Ne so tante sul Sol Levante

di Andrea Oldani

Una commedia incentrata sul Giappone pu nascere solamente dopo un viaggio in Giappone. il mio testo preferito ed, ovviamente, non mai stato portato in scena da alcuna compagnia. Ha come cardini, in una vicenda famigliare, la passione della moglie, Lucia, per la cultura nipponica e, soprattutto, il terrore del marito nel volerle confessare la sua ignoranza ed il suo disinteresse nei confronti degli usi del Sol Levante.

Il personaggio di Dario, il fratello di Lucia, basato sul modo di vedere il teatro kabuki da parte di Meme, mitico tecnico del GTTempo.

Il Maestro Okuno porta nel nome un omaggio ad un mio caro amico giapponese, Shigeki, che parla (e scrive) un ottimo italiano imparato alla radio.

Il menu a base di Tofu , all'incirca, quello che abbiamo mangiato durante una cena in un ristorante di Nara.


PERSONAGGI

Ettore: marito di Lucia

Lucia: moglie di Ettore

Iango: aiutante del Maestro Okuno

Maestro Okuno: Maestro Giapponese

Elisa: amica di Lucia

Aldo: amico di Ettore

Dario: fratello di Lucia

Un Agente di Polizia


Primo Atto

Prima Scena

Scena: soggiorno di una casa arredata in stile giapponese. Il sipario si apre e Lucia al telefono.

Lucia: ...ti assicuro che bellissima, una meraviglia, dovresti vederla. No, Ettore non lha ancora vista. Dovrebbe tornare oggi dalla fiera di Stoccarda. Sar una sorpresa. Tutto in perfetto stile giapponese, mi costato una fortuna ma vuoi mettere leffetto? Non vedo lora di organizzare una festa. Ma certo che ti inviter, sciocchina. Ma mi raccomando, il kimono dobbligo. No, no. Niente scuse. Quello che abbiamo visto su internet era perfetto per te, ed il prezzo mi sembrava ottimo. Ti assicuro che farai un figurone. Aspetta aspetta, ho sentito il cancello, Ettore che torna, ti richiamo dopo. Ciao ciao. (riattacca) Adesso spengo la luce perch voglio fargli un sorpresa.

(Buio)

Ettore: (apre la porta) Tesoro sono a casa! Che buio, ma non c nessuno? Accendiamo la luce. (luce, Ettore arriva con un trolley da viaggio) Tesoro sono a cas (meno convinto) casa. No, questa non casa mia. Che figura, speriamo non si sia accorto nessuno. Spegniamo la luce. (Buio, esce)

(silenzio)

Ettore: (rientra e riaccende la luce) Eppure questa la casa. Le chiavi sono giuste. Mah! (si guarda attorno perplesso) Abbiamo avuto i ladri. (guarda il tavolo) Hanno segato le gambe del tavolo, ah ladri. Ladri e falegnami. (urla) Tesoro, tesoro! E hanno anche rapito mia moglie. Devo chiamare subito la polizia. (va al telefono, agitato) Pronto, Polizia. Aiuto! Ho subito un furto in casa mia. Furto e rapimento di mia moglie.

Lucia: (entra dalla cucina, eccitatissima) Ciao Tesoro!

Ettore: (al telefono) No, solo furto, nessun rapimento, mia moglie ricomparsa. Un furto da ladri falegnami. S, falegnami, ha capito bene. No, non sono ubriaco.

Lucia: Allora? Ti piaciuta la sorpresa?

Ettore: (al telefono) Aspetti, che forse nemmeno i falegnami sono dei ladri.

Lucia: Ladri?

Ettore: (al telefono) Mi scusi agente, mi sa che ho sbagliato numero. No, non sono ubriaco. No. troppo difficile da spiegare. Mi scusi il disturbo. Daccordo. (riaggancia, alla moglie) Mi vuoi spiegare cosa succede?

Lucia: Come cosa succede?

Ettore: Non riconosco pi la mia casa!

Lucia: Non ti piace il nuovo arredamento?

Ettore: Nuovo arredamento? Pensavo fossero venuti i ladri! Hai segato le gambe del tavolo?

Lucia: Ma no! cos!

Ettore: Era in offerta?

Lucia: la moda!

Ettore: Vuoi farmi credere che tutti hanno in casa un tavolo senza gambe?

Lucia: S.

Ettore: Scommettiamo che se vado a casa dei nostri vicini, il loro tavolo ha le gambe?

Lucia: Non sono alla moda.

Ettore: Adesso la moda sarebbe avere un tavolo senza gambe?

Lucia: In Giappone cos!

Ettore: In Giappone?

Lucia: Certo.

Ettore: Ti ricordo che siamo in Italia, sempre che il Giappone non ci abbia invaso durante le due settimane in cui sono stato in Germania.

Lucia: Non ci ha invaso nessuno, se non la filosofia di vita nipponica, che mi ha conquistata. E conquister anche te!

Ettore: Filosofia nipponica?

Lucia: Una vita semplice. Minimalista. A contatto con la natura.

Ettore: E chi ti ha messo in testa tutta questa roba?

Lucia: Il maestro Okuno.

Ettore: Il maestro Okuno?

Lucia: S, il direttore di quella scuola di filosofie orientali alla quale mi sono iscritta. Ti ricordi? Quella che mi ha consigliato Dario.

Ettore: Tuo fratello sempre in mezzo. Cosa si inventato questa? Una nuova passione?

Lucia: Si dato anima e corpo al teatro Kabuki, dice che gli ha liberato lanima e lo spirito.

Ettore: E ovviamente ha trascinato anche te nei suoi giri.

Lucia: Devo solo ringraziarlo. Mi ha cambiato la vita. Ora vedo tutto sotto unaltra luce. Dobbiamo eliminare il superfluo dalla nostra vita.

Ettore: Tipo le gambe del tavolo?

Lucia: Tipo le gambe del tavolo.

Ettore: (guardandosi in giro) E le sedie.

Lucia: E le sedie.

Ettore: E il televisore! Dov finito il televisore?

Lucia: Dobbiamo usare la fantasia. Non abbiamo bisogno del televisore.

Ettore: Eh?

Lucia: Passeremo le serate a meditare e a raccontarci storie fantastiche.

Ettore: E mi racconterai anche le partite usando la fantasia?

Lucia: Vedi, sei troppo attaccato alle cose terrene. Devi liberare lanima!

Ettore: E in questa filosofia orientale sono compresi i pasti o dobbiamo usare la fantasia anche per quelli?

Lucia: Sono compresi, tesoro mio. Pasti succulenti e sani.

Ettore: Per fortuna. Ho una certa fame.

Lucia: Allora preparati, che tra un attimo servo in tavola. Vado a finire di cucinare. (esce verso la cucina)

Ettore: Finalmente un pasto decente. Ah, non c nulla al mondo come la cucina italiana. (alla moglie) Devi provare ad assaggiare le schifezze che mangiano in Germania. Terribili. (guarda il tavolo, perplesso) Sar anche alla moda ma davvero scomodo. (si siede a gambe incrociate)

Lucia: (entra dalla cucina con una zuppiera) pronto Tesoro mio! (grida) Ahhh!

Ettore: (spaventato) Che succede?!

Lucia: Le scarpe!

Ettore: Le scarpe?

Lucia: Hai le scarpe!

Ettore: Certo!

Lucia: Toglile subito!

Ettore: Toglierle?

Lucia: In una casa giapponese non si mettono le scarpe. Si cammina scalzi sul tatatmi?

Ettore: Sul tatami?

Lucia: S. Il morbido e caldo pavimento delle case giapponesi.

Ettore: Vorrei farti notare che siamo in Italia. E il nostro pavimento in marmo. Duro e freddo!

Lucia: Non ho ancora provveduto a rivestirlo con i tatami, ma presto sar del tutto simile alle case giapponesi.

Ettore: Tatami al posto del marmo? Ci costato una fortuna un pavimento cos!

Lucia: Vedrai caro, apprezzerai anche tu la comodit del tatami. Adesso togli le scarpe.

Ettore: Quando arriver il tatami, toglier le scarpe.

Lucia: Togli le scarpe, altrimenti niente cena.

Ettore: Mi tratti come un bambino.

Lucia: Ti comporti come un bambino.

Ettore: E va bene. In questo momento farei di tutto per una cena come si deve. (si alza e toglie le scarpe. Le appoggia accanto al tavolo)

Lucia: Fuori!

Ettore: Cosa?

Lucia: Le scarpe vanno fuori dalla porta.

Ettore: Ma stai scherzando?

Lucia: Metti le scarpe fuori, altrimenti niente cena!

Ettore: Inizio a rimpiangere la Germania. (porta le scarpe fuori dalla porta)

Lucia: Bravo.

Ettore: Adesso possiamo mangiare?

Lucia: Certo, tesoro mio!

Ettore: Finalmente, certo che davvero scomodo mangiare in questo modo.

Lucia: Ci farai labitudine e vedrai che ti sembrer comodissimo.

Ettore: Sar.

Lucia: Adesso non lamentarti. (appoggia la zuppiera sul tavolo)

Ettore: Ah ah, la mia mogliettina sbadatina. Hai dimenticato le posate. Ma non ti preoccupare, vado io a prenderle.

Lucia: Tu non vai da nessuna parte. Non ho dimenticato nulla. In Giappone non si usano posate.

Ettore: Non si usano posate?

Lucia: Si mangia con comode bacchette.

Ettore: Bacchette?

Lucia: Sempre a lamentarti.

Ettore: Mi sembra assurdo. Ok, non mi lamento pi.

Lucia: Bravo, e adesso una bella ciotola di zuppa di miso.

Ettore: Zuppa di che?

Lucia: Zuppa di Miso. (porge la ciotola)

Ettore: Questa brodaglia?

Lucia: buonissima.

Ettore: Mah, c qualcosa che galleggia.

Lucia: Alghe!

Ettore: Alghe?!?!?

Lucia: Sono buonissime!

Ettore: (sbraitando) Ma basta! Me ne sto via per lavoro due settimane, torno a casa e mi trovo la vita stravolta! Il tavolo non ha le gambe, la tv sparita, le scarpe vanno messe fuori e mi tocca bere una zuppa con le alghe! Ma ti sembra normale?

Lucia: C anche del sushi.

Ettore: Sushi?

Lucia: Riso con aceto e pesce crudo.

Ettore: Ma scherziamo?! Sai cosa faccio? Vado a dormire senza cena! Mi butto sul letto e domani mattina, quando mi sveglier, questo incubo sar finito. (esce verso le camere)

Lucia: Ehm, tesoro

Ettore: (urla) Ahhh! Hanno rubato il letto!

(buio)

Seconda Scena

Stessa scena precedente. Lucia ed Elisa stanno parlando, sono entrambe in kimono.

Lucia: Ti sta divinamente bene!

Elisa: Mi sento un po strana.

Lucia: Devi farci labitudine, ti assicuro che un abito comodissimo ed elegantissimo.

Elisa: Bello bello, ma

Lucia: Niente ma! Sei bellissima con questo kimono. E vedrai che figurone faremo alla festa.

Elisa: Sono decisamente curiosa, ma quante persone hai invitato?

Lucia: Tutte quelle del corso di filosofia orientale, pi qualche amico e parente. Saremo una trentina di persone.

Elisa: Tutte in kimono?

Lucia: Assolutamente!

Elisa: Ma come?

Lucia: Su questo sono intransigente. Deve essere una vera festa giapponese, con cerimonia del te e tutto il resto, quindi il kimono dobbligo.

Elisa: Ma non per tutti sar semplice trovarlo.

Lucia: Ma di, con internet e un po di fantasia un ostacolo facilmente sormontabile.

(entra Ettore da destra, indossa un kimono abbondantemente piccolo e ha unespressione seccata)

Elisa: Ciao Ettore.

(Ettore non risponde e si dirige verso la cucina senza curasene)

Lucia: Tesoro, Elisa ti ha salutato.

Ettore: (mugugna qualche parola incomprensibile)

Elisa: Come?

Ettore: Sagaiolara (poco convinto)

Elisa: Eh?

Ettore: Saraiolaga (ancora meno convinto)

Lucia: Di caro, dillo bene.

Ettore: Saratoga! (con enfasi, come se fosse sicuro di aver fatto centro)

Lucia: No! No! Sayonara! Sayonara!

Ettore: Vabb, ciao Elisa! (esce verso la cucina)

Lucia: Non si applica, non si applica.

Elisa: Ma gli stai insegnando il giapponese?

Lucia: Almeno a salutare e ringraziare. Ma non riusciamo a fare progressi.

Elisa: E il kimono?

Lucia: Lasciamo perdere.

Elisa: un tantino

Lucia: Piccolo, lo so. mio.

Elisa: Tuo?

Lucia: S, ho fatto di tutto perch ne comprasse uno, lho portato al negozio per provarlo. Ce nera uno giallo e lilla che gli stava una favola, ma non c stato verso. Testa dura.

Elisa: E lo mandi in giro con il tuo.

Lucia: Certo! La festa deve essere un successo e non voglio che lui la rovini vestendosi fuori tema.

Elisa: Ma con questo non fa una bella figura.

Lucia: Lo porter per il tempo necessario ad abituarsi allidea, dopodich ne compreremo uno meraviglioso che ho visto su internet. Sembrer un vero samurai.

Ettore: (entra dalla cucina) Tesoro, ho una fame tremenda.

Lucia: Ma non hai mangiato abbastanza a pranzo?

Ettore: (sarcastico) Mah, prenderei volentieri dellaltro po di alghe, sai che non posso pi vivere senza le alghe.

Lucia: Oh tesoro, sapevo che ti sarebbero piaciute.

Ettore: Le adoro! (sarcastico) Elisa, vuoi favorire una bella ciotola di alghe?

Elisa: Mah, veramente.

Ettore: Sono buonissime, magari anche del tofu?

Elisa: Ma

Ettore: (continua, in crescendo) ...del sushi di tofu, condito con salsa di tofu e vermicelli di tofu

Lucia: Ettore, non sei divertente

Ettore: (c.s.)...tofu fresco, tofu in salsa di soia, tofu bollito, tofu al naturale

Lucia: Ettore finiscila

Ettore: (c.s.) ...affettato di tofu, dolcetti di tofu, tagliata di tofu, tofu gratinato

Lucia: Basta!!!

Ettore: (c.s.) ...tofu farcito con tofu, ottimo sai?

Lucia: Non fai ridere per niente

Ettore: (c.s.) ...ha tutto quel fantastico, inimitabile, straordinario gusto

Lucia: Smettila

Ettore: (c.s.) ...gusto di

Lucia: Ettore

Ettore: (sbottando) di Niente Non sa di niente, completamente niente!!!

Lucia: Tu vuoi rovinare la mia festa!

Ettore: Tu hai rovinato la mia dieta! (esce verso la cucina)

Lucia: Se non ti piace puoi evitare di mangiarlo! Scusami Elisa, mi vergogno per il comportamento di mio marito.

Elisa: Non ti preoccupare, gli uomini non capiscono le nostre passioni.

Lucia: La cucina giapponese priva di grassi e di eccessive calorie, naturale e salutare.

Ettore: (entra dalla cucina) Certo, salutare. Ciao Ciao gusto. (saluta con la mano)

Lucia: Finiscila!

Ettore: Elisa, perch non resti a cena con noi, per condividere questo cibo salutare? (fa ciao ciao con la mano)

Elisa: No grazie. Ho degli amici a cena. Franco ha fatto la sua famosa carbonara.

Ettore: Carbonara, hai detto?!?!?

Elisa: Certo! Lui ha una ricetta speciale. Uova, guanciale di qualit, pecorino, pepe e un ingrediente segreto che non mi vuole svelare.

Ettore: (con aria sognante) Guanciale Pecorino pasta!!!

Elisa: Anzi, devo andare altrimenti faccio tardi per la cena. Franco avr bisogno di una mano.

Ettore: Che invidia.

Lucia: Ciao Elisa, ci vediamo presto.

Elisa: Sicuramente.

Lucia: E mi raccomando, preparati per la festa.

Elisa: Puoi contarci. Ciao Ettore, buon appetito. (esce)

Ettore: Brava, brava, prendimi in giro.

Lucia: Che figure che mi fai fare.

Ettore: Come?

Lucia: Ti sembra il modo di comportarti?

Ettore: Io? Ti sembra il modo di vestirmi? Sembro Hulk, lincredibile Hulk giapponese.

Lucia: Non hai voluto comprare quello della tua taglia.

Ettore: Vorrei potermi vestire come tutta la gente sana di questo paese.

Lucia: Tu non assecondi mai i miei progetti.

Ettore: Ma

Lucia: Sei sempre il solito, sai che ci tengo tanto a questa festa.

Ettore: E va bene, ma dopo la festa si torna vestirsi normalmente.

Lucia: Promesso.

Ettore: E a mangiare come Dio comanda!

Lucia: Daccordo.

Ettore: E adesso vado

Lucia: Dove vai?

Ettore: A farmi una scorpacciata di buonissime alghe pensando alla carbonara di Franco (esce verso la cucina)

Lucia: Non strafogarti. (squilla il telefono) Rispondo io. Pronto. Ah, buongiorno signor Iango. S, s, tutto bene. I preparativi della festa stanno andando a gonfie vele. Tutto secondo la tabella di marcia. Voglio che sia tutto perfetto. Oh, come dice? Certo che il maestro sar il benvenuto. Come? Dice sul serio? Non ci posso credere!?!? Grazie, signor Iango. Grazie mille! Lei mi ha reso la donna pi felice del mondo. Grazie! (riattacca e rimane immobile a fissare il vuoto)

Ettore: Tesoro, (entra dalla cucina) tesoro, secondo te col Tofu meglio la salsa di soia o il wasabi? (nota che la moglie persa) Tesoro? Tesoro, stai bene? Aiuto, non farmi spaventare! (la scuote)

Lucia: Il maestro Okuno.

Ettore: Dov?

Lucia: Il maestro Okuno mi far un grande dono.

Ettore: Dellaltro Tofu?

Lucia: Un dono immenso.

Ettore: Cos tanto Tofu? Ma non ne abbiamo bisogno!

Lucia: (destandosi) Ma quale Tofu? Pensi solo a mangiare? Il maestro ci far un dono molto pi grande. Un dono spirituale.

Ettore: Un dono spirituale?

Lucia: Esatto. Durante la festa della prossima settimana.

Ettore: E in cosa consiste questo dono?

Lucia: Non so se posso dirtelo, non credo che tu sia in grado di comprendere una cosa cos grande.

Ettore: Ah, mi consideri un idiota?

Lucia: Ma no, solo che non ti ritengo spiritualmente pronto. Tutto qui.

Ettore: Dopo che ho fatto tutto questo per te? Dopo che mi sono vestito come un pagliaccio e che ho mangiato alghe per una settimana? Grazie della considerazione.

Lucia: Lo vedi, non sei pronto?

Ettore: Mettimi alla prova.

Lucia: Non so.

Ettore: Prova, non ti deluder.

Lucia: Va bene, daccordo. Mi ha chiamato il signor Iango.

Ettore: E chi sarebbe il signor Iango?

Lucia: Il signor Iango sarebbe lassistente del maestro Okuno.

Ettore: Ah, ok.

Lucia: Dicevo che mi ha chiamato il signor Iango per sapere come stanno andando i preparativi per la festa.

Ettore: Verr anche il signor Iango alla festa?

Lucia: Certo, verr anche il signor Iango alla festa.

Ettore: Ma una cosa fantastica tesoro, sono tanto felice per te.

Lucia: Anchio sono felice.

Ettore: Ti assicuro che non ti deluder.

Lucia: Lo spero proprio ma

Ettore: Non dir a nessuno questo segreto

Lucia: S ma

Ettore: Sar una sorpresa per tutti

Lucia: (spazientita) Mi vuoi ascoltare, non questa la sorpresa! Lo sanno gi tutti che il signor Iango verr alla festa, e anche che verr il maestro Okuno.

Ettore: Ah, scusami io pensavo

Lucia: Non pensare, per favore.

Ettore: Ci prover.

Lucia: Il signor Iango mi ha comunicato che il maestro effettuer il proprio Seppuku alla mia festa! (attende, nessuna reazione da parte del marito) questa la sorpresa!

Ettore: (reagisce) Ah, ecco. Oh tesoro, sono davvero felice per te.

Lucia: (dubbiosa) Hai capito cosa ti ho detto?

Ettore: Certo.

Lucia: Sicuro?

Ettore: (offeso) Certo, ho studiato io!

Lucia: E sei daccordo?

Ettore: Sicuramente, e poi, se ti fa felice far sicuramente felice anche me.

Lucia: Allora, va bene. (suonano al citofono) Apri tu che ho un sacco di cose da fare. (esce)

Ettore: Apro io tesoro, e vedrai che bel Sapporo che organizzeremo.

Lucia: (da fuori) Seppuku!

Ettore: S, s. Come preferisci tu. (apre) Oh, ciao Aldo.

Aldo: Ciao Ettore. (lo guarda) Scusami, ti ho disturbato? Eri in doccia?

Ettore: In doccia? No, no. solo una trovata di mia moglie.

Aldo: Farti andare in giro in accappatoio?

Ettore: Ma no, non un accappatoio. un kimono.

Aldo: Un kimono?

Ettore: Un kimono. Un abito tradizionale giapponese.

Aldo: Certo, un kimono. Vuoi che io non lo sappia?

Ettore: Ma, mi sembrava

Aldo: Sono mezzo giapponese.

Ettore: Cosa sei?

Aldo: Sono mezzo giapponese. Quasi.

Ettore: Quasi?

Aldo: Ma s, hai presente la cugina di mia moglie?

Ettore: giapponese?

Aldo: No, per il fratello del suo compagno

Ettore: giapponese?

Aldo: No, non lui. Ma la cugina della sua ragazza

Ettore: Mmh

Aldo: Ha conosciuto uno su internet che vive in Giappone.

Ettore: Un giapponese?

Aldo: No, uno di Nola che ha un ristorante ad Osaka.

Ettore: E tu saresti mezzo giapponese?

Aldo: Facciamo un quarto?

Ettore: E comunque si fissata con questa faccenda del Giappone. Arte giapponese, cucina giapponese, abiti giapponesi.

Aldo: (si guarda in giro) Eh, vedo.

Ettore: E sta preparando una festa giapponese in grande stile.

Aldo: In kimono.

Ettore: Ovvio.

Aldo: Ma il tuo mi pare un po piccolo. Mi sembri

Ettore: Lincredibile Hulk, lo so.

Aldo: Pensavo ad un idiota, ma anche lincredibile Hulk va bene.

Ettore: Grazie.

Aldo: E ci saranno molti invitati?

Ettore: Credo di s. Tutti quelli del corso di filosofie orientali, compreso maestro ed assistente.

Aldo: Corso di filosofie orientali?

Ettore: Ma s, una nuova passione di Lucia. Tutta colpa di suo fratello.

Aldo: Per, sembra interessante.

Ettore: Poi il maestro far un Sapporo.

Aldo: Un Sapporo?

Ettore: S, qualcosa del genere.

Aldo: E sarebbe?

Ettore: E che ne so? Sar una specie di karaoke.

Aldo: Sembra divertente.

Ettore: Speriamo. Basta che non si faccia troppo rumore. Non vorrei dover litigare con i vicini mentre il maestro fa il suo Sapporo.

Lucia: (entra) Seppuku, tesoro. Si chiama Seppuku.

Aldo: Ah, il seppuku!

Lucia: Sai cos?

Aldo: Ma certo, sono mezzo giapponese!

Lucia: Sei cosa?

Ettore: una storia lunga.

Lucia: Ma meraviglioso. Non ti andrebbe di unirti a noi? Sai, sto organizzando una cena giapponese e

Aldo: Ettore mi ha raccontato tutto, e mi piacerebbe moltissimo, ma per quella sera ho gi un impegno.

Lucia: Che peccato! E non riesci a liberarti.

Aldo: Eh, non credo proprio. Devo partecipare ad una conferenza su Creta.

Ettore: Sai, lui anche mezzo cretino.

Aldo: Cretese!

Ettore: Certo, cretese.

Lucia: Che peccato.

Aldo: Dispiace anche a me.

Lucia: (urlando) Ah!

Aldo: Che c?

Ettore: Tesoro, che succede?

Lucia: Le scarpe!

Ettore: Ah, le scarpe.

Aldo: Le scarpe?

Lucia: Hai le scarpe!

Aldo: Certo.

Ettore: Lucia vuole che ci si tolga le scarpe prima di entrare in casa, come nelle case giapponesi.

Aldo: Oh, scusate. Non lo sapevo.

Ettore: Non fa niente.

Lucia: Dovresti toglierle e lasciarle fuori dalla porta.

Aldo: Fuori dalla porta? No, no, io scappo subito. Sono passato soltanto per chiedere ad Ettore se sarebbe venuto alla pizzata con i ragazzi del calcetto, tutto qui.

Ettore: Pizza? Magari (guarda Lucia) ma non posso. Solo cibo giapponese in questo periodo.

Aldo: Ah, capisco. Bh, allora ci vediamo.

Ettore: Ci vediamo.

Lucia: Ciao Aldo, e ricordati, la prossima volta senza scarpe.

Aldo: Cercher di ricordarmi di mettere i calzini senza buchi. Ciao. (esce)

Ettore: Ciao. (sospira) La pizza.

Lucia: Di di, lo stai facendo per una giusta causa.

Ettore: Giusta causa?

Lucia: Ma certo, pensa alla riuscita della festa. E alla linea che stai acquistando.

Ettore: Oh, nobilissime cause.

Lucia: Finiscila di prendermi in giro!

Ettore: Per voglio una promessa da te.

Lucia: Dimmi.

Ettore: Per festeggiare la riuscita della festa.

Lucia: S.

Ettore: Ci regaleremo una serata soli, io e te.

Lucia: (interessata) S.

Ettore: Senza nessuno che ci possa disturbare.

Lucia: Oh, s.

Ettore: E

Lucia: S, s.

Ettore: ci faremo una super pizza gigante con peperoni, salame piccante, acciughe, olive, cipolle, salsiccia o ogni ben di Dio che ci verr in mente!!!

Lucia: (delusa) Oh, ma che poeta che sei.

Ettore: Lo stomaco ha bisogno della sua poesia.

Lucia: Sono talmente inebriata dal tuo romanticismo che preferisco andare a preparare la cena. (esce verso la cucina)

Ettore: Eh, poeti si nasce. E io modestamente (suona il campanello) Il citofono.

Lucia: (da fuori) Puoi aprire tu?

Ettore: Certo, apro io. (apre ed entra il signor Iango. vestito con abiti giapponesi ma di apparenza italiano e, se possibile, con un marcato accento) Buonasera.

Iango: Buonasera, sono il signor Iango. in casa la signora Lucia?

Ettore: Certo, in cucina. Ma lei lassistente del maestro giapponese.

Iango: Esattamente. Lei il marito della signora Lucia? Mi ha parlato molto di lei, e dei sacrifici che sta facendo per la nostra festa. Il maestro ed io siamo molto onorati di questo Ettore-san.

Ettore: Bh, si figuri. Non uno sforzo cos grande. Ma piuttosto, lei ha una parlata particolare. Di quale parte del Giappone originario?

Iango: Io? Sono di Trani[1].

Ettore: Ed dalle parti di Osaka?

Iango: No, in Puglia. (come sopra)

Ettore: Ah (perplesso)

Iango: Ho vissuto in Giappone qualche anno per lavoro, unesperienza indimenticabile.

Ettore: Ah, capisco.

Lucia: (entra) Tesoro, chi ? Oh, buonasera Iango-san. (si inchina)

Iango: Buonasera Lucia-san.

Lucia: Benvenuto nella mia casa.

Iango: Una casa molto onorevole. Ho conosciuto Ettore-san.

Ettore: Tutti santi in questa casa.

Lucia: Ma no caro, una forma di cortesia giapponese. San significa signore.

Ettore: Adesso ho capito. Buonasera, san Iango.

Iango: Iango-san, Ettore-san.

Ettore: Ah, daccordo, va messo dopo. Ora vi lascio solo, troppe nozioni mi danno alla testa. Arrivederci-san!.. (esce verso la cucina)

Iango: Arrivederci. molto simpatico suo marito.

Lucia: un tesoro! Sta facendo dei grandi sacrifici per accontentarmi.

Iango: Eh eh, ma non deve essere un sacrificio vivere secondo lo stile giapponese. I giapponesi non si sforzano poi molto.

Lucia: Ma lui non riesce a stare senza la sua pizza. Senza la sua pasta.

Iango: Ma anche noi abbiamo pasta, non lo star mica tenendo solo a riso e alghe?

Lucia: A dire il vero, s. Almeno ne giova anche la sua linea.

Iango: Ahi ahi, uniamo lutile al dilettevole.

Lucia: Certo! Iango-san, non sa come sono ansiosa per questa festa.

Iango: Eh, immagino. E il maestro Okuno ed io le siamo davvero grati per quello che sta facendo. Purtroppo per, le devo portare una brutta notizia.

Lucia: Cos successo?

Iango: Per quanto riguarda la festa.

Lucia: Il maestro ha cambiato idea?

Iango: No, no. Il maestro sar felicissimo di intervenire.

Lucia: Ah, per fortuna. Ci tengo molto.

Iango: Purtroppo sar io a mancare.

Lucia: Lei?

Iango: Gi, degli impegni di lavoro mi costringono a recarmi allestero per qualche tempo.

Lucia: Ma come? Non possiamo spostare la data? In modo da permetterle di essere presente.

Iango: Mi dispiace, ho avuto la conferma solo oggi e la partenza imminente.

Lucia: Sono davvero dispiaciuta.

Iango: Purtroppo salter anche la dimostrazione del rituale Seppuku da parte del maestro Okuno.

Lucia: Salter?

Iango: Certamente.

Lucia: Ma come?

Iango: Il maestro Okuno molto legato al Bushido, lantico codice donore dei samurai, e quindi, anche se si tratta solo di una dimostrazione, il suo Seppuku, il rituale suicidio giapponese, deve essere svolto con tutte le ferree regole della tradizione. Il samurai necessita di un assistente fidato il kaishakunin, che provveder alla decapitazione subito dopo lHarakiri. Ovviamente tutto in forma dimostrativa, non avverr realmente, ma il maestro ci tiene che il rito sia completo.

Lucia: Oh, che peccato!

Iango: un vero peccato, s. Non sono molte le persone che possono affermare di aver assistito ad un Seppuku, anche se solo dimostrativo.

Lucia: Sarebbe stato un grande privilegio per tutti noi, e un tocco unico per la festa.

Ettore: (arriva dalla cucina) Tesoro, devo mettere a bollire il riso? Ma, cos questaria triste?

Lucia: Purtroppo il signor Iango dovr assentarsi per qualche tempo e non potr partecipare alla festa.

Ettore: (dispiaciuto) Oh, che disdetta. Abbiamo ordinato tanto di quel Tofu, ci sar davvero da divertirsi.

Iango: Eh, dispiace anche a me. Purtroppo degli impegni di lavoro mi costringono ad assentarmi.

Lucia: E il maestro Okuno non potr svolgere la cerimonia del Seppuku.

Iango: Esatto.

Ettore: E come mai?

Lucia: Il signor Iango avrebbe dovuto fargli da assistente, e senza la sua presenza il maestro non potr eseguire il rito.

Ettore: Che peccato!

Iango: Davvero, come dicevo a Lucia-san un rito unico al mondo, al quale non sono in molti a poter assistere.

Ettore: Addirittura?

Iango: Certamente. Diciamo che un samurai pu farlo solo una volta nella vita, eheheheh!

Lucia: Ovviamente, eheheheh!

Ettore: (non capisce, ma sta al gioco) Certo, ahahah! E lassistente deve fare molto?

Iango: Bh, no. In questo caso un compito puramente estetico.

Ettore: Potrei farlo io.

Lucia: Come?

Iango: Ma

Ettore: Ma s, se non un compito difficile o gravoso.

Iango: In effetti.

Lucia: Tesoro, lo faresti davvero?

Ettore: Certo, chi non ha mai sognato di fare lassistente allo Zupparo.

Iango: Zupparo?

Lucia: Seppuku, mio marito ha ancora qualche problema con i termini.

Ettore: S, quello. Posso farlo.

Iango: Ma non credo

Lucia: Tesoro, ma sei sicuro?

Ettore: Assolutamente!

Lucia: Non so se hai capito di cosa si tratta.

Ettore: Mi ritieni un idiota, allora?

Lucia: No, no. Ma

Ettore: Mettimi alla prova.

Lucia: (a Iango) Iango-san, cosa ne pensa?

Iango: Ma si. Potrebbe funzionare.

Ettore: Perfetto! Non vi deluder.

Lucia: Caro, sei davvero unico.

Iango: Si fatto tardi, devo proprio scappare. Ettore-san, grazie per la sua disponibilit. A presto Lucia-san e in bocca al lupo per la festa.

Lucia: Oh, sar un successo.

Iango: Lo spero proprio. Arrivederci, Sayonara! (si inchina ed esce)

Lucia: Sayonara, Iango-san. (A Ettore) Oh tesoro, hai salvato la mia festa.

Ettore: un piacere per me esserti daiuto.

Lucia: Meriti un premio speciale.

Ettore: Cosa?

Lucia: (maliziosa) Tutto quello che desideri!

Ettore: (malizioso) Tutto quello che desidero?

Lucia: Tutto!

Ettore: Tutto tutto?

Lucia: Tutto tutto.

Ettore: Sicura?

Lucia: Sicura.

Ettore: Allora

Lucia: S.

Ettore: una bella pizza!

Lucia: Ma

Ettore: Grande, grandissima, enorme!

Lucia: E vada per la pizza. Preparo il forno.

Ettore: Evviva! Tesoro, ti amo tanto!

Lucia: Ti amo tanto anchio. (esce verso la cucina)

Ettore: Una pizza, finalmente una calda, succulenta, farcitissima, tondeggiante pizza!

(suona il campanello, insistito) Arrivo arrivo, che fretta. (apre) Ciao Aldo.

Aldo: Ciao Ettore. Devo dirti una cosa importante!

Ettore: Dimmi, cosa succede.

Aldo: Ecco, ho parlato con mia moglie di quello che mi hai detto.

Ettore: Di cosa?

Aldo: Della festa di tua moglie, e del Seppuku.

Ettore: Ah s, e ci sono delle novit.

Aldo: Novit?

Ettore: S, dovr fare lassistente del maestro per il rito.

Aldo: Oh, cavolo!

Ettore: Non sei entusiasta?

Aldo: No davvero.

Ettore: Bell'amico che sei.

Aldo: Ma tu sai cos un Seppuku?

Ettore: Certo!

Aldo: Ripeto la domanda. Tu sai cos un Seppuku?

Ettore: Bh

Aldo: Ettore.

Ettore: Uff, no. Non lo so cos. Ma sar una delle loro cerimonie, tipo quella del te.

Aldo: Ettore, ho parlato con mia moglie di quello che mi avevi raccontato. Lei ne ha parlato a sua cugina.

Ettore: E allora?

Aldo: Ne ha parlato al fratello del suo compagno

Ettore: E

Aldo: Che lha chiesto alla cugina della sua ragazza

Ettore: Mmh

Aldo: Lei lha chiesto ad Enzo.

Ettore: Enzo?

Aldo: Il tizio di Nola che ha un ristorante ad Osaka.

Ettore: Ah, ecco.

Aldo: Esatto, e lui mi ha detto che il Seppuku

Lucia: (entra) Le scarpe!!!

Fine Primo Atto

Secondo Atto

Stessa scena Aldo seduto con alcuni fogli in mano, Ettore cammina nervosamente.

Terza Scena

Ettore: Non possibile.

Aldo: Eppure cos.

Ettore: Non possibile, ti dico! Forse abbiamo capito male. Forse abbiamo fatto confusione con i nomi.

Aldo: Non credo. Tua moglie ha parlato di Seppuku, e il seppuku questo, scritto nero su bianco. (mostra i fogli in mano)

Ettore: Magari abbiamo letto male, sai, a volte facile sbagliare, basta invertire qualche virgola.

Aldo: Labbiamo riletto 17 volte, e non mai cambiato.

Ettore: Proviamo con la diciottesima! Chi pu dirlo?

Aldo: Finiscila Ettore.

Ettore: Ti prego, lultima volta.

Aldo: E va bene.

Ettore: Bravissimo.

Aldo: Seppuku ,Seppuku un giapponese termine che indica un rituale per il suicidio in uso tra i samurai. In Occidente viene usata pi spesso la parola harakiri. La traduzione letterale del termine Seppuku "taglio dello stomaco" e veniva eseguito, secondo un rituale rigidamente codificato bla bla bla bla. Durante il periodo Edo, divenne una condanna a morte che non comportava disonore. Infatti il condannato non veniva giustiziato ma invitato o costretto a togliersi da solo la vita praticandosi con un pugnale una ferita profonda all'addome di una gravit tale da provocarne la morte bla bla bla.

Ettore: E dellassistente cosa dice?

Aldo: Uff, vediamo, dov? Ah ecco: Per preservare ancora di pi l'onore del samurai, un fidato compagno, chiamato kaishakunin, decapitava il samurai appena egli si era inferto la ferita all'addome, per fare in modo che il dolore non gli sfigurasse il volto soddisfatto?

Ettore: Sono fritto!

Aldo: Certo che ti sei proprio cacciato in un bel guaio.

Ettore: Ah, io?

Aldo: Certo, ti sei offerto volontario.

Ettore: E come facevo a sapere che questo tipo voleva venire a casa mia a commettere un omicidio?

Aldo: Tecnicamente sarebbe un suicidio.

Ettore: E cosa cambia? Sempre di morto si parla.

Aldo: E tu dovrai decapitarlo con un colpo secco, aspetta, come dice? un colpo secco appena il samurai si era inferto la ferita alladdome guarda, c anche la figura.

Ettore: Ma chi se ne frega della figura!

Aldo: Era solo per vedere il procedimento.

Ettore: Ottimo, ottimo! Cos sar pure accusato di omicidio.

Aldo: Bh, lo faresti solo per non far si che il volto rimanga sfigurato.

Ettore: Ah, bene. Almeno so cosa raccontare alla polizia. Bella scusa!

Aldo: Ma lo dice il bushido.

Ettore: Potrebbe dirlo anche limperatore del Giappone, sta di fatto che mi sbatteranno diritto in galera, senza passare dal via.

Aldo: un bel pasticcio.

Ettore: Cosa posso fare?

Aldo: davvero un bel pasticcio.

Ettore: Certo che sei davvero un grosso sostegno.

Aldo: Scusami, ma non vedo via duscita.

Ettore: Bravo, bravo. Continua a sostenermi. Cosa posso fare? Cosa posso fare?

Aldo: Non agitarti, vedrai che una soluzione si trova. Dopotutto non hai ancora ucciso nessuno.

Ettore: (folgorato) vero! Sei un genio Aldo. Un vero genio!

Aldo: Un genio?

Ettore: Ma si, non lavevo vista in questottica.

Aldo: Non ti seguo.

Ettore: Lhai detto tu. Non ho ancora ucciso nessuno.

Aldo: Bh, su questo non ci piove.

Ettore: Quindi non posso venire accusato di omicidio, almeno non ancora.

Aldo: (perplesso) Ovvio.

Ettore: Al massimo potrei venire accusato di tentato omicidio, o tentato pensato omicidio.

Aldo: Eh?

Ettore: un piano geniale!

Aldo: Piano?

Ettore: Sei davvero un genio!

Aldo (spazientito) Vuoi spiegarmi perch sarei un genio? Qual il mio/tuo piano?

Ettore: Mi costituisco!

Aldo: Cosa?

Ettore: Ma s, chiamo la polizia e confesso che uccider un uomo, cos mi arresteranno prima che il tutto possa avvenire!

Aldo: Mi sembra un po contorto come piano.

Ettore: Vedrai che filer tutto liscio, geniale! (va al telefono e compone il numero della polizia)

Aldo: Se lo dici tu.

Ettore: Pronto Polizia, buongiorno, vorrei confessare un delitto. Un omicidio. S, s, esatto. Anzi, per la precisione si tratta dellomicidio di un suicida. Esattamente. No, non c ancora il cadavere. Non c il cadavere perch non ancora avvenuto. No, le assicuro che non sono ubriaco. Certo. Mi ascolti, mi deve aiutare, la prego. Signor agente, la prego. Come? Si ho chiamato io la settimana scorsa per il furto con rapimento. Ma allora era diverso. Mi creda, non ho bevuto. Pronto. Pronto. Ha riagganciato.

Aldo: E come dargli torto.

Ettore: Incredibile, cos che funzionano le forze dellordine in questo paese?

Aldo: Ettore, ragiona.

Ettore: Ah, ma mi sentiranno. Io pago le tasse!

Aldo: Oh, mio Dio.

Ettore: Ti sembra il modo di aiutare un cittadino in difficolt?

Aldo: Ti sembra credibile la telefonata che hai fatto?

Ettore: Perch?

Aldo: Ma scusami, chiami la polizia per dire che ucciderai una persona che vuole suicidarsi. Ti sembra normale? gi tanto che non ti abbiano arrestato.

Ettore: Mi sembrava una buona idea.

Aldo: Non era una buona idea. Poi, sempre meglio non alzare polveroni inutili.

Ettore: E allora cosa posso fare?

Aldo: Non potresti parlarne con Lucia.

Ettore: Con Lucia?

Aldo: Ma certo, le spieghi che non te la senti di fare lassistente e che non sei daccordo con il suo progetto. Semplice.

Ettore: Semplice? Mi chieder non potevi pensarci prima di proporti?

Aldo: Le dici che non sapevi di cosa si trattasse.

Ettore: Non posso. Le ho giurato di aver letto il saggio sulla cultura giapponese che mi ha regalato.

Aldo: E non lhai letto?

Ettore: Nemmeno aperto.

Aldo: Dovrai confessalo.

Ettore: Piuttosto la morte. O la galera.

Aldo: Come sei drammatico.

Ettore: Tu non conosci mia moglie.

Aldo: Cosa mai potrebbe farti?

Ettore: Non lo so e non ci voglio nemmeno pensare.

Aldo: Comunque, o ne parli a lei oppure devi parlarne al maestro Okuno.

Ettore: Ma certo. Il maestro. Aldo, sei un genio.

Aldo: Genio, s. Ma non provare a fare una telefonata come quella di prima.

Ettore: No di certo. Dobbiamo pianificare il tutto a tavolino. Serve una tattica a prova di errore. Vieni, andiamo nel mio studio per definire i dettagli.

Aldo: Ma una semplice telefonata. Basterebbe chiamarlo e dirgli che non te la senti. Tutto qui.

Ettore: Ma no, ti immagini la figura da peracottaio che farei. necessario trovare una scusa pi plausibile. A prova di Lucia.

Aldo: Mah.

Ettore: Vieni con me, ti dico. Troveremo il modo.

Aldo: Sento puzza di guai. (escono verso lo studio)

Lucia: (entra dalla porta di casa con delle borse insieme a Dario) e quando il Signor Iango ha detto di avere un impegno lui si subito offerto volontario. Non un amore?

Dario: Sorellina mia, mi sembra che tu ti lasci incantare un po troppo da tuo marito. La cena tra due giorni e non ha ancora un kimono, figurati se si sta preparando per il Seppuku. Non se lo ricorder nemmeno.

Lucia: Sei sempre molto duro con lui. Ha letto molto sul Giappone e sulla sua cultura. Tutti i libri che gli ho regalato. E tutto per amore mio.

Dario: Non mi convince. Non ce lo vedo Ettore a leggere dei libri, almeno libri che non parlino di calcio.

Lucia: Invece lha fatto! E si offerto volontario. Non una vera prova damore?

Dario: Se lo dici tu.

Lucia: Di, adesso basta chiacchiere. Dammi una mano a mettere via tutta questa roba.

Dario: Eccomi. (escono verso la cucina)

Ettore: (entra dallo studio seguito da Aldo, il quale ha in mano dei fogli) un idea fantastica, incredibile, invincibile!!! (risatina satanica)

Aldo: Mi sembra rischiosa e al quanto inattuabile.

Ettore: infallibile, ti dico. Limportante riuscire a preparare il tutto alla perfezione.

Aldo: questo che mi preoccupa.

Ettore: Ma semplicissimo. Ascolta. Domani verr il maestro per la prova generale. Giusto?

Aldo: Giusto.

Ettore: Tu sarai mio complice.

Aldo: Io?

Ettore: Certo!

Aldo: E cosa devo fare?

Ettore: Tu sarai protagonista del piano.

Aldo: Protagonista?

Ettore: Il libro sul Giappone che abbiamo appena letto non dice forse che i samurai sono estremamente devoti agli dei.

Aldo: S, dice cos.

Ettore: E che affidano il loro spirito e il loro coraggio a Bishamon, il dio della guerra?

Aldo: S.

Ettore: E che tutto il loro agire dovuto alla volont di Bishamon?

Aldo: S, e con questo?

Ettore: Tu sarai Bishamon!

Aldo: Cosa!!!

Ettore: Tu sarai Bishamon. Ti travestirai e dirai al maestro che tua volont che lui non muoia, ma che deve continuare a vivere per tenere alto il suo onore e altre boiate simili.

Aldo: Ma sei pazzo?!?

Ettore: Ma di, semplicissimo. Baster trovare un costume adatto. Bishamon, deve essere quello con sei braccia e la faccia da elefante.

Aldo: Ma non indiano quello?

Ettore: India, Giappone Che differenza fa?

Aldo: C differenza eccome. Il costume deve essere fatto alla perfezione, secondo tutti i crismi.

Ettore: Ma non eri tu quello che non voleva farlo.

Aldo: Sicuro, ma se mi tocca, e a quanto vedo non ho alternative, voglio, anzi pretendo, che sia fatto a dovere.

Ettore: Cos mi piaci!

Aldo: E una volta che avr il costume cosa dovr fare?

Ettore: Allora, lidea questa. Domani verr il maestro per la prova generale.

Aldo: Agiamo gi domani?

Ettore: Certo, la festa dopodomani! Quando vorresti farlo? Tra un mese?

Aldo: Hai ragione anche tu.

Ettore: Dicevo, quando il maestro sar qui per la prova generale io cercher di distrarre Lucia con una scusa lasciando solo il Maestro.

Aldo: Ok.

Ettore: In quel preciso istante tu salterai fuori dalla camera e griderai (in attesa)

Aldo: Grider?

Ettore: Che non deve suicidarsi!!! Abbiamo appena finito di dirlo!

Aldo: Scusami, mi ero distratto.

Ettore: No, niente. Non pu funzionare.

Aldo: Anche secondo me.

Ettore: troppo complesso per te.

Aldo: Un momento

Ettore: (tragico) Ma s, mi toccher suicidare il maestro e finire i miei giorni in gattabuia a pane ed acqua, con una palla di piombo alla caviglia

Aldo: Adesso non facciamo il melodramma. Ce la far, te lassicuro.

Ettore: Sicuro.

Aldo: Sicuro!

Ettore: Bene! Allora siamo daccordo!

Aldo: Solo, non ho capito una cosa.

Ettore: Cos che non hai capito?

Aldo: E se il maestro reagisce?

Ettore: Reagisce?

Aldo: S, ammettiamo che si spaventa e mi divide in due con un colpo di spada?

Ettore: Non lo far.

Aldo: E come fai ad esserne sicuro?

Ettore: Perch sei una divinit. Tu taglieresti in due la Madonnina di Lourdes?

Aldo: Io? No!

Ettore: E allora nemmeno lui taglier in due Bishamon. Vieni in camera che prepariamo il costume.

Aldo: C unaltra cosa che non mi quadra.

Ettore: Cosa c ancora?

Aldo: Io sar tutto bardato. Giusto?

Ettore: Giusto.

Aldo: E sar nascosto in camera. Giusto?

Ettore: Giusto.

Aldo: Non potr vedere la scena. Giusto?

Ettore: Giusto. Giusto. Vuoi arrivare al punto?

Aldo: Mi servirebbe una parola chiave.

Ettore: Hai ragione. Per capire quando il momento di intervenire.

Aldo: Esatto!

Ettore: Esatto. Servirebbe una parola non di uso comune. Per essere sicuri di non usarla per errore.

Aldo: Per non pu essere nemmeno assurda, altrimenti potrebbe destare sospetti.

Ettore: Gi, gi. Pistola! Potrebbe andare bene!

Aldo: No no, pericoloso. Ammettiamo che il maestro armato, tu gli dici Oh che bella pistola. Io salto fuori e quello mi fa secco in un secondo. Meglio qualcosa di pi astratto. Non so Ippocampo!

Ettore: E tu mi spieghi come ci infilo Ippocampo in una frase?

Aldo: Semplice, porti tua moglie in cucina dicendo Tesoro, togliamo lippocampo dal frigo.

Ettore: Tu tieni un Ippocampo nel frigo?

Aldo: Io? No.

Ettore: E allora perch mai io dovrei avercene uno?

Aldo: Non so, cucina giapponese?

Ettore: Ma no. Cerchiamo di trovare una parola adatta.

Aldo: Mmmh.

Ettore: Roulette potrebbe andar bene?

Aldo: S, direi proprio di s.

Ettore: Perfetto! Allora quando sentirai la parola roulette salterai fuori dal nascondiglio e ordinerai al maestro di non suicidarsi e che questa la tua volont. E ora in camera a preparare il costume.

Aldo: Obbedisco! (esce verso la camera)

Ettore: Bravo! E la mia vita salva.

Lucia: (entra dalla cucina) Mi sembrava di aver sentito delle voci.

Ettore: Ciao tesoro, tutto bene?

Lucia: Chi cera con te?

Ettore: Aldo, ci stiamo esercitando per la prova generale di domani.

Lucia: Oh, ma che bravo il mio amore!

Ettore: Eh, tutto il possibile per la mia micina.

Lucia: C Dario in cucina, se avete bisogno gli chiedo di darvi una mano.

Ettore: Per carit, lo sai che con tuo fratello non ho un buon feeling.

Lucia: Peccato, sai che molto preparato sulle cose giapponesi

Ettore: Lo so, lo so. Ma siamo preparatissimi anche noi.

Lucia: e che con la sua esperienza col teatro kabuki pu darvi una mano con i vestiti e il trucco.

Ettore: Un momento, con i costumi?

Lucia: S, i vestiti. Il kimono, lacconciatura.

Ettore: Ma fantastico tutto questo!!! Perfetto!

Lucia: Oh, come sono contenta del tuo entusiasmo.

Ettore: Sono super entusiasta!

Lucia: Ti mando subito Dario.

Ettore: Certo, e poi non disturbarci nel nostro lavoro. Voglio prepararti una bella sorpresa.

Lucia: Che tesoro che sei. (esce verso la cucina)

Ettore: (tra s) Perfetto, perfetto. Quel babbeo di mio cognato ci dar la mano che ci serve per preparare il costume da Bishamon. un piano geniale, geniale! (risata sadica)

Dario: (entra dalla cucina) Mi ha detto Lucia che volevi vedermi.

Ettore: Ma certo, mio caro cognatino.

Dario: Ti senti bene?

Ettore: Benissimo.

Dario: Mah.

Ettore: Ma di, non posso essere contento di incontrare il mio cognatino preferito?

Dario: Sono lunico cognato che hai.

Ettore: Non stare a puntualizzare tutto.

Dario: Cosa hai bisogno da me?

Ettore: Guarda che non mi comporto cos perch ho bisogno.

Dario: Me lha detto Lucia che hai bisogno di una mano.

Ettore: Una mano, una mano. Volevo fare quattro chiacchiere con te.

Dario: Con me? Tu?

Ettore: Certo. Ho saputo che hai una nuova passione per il teatro giapponese.

Dario: S, solo per il teatro Kabuki.

Ettore: Bh, interessante. E dimmi, ci sono i mostri nel teatro kabuki?

Dario: Mostri?

Ettore: S, non so. Tipo gli di giapponesi.

Dario: Di o mostri.

Ettore: Di, mostri. uguale.

Dario: No che non uguale.

Ettore: Insomma, a me interesserebbe Bishamon.

Dario: A te interesserebbe Bishamon per cosa?

Ettore: Per il teatro.

Dario: Il teatro? E da quando ti interessi di teatro?

Ettore: A me interessa tantissimo il teatro, soprattutto quello giapponese. E con Aldo vorremmo fare uno spettacolo giapponese per la festa.

Dario: una bellissima idea.

Ettore: Trovi? Credi che Lucia ne sar contenta?

Dario: Ma sar contentissima!

Ettore: Ecco, per non dovrai dire nulla perch vorrei farle una sorpresa.

Dario: Sar muto.

Ettore: Allora ci darai una mano con Bishamon?

Dario: Mmmh.

Ettore: Bh?

Dario: Non so.

Ettore: Non vuoi aiutarci? Qual il problema?

Dario: Bishamon scontato, come tutte le storie di di. Il teatro esperimento. novit. Dovremmo fare qualcosa di pi moderno.

Ettore: Pi moderno?

Dario: Esattamente. Ne sto preparando uno che favoloso.

Ettore: E non c Bishamon?

Dario: No, non c.

Ettore: Peccato.

Dario: Ma geniale. La scena spoglia. Minimalista. Come la cultura giapponese. Nel primo atto abbiamo sullo sfondo il monte Fuji.

Ettore: un classico.

Dario: E in scena un raccoglitore di riso chino e voltato di spalle.

Ettore: Abbastanza classico anche questo.

Dario: Il raccoglitore lavora incessantemente per tutta la durata dell'atto.

Ettore: Non mi sembra di vederci nulla di sperimentale.

Dario: S, ma sei pronto al momento di rottura?

Ettore: Sono pronto.

Dario: Per 45 minuti si sentir solo il cigolio di una porta che si apre e che poi si chiude sbattendo.

Ettore: Eh?

Dario: E alla fine dellatto, dopo quarantacinque minuti di porta, dopo che il raccoglitore ha lavorato chino per tutto il tempo. Si sente lo squillo di un cellulare e il raccoglitore di riso risponde al telefono.

Ettore: Eh, proprio una bella rottura.

Dario: Ma non capisci? il passaggio dalla tradizione alla modernit.

Ettore: Eh, capisco.

Dario: Nel secondo atto invece un uomo chino mentre pulisce del pesce per farne del sashimi. E gli scarti del pesce li getta nel pubblico.

Ettore: Nel pubblico?

Dario: Esatto! Significa che se desideri qualcosa devi essere pronto ad accettare anche gli scarti, cio il lato brutto e scomodo della vita.

Ettore: Ma che schifo per il pubblico.

Dario: Non trovi anche tu che sia geniale?

Ettore: Geniale, assolutamente geniale. Ma Bishamon?

Dario: Bishamon no, vecchio. Il teatro ha bisogno di novit di sperimentazione.

Ettore: Senti, a me serve Bishamon! Ci daresti una mano a preparare il costume oppure vuoi aspettare che il raccoglitore risponda al telefono?

Dario: Ma s, va bene. Certo che vi do una mano.

Ettore: Bravissimo.

Dario: Anche se...

Ettore: Bishamon!

Dario: Ma veramente.

Ettore: Bishamon.

Dario: E va bene, vada per Bishamon. Per per Bishamon importante il movimento. La posizione.

Ettore: Posizione? Movimento?

Dario: Si, allora Bishamon Si posiziona con le gambe divaricate. (spalanca le gambe)

Ettore: Gambe divaricate.

Dario: Poi, le ginocchia vanno lievemente piegate.

(si posiziona)

Ettore: Piegate, ok. Aspetta, aspetta. Aldo! (grida) Aldo!

Aldo: (entra) Mi hai chiamato? Ma (indicando Dario rimasto in posizione) non si sente bene?

Ettore: Sta benissimo. Mettiti in questa posizione.

Aldo: Cosa?

Ettore: la posizione di Bishamon! Mettiti in posizione!

Aldo: Cos? (indicando Dario)

Ettore: S! Cos! Non protestare e fallo!

Aldo: Va bene. Se proprio devo.

Ettore: Proprio devi! Dario, scusaci. Continua pure.

Dario: Dicevo. Dopo la posizione, Bishamon deve roteare vorticosamente la testa.

Ettore: Roteare la testa.

Aldo: Vorticosamente?

Dario: Esatto!

Aldo: Tipo concerto rock?

Ettore: Tipo concerto rock!

Dario: Ed emettere acuti gridi.

Aldo: Cosa?

Dario: Ekkk! Ekkk! (emette gridi acuti)

Aldo: Ekk! Ekk! (emette gridi acuti, poi cerca di roteare, barcolla fino quasi a cadere) Aiuto! Gira tutto!

Ettore: Dario, ti ringrazio per la buona volont ma mi fermerei al costume.

Dario: Ma no! Non possibile fare Bishamon senza la rotazione.

Ettore: Davvero, va benissimo cos!

Dario: Ma non si pu non...

Ettore: Aldo! Prendiamolo e portiamolo di l! (lo bloccano e lo trascinano fuori)

(buio)

Quarta Scena

Stessa scena precedente. Lucia ed Elisa sono in scena.

Lucia: Come sono emozionata!

Elena: Calmati, calmati.

Lucia: Il maestro sar qui a momenti.

Elena: Lo so, lo so.

Lucia: tutto pronto? Non sono sicura di avere controllato bene.

Elena: tutto pronto, abbiamo controllato 5 volte. Stai calma, andr tutto benissimo.

Lucia: E se al maestro non piace la casa? Se la trovasse poco giapponese.

Elena: fantastica, te l'assicuro.

Lucia: E Ettore?

Elena: Cosa?

Lucia: Ettore sar pronto? Ettore!

Ettore: (entra dalla camera sempre con il kimono corto) Mi hai chiamato, amore?

Lucia: Cosa fai conciato cos?

Ettore: Aspetto il maestro Okuno.

Lucia: E il kimono che abbiamo comprato?

Ettore: Quello lo tengo per la festa, non vorrei sporcarlo.

Lucia: Hai ragione amore.

Elena: (ad Ettore) Farai un figurone con quello, un kimono da vero samurai.

Ettore: Grazie Elena. tutto pronto in cucina?

Elena: Certo, io e Lucia abbiamo controllato 5 volte.

Ettore: Solo cinque volte, sarebbero meglio sei.

Elena: Sei?

Lucia: Credo che Ettore abbia ragione, sarebbe meglio controllare un'altra volta.

Elena: Un'altra volta?

Lucia: Ma s. Ti prego Elena, solo un'altra volta.

Elena: E va bene.

Lucia: Grazie grazie grazissime. (escono verso la cucina)

Ettore: E queste sono sistemate, la mania per la precisione di mia moglie imbattibile. Vediamo a che punto Aldo. (si avvicina alle camere) Ehi, ehi.

Aldo: (da fuori): Cosa c'?

Ettore: Come va da quelle parti?

Aldo: (da fuori): Non so, mi sembra ridicolo.

Ettore: Non sei ridicolo, sei mitologico. Sei un dio.

Aldo (da fuori): Certo, come no!

Ettore: Dai, fatti vedere.

Aldo: (da fuori): Non ci penso nemmeno.

Ettore: Muoviti, prima che tornino dalla cucina.

Aldo: (da fuori): E va bene, ma non ridere.

Ettore: Non rido.

Aldo: (da fuori): Giura!

Ettore: Giuro!

Aldo: (entra, il costume di bishamon quello di un guerriero samurai con una lancia in una mano e con una pagoda dorata nell'altra, ora, ovvio che pi buffo e inverosimile si presenter il costume e maggiore sar l'effetto comico della situazione): Eccomi.

Ettore: Ahahahahahahahah!

Aldo: Uff, avevi giurato!

Ettore: Ahahahahahah, non ti si pu guardare!

Aldo: Finiscila.

Ettore: Magnifico! Magnifico! Ahahahah!

Aldo: Senti, colpa di tuo cognato. Non la finiva pi di attaccarmi ammennicoli vari.

Ettore: (ridestandosi) Ah, Dario. Che fine ha fatto?

Aldo: L'ho legato e imbavagliato.

Ettore: Cos'hai fatto?

Aldo: Senti, dopo che mi ha raccontato il quindicesimo atto del suo spettacolo kabuki non l'ho retto pi!

Ettore: Ma s, hai fatto bene. Almeno non ci romper le scatole.

Lucia (da fuori): Tesoro, con chi stai parlando?

Ettore: Con nessuno cara, provavo la parte! (ad Aldo) Adesso muoviti e corri a nasconderti.

Aldo: Ok, a dopo. (esce verso la camera)

Lucia: (entra con Elena dalla cucina) Bravissimo il mio Amore! In cucina tutto a posto.

Aldo: sempre meglio dare una controllata.

Elena: Sei controllate.

Lucia: Meglio essere sicuri. (campanello) Oh, deve essere il maestro. (apre e introduce Okuno) Sensei Okuno, un onore averla tra noi. (si inchina)

Okuno (ricambia l'inchino): Onore mio, Lucia-san. Elisa-san. E questo signore deve essere Ettore-san, il mio assistente speciale, e marito molto fortunato.

Ettore: Molto fortunato, Sampei.

Lucia: Sensei, Ettore. Sensei, che significa maestro. Sampei un pescatore.

Okuno: O, no importa. Sampei era molto pi divertente di vecchio maestro samurai.

Ettore: Ah, ah. Molto divertente. Ma Lucia, perch non mostri la casa al maestro, potresti incominciare dalla cucina.

Lucia: Oh, hai ragione caro. Ma che sbadata, non sono davvero una brava padrona di casa.

Okuno: No importa davvero.

Lucia: Venga con me maestro, le mostro la casa.

Ettore: Vada, maestro, vada.

Okuno: Seguo con piacere Lucia-san.

(Lucia, Elena e il maestro escono verso la cucina)

Ettore: (chiamando Aldo) Aldo, Aldo.

Aldo: (entra dalla camera) Cosa vuoi ancora?

Ettore: Ti ricordi bene il piano?

Aldo: S, certo che me lo ricordo.

Ettore: Bene, allora ridimmelo.

Aldo: Cosa?

Ettore: Il piano.

Aldo: Il piano? Ancora? Ma...

Ettore: Ho detto di ripetermelo, e non fare tante storie.

Aldo: Quando tu dirai la parola chiave...

Ettore: Che ?

Aldo: cosa?

Ettore: La parola chiave!

Aldo: Ah, roulette.

Ettore: Mi raccomando.

Aldo: Dicevo, quando dirai roulette io salter fuori dicendo la frase al maestro.

Ettore: E qual la frase?

Aldo: Aspetta! (estrae un biglietto da una tasca)

Ettore: Ma non la sai a memoria?

Aldo: Non ancora.

Ettore: Quando salterai fuori non potrai dire aspetta al maestro ed estrarre un fogliettino di carta! Cos cade tutta la scena.

Aldo: Quando sar il momento la sapr a memoria, non ti preoccupare.

Ettore: Questo il momento. Il maestro gi di l, non potr tenerlo impegnato per molto.

Lucia: (da fuori) Tesoro!

Ettore: Dimmi, amore. (ad Aldo) Vai a studiare, e mi raccomando!

Aldo: Stai tranquillo! (esce verso la camera)

Lucia: (entra dalla cucina con Elena e il Maestro) Tesoro, mostreresti tu le camere al maestro, cos noi possiamo preparare uno stuzzichino.

Ettore: Ehm, le camere? No!

Elena: No?

Lucia: NO?!? Ma come?...

Ettore: Intendevo dire, il maestro venuto per le prove, non per la casa. Dovremmo provare. Giusto?

Lucia: O, tesoro, non credevo avessi preso cos a cuore la situazione.

Ettore: Amore, per te questo ed altro.

Okuno: Questa dilezione per il dovere degna di vero samurai, Ettore-san.

Ettore: Lei mi onora maestro.

Elena: (a Lucia) Ma ha bevuto?

Lucia: Non so, lo trovo molto strano anch'io.

Ettore: Allora, non avete altro da fare? Io e il maestro dobbiamo provare.

Lucia: Volevamo vedere le vostre prove.

Ettore: No!

Lucia: No?

Ettore: No, deve essere una sorpresa.

Lucia: Che amore.

Ettore: S, si, amore. Ma adesso andate in cucina.

Lucia: Andiamo Elena, magari c' ancora qualcosa da pulire.

Elena: Eh no, adesso basta!

Ettore: Via!

Lucia: Su, andiamocene. Lasciamoli lavorare.

(escono verso la cucina)

Ettore: Bene. Eccoci qui. Quindi, dovremmo provare. Giusto?

Okuno: S, Ettore-san. La tradizione dei samurai molto rigida in fatto di protocolli e cerimonie. Oltre che essere tutto molto, come dite in Italia? Spettacolare!

Ettore: (tra s) Si, s. Mi immagino che spettacolo. Tutti sognano di vedere uno che si squarta la pancia in diretta.

Okuno: Come dice?

Ettore: No dicevo, secondo lei le sue allieve sono pronte per un simile spettacolo?

Okuno: Assolutamente! Prontissime. E dovr essere pronto anche lei. Possiamo incominciare con le prove?

Ettore: Certo! Certamente. Se ne proprio sicuro.

Okuno: Vedr che non complicato. Ecco la sua katana. (consegna una spada a Ettore)

Ettore: Oddio. Sto male!

Okuno: Non si spaventi. solo...

Ettore: Lo so, lo so benissimo. Cos'.

Okuno: Ma no, intendevo....

Ettore: Aiuto, aiuto! Roulette!

Okuno: Come dice?

Ettore: Roulette! (grida) Ho detto ROULETTE!

Aldo: (da fuori) Non sono ancora pronto!

Ettore: Ma come, non sei pronto!

Okuno: Ma che succede?

Lucia: (rientra dalla cucina con Elena) Tesoro, ma stai urlando? Tutto bene?

Ettore: Certo! Tutto una meraviglia! Ma... Ma avete fatto vedere bene la cucina al maestro? Sono sicuro che a lui interessa moltissimo vedere la collezione... di sottaceti che abbiamo in dispensa. Vero maestro?

Okuno: Ma veramente...

Ettore: Venga con me maestro, non sia timido. Vedr quanto le piaceranno. (escono verso la cucina)

Elena: (a Lucia) Ma avete una collezione di sottaceti?

Lucia: Non che io sappia.

Elena: molto strano oggi Ettore.

(campanello)

Lucia: Ma chi sar?

(apre la porta, entra un agente di polizia)

Agente: (a Lucia) Buongiorno, Polizia. lei la padrona di casa?

Lucia: S, sono io, agente. Ma a cosa devo questa visita?

Agente: Non si preoccupi signora, solo un controllo.

Lucia: Ah, meno male.

Agente: Alla centrale abbiamo ricevuto due strane chiamate da questo numero.

Elena: Due chiamate?

Agente: E lei signora chi ?

Elena: Io, un'amica di Lucia.

Agente: E Lucia chi sarebbe?

Elena: (indicando Lucia) lei.

Lucia: S, signor agente, sono io Lucia. Lucia Messeri.

Agente: Bene, io sto parlando con la padrona di casa, la signora Lucia Messeri, quindi faccia il piacere di non interrompere.

Elena: Mi scusi.

Lucia: La perdoni, agente. Due chiamate diceva?

Agente: Esattamente. Due richieste d'intervento.

Lucia: Non capisco proprio.

Agente: La prima per un furto di mobili e rapimento, la seconda per un tentato suicidio.

Elena: Tentato suicidio?

Agente: Signora, cosa le avevo detto?

Elena: Mi scusi di nuovo.

Lucia: Ma sono due telefonate assurde.

Agente: Ed per questo che mi hanno mandato a controllare. Non vorremmo che qualcuno si stesse prendendo gioco della centrale con degli stupidi scherzi telefonici.

Lucia: Guardi signor agente. Io le assicuro che queste telefonate non possono essere partite da questa casa. Qui viviamo solo io e mio marito, due persone adulte e sensate.

Ettore: (entra dalla cucina con il maestro, Ettore sta imboccando il maestro con delle olive infilzate con uno stuzzicadenti) Ancora una, ancora una. Maestruccio apri la boccuccia.

Okuno: Gnam!

Ettore: Bravo il maestro, bravo.

Elena: Appunto.

Lucia: Ma tesoro?

Ettore: Stavo mostrando al maestro la collezione di sottaceti. (notando l'agente) Ma, abbiamo visite?

(il maestro, vedendo l'agente tende ad irrigidirsi)

Lucia: S, caro. Questo agente dice che in centrale hanno ricevuto delle strane telefonate.

Ettore: Strane telefonate?

Agente: Lei il padrone di casa?

Ettore: Esattamente.

Elena: Altrimenti ti cazziava.

Agente: Come?

Elena: Nulla nulla.

Agente: Come dicevo a sua moglie, abbiamo ricevuto delle strane telefonate...

Ettore: Signor agente, le assicuro che non abbiamo fatto alcuna strana telefonata.

Agente: ...la prima per un furto di mobili e rapimento, la seconda per un tentato suicidio.

Ettore: Ah, quelle telefonate.

Agente: Lei sa qualcosa signor Messeri.

Lucia: Ma, tesoro.

Ettore: Come?

Agente: Chiedevo se lei sa qualcosa riguardo queste telefonate.

Ettore: Io? No...

Agente: Non mi sembra.

Lucia: Tesoro, le hai fatte tu?

Ettore: Ma no amore, ovvio che non le ho fatte io.

Agente: E allora chi le ha fatte?

Ettore: Chi le ha fatte?

Lucia: S tesoro, se non sei stato tu di' al signore chi le ha fatte.

Elena: Gi, diglielo cos ce lo leviamo di torno. Oops. Scusi.

Agente: Me lo dica, signor Messeri.

Ettore: Ecco...

Agente: S?

Ettore: stato...

Agente: S?

Ettore: stato il mio amico Aldo.

Lucia: Aldo?

Agente: Il suo amico Aldo?

Ettore: Esatto.

Agente: E questo suo amico viene a casa sua a fare telefonate strane alla polizia? E lei lo appoggia?

Ettore: Ma no signor agente, si trovava in un momento di depressione. Era ossessionato... da malviventi ed omicidi. Ed per questo che vi ha chiamati. Io ho cercato in ogni modo di dissuaderlo, ma non c' stato nulla da fare.

Agente: E dove si trova ora questo Aldo?

Ettore: Oh, a casa sua.

Agente: E dove abita.

Ettore: Dove abita? Bh, a pensarci bene mi ha detto che sarebbe partito per un lungo viaggio. Credo sia gi troppo lontano per raggiungerlo.

Agente: Va bene, va bene.

Ettore: Va bene?

Agente: Ma s, l'importante che non si ripetano pi queste telefonate. Altrimenti Aldo o non Aldo io vengo qui e la spedisco subito al fresco. Intesi?

Ettore: Assolutamente.

Agente: Signori, io rientro in centrale, mi scuso ancora per aver disturbato.

Elena: Scuse accettate.

Agente: (si avvicina a Okuno) Sentivo che la chiamavano maestro. Cosa insegna?

Lucia: Lui il famoso maestro Okuno. Sommo conoscitore della filosofia giapponese.

Agente: Ah, il Giappone, dove mangiano il pesce crudo.

Lucia: Non solo, un paese magnifico. Glielo dica Okuno-san.

Okuno: Gi.

Agente: (scruta attentamente Okuno) S, me lo dica Okuno.

Okuno: Ma... in questa situazione. Non saprei cosa dire.

Agente: Si faccia vedere bene.

Okuno: Ma...

Lucia: Ma come si permette?

(Okuno cerca di scappare ma l'agente lo bracca)

Elena: Ma lo lasci.

Lucia: Si fermi o chiamo la polizia.

Ettore: lui la polizia.

Agente: Okuno-san vero? Maestro giapponese, vero?

Ettore: No?

Lucia: tutto vero!!!

Agente: Ma quale maestro Okuno! Questo signore Aristide Nardelli detto Il Cinese. Famoso per truffa e gioco clandestino. Sono anni che lo cerchiamo.

Lucia: Ma no, ci deve essere un errore.

Agente: Nessun errore signora. La centrale piena di sue foto.

Ettore: Alla faccia del maestro.

Lucia: Non posso crederci.

Elena: Che fregatura!

Okuno: Accidenti a voi e alle vostre telefonate.

Ettore: Sono state davvero propizie le mie telefonate, non c' una ricompensa per la cattura?

Agente: Ma non mi aveva detto che era stato un certo Aldo l'artefice delle telefonate?

Ettore: Certo, Aldo. Il mio amico Aldo.

Agente: E allora sar il signor Aldo che ricever la ricompensa.

Ettore: Ma, no.

Agente: Mi spiace ma sono gli scherzi della vita. La vita come un gioco. come la roulette.

Ettore: Roulette, no!

Aldo: (entra dalla camera vestito da bishamon) Sono Bishamon il dio della guerra e ti ordino di non suicidarti...

Agente: Ma che succede? (estrae la pistola, Aldo la vede e sviene. Okuno scappa verso la cucina e l'agente lo insegue seguito a sua volta da Elena)

Ettore: Tombola!

Lucia: Ma che succede?

Ettore: Nulla, cara.

(dalle camere esce anche Dario legato e saltellante)

Dario: Aiuto, aiuto! Liberatemi!

Lucia: Ettore, ma che succede?

Ettore: Nulla, tesoro, tutto sotto controllo.

Lucia: Come?

(mentre parlano Okuno, l'agente, Elena e Dario continuano a passare avanti e indietro inseguendosi mentre Aldo rimane a terra svenuto)

Ettore: Era un nostro piano.

Lucia: Un vostro piano.

Ettore: S, mio e di Aldo. Non volevo finir in galera per aver ucciso il maestro, ma nello stesso tempo non volevo deluderti rinunciando di fare l'assistente per il seppuku. Allora abbiamo organizzato una messa in scena per convincere il maestro a non suicidarsi.

Lucia: (scoppia a ridere) Che sciocchino. Davvero hai fatto tutto questo per me?

Ettore: Certamente. Ma perch ridi?

Lucia: Perch il maestro non si sarebbe suicidato davvero, era solo una dimostrazione.

Ettore: Una dimostrazione?

Lucia: Ma s, per con il tuo piano hai permesso di smascherare il finto maestro.

Ettore: Allora ho fatto una cosa buona.

Lucia: Assolutamente.

Ettore: Per, hai visto che caos? Promettimi una cosa.

Lucia: Tutto quello che vuoi.

Ettore: Che la prossima volta che ti verr in mente di organizzare una festa giapponese ne parlerai prima con me, cos avr tutto il tempo per dissuaderti.

Lucia: Ma certo amore mio te lo prometto. Te lo giuro! Anzi, ti dir di pi.

Ettore: Cosa?

Lucia: Sai, tutta questa storia del Giappone mi ha un po' stancata.

Ettore: Davvero?

Lucia: Ma s: mangiare riso e alghe. E pesce crudo. Dormire per terra. Non fa per noi.

Ettore: Ma cara, io cercavo di dirtelo.

Lucia: E io ero sorda e non volevo ascoltarti.

Ettore: Come sono felice. Finalmente torneremo a mangiare spaghetti, bucatini, rigatoni!

Lucia: Curry.

Ettore: Curry?

Lucia: S curry.

Ettore: Ma non hai mai cucinato del curry.

Lucia: ora di incominciare.

Ettore: Incominciare? Cosa?

Lucia: Ma come cosa?. Di vivere come in India, no?

(parte musica indiana e Lucia esce danzando)

Ettore: Nooooo!

F i n e


[1] Sostituire con una localit italiana adattabile alla parlata scelta.