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Fausto Paravidino
NATURA MORTA IN UN FOSSO
Prima stesura
Paris, venerd 13.07.01
BOY
Dopo un bel po di ore che sono l al Macaco con Alberto e gli altri comincio a rompermi di brutto e cerco una scusa o una persona per andare a casa.
La cicciona con gli occhiali non mi piace per niente solo che lunica che ci sta.
un bel po che mi viene dietro e io non la cago, non perch cicciona, ma perch se continua a venirmi dietro anche se non la cago vuol dire che una persona banale.
Comunque ho gi bevuto un aperitivo che non mi ricordo, un po di birre e una grappa che mi hanno detto assaggia questa che buona ma secondo me era Nardini e se non ho combinato niente fino ad ora non combino niente neanche dopo.
Chiedo alla cicciona con gli occhiali se vuole un passaggio, che io vado, e lei non aspettava altro.
In macchina, lei si crede chi sa che, io le chiedo dove la devo portare, mi spiega dov casa sua e c da fare sessanta chilometri.
Comincio a correre un po incazzato, lei cerca di fare conversazione io mi sento un po in colpa perch non ne ho voglia, ma non lo do a vedere e lei capisce in fretta che non ne ho voglia e chiude il becco.
Stiamo zitti sessanta chilometri, poi parcheggio sotto casa sua col motore acceso e la guardo.
La cicciona con gli occhiali mi dice che se voglio posso spegnere il motore, io trovo la scusa che lo tengo acceso per il riscaldamento.
Fa un caldo che si suda.
Lei mi dice che sono strano, io capisco che non intende nel modo che intendo io, per mi fa piacere, e rispondo con un sorriso antipatico e seducente.
Lei mi dice allora ciao, mi bacia io apro la bocca, lei mi ci mette dentro la lingua e io in cambio le metto una mano nelle mutandine.
La cicciona si imbarazza, dice no dai, io mi rassegno subito volentieri, ma visto che ho fatto sessanta chilometri mi slaccio i jeans, le prendo una mano e me la metto sul pisello.
Mi fa una sega, vengo nelle mutande, lei vorrebbe cercare di dirmi delle cose ma io metto su la faccia da sono venuto, ora scendi.
Capisce in fretta, io non aspetto che apra il portone di casa sua, metto la retro e me ne vado.
Cos sono l che guido come un pazzo che ho una gran fretta di farmi un bid, lo sperma mi si secca e comincia a tirarmi e a darmi fastidio.
Mi metto una mano nelle mutande per staccarmi un ciuffetto di peli dalla pelle della pancia e laribag mi esplode in faccia.
Quando ho detto tutte le bestemmie che so faccio una pausa e scendo dalla macchina.
Sono sulla statale che porta verso casa, dritta e deserta, c solo un albero al lato della strada, quello che ho preso io.
La macchina un disastro che non si pu pi muovere, intanto che penso cosa fare passeggio un po per fare la conoscenza dei fossi e del posto dove sono capitato, la prima volta che mi ci fermo.
I fossi sono bagnaticci e pieni di immondizia.
Finisco di passeggiare, torno in macchina, accendo la lucetta interna per cercare il cellulare, ho una scarpa sporca di sangue anche se mi sembrava che non mi ero fatto niente.
Mi tolgo la scarpa e mi ispeziono un attimo, non mi sono fatto un cazzo, ma ho una scarpa sporca.
Scendo dalla macchina con un piede scalzo e mi sento Cenerentola schiantata dopo il ballo.
Torno nel fosso pieno di umido e immondizia, non si vede niente per il fatto che buio.
Calpesto del molle, metto gi una mano, tocco un piede nudo.
Unaltra Cenerentola schiantata dopo il ballo.
Tocco pi su, una figa fredda.
Penso che la seconda figa che tocco in unora ed un record per la mia mano.
Guardo la mia mano da Guinnes, sporca di sangue.
Ho a che fare con una cadavera.
COP
Ho tre macchie rosse su una Lumberjack del 43 infilata in un sacchetto di nylon con su scritto reperto numero 1.
Un albero con appallottolata contro una Golf che la stradale non vede lora di fare portar via.
Un ragazzo sotto shock che parla a raffica e non dice niente che mi serve.
Un fosso con dentro una ragazza nuda che aspetta il medico incaricato.
E questo un guaio. Ragazza bianca nuda morta ammazzata fa notizia e con le notizie si lavora sempre male.
Sono le quattro del mattino, la mia morticina me la passano i Tg del pranzo, e io devo dare un nome allassassino prima dei Tg della cena, se no lItalia ci dorme su, i giornali ci lavorano su, dopodomani in prima pagina e in due giorni ho qui pi giornalisti che testimoni.
Ho 16 ore prima del Tg della sera, quindi 16 ore per dare un nome allassassino e non ho ancora quello della vittima.
E mentre faccio questi calcoli le ore diventano 15 virgola 59.
Io sono uno che mantiene la calma, ma in un minuto la temperatura del cadavere mi scende di un grado, il dottor Cristofolini ancora non si vede e pi si aspetta pi difficile per lui capire qualcosa di preciso.
In un minuto lassassino ha aggiunto quattro particolari al suo alibi e se sta scappando, in un minuto, pu avere percorso due chilometri.
Se a questo minuto aggiungiamo che il cadavere gi freddo, per quello che ne so il mio uomo potrebbe anche essere in Marocco, a questora.
E mentre quello gira per il Marocco io ho 15 ore e 58 minuti prima che la morta locale diventi una morta del Tg 1.
Sono un ispettore di una delle questure pi piccole del Nord Italia. Qui abbiamo dodici tossicodipendenti che conosco cos bene che praticamente lavorano per noi.
Conosco i loro pusher e li arrestiamo quando ci pare e quando ci viene bene - in genere per farci vedere presenti quando un tossico ce lo porta via lAIDS.
I pusher dei nostri pusher sono roba per quelli di Milano o Torino e mi riguarda poco.
Lanno scorso abbiamo avuto otto casi di omicidio.
Sei erano roba mia - risolti senza gloria e rumore in mezza giornata.
Faccio controllare le ultime denunce di scomparsa - non trovo niente di significativo. Lascio detto in centrale, ai Carabinieri e ai ragazzi dellospedale di chiamarmi appena gli arrivano nuove segnalazioni su donne bianche tra i venti e i trentanni.
Ho due ambulanze. Una che aspetta la morta e una che si vuole portare via il mio test, il proprietario del reperto numero 1 e della Golf spalmata sullalbero.
Raccolgo una deposizione inutile e lo lascio portare in ospedale.
Vedo il collega Mussi che si aggira smarrito tra infermieri e colleghi della stradale, gli chiedo cosha, Mussi indica la vittima e mi chiede Com?
Morta, dico io.
Mussi esita con il verbale compilato a met: No, com messa?, Male.
La posizione chiede finalmente Mussi.
Prona. Mussi soddisfatto scrive sul verbale Prona borbottando fra s Ecco, prona, invece quando sulla schiena supina.
Il medico incaricato appena arrivato e ha iniziato la sua visita, ho 15 ore e 55 minuti per risolvere il caso e lagente Mussi tutto contento che ha appena imparato una parola nuova.
Mi accendo una sigaretta e mi inginocchio vicino al dottor Cristofolini. ora che io cerchi di capire con chi ho a che fare. pienotta, carina.
Ha la pelle molto chiara, i capelli neri. Qualche smagliatura sul culo mi ricorda una mia ex amante con la quale ho rotto due anni fa, mi sembra un pensiero da vecchio poliziotto in crisi e lo accantono subito perch non sono ne vecchio n in crisi.
La schiena e il collo sotto i capelli lunghi e sparpagliati presentano una ventina di ematomi di diametro variabile dai due ai quattro centimetri, nessuno sembra una possibile causa di decesso.
Unghie lunghe poco oltre il polpastrello, senza smalto. Tracce di sangue sotto quelle dellindice e il medio della mano destra.
Il dottor Cristofolini le toglie il termometro dal culo e mi dice Tre ore circa.
Penso a dovero alluna di quella notte, a dovera il mio test n 1, a quanta gente cera in giro, a quante macchine potevano passare per questa strada.
Il fotografo fa ancora qualche foto alla nostra amica prima che la giriamo.
Ora la vediamo in faccia. Il medico incaricato mi borbotta Uno spettacolo da non far vedere ai bambini, io penso al Tg della cena e non rispondo alla battuta.
Avverto limbarazzo di Mussi dietro le mie spalle, lo guardo in faccia, ha gli occhi fissi sulla nostra cliente, bianco come una mozzarella, gli chiedo cosa c.
Mi tende un foglio: E il il gli dico di andare a sedersi in macchina.
laggiornamento delle denunce di scomparsa. Alle quattro di domenica mattina lelenco sempre lungo. Le mamme si preoccupano.
Do una scorsa alla descrizione, metto una X vicino alle quattro denunce pi plausibili, scribacchio sotto il foglio alcuni segni particolari della vittima e chiamo Mussi perch faccia le telefonate di verifica.
Arriva lagente Di Paolo: Mussi sta pulendo lAlfa lha tutta si sentito male. Consegno il foglio a Di Paolo senza commentare e torno sul cadavere.
Ematomi di dimensioni variabili lungo tutto il corpo.
Gli occhi gonfi emergono a fatica da un massiccio impiastro di sangue e fanghiglia che le ricopre la faccia.
Foto. Poi il dottor Cristofolini fa un po di pulizia. Incisivi e setto nasale fratturati, ematomi, tagli.
Il medico incaricato le tasta il cranio, trova una piccola frattura. Gli chiedo se ha individuato la causa del decesso. Lui sa che io tiro a quello ed sempre molto prudente. Pu essere. Come pu essere che la frattura della scatola cranica sia avvenuta quando la vittima era gi deceduta.
Le tasta le vertebre, la pancia. Trova un paio di fratture vertebrali, sospetta e varie emorragie interne a livello addominale.
Chiede un esame ginecologico per verificare eventuali tracce di stupro, scrive morte violenta sul suo certificato e rimanda allautopsia il verdetto sulla causa del decesso.
Foto. E do disposizioni che il corpo sia rimosso.
Chiedo al dottor Cristofolini risposte che non vuol darmi sulla natura degli ematomi, sta sul vago, si crea un breve e fortunato momento di quiete intorno a noi. Lo guardo e vado al dunque. Com morta?
Tempo qualche ora avremo i risultati dellautopsia.
Dottore. Non ho tempo per aspettare la verit. Il suo compito accertarla, il mio anticiparla.
Esita e si guarda intorno. Boh, la mia sensazione per il momento, che la vittima sia morta di botte.
Penso a dovero io alluna di notte, questa strada dritta e deserta, e una bella ragazza col culo smagliato che viene presa a pugni e calci finch morte non sopravvenga.
Di Paolo con un foglietto in mano e la faccia di chi si aspetta delle congratulazioni.
Ispettore, non vorrei sbagliarmi, ma mi sa che abbiamo beccato i genitori.
Leggo gli appunti di una denuncia di scomparsa.
Mi sa anche a me. Dove li troviamo?
Mi sono gi permesso di convocarli in ospedale per il riconoscimento - esita - della figlia.
Prendiamo la macchina.
Di Paolo mi ferma. Ispettore, il collega Mussi ha appena finito di pulirla, puzza ancora un po, ma magari non gli dica niente molto imbarazzato per linconveniente.
Mi si sovrappongono le immagini di una ragazza uccisa a pugni e calci e lagente Di Paolo - fiero del suo lavoro - che mi parla di tatto e inconvenienti.
Non so che farmene di questa associazione e mi incammino verso lAlfa puzzolente.
MOTHER
Ci chiedono se vogliamo che ci venga a prendere una macchina.
Mario si sta mettendo il completo di gessato - glielo chiedo - mi dice Sar capace di guidare!
Io preferivo che ci venissero a prendere perch quando nervoso guida proprio pericoloso, ma me lo dice in un modo che c poco da discutere.
Mi metto su qualcosa di veloce e sento Mario che sta gi scaldando la Punto.
Lo guardo che guida vicino a me, la faccia e il gessato illuminati a intermittenza dai lampioni e dalle prime luci dellalba.
teso ed elegante come quando siamo andati a sposare - forse era cos anche quando venuto da noi in ospedale perch era nata la mia bambina.
Ventidue anni fa. Sta guidando verso lo stesso ospedale. Quello era linizio.
Questa forse la fine.
Gli sembra inaudito, proprio oggi, non trovare parcheggio in ospedale.
Penso che quando ci siamo sposati - con lo stesso gessato ma con unaltra macchina tutta decorata di carta igienica - aveva lo stesso problema e lo stesso disappunto.
Posteggiamo nel posto riservato alla polizia, vicino a unalfetta con quattro porte aperte e il girevole ancora acceso.
Scendiamo dallauto. Ci investe un odore acido sar lospedale, sar lalba, sar un po di nausea.
Davanti allingresso dellobitorio c unambulanza coi portelloni aperti, sbircio dentro - non c la barella, ci sono due macchie di sangue sul pavimento.
Sento qualcosa rompersi di botto dentro di me come se improvvisamente mi stessero venendo le mestruazioni, mio marito mi stringe secco la mano.
Ora so che il corpo che stiamo per vedere quello di mia figlia.
Le porte automatiche dellospedale si chiudono dietro di noi.
Ci viene incontro un poliziotto in divisa. Ha lo sguardo basso, parla a bassa voce e mi fa un effetto strano.
Lultimo con cui avevo parlato era nel 69 e mi urlava in faccia.
La morte di mia figlia non merita il rispetto di circostanza falso e fascista di un tutore di un ordine che mi fa ancora schifo.
I signori Orlando?
Voglio vedere Elisa.
Mario mi stringe la mano come a dire: Cara, che figure mi fai fare. E ho schifo di lui e del suo gessato blu che trentanni fa fu la mia gioia.
Il giovane poliziotto mi indica il suo superiore, un quarantenne in borghese con i capelli penosamente spalmati di gel e la faccia di chi non crede in niente che io possa condividere.
Il corpo da questa parte, se volete seguirmi vi accompagno.
La sua schiettezza mi riconcilia con lui.
Ci porta da lei. Tumefatta, gonfia, pallida.
Nuda come non si lasciava pi vedere da anni ormai.
I suoi capezzoli larghi, i ciuffi della sua vagina non mi sono famigliari.
Ma riconosco il suo sorriso sopra i denti che qualcuno le ha spaccato.
Guardo il poliziotto che aspetta un verdetto.
E Elisa Orlando, mia figlia. Qui ci sono i suoi documenti glieli porgo.
C uno stupido imbarazzo. Usciamo noi? Esce lui? Come funziona? Il poliziotto non fa cenni, forse possiamo scegliere.
Mario continua a guardare la bambina e dice a bassa voce: Trovi i bastardi che hanno fatto questo.
Mi fa una tenerezza inaudita sentirgli inventare queste parole non sue, piccolissimo, di colpo lo amo come se gli scoprissi qualcosa di bellissimo che non mi aveva mai fatto vedere.
Il poliziotto risponde: Vivo per questo.
E manda tutto a puttane.
Sto fuori dalla camera dove si preparano a sventrare Elisa perch pensano che lassassino si nasconda nelle sue budella.
C una panchina scomoda dove io e mio marito cerchiamo di stare abbracciati in silenzio.
I poliziotti vanno e vengono, confabulano, le loro radio gracchiano ad alto volume informazioni indecifrabili che loro sembrano non ascoltare.
Lispettore viene verso di noi - mi vorrebbe fare delle domande - va bene.
Ci sediamo nel posto di polizia dellospedale, una stanzetta piccolissima con due sedie e una radio che per fortuna spenta.
Lui posa sul tavolo un blocchetto sul quale scrive poco.
Dopo un po di domande mi accorgo che non so niente di quello che gli serve.
Fidanzati. Locali preferiti. Compagnie. Notato qualcosa di strano ultimamente?.
Reprimo linevitabile istinto di rispondere: Lo chieda a lei!.
Gli dico quello che so.
Minacce? No Telefonate sospette? No.
Perversioni sessuali? Chi no?.
Abbozza un sorriso. Si alza, fa il giro della scrivania, viene dietro le mie spalle.
Mi mette a disagio ma non voglio voltarmi.
Mi mette una mano sulla spalla - sobbalzo. Signora Orlando. Quella che le capitata una cosa terribile.
Che lei non riconosca la mia autorit nellimmischiarmi nei fatti di sua figlia comprensibile.
Io non la conoscevo, non la amavo, e questo crea una grossa differenza tra di noi.
Non ho n tempo n voglia di raccontarle perch faccio questo lavoro.
Ma mi serve il suo aiuto per impedire che quello che stato fatto a sua figlia venga fatto ad altri.
uno stupido discorso, un discorso stupido e sentimentale di quelli che si sentono nei telefilm. Che - fatto solo per estorcere informazioni. E questo porco mi tratta come se fossi una cretina reticente e
Mi volto di scatto sulla sedia. ancora in piedi dietro di me. Gli abbraccio la pancia e piango a dirotto per cinque minuti inzuppandogli completamente la camicia.
Entra un agente. Tutto bene? Vada Mussi - tutto a posto Sono pronti per lautopsia Digli che arrivo.
Si risiede dallaltro lato della scrivania. Vorrei scusarmi per la scenata, ma non lo faccio.
Signora Orlando, vorrebbe per favore raccontarmi la sua giornata di ieri?
Quando gli ho detto tutto quello che mi ricordavo il poliziotto ringrazia, mi d il suo numero di cellulare se mi viene in mente qualsiasi particolare che possa essere utile, mi accompagna fuori dalla stanzetta e va a cercare i segreti nascosti nelle viscere di mia figlia.
Trovo mio marito che mi aspetta col suo gessato.
Mi guarda uscire di l come se fossi stata dal dentista.
Perch con lui non sono riuscita a piangere come col poliziotto?
PUSHER
Era stata una giornata lunga. Il sabato c sempre del super lavoro.
Ho fatto una stronzata, ho preso un cliente di un amico mio.
Quello aveva detto: E uno pulito, tranquillo, solo che ho finito tutto in questo periodo, un cliente che ci tengo, gliela puoi dare tu? Mi fido di te. Un etto.
Io faccio un po di storie ma alla fine ci sto. Un etto sono sette milioni, due di guadagno. Sono appena tornato da Milano col carico e questo servizio mi viene bene.
Becco questo tipo che non conoscevo sotto casa sua.
Sembra una persona per bene, ma le persone per bene non pippano.
Ce lhai i soldi?, Ce lhai la roba?
Mi sale in macchina. Si fa una pippata. Ok, buona - certo che buona.
Prende il pacchetto e fa per uscire. Io ci faccio: Oh, i soldi!, Aspettami qua.
Io aspetto in macchina sotto casa sua e penso: Porca troia che tipo poteva avvisarmi.
Esce di casa, torna verso di me, io sto per aprire la portiera, quello caccia lautomatica, mi pianta la canna sul parabrezza e mi fa: Sparisci, ok?
Io ce lavevo il ferro nei pantaloni, per non lho mai usato, neanche sapevo se era carico.
Ok metto la retro e sparisco come ha detto lui. Cos mi ritrovo al sabato sera con un problema da cinque milioni con quelli di Milano.
Chiaro che lo stronzo che mi ha passato questo servizio cinque milioni non ce li ha, prova il fatto che era a secco.
Io non so dove trovarli e ho una settimana prima che da Milano vengano a farmi del brutto male.
Faccio due giri per far scendere il nervoso, non mi scende per un cazzo e allora approfitto per andare a cercare lamico - che un lavoro che comunque era da fare.
Lo trovo al bar Le Coccole, dintorni stazione.
Non un posto da spaccini, ma lui sempre l.
Chiaro che non gli ancora arrivata voce di come andato il servizio, per un po se lo poteva immaginare perch quando entro gentile, nervoso e mi chiede cosa bevo.
Io dico alla barista: Mi faccia un aperitivo da cinque milioni, che paga lui.
La barista sorride perch le hanno insegnato a sorridere quando non capisce le battute e il mio amico comincia a camminare a retromarcia.
Ehi, un momento, io non lo so di cosa stai parlando ma se pensi che io e un sacco di cazzate del genere finch non sbatte contro un videogioco del poker.
Allora gli dico molto serio che ha due possibilit. O si lascia picchiare, o lo devo far picchiare ed peggio.
Decide che si lascia picchiare. Andiamo sul retro del locale.
Dopo un quarto dora gli chiedo se vuole unambulanza o se si arrangia da solo. Sceglie lambulanza. Gli do il suo cellulare e me ne vado.
Non ho risolto il problema per niente ma sono un po pi tranquillo.
Vado a casa, taglio il resto della roba, penso se tagliare un po pi abbondante per farci un po pi soldi e ammortizzare ma inutile perch tanto cinque milioni non li tiro su, e allora da stupidi che vado a perdere la fiducia dei clienti senza risolvere il problema.
Cos decido di accontentarmi del mio guadagno onesto.
Pippo la mia parte e passo la notte un po al Fandango e un po al Macacoa spacciare, cercare fica e vedere se per caso trovo un amico che mi pu imprestare i cinque.
Alle sei di mattino non ho trovato n la fica n lamico, per ho venduto tutto.
Mi faccio quella che mi ero tenuto da parte e vado a casa per il cannino della buona notte.
Arrivo a casa e c la porta aperta. Porca maiala, non possibile che a quelli di Milano gli sia gi arrivata la voce.
E se quel coglione del mio amico che mi vuole rendere qualche botta proprio coglione.
Poi mi viene in mente che per come lho lasciato difficile che provi a rendermi delle botte.
Insomma controllo che il ferro sia al suo posto nelle brache ed entro in casa tranquillo chiedendo Che vuoi?.
Passavo di qua e cos ho pensato che mi potevi offrire un caff.
Il caff lho finito e comunque non ho fatto niente.
E io non ti ho ancora accusato di niente, voglio solo fare due chiacchiere, per mi spiace per il caff, stata una nottata lunga e difficile.
Non dirlo a me, ok?.
Si chiama sfiga.
Tra tutti i cazzi che mi sono capitati in questa giornata doveva finire proprio che mi trovavo in casa quello scassaminchia dellispettore Salti.
Gli chiedo cosa vuole, continua a menarla col caff.
Apro uno sportello della cucina, il caff non c, mi volto verso di lui. Ha in mano la foto di una tipa, mi chiede se la conosco. Non la conosco.
Non lhai guardata bene, vieni qua che secondo me la conosci.
Fa il gentile, quindi non una stronzata, lui posa la foto sul tavolo, la prendo, la guardo. Non la conosco.
Mi molla una sberla che non mi merito. Gli dico: Ma che cazzo, vuoi? Sono gi pieno di casini fin qua!
Non glie ne frega un cazzo dei miei casini ma secondo lui la dovrei conoscere.
Gli chiedo perch ne cos sicuro e lui mi dice che lautopsia le ha trovato tracce di coca nel sangue, e se non glielho venduta io stato un amico mio.
Io gli dico che se le ha trovato un etto ok, ma se si fatta una pippata sabato sera pu avergliene offerta chiunque e che lui lo sa benissimo.
Salti mi espone la sua bella teoria: Gli uomini la comprano coi soldi, le donne con la fica, era una bella ragazza, le piaceva la roba, quindi tu conosci il cazzo che glielha venduta.
Gli dico che se le ha trovato dentro il mio sperma mi incrimini e che se no mi lasci in pace.
Mi d una sberla, mi dice che se vado in cesso a farmi una sega in una tazzina controlla subito, ma che lo sa che non sono stato io, per sa che in questi giorni sto vendendo e se non gli do una mano mi fa perquisire la casa subito, mi trova la roba, la sequestra e mi sbatte dentro.
Se lo dice lo fa, e se mi sbatte dentro io non risolvo il problema con quelli di Milano e quando esco un casino.
Allora decido di far finta di collaborare e studio la foto attentamente come se non la conoscessi bene.
Manco lo sapevo io che fosse morta, sono pulito, ma non mi va di dirgli tutto quello che so, tutto sommato tenerlo un po in scacco mi pu venire bene. Non so ancora come ma voglio il tempo di pensarci.
Intanto mi viene unidea simpatica, gli dico che lo stronzo che ho mandato in ospedale secondo me ne sa qualcosa, cos va a rompere un po i coglioni anche a lui.
Una dritta falsa se laspetta e non si incazza, per glie ne devo dare anche una buona, allora gli dico che non sono sicuro ma che mi pare che ieri sera lho vista al Macaco.
A che ora?
Prima che lammazzassero.
Sberla. A che ora?
Intorno alle dieci.
un po deluso. Mi chiede con chi era. Gli dico che non li conoscevo, non ci crede, io cerco di ricordarmi, gli ripeto che non li conoscevo. Mi chiede se era ubriaca.
Gli dico che in quel locale al sabato sono tutti ubriachi e se uno proprio non ti vomita sulle patatine non che ci fai caso.
Mi chiede se ho spacciato al Macaco, gli dico che i nomi non glie li posso fare perch ho anchio la mia dignit professionale.
Ci mettiamo daccordo che se lui mi porta una lista di persone che secondo lui hanno comprato da me al Macaco gli devo dire s, no.
Mi dice che se non mi faccio trovare quando ha bisogno di me mi fa passare un guaio, io gli dico che il guaio lo sto gi passando, e finalmente si toglie dai coglioni.
Non ho pi nessuna voglia di farmi il cannino della buona notte.
Mi sforzo, fumo e vado a sdraiarmi sul divano.
BOY
(Al telefono)
Ah, buongiorno commissario
S, scusi, ispettore
No, cio, s, dormivo, ma non c problema.
No, abbastanza bene, abbastanza bene, stata un po dura coi miei, ma io sto bene.
Chi?
Elisa Orlando?
Non saprei, no mi pare di no.
S ero al Macaco, perch?
Come dice? pienotta, mora, ventidue anni
Ma in che compagnia sta?
Ah, non lo sa.
Ed era al Macaco?
Ora non mi viene in mente c tanta gente l
S, alle dieci ero l.
Cosa?
ȅ morta?
quella che io oh porca puttana, porca puttana
No mi scusi, che
Aspetti che cerco di
S, con una foto magari. Ok.
Ok vengo l, vengo l e parliamo. A tra poco no, no aspetti!!
Sono senza macchina.
Grazie. Allora qua sotto tra dieci minuti
Mussi, va bene, Mussi qua sotto tra dieci minuti. Grazie.
(Riattacca)
Porca
(Rifeltte. Fa un numero al telefono.)
Pronto, Alberto.
Ciao.
No, importante.
Vaffanculo, lo so che sono le sette
cazzo, chiaro che lo so che dormivi, domenica, questo ti dovrebbe fare capire che importante
stavi sul pelo? Merda, scusa ma chi ?
che vacca
no, che da come era messa che se la tirava ieri non pensavo
va be, no importante, senti, se ti dico Elisa Orlando tu cosa pensi?
Culo molle?
No, non ci voglio provare
no, non centra se carina.
Ti ho detto che non ci voglio provare.
roba del Gip
No, il Gipo non mi spacca la faccia perch Elisa Orlando morta.
Te lho detto che era importante
ti ho chiamato perch volevo delle informazioni
no, non lo faccio il tuo nome cio tu che centri, scusa?
no, sei tu che vai affanculo, io ti chiamo perch ho un problema e tu mi dici
merda, mi suonano alla porta
s, mi sono venuti a prendere, cosa devo fare?
che non la conosco? E se mi torturano? E se mi sbattono dentro per falsa testimonianza?
COP
Dodici ore al Tg della sera e venticinque che non dormo.
Ormai sono un impiastro di caff, nicotina e mezze brioches che se non avessi i muscoli chiusi dallo stress piscerei dal culo, ma quella del mio stomaco unaltra storia.
Mi sono fermato unoretta.
Ho preso le foto scattate sul luogo del delitto, quelle dei miei test e di una manciata di pregiudicati per aggressione o spaccio.
Ho mandato Di Paolo in giro per il commissariato a cercarmi un grande foglio di cartoncino bristol, lha trovato un lavoro da segretaria e c rimasto male.
Mi sono chiuso in ufficio e ho giocato alla ricerca di biologia: ho attaccato la foto del cadavere al centro del cartoncino e sto cercando di piazzargli le altre intorno.
Ma non ci riesco.
Perch non so chi questa Elisa.
Solita roba: parti dai genitori. Si vantano dei sui esami alluniversit, ti giurano che era una ragazza modello, mai dato preoccupazioni. Tanti amici, faceva tardi solo al sabato e si interessava di tutto.
Fai lautopsia e scopri che si faceva di coca.
Becchi un test e ti dice che la dava a tutti.
Sono indietro.
Il mio spaccino preferito mi ha mandato in ospedale a trovare un cretino che non lha mai vista. Ci ho perso mezzora.
Il test numero uno ha fatto finta di non conoscerla per circa quattro minuti, Di Paolo - incazzato per il fatto del bristol - uscito dalla stanza ed tornato coi guanti e il manganello.
Il test ha parlato ininterrottamente per quaranta minuti, ha bevuto quattro litri dacqua, stato dieci minuti in cesso e poi Mussi lha riportato a casa.
La conosceva di vista. Si ricordava di lei al Macaco.
Si ricordava vagamente comera vestita, il grafico le ha disegnato i vestiti addosso, il test lha riconosciuta.
Non si ricordava le persone che erano al tavolo con lei, ma comparso un certo Alberto che forse se l fatta ma vi prego non ditegli che ve lho detto io.
E comparso una specie di fidanzato, protettore, uno che ti spaccava le ossa se ti avvicinavi alla Orlando. Si chiama Gipo e ha varie segnalazioni per spaccio.
Lo conosco, non so dove trovarlo, ma il mio spaccino preferito lo sa senzaltro.
Il test conclude che non era della sua compagnia, Di Paolo gli chiede di che compagnia era.
Il test risponde che quelli non li conosce, lui quella gente non la frequenta.
Di Paolo gli chiede altre spiegazioni, ma il test ha paura, si chiude. Di Paolo si rende conto che ha fatto troppo il cattivo e mi chiama.
Mando via Di Paolo, gioco un po al pap col test e lui mi d questa grande rivelazione.
Sa commissario - scusi, ispettore - noi giovani, ma tutti, non che siamo tossici, anzi, solo magari uno spinello ogni tanto, cos, come una sigaretta solo che ti manda un pochino fuori, allora va bene, non pi reato, ogni tanto anchio. Ma quelli che frequentava la Orlando no. Gi di brutto, coca, anche il buco mi hanno detto, ma io con quelli non ci ho niente, a me piace cos, divertirmi sballarmi un po per stare insieme e poi a casa, basta.
Lo ringrazio, gli dico di stare sempre lontano dal buco e dalla coca e di andarci piano con le canne.
Gli dico di chiamarci se ripensandoci gli viene in mente qualcosa che non ci ha detto, lo faccio accompagnare a casa e torno in ufficio a guardare la mia ricerca di biologia.
Trovo due appunti sul tavolo. Hanno chiamato mia moglie e il questore.
Mia moglie preoccupata, il questore mi preoccupa.
Caff, sigaretta, chiamo Di Paolo, gli dico di aspettare che Mussi torni e di andare tutti e due a cercare questo Alberto che forse si era fatto la Orlando. Andarci con le maniere buone e raccogliere una deposizione.
Chiamo mia moglie, le dico che ero al lavoro, non torno a casa, ma non lavevo ancora chiamata perch domenica e non volevo svegliarla.
Mi dice che se limmaginava perch ha visto il televideo e cerano le ANSA sullefferato delitto.
Merda.
Si raccomanda di mangiare qualcosa e andarci piano con caff e sigarette che ho avuto un inizio di ulcera il mese scorso e lAulin non lo posso pi prendere.
Non ho nessuna voglia di farlo ma devo chiamare il questore, lo chiamo.
Si fa raccontare a che punto sono, gli dico che penso che sia una faccenda di droga.
Secondo lui non la possiamo liquidare cos perch la ragazza di buona famiglia, il padre ingegnere, la madre insegnante e lei si anche conquistata una certa notoriet a livello provinciale vincendo un concorso di poesia.
Le modalit del delitto sono brutali e non ci possiamo attaccare a: I tossici e i mafiosi si ammazzano sempre tra di loro.
Il delitto Orlando fa paura. La gente se lo sente in casa e noi dobbiamo prenderne atto.
Mi chiede se c di mezzo del sesso, gli dico che la Orlando ha avuto rapporti sessuali la sera del decesso, ma probabilmente era consenziente.
Consiglia prudenza e augura buon lavoro.
Non mi ha neanche chiesto come morta.
Mi girano le palle.
Io voglio silenzio. Lui vuole pubblicit.
Gli piace mettere il popolo in agitazione per poterlo tranquillizzare.
Io risolvo il caso in ventiquattro ore e lui dopo che ha fatto scrivere i giornali parla al Tg per vantarsi della mia velocit e far vedere che grazie a lui anche questa volta la citt salva.
Punta ad un sottosegretariato agli interni nel prossimo governo. Non glielo daranno mai.
La telefonata col questore mi fa passare la voglia di risolvere il caso. Cos mi rilasso un po e finalmente vado a sedermi sul cesso.
Mi libero di tutta la merda che il questore mi ha messo nelle orecchie e tiro lacqua.
Torno in ufficio, fisso il bristol con la foto di Elisa e mi fumo una sigaretta.
Devo trovare Gipo, il cazzo che passava la coca alla Orlando. Chiamo il mio spaccino preferito, suona a vuoto dieci volte, poi mi attacca in faccia.
Richiamo. Tim, servizio di segreteria telefonica Gli lascio un messaggio del tipo Se non mi richiami subito ti faccio portare qua, io ci perdo venti minuti e tu ci guadagni un sacco di botte.
Mi viene in mente che non gli ho lasciato il mio numero nel messaggio. Sto per richiamarlo. Suona il telefono.
il centralino del 113, C un certo La Ruina che le vuole parlare.
Quel cretino ha chiamato il 113.
Chiedo al mio spaccino dove posso trovare il Gipo.
Quello se ne esce che proprio di lui che voleva parlarmi - come se fosse stato lui a chiamare.
Non gli riesce di trovarlo. Il Gipo gli doveva dei soldi, lui lo sta cercando e non lo trova, cos gli venuto in mente che gli sembrava che avesse avuto a che fare con la Orlando. Vuoi vedere che scappato?
Insomma, La Ruina sta accusando il Gipo, che un suo acquirente. Non so cosa c sotto, ma questo Gipo serve a tutti e due.
Ricostruiamo un elenco di possibili domicili in citt e fuori e facciamo un piccolo accordo. Se lo trova lui, prima se lo cucina e poi me lo passa. Se lo trovo io idem.
So che non rispetter il patto ma so che anche La Ruina non lo far.
Cos decido di farlo seguire.
Mi servirebbero un sacco di uomini ma non voglio chiedere niente al questore cos decido di arrangiarmi.
Faccio passare le foto segnaletiche del Gipo ai carabinieri e alla stradale che hanno i posti di blocco in giro.
Mussi e Di Paolo non sono ancora tornati e comunque non li posso mettere su La Ruina perch lui li conosce. Li mander a controllare i domicili.
Guardo che agenti nuovi abbiamo in servizio. Ce n uno abbastanza sveglio che si chiama Caminati.
Lo levo da un ufficio, gli dico di vestirsi da giovane, prendere la sua macchina privata e piazzarsi sotto casa di La Ruina.
tutto contento di essere entrato nella omicidi. Mi dice Dott. Salti, non la deluder.
Non gli dico che non sono dottore, prendo una macchina e vado anchio a cercare il Gipo.
PUSHER
Erano le sei e mezza del mattino e mi ero appena fumato il cannino della buonanotte.
Buonanotte un cazzo perch oltre al problema con quelli di Milano ora avevo il Salti alle costole.
Cos tra il fatto che non riesco a dormire e il fatto che sono un po sballato mi viene unidea che l per l mi sembra cazzuta.
Il ragazzo di Elisa un mio cliente, che pi che uno spaccino mi sa che un tossico - comunque uno che compra da me e lha sempre pagata senza problemi.
Allora penso che questo problema col Salti pu aiutarmi a risolvere quellaltro problema.
E prima di finire di pensare a come - sar anche leccitazione dellidea che gli hanno appena segato la ragazza
che magari non lo sa ancora
o che magari stato lui
- insomma mi viene una gran voglia di chiamare subito il Gipo.
Vado nella cabina del telefono in strada perch il cellulare non si sa mai e il mio telefono dopo la visita del Salti nove su dieci sotto controllo.
Lui mi risponde come se niente fosse - cio - normale che alle sei e mezza io gli do un chiamo.
Allora anchio come se niente fosse gli dico che ho un mezzo affare per le mani e mi subito venuto da pensare a lui.
C uno che mi deve sette milioni, uno che i soldi gli girano solo che in questo momento li sta aspettando.
Io invece li devo a gente che non aspetta - insomma per farla breve mi servono subito.
Se lui mi da cinque milioni ora, io gli vendo un debito di sette. Mi sembra figo.
Lui ci pensa un attimo. Io faccio un calcolo e gli dico che ci guadagna pi del venti per cento.
Lui ci pensa ancora un attimo e mi dice: Sette che me li ridai tu?
Allora gli chiedo se mi prende per il culo, che se volevo un prestito gli chiedevo un prestito e non mi faceva un interesse a pi del venti.
Ti giro un debito - gli dico - tu mi dai i cinque e poi, quando vuoi, ti vai a prendere i sette.
Allora mi fa lincazzato, dice che non gli va, che gli sembra uninculata, che non compra debiti con gente che non conosce e ci aggiunge anche che di me non si fida.
Allora io gli chiedo come va con Elisa.
Che cazzo te ne frega.
Volevo sapere se lhai ammazzata tu perch non sopportavi di avere a che fare con una pi sveglia di te, o se te lhanno ammazzata per farti capire che non gli andava di avere a che fare con uno pi cretino di loro.
Quello mi chiede di che cazzo sto parlando, io non lo so se ci o ci fa, per non sbagliare gli dico solo che sto parlando del fatto che nei guai.
Gipo comincia a insultarmi., io lo blocco e gli dico che non mi interessa di sapere chi lha fatta fuori, ma che in ogni caso c di mezzo lui.
Che la pula mi venuta a cercare e io non gli ho detto niente perch io certe cose non le faccio e che quindi ha solo da stare tranquillo.
Per se io ho fatto un grosso favore a lui, lui ne deve uno grosso a me.
E invece di lasciarlo a pensare: Oh, cazzo, sono in debito, cosa posso fare per il mio amico La Ruina, gli offro subito loccasione per sdebitarsi.
Mi chiede se un ricatto, gli rispondo che non ha capito un cazzo: io ho fatto un favore a lui, lui ne fa uno a me e ci guadagna due milioni puliti.
Se non lo faccio?
Se non lo fai io devo andare a dire alla polizia che ero soprappensiero, che ora mi sono venute in mente delle cose ecc. ecc. e ci faccio anche una figura di merda perch cos lo capiscono che la prima volta gli avevo raccontato delle balle.
Tronco la discussione e gli do unora di tempo per farsi trovare al bar Le Coccole con i cinque milioni.
Cos alle sette e mezza io sono fuori dal bar, in un luogo nascosto che uso sempre, a controllare il movimento.
Alle sette e tre quarti non entrato n uscito n lui n nessuno che gli assomigli.
Allora entro, mi faccio un caff, do unocchiata nei bagni, vado al telefono, lo chiamo a casa, lo chiamo sul cellulare, scomparso.
Torno a casa pensando che i casi sono due o tre.
O gli ho messo troppa paura ed andato a stare dalla nonna.
O gliene ho messa troppo poca e se ne batte i coglioni.
Per la prima volta mi sfiora il dubbio che labbia uccisa lui davvero, nel qual caso potrebbe anche cercare di fare fuori pure me.
Se invece lha uccisa qualcuno che ce laveva con lui, ecco che ormai io ci sono dentro fino al collo.
In ogni caso comincio a pensare di avere fatto una grossa stronzata e mi conviene trovare Gipo prima che lui trovi me.
Arrivo a casa e comincio a chiedermi se prudente stare l, tra quelli di Milano e questa faccenda.
Tant che quando suona il telefono mi cago addosso e non rispondo. Ascolto il messaggio, il Salti che mi minaccia, lo devo richiamare.
Allora penso - ed la prima volta nella mia vita - che quello che so meglio se lo dico alla polizia.
Se il Salti mi trova Gipo, io ci perdo cinque milioni ma lui me lo leva dalla circolazione. Se lo trovo prima io meglio.
Cos denuncio Gipo al Salti e faccio anche una specie di piccolo accordo del tipo: al tre cominciamo a cercarlo tutti e due e chi lo prende suo.
So che il Salti non rispetter laccordo ma non me ne frega niente.
MOTHER
Perch?
Una strana presunzione materna mi illude che io sola posso saperlo.
Una tentazione di chiamare lispettore per chiedergli i risultati dellautopsia.
Una tentazione che reprimo.
Lho vista in faccia.
Conosco il suo sorriso da viva.
E ho visto il suo sorriso da morta.
Ho tutti gli strumenti per conoscere lattimo che c stato in mezzo.
Non mi serve sapere coshanno trovato nel suo sangue, nella sua pancia
Non parlo con mio marito - non ce la facciamo.
Chiss quando potremo farlo.
Lui sdraiato sul letto, si tolto le scarpe e la giacca del vestito.
Io cucino, cucino un sacco di roba che nessuno di noi riuscir a mangiare.
Cucino tutto quello che ho e meglio che posso.
Un banchetto funebre che guarderemo raffreddarsi.
C un buco di molte ore tra quando ho visto Elisa viva lultima volta e quando lho ritrovata morta.
Cerco di riempire quello spazio.
Ieri.
Sabato.
Si svegliata presto.
Siamo state insieme tutta la mattina, abbiamo fatto colazione, siamo andate a fare la spesa, sole io e lei.
Abbiamo parlato di quando era bambina, voleva sapere delle cose su me e pap prima che lei nascesse. Quando era appena nata
Ho pensato che volesse sposarsi, che volesse un bambino, ma non glie lho detto, non conosco neanche il suo fidanzato.
Abbiamo pranzato tutti insieme, io lei e pap.
Mario ci ha raccontato brevemente la sua giornata lavorativa, era stanco.
Poi andato in bagno col giornale, Elisa doveva uscire.
Mi ha dato un bacio e la porta si chiusa dietro di lei.
Per sempre.
Sapeva che stava andando a morire?
Lispettore mi ha chiesto se in base ai dati in mio possesso Elisa era un soggetto a rischio.
Cos un soggetto a rischio?
I soggetti a rischio sanno di essere soggetti a rischio?
Penso al bacio che mi ha dato prima di uscire.
Penso a tutte le domande che mi ha fatto ieri mattina.
laddio consapevole di un soggetto a rischio?
Penso a quello che so del suo ambiente. I suoi amici. Le sue amiche.
Ne abbiamo avuti tantissimi a pranzo, anche in tempi recenti.
Ma quelli sono i suoi amici o sono solo quelli che posso vedere tra i suoi amici?
E quello che vedo di loro, sono loro o il loro aspetto presentabile?
Ho conosciuto il dottor Jakil dei suoi amici?
E allora esiste anche una Mr Hide di mia figlia che io non conosco?
quello che fa di lei un soggetto a rischio?
Penso al suo sorriso prima e al suo sorriso dopo.
E che Mr Hide potrebbe avere Elisa?
Non so cosa fa di sera, non so cosa fa di notte, ma - comunque sia - la conosco.
Penso al peggio che pu fare una ragazza della sua et.
Se anche lo facesse - sarebbe sempre quella Elisa.
Non c niente che io possa non sapere
che possa fare del suo sorriso, quello di un soggetto a rischio.
Smetto di tagliare le carote e vado in camera sua.
Mi siedo sulla sua sedia, in mezzo alla stanza.
Mi vergogno di me.
Trovo la sua agendina.
Leggo le ultime pagine.
Citazioni dagli stessi libri che leggevo io alla sua et.
Mi sorprende mio marito.
Chiudo lagenda di scatto, lo guardo.
in piedi sulla porta. Non dice niente.
Tutti i nostri tempi sono dilatati, ogni banalit che ci diciamo un macigno.
Penso che da quando nata Elisa ho smesso di chiamarlo Mario e ho iniziato a chiamarlo pap.
Dovr ricominciare a chiamarlo Mario?
Non sar il nome di un estraneo?
Mi rendo conto che oggi il primo giorno di quella che sar una dura lotta per non impazzire.
Poi suona il telefono.
COP
Parcheggio sotto il buco che Gipo ha in affitto. Suono a un campanello qualsiasi, dico che devo mettere della pubblicit nelle cassette delle lettere e mi aprono.
Non so perch funziona sempre.
Io non aprirei mai a della pubblicit.
Salgo le scale, arrivo davanti alla sua porta, al terzo piano, suono il campanello, silenzio.
Ormai gli ho gi dato il tempo di organizzarsi fin troppo. Do un calcio alla vecchia porta ed entro.
Lappartamento deserto, ma lui ha dormito e fatto colazione qui.
Il telefono staccato, in segreteria ci sono dei messaggi.
Lultimo di La Ruina, dice Rispondi, brutto figlio di puttana, lo so che sei l셔 ecc. ecc.
Vado indietro col nastro. Il secondo messaggio una cornetta sbattuta gi.
Quello prima ancora una voce di donna.
Gipo, Gipo, sono io, rispondi. Ti prego, rispondi, sono io.
Era lultimo.
Forse la mia morta ora ha una voce.
Riattacco la spina del telefono di Gipo e chiamo la famiglia Orlando.
Risponde la madre, le faccio sentire il nastro. S lei.
La signora mi chiede come vanno le indagini, le dico che ho trovato una pista e sto cercando di seguire quella.
Ho bisogno di parlare col suo fidanzato, un certo Gipo - non so se le risulta - non lha mai conosciuto.
Le chiedo se le venuto in mente qualcosa che io dovrei sapere, mi dice di no, fine della telefonata.
Mi metto in tasca la cassetta della segreteria. Era una chiamata di aiuto?
Che quindi scagionerebbe Gipo?
A che ora ha chiamato?
Servono urgentemente gli elenchi delle telefonate fatte e ricevute dal cellulare scomparso della vittima e dai telefoni di Gipo e - gi che ci siamo - di La Ruina.
La richiesta deve passare per il giudice istruttore, quindi meglio avviare la pratica al pi presto, chiamo in commissariato e do disposizioni in merito.
Faccio due passi per la casa di Gipo e penso che dovr fare lo stesso a casa di Elisa se i genitori me lo consentiranno.
Mi accendo una sigaretta e mi fermo a pensare.
Ho un puzzle con pochi pezzi ma prima o poi bisogner provare a metterli insieme.
Elisa Orlando si svegliata la mattina presto palesemente di buon umore, ha fatto colazione con la mamma e sono andate a fare la spesa.
Ha pranzato insieme ai genitori e alle 15 uscita di casa.
stata lultima volta che i signori Orlando hanno visto loro figlia in vita.
Hanno passato il pomeriggio insieme in casa tra TV e giornale.
La sera la madre andata a una cena con le amiche e il padre ad una cena con colleghi di lavoro un po fuori citt.
Il padre tornato a casa intorno a mezzanotte e la signora tornata dopo le due.
Ha chiesto al marito se la figlia era tornata, il marito ha risposto di no.
Alle quattro e mezza hanno iniziato a preoccuparsi seriamente e si sono fatti identificare come genitori della vittima.
Ho un buco di cinque ore, dove si suppone che Elisa sia stata con Gipo, potrebbero essere stati qua, ma anche da qualunque altra parte, non ho testimoni su quellarco di tempo.
Cerco tracce del passaggio di Elisa per questa casa. Nei posacenere ci sono sigarette di una sola marca e niente tracce di rossetto. Sui bicchieri neanche.
Niente preservativi usati nella spazzatura n biancheria intima in giro, ma non tutte la sparpagliano.
Non tutti usano il preservativo e non tutte mettono il rossetto.
Non posso neanche escludere che siano stati qui senza scopare.
Devo far raccogliere delle impronte ma non ho un mandato per far venire qua la scientifica.
Allora decido di portarmele a casa le impronte, prendo un sacchetto di plastica, ci metto dentro due bottiglie di birra vuote e quattro bicchieri sporchi che trovo sparpagliati in giro.
Faccio una breve perquisizione, non trovo n soldi n droga.
Probabile che il mio uomo abbia deciso di lasciare labitazione per un lungo periodo.
Esco col mio piccolo bottino di immondizia e passo a trovare tutti gli abitanti dello stabile.
Ho la foto di Elisa, il disegnino di comera vestita ieri e la foto segnaletica di Gipo.
La conoscono tutti, era spesso qui, ma ieri non lha vista entrare o uscire nessuno.
Lappartamento di fronte a quello di Gipo disabitato.
Quelli del piano di sotto hanno sentito rumori e musica dal piano di sopra, non sanno dire esattamente a che ora.
Non so ancora se Elisa era qui, ma Gipo cera senzaltro.
Torno in macchina e vado avanti con la mia ricostruzione.
So che tra le 21 e le 23 circa deve essere rimasta al Macaco in compagnia di individui non ancora identificati.
Beveva, rideva, scherzava, sembrava tranquilla. Aveva gi della cocaina in corpo? O ne avrebbe assunta in seguito?
Intorno alle 23 lascia il locale probabilmente in compagnia delle persone con le quali era entrata.
Il test non li ha visti uscire insieme, ma ricorda che quando non lha pi vista il tavolo che occupavano era vuoto, per cui dovevano essere appena usciti e, probabilmente, insieme.
Intorno alluna di notte, in un luogo non ancora identificato, ma pi riparato di quello dove stato rinvenuto il cadavere, un maschio adulto le d un colpo sullo zigomo sinistro.
La Orlando cade sullasfalto sbucciandosi e riportando una leggera contusione sul fianco destro.
Laggressore la percuote con pugni e calci inferti con scarpe da uomo procurandole la rottura della milza, degli incisivi, del setto nasale, e numerose contusioni agli avambracci con i quali la vittima cercava di ripararsi dalle percosse.
La Orlando perde conoscenza.
Laggressore continua a colpirla fino a quando la Orlando muore a seguito di unemorragia interna dovuta alla rottura della milza e dellarteria splenica.
Laggressore la carica nel bagagliaio di una macchina e la porta fino al luogo dove stato ritrovato il cadavere alle ore 4 del mattino di domenica.
Lassassino la spoglia e poi la butta in un fosso, probabilmente con lintenzione di far pensare ad uno stupro, oppure temendo che sui vestiti potessero essere rimaste sue tracce.
Il sangue rinvenuto sotto le unghie della vittima si rivelato purtroppo appartenere alla vittima stessa.
Il luogo del delitto, uno spazio aperto, protetto, asfaltato e inevitabilmente contrassegnato da numerose tracce di sangue non ancora stato identificato.
I vestiti della vittima probabilmente sono finiti in qualche cassonetto o buttati da qualche altra parte.
probabile che abbiano fatto la stessa fine le scarpe, gli altri indumenti dellassassino e il tappetino della macchina con la quale stato trasportato il corpo senza vita della Orlando.
altres probabile che lassassino laver la macchina questa mattina, assieme a milioni e milioni di persone che lavano la propria macchina la domenica mattina.
Mi accendo una sigaretta.
Ecco, cominciano i bruciori di stomaco.
Ho una gran voglia di far frugare in tutti i cassonetti.
Di far controllare tutte le macchine che vengono lavate questa mattina.
Di far fermare tutti quelli che cercano di lasciare la citt, di prendere un treno, unautostrada, un aereo.
Ma non cos che si fa. Devo tornare indietro.
Ripenso alla mia ricerca di biologia. La foto di una ragazza uccisa a botte e il buio intorno.
Sto seguendo una sola pista, quella dove mi ha portato una soffiata interessata.
Voglio crederci. Voglio che sia solo una storia di droga.
Voglio che la mia vittima vendesse il sesso in cambio della droga.
Lo voglio per neutralizzare questa violenza.
Per renderla poco pericolosa.
Per dimostrare che si ammazzano solo tra loro.
Che muore chi lo sceglie e che le vittime conoscono i loro assassini, come gli assassini conoscono le loro vittime
e le loro vite corrono verso questo appuntamento
e gli altri non centrano
perch muoiono solo i soggetti a rischio.
Voglio prendere Gipo perch confermi questa teoria.
Voglio infangare il nome della Orlando
Sporcare il suo passato
Perch tutti possano andare a letto tranquilli.
Ma forse mi sbaglio. Forse non cos.
Forse la violenza meno prevedibile
Me la sento nello stomaco.
Scendo dalla macchina a prendere un po daria.
Mi servono altri testimoni.
Respiro pi forte che posso.
Vedo un mondo diviso in vittime e carnefici
Nessuno sa da che parte sta fino a che non incontra laltra mezza mela
Quello che lo uccider o che si far ammazzare
Non trovo laria buona, sa di marcio
Il quadro si confonde, vedo nero
Mi sento in pancia i calci che hanno ucciso la Orlando.
Mi sveglio unora dopo in ospedale. Mia moglie mi tiene una mano ed incazzata nera.
BITCH
Italia piccola piazzola davanti a pompa di benzina Agip.
Macchine costose, macchine piccole, camion.
Maschi giacca e camicia, maschi con braccia grosse e ascelle che puzzano.
Sedili di macchina, lettini di camion, alberghi con bagno fuori dalla camera.
E freddo.
Mio paese era bello, tutti i ragazzi potevano studiare, tutti i grandi potevano lavorare
io potevo vivere con mia mamma e la mia familia e insegnare musica
e quando cero con la musica non sentivo che la mia familia faceva difficolt ad andare avanti
e non sentivo che il mio stipendio era venticinque dollari
non sentivo odio per strade e non sentivo guerra che stava per arrivando.
Ma quando finivo di insegnare ai ragazzi e tornavo a casa e non cera pi musica, tutte queste cose che ho detto prima le sentivo.
E tutti i giorni la mia familia diceva: Tu sei giovane e noi ormai nostra vita questa, nostra terra questa e cose cos.
Ma - mi diceva - non pensare che anche per te cos.
Perch il tuo mondo quello che conosci.
Noi conosciamo solo questo mondo e dobbiamo stare in questo mondo
Ma tu puoi conoscere il mondo che vuoi e stare nel mondo che vuoi.
E io dicevo che il mio mondo era il mondo dove stava la mia familia e dove cera la mia musica.
E quando poi venuta la guerra io ho continuato con la musica ma poi tanti ragazzi sono andati a combattere e altri non sono pi venuti a scuola.
Fino a quando a scuola non cera pi nessuno e poi diventata deposito per armi.
Allora non cera pi musica e io continuava a dire che il mio mondo era dove cera la mia familia
Ma senza musica sentivo solo la guerra, la luce elettrica che non cera pi sempre e povert e odio.
Allora con gli occhi bagnati ho detto a mia familia che non potevo pi stare e che dovevo andare via e cercare un nuovo posto
Dove poteva stare la musica e dove potevo stare io.
E mio padre ha dato tutti pochi dollari che aveva messo da parte a persone che potevano farmi andare in Italia, paese di Vivaldi, Puccini, Ramazzotti.
Dollari per non erano abbastanza e per quelle persone hanno accettato che loro mi portavano in Italia e mi davano documenti italiani, e quando in Italia io trovavo lavoro, gli davo soldi che mancavano per il mio viaggio e documenti.
Fatto lungo viaggio spaventoso e poi quando arrivata in Italia gli uomini che si erano messi daccordo con mio padre mi hanno portato in vecchia casa in campagna con altre ragazze del mio paese.
Senza luce, senza acqua.
E mi sembrava come il mio paese: non potere uscire, senza luce, senza acqua, senza musica.
Poi uomini arrivano e io gli chiedo documenti, per potere uscire, per potere trovare lavoro.
E loro mi dicono che documenti me li danno quando finisco di pagare loro.
E io Come faccio a pagare se non posso cercare lavoro?
E allora mi dicono che me lo trovano loro lavoro.
E lhanno fatto.
Italia piazzola davanti Agip.
bocca, figa, tette, culo.
Bidoni che bruciano per sentire un po di caldo.
Amiche che parlano mia lingua.
Niente documenti e attente a polizia.
Di giorno chiusa in casa e di notte a lavorare
e a pensare alla musica e a cantare con mie amiche
e a cantare tra me in silenzio, di continuo
tante note, note, note
per sentire solo quello, e non pensare
che Italia solo un pisello italiano dentro di me.
MOTHER
La tavola apparecchiata per due.
Il cibo nei piatti.
Io e mio marito seduti uno davanti allaltro ad aspettare che si freddi.
Prima o poi dovremo iniziare a mangiare.
Sulla faccia di mio marito passa un lampo blu.
Mi volto. Fuori dalla finestra parcheggiata unauto della polizia.
Scendono due poliziotti che si presentano come agenti Di Paolo e Mussi.
Gli chiedo se hanno gi pranzato, Di Paolo veloce a rispondere: No, grazie, magari giusto un caff. Deve esserci abituato.
Ne approfitto per sparecchiare e metto su il caff.
Il suo collega ogni tanto mangia qualcosa cercando di non farsi vedere da Di Paolo.
Mario domanda a che punto sono le indagini. Di Paolo si siede.
Dice che lispettore Salti, quello con cui abbiamo parlato questa notte e che aveva in mano il caso, stato colto da malore ed ricoverato in ospedale
e che quindi lui ha assunto il controllo delle indagini fino a quando il Salti non si rimetter.
Sono a un punto interessante, linchiesta si sta stringendo intorno alla figura di un certo Gipo.
Mio marito sospira e io dico loro che il Salti me ne aveva parlato.
Al momento Gipo risulta latitante e loro speravano che noi potessimo aiutarli a rintracciarlo.
Mario interviene brusco: Se sapessi come fare, lavrei gi preso con le mie mani.
Di Paolo lo calma: Non ancora sospettato di omicidio, per il momento solo quello che potremmo definire un testimone chiave.
Nella sua abitazione sono state trovate impronte di mia figlia, probabilmente risalenti a ieri pomeriggio,
poi Elisa stata vista insieme a Gipo al locale Il Macaco, alluscita del quale, un testimone dice di averli visti litigare animatamente.
Pare per che Gipo portasse scarpe da ginnastica, mentre - e Di Paolo sembra molto imbarazzato - sul corpo della vittima sono stati trovati colpi inferti con scarpe dalla suola di cuoio.
Abbiamo ancora un buco di tre ore tra lultima volta che sono stati visti insieme e lora alla quale si fa risalire il decesso della Orl - di vostra figlia.
Mario abbassa la testa e si massaggia gli occhi.
Domando se hanno scoperto qualcosa dallautopsia, c un grande imbarazzo. Interviene Mussi.
Non so se siamo autorizzati a divulgare i risultati.
Qualcuno si assume il diritto di toglierle la vita, e io non ho il diritto di sapere come?
I poliziotti si guardano e Di Paolo me lo dice in burocratichese e cercando di non soffermarsi troppo sui particolari.
Elisa ha avuto uno o pi rapporti sessuali, ha assunto una imprecisata quantit di Hashish e Cocaina ed morta in seguito alle percosse infertele da un maschio adulto.
Il decesso vero e proprio imputabile ai calci alladdome.
I due poliziotti avrebbero desiderio di frugare tra le sue cose.
Gli dico dov la camera di Elisa e si allontanano.
Rimango in cucina con mio marito che continua a massaggiarsi gli occhi.
Dopo un po gli chiedo se sapeva che Elisa si faceva.
Certo non lha preso da me, non sono io il genitore spinelli, peace and love.
Non capisco la sua aggressivit. Non capisco cosa centra.
Non capisco come il mio passato possa accusarmi della morte di mia figlia.
Glielo dico.
Si scusa, mi risponde che semplicemente se cera uno di noi che poteva sapere se mia figlia si faceva quella ero io.
Continuo a non capire ma non insisto.
Il dolore ci ha portato indietro di tanti anni.
Persa la figlia che ci univa, rispuntano le antiche differenze.
Io non sopporto i poliziotti, mio marito ci devoto.
Io fumavo gli spinelli, mio marito non lo sopportava.
Non siamo pi una famiglia, siamo di nuovo due ragazzi un po smarriti.
Allora lo eravamo davanti al mistero dellamore,
oggi davanti a quello della morte.
Ma se quello ci attirava luna verso laltro,
questo ci respinge.
Penso agli ultimi trentanni dedicati a lui.
Alluomo che devo chiamare Mario,
che non posso pi chiamare pap.
Ripeto tra me Mario, Mario, Mario.
Pi lo ripeto e pi diventa inadatto a descrivere una persona
una strana sequenza di lettere.
Solo una strana sequenza di lettere.
Lo guardo in faccia, guardo il suo vestito.
Non so pi chi , cosa gli piace, cosa fa.
Arrivano i poliziotti con uno scatolone.
Se non ci dispiace vorrebbero portare via queste cose.
Do unocchiata.
Tante foto, lagenda che sfogliavo
Ringraziano e portano via tutto.
E io torno sola a fissare questo sconosciuto
Che pare si faccia chiamare Mario.
Chiss se sta pensando di me le stesse cose.
Vorrei domandarglielo, cos come gli ho sempre chiesto se cera qualcosa che non andava.
Ma ho la chiara sensazione che non capirebbe la domanda.
Scelgo il silenzio.
E mi chiedo se questa scelta non sia destinata a durare per sempre.
PUSHER
Bon, bon, bon, bong!
Mi sveglio di scatto tutto sudato, porca puttana, mi sono addormentato sul divano.
Ci devessere una specie di pugile che sta bussando alla porta.
Se picchia unaltra volta la sfonda, quindi non ho molto tempo per capire chi sono e da dove vengo.
Urlo Arrivo e una puzza di cane marcio quasi mi uccide.
Realizzo che il mio alito, mi viene in mente che mi sono addormentato con la bottiglia di gin tra i denti, salto seduto e mi sale subito una sberla di mal di testa da cento punti.
Cominciano ad affiorarmi le possibili risposte alla domanda chi sono.
Io sono quello che se lo trovano quelli di Milano lo fanno a pezzi.
Trovo la bottiglia di gin tra due cuscini e mi faccio un sorso.
Io sono quello che se lo trova il Gipo lo ammazza.
Vado in cucina, trovo una lama da una spanna tutta arrugginita e me la metto in mano.
Io sono quello che ieri ha mandato uno in ospedale e poi non lha pi sentito.
Bussano. Arrivo!
Io sono quello che il Salti tutto sommato potrebbe arrestarlo da un momento allaltro.
Sono fermo davanti alla porta. La lama nascosta dietro la schiena.
Apro la serratura senza far rumore e faccio un passo indietro.
Fisso la porta e mi godo qualche secondo di suspancedi quella buona.
Metto avanti la lama e comincio a pensare: se il Salti butto larma e chiedo scusa.
Se uno armato prima lo lamo e poi gli chiedo cosa vuole
Non mi lasciano finire di pensare perch la porta si apre e si schianta contro il muro perch si vede che quello pensava di doverla buttare gi.
C la chiave inglese pi grossa che io abbia mai visto che sta precipitando contro la mia testa.
Mi butto - come dire, distinto - verso sinistra.
Sento una roba al braccio come quando sono caduto con gli sci da piccolo e mi passa subito il mal di testa.
Poi sento due urli che uno il mio.
Sono sdraiato sul pavimento con lavambraccio fatto a L che comincia a gonfiarsi come una mongolfiera.
A un metro da me con i ginocchi piantati per terra c quello stronzo di Gipo che sembra un boscaiolo.
Tiene la chiave inglese come unascia e invece di un ceppo ha spaccato due piastrelle e un tubo dellacqua.
Ha il mio coltello da arrosto piantato nellavambraccio col manico che gli esce da una parte e la punta dallaltra.
C una fontanella di sangue che gli zampilla da l e una dacqua che viene fuori dal pavimento.
La porta rimbalza contro il muro e si richiude di botto.
Io ci il fiato rotto dal male e non riesco a urlargli che impazzito.
Per vedo che sta cercando di passarsi la chiave inglese nellaltra mano e di levarla dal pavimento per mirare meglio alla mia testa.
Striscio verso il divano e lui mi striscia dietro scivolando sullimpiastro di acqua e sangue che si creato sotto di lui.
Metto una mano sotto un cuscino del divano e trovo uno scarafaggio e la Beretta.
Quello mi ha quasi raggiunto, comincia a sollevare la chiave inglese ma pesa una madonna e con solo la sinistra fa fatica a prendere la mira.
Io gli punto il ferro scarico in faccia e comincio a urlare.
Che cazzo fai, figlio di puttana, guarda cosa hai fatto, mi hai rotto un braccio e il pavimento.
Quello quasi piange dal male e comincia a urlare anche lui.
Io ti ammazzo! Io ti ammazzo! e sembra serio.
Cos comincio a pensare che sia un problema che la mia pistola scarica.
Be, si sente un altro schianto e la porta va a sbattere di nuovo contro il muro.
Lascio perdere il Gipo e punto il pezzo contro larco della porta.
C un cazzo di ragazzino tremebondo con un giubbottino di jeans e una pistola puntata contro di me.
Siamo al punto in cui urlano tutti.
Io penso che giornata e urlo E tu che cazzo vuoi!?
Non so pi se un bene o un male avere la pistola scarica.
E una di quelle giornate che se fosse carica avrei gi ucciso un paio di uomini, ma non mi sento di escludere lidea che questi siano i miei ultimi secondi di vita.
Ladolescente che non ho ancora capito per chi lavora strilla buttate le armi e non vedo con che coraggio chiami la chiave inglese di Gipo arma.
Buttala prima tu!
Quello insiste Buttate le armi o apro il fuoco!!
I ragazzini sono pericolosi, spesso si cagano addosso e lo fanno davvero.
Siete in arrosto! Tutti e due!
siete in arrosto tutti e due.
Capito con che cazzo di gente va in giro il Salti?
Io gli dico calmo pi che posso: Se quello non molla la spranga io non mollo il pezzo.
Il ragazzino entra in casa e comincia ad avvicinarsi a Gipo come se dovesse disinnescare una bomba.
Gli sfila di mano la chiave inglese e la butta per terra rompendo unaltra piastrella, sto cretino.
Ora abbassa le armi.
Poso la pistola.
In piedi, faccia contro il muro.
Io e Gipo ci guardiamo.
E come cazzo facciamo, ma lo vedi come stiamo combinati?
Chiama unambulanza, sto morendo dissanguato! gli fa il Gipo.
Quello ci pensa un attimo, continua a puntarmi il ferro in faccia come se potessi aggredirlo da un momento allaltro. E questo non mi piace perch un colpo pu scappare a chiunque.
Poi prende la radio portatile e dice: Agente Caminati da postazione 1, ho due feriti disarmati in stato di arresto, chiedo rinforzi e assistenza sanitaria.
Chiede rinforzi, quello.
COP
Sono ancora l sdraiato,
con il tubo dellaria buona nel naso
e una flebo che mi piscia nel braccio acqua salata con dentro un antidolorifico,
una via di mezzo tra morfina e Novalgina.
Mia moglie andata a casa e mi ha lasciato alle cure di uninfermiera che mi ammazza se esco a fumarmi una siga e di un compagno di stanza che si lamenta di non so che dolore e non rinuncia alla Tv della domenica mattina.
Cos mi becco tutta la messa del Wojtila col moribondo accanto che scatarra e borbotta Non ce la fa pi, non ce la fa pi, non ci arriva allanno nuovo.
Poi comincia il Tg1 e il mio compagno si entusiasma perch parlano dei nostri posti e magari si vede anche casa sua.
Allora gli dico di star zitto che mi interessa.
C una bella foto di Elisa. Una ripresa traballante di casa Orlando e un dettaglio sul loro campanello.
Sento parole come: Tragedia, fattaccio, massacrata, orrendamente mutilata.
Compare il disegno che ho fatto fare su come era vestita ieri sera e mi chiedo chi lo ha dato alla TV.
Poi spunta il faccione rotondo del questore che fa finta di dispensare no comment e invece dice tutto quello che sa.
E poi mi becco la diretta di un clamoroso arresto.
Quattro televisioni sotto la casa di La Ruina.
Due volanti nostre pi altre due che chiss dove le hanno prese e unambulanza che non so a che cosa serve.
Lagente Di Paolo in versione eroica guida larresto del secolo,
lo vedo uscire dalla casa con Mussi, Caminati in borghese come lavevo lasciato e la Claudia Pannocchia della stradale, perch si vede che il questore ha detto al Di Paolo che per la TV dovevamo far vedere almeno una donna.
Portano ammanettati dietro la schiena La Ruina - e non capisco che cazzo lhanno arrestato a fare - e il Gipo che perde sangue come un colabrodo.
Li caricano in due macchine diverse e partono in sirena sgommando per la tivu.
In tutta questa fretta Di Paolo fa in tempo a raccontare allItalia che dopo una serie estenuante di appostamenti sono riusciti a beccare due pregiudicati per spaccio, fortemente sospettati di collaborazione a delinquere nel delitto Orlando.
Insomma due ore fa avevo un informatore e cercavo un testimone latitante, accendo la TV e vedo due assassini in manette.
O le indagini hanno avuto di colpo una svolta imprevista, o qualcuno mi sta prendendo per il culo.
Spunta di nuovo il questore che si congratula con i suoi uomini e con Di Paolo, che ha guidato la missione, e poi mi becco anche una bella dichiarazione del ministro degli interni, che ricorda la priorit della sicurezza per i cittadini, si congratula anche lui con lefficienza dei suoi uomini - che saremmo noi - e minaccia di arrivare qui da un momento allaltro.
Segue un bellissimo profilo giornalistico della nostra cittadina, che ne esce come se fosse un ameno paesello di contadini sconvolto dalle piaghe della tossicodipendenza e della violenza per le strade.
Il mio vicino di letto scatarra e commenta che se la Orlando si vestiva in quel modo l e frequentava quella gente l sapeva a cosa andava incontro.
Io reprimo il desiderio di soffocarlo, mi alzo dal letto, mi infilo i miei vestiti, metto la flebo in una tasca della giacca e cerco una via di fuga.
Sfuggo allinfermiera e mi conquisto luscita dellospedale.
Un baldo nipote sta per caricare una vecchia su un Taxi.
Mi ci infilo dentro scusandomi perch ho molta fretta.
La vecchia comincia a sbraitare che non cos che si fa e il tassista mi spiega gentilmente che cerano prima loro.
Nel frattempo ho trovato il mio tesserino, lo sbatto in faccia al tipo e gli dico di portarmi al commissariato abbastanza in fretta.
Il tassista parte e mi chiede se per caso so a che punto sono le indagini su quella ragazza che hanno ucciso ieri notte.
Gli rispondo che vorrei saperlo anchio.
Secondo il tassista, che la citt un po la conosce, sono stati quei due tossici l.
Nel mio ufficio c Di Paolo - mi guarda stupito. Ispettore
Come sta, si rimesso?
Dov Gipo?
Labbiamo preso, ispettore.
Lo so, voglio sapere dov ora.
Lo stiamo interrogando, mi sa che sta per cantare.
Il giovane agente Caminati era appostato sotto casa di La Ruina, ha visto entrare uno che corrispondeva alla descrizione di Gipo e ha provato a chiamarmi.
Ha trovato il cellulare spento e ha deciso di seguire il Gipo, si appostato fuori dalla porta di La Ruina e quando ha sentito troppo bordello ha fatto irruzione.
Ha impedito un omicidio, li ha messi in stato di arresto e ha chiamato in centrale.
Li hanno presi tutti e due e portato La Ruina in ospedale e Gipo in commissariato.
A La Ruina, gli hanno sistemato il braccio, ulna e radio fratturati.
Ha strillato come unaquila, lhanno ingessato e riportato qua.
Mussi sta cercando di interrogarlo, ma intontito dagli antidolorifici e non molto loquace.
Gipo nella stanzetta, fasciato alla meno peggio. Hanno iniziato a interrogare anche lui e ora si stavano prendendo una pausa.
Io dico: Bene, fine della pausa, vado a fargli due domandine io.
Qui Di Paolo si imbarazza.
Lo guardo. No?
Di Paolo accenna: Ispettore, ora, in sua assenza, il caso, lo stavo seguendo io.
Lo so.
Lo so che in mia assenza il caso lo stavi seguendo tu.
Hai fatto bene.
Ora io - come vedi - sono tornato.
E quindi posso riprendere a lavorare.
O no?
Quello: S, s, certo
Solo, se abbiamo fatto bene fin qua,
perch non potrei continuare a seguirlo io?.
Vuole proprio che glielo dica.
Perch, vedi, Di Paolo tu sei stupido.
Sei un buon poliziotto, e potresti essere un buon ispettore.
Ma sei stupido.
E un caso cos non conviene a nessuno farlo seguire a uno stupido.
Non sa se piangere o spaccarmi la testa.
Si riferisce a
S, mi riferisco a quellarresto ridicolo. Mi riferisco alla televisione, alla tua intervista, al fatto che hai arrestato un informatore e alle dimensioni della tua scatola cranica.
Va a prendere i verbali degli interrogatori di Gipo e di La Ruina.
Apprendo del tentativo di aggressione da parte di Gipo ai danni di La Ruina,
scopro che Gipo - qui in commissariato - ha preso un po di botte ma non ha detto un cazzo
e che Mussi e Di Paolo sono andati a fare la spesa a casa della Orlando.
Le impronte trovate sui bicchieri a casa di Gipo erano effettivamente della vittima.
La telefonata della Orlando a casa di Gipo da farsi risalire intorno alla mezzanotte e proveniva da una cabina del telefono un po in periferia, vicino alla circonvallazione.
Gli altri numeri di telefono non sono ancora stati controllati.
La deposizione di Alberto, lamico del test n1 parla di una lite tra Gipo e la vittima alluscita del Macaco, un paio dore prima della data del decesso.
Posso andare, ora?
E dove cazzo vuoi andare, Di Paolo?
A casa.
Fa loffeso, fa.
Gli scarabocchio un indirizzo su un foglietto. Vai qua. C una cabina del telefono. Unora prima di morire la Orlando era l.
zona da puttane, ispettore, cosa ci vado a fare?.
Reprimo la tentazione di rispondergli di trovarsene una a poco e andare a fare in culo.
Vai a scoprire che cazzo ci faceva l la Orlando unora prima di morire,
intervista i passanti, i benzinai, le puttane, i gatti, i sassi e i cartelli stradali.
Mi porto Mussi?
No, Mussi lo mettiamo a controllare i numeri di telefono, e Caminati a decifrare quello che avete sequestrato in casa Orlando.
Mi pizzica il braccio e mi ricordo che ho ancora lago attaccato e la flebo in tasca.
Cerco una specie di stampella, ne trovo una in infermeria e ci attacco su la flebo, cos continua a pomparmi antidolorifico mentre mi cucino sto Gipo.
Entro nella stanzetta degli interrogatori.
Gipo su una sedia al centro della stanza. Si volta di scatto.
Ha il braccio destro fasciato e un piccolo ematoma su un sopracciglio che non risulta da verbale.
E un pazzo, un pazzo, il suo collega un pazzo
S, s, siamo tutti pazzi, e tu sei lunico sano, vero?
S, te lo dico io. Tu sei lunico sano.
Allora adesso respiri profondamente,
ti dai una calmata e ricominciamo tutto da capo.
Come?
No, inizia da dove vuoi, ieri, laltro ieri, la settimana scorsa
Lo sai cosa voglio sapere, quindi risparmiami la tua infanzia e cerca di venirmi incontro.
BOYFRIEND
S, certo ispettore, i fatti di ieri notte, come dice lei,
tutto quello che vuole, per non sono stato io, vogliono incastrarmi,
il suo collega daccordo con La Ruina per incastrarmi,
io con quello non ci ho mai avuto a che fare, niente, non mi piace quello l.
No, non volevo ucciderlo, avevo paura perch quello cercava di ricattarmi.
S, La Ruina, quello, non il suo collega, io non capisco che cazzo ci fa in libert,
quelli come lui dovrebbero stare dentro.
Come? Questa mattina? Ero a casa, a casa mia.
S ero a casa mia.
Ehi, ehi, piano con le mani, per favore
Cera lei? Ah, lei era a casa mia, questa mattina. Io, si vede che ero uscito. S, ero appena uscito.
No, le orecchie no, Ahiaaa ahi, no, no, ero in macchina. In macchina.
S, s, va bene, stavo scappando perch avevo paura. La Ruina mi ha ricattato, glielho detto, cos stavo scappando.
S, poi invece sono tornato perch volevo mettermi ho pensato che potevo mettermi daccordo con la Ruina, sono una persona ragionevole.
Con la chiave inglese, s certo. Be, perch lui aveva il coltello, allora io mi sono portato la chiave inglese.
S, con calma per, eh!
Voleva dei soldi, lui aveva dei problemi con della gente che voleva dei soldi da lui e allora voleva che glieli dessi io, cinque milioni.
Glielho detto perch, io non ho mai avuto niente a che fare con lui, era daccordo col suo collega, se non glieli davo mi tirava in mezzo alla faccenda di Elisa, allora io ho avuto paura, omicidio, sono scappato e poi sono tornato indietro.
Elisa Orlando era la mia fidanzata, s, io manco sapevo che era morta.
Lultima volta che lho vista sar stato laltro ieri.
Ehi, ehi, no, piano, piano.
S, ha ragione, ieri pomeriggio era a casa mia, mi ero dimenticato, s, ieri pomeriggio eravamo insieme, quella allora lultima volta che lho vista.
Ah, no, s, vero - calma, eh! - ieri sera, al Macaco, al Macaco, s. Eravamo insieme al Macaco. S. Non centro, non lho uccisa io, siamo stati insieme, normale, la mia ragazza.
Era. Non so, non mi ricordo fino a che ora. Non lo so. ero un po fatto ispettore, anche lei era un po fatta.
Non mi ricordo, glielho detto, ero fuori di brutto, non mi ricordo un cazzo, ma non lho uccisa io, io non le faccio queste cose, poi io lamavo, cazzo, com morta?
S, lascolto. Okay. Okay.
S. Alle tre e mezza venuta a casa mia, confermo, eravamo rimasti daccordo cos.
Poi? Dice quando siamo stati a casa? Boh? Le solite cose
S, due birre. Due birre, vero, poi ci siamo fatti qualche canna e una pistina prima di fare lamore.
Coca s. Poca. Compro, non spaccio, io
Siamo usciti. S. Al Macaco, come ha detto lei.
Abbiamo bevuto un po, poi arrivato La Ruina e ho comprato un po di roba. Poca.
Poca perch non avevo soldi.
No, non ce li avevo, non sono mica una banca!
Ispettore, io sto nella merda coi soldi, La Ruina si lamenta che ci il debito ma io non che sto messo meglio, mi spezzano le gambe si figuri che al Macaco ha pagato Elisa le birre, pensi che figura di merda.
S per questo che scappavo questa mattina, devo restituire dei soldi, mi spezzano le gambe.
S anche per quello, tutto insieme.
S, quando La Ruina mi ha chiamato per dirmi che gli dovevo portare cinque milioni io ero gi lontano, per quello che non sono andato allappuntamento.
Lappuntamento con La Ruina.
Credevo che lo sapesse. Quello mi chiama e mi dice di portargli i cinque al bar Le Coccole entro unora, io ero in macchina che me la stavo dando, e l vengo a sapere che Elisa lhanno uccisa perch me lo dice La Ruina.
No che non lo sapevo ancora, non sono stato io glielho detto.
Okay torniamo indietro.
Al Macaco, s, io compro un po di roba, e Elisa paga da bere.
Non so che ora era.
Le undici, s, pu darsi.
Le hanno detto che litigavamo, chi glielha detto? Okay, okay, non sono cazzi miei!
Litigavamo s, litigavamo perch normale, no, tra fidanzati, ogni tanto c bel tempo, ogni tanto piove
No, no, non si incazzi cerco di ricordarmi, mi sforzo!
I soldi, s, la faccenda dei soldi, solo che
no, non era incazzata che aveva dovuto pagare lei, che a lei piace un certo tipo di vita, pippare, sballarsi, cene care, club, cio, quando mi girava bene la facevo divertire di brutto io, e le donne si abituano, lo sa meglio di me.
Io avevo quel problema di soldi, che ho ancora, porca puttana, un problema momentaneo, cose che si superano e poi tutto a posto
Eravamo tutti e due parecchio fuori a quel punto della serata.
S, lei era incazzata perch in quel momento le ho detto che ero a secco e che avevo anche un grosso debito e non glielavevo detto prima.
Io? io non ero incazzato con lei, cio, ero incazzato perch non capiva, non voleva capire
capire cosa, che era un problema di tutti e due. E che lo dovevamo risolvere tutti e due.
Eravamo in macchina a quel punto, s, nella mia macchina.
Ora? Ora parcheggiata sotto casa di La Ruina.
Saranno state le undici allora, non so, eravamo appena usciti dal locale.
Le ho detto non mi ricordo esattamente le parole.
Il concetto? S, il concetto era, era una specie di proposta per superare questo brutto momento.
Cio, io ho pensato che se mi piaceva fare luomo quando uscivamo, e pagare io e farla divertire, dovevo prendermi la responsabilit di farlo anche quando cerano dei problemi. E impormi e non farmi tanto mettere sotto da piagnucolii o che.
S, io allora pensavo che se lei batteva un po, in una o due sere potevamo tirare su quelle due lire che ci servivano per metterci a posto.
Lei? Eh, lei si incazzata, per io - io ero in quel trip - avevo visto la soluzione del problema, io ragiono cos, no? Vedo il problema, ci sto male un po, poi di colpo vedo la soluzione e la soluzione quella e basta, non so come ragiona lei, ispettore.
Be, lei non voleva a nessun costo, allora io le ho dato due o tre schiaffi, ma piano, poi lei si messa a piangere, io mi sono preso pena ma ormai avevo deciso, ci siamo fatti due pippate, un sorso di vodka che avevo in macchina e poi mi venuta unidea.
Per consolarla, cio per fargliela prendere meglio, le ho detto che non cera bisogno che godesse, che le piacesse, no? che doveva solo pensare a me mentre lo faceva, allora ho deciso che dovevamo fare lamore subito e poi quando lei batteva poteva tenersi un buon ricordo.
S, labbiamo fatto l in macchina, ma non stato molto bello, sar anche che tutta la faccenda ci aveva un po intristiti a tutti e due.
Lho accompagnata in circonvallazione dove c lAgip e le ho detto che io stavo dallaltro lato della strada a controllare il movimento e che non si doveva preoccupare.
A mezzanotte arrivato un cliente, aveva tipo un macchinone, BMW, io ho pensato, ecco, se non scema qui gi ci pu fare dei soldi.
Lei salita in macchina, io non lo so cosa fanno i magnaccia in quei casi, ho visto che la puttana che era l con Elisa non aveva nessuno che la guardava e ho pensato, normale cos.
No, li ho seguiti lo stesso, cercando di stare a distanza, per non insospettire il tipo, solo che poi li ho persi.
Ho pensato di andare a casa e tornarla a prendere nella piazzola pi tardi. Poi ho pensato di tornare subito alla piazzola. Poi ho cominciato a bere della vodka e ho finito la bottiglia e mi sono addormentato.
In corso Gastaldi, s ho dormito in macchina l.
No, non lho pi rivista, stata quella lultima volta che ho visto Elisa, sar stata mezzanotte.
S, mi sono svegliato verso le cinque. Sono tornato di corsa alla piazzola e non cera, il cellulare suo ce lavevo io in macchina, lei non mi aveva chiamato e io ho pensato che probabilmente era incazzata e senzaltro non aveva fatto soldi.
Insomma, ho provato a chiamarla a casa ma non ha risposto nessuno, allora, non lo so perch, ma dovevo restituire i soldi che dovevo, Elisa non sapevo dove trovarla e ho cominciato a scappare, dopo un po mi ha telefonato La Ruina, ecco tutto.
BITCH
Pomeriggio, davanti allAgip.
C il benzinaio quello giovane, che pi simpatico.
A quello vecchio, che credo il padrone non gli piace che io lavoro qua davanti,
invece quello giovane sempre gentile e ogni tanto mi porta anche caff.
Oggi non si lavora tanto, domenica pomeriggio, quasi tutti stanno a casa con le loro mogli.
Qui vicino c un poliziotto che continua a fare domande a tutti e al benzinaio e io non so come faccio a lavorare se c qui macchina della polizia.
Poliziotto chiede anche a me se conosco ragazza di una foto che fa vedere ma io non posso parlare con polizia, e dico no, no, non capisco lingua, non conosco, vai via.
Poi dopo altro tempo che il poliziotto ormai andato via e io ho anche fatto del lavoro con camionista si ferma una macchina con due uomini.
Io dico che con due no, non lavoro, perch spesso ti prendono in giro o alla fine non ti pagano ed pericoloso, ma quello che guida mi dice di stare tranquilla che solo lui, che lamico lo accompagna solamente e alla fine salgo.
Quando vedo che cerca parcheggio vicino alla casa della polizia chiedo dove andiamo e lui mi dice a casa sua ma lamico sempre in macchina con noi e io comincio a non fidarmi.
Infatti ho ragione perch parcheggia e mi spiega - molto gentile - che lui si chiama Salti, come i salti, e lamico in macchina mi ha riconosciuta che laltra sera lavoravo con la ragazza della fotografia.
Mi dice che non mi vuole mettere in prigione e che mi deve fare solo poche domande su quella ragazza.
Io ho paura, non voglio, perch se i miei padroni viene a sapere che sono stata l con loro passo il grosso guaio.
Poliziotto insiste che molto importante che io parli con lui perch la ragazza della foto scomparsa e io posso aiutarli per la ragazza.
Io non voglio e piango e dico di lasciarmi andare via, lasciarmi andare via che ho paura.
Poliziotto allora mi spiega che conosce bene la nostra situazione e che non vuole farmi del male. E dice anche che se voglio lui mi garantisce la sua protezione, i miei padroni non mi trovano e lui mi fa riportare a casa.
Io gli dico che a casa c la guerra, non voglio andare e voglio i documenti italiani.
Mi dice che quello che io chiedo un po troppo per quello che mi chiede lui, ma se io gli dico cose interessanti e io posso servire ancora a lui per il processo e cose cos chiede al suo capo di farmi avere i documenti e nel frattempo mi mette in un programma di protezione.
Gli dico che parlo con lui se prima mi fa telefonare alla mia familia.
Cos mi porta su in suo ufficio, e mi d il telefono.
Faccio molta fatica a trovare la linea libera ma lui mi lascia fare tanti tentativi con pazienza e alla fine, dopo tanti mesi, riesco a sentire la voce di mia mamma.
Mi viene subito da piangere ma non voglio che lei si preoccupa, cos cerco di non piangere, voglio sapere di loro.
Mi dice che hanno passato un brutto periodo per causa della guerra, che stato molto difficile e che la zia morta, ma non per la guerra.
Poi mi chiede perch non ho telefonato e io invento una scusa di soldi.
Poi gli racconto che faccio la cameriera e che forse sto per trovare lavoro con la musica.
Piangiamo tutte e due, vorrei sentire voce di pap e di fratello ma non sono in casa. Finisce la telefonata e io prometto che richiamer presto.
Poliziotto mi d il fazzoletto per asciugarmi gli occhi e mi fa vedere la foto di ragazza.
S lei, non lavevo mai vista prima, ma ieri ha lavorato con me.
Mi chiede di BMW, gli dico che non sono pratica di macchine, comunque era una costosa, grossa, nera.
Mi chiede se conoscevo lautista e io dico che no, non lo conoscevo.
Mi dice se secondo me era pericoloso e io gli dico no, non credo perch quando era tornata la ragazza stava bene.
Per piangeva e era ubriaca, secondo me era la prima volta che lavorava. Mi ha chiesto se avevo visto suo fidanzato ma no, non sapevo che aveva fidanzato e mi sembra strano che ragazza con fidanzato fa il lavoro che faccio io.
Allora lei va nella cabina del telefono per chiamarlo per non lo trova. Torna in piazzola e si siede per terra che stanca e ha freddo. Tanto.
Poliziotto mi chiede quando stata ultima volta che io ho visto ragazza e io gli racconto che venuta una macchina con due signori.
Io parlo con loro, cio con uno di loro perch sono ubriachi e quello che non guida dorme.
Quello sveglio mi dice che cercavano due ragazze per divertirsi un po, io non credo che mia amica voglia ancora lavorare per quello mi fa vedere molti soldi e mi dice Tutte e due.
Io allora vado dalla ragazza della foto e spiego situazione. E lei mi dice Come vuoi.
E mi sembra strano come vuoi, per io devo lavorare, cos la prendo e saliamo dietro in macchina.
Il tipo che guida chiacchiera un bel po, poi laltro si sveglia e quello gli dice cose tipo: Sorpresa, guarda che belle fighette che ho trovato. La mia la straniera.
E qui succede una cosa un po strana perch il signore che si appena svegliato si volta, ci guarda, e poi la ragazza della foto gli dice Ciao, come se si conoscessero.
E lui guarda laltro tipo e dice Gi, proprio due belle fighette. E poi non dice pi niente.
E arriviamo dove c la macchina dellaltro tipo e lui prende ragazza per un braccio e la tira fuori e io vado via a lavorare con quello che guidava.
Poliziotto mi chiede se so i nomi ma io non li so, quello col quale ho lavorato io voleva che lo chiamassi Sultano ma non credo che fosse davvero il suo nome.
Ora poliziotto vorrebbe che io guardassi due pile alte cos di foto per vedere se ci sono quelli della macchina e se non li trovo di lavorare con un disegnatore ma io gli dico che tardi, che devo tornare a lavorare, che mi ammazzano se torno senza soldi.
Allora poliziotto chiama il suo capo, e io spero che non mi dica bugie perch la telefonata la sento. Mi dice di pensarci cinque minuti, se accetto di lavorare con lui ancora mi mette nel programma di protezione e alla fine mi d i documenti italiani che il suo capo daccordo.
Io faccio finta di pensarci cinque minuti ma in realt decido subito.
Mi fido di lui perch io quella vita non la voglio pi fare, e se mi devono ammazzare pazienza. C chi nasce per vivere e chi nasce per morire come la ragazza della foto. Speriamo bene.
Cos mi fa guardare un giornale di macchine e io riconosco quella delluomo che andato via con la ragazza. Si chiama Punto Rossa.
Poi mi fa vedere tante foto per - forse anche per il fatto che era notte - non riesco a trovare i due uomini.
Allora comincio a lavorare col disegnatore e stiamo tantissimo tempo perch io non riesco a ricordare bene la faccia.
Alla fine viene fuori un disegno che un po gli somiglia anche se io non sono sicura, allora chiamiamo il poliziotto di prima e lui guarda bene il disegno.
Mi chiede se sono proprio sicura e io gli dico di no, che abbiamo fatto del nostro meglio ma proprio difficile ricordare.
Il poliziotto vuole stare da solo un attimo e mi fa uscire dal suo ufficio. Un ragazzo gentile mi porta un t caldo e fa due chiacchiere con me.
Poi il poliziotto esce dallufficio suo con una foto nuova e me la fa vedere.
E lui, luomo che era con lei, sono sicura.
Il poliziotto dice una parolaccia tra s e s e si prepara in fretta per uscire.
MOTHER
Non posso dire che larresto di mio marito mi abbia sorpreso pi di tanto.
Certo non me laspettavo. Ma neanche la morte di Elisa mi aspettavo,
e questo mi ha messa nel mondo delle cose che non mi aspettavo
e che invece accadono.
La polizia venuta qui ed ha arrestato un certo Mario.
Una puttana lha riconosciuto.
Oggi mi era sembrato un estraneo.
Poi sono andata indietro col ricordo ed diventato sempre pi estraneo.
Mentre io ero a cena con le mie amiche, mio marito usciva ubriaco da una cena di ingegneri.
Il suo amico Andrea ha proposto di andare a puttane alla faccia delle rispettive mogli.
Mario ha vomitato un po di grappa e ha acconsentito ridacchiando, poi si addormentato nella macchina del suo amico.
Si risvegliato davanti allAgip della circonvallazione dove abbiamo sempre fatto benzina insieme.
Dove aveva sempre guardato le puttane dallaltro lato della strada.
Dicendomi Poverine, che vita che fanno.
Quando si svegliato, Andrea gliene ha fatte trovare due sul sedile di dietro.
Ha accompagnato Mario alla sua macchina, lha lasciato l con Elisa ed andato a farsi la sua.
Si sono guardati.
Mario aveva schifo a chiamarla Elisa.
Lei aveva schifo a chiamarlo pap.
Gli ha sorriso. Il sorriso si trasformato in una risata.
Mario ha cercato di interromperla con una sberla.
Mia figlia crollata a terra senza smettere di ridere.
Mario ha continuato a colpirla finch non ha sentito il silenzio, e con lui la morte.
Ha caricato il corpo di Elisa nel bagagliaio della macchina.
Lha portata in una strada fuori citt. Lha spogliata e deposta in un fosso.
tornato a casa, si cambiato dabito, ha messo i vestiti sporchi di sangue in un sacchetto della spazzatura assieme a quelli di Elisa ed andato a buttarli in un cassonetto.
tornato di nuovo a casa e si messo a letto dove lho trovato unora dopo.
Gli ho chiesto se Elisa era tornata.
Mi ha risposto No.
PUSHER
andata a finire che lhanno preso e lui non ha opposto resistenza.
Una ragazza morta e una mamma ha perso tutta una famiglia che forse non esisteva gi pi.
Una puttana stata tolta dalla strada e forse la questura le far avere dei documenti italiani.
La nostra cittadina diventata famosa in TV e ieri c stato un grande incontro sulla sicurezza.
Cera il Ministro che diceva che la lotta alla criminalit al primo posto e bisogna pulire le citt,
e il questore che diceva che tutti i loro sforzi sono volti a far sparire certa feccia.
Intanto senza spaccini e puttane non avrebbero mai risolto il caso Orlando.
Doveva esserci anche il Salti allincontro sulle citt pulite, ma la sua ulcera si perforata e appena chiusa la faccenda Orlando si messo in malattia.
Cos al posto suo andato Di Paolo a vantarsi di come aveva risolto il caso.
Gipo ci ha perso una fidanzata e si fatto ventiquattro ore proprio brutte.
Io mi sono guadagnato un braccio rotto e sono rimasto con un problema da cinque milioni con quelli di Milano.
Ho chiesto al Salti se poteva darmi una mano in qualche modo, che in fondo io lavevo aiutato a risolvere il caso, e alla puttana le aveva dato qualcosa in cambio
Il Salti mi ha risposto Non sono mica la Caritas e mi ha detto che per se mi interessava mi poteva raccomandare per un lavoro serio in un supermercato.
Lho mando affanculo, e lui si fatto una bella risata.
Vado da Gipo che tornato a casa.
Gli dico che mi ha rotto un braccio con una chiave inglese e mi deve un risarcimento, un indennizzo di cinque milioni.
Lui si incazza come una biscia e mi dice Secondo te, se ce li avevo, mandavo la mia fidanzata a battere?
Cos mi racconta che anche lui ci i suoi debiti e anche lui li dovrebbe risolvere in settimana.
Allora io penso Vuoi vedere che lunione fa la forza?
Gli racconto tutta la storia che mi era capitata con quello che si era preso un etto di roba, doveva darmi sette milioni e invece quasi mi uccideva.
Non lavevo mai visto, non so chi cazzo , per so che ha i soldi e so dove abita.
Cos - proprio nel giorno della grande conferenza sulla sicurezza - organizziamo una specie di rapina a mano armata in casa sua, che poi sarebbe un sollecito di pagamento.
Questa volta la Beretta la porto carica che non si sa mai, il Gipo viene con me e si porta la chiave inglese.
Suoniamo al campanello del tipo e non ci apre. Suoniamo un po di campanelli a caso e alla fine ci aprono il portone.
Saliamo le scale che sembriamo Staski e Hutch e arriviamo fino al suo interno.
Gipo sarebbe per andarsene, io dico Intanto entriamo, poi se c qualcosa da rubare, bene, se no lo aspettiamo in casa.
Insomma, la porta una blindata e non saprei proprio come scassinarla, per aperta.
Cos abbassiamo la maniglia ed entriamo.
Porca troia il mio creditore penzola con la lingua di fuori appeso al lampadario.
Qualcuno pi cattivo di noi stato qui prima di noi. Insomma, non sappiamo bene come, ma prima o poi la polizia andr a sbattere contro questo cadavere.
E per un motivo o per laltro noi ci siamo dentro fino al collo.
Usciamo di casa attenti a non lasciare impronte e
fin
Ringraziamenti
A Serena e Fausto che mi hanno chiesto di scrivere questa roba,
Ai dottori Paravidino e Cristofolini per le consulenze sanitarie e di medicina legale,
A Simone per altre consulenze,
A tutti quelli a cui ho rubato il nome o le parole per prestarle ai personaggi,
A Iris senza la quale non riesco a far niente.
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