettamente. La prudenza innanzi tutto. 
Le tende la mano.
Che ne dice di una presentazione ordinaria?
VIVIANA Fissa la mano con diffidenza, poi la stringe.
Pausa.
Viviana Lombardo.
DOMENICO Domenico Bravo.
VIVIANA Piacere.
Restano a fissarsi a lungo.
Viviana smette di stringergli la mano.
DOMENICO Staccandosi da lei.
Dunque. 
Si ficca le mani in tasca in cerca di qualcosa.
Qualcuno si diverte a fare telefonate anonime, giusto?
VIVIANA Giusto.
DOMENICO Estrae un pacco di sigarette, ne porta una alla bocca e ricaccia il pacchetto in tasca. Mostra la sigaretta ad Viviana.
Le dà fastidio?
VIVIANA No.
DOMENICO Si porta nuovamente la sigaretta alla bocca e l’accende.
L’ha minacciata?
VIVIANA Pausa.
No.
DOMENICO Quindi potrebbe non essere un maniaco.
VIVIANA Non è un titolo che si dichiara tanto facilmente.
DOMENICO Ha ragione. 
Breve pausa.
Comunque, non l'ha minacciata.
VIVIANA Questo non esclude che sia un maniaco.
DOMENICO Assolutamente. 
Breve pausa.
Le ha fatto qualche proposta? 
Si guardano.
Intendo oscena.
VIVIANA Nessuna proposta oscena.
DOMENICO Dopo una breve pausa.
Ansimava simulando un orgasmo?
VIVIANA Dopo una breve pausa.
No.
DOMENICO Ha pronunciato frasi… un po’… volgari…
VIVIANA Niente di tutto questo.
DOMENICO Breve pausa. 
Ha detto qualcosa?
Silenzio.
VIVIANA No.
DOMENICO Aspira fumo dalla sigaretta.
No?
Mostra ad Viviana la cenere che rischia di precipitare dall’estremità della sigaretta. Viviana gli indica un posacenere e lui vi si dirige.
VIVIANA All’inizio ho pensato che fosse uno scherzo. Una classica ragazzata. Lui non diceva niente, e io sentivo solo il suo respiro regolare. Nient’altro. 
Pausa.
Ho creduto di udire una risata soffocata, ma non posso esserne certa. Così ho riagganciato, senza dar troppo peso alla cosa. Qualche istante dopo lui ha richiamato. Allora ho cominciato a preoccuarmi. E se non fosse una semplice ragazzata? Ho chiesto chi fosse, ma non ho ottenuto risposta. 
Pausa.
Allora l’ho minacciato, dicendogli che se avesse continuato a telefonare avrei chiamato mio marito. 
Pausa.
E lui ha riso. 
Pausa.
Ha riso perché sapeva.
DOMENICO Scuote la cenere.
Sapeva cosa?
VIVIANA Dopo un lungo silenzio. 
Che non sono sposata.
DOMENICO Quindi è qualcuno che lei conosce. O qualcuno che conosce lei. 
Aspira fumo dalla sigaretta. 
E’ la prima volta che succede?
VIVIANA Sì.
DOMENICO E non ha idea di chi possa essere stato? Voglio dire... ha qualche amico, un conoscente... 
VIVIANA No.
DOMENICO Capisco. 
Aspira fumo dalla sigaretta.
Ha detto lui. E’ sicura che fosse un uomo?
VIVIANA L’ho capito dalla risata.
DOMENICO E non poteva essere una donna?
VIVIANA Era un suono molto grave. 
DOMENICO Schiaccia il mozzicone sul fondo del posacenere.
Ci sono donne che, in quanto a voce bassa, darebbero dei punti a molti uomini.
VIVIANA Dopo una breve pausa.
Sono sicura che fosse un uomo.
DOMENICO Tira fuori il pacco di sigarette. 
Be’, converrà con me sul fatto che una risata non può incriminare nessuno. 
Ripone il pacco in tasca e allunga una sigaretta ad Viviana. 
Ne vuole una?
VIVIANA Non fumo.
DOMENICO Accende la sigaretta e aspira del fumo.
E’ sicura che non la infastidisca?
VIVIANA Che faccia tutte queste domande?
DOMENICO Accennando un sorriso.
No,che io fumi.
VIVIANA No. Non mi dà fastidio.
DOMENICO Aspira del fumo.
Ed è assolutamente certa che non fosse un suo amico?
VIVIANA Conosco i miei amici.
DOMENICO Sardonico.
Anche i loro desideri più reconditi?
VIVIANA Dove vuole andare a parare?
DOMENICO Non si ha conoscenza assoluta di niente.
VIVIANA E’ un interrogatorio di routine? Glielo chiedo solo perché a me sembra una banale ostentazione di cultura da manuale di citazioni.
Silenzio.
DOMENICO Schiaccia la sigaretta quasi del tutto integra sul fondo del posacenere e si allontana.
La prenderei come un’offesa, se non comprendessi il suo stato d'animo. 
Si ferma.
Breve pausa.
Dica o pensi quel che vuole. Io faccio solo il mio lavoro. Cerco di svol-gerlo nel migliore dei modi possibili. Le posso sembrare invadente e volgare, ma questo è il mio modo di procedere. Forse è un metodo poco ortodosso, questo glielo concedo, ma è il mio metodo. 
VIVIANA Dopo una pausa.
Era un uomo. E non lo conosco.
DOMENICO Estrae il pacco di sigarette.
Di episodi simili ne succedono a migliaia. Gente che telefona, anche più di tre volte, dice qualcosa, spesso di poco carino... e tutto finisce lì. 
Prende una sigaretta.
Una voce anonima e, il più delle volte, innocua. 
Ripone il pacco in tasca.
Nel suo caso, poi, c’è stata solo una risata. Non è molto. 
Accende la sigaretta.
E le confesso che questo è uno di quei rari momenti in cui mi abbandono all’eufemismo. 
Pausa.
Io non so proprio cosa fare. 
Pausa.
Aspettare. 
Breve pausa.
Aspettare che richiami, ammesso che lo faccia. Assicurarle la mia prote-zione ancora per un po'. E’ tutto quel che posso fare. 
Trae una profonda boccata.
E se non succede niente...
VIVIANA Andrà via.
DOMENICO Be’, sì.
VIVIANA E per quanto tempo mi proteggerà?
DOMENICO Finché lo riterrò necessario.
VIVIANA Capisco. 
Silenzio.
Si toglie il cardigan lentamente, con sensualità.
Beve qualcosa?
DOMENICO No, grazie.
VIVIANA Non faccia complimenti.
DOMENICO No, davvero.
VIVIANA Una tazza di caffè?
DOMENICO E’ molto gentile.
VIVIANA Solo ospitale. Anche lei lo sarebbe, no?
DOMENICO Certamente.
VIVIANA E comunque, lei lo è più di me.
DOMENICO Cosa?
VIVIANA Gentile.
DOMENICO Crede?
VIVIANA Ha deciso di restare ancora un po’.
DOMENICO Scambia per gentilezza un semplice dovere. 
Aspira del fumo con voluttà. 
VIVIANA E’ suo dovere accertarsi che tutto sia in ordine.
DOMENICO Ma anche assicurarmi che non venga sconvolto, quest’ordine.
Si guardano.
VIVIANA Gli si avvicina.
Però non ha ancora risposto alla mia domanda.
Si ferma davanti a lui.
DOMENICO Mi aiuti, perché proprio non ricordo…
VIVIANA Vuole del caffè?
DOMENICO Ah, quella domanda.
VIVIANA Allora?
Si fissano ancora per qualche secondo. Poi, lui si allontana.
DOMENICO Va bene. 
Sorride.
Ma solo perché so che se rispondessi di no, lei continuerebbe ad insiste-re.
VIVIANA E le dispiacerebbe?
DOMENICO Mi dispiacerebbe per lei.
VIVIANA Per me?
DOMENICO Sicuro.
Aspira del fumo.
VIVIANA Perché?
DOMENICO Ha una riserva infinita di domande. 
VIVIANA A molte delle quali lei non dà una risposta.
DOMENICO Si succedono così in fretta, che non riesco a star dietro a tutte.
VIVIANA Mi ritiene indiscreta?
DOMENICO Assolutamente no.
VIVIANA Persistente, ma non indiscreta.
DOMENICO Giusto.
VIVIANA Aspira del fumo.
Insistente, ma fastidiosa.
DOMENICO Affatto.
VIVIANA Lei è un adulatore straordinario, sa?
DOMENICO Va al posacenere.
Ottima idea, quella del caffè.
Schiaccia la sigaretta nel fondo.
Silenzio.
VIVIANA Vuole che glielo riscaldi? 
DOMENICO Non è necessario.
VIVIANA Torno subito. 
Esce.
DOMENICO Si guarda in giro. Accende un’altra sigaretta. Ad alta voce, per farsi udire da Viviana.
E’ bello qui. Se non fosse per qualcuno che non ha altro da fare che im-portunare la gente con telefonate anonime, questo posto sarebbe un’alternativa al paradiso. 
Si volta.
Viviana è tornata col caffè e gli si è parata davanti. 
Lui sobbalza.
Non trova?
VIVIANA Si direbbe che lei ami star solo.
DOMENICO Non necessariamente.
VIVIANA Gli porge il caffè.
Ecco.
DOMENICO Prende la tazza.
Grazie. 
Viviana si allontana.
Lui schiaccia la sigaretta nel fondo del posacenere.
Pausa.
Si respira aria pura. Una gioia per i polmoni. 
Beve.
Lei lo osserva, attenta. Poi, guarda altrove.
Cosa fa? 
Viviana si volta, come colta di sorpresa.
Nella vita, dico.
VIVIANA E’ una domanda che fa a tutte le donne che si ritrova a proteggere?
DOMENICO Non a tutte.
VIVIANA A quali?
DOMENICO A quelle come lei.
VIVIANA E’ un complimento?
DOMENICO Lei cosa pensa?
VIVIANA Io non penso assolutamente nulla. 
DOMENICO Mi dica solo se pensa di rispondere.
VIVIANA Solo se me lo chiede per curiosità. Se è invece come poliziotto che me lo chiede, allora risponderò soltanto in presenza del mio avvocato.
DOMENICO Sorride.
Curiosità.
VIVIANA E dovrei crederle?
DOMENICO Potrebbe.
VIVIANA C’è qualcosa di diabolico nei suoi occhi. E qualcosa di affascinante. E di penetrante.
DOMENICO Comincia ad avvicinarsi a lei, molto lentamente. 
Sicché i miei occhi sarebbero diabolici.
VIVIANA Come le azioni più perverse.
DOMENICO Continua ad avvicinarsi.
E affascinanti.
VIVIANA Immobile.
Come ciò che è proibito.
DOMENICO Si ferma a un passo da lei.
E penetranti...
VIVIANA Gli prende la tazza dalle mani e si allontana da lui.
Mi proteggerà ancora per molto?
DOMENICO Dipende da lei.
VIVIANA Si volta.
Da me?
DOMENICO Se giocherà bene le sue carte oppure no.
VIVIANA Posa la tazza e accenna un sorriso.
Mi sta chiedendo...
DOMENICO Da questo momento ho smesso di fare domande.
VIVIANA Peccato.
DOMENICO Ora è il suo turno. 
VIVIANA Non ho nessuna curiosità da soddisfare.
DOMENICO Forse vuole domandarmi se le stessi chiedendo di venire a letto con me.
VIVIANA Non aveva smesso di fare domande?
DOMENICO Proprio così. E’ solo una libera interpretazione del suo pensiero. 
VIVIANA Touchée.
DOMENICO Allora?
VIVIANA L’ho tratta in inganno. 
Sorride. 
Ha fatto una domanda.
Silenzio.
DOMENICO Lei è una donna pericolosa. 
Prende una sigaretta dal pacco.
VIVIANA Più di quanto lei immagini.
DOMENICO Dunque, non mi sta chiedendo nulla del genere.
VIVIANA Ne è sicuro?
DOMENICO Non aveva detto che non era per niente curiosa?
VIVIANA Ho mentito.
DOMENICO Dopo una lunga pausa. 
Molto pericolosa.
VIVIANA Già. 
Domenico accende la sigaretta.
Lei si avvicina.
Da quanto tempo è in polizia?
DOMENICO Cinque anni. Mese più, mese meno.
VIVIANA Non ha mai pensato di lasciarla?
DOMENICO Un paio di volte.
VIVIANA Perché?
DOMENICO E’ un lavoro duro.
VIVIANA Quasi tutti i lavori sono duri.
DOMENICO Scommetto che il suo non lo è.
VIVIANA Da cosa lo deduce?
DOMENICO Dal suo aspetto.
VIVIANA Dal mio aspetto?
DOMENICO Esatto.
VIVIANA Dal suo, però, non si direbbe che è un poliziotto.
DOMENICO Ma lo sono.
VIVIANA Il che significa che le apparenze ingannano. Io potrei addirittura essere uno scaricatore di porto.
Silenzio.
Lui aspira fumo dalla sigaretta.
Ha mai ucciso nessuno?
DOMENICO Dopo una breve pausa.
Una volta.
VIVIANA Quando?
DOMENICO Circa un anno fa.
VIVIANA Ne è stato costretto?
DOMENICO Dopo una breve pausa.
Se pensa che vada in giro a uccidere la gente per puro divertimento, si sbaglia. 
VIVIANA Non intendevo offenderla.
DOMENICO Be’, lo ha fatto.
VIVIANA Mi dispiace. 
Si allontana.
Silenzio.
Si gira verso di lui.
Rapina o cosa? Non risponda, se non vuol parlarne.
DOMENICO Dopo una breve pausa.
Rapina.
VIVIANA E’ per questo che ha pensato di dimettersi?
DOMENICO Già.
VIVIANA Ma ha sempre tenuto duro.
DOMENICO Proprio così. 
VIVIANA Ammirevole.
DOMENICO Adesso, però, mi racconti un po’ di lei.
VIVIANA La annoierei.
DOMENICO Correrò questo rischio.
VIVIANA La mia vita non è che una monotona ripetizione di comportamenti, nulla di interessante.
DOMENICO Anche la mia.
VIVIANA Nella sua, però, l’imprevisto è sempre in agguato.
DOMENICO Be’, anche nella sua.
VIVIANA Come fa a dirlo?
DOMENICO Questa circostanza ne è la prova. 
VIVIANA Dopo una breve pausa. 
Il tempo a sua disposizione sta per scadere.
DOMENICO Posso restare ancora qualche minuto.
VIVIANA Pochi minuti... certo.
DOMENICO Si dirige verso il posacenere.
Non ho fissato nessun orario.
VIVIANA Io sì.
Lui si blocca. La guarda. 
Dopo una pausa.
Ho messo del veleno nel suo caffè.
DOMENICO Dopo una lunga pausa. 
Questo spiega l'enorme quantità di zucchero.
VIVIANA Attraversa la stanza.
Lui la segue con gli occhi.
Ma lei non ha detto nulla. Non ha rifiutato il caffè, ha continuato a bere, cosa che speravo e che, in qualche modo, sapevo. 
Breve pausa.
Non c'è dubbio che io le piaccia. Pur di portarmi a letto avrebbe fatto di tutto. E bere una tazza di caffè traboccante di zucchero non era poi così terribile. Un piccolo sacrificio per una bella scopata. 
Breve pausa.
Il gioco valeva la candela. Del resto, lei è qui per questo motivo.
DOMENICO Non smette di guardarla.
Quale motivo?
VIVIANA Per fottermi, non per proteggermi. 
Breve pausa.
Ha fatto lei quelle telefonate.
DOMENICO Proprio una donna pericolosa. 
Si allontana. Si gira verso di lei. 
Ora sono l’uno di fronte all’altra, immobili, come duellanti in attesa della prima mossa.
Come lo ha capito?
VIVIANA Dopo una lunga pausa.
Tra la mia telefonata ed il suo arrivo sono passati solo due minuti. Ed io abito in un'alternativa al paradiso. L’ha detto lei. Un luogo silenzioso, isolato, a non meno di quindici minuti dal più vicino centro abitato.
Silenzio. 
Solo due minuti. Pochi, non le pare? A meno che...
DOMENICO A meno che qualche poliziotto non si trovasse nei paraggi.
VIVIANA Esatto. Ma non certo. 
Breve pausa.
Così è arrivato lei. Mi ha mostrato il distintivo, ha insistito perché chiamassi la centrale e mi accertassi che lei fosse davvero un agente di polizia. E’ arrivato lei, dopo due minuti. Era una possibilità. Non ho pensato che stesse dicendo la verità, ma nemmeno che mentisse. Ad ogni modo, l’ho fatta entrare. Lei ha voluto sapere tutto di quelle telefonate. Io ho risposto alle sue domande, aggiungendo che avevo minacciato quell’uomo dicendogli che se non avesse smesso avrei chiamato mio marito. E le ho anche detto che aveva riso. Che aveva riso perché sapeva. Breve pausa.
Sapeva cosa? ha chiesto lei. Una domanda del tutto inaspettata. Ero con-vinta che lei dicesse qualcosa come... sapeva che non è sposata. E invece no. Eppure lei lo sapeva, perché lei ha suonata alla mia porta. Sul campanello è scritto Sig.na Viviana Lombardo. Starà pensando come abbia potuto intuire chi lei fosse veramente da questo lieve, lievissimo particolare. Non l’ho intuito affatto. L’ho ritenuto possibile. Lei poteva aver dimenticato quel che c’era scritto sul campanello. O poteva non averlo letto affatto. 
Breve pausa.
L’altra possibilità era che lei fingesse di non averlo letto. Due minuti sono pochi, è vero. Ma come ha detto lei, qualcuno poteva essere nelle vicinanze. Lei poteva essere un poliziotto, ma anche un maniaco. 
Si ferma un istante a riflettere.
O forse tutti e due. 
Un angolo della sua bocca vibra in un sorriso. 
Certo... lei era il poliziotto venuto qui per proteggermi, ma anche il ma-niaco arrivato… per uccidermi? Possibile. Forse il suo obiettivo era quello di violentarmi, ma con tutta probabilità mi avrebbe anche uccisa. Perché io avrei potuto identificarla. Forse il suo distintivo è vero e lei è realmente Domenico Bravo. Il maniaco e il poliziotto. Forse no. 
Breve pausa.
Ho considerato tutto questo, con l’ansia che mi gocciolava nel cuore. Ma poi lei ha detto qualcosa. Qualcosa di cui non avevo informato né la centrale né lei. Ovvero, che l’uomo al telefono aveva chiamato tre volte.
Breve pausa.
Lei è stato ingannato dalla sua sicurezza, dall’assoluta convinzione che io avessi già reso noto quel particolare. Ho solo detto che aveva telefonato e che qualche istante dopo aveva richiamato. Tutto qui. 
Pausa.
Nonostante tutto, ero ancora combattuta fra la paura che lei fosse il maniaco e l’orrore di quel che mi accingevo a compiere. 
Pausa.
Ho messo del veleno nel caffè. Forse avrei ucciso il maniaco, forse il po-liziotto. 
DOMENICO Ed è stata disposta a correre questo rischio? 
VIVIANA La mia vita sarebbe stata messa in gioco comunque.
DOMENICO I suoi occhi sono fissi su quelli di lei.
E’ stata molto coraggiosa, lo ammetto. L’ho spiata per giorni interi, ho seguito ogni suo spostamento, ho scoperto molte cose su di lei. 
Breve pausa.
Ho fatto io quelle telefonate, è vero. Ma lei ha commesso un errore. Ha chiamato la polizia. Ha chiesto protezione. Ed ha ucciso un agente. Non un maniaco, un agente. Perché soltanto lei conosce la verità. Ha chiamato la polizia ed hanno mandato qui me, perché ero nelle vicinanze. Sorride.
Agente Domenico Bravo a sua completa disposizione. 
Breve pausa.
Quanto tempo mi rimane ancora? Due? Tre minuti? Lei si è fidata di me, e così non ha chiamato la polizia per assicurarsi che io esistessi davvero. Mi stava rendendo tutto molto più semplice. Io l’avrei… violentata, e poi uccisa, facendo sparire ogni traccia del mio passaggio. Avrei detto di essere arrivato troppo tardi e d'averla trovata morta. 
Quasi fra sé.
Tutto più semplice. 
Silenzio.
Ma lei è stata molto coraggiosa. Ho capito subito che era una donna molto pericolosa. Avrei dovuto agire immediatamente.
VIVIANA Ma non lo ha fatto.
DOMENICO Ho voluto scoprire quanto fosse furba e audace. 
Pausa.
Ora lo so. 
Pausa.
Lei è straordinaria. Ha sfidato il rischio. Ma la partita è pari. Troveranno tracce di veleno nel mio corpo e la accuseranno di omicidio. Nessuno crederà alla sua storia. 
Con una lentezza inesorabile e in qualche modo maestosa, tira fuori la sua pistola d'ordinanza e la tende verso Viviana.
Tenga. Si spari un colpo alla testa. Forse così riuscirà a salvarsi la vita. Sa cosa intendo dire. Non assisterà al lento e inevitabile crollo della sua esistenza. In una cella umida. Fra odi e ingiurie. Scrutando un cielo a striscie.
Breve pausa.
Prenda questa pistola e si faccia saltare la testa. E’ l’unica soluzione e il solo aiuto che possa darle. 
Pausa.
E’ buffo, no? Ero venuto qui per… e mi ritrovo a consigliarla. Che ironia della sorte. 
Si avvicina a lei molto lentamente.
Su, la prenda... la prenda. 
Viviana guarda la pistola per un tempo che pare infinito. La prende.
Bene. Adesso non ha che da puntarla alla testa e premere...
Domenico si contorce. Il veleno sta agendo. Crolla sulle ginocchia. Cade su un fianco, morto. Viviana, che ha assistito alla sua agonia, ora si punta la pistola alla testa. Uno sparo. Viviana rovina al suolo. 
Silenzio. 
Dopo qualche attimo, Domenico si rialza. Resta immobile accanto alla donna. La guarda privo della benché minima espressione sul volto.
DOMENICO Dopo un lungo silenzio.
Credevi che fosse caricata a salve. 
Breve pausa.
Ho resistito, ho incassato e sofferto. Ma sono un uomo. 
Pausa.
Sapevo tutto. 
Silenzio.
Tira fuori il pacco di sigarette e lo adagia accanto al telefono.
Credevi che ignorassi ogni cosa. Che io fossi stupido. In questi casi, di solito, il marito, preso da accecante rimorso, si spara. 
Breve pausa in cui compie la stessa operazione con l’accendino.
Io non ho alcun rimpianto, quindi continuerò a vivere. 
Silenzio.
Non ho mai fatto domande perché non volevo costringerti a mentire. Ho tenuto tutto dentro, ho resistito, incassato e sofferto. Poi, ho ceduto. 
Breve pausa.
Credevi che fosse caricata a salve. 
Si sfila l’impermeabile.
Il solo modo per uscire dalla routine, dicevi, è di inventarci nuove situazioni, emozioni diverse... Hai creduto che fossi uno stupido. C’è solo una soluzione, dicevi... nuove situazioni... nuove emozioni... 
Breve pausa.
Ed io non mi sparerò un colpo alla testa. Continuerò a vivere senza alcun pentimento. Io cercavo te, tu cercavi loro. Ed io incassavo e soffrivo. 
Silenzio.
Tende l’impermeabile verso la donna, come se volesse coprirne il cadavere, invece lo piega in due, poi in quattro. 
Ho messo fine al gioco. Una volta per tutte. Ho cambiato i proiettili. Non te l'aspettavi, eh? E i miei occhi continueranno a essere diabolici, affascinanti, penetranti? 
Un lieve sorriso.
Penetranti... come… come tutti quei tuoi amanti. O mariti? 
Resta in silenzio, come in attesa di una risposta.
Ormai non fa più nessuna differenza. 
Silenzio.
Arretra di qualche passo, appoggia lentamente l’impermeabile sul pavimento.
Credevi che ignorassi ogni cosa. E il tuo gioco si è ripercosso su te stessa. 
Breve pausa.
Ed io non mi sparerò, perché potresti farmi soffrire ancora. 
Pausa.
Credevi che fosse caricata a salve. 
Improvvisamente, anche Viviana si rialza. Si scrolla la polvere dai vestiti, recupera la borsa, la maglia e si avvicina ad Domenico, che tira fuori un assegno dalla tasca dei pantaloni, lo porge ad Viviana e la ringrazia.
VIVIANA Di niente. 
Breve pausa.
Buonanotte. 
DOMENICO Buonanotte.
Viviana esce. 
Domenico la segue mentre si allontana. 
Si avvicina alla pistola, la raccoglie. La fissa a lungo, quindi ruota il capo in direzione della porta. Si avvicina all’uscio, si ferma. Ora scruta le lignee profondità della porta.
In attesa.

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